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LITALIANO NELLA SOCIETA DELLA COMUNICAZIONE

CAPITOLO 1 LITALIANO NELLA SOCIETA DELLA COMUNICAZIONE 1960s societ dellimmagine > oggi societ della comunicazione Fino a pochi anni fa il dominio dellaudiovisivo, dei media detti non alfabetici, facevano prevedere una progressiva perdita dimportanza della parola scritta a vantaggio delle variet di oralit secondaria. Allinterno dellattuale cultura tecnologica avanzata, incoraggiata una nuova oralit, grazie al telefono, alla radio ed alla TV, mezzi elettronici il cui funzionamento dipende dalla scrittura e dalla stampa. (Walter Ong 1982) > nuovo interesse per litaliani trasmessi (telefono, TV e radio), viene concepita come lettera simultanea: questo alimentava lanalfabetismo di ritorno1. I moderni strumenti per hanno sorpassato i pi basilari elettrodomestici e si arrivato ad unire la lettera scritta allo scambio di dati e alla comunicazione orale audiovisivo > multimedialit la tecnologia costituisce ormai la principale interfaccia per il mondo (Roger Silverstone): cos inizia liniziativa della linea di pensiero della medium theory dove il mezzo il messaggio e del cosiddetto determinismo tecnologico per il quale spesso si tende ad associare la mutazione antropologica dellavvento dei mass media con quello avvenuto con linvenzione della stampa. (allineamento tra il passaggio allera moderna 1400-1500 con la stampa e quella dellepoca post-moderna grazie ai media telematici). ...per quanto riguarda la scrittura si pone laccento su una terza fase Scrittura alfabetica (intelligenza sequenziale) > stampa (intelligenza simultanea) > terza fase per quanto riguarda loralit si parla di oralit terziaria LORALITA PER WALTER ONG (1912-2003) a) Loralit primaria: oralit nelle societ prive di scrittura con a base il ritmo e formule mnemoniche e ha come strumento privilegiato la poesia imparata a memoria b) Loralit secondaria: oralit fortemente condizionata dai new media (blog e forum) c) Loralit terziaria: trasmissione della sensorialit si passa alla vera e propria simulazione della sensorialit (realt virtuale tramite Web 2.0) Per il momento se lunica grande novit per quanto concerne la scrittura nella cultura multimediale data dallipertesto, per quanto riguarda la societ telematica la scrittura ha riconquistato grande rilevanza (Web 2.0). ritorno della corrispondenza privata per iscritto (neoepistolarit tecnologica:SMS). dissacrazione della scrittura: la frequenza della scrittura e i suoi contenuti anche banali portano alla perdita della ufficialit e diventa effimera. perdita del timore reverenziale verso la scrittura
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Il processo con cui si istaura la tendenza da parte della popolazione secolarizzata a perdere, con il tempo, la capacit di scrivere.

NUOVA DIMENSIONE DELLA SCRITTURA: TESTI BREVI, POCO TEMPO PER LA SCRITTURA E CALO DELLA SUA UFFICIALITA Per Umberto Eco i computer stanno diffondendo un nuovo analfabetismo. La trasformazione, per il momento ancora abbastanza superficiale e areale; riconducibili a variabili diafasiche (legate alla situazione comunicativa) e diamesiche (legate al mezzo di comunicazione usato, scritto o parlato)o anche diatecniche (derivanti dalla tecnologia utilizzata). La ricaduta dei new media sulla societ sar direttamente proporzionale alla permeabilit tra il dentro della lingua della comunicazione mediata e quella della lingua di tutti i giorni La nuova confidenza con la scrittura acquisita da larghe fasce della popolazione , che fino a poco tempo fa scrivevano poco e male, aumenter ulteriormente la pressione del parlato sullo scritto. Se a livello diacronico la variazione della fonologia e morfologia e della sintassi risulta un processo molto lungo, quella del lessico assai pi immediata(gi di generazione in generazione). Prestito linguistico: passaggio di alcune forme da una lingua di maggior prestigio ad unaltra. Neopurismo: corrente di pensiero che lotta contro limbastardimento della lingua (prestiti inglesi in prima linea) Presa di posizione verso il comportamento generale per cui per la grossa quota parte delle parole inglesi ci sarebbe un proprio lemma italiano, altri possono essere considerate parole simbolo del tempo e che sono quasi impossibili da sostituire con equvalenti italiani (reality show). Questo a causa dello status della lingua inglese dato dalla sudditanza culturale verso paesi aventi questa lingua come parlata di riferimento: il risultato che queste parole prese in prestito integralmente agiscono come corpi estranei allinterno della lingua italiana. A livello di media litaliano che ci viene presentato pieno di espressioni angloamericane che, a differenza di tante altre lingue neolatine sono integrali, ovvero fedeli alla loro forma inglese. In italiano persino le parole di stampo latino, e quindi non inglesi, vengono pronunciate tramite la fonetica inglese: media, nike, climax, oltre al cambio netto tra out, out (aut aut) ed Agnus Day (Agnus Dei). Infine negli ultimi anni in grande espansione la serie di vocaboli italianizzati con matrice inglese : a) Italianizzazione di verbi inglesi: forwardare, drinkare b) Italianizzazione mista di parole: baby-bandito, influenza killer Linglese comunque predominante nei tecnicismi e nei specifici settori. Il pericolo su due fronti principali: a) Dal punto di vista della comunicazione orizzontale: La sempre pi accentata divisione del lavoro che rende i parlanti sempre pi estranei > codici e linguaggi corporativi a circuito chiuso (effetto Babele, i costruttori della torre solo lavorando insieme riuscirono a far resistere la propria lingua e la comunicazione tra di loro). b) Per quanto concerne la comunicazione verticale: la lingua si sta sempre pi specializzando e la conoscenza minima per operare con la lingua si sta sempre pi alzando e cos si familiarizza con termini il cui significato in realt ignoto. 2

In nuove questioni linguistiche (1965) Pierpaolo Pasolini parla di un nuovo italiano tecnico che avrebbe fatto sprofondare la lingua letteraria facendo dominare, anche sulla lingua, gli economisti ed i tecnici con la perdita di tutto il tesoro dato dai dialetti Per quanto riguarda i DIALETTI successo il contrario:in una nazione ormai totalmente italofona si tornati al dialetto per dare alito a tutti quei registri affettivi e famigliari che altrimenti sarebbero stati totalmente appiattiti.

Anche i dialetti, a contatto con la lingua italiana hanno dovuto subire delle variazioni che vengono definite come trasfigurazioni del dialetto , le quali marcano la differenza tra diletto arcaico e moderno. Le variazioni sono state di carattere: Quantitativo (sono ormai rari i parlanti della sola lingua dialettale, - del 7% nel 2000) Qualitativo (infiltrazioni dellitaliano comune oltre che allabbandono di flessioni allinterno dello stesso dialetto)

Se fino al 2000 la tendenza del dialetto era in grave flessione, con previsioni della morte del dialetto attorno al 2030, inchieste di Gaetano Berruto del 2002 registrano, invece, la tendenza ad un ritorno al dialetto soprattutto con lespediente del code switching, il passaggio da una lingua allaltra allinterno di uno stesso discorso, nel caso del dialetto, viene richiamato nelle fasi pi informali del discorso. Altro metodo il codemixing, ovvero il mischiare termini di diversi idiomi in uno stesso discorso. Litaliano non avendo fratture al suo interno crea quello che viene chiamato continuum Gi Gian Battista Pellegrini (1960) aveva ripresentato litaliano come composto da varie sfaccettature che diversificando tra: a) b) c) d) Italiano comune Italiano regionale Dialetto regionale Dialetto puro

Molti italiani risultano avere ottima padronanza di anche due di queste variet con la connessa capacit di modificare questultima a seconda delle situazioni comunicative. Lo stesso parlare italiano fortemente condizionato dal fattore diatopico: ognuno di noi, parlando, tradisce la propria provenienza: determinati sono i geosinonimi, ovvero le diverse parole scelte per indicare lo stesso concetto (cocomero, anguria, mellone), le modalit di pronuncia ( o ed e pi aperte o pi chiuse) e la prosodia (lintonazione data alle frasi). Esiste anche lo studio del linguaggio giovanile; si pu affermare che nel caso del dialettalismo giovanile (per esempio con riferimento ai giovani romani, determinato dalla volont di staccarsi dal lessico adulto rafforzando la loro diversit. Qui la questione diafasica, soprattutto dalla necessit di rendere alcune conversazioni pi colorite rispetto al normale e la modalit , invece, altamente diatopico. Comunque sia il linguaggio giovanile posto allattenzione degli studiosi per la sua caratteristica del volersi staccare dal mondo adulto elevando la propria diversit. Esso considerato dagli studiosi il motore del 3

rinnovamento linguistico italiano anche se esso ridotto spesso a quanto concerne il lessico e, anche esso, solo con riferimento ad alcuni campi semantici (amore, sesso, scuola, musica, sport e droga). Questi pochi processi sono fondamentalmente: Labbreviazione dellitaliano corrente (ragazzi> raga) Gli usi figurati (canotto per la ragazza rifatta o braccino corto per i tirchi) Lenfasi (a bestia, da paura) Gli internazionalismi (molto fast)

Il linguaggio dei giovani varia da zona a zona e spesso con termini incomprensibili tra di loro (tamarrotruzzo; pacco-sla). A differenza del furbesco diffuso gi nel Cinquecento con lo scopo di criptare le conversazioni, qui, invece, lidea fondante il volersi fare gruppo. il meccanismo con cui funziona il linguaggio dei giovani molto semplice: luso frequente e stereotipato di determinate parole rendono i loro significati precedenti inutili linguisticamente perch non soddisfano pi le esigenze di espressivit, ragion dessere del linguaggio. Tutto questo dato anche da una serie di stratificazioni progressive che fanno si che le parole pi vecchie non vengano dimenticate ma vengano ad acquisire un significato sempre pi neutro, sul quale costruire la novit dellultimo grido. (es. cotto per innamorato). > CONSUMISMO LINGUISTICO Questo continuo mutare delle parole e dei suoi usi portano alla produzione di continui neologismi che, oggigiorno sono diventati simbolo dello scrivere mediatico: i media tendono continuamente a coniare nuove parole. Linguaggio giornalistico: Occasionalismi: vocaboli scherzosi coniati in maniera estemporanea, destinati a riempire usi isolati e, appunto, occasionali. (hapax: lemma usato una sola volta) Modismi: formule, intercalari di grande diffusione che si concentrano in un particolare periodo.

A volte un occasionalismo pu diventare modismo (tangentopoli);pi spesso un modismo pu coniare vari occasionalismi (tangentopoli> calciopoli,furbopoli, Moggiopoli). Gli occasionalismi rimangono registrati solo se il mezzo la forma scritta, i modismi, invece, sono in uso corrente anche se per un breve periodo. CAPITOLO 2 NORMA E NORMALITA ERRORE: violazione della norma che comporta una sanzione sociale. Per quanto concerne la lingua lerrore un concetto molto relativo. Costrutti corretto possono diventare errori e viceversa. Es. che tu abbi (Leopardi)> che tu abbia (oggi) La norma linguistica ha un percorso molto lento: litaliano stato particolarmente conservativo, dal momento che veniva usata come lingua scritta, nellultimo periodo ha perso questa sua caratteristica (pi una lingua scritta pi essa conservativa.)

Nella fattispecie il maggior cambiamento lo si ha avuto negli anni Novanta con alcune strutture microsintattiche che sono innovatrici di quello che considerato da Sabatini litaliano medio Es. lui, lei e loro con funzione di pronomi soggetto (introdotti con la seconda edizione dei Promessi Sposi, 1840-42). Generale miglioramento qualitativo e quantitativo con il quale la lingua si elevata, e insieme con lei i suoi registri. Lerrore dipende dalla situazione comunicativa in cui ci si immersi: in alcuni punti un certo comportamento pu essere considerato errore e, lo stesso, in taluni altri casi no. Per quanto concerno il linguaggio giornalistico , il linguaggio utilizzato stato mano a mano reso sempre meno formale, con punti in cui la capacit comunicativa resa prioritaria sulla correttezza formale. *Pi cresce il numero di coloro che parlano italiano pi lattenzione alla correttezza formale e grammaticale cambia, senza a volte, anche per lo scritto, un minimo di indecisione.]> tendenza a inserire in situazioni anche molto colloquiali termini eccessivamente aulici. Si pu gi prevedere una futura variazione della modalit di scrittura legata a quella che la necessit di una scrittura veloce e scorrevole nellera telematica, anche se, da quanto risulta in rete, gli utenti sembrano molto conservativi e mirati a tutelare le norme tradizionali della lingua italiana (prima tra tutte il congiuntivo). Lesperienza della reazione di questi utenti chiarisce un fatto: che la gente comune non concepisce ancora la regola linguistica come relativa ad una problematicit e quindi dotata di una sua problematicit, dinamicit e mobilit: essi vogliono norme chiare e risposte assai limpide e decise > lingua come monolite statisticamente quasi impossibile ricevere da un linguista un si o un no secco, questo a causa del fatto che la lingua viva e parlata, in tutte le sue sfaccettature da tutti gli italiani in tutte le zone del paese. Le fonti della norma linguistica la norma linguistica definita, per Antonio Gramsci, dal controllo reciproco, dallinsegnamento reciproco, dalla censura reciproca: tutto questo porta alla formazione del carattere corretto o scorretto di una norma linguistica. Maggiori responsabilit nel gestire questo processo: i mass media e la scuola La scuola La TV, nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta ha avuto il merito di agire come scuola di lingua molto pi efficace della scuola tradizionale; il suo carattere di medium non scritto permetteva anche a chi non sapeva leggere e scrivere di entrare in contatto con la lingua italiana ed essa proponeva uno standard linguistico pi conforme alle necessit quotidiane rispetto a quello scolastico. Tullio De Mauro, capofila nella lotta per lo svecchiamento dellinsegnamento della lingua italiana; dopo il suo Dieci tesi per leducazione linguistica democratica(1975). Dopo di che ci fu una grossa ventata anti-normativa: LE REGOLE GRAMMATICALI NON SONO IMPOSTE DA DIO, NON SONO FISSATE PER LETERNITA (Raffaele Simoni - 1976): la critica verte alla poca aderenza alla realt della lingua insegnata che sembra inutile nella vita di tutti i giorni. 5

Casi emblematici sono il continuo puntare su forme o verbi troppo aulici per alcune situazioni comunicative (recarsi per andare o inquietarsi per arrabbiarsi): una continua lotta tra il sentirsi e il dover fare, con pessimi risultati nel momento delladeguazione del registro alla situazione comunicativa. La TV Fortissimo fu il ruolo pedagogico a livello linguistico tra qui anni Cinquanta e Sessanta , mentre, oggi, questo ruolo si andato a perdere ed stato relegato nelle fasce meno seguite della giornata. Un modello di prestigio resta litaliano letto dagli speaker dei vari telegiornali, i quali, in realt, cos corretti non sono, e che per rischiano di, tra qualche tempo,far passare quelli che oggi sono considerati comunemente errori, come lo standard. La TV capace di imporre regole grammaticali su nuovi lemmi (plurale invariabile di euro).

Lattuale tendenza sulle grammatica quella di una continua parcellizzazione delle regole, dando risposta ai soli grossi dubbi grammaticali. (Prontuario delle incertezze)> Grammabolari, vocabolari con, in fondo, alcune pagine per la grammatica fondamentale della lingua. Una norma surrettizia: il politicamente corretto Diventata in molte lingua (in prima fila gli USA ) il capisaldo per levoluzione della lingua: di per s una censura legalizzata di moltissime parole che, nonostante siano anche dure, sono caratterizzanti della lingua diventando, in fondo, una versione migliore e progressista di quello che leufemismo (neutralizzare il nemico, danni collaterali al posto di strage di civili, guerra preventiva). Per Edoardo Crisafulli il politicamente corretto una dittatura ideologica dettata da un buonismo di sinistra. Nonostante esso, almeno in Italia, non sia cos determinante, esso sta cambiando la sensibilit linguistica del parlante. > sessismo linguistico Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana di Alma Sabatini. Esigenza di equiparazione dei sessi nella lingua italiana (eliminazione dellarticolo femminile davanti ai nomi femminili e la stranezza della versione femminile di tante professioni come ministra, avvocata o architetta. > Razzismo linguistico Negli USA la lotta per lugualianza tra le razze a livello linguistico sempre stata una questione molto delicata gi dai primi anni Trenta, mentre, in Italia non c mai stata una connotazione tanto razzista bens, da noi, anche la lingua si allineata, e, oggi, negro ha assunto una connotazione di insulto. In realt anche leufemismo non una buona modalit di azione, la vera lotta al razzismo la si deve attuale nella societ reale e non nascondendo in termini sempre pi neutri questioni che sono comunque sentite dalla societ civile (handicappato> diversamente abile). CAPITOLO 3 - NUOVI MODELLI: LA COMUNICAZIONE AZIENDALE Dal burocratese allaziendalese Il Burocratese , il termine che identifica quella modalit linguistica caratteristica della comunicazione aziendale, la quale, con il tempo, ha assunto un significato dispregiativo . Bureau+ crazia: potere dellufficio: questo linguaggio, tanto stigmatizzato dallo stesso Italo Calvino, ha nel 1812 la sua prima 6

istituzione per racchiudere tutti i neologismi creati in campo amministrativo, lessico gi odiato al tempo da parte delle persone colte del paese. Il linguaggio burocratico stato per decenni uno dei pochi mezzi comunicativi privi di elementi dialettali e quindi punto di riferimento per la comunicazione a livello nazionale; oggi, invece, il complesso burocratese caduto in disuso . Attorno agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso stata anche lingua franca del giornalismo Al suo posto si elevato il cosiddetto linguaggio aziendale, ovvero quella lingua settoriale caratterizzata dalla presenza di un elevato numero di anglicismi , nato nelle filiali italiane di grandi multinazionali . (anche detto corporatese) Sulla presenza dellinglese in questo linguaggio Pietro Trifone commenta che la lingua inglese non che un buon strumento per mascherare quello che sono le mancanze del lavoro (lavoro iterinale). In un mondo del lavoro in cui le aziende sono spesso presenti in molte sedi differenti il burocratese un modo per unificare la comunicazione tra le varie sedi . Comunque sia, la grossa quota parte del linguaggio aziendale caratterizzato dal vocabolario tecnico, riferito ci alle fattispecie della produzione aziendale, quindi fatto con lo scopo di identificarsi come parte di un gruppo. L a comunicazione aziendale Laziendalese , ultimamente visto di cattivo occhi a causa della quantit sproporzionata di parole inutili che potrebbero benissimo essere risparmiate, visto che spesso piene di incognite nel loro significato pro attivit > proactive COMPUTER E E-MAIL> AZIENDA COME RETE DI RELAZIONI SEMPRE MENO PERSONALI E DIRETTE, MA SEMPRE PIU SPESSO, A DISTANZA TRA DI LORO= AZIENDA INTESA COME RETE DI OPERAZIONI TRA PERSONE SPARSE(networking paradigm) CON LA CONDIVISIONE VIRTUALE DI INFORMAZIONI (Knowledge sharing). Questo flusso scorre lungo tutti i livelli dellazienda e lungo tutte le direzioni possibili. Allesterno molto fatto dallimmagine chiave dellazienda che ne racconta lidentit (brand image) ed quella che per prima lega il cliente allazienda stessa: ecco limportanza delle scelte linguistiche spesso sotto la forma di comunicati stampa e brochure> metodologia del taglia ed incolla le frasi insieme come un puzzle. La comunicazione istituzionale altres artefatta e caratterizzata dalla continua ricerca di notazioni anti realistiche (stamattina presto nelle prime ore anti-meridiane), per dare complessit a concetti di per s semplici (espletare > svolgere, licenziare> trasmettere, quiescenza > pensione) ogni giorno, ormai da centanni, per un processo automatico, centinaia di nostri concittadini traducono, meccanicamente, con la velocit di macchine, la lingua italiana in antilingua. I Calvino. I primi cambiamenti gi negli anni Settanta> Paolo Mancini riforma la comunicazione tra stato e cittadini Maggiore consapevolezza dei diritte della cittadinanza Passaggio allinterno di quelli che saranno i media (anni Ottanta ) e affermazione di questi come mezzo privilegiato per tale comunicazione . Passaggio a Internet ed ai portali web 7

A partire dagli anni Novanta, fino ad oggi obbiettivo la digitalizzazione e la continua semplificazione della comunicazione istituzionale. Troppe volte essa progettata per essere criptata e incomprensibile ai non tecnici. CAPITOLO 4 COMUNICARE PER CONVINCERE la politica a scuola di marketing il marketing elettorale la testimonianza pi significativa del connubio che si avuto tra retorica classica e le tecniche di persuasione moderna. (Mazzoleni) Vista la societ sempre pi commerciale anche la comunicazione coglie le caratteristiche tipiche e le strategie connesse con quello che luniverso mercantile. Per primo a includere proporre questo metodo fu, durante le elezioni del 1994, Silvio Berlusconi, e la stessa definizione di marketing elettorale deriva dalla definizione statunitense di political advertisement. > elettore considerato come un cliente a cui vendere la propria immagine. La politica usa come strumento privilegiato la parola scritta come ora ma, oltre a questo, le compagnie politiche sono diventate sempre pi legate alla pubblicit. La politica, come la pubblicit daltro canto, si sta allineando alla semplicit di espressione del destinatario (dar del tu al destinatario, rassicurandolo), istaurando un proprio linguaggio specifico denominato politichese. Con la campagna del 1983 si apr la porta agli spot pubblicitari (limitati per la legge della par condicio a partire dagli anni 2000). Negli ultimi decenni, oltre al mezzo della TV si sono aperte numerose altre opzioni: con la campagna elettorale 2001 si sono aperti un numero elevato di siti internet che diventano come vetrine di esposizione per il candidato, nei quali vengono posti gli stessi spot pubblicitari televisivi oltre che alla ben pi semplice trasposizione del motto e del cartellone stradale in un banner con la faccia del candidato e una frase deffetto . Proprio il banner2 , letteralmente striscione, rappresenta levoluzione moderna del manifesto pubblicitario con forte potenzialit ipnotica. La modalit di solito: 1. Il nome dellazienda 2. Il tipo di prodotto o servizio offerto 3. Lo slogan La potenzialit del banner sta nel suo potere di portare il cosiddetto direct marketing: tramite un click (click through) si passa direttamente al sito dal quale portare a termine il vero e proprio acquisto: non, dunque, solo una pubblicit.

Spazi a pagamento forniti dai siti web, come le manchettes /manscet:/sulle testate dei giornali.

La lingua seduttiva della pubblicit La base della seduzione pubblicitaria non tanto loggetto sponsorizzato, quanto pi la possibilit di entrare in certo mondo, fatto di determinati valori ed un certo stile di vita. Generalmente il risultato dato da un accostamento di due elementi di per s autonomi ed assestanti in modo tale da costruire legami logici allinterno di un micromondo, allinterno del quale ogni obbiezione proposta riesce ad essere messa in secondo piano. Il resto reso grazie allutilizzo della sineddoche (concepire la parte per il tutto): allargando la fattispecie proposta nello spot, grazie a quei legami logici, a tutto ci che ne fa da sfondo. Il marchio ci che d latmosfera (Fulvio Iannacci) Es. MULINO BIANCO BARILLA (dal 1976) Lidea originale aveva lo scopo di evocare le buone cose di una volta Primo: individuare il sem, il nucleo fondamentale di significato. Levoluzione del pay off, negli ultimi trenta anni si evoluto cos: A. B. C. D. E. Torna alla natura, torna a mangiar sano Mangia sano, torna alla natura Chi mangia sano, trova la natura Mangia sano e vivi meglio Scegli un mondo genuino

Il primo elemento ad essere eliminato dalliniziale degli anni Settanta lelemento nostalgico: gli anni Ottanta del boom economico fanno dimenticare gli anni di una profonda crisi economica e la sua necessit di tornare al passato: linizio del consumismo. Si opta poi per la sequenza logica cibo>natura utilizzando la sineddoche,partendo dal concetto particolare per giungere al generale. Nel passaggio b>c si avverte lo stacco pi netto: dallimperativo si passa al chi con connotazione impersonale e quasi da detto popolare In d torna limperativo e manca e la natura con lindicazione, pi generale del vivere meglio; Gianfranco Folena ha descritto questa frase come criptocompartivo, rimane troncata dal fatto che non si cogli quali sono i riscontri di quel chi iniziale. Nellultima versione compare nuovamente limperativo con verbi inconsueti che richiamano alla libert. La lingua dellla pubblicit sembra adeguarsi alla rarefazione del messaggio che spesso prescinde dal valore del messaggio e associa con concetti astratti (Citroen, la macchina che ti pensa) o limmedesimazione tra prodotto e consumatore (La coop sei tu!)

Lobbiettivo non pi, dunque convincere ma, sedurre. Il discorso politico nella seconda Repubblica (post 1992) Dal puro politichese della prima repubblica si passa a quello che il marketing politico: dal paradigma della superiorit della politica a quella del rispecchiamento: il linguaggio corretto per eliminare lincomprensibile per riuscire a portare una vera partecipazione dei cittadini. Al linguaggio criptico precedente si passa a tecniche di persuasione ricercatissime che rasentano quelle che sono le vere e proprie tecniche commerciali . Retorica tradizionale > iniziativa personale (pezzo forte di Bossi) > ricerca di valori comuni nel paese e di pi larghe intese(Ulivo e PD) Il declino del politichese coincide con: 1. il declino della credibilit della casta politica a partire dal dopo tangentopoli (1992) 2. alcuni determinanti fatti a livello mondiale (1989) Il cambio dello stile fa adottare un registro pi colorito, meno romano e pi vicino al linguaggio della gente. Lautorevolezza di un politico, in campo comunicativo, non si determina pi dalla potenza retorica dellindividuo, bens dalla capacit di dominare i meccanismi economici: al prestigio della terminologia filosofica, giuridica e letteraria si sostituita la dote manageriale di gestione delleconomia e delle finanze. LATINORUM (Don Abbondio)> INGLESORUM (Gian Antonio Stella) CITAZIONI COLTE> NUMERI E STATISTICHE (maggiore concretezza ed obbiettivit) RETORICA CLASSICA> RETORICA AGGUERRITA E SUBDOLA MOSSA DALLE POLITICHE DI MARKETING DEGENERAZIONE DELLA RETORICA POLITICA (U.Eco 70) due binari: a) linvettiva personale (argomentum ad personam - Bossi) b) richiamo ai valori pi largamente condivisi (endoxa) 10

La lingua della politica , in realt, subordinata ai media visto che, solo attraverso quel filtro pu imporsi allattenzione del pubblico. Indicazioni scadute: nomi dei partiti, indicazione delle ideologie dei programmi. Il DNA linguistico I geosinonimi politici: parole usate diversamente nelle varie aree del paese per esprimere lo stesso concetto. Es. Sistema Italia > nazione > la gente> il paese Gli omonimi politici: parole inflazionate a tal punto da perdere il senso intriseco, per alcuni andrebbero eliminate totalmente. Es. libert, comunisti, democratici

CAPITOLO 5- COMUNICARE PER INFORMARE Mediamorfosi: il profondo cambiamento che ha avuto luogo nei mass media al fine di commercializzare meglio le notizie da loro trasmesse. VERSIONE CARTACEA> VERSIONE IN-BIT DELLA VERSIONE CARTACEA> ARTICOLI SOLO SU WEB Alcune forme di comunicazione si sono profondamente modificate allinterno del linguaggio giornalistico; ad esempio, il pi largo utilizzo delloralit con limitazione del puro linguaggio giornalistico televisivo oltre che al sempre pi alto utilizzo di portali con struttura modulare, cos da permettere la complementariet dei media di comunicazione (corriere della Sera (cartaceo)> Corriere.it> Corriere Mobile / La Repubblica (cartaceo)> La Repubblica.it> La Repubblica Mobile> Repubblica TV ). Questa molteplicit dei mezzi di comunicazione porta ad un dispotismo del tempo reale che crea la necessit di notizie pi velocemente fruibili e, per necessit di minore lunghezza e complessit e con un lessico meno ricercato. Il numero di parole per ogni periodo oggi: 20-25; negli anni Cinquanta circa 8-10 in pi: un lessico pi implicito e ricco di gerundi ed infiniti che danno limpressione di serratezza: a questo per non per nulla accompagnato un lessico difficile (Ilaria Bonomi) In particolare i quotidiani online privilegiano il valore sintattico rispetto al senso logico del periodo. Sacrificano la struttura della frase accumulando moltissime informazioni (periodo in orizzontale)con lausilio di un continuo punto fermo, con la inevitabile frammentazione della frase. Negli articoli si predilige il lasciare implicito fino allultimo il nocciolo della notizia; aprendo con il discorso diretto per poi descrivere la circostanza per poi, solo allultimo spiegare laccaduto. Questo invoglia il lettore e lo stimola alla lettura dellintero pezzo. La tendenza alla miniaturizzazione degli articoli risponde alla sempre minore attitudine alla lettura e alla moda sempre crescente della notizia mordi e fuggi> FREE PRESS I Free press Arrivati in Italia nel 2000 con Metro e poi seguito da Leggo (2001) e poi da City si sono guadagnati un posto nelle nostre citt. Completamente sponsorizzati dalla pubblicit, vengono anche chiamati neoquotidiani e riescono a contenere anche una dozzina di articoli per ogni pagina. 11

Gli argomenti principali sono cronaca, sport e spettacolo, presentano una scrittura a balzelloni e scaglionata per una lettura fortemente sincopata. Essa permette una lettura veloce e vicina allesperienza di zapping televisivo.(Micol Mazzeo) Prima di questo si ebbe lavvento di notizie in poche parole: il Televideo (1984) > Canale All news > Portali internet > Smart Phone services. CAPITOLO 6 COMUNICARE PER INTRATTENERE Fenomenologia dellintrattenimento IN-TRATTENETERE: tenere collegato il pubblico tramite varie proposte: Tutto questo in TV comporta la necessit di favorire lanimazione di coloro che sono allascolto tramite luso di toni alti, neologismi e di trovate brillanti (Bonolis); il secondo effetto importante la riconoscibilit ed il terzo elemento quello della possibilit del rispecchiamento del pubblico con la TV. La neotelevisione Il trionfo della TV dettato da un dato che chiamato Auditel che dal 1984 monitora gli ascolti quotidiani in televisione. 1. 1950-1976: monopolio TV statale (RAI) 2. 1976-1985: apertura reti locali 3. 1985-oggi: apertura di reti a livello nazionale come competitor di RAI. Dalla paleotelevisione si passa alla neotelevisione (Eco); nella quale lintrattenimento ingloba tutti gli altri generi e diventa il tessuto connettivo della TV. Menduni inidividua tre fasi principali della neotelevisione: 1. La prima fase fatta da due filoni: i talk show (Matrix) ed i contenitori (Domenica 5) 2. Nella seconda fase la TV saccheggia il cinema: compaiono i film in TV e i botteghini sono in ribasso 3. Nella terza fase vanno in corto circuito le distanze tra TV e spettatore e tra fiction e non-fiction. Le trasmissioni non hanno pi lo scopo di documentare o portare informazioni; tutto gira attorno allaspetto sentimentale, spostando quelle che sono le soap opera nella serie dei reality show. 4. Si sta ora istaurando la fase della televisione on demand e pay per view Se la paleotelevisione aveva come caratteristica il ruolo pedagogico, come strumento che face scuola agli italiani, la neotelevisione vuole riflettere la realt linguistica corrente e non ha pi la volont di porsi come modello linguistico per la gente. Levoluzione del linguaggio radiofonico I network pi ascoltati, a differenza dei canali Radio RAI optano per una programmazione a flusso: non pi il pubblico a rincorrere lorario di programmazione ma la radio che, periodicamente, sposta la fascia oraria del palinsesto; sempre tenendo come punto di riferimento lora (clock).

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Lo scattare dellora di solito scandito da una stessa voce di un dj che porta in rilievo il cambio del blocco e rimane, di norma fissa nellarco della giornata. Di solito anche il linguaggio adottato da tutti i programmi condiviso e, normalmente, schietto, dialogico e il pi possibile spontaneo. Per ottenere un effetto simile al parlato spontaneo il dj parla implicitamente con il voi cercando lattenzione di tutti coloro che lo ascoltano, senza avere un feedback diretto ma aspettando riscontri per unaltra via (di solito lSMS). Al fine di mantenere sempre la dialogicit si ricorre di solito ad una coppia di conduttori che dialogano tra di loro ed insieme ai radioascoltatori. La radio commerciale rimane dunque spesso autoreferenziale e, per avere qualche tema di carattere socioculturale ci si deve sintonizzare sui canali RAI e All News come 24- il Sole 24 ore dove ci si occupa di attualit e si ricevono ancora brevi interventi tramite chiamate dirette da parte di tecnici (interviste) e ascoltatori (domande e commenti a tema). In questi ultimi il linguaggio tende alla chiarezza e la scorrevolezza pi che alla spontaneit e alla dialogicit. Il fumetto: scuola di lingua? 1967 Hugo Pratt crea Corto Maltese: un fumetto capace di prospettive inedite, che si mette in competizione con la stessa letteratura al quale segue un lungo filone. Da gli anni Ottanta Novanta giungono in Italia i Manga , fumetti giapponesi molto difficili da inquadrare che, insieme a quelli statunitensi, prendono i primi posti nella classifica dei pi letti. Data la presenza dei fumetti made in USA ecco che arrivano anche una serie di anglicismi importati. DISNEY I fumetti di Topolino escono per la prima volta a partire dal 1949; non cambier lo stile quando ci fu il passaggio da Editrice Mondadori a Disney Italia nel 1988. Questi fumetti hanno la caratteristica di avere una lingua varia anche se agile e di riuscire a non appiattire il lessico italiano. BONELLI Con questo nome ci si riferisce alla casa editrice di Tex Willer. Essa molto riconoscibile: non solo nellorganizzazione della pagina, ma anche nella scelta di usare i ballon e didascalie abbastanza ampi e ci permette costruzioni ben pi complesse, con gerundi e subordinate. Esse, dunque, non sviano dalla grammatica tradizionale. Tex, ad esempio immutabilmente caratterizzato da un lessico forbito, ricercato, a priori di chi stia parlando, a priori di qualsiasi variante diastatica. A garantire la credibilit del racconto, senza per far decadere quello che il livello dellopera sono minime dislocazioni a sinistra e una serie di intercalari tipiche del genere western. Il cybertesto dei videogiochi La lingua dei videogiochi una di quelle variabili che pi sono famigliari alle presone comuni, anche agli adulti! Il videogame inoltre, ultimamente a stretto contatto con i film in uscita al cinema visto che riportano la stessa storia creando un continuum per il cliente (Lera Glaciale film>videogame; Lara Croft e Tomb raider videogame> film) 13

Cybertesto: un testo che modifica se stesso, in quanto produce segni variabili non solo nella lettura ma, soprattutto per quanto concerne la scrittura. Nei giochi considerati tra i migliori sono presenti anche 350.000 parole per iscritto e orali per garantire una buona trama e almeno 60-70 ore, in media, di gioco. CAPITOLO 7 - COMUNICARE PER COMUNICARE Con questa questione si parla di chat line, sms, e-mail In tutti questi casi abbiamo esperienza di dove scrivere nel minore tempo possibile il maggior numero di informazioni: allo stesso tempo una brachigrafia, scrivere il meno possibile che una tachigrafia, facendo velocemente. Questa necessit, gi presente nellOttocento si andata accentuandosi non solo per concetti del tutto fuori dal carattere burocratico (Tvb) ma anche per parti della frase, come i pronomi atoni (ti>t, di> d) tutto questo per rispettare il limite del SMS fissato a 160 caratteri. Altra componente importante nellSMS come in tutte le altre formo sono le emoticons, le faccine per far meglio comprendere lo stato danimo spesso accompagnate da puntini di sospensione, spesso in numero molto maggiore dei canonici tre voluti dalla norma ortografica. La posta elettronica Nata negli anni 70 negli USA a fini lavorativi le e-mail hanno la caratteristica forma della lettera, con lobbligo delloggetto ma, negli ultimi anni sono entrati nel panorama privato per messaggi anche fuori dal panorama commerciale. Chat line la versione pi diretta e pi vicina alla chiacchierata a voce a tal punto che il linguaggio e le frasi raggiungono anche livelli impensabilmente minimi: anche conversazioni con una singola parola. La parte interessate di questo metodo sta nel fatto che si sia in una situzione di semisimultaneit: si deve scrivere in pochissimi secondi, avendo quasi la stessa resa di una telefonata. Particolarmente presenti sono le forme universali come vabb, eddai!... CAPITOLO 8 LA COMUNICAZIONE LETTERARIA Esiste ancora una lingua letteraria? Da tempo ormai gli scrittori non fanno pi testo nella grammatica italiana; i loro lavori sono sempre pi di rado utilizzabili come modelli linguistici (Vittorio Coletti) Se il romanzo ha ancora qualche spiraglio a livello commerciale, la poesia ormai chiusa in una cerchia di adepti e non mira pi al grande pubblico. La lingua ipermedia della narrativa La letteratura contemporanea cos mutevole che non si riesce a verificare una modalit simile di scrittura tra gli autori contemporanei: dalla ricerca di una lingua media si andati a trovare una cosiddetta lingua ipermedia, termine che confluisce in tre accezioni: Una lingua pi media di quella media 14

Si tratta della cosiddetta grammatica del parlato, ovvero una grammatica priva di ogni marcatura espressiva; che lavora sullaspetto quantitativo invece che sul resto: ripertizioni, parole gergali, appartenenti al parato, frasi brevi e scaglionate con una forte connotazione delloralit. Una lingua oltre la lingua media Nel campo della narrazione, secondo questo filone, si ha bisogno di un neoespressionismo, fatto di giochi con le parole, non necessariamente conformi a dei canoni Una lingua in concorrenza con altri media Un linguaggio per cui si porta il linguaggio e le tecniche tipiche del cinema o di altri media allinterno della narrativa.(il codice Da Vinci)

La neodialettalit Se nella storia della letteratura da circa due secoli si discute della lingua letteraria e del possibile inserimento in essa di tratti dialettali a seconda della provenienza del personaggio si sono avute differenti fasi: almeno fino agli anni Settanta si utilizzato il dialetto nella tradizione neorealistica. Ora, visto che la situazione sociolinguistica nettamente cambiata, si punta, nei romanzi contemporanei a caratterizzare il parlato dei personaggi secondo la propria variante linguistica, che spesso esula da quella standard: si usa spesso la variante dei linguaggi giovanili spesso mischiati con lo stesso diletto. > NEODIALETTALITA Diverso, nonostante tutto luso del dialetto usato da Camilleri, il quale lo usa con lo scopo di caratterizzare il personaggio allinterno del ambientazione dove stato posto e, per Corrado Augias un aiuto anche per il lettore: in tal modo si sente a suo agio. Il suo metodo un chiaro ritorno alla dimensione regionale con limitazione di molte parlate locali che trasportano il lettore allinterno di una dimensione tutta particolare. Loltranzismo della lingua poetica Gi nella poesia dialettale del secondo Novecento era concepita come la ricerca di una lingua incontaminata lontana dalla quotidianit e dalla corrosione linguistica. Ora i giovani poeti dialettali mischiano dialetto e parte della realt prosastica consapevoli che, oggi, la letteratura un turbinio di parole senza freno. Raramente la scelta del dialetto per loro esclusiva e porta a una profonda riflessione metalinguistica: negli ultimi anni questa riflessione stata profonda: sembra cos che in un panorama soggetto a una disgregazione lelemento della lingua rimane lunico, forse ultimo minimo comun demonimatore. Ecco che quindi si scopre quello che definito come neosublime : il recupero di alcune forme metriche chiuse e della metrica tradizionale. Uno scudo potente innalzato contro lo scarto linguistico della lingua di tutti i giorni. Nella poesia del finire del Novecento si ha una nuova intuizione in vista del rapporto tra lingua poetica e parlato a cui fa capo Testa: la drammatizzazione poetica del parlato: ovvero la capacit della lingua poetica di far proprie alcune e strutture della lingua in uso calandolo per in un contesto molto distante dall inseguimento mimetico del reale. Alcuni degli accorgimenti: La scelta lessicale ancora di alcune forme arcaiche, ma senza alcun disprezzo per le forme popolari 15

Frequenti inversioni dellordine delle parole Calo dellenfasi sui segnali di inizio e di fine, per rievocare una testualit aperta. Abitudine di cambiare il centro logico della frase Largo impiego di parentesi e puntini di sospensione Abbandono delle frasi nominali e ripresa delle sequenze popolari e dei verbi di azione Uso dei participi e dei gerundi Le subordinate quasi mai superano il primo livello

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