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Ode on a Grecian urn L'ode descrive sostanzialmente la reazione del "narratore" (con ogni probabilit Keats stesso) di fronte

alla bellezza e suggestivit di un'opera d'arte greca, considerata come sublime e perfetta manifestazione del genio umano. Nella prima stanza, viene fornita una descrizione della reazione immediata del narratore al primo impatto con l'urna greca cui si trova di fronte (ed alla quale si rivolge apostrofandola, come fosse un essere vivente): immediatamente percepibile un senso di riverenza, di meraviglia. Nella seconda parte della stanza, inizia una serie di domande: il narratore, che ha precedentemente ha chiamato l'urna "Narratrice", si chiede chi siano quelle figure rappresentate sull'urna stessa, quali leggende narrino, da dove vengano. Il narratore entra poi pi nel dettaglio: probabilmente uno dei rilievi rappresenta un gruppo di uomini che inseguono delle donne. Nella seconda stanza, il narratore si sofferma su un'altra immagine dell'urna, che rappresenta un giovane che suona un flauto. Il narratore si rivolge al ragazzo, affermando che le melodie inascoltate sono pi dolci di quelle mortali, poich il tempo non pu alterarle. Inoltre, dice al ragazzo che non deve addolorarsi per il fatto che non potr mai raggiungere e baciare la sua amata, poich la sua bellezza non svanir mai (l'opera d'arte ha infatti cristallizzato quel momento). Nella terza stanza, il narratore osserva gli alberi che circondano gli innamorati, ed felice, poich questi non perderanno le loro foglie, e perch l'amore non finir mai, al contrario dell'amore mortale, che pian piano scivola nella "vivente passione umana", per poi svanire, lasciando solo "il cuore addolorato e sazio, La fronte in fiamme, secca la lingua". Nella quarta stanza, viene esaminata un'altra immagine, che rappresenta un gruppo di contadini che conducono una giovenca al sacrificio. Il narratore si chiede dove stiano andando queste persone, e da dove vengano. Immagina una piccola citt, le cui strade rimarranno per sempre vuote, poich i suoi abitanti sono ora immobili sull'urna. Nell'ultima stanza, il narratore si rivolge nuovamente all'urna, dicendo che essa, come l'Eternit, "tormenta e spezza la nostra ragione". Egli pensa che, una volta che la sua generazione si sar estinta, l'urna rimarr, e conserver per i posteri la sua enigmatica lezione: "Bellezza verit, verit bellezza". Il narratore dice che questo tutto ci che l'urna sa, ed tutto ci che deve sapere. La belle dame sans merci La Belle Dame Sans Merci is a ballad, and like others ballads, narrates a story with characters acting in a setting. The story is introduced in the first lines by the narrator, and then the past events are narrated by the Knight; in the first lines, when the narrator meets the Knight is winter, when the Knight is alone before meeting the Lady is autumn, while when he is with the woman is spring. For the first time, nature acquires the romantic meaning of a mirror of feelings. When the Knight meets the Lady has a shock, an emotion so strong that he forgets everything, just fixed on her, he misunderstands her attitude and thinks that she loves him, but thats not the reality, when she took him to the grot, that might be considered the symbol of the maternal womb she lulled and abandoned him. Keats believed that the joys of sensual love cannot last and often lead to destruction and this is the theme of the ode. As a matter of fact, when the Lady leaves the Knight his pain is so strong that he is destroyed inside, but also he is going to die, the destruction comes from his feelings and attacks his body. The poem is also elusive and can be interpreted in different ways, the Lady could be the symbol of sensual love and an anticipation of femme fatale that is accused to ruin man, her double image (she is a sort of compromise between the Queen of Faeries and a witch) suggest a double nature: it is both benign and evil. Her transfiguration comes through her absence: it is her absence, the impossibility to find her again that starts Knights agony; but also she might symbolise the inspiration that comes unexpected and then abandon the poet who can no longer be a poet without it. Keatss highest art is expressed in his odes, sonnets and a ballad which, however, cant be considered in the line of mediaeval tradition, but is rather a literary, more refined and elaborated version of this poetic form. In all his poems, his emotions are expressed through sensuous imagery where all the senses are often at play simultaneously and this gives his poems concentration and richness of expression.