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Secessioni e modernità

Inquadramento europeo
Nell'ultimo decennio del XIX secolo in Europa emergono altri centri in cui vengono elaborati
prodotti artistici originali.
Tale ampliamento geografico coincide con la nascita verso il 1890 delle secessioni di Monaco,
Vienna e Berlino, nate soprattutto con funzioni anti-naturalistiche.
Questi gruppi nascono e si configurano come luogo di circolazione internazionale di modelli
d'avanguardia anche attraverso le mostre organizzate periodicamente dando origine, tramite loro,
ad un vero e proprio stile internazionale (nasce la Biennale).
In Austria il rinnovamento viene considerato indispensabile perché la cultura artistica nazionale
possa competere e partecipare al dibattito europeo.
Contemporaneamente, in Germania, Monaco ha da tempo conquistato una posizione alternativa
a quella di Parigi come polo d'attrazione per gli artisti contemporanei. Frequentano la sua
accademia per una formazione d'avanguardia numerosi artisti americani, che poi rientrando in
patria portano un nuovo stile.
In questo periodo la natura viene intesa come natura vivente, non più da riprodurre fedelmente,
ma da leggere in essa le leggi, i princìpi della sua crescita organica. (le forze dinamiche della
natura).
Concretamente tutto ciò si traduce in un sistema di stilizzazione, di sintesi, di semplificazioni che
determinano la realizzazione di un alfabeto formale, sempre più lontano da una riproduzione
naturalistica. La natura viene vissuta come nuovo in cui agiscono forze nascoste.
Dall’altra parte Le pulsioni naturali istintive della mente diventano oggetto di tensione anche da
parte della nascente psicanalisi.
Tale visione della natura suggerisce nuove tematiche:
il racconto dell'anima, con la messa a nudo dei suoi meccanismi e delle sue contraddizioni, che
diventa un esercizio praticato da un numero sempre crescente di artisti.
In tale indirizzo, personaggio di primo piano è Munch che vede la natura come specchio della
condizione psicologica dell'uomo e al tempo stesso luogo di confronto della morale con le pulsioni
più segrete e con il desiderio.

L'ambiente di Monaco, tra Secessione e Jugendstil


Nella seconda metà dell'Ottocento Monaco si distingue per vivacità ed apertura verso le nuove
correnti artistiche. Nel 1851 Massimiliano di Baviera aveva indetto un concorso a premi per artisti
per il conseguimento di un nuovo stile; ciò sta ad indicare il clima favorevole alle innovazioni,
anche se tale iniziativa non portò a significativi risultati in tempi brevi. Importante per
l'evoluzione dell'arte fu la prima esposizione artistica internazionale di Monaco nel 1869 in cui
vennero esposti anche 7 quadri di Courbet ed alcuni di Corot che influenzarono la pittura di
paesaggio e costituirono modelli alternativi alla pittura di storia contemporanea. Le tendenze anti-
naturalistiche del nuovo stile di Monaco si manifestarono anche nel linearismo delle
composizioni che più avanti assunsero caratteristiche simboliste ed idealiste.
Kandinskij e Klee arrivano a Monaco provenienti dalla Russia e dalla Svizzera e raccolgono l'idea
presente di una natura vista come luogo di misteri e di forze elementari. Kandinskij dipinge
paesaggi con scene medioevaliste o d'invenzione, caratterizzate da colori acuti che ricordano il
cromatismo dell'arte popolare russa. Da ricordare di questo periodo l'opera di Kandinskij La vita
variopinta in cui rappresenta l'arrivo dei mercanti in uno spazio senza tempo, in cui tutti i
personaggi rappresentati non hanno alcuna relazione reciproca e vengono rappresentate come
simboli di eterni comportamenti umani.

La Secessione di Vienna
La Secessione di Vienna ebbe il vantaggio dell'appoggio dell'ufficialità contemporanea. In Austria il
potere artistico veniva confrontato dall'associazione artisti di Vienna la cui politica tendeva a
difendere l'interesse dei propri membri e ad assecondare il gusto di un pubblico conservatore.
L'occasione di lettura fu il rifiuto di un'opera ad un'esposizione del 1897 che causò la fuoriuscita dal
gruppo di alcuni artisti, che assieme a Klimt formarono l'associazione artistica di belle arti formata
da artisti venne concessa un'area sulla quale venne edificato un edificio destinato alle esposizioni,
sulla cui facciata venne inciso il motto della Secessione: Ad ogni tempo la sua arte - libertà per le
arti.
Klimt aveva avuto la sua formazione artistica presso la Scuola delle arti applicate di Vienna in cui
si erano formati i protagonisti del rinnovamento artistico austriaco. L'importanza della formazione
presso questo istituto era basata sulla nuova didattica, del tutto innovativa nei rapporti tra allievi e
maestri ed inoltre nell'integrazione e livellamento fra architettura, pittura, decorazione ed arti
applicate. Dopo aver frequentato la scuola si orientò nella decorazione pittorica di grandi ambienti
pubblici e già in questi lavori emergono le sue tendenze simboliste, che diventeranno elementi
tipici della produzione successiva. Il suo linguaggio artistico rimane sempre orientato verso un
linearismo di grande raffinatezza, reso più elegante da un gusto particolare per il decorativo e
da un'accurata ricerca cromatica.

La Secessione viennese e l'architettura


Alla fine del XIX secolo Vienna è una città economicamente e culturalmente ricca che si trova a
capo di un vasto impero e che quindi tende ad investire economicamente anche in lavori di
trasformazione della città. Viene costruito un anello di viali attorno al centro storico su cui si
affacciano le residenze della nobiltà e dell'alta borghesia ed inoltre nuovi edifici pubblici. È in
questo clima di novità e di rinnovamento degli anni '90 che viene fondata la Secessione, impegnata
anche nella progettazione. A capo del gruppo troviamo Otto Wagner (1841-1918), professore di
architettura nel 1894, che propone un rinnovamento nella progettazione architettonica che deve
orientarsi ed essere al passo con la vita moderna, definendo l'imitazione degli stili del passato
totalmente inadeguata. Fra il 1903 ed il 1904 progetta alcune stazioni per la metropolitana di
Vienna, della quale ha disegnato il tracciato come parte di un piano generale di espansione della
città. Gli edifici sono strettamente funzionali, in cui la forma è determinata dall'uso dei nuovi
materiali come, ad esempio, il ferro, in cui si inseriscono elementi decorativi in pietra e stucco o da
fasce di maiolica colorate.

Edvard Munch e la Secessione di Berlino


Nel 1892 venne aperta a Berlino una mostra che, a causa dell'esposizione di opere di Edvard Munch
(1863-1944) venne chiusa dalle autorità perché definita scandalosa. L'artista aveva avuto una
formazione naturalistica che attraverso verie fasi che lo portarono ad un allontanamento dal
realismo, si andava orientando verso un uso del colore non descrittivo ma funzionale all'evocazione
di stati d'animo, associate a lunghe pennellate ondulate, ripetute in maniera ritmica e tendenti a
suggerire flussi emotivi e di memoria, attraverso la semplificazione espressiva e la marcata
deformazione di alcuni aspetti della realtà e di colori naturali, Munch cercava di dare evidenza stati
d'animo eccitati ed eccessivi. Quando Munch espose a Berlino nel 1892, il clima tra gli artisti era
già molto teso, in cui i tradizionalisti accademici si trovavano in netta contrapposizione con gli
artisti aperti agli influssi delle nuove correnti europee. La mostra, quindi, aumentò le tensioni
determinando una certa influenza nei temi, nello stile e nella forza espressiva degli artisti più
all'avanguardia, che fondarono la Secessione di Berlino. Quegli artisti amavano trattare soggetti di
vita quotidiana nei suoi aspetti meno edificanti in polemica con le posizioni accademiche e con la
morale borghese del tempo.

Architettura e arti applicate: Art Nouveau, Jugendstil, Liberty


Con questo termine viene definita una moda decorativa apparsa in Europa e negli Stati Uniti
nell'ultimo decennio dell'800 coinvolgendo pittura, grafica, design e architettura. Questo stile,
fortemente ornamentale, è caratterizzato dalla presenza, nelle opere, di linee sinuose e continue
utilizzate per sprigionare un movimento vigoroso e carico di energia. L'artista, nel progettare le sue
opere dimostra grande sensibilità plastica e gusto per il movimento e la simmetria e ricerca
un'espressività anche nella funzione attraverso la decorazione. Alle radici dell'Art Nouveau
troviamo le varie tendenze che si svilupparono nella seconda metà del'800 e l'esperienza nelle arti
applicate che aveva portato avanti il movimento preraffaellita. Questa moda (perché tendenza
comune) sbocciò all'improvviso agli inizi degli anni '90 con le opere di Victor Horta (1861-1947) e
di Henri Van de Velde (1863-1957) a Bruxelles. Lo sviluppo raggiunto in Belgio dall'Art Nouveau
raggiunse livelli ineguagliati altrove, grazie alla presenza di questi importanti personaggi. Victor
Horta insegnò all'università di architettura delle città e contemporaneamente progettò la sua prima
opera importante e innovativa: Casa Tassel, che si snodava attorno ad un vano centrale, aperto,
circondato da esili colonne in ghisa e chiuso in alto da una calotta in vetri colorati che contiene la
scala. La sua opera di maggior rilievo è costituita dalla Casa del Popolo, sede del partito socialista
belga. La struttura dell'edificio era completamente in ferro a cui si combinavano elementi decorativi
realizzati in pietra scolpita, porte e balaustre curvilinee. Henri Van de Velde, oltre ad essere un
grande progettista, è anche teorico e propagandista del linguaggio dell'Art Nouveau. La sua carriera
artistica inizia come pittore e prosegue nella creazione di oggetti, iniziando dai tappeti. Nel 1895
progetta la propria abitazione e successivamente nel suo laboratorio realizza tutti i mobili della casa
valorizzando soprattutto i materiali utilizzati allo scopo. Da Bruxelles si sposta a Berlino, dove
insegna, scrive articoli sul ruolo dell'ornamento nell'arte e continua a disegnare mobili sempre più
funzionali e astratti. Nel 1901 si trasferisce a Weimar come consigliere artistico del duca di
Sassonia, dove organizza seminari per apprendisti, artigiani e insegna alla nuova scuola di arti e
mestieri, progetta inoltre il teatro nuovo e il nuovo edificio dell'Accademia. In Francia lo stile
dell'Art Nouveau è legato all'evoluzione avvenuta in Belgio e la sua massima espressione la
troviamo in architettura nei progetti di Hector Guimard (1867-1942) che lo porta ad inserire
elementi tipici dell'Art Nouveau belga nei suoi progetti, come ad esempio la pianta libera, l'uso
strutturale del ferro e l'utilizzo di linee curve negli arredi. L'opera più importante di Guimard
consiste nella progettazione e realizzazione delle 141 Stazioni della metropolitana parigina
contrassegnata da pensilina, balaustre e lampioni in ghisa, con forme ricavate dal mondo naturale. I
principali elementi strutturali sono in ghisa, in vetro, in ceramica prefabbricati e tali da poter essere
utilizzati con differenti accostamenti nelle diverse stazioni. L'applicazione di questo linguaggio ad
un ambiente popolare, come gli ingressi della metropolitana, contribuì alla diffusione di questi stile
in Francia. In Germania, nell'ultimo decennio del secolo riesce lo Jugendstil, fenomeno artistico
dalle stesse caratteristiche dell'art Nouveau. I centri maggiori in cui si sviluppa sono Monaco e
Darmstadt.
In Spagna emerge la figura di Antonio Gaudí che lavora soprattutto nell'area di Barcellona come
ideatore di un'architettura fantasiosa, dove le forme architettoniche assumono caratteristiche di
esuberanza plastica, diventando da architettura a scultura totale. Da ricordare la Casa Milá, un vasto
edificio ed abitazione, sviluppato su una superficie irregolare con 2 cortili mistilinei all'interno.
Nella pianta generale dell'edificio si possono leggere una totale asimmetria e irregolarità nelle
piante degli appartamenti. Le facciate esterne sono una variazione continua di effetti plastici, dove
l'artista utilizza ruvido bugnato, pesanti pilastri in pietra e balaustre in ferro. L'opera maggiore di
Gaudí è la "Sacrada Familia", costruzione che è ancora incompiuta e in continua fase di
completamento. Nella sua progettazione ed esecuzione possiamo notare una mescolanza di elementi
neogotici, Barocchi, Liberty e cubisti. La parte completata dall'artista riguarda la cripta e la facciata
della natività evidenziata da 4 torri campanarie di eccezionale altezza, richiamando il motivo delle
cattedrali gotiche. In Italia questo stile viene definito Liberty e fa la sua comparsa a cavallo fra i 2
secoli e quindi più tardi rispetto alle altre nazioni europee. Le città dove si sviluppa maggiormente
sono Torino, Milano, Firenze e Bologna, mentre a Palermo si sviluppa uno stile, sempre Liberty, ma
con caratteristiche autonome. Lo stile italiano nasce anche dalla ricerca di uno stile nazionale in cui
vengono esaminati e fusi assieme modelli europei dell'Art Nouveau e modelli della storia dell'arte
nazionale. Alla diffusione dello stile, contribuisce la rivista pubblicata nel 1902 a Torino dal titolo
"L'arte decorativa moderna" e sempre nello stesso anno a Torino si apre la grande esposizione
internazionale di arti decorative. Verso il 1904 si avvia un influsso decadentista e nazionalista che
determina un rifiuto verso i modelli liberty e auspica un ritorno alla tradizione antica.