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ARICCIA

OMAGGIO AL PAESE DEL GRAN TOUR


XVIII - XIX secolo

A cura di ANTONIO DAL MUTO

Antonio Dal Muto Critico dArte, pittore e disegnatore, nonch autore di Storie di citt a fumetti. Nato a Roma ha vissuto ad Ariccia fino all'et di 22 anni per poi trasferirsi, per ragioni di lavoro, a Cesena, nord Italia. Per Ariccia ha disegnato nel 2007 la "Storia a Fumetti di AriciAntica" i cui testi sono stati opera della ricerca di due ariccini, A.Silvestri e MC Vincenti, ricercatori e archeologi, nonch amici. L'autore, con quest'opera, ha voluto rendere omaggio alla sua Citt e contribuire a mantenere " a galla" la memoria storica della citt stessa che in un epoca di globalizzazione sempre pi spesso sottoposta alla pressione della dimenticanza. Questa opera la dedico a mio padre Luigi, ariccino .

Se Roma ha da sempre richiamato viaggiatori da tutte le parti del mondo per le sue antiche bellezze, testimonianze di ogni epoca storica, il territorio attorno alla citt eterna suscit, durante la grande epoca del Romanticismo ottocentesco, l interesse di uomini di cultura, di artisti impegnati nella cattura di quello che mancava a Roma stessa, vale a dire, l atmosfera della arcadica sacralit perduta. A Roma, i ruderi su cui meditare le glorie del passato e le loro fragilit e nel territorio dei Castelli Romani, quel senso perduto di una sacralit antica della quale ancora si ricevevano forti impressioni; s aggirava tra boschi e laghi, abitazioni e dimora degli dei e delle ninfe. Tra questi luoghi Ariccia: borgo antico che dalla sommit della collina, che ancora lo ospita, per secoli visse in un magnifico isolamento, immerso com era tra antiche selve e sorgenti di acque, anticamente oggetto di interesse da parte degli scrittori latini. In questo borgo, sulla Piazza di Corte, era la Locanda Martorelli, una delle pochissime, a detta di Massimo d Azeglio ( I miei ricordi ) nei primi anni dell 800, degna di essere cos chiamata e per la sua capacit di accoglienza e per il servizio che ivi si offriva; qui vennero ospitati artisti di mezza Europa alla ricerca di quei luoghi mitici, legati alla storia romana, che davano la sensazione che il tempo della classicit non fosse mai trascorso.

Ariccia, nel XXI secolo

Ariccia nel XIX secolo

Sono proprio questi luoghi, di grande attrazione per gli angoli suggestivi offerti da una natura ancora incontaminata, a richiamare le migliori menti in campo artistico e culturale presenti in quei tempi in Italia e in Europa. Venuta la primavera per andare dal vero secondo il solito, e scelsi per mio soggiorno la Riccia, prima fermata d Orazio e del suo dotto Eliodoro, avviati verso Brindisi Cos lasci scritto l artista e politico suo malgrado, il torinese Massimo D Azeglio, enfatizzando il ricordo dell Ariccia nell ottocento conosciuta anche come la Riccia legandolo al mondo antico, ad Orazio, per l appunto, che nella modesta locanda , come ci ricorda Tito Livio, posta nella valle di Ariccia, lungo la Via Appia, soggiorn una notte. E questo paese ebbe il privilegio, assieme a Marino, Albano, Tuscolo, Castelandolfo e Nemi, di essere tappa del Grand Tour e, grazie ad esso venir esportato, nel suo nome e nelle sue descrizioni artistiche e letterarie, in tutta Europa. Ma chi furono gli uomini illustri che fecero tappa ad Ariccia, nella Locanda dei Martorelli? Beh, iniziamo con Nino Costa, pittore italiano esponente della Scuola Etrusca di pittura e preraffaellita; Pinelli, romano, fu incisore, ceramista e pittore; Joseph WilliamTurner, pittore inglese; Friedrich Schulchess Meyer, pittore tedesco; Peter Von Cornelius, tedesco, pittore; Friedrich Johann Overbeck, svizzero, pittore e incisore; i fratelli Ockembach, pittori tedeschi; S.F. Scedrin, pittore russo e poi Hans Christian Andersen, Enrich Ibsen, Barnaba Martorelli, insigne matematico che nella locanda vi mor; Harry Wadsworth Longfellow, poeta americano e Stendhal e tanti altri che nomineremo in seguito

Il Palazzo che ospitava la Locanda Martorelli quello allinterno della cornice rossa

Ma come poteva apparire Ariccia agli ospiti italiani e stranieri in quel scorcio di secolo caratterizzato dal movimento romantico? Per farci unidea ho realizzato alcuni disegni ispirati a disegni ottocenteschi e alle foto del Conte Primoli, appassionato fotografo, illustre nipote del Bonaparte e che ad Ariccia aveva, ancora esistente, un bel palazzo. Ecco limmagine di Ariccia vista dalla fine dellostradone di Vallericcia

Dopo averlo percorso, si arrivava presso il basto del diavolo, la sommit dellantica Porta Lanuvina ancora integra e semisommersa dalla terra. La strada girava lungo il profilo di tombe di epoca romana. La casatorre qui visibile fu costruita su una tomba a tamburo di tale epoca. Sullo sfondo il Santuario di Galloro

Qui, vediamo un individuo in groppa al suo somaro animale presente in gran numero e utile per spostarsi e da carico ai piedi della antica via sacrache si arrampicava verso Ariccia, attraversandola; viene percorsa da pi di duemila anni: i romani la usavano per recarsi a compiere sacrifici sul Monte Albano, attuale Monte Cavo, sede del tempio di Giove Laziale e per festeggiare le Ferie Latine, la grande festa dei popoli latini della lega. Il grande masso che qui vediamo, venne a trovarsi in quel luogo dopo essersi staccato dalla collina: la piccola edicola votiva fu messa dopo che un pastore evit per un pelo di venirne schiacciato

La via sacra, attualmente via della costa, era praticamente percorribile con molta difficolt viste le sue condizioni. A met salita, quando Ariccia aveva parte del suo abitato ancora in Vallericcia, fino al VI-VII secolo d.C. cera un teatro e si suppone esserci ancora sebbene sepolto da detriti. Qui, due ariccini che portano in paese le loro mercanzie. Lungo questa strada scendevano i pittori per trovare ispirazione

Ecco altri due ariccini che a piedi sono arrivati presso la Porta Romana, uno dei due ingressi al Villaggio. Da questo punto ancora possibile godere di un bellissimo panorama da cui si pu vedere un tratto della costa tirrenica, carica anchessa di storia. Basti pensare ad Enea, leroe troiano

Ed Ecco Porta Romana, addossata alledificio che ospitava il corpo di Guardia e qualche decennio dopo la prima farmacia gestita dalle Suore Giuseppine, le cosiddette Cappellone. A ridosso delle mura berniniane una vasca per lavare i panni: un dono fatto alle donne ariccine dal Principe Chigi, signore e padrone del Villaggio. Chiss di quanti schizzi, non dacqua, ma su carta saranno state oggetto, le lavandaie, da parte degli artisti?...

Ecco maggiormente visibile Porta Romana. Il corpo di Guardia era ancora attivo e solo dopo lUnit dItalia venne soppresso. La Porta Romana, come quella di Piazza, addossata al Palazzo Chigi sono opera di Gian Lorenzo Bernini, il famoso architetto che ha pensato e realizzato il Piazzale antistante la Basilica di San Pietro; venne chiamato ad Ariccia da uno dei Principi Chigi per affidargli la sistemazione della Piazza, autentico salotto dellaristocrazia romana, e le due porte. Il Bernini fu aiutato nellimpresa da valenti architetti-allievi come il Fontana.

Siamo appena entrati in Ariccia: possiamo vedere la vasca utilizzata dagli uomini per abbeverare i loro animali, come i cavalli, i somari, le pecore e le capre, le cui greggi potevano andare liberamente attraverso il villaggio, evitando di disturbare la passeggiata lungo il corso principale e nella Piazza di Corte. La donna che vediamo qui, porta sulla testa la cosdetta "Conchetta, un contenitore di rame per l'acqua con una strozzatura particolare per evitare che nel trasporto lacqua uscisse. Il contenitore stato utilizzato dalle ariccine fino a primi anni ' 60 del ' 900.

Ecco la piccola cittadina di Ariccia, divisa in due dal corso che sfocia sulla Piazza di Corte. Il Palazzo Chigi mostra la sua robusta mole; sul suo lato destro Porta Napoletana. La Locanda martorelli si affaccia sulla Piazza

Ecco Ariccia con i due ponti costruiti poco prima dellUnit dItalia: due opere che ruppero lantico isolamento spezzando lunit armonica della piazza, che da salotto divenne luogo di passaggio. Porta Napoletana perse luso per cui fu costruita

Questo un tratto dellattuale Via del parco come poteva apparire nell800. Le case di modesta fattura ospitavano, a piano terra, cantine e stalle per animali. La maggior parte dei contadini che avevano la terra in Vallericcia abitavano nel paese. Le stalle sono rimaste in uso fino agli inizi degli anni 60 del 900

Ora, diamo uno sguardo ad altri scorci paesaggistici di Ariccia, scorci disegnati tenendo conto delle opere degli artisti del Grand Tour. In primo piano la Chiesa di San Nicola del Bernini, costruita sullantico basamento del Tempio di epoca romana

Fuori Porta Napoletana. Si aprivano tre vie: a destra la via per Galloro; al centro la via per il cimitero e a sinistra la via che costeggiava il Parco Chigi e che ricalcava lantica Via Sacra

La Piazza di Corte, nella sistemazione del Bernini. La Locanda Martorelli situata nel palazzo adiacente a quello che ha la fontana sul lato corto. A fronteggiare il Palazzo Chigi la Chiesa dellAssunta, un gioiello di architettura berniniana

Veduta di Ariccia dalla parte di Albano, sullAppia Antica

Fuori Porta Napoletana: la strada per Galloro. Sullo sfondo la Villetta Chigi

Veduta di Ariccia dalla parte di Albano. Lassenza del Ponte monumentale rendeva, del paese, unimmagine molto pi suggestiva.

Veduta di Ariccia da San Rocco, lungo la via per Galloro. Porta napoletana sullo sfondo e i palazzi che chiudono la piazza.

Altri scorci di Ariccia

Vedute di Ariccia degli artisti del Grand Tour

Filippo Juvarra

Joseph Lecointe

S. F. Scedrin

Auguste Knip

Camille Corot

Joseph Lecointe

Joseph Lecointe

William Turner

Philippe Hackert

Van Wittel alias Vanvitelli Architetto italiano del XVIII secolo

J. Seit

J. Seit

L. M. Praetorius

C. Natoire

J. Lecointe

Massimo DAzeglio

E. Fries

Nino Costa. Donne ariccine che stendono il granturco sulla Piazza

Nino Costa Ritratto di donna di Ariccia

L. M. Praetorius. Case di Ariccia

M. DAzeglio

Massimo DAzeglio. Graffiti caricaturali ancora presenti in una stanza della Locanda Martorelli

TESTI CONSULTATI Vedute dei Colli Albani e di RomaDallAlbum di Viaggio di Charles Josepf Lecointe ( 1824 1886) De Luca Editore dArte Francesco Petrucci La Locanda Martorelli e il Grand Tour dItali sui Colli Albani Comune di Ariccia 1996 Renato Lefevre Storia e Storie dellAntichissima Ariccia Comune di Ariccia 1996 A. Dal Muto, A.Silvestri, C. Vincenti Storia di AriciAntica a Fumetti Comune di Ariccia, Provincia di Roma, Archeoclub di Ariccia 2007

FINE