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Dadaismo

R. Mutt (Marcel Duchamp), Fountaine, 1917 Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a,b,c firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovviet assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non plus ultra e sostenere che la novit somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio. Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contraddittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono n favorevole n contrario e non do spiegazioni perch detesto il buon senso. Dada non significa nulla. Storia Breve

Hugo Ball al Cabaret Voltaire

Hans Arp

Hans Jean Arp (Strasburgo, 16 settembre 1887 Basilea, 7 giugno 1966) stato un pittore, scultore e poeta francese. Nato a Strasburgo da madre alsaziana e padre tedesco, us per tutta la vita due nomi: quello tedesco di Hans e quello francese di Jean, alternandoli in base alla lingua o alle varie circostanze in cui gli capitava di riferirsi a se stesso. La sua fama legata al superamento delle forme tradizionali dell'arte figurativa, e alla scoperta di forme nuove, che vanno dai collages ai papiers dchirs, ai frammenti di materiali vari uniti insieme. La sua attivit si colloca al centro di quella vasta corrente dell'arte moderna che, dal cubismo al surrealismo, si pose come compito non di rappresentare la realt ma di inventare nuove realt. Formatosi alla Ecole des Arts et Mtiers di Strasburgo, poi, fra il 1905 e il 1907, alla Kunstschule di Weimar e infine, dal 1908, all'Acadmie Julian di Parigi. Pubblic le sue prime poesie nel 1904 a Parigi. Nel 1911 usc un suo libro a carattere intimistico (Rune e scritti bizzarri): nello stesso anno partecip alla seconda esposizione del movimento del Blaue Reiter e due anni dopo entr in contatto con l'avanguardia parigina.

Hans Arp con Hugo Ball a Pompei. Rifugiatosi in Svizzera per evitare il richiamo alle armi nella Prima guerra mondiale, nel 1916 fu fra i fondatori, a Zurigo, del Dadaismo. Fu a Zurigo che incontr Sophie Taeuber, tessitrice e pittrice, divenne poi sua moglie. Con Sophie Taeuber-Arp collabor alla sperimentazione di collages. Il suo metodo di lavoro si rifaceva alle leggi del caso: faceva cadere per esempio pezzetti di carta per poi fissarli nella posizione che avevano assunto a terra. Le sculture del periodo zurighese erano rilievi fatti di pezzi di legno e altri rifiuti, talvolta policromi, messi insieme con chiodi sporgenti. Nel tempo giunse a creare opere dai contorni fluidi e dallaspetto biomorfo. Tornato in Germania alla fine del conflitto, form il gruppo dadaista di Colonia con Max Ernst e Johannes Theodor Baargeld. Pi tardi, nel 1925, partecip alla prima esposizione dei surrealisti, alla Galerie Pierre di Parigi. L'anno successivo si trasfer nella cittadina di Meudon. Da allora continu a perfezionare la ricerca di nuove forme espressive, da quelle puramente plastiche nel campo della scultura all'esplorazione di forme, mezzi e materiali innovativi. Negli anni trenta rompe i rapporti con il Surrealismo, nel 1930 partecipa alla mostra del movimento astrattista Cercle et Carr, fondato dal belgaMichel Seuphor, quindi, nel 1932, partecipa alla fondazione di Abstraction-Cration, movimento raccolto intorno alla rivista Transition. Nel 1942scapp dalla Francia occupata per rifugiarsi nuovamente in Svizzera, a Zurigo, dove, nel 1943, mor la sua prima moglie, l'artista Sophie TaeuberArp. Nel dopoguerra Arp ottenne un successo mondiale, sancito dalle due grandi mostre retrospettive di New York (1958) e Parigi (1962). Tutta la sua arte segnata dalla ricerca, attraverso la spontanea creativit dell'artista, determinata dal caso, di una essenza spirituale della realt, quale essa , al di l delle forme concrete in cui solitamente si manifesta; essenza che non riusciamo a cogliere, al

di fuori della creazione artistica, perch la nostra percezione abituata a muoversi soltanto nel mondo delle forme concrete, perdendo la capacit di andare oltre il livello della realt materiale.

http://www.arte.go.it/eventi/2006/0590.htm

Marcel DuchamP Marcel Duchamp Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968) stato un pittore, scultore e scacchista francese, naturalizzato statunitense nel 1955.

Marcel Duchamp nei panni di Rrose Slavy, fotografato da Man Ray

"Fontana", un esempio di ready-made Considerato fra i pi importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attivit si occup di pittura (attraversando le correnti del fauvismoe del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo, e diede poi inizio all'arte concettuale, ideando il readymade e l'assemblaggio. Nell'anno 1912 incontr il fotografo e pittore americano Man Ray: la loro amicizia durer tutta la vita. L'anno successivo fond con i mecenati Katherine Dreier e Walter Arensberg la Society of Independent Artists. Nel 1918 si trasfer a Buenos Aires dove rimase fino alla met dell'anno seguente; nel 1923 torn a Parigi. A partire dal 1923, Duchamp dirad progressivamente la produzione artistica, e per dieci anni si occup quasi esclusivamente di scacchi, arrivando ad alti livelli (fu capitano della squadra olimpica francese, nella quale giocava anche il campione del mondo Alexander Alekhine). Decise di stabilirsi definitivamente a New York nel 1942 ove, nel 1951, fu indagato da Joseph McCarthy ma rimase al sicuro

grazie a suoi amici potenti[1]. Nel 1954 spos Alexina "Teeny" Sattler Matisse, che gli rimarr accanto per tutta la vita. L'opera [modifIl poeta messicano Octavio Paz ha mirabilmente riassunto l'essenza dell'attivit di Duchamp: "le tele di Duchamp non raggiungono la cinquantina e furono eseguite in meno di dieci anni: infatti abbandon la pittura propriamente detta quando aveva appena venticinque anni. Certo, continu "a dipingere", ma tutto quello che fece a partire dal 1913 si inserisce nel suo tentativo di sostituire la "pittura-pittura" con la "pittura-idea". Questa negazione della pittura che egli chiama olfattiva e retinica (puramente visiva) fu l'inizio della sua vera opera. Un'opera senza opere: non ci sono quadri se non il Grande Vetro (il grande ritardo), i ready-mades, alcuni gesti e un lungo silenzio". La pittura [modifica] Il futurismo era l'impressionismo del mondo meccanico. [...] A me questo non interessava. [...] Volevo far s che la pittura servisse ai miei scopi e volevo allontanarmi dal suo lato fisico. A me interessavano le idee, non soltanto i prodotti visivi. Volevo riportare la pittura al servizio della mente [...] Di fatto fino a cento anni fa tutta la pittura era stata letteraria o religiosa: era stata tutta al servizio della mente. Durante il secolo scorso questa caratteristica si era persa poco a poco. Quanto pi fascino sensuale offriva un quadro - quanto pi era animale - tanto pi era apprezzato. La pittura non dovrebbe essere solamente retinica o visiva; dovrebbe aver a che fare con la materia grigia della nostra comprensione invece di essere puramente visiva [...] Per approccio retinico intendo il piacere estetico che dipende quasi esclusivamente dalla sensibilit della retina senza alcuna interpretazione ausiliaria. Gli ultimi cento anni sono stati retinici. Sono stati retinici perfino i cubisti. I surrealisti hanno tentato di liberarsi da questo e anche i dadaisti, da principio. [...] Io ero talmente conscio dell'aspetto retinico della pittura che, personalmente, volevo trovare un altro filone da esplorare. Se Duchamp avesse realizzato solo le tele dipinte prima del Grande Vetro, si sarebbe abbondantemente guadagnato un ruolo di primo piano nella storia delle avanguardie storiche. Dopo una giovinezza influenzata dall'impressionismo, nel 1911, a ventiquattro anni realizz i notevoliCorrente d'aria sul melo del Giappone, Giovane e fanciulla in primavera e Macinino da caff, di gusto fauve. I celebri dipinti del 1912: Nudo che scende una scala, Il passaggio dalla vergine alla sposa, Sposa, La sposa messa a nudo dagli scapoli, segnano un passaggio importantissimo nella storia del cubismo e del futurismo, per lo studio del movimento, e allo stesso tempo chiudono definitivamente l'esperienza di Duchamp con la pittura comunemente intesa. Le tele "in movimento" (culminate nel Nudo che scende una scala, n. 2) potrebbero essere etichettate come futuriste, ma il contatto di Duchamp con questi artisti fu nullo, e l'unica ispirazione dichiarata era la cronofotografia di Eadweard Muybridge. Il trattamento del movimento nel futurismo era infatti ben lontano dagli obiettivi di Duchamp, che vir ben presto verso la Sposa e il suo mondo. Il resto dell'opera grafica sar rivolto a schemi, disegni e studi per elementi del Grande Vetro, o variazioni sullo stesso tema (la Macinatrice di cioccolato (1913), Cols alits (1959), Il Grande Vetro completato (1965), ai disegni degli ultimi due anni, e a clamorosi gesti di "ritocco" come i baffi affibbiati alla Monna Lisa di L.H.O.O.Q. (1919). Un'esperienza emblematica del valore della casualit nel pensiero dell'artista potrebbe considerarsi 3 stoppages talon (3 rammendi tipo) del 1913 che esprime appunto l'uso pianificato e incondizionato di un procedimento aleatorio. In essa 3 fili di un metro ciascuno vennero fissati per sempre, mediante lacca, nelle tre diverse curve che essi assunsero, naturalmente e casualmente, una volta lasciati cadere da un metro d'altezza su di una superficie di stoffa blu. Quelle tre curve costituirono il profilo di altrettante sagome in legno conservate come "campioni" metrici: una unit di misura fissata per sempre da un evento istantaneo e casuale.

Come sempre, il pi vasto e completo materiale interpretativo su Duchamp fornito da Duchamp stesso, che durante la sua vita lavor spesso a stretto contatto con i critici impegnati nel decifrare le sue opere, dispensando indizi e suggerimenti ambigui. A questi si aggiungono, nelle interviste, numerose prese di posizione estremamente nette riguardo al concetto di arte e alla pittura: tra le pi famose, il rifiuto della pittura "retinica" o "olfattiva" (con riferimento all'odore di trementina) puramente superficiale, nata dall'impressionismo e proseguita con le avanguardie storiche cubiste e futuriste. Il Grande Vetro [modifica] Il Grande Vetro la pi importante opera singola che abbia mai fatto (Marcel Duchamp) A partire dal 1915, Duchamp lavor a La Sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche (traduzione di La Marie mise nu par ses clibataires, mme), chiamato anche Grande Vetro: questo "quadro" formato da due enormi lastre di vetro (277 x 176 cm) che racchiudono lamine di metallo dipinto, polvere, e fili di piombo. Nel 1923, lo lasci "definitivamente incompiuto". Il Vetro contiene e sviluppa tutta l'attivit passata e futura di Duchamp, e nel tempo ha dato origine a una tale quantit di interpretazioni da farlo ritenere una delle opere pi complesse e affascinanti di tutta la storia dell'arte occidentale. Durante un trasporto, sub dei danni consistenti, ma l'artista decise di non riparare l'opera proprio per dimostrare di accettare, complice del caso, la completa riassunzione-integrazione nell'opera del suo carattere inerziale di "cosa". Dal 1954, conservato al Philadelphia Museum of Art. La sua descrizione comincia dal nome: Duchamp prescrive di non chiamarlo "quadro", ma "macchina agricola", "mondo in giallo" o "ritardo in vetro". Se la seconda denominazione ha dato adito alle pi disparate interpretazioni, la "macchina agricola" un attributo facilmente riconoscibile, dalla "fioritura arborea" della Sposa ai complessi meccanismi di trebbiatura dell'"apparecchio scapolo". Tutta la complessa attivit del Grande Vetro descritta in dettaglio dallo stesso Duchamp, (anche se in forma frammentaria, ermetica e allusiva) nelle due raccolte di appunti, la Scatola verde e la Scatola bianca. L'apparecchio scapolo [modifica] La parte inferiore del Vetro composta da un complesso meccanismo costituito dal mulino ad acqua, dalle forbici, dai setacci, dalla macinatrice di cioccolato e dai testimoni oculisti. Sopra il mulino situato il "cimitero delle livree e delle uniformi", dove i nove stampi maschi rappresentano le diverse identit dello scapolo (Corazziere, Gendarme, Lacch, Fattorino, Vigile, Prete, Impresario di pompe funebri, Capostazione, Poliziotto). Questo mondo inferiore il regno del molteplice (i nove stampi), della complessit e della materia: tutti gli elementi sono rappresentati in una rigida prospettiva, che accentua l'effetto di corporeit delle lamine metalliche. Lo scapolo, al suono delle sue litanie, "macina da solo la sua cioccolata": identificato col "gas illuminante", che subisce una serie di complicate trasformazioni e passaggi di stato, secondo una "fisica divertente", passando attraverso i vari ingranaggi dell'apparecchio. Interessante al proposito l'autorevole interpretazione di Maurizio Calvesi sul contenuto Alchemico dell'opera. Nudo che scende le scale [modifica] Realizzato nel 1912, il Nudo che scende le scale sovverte le regole del Cubismo per arrivare ad una nuova ricerca della vivacit e del movimento. Duchamp non dunque interessato alla rappresentazione di pi punti di vista nello stesso momento, bens alla descrizione dello stesso soggetto scomposto in pi punti di vista, ma ripetuto in diversi momenti successivi, traendo ispirazione dalle recenti scoperte cinematografiche. In questo modo, non solo l'artista risolve la pi grande debolezza del Cubismo, ovvero l'estrema staticit, ma compie il primo passo verso un uso del mezzo pittorico che porter alla sperimentazione astratta. La figura anatomica si scompone in piani e linee che lasciano solamente intuire la presenza ed il ritmico succedersi dei movimenti della figura, il quale visivamente accompagnato da veri e propri segni iconici che lo

rappresentano, come potrebbe accadere in un fumetto. La scala su cui si plasma la figura pura forma, si innesta su se stessa, contemporaneamente in salita ed in discesa, in infinito movimento, si fonde in una tautologica danza col soggetto, in un paradosso di Zenone in cui pi la figura si divide, pi sembra dividersi. Quando l'opera fu definitivamente terminata, fu rifiutata dal Salon des Independnts : la giuria si convinse che l'intenzione di Duchamp volgesse a prendersi gioco del Cubismo, adducendo come aggravante il fatto che il titolo avesse sembianze sin troppo fumettistiche. In seguito Duchamp esegu altre due copie dell'opera, una delle quali dipinta su fondo fotografico. Etant donns [modifica] Etant donns considerato il lavoro finale di Duchamp, sconvolse il mondo artistico che credeva che egli avesse abbandonato l'arte venticinque anni prima per dedicarsi unicamente agli scacchi. Egli ci lavor segretamente per vent'anni nascondendo la sua esistenza anche agli amici pi cari.

La tomba di Duchamp nel cimitero di Rouen Fortuna di Duchamp e influenza sull'arte contemporanea. [modifica] L'orinatoio Fontana (1917) e la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q. (1919), bench probabilmente travisati come semplici gesti iconoclasti, sono certamente tra gli oggetti pi famosi dell'arte del XX secolo. L'influenza di Duchamp sugli artisti successivi, bench enorme e ingombrante, molto mediata, tanto che non facile riconoscere degli epigoni diretti. Di sicuro, il concetto di ready-made, insieme al problema del gesto dell'artista come "selettore" dell'oggetto d'arte, sono stati il punto di partenza per le varie forme di arte concettuale. Il ready-made un comune manufatto di uso quotidiano (un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinatoio, ecc.) che assurge ad opera d'arte una volta prelevato dall'artista e posto cos com' in una situazione diversa da quella di utilizzo, che gli sarebbe propria. Il valore aggiunto dell'artista l'operazione di scelta, o pi propriamente di individuazione casuale dell'oggetto, di acquisizione e di isolamento dell'oggetto. Nulla pi.

MorteMarcel Duchamp muore il 2 ottobre 1968 a Neuilly-sur-Seine e viene sepolto nel cimitero di Rouen. Sulla sua tomba si pu leggere questo epitaffio, composto da lui stesso: D'ailleurs c'est toujours les autres qui meurent (D'altronde sono sempre gli altri che muoiono). Note^ Duchamp, Ozenfant e io [Louise Bourgeois] ci conoscevamo gi, ma ci incontrammo di nuovo quando fummo indagati da McCarthy nel 1951. Subimmo sorti diverse. Duchamp aveva amici potenti, quindi era al sicuro. Ozenfant era un uomo molto difficile, originale e indipendente. Se attaccato, attaccava a sua volta, come un bambino. Fu quindi espulso dal Paese. Ma io mi sono difesa. Fui interrogata varie volte dopo aver chiesto la cittadinanza. La mia linea di difesa era che non avevo a che fare n sapevo nulla dell'attivit politica degli uomini con cui avevo una relazione. E per fortuna le donne avevano allora ottenuto almeno questo diritto: non ero considerata solo la moglie o l'amica di qualcuno. Ero Louise Bourgeois. E lo sono sempre stata. (Distruzione del padre / Ricostruzione del padre. Scritti e interviste, pag.127, Louise Bourgeois, a cura di Marie-Laure Bernadac e Hans-Ulrich Obrist. Traduzione di Giuseppe Lucchesini e Marcella Majnoni, Macerata, Quodlibet 2009) Francis Picabia 3335301284 Siete tutti imputati; alzatevi in piedi! Alzatevi come fareste per la "Marsigliese" o per "Dio Salvi il RE"... Il Dada solamente non ha odore: E' il nulla, come le vostre speranze:nulla come il vostro paradiso: nulla come i vostri idoli: nulla come i vostri politici: nulla come i vostri eroi: nulla come i vostri artisti: nulla come le vostre religioni: nulla Fischiate, gridate, prendetemi a calci nei denti, e con ci? Io continuer a dirvi che siete degli imbecilli. Fra tre mesi i miei amici ed io vi venderemo i nostri quadri per qualche franco. (Francis Picabia, Manifesto Cannibale Dell'Oscurit) duchamp ruota di bicicletta il grande vetroduchamp macinino da caff monnalisa Et media del gruppo: intorno ai trentanni; caratteristiche particolari: la voglia di negare qualsiasi valore al passato che, essendo stato capace di creare i presupposti della prima guerra mondiale, diventava automaticamente e totalmente negativo. Nasce cos il Dada, il movimento che un nonsenso per definizione. A partire dal nome, appunto, che non significava nulla e che stato inventato aprendo a caso un vocabolario tedescofrancese. In russo significa due volte si; in tedesco due volte questo; in italiano e in francese costituisce una delle prime parole che i bambini pronunciano e con la quale essi indicano tutto: dal giocattolo alle persone. Arp ci fornisce unironica testimonianza di come il movimento vide la luce, mostrando fin dallinizio quello che sar il motivo conduttore di tutta lesperienza dada, cio il gusto per il paradosso e il gioco dei non sensi: Dichiaro che Tristan Tzara trov la parola (dada) l8 febbraio 1916 alle sei di sera. Ero presente con i miei dodici figli quando Tzara pronunci per la prima volta questa parola, che dest in noi un legittimo entusiasmo. Ci accadeva al Caf de la Terrasse di Zurigo,

mentre portavo una brioche alla narice destra. 1 In una pagina meno ironica Arp ricorda come, mentre i cannoni tuonavano in lontananza, noi dipingevamo, recitavamo, componevamo versi e cantavamo con tutta lanima. Eravamo alla ricerca di unarte elementare, capace di salvare lumanit dalla follia dellepoca. Questa lambiziosa scommessa di Dada: riscattare lumanit dalla follia che lha portata alla guerra, liberare luomo da norme e imposizioni create attorno a lui dalla societ, esaltando tutto ci che irrazionale e perfino privo di senso; frantumare i concetti tradizionali di cultura, di morale e di logica comune, provocando scandalo. Il dadaismo si pone come espressione di un atteggiamento di rivolta e di negazione nei confronti di tutti i valori tradizionali e come polemica esaltazione dellirrazionale, dellistintivo e dellarbitrario. Il dadaismo lo spirito della societ borghese, le sue convenzioni e la sua concezione dellarte. Dada, infatti, rifiutava il concetto stesso di arte come attivit creatrice di valori estetici assoluti; ai dadaisti non interessava la creazione di opere darte: latto creativo doveva risolversi in azione provocatoria, in scandalo, in un gesto capace di contestare alla radice quel sistema di falsi valori eterni morali, artistici, sociali, ecc. che soffocava la libert delluomo entro le strutture di una civilt disumana e oppressiva, il cui ultimo frutto maturava allora tragicamente nel gigantesco eccidio della guerra mondiale. Le opere dadaiste vollero essere, dunque, irritanti, ricorrendo allarma del ridicolo: alla poesia tradizionale si oppose ad esempio il rumorismo, cio la lettura di versi con accompagnamento assordante di vari rumori; furono composti poemi estraendo da un cappello parole ritagliate a caso da un giornale; furono creati quadri e sculture con frammenti di carta o stoffa, con rifiuti di spazzatura. Queste sono solo alcune delle stravaganti iniziative del gruppo. Nel 1918 Tzara scrive il Manifesto Dada che fornisce alcune direttrici ideologiche ed estetiche di riferimento. Lopera darte non deve pi rappresentare la bellezza, che morta e la critica 1 Tratto da :Itinerario nellarte vol.3, G. Cricco F.P. Di Teodoro2 inutile, non pu esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalit. Dada, per sua stessa definizione, non un movimento ma una tendenza. E come tale si brucia nel giro di pochi anni. Dada muore dunque intorno al 19221923. Ma una morte che passa inosservata, senza tragedie e senza clamori. Tra gli artisti dada ricordiamo, oltre al gi citato Arp, lamericano Man Ray e soprattutto il franco americano Marcel Duchamp.

Nel celebre Ritratto di Tristan Tzara del 1916, ad esempio, Arp rompe violentemente ogni precedente schema figurativo e compositivo. Della riconoscibilit del soggetto non rimasto che il titolo, in quanto gli elementi che compongono il rilievo sono forme praticamente astratte, cio senza alcun tipo di riferimento con la realt naturale. Anzi, avendo perso qualsiasi obbligo rappresentativo, si muovono con rinnovata libert, componendosi ed espandendosi secondo la legge del caso. Ora, gli elementi creano una forma nella quale ciascuno pu leggere se vuole qualsiasi cosa, secondo la propria sensibilit e i propri stati danimo. In un suo scritto, il poeta Tristan Tzara descrive il modo dadaista di produrre una poesia. Il passo, che di seguito riportato, decisamente esplicativo sul modo di procedere dei dadaisti: Per fare un poema dadaista. Prendete un giornale. Prendete delle forbici. Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che contate di dare al vostro poema. Ritagliate larticolo. Ritagliate quindi con cura ognuna delle parole che formano questo articolo e mettetele in un sacco. Agitate piano. Tirate fuori quindi ogni ritaglio, uno dopo laltro, disponendoli nellordine in cui hanno lasciato il sacco. Copiate coscienziosamente. Il poema vi assomiglier. Ed eccovi uno scrittore infinitamente originale e duna sensibilit a ascinante, sebbene incompresa dalluomo della strada. 2 In un suo passo Hans Arp afferma: La legge del caso, che racchiude in s tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita pu essere riconosciuta soltanto in un completo abbandono allinconscio. Io a ermo che chi segue questa legge creer la vita vera e propria. 3 Man Ray, americano di nascita ed europeo di adozione, sposta i limiti del Dada verso il nonsenso pi assoluto, prefigurando quelle che poi saranno le tematiche surrealiste. In Cadeau (Dono) del 1921, Ray ci propone un improbabile ferro da stiro alla cui piastra lartista ha saldato ben quattordici chiodi dacciaio. In questoggetto tutto beffa e contraddizione. A cominciare dal titolo (Cadeau) fino alla presenza dei chiodi, che di fatto annullano la funzione stessa del ferro che quella di stirare. Di tuttaltra natura, invece, sono le opere di, per Duchamp il quale la provocazione dadaista non sta tanto nel giocare con le forme degli oggetti, quanto piuttosto, con le loro funzioni. Lartista francese Marcel Duchamp (18871968) viene considerato uno dei maggiori rappresentanti del dadaismo, bench egli non abbia mai accettato lappartenenza a questo gruppo. La cosa, conoscendo il personaggio, non stupisce affatto: la personalit di Duchamp assolutamente impossibile da inquadrare in un qualsiasi schema. Egli, in realt, stato uno dei pi grandi artisti del Novecento, proprio per il suo modo di essere. Ha, di fatto, costruito un nuovo prototipo di artista da intendersi come intellettuale sempre pronto a proporsi in maniera inaspettata, anche solo per il 2 Tratto da: M. De Micheli , Le avanguardie artistiche del Novecento, Milano 1987. 3 Ibidem3

piacere di essere diverso dal normale. Ha elevato lanormalit, intesa come rifiuto di qualsiasi norma, a pratica sia di arte sia di vita.4 MARCEL DUCHAMP Marcel Duchamp nasce a Blainville (Rouen) il 28 luglio 1887, in una famiglia composta da sette figli. Allet di quindici anni, insieme ad alcuni fratelli ed una sorella, si avvia alla professione artistica. Sin dallinizio mostra tuttavia unirrequietezza culturale che lo porta a sommare esperienze in maniera molto eterogenea. Nel 1904 si trasferisce a Parigi, dove raggiunge i fratelli Gaston. Nella capitale francese si occupa di cose diverse: esegue caricature per i giornali, si interessa di teatro, gioca a biliardo, lavora presso una biblioteca. Frequenta per qualche tempo lAcadmie Julian ma, annoiato, la abbandona quasi subito. Negli anni dal 1906 al 1910 le sue opere manifestano caratteri di volta in volta diversi. Le sue prime esperienze pittoriche mostrano una facilit di assimilazione delle principali novit stilistiche del momento: dal neoimpressionismo al fauvismo, dal simbolismo al futurismo. Ma soprattutto nellambito del cubismo che egli si muove con maggior disinvoltura. Ma tutto destinato a durare poco. Negli anni 1911 e 1912 dipinge tutte le sue pi importanti opere pittoriche: Ragazzo e ragazza in n treno, Nudo che scende le scale n.2, Il re e la regina, circondati primavera, Giovane triste i da nudi veloci, Il passaggio della vergine alla sposa. Nel 1912, il suo quadro Nu descendant un escalier n.2 fu rifiutato dal Salon des Indpendants, proprio perch lopera sembrava pi futurista che cubista. Ci provoc il definitivo distacco di Duchamp dai cubisti. Lopera, tuttavia, lanno successivo fu esposta allArmory Show di New York, e qui divenne famosa. Nella capitale statunitense Duchamp vi arriva nel 1915 gi preceduto dalla notoriet procuratagli dal Nudo che scende le scale n.2. Ma lattivit americana di quegli anni si concretizza soprattutto nella realizzazione del Grande vetro (1915), opera alla quale smette di lavorare, lasciandola incompiuta, nel 1923. In America entra in contatto con Man Ray e con Francis Picabia, questultimo gi conosciuto a Parigi. Duchamp in questi anni diviene soprattutto un operatore artistico, impegnato pi come consulente di collezionisti e gallerie che non come artista. La sua attivit, pur saltuaria, non perde mai il gusto della provocazione, linvenzione dei readymade ne uno degli esempi pi classici. Il 1913 lanno del cosiddetto readymade, che letteralmente significa prefabbricato, pronto alluso. Si tratta di impiegare in campo artistico oggetti del quotidiano alla cui vista e al cui uso siamo da sempre abituati. Il significato profondo della provocazione, infatti, sta proprio in questo: riproporli come oggetti darte spiazzando e stravolgendo ogni nostra possibile aspettativa. I readymade nascono ancor prima del movimento dadaista, dato che il primo readymade di Duchamp, La ruota di bicicletta, del 1913. Lanno successivo acquista e firma lo Scolabottiglie. Essi diventano nellambito dellestetica dadaista uno dei meccanismi di maggior dissacrazione dei concetti tradizionali di arte. Soprattutto quando Duchamp, nel 1917, propone uno dei suoi pi noti readymade: Fontana, un orinatoio maschile in maiolica capovolto

e collocato su un piedistallo di legno. In L. H. O. O. Q., un readymade rettificato (cio sul quale lartista intervenuto apportando anche qualche piccola modifica) realizzato nel 1919, Duchamp fa una riproduzione della Monna Lisa di Leonardo: ha aggiunto baffi e pizzetto. Viaggia prima a Buenos Aires, poi a Parigi, dove incontra tutti i principali esponenti dellambiente che di l a qualche anno daranno vita al surrealismo.5 Nel 1920 di nuovo a New York. Qui, Marcel Duchamp si duplic scegliendo sembianze femminili: quelle di Rose Slavy. Con questo nome indicato il copyright di Fresh Widow, una finestra verde in stile francese con pannelli di cuoio nero. Quei pannelli, per insistenza di Duchamp, dovevano essere lucidati ogni giorno; e forse per questa ragione, per il quotidiano e lubrico strofinamento di questa pelle, la French Window divent, nella trasformazione di Duchamp, una Fresh Widow, vale a dire una Vedova impudica. Nel 1923 comincia a dedicarsi professionalmente al gioco degli scacchi e abbandona quasi completamente lattivit artistica. Unica realizzazione il cortometraggio Anmic Cinma, girato presso Man Ray e proiettato il 30 agosto 1926 in una sala cinematografica di Parigi: mentre girano, i dischi creano sensazioni pulsanti ed erotiche; frasi sensuali della donna sono scritte a spirali di lettere bianche su nove dischi neri nel cortometraggio. Nel frattempo il nome di Rose si era trasformato in Rrose. Picabia aveva estratto la frase da una lettera che Duchamp gli aveva inviato da New York a gennaio. Era la prima volta che a quel nome floreale veniva aggiunta una r e ci non faceva che duplicare il personaggio appena nato. Fu sufficiente la semplice aggiunta di una consonante per delineare ancor meglio il mistero del doppio: una creatura appena nata cominciava subito a trasformarsi, a possedere una propria biografia. Esiste anche una documentazione fotografica di Rrose. Nel 1921 Man Ray collabor al numero unico della rivista New York Dada pubblicando una fotografia che aveva scattato a Duchamp nelle vesti femminili di Rrose Slavy: un cappellino con fascia a motivi geometrici e un elegante collare di volpe sorretto dalle mani che ne palpano il calore. La fotografia ritrae un viso dallespressione inafferrabile: labbra atteggiate in un sorriso misterioso, occhi di sottile indifferenza. Il sorriso indifferente di Rrose ricorda quello della Gioconda: nel 1919 Duchamp aveva gi deformato la Gioconda disegnando a matita un paio di sottili baffetti su una riproduzione del celebre quadro di Leonardo. Duchamp voleva cambiare la sua identit e quale idea migliore se non quella di cambiare sesso? Se a una prima considerazione superficiale la trasformazione di Duchamp in Rrose Slavy sembra innescare un vivace gioco di interpretazione, unosservazione pi precisa dimostra che la trasformazione coagula un erotica duratura: quella derivante dalla gioia di vivere e i vagare liberamente con il pensiero. La sua idea che luomo sia un grumo di luce accesso nella tenebrosa prigione del mondo, intriso di male e di dolore. Luscita dal mondo possibile solo con una purificazione,

perseguibile anche mediante la trasformazione in una creatura diversa. Rrose una creatura erotica e al contempo pura. Ecco lazione purificatrice di Duchamp: fare tabula rasa di tutto, imporre la necessit del Radicalmente Nuovo. Lo fece incarnandosi in Rrose Slavy. Riprende lattivit artistica soltanto nel 1936, quando partecipa alle mostre del gruppo surrealista di New York. Comincia a progettare la Boite en vlise, una raccolta portatile delle riproduzioni delle sue opere pi significative. Ma ad unultima opera egli si dedica in assoluta segretezza per circa ventanni, dal 1946 al 1966, tant donnes: 1. la chute deau, 2. le gaz dclairage. Lopera, enigmatica sin dal titolo, consiste in una porta di legno consunta, dalle cui fessure, sbirciando oltre, si coglie una visione parziale di una ragazza distesa nuda con una lampada a gas in mano. Questultima opera, della cui esistenza si appreso solo dopo la morte di Duchamp, avvenuta a NeuillysurSeine il 2 ottobre 1968, chiude il percorso di un artista che, con la sua attivit, ha continuamente stupito, contribuendo come pochi a definire un concetto totalmente nuovo di arte.6 LE OPERE PROVOCATORIE: I READYMADE. Gi nel 1913 ebbi la felice idea di montare una ruota di bicicletta su uno sgabello di cucina e di osservarla mentre girava. Un paio di mesi pi tardi comprai una riproduzione a buon mercato di un paesaggio invernale, che intitolai Farmacia dopo averci dipinto sullorizzonte due piccoli punti, uno rosso e uno giallo. A New York nel 1915 acquistai in una chincaglieria una pala da neve sulla quale scrissi In Advance of the Broken Arm (Anticipo per il braccio rotto). Fu verso quellepoca che la parola readymade mi venne in mente per indicare questa forma di manifestazione. Tengo a precisare che la scelta di questi readymades non mi fu mai dettata dal piacere estetico. La scelta era basata su una reazione d indifferenza visiva interamente scevra di gusto, buono o cattivoIn effetti, unanestesia completa. Un importante caratteristica dei readymades la breve frase che, occasionalmente, vi scrivevo. Questa frase, anzich descrivere loggetto come un titolo, tendeva a trasferire la mente dello spettatore verso altre regioni, pi verbali. 4 Con i readymade si ruppe il concetto per cui larte era il prodotto di una attivit manuale coltivata e ben finalizzata. Opera darte poteva essere qualsiasi cosa: posizione che aveva la sua conseguenza che nulla arte. Questa evidente tautologia era superata dal capire che, innanzitutto larte non deve separarsi dalla vita reale ma confondersi con questa, e che lopera dellartista non consiste nella sua abilit manuale, ma nelle idee che riesce a proporre. Infatti, il valore dei readymade era solo nellidea. Abolendo qualsiasi significato o valore alla manualit dellartista, lartista, non pi colui che sa fare delle cose con le proprie mani, ma colui che sa proporre nuovi significati alle cose, anche per quelle gi esistenti. I tre pi importanti readymade, realizzati da Marcel Duchamp, sono: Ruota di bicicletta (1913), Fontana (1917) e L.H.O.O.Q. (1919).

RUOTA DI BICICLETTA Il termine readymade fu coniato per definire lopera prodotta da Duchamp: Ruota di bicicletta (1913). Egli, nel suo studio a Parigi, decise di montare una ruota di bicicletta su uno sgabello. Di fatto, Duchamp aveva creato il suo primo readymade rettificato. Con tale termine egli distingueva quei readymade sui quali interveniva con qualche intervento minimo, da quelli sui quali non produceva alcun intervento. Per Duchamp larte esiste ovunque, anche negli oggetti quotidiani. Ogni manufatto pu elevarsi alla dignit dopera darte, grazie alla scelta operata dellartista. I readymade sono ironici paradossi che contraddicono ogni logica. Qui, la Ruota di bicicletta stata inchiodata ad uno sgabello: un elemento che produce movimento quindi collegato ad un altro oggetto che lo rende immobile. La ruota sta su un piano, a stretto contatto con la terra, col suolo; se si mette la ruota al contrario, questa perde la sua funzionalit. Duchamp sembra suggerirci il lento ma inesorabile passare del tempo verso il quale luomo, nonostante la sua protesi naturale ( la macchina), pu solo assistere impotente. Va a Marcel Duchamp il merito di aver trasformato la bicicletta in oggetto di culto artistico. Tra mille simboli quotidiani possibili lui sceglie una ruota, la pone su uno 4 Tratto da: M. Duchamp, in H. Richter, Dada, Art and AntiArt, 19657 sgabello e la espone in una galleria. Con quel gesto, Duchamp fa potenzialmente entrare tutti gli oggetti del mondo nel mondo dellarte. Larte deve proporsi come antiarte. Per Duchamp la vera arte unarte antifunzionale, che si propone di produrre oggetti di non valore. FONTANA Il readymade dal titolo Fontana rappresenta il momento di maggior provocazione dellopera di Duchamp. Nel 1917 egli era negli Stati Uniti e in quellanno, sul modello del Salon des Indpendants, venne creata la Society of Independent Artists. Duchamp faceva parte del direttivo di questa associazione. Alla mostra organizzata dal gruppo poteva partecipare chiunque, pagando sei dollari, ed esponendo al massimo due opere. Duchamp mise in atto la sua provocazione in incognito. Present alla giuria della mostra un orinatoio firmandolo con lo pseudonimo R. Mutt. Tale pseudonimo racchiude la chiave di lettura dellopera: anteponendo il cognome alliniziale del nome R abbiamo la parola Mutter, madre in tedesco. La forma dellorinatoio ricorda, infatti, la forma di un bacino femminile o di un vaso alchemico. La giuria non cap e, sullimbarazzo di come considerare la cosa, non fece esporre il pezzo. Quando Duchamp espose la sua Fontana, sembr che si fosse toccato il fondo: la critica insorse e le polemiche si arroventarono. La Fontana altro non era che un orinatoio rovesciato, di quelli che solitamente si usano nei bagni pubblici. Lironica beffa, resa ancora pi provocatoria dalla firma dellautore e dalla data, apposte in basso a sinistra, fu chiarita dallo stesso artista che, fingendo di difendere lignoto autore dellopera, scrisse agli organizzatori della mostra che rifiutarono di esporre loggetto: Lorinatoio del signor Mutt non immortale, non pi di quanto lo sia una vasca da bagno. Non ha importanza se il signor Mutt abbia o meno fatto la fontana con le sue

mani. Egli lha scelta. Egli ha preso un articolo usuale della vita, e lo ha collocato in modo tale che il suo significato utilitario scomparso sotto il nuovo titolo e punto di vista e ha creato un nuovo modo di pensare questoggetto. 5 Questultima riflessione importante per capire il senso dellarte di Duchamp. Arte non pi fare (dunque mostrare una bravura e una competenza anche tecniche), ma scegliere (cio operare a livello di puro intelletto). Chiunque, in questo senso, pu pertanto essere artista e tutto pu diventare arte. Basta riuscire a sottrarsi alle schematizzazioni mentali che tendono a incasellare la realt allinterno di una griglia rigida e mistificatoria, imposta dalla societ borghese. Loriginale della fontana andato disperso quando fu smontata la mostra nel 1917, perch i facchini lo scambiarono per quello che era e lo buttarono via. Duchamp non poteva aspettarsi un esito migliore. Loggettoorinatoio che, tolto dal suo contesto, diventava fontana (e quindi arte), durante il trasloco torna ad essere oggetto e dunque come tale trattato e distrutto. Larte con la A maiuscola, quella prodotta dalla stessa societ che era stata capace di produrre la guerra, era veramente e definitivamente morta. Solo nel 1964 Duchamp autorizz una replica di quel suo readymade che fu acquistata dal collezionista milanese Arturo Schwarz. Da qualche anno esso esposto nella Galleria Nazionale dArte Moderna di Roma. 5 Tratto da: The Blind Man, rivista edita da Duchamp (1917)8 L. H. O. O. Q. L.H.O.O.Q., pi conosciuta come Gioconda con i baffi, un readymade rettificato (cio sul quale lartista intervenuto apportando qualche piccola modifica), realizzato da Duchamp nel 1919. Si tratta di una riproduzione di un capolavoro universalmente riconosciuto, la Gioconda di Leonardo. Con un intervento minimo, Duchamp rettifica questopera facendo spuntare alla Monna Lisa barba e baffi, analogamente a quanto ciascuno di noi ha fatto almeno una volta, da ragazzo, scarabocchiando qualche libro scolastico. Con questo gesto lautore non vuole sfregiare un capolavoro, ma semplicemente contestare la venerazione che gli tributata passivamente dallopinione comune. In questo caso la provocazione doppia, in quanto dissacra uno dei miti artistici pi consolidati, quello della Monna Lisa, appunto; inoltre, le lettere maiuscole che costituiscono il titolo L.H.O.O.Q., poi, se sillabate secondo la pronuncia francese, danno origine a una frase volgare (Elle chaud au cul, cio Lei ha caldo al sedere) e gratuita, cio assolutamente estranea al contesto. Riguardo a questopera sono stati trovati significati pi sottili, che sono stati spiegati valendosi di discipline come lermetismo e lalchimia, argomenti di cui pare Duchamp si interessasse molto.

La Gioconda con i ba i nascerebbe da una segreta e divertita allusione ermetica allandroginia delleffigiata. Landrogino, come unione del maschile e del femminile (e quindi dei contrari) , infatti, una figura simbolica ricorrente nei trattati alchemici e disegnare barba e baffi sul volto della Gioconda in fondo mascolinizzare una figura femminile. Per quanto riguarda le cinque lettere L.H.O.O.Q., si ipotizza che Duchamp possa aver preso spunto per questa buffa associazione da una miniatura di Jean Perrel, proveniente da un manoscritto alchemico del 500, dove si vede la personificazione della NaturaAlchimia (per altro simile alla Gioconda nella posizione delle braccia e nello sfondo paesaggistico) che siede su un forno acceso in forma di tronco cavo; ha quindi certamente caldo al sedere! In questo modo Duchamp non vuole negare larte di Leonardo ma, a modo suo, onorarla. Egli mette, infatti, in ridicolo gli estimatori superficiali e ignoranti, attaccati alle apparenze e alle convenzioni. Poich tutti dicono, da sempre, che la Monna Lisa straordinariamente bella lo diciamo anche noi, per conformarci acriticamente al volere e al gusto (o al cattivo gusto) dei pi

Franois Marie Martinez Picabia (Parigi, 22 gennaio 1879 Parigi, 30 novembre 1953) stato un pittore e scrittore francese. stato uno dei pi importanti dadaisti e ha lavorato anche come grafico.

Francis Picabia Nasce a Parigi, da madre francese e padre spagnolo cancelliere all'ambasciata cubana di Parigi. Ha un'infanzia agiata nonostante sia emotivamente turbato. Studia alla Scuola Nazionale Superiore delle Arti Decorative. All'inizio della sua carriera, dal 1908 al 1913 fortemente influenzato prima dalla Scuola di Barbizon e da Alfred Sisley e Camille Pissarro, poi dall'impressionismo, cubismo(specialmente della Section d'Or) ed infine astrattismo.Jacques Villon Intorno al 1911 entra a far parte del Gruppo Puteaux che incontra nello studio di nel paesino di Puteaux. Diventa quindi amico dell'artista Marcel Duchamp. Alcuni membri del gruppo sono Apollinaire, Albert Gleizes, Roger de La Fresnaye, Fernand Lger eJean Metzinger. Dal 1913 al 1915 Picabia spesso a New York e prende parte attiva nei movimenti avanguardisti, introducendo l'arte moderna (intersa come modernit e modernismo) negli Stati Uniti. Questi anni possono essere identificati come il periodo proto-dada, che consta maggiormente dei cosiddetti ritratti meccanici (portraits mchaniques). In seguito, nel 1916, pubblica a Barcellona la prima copia delperiodico dadaista 391, nel quale pubblica i suoi primi disegni meccanici. Continua la pubblicazione con l'aiuto dell'amico Duchamp negli Stati Uniti. Picabia prosegue la sua implicazione con il movimento dadaista durante il 1919 a Zurigo e a Parigi prima di rompere il legame con dada e sviluppare un interesse per il surrealismo nel1921. Nel 1925 cambia di nuovo stile per ritornare all'arte figurativa. Durante gli anni trenta diventa molto amico di Gertrude Stein. Nei primi anni '40 si trasferisce nel sud della Francia dove il suo processo artistico prende una svolta inaspettata: produce una serie di dipinti basati sul nudo e sul glamour delle riviste femminili francesi, con uno stile sfarzoso che sembra sovvertire i classici nudi femminili. Prima della fine della Seconda guerra mondiale torna a Parigi dove riprende l'astrattismo e la poesia. Muore a Parigi nella stessa casa in cui nato il 30 novembre 1953. Opere [modifica] Segue la lista delle pi importanti opere di Picabia, sia in ambito pittorico che letterario. Tutte sono riportate col titolo originale.

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IL DADAISMO

Tristan Tzara

Il termine dada significa giocattolo, gingillo. I dadaisti dichiararono di averlo scelto per gioco, aprendo a caso un dizionario. Il movimento inizia nel 1916 a Zurigo in Svizzera, dove sono riuniti profughi ed emigrati politici che avevano cercato rifugio nella neutrale Svizzera. Si apre qui il Cabaret Voltaire, centro di intrattenimento artistico, cui partecipano molti artisti espressionisti, come il rumeno Tristan Tzara, che fu il maggior teorico del gruppo, i tedeschi Huelsenbeck e Ball, lalsaziano Arp. Pi tardi si uniscono al gruppo il francese Marcel Duchamp e lo spagnolo Francis Picabia, artisti che negli Stati Uniti avevano gi esperimentato la tecnica del ready made o degli oggetti duso (Duchamp espose in una mostra persino un orinatoio),

Marcel Duchamp, Orinatoio

e dellobjet trouv (oggetto trovato), consistente nellimpiego di oggetti trovati, residui, materiali daccatto, nella costruzione dellopera. I caratteri di interartisticit e di internazionalit dellavanguardia sono qui evidenti. Nel 1918 Tzara scrive il Primo Manifesto del Dadaismo. I caratteri principali dellavanguardia dadaista sono i seguenti: 1. rifiuto del culto della novit, della modernit e del futuro che caratterizzava il Futurismo (Lamore della novit invecchiato); 2. rifiuto dellumanesimo, della concezione della superiorit dellhumanitas, sia di tipo etico (non esiste una sostanza umana positiva a cui riferire la morale), sia di tipo estetico (larte non ha alcun privilegio conoscitivo, e anzi coincide con la menzogna); 3. rifiuto del bello, critica dellarte e della specificit estetica: il bello morto perch lestetizzazione penetrata, attraverso la tecnica industriale, in ogni aspetto della vita contemporanea e perci si trova dappertutto, anche nei manifesti di propaganda economica; qualunque oggetto estetico e nel medesimo tempo non lo pi: lestetizzazione diffusa, trasformando tutto in arte, ha ucciso larte; 4. rifiuto della comunicazione esistente, in quanto borghese e mercificata, e di qualsiasi concezione simbolista del linguaggio, il quale non rivela alcun assoluto e va considerato unicamente come cosa, sostanza materiale, suono, oggetto. In positivo il Dadaismo propone luso anticonformistico del linguaggio, suoni e fonemi in libert, giochi linguistici parodici, onomatopee, deformazione morfologica e sintattica, accostamento casuale delle parole sino al nonsense (non-senso). La negazione e la distruzione prevalgono largamente sulle proposte costruttive. Nel 1919-20 il gruppo si trasferisce a Parigi e ha il suo organo nella rivista Littrature. A esso aderiscono Breton e Aragon. Si profila per un dissidio sempre pi profondo fra Breton, che non condivide il furore distruttivo del Dadaismo, e Tzara. La polemica provoca la disgregazione del gruppo. Nel 1922 Tzara ne pronuncia lorazione funebre. Contemporaneamente Breton d vita al movimento surrealista. Il Dadaismo non pu essere considerato soltanto (come stato fatto per molto tempo) una premessa del Surrealismo, il quale anzi ne rinnega alcuni presupposti fondamentali. Sul piano teorico ha avuto il merito di porre sul tappeto il problema dellestetizzazione diffusa; sul piano pratico ha anticipato tecniche che hanno influenzato profondamente il Novecento nella letteratura e soprattutto nel teatro, nella pittura, nella scultura, sino, per esempio, alla pop-art.
Ritenuto liniziatore di una delle pi radicali correnti culturali di inizio Novecento, quella del dadaismo, Samuel Rosenstock, noto come Tristan Tzara, nacque il 6 aprile 1986, a Moinesti, in provincia di Bacau, nellest della in Romania. La sua biografia piena di peripezie e metamorfosi. Se le sue prime sei poesie vennero scritte sotto linfluenza del simbolismo, pian piano, specialmente tra il 1913 e il 1915, Tristan Tzara imbocc la strada dellavanguardismo, che dava i primi segni in Romania.

Il critico letterario Paul Cernat, autore del libro Lavanguardia romena e il complesso della periferia, offre dei particolari sugli inizi letterari fi Samuel Rosenstock. Egli non ha fatto avanguardia vera e propria in Romania, ma si manifestato pi che altro a livello underground insieme al poeta Ion Vinea e allartista Marcel Iancu. Quello era il periodo in cui Tristan Tzara collaborava con pi pubblicazioni, non neccessariamente di avanguardia. Alcune erano simboliste. Lunica rivista a carattere avanguardista pi pronunciato era Chemarea (La Chiamata), con cui ha colaborato nel 1915. E anche la prima volta quando firma con lo pseudonimo Tristan Tzara. Anche lo pseudonimo ha la propria storia. L idea appartiene sia a Samuel Rosenstock, che a Ion Vinea. un pseudonimo polisemantico, cos come il termine Dada, spiega Paul Cernat. Il soprannome Tristan Tzara fu inventato in un periodo in cui lo scrittore aveva lintezione di affermarsi in un lingua veicolare. Quindi lo pseudonimo sembra che denoti appunto questo stato danimo, esprimendo probabilmente la costruzione triste nella patria ( trist in tara, in romeno). Nel 1924, Samuel Rosenstock cambi ufficialmente nome in Tristan Tzara. Durante la prima Guerra Mondiale, Tristan Tzara arriv a Zurigo, in Svizzera, dove nel 1916, al cabaret di Voltaire, prese vita il movimento Dada. Ritorna al microfono il critico letterario Paul Cernat.

La partenza per la Svizzera pu essere interpretata come un fuga dalla guerra e come una protesta. Il Dada fu una
corrente artistica pacifista. Era una sorta di anarchismo gioioso, una sorta di anarchismo paradossale in cui le contraddizioni erano riconciliate, in cui lumore e lautoironia erano consuete. Le principali creazioni sono state forme diverse di arte viva, ambientale, e manifesti. Quelli di Tristan Tzara sono probabilmente le opere principali del dadaismo. Non era un movimento di creazione vera e propria. Quello che ha creato era un concetto, unattitudine e uno stato danimo. Il movimento non dur molto, e Tristan Tzara scrisse anni dopo che Lattivit del Dada finita nel 1922. Il suo spirito, per, ebbe influenza su altre correnti culturali, come per esempio in surrealismo e anche il postmodernismo o la cultura pop attuale. Il nostro ospite, Paul Cernat, ha fatto riferimento al percorso di Tristan Tzara dopo la fine del dadaismo.

Dopo il 1922 i dadaisti vanno con armi e bagagli a prendere parte a nuovi movimenti, adattati allo spirito dellepoca,
come il surrealismo e il costruttivismo. Tristan Tzara divent surrealista. Pi tardi, pass da questa rivolta estremamente individuale al comunismo. Ader al partito comunista negli anni 30 e partecip alla Resistenza francese da simpatizzante comunista, nei primi anni 40. Continu a militare insieme ai comunisti fino agli inizi degli anni 50, quando, rimasto inorridito dalla repressione della Rivoluzione ungherese del 1956, si allontan dai comunisti e ritorn al suo vecchio individualismo anarchico. Nel frattempo, invecchi e cambi la sua visione sullarte e sulla letteratura. Verso la fine della sua vita, era trasformato, quasi irriconoscibile rispetto alla persona che era nel 1916 1920. Era interessato agli esoterismi dei vecchi testi medioevali. Tuttavia, continu a scrivere poesie surrealiste in francese e non solo. Tristan Tzara si spense a Parigi nel 1962 e, nel 1996, in occasione del centenario della sua nascita, lo scultore tedesco di origine romena Ingo Glass ha costruito lunico monumento dadaista in Romania, a Moinesti.

Tristan Tzara Unarte contro larteIl Dadaismo un movimento artistico che nasce in Svizzera, a Zurigo, nel 1916. La situazione storica in cui il movimento ha origine quello della Prima Guerra Mondiale, con un gruppo di intellettuali europei che si rifugiano in Svizzera per sfuggire alla guerra. Questo gruppo formato da Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck, Hans Richter, e il loro esordio ufficiale viene fissato al 5 febbraio 1916, giorno in cui fu inaugurato il Cabaret Voltaire fondato dal regista teatrale Hugo Ball. Alcuni di loro sono tedeschi, come il pittore e scultore Hans Arp, altri rumeni, come il poeta e scrittore Tristan Tzara o larchitetto Marcel Janco.Le serate al

Cabaret Voltaire non sono molto diverse dalle serate organizzate dai futuristi: in entrambe vi lintento di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie, cos da proporre unarte nuova ed originale. Ed in effetti i due movimenti, futurismo e dadaismo, hanno diversi punti comuni (quale lintento dissacratorio e la ricerca di meccanismi nuovi del fare arte) ma anche qualche punto di notevole differenza: soprattutto il diverso atteggiamento nei confronti della guerra. I futuristi, nella loro posizione interventista, sono tutto sommato favorevoli alla guerra, mentre ne sono del tutto contrari i dadaisti. Questa diversa impostazione conduce ad una facile, anche se non proprio esatta, valutazione per cui il futurismo un movimento di destra, mentre il dadaismo di sinistra. Altri punti in comune tra i due movimenti sono inoltre luso dei "manifesti" quale momento di dichiarazione di intenti. Ma veniamo ai contenuti principali del dadaismo. Innanzitutto il titolo. La parola Dada, che identific il movimento, non significava assolutamente nulla, e gi in ci vi una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico. Il rifiuto della razionalit ovviamente provocatorio e viene usato come una clava per abbattere le convenzioni borghesi intorno allarte. Pur di rinnegare la razionalit i dadaisti non rifiutano alcun atteggiamento dissacratorio, e tutti i mezzi sono idonei per giungere al loro fine ultimo: distruggere larte. Distruzione assolutamente necessaria per poter ripartire con una nuova arte non pi sul piedistallo dei valori borghesi ma coincidente con la vita stessa e non separata da essa.Il movimento, dopo il suo esordio a Zurigo, si diffonde ben presto in Europa, soprattutto in Germania e quindi a Parigi. Bench il dadaismo un movimento ben circoscritto e definito in area europea, vi la tendenza di far ricadere nel medesimo ambito anche alcune esperienze artistiche che, negli stessi anni, ebbero luogo a New York negli Stati Uniti. Lesperienza dadaista americana nacque dallincontro di alcune notevoli personalit artistiche: il pittore francese Marcel Duchamp, il pittore e fotografo americano Man Ray, il pittore franco-spagnolo Francis Picabia e il gallerista americano Alfred Stieglitz.Ma la vita del movimento abbastanza breve. Del resto non poteva essere diversamente. La funzione principale del dadaismo era quello di distruggere una concezione oramai vecchia e desueta dellarte. E questa una funzione che svolge in maniera egregia, ma per poter divenire propositiva necessitava di una trasformazione, e ci avvenne tra il 1922 e il 1924, quando il dadaismo scomparve e nacque il surrealismo. La poetica del caso: il dadaismo rifiuta ogni atteggiamento razionale, e per poter continuare a produrre opere darte si affida ad un meccanismo ben preciso: la casualit. Il "caso", in seguito, trover diverse applicazioni in arte: lo useranno sia i surrealisti, per far emergere linconscio umano, sia gli espressionisti astratti, per giungere a nuove rappresentazioni del caos, come far Jackson Polloch con laction painting.Ma torniamo al dadaismo. In un suo scritto, il poeta Tristan Tzara descrive il modo dadaista di produrre una poesia. Il passo, che di seguito riportiamo, decisamente esplicativo del loro modo di procedere.Per fare un poema dadaista.Prendete un giornale. Prendete delle forbici. Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che contate di dare al vostro poema.Ritagliate larticolo. Ritagliate quindi con cura ognuna delle parole che formano questo articolo e mettetele in un sacco. Agitate piano.Tirate fuori quindi ogni ritaglio, uno dopo laltro, disponendoli nellordine in cui hanno lasciato il sacco.Copiate coscienziosamente. Il poema vi assomiglier.Ed eccovi "uno scrittore infinitamente originale e duna sensibilit affascinante, sebbene incompresa dalluomo della strada".In un suo passo Hans Arp afferma: La legge del caso, che racchiude in s tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita, pu essere conosciuta soltanto in un completo abbandono allinconscio. Io affermo che chi segue questa legge creer la vita vera e propria.Si capisce come il dadaismo non muore del tutto, ma si trasforma, in effetti, nel surrealismo, movimento, questultimo, che pu quasi considerarsi una naturale evoluzione del primo. I ready-made: Un notevole contributo dato alla definizione di una nuova estetica sono i readymade. Il termine indica opere realizzate con oggetti reali, non prodotti con finalit estetiche, e presentati come opere darte. In pratica i ready-made sono uninvenzione di Marcel Duchamp, il quale inventa anche il termine per definirli che in italiano significa approssimativamente gi fatti,

gi pronti.I ready-made nascono ancor prima del movimento dadaista, dato che il primo ready-made di Duchamp, la ruota di bicicletta, del 1913. Essi diventano, nellambito dellestetica dadaista, uno dei meccanismi di maggior dissacrazione dei concetti tradizionali di arte. Soprattutto quando Duchamp, nel 1917, propose uno dei suoi pi noti ready-made: fontana. In pratica, con i ready-made si ruppe il concetto per cui larte era il prodotto di una attivit manuale coltivata e ben finalizzata. Opera darte poteva essere qualsiasi cosa: posizione che aveva la sua conseguenza che nulla arte. Ma questa evidente tautologia era superata dal capire che, innanzitutto larte non deve separarsi altezzosamente dalla vita reale ma confondersi con questa, e che lopera dellartista non consiste nella sua abilit manuale, ma nelle idee che riesce a proporre. Infatti, il valore dei ready-made era solo nellidea. Abolendo qualsiasi significato o valore alla manualit dellartista, lartista, non pi colui che sa fare delle cose con le proprie mani, ma colui che sa proporre nuovi significati alle cose, anche per quelle gi esistenti.

"Manifesto del dadaismo"


del 1918, di Tristan Tzara: "Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovviet assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novit somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio. Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono n favorevole n contrario e non d spiegazioni perch detesto il buon senso. DADA non significa nulla. Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i negri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un arte per i neonati, per latri santoni, versione attuale di Gescheparlaaifanciulli, il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si pu costruire tutta la sensibilit su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo. L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che morta. Un'opera d'arte non mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimit. La critica inutile, non pu esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalit. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanit? Come si pu far ordine nel caos di questa informa entit infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perch non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare. Cos nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: Forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo. Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilit di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge pi (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento. Qualunque opera pittorica o plastica inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della

squallida favola dell'umanit .Un quadro l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realt di un mondo basato su altre condizioni e possibilit. Questo mondo non specificato, n definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore. La spontaneit dadaista. L'arte una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E' felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e imcomprese, una volta per tutte. La logica una complicazione. La logica sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c' un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo n progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA ; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA ; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA ; abolizione dei profeti: DADA ; abolizione del futuro: DADA ; fede assoluta irrefutabile inogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneit: DADA ." Dadaismo Il movimento dadaista nasce a Zurigo nel 1916 durante la prima guerra mondiale con la fondazione del caff letterario Cabaret Voltaire, in un periodo in cui nella citt pullulano rifugiati, disertori, antimilitaristi, critici e artisti di varia provenienza e rivoluzionari. I protagonisti principali del movimento sono il poeta Tristan Tzara, il pittore Janco (entrambi rumeni), lo scultore e pittore Arp, alsaziano, lo scrittore e filosofo Hugo Ball, tedesco, i francesi Picabia e Duchamp che entrano a far parte del gruppo zurighese nel 1918 quando viene pubblicato il manifesto programmatico del dadaismo. Al Cabaret Voltaire alcuni di questi artisti sono protagonisti di serate dedicate all'arte russa e francese, a canzoni, danze, poemi simultanei, musiche negre. Tra le avanguardie storiche del primo Novecento il dadaismo quello che a pi breve vita, per il suo grande valore quello di aver scardinato con la provocazione norme e valori tradizionali e aver preparato il terreno per altre esperienze, quali per esempio il surrealismo. E' infatti dal gruppo, Breton, Eluard, Aragon, che gravitava intorno la rivista Littrature e che aveva collaborato con Tzara, nasce il Surrealismo. Da questo momento in poi l'esperienza dadaista si pu ritenere conclusa. I "canoni" del dadaismo sono:1) L'importanza data al gioco, alla combinazione casuale, di parole e oggetti, al non senso (pare che il nome dada fu scelto per caso infilando un taglia carta in un dizionario tedescofrancese e prendendo la prima parola della pagina "dada", il quale significa un balbettio infantile senza senso che serve ad indicare qualsiasi oggetto). La conseguenza una svalutazione dell'attivit artistica.2) I dadaisti cercano di portare alla luce la contraddizione dell'arte all'interno della societ capitalistica (il processo di mercificazione cui l'arte sottoposta). Gli atti provocatori di Duchamp che presenta la merce come un opera d'arte (esempi sono il "Portabottiglie" del 1915 o "La Ruota di bicicletta" esposta in una mostra d'arte nel 1913) o presenta il gratuito e il non senso come attivit artistica (Duchamp dipinge dei baffi sulla Gioconda e firma il quadro come opera sua e Picabia tenta di legare una scimmia viva dentro una cornice vuota e poi esporla in una mostra collettiva), sono un esempio lampante della poetica dadaista. In una pagina dello scrittore Mario de Micheli spiegato chiaramente il valore storico-culturale e politico della poetica dadaista. "Anti-artistco, antiletterario, antipoetico dunque Dada. La sua volont di distruzione ha un bersaglio preciso, che in parte lo stesso bersaglio dell'espressionismo; ma i suoi mezzi sono ben pi radicali. Dada contro la bellezza eterna, contro le leggi della logica, contro l'immobilit del pensiero, contro la purezza dei concetti astratti, contro l'universale in genere. Esso invece per la sfrenata libert dell'individuo, per la spontaneit, per ci che immediato, attuale, aleatorio, per la cronaca contro l'atemporalit, per ci che spurio contro ci che puro, per la contraddizione, per il no dove gli altri dicono s e per il s dove gli altri dicono no, per l'anarchia contro l'ordine, per l'imperfezione contro la perfezione. Quindi, nel suo rigore negativo anche contro il modernismo, contro cio l'espressionismo, il cubismo, il futurismo, l'astrattismo, reputandoli in ultima analisi dei surrogati di quanto andato o sta per andare distrutto, cio dei nuovi punti di cristallizzazione dello spirito, il quale mai deve essere imprigionato nella camicia di forza di una regola, sia

pure nuova e diversa, ma sempre deve essere libero, disponibile, sciolto dal continuo movimento di se stesso nella continua invenzione della propria esistenza. Nessuna schiavit, neppure la schiavit di Dada su Dada. In ogni momento, per vivere, Dada deve distruggere Dada. Non esiste una libert fissata per sempre, ma un incessante dinamismo della libert, in cui essa vive negando continuamente se stessa. Il dadaismo quindi non tanto una tendenza artistico-letteraria, quanto una particolare disposizione dello spirito, l'atto estremo dell'antidogmatismo, che si serve di qualsiasi mezzo per condurre la sua battaglia. Il gesto quindi pi che l'opera interessa Dada; e il gesto pu essere compiuto in qualsiasi direzione del costume, della politica, dell'arte, dei rapporti. Una sola cosa importa: che tale gesto sia sempre una provocazione contro il cosiddetto buon senso, contro la morale, contro le regole, contro la legge; quindi lo scandalo lo strumento preferito dai dadaisti per esprimersi. Da questo punto di vista il dadaismo va anche oltre il significato o la semplice nozione di movimento per diventare un modo di vita. Il senso della sua aspra polemica contro l'Arte e la Letteratura con la maiuscola dev'essere visto proprio nel fatto che in esse, ipocritamente tese a cogliere "i valori eterni dello spirito" la vita era stata abolita, segregata. Dada era invece il desiderio acuto di trasformare in azione la poesia. Era insomma il tentativo pi esasperato di saldare la frattura tra arte e vita, di cui Van Gogh e Rimbaud avevano dato il primo drammatico annuncio. Molti elementi posticci ed esteriori si mescolarono sin da principio, ma non c' dubbio che tale il suo significato pi vero".[M. De Micheli, Le avanguardie artistiche del Novecento, Feltrinelli, Milano 1971, pp.156-157]

Grandi opere Dada. Fabrice Lefaix, Al Tempo dell'Occhio Cacodilato, Questa veste vi sta a meraviglia, ma una goccia del mio profumo sull'orlo vi render irresistibile (Paul Noiret), 10.

Al Tempo dell'Occhio Cacodilato


Panorama bio-icono-bibliografico dei sessanta firmatari di L'Occhio Cacodilato di Francis Picabia (1921)

DADA

Duchamp Nudo con scala

Arp paysage bucolique

Man Ray

I pi importanti artisti del movimento sono Arp, Picabia, Duchamp, Man Ray . Altri artisti avranno momenti di temperie dada nel corso della loro esperienza proveniente da altri ambiti culturali e diretta poi ad altri ancora; tra questi Grosz, Schwitters, Ernst . La portata culturale del movimento Dada, soprattutto per ci che signific l'opera di Duchamp per le successive generazioni (l'artista considerato il padre di tutte le esperienze concettuali del '900), fu tale che nell'ultima parte degli anni cinquanta molte premesse del movimento furono riprese dal New Dada conRauschenberg, Johns e Nevelson e dal Nouveau Realisme con Arman, Christo, Spoerri, Rotella.

Grosz

Max Ernest

La parola Dada viene trovata casualmente, forse sfogliando un dizionario francese ("dada" un'espressione spesso usata per giocattolo) e, proprio perch, citando le parole di Tristan Tzara, estensore dei manifesti del movimento, "Dada non significa nulla. Dada un prodotto della bocca", usata per designare quello che sar, pi che un movimento artistico omogeneo, uno spirito e un atteggiamento accomunante intellettuali di

diversa

estrazione

nei

confronti

del

fare

del

pensare

l'arte.

Questi poeti, critici, pittori, uniti nel rifiuto di ogni valore e modello della cultura tradizionale, si contraddistinguono comunque per l'estrema autonomia artistica e per l'impegno nel modificare radicalmente l'approccio mentale al prodotto artistico e a ci che di esso parte integrante: le figure dello stesso artista e del fruitore dell'opera d'arte, gli intermediari del mercato, delle istituzioni museali e della stampa. Seppure non si possa parlare di data ufficiale di nascita di Dada, alcune opere del 1913-14 di Marcel Duchamp e Francis Picabia preannunciano una situazione che si espliciter teoricamente nel 1918 con la redazione del primo manifesto Dada, dopo che nel 1916 l'apertura del Cabaret Voltaire a Parigi, animato da Tzara e dal regista teatrale Hugo Ball d l'impulso principale alla sua nascita. Oltre a Zurigo, patria adottiva dell'esule rumeno Tzara e di Hans Arp, altri centri propulsori delle diverse attivit gravitanti attorno all'universo dada sono Colonia, dove sono attivi Max Ernst e Arp; Berlino, sede del gruppo dada maggiormente impegnato in politica a cui aderisce anche Grosz; Hannover, dove lavora Kurt Schwitters e infine New York , in cui opera Man Ray in seguito al passaggio nella metropoli di Duchamp e Picabia. Sicuramente Zurigo il centro pi importante dei primi anni, sede propulsiva di vaste attivit espositive, musicali, teatrali ed editoriali di vasto respiro internazionale: il dadaismo infatti non investe soltanto il settore della ricerca visuale, ma si estende a tutti gli altri campi dell'attivit artistica in cui il contributo di musicisti come Erik Satie e poeti e letterati come Andr Breton, Louis Aragon, Jean Cocteau e Robert Desnos determinante per la nuova avanguardia.

La critica pi frequente al pensiero dada quella che gli contesta un atteggiamento nichilista, volto a distruggere ogni convenzione, senza per proporre alcunch di costruttivo, ma il Dadaismo, al di l delle manifestazioni esteriori di puro gusto provocatorio, cerca soprattutto di rifondare completamente, attraverso processi solo apparentemente distruttivi, un'arte e un'estetica che, lungi dall'essere sino a questo momento modificate radicalmente, rimangono sempre all'interno di un corso storico ampiamente accettato. L'espressione pi significativa del movimento si trova nell'opera di Marcel Duchamp, Man Ray, Kurt Schwitters, Francis Picabia e Max Ernst, che propongono attraverso il loro lavoro i cardini fondamentali attorno ai quali ruota tutta la provocazione dada, primo fra tutti il sovvertimento e la delegittimazione del linguaggio artistico convenzionale e tradizionale, con la conseguente ridefinizione del rapporto tra gli oggetti e le parole atte a definirli, ma anche l'ironia nei confronti delle regole e delle norme vigenti all'interno del sistema non solo artistico, nonch l'assunzione della casualit e dell'inconscio quali principali forze propulsive della creazione artistica, aspetto quest'ultimo che verr successivamente sviluppato in seguito dal surrealismo. A partire da questi assunti le opere dada adottano la combinazione di varie tecniche come il collage, l'assemblage, il fotomontaggio e in genere le soluzioni derivanti da un uso innovativo della fotografia che vive nel periodo dada un'intensa stagione creativa, con la presa di coscienza da parte degli artisti che tale tecnica, non pi solo strumento di riproduzione fedele della realt, diviene un mezzo per reinventarla e per materializzare efficacemente le intuizioni della mente attraverso l'uso di tecniche quali, oltre a quelle gi citate, la solarizzazioni e la sovrimpressione. Il francese Marcel Duchamp (1887-1968 / "Fontana", 1917; "Ruota di bicicletta") dopo una prima esperienza cubo-futurista, lega il suo nome all'invenzione del "ready -made", opera d'arte costituita semplicemente da oggetti comuni e banali prelevati dalla quotidianit, oggetti appunto "gi fatti" e collocati in un altro contesto, quello artistico, senza alcun intervento aggiuntivo da parte dell'artista, all'interno di altre e diverse

Long Term Parking

The King and the Queen

Francis Picabia

regole

di

percezione

di

interpretazione.

In seguito divenute celeberrime e assunte a simbolo della contemporaneit sono la "Ruota di bicicletta", lo "Scolabottiglie", l'"orinatoio" esposto con il titolo "Fontana", l'ampolla contenente aria di Parigi. Al di l dell'intento provocatorio queste opere rappresentano il tentativo di attuare uno spiazzamento nei rapporti tra un oggetto, il suo luogo e le sue funzioni, ricollocandolo all'interno di un ambito in cui vigono altre regole, quelle estetiche, a loro volta sovvertite dall'ingresso di tali oggetti nella loro sfera di competenza. L'opera di Duchamp"La Sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche", conosciuta come "Il grande vetro"1915-1923, un'opera di lunghissima gestazione a cui lavora a partire dal 1915 e che comunque lascer incompiuta. Essa rappresenta l'approdo e la conclusione dell'intera ricerca duchampiana: di non facile decifrabilit, oltre alla novit della scelta del vetro come supporto, che permette all'opera di comprendere in s l'ambiente in cui collocata, documenta da un lato il tentativo ironico di assimilare l'uomo alla macchina e dall'altro l'interesse dell'artista per la tradizione alchemica ed ermetica. Pur percorrendo una strada diversa da quella di Duchamp, un altro importante artista del movimento

dada, Francis Picabia (1979-1953 / "Very rare picture on the Earth",

1915; Parata amorosa", 1917; "Idillio", 1925; "Il sole nella pittura", 1945) afferma anch'egli che ogni valore artistico ed estetico conferito ad un'opera d'arte determinato unicamente dall'impegno intellettuale e dal pensiero che sottende alla sua creazione e dalle reazioni che essa in grado di provocare negli spettatori. Perfettamente aderente a questo pensiero l'opera "L'il cocodylate"

del 1921, costituito unicamente dalle frasi e dalle firme dei rispettivi autori, persone amiche dell'artista, poste su di una tela su cui campeggia, unico elemento, un occhio; il lavoro, dunque di Picabia, in quanto suo ideatore e promotore, malgrado non possa essergli attribuita la realizzazione

materiale. La sua produzione artistica principalmente basata sull'inserzione di elementi derivanti dal mito delle macchine, viste in chiave simbolica, e del disegno industriale. Proveniente da precedenti esperienze artistiche in ambiti prima impressionisti e poi cubisti sino ai margini del Fauve e del Cubismo orfico, Picabia animatore in un primo momento del gruppo dada di New York e successivamente di quello parigino, sempre contraddistinguendosi per la totale autonomia del proprio fare che lo porter negli anni Trenta al ritorno ad una figurazione di non facile interpretazione. Man Ray (1890-1976) l'esponente del Dada newyorkese fino al 1921, anno in cui si trasferisce a Parigi. A New York si dedica alla sperimentazione di nuove tecniche esecutive costruendo e fotografando oggetti astratti o fantastici, ottenuti con l'accostamento e il montaggio di oggetti preesistenti. Nell'opera "L'enigma di Isidore Ducasse" del 1920 l'oggetto, sconosciuto, avvolto da un telo e legato, realizzato solo in funzione della riproduzione fotografica: esso dunque scompare, lasciando di s solo l'immagine, riproducibile all'infinito e non per questo variabile di significato. A Parigi Man Ray perfeziona la tecnica della fotografia senza fotocamera, risolta attraverso il contatto degli oggetti e la carta sensibilizzata, in cui rimangono ombre, tracce immateriali, i famosi "rayographs". Vicino anche al gruppo surrealista, Man Ray, incarnando perfettamente la personalit dell'artista d'avanguardia poliedrico, che scavalca i confini disciplinari per affermare la pari dignit di ogni espressione artistica, allarga con successo le sue esperienze anche alla pittura e alla regia cinematografica.

I Merzbildern di Kurt Schwitters (1887-1948 / "Merzbild 25A - La costellazione", 1920; "Quadro Merz con cerchio verde", 1926) testimoniano con i ready-mades e rayographs lo stretto rapporto dell'esperienza dadaista con gli oggetti; le opere-oggetto dell'artista tedesco sono costituite da diversi elementi tra i pi disparati, casualmente tratti dalla quotidianit, assemblati su tavole su cui poi Schwitters interviene pittoricamente. La stessa parola "Merz" un frammento di "Kommerz" presente in un ritaglio di giornale da lui usato per un collage, intitolato appunto "Merzbild". In questo modo l'artista cerca di riscattare esteticamente una quotidianit fatta di oggetti di scarto, detriti che entrano a far parte dell'opera d'arte al pari delle componenti tradizionali del quadro, dichiarando allo stesso tempo il rifiuto di quella pittura gradevole che la tradizione accademica afferma ancora. Scrittore, oltre che artista, Kurt Schwitters collabora alla rivista "Der Sturm", prima di fondare egli stesso la rivista "Merz". Opera importante di questo artista, andata distrutta nel corso della guerra, un ambiente, "Merzbau", realizzato all'interno di un appartamento, anticipazione delle innumerevoli installazioni degli anni a venire.

centro@centroarte.com

Picabia mentre presenta il suo quadro Danse de Saint-

(nel 1920, distrutto e poi di nuovo realizzato con il titoloTabat-Rat nel 1946-49 circa) al Salon des Indpendants (febbraio 1922).
Guy

In seguito ai rimproveri avanzati da un giornalista perspicace che scopr che Les Yeux chauds di Picabia erano stati composti partendo da un disegno industriale di una turbina, Picabia credette bene di reagire rapidamente a quest'attacco frontale sulle colonne di Comdia (23 novembre 1921), diretto allora dal suo amico Georges Casella (altro firmatario di Lil Cacodylate). Dopo una breve digressione [1] orientata sul ruolo della scelta dell'artista nella creazione di un'opera- argomento centrale in DuchampPicabia tiene un discorso pi generale e consegna una breve testimonianza sull'Occhio Cacodilato: [...] I miei quadri passano per delle opere poco serie, perch sono fatte senza la reticenza della speculazione e perch vi lavoro divertendomi cos come si fa dello sport. Vedete, la noia la peggiore delle malattie e la mia grande disperazione sarebbe proprio di essere preso sul serio, di diventare un grande uomo, un maestro, un uomo di spirito che si invita a parlare delle sue decorazioni, delle sue relazioni e perch fa tendenza durante i pranzi, in cui le persone che mangiano molto sono delle persone che non hanno noente nel ventre! Vedete ci che intendo dire, l'artista-ministro, l'artista-deputato! Ora, io, l'ho scritto spesso, non sono nulla, sono Francis Picabia che ha firmato Lil Cacodylate, in compagnia di molte altre persone che hanno anche spinto l'amabilit sino a scrivere un pensierino sulla tela! Questa tela stata terminata, quando non c'era pi spazio su di essa e trovo che questo quadro sia molto bello e molto piacevole a vedersi e di una graziosa armonia, forse perch tutti i miei amici sono un po' artisti! Mi hanno detto che stavo per compromettermi e compromettere i

miei amici, mi hanno anche detto che non era un quadro. Dico che non c' niente di compromettente se, forse, se non compromettersi; e penso che un ventaglio ricoperto di autografi non diventa un samovar! per questo che il mio quadro, che incorniciato, fatto per essere appeso al muro e guardato, non pu essere altra cosa che un quadro [...]. 1 [...] Il pittore fa una scelta, poi imita la sua scelta la cui deformazione costituisce l'Arte; la scelta, perch non lo firma semplicemente, invece di fare la scimmia di fronte ad essa? Vi sono gi molti quadri accumulati e la firma approvativa di artisti, unicamente approvatori, darebbe un nuovo valore alle opere d'arte destinate al mercantilismo moderno [...].
Sotto potete vedere come da semplici oggetti molto comuni, questi artisti davano una nuova vita, rendendoli vere e proprie opere d arte da mostrare a chiunque (Ruota di bicicletta di Marcel Duchamp del 1964, la prima versione risale al 1913).

(sotto opera intitolata Cadeau di Man Ray del 1921, ferro da stiro con chiodi).

Caratteristica anche la produzione di Francis Picabia (1879-1953), che dipinge ingranaggi e attribuisce alle sue opere titoli molto ironici e privi di senso, in modo da fuorviare l attento osservatore (vedi sotto particolare di La fille ne sans mre del 1916-1918 di Francis Picabia, acquerello con pittura metallizzata e olio su cartone).

Codice: 0122211 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Ruota di bicicletta (1951 da un originale perduto del 1913) Genere: Ready Made Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

Codice: 0122013 Artista: Man Ray (1890-1976) Titolo: Regalo (Cadeau), 1958 ca. (replica dell'originale del 1921) Genere: Ready Made Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

Diri tti e restri zi oni Diri tti e restri zi oni

Codice: 0121995 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Collage disposto secondo le leggi del caso, 1916-17 Genere: Collage Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: A183211 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, o Il grande vetro, 1915-23 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art Filadelfia Dettagli Immagine disponibile solo in Europa
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Codice: A180545 Artista: Man Ray (1890-1976) Titolo: Marcel Duchamp come Rrose Selavy, 1920-21 ca. Genere: Fotografia Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art Filadelfia Dettagli Immagine disponibile

Codice: 0121153 Artista: Man Ray (1890-1976) Titolo: Oggetto indistruttibile (o Oggetto da distruggere), 1964 (replica dell'originale del 1923) Genere: Assemblage Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: 0120901 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Il passaggio dalla Vergine alla Sposa, 1912 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: 0122027 Artista: Picabia, Francis (Martinez Picabia, Francois, 1879-1953) Titolo: Movimento Dada, 1919 Genere: Disegno Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: A186387 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Scolabottiglie, 1961 (replica dell'originale del 1914) Genere: Ready Made Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art Filadelfia

Codice: 0121517 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Quadrati disposti secondo le leggi del caso, 1917 Genere: Collage Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York

Codice: 0125726 Artista: Grosz George (1893-1959) Titolo: Il detenuto: il meccanico John Heartfield dopo il tentativo di Franz Jung di farlo alzare in piedi, 1920 Genere: Collage Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: 0125815 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Semisfera rotante (ottica di precisione), Parigi, 1925 Genere: Ready Made Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York

Codice: 0132154 Artista: Doesburg, Theo van (1883-1931) e Schwitters, Kurt (1887-1948) Titolo: Kleine Dada Soiree, 1922 Genere: Stampa Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagl

Codice: A186376 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Il re e la regina circondati da nudi veloci, 1912 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art Filadelfia Dettagli

Codice: A346994 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, o Il grande vetro, 1915-23. Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art FiladelphiA

Codice: 0143563 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Oiseaux dans un aquarium (Uccelli in un acquario), 1920 ca Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York

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Codice: 0121121 Artista: Man Ray (1890-1976) Titolo: Duchamp ''Ready Made'' (New York, 1914) Genere: Fotografia Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

Codice: 0121492 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Concrezione umana, 1935 Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York

Dettagli

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Codice: 0133907 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Objets places d'apres la loi du hasard (Oggetti disposti secondo la legge del caso), 1930 Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York

Codice: 0143564 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Montagna, tavolo, ancore e ombelico, 1925 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: 0133586 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Le lacrime di Enak (Forme terrestri), 1917 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York

Codice: 0037293 Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Concretion humaine, 1934 Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Musee National d'Art Moderne - Centre Pompidou Parigi Dettagli

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Codice: 0061838 Artista: Tzara Tristan (1896-1963) Titolo: Ritratto di Tristan Tzara 1928 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Coll. Schwarz Milano Dettagli

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Codice: A186377 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Macinatrice di cioccolato (n. 1), 1913 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art Filadelfia Dettagli Immagine disponibile solo in Europa
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Codice: 0127724 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: La sposa messa a nudo dai suoi stessi scapoli (La scatola verde), 1934 Genere: Stampa Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: 0121398 Artista: Boix Richard (1942-) Titolo: Da-Da (Gruppo Dada di New York 1921) Genere: Disegno Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: 0148991 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: En prevision du bras casse' (In previsione del braccio rotto), 1964 (quarta versione, replica dell'originale del Novembre 1915) Genere: Ready Made Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

Codice: 0133908 Artista: Taeuber-Arp Sophie (1889-1943) Titolo: Tete Dada (Testa Dada), 1920 Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: B179559 Artista: Picasso, Pablo (1881-1973) Titolo: Il bicchiere di assenzio, 1914 Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Nationalgalerie, Museum Berggruen, Staatliche Museen zu Berlin Berlino Dettagli

Codice: 0148992 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: En prevision du bras casse' (In previsione del braccio rotto), 1964 (quarta versione, replica dell'originale del Novembre 1915) Genere: Ready Made Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New Yo

Codice: 0133910 Artista: Taeuber-Arp Sophie (1889-1943) Titolo: Tete Dada (Testa Dada), 1920 Genere: Scultura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Museum of Modern Art (MoMA) New York Dettagli

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Codice: B006225 Artista: ******** Titolo: 'Der DaDa', frontespizio. Prima edizione. Editore Raoul Hausmann, Berlino, 1919. Genere: Stampa Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Staatsbibliothek zu Berlin Berlino D

Codice: B006221 Artista: Hausmann Raoul (1886-1971) Titolo: 'Der DaDa' n2, 1919. Frontespizio, II edizione, berlino, 1919. Genere: Stampa Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Staatsbibliothek zu Berlin Berlino Dettagli

Codice: A322131 Artista: Duchamp Marcel (1887-1968) Titolo: Macinatrice di cioccolato (n. 2), 1914 Genere: Pittura Periodo/Stile: Dada Ubicazione: Philadelphia Museum of Art Filadelfia Dettagli

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