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Edgar Radtke (Hrsg.) La lingua dei giovani gmv Gunter Narr Verlag Tubingen Die Deutsche Bibliothek - CIP-Einheitsaufnahme La lingua dei giovani / Edgar Radtke (Hrsg). - Tdbingen : Narr, 1993 (Tabinger Beitrage zur Linguistik ; 374) ISBN 3-8233-4229-0 NE: Radtke, Edgar [Hrsg]; GT © 1993 - Gunter Narr Verlag Tibingen Dischingerweg 5 - D-7400 Tubingen Das Werk einschlieBlich aller seiner Teile ist urheberrechtlich geschiitzt. Jede Verwer- tung auBerhalb der engen Grenzen des Urheberrechtsgesetzes ist ohne Zustimmung des Verlages unzuldssig und strafbar. Das gilt insbesondere fiir Vervielfaltigungen, Ubersetzungen, Mikroverfiimungen und die Einspeicherung und Verarbeltung in elektronischen Systemen. Gedruckt aut s4urefreiem und alterungsbestandigem Werkdruckpapier. Druck: Laupp&Gébel, Nehren Verarbeitung: Geiger, Ammerbuch-Poltringen Printed in Germany ISBN 3-8233-4229-0 Il linguaggio giovanile in Italia: state of the art, le fonti, la documentazione, la descrizione linguistica Edgar Radtke (Heidelberg) 1. Non vorrei presentare una vera e propria relazione, ma vorrei piuttosto cogliere l’occasione di porre alcune domande sul complesso delle varieta generazionali che richiedono in seguito degli approfondimenti. Cercheré di porre l’accento su quello che non si ¢ ancora studiato piuttosto che su quello che sié gia fatto in questa materia. Considero questa breve esposizione di problemi di ricerca come una base di partenza per stimolare la discussione, e magari per ottenere delle risposte su cose che non risultano chiarite finora. 2. Se cominciamo a dare un’occhiata allo state of the art, c’é qualche perplessita: si manifesta’ interesse per la lingua dei giovani nel momento in cui i primi approcci socio-linguistici cercano di analizzare il cosiddetto plurilinguismo all’ interno dell’italiano e di descrivere queste manifestazio- ni tramite modelli variazionalistici. Prevalgono pero le varietA regionali o sociali che attirano l’interesse dei linguisti cosicché le varieta generazionali in quanto oggetto di ricerca sono rimaste desiderate come constata, fra V’altro, il sociolinguista Gaetano Berruto nell’83: Mi sembra quanto mai opportuno che si cominci a studiare seriamente un settore dell’ italiano contemporaneo cos} interessante e cosi poco studiato finora, quale appunto la lingua dei giovani (Berruto in Holtus/Radtke 1983, 140). Posso perd comunicarvi che, per quanto riguarda il tedesco, si trata altret- tanto di un fenomeno recente (i germanisti datano gli inizi di una lingua dei giovani ai primi del Novecento con il sorgere del movimento Wandervo- gel), ma la linguistica tedesca si trova in una posizione pid favorevole, perché dispone di una preziosa monografia sugli sviluppi recenti in base a questionari di Helmut Henne, Jugend und ihre Sprache, Berlino, de Gray- ter, 1986, che facilitera fondamentalmente le interpretazioni che seguiranno per il tedesco. Oltre a cid dobbiamo ad una allieva di Henne una delle prime 1 analisi dettagliate sull’influsso dei mass-media sul linguaggio giovanile (Nowottnick 1989) che potrebbe facilmente servire come modcllo per la situazione italiana con la rapida diffusione di radio private negli ultimi quindici anni. Come mai non c’é un interesse da parte della linguistica descrittiva se non con un notevole ritardo? Due possono essere le risposte a mio parere: a) una varieta generazionale di questo tipo non era esistita prima. b) gli approcci metodologici non prendevano in considerazione una tale varieta, cioé la descrizione linguistica dipenderebbe dal sorgere della so- ciolinguistica o della linguistica variazionalistica. Quando venni in Italia quasi vent’ anni fa proprio per fare i primi passi nel- l’insegnamento, mi ero proposto un soggetto che avrebbe dovuto trattare il gergo studentesco per la tesi di laurea. Ero convinto di trovare una buona base di partenza per la raccolta del materiale in un collegio universitario che mi ospitava allora. Inesperto com’ero in materia della lingua italiana con- temporanea, mi accorsi tuttavia ben presto dell’ impossibilita di concretizza- re questo progetto perché tracce di un vero e proprio gergo fra studenti, se era mai esistito, non potevano essere documentate ad eccezione di qualche rara parola fuori uso che poteva essere collegata all’antico furbesco. Cosi, a quell’epoca, il problema del comportamento linguistico fra i giovani non si poneva. Tutto quello che Maria Corti (1966) aveva inserito nel suo romanzo II ballo dei sapienti sembrava essere una realta linguistica démodée. Approfit- tando perd della vita in un Collegio universitario, non abbandonai i miei interessi per ’uso dell italiano fra i giovani e avviai uno studio che si riferi a.un settore molto vitale di un socioletto studentesco, cioé alla documenta- zione del lessico sessuale nell’italiano contemporaneo, soggetto favorito dalla vita in Collegio. Ma per tomare al soggetto di oggi: se vent’anni fa si poteva supporre l’assenza di qualsiasi linguaggio giovanile, le documenta- zioni recenti fanno capire che la situazione odierna ¢ completamente cam- biata, che la lingua dei giovani rappresenta una varietA che influisce sull’i- taliano contemporaneo pid che mai ¢ che urge una descrizione linguistica di questa varieta tralasciata dai linguisti. Non sono d’accordo che il sorgere di una lingua dei giovani non si manifesti prima degli anni ’80 con qualche cenno negli anni °70. Prima di tutto anche i linguisti piu rinomati in Italia aderivano a una concezione puristica che non permetteva I’interpretazione di forme del substandard. Per dare un’esempio: Bruno Migliorini stesso parlava di “mostriciattoli indivi- duali malconiati ¢ che per fortuna non accennano ad attecchire” (Menarini 1951, XI) riferendosi a delle coniazioni lessicali di questo tipo. Pure uno 2 studioso di forme substandard come Alberto Menarini rifiuta l’accezione dei seguenti vocaboli scrivendo (Menarini 1951, XII): (...) c’8 tutta un’invenzione personale di cattivo gusto snobistico e avveni- tistico, degno dei tempi (.. non sarebbe davvero il caso di dare onore di registrazione a cose simili: “mi piace un pozzo e mezzo (per: moltissimo); ho gettonato la vecchia (per: ho telefonato alla Mamma); gli ho detto di fischiarmi la pace (andarsene, dal francese ficher la paix); che vasca (che pettegola); @ un ganzo, un ganzissimo (un ragazzo svelto, o anche un conquistatore; simpaminizza la ghenga (per dire che qualcuno @ in gamba ed eccita gli amici). Penso che i non pochi commenti di carattere puristico siano una base per la documentazione storica di questa varieta generazionale, anche se proprio questo purismo ha impedito una documentazione pit esaustiva. Oltre a cid sappiamo che si mantengono in qualche modo le tracce di un gergo giovanile antiquato che, ogni tanto, riesce pure a infiltrarsi per qualche mese, come era il caso di nisba “niente” che in quanto austriacismo nel gergo della naia penetrava nella lingua dei giovani negli anni’50, ¢ si riscontrava, per poco tempo pero, nella lingua dei giovani a Milano nell’82. Viene ugualmente confermato che un termine come matusa, abbreviazione di Matusalemme fa parte di una lingua dei giovani antiquata. Oltre a questa documentazione che rappresenta piuttosto un residuo linguistico, occorre- rebbe l’analisi di romanzi (Umberto Simonetta, Tirar mattina 1963; Maria Corti, J! ballo dei sapienti, 1966) e di riviste satiriche del tipo Marc’ Aurelio degli anni’40 e ’50 per derscrivere la storicita della lingua dei giovani. In questo contesto ritengo un fatto interessante che proprio una rivistina come il Paninaro si rifaccia spesso nelle sue rubriche al gergo dei cosiddetti Montenapi, cioé gli snobs di via Montenapoleone nella Milano degli anni’50. La storia di queste varieta dovrebbe ugualmente prendere in considerazione |’analisi del gergo studentesco sul modello dei sei volumi della Bibliothek zur historischen deutschen Studenten- und Schiilersprache (Henne/Objartel 1984). Per "Italia mancano ancora i primi passi in questa direzione. Ma l’attuale interesse per la lingua dei giovani dipende dalla dinamica dell’italiano contemporanco che conosce, negli anni ’80, una nuova fase: Se fino agli anni ’70 I’italiano era caratterizzato da una fase di standardizzazio- ne, se ne delinea attualmente il formarsi di un livello substandard come lacuna lasciata dalla regressione dei dialetti: La dinamica all’interno di questa varietd qual @ la lingua dei giovani sta per consolidare un non-standard linguistico promosso dai mass-media e dai giovani stessi che aprono nuove variazioni nel parlato. Dobbiamo perd 3 titenere che la formazione di questa “nuova” varicta, di questo “nuovo italiano” si svolge nel Settentrione, soprattutto nelle grandi citta, mentre i giovani nel Meridione rimangono piuttosto fedeli al dialetto nella comuni- cazione fra di loro. Sia a Napoli che a Catania manca la sensibilita per le varietd generazionali. Anche se uno studio come Tropea 1987 si basa sull’idea di un vero e proprio linguaggio giovanile, da ritenere che lui descrive in sostanza il carattere dialettale di tale comunicazione. Le voci registrate da Tropea dimostrano che la variet& dialettale inibisce la forma- zione di un vero e proprio linguaggio giovanile. La dove il sottofondo dialettale ben saldo si ritarda lo sviluppo di varietA generazionali. Questa bipartizione dipende da una separazione assai marcata del panorama dialet- tale in Italia: 1. Tl Nord e il Sud ascrivono ruoli sociali ben diversi ai giovani, i] Sud non garantisce (ancora) uno spazio sociale adatto alla formazione di differen- Ziazioni sociali. 2. Nel Meridione si conserva il dialetto particolarmente per situazioni di carattere familiare. Il Sud dispone di una marcata diglossia (italiano co- mune / dialetto), mentre il Nord ha ridotto la competenza dialettale in favore dell’uso esclusivo dello standard o dell’italiano regionale. Il dia- letto veniva sostituito con nuove varieta che fanno parte della lingua italiana. Con la recessione dei dialetti avanzano nel Settentrione le forme gergali come @ avvenuto, fra l’altro, in Francia. Pasolini, nell’ambito della polemica sulla nuova questione della lingua (Parlangéli, 1971), vedeva nell’ italiano di domani soprattutto un registro di stampo burocratico e tecnocratico. Non credeva piii nella continuazione di registri particolari per l’enunciato spontaneo ed espressivo. Con questa conclusione si era, dal punto di vista odiemo, sbagliato, perché la dinamica delle varietA generazionali non coincide con una recessione delle varieta substandard. La lingua dei giovani tende piuttosto al formarsi di una varieta substandard sovraregionale, com’é avvenuto in Germania e anche in Fran- cia. Con la de-gergalizzazione di questa varieta, la lingua dei giovani porta con sé il germoglio per una nuova lingua parlata a livello nazionale. Questo processo si delinea attualmente anche in Germania, solo che nella Rftsi pud gid parlare di un gergo nazionale che copre l’intero territorio nazionale. C’e da aspettare se queste varieté conquisteranno pid rappresentativita nell’in- sieme della lingua nazionale. Proprio il concetto di Sabatini 1980 dell ‘italia- no come “lingua in forte ebollizione” si rifa al formarsi di varieta non- standard a livello nazionale. Questo processo dinamico all’interno dell’italiano contemporaneo fa regredire il purismo ¢ apre la via a un maggiore liberalismo linguistico di recente come osserva anche Albrecht 1990, 75, dicendo che: 4 (...) in Italien zur Zeit im Sffentlichen SprachbewuBtsein ein sehr viel liberalerer Geist Einzug hilt als in Frankreich oder Deutschland. Der sprachliche Verfall, der von den Bildungsbiirgem beschworen wird, er- weist sich aus linguistischer Sicht als Amalgam zweier unterschiedlicher Erscheinungen. Zum einen handelt es sich um den Aufstieg von Elementen des Substandards in Bereiche, die bisher ausschlieBlich dem Standard vor- behalten waren — eine Entwicklung, die nahezu notwendigerweise Epochen groBer sozialer Mobilitat begleitet. Una realta linguistica che cambia e il consolidimento degli approcci socio- linguistici favoriscono la ricca produzione di variazioni generazionali. 3. Tralascio per il momento i vari problemi collegati ad un’adeguata definizione della lingua dei giovani accontentandomi della definizione dell’ eta: Per i sociologi giovane vuol dire aver meno di diciannove anni (13- 19 anni), da 20-23/24 anni fanno uso di un concetto poco chiaro, cioé Tiservano questa et ai cosiddetti postadolescenti. Questa bipartizione ipote- tica basata esclusivamente su criteri sociali ed extralinguistici dovrebbe ugualmente influire sull’analisi linguistica. Si pud ipotizzare che i giovani si rifanno pid alla gergalizzazione di un cosiddetio in-group, mente l'atteg- giamento linguistico dei postadolescenti é meno effimero, non assorbe tanto i registri di transizione, ma stabilisce invece una formazione linguistica pid stabile ma sempre da contrastare con lo standard o con altre variet&. 1 postadolescenti usano una varictA meno gergale rispetto ai giovani, meno orientata verso 1identificazione di un peer-group, ¢ per questo magari pid influente sui processi di neo-standardizzazione dell’ italiano. E’ da ritenere che la maggior parte delle inchieste indaga sul comportamento linguistico dei postadolescenti, mentre i veri e propri giovani vengono spesso esclusi dall’interpretazione. In sostanza tale delimitazione coincide con due defini- zioni che mettono I’ accento su qualita ben differenziate: 1) Assai comune & l’identificazione della varieta generazionale con I'italia- no parlato trascurato o, in Germania, con una specie di Umgangssprache sovraregionale, spesso volgare che viene usata da un gruppo di molti giovani o meglio postadolescenti. Tale varieta si basa su una compren- sione globale, su registri che garantiscono la realizzazione da parte di tutti i giovani. Le sue caratteristiche fanno parte di un italiano parlato, dispongono perd di una frequenza pil elevata come fare un bidone o tierisch nel senso di “molto” (tierisch gut). 2) Nei confronti di tale concezione si osserva un uso di lessemi limitato a piccoli gruppi di parlanti evitando la comprensibilita al di fuori di questo in-groupe stabilendo un alto livello di gergalizzazione. Si trattain questo 5 caso di un vero e proprio gergo paragonabile ai ben noti gerghi della malavitae simile. Ci sono addirittura alcuni linguisti che valutano questa riduzione della lingua dei giovani in quanto sottocodice dell’italiano come varicta furbesca (Berruto 1974, 7). In questo settore figurerebbero espressioni come essere in para (da “essere in paranoia” per “essere depresso, triste”) 0 tirar sarde “filare indietro” nel gergo giovanile di Udine o in tedesco Asche “cenere” come metafora per i soldi. Questa bipartizione @ molto utile, ma deve essere relativizzata in quanto la strutturazione sociolettale si basa su una dinamica fluente come Hermann Bausinger 1970, 51, l’aveva illustrata riferendosi al tedesco. Questi sistemi parziali si connettono secondo un principio che conosciamo dal gioco delle costruzioni Lego; si tratta piuttosto di dimensioni diverse che si sovrappongono, cioé di una complessa struttura globale. Quando si parla p.e. di “Twen-Kultur”, pud essere coniato nel senso della pubblicita su particolari manifestazioni del comportamento consumistico — ma anche se accettiamo tale limitazione la “Twen-Kultur” comprende in parte la “cultu- ra beat”, diverse culture sportive, racchiude pure “sottoculture” politiche in quanto condizionate dal fattore generazionale come la “nuova sinistra”. G.) La stessa pluridimensionalitd e complessit si suppone per le “sottoculture” attualizzate e gli individui che partecipano a tali raggruppamenti; il fan della musica beat @ anche calciatore, il teenager pud essere tanto studente e aderente ad una certa sottocultura quanto dall’altro lato, membro di una associazione giovanile con un proprio gergo. (trad. dal tedesco) Questa fluttuazione di socioletti fra parlanti giovani condiziona una dinami- ca linguistica che non permette l’esistenza di gerghi chiusi e ben delimitati dalla lingua comune, perché questi gruppi dispongono di una alta mobilit& sociale. Questa limitazione si rispecchia ancora meglio nel gergo dei droga- tio nel gergo della naialnaja. 4. Strettamente collegato a questo complesso definitivo @ un altro proble- ma, quello della attribuzione variazionale. Gli studi manifestano qualche incertezza soprattutto sulla questione di raggruppare la lingua dei giovani o fra la variazione diastratica o fra la variazione diafasica. Ma la lingua dei giovani non si basa prima di tutto sul ruolo sociale dell’utente, non indica automaticamente una gerarchizzazione sociale, e, nello stesso momento, non é neanche una varieta situazionale, perché non é esclusivamente colle- gata ad una data situazione. Per questo Berruto 1987, 17, 25 e 157, ascrive a questa varieta una mancanza di stabilita: 6 Si tratta di un polo di variet4 molto poco stabili, transeunti, mutevoli col mutare del gruppo o dei valori attomo a cui esso si consolida (...) (Berruto 1987, 25) Tale varieta non é in genere solo diastratica o solo diafasica, perché si tratta di una semplificazione o di una astrazione che toglie agli enunciati il carattere complesso e misto. Si pud solo confermare che abbiamo a che fare con enunciati non conformi allo standard. Qui occorre un modello che raggruppa le sfumature scherzose ironiche in un modello che collega Telemento situazionale alla strutturazione sociale. Il carattere prevalente- mente sociolettale favorisce intanto una valutazione sul piano diafasico. 5. Cid ci porta ad un’altra problematica: se la varieta in questione dispone di tratti o caratteristiche che 1a definiscono come tale, dobbiamo chiederci in che misura si tratti di elementi rappresentativi. Sostituendo favoloso con sballoso @ in primo luogo una scelta stilistica, il che yuol dire che sballoso non sta per la lingua dei giovani, ma pud essere limitato ad un uso pid tistretto e gergale, con il quale viene identificata una varieta specifica del linguaggio giovanile quale é visto dagli adulti. Forse la stravaganza dell’uso porta ad una interpretazione sbagliata per quanto riguarda l’occorrenza numerica del lessema. Favoloso o stupendo possono sempre essere di mag- giore frequenza anche nella comunicazione fra i giovani. Per questo propor- rei l’inserimento del contesto per 1’analisi linguistica che determina il valore effettivo e soprattutto la rappresentativita, di alcune scelte, Alcuni questionari che mi sono pervenuti chiedono per questo motivo anche delle indicazioni sull’uso 0 su come l’uso effettivo viene giudicato dai giovani stessi. Questa gamma di occorrenze rappresenta uno dei maggiori deficit nella ricca produzione di dizionari specializzati in questo settore. 6. Vorrei inoltre accennare alla connessione alla realta extralinguistica di questa varieta. I sociologi descrivono il comportamento sociale in base ai seguenti fattori: il mondo dei giovani sarebbe in gran parte caratterizzato — dalla deviazione di una norma (quella degli adulti) — da un certo narcisismo, collegato al ricorso del privato. Questi due aspetti sono serviti soprattutto in Germania ad attribuire alle nuove generazioni un comportamento patologico in base alla formazione delle cosiddette “Subkulturen”, negando a tali tendenze l’aspetto innovati- vo € creativo. Perd stanno alle base dell’identita dei giovani fra di loro, e sono inoltre elementi che si manifestano a livello linguistico. Il narcisismo e la deviazione linguistica si concentrano su tre sfere di riferimento alle 7 quali si limitano addirittura alcuni studiosi riconoscendo in questo l’apporto linguistico pid decisivo per la varietA dei giovani: — Roberto Giacomelli, Lingua rock (1988) ¢ Massimo Depaoli, Il linguag- gio del rock italiano (1987) riducono la lingua dei giovani ad una lingua che si rifa alla lingua della musica rock. Certo, non si pud delimitare la lingua dei giovani dalla lingua del rock, ma, per quanto riguarda quest’ultimo, si tratta sempre di un tipo di testo fra tanti altri (le canzoni) che non pud essere preso in assoluto. — Ja musica per i giovani viene trasmessa tramite i mass media. La televi- sione e la radio, anche alcune piccole riviste, promuovono la diffusione di una lingua che serve come modello per i giovani. 7. I giovani s’interessano ai mass media, i mass media s’interessano ai giovani. Secondo il sondaggio pit recente sulla condizione giovanile il 78,8% dei giovani guarda la televisione pit di tre volte la settimana, le trasmissioni private raggiungono una quota nettamente maggiore che negli utenti pid anziani. I mass media mettono a disposizione modelli d’identifi- cazione, che si ritrovano come modismi 0 battute nella comunicazione fra i giovani. Cosi il varieta televisivo Quelli della notte ha riscosso grande successo nel ’84 e ’85 introducendo soprattutto fra i giovani nuovi giochi di parole nella comunicazione quotidianae anche dopo due anni si riscontrano frammenti nella conversazione che si rifanno alle coniazioni di Quelli della notte di Renzo Arbore. Frasi come non capisco ma mi adeguo (Arbore 1985, 53) o é una discussione da Pazzaglia “una discussione ridicola, secondo il nome del protagonista” rappresentano un repertorio lessicale ben consolidato fra i giovani e trovano le loro analogie nel cosiddetto Otto-Kult nella Rft dove il comico frisone Otto @ avanzato in quanto modello lin- guistico fra i giovani. Pid che altri gruppi nella societa i giovani sfruttano i loro comici come Otto o Loriot in Germania promuovendo in questo modo la formazione di elementi gergali perché alcune battute vengono integrate con una owvia trasformazione semantica nella routine conversazionale come dimostra l’esempio di Otto e la sua “Rede zur Reinerhaltung der deutschen Sprache” (Discorso su come conservare pura la lingua tedesca). Questa pressione dei mass media aumenta anche con la diffusione di piccole tiviste che cercano di glorificare in modo assai banale lo stile paninaro che 2 diventato, in breve tempo, espressione di un comportamento condizionato da interessi commerciali. L’atteggiamento linguistico viene regolato dall’e- Sterno € questo gruppo di giovani assume forme gergali gia prefabbricate. Espressioni come mi smeriglio il gargarozzo si riducono a una motivazione parodistica non possono essere considerate come creazioni autonome dei giovani stessi. E’ molto istruttivo che pubblicazioni come II Paninaro ¢ 8 tanti altri curano una rubrica “II dizionario del Paninaro” per imporre un gergo dall’esterno ai lettori giovani. Questa infiltrazione linguistica artifi- ciale non manca di un aspetto assurdo, e una situazione analoga, anche se il movimento paninaro non ha equivalenti in Germania, si constata con la abbondante pubblicazione di dizionari poco seri che si vantano di trasmette- re la vera “Schicki-Micki-Sprache” (i veri gallosi) propagando termini di moda come einstylen “mettere in ordine” o essentiell “importante” (Luko- schik 1986). Sia il gergo dei paninari che la variante tedesca di un linguaggio snobisti- co riservato ai giovani vengono abusati come residuo che, in primo luogo, deve promuovere i consumi giovanili. Lo sviluppo della lingua dei giovani in tutti e due i paesi dipende in larga misura dall’ attenzione che le riservano i mass media. — La terza sfera di riferimento che ha molta importanza per i giovani sarebbe la sessualita, la quale, anch’essa, si risconta a livello linguistico sia quando viene descritta sia quando si constata una massiccia invoduzione di termini sessuali in un contesto neutro, soggetto che non vorrei approfondire in questo luogo perché risulta 1’influsso pit ovvio (vd. Radtke 1990, 157- 159). — Vorrei invece inserire un quarto concetto che si raggruppa fra le tendenze di devianza che, soprattutto in Germania viene spesso tralasciato dai socio- logi, cio’ I’atteggiamento e l’impegno politico. La lingua della politica come é creata dai giovani stessi subentra anche nel registro di tutti i giorni, e la lingua della contestazione @ sicuramente una parte integrante della varieta dei giovani. Ho la vaga impressione che la qualita di narcisismo — come sostengono i sociologi tedeschi — si riscontri in Italia sotto l’etichetta “Tl trionfo del privato” (AAVV. 1980). Alla fine degli anni settanta i sociologi italiani si accorsero che in Italia aveva avuto luogo un processo di trasformazione sociale che, in seguito al volume con lo stesso titolo nell’80, pud magari essere circoscritto come trionfo del privato. Gli autori hanno sostenuto che, in Italia, il privato é avanzato come oggetto pubblico. Questa ipotesi comprende anche conse- guenze linguistiche che si riscontrano inoltre nel rafforzamento dell’uso linguistico dei giovani. Per illustrare tale concetto occorre prima di tutto proporre una definizione di rilievo linguistico della sfera privata. Il linguista Raffaele Simone concepisce il privato a livello linguistico come un proces- so di comunicazione che non tabuizza pii il parlare di sé. Questa delimita- zione tradizionale in un dominio pubblico da un lato e in un dominio privato dall’altro non si mantiene pid con questa rigidita nella comunicazione giovanile, che cerca di violare il tabi della persona. Cid vuol dire che il 9 privato avanza sempre di pid nell’ uso pubblico. Questo consolidamento del privato si manifesta a duc livelli: 1) Daun lato penetrano temi nell’uso pubblito della lingua che cancellano le tabuizzazioni. 2) Dall’altro lato viene istituita una nuova prassi di comunicazione (una volta di pid tramite i mass media) nel senso che la comunicazione privata acquista un certo potere. Vorrei illustrare i due fenomeni per quanto riguarda la lingua dei giovani. La sfera privata tabuizzata viene neutralizzata quando la cosiddetta dicibili- t2 non conosce pit limiti: i volgarismi avanzano in settori pubblici, anche cose scabrose vengono enunciate promuovendo quasi un uso estremo di questa detabuizzazione. Se in tedesco geil “libidinoso” perde la sua conno- tazione sessuale e diventa aggettivo generico per esprimere bellezza o am- mirazione (ein geiles Auto) (sin. lieblich, schén, angenehm, faszinierend), V’aggettivo manifesta proprio questa tendenza di non rispettare la specifici- 1 situazionale di certi enunciati. Anche il cambiamento nell’ allocuzione di tu in sfavore del /ei, spesso precocemente interpretato come effetto del ’68 (Galli de’ Paratesi 1983, 67) si diffonde soprattutto tramite l’interesse per forme di comunicazione riservate ai giovani: quasi tutte le chiamate e lettere durante le trasmissioni private ricorrono al tu, la conduzione di una trasmis- sione come Un certo sorriso “per i giovani fata dai giovani” non conosce che il ru; allocuzioni giovanili che suggeriscono una maggiore familiarit& 0 intimita, influiscono sul comportamento linguistico in Italia tramite il ruolo egemone dei mass media. Anche questo aspetto riscontra una analogia in tedesco, se si pensa p.e. alla strisciante velocita con la quale la formula di congedo tschiis avanza come particella passe-partout per tutte le generazio- ni perdendo la qualita di familiarita che esprimeva una volta. Si tratta di un tentativo livellatore per eliminare una gerarchizzazione sociale ignota ai giovani. Le mie inchieste dimostrano che la presenza del privato si manifesta inoltre nel ricorrere ad elementi di interesse psicologico o psichico nel parlare quotidiano dei giovani. Il lessico psichico e psichiatrico perde il suo carattere settoriale e si inserisce nell’ italiano parlato dei giovani sotto veste gergale esprimendo |’impulso di stabilire una comunicazione privata espri- mente turbamento personale: cosi si riscontra é in coma “essere pazzo, essere innamorato”, discotecomane “frequentatore regolare di discoteche”, é esaurito “essere matto”, si faccia una flebo come espressione verso persone poco simpatiche, che libidine! come espressione ironica per cose buone, essere in para “essere triste”, essere mongo “essere pazzo” (da mongoloide), vocaboli che indicano una certa detabuizzazione consolidan- 10 do nello stesso momento |’impegno soggettivo del parlante. La sfera di tutti i giorni viene classificata come un settore particolarmente intimo. Il tedesco registra la stessa tendenza, magari con delle sfumature pili massicce in quanto c’entra il cosiddetto Psycho-Jargon (gergo psicologico) senza dub- bio promosso dagli aderenti del movimento Sponti fra l’altro, in parte, paragonabile alle manifestazioni degli indiani metropolitan, anche se il movimento Sponti ha conosciuto una pid tenace vitalita. Non mancano in Germania analisi che squalificano 1a “Psychosprache” come elemento rea- zionario parlando addirittura di “Elend der Psychologie” (cioé della miseria del gergo psicologico, Hinrichs 1987), quando il lessico della psicologia conquista 1a lingua di tutti i giomi in seguito al cosiddetto Psycho-Boom (sich spontan einbringen, abblocken, Erwartungshaltung). Gli ambiti comunicativi della sfera quotidiana vanno classificati come marcatamente intimi. Una tale gergalizzazione caratterizza entrambe le varietd. 8. Per quanto riguarda la descrizione linguistica all’ interno della varieta, si osservano delle tendenze che prima di tutto si riferiscono al lessico. Ben inteso: si tratta di tendenze, non di strutturazioni, ma esse non rappresentano casi problematici. Vorrei accennare brevemente a tre caratteristiche per illustrare queste peculiarita: ~le parole straniere: gli ispanismi —Vaffissazione —la lingua dei giovani ha una sintassi diversa? I lessico della lingua dei giovani tende, oltre all’influsso prevalente dell’in- glese, ad una formazione ispanizzante, come é il caso nei rispettivi gerghi milanesi, con los dineros per “i soldi” in base alla canzoncina no tengo dinero del 1983 0 andare alla playa per “andare in piazza” in uso fra i giovani di Belluno la cui forma di partenza sarebbe la canzone vamos a la playa. La denominazione della banda rock Skiantos soddisfa le esigenze di ricorrere ad una voluta componente straniera sia con la formazione del plurale come in spagnolo che con la kappa tedeschizzante. La trasmissione televisiva Doc-Club ideata da Renzo Arbore ha favorito l’ispanizzazione a livello ludico con canzoni del tipo “esperanza d’Escobar” imitando Julio Iglesias ¢ l’idea ha entusiasmato i giovani per parecchio tempo. Anche il recente i cuccadores nell’ambiente paninaro & uno pseudoispanismo che deriva dal lessema gergale cuccare, mil. ciiccd, antico verbo del gergo dei girovaghi ¢ della malavita con il significato “ingannare, prendere in giro”. I paninari ne hanno proprio fatto una parola di moda denominando quelli che fanno la corte alle ragazze. Un cuccador é diventato un bellimbusto che attrac le ragazze, ma cuccador é gid in via di diventare una parola passe- iL partout per qualsiasi ragazzo. L’adattamento allo spagnolo si riscontra anche in los cinghios, denominazione per i meridionali che vivono nel Settentrione. I paninari ne hanno fatto una restrizione semantica riservando questo termine a quelli che portano, a loro parere, vestiti di cattivo gusto. Queste tendenze rivelano una elaborata dimensione ludica che mantience Voriginalita linguistica rispetto alla lingua comune. Viene curato cosi un non-standard esclusivo per un gruppo solo. Il tedesco sembra in questo contesto essere poco adatto a compiere funzioni sopra indicate. Le interviste documentano solo la locuzione é un blitz per “uno che non capisce niente”. Perla situazione tedescaé da notare che la presenza di italianismi gode di una solida diffusione come ciao 0 capito o pseudo-italianismi del tipo alles paletti. L’evocazione di elementi italiani si riscontra spesso nella conversa- zione fra i giovani soprattutto nelle desinenze di -i 0 -o (Schicki-Mickie cosi via). Come si sa, l’italiano sovrabbonda di prefissi e suffissi. Anche le varietd generazionali si caratterizzano di queste possibilita inerenti al sistema. Nella lingua comune mega funge da primo elemento nella composizione (megahertz, megafono), nella varieta giovanilistica esso pud rappresentare un’unita autonoma: é mega “ stupendo”, oltre a questo assume 1a funzione di un prefisso nei casi di @ megagalattico 0 é@ una megafesta, @ una megadiscoteca. Mega indica la grandezza, l’atteggiamento positivo e s’in- serisce nella venerabile tradizione dei suffissi augmentativi in italiano e conosce una grande vitalita per il momento. Un altro affisso di moda degli ultimi cinque anni sarebbe il suffisso -aro negli esempi paninaro, frichettaro, metallaro, casinaro, che i dizionari non Tegistrano ancora, ad eccezione di Garzanti 1987; l’ultimo comincia a sostituire casinista. Questa radicale preferenza per -aro prende le mosse dal Suffisso dialettale del romanesco, assumendo una connotazione negativa nel Settentrione. Cosi -aro ha perso nella lingua dei giovani l’applicazione ad uno che eseguisce un’azione, ma si limita ad una valutazione ironica e spregiativa. -Aro esprime la valutazione soggettiva, il paninaio non potra mai sostituire il paninaro, € casinaro sembra molto pid espressivo del casinista. A prima vista, il suffisso -oso non dovrebbe figurare fra le caratteristiche della lingua dei giovani perché penetra ugualmente nell’ italiano comune (Sciccoso, malavitoso ecc.), ma anche all’interno della varieta generaziona- Je si delinea una connotazione ironica 0 scherzosa: i giubbotti Moncler hanno un gallo come marchio, in seguito galloso diventera un superlativo nella generazione dei sedicenni. I drogati diventano drogolosi, il comporta- mento dei casinari viene chiamato casinoso, anche cazzoso acquista nuovi terreni (“un problema cazzoso”), paccoso sostituisce noioso, sballoso espri- 12 me I’ammirazione (un tipo sballoso), merdoso esprime connotazioni nega- tive, ¢ cosi via. Il suffisso -oso influisce sulla lingua dei giovani e s’intende come un suffisso passe-partout per il cambiamento del genere grammaticale che stabilisce ugualmente la connotazione. Pensocomunque che la domanda pid interessante sia quella sulle peculia- rita sintattiche della lingua dei giovani. L’attribuzione di caratteristiche grammaticali e sintattiche rimane piuttosto discutibile. Non mi sono note tracce di caratteristiche di questo tipo che valgono esclusivamente per la varieta dei giovani. Simili particolarita a livello grammaticale sono meno owvie in tedesco, e, in parte, pure discutibili. Tuttavia se ne delinea una preferenza per i verbi con prefissi (tipo auf was abheben/einrasten/einflip- penleinklinkenleinsteigen/abfliegen, Schleuning 1980, 28), formazioni che in parte si concentrano sulle sfumature a livello connotativo (vd. mieten vs. anmieten nel linguaggio dei terroristi, diskutieren vs. andiskutieren nell- *ambiente universitario); l’elisione della congiunzione daf (ich find das so beknackt, ich kénnte echt ausflippen) o V’ordine delle parole in secondarie (ich bin so gefrustet, weil ich bring das echt nicht) conforme al tedesco parlato. Poche son le caratteristiche che valgono esclusivamente per la lingua dei giovani in Germania. Al limite si pud supporre in italiano che alcuni intercalari hanno avuto una maggiore diffusione nell’ambito della contestazione, come p.e. il cioé spesso con frequenza eccessiva, niente come hesitation phenomena o in linea di massima. Magari l’intercalare pit fortunato si trova in tedesco con la forma ej per regolare i turns della conversazione (cfr. Henne 1986). Ma, ciononostante, si pud presumere che la lingua dei giovani non dispone di una sintassi o di una grammatica autonoma. Perd devo ammette- re che sono scarse le fonti che prendono in considerazione vere ¢ proprie conversazioni fra i giovani — il che mi porta ad una ultima osservazione: 9. Come devono procedere le analisi sulla lingua dei giovani? Direi che si offrono sostanzialmente due possibilita che affrontano meglio la realta linguistica. Si @ gid sottolineato quant’é importante indagare sul lessico come peculiarita di primo ordine. Tutti gli studi gia esistenti si rifanno 0 ad una analisi lessicale 0 s’intendono come un dizionario. Non c’é da criticare questo procedimento lessicografico, anche sei risultati non possono sempre. soddisfare gli utenti. Nei confronti di questo approccio si tralascia a mio parere un’altro mo- mento che non fa indagare gli studiosi sul lessico, ma sulla comunicazione stessa. Si sa che la varieta dei giovani non consiste solo in un lessico diverso, mac’ qualcosa di pitt nel modo di comunicare per quanto riguarda Vitaliano. Non si sa proprio niente per l’italiano su come é strutturato il 13 dialogo fra i giovani, se ci sono strategie diverse, come si argomenta fra di loro, cioé si fa uso dell’espressivita in una date situazione. E’ facile dare ulteriori suggerimenti, ma finch? mancano studi empirici sulla strutturazio- ne della comunicazione fra certi gruppi generazionali, @ lecito richiamare Vattenzione sull’analisi conversazionale per capire come @ regolata la comunicazione fra i giovani, non nel senso di una “grammatica del dialo- go”, ma in quanto strumento che fornisce le informazioni su come si differenzia una comunicazione informale fra giovani da quella di altri gruppi diet’. 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Hoederer: La jeunesse, je ne sais pas ce que c'est: je suis passé directement de l'enfance a l’age d’homme. Hugo: Oui. C’est une maladie bourgeoise. (/1 rit.) Il y en a beaucoup qui en meurent. (Jean-Paul Sartre, Les mains sales, 4. Bild, 3. Szene) Quello che sottoporrd alla discussione parlando di certe caratteristiche del linguaggio giovanile @ un’ipotesi molto generica con alcuni corollari. Ho lavorato molto di pit nel campo del substandard linguistico in genere che nel dominio specifico del linguaggio giovanile, ma sono convinto che una parte delle caratteristiche che credo aver individuate in quel campo pid generico valgono anche per l’argomento specifico che ci interessa in questo convegno. Mi baso su un mio lavoro pit ampio, relativo a problemi del substandard linguistico in genere; il mio materiale empirico concernente il linguaggio giovanile sensu stricto molto scarso; proviene solo da tre citta, una in Italia, una in Francia ¢ una in Germania’, B stato invece molto interessante per me vedere che il materiale certamente molto pid ricco degli altri relatori di questo convegno si adatta perfettamente agli schemi generali da me proposti. Purtroppo dispongo di un materiale incompleto anche in senso meramen- te linguistico: Mi sono occupato quasi esclusivamente del lessico; mancano 1 Versione leggermente rimaneggiata del mio intervento al convegno tenutosi in Villa Vigoni. Ringrazio vivamente Andreina Salerno che mi ha prestato prezioso aiuto nella stesura finale del testo ¢ nella ricerca degli esempi italiani e tedeschi. 2. Ilmateriale proviene da una scuola media superiore diFFirenze, da un College d’ Enseig- nement Technique a Le Mans (Francia) ¢ da un liceo a Tubingen (RFT). Per un'esposi- zione pid elaborata dei concetti teorici cfr. Albrecht 1986 e 1990. 25 pressappoco completamente tutti gli altri scttori della descrizione linguis- tica. Nel tentativo di essere il pit succinto possibile, senza perd sacrificare la chiarezza alla brevita, ho articolato il mio breve intervento in otto paragrafi in cui esporrd le mie tesi in modo abbastanza apodittico con un minimo di commenti. 1. “universale” vs “generale” Ho scelto nel titolo il termine “‘caratteristiche generali” e voglio tentare di definirlo. Il concetto di “generale” viene frequentemente confuso con quel- Jo di “universale”, anche nelle ricerche in materia dei cosiddetti “universali ’, Nella terminologia a cui mi rifaccio “universale” é un concet- to aprioristico, “generale” invece ha un valore puramente empirico, Le caratteristiche di cui parlerd brevemente, sono, lo suppongo almeno, gene- rali, cio’ prodotti di una generalizzazione empirica. Sono tratti che non sono caratteristici per una sola, ma per pid lingue. BE possibile che alcuni tratti siano non soltanto generali, bensi universali sensu stricto. In questo caso dovrebbero essere deducibili dal concetto stesso di linguaggio giovanile. E un problema che non voglio trattare in questa sede, ma di cui si potrebbe parlare nella discussione. 2. I linguaggio giovanile non corrisponde alla lingua della generazione giovane in genere Il concetto di “linguaggio giovanile” come viene inteso qui non coincide con la lingua della nuova generazione, della generazione giovane in genere. Si tratta invece di una specie di gergo, cioé di un linguaggio a carattere parassitario, come p.e. /’argot francese*. La lingua della generazione giova- ne in genere @ marcata in senso diacronico, rappresenta lo stadio pid recente della lingua complessiva. Il linguaggio giovanile al contrario ¢ marcato in senso diafasico, si tratta di un “registro”, di uno style nella terminologia sociolinguistica anglosassone, cio di una varieta secondaria di cui i parlanti non si servono esclusivamente, ma solo in certe situazioni e per certi scopi. I cosiddetto “linguaggio giovanile” viene impiegato in primo luogo per esprimere l’appartenenza a un determinato gruppo sociale, ed in secondo luogo, anche se un po’ meno spesso, pour épater les bourgeois, cio’ per sbalordire genitori ed insegnanti. Ma persino un paninaro convinto si espri- 3 V.Coseriu 1974. 4 Questo carattere parassitario dell’argot francese & stato messo in rilievo in modo particolare dal linguista francese P. Guiraud; cfr. Guiraud 1963, 14 sgg. 26