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Linfoma di Hodgkin

• Incidenza (Italia): 3.5 nuovi casi all’anno


per 100.000 abitanti (3.7 uomini e 3.4
donne).
• Mortalità (Italia): 2 per 100.000 abitanti
(2 uomini e 1.8 donne), dimezzata dal
1955 al 1984.
• Due picchi di incid.: 18-30 a. e 6ª decade.
• Non certezze per familiarità o genetica.
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Linfomi di Hodgkin: quadri
istologici
• Predominanza linfocitaria (5-10% degli adulti,
10% dei bambini): linfociti, istiociti, rare
cellule di Reed-Sternberg (RS).
• Sclerosi nodulare (40-55% adulti, 65% bambini):
nodi cellulari con istiociti e cellule RS.
• Cellularità mista (30-40%% adulti, 18% bambini):
infiltrato polimorfo, discreto numero di cellule RS.
• Deplezione linfocitaria (5-10% adulti, 1% bambini):
scarsi linfociti ed istiociti, numerose cellule RS.

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Linfoma di Hodgkin: prima
manifestazione
• Tumefazione linfonodale non dolente, mobile,
dura, non lignea, oltre il 60% latero-cervicale.
• Massa Linfonodale mediastinica (20%).
• Linfonodi ascellari ed inguinali (5-7%).
• Altre strutture linfatiche.
• Localizzazioni non linfonodali.
• Eventuali sintomi generali.
• Alterazione della risposta immunitaria.
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Linfoma di Hodgkin
Stadiazione (Ann Arbor, 1971)
• I stadio: una sola stazione linfonodale (I) o un solo organo e struttura
extranodale (I E)
• II stadio: due o più stazioni linfonodali dallo stesso lato del
diaframma (II) eventualmente associata ad interessamento localizzato
di un organo o struttura extranodale (II E)
• III stadio: due o più stazioni linfonodali dai due lati del diaframma
(III), eventualmente con organo o struttura extranodale (III E) e/o con
milza (III S) (III SE) (*)
• IV stadio: interessamento diffuso o disseminato di uno o più organi
extranod. (precisare) ev. senza linfonodi (L= polmone, H= fegato,
M=midollo, ecc.)
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Tutti gli stadi: B, se con manifestazioni generali ($); A, senza.
(*) dopo Ann Arbor: III 1 se milza e/o linfonodi periportali, altrim. III 2
($) febbre oltre 38º, sudorazione nott. e/o perdita di peso oltre 10%. 4
Linfoma di Hodgkin
procedure diagnostiche di stadiazione
1. Anamnesi accurata
2. Biopsia ed esame istologico
3. Esame clinico accurato con valutazione dell’anello di
Waldeyer
4. Esami di laboratorio (emocromo, VES, foresi
proteine, cupremia, uricemia).
5. Esame radiologico del torace
6. Linfografia pedidia bilaterale
7. TC mediastino e addome
8. Laparo-splenectomia con prelievi multipli
9. Biopsia osteo-midollare
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Sensibilità e specificità di alcune metodiche di imaging
utilizzate nello studio dei linfomi
Indagine Sensibilità (%) Specificità (%)
Torace
TC polmone 99 62
Rx mediastino 64 65
TC mediastino 96 89
Addome

Linf. paraortici Linfografia 85 98


TC 65 92
Linf. mesenterici TC (1) 99
TC 67 (2) 75
milza TC 33 76
US 70 61
fegato TC 25 80
US 70 90
Whole body
67 Ga citrato 92 (3) 95
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(1) Linfomi di Hg – (2) Linfomi non-Hg - (3) utile nel follow-up
Linfomi di Hodgkin
Terapia radiante - principi
• Stadio I e II A sopradiaframmatico:
irradiazione linfonodale subtotale
• Stadio I sottodiaframmatico: irradiazione
del volume “ ad Y rovesciata”
• Stadio II A sottodiaframmatico: irradiazine
anche delle stazioni sopradiaframmatiche
• Stadio III A: Irradiazione linfonodale totale
• Stadio IV: irradiazione palliativa.
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Linfomi di Hodgkin
Terapia radiante – volumi e dosi
• I principi fondamentali del trattamento radiante sono
stati indicati da Kaplan nel 1966 ed in particolare:
– Necessità di irradiare in continuità le stazioni
linfonodali interessate dalla malattia e quelle
contigue.
– Necessità di accurata stadiazione (linfografia!) per
evitare le “recidive marginali”.
– Necessità di raggiungere la dose di 36-44 Gy nelle
stazioni linfatiche interessate, con frazionamento
convenzionale
– Tollerabilità del trattamento “nodale totale (st. III 2)
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Linfomi di Hodgkin
Principi di radioterapia: campi

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Linfoma di Hodgkin (HD)
risultati della chemio-radioterapia (Radiol. Firenze)

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Linfoma di Hodgkin (HD)
risultati della chemio-radioterapia (Radiol. Firenze)

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