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Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M.

270/04)
Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20
Titolo: La metafonesi
Attività n°: 1

Caratteri del metodo storico-


comparativo: altri fenomeni
evolutivi

La metafonesi
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20
Titolo: La metafonesi
Attività n°: 1

La metafonesi
Prendiamo infine in considerazione un tipo un po’ speciale di processo fonetico, la metafonesi. Per
metafonesi si intende il processo di assimilazione per il quale, in una parola, la vocale tonica subisce
un cambiamento regolare per effetto della vocale finale. Questo fenomeno si può osservare bene in
due varietà italiane, una settentrionale (il veneto), e una meridionale (il napoletano).
La metafonesi veneta è provocata da -i finale che fa passare o tonica (proveniente da Ō e Ŭ
latine) a u, ed e tonica (proveniente da Ē e Ĭ latine) ad i. Essa riguarda in particolar modo i dialetti
veneti di terraferma (Vicenza, Padova, Verona, Rovigo, anticamente anche Treviso, Belluno); oggi è
limitata in genere alle zone di campagna. Per effetto della metafonesi, mentre la 1a pers. sing. di
‘correre’ è coro, la 2a è te curi; la 1a sing. di ‘vedere’ è vedo, la 2a è te vidi. Questo dipende dal fatto
che la 2a sing., ma non la 1a, ha -i finale. Si hanno così coppie sing./pl. del tipo: mese/misi,
sposo/spusi, toso ‘ragazzo’/tusi ‘ragazzi’, ecc. Alle volte l’effetto della metafonesi persiste dopo la
scomparsa della vocale finale che l’aveva provocata. Ciò si osserva molto bene nel lombardo e
nell’emiliano, due dialetti in cui la metafonesi è ampiamente diffusa: nel bolognese, ad esempio,
abbiamo alternanze del tipo per ‘pero’/pir ‘peri’, mes ‘mese’/mis ‘mesi’, nel milanese quest
‘questo’/quist ‘questi’, ecc. In questi casi, la -i finale, dopo aver
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Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20
Titolo: La metafonesi
Attività n°: 1

provocato il cambiamento della vocale radicale, è caduta assieme alla vocale finale del singolare (-o o
-e), e ora la differenza tra singolare e plurale è segnalata soltanto dall’alternanza tra -e- ed -i-. Si noti
che è lo stesso fenomeno per cui certe forme isolate dell’inglese cambiano al plurale la vocale
tematica: foot/feet, goose/geese, ecc.
La metafonesi del napoletano e di un’area molto larga dell’Italia meridionale è più vasta, perché
è provocata non solo da -i, ma anche da -u. Anche in questo caso la vocale che origina la metafonesi
non è più visibile oggi, perché tutte le vocali finali, tanto -u e -i, quanto -a ed -e, che non provocano
la metafonesi, sono confluite nell’unico suono ə (cosiddetto schwa). Dal lat. PLĒNUM, abbiamo al f.
sing. e pl. le forme napoletane non metafonetiche chiena, chiene, oggi realizzate tutte e due con ə
finale; al m. sing. e pl., chinu, chini metafonetici, pure con ə finale. Si vede però che la metafonesi
deve avere agito prima che un’altra legge fonetica neutralizzasse tutte le vocali finali atone in ə,
altrimenti non si spiegherebbe il trattamento diverso delle forme maschili da un lato, metafonetiche,
da quelle femminili dall’altro, non metafonetiche. Quando si è verificata la metafonesi, in poche
parole, le vocali finali dovevano essere ancora distinte.
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Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S1
Titolo: Fenomeni generali: assimilazione
Attività n°: 1

Caratteri del metodo storico-


comparativo: altri fenomeni
evolutivi
Fenomeni generali: assimilazione
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S1
Titolo: Fenomeni generali: assimilazione
Attività n°: 1

Fenomeni generali
Ogni lingua, abbiamo detto, possiede le proprie leggi fonetiche. Ci sono tuttavia dei fenomeni evolutivi
che si ritrovano in gran parte delle lingue del mondo, romanze e non romanze. Nelle opere dei
Neogrammatici questi fatti fonetici sono spesso raggruppati sotto l’etichetta di accidenti generali, dove
accidente ha il valore di ‘cambiamento non sistematico’, e generale di ‘comune a molte lingue’. Come
vedremo tra poco, tuttavia, molti di questi fenomeni si realizzano con assoluta regolarità, tanto da
poter essere considerati a buon diritto delle leggi fonetiche vere e proprie. Per questo motivo, oggi li si
indica in genere con la terminologia più neutra di fenomeni generali. Eccone qui di seguito un breve
elenco.

I. Assimilazione: è il processo per il quale un segmento vocalico o consonantico diviene simile a un


segmento adiacente (non necessariamente contiguo), assumendone, in tutto o in parte, i tratti
fonetici. Vediamo alcuni esempi di assimilazione alla consonante seguente: d > r in AD-RIPĀRE > it.
arrivare, fr. arriver; d > v in AD-VENĪRE > it. avvenire, ecc.; k > t in OCTO > it. otto, PECTUS > it. petto,
FACTUM > it. fatto, ecc.; p > t in SCRIPTUM > it. scritto, ecc.; m > n in SOMNUM > it. sonno, DOM(Ĭ)NAM >
it. donna, ecc.; t > l in SPAT(Ŭ)LAM > it. spalla; n > l in CUN(Ŭ)LAM > it. culla, ecc.; k > s in SAXUM
(pronunciato
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Lezione n°: 20/S1
Titolo: Fenomeni generali: assimilazione
Attività n°: 1

[ˈsaksum]) > it. sasso, ecc.; p > s in SCRIPSI > it. scrissi, ecc. Opposta all’assimilazione (ma meno
frequente di questa) è la dissimilazione, il processo per il quale un segmento si differenzia da un
segmento adiacente a cui è, in tutto o in parte, simile. Esempi di dissimilazione di r che precede o
segue un’altra r sono gli esiti QUAERĔRE > it. chiedere, PEREGRĪNUM > pellegrino, ARMĀRĬUM > it.
armadio, RARUM > it. rado (le forme peregrino, raro sono dei cultismi, vd. 1931).
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Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S2
Titolo: Fenomeni generali: inserzione
Attività n°: 1

Caratteri del metodo storico-


comparativo: altri fenomeni
evolutivi

Fenomeni generali: inserzione


Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S2
Titolo: Fenomeni generali: inserzione
Attività n°: 1

II. Inserzione: è l’aggiunta di una vocale o di una consonante, volta a facilitare la pronuncia di una
sequenza di suoni. Se l’inserzione avviene all’inizio della parola, abbiamo prostesi, se avviene alla fine,
abbiamo epitesi, se avviene all’interno, abbiamo epentesi. Normalmente, prostesi ed epitesi mirano a
fornire degli elementi di «appoggio» per rendere più regolare la scansione sillabica, mentre l’epentesi
è volta in genere a evitare l’incontro di due suoni simili.
a. Prostesi. Gran parte delle lingue romanze introduce una vocale prostetica davanti alla sequenza
«s + consonante» (la cosiddetta «s impura»): lat. SPATHAM > sp. pg. espada, cat. espasa, fr. épée
(fr.a. espee), lat. SCHOLAM > sp. escuela, pg. cat. escola, fr. école (< fr.a. escole). In italiano (cioè in
fiorentino antico) la prostesi non era sistematica come in francese, spagnolo, portoghese, catalano,
ma era comunque frequente dopo consonante: per ischerzo, per iscritto, in istrada, in Ispagna, ecc. Il
fenomeno era già sviluppato nel latino volgare (per cui vd. lezione 41), come si può dedurre da
iscrizioni del tipo cum ispatha, iscola (o escola), isposa (o esposa).
b. Epentesi. L’epentesi mira a eliminare l’incontro tra due suoni affini. L’inserzione di -v- nell’italiano
manovale < MANŬĀLEM, vedova < VĔDŬAM, rovina < RŬĪNAM, ecc. è volta ad evitare lo iato, cioè
l’incontro tra due vocali. L’inserzione di -d- nel francese joindre ‘aggiungere’ < IUN(GĔ)RE mira invece a
evitare l’incontro tra le consonanti n e r causato
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Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S2
Titolo: Fenomeni generali: inserzione
Attività n°: 1

dalla caduta della penultima sillaba -ge- (lo stesso succede in gendre ‘genero’ < GĔN(Ĕ)RUM, dove cade
-e-, in moindre ‘minore’ < MĬN(O)R, dove cade -o-, ecc.).
c. Epitesi. Nel toscano antico, dopo parola ossitona (cioè tronca) si aveva l’epitesi di -e: portòe
‘portò’, uscìe ‘uscì’, hae ‘ha’, ciòe ‘ciò’, piùe ‘più’, ecc. Il fenomeno è dovuto alla necessità di rendere
omogenea la struttura accentuale delle parole. In toscano (e in italiano) le forme parossitone (cioè
piane) sono prevalenti, quelle ossitone nettamente minoritarie: l’epitesi di -e permetteva così di
riportare le parole ossitone alla struttura accentuale più diffusa, cioè quella parossitona (por-tò-e, più-
e, ecc.).
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Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S3
Titolo: Fenomeni generali: cancellazione e metatesi
Attività n°: 1

Caratteri del metodo storico-


comparativo: altri fenomeni
evolutivi
Fenomeni generali: cancellazione
e metatesi
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S3
Titolo: Fenomeni generali: cancellazione e metatesi
Attività n°: 1

III. Cancellazione (o caduta): è l’eliminazione di uno o più segmenti vocalici o consonantici. Se i


segmenti cancellati si trovano all’inizio della parola abbiamo aferesi, se si trovano alla fine abbiamo
apocope, se si trovano infine all’interno della parola abbiamo sincope.
a. Aferesi. Sono casi di aferesi le forme italiane badessa < ABBATĬSSAM e badia < ABBATĪAM (vs. abate
< ABBĀTEM e abbazia sempre derivato da ABBATĪAM), vangelo < EVANGELĬUM, storia < HISTORIAM, ecc.
b. Sincope. Già nel latino volgare, e poi nelle lingue romanze, la vocale postonica tende a cadere in
forme proparossitone (cioè sdrucciole): lat.class. SÓLĬDUM > lat.volg. soldu (> it. soldo, fr.a. sol >
fr.mod. sou, sp. sueldo, pg. soldo), MÁSCŬLUM > masclu (> it. maschio, fr.a. masle > fr.mod. mâle, sp.
́
pg. macho); AURĬCŬLAM > orecla (> it. orecchia, fr. oreille, sp. oreja, pg. orelha, rom. ureche), ÓCŬLUM
> oclu (> it. occhio, fr. oeil, sp. ojo, pg. olho, rom. ochiu).
c. Apocope. In italiano moderno è sistematica l’apocope di -de nelle forme derivate dai nomi della
III declinazione latina uscenti in -ĀTEM, -ŪTEM: CIVITĀTEM > it.a. cittade > it.mod. città, PIETĀTEM > it.a.
pietade > it.mod. pietà, BONĬTĀTEM > it.a. bontade > it.mod. bontà, ecc.; VIRTŪTEM > it.a. virtude >
it.mod. virtù (salute < SALŪTEM è un cultismo, vd. 1931).
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: FILOLOGIA ROMANZA
Lezione n°: 20/S3
Titolo: Fenomeni generali: cancellazione e metatesi
Attività n°: 1

Un quarto tipo di cancellazione è l’elisione, che può avere luogo quando due vocali entrano a
contatto: per es. buona ora > buonora, la anima > l’anima, santo Alessio > sant’Alessio.

IV. Metatesi: è l’alterazione dell’ordine originario dei suoni. Sono esempi di metatesi gli esiti
POP(Ŭ)LUM > *popplu > *ploppu > it. pioppo, FAB(Ŭ)LAM > *flaba > it. fiaba, COCHLĔŎLAM > *clocciola >
chiocciola, (CASEUM) FORMATĬCUM > fr. fromage; FORMŌSUM > rom. frumos ‘bello’, ecc.