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IL CHERATOCONO:

UNA MALATTIA CHE ORA


POSSIAMO CURARE

TRATTAMENTO “CROSS LINKING” CON RIBOFLAVINA

AMBULATORIO MEDICO-CHIRURGICO DI OCULISTICA


Direttore Tecnico: dott. Giacomo Sanfelici

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Cos’è la cornea?
La cornea è la parte anteriore e trasparente dell’occhio che serve, assieme al
cristallino, ad inviare sulla retina i raggi luminosi provenienti dall’esterno. Ha la
forma di una lente a contatto: è convessa esternamente e concava internamente.
Una perdita di trasparenza od una deformazione progressiva della cornea comporta
una diminuzione della vista non migliorabile con le lenti da occhiale o lenti a
contatto.

Si modifica la cornea nel corso della vita?


Normalmente dopo l’infanzia non avvengono modificazioni della curvatura corneale.
Esiste però un’importante patologia, che si chiama cheratocono, nella quale si
verifica una continua modificazione della curvatura corneale.
Il cheratocono è una deformazione conica non infiammatoria della parte centrale
della cornea che si assottiglia progressivamente. E’ una malattia legata ad una
debolezza strutturale della cornea che progressivamente tende a sfiancarsi,
estroflettersi ed assottigliarsi all'apice assumendo la forma di un cono. Ha origini
genetiche, solitamente si manifesta in pazienti giovani fra i 20 e 30 anni, ha
un'evoluzione soggettiva, e determina all'inizio un peggioramento della qualità
visiva, negli stadi più avanzati opacizzazione e in alcuni casi anche la perforazione
della cornea.

L’astigmatismo può essere progressivo?


Nel cheratocono si sviluppa un astigmatismo miopico progressivo di notevole entità,
che determina una grave riduzione della vista.

Le lenti a contatto curano il cheratocono?


Le lenti a contatto semirigide o gas permeabili, servono a correggere l’astigmatismo
miopico presente nel cheratocono, ma non possono arrestare l’eventuale
progressione della malattia.

Quanti tipi di cheratocono vi sono?


Essenzialmente abbiamo un cheratocono che rimane stabile nel tempo ed un
cheratocono che tende ad evolvere. Un paziente con cheratocono deve essere
studiato con esami di topografia, pachimetria corneale e microscopia dell’endotelio
corneale che vanno ripetuti nel tempo.
Cosa si deve fare quando il cheratocono evolve?
Fino a pochissimo tempo fa quando il cheratocono tendeva ad evolvere l’unica
possibile soluzione era il trapianto di cornea a tutto spessore, la “cheratoplastica
perforante”.Oggi, l’introduzione della terapia “ cross-linking corneale” , è la sua
principale applicazione nella cura del cheratocono.

Riboflavina e raggi UVA

Un trattamento non-invasivo C3-R (corneal collagen cross-linking riboflavin) ha


dimostrato di poter rinforzare la struttura corneale debole in pazienti con
cheratocono. Il metodo funziona aumentando i collegamenti incrociati (cross-linking)
tra collagene, che sono gli "agganci" naturali, una sorta di ponti all'interno delle
molecole della cornea. Questi agganci sono fondamentali per impedire alla cornea di
incurvarsi ulteriormente e divenire ripida ed irregolare (che è proprio la causa del
cheratocono).

Il trattamento C3-R viene eseguito come un normale intervento di routine in sala


operatoria, e dura circa 30 minuti. Durante il trattamento un collirio di riboflavina,
fatto su misura, viene applicato sulla cornea.
Dopo 5 minuti la vitamina viene attivata da una luce speciale che consiste in una
piccola dose di raggi ultravioletti A (UVA), 365-nm per 30 minuti.
Questo processo ha dimostrato in laboratorio e negli studi clinici di poter aumentare
l'ammontare dei collegamenti di collagene nella cornea e quindi di fortificare la
cornea.

Collagene denso (Cornea)

In alcuni studi europei pubblicati, il trattamento si è dimostrato sicuro e funzionante


sui pazienti. Non sono state riportate complicazioni nel cristallino o nella retina grazie
al limitato uso dei raggi ultravioletti. Nessuna mutazione nella densità delle cellule
endoteliali o nell'opacità della cornea.

In uno studio durato 3 anni su pazienti con KC in avanzamento attivo, l'incremento


dei valori non solo è stato bloccato ma addirittura appiattito di 2.diottrie. I risultati
sono stati confermati nei successivi 3 anni di follow-up.

Per chi intende sottoporsi al trattamento cross-linking mediante riboflavina e raggi


ultravioletti, sono necessari i seguenti requisiti:

- Cheratocono evolutivo (I-II in progressione)


- Peggioramento clinico e topografico documentati
- Spessore corneale pachimetrico > o = di 400 micron
- Intolleranza o inapplicabilità della lente a contatto
- Assenza di opacità stromali, patologie infettive, autoimmuni, occhio secco severo
- Sottoscrizione del consenso informato specifico

Il trattamento “Cross-linking” compromette un


eventuale trapianto di cornea , se fosse
successivamente necessario?
Attualmente i pazienti trattati con questa nuovissima metodica hanno presentato una
parziale regressione od una stabilizzazione del loro difetto di curvatura corneale e
,pertanto, non si è reso necessario eseguire un trapianto di cornea o cheratoplastica
perforante.

Il Chirurgo Oculista
Dott.Giacomo Sanfelici