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PICCOLO
 
il 
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Anno I • n. 31 •
SABATO 2 AGOSTO 2014
 
Periodico • € 0,02 copia omaggio
 Non riceve alcun finanziamento pubblico
 Edizione chiusa  alle ore 21
 
SETTIMANALE 
«La tariffa mi costa il triplo rispetto allo scorso anno. Non posso pagare, dovrei licenziare un dipendente»
 Le associazioni di categoria presenteranno al Comune un documento unitario per chiedere di ampliare il fondo di solidarie
TARI, COMMERCIANTI IN RIVOLTA 
PARCHEGGI, PROTESTE DEI CITTADINI INTANTO IL COMUNE PRENDE TEMPO
 a pagina 3
 PIZZETTI RISPONDE A RAVELLI 
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Caso Tamoil«Nessuna genuflessione»
volte, conservo delle pagi-ne di quotidiani con arti-coli che mi hanno colpito e che mi riprometto di ri-leggere con calma. Spesso, ovvia-mente, non ci riesco e le pagine si accumulano, finché non decido di  fare spazio. Ma, mentre i titoli passano sotto gli occhi, capita di avere (amare) sorprese. Era l’aprile 2010 e un grande quotidiano nazionale riportava la notizia di un convegno di grandi eco-nomisti, organizzato da Gorge Soros, dedicato ad un confronto sul “dopocrisi”. Perché l’amarezza? Primo: nel 2010 si parlava di “dopo crisi”, oriz- zonte di cui, oggi, nessuno si sente più di parlare, se non in termini probabilistici e, al massimo, spe-ranzosi. E poi, leggiamo queste parole: Gli invi-tati concordano che i paradigmi economici domi-nanti negli ultimi decenni, improntati alla ritirata dello Stato regolatore perché il mercato garanti-sce una sua razionalità ed efficienza superiori, «devono cambiare». I venticinque di Bedford af- fermano che la disciplina economica nelle univer-sità «è stata manipolata dal mercato» e «si è di-staccata dal pianeta Terra, quindi non riflette più il mondo reale». Bene, sono pienamente d’accor-do! E però dove siamo, quattro anni e passa dopo, almeno qui da noi? Il capitalismo finanziario det-ta ancora legge: il suo continua ad essere un vero e proprio strapotere. Le banche continuano a rap- presentare il fulcro di quell’emergenza-credito che contribuisce a strozzare ogni possibilità di ripresa. Altri Paesi (la Spagna, la stessa Grecia!) iniziano a ripartire: e noi? Cito alcuni titoli di un rapporto del Centro Studi di Confindustria dello scorso giugno: “La partenza ritardata e lenta.  Investimenti penalizzati da incertezza e redditivi-tà ai minimi; le banche hanno stretto fortemente le condizioni per la concessione di prestiti a sca-denza ravvicinata... Questo anello mancante nel-la catena di normale trasmissione dei meccanismi del riavvio della produzione (che parte dal ritorno della fiducia e dal miglioramento delle aspettati-ve) fornisce una convincente spiegazione del ri-tardo con cui la ripartenza dell’economia italiana sta avvenendo. E continuerà a essere un ostacolo …”. Faccio una domanda al governo: non sareb-be meglio lavorare su questi ambiti, piuttosto che incaponirsi nella riforma del Senato? Buone vacanze.
A
Perché la Spagna è in ripresa e noi no?
 
L’EDITORIALE
di Daniele Tamburini
Molte le lamentele per i costi troppo alti e per lo scarso numero di posteggi liberi
 AUTOVELOX 
 a pagina 4
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Cna: «Stop agliapparecchi installati per fare cassa»
 MANAGER
 a pagina 8
Cottarelli padree figlio: le missioni impossibili
TURISMO
 a pagina 6 
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 Viaggiare costa meno: niente più bollo sul passaporto
CICLISMO
 a pagina 26 
 Atleti provincialifanno incettadi titoli su pista
 BASKET SERIE A
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E’ una Vanoliche puntasugli americani
CALCIO LEGA PRO
 a pagina 23
La Cremonesedei giovanisi fa apprezzare
 a pagina 5
    
Cari lettori e care lettrici, anche il Piccolo va in ferie.
Vi auguriamo buone vacanze, ci rivediamo sabato 30 agosto
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CASALMAGGIORE 
NUOVA PISCINA,NESSUNA GARANZIA SUI FONDI DISPONIBILI
 a pagina 12
 
 Anche Legambiente Lombardia ma-nifedsta grande per la notizia per il risul-tato del processo Tamoil. «Un risultato che l’associazione ambientalista non fatica a definire storico perché premia l’impegno di chi da sempre combatte contro i nemici dell’ambiente.«Da molto tempo attendevamo que-sta sentenza - dichiara l'avvocato Ser-gio Cannavò, del Centro di azione giuri-dica di Legambiente Lombardia – e fi-nalmente si sono stabilite le responsabi-lità nei confronti di chi per anni ha inqui-nato i terreni di Cremona, mettendo in pericolo la salute dei cittadini, e che ora dovrà risarcire la popolazione dei danni causati dalla propria condotta.Nonostante le tante difficoltà, deri-vanti da un quadro normativo non parti-colarmente efficace in materia ambien-tale e dalle lungaggini per la messa in sicurezza e bonifica dell'area, oggi è stato rispettato il principio del chi inqui-na paga».In questo processo Legambiente Lombardia si è costituita parte civile in-sieme al “Dopolavoro Ferroviario”, ad alcuni soci delle società canottieri “Bis-solati” e “Flora” e al cittadino di Cremo-na Gino Ruggeri, che è intervenuto in sostituzione dell'amministrazione co-munale. «Dal processo sono emerse al-cune importanti verità – prosegue Can-navò - come ad esempio lo stato di to-tale degrado del sistema fognario della raffineria che si è protratto fino al 2009 o la poca incisività con cui gli enti di con-trollo hanno partecipato al procedimen-to amministrativo volto alla messa in si-curezza e alla bonifica dell'area. Pren-diamo atto di questo risultato positivo, ma continuiamo a chiedere quelle rifor-me necessarie per realizzare una piena tutela penale contro le più gravi forme di inquinamento: l'introduzione dei delitti contro l'ambiente nel nostro ordinamen-to, la drastica riduzione dei tempi della giustizia penale e la revisione dell'istitu-to della prescrizione».
Legambiente: «Occorre stabilire le responsabilitàper chi ha inquinato»
di Laura Bosio
essuna genuflessione al po-tere, da parte nostra». Così risponde il sottosegretario alle Riforme, on.
Luciano Pizzetti
, alle dure dichiara-zioni sulla vicenda Tamoil rilasciate dai radicali la scorsa settimana, proprio at-traverso le pagine de “Il Piccolo”. «La vicenda della crisi e della chiusu-ra di un'impresa come Tamoil, nonché la grave parentesi dell'inquinamento, sono senza dubbio lo specchio di un sistema che, se in passato probabil-mente è stato genuflesso, nel momento del bisogno ha avuto la forza di alzarsi e di prendere di petto la crisi, per poi risol-verla - evidenzia il sottosegretario -.  Abbiamo agito, a differenza di chi se ne sta costantemente seduto sugli spalti a criticare i giocatori in campo. Siamo stati in grado di produrre un risultato concreto».
Ma l’accordo è stato da più parti criticato ...
“Vi sono due cose, in particolare, che vorrei sottolineare: le dinamiche di diffi-coltà ambientali, in questa fase, non si sono associate alla grave crisi sociale che era in atto. In una piccola città co-me Cremona la perdita di 300 posti di lavoro e del relativo indotto, senza alcu-na misura presa per ammortizzare il colpo, avrebbe messo in ginocchio al-trettante famiglie. Il nostro accordo ha fatto sì che questo non accadesse, im-ponendo a Tamoil un investimento pari a 30 milioni di euro. Così dei 300 lavora-tori, 270 sono stati ricollocati, mentre gli altri 25 sono ancora nella fase di ricerca, ma hanno comunque avuto degli am-mortizzatori che hanno garantito loro un reddito. Altri 30 milioni, invece, l'azienda li ha investiti sul fronte ambientale, per ga-rantire la bonifica. Senza questo accor-do, le società canottieri che migliaia di cremonesi frequentano quotidianamen-te, sarebbero state a rischio chiusura. Infine abbiamo ottenuto anche un contributo di 200mila euro per il Fondo occupazionale della Provincia.Si tratta di un accordo talmente buo-no che è stato considerato pilota a livel-lo nazionale, tanto che ora a Mantova, con la vicenda della Ies, vogliono utiliz-zare la stessa procedura, così come nella vicenda della Danone».
C'è anche la questione della man-cata costituzione del Comune come parte civile del processo...
«Credo che sia una cosa abbastanza lampante: se la mano sinistra fa un ac-cordo, la destra non può, in contempo-ranea, mettere in atto un'azione che di-struggerebbe i presupposti di tale ac-cordo. Non avremmo mai ottenuto nulla se ci fossimo messi contro l'azienda. Tutto questo naturalmente non assolve Tamoil da quello che ha fatto. Noi ab-biamo affrontato la crisi sociale e am-bientale, cercando di trovare delle solu-zioni, indipendentemente dal processo. Se avessimo atteso i tempi della giusti-zia, magari non avremmo ottenuto nulla; ricordiamo infatti che vi sono tre livelli di garanzia da superare: dopo la prima sentenza, vi sono la Corte d’Appello e la Cassazione. E non abbiamo idea di co-me andrà a finire. Il processo a Berlu-sconi, ad esempio, ci ha mostrato come una sentenza possa essere completa-mente ribaltata. Senza contare che una volta acclarata la colpa, il processo civi-le prosegue, e in quella sede il Comune può sempre inserirsi. Dunque con il no-stro accordo non abbiamo precluso al-cuna strada, e chi lo dice mente. Del resto il nostro compito istituzionale e amministrativo non era quello di emet-tere sentenze, ma quello di salvaguar-dare una situazione critica. E lo abbia-mo fatto. So quanto hanno fatto i radicali per i diritti civili del Paese, e mi levo il cappel-lo di fronte ai loro risultati. Tuttavia in questa vicenda in campo a cercare una soluzione ci eravamo noi. E' facile parla-re quando devi solo guardare e non hai il fiato sul collo delle centinaia di fami-glie che rischiano di trovarsi senza un reddito.Noi, nonostante la difficilissima situa-zione, abbiamo lavorato bene. Non criti-co Gino Ruggeri, che ha fatto quanto si sentiva, ma siamo di fronte a un milione di euro ottenuto contro i 60 che abbia-mo ottenuto noi. Se a lui viene data la cittadinanza onoraria, a tutti coloro che hanno lavorato per questo accordo - da me alla giunta Perri e tutti coloro che si sono impegnati - ci vorrebbe la cittadi-nanza onoraria dell'Onu. Rivendico con forza quello che abbiamo fatto, tutti in-sieme, risolvendo un problema che altri-menti avrebbe rischiato di restare senza soluzioni.Non era neppure possibile portare avanti un'azione conservativa dei beni Tamoil-Oilinvest (bloccati dalle sanzioni Onu, come tutti i fondi libici in Europa), come ha asserito Ravelli, in quanto Ta-moil Italia non era inserita in quella pro-cedura».
L’inquinamento, però, è dovuto anche al fatto che, in passato, c'è stato qualcuno che non ha fatto quanto invece avrebbe dovuto fare...
«Che in tempio passati vi sia stato un deficit nei controlli, è sotto gli occhi di tutti e sarebbe assurdo negarlo. Non ne conosco il motivo perché all'epoca non mi occupavo della vicenda. Del resto quando la situazione è diventata evi-dente, non era più il tempo dei convegni e delle riflessioni, a quello di agire subito e di stare sul campo».
Qualcuno accusa Arpa di non aver fatto il proprio lavoro come avrebbe dovuto
«Non posso giudicare cosa sia suc-cesso in passato, perché io non c'ero. Tuttavia posso dire che da quando ab-biamo iniziato a lavorare insieme su questa vicenda, l'agenzia si è data da fare senza tirarsi mai indietro».
Resta il problema della bonifica...
«E' una questione delicata. Per quan-to riguarda la parte esterna alla raffineria non c'è alcun problema e i lavori vanno avanti. All'interno, invece, si è fatta una messa in sicurezza, mentre la bonifica vera e propria è ben più complessa. Come del resto sta accadendo in tutte le altre situazioni simili a questa. Sarà la sfida per il futuro, una partita in cui le istituzioni dovranno mettere tutto il loro impegno. Si dovrà capire se l'attività verrà dismessa definitivamente e so-prattutto studiare quale altra destinazio-ne dare eventualmente a quell'area».
N
 Luciano Pizzetti sulla Tamoli:«Abbiamo agito, a differenza di chi se ne sta seduto sugli spalti a criticare i giocatori in campo»
«Un accordo considerato pilota a livello nazionale»
CREMONA
Da lunedì 4 agosto sarà svuotata la vasca olimpica da 50 metri della piscina comuna-le per l'ordinaria manutenzione prevsita dal-le disposizioni dell'Asl. L'impianto non potrà pertanto essere utilizzato dal pubblico sino al 7 settembre prossimo compreso. Rima-ne invece aperto il lido estivo con la piscina convertibile da 25 metri.
PISCINA COMUNALE
Chiusa per manutenzione finoal 7 settembre la vasca da 50 m
Luciano Pizzetti
Sindaco e assessori hanno affrontato il tema del gioco d'azzardo patologioco anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla possibilità, da parte dei Comu-ni, di regolamentare le sale gio-co. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le que-stioni di costituzionalità solleva-te dal Tar del Piemonte sulle norme che non prevedono la competenza dei Comuni a limi-tare l'uso delle slot machine ne-gli esercizi dotati di licenza di pubblica sicurezza.
 
«Il gioco d’azzardo è vietato dal codice penale - spiega l’as-sessore alla Trasparenza e alla Vivibilità sociale Rosita Viola - ma la progressiva legislazione in deroga da metà degli anni ’90 ad oggi ha portato a una situa-zione paradossale: viene punita una scommessa tra amici, mentre risultano legali miliardi di fatturato ricavati da lotterie, slot machine, poker, scommes-se e giochi d’azzardo di natura sempre più varia. Il numero dei giocatori è au-mentato enormemente: giova-ni, casalinghe e pensionati co-stituiscono nuove fasce d’uten-za da catturare e fidelizzare. I costi sanitari, sociali, relazionali e legali del gioco d’azzardo cre-scono in misura proporzionale. Inoltre molte inchieste della magistratura ed alcune indagini economiche tendono a eviden-ziare che il business del gioco d’azzardo costituisce un inte-resse specifico di infiltrazione delle grandi organizzazioni cri-minali, un mercato tanto ricco e diffuso in modo così capillare da richiamare la presenza delle mafie anche nel gioco legale».Partendo da questa senten-za, da quanto scritto nel pro-gramma elettorale di coalizione, sindaco e assessori hanno dato il via libera ad un percorso, da realizzare in collaborazione con il Consiglio comunale, per arri-vare alla definizione di un rego-lamento che metta un freno al proliferare di sale gioco e a pre-venire il gioco d'azzardo pato-logico. Oltre al regolamento, la Giunta vuole puntare anche sul-la sensibilizzazione della citta-dinanza al tema, anche attra-verso il coinvolgimento delle realtà esistenti sul territorio che si sono già occupate di questo particolare fenomeno.
Gioco d’azzardo patologico, la Giunta comunale: «Serve un regolamento comunale e sensibilizzazione»
«Non avremmo mai ottenuto nulla se ci fossimo messi contro l’azienda.Tutto questo naturalmente non assolve Tamoil da quello che ha fatto»
 
di Laura Bosio
cremonesi non sono con-tenti della situazione dei parcheggi della città. Do-po la pubblicazione del nostro articolo, apparso su Il Piccolo della scorsa setti-mana, riguardante la situazione dei parcheggi in centro e dove ponevamo la domanda se il rap-porto tra parcheggi a pagamen-to e parcheggi liberi era rispet-toso della legge, molte sono state le segnalazioni pervenute alla redazione. Infatti, sono mol-ti coloro che si lamentano per i nuovi parcheggi a pagamento e per i posti riservati ai residenti, istituiti dalla precedente ammi-nistrazione comunale, in sosti-tuzione di quelli liberi.«In via Cadore e nelle strade limitrofe il Comune ha riempito di stri-sce gialle, togliando circa una sessanti-na di parcheggi che prima erano liberi - si lamenta Stefania - Prima trovavo sempre un posto da quelle par-ti, quando venivo in centro, mentre ora è ben più difficile». «La cosa davvero assurda - aggiunge Patrick - è che la maggior parte delle volte tali posteggi per residenti restano vuoti, prova che non ve ne era una reale esigenza».Così se prima c'era almeno qualche speranza di trovare un posto, ora si vedeono costretti a recarsi al costoso autosilo di piazza Marconi: struttura che rappresenta u n altro motivo di protesta. «Non ha assolutamen-te senso che se devo parcheg-giare per dieci minuti sono co-stretto a pagare un'ora perché le frazioni orarie non sono previ-ste - dice Emilio -. In nessuna città vicino a noi, accade que-sto. Il servizio deve essere pa-gato per quanto se ne usufrui-sce. Invece con i nostri parchi-metri non accade. Lo considero un vero e proprio furto a danno dei cittadini. Con questa scusa il gestore della struttura si inta-sca un sacco di soldi in più di quelli che dovrebbe». Anche il costo stesso del par-cheggio viene considerato trop-po elevato: «Sul lago di Garda si spende un euro all'ora per la-sciare l'auto - afferma Giancarlo -. E stiamo parlando di località con grande afflusso turistico. Qui a Cremona 1,70 euro all'ora è decisamente troppo. Neppure fossimo una grande città».«Il problema è che per par-cheggiare in centro e tutto attorno il co-sto è lo stesso - continua Giovanna - . Avrebbe un sen-so pagaredi più nel cuore della città. E' invece assurdo che costi la stessa tarifaf anche nel-le zone al di fuori del centro». La presenza di pochi par-cheggi liberi è una delle princi-pali fonti di lamentela da parte della cittadinanza. «Vado spes-so in centro per motivi di lavoro e ogni volta spendo almeno tre euro e 40 per fermarmi due ore - racconta Pietro -. Calcolando che ci vado almeno una decina di volte al mese, sono circa 400 euro all'anno. Purtroppo, es-sendo sempre di corsa, non posso mettere l'auto nei par-cheggi esterni, e in centro posti non a pagamento non si trova-no». Quando c'è mercato o quando vi sono manifestazioni particolari, soprattutto, «è im-possibile trovare un posto che non sia pagamento - si lamenta Elvira -. E' tutto pieno persino il parcheggio della Coop».E i turisti? I commenti non sono affatto lusinghieri neppure da parte di chi arriva da fuori. «Cremona è una bella città ma il parcheggio è un disastro - rac-
conta Marco, di Trento -. Non c'è una logica. Ma soprattutto è as-surdo che in centro città ci sia solo un autosilo, tra l'altro costo-sissimo. Mancano completa-mente i silo posizionati tutto in-torno alla zona centrale, che normalmente nelle altre città hanno prezzi molto abbordabili»
.«Sono già venuta a Cremona alcune volte, ma dopo la prima non ho più voluto arrivare in auto - dice Katia, di Torino -. In una città così male organizzata dal punto di vista della viabilità e dei parcheggi, la soluzione migliore è arrivare in treno e gi-rare a piedi».
Cronaca
Sabato 2 Agosto 2014
3
 
I
 Molte le segnalazioni da parte dei cittadini, non contenti per il numero troppo elevato di strisce blu rispetto a quelle bianche
 Non voglio che la mia città ritorni al ventennio da Germania Est che ha vissuto prima dell’attuale amministrazione
Parcheggi a pagamento: le proteste dei cittadini
 
E' stato affrontato anche il tema dei parcheggi, durante la prima riunione dello staff mobilità che vede coinvolti gli asses-sori Alessia Manfredini, Maurizio Manzi e  Andrea Virgilio, oltre a dirigenti e tecnici che si occupano della partita, riunione che si è tenuta nella mattinata di venerdì. Un approfondimento fortemente voluto da tutta la Giunta per affrontare la situazione dei parcheggi, della viabilità, delle piste ciclabili, della pedonalizzazione, della ZTL, del trasporto pubblico locale, in un’ottica di visione complessiva sulla città.Il tema dei parcheggi non è ancora sta-to approfondito, in quanto, come spiega-no gli assessori, andrà inserito in un di-scorso complessivo sulla mobilità cittadi-na e sul piano della sosta. Senza dubbio la questione del numero dei parcheggi andrà rivista: difficile dire - fanno sapere dal Co-mune - se il numero sia quello previsto dalla legge, in quanto molto dipende dalla dislocazione dei parcheggi nelle varie zo-na della città, ma sicuramente la distribu-zione dei posti a pagamento dovrà essere rivista. Nelle prossime settimane lo staff incontrerà gli enti gestori, Aem e Saba, per capire cosa si può fare.«Gli strumenti di pianificazione del si-stema di mobilità del Comune di Cremo-na, infatti, risultano ormai datati: il piano della mobilità risale al 1994, i piani partico-lareggiati del traffico al 2008, il piano dei trasporti al 2002, il piano della rete ciclabi-le al 2007, il piano urbano del parcheggi al 2008 - fanno sapere gli amministratori -. Sulla base di dati precisi, assessori e tec-nici hanno cominciato a riflettere sulle principali criticità: l’assenza di un piano organico della sosta, lo stato di alcune di-rettrici come Viale Trento Trieste, via Dante e via del Giordano, la situazione dei pas-saggi a livello, le fasce della Ztl, le tariffe degli stalli e i permessi in vigore, il piano di distribuzione delle merci che manca».L’impegno preso al tavolo dello staff mobilità è quello di affrontare nel dettaglio le singole questioni, dandosi una tabella di marcia certa e verificabile. «Consapevoli che si tratta di un lavoro lungo e comples-so – dichiara l’assessore Alessia Manfredi-ni - è necessario approfondire tutte le criti-cità per individuare soluzioni a breve, me-dio e lungo termine con l’obiettivo di una mobilità più possibile sostenibile e che fa-vorisca gli utenti più deboli della strada, in linea con le buone pratiche europee».
Il Comune temporeggia: «Incontreremo i gestori Saba e Aem»
 Insoddisfazioneanche da partedei turisti
 Proteste anche per i costi: «Assurdo che se devo parcheggiare per dieci minuti sono costretto a pagare un’ora perché le frazioni orarie non sono previste»
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I residenti dello Zaist segnalano la presenza di topi, interviene l’assessore Manfredini
Morosità, fondi e micro-credito da parte di Comune e Regione contro il caro-affitti
 A seguito di alcune segnalazioni per-venute nei giorni scorsi in Comune, sopralluogo nel primo pomeriggio, al quartiere Zaist, dell'assessore al terri-torio e alla Salute Alessia Manfredini, che si è incontrata con Emanuele Re e Giuseppe Pizzamiglio, rispettivamen-te presidente e vice presidente del Comitato di quartiere 6 (zona Nord – Est), ed il parroco della chiesa S. Francesco d'Assisi don Gianpaolo Maccagni. Al sopralluogo hanno inol-tre partecipato l'ing. Andrea Guere-schi di Padania Acque e l'ingegner Giovanni Damiani, dirigente del Servi-zio di Nettezza Urbana di Aem Ge-stioni. L'attenzione è stata posta sulle sponde del colatore Pippia, che scor-re lungo la pista ciclo pedonale di via degli Ospedalieri, fiancheggiando l'oratorio e quindi il parco giochi ed il parco Asia. Dopo il taglio dell'erba avvenuto di recente, i residenti hanno segnalato la presenza di alcuni topi. Verificata la situazione, saranno con-trollate le esche sistemate nelle trap-pole, già presenti lungo il parapetto del colatore.Dal canto suo Padania Acque cerche-rà una soluzione per modificare, ren-dendola meno stretta, la griglia posta sotto il passaggio che porta all'orato-rio, così da impedire il ristagno di pezzi di rami o di foglie. Il maggiore flusso di acqua all'interno del colato-re, sul quale Padania Acque sta già lavorando, dovrebbe impedire che si verifichino quegli inconvenienti che, soprattutto nella stagione estiva, cre-ano alcuni disagi ai residenti. Questo accorgimento, insieme ad altri inter-venti più semplici che l'Amministra-zione vedrà di mettere in atto, contri-buiranno a rendere ancora più grade-vole una delle zone verdi più estese della città.Per evitare che le situazioni di moro-sità degenerino fino a diventare irrecu-perabili, il Comune ha deciso di aderire al progetto regionale “Abitare respon-sabile” per “l’attivazione di iniziative sperimentali a sostegno del manteni-mento dell’abitazione in locazione”. Il contributo regionale è pari a 423.554 euro; altri 120mila suddivisi in tre anni rappresentano il cofinanziamento da parte comune di Cremona, a cui si ag-giungono 49.773 euro del comune di Crema.  Altri partner, con cui i comuni do-vranno sottoscrivere una convenzione, sono il Consorzio Cooperative Acli So-cietà Cooperativa e Caritas – Fondazio-ne San Facio. Il progetto prevede l’erogazione di microcrediti alle famiglie che avranno i requisiti, con istituzione di un fondo di garanzia da parte dei soggetti conven-zionati. Verranno aperti sportelli di me-diazione tra inquilini e proprietari; stipu-lati accordi con soggetti pubblici e pri-vati operanti nel settore “della casa e dell’abitare” per la realizzazione di “an-tenne territoriali”; verrà realizzata una campagna di comunicazione e saranno promossi accordi con privati e/o coo-perative edilizie per rendere disponibili appartamenti a canone concordato per la collocazione di famiglie in difficoltà abitativa di vario genere. In collabora-zione con il Terzo Settore, verranno co-struiti percorsi di accompagnamento al miglioramento della gestione del bilan-cio familiare e sarà utilizzato il sistema dell’inserimento lavorativo già attivo presso il Comune di Cremona.

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