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La correzione della presbiopia in occhi emmetropi

Per la correzione della presbiopia si usano le stesse lenti che si usano per lipermetropia, positive (convergenti) segno +. Si antepongono davanti agli occhi lenti positive adeguate alle distanze operazionali visive della persona ed alla capacit accomodative ancora presenti negli occhi (vedi larte della correzione delle ametropie). Allo stadio incipiente la correzione sar minima. In et avanzata, la lente correttiva in occhi emmetropi, non supera di solito +3/+3.50 dt.

Come si indica la lente correttiva per la presbiopia.


1 Indicando che si tratta di una correzione per focalizzare esclusivamente a distanze ravvicinate con la dicitura per vicino. 2 Con sf. Seguito dal potere della lente (sempre positiva) che corregge la presbiopia. Es: per vicino: o.d. (occhio destro) sf. +2 o.s. (occhio sinistro) sf. +2

La presbiopia pu essere associata alle ametropie gi viste


Se vi sono ametropie sferiche o astigmatiche, prima si correggono queste da lontano e poi si passa a correggere da vicino la presbiopia. La lente sferica che corregge la presbiopia si somma algebricamente alla miopia o allipermetropia presenti.

La presbiopia associata alla miopia


In caso di miopia non corretta essa ritarder i suoi effetti grazie al punto prossimo pi vicino (vedi punto prossimo nella miopia). Se la presbiopia non supera la miopia la persona non corretta continuer a focalizzare da vicino sfruttando la miopia. Es. miopia +2 dt presbiopia -1 dt = +1 dt. In questo caso c un residuo miopico di +1dt e la persona non corretta continuer a vedere bene da vicino. Una miopia non corretta di oltre 3 dt. non risentir mai degli effetti della presbiopia (il P.R. a 0.33m pi vicino della distanza di lettura). Se la presbiopia supera la miopia la persona non corretta vedr sfocato da vicino ma necessiter di una correzione minore rispetto ad un emmetrope, pari alla differenza tra miopia e presbiopia. Es. miopia +1dt. presbiopia -2.50 dt = -1.50 dt In questo caso c una presbiopia residua di -1.50 dt. e la persona non corretta necessita di una correzione (sia pur ridotta) di + 1.50 dt.

La presbiopia associata allipermetropia


In caso di ipermetropia non corretta c unanticipazione degli effetti della presbiopia a causa del punto prossimo pi lontano (vedi punto prossimo nellipermetropia) poich i due disturbi si sommano. Es. ipermetropia -2 dt. Presbiopia -1 dt = -3 dt E la persona non corretta necessiter di una correzione (maggiore rispetto allet) di +3 dt.

Presbiopia con astigmatismo


Lastigmatismo si presenta sia da lontano che da vicino. Per correggere la presbiopia si aggiunge la lente sferica correttiva di questultima alla sfera gi presente. Se la sfera della correzione astigmatica zero, al valore di sf. Si aggiunge direttamente quello della sfera che corregge la presbiopia. Esempio 1: sf. -3 cil. -1.75 ax 15 presbiopia sf.+ 1.50 = sf. -1.50 cil. -1.75 ax 15 = lente per vicino. Esempio 2: sf. 0 cil. -3 ax 180 presbiopia sf. +2 = sf. +2 cil. -3 ax 180 = lente per vicino.

Come si indica la lente correttiva della presbiopia associata ad ametropie


1 come aggiunta positiva, detta addizione, alla sfera da lontano (lasciando se c invariata la correzione dellastigmatismo), essa andr sommata algebricamente con questa e si indica con add. Esempio 1: da lontano sf. 0 cil. -1 ax 90 add. +0.75 Esempio 2:da lontano sf. -1 cil. -2 ax 35 add. +1.50 In questi casi, per avere la lente definitiva da vicino si dovr fare la somma algebrica tra la sfera da lontano e la correzione della presbiopia. 2 indicando la correzione definitiva per vicino effettuando preventivamente la somma algebrica tra la sfera da lontano e la correzione della presbiopia. Esempio 1: da lontano sf. -1 lente correttiva per la presbiopia +2 scriver direttamente sf. +1 per vicino. Esempio 2: da lontano sf. -3 cil. -2 ax 95 lente correttiva per la presbiopia +3 scriver direttamente sf. 0 cil. -2 ax 95 per vicino.

La presbiopia con le ametropie corrette


In caso di ametropia corretta la presbiopia produrr gli stessi effetti che in una persona emmetrope.

Schema della ricetta


la ricetta della prescrizione delle lenti, divisa in dati per locchio destro e dati per locchio sinistro. Essi sono indicati come se gli occhi corretti fossero di fronte a noi sicch, a sinistra si indicano i dati del destro ed a destra quelli del sinistro. Sono riportati i due angoli piatti per lorientamento dellasse del cilindro in caso di astigmatismo. Sono indicate le caselle per la sf. cil. e ax.

Schema ricetta tipo


Lo zero dellangolo piatto per indicare lasse dellocchio destro posto sempre a destra. Lo zero per locchio sinistro pu essere posto sia a sinistra nel sistema detto internazionale (poco usato) sia a destra (come per il destro) detto sistema T.A.B.O.

Limmagina retinica
Negli occhi limmagine che si forma sul piano retinico risulta reale, ridotta, capovolta ed invertita (alto, basso, destra, sinistra).

Grandezza dellimmagine retinica


possibile determinare la dimensione dell immagine retinica in una condizione di: un occhio emmetrope. Ametrope non corretto. Ametrope corretto con lenti oftalmiche o con lenti a contatto. Differenza delle dimensioni delle immagini retiniche, (aniseiconia) in caso di differenza di ametropia tra i due occhi (anisometropia).

Calcolo approssimato dellimmagine in un occhio schematico di Gulstrand


Considerando i due triangoli simili ABC E ABC sia: ho: laltezza deloggetto. hi: laltezza dell immagine do: la distanza delloggetto dallapice + la distanza apice punto medio tra i punti nodali circa 0.007m (BD + DC). di: la distanza retina punto medio tra i punti nodali circa 17mm. DC: le distanza apice corneale punto medio tra i punti nodali.

A
ho

do
D

Punti nodali di C hi

A D

Grandezza dellimmagine retinica approssimata data la distanza e la dimensione delloggetto


Per triangoli simili: hi : ho = di : do quindi: hi = - hodi/do Esempio ho = 2m BD = 3m do = BD + 0.007m = 3.007m di =0.017m hi = - 2 0.017/3.007 = -0.011m

grandezza dell immagine retinica in un occhio schematico di Gulstrand conoscendo langolo incidente al punto nodale.
hi = tan di dove tan. = ho/do Esempio: ho = 1.4m do = 20m tan = 1,4m / 20m = 0,07 = (4) Per un angolo di 4 limmagine retinica hi = tang di = 0.07 0.017 = -0.00119 m. (segno meno perch capovolta).

Grandezza dellimmagine retinica approssimata in un occhio ridotto emmetrope di Emsley dato langolo incidente al punto principale.
Nellocchio ridotto di Emsley il punto principale, coincide con lapice della cornea. Limmagine retinica h, in relazione allangolo incidente sullasse ottico sul punto nodale che viene posto anchesso sullapice corneale. Lunico indice di refrazione equivalente 1.3333

Grandezza dellimmagine retinica approssimata in un occhio ridotto emmetrope di Emsley dato langolo incidente al punto principale
w :angolo incidente al punto principale w : angolo rifratto h : dimensione dellimmagine retinica

Calcolo dellimmagine retinica dato langolo incidente


Agli angoli incidente e rifratto, applichiamo la legge di Snell: n sen w = n sen w Ma per angoli molto piccoli si possono considerare gli angoli stessi (langolo quasi uguale al seno). Quindi si pu dire: n w = n w

Calcolo dellimmagine retinica dato langolo incidente in un occhio ridotto standard emmetrope
w = nw/n dove n/n = 3/4 (rapporto equivalente a 1/1.3333) quindi: w = 3/4 w. tan w = - h/ko (segno immagine capovolta)da cui: h = - ko tan w ma: w = 3/4 w sostituendo: h = - ko 3/4 tan w. (formula calcolo immagine) ko = - 0,02222 m sostituendo: h = - 0,02222 3/4 tan w. h = - 0.01665 . tan w grandezza immagine retinica conoscendo w.

Dimensione dellimmagine retinica nella miopia assiale


Nella miopia limmagine cade prima della retina. Di un radiatore puntiforme monocromatico posto allinfinito sullasse ottico, sulla retina si proietta un disco di sfocamento del quale possibile calcolare in diametro.

Dimensione del diametro dell immagine retinica nella miopia assiale, di un radiatore puntiforme posto allinfinito sullasse ottico.
p : piano pupillare. a b : punti estremi di incidenza sul piano pupillare (diametro pupilla). g : diametro pupillare. a b = punti estremi del disco di sfocatura. j : diametro dell immagine sfocata, (diametro del disco di sfocatura), B: posizione del fuoco del sistema. k : lunghezza assiale dellocchio. l : distanza del fuoco del sistema dal piano pupillare.

Dimensione dellimmagine retinica in miopia assiale


I triangoli formati da a b B e da Bab sono simili quindi possiamo affermare che: J / g = (k-l) / l da cui: J = g (k l)/l dimensione dellimmagine retinica = diametro del disco di sfocatura.

Dimensione dellimmagine retinica nellipermetropia assiale.


In condizioni di totale disaccomodazione, nellipermetropia limmagine cade dietro la retina. di un radiatore puntiforme monocromatico, posto sullasse ottico, sulla retina si proietta un disco di sfocamento di cui possibile calcolarne il diametro.

Dimensione del diametro dellimmagine retinica di un radiatore puntiforme posto allinfinito sullasse ottico, nell ipermetropia assiale.
P : piano pupillare. a b : punti estremi di incidenza sul piano pupillare. g : diametro pupillare. a b : punti estremi del diametro del disco di sfocatura. J : diametro dell immagine sfocata (diametro disco di sfocatura). B : posizione del fuoco del sistema K : lunghezza asse dellocchio l : distanza del fuoco del sistema dal piano pupillare.

Dimensione dell immagine retinica nella ipermetropia assiale


I triangoli formati da a b B ed a b B sono simili quindi possiamo affermare che: J / g = (l-k) / l da cui: J = g (l-k) / l diametro del disco di sfocatura = dimensione immagine retinica.

Dimensioni delle immagini retiniche nelle ametropie assiali non corrette


Maggiore sar la discrepanza tra lunghezza assiale e potere rifrattivo dellocchio, maggiore sar la dimensione dellimmagine retinica sfocata. Le dimensioni delle immagini retiniche nelle ametropie assiali non corrette sono direttamente proporzionali allametropia.

I calcoli delle immagini retiniche nelle ametropie


Essi dimostrano che le dimensioni delle immagini retiniche non corrette nelle ametropie refrattive, non cambiano (???). Ma quando unametropia assiale o refrattiva? Nella realt si osservano macro cornee (raggi di curvatura grandi, scarso potere) associate a miopie e micro cornee associate (raggi di curvatura piccoli, alto potere) ad ipermetropia. Lo studio precedente sulle immagini retiniche ha valenza pi didattica che pratica.

approfondimenti
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Ingrandimento delle lenti


Cosa accade quando correggiamo una ametropia con lenti oftalmiche?

La lente positiva fa vedere pi grande


La lente positiva fa vedere pi grande. Lo stesso fenomeno osservabile da chi guarda il portatore (si vedono gli occhi ingranditi). Lingrandimento dovuto in minima parte allo spessore della lente, (nel menisco positivo maggiore al centro e minore al bordo), ed in maggior parte, in modo direttamente proporzionale, al potere della lente La lente positiva si comporta come un condensatore di energia luminosa aumentando la quantit di luce che entra nellocchio.

La lente positiva viene usata in optometria per aumentare la performance visiva


Le lenti positive vengono utilizzate nella visione da vicino in particolari condizioni di disequilibrio visivo, anche in assenza di ipermetropia e di presbiopia, per migliorare li comfort visivo e ridurre lo stress visivo prossimale. Laumento di energia luminosa che entra nellocchio e il miglioramento della visione periferica che ne deriva, sembrano essere i motivi per cui, luso delle lenti positive prescritte tramite sofisticate procedure optometriche, pu spesso ridurre lastenopia e la progressione della miopia.

La lente negativa fa vedere pi piccolo


La lente negativa fa vedere pi piccolo. Lo stesso fenomeno osservabile da chi guarda il portatore (si vedono gli occhi rimpiccioliti). La riduzione delle immagini dovuto in minima parte allo spessore (nel menisco negativo minore al centro e maggiore al bordo) ed in maggior parte, in modo inversamente proporzionale, al potere della lente. La lente negativa produce una riduzione della radiazione ottica che investe la retina ed una riduzione della visione periferica.

La riduzione della correzione della miopia un espediente spesso usato per la riduzione della progressione miopica
In optometria comportamentale, al contrario della scuola optometrica tradizionale, si ritiene che in molti casi leccesso di lente negativa (ipercorrezione negativa) favorisca lincremento stesso della miopia. Per cui, attraverso sofisticate procedure optometriche, possibile stabilire, nei casi in cui richiesto, quanta riduzione di correzione negativa (residuo di positivo) il caso di adottare. Una ulteriore sottocorrezione di negativo, nei casi in cui richiesto, pu essere utile da vicino per ridurre lo stress visivo prossimale.

Potere della lente correttiva e distanza apice corneale-lente


Come gi detto la correzione sferica delle ametropie consiste nel far coincidere il fuoco immagine della lente con il punto remoto dellocchio ametrope. Le lente per non posta a contatto sullocchio ma ad una certa distanza detta apice cornelale-lente. Se la lente (e quindi lametropia) di bassa entit (inferiore a 3.75dt./4dt.) o lo spostamento minimo, variando un po la distanza apice corneale-lente leffetto correttivo rimane pressoch invariato. Se la lente (e quindi lametropia) elevata (oltre le 4dt.) variando anche di poco la distanza apice corneale-lente leffetto correttivo cambia consistentemente. In pratica se rilevo con locchiale di prova una consistente correzione con una certa distanza apice corneale-lente e poi pongo sullocchiale definitivo la lente ad una distanza diversa o applico una lente a contatto, devo relativizzare la correzione alla nuova distanza.

Potere delle lenti e loro distanze focali


Ricordate che: maggiore la distanza focale, minore il potere della lente. E viceversa: Minore la distanza focale maggiore il potere della lente. In altre parole il potere delle lenti inversamente proporzionale alla loro distanza focale.

Come cambia il potere di una lente negativa al variare della distanza apice corneale-lente
Come gi detto la lente negativa che corregge la miopia ha il fuoco immagine (virtuale) sul punto remoto che giace sullasse ottico davanti allocchio. Quindi dovendo porre una lente correttiva pi vicino o pi lontano allocchio, fermo restando il fuoco oggetto coincidente col punto remoto, allontanandomi dallapice corneale la distanza focale si ridurr (il potere della lente aumenta) avvicinandomi la distanza focale aumenter (il potere della lente si riduce).

Calcolo della lente negativa equivalente al variare della distanza apice corneale-lente
d (espressa in m.) = spostamento da effettuare alla lente (differenza tra la distanza di misurazione e nuova distanza). = potere lente correttiva rilevata (considerare il suo valore assoluto) 1/ = Lunghezza focale lente rilevata. = potere della lente equivalente posta alla nuova distanza. se mi allontano dallapice: 1 opzione applico la formula: = /1- d 2 opzione. Siccome la lente si avvicina al P.R., alla focale della lente 1/, sottraggo d. Il risultato la nuova distanza focale. Facendo il reciproco della nuova distanza focale ottengo . Quindi allontanandosi dall apice corneale (lente negativa) >. Se mi avvicino allapice: 1 opzione applico la formula: = /1+ d. 2 opzione. Siccome la lente si allontana dal P.R., alla focale della lente 1/ aggiungo d. il risultato la nuova distanza focale. Facendo il reciproco della nuova distanza focale ottengo . Quindi avvicinandosi allapice corneale (lente negativa) <.

Esempio di variazione della lente negativa equivalente al variare della distanza apice cornelale-lente
Lente rilevata durante il controllo optometrico con locchiale di prova o col forottero = -15 dt. Distanza di rilevamento con occhiale di prova = 0, 010m La misura della distanza dove verr la lente sulla montature dellocchiale definitivo = 0,015m Quindi lo spostamento di 0.005m in allontanamento dallapice corneale-lente (la distanza focale va ridotta). 1 opzione = /1d = 15/115x0.005 ; = 15/1-0.075 = 15/0.925 = 16,21 si arrotonda a 16,25dt. il potere aumentato (segno meno perch miope) 2 opzione 1/ = 1/15 = 0.66666. 0.66666 0.005 = 0.06166. 1/0.061666 = 16.21 si arrotonda a -16.25dt.

Come cambia il potere di una lente positiva al variare della distanza apice corneale-lente
Come gi detto la lente positiva che corregge lipermetropia ha il fuoco immagine sul punto remoto che giace sullasse ottico dietro la retina. Quindi dovendo porre una lente correttiva pi vicino o pi lontano dallocchio, fermo restando il fuoco immagine coincidente col punto remoto, allontanandomi dallapice corneale la distanza focale aumenter (il potere della lente si riduce), avvicinandomi la distanza focale si ridurr (il potere della lente aumenta).

Calcolo della lente positiva equivalente al variare della distanza apice corneale-lente
d (espresso in metri) = spostamento da effettuare alla lente (differenza tra la distanza di misurazione e nuova distanza). = potere della lente correttiva rilevata (considerare il suo valore assoluto). 1/ = lunghezza focale lente rilevata. = potere della lente equivalente posta alla nuova distanza. Se mi allontano dallapice: 1opzione: = /1+d 2 opzione: siccome la lente si allontana dallP.R. alla distanza focale 1/ aggiungo d. il risultato la nuova distanza focale. Facendo il reciproco della nuova distanza focale ottengo . Quindi allontanandosi dallapice corneale (lente positiva) <. Se mi avvicino allapice: 1 opzione: = /1d. 2 opzione: siccome la lente si avvicina al P.R. alla distanza focale 1/ sottraggo d. il risultato la nuova distanza focale. Facendo il reciproco della nuova distanza focale ottengo . Quindi avvicinandosi allapice corneale (lente positiva) >.

Esempio di variazione della lente positiva equivalente al variare della distanza apice corneale-lente
Distanza della lente rilevata durante il controllo optometrico con locchiale di prova o il forottero = 0.012m Potere della lente rilevata +6dt. Calcolare la lente a contatto equivalente. Lo spostamento uguale alla distanza apice cornealelente in avvicinamento (la distanza focale va ridotta) = 0.012m. 1 opzione: = /1- d = 6/1 6x0.012 = 6/ 1-0.072= 6 / 0.928 = 6.46 si arrotonda a +6.50dt. Il potere aumentato (segno + perch ipermetrope). 2 opzione: 1/ = 1/6 = 0.166666. 0.166666 0.012 = 0.15466. 1/0.15466 = 6.46. si arrotonda a + 6.50.

Effetto dellanteposizione di lenti sferiche davanti ad occhi emmetropi o corretti effetto s.i.l.o. e s.o.l.i.
Anteponendo davanti ad un occhio emmetrope o corretto delle lenti negative o positive anche di medio potere ad una distanza di circa 25 cm, facendo osservare un soggetto vicino, con lenti negative si osserver un rimpicciolimento del soggetto e con lenti positive un ingrandimento del soggetto. Per una valutazione su base esperienziale, unimmagine piccola si associa ad un soggetto lontano (la nave allorizzonte appare piccola) ed un immagine grande si associa ad un soggetto vicino (la stessa nave osservata da vicino appare enorme).

Cos leffetto s.i.l.o. e s.o.l.i.


In realt, per leffetto ottico indotto, le lenti negative, oltre a rimpicciolire sposteranno limmagine pi vicina e le positive, oltre ad ingrandire, sposteranno limmagine pi lontano. s.i.l.o. sta per smoller in larger out (piccolo vicino grande lontano, effetto reale prodotto dalle lenti + e -) s.o.l.i. sta per smoller out larger in (piccolo lontano grande vicino, sensazione visiva valutata su base esperienziale)

Utilizzo delleffetto s.i.l.o. e s.o.l.i. nel training visivo


Nel training visivo optometrico (procedure di allenamento visivo atte a migliorare lefficienza e la percezione visiva) si usa far fare esercizi anteponendo lenti e + davanti ad uno o entrambi gli occhi (a circa 25 cm di distanza) per far si che la persona percepisca leffetto s.i.l.o.

Effetto S.I.L.O. e S.O.L.I.


Normalmente appena si antepongono le lenti la persona dir di vedere le immagini con lenti piccole e lontane e con lenti + grandi e vicine (effetto s.o.l.i.), perch elabora su base esperienziale non facendo una valutazione effettiva del fenomeno visivo in atto che invece s.i.l.o. Lesercizio consiste proprio nellinnescare il processo s.i.l.o. che ci che accade realmente nello spazio visivo percepito nella lente. Linsorgenza nella persona della sensazione s.i.l.o. sta a significare che si sta valutando la reale condizione visiva indotta dalla lente e non unelaborazione solo su base esperienziale. Linnescarsi della sensazione s.i.l.o. dimostra che lindividuo, in quellesercizio ha imparato a fidarsi di ci che i suoi occhi percepiscono realmente.

Metodi di valutazione del visus


La capacit di percepire i dettagli del soggetto osservato, si chiama visus o acuit visiva. In passato si pose la necessit di trovare e codificare metodi di misurazione della capacit visiva. Si pu definire lacuit visiva come la capacit visiva di discriminare particolari che sottendono allapice dellocchio angoli molto piccoli.

Angolo visivo
Il soggetto AB sottende un angolo allapice dellocchio che viene definito angolo visivo. Esso dipende dalla relazione tra la dimensione del soggetto e dalla sua distanza dallocchio. Esso inversamente proporzionale alla distanza e direttamente proporzionale alla dimensione. Se un occhio riesce a percepire particolari che sottendono angoli molto piccoli vuol dire che ha un buon visus.

Calcolo approssimativo dellangolo visivo conoscendo la dimensione del soggetto e la sua distanza dallapice dellocchio.
AB = dimensione soggetto. d = distanza soggetto dallocchio. = angolo visivo. tan = AB/d Es. AB = 1cm d = 57cm. Tan = 1/57 = 0.0175 = 1 1 cm a 57 cm sottende un angolo visivo di 1

Lacuit visiva ed i coni foveolari


Nella foveola centralis i coni sono di dimensioni maggiori ed ognuno di essi collegato ad una sola bipolare ed a una sola gangliare (rapporto uno a uno). La luce si incanala allinterno del cono e raggiungendo il pigmento fotosensibile, scatena limpulso nervoso. Esso segue in questo modo unautostrada privata che mantiene lo stimolo diretto cellula-cellula sino alle aree visive superiori espandendosi poi nel cervello.

Misurare la capacit di vedere


Misurare la capacit di discriminare i particolari una delle necessit legate alla valutazione dellefficienza visiva. Le capacit percettive si possono distinguere in varie sotto categorie e per misurarle si dispone di diversi strumenti. Essi sono gli ottotipi (termine che deriva dal fatto che dovrebbero essere di otto tipi) e gli strumenti che rilevano la soglia dello stimolo luminoso.

Minimo percettibile o acutezza di visibilit


Affinch uno stimolo possa essere percepito occorre che questo sottenda un angolo pari a circa la dimensione di un cono foveolare, (15-20 secondi darco). Se ci non accade non c percezione. Il modo pi semplice per valutarla di mostrare un punto nero su sfondo bianco di dimensioni crescenti ed individuare il punto pi piccolo che viene percepito. La capacit di percepire stimoli con angoli molto piccoli manifesta una buona acutezza visiva. Questa unabilit che anche in condizioni di normalit visiva, pu subire grosse differenze tra gli individui. Un calo dellacutezza visiva pu essere attribuibile anche a patologie.

Angolo minimo di risoluzione


langolo pi piccolo sotteso tra due punti affinch essi possano essere visti separati. Secondo lipotesi di Von Helmholtz per percepire distinti due punti di uguale luminanza occorre che essi stimolino due coni foveolari in modo che tra essi un terzo non sia attivato dallo stimolo. Questa condizione determina un angolo visivo detto angolo di minima risoluzione. Considerando che un cono foveolare sottende un angolo visivo di 20 (secondi darco) secondo questa ipotesi langolo minimo di risoluzione dovrebbe essere di 1 (cono attivo) + 1 (cono inattivo) +1 (cono attivo) = 20 (per ogni cono) x 3 = 60 =1. Ma non cos; tanto pi che il raggio incidente non pu essere cos selettivo verso il singolo fotorecettore. Nella pratica clinica si osserva che la capacit di risoluzione pu essere raggiunta anche con angoli inferiori a 60 anche di 35 50 darco). Una spiegazione plausibile di ci pu essere lattivit svolta dalle cellule orizzontali e dai micro movimenti dellocchio che determinano la composizione del cosiddetto mosaico retinico.

Metodi per la misurazione del minimo angolo di risoluzione


La valutazione dellangolo di minima risoluzione pu essere effettuata con le cosiddette griglie o reticoli. Esse sono lalternanza di linee nere con spazi bianchi. Lunit di misura delle griglie cos composte sono i cicli per grado. Un ciclo composto da une linea nera ed uno spazio bianco. La misura in cicli per grado indica quanti cicli entrano in un grado. Un altro sistema sono gli anelli di Landolt. Sono cerchi con un apertura posta in varie direzioni o le E di Albini, E di varie dimensioni poste in direzioni diverse.

Acuit di allineamento o di localizzazione


la capacit di percepire il disallineamento tra due figure. Essa si esprime con langolo sotteso dalle due figure sul piano orizzontale. Essa maggiore dellangolo minimo di risoluzione. Essa di circa 4-5 secondi darco. Possiamo annoverare in questo tipo di acuit anche la capacit di percepire la verticalit della linea tilt.

Capacit visiva morfoscopia o di riconoscimento


Essa la capacit di riconoscere simboli. In et pre-scolare vengono utilizzati ottotipi con figure. In et scolare gli ottotipi pi usati sono quelli con lettere o numeri.

I vari tipi di acuit visiva

La frazione di Snellen
Snellen giunse alla conclusione che un occhio, con buona salute retinica e ben corretto, in grado di percepire un soggetto complesso se esso sottende un angolo di 5 minuti darco (in realt pi piccolo). Egli cre degli ottotipi incasellando le lettere in griglie composte da quadrati di 5x5 entro i quali inscrivere le lettere. Indipendentemente dalla loro dimensione, se poste alla distanza dove sottendono allocchio 5 minuti darco, stabiliscono il valore di normalit visiva (10/10). La frazione di Snellen data dalla distanza a cui viene posta la lettera per poter essere vista dal soggetto esaminato, fratto la distanza dove essa sottende un angolo di 5 minuti darco(1 minuto per ogni tratto della letterina). In realt invece di variare la distanza, si ingrandiscono le lettere per determinare visus pi bassi del normale raddoppiandole di rigo in rigo.

Dieci decimi 10/10 Le tavole ottotipiche pi usate in et scolare sono quelle per la
capacit di riconoscimento solitamente costituite da lettere. Il sistema di definizione del visus pi usato da noi espresso in decimi partendo dalla frazione di Snellen. Es. distanza a cui la lettera sottende 5 12m distanza massima a cui viene percepita 6m frazione di Snellen = 6/12 = 0.5 = 5/10 Dieci righe di lettere nelle quali le lettere raddoppiano la loro dimensione a partire dalle pi piccole che sottendono un angolo di 5 (10/10) e che raddoppiano la loro dimensione di riga in riga. In altre nazioni esistono ottotipi espressi in ventesimi o sesti.

11/10 12/1016/10
Nella realt le lettere dei 10/10 non rappresentano il limite della capacita morfoscopica, ma una qualit della visione ritenuta sufficiente per poter svolgere disinvoltamente la maggior parte delle attivit visive quotidiane. La capacit visiva di questo tipo pu spingersi anche molto oltre i 10/10 Per questo le letterine dei 10/10 vengono ulteriormente divise in altre e queste in altre ancora e cos via sino a spingersi sino anche a 16/10 anche se a questi limiti solo pochi eletti riescono ad arrivare.

Limiti della tabella di Snellen


Le differenze di dimensione tra le lettere grandi sono notevoli per cui su bassi visus il salto tra un livello di difficolt non d una buona accuratezza di misurazione. Le lettere grandi sono poco affollate e questo facilita la loro interpretazione. Per questo sono state strutturate tavole ottotipiche con variazione logaritmica delle dimensioni che risultano cos pi graduali e con numero uguale di simboli per riga. Nonostante ci, una conoscenza strumentale dellottotipo di Snellen da parte delloperatore, consente una perfetta valutazione del visus.