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Romanzo storico, di cui il più grande attore era Scott, è una narrazione che affonda le sue

radici in un preciso momento della storica, in un quadro storico ben definito. Manzoni fa un
romanzo storico di netta impronta realistica, non ci sono fatti fantastici ma assolutamente
realistico e credibile. Il romanzo deve essere utile, a consegnarci il vero a diversi livelli.
Utile nel senso di una verità storica, poiché leggendolo posso conoscere un vero pezzo di
storia della nostra storia lombarda. Il vero del cuore umano, raccontare le vicende vuol
dire mostrarci la verità del cuore umano, esso è una questione molto complesso non
bisogna fermarsi alle apparenza ma risalire alle ragioni dei comportamenti.

Fermo e Lucia è la prima edizioni del romanzo. Avvia la stesura nel 1821, fa due profonde
rii-visioni fino ad arrivare al terzo che è quello definitivo. Il romanzo costituisce il progresso
e l'approdo questo giustifica anche il motivo perché lui dopo il romanzo non scriverà più
qualcosa di creativo. La prima edizioni i personaggi non erano popolari, ma un ragazzi del
popolo, due persone comuni, scelta democratica poiché è un modo per dire che tutto
possono diventare protagonisti. Non sono due personaggi storici, ma di invenzione, che
appartengono a quel volgo che di solito facevano solo da sfondo. È un romanzo che
simpatizza per i due protagonisti.
La rivisine tra la prima e la seconda è più profonda che tra la seconda e la terza. Perché c'è
un ripensamento artistico e estetico, poiché Manzoni si preoccupa di risistemare le varie
parti del romanzo così da dare una proporzionalità maggiore fra di essi.
Esempi:
• Monaca di Monza-> all'inizio era molto pi ù forte e porta ad interruzione prolungata della
storia principale e un'attenzione molto più porte della manica, ciò porta ad un romanzo
nel romanzo, per ciò la prima cosa che fa è il tagliare questa storia. Dove tagliò: si ferma
a quella "sventurata rispose", come mai non fu una monaca di quel tipo, li Manzoni vuole
arrivare.
• Nel capitolo XVII viene ampliata la fuga di Renzo da Milano, questa lunga camminata nel
primo era sintetizzata in poche righe, il motivo per cui lo allunga è per farci capire i
pensieri e i sentimenti di Renzo in quella notte quando si è sperduto.
• L'innominato: nel primo romanzo si chiamava "il conte del sagrato", artisticamente il
secondo nome è molto più bello, configurando meglio il personaggio. Il primo era visto
come un killer, uno che ammazza per soldi, fa paura ma neanche più di tanto... Infatti
quando don Rodrigo, nel Fermo e Lucia, va dal conte del sagrato, entra in gioco anche il
pagamento cosa che nei promessi sposi non si parla di denaro ma si parla di una forza
malefica che l'innominato decide di prendere su di se solo per fare il male. Come una
ennesima sfida per vedersi volti al male. Per assurdo il Killer sarebbe stato molto meno
capace dell'innominato di conversione, mentre chi è capaci di tanto male alla fine si
rende conto di quanto vuole il bene!
• Anche la morte di Don Rodrigo è narrato diversamente, era una scena più romanzesca...
La rii-visione tra la seconda e la terza è di carattere linguistico-> risciacquatura in Arno.

I promessi sposi scritto da Manzoni, realmente esistito, ma il romanzo nasce sulla base di
un espediente narrativo, ovvero dice che ha trovato un manoscritto del seicento scritto da
un anonimo, e dice che la vuole far conoscere, ma visto che è scritto in un linguaggio
vecchi dice che la traduce-> l'Alessandro Manzoni che ha trascritto il manoscritto non
esiste è a sua volta un'invenzione, un'invenzione dallo stesso Alessandro Manzoni. Fa ciò
per:
1. Se dici che è una storia che è stata scritta da qualcuno di passato da un'idea che la
storia sia vera!
2. Fa ciò anche perché ad un certo punto il secentista fa una osservazione alla fine di
tutto, dopo che si sono sposati e stanno bene, qualche volta Renzo li viene da
raccontare le sue storie... Ciò è un espediente per dire che la storia che scrive in
verità è stata raccontata dallo stesso Renzo. Ciò pertanto tre narratori. È importante
poiché i narratori, seicentesco e ottocentesco, sono in contrasto fra di loro, ovvero il
finto Manzoni è in contrasto sull'interpretazione con l'anonimo.
Il narratore è esterno ma onnisciente, è in grado di raccontare due eventi che accadono in
contemporanea ma in due luoghi differenti. Ed è un narratore che interviene
costantemente in dialogo con il lettore, dice come leggere il testo.

P588 domande
Narratore onnisciente é la voce della storia e interviene nel momento in cui lo ritiene
importante. Il più delle volte avviene attraverso la digressione, si vuole sottolineare come
per il Manzoni importassero i temi esistenziali.
Una é di distinti guerre ciò che appare e di interrogarsi sulle azioni che avvengono. Altra é
quella della provvidenza, é quella che hanno fatto più discutere in quanto per la critica
erano di ideologia cattolica, leggeva la storia secondo la fede cattolica, questo lo si vede
per quel tema molto importante che é il romanzo della provvidenza, attraverso alcuni
episodi ci possiamo avvicinare ad alcuni esempi di questo tema. La provvidenza non é per
Manzoni un evento straordinario di Dio nella storia degli uomini. La presenza divina che
interviene negli uomini che lo fa in modo percettibile, il vederla conoscer la o il non vederla
possono tradurre i fatti che i personaggi vivono, é una azione quella della provvidenza che
si sviluppa misteriosamente in modo molto nascosto e sta agli uomini di accorgersi di
quello che accade.Fra Cristoforo, se ne sta andando via dal palazzotto di di don Rodrigo.
Viene fermato da un servitore di lunga data di Rodrigo e si assume la responsabilità di fare
la spia. Alluderà al fatto che lui ha intravisto un segno un filo, un servitore pur facendo la
spia si fa alleato suo si fa anche alleato di Renzo e Lucia. Dio attraverso un uomo ci indica
che ci vuole in campo il modo con cui Dio si mostra é attraverso noi uomini di buona
volontà,Dio si fa presenza all'uomo nella sofferenza nel dolore nella solitudine attraverso la
compagnia degli uomini. Renzo ad esempio si imbatte con un uomo che fa l'elemosina e
Renzo si dice che facendo carità a quel poveraccio è la compagnia di Dio, Renzo si
consegna agli uomini. La provvidenza é un agire misterioso ultimamente! Sono le grandi
domande che sorgono in noi in alcuni momenti, questo nei promessi si vede benissimo
nella peste. Difronte alla peste, i monatti sono color che ripulivano la strada dagli uomini
morti di peste ma approfittano per rubare nelle case. Nell'ignoranza qualcuno se ne
potrebbe fregare. Donabbondio guarda così la peste, che é come una scopa che ha fatto
pulizia, che ha eliminato con Rodrigo e quindi la peste per D.b é uno spazzino di Dio che
libera di torno di quelli che ci sottomettono, non é lontana dalla visione dei Monatti, la
quale é una visione egoistica, ma allora come guardare la peste. La peste ha inquietato
tantissimo Manzoni, la peste fu un momento di irrazionalità di reazioni isterica, c'è li
racconta nella storia di una colonna infame uomini che contagiavano tutti questa porto
alla caccia di un untore, Renzo deve fuggire perché è preso per un untore, allora sale sul
carro dei monatti questa credenza terribile degli untori, creo una caccia, Renzoci dice di un
processo per alcuni uomini che erano considerati untori che hanno pagato la massa la loro
irrazionalitá, non solo c'è un male ma c'è un male anche dentro di noi in quanto possiamo
diventare dei boia.
Renzo va a assistere a una messa celebrata tutti i giorni dove andavano i lebbrosi guariti
dalla peste che uscivano dal lazzaretto e nella predica si può vedere la lettura cristiana dip
questa malattia: la peste é misteriosa é qualcosa di sconosciuti, la peste non é una scopa
che fa fuori il nostro quieto vivere, non fa fuori une anche solo i cattivi,li fa fuori tutti e due,
può colpire tutti, al fondo chi si salva dalla peste non era migliore di chi é morto, c'è la
buona sorte. Come guardare alla sua guarigione? Uno che guarisce dalla peste é uno che
è nato un altra volta rigiocare una seconda vita unica seconda volta alla luce della malattia
che avevano vissuto. É l'episodio in cui i 10 vanno da Gesù e guariscono dalla lebbra ma
solo uno torna da lui a ringraziarlo" a voi che la vita é stai ridata, e vi spetta un compito
viverla meglio" a voi spetta una conversione" uno può fermarsi al male e farsi comunque
provvidenza una madre può donare il latte del suo bambino ad una altro bambino.
Romanzo del provvidenza romanzo degli umili e terzo romanzo di formazione:é un
ramazzo che vuole far vedere la crescita personale dei personaggi, attraverso le vicende
drammatiche che mostrano la sua crescita che fanno diventare ad esempio Renzo uomo.
Sugo della storia: i due possono fare una sorta di bilancio, interessante vedere che ancora
una volta come lo hai visto un romanzo si vede come é maturata fino a una certo punto.
Renzo dice delle cose che ha imparato a non fare non andare stare fuori per evitare i guai,
Lucia dice la prudenza é una buona virtù ma tante volte i guai vengono dai noi, é più
realistico che allora quei guai non si guardino come dei guai ma come delle prove. La vita
é costantemente fatta di prove dentro cui uno matura cresce, quando i guai arrivano
dicevo Lucia affrontiamoli con fiducia e perché se Dio li mette é perpararci a qualcosa di
grande.
Il lieto fine sembrebbe esserci,ma tutti i giorni ë una lotta prendiamo il matrimonio di Renzo
e Lucia il matrimonio viene celebrato nel palazzetto di don Rodrigo che il maggiordomo
voleva risarcire del male che aveva compiuto il d.r.
Il signorotto invita i due giovani e Donnabbondio, ma ad un certo punto che alla festa dei
due don Abbondio e il colui che aveva prestato il palazzose ne vanno per non mescolarsi
dagli uomini. Renzo e Lucia si mettono in un postoa vivere

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