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D'Annunzio 1863-1938

Abruzzese di Pescara, si trasferisce a Prato per gli studi. A Roma per l'università che non conclude, Modella la
sua vita come un'opera d'arte, vorticosa vita mondana di piaceri e avventure. Passione irrefrenabile per bello e
Lusso. Identificazione vita opere. Influenza oltre che sul campo specificatamente letterario su costume e società
italiana, vera e propria egemonia come modello di comportamento e di gusti.

IL PIACERE 1889

prodotto rappresentativo dell'estetismo d'annunziano.

Fase di vita mondana romana: influenzato da " A ritroso". Andrea Sperelli è un estèta, un raffinato. Incarna
l'ideologia dell'autore modellando la sua vita secondo criteri estetici, rendendola un'esperienza eccezionale
dominata dal gusto per il bello. L'Importanza del romanzo su piano letterario e del costume, introduce in Italia
quel tipo di eroe decadente esemplificato da Dorian Gray e Des Esseintes, raffinato gelido aristocratico, cultore
del bello e dispregiatore del volgo. l'estetismo trionfa nella ricercatezza e prezosità di cui si circonda SPerelli,
nelle seducenti descrizioni dei luoghi romani in cui si svolgono le tormentate vicende amorose del giovane. Ma
anche nell'accurata prosa, ricca di preziosismi e di vocaboli ricercati, linguaggio elegante. La carica vitalistica e
sensuale delle prime raccolte si è complicata ed è diventata lussuria. L'edonismo e l'estetismo diventano forze
distruttrici.

IL SUPERUOMO TRIBUNO 1892 (lettura Nietzsche)

l'oltreuomo è interpretato da d'Annunzio come il diritto di pochi esseri eccezionali ad affermare il proprio
dominio sulla massa, questo nuovo personaggio ingloba in sè l'esteta: ha una funzione di vate e guida, e si
attribuisce il ruolo di profeta dell'ordine nuovo. Il mito di Nietzsche viene quindi privato della sua essenza
filosofia e si traduce in un'esaltazione della propria personalità eccezionale. si concentra sui suoi risvolti più
immediati, come l'esaltazione dell'istinto e delle passioni, il ruolo dell'artista, il disprezzo per la mediocirtà
borghese."Il trionfo della morte" "Le Vergini delle rocce".l. Questo atteggiamento che si innesta nel suo
estetismo decadente caratterizza la sua produzione posteriore ma anche la sua vita pubblica. inizia nel 1897 la
sua carriera politica come deputato per la destra. 'esteta diventa un eroe capace di dominare gli eventi e trasforma
lo scrittore da cultore dell'arte in uomo d'eccezione, capace di guidare gli uomini a una conoscenza più profonda
della realtà attraverso la scrittura. Questi nuovi elementi sono presenti anche come vivace esaltazione della vita e
della varietà dell'universo nel 3° libro delle laudi del cielo del mare della terra e degli eroi, che rappresentano un
diario lirico della sua crociera in grecia nel 1898, l'Alcyione 1902. : linguaggio fisico e corposo, un gusto per la
descrizione puntuale della natura, con i suoi paesaggi marini e solari pervasi da vivavi allusioni erotiche, lettura
simbolica della realtà in grado di cogliere le segrete analogie tra le cose e le verità profonde. In una metrica
libera dominata dai sensi, in particolare dall'udito, il poeta descrive la sua metamorfosi e quella della compagna
in creature silvane e invita quest'ultima a cogliere l'essenza delle cose. Poesia e natura sono musica, tutto il testo
ha forte musicalità. L'io lirico coglie attraverso i sensi i richiami segreti della natura circostante: la descrive con
termini antropomorfi o si assimila a essa, operando un'umanizzazione della natura e naturalizzazione dell'umano:
Panismo d'Annunziano. l'Io non si annulla nella natura ma si potenzia. Identificazione prima fisica poi spirituale.

ALTRO
“Il Piacere”: Andrea Sperelli, un inetto superuomo

Posted on giugno 9, 2013

Gabriele D’Annunzio pubblica nel 1889 il suo primo romanzo, “Il piacere”. Con quest’opera porta nella
letteratura nostrana il personaggio dell’eroe decadente. Il protagonista, Andrea Sperelli, è infatti – come il
Dorian Gray di Oscar Wilde od il Barone Des Esseintes di Huysmans – incarnazione dell’Estetismo, la tendenza
più raffinata e decadente della cultura europea, caratterizzata dal culto dell’arte e dalla risoluzione della vita
nella medesima, dalla ricerca del bello, dal disprezzo pel mondo borghese. Combattuto tra la passione per Elena
Muti e l’amore per Maria Ferres (una donna di profondi sentimenti, dalla sensibilità straordinaria, che egli
identifica con la parte migliore di sé e con la possibilità di realizzare la propria vocazione d’artista, fuorviata
dalla vacuità dell’esistenza aristocratica), Sperelli crede che “bisogna fare la propria vita come si fa un’opera
d’arte”. In realtà il suo proposito fallisce: sopraffatto dalle attrattive d’una Roma corrotta e lussuriosa, si trova ad
affrontare perversa sovrapposizione psicologica delle due donne amate. Abbandonato da entrambe, resterà
preda della sua abulica esistenza di nobiluomo, inetto a vivere. Il romanzo testimonia la crisi del mondo
aristocratico a contatto con la brutale irruenza della società borghese del denaro e degli affari, incapace di
capire il bello. Primo esempio di “vivere inimitabile”, di “anima camaleontica, mutabile, fluida, virtuale”, Andrea
Sperelli rivela la mancanza d’autenticità, forza morale e volontà tipica dei personaggi decadenti e crepuscolari.
Una figura grandiosa e meschina, nei confronti della quale D’Annunzio alterna immedesimazione e distacco.
Vera protagonista del romanzo, la Roma barocca “delle Ville, delle Fontane, delle Chiese”, degli oggetti eleganti
e preziosi. Alla città classica “dei Cesari,… degli Archi, delle Terme, dei Fori” celebrata da Carducci, si
contrappone il volto nuovo della metropoli decadente “tutta quanta d’oro come una città dell’Estremo Oriente,
sotto un ciel quasi latteo, diafano” in “una primavera de’ morti, grave e soave”. Capitale dell’Estetismo, come
Bisanzio era stata capitale del declino imperiale.

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