Sei sulla pagina 1di 6

FILOLOGIA ROMANZA

16.10.20

“Farai un vers pos mi sonelh” è un canzone di Guglielmo 9° a carattere parodico, in cui abbiamo
l’amor cortese al contrario.
E’ una canzone, formata da coblas singulas. (le “coblas” sono le strofe in occitano che nella
tradizione lirica italiana si chiamano “stanze”).
Coblas singulas significa che ogni cobla ha una propria struttura della rima.
Ogni Cobla ha 6 versi e poi abbiamo una tornada (che è la cobla finale e può essere più breve o
della stessa lunghezza delle coblas) che ha anch’essa 6 versi.
Le coblas sono fatte di:
- 3 ottonari
- 1 verso di 4 sillabi
- 1 ottonaro
- 1 verso di 4 sillabe.

Questo testo presenta degli aspetti di oscenità e parodizza l’amor cortese.

1° cobla:
Farò un verso (ovvero comporrò una poesia) perchè ho sonno
E vado avanti e indietro e sto sotto al sole (è quasi una situazione di stordimento per il caldo)
Donne mal consigliate e vi posso dire quali
Quelle che disprezzano l’amore di un cavaliere.

In questo esordio non è presente l’esordio primaverile, ma c’è un poeta che vuole poetare perchè ha
sonno.

2° cobla:
Una donna non commette un peccato mortale
se ama un cavaliere leale
Ma se ama un monaco o un chierico
si sbaglia
Per giusto motivo la si dovrebbe bruciare
su un rogo.

Queste prime due strofe sono una sorta di introduzione.


Dalla 3° cobla, il poeta in prima persona racconta una sua avventura piccante.
Questa canzone fa parte di quellle di compagnonnage

3° cobla:
In Alvernia, (regione che rientrava nei possedimenti di Guglielmo 9°) oltre il Limosino (regione al
sud della Francia),
me ne andai tutto solo vestito da pellegrino (“a tapi” in occitano) :
trovai la moglie di don Guarin
e la moglie di don Bernart;
mi salutarono con modestia,
in nome di san Leonardo.

“En” sarebbe il nostro “Don” o “Ser”, si utilizza in segno di rispetto per le persone.
Qui ci viene rivelata subito l’identità delle 2 donne, ovvero ci viene rivelato che sono le mogli di don
Guarin e Don Bernart.

4° cobla:
Una di loro mi disse nel suo dialetto: (con “lati” intende dialetto, perchè queste aree del sud della
Francia avevano dialetti diversi)
"Dio vi salvi, pellegrino!
Mi sembrate una persona di ottima condizione,
a mio giudizio;
ma noi vediamo andare per il mondo
troppa gente pazza"

La signora cerca di iniziare a parlare con questo pellegrino.


Dal tono narrativo questa lirica sembra una novella.

5° cobla:
Ora sentirete che cosa risposi;
io non le dissi né "ba" né "but",
e non nominai né ferro né legno,
ma solo: "Babariol, babariol, babarian".

“ba” e “bu” non hanno significato,


“Barbariol e barbarian” è un pò onomatopeico e un pò offensivo di come parlano le persone mute.
Qui Guglielmo 9° si finge muto e non risponde, cerca di articolare parole senza senso.

6° cobla:
"Sorella", disse donna Agnes a donna Ermesen,
"abbiamo trovato quello che cerchiamo!".
"Sorella, ospitiamolo per amor di Dio,
perché è completamente muto,
e le nostre intenzioni
non saranno mai rivelate da lui".

Lui si finge muto e scopriamo anche come si chiamavano le dame e quindi la regola del “celar”
non è rispettata, si chiamano Agnes e Ermesen.
Questa “n” sta per donna o signora.

7° cobla:
Una di loro mi prese sotto il suo mantello (anche qui troviamo il mantello come riferimento allo
stesso tempo feudale e altro)
e mi portò nella sua camera, accanto al fuoco;
sappiate che mi trovai assai bene: e il fuoco era buono
e mi scaldai volentieri vicino ai grossi ceppi.

“scaldarsi bene vicino ai carboni” è una metafora sessuale.

8° cobla:
Da mangiare mi diedero capponi e
sappiate che ne ebbi più di due (potrebbe essere un riferimento sessuale)
e non c'era né cuoco né sguattero, ma soltanto noi tre;
e il pane era bianco e il vino era buono,
e il pepe abbondante.

Questa è un ospitalità un pò anomala.


I capponi sono dei polli mutilati, ma i capponi a cui fa riferimento qui potrebbe essere qualcos’altro,
come un riferimento al seno abbondante delle dame o comunque un riferimento sessuale.
Ma dopo fa capire che non c’erano cuochi quindi , chi li ha cucinati i capponi? E’ chiaro che si tratta
di una metafora sessuale. E’ una metafora culinaria, si parla di cibo ma anche di appetiti sessuali.
C’è un menage a trois con le 2 dame.

9° cobla:
"Sorella, se quest'uomo è astuto
e con noi finge di non parlare,
portiamo subito il nostro gatto rosso,
che lo farà parlare immediatamente se ci mente in qualcosa".

Questa poesia è chiamata comunemente “la poesia del gato rosso”.


A una delle dame viene un dubbio dopo aver giacuto con lui e pensa che potrebbe aver finto di essere
muto.

10° cobla:
Donna Agnes andò a cercare la brutta bestia,
ed era grande e aveva lunghi baffi;
e io, quando la vidi in mezzo a noi,
ne ebbi paura, tanto che per poco non perdetti la forza e il coraggio.

11° cobla:
Dopo che avemmo bevuto e mangiato,
mi spogliai a loro piacimento;
di dietro mi posero il gatto cattivo e traditore:
una di loro me lo tirò dal fianco fino ai piedi.

12° cobla:
Tira d'un colpo il gatto per la coda, e quello graffia:
mi fecero più di cento ferite quella volta,
ma io non mi sarei mosso nemmeno se qualcuno mi avesse ucciso. (viene ferito ma lui resiste)

13° cobla:
"Sorella", disse donna Agnes a donna Ermesen,
"è ben chiaro che è muto".
"Sorella, prepariamoci a divertirci!"
Otto giorni e anche più restai da quelle parti. (il divertimento è durato 8 giorni)

14° cobla:
Le fottetti tanto quanto sentirete: centottantotto volte,
che per poco non ruppi le mie cinghie e i miei finimenti;
non posso dirvi le sofferenze, tanto grandi me ne vennero.

Qui il poeta abbandona ogni metafora e si lascia andare a un dialogo diretto.


Con questa esplicita dichiarazione sessuale finisce la vicenda.
Tornada (15° cobla):
Monet, andrai per me domattina, portando la mia canzone nella sacca,
direttamente dalla moglie di ser Guarin e a quella di ser Bernart:
e di' loro che per amor mio uccidano il gatto!

Monet presumibilmente è un giullare e il poeta nella tornada si rivolge direttamente al giullare che è
colui che dovrà cantare la canzone per andarla a cantare ai 2 cornuti, i mariti delle signore (don
Guarin e don Bernart).

Il testo è ricco di ELEMENTI FEUDALI E CORTESI, che vengono parodizzati:


 I nomi di questi Signori che hanno un titolo nobiliare (“Don”)
 il mantello (al verso 37) che è un elemento feudale.
 il pellegrino muto (al verso 34) rimanda alla legge cortese del “celar” (il buon poeta cortese
protegge sempre l’identità della donna amata, il “celar” è la virtù del perfetto amante).
In questa poesia si specifica molto bene l’identità delle dame e dei mariti.
 sopportare dure prove per entrare nella grazia della donna amata → il cosidetto “servitium
amoris”, ovvero l’amante deve sopportare varie prove per farsi accettare dalla donna amata. Qui
anche lui sopporta cose come il gatto che lo graffia per godere del sesso con le 2 dame.
 il pellegrinaggio ---> è un tema tipicamente amoroso.
il pellegrino compie un viaggio e dei sacrifici per avvicinarsi a Dio, che è un pò la metafora
dell’amor cortese. Ma questo è un pellegrinaggio che non è cortese o religioso, il pellegrino non
trova la salvezza eterna,ma trova un occasione di menage a trois con 3 dame.

In questa poesia c’è una certa irreverenza religiosa → dato che dice che un pellegrino che stava
andando al santuario incontra 2 dame e fa una sosta di 8 giorni dopo per 180 volte fa sesso con
queste dame. (PARODIA DEL PELLEGRINAGGIO RELIGIOSO e della Letteratura Religiosa del
medioevo). Infatti, Guglielmo 9° non era in ottimi rapporti con la Chiesa (ricevette delle scomuniche
per essersi appropriato di territori della Chiesa)
C’è un rovesciamento parodico del canone cortese.

Questa canzone:
 E’ una canzone rivolta ai companhos → sembra quasi la vanteria sessuale di uno che si vanta
con gli amici di aver fatto delle grosse imprese.
 E’ nota come “Canzone del Gatto rosso”
 E’ una lirica a carattere narrativo
 E’ di ispirazione fabiolistica, somiglia ad un fabliau comico- burlesco → il “fabliau” è un
genere narrativo del Medioevo a carattere comico-burlesco.
 Al suo interno gli elementi feudali e cortesi si mescolano con elementi comico-burleschi e
erotici

Ogni cobla richiama un genere della Poesia Cortese.


Questa poesia imita altri generi cortesi:
 Le Coblas 1 e 2 sono un DEBAT → il “Debat” è il dibattito, alcuni tipi di poesie cortesi sono
costruiti su un dibattito “è più giusto che la dama ami un cavaliere o un ecclesiastico?” (questa è
una forma di Debat, ci sono dei testi costruiti a doppia voce in cui 2 poeti discutono di un
argomento.)
 Dalla Cobla 3 comincia una sorta di fabliau → “C’era una volta un pellegrino, stavo andando a
un pellegrinaggio...”
 A partire dalla cobla 7 la canzone prende le forme di un PLAZER → è un genere narrativo in
cui si descrive una situazione di piacere, in cui il poeta gode del favore della dama
 La cobla 14 è un GAP → “Tante volte le fottei, quante volte...”
Gap vuol dire vanteria sessuale, quando ci si vanta di prodezze sessuali.
 La tornada rispetta gli schemi classici della canzone → rispetta le rime della canzone
precedente, c’è l’invito al giullare.
 La lirica assume un tono epico quando Guglielmo racconta e al tempo stesso si vanta di aver
subito terribili ferite...un guerriero che non lascia il campo di battaglia nonostante la forza del
nemico (quando racconta che le ferite furono profonde c’è una PARODIA DELLA
NARRATIVA EPICA quando si racconta la battaglia, ma questa è una battaglia combattuta nel
letto)

Ogni passo della poesia riprende e parodizza un genere narrativo della poesia occitana.

La Poesia occitana è piena di sottogeneri.


I GENERI DELLA POESIA OCCITANA sono:
 Trobar clus VS Trobar Leu → Ci sono 2 modi di fare poesia in Occitano: fare poesia oscura e
fare poesia lieve e leggera. Ci sono poeti che scelgono di fare poesia in maniera criptica e oscura
,e altri in maniera chiara da comprendere. Sono due modalità di fare poesia.
 Tenzo → è la tenzone, quando ci sono 2 poeti che si sfidano.
 Partimen o Joc Partit → dove ogni cobla tocca a un poeta.
 Pastorella → sarebbe quando il cavaliere respinto dalla dama, incontra una pastorella e la
violenta.
 Asag → la prova finale, quando la dama chiede al cavaliere di passare una notte nudi nel letto
ma lui non deve toccarla.
 Gap → la vanteria sessuale.
 Alba → racconta il dolore del distacco la mattina, quando il cavaliere ha dormito con la dama
ma al mattino deve scappare prima che arrivi l’alba.
 Canso → la canzone d’amore.
 Mala Canso → è un testo poetico in cui viene cantato il disprezzo e l’odio verso una
determinata dama.
 Planh → è una canzone triste e di pentimento, si scrivono anche quando la dama muore (la
dama muore in molti casi prima che lei possa concedere il suo amore). i Planh possono essere
scritti anche per un nobile o per un feudatario se muore o per la dama.
 Salut → è il saluto prima della partenza perchè il poeta è csotretto ad andare nelle crociate o per
un’altra campagna militare. Oppure la dama deve partire per la crociata con suo marito.

Agnese e Ermessella, probabilmente uno era il nome della nonna e l’altro della prozia.
Don Guarin e Don Bernard probabilmente erano dei vassalli di Guglielmo 9°, ovvero erano dei
signori feudali nominati da lui, quindi questa canzone è un pò una presa in giro tra uomini.
Altri hanno notato che la nonna e la zia di Guglielmo 9° si chiamavano Agnese ed Ermessella ed
erano in una specie di compagnia religiosa delle dame penitenti, ovvero quelle dame che facevano
preghiere e penitenze molto religioso. Quindi sembra che lui voglia prendere in giro questa nonna e
questa zia che facevano cose religiose.
Un’altra studiosa si è resa conto che anche il riferimento a San Leonardo potrebbe essere un
riferimento o una presa in giro a qualche altro feudatario, a un altro nobile che era stato prigioniero
c’era stato un certo Boemonde che sarebbe stato fatto prigioniero in Terra Santa e che quando è stato
liberato ha fatto un pellegrinaggio a San Leonardo. E’ probabile che lui voglia prendere in giro
qualcuno.
Cause esterne della fine della Poesia Occitana:
- la Crociata Antialbigese
- crollo del sistema politico-sociale

Causa interna:
- ripetività dei temi

Un’altra causa è la Diaspora Trobadorica.

Il fatto che un uomo si finge muto per approfittare di donne che vogliono solo divertirsi ma che
hanno paura che il loro divertimento venga reso pubblico → rimanda a Boccaccio :
- nella “Novella dell’Ortolano e del Convento” le suore devono assumere un ortolano, ovvero un
giardiniere che si finge muto e tutte le sorelle la notte a turno approfittano di lui. Ma il giardiniere
non è muto, ma ha capito che per lavorare in un convento di sole donne se si finge muto ha lavoro ed
è protetto e poi ogni notte le monache fanno a gara per lui perchè sono tranquille del fatto che lui è
muto e quindi non può rivelare quello di notte accade nel monastero.
- La Novella di Masetto da Lamporecchio in cui ci sono altre faccende di mutismo ed erotismo.

Guglielmo 9° viene definito il Primo Trovatore, ma ovviamente lui non può essere il primo
trovatore in assoluto perchè per fare parodia di un genere c’è bisogno che questo genere esista e che
sia ben riconosciuto.
Se Guglielmo 9° fa parodia del genere occitano e della lirica provenzale, significa che la poesia
provenzale presumibilmente è nata all’epoca di Guglielmo 9° ma doveva essere una poesia già ben
codificata e riconosciuta.
Forse Guglielmo 9° oltre ad essere un poeta, fu anche un mecenate, che proteggeva altri poeti e
presso la sua Corte d’Aquitania ci fu probabilmente una scuola di poesia, ma di questo non abbiamo
nulla. Non abbiamo testi poetici contemporanei, per noi è lui il primo trovatore, ma probabilmente
non è il primo trovatore in assoluto (dato che le parodie nascono solo quando un genere è ben fissato
e già esiste) → nella sua generazione ci furono altri trovatori anche se noi sappiamo solo un nome di
un certo Ebles de Ventadour, non ci sono giunti altri nomi o testi.

Da dove viene la Poesia Provenzale dato che fino a quel momento c’era stata solo poesia latina?
Ci sono varie teorie, tra cui un’influenza della letteratura latina e religiosa e di altre forme
letterarie alto-medievale o tardo antiche.

Il genere della fin’amor era un genere ben fissato e riconosciuto per poterci fare una parodia sopra.