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LINGUISTICA ITALIANA III: LESSICOLOGIA


INTRODUZIONE ALLO STUDIO
Definizione della lessicologia: - dal punto di vista etimologico (etimon-la radice+logos-la scienza) origine greco antico legein- parola, il fenomeno di parlare+scienza studiodella parola, l`arte di parlare; per secoli la parola indicava e portava il significato - dal punto di vista filologico, una disciplina linguistica che si occupa dell`insieme delle parole di cui costituita la lingua italiana. Questo patrimonio di delle unit lessicali rappresenta il risultato di un lungo processo storico ed una categoria per molte ragioni in continuo cambiamento. La lingua italiana e il suo fondo lessicale possono essere e devono essere analizzato da 2 punti di vista: 1. Lo studio SINCRONICO: (SYN-con, CHRONOS-tempo, lo studio contemporaneo) la lingua viene considerata in un determinato tempo. Questo metodo preferito da molti linguisti. 2. Lo studio DIACRONICO: (DIA-attraverso, CHRONOS, lo studio della lingua attraverso il tempo) lo studio del fondo lessicale nel processo evolutivo per cavare le consequenze importanti o per vedere gli aspetti di un tale momento della fotografia. Due metodi sono sempre complementari. Il fondo lessicale della lingua italiana, cio tutte le parole che si trovano nei dizionari della lingua italiana possono essere prese in considerazione secondo il metodo sincronico o diacronico. Usando il metodo sincronico, cio cercando di determinare la lingua italiana in un momento storico, possiamo constatare la presenza del DIASISTEMA LINGUISTICO, che esiste in una contradizione tra la lingua parlata (o tra le lingue parlate- DIALETTI che vivono nella bocca di diverse regioni d`Italia) e la lingua standard che si sente attraverso la tv, la radio, le riviste ecc. Accanto ai dialetti e alla lingua standard ci sono anche diversi MODI DI PARLARE (modo quotidiano, modo illustre ecc.) e METALINGUE (come la lingua di medicina, di sport ecc.).

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Questo grande numero dei dialetti e le differenze tra loro fanno che la gente in Italia non si capisce bene- un siciliano usando il proprio dialetto non sar capito da un napoletano o un friulano ecc. Secondo le teorie e le ipotesi per cui dobbiamo ringraziare un grande filologo e romanista croato, il professore eljko Muljai, oggi in filologia non si parla pi dei dialetti ma delle lingue. Secondo le sue ipotesi napoletano, friuliano, piemontese ecc. non sono dialetti ma lingue che tutte attaccate a un tempo determinato fanno un diasistema. Gli italiani, per capirsi, devono parlare una lingua italiana formata sui principi comuni che fanno un diasistema. Risulta che il diasistema la rete dei rapporti che stanno alla base di due o pi dialetti cio modi di parlare e che soprattutto serve ai linguisti per mostrare la differenza fra i singoli dialetti appartenenti allo stesso diasistema. Esiste il tentativo storico di dividere i dialetti settentrionali da quei meridionali. Il confine che li divide si chiama linea gotica. Si tratta del confine che parte dalla Spezia e arriva fino a Rimini. Si chiama cos perch la linea fino a cui erano arrivati i Goti invadendo l`Impero Romano. Neanche l`appartenenza a uno dei due gruppi non assicurava durante la storia la piena comprensibilit. Le differenze tra i dialetti sono grandi e notevoli. Soltanto l`esistenza della lingua standard associata addiritura aggrapata alla rete del diasistema permetteva agli italiani la comunicazione. Attorno alla rete del diasistema, attorno ai principi morfosintatici si formava una lingua comune a tutti gli italiani che oggi porta il nome della lingua standard. La storia di questo fenomeno linguistico risale ad epoca in cui l`italiano si stava formando. In Italia gi nel 4e 5 secolo (il periodo medievale) si parlava una lingua molto diversa ed allontanata del classico latino. Nei testi scritti nel periodo medievale si parla di una lingua volgare, di un idioma volgare (VOLGARE-proviene dal lessema latino vulgus-popolo non educato, popolo semplice, una multitudine di gente). L`idioma volgare indica la lingua parlata da quelli che non conoscevano il latino, e trasformatasi dal latino classico si sviluppava nella bocca della gente semplice. Comunque, i documenti scritti in quell`epoca non sono conosciuti. Fino al nono secolo tutti i documenti scritti in Italia sono in latino e non sappiamo dire con certezza come era formata la lingua volgare. I primi testi scritti in volgare sono dal nono secolo. Fra i pi vecchi il famoso Indovinello Veronese, la prima espressione del volgare dove si incontrano gli elementi che non sono latini. La morfologia e la sintassi sono diverse. Le consonanti finali spariscono, si possono vedere le prime tracce dello spostamento dell`ultimo accento (tutte le parole latine portavano l`accento sulla penultima sillaba, tranne i prestiti greci). Si incontrano parole 2

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tronche (virtus, viritis, virtude, virt), la caduta delle consonanti finali, sparisce la declinazione sintatica e si mostra la necessit dell`aiuto delle preposizioni. Gli altri famosissimi testi dell`epoca sono I Placiti Cassinesi (960-963), La Carta Capuana (parla sempre usando la lingua amministrativa, decimo secolo), La Confessione di Norcia (un testo guidiziario anche questo). Incontriamo per anche dei testi che si possono definire come i testi letterari: LE CARTE SARDE, LA CARTA SAVONESE, LA CARTA DI TEANO, IL RITMO BOLOGNESE ecc. Si vede gi la presenza di un timbro, un marchio personale dell`autore, il suo atteggiamento verso queste descrizioni in forma del dialogo. Si pu parlare anche dei valori artistici, letterari e delle espressioni individuali di un autore. La lingua in cui sono scritti questi documenti non pi il latino, ma neanche l`italiano: IL VOLGARE. Questo volgare mostra le differenze in ognuno di questi documenti. Grande variet del volgare, grande variet espressiva morfosintatica ci fa pensare che i dialetti nascono prima della lingua letteraria,cio la lingua italiana. I dialetti si formano dunque sulla rovina del latino classico. Appena nel Duecento troviamo le prime vere opere letterarie. In Sicilia, a Palermo nasce un centro poetico dove si formata LA SCUOLA SICILIANA(la pi antica). I rappresentanti erano Guido delle Colonne, Odo delle Colonne, Federico II lo Svevo, suoi figli Enzo e Manfredo, Pier della Vigna (giudice e cancelliere), Jacopo da Lentini (il padre del sonetto), Cielo d`Alcamo (Rosa Fresca Aulentissima) ecc. Nel centro della penisola poi si forma LA SCUOLA TOSCANA presso a cui si scrive in toscano. In Sicilia si forma lo strambotto (componimento di 8 versi di rima stramba, sciolta, ubriaca, senza ordine), e in Toscana nasce il rispetto (8 versi rimati secondo la rima alterata ABBACC). I temi dello strambotto siciliano erano presi dalla vita quotidiana; cantavano dell`amore. a nord-ovest dell`Italia c`erano i TROVATORI, l`influsso provenzale (Liguria, Valle d`Aosta) a nord-est prevale la tradizione poetica narrativa che si chiama la letteratura francoveneta (Si parla di Orlando, di Carlo Magno ecc.) La lingua che era usata come quella della letteratura religiosa che viene dopo con Francesco d`Assisi al capo (Il Cantico delle Creature). Parlando della letteratura religiosa bisogna menzionare Tommaso d`Accelone (Tractus de Miraculus) e Jacopone da Todi (Pianto della Madonna). Tutte queste carte e tutti questi documenti possiedono un certo valore estetico. 3

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La confermazione DE VOLGARI ELOQUENTIA scritto in latino da Dante. Lui dice che volendo scrivere della lingua volgare per forza deve scrivere in latino perch la lingua di cui parla tanto povera da non poterla usare per scrivere un`opera scientifica. Secondo Dante, in quella lingua si poteva scrivere, ma non scientificamente. Nel Trecento nasce LA DIVINA COMMEDIA, l`opera principale di Dante scritta del tutto in volgare. Fu conosciuta in tutta l`Italia anche durante la sua vita. In quel periodo scrivere bene voleva dire scrivere come Dante e perci gli Italiani volevano imparare il volgare. Dopo Dante incontriamo Petrarca che scriveva in toscano anche lui, proprio come Boccaccio. Cos, senza leggi, nasce la lingua italiana.

IL FONDO LESSICALE ITALIANO


Usando i termini scientifici, con questi tre autori nascono i punti principali del diasistema. Il latino comincia a perdere il suo ruolo, si usa solo nei circoli limitati nelle accademie, nelle chiese ecc. IL MATERIALE LESSICALE possibile dividerlo in pi gruppi. Questo processo evolutivo dai testi di cui Dante parla in De Volgari Eloquentia ci mostra che quel materiale lessicale pu essere diviso in tre gruppi di parole, problemi lessicali che cercano la nostra attenzione. 1.l`origine delle parole 2.le creazioni di parole nouve tramite diversi mutamenti semantici 3.le nuove creazioni lessicali nate mediante i diversi cambiamenti morfologici L`ORIGINE DELLE PAROLE L`origine il termine che indica la provenienza delle parole che oggi troviamo nei dizionari italiani. Questo gruppo conosce pi sottogruppi di parole appartenenti: l`elemento autoctono forestierismi che dopo vengono divisi in parole straniere e in prestiti, ed i latinismi che possono essere diretti e indiretti. Ci sono anche CALCHI LINGUISTICI;un tipo speciale di forestierisni che possono essere nati per semplice traduzione-ad literam, traduzione diretta e per estensione del significato.

Queste sono le fonti possibili di cui viene il lessico italiano.

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LE CREAZIONI DI PAROLE NUOVE MEDIANTE DIVERSI MUTAMENTI SEMANTICI Questa l`unit lessicale composta da pi fenomeni linguistici che per secoli formava la lingua italiana. LA POLISEMIA un processo incontinuo, attivo e produttivo ancor oggi. Si tratta di un fenomeno linguistico per cui una parola, un insieme di suoni, assume pi significati in vari contesti(-uno dei mutamenti semantici) es.ordine militare; ordine pubblico L`OMONIMIA un altro fenomeno che nasce per lo pi grazie alla disgregazione della polisemia e rappresenta un fenomeno per cui la stessa parola o pi parole di stesso aspetto fonico esprimono diversi significati- senza il contesto. LA SINONIMIA un po` diversa, si parla di parole di diversa struttura fonica per di uguale significato. Una sinonimia assoluta non esiste. La betola Ci si mangia un po` ma si beve molto La locanda Si mangia bene ma non si dorme La trattoria Si mangia benissimo e si dorme L`hotel Una parola straniera, il posto pi caro L`albergo Si paga di pi MADRE-MAMMA; PADRE-BABBO-non sono le parole sinonime ma alterate. L`ELISSI DEL DO O DEL DE-determinato e determinatore, senza questi due elementi il significato non esiste. DO mare muri parlo DE azzuro azzuri parli

I CASI DELLA RESTRIZIONE E DELL`ALLARGAMENTO DEL SIGNIFICATO es. Possiedo di tre anni.-assume il valore di cavallo La collega frequenta la seconda.-la seconda classe

I CASI DELLA NOBILITAZIONE E AVVILLIMENTO DEL SIGNIFICATO es. Ministro Maresciallo prima servo persona che puliva i cavalli oggi un grado pubblico un grado militare

NUOVE CREAZIONI LESSICALI nate mediante diversi cambiamenti morfologici Queste nuove unit lessicali nascono in 4 diverse direzioni: LA DERIVAZIONE DIRETTA (-una parola deriva da un`altra; immediata, falsa, impropria)

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LA DERIVAZIONE INDIRETTA (vera, propria) LA COMPOSIZIONEche pu essere POPOLARE e DOTTA L`ALTERAZIONE che non crea nuovi significati ma le unit lessicali e diversi atteggiamenti personali:

DIMINUTIVI Le parole indicanti un certo atteggiamento VEZZEGGIATIVI I nomi che esprimono affetto gatto-micio ACCRESCITIVI Aumentativi, rappresentano un valore affettivo in gran parte opposto ai PEGGIORATIVI diminutivi e vezzeggiativi Vicini agli accrescitivi quasi in tutti i casi

ORIGINE DELLE PAROLE


LE PAROLE AUTOCTONE L`etimologia del termine autoctono gi definita, il termine che partendo dalla terminologia di De Saussure pu essere identificata come DETERMINATORE (DO) o come 6

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IDENTIFICATORE, proviene dal greco antico AUTO-da solo+CHTONOS-terra. Questo termine significa le parole o quella parte del fondo lessicale che nasce nel territorio su cui oggi si estende la Repubblica italiana. Riconosciamo alcuni gruppi di parole che fanno parte dell`elemento autoctono. Il pi importante il gruppo delle parole panromanze (si trovano in tutte le lingue romanzeneolatine, la cui base si trova nel latino classico). Le lingue europee neolatine sono: l`italiano, il francese, il portoghese, lo spagnolo, il sardo, la lingua antico-dalmata, le lingue retroromanze. Queste sono le lingue in cui almeno in una forma genuina si trovano certe unit lessicali, cosidette panromanze; le parole tipo cielo, terra ecc. Questo elemento neolatino gi entrato nel volgare italiano, e in due direzioni: le parole popolari e dotte. Si sviluppano dal latino classico. Queste due direzioni diversi risultano con le DOPPIETTE- si tratta infatti di parole che hanno la forma popolare, volgare e la forma dotta, ma la stessa origine latina. Cos tra le doppiette che si incontrano nella lingua italiana conosciamo: a) LA DICOTOMIA VOCALICA La parola dicotomia composta da due elementi del greco antico DICA-due+ TEMNO-divido e significa la divisione in due. Le doppiette sono la divisione della stessa radice in due diversi elementi. Il dittongo l`unione di due vocali in uno solo suono monosillabo inseparabile- il primo o il secondo suono accentuato e l`altro atono. Es.lat.causa,ae,f. Risulta in italiano con una doppietta, cio si divide in due elementi: Cosa Causa La parte popolare o volgare, o chiusa La patre dotta che ha conservato l`aspetto fonico dell`origine latina e anche la maggioranza del campo semantico

POETA,ae,m. MAURI,MAURORUM-mostra l`esistenza del plurale; indica il nome di un popolo MORO,murva,dud MAURO, i kao osobno ime

Non ha due varianti nella lingua italiana perch di origine greca, non latina

Un frutto scuro, parola volgare Variante dotta della stessa radice che conseva la

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struttura, ma anche il significato Altri esempi: Lat.AUGUSTUS,us,um AGOSTO Voce popolare che perde una grande parte di valore semantico della AUGUSTO radice latina , il mese di agosto Voce dotta che conserva in parte il valore semantico della radice latina, l`imperatore Augusto; supremo Le DOPPIETTE VOCALICHE si ottengono anche mediante il cambiamento delle vocali centrali e mediante l`impiego del suffisso che si aggiunge alla base. lat.AURUM,i,n. ORO AURIFERO lat.COR,cordis,n CUORE CORDIALE lat.FRIGIDUS,a,um FREDDO FRIGORIFERRO Voce popolare, sparisce il dittongo e la consonante finale,o chiusa Non conosciamo la variante dotta, ma esiste una forma che si realizza mediante il suffisso FERO aggiunto alla base Voce popolare, nasce un dittongo ascendente Voce dotta derivata=base+suffisso Variante popolare, gd-d.d perch difficile pronunciare il gruppo gd Voce dotta di tempo recente,un derivato=base+suffisso

lat. PES,PEDIS PIEDE PEDIATRIA lat.LAUDO,LAUDARE LODE LAUDE b) LE

Voce popolare con un dittongo ascedente Voce dotta derivata Voce popolare; celebrare qualcuno Voce dotta; un termine della poesia CONSONANTICHEsono le dicotomie sul piano del

DICOTOMIE

cambiamento delle consonanti, cio nascono le doppiette consonantiche. lat. MATER,MATRIS MADRE Voce popolare, la sonorisazione MATERNO Voce dotta Dove non si conosceva il latino c`erano i cambiamenti da addattare al mecanismo orale:

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lat.PATER,PATRIS PADRE PATERNO lat.ACUS,ACUS,f AGO ACUTO

Voce popolare, la sonorisazione Voce dotta Voce popolare, la sonorisazione Voce dotta

c) LE DICOTOMIE DEI GRUPPI CONSONANTICI L`evoluzione doppia dei gruppi consonantici si riferisce al fenomeno in cui troviamo le consonanti una accanto ad altra seguite dalle vocali. PL+VOCALE PIENO PLENILUNIO PIOMBO PLUMBEO BL+VOCALE BIASIMO BLASFEMIA CL+VOCALE CHIAVE CLAVICOLA GL+VOCALE GHIACCIO GLACIALE GLAZIALE 9 lat.PLENUS,A,UM Voce popolare in cui, grazie alla palatalisazione sparisce il gruppo pl e nasce il dittongo ie Variante dotta che conserva il gruppo consonantico pl lat.PLUMBUM,I,n. Variante popolare Variante dotta es.cielo plumbeo lat.BLASPHEMIEM, deriva dal greco antico Voce popolare; bestemmia, rimprovero Voce dotta;bestemmia, rimprovero lat.CLAVIS,IS,f. Voce popolare, la palatalisazione Voce dotta; un termine scientifico-kljuna kost lat.GLACEIS,GLACEI,f. Voce popolare,semivocale+vocale accentuata=palatalisazione Voce dotta

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FL+VOCALE FIUME FLUVIALE FIORE FLOREALE

FLUVIUS,FLUVI,m Voce volgare Voce dotta FLOREUS,A,UM Voce volgare Voce dotta

*cl+vocale;Il sostantivo ecclesia,ae,f. nel latino classico questa parola significava l`assemblea(skup). Nel tardo latino ecclesiastico si presenta come genere neutro, anche se la parola originaria era di genere femminile, e significa chiesa. Quindi, ha dato in italiano due varianti: variante popolare chiesa e quella dotta come per esempio le leggi ecclesiastiche. d) LE DICOTOMIE LESSICALI Succede che un elemento della doppietta cambia completamente, cio la sua base viene sostituita da un`altra parola che pu anche appartenere ad un`altra lingua. L`elemento dotto riprende la base latina a cui poi si associa sia un prefisso che un suffisso. Per esempio: il verbo latino edo, edere, edus sum,2. nella variante volgare sostituito dal verbo mangiare che deriva dal vocabolo manducare che viene dal dialetto provenzale che indicava masticare. Comunque si dice che il cibo edule (commestibile), una persona edace, e questa caratteristica di essere edace edacit, cio voracit. Il sostantivo latino equus, equi, m. in italiano viene sostituito da un altro vocabolo latino caballus, i, m. che vileva dire in latino un cavallo dativo (radni konj). Come variante dotta abbiamo carne equina. *I vocaboli edo (jedem) e equus (konj) sul piano fonetico erano troppo deboli perch cominciavano con le vocali e cos sono stati sostituiti da parole pi forti. La stessa cosa sucessa con i vocaboli iecurfegato e ignis,is,m.fuoco. Una curiosit: il fegato dell`oca diventava quando mangiava il fico e proprio per questo si usa questa parola oggi. lat. os, oris, n. Nella variante popolare sostituita da parola buca che voleva dire rupa, ma nella variante dotta abbiamo per esempio un esameorale. lat. caput, capitis,n. glava, che ha dato vocaboli come il capo, la capitale, il capitolo, il capoluogo. Nell`elemento autoctono ci sono parole appartenenti a delle lingue che esistevano prima del latino sulla penisola italiana: popolo Celtico, le trib Umbri (dalla loro lingua provengono le parole: lingua, lacrima, casa, lupo ecc.). Poi le voci appartenenti alla lingua greco antica, le

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voci Etrusche che oggi si sentono soltanto in Toscana e le voci delle trib del Sud come i Siculi fanno parte di questo gruppo di parole. Di questi popoli ci dicono qualcosa le loro lapidi.

I FORESTIERISMI Il secondo gruppo appartenete alle origini delle parole sono i forestierismi. Questo gruppo ha fornito la lingua italiana con un gran numero di vocaboli ed a questo processo sono ancor oggi sottoposte moltissime lingue del mondo soprattutto grazie all`Internet. In questo gruppo troviamo le parole straniere entrate nella lingua italiana attraverso la storia, con i rapporti commerciali ed economici e grazie all`imigrazione. Il famoso regista Pier Paolo Pasolini ha cercato di dimostrare agli Italiani il grande influsso della lingua inglese all`italiano. I forestierismi sono divisi in 2 gruppi fondamentali: le parole straniere i prestiti

LE PAROLE STRANIERE Sotto il nome di parole straniere si nascondono i forestierismi che sono entrati nella lingua italiana conservando la loro struttura fonematica originale. Siccome si tratta di parole provenienti da molte lingue indoeuropee la loro struttura grafematica quasi mai coincide con la loro struttura fonematica. E la domanda : Come scriverle? Non esiste una regola fissa che indichi come bisogna scriverle. Queste parole si scrivono in diversi modi: in certi casi rimangono come nella lingua originaria, in altri casi vengono italianizzate, ma ci sono anche casi in cui le parole rispettano in parte la parola originaria mentre l`altra parte viene italianizzata. Comunque, la regola di pronuncia fissa; si pronunciano come nella lingua originaria. Per esempio:

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La parola francese engag nei dizionari si trova nella versione originale e rispetta sia la grafia originaria sia la struttura fonematica. Accanto si trova anche la parola corrispondente italiana impiegato.Queste parole non sono sinonime, si tratta di una parola francese e una italiana che hanno lo stesso significato.

La parola inglese sprintervelocista Cambiamo un po` le cose in favore della lingua italiana: Non si dice pi corner, ma calcio d`angolo. Non si dice pi goalman, ma portiere. Le parole straniere che mostrano delle difficolt nella scrittura in parte convivono con

gli equivalenti italiani. Esempi: liftl`ascensore, footballil calcio, killerl`assassino Ci sono anche due aspetti di questa coesistenza: -l`uso delle parole straniere al postodi quelle italiane perch questo va di moda -nella letteratura in certi casi l`uso delle parole straniere ottiene un valore stilistico LE PAROLE STRANIERE FRANCESI Esempi: lacch (ma si trova anche come laquais), canap (un tipo di divano letto del barocco), rag (una specie di cibo fatto di carne di bue), desert, decolt, lite, clich (stampo), toilette, boutique, rond (un ballo rinascimentale), champagne, scicche (ik), elegante, rclame (izgovori reklm) ecc. LE PAROLE STRANIERE INGLESI Nel corso di ventesimo secolo prevale su tutti i piani la lingua inglese. La Francia ebbe un grande influsso storico, mentre l`influsso degli Stati Uniti evidente dal loro potere. Esempi: gin, snob, smoking, yacht, bridge e pocker (giochi a carte), meeting, flirt, boom, nylon, flash, juke box, blue jeans ecc. LE PAROLE STRANIERE SPAGNOLE Anche questa nazione vicina la propria traccia nel vocabolario italiano. Grazie al mare che le collega e al commercio e anche alle guerre in cui hanno combattuto, queste due nazioni erano in continuo contatto attraverso la storia. Esempi: baia (golfo, sulla costa orientale italiana quasi non si sente, mentre nella parte occidentale della costa italiana una parola di uso quotidiano), tonnellata, embargo (sequestro della nave mercantile), cioccolata ecc. LE PAROLE STRANIERE TEDESCHE Esempi: lager (campo di concentramento), panzer (carro armato), leit motiv (l`elemento che da luce all`intera opera, che risolve il problema) ecc. LE PAROLE STRANIERE RUSSE

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Esempi: soviet, troica (una specie di carrozza che va per la neve trainata dai cavalli, questa parola entrata nell`italiano attraverso i romanzi di Tolstoi), kulak (contadino ricco), mugik (contadino senza terre che in servizio di kulak), bolscevismo, stacanovismo (lo scopo lavorare il pi possibile, il pi bravo riceve sia i premi materiali sia certe medaglie simboliche, in exYu c`era Ilija Gromovnik) ecc. Quello che tutte queste parole hanno in comune la mancanza della regola fissa nello scrivere. Si incontrano diversi modi: da una parte si rispetta la struttura fonematica, dall`altra parte la struttura grafematica.

I PRESTITI I prestiti sono quelle voci che sono entrate nella lingua italiana da altre lingue e si sono adattate al sistema fonematico dell`italiano, e poi nel processo di diverse flessioni linguistiche, si sono adattate anche sul piano morfologico. Ecco perch i prestiti come il secondo tipo di forestierismi non mostrano nessun problema nello scrivere; si sono completamente italianizzate. *Ci sono dei termini di cui ci serviamo spesso che non sono sempre corretti e precisi. Ad esempio la parola il prestito, se una cosa si presta si deve restituire. Ma le parole non si restituiscono. Come tra l`altro le parole straniere, anche i prestiti durante la storia entrano nell`italiano attraverso i contatti con altre civilt e culture. Di consequenza il popolo italiano prendeva diverse nuove abitudini, diversi nuovi mezzi di lavoro, diverse conoscenze su diversi piani e tecnologie di cui non disponevano. e insieme a tutto quello, prendevano molte parole che prima non c`erano. D`altra parte, c`erano delle parole che gi esistevano e poi venivano sostituite dai vocaboli stranieri o esisteva la convivenza. I prestiti vengono divisi secondo la loro provenienza: LE VOCI GERMANICHE Esempi: sapone, stalla, smarrire, guerra ecc. Qui dobbiamo dire che non tutte queste parole sono entrate in italiano perch l`italiano non le abbia avuto. Certe s, come il sapone, che entrata insieme al prodotto. La civilt greco antica veniva trasportata sulla penisola italiana, ma il sapone non, perch in Grecia non c`era. Si sa` che le trib germaniche, infatti i Franchi nel terzo e quarto secolo insegnavano gli Italiani a fare il sapone. 13

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D`altra parte la parola guerra entrata in italiano per altre ragioni. Si impone il problema della somiglianza della parola latina per guerra che era bellum, i, n. e vocabolo volgare bello (lijepo, nel V e VI secolo DC comincia a significare quello che in latino si diceva pulcher, pulchrum, pulchra) che non avevano lo stesso significato. Allora per non confondere veniva usato il vocabolo franco-germanico guerra. LE VOCI GOTICHE Con le prime traccie della rovina dell`Regno Romano Occidentale incontriamo in italiano le voci gotiche. Le trib gotiche (una trib germanica) assalgono la penisola italiana e arrivano fino alla linea gotica (Ostrogoti, La Spezia-Rimini). Le parole gotiche sono in gran parte legate alla terminologia della guerra, perch nei loro combattimenti loro avanzavano e si ritiravano in lotta continua. Esempi: banda, guardia, elmo, arredare (opremiti, opskrbiti), corredare (opremiti,ukrasiti), fiasco (un tipo di recipiente , una bottiglia di vetro avvolta in paglia perch non si rompa), albergo (che voleva dire campo militare, il che si dice in latino castrum, quindi, c` stato un cambiamento verso la nobilitazione). LE VOCI LONGOBARDE Distrutto l`Impero Romano Occidentale queste trib assalgono l`Italia da tutte le parti e la occupano durante il VI, VII e VIII secolo. Hanno lasciato nell`Italia settentrionale molti segni della loro cultura materiale e spirituale. La gente longobarda era organizzata e civile. L`italiano abbonda di prestiti longobardi. Esempi: il toponimo Longobardia, guancia, stinco (potkoljenica), milza (sljezena), trapolla, palla, spaccare (slomiti), spruzzare, graffiare, scherzare, strofinare (trljati). LE VOCI FRANCHE Sono le voci germaniche che nell`italiano entrano in un periodo quando Carlo Magno (suo padre si chiam Peppino Piccolo) comincia ad organizzarsi un impero dei franchi. Si tratta di parole che entrano in italiano dall`ottavo secolo fino ai nostri giorni a secondfa i cambiamenti sul territorio dove oggi situata la Francia. Si dividono in 3 gruppi: Le parole franche per eccellenza: bosco, foresta, galloppare, guanto, feudo, barone, vasallo, orgoglio ecc. Sono le voci che, per natura semantica, per significato, collegate al sistema della vita della gente dell`ottavo secolo. La situazione politica cambia con la famosa pace di Aquosgrana (XI secolo) e l`impero franco si divide in tre parti: Francia, Lottaringia, Germania. I gallicismi: entrano nell`italiano dal undicesimo secolo fino al Rinascimento cio il `500. Esempi: cavalliere, scudiere (konjuar, titonoa), messere (gospodin), sire 14

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(kralj, gospodar), madam (gospoa), damigella (gospoica), paladino (vitez), torneo (turnir, viteka igra), giostra, loggia (trijem, galerija). Le parole francesi: dopo aver terminato la propria formazione anche la lingua francese come tale fornisce l`italiano con diversi prestiti. Quindi, dal `500 in poi dura la epoca di parole francesi. Nel `500 (16.st) entrano galleria, tappezzeria, massacro ecc. Nel `600 moda, coccarda (znaka), parrucca, plotone (vod, eta), reggimento ecc, nel `700 (Illuminismo) mitraglia (topovsko zrno), baionetta, minuetto (menuet), scialuppa (amac), e nel `800 (Romanticismo) comunismo, pioniere, ambulanza,trattoria, sciovinismo, concerto, bomboniera ecc. Del ventesimo secolo non si pu parlare ancora perch troppo vicino a oggi, e la scienza ha bisogno di almeno 150 anni di distacco. LE VOCI BIZANTINE Anche il contatto con l`oriente a cui la penisola italiana era per lungo tempo sottoposta risulta con molti prestiti legati al modo di vivere e alle tecnologie orientali. Esempi: galea (galija, di questo termine nascono le voci venete galera- galija, robija, e galeotto- robija, lupe, hulja), gondola (il simbolo di Venezia di origine bizantina sia il tipo della barca, sia la parola), le sarte (konopci to dre jedra), ormeggiare (usidriti), molo (gat), scalo (istovarite, postaja). Quindi, sono per lo pi le parole legate alla terminologia marina. LE VOCI GRECHE Dalla storia noto che il popolo dei Latini proviene da Troia. Si sono estesi per l`intera penisola sottomettendo e conquistando le trib che ci abitavano. L`Impero Romano andato allargandosi. Per si dice che i Romani che conquistarono l`antica Grecia furono loro stessi conquistati dalla cultura e dalla civilt greca e cos il latino classico fu fornito di diverse parole greco antiche. Esempi: Dalla terminologia zoologica e fitologica abbiamo dattero, mandorlo,riso, fagiolo, prezzemolo, pepe, balena, delfino, tonno, cefalo, polpo, seppia, ostrica, spugna ecc. Dalla terminologia ecclesiastica abbiamo chierico (klerikalac), chiesa, monaco (sveenik), vescovo, basilica (hram), elemosina, battesimo, battistero ecc. La Grecia antica nota come un popolo molto colto ed educato che conosceva molto bene la medicina, e da questo provengono le parole nervo, stomaco, braccio, gamba, spalla (che entra come spatula) ecc. Altre parole che entrano lampada, tapetto, gesso, corda, carta ecc. LE VOCI ARABE Da una parte la penisola italiana affronta la Grecia antica e dall`altra parte la costa settentrionale di Africa che abituata dagli arabi. Gli arabi attraverso molti secoli e ancor 15

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oggi dedicati al commercio hanno portato in italiano anche un numero significante delle unit lessicali. Esempi: dogana (l`istituzione economico politica inventata dagli Arabi e serve a proteggere la propria merce), zecca (in arabo significava la fabbrica dove si faceva la moneta, cio la fabbrica per coniare il danaro fatto di metallo; in italiano si dice nuovo di zecca per indicare una cosa nuova fiammante, mai vista e sentita, nov novcat), zecchino, zeccare (coinare monete), zeccare oro (guadagnare molto), carato (la misura di metalli preziosi), ammiraglio (capitano di una nave), magazzino, tariffa, assassino, albicocco, zucchero, arancia, limone, carciofo, melanzana, algebra, nomi di questi venti: libeccio (lebi, jugozapadni vjetar, proviene dalla Libia) e scirocco (jugo, il vento che soffia dalla Siria). GLI ANGLICISMI Entrano in italiano negli ultimi 4-5 secoli, soprattutto negli ultimi due con il predominio della lingua inglese. La cosiddetta democrazia nata in Inghilterra e cos entrano in italiano le parole politiche; attraverso le origini latine: costituzione, comitato, maggioranza, minoranza, opposizione, conservatore,radicale, liberali ecc. GLI IBERISMI Si tratta di un gruppo di parole che entrano nell`italiano nel `500 e nel `600 quando con la scoperta di nuovo mondo la Spagna diventa un regno potentissimo. Nel `500 baciamano, complimento, vigliacco (kukavica). Nel `600 abbiamo recluta (regrut), posata, nostromo ecc. *I prestiti appartenenti alle altre lingue sono in minoranza. La parola cravatta proviene dalla parola Croato. La cravatta come oggetto era adoperata dai soldati croati mercenari (plaenici) che portavano questo fazzoletto intorno alla gola. Lo poratavano come segno particolare della loro nazione.I Francesi le hano dato il nome cravatta. Quindi, questa parola un prestito francese. L`etimologia materiale della cravatta croata, mentre quella linguistica francese. **La parola sciabola sicuramente proviene dalla parole di origine polacca szabla. Ci sono 2 ipotesi riguardo la strada che questa parola ha fatto: alcuni studiosi parlano del tedesco austriaco come intermediante, altri del croato. Si sa` di sicuro che il popolo polacco ed il popolo italiano non erano in nessun contatto. I LATINISMI

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La lingua italiana trova la culla nel latino. I latinismi sono le parole latine entrate nella lingua italiana non tramite l`evoluzione storica del latino classico e letterario attraverso il latino volgare, ma sono le voci latine che in italiano entrano direttamente dal latino classico. Bisogna fare una distinzione severa e rigida tra questo elemento autoctono e i latinismi che nell`italiano entrano pi tardi e direttamente. I primi latinismi in italiano entrano verso la met del tredicesimo secolo, in un momento storico che segna la fine del Medioevo. Viene l`Umanesimo che rifiuta il dogmatismo medievale. Segna l`inizio di grandi scoperte e di nuovi sviluppi culturali, scientifici e filosofici. Vengono prese le idee di antichit. Una nuova arietta si sente con i tre grandi trecentisti: Dante, Petrarca e Boccaccio. Aperta la mente nascono nuove scienze, tecnologie e scoperte e tutte queste novit hanno bisogno di un nome che il volgare non riusciva ad esprimere. Questa rapinadi parole latine direttamente dal dizionario non finita ancora. La storia dei latinismi, partendo dal duecento fino ai nostri giorni, rispecchia una parte della storia di sviluppo della civilt italiana, ma anche delle altre civilt europee. Conosciamo due gruppi di latinismi: diretti (le parole latine che entrano in italiano direttamente dai dizionari del latino classico) e indiretti (parole latine che in italiano entrano attraverso altre lingue europee che durante lo sviluppo storico hanno mostrato bisogno di questi vocaboli prima di quando lo abbia mostrato l`italiano). Nel duecento in italiano incontriamo i latinismi come facolt (il termine che denota l`istituzione). Viene dal vocabolo latino facultas, faculatis, Ac. facutatem, f=capacit. Ha subito l`apocope della sillaba finale ed una parola tronca. Le altre parole sono: universit, dottore, rettore, scienza, sapienza razionale, studio, libro, pagina, titolo, cibo, artista, ecc. L`entrata di queste parole segna la via dello sviluppo di una civilt; nel `200 stata fondata la prima universit a Bologna. Il trecento fornisce la lingua italiana con le parole come: antropofago (ljudoder), autentico, simile, esistenza, puerile, sofismo ecc. Nel `400 (l`Umanesimo) incontriamo le parole: applaudire, ceruleo (plav), epidemia, fanatico, prodigioso, vitreo (di vetro) ecc. Nel `500 (il Rinascimento):abolire, continente, dialetto, scenografia,entusiasmo, obeso ecc. In quel periodo c` stato il primo sciopero in Italia, a Firenze. Nel `600 (il Barocco): biblioteca, patologia, agressione, chirurgo, scheletro,apogeo (la pi grande distanza tra la Terra ed il Sole) ecc. Nel `700 (l`Illuminismo): clinica, prognosi, diagnosi, profilattico (zatitni), metonimia, centrifugo, centripeto, eliocentrico, geocentrico ecc. 17

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Abbiamo una presenza notevole di morfemi formativi come suffissi che vengono aggiunti alle parole italiane: -ISMO-neologismo (nova rije), purismo, capitalismo -IZZARE-divinizzare, eletrizzare, umanizzare, italianizzare Nel `800 e nel `900 difficile distinguere i latinismi ed perci entrano in un solo gruppo: cosmopolita, virile, iniziativa, commissione, conservatore, liberale, radicale, assolutismo, comunismo, socialismo, anestetico, fonografo, radio, televisione, aviazione ecc. -I latinismi indiretti sono divisi in tre gruppi: FRANCOLATINISMI: analisi, coalizione, concorrenza, emozione, epoca tecnica, esportare, importare, automobile, ecc. ANGLOLATINISMI: immortale, insignificante, costituzionale, legislatura, sessione, presidente, inflazione, metropolitana, selezione ecc. GERMANOLATINISMI: psicoanalisi (con S. Freud), tassametro, estetica,obiettivo, recensione (esame critico), dicastero (vlast, ministarstvo, resor) ecc.

I CALCHI LINGUISTICI Ci sono diverse spiegazioni della parola CALCO. Deriva dal verbo calcare e traducendo questo sul livello della lingua quotidiana e non scientifica si potrebbe dire che significa lasciare l`impronta di un elemento piccolo come una scultura ricavata in una materia molle come cera o gesso liquido o altri materiali del genere. Come termine linguistico calco vuol dire una specie di trasposizione di modelli lessicali o sinttatici da una lingua in un`altra. Calco vuol dire stampo di una cosa su qualcosa. I calchi linguistici sono le parole o espressioni che prendono il loro significato dalla traduzione ad literam di una parola o un`espressione straniera, oppure prendono il loro significato per il principio dell`estensione del significato. Ad literam la tecnica o il processo molto produttivo quando le parole, le espressioni e le intere frasi vengono tradotte direttamente da una lingua all`altra. Esempio: basketball=pallacanestra=koarka Ci sono cose che non sono trasportabili, altrimenti c` il rischio di fare i calchi brutti: Io ho la barba lunga. Ja imam dugu bradu. Io ho l`onore di averla come mio ospite. Ja imam ast da ste mi gost. I calchi per l`estensione del significato nascono quando una parola o un`espressione straniera estende, allarga il proprio significato e sotto l`influsso di questi allargamenti le 18

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parole italiane corrispondenti allargano il loro significato. Il calco non diretto in questo caso. Il fenomeno di calchi molto importante, un processo linguistico utile perch permette di risolvere i problemi linguistici con minor difficolt. Nel `700 e nel `800 abbiamo il predominio in Europa della lingua francese e perci in italiano entrano molti calchi linguistici francesi. Certe parole hanno allargato il significato ed hanno influenzato sui campi semantici delle parole corrispondenti in italiano. Esempi: -caff- una parola che oggi in Italia non ha un senso unico. Viene dal Sud America e prima di tutto indicava la pianta o il frutto.Nel francese assume il significato del posto dove si prende questa bevanda. Ma questa estensione avviene in Francia, in Italia solo dopo. -canna- trska; una pianta. Nel italiano divent il segno dilinguistico del bastone di sostegno, che serve a facilitare il cammino della gente anziana o ammalata, perche era adatto a questo proposito. -marcia- modo di camminare militare, rapido e definito. Poi il significato di questa parola estende anche in italiano e significa la marcia dell`automobile (mjenja brzina). -mondo- globo terrestre. In francese voleva dire anche la gente, la moltitudine del popolo. In italiano si dice un mondo di gente=mnotvo ljudi -illuminato- il particio passato di illuminare. Pu essere un ambiente illuminato, ma anche un cervello illuminato. -acuto- pu essere un ago o un coltello, ma c` anche la mente acuta. -toccante- il particiopio presente del verbo toccare. Pu essere qualcosa di fisico, ma pu essere anche un`opera come per esempio una canzone toccante. -saggio-la parola deriva dal latino sapiens,-entis. Saggio un uomo che si occupa di sapienza, ma saggio vuol dire anche un lavoro scritto (esej). Sul piano dell`omonimia abbiamo la parola PIANO. Pu essere un aggettivo (ravan, polagan, jasan), un avverbio (polako, tiho), un sostantivo (ravnica, povrina, kat, osnova, nacrt, plan (pianoforte, glasovir, SiCG klavir, piano terreno ecc.). Altro gruppo di calchi linguistici nasce dalla semplice traduzione (traduzione ad literam) dei termini, dei termini, delle espressioni, dei sintagmi francesi. Sono delle espressioni molto frequenti nella lingua italiana. Esempi: le belle arti=les beaux ars Nel Medioevo le arti erano tutti gli artigianati. Ad un certo punto si staccano le arti che hanno un certo valore stilistico ed estetico, e per distinguerle delle altre arti vennero chiamate cos.

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a colpo d`occhio (na prvi pogled), fare qualcosa a sangue freddo (hladnokrvno), dare a qualcuno la carta bianca (lasciare a qualcuno le mani libere di fare quel che vuole), fare la corte (udvarati se), scontrarsi testa a testa, la messa in scena, aver l`onore, il buon tono ecc. Nel `900 la lingua inglese predomina e in italiano entrano molti calchi linguistici inglesi. I calchi inglesi che hanno esteso il significato: -agitatore- prima indicava la persona che agitava la bandiera. La parola deriva dal verbo agitare (protresti, uzdrmati, mahati, uznemiriti). Oggi indica la personache promuove certe idee nuove, soprattutto politiche. Poi la parola ha assunto un valore spregiativo e indica un mercenario politico. -classe- per prima cosa indica la classe di una scuola. Dopo il significato si allarga e indica la classe sociale. Si dice anche aver classe, essere un uomo di classe e significa aver stile. -depressione- per prima cosa indica una malattia di carattere mantale, ma sul piano geografico che anche un territorio depresso. -magazzino- la parola proviene dal arabo e indica il luogo dove si conservano o custodiscono certi prodotti agricoli o industriali, ora indica anche una rivista a colori. -calcolatore, calcolatrice- prima indicavano soltanto le persone che fanno i calcoli, ora indicano anche la macchina che fa i calcoli. -stella- corpo celeste, oggi indica una persona famosa e come calco nasce in America dove si dice star. I calchi inglesi inglesi entrati nell`italiano per semplice traduzione (traduzione ad literam; calchi letterari ) Bisogna dire che l`unica cosa che non avviene in questa traduzione lettera per lettera infatti quello che non possibile tradurre; la disposizione del DO (determinato, oznaeno) e del DE (determinatore, oznaitelj). Quando viene tradotta un`espressione, la lingua italiana non permette la trasformazione dell`ordine delle parole, cio rispetta il ritmo ascendente (uzlazni) della frase. Gli elementi della frase italiana tendono sempre a spostarsi a destral`elemento portatore della frase in linea generale occupa l`ultima posizione. Esempio: Io parlo di te. Io sto parlando di te. - L`ordine generale della lingua italiana (soggetto, predicato, oggetto, complemento) i calchi non riescono a superarlo. Esempio:

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weekend- questo sintagma inglese significa due o tre giorni alla fine della settimana durante i quali di solito si riposa. In italiano abbiamo un`inversione e di solito si dice finesettimana. - Il tedesco e l`inglese rispettano il ritmo discendente della frase (DE+DO). Esempio: Volendo abbreviare l`espressione inglese Coca Cola, l`italiano sceglie il determinatore e si dice una coca, mentre in tedesco si dice una cola. - Le lingue indoeuropee non rispettano il ritmo della lingua italiana che proviene dal latino classico, ma il ritmo delle lingue da cui provengono. Esempi: grattacielo-skyscraper, pallacanestro-basketball, pallamano-handball, pallavolo-volleyball, la luna di miele-honey moon, la sedia elettricaelectric chair, guerra fredda- cold war, fuori legge- outlaw, gli anni venti- the twenties, musica leggera- light music, amante latino- latin lover la ragazza sqillo- call girl ecc. - Negli ultimi tempi c` la tendenza di sostituire tutte le parole straniere, specialmente i calchi. Esempi: football- calcio, corner- calcio d`angolo, out- fuorigioco LA CREAZIONE DELLE PAROLE NUOVE NATE PER I MUTAMENTI SEMANTICI -conservano il loro quadro grafematico, ma cambiano il campo semantico. Ci sono 2 gruppi di mutamenti semantici: 1. 2. mutamenti semantici maggiori: la polisemia, l`omonimia, la sinonimia mutamenti semantici minori: allargamento e restrizione del significato,

nobilimento e avvilimento del significato, condensazione del significato, l`elissi del DE e DO. (L`elissi l`ommisione di un elemento; una parola o un gruppo di parole, senza danno per il significato.) -Il filosofo tedesco Leibnitz, spino dalle idee dell`empirismo inglese, cercava di creare una grammatica universale e di consequenza anche un dizionario in cui tutti i significati dovevano avere il proprio segno. Per, non ci mai riuscito. -Un altro filosofo austriaco Ludwig Witgenstein ha capito la vera e propria natura del significante (parola). Per lui, la parola non possiede un significato, ma ha un determinato uso nell`ambito di un sistema linguistico. La parola assume il suo vero significato soltanto in un determinato contesto nell`ambito di un sintagma. 21

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La semantica (la scienza del significato) spiega tutta questa teoria di Witgestein attraverso il triangolo semantico. Il triangolo semantico

La spiegazione: Il punto A la parola, il segno o il simbolo. Ma questo simbolo assume il significato attraverso un determinato sistema, rappresentato nel triangolo dal terzo punto. Il triangolo semantico ci dice che un segno pi o meno il risultato di un accordo sociale, e un segno in diversi sistemi linguistici assume diversi significati. -Witgenstein attraverso il triangolo semantico apre la strada a un altro scienzioso Ferdinand de Saussure, che, grazie a lui ha capito bene l`importanza della binariet nella determinazione semantica. -Anche le parole onomatopeiche non rappresentano il significato, ma il significante e sono nate per certi stimoli. Esempio: kukuriku, chicchirichi, fr.cocoric, coquerriquer In altre lingue assume altre modalit fonematiche. POLISEMIA La parola polisemia un composto greco: poly-pi + sema-segno La polisemia la propriet di un segno linguistico (di un insieme di fonemi) di avere pi significati. Ogni parola esprime un determinato significato di cui il simbolo. Questo simbolo dal punto di vista diacronico storicamente creato, e dal punto di vista sincronico semanticamente fissato. Avendo in mente la diacronia come processo, le parole come segni possono semanticamente conservare il significato assunto dalle proprie origini fino ad oggi, o possono ridurlo, o allargalo, o possono perderlo completamente storicamente. Esempio: -barbiere- indicava non soltanto una persona che si occupa dei capelli, ma anche di medicina -barone- indicava una persona materialmente indipendente, ma oggi un grado nobiliare -villino- era una piccola casa in villaggio, ora casa di riposo

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Ci sono pi significati, concetti, idee che parole. Si crede che ogni idea dovrebbe avere un segno linguistico, ma cos il lessico italiano sarebbe molto pi esteso di quanto lo . Di consequenza, in ogni lingua ci sono dei segni o delle parole che esprimono pi di un significato. La polisemia un fenomeno linguistico per cui una parola, cio un insieme di suoni, assume pi significati in vari contesti. La polisemia l`unione di vari significati in una parola e il richiesto significato nasce dal determinato contesto in un determinato sintagma. -In uno dei pi famosi dizionari della lingua italiana Il Dizionario della Crusca 172 paragrafi trattano vari significati della parola luogo. Nel dizionario Palazzi troviamo pi significati della parola ordine: ordine cronologico (la disposizione delle cose secondo il concetto temporale), ordine religioso, ordine chiuso oaperto (schieramento militare), ordine pubblico (il normale svolgersi della vita sociale, nel rispetto delle leggi e delle istruzioni dello Stato), ovunque regnal`ordine (c` la pace dapertutto). -Anche il contesto morfologico una specie di polisemia, in cui un morfema lessicale, cio la base di una parola (p.e. parl-) messa in diversi contesti (p.e.parl-o, parl-i, parl-a) esprime diversi valori semantici. Da quest`idea nasce l`idea di Andre Martinet, padre dello strutturalismo linguistico, che non soltanto l`insieme di due parole, ma anche l`insieme di due morfemi rappresenta due elementi eterogenei, ma indispensabili uno all`altro. -la polisemia stilistica La polisemia stilistica l`uso della stessa parola in due diversi contesti, cio nel contesto normale (la parola sta per il concetto che si voleva esprimere) e nel contesto figurato, metaforico (la parola sta in somiglianza con il concetto voluto) che stilistico. Esempi: -stella- corpo celeste; stella del cinema, stella dello sport -braccio- la parte del corpo umano; braccio di un fiume -la gola- la parte del corpo umano; la gola del camino OMONIMIA La parola omonimia proviene dal greco homois-uguale, identico + onoma-nome. Nella terminologia linguistica l`omonimia vuol dire che pi parole esprimono o possiedono o contengono pi significati. Molto spesso l`omonimia viene confusa con la polisemia, ma la differenza c`. Sono omonime le parole uguali nel complesso fonico e grafematico, ma differenti nel complesso semantico 23

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L`omonimia un fenomeno linguistico per cui le parole mostrano lo stesso quadro grafico e fonematico, ma portano vari significati. L`omonimia e la polisemia hanno qualcosa in comune: la polisemia tratta il problema della capacit per cui una parola porta pi significati trovandosi in vari contesti e l`omonimia tratta il problema di una parola con pi significati ed il contesto non c`entra. -LE RAGIONI PER CUI NASCE L`OMONIMIA Ce ne sono tanti esempi dell`omonimia che nasce in tutte le lingue indoeuropee in diversi modi e per diverse ragioni: 1* Prima di tutto, l`omonimia nasce per la disgregezione della polisemia. Vuol dire che le parole di stessa struttura fonematica ma con diversi valori semantici (significati) diventano autonome, conservano o ottengono o esprimono diversi significati anche fupri dell`unit sintagmatica. Esempi: -aria- che respiriamo; l`aria d`un opera; aspetto; aria aperta (isti zrak); colpo d`aria (prehlada) -piano- agg.ravan, polagan, jasan; avv.polako, tiho; sost.pianura; piano di un edificio, progetto, strumento musicale -pianta- organismo vegetale; stirpe (pleme, rod); schiatta (pleme, rod, pasmina); parte inferiore del piede o della scarpa (stopalo- stivali a pianta larga o stretta); rappresentazione grafica (nacrt- la pianta di un edificio) -calcolatore, calcolatrice- prima indicavano soltanto le persone che fanno i calcoli, ora indicano anche la macchina che fa i calcoli. -calcolo- termine matematico; pietruzzo (calcoli renali-bubreni kamenac) -classe- classe scolastica; classe sociale;aver classe -sistole- in medicina la fase del contrazione del muscolo cardiaco; nella metrica latina l`abbreviamento di vocale normalmente lunga; nella metrica italiana lo spostamento dell`accento per ragioni ritmiche verso l`inizio della parola -diastole- in medicina la fase del distensione del muscolo cardiaco; nella metrica latina l`allargamento di vocale normalmente breve; nella metrica italiana lo spostamento dell`accento per ragioni ritmiche verso la fine della parola 2* L`omonimia nasce anche in un processo di evoluzione fonologica. Si tratta di parole che hanno la stessa struttura fonematica e questa struttura l`hanno ottenuta per differenti sviluppi etimologici che risultano con differenti valori semantici. 24

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Ad esempio, il latino che la lingua madre dell`italiano a cui ha dato molte parole, conosce due sostantivi: pisum,i,m. e pensum,i,m. Questi due termini diversi, dopo lo sviluppo, in italiano risultano con un solo termine: peso (teret, teina) e pisello (graak). -miglio- ha avuto una duplica evoluzione- dal milium abbiamo miglio, la misura di lunghezza e dalla milia abbiamo una pianta (proso) -aspetto-Il vocabolo aspectus,i,m. ci ha dato aspetto (pogled, vid, lice, izgled), e dal verbo expecto,1 nata la stessa parola aspetto che ha la stessa struttura, per con diversi significati (1persona presente del verbo aspettare, sala d`aspetto; attendere) Molte volte l`omonimia risulta con molte ambiguit e per evitare l`omonimia nella communicazione qutidiana li dov`era possibile si fatto un accordo sociale che sottintende la lettura di alcuni lessemi in diversi modi, anche in quei casi dove non c`era nessun motivo ne linguistico ne storico. Proprio da questo motivo nasce la necessitle sonore e le sorde, la s e la z, nelle parole dove il significato si distingue nella pronuncia di una di queste, cio possibile identificare il significato mediante questo segno fonetico. Esempi: -chiese- /s/ 3persona del passato remoto del verbo chiedere; /z/ plurale del sostantivo chiesa -razza- /c/ specie; /dz/ un tipo di pesce (raa) -borgese- /s/ l`abitante di un luogo; /z/ appartenente a una classe sociale Queste sono parole omonime e la loro diversa pronuncia proviene come esigenza di un fenomeno linguistico che l`economicit. Parlando dell`omonimia bisogna star attenti a non confonderla con le parole omografe. Esempi: -fsse- buco, jama -psca- ribolov -vlto- lice -lgge- dal leggere e -fsse- congiuntivo imperfetto del verbo essere e -psca- breskva e e -vlto- una voce del verbo voltare -lgge- zakon

3* Terzo tipo di omonimia quella che nasce per evoluzione morfologica. L`omonimia morfologica quella che non ci permette di distinguere dalla parola stessa il suo significato rispetto all`omonimo, perch la struttura fonematica identica e non permette di distinguere tra un sostantivo e una voce verbale. -portata- participio passato del verbo portare; ciascuna delle vivande che si servono in un pranzo -uscita- participio passato del verbo uscire; apertura, passaggio, varco da cui si esce o si pu uscire, atto di uscire, circostanza dell`uscire 25

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-presa- participio passato del verbo prendere; modo e atto del prendere, dell`afferare 4* L`omonimia sintattica contiene molte ambiguit sintattiche di cui a lungo ha parlato il linguista ebreo americano Noam Chomsky. Lui il fondatore di un`intera teoria linguistica nata sotto il nome di grammatica generativa trasformazionale. Questa teoria parte proprio dal problema dell`omonimia sintattica, cio dell`inevitabile presenza delle ambiguit sintattiche. Esempi: -l`amore di madre- un sentimento che la madre prova per i suoi figli o sono i figli che amano la loro madre -la religione di Cristo- veniva impostata da lui; la religione che i fedeli nutrono -Egli ama il cane pi di sua moglie.- On vie voli psa nego svoju enu. On vie voli psa nego to ga voli njegova ena. -La vecchia legge la regola.- Starica ita pravilo. Stari zakon ju odreuje. -L`operazione del dottor Battisti riuscita.- Operacija koju je izvrio dr Battisti je uspjela. Operacija koja je izvrena na dr Battistiju je uspjela. -l`odio del nemico- l`odio che il nostro nemico esprime verso noi; l`odio che noi esprimiamo verso il nostro nemico -Ascoltando la radio potresti imparare l`italiano.- la frase dipendente pu essere modale, temporale e condizionale Tante volte non facile stabilire con sicurezza se due parole uguali rappresentano il fenomeno di polisemia o di omonimia e allora bisogna conoscere l`origine delle parole. Il vocabolo italiano atto deriva dal latino actus, actus m.(4decl)-in, djelo. Questo vocabolo risulta con diversi valori semantici in diversi contesti. L`atto pu essere un atto teatrale, burocratico, come scultura oppure come un semplice fatto. Ma la parola atto potrebbe anche derivare dal verbo latino apto, aptare- urediti, spremiti, popraviti, pripraviti, nadomjestiti e significa una persona atta (sposobna, kadra) a fare qualcosa. Allora, per capire qual` il significato ci rimane il contesto, cio la frase in cui si trova una certa parola.

SINONIMIA La parola sinonimia un composto greco:syn-con + onoma-nome. La traduzione diretta della parola sinonimia in italiano sarebbe con nome. 26

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La sinonimia un fenomeno per cui pi parole hanno o possiedono o denotano il significato simile o uguale, ma la struttura fonematica e grafematica differente. 1 In un campo semantico ci entrano tutte le parole che in qualche modo possono essere legate a un determinato significato. Esempio: -mare- marinaio, barca, nave, costa, venti, pesce ecc. 2 L`area semantica rappresenta un certo spazio che una parola occupa con il proprio significato, cio con quantit di significato che pi o meno il risutato di un accordo sociale storicamente fissato. La parola possiede e esprime e assume attraverso lo sviluppo storico un certo significato e con questo significato occupa uno spazio nell`area semantica. Esempio: -studiare- l`idea o il concetto di studio o studiare conosce molti termini che entrano nella loro area semantica: studente, scolaro, discepolo, alievo, alunno ecc. -calmare- affievolire, quietare, acquitare, tranquillizzare, fare silenzio ecc. Si tratta insomma di una serie di sinonimi che infatti sono le parole che vengono associate grazie alla loro area semantica. 3 Il campo lessicale rappresenta proprio il contrario riguardo l`area semantica, la quantit o il numero di parole che in grado di diminuire o di restringere l`area semantica di una parola. Il campo semantico inversamente proporzionale all`area semantica.Esempio: -blu- potrebbe essere un`intera area semantica. L`area semantica del concetto blu estesa quanto esteso il concetto. Ma nel momento in cui questo blu diventa azzurro, celeste, turchino, blu indaco, glauco l`area semantica viene divisa. 4Il campo evocativo o associativo rappresentano le parole che vengono associate mediante l`evocazione. Questo problema entra pi nell`ambito della filosofia e della psicologia. Ferdinand de Saussure a sua volta disse:Ogni parola come il centro di una costellazione. Ogni parola il punto dove o verso cui convengono altre parole (non come parole, ma come concetti, come contenuti nascosti in questi contenenti) la cui somma indefinita o infinita. Ogni parola associa un numero indeterminato di altre parole sia per forma sia per significato sia per qualsiasi tipo di assomiglianza o vicinanza. Quindi, questa associazione o interdipendenza tra concetti e parole non dipende soltanto dalla lingua. Dipende da molte cose: dalle abitudini del parlante, dalle sue affinit in generale, dal suo stato psicologico e fisico, dalla sua professione, dalle sue disposizioni intelletuali, dal suo stato sociale, dalla cultura e civilt a cui appartiene ecc.

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Ogni parola associata diventa un nuovo centro di associazione verso cui tendono altre parole come nuovi potenziali centri di associazioni. E cos risulta che tutte le parole potrebbero essere incorporate in un sistema associativo. 5N on esiste una parola che non abbia una famiglia di parole, tutte le parole che provengono da uno stesso lessema, o meglio dire, da una stessa radice. -fiore- fiorire, fioraio, Fiorenza o Firenze, fiorettare (okititi), fiorettista (maevalac floretom), fioretto (cvjeti, floret za maevanje), foiricoltore (uzgajatelj cvijea), fioricultura o floricultura (uzgoj cvijea), fiorista (izraiva umjetnog cvijea, slikar cvijea), floreale (cvjetan) ecc. La sinonimia sono le parole che esprimono pi o meno lo stesso significato. Dobbiamo sempre tener in mente che una sinonimia assoluta non esiste. Possiamo dire anche che sono sinonime le parole come albergo, trattoria, ostello,motel? Si, perch non si a casa propria, per si dorme protetti, si mangia, beve e si paga. Sono sinonime le parole che esprimono l`idea di rendere qualcosa pi corto, accorciare, abbreviare, ridurre, recidere? Si, ma solo in parte. - Ci sono pi tipi di sinonimia TIPI DI SINONIMIA La sinonimia sintattica; una vera e propria sinonimia semantica nel senso della parola non esiste perch ogni parola esprime il proprio significato concreto, per tutte le parole dette sinonimi hanno un significato pi vasto in comune, cio, c` sempre tra i sinonimi un segno linguistico, una parola chiave, che in un certo senso le accomuna tutte e tutte le altre con un po` di libert possono essere ridotte a questa parola. Come se esistesse una linea comune, un centro. Esempi: -blu- potrebbe essere presa in considerazione come la suddetta linea per le parole tipo: indaco, azzurro, turchino, glauco (sivkastozelen, sinj, plavozelenkast), celeste ecc. (ilo mare azzurro, il vestito blu, il cielo celeste) -rosso- porporino (purpurno), vermiglio (rumen, svijetlocrven), amaranto (colore rosso intenso con sfumature violacce, caratteristico dei fiori della pianta omonima) -rendere qualcosa pi breve o pi corto- abbreviare un discorso, tarpare le ali, succingere una veste, cvampendiare un articolo La sinonimia formale o lessicale; si dice cos perch questo tipo di sinonimia rappresenta la coesistenza evidente di parole italiane e quelle straniere che vivono in italiano e 28

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sono in uso con lo stesso significato, e la coesistenza delle doppiette sulla linea parola dottaparola volgare. Cos conosciamo 2 tipi di sinonimia formale o lessicale: FORESTIERISMO-PAROLA ITALIANA sprinter- velocista, autobus, pulman- carriera, tunnel- galleria, basket- pallacanestro, box- pugilato, garage- autorimessa, decolt- scollatura, check- assegno, golman- portiere, record- primato, lift- ascensore, saliscendi PAROLA DOTTA-PAROLA VOLGARE candido- bianco, idioma- lingua, luro- alloro, calesse- carro, bve-bue La sinonimia stilistica esiste sul piano della cosidetta alterazione lessicale. Rappresenta la coesistenza di due termini di cui uno stilisticamente neutro, porta piccola o nessuna carica affettiva e l`altro elemento portatore di un determinato valore stilistico e affettivo, per non mostra nessuna differenza sul piano semantico. Esempi: madre- mamma, padre- babbo, gatto- micio, cane- cucciolo, cavallo- ronzino ALTRI MUTAMENTI SEMANTICI L`allargamento del significato (l`allargamento del campo semantico di una parola) avviene per influsso di altre lingue che vengono in contatto con la lingua italiana per l`atre, commercio, vicinanza ecc. si tratta dei cosidetti calchi linguistici nati per l`estensione del significato. Esempi: -caff- una parola che oggi in Italia non ha un senso unico. Viene dal Sud America e prima di tutto indicava la pianta o il frutto.Nel francese assume il significato del posto dove si prende questa bevanda. Ma questa estensione avviene in Francia, in Italia no. -canna- trska; una pianta. Nel italiano divent il segno dilinguistico del bastone di sostegno, che serve a facilitare il cammino della gente anziana o ammalata, perche era adatto a questo proposito. -marcia- modo di camminare militare, rapido e definito. Poi il significato di questa parola estende anche in italiano e significa la marcia dell`automobile (mjenja brzina). L`evoluzione della societ in tutti gli aspetti fa s che molte parole allargano il loro significato anche senza l`influsso delle lingue straniere. Esempi: -direzione- la strada di cammino (Prendi questa direzione.);carpo direttivo di una citt, ditta, associazione, fabbrica, scuola ecc. -albergo- prima indicava un campo militare, ora sinonimo di hotel 29

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-banco- tavolo, ma c` anche il banco di Roma (denominazione di un`istuzione secondo il posto dove nei tempi antichi si custodivano i soldi, cio su una tavola pubblica) Ci si trovano anche i nomi di diverse squadre sportive: Roma, Napoli, Milan,Lazio, Bologna ecc. La restrizione del significato il processo per cui le parole restringono il loro significato. Esempi: -barbiere- oggi indica colui che fa la barba e i capelli, nel Medioevo significava anche medico -biscia- nel Medioevo era il nome comune di tutte le bestie feroci, oggi indica un rettile (zmija) -covare- proviene dal sostantivo covo che indica un posto dove si sta tranquilli, dove si riposa, dove uno giace; oggi questo verbo viene usato soltanto con i volatili La condensazione del significato un fenomeno per cui il significato di una parola si pu estendere su sempre pi attivit umane; una specie di polisemia successiva. Esempi: -operazione- militare, matematica, chirurgica, commerciale -tavola- da mangiare, pitagorica, sintattica, a colori (tavolozza, slikarska paleta) -pezzo- di pane, di teatro, di musica, di artiglieria La nobilitazione del significato un processo per cui il significato d`un determinato numero di parole diventa nobile attraverso lo sviluppo. Esempi: -barone- nel primo Medioevo significava un uomo libero che non dipendeva del padrone e vagava per il mondo cercando fortuna; assume il significato di un alto grado nobiliare -ministro- proviene dal latino minister,-stri,m. e ministra,-ae,f., in passato indicava servo; oggi un alto grado amministrativo -conte- nal Medioevo significava soltanto compagno, mai indicava il compagno del re e della regina -maresciallo-prima indicava l`uomo che si occupava dei cavalli; oggi un alto grado militare L`avvilimento delle parole il processo quando il significato di certe unit lessicali assume un valore spregiativo, non per le circostanze filologiche, ma per motivi che stanno oltre la lingua, ad esempio motivi culturali ecc. Esempi: -imbecille- indicava soltanto una persona debole o di corpo o di mente o ambedue nel senso di malattia senza nessuna connotazione di offesa

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-villano- prima indicava l`abitante di un villaggio; oggi un`offesa e indica una persona che si comporta male (seljaina) -scemo- deriva dal verbo scermire che significava togliere, privare qualcuno diqualcosa, diminuire qualcosa; oggi indica una persona a cui tolta l`intelligenza, priva di spirito, diminuita di ragione L`elissi del DO e del DE l`omissione intenzionale di un elemento o pi elementi di un enunciato, per senza danno per la chiarezza del significato dell`enunciato intero. Esempio: (preferisco) Un bicchiere di acquavite. (rakija) Nei casi in cui per ragioni economiche (linguisticamente detto) invece di pronunciare tutto il sintagma, il parlante preferisce la pronuncia di una parte del sintagma, mentre l`altra viene sottintesa; la parte pronunciata assume in tal caso il valore semantico di quella omessa. L`ELISSI DEL DO (determinato) -Maria frequenta la prima (classe); le (scuole) elementari; un (caff) espresso; Il secolo famoso per il (anno della rivoluzione) `48 ecc.

L`ELISSI DEL DE (determinatore) -Lui un signore (colto, distinto). Questa s che poesia (bella, valorosa). Questo un affare (grande). Questa s che una ragazza (bella). Lui ha (molto) coraggio. MUTAMENTI SEMANTICI IN ITALIANO RISPETTO ALLE ALTRE LINGUE Tutti questi muamenti non avvengono ugualmente in tutte le lingue. Certe parole corrispondono in croato e in italiano. Molte parole italiane hanno pi significati: -vetro- sottindende la figura stilistica detta metonimia per cui invece del ogetto possibile usare il nome del materiale, mentre il corrispondente croato staklo non conosce il fenomeno di metonimia. In italiano vetro da una parte vuol dire un tipo di materiale, ma anche tutti gli ogetti di vetro (bottiglie, bicchieri ecc.), specialmente se valorosi. -legno- la carrozza fatta di legno (hanno preso il legno e sono andati alla stazione) -pensiero- sentimento (penso a te); il suo pensiero (njegovo miljenje) In italiano due diversi possono essere inclusi in un lessema. Esempio: -arte- umjetnost; umijee 31

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Al cotrario, molte parole croate hanno pi significati, mentre l`italiano ha bisogno di due o pi parole. Esempi: -noga (gamba, piede), glava (testa, capo), ukus (gusto, sapore), mjesec (luna, mese), srea (felicit, fortuna) Ci sono dei lessemi che in diverse lingue completamente corrispondono: -dan-giorno, ovjek-uomo L`area semantica semantica di una parola pu essere divisa in pi parole in un`altra lingua. Esempi: -djed- nonno materno e nonno paterno; zia- tetka, strina, ujna; zio- tetak, stric, ujak -cognato- djever (fratello del marito), urjak (fratello della moglie), svak (marito della sorella), paanac (marito della sorella della moglie) -cognata- snaha, nevjesta, svastika, ogorica, urjakinja, zaova LA CREAZIONE DELLE PAROLE NUOVE NATE PER I MUTAMENTI MORFOLOGICI Quando si vuole analizzare questo problema, direi pi un perocedimento lessicale molto importante come tale si manifesta su diversi piani seguendo diverse strade, bisogna definire quello che chiamiamo parola dal punto di vista della sua struttura morfologica, cio vedere qual`la morfologia della parola, quali sono gli elementi di cui una parola costruita. Partendo dall`analisi fondamentale della parola, non difficile definirla come un insieme di suoni, ma qui subentra anche il termine fonema che non soltanto il suono. La fonologia come una nuova disciplina linguistica ci insegna che il fonema non soltanto un elemento fisico e acustico. Di questo suo aspetto si occupa un`altra disciplina linguistica che fonetica che ci spiega il quadro fisico, il quadro acustico, la genesi del suono ecc. Il fonema il suono che in un determinato sistema linguistico rappresenta o pu avere certi tratti distintivi. Vuol dire che il fonema in grado di determinare il significato di una parola e di cambiare il significato di una parola. Esempio: mare- male Ma anche le pi piccole parti del fonema sono in grado di cambiare il significato della parola. Esempi: -fsse- buco, jama -psca- ribolov -vlto- lice -vnti- vjetrovi e -fsse- congiuntivo imperfetto del verbo essere e -psca- breskva e -vlto- una voce del verbo voltare e -vnti- numero 20 32

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Il fonema o l`elemento pertinente di un fonema da solo non significa niente, per in grado di determinare e di distinguere il significato di una parola rispetto all`altra. Il compito della fonologia di studiare la capacit dei fonemi come elementi distintivi di un processo. Esempio: -Anka-ancora- la n nasale La gerarchia (podjela) Saussuriana non si ferma qui, ma prosegue con una forma pi complessa che il morfema. Il morfema la pi piccola parte di una parola che in grado di portare, esprimere un significato nel senso reale e in forma reale. Esempi: -mare, sole, sopra, sotto, gi, gi, per ecc. Tutte le preposizioni e congiunzioni sono morfemi reali. Il morfema come l`elemento costitutivo di una parola in grado di portare un significato virtuale (non significa niente senza qualcosa che lo faccia reale). Virtualit la propriet di un termine che pu, a certe condizioni, diventare reale. Esempio: -Il morfema san- virtuale nel senso che diventa reale con l`impiego di un altro elemento, ad esempio -o, -a, -i, -e (sano, sana, sani, sane). Non tutte le unit fonetiche possono essere anche fonetiche e assumere la virtualit di un fonema. Ci sono delle leggi. Esempio: -Il morfema legg- porta un significato virtuale perch quando si aggiunge evo il significato virtuale divente reale leggevo e vuol dire qualcosa. Il gruppo di fonemi grbl non un morfema n virtuale n reale perch questo quadro fonico e acustico non regge in italiano. Ogni gruppo di fonemi esistenti nel sistema linguistico italiano non dal punto di vista acustico e fonico, ma dal punto di vista fonologico pu portare il significato virtuale. Il lessema il gruppo fonematico verificato dal punto di vista fonologico; il gruppo di fonemi che in grado di diventare un morfema reale con l`aiuto di altri morfemi. Prima di tutto, dobbiamo sapere che reale tutto quello che occupa spazio, tempo, luogo, qualit, quantit ed in rapporto con altre cose, cio con altre realt. Esempio: -sedia- ha tutte le caratteristiche sopraddette -intelligenza- ha soltanto la relazione con le altre cose Il morfema grammaticale o grammema il morfema che in grado di rendere reale il significato di un morfema virtuale in due direzioni seguendo: LA FLESSIONE NOMINALE (p.e.mur- -o, -a, -i) -declinazione LA FLESSIONE VERBALE (p.e.vedo- -o, -i, -e) coniugazione

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Il morfema in grado di trascategorizzare una parola, cambiarle la categoria grammaticale (nome-verbo-aggettivo ecc.), ma anche cambiarle il significato. Esempio: -Il lessema legg- con l`impiego di un altro grammema pu diventare di un`altra categoria e di significato cambiato: legg-ibil-e, un aggettivo. -latt- +e vuol dire latte, ma latt- +aio ci da lattaio; il significato cambiato, ma la categoria grammaticale no. Il suffisso il morfema che ha la possibilit di trascategorizzare (come un morfema formativo) e cambiare il significato di una parola a cui attribuito. Il significato cambia sempre, ma la categoria no. un elemento morfologico che invariabile e sta sempre tra la base e il grammema. Il prefisso un morfema formativo che non ha la possibilit di trascategorizzare la parola a cui viene attribuito, le cambia il significato. Si trova sempre davanti al lessema, cio viene preposto alla parola. Il morfema non e non si pu definire come un gruppo di fonemi, perch il morfema pu essere un fonema solo (le congiunzioni, le preposizioni) e non si deve confonderlo mai con la sillaba che un fenomeno metrico. Esempi: -sotto- un morfema, 2 sillabe -benessere- 2 morfemi, 4 sillabe

LA NUOVE CREAZIONE LESSICALI NATE PER I MUTAMENTI MORFOLOGICI Dal punto di vista della struttura morfologica, le parole italiane possono essere divise in 3 gruppi: Le parole primitive (deriva dal latino primus, indica qualcosa che si riferisce a un periodo anteriore a quello attuale) sono unit lessicali che servono da prima base alla creazione di parole derivate e di parole composte. Secondo la struttura morfologica possono essere invariabili e variabili. Le parole primitive invariabili sono quelle che nonostante la flessione rimangono uguali di struttura. Le parole primitive invariabili possono essere: 1.monomorfematiche- costituite da un solo morfema, si suddividono in: monosillabiche (un morfema-una sillaba, congiunzioni e ed o, preposizioni a, su, per, da, in, avverbi l, qui ecc.) e polisillabiche (un morfema-2 o pi sillabe, gli avverbi bene, mele, sotto, sopra, presto, tardi ecc.).

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2.polimorfematiche o plurimorfematiche- costituite da due o pi morfemi, si suddividono in: equivalenti (due o pi morfemi identici di natura, affinch, bench, perch, poiche, tuttavia, nonostante ecc.) e polivalenti (due o pi morfemi differenti di natura, citt, crisi, tesi, virt, schiavit, servit ecc.). Le parole primitive variabili cambiano la struttura attraverso il paradigma della flessione. A questo gruppo appartengono i lessemi i cui grammemi cambiano secondo la flessione nominale (sostantivi, aggettivi, pronomi) e la flessione verbale (verbi). La formazione di nuove parole mediante i mutamenti morfologici sottindende 3 procedimenti differenti: 1.La derivazione un processo linguistico per cui una parola nasce da un`altra. Questo processo provoca sempre la flessione semantica in confronto alla parola base. Ci sono due tipi di derivazione. 2.La composizione 3.L`alterazione a)la derivazione immediata o impropria un tipo di derivazione per cui una parola nasce da un`altra gi esistente direttamente, senza l`impiego dei morfemi formativi, cio senza suffissi e prefissi. La creazione di nuovi contenuti semantici o di nuove categorie morfologiche avviene grazie al cambiamento del grammema e grazie all`impiego dell`articolo. -CAMBIAMENTO DEL GRAMMEMA *Un verbo pu diventare un sostantivo con semplice cambiamento del grammema: gridare- grido, tirare- tiro, pescare- pesca, nuotare- nuoto, misurare- misura, cantare- canto, castigare- castigo, cacciare- caccia, caricare- carica, carico *Un sostantivo pu diventare un verbo con il cambiamento della desinenza: lancialanciare, getto-gettare, lotta- lottare, bagno- bagnare, fotografo- fotografare, telefonotelefonare, prova- provare, pena- penare I dizionari etimologici ci presentano le ricerche sui testi antichi cercando di scoprire che viene primo: verbo o sostantivo. *Un aggettivo pu diventare verbo mediante l`impiego del grammema: -rosso- arrossire (diventare rosso in viso); arrossare (tingere qualcosa di rosso) -bianco- imbianchire (pobijeliti); imbiancare (obijeliti) -giallo- ingiallire (obojiti u uto, poutjeti, outjeti) 35

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-sordo- assordire (zagluiti); assordare (ogluiti) Le parole che nascono mediante due diversi procedimenti (la combinazione della derivazione propriaprefisso e derivazione impropriacambiamento del grammema) si chiamano parole parasintettiche. Derivati parasintettici: Preffiso+base+grammema=arrosare Preffiso+base+suffisso=immortalit La derivazione immediata o impropria che risulta con il cambiamento del genere, cio mediante il cambiamento della desinenza possibile cambiare anche il genere. Cambiato il genere, si cambia anche il contenuto semantico, ma anche la categoria morfologica. possibile cambiare la categoria dei cosiddetti sostantivimobili. Mediante il mutamento della vocale a in o, cio e in a, si cambia genere. Esempi: cuoco/a, Francesco/a, sarto/a, gatto/a, sposo/a, figlio/a, signore/a, giardiniere/a, profumiere/a ecc. * Il processo si mostra vivo anche sul piano del cambiamento delle vocali e, a, o in essa. Questo essa e anche altri sono di origine suffissi, ma si comportano come se fossero grammemi. Esempi: conte/essa, principe/essa, leone/essa, duca/essa, poeta/essa, avvocato/essa, deputato/deputatessa ecc. In Italia ci sono due modi di pensare su questo proposito: alcuni vogliono che deputato rimanga la stessa parola sia per i maschi sia per le femmine, un altro gruppo afferma questo processo di essa. * Nel gruppo di cosiddetti sostantivi mobili entrano i sostantivi che cambiano tore in trice (un altro suffisso di natura che si comporta come se fosse un grammema). Esempi: /trice, attore/trice, pittore/trice, benefattore/trice, genitore/trice, scrittore/trice ecc. -AGGIUNGENDO L`ARTICOLO I cosiddetti sostantivi ambigeneri cambiano genere con il cambiamento dell`articolo. Esempi: il/la consorte, l`amante, il/la custode, l`insegnante, il/la parente, il/la nipote ecc. La stessa csa avviene con i sostantivi che finiscono in ista e cida. Esempi: pianista, alpinista, telefonista, suicida, omicida, fraticida ecc. -FLESSIONE SEMANTICA Talvolta il cambiamento della desinenza, ma anche dell`articolo, genera la cosiddetta flessione semantica. Si cambia il significato della parola e questa flessione entra nel circolo della derivazione immediata o impropria. Alla base di flessione semantica prima di tutto sta il fenomeno che la polisemia linguistica. Alla base sta la metafora ed questa la causa principale per cui nascono i nomi sovrabbondanti che in diversi casi mostrano diversi significati. Sono nomi che nel plurale 36

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cambiano la desinenza e l`articolo e cos cambiano il significato. Hanno il doppio plurale. Esempi: -il frutto (plod)- i frutti (esprime una qualit metaforica; i frutti del mio lavoro); la frutta (da mangiare) =>cambia l`articolo, la desinenza e il genere -il legno (drvo)- i legni (gli oggetti fatti di legno, una metafora); le legna (legno da ardere) -il braccio- i bracci (di un fiume, di un edificio); le braccia (parti del corpo) -il modo- i modi (i metodi di fare qualcosa); la moda (modo corrente di vestirsi e di comportarsi legato a una determinata epoca e al gusto di una determinata societ) -il dito- i diti (tutti quanti, per uno per uno); le dita (tutti quanti, per insieme) Alcuni aggettivi cambiando genere cambiano completamente il significato: -triste- tuan; -tristo- zao

-CATEGORIE MORFOLOGICHE CHE DIVENTANO SOSTANTIVI In italiano ogni parola pu diventare un sostantivo con il semplice impiego dell`articolo. Questa trascategorizzazione di diverse categorie morfologiche significa anche il cambiamento del significato. Esempi: * L`aggettivo trascategorizzato attraverso l`articolo: rossi- il Rossi; verdi- il Verdi; bianchi- il Bianchi * Gli avverbi: bene- il bene; male- il male; davanti- il davanti; dietro- il dietro(di un vestito) * I numerali: il quarantotto del XIX secolo- la rivoluzione nel 1848; i Mille- Garibaldi e la guerra per l`indipendenza; il quattro- etverac * Le forme verbali: l`infinito =>il volere, il dovere, il piacere, il naufragare; Il naufragar mio su questo dolce mare.(Leopardi); il participio=>l`uscita, l`entrata, la caduta, la veduta ecc; il gerundio=>il tagliando (kupon), il crescendo ecc. * I modi: l`imperativo=>il fuggifuggi (bijeg), il saliscendi (l`ascensore) * L`intera frase: il si salvi chi pu (una situazione di pericolo), il tiramisu b) la derivazione vera o propria o diretta rappresenta un procedimento linguistico per cui le parole nuove derivano da altre parole gi esistenti con l`uso dei morfemi formativi 37

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(suffissi e prefissi). La parola derivata formata da un elemento base pi un suffisso o un preffisso, in certi casi ambedue: prefisso+base+suffisso+grammema ; parola baseparola primitiva Per la lessicologia, parola primitiva vuol dire l`elemento lessicale che non ha subito nessun cambiamento morfologico, mentre la parola base indica la parola che sta alla base a un cambiamento futuro. La parola primitiva pu essere: una parola primitiva; punto- punt/ual/e (base/suffisso/grammema), una parola gi derivata; punto- punt/ual/e- punt/ual/it/, caso- casualeuna parola composta; croce rossa- crocerossina (suora), centro campocaso-casuale, morte- mortale, latte- lattaio, carbone- carbonaio casualit, morte- mortale-mortalit, regola- regolare- regolarit centrocampista, Seicento- seicentista (chi studia i poeti del `600), democrata (greco=>demos-popolo+crateo-governare)-democrazia una locuzione; me ne frego- menefreghismo (atteggiamento nella vita), dabbene (poten, ispravan)- dabbenaggine (dobrodunost, naivnost), da da (le prime parole dei bambini)- dadaismo (una corrente nell`arte decadentista nata a Zurigo nel 1916) Un tipo partcolare di derivazione sono i parasintetici, parole derivate dalla sintesi di quasi tutte le parti costituenti della parola italiana in generale: parasintetici propri: prefisso+base+suffisso immortalit=>in(prefisso)+mort(base)+ale(1suffisso)+it(2suffisso) +(grammema) parasintetici impropri: prefisso+base+grammema assordire, incolpare, arrossare, ingiallire, imbiancare -TIPI DI DERIVAZIONE PROPRIA: A) nominale: - nominale denominale - nominale deaggettivale - nominale deverbiale B) aggettivale: - aggettivale denominale - aggettivale deaggettivale - aggettivale deverbiale C) verbale: - verbale denominale - verbale deaggettivale 38 regola- irregolarit, morte- immortalit, lavorare- collaborazionista

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- verbale deverbiale 1LA DERIVAZINE PROPRIANOMINALE DENOMINALE In questo processo si creano sostantivi da altri sostantivi con l`impiego di diversi suffissi. La categoria della parola non si cambia , ma solo il livello semantico. a)Il suffisso latino ALIA risulta in italiano con AGLIA. Questo suffisso molto vecchio, si trova nei testi gi nell`epoca del cosiddetto latino volgare tardo, si incontra nei primi testi che non sono pi classici latini. Serve per creare i nomi collettivi, i nomi indicanti collettivit di cui alcuni ottengono una connotazione peggiorativa. Esempi: -bosco- boscaglia (un bosco incolto e intricato) =>sparisce il grammema o e si attribuisce il suffisso aglia. -muro- muraglia (quello che circonda una citt, un insieme di muri) -orto- ortaglia (terreno tenuto a orto, per dove c` della verdura) -sterpo (grm)- sterpaglia (grmlje, ikara, iblje) -nuvola- nuvolaglia (gusti oblaci) -ramo- ramaglia (nasjeeno granje za ogrijev) *Nomi collettivi con pi chiara idea del peggiorattivo: -gente (multitudine)- gentaglia (gente volgare e incolta) -plebe (obini puk, plebejci)- plebaglia (rulja) -ragazzo- ragazzaglia (ragazzi sfrenati e villani) b)Il suffisso latino ILIA che in italiano risulta con IGLIA. Serve per creare i nomi collettivi, i nomi indicanti collettivit di cui alcuni ottengono una connotazione peggiorativa. Esempi: -brodo (juha)- brodiglia (splaine, cibo di maiali) -fango (blato, mulj, kaljua)- fanghiglia (deposito terroso dell`acqua) c)Il suffisso latino ULIA/O Risulta in italiano con UGLIA/O. Serve per creare i nomi collettivi raramente con sfumature peggiorative: -cespo (coltivato insieme di rami e foglie che si sviluppano dalla base di un fusto)cespuglio (non coltivato insieme di rami e foglie che si dipartono da una radice sola, per si sviluppano in una pianta senza fusto principale)

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-rimaso (resto, avanzo di un pezzo di carne o formaggio che non da buttare via)rimasuglio (quello che rimane dopo la cena ed da buttare via) d)Il suffisso ARIUS risulta con parecchie varianti di suffissi: AIO di origine popolare, volgare -latte- lattaio (colui che produce e vende latte) -carbone- carbonaio (colui che prepera e vende carbone) -macello-macellaio (la persona che macella- kolje le bestie destinate all` alimentazione, venditore di carne macellata, il negozio dove si vende la carne macellata) -ARO la variante del Sud. Ci sono delle doppiette che contengono lo stesso valore semantico. L`unica differenza che la -r- non sparisce nel Sud d`Italia (Sicilia, Sardegna e in parte Corsica). Quindi, hanno lo stesso significato: carbonaio- carbonaro, pecoraio- pecoraro(seljaina, ma anche una multitudine di pecore), marinaio- marinaro, scarpaio- scarparo, campana- campanaro Al Nord non si sente il passato remoto ed il congiuntivo, mentre al Sud s. -ARIO la variante dotta. I derivati che sono presenti nei dizionari italiani sono le parole apparteneti alla gente dotta, e non povera e semplice. Esempi: segreto- segretario (significato antico: una persona di fiducia di un principe o di un re, che tiene i segreti), funzione- funzionario, impresa (pothvat, poduzee, podvig, zakup)impresario (kazalini poduzetnik) -IERE, la struttura un po` diversa delle tre precendenti. L`-arius si sviluppato in Francia e attraverso il francese viene importato in italiano. Conosce due varianti: l`intera parola francese presa come prestito; cavalliere, cannoniere, la parola italiana nasce mediante la base italiana e il suffisso latinobarbiere, giardiniere, scudiere, guerriere francese -iere; ragioniere (raunovoa), brigadiere, cameriere, cassiere La coesistenza dei derivati italiani e quelli latino-francesi che come base hanno lo stesso suffisso, in certi casi crea delle doppiette, per con notevole flessione semantica. Esempi: cavallaio (chi vende i cavalli)- cavalliere (un alto grado nobiliare medioevale) carrozzaio (chi fabbrica e ripara le carrozze)- carrozziere (chi dava le carrozze a nolo; iznajmljiva koija, chi guida le carrozze) I suffissi AIO + -UOLO risultano in italiano con due varianti: -AIUOLO 40

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-AIOLO

I derivati servono a formare i nomi d`agente, indicano colui che esercita un mestiere o una professione. Alcuni hanno una sfumatura spregiativa. Esempi: arma- armaiuolo (chi vende, repara o fabbrica le armi), cencio- cenciaiuolo (chi vende gli stracci), donna- donnaiolo (enskar), frutta- fruttaiolo, legno- legnaiolo (drvodjelja, stolar), bosco- boscaiolo (umar, drvosjea), borsa- borsaiolo (depar) I suffissi ARIUS +-IA hanno dato la variante italiana ERIA. Serve per indicare un necozio, un locale o un laboratorio, per anche per creare i nomi astratti indicanti qualit, stato, azione, mestiere e il modo di comportarsi: birra- birreria, latte- latteria, orefice- oreficeria, furbo- furberia, poltrone- poltroneria (ljenarenje), porco- porcheria ecc. L`ultimo suffisso che proviene dal latino ARIUS il suffisso AIA, che produce dei derivati indicanti nomi di luoghi destinati a contenere o a raccogliere certe cose, oppure termini indicanti terreni su cui si coltivano determinati prodotti. Esempi: colomba- colombaia (golubnjak), pietra- pietraia (kamenolom), riso- risaia, tartufo- tartufaia e)I suffissi latini appartenenti alla 3 declinazione AMEN, -IMEN, -UMEN che risultano in italiano con AME, -IME, -UME. Servono a creare i sostantivi di valore collettivo. Alcuni assumono il valore spregiativo. Esempi: -bestia- bestiame (insieme di bestie domestiche), foglia- fogliame, -pietra- pietrame (spregiativo;il cumulo di pietre in una piertaia), -cittadino- cittadiname (spregiativo; l`insieme dei cittadini), -dottore (dr znanosti, lijenik)- dottorame (spregiativo; l`insieme di dottori di un ospedale, le persone che sanno sempre pi di altri) f)Il suffisso latino ATUS risulta in italiano con due varianti: -ATO (variante sorda e dotta) e ADO (variante sonora e popolare). Formano i nomi indicanti ufficio, residenza, carica, condizione e attivit. In certi casi attribuiscono ai nomi derivati il valore collettivo. Talvolta attribuiscono ai nomi neonati il valore collettivo. Esempi: -artigiano- artigianato (l`attivit degli artigiani, l`insieme dei prodotti degli artigiani, l`insieme degli artigiani)

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-bracciante (nadniar)- il bracciantato (la condizione del bracciante, una categoria del lavoro) -colonna (stup, stoer, oslonac)- colonnato (red stupova) -commisario- commisariato (povjerenitvo, komisarijat; indica sia la carica che la residenza del commisario) g)I suffissi ETO e ETA servono a formare i nomi indicanti terreni adatti a particolari culture o boschi di determinate piante; terreni pieni di materiali e di costituzioni varie. Esempi: arancio-aranceto, olivo-oliveto, castagno-castagneto, sasso-sasseto (kamenjar) sepolcro-sepolcreto (di solito un cimitero abbandonato non cinto dalle mura, appartenente a un piccolo villaggio) Toponimo il nome di un luogo. Esempi di toponimi che per certe ragioni hanno avuto la stessa evoluzione: Rovereto e Grosseto. Non tutti i toponimi che finiscono in ETO e ETA sono necessariamente di questa origine: il toponimo Orvieto deriva dal latino urbs vetus (citt vecchia). h)Il suffisso latino ISMUS risulta in italiano con due varianti: -ISMO (variante dotta) e ESIMO (variante popolare, che inoltre pi facile pronunciare perch si evitano i nessi consonantici). Il suffisso ISMUS di origine greca ed entra in latino nell`epoca di medio cristianesimo (III,IV e V secolo). Per si diffonde in una misura pi vasta appena nel Rinascimento (XV e XVI secolo). Non nota la regola fissa sull`uso di una variante rispetto a quell`altra. Si usa per la formazione di nomi astratti con un vario ambito semantico. I derivati indicano dottrine, tendenze (politiche, sociali, culturali, letterari), correnti, movimenti, condizioni, qualit, attivit, virt ecc. analfabeta/o- analfabetismo, bandito- banditismo, incanto- incantesimo, Dante- dantismo (movimento letterario), Petrarca- petrarchismo, cattolico- cattolicesimo; cattolicismo, cristiano- cristianesimo;cristianit i)Il suffisso ISTA di origine greca. I sostantivi creati cos sono vicini a quelli creati dal suffisso ISMO. Forma i nomi d`agente indicanti professioni o attivit. Esempi: Dante-dantista, Petrarca- pertarchista, il latino- latinista, stil nuovo- stilnovista, autoautista, automobile- automobilista, violino- violinista, piano- pianista, borsa- borsista (stipendist) ecc. 42

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j)Meno produttivi e freqenti sono i suffissi che creano i nomi di origine o nomi etnici: -INO =>Marocco- Marocchino, Trieste- Triestino -ITANO =>Cagliari- Cagliaritano, Palermo- Palermitano -ITA =>Bagdad- Bagdadita, Vietnam- Vietnamita -OLO =>campagna-campagn(u)olo, montagna-montagnolo,Spagna-Spagnolo -ESE =>Bologna- Bolognese, Giappone- Giapponese Queti suffissi nominati sono i pi importanti, ma esistono anche gli altri meno importanti.

2LA DERIVAZINE PROPRIANOMINALE DEAGGETTIVALE Rappresenta la derivazione per cui nuovi nomi nascono dagli aggettivi gi esistenti. I derivati nati in questo modo sono sostantivi di valore semantico astratto. a)AGGINE: testardo- testardaggine, stupido- stupidaggine, sfacciato- sfacciataggine ecc. Questo tipo di derivazione conosce anche la parola base nata da una derivazione precedente gi compiuta. Si tratta di una derivazione duplice e qualche volta anche triplice. Esempi: testa- testardo- testardaggine; faccia- s/facci/ato (prefisso+ parola primitiva+ suffisso)- sfacciataggine notevole anche l`uso di questo suffisso AGGINE nell`impiego nominale denominale: -fanciulla- fanciullaggine (un`azione da fanciulla), -buffone- buffonaggine Accanto a questi derivati esistono anche altri di valore semanticamente simile, ottenuti tramite un altro suffisso. La coesistenza dei nomi creati con diversi suffissi del significato molto simile forma le cosiddette doppiette. b)-EZZA:testardo-testardaggine(qualit psicologica)- testardezza(un`azione), 43

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sfacciato- sfacciataggine- sfacciatezza (momento in cui qualit) c)-ANZA generalmente un suffisso deverbiale, crea i nomi dai verbi gi esistenti. Esempi: ignorare-ignoranza, abbondare- abbondanza, sperare- speranza,somigliare- somiglianza anche un suffisso deaggettivale che crea i nomi astratti indicanti condizione e qualit. Esempi: lontano- lontananza, baldo (hrabar)- baldanza, minore- minoranza, maggiore-maggioranza d)Il suffisso latino ITIA risulta in italiano con tre varianti. -EZZA il derivativo popolare. Serve a formare i nomi astratti indicanti qualit o stato d`animo. Esempi: alto- altezza, allegro- allegrezza, bello- bellezza -IZIA un derivato dotto. Serve a formare i nomi astratti indicanti qualit, stato d`animo, condizione. Esempi: pigro- pigrizia, avaro- avarizia, furbo- furbizia, tristo- tristizia (zloba) In alcuni casi il significato si concretizza: sporco- spocizia, immondo (gnjusan, odvratan)-immondizia=immondezza -IGIA la forma galo-romanza, cio italo-francese. Serve a formare i nomi astratti indicanti qualit. Esempi: -ingordo (prodrljiv, pohlepan)- ingordigia -cupido (lakom)- cupidigia -franco (sincero)- franchigia (povlastica) Queste tre varianti in italiano creano anche le doppiette, nella maggioranza dei casi di natura morfologica, che in certo punto diventano anche doppiette semantiche. Esempi: -giusto- giustizia (una virt etica)- guistezza (carattere di ci che esatto, preciso, appropriato) -grande- grandigia (superbia)- grandezza (caratteristica di ci che grande) -franco- franchigia (libert sociale e politica; esenzione da imposti)- franchezza (modo franco di parlare e comportarsi; libert=otvorenost) e)Il suffisso IA presenta due varianti: -I (come l`elemento accentuato della parola di origine greca) ed -`IA (come l`elemento che segue la base accentuata a cui viene aggiunto 44

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di origine latina). Serve a creare derivati di valore semi-astratto indicanti qualit, stato d`animo, condizione, atto ecc. Esempi: misero- miseria, modesto- modestia, efficace- efficacia Molto spesso incontriamo le parole in cui questo suffisso si unito al lessema. L`evoluzione ha fatto perdere la struttura fonica e grafematica. Esempi: fortia- forza, clementia- clemenza (milost), angustia- angoscia, verecundia- vergogna Esiste l`ipotesi che i toponimi tipo Svezia, Francia, Germania sono nati sotto l`influsso della lingua latina, mentre i toponimi come Albania, Turchia, Bulgaria sono nati sotto l`influsso del sistema fonico greco per vicinanza territoriale. Il problema di Lombardia: come spiegare questo toponimo? I seguaci dell`ipotesi rispondono che i Lombardi pi vicini all`influsso latino chiamavano i loro vicini come i Latini, mentre questi chiamavano loro in modo greco. I toponimi Russia e Greca che non portano l`accento sull`ultima sillaba rendono l`ipotesi debole. f) Il suffisso latino TATE nell`epoca del volgare viene sonorizzato e prende la forma TADE, che ha dato la forma tronca T. (Apocope- caduta delle sillabe finali non accentuate, cio deboli.) Esempi: povero-povert (invece di povrtade), onesto-onest, umile-umilt, buono-bont In alcune parti d`Italia si conservata l`ultima sillaba. In Sicilia, Calabria, Campania e Puglia questa sillaba finale ancora presente. Esempi: vertitate invece di verit, caritate- carit, autoretate- autorit g)Il suffisso latino TUTE/-TUDE ha dato in italiano T. Esempi: giovane- giovent, servo- servit h)Il suffisso ORE di origine provenzale. Esempi: chiaro- chiarore (svjetlost, sjaj, bistrina), rosso- rossore (crvenilo), bianco- biancore i)Il suffisso URA proviene dal suffisso ORE. Serve a formare i sostantivi astratti dagli aggettivi, in certi casi il significato di questi nomi si concretizza. -bruto (ruan, gadan)- bruttura (neistoa, prljavtina, svinjarija, gadost) -fresco (svje)- frescura (hladovina, svjeina) 45

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-lordo (prljav, neist)- lordura (prljavtina, neistoa) j)Il suffisso EDINE la variante dotta e indica i sostantivi astratti. Esempi: rauco(promukao,hrapav)-raucedine, pingue(debeo, gojazan)-pinguedine, salso(slan)-salsedine(slanost) 3LA DERIVAZINE PROPRIANOMINALE DEVERBALE la derivazione per cui nuovi nomi nascono dai verbi gi esistenti mediante l`impiego dei seguenti suffissi: a)Il suffisso altino ACULUM in italiano risulta con ACCHIO, -AGLIO, -ACOLO. ACCHIO la variante popolare. Poi nel processo evolutivo si formara la variante ACCIO, presente nel Veneto. Esempi: -spaventare- spaventacchio (che mette paura) -spaurire- spauracchio (spaventapasseri) -sputare- sputacchio (pljuvaka) -AGLIO la variante semidotta e i lessemi creati con questo suffisso sono tra quelli popolari e dotti. Esempi: -spirare (puhati, izdahnuti, umrijeti, dospjeti, nadahnuti)- spiraglio (prozori, rupa, oduka) -battere- battaglio (un pezzo di ferro che pende dentro la campana per suonare per la messa) -ventare (puhati)- ventaglio (lepeza) -ACOLO la variante dotta ed ha subito minor cambiamento rispetto alla forma originale. Esempi: -cenare- cenacolo (blagovaonica, la sala in cui una volta si cenava, il luogo dove Ges Cristo consum la sua ultima cena, il circolo ristretto di amici, artisti, pensatori, letterari ecc.) -abitare- abitacolo (abitazione povera) b)Il suffisso latino ATICUS diventa in italiano AGGIO, attraverso il francese AGE, come suffisso della derivazione nominale denominale. Esempi: -villa (vila)- villaggio, persona- personaggio (ugledna linost, lik u drami i sl.), -uomo (omo)- omaggio (poklon, potovanje)

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Il suffisso AGGIO anche il suffisso della derivazione nominale deverbiale. I derivati sono i sostantivi di valore samantico astratto che appartengono alla terminologia tecnica e industrionale. Esempi: -atterrare (oboriti, sruiti, spustiti na zemlju)- atterraggio (prizemljenje zrakoplova) -montare (comporre qualcosa collegando varie parti)- montaggio -ancorare (usidriti)- ancoraggio (usidrenje), -lavare- lavaggio c)I suffissi ANTE e ENTE creano i nomi derivati da forme verbali, precisamente dal participio presente dei verbi corrispondenti. Esempi: cantare- cantante, comandare- comandante, credere- credente, partecipare- partecipante Molti participi presenti non sono mai divantati sostantivi. In quei casi la derivazione nominale deverbiale avviene mediante il suffisso TORE. Esempi: ascoltare- ascoltatore, leggere- lettore, portare- portatore Molti nomi derivati dai verbi creati dalla derivazione immediata subiscono un`altra derivazione. Esempi: -latte- lattare (dojiti)- lattante (bambino lattante- dojene) -commercio- commerciare- commerciante -negozio- negoziare- negoziante Alcuni nomi qualche volta sono nati non dai verbi, ma da altri nomi per analogia. Questa derivazione imita la derivazione nominale denominale. Questi nomi mostrano certi valori peggiorativi. Esempi: -politica- politicante (una persona che si dedica all`attivit politica per soddisfare le proprie ambizioni e non per il bene di tutta la nazione) -Austria- austricante (austrofil) I suffissi ANTE e ENTE sono grammemi e sono le desinenze dei participi presenti. d)I suffissi ANZA e ENZA sono di origine provenzale. Molti di questi nomi hanno anche il participio presente corrispondente. Esempi: -abbondare- abbondanza- abbondante -potere- potenza- potente -confidare- confidanza- confidente Alcuni di questi nomi derivati mostrano la mancanza del participio presente, ma almeno esiste il verbo corrispondente. Esempi: 47

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-spero- speranza, -adunanza (sabor, skuptina, sastanak, zbor)- adunare (zbrojiti, prikupiti, okupiti) Alcuni sostantivi non hanno n il participio presente n il verbo corrispondente: -sentenza, stanza (soba, strofa) Alcuni derivati nel processo formativo seguono il verbo latino, mentre il verbo italiano cambiato e mostra una differente struttura morfologica. sapere- sapienza, confidare- confidenza e)I suffissi ANDA e ENDA: locare (iznajmiti)- locanda (krma), fare- faccenda, bere- bevanda f)I suffissi ATA, -ITA, -UTA creano nomi dai participi passati femminili, oppure da neutri latini. Esempi: parlare- parlata (govor, narjeje), uscire- uscita, telefonare- telefonata, battere- battuta (udar, takt, kucanje) Ci sono anche esempi tipo giorno- giornata. Qui si tratta del processo linguistico evolutivo analogia, per cui avvengono certe trasformazioni. Esempi: -canto- cantare- cantata -telefono- telefonare- telefonata -aranciata, limonata, spaghettata ecc. g)I suffissi -`ITO (atono) e TO (tonico): -`ITO (atono)=>prestare- prestito, vendere- vendita TO (tonico)=>nitrire- nitrito, ruggire- ruggito h)Il suffisso latino ERUM ha dato in italiano ERO, -ERIO, -O. -O la variante popolare: brontolare- brontolio -formicolare (vrvjeti, kipjeti, gmizati)- formicolio (vreva, svrab) ERO la variante semi-dotta: battistero, impero, magistero (oggi non conoscono la parola base) -ERIO la variante dotta: battisterio i)Il suffisso MENTO crea i nomi astratti e i nomi concreti. Esempi: cambiare- cambiamento, andare- andamento (tok, ponaanje), 48

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comportarsi- comportamento, fondare- fondamento, nutrire- nutrimento j)I suffissi TORE e SORE: Creano i derivati che hanno conservato il nesso con il verbo=> vendere- venditore, uccidere- uccisore, leggere- lettore ecc. Ci sono casi in cui si perso il nesso con il verbo=> fare- fattore (tvorac, upravitelj, imbenik), agire- attore, spettare- spettatore Altri casi mostrano la forma rara del suffisso IDORE/-ADORE=> correre- corridore (hodnik, trka) Il genere femminile in questa variazione usa la forma TRICE=> imperatore- imperatrice, attore- attrice, tessitore- tessitrice ecc. Nel Sud Italia esiste una forma popolare che TORA=> tessitrice- tessitora, lavatrica- lavatora k)I suffissi latini TORIO e SORIO diventano in italiano: nella variante popolare TOIO e SOIO=> lavare- lavatoio (praonica), scrivere- scrittoio (ured, pisai stol) nella variante dotta TORIO e SORIO=> ambulatorio, direttorio, dormitorio l)La struttura fonica dei suffissi TURA e SURA dipende dal participio passato e dal passato prossimo del verbo corrispondente. Esempi: -lavare- lavatura (pranje, ispiranje, splaina) -scrivere- scrittura (pisanje, rukopis, knjigovodstvo, ugovor, pogodba) -chiudere- chiusura (zatvaranje, zatvor, kljuaonica, svretak) Nell`ambito della derivazione nominale denominale abbiamo: -osso- ossatura (kostur, okosnica, sastav, trup) -capello (kosa)- capigliatura (kosa; fin sopra i capelli- navrh glave) m)I suffissi latini TIONIS/-SIONIS hanno dato in italiano: -ZIONE =>costruzione, derivazione (skretanje, izvoenje), stazione -GIONE=>stagione (vrijeme, sezona), regione -SIONE=>evasione (utaja poreza, rjeenje, bijeg iz zatvora), espansione

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I vari suffissi nominali possono servire come elementi formativi appartenenti a vari sottogruppi. Si tratta dei suffissi come:-ANDA, -ENDA, -INA, -OSI, -ITE. I suffissi come ATO/-OTTO sono i suffissi alterativi; formano i diminutivi, gli accresctivi ed i vezzeggiativi. Esempi: -uomo/omo+ato=omiciato (piccolo uomo, omiciattolo-ovjeuljak), contadino- contadinotto, giovane- giovanotto (momak, mladi) Questi suffissi sono in grado di creare delle nuove parole con i diversi significati: orsoorsachiotto (mladune medvjeda), aquila- aquilotto Le parole precedenti non sono parole alterate. Leprotto non piccola lepre, ma rappresenta lo stesso rapporto come: vacca (krava)- vitella (junica)- vitello (tele), pecora- agnello, cavallo- puledra (drijebica)- pulerdo (drijebe). Non sono nel rapporto come cane-cagnolo(psi), ma come cane-cucciolo(tene).

4LA DERIVAZINE PROPRIAAGGETTIVALE DENOMINALE la derivazione per cui si creano nuovi aggettivi con l`aiuto dei suffissi. a)-ACEO crea aggettivi cge indicano la qualit di un ogetto. Esempi: carta- cartaceo (papirnati), perla- perlaceo (boje bisera), viola- violaceo (ljubiast), farina- farinaceo (branast) b)-ANEO determina la qualit di un nome. Esempi: momento- momentaneo (trenutni), istante- istantaneo (trenutni), sotto terra- sotterraneo c)-ALE crea aggettivi di qualit, relazione e rapporto. Alcuni denotano dimensione e forma. Esempi: nave- navale (pomorski), posta- postale, stato- statale, universo- universale (opi, univerzalan, svestran) Molti di questi derivati vengono sostantivati come nel processo: -piazza- piazzale- il piazzale, -braccio- bracciale- il bracciale d)-ILE si usa per creare gli aggettivi di qualit. Esempi: servo- servile, febbre- febbrile, giovane- giovanile, signore- signorile 50

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Anche questi derivati vengono sostantivati: -cane- canile- il canile, porco- porcile- il porcile (svinjac) e)-ARE forma aggettivi che denotano qualit, relazione e rapporto. Esempi: -secolo- secolare (stogodinji, vjekovni, svjetovni, laiki) -crepuscolo- crepuscolare (sumraan, sutonski) -famiglia- famigliare (obiteljski, domai, prisan) -particola- particolare, -circolo- circolare

f)-ANO forma aggettivi qualit, relazione, ma anche di provenienza. Esempi: mondo- mondano, villa- villano, monte- montano, selva- silvano, Mantova- Mantovano, Venezia- Veneziano Questi aggettivi vengono sostantivati come in: castellano (gospodar dvorca), Romano, Italiano ecc. Questo suffisso ha grande importanza nella formazione dei toponimi: Avezzano, Bassano, Carigliano ecc. Questo suffisso ha avuto grande importanza nella formazione dei toponimi anche nelle lingue che sono state sotto l`influsso dell`italiano: Paman, Neviane, Galiana, Barban, Vodujan e)-IANO crea gli aggettivi dai nomi propri. Esempi: manzoniano, verghiano, crociano, dannunziano, carducciano ecc. f)-IGIANO forma gli aggettivi etnici e di origine. Esempi: Asti- Astigiano, Marche- Marchigiano, Parma- Parmigiano g)-ITANO forma gli aggettivi etnici e di provenienza. Esempi: Cagliaritano, Palermitano, Napoletano ecc. h)-ASCO forma gli aggettivi etnici e di provenienza. Esempi: Bergamo- bergamesco, Como- comasco i)-ARDO forma gli aggettivi di qualit negativa. Esempi: testa- testardo, bugia- bugiardo, beffe- beffardo (podrugljiv) 51

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Molti nomi propri sono nati mediante questo suffisso: Leonardo, Eduardo ecc.

j)Il suffisso latino ARIUS in italiano diventato ARIO e forma gli aggettivi di qualit, relazione e rapporto. Esempi: relazione- relazionario, funzione- funzionario k)-ATICO=>selva- selvatico (divlji), luna- lunatico (udljiv) l)-ATO/-ITO/UTO=>barba- barbuto, senza barba- sbarbuto (iskorijenjen, golobrad), stella- stellato (zvjezdan) m)Il suffisso ACCIO con la variante ECCIO forma degli aggettivi indicanti qualit. Si trasforma in sostantivi. Esempi: pecora- pecoraccio, pesca- peschereccio (ribarski, npr.brod) n)I cosiddetti aggettivi toponomastici si creano mediante l`uso dei seguenti suffissi: -ATE=>Ravenna- Ravennate, Urbino- Urbinate -ITA=>Mosca- Moscolita, Vietnam- Vietnamita -EGNO=>Salvatore- Salvatoregno, Equadore- Equadoregno -TECO=>Guatemala- Guatemalteco -OTA=>Cipro- Ciprota -OLO=>Spagna- Spagnolo, Roma- Romagnolo o)Il suffisso latino ISCUS risulta in italiano con ESCO. forma gli aggettivi toponomastici=>romanesco, arabesco, tedesco forma gli aggettivi qualificativi nati dai nomi generici: romanzo- romanzesco (romantian, divan), cavalleria- cavalleresco, cane- cangesco (osoran, ljutit) forma gli aggettivi derivati dai nomi propri dei personaggi famosi: dantesco, tassesco, petrarchesco forma gli aggettivi sostantivati in forma dei nomi propri e dei cognomi: Francesco, Pallazzeschi 52

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forma altri sostantivi che non hanno niente da fare con i nomi propri e cognomi: soldatesca (rasputena vojska), arabesco (arabeska) forma gli aggettivi che hanno perso completamente o in parte il contatto con la parola base: -grotta(peina, spilja)- grottesco(groteskan, neprirodan) p)Il suffisso latino ENSIS risulta in italiano con ESE (forma popolare) e ENSE (forma dotta). Esempi: corte- cortese (ljubazan, uljudan), borgo- borghese(graanski, burujski), foro (trg, sud, forum)- forense (sudski), Atene- atense, Stati Uniti- statiunitense

q)Il suffiso EVOLE in parte deverbiale e in parte denominale. Esempi: piacere-piacevole, scorrere-scorrevole, l`amico-amichevole, l`amore-amorevole r)Il suffisso ICO crea aggettivi di qualit, di relazione, di appartenenza: arte- artstico, economia- economico (tedljiv), Balcani- balcanico s)Il suffisso OSO crea aggettivi di valori materiali, ma anche immateriali: paura- pauroso, erba- erboso (obrastao travom), veleno- velenoso 5LA DERIVAZINE PROPRIAAGGETTIVALE DEAGGETTIVALE la derivazione per cui nascono nuovi aggettivi dagli aggettivi gi esistenti. Tutti i suffissi appartenenti a questo gruppo sono derivativi, cio creano o nuove categorie o nuovi significati, ma sono anche alterativi perch non cambiano solo il significato, ma anche la qualit della parola base. Creano parole alterate: diminutivi, aumentativi, vezzeggiativi, spregiativi. a)-ASTRO si usa per creare nuovi aggettivi di colore: biancastro, nerastro,verdastro, giallastro ecc. Si usa per creare gli altri aggettivi come: dolciastro-sladunjav, sordastro-nagluh

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b)-ICCIO crea nuove unit semantiche come suffisso derivativo, ma anche le parole alterate che non sono unit semantiche autonome, ma fanno parte delle parole a cui appartengono. Esempi: rosso- rossiccio, verde- verdiccio, umido- umidiccio, pallido- pallidiccio, malatomalaticcio c)-IGNO indica la somiglianza pi o meno perfetta, qualche volta sgradevole. Tutte queste qualit appartengono alle parole derivate, ma la maggioranza sono le parole alterate. Esempi: verde- verdigno, dolce-dolcigno, aspro- asprigno d)-OCCIO crea nuovi significati, ma anche le parole alterate. Alle nuove parole viene attribuita una connotazione scherzosa. Esempi: bello- belloccio (ljepukast), grasso- grassoccio, basso- bassoccio e)-OGNOLO si usa con gli aggettivi di colore che hanno un senso approssimativo e impuro. Fino ad un certo punto hanno il valore diminutivo: giallognolo, verdignolo, azzurrognolo, nerognolo

6LA DERIVAZINE PROPRIAAGGETTIVALE DEVERBALE la derivazione per cui nuovi aggettivi provengono dai verbi gi esistenti. a)-ACE Questi derivati hanno perso il nesso con i verbi da cui derivano. D`altra parte, l`evoluzione lessicale ha fatto sparire molti verbi che ci hanno dato gli aggettivi. Esempi: capire- capace (sposoban), sagire- sagace (otrouman), tentare- tenace (uporan, vrst, ilav), rapire- rapace (grabeljiv) b)Il suffisso latino BILIS ci ha dato: -EVOLE, la variante popolare che crea gli aggettivi di valore attivo (dilettare-dilettevole=>zabavan, ugodan; incantare-incantevole) 54

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e passivo (piegare-pieghevole=>savitljiv; piacere-piacevole; durare-durevole). -ABILE, che si pone alla base dei verbi transitivi. Forma gli aggettivi che indicano la possibilit di una qualit passiva. Appartiene ai verbi della prima coniugazione. Esempi: cantare- cantabile, desiderare- desiderabile, paragonare- paragonabile -IBILE, che produce gli aggettivi di valore passivo. Appartiene ai verbi della 2e 3 coniugazione. Esempi: leggere- leggibile, avvertire- avvertibile, godere- godibile -UBILE, che produce gli aggettivi di cui tanti hanno perso il contatto con la parola base. Esempi: avere-abile (vjet, sposoban), muovere- mobile c)Il suffisso latino IVUS ha dato in italiano IVO ed IO. -IVO viene attaccato al participio passato dei verbi: -descrivere- descritto- descrittivo (opisan) -informare- informato- informativo -affermare- affermato- affermativo IO : restare-restio(uporan, nepokolebljiv); leggere-leggio(itljiv)

7LA DERIVAZINE PROPRIAVERBALE DENOMINALE E DEAGGETTIVALE vengono messe insieme perch i suffissi denominali e quelli deaggettivali sono identici. 55

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a)Il suffisso latino IDIARE ha dato in italiano EGGIARE e IZZARE. EGGIARE la variante popolare. Esempi: alba- albeggiare (svanjivati), costa- costeggiare (ploviti uz obalu), scena- sceneggiare (podijeliti na scene, dramatizirati), bianco- biancheggiare (bjelasati se), nero- nereggiare IZZARE la variante dotta. Esempi: carbone- carbonizzare; simbolo- simbolizzare Qualche volta la variante dotta e quella volgare sono doppiette: latinizzare- latineggiare; simbolizzare- simboleggiare b)Il suffisso latino IARE ha dato nuovi verbi: alto- altiare- alzare; simile- similiare- somigliare Il verbo studiare non deriva mediante l`uso di IARE, ma mediante la derivazione diretta: studio+are=studiare;bacio+are=baciare c)Il suffisso ICARE ha dato le forme sincopate e quelle senza sincope (la caduta della vocale tra due consonanti). Esempi: -cavallo- cavallicare- cavalcare -neve- nevicare; nostro- nostrificare *sncope-accento latino; sincpe- accento greco d)Il suffisso ICARE. Esempi: classe- classificare, nostro- nostrificare, magnifico- magnificare 8LA DERIVAZINE PROPRIAVERBALE DEVERBALE la derivazione per cui nuovi verbi nascono dai verbi gi esistenti. a)I suffissi ACCHIARE, -ICCHIARE, -ECCHIARE e UCCHIARE sono un fenomeno appartenente alla fono stilistica che si chiama cacofonia (nesklad zvukova). Per evitarla, per esempio invece di dire fra Francesco, si dice frateFrancesco. Esempi: -rubare- rubacchiare (potkradati); dormire- dormicchiare (drijemati) -sognare- sonnecchiare (zadrijemati); spendere- spenducchiare (trouckati)

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b)I suffissi AZZARE e UZZARE: sghignare- sghignazzare (smijati se grohotom); tagliare- tagliuzzare (rezuckati)

c)I suffissi ELLARE e ERELLARE: girare- girellare, cantare- cant/erell/are=base+suffisso+grammema (pjevuiti) LA FORMAZIONE CON I PREFFISSI 1. I PREFISSI CON SIGNIFICATO TEMPORALE a)ANTE-/ANTI-: anteguerra (il periodo prima della guerra), antipasto,antivedere (predvidjeti) b)PER-: perdurare (izdrati) c)POS-/POST-: postdomani (dopodomani), postvocalico, postconsonanatico d)PRE-: premettere (staviti ispred) e)SOPRA-: sopraddetto, soprannominare f)SU-: suddetto, summenzionato, sunnominato (<=gore spomenuti) I prefissi SOPRA- e SU- avevano un significato spaziale, ma lo perdono e acquistano significato temporale: prima, precendentemente.

2. I PREFISSI CON SIGNIFICATO SPAZIALE a)A-: accorrere (correre verso un luogo o presso qualcosa); affluire (scorrere verso qualche luogo di acque); apportare (navesti, donijeti, prouzroiti) b)DI-: discendere (callare verso il basso, scendere gi) c)ESTRA-/EXTRA: extraterrestre, estraparlamentare d)FUOR-/FUORI: fuoruscire, fuoriuscire (<=uscire fuori di qualcosa) e)FRA-: frammettere (posredovati), frapporre(<=mettere in mezzo) f)IN-/IM-: immettere (mettere dentro, introdurre, entrare); immigrare (stabilirsi in una regione o paese diversi da quelli d`origine) g)INFRA-: infrascritto (dolje potpisani) h)INTER-: internazionale (che riguarda tutte le nazioni); interporre (porre tra una cosa e l`altra, frapporre) i)INTRA-/INTRO-: intromettere (frapporre) 57

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j)OLTRA-/OLTRE-: oltremare (di l dal mare), oltremontano (zagorski), oltralpe (prekoalpski, s one strane Alpa) k)PER-: perforare (forare da un lato all`altro, probuiti) l)POS-: poscritto (post scriptum), posporre (zapostaviti, odgoditi) m)SO-: sospingere (gurnuti), sollevare n)SOR-: sorpassare (nadvisiti, nadmaiti, prestii), sorvolare (preletjeti, prijei preko), sormontare (preplivati, prebroditi, nadvisiti, prijei preko) o)SOTTO-: sottacqueo, sotterraneo, sottoscritto p)TRA-/TRAS-/TRANS-: trasformare, transizione, transatlantico (che si trova di l dell`Atlantico; nave passeggeri per rotte oceaniche) Nestalo mi slova 3. I PREFISSI CON SIGNIFICATO CONCETTUALE 1.A-: anormale, apolitico, areligioso (<=significato negativo) 2.ANTI-: antisociale, antidemocratico(<=avversione, opposizione) 3.ARCI-: arcivecchio, arcibello, arciricco (<=molto) 4.BI-/BIS-: bicolore, bilingue, biscotto, bislungo (duguljast), bistrattare (trattare male) 5.CO-/COL-/CON/COR-: coabitare, condividere (dijeliti neto s nekim), collegare, corresponsabile (suodgovoran) 6.CONTRA-/CONTRO-: contadire, contrordine (protunaredba), controffensiva (protunapad), controriforma (<=opposizione, contrariet) 7.DE-: deformare (alterare la forma, significato negativo) 8.DIS-: disabitato, disonesto, disonore (<=significato negativo) 9.EXTRA-: extrafino (molto fino), extraforte 10.FUORI-: fuorilegge (che agisce contro la legge), fuoriserie (che non prodotto in serie) 11.IN-/IL-/IM-/IR-: indeterminato, illogico, immobile, irregolare (<=significato negativo) 12.INTER-: internazionale, interdipendente (<=indica reciprocit e collegamento) 13.MAL-: malsicuro (nesiguran), maltempo (nevrijeme), malumore, malcontento (nezadovoljan) 14.MIS-: miscredente 58

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15.MONO-: monocolore, monosillabo (<=indica uno) 16.OLTRE-: oltremisura (oltre la misura normale), oltremodo (prekomjerno) 17.PARA-: paramilitare, paranormale (di fenomeni che non entrano nelle leggi scientifiche tradizionali) 18.PRO-: prosindaco (podpredsjednik), prorettore 19.RI-: rileggere, rivedere, ritornare (<=indica ripetizione) 20.S-: sfortunato, spiacevole, scontento, sparlare (<=significato negativo); sfiorire (ocvasti, <=significato privato), sbattere (tresti, baciti, zalupiti, <=significato intensivo), sgrammaticare (fare gli errori grammaticali, <=significato peggiorativo) 21.SO-: sorridere, socchiudere, sospingere (<=attenuazione, ublaavanje) 22.SOPRA-/SOVRA-: soprannumero (prekobrojan), soprannaturale, sovrabbondante (preobilan), sovrastare (nadmaiti) 23.SOTTO-: sottogruppo, sottomesso (pokoren, posluan), sottoposto (izloen) 24.STRA-: strafare (fare pi del richiesto), straparlare (ogovarati), strabello (prelijep) 25.SUPER-: superlativo, superuomo, superiore 26.TRA-: travedere (priiniti se), trasentire (sentire vagamente), trasognare (sognare dagli occhi aperti, fantastichare) 27.VICE-: vicedirettore, vicesegretario, vicesindaco (<=inferiorit di grado)

LA COMPOSIZIONE consiste nel riunire due o pi morfemi lessicali autonomi in un`unit lessicale pi grande. Il significato dei composti pu essere: SINCRONICO: A+B=AB DIACRONICO: A+B=C NOMI COMPOSTI 1.NOME+NOME: il capoclasse (najbolji uenik u razredu), il capogruppo, il capostazione (ef stanice) 2.AGGETTIVO+NOME: l`altorilievo, il bassorilievo, la terraferma (kopno) 3.VERBO+NOME: a)Nomi d`agente che indicano persone che esercitano determinati mestieri: il portabagali, il portalettere, il tagliaboschi 59

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b)Nomi che indicano oggetti che servono a compiere un`azione: l`apribottiglie, l`apriscatole c)Nomi d`agente (ironici e peggiorativi): il mettoscandali (mutikaa), il parafulmine (gromobran) 4.VERBO+AVVERBIO: il buttafuori (chi in teatro avvertiva gli attori di entrare in scena; chi allontana i clienti molesti da locali notturni, discoteche, bar ecc.) 5.PREPOSIZIONE+NOME: il dopodomani, il dopoguerra, il senzapatria, il senzatetto AGGETTIVI COMPOSTI AGGETTIVO+AGGETTIVO: verdegiallo, verdebruno, verdechiaro, sordomuto VERBI COMPOSTI L`elemento verbale generalmente un verbo di senso ampio con pochi specifici: far acquisto-acquistare, fare una passegiata- passegiare, fare una telefonatatelefonare Qui entrano le locuzioni come: mandare gi, buttare gi ecc. TIPI DI COMPOSTI MODERNI Un morfeme lessicale tronacato, oppure sono troncati pi morfemi lessicali: -il cantautore- cantante che anche l`autore dei versi e della musica dei brani -postelegrafico- avv. potansko-telegrafski Anche cos troncati i morfemi lessicali mantengono la loro funzione, sono i portatori del significato.

L`ALTERAZIONE 1.DIMINUTIVI E VEZZEGGIATIVI =>-ino, -(ic)ino/-ina, -(ic)ina :ragazzino, libriccino =>-olino/-olina :cagnolino 60

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=>-etto/-etta :libretto, vecchietto =>-ello, -icello/-ella, icella :vecchierello =>-ellino/-ellina :fiorellino =>-erello/-erella : =>-uccio/-uzzo :casuccia, casetta =>-(u)olo/-(u)ola :famigliuola 2.ACCRESCETIVI-parole alterate con l`aggiunta di suffissi di accrescimento =>-one :librone, fanciullone, omone =>-otto :ragazzotto =>-occio :grassoccio, belloccio =>-ozzo 3.PEGGIORATIVI (SPREGIATIVI) =>-accio/-accia :ragazzaccio =>-astro :poetastro, medicastro =>-onzolo :poetonzolo, mediconzolo =>-ucolo :maestrucolo =>-iciattolo :omiciattolo

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