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D’Annunzio:

1889 pubblica il romanzo che gli dà la fama: “il piacere”. Controcorrente, romanzo dell’estetismo. La vita si
ispira all’opera d’arte, culto della bellezza, il protagonista è esteta. In questo personaggio c’è molto di
autobiografico, in quanto è ambientato a Roma e le esperienze dirette dell’autore. Il protagonista, Andrea
Spurelli, è tipico della autocrazia romana. Esteta significa disprezzare la mediocrità borghese, una vita che
non ha grandi ideali che proprio per questo viene rispinta; altro è il rifiuto della democrazia che sostiene
che tutti gli uomini siano uguali, per lui non tutti gli uomini sono uguali in quanto ci sono uomini che si
pongono sopra ad altri per grandi doti, dividendo quindi da massa, che ha come unico scopo quella di
essere governata e gli altri che sono appunti quelli destinati a governare su questa massa.
Questo gusto per la bellezza si sperimenta nel degustare ogni piacere intellettuale e fisico. All’esteta è
consentito il superamento di ogni limite, si pone al di là di ogni legge morale.
Il “piacere” è un romanzo di interni, si svolge nella casa signorile del protagonista. La casa è descritta
elencando tutti gli oggetti preziosi, che il protagonista ha accumulato e come lui trascorre la sua vita
circondati da essi. Tali oggetti rimandano alla sua idea di superiorità.
È la Roma baracca che lui preferisce: indica il piacere per l’eccesso, ha in se il sentimento della fine di morte
ed è per questo che piace a Dannunzio in quanto rispecchia la sua anima decadente.
Lui propone la figura del super uomo in seguito ma l’esteta non lo è ancora, in qua to mostra ancora tutta la
fragilità dell’uomo che vuole esserlo ma non ci riesce. Lui non segue nessuna legge, è al di fuori, ma quello
che si afferma è il sentimento di fine e di sconfitta, ovvero incarnare quel modelle si rileva impossibile. Poco
tempo dopo però sperimenta un nuovo genere di romanzo: i romanzi russi. Romanzi che si ambientano in
un contesto lontano dalla aristocrazia romana, con contesti umani molto più bassi. Il frutto è: “Giovanni
episcopo” che è la storia di un debole che alla fine uccide un amico che alla fine lo umiliava e “l’innocente” i
protagonisti uccidono un bambino di una donna che aveva avuto da un altro uomo. Questi mostrano la sua
grande capacità di riprendere temi di altri autori.
1894 “trionfo della morte” protagonista Giorgio Aurista attratto da una donna se ne libera gettandosi con
lei in un burrone. (Sono romanzi simili a quelli di Verga pro-verismo).
Agli inizi dell’anni novanta svolta: legge Nietzsche e con le sue teorie dell’oltre uomo si ispira per scrivere i
romanzi del superomismo, quelli del super uomo. Il super uomo rappresenta il superamento dell’estetismo
debole di cui il piacere era la sua descrizione. Si caratterizza per una volontà di potenza di affermazione di
sé sopra a tutti contro tutti. Questa volontà di potenza mette insieme due caratteristiche: la poesia e
l’eroismo. La poesia: l’essere poeta, ritroviamo il culto della bellezza che deve essere salvata dalla
corruzione morale del decadentismo morale in cui la società era caduta, l’affermazione della mentalità
borghese aveva portato al disprezzo di ogni forma di bellezza considerata di pochi per questo viene
eliminata in quanto non gustabile. Il poeta di mette come difensore della bellezza ma non lo difende solo
nella parola ma anche dell’azione -> incarnando l’eroismo.
(L’idea che prende da Nietzsche è che due uomini (Platone e Cristo) hanno esaltato la debolezza e quindi si
deve soffocare il senso di potenza che l’uomo ha. Ciò è sbagliato l’uomo deve eliminare da se Dio che è la
legge morale e eliminando Dio si elimina la legge morale e quindi si è liberi.)
Poeta vate: che con la forza della sua poesia e del suo esempio può trascinare il popolo, se ne fa guida si fa
duce, guida morale di un popolo. Questo si traduce nel Nazionalismo, una politica di guerra.
La visione del super uomo si traduce in un romanzo delle vergini delle rocce. Tema: in questa Italia che si è
imbarbarita da questi ideali di uguaglianza qualcuno si deve mettere a capo. Il compito di questa
rigenerazione politica e morale deve essere fatta sotto la guida del super uomo che è appunto il
protagonista, Guido Cantelmo. Rappresenta i tratti del super uomo in quanto vive nel culto della bellezza e
per dare luogo al suo progetto ha bisogno di una sposa che lo assecondi mettendo al mondo un figlio
destinato ad essere la futura guida del popolo di Roma. Ma poi rinuncia perché la prescelta non si sente alla
altezza. Fa una riflessione sulla decadenza della città e il bisogno di recuperarla.
1903 “le laudi” (del celo del mare, della terra e di tutti gli eroi): esaltazione di tutti gli elementi di cui la
realtà terrena si compone, cielo mare e terra ma anche da esaltare in quanto produttori di bellezza sono da
esaltare i produttori della bellezza l’uomo eroe. Collegamento al “cantico di San Francesco”, per
sottolineare la diversità delle ragioni che si vogliono dare. Francesco: la bellezza è i segni della volontà di
Dio. Lui: meritevoli di lode in cui producono in noi piacere una visone pagana della realtà. La realtà non è
brutta ma è migliore in quanto è gustabile dall’uomo.
Erano 7 libri (3 pubblicati: maia, eletra e maccione e poi merope in seguito) è una poesia…

(appunti cartacei)

Questione di Fiume reggenza del Carnao (golfo di fiume), occupa fiome ma la notte del 25 dicembre
Giolitti e il re lo cacciano. Persona nazionalista che voleva guidare le masse da qui nasce il concetto di
superomismo estetismo e panismo (Nietzche): chi passa dalla parola all’azione!
Estetismo: cult della bellezza, delle cose belle!
Panismo: concetto con la natura in modo sessualmente.