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28.1.

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ITALIA DOPO LA GUERRA
La situazione è durissima come ogni paese dopo la guerra mondiale.
Quello che deve attraversare è la Riconversione industriale cioè il fatto che per 4 anni la maggior
parte delle industrie aveva prodotto cose utili alla guerra non si riesce a tornare all’istante a
produrre cose utili in tempo di pace, ci vuole del tempo a tornare a produrre cose utili per la pace.

6.2.14
Dopo la prima guerra mondiale in buona parte dei paese la situazione è difficilissima. Partiamo
dall’Italia.
C’è una difficoltà della riconversione industriale cioè buona parte delle industrie avevano
convertito la produzione a produzione bellica cioè che buona parte dell’industrie producevano
materiale per il conflitto. Quando la guerra finisce c’è bisogno la produzione di altri beni e questo
non può avvenire un giorno con l’altro.
Un’altra grande difficoltà è il reinserimento dei reduci di guerra gente che dal 15 al 18 è stata in
trincea a morire per la patria a subire danni anche psicologici (Freud formula il suo pensiero dopo
aver lavorato con i reduci di guerra a formulare la teoria che nell’uomo c’è un impulso anche alla
morta). Questi reduci di guerra sono stati per 4 anni della loro vita a vedere la morte nelle trincee
a vedere i compagni morire in condizioni igieniche insistenti a uccidere uomini cose che non
avrebbero mai fatto hanno assistito a una carneficina, non pochi i problemi psicologici dei reduci di
guerra. Questi uomini per 4 anni sono stati a logorarsi in una trincea. Il loro reinserimento è un
problema perché a questi qui che hanno dato per 4 anni tutto per la patria, perdendo anche la
lucidità, si trovano in situazioni in cui hanno dato la vita e non hanno lavoro. A questi uomini come
al solito dopo Caporetto avevano in promessa le terre tornano a casa pensando che avrebbero
avuto in dono una nuova terra, tornano a casa e non solo non hanno le nuove terre e in più magari
non hanno più la propria casa in quanto erano state vendute per avere soldi per vivere. Questi qui
sono distrutti hanno combattuto per 4 anni per uno stato e tornano a casa e lo stato per cui hai
combattuto non ti aiuta non ti tutela.
Più la spagnola
Ci sono tante cose che rendono una situazione difficile.
Situazione difficilissima.
In più c’è una delusione estrema per una vittoria mutilata in quanto erano state promesse delle
terre in più alle terre irredenti e invece quelle terre non vengono date.
La situazione è molto difficile, le perdite, i morti vengono ricompensati con medaglie.
Queste situazioni creano una situazione difficile con un grande malcontento e in poco tempo i
afferma un potentissimo nazionalismo con una propaganda di gente che vuole ancora lottare per il
prestigio del proprio paese che non si arrende difronte alla vittoria mutilata. Questo si intreccia
con l’individuazione di alcuni capri espiatori.
L’odio di questi reduci viene andato contro i Pescicani coloro che hanno trovato un modo per non
andare in guerra, arricchendosi anche. Questi vengono chiamati Pescicani. L’odio di buona parte
dei reduci è rivolto contro i Pescicani.
Situazione difficilissima.
A livello politico c’è un disastro: governi che saltano, economicamente pure.
Quindi coloro che hanno un temperamento più forte danno voce al malcontento uno di questi è
D’Annunzio che nel 1919 con degli uomini prende va a Fiume e la occupa, non trova molta
resistenza e di si nomina Fiume italiana. Il governo non sa cosa fare perché quasi non c’era un
governo gli altri stati si preoccupano perché c’era appena stata la guerra, ma il governo debole
non sa cosa fare.

MUSSOLINI
Un altro uomo che dà voce al mal contento è Benito Mussolini uomo importantissimo per il partito
socialista. Poco prima della guerra lui aveva iniziato a maturare convinzioni nazionaliste aveva
iniziato a credere nella grandezza dello stato italiano. Nazionalismo è contro socialismo perché nel
socialismo ci si unisce tutti il nazionalismo afferma il proprio stato. In più perché era diventato
nazionalista era a favore della guerra e per questo viene escluso dai socialisti e così crea un nuovo
giornale “il popolo d’Italia”
Un uomo affascinante.
L’ideologia di mussolini: Fascista.
In questi anni viene fuori l’ideologia fasciata.
Spesso si afferma che Mussolini Hitler: destra
Lenin Stalin: sinistra
Sbagliato!!!
Mussolini e Hitler convinti di compiere una rivoluzione migliore di quella russa, sono
estremamente rivoluzionari Mussolini arriva dal massimalismo e non lo abbandona. Hanno in
mente di fare una rivoluzione più vera di quella del comunismo, ma sempre rivoluzione è. Se il
comunismo la voleva per abolire le classi sociali, invece l’obbiettivo di Mussolini e Hitler è di fare
una rivoluzione che porti alla grandezza della patria. Sono tutti rivoluzionari con obbiettivi diversi
uno elimina le classi l’altra afferma la nazione, ma cmq sono rivoluzionari.
Mussolini il suo ha un ideologia rivoluzionario con obbiettivo di fare grande l’Italia come al tempo
di Roma (rintrodotto il saluto romano)
1919 Mussolini crea un movimento chiamato i fasci di combattimento.
Fasci: termine usato, richiama all’antica Roma. Si dice che a Roma per spiegare l’importanza
dell’unita il padre faceva spezzare dei bastoni e li univa come un fascio cioè il fascio è l’emblema
dell’unione.
È un movimento che viene seguito da molte persone che sono o reduci di guerra, o grandi
industriali che stanno perdendo lavoro, o grandi proprietari terrieri che non sanno come portare
aventi i propri cambi. 1919/1920 sono gli anni in cui scoppiano molte ribellioni, occupazione delle
terre delle fabbriche perché c’è un mal contento e perché ai vertici del partito socialista si capisce
che questa situazione può portare alla rivoluzione. Il Biennio Rosso. Si pensa che è il momento per
la rivoluzione. I grandi industriali che già sono in difficolta per l’economia in più hanno le industrie
e le terre occupate, vanno a confluire in questo movimento che si propone di lottare per la
grandezza dello stato italiano.
All’interno dei fasci di combattimento a essere attive sono le bande d’azione: bande di ragazzotti
che si vestono di nero come gli arditi (reparto dell’esercito che faceva le cose più pericolose)
questo sono i gruppi più attivi. Le squadre di azione in particolare menano le mani violenza pura.
Iniziano, quindi, esserci scontri violenti tra la gente che era arrabbiata e vuole sfogarla. La sede del
partito socialista viene fatta saltare. C’è un clima di odio fortissimo. Gli squadristi non solo
picchiavano ma in più facevano bere l’olio di ricini.
Nel 1919 viene fondato il movimento dei fasci di combattimento.
Si propone:
- NAZZIONALIZZAZIONE DELLE FABBRICHE
- ESPROPRIAZIONE DEI BENI NON USATI PER IL BENE DEL PAESE
- ESPROPRIAZIONE DEI SERVIZZI DI PUBBLICA UTILITA
Sono ideali socialisti con obbiettivo la grandezza dello stato, un socialismo nazionale.
Viene formato 1919 il partito popolare italiano (PPI)fondato da Don Luigi Sturzo un partito di
cattolici. I motivi del no expedit sono decaduti dimostra come questo non fosse qualcosa di
dogmatico, ma che era un indicazione di massa. I cattolici da ora si candidano alle elezioni.
1919 anno in cui occorre fare elezione del parlamento, le ultime elezioni erano state nel 1913 con
Giolitti perché in guerra non si vota.
Sono delle elezioni che si svolgono in modo nuovo:
- Sistema proporzionale, mentre prima era un sistema maggioritario uninominale.
- Si svolgono a suffragio universale maschile.
Si presenta a queste elezioni:
- PPI: partito popolari italiano
- PSI: partito socialista italiano
- MOLTI MOVIMENTI LIBERALI
Il movimento de i fasci di combattimento no.
In tanto D’Annunzio occupa.
La camera ha 40% liberali 30% socialista 20%popolari. Difficile le alleanze.
10.2.14
Elezioni del 1919 sono le prime dopo l guerra con un suffragio universale maschile proporzionale.
Esce una camera molto complessa come gestione perché ci sono 40% liberali, non partito ma delle
liste che collaborano,30% socialisti, 20%popolari del partito popolare guidato da don Lugi Sturzo.
Niente può essere più difficile che una situazione così, i liberali hanno una certa idea politica e
religiosa; ci sono i popolari che sono cattolici; e poi i socialisti che prendono le distanze dai governi
liberali e sono l’opposto del credo cristiano. Occorre fare delle coalizioni.
Sturzo e Turati intelligentissimi cercano di prendere dei contatti tra di loro, ma il problema è che
quello che viene recepito nei due partiti è quello di fare come il patto con il diavolo sono partiti in
unibili quindi la collaborazione fallisce. Si crea un governo con una collaborazione fragilissima tra
liberali e popolari stampo liberale con appoggio popolare. Non ci sono punti in comune per cui il
governo è fragilissimo. Crolla si ristabilisce, ma di fatto dal 1919 al 1921 ci sono governi liberali con
appoggio popolare molto fragile che cade e si ristabilisce.
Oltre a tutti i problemi del dopo guerra la buona part della popolazione è in ginocchio c’è un
grande mal contento c’è una grande disoccupazione, sempre più frequentemente ci sono scioperi
ci sono i socialisti che vorrebbero la rivoluzione e le squadre di azione che picchiano e in più il
governo è fragile.
Anche all’interno del partito socialista si fa sempre più forte la contradizione ideologica sempre ci
sono due parti. Difronte a ciò i massimalisti hanno in mente che questo è il momento per far
scoppiare una rivoluzione in Italia seguendo i modelli della Russia i grandi leader sono: Togliatti,
Gramsci, Bordiga. Sono convinti e entusiasti perché il caos nella società è il luogo ideale per la
rivoluzione. Dall’altra parte i minimalisti con Turati sono dell’idea che occorre aiutare l’Italia che è
già in ginocchio.
A partire dal 1919 inizia il Biennio rosso, non solo in Italia ma in gran parte dell’Europa. Sono due
anni rossi cioè due anni intensissimi di scioperi, manifestazioni, occupazione che si rifanno
all’ideologia comunista, sono pesantissimi e questi due anni sono anni in cui quanto più si fa acuta
la protesta Comunista tanto più si fa dura la guerra civile tra questi e la squadre d’azione il clima
era da guerra civile.
È un’occupazione sia di fabbriche nel triangolo industriale, ma anche occupazione di terreni
perché queste ribellioni tiravano dietro tutta la gente che dopo la guerra era mal contenta perché
non aveva più casa e le terre.
Se blocchi un’industria porti dei problemi al paese, ma è più grave l’occupazione delle terre perché
se occupi le terre perché se ripercussioni sono più gravi perché quando torni a lavorare non hai più
niente. Se non mungi le vacche muoiono se non raccogli il raccolto marcisce. Le ripercussioni del
blocco del settore primario è gravissimo e gli ispiratori erano comunisti ma poi li attua la gente
comune che spera di cambiare la situazione. I massimalisti spingano perché questi fenomeni si
possano ampliare ancora di più per 2 anni ci sono fenomeni di questo genere che sono
frequentissimi, significa dare il colpo di grazia a un’economia già in ginocchio. Difronte a questo il
governo non riesce a prendere una posizione perché fragile.
Nel 1921 si tenta di arginare queste ribellioni arrivando a promettere contratti di lavoro questo da
parte del governo. I massimalisti difronte a questo reagiscono malissimo perché speravano nella
ribellione, invece il governo concorda nuovi contratti di lavoro.
Nel gennaio del 1921 in un congresso del partito socialista a Livorno l’ala massimalista esce si
stacca dal partito socialista capitanata dal Gramsci e fonda il partito comunista, nasce un nuovo
soggetto politico.
1919 1920 1921 tre anni in cui ne succedono di tutti i colori
1919:
- Fasci di combattimento
- Elezioni
- Fiume
- Iniziano proteste per il biennio rosso
- Partito popolare
1920
- Biennio rosso
1921
- Partito comunista

Durante gli anni del biennio rosso il movimento dei fasci di combattimento sceglie di trasformare il
movimento in partito: nasce il partito fascista. Mussolini sceglie di far diventare il movimento in
partito.
Da un lato ci sono i comunisti, massimalisti, la gente che con ribellione mettono in ginocchio
l’economia italiana con l’idea della rivoluzione, dall’altro lato le camicie nere intervengono con la
forza con l’obbiettivo e lo splendore della grandezza dell’Itala e quindi i fascisti si schiereranno e
verranno chiamati per intervenire. I soggetti in più in crisi in questi anni sono gli imprenditori. In
questi anni le squadre d’azione arrivassero in soccorso degli imprenditori contro cui stava
divampando la protesta socialista. L’idea era da un lato i socialisti i comunisti che guardando a
Lenin portano avanti la rivoluzione, dall’altra le squadre d’azione che vogliono riportare l’ordine.
Questo significa che le squadre d’azioni vengono viste bene dagli imprenditori e Mussolini si rede
conto che questa Classe sociale è grande e può appoggiare il fascismo. Già aveva buona parte dei
nazionalisti, di buona parte dei reduci di guerra e ora anche di buona parte degli imprenditori.
Questa porta mussolini a capire che conviene far fare un salto al suo movimento dei fasci di
combattimento, conviene organizzare in un modo più strutturo ovvero renderlo un partito
abbandonare una componente più rivoluzionaria cioè abbandonare che l’idea che l’unico scopo sia
menare, ma darsi un ordine per far parte della politica italiana dal momento che ha il consenso di
molta parte della società italiana. Molte queste squadre d’azioni si sentono tradite perché molte
volevano solo menare. Ora che mussolini ha visto come sono andate le cose il tipo di programma
che da al suo partito abbandona gli ideali socialisti che erano presenti nel programma del
movimento. Tutta la matrice socialista presente nel movimento viene abbandonata nel
programma del partito fascista.
Mussolini fin dall’inizio non aveva in mente dove voleva andare, mussolini non ha in mente quali
passi avrebbe dovuto fare. Questo detto ora è proprio un esempio e continuerà a cambiare.
Questo fa capire che c’è un obbiettivo: Italia grande. Come fare lo imparano passo per passo
vedendo come vanno le cose prima osserva poi agisce.
Ad un certo punto il re Vittorio Emanuele III capisce che la situazione è complessa per cui conviene
ricorrere a Giolitti. Il re può incaricare uno di fare i governo.
Giolitti tenta di risolvere la situazione e è lui che porta avanti trattative che portano agli aiuti di
contratti (siamo nel 19 20 21) colui che aveva riorganizzato e dare dei buoni contratti, ma la
risposta è la fondazione del partito comunista.
Nel 1921 Giolitti come era sua usanza fare capisce che la camera con cui collabora non è
eterogenea per cui scioglie le camere e indice le nuove elezioni in cui non solo la camera è più o
meno uguale a prima ma in più alle elezioni si sono presentati anche i fascisti e anche i comunisti
cioè nessuno non riesce proprio a collaborare è ancora peggio. Tutto è ancora più difficile.
Si sta creano la situazione perfetta perché mussolini possa prendere il potere. Giolitti capisce che
questa camera è ingovernabile per cui si dimette e quindi crolla il governo il risultato è che si cerca
di rimediare nessuno ha il coraggio e la camera è uguale in piazza la situazione è sempre più
complicata, mussolini si convince che questo è il momento giusto per fare un passo decisivo.
Capisce che il governo è inesistente tante persone lo seguono molti sono scontenti il re non sa più
cosa fare, mussolini osserva la situazione e arriva a convincersi che è arrivato il momento di
giocarsi
Lui e i suoi organizzano una manifestazione nell’ottobre del 1922 che prende il nome di Marcia su
Roma in cui si organizza che tutti i fascisti in Italia si danno appuntamento in 4 zone fuori Roma il
28 ottobre e da questi 4 versi tutti devono marciare su Roma vestiti di nero per chiedere al re di
dare il governo a Mussolini. Mussolini resta a Milano così da poter sfuggire in svizzera.
Importante il ruolo del re. Il primo ministro, Facta, cerca di opporsi e chiede al re di far intervenire
l’esercito a cui capo c’è l’esercito chiede di far firmare un entrata dell’esercito il re non firma e
quindi vuol dire che il re consente alla Marcia su Roma. Convoca mussolini e gli da il compito di
fare il governo. Il modo con cui mussolini prende il potere è come quello di Giolitti e è
costituzionale per lo Statuto Albertino.
Questo fatto è un punto che portano i politici italiani a voler cambiare la costituzione in cui si
danno dei blocchi per non fare un nuovo governo dittatoriale come quello di mussolini. Mussolini
istaura con tappe costituzionale una dittatura, prende provvedimenti tutti costituzionale per cui si
cambierà la costruzione che ostacoli una dittatura.
Mussolini all’inizio non sa bene cosa fare, per un anno e mezzo osserva la situazione non instaura
subito una dittatura, per un anno e mezzo governa in modo autoritario rispettando la struttura
giuridica del pese mantenendo una libertà di parola, pensiero. Osserva. Non ha subito lo scopo
della dittatura. Quando capirà che nessuno lo può contrastare istaura la sua dittatura.
11.2.14
Marcia su Roma ottobre 1922. L’esito era incerto e è positivo il primo ministro vuole far
intervenire l’esercito vittorio Emanuele non fa intervenire e convoca mussolini e gli da il compito di
fare il governo. Dal 1922 mussolini è il primo ministro in Italia.
Inizialmente si guarda intorno e istaura un governo autoritario, ma cmq non istaura subito una
dittatura per cui governa con un dialogo parlamentare, non c’è un controllo sulla stampa. Questo
fa capire che mussolini non avevo già un progetto.
Nel 1923 sceglie di trasformare le sue squadre d’azioni in Milizia volontaria per la sicurezza della
nazione significa che non vuole che rimangano un qualcosa di non istituzionale, le inquadra. Fa
questo perché molti squadristi erano delusi della posizione istituzionale che aveva preso il
movimento perché era diventato partito. Per tenerle sotto controllo conviene dare un ruolo
istituzionale se no il rischio era che queste deluse andassero aventi a fare le mine impazzite senza
più neanch seguire le sue direttive. Perché se loro ora che lui era diventato primo ministro, se loro
fossero andate aventi così ne sarebbe andata anche della sua fama. Gli affida questo incarico, e
cmq qualcuno non d’accordo, ma questo riduce i casini rivoluzionari. Non facevano nulla di illegale
anche se cmq non ufficialmente non lo facevano. Questo è un altro fatto evidente che testimonia
che mussolini volta per volta cerca di capire cosa è meglio fare.
All’inizio proprio perché mussolini non sapeva dove andare a parare il tipo di politica economica
del suo governo è di tipo liberista. Una politica economica liberista in tanti casi non va incontro ai
grandi capitalisti che si aspettavano una tutela da parte dello stato. Il tipo di politica economica
iniziale è di stampo liberista. La sa politica economica cambia di volta in volta. Era di stampo
liberista e è interessante per far vedere che non è così corretto dire fascismo=destra ma è più
complesso. Molti capitalisti rimangono scontenti
1923 riforma Gentile. Gentile è il firmatario che ha un tipo di orientamento intellettuale che fa suo
il pensiero hegeliano. Nel 1923 lavora e conclude la riforma della scuola. È una riforma che fa
nascere e da un volto lineato al liceo. L’idea di liceo odierna nasce con la riforma gentile nel 1923.
Era una scuola molto elitaria, non tutti potevano andare bisognava avere certe capacità
intellettuali e economica. In questa riforma emerge un ruolo importante per lo studio della
preparazione umanistica si prevede che in tutte le aule ci fosse il Crocifisso e che fosse obbligatorio
l’insegnamento della religione cattolica alle scuole elementari, poi no. Si rifà figure dello spirito di
Hegel dove la religione c’è ma deve essere superata è un passaggio perché nella religione lo spirito
si contraddice.
1923 introduce la svolta mussolini capisce che governare con la camera che c’era era molto
difficile per cui pensa che delle nuove elezione portasse a una camera più facile da gestire.
Viene introdotta una nuova legge elettorale Legge Acervo che introduce un nuovo sistema
elettorale proporzionale con il premio di maggioranza. Significa che ci saranno le elezioni e che la
lista che renderà almeno il 25% di voti avrà il diritto al 65% dei seggi. Questo anche per facilitare
una stabilità della camera e poi per il suo partito per facilitare.
Per facilitare questo organizza il Listone. La lista che presenta è una lista in cui non sono presenti
solo esponenti fascisti ma viene chiesto a tutti quelli che sono d’accordo con lui di entrare a far
parte della lista, è aperta a tutti coloro che sono disposti a collaborare con lui.
13.2.14
La legge elettorale è del 1923 e le elezioni avvengono nel 1924.
Si devono svolgere queste elezioni e mussolini organizza il listine. Il listone è una lista che include
una serie di esponenti di diversi esponenti politici che iniziano a collaborare e sarà questa lista a
presentarsi alle elezioni.
Le elezioni si svolgono nell’aprile del 1924 si svolgono in un clima di intimidazione es: fuori dai
seggi ci sono le camicie nere, gli anti fascisti non possono votare.
Il listone stravince l’elezione e prende oltre il 65% dei voti significa che il parlamento che si sta
creando ha almeno il 65% dei seggi occupati da esponenti del listone cioè gente che collabora con
mussolini.
Iniziano i lavori parlamentari nel maggio del 1924 si riunisce il parlamento. Il capo dei socialisti:
Matteotti prende la parola e chiede che le elezioni vengano invalidate per il clima di violenza in cui
si sono svolte. Mussolini difronte a questa presa di posizioni imprevista inizialmente non sa come
fare e temporeggia per vedere come va avanti. Questo discorso non rimane chiuso in parlamento,
ma lo sa tutto il paese che nella prima seduta Matteotti ha chiesto di invalidare le elezioni e tutti
aspettano di sapere il re e il parlamento come decidono.
Alcune squadre fasciste, credendo di interpretare il volere di Mussolini, nel giugno del 1924
rapiscono Matteotti. Difronte a questo non succede niente, nessuno prende posizione.
Nell’agosto del 1924 viene ritrovato in un automobile il corpo di Matteotti. Mussolini attende.
Sdegno, ma nessuno si muove. L’unica cosa che viene fatta, ma senza portata pratica, un gruppo di
parlamentari, tra cui liberali socialisti e popolai, in segno di protesta non si presentano ai lavori
parlamentari. Questo è una protesta dal punto di vista morale ma non pratica. Si parla di
Secessione dell’Aventino. L’Aventino è uno dei colli di Roma dove nel V sec a.C. la plebe in segno di
protesta contro i patrizzi si raggruppano sul colle dell’Aventino e si chiama secessione
dell’Aventino e il termine viene riutilizzato. Azione aventiniana è un’azione inutile.
Dopo la secessione dell’Aventino Mussolini aspetta che qualcuno prenda una decisione e niente
succede.
Dopo questo fatto, che poteva essere il fatto di maggior crisi di un governo appena partito, questo
convince mussolini che l’Italia era in suo pugno capisce che nessuno può arginare il suo potere,
capisce che può osare. Nei momenti di crisi chi ha un temperamento forte e carismatico prende il
potere, in una crisi uno che è disposto a tirare su il pese ha il consenso del paese.
Mussolini ora inizia a costruire la sua dittatura fascista.
A partire dal 3 gennaio 1925 mussolini fa un discorso alla camera e si prende ogni responsabilità
orale e politica dell’omicidio Matteotti e da lì il parlamento inizia a votare delle leggi, leggi
fasciatissime, che trasformano l’Italia in una dittatura. Non c’è nessun colpo di stato tutto è
secondo la costituzione. Per questo dopo la seconda guerra mondiale sono stati messi dei vincoli
perché lui fa tutto secondo la costituzione.
Le leggi fascistissime sono delle leggi votate tra il 1915 1926 dal parlamento.
Una legge prevede che vengano sciolte tutti i partiti non fascisti, ci può essere solo il partito
fascista. Si dichiarano decaduti tutti i deputati non appartenenti al listone. Gramsci viene
incarcerato, Sturzo è esiliato, viene soppressa la libertà di stampa, i giornali dell’opposizione non
possono essere stampati.
Ci sono dei giornali che si prestano a seguire la linea politica in vigore come Stampa e Corriere
della sera che possono uscire ma il direttore è scelto dal regime.
Soppressa ogni libertà di associazione la massoneria non può più riunirsi, i circoli sportivi, solo i
circoli fascisti, e resistono solo le azioni cattoliche. Non ci possono più essere i sindacati, ci sono le
corporazioni con l’idea che è migliore la collaborazione tra lavoratore e datore di lavoro. Le
corporazioni sono tenute sotto controllo dal fascismo che sceglie i dirigenti delle corporazioni.
Questo significa controllare l’economia del paese.
Viene introdotto il tribunale speciale per la sicurezza della nazione con lo scopo di giudicare i reati
commessi contro la sicurezza dello stato, giudica gli oppositori al regime. Viene istituita l’Ovra. Che
è un organizzazione per la vigilanza e la repressione anti fascista una sorta di polizia che cerca la
gente e la porta al tribunale.
(L’Arent dice che non è un totalitarismo perché vengono fatte fuori poche persone si parla di 11
persone e per essere totalitario devono essere fatte fuori masse di persone)
Viene introdotte un nuovo modo scolastico che esalta la storia del fascismi: si studia Roma,
splendore di Roma; rinascimento, unità d’Italia.
Un’altra legge, de 1928, viene istituito il gran consiglio del fascismo come organo istituzionale. È
un direttivo cioè dei capii che decidono le direttive da dare al partito. Questo diventa un organo
che prende tutte le decisioni.
Un partito, un segretario del partito che è il capo dello stato, si dota di una milizia particolare,
associa alla giustizia una sua giustizia, e mette un suo organo in parlamento: dittatura fascista.
Viene istituita, non come legge, è la fondazione dell’opera nazionale Balilla che è un’associazione
rivolta ai giovani extra scolastica in cui in un modo più o meno obbligatoria si devono iscrivere tutti
e andare dopo scuola facevano i compiti, organizzavano il tempo libero con attività fisica e
venivano incrementate le conoscenze sull’Italia, giocavano e davano la merenda. Però attraverso
quest’opera l’idea alla base era di accompagnare la gioventù ad una prestanza fisica, perché
l’italiano deve essere forte, e si educava alla forza all’onore e così si costituiva un italiano forte.
Venivano organizzate delle marce in cui i bambini imparavano a marciare, delle gare. Lo scopo era
tirare su degli italiani forti che non hanno paura per un Italia forte che deve emergere italiani che
sono fieri di essere italiani.
Pag.235 “miti e rituali fascisti” in cui si vedono i miti e rituali fascisti. Vengono fatti degli studi su
come fare tipo per fare discordi, e si escogitano degli strumenti che possano far diventare coesi gli
italiani. Uno degli slogan di mussolini è: credere obbedire e combattere, i simboli sono
fondamentali: camicia nera e saliti con il saluto romano.
Viene attuata una politica per un incremento demografico: chi tanti figli avevano degli avvantaggi
e chi non si sposava pagava delle tasse.

17.2.14
Nelle associazioni Balilla si distingueva l’educazione della donna e dell’uomo. Alla donna si
insegnava l’economia domesticai così come amministrare la casa cioè come diventare una donna
di casa. Negli anni della seconda guerra mondiale questa educazione verrà fuori.
Un altro aspetto di questi primi anni di questo governo fascista è la politica economica dal 1925 al
1929.
Un certo tipo di politica economica dalla marcia su Roma alla dittatura liberista anni: 1922 al
1924 quando nel 1924 viene ucciso Matteotti e poi nel 1925 inizia la dittatura in cui mussolini si
prende l’incarico dell’omicidio Matteotti.
In questi anni di dittatura la politica economica cambia.
Se prima l’economia è liberista ora lo stato interviene nella vita economica e in generale
l’obbiettivo dell’intervento era: l’autarchia.
L’Italia è un paese che si vuole ritornare a scoprire grande e forte per cui come è possibile che
debba dipendere da altri per avere dei beni, deve essere in grado di autogestirsi nella propri vita
economica non dipende più dall’importazioni di merce straniere. Questa idea viene perseguita
rispetto al valore della moneta, la lira, lo slogan era “quota novanta”. L’altro aspetto è
un’indipendenza della produzione dei cereali, del grano slogan “battaglia del grano”.
Il grande obbiettivo che si prefigge il fascio nella dittatura è l’autarchia che passa nella quota
novanta e nella battaglia del grano. Questo tipo economico lo si incontra dal 1925 al 1929, perché
poi nel 1929 ci sarà un crisi che porta un cambiamento nella vita di ogni paese.
Quota novanta:
Fino a quegli anni fino al 1925 1926 se uno volva capire il valore della moneta lo paragonava alla
sterlina e la lira valeva pochissimo a confronto con la sterlina. Se uno voleva fare il cambio sterlina
lire aveva 1 sterlina per 150 lire. Allora il grande punto su cui si basa mussolini è la quota novanta
cioè fare in modo che una sterlina valga 90 lire cioè fare acquistare valore alla lira. La quota
novanta è il valore della lira con il fascio sia ha l’obbiettivo di aumentare il valore della lira.
Mussolini ce la farà. Questo passaggio lo si fa con un rischio cioè che da quel momento una
sterlina varrà 90 lire. Questo cambiamento porterà un consenso significativo al fascismo perché “il
duce ce l’ha fatta” perché gli stati gli hanno consentito di fare questo passaggio, e la moneta ha
acquisito valore. È un grande successo morale. Aumentare il valore porta il fatto che
nell’esportazione i prodotti costano di più e appunto non sarà un aiuto. Appunto l’obbiettivo di
questo cambiamento era l’autarchia cioè che gli italiani basassero la loro ricchezza sul mercato
interno. Ma nel 1900 in pieno capitalismo basare la propria ricchezza con la ricchezza propria è
una visione riduttiva. Dal punto di vista morale questa quota 90 ha un grande successo, il duce
vuole una cosa, cerca di ottenerla e ce la fa questo porta una grande fiducia. La gente era stufa di
avere governi che annunciavano grandi cose ma non tenevano fede alle promesse mentre il duce
dice una cosa e la fa per cui lui ce la farà a fare grande l’Italia e quindi il popolo gli dà fiducia.
Per quanto riguarda l’autarchia per i cereali: l’Italia non era autonoma per la produzione dei
cereali e dipendeva dalla spagna e quando la spagna entra in guerra l’Italia non ha il grano, per cui
il duce dice che l’Italia diventa autonoma. Per cui si devono creare delle piantagioni per cui l’Italia
possa diventare autonomo. Bisogna cambiare la disposizione delle terre.
Per farlo:
Lo stato deve intervenire e imporre un cambiamento di agricoltura. In molti territori questo in
alcuni luoghi funzionerà in altri no perché alcune terre vanno bene altre no, infatti questa
imposizione per molte terre del sud Italia sarà dannosa perché con il cambiamento non producono
quanto prima.
L’altra decisone. C’erano molte terre paludose c’erano ettari e ettari di terre paludose in
particolare ci sono due lavori di bonifiche (lavoro per gente e quindi vuol dire che il duce da lavoro
agli italiani) che verranno portate avanti:
- Paludi puntine: nel Lazio meridionale che verranno bonificate. In onore del duce qui verrà
fondata la città di Latina. Era un luogo disabitato e ora viene bonificata e creta una città:
Latina
- Zona dell’Abruzzo che era semi paludosa il Bacino del Fucino. Queste terre vengono
bonificate e rese coltivabili.
Questi cambiamenti creeranno moltissimi consensi per il duce perché da lavoro agli italiani, rende
autonoma l’Italia, fa quello che dice.
L’ultimo aspetto di questi anni è una cosa che viene cambiata. I rapporti tra lo stato italiano e la
chiesa.
Nel 1929 quando il papa Pio XII mussolini sceglie di arrivare a un compromesso con la chiesa
cattolica. Da quando è nata l’Italia il rapporto tra lo stato e la chiesa è stato sempre difficile.
Da unità d’Italia a mussolini: Non expedit, patto Gentiloni 1913, partito popolare italiano.
Nel 1929 mussolini e il cardinal Gasparri firmano i patti lateranensi. Sono patti perché sono più di
uno sono due.
Sono due patti:
- Trattato
- Concordato
Il trattato è un trattato internazionale perché si regolano i rapporti tra due stati sovrani:
- Italia
- Città del vaticano
Stabilisce che lo stato della chiesa riconosce il regno d’Italia per la prima volta nella storia lo stato
della chiesa, città del vaticano, riconosce il regno d’Italia. A sua volta il regno d’Italia riconosce
l’esistenza dello stato della chiesa. È il riconoscimento reciproco di due stati.
Il concordato ha lo scopo di regolare i rapporti tra lo stato italiano e la chiesa in Italia. Un articolo
prevede l’insegnamento della religione anche nelle suole superiori, il ginnasio. Un altro articolo
prevede che venga riconosciuto il matrimonio religioso con valenza civile sposarsi in chiesa vale
anche per lo stato della chiesa. Viene riconosciuto un indennizzo alla chiesa per tutti gli espropri
fatti ai tempi del risorgimento, durante gli anni dell’unità d’Italia sono stati fatti degli espropri alla
chiesa, viene riconosciuto un indennizzo che consiste che ai sacerdoti venga dato un contributo
economico proprio per compensare questo esproprio. Un’altra cosa viene riconosciuta la validità e
la libertà di associazione delle opere educative della chiesa cattolica es: azione cattolica, scout.
Fino a questo momento le leggi fasciatissime non prevedevano la libertà di associazione perché
erano nemici dello stato da quando era stato previsto questo già le associazioni cattoliche
potevano riunirsi, ma spesso erano controllate dalle camicie nere, e per cui questa legge dice che
se lo scopo è educativo si possono radunare e cmq sono controllate e spiate da fascisti. Tanto che
nel 1931 scoppierà una lotta tra le camice nere e le azioni cattoliche.
Mussolini fa tutto questo perché?
Dopo la firma dei patti lateranensi il fascismo arriva all’apice del suo successo, in un paese
cattolico si presenta come l’uomo della provvidenza che dopo aver risolto i problemi dell’Italia si
occupa anche di ricreare il rapporto tra Italia e chiesa, si presenta come l’uomo della provvidenza
uno che ha a cuore ciò che hanno a cuore gli italiani. Dall’altro lato il papa che sa che questi non
sono veri motivi cerca di avere dei privilegi per la chiesa cattolica e la possibilità di continuare a
mostrare che la dittatura non andava poi così bene. Mussolini non riesce a istaurare un regime
totalitario perché ha in casa la chiesa, in Italia c’è il papa la chiesa un soggetto che ha da dire la
sua, il papa ha arginato il fascismo e è stato un aiuto perché il fascismo non prendesse le
sembianze di uno stato totalitario.
Nel 1929 si arriva con la gloria del fascismo.
1929 è un anno significativo per la crisi del 29. La crisi del 29 che avrà degli effetti terribili non solo
in America ma anche per molti stati europei soprattutto la Germania, la crisi toccherà meno lo
stato italiano per l’autarchia che lo stato italiano aveva iniziato. L’Italia è tra i paesi meno investiti
dalla crisi grazie alla politica autarchica, verrà toccata sì ma meno.
Come reagisce il fascismo alla crisi?
Cmq ci saranno difficoltà di produzione ma non tanto.
Il duce istituisce due nuove organi:
- 1931 IMI
- 1933 IRI
IMI: istituto mobiliare italiano, è il fatto che viene fondata una banca che è una banca di stato,
questa banca non ha sportelli ha il pubblico, ma lo stato italiano deposita la sua ricchezza con
l’idea che lì possano andare le aziende in difficoltà per avere dei prestiti per fronteggiare la crisi.
Finanzia a breve e lungo termine le imprese.
(Ricchezze immobile: casa
Ricchezze mobile: i soldi)
IRI: istituto per la ricostruzione industriale. Ha il compito di acquistare le imprese in difficoltà che
senza l’interventi dello stato avrebbero chiuso, con l’idea di occuparsi di ricostruire l’azienda a
seconda del bisogno del territorio (es: viti bulloni)
Lo stato acquisterà molte aziende e questo è il motivo per cui fino agli anni 90 molte aziende e
imprese sono statali, l’idea inizialmente è che poi le si sarebbe dovute vendere. Tutto questo
andrà avanti fino al 1992, anno dopo della caduta del muro di Berlino, in cui accade che l’Italia
insieme ad altri stati europei firmano il trattato di Maastricht che prevede la privatizzazione delle
aziende.
Questi enti statali aiuteranno l’Italia nella situazione post crisi, ma non saranno abbastanza perché
anche se limitata la crisi cmq dopo il 1933 permangono dei problemi. E così mussolini si convince
che è c’è bisogno di una guerra per risollevare il morale degli italiani: guerra dell’Etiopia motivo
per cui tra 1935 1936 gli italiani andranno in Etiopia e vinceranno e il duce oltre a essere re d’Italia,
di Etiopia e Albania.
Sarà il motivo per cui la società delle nazioni andrà contro l’Italia mussolini si inviperisce e per
questo inizierà a collaborare con la Germania contro le plutocrazie.
18.2.14
C’è bisogno di riaffermare gli italiani di farli sentire tali anche moralmente, per questo ci sarà la
guerra e così il gruppo diventa più coesa. Mussolini capisce che per risollevare l’animo degli italiani
deve impegnare il paese in un conflitto e conquisterà l’Etiopia.
Questo conflitte è significativo perché la società delle nazioni unite punisce l’Italia per questa
guerra “inique sanzioni” queste imposizioni faranno molto male all’Italia e da questo momento in
poi mussolini si alleerà con l’Italia perché si accorgono che le plutocrazie (stati che si basano sul
denaro) stanno ostacolando l’emerger di questi due nuovi stati, per cui questi due stati si alleano e
inizia quel legame tra il fascismo e il nazional socialismo che li legherà fino allo scoppio del
secondo conflitto.

1914 (1915 Italia)- 1918: prima guerra mondiale


1919: trattati di pace
1920
1922: dopo marcia su Roma mussolini capo del governo in Italia
1923 – 1924: primo governo di mussolini
1925: inizia la dittatura con le leggi fasciatissime
1925- 1926-1927-1928-1929-1930-1931-1933: dittatura
1935-1936: guerra in Etiopia