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Lezione profilo 6 La lirica delle origini: dalla Francia allItalia

Cielo dAlcamo, Rosa fresca aulentissima

VOLUME 1
Le origini e il Duecento

Cielo dAlcamo
Rosa fresca aulentissima
Opera: Rosa fresca aulentissima
Punti chiave:

Metro: contrasto

Affinit con le pastorelle provenzali


Registro basso, popolare
Ritmo vivace, serrato

sempre pi pressante; dal canto suo, lamata continua a respingerlo con convinzione via via minore fino a cedere, lasciando supporre che fin dallinizio
fosse intenzionata ad accettare il poeta. importante ricordare che lamore in gioco quello prettamente fisico, cosa che configura il dialogo come qualcosa di molto diverso dalla richiesta di essere presi a
servizio mossa da molti trovatori e dagli stessi poeti
siciliani: anzi, il linguaggio del componimento definisce una parodia piuttosto accesa in questo senso.

uesto componimento ci stato tramandato in


maniera anonima, ma viene attribuito a Cielo
dAlcamo da alcune postille dei codici del filologo
cinquecentesco Angelo Colucci. Il componimento
appartiene al genere del contrasto, gi sperimentato
in ambito trobadorico: nelle strofe si alternano infatti la voce di un giullare e quella di una donna,
secondo alcuni studiosi una contadina, secondo altri una pi generica figura femminile. Il giullare
propone il proprio amore alla donna in maniera

Schema metrico: strofe di cinque versi, di


cui tre alessandrini e una coppia di endecasillabi, con rima AAABB. Sono inclusive le rime ai vv. 11, 12 e 13 (morto: diporto: orto), 24
e 25 (Deo: eo), 71, 72 e 73 (bale: scale: ale),
91, 92 e 93 (i: assai: prai) e 126, 127 e 128
(Matteo: giudeo: eo); sono numerosissime
le rime siciliane ai vv. 21, 22 e 23 (fare: agostari: Bari), 36, 37 e 38 (aucisa: ripresa: distesa), 89 e 90 (dire: abere), 111, 112 e 113
(parenti: jente: mente), 121, 122 e 123 (fina:
marina: rena), 129 e 130 (ntutto: disdotto),
151, 152 e 153 (seno: patrino: meno) e 159
e 160 (ora: ventura). La rima ai vv. 81 e 83
(strutto: frutto) ricca, mentre fare: fare ai
vv. 131 e 133 una rima identica; infine
equivoca la rima amo: amo ai vv. 134 e 135.
1-2. Rosa... maritate: fresca rosa profumatissima, che compari verso lestate, (tutte)
le donne ti desiderano, fanciulle e sposate.
La rosa citata nellincipit metafora dellamore, della bellezza e della donna: per
questo il fiore desiderato da tutte, ma in
particolare dal poeta, come meglio si evince dal v. 13. La metafora della rosa piuttosto diffusa nella letteratura medievale
non solo italiana, come testimonia il Roman
de la Rose (XIII sec.). Il v. 2 una traduzione pressoch letterale del Cantico dei Cantici I 2: adulescentulae dilexerunt te, dove
loggetto del desiderio la sposa. Disiano
significa desiderano. La prima strofa recitata dal giullare.
3. trgemi... bolontate: toglimi da questi
fuochi, se questa la tua volont. La frase,
citata anche da Dante nel De vulgari eloquentia I, XII 6, colma di meridionalismi:
per esempio, luso di b- per v- in bolontate (volont); este inteso nel primo caso
come queste e nel secondo caso come
; focora, termine neutro plurale che indica i fuochi. I suddetti fuochi sono chiara-

10

Rosa fresca aulentissima chapari inver la state,


le donne ti disiano, pulzell e maritate:
trgemi deste fcora, se tste a bolontate;
per te non aio abento notte e dia,
penzando pur di voi, madonna mia.
Se di meve trabgliti, follia lo ti fa fare.
Lo mar potresti arompere, avanti asemenare,
labere desto secolo tuto quanto asembrare:
avere me non pteri a esto monno;
avanti li cavelli maritonno.
Se li cavelli artniti, avanti fossio morto,
donna, chais mi prdera lo solaccio e l diporto.

mente quelli dellarsura damore, qui intesa prettamente come desiderio fisico. Limmagine dellamore come fuoco che consuma trova gi attestazione nella letteratura
latina, ma particolarmente diffusa nella
poesia dei trovatori.
4-5. per te... madonna mia: a causa tua
non ho riposo di notte n di giorno, mentre
continuo a pensare a voi, mia signora.
Abento significa requie, pace, riposo, mentre aio la forma siciliana per
ho. Notte e dia un sintagma piuttosto
diffuso con i significati di sempre oppure,
come in questo caso, di mai. Il giullare si
rivolge alla donna passando dal tu al voi e
usando il linguaggio tipico delle poesie di lode gi dei trovatori e della scuola siciliana.
In questo contesto le formule della lingua
cortese hanno una funzione parodistica.
6. Se di meve... fare: se soffri per me, la
follia che te lo fa fare. Meve pronome

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meridionale, coniato su teve, dal latino tibi. Il secondo emistichio mantiene lordine
antico dei pronomi.
7-10. Lo mar... maritonno: potresti arare
il mare, prima di averlo seminato, accumulare tutte le ricchezze di questa terra: ma
non puoi avere me in questo mondo; piuttosto mi taglierei (maritonno) i capelli. da
notare il duplice adynaton, figura retorica
che consiste nel presentare situazioni impossibili: il giullare potrebbe riuscire a
compiere entrambe queste azioni che la
donna propone, ma lei, piuttosto di cedere,
si ritirerebbe in convento. Lallusione al taglio dei capelli, infatti, quasi sempre, nella letteratura medievale, immagine della
monacazione. Monno e aritonno sono forme meridionali con assimilazione del nesso -nd- in -nn-.
11-12. Se li cavelli... diporto: se ti tagli i capelli, preferirei essere ucciso, donna, per-

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Cielo dAlcamo, Rosa fresca aulentissima

VOLUME 1
Le origini e il Duecento

LAUTORE
Di questo autore vissuto nel XIII secolo sappiamo molto poco.
Cielo sarebbe la forma toscana del siciliano Celo, da Miceli, cio Michele, e la citt di Alcamo si trova, effettivamen-

ch con essi perderei la mia gioia e il mio


piacere (lo solaccio e l diporto). Il verbo morire con il significato di essere ucciso un
gallicismo, come la dittologia sinonimica
solaccio e diporto, che si trova spesso nella lirica provenzale. Prdera condizionale siciliano.
13-15: Quando... amore: quando passo di
qui e ti vedo, fresca rosa del giardino, mi doni sempre un gentile conforto: decidiamo di
congiungere il nostro amore. Il termine
rosa , qui, immagine della donna; vioti e
aiunga sono forme meridionali.
16-18. Che l nostro... corenti: che il nostro
amore si congiunga non voglio che mi piaccia: se mio padre con gli altri miei parenti ti
trova qui, stai attento che non ti raggiungano, questi che corrono veloci. Si tratta dellallusione a una vendetta da parte dei parenti della donna. Matalenti un gallicismo
e significa mi piaccia, mi faccia piacere.
In premo (mio padre), pare un gallicismo, mentre luso del pronome possessivo
enclitico (-mo) tipicamente siciliano.
19-20. Como... partuta: come ti piaciuta
la venuta, ti consiglio di fare attenzione alla partenza.
21-23. Se i tuoi... Bari: se anche i tuoi parenti mi trovano, che mi possono fare? Impongo loro una multa di duemila augustali: tuo padre non mi toccherebbe per tutte
le ricchezze di Bari. La difensa venne istituita da Federico II con le Costituzioni di
Melfi del 1231: si trattava della possibilit
da parte della persona che veniva aggredita, di invocare la difesa imperiale e una
multa, il cui ammontare era stabilito dalla
vittima; gli augustali erano invece monete
doro coniate nello stesso anno. Da questa
citazione possiamo dedurre che il contrasto sia stato composto dopo il 1231, ma prima del 1250, anno della morte di Federico
II. Di fatto, il giullare minaccia, in caso di aggressione, di imporre al padre della giovane una multa altissima, a causa della quale avrebbe dovuto rinunciare alla vendetta.
Il modo di dire quanto avere ha n Bari dovuto al fatto che Bari era a quel tempo una
delle citt pi ricche.
24-25. Viva... dico eo?: viva limperatore,
grazie a Dio! Capisci, bella, quello che ti sto
dicendo?
26. n sera n maitino: mai. La donna lamenta linsistenza del giullare. Maitino un
gallicismo.
27. Donna... massamotino: sono padrona
di monete doro e oro massamotino (cio,
sono una donna ricca). I prperi sono
monete doro bizantine; loro massamotino era ritenuto particolarmente pregiato e
deve il suo nome ai califfi Amoadi, che regnavano nellAfrica settentrionale.
28-30. se tanto... mano: se tu mi donassi
tante ricchezze quante ne ha il Saladino, e

te, in Sicilia. Secondo alcuni studiosi, Cielo sarebbe stato un


giullare attivo presso la scuola siciliana e il suo celebre contrasto Rosa fresca aulentissima unica attestazione della sua
attivit poetica andrebbe datato tra il 1231 e il 1250.

15

Quando ci passo e vioti, rosa fresca de lorto,


bono conforto donimi tutore,
poniamo che saiunga il nostro amore.

20

Che l nostro amore aingasi, non boglio matalenti:


se ci ti trova premo cogli altri miei parenti,
guarda non tariglgano questi forti corenti.
Como ti seppe bona la venuta,
consiglio che ti guardi a la partuta.

25

Se i tuoi parenti trovami, e che mi pozon fare?


Una difensa mtoci di du miliagostari:
non mi tocara pdreto per quanto avere n Bari.
Viva lo mperadore, grazia Deo!
Intendi, bella, quel che ti dico eo?

30

Tu me no lasci vivere n sera n maitino.


Donna mi so de prperi, dauro massamotino;
se tanto aver donssemi, quanto lo Saladino,
e per aiunta quant lo Soldano,
tocare me non poteri a la mano.

35

Molte sono le femine chnno dura la testa,


e lomo con parabole ladimina e amonesta;
tanto intorno procazzala fin chell in sua podesta.
Femina domo non si pu tenere:
gurdati, bella, pur de ripentere.

40

Cheo ne pur ripentsseme? Davanti fossio aucisa


ca nulla bona femina per me fosse ripresa!
Aersera passstici, corenno a la distesa.
Aqustati riposa, canzoneri:
le tue parole a me non piacion gueri.

in aggiunta quelle che ha il sultano, non potresti nemmeno toccarmi sulla mano. Saladino il famoso sovrano di Siria ed Egitto, citato anche da Dante nella Commedia.
31-33. Molte... podesta: sono molte le
donne che hanno la testa dura, e luomo le
domina (adimina) e ammonisce (amonesta)
con le parole: la incalza (procazzala) tanto
da tutte le parti finch lha in suo potere (potesta). Amonesta e proczzala sono gallicismi, mentre potesta un latinismo. Il
termine femine ha forse qui e al verso successivo il valore di donne di basso rango,
o anche di facili costumi. Si trova infatti, per
esempio, nella lirica provenzale, lopposizione della femna alla domna, cio la si-

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gnora. Si noti il passaggio dal plurale al


singolare.
34-35. Femina... ripentere: una donna
non pu fare a meno delluomo: attenta,
bella di non pentirtene. Ripentere gallicismo.
36-37. Cheo... ripresa: che io debba pentirmene? Preferirei essere uccisa piuttosto
che qualche buona donna fosse rimproverata per colpa mia (cio, piuttosto di gettare, attraverso il mio cattivo esempio, discredito su tutte le altre donne oneste).
38-40. Aersera... gueri: tempo fa passasti
di qui, correndo a pi non posso. Prendi riposo, cantastorie: le tue parole non mi piacciono per niente. Aersera un gallicismo.

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41-42. Quante sono... fore!: quante sono le


pene (schintora) che mi hai inflitto al cuore, anche soltanto riflettendo tra me, di
giorno, quando esco! Schiantora un neutro plurale; purpenznnome un gallicismo.
43. secolo: un latinismo e significa mondo.
44. teve: te.
46-47. Se distinata... bellezze: se fossi
destinata a te, cadrei in basso, perch nelle tue mani le mie bellezze sarebbero mal
riposte. Caderia e fora sono forme di condizionale siciliano e teve forma meridionale derivante dal latino tibi.
48-50. Se tuto... persone: se mi capitasse
tutto questo, mi taglierei le trecce e mi farei monaca in un monastero, piuttosto che
tu possa toccare la mia persona. Taglirami condizionale siciliano. La donna ribadisce la minaccia gi attuata al v. 10.
51-53. Se tu consore... volontieri: se tu ti
fai suora, donna dal viso luminoso, vengo
anchio al monastero e mi faccio frate: per
vincerti attraverso una prova tanto grande,
lo farei volentieri. Cleri, mostero e confleri sono francesismi.
54-55. Conteco... dimino: star con te mattino e sera: necessario che io ti abbia in
mio possesso. Lespressione la sera e lo
maitino significa sempre, senza sosta.
56. Boim... distinato!: Ahim, povera infelice!, che crudele destino (distinato) ho!
57-58. Gieso Cristo... blestiemato: lAltissimo Ges Cristo del tutto arrabbiato con
me: mi hai concepito affinch mi imbattessi in un uomo empio. Si noti lapostrofe a
Cristo, dopo averne parlato in terza persona. Il giullare definito empio (blestiemato)
a causa del suo proposito sacrilego di farsi
frate per ottenere le grazie della donna.
59-60. Cerca... troverai: percorri, cercando, la terra, che tanto grande: troverai una
donna pi bella di me. Il verbo cercare ha
qui il significato di percorrere/vagare mentre si cerca. Chi (pi) forma tipicamente meridionale.
61-65. Cercataio... prese: ho percorso
Calabria, Toscana e Lombardia, Puglia,
Costantinopoli, Genova, Pisa e Siria, Germania e Babilonia e tutta lAfrica del nord:
non vi ho trovato una donna nobile come voi,
per questo vi ho presa come mia signora.
66-70. Poi tanto... comannamente: poich hai tanto sofferto, ti faccio una richiesta: che tu vada a domandarmi a mia madre e a mio padre. Se si degnano di darmi
a te, portami al monastero e sposami pubblicamente, poi far quello che desideri.
Davanti da la iente significa davanti a tutti e menami significa portami. La proposta di matrimonio da parte della giovane
un primo segnale di cedimento nei confronti del cantastorie.
71-72. Di ci che tu dici... scale: quello
che dici, vita mia, non ti giova a niente,
perch delle tue parole non ne parlo nemmeno pi. Il giullare rifiuta di rispondere alla richiesta di matrimonio della ragazza.
Lespressione fatto n ponti e scale sarebbe, secondo Gianfranco Contini, un modo di
dire siciliano.
73-75. penne... villana: pensavi di mette-

45

Quante sono le schintora che m mise a lo core,


e solo purpenznnome la dia quanno vo fore!
Femina desto secolo tanto no amai ancore
quantamo teve, rosa invidata:
ben credo che mi fosti distinata.

50

Se distinata fsseti, caderia de laltezze,


ch male messe frano in teve mie bellezze.
Se tuto adivenssemi, taglirami le trezze,
e consore marenno a una magione
avanti che martochi n la persone.

55

Se tu consore arnneti, donna col viso cleri,


a lo mostero vnoci e rnnomi confleri:
per tanta prova vencerti fralo volontieri.
Conteco stao la sera e lo maitino:
besogn chio ti tenga al meo dimino.

60

Boim tapina misera!, comao reo distinato!


Gieso Cristo laltissimo del tuto m airato:
concepstimi a abttare in omo blestiemato.
Cerca la terra chste grane assai,
chi bella donna di me troverai.

65

Cercataio Calabria, Toscana e Lombardia,


Puglia, Costantinopoli, Genoa, Pisa e Soria,
Lamagna e Babilonia, e tuta Barberia:
donna non ci trovai tanto cortese,
per che sovrana di meve te prese.

70

Poi tanto trabaglistiti, facioti meo pregheri,


che tu vadi adomnimi a mia mare e a mon peri.
Se dare mi ti degnano, menami a lo mosteri,
e sposami davanti da la iente;
e poi far le tuo comannamente.

75

Di ci che dici, vtama, neiente non ti bale,


ca de le tuo parabole fatto n ponti e scale:
penne penzasti mettere, sonti cadute lale;
e dato taio la bolta sotana.
Dunque, se poti, tniti, villana.
En paura non metermi di nullo manganiello:
istmi n esta groria desto forte castiello;
prezo le tuo parabole meno che dun zitello.

re le penne e ti sono cadute le ali; io ti ho dato il colpo di grazia (la bolta sotana). Dunque, se puoi, difenditi, villana. Con queste
parole il giullare accusa la giovane di essere poco sincera e di aver fatto unofferta di
matrimonio interessata, che lui ha rifiutato. Il tema delle false penne che cadono potrebbe derivare dalla leggenda di Icaro op-

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pure dalla favola di Fedro, Graculus superbus et pavo.


76-78. En paura... zitello: non mi metti
paura di nessun manganiello: me ne sto al
sicuro tra le mura di questo forte castello;
stimo le tue parole meno di quelle di un
bambino. La metafora dellassalto provocata dalla bolta sottana della strofa prece-

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dente. Il manganiello una sorta di catapulta, utilizzata spesso negli assedi. Probabilmente da ravvisare, in questa strofa,
una certa ambiguit di linguaggio. Prezo
viene dal provenzale prezar e vuol dire stimare. Lo zitello il ragazzino.
79-80. Se tu... chiaci: se non ti levi e non te
ne vai di qua, mi piacerebbe che tu vi fossi
ucciso. Morto con il significato di ucciso
un gallicismo, mentre chiaci la forma siciliana per piace, qui con il valore di condizionale.
82-85. Se morto... matino: se anche dovessi essere ucciso o completamente sfregiato, non mi muoverei di qui (di quaci non
mi msera) senza ottenere il frutto che
sta nel tuo giardino: lo desidero mattino e
sera. Msera condizionale siciliano. Il
frutto contenuto nel giardino della donna
una chiara allusione alle grazie della ragazza stessa; la metafora della donna come
giardino piuttosto ricorrente nella letteratura medievale.
86-88. Di quel frutto... feri: non hanno
avuto quel frutto n conti n cavalieri; lo desiderarono molto marchesi e giudici regionali, ma non riuscirono ad averlo: per
questo se ne andarono fortemente adirati.
La ragazza si vanta di aver rifiutato le profferte amorose di pretendenti ben pi degni
di un giullare. Nellelenco figurano anche
iustizieri, cio i giudici a cui Federico II affidava una certa porzione di territorio affinch facessero rispettare le leggi; si trattava quindi di una carica di una certa
importanza. Pttero sta per poterono;
feri ha qui il significato di adirati.
90. Menste... abere: quello che possiedi
vale meno di mille once. Loncia era una
moneta in uso in vari Stati italiani durante
il Medioevo.
91-92. Molti... massai: sono molti i chiodi di garofano, ma non cos tanti che tu
possa formare una salma: bella, non disprezzarmi, se prima non mi provi. La salma ununit di misura diffusa soprattutto in Sicilia ed equivalente allincirca a tre
ettolitri; i chiodi di garofano sono una spezia che viene dallOriente, e dunque nel
Medioevo era merce abbastanza rara e
preziosa. Alcuni studiosi stabiliscono un
rapporto metaforico tra i garofani e i corteggiatori ricchi della donna; seguendo questultima ipotesi, il giullare direbbe alla
donna che in realt i suoi estimatori non sarebbero tanti come si era lasciato intendere nella strofa precedente: ma si tratta di
uninterpretazione piuttosto improbabile.
Unaltra interpretazione ancora vede i garofani come le qualit della donna: essa non
ne sarebbe cos piena quanto crede. Assai
un gallicismo e significa provi.
93-95. Se vento... dole: se il vento cambia
ed in proda e ti raggiungo sulla spiaggia,
ti ricorder queste parole, che questanimella, dentro di me, soffre assai. Il giullare torna sul tema del dolore e della sofferenza, bench luso del termine animella
sembri abbassare il tono del discorso. La
metafora sottintesa , in questo caso, quella della navigazione, piuttosto diffusa in
ambito amoroso per indicare il compiersi
del desiderio.

80

Se tu no levi e vatine di quaci,


se tu ci fosse morto, ben mi chiaci.

85

Dunque voresti, vtama, ca per te fosse strutto?


Se morto essere dboci od intagliato tuto,
di quaci non mi msera se non ai de lo frutto
lo quale sto ne lo tuo iardino:
disolo la sera e lo matino.

90

Di quel frutto non bero conti n cabalieri,


molto lo disarono marchesi e iustizieri,
avere no nde pttero: gro nde molto feri.
Intendi bene ci che bole dire?
Menste di millonze lo tuo abere.

95

Molti so li garofani, ma non che salma ndi;


bella, non dispregiremi savanti non massai.
Se vento in proda e grasi e giungioti a le prai,
a rimembrare to ste parole,
ca dentra sta animella assai mi dole.

100

Macara se dolseti che cadesse angosciato,


la gente ci coresoro da traverso e dallato;
tuta meve dicessono: Acori esto malnato!,
non ti degnara porgere la mano
per quanto avere l Papa e lo Soldano.

105

Deo lo volesse, vtama, te fosse morto in casa!


Larma nanderia cnsola, ca d e notte pantasa.
La iente ti chiamarno: Oi periura malvasa,
ch morto lomo in csata, trata!
Sanzonni colpo lvimi la vita.
Se tu no levi e vatine co la maladizione,
li frati miei ti trovano dentro chissa magione.

96-100. Macara... Soldano: Volesse il cielo che tu soffrissi al punto da cadere morto tra i tormenti: la gente accorrerebbe da
tutte le parti e tutti mi direbbero: Soccorri questo poveretto! Non mi degnerei di
porgerti la mano per tutti gli averi del papa e del sultano.
Il tema della sofferenza ripreso dalla
donna, che arriva a dichiarare che non
soccorrerebbe il giullare per tutto loro del
mondo, quando questo cadesse svenuto
per amore suo. Angosciato significa privo
di sensi; degnara condizionale siciliano.
La locuzione da traverso e dallato significa da ogni direzione; dallato presenta il
raddoppiamento fonosintattico.
101-102. Deo... pantasa: lo volesse Dio, vita mia, che fossi ucciso in casa tua! Lanima se ne andrebbe consolata, perch giorno e notte delira a causa tua.
Morto di nuovo impiegato come gallicismo, con il significato di ucciso; arma

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lanima, mentre cnsola participio forte e


vuol dire consolata. Pantasa significa
delira.
103-105. La iente... la vita: la gente ti direbbe: Ohi, malvagia spergiura, che hai ucciso luomo in casa tua, traditrice!. Mi togli
la vita senza nemmeno colpirmi.
Il giullare riprende limmagine della folla
che giungerebbe in suo soccorso, rivolgendola a proprio favore. La gente biasimerebbe la donna per aver lasciato morire il
cantastorie. Chiamrano condizionale
siciliano; trata significa traditrice. La
forma csata presenta il pronome possessivo enclitico in fine di parola, come
nelluso meridionale. Lespressione sanzonni colpo significa senza colpire: la
donna infatti ucciderebbe luomo senza alzare una sola mano su di lui, ma continuando a resistergli e a fargli proposte assurde.
106-110. Se tu... aitare: se non ti alzi e non
te ne vai con la mia maledizione, i miei

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Le origini e il Duecento

fratelli ti troveranno in questa casa. [...]


certo lo sopporterei, che tu qui perda la vita, perch sei venuto a importunarmi con le
parole; nessun parente n amico di potr
aiutare. La donna minaccia il giullare dellarrivo e della ritorsione dei suoi fratelli, se
lo trovassero in casa a importunarla con
questi discorsi. Il tono tuttavia suona un po
debole, quasi un avvertimento pi che una
minaccia. La prima parte del vv. 108 andata perduta. La persone indica il corpo vivo e, quindi, la vita. Sormonare significa letteralmente parlare, fare discorsi.
111-112. A meve... iente: non mi sono
daiuto amici n parenti: sono straniero, mia
cara, in mezzo a questa buona gente.
113. Or fa... mente: ora un anno, vita
mia, che mi sei entrata nella mente ( passato un anno da quando mi sono innamorato di te).
114-115. Di canno... feruto: da quando hai
vestito il maiuto, bella, da quel giorno sono ferito (dallamore). Il maiuto un panno
grezzo, usato per gli abiti delle fanciulle di
bassa estrazione sociale o dalle donne di
servizio. La frase si presta a molteplici interpretazioni, soprattutto per quanto riguarda il maiuto: in ogni caso, il giullare dichiara di essersi innamorato della donna
dal primo momento in cui lha vista.
116-117. Ai!... sciamito?: ah ti sei innamorato tanto, tu, Giuda traditore, come se (il
maiuto) fosse porpora, scarlatto o sciamito? Porpora, scarlatto e sciamito sono tessuti preziosi.
118-120. Sa le Vangele... perfonno: se
anche mi giurassi sul Vangelo che sarai mio
marito, non potresti avermi in questo mondo: piuttosto mi butto nel profondo del mare. La donna asserisce che preferirebbe
gettarsi in mare piuttosto che cedere al
giullare. Il tema del giuramento sui Vangeli torner nelle strofe finali del componimento.
121-125. Se tu... pecare: se ti getti in mare, donna cortese e nobile, ti seguir per
tutta la marina e, quando sarai affogata, ti
trover sulla spiaggia solo per raggiungere questo scopo: voglio congiungermi a
peccare con te. Misera, anegseti e trobrati sono condizionali siciliani; cortese e fina una dittologia sinonimica tipica della
lirica trobadorica. A questo punto il giullare tocca con mano la necrofilia: arriva infatti a dire alla donna che, anche se si lasciasse affogare in mare, lui ne seguirebbe il
corpo per potervisi congiungere.
126-128. Segnomi... ancheo!: mi segno
nel nome del Padre, del Figlio e di san
Matteo: so che non sei eretico o figlio di giudeo, ma non ho mai sentito dire parole come queste. La donna, sentendo le parole
blasfeme del giullare, fa il segno della croce. La citazione di san Matteo non chiara: probabilmente si tratta dellautore del
primo Vangelo, forse patrono della localit in cui ambientata la vicenda. Retico significa eretico; la congiunzione e del
v.128 ha valore avversativo.
129-130. Morta... disdotto: se la donna
morta, si perdono il piacere e il diletto. Saboro e disdotto unaltra coppia sinonimica tipica della lirica provenzale.

110

[...] bello mi sofero prdici la persone,


cha meve s venuto a sormonare;
parente n amico non tve aitare.

115

A meve non atano amici n parenti:


istrani mi so, crama, enfra esta bona iente.
Or fa un anno, vtama, chentrata mi s n mente.
Di canno ti vististi lo maiuto,
bella, da quello iorno so feruto.

120

Ai!, tanto namorstiti, tu Iuda lo trato,


como se fosse porpore, iscarlato o sciamito?
Sa le Vangele irimi che mi sia a marito,
avere me non ptera esto monno:
avanti in mare gtomi al perfonno.

125

Se tu nel mare gtiti, donna cortese e fina,


dereto mi ti msera, per tuta la marina,
e da poi canegseti, trobrati a la rena,
solo per questa cosa adimpretare:
conteco maio agiungere a pecare.

130

Segnomi in Patre e n Filio ed isanto Mateo:


so ca non s tu retico o figlio di giudeo,
e cotale parabole non udi dire ancheo!
Morta s la femina a lo ntutto,
prdeci lo saboro e lo disdotto.

135

Bene lo saccio, crama: altro non pozo fare.


Se quisso nonn-arcmplimi, lssone lo cantare.
Fallo, mia donna, plzati, ch bene lo puoi fare.
Ancora tu no mami, molto tamo,
s mi preso como lo pesce a lamo.

140

Sazo che mami, moti di core paladino.


Levati suso e vtene, tornaci a lo matino.
Se ci che dico facemi, di bon cor tamo e fino.
Quisso tadimprometto sanza faglia:
te la mia fede, che mi in tua baglia.
Per zo che dici, crama, neiente non mi movo.
Inanti prenni e scnnami: to esto cortello novo.

132. Se quisso... cantare: se non fai questo per me, smetto di cantare. Arcmplimi
significa letteralmente compi per me, a
mio favore.
133. plzati: ti piaccia.
134-135. Ancora tu... a lamo: tu non mi
ami ancora, io ti amo molto, cos mi hai preso come un pesce allamo. In pratica, secondo il giullare, la donna lavrebbe fatto innamorare di s illudendolo, con tutto
questo gioco di profferte e di rifiuti, cos come illusoria lesca usata dal pescatore.
136. Sazo che mami... paladino: lo so

G. Langella, P. Frare, P. Gresti, U. Motta


letteratura it Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori

che mi ami e io ti amo di amore sincero. Paladino qui significa sincero, nobile, come i paladini di Carlo Magno.
137-140. Levati suso... in tua baglia: alzati e vattene, torna domani mattina. Se fai per
me ci che ti dico, ti amer con cuore nobile e buono. Ti prometto questo, senza inganno: credi alla mia buona fede, perch mi hai
in tua bala. Sanza faglia un modo di dire
della lirica cortese e significa senza fallo,
senza inganno. Faglia gallicismo.
141-142. Per zo che dici... cortello novo:
proprio per quello che mi dici, cara mia, non

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Lezione profilo 6 La lirica delle origini: dalla Francia allItalia


Cielo dAlcamo, Rosa fresca aulentissima

VOLUME 1
Le origini e il Duecento

mi muovo affatto. Piuttosto prendi e scannami: tieni questo nuovo coltello. Il giullare rifiuta di andarsene proprio perch la
donna ha dichiarato di amarlo. Lurgenza
del desiderio tale da chiederle di scannarlo piuttosto che rimandare.
143. Esto fatto... un uovo: questazione si
pu compiere pi facilmente di quando si
scalfisca un uovo. Cio: impiegheresti meno tempo a cedere ai miei desideri che a
rompere un guscio duovo.
144-145. Arcompli... mi sinfella: adempi
il mio desiderio, amica bella, perch lanima si rattrista con il mio cuore. Talento e infella sono gallicismi; amica bella invece un sintagma tipico della lingua amorosa,
piuttosto diffuso nella lirica provenzale.
146. Ben sazo... arsura: so bene che la tua
anima soffre come chi prova arsura (amorosa). Omo forma impersonale.
147-150. Esto fatto... la testa: questazione non pu compiersi in nessun altro modo: se non hai i Vangeli, affinch possa
dirti giura!, non puoi avermi in tuo potere; piuttosto prendi e tagliami la testa. Podesta un latinismo. La donna , in realt,
pronta a cedere: il giuramento sui Vangeli, da lei proposto, reso blasfemo dallatto che verrebbe a legittimare.
151-152. Le Vuangele, crama... patrino:
i Vangeli, cara mia? Io li porto in seno: li ho
presi al monastero, non cera il confessore.
Il giullare dichiara, in pratica, di aver rubato i Vangeli; Ferroni avanza lipotesi che il
cantastorie in realt finga semplicemente
di averli con s. Il patrino qui citato il padre confessore.
153-155. Sovresto libro... sutilitate: ti
giuro su questo libro di non venirti mai
meno. Compi il mio desiderio, per carit,
perch la mia anima si va consumando.
Non ti vegno meno significa non ti lascer mai. Il giuramento ovviamente fasullo e finalizzato al raggiungimento del solo
piacere fisico. Stare in sutilitate significa
consumarsi; caritate e sutilitate sono
due latinismi.

145

Esto fatto far ptesi inanti scalfi un uovo.


Arcompli mi talento, mica bella,
ch larma co lo core mi sinfella.

150

Ben sazo, larma dleti, comomo chave arsura.


Esto fatto non ptesi, per nullaltra misura:
se non le Vangelie, che mo ti dico: iura,
avere me non puoi in tua podesta:
inanti prenni e tagliami la testa.

155

Le Vuangele, crama? Cho le porto in seno;


a lo mostero prsile, non ci era lo patrino.
Sovresto libro iroti mai non ti vegno meno.
Arcompli mitalento in caritate,
che larma me ne sta in sutilitate.

160

Meo sire, poi iurstimi, eo tuta quanta incenno;


sono a la tua presenzia, da voi non mi difenno.
Seo minespreso ioti, merz, a voi marenno.
A lo letto ne gimo a la bonora,
ch chissa cosa n data in ventura.
a cura di M. Spampinato Beretta, in I poeti della scuola siciliana, vol II,
Poeti alla corte di Federico II, dir. C. Di Girolamo,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2008, vol. II.

156-158. Meo sire... difenno: mio signore,


poich me lhai giurato, mi accendo tutta
quanta. Sono davanti a voi, da voi non mi difendo pi. Se ti ho disprezzato, piet, mi arrendo a voi.
La prontezza della donna dopo il giuramento la conferma che in effetti la sua riluttanza era solo parte di una schermaglia
amorosa. Le parole della fanciulla, limmagine dellincendio, la resa e la richiesta di

IN PRIMO PIANO
I temi e le scelte stilistiche

ANALISI DEL TESTO

sonaggi notevole, ed a vantaggio delluomo. Qui, al contrario, luomo quasi sicuramente un giullare, mentre per
quanto riguarda la donna non se ne conosce il rango. Tutto
sommato questo contrasto sembra essere pi vicino alla tenzone Domna, tant vos ai preiada, scritta dal trovatore
Raimbaut de Vaqueiras, dove un giullare cerca di sedurre una
popolana genovese. Anche il personaggio maschile di Rosa fresca aulentissima condivide questo scopo, mentre la donna reagisce con vigore, ora ritraendosi, ora rispondendo apertamente al giullare, senza mai celare completamente la possibilit di
accettare il pretendente.
La fanciulla inizialmente oppone infatti un rifiuto deciso (si veda, per esempio, la seconda strofa), per poi proporre al cantastorie di sposarla, se proprio la vuole avere (vv. 66-70), e quindi concludere chiedendo alluomo di giurarle sui Vangeli
amore eterno e cedendo infine alle sue richieste.

Affinit con la pastorella provenzale Il celebre contrasto


di Cielo dAlcamo si configura come la schermaglia amorosa tra due personaggi che gli studiosi non hanno identificato con sicurezza: se la voce maschile sembra essere quella di
un giullare (al v. 39 viene chiamato canzoneri), non certo se
quella femminile appartenga a una contadina o a un personaggio di rango superiore. Quello che sicuro invece il desiderio dellamore della donna provato dal cantastorie, che,
in maniera sempre pi pressante e blasfema, cerca di convincerla ad amarlo. La situazione presentata non nuova, e sono evidenti alcune affinit con il genere della pastorella provenzale e francese: sul piano stilistico-compositivo, per la
presenza del dialogo diretto; sul piano tematico, per la sfrontatezza delle richieste del giovane. Tuttavia, la pastorella
dOltralpe mette in scena normalmente un cavaliere, o un trovatore, e una contadina, e dunque il divario sociale tra i perG. Langella, P. Frare, P. Gresti, U. Motta
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piet sono stilemi trobadorici, solitamente legati alla figura maschile. Minespreso
(disprezzato) e merz (piet, perdono)
sono gallicismi.
159-160. A lo letto... ventura: andiamocene a letto di buonora, perch questo ci
stato dato in sorte. Il distico finale suggella la caduta di ogni resistenza da parte della donna e il compimento del desiderio.

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la corte di Federico II: si tratta di un linguaggio di registro pi


umile, popolare, che alterna, tuttavia, luso di gallicismi,
espressioni marcatamente cortesi e auliche, addirittura citazioni illustri a un lessico basso, dialettismi, modi di dire e
doppi sensi; il linguaggio cortese inoltre impiegato in senso parodistico e ironico. Tutto questo concorre a rendere pi
divertente e beffarda questa contesa, in cui lamore richiesto alla donna non pi quello, quasi mistico, tra un trovatore e una dama, ma si limita al mero atto sessuale.

Gli aspetti linguistici Lo scambio di battute avviene a ritmi


serrati, in unalternanza regolare delle voci da una strofa allaltra. La forma dialogica sottolineata dallimpiego diffuso
di coblas capfinidas e di riprese pi o meno estese tra un intervento e laltro. La lingua del giullare non differisce in alcun
modo da quella della donna, come invece avviene nel contrasto bilingue di Raimbaut de Vaqueiras, cui gi si accennato.
Entrambi infatti parlano un volgare siciliano diverso dal linguaggio poetico di Giacomo da Lentini e dagli altri poeti del-

SPAZIO

Per tornare al testo

COMPETENZE
Comprensione e analisi
1. Riassumi il contenuto del testo facendo attenzione ai mutamenti nellatteggiamento della fanciulla nei confronti del giullare: in quante fasi divisibile il componimento?
2. La donna minaccia pi volte di farsi monaca. Con quali parole esprime questa intenzione? Come reagisce il giullare?
3. Gli studiosi hanno discusso a lungo riguardo allidentit della ragazza, per capire se si tratti di una nobile o di una
popolana: raccogli i dati che vengono forniti su di lei nel componimento e tracciane una descrizione.
4. Cerca nel testo tutte le parole con cui il pretendente si rivolge alla fanciulla: a quale registro stilistico appartengono?
5. Nella seconda strofa vengono elencate alcune azioni che il giullare dovrebbe fare per provare a conquistare la ragazza: quale figura retorica viene usata? In che cosa consiste? Quale effetto ne risulta?
Approfondimenti
6. Nella quinta strofa sono presenti chiari riferimenti al tempo in cui la poesia stata scritta: delinea la figura dellimperatore di cui si parla e dei letterati che facevano parte della sua corte. (15-20 righe)

G. Langella, P. Frare, P. Gresti, U. Motta


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