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EMOCROMO

Di LUCIA GRANATI
Lemocromo o esame emocromocitometrico considerato lesame di base per tutte le indagini
di tipo ematologico, esso rappresenta uno studio di tipo sia qualitativo che quantitativo.
Lemocromo completo (schema 2-1) comprende: ) la determina!ione del numero degli
eritrociti, della concentra!ione emoglobinica, dellematocrito e degli indici eritrocitari" #) la
determina!ione del numero dei leucociti" $) la determina!ione del numero delle piastrine e degli
indici piastrinici. Lindagine qualitativa comprende lo studio della mor%ologia delle ema!ie, dei
leucociti delle piastrine e la cosiddetta %ormula leucocitaria. &l prelievo per lemocromo si
e%%ettua a digiuno ( quattro o cinque ore possono gi' bastare ) . (er la raccolta del campione
%ondamentale luso dellanticoagulante )*+ (acido etilendiamino tetracetico) . oggi in
commercio si trovano provette gi' precostituite ( cio gi' contenenti lanticoagulante )" alcune di
queste sono sottovuoto e si riempiono %ino ad una determinata quantit': esse garantiscono la
sterilit' assoluta ed il giusto rapporto di dilui!ione tra sangue ed anticoagulante. &l numero dei
globuli rossi nelladulto (tab. 2-1) rispettivamente ,.,--.---- ../--.---0mm
1
negli uomini e
1.2--.----..2--.---0mm
1
nelle donne" la concentra!ione di emoglobina di circa 11-12 g0dl
negli uomini e 12-13 g0dl nelle donne. 4el neonato entrambi i valori sono maggiori " segue una
%ase di drastica decrescita che raggiunge il culmine verso i sei mesi di vita (tab.2-2)"
successivamente si assiste ad un lento e graduale aumento dei due valori che si stabili!!ano poi
de%initivamente intorno a quelli degli adulti al raggiungimento della pubert'.
EMATOCRITO EMATOCRITO (5t o 5$+ tab. 2-1 e 2-2 ): rappresenta il volume occupato dagli eritrociti in
una data quantit' di sangue in toto espresso in percentuale. 4egli adulti i valori normali sono ,--
.26 per gli uomini e 1.-,76 nelle donne. 8i pu9 determinare con due metodi: diretto ed
indiretto" oggi si utili!!ano principalmente i contatori automatici che lo calcolano moltiplicando
l:$; per il numero dei globuli rossi. &l metodo diretto viene utili!!ato solo in casi particolari e
comprende due diverse metodiche, il macrometodo, in cui si utili!!ano le provette di <introbe,
ormai completamente caduto in disuso ed il micrometodo utili!!ato soprattutto per i neonati: in
questo caso si punge il tallone con un ago, si lascia scorrere il sangue in un capillare eparinato
che viene poi chiuso con della plastilina, si centri%uga il capillare per cinque minuti a 1-.---
=(: e si legge quindi lematocrito su unapposita scala" una volta centri%ugato, sulla parte
plasmatica dei capillari, attraverso un particolare strumento, il bilirubinometro, si pu9
determinare anche la percentuale di bilirubina.
MCV MCV ( > mean corpuscolar volume? o volume corpuscolare medio tab. 2-1 e 2-2): indica il
valore medio del volume delle ema!ie e viene determinato direttamente dagli strumenti
automatici che lo calcolano dividendo lematocrito per il numero di milioni di globuli rossi per
mm
1
e moltiplicando per 1-" stata recentemente adottata una nuova unit' di misura dell:$;
che il %emtolitro ( 1 %l @ 1-
-1.
l )" i valori di ri%erimento dell:$; per gli adulti sono compresi
tra 2- e 1-- %l" esso uno dei parametri piA importanti per la patologia dei globuli rossi tanto che
le anemie sono anche classi%icate in macrocitiche quando l:$; B a /.-1-- %l, normocitiche
quando compreso tra 2.e /. %l e microcitiche quando C 2. %l, anche se alcuni autori
considerano ancora normale il valore di 22.
MCH MCH ( >mean corpuscolar haemoglobin? o emoglobina corpuscolare media tab. 2-1 e 2-2)
rappresenta la quantit' media di emoglobina contenuta in un globulo rosso e si esprime in pg
( picogrammi )" si ottiene dividendo il contenuto di emoglobina in una data quantit' di sangue in
toto per il numero di globuli rossi contenuto in quella stessa quantit'" i valori normali sono di
23- 1, pg e la sua utilit' diagnostica ri%erita soprattutto alle anemie.
MCHC MCHC ( >:ean corpuscolar haemoglobin concentration? o concentra!ione emoglobinica
corpuscolare media tab. 2-1 e 2-2) indica la percentuale di emoglobina rispetto al volume totale
dei globuli rossi, si esprime in percentuale ed i valori normali per gli adulti sono di circa 12-
116. 8i calcola dividendo la concentra!ione dellemoglobina in g0dl per lematocrito e
moltiplicando per 1--. D ormai assodato che si tratta di un parametro inutile a %ini diagnostici
salvo rare ecce!ioni ( s%erocitosi, in cui risulta aumentato ).
LRDW LRDW ( >=ed cell distribution Eidth?o ampie!!a di distribu!ione dei volumi dei globuli rossi
tab. 2-1) un parametro introdotto recentemente e rappresenta la distribu!ione rispetto al valore
medio (:$; ) del volume dei globuli rossi" gra%icamente si esprime sotto %orma di una curva
gaussiana: maggiori saranno le varia!ioni rispetto al valore medio delle dimensioni dei globuli
rossi, piA ampia ci apparir' tale curva" l=*< ci indica cio in un certo senso leterogeneit' da
anisocitosi " sullemocromo viene espresso come indice numerico ( coe%%iciente di varia!ione )
percentuale dato dal rapporto tra la devia!ione standard del volume dei globuli rossi e l:$;
moltiplicato per 1--" il range di normalit' di circa il 1-,/-1.,76.
LHDV LHDV (>haemoglobin distribution Eidth o ampie!!a della distribu!ione dellemoglobina (tab.
2-1) il parametro meno %requentemente espresso ed concettualmente identico all=*<"
rappresenta in questo caso leterogeneit' rispetto valore medio ( :5$ ) della concentra!ione
emoglobinica nella popola!ione eritrocitaria e ci indica quindi il grado di anisocromia" viene
anchesso espresso sullemocromo sotto %orma di indice numerico percentuale e viene misurato
direttamente con di%%ra!ione laser" si pu9 anche calcolare %acendo il rapporto tra la devia!ione
standard della concentra!ione emoglobinica e l:$5 e moltiplicando per 1--" i valori normali
sono intorno al 2/6.
&l numero complessivo dei leucociti nelladulto (tab.2-1) di circa 1.2---1-.3-- 0mm
1
di sangue
negli uomini e 1.3---11.--- 0mm
1
nelle donne " i valori assoluti delle singole linee cellulari sono
illustrati nella tabella 2-2" alla nascita (tab. 2-,) i valori sono molto piA elevati ( /.----1-.--- )"
si osserva un brusco abbassamento gi' nellarco delle prime due settimane di vita, cui segue una
%ase di lenta e costante decrescita che dura per tutta lin%an!ia %ino al raggiungimento dei valori
degli adulti intorno al decimo anno di et'" nella vecchiaia c una tenden!a alla loro ridu!ione.
&l valore delle piastrine negli adulti, uomini e donne di circa 1.-.----,,-.--- per mm
1
di
sangue in toto e non esistono signi%icative varia!ioni del loro numero in rapporto allet'.
&l conteggio dei leucociti, dei globuli rossi e delle piastrine pu9 essere e%%ettuato con un metodo
diretto ed un metodo indiretto ( contatori elettronici )" il metodo diretto si avvale di speciali
camere di lettura ( camera di #urFer e di +homa-Geiss ) dove viene posto il campione
previamente diluito in opportune solu!ioni ( solu!ione neutra isotonica per la conta dei globuli
rossi, solu!ione che lisa le ema!ie ed evita laggrega!ione piastrinica per la conta delle piastrine)"
le camere di lettura sono graduate ed il conteggio si e%%ettua al microscopio ottico: conoscendo
precisamente il grado di dilui!ione del campione si risale %acilmente alla concentra!ione ematica
delle cellule. &l metodo di conteggio diretto stato quasi del tutto soppiantato dallintrodu!ione
dei contatori elettronici che si sono imposti per lalto grado di velocit', precisione e
riproducibilit' dei risultati.
LMPV LMPV ( >:ean platelet volume? o volume piastrinico medio tab.2-1) rappresenta analogamente
all:$; il volume medio delle piastrine" gli strumenti automatici lo calcolano dividendo il
piastrinocrito ( ($+, volume totale delle piastrine in rapporto al volume totale del sangue
espresso in percentuale ) per il numero di milioni delle piastrine per mm
1
e moltiplicando per 1-"
lunit' di misura adottata anche in questo caso il %l" i valori di ri%erimento sono intorno a 3,1-
1-,1 %l.
Il PDW Il PDW ( >(latelet distribution Eidth? o ampie!!a della distribu!ione delle piastrine tab. 2-1)
indica analogamente all=*< lentit' delle varia!ioni rispetto al valore medio ( :(; ) delle
dimensioni delle piastrine" pu9 essere rappresentato sotto %orma di una curva gaussiana, o essere
espresso come indice numerico percentuale dato dal rapporto tra la devia!ione standard del
volume delle piastrine e l:(; moltiplicato per 1--" il range di normalit' circa il 1.,1-17,16.
INDAGINI QUALITATIVE INDAGINI QUALITATIVE
*a un punto di vista qualitativo lemocromo comprende lo studio mor%ologico dei globuli rossi e
delle piastrine e la cosiddetta %ormula leucocitaria. Lo studio mor%ologico si e%%ettua tramite
osserva!ione al microscopio ottico di uno striscio di sangue peri%erico opportunamente colorato"
esso riveste unimportan!a %ondamentale nellambito delle indagini ematologiche in quanto
spesso le patologie sono legate a mor%ologie molto caratteristiche delle cellule del sangue.
ESECUZIONE DELLO STRISCIO PERIFERICO ESECUZIONE DELLO STRISCIO PERIFERICO
D un passaggio molto delicato dalla cui corretta esecu!ione dipende in gran parte lattendibilit'
dellesame mor%ologico" indispensabile quindi adoperare alcuni accorgimenti che verranno
indicati man mano che si proceder' nella descri!ione. Lo striscio va eseguito subito in quanto
l)*+ in cui diluito il sangue pu9 provocare altera!ioni dei globuli bianchi" meglio ancora
sarebbe porre alcune gocce di sangue direttamente dalla siringa. &l supporto su cui viene
strisciata la goccia di sangue costituito dai comuni vetrini portaoggetto (si raccomanda di usare
vetrini lavati, sgrassati e asciugati: un vetrino non accuratamente sgrassato pu9 determinare delle
%alse poichilocitosi e %avorisce la %orma!ione di lacune con una distribu!ione irregolare dei
leucociti che risulter' diversa a seconda dei campi microscopici esaminati). (er strisciare la
goccia di sangue bisogna impiegare vetrini portaoggetto che siano molati sui bordi e di larghe!!a
in%eriore a quelli di supporto" un bordo non molato presenta inevitabilmente delle irregolarit' che
provocano sullo striscio la %orma!ione di caratteristiche striature o >code? su cui si raggruppano
un gran numero di leucociti. Lo striscio viene eseguito con un movimento di scorrimento rapido
ed il piA possibile uni%orme del vetrino molato su quello di supporto che distribuisce
omogeneamente la goccia di sangue su tutta la super%icie disponibile" langolo di inclina!ione
ottimale con cui il vetrino molato deve essere appoggiato su quello di supporto di circa .-H"
con unangola!ione maggiore o minore si otterrebbero rispettivamente strisci piA spessi o piA
sottili con una popola!ione cellulare piA o meno ricca del necessario.)seguito lo striscio si lascia
asciugare allaria agitando i vetrini" importante che questi si asciughino rapidamente perchI i
globuli rossi potrebbero aggregarsi ed in alcuni casi anche deteriorarsi determinando %alse
acantocitosi.
COLORAZIONE DELLO STRISCIO PERIFERICO COLORAZIONE DELLO STRISCIO PERIFERICO
Le metodiche impiegate per la colora!ione dello striscio sono essen!ialmente due: la :aJ-
KrunEald-Kiemsa utili!!ata pre%eren!ialmente in &talia ed in )uropa e la <right molto di%%usa
nei paesi anglosassoni. 4ella metodica :aJ-KrunEald-Kiemsa (schema 2-2) si utili!!ano due
solu!ioni: la :aJ-KrunEald, una solu!ione metilica di blu di metilene ed eosina che ha a!ione di
%issaggio se usata pura e di colorante se diluita al .-6 in acqua distillata, e la Kiemsa, una
solu!ione glicero-metilica di eosina e !ur && di metilene. Leosina un colorante acido che %issa
e colora ( in rosso ) i costituenti cellulari basici che vengono perci9 detti eosino%ili o acido%ili,
a!ur e blu di metilene sono coloranti basici che %issano e colorano ( in blu ) i costituenti cellulari
acidi che vengono perci9 detti baso%ili.(olicromato%ili sono quei costituenti, quei citoplasmi che
%issano entrambe le colora!ioni ed assumono una colora!ione intermedia. La procedura di
esecu!ione la seguente: si ricopre lintera super%icie del vetrino con :aJ-KrunEald puro che si
lascia agire per tre-quattro minuti: in questa prima %ase si ottiene la %issa!ione dello striscio" si
aggiunge poi una uguale quantit' di acqua distillata e si lascia agire per altri tre-quattro minuti:
in questa seconda %ase si mani%esta la!ione del colorante" si getta quindi la miscela :aJ-
KrunEald acqua distillata e sen!a sciacquare si ricopre nuovamente il vetrino con la solu!ione di
Kiemsa diluita in acqua o in un tampone in un rapporto di circa 1,.-201- che viene lasciata agire
per circa 1--2- minuti" si getta di nuovo il colorante, si lava il vetrino con abbondante acqua
corrente e si lascia in%ine asciugare allaria in posi!ione verticale. &n alternativa a questa
procedura si possono usare delle vaschette gi' pronte, riempite con i coloranti in cui vengono
immessi i vetrini: in questo caso consigliabile cambiare i coloranti ogni giorno. nche per la
colora!ione dei vetrini stato recentemente introdotto luso di apparecchiature automatiche.
STUDIO MORFOLOGICO DEI GLOBULI ROSSI STUDIO MORFOLOGICO DEI GLOBULI ROSSI
8u un vetrino colorato con la :aJ-KrunEald-Kiemsa i globuli rossi normali appaiono allesame
microscopico come cellule anucleate a %orma di dischi biconcavi rotondeggianti, talora ovalari, e
di colorito roseo intenso in peri%eria, chiaro nella !ona centrale" il diametro di circa 7,2 m,
mentre lo spessore medio si aggira intorno a 1,7m ( 2,.m in peri%eria, -,2m al centro).
4umerose sono le %orme anomale degli eritrociti che si possono osservare allesame
microscopico di uno striscio peri%erico" tali anomalie riguardano: ) le dimensioni, #) la %orma,
$) il contenuto di emoglobina e *) leventuale presen!a di corpi inclusi e sono spesso tra loro
strettamente correlate.
) ANISOCITOSI ANISOCITOSI( tab. 2-., 2-3): altera!ioni delle dimensioni dei globuli rossi" nellambito
dellanisocitosi si distinguono i macrociti ed i microciti, cellule di dimensioni
rispettivamente maggiori e minori della norma" i macrociti si osservano principalmente nelle
anemie megaloblastiche, nelle epatopatie croniche, nellaumentata eritropoiesi e nellaplasia
midollare" la presen!a di microciti ri%lette invece un di%etto di sintesi emoglobinica ( caren!a di
%erro, talassemie, ecc. ).
#) POICHILOCITOSI(tab. 2-., 2-3): altera!ioni della %orma dei globuli rossi" tra queste ne
elenchiamo alcune tra le principali:
SCHISTOCITI SCHISTOCITI: sono %rammenti di eritrociti che possono assumere le %orme piA disparate
(a bastoncino, a triangolo, a me!!a luna ecc. )" compaiono in genere nelle anemie emolitiche
da trauma meccanico, nella $&*, nel morbo di :oschFovit! nelle talassemie nella
ellissocitosi e nellanemia megaloblastica
SFEROCITI SFEROCITI: sono ema!ie di %orma s%erica che si riconoscono in genere per lassen!a della
!ona centrale chiara " si ritrovano nella s%erocitosi ereditaria e nelle anemie emolitiche auto-
immuni.
OVALOCITI ED ELLISSOCITI OVALOCITI ED ELLISSOCITI: sono globuli rossi di %orma ovale ed ellittica che si os-
servano in gran numero nella ellissocitosi ed ovalocitosi ereditaria ed in minor misura anche
in altre condi!ioni anemiche" sono comunque presenti nel soggetto normale anche se in pic-
colissima percentuale ( 1-26 ).
STOMATOCITI STOMATOCITI: sono cellule in cui la !ona centrale chiara lineare an!ichI circolare"
compaiono nella stomatocitosi.
ANULOCITI ANULOCITI: sono globuli rossi in cui la !ona centrale chiara piA ampia del normale e
parte colorata limitata ad un sottilissimo anello relegato allestrema peri%eria" ri%lettono un
di%etto della sintesi di emoglobina, e sono caratteristici delle anemie sideropeniche.
CELLULE A BERSAGLIO CELLULE A BERSAGLIO: sono ema!ie di ridotto spessore colorate al centro ed alla pe-
ri%eria con linterposi!ione di un alone chiaro" sono presenti nelle emoglobinopatie ed in
particolare nel morbo di $ooleJ, nelle malattie epatiche e dopo splenectomia
DACRIOCITI DACRIOCITI o cellule a lacrima o a goccia: presentano unestremit' allungata" si trovano
%requentemente nelle sindromi mieloproli%erative e mielodisplastiche e nelle talassemie
DREPANOCITI DREPANOCITI o cellule %alci%ormi: sono elementi stretti allungati e ricurvi a %orma di
%alce, tale de%orma!ione dovuta alla precipita!ione di un tipo patologico di emoglobina
( 5b 8 ) presente nellanemia %alci%orme.
ERITROCITI SPINOSI ERITROCITI SPINOSI: sono ema!ie ricoperte sulla loro super%icie di protuberan!e a
%orma di spina o di aspetto piA grossolano" se ne identi%icano tre principali variet' gli
eci!ociti eci!ociti o cellule crenate, di %orma s%erica, a rilievi spinosi disposti regolarmente, gli
aca!tociti aca!tociti in cui le estro%lessioni sono di %orma piA grossolana, distribuite irregolarmente, e
meno numerose che negli echinociti ed i ceratociti ceratociti o cellule ad elmetto caratteri!!ati dalla
presen!a di due sole protuberan!e assottigliate alle estremit'. Kli acantociti compaiono
nella -lipoproteinemia congenita, nelle malattie epatiche e dopo splenectomia" i chera-
tociti si %ormano in alcuni disturbi circolatori ( $&*, emangiomi, alcune malattie emoliti-
che ) in seguito sembra a traumi meccanici" gli echinociti originano in seguito a stimoli di
varia natura ( altera!ioni del me!!o interno, dellambiente esterno, o del metabolismo eri-
trocitario
$) ANISOCROMIA ANISOCROMIA (tab. 2-3 ): altera!ioni della colora!ione dei globuli rossi:
tra queste si riconoscono lIPOCROMIA lIPOCROMIA con cui si indica la presen!a di eritrociti con
una colora!ione piA pallida per ridu!ione del contenuto emoglobinico, lIPERCROMIA lIPERCROMIA
con cui ci si ri%erisce ad ema!ie colorate piA intensamente in cui le cellule sono aumentate
di volume e la concentra!ione di emoglobina normale o lievemente ridotta. &pocromia ed
ipercromia riconoscono le stesse cause rispettivamente della microcitosi e della macroci-
tosi con cui sono strettamente associate.
*) nche le inclusioni cellulari di cui se ne riconoscono diversi tipi sono piA che altro carat-
teristiche dei reticolociti.
PUNTEGGIATURE BASOFILE PUNTEGGIATURE BASOFILE: sono piccole granula!ioni di colore blu scuro di%%use
su tutta la super%icie cellulare" corrispondono a precipitati ribosomiali patologici che
sostituiscono la normale policromato%ilia" si osservano nelle anemie da intossica!ione
da piombo occasionalmente in altre gravi anemie ( sindromi talassemiche )
CORPI DI HOWELL"#OLL$ CORPI DI HOWELL"#OLL$: sono corpuscoli rotondeggianti di color rosso porpora o
rosso-violaceo presenti in piccolo numero ( uno o due, raramente di piA ) che si osservano
gli eritrociti maturi" sono residui di cromatina nucleare.
ANELLI DI CABOT ANELLI DI CABOT: sono inclusioni di %orma anulare di color rosso- rosso violaceo" si
tratta probabilmente di residui della membrana nucleare" compaiono insieme ai corpi di
5oEell-LollJ in seguito a splenectomia e nelle anemie gravi.
CORPI DI HEIN% CORPI DI HEIN%: sono piccoli granuli che si trovano piA che altro nei globuli rossi
maturi" si riscontrano nelle en!imopatie ( di%etto da K3(* ) e nelle emoglobinopatie" non
si colorano con la :aJ-KrunEald-Kiemsa ma si eviden!iano bene solo con la colora-
!ione vitale del $rJstal-violetto.
SIDEROSOMI SIDEROSOMI: sono granuli di %erritina che compaiono in seguito a splenectomia ed in
diverse condi!ioni patologiche" si eviden!iano solo con la colora!ione di (erls ( blu di
(russia ).
FENOMENO DI ROULEAU& FENOMENO DI ROULEAU&' ' unaltra situa!ione atipica che si pu9 presentare allosserva!ione
microscopica di uno striscio di sangue peri%erico una caratteristica aggrega!ione dei globuli rossi
che si impilano gli uni sugli altri" ci9 pu9 essere dovuto ad arte%atti tecnici ( vetrini non asciugati
per%ettamente ) o pu9 costituire il cosiddetto %enomeno di =ouleauM conseguente ad alcune
situa!ioni patologiche quali lanemia emolitica autoimmune e le malattie immunoproli%erative
(mieloma multiplo, morbo di <aldenstrom, crioglobulinemie). &n tali situa!ioni, tra laltro, il
conteggio automatico dei globuli rossi pu9 risultare diminuito rispetto al valore reale dando %alse
anemie.
FORMULA LEUCOCITARIA FORMULA LEUCOCITARIA
La %ormula leucocitaria indica le percentuali delle singole linee cellulari ( granulociti neutro%ili,
eosino%ili, baso%ili, monociti, lin%ociti ) che compongono complessivamente i globuli bianchi
rispetto al loro numero totale. &n condi!ioni normali nelladulto i granulociti neutro%ili variano dal
,. al 7-6, gli eosino%ili dall1 al ,6, i baso%ili da - all16, i lin%ociti dal 2- al ,.6, ed i monociti
dal 2 al 1-6" nel neonato la percentuale dei lin%ociti molto maggiore raggiungendo circa il 3--
7-6" questi valori si abbassano gradualmente %ino a rientrare nei limiti della norma intorno al
quindicesimo anno di et'. 8i pu9 determinare con metodo diretto o indiretto ( contatori elettronici )
La tecnica manuale per il calcolo della %ormula leucocitaria sullo striscio peri%erico stata ormai
sostituita dallintrodu!ione degli apparecchi automatici, per cui si accenner' solo sommariamente
alle sue principali modalit' di esecu!ione: innan!itutto necessario contare sul vetrino i globuli
bianchi" stato sperimentalmente dimostrato che il numero di cellule che deve essere raggiunto nel
conteggio per avvicinarsi con su%%iciente approssima!ione al valore reale di almeno 1-- cellule" la
!ona del vetrino che consigliabile esaminare per il conteggio unintera striscia longitudinale
leggermente distan!iata dal bordo" in casi di marcato aumento di leucociti ( leucemie ) pre%eribile
contare in quelle !one dove gli elementi sono %acilmente distinguibili, viceversa in condi!ioni di
leucopenia necessario e%%ettuare una concentra!ione cellulare mediante luso di una citocentri%uga.
STUDIO MORFOLOGICO DELLE PIASTRINE STUDIO MORFOLOGICO DELLE PIASTRINE
llesame di uno striscio peri%erico le piastrine normali si presentano come piccoli dischi ovali o
rotondi dai contorni leggermente %rastagliati con un diametro variabile tra circa 2 e 1 m" le
piastrine non sono vere cellule ma %rammenti citoplasmatici di cellule giganti polinucleate: i
megacariociti" il citoplasma lievemente baso%ilo, si colora in a!!urro e appare come un %ondo
(ialomero) su cui spiccano delle %ini granula!ioni ( cromomero o granulomero ) che possono essere
disperse o raggruppate al centro. (iastrine piA grandi ( 1-.m di diametro ) sono presenti nel
soggetto normale in piccola percentuale, ma si osservano in condi!ioni di piastrinopenia
autoimmune (ci9 dovuto ad una %orte stimola!ione della piastrinopoiesi che cerca di compensare
la diminu!ione in peri%eria) ed in alcune malattie mieloproli%erative.
CONTA DEI RETICOLOCITI CONTA DEI RETICOLOCITI
D un importante strumento diagnostico, in quanto il numero dei reticolociti nel sangue peri%erico il
ri%lesso diretto della reale produ!ione midollare dei globuli rossi" si pu9 eseguire con due metodi:
manuale ed automatico ( contatori elettronici ).
&l metodo diretto si basa sulla presen!a allinterno dei reticolociti di residui baso%ili di natura
ribosomiale che a contatto con particolari coloranti ( blu brillante di cresile, nuovo blu di metilene )
precipitano sotto %orma di un reticolo che si colora in blu scuro: questo rende i reticolociti,
allesame microscopico, %acilmente distinguibili dai globuli rossi maturi. La procedura tecnica la
seguente: si depositano 1 gocce di colorante ( blu brillante di cresile ) in una provetta, si aggiungono
3 gocce di sangue del pa!iente prelevato con anticoagulante, si mette a 17 H$ ( in termostato o a
bagnomaria ) per circa 1.-2- minuti" si risospendono poi le ema!ie agitando leggermente, si depone
una goccia di sospensione su un vetrino portaoggetto e si e%%ettua quindi lo striscio con le stesse
modalit' gi' descritte per lo striscio di sangue peri%erico. (er la conta dei reticolociti si utili!!a un
microscopio ottico con obiettivo a immersione a ingrandimento 1--. 8i contano 1--- cellule
( globuli rossi N reticolociti ) e si calcola la percentuale dei reticolociti ( -,2-2,.6 ) . ;alori
%isiologicamente piA elevati ( 2-36 ) si osservano alla nascita" essi tendono a normali!!arsi
nellarco della prima settimana di vita.