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CAPITOLO 2

Intro. Una lingua è un sistema articolato su più livelli e dunque un sistema di sistemi.
I livelli linguistici sono quello dei suoni (fonologia), quello delle parole (morfologia), quello delle
frasi (sintassi) e quello dei significati (semantica). Ognuno di questi sono indipendenti.

1.Una lingua è sia scritta che parlata ma la linguistica privilegia la lingua orale.
• Esistono lingue che sono parlate e non scritte, come il somalo che è rimasta una lingua
orale fino al 1972 in quanto il livello orale è primario rispetto a quello scritto POICHE' non
esistono lingue solo scritte e non parlate.
• il bambino quando impara una lingua, impara prima a parlare e poi a scrivere
• le lingue cambiano nel corso del tempo, ma ciò che cambia è la lingua parlata (soprattutto
se parliamo di una lingua molto usata) e solo in ritardo vengono apportati cambiamenti a
quella scritta, infatti una lingua scritta o che è diventata scritta come il latino, è difficile che
cambi.
Nonostante ciò la lingua scritta è importante e quest'ultima fa da appoggio e scambio
reciproco con quella parlata, si pensi anche all'importanza che ha avuto in ambito letterario
e tutt'oggi per il funzionamento della società moderna.

2. Se ripetiamo per diverse volte una stessa parola (mano) per tutte le 12 volte questa parola
non sarà mai uguale,il suono /a/ sarà sempre diverso, dunque ogni atto linguistico è un fatto
a sé ed è irripetibile e si divide su due livelli, uno astratto e uno concreto.
• Livello astratto: nella parola mano il suono /a/ può essere realizzata in n modi diversi e ciò
che conta è l'opposizione dei diversi elementi che distinguono le parole (m[a]no, m[e]no)
quindi in questo caso i suoni A ed E
• Livello concreto: o 'fisico' dove c'è molta varietà e dipende da come in quel momento sono
atteggiati gli organi della fonazione, cioè ripetendo la stessa parola diverse volte, ogni volta
questa sarà diversa

livello astratto /a/ /e/

livello concreto [a1] [a2] [a3] [e1] [e2] [e3]

2.1 i livelli astratto e concreto sono stati studiati e interpretati da:


◦ Saussure fa una distinzione tra parole (livello individuale e concreto)
e la langue (livello collettivo e astratto)
parole : La parole rappresenta l'aspetto individuale del linguaggio, ciò che fa
riferimento alla singola esecuzione. Quello della parole, quindi, è il campo delle
singole fonazioni (nessuna è mai uguale all'altra) e dei singoli sensi.
In una comunicazione A produce dei suoni, cioè la parole.
Langue :La langue, invece, rappresenta l'aspetto sociale del linguaggio, è la lingua
della collettività, il sistema che è comune a tutti. Un insieme di significati e
significanti condivisi che permettono gli atti di parole. Quest'ultima però può
realizzare atti della langue ma non la può andare a modificare
Gli esseri umani comunicano attraverso un atto di PAROLE, ma il fondamento di questi atti è
nella LANGUE, perchè è la base sociale e il riferimento collettivo dell'atto individuale che
utilizziamo per comunicare con qualcuno.

2.2 Anche Jakobson fa una distinzione tra codice e messaggio, rispettivamente il livello
astratto e quello concreto.
• Il CODICE è un insieme di potenzialità, che a livello astratto sono costituite da un insieme
di unità (suoni) come /p, n, a, e/
• il MESSAGGIO si costruisce in base alle singole unità riprese dal CODICE, che possono
combinarsi solo sulla base di determinate regole, andando a formare dei messaggi come dei
non-messaggi.

Prendendo in considerazione le unità /p,n,a,e/ si possono costruire moltissime combinazione come


anpe, aepn ecc.. oppure pane, pena
le prime due combinazioni sono dei non-messaggi perchè non seguono le regole logiche italiane,
mentre le seconde combinazioni sono dei messaggi.

2.3 N. Chomsky fa una distinzione tra COMPETENZA ed ESECUZIONE, rispettivamente


livello astratto e livello concreto
◦ la COMPETENZA è tutto ciò che un parlante 'conosce' della sua lingua per poter
parlare, capire e comunicare con gli altri
◦ l' ESECUZIONE è il mettere in pratica, l'atto di realizzazione della competenza e
dunque la concretezza.

Esecuzione e parole, corrispondono abbastanza bene l'uno con l'altro mentre competenza si
differenzia dalla langue, perchè la competenza è un atto individuale e ha sede nella mente umana,
condivisa da chi parla la stessa lingua, mentre la langue è trascendente l'individuo e riguarda la
collettività infatti ne garantisce la comunicazione.

3.La competenza di un individuo non riguarda la sua bravura nei confronti di una lingua, ma
è l'insieme delle conoscenze linguistiche che possiede e che gli danno la capacità di
comunicare e comprendere una certa lingua L.
dobbiamo dunque parlare di competenza fonologica, morfologica, sintattica e semantica:

3.1 La competenza fonologica è la conoscenza e la capacità di un parlante nel saper individuare e


capire quali sono i suoni appartenenti alla propria lingua, sapendoli individuare e combinare
correttamente.

3.2 La competenza morfologica di un parlante è la conoscenza delle parole del lessico della
propria lingua e ne conosce strutture e meccanismi, infatti ad esempio sa distinguere quali parole
sono della propria lingua, quali di una straniera e quali non esistono, sa che una stessa parola può
avere più significati oppure che da parole semplici si possono formare parole complesse e
composte.
Sa anche che ad una parola si possono aggiungere suffissi 'valutativi' o anche prefissi.

3.3 La competenza sintattica è la conoscenza di un parlante della sintassi della propria


lingua cioè hanno la capacità di formare frasi di senso compiuto e individuare frasi
corrette da quelle scorrette. La conoscenza sintattica di un parlante è molto vasta in
quanto il numero di frasi possibili da comporre è illimitato
3.4 La competenza semantica è la conoscenza di un parlante nel saper riconoscere il
significato delle parole e delle frasi ma anche stabilire tipi di relazioni semantiche tra le
parole e frasi come la:
◦ sinonimia (non completa perchè non esistono due parole con identico significato)
[avaro/spilorcio]
◦ antonimia (la contrarietà)
◦ disambiguazione di frasi potenzialmente ambigue (:svendita autunnale di bambini--
> che si intende una svendita di vestiti autunnali per bambini non il commercio di
bambini)
◦ distinguere l'ambiguità sintattica da quella lessicale. Sintattica quando una frase
può avere diverse chiavi di lettura e quindi significato diverso, mentre lessicale
quando una stessa parola ha due significati diversi in più frasi:
il cane abbaia/il cane della pistola

3.5 Per grammatica dei parlanti si intende quell'insieme di conoscenze che fanno
parte del parlante e si costruisce sulla base di fattori innati biologicamente e sulle
esperienze acquisite nella comunità linguistica.
Un bambino infatti impara la lingua senza utilizzare regole, ma utilizzando solo dati raccolti
dalla comunità linguistica in cui si trova, costruendo dunque una 'sua grammatica' basandosi
su linguistici primari.

4. La lingua è un codice e un codice è costituito da due livelli


• unità di base
• regole che combinano queste unità
Le regole combinano le unità più piccole per formare unità più grandi. Date certe unità (di suono)
queste ultime possono essere combinate in molte varianti quante sono le combinazioni possibili ma
solo alcune di queste sono possibili grammaticalmente cioè che seguono le regole della lingua a cui
appartengono.
Ad esempio le unità di suono [p-a-n-e] che si trovano in italiano sono combinabili solo in alcuni
modi logicamente possibili e che hanno significato compiuto nella lingua di appartenenza.
Queste regole non sono valide solo per il lessico ma anche per la morfologia e la sintassi, infatti
sette verbi diversi scelgono sette suffissi diversi per formare i propri sostantivi, nonostante tutti i
verbi possano adattarsi a tutti i suffissi e formare molte combinazioni, molte sarebbero scorrette.

(morfologia) -a -ata -zione


revocare + - -
chiamare - + -

Queste regole valgono anche per la sintassi, infatti la combinazione di più parole deve seguire un
ordine logico e grammaticale.

5. SINTAGMATICO E PARADIGMATICO
In un atto linguistico, i suoni vengono disposti uno dopo l’altro formando una‘catena parlata’. In
questa operazione ogni suono viene influenzato dall’altro e non vengono pronunciati uno staccato
dall’altro, ma tutti secondo una stessa emissione di fiato
Esistono rapporti sintagmatici e paradigmatici tra queste unità.
• Il rapporto sintagmatico avviene in-presentia in quanto un suono all’interno di una parola
può essere influenzato da un altro vicino → nella coppia amici/amico dove il suono C è
simile graficamente, ma è differente foneticamente perché il rimo ha un suono velare e il
secondo ha un suono palatale, poiché influenzati alle vocali che le seguono‘i/o
• il rapporto paradigmatico avviene in-absentia cioè si stabiliscono tra suoni che possono
comparire in un certo contesto, cioè la presenza di un suono esclude tutti gli altri.
Prendendo in considerazione la parola ‘stolto’ la lettera T occupa la posizione, dunque il suo
contesto tra le lettere S e O.
Tra queste due lettere però possono comparire altri elementi come ad esempio
S_D_O → sdoganare
S_C_O → scordare
S_G_O → sgombro
facendo ciò, quindi scegliendo una combinazione, si escludono tutte le altre possibili
I rapporti sintagmatici e paradigmatici non hanno ruolo solo tra parole ma anche tra
espressioni, ad esempio nella frase:
• ‘questo mio amico’, le O hanno tutte rapporti sintagmatici
• il libro / questo libro/ quel libro → il, questo e quel hanno rapporto paradigmatico poiché se
ne nomino uno, escludo gli altri
• se introduciamo il possessivo, questo avrà rapporti sintagmatici sia con il che con questo e
quel
• considerando l’imperfetto del verbo amare dell’indicativo (amavo,amavi,amava..) queste
hanno tutte parte comune amav- e delle desinenze. Queste desinenze intrattengono tra loro
rapporti paradigmatici, poiché nominandole ne consideriamo una, escludendo le altre.

6. SINCRONIA E DIACRONIA
Nel corso del tempo le lingue sono andate in contro a cambiamenti, ad esempio dal latino
all’italiano i cambiamenti sono stati la perdita della consonante finale, l’ordine SOV a SVO. Lo
studio del cambiamento linguistico è detto diacronico: quindi lo studio di un fenomeno linguistico
attraverso il tempo
lo studio sincronico è lo studio dei cambiamenti linguistici escludendo il fattore tempo, infatti nello
studio sincronico vengono messi a paragone due elementi simultanei (in quello diacronico gli
elementi paragonati fanno riferimento ad uno presente e ad uno passato)
C

A B AB = sincronico
CD = diacronico

7. IL SEGNO LINGUISTICO
la parola è un segno, è un unione di significato (forma sonora) e significante (forma mentale). La
parola libro ha un’unità formata da un significante che ha una forma sonora che realizziamo
dicendo [libro] e un significato che è la rappresentazione mentale dell’idea che abbiamo di ‘libro’ ,
ma il libro non è l’oggetto, ma il concetto di libro che abbiamo.
Il SEGNO ha varie priorità tra cui:
➢ distintività: ogni segno si distingue da un altro (notte/botte)
➢ linearità: il segno si estende nel tempo se è orale, nello spazio se è scritta
➢ arbitrarietà