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Dinamica

La dinamica la parte della meccanica che si occupa dello studio del moto
dei corpi e delle sue cause o, pi precisamente, delle circostanze che lo
determinano e lo modificano.

La dinamica si basa su dei principi - principi della dinamica - che


costituiscono la base concettuale della branca della fisica che studia e
descrive le relazioni tra il movimento di un corpo e gli enti che lo modificano.
Essi costituiscono degli assiomi che sono proposti solo sulla base di
osservazioni empiriche e di astrazioni concettuali successive.

Tali principi vengono anche detti Principi di Newton, dal nome dello
scienziato che li ha proposti nel celebre Philosophiae Naturalis Principia
Mathematica, pubblicato nel 1687.

Ai principi di Newton si affianca, nella meccanica classica, il principio di


relativit di Galileo che stabilisce l'invarianza dei principi di Newton sotto
taluni cambiamenti di coordinate, dette appunto trasformazioni galileiane.

Questi principi sono validi in sistemi di riferimento inerziali e per


velocit lontane da quella della luce.
LE TRE LEGGI DI NEWTON

Le tre leggi di Newton:


il principio di inerzia;
la relazione tra la forza e la variazione
del moto che laccompagna;
il principio di azione e reazione.
LA PRIMA LEGGE DI NEWTON:
PRINCIPIO DINERZIA
Un corpo in quiete o in moto rettilineo uniforme rimane
indefinitamente nel suo stato di moto, se non interviene una causa
esterna a perturbarlo.

E una idealizzazione

1. Nel nostro Universo non esiste alcun luogo in cui un


corpo sia completamente esente da influenze esterne.
2. Il concetto di moto rettilineo infinito irrealistico,
specialmente in un cosmo affollato di galassie.

La prima legge di Newton valida solamente nei


sistemi di riferimento inerziali
LA FORZA

Si definisce forza la grandezza fisica


capace di imprimere movimento o
deformazione ad un corpo.

La forza una grandezza fisica vettoriale

Per misurare una forza si pu utilizzare un dinamometro.


LA FORZA
La forza lagente di variazione;
Nella dinamica la forza lagente che modifica il moto;
Non osservabile direttamente;
Viene percepito solo leffetto, la variazione prodotta;
E una grandezza vettoriale:
valore numerico (con unappropriata unit di misura),
direzione,
verso.

La forza risultante, ossia il risultante di tutte le forze che agiscono


su un corpo, si manifesta come una variazione del moto del corpo.

Quando la forza netta agente su un corpo nulla, la velocit del


corpo non pu cambiare, ossia il corpo non pu accelerare.
LA MASSA

La massa di un corpo la caratteristica che mette in relazione la


forza applicata al corpo con laccelerazione che ne risulta.

Esempio: Consideriamo una palla da bowling ed una da baseball a cui


applichiamo la stessa intensit di forza.

La prima palla avr unaccelerazione minore della seconda ovvero:


m2 a1
m1 a2

ovvero il rapporto delle masse di due corpi uguale allinverso del


rapporto delle loro accelerazioni quando sono soggette alla stessa
forza
LA SECONDA LEGGE DI NEWTON

La forza netta agente su un corpo uguale al prodotto della sua


massa per laccelerazione del corpo.

Fnet = m a

Questa equazione equivale a tre equazioni scalari, in cui sono messe in relazione
le tre componenti della forza risultante che agisce su un corpo con le tre
componenti dellaccelerazione di quel corpo.

Fnet,x= m ax; Fnet,y= m ay; Fnet,z= m az

Nel SI, F si misura in Newton (N):


1 N = 1 kg m/s2
LA FORZA GRAVITAZIONALE

Il peso (o forza di gravit o forza peso), ovunque in prossimit della


Terra, la forza diretta verticalmente ed orientata verso il centro
della Terra, alla quale un corpo soggetto in conseguenza
dellinterazione gravitazionale fra la Terra ed il corpo.

La seconda legge di Newton applicata alla forza gravitazionale :

Fg = m g
g = accelerazione di gravit, diretta e orientata secondo la verticale
discendente.

Maggiore la massa, maggiore la forza peso.

La forza gravitazionale agisce su un corpo


anche quando non in caduta libera.
IL PESO

Il peso di un corpo il modulo della forza netta richiesta per


evitare che il corpo cada e, quindi, per controbilanciare la forza di
gravit agente sul corpo.

Fnet = ma

cio P Fg = m (0)

ossia P = Fg

sostituendo mg a Fg ho:

P=mg
La differenza tra peso e massa

Il peso di un corpo si annulla in assenza di forza gravitazionale;

La massa associata alla materia di un corpo rimane sempre


costante, dovunque nello spazio.

La massa una propriet di un esemplare di materia immerso


nellUniverso in generale.
E indipendente dalla distribuzione locale di materia ed costante
dappertutto sulla Terra.
A grande distanza da tutti i corpi, il peso di un esemplare di
materia si annulla, la massa invece non si annulla mai.
LA FORZA NORMALE

FN sempre perpendicolare alla


superficie.
Fg
Di solito diretta verticalmente e
orientata allins.

La forza peso Fg ha sempre


FN direzione verticale e verso allingi.

Applicando la seconda legge di Newton, abbiamo (asse y verso lalto) :


FN - Fg = may cio FN mg = may ovvero FN = m (g + ay)
LA FORZA ELASTICA

Legge di Hooke

F = -kd

Il segno meno indica che la forza


elastica della molla orientata in
senso opposto allo spostamento del
suo capo libero dalla posizione di
riposo.

d lo spostamento della molla dalla


posizione di riposo

k la costante elastica ed una


misura della rigidit della molla.

Lunit SI per k N/m


LA TERZA LEGGE DI NEWTON

Terza legge di Newton o principio di azione e reazione

Quando due corpi interagiscono, le forze esercitate da un corpo


sullaltro sono sempre uguali fra loro e dirette verso parti opposte.

L'interazione di due corpi avviene sempre mediante una forza


(azione) e una forza di modulo uguale e direzione orientata opposta
(reazione).

Le forze si esercitano sempre a due a due, ossia in coppie.

Per coppia di forze si intende due forze parallele (aventi la stessa


direzione) e discordi (aventi versi opposti), di modulo uguale.
LA TERZA LEGGE DI NEWTON

Fma,pa = forza della mano sul palloncino


Fpa,ma = reazione del palloncino sulla mano
Fpa,ma = Fma,pa
Fpa,ma Fma,pa
Fmu,pa Fpa,mu Il palloncino trasmette al muro la forza
esercitata dalla mano.
Fpa,mu = forza del palloncino sul muro.
Fmu,pa = reazione del muro sul palloncino.
Fpa,mu = Fmu,pa

Fmu,pa e Fma,pa Fma,pa e Fpa,ma


non sono una coppia di forze di sono una coppia di forze di azione e
azione e reazione perch: reazione perch:
Pur avendo lo stesso modulo Hanno lo stesso modulo
Pur avendo direz. orientate Hanno direzioni orientate
opposte opposte
Agiscono sullo stesso corpo Non agiscono sullo stesso corpo
LA TERZA LEGGE DI NEWTON

Il motore di un razzo lancia ad alta velocit un numero enorme di


piccoli corpi, di molecole.

Durante il lancio i razzi impulsori (booster) a combustibile solido


della navetta spaziale (space shuttle) espellono 8.5 t al secondo di
gas di scarico.

I motori espellono il gas verso il basso e questi, a loro volta,


spingono il razzo verso lalto (azione e reazione).

I razzi dunque non assicurano la propria propulsione esercitando


una spinta contro il suolo o latmosfera, ma unicamente sfruttando il
principio di azione e reazione.
DIAGRAMMA DEL CORPO LIBERO

Diagramma del corpo libero (o diagramma delle forze): permette


di visualizzare graficamente le forze applicate ad un corpo.

Si isola il corpo dal resto del sistema ed in particolare:


si rimuove tutto ci che in contatto con il corpo;
si sostituisce con un vettore forza ciascuna di queste cause
di interazione.

Si ottiene cos unimmagine del corpo isolato, con un insieme di


vettori forza, agenti su di esso.

Fn

Fp
Esercizio n.1
Due ragazzi tirano con delle corde una slitta (Ms = 3.4 kg) su cui seduto un
bambino (MB = 17 kg). Entrambi i ragazzi tirano con forza F=55 N formando
ognuno un angolo di 35 rispetto alla direzione del moto. La neve esercita una
forza resistente FR = 57 N in verso opposto al moto. Trovare laccelerazione
della slitta e del bambino.

Soluzione
Applichiamo la 2 legge di Newton nella
direzione del moto:

2 F cos -FR = (Ms + MB ) a


2 55 cos(35) 57 = 20,4 a
a = 33,1 / 20.4 m/s2 = 1,6 m/s2

Nota che le componenti di F perpendicolari al moto hanno lo stesso modulo (F sin


), ma versi opposti e quindi la forza risultante in direzione perpendicolare al
moto nulla.
Esercizio n.2
Una massa M collegata ad una seconda massa m tramite una fune inestensibile.
M scivola orizzontalmente sul piano di un tavolo, m sospesa nel vuoto e si muove
verticalmente, mentre la fune piegata al bordo del tavolo da una carrucola con
massa trascurabile. Determinare la legge oraria che regola il moto del sistema.

La massa m soggetta alla forza


peso ; il filo inestensibile, di
massa trascurabile, trasmette sul
corpo M una forza pari alla tensione
esercitata sul filo dalla forza peso
F = P = mg.

Il sistema di massa M+m risulta soggetto ad


un'accelerazione costante
M e m si muoveranno contemporaneamente con la medesima accelerazione
costante, ma con direzioni diverse. Visto che il moto uniformemente
accelerato, valgono le formule:

per cui possiamo scrivere:


Forze nel piano inclinato

corpo di x direzione e verso del moto


y massa m
Origine x,y baricentro del corpo
Fn
No attrito

x F=ma
Fp Equazione vettoriale
q
Asse x:
Fn x Fn,x = 0
y Fp sin = m ax
Fn Fp,x = Fp sin

Fp,x Asse y:
x q Fn,y = Fn Fn - Fp cos = 0
Fp,y
Fp Fp,y = - Fp cos
q 2 equazioni
2 incognite
LA FORZA DATTRITO

Attrito = interazione elettromagnetica tra atomi che possono


essere in qualsiasi stato macroscopico: solido, liquido, gassoso.

Attrito liquido-gas:
rallenta le gocce di pioggia,
permette al vento di rendere agitato il mare.
Attrito solido-liquido:
rallenta il movimento del petrolio negli oleodotti,
rallenta il movimento del sangue nei vasi,
Attrito solido-gas
ostacola il movimento dell'acqua nelle pompe, nei tubi e nei polmoni,
rallenta i pattinatori, i ciclisti e le automobili (alla velocit di 110
km/h un'automobile tipica consuma il 70% del proprio combustibile
per spingere via l'aria dal proprio cammino).
LA FORZA DATTRITO

Una forza, che si oppone a un moto incipiente o in


atto, detta forza di attrito o, pi semplicemente,
attrito.

La forza agisce parallelamente alla superficie, in verso opposto,


alla direzione del moto desiderato.

Attrito statico: impedisce che un moto avvenga


Attrito dinamico (o cinetico): si oppone ad un moto che in atto.
ATTRITO STATICO
Fn F = forza non sufficiente a muovere il blocco (a=0)
Se a = 0 F = 0
F
Fa Deve esistere una forza che bilanci F
= F in modulo = direz., verso opposto
Fp
Forza di attrito radente statico (Fa)

Fs,max = s FN

s = coefficiente di attrito statico o coefficiente di attrito


(radente) al primo distacco (dipende dai materiali a contatto)
ATTRITO DINAMICO
Fn
F > Fmax Il blocco si muove in direzione di F

F Fa = Forza di attrito dinamico (o cinetico)


Fa
opposta al moto

Fp
Fk = k FN

k = coefficiente di attrito dinamico (o cinetico).

La forza di attrito dinamico direttamente proporzionale


Fa,max Fn
alla forza normale

Fa indipendente dallestensione apparente dellarea di


contatto tra le due superfici solide.
TABELLA CON ALCUNI VALORI DI ms e md
Valore adimensionale;
Coefficiente di proporzionalit di natura sperimentale;
Dipende dai materiali che costituiscono le superfici in contatto;

Materiale ms md
Acciaio su ghiaccio 0,1 0,05
Fune su legno 0,5 0,3
Scarpe su ghiaccio 0,1 0,05
Scarponi da alpinismo su roccia 1,0 0,8
Scarpe con suole di cuoio su legno 0,3 0,2
Scarpe con suole di gomma su legno 0,9 0,7
Pneumatici su calcestruzzo asciutto 1,0 0,7
Pneumatici su calcestruzzo bagnato 0,7 0,5
Pneumatici su calcestruzzo ghiacciato 0,3 0,02

Lattrito statico solitamente maggiore di quello dinamico.


LA FORZA DATTRITO: PROPRIETA

1) Se il corpo non in moto, la forza di attrito


statico fs e la componente di F parallela alla
superficie hanno la stessa intensit, e fs,
diretta nella direzione della componente di F ma
in sen so opposto;

2) Lintensit di fs pu raggiungere un valore max


dato da: fs,max = s FN

3) Se il corpo comincia a scivolare lungo la superficie,


lintensit della forza di attrito decresce
rapidamente fino al valore fk = k FN
RESISTENZA DEL MEZZO E VELOCITA LIMITE

Quando tra un fluido ed un corpo esiste una velocit relativa non


nulla, sul corpo agisce una forza di resistenza del mezzo D che si
oppone al moto relativo.
Quando il fluido un gas (es: aria), si parla di resistenza
aerodinamica.

La forza di resistenza aerodinamica legata alla velocit relativa v


da un coefficiente, determinato sperimentalmente, detto
coefficiente di resistenza del mezzo o coefficiente di resistenza
aerodinamica, secondo lequazione:

D = C A v2

= massa volumica dellaria


A = area efficace della sezione trasversale del corpo
RESISTENZA DEL MEZZO E VELOCITA LIMITE

Quando un oggetto arrotondato, partendo da fermo, cade nelaria,


D di oppone alla forza di gravit agente sul corpo ed aumenta
gradualmente, partendo da zero, man mano che cresce la velocit
del corpo

D Fg = ma

La resistenza del mezzo aumenta fino a controbilanciare la forza


di gravit, ovvero la velocit del corpo non aumenter pi ed il
corpo cadr da quel momento con una velocit limite costante vt,
detta anche velocit di regime o velocit di saturazione, il cui
valore :

CAv2 mg = 0

vt = (2Fg / C A)
IL CENTRO DI MASSA
Il centro di massa di un corpo o di un sistema di corpi il punto che
si muove come se tutta la massa fosse ivi concentrata e come se
tutte le forze esterne ivi agissero.
y

xc.d.m.

m1 m2

x1 d

x2

X cdm = (m1x1 + m2x2) / m1 + m2


IL CENTRO DI MASSA
SISTEMA DI PUNTI MATERIALI

La seconda legge di Newton per un sistema di punti materiali


espressa dallequazione: Fnet = Macdm, dove:

1) Fnet la somma vettoriale di tutte le forze esterne che agiscono


sul sistema, escluse le forze interne interagenti nel sistema;

2) M la massa totale del sistema. Si suppone che nessuna massa


entri o lasci il sistema durante il moto, in modo che M rimanga
costante (sistema chiuso);

3) acdm laccelerazione del centro di massa del sistema.


Esercizio n.1
Una particella si muove lungo lasse delle x.
La sua posizione in funzione del tempo data dallequazione x= At 2+B, dove
A= 2.10 m/s2 e B=2.80 m.
1) Determinare lo spostamento durante lintervallo di tempo da t1=3.0 s a
t2=5.0 s;
2) Determinare la velocit media durante questo intervallo di tempo;
3) Determinare lintensit della velocit istantanea quando t=5.0 s.

1) Per t1=3.0 s, la posizione della particella :


x1 = At12+B = (2.10 m/s2) (3.0)2 + 2.80 m = 21.7 m
Per t2=5.0 s,
la posizione della particella : x2 = At12+B = (2.10 m/s2) (5.0)2 + 2.80 m =
55.3 m

Quindi, lo spostamento x2 - x1 = 55.3 m 21.7 m = 33.6 m

2) Lintensit della velocit media :

v = x2 - x1 / t2- t1 = 33.6 / 2.0 = 16.8 m/s


Esercizio n.1
Una particella si muove lungo lasse delle x.
La sua posizione in funzione del tempo data dallequazione x= At 2+B, dove
A= 2.10 m/s2 e B=2.80 m.

3) Determiniamo la velocit istantanea per ogni tempo t (cio determiniamo


v in funzione di t) e poniamo poi t = 5.0 s.

Per ogni tempo t, la posizione sar x= At2+B

Per un tempo leggermente successivo, t+t, la posizione sar cambiata di un


valore x.

La nuova posizione sar x + x, dove:


x + x = A(t+t)2 + B = At2+ 2At(t) + At2 +B

Per trovare x, sottraiamo x= At2+B da entrambi i lati dellequazione


troviamo:
x = 2At(t) + At2
La velocit media durante il tempo t : v = x/ t = 2At+ At

Per trovare la velocit istantanea dobbiamo far tendere t a zero, in modo


che lultimo termine sulla destra divenga zero e si avr:
v = 2At = (4.20 m/s2 ) (t), allora per t = 5.0s avr v = (4.20 m/s2 ) (5.0 s) =
21.0 m/s

Applicando la funzione matematica v = dx/dt = d (At2+B) / dt = 2At = (4.20


m/s2 ) (t),
Il cui valore per t = 5.0 s v = 21.0 m/s.
Esercizio n. 2
Una particella si muove lungo lasse delle x.
La sua posizione in funzione del tempo data dallequazione x= At2+B, dove
A= 2.10 m/s2 e B=2.80 m.
1) Determinare la sua accelerazione media durante lintervallo di tempo da
t1=3.0 s a t2=5.0 s;
2) Determinare la sua accelerazione istantanea in funzione del tempo.

1) Nellesercizio n.1 abbiamo visto che la velocit, per ogni tempo t,


v = (4.20 m/s2 ) (t).

Perci per t1=3.0 s, v1 = (4.20 m/s2 ) (3.0 s) = 12.6 m/s

e per t2=5.0 s, v2 = (4.20 m/s2 ) (5.0 s) = 21.0 m/s

Quindi laccelerazione media :

a = (21.0 m/s) (12.6 m/s) /5.0 3.0 = 4.2 m/s2

2) Usiamo:
v d v
a lim
t 0 t dt
Per ogni tempo t, v = (4.20 m/s2) (t); un po pi tardi, al tempo t +t,
la velocit sar cambiata di un valore v, cos che adesso sar v +
v, dove:
v + v = (4.20 m/s2) (t +t)

Quando sottriamo v = (4.20 m/s2) (t) da entrambi i lati, otteniamo:


v = (4.20 m/s2) (t)

Perci a = 4.20 m/s2 ovvero laccelerzione costante e non dipende


dal tempo.
Esercizio n. 3
Una particella, in posizione iniziale x = 0, accelera lungo lasse delle x fino a
raggiungere una velocit di 60 Km/h in 5.0 s.
Qual lintensit della sua accelerazione media?

Dallequazione dellaccelerazione media, possiamo ricavare che:

a = v / t cio a = (vf 0)/(tf - 0) = (60 Km/h) (0 km/h) / 5.0 s

60 Km/h = 16.67 m/s

Esercizio n. 4
Per utilizzare un aeroporto, un aeroplano deve raggiungere, prima di
decollare, una velocit di 100 Km/h (27.8 m/s) e pu accelerare a 2.0 m/s 2.
Se la pista di decollo lunga 150 m, sar possibile a questo aereo
raggiungere la sua velocit di decollo?

Usiamo la 5^ equazione del m.u.a. v 2 v 02 2as


con x0 = 0, v0 = 0, x = 150 m e a = 2.0 m/s2,

Allora: v2 = 0 + 2 (2.0 m/s2) (150 m) = 600 m/s2

v = 600 m/s2 = 24.5 m/s


Sfortunatamente la lunghezza della pista non sufficiente.

Come posso calcolare la lunghezza della pista necessaria al decollo


dellaeroplano?
Risolvendo leq.ne rispetto a s = x x0
Esercizio n. 5
Una persona lancia una palla verso lalto, nellaria, con una v = 15 m/s.
Calcolare:
1) Quanto va in alto;
2) Quanto tempo impiega per raggiungere la max altezza;
3) Per quanto tempo la palla resta in aria prima di ritonare al punto dal
quale stata lanciata;
4) La velocit della palla quando torna alla posizione originaria;
5) Qual il tempo t quando si trova ad 8.0 m dal suolo.

1) Scegliamo un asse y positivo verso lalto, laccelerazione g avr segno


negativo: a = -g = -9.8 m/s2
Per determinare quanto va in alto, calcoliamo la posizione della palla quando
la sua velocit uguale a zero. Usando la 5^ eq.ne del m.u.a. e risolvendo
rispetto ad y ho:
y = (v2 v02) / 2a = [0 (15.0 m/s) /(2 (-9.80 m/s2)] = 11.5 m

2) Usando la 1^ eq.ne del m.u.a. e risolvendo rispetto ad t ho:


t = - v0 / a = (15.0 m/s) / (-9.80 m/s2) = 1.53 s

3) Considerando la posizione iniziale = posizione finale = y = o, posso


applicare la 4^ eq.ne del m.u.a. :
0 = v0t + 1/2 at2 = (15.0 m/s) t + (-9.80 m/s2) t2
Le due soluzioni di questa eq. ne sono t = 0 (punto iniziale) e
t = 3.06 s, corrispondente al punto finale quando la palla tornata in y = 0
Esercizio n. 5
Una persona lancia una palla verso lalto, nellaria, con una v = 15 m/s.
Calcolare:
1) Quanto va in alto;
2) Quanto tempo impiega per raggiungere la max altezza;
3) Per quanto tempo la palla resta in aria prima di ritonare al punto dal
quale stata lanciata;
4) La velocit della palla quando torna alla posizione originaria;
5) Qual il tempo t quando si trova ad 8.0 m dal suolo.

4) Usiamo la 1^ eq.ne del m.u.a. con v0 = 15.0 m/s e t = 3.06 s cio:


v = v0 + at = (15.0 m/s) - (9.80 m/s2) (3.06 s) = - 15.0 m/s
Quando la palla torna al punto di partenza ha la stessa velocit che aveva
inizialmente ma in direzione opposta. Perci, il moto simmetrico
rispetto al punto di max altezza.

4) Volendo conoscere t e sapendo che y = 8.00 m, y 0 = 0, v0 = 15.0 m/s e


a = - 9.80 m/s2, si pu usare la 3^ eq.ne del m.u.a. :

8.00 = 0 + (15.0 m/s)t + (-9.80 m/s2) t2

Riscrivendo leq.ne quadratica nella forma at2 + bt + c, posso ricavare le 2


soluzioni dalla formula risolutiva delle equazioni di 2 grado:
t = - b (b2 - 4ac) / 2, ottengo t = 0.69 s e t = 2.37 s.
Le due soluzioni sono entrambe valide e corrispondono al punto in cui la
palla passa per y = 8.00 m, sia quando sale sia quando scende.
Esercizio n. 6
Una palla viene calciata con un angolo = 37 con una v = 20.0 m/s.
Calcolare:
1) Laltezza max;
2) Il tempo che intercorre prima che torni di nuovo a terra;
3) Quanto lontano cade a terra;
Alla max altezza, calcolare:
4) Il vettore velocit;
5) Il vettore accelerazione.

1) Le componenti della velocit sono:


vx0 = v0cos37= (20.0 m/s) (0.799) = 16.0 m/s
vy0 = v0sin37= (20.0 m/s) (0.602) = 12.0 m/s

Quando la palla raggiunge la max altezza, vy0 = 0 e ci avviene a


t = vy0/g = (12.0 m/s) / (9.80 m/s2) = 1.22 s e quindi, usando la 4^
1
eq.ne del m.u.a. y v0t gt 2 cio y = 7.35 m
2

Alternativamente, possiamo usare leq.ne: v 2 v02 2 gs

2) Per trovare il tempo che il pallone impiega per tornare al suolo possiamo
1
impiegare leq.ne y v0t gt 2 cio:
2

0 = (12.0 m/s) t - (9.80 m/s2) t2 e quindi t = 2.45 s

3) Dalla stessa eq.ne possiamo ricavare la distanza totale nella direzione x


cio: x = vx0 t = (16.0 m/s) (2.45 s) = 39.2 m
Esercizio n. 6
Una palla viene calciata con un angolo = 37 con una v = 20.0 m/s.
Calcolare:
1) Laltezza max;
2) Il tempo che intercorre prima che torni di nuovo a terra;
3) Quanto lontano cade a terra;
Alla max altezza, calcolare:
4) Il vettore velocit;
5) Il vettore accelerazione.

4) Nel punto pi alto si annulla la componente verticale della velocit e


quindi, avendo solo una componente orizzontale (componente che
rimane sempre la stessa durata durante il tragitto), si ha
v = vx0 = v0cos37= 16.0 m/s

5) Il vettore accelerazione nel punto pi alto lo stesso di quello lungo


tutto il resto del tragitto, cio a = g, ed pari a 9.80 m/s2 diretto
verso il basso.
Esercizio n. 7
Un satellite messo in orbita su unorbita circolare 200 Km sopra la
supericie della Terra dove laccelerazione di gravit 9.20 m/ s2.
Determinare la velocit ed il periodo del satellite

Il raggio della Terra circa 6400 Km e quindi il raggio dellorbita


sar :

(6600 Km) + (200 Km) = 6600 Km = 6.6. 106 m

Laccelerazione centripeta del satellite pari a 9.20 m/s 2

v2
Quindi, applicando leq.ne ac , ho:
R

v = acR = 7.8 x 103 m/s

Il periodo del satellite sar pari a:

T = 2R / v = (6.28) (6.6. 106 m) / (7.8 x 103 m/s) = 5.3 x 103 s


pari a 88 minuti.