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LENTI A CONTATTO

LENTI A CONTATTO (LAC)


Vantaggi:
-sono una valida alternativa alla correzione
con occhiali sia per motivi estetici sia perché
permettono correzioni migliori
-sono adatte per i giovani perché hanno un
miglior film lacrimale
-indicate per chi pratica sport
Svantaggi:
- attualmente sono il maggior fattore di rischio
di cheratite
LE LENTI A CONTATTO (LAC)

Sono di tre tipi:


-rigide impermeabili (polimetimetacrilato PMMA)
-gas permeabili (acetato butirrato di cellulosa CAB,
acrilati di silicone ovvero PMMA + SILOXANI)
-morbide o idrofile (idrossietilmetacrilati HEMA)
CENNI SUL METABOLISMO CORNEALE
-la cornea non è vascolarizzata
-utilizza l’O2 dal film lacrimale ed elimina CO2
attraverso la lacrima (glicolisi aerobica)
-se l’O2 nella lacrima diminuisce la cornea
aumenta l’ utilizzo della glicolisi anaerobica
con accumulo di acido lattico e acidosi
tissutale (pH < 7,10)
-il pH basso provoca un edema corneale con
danni sia all’epitelio che all’endotelio ma
reversibili
IPOSSIA E LAC

La LAC in genere riduce la quantità di film


lacrimale che viene a contatto con la cornea e
quindi interferisce col passaggio alla cornea
dell’ ossigeno disciolto nelle lacrime .
A seconda del materiale di cui è costituita la
lente l’O2 può raggiungere la cornea in diversi
modi : o col ricambio del film lacrimale o
attraverso la lente stessa.
RIASSUMENDO
-lo scambio dei gas (O2 e CO2) viene assicurato o
dal ricambio del film lacrimale sotto la LAC o dalla
permeabilità ai gas del polimero della LAC (a
seconda del materiale della lente)
-la permeabilità ai gas di una LAC si esprime con
D (diffusione del gas) attraverso la LAC ed è
direttamente proporzionale alla solubilità del gas
all’interno del suo materiale K (DK); la
trasmissibilità del gas è invece in funzione dello
spessore L della lente( si ottiene dividendo DK/L)
-più alta è la diottria della LAC e maggiore è lo
spessore e minore la trasmissibilità
LA LACRIMA COME LENTE
-una lente morbida ,essendo flessibile, si
conforma alla superficie anteriore della cornea
per cui il liquido interposto tra LAC e cornea
presenta la stessa curvatura della superficie
anteriore della cornea e posteriore della lente
-una lente rigida ha una superficie posteriore
indipendente e differente dalla sottostante
cornea per cui il liquido interposto è come una
lente con un suo potere (in pratica lo strato di
liquido interposto annulla irregolarità del profilo
corneale )
LAC MORBIDE TORICHE
-possono correggere fino a 1,5 o 2 D di
astigmatismo ed hanno necessità di assoluta
stabilità perchè devono rimanere orientate
lungo un determinato asse
-la toricità della superficie posteriore
seguendo il profilo corneale dà una certa
stabilità
- un altro fattore di stabilità è costituito dal
sistema “prismi di bilanciamento” o dal
sistema”a zone sottili” per cui la parte sottile
della LAC tende a posizionarsi sotto le
palpebre
LAC MORBIDE VS LAC RIGIDE

- la particolare flessibilità delle morbide permette di


applicarle oltre il limbus per cui sono più grandi e
più stabili , si possono portare più a lungo e
richiedono un periodo di adattamento più breve
-le rigide essendo più piccole sono più mobili e
richiedono un perfetto adattamento per ottenere un
optimum di movimento che assicuri il meccanismo
di pompa lacrimale; durano più a lungo; danno una
visione più nitida ; richiedono meno attenzione nella
pulizia ed essendo impermeabili all’acqua danno
meno complicanze come allergie e infezioni
(congiuntiviti e cheratiti)
CONTROINDICAZIONI ALL’USO DI LAC
-mancanza di motivazione da parte del pz.
-infiammazioni delle palpebre,congiuntiva e
cornea ed ostacoli ad un corretta lubrificazione
-iposecrezione lacrimale (c. relativa)
-attività occupazionali in ambienti polverosi o
irritanti per l’occhio
-storie di asma, rinite vasomotoria,dermatite
da contatto fanno prevedere la possibilità di
intolleranza al materiale delle LAC
-diabete,esoftalmo da ipertiroidismo
-ridotto ammicamento (videoterminalisti)
INDICAZIONI MEDICHE ALL’USO DI LAC

-anisometropie ed ametropie elevate


-afachia monolaterale ( riduzione al 6%
dell’aniseiconia e scomparsa delle
aberrazioni legate agli occhiali come la
distorsione periferica e lo scotoma anulare
dovute agli occhiali)
-cheratocono e astigmatismi irregolari (solo
con LAC rigide che mascherano ogni
irregolarità corneale)
-LAC come bendaggio in caso di piccole
ferite corneali, cheratopatie bollose,
REAZIONI AVVERSE ALLE LAC
-abrasioni corneali (da trauma meccanico)
-edema corneale ( da ipossia)
- cheratiti anche gravissime
-intolleranza al materiale della LAC sia da parte
della cornea che da parte della congiuntiva (ma
la cornea è veramente un sito privilegiato?)
-congiuntiviti tossiche da sostanze preservanti o
da antigeni che si accumulano nella lente
INSERIMENTO
-guardandosi allo specchio le palpebre
vengono tenute aperte con una mano e con
l’indice dell’altra (dominante) la lente viene
applicata sulla cornea

RIMOZIONE
-dopo aver fatto scivolare le lente sulla sclera
si pinzano i bordi della lente con il pollice e
l’indice
RACCOMANDAZIONI
-visita medica preliminare (compreso l’esame
della secrezione lacrimale)
-lavarsi accuratamente le mani prima di
maneggiare le LAC (meglio sapone liquido)
-non usare mai acqua
di rubinetto per la pulizia o il risciacquo delle
lenti -togliere le lenti prima di
nuotare o in ambienti con fumo e prima di
dormire( a palpebre chiuse il passaggio di
ossigeno è ostacolato, la secrezione lacrimale
si riduce fino ad 1/20 e il film lacrimale
ristagna sotto la lente perché manca il
meccanismo di pompa lacrimale)
CHIRURGIA REFRATTIVA

-chirurgia corneale

-chirurgia intraoculare
CORE MESSAGES

-è uno dei campi dell’oftalmologia che è più


in continua evoluzione
-il potere refrattivo globale dell’occhio può
essere modificato con la rimozione di tessuto
corneale oppure cambiando il potere diottrico
del cristallino
CHIRURGIA CORNEALE
PRK
(photo refractive keratectomy)
-fotoablazione decrescente dal centro alla
periferia di una zona di 6,5-7 mm (zona ottica)
- Il tessuto da rimuovere varia in funzione del
diametro della zona ottica e dell’entità del
difetto refrattivo
-spot di diametro ridotto(0,8-2 mm) guidato da
computer e programmato con sistemi di
inseguimento dell’occhio (eye-tracker) per
evitare sovrapposizioni
- selezione del paziente
SVANTAGGI DELLA PRK
-ipertono endoculare da cortisone (4-10%)
perché deve essere somministrato per 30-90
giorni
-possibile riduzione della trasparenza
corneale (haze) nel 2-7% per risposta
riparativa sottoepiteliale , transitorio nel 99%
dei casi
-dolore post-operatorio (12-36 ore)
-recupero funzionale massimo dopo 30-90
giorni
LASEK
(laser assisted sub epithelial keratectomy)
-tecnica: alcolizzazione dell’epitelio con alcol
etilico al 20% per 20” o con microcheratomi
epiteliali (epilasik); fotoablazione e
ridistensione dell’epitelio alla fine
- scopo: minimizzare la ricostituzione
dell’epitelio e l’incidenza del dolore
LASIK
(laser assisted intrastromal keratectomy
oppure laser in situ kertomileusis)
-recupero funzionale massimo dopo 1-3 giorni
-terapie steroidee molto brevi (7-14 giorni)
-assenza di haze
- tecnica: col microcheratomo si esegue un
taglio corneale senza asportare l’epitelio con
formazione di un lembo di 160-180 micron a
cerniera (flap) che viene ribaltato ,poi si
ablade lo stroma corneale così esposto
COMPLICANZE DELLA LASIK
-irregolarità del taglio che può essere
incompleto o a ciambella (button-hole)
-complicanze infiammatorie a carico
dell’interfaccia con accumulo di cellule
infiammatorie tipo cheratite diffusa lamellare
(DLK) ovvero ”sindrome da sabbia del
Sahara”che può creare cicatrici permanenti
-ipolacrimia (dry-eye sindrome) legato al taglio
completo del plesso nervoso subepiteliale che
porta ad una abolizione del braccio afferente
della stimolazione lacrimale; il danno
permanente è di 1,5-3% dei casi
SVANTAGGI COMUNI ALLA LASIK ED
ALLA PRK:
-cheratiti microbiche
-ectasia del tessuto corneale residuo troppo
sottile (cheratectasia iatrogenica ) tipo
cheratocono con possibilità di successivo
intervento di cheratoplastica perforante
-scarsa efficacia nelle miopie elevate (oltre le
9 D ) per esiguità del tessuto residuo e
ugualmente scarsa efficacia oltre le 3 D di
ipermetropia
QUALITA’ DELLA VISIONE sia dopo LASIK
che dopo PRK
-l’aberrazione sferica della cornea aumenta
con la midriasi dopo l’intervento
-la focalizzazione avviene in una zona
corneale inferiore a quella normalmente
impiegata per la visione(1-2mm contro 5mm)
per cui le immagini provenienti dalle zone
paracentrali hanno una defocalizzazione
-l’eccessiva rigenerazione tissutale post-
ablazione tenta di conferire alla cornea il suo
profilo primitivo che le consentiva una equa
distribuzione del film lacrimale
LIMITI DI ETA’

-per la miopia è preferibile aspettare il


raggiungimento del completo sviluppo della
lunghezza assile del bulbo ( in genere dopo i
21-25 anni) e due anni di stabilità della
refrazione
-attenzione ai pazienti in età presbiopica
CHIRURGIA INTRAOCULARE
PRL ( phakic refractive lenses)
-sono lenti che si aggiungono al cristallino
all’interno del bulbo per correggere l’ametropia
-poco fisiologiche quelle in camera anteriore a
fissazione iridea o a supporto angolare
-più fisiologiche quelle da impiantare in
camera posteriore dietro l’iride sia con
appoggio al sulcus sia flottanti, ma gravate da
seri rischi di lesività del cristallino e della
zonula nonché di glaucoma da dispersione
pigmentaria o da blocco pupillare
RLE (refractive lens exchange)
- è la sostituzione del cristallino con IOL
mono o multifocali
-la tecnica è simile a quella della
facoemulsificazione
-trova applicazione nell’ipermetropia elevata
sopra le 3 D soprattutto in età presbiopica
(nel caso della miopia rischio di distacco di
retina)
-decentramento della IOL e opacizzazione
della capsula posteriore possono creare aloni,
abbagliamento e perdita della sensibilità la
contrasto