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ELEMENTI DI PSICOLOGIA GENERALE

ANNO ACCADEMICO 2006/2007 Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche applicate al Lavoro, alle Organizzazioni e al Turismo NUOVO ORDINAMENTO (I anno)

Il Linguaggio

Il dibattito teorico
Nel dibattito teorico sul linguaggio si sono contrapposte diverse teorie. In particolare, cos come era avvenuto per la percezione, anche in questo ambito si sono scontrati empiristi e innatisti.

Empiristi
Gli empiristi ritengono che il linguaggio si sviluppi grazie agli stimoli ambientali che il bambino riceve. In particolare, Skinner riteneva che lapprendimento del linguaggio non fosse diverso da qualunque altro tipo di apprendimento e che, di conseguenza, si sviluppasse per associazioni di stimoli e risposte opportunamente rinforzate.

Innatisti
Questa posizione stata fortemente criticata da Chomsky, a partire dagli anni 50. Chomsky affermava che lapprendimento linguistico non poteva avvenire secondo le modalit descritte da Skinner, perch in questo caso avrebbe richiesto degli anni per potersi sviluppare.

Inoltre, il linguaggio essenzialmente creativo, infatti, ciascuno di noi pu creare frasi nuove, mai sentite prima, cos come errori originali. Secondo Chomsky, il linguaggio innato, nel senso che i nostri cervelli contengono una sorta di dispositivo per lacquisizione del linguaggio (LAD) Il LAD permette lacquisizione rapida del linguaggio stesso e giustifica la presenza di quella che Chomsky ha chiamato la grammatica universale. Alcune regole grammaticali di base, infatti, sono presenti in tutte le lingue naturali.

Su questa stessa linea e in contrasto con la posizione skinneriana, uno studio di Brown e Hanlon (1970) ha mostrato che le mamme tendono a rinforzare gli enunciati veri a prescindere dal fatto che siano formulati in modo del tutto corretto grammaticalmente.

Tuttavia, la posizione chomskiana una posizione forte, che assegna un ruolo determinante agli aspetti innati e trascura linfluenza dellambiente sullo sviluppo linguistico e, in parte, il suo significato comunicativo pregnante. Per Chomsky, lambiente ha solo il ruolo di attivatore del processo di sviluppo linguistico che di per s innato.

Posizioni intermedie
Tra i due estremi, esistono anche delle posizioni intermedie (es. costruttivismo, connessionismo). Alcuni, infatti, sostengono che, sebbene non esista un vero e proprio LAD, le stesse caratteristiche del cervello umano, in interazione con lambiente, hanno permesso lo sviluppo linguistico.

A partire dagli anni 70, la posizione di Chomsky sullambiente stata in parte criticata dai costruttivisti; secondo questa corrente esiste una predisposizione al linguaggio, ma non si pu trascurare limportanza dellambiente nello sviluppo linguistico.

Bruner riprende il concetto di zona prossimale di sviluppo di Vygotskij e sostiene che il bambino acquisisce il linguaggio allinterno di questa zona, grazie allaiuto delladulto. Parafrasando Chomsky, Bruner afferma che se vero che esiste un LAD, allora deve esistere anche un LASS (sistema di supporto per lacquisizione della lingua) negli adulti; a testimonianza del ruolo chiave dellambiente in cui inserito il bambino, ai fini dello sviluppo linguistico.

Lesperimento di Brown e Hanlon resta valido, ma studi successivi hanno sottolineato che le madri tendono gradualmente ad innalzare il grado delle richieste fatte ai loro bambini.

In una fase iniziale di acquisizione del linguaggio, viene accettato qualunque suono simile al nome di un oggetto a cui ci si riferisce, ma la madre non fornisce solo un rinforzo generico, ripete anche il nome corretto della parola. Successivamente, al bambino viene chiesto di correggersi e di pronunciare adeguatamente il termine in questione.

Limpostazione costruttivista, inoltre, considera il linguaggio come una parte di una pi ampia funzione comunicativa che precede il linguaggio stesso. Secondo questa impostazione gli aspetti pragmatici e comunicativi del linguaggio sarebbero centrali.

Caratteristiche universali del linguaggio


1.

Produttivit. Le lingue naturali sono produttive in due sensi. Innanzitutto, in quanto in ogni lingua possiamo costruire un numero illimitato di frasi le une diverse dalle altre, combinando le parole di una lingua secondo specifici criteri grammaticali. In secondo luogo, ogni concetto esprimibile in una lingua, esprimibile anche nelle altre attraverso una singola parola o attraverso una perifrasi.

2.

Ogni lingua dotata di un limitato numero di suoni privi di significato detti fonemi. La maggior parte delle lingue usa meno di 100 fonemi. I fonemi possono essere connessi gli uni agli altri per formare i morfemi, cio le pi piccole unit linguistiche dotate di significato.

Sebbene i fonemi di una lingua siano in numero limitato, spesso i suoni pronunciati da chi parla quella lingua sono molti di pi. Quando la sostituzione di uno specifico suono linguistico con un altro determina la variazione di significato della parola, siamo di fronte a due distinti fonemi, es. Rana e Lana.

Familiarizzare con i suoni e i fonemi di una lingua straniera non sempre cosa facile, la specializzazione linguistica avviene molto precocemente e, soprattutto da adulti, difficile distinguere tra fonemi diversi di una lingua straniera, se sono molto lontani dalla nostra. Pensate alle difficolt dei cinesi rispetto a l e r; in cinese questi non sono due fonemi distinti per cui lorecchio dei cinesi ed il loro apparato produttivo non specializzato nella distinzione dei due suoni.

3.

4.

Arbitrariet del significato delle parole. Nella maggior parte dei casi il suono delle parole non ha niente a che fare con il loro significato (tranne le parole onomatopeiche, es. chicchirich). I morfemi possono essere combinati in modo sistematico per formare le frasi.

Componenti del linguaggio

1.

fonetica, fonologia semantica grammatica pragmatica fonetica e fonologia hanno a che fare con lo studio dei suoni. La fonetica da un punto di vista fisico, la fonologia da un punto di vista pi astratto, in quanto si occupa dei fonemi.

2.

Semantica, si occupa dei significati. Il significato Nomi, verbi, avverbi, aggettivi sono termini dotati di contenuto, che hanno almeno due tipi di significato. Si distingue tra un significato denotativo e connotativo.

Il significato denotativo di una parola si riferisce al concetto che la parola esprime, ed ben rappresentato dalla definizione che ne viene data nel vocabolario. Le parole hanno spesso molti significati che possono essere pi o meno adeguati a seconda del contesto in cui vengono usate le parole stesse. Alcune parole sono relativamente libere da ambiguit, altre sono particolarmente ambigue (es. generale, marcia). In genere, il contesto della conversazione ne chiarisce il significato appropriato.

Il significato connotativo si riferisce agli aspetti affettivo-emotivi legati alla parola. Es. la parola comunista positiva per alcuni e negativa per altri. Anche il significato connotativo pu variare a seconda del contesto.

3.

La grammatica costituita da Morfologia: studio delle regole che consentono di modificare la forma e il significato delle parole. Sintassi: insieme dei principi o regole di combinazione che governano la formazione e trasformazione delle frasi.

La sintassi Le parole vengono combinate tra di loro in frasi attraverso delle regole specifiche di ogni lingua. Le regole di combinazione delle parole costituiscono la sintassi della lingua.

Le regole che governano lorganizzazione delle varie parti di una frase sono definite regole di struttura sintagmatica. Una frase costituita da SN + SV:
sintagma

nominale - SN: art + (agg) + nome; sintagma verbale - SV: V + SN.

Le regole che specificano come trasformare una frase in unaltra, sono dette regole trasformazionali (es. trasformazione passiva, negativa, interrogativa, relativa).

Inoltre, possiamo distinguere tra: una struttura superficiale della frase (che riguarda essenzialmente la sua strutturazione formale) e una struttura profonda che ha a che fare con il significato della frase.
Es.

la frase la scelta del comitato stata difficile porta con s due possibili significati, e quindi due potenziali strutture profonde a fronte di ununica struttura superficiale 1: la scelta operata dal comitato stata difficile; 2: scegliere il comitato stato difficile.

La maggior parte delle nostre conoscenze sulla grammatica sono legate ai lavori di Chomsky. In particolare Chomsky ha studiato le regole di passaggio dalle strutture superficiali e profonde (sintassi universale)

Secondo Chomsky, la comprensione di una frase si ha trasformando la struttura superficiale in profonda, mentre per la produzione di una frase si fa il processo inverso, cio dalla struttura profonda si passa a quella superficiale.

4.

Pragmatica, studia i meccanismi che consentono di interpretare il linguaggio nel contesto verbale e non verbale in cui inserito. Scopo principale del linguaggio comunicare, per questo la pragmatica studia il contesto in cui avviene una comunicazione linguistica, ma anche le norme sociali che regolano la conversazione, gli aspetti impliciti del linguaggio ecc. La pragmatica include anche lo studio del discorso.

Lelaborazione linguistica 1) La lettura


La lettura un processo piuttosto complesso che implica lattivazione di diverse abilit cognitive. I movimenti oculari hanno, evidentemente un ruolo centrale nella lettura. Noi effettuiamo tutta una serie di piccoli movimenti oculari, detti, saccadi, che ci permettono di scorrere il testo in avanti e indietro.

Linformazione viene estratta dal testo durante le fissazioni oculari che noi operiamo. Lo span percettivo relativo ad ogni fissazione sembra avere delle caratteristiche variabili che dipendono da caratteristiche fisiche del testo e dalla sua complessit.

Lo span si estende per 3-4 lettere a sinistra e circa 15 a destra del punto di fissazione. Il tempo di fissazione diminuisce quando una parola si accorda con il contesto della frase, mentre aumenta se vi sono discordanze.

A livello intuitivo si pu pensare che una parola letta venga riconosciuta solo dopo che il processo di analisi delle singole lettere terminato, in questo caso si tratterebbe di un processo bottom-up. E stato mostrato, invece, che nel riconoscimento di parole sono implicati non solo i processi bottom-up, ma anche quelli top-down (effetto di superiorit della parola).

Ellis e Young (1988) hanno proposto un modello relativo ad alcuni processi implicati nella lettura a voce alta.

1.
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sistema di analisi visiva, individua le caratteristiche del testo scritto; conversione grafema-fonema; lessico dellinput visivo, riconosce le parole familiari (senza unanalisi del significato); sistema semantico, analizza il significato delle parole; lessico delloutput linguistico, fornisce la forma parlata delle parole; livello fonetico, fornisce i suoni linguistici adeguati.

Sistema di analisi visiva


VIA 1 Lessico dellinput visivo Conversione grafema-fonema

VIA 2 Sistema semantico VIA 2

VIA 3

VIA 1

Lessico delloutput linguistico

Livello fonetico

VIA 1 procede attraverso la conversione grafema-fonema e permette di pronunciare parole e non parole (secondo criteri regolari di conversione ortografia-suono). Un modello neuropsicologico che utilizza solo questa via rappresentato dalla dislessia superficiale (difficolt nella lettura di parole irregolari).

VIA 2 dalla rappresentazione visiva della parola si passa allattivazione del lessico dellinput visivo che permette di riconoscere le parole familiari e, passando attraverso il sistema semantico, di comprenderne il significato. I cosiddetti dislessici fonologici usano solo la via 2 e riescono a leggere parole familiari (regolari e irregolari), mentre hanno difficolt con parole non familiari o non parole. Anche i dislessici profondi utilizzano solo la via 2 che per risulta in parte compromessa (es. nave-barca).

VIA 3 il sistema semantico viene bypassato, per cui il soggetto in grado di leggere parole familiari ma non ne comprende il significato.

La lettura, come abbiamo visto, implica il coinvolgimento di varie abilit, tra queste hanno un ruolo centrale:
la

capacit di riconoscimento di parole, la comprensione del testo.

Diversi studi sono stati effettuati in rapporto al problema dellinsegnamento di strategie di lettura efficaci. In particolare per quanto concerne let evolutiva.

Rispetto al riconoscimento si sviluppato un ampio dibattito tra i sostenitori del metodo globale e i sostenitori del metodo fonico. Alcuni sostengono che il secondo metodo pi efficace, ma spesso lefficacia del metodo legata essenzialmente alle specifiche caratteristiche cognitive del bambino.

Per quanto riguarda la comprensione evidente che maggiore il numero di parole di cui si conosce il significato e maggiore la comprensione di un testo. In genere, tutti noi acquisiamo il significato di parole nuove soprattutto sulla base del contesto in cui vengono utilizzate, un procedimento inferenziale simile viene effettuato durante la comprensione di un brano in cui vi siano parole non note.

Si notato che addestrare dei cattivi lettori nella capacit inferenziale ne migliora le capacit di comprensione, rispetto ad un lavoro pi astratto quale quello di memorizzare definizioni di parole.

Lelaborazione linguistica 2) ascolto del linguaggio


Percezione dei suoni linguistici Diversi autori sostengono che la percezione del linguaggio sia un processo che ha caratteristiche peculiari distinte dalla pi generale percezione acustica. E stata individuata una specializzazione dellemisfero sinistro per i suoni linguistici. Problema della segmentazione (capacit di individuare le parole nel flusso del linguaggio).

Studi effettuati attraverso lo spettrografo, mostrano che i pattern sonori di uno stesso fonema tendono a modificarsi in funzione dei fonemi che precedono o seguono il fonema target (problema della non invarianza). Infine, stato individuato un fenomeno noto come percezione categoriale; questo fenomeno si riferisce al fatto che chi ascolta discrimina meglio tra suoni appartenenti a categorie fonetiche differenti, piuttosto che tra suoni appartenenti alla stessa categoria.

A questo proposito, alcuni pensano che la percezione linguistica costituisca uno specifico modulo cerebrale. Sebbene sia plausibile affermare che i meccanismi coinvolti nella percezione del linguaggio siano probabilmente differenti da quelli necessari per la percezione acustica, non esistono prove dellesistenza di un modulo specializzato nella percezione linguistica.

Riconoscimento di parole Inizialmente si partiti da due modelli: 1. Lelaborazione delle parole procede in modo seriale o sequenziale. Esistono, quindi, un insieme di stadi fissi e costanti implicati nellelaborazione linguistica. Lanalisi del contesto linguistico successiva allelaborazione della parola.

2.

Lelaborazione linguistica implica il ricorso a diverse fonti di conoscenza che interagiscono tra loro in modo flessibile. Lanalisi del contesto linguistico avviene durante lelaborazione della parola. Questo modello interattivo implica sia processi bottom up, legati allanalisi della parola, che processi top down, legati alle aspettative del soggetto in rapporto allinformazione derivante dal contesto linguistico.


1. 2.

Il secondo approccio risulta prevalente negli studi attuali: Teoria della coorte; Il modello TRACE.

Teoria della coorte

Quando si ascolta la prima parte di una parola, tutte le parole che cominciano con quella sequenza di suono, conosciute dallascoltatore, vengono attivate nella memoria a lungo termine (coorte dellinizio della parola). Successivamente si procede alleliminazione di varie parole di questa coorte, perch la sequenza sonora ascoltata non combacia con la parola (bottom-up) o perch la parola non si inserisce adeguatamente nel contesto semantico (top-down). Fino allindividuazione della parola finale.

Il modello TRACE

1.
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Sottolinea limportanza dellintegrazione di processi bottom-up e top-down. E un modello pi dettagliato rispetto al precedente. Il sistema composto da nodi che elaborano le informazioni a tre livelli: Caratteristiche fisiche Fonemi Parole La presentazione di una parola determina lattivazione del sistema che sar massima nel momento in cui la parola viene riconosciuta.

La produzione linguistica 1) parlare


Abbiamo gi sottolineato che la funzione principale del linguaggio quella di comunicare qualcosa. In particolare noi parliamo per trasmettere dei messaggi agli altri. La comunicazione sociale, per prevede alcune regole convenzionali.

In questottica si colloca il lavoro di Grice. Grice ha analizzato la comunicazione linguistica nei termini di intenzioni e inferenze. Lautore parte dal cosiddetto principio di cooperazione tra chi prende parte ad una conversazione.

Si parte dal presupposto che:


chi

parla abbia intenzione di informare lascoltatore chi ascolta inferir correttamente ci che il parlante intende dire (a prescindere dal significato letterale delle parole).

Pensate a due persone che stanno percorrendo una lunga distanza con la macchina. Chi in quel momento alla guida dice un caff mi terrebbe sveglio, chi ascolta assume che laltro stia seguendo il principio di cooperazione e inferisce correttamente che il compagno di viaggio desidera un caff.

Oltre al principio di cooperazione, Grice ha individuato altri quattro principi necessari per una buona comunicazione linguistica: 1. principio della quantit: chi parla informativo, ma non pi del necessario; 2. principio della qualit: chi parla dice il vero; 3. principio della relazione: chi parla dice cose pertinenti alla conversazione; 4. principio della maniera: chi parla cerca di essere chiaro e non ambiguo.

Rispetto alla norma della quantit, il parlante adatta il suo discorso al suo uditorio. Ad es. se si parla con qualcuno che conosce bene largomento in questione, allora si tende ad essere pi sintetici in virt del terreno comune che permette allascoltatore di inferire quanto non viene direttamente esplicitato nel discorso.

Teoria di Garrett

Diversi autori hanno cercato di individuare quali sono i processi implicati nella produzione linguistica. Secondo Garrett nella produzione linguistica vi una forte componente pianificatoria, ci significa che tutti noi, generalmente, riflettiamo su ci che intendiamo dire e organizziamo i nostri discorsi. Tale pianificazione viene operata su pi livelli:

1.

2.

livello del messaggio: devo aver chiaro significato globale del discorso, cio cosa intendo comunicare; livello funzionale: a questo livello pianifico le linee guida del discorso, pianifico larticolazione del contenuto (posizione di nomi, verbi ecc.) senza effettuare una scelta specifica dei singoli termini da utilizzare;

3.

4.

livello posizionale: seleziono le parole pi idonee ad esprimere il messaggio e le declino in termini morfologici; livello articolatorio/fonetico: produco i suoni linguistici adeguati.

Sulla base della sua teoria, Garrett ha proposto alcune spiegazioni relative a comuni errori linguistici. Infatti, lanalisi degli errori linguistici compiuti da persone normali permette di chiarire i meccanismi di produzione linguistica.

Parola sulla punta della lingua, questo fenomeno in linea con lidea, espressa da Garrett, secondo cui noi prima elaboriamo il concetto che intendiamo esprimere e solo successivamente scegliamo le parole che ci sembrano pi adeguate. Nel fenomeno della parola sulla punta della lingua, il soggetto sa cosa vuol dire, ma non trova la parola pi idonea.

Errori

di scambio di parole, si verificano a livello funzionale, cio nel momento in cui si stabilisce la posizione che devono avere le parole nella frase. Errori di scambio di morfemi,. es. gli ho cantato la mostrina anzich gli ho mostrato la cantina, si verificano a livello posizionale.

Teoria di Dell
Dell parte dallo stesso presupposto di Garrett, e cio che la produzione linguistica implica una attenta pianificazione. Anche Dell individua quattro livelli, in parte sovrapponibili a quelli di Garrett.

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livello semantico: pianificazione del significato del messaggio; livello sintattico: pianificazione della struttura grammaticale; livello morfologico: pianificazione dei morfemi da utilizzare; livello fonologico: pianificazione dei fonemi.

Dell ritiene che nella formulazione del discorso, la scelta delle parole pi idonee venga effettuata sulla base di regole specifiche per ogni livello di pianificazione.

Inoltre ritiene che si verifichi un processo di diffusione dellattivazione. Dell parte dallidea di una organizzazione connessionista delle conoscenze lessicali del soggetto. Ciascun nodo quindi connesso con un insieme di altri nodi e se attivato, attiva anche gli altri.

La scelta di una specifica parola dipende dal suo livello di attivazione. In uno stesso momento, pu capitare che vi siano pi nodi contemporaneamente attivi e che, a seguito della diffusione dellattivazione, venga selezionata la parola sbagliata.