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Direttore responsabile Daniele Tamburini • Società editrice: Immagina srl via San Bernardo 37 - Cremona • Amministrazione e diffusione: via San Bernardo 37 - Cremona tel. 0372 435474 Direzione e redazione: via S.Bernardo 37, Cremona - tel 0372 454931 • redazione@ilpiccologiornale.it • Stampa: I.G.E.P. Srl - Industria Grafica Editoriale Pizzorni - Cremona • pubblicità: Immagina srl tel. 0372 435474 • direzione@immaginapubblicita.it  Aut. del Tribunale di Cremona n° 5/2013 • Poste Italiane S.p.a. Sped. in A.P.-45%-art. 2 comma 20/B legge 662/96 – Cremona • Numeri Arretrati: http://www.immaginapubblicita.it
PICCOLO
 
il 
www.ilpiccologiornale.it
Anno I • n. 5
SABATO 1 FEBBRAIO 2014
 
Periodico • € 0,02 copia omaggio
 Non riceve alcun finanziamento pubblico
 Il dibattito approda in Consiglio comunale. Poli: «Occorrono più vigili di quartiere». Bordi: «Ottimizziamo le poche risorse disponibili»
IL LADRO SUONA SEMPRE DUE VOLTE
 Edizione chiusa  alle ore 21
 
 LA REGIONE DISATTENDE LE PROMESSE 
SPACCATURA TRA I GRILLINI 
 a pagina 6 
 a pagina 4
Mn-Cr-Mi: nessunnuovo trenoarriverà sulla tratta
M5S, sabatoconfronto apertocon i cittadini
 INTERVISTA A PAOLO CARLETTI 
 a pagina 5
«La collaborazionepubblico-privatopuò essere utile»
GIORNATA DELLA MEMORIA
Il binario 21e la storia di Vera  Vigevani Jarach
SEMPRE PIU’ “VITA DA SINGLE”
Il 37% dei cremonesi vive da solo. In 10 anni il numero delle famiglie composte da una sola persona è aumentato del 26%
 pagina 6 
 pagina 8
SETTIMANALE 
TROPPI RIFIUTISULLE SPONDE DEL FIUME PO
CRONACA
 pagine 2-3
Secondo i dati delle Forze dell’ordine i furti sono in aumento, specialmente nelle abitazioni. Curatti: «Colpiti soprattutto gli anziani»
 
 pagina 7 
GUSSOLA
 a pagina 19
La pista ciclabile verso Martignananon si fa più
L’OSPITE
on ho mai preteso di essere un esperto di politica, un addetto ai lavori. Sinceramente, però, sono sconcertato e perplesso riguardo la  proposta di nuova legge elettorale, frutto dell'accordo Renzi-Berlusconi. Mi pare un topolino - o un brutto ratto, secondo molti - partorito da una montagna. Se la ride sicuramente il Cavaliere (lo è ancora?), rientrato in gioco, lui che è nella posizione di decaduto da senatore perché condanna-to in via definitiva, e accreditato come un “padre nobile” delle riforme che tanto servono al Paese. Mi domando: ma la Consulta non ha bocciato il Porcellum? E questa proposta di nuova legge elettorale, non è su quella falsariga? Non avevano detto in molti che, tanto per dirne una, le liste di "nominati" dai partiti non andava-no bene? Dice: ma ci sono le primarie. Quanto a questo, mi pare che le primarie ognuno le faccia o no come gli pare. E poi le primarie non sono legge, mentre le liste bloccate sì. Sono perplesso e deluso.Ora, la riforma elettorale è sicuramente un tema importante, ma tutto il resto? Il lavoro, l’occupazione, gli aiuti alle impre-se, la fiscalità… e inoltre (ne parliamo anche su questo numero del giornale): buona parte d'Italia è a rischio allaga-menti, frane, smottamenti. Rischi per cose e persone, il patrimonio artistico che è il nostro vero petrolio che si sgretola: ieri Pompei, oggi le mura di Volterra.Finirà che dovremo trasformarci in an- fibi, però, certamente, con una “nuova” legge elettorale.
N
Questa nuova legge elettorale non mi piace
di Daniele Tamburini
 BASKET SERIE A
 a pagina 24
La Vanoli sognaun pokerissimoche sarebbe storico
CALCIO LEGA PRO
 a pagina 23
Cremo obbligataa vincere allo Ziniper puntare in alto
 a pagina 26 
 
SPECIALE 
Quattro paginesulle olimpiadiinvernali di Sochi
 pagine 13-16 
 PRIMA DEL MATCH CONTRO SIENA
Domani all’ingressodel PalaRadi tornail Magazine della Vanoliin regalo ai tifosi
   L   O    S   P   O   R   T
 
di Michele Scolari
anta pioggia e fiumi di nuovo gonfi: la nostra pianura è colpita da continue depressioni atmo-sferiche e copiose precipitazio-ni. Da poco si è conclusa, con esiti disastrosi, l’alluvione nel modenese, in cui sono rimasti coinvolti quattro co-muni in seguito alla rottura degli argini ed all’esondazione del Secchia, dilagato nei territori di Bomporto, Staggia, Villavara e Bastiglia. Ancora si è impegnati nella conta dei danni e negli interventi di ripristino delle aree alluvionate e i siti meteo già paventa-no nuovi rischi di dissesto idrogeologico per i prossimi giorni. Forti precipitazioni, in alcuni casi anche in veste di nubifragio, sono previste almeno sino a domenica su molte zone del settore orientale della pianura. E l’osservato speciale è sempre il Grande Fiume padano, dove si riversa-no le acque di numerosi affluenti, il cui livello, nelle ultime ore, è ricominciato a salire. Una circostanza che, per quanto riguarda Cremona, desta preoccupazione anche a fronte dell’alto rischio idrogeolo-gico della zona cremonese: nell’indagine dell’Associazione Nazionale Bonifiche e del Consiglio Nazionale dei Geologi, il territorio di Cremona è classificato al punto 4, che rappresenta il massimo ri-schio di dissesto idrogeologico (come già segnalato nel servizio su “Il Piccolo” nell’edizione del 4 gennaio). A questa si-tuazione, già di per sé critica per il rischio di allagamenti, si aggiunge l’eccezionalità delle ultime piene: fenomeni tipicamente autunnali o primaverili, in ogni caso “ano-mali”, se rapportati al periodo invernale. E proprio sull’eccezionalità di queste piene, e sui rischi ad esse connessi, ha insisti-to recentemente il consigliere provinciale Giuseppe Torchio, fortemente preoccu-pato per gli effetti causati dal recente straripamento che ha colpito la provincia di Modena. «Le recenti piene dei nostri fiumi, “anomale” se rapportate al periodo invernale e, in particolare, al mese di gen-naio, hanno messo in evidenza, insieme ai forti cambiamenti climatici, la necessi-tà ‎di una decisa azione di verifica della tenuta delle strutture di difesa arginale e di sicurezza del Po e dei suoi affluenti».In una mozione urgente depositata recentemente, il consigliere intende im-pegnare la Giunta a rispondere su temi urgenti e relativi proprio alla sicurezza del Po: dai cambiamenti climatici agli inter-venti di manutenzione, dall’utilizzo di po-tenzialità idroelettriche, all’intermodalità e nuova programmazione delle risorse Ue. Cinque le richieste di delucidazioni ri-volte alla Giunta, a cominciare dallo «stato dell’arte degli interventi previsti dal pia-no “Valle del Po”». Il progetto era rivolto alle 13 provincie rivierasche del Grande Fiume, firmatarie nel gennaio 2007 del “Protocollo di intesa per la tutela e la va-lorizzazione del territorio e la promozione della sicurezza delle popolazioni della valle del Po” e finalizzato all’individua-zione dei progetti prioritari per il territorio del Grande Fiume. Durante il governo di Romano Prodi, per finanziare il piano erano stati stanziati 180 milioni con i fondi Fas ad opera dell’allora ministro Pierluigi Bersani: fondi suc-cessivamente «appostati alla Presidenza del Consiglio» e, quindi, «definitivamente cancellati». A proposito del progetto “Valle del Po”, Torchio chie-de inoltre «se sia stato ricandidato sulle nuove risorse comunitarie che dovrebbe-ro rendere disponibili 1,7 miliardi di euro per la sola Lombardia nel prossimo quin-quennio». Il Piano infatti era già finanziato ma «neutralizzato a livello nazionale insie-me al progetto di utilizzo delle cospicue potenzialità idroelettriche anche in rela-zione alla asserita disponibilità da parte di primari soggetti energetici in project financing ed a costo zero per lo Stato, ignorata per oltre un lustro da tutti i livelli decisionali».Nel mirino del consiglie-re vi è anche «l’esecuzione di canali a fini estetici per Expo 2015», per giunta «con apprensione e qual-che difficoltà di governo delle infiltrazioni mafiose», svelate per la prima volta e in maniera diretta lo scorso 14 dicembre in Commissione parlamentare Antimafia dal prefetto milanese Francesco Paolo Tronca (a partire dal quadro presenta-togli da Dia, Questura e Carabinieri). A quei lavori “estetici”, sono stati destinate
 Le preoccupazioni di Giuseppe Torchio per la sicurezza del Po
Sabato 2 Febbraio 2014
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«Piene “anomale”, a rischio la sicurezza degli argini»
«A che punto sono gli interventi del piano “La valle del Po»?
T
La depressione presente sul nostro paese richiede molta attenzione. La  perturbazione sopraggiunta ieri sull’Italia imperversa sull’intera penisola. E, come già ricordato su queste colonne Cremona è situata nel punto massimo di rischio di dissesto idrogeologico. Il dato proviene da un'indagine della As- sociazione Nazionale Bonifiche e del Consiglio Nazionale dei Geologi; sono  4 le classi di rischio, dalla più bassa (0) alla più alta (4). La nostra Provincia, in quasi tutti i Comuni, è classificata con rischio 4, così come anche i territori di Varese, Sondrio, Como, Milano, Pavia e Mantova. Una situazione che si palesa  in periodi di frequenti precipitazioni, come avviene in questi giorni. La velocità con cui il fiume Po tende a crescere di livello e la facilità con cui ci si avvicina  al rischio di allagamenti, anche per colpa di rogge, canali e fossi, sono tutti  segnali indicativi. Del resto, si sa che la Pianura Padana presenti un clima e una collocazione geografica di certo non ottimali sotto questo punto di vista, e soprattutto che il fiume Po faccia da collettore per le acque provenienti dal  nord della Lombardia. Ma il problema maggiore è quello del consumo di suo- lo, che purtroppo in Lombardia e nel nostro territorio ha assunto dimensioni  sempre più ampie nel corso degli anni, come spiega Paride Antolini, geologo e consigliere nazionale del Consiglio nazionale geologi. La situazione descritta dalle sintesi previsionali per il Nord Ovest nei prossimi giorni non sembra così critica. La pioggia dovrebbe insistere sino a domenica 3 e lunedì 4 febbraio,  anche se, stando agli attuali modelli, per martedì sera sarebbe previsto l’in- serimento di un nuovo fronte perturbato, per la conferma del quale però si  attendono le evoluzioni sullo scacchiere barico europeo.
IL TERRITORIO CREMONESE PRESENTA IL MASSIMO RISCHIO DI DISSESTO IDROGEOLOGICO
 
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«cifre consistenti». Per questo si chiede di «verificare quali risorse siano rimaste disponibili dopo il taglio di altri 100 milio-ni destinati, in particolare, alla sicurezza idraulica da parte di Regione Lombar-dia, ed alla successiva parziale appo-stazione, peraltro del tutto insufficiente». Contestualmente, in consigliere chiede anche di riferire a «che punto sia la rea-lizzazione degli interventi indicati a livello progettuale ed in quali tempi si prevede vengano ultimati e su quali fondi euro-pei, comprese le dotazioni ambientali, si intendano candidare», con un occhio anche alle «proposte, nuove o reiterate rispetto alle pregresse progettualità svi-luppate, candidate ai vari livelli regionali, nazionali ed europei, in ordine all’inter-modalità ferro-gomma-acqua presso il porto di Cremona, il terminal di Tencara e la manutenzione dei tratti realizzati del Canale Navigabile Mi-Cr-Po».
Piogge e piene fuori stagione non rappresentano certo l’unico problema per il Po. A complicare un quadro già di per sé critico, è l’annoso problema dei rifiuti. Un problema che riguarda un po’ a tutte le stagioni, sia di piena che di magra, con immondizia e rottami abbandonati che vanno ad inquinare e rovinare le bellezze naturali del Grande Fiume.Quando l’acqua si ritira dopo le on-date di piena, tonnellate di legname ed altri detriti vanno ad ammucchiarsi non soltanto tra le griglie della diga di Isola Serafini o sotto i piloni dei ponti di via Eridano o dell’autostrada, ma anche su chilometri di sponde e spiaggioni, dove, o adagiati al suolo o appesi ai rami, restano altrettante tonnellate di rifiuti, principalmente plastica e vetro. Ma l'immondizia compare anche in altri periodi oltre a quelli di piena. «I rifiuti ci sono per colpa dell’inciviltà di alcune persone», commenta l'asso-ciazione di protezione faunistico-am-bientale Pro Natura Onlus “Il Nibbio” di Spinadesco, spesso impegnata nel-la pulizia delle zone rivierasche e degli spiaggioni. «In estate e in inverno la presenza delle forze dell’ordine è meno fitta di alcuni anni fa, per ovvi problemi. Ma ciò che stupisce è che non dovreb-be neppure esserci bisogno della loro presenza, perché è soprattutto una questione di civiltà e di rispetto di un patrimonio che è di tutti. Il Po è lungo 625 km. Se ciascuno per ogni località rivierasca gettasse via i rifiuti senza smaltirli correttamente usando gli ap-positi cestini o portandoseli a casa, in che stato sarebbe l'Adriatico?». L'immondizia è ovunque: dagli spiaggioni alle sponde, senza esclude-re la strada alzaia. Sono quasi sempre resti di pic-nic, bivacchi o comunque di ritrovi, al termine dei quali alcu-ni incivili abbandonano i resti sparsi sull'erba o sulla spiaggia. «Tanto che - proseguono dall'associazione - non poche volte ci capita di riempire sacchi interi con l'immondizia abbandonata dai passanti.E anche la tipologia dei rifiuti sta cambiando. «Si trovano sempre bot-tiglie, sacchetti ed altri oggetti di pla-stica in grande quantità, assieme a bottiglie di vetro. Ma si trovano anche molte più lattine di birra, assieme a ri-fiuti di altro genere: da un po’ di tempo rinveniamo anche beni durevoli come parti di frigoriferi o pezzi di televisori e di lavatrici. E non è mancato qualche caso in cui abbiamo raccolto bombole di gpl. Purtroppo recentemente abbia-mo dovuto rallentare un po’ le attività di raccolta e pulizia, in modo da poter spalmare le risorse su tante urgenze che aumentano giorno per giorno». In seguito all’ultima onda di piena, quella di venerdì 27 dicembre 2013, i volontari sono stati di nuovo attivi nel recupero di numerosi detriti abban-donati sulle sponde e sulle spiagge al ritiro del fiume. Ed anche in quel caso sono spuntati, assieme a legno e plastica, numerosi resti di elettrodo-mestici.Questa situazione è piuttosto dele-terio per chi vuole fare due passi sulle sponde del fiume: un pessimo spetta-colo, sia dal punto di vista estetico che igienico. E, come ormai da copione, quando si rendono necessarie le azio-ni di rimozione dello sporco, spesso le amministrazioni giocano al rimpallo delle competenze. «Ma sono le ammi-nistrazioni gli angeli custodi del nostro futuro» evidenziano i volontati. «Lo Stato siamo noi. E allora va fatto il pos-sibile per coinvolgere quante più per-sone possono nell'opera di pulizia, ad esempio i pensionati che hanno tempo libero a disposizione, valorizzando il volontariato. O si interviene con deci-sione, o di questo passo ci troveremo a dover camminare sui rifiuti».
«Servono interventi decisio cammineremo sui rifiuti»
C’è bisogno dell’aiuto di tutti per mantenere pulite le sponde del Grande Fiume 
 Non solo detriti e legname: anche tanta plastica, elettrodomestici e addirittura bombole del gas

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