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1.

INTRODUZIONE ALLA LINGUISTICA GENERALE a) obiettivi della linguistica generale - specificare la natura del linguaggio e in particolare le potenzialit che essa conferisce alluomo e le limitazioni che impone - identificare le regole che i parlanti applicano nel produrre e ricevere un messaggio linguistico ad esempio le regole sintattiche, morfologiche ecc - descrivere e spiegare i cambiamenti che si attuano nel tempo nella struttura delle lingue di questo se ne occupa la linguistica diacronica per, non quella sincronica che si interessa alla lingua nel suo stato attuale. b) origine e sviluppo della linguistica la linguistica si occupa dellanalisi rigorosa dei fenomeni linguistici. La linguistica vorrebbe essere un disciplina di carattere scientifico, ma troppi fattori le impediscono di diventarlo. Uno scopo generale individuare dei principi universali presenti in tutte le lingue. Nozioni di linguistica si riscontrano gi in Platone, Aristotele e gli Stoici, ma il primo a sistematizzare linsieme dei fenomeni linguistici stato Ferdinand De Saussure nel 1916 con il corso di linguistica generale. Uno dei linguisti pi importante degli ultimi anni Noam Chomsky (strutture sintagmatiche) che individua il linguaggio come una delle principali attivit del pensiero umano, che pu essere utile anche per comprendere la mente stessa. Strutturalismo: termine complessivo con cui si indicano varie scuole del pensiero linguistico novecentesco che si ispirano all'opera del linguista svizzero F. de Saussure (1857-1913) e che considerano le lingue come sistemi di elementi interagenti e interdipendenti; in generale, indirizzo filosofico, scientifico e critico-letterario che ha esteso alle scienze umane le teorie dello strutturalismo linguistico, contrapponendo ai principi e ai criteri storicistici un metodo di indagine volto a individuare relazioni costanti e sistematiche (strutture) tra i fenomeni. Funzionalismo: in linguistica, metodologia che propone l'identificazione dei singoli elementi in base alla loro funzione. Generativismo: teoria elaborata dal linguista americano N. Chomsky (n. 1928), che considera la grammatica come lo studio della facolt umana di produrre e comprendere espressioni linguistiche in numero illimitato sulla base di un numero limitato di regole fondamentali che consentono di assegnare a ogni nuova espressione un'appropriata descrizione strutturale. 1. nascita della linguistica generale (1916 cours de linguistique generale di F. Saussure): - Saussure e la nozione di sistema I principi fondamentali della teoria saussuriana: - arbitrariet del segno linguistico il SEGNO il collegamento tra un concetto e unimmagine acustica (che non il fonema pronunciato per); il legame che unisce significato (concetto) e significante (immagine acustica), arbitrario (tranne forse per le onomatopee e le esclamazioni). - distinzione sincronia \ diacronia la linguistica sincronica conosce solo la prospettiva dei soggetti parlanti (nel presente, nellattuarsi giornaliero del linguaggio). Mentre la linguistica diacronica si rivolge allo studio della lingua nel suo corso evolutivo passato. - opposizione langue \ parole la langue loggetto della linguistica, nel suo complesso di regole astratte e descrizioni tecniche del linguaggio. La parole la materia della linguistica, cio latto concreto del linguaggio usato dai parlanti in base al loro pensiero individuale e ai meccanismi fisici che lo permettono. LANGUE (sistema astratto) SINCRONIA (L. statica) LINGUAGGIO DIACRONIA (L. evolutiva) PAROLE (atto concreto) 1

- dicotomia tra rapporti sintagmatici e associativi La lingua si basa su differenze e rapporti tra termini, e questi rapporti possono essere di due tipi: sintagmatici e associativi. I rapporti sintagmatici nascono dalla natura lineare della produzione linguistica nella parole. I termini acquistano valore sintagmatico solo perch, posti in un sintagma (cio una combinazione di due o pi elementi consecutivi) si oppongono alle altre unit dello stesso sintagma. I rapporti sintagmatici si basano su termini presenti effettivamente in una produzione reale. I rapporti associativi invece nascono nella mente e legano un termine ad altri gi presenti nella lingua di ciascun individuo a causa di similarit di qualche tipo tra queste unit. c) dopo Saussure - la scuola di Praga (Jakobson, Trubeckoj)
Roman Jakobson distingue un asse della selezione, o paradigma, da un asse della combinazione, o sintagma. Il primo, verticale, mi permette di selezionare fra le indefinite possibilit di scelta di un oggetto linguistico, il secondo mi permette di scegliere la sintassi di combinazione degli elementi. Jakobson applicava i concetti di sintagmaticit e paradigmaticit agli elementi minimi di significato, i fonemi.

Jakobson assegna ad ogni elemento del proceso comunicativo una particolare funzione comunicativa: mittente funzione emotiva contesto funzione referenziale messaggio funzione poetica contatto funzione fatica codice funzione metalinguistica destinatario funzione conativa La scuola di Praga si occup di fonologia strutturale e dellanalisi del fatto linguistico come sistema funzionale. - la scuola di Copenhagen (Hjemslev e la glossematica) Hjemslev chiama espressione e contenuto quello che Saussure chiama langue e parole. La lingua, essendo un sistema formato da segni, ha quindi un piano del contenuto e uno dell'espressione. Espressione e contenuto possiedono, inoltre, differenti stratificazioni (materia, sostanza, forma). Hjemslev vorrebbe elaborare una teoria matematica della lingua fondata su una serie di formule in grando di descrivere una quantit infinita di fenomeni. La Glossematica una dottrina elaborata nell'ambito del circolo linguistico di Copenaghen da L. Hjelmslev (1899-1965), che considera ogni lingua come una struttura chiusa, costituita da un numero limitato di elementi (scomponibili in unit minime o glossemi) e caratterizzata essenzialmente dalle diverse relazioni che tali elementi hanno tra loro. - la scuola statunitense (Sapir e Bloomfield) vedi pi avanti - 1957 Syntactic structures, Noam Chomsky (generativismo) con questo libro Chomsky rivoluzion il mondo della ricerca sulla linguistica introducendo il concetto e la teoria della costruzione della grammatica generativo-trasformazionale. La sua teoria, chiamata teoria standard, dice che ogni parlante dispone di una competenza innata che gli permette di riconoscere ed etichettare i sintagmi. Chomsky concep il linguaggio come un sistema 'ricorsivo'; un sistema di strutture che in linea di principio potevano essere elaborate da un computer. Con le opere le strutture della sintassi e aspetti della teoria della sintassi, Chomsky diede il via alla cosiddetta grammatica generativo-trasformazionale. In essa assume che nelluomo esista una predisposizione innata (LAD) ad acquisire una lingua qualsiasi. La grammatica di una lingua un sistema di regole che permette di accoppiare fra loro suoni e significati in una frase, che considerata lunit base per lo studio dei processi linguistico-cognitivi. La componente sintattica comprende 2 tipi di strutture, quella profonda e quella superficiale. 2

Secondo Chomsky questo elaborato processo costituisce la grammatica generativotrasformazionale.

2. ELEMENTI DI FONETICA E FONOLOGIA a) distinzione tra fonetica e fonologia la fonetica studia i suoni linguistici senza preoccuparsi della loro funzione; mentre la fonologia studia le funzioni dei suoni linguistici. Il suo scopo definire i fonemi (classe di suoni - definiti per opposizione e confronto tra loro - i quali mantengono il significato anche se scambiati nella stessa parola con altri suoni appartenenti alla stessa classe di suoni fonema= gruppo di allofoni). b) fonetica articolatoria, acustica, uditiva la fonetica studia i suoni linguistici da una prospettiva tecnico-fisica, e secondo tre punti di vista principali: - il modo in cui sono prodotti dallapparato fonatorio ( fonetica articolatoria ) - il modo in cui si propagano nellaria ( fonetica acustica ) - il modo in cui vengono ricevuti dallapparato uditivo ( fonetica uditiva ) c) fonetica articolatoria - parametri fondamentali per la classificazione e lidentificazione dei suoni del linguaggio per distinguere i suoni linguistici in base alla loro articolazione, osserviamo il comportamento della laringe al passaggio dellaria proveniente dai polmoni (attraverso la trachea). Se la laringe praticamente chiusa ( corde vocali accostate), laria che la attraversa produce dei suoni detti sonori (tutte le vocali) perch il flusso daria fa vibrare le corde vocali. Se la laringe aperta (corde vocali separate), laria non incontra ostacoli sul suo cammino e produce suoni detti sordi. - il modo di articolazione per modo di articolazione si intende il procedimento attraverso cui laria, in interazione con gli organi dellapparato fonatorio, genera il suono. (es: il flusso daria continuo, rilasciato improvvisamente ecc) [il modo di articolazione si riferisce al tipo di chiusura che viene opposto al passaggio dellaria] - il grado di mobilit dei vari organi gli organi dellapparato fonatorio sono: trachea: da dove passa laria proveniente dai polmoni e diretta alla laringe e alla cavit orale laringe: valvola che lascia passare laria; costituita dalle corde vocali (pieghe di tessuto muscolare) che possono aprirsi oppure accostarsi. Tratto vocale sopralaringeo: cavit orale, lingua, cavit nasale, uvula, labbra, palato, velo modulano il flusso daria proveniente dalla laringe, dando origine a differenti suoni - il luogo di articolazione per luogo di articolazione si intende la parte dellapparato fonatorio in cui si genera un suono (es: bilabiale se sono le labbra a produrre un restingimento del flusso daria, si crea un caratteristico suono). d) le consonanti - modo di articolazione (occlusive, fricative, vibranti, continue, laterali, affricate, nasali) [il modo di articolazione si riferisce al tipo di chiusura che viene opposto al passaggio dellaria] chiusura totale occlusive ([p], [t], [k], ) chiusura parziale, laria esce con un suono frusciante fricative o spiranti ([f], [v], [s], [z], ) chiusura prodotta da lingua o uvula vibranti ([r], [R]) 3

chiusura prodotta dalla lingua contro il palato o gli alveoli in modo da far passare laria lungo i lati laterali ([l]) chiusura totale seguita da chiusura parziale spirante affricate ([ts], [dz], ) chiusura totale, passaggio dellaria attraverso la cavi nasale nasali ([m], [n],) -

luogo di articolazione (bilabiali, labiodentali, interdentali, dentali, alveolari, alveopalatali, velari, glottidali) [il luogo di articolazione si riferisce al punto dellapparato fonatotio in cui si verifica un restringimento al passaggio dellaria] bilabiali chiusura momentanea delle labbra (superiore e inferiore) ([m], [b], [p], ) labiodentali chiusura dei denti superiori contro il labbro inferiore ([f], [v]) interdentali chiusura della punta della lingua tra i denti ([ ] theta in thin, bath) dentali chiusura della punta della lingua sul retro dei denti superiori o sugli alveoli ([d], [t],) alveolari chiusura della parte anteriore della lingua contro larcata alveolare ([l], [r], [n], ) alveo-palatali chiusura della lingua tra il palato e larcata alveolare ([],[],) velari chiusura del dorso della lingua contro il velo ([k], [g],) glottidali o laringali nessuna chiusura da parte della lingua o di altre parti della cavit orale ([h]) - schema di classificazione dei suoni consonantici e trascrizione AFI (IPA) i suoni consonantici si classificano in base a tre caratteristiche: modo di articolazione, luogo di articolazione, tratto sordo\sonoro. LAFI (o IPA) lalfabeto fonetico internazionale, cio una serie di simboi grafici che stanno per i suoni linguistici. e) le vocali le vocali sono suoni linguistici esclusivamente sonori, prodotti mantenendo un flusso daria libero. Si distinguono secondo 3 caratteristiche: - apertura\chiusura: riferito alla posizione generale della lingua nella cavit orale. Se alta la vocale si dice chiusa, se bassa la vocale si dice aperta, se media la vocale di dice semiaperta o semichiusa - anteriorit\posteriorit: riferito alla posizione della punta della lingua rispetto alla cavit orale. Se l apunta rivolta verso la parte anteriore del palato, la vocale si dice anteriore, se la punta della lingua rivolta verso la parte posteriore del palato, la vocale di dice posteriore, se la punta ha una posizione centrale, la vocale si dice media - arrotondamento\non arrotondamento: si riferisce alla posizione delle labbra. Se sono piatte e distese la vocale si dice non arrotondata, se sono leggermente sporgenti la vocale si dice arrotondata. f) le semivocali (o approssimanti) semivocali (o semiconsonanti) sono [w] e [y] (uovo e ieri), due suoni prodotti associando un suono vocalico ad uno consonantico. Sono articolate spostando la lingua da o verso la posizione di una vocale ad essi vicina.

3. LO STRUTTURALISMO STATUNITENSE a) introduzione Si diffonde dopo il 1950, dopo la sistematizzazione della linguistica operata da Saussure. C un interesse maggiore per la sincronia rispetto alla diacronia, e per le lingue indigene americane, di cui fino ad allora non si conosceva la storia (es: i famosi indiani Hopi). b) Sapir considerato il pi umanista dei linguisti per il suo interesse per la personalit umana. Il fatto linguistico considerato sotto laspetto sociale della comunicazione (questa affermazione allepoca era abbastanza innovativa). 4

Lingua come stampa del pensiero. Ipotesi Sapir Whorf: lorganizzazione del sapere linguistico ci influenza e determina la nostra visione del mondo. latto del parlare una fusione tra il sistema di configurazione simbolico e il sistema espressivo. Il linguaggio in primo luogo una attualizzazione vocale della tendenza a vedere la realt simbolicamente, ed questa qualit che rende la lingua adatta a questo scopo. c) Bloomfield di un impostazione comportamentista (SRSR). il significato una delle entit pi indefinibili che esistano. A Bloomfield interessa lo studio dei componenti della lingua (nei loro aspetti fisici)

3. ELEMENTI DI MORFOLOGIA d) definizione di morfologia disciplina che studia gli elementi fondamentali del linguaggio nella loro variet. e) funzioni della morfologia salienza fonica: il materiale fonico che interviene nei procedimenti morfologici esiguo (quasi solo una vocale es: gesso \ gessi). Basta poco per creare nuove parole, diverse e a volte opposte. Se le parole non fossero scomponibili occorrerebbero migliaia di parole in pi. Non is potrebbero trarre nuove parole da quelle esistenti. Economia: i processi morfologici permettono alla lingua di espandersi in maniera flessibile. Ricorsivit: gli elementi linguistici (es: i fonemi) possono ricorrere allinterno della stessa parola, il potere combinatorio dei 30 fonemi dellitaliano sproporzionato rispetto alle nostre esigenze comunicative, infatti si possono costruire milioni di parole. Dalla doppia articolazione dipende la onnipotenza semantica e linguisitca, la possibilit di inventare, di dire il falso, di parlare per assurdo. La lingua ha inoltre la propriet metalinguistica (pu parlare di se stessa). Coesione: fenomeno per cui le lingue possono creare relazioni tra i diversi elementi di un enunciato e possono indicare quali elementi sono in correlazione tra loro (es: per genere e numero). Uno degli errori pi frequenti tra gli anglofono che imparano litaliano la mancanza di coesione. Garantire la sincronia tra parlante e ricevente: permette di riconoscere in quale catena del parlato si arrivati, e lascoltatore riesce a segmentare la catena parlata. f) condizioni per lanalisi morfologica o condizione di scomponibilit o condizione di combinabilit stretta condizione di scomponibilit: le parole sono segmentabili in parti minori, dotate di significato. Condizione di scomponibilit stretta: alcune parole sono componibili con altre che non hanno lo status di parole (cio non tutte le parole possono comporsi e scomporsi suburbano= sub+urbano, ma sub non ha significato [se non come contrazione di subacqueo]). Ma cos la parola? (La sua definizione problematica, si usano piuttosto altri termini) consiste nella minima combinazione di morfemi; costituitqa da una base lessicale attorno ad un morfema ceh reca un significato referenziale (cio che indica qualceh cosa); funziona come unit autonoma della lingua. g) terminologia: morfema, morfo e allomorfo MORFEMA: unit minima portatrice di significato o di funzione grammaticale, in cui sono presenti sia il piano del significante sia quello del significato (cio hanno sia unespressione che un contenuto). Che cosa definisce lappartenenza di un morfema ad una certa lingua? La produttivit, cio leffettivo utilizzo, oltre alla sola presenza, di quel morfema nella lingua. Un morfema si individua con il metodo della commutazione o sostituzione: regol|armente regol|are regol|a

[regol] il morfema, cio la parte invariata 5

MORFO: il materiale fonico che costituisce il morfema. collegato alla definizione di fono (unit fonica priva di significato distintivo), il morfo un morfema inteso come forma, dal punto di vista del significante indipendentemente dalla sua analisi funzionale e strutturale. R a g a z z o ________ __ 1 significato 2 morfemi in 1 solo morfo (o) lessicale morfema x il maschile; morfema x il singolare ALLOMORFO: i diversi morfi che rappresentano uno stesso morfema si dicono allomorfi di quel morfema (i diversi suoni che si usano per esprimere lo stesso significato si chiamano allomorfi di quel significato) Esempio: il morfema [negazione] rappresentato in italiano dei seguenti allomorfi: \in-\, \im-\, \ir-\ Il morfema [maschile] rappresentato dei seguenti morfemi: \-o\, \-i\, \-e\ h) classificazione dei morfemi: piano combinatorio, funzionale, posizionale - classificazione in base alla combinabilit: liberi (lessicali + funzionali) e legati (derivazionali + flessivi) la combinabilit la necessit o meno di combinarsi con altri morfemi. MORFEMI LIBERI: lessicali: (boy, man, open) ce ne sono pochi in italiano. Sono parole che veicolano il significato. [classe aperta] funzionali: (but, hen, or, tu, io). Sono parole funzionali della lingua come le preposizioni, gli articoli ed i pronomi [classe chiusa] MORFEMI LEGATI: derivazionali: intervengono nella formazione di nuove parole e possono cambiare la categoria grammaticale (esempi soprattutto per linglese: teach teacher; -ness goodness) flessivi: indicano certi aspetti della funzione grammaticale di una parola senza cambiare la sua categoria grammaticale. Esempio: morfema -s, boy [singolare] boys [plurale]. Aggiungendo il morfema s non si cambiato categoria grammaticale perch boys sempre un sostantivo, ma cambiato il numero. - classificazione funzionale: lessicali e grammaticali (derivazionali + flessionali) MORFEMI LESSICALI: formano una classe aperta che pu essere integrata indeterminatamente. MORFEMI GRAMMATICALI: formano una classe chiusa si elementi derivazionali o derivativi: -accio di ragazzaccio flessionali: danno vita a diverse forme di una parola (ragazzo, ragazzi) c un caso in cui la divisione problematica, il caso delle parole SUNZIONALI (articoli, congiunzioni..). sono morfemi semi-liberi, un compromesso tra le classificazioni funzionale e combinatoria. Nelle lingue romanze c un rapporto di CONCATENAZIONE tra i morfemi derivazionali e flessivi, perch non c accavallamento tra i due. ragazzino: Ragazz + in + o morfema lessicale m. gramm. Deriv. Morfema funzionale in altre lingue i morfemi non si concatenano in questo modo, ma usano un innesto a pettine: tedesco gesungen (participio perfetto di singen, cantare) Ge + sung + gen Morf. Funzionale morf. Lessicale morfema funzionale (passato) (anche sedifferisce x una vocale singsung) 6

- classificazione posizionale: prefissi, infissi, suffissi sono tutti morfemi grammaticali derivazionali PREFISSI: si aggiungono davanti alla parola INFISSI: si aggiungono allinterno della parola SUFFISSI: si aggiungono alla fine di una parola i) ambiti della morfologia: derivazionale e flessivo un morfema flessivo non cambia mai la categoria grammaticale di una parola,metre un morfema derivazionale pu farlo. Esempio: teach (verbo) + -er (morfema derivazionale) = teacher (nome) + -s = teachers (nome) j) limiti e difficolt della segmentazione morfemica ci sono parole che non si prestano a nessuna segmentazione esempio: lui ha una esigua salienza fonica, ma ha tanti significati (presente + 3 pers sing) non si pu scomporre esempio2: alza alzare : alza = essere : ax : bx = ay : by dove (a,b) morfema grammaticale dove (x,y) morfema lessicale dei 2 verbi mentre in alzare\alza si ritrovano cpncretamente i morfemi, in essere\ si ritiene indistinguibile quanto la scomposizione in morfemi. rappresenta un morfo nel quale sono presenti pi morfemi, anceh se non sono distinguibili ad occhio. In certi casi non c corrispondenza tra segmentazione in morfemi e significati semantici; si tratta di eccezioni. Sul piano DIACRONICO (attraverso il tempo) si pu ricostruire il significato della parola, ma noi ci occupiamo della linguistica SINCRONICA, attuale. MORFO -BERRY (da strawberry ecc): non esiste come parola autonoma. Ci sono parole che sono segmentabili formalmente, ma non semanticamente. Il morfo -berry non ha significato. Esempio: cortigiano Corti + gian + Non pi un m. lessicale Cort + igian + Morf.lessicale morf. Deriv. Esempio2: o o

Assistenza Consistenza qual il morfo comune? *-sistenza Insistenza (*= parola non attestata, cio inesistente) Resistenza - sist + enz + a m. lessicale? M. gramm. M. funzionale (Ma sist non ha significato!) anche se sappiamo che -sist deriva da stare, oggi questo morfema non ha significato ci sono parole difficilmente segmentabili: migliore = + buono migliornon segmentabile in sincronia un lessema che rappresenta una condensazione di significato tra pi e buono (in diacronia mel + ior) k) limiti e difficolt della segmentazione morfematica

esistono morfemi che non sono idolabili segmentalmente, ad esempio quelli che consistono in mutamenti fonetici dalla radice e che non sono separabili da essa. In diverse lingue ci sono dei plurali invariati 1 citt, 2 citt 1 sheep, 2 sheep MORFO ZERO: si introduce quando una distinzione obbligatoriamente marcata nella grammatica di una certa lingua viene eccezionalmente a non essere marcata nel significante. Il morfo zero viene unito a citt (sing) per distinguerlo dal plurale citt = singolare citt + 0 = plurale viene aggiunto quando non si pu distinguere un tratto (ad esempio il numero ai fini della analisi della segmentazione) l) dalla forma al significato: matrici morfologiche e matrici semantiche a matrice morfologica corrisponde una matrice semantica, anceh per i suffissi ci sono dei riferimenti semantici, ma ci sono molte restrizioni di tipo fonetico sulluso di alcuni suffissi. Speri direbbe: non ci st perch suona male Bloomfield direbbe: non si usano perch laccostamento di certi fonemi origina dei suoni bla bla Una modificazione morfologica viene descrittta non solo dalla sua matrice morfologica ma anche dalla sua matrice semantica. (esplicita il significato assunto dalla parola in questione in seguito alla modificazione morfologica) Esempio: sollevamento sollev + ament + o matrice morfologica sollevare + atto di () matrice semantica la matrice semantica spiega il nuovo significato assunto dalla parola noi immagazziniamo il lessico associando a ciascuna voce una descrizione del suo significato, in base a regolarit ( perch la mente del parlante limitata, contiene solo un tot di parole) m) dinamicit dei processi morfologici Restrizioni: limitazioni alla combinazione di morfemi essenzialmente da ragioni fonetiche Esempio: -ity (da possibility) ha 2 restrizioni: si applica solo a radici di origini lastina e radici aggettivali n) formazione delle parole - suffissazione transcategorizzazione: generare parole che appartengono a categorie grammaticali diverse da quelle di partenza (categoria della parola a cui si aggiunge) + (categoria della parola che si viene a formare) Le 9 combinazioni dei suffissi: 2. nominale = origina nomi a partire da aggettivi (deaggettivale), da nomi (denominale), da verbi ( deverbale) pollo-pollaio; bello-bellezza; operare-operazione 3. aggettivale = origina aggettivi a partire da aggettivi (deaggettivale), da nomi (denominale), da verbi (deverbale) idea-ideale; verde-verdino; operare-operabile 4. verbale = origina verbi a partire da aggettivi (deaggettivale), da nomi (denominale), da verbi (deverbale) idea-ideare; verde-verdeggiante; cantare-canticchiare gli esempi in bluette si dicono ALTERATI, perch sono dei derivati senza transcategorizzazione i pi diffusi nellitaliano sono: - -ista chi aderisce a qualche attivit; nome di mestiere; caratteristica di chi fa qualcosa - -ismo - -zione, -mento esprimono azione o processo - -izzare suffisso anglicacizzante 8

in- s-

-ale usato soprattutto nel settore tecnico scientifico -eria usato per esercizi commerciali

prefissazione (pi i suoi vari allofoni ad esempio ill-) usato per un adattamento fonetico ha una funzione negatica e antonimica (crea opposti) o intensiva togliere la polvere dai mobili spolverare mettere un po di zucchero sulla torta

esempio: dis- ad-

ha valore di avvicinamento, dal latino

- prefissoidi e suffissoidi -metro un suffissoide, cio non un vero e proprio suffisso socio- un prefissoide in automobile, auto unm prefissoide? Non si sa altri prefissi molto usati sono: inter-, tele-, para-, mega-, mini-, post- - composizione le parole composte sono unit formate da 2 membri perfettamente riconoscibili e con pieno valore lessicale. Non sono da confondere con le unit lessicali polilessematiche (cio sintagmi con valore idiomatico in cui il significato del sintagma non soincide con la somma dei significati delle parole che lo costituiscono essere al verde). Nella creazione di neologici si ha inoltre la preferenza per le espressioni sintetiche piuttosto che alitiche (es: abbreviazioni, sigle..) per quanto riguarda il lessico e la formazione delle parole, ci sono in italiano 3 tendenze fondamentali: - preferenza per espressioni sintetiche invece che analitiche - azione di fatti semplificanti ed economici (abbreviazioni, sigle ecc) - spinta a conformarsi ad uno standar average european 4. ELEMENTI DI SINTASSI a) definizione e limiti della sintassi (secondo il modello strutturale, non basato sulla grammatica generativa). Il linguaggio delluomo un linguaggio scomponibile (anche il linguaggionon verbale FACS e LIS). La sintassi permette la composizionalit. Morfologia e sintassi si occupano entrambe di composizione di elementi. La sintassi una disciplina che studia il modo in cui le parole si combinano. Morfologia = propriet di composizionabilit stretta (alcune parole sono componibili con altre che non hanno lo status di parole) Sintassi = propriet di composizionabilit larga Caratteristiche della combinabilit larga: - tra i 2 elementi deve essere possibile una pausa - deve essere possibile lintrusione di un altro elemento della stessa natura degli elementi considerati - modificazione dellordine degli elementi - gli elementi devono poter occorrere anche individualmente b) funzioni della sintassi - rendere pi efficiente la comunicazione (economia linguistica come velocit di trasmissione dei segnali linguistici e risparmio degli elementi) - riduzione dellambiguit (collocare le parole in ambient sintagmatici che ne limitano la molteplicit di significati; questa propriet si lega al carattere di contestualit interna ed esterna delle lingue) c) un tipo di analisi: i costituenti immediati ha come scopo la definizione della struttura della frase. 9

Lo strutturalismo si occupa infatti di individuare le strutture sottostanti alle frasi. Morfologia = struttura interna dei morfemi nelle parole Sintassi = struttura interna delle parole nella frase necessario scomporre lenunciato in costituenti minori che permettono di individuare i sottolivelli di analisi. Ogni nodo rappresenta un sottolivello di analisi. Il principale aspetto della natura di un eneunciato il fatto che esso a dispetto della sua linearit ha una struttura gerarchica nella quale esistono costituenti sopraordinati e costituenti sottordinati. Per analizzare una struttura gerarchica bisogna fare diversi passi di analisi finch lanalisi non di ferma per esaurimento del materiale linguistico. d) la nozione di sintagma - i sintagmi esocentrici e sintagmi endocentrici (by Bloomfield) ogni nodo dellalbero della scomposizione in costituenti immediati detto sintagma (by strutturalismo). SINTAGMA ENDOCENTRICO: ha il centro in se stesso Es: funziona bene Testa modificatore Il modificatore pu essere tolto senza che muti la funzione sintattica della testa SINTAGMA ESOCENTRICO: non funziona come uno dei propri componenti Es: esco col cappotto Testa modificatore col cappotto non come dire solo col o solo cappotto - meccanismi di collegamento esistono i seguenti tipi di collegamento tra sintagmi: - concatenazione con elemento zero [0] = (concatenarsi di due o pi parole che non indicano in alcun modo manifesto la loro relazione sintattica se non attraverso il loro accostamento) - accordo = ( uno dei principali processi di segnalazione delle relazioni sintattiche caratteristico delle lingue flessive, 2 o pi parole anche se non sono vicine nella frase, possiedono un morfema funzionale in comune che testimonia la loro relazione sintattica) - connettori sintagmatici = (le preposizioni, lordine degli elementi del sintagma) - collegamenti incrociati =(per mezzo di questi si segnalano ancora + vistosamente i collegamenti sintagmatici ridondanza ) - collegamenti a distanza =(importanti quanto gli accostamenti) e) i sostituenti sono pro-forme cio parole che sostituiscono altre classi di parole in determinate situazioni. Lo sono ad esempio i pronomi o i fatti forici come anafora (rinvio allindietro) e catafora (rinvio in avanti) e i pronomi clitici (lo, la, ne, si, ci). I sostituenti sono liberi (parole a se stanti) oppure legati (costituiti da morfemi legati). I sostituenti possono ritrovarsi anche nel contesto extrasintagmatico (fuori della frase), oppure possono essere sostituenti [0] questa struttura detta ellissi (esempio: lui partito in macchina, io in treno lui partito in macchina + io [sono partito] in treno). f) ricorsivit fenomeno per cui una regola linguistica pu essere applicata pi volte. La ricorsivit un fenomeno tipicamente sintattico, permette di concatenare elementi complessi evitando ripetizioni g) funzioni sintattiche, strutturazione delle frasi e ordine dei costituenti 4. ELEMENTI DI SINTASSI (2) a) nozione di grammaticalit Per grammatica si intende un insieme di regole e di regolarit di tipo linguistico. Questa definizione, tratta dal senso comune, rispecchia comunque la definizione che se ne da in 1 0

linguistica. Si vede inoltre la grammatica come morfosintassi ossia lunione di sintassi e morfologia; in altri casi il termine serve per riferirsi alla teoria linguistica in senso stretto. b) grammaticalit e accettabilit La grammatica un insieme di regole linguistiche che stabiliscono laccettabilit della produzione linguistica. Ogni parlante ha una conoscenza implicita (quasi inconscia) della grammatica della propria lingua; compito del linguista quello di formalizzare questa conoscenza attraverso regole definite. c) la grammatica universale la grammatica universale (o generale) un modello a cui tutte le lingue si rifanno. Le lingue hanno proprie grammatiche, differenti le une dalle altre, ma tutte possono essere ricondotte allo stesso modello (universale, appunto) di grammatica (ad esempio quella latina). A testimonianza di questa affermazione possiamo citare il fatto che le singole lingue variano sincronicamente e diacronicamente ma solo entro alcuni limiti e con altrettettante limitazioni. d) criteri per la delimitazione delle parti del discorso boh! Sar negli appunti che mi mancano e) la categoria verbo e le varie classi di verbi: il concetto di valenza boh! Sar negli appunti che mi mancano f) il concetto di valenza: attanti e circostanziali boh! Sar negli appunti che mi mancano g) classificazione dei verbi in base alle valenze: transitivi e intransitivi, zerovalenti, monovalenti, bivalenti, trivalenti boh! Sar negli appunti che mi mancano h) due tipi di verbi intransitivi boh! Sar negli appunti che mi mancano 5. ELEMENTI DI SINTASSI (3) a) Introduzione Per Chomsky la grammatica (descrittiva) un insieme di regole tali da favorire interpretazioni semantiche e fonetiche che si possono correlare insieme. Ogni grammatica dovrebbe basarsi su due elementi: una componente sintattica che permetta la costruzione delle frasi grammaticali e una componente morfofonemica che indichi i tratti fisici di queste frasi. Lesperienza ha solo il compito di mettere in funzione lo schematismo innato. Mentre Chomsky si interess di sintattica, fonologia, e solo per ultima della semantica, gli orientamenti psicolinguistici a lui successivi puntarono la propria attenzione particolarmente su questo aspetto della linguistica. b) Sviluppi della teoria allinterno del modello della GG (grammatica generativa) - syntactic structures 1957 la linguistica generativo trasformazionale ha il compito di pervenire ad un modello linguistico tale che possa generare tutte le infinite frasi di una lingua, ciascuna suscettibiledi una descrizione a livello di struttura e di interrelazione con le altre frasi. - aspects of the theory of syntax 1965 il compito di iuna descrizione linguistica adeguata infatti quello di costruire una gramamtica predittiva che a partire dalle unit della lingua considerate come un numero finito di elementi permetta di costruire un insieme aperto di frasi grammaticalmente accettabili. La frasi della lingua e lintuizione del parlante rappresentano i dati empirici su cui fondare la formulazione e la verifica del modello. COMPETENZA LINGUISTICA: lelaborazione di una grammatica, erappresenta quindi loggetto della linguistica. PERFORMANCE LINGUISTICA: luso che il parlante fa della lingua, lattuazione della sua competenza. 1 1

una grammatica consiste di regole sintattiche che generano certi oggetti astratti sottostanti e di regole di interpretazione semantica e fonologica che assegnano un significato intrinseco e una rappresentazione fonetica ideale a questi oggetti astratti. La grammatica dovrebbe essere un sistema di regole esplicito atto a specificare quali combinazioni di elementi danno come risultato frasi ben formate. Ci avviene grazie ad alcune propriet: la ricorsivit (che permette di applicare infinite volte la stessa regola grammaticale), la presenza di due strutture soggiacenti alla frase. La struttura profonda (comune a tutte le lingue) rappresenta il significato dellenunciato ed un riflesso del pensiero [ la struttura astratta che determina linterpretazione semantica della frase]. Proprio per la sua astrattezza, la struttura profonda non pu essere imparata, ma deve avere origini innate. La struttura superficiale, rappresenta la forma fisica del discorso, favorisce linterpretazione fonetica della frase; possono esserci molteplici strutture superficiali per una medesima struttura profonda. [questo porta spesso a casi di ambiguit strutturale: es: donne e uomini vecchi] c) il modello a struttura sintagmatica e le regole trasformazionali il modello a struttura sintagmatica tipicamente ad albero, ma esistono anche rappresentazioni grafiche (es: parentesi, etichette). La gerarchia dellalbero la seguente: F = frase SN = sintagma nominale SV = sintagma verbale ART=articolo + N= nome V= verbo + SN + SP=sint. preposizionale FRASE: il cane mangi la bistecca del padrone le regole trasformazionali presuppongono lesistenza di un ordine dei costituenti relativamente fisso. Esse ci permettono di spostare i rami dellalbero del diagramma. (il cane mangi del padrone la bistecca) d) labbandono della teoria standard. La teoria standard estesa. e) la teoria dei principi e dei parametri le teorie linguistiche generative postulano che l'acquisizione del linguaggio sia un fenomeno reso possibile dall'interazione tra un meccanismo biologico innato (LAD, Language Acquisition Device, Chomsky) ed un input linguistico sufficiente a fissare i parametri e fornire gli elementi lessicali propri di una lingua piuttosto che di un'altra. 6. LENUNCIATO a) Definizione di enunciato e di enunciazione ENUNCIATO: realizzazione conseguente allutilizzazione di un codice lingua, corrispondente in genere ad una serie di elementi combinati tra loro e necessari allainterazione tra emittente e ricevente. Nellatto enunciativo avvengono diversi fattori linguistici ed extralinguistici. Secondo una definizione valenziale, il Soggetto la prima valenza che satura. Nella comunicazione si privilegia il passaggio di info piuttosto ch le regole grammaticali di buona formazione. Frasi ellittiche = in cui si sottintende qualcosa (es: ferrovie nel caos. Oggi nuovi scioperi nei voli) Frasi nominali = il verbo essere viene eliminato MANOVRE ENUNCIATIVE: aiutano linterscambio di conoscenze ed info, e sono alal base del dinamismo comunicativo. Consistono di diversi procedimenti: intonazione, connettivi (congiunzioni), uso di un ordine dei costituenti che non corrisponde alla struttura basica dellenunciato. Sono molto pi evidenti nel parlato e nel linguaggio giornalistico e pubblicitario. b) Aldil dellanalisi lineare c) Principi che governano lenunciato - principi di tipo sintattico - principi di tipo semantico: si riferisce al modo in cui il referente di ogni sintagma contribuisce e partecipa allevento (la chiave apre la porta). I ruoli semantici si distinguono in: agente, paziente, strumento, benefattivo. 1 2

Principi di tipo pragmatico-informativo: si riferisce al modo in cui si trasmette linformazione e la preminenza data ad un costituente della frase. Frase \ sentence (by Bloomfield) = una forma linguistica indipendente non compresa mediante alcuna costruzione grammaticale in alcuna forma linguistica pi grande Clausola \clause = una unit sintattica che deve avere un soggeto ed un predicato e che pu far parte di una unit pi estesa d) Tipologia dellenunciato - tipologia su base strutturale il legame tra 2 enunciati pu non essere fisicamente percettibile. Esempio: con 800 eventi, torna la settimana della cultura. Una proposta in rete: affittare un quadro molto lontano dallo schema base della comunciazione (1 enunciato di apertura + 1 (o +) enunciati di replica + 1 enunciato di chiusura) clausola-replica [dipendono come replica precedente: andate al cinema? Loro si, noi no.] allenunciato

clausole sequenza (vorrei che venissi domani. Ma non eravamo daccordo di vederci sabato?) clausole con anaforico (repliche caratterizzate dalluso di un sostituente anaforico: ieri sono andata al mare. Ci sono andata anche io.) clausole troncate (hanno una struttura incompleta: la lettera lunica cosa che si sia ritrovata niente soldi, niente rossetto, solo la lettera) CLAUSOLE DIPENDENTI - clausole concatenate e clausole saltate (sono sequenze di aperture e repliche incassate luna dellaltra: puoi prestarmi una penna? Quella a sfera o il pennarello? Il pennarello. Eccolo.] - domande coda (clausole interrogative dipendenti da una clausola assetiva principale che le precede, e contenenti un verbo sostituente e una negazione: you are able to jump, arent you? oppure come replica in una concatenazione di clausole: i am really tired. Are you?) frammenti (sono esclamazioni, ideofoni, onomatopee, intercalari) CLAUSOLE INDIPENDENTI - clausole nominali [un soggetto nominale e un predicato nominale collegati immediatamente, SENZA verbo: bella, # questa casa!] - clausole verbali [un soggetto nom o verb, un verbo (lessicale o ausiliare, finito o non-finito) e predicato: sto correndo a casa] - tipologia su base funzionale (pragmatica) Parliamo per comunicare qualcosa, essenzialmente possiamo chiedere, tramite appelli e dare, tramite asserzioni. Questi enunciati possono essere formulati in forma asserita [leggo molti libri] e forma negata [non leggo molti libri (seguendo una forma canonica es: comando = modo imperativo, domanda = tono interrogativo). e) le clausole interrogative e le clausole relative - clausole interrogative hanno la funzione di domandare qualcosa o di richiedere una prestazione. Si distinguono nelle seguenti categorie: (a) domande polari (o domande si/no oppure domande totali) prefigurano risposte brevi del tipo si o no (b) domande aperte (o domande wh oppure domande parziali) le clausole interrogative sono caratterizzate da marche come: - ordine degli elementi - profilo intonazionale 1 3

- morfi, parole, sintagmi dedicati, di sollecito (es: vero che arrivi domani? , forse che tu mi vuoi dire che) - domande coda (isnt it? , vero? , ecc) - clausole relative una costruzione formata da: nominale (che opera come punto di attacco) + [clausola relativa (che modifica il nominale in funzione di attributo) + connettore forico anaforico o cataforico- riferito al punto di attacco del nominale] esempio: il ragazzo che amo biondo f) caratteristiche intonazionali dellenunciato - SOPRASEGMENTALI: sono sovrapposte ai segmenti che compongono una certa unit (es: ncora ancra). Laccento un tratto soprasegmentale a livello della parola, a livello dellenunciato invece c lintonazione (esistono da 3 a 5 livelli di intonazione). Lintonazione una interfaccia fonologico-strutturale che aiuta ad assegnare una certa struttura agli enunciati, serve allo scambio comunicativo in quanto indica quale valore pragmatico sia stato attribuito allenunciato, dallemittente. Ha quindi una funzione modale, segnala latteggiamento dellemittente nei confronti di quello che dice. Es: segmentazione in sillabe: so-no ar-ri-va-ti? si/no Nelle domande polari le sillabe toniche (quelle in cui cade laccento) formano una scala ascendente fino allultima sillaba tonica, dopo lultima sillaba tonica, le successive si abbassano ( grazie allo spettrogramma che possiamo fare queste affermazioni). Es: lo di-ci dav-ve-ro? LO un pronome clitico, atono rispetto allaccento; si appoggia ad altre parole accentate Nelle domande wh le sillabe toniche formano una scala discendente con unteriore discesa dellultima sillaba tonica. Es: qua-ndo ar-ri-va il tre-no? PARALINGUISTICHE: sono ad esempio il volume della voce, la velocit delleloquio, le esitazioni e le pause. Le pause possono avere un valore funzionale in quanto possono operare come unit a livello fonologico e sintattico. Sul piano sintagmatico la pausa ha la funzione di marcare un confine. Es: (sintagma nominale che fa da testa di un sintagma preposizionale) la casa al mare [no pausa] (sintagma verbale seguito da un sintagma preposizionale) lho visto # al mare [pausa virtuale] Linterpretazione di certi enunciati come marcati o non marcati dipende in gran parte dalla presenza di una pausa. Es: il bambino lhai portato a scuola tu? [no pausa] il bambino # lhai portato a scuola tu? [si pausa] La pausa conferisce marcatezza allenunciato e ci d informazioni sullimportanza che che il parlante attribuisce alla frase. Inoltre serve a distinguere tra 2 tipi di frase relativa: restrittiva e attributiva. Le relative attributive servono per attribuire una certa attivit a tutti gli individui designati dal nominale che opera come punto di attacco e possono essere separate dalla reggente da una pausa virtuale. [c la pausa]. Le relative restrittive servono per restringere una certa qualit solo ad una parte degli individui designati dal nominale che opera come punto di attacco e non sono separate dalla reggente da una pausa [non c la pausa]. Es: ho molti amici # che mi scrivono spesso (rel. Attributiva) mi piacciono le persone che non si lamentano (rel. Restrittiva)

g) iconicit dellenunciato 1 4

lespressione iconicit dellenunciato allude ad una certa somiglianza (a livello di forma) tra lenunciato e il contenuto che viene espresso. Liconicit dellenunciato favorisce la decodifica del messaggio al ricevente. Principio del primo posto: lutente tende a collocare al 1 posto dellenunciato il costituente che per lui pi importante. Es: io bevo un paio di caff al giorno di caff ne bevo un paio al giorno Fenomeni di spostamento di un costituente allinterno di un enunciato generano iconicit sintattica. Questi spostamenti sono motivati pragmaticamente. h) analisi di un enunciato: una prospettiva pragmatico-informativa analisi dellenunciato relativa alle conoscenze che lemittente mette in atto nella comunicazione con il ricevente. - DATO: parte dellenunciato che rinvia a conoscenze gi acquisite (non detto che debbano essere gi state menzionate) - NUOVO: parte dellenunciato che fornisce nuove informazioni, aggiunge nuova conoscenza. Lordine non-marcato datonuovo Es: Anna (dato) prende sempre il caff dopo pranzo (nuovo) Possiamo avere frasi marcate non marcate sintatticamente ma marcate per quanto riguarda il passaggio di info dato-nuovo. Es: chi prende il caff? Anna prende sempre il caff dopo pranzo i) sovrapposizione di strutture nellenunciato si sovrappongono 4 strutture: - sintattica - funzionale - tematica - pragmatico-informativa

7. INTRODUZIONE ALLA SOCIOLINGUISTICA DELLITALIANO CONTEMPORANEO a) un b) c) concetto di diasistema diasistema un insieme di sistemi linguistici aventi molti tratti in comune registri linguistici e contesti situazionali litaliano come gamma di variet - DIATOPICA: variazione attraverso il luogo (es: italiano-toscano, italiano-emiliano) - DIASTRATICA: variazione su base sociale - DIAFASICA (su base situazionale, funzione sul contesto) - DIAMESICA (differenza tra oralit e scrittura)

d) il repertorio linguistico italo-romanzo e) schema delle variet dellitaliano proposto da Sabatini 1. italiano standard 2. italiano delluso medio (*) 3. italiano regionale delle classi istruite 4. italiano regionale delle classi popolari (it. Popolare) 1 5

(*) ITALIANO DELLUSO MEDIO unindagine del 1985 h aportato alle seguenti conclusioni: 1) oggi nelluso parlato e scritto si diffuso un tipo di lingua che diversa dalla lingua standard. un italiano molto ricettivo delle forme del parlato. 2) Le forme del parlato fino ad anni prima erano considerate forme regionali 3) La societ contemporanea ha risentito di un processo di uniformizzazione linguistica che non poteva pi avere come modello litaliano standard letterario. Sabatini individua 35 caratteristiche (lessicali, morfologiche, sintattiche, fonologiche) che caratterizzano litaliano delluso medio. 1. neutralizzazione dellopposizione tra vocali chiuse o vocali aperte (non distintivo) 2. non pertinenza fonologica tra sibilante sorda e sibilante sonora (- s [casa]; -S [asilo]) 3. non ha raddoppiamento fonosintattico 4. non ha la -i prostetica davanti a s+consonante (es: in iscuola, in istrada) 5. limitazione nelluso di ed e ad nei casi in cui precede una parola che inizia con la stessa vocale (ad Anna [SI] ad Enrico [NO]) 6. forte limitazione dei casi di elisione (caduta di vocale finale per lapostrofo m capitato) e troncamento (perdita della finale son detti, vengon fatti) 7. dittongo mobile (noi suoniamo oppure noi soniamo) 8. scomparsa di codesto e cost 9. forme di aferesi (sta penna) 10. uso dei pronomi questo/quello nelluso neutro 11. generalizzazione del pronome gli come dativo plurale sia maschile che femminile 12. le forme lui\lei\loro in funzione di soggetto sostituiscono ormai egli\elle\essi nel parlato e nelle scritture che rispecchiano atti commerciali reali 13. rafforzamento delle forme pronominali con questo e qui (questo qua, quello l) 14. uso della preposizione con il partitivo 15. scelta tra ci e vi, si usa di pi ci 16. diffusione di c anche quando non ce n bisogno (fenomeno di sbiancamento) 17. frasi con riprese nominali del tema (- per enfasi; - con frase segmentata; - con anacoluto; con frase scissa) 18. con i verbi servili si usa un pronome clitico si (si possono comprare\ possono comprarsi), si tende a far risalire il pronome. Nel caso di si riflessivo invece succede di meno. 19. Imperativo negativo con si clitico 20. Il che polivalente, impiegato dove ci si aspetterebbe una preposizione + pronome relativo (es: pronome temporale) Es: la valigia che ci ho messo i libri che sostituisce una congiunzione finale o causale es: aspetta che te lo spiego, vieni che ti do le chiavi 21. concorrenza tra cosa e che es: che cosa dici? (da Roma in su) che dici? (da Roma in gi) 22. che pi usato di quale es: che vestito ti metti? 23. nessi relativi come tieni conto che tardi, tieni conto del fatto che ormai tardi 24. uso della congiunzione e che funziona come esplicitazione della congiunzione causale. es: fa freddo e [quindi] torno dentro prevalenza orale di come mai invece di perch. Segnala pi disponibilit da parte del parlante, anche a livello di intonazione difficile dire come mai con tono veramente irato 25. uso di allora come riassuntivo (allora potevi dirmelo), come scambio fatico di controllo della comunicazione (e allora? State ascoltando?), come consecutivo (non ti ho visto e allora sono uscita) 26. indicativo al posto del congiuntivo; preferenza delluso del doppio imperfetto piuttosto che del trapassato e dellimperfetto 27. concordanza a senso 28. non c pi concordanza tra participio passato ed oggetto es: i libri che ho letto i libri che ho letti 29. diffusione della pronominalizzazione affettiva, cio uso del riflessivo anche in verbi che non lo richiedono es: ora mi bevo un bel caff prenditi qualcosa! 1 6

30. costrutti impersonali (con pronome indefinito o tu generico) es: bussano alla porta se uno si fa gli affari suoi te ne stai l tranquillo ed ecco che squilla il telefono 31. uso di niente in funzione aggettivale es: niente panini oggi 32. giustapposizione di due sostantivi es: marito modello, notizia bomba, doccia lampo 33. pronomi allocutivi di cortesia (per chiamare qualcuno), scomparsa di ella e voi(sing.), generalizzazione di egli (anche usato x dire loro) 34. ripetizione del sostantivo con funzione rafforzativa es: voglio un caff caldo caldo 35. presenza di vari elementi lessicali con funzione sintattica es: ci vuole, ci vogliono si capisce, mi sa (invece di penso di s), senn, affatto (invece di per nulla), per forza f) schema delle variet dellitaliano proposto da Berruto 1. italiano standard letterario la lingua meno marcata sul piano diatopico, scarsamente rappresentata sul piano concreto nel parlato e manifesta un alto grado di marcatezza diastratico. 2. italiano neo-standard sensibile alla variazione diatopica e corrisponde a un italiano regionale, colto, medio 3. italiano parlato colloquiale italiano degli usi comunicativi correnti, marcato sullasse diatopico 4. italiano popolare regionale molto marcato er quanto riguarda le caratteristiche locali, molto marcato in diastratia, usato dai marlanti meno colti (tende al dialetto) 5. italiano informale trascurato ha una minima codificazionemorfosintattica 6. italiano gergale raggruppa le qualit espressive di utenti che aggiungono ai tratti dellit. Informale trascurato un lessico peculiare che rafforza il senso di appartenenza al gruppo (una specie di controcultura) 7. italiano formale aulico si usa solo in sitauzioni solenni come le cerimonie 8. italiano tecnico-scientifico 9. italiano burocratico molto codificato, una forma esasperata dellit. standard letterario ed molto conservatore

8. ITALIANO SCRITTO E ITALIANO PARLATO a) Caratteristiche dellitaliano scritto e dellitaliano parlato - per diversa natuara semiotica delmezzo di trasmissione - condizioni situazionali di trasmissione - architettura della lingua b) propriet generali che governano la differenza tra parlato e scritto il parlato (regno dellinterazione interindividuale) rispetto allo scritto non ha fenomeni grafici, lo scritto rispetto al parlato non ha fenomeni prosodici e sovrasegmentali, ecc c) dispositivi tipici della testualit del parlato - fonologia\prosodia le unit tonali non sono prodotte casualmente perch sono il corrispettivo sovrasegmentale che costituisce il testo. Cio lintonazione segue i blocchi di informazione a cui bisogna dare risalto. 1 7

- testualit e pragmatica trascrizione scritta del parlato - morfologia - sintassi La sintassi del periodo nel parlato preferisce la paratassi piuttosto che la ipotassi (subordinazione), affidata ad una gamma di variazioni minori. Es: subordinata finale: non si usa affinch nel parlato, ma si usa limplicito oppure il perch Uso di cos nel senso di consecutiva finale ed introduttivo di frase perch introduttivo di frase Riduzione delle congiunzioni e uso del che polivalente, riorganizzazione dei pronomi, sforatura nella marcatezza soggetto-verbo. I costituenti della frase. La struttura informativa della frase molto marcata Es: uso di c presentativo Ridotta pianificazione. Frasi spezzate, autocorrezione, riprese e collegamenti Il tempo Presente usato anche con valore di futuro, il Passato Prossimo invade anche la sfera del Passato Remoto (che rimane una variazione locale). Il Trapassato Remoto sparisce, si usa solo in frasi temporali dipendenti da forme del Passato Remoto. Anche il Congiuntivo sparisce. Il Passivo invece sottoutilizzato come luso di costrutti impersonali generici. Uso di Perifrasi Aspettuali Es: ero l che non facevo niente stanno l a non fare niente uso di niente come non ci sono. Non c sempre accordo tra soggetto ed oggetto: es: i polacchi gente che lavorano molto - fenomeni lessicali uso dei lessemi dal significato generico: cosa, roba, affare, faccenda, persona, tizio, tipo Rafforzamento semiotico ed intensificazione; elativo ( una forma di superlativo) ad esempio: bello, forte, un mucchio, un sacco, una cifra Iterazione del lessema (voglio un caff caldo caldo). Diffusione dei diminuitivi (aspetta un attimino). Uso di un po in tutte le sue forme, anche associato allimperativo come unattenuazione (prendi un po questo), guarda un po chi si vede).

9. I GERGHI Per gergo si intende la lingua parlata dai gruppi sociali marginali. Oppure un linguaggio settoriale o tecnico, cio una terminologia specifica legata ad una attivit. d) uno o pi gerghi? - la segretezza c un pregiudizio sui gerghi, essi infatti non sono lingue parlate per non farsi capire da altri, perch vengono parlate essenzialmente solo tra i gerganti e non con gli esterni , per il timore di essere scoperti ed individuati come gerganti e quindi marginali. Il gergo usato per la comunicazione normale tra gerganti. 1 8

- i gerghi transitori sono parlati solo per un periodo particolare della propria vita, o in situazioni specifiche, come il servizio militare, oppure il periodo degli studi ecc e) storia del gergo il gergo nasce e si sviluppa parallelamente alle classi di emarginati sociali. Nella societ medievale questi personaggi erano presenti in numero massiccio perch giustificati dalla chiesa (anche se rifiutati da tutte le altre istituzioni). Queste persone vivevano un po di elemosina un po di truffe o piccoli lavori amgari stagionali o legati alla vita della piazza. Nellet moderna le popolazioni marginali vengono ristrutturate, cambia la loro composizione rispetto a quelle medievali: ora sono sottoproletari, manovalanza mobile, ambulanti, vagabondi, malviventi. f) caratteristiche linguistiche del gergo il gergo utilizza la gramamtica e la fonetica della lingua o del dialetto locale, infatti la componente lessicale a variare nei gerghi. - Morfosintassi: negazione espressa con un termine parafono di no (nisba, niberta, nienti) - Pronome personale espresso attraverso laggettivo possessivo riferito ad un sostantivo vuoto (esempio: ul me vl il mio velo il mio corpo) - Affermazione espresse con un termine parafono di si - Uso massiccio di suffissi derivati: -oso; -engo; -aldo; - ardo; - Ricorso a suffissi deformanti - Troncamento delle parole - Inversione delle sillabe o anagramma di parole - uso di forme onomatopeiche - somiglianza con linguaggio infantile - somiglianza ocn linguaggio balbuziente (raddoppiamenti, troncamenti, doppie) - variet negativa della lingua (cio il lessico ha soprattutto connotazioni negative. Esempio: uomo furbo) - lingua straniera prelatina italica o rustica (per il suffisso usatissimo -oso - influenze dal germanico (a livello lessicale e di suffissazione) - influenze dallarabo (soprattutto per il fonema f) 10. IL LINGUAGGIO GIOVANILE a) storia del linguaggio giovanile la storia del linguaggio giovanile poco documentata, solo negli ultimi 30 anni, dopo la 2 guerra mondiale, infatti la si studiata. Il linguaggio giovanile prima era considerato un italiano popolare trascurato, non era riconosciuto come variet dellitaliano. Per De Mauro dagli anni 60 in poi il linguaggio giovanile si caratterizza di pi, perde la sua connotazione militare e si diversifica dallitaliano standard. Il ling. Giov. Pu essere una reazioen dei giovani al parlare snob della classe medio-alta. Negli anni 50-60 inoltre abbiamo uninfluenza non trascurabile da parte della televisione e dei modelli di vita inglese e americana. Nel tentare di adattare litaliano allinglese si usano termini gergali e un italiano substandard che fino a prima era sconosciuto a livello letterario. Si ha la formazione del gergo studentesco che si esplicita ad esempio con i graffiti e le scritte sui muri, il rocknroll e la musica in generale, i fumetti. b) una o pi variet giovanili? Possiamo parlare di pi variet giovanili, perch non vi sempre omogeneit tra le parlate giovanili sia relativamente a fattori geografici che temporali che di et ecc Il linguaggio giovanile varia solo per quanto riguarda laspetto lessicale. - fattori di ordine cronologico negli ultimi 20 anni limportanza del lign. Giov. aumentata. La lingua giovanile una variet in flusso, cio estremamente dinamica e anche dettata dalle mode passeggere e da eventi di attualit. - fattori di ordine diatopico (geografico) diffusa soprattutto nel settentrione, ma negli ultimi 10 anni c stata molta influenza del romanesco. Dialetto e lingua giovanile si consolidano nel tentativo di ricostruire una identit regionale e locale (e personali). 1 9

- fattori di tipo diastratico (sociale) variet substandard caratterizzate da voci dellitaliano popolare e dellitaliano gergale. - fattori di tipo diafasico (situazionale) non proprio considerato un linguaggio ma un modo di comunicare nelle modalit conversazionali. Per Berruto fattori di ordine diafasico provocano mutamenti di ordine diastratico (data la presenza di elementi gergali ad esempio) c) lapporto innovativo procesi di rinnovamento lessicale: neologismi, prestiti, affissazione (dimensione intralinguistica); forme di saluto, espressioni tipiche, aspetti pragmatici (dimensione extralinguistica). Eufemismi, ironia, metafore, giochi di parole, intercalari, parlare aggressivo, ricorso a linguaggi settoriali, influenza del linguaggio (delle tematiche e delle mode) dei mass media d) tendenze vero che le variet giovanili stanno rimpiazzando le variet dialettali, che le prime si stanno diffondendo proprio dove le seconde stanno scomparendo? Nelle variet giovanili il carattere criptolalico (linguaggio oscuro, nascosto) regredisce, perch i veri e propri gerghi confluiscono nel sub-standard. 11. LINGUE SETTORIALI E LINGUE SPECIALISTICHE (Sobrero) a) le lingue speciali: lingue settoriali e specialistiche: lessico, morfosintassi, strutture testuali Le lingue specialistiche sono lingue speciali che hanno un lessico specifico e regole proprie riconosciute ed accettate. Il loro scopo esprimere un contenuto preciso, cercando di evitare il + possibile lambiguit. [LESSICO: MORFOSINTASSI: prestiti non integrati o calchi da lingue straniere neologismi con procedure standard (suffissazione e accoppiamento parole) riconversione semantica (+ specializzata) di termini gi in uso nella lingua comune formazione di sigle e acronimi STRUTTURE TESTUALI: preferenza per lo stile nominale, processo di nominalizzazione perdita di importanza del verbo abolizione di forme verbali alta densit semantica scarso uso di preposizioni subordinanti in favore dellaccoppiamento di parole con il trattino uso del passivo (usato x tematizzare il fatto accaduto nella frase precedente) e di forme impersonali chiarezza, assenza di contraddizioni, coerenza introduzione, problema, soluzione, conclusione referenza anaforica come rinvio interno connettivi che scandiscono gli snodi del ragionamento]

le lingue settoriali sono lingue speciali che non dispongono di un lessico specifico n di regole convenzionali particolari, ma attingono spesso alla lingua comune o ad altre lingue speciali.

CARATTERI GENERALI DI UNA LINGUA SPECIALISTICA: x Sager-Dungworth-McDonald: appropriatezza,e conomia, precisione x Hoffmann: precisione, oggettivit, astrattezza, generalizzazione, densit di informazione, sinteticit, neutralit emotiva, mancanza di ambiguit, impersonalit, coerenza logica, uso di termini tecnici definiti, simboli e figure. Allinterno delle lingue speciali possiamo notare una stratificazione orizzontale (diverse specializzazioni, materie, lessico ecc) e una stratificazione verticale che riguarda la variabilit socio-pragmatica. Le lingue specialistiche si discostano in maniera diversa dalla lingua comune, 2 0

in relazione a 3 fattori situazionali: destinatario, argomento, scopo. Questi 3 fattori identificano anche un certo numero di tipi di testo: - discorso scientifico specializzato saggio scientifico - discorso di semi-divulgazione scientifica articoli x adetti ai lavori - discorso semi-scientifico tesi universitaria - discorso di divulgazione scientifica articolo su giornale - discorso scientifico-pedagogico libri scolastici - discorso scientifico ufficiale discorso pubblico gli estremi di questo continuum sono il livello scientifico e il livello divulgativo. b) il linguaggio scientifico: livello specialistico, livello divulgativo c) lingua delleconomia livello specialistico: no ambiguit, lessico specializzato ( neologismi, latinismi, presito dal linguaggio burocratico-legislativo, sfruttamento dimetafore), sigle, stile nominale, rigidit della struttura testuale (come articolo per rivista sceintifica: analisi, previsione, proposta) livello divulgativo: presenza di litoti e attenuazioni, metafore ed eufemismi, pseudo tecnicismi. Per quanto riguarda la struttura testuale, un testo misto ocn funzione descrittiva e argomentativa. (le modalit verbali + frequenti sono: predittiva, probabilistica, ipotetica) d) lingua della burocrazia ( una lingua settoriale non specialistica, perch viene usata per parlare di qualsiasi argomento). Non ci sono termini specifici, ma latinismi, forme colte ed arcaiche (anche neologismi e forestierismi tratti da altre LS quando si trattano argomenti specifici). Uso di suffissi zione, -mento; uso di fraseologie standard e perifrasi. Per quanto riguarda la morfosintassi, si privilegiano le forme nominali come infinito, gerundio, participio passato e costruzioni impersonali, con un grado di subordinazione molto superiore alla media della lingua scritta comune. La struttura testuale comune : data, ufficio, scrivente, destinatario, numero di protocollo, oggetto, chiusa ed escatollo. e) lingua della politica il discorso politico ha unimpronta fortemente polemica, ricco di ripetizioni, rimandi, figure retoriche, (metafore ecc). sul lessico abbiamo parole prese dai campi semantici della rivoluzione, della sociologia, del sindacalismo, dellimprenditoria si usano parole comuni, parole prese da altri settori e si formano nuove parole legate a temi di attualit (come derivazione da nomi propri, distorsioni ecc). vengono usati prefissi pi frequenti dellitaliano e suffissi che indicano appartenenza ad una corrente (a volte con connotazione spregiativa) f) linee di tendenza (il confine tra livello specialistico e divulgativo di una lingua speciale abbastanza variabile). Come linee di tendenza ricordiamo linternazionalizzazione (il paese + specializzato esporta il proprio lessico), specializzazione verticale (ci saranno sempre pi settori con caratteristiche specifiche), travasi orizzontali (il lavoro in team multidisciplinari infatti permette ai vari linguaggi specialistici di essere scambiati), travasi di livello (quando si hanno passaggi dal livello specilistico a divulgativo = si sostituisce il termine tecnico con un termine di uso comune, si accompagna il termine con una glossa chiarificatrice, si spiegano le sigle, si abbonda con verbi e aggettivazione), travasi di variet (passaggio da diversi tipi di italiano).

12.

ELEMENTI DI DIALETTOLOGIA: LINGUE MINORITARIE. BILINGUISMO E DIGLOSSIA a) elementi di dialettologia 2 1

i dialetti sono variet italo-romanze valutabili in base a: - famiglia linguistica di appartenenza - tipologia della comunit diparlanti - maggiore o minore distanza dallitaliano standard b) storia della lingua comune dItalia e dei suoi dialetti c) classificazione dei dialetti le Isoglosse sono linee di demarcazione di tutti i punti allinterno dei quali si ha lo stesso uso fonetico a nord della linea La Spezia-Rimini abbiamo i dialetti settentrionali, a sud della linea RomaAncona i dialetti meridionali. d) lingua e dialetto nella conversazione Le dinamiche di standardizzazione del dialetto vanno verso litaliano, oppure verso forme pi prestigiose di dialetto. Diglossia: forma particolare di bilinguismo, che si ha quando l'uso delle due lingue, non essendo esse di pari prestigio socioculturale, viene alternato a seconda delle circostanze e dei contesti. Il parlante sceglie tra italiano e dialetto qual la lingua pi adatta alla situazione in cui si trova. Quando si passa da una lingua allaltra si ha - unalternanza di codice si ha (per motivi diglossici) per lintenzione comunicativa per interlocutore - un cambio di codice codes switching, il passaggio da codice a codice per un cambiamento nella situazione comunicativa ed avviene sempre al confine di frase Perch si cambia codice? - volont di rimediare ad una competenza sbilanciata di una delle 2 lingue - segnalare il cambio di interlocutore - segnalare il disaccordo con linterlocutore - segnalare maggiore confidenza (da italiano verso dialetto e non viceversa) - segnalare il tipo di discorso in atto code mixing (enunciazione mistilingue), non condizionato da cambiamenti nella intenzione comunicativa, non intenzionale. Il passaggio facilitato dalla vicinanza sintattica delle due lingue. Prestiti (parziali, cio con adattamento), derivano o si legano alle lingue specialistiche e) le parlate alloglotte sono dette lingue minoritarie. Il 5% dei parlanti parlano una lingua diversa da quella ufficiale 8non sono dialetti). - lingue neo-latine (romanze) franco-provenzale (parlato anche in 2 comuni di Foggia), il francese (in val daosta), il ladino (in trentino) il friulano, il ligure (anche in prov di cagliari), il catalano (ad alghero) - lingue non neo-latine variet cimbriche (nei 7 comuni vicentini e nei 13 comuni veronesi), nel sud tirolo, lo sloveno, il croato (anche nel molise), lalbanese, il greco (anche a Lecce e a Reggio Calabria).

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