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Le reazioni chimiche

Le reazioni chimiche possono essere divise in due grandi categorie:

· Reazioni acido-base

· Reazioni di ossido-riduzione

Nelle reazioni acido-base non si osserva nessuna variazione del numero di ossidazione (n.o.) degli elementi nel corso della reazione.

Es. Ca(NO 3 ) 2 (aq) * + Na 2 CO 3 (aq) = CaCO 3 (s) + 2 NaNO 3 (aq)

Nelle reazioni di ossido-riduzione, invece, almeno un elemento presente nei reagenti (in genere due o più) cambia il suo numero di ossidazione nel corso della reazione.

Es. Cu(NO 3 ) 2 (aq) + Zn(s) = Zn(NO 3 ) 2 (aq) + Cu(s)

( i due elementi in colore cambiano il numero di ossidazione).

* In parentesi tonda dopo ogni composto è riportata la notazione di fase; le più comuni sono: (aq) = in soluzione acquosa ; (s) = in fase solida ; (g) = in fase gassosa ; (l) = in fase liquida.

Bilancio delle equazioni delle reazioni chimiche.

Il bilancio di un'equazione chimica consiste nel trovare il valore dei coefficienti stechiometrici che soddifino la Legge della Conservazione delle Masse. In base a tale legge il numero di atomi di ciascun elemento deve essere uguale in entrambi i membri della equazione. Per le equazioni date in forma ionica, inoltre, anche la somma algebrica delle cariche elettriche deve essere uguale in entrambi i membri della equazione.

·
·

Reazioni acido-base.

Le loro equazioni (e quelle delle più semplici reazioni di ossido-riduzione) si bilanciano in modo semplice seguendo alcune regole:

· Bilanciare gli atomi metallici e non metallici presenti nelle formule con il maggior numero di atomi;

· Bilanciare in ultimi gli elementi presenti in più formule (spesso H e O);

· Eliminare eventuali coefficienti frazionari moltiplicando tutti i coefficienti per il m.c.m. dei denominatori.

Es.1

Bilanciare la seguente equazione:

Ca(OH) 2 + Na 3 PO 4 = Ca 3 (PO 4 ) 2 + NaOH

Il composto che contiene il maggior numero di atomi metallici e non, è Ca 3 (PO 4 ) 2 ; per bilanciare i tre atomi di calcio e i due di fosforo assegnamo i coefficienti 3 e 2 rispettivamente a Ca(OH) 2 e Na 3 PO 4 :

3 Ca(OH) 2 + 2 Na 3 PO 4 = Ca 3 (PO 4 ) 2 + NaOH

Per bilanciare i 6 atomi di Na basta assegnare il coefficiente 6 a NaOH:

3 Ca(OH) 2 + 2 Na 3 PO 4 = Ca 3 (PO 4 ) 2 + 6 NaOH

Con tali coefficienti gli atomi di H e O risultano bilanciati.

Es.2 Bilanciare la seguente equazione:

Fe 2 O 3 + H 2 SO 4

=

Fe 2 (SO 4 ) 3 + H 2 O

Per bilanciare gli atomi di S presenti in Fe 2 (SO 4 ) 3 bisogna assegnare il coefficiente 3 a Fe 2 O 3 :

Fe 2 O 3 + 3 H 2 SO 4

=

Fe 2 (SO 4 ) 3 + H 2 O

.

Per bilanciare gli atomi di idrogeno basta assegnare il coefficiente 3 ad H 2 O :

Fe 2 O 3 + 3 H 2 SO 4

=

Fe 2 (SO 4 ) 3 + 3 H 2 O

.

Con tali coefficienti gli atomo di O risultano bilanciati.

Es. 3

Bilanciare la seguente equazione:

Fe 2 (SO 4 ) 3 + NH 3 + H 2 O = Fe(OH) 3 + (NH 4 ) 2 SO 4

Bilanciamo gli atomi di Fe e S :

Fe 2 (SO 4 ) 3 + NH 3 + H 2 O = 2 Fe(OH) 3 + 3 (NH 4 ) 2 SO 4

;

quindi bilanciamo gli atomi di N scrivendo:

Fe 2 (SO 4 ) 3 + 6 NH 3 + H 2 O = 2 Fe(OH) 3

+

3 (NH 4 ) 2 SO 4 .

Infine per bilanciare gli atomi di idrogeno assegnamo il coefficiente 6 a H 2 O:

Fe 2 (SO 4 ) 3 + 6 NH 3

+

6 H 2 O = 2 Fe(OH) 3

+ 3 (NH 4 ) 2 SO 4

.

Gli atomi di ossigeno risultano bilanciati.

Reazioni di ossido-riduzione.Nelle reazioni di ossido-riduzione avviene un trasferimento di elettroni tra i reagenti; in particolare si

Nelle reazioni di ossido-riduzione avviene un trasferimento di elettroni tra i reagenti; in particolare si osserva che:

· un elemento (a volte più di uno) cede elettroni

· un elemento (a volte più di uno) acquista elettroni

· il numero di elettroni ceduti deve essere uguale al numero di elettroni acquistati.

L'elemento che cede elettroni aumenta il proprio numero di ossidazione (n.o.) :

pertanto si ossida e il reagente di cui fa parte agisce da riducente.

L'elemento che acquista elettroni dimunuisce il proprio numero di ossidazione :

pertanto si riduce e il reagente di cui fa parte agisce da ossidante .

I metodi per il bilancio delle reazioni di ossido-riduzione si basano sul fatto che il numero degli elettroni ceduti dal riducente deve essere uguale al numero di elettroni acquistati dall'ossidante.

Metodo delle semireazioni.al numero di elettroni acquistati dall'ossidante. Il metodo consiste nel bilanciare separatamente la

Il metodo consiste nel bilanciare separatamente la semireazione di ossidazione e quella di riduzione.

Es.

1

Bilanciare e completare la seguente equazione:

Es. 1 Bilanciare e completare la seguente equazione: In questa reazione il Cr si riduce ,

In questa reazione il Cr si riduce, mentre lo S si ossida .

Mettiamo in forma ionica l'equazione:

Na + + Cr 2 O 7 2- + S + H + + SO 4 2-

= Cr 3+ +

SO 4 2- + SO 2 +

Lo ione Na + è uno ione spettatore in quanto non subisce trasformazioni durante la reazione (non compare tra i reagenti ma verrà aggiunto per il completamento dell'equazione); lo stesso dicasi per lo ione SO 4 2- . Eliminando tali ioni si ottiene l'equazione ionica netta:

Cr 2 O 7 2- + S + H +

= Cr 3+ + SO 2 +

Scriviamo la semireazione di riduzione:

Cr 2 O 7 2- = Cr 3+

Bilanciando gli atomi di Cr si ottiene:

Cr 2 O 7 2- = 2 Cr 3+

Il Cr passa dal n.o. + 6 al n.o. + 3 , acquistando 3 elettroni, per cui per 2 atomi di Cr si avrà:

Cr 2 O 7 2- +

6 e - =

2 Cr 3+

Successivamente bilanceremo la carica ionica della semireazione aggiungendo 14 ioni H + nel membro di sinistra:

Cr 2 O 7 2- + 6 e - + 14 H + =

2 Cr 3+

Infine bilanceremo H e O aggiungendo nel membro di destra 7 di H 2 O:

Cr 2 O 7 2- + 6 e - + 14 H +

=

2 Cr 3+ + 7 H 2 O

Scriviamo ora la semireazione di ossidazione, seguendo lo stesso procedimento:

SO 2

Gli atomi di S sono bilanciati . Lo S passa dal n.o. 0 al n.o. + 4, cedendo 4 elettroni:

SO 2 + 4 e -

Bilanciamo la carica aggiungendo 4 ioni H + nel membro di destra:

S

=

S

=

S

=

SO 2 +

4 H + + 4 e -

Infine bilanceremo H e O aggiungendo nel membro di destra 2 di H 2 O:

S +

2 H 2 O

=

SO 2 +

4 H + + 4 e -

Le due semireazioni bilanciate sono :

Cr 2 O 7 2- + 6 e - + 14 H +

=

S

+

2 H 2 O

=

SO 2 +

2 Cr 3+ + 7 H 2 O

4 H + + 4 e -

Per rendere uguali gli elettroni ceduti e acquistati, le due semireazioni devono essere moltiplicate ognuna per un opportuno fattore. Tali fattori si calcolano trovando il m.c.m. tra il numero di elettroni acquistati e quelli ceduti (12 nel nostro caso) e dividendolo per il numero di elettroni in gioco nelle due semireazioni (12/6 = 2 per la prima e 12/4 = 3 per la seconda):

( Cr 2 O 7 2- + 6 e - + 14 H +

=

2 Cr 3+ + 7 H 2 O

 

)

x

2

( S

+

2 H 2 O

=

SO 2 +

4 H +

+ 4 e -

)

x

3

Sommando membro a membro, si ottiene:

2 Cr 2 O 7 2- + 12 e - + 28 H + +

3 S

+

6 H 2 O

=

4 Cr 3+ + 14 H 2 O

+

3 SO 2 +

12 H + + 12 e -

Semplificando, si ottiene l'equazione ionica netta bilanciata e completata:

2 Cr 2 O 7 2- + 16 H + +

3 S

=

4 Cr 3+ + 8 H 2 O

+

3 SO 2

Scrivendo l'equazione in forma completa si ha:

2 Na 2 Cr 2 O 7 + 8 H 2 SO 4 + 3 S

=

2 Cr 2 (SO 4 ) 3 + 8 H 2 O + 3 SO 2

+ 2 Na 2 (SO 4 )

Na 2 (SO 4 ) è stato aggiunto per bilanciare gli ioni spettatori Na + ed SO 4 2- .

·
·

Metodo abbreviato

Il metodo consiste nello scrivere le semireazioni di ossidazione e di riduzione in modo abbreviato, evidenziando gli elettroni in gioco.

Es. 1 Bilanciamo la stessa equazione :

elettroni in gioco. Es. 1 Bilanciamo la stessa equazione : La semireazione di riduzione abbreviata può

La semireazione di riduzione abbreviata può essere scritta come segue:

2 Cr(+6) + 6 e -

=

2 Cr(+3)

In questa equazione compaiono i numeri di ossidazione scritti in parentesi accanto al simbolo dell'elemento che si riduce. Nel bilancio, inoltre, si è tenuto in considerazione che nel dicromato di sodio sono presenti 2 atomi di Cr(+6) e, pertanto, dalla parte dei prodotti devono comparire 2 atomi di Cr(+3). Poichè ogni atomo di Cr(+6) acquista 3 elettroni per ridursi a Cr(+3), il numero di elettroni in gioco è 6. L'esattezza del bilancio può essere verificata controllando che la carica elettrica sia la stessa in entrambi i membri : 2 (+6) – 6 = 2 (+3)

Analogamente per la reazione di ossidazione abbreviata scriveremo:

S(0)

=

S(+4) + 4 e -

Le due semireazioni abbreviate vengono quindi moltiplicate per dei fattori che rendano uguali il numero di elettroni acquistati e il numero di elettroni ceduti. Come visto in precedenza, tali fattori si calcolano trovando il m.c.m. tra il numero di elettroni acquistati e quelli ceduti (12 nel nostro caso) e dividendolo per il numero di elettroni in gioco nelle due semireazioni (12/6 = 2 per la prima e 12/4 = 3 per la seconda):

{ 2 Cr(+6) +

{ S(0)

=

6 e -

=

2 Cr(+3) }

S(+4) + 4 e - }

x

3

x

2

Moltiplicando per i fattori si ottiene :

4 Cr(+6) + 12 e -

=

4 Cr(+3)

3 S(0)

=

3 S(+4) + 12 e -

I coefficienti così ottenuti possono essere direttamente utilizzati per il bilancio dell'equazione. Poichè si hanno 4 atomi di Cr bisognerà utilizzare il coefficiente 2 sia per il dicromato di sodio che per il solfato di cromo, dato che entrambi questi composti contengono due atomi di Cr. Analogamente useremo il coefficiente 3 per lo zolfo e per il diossido di zolfo. Quindi:

2 Na 2 Cr 2 O 7 + 3 S

= 2 Cr 2 (SO 4 ) 3 + 3 SO 2

Per completare la reazione aggiungiamo tra i reagenti l'acido solforico:

2 Na 2 Cr 2 O 7 + H 2 SO 4 + 3 S

=

2 Cr 2 (SO 4 ) 3 + 3 SO 2

Per bilanciare i 4 atomi di sodio, considerato che siamo in presenza di acido solforico, addizioneremo a destra due moli di solfato di sodio:

2 Na 2 Cr 2 O 7 + H 2 SO 4 + 3 S

=

2 Cr 2 (SO 4 ) 3

+

3 SO 2

+ 2 Na 2 (SO 4 )

Per il bilancio degli ioni solfato bisogna avere 8 moli di acido solforico:

2 Na 2 Cr 2 O 7 + 8 H 2 SO 4 + 3 S

=

2 Cr 2 (SO 4 ) 3

+

3 SO 2

+ 2 Na 2 (SO 4 )

Infine per il bilancio degli atomi di idrogeno aggiungeremo tra i prodotti 8 moli di acqua:

2 Na 2 Cr 2 O 7 + 8 H 2 SO 4 + 3 S

La reazione è bilanciata (per controllo, si contino gli atomi di ossigeno: 46 a sinistra e 46 a destra)

= 2 Cr 2 (SO 4 ) 3 + 3 SO 2 + 2 Na 2 (SO 4 ) + 8 H 2 O

Reazioni di ossido-riduzione

Calcoli Stechiometrici

1

Bilanciare e completare, in ambiente acido, la seguente reazione di ossido riduzione

MnCl 2 (aq) + KBiO 3 (aq) + HCl(aq) = KMnO 4 (aq) + BiCl 3 (aq) + ……

dopo averla messa in forma ionica e scritto le due semireazioni bilanciate. Quale composto agisce da ossidante? Quanti grammi di KMnO 4 si formano facendo reagire 1,5 litri di una soluzione acquosa di KBiO 3 1,2 N con un eccesso degli altri reagenti?

Soluzione:

Tenendo conto delle notazioni di fase, la reazione in forma ionica è :

Mn 2+ + Cl - + K + + BiO 3 - + H + = K + + MnO 4 - + Bi 3+ + Cl - + ……. Eliminando gli ioni spettatori (ioni che non subiscono nessuna

trasformazione

l’equazione ionica netta:

nel corso della reazione) K + e Cl - si ottiene

Mn 2+ + BiO 3 - + H +

= MnO 4 - +

Bi 3+ + …….

La specie che si ossida è lo ione Mn 2+ (Mn con n.o. = +2) che si trasforma

in

Mn 2+ = MnO 4 - + 5 e - Per bilanciare la carica ionica, considerato che la reazione avviene in

ambiente

MnO 4 - (Mn con n.o. = +7) cedendo 5 elettroni ; per cui scriveremo:

acido, aggiungeremo 8 ioni H + a destra:

Mn 2+ = MnO 4 - + 5 e -

+ 8 H +

Infine per bilanciare l’idrogeno e l’ossigeno aggiungeremo a sinistra

4 molecole di acqua:

Mn 2+ + 4 H 2 O

=

MnO 4 - + 5 e -

+ 8 H +

(Semireazione di ossidazione)

La specie che si riduce è lo ione BiO 3 - (Bi con n.o. = +5) che si trasforma

in

Bi 3+ (Bi con n.o. = +3) acquistando 2 elettroni; per cui scriveremo:

BiO 3 -

+ 2 e -

= Bi 3+

Per bilanciare la carica ionica, considerato che la reazione avviene in ambiente acido, aggiungeremo 6 ioni H + a sinistra:

BiO 3 -

+ 2 e -

+

6 H +

= Bi 3+

Infine per bilanciare l’idrogeno e l’ossigeno aggiungeremo a destra 3

molecole di acqua:

BiO 3 -

+ 2 e -

+

6 H +

=

Bi 3+ + 3 H 2 O

(Semireazione di riduzione)

Poiché gli elettroni ceduti dalla specie che si ossida devono essere uguali a quelli acquistati dalla specie che si riduce, bisogna moltiplicare per 2 la semireazione di ossidazione e per 5 la semireazione di riduzione. Per determinare questi fattori basta calcolare il minimo comune multiplo (m.c.m.) tra il numero di elettroni ceduti e acquistati e dividerlo per il numero di elettroni in gioco nella semireazione (nel nostro caso, m.c.m. =

10, per cui 10/5 = 2 per l’ossidazione

e

10/2 = 5 per la riduzione).

(

Mn 2+ + 4 H 2 O

=

MnO 4 - + 5 e -

+ 8 H +

)

x

2

( BiO 3 -

+ 2 e -

+

6 H +

=

Bi 3+ + 3 H 2 O

)

x

5

Moltiplicando per i fattori e sommando membro a membro si ottiene:

2 Mn 2+ + 8 H 2 O + 5 BiO 3 -

+ 10 e -

+

30 H +

=

2 MnO 4 - + 10 e - + 16 H +

+ 5 Bi 3+

+ 15 H 2 O

Semplificando, si ottiene l’equazione ionica netta bilanciata:

2 Mn 2+ + 5 BiO 3 - +

14 H +

=

2 MnO 4 - + 5 Bi 3+ + 7 H 2 O

Per scrivere l’equazione completa, utilizziamo i reagenti e i prodotti indicati nell’equazione data; pertanto scriveremo:

2 MnCl 2 + 5 KBiO 3 + 14 HCl = 2 KMnO 4 + 5 BiCl 3 + 7 H 2 O

Notiamo che a destra mancano 3 ioni K + e 3 ioni Cl - , per cui aggiungiamo

tra i prodotti 3 di KCl

:

2 MnCl 2 + 5 KBiO 3 + 14 HCl = 2 KMnO 4 + 5 BiCl 3 + 7 H 2 O + 3 KCl

· La specie che agisce da ossidante è la specie che si riduce, cioè il KBiO 3 (bismutato di potassio).

· Essendo gli altri reagenti in eccesso, KBiO 3 sarà il reagente limitante; quindi si formerà un numero di equivalenti di KMnO 4 uguale a quello di KBiO 3 . Il numero di equivalenti di KBiO 3 si calcola moltiplicando il

volume in litri della soluzione per la sua normalità : 1,5(L) x 1,2(eq/L) = =1,8 eq. Per calcolare la massa del KMnO 4 basterà moltiplicare il numero

di equivalenti (cioè 1,8) per il suo peso equivalente. Il peso equivalente

(P Eq ) di un composto chimico si calcola dividendo il suo peso molare (P M ) per il suo numero di equivalenza (z e ), che, nel caso delle reazioni redox, corrisponde al numero di moli di elettroni messi in gioco quando reagisce o si forma una mole di detto composto. Dalla semireazione di ossidazione

si ricava che il numero di equivalenza del KMnO 4 è 5 , quindi : P Eq = P M /z e

= 158/5 = 31,6 (g/eq). Pertanto la massa di KMnO 4 sarà pari a 1,8(eq) x 31,6(g/eq) = 56,9 g .

2

Bilanciare e completare, in ambiente acido, la seguente reazione

Mo(s) + HNO 3 (aq) = MoO 3 (s) + NO(g) + ……

dopo averla messa in forma ionica e scritto le due semireazioni bilanciate. Quale composto agisce da riducente? Quanti grammi di MoO 3 si formano facendo reagire 0,9 litri di una soluzione acquosa di HNO 3 1,5 N con un eccesso di Mo ?

Soluzione:

Tenendo conto delle notazioni di fase, la reazione in forma ionica è :

Mo + H + +

NO 3 -

=

MoO 3 + NO + …….

Non essendoci ioni spettatori la reazione è in forma ionica netta. La specie che si ossida è il Mo (Mo con n.o. = 0) che si trasforma in MoO 3 (Mo con n.o. = + 6) cedendo 6 elettroni ; per cui scriveremo:

Mo =

MoO 3 + 6 e -

Per bilanciare la carica ionica, considerato che la reazione avviene in ambiente acido, aggiungeremo 6 ioni H + a destra:

Mo =

MnO 3 + 6 e -

+ 6 H +

Infine per bilanciare l’idrogeno e l’ossigeno aggiungeremo a sinistra 3

molecole di acqua:

Mo +

3 H 2 O

=

MoO 3 + 6 e -

+ 6 H +

(Semireazione si ossidazione)

La specie che si riduce è lo ione NO 3 - (N con n.o. = + 5) che si trasforma

in NO (N con n.o. = + 2) acquistando 3 elettroni; per cui scriveremo:

NO 3 -

+ 3 e -

= NO

Per bilanciare la carica ionica, considerato che la reazione avviene in ambiente acido, aggiungeremo 4 ioni H + a sinistra:

NO 3 -

+ 3 e -

+

4 H +

= NO

Infine per bilanciare l’idrogeno e l’ossigeno aggiungeremo a destra 2 molecole di acqua:

NO 3 -

+ 3 e -

+

4 H +

=

NO + 2 H 2 O

(Semireazione di riduzione)

Poiché gli elettroni ceduti dalla specie che si ossida devono essere uguali

a quelli acquistati dalla specie che si riduce, bisogna moltiplicare per 2 la semireazione di riduzione, lasciando invariata quella di ossidazione:

Mo +

3 H 2 O

+

MoO 3 + 6 e - =

+ 6 H +

)

= 4 H +

( NO 3 -

+ 3 e -

NO + 2 H 2 O

x

2

Moltiplicando per il fattore e sommando membro a membro si ottiene:

Mo +

3 H 2 O

+ 2 NO 3 -

+ 6 e -

+

8 H +

=

MoO 3 + 6 e - + 6 H + + 2 NO + + 4 H 2 O

e semplificando si ottiene l’equazione ionica netta bilanciata:

Mo

+ 2 NO 3 - +

2 H +

= MoO 3 + 2 NO + H 2 O

Per scrivere l’equazione completa utilizziamo i reagenti e i prodotti indicati nell’equazione data; pertanto scriveremo:

Mo + 2 HNO 3

= MoO 3 + 2 NO + H 2 O

La specie che agisce da riducente è la specie che si ossida, cioè Mo (Molibdeno). Essendo Mo in eccesso, HNO 3 sarà il reagente limitante. Per cui otterremo un numero di equivalenti di MoO 3 uguale a quello di HNO 3 . Il numero di equivalenti di HNO 3 si calcola moltiplicando il volume in litri della soluzione per la sua normalità : 0,9(L) x 1,5(eq/L) = 1,35 eq. Per calcolare la massa di MoO 3 basterà moltiplicare il numero di equivalenti (cioè 1,35) per il suo peso equivalente. Il peso equivalente (P Eq ) di un composto chimico si calcola dividendo il suo peso molare (P M ) per il suo numero di equivalenza (z e ), che, nel caso delle reazioni redox, corrisponde

al numero di moli di elettroni messi in gioco quando reagisce o si forma una mole di detto composto. Dalla semireazione di ossidazione si ricava che il numero di equivalenza del MoO 3 è 6 , quindi : P Eq = P M /z e = 134,9/6

= 24,0 (g/eq). Pertanto la massa di MoO 3 sarà pari a 1,35(eq) x 24,0(g/eq)

= 32,4

g .

3

Bilanciare e completare, in ambiente basico, la seguente reazione

NO(g) + NaClO 3 (aq) + NaOH(aq) = NaNO 2 (aq) + NaCl(aq) + ……

dopo averla messa in forma ionica e scritto le due semireazioni bilanciate. Quale composto agisce da ossidante? Quanti grammi di NaNO 2 si formano facendo reagire 1,3 litri di una soluzione acquosa di NaClO 3 0,6 N con un eccesso degli altri reagenti ?

Soluzione:

Tenendo conto delle notazioni di fase, la reazione in forma ionica è :

NO +

Na + + ClO 3 -

+

OH - =

Na +

+

NO 2 -

+

Cl -

+ …….

Eliminando lo ione spettatore (ione che non subisce nessuna trasformazione nel corso della reazione) Na + , si ottiene l’equazione ionica netta:

NO +

ClO 3 - +

OH - =

NO 2 -

+

Cl -

+ …….

La specie che si ossida è NO (N con n.o. = + 2) che si trasforma in NO 2

(N con

n.o. = + 3) cedendo 1 elettrone ; per cui scriveremo:

NO =

NO 2 - +

e -

-

Per bilanciare la carica ionica, considerato che la reazione avviene in

ambiente basico, aggiungeremo 2 ioni OH - a sinistra:

NO + 2 OH - = NO 2 -

+

e -

Infine per bilanciare l’idrogeno e l’ossigeno aggiungeremo a destra una molecola di acqua:

NO + 2 OH - =

NO 2 - +

e -

+ H 2 O

(Semireazione di ossidazione)

La specie che si riduce è lo ione ClO 3 - (Cl con n.o. = + 5) che si trasforma

in Cl - (Cl con n.o. = -1) acquistando 6 elettroni; per cui scriveremo:

ClO 3 -

+ 6 e -

=

Cl

-

Per bilanciare la carica ionica, considerato che la reazione avviene in

ambiente basico, aggiungeremo 6 ioni OH - a destra:

ClO 3 -

+ 6 e -

=

Cl - + 6 OH

-

Infine per bilanciare l’idrogeno e l’ossigeno aggiungeremo a sinistra 3

molecole di acqua:

ClO 3 -

+ 6 e -

+ 3 H 2 O

=

Cl - + 6 OH -

(Semireazione di riduzione)

Poiché gli elettroni ceduti dalla specie che si ossida devono essere uguali a quelli acquistati dalla specie che si riduce, bisogna moltiplicare per 6 la semireazione di ossidazione, lasciando invariata quella di riduzione:

( NO + 2 OH - =

NO 2 - +

ClO 3 -

+ 6 e -

+ 3 H 2 O

e -

=

+ H 2 O )

x

Cl - + 6 OH

-

6

Moltiplicando per il fattore e sommando membro a membro si ottiene:

6 NO + 12 OH - + ClO 3 -

+ 6 e - + 3 H 2 O

=

6 NO 2 - + 6 e - + 6 H 2 O + Cl - +

-

+ 6 OH

e semplificando si ottiene l’equazione ionica netta bilanciata:

6 NO + 6 OH - + ClO 3 - =

-

6 NO 2 - + 3 H 2 O + Cl

Per scrivere l’equazione completa, utilizziamo i reagenti e i prodotti indicati nell’equazione data; pertanto scriveremo:

6 NO + 6 NaOH + NaClO 3 = NaNO 2 + 3 H 2 O + NaCl

La specie che agisce da ossidante è la specie che si riduce, cioè NaClO 3 (Clorato di sodio). Essendo gli altri reagenti in eccesso, NaClO 3 sarà il reagente limitante; quindi si formerà un numero di equivalenti di NaNO 2 uguale a quello di NaClO 3 . Il numero di equivalenti di NaClO 3 si calcola moltiplicando il volume il litri della soluzione per la sua normalità : 1,3(L) x 0,6(eq/L) = 0,78 eq. Per calcolare la massa di NaNO 2 basterà moltiplicare il numero di

equivalenti (cioè 0,78) per il suo peso equivalente. Il peso equivalente (P Eq )

di un composto chimico si calcola dividendo il suo peso molare (P M ) per il

suo numero di equivalenza (z e ), che, nel caso delle reazioni redox,

corrisponde al numero di moli di elettroni messi in gioco quando reagisce

o

si forma una mole di detto composto. Dalla semireazione di ossidazione

si

ricava che il numero di equivalenza di NaNO 3 è 1 , quindi : P Eq = P M =

69 (g/eq). Pertanto la massa di KMnO 4 sarà pari a 0,78(eq) x 69(g/eq) = 53,8 g .

4

L’alluminio reagisce con acido nitrico secondo la seguente equazione:

Al(s) + HNO 3 (aq)

=

Al(NO 3 ) 3 (aq) + NH 3 (g) +

· Dopo averla messa in forma ionica, si bilanci e si completi l’equazione.

Si calcoli, inoltre, il volume di NH 3 gassosa, misurata a 100°C e 780 torr, che si ottiene facendo reagire 500 ml di una soluzione acquosa di HNO 3 al 15% in peso e densità di 1,08 g/ml, con 6,5 g di alluminio.

Soluzione:

Tenendo conto delle notazioni di fase, la reazione in forma ionica è :

Al +

H + + NO 3 -

=

Al 3+ + NO 3

-

+ NH 3 + …….

Lo ione NO 3 - in parte si riduce ad NH 3 e in parte resta invariato, per cui potremo eliminarlo solo a destra:

Al +

H + + NO 3 -

=

Al 3+ + NH 3 + …….

Ottenuta l’equazione ionica netta, la bilanceremo con il metodo abbreviato. La specie che si ossida è Al che passa dal n.o. = 0 al n.o.= + 3 cedendo 3 elettroni, per cui:

Al(0)

= 0 al n.o.= + 3 cedendo 3 elettroni, per cui: Al(0) Al( + 3) +

Al(+3) + 3 e -

L’ NO 3 -

n.o. = -3), per cui:

si riduce a NH 3 acquistando 8 elettroni (N passa da n.o.= + 5 a

N(+5) + 8 e -

8 elettroni (N passa da n.o.= + 5 a N( + 5) + 8 e -

N(-3)

Poiché gli elettroni ceduti dalla specie che si ossida devono essere uguali a quelli acquistati dalla specie che si riduce, bisogna moltiplicare per 8 la

prima semireazione abbreviata e per 3 la seconda. Per determinare questi fattori basta calcolare il minimo comune multiplo (m.c.m.) tra il numero di elettroni ceduti e quelli acquistati e dividerlo per il numero di elettroni in gioco nella semireazione abbreviata (nel nostro caso m.c.m. = 24, per cui

24/3 = 8 per l’ossidazione

e

24/8 = 3 per la riduzione).

24/3 = 8 per l’ossidazione e 24/8 = 3 per la riduzione). 8 Al(0) 3 N(

8 Al(0) 3 N(+5) + 24 e -

8 Al(+3) + 24 e - 3 N(-3)

8 Al(0) 3 N( + 5) + 24 e - 8 Al( + 3) + 24

I coefficienti così ottenuti vengono introdotti nell’equazione ionica:

8 Al +

H + +

3 NO 3 -

=

8 Al 3+

+

3 NH 3 + …….

Considerato che la reazione avviene in ambiente acido (HNO 3 ), per bilanciare la carica elettrica aggiungeremo il coefficiente 27 davanti ad H + :

8 Al +

27 H + +

3 NO 3 -

=

8 Al 3+

+

3 NH 3 + …….

E, infine, per bilanciare H e O aggiungeremo a destra 9 molecole di H 2 O:

8 Al +

27 H + +

3 NO 3 -

=

8 Al 3+

+

3 NH 3

+ 9 H 2 O

Per scrivere l’equazione completa utilizziamo i reagenti e i prodotti

indicati

nell’equazione data; per cui scriveremo:

8 Al + 27 HNO 3

=

8 Al(NO 3 ) 3 + 3 NH 3

+ 9 H 2 O

(ciò corrisponde ad aver aggiunto 24 ioni spettatori NO 3 - ad entrambi i membri dell’equazione)

Per calcolare il volume di NH 3 gassosa applicheremo l’equazione di stato nRT

dei

gas:

PV = nRT, da cui

V

P

.

Conoscendo la pressione

780 1

760

atm) e la temperatura (T = 100 + 273,16 = 373,16 K), per

ricavare il volume basterà calcolare le moli di NH 3 , che dipenderanno da

quelle del reagente limitante. Calcoliamo quindi le moli di HNO 3 e di Al . Per calcolare le moli di HNO 3 useremo la formula

moli = volume per molarità). La molarità della soluzione di HNO 3 può

(P=

,03

n = V M

(numero di

%

d

10

essere calcolata applicando la seguente relazione :

Pm % è la percentuale in peso, d è la densità della soluzione e Pm è il peso

M

, dove

1,08 15 10 = 2,57 63
1,08
15 10 = 2,57
63

molare del soluto. Applicando la formula si ha: M =

moli/litro. Il numero di moli è, quindi,

HNO 3 . Per calcolare le moli di Al basta dividere la massa in grammi per il peso molare:

n = 0,5 x 2,57 = 1,29 moli di

n

m 6,5

Pm

27,0

0,24

moli di Al

Per trovare il reagente limitante tra Al e HNO 3 , calcoliamo il Rapporto Stechiometrico (RS) e confrontiamolo con il Rapporto tra i Reagenti (RR):

8

RS = 27

= 0,296 ;

0,24 = 0,19.

RR = 1,29

Essendo

RR < RS

,

l’alluminio è in difetto stechiometrico e sarà il reagente limitante. Pertanto le moli di NH 3 che si formano dipendono da quelle di Al e potremo scrivere la seguente proporzione:

3 : 8 = n : 0,24

(se tre moli di NH 3 si ottengono da 8 moli di HNO 3 quante se ne otterranno da 0,24 moli ?)

da cui n = 0.090 moli di NH 3 . Infine calcoliamo il volume applicando la relazione già scritta:

V =

0,24 0,082 373,15 =

1,03

1,71 litri di NH 3

Calcolo del pH

1

Una soluzione acquosa di acido cloridrico ha un pH = 0,10. Si calcoli la sua molarità. Si calcoli, inoltre, il pH della soluzione che si ottiene aggiungendo a 300 ml della soluzione di acido cloridrico 30 grammi di ipoclorito di sodio (scrivere la reazione). ( La K a dell’acido ipocloroso è 3,0 . 10 -8 )

Soluzione:

L’acido cloridrico HCl è un acido forte monoprotico, pertanto è completamente dissociato in acqua. La concentrazione degli ioni H + (o meglio H 3 O + ) è uguale alla concentrazione dell’acido. Per risalire alla [H + ] partendo dal pH useremo la relazione inversa:

[H + ] = 10 -pH

.

Quindi nel nostro caso avremo :

M HCl = [H + ] = 10 -0,10 = 0,79 moli/litro

L’ipoclorito di sodio NaClO è un sale ad idrolisi basica e reagisce con HCl secondo la seguente reazione acido base:

NaClO + HCl

HClO + NaClcon HCl secondo la seguente reazione acido base: NaClO + HCl Il numero di moli di

Il numero di moli di HCl si calcola moltiplicando la molarità per il volume della soluzione, espresso in litri:

n = M V = 0,79 . 0.300 = 0,24 moli di HCl Il numero di moli di NaClO si calcola dividendo la massa in grammi per il peso molare del sale:

m 30

n = Pm

= 74,5

= 0,40 moli di NaClO

Riscriviamo la reazione riportando sopra ai reagenti le moli iniziali e sotto le moli rimaste dopo la reazione:

0,40 0,24

NaClO + HCl ---

0,16

reagenti le moli iniziali e sotto le moli rimaste dopo la reazione: 0,40 0,24 NaClO +

HClO + NaCl

0,24

0,24

HCl si consuma completamente essendo il reagente limitante. Dall’esame

dei composti si nota che in soluzione saranno presenti gli ioni Na + , Cl - ,

ClO - e l’acido debole HClO. Gli ioni Na + e Cl - non modificano il pH della soluzione acquosa essendo rispettivamente l’acido “coniugato” di una base fortissima (NaOH) e la base coniugata di un acido fortissimo (HCl). HClO (0,24 moli) e ClO - (0,16 moli) rappresentano invece una coppia coniugata (acido debole e suo sale con base forte) e origineranno una soluzione tampone. Il pH di detta soluzione può essere facilmente calcolato applicando la relazione:

pH = pK a - Log

n

a

n

b

in cui K a è la costante di dissociazione dell’acido debole ed n a

rappresentano il numero di moli dell’acido e della sua base coniugata. Il pK a dell’acido ipocloroso è 7,5 { pK a = - LogK a = - Log (3 . 10 -8 ) = 7,5 } per cui sostituendo si ha:

e

n b

0,24 = 7,3

pH = 7,5 - Log 0,16

2

Calcolare il pH una soluzione acquosa di acido acetico al 6,0 % in peso e avente densità di 0,98 g/ml . Si calcoli, inoltre, il pH di una soluzione ottenuta mescolando 500 ml della soluzione di acido acetico con 300 ml di una soluzione di NaOH 0,8 M. Che proprietà ha questa soluzione? ( La K a dell’acido acetico è 1,8 . 10 -5 )

Soluzione:

· Per determinare il pH dell’acido acetico, CH 3 COOH, è necessario conoscere la concentrazione molare della soluzione, che può essere

calcolata applicando la seguente relazione :

M

%

d

10

Pm

,

dove % è la percentuale in peso della soluzione, d è la densità della soluzione e Pm è il peso molare dell’acido .

Quindi

6,0

0,98 10 = 0,98

60,0

M =

(C a dell’acido acetico).

Poiché il rapporto

C

a

K

a

100

, il pH sarà dato dalla relazione:

1

pH = 2 pK a

+

1 2 pC a

Essendo pK a = - Log K a = - Log (1,8 . 10 -5 ) = 4,74

pC a = - Log C a = - Log (0,98) = 0.0088

e

si ha

1

1

pH = 2 4,74 + 2 0.0088 = 4,74

Mescolando la soluzione di acido acetico con quella di NaOH (idrossido

di sodio), avverrà la seguente reazione acido base:

CH 3 COOH + NaOH

la seguente reazione acido base: CH 3 COOH + NaOH CH 3 COONa + H 2

CH 3 COONa + H 2 O

Il numero di moli di acido e di base presenti all’inizio della reazione si possono calcolare moltiplicando la concentrazione molare della soluzione per il volume espresso in litri (n = M . V), per cui :

n NaOH = 0,8 . 0,3 = 0,24 moli

;

n CH3COOH = 0,98 . 0,5 = 0,49 moli

Riscriviamo la reazione riportando sopra i reagenti le moli iniziali e sotto

le moli rimaste dopo la reazione :

0,49

0,24

CH 3 COOH + NaOH

rimaste dopo la reazione : 0,49 0,24 CH 3 COOH + NaOH CH 3 COONa +

CH 3 COONa + H 2 O

0,25

0,24

--- NaOH si consuma completamente essendo il reagente limitante. Dall’esame dei composti si nota che, dopo la reazione, in soluzione

saranno presenti gli ioni

Na + , CH 3 COO - e l’acido debole CH 3 COOH.

Lo ione Na + non modifica il pH della soluzione acquosa essendo l’acido “coniugato” di una base fortissima (NaOH). CH 3 COOH (0,25 moli) e CH 3 COO - (0,24 moli) rappresentano invece una coppia coniugata (acido debole e suo sale con base forte) e origineranno una soluzione tampone. Il pH della soluzione può essere facilmente calcolato applicando la relazione:

pH = pK a - Log

n

a

n

b

in cui K a è la costante di dissociazione dell’acido debole ed n a e

n b

rappresentano il numero di moli dell’acido e della sua base coniugata. Per cui sostituendo si ha:

pH = 4,74 - Log 0,24 0,25

= 4,72

Pile

1

Si abbiano le seguenti coppie di ossido riduzione:

(in ambiente acido)

Cr 2 O 7 2 - (aq) / Cr 3+ (aq)

;

E° =

+ 1,33 V

[Cr 2 O 7 2 - ] = 1,5 M

;

[Cr 3+ ] = 0,8

;

pH = 0,4

Fe 2+ (aq) / Fe(s)

;

E° = - 0,44 V

;

[Fe 2+ ] = 0,9 M

Si riporti la rappresentazione schematica della pila formata da dette coppie

e se ne calcoli la f.e.m.

Si scriva inoltre la reazione globale della pila .

Soluzione:

La pila sarà formata da due semicelle contenenti le due coppie redox . Per individuare la semicella catodica e quella anodica scriveremo le equazioni bilanciate delle coppie redox e calcoleremo il potenziale elettrodico delle due semicelle.

Per la prima coppia redox scriveremo:

Cr 2 O 7 2 -

la prima coppia redox scriveremo: Cr 2 O 7 2 - Cr 3 + ; Cr

Cr 3+

;

Cr 2 O 7 2 -

bilanciando gli atomi di Cr avremo:

il Cr passa dal n.o. + 6 al n.o. +3 per cui per 2 atomi di Cr sarà :

2 Cr 3 + ;

per bilanciare la carica elettrica in ambiente acido aggiungeremo 14 H + a

carica elettrica in ambiente acido aggiungeremo 14 H + a 2 Cr 3 + ; Cr

2 Cr 3+

;

Cr 2 O 7 2 - + 6 e -

H + a 2 Cr 3 + ; Cr 2 O 7 2 - + 6

sinistra:

Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H +

- sinistra: Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H +

2 Cr 3+

;

Infine per bilanciare H e O aggiungeremo 7 di H 2 O a destra :

Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H +

Il potenziale elettrodico si calcola applicando la nota relazione:

[ox]

elettrodico si calcola applicando la nota relazione: [ox] 2 Cr 3 + + 7 H 2

2 Cr 3+

+ 7 H 2 O

0,05915

E = E° +

log

n [red]

che nel nostro caso diventa

E = 1,33 +

0,05915

[Cr O

2

7

2

][H

]

14

6

[Cr

3

]

2

log

E = 1,33 +

0,05915

1,5 0,40

14

log

6

0,8

2

= 1,28 volt

Per la seconda coppia redox scriveremo semplicemente:

Fe 2+

+ 2 e -

coppia redox scriveremo semplicemente: Fe 2 + + 2 e - Fe Il potenziale elettrodico si

Fe

Il potenziale elettrodico si ricava facilmente:

E = - 0,44 +

0,05915

2

log[Fe

2

]

Sostituendo il valore dato si ha:

E = - 0,44 +

0,05915

2

log0,9 = - 0,44 volt

Considerando i valori di potenziale, la semicella anodica (polo negativo, dove avviene il processo di ossidazione) conterrà la coppia Fe 2+ (aq) / Fe(s)

e sarà formata da un elettrodo di ferro immerso in una soluzione di ioni Fe 2+ ; la semicella catodica (polo positivo, dove avviene il processo di

riduzione) conterrà la coppia

elettrodo inerte (Pt) immerso in una soluzione di ioni Cr 2 O 7 2 - e Cr 3+ . La rappresentazione schematica della pila sarà la seguente:

Cr 2 O 7 2 - (aq) / Cr 3+ (aq)

e sarà formata da un

Fe Fe 2+ Cr 2 O 7 2 - , Cr 3+ , H +
Fe
Fe 2+
Cr 2 O 7 2 - , Cr 3+ , H +
Pt

La f.e.m. viene calcolata facendo la differenza tra il potenziale catodico

e quello anodico:

f.e.m. = 1,28 - (- 0,44) = 1,72 volt

La reazione globale si ricava considerando le semireazioni di riduzione (al catodo) e di ossidazione (all’anodo) :

Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H +

Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H + 2 Cr

2 Cr 3+

+ 7 H 2 O

(anodo)

Fe

Fe 2+ + 2 e -

(catodo)

Dopo aver moltiplicato per 3 la seconda equazione (in modo da rendere uguali il numero di elettroni ceduti dal Fe e il numero di elettroni acquistati

dal Cr 2 O 7 2 - ) , sommando membro a membro si ottiene la reazione globale:

Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H + ( Fe

Cr 2 O 7 2 - + 6 e - + 14 H + ( Fe

2 Cr 3+ Fe 2+ + 2 e - )

+ 14 H + ( Fe 2 Cr 3 + Fe 2 + + 2 e

+ 7 H 2 O

x

3

(anodo)

(catodo)

3 Fe + Cr 2 O 7 2 - + 14 H +

2 Cr 3 + 3+

+ 3 Fe 2+ + 7 H 2 O

Proprietà Colligative

1

Si calcoli la temperatura di congelamento di una soluzione acquosa di solfato di potassio all’ 8,5% in peso. (La costante crioscopica dell’acqua e Kcr = 1,86 °C . Kg/mole)

Soluzione:

Quando in un solvente viene sciolto un soluto poco volatile, si osserva un abbassamento della sua temperatura di congelamento (T f ), detto

abbassamento crioscopico ( T cr ) . Il t cr dipende dal tipo di solvente (ogni solvente ha una diversa costante crioscopia K cr ), dalla natura del soluto, dalla concentrazione molale della soluzione (m) e dal coefficiente di Wan’t

Hoff

nella soluzione dopo la dissociazione di una mole di soluto ;

i = 1 + ( - 1) ,

= numero di ioni che si originano dalla dissociazione del soluto.

“ i ” i = numero totale di moli di particelle che sono presenti

in cui

= grado di dissociazione del soluto

e

t cr = K cr . m . i

(1)

Il solfato di potassio K 2 SO 4 (un sale) si dissocia completamente in soluzione acquosa (è cioè un elettrolita forte e quindi = 1) originando 2 moli di ioni K + e 1 mole di ioni SO 4 2- per mole di sale; pertanto è :

i = 1 + 1 (3 – 1) = 3 . La concentrazione molale può essere ricavata dalla % in peso applicando la relazione:

m

% 1000

P m

(100

%)

dove P m è il peso molare del soluto. Pertanto

m

8,5 1000

174,3 (100

8,5)

1,25

moli/Kg. Sostituendo nella (1) si ha: t cr = 1,86 . 3 . 1,25 = 6,98 Considerato che la temperatura di congelamento dell’acqua è 0°C (273,16

K), la temperatura di congelamento della soluzione è : T f.solz = T f - t cr ;

quindi

T f. solz = 0 - 6,98 = - 6,98 °C

oppure

T f. solz = 273,16 - 6,98 = 266,17 K

2

Si calcoli la pressione osmotica, a 25°C, di una soluzione ottenuta sciogliendo 34 g di NaClO 4 in 550 ml di acqua. (La densità della soluzione è 1,12 g/ml.)

Soluzione:

Per calcolare la pressione osmotica useremo la relazione:

=

M R T . i
M R T . i

(1)

i

= coefficiente di Wan’t Hoff

M

= molarità della soluzione

R

= costante universale dei gas ( 0,082 L . atm /mol . K )

T

= temperatura assoluta

Il sale NaClO 4 (perclorato di potassio) si dissocia completamente in soluzione

( = 1) originando 1 mole di ioni Na + e 1 mole di ioni ClO 4 - per mole di sale;

quindi

i = 1+ 1(2 – 1) = 2 .

La molarità della soluzione può essere trovata calcolando prima la % in peso

e poi convertendo la % in peso in molarità

= % d 10 ) .

P

m

(M

Pertanto,

considerando che si hanno 550 g di acqua (la densità dell’acqua è 1 g/ml),

avremo:

% =

34

34

550

100 = 5,82

dell’acqua è 1 g/ml), avremo: % = 34 34 550 100 = 5,82 (il peso molare

(il peso molare del sale

P m =122,45).

M

5,82 1,12 10

122.45

= 0,53 mol/L

La temperatura assoluta è T = 25 + 273,16 = 298,16 K, per cui sostituendo nella (1) si ha:

25 + 273,16 = 298,16 K, per cui sostituendo nella (1) si ha: = 2 0,53

= 2 0,53 0,082 298,15 = 25,9 atm

3

Si calcoli la temperatura di ebollizione di una soluzione acquosa di acido acetico (CH 3 COOH) 0,08 molale, sapendo che l’acido vi è dissociato per il

13%. La costante ebullioscopica dell’acqua è K e = 0,52 °C . Kg / mole.

Soluzione :

Quando in un solvente viene sciolto un soluto non volatile, si osserva un innalzamento della sua temperatura di ebollizione (T e ), detto innalzamento ebullioscopico ( T e ). Il T e dipende dal tipo di solvente (ogni solvente ha una diversa costante ebullioscopica K e ), dalla natura del soluto, dalla concentrazione molale della soluzione e dal coefficiente di Van’t Hoff :

T e = K e . m . i

L’acido acetico è un elettrolita debole e quindi non completamente dissociato in soluzione. Essendo dissociato per il 13%, sarà = 0,13.

La sua dissociazione origina uno ione CH 3 COO - e uno ione H + (meglio

H 3 O + ), per cui è = 2. Per il calcolo del coefficiente di Van’t Hoff si ha :

i = 1 + ( - 1) = 1 + 0,13 (2 – 1) = 1 + 0,13 = 1,13 T e = 0,52 x 0,08 x 1,13 = 0,047

Considerato che la temperatura di ebollizione dell’acqua (p = 1 atm) è 100 °C (273,16 K), la temperatura di ebollizione della soluzione è :

T e solz = T e H 2 O + T e = 100 + 0,047 = 100,047 °C

T e solz = 273,16 + 0,047 = 273,21 K

oppure

Geometrie molecolari e risonanza

1

Si determini la geometria e la distribuzione degli elettroni dello ione solfato.

Soluzione:

Lo ione solfato SO 4 2 - è formato da un atomo di zolfo e da quattro atomi di ossigeno. Sia O che S appartengono al 6° gruppo e hanno 6 elettroni di valenza ciascuno, per un totale di 30 elettroni a cui vanno aggiunti 2 elettroni per la doppia carica negativa dello ione. In totale dovremo considerare 32 elettroni, cioè 16 doppietti. L’atomo di zolfo è l’atomo centrale (è, infatti, il meno elettronegativo) ed è legato agli atomi di ossigeno da 4 legami sigma. Lo “scheletro” dello ione è :

O

O

S
S

O

O

Per i quattro legami sigma abbiamo utilizzato 4 doppietti .

I restanti 12

doppietti vanno sistemati attorno agli atomi, fino a completarne l’ottetto (4 doppietti), cominciando dagli atomi più elettronegativi. Otterremo la seguente formula:

2- O O S O O
2-
O
O
S
O
O

dalla quale possiamo ricavare il numero sterico dello zolfo, che è dato dalla somma tra il numero dei doppietti di legame e gli eventuali doppietti solitari che stanno intorno all’atomo centrale . Il numero sterico dello zolfo nello ione solfato è quindi 4 (intorno all’atomo di S ci sono 4 doppietti di legame e nessun doppietto solitario). Applicando la teoria VSEPR (cioè la teoria che stabilisce che la repulsione tra i doppietti intorno all’atomo centrale debba essere minima) si può concludere che lo ione solfato deve

avere geometria tetraedrica, con l’atomo di S al centro del tetraedro e gli atomi di ossigeno ai quattro vertici:

O

O S
O
S

O

O

(I legami a tratto intero sono diretti verso chi legge, quelli tratteggiati sono diretti dalla parte opposta)

Per formare i 4 legami sigma, l’atomo di S utilizza orbitali ibridi sp 3 , che hanno simmetria tetraedrica (sono cioè diretti verso i vertici di un tetraedro).

La distribuzione degli elettroni nella formula

2- O O S O O
2-
O
O
S
O
O

non è la sola possibile in quanto lo S, appartenendo al 3° periodo, può avere intorno a se più di quattro doppietti (“espansione” dell’ottetto). Per valutare la stabilità delle varie distribuzioni di elettroni, bisogna calcolare la “carica formale” di tutti gli atomi dello ione. Nel calcolo della carica formale a ciascun atomo viene assegnato 1 elettrone per ogni legame covalente a cui partecipa. La carica formale (c. f.) di un atomo si ricava con l’espressione :

c. f. = n° elettroni di valenza – (n° dei legami + n° elettroni di non legame) Nel caso della distribuzione di elettroni su riportata avremo:

c. f. di S = 6 – (4 + 0) = 2

;

c. f. di O = 6 – (1 + 6) = 6 – 7 = -1

1- 2- 1- O O S O 2+ 1- O 1-
1-
2-
1- O
O
S
O
2+
1-
O
1-

Le distribuzioni elettroniche più stabili (e quindi più probabili) saranno quelle che avranno il più basso valore della sommatoria dei valori assoluti delle cariche formali degli atomi ( |q| ). Per la distribuzione su riportata |q| = 4 x 1 + 2 = 6. Al fine di abbassare il |q| utilizziamo una coppia solitaria sull’ossigeno per formare un doppio legame S=O. Questo è possibile in quanto sia lo S che l’O possiedono orbitali a simmetria : orbitali 3d vuoti lo zolfo e orbitali 2p pieni l’ossigeno.

1- 2- O O S O 1- 1+ 0 O 1-
1-
2-
O
O S
O
1- 1+
0
O
1-

Questa distribuzione di elettroni, non comporta alcuna variazione della geometria dello ione (che resta tetraedrica) ma ha un |q| = 4 x 1 = 4 e quindi è più stabile della precedente. Ovviamente esisteranno altre 3 distribuzioni simili (con il doppio legame in alto, in basso e a sinistra). Formando un altro doppio legame S=O si ottiene la seguente distribuzione:

0 2- O 1- O S O 0 O 0 1-
0
2-
O
1-
O
S
O
0
O 0
1-

che, avendo un |q| = 2 x 1 = 2, è ancora più stabile. Può essere visto facilmente che esisteranno altre 5 distibuzioni simili (con i doppi legami in alto-sinistra, basso-sinistra, basso-destra, alto-basso, destra-sinistra). Formando un altro doppio legame non si ottiene una ulteriore diminuzione del |q| , che non può essere minore del valore assoluto della carica ionica ( 2 in questo caso), e, inoltre, si avrebbe una carica formale negativa sull’atomo di S, meno elettronegativo :

2- O 0 O S O 1- 0 0 O 1-
2-
O
0
O
S
O
1-
0
0
O
1-

La vera distribuzione degli elettroni sarà un ibrido di risonanza tra le 11 differenti distribuzioni sopra descritte: avranno maggior “peso” le distribuzioni con un |q| più basso (in altri termini la vera distribuzione degli elettroni sarà più “simile” alle distribuzioni più stabili). Riassumendo:

1- 2- 1- 2- 0 2- O O 1- O 1- O S O O
1-
2-
1-
2-
0
2-
O
O
1- O
1-
O
S
O
O S
O
O S
O
2+
1- 1+
1-
0
O
O 0
0
O
1-
1-
1-
Più 3 simili
Più 5 simili

2

Si determini la geometria e la distribuzione degli elettroni dell’acido nitrico.

Soluzione:

L’acido nitrico HNO 3 è un ossiacido e può essere scritto nella forma

EO y (OH) x che evidenzia l’atomo centrale E e i gruppi legati ad esso. Per HNO 3 si

può,

quindi, scrivere:

NO 2 OH L’acido nitrico è formato da un atomo di azoto con 5 elettroni di valenza, 3 atomi di ossigeno con 6 elettroni di valenza ciascuno e 1 atomo di idrogeno con 1 elettrone di valenza; il numero totale degli elettroni di valenza disponibili per la formazione dei legami è 24, corrispondente a 12 doppietti. Lo scheletro della molecola è formato dall’atomo di N a cui sono legati due atomi di O e un gruppo OH:

O

N O
N
O

O

H

Per i quattro legami sigma abbiamo utilizzato 4 doppietti .

I restanti 8

doppietti vanno sistemati attorno agli atomi, fino a completarne l’ottetto (4

doppietti), cominciando dagli atomi più elettronegativi (Ossigeno). Otterremo la seguente formula:

O N O O
O
N
O
O

H

dalla quale possiamo ricavare il numero sterico dell’azoto, che è dato dalla somma del numero dei doppietti di legame e degli eventuali doppietti solitari che stanno intorno all’atomo centrale . Il numero sterico dell’azoto nell’acido nitrico è quindi 3 (intorno all’atomo di N ci sono 3 doppietti di legame e nessun doppietto solitario). Applicando la teoria VSEPR (cioè la teoria che stabilisce che la repulsione tra i doppietti intorno all’atomo centrale debba essere minima) si può concludere che la molecola deve avere geometria trigonale planare, con l’atomo di N al centro di un triangolo equilatero e gli atomi di ossigeno ai vertici (l’angolo tra i legami è di 120°):

O N O O
O
N
O O

H

Per formare i 3 legami sigma, l’atomo di N utilizza orbitali ibridi sp 2 , che hanno simmetria trigonale (sono cioè diretti verso i vertici di un triangolo equilatero). La distribuzione degli elettroni nella formula precedente evidenzia che l’atomo di azoto non ha completato l’ottetto e che si ha un |q| = 4 (sommatoria dei valori assoluti delle cariche formali degli atomi ; vedi esercizio precedente) :

1- O N O O 2+ 1- 0
1-
O
N
O
O 2+
1-
0
0
0

H

Questa distribuzione di elettroni sarà, pertanto, poco stabile. Si può completare l’ottetto dell’azoto e abbassare il |q| utilizzando una coppia solitaria di un atomo di ossigeno con carica formale negativa per formare un doppio legame N=O. A questo scopo verranno utilizzati l’orbitale 2p vuoto dell’azoto e un orbitale 2p pieno dell’ossigeno.Si otterranno due diverse distribuzioni di elettroni :

1- 0 O O N H N H 0 O 1+ O 0 O 1+
1-
0
O
O
N
H
N
H
0
O 1+
O
0
O 1+
O
0
1- 0
0

La vera distribuzione degli elettroni sarà un ibrido di risonanza tra le 3 differenti distribuzioni su descritte: avranno maggior “peso” le distribuzioni con un |q| più basso (in altri termini la vera distribuzione degli elettroni sarà più “simile” alle distribuzioni più stabili in cui l’azoto ha completato l’ottetto). Riassumendo, avremo:

1- O 0 N H O O 2+ 0 1- 0
1-
O
0
N
H
O
O 2+
0
1-
0
1- O N O 1+ O 0
1-
O
N
O 1+
O
0
0 O H N H 0 O 1+ O 0 1- 0
0
O
H
N
H
0
O 1+
O
0
1- 0

Metodi di Preparazione

1

Scrivere due metodi di preparazione del bromuro di zinco :

Zn(OH) 2 + 2 HBr

di preparazione del bromuro di zinco : Zn(OH) 2 + 2 HBr ZnBr 2 + 2

ZnBr 2 + 2 H 2 O

Zn + 2 HBr ZnBr 2 + H 2 Altri metodi : ZnCO 3 +
Zn + 2 HBr
ZnBr 2 + H 2
Altri metodi :
ZnCO 3 + 2 HBr
ZnBr 2
+
H 2
ZnO + 2 HBr
ZnBr 2 + H 2 O

O

+ CO 2

2 HBr ZnBr 2 + H 2 ZnO + 2 HBr ZnBr 2 + H 2

ZnSO 4 + BaBr 2

ZnSO 4 + BaBr 2 ZnBr 2 + BaSO 4

ZnBr 2 + BaSO 4

ZnSO 4 + BaBr 2 ZnBr 2 + BaSO 4

(

si allontana come specie gassosa ; insolubile )

si allontana come specie gassosa ; insolubile )

( si allontana come specie gassosa ; insolubile ) precipita come composto

precipita come composto

2

Scrivere due metodi di preparazione del nitrato rameico :

CuO + 2 HNO 3

Cu(NO 3 ) 2 + H 2 O 3 ) 2 + H 2 O

CuCl 2 + 2 AgNO 3

Cu(NO 3 ) 2 3 ) 2

+ 2 AgCl

Altri metodi:

2 + 2 AgNO 3 Cu(NO 3 ) 2 + 2 AgCl Altri metodi: 3 Cu

3 Cu + 8 HNO 3

3 Cu(NO 3 ) 2 + 2 AgCl Altri metodi: 3 Cu + 8 HNO 3

3 Cu(NO 3 ) 2

+ 2 NO + 4 H 2 O

Cu(OH) 2 + 2 HNO 3

CuCO 3 + 2 HNO 3

+ 4 H 2 O Cu(OH) 2 + 2 HNO 3 CuCO 3 + 2 HNO

Cu(NO 3 ) 2 + 2 H 2 O

Cu(NO 3 ) 2 3 ) 2

+ H 2 O + CO 2

O Cu(OH) 2 + 2 HNO 3 CuCO 3 + 2 HNO 3 Cu(NO 3 )

Formule per le conversioni delle concentrazioni

(La grandezza di sinistra è espressa il funzione di quella in alto)

% M N m % = M N m P 100 P m P eq
%
M
N
m
%
=
M
N
m
P
100
P m
P eq
m
10
d
10
d
m
P
1000
m
M
=
% d 10
N
m
d 1000
P
z
m
P
1000
m
e
m
N
=
% d 10
M z
m
z
d 1000
e
e
P
m
P
1000
eq
m
m =
% 1000
M 1000
1000 N
(100 - %) P
d
1000 - M
P
(d
1000 - N
P
)
z
m
m
eq
e

% = Percentuale in peso del soluto ( grammi di soluto / 100 grammi di soluzione)

M =

N = Z e =

P m = P eq =

m = Molalità ( numero di moli di soluto / Kg di solvente )

d = Densità della soluzione (g/ml)

Molarità ( numero di moli di soluto / litro di soluzione ) Normalità ( numero di equivalenti di soluto / litro di soluzione) Numero di equivalenza del soluto Peso molare del soluto Peso equivalente del soluto