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Lezione9 - Diagnostica Ematologica

IL SANGUE

Il sangue è una particolare tipo di tessuto connettivo, costituito da una componente corpuscolata sospesi in
una componente liquida, paragonabile alla matrice extracellulare. Dal punto di vista fisico ha proprietà di
un fluido, che si sposta in un sistema chiuso (apparato circolatorio) tramite l'energia fornita dalla
contrazione del cuore. La parte fluida del sangue è il plasma, una soluzione acquosa contenente circa il 90%
di acqua, proteine, componenti organici di natura diversa dalle proteine, componenti inorganici. Il plasma è
in continuo scambio con i liquidi presenti nei tessuti. Gli elementi figurati del sangue sono: 1. globuli rossi o
eritrociti o emazie 2. globuli bianchi o leucociti 3. le piastrine

Le malattie che interessano il sangue vengono dette malattie del sangue o ematologiche. Esistono
numerose malattie del sangue; esse possono influire sia sulla quantità sia sulla funzionalità delle cellule del
sangue (cellule ematiche) o delle proteine all’interno del sistema di coagulazione del sangue o del sistema
immunitario. Alcune malattie del sangue causano una diminuzione del numero di cellule ematiche, altre
malattie del sangue causano, invece, un aumento del numero di cellule ematiche Altre malattie del sangue
colpiscono le proteine contenute nelle cellule ematiche o nel plasma (la componente liquida del sangue)
come per esempio l’emoglobina, gli anticorpi e fattori della coagulazione del sangue.

PATOLOGIE

Alcune delle patologie del sangue che tratteremo sono:


• Anemia
• Talassemia
• Leucemia

ESAMI DI LABORATORIO

Esame emocromocitometrico completo o emocromo: Esame routinario utilizzato per contare il numero ed
eventualmente la percentuale dei differenti tipi di cellule presenti nel sangue periferico, chiamato
comunemente emocromo. L’emocromo viene di norma utilizzato da solo o insieme ad altri test di
laboratorio, per la valutazione dello stato di salute complessivo del paziente o per la valutazione di altre
condizioni cliniche.

In caso di una patologia ematica i parametri dell’emocromo che possono alterarsi sono:

• Numero dei globuli rossi (RBC)

• Quantità di emoglobina (Hb)

• Ematocrito (Hct)

• Indici eritrocitari: -Volume Corpuscolare Medio (MCV);

- Emoglobina Corpuscolare Media (MCH);

- Concentrazione Emoglobinica Corpuscolare Media (MCHC).

Valutazione morfologica del sangue periferico (Striscio di SangueeConta Differenziale): Questo esame
permette, in caso di anemia, di acquisire informazioni aggiuntive sulla presenza di anomalie della
morfologia dei globuli rossi (anisocitosi: variazione dei diametri; poichilocitosi: variazioni di forma;
anisocromia: variazione del contenuto di emoglobina), spesso utili per una migliore caratterizzazione
dell’anemia.
Conta dei reticolociti: Questo test quantifica il numero di globuli rossi giovani (immaturi) presenti nel
sangue periferico. In caso di anemia, i risultati di questo test possono aiutare a determinare la causa e/o
aiutare a classificare il tipo di anemia. Per esempio, le anemie con conta dei reticolociti basso sono spesso
dovute ad una ridotta produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo.

Conta dei RBC: I globuli rossi (RBC), noti anche come eritrociti, sono cellule del sangue circolanti, deputate
al trasporto dell'ossigeno nell’organismo. La conta RBC quantifica il numero totale di globuli rossi presenti
nel sangue dell’individuo. E’ uno dei parametri inclusi nell’esame emocromocitometrico ed è spesso usato
nella valutazione dello stato di salute generale della persona.

Sono prodotti nel midollo osseo e rilasciate nel circolo sanguigno dopo completa maturazione. Gli RBC
rappresentano di solito circa il 40% del volume ematico totale. Essi contengono l'emoglobina, una proteina
in grado di legare l’ossigeno e di permetterne il trasporto dai polmoni a tutti tessuti dell'organismo. Gli RBC
inoltre facilitano l'eliminazione di una piccola porzione di anidride carbonica, un prodotto di scarto del
metabolismo delle cellule, di organi e tessuti, portandola ai polmoni dove viene eliminata.

La vita media di un RBC è di 120 giorni. Gli RBC vecchi e degradati, o quelli persi in seguito ad eventi
emorragici, vengono rimpiazzati da nuovi RBC, prodotti continuamente nel midollo osseo. La produzione, la
funzionalità e la vita media degli RBC, possono essere alterate da molte patologie. Queste patologie
possono provocare aumenti o diminuzioni nella conta degli RBC, nei livelli di ematocrito (Hct) o di
emoglobina (Hb): sia l'aumentata perdita o distruzione degli RBC, sia l'alterazione della produzione degli
stessi a livello midollare, compresa la diminuzione dei livelli di emoglobina, porta allo sviluppo di anemia.
L'anemia comporta la diminuzione della quantità di ossigeno in grado di raggiungere i tessuti. L'aumento
della produzione e del rilascio in circolo degli RBC, comporta policitemia. In questo caso la fluidità del
sangue diminuisce, con l'instaurarsi di molti problemi come cefalea, formicolii, alterazioni della vista,
trombosi o attacco cardiaco.

QUANTITÀ DI EMOGLOBINA

L’emoglobina è una proteina contenente ferro che si trova nei globuli rossi (RBC) e che conferisce alle
cellule il caratteristico colore rosso. L’emoglobina fa in modo che i RBC leghino l’ossigeno nei polmoni e lo
trasportino ai tessuti e agli organi. Facilita inoltre il trasporto di una piccola quantità di anidride carbonica,
un prodotto del metabolismo cellulare, da tessuti e organi ai polmoni, dove viene espirata. Il test
dell’emoglobina misura la quantità di emoglobina nel sangue.

L’emoglobina viene determinata sul sangue intero opportunamente diluito in una soluzione litica ipotonica.
La lisi dei globuli rossi è facilitata dall’aggiunta di un detergente non-ionico, utile anche per ridurre
l’eventuale torbidità della soluzione dovuta alla presenza di lipoproteine e di membrane dei globuli rossi. La
concentrazione viene calcolata dall’assorbimento ottico della soluzione di emoglobina o di un suo derivato.

Il metodo più comunemente usato consiste nel convertire l’emoglobina in cianometaemoglobina mediante
aggiunta di cianuro di potassio e ferricianuro di potassio e nel determinare l’assorbimento della soluzione a
540 nm. La reazione è accelerata acidificando la soluzione con l’aggiunta di fosfato monopotassico.
L’emoglobina, la metaemoglobina e la carbossiemoglobina sono tutte convertite in cianometaemoglobina.

EMATROCITO

L’ematocrito è un esame che misura la proporzione dei globuli rossi (RBC) nel sangue. L’ematocrito è
espresso come il rapporto tra il volume occupato dai RBC e quello occupato dall’insieme delle varie
componenti, definito sangue intero. Il valore è espresso in percentuale o in frazione (L/L) : ad esempio, se il
valore dell’ematocrito è pari al 40%, significa che sono presenti 40 mLdi RBC in 100 mLdi sangue intero.
Popolazione Unità SI L/L Unità tradizionali Neonati 0,53-0,69 53-69% Donne 0,36-0,46 36-46% Uomini 0,40-
0,54 40-54%

INDICI ERITORCITRARI

Gli indici eritrocitari forniscono informazioni riguardo le caratteristiche fisiche dei globuli rossi: •MCV-
Volume Corpuscolare Medio (femtolitri 1X10-15 L oppure in μl); è la misura delle dimensioni medie di un
singolo eritrocita. L’intervallo di riferimento è compreso fra 80-100 fl. L’anemia si dice microcitica se MCV
<80 fl; macrocitiche se superiore a 100 fl.

MCV = Hct \ RBC X 100

•MCH- Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (pg/globulo rosso – il picogrammo è 1 X 10-12 g); è il
calcolo della misura della quantità media di emoglobina contenuta in ciascun eritrocita (Hb (g/dL) x
10/numero di eritrociti in milioni/µl). L’intervallo di riferimento è compreso fra 27 e 31 pg. Le anemie sono
definite ipocromiche se MCH <27 pg; normocromiche se il valore è compreso nel range e ipercromiche se
MCH > 31 pg.

MCH = Hb \ RBC X 10

•MCHC- Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (%); è il calcolo corrispondente alla


concentrazione di emoglobina media per ciascun eritrocita (Hb (g/dL) x 100 / valore ematocrito). I valori
sono espressi in g/L oppure in valore percentuale. L’intervallo di riferimento è compreso tra 320-360 g/L 0
3236 g/dLo %. Alterazioni patologiche si verificano in alcune emoglobinopatie (HbS e HbC)

MCHC = Hb \ Ht X 100

•RDW- Red-cell distribution width o indice di anisocitosi (%); è una misura dell'ampiezza della curva dei
volumi eritrocitari. Viene espressa come coefficiente di variazione percentuale rispetto a MCV. L’intervallo
di riferimento è compreso fra il 12-15%. In molte condizioni di anemie si verificano valori elevati di RDW e
molto spesso questo indice è usato in associazione con MCV per fare diagnosi differenziale con la beta-
talassemia.

RDW = SD(MCV) \ MCV X 100

STRISCIO DI SANGUE

Lo striscio di sangue periferico si ottiene ponendo una goccia di sangue su un vetrino, sul quale viene poi
stesa e colorata con coloranti specifici che ne consentano l'analisi al microscopio. Sono sempre più diffusi
gli analizzatori automatici, che consentono di acquisire delle immagini dal vetrino in modo da poterle
digitalizzare ed analizzare con l'ausilio di software dedicati. Lo striscio di sangue periferico rappresenta una
"fotografia" delle cellule presenti nel sangue nel momento in cui viene eseguito il prelievo.

CONTA DEI RETICOLOCITI

I reticolociti sono forme immature dei globuli rossi. Il numero di reticolociti o la loro percentuale nel sangue
riflette l’attività funzionale del midollo osseo. Un aumento del sanguinamento (emorragia), cronico o acuto,
o l’aumentata distruzione dei globuli rossi (emolisi) può portare ad una diminuzione dei globuli rossi nel
sangue e quindi ad anemia. L’organismo compensa questa perdita o la carenza di globuli rossi dovuta a
varie forme di anemia (come l’anemia perniciosa o sideropenica) incrementando il ritmo di produzione dei
globuli rossi e tramite il rilascio dei globuli rossi nel circolo ematico prima della loro completa maturazione.
In queste situazioni, il numero e la percentuale di reticolociti nel sangue aumenta fino a che non venga
ristabilito un numero sufficiente di globuli rossi o fino a quando non venga raggiunta la capacità massima di
sintesi del midollo osseo.
Il citoplasma è policromatico in quanto non ha ancora completato il corredo emoglobinico e presenta una
quota di RNA residuo che viene identificato come granuli o di un fine reticolo

PATOLOGIE

Alcune delle patologie del sangue che tratteremo sono:


• Anemia
• Talassemia
• Leucemia

ANEMIA

L'anemia è una condizione clinica caratterizzata dalla diminuzione della quantità totale di emoglobina (Hb)
trasportata dai globuli rossi o eritrociti (RBC) al di sotto dei valori di riferimento. La riduzione del contenuto
di Hb spesso è associata alla diminuzione del numero di RBC e dell’ematocrito (Hct). L'emoglobina
contenuta all'interno degli eritrociti è necessaria al trasporto ed al rilascio dell'ossigeno dai polmoni al resto
dell’organismo. Le persone anemiche possono avvertire senso di stanchezza, debolezza o mancanza di
energia.

Si tratta di una condizione clinica abbastanza comune, che può interessare sia gli uomini che le donne di
tutte le età, razze e gruppi etnici. Alcune persone hanno un rischio aumentato: • Persone abituate a diete
povere di ferro e vitamine; • Persone afette da malattie croniche quali le malattie renali, il diabete, il
cancro, una malattia infiammatoria intestinale o con infezioni croniche come la tubercolosi o l’HIV; •
Soggetti con una storia familiare di anemia ereditaria • Soggetti che hanno avuto notevole perdita di
sangue in seguito a traumi o interventi chirurgici o, ancora, per emolisi acuta o cronica. Sulla base dei livelli
di emoglobina e/o il conteggio RBC, l'anemia può essere classificata come lieve, moderata o grave.

In generale, l'anemia riconosce due cause principali:

• Alterata o ridotta produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo, dovuta a carenze nutrizionali
come la carenza di ferro o di vitamine del gruppo B, a deficit midollare come nell'anemia aplastica o nelle
sindromi mielodisplastiche o a malattie in grado di influenzare l’attività del midollo osseo come infezioni,
linfomi o tumori solidi; • Ridotta sopravvivenza o aumentata distruzione dei globuli rossi, come nell’anemia
emolitica o, ancora, perdita acuta o cronica di globuli rossi (emorragia).

L’anemia può essere acuta o cronica.

L’anemia acuta può manifestarsi in seguito ad una sostanziosa perdita di sangue dovuta ad un intervento
chirurgico o alla presenza di ferite gravi, o anche per la presenza di anemia emolitica, una patologia
responsabile della distruzione massiva di un grande numero di RBC. I segni e sintomi in questo caso
possono comparire velocemente e la causa dello stato anemico può essere rilevata tramite esami fisici, di
laboratorio e tramite l’anamnesi clinica del paziente.

L’anemia cronica si sviluppa lentamente in un periodo di tempo prolungato in presenza di patologie come il
diabete, le malattie croniche renali od il cancro. In queste situazioni i sintomi correlati allo stato anemico
possono non manifestarsi francamente sia perché mascherati dai sintomi correlati alla patologia
sottostante che per l’adattamento dell’organismo ad una condizione anemica sviluppatasi in maniera
graduale. Spesso in queste situazioni l’anemia viene riscontrata solo in seguito all’esecuzione di esami e test
di laboratorio..

I vari tipi di anemia possono essere classificati anche sulla base delle dimensioni dei globuli rossi e della
concentrazione media di Hb contenuta al loro interno. • L’anemia microciticaè caratterizzata da dimensioni
eritrocitarie minori rispetto al normale (sideropenica, talassemie sideroblastosi ereditaria); • L’anemia
normociticaè caratterizzata da dimensioni eritrocitari nel range (emoglobinopatie)
• L’anemia macrociticaè caratterizzata da dimensioni eritrocitarie maggiori rispetto al normale (anemia
emolitica, deficit di acido folico).

• Se la concentrazione media di Hb contenuta all’interno dei globuli rossi è inferiore rispetto alla norma, si
parla di anemiaipocromica; • Se la concentrazione media di Hb contenuta all’interno dei globuli rossi è
maggiore rispetto alla norma, si parla di anemiaipercromica.

Sebbene siano dovute a cause differenti, i segni e i sintomi di diversi tipi di anemia possono essere molto
simili. I più comuni segni o sintomi sono: • Sensazione generale di stanchezza o debolezza (astenia); •
Mancanza di energia; • Pallore della cute e delle mucose; • Vertigini; • Mal di testa. Altri segni e sintomi
che possono svilupparsi o rendersi evidenti con l’aggravarsi dell’anemia includono: sensazione di freddo o
di intorpidimento delle mani o dei piedi, difficoltà respiratorie (dispnea); aumento della frequenza cardiaca
(tachicardia), irregolarità del ritmo cardiaco e dolore toracico.

TALASSEMIA

La talassemia comprende un gruppo di patologie ereditarie (che quindi possono essere trasmesse dai
genitori alla prole) riguardante la quantità e il tipo di emoglobina prodotta. L’emoglobina (Hb o Hgb) è
costituita dal gruppo eme, una porzione contenente ferro, e dalle catene globiniche, catene aminoacidiche
formanti la parte proteica. Esistono diversi tipi di catene globiniche, chiamate alfa (α), beta (β), delta (δ) e
gamma (γ).

Le forme normali di emoglobina, nate dalla combinazione di queste catene globiniche, sono: • Emoglobina
A (HbA) - costituisce circa il 95%-98% dell’emoglobina totale presente nell’adulto; contiene due catene
proteiche di tipo alfa (α) e due di tipo beta (ß), α2β2. • HbA2 - costituisce circa il 2% - 3.5% dell’emoglobina
totale presente nell’adulto, è composta da due catene proteiche alfa (α) e due catene proteiche delta (δ),
α2δ2. • HbF – costituisce il 2% dell’emoglobina totale presente nell’adulto; è composta da due catene
proteiche alfa (α) e due gamma (γ), α2γ2. È la prima emoglobina prodotta dal feto durante la gestazione. La
sua produzione generalmente diminuisce entro il primo anno di età.

Le persone affette da talassemia, presentano una o più mutazioni nei geni codificanti per una o più catene
globiniche, con conseguenti disordini nella produzione di emoglobina. La mancanza di emoglobina normale
determina la mancata funzionalità dei globuli rossi e la carenza di ossigeno all’organismo. Ciò comporta lo
sviluppo di uno stato anemico con segni e sintomi che possono essere da lievi a gravi, in base al tipo di
mutazioni e di talassemia del paziente. Esempi di segni e sintomi includono debolezza, fatica e pallore.

Le talassemie sono un gruppo di disordini nei quali le mutazioni in uno o più geni della globina causano la
riduzione della quantità di una particolare catena globinica. Questo può spostare l’equilibrio esistente tra
catene alfa e beta, causando l’accumulo di una forma non comune di emoglobina (alfa talassemia) o
l’incremento delle quantità relative delle componenti minori dell’emoglobina totale come HbA2 o Hb F
(beta talassemia). Le talassemie sono generalmente classificate in base al tipo di catena globinica la cui
sintesi è ridotta. La più comune è l’alfa talassemia, che interessa le catene globiniche alfa. La gravità della
patologia dipende dal numero di geni interessati. Esistono altri tipi di mutazioni dei geni codificanti per le
catene globiniche, che possono comportare la presenza di emoglobine strutturalmente alterate, come
l’emoglobina S nell’anemia falciforme.

ALFA TALASSEMIA

L’Alfa talassemia è dovuta ad una delezione o mutazione in uno o più delle quattro copie di geni che
codificano per la catena alfa, responsabile della loro diminuita produzione. Coinvolge i geni che codificano
per le emoglobine HbAe HbA2. Maggiore è il numero di geni coinvolti, minore è la quantità di catene alfa
prodotte. I quattro tipi di alfa talassemia sono classificati sulla base del numero di geni coinvolti.
• Portatore sano (1 allele affetto). Il portatore sano ha livelli di emoglobina e indici legati ai globuli rossi
normali ma è in grado di trasmettere il gene alterato alla progenie. Spesso, questi individui, sono identificati
solo dopo aver avuto un bambino con la patologia HbH o tratto alfa talassemico. L’unico modo per
diagnosticare questa condizione è l’analisi del DNA. • Tratto alfa talassemico (2 alleli affetti). Pazienti con
tratto alfa talassemico presentano globuli rossi piccoli (microcitici), pallidi (ipocromici), con MCV diminuito
e una lieve anemia cronica senza, generalmente, mostrare altri sintomi. Questa forma di anemia non
risponde alla somministrazione di ferro. La diagnosi di tratto alfa talassemico è generalmente fatta
mediante l’esclusione di altre cause di anemia microcitica. Come test di conferma può essere utile l’analisi
del DNA ma non è eseguita di routine.

• Malattia da Emoglobina H (3 alleli affetti). Questa condizione prevede un’ingente diminuzione nella
produzione di catene alfa globiniche a cui l’organismo risponde con una maggiore produzione di catene
beta, le quali aggregano in tetrametri beta (gruppi di 4 catene beta) conosciuti con il nome di Emoglobina
H. La malattia da Emoglobina H può causare anemia, da moderata a grave, splenomegalia (ingrossamento
della milza), deformità ossee e senso di fatica. Il quadro clinico associato con la malattia da Hb H è
estremamente variabile.

• Alfa Talassemia Major (anche detta idrope fetale, 4 alleli affetti). Questa è la forma più grave di alfa
talassemia. In questa patologia non viene prodotta alcuna alfa globina; ciò comporta la mancata
produzione di HbA o HbF. Feti affetti da alfa talassemia major diventano precocemente anemici durante la
gestazione.

BETA TALASSEMIA

La Beta Talassemia è dovuta a mutazioni in uno o in entrambi i geni che codificano per la beta globina. Sono
state identificate più di 250 mutazioni, ma solo 20 sono le più comuni. L’entità dell’anemia causata dalla
beta talassemia dipende dal tipo di mutazione presente e da quanto questa determini la diminuzione della
produzione di globina beta (beta + talassemia) o dall’assenza totale della sua produzione (beta 0
talassemia).

• Tratto beta talassemico o beta talassemia minor. Le persone con questa condizione hanno un gene
normale e uno mutato, con la conseguente lieve diminuzione della produzione di catene beta.
Generalmente queste persone mostrano solo microcitosi e una possibile lieve anemia che non risponde alla
somministrazione di ferro.

• Talassemia intermedia. In questo caso la persona affetta ha due geni anomali ma è ancora in grado di
produrre una certa quantità di beta globina. Il grado di severità dell’anemia e l’evidenziarsi di problemi di
salute dipendono dal tipo di mutazione presente. La linea di separazione tra la talassemia intermedia e la
talassemia major dipende dal grado di anemia e dal numero e frequenza di trasfusioni di sangue richiesti
per il trattamento.

• Talassemia major (anche chiamata Anemia di Cooley). È la forma più grave di beta talassemia. Il paziente
ha due geni anomali che provocano una considerevole diminuzione o la completa perdita di produzione di
beta globina. Si manifesta entro i primi due anni di vita del bambino e causa una forma di anemia
potenzialmente pericolosa per la vita. È caratterizzata da problemi di crescita ed anomalie scheletriche.
Richiede trasfusioni regolari per tutta la vita e notevoli cure mediche. Nel corso del tempo, le trasfusioni
frequenti possono tuttavia portare ad un eccessivo accumulo di ferro nel sangue che, se non trattato, può
comportare il deposito di ferro nel fegato, cuore o altri organi e condurre a morte prematura per danno
d’organo.
GLOBULI BIANCHI

I globuli bianchi del sangue (GB), anche chiamati leucociti, sono cellule che circolano nel sangue e nel
sistema linfatico, che aiuta a proteggere l’organismo contro le infezioni. Queste cellule sono una parte
importante del sistema immunitario dell’organismo e svolgono un ruolo durante l’infiammazione, la
reazione allergica e la protezione contro i tumori. Esistono cinque tipi di globuli bianchi, ognuno con
funzione differente. La conta differenziale dei GB misura il numero di ogni differente tipo di GB nel sangue
del paziente. La conta differenziale determina se queste cellule sono presenti in proporzione normale tra
loro, se il numero di un tipo di cellule è aumentato o diminuito, o se sono presenti cellule immature e/o
anomale. Questa è un’informazione utile nella diagnosi di specifici tipi di patologie che colpiscono il sistema
immunitario e il midollo osseo.

La conta differenziale deve essere eseguita insieme alla conta completa delle cellule del sangue, un test
spesso utilizzato come valutazione generale dello stato di salute, oppure può essere eseguito a seguito di
una conta generale che risulta anomala. Più spesso, la conta differenziale può essere eseguita su uno
strumento automatizzato per l’analisi su sangue, oppure manualmente da un laboratorista esperto che
esamina lo striscio di sangue al microscopio. Il valore è di solito riportato come numero assoluto di cellule
ma può essere espresso anche come percentuale relativa del numero totale di GB.

GRANULOCITI

Granulociti: sono cellule della linea bianca che presentano dei granuli nel loro citoplasma. I granuli
contengono sostanze chimiche e altri composti che vengono rilasciati come parte della risposta
immunitaria. I tre tipi di granulociti includono:

• Neutrofili (neu) normalmente sono la più larga parte del numero di GB circolanti. Essi si muovono verso i
tessuti danneggiati o infetti, dove fagocitano e distruggono batteri o talvolta funghi. I neutrofili giovani,
rilasciati da poco in circolo, sono chiamati neutrofili a banda.

• Eosinofili (eos) rispondono all’infezione causata da parassiti e giocano un ruolo importante nelle reazioni
allergiche (ipersensibilità)

• Basofili (baso) di solito rappresentano il minor numero di GB circolanti e sono implicati nelle reazioni
allergiche (costituiscono 1-2%).

LINFOCITI

Linfociti:esistono sia nel sangue che nel sistema linfatico. Tutti i linfociti si differenziano dalle cellule
staminali linfoidi nel midollo osseo. La conta differenziale misura il numero di tutti i linfociti insieme
(costituiscono 20-45%).

• Linfociti B (cellule B) sono cellule che producono anticorpi e sono essenziali per la risposta immunitaria
antigene- specifica. Il linfociti B del tutto maturi sono chiamati plasmacellule.

• Linfociti T (cellule T) terminano la loro maturazione nel timo e consistono di pochi differenti tipi. Alcuni
linfociti T aiutano l’organismo a distinguere gli antigeni “self” dagli antigeni “non-self”.

• Linfociti natural-killer (cellule NK) attaccano direttamente e uccidono le cellule anomale, quali le cellule
tumorali o infettate da virus.

MONOCITI

Monociti (mono): sono simili ai neutrofili, si muovono verso la zona di infezione dove fagocitano e
distruggono i batteri. Essi sono associati più spesso alle infezioni croniche, rispetto a quelle acute. Essi sono
implicati anche nella riparazione dei tessuti e in altre funzioni che coinvolgono il sistema immunitario
(costituiscono circa il 5%).

LEUCEMIA

La leucemia è un disordine del midollo osseo che si origina quando una cellula del sangue inizia ad auto
replicarsi continuamente. Queste cellule perdono le loro normali funzioni e quindi non combattono le
infezioni come dovrebbero e non muoiono con la stessa frequenza delle normali cellule del sangue. Il loro
accumulo nel midollo osseo provoca l’inibizione della produzione delle cellule normali del sangue causando
anemia, sanguinamento ed infezioni ricorrenti. Nel tempo le cellule leucemiche si diffondono attraverso il
circolo sanguigno dove continuano a dividersi, a volte infiltrandosi in altri organi come il rene e il fegato.

• Leucemia Linfatica Acuta (LLA): è una malattia dallo sviluppo rapido ed è caratterizzata dalla presenza di
un gran numero di cellule linfoidi immature. La leucemia linfatica acuta è la leucemia più comune ritrovata
nei bambini, sebbene colpisca anche gli adulti. • Leucemia linfatica cronica (LLC). : malattia che progredisce
molto lentamente ed è caratterizzata dalla presenza di numerosi linfociti maturi. Di solito è riscontrata in
persone con età superiore a 55 o 60 anni.

• Leucemia mieloide acuta (LMA): malattia che colpisce persone di ogni età. Questa malattia è
caratterizzata dalla produzione di un gran numero di cellule mieloidi immature (blasti a vario grado di
differenziazione) che rimpiazzano le cellule normali del midollo. • Leucemia mieloide cronica (LMC): è una
malattia rara nei bambini. E’ una condizione acquisita che inizia in una cellula immatura (cellula staminale
del midollo osseo) quando segmenti di due cromosomi (9 e 22) si rompono e si scambiano di posizione
(traslocazione). Il risultato è un gene di fusione alterato (bcr/abl) che produce una proteina, della famiglia
delle tirosinchinasi, che agisce sulla regolazione della crescita cellulare. Questo porta ad una iperproduzione
ed immissione in circolo di globuli bianchi della serie mieloide (maturi ed immaturi), molte con la
traslocazione bcr/abl.

ESAMI DI LABORATORIO

Esame emocromocitometrico completo del sangue: Questi test sono richiesti di routine per contare il
numero e la relativa proporzione di ciascuno dei differenti tipi di cellule presenti nel circolo sanguigno.
Questi test danno al medico delle informazioni sulla relativa maturità delle cellule del sangue presenti e
possono dare la prima evidenza che una persona ha la leucemia. Irregolarità nella conta cellulare, come per
esempio l’elevato numero dei globuli bianchi o un basso numero di eritrociti possono essere dovuti dalla
leucemia o a una varietà di altre condizioni patologiche sia temporanee che croniche non oncologiche. La
presenza di blasti (cellule immature del sangue) invece, non si riscontra normalmente nel sangue.

Aspirato/biopsia del midollo osseo: Il midollo osseo è costituito da una matrice di tessuto di supporto
fibroso, fluido, contenente cellule staminali non differenziate, una miscela di blasti e cellule del sangue alle
varie fasi maturative. Se il medico sospetta leucemia richiederà un aspirato midollare o una biopsia per
studiare le caratteristiche del midollo osseo. Un patologo, o altro specialista, esaminerà il campione di
midollo al microscopio, valuterà il numero, la taglia e la forma di ciascuno dei tipi cellulari così come la
proporzione tra le cellule mature e immature. Se dovesse essere diagnosticata una leucemia può essere
determinato il tipo e la gravità della malattia.

Puntura lombare analisi del fluido cerebrospinale (CSF): Se le cellule leucemiche hanno invaso il midollo
spinale, può anche essere eseguita una puntura lombare per cercare cellule leucemiche nel fluido
cerebrospinale. Se vengono ritrovate cellule leucemiche anche nel CSF possono essere necessari dei
trattamenti aggiuntivi come per esempio l’iniezione di farmaci direttamente nello spazio del liquido
cerebrospinale.
Immuno fenotipo o Fenotipo mediante citometria a flusso: Questo esame può essere usato per
diagnosticare la leucemia e per determinare che da che tipo di leucemia il paziente è affetto. Cellule
provenienti dal sangue periferico, dal midollo osseo o dai linfonodi vengono trattate con anticorpi che si
legano selettivamente ai diversi “CD” e altri antigeni sulla superficie cellulare o nel citoplasma delle cellule
leucemiche. La citometria a flusso usa una sorgente laser e un computer per rilevare anticorpi legati ad
antigeni come CD3, CD10, CD13, CD15, CD16, CD20, CD33, CD34, CD45, CD56, CD64, TdT, catene leggere
(kappa e lambda). La presenza o l’assenza e l’intensità di espressione di uno o più di questi antigeni aiuta a
caratterizzare il tipo di leucemia.

Analisi citogenetiche mediante fluorescent in situ hybridization(FISH): La citogenetica (analisi del cariotipo,
usata ad esempio per determinare anormalità sia nel numero che nella struttura cromosomica) e analisi
citogenetiche molecolari mediante la FISH sono usate per studiare anomalie cromosomiche associate con
leucemie, altri cancri e disordini genetici. E’ usato per diagnosticare e differenziare le leucemie: ci sono
traslocazioni per leucemie acute mieloblastiche (8;21), per leucemie promielocitiche (15;17), e per
leucemia mieloide cronica (9;22). Questa tecnica può anche determinare delezioni associate a LAM o
sindromi mielodisplastiche (ad esempio 5q-, 7q-) e trisomie (trisomia 12) per leucemia linfatica cronica. La
FISH aiuta la diagnosi di leucemie che possono sembrare simili ma che possono avere differenti anomalie
cromosomiche e quindi richiedere trattamenti differenziati.

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