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Terzo nucleo tematico

Le funzioni e la composizione del sangue


L’emopoiesi e l’emocateresi
Percorso di potenziamento-orientamento
“BIOLOGIA CON CURVATURA BIOMEDICA”
Prima annualità

Prof.ssa Francesca Torretta


Le caratteristiche del sangue
• È un tessuto connettivo fluido
• Costituisce l’8% del peso corporeo totale
• È più denso e più viscoso dell’acqua
• Ha pH leggermente alcalino (7,35-7,45)
• Ha colore rosso vivo se ossigenato, rosso
cupo se deossigenato
• Ha un volume in media di circa 5-6 litri in un
uomo adulto, di 4-5 litri in una donna adulta
• Circola in un sistema di vasi, distinti in
arterie, vene e capillari ed è sospinto dal
cuore, che funziona come una pompa
aspirante e premente.
Le funzioni del sangue

TRASPORTO REGOLAZIONE PROTEZIONE


 di sostanze nutritive  del pH dei fluidi corporei  difesa dagli agenti
 di gas respiratori  della temperatura corporea patogeni
 di sostanze di rifiuto  della pressione arteriosa  emostasi
 di ormoni  della pressione osmotica
 dell’equilibrio idrico e salino
La composizione del tessuto sanguigno

• matrice extracellulare
liquida detta plasma
• diversi tipi cellulari
detti elementi
figurati:
globuli rossi
globuli bianchi
piastrine
Le analisi del sangue
EMOCROMO

Il campione di sangue venoso necessario,


prelevato da una vena superficiale del
braccio, viene conservato in una provetta
contenente una sostanza anticoagulante.
Successivamente viene analizzato con un
macchinario elettronico per l’analisi
automatica detto contaglobuli.
I globuli rossi rappresentano
EMATOCRITO più del 99% degli elementi
figurati.
I globuli bianchi e le piastrine
In un campione di sangue reso incoagulabile e centrifugato, gli
occupano meno dell’1% del
elementi figurati si separano dal plasma.
volume totale.
È definito ematocrito la percentuale in volume occupata dagli
Nella provetta essi formano
elementi figurati (soprattutto globuli rossi ) rispetto al volume
un anello sottile detto
complessivo del sangue. Tale valore è in media del 45%
buffy-coat.
Il plasma

• È la frazione liquida del sangue


• Costituisce il 55-60% del volume complessivo del sangue
• È una soluzione acquosa di colore giallo in cui sono disciolti numerosi
soluti, sia inorganici che organici
• E’ costituito per il 91,5% da acqua, per il 7% da proteine e per
l’1,5% da altri soluti non proteici (elettroliti, nutrienti, gas, enzimi,
ormoni, vitamine e prodotti di rifiuto)
Siero → plasma
senza fibrinogeno
Le proteine plasmatiche
• Le albumine contribuiscono a determinare una
corretta pressione osmotica del sangue,
impedendo un eccessivo passaggio di acqua dal
torrente circolatorio ai tessuti
• Le globuline comprendono proteine sintetizzate
in gran parte dal fegato, con funzione enzimatica e
di trasporto:
- le  globuline es. la ceruloplasmina (trasporta il
rame), la proteina C (ha azione anticoagulante)
- le β globuline: es. il plasminogeno (idrolizza la
fibrina dei trombi), la transferrina (trasporta il
ferro), il fibrinogeno (è un fattore di coagulazione)
- le  globuline, dette immunoglobuline o anticorpi,
hanno funzione di difesa. Esistono 5 classi di
immunoglobuline: IgA, IgM, IgE, IgD e IgG.
La classificazione degli elementi figurati
 Globuli rossi o eritrociti o emazie
 Globuli bianchi o leucociti:
• Granulari (con grossi granuli
citoplasmatici visibili al
microscopio ottico dopo
colorazione):
•Neutrofili
•Eosinofili
•Basofili

• Non granulari:
•Linfociti T e B
•Cellule natural killer
•Monociti
 Piastrine o trombociti
cellula staminale
multipotente

L’emopoiesi è l’insieme dei processi attraverso i


quali vengono prodotti gli elementi cellulari del
sangue. Comprende:
• Eritropoiesi → globuli rossi
• Leucocitopoiesi → globuli bianchi
• Trombocitopoiesi → piastrine

Nell’embrione inizia nel sacco vitellino già a partire dalla terza settimana di gestazione,
successivamente avviene nel fegato e poi nella milza, nel timo e negli organi linfoidi del feto.
Già negli ultimi tre mesi di gestazione, il midollo osseo diventa il sito primario
dell’emopoiesi e continua ad esserlo per tutta la vita.
Il midollo osseo rosso è un tessuto connettivo
riccamente vascolarizzato presente nelle cavità
tra le trabecole del tessuto osseo spugnoso.
È localizzato soprattutto nelle ossa del bacino,
nelle coste, nello sterno, nelle epifisi delle ossa
lunghe come omero e femore.
Circa lo o,5-1 % delle sue cellule sono cellule
staminali multipotenti (emocitoblasti).
L’emocitoblasto, cellula staminale
multipotente, in seguito a specifici
stimoli ormonali, può dare origine a due
diverse serie di cellule staminali :
• le cellule staminali mieloidi (che
danno origine a eritrociti, piastrine,
granulociti e monociti)
• le cellule staminali linfoidi (che
completano il loro sviluppo nei
tessuti linfatici, dove si differenziano
in cellule linfoidi da cui derivano i
linfociti T e B)
I globuli rossi o eritrociti o emazie (RBC = Red Blood Cells)
 sono cellule specializzate nel trasporto dell’ossigeno a
tutti i tessuti
 hanno forma di disco biconcavo, con diametro di 7-8 µm
 ampia area superficiale per scambi gassosi
 dotati di membrana selettivamente permeabile e citosol
 a maturità sono privi di nucleo e di mitocondri
 non hanno la capacità di riprodursi e vivono circa 120
giorni
 presenti in gran numero (4-6 milioni per µL)
 influenzano la viscosità del sangue
 contengono quasi esclusivamente emoglobina
(250 milioni di molecole per ogni globulo rosso) che
conferisce loro il colore rosso
L’emoglobina
• È una proteina
coniugata formata
da 4 catene
polipeptidiche (2 alfa
e 2 beta) e 4 gruppi
eme
• Ciascun gruppo eme
contiene un atomo di
ferro capace di
legare una molecola
di ossigeno.
La velocità dell’eritropoiesi
•Ogni giorno nel midollo osseo vengono generati circa 150 milioni di
eritrociti al minuto.
•Il tempo necessario perché una cellula precursore maturi fino allo stadio
di eritrocita è di circa 7-10 giorni, durante i quali essa subisce una serie di
trasformazioni morfologiche.
1. Nel primo stadio le cellule precursori vengono
Gli stadi
chiamate proeritroblasti: esse hanno un grande nucleo ed
effettuano divisioni cellulari (mitosi)
2. Nel secondo stadio i proeritroblasti diventano eritroblasti
dell’eritropoiesi
basofili: le dimensioni cellulari diminuiscono,
il citoplasma diventa molto più basofilo e la cellula va
ancora incontro a intense divisioni mitotiche.
3. Nel terzo stadio le cellule precursori diventano eritroblasti
policromatici, le dimensioni del nucleo diminuiscono, la
cromatina si addensa, scompare l'apparato di Golgi.
4. Nel quarto stadio si formano gli eritroblasti ortocromatici,
caratterizzati da un nucleo piccolo , da citoplasma acidofilo
per l'accumulo di emoglobina e da assenza di mitosi.
5. Nel quinto stadio avviene l’espulsione del nucleo, le cellule
precursori diventano reticolociti in quanto presentano un
reticolo dovuto alla precipitazione dei ribosomi; i nuclei
espulsi vengono fagocitati dall'isolotto eritroblastico,
formato da macrofagi, che avvolge i vari eritroblasti
6. Alla fine del processo si formano gli eritrociti maturi che
abbandonano il midollo osseo e passano in circolo.
La regolazione dell’eritropoiesi
•L'eritropoiesi viene regolata da vari
meccanismi di controllo che
permettono una costante immissione
in circolo di nuovi eritrociti maturi in
sostituzione dei globuli rossi
invecchiati.
•Uno di questi meccanismi di
controllo a feedback negativo è
l'eritropoietina (EPO), un ormone
prodotto dal rene che, in carenza di
ossigeno, stimola il midollo osseo a
produrre globuli rossi.
Un numero troppo basso di eritrociti
determina l’anemia, in genere dovuta a
carenza dietetica di ferro o di vitamina B12.
L’anemia perniciosa deriva invece da un difetto
di produzione da parte dello stomaco del
fattore intrinseco necessario per
l’assorbimento della vitamina B12.
Anche l’acido folico (vit. B9) è indispensabile
per la produzione dei globuli rossi.

Un numero troppo elevato di eritrociti determina la policitemia.


La policitemia primaria è un difetto congenito nella produzione di globuli rossi.
La policitemia secondaria è determinata da malattie che causano ipossia cronica (es. bronchite
cronica, enfisema, malattie cardiovascolari, difetti ereditari dell’emoglobina) o da tumori
produttori di eritropoietina come il carcinoma renale e il tumore dell’utero.
L’eritrocateresi
•Iglobuli rossi in circolo hanno una vita
media di circa 120 giorni.
•Quando diventano vecchi, la loro membrana
diventa fragile, per cui si rompono nel
passaggio attraverso i capillari.
•I macrofagi presenti nella milza, nel fegato
e nel midollo osseo rosso fagocitano i globuli
rossi danneggiati, separando l’emoglobina
nella globina e nel gruppo eme.
•La globina viene degradata in amminoacidi riutilizzabili per la sintesi di nuove proteine.
• Il ferro rimosso dal gruppo eme si lega alla proteina plasmatica transferrina che agisce da
trasportatore (un eccesso di ferro libero è infatti tossico per le cellule) fino al midollo osseo dove il
ferro viene riutilizzato.
L’eritrocateresi
•La porzione non ferrosa del gruppo
eme viene convertita in biliverdina e
poi in bilirubina, che dal sangue è
trasportata al fegato, dove è secreta
con la bile nell’intestino tenue.
•Nell’intestino crasso i batteri
convertono la bilirubina in
urobilinogeno, che in parte è
assorbito dal sangue e va al rene, dove
forma un pigmento giallo (urobilina) Se l'eritrocateresi avviene in modo
escreto con le urine. eccessivo la quantità di bilirubina nel
•La maggior parte dell’urobilinogeno sangue aumenta e se supera i 2,5 mg/dl
si può manifestare l'ittero ovvero la
viene però eliminato con le feci sotto
colorazione giallastra della cute e della
forma di un pigmento marrone detto sclera, la parte bianca dell'occhio.
stercobilina.
I globuli bianchi o leucociti (WBC=White Blood Cells)

 Hanno funzione di difesa dall’attacco di


virus, batteri e altri agenti patogeni.
 Sono tutti provvisti di un nucleo e sono
incolori.
 In condizioni fisiologiche il loro numero
varia da 5 000 a 10 000 per µL di sangue.
 Dopo aver combattuto un’infezione,
sono distrutti nei tessuti connettivi dei
vari organi. Il pus è costituito in gran
parte da leucociti morti.
Le caratteristiche dei leucociti

 Sono in grado di sviluppare una


locomozione attiva, utilizzando
alcune proteine del citoscheletro
(movimento ameboide)
 Attirati da specifici stimoli chimici
infiammatori (chemiotassi), sono
in grado di fuoriuscire dai vasi
sanguigni tramite un processo di
diapedesi o extravasazione
leucocitaria e di migrare nei
tessuti infetti o lesi in cui è
richiesta la loro azione.
La classificazione dei leucociti
Viene effettuata in base alle caratteristiche
morfologiche del nucleo e in base alla
presenza/assenza di granuli citoplasmatici.
•I leucociti polimorfonucleati o granulociti hanno il
nucleo di forma irregolare, provvisto di due o più lobi e
il citoplasma ricco di granuli. Comprendono neutrofili,
eosinofili e basofili.
•I leucociti mononucleati o agranulociti possiedono
un nucleo di forma più regolare e non hanno granuli
specifici, comprendono monociti e linfociti.
I granulociti neutrofili

• rappresentano il 50-70% dei leucociti


•hanno un nucleo plurilobato
•sono detti neutrofili perché non incorporano
coloranti istologici, né acidi né basici
•rispondono per primi all’invasione batterica
con la fagocitosi e rilasciando enzimi, come il
lisozima, che distrugge la parete batterica
•aumentano in pazienti soggetti ad infezioni
batteriche e fungine.
I granulociti eosinofili
•rappresentano il 2-4 % dei leucociti
•hanno un nucleo bilobato, con i due lobi legati da un
sottile filo di cromatina (forma a occhiale)
•contengono nel citoplasma granuli acidofili che legano
fortemente il colorante eosina, assumendo una tipica
colorazione rosso-arancio
•combattono l’infiammazione nel corso di reazioni
allergiche, fagocitano i complessi antigene-anticorpo e
sono efficaci contro alcuni parassiti, come gli elminti
•aumentano soprattutto nelle reazioni allergiche e nelle
infezioni parassitarie.
I granulociti basofili
•I rappresentano solo lo 0,5-1% dei leucociti
•hanno nucleo bilobato o trilobato spesso mascherato
dai granuli citoplasmatici
•i granuli fortemente basofili, contenenti eparina e
istamina, si colorano con ematossilina eosica assumendo
un tipico colore viola scuro/blu
•sono coinvolti nelle reazioni infiammatorie e allergiche
•lasciano i capillari, entrano nei tessuti e possono liberare
sostanze che intensificano la risposta infiammatoria, come
eparina, istamina e serotonina.
Gli agranulociti: i monociti
•sono i leucociti più grandi, rappresentano il 6-8%
della popolazione leucocitaria
•sono caratterizzati da un grosso nucleo
reniforme o a ferro di cavallo
•in seguito a stimoli chemiotattici e infiammatori,
migrano per extravasazione verso i tessuti infetti,
si ingrandiscono e si trasformano in cellule
fagocitarie attive dette macrofagi (nel fegato in
cellule di Kupffer)
•la loro funzione principale è la fagocitosi cioè la
capacità di inglobare particelle estranee e
microrganismi e di distruggerli.
I linfociti
•rappresentano il 20-30% dei leucociti
•hanno nucleo sferico e citoplasma
ridotto
•comprendono vari tipi cellulari, tutti
fondamentali nella risposta
immunitaria:
i linfociti B,
i linfociti T
le cellule natural killer (NK)
I linfociti B
•Hanno un ruolo fondamentale nell’immunità acquisita
anticorpo-mediata
•Il loro nome deriva dalla Borsa di Fabrizio, organo
linfoide tipico degli uccelli, dove si sviluppano e
maturano. Nei mammiferi l’organo borsa-equivalente è
il midollo osseo.
•In seguito al contatto con un antigene proliferano e si
differenziano in plasmacellule capaci di produrre
anticorpi specifici contro l’antigene. Ogni
plasmacellula secerne centinaia di milioni di anticorpi al
giorno per 4-5 giorni, poi muore.
•Le divisioni mitotiche producono linfociti B della
memoria capaci di sopravvivere anche per tutta la vita
dell'organismo.
I linfociti T
•Hanno un ruolo primario nell’immunità
acquisita cellulo-mediata
•Il loro nome deriva dal timo, organo
linfoide in cui maturano timo

•La loro funzione consiste nel riconoscere


e attaccare le cellule trapiantate, le
cellule cancerose e le cellule del corpo
infettate da virus, funghi e batteri.
•I linfociti T riescono a riconoscere
un antigene solo se esso viene "presentato"
sulla superficie di una cellula.
I diversi tipi di linfociti T
Linfociti T citotossici :
 uccidono le cellule del corpo infettate o tumorali
Linfociti T helper:
 Attivano e coadiuvano le altre cellule del sistema immunitario
 Stimolano la maturazione dei linfociti B in plasmacellule e la produzione di anticorpi
 Rilasciano proteine che attirano i fagociti e potenziano l’attività dei macrofagi
Linfociti T regolatori o soppressori:
Inibiscono la risposta immunitaria, in modo che non diventi eccessiva e pericolosa per
l’organismo
Linfociti T della memoria:
Permangono a lungo dopo la prima infezione e conservano la capacità di riconoscere l’antigene
in modo da poterlo combattere rapidamente in caso di nuova invasione (risposta secondaria).
Le cellule Natural Killer (NK)
• Rappresentano il 5-10% dei linfociti
circolanti nel sangue
• Particolarmente importanti nella
distruzione di cellule tumorali e
infettate da virus.
• Causano la lisi delle cellule bersaglio
rilasciando proteine che creano dei
fori nella membrana plasmatica
(perforine)
• Sono presenti anche nella milza, nei
linfonodi e nel midollo osseo rosso.
Tutti i leucociti del sangue sono
L’origine staminale dei leucociti
generati dalle cellule staminali
multipotenti (emocitoblasti)
presenti nel midollo osseo rosso. Cellula staminale
multipotente
L’emocitoblasto origina due
diverse serie di cellule staminali:
• le cellule staminali mieloidi
danno origine a granulociti e
monociti
• le cellule staminali linfoidi
producono i linfociti.
La durata della vita dei globuli
bianchi varia da poche ore per i
granulociti, a mesi per i monociti,
ad anni per alcuni tipi di linfociti.
La maturazione dei linfociti
I linfociti B e le cellule NK I linfociti T immaturi
completano il loro sviluppo migrano nel timo, dove
nel midollo osseo rosso. completano la maturazione.
La conta leucocitaria
Un eccesso di leucociti di morfologia normale nel sangue si definisce Una conta leucocitaria al di sotto
leucocitosi e può essere determinato da infiammazioni o infezioni: dei normali valori viene
definita leucopenìa.
se aumentano i neutrofili → l'infezione è di natura batterica
se aumentano i linfociti → è in genere di origine virale Un calo di leucociti può essere
se aumentano gli eosinofili → si può sospettare un'allergia o associato a gravi infezioni, a
un'infestazione da parassiti. danni al midollo osseo, al cancro,
a chemioterapia e radioterapia.

La leucemia è il termine con il quale si indicano un


insieme di tumori del sangue, caratterizzati dalla
proliferazione incontrollata delle cellule staminali
emopoietiche che producono un numero elevato di
globuli bianchi anormali.
Queste cellule leucemiche sono chiamate blasti.
Le piastrine o trombociti
 Svolgono un ruolo essenziale nell’emostasi
 Sono frammenti cellulari, privi di nucleo e ricchi di vescicole
contenenti sostanze che promuovono la coagulazione
 Hanno forma discoidale irregolare e diametro di circa 2-4 m
 In condizioni fisiologiche il loro numero varia da 150 000 a
400 000/µL di sangue.
 Vengono prodotte nel midollo osseo a partire da cellule
staminali mieloidi che si differenziano in cellule dette
megacarioblasti, che a loro volta si trasformano in
megacariociti, enormi cellule che si scindono in 2000-3000
frammenti.
 Hanno vita breve: dopo solo 7-9 giorni vengono distrutte
dai macrofagi del fegato e della milza.