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Il trionfo del ferro e lImpressionismo

Il tardo Ottocento

ARTE, SOCIET, CULTURA

Parigi capitale del

XX

secolo e la trasformazione della citt borghese

II
III

I - Passage du Caire, Parigi, 1907. Bibliothque Historique de la Ville de Paris.


Le fotografie realizzate da Eugne Atget (Libourne, 1857- Parigi, 1927), seppur datate allinizio del
Novecento, ci permettono di rivivere una Parigi ormai perduta, fatta di stretti vicoli, cortili e passages;
quella stessa Parigi che il piano Haussmann spazz via.
II - Schema del rinnovamento di Parigi: in nero il reticolo di viali e i nuovi quartieri residenziali promossi da Haussmann (nella ricostruzione di L. Benevolo).

Gli obiettivi della trasformazione

La Parigi perduta di Benjamin

Lideale urbanistico di Haussmann


erano gli scorci prospettici attraverso
lunghe fughe di viali. Esso corrisponde
alla tendenza, che si osserva
continuamente nellOttocento, a
nobilitare necessit tecniche con finalit
artistiche.
Gli istituti del dominio mondano e
spirituale della borghesia dovevano
trovare la loro apoteosi nella cornice
delle grandi arterie stradali. Certe arterie
erano ricoperte, prima della loro
inaugurazione, da una tenda, e quindi
scoperte come monumenti.
(Walter Benjamin, I passages di Parigi).
A seguito dei moti popolari del 1848, in
molti paesi europei, lurbanistica diviene
un fondamentale strumento di controllo
sociale in mano ai governi conservatori.
Ci accade a partire dallesperienza
parigina, promossa da Napoleone III e
messa in atto dal barone Haussmann;
nel 1951 egli diviene prefetto di Parigi e
in diciotto anni muta radicalmente
laspetto della capitale francese.
Haussmann sovrappone al corpo
dellantica citt una nuova maglia di
strade larghe e rettilinee, assicurando
nello stesso tempo efficaci direttrici di
traffico, di attraversamento e di
arroccamento; egli evita di distruggere i
monumenti pi importanti, ma li isola e li
adopera come punti di fuga per le nuove
prospettive stradali (Benevolo) (II).
Ci che colpisce del piano parigino
attuato dallenergico Haussmann la
completa aderenza alla realt del suo
tempo.

Nel saggio I passages di Parigi, opera


incompiuta a cui il filosofo tedesco
Walter Benjamin (1892-1940) lavor dal
1927 al 1940, la trasformazione urbana
compiuta nella seconda met
dellOttocento a Parigi viene interpretata
come lavvento della modernit su larga
scala.
Tra le pagine, Benjamin passeggia per
una nuova citt, tra grandi magazzini,
luci, moda e pubblicit ma il suo
nostalgico sguardo rivolto altrove.
Con il suo viaggio Benjamin voleva
immergersi in ambiti della storia fino
allora trascurati, disprezzati, per
riportare in superficie ci che prima di lui
nessuno ancora aveva visto
(Tiedemann). Egli critica la falsa idea di
progresso e lapparente perfezione che
sta alla base della citt borghese.
Proprio dietro queste splendenti novit,
nei nuovi grandi magazzini, monumenti
della modernit capitalistica, si
nasconde la vera essenza dellintervento
di Haussmann, cio la trasformazione
dellesperienza cittadina in merce.
Cos facendo, Benjamin denuncia la
perdita di quella Parigi collettiva,
cresciuta dallunione di piccole realt
autonome, di micro-economie
autosufficienti. Veri monumenti di
questa Parigi perduta sono proprio i
passages (I), ossia quei corridoi,
pedonali e coperti, che si aprono tra i
palazzi. Nei passages, luoghi di soglia
tra casa e citt, consisteva lessenza
della vita parigina spezzata via
dallavvento della modernit, come si

VI

legge nelle parole di Benjamin: finch vi


bruciavano le lampade a gas e a olio, i
passages erono castelli di fate ... il
tramonto cominci con lilluminazione
elettrica.
Anche i passages, come tutta la citt,
trasformati in luoghi di lusso per esporre
la merce in vendita, perdono la loro
natura di punto di incontro per
trasformarsi essi stessi in merce.
Il piano della nuova Parigi

Igiene, viabilit e valorizzazione della


propriet fondiaria sono i tre punti su cui
si basa il piano regolatore della nuova
capitale francese.
Parigi passa dal mezzo milione di
abitanti del 1801 al milione e mezzo del
1861. In questi sessanta anni le famiglie
operaie vengono progressivamente
espulse dal centro della citt e la loro
presenza raddoppia nellarea periferica.
Il centro si caratterizza per i nuovi, ampi
e alberati viali, boulevards, che avviano
in primo luogo lo sviluppo dei grandi
magazzini, dei caff e dei ristoranti,
sempre animati dalla ricca borghesia
parigina, cos come documentato dalla
pittura impressionista tardo
ottocentesca. I monumenti storici
vengono ripuliti dal tessuto edilizio
popolare e divengono lo sfondo
prospettico di questi assi viari su cui si
affacciano lunghe schiere di case
daffitto, nei piani alti, e negozi a piano
terra. La velocit di movimento
garantita sia per il trasporto pubblico
che per quello privato. Haussmann
rinnova gli impianti idraulici e fognari
della capitale e la illumina anche durante

IV

III - Camille Pissarro, Boulevard Montmartre: notte, 1897. Londra, National Gallery.
IV - Camille Pissarro, Boulevard Montmartre: pomeriggio, giornata di sole, 1897. San Pietroburgo, Ermitage.
V - Edouard Manet, Ritratto di Charles Baudelaire, acquaforte,
1868. Stoccolma, Nationalmuseum.
VI - Etienne Carjat, Charles Baudelaire, dalla Galerie Contemporaine, 1878. Rochester, International Museum of Photography.

le ore notturne. Questo intervento il primo che,


in poco tempo, trasforma e regola
lo sviluppo di una citt dellepoca industriale.
Nasce cos la Parigi capitale del XX secolo, citt
dinamica, dei consumi e della finanza, ordinata e
pulita; un vero prototipo di metropoli moderna.
E subito, in tutto il mondo occidentale, la citt
francese diviene un modello da imitare:
lampliamento di Barcellona e il Ring di Vienna (p.
108), ma anche i progetti per Firenze capitale
(1864) e lo sviluppo di New York, basato su
unimmensa scacchiera fatta di lunghe e lussuose
avenues, sono una conseguenza del piano
parigino di Haussmann.
Parigi e lo sguardo di Baudelaire

La Parigi perduta di cui parla Benjamin trova nel


poeta parigino Charles Baudelaire (1821-1867), un
vero e proprio profeta: Per la prima volta
in Baudelaire, Parigi diventa oggetto

della poesia lirica. La Parigi delle sue


poesie una citt sprofondata, pi
ancora sottomarina che sotterranea
(Benjamin). Charles Baudelaire uno
dei protagonisti della vita letteraria
parigina della seconda met
dellOttocento: la sua raccolta
poetica intitolata Les fleurs du mal
(1857) rappresenta uno degli episodi
pi significativi della poesia
moderna. Lo spessore e lacume
delle sue intuizioni artistiche, tuttavia,
non si possono confinare entro i
limiti della letteratura e le sue pagine
di scritti sullarte, cos radicate nel
tessuto culturale degli eventi che
prendono in considerazione, sono
ancora oggi fondamentali. Intensa e
vivace lattivit critica del poeta
che esprime con chiarezza le sue
idee, soprattutto nel commentare i
Salon. La sua interpretazione del
Romanticismo uno dei movimenti
di pi controversa definizione
dellepoca moderna riconduce il
valore dellopera darte al patrimonio
di idee e sensazioni custodite
nellanimo dellartista, come evocate
dal mondo contingente. Egli si
schiera decisamente contro la
concezione universale dellarte
proposta dal Neoclassicismo,
dichiarando nel 1846 che il
Romanticismo non sta [...] n nella
scelta dei soggetti n nella verit
esatta, ma nel modo di sentire [...]
Quanto a me, il Romanticismo
lespressione pi recente e pi
attuale del bello. Proprio su tale

aspetto di adesione del


Romanticismo alle istanze della
cultura contemporanea, Baudelaire
insiste: chi dice Romanticismo dice
arte moderna, cio intimit,
spiritualit, colore, aspirazione verso
linfinito, espressi con tutti i mezzi
presenti nelle arti. In particolare,
Baudelaire considera il colore
lelemento fondamentale del
dipingere, cos carico di suggestioni
da veicolare messaggi pi profondi,
al di l del semplice dato
fenomenico. Il colore si fa fonte di
quel mistero, tipico dellarte pittorica,
che la rende surnaturale,
trasformandola nel luogo del
pensiero e del sentimento, oltre la
rappresentazione del reale. Non
stupisce, quindi, che per lui il vero
campione della pittura romantica sia
Eugne Delacroix, i cui quadri
incarnano la sua idea di pittura, sia
dal punto di vista stilisticocompositivo, sia nella scelta e nella
resa dei soggetti. E diventa chiaro
anche il sostanziale disinteresse di
Baudelaire nei confronti della
scultura, troppo vicina alla natura,
eccessivamente concreta e che egli
concepisce caratterizzata da un
aspetto funzionale, essendo legata
allarchitettura. La presenza fisica
della scultura nello spazio reale della
vita, il suo porsi apertamente allo
spettatore, visibile da ogni punto di
vista, la privano di quello spessore in
cui secondo Baudelaire consiste la
vera poesia.