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Il trasformazionalismo LINGUISTICA Prof.

Bourenane

Negli anni Cinquanta il linguista americano Noam Chomsky (nato a Filadelfia


nel 1928) ha fondato la cosiddetta grammatica generativo-trasformazionale,
chiamata anche trasformazionalismo o generativismo, la quale ha avuto un notevole
influenza sulla linguistica moderna.
La nuova teoria ha preso l'avvio da questa considerazione: per comprendere
come una lingua funziona non basta descriverne i componenti e i rapporti che
intercorrono tra i componenti. Analizzare, classificare i vari elementi, scoprire infine
la struttura di una lingua (tutte operazioni compiute dallo strutturalismo) non è
sufficiente.
Secondo Chomsky allo strutturalismo sfugge un problema fondamentale: la
creatività del linguaggio. Lo strutturalismo non sa rispondere alla seguente domanda:

come avviene che i parlanti nativi di una lingua sono in grado di


produrre e di comprendere un numero indefinito di frasi che non
hanno mai udito prima o che addirittura possono non essere mai state
pronunciate prima da qualcuno?

Chomsky, rispondendo, afferma che nella mente del parlante esiste un certo
numero di regole, applicando le quali si possono generare un numero illimitato di
frasi. Creatività per la quale si generano di continuo nuove frasi.

NB. Qui il verbo generare è preso in prestito dalla matematica; in questa disciplina si
dice, per esempio, che una formula come x = 2a - b, a partire dai valori che si possono
attribuire ad a e b, genera un numero illimitato di valori di x.
La capacità del parlante di produrre e capire un numero infinito di frasi è definita da
Chomsky competenza (in inglese, competence): essa permette di giudicare se una
frase è grammaticale o agrammaticale, di assegnare la corretta interpretazione a una
frase ambigua, di operare trasformazioni sugli enunciati . Vediamo per esempio, la
trasformazione passiva (una frase attiva diventa passiva):

Il ragazzo mangia la mela la mela è mangiata dal ragazzo.

Consederiamo anche la trasformazione nominale, per la quale una frase verbale, si


trasforma in una frase nominale:

Le automobili circolano la circolazione delle automobili.

La competenza si manifesta nella produzione di atti linguistici concreti: a tale


aspetto della produzione linguistica Chomsky da il nome di esecuzione (in inglese,
performance): manifestazione esterna della competeza del parlante, vale a dire
cio`che appare nei suoi discorsi.

Competenza: indica quel sistema di regole, inteso come apparato di processi di


meccanismi di funzionamento specifico della mente umana, che permette
all’individuo di comprendere e produrre un numero teoricamente illimitato di frasi
anche inedite.
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Esecuzione: l’uso della lingua in situazioni concrete, cioè l’utilizzazione materiale che
ogni parlante fa della propria lingua nelle diverse e molteplici circostanze comunicative.

La mente dell’uomo ha una conoscenza innata dei meccanismi di funzionamento


del linguaggio; questi princìpi, comuni a tutte le lingue del mondo, prendono il nome di
universali linguistici.
Pertanto la teoria di Chomsky afferma l’innatismo del linguaggio e nega che
quest’ultimo possa essere fondato sull’esperienza del parlante e sul mondo esterno.

La competenza , concetto della grammatica generativo-trasformazionale, si


puo`confrontare con il concetto di Langue, il concetto di esecuzione si puo`
confrontare al concetto di parole elaborati dallo strutturalismo.

STRUTTURALISMO TRASFORMAZIONALISMO
Langue Competenza
Parole Esecuzione.

Mentre c’è piena corrispondenza fra il concetto saussuriano di parole e quello


chomskiano di esecuzione,
i concetti di langue e di competenza non coincidono esattamente: la langue è
un istituto collettivo di natura sociale( comune a tutti i parlanti perché
convenzionalmente accettato), la competenza è un sistema di regole di natura
mentale (comune a tutti i parlanti perché innato), interno al parlante
. Inoltre per Saussure la creattività riguarda soltanto l’ambito della parole, in
quanto è originata esclusivamente dalla libera attività mentale dell’individuo e non
dall’applicazione di regole;
Chomsky, invece, distingue tra una “creatività governata da regole” e una
“creatività che cambia le regole”: la prima dipende dalla competenza e consiste nel
produrre frasi nuove per mezzo di regole; la seconda dipende dall’esecuzione e
consiste nelle innumerevoli deviazioni individuali dalla norma grammaticale, le quali,
accumulandosi nel tempo (dall’una all’altra generazione), finiscono per modificare il
sistema delle regole.

2.1. Cenni di grammatica generativa


Una grammatica generativa deve essere in grado di predire tutte le possibili frasi di
una lingua, assegnando a ciascuna di esse una descrizione capace di mostrare gli
elementi di cui si compone la frase e le loro relazioni. Questo tipo di grammatica,
definito anche grammatica sintagmatica, è costituito da una serie di simboli, che
corrispondono a categorie linguistiche (F = frase, SN = sintagma nominale, SV =
sintagma verbale, SP = sintagma preposizionale ecc.) e di opportune regole di
riscrittura, regole di struttura sintagmatica = insieme di simboli e di regole di
riscrittura.
Le regole di riscrittura consentono di riscrivere simboli in altri simboli. Queste regole
permettono di costruire molte frasi diverse.
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Applicando in successione e secondo i princìpi della grammatica le regole di riscrittura


otterremo enunciati concreti:

1. F --SN + SV
2. SN — Art + N
3. SV — V + SN
4. Art — la, il
5. N — mamma, giornale
6. V — legge

Le regole di riscrittura 1-6 generano la frase la mamma legge il giornale. La


grammatica deve essere inoltre in grado di assegnare a ciascuna frase l'opportuna
descrizione strutturale, che può essere rappresentata graficamente mediante un
diagramma ad albero:

Con questa procedura la frase si analizza prima in:


sintagmi (costituenti immediati della frase), poi in
parole (costituenti immediati del sintagma), e infine in
morfemi (costituenti immediati della parola).

Il termine di sintagma non è tanto utilizzato nella nostra grammatica scolastica e sarà
utile individuarlo.
Sintagma è un gruppo di due o più elementi legati tra loro, che formano una
minima struttura sintattica compiuta.
Ad esempio nella frase:
Il bravo studente ha imparato la lezione

Ogni parlante "sa" che il rapporto che esiste tra "bravo studente" è più forte di quello
che esiste tra "studente ha" e può dunque identificare e analizzare i sintagmi
raggruppandoli come segue:
Il bravo studente
Ha imparato
La lezione
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Struttura profonda e struttura superficiale del linguaggio


L’istituzione di un livello sintagmatico permette di risolvere casi di ambiguità,
dovuto al fatto che due frasi possono avere la stessa struttura lineare ma diversa
struttura sintagmatica. Per esempio, la frase ‘una vecchia porta la sbarra’ è
interpretabile in due modi: ‘un’anziana signora porta la sbarra’ o ‘una porta vecchia
sbarra qualcosa’. Secondo il modo in cui si interpreta la frase si ha una differente
rappresentazione sintagmatica:

‘un’anziana signora porta la sbarra’ ‘una porta vecchia sbarra qualcosa’

Chomsky introduce poi una distinzione fondamentale: ogni frase ha una


struttura superficiale e una struttura profonda. Per cogliere il vero significato delle
frasi non bisogna fermarsi alla struttura superficiale, all’aspetto esteriore, spesso
ambiguo e ingannevole, ma occorre esaminare la struttura profonda, vale a dire cio`
che si nasconde dietro la superficie.

L’ambiguità della frase appena vista (una vecchia porta la sbarra) è dovuta al fatto
che la sua struttura superficiale deriva da due diverse strutture profonde, ognuna
portatrice di un determinato significato. Puo` anche accadere che due diverse frasi con
una diversa struttura superficiale siano interpretate allo stesso modo in quanto
risalgono a un’identica struttura profonda : per esempio, la donna sente piangere il
bambino e la donna sente che il bambino piange, nonostante le diversità superficiali,
fanno capo entrambe al la donna sente qualcosa + il bambino piange.

La struttura profonda è l’organizzazione sintattica astratta che sta alla base di


un enunciato e ne determina il significato; la struttura profonda è responsabile
dell’interpretazione semantica della frase, mentre la struttura superficiale è in
rapporto con la sua rappresentazione fonetica; il passaggio dalla struttura profonda
alla struttura superficiale è operato dalle regole trasformazionali.