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EUGENIO COSERIU, UNA LINGUISTICA DEL TESTO

PREMESSA: Introduzione alla linguistica testuale


Il testo la forma primaria in cui si manifesta il linguaggio umano, parlato o scritto: dalla telefonata alla
lettera o alle-mail, dalla trasmissione televisiva al trattato scientifico o al romanzo.
La linguistica testuale studia questa realt estremamente variegata ed eterogenea degli innumerevoli testi
e tipi di testo. Dobbiamo distinguere per due accezioni diverse di testo, che danno luogo a due
concezioni diverse della linguistica testuale.
La grammatica testuale (o grammatica transfrastica) studia le regolarit grammaticali che vanno oltre la
singola frase. In questo senso la grammatica testuale fa parte della descrizione di una singola lingua.
Possiamo constatare, per esempio, che la ripresa pronominale, uno dei procedimenti pi caratteristici della
concatenazione di singole frasi, funziona secondo regole molto diverse in italiano e in tedesco. In modo
analogo anche i tempi verbali possono assumere un ruolo diverso per la costituzione del testo a seconda
delle singole lingue.
La linguistica testuale in senso stretto (o linguistica del senso), invece, studia quelle regolarit nella
strutturazione dei testi che sono indipendenti dalla grammatica delle singole lingue. Questo secondo
approccio da un lato si concentra sugli specifici procedimenti con cui si genera il senso di un testo (e si
tratta quindi, come ha messo in rilievo il Coseriu, essenzialmente di una ermeneutica), dallaltro lato si
interessa dei singoli tipi di testo (tradizioni discorsive). Accanto alle norme linguistiche propriamente dette,
come sono codificate nelle grammatiche dellitaliano, del francese, ecc., le nostre manifestazioni
linguistiche sono regolate da specifiche tradizioni a livello testuale, che sono altrettanto indispensabili per
la produzione e la ricezione dei testi.

INTRODUZIONE
La Linguistica del testo di Eugenio Coseriu contiene loriginale proposta teorica del linguista rumeno,
proposta che anche uno schema interpretativo valido per ogni tipo di testo.
Coseriu individua tre piani differenti nel linguaggio:
1. Un piano universale del parlare
2. Un piano storico, delle lingue
3. Un piano del testo
A questi tre piani distinti corrispondono tre competenze:
1. Una competenza universale, parlare in modo chiaro, logico, coerente, ecc.
2. Una competenza determinata storicamente, ossia il saper parlare una lingua
3. Una competenza particolare, ossia il saper produrre determinati testi
Il porre il piano del testo come piano autonomo la vera chiave di volta della teoria di Coseriu. La
legittimit di questa operazione, a suo dire, testimoniata da molti fenomeni: ad esempio, per motivi
interni al testo si pu deviare dalle regole della grammatica, possono esistere (ed esistono) testi plurilingui.
alcuni tipi di testi possono avere una tradizione autonoma (pensiamo ai generi letterari).
Ognuno di questi tre piani possiede delle funzioni autonome. Giusto per fare un esempio, la categoria
extra-linguistica dellagente, appartiene al piano del parlare universale, tuttavia essa pu essere espressa
da funzioni della lingua differenti (soggetto o complemento dagente).
A queste funzioni autonome corrispondono livelli semantici autonomi:
1. Alle funzioni del parlare in generale corrisponde la designazione
2. Alle funzioni della lingua corrisponde il significato
3. Alle funzioni del testo corrisponde i senso
Designazione e significato, considerati unitariamente, costituiscono il significante del senso unit di ordine
differente. Nei testi sussiste sempre questo rapporto duplice che pu portare ad una corretta
comprensione del significante senza tuttavia comprendere nulla del senso.
Cos intesa la linguistica del testo si configura come ermeneutica del senso.
Linguistica del testo si rivolge al testo individuato come piano autonomo del linguaggio. Ha il compito di
interpretare significato e significante di lingua quali espressione del senso (ermeneutica del senso)

CAPITOLO 1: INTRODUZIONE ALLA PROBLEMATICA DI UNA LINGUISTICA DEL TESTO

Definizione di testo: deve essere definito in correlazione a una lingua.
Applicazione delle regole di una lingua determinata in un insieme chiuso;
Concetto allinterno del quale si operano distinzioni come romanzo tragedia
commedia, senza far entrare in gioco le regole di una lingua determinata

Definizione di linguaggio: il linguaggio unattivit universalmente umana che, realizzata individualmente,
viene esercitata da ogni uomo, mentre, per converso, ogni singolo segue norme storicamente date, fondate
su tradizioni comuni

Tre livelli nell'ambito linguistico:
1) Livello universale, il parlare o il linguaggio in generale;
2) Livello storico, ossia il livello delle singole lingue storiche;
3) Livello dei testi ossia il livello degli atti linguistici e delle compagini di atti linguistici che vengono
realizzati da un certo parlante in una certa situazione, cosa che pu avvenire sia in forma orale sia
in forma scritta

I greci conoscevano quattro discipline linguistiche delle quali tre avevano un proprio nome.
Grammatica, retorica e dialetticaTrivio
Aritmetica, geometria, astronomia e musica Quadrivio

1) Grammatica tutto ci che ha validit indipendentemente da una qualunque situazione
immaginabile del parlare;
2) Retorica studio dell'uso linguistico collegato alla situazione: uso linguistico dovuto a tre
coordinate fondamentali:
a. i parlanti e coloro i quali indirizzata la parola, i soggetti che comunicano;
b. le circostanze del parlare, ossia la situazione in cui parlare si realizza;
c. l'oggetto di cui si parla
3) Dialettica studio di un particolare uso del linguaggio nella scienza, concepita come ricerca della
verit. Esso costituisce qualcosa di simile a una teoria del linguaggio scientifico e della discussione
scientifica, (modo in cui possono essere formulate e difese le tesi contro eventuali obiezioni)

Giustificazione della grammatica transfrastica: i problemi del testo
Elenco di fenomeni che hanno adito alla costituzione di una forma moderna di linguistica del testo
1) topicalizzazione laccento posto su una parola di una frase fa s che cambi il suo significato
2) formule (cera una volta)
3) ellissi
4) costruzioni regolari, virtualmente possibili e tuttavia presumibilmente non esistenti nella lingua:
Einstein fu un famoso astronauta.
5) Domanda e risposta: riconosciamo se qualcosa o no una risposta in relazione al testo.
Riconosciamo anche che tipo di risposta (studia? Legge).
6) Sostituzione: i pronomi ad esempio stanno al posto del nome, ma vero anche il contrario cosa
legge Coseriu? sta per cosa leggo io ?

NB: Tutti questi esempi oltrepassano il confine della frase si possono estendere a testi interi

I livelli di strutturazione idiolinguistica

Idiolinguistico fenomeno che ha valore per una determinata lingua senza pensare che possa essere
considerato universale per tutte le lingue del mondo.

o Testo
o Frase
o Clausola (naturalmente lo ha fatto)
o Sintagma (no latino)
o Parola (no latino)
o Elementi minimi (significativi), universali.

casa s = in spagn case, in lat. Acc plur le case: forma =, significato = dato per da due funzioni diverse.

i diversi tipi di linguistica del testo

una distinzione preliminare:

1) LINGUISTICA VERA E PROPRIA: ha come oggetto testi che compaiono a un livello autonomo della
sfera linguistica. Anteriore alle singole lingue. Linguistica del testo concepito come piano del
linguaggio in generale.
2) GRAMMATICA TRANSFRASTICA: Linguistica del testo inteso come uno dei piani della strutturazione
idiolinguistica.
3) LINGUISTICA INTERA i testi stessi come punto di partenza. Le funzioni idiolinguistiche vengono
definite a partire dalle funzioni testuali. Esempio: articolo: IL indica qualcosa gi nominato nel testo
(preinformazione); UN invece indica qualcosa di nuovo (informazione successiva). = per i tempi
verbali funziona allo stesso modo. Questa terza linguistica divide i testi in enunciazione (passato
prossimo) e narrazione (preterito, alias p. remoto).
Corretto dire che esprimersi linguisticamente significa comporre testi e che, per comprendere la
grammatica di una data lingua, sia necessario e produttivo partire dagli stessi testi. sbagliato
invece credere che la competenza della lingua (storicamente intesa) e quella di produrre testi
siano lo stesso.
MA!! Questa linguistica equipara in modo ingiustificato le funzioni testuali alle funzioni della lingua.
Ci non certo ammissibile per tutte le lingue.
La terza linguistica, assolutizzando il testo assumendolo come base, non una linguistica del testo,
quanto una linguistica delle lingue; deve essere perci considerata una FALSA PISTA della linguistica
del testo.
Lassunto dellautonomia del piano dei testi e la legittimazione della prima linguistica del testo

Linguistica del testo come ermeneutica e filologia rettamente intesa

1) Piano del parlare in generale: fenomeni comuni a tutto il parlare e ad ogni lingua. Riconducibili a
due fattori generali:
possibilit di riferirsi ad una realt extra-linguistica
facolt universale del parlare, non determinata storicamente, che possediamo come
parlanti. Due fenomeni in questo saper parlare:
i. principi del pensiero (identit, non contraddizione..) si presuppone nellaltro una
cognizione delle cose (l sulla strada);
ii. cognizione delle cose si presuppone una cognizione umana (un sole, una luna,
due mani..)
2) Piano delle lingue
3) Piano del testo: elementi che ne giustificano lautonomia:
testi plurilingui;
dei testi oltrepassano le regole della lingua (mizu, mizustile dei telegrammi ecc);
sono condizionati dalluniverso del discorso (mitologia, logica, scienza.);
sono condizionati dalla situazione (due da settecento e due da tremila);
tradizioni indipendenti.

I tre piani del linguaggio come gradi del sapere linguistico
Coseriu chiama saperi ci che costituisce lo sfondo di tradizionalit cui attinge il parlante: noi la
chiameremmo competenza. A questi tre saperi corrispondono tre piani e tre valutazioni.

Piani

Universale
Storico
Riferito al testo
Gradi

Locutivo
Idiomatico
Espressivo
Valutazione

Congruente
Corretto/esemplare
adeguato

Sapere elocuzionale
2. Sapere idiomatico
Sapere espressivo

1. SAPERE ELOCUZIONALE

Riguarda il sapere della lingua in generale, ci che vale per ogni lingua.
Quando pensiamo a certe discussioni molto vive dentro certi paradigmi teorici, spesso si presentano con le
frasi che vengono giudicate poco accettabili da un punto di vista logico, semantico3
Fa riferimento a dei principi del pensiero al saper parlare in generale (una frase sintatticamente
accettabile, deve essere accettabile anche semanticamente).
quel sapere a cui facciamo riferimento quando pensiamo allenciclopedia del parlante universale.
Ci sono restrizioni sintattiche che nascono da questo saper parlare in generale.
Competenza che riguarda leloquio. Si pone ad un livello pi generale di accettabilit .
C un altro tipo di competenza nella quale c la nozione di errore.
2. SAPERE IDIOMATICO
Sapere storico, attestato nel dominio di una certa lingua. Sapere di chi parla una lingua specifica.
Generalmente la grammatica e la linguistica delle lingue si concentrano su questo livello.
Saussure chiama questo sapere linguistica interna.
C una tendenza a chiudere la competenza del parlante a questo (sapere idiomatico), senza distinguerla
dal sapere elocuzionale e da quello espressivo.

3. SAPERE ESPRESSIVO
Il sapere che concerne la formazione specifica dei testi.
Relativo al livello individuale dellatto linguistico e della serie di atti linguistici di un individuo in una
situazione determinata. Mi permette di dare un giudizio di conformit. Un testo il prodotto di questo tipo
di atto linguistico (i due poli di questo sapere sono: il grido e un testo molto elaborato).

RIASSUMENDO tre piani: universale, storico, riferito al testo
tre gradi (o tecniche): locutivo, idiomatico, espressivo
tre valutazioni: congruente, a)corretto b) esemplare, adeguato
Vale anche qui il principio della determinazione progressiva: adeguatezza pu superare (aufheben) la
correttezza. Tre valori di contenuto corrispondenti ai tre piani del linguaggio:
1. universale -> extralinguistico-metalinguistico (esempio del categoria agente)
2. storico (significato) -> soggetto, strumentale, agentivo..
3. testo -> esortazione, risposta, preghiera, obiezione, scherzo..

DAL COSERIU: Il complesso delle funzioni del linguaggio, del parlare in generale, ossia il complesso delle
funzioni che concernono la designazione di oggetti e stati di cose nel mondo, pu essere considerato una
specie di contenuto linguistico. Chiamiamo questa specie di contenuto DESIGNAZIONE. Il complesso di ci
che una determinata lingua pu esprimere come tale, il complesso di ci che viene compreso solo mediante
la lingua, mediante una lingua determinata, pu a sua volta essere considerato una particolare specie di
contenuto. questa la specie di contenuto che chiameremo SIGNIFICATO. Infine, il complesso delle funzioni
testuali, il complesso di ci che pu essere compreso mediante e solo mediante il testo, ovvero il
complesso dei contenuti che sono dati solo come contenuti testuali, lo chiameremo SENSO.

I TRE TIPI DI CONTENUTO
Designazione quei concetti che sono intuitivi, universali, che costituiscono il contenuto della lingua
(rinvio allextralinguistico).
Significato traduzione letterale.
Senso quando traduciamo facciamo a volte loperazione di tradurre letteralmente (per significato) altre
volte si traduce per senso (non corrispondenza 1:1 ma 1:2, 1:3, ecc. delle parole).
Sono i termini che indicano ci che un linguista (Coseriu) pensa del contenuto del segno linguistico quando
si trova a fare indagini sul significato semantico.

Mondo Designazione
Lingua Significato
Testo Senso

Sul senso: doppio rapporto segnico. Come in Saussure. Nel linguaggio tecnico designazione e significato
sono spesso lo stesso, anche il senso talvolta: cosa significa? esattamente quello che ho detto
CAPITOLO 2: LINGUISTICA DEL TESTO COME LINGUISTICA DEL SENSO

Critica alla teoria dello scarto: (dalla norma, da qualcosa di usuale)
1. Ogni testo possiede senso (non solo i testi poetici o letterari)
2. La lingua o il testo poetico non deviano dal testo normale
3. Scarto un concetto relazionale, bisogna dire da cosa si devia.

Karl Buhler, il modello strumentale:
Karl Bhler propose un modello per spiegare le relazioni fondamentali del segno linguistico allinterno di un
modello di comunicazione, chiamato modello di linguaggio come organo
Segno linguistico per lui innanzitutto un fatto materiale e ha un rapporto triadico con ci che lo circonda
(funziona come segno proprio grazie a questo rapporto)

Parlante che esprime il segno linguistico: MITTENTE
Ascoltatore che lo riceve: DESTINATARIO
Oggetti e gli stati di cose dei quali si parla: OGGETTI

Parola rganon strumento con cui il parlante comunica allascoltatore qualcosa sugli oggetti

Mittente: Il segno notifica di uno stato psichico (successivamente sostituir notifica con espressione)
Destinatario: il segno richiama (in seguito B. dir appella). Ricevere il segno e interpretarlo.
Oggetti o stati di cose: il segno rappresenta (funzione principale e, tranne in casi limite, mai eliminabile)
Il segno dunque simbolo (degli oggetti), sintomo (del mittente), segnale (nel suo appellarsi al destinatario)

FUNZIONI:
Mittente funzione di NOTIFICA
Destinatario funzione di RICHIAMO
Oggetto funzione di RAPPRESENTAZIONE

Jakobson: estensione del modello buhleriano

Jakobson tiene il mittente e il destinatario di Buhler. Sostituisce gli oggetti e stati di cose con il contesto ed
aggiunge il messaggio, il codice (lingua) e il contatto. A questi sei caratteristiche del segno linguistico
corrispondono 6 funzioni: emotiva (notifica), conativa (richiamo), referenziale (rappresentazione), ftica,
poetica, metalinguistica.

Jakobson individua sei funzioni del linguaggio, corrispondenti ciascuna a uno degli elementi presenti nella
comunicazione:
1. Funzione emotiva, evidente quando si fa attenzione al mittente dell'atto di comunicazione;
2. Funzione ftica, legata al canale attraverso il quale passa il messaggio;
3. Funzione conativa, legata al destinatario che partecipa alla comunicazione con una sua reazione;
4. Funzione poetica, legata al messaggio stesso e maggiormanete evidente nel linguaggio estetico;
5. Funzione metalinguistica, legata al codice condiviso tra mittente e destinatario perch si produca
significazione;
6. Funzione referenziale, legata al contesto in cui si svolge la comunicazione.

Coseriu critica la poetica il come, lattenzione alla forma viene vista comunque come comunicazione. La
funzione verrebbe a divenire un semplice fatto di estetica.

Excursus sulla comunicazione: di due tipi:
Comunicarsi a qualcuno o comunicare qualcosa qualcuno
Entrare in relazione con laltro
dimensione alterit del linguaggio nella poesia questa dimensione non intaccata in
quanto si parla, al contrario, di obiettivizzazione del soggetto

Larte viene realizzata conformemente a un suo peculiare dover essere
Critica inoltre luniversalit delle funzioni fatiche e metalinguistiche.
Le funzioni fatica e metalinguistica sono solo due casi del richiamo e della rappresentazione!

Ma possiamo salvare due importanti intuizioni in Jakobson:
1) intuizione sul poetico inteso come rivolgersi a quel che detto
2) Ha notato che nel modello bhleriano le funzioni non solo funzioni del segno linguistico, bens
funzione del segno nel suo uso (ossia dellatto linguistico).

Ritornando a Bhler: vero che la parola (il segno in Bhler) organon (strumento)? B. dimentica il concetto
(come dicevano gli stoici) o significato ossia il cosa si sta comunicando.
Differenza tra ci che appartiene al segno (sintomo e segnale) e ci che lo precede (il simbolo che gi tale
anche solo nel pensiero)

Ulteriore critica: Friedrich Kainz critica che le funzioni bhleriane non sono coordinabili, non si tratta di
funzioni dello stesso tipo. Notifica e richiamo sono funzioni del segno nel suo impiego concreto. Egli
introduce il termine RESOCONTO atto a indicare il rendimento rappresentativo del segno appunto nellatto
linguistico concreto. Inoltre secondo Kainz, Bhler non distingue in modo chiaro tra le funzioni del segno
nella lingua segno virtuale, d del segno nel testo segno attuale

Il segno linguistico nel testo: altri tipi di relazioni

Il senso emerge anche in relazioni ad altri fattori.

1) RELAZIONI CON SINGOLI SEGNI

Relazioni tra un segno ed un altro:
sotto il profilo materiale (rima, allitterazione)
sotto il profilo del contenuto (la parola pipistrello rimanda a cose differenti in ogni
lingua anche se in italiano abbiamo un diminutivo ello per un pipistro, termine non
documentato.

2) RELAZIONI CON GRUPPI O CATEGORIE DI SEGNI

Tra un segno ed un insieme o gruppo di segni (genere e sesso ad es. luna, sole, morte (maschili o femminili
di volta in volta)
Sesso e generela morte: in italiano femminile, vi nellimmaginario comune la donna-morte, mentre in
tedesco, essendo un termine maschile, essa rappresentata da un uomo. Molti collegamenti genere-sesso,
anche se al momento non ci sembrano giustificabili, derivano da un passato in cui si tendeva a allegorizzare
e antropomorfizzare concetti, animali, strumenti in maniera pi capillare (tavolomaschile)
Altro esempio i nomi degli aggettivi italiani indicanti temperatura sono al participio passivi quelli
designati come molto freddi (ghiacciato, gelato), participi attivi quelli molto caldi (bollente, scottante).
Inoltre i colori coincidono con normalissimi aggettivi qualificativi. In rumeno invece, si tende a far derivare il
colore dalloggetto appunto di quel colore: fumuriucolor fumogrigio.

3) RELAZIONI CON LINTERO SISTEMA DI SEGNI

Tra un segno e lintero sistema di segni ossia la lingua storica e funzionale.
HJELMSLEV:
denotata oggetti e stati di cose designati; connotata sistema di segni a cui la parola appartiene
Ex tavolo: mobile denotatum; italianoconnotatum (divenuto poi evocatum)

Aneddoto di code-switching
Parlo in spagnolo a Dio, in italiano alle donne, in francese agli uomini, e in tedesco al mio cavallo.
(Carlo V d'Asburgo)

Lingua dimitazione caricature sociali (la serva veneziana). I fiorentini vengono imitati aspirando tutte le c
senza considerare il fatto che la gorgia non sia universalmente accettata. IMITAZIONE APPROSSIMATIVA

RELAZIONI CON SEGNI IN ALTRI TESTI

Chiaramente si tratta di testi che hanno un impatto importante nella storia di un dato paese (Don
Chisciotte per gli spagnoli, i Promessi Sposi per gli italiani ecc)
1) I DISCORSI RIPETUTI possibilit di utilizzare nei testi i segni in modo tale che debbano essere
intesi come allusione a una sequenza di segni gi perfezionata, gi esistente (molti amici, molto
disonore)
2) DETTI PROVERBIALI (questo matrimonio non sha da fare) due categorie difficilmente
distinguibili; [In un luogo della Svevia,] il cui nome non voglio ricordare.. (incipit di Don Chisciotte.
Riconoscibile in Spagna quanto nel mezzo del cammin di questo corso in Italia

RELAZIONI TRA SEGNI E COSE

1) imitazione attraverso la sostanza del segno:
onomatopea
imitazione indiretta attraverso larticolazione
sinestesia.
2) imitazione attraverso la forma del segno dimensione del testo intero.
es. Ulisse Joyce dura 24 h quanto la lettura del testo).

RELAZIONI TRA SEGNI E COGNIZIONI DELLE COSE

Significati diversi in base allo stato-comunit linguistica in questione.
Regione spazio che racchiude un segno funzionante in determinati sistemi semantici
1) Zone
2) Ambiti
3) Ambienti

INTORNI

CONTESTO ambiente puramente linguistico del segno nel testo, il gi detto. Pu essere IDIOLINGUISTICO
(la lingua stessa con cui si parla, i segni utilizzati nellatto linguistico stesso), DI DISCORSO (testo stesso
come intorno di ciascuna delle sue parti), EXTRALINGUISTICO (circostanze non linguistiche che vengono
percepite direttamente dai parlanti pu essere empirico, occasionale [occasione del parlare, congiuntura
soggettiva o oggettiva dellatto del discorso],storico, culturale o naturale)
SITUAZIONE ambiente non linguistico del segno o della sequenza di segni, circostanze che
accompagnano latto linguistico, eventualmente anche certe informazioni che il parlante presuppone
tacitamente allascoltatore. Pu essere DIRETTA (il parlante qui, adesso) o INDIRETTA (io narrante)
Bhler (che evidentemente non si sa fare i fattacci suoi) introduce una distinzione tra intorno sinsematico,
sinfisico novit, alias contesto fisico, e simpratico)
UNIVERSO DEL DISCORSO sistema universale di significati di cui fa parte un testo e mediante il quale
questultimo acquista validit e un senso specifico. costituito da ogni forma di interpretazione del mondo
un mondo specifico

(schema pag. 122 123). Da notare: il contesto procede e segue, contesto extra-linguistico naturale.
senso combinazione di tutte le relazioni segniche, riunibili sotto il nome di evocazione che va ad
aggiungersi a rappresentazione, notifica ed appello

IL SENSO COME COMBINAZIONE DI TUTTE LE RELAZIONI SEGNICHE

Hjelmslev: la lingua un sistema denotativo nel senso della funzione rappresentativa.
Lingua denotativa sistema di segni in cui n lespressione n il contenuto considerati isolamente
hanno funzione segnica. Infatti questa pu esserci solo con la reciprocit dei due piani.
Lingua connotativa lingua in cui espressione e contenuto, considerati in s e per s, possono assumere
carattere segnico e rendersi indipendenti
Metalingua lingua in cui il piano del contenuto diventa a sua volta una lingua.
Con notatore elemento segnico sul piano dellespressione. Un testo potrebbe essere non-unitario sotto i
seguenti aspetti:
a. Stile
b. Specie di stile
c. Stile di valore
d. Genere di stile
e. Disposizione
f. idioma

su Hjelmslev e Johansen p.135 guarda schema

forma & sostanza dellespressione e del contenuto come smembrare un segno

EVOCAZIONE E SENSO: FUNZIONE SEGNICA E FUNZIONE TESTUALE

Non solo levocazione esaurisce il senso ma tutte le funzioni segniche

LINGUAGGIO E POESIA


Poesia:
1) Tutte le relazione segniche non sono specifiche della poesia
2) Le relazioni segniche hanno nella poesia la loro piena attualizzazione
3) Non una modalit tra le altre ma il linguaggio per eccellenza
4) quindi contro Jakobson
5) linguaggio nella sua piena funzionalit. Contro la concezione del segno come strumento nel
linguaggio poetico

ESISTE UN METODO ADEGUATO PER INTERPRETARE I TESTI
non esiste una tecnica universalmente valida per interpretare un testo
non si da scienza dellindividuale
tuttavia il metodo commutativo applicato normalmente nella linguistica senza aggettivo il metodo
corretto. Esso, applicato il pi delle volte inconsapevolmente, deve tenere conto di tutte le relazioni sopra
riportate (molte di pi rispetto alle lingue). In sostanza si sostituiscono parti dellespressione di un segno
per stabilire se il contenuto muta. Applicato sia sui testi che sulle lingue.

NON ESISTE UN PROCEDIMENTO UNIVERSALMENTE VALIDO PER SCOPRIRE IL SENSO OBIETTIVATO

I COMPITI DESCRITTIVI E STORICI DELLA LINGUISTICA DEL TESTO
Compito della linguistica del testo registrazione e ordinamento della molteplicit infinita di testi concreti
sulla base di tratti comuni a pi testi. individuazione di specie testuali.
Anche i testi come le lingue possono essere analizzati nei termini di sincronia e diacronia (come voleva
Saussure)

SULLA STILISTICA DELLO SCARTO
Ricordella: scarto= in riferimento a parole poco poetiche o troppo simili al parlare quotidiano. Si basa
sullassunto che il linguaggio quotidiano rappresenti un modo NORMALE di parlare, e che quello poetico
invece rappresenti un modo NON-NORMALE.

UNA LINGUISTICA DEL TESTO SUSCETTIBILE DI SVILUPPO: LA STILISTICA INTEGRALE DI LEO SPITZER

I meriti di Spitzer.
Manca per una enumerazione dei procedimentI costitutivi del senso e larticolazione del senso. Inoltre il
senso non solo dei testi letterari come bene ha individuato Antonello Pagliaro con la sua critica
semantica
Esempi:
Spitzer Don Chisciotte (nomi plurimi, libro della libertper Spitzer solo Dio conosce i nomi giusti, perci
le varianti presenti in Cervantes servono a indicare la piccolezza e nullit umana). Errore: non il SENSO del
romanzo, al massimo il senso di una parte del romanzo.
Kafka leggi

IL SENSO COME RISULTANTE DI DIVERSE RELAZIONI SEGNICHE. ABBOZZI INTERPRETATIVI DI TESTI DI
LETTERATURA ALTA E DI LETTERATURA BASSA

Alceo tempesta (imitazione attraverso la forma)

Eschilo Agamennone (trasformazione di relazioni (paradigmi) in assenza in relazioni (presenza)

Saffo Epitalamia (contesto extra-linguistico culturale)

Saffo Il quinto libro

Eschilo I persiani contesto linguistico indiretto

Canzone argentina -> contesto extra-linguistico naturale

IL CONTESTO TEMATICO
Il contesto tematico parte del contesto linguistico indiretto (es. cera una volta, il tema in Poe)

Linguistica del testo e linguistica generale hanno pi comunanze di quanto non si possa credere. Tuttavia
la linguistica generale pu essere soltanto una disciplina ausiliaria per la linguistica del testo. Essa ad
esempio utile quando il senso del testo nasce da un procedimento linguistico (men de in Saffo o il per
del cantico di frate sole) e la lingua comunque sempre il grezzo materiale da cui si origina il senso.
Linguistica comunque filologia per come era intesa (arte dellinterpretazione dei testi) ed ermeneutica.

Il decalogo della linguistica del testo: pg. 182 183


3. LINGUISTICA DEL TESTO COME GRAMMATICA TRANSFRASTICA
Grammatica transfrastica: testo come piano della strutturazione idiolinguistica
Linguistica del senso: testo come piano del linguaggio in generale
Il testo pu essere un elemento razionalmente non necessario come piano della strutturazione
idiolinguistica (il testo in senso generale necessario), tuttavia in ogni lingua finora conosciuta il piano del
testo presente.
Quattro caratteristiche dei piani: iperordinazione, subordinazione, coordinazione, sostituzione.
Sostituzione: solitamente ristretta alla pronominalizzazione in realt anche altre forme possono fare da
pronomi, ad es. le riprese mediante sinonimi e iperonimi o la ripresa implicita (la chiesa)
coordinazione: al di qua e al di l dei limiti della frase: Gianni e Maria leggono (Gianni legge+ Maria legge)
competenza locutiva, idiomatica e espressiva sono unite nella pratica ma vanno divise e si lasciano
distinguere.
Linguistica transfrastica una scienza ausiliaria indispensabile per la linguistica del testo.
Lingua fa da piano dellespressione, il testo da piano del contenuto ogni volta di secondo grado.
retorica antica: inventio, disposito, elocutio, memoria, vox
iperordinazione c sempre nel testo. Coordinazione ha delle forme specifiche (da una parte, dallaltra).
Subordinazione (citazioni).