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Per avere un riarrangiamento produttivo, le basi alle giunzioni devono essere aggiunte o tolte in

multipi di 3. Solo le cellule che hanno avuto un riarrangiamento produttivo sopravvivono e si


differenziano ulteriormente. Quando avvenuto un riarrangiamento Ig produttivo , la cellula non
viene pi indicata come pro-B ma pre-B.
Le cellule pre-B sono cellule che esprimono la proteina Ig, ma che devono ancora riarrangiare i
loci delle catene leggere. La catena pesante si associa con una proteina definita catena leggera
sostitutiva, il complesso catena pesante-catena leggera sostitutiva e le proteine Ig e Ig, che
traducono il segnale, formano il recettore delle cellule pre-B.
Per il passaggio da cellule pro-B a pre-B sono coinvolte numerose molecole che si associano al
pre-BCR e al BCR e permettono di superare il controllo di qualit mediato dal pre-BCR. La
tirosin-chinasi Burton (Btk) una chinasi attiva a valle del pre-BCR che necessaria per linvio
dei segnali necessari per la sopravvivenza, proliferazione e maturazione.
Il pre-BCR regola lulteriore riarrangiamento dei geni delle Ig in due modi.
1- se la ricombinazione del locus della catena pesante in un cromosoma riesce a produrre una
proteina in grado di formare un pre-BCR, questo produce un segnale che inibisce
irreversibilmente il riarrangiamento del locus della catena pesante sul secondo cromosoma.
Se invece il primo riarrangiamento non risulta produttivo lallele delle catene pesanti sul
secondo cromosoma pu completare il riarrangiamento VDJ. Ne consegue che il linfocita
B pu esprimere proteine della catena pesante codificate da uno solo dei due alleli ereditati.
Questo fenomeno detto esclusione allelica.
2- Stimolazione del riarrangiamento del gene della catena leggera, e contribuisce anche alla
inattivazione dellespressione del gene delle catene leggere sostitutive quando le cellule
pre-B maturano.
Nello stadio successivo della sua maturazione, ogni cellula B riarrangia i geni della catena leggera
o e produce la proteina della catena leggera, che viene associata alla catena precedentemente
sintetizzata per produrre una IgM completa. I linfociti B che esprimono IgM sono chiamati
linfociti B immaturi.
Nella catena leggera, la ricombinazione implica solamente lunione di un segmento V e uno J, con
formazione di un esone VJ. Lo splicing del trascritto primario ha come risultato la rimozione
dellintrone tra gli esoni VJ e C e genera un m-RNA che produrr la proteina o .
La produzione di catene leggere inibisce il riarrangiamento del locus e il locus va incontro a
ricombinazione solo se non pu essere prodotta una catena leggera o se indotto a riarrangiare
durante il fenomeno del receptor editing, il processo che porta alla delezione delle catene leggere
autoreattive. Quindi, in singolo clone cellulare B pu produrre solo uno dei due tipi di catena
leggera. La produzione di o e impedita dallesclusione allelica come per la catena pesante.
I linfociti B immaturi non proliferano e si differenziano in risposta agli antigeni.
I linfociti B immaturi lasciano il midollo osso e completano la loro maturazione nella milza prima
di migrare agli altri organi linfoidi periferici.
Le diverse sottopopolazioni ci cellule B si sviluppano da specifici progenitori.
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Le HSC che derivano dal fegato fetale sono i precursori delle cellule B-1
Le HSC derivate dal midollo osseo danno origine alla maggior parte delle cellule B definite
cellule B-2. Queste cellule passano velocemente attraverso 2 stadi di transizione e sono
indirizzate a svilupparsi in cellule B della zona marginale o in cellule B follicolari. Molte
delle cellule B mature sono linfociti follicolari, che coesprimono le catene pesanti e in
associazione alle catene leggere o e producono quindi sia IgM sia IgD. Entrambe le
classi di Ig di membrana usano lo stesso esone VDJ e si associano con identiche catene
leggere e perci hanno la stessa specificit per lantigene. Lespressione simultanea in una
cellula B dello stesso esone riarrangiato su due trascritti, uno che include gli esono C e
laltro gli esoni C, avviene per splicing alternativo dellRNA. Viene prodotto un lungo
trascritto di RNA primario contenente il complesso VDJ riarrangiato cos come i geni C e
C. Se gli introni sono eliminati in modo tale che il complesso VDJ sia unito al gene C, si
origina m-RNA. Se, tuttavia, lRNA C viene eliminato in modo che il complesso VDJ
diventi contiguo al C, si forma un m-RNA. La successiva traduzione risulta nella sintesi
di una catena pesante o completa. Cos. Lo splicing alternativo permette alla cellula B
di produrre simultaneamente m-RNA maturo e proteine di due diversi isotipi di catene
pesanti.

Selezione del repertorio dei linfociti B maturi


Il riconoscimento dellantigene da parte delle cellule B non presuppone restrizione per MHC, e
solo i linfociti B che esprimono Ig di membrana funzionali ricevano segnali di sopravvivenza dal
BCR. Sembra ch egli antigeni self influiscano sulla forza del segnale inviato dal BCR e quindi sulle
scelte successive delle linee cellulari B in periferia, durante la maturazione delle cellule B.
I linfociti B immaturi che riconoscono antigeni self con grande avidit possono essere indotti a
modificare la loro specificit mediante un processo chiamato editing recettoriali. In questo
processo, il riconoscimento antigenico porta alla riattivazione dei geni Reg, a ulteriori
ricombinazione V-J delle catene leggere e alla produzione di una nuova catena leggera,
permettendo alla cellula di esprimere un recettore differente e non self-reattivo.
I linfociti B immaturi che esprimono recettori ad alta affinit per antigeni self e incontrano questi
antigeni nel midollo osseo vanno probabilmente incontro a morte o non riescono a maturare
ulteriormente, se non modificano la loro specificit.
Il riconoscimento dellantigene self porta allapoptosi dei linfociti B immaturi, probabilmente
perch fallisce il processo di editing. Una volta effettuato il passaggio alo stadio di linfocita B
IgD+ IgM+, il riconoscimento dellantigene porta alla proliferazione e alla differenziazione e non
ad apoptosi o editing recettoriale. Come risultato, i linfociti B maturi che riconoscono antigeni
con alta affinit nei tessuti linfoidi periferici sono attivati, e questo processo porta alla risposta
immunitaria umorale.

Linfociti B-1 e linfociti B della zona marginale


-

Le cellule B-1: differiscono da altri linfociti B e si sviluppano in un modo unico da cellule


derivate dal fegato fetale. Molte di queste cellule esprimono la molecola CD5. Nelladulto,
si trovano nel peritoneo e nelle mucose come popolazione in continuo auto-rinnovamento.
Si sviluppano pi precocemente ed esprimono un repertorio di geni V relativamente
limitato, secernano spontaneamente IgM che spesso reagiscono con polisaccaridi e lipidi

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microbici, questi anticorpi sono spesso chiamati anticorpi naturali perch sono presenti
negli individui senza unevidente immunizzazione. Nelle mucose, le cellule B-1
differenziandosi danno probabilmente origine a cellule che secernano IgA. Si pensa che le
cellule B-1 rispondano ad antigeni nella fase precoce della risposta immunitaria.
-

Le cellule B della zona marginale: sono localizzate nella milza prevalentemente nelle
vicinanze del seno marginale e sono in qualche modo simili alle cellule B-1 per la loro
limitata diversificazione e pe rla loro capacit di rispondere agli antigeni polisaccaridica e
produrre anticorpi naturali. Esprimono IgM e la molecola di membrana CD21,
rispondono molto velocemente contro i microbi presenti nel sangue e si differenziano in
plasmacellule a vita breve che secernano IgM.

MATURAZIONE DEI LINFOCITI T


Ruolo del timo nella maturazione delle cellule T
Il timo la sede principale di maturazione dei linfociti T, che originano da precursori che nascono
nel fegato fetale e nel midollo osseo adulto e poi migrano al timo. Le cellule in via di sviluppo nel
timo sono chiamate timociti, quelli pi immaturi non esprimono TCR o i corecettori CD4 e CD8,
e si trovano nel seno sottocapsulare e nella corticale esterna del timo. Da qui, i timociti migrano
attraverso la corticale, dove si verifica la maggior parte degli eventi maturativi, le fasi finali di
maturazione si associano alla migrazione dalla corticale alla midollare e poi alla fuoriuscita dal timo
attraverso il torrente circolatorio.
Lambiente timico fornisce gli stimoli necessari per la proliferazione e la maturazione dei timociti.
Molti di tali stimoli provengono da cellule diverse dai linfociti T anchesse presenti nel timo:
- cellule epiteliali timiche
- macrofagi
- cellule dendritiche
Per la maturazione dei linfociti T sono importanti 2 tipi di molecole prodotte dalle cellule timiche
non linfoidi:
1- molecole MHC espresse dalle cellule epiteliali e dendritiche del timo
2- cellule stromali timiche che liberano citochine e chemochine che sono essenziali per la
proliferazione dei linfociti T immaturi e per il passaggio dalla corticale alla midollare.
La meglio caratterizzata lIL-7. Il movimento delle cellule T in via di sviluppo dovuto alle
chemochine CCL21 e CCL19 che sono riconosciute dal recettore CCR7 espresso dai timociti.
Il grado di proliferazione cellulare e di apoptosi nei timociti corticali alto.

Stadi della maturazione T


-

stadio pro-T: I Timociti corticali pi immaturi, appena giunti dal midollo osseo,
contengono i geni del TCR ma non esprimono TCR, CD3, la catena , CD4 o CD8; queste
cellule sono chiamate timociti doppio-negativi. La maggioranza dei timociti d-n dar
origine a linfociti CD4+ e CD8+ MHC-ristretti esprimenti TCR. Le proteine Rag-1 e
Rag-2 sono espresse precocemente in questo stadio e sono necessarie per il riarrangiamento
dei geni del TCR. Il riarrangiamento D-J al locus della catena del TCR si verifica per

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primo ed implica o lunione del segmento genico D1 con uno dei 6 segmenti J1 o
lunione di D2 a uno dei 6 J2. I riarrangiamenti da V a DJ avvengono durante la
transizione dallo stadio pro-T a pre-T.
- stadio pre-T: la sequenza di DNA tra gli elementi riarrangiato sono eliminati durante
questo processo, i trascritti nucleari primari dei geni del TCR contengono lintrone tra
VDJ ricombinati e il gene C. Code poli-A sono aggiunte dopo il taglio dei trascritti
primari a valle dei siti di consenso di poliadenilazione localizzati in 3 della regione C, e
la sequenza tra lesone VDJ e C vengono tagliate per formare un m-RNA maturo in cui i
segmenti VDJ sono giustapposti a uno dei due geni C. La traduzione di questo m-RNA d
origine a una proteina C completa. Se in una determinata cellula pro-T avviene un
riarrangiamento corretto del gene della catena del TCR , la catena proteica allora
espressa sulla superficie T in associazione a una proteina invariante chiamata pre-T
insieme al CD3 e la catena a formare il recettore pre-T.
La funzione del complesso pre-TCR nello sviluppo del linfocita T simile a quella del pre-BCR
contenente la catena leggera sostitutiva. Segnali provenienti dal pre-TCR mediano la
sopravvivenza delle cellule pre-T e contribuiscono alla espansione proliferativi. I segnali
provenienti dal TCR fanno inoltre iniziare la ricombinazione del locus della catena e guidano il
passaggio dallo stadio doppio-negativo a doppio-positivo dello sviluppo dei timociti. Questi
segnali inibiscono ulteriori riarrangiamenti del locus della catena .
Allo stadio successivo della maturazione, i timociti esprimono sia CD4 che CD8 e sono detti
timociti doppio-positivo che esprimono CCR7, che le guida dalla corteccia alla midollare.
Lespressione del CD4 e CD8 essenziale per la successiva maturazione. Il riarrangiamento dei
geni della catena del TCR e lespressione di eterodimero si verificano nella popolazione
CD4+ CD8+ doppio-positivo subito prima o durante la migrazione dei timociti dalla corticale alla
midollare, quando lespressione tardiva del gene Rag nello stadio pre-T promuove la
ricombinazione del gene. Gli stadi del riarrangiamento del gene della catena del TCR sono
molto simili a quelli della catena , ma poich non vi sono segmenti D nel locus TCR, il
riarrangiamento consiste unicamente nellunione V e J. Nel locus della catena lesclusione
allelica scarsa o assente. Quindi, riarrangiamenti produttivi del TCR possono verificarsi su
entrambi i cromosomi e, se questo avviene, la cellula T esprimer 2 catene differenti ma con
stessa catena. I timociti che non hanno fatto riarrangiamenti produttivi muoiono per apoptosi.
Lespressione del gene TCR porta alla formazione del TCR completo, che espresso sulla
superficie cellulare in associazione con il CD3 e la catena . Il riarrangiamento del gene TCR
provoca delezione del locus TCR.
Le cellule che vanno incontro con successo a questi eventi maturano in linfociti T CD4+ o CD8+,
detti timociti singolo-positivi, i CD4+ acquistano la capacit di produrre citochine e esprimere
molecole effettrici , i CD8+ produrranno molecole ad attivit citotossica. I timociti maturi lasciano
il timo per popolare i tessuti linfoidi secondari.

Processi di selezione nella maturazione dei linfociti T ristretti per MHC


Il repertorio immaturo, dei linfociti T consiste in cellule i cui recettori possono riconoscere
qualsiasi antigene peptidici (self o estraneo) presentato da qualsiasi molecola MHC. In ogni
individuo, i soli linfociti T utili sono quelli specifici pe peptidi estranei presentati dalle molecole
MHC di quel individuo.

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In ogni individuo, i linfociti T che riconoscono antigeni self ubiquitari con elevata avidit sono
potenzialmente pericolosi in quanto tale riconoscimento pu innescare risposte autoimmune. I
processi di selezione agiscono sul repertorio dei linfociti T immaturi in modo da assicurare che solo
le cellule utili completino il processo di maturazione.
Quando i timociti doppio-positivi iniziano a esprimere TCR , questi recettori incontrano peptidi
self presentati da molecole MHC self. La selezione positiva il processo attraverso cui i timociti i
cui TCR si legano con bassa avidit ai complessi peptide-MHC self. I timociti i cui recettori non
riconoscono le molecole MHC self vengono eliminati per morte apoptotica. Questo assicura che i
linfociti T che maturano siano ristretti per MHC self. La selezione positiva fissa anche la
restrizione dellMHC di classe I o classe II delle sottopopolazioni ci cellule T, assicurando che i
linfociti T CD8+ siano specifici per i peptidi presentati da molecole MHC di classe I e i linfociti
CD4+ per i peptidi associati alla classe II. La selezione negativa il processo attraverso cui i
timociti, i cui TCR si legano fortemente agli antigeni peptidici self in associazione a molecole
MHC self, vengono deleti.
Selezione positiva nei timociti
La selezione positiva agisce promuovendo la sopravvivenza selettiva. I timociti doppio-positivi
sono prodotti in assenza di stimolazione antigenica. Nella corticale del timo, queste cellule
immature incontrano cellule epiteliali che presentano una variet di peptidi self legati a molecole
MHC di classe I e II. Se il TCR si di una cellula riconosce molecole MHC di classe I caricate con
peptide e, al tempo stesso, il CD8 interagisce con le molecole MHC-I, quella cellula T riceve
segnali che impediscono la sua morte e promuovono la continuazione della maturazione. Per
procedere lungo la via maturativa, la cellula T deve continuare a esprimere TCR e CD8 ma perde
lespressione del CD4, con il conseguente sviluppo di un linfocita T CD8+ ristretto per MHC di
classe I. Un processo analogo porta alla formazione di linfociti T CD4+ ristretti per MHC II.
I peptidi legati alle molecole MHC sulle cellule epiteliali timiche svolgono in ruolo essenziale nella
selezione positiva:
-

promuovono lespressione stabile sulla superficie delle cellule timiche delle molecole MHC
e influenzano le specificit dei linfociti T selezionati. sono necessari e alcuni sono migliori
di altri nel sostenere questo processo. Un riconoscimento debole, di peptidi nel timo,
protegge i linfociti T immaturi dalla via della morte apoptotica e consente alle cellule di
completare la loro maturazione.

Selezione negativa dei timociti


Tra i linfociti a doppia positivit generati nel timo, alcuni possono esprimere un TCR che
riconosce antigeni self con elevata affinit, ci causa apoptosi e questo un meccanismo che
assicura che il sistema immunitario non risponda ad antigeni self, propriet definita tolleranza al
self, quando indotta negli organi linfoidi primario definita tolleranza centrale.
Le cellule timiche che presentano lantigene e mediano la selezione negativa sono prevalentemente
cellule dendritiche e cellule epiteliali midollari.
Nella midollare le cellule timiche epiteliali esprimono una proteina nucleare detta AIRE, che
induce nel timo lespressione di numerosi geni tessuto-specifici. Questo rende disponibile durante la
selezione negativa cellule T doppio-positive e singole-positive peptidi normalmente espressi in
modo specifico da altri tessuti.
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Cellule NK-T
Il TCR delle cellule NK-T riconosce antigeni di natura lipidica legati alle molecole CD1. Una
grande quantit di cellule NK-T ristrette per CD1 ha un TCR invariante, come risultato di un
unico riarrangiamento del gene per la catena .

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