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LE PROTEINE PLASMATICHE

Plasma sanguigno

Liquido di composizione complessa costituito da una quantità di


sostanze organiche e inorganiche di varia natura e proprietà, disperse
in una fase acquosa.

Sostanze solide disciolte


Proteine >80% (concentrazione totale 6-8 g/dL).

Le proteine plasmatiche comprendono più di 100 tipi di proteine


diverse le quali, secondo una prima (grossolana) suddivisione possono
essere distinte in Albumine e Globuline.
LE PROTEINE PLASMATICHE
Gruppo eterogeneo di proteine normalmente presenti nel sangue con
funzioni specifiche

• Sintetizzate dal fegato come pre-proteine (eccetto immunoglobuline e


ormoni)

• Convertite in proteine attive dagli enzimi proteolitici del plasma

• Tutte glicoproteine (eccetto albumina)

La misura della concentrazione delle proteine plasmatiche ha


valore diagnostico e nel monitoraggio di diverse condizioni
fisiopatologiche (modificazioni dei singoli elementi o
variazioni multiple)
CLASSIFICAZIONE

• 1) “storica”
basata sulla solubilità in acqua (albumina/non albumine)
• 2) funzionale
(trasporto, inibitori proteasi, coagulazione, ecc)
• 3) elettroforetica
(albumina, α1, α2, β, γ)
FUNZIONI DELLE PROTEINE PLASMATICHE

1. Enzimi α1 antitripsina, antitrombina III, α2 macroglobulina

2. Proteine di trasporto retinol binding protein, lipoproteine, prealbumina, globuline


leganti ormoni

3. Trasporto e metabolismo del ferro transferrina,aptoglobina,emopessina

4. Funzioni miste albumina


(trasporto, equilibrio acido-base, pressione colloido-osmotica)

5. Funzione immunitaria immunoglobuline, proteine del complemento, PCR

6. Coagulazione fattori della coagulazione, fibrinogeno

7. Proteine fetali α-fetoproteina, antigene carcino-embrionale

8. Altro ceruloplasmina, β2microglobulina


La concentrazione delle proteine plasmatiche (6-8 g/dL) è
la risultante di un equilibrio dinamico tra:

1. SINTESI
2. RIPARTIZIONE TRA PLASMA E LIQUIDO INTERSTIZIALE
3. ELIMINAZIONE (perdite esterne/catabolismo endogeno)

Sintesi Plasma Eliminazione

Liquido interstiziale
SINTESI

Prevalentemente epatica.
Immunoglobuline: prodotte dalle plasmacellule
Piccole quantità di altre proteine: diversa origine.

SCAMBI PLASMA-LIQUIDO INTERSTIZIALE

A livello dei capillari per processi di filtrazione o di diacitosi. Dipendono da:


- gradiente di pressione idrostatica
- gradiente di concentrazione
- dimensioni molecolari

Normalmente la concentrazione proteica nel liquido interstiziale è circa 2/3 di quella


plasmatica.

ELIMINAZIONE ESTERNA E CATABOLISMO

Eliminazione esterna: a livello enterico e renale

Catabolismo: sia in queste che in altre sedi, specialmente nel fegato e nei macrofagi.
Eliminazione esterna delle proteine plasmatiche

A livello enterico
enterociti lume intestinale eliminazione come tali o digerite in aminoacidi (AA) e
assorbiti.

A livello renale
Fattori determinanti il passaggio nel filtrato glomerulare:
- fattori relativi agli scambi plasma-liquido interstiziale
- carica elettrica (carica negativa: proteina respinta dalle membrane cellulari)

In condizioni fisiologiche il filtro glomerulare è impermeabile a proteine con Mr > 70000.


Proteine con Mr inferiore filtrano tanto più facilmente quanto minori sono le loro
dimensioni molecolari e quanto meno, al pH del sangue, risultano provviste di carica
negativa.

ß2 MICROGLOBULINA (Mr 11000) e (LISOZIMA) Mr 14000 filtrano facilmente


ALBUMINA (Mr 66000) scarsa filtrazione (dimensioni e repulsione elettrostatica per forte carica negativa).
Hb Mr (65000) se presente in forma libera nel plasma, filtra più facilmente dell’albumina perché meno carica
negativamente.
Eliminazione urinaria delle proteine plasmatiche

Nel filtrato glomerulare passano 18 g/die di proteine


1/1000 di tutte le proteine plasmatiche che giornalmente fluiscono attraverso il rene
flusso plasmatico renale circa 650 mL/min,
45g di proteine/min passano attraverso il rene quindi in 24 h circa 65 kg.

Dopo riassorbimento tubulare meno di 100 mg -150 mg/die (comprese anche proteine
provenienti dalle vie urinarie)- di proteine plasmatiche sono escreti giornalmente con le urine
in un soggetto adulto normale.

Nelle cellule tubulari le proteine riassorbite sono degradate ad AA che vengono quindi
riversati in circolo.

Turnover delle proteine plasmatiche


Valore stimato medio: 20-25 g/die. Ogni giorno 20-25g di proteine plasmatiche sono eliminate
e sostituite da proteine neoformate. Circa il 10% di tutte le proteine plasmatiche presenti
nell’organismo.
INDAGINI DI LABORATORIO RELATIVE ALLE PROTEINE PLASMATICHE

1. Determinazione delle proteine totali del plasma, eseguita con


metodi fotometrici, sfruttando alcune reazioni colorate tipiche
delle proteine (Metodo del Biureto, Coomassie, Lowry)

2. Separazione elettroforetica, la quale, risolve le proteine


plasmatiche in un certo numero (variabile a seconda del potere
risolutivo della metodica usata) di frazioni, ciascuna delle quali
può comprendere varie proteine

3. La determinazione di singole proteine eseguibile con metodi


immunometrici (EIA, RIA, LIA …)
METODI DI ANALISI DELLE PROTEINE DEL SANGUE

METODI QUALITATIVI METODI QUANTITATIVI

- elettroforesi - determinazione delle proteine totali


- immunoelettroforesi - frazionamento
- elettroforesi bidimensionale - tecniche immunochimiche

Proteine plasma = proteine del siero + 3-5%

60% albumina + 40% globuline Fibrinogeno


ELETTROFORESI DELLE SIEROPROTEINE

L’ elettroforesi su acetato di cellulosa delle proteine del siero


mette in evidenza, dopo opportune colorazioni, 5 bande
corrispondenti ad altrettante frazioni proteiche
Ogni banda comprende numerose proteine (ad eccezione della
banda dell’ albumina) che, pur diverse, hanno una mobilità
elettroforetica simile

Le bande sono, secondo un ordine di velocità di migrazione


anodica decrescente

1. Albumina
2. 1
3. 2
4. ß
5. 
ELETTROFORESI DELLE SIEROPROTEINE: LA TECNICA
Elettroforesi = metodo per separare molecole cariche in base alla loro mobilità in un campo elettrico

Fase solida: agarosio, acetato di cellulosa


Fase mobile: soluzione ionica (pH 8.6) a cui viene applicato il campo elettrico

Molecole con carica netta negativa (Anioni) → anodo (+)


Molecole con carica netta positiva (Cationi) → catodo (-)

Mobilità elettroforetica dipende da:


- Intensità del campo elettrico
- Carica della proteina (struttura amminoacidica, presenza di gruppi carichi)
- pH della soluzione salina
- punto isoelettrico della proteina (pH al quale la somma delle cariche positive e negative
della molecola è = 0)
pH < P.I. = la proteina è carica + migrazione verso il catodo
pH > P.I. = la proteina è carica - migrazione verso l’anodo
ELETTROFORESI CAPILLARE
High Performance Capillary Electrophoresis (HPCE)

• La corsa: all’interno di un capillare in silicio rivestito da un polimero( diametro interno


di 20-180 μm, lunghezza da 20 a 100 cm) e riempito con un buffer liquido che pone
in comunicazione anodo e catodo

• Voltaggio applicato: 10 kV (la lunghezza ed il ridotto diametro permettono di


dissipare il calore prodotto)

• volume del campione: da 1 a 50 nL .

• Le proteine durante la separazione passano attraverso una finestra di lettura non


rivestita e dotata di un rilevatore di raggi ultravioletti che misura l’assorbanza tra i
200 ed i 215 nm.

• La separazione avviene in base alla carica e alle dimensioni : la migrazione avviene


in modo direttamente proporzionale al grado di ionizzazione ed inversamente
proporzionale alle forze frizionali (flusso elettroforetico);
• le proteine (cariche negativamente, anioni) migrano verso l’anodo (+);
• in corrispondenza della finestra non rivestita le proteine sono però sottoposte
anche al flusso elettroendosmotico
• La quantificazione avviene per proporzione diretta con la concentrazione delle
proteine sieriche totali.
ELETTROFORESI CAPILLARE
Nel protidogramma elettroforetico, ciascuna banda corrisponde ad un picco la cui
larghezza dipende dalla larghezza della banda e la cui altezza dipende dall’intensità del
colore. In base all’ area dei picchi, rapportata all’area totale del tracciato, si può stabilire la
% che ciascuna frazione rappresenta rispetto alle proteine totali.

Albumina 50 - 64 %
Albumina
1 2.1 - 4%
2 6,1 - 10.9%
6,5 - 10.1%
Pre albumina

ß1
ß2 3,5 – 7 %
 11,7 – 20%

ß1 
1 2 ß2
Albumine
- Albumina
Mr 66000, è la proteina plasmatica più abbondante (circa i 2/3 di tutte le proteine).
1) contribuisce in modo sostanziale alla pressione colloido-osmotica del plasma
(dalla quale dipendono gli scambi di liquidi tra plasma e spazi interstiziali);
2) contribuisce al potere tamponante del plasma;
3) trasporta in circolo numerose sostanze endogene (es. acidi grassi, bilirubina)
ed esogene (es. farmaci come l’aspirina);
4) costituisce una riserva circolante di aminoacidi.
- Prealbumina. Proteina con Mr 62000, è così denominata per la sua diversa
mobilità elettroforetica rispetto all’albumina. Contribuisce al trasporto in circolo
degli ormoni tiroidei; può associarsi alla proteina legante il retinolo. Ha un’emivita
particolarmente breve (12 h).

Globuline

Sono proteine globulari, come del resto le Albumine, dalle quali differiscono per
talune proprietà chimico-fisiche (in particolare la solubilità). Oltre a svolgere azioni
simili a quelle dell’ albumina (anche se in misura meno rilevante data la loro
minore concentrazione) le globuline plasmatiche comprendono proteine con
funzioni specifiche (immunitaria, emostatica, enzimatica ed antienzimatica,
ormonale)
PREALBUMINA (0,15 -0,36 g/L)

Sintesi epatica. Struttura tetramerica PM 62000


Ogni monomero e in grado di legare una molecola di tiroxina.
Lega la proteina legante il retinolo (RBP), la quale a sua volta si complessa con la
vitamina A.
Marcatore dello stato nutrizionale (a causa della sua breve emivita -12h).

Reazioni infiammatorie
Denutrizione
Danno epatico

Nefrosi
Gravidanza
ALBUMINA (39-51 g/L)

Sintesi epatica PM 66000 Emivita 17 gg


Rappresenta 2/3 del totale delle plasma proteine, perciò gli abbassamenti dei suoi
livelli dovuti a deficit di sintesi o perdite (nefropatie con perdita di proteine, ascite,
enteropatie) provocano gravi squilibri della pressione oncotica intravascolare
(edema).

• Serve da deposito mobile di AA dal fegato, dove è


sintetizzata, ad altri tessuti, dove viene rotta in AA
liberi che possono essere incorporati in altre
proteine.

• Trasporta ligandi organici o inorganici


(tiroxina,bilirubina,penicillina,
cortisolo, estrogeni, acidi grassi liberi, calcio,
magnesio, eme)

• La misura della forma glicosilata può essere utile


come controllo dei diabetici poiché è la
componente predominante della glucosamina.
Albumina: funzione osmotica
Regolazione della distribuzione dei liquidi fra sangue e tessuti perché è responsabile
dell’80% della pressione oncotica del sangue.
Scambio di fluidi tra capillari e spazio interstiziale:
1. Pressione oncotica del sangue
2. Pressione idrostatica dei capillari
3. Pressione oncotica interstiziale
4. Presisone idrostatica interstiziale
1-GLOBULINE
Sono importanti proteine di notevole interesse diagnostico (1-
glicoproteina acida, 1-antitripsina, 1-lipoproteina, 1-fetoproteina)
L’ 1-antitripsina (AT, 2-4 g/L, PM 60000) è il principale componente delle
1. E’ un’ inibitore delle proteasi (tripsina ma anche chimotripsina,
plasmina, elastasi). Il suo deficit è associato a cirrosi per incapacità degli
epatociti ad immettere nel sangue l’ 1-antitripsina prodotta ed ad
enfisema per distruzione del tessuto elastico da parte di collagenasi,
prodotte da leucociti in risposta a stimoli irritativi o infiammatori, non
inibite.
L’ 1-glicoproteina acida (o orosomucoide, 0,5-2 g/L,
PM 44000) ha una funzione biologica poco conosciuta.
E’ tra le “proteine della fase acuta” quella che aumenta
più precocemente (insieme alla proteina C-reattiva)

L’ -1 fetoproteina è una glicoproteina sintetizzata dagli


epatociti embrionali. E’ marker di tumori epatici primitivi
(epatoma, teratoblastoma) e il suo aumento è correlato
al fenomeno di “derepressione genica” ..

L’ 1-lipoproteina corrisponde alle HDL.


2-GLOBULINE
Sono rappresentate prevalentemente da 2-macroglobulina e da
aptoglobina
L’ 2-macroglobulina è fra le più grandi proteine plasmatiche (PM di 82000). E’
di origine epatica e la sua concentrazione nel siero è di 2-3 g/dL (le donne
hanno livelli più alti in risposta agli estrogeni). Possiede un potere inibitorio
non specifico nei confronti di enzimi proteolitici (trombina e plasmina),
contribuendo all’equilibrio dei processi coagulativo e fibrinolitico. Ha anche
funzione di trasporto per alcuni ormoni polipeptidici come il somatotropo e
l’ insulina. Marker di decorso della sindrome nefrosica

L’ aptoglobina (PM 100000) è di origine epatica e ha una


concentrazione nel siero è di 50-300 mg/dL. Presenta
molte varianti geniche. Il suo ruolo biologico è legato al
catabolismo dell’ emoglobina (Hb). Si lega
immediatamente all’emoglobina che si libera dalla quota
di emazie fisiologicamente distrutte per veicolarla ai
distretti del sistema reticolo-endoteliale, dove avviene la
sua definitiva decomposizione. Il legame aptoglobina-
emoglobina è 1:1.
- GLOBULINE
La Transferrina è la principale β-globulina ( PM 79550; v.r 200-400 mg/dL) che trasporta gli
ioni ferrici dai depositi di ferro della ferritina intracellulare o della mucosa al midollo osseo
in cui i precursori degli eritrociti e altre cellule posseggono recettori per la transferrina. La
quantità di ferro trasportato dalla transferrina è 0,1%, mentre il 20% è immagazzinato
come deposito in ferritina e emosiderina.

Il C3 è uno dei fattori del complemento.


Solo nel siero fresco è possibile distinguerlo
dalla transferrina ed avere due picchi β1
(transferrina) e β2 (C3). E’ un utile
marcatore di stato patologico come il lupus
eritematoso e l’artrite reumatoide. E’ un
fattore di rischio aterosclerotico. E’ una
proteina della fase acuta.

L’Emopessina (PM 70000) non è visibile in


elettroforesi tradizionali e deve essere
determinata con metodi immunochimici
(v.r. 50-120 mg/dL). Lega l’ eme rilasciato
dopo degradazione dell’ emoglobina. E’ un
indice di emolisi intravasale.

Il Fibrinogeno è una glicoproteina importante nel processo di coagulazione. La sua


quantità subisce variazioni nel plasma per diverse cause morbose.
Per l’ apporto di ferro ai reticolociti (precursori dei globuli rossi) il Fe3+ legato
alla transferrina si unisce al rettore sulla membrana cellulare e viene inglobato
con il recettore. All’interno della cellula, il ferro viene ceduto ad altre proteine
leganti il ferro (emoglobina e transferrina). Il recettore e la transferrina sono
ulteriormente rilasciati sulla membrana cellulare e la transferrina libera dal
ferro si dissocia dal recettore.
LE IMMUNOGLOBULINE

La funzione principale delle Ig è quella di riconoscere antigeni estranei all’


organismo e di promuoverne l’ eliminazione o di facilitarne le neutralizzazione. Il
riconoscimento dell’antigene avviene per un meccanismo di complementarietà
spaziale che si realizza fra determinante antigenico e sito combinatorio. La risposta
anticorpale è caratterizzata, normalmente dall’intervento di cloni cellulari diversi che
sintetizzano Ig non del tutto omogenee con gradi di affinità differenti verso l’
antigene (anticorpi policlonali).

Gli aumenti generalizzati si verificano in


risposta alle svariate infezioni acute e croniche
e nelle malattie autoimmuni (gammopatie
policlonali). Nel caso di un altre affezioni si
osserva un forte incremento di una singola
proteina di tipo immunoglobulinico, spesso
incompleta e priva di attività anticorpale.
Evento correlato ad una proliferazione
iperplastica o neoplastica di un singolo clone
(gammopatia monoclonale).
-GLOBULINE
Le Ig si dividono in 5 classi.
Le IgG (v.r. 600-1800 mg/dL) sono responsabili dell’ immunità umorale e sono le uniche Ig
che nella specie umana passano dalla madre al feto attraverso la placenta.
Le IgA (v.r. 90-400 mg/dL) sono presenti nel siero a concentrazione relativamente bassa
mentre nelle secrezioni (saliva, latte, secrezioni intestinali) rappresentano la classe
prevalente di Ig.

Le IgM (v.r. 80-190 mg/dL) costituiscono la risposta


immunitaria primaria. Fissano il complemento e sono
presenti sulla membrana dei linfociti B dove costituiscono
le cosiddette “immunoglobuline di membrana”.
Le IgD sono Ig di membrana e sono presenti nel siero a
bassa concentrazione (3 mg/dL)
Le IgE sono responsabili nell’uomo dei fenomeni di
ipersensibilità di tipo immediato; si fissano a recettori
specifici sulla membrana dei granulociti basofili e dei
mastociti. Quando vengono a contatto con l’ allergene si
innesta una serie di reazioni che portano alla liberazione di
istamina e di altri mediatori della ipersensibilità. La
quantità normale di IgE è estremamente ridotta (30g/dL)
ALTERAZIONI DELLA CONCENTRAZIONE DELLE PROTEINE
DEL PLASMA/SIERO

Valori di riferimento (siero) 6-8 g/dL


(determinazione con metodi fotometrici)

AUMENTI
1. Condizioni di disidratazione (riduzione del volume plasmatico)
2. Iperproduzione di particolari tipi di proteine (es. immunoglobuline, proteine della “fase
acuta”)
DIMINUZIONI
1. Condizioni di iperidratazione
2. Ridotta sintesi:
• insufficiente apporto proteico alimentare
• difetti della digestione proteica e/o dell’assorbimento di amminoacidi
• epatopatie
3. Accelerato catabolismo proteico (es. ipertiroidismo, m. di Cushing, diabete
scompensato, m. neoplastiche in fase avanzata)
4. Aumentate perdite esterne
• attraverso il rene, per aumentata permeabilità glomerulare o più raramente per
deficiente riassorbimento tubulare
• attraverso l’ intestino (enteropatie proteino-disperdenti)
• attraverso la cute (ustioni, piaghe, fistole)
ALTERAZIONI DEL PROTIDOGRAMMA ELETROFORETICO

1) Alterazioni della frazione albuminica

Anomalie genetiche:
1) Analbuminemia
2) Alloalbuminemia: simultanea presenza di 2 varianti alleliche dell’albumina; all’EF
sdoppiamento della banda e del picco corrispondente (bisalbuminemia)

Alterazioni acquisite:
La maggior parte delle condizioni che possono determinare modificazioni delle proteine
sieriche totali provocano anche, e soprattutto, modificazioni della frazione albuminica
Tra le principali cause di ipoalbuminemia ricordiamo:
• Sindrome nefrosica (grave proteinuria glomerulare con escrezione urinaria di proteine
> 3,5 g/24 h)
• Epatopatie cronica *
• Enteropatie proteino-dipendenti (ad es. m. di Crohn, colite ulcerosa)
• * Una riduzione della pre-albumina,evidenziabile alla EF in 7 bande o con la
determinazione specifica di questa proteina (v.rif. 18-40 mg/dL) pùo essere indice più
precoce e sensibile di una ridotta capacità proteosintetica del fegato.
ALTERAZIONI DEL PROTIDOGRAMMA ELETTROFORETICO

2) Alterazioni delle frazioni globuliniche 1 e 2


Diminuzioni
Riduzione della frazione 1 indicativa per una carenza di 1-antitripsina, per lo più dovuta a cause
genetiche.
Riduzione della frazione 2 indicativa per una diminuzione dell’aptoglobina, per lo più dovuta a
processi emolitici intravascolari.
In entrambi i casi tali indicazioni potranno essere confermate dalla determinazione specifica delle
proteine in questione
(v.r. : 1 -antitripsina 200-300 mg/dL, aptoglobina 50-300 mg/dL).
Aumenti
Aumenti delle frazioni 1 e 2 sono generalmente espressione di una aumentata produzione delle
cosiddette proteine della fase acuta (PFA), la maggior parte delle quali appartiene a queste 2
frazioni elettroforetiche.
Sono infatti PFA:
- 1 -antitripsina
- 1 -antichimotripsina
- 1 -glicoproteina acida (orosomucoide)
- SAP (proteina sierica dell’amiloide) (1 )
- Aptoglobina (2)
- Ceruloplasmina (2)
Altre PFA:
Emopessina (), C3 e C4 (), Proteina C reattiva (PCR) () , fibrinogeno (ß- nel plasma).

Oltre alle indicazioni fornite dal protidogramma EF, tutte queste proteine possono essere
determinate specificamente con metodi immunochimici.
COMPORTAMENTO DELLE “PROTEINE DELLA FASE ACUTA”

- Aumentano (più o meno precocemente) in circolo nella fase acuta di processi infiammatori
di varia origine (infettive, immunitaria, post necrotica, da agenti fisici e chimici)
- I loro livelli si normalizzano con la guarigione
- In caso di cronicizzazione permangono a livelli sopra la norma e possono presentare nuovi
aumenti per eventuali riacutizzazioni

UTILITA’ DELLA LORO DETERMINAZIONE

Come contributo alla diagnosi, per seguire il decorso, l’evoluzione e la rispondenza ai


trattamenti di condizioni flogistiche non solo acute ma anche subacute o croniche (da cui la
definizione, forse più appropriata, di “proteine della reazione infiammatoria”).

N.B. La concentrazione di alcune proteine sieriche (ad es. transferrina, prealbumina) tende a
diminuire nel corso di processi infiammatori. Si parla in questi casi di “ proteine negative della
fase acuta”.
ALTERAZIONI DEL PROTIDOGRAMMA ELETTROFORETICO

Alterazioni della frazione  globulinica

Diminuzioni
Diminuzione di C3 nell’ipocomplementemia da consumo che accompagna le malattie da
immunocomplessi.
Raramente una riduzione della transferrina (la proteina più rappresentata insieme a C3) determina
una diminuzione della frazione  globulinica.

Aumenti
- Aumento di C3 (proteina di fase acuta) nel corso di processi infiammatori.
- Ipertrasferrinemia negli stati ferro-carenziali (per difetto di assunzione, di assorbimento o per
eccessiva eliminazione) oltre che per cause endocrine (gravidanza, assunzione di contraccettivi
orali).

La separazione EF in 7 bande fornisce maggiori informazioni circa eventuali modificazioni della


transferrina (banda 1) o di C3 (banda 2). In ogni caso, le indicazioni dell’analisi elettroforetica
dovranno essere confermate dalla determinazione specifica di queste proteine.

N.B. Il dosaggio della transferrina è importante per valutare il ricambio del ferro e in particolare per
distinguere le iposideremia dovuta a stati ferro-carenziali, dove la transferrina è aumentata, da
quelle conseguenti a processi infiammatori (specie se caratterizzati da focolai suppurativi cronici),
dove invece la transferrina è diminuita. In questo contesto è importante anche il dosaggio della
ferritina, i cui livelli plasmatici costituiscono il migliore indice dei depositi di ferro nell’organismo.
ALTERAZIONI DEL PROTIDOGRAMMA ELETTROFORETICO

Alterazioni della frazione  globulinica

Diminuzioni
Ipogammaglobulinemie primitive (ad es. m. di Bruton) e secondarie a talune
infezioni, neoplasie, trattamenti immunosoppressivi.
La deficienza può essere generalizzata o selettiva per una particolare classe
immunoglobulinica. Ciò peraltro non è riconoscibile all’elettroforesi ma richiede la
determinazione specifica delle diverse classi di immunoglobuline.

Aumenti
● Gammapatie policlonali
Condizioni caratterizzate da iperproduzione di Ig da parte di numerosi cloni cellulari.
Alla elettroforesi (EF) la banda  e il corrispondente picco sono aumentati ma
mantengono il loro aspetto normale. Si possono osservare in corso di:
•Epatopatie croniche (cirrosi)
•Infezioni croniche
•Malattie autoimmuni

● Gammapatie monoclonali
GAMMAPATIE MONOCLONALI
Le gammapatie monoclonali sono la conseguenza della iperattività di un clone di cellule della
linea linfocitaria B che, in assenza di uno stimolo antigenico, produce in eccesso una singola Ig
e/o i suoi costituenti.
Il protogramma EF, nei casi tipici, mostra un picco stretto e simmetrico nella regione  (talora in
posizione più anodica). Si distinguono in:

1. Gammapatie monoclonali maligne:


• Mieloma multiplo
• M. di Waldestrom
• Linfoma non Hodgkin
• Leucemia linfatica cronica
• M. delle catene pesanti
• (M. delle catene leggere)
2. Gammapatie monoclonali di incerto significato
3. (MGUS):
• Forme benigne, asintomatiche
• Forme di “accompagnamento” associate ad affezioni neoplastiche
non linfoidi, a processi flogistici cronici, a malattie autoimmuni.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE FRA MGUS (forme
“benigne”) E MIELOMA MULTIPLO

Criterio MGUS Mieloma


Decorso clinico Stabile Progressivo
Lesioni ossee Assenti Molto frequenti
Anemia, piastrinopenia Assenti Presenti

Plasmocitosi midollare < 20% > 20%

Per lo più IgG, meno di Anche altre classi di Ig.


Natura della Componente frequente Frequente la presenza di
Monoclonale IgA. Molto rara la presenza catene leggere libere
di catene libere
Concentrazione della CM Solitamente <15 g/L Solitamente > 15 g/L
Concentrazione delle Ig non
monoclonali Normale Diminuita
Proteinuria di Bence-Jones Solitamente assente Molto frequente
( > 80%)
2-microglobulina sierica Normale Aumentata
Tracciati elettroforetici patologici

Flogosi acuta

Epatite virale Neoplasia maligna

Gammapatia monoclonale
Cirrosi epatica

Sindrome nefrosica
Ipogammaglobulinemia
ALTERAZIONI DELLA CONCENTRAZIONE DELLE
PROTEINE DEL PLASMA/SIERO IN GRAVIDANZA

• Riduzione Albumina e Prealbumina


• Aumento del Fibrinogeno
• Aumento della Transferrina
• Lieve diminuzione della frazione gamma

• Ed inoltre………..
• Leggera albuminuria (negli ultimi 3 mesi)
PROTEINURIE

In condizioni fisiologiche l’eliminazione urinaria di proteine, provenienti in parte dal plasma e in parte dalle vie
urinarie, non supera 150 mg/24 h. Di conseguenza, la concentrazione proteica nelle urine risulta generalmente
inferiore al limite di rivelazione dei metodi di determinazione di uso corrente, consistenti nell’uso di particolari
strisce reattive (dipsticks).

Ciò premesso, il termine di PROTEINURIA è solitamente riservato a quelle condizioni nelle quali l’eliminazione
urinaria di proteine risulta superiore a 150 mg/24 h ed è apprezzabile dai metodi di cui sopra.

CLASSIFICAZIONE delle PROTEINURIE

A. Secondo l’ intensità (g/24 h)


● lieve < 0,5 ● moderata 0,5-3,5 ● grave: > 3,5

B. Secondo i caratteri clinici


● isolata ● intermittente ● persistente

C. Secondo l’origine
● renale: - glomerulare
- tubulare
● extrarenale: - da iperafflusso ( prerenale)
- da aumentata eliminazione di
proteine nelle vie urinarie (postrenale)
CASI DI PROTEINURIA
PROTEINURIA GLOMERULARE

Dovuta ad un aumento della permeabilità glomerulare alle proteine, rappresenta la forma


di proteinuria più frequente e quella in cui l’eliminazione urinaria di proteine può
raggiungere i livelli più elevati.
E’ caratterizzata da cospicua albuminuria e dalla presenza nelle urine di proteine con
Mr > 70000, solitamente assenti.

La proteinuria glomerulare si distingue in:


- Selettiva quando il glomerulo, nonostante l’aumentata permeabilità, trattiene ancora
le proteine plasmatiche di dimensioni molecolari particolarmente elevate;
- Non selettiva quando ciò non si verifica. In tal caso la composizione proteica delle
urine ricalca quella plasmatica.

Tra i criteri per stabilire la selettività o meno di una proteinuria glomerulare ricordiamo
l’indice di Cameron, corrispondente al rapporto tra la clearence (Cl.) renale delle IgG
(Mr150000) e quella della transferrina (Mr 78000).

Cl. IgG / Cl. transferrina < 0,2 = proteinuria selettiva

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PROTEINURIA TUBULARE
E’ dovuta ad una incapacità del tubulo renale a riassorbire le proteine filtrate
attraverso il glomerulo. Tra le proteine eliminate con le urine, in questo tipo di
proteinuria risultano tipicamente aumentate talune proteine plasmatiche con Mr
relativamente bassa (ben filtrabili attraverso il glomerulo) quali: α1-microglobulna
(Mr 31000), ß2-microglobulina (11000), lisozima (14000).

PROTEINURIA DA IPERAFFLUSSO

Non è dovuta a disfunzioni renali. Si verifica allorché una proteina filtrabile attraverso
il glomerulo renale viene riversata in circolo in quantità eccedente la capacità di
riassorbimento tubulare. Ne sono esempi l’emoglobinuria conseguente ad emolisi
intravascolare, la mioglobinuria in corso di patologie muscolare, la proteinuria di
Bence-Jones nel mieloma multiplo.
INDAGINI DI LABORATORIO RELATIVE ALLE PROTEINE URINARIE

● Determinazione delle proteine totali con strisce reattive (in prima istanza) o
con metodi fotometrici analoghi a quelli usati per le proteine del siero (o plasma);

● Separazione elettroforetica

● Determinazione, con metodi immunometrici (EIA, RIA, LIA,


immunonefelometria …), di singole proteine di particolare significato clinico
quali ad es.:
- proteine a bassa Mr come indicatori di proteinuria tubulare
- proteina di Bence-Jones (catene κ o λ delle Ig)
- Albumina, soprattutto per rivelare eventuale “microalbuminuria” (albumina urinaria
>20 ma <200 mg/L) segno precoce di nefropatia diabetica
• La stimolazione di numerosi cloni di plasmacellule induce l’incremento di
diverse classi di Ig che si manifesta come un incremento diffuso ed
eterogeneo in zona γ o che si estende in zona β:
• - Epatopatie croniche (cirrosi) (es. fusione βγ della cirrosi postalcolica)
• - Malattie del collagene e autoimmuni (LES, artrite reumatoide,
sclerodermia, Sdr.Sjogren)
• - Infezioni (TBC, endocardite batterica subacuta, mononucleosi
infettiva,osteomieliti, etc)
Gammopatia policlonale Tracciato normale