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In Francia si stava intanto gia da quasi 2 secoli si sta sviluppando l’arte dei trovatori e dei trovieri.

Al sud
pare si inizi prima che nel nord. Nel nord della Francia, si erano sviluppate due forme letterarie di tipo
narrativo: chanson de geste" che narrava le gesta di Carlo Magno e dei suoi paladini e il romanzo
cavalleresco del ciclo arturiano, che raccontava le gesta di re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda.
Nel sud invece le tematiche erano legate all’amore cortese, spesso nella forma della pastorella, presto gli
stessi temi si diffonderanno ovunque, e in realtà le differenze tra trovatori e trovieri sono considerate
sempre più ridotte e limitate all’uso della lingua. La disparità fra il gran numero di testi e il ridotto
numero di melodie si spiega perché l'ispirazione è simile a quella della lirica greca: i testi poetici erano
scritti, mentre le melodie legate a schemi melodici fissi e ad una sorte di memorizzazione di
tradizione orale. Al sud Nobili, anche molte donne, al nord di tutto.

Il termine francese "troubadour" proviene dall'antico francese dalla parola trobador, dal verbo trobar, derivato
dall'ipotetico tardo latino *tropāre, a sua volta da tropus, dal greco τρόπος (tropos), vale a dire "cambiamento,
maniera". Il senso generale di "trobar" è "inventare" o "comporre". Un trovatore o troubadour compone i suoi lavori, un
joglar (giullare o menestrello) esegue componimenti altrui. Una seconda teoria cerca le origini dei trovatori nelle
pratiche musicali arabe andaluse. La parola araba tarab, "suonare", è la radice di trobar. Secondo alcuni entrambe le
etimologie sono corrette, e possa esserci stato un consapevole sfruttamento della coincidenza fonologica tra trobar e
la radice trilettere araba TRB, quando le forme musicali islamiche venivano esportate in Francia.

Le tematiche poetiche, nelle quali si celebra idealizzandola la donna amata secondo i dettami del
cosiddetto “amor cortese”, le forme poetiche (la cansò o chanson, dove tale amore idealizzato tocca il
vertice massimo, l’alba, che tratta poeticamente del saluto all’alba, dopo una notte d’amore, dei due
amanti, il sirventès , che può avere come argomento una satira sociale o un biasimo morale, la
pastorella, basata su un corteggiamento con animato dialogo fra un cavaliere e una pastorella) e il
relativo stile musicale sono comuni sia Trovatori che ai Trovieri, ed anche ai Minnesaenger, cioè i
trovatori tedeschi, che ripresero stilemi e forme dei colleghi francesi. C’è una forte attenzione per le
musiche derivanti dalle musiche di danza. Si tratta prevalentemente di testi poetici con ritornello.
Ballade, rondeau AB AA AB AB e virelai A B B A. I termini denunciano la provenienza dalla danza:
Ballade, rondeau da "ronder" che vuol dire girare e virelai da "virer" che vuol dire anche girare. virelai
specie di canzone narrativa, molto affine al rondeau (al punto che non è sempre facile distinguerle) spesso
danzata oltre che cantata. Non che ci fossero grandi differenze. Sono analoghe forme chiuse, basate su
simili strutture basiche, brani recitati o cantati con o senza accompagnamento musicale, a riprova, i virelai
sono anche chiamati chansons balladées o baladées. A volte non è facile distinguere una forma dall’altra.
PIù che altro si distinguono per l’organizzazione strofica, emergono alcune strutture la Cansò o Chanson
(che aveva uno schema A A B, una rima uguale detta chiave lega le 3 strofe), e la Estampida, una delle
poche forme anche strumentali che aveva una struttura a coppie (sul genere della sequenza A A B B C
C) nella quale si usava la tecnica della “Ouvert” e “Close”, cioè una frase melodica era presentata con
cadenza aperta e ripetuta subito dopo con una cadenza conclusiva. A volte venivano cantati e suonati dai
menestrelli. Strumenti: Liuto e mandola, Rota e salterio, arpa, Ribeca e viella, organo portativo. Diffusione
popolare molto ampia, le cronache raccontano che le donne riconoscevano subito una canzone.
trobar plan o trobar leu (leggero): stile facile e immediato;
trobar ric (ricco): con riferimenti allusivi e misteriosi e strutture sintatticamente più complesse;
l trobar clus (chiuso, ermetico): caratterizzato dall'utilizzo di espressioni oscure e metaforiche (seguendo la passione
medievale per gli indovinelli e gli enigmi).

Raimbaut de Vaqueiras Nato a Vaquerais, in Provenza, a metà del XII secolo. fu uno dei primi trovatori
che passarono le Alpi, spinto forse dalle sue modeste condizioni di figlio di un povero cavaliere di
Provenza, a cercare fortuna e successo, come giullare, conobbe e seguì il marchese del Monferrato nella
quarta crociata di Costatinopoli. Scritta in lingua d'oc. Ecco le soluzioni [1905], b [1910], c) [1932], d)
[1964], e) [1984]: A B C A B C D D E E ESTAMPIDA CANTATA
Kalenda maia Né calenda di maggio
ni fueills de faia, né foglia di faggio
ni chans d'auzell, né canto di uccello
ni flors de glaia, né fiore di gladiolo
non es qe—m plaia, c'è che mi piaccia

Adam de la Halle, noto anche come Adam le Bossu, «Adam il gobbo» (Arras, 1237 circa – 1288), è
compositore, scrittore e poeta francese, il quale interruppe la lunga tradizione della scrittura di poesia e
musica liturgica diventando l'iniziatore della musica profana in Francia. Con il Jeu de Robin et Marion
rappresenta, teatro comico che deriva direttamente dall'attività dei giullari di corte, precursore dell'opera
comica e tra i più antichi esempi di teatro profano del Medioevo. Suo padre era un noto cittadino di
Arras. Grazie all'aiuto fornitogli da due ricchi fratelli, studiò grammatica, teologia e musica presso una
famosa abbazia cistercense, poi a Parigi. Era stato destinato alla vita monastica, ma rinunciò a questa
intenzione, sposandosi. Fu il primo musicista francese ad aver girato l'Italia. Dal 1283, visse alla corte
angioina di Napoli. I testi più brevi di Adam sono accompagnati da musiche (per sola voce, o a tre voci più
accompagnamento di viola o altro strumento), Creò inoltre varie opere polifoniche a tre voci: ballate, virelai,
mottetti profani e rondeau.
Alla corte di Carlo d'Angiò, re di Napoli, scrisse Le jeu de Robin et Marion (1275), considerata il primo
esempio di musica profana in Francia. Questa pastorale, basata su di una vecchia pastorella dal titolo
Robin m'aime, Robin m'a, ebbe enorme successo grazie è composta da dialoghi inframmezzati da
ritornelli già presenti nella canzone popolare. Le melodie dei ritornelli possiedono le caratteristiche della
musica folcloristica e sono più spontanee e melodiose rispetto alla più elaborata musica delle sue canzoni
e mottetti. La partitura è particolarmente chiara e ricca; scritto in dialetto picardo, sono semplici melodie,
2 sono state riutilizzate da Adam per dei mottetti.

A B A A B’ A B RONDO

In Robin e Marion i due protagonisti sono entrambi pastori di pecore, innamorati. Marion viene avvicinata
da un cavaliere arrogante e che sta andando a caccia con il falcone e cerca di sedurla. Poiché la ragazza
non abbocca e si destreggia fingendosi stupidina, il cavaliere passa a offerte più esplicite "vorreste, dolce
pastora, venire con me a divertirci lungo questo boschetto, in questa valletta?" Ma Marion dichiara di amare
un pastore, riesce per ora a dissuadere il cavaliere che s'inoltra nel bosco. Sopraggiunge Robin e Marion
gli racconta quanto è avvenuto: Cantano ballano e mangiano, i due, e poi Robin lascia Marion per andare a
chiamar due suoi cugini di gran aiuto se il cavaliere tornasse. Porterò il mio forcone" dice un cugino, "e io la
mia grossa mazza" , dice l'altro, e invitano anche un paio di ragazze per far festa tutti insieme.
Intanto il cavaliere torna, prepotente passa alle vie di fatto e cerca di rapirla. Torna in quel momento Robin
e il cavaliere gli allunga un paio di ceffoni e lo lascia pesto e mortificato, portandosi via Marion, i cui rifiuti,
tuttavia, lo inducono a scaricarla definitivamente. Ora che il pericolo si è allontanato Robin si fa audace:
l'avrebbe sistemato lui a dovere il cavaliere. La vicenda finisce qui, ma il poeta va avanti (siamo arrivati al
verso 420) per quasi altrettanti 350 versi di tema pastorale: profferte d'amore, baci, abbracci, canzoni e
danze, promessa di matrimonio, giochi di società, qualche volgarità, un pic-nic a base di "formaggi freschi",
"piselli arrostiti", "mele cotte. Si conclude con una danza di gruppo,

Prenez i garde - S'on me regarde se mi guardate io vi guardo, ditelo a me Guillaume d'Amiens, o Guillaume le
Peigneur è stato un troviero e pittore (fl. tardo XIII secolo) originario di Amiens. Tutta la sua musica è contenuta in un
chansonnier (canzoniere). Il corpus musicale di Guillaume è costituito di rondeaux monofonici, chansons d'amour e
virelai. Le sue melodie di solito enfatizzano la quinta perfetta da Re a La. Chiude sulla terza e poi sulla tonica.
A B B A virelai.
Prenez-y garde S´on me regarde, C´est tout lá-bas en ce bocage / Prenez-y garde S´on me regarde / La pastoure y
garde l´herbage, / Plaisant brunette, á vous m´octroie./ Prenez-y garde S´on me regarde,/ S´on me regarde, dites-le
moi.

Chanson de croisade (Thibaud de Champagne) Ambito di ottava, A B A B C D D’ . Nato nel 1201, Thibaut IV era
the Count of Champagne, titolo che difenderà dalla zia, Regina di Cipro. Re di Navarre dal 1234. Citato da Dante
Alighieri come uno dei «poeti più illustri del suo tempo. E una canzone per le crociate, delle quali a metà ‘200
Thibaud era un fautore, parteciperà a una crociata in Palestina. Th. Scrisse 4 canzoni per appoggiarle.

Seignor, saichiés qui or ne s’en ira / En cele terre ou Deus fu mors et vis / Et qui la crois d’outremer ne penra / A
paines mais ira en paradis./ Qui a en soi pitié ne ramembrance / Au haut Seignor doit querre sa venjance / Et delivrer
sa terre et son pais
Ce Fut en Mai, Moniot d'Arras, trouvère monaco dell'abazia di Arras nella Francia settentrionale; la zona era
a quel tempo un centro dell'attività troviera. Le sue canzoni erano monofoniche con accompagnamento
improvvisato, nella tradizione del romanzo pastorale e dell'amor cortese; scrisse inoltre canzoni religiose.
Ce fut en mai / Au douz tens gai / Que la saisons est bele, / Main me levai,Joer m'alai / Lez une fontenele. / En un
vergier / Clos d'aiglentier / Trouve une damoiselle; / La vi dancer / Un chevalier / Lez une fontenele A B A B C D C D
PASTORELLA , LA FORMA è DI BALLATA