Sei sulla pagina 1di 6

Lo strutturalismo LINGUISTICA Prof.

Bourenane

Per Strutturalismo si intende in linguistica, la teoria o la metodologia di tutte


quelle scuole e correnti, elaborate sulla teorizzazione del linguista svizzero Ferdinand
de Saussure (1857-1913). Le lezioni tenute all’università di Genevra negli anni
(1906-1911) sono state raccolte e publicate postume da due suoi allievi (Charles
Bally e Albert Séchehaye) con il titolo: Cours de Linguistique générale (1916), un
testo fondamentale e che possiamo considerare l’atto di nascita della linguistica
moderna. In quest’opera sono contenute alcuni dei principi fondamentali della
linguistica moderna. Saussure parte della considerazione che la lingua è un sistema
complesso “in cui tutto si tiene”, cioè in cui tutti i componenti si condizionano a
vicenda.

La lingua non è una nomenclatura


Ogni lingua non è insomma come erroneamente si pensa, una lunga lista di parole,
una sorta di nomenclatura, nella quale ciascuna parola corrisponde a unacosa, a
un’azione, a un’idea. Se il lessico dell’italiano si potesse ridurre a una serie di
etichette con altre: uomo, cane, bue, tavolo, scala, legno, lingua, andare,cantare,
ciascuna apposta alla cosa, all'azione, all'idea corrispondenti, imparare una lingua
straniera equivarrebbe a sostituire queste etichette con altre:homme, chien, boeuf,
table, escalier, bois, langue, aller, chanter per il francese; man, dog, ox, table, stairs,
wood, tongue, togo, to sing, per l'inglese.
Ma le cose non stanno in questi termini. Soltanto in alcuni settori del lessico
(per esempio le denominazioni scientifiche di animali e di piante) vi è una
corrispondenza esatta (da etichetta ad etichetta) tra vocabolo e referente. Già nel
nostro breve elenco questa corrispondenza manca in più di un caso. All’unico
vocabolo italiano scala ne corrispondono in francese due: échelle , che indica la scala
a pioli e la scala di una carta georafica; escalier, che indica le scale che portano da un
piano all’altro di un palazzo.In inglese la situazione è più complessa, all'unico
vocabolo italiano scala ne corrispondono ben quattro: ladder, che ha il significato del
francese écbelle; stairs (plurale di stair 'gradino'), che ha il significato del francese
escalier; staircase 'l'insieme, il blocco di scale di un edificio'; scale 'scala di una carta
geografica'.
Al francese bois, invece, corrispondono almeno quattro diversi vocaboli italiani :
legno, legna, legname, bosco; a lingua corrisponde in inglese tongue 'organo del gusto'
e language 'idioma, parlata'. All'unico vocabolo uccello dell'italiano corrispondono in
spagnolo due vocaboli: pàjaro(pronuncia /'paxaro/, la /x/ rappresenta la consonante
fricativa sorda velare), denominazione generica degli uccelli piccoli (come la rondine,
il pettirosso, il merlo ecc.) e ave, denominazione generica degli uccelli grandi (aquila,
gallina, struzzo ecc.).

Italiano legno legna legname bosco


Francese bois
Italiano scala
Inglese ladder stairs staircase scale
Italiano uccello
Spagnolo pàjaro ave

1
Lo strutturalismo LINGUISTICA Prof. Bourenane

Non bisogna pero` pensare che questi confronti tra parole di lingua diverse si possono
fare in modo meccanico e senza aggiungere alcune spiegazioni particolari.
Infatti in tutte le lingue esiste in genere più di una parola per indicare la stessa entità
(lo stesso referente).
Come si vede, ciascuna lingua ha un suo modo di rappresentare, descrivere e
interpretare il mondo che ci circonda. Ciascuna lingua riflette un modo particolare
di vedere la realtà che è intorno a noi, ciascuna lingua, dunque, segmenta la realtà in
rapporto all’uso che si è stabilito in una determinata comunità linguistica. Per
questo el tradurre dobbiamo prendere in considerazione questo principio.

Significante e significato:
Abbiamo detto che il segno, e quindi il segno linguistico, è “un qualcosa che sta al
posto di qualcos’altro. Nel caso della parola canzone il “qualcosa” è la successione
dei suoni linguistici con cui esprimiamo la parola. Raffigurato mediante una
trascrizione fonologica, il nostro “qualcosa” ha questo aspetto: / kan’tsone/ e
rappresenta il “qualcos’altro”, che è invece il significato di canzone, ovverosia
‘composizione per canto e strumenti’ o ‘componimento lirico’. Possiamo quindi dire
che

Ciascun segno linguistico possiede due facce: l’immagine acustica, cioè


la successione di suoni linguistici che lo compongono, e il concetto che
esso esprime; a queste due facce del segno linguistico si dà il nome di
significante e di significato.

Il segno linguistico risulta quindi da una somma:


segno linguistico = significante + significato
elemento fonico-acustico concetto che esso esprime
Questo discorso è valido anche per segni linguistici più complessi. Per esempio, in una
frase come
Carlo cantava una bella canzone
Il significato puo` essere descritt cosi: c’è una persona,di nome Carlo; questa persona
faceva una determinata attività; tale attività consisteva nel cantare una bella canzone; il
significante è la successione dei suini linguistici con cui è prodotta la frase:
/ karlo kan’tava ‘una bella kan’tsone/.
Il significato ‘canzone’ si esprime in modi diversi nelle diverse lingue: canzone in
italiano, chanson / / in francese, song / / in inglese. Non c’è quindi
nessum motivo per cui una lingua associ un determinato significante a un determinato
significato. Si puo` quindi dire che il legame che unisce il significante al significato è
arbitrario.
In realtà il legame tra il significato e il significante ha di solito una moivazione storica
( cioè si ritrova nella storia della lingua) ; per il parlante comune , che non conosce la
storia della propria lingua, questo legame è una convenzione accolta da tutta la
comunitàlinguistica alla quale egli appartiene.

2
Lo strutturalismo LINGUISTICA Prof. Bourenane

La lingua è un sistema
La parola italiana legno ha un valore diverso rispetto a bois, perché accanto a legno ci
sono legna, legname e bosco, parole che in un certo senso pongono dei limiti al valore
di legno; mentre la situazione di bois è ben diversa: bois porta, per così dire, il carico
di più significati.
Nella frase Carlo cantava una bella canzone, il valore della forma verbale
cantava si definisce in rapporto alle forme che indicano un'azione passata ha cantato,
cantò. Infatti in italiano vi sono tre tempi del passato: imperfetto, passato prossimo e
passato remoto; il valore di ciascuno di questi tempi è definito anche dalla presenza
degli altri due. Possiamo dire dunque che

La lingua è composta da un insieme di elementi tra loro interdipendenti;


ciascun elemento ha un valore e un funzionamento in rapporto al valore e
al funzionamento degli elementi che gli sono vicini.

Proviamo ora a dividere la nostra frase


Carlo cantava una bella canzone.
Possiamo innanzi tutto individuare cinque parole o lessemi. Queste parole possono
essere usate in altre frasi; canzone può apparire nella frase: quella canzone ha avuto
successo.
E se volessimo dividere anche le parole? Allora ci accorgeremmo che alcune
parole comprendono. in sé più di un segno; per esempio cantava si può analizzare
così:
cantava cant-: indica un certo tipo di azione
-AVA : indica una certa prospettiva nel tempo
(cioè continuità nel passato)
Per indicare il segno più piccolo della parola , l’unita-segno, possiamo usare il termine
monema o morfema in luogo di 'parola'. Si dirà dunque che la parola
cant-AV-A
contiene due monemi. Si distinguerà in particolare fra
monema lessicale (o lessema): cant
e
monema grammaticale (o morfema): -AVA.
I monemi lessicali sono autonomsi e indicano un significato di base, mentre i monemi
grammaticali dipendono dai primi e sono funzionali, cioè servono ad indicare la
funzione dei monemi lessicali; monemi grammaticali sono le desinenze, gli affissi , gli
articoli, le preposizioni, le congiunzioni ecc.
Ciascun monema comprende beninteso un significante (che mettiamo tra sbarrette
oblique e che diamo in trascrizione fonologica) e un significato (che mettiamo tra
virgolette). Due esempi:

3
Lo strutturalismo LINGUISTICA Prof. Bourenane

Ciascun monema della frase Carlo cantava una bella canzone si può scomporre in
fonemi. Per esempio canzone si scompone in sette fonemi:
canzone /kan'tsone/ = /k/ + /a/ + /n/ + /ts/ + /o/ + /n/ + /e/.
A sua volta ciascun fonema si analizza in tratti distintivi per esempio:
/n/ = /consonante/ + /nasale/ + /dentale/.
In una lingua sia i fonemi sia i tratti distintivi sono di numero finito (in italiano vi sono
30 fonemi composti da tratti distintivi). Mediante determinati procedimenti
combinatori (per lo più diversi da lingua a lingua) le unità minime di un livello si
combinano fra loro per formare le unità del livello superiore. I tratti distintivi
combinandosi fra loro danno i fonemi; i fonemi combinandosi fra loro danno i
monemi; i monemi combinandosi fra loro danno la frase; le frasi combinandosi fra
loro costruiscono il testo.
Secondo la linguistica strutturale la lingua è un sistema costituito da piu`sistemi
tra loro correlati; nelle linee essenziali abbiamo:

Questi sistemi tra loro correlati rappresentano altrettanti livelli di analisi. Le unità
presenti in un livello si possono scomporre in unità definite e minime (cioè tali che
non si possono analizzare ulteriormente senza passare a un livello inferiore).

Rapporti sintagmatici e rapporti paradigmatici

4
Lo strutturalismo LINGUISTICA Prof. Bourenane

Secondo lo strutturalismo, i rapporti e le differenze tra i segni si articolano in due


parti distinte dell'attività linguistica. Gli uni e le altre si possono meglio analizzare
secondo due dimensioni:
 La dimensione lineare o sintagmatica : rappresenta la dimensione combinatoria
lineare degli elementi linguistici (relazione in presenza, “e…e”) , secondo la
quale ogni elemento della frase è in rapporto con gli elementi che lo precedono
o lo seguono. In parole povere , la dimensione sintagmatica si occupa di come
si combinano i vari elementi in una frase.
 La dimensione associativa o paradigmatica (relazione in assenza, “o…o” ),
riguarda i rapporti tra ciascun segno linguistico della frase e i segni che
potrebbero essere al suo posto, fermo restando la regolarità grammaticale
dell’insieme.

Varianti e Invarianti. Langue e Parole


Una qualsiasi parola, per esempio guerra, può essere pronunciata in tanti modi
diversi quante sono le persone che la pronunciano: si riconosce una persona dalla sua
voce particolare (cioè dal timbro e dall'intonazione, senza dire che la stessa persona
può pronunciare la stessa parola in modi diversi a seconda dello stato d'animo e della
situazione. Al tempo stesso la parola guerra può assumere diverse sfumature di
significato ed addirittura può essere considerata da alcuni negativamente (da coloro
che hanno sofferto a causa della guerra), da altri positivamente (da coloro che hanno
respinto un invasore). Queste varie differenze di pronuncia e di significato non
impediranno tuttavia alla comunità linguistica italiana di identificare sempre la parola
guerra come un significante determinato e un significato determinato.
Infatti dietro le differenze rimane un'identità funzionale sia del
significante /'gwerra/ sia del significato 'guerra'. Bisogna dunque distinguere tra ciò
che varia e ciò che non varia in una lingua: tra varianti e invarianti.
Per definire questi elementi Saussure usa i termini langue e parole (francese /lãg/e
/pa'Rͻl/). E` necessario conservare i vocaboli francesi perché traduceneloli con gli
italiani lingua e parola si potrebbe incorrere in qualche equivoco.

 La langue è il sistema di segni di una qualsiasi lingua, sistema considerato


astrattamente; è un sapere collettivo; è — come dice Saussure — "la somma di
impronte depositate in ciascun cervello"; è un prodotto sociale che ciascun
individuo registra passivamente. La langue appare "esterna all'individuo", il
quale non può né crearla né modificarla.

 La parole invece è, in un certo senso, il contrario della langue: la parole è


l'aspetto individuale e creativo del linguaggio; è ciò che dipende dalle
variazioni attuate da ciascun parlante (per esempio le pronunce e le diverse
sfumature del significato che varie persone attribuiscono alla parola guerra); la
parole è esecuzione personale, è "atto eli volontà e di intelligenza".
Questa opposizione dialettica fra langue e parole serve a spiegare il
funzionamento complesso della lingua.

5
Lo strutturalismo LINGUISTICA Prof. Bourenane

Presente e Passato
Consideriamo la frase seguente:
Papa Spassato dal meccanico per far controllare il livello dell'olio.
Questa frase (come le altre innumerevoli frasi che usiamo ogni giorno) può essere
esaminata in due modi diversi: secondo la prospettiva del presente e secondo quella
del passato. Da una parte, possiamo fare , tra l’altro, le seguenti osserazioni: invece di
papa si potrebbe usare mio padre oppure il babbo; invece di per si potrebbe usare al
fine di; conseguentemente ci si potrebbe interrogare sul valore di questi mutamenti.
Altre considerazioni: meccanico qui vuol dire 'operaio specializzato nella riparazione
di autoveicoli', pertanto ha un significato e una funzione diversi rispetto al significato e
alla funzione che appaiono in congegno meccanico, impianto meccanico. L'olio di cui
si parla è ovviamente 'l'olio del motore', non l'olio di oliva o di semi.
D'altra parte possiamo analizzare l'origine e la storia di ciascuna parola; possiamo
confrontare gli aspetti morfologici e sintattici di questa frase con gli aspetti
morfologici e sintattici di una frase simile pronunciata da un italiano qualche secolo fa.
Per esempio: meccanico è una parola di origine greca giunta a noi attraverso il latino;
meccanico possedeva nel Seicento il significato oggi scomparso di 'persona rozza e
volgare' (cf'r. I Promessi Sposi, capitolo iv); papa e controllare sono due parole che
vengono dal francese; dello proviene dalla fusione di una preposizione e di un
pronome dimostrativo latini: DE+ ILLU> dello. Se Boccaccio avesse scritto questa
frase avrebbe forse usato un diverso ordine delle parole. Però Boccaccio non avrebbe
potuto scrivere questa frase perché ai suoi tempi non esisteva l'automobile. E, a dire il
vero, ancora all'inìzio del nostro secolo (quando circolavano le prime automobili) si
sarebbe usata l'espressione "completa": il livello dell'olio del motore dell'automobile.
L'analisi del primo tipo è detta sincronica, l'analisi del secondo tipo è detta diacronica
(rispettivamente dal greco syn 'insieme' e dia 'attraverso' + khrónos 'tempo').

Si chiama sincronia lo stato di una lingua considerata nel


suo funzionamento in un certo tempo (per esempio l'italiano
di oggi, il fiorentino del tempo di Dante).

Si chiama diacronia l'insieme dei fenomeni di evoluzione


nel tempo riguardanti una data lingua (per esempio il
passaggio dal latino volgare all'italiano).

Il parlante comune ha una competenza soltanto sincronica della lingua, mentre la


prospettiva diacronica è conosciuta dallo studioso della lingua.