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Mercoledì 30 maggio 2012
Mercoledì 30 maggio 2012
y(7HB5J1*KOMKKR( +$!z!,!%!z Mercoledì 30 maggio 2012 D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1,

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

FONDATORE VITTORIO FELTRI

DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO

ANNO XLVII NUMERO 128 EURO 1,20*

EMILIA DEVASTATA DAL SISMA

FUORI I SOLDI (E I COLPEVOLI)

Il governo deve stanziare subito i fondi per i soccorsi e la ricostruzione Qualcuno deve pagare per i capannoni caduti come castelli di sabbia

di MAURIZIO BELPIETRO

E adesso che cosa facciamo? Indaghia-

mo un’altra volta tutti i componenti della commissione grandi rischi, così come è accaduto dopo il terremoto

dell’Aquila? Se, come sembra, lo scia- me sismico continua, evacuiamo mez- za Emilia, sistemando gli abitanti di Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Man- tova lungo la costa, in Romagna, oppu-

re li trasferiamo in Trentino? Immagi-

niamo già le polemiche che scaturiran- no dopo la strage provocata dai crolli:

chi doveva vigilare non ha vigilato, ve- nendo meno al rispetto dei “doveri di previsione e prevenzione”, come si dis- se dopo le scosse in Abruzzo, quando gli esperti di geofisica e vulcanologia furono accusati di omicidio colposo.

All’epoca la colpa fu di non aver chiuso l’Aquila e i paesi limitrofi, deportando

in strada gli abitanti, ma soprattutto di

non aver saputo prevedere il terremoto in cui morirono 308 persone, nono- stante la scienza abbia assodato che un sisma non può essere annunciato in anticipo. Questa volta si dirà la stessa cosa per quei quindici che erano ritor- nati al lavoro e sono rimasti vittime dei crolli delle loro aziende? Nel 2010, quando fu messa sotto

processo la commissione grandi rischi, tutti si misero il cuore in pace. Una vol-

ta accusati i geologi, gli altri si sentiro-

no tutti assolti, in particolare la classe

politica, che da quel giorno ha potuto pensare ad altro, cioè a litigare, non

certo ai pericoli sismici. Eppure, in un paese che è ad alto rischio, non sareb- be ora di decidere di fare un censimen-

Il duomo di Miran- dola distrutto dalla scossa di ieri mattina
Il duomo di Miran-
dola distrutto dalla
scossa di ieri
mattina

to

degli edifici, verificandone la qualità

e

la tenuta in caso di forti scosse? In

una nazione che periodicamente ( )

segue a pagina 3

servizi da pagina 2 a pagina 9

Bisogna sfondare il patto di stabilità

di GIANLUIGI PARAGONE a pag. 9

Mirandola, il paese che non c’è più

di ANDREA MORIGI

a pag. 4

Le certezze sepolte sotto le macerie

di MARTINO CERVO

a pag. 6

Il premier: stop al calcio

Monti vuol creare milioni di disoccupati

di FRANCO BECHIS

Un passo in avanti c’è. Ora quando Mario Monti le spara proprio grosse dice di parlare da uomo della strada. Meglio di qualche mese fa, quando da premier fece ridere tutto il mondo an- nunciando di avere varato una legge sulle liberalizzazioni epocale che avrebbefattocrescere( )

segue a pagina 10

Tangenti in Bpm

ArrestatoPonzellini Altri guai per il Pdl

di SANDRO IACOMETTI

«Massimo Ponzellini, con l’ausilio di Antonio Cannalire, la collabora- zione di Enzo Chiesa e, di volta in volta, con la condivisione o la tolle- ranza degli altri dirigenti, ha realiz- zato una struttura parallela, princi- palmente impegnata nell’attività di erogazione del credito». ( )

segue a pagina 14

«Via i cellulari ai prelati»

Nei veleni vaticani spunta la pista Usa

di CATERINA MANIACI

Un’altra giornata difficile, Oltrete- vere, dove l’atmosfera si fa tesa. Qualcuno arriva a dire che dovreb- be essere impedito l’uso dei cellu- lari, e così si teme a farsi vedere troppo con il telefono in mano, la consegna del silenzio ( )

segue a pagina 19

Cacciato l’ambasciatore

Ora in Italia ad Assad restasoloNapolitano

di FAUSTO CARIOTI

Un po’ tardi, ma alla fine è successo. Ieri l’ambasciatore siriano a Roma, Khaddour Hasan, è stato convocato allaFarnesinaedichiarato«persona non grata». Niente di particolar- mente coraggioso: nelle stesse ore diplomatici di Damasco ( )

segue a pagina 21

stesse ore diplomatici di Damasco ( ) segue a pagina 21 I partiti sono finiti? Sì,

I partiti sono finiti? Sì, questi partiti sì. Il Pdl è finito? Sì, è il più finito di tutti. Ha senso emu- lare Grillo? È ridicolo. Ha senso guardare a Montezemolo? Ma per favore. Hanno senso i rotta- matori, i formattatori del Pdl, i gruppi tipo «Ripartire da zero»? Sì, hanno senso a prescindere, qualsiasi magma è meglio dei fossili. Il punto è che non possono esserci passaggi indolori: non c’è parlamentare che non voglia ri- partire almeno da uno, lui. Quindi i vari giovani e giovina- stri, per favore, non ci facciano

APPUNTO di FILIPPO FACCI
APPUNTO
di FILIPPO FACCI

I rotto-amatori

perdere tempo: se i papaveri pi- diellini li benedicono c’è già qualcosa che non va, se già par- lano di «collaborazione» e di «nessuna contrapposizione» si- gnifica che sono dei baciaculo in attesa di cooptazione, nella mi- glior tradizione Pdl. In politica, come in natura, nessun vecchio aiuta un giovane a farlo fuori:

nella sgraziata richiesta di di-

missioni che un giovinastro pi- diellino ha fatto ad Alfano - uno che peraltro non se lo merita - c’era comunque più humus po- litico e che in anni di parolame all’ombra dei brontosauri. Era un segno di vita, almeno. Quindi i ragazzotti si tolgano la cravatta, che fa caldo, e le varie fighette scendano dai tacchi, che in piaz- za s’incastrano nei sampietrini. Ai papaveri dovete fargli le scar- pe, non lustrargliele. Altrimenti spostatevi: dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto.

dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto. * Con: ”The Sounds of London - Volume 2
dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto. * Con: ”The Sounds of London - Volume 2
dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto. * Con: ”The Sounds of London - Volume 2
dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto. * Con: ”The Sounds of London - Volume 2
dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto. * Con: ”The Sounds of London - Volume 2
dobbiamo ascoltare l’ultima dichiarazione di Cic- chitto. * Con: ”The Sounds of London - Volume 2
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Emilia devastata

MIRACOLO

vita a Cavezzo, nel Modenese. Ancora disperse nove persone. I vigili del fuoco continuano a cercare tra le macerie

Trovata sotto le macerie una donna ancora in

INCUBO TERREMOTO Case e fabbriche sbriciolate: decine di vittime

Nuove forti scosse alle 9 e alle 13 di ieri sentite in tutto il centro-nord: oltre 200 feriti e 8000 sfollati, gravi danni all’agricoltura

::: ALESSANDROGONZATO

anni, parroco di Rovereto sulla Secchia, frazione del comune di Novi di Modena, è stato travolto e ucciso da una trave mentre stava cercando di mettere in salvo la statua della Madonna all’interno della chiesa di Santa Caterina. L’elencoèlunghissimo.Glisfollati ormai sono 14 mila, un esercito di

QQQ Non ha più fine l’incubo

terremoto. Nei giorni incui afatica si stava cercando di tornare alla normalità nelle zone dell’Emilia Romagna messe in ginocchio dal sisma dello scorso 20 maggio - quando poco prima dell’alba la

terraavevaruggitoconunapoten- disperati che va ad ingrossarsi

za devastante - ieri mattina, alle 9,

un’altra tremenda scossa di ma- gnitudo5.8 - registrata aduna pro- fondità di 10.2 chilometri - ha fatto tremare la terra per una quindici- na di interminabili secondi, pro- vocando morte e distruzione. L’epicentro è stato localizzato nel Modenese, tra i comuni di Medol- la, MirandolaeCavezzo, quest’ul- timo trasformatosi in pochi istanti in un paese fantasma, dove tre quarti degli edifici ormai non esi- stono più o sono irrimediabil- mente danneggiati. Per tutta la giornata è stato un susseguirsi di scosse, oltre centotrenta, la più potente delle quali si è registrata

alle 12.56 - ad una profondità di 6.8

chilometri-pocopiùaNord-Ove-

st, interessando dunque anche la BassaMantovana, dovesi sonore- gistrati alcuni crolli ma fortunata- mente non c’è stata alcuna grave conseguenza per la popolazione. Finora le vittime accertate di questo nuovo terremoto sono 16. Nove le persone che risultano di- sperse. Una donna è stata trovata viva sotto le macerie a Cavezzo. Gli uomini della Protezione Civile e i Vigili del fuoco lavorano senza sosta nel disperato tentativo di trovare qualche miracolato sfug- gito alla tragedia. Più di 200 le per- sone ferite, ma per ora, purtroppo, si può parlare soltanto di cifre provvisorie. Un quadro più chiaro si avràsoltantonelleprossimeore, ammesso che il sisma conceda una tregua e consenta ai soccorri- tori di intervenire anche nelle zo- ne maggiormente a rischio. Il terremoto ha riscosso il suo tributo di sangue soprattutto in quelle fabbriche già messe dura- mente alla prova nei giorni scorsi, dove da poco si era tornati a lavo- rare a seguito delle verifiche e dei rilievi di staticità. Una delle aziende maggior- mente colpite da questo nuovo si- sma è la Meta di San Felice sul Pa- naro, dove hanno perso la vita tre persone: un ingegnere di Miran- dola che stava effettuando alcuni rilievi sulla struttura e due operai stranieri, un marocchino di 46 an- ni e un indiano di 27, tutti e due padri di due figli. Per tutta la gior- nata decine di persone hanno af- follato il piazzale davanti alla ditta per pregare, piangere e abbrac- ciarsi. Per unirsi nel dolore. Altri tre lavoratori sono morti dopo il crollo della Bbg di Mirandola - nel Modenese - che lunedì aveva ri- presol’attività. Tremorti ancheal- la Haemotronic, a Medolla. Si te- me però che il bilancio possa ag- gravarsi. Don Ivano Martini, 65

sempre di più, scossa dopo scos- sa. Allestire le tende per accogliere anziani, disabili e bambini è una corsa contro il tempo. Intanto salgono a mezzo mi- liardo i danni stimati nell’agroali- mentaredallaColdiretti,tranuovi crolli e lesioni di stalle, fienili, ca- pannoni e stabilimenti di trasfor- mazione e un totale di circa un mi-

lione di forme di Parmigiano Reg- gianoeGranaPadanorovinate. Ieri si sono registrati altri crolli nella Rocca estense di Finale Emi- lia, nel Modenese, uno dei comu- ni più colpiti. A Mirandola è crol- latalafacciatadel duomo. ACento è venuto giù il teatro comunale. A Reggiolo ha ceduto la Rocca. Ma alcuni danni si sono registrati an-

che a parecchi chilometri di di- stanza dall’epicentro. A Venezia la caduta di una statua ha sfiorato una donna. AMilano si sono aper- tealcunecrepelungogliedificipiù vecchi. Le scuole e gli uffici sono stati evacuati un po’ ovunque. Ha tremato tutto il Nord, dalla Valle d’Aosta alle Marche, dalla Liguria all’Austria, tanta è stata la potenza

di questo nuovo terremoto. Per al- cune ore è stato difficile anche te- lefonare a causa delle numerose chiamate indirizzate ai numeri d’emergenza. Il sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcano- logia è andato in tilt. Problemi an- che alla circolazione dei treni, an- che se è stata scongiurata la para- lisidellelineeferroviarie.

se è stata scongiurata la para- lisidellelineeferroviarie. Indagano le procure di Modena e Ferrara L’orrore

Indagano le procure di Modena e Ferrara

L’orrore annunciato dei capannoni

Dopo i crolli di domenica, altri operai schiacciati nelle aziende. Eppure bastava valutare i pericoli

::: dall’inviatoaMirandola(Modena)

ANDREA MORIGI

QQQ Chissàperchéduegiornifa,sulsitoweb della Bbg di San Giacomo Roncole, nel comu- ne di Mirandola, si dichiaravano orgogliosi di aver potuto riprendere l’attività appena una settimana dopo il primo terremoto. Ieri due operai sono morti e vi sarebbero altre persone sotto le macerie del capannone di quell’azienda. Sulla strada, che porta a Modena, passan- do per Medolla, i magazzini accartocciati so- no più della case lesionate. Ma erano state eseguite le perizie statiche. E, a norma di legge sembrava tutto a posto. Non per gli operai che lavoravano e per le loro famiglie. «È naturale che la terra tremi ma non è na- turale che crollino edifici. In altri paesi non succede», ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero. E il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli assicura che «stiamo verifi- cando le possibili cause dei crolli, per modu- lare comportamenti e dare indicazioni alla popolazione sulle cose che possono essere si- cure e su quelle che invece possono essere

meno sicure. Vorremmo attendere le verifi- che dei tecnici per capire di quali capannoni e abitazioni civili si tratta. È fondamentale che

la gente abbia indicazioni puntuali, non rac-

comandazioni che non hanno fondamento nellecoseavvenute». DueProcuredellaRepubblica, aModenae

a Ferrara, intanto stanno indagando. Per i

crolli nel Ferrarese ci sono già più di quindici indagati. Si dovrà procedere a perizie tecni- che, con i tempi della giustizia che non sono quelli rapidissimi di un terremoto. Per evitare che tutto vada giù in un attimo, bisogna cor- rere ai ripari. Oppure evitare di dare permessi con leggerezza se è vero che sono stati co- struiti senza tener conto delle norme antisi- smiche, come denuncia Bernardino Chiaia, docente di Scienza delle Costruzioni del Poli- tecnico di Torino. In realtà, secondo l’esper- to, sarebbe possibile rendere le strutture resi- stenti anche risparmiando sui costi. Sempre che le norme di sicurezza siano rispettate. Ma «si sta parlando di capannoni costruiti in zo- ne che al momento della progettazione erano considerate non sismiche. Solo dal 2003 è cambiata la mappa del rischio, ma ci si è con-

centratipiùsugliedificicivili.Orasperovenga fatto un censimento anche di quelli indu- striali», sottolinea Chiaia, che è anche mem- bro del Cda dell’Ingv. Secondo l’esperto gli accorgimenti per rendere più resistenti que- sti edifici non sono particolarmente onerosi:

«I capannoni industriali sono costruzioni molto semplici, formate da pochi pilastri e travi.Cosìcomesonoriesconoaresisteresolo a sollecitazioni verticali, mentre incaso di sol- lecitazioni orizzontali, che possono essere provocate da un terremoto ma anche da un vento particolarmente forte, possono venire giù come un castello di carte. Per evitarlo ci sono alcuni accorgimenti da prendere, come collegare tra loro le travi in modo rigido per renderle più resistenti, utilizzare dei contro- venti, cioè delle strutture specifiche che au- mentano la resistenza orizzontale, irrigidire i nodi. Sono tecniche che hanno un costo me- dio, e che vengono già usate se l’edificio ha dei pannelli solari sul tetto, che fanno da vela». «Sicuramente qualcuno ha operato con leggerezza, facendo economia. Si è progetta- to in maniera non intelligente», aveva com- mentato, subito dopo il sisma di domenica 20

3 PRIMO PIANO Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
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Ora si accuseranno i geologi incapaci

di prevedere il sisma. Eppure non si fa l’unica cosa utile:

stabilire gli immobili capaci di reggere alle scosse

PREVENZIONE

Emilia devastata

capaci di reggere alle scosse PREVENZIONE Emilia devastata A sinistra, vigili del fuoco impegnati nelle ricerche

A sinistra, vigili del fuoco impegnati

nelle ricerche dei dispersi dopo il crollo

di una fabbrica a Mirandola; al centro

il recuperotrai resti dellaHaemotronic

di Medolla, nel Modenese[Ansa]

.

AZIENDE CROLLATE

TOCCA AL GOVERNO I politici piangono i morti ma si svegliano tardi

Dal terremoto dell’Aquila niente è cambiato: si spendono miliardi per la ricostruzione, ma mancano controlli e regole per i nuovi edifici

ma mancano controlli e regole per i nuovi edifici Dettaglio del duomo di Mirandola (Modena) Ansa

Dettaglio del duomo di Mirandola (Modena) Ansa

::: segue dalla prima

MAURIZIO BELPIETRO

.

spende decine di miliardi nella rico-

struzione, regalandole alla camorra, alla mafia e ai profittatori, non sarebbe bene stabilire regole precise non solo per le nuo- ve costruzioni, ma anche per quelle vec- chie? Tutti parlano di previsione e da quel che abbiamo capito vorrebbero che i ter-

remoti venissero previsti come si fa con il tempo, la pioggia o la neve. In realtà l’unica misura possibile non è annunciare in tv che domani la terra tremerà né stipulare una polizza, ma stabilire una volta per tutte

se gli edifici sono in grado di reggere le forti

scosse oppure no. All’epoca del crollo dell’Aquila si tornò a parlare di palazzi costruiti male e senza qualità. Lo stesso si fece quando un’intera scuola si accartocciò, uccidendo tutti i bambini che vi seguivano le lezioni. Argo- menti che si ripetono ad ogni sisma, come nelle Marche e in Umbria, per restare ai più recenti. Ma oltre a parlarne, nessuno ha mosso un dito. Niente è cambiato in fatto di leggi, che pure prevedono costru- zioni antisismiche. Nulla è accaduto per quanto riguarda i controlli. I provini sul calcestruzzo che si fanno in laboratorio so- no stati eseguiti con maggior serietà? Sono state introdotte misure affinché i comuni verifichino con attenzione i cementi arma- ti o i collaudi statici di case e palazzi? No,

nulla di tutto ciò. Anzi, di fronte al crollo di centinaia di capannoni industriali si sco- pre che in Emilia, non essendo considerata zona ad alto rischio, nelle fabbriche i tetti non sono imbullonati alle pareti, ma sol- tanto appoggiati. E chi lo ha stabilito? Chi continua a consentire l’uso di tecniche abi- tative che non sono antisismiche? Non si sa. Così tra Ferrara e Modena sono venute giù non solo le costruzioni vecchie di cen- tinaia di anni, ma anche quelle più recenti,

di solo sette o otto anni fa, prova evidente

che si continua ad edificare facendosene

(

)

Le valutazioni dell’esperto

Mattoni, calce e prove di carico Capire se una casa è a rischio si può

maggio, il presidente dell’associazione di In-

QQQ Guardando le immagini di

prova i manufatti, come in un test

computerizzata ha una parte rile-

un baffo dell’incolumità delle persone e della sicurezza di uffici e abitazioni. Dopo

gegneria sismica italiana, Agostino Marioni.

morte e distruzione in tv, dopo

medico sotto pressione. «Noi

vantissima: «Fino a 15 anni fa era

la

morte di centinaia di persone lo Stato

A

suo avviso, i costruttori di prefabbricati

aver visto tremare il lampadario in

agiamocome il laboratoriodi ana-

fantascienza, ma oggi possiamo

pianse lacrime di coccodrillo, prometten-

cui annotare tutti i dati relativi alle costru-

«fanno a gara a chi appoggia le travi per due

centimetri senza sostegno. Il buon senso, in

sala da pranzo, nella mente di molti si è insinuato un tarlo. Ma

lisi specialistico», spiega l’inge- gnere Luciano Ceschél, direttore

riprodurre in3Dla struttura di una costruzione e sottoporla all’attac-

do l’obbligo di un’anagrafe degli edifici in

una regione con rischio sismico, avrebbe

casa mia è sicura? Empatia, onda

della sede milanese di 4 EMME

co

di un sisma: così si mettono in

zioni. Invece della misura annunciata è ar-

consigliato altri provvedimenti. Provvedi-

d’urto emotiva, esagerazione ma-

Service spa, società presente in 19

luceipuntistrutturalmentecritici,

rivato l’onere di ingaggiare un tecnico per

menti che avrebbero avuto un costo superio-

gari. Ma chi si è svegliato trabal-

città d’Italia. Carotaggi, indagini

e si può intervenire ad hoc».

la

sicurezza in cantiere e un esperto per la

re

marginale. C’è stata un’esasperata tenden-

lando nel proprio letto a Milano o

sui materiali, prove di carico… lo

La legge (dopo la modifica delle

certificazione energetica: carte e costi in

za

al risparmio».

Verona ha il legittimo desiderio di

spettrodelle valutazioni è amplis-

zonizzazioni sismiche dell’Italia

più per i cittadini, ma niente che possa ser-

Gian Michele Calvi, professore ordinario e

tutelarsi. Come fare quindi? Le

simo. «Per quanto riguarda il ri-

di

una decina di anni fa) impone

vire a salvare le persone se la terra trema.

direttore della Ume school Iuss Pavia e presi- dente della fondazione Eucentre, venerdì

strade ci sono. Il primo step: scorrere la lista

schio sismico, la valutazione pas- sa da un’analisi dei materiali»

questi controlli, ma solo su edifici sensibili, edifici nuovi, o edifici

Eppure ci vorrebbe poco. Al posto di spendere miliardi nella ricostruzione, ter-

scorso a margine di un convegno aveva in

degli ingegneri strutturisti pre-

spiega Ceschél «attraverso i caro-

vecchicheabbianosubìtomodifi-

remoto dopo terremoto, sarebbe meglio

pratica previsto quanto accaduto ieri: «Le zo-

sente nell’albo professionale. So-

taggi si valuta la qualità del calce-

che strutturali. Il problema è che

investire un po’ di soldi per mappare non

ne

colpite non sono storicamente classificate

no i “medici di famiglia”, a loro si

struzzo utilizzato, o - ed è il caso di

su

alcuni interventi c’è troppa di-

soltanto il rischio sismico, ma anche la sta-

come sismiche. Basterebbero pochi inter-

può chiedere un’analisi prelimi-

Milano, dove sono molte le case

screzionalità: «Chi installa pan-

ticità degli edifici. Da anni esistono società

venti, ma così come sono non resisterebbero

nare sulla tenuta strutturale

costruite così - della muratura:

nelli solari - adesempiosui capan-

specializzate nei collaudi, in grado di fare

a

nessuna accelerazione. Un terremoto in

dell’abitazione. Progetto e calco-

qualità dei mattoni e delle malte

un’abitazioneconcepitaperaver-

noni industriali - non ritiene indi-

prove di carico e di sforzo delle strutture

pianura padana o in zone non classificate provocherà sempre il crollo di strutture di

latrice alla mano, sono in grado di stabilire (l’occhio clinico fa molto)

leganti». Da valutare anche la quantità

spensabile svolgere i controlli di tenuta antisismica». Peccato che

verticali di un palazzo o di una fabbrica. Eppure nessuno le interpella per mettere al

questo tipo, compresi i supermercati. Quelli avvenuti non sono stati crolli legati a rotture

se la costruzione è sicura o è me- glio approfondire l’esame. In que-

dei materiali: aggiungere piani a

spesso questi interventi modifi- chino il profilo di tenuta dei ma-

sicuro le case degli italiani. I governanti evidentemente preferiscono piangere do-

di

travi o pilastri. Ma sono strutture costruite

sto caso entra in azione lo “specia-

ne solo due senza rinforzare i pila-

nufatti, e la prova è il cimitero di

po, quando si contano i morti.

come lego, una parte ha perso l’appoggio e

lista”, aziende che si occupano di

stri portanti mette a serio rischio

capannonichericoprel’Emilia.

 

maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it

sonocadute».

prove in sito capaci di mettere alla

l’intera struttura. La tecnologia

E. CAV.

@BelpietroTweet

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Emilia devastata

VIA TUTTI Nel borgo di Cavezzo (Mo) le autorità hanno sfollato gli 85 ospiti della casa di riposo. La struttura fu edificata nel 2000 ma gli esperti preferiscono non rischiare

IL PAESE FANTASMA La terra trema ancora e Mirandola non c’è più

In uno dei comuni più colpiti è venuto giù il Duomo, hanno tagliato il gas e la gente fa la ronda per sorvegliare le poche case risparmiate dal sisma

::: dall’inviato a Mirandola (MO)

ANDREA MORIGI

QQQ Ai bimbi che chiedono:

«Mamma, andiamo a vedere

la mia scuola? Andiamo a ve-

dere il Duomo?», si deve ri- spondere che non si può. Nel paese fantasma, svuo- tato dai suoi abitanti, dalle at- tività, dalla circolazione, non possono entrare nemmeno i

residenti. Neanche quelli che piangono perché hanno la-

sciato il gas aperto e le finestre spalancate e implorano i vigili

e gli agenti di polizia di dar lo-

ro il permesso di rientrare in

casa. È tutto pericolante. Le transenne circondano tutto il centro storico. Dalla circon- vallazione si vedono tetti

sfondati e calcinacci dapper- tutto, tranne che sulla piazza del Municipio, dove bivacca- no gli extracomunitari. Dall’imbocco di una strada si riesce a vedere il campanile,

le cui ore sembrano contate.

Tutti gli obiettivi delle teleca-

mere sono puntati su quel monumento condannato a morte. Cercano di cogliere l’attimo in cui crollerà.

a morte. Cercano di cogliere l’attimo in cui crollerà. VITE STRAVOLTE «Come siamo messi? Guar- di
a morte. Cercano di cogliere l’attimo in cui crollerà. VITE STRAVOLTE «Come siamo messi? Guar- di

VITE STRAVOLTE «Come siamo messi? Guar-

di lei. Abbiamo anche Menta-

na!», dice un sessantenne, in- dicando il direttore del Tg La7 nel bel mezzo della diretta, come se fosse il termometro della disperazione. Più del si- smografo, contano la tv e i

giornalisti. Se ne arrivano così tanti, significa che la situazio- ne è grave. Più di quanto si pensava il 20 maggio, dopo la prima scossa del 5.9 della sca-

la Richter. Quella di ieri, pre-

ceduta da altre settanta, con il 5.8 ha distrutto anche quel che prima sembrava rimasto intatto. Nella scuola elemen- tare di viale Gramsci, costrui-

ta nel 2000, è crollata la scala.

L’ospedale è stato evacuato.

Chi può, fa le valige e carica l’automobile per andarsene. Prove di auto-evacuazione, senza panico, ma sconcertati. «Ci avevano sempre garantito che qui non era una zona si- smica. Quindi mentalmente non siamo preparati a un evento del genere», dice una commerciante che ha chiuso

il negozio da dieci giorni. «È

che noi abbiamo voglia di ri- cominciare, mica come da Roma in giù che aspettano la manna dal cielo». Anziani pallidi, che sem- brano non aver messo il naso fuori dall’uscio da mesi, ora

stanno seduti lì all’ombra, per

strada, sulle sedie da giardino. Guardano passare le ambu- lanze a sirene spiegate come

se fosse la consuetudine. Lon-

tani dai muri, ma con l’occhio puntato sulla finestra di casa,

si scambiano appena qualche

parola sui vestiti che serviran-

no. È caldo, almeno.

NEMICO INVISIBILE Gli altri girano in bicicletta

senza meta, per vedere cos’è crollato. Circondano l’abitato come durante un assedio. Pe- rò il nemico, invisibile, è già entrato. Sono loro a essere stati cacciati. E sarà difficile

tornare. Qui, come a Carpi, a Rolo, in provincia di Reggio Emilia, e a Moglia, nel Man- tovano dove arrivano i soc- corsi dell’Anpas della Lom- bardia con i posti medici. Oltre a contare i morti, se-

polti sotto il Mobilificio Mala- vasi, a Cavezzo si devono or- ganizzare spostamenti impe- gnativi, come alla casa protet- ta che ospita 84 anziani.

L’hanno ristrutturata nel 2000

e pare che l’edificio non sia

compromesso. Ma non si può rischiare. Poi è stato tolto il gas, per il timore di fughe ed esplosioni. Il vicesindaco e as- sessore alla Sanità, Giuseppe Bianchini, dirige le operazioni

per trasferire tutti a Casalec- chio di Reno, in provincia di Bologna, dove è stata offerta ospitalità anche ai non auto-

sufficienti e agli infermi che riposano sui letti in giardino. L’ambulatorio di sua moglie,

costruito una decina d’anni

fa, è scomparso. Il paese è oc-

cupato dalle macerie e si cer-

ca una donna dispersa. Molti

non hanno mangiato a mez- zogiorno e rischiano di non

cenare. Eppure c’è la cucina

da campo della Protezione ci-

vile di Rimini, arrivata subito dopo il sisma di domenica 20. Comunque è passata anche la fame, adesso.

ACCAMPATI Bisogna cercare lo spazio disponibile per montare altre

tende, dopo aver sistemato i campi da tennis, che ospitano

330 persone, e le aree di sosta

davanti al palazzetto dello

sport, dove sono parcheggiate

770 automobili. Sarà più dif-

ficile, ora, raccogliere rifiuti e detriti. Poi c’è necessità di ser- vizi igienici per tutti, oltre che

di ruspe e colonne mobili dei

vigili del fuoco. Non è uno scherzo essere catapultati dalla tranquillità banale del benessere allo stato selvaggio alle 9 di mattina, tutt’un trat- to.

In Emilia, Veneto e Lombardia

Rasa al suolo anche l’arte

Distrutti torri, castelli e chiese: a rischio il patrimonio culturale

::: ROMA

QQQ Crollano chiese, torri, orologi. Centri storici mutilati, un colpo forte alla storia, alla memoria col-

lettiva, al tessuto sociale. Soprattutto le chiese, le edi-

cole, le piccole cappelle. Ma anche edifici conosciuti

e amati in tutto il mondo, come la basilica palatina di

Santa Barbara a Mantova e si è temuto anche per la basilica di Sant’Antonio a Padova, universalmente nota con l’appellativo del «Santo». Data la situazio- ne, le chiese in alcuni comuni del Bolognese partico- larmente colpiti dal terremoto rimarranno chiuse anche se non sottoposte ad ordinanze di inagibilità da parte delle autorità civili, secondo quanto dispo-

sto in via precauzionale dall’arcivescovo di Bologna,

cardinaleCarloCaffarra,rivolgendosiatuttiiparroci

delle parrocchie di Persiceto-Castelfranco, Cento,

Galliera e Budrio. Si invitano i parroci a individuare «luoghi decorosi all’aperto dove celebrare le liturgie

festiveeferiali,inclusiifunerali,imatrimonieglialtri

atti di culto lontano da occasioni di pericolo». Già nella scossa terribile del 20 maggio scorso si era dovuto stendere la lista dei danni al patrimonio

artistico, lista che ieri si è ulteriormente allungata. Sonovenuti giùil duomoe lachiesadi SanFrancesco

a Mirandola, uno dei comuni maggiormente colpiti

dalle nuove scosse. Nel centro storico un principio di

incendio ha fatto isolare la zona. Nuovi crolli anche a

FinaleEmiliaeSanFelicesulPanaro.Ancheunapar-

tedel duomodi Carpi ècrollatainseguitoal terremo-

to. È crollata la chiesa di Poggio Renatico, parzial-

mente venuta giù la chiesa di Rovereto sul Secchia, frazione di Novi di Modena e nel crollo è morto an- che il parroco. Anche nel comune di San Possidonio, nel Modenese, è crollato il campanile della chiesa. Anche in diversi comuni del Mantovano si regi- strano crolli e danni. A Schivenoglia è venuta giù la chiesa già danneggiata dalla scossa del 20 maggio e tutta la piazza del paese è stata transennata. Anche a Quistello e Moglia si registrano danni alle chiese. E a Sermide si sono verificati crolli alla torre civica. Ma la ferita più grave è quella inferta proprio a Mantova: in seguito alla scossa delle 12.56 è crollato il cupolino del campanile della basilica palatina di Santa Barba- ra.

Il sisma si è fatto sentire forte anche in altre zone: a Venezia è crollata una statua ai giardini Papadopoli, vicino a Piazzale Roma, sfiorando una persona. Grande paura anche a Padova, ricca di gioielli artisti-

ci. Diversi palazzi sono rimasti lesionati superficial-

mente, conpiccoli distacchi di intonaco. Dal palazzo della Regione in piazza delle Erbe sono caduti calci- nacci. Danni lievi, per caduta di frammenti di into- naco, sono segnalati in diversi altri monumenti, dal- la basilica del Santo, dove è crollato un paio di metri quadrati di intonaco da una 'vela' vicina alla Cappel- la delle Reliquie, alla basilica di Santa Giustina, dove un piccolo frammento ha colpito al capo un fedele, rimastoleggermenteferito.

C.MA.

5 PRIMO PIANO Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
5
PRIMO PIANO
Mercoledì 30 maggio 2012
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L’ALLARME Tutte le strutture di accoglienza vanno ampliate in fretta, perché è impensabile intervenire solo con tende da campo. Critiche per il mancato coordinamento

Emilia devastata

. LACRIME Nelle foto, a sinistra, il centro storico di Mirandola lesionato dalle scosse di
.
LACRIME
Nelle foto, a sinistra, il centro storico di Mirandola lesionato
dalle scosse di questi ultimi giorni. Sopra, una mamma pian-
ge di paura in strada, con il suo bambino in braccio. In Emilia
il sisma ha provocato almeno 16 morti e più di 200 feriti.
il sisma ha provocato almeno 16 morti e più di 200 feriti. . PRIMA E DOPO
il sisma ha provocato almeno 16 morti e più di 200 feriti. . PRIMA E DOPO

.

PRIMA E DOPO

almeno 16 morti e più di 200 feriti. . PRIMA E DOPO La chiesa di San

La chiesa di San Francesco a Mirandola: sotto, prima del sisma. Sopra, quel che ne rimane dopo il crollo del tetto sopra la navata principale, ieri mattina.

E LA PROTEZIONE CIVILE? Per far fuori Bertolaso han fatto sparire lo Stato

I nuovi decreti hanno ridotto al minimo i margini d’intervento del corpo, col risultato di aggravare l’emergenza. Il capo dipartimento modenese: «Le tendopoli non bastano»

Il capo dipartimento modenese: «Le tendopoli non bastano» La cupola crollata della Collegiata di Santa Maria

La cupola crollata della Collegiata di Santa Maria Maggiore a Pieve di Cento (Bo) Ansa

::: dall’inviato a Mirandola (MO)

QQQ Se la Protezione civile non arriva in tempo e i Comuni

non riescono a far fronte alle continue richieste di perizie sta- tiche, si chiama l’ingegnere di fiducia. Retribuito dall’ammini- stratore del condominio o dal proprietario dell’azienda. Sono i costi e le inefficienze nell’emergenza, che rischiano a volte di tramutarsi in perdite umane, secondo la denuncia del presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, ieri alla commissione Ambiente della Camera chia- mata ad esaminare il decreto predisposto dal Governo in ma- teria di protezione civile. «La difficile situazione di queste ore in Emilia fa drammaticamente emergere sul campo l’evidente insostenibilità del decreto adot- tato con riferimento all’esclu- sione dell’ambito operativo della Protezione Civile rispetto agli interventi di messa in sicu- rezza, ad esempio degli edifici industriali o storici», ha detto Dellai durante l’audizione. A nome delle Regioni, ha esposto

i motivi della «netta contrarietà

rispetto al decreto adottato dal Governo con particolare riferi- mento alla irragionevolezza di alcune previsioni riguardanti i limiti temporali dell’emergenza che non corrispondono mini- mamente alla realtà e all’estre-

mo restringimento degli ambiti operativi della Protezione civile stessa». «Comprendiamo bene

portato la Protezione Civile ad occuparsi di tutto, spesso senza limiti di stanziamento. Tuttavia con questo decreto si raggiunge l'esatto opposto, con una Pro- tezione civile senza strumenti, senza risorse e con funzioni ri-

ferite al mero salvataggio delle persone a rischio». Lancia un grido d’aiuto an- che il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Ga- brielli, da Modena: «Dobbiamo ampliare le strutture di acco-

glienza, ma non è pensabile far- lo solo con le tendopoli, c’è bi- sogno di attivare un sistema ri- cettivo su scala regionale e an- che tramite la rete alberghiera».

Dopo il sisma di ieri, circa 5 mi- la persone vanno ad aggiunger- si ai 7mila rimasti senza un tetto dopo la scossa del 20 maggio. «La priorità ora è procedere con i soccorsi ma anche tranquilliz- zare le persone che comprensi- bilimente sono tornate in preda all’ansia e al panico» ha aggiun- to Gabrielli, precisando che in Emilia Romagna sono già in ar- rivo «nuove colonne mobili di assistenza dalle altre regioni». Sul tema, rischia di vacillare la maggioranza che sostiene il governo. Marina Sereni, del Pd, chiama l’esecutivo a modificare il decreto, individuando nel te- sto un rischio di «ostacolare e rendere eccessivamente cen- tralistica e burocratica l’azione di questa im- portante istituzione che si è sempre gio- vata di un rapporto positivo con le Re- gioni e il sistema delle autonomie lo- cali. Nello specifico occorre va-

lutare la pos- sibilità di in-

tegrare que-

sto provvedimento con le pri- me misure necessarie ad af- frontare la durissima emergen- za del sisma in Emilia Roma- gna, nonché quelle situazioni di territori colpiti da calamità ne-

Furbetti a 5 Stelle

I grillini usano il sisma per farsi pubblicità

::: ROMA

Parma, sarà che il Movimento 5 Stelle in Emilia ha uomini e donne in vari consigli comu-

nali, fatto sta che il genovese Beppe che arringa le folle e punta dritto a Roma, ha voluto dire la sua anche sulla scossa. Si leggeva ieri su Twitter la seguente pillola di sag- gezza: «I capannoni sono venuti giù tutti come ca- stelli di carte. Per quale ma- gnitudo dove- vano resiste- re?», in risposta a un utente che po- lemizzava sulla co-

struzione di cantieri al solo scopo di accedere

ai fondi europei. Ma ancora

quistaoggi»(poisubitorimos- prima,sulsuoblog,Grilloave-

manta Di Persio con il link «ac-

so di sisma. Cliccando sul blog del comico, dopo l’intervento dal titolo«Nonsi puòmorire di terremoto», ecco la pubblicità del libro Ju Tarramutu di Sa-

QQQ Poteva mancare il Gril- lo-pensiero sul terremoto in Emilia? Certo che no. Il comi- co-leader del Movimento cin- que Stelle ha straparlato an- che stavolta: bordate contro i colpevoli del disastro, teorie sulla tenuta dei capannoni che hanno ceduto e si sono trasformati in «capannoni di sangue», lezioni su come evi- tare la catastrofe. E perfino pubblicità un po’ «sciacalle- sca»per comearricchirsi inca-

un po’ «sciacalle- sca»per comearricchirsi inca- Beppe Grillo Fotogramma so). Dialettoono, locapiscono tutti

Beppe Grillo Fotogramma

so). Dialettoono, locapiscono tutti che si tratta di un testo sul terremoto, proprio mentre al Nord si continua a scavare e a

va dato voce al sismologo Giampaolo Giuliani: «Il terre- moto uccide per ignoranza.

Spesso non si conosce il livello

-

ha aggiunto Dellai - che c’è ne-

trovare vittime. Ma il M5S non

di

rischio sismico della regio-

gli ultimi anni che non hanno

cessità di massimo controllo ri-

era quellocosì vicinoalla gen-

ne

nella quale si vive. Serve la

avuto adeguate risorse per av-

spetto alla spesa pubblica, così

te e lontano dai soldi? Non tut-

Prevenzione Civile, non solo

viare la ricostruzione», conclu-

come è necessario superare di-

ti hanno gradito. Sarà che Fe-

la

Protezione Civile».

de.

namiche del passato che hanno

derico Pizzarotti ha espugnato

B. B.

A.M.

6 Mercoledì 30 maggio 2012 PRIMO PIANO @ commenta su www.liberoquotidiano.it
6
Mercoledì 30 maggio 2012
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Emilia devastata

FATALITÀ Le scuole tornano a tremare proprio quando dovevano riaprire dopo la paura del 20 maggio. Così è ancora più difficile tornare alla normalità

. RIPARI D’EMERGENZA

Due persone cercano riparo

nell’auto dopo la scossa di ter- remoto a Rovereto. Da dome- nica sono migliaia i cittadini

cheanzichéalletendopolipre-

ferisconorifugialternativiper passare la notte: ad esempio automobili o garage (Ansa)

::: MARTINO CERVO

QQQ Emilia paranoica, e sta-

volta non sono canzoni dei Cc- cp. Perché la terra trema sotto le case, le scuole (nel giorno in cui riaprivano), le fabbriche, le chiese: scuote con una forza che la stragrande maggioranza

di

quelli che vivono nella Pianu-

ra

padana non ha mai sentito. E

che adesso sposta lo stomaco e

fa venire il sudore alla fronte.

E scuote quando la memoria conserva troppo fresca la scos-

sa tremenda del 20 maggio, col

suo carico di morti e sfollati, di

gente nelle tende che ancora scappa fuori quando tutto bal-

la, anche se non ha nessun sen-

so. Le passeggiate nervose e senza meta in tante città, per non restare a fissare i lampadari ballerini, dalla Lombardia al Veneto, rimandano come in sordina il grido di dolore asso-

luto di quelli che la violenza di- struttrice del sisma ha bastona-

to sul serio. Non c’è nulla di sa-

zio e disperato, adesso: c’è una

gran fame di domande aperte come ferite, di rabbia e soprat- tutto di sgomento cieco. Perché

di tutto quel che è sinonimo di

sicurezza si coglie, in un lungo istante di rombo, di rumore e di tintinnii, la totale precarietà. Tutto può non esserci, non è

più scontato che ci sia. Ed è un sentimento che, per milioni di persone, è quasi completamen-

te inedito in queste zone.

PSICOSI COLLETTIVA Quelle certezze sepolte sotto le macerie

Dopo la crisi, un’altra sberla fa percepire la precarietà delle nostre sicurezze. E fa domandare da dove ripartire

esiste per nessuno.

NIENTE SICUREZZE Così tutto, nel terremoto, smonta pezzo per pezzo la per- cezione di tutto quello che sia- mo abituati a considerare come solido, durevole, amico, testi- mone palpabile dei nostri affet-

ti, della nostra riuscita, del no-

stro status. Lo ha fatto con gli squarci fisici delle chiese e dei capannoni di Finale, di Miran- dola, di Cavezzo, nei sedici morti e nel disperso di cui in questo momento sappiamo. Lo fa con gli strappi psicologici nelle teste di chi sta a Ferrara, a Ravenna, a Milano, a Venezia, col ricordo dei letti che tremano

e la promessa che continuerà ancora, come giurano i sismo- logi.

AL LAVORO Eppure, nelle braccia con le maniche arrotolate, nella voglia di rimettere in piedi le fabbri- che perché o si lavora lì o non si lavora più, come accade in mol-

te zone colpite che certo non sono opulente, c’è un primo se- gnale. Che a dirlo positivo si ri- schia il ridicolo, eppure testi- monia che più forte delle botte prese e dello sgomento patito e che resta, c’è la madre di tutte le questioni: da cosa ripartire, adesso? Su cosa rifondare lo stesso desiderio che fino a ieri si

fissava in cose che non ci sono più, in certezze abbattute, in porzioni di sicurezza cui non ci si può più aggrappare? I legami, in fondo anche quelli che l’emergenza comune ha creato, sono l’inizio di una risposta che l’Emilia conosce già, e che forse può far ripartire l’Italia più della discesa dello spread.

MEMORIA VUOTA Chi è nato nelle zone colpite statisticamente non ha nel pas-

sato della sua storia catastrofi naturali di questo tipo, negli ul- timi decenni (bisogna andare alle grandi alluvioni). Non ha, forse, lo spazio mentale per ammettere la possibilità di per- dere ciò in cui normalmente ri- posa. Non bastasse la crisi, a le- vare brandelli di sicurezza sul fronte del lavoro e della tenuta economica, le scosse - scono- sciute da secoli e a queste in- tensità in queste zone - strap- pano anche il resto. Le migliaia di sfollati rac- contano in fondo questo, anche a chi può leggere le loro storie comoda- mente seduto, conservando del terremoto appena un fastidioso ricordo,

Parla Giovanni Gregori, geofisico del Cnr

«Dalla crosta terrestre si può anticipare il sisma»

Prevenire un terremoto è impossibile, ma stiamo testando precursori che forniscono dati su una catastrofe prima che questa accada

::: TOMMASOMONTESANO

ROMA

QQQ PerGiovanniGregori,geofisicodel Cnr, le polemiche sulla mancata allerta terremoto in Emilia sono pretestuose:

«Prevedere un sisma è impossibi- le». Anche se a una settimana di distanza dalla prima scossa ne segue una della stessa po- tenza distruttiva. «La se- conda ondata poteva avve- nire due ore, due settimane o due mesi dopo», spiega. Ma allo stesso modo, aggiun- ge Gregori, che è an- che scienziato asso-

ciato all’Ievpc, il ce- lebre centro ameri- cano per la previsione di eventi sismici e vulcanici, «è assolutamente irresponsa- bile asserire che non è possibile fare una diagnosi, piùomenoaccurata, dellacro- staterreste». Chevuoldire,professore?

«Oggi i sismografi ci dicono solo quando un sisma sta avvenendo. Un po’ come il medico quando fa l’autopsia su un pa-

ziente morto. Inutile chiudere la stalla quandoibuoisonoscappati». Leicollaboraconl’Ievpc:cosapropone? «Da quindici anni stiamo sperimentan- do una metodologia innovativa in grado

di evidenziare le tempeste crostali».

In che modo? «Attraverso misure di emissione acusti- ca,ultrasuonimisuratisugliaffioramenti

rocciosi. La roccia, quando subisce alte- razioni al suo interno, emette un “lamen- to”. E noi registriamo lo sforzo della cro- sta terrestre. Lo stiamo facendo in Basili- cata, a Potenza e Valsinni, e sui vulcani:

Vesuvio e Stromboli in Italia, e sulle Ande

al confine tra Argentina e Cile. In Italia, lo

dico da tempo, l’emergenza maggiore ri-

guarda i vulcani, soprattutto il Vesuvio». Torniamo ai terremoti. L’analisi della crosta terrestre li può prevenire? «Diciamo che funziona come il meteo:

non so quando pioverà, ma almeno sono

in grado di prevedere se ci saranno o me-

no le nubi. Per la crosta terrestre è lo stes- so: se è in atto quella che noi definiamo tempesta crostale, è possibile che evolva

in un terremoto».

Lei ha dichiarato che se lungo la faglia di

un terremoto». Lei ha dichiarato che se lungo la faglia di Paganica, in Abruzzo, fossero stati

Paganica, in Abruzzo, fossero stati instal-

latiisensori,sarebbestatopossibilecapi-

re cosa stava accadendo. «I geologi sapevano che la faglia di Paga- nica era a rischio. Se lungo le faglie pre- senti in Italia, e da tempo inattive, co- struissimo una rete di sensori, saremmo in grado di conoscere, in tempo reale, l’evoluzione della criticità così da indica- re il livello di rischio». Icostiqualisarebbero?

«Dipende dall’ampiezza della rete. Un conto sono cento sensori, altro mille. Al momento il costo è elevato, visto che sia- mo a livello di prototipi. Il quadro cam- bierebbe in caso di produzione su scala industriale. Il problema, però, è cultura- le.Epolitico». Chevuoldire,professore? «Immagini cosa accadrebbe se, in base al monitoraggio degli ultrasuoni nel suolo, le autorità dessero l’ordine di evacuazio- ne e, durante lo sgombero, qualcuno si sente male e muore. Oppure se poi, pure in presenza di evacuazione, il sisma non si verifica. Prima occorre aggiornare la le- gislazione e subito dopo adeguare la co- struzionedegliedifici».

e subito dopo adeguare la co- struzionedegliedifici». e al massimo una soffu- sa paura quando mette

e al massimo una soffu-

sa paura quando mette la

testa sul cuscino. L’angoscia di una natura che più che madre sembra sorella:

violenta e stupida proprio co- me noi, crudele nel prendersi uomini e donne, perfino il prete

che torna in chiesa a recuperare

la statua della Madonna sotto le

macerie. E se non è pronto per il Paradiso lui, vuol dire che non

Giovanni Gregori

7 PRIMO PIANO Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
7
PRIMO PIANO
Mercoledì 30 maggio 2012
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Il 62enne Gianni Bignardi, ingegnere, era stato

inviato per un sopralluogo alla Meta di San Felice sul Panaro ma è stato sorpreso dalla scossa che ha abbattuto la struttura

BEFFA

Emilia devastata

scossa che ha abbattuto la struttura BEFFA Emilia devastata ALLA FERRARI Il Cavallino trema e a
scossa che ha abbattuto la struttura BEFFA Emilia devastata ALLA FERRARI Il Cavallino trema e a
scossa che ha abbattuto la struttura BEFFA Emilia devastata ALLA FERRARI Il Cavallino trema e a

ALLA FERRARI

Il

Cavallino trema

e

a Maranello

dipendenti a casa

MARANELLO (MO) Alla Ferrari

nonci sonostati danni particola- ri ma, in via precauzionale, ieri gli stabilimenti produttivi del Cavallino, della Maserati e di Lamborghini eDucati, tutti vici- ni all’epicentro del sisma, hanno chiuso i battenti. La notizia dell’evacuazione degli stabili- menti Ferrari e Maserati è stata data direttamente dal presiden- te della Fiat, John Elkann: «Per

fareinmodocheilavoratoripos-

sano stare a casa» ha spiegato, «ma non c’è stato alcun danno». Il manager ha poi voluto rivolge- re un pensiero alle vittime: «Vo- glio rivolgere un pensiero alle vittime del terremoto che di nuovo ha scosso l’Italia. Mi au- guro che non ci siano altre vitti-

me». Visto che, almeno finora, non sono stati rilevati danni im-

portantiallestrutture,stamane-

se non sopravverranno altri svi- luppi - l’attività lavorativa ri- prenderà normalmente in tutti gli stabilimenti. Sempre nella mattinata di ieri, a causa del si- sma, era stata evacuata anche la Magneti Marelli di Crevalcore (Bologna), uno dei comuni più colpiti. Al momento della scossa, nell’azienda della galassia Fiat, c’erano anche i lavoratori del turno di notte che era stato spo- stato al mattino. Anche qui, for- tunatamente non si sono avuti feritiodanniparticolari.

LE VITTIME

a cura di CARLO CAMBI

Il parroco di Rovereto

La fede infinita del prete schiacciato da una trave per salvare la Madonnina

del prete schiacciato da una trave per salvare la Madonnina Don Ivan Martini ::: ROVERETO(MO) QQQ

Don Ivan Martini

::: ROVERETO(MO)

QQQ «Adesso e nell’ora della nostra morte…». Nessu- no può dire se don Ivan Martini abbia recitato fino in

fondo l’Ave Maria. Lo hanno trovato con la testa spacca-

ta da una trave e da una pesante trave precipitata dalla

volta della chiesa di Santa Caterina con le braccia prote- se, come in croce, verso la statua della Madonna. Era tornato nella sua chiesa lì nel cuore della frazione di Ro-

vereto di Modena proprio per mettere in salvo quella statua. Scarso il valore artistico, immenso quello di fede.

Lì nella parrocchia della Stazione si fermano ancora i

viandanti che percorrono la strada rettilinea che da Ro- vereto porta al capoluogo Novi, una lama d’asfalto che oggi sembra aver tagliato in due la bassa modenese. Novi è un paese quasi cancellato dal terremoto. Do- menicascorsadonIvanavevadettomessa, l’ultimaalle sei del pomeriggio, poi si era ritirato. Nella notte le pri- me scosse di questo incubo e lui era tornato a pregare

per i fedeli, per la gente, per la chiesa, dove esercitava la sua missione di arciprete dal 2003. Le lesioni erano evi- denti, ma lui aveva insistito coi vigili del fuoco per poter recuperare almeno le insegne sacre, almeno quella Ma- donna del Soccorso cui tutti qui sono devoti. Ma lo scia- me sismico che si è ripetuto ininterrotto per tutta la set- timanaavevaconsigliatoprudenza. Poi stamani la decisione: poco prima delle ore 9 ac- compagnato da due vigili del fuoco è entrato nella cap- pella di Santa Caterina. S’è guardato intorno, si è ingi- nocchiatounattimodavanti all’altare profanatodai cal- cinacci, poi in preghiera s’è avvicinato all’immagine di Maria Vergine. Voleva portarla con se. Un boato, in un attimo, tutto si è spento. Anche il cielo. I due vigili hanno fatto in tempo a fuggire, lui no. È rimasto sul pavimento. Hanno visto piangere il vigile del fuoco che è rientrato in chiesa per portare via la Madonna che don Ivan voleva salvare. Aveva 65 anni questo prete morto nell’esercizio della sua fede. Era nato a Cremona e il prossimo anno, il 26 giugno, avrebbe celebrato il suo quarantesimo anno di sacerdozio. Il sindaco di Novi lo dipinge come un Don Camillo e i suoi parrocchiani sussurrano: «Era un sant’uomo, ma energico, non è facile fare il sacerdote in un posto di comunisti e di gente che chiama Dio in un altro modo». In realtà don Ivan è sempre stato dalla par-

te dei più deboli. Parte del suo magistero lo spendeva

nel carcere di Modena ad assistere i reclusi che lo chia-

mavano“DonCoraggio”perl’energiachemettevanella

sua missione. La Chiesa modenese è stata in pena tutto

il giorno anche per un altro parroco: quello del Duomo

di

Carpi rimasto seriamente ferito anche lui per il crollo

di

parte dea chiesa della capitale della maglia. I medici

dicono che si salverà. Per lui e per don Ivan nei templi -

pochi - rimaste in piedi nel modenese stasera un’invo- cazione che è quasi un grido: «Libera nos a malo!».

Gli operai sotto i capannoni

Mohamad e Khumar richiamati in azienda nonostante la paura

::: SAN FELICE SUL PANARO (MO)

QQQ «In nome di Allah: il Clemente, il Misericordio-

È una giaculatoria, un salmo, una preghiera sus-

surrata eppure rompe con un salmodiare doloroso il grido delle sirene, la frenesia di soccorsi efficienti e nervosi. Sono una cinquantina lì sul prato della Meta nella zona industriale di San Felice Sul Panaro. Arri- vano dal Magreb, dal Pakistan, dall’India. Sono le braccia - solo i palestinesi sono 15mila - del distretto della meccanica e ora piangono di dolore e

di rabbia e pregano con dolore e rabbia davanti a quel

che resta di quei capannoni bianchi che si erano sal- vati dalle prime scosse domenica - tanto che erano stati dichiarati agibili - ma ieri sono venuti giù. Sem- brano coriandoli dispersi da un immenso tifone. Sotto quelle macerie sono rimasti due operai Mohamad Azaar, marocchino e Khumar Pawan che era arrivato qui dal Punjab, una delle terre più povere dell’India, cinque anni fa. Mohamad aveva 35 anni e due bambini piccoli e a San Felice si era integrato. La- vorava ai rulli, l’ingranaggio della vita si è inceppato per lui alle 9.05 di un mattino in una terra lontana dal suo Marocco. Mohamad è descritto dai suoi compa- gni come un gran lavoratore, un ragazzo anche im-

so

».

pegnato a difendere i suoi compagni, ma ormai abi- tuato a vivere all’occidentale, come quasi tutti gli im- migrati nordafricani di queste comunità. Khumar di anni ne aveva 31, e anche lui aveva due creature; un bambino di due anni e una bimba di ap- pena otto mesi. Lo piange la giovanissima moglie, in un pianto mesto e singhiozzato. Non una parola, so- no desolazione. Per lei - ma forse per tutti questi ope- rai che il modello emiliano pensa di avere integrato ma che il dolore riporta immediatamente lontano - parla Singh Jetrindra, il rappresentante della comu- nità degli immigrati del Punjab. «Khumar non voleva

lavorare oggi (ieri per chi legge, ndr), i capannoni so- no vecchi ma il padrone ha detto che la produzione doveva riprendere e lui non poteva permettersi di perdere il lavoro». Una voce di protesta che percorre altre fabbriche. Dalle macerie della Meta a San Felice sul Panaro hanno estratto anche il corpo dell’inge- gnere, Gianni Bignardi (62 anni), che era stato inviato

a fare i sopralluoghi per la staticità dell’edificio. Ma

l’elenco degli operai morti si è allungato di ora ora. Tre a Cavezzo, due sono donne, al Mobilificio Mala- vasi, tre a Medolla dove alla Hemotrtonic è rimasto sotto le macerie Paolo Siclari di 37 anni pendolare dal

rovigino che lascia due figlie, due alla Bbg di San Gia- como di Roncole dove è morto anche il titolare della fabbrica, Eddi Borghi e Vincenzo Grilli di 39 anni. E ancora si cerca nelle altre fabbriche tra le macerie. Il numero dei dispersi sale di ora in ora e si teme per

la sorte di altri lavoratori.

di ora in ora e si teme per la sorte di altri lavoratori. La disperazione dei

La disperazione dei colleghi di fabbrica

Una vita per l’azienda

Sepolti nella fabbrica L’amore per il lavoro uccide gli imprenditori

fabbrica L’amore per il lavoro uccide gli imprenditori I resti della Bbg di Mirandola Ansa :::

I resti della Bbg di Mirandola Ansa

::: MIRANDOLA(MO)

QQQ Sono morti sul campo. Sono morti insieme con i loro operai, sono morti per quell’insopprimibile biso-

gno, impegno, dovere che anima le migliaia di imprendi- tori che hanno fatto sorgere i distretti industriali di questa terra tra Modena, Ferrara e Mantova che trema, che in- ghiotte, che uccide. Spesso sono figli di operai che hanno cominciato da operai loro stessi, si sono fatti piccoli arti- giani poi la fabbrica è cresciuta fino a diventare un gioiel-

lo di tecnologia.

È la storia comune a due imprenditori di Mirandola che sono tra le vittime - sedici se ne contano nel mode- nese finora - di questo terribile terremoto: Enea Grilli di SanGiacomodi Roncole e MauroMantovani, 64 anni del

capoluogo. Enea Grilli è stato travolto da uno dei capan- noni della sua azienda la Bbg Srl: una fabbrica modello, dicono tutti in paese. Era sorta nel ’73 come un piccolo laboratorio artigiano per la lavorazione di meccaniche di

precisione. Poi era decollata come tutto il distretto bio- medicale che fa di Mirandola una delle eccellenze mon- diali. La Bbg occupava 3mila metri quadrati ed era spe- cializzata nella produzione di apparecchiature per i flui-

di organici.

Avevano deciso di riprendere la produzione proprio perché i danni del primo terremoto parevano limitati. Enea Grilli - come sempre - ieri era stato il primo ad arri- vare in fabbrica. Lo avevavo accompagnato due dei suoi operai: un ragazzo di 30 anni e uno di 39. La produzione doveva riprendere proprio ieri e ora suona come un pre- sagio quell’annuncio che è rimasto sul sito dell’azienda:

«Siamo lieti di comunicare a tutti i clienti e fornitori che la nostra azienda potrà ricominciare la propria normale at- tività lavorativa da lunedì 28 maggio 2012». Èstata questa voglia, quest’ansia, questa imprescindibile esigenza di tirarsi su le maniche a travolgere sotto le macerie di quel capannonegialloEneaeisuoidueoperai. La stessa spinta che ieri ha riportato in fabbrica, nella sua fabbrica, Mauro Mantovani. Sessantaquattro anni, una laurea in farmacia, ma da sempre il desiderio di pro- durre, di mettersi in gioco. Con altri due soci aveva fon- dato una quarantina di anni fa la Ariessrl, una delle aziende leder del polo di Mirandola. La Aries era divenu-

ta una realtà produttiva di assoluta avanguardia. Uno

stabilimento nella zona industriale di 3500 mq con labo-

ratori ad altissima tecnologia per produrre strumenti per

le trasfusioni, una linea di strumenti d’ausilio alla nutri-

zione e una di prodotti per la cura e l’assistenza oncolo- giche. Il dottore come lo chiamavano tutti aveva deciso

di

fare un sopralluogo in prima persona prima di riavvia-

re

la produzione che si era fermata dopo le prime scosse

del 20 maggio. E ieri era stato il primo ad arrivare. Dopo un giro d’ispezione quando stava per riaccendere i mo- tori della fabbrica è stato travolto dal crollo di una trave in cementoarmato.

8 Mercoledì 30 maggio 2012
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9 PRIMO PIANO Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
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PRIMO PIANO
Mercoledì 30 maggio 2012
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RASCHIANO I FONDI Persino i rimborsi elettorali che i partiti si sono auto-decurtati, 90 milioni di euro, non saranno disponibili prima di gennaio

Emilia devastata

non saranno disponibili prima di gennaio Emilia devastata Il premier Mario Monti si ravvia i capelli

Il premier Mario Monti si ravvia i capelli dopo l’incontro con l’omologo polacco Tusk Ansa

BATTE CASSA Monti non trova i soldi Ci aumenterà la benzina

Il «fondo emergenze» è esaurito. Per i danni della nuova scossa il governo valuta se accettare l’aiuto della disastrata Grecia. Alla fine alzerà le accise sui carburanti

::: PAOLOEMILIORUSSO

ROMA

la Regione e ulteriori cinque nel resto del Paese, vuotando, però, quasi del tutto il “fondo per le emergenze”. Il capitolo era stato finanziato con 50 milioni di eu- ro. Ma, come si poteva leggere nel comunicato di Palazzo Chi-

QQQ Alladomandadelcronista su come pensa di affrontare la

nuova emergenza Mario Monti, non a caso, sceglie di non ri-

spondere.«IlConsigliodeimini- gi,queisoldieranoappenasuffi-

stri delibererà i provvedimenti necessari, valutando l’impegno economico e finanziario per la ricostruzione», dice sibillino. La

notiziadellenuovescosseedello sfascio che ne è conseguito ha raggiunto il presidente del con- siglio mentre si trovava a Villa Madama per il vertice con il suo omologo polacco, Donald Tusk. Un brutto colpo non soltanto per quelle vite schiacciate dalla furia della terra, ma anche per- ché le dimensioni della devasta- zione rischiano di creare serie difficoltà di carattere economico

vertici,gliufficilegislativistudia-

vano soluzioni con la Ragioneria

all’ora di pranzo al ministero dell’Economia si susseguivano

vanti dall’aumento dell’accisa nazionale sui carburanti». Già

con le maggiori entrate deri-

“vecchia” emergenza e ora ce n’è un’altra: «In caso di necessità sarà possibile integrare le risorse

cienti per porre rimedio alla

generale dello Stato. L’idea era quella di «rimodulare» spese, trovare nuove risorse. Ma l’ope- razione è sostanzialmente falli- ta. Pure i rimborsi elettorali che i partiti si sono auto-decurtati, 90 milioni di euro, non saranno di- sponibili prima di gennaio. Dif- ficile, quindi, che si riescano ad evitare misure straordinarie. In tarda serata l’ipotesi più accre- ditata era quella di un aumento

delle accise sulla benzina di 2 o 3 centesimi. Ed è solo l’inizio. Si è addirittura valutata la possibilità di accettare aiuti internazionali, offerti da Francia, Ungheria, Svizzera e dalla disastrata Gre- cia.

Il governo, in ogni caso, inten-

de prendere tempo. Catricalà ha

già annunciato che oggi «il con-

siglio dei ministri inizierà l’esa- me del provvedimento per le

misure d’aiuto», ma non ci sarà il

via libera definitivo. Allo studio,

stando al presidente emiliano Vasco Errani, anche la sospen- sione di Imu, mutui e pagamenti Irpef. Intanto, alla pressione dell’opinione pubblica si ri- sponderà proclamando per il 4 giugno il lutto nazionale. E non è escluso che si decida, con deci- sionedelministrodellaPubblica

Istruzione Francesco Profumo,

di chiudere anzitempo l’anno

scolastico in Emilia Romagna.

) (

anzitempo l’anno scolastico in Emilia Romagna. ) ( POLEMICHE SULLA FESTA DELLA REPUBBLICA all’intero Paese.
anzitempo l’anno scolastico in Emilia Romagna. ) ( POLEMICHE SULLA FESTA DELLA REPUBBLICA all’intero Paese.

POLEMICHE SULLA FESTA DELLA REPUBBLICA

all’intero Paese. Bisogna trovare soldi per finanziare soccorsi e ri- costruzione, reperire risorse per sostenere economicamente at- traverso ammortizzatori sociali

chièrimastosenzalavoro,strap-

pare all’Europa una sospensio- ne del patto di stabilità per finan- ziare opere pubbliche in deficit. «È chiaro che occorre un mo- mento per valutare le conse- guenze e anche l’impegno eco- nomico e finanziario dello Stato per la ricostruzione», conferma il premier. Che, però, garantisce:

«Tutto quello che occorrerà fare lo faremo: per il soccorso, l’assi- stenza, la ricostruzione, per il ri- torno a una normale vita civile e produttiva di questa zona». Già settimana scorsa, dopo la prima scossa, il sottosegretario Antonio Catricalà era riuscito per un pelo a scongiurare l’au- mento delle accise sulla benzi- na, cinque centesimi al litro nel-

L’Emilia chiede fondi, il Colle le dedica il 2 giugno

La parata militare del 2 giugno sarà dedicata

alle vittime del sisma. A confermarlo il pre- sidente della Repubblica, Giorgio Napolita- no. Nonostante i numero-

si appelli sul web per an- nullare la sfilata dei mili- tare, destinando i 3 milio- ni di euro, previsti dal Mi- nistero della Difesa per la cerimonia, alle vittime del terremoto dell’Emilia e del Nord Italia, l’evento si terrà. Napolitano lancia dunque un messaggio di speranza ai cittadini emi- liani, colpiti dalla nuova scossa di terremoto di ieri mattina. «È provvidenzia- le», ha detto il Presidente

della Repubblica, durante le celebrazioni in ricordo del terremoto del Friuli del 1976, «guardare a voi per dire agli emiliani abbiate fiducia, abbiate speranza e

abbiate certezza». Non sono dunque bastate

petizioni on line da inviare a Napolitano, né i vari messaggi lanciati su Twitter e Facebook. Uno dei primi a lanciare la

proposta on line è stato il governatore della Puglia, Nichi Vendola, che ha “cin- guettato” a favore della so- spensione della parata. Fa- vorevole era anche il sinda- co di Roma, Gianni Aleman- no, che su Twitter ha scritto:

«Ho visto le immagini scioc- canti del terremoto. Spero che la parata del 2 giugno sia annullata per destinare quei soldi ai terremotati». Stempera il deputato di Fli, Gianfranco Paglia, che pro- pone l’apertura della parata «ai sindaci delle zone terremotate come se- gno tangibile di solidarietà e unità naziona- le».

se- gno tangibile di solidarietà e unità naziona- le». La ricostruzione Ma adesso abbattiamo il patto

La ricostruzione

Ma adesso abbattiamo il patto di stabilità

::: GIANLUIGIPARAGONE

QQQ Com’era ovvio che acca- desse, le immagini di città e paesi nuovamente in ginoc- chio, accartocciati su se stessi per il terremoto, hanno scate- nato commenti di ogni tipo. Obiettivo: aiutare i cittadini a ri- sollevarsi. La generosità, agli italiani, non manca. È così da sempre. Ieri in rete è partita una vera e propria gara di solidarie- tà: dagli albergatori che mette- vano a disposizione le proprie strutture ai gruppi di volontari pronti a partire. Per non dire delle raccolte fondi perché non c’è ricostruzione senza schei. Le idee anche provocatorie non sono mancate: chi ha invitato i calciatori italiani (vista la con- comitanza della partita della Nazionale, poi saltata) a rifarsi

delloscandalolegatoallescom-

messe e regalare un bel gruzzo-

lo alle famiglie; e chi, quel gruz-

zolo, lo ha chiesto alle istituzio- ni - «Prendeteli dai vostri sti- pendi» -, ai partiti - «girate l’ulti-

ma tranche di finanziamento pubblicoallezonecolpitedal si- sma» - e perfino alla Chiesa. Molto clamore ha fatto la pro- posta di rinunciare alla parata del 2 giugno per girare quelle speseallaricostruzione.

Già, la ricostruzione. Attutito

il dolore, non resta che risolle-

varsi, ricostruire, ripartire. Con

quali norme? E soprattutto con quali soldi? Va ammesso che

non bastano le collette di twit- ter e di facebook o gli sms per ri- mettere inpiedi città e patrimo- ni artistici distrutti. L’esempio dell’Aquila è lì a confermarlo: il centro storico è fasciato e pun- tellato esattamente come l’in- domani del sisma. Purtroppo sarà così anche per le città emi- liane frustate dalle scosse. Non

ci sono soldi e male fanno i pre-

mier a promettere rinascite im- probabili. Valeva per Berlusco- ni, vale a maggior ragione per Mario Monti il quale – più del Cavaliere – è artefice delle nor- me che bloccano qualsiasi rina- scita. Mi spiego.

Fischi al premier

Il patto di stabilità e il recente fiscal compact (cioè l’obbligo del pareggio di bilancio) sono un tappo a qualsiasi opzione di ricostruzione.Delleduel’una:o

ci si accontenta di qualche in-

tervento alla buona, oppure si terremotano queste stoltissime norme che fanno da tappo alla ripartenza. Nel visitare le zone colpite dal sisma, settimana scorsa Monti è stato fischiato. Fischi sacrosanti, frutto però solo della rabbia del momento. Monti andrebbe fischiato non solo per rabbia ma per le scelte dissennate che egli incarna da anni e per glorificare le quali è stato messo lì, calato dall’alto. Monti sa benissimo che non manterrà uno solo degli impe- gni e anzi per quel breve lasso di tempo che congelerà il prelievo

fiscale a favore dei terremotati, toccherà agli altri italiani ag- giungere l’obolo mancante (senza che questi lo sappiano, ovviamente). Non possono intervenire i sindaci, ai quali è vietato dero-

gare al patto anche laddove avessero i soldi in cassa per in- terventi. Né può intervenire il governo, ma meglio sarebbe a

dire:nonvuoleintervenire.Per-

ché l’obbligo di rispettare i pa-

rametri europei non sta scritto

in nessuna tavola sacra. Anzi,

trattati e moneta unica sarebbe ora di metterli in seria discus- sione una volta per sempre. Fi- no a quando non si compirà una inversione a U rispetto a queste politiche dissennate

pensate a uso e consumo solo di pochissimeelitefinanziarieein spregio ai cittadini, non ci sarà alcuna ripresa. Né ripartenza. Né ricostruzione. Resto

dell’idea che con Monti questa inversione a U non si compirà mai perché egli è un attore prin- cipale di questosistema. Nonso dire chi gli potrebbe subentrar-

gli.Èperòinteressanteragiona-

re sul fatto che finalmente l’im-

pianto dell’Euro comincia a mostrare le proprie crepe: la balla dell’Europa monetaria

che ci avrebbe resi più solidi e

piùcompetitivièevidenteatut-

ti. Politiche di austerity e crisi, sommate, producono solo di- sastri.

Unaproposta

Che fare allora? Rispondo ri-

partendo dall’inizio, dalla rico- struzione post sisma. Occorre ritornare all’uso della moneta a deficit, per creare sviluppo e oc- cupazione. Con il fiscal com- pact qualsiasi esborso straordi- nario della spesa pubblica è im-

possibile. Col ritorno a moneta sovrana (interessanti al riguar- do le teorie del Monetarismo Moderno), il Tesoro decide la spesa straordinaria della rico- struzione senza limiti reali di budget, con la conseguenza di un ammodernamento vero (dalla banda larga alle energie rinnovabili, per esempio), di un aumento del pil – che paregge- rebbel’emissionemonetaria–e dell’occupazione. Valeperlari- costruzione post terremoto, va-

le a maggior ragione per la ri-

partenzadelPaese.

In chiusura. Né alla Bce né agli pseudo governanti di Bru- xelles interessa la ricostruzione delle zone terremotate o dei di-

stretti industriali: a costoro in- teressasolotutelaregliinteressi

di un sistema studiato per far

giocare pochi a discapito di tan-

tissimi. Ad ungoverno naziona-

le con sovranità monetaria in-

vece interessa eccome crescere

e creare ricchezza. Con i trattati attuali nessuna ripartenza è possibile; occorre terremotare l’impiantoattualedell’euro. Quanto in basso dobbiamo

cadereperliberarcideigiochet-

ti di questi tecnocrati?

10 Mercoledì 30 maggio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it
10
Mercoledì 30 maggio 2012
ITALIA
@ commenta su www.liberoquotidiano.it
Q Tisci comunica a Bellavista di avere appreso, anche da Vieri Cristian, definito “giocatore” (inteso
Q
Tisci comunica a
Bellavista di avere appreso,
anche da Vieri Cristian,
definito “giocatore” (inteso
come scommettitore), che
la
partita Inter-Lecce era
stata giocata per oltre
700.000 euro anche sul
circuito inglese BET FAIR.
In
particolare, le puntate
sul risultato finale, cd.
«over» 3.5, erano
assolutamente prevalenti,
fino al punto che la notizia
della possibile combine
aveva travalicato i confini
nazionali.
LE DICHIARAZIONI DI TISCI
SUL VIERI «GIOCATORE»
Kewullay Conteh
(LaP)
Q
Conteh Kewullay ha
ammesso di aver ricevuto
somme di denaro, da
Gervasoni e dagli “zingari”,
per contribuire
all’alterazione delle partite
di
Pisa-Albinoleffe,
Ancona-Grosseto e
Grosseto-Reggina e ha
rivelato anche la
manipolazione, cui aveva
partecipato, della partita
Torino-Grosseto, vinta dal
Torino, episodio sino a
quel momento ignoto agli
investigatori.
Conteh ha indicato anche i
nomi degli altri giocatori
coinvolti tra cui i vari
Acerbis, Joelson e Turati.
Aveva comunque
incassatro personalmente
in
totale circa 46.000 euro.
LE AMMISSIONI DI CONTEH,
UNO DEI POCHI CHE HA
DECISO DI COLLABORARE

::: SCOMMESSOPOLI

PREMIER IN FUORIGIOCO Monti sogna 2 milioni di disoccupati

Genialata del Prof: «Niente calcio per tre anni». Così rinuncerebbe a 3 miliardi di tasse col Paese ko

::: segue dalla prima

le scommesse sportive, che in Italia val- gono più di 3 miliardi di euro. Guai economici a parte, è il principio

 

FRANCO BECHIS

.

(

)

il Pil di 10 punti percentuali. Da uomo

giuridicodell’ideaMonticheseriamente

della strada ieri Monti non ha voluto es- sere da meno. Turbato- dice lui- dall’in- chiesta sulle scommesse nel calcio, ha lanciato l’idea di «una totale sospensione del calcio per due o tre anni», cosa che se- condo il premier vestito da uomo della strada «gioverebbe alla maturazione di questo Paese». Monti è rabbrividito un po’ per «le lotte fra chiama mole tifose- rie», un po’ per il fatto che «un mondo che

dovrebbe essere espressione dei valori più alti e invece si dimostra un concen-

trato di aspetti tra i più riprovevoli della vitaumana: laslealtà, l’illegalità, il falso, la ricerca demagogica di popolarità». Ora è ben vero che quella sulle scom- messe e combine nei principali campio- nati di calcio non è la prima né sarà l’ul- tima inchiesta che riguardi quel mondo. In passato poliziotti e finanzieri fecero ir- ruzione perfino sui campi da calcio per spettacolarizzare un

po’ l’inchiesta. Que- stavoltasonostatipiù sobri: hanno inviato

un esercito a Cover- cianodoveerainritiro la Nazionale, solo per la perquisizione della stanza del difensore Domenico Criscito. Roba forte, e si capi- sce che il povero ex professore della Boc- coni-uomo della stra- da ne possa avere ri- cavatounochoc. Ma se avesse ri-

messoipannidelpre-

mier prima di parlare, forseavrebbepensato che le inchieste di questi anni saranno state anche spettaco- lari, ma hanno tocca- to qualche decina di giocatori e tesserati. A un uomo di numeri come Monti non do-

vrebbe sfuggire che in quel mondodel pallonechelui vorrebbe

sospendere “totalmente” per due o tre anni i tesserati sono 1.151.437, e di questi 14.477 sono giocatori professionisti. A questi si aggiungono 62.286 allenatori abilitati dallaFigc, 840preparatori atleti- ci, 2.907medici e2.685operatori sanitari che vivono e mangiano ogni anno di pal- lone. Ancora numeri? Eccoli: 34.728 fra arbitri e assistenti, migliaia di dipendenti delle società di calcio, quelli dei media che vivono di quel settore (Sky, Rai, Me-

), quelli delle

società di merchandising. Insomma, l’uomodellastradaMonti sottochocper qualche decina di presunti birbanti (i processi si dovrebbero fare solo alla fine anche per loro), non ha più brillante idea che provocare un guaio terribile al pre- mier Monti, regalandogli per un triennio due milioni di disoccupati in più. Per non parlare degli altri guai che una simile ideona provoca a chi ha la guida della po- litica economica in Italia: due miliardi e mezzo di Pil all’anno bruciati, più di un miliardo di euro di tasse e contributi a cui lo Stato dovrebbe rinunciare. Ci aggiun- giamo pure i 160 milioni di euro che nel 2011 l’erario ha incamerato proprio met- tendo le ali al business- oggetto del reato:

diaset, giornali sportivi etc

lascia a bocca aperta. Che hanno fatto di male i due milioni di lavoratori del mon-

do del pallone, tutti puniti per le colpe di

qualche decina? E i milioni di tifosi e tele-

spettatori che almeno quel giorno rie- scono a distrarsi un paio d’ore dalle pene affibbiate tutto il resto della settimana dal governo Monti? Eppoi se il principio

di grande civiltà giuridica deve essere

quello, proviamo ad applicarlo ovunque.

Se così fosse stato il primo disoccupato di

Italia da venti anni a questa parte sarebbe

stato proprio Mario Monti. Il Prof fra il 1988 e il 1993 sedeva nel consiglio di am- ministrazione e perfino nel comitato esecutivodel gruppoFiatincuiognigior-

no veniva arrestato un manager mariuo-

lo nel furore di Tangentopoli. Col meto-

do Monti per un paio di anni almeno si

sarebbe dovuto chiudere la prima indu- striadelpaese,lasciandoancheluisenza

lavoro. Certo, aveva ancora una cattedra di prestigio in cui rifu- giarsi. Novembre 2010:

«Ha lasciato in giro Corona e la Belen, con tutto il casino che hanno fatto con le fat- ture false, per cui dei pm non c’è da preoc- cuparsi». Queste pa- role sono state inter- cettate a un commer- cialista poco lungimi- rante che quel giorno

finiva agli arresti per le fatture false. Non era solo commercialista, ma anche un profes- sore della Bocconi. Ti- tolo di agenzia del 16 dicembre dell’anno prima: «Spaccio di droga, in manette stu- dente della Bocconi».

Qualche mese indie-

tro: «Anziana uccisa a Brindisi, arrestato ni-

pote,studenteBocconi».

Negli anni abbiamo visto di tutto: arre- stato a Torino un direttore sanitario fre- sco di master in gestione e organizzazio-

ne della Sanità conseguito alla Bocconi,

laureati, titolari di master, dipendenti, ri-

cercatoridellaprestigiosauniversitàfini-

ti nei guai con la giustizia a vario titolo. Con il metodo Monti quel posto sarebbe stato da chiudere: sfornava malandrini a getto continuo. Il prof non sarebbe mai statoprofeneppurerettore.Maisarebbe divenuto presidente del Consiglio, per- ché sai quanti titolari di cariche di gover- no e perfino dipendenti dell’esecutivo hanno avuto guai con la giustizia: sareb-

be chiuso da tempo palazzo Chigi e ogni

ministero. Il povero Giorgio Napolitano

nonavrebbemaipotutonominareMon-

ti senatore a vita, semplicemente perché il Senato sarebbe stato chiuso da anni, come la Camera, i consigli regionali e quelli comunali grazie al metodo Monti. Allora, tutto si può fare: anche chiudere il calcioperdueotreanniecrearequalche milione di disoccupati in più. Ma per un senso minimo di equità prima di quel passo bisognerebbe farne un altro, che faccia giustizia fino in fondo: rendere di- soccupatoMonti.

Q È un desiderio che

qualche volta io - che pure sono stato molto appassionato di calcio tanti anni fa - dentro di me sento: se per due o tre anni non gioverebbe molto alla maturazione di noi cittadini italiani una totale sospensione di questo gioco

IL PREMIER

MARIO MONTI

.

sospensione di questo gioco IL PREMIER MARIO MONTI . Tutti contro la sparata Zamparini lo licenzia:

Tutti contro la sparata

Zamparini lo licenzia:

«È folle, pensi all’Italia»

::: ENRICOPAOLI

QQQ Chi tocca il calcio muore. La prima reazione che ti viene a regi-

strare le reazioni all’esternazione del presidente del Consiglio, Ma- rio Monti, è quella d’ordinanza. Ma basta scavare un po’ più a fon- do per capire che, questa volta, non si tratta di una difesa corpora-

tiva.Apartiredallosfogodelpresi-

dente del Palermo, Maurizio Zamparini, che dà il la alla giorna- ta. «Monti dice solo delle stupi- daggini. Dovrebbe pensare prima di parlare. Prima di dire che biso-

gna chiudere il gioco del calcio», afferma Zamparini, «dovrebbe pensare ai suoi problemi e a tutto quello che sta distruggendo e fa-

cendochiudereluiconisuoiprov-

vedimenti». «Monti inoltre», ag-

giunge il patron del club siciliano, «non si rende conto che, se chiude

ilcalcio,chiudeancheloStatoper-

ché verrebbero meno più di 900 milioni di euro di tasse all’anno. Per questo dico che dovrebbe pensarci bene prima di dire certe cose». Un invito, quello alla modera- zione, che non arriva solo dal mondo del pallone. «Ma è Crozza cheimitaMontioMonticheimita Crozza?», dice Gianni Rivera, che non esita a definire «fuori luogo e fuori tempo» le parole del presi- dente del Consiglio. «Chiudere il calcio per due o tre anni? Non è certo questo il modo di risolvere i

problemi. È un peccato, avevo fi- ducia in Monti e nel suo governo», sostienel’excampionedelMilane dellanazionale,orapresidentedel Settoregiovanileescolasticodella Figc, «ma queste dichiarazioni fanno preoccupare, anche per il futurodelPaese». In linea con Rivera anche il pre- sidente della Camera, Gianfranco Fini. «Credo che quella del presi- dente Monti sia stata un’espres- sione volutamente enfatica per sottolineare il suo sdegno e la sua preoccupazione per quello che sta emergendo», sostiene la terza caricadelloStato, «dandovoceal- la totalità dei tifosi e degli amanti dello sport nazionale per eccel- lenza, ma la dichiarazione di Monti non va presa alla lettera». Anche il “governo” del calcio boc- cia l’idea del premier. «Nessuno sconto per chi ha barato», dice Giancarlo Abete, presidente della Figc, «ma fermare i campionati si- gnificherebbe mortificare tutto il calcio, penalizzare chi opera one- stamente, la gran parte del nostro sistema, e perdere migliaia di po- sti di lavoro. Non è la soluzione». La proposta di uno stop al cam- pionato piace, invece, al vicepre- sidente del Consiglio superiore dellamagistratura, MicheleVietti. «Non sono assolutamente tifoso, in ogni caso non avrei nessun tur- bamento se venisse sospeso il campionato. Lasciamo lavorare in tranquillità la magistratura».

11 ITALIA Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
11
ITALIA
Mercoledì 30 maggio 2012
@ commenta su www.liberoquotidiano.it

TIMONIERE

Cesare Prandelli: guiderà gli azzurri agli Europei in Polonia e Ucraina [Ansa]

::: SCOMMESSOPOLI

La legge non è uguale per tutti

Bonucci sì, Criscitono:

l’etica ad personam del ct

Prandelli si attacca a un pezzo di carta per salvare lo juventino: così umilia il terzino e rinnega due anni di promesse di «pulizia»

::: FABRIZIOBIASIN

contentarsi di Ranocchia, lo spilun- gone dell’Inter che un giorno torne- rà grande ma per il momento offre le stesse garanzie di un bimbo lasciato solonellafabbricadelcioccolato.

all’Europeo:entrambisonoindagati E allora viene da fare i bacchetto-

a proposito di Scommessopoli e rot-

ture varie, ma uno è «non sereno» (parola di Prandelli) e quindi meglio

se prova a difendersi per i fatti suoi;

l’altro invece non ha ricevuto alcuna

notifica (il pezzo di carta, insomma)

e ha tutto il diritto di andare in Polo- nia e Ucraina a giocare col pallone e

l’acqua del Gange. Mimmo Criscito resta a casa, Leonardo Bonucci va

QQQ La faccenda è limpida come

altamentefregatodelleramanzinee

comunque in Polonia e Ucraina ci sarà (ti credo, è il più forte che abbia- mo). Siamo sinceri: con Mimmone la sorte s’è accanita, perché viene ri- spedito a casa solamente per una fo-

to che lo ritrae vicino all’ex compa-

gno Sculli e a un paio di ultrà. Forse

questo significa che il terzino è un malfattore, ma forse significa sem- plicemente che è finito dentro l’obiettivo sbagliato e in realtà non ha combinato niente. Perché poi la questione è la

solita: chi riceve un avviso di ga- ranzia non è col- pevole, è sola- mente «avvisa- to» che qualcu- no sta facendo le pulci per capire se sei buono o cattivo. Il ct che ti spe- disce al mittente praticamente ti abbandona al tuo destino, am- mette di avere dei dubbi a pro- posito della tua condotta, se ne

lava le mani co- me un Ponzio Pilato qualunque. E non ci sarebbe niente da dire se «Ponzio» fosse severo allo stesso modo con tutti, ma proprio non si può assolvere un «educatore» che

prima sposa il sacro codice etico e poi fa figli e figliastri per puri calcoli

di natura tecnico-tattica. Domanda: e se la notifica al buon

Bonucci arriva in questi giorni che si fa? Si rinuncia a uno dei 23 eletti o si

fa finta di nulla perché c’è da vincere

un Europeo ad ogni costo? Vedre-

mo. Intanto auguriamo a Leonardo

di essere protagonista assoluto sui

campi polacchi, mentre chiediamo

a Mimmo di portare pazienza: da

che mondo e mondo la legge non è ugualepertutti.

ni, quelli che si fanno girare i santis- simi se pensano alle cantilene dei mesi passati a proposito del com-

portamento che dovrebbero sem- pre tenere gli azzurri, al fatto che se nonsonbravi ed educati se lo sogna-

no l’Europeo, alle reprimenda fatte a Balotelli che - diciamocelo - se n’è

la

maglia azzur-

ra.

 

Come dire:

avete tutti e due

la

varicella, solo

che per te, Mim- mo, il dottore ha

rilasciato ufficia-

che per te, Mim- mo, il dottore ha rilasciato ufficia- Domenico Criscito e Leonardo Bonucci: solo

Domenico Criscito e Leonardo Bonucci: solo lo juventino andrà in Polonia

il graffio

Sereeeeno è

Cesare Prandelli è chia- rissimo: «Non porto Cri- scito perchè avrebbe vis- suto una pressione che nessun essere umano può reggere. Non è assoluta- mente sereno». Il procu- ratore del giocatore, An- drea D’amico: «Il giocato- re è assolutamente sere- no». Si mettessero d’ac- cordo

le certificato me-

dico, mentre tu, Leo, sei pieno di croste e crostici- ne tipiche della malattia, ma nessuno specia- lista ha dato re-

sponso e quindi

è come se le cro- sticine non le avessi.

No, qualcosa non torna, solo che se fai notare l’in- ghippo al ct, quello s’arrabbia assai:

«Lacosapiùfastidiosaèchequalcu-

no ha accostato la vicenda di Bonuc-

ci a quella di Criscito: lo dico a tutela

dei giocatori e dei loro familiari. Bo- nucci, lo ribadisco, non ha ricevuto alcun tipo di avviso dalla procura:

per questo viene con noi all’Euro- peo». E a noi pare una scusa bella e buona, un mezzuccio per non dire la verità, e cioè che il famoso «codice etico» varatoqualche tempofa inaz- zurro vale per molti ma non per tut- ti.

Del resto mettetevi nei panni del

ct:asinistraChiellinipuòtranquilla-

mente sopperire all’assenza di Mimmone, ma in mezzo toccava ac-

I 23 per l’Europeo

Destro a casa, ma senza «puntero» non si va lontano

::: TOMMASOLORENZINI

QQQ Saltata Italia-Lussemburgo in programma ieri sera a

Parma a causa della tremenda situazione in Emilia, a Cesa-

re Prandelli rimane un solo test prima di affrontare la Spa-

gna nell’esordio Europeo del 10 giugno. Un po’ poco, per quella formazione che nelle intenzioni vorrebbe vincere offrendo un gioco da applausi. L’idea è quella di un mini Barça, insomma, lo si vede scorrendo la lista dei 23: piedi

buoni e dinamismo in mezzo (Montolivo sta recuperan- do), estremasoliditàeaffiatamentodifensivocolbloccoJu-

ve (Chiellini invia di guarigione), due jolly come Diamanti e

Giaccherini capaci di adattarsi a più moduli e fornire più opzioni. È il reparto attaccanti, quello dei fenomeni, dove spicca l’esclusione più sostanziosa: quella di Mattia Destro

(al quale è stato preferito Fabio Borini), unico centravanti convocato nei 32 ma ritenuto non indispensabile. Dunque Prandelli sceglie di non portare con sé un vero uomo

d’area, quello che da Pablito in giù, tanto per non andare troppo lontano, nelle grandi kermesse è stato fulcro delle

notti azzurre. Nei giorni scorsi si è parlato della volontà del

ct di sperimentare un calcio diverso, che faccia partecipare

alla manovra più gente possibile e meno ancorato alla ne- cessità di ingolfare l’area avversaria. Forse perché giocare vicinoallaportaèritenutoinutile?Eppure, lerecenti partite

di Champions insegnano che il centravanti puro, nel cal-

cio, non solo non è obsoleto, ma fondamentale. Due nomi:

Mario Gomez e Drogba, entrambi finalisti di Champions e, vedi l’ivoriano del Chelsea, decisivo, anche contro quel Barcellona che si vorrebbe prendere a modello. E Destro,

fatte le debite proporzioni, avrebbe tutte le caratteristiche

di Drogba: potente fisicamente, abile di testa, gran fiuto del

gol, capacità di giocare in tandem o da punta unica, valido anche nel gioco senza palla. E sponda ideale per gente co- me Balotelli e Cassano, che adesso alzeranno la testa e in mezzoall’area,moltospesso,nonvedrannonessuno.

Q Signori Giuseppe e Sartor Luigi costituivano in data 28.5.2010 una società nella Repubblica di
Q
Signori Giuseppe e
Sartor Luigi costituivano
in
data 28.5.2010 una
società nella Repubblica
di
Panama denominata
Clewer Overseas S.A. il cui
capitale sociale era
detenuto in quote
identiche da Ragone e da
Sartor; quindi
accendevano presso la
Euroimmobiliare, in data
5-10-2010, un conto sul
quale erano autorizzati
ad operare i due predetti;
successivamente
accendevano ulteriori conti
IL SODALIZIO CRIMINALE TRA
SIGNORI E SARTOR
Beppe Signori
(Oly)
Q
Ciò premesso, Signori e
Sartor ricevevano dalla
RAFFLES MONEY
CHANGE Pte Ltd di
Singapore in due tranche,
il 2.11.2010 la somma di
euro 289.905,00 e
l’1-3-2011 la somma di
euro 434.905,00,
provenienti da Tan Seet
Eng e dai suoi sodali di
Singapore, in quanto
illecito lucro conseguente
alle scommesse derivanti
dalla manipolazione delle
partite di calcio del
campionato italiano, tra le
quali in particolare
Brescia-Lecce, disputata il
27-2-2011, denaro che
successivamente veniva
“dirottato” sui conti
personali degli indagati
IL GIP DI CREMONA GUIDO
SALVINI SOTTOLINEA IL RUOLO
DEI «SINGAPORIANI»
12 Mercoledì 30 maggio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it
12
Mercoledì 30 maggio 2012
ITALIA
@ commenta su www.liberoquotidiano.it
Q Il 19 marzo scorso, Sculli è a Roma in occasione di Roma-Genoa e si
Q Il 19 marzo scorso, Sculli è
a Roma in occasione di
Roma-Genoa e si vede con
due persone. Una di esse,
scrivono gli investigatori è
«un uomo di circa 40/45
anni, con capelli rasati a
zero». La curiosità è che «la
vettura sulla quale i due
arrivano era stata controllata
con a bordo il noto estremista
di
destra legato ai Nar e
vicino agli ambienti della
banda della Magliana
Massimo Carminati,
soprannominato “er cecato”»
L’INCONTRO TRA SCULLI E
L’ESTREMISTA CARMINATI
Giuseppe Sculli (LaP)
Q
Acerbis Paolo Domenico,
attualmente portiere del
Vicenza, costituiva un punto
di
riferimento stabile per
il
gruppo degli “zingari”,
fornendo costantemente
a
Gegic ed agli altri slavi
indicazioni circa le partite
in
cui i medesimi potessero
inserirsi; trasferito al
Grosseto, partecipava per
conto degli “zingari” alla
manipolazione, o al tentativo
di
manipolazione di
Grosseto-Mantova del
13-4-2010; Torino-Grosseto
del 16-1-2010;
Gallipoli-Grosseto del
6-2-2010; Ancona-Grosseto
del 1-5-2010, ;
Reggina-Grosseto, del
23-5-2010; Empoli-Grosseto,
del 30-5-2010
IL RUOLO DI PAOLO ACERBIS,
INTERROGATO IERI

::: SCOMMESSOPOLI

LO SCANDALO SI ALLARGA E ora il pm pensa di sentire Buffon

Gigi parlava di pari «giustificabili»: la Procura vuol saperne di più. Perquisita la casa del vice di Conte

vuol saperne di più. Perquisita la casa del vice di Conte ::: GILBERTOBAZOLI FRANCESCAMORANDI CREMONA QQQ
vuol saperne di più. Perquisita la casa del vice di Conte ::: GILBERTOBAZOLI FRANCESCAMORANDI CREMONA QQQ

::: GILBERTOBAZOLI FRANCESCAMORANDI

CREMONA

QQQ GigiBuffonpotrebbeesseresentito dal pmRoberto di Martino. «Non ci ho an- cora pensato ma non lo escludo», ha detto il procuratore commentando l’esterna- zione del portiere della Nazionale. «Chi conosce il calcio e lo vive ogni giorno sa cosa succede. In alcuni casi si dice: meglio due feriti che un morto. Ogni tanto se qualcuno si fa qualche conto è giustifica- to»,avevacommentatoBuffon.

La sfilata degli avvocati degli indagati eccellenti il mattino, quella degli arrestati

il pomeriggio. È stata molto lunga la pri-

ma giornata dopo la nuova bufera che ha travolto il mondo del calcio e che, si è ap- preso ieri, si è abbattuta anche su Cristian Stellini: è stata perquisita la casa del vice allenatore della Juventus. La giornata è stata aperta, a sorpresa, dall’arrivo di uno dei legali di Antonio Conte, Antonio De Renzis. L’allenatore della Juventus «è fer-

mamente intenzionato a dimostrare la sua estraneità. Lavoreremo per dimo- strarla perché Conte è un patrimonio del calcio e va tutelato». Dell’inchiesta ha

parlato, durante l’assemblea di Exor, John Elkann. «Questa vicenda, così come han- no ricordato le autorità, non tocca la Juve, non ne facciamo parte. Sono sempre no- tizie che dispiacciono soprattutto a chi ama lo sport come me. Credo che gli ele- mentinonsianooggisufficientipertrarre conclusioni». Si è poi presentato in tribu- nale l’avvocato di Bobo Vieri, Danilo

Buongiorno.«Ilmioassistitoverràscagio-

nato a breve, nonha fatto nulla, sono mol- to fiducioso su un’archiviazione in tempi rapidi. Vieri non scommette e, d’altra par- te, scommettere non è reato. Non ha nes- sun contatto con gli indagati». Vieri è in Messico, in vacanza. Per questo, lunedì all’alba, ai poliziotti dello Sco non ha ri- sposto nessuno. In mano avevano un mandato di perquisizione. Il primo degli arrestati a sedersi davanti

al gip Guido Salvini è stato Ivan Tisci, l’ex giocatore che ha chiamato in causa Vieri per le puntate su Inter-Lecce. Tisci ha ne- gato tutto dicendo che faceva solo scom- messe. Gli avvocati hanno presentato istanza di scarcerazione. L’ha già ottenu- ta, dopo l’interrogatorio, Vittorio Gatti, l’autotrasportatore accusato di essere il «manovale» dell’organizzazione crimi- nale portando avanti e indietro i soldi per le combine. «Gegic e Ilievski mi hanno proposto molte volte di fare questi viaggi - ha fatto mettere a verbale -. Io ne ho fatti solo due, il primo a Pescara quando dove- vo ritirare una somma che mi avevano detto essere un vincita su una partita». La gara in questione è Novara-Siena. «Mi hanno detto che erano 40.000 euro, il mio compenso era di 300». Il secondo viaggio

a Bari, dove gli si presentò il factotum del

Bari,AngiolinoIacovelli,cheglidiedeuna

bustacontenente250.000euro.«Hadetto

che i giocatori avrebbero dovuto restitui- re i soldi». È in quel momento che «ho ca- pito che erano scommesse». Il compenso pattuito per l’autotrasportatore era di 500 euro, ma ne intascò solo 300. «Mi hanno detto che mi avrebbero commissionato altri viaggi, ma non ho più fatti». È quindi toccato a Paolo Acerbis, il portiere del Vi- cenza che, scrive il gip, «costituiva un punto di riferimento stabile per il gruppo degli “zingari”». Acerbi ha ammessole sue responsabilità. Oggi si riparte da Stefano Mauri,OmarMilanettoeMarcoTurati.

OGGI L’INTERROGATORIO DEL CAPITANO DELLA LAZIO

Il cappellano del carcere: «Mauri soffre» CREMONA Oggi è il giorno di Stefano Mauri, il

Il cappellano del carcere: «Mauri soffre»

CREMONA Oggi è il giorno di Stefano Mauri, il più

famoso tra i giocatori arrestati che ieri ha ricevuto una visita del cappellano del carcere di Cremona, don Roberto Mura. «Ho parlato con loro. Mauri

vuoletornareacasa.Sullorovoltononc’èladispe-

razione ma la preoccupazione di chiarire con il magistrato come stanno le cose». Pantaloncini

. corti scuri, maglietta chiara, Mauri condivide la

cella con due nordarficani. «Ha sorriso un paio di volte mentre mi intrattenevo con uno di loro. Ho capito che era un calciatore dal malloppo che sta- va leggendo». L’ordinanza del gip. Domenica Mauri era al matrimonio dell’ex compagno Floc- cari. I suoi avvocati hanno visto un servizio in tv sugli arresti imminenti e lo hanno richiamato a Roma.PerripartiresubitodopoperCremona.

La Figc mette fretta al pm

Domani via al processo: Palazzi ha solo due mesi

::: ROMA

QQQ Quello istruito per dopodo-

mani (continuerà anche l’1, 4 e 5 giugno) all’Ostello della gioventù

di Roma dal procuratore federale

Figc Stefano Palazzi ri-

Disciplinare a rinviare le udienze e trovare un nuovo calendario (quando?). Gli avvocati dei calcia-

tori arrestati infatti sono pronti a chiedere lo stralcio, per difetto di

difesa. Sembra, intanto, che alme- no una quindicina di impu- tati (fra cui Micolucci Passoni, Conteh, Fer- rario) chiederanno il patteggiamento:

bisognerà vedere che ne pensano sia l’accusa (Palazzi) che la Disciplinare presieduta

schia di essere un “pro- cessino”. Sarà forse il giorno in cui capi- remo con quale metro si intende punire i protago- nisti del calcio- scommesse ma in- tanto sette imputati sonoincarcere(fraquesti

il sampdoriano Bertani,

Acerbis, eccetera) e non potranno partecipare; e la fretta della Figc di fare subito un proces- so, per dare un segnale e chiudere entro luglio (per consegnare alla Uefa i nomi delle partecipanti alle Coppe), potrebbe costringere la

nomi delle partecipanti alle Coppe), potrebbe costringere la Stefano Palazzi LaPresse da Dunque processe- Artico. si

Stefano Palazzi

LaPresse

da

Dunque

processe-

Artico.

si

rannosoloi“pentiti”? Eppure, davanti a Palazzi ci sa- rebbe un calendarione: si parla in- fatti di almeno di 150 persone al- menoda interrogare, nonconside- rando quanti potrebbero voler es-

sere riascoltati alla luce di nuovi elementi che promettono di uscire ogni giorno. Semprechenonsi fac- cia viva la Procura di Napoli sul ca- so Gianello e non arrivino novità da Bari. A quel punto, sarebbe il caos,conl’ovviaconstatazioneche itempiprevistinonbasteranno. Sul tavolo poi potrebbe finire anche la norma del “trascinamen- to” che ha coinvolto anche la Sam- pdoria per Bertani (proveniente dal Novara), regola fortemente contestata da tutti gli avvocati esperti di diritto sportivo. In mattinata, intervenuto a Ra- dio anch’io, il presidente Figc ha ri- cordato come «la responsabilità oggettiva sia graduabile in relazio- ne a quello che è avvenuto real- mente», aggiungendo che «in ge- nerale non è pensabile creare un collegamento dal punto di vista temporale tra l’ordinamento giu- diziarioequellosportivo».

13 ITALIA Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
13
ITALIA
Mercoledì 30 maggio 2012
@ commenta su www.liberoquotidiano.it

::: SCOMMESSOPOLI

@ commenta su www.liberoquotidiano.it ::: SCOMMESSOPOLI Massimo Mezzaroma, 40 anni, dal 2010 presidente del Siena,

Massimo Mezzaroma, 40 anni, dal 2010 presidente del Siena, riportato in serie A dopo una sola stagione in serie B (LaPresse)

PRESIDENTE AL CONTRARIO «Mezzaroma ci disse di perdere»

Siena nel caos: per Carobbio il patron ordinò il ko col Varese per scommetterci su. La squadra rifiutò

il ko col Varese per scommetterci su. La squadra rifiutò ::: LE PARTITE NEL MIRINO SIENA-VARESE
il ko col Varese per scommetterci su. La squadra rifiutò ::: LE PARTITE NEL MIRINO SIENA-VARESE

:::

LE PARTITE NEL MIRINO

SIENA-VARESE DEL 21 MAGGIO 2011 Il match più rilevante, quello che il presidente dei toscani Mezzaroma, secondo Ca- robbio, avrebbe voluto perdere. In realtà la squadra non lo seguì: 5 a 0 per il Siena.

SIENA-TORINO DEL 7 MAGGIO 2011

Sempre Carobbio racconta che come per la sfida col Novara non ci furono accordi in denaro o per scommesse, ma ad entrambe le squadre faceva comodo il pareggio.

NOVARA-SIENA DEL 30 APRILE 2011 Per Carobbio «L’allenatore Conte ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l’accordo con il Novara per il pareggio».

na-Ascoli, Siena-Piacenza, Modena- SienaeSiena-Sassuolo.Perlagaracon il Varese (5-0), nell’interrogatorio con il pm, Carobbio punta il dito contro il presidente del Siena Mezzaroma. «Le

Ecco i possibili intrecci

L’Inter potrebbe andare in Champions Estavoltanonc’entraGuidoRossi

::: MILANO

Andrea Masiello, uno dei “penti- ti”, racconta che sul match girava un tentativo di combine sull’over

da infliggere - oltre che a Bonucci

& C - anche a Pepe e ai friulani. Co-

sa che presuppone l’esclusione dalla Champions e dall’Europa (l’Uefa non accetta l’iscrizione di squadre condannate per illeciti). La classifica dell’ultima serie A, dietro l’Udinese terza, recita: La-

zio 62, Napoli 61, Inter 58. La Lazio pare messa male, sul Napoli c’è

(almenotregol):Masiello,Bonuc- l’ombradell’inchiestapartenopea

ci, Belmonte e Parisi giocarono per quell’over, anche se l’accordo

pare non fosse stato raggiunto. Il bianconero Pepe, oggi alla Juve ma allora in campo con l’Udinese

(autoredel2-1),erastatocontatta- sanzionata, varrebbe lo stesso

to per partecipare ma non volle «comprare laFerrari», nome inco- dice per la combine. Pepe, però, non denunciò: e dunque se il ta- rocco di Udinese-Bari venisse

principio dell’Udinese. Ed ecco che l’Inter, finora immacolata (il

::: GILBERTOBAZOLI FRANCESCAMORANDI

CREMONA

(poi non concretizzatosi), finalizzato

ad un’ingente scommessa sulla scon-

fitta interna della propria squadra». Racconta Carobbio: «Qualche giorno prima di Siena-Varese, Ferdinando Coppola,giocatoredelSiena,portiere titolare, entrò negli spogliatoi sbian- cato in volto rappresentandoci che poco prima, all’esterno degli spoglia- toi, era stato avvicinato da una perso- na vicina al presidente che gli aveva

chiesto se c’era la possibilità di perde- re la partita. Questa persona, della quale forse Coppola fece anche il no- me ma che in questo momento non ricordo, gli aveva detto che il presi- dente intendeva scommettere o ave-

dichiarazioni di Carobbio - si legge nell’informativa - aprono uno scena- rio singolare che vedrebbe diretta- mente coinvolto il presidente toscano nel tentativo di combine della gara

SECCO NO Carobbio sottolinea:

«Intendo riferirmi al presidente Mez- zaroma. La squadra oppose un netto rifiuto. Ribadisco che Coppola era

quasi sconvolto. Inseguitohoappreso da Stellini (Cristian, il vice di Conte, ndr) che la proposta era stata fatta da Mezzaroma anche allo staff tecnico e che anche loro si erano rifiutati». Ca-

confermato, e sanzionato, si por- rebbe il problema della squalifica

robbio,apropositodelmatchconl’Al-

binoLeffe, conferma che Conte sape-

va. «La decisione di lasciare la partita all’Albino venne presa in occasione di una riunione tecnica che si svolgeva in occasione di un allenamento qualche giorno prima della partita di ritorno. Alla riunione erano presenti l’allena- tore Antonio Conte, il vice allenatore Angelo Alessio, il collaboratore tecni- co Stellini, il preparatore dei portieri Savorani, nonché tutta la squadra».

Nell’informativa ci si occupa anche

di Giuseppe Sculli. Il giocatore del Ge-

noa si incontra con il conducente di una Smart: controllata qualche setti- mana prima, ne era sceso «il noto estremista di destra legato ai Nuclei

armati rivoluzionari e vicino agli am- bienti della malavita organizzata,

matchcolLecceèascrivibileeven- Massimo Carminati, soprannomina-

tualmente ai soli pugliesi), farebbe

un balzo da Champions.

to “er cecato” per via di un’evidente

e della presunta combine con la

Samp riferita in un interrogatorio da Gianello, ex secondo portiere:

Grava e Cannavaro rifiutarono, ma non denunciarono. Se venisse

QQQ C’è sempre più il Siena (che in una nota ufficiale fa sapere di essere

«pronti a dimostrare le nostre ragioni

se e quando saremo chiamati»), dal

suo presidente Massimo Mezzaroma all’ex allenatore Antonio Conte, al centro del calcioscommesse atto ter- zo. Le 23 pagine dell’informativa dello Sco sono un duro atto d’accusa. Sin dalle premesse. «È emerso che tale

clubvienepiùvolteevocato,nelcorso

delle indagini, come partecipante a incontri caratterizzati da precisi ten-

tativi di manipolazione, alcuni dei quali andati a buon fine. Il dato inve-

stigativo rivela che, in più occasioni,

l’alterazionedellegarecalcistichenon

solo era frutto dell’infedeltà di tessera- ti corrotti ma sarebbe stata indirizzata

da vere e proprie direttive, espresse da

organidirigenzialiotecnicidellacom-

pagine calcistica che, in più occasioni,

avrebberodirettamenteconcordatoa

tavolino il risultato finale dell’immi- nenteincontro».

QQQ L’Inter in Champions? Pos- sibile, e non c’entra Guido Rossi. Tutto si incardina sull’avviso di

tiva si riporta il secondo interrogatorio

di Filippo Carobbio, uno dei pentiti

dell’inchiesta, davanti al pm Roberto

di Martino. Carobbio chiama nuova-

menteincausaConteperNovara-Sie- tempi Bonucci giocava nel Bari).

na del 1° maggio 2011. «I giocatori hanno appreso dell’accordo in occa- sione della riunione tecnica che ha

preceduto la partita. In sostanza Con-

te si limitò a dire che avremmo pareg-

giato la partita e che era stato raggiun-

to un accordo per il pareggio» Com-

menta lo Sco: «Carobbio delinea un articolato profilo di condizionamento sportivodelSiena». I sospetti degli inquirenti si con- centrano su altre sette partite, alcune nuove, altre già emerse nelle prime due fasi dell’inchiesta: Siena-Torino, Siena-Varese, AlbinoLeffe-Siena, Sie-

Bari 3-3 (9 maggio 2010, a quei

garanzia a Bonucci indagato a Cremona per la partita Udinese-

va scommesso sulla nostra sconfitta».

L’INFORMATIVA Nell’informa-

menomazioneall’occhiosinistro».

Q «Qualche giorno prima della partita Siena-Varese Coppola entrò negli spogliatoi sbiancato in volto
Q
«Qualche giorno
prima della partita
Siena-Varese Coppola
entrò negli spogliatoi
sbiancato in volto
rappresentandoci che
poco prima era stato
avvicinato da una
persona vicina al
presidente Mezzaroma che
gli aveva chiesto se c'era
la
possibilità di perdere la
partita
quella persona
gli aveva detto che il
presidente intendeva
scommettere o aveva
scommesso sulla nostra
sconfitta »
Filippo Carobbio (LaP)
Q
«
La
squadra oppose
un netto rifiuto
suggerendo al Coppola
di
rappresentare a chi lo
aveva contattato di non
aver voluto riferire la
proposta ai giocatori in
quanto lui stesso non era
d'accordo. Ribadisco che il
Coppola era quasi
sconvolto.
In
seguito ho appreso da
Stellini (all’epoca vice di
Antonio Conte, ndr)
che la proposta era stata
fatta da Mezzaroma
anche allo staff tecnico
e anche loro si erano
rifiutati.
Era la prima volta che ci
proveniva una richiesta
del genere dal presidente»
L’INTERROGATORIO DI FILIPPO
CAROBBIO SUL RUOLO DEL
PRESIDENTE DEL SIENA
14 Mercoledì 30 maggio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it
14
Mercoledì 30 maggio 2012
ITALIA
@ commenta su www.liberoquotidiano.it

::: POLITICA & FINANZA

TSUNAMI BPM Prestiti facili ai politici, arrestato Ponzellini

L’accusa: l’ex presidente della banca avrebbe concesso finanziamenti in cambio di mazzette da 5,7 milioni Nell’ordinanza spuntano la Santanchè, gli ex ministri Romani e La Russa, e l’imprenditore Paolo Berlusconi

::: segue dalla prima

SANDRO IACOMETTI

.

(

)

Questo il nocciolo della lun-

ga

ordinanza con cui il gip di

Milano, Cristina di Censo, ha

fatto scattare tre provvedimenti

di custodia cautelare per gli ex

vertici della Banca popolare di Milano e il manager Francesco Corallo. Le ipotesi di accusa vanno dall’infedeltà patrimo-

niale all’associazione a delin- quere finalizzata a più reati tra

cui la corruzione, l’appropria-

zione indebita, l’emissione di

fatture false e il riciclaggio. I mandati per l’ex presidente della Bpm e attuale presidente

di Impregilo, Ponzellini, e il suo

braccio destro Cannalire, en- trambi agli arresti domiciliari,

sono stati eseguiti ieri mattina dalla Guardia di Finanza di Mi- lano. Misura cautelare anche

per Corallo, allo stato, però, ir-

reperibile. Al centro dell’inchie-

allo stato, però, ir- reperibile. Al centro dell’inchie- In alto, Daniela Santanchè, l’ex ministro Paolo Romani
allo stato, però, ir- reperibile. Al centro dell’inchie- In alto, Daniela Santanchè, l’ex ministro Paolo Romani
allo stato, però, ir- reperibile. Al centro dell’inchie- In alto, Daniela Santanchè, l’ex ministro Paolo Romani

In alto, Daniela Santanchè, l’ex ministro Paolo Romani e Paolo Berlusconi. A destra Massimo Ponzellini presidente Impregilo ed ex numero uno della Banca Popolare di Milano. Ponzellini è agli arresti domiciliari con l’accusa di aver intascato tangenti per 5,7 milioni di euro sulle operazioni legate a finanziamenti sospetti (Foto: Olycom).

. INTERCETTATI

sta,

che vede indagati pure l’ex

del governo Berlusconi a essere

mostra un rapporto di notevole

larità» e di Paolo Berlusconi,

stato presentato da Milanese,

dg

di Bpm, Chiesa, e l’ex consi-

entrato in contatto con il ban-

confidenza». Anche in questo

che

si sarebbe rivolto a Canna-

per il finanziamento ad Atlan-

gliere di Giulio Tremonti, Mar-

chiere bolognese. Anche l’ex

caso, prosegue il giudice, «l’atti-

lire

«esercitando una forte pres-

tis, società che è riuscita a rag-

co

Milanese, ci sarebbe una

ministro della Difesa, Ignazio

vità della società non sembra fi-

sione». E ancora, quelli del se-

giungere il 25% della quota di

sorta di cupola del prestito, che

La Russa, chiese un «interessa-

nanziabile», ma Cannalire «an-

natore Alfredo Messina e dell’ex

mercato delle slot machine. Al-

in

barba a requisiti, vincoli e ga-

mento personale a Ponzellini»,

cora una volta esercita pressio-

ministro Aldo Brancher.

tri episodi di corruzione privata

ranzie, avrebbe consentito

servito «soltanto», precisa il gip,

ni affinché il finanziamento

Ponzellini è anche accusato

sarebbero relativi a presunte

l’erogazione di finanziamenti

«per accelerare i tempi della

venga concesso». Spuntano poi

di

corruzione privata, reato

tangenti per finanziamenti alla

twitter@sandroiacometti

facili agli amici e a chiunque fosse disposto a mettere sul

pratica». Nell’ordinanza com- pare poi «una richiesta di finan-

i nomi di Marco Dell’Utri, figlio del senatore del Pdl Marcello,

procedibile a querela, presen- tata, nei mesi scorsi, dalla ban-

Sisal, società concessionaria dei giochi, a Capgemini, a Energrid

piatto un riconoscimento tan- gibile. A Ponzellini, secondo le ipotesi accusatorie, sarebbero infatti state promesse tangenti

ziamento veicolata da Daniela Santanché, che, a più riprese, sollecita Cannalire, con il quale

che per il gip di Milano avrebbe ottenuto finanziamenti da Bpm «caratterizzati da vistose irrego-

ca. La corruzione è contestata all’ex presidente, a Cannalire e a Corallo, manager che sarebbe

spa e a una società del gruppo Almaviva.

per circa 5,7 milioni.

Paradossalmente, però, a

scatenare la vera bufera è il ver- sante degli “amici”. Dall’ordi- nanza del gip spuntano infatti come funghi i nomi di politici, principalmente di centrode- stra. Da Paolo Romani a Ignazio

La Russa, da Daniela Santanché

fino al fratello dell’ex premier,

Paolo Berlusconi. La carriera di Ponzellini, scri-

Il business del gioco

I pm puntano sul mondo degli ex An

Nel mirino il legame dei politici con Corallo (Atlantis). Lui parla di una trama di Lottomatica

::: CLAUDIO ANTONELLI

associazione a delinquere e ostacolo all’autorità di vigilanza. Ieri c’è stato il salto sostanziale. Con gli arresti domici- liari per Ponzellini, Cannalire e Corallo la procura avanza di fatto l’ipotesi di un gi- ro di stecche o tangenti (reato molto dif- ficile da dimostrare quando trattatisi di corruzione tra privati) che da un lato do- vevano facilitare l’erogazione disinvolta del credito da parte dei vertici indagati di Bpm e dall’altra rappresentavano, a det- ta dell’accusa, proventi paralleli a quelli leciti nel gioco d’azzardo. Insomma una bomba che se dovesse deflagrare non si fermerebbe certamente qui. Ma proprio per la difficoltà in un di- battimento a sostenere la corruzione tra privati, sembra destinati ad allargarsi al mondo della politica. Francesco Corallo che risiede da anni nella repubblica Do- minicana per bocca del suo legale rap- presentante fa sapere di essere estraneo alla vicenda, «escludendo categorica- mente l’esistenza di un contratto di con- sulenza a Londra con Ponzellini, esclu- dendo inoltre qualunque rapporto di utilità con l’onorevole Marco Milanese (stessa versione fornita dall’ex braccio destro di Giulio Tremonti) che ritiene in- vece l'artefice di una norma giuridica particolarmente restrittiva per le conces-

sionarie del gioco legale». In realtà la di- fesa di ieri è solo la versione soft di una struttura difensiva d’attacco messa in at- to da Atlantis Bplus. Nei giorni scorsi Co- rallo ha incaricato il suo legale di presen- tare una denuncia per calunnia «nei confronti di funzionari ministeriali ed al- tri che abbiano dichiarato all’A.G. cose assolutamente false, anche in considera- zione del fatto che da diversi mesi la BPlus ha presentato presso la Procura di Roma una articolata e documentata de- nuncia sporta nei confronti di alcune so- cietà concorrenti nel mercato del gioco legale, per condotte sospettate di gravi il- liceità a danno della BPlus». In altre parole l’uomo d’affari catane- se vede dietro la vicenda giudiziaria con- correnti che si fregano le mani magari in cerca della sua fetta (25% del mercato) di slot machine. Uno di questi, come si evince nella denuncia, sarebbe Lotto- matica, il leader italiano del comparto. Insomma quale sarà la soluzione è dif- ficile da sapere. Certo da un lato si punta probabilmente a cercare link con il mon- do politico ex An e con amici di Gian- franco Fini. Dall’altro Corallo non de- morde e parte in quarta con le denunce. Giornalisticamente parlando, una bella disfida.

QQQ Era il novembre del 2011 quando scoppiava il caso Bpm. Gli inquirenti di Milano già ipotizzavano una sorta di cu- spide in grado di elargire credito al di fuori dagli schemi previsti e dagli organi statutari. Dentro la cuspide oltre a Mas- simo Ponzellini, l’ex numero uno della banca, e il suo aiutante Antonio Cannalire ci sareb- be stato pure Francesco Corallo titolare della Atlantis Bplus già conces- sionaria di giochi e slot in Italia. In quell’occasione i pm milanesi mandarono la finanza negli uffici romani di Corallo e

nacque uno strano siparietto. Il senato-

re ex An Amedeo Laboccetta, quando fu fatta entrare la Guardia di Finanza impe- dì il sequestro di un computer portatile e, sostenendo di esserne il proprietario, se lo portò via senza nemmeno dare il tem- po di segnare il codice identificativo. Tant’è che i pm hanno ritenuto di inda- gare Laboccetta per favoreggiamento nell’ambito della stessa inchiesta mila- nese dove fino a ieri le accuse erano di

ve

il giudice nel provvedimen-

to,

si è «interamente sviluppata

negli enti sottoposti alle nomi-

ne dirette o indirette del potere

politico» e tutto ciò «lo ha reso incline ad assecondare i detta-

mi

sto che le regole del mercato». Non a caso, «le pratiche intro- dotte da Cannalire riguardano quasi sempre soggetti le- gati a personalità di rilievo del mondo po-

litico-istituzionale»,

scrive il giudice, riportan-

do un caso concreto. È il 18

ottobre del 2011, Cannali-

re alza il telefono e chiama «la

segreteria dell’allora ministro Paolo Romani pronunciando esattamente queste parole: “mi dice il mio capo, Ponzellini, fin- ché c’abbiamo una banca si può invitare stasera Paolo a ce- na”?». Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, Romani non sarebbe l’unico ministro

di quest’ultimo piutto-

non sarebbe l’unico ministro di quest’ultimo piutto- Ignazio La Russa Olycom ::: I PUNTI AI DOMICILIARI

Ignazio La Russa Olycom

ministro di quest’ultimo piutto- Ignazio La Russa Olycom ::: I PUNTI AI DOMICILIARI L’ex presidente della
ministro di quest’ultimo piutto- Ignazio La Russa Olycom ::: I PUNTI AI DOMICILIARI L’ex presidente della
ministro di quest’ultimo piutto- Ignazio La Russa Olycom ::: I PUNTI AI DOMICILIARI L’ex presidente della

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I PUNTI

AI DOMICILIARI L’ex presidente della Banca Popolare di Milano, e attua- le presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini è agli arresti domiciliari con l’ac- cusa di aver intascato tan- genti per 5,7 milioni di euro sulle operazioni legate ai fi- nanziamenti sospetti alla società Atlantis di Francesco Corallo.

GLI ALTRI Nei confronti di Francesco Corallo, invece, è stato emesso un provvedimento di custodia in carcere per as- sociazione a delinquere, ma non è stato possibile reperir- lo. Ai domiciliari c'è poi An- tonio Cannalire, collabora- tore factotum di Ponzellini alla Bpm.

L’IPOTESI «Ponzellini, con l'ausilio di Cannalire, la collaborazione del direttore generale Enzo Chiesa e, di volta in volta, con la condivisione o la tol- leranza degli altri dirigenti, ha realizzato una “struttura parallela”, principalmente impegnata nell’attività di erogazione del credito». Queste le parole usate dal gip di Milano Cristina Di Censo nell’ordinanza.

I POLITICI Nelle carte dell’inchiesta spuntano i nomi di diversi politici. Tra questi Daniela Santanché che per un finan- ziamento «a più riprese, sol- lecita Cannalire, con il quale mostra un rapporto di note- vole confidenza». Oppure l’sms inviato da Cannalire all’ex ministro Paolo Roma- ni: «Mi chiede Ponzellini se possiamo invitarti a cena stasera dove ti fa comodo, almeno finchè abbiamo una banca. Antonio Cannalire».

15 ITALIA Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
15
ITALIA
Mercoledì 30 maggio 2012
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30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it BENE IMPREGILO E il titolo perde il 4 per
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BENE IMPREGILO

E il titolo perde il 4 per cento

La notizia dell’arresto dell’ex presidente Massimo Ponzellini ha de- presso il titolo della Banca Popolare di Milano. Alla fine ha chiuso in calo del 3,84% a 0,32 euro. Forti gli scambi: sono passate di mano 143 milioni di azioni (pari al 4,4% del capitale), contro una media quoti- diana dell'ultimo mese di 68 milioni. Curiosamente il titolo migliore del paniere principale di Piazza Affari è stato quello di Impregilo (+6,83% a 3,31 euro), di cui Ponzellini è attualmente presidente.

Le carte

«Il capodei Monopoli era suddito di Milanese»

QQQ Raffaele Ferrara, direttore dell’Amministrazione autonoma Monopoli di Stato, ente competen-

tesulladisciplinadei giochi d’azzar-

do,

aveva un «rapporto di sudditan-

za»

con Marco Milanese - ex braccio

destro di Giulio Tremonti - indagato

nell’inchiesta milanese con al cen-

tro

Massimo Ponzellini. Lo ha messo a verbale un testimone e le sue dichiarazioni sono riportate nell’ordi- nanza firmata dal

gip Di Censo su ri-

chiesta dei pm Pelli- canoeClerici.Aparlare

l’ex presidente di Bpm

do per favorire la società Atlantis di Francesco Corallo. Legge che rien- trava nella necessità da parte dello Stato di reperire, come ha dichiara- to un altro testimone, Guido Mari- no,legalerappresentantedellaMag Associati, «risorseper laricostruzio- ne dell’Abruzzo dopo il terremoto». La legge, in sostanza, ha istituito la possibilità di utilizzare le slot ma- chine “vlt”, ossia di nuova generazione perchè digitali (vi- deo lotteries). La legge venne appro- vataeCoralloottenne anche il finan-

ziamento so-

spetto da 148 milioni di euro per comprare le nuova macchina

da Bpm guidata allora da Ponzelli-

ni. Marino ha messo poi a verbale:

«Ho notato politici, parlamentari o

meno,chepresentavanointerroga-

zioni, emendamenti o proproste di legge tecnicamente incongrue al fi- ne di trovare un’occasione di visibi- lità e quindi di contatto da parte de- glioperatoriprivatidelgioco».

di contatto da parte de- glioperatoriprivatidelgioco». a verbale è Paolo Viscio- ne, «persona sottoposta ad

a verbale è Paolo Viscio-

ne, «persona sottoposta

ad indagini dell'Autorità Giudiziaria di Napoli e 'accusatorè

di Marco Milanese». Il capitolo

dell’ordinanza è quello relativo alla

«attività dell’associazione a delin- quere legata al gioco d'azzardo». Le indagini del nucleo di polizia tribu- taria della Gdf, infatti, hanno rico- struito come nel 2010 Milanese, parlamentare,riuscìafarapprovare una legge ad hoc sul gioco d'azzar-

Marco Milanese

Oly

::: POLITICA & FINANZA

Finita un’era

Bossi, Tremonti e il «Ponz» La cena degli ossi porta sfiga

Prima del banchiere anche il Senatur e l’ex ministro dell’Economia sono usciti di scena. La fortuna di Maroni è di non esserci mai andato

::: NINOSUNSERI

QQQ Forse il destino, era già nel nome: «La cena degli ossi». Un’immagine cimiteriale: in- quietante come l’”Urlo” di Munch, livida come il “Settimo sigillo” di Ingmar Bergman. In ogni caso portarice di sfiga visto quanto accaduto ai partecipan- ti. L’ultimo, in ordine di tempo,

a cadere Massimo Ponzellini ex

presidente della Banca Popola-

re di Milano. Il «Ponz» da ieri è

agli arresti domiciliari con l’ac-

cusa di essersi intascato una tangente di 5,7 milioni in cam- bio di un finanziamento di 148 milioni alle società di Francesco Corallo che si occupa di gioco d’azzardo. Certo un destino amaro per il «Ponz». Alto, gio- viale, gran mondano e frequen- tatore di salotti di potere e di chiacchiere. Una carriera fulmi- nante che certamente ha sor- preso molti amici di gioventù a Bologna che lo consideravano tropporiccoetroppoviziatoper lavorare. Ma evidentemente dotato di una sfrenata ambizione che le potenti amicizie di famiglie, hanno aiutato. Fino alla cena

del 5 gennaio 2011 all’albergo della Ferrovia di Calalzo, nel Ca- dore. A tavola oltre al «Ponz» il padrone di casa: Umberto Bos-

si, che trascorreva le vacanze di

Capodanno, insieme alla fami-

glia. Il Trota ora indagato come

il padre. Il fedelissimo Roberto

Calderoli, ormai con un piede fuori dalla Lega e l’altro in Pro-

cura. Aldo Brancher, ufficiale di collegamento fra la Lega e il Pdl, cerniera del centro-destra e per qualche ora anche ministro. Ma soprattutto il super-ministro:

Giulio Tremonti in quel mo- mento all’apice della gloria. Abitava già nella casa pagata da Marco Milanese ma la tempe- sta, quella notte era lontana nel cielo delle Dolomiti. Le foto ri- traggono i partecipanti al tavolo allegri e qualcuno anche un po’ rubizzo. Erano tutti molto im- portanti e molto influenti. A di- stanza di quindici mesi sono stati estromessi dalla ribalta po- litica. La gloria del mondo che scompare. Ma soprattutto pre- mia gli assenti. A cominciare da Bobo Maroni che a quel genere

di meeting non ha mai amato

partecipare. Il «Ponz» sostenne di esserci capitato per caso. Un omaggio

ai lontani ricordi dell’infanzia

trascorsa nelle valli del Nord. Non amava definirsi leghista anche se Bossi, con la ruvida franchezza che lo distingue, so- steneva che nel 2009 alla presi- denza della Banca Popolare di Milano «ce l’abbiamo messo noi». Il passo iniziale verso il so- gno: dopo la vittoria del 2008 il

iniziale verso il so- gno: dopo la vittoria del 2008 il ::: LA STORIA L’APPUNTAMENTO La
iniziale verso il so- gno: dopo la vittoria del 2008 il ::: LA STORIA L’APPUNTAMENTO La
iniziale verso il so- gno: dopo la vittoria del 2008 il ::: LA STORIA L’APPUNTAMENTO La

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LA STORIA

L’APPUNTAMENTO

La cena degli ossi è un ban-

chetto che si tiene a Calalzo, sulle Dolomiti, al quale di solito prendono parte i prin- cipali esponenti del Carroc- cio. Tra i più assidui, oltre a Umberto Bossi, anche i mi- nistri Calderoli e Tremonti. Spesso presente anche Ren- zo Bossi, figlio del leader della Lega Nord.

PER CASO

Ponzellini sostenne di esse-

re capitato per caso alla cena

del 5 gennaio del 2011. Sa- rebbe stato un omaggio ai

lontani ricordi dell’infanzia trascorsa nelle valli del Nord. Il banchiere non ama- va definirsi leghista, ma Bossi sosteneva: alla presi-

denza della Banca Popolare

di

Milano ce l’abbiamo mes-

so

noi.

ALTA BORGHESIA

Il padre di Massimo, Giulio

Ponzellini (a lungo membro

del consiglio superiore della Banca d’Italia) e la madre Marisa Castelli hanno dato vita all’omonima “griffe” dell’arredamento italiano.

La moglie del «Ponz» è Ma-

ria Segafredo, erede dell’im- pero del caffè.

FOTO DI FAMIGLIA

Umberto Bossi in compagnia degli ex ministri Calderoli e Tremonti a Calalzo di Cadore

la più grande società italiana di

costruzione (carica che detiene ancora). Nel 2009 la presidenza

di Bpm, fino all’anno scorso. In

primo pensiero del Senatur era

rivoltoallebanche.IntesaeUni-

credit, avendo fra i grandi azio- nisti le Fondazioni, sembrava- no a portata di mano. In realtà la Lega si è dovuta ac- contentare, e anche per poco tempo, della Bpm. Era riuscita a portare alla presidenza Massi- mo Ponzellini, il più trasversale dei banchieri italiani. Nato pro- diano era stato consigliere per-

sonale del Professore fra il ’78 e il ’79. Diventa direttore generale

di Nomisma, il centro di ricerca

economica fondato dal futuro presidente del consiglio. Lo se- gue a Roma diventando diri-

gente dell’Iri. Il distacco, a parti-

re dal 1990, quando si trasferisce

a Londra per occuparsi della

Bei, Banca europea degli inve-

stimenti. Poi comincia l’avvici-

namentoaGiulioTremontiche, Italia si muove in Ferrari. Fa le

riunionisulsuomaxi-yachtpre-

di Ascot agli uffici della Bei. In

tista che provvedeva anche a portarlo ogni mattina dalla casa

anni ’90 girava con Bentley e au-

gafredo, erede dell’impero del caffè. Massimo a Londra negli

La moglie del «Ponz» è Maria Se-

del legno fondata da Cesare Ca- stelli, papà della signora Marisa.

lungo membro del consiglio su- periore della Banca d’Italia) e la madre Marisa Castelli hanno dato vita all’omonima “griffe” dell’arredamento italiano. L’hanno sviluppata partendo un’azienda per la lavorazione

mezzo la mazzetta di 5,7 milio- ni. Un passaggio che resta da ca- pire. Per quale ragione il «Ponz» avrebbe incassato? Non ha bi- sogno soldi. Nelle vene gli scor- rono quattro quarti di sangue alto-borghese. Il padre Giulio (a

nel 2003 lo nomina presidente della Patrimonio Spa. Si tratta

del primo tentativo di valorizza- re la ricchezza immobiliare pubblica. La società guidata dal «Ponz» dovrebbeoccuparsi del-

la vendita del mattone di Stato.

Sarà un clamoroso insuccesso che, tuttavia non intaccherà il

rapporto con il super ministro nè la carriera. Nel 2007 «Ponz» diventa presidente di Impregilo,

feribilimente in rotta fra Napoli

e Capri. «Fa baracca» con Piero Gnudi da quando erano bambi-

ni. Gioca a carte con Alberto Clò

e con tutta la Bologna che conta

da quando aveva i pantaloncini

corti. Una vita di grande agia- tezza. Chissà perchè, come gli direbbe Vasco incontrandolo all’ombra delle Torri, l’ha fatta diventare anche spericolata.

16 Mercoledì 30 maggio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it
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::: IL NUOVO CENTRODESTRA

Intervista con Altero Matteoli

«Nessundirettorio, avanti conAlfano»

L’ex ministro: però Silvio dev’essere più presente. Presto grandi novità su economia e sicurezza

::: GIANLUCA ROSELLI

ROMA

QQQ «La proposta sul semi- presidenzialismo alla francese non sarà l’unica. Presto dal Pdl arriveranno altre idee forti. La prima sull’economia. Poi sulla sicurezza». Altero Mat- teoli fa il punto sulla situazio- ne all’interno del suo partito, bocciando il direttorio a cin- que che dovrebbe affiancare il segretario Angelino Alfano e spronando Silvio Berlusconi a essere più presente al timone del Popolo della Libertà. Senatore Matteoli, dunque il direttorio non va bene?

«Il Pdl ha bisogno di tante co-

se: ritrovare unità perché è troppo litigioso, di una strate- gia in vista delle elezioni, ma non di un direttorio. Abbiamo un segretario, un presidente, tre coordinatori. Non servono altre cariche, tanto meno un direttorio. Nei partiti si tirano

fuori queste cose quando non

si

sa che pesci pigliare. E non è

il

nostro caso».

sa che pesci pigliare. E non è il nostro caso». ::: STRATEGIE I CONTENUTI Angelino Alfano
sa che pesci pigliare. E non è il nostro caso». ::: STRATEGIE I CONTENUTI Angelino Alfano

:::

STRATEGIE

I CONTENUTI Angelino Alfano e Silvio Berlusconi hanno lanciato

il semipresidenzialismo alla francese. Presto arri- veranno proposte anche

su economia e sicurezza.

LA FORMA

Silvio Berlusconi ha deciso

di affiancare Angelino Al-

fano con un direttorio composto da cinque per- sone: Maurizio Lupi, Ma- riastella Gelmini, Raffaele Fitto, Franco Frattini e

Giorgia Meloni.

Punto dolente

un nuovo accordo con l’Udc». Quindi che farete? «C’è bisogno di rilanciare un’offerta politica al paese. Ma registro anche che la mag- gior parte del nostro elettorato si è limitato a non andare alle urne, non ha fatto un’altra

scelta. Questi elettori si posso- no riconquistare, ma bisogna mettere in campo una propo- sta politica valida».

Il semipresidenzialimo non basta? «Gli italiani non mangiano col semipresidenzialismo. Perciò arriveranno presto proposte forti sull’economia e sulla si- curezza». Cosa pensa della generazione

dei quarantenni che spinge per avere più spazio? «Quando avevo 40 anni an- ch’io volevo pensionare quelli più vecchi per arrivare prima in posti di rilievo. Poi ho sco- perto che sgomitare non ba- sta, ma bisogna portare idee e guadagnarsi il consenso sul territorio». E’ vero che voi ex An volete staccarvi per costituire gruppi autonomi in Parlamento? «Non capisco proprio chi met- te in giro certe voci. Anche perché noi non siamo un gruppo compatto. Per esem- pio, ci dividemmo anche sul sostegno al governo: io ero per andare a votare, altri per so- stenere Monti».

Secondo lei Formigoni do- vrebbe dimettersi? «Io sono un garantista convin- to. Non voterò nemmeno per l’arresto di Lusi. Il carcere pre- ventivo è una barbarie della giustizia italiana. Formigoni non ha nemmeno un avviso di garanzia, perché dovrebbe di- mettersi?». E’ ancora convinto che biso- gnerebbe staccare la spina al governo? «Al punto in cui siamo votare

a ottobre o a marzo cambia

poco. Dico però che non dob- biamo accettare tutto quello che Monti ci propina. Finora lo abbiamo fatto e abbiamo sbagliato. E i nostri elettori ci hanno punito».

Barricate azzurre sulla giustizia

Raffica di emendamenti al ddl anti-corruzione, oggi alla Camera. Rispunta la norma anti-Ruby

IN DIFFICOLTÀ

Angelino Alfano è stato Guardasigilli durante l’ulti- mo governo Berlusconi, pri- ma di lasciare il testimone a Nitto Palma per dedicarsi a tempo pieno al partito, così come desiderato anche da Berlusconi LaPresse

Qualcuno vorrebbe che Alfano

si facesse da parte. «Nessuno poteva fare meglio

di Alfano. Non è lui la causa

del cattivo risultato alle Am- ministrative. I motivi sono al- tri».

Quali? Innanzitutto Berlusconi per un periodo è stato troppo de- filato, disorientando il nostro elettorato. In secondo luogo, l’appoggio al governo Monti penalizza il nostro blocco so-

ciale. Da questo punto di vista

il Pd ha argomenti più forti.

Bersani ai suoi può sempre di-

re di aver mandato a casa Ber-

lusconi. Casini, invece, si è in- testato il governo come se fos-

se suo. Noi rispondiamo che

abbiamo fatto questa scelta per buonsenso. Ma in politica non ho mai visto prendere un voto col buonsenso». Poi? «La terza causa è l’ec- cessiva litigiosità al

nostro interno, spe- cialmente sul terri- torio, in periferia. Il partito deve essere più autorevole e far rispettare le regole. Infine, c’è un proble- ma di comunicazione.

Non è obbligatorio andare

a trasmissioni come Balla-

rò. Chi ci va non porta un voto

in più a se stesso e al partito».

Alcuni, come Gianni Aleman- no, la pensano in maniera di- versa e vorrebbero che Berlu- sconi si facesse da parte. «Quello che Alemanno ha di- chiarato su Berlusconi è la di- mostrazione che noi ex An non la pensiamo tutti allo stesso modo. Io sono convinto dell’opposto. Non possiamo accettare i diktat con Casini.

Non si può costruire un’al- leanza se l’altro dice: ci sto so-

lo se il tuo leader si mette da

parte. E io sono un sostenitore

fin da tempi non sospetti di

::: BRUNELLA BOLLOLI

ROMA

QQQ Si riparte con la bagarre in materia di giustizia. Il Pdl non molla e tra i 37 emenda- menti presentati al disegno di legge anticorru- zione, da oggi all’esame dell’aula della Came- ra, è rispuntato l’emendamento, a firma dell’azzurro Francesco Paolo Sisto, ribattez-

zato “salva-Ruby”. Il testo, già presentato ma poi ritirato durante l’esame in commissione e ora modificato, prevede che la concussione scatti se il pubblico ufficiale ottiene o si fa pro- mettere denaro o un «vantaggio di tipo patri-

moniale». Attualmente il reato scatta se c’è passaggio di denaro o semplicemente di «al-

tra utilità». Una proposta che, secondo il cen- trosinistra, rischia di azzerare l’accusa di con- cussione rivolta a Silvio Berlusconi nel pro-

cesso in corso a Milano. Pd e Idv, dunque, in- sorgono e chiedono al governo di ritirare l’emendamento. «È l’ennesimo tentativo di boicottare l’approvazione del ddl anti-corru- zione, vanificando l’impegno del ministro Se- verino e i passi avanti compiuti in Commissione», afferma Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Nazareno. E il dipietrista Pa- lomba chiede a Sisto «un sus- sulto di dignità». Ma il firmata- rio della proposta rispedisce al mittente le critiche: «Si tratta di un emendamento», spiega, «che non nasce affatto dal

processo milanese, ma

che vuole evitare pene così gravi a fronte di comportamenti che non abbiano altrettanta

gravità». Sisto fa l’esempio del sindaco che ha spinto il consigliere comunale incompatibile a dimettersi e ha così fatto subentrare un altro soggetto in sua vece e per questo è stato ac- cusato di questo reato. Il parlamentare propo- ne anche la possibilità di effettuare un’altra scelta “tecnica”, prevedendo che il reato della concussione scatti in caso di «vantaggio patri- moniale» oltre che di «utilità patrimoniale». Tra le altre modifiche al ddl ce n’è anche una per cancellare l’aumento della pena per il reato di corruzione per atti contrari a dovere d’ufficio, passato in commissione con un blitz del Pd. L’emendamento chiede che si torni al-

la proposta del governo che prevedeva una pena da tre a sette anni mentre in commissio- ne era stato approvato, con i voti del Pd, Idv e

commissio- ne era stato approvato, con i voti del Pd, Idv e Altero Matteoli LaPresse Fli,

Altero Matteoli

LaPresse

Fli, un testo che portava la reclusione da quat- tro a otto anni. Il Pdl aveva votato «no». È scontro tra berlusconiani e centrosinistra anche sulla norma che si occupa delle impre- se a rischio mafia, col Pdl che vuole tornare al testo originario scritto dall’ex Guardasigilli Al- fano. Un emendamento firmato da Manlio Contento (Pdl) riscrive l’articolo 6 del provve- dimento e reintroduce l’elenco di fornitori «non soggetti a tentativo di infiltrazione ma- fiosa», la cosiddetta white list. Ma i democrats, che hanno presentato 30 emendamenti al ddl, sono contrari alla riscrittura della norma. Per quanto riguarda poi la pubblica ammi- nistrazione, dall’esecutivo arriva un codice etico per i dipendenti. E per chi non lo rispetta scatteranno sanzioni fino al licenziamento per i casi di violazioni più gravi. Chi reca dan- ni patrimoniali alla pubblica amministrazio- ne, violando le regole di comportamento, inoltre pagherà di tasca sua: lo prevede una modifica al ddl presentata alla Camera dal ministro Filippo Patroni Griffi. Il dipendente pubblico che segnalerà gli illeciti che accado- no negli uffici pubblici, non avrà più diritto ad una «taglia», ma, nel caso sia in grado di for- nire una prova inconfutabile, (tipo un filma- to), potrà avere garanzia di totale anonimato. Previste, inoltre, molte deleghe al governo all’insegna della trasparenza. Tutti i bilanci delle istituzioni e i costi unitari di realizzazio- ne delle varie opere dovranno essere on-line. Comprese le informazioni relative ai titolari degli incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni. Tra le proposte di Patroni Griffi si prevede che il condannato anche con sentenza non passata in giudicato per i reati contro la Pubblica amministrazione non pos- sa più far parte di commissioni per l’accesso o la selezione a posti di pubblico impiego. Dunque, mentre il Pdl in generale punta all’abbassamento delle pene (ma non certo quelle per mafia), dal governo arriva una stretta decisa, come invocato da Pd e Idv che sul tema giustizia sono sempre più vicini (no- nostante il Pd sia nella maggioranza che so- stiene l’esecutivo con il Pdl). «Non si riformi- no le maggioranze tra Pd e Idv», aveva avver- tito Enrico Costa, capogruppo Pdl in commis- sione Giustizia. Anche perché, le ripercussio- ni potrebbero avvenire a breve in Senato, do- ve è ancora pendente l’emendamento Pini (Lega) sulla responsabilità civile dei giudici. A quel punto potrebbe materializzarsi di nuovo l’alleanza tra Pdl e padani, a scapito del Pd.

LaPresse
LaPresse

Il noto presentatore Gerry Scotti

Dopo l’articolo di «Libero»

Anche il Tea Party ci sta:

in campo Gerry Scotti

::: GIACOMOZUCCO*

QQQ Gentile Direttore, Le scrivo

duttivedelpaese. Anche le conclusioni dell’arti- colo ci chiamano in qualche mo-

inrispostaall’interessantearticolo

do

in causa: sebbene il nostro mo-

pubblicato sabato scorso a firma

vimento nasca come piattaforma

di

Maria Giovanna Maglie, che ci-

tematica, trasversale ed indipen-

ta

Tea Party Italia, tra le realtà pro-

dente di sensibilizzazione rispetto

guenzanonsiaenonintendamai

tagoniste di una possibile e neces- saria“riscossalibertaria”.

alla questione fiscale (e di conse-

 

Le premesse dell’articolo sono

divenire una lista elettorale), la

indubbiamentecondivisibili: comparsa nel panorama italiano

1) L’Italia sta morendo di trop-

pe tasse e di troppo Stato: vengo-

no ora al pettine i nodi relativi a decenni di politiche irresponsabi- li, aggravati dall’azione miope dell’attualegoverno. 2) Lo Stato italiano, per dirla con Reagan, è il problema e non la soluzione. Se due anni fa, quando

il nostro movimento è sbarcato in

Italia dagli Stati Uniti, chiedere

di partiti che si pongano come

sensibiliallenostretematichenon

potrebbe che rappresentare una bellanovità. L’idea stessa di coinvolgere personalità “pop” è in linea con lo

spirito del nostro movimento. Quello che però ci sentiamo di

suggerire a chiunque accarezzi

progetti politici è di parlare prima

di tutto di contenuti, più che di

nomi! Proprio per parlare di con-

tenuti che Tea Party Italia ha orga- nizzato per il pomeriggio di saba-

chiunque sia dotato di buona fede

e buon senso non può che essere

to 16 giugno (data della prima rata

dallanostraparte. 3) La deriva del Centrodestra,

conseguenza diretta del tradi- mento del suo mandato elettora-

le, lascia del tutto scoperta la rap-

presentanzapoliticaperiliberali,i

conservatori e le categorie pro-

“meno tasse e meno Stato” sem- brava una provocazione, ora

dellafamigerataIMU)unagrande manifestazione anti-tasse, a Ve- nezia. Se vorrà unirsi a noi, Gerry Scotti sarà ovviamente il benve-

nuto.EancheLei,Direttore. *Portavocenazionale di Tea Party Italia

17 ITALIA Mercoledì 30 maggio 2012 @ commenta su www.liberoquotidiano.it
17
ITALIA
Mercoledì 30 maggio 2012
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::: IL NUOVO CENTRODESTRA

su www.liberoquotidiano.it ::: IL NUOVO CENTRODESTRA Vizio antico La sudditanza che rovina la destra Nel mondo

Vizio antico

La sudditanza che rovina la destra

Nel mondo politico e intellettuale conservatore c’è uno storico complesso di inferiorità verso la sinistra. Ma adesso tutto questo non ha più senso

::: GIAMPIEROMUGHINI

Antonio Gramsci al Pci che smette l’insegna “comunista” al Pd di questi ultimi anni. Studi, polemiche, nes- sun “complesso di inferiorità”. Che poi nel mondo politico e in- tellettuale della cosidetta “destra”, quel complesso di inferiorità esista e

nuoccia non v’ha dubbio. È un fatto nudo e crudo che quanto a identità ideale conseguente irradiazione massmediatica, la destra italiana ha il fiato pesante. Una cosa sono i voti presi, che in più occasioni erano tan- tissimi fino a schiacciare l’avversa si- nistra. Altra cosa è la forza delle idee edeiprogrammi,enonmettoaffatto nel conto che gli odierni guru della sinistra siano per la massima parte dei comici. Non è solo quello. In una recente intervista il fondatore del “Bagaglino” e vecchio lupo di mare Ninni Pingitore ha detto che di odierni intellettuali di destra cono-

erano stati preceduti, nel cercare i

cora oltre, la sinistra italiana avesse inanellato una serie di porcate inau- dite, quasi tutte dovute all’apologia dell’ “Impero del male” sovietico,

QQQ Se tra i dirigenti politici di pri- ma fila della coalizione di centro-de- stra c’è uno che non meritava il rim-

nomi e le circostanze dei fascisti am- mazzati come cani dopo la fine della Seconda guerra mondiale, da quelli

di

Giorgio Pisanò. Epperò l’essere

questo passava in sottordine. Passa-

provero di nutrire una sorta di “com- plesso di inferiorità” verso la sinistra

la sua irradiazione culturale (Ales-

e

firmati da un giornalista e da uno scrittore che aveva debuttato con una tesi di laurea sulla Resistenza, dava a quei libri tutt’altra attendibi- lità. Così come trent’anni fa ad aprire il percorso di studi che raccontava come nel gruppo dirigente fascista ci fossero uomini di prim’ordine era stato un men che trentenne targato a sinistra, Giordano Bruno Guerri. Era

va

in sottordine la furia settaria eser-

citata contro i socialisti italiani dei Sessanta e dei Settanta, l’antiameri- canismo di principio e di sistema, il terrorismo culturale contro quelli che non suonavano il piffero al “Par- tito”, eccetera eccetera eccetera. Al punto che alcuni dei più noti diri- genti del’ex Pci avevano l’impuden-

sandro Sallusti dixit), è senz’altro Fa- brizio Cicchitto, l’attuale capogrup-

po dei deputati del Pdl. Perché lui la storia della sinistra italiana l’ha vis- suta di prima mano, ne ha fatto par- te.Sonopassatiquasicinquant’anni, eppure a me sembra ieri quando in un teatro romano ascoltai gli inter- venti di Achille Occhetto, dello stes- so Cicchitto e di Gian Maria Cazzani- ga. A metà degli anni Sessanta erano rispettivamente i leader dei giovani comunisti, dei giovani socialisti e dei giovani psiuppini, tutta gente molto più a sinistra che non Nichi Vendola

i rifondazionisti comunisti di oggi.

o

za

di dire che loro non erano mai sta-

un

ex funzionario del Pci e figlio di

ti “comunisti” ma solo dei seguaci

un

comunista a tutto tondo Giuliano

appassionati dei fratelli Kennedy.

Ferrara, oggi tra i pochi cannoni di grosso calibro di cui disponga lo schieramento pro-Berlusconi. Po- trei continuare a lungo, per marcare quanto sia giustificato il “complesso d’inferiorità” della destra nei con- fronti della sinistra. E al quale non erano pochi quelli che reagivano fa- cendo rauca la propria voce, annun- ciando a ogni piè sospinto che i co- munisti mangiavano i bambini cin- que volte al giorno. Un complesso di inferiorità che cozzava frontalmente contro l’allu- cinante “complesso di superiorità”

NUOVAPAGINA Millennifa.Perchéaquestovoglio arrivare, che da questa storia dei complessi di inferiorità e di superio- rità ci stiamo allontanando a grandi falcate in direzione del burrone gre- co. Non è più il tempo per nessuno di ribadire chi aveva avuto ragione nel 1956 o nel 1968 o nel 1989. Quando i giovani tedeschi buttarono giù a un- ghiate il muro di Berlino. Siamo

nell’anno dodicesimo del terzo mil- lennio, e lo sappiamo tutti che la vita quotidiana di ognuno di noi è dive- nuta ancora più ardua e più in salita

Cicchitto era in quel momento il pu- pillo di Riccardo Lombardi, il seg- mento più di sinistra del Psi. Poi sono accadute molte cose in Italia e nel

sceva Pietrangelo Buttafuoco e Mar- cello Veneziani. Altri nomi non gli venivano. Avrebbe potuto aggunge- re il nome di Antonio Socci, quello deiduedirettoriprincipedeigiornali che si rivolgono all’elettorato di de- stra, Vittorio Feltri e Maurizio Bel- pietro. Non molto altro, no. Da sem- pre il tavolo da pranzo cui siamo se- duti noi tutti e attorno al quale chiac- chieriamo, è sciancato a favore della

mondo, e solo le mummie sono ri- maste immutate.

IL CASO CICCHITTO

Al tempo della Seconda Repubbli- ca, dopo un periodo di esilio dovuto

esibito dalla sinistra italiana e su cui

ha

scritto pagine impareggiabili Lu-

di

quanto dicano le statistiche che

e

alla faccenda della sua iscrizione

sinistra. I libri di Giampaolo Pansa

ca

Ricolfi. Che dal 1921 al 1956, e an-

leggiamosuigiornaliol’arrampicar-

alla P2 e al fatto che gli ex socialisti erano divenuti degli appestati, Cic- chitto è stato chiamato da Silvio Ber- lusconi ad arare il campo della poli- tica nelle fila del Pdl. La sua è una sto- ria lunga e complessa, il destino (che chi scrive ben conosce) di uno che è stato a sinistra e che poi passa la gran parte del suo tempo a fare a cazzotti conlasinistra. Certoèchequestasua autobiografia intellettuale e morale fa da canovaccio del libro di Cicchit- to che Mondadori pubblicherà fra poche settimane, “La linea rossa”, ed è per l’appunto la linea che scan- disce la storia della sinistra italiana più netta e marcata, quella che va da

il graffio

Dispetti democratici

La Lega ci perderà il sonno. In occasione del congresso federale organiz- zato a Milano il 30 giugno e il primo luglio, il Pd lombardo ha organizzato una convention tra le assemblee regionali del Nord. In particolare, sono convocati i dirigenti di Lombardia, Piemonte, Venetoe Liguria. L’obiettivo dei democratici, nei giorni in cui il Carroccio deciderà il nuovo segretario (che dovrebbe essere Roberto Maroni) è quello di lanciare un guanto di sfida proprio ai lumbard. Non a caso, l’iniziativa del Pd è stata presentata ieri mattina in quel di Varese dal vicecoordinatore regionale Alessandro Alfieri. Una specie di dispetto. La Lega sta male, ma il Pd è messo peggio

si dello spread. Margini non ne ab- biamo più, e tanto più che ci si è messa di mezzo madre natura a di- struggere monumenti e falciare vite. Ciascuno di noi metta nello scanti- nato le sue presunte verità di un

tempo, a futura memoria. Per il resto cerchiamo di trovare assieme, quelli

di sinistra e quelli di destra e quelli di

centro, le due o tre verità che ci fac-

ciano sopravvivere oggi, nel tempo che ci è dato vivere oggi, con i soldi che abbiamo oggi. Che facciano so- pravvivere la civiltà occidentale, la migliore mai conosciuta nella storia dell’umanità, ed è un pazzo chi lo di- mentica.

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Commento

Ecco i tagli buoni che ci fanno crescere

::: DAVIDEGIACALONE

QQQ Si può tagliare la spesa pubblica mirando al

risparmio e si può farlo avendo in mente uno Sta-

to che costi meno. Che lasci più ricchezza alla li-

bertà di cittadini e sistema produttivo, abbassan- do le tasse e invadendo meno la vita collettiva. Tutte e due gli approcci vanno nella direzione giusta, ma il secondo conduce più lontano. Enrico Bondi è una persona seria, sicché mi ri- fiuto di credere a quel che leggo, ovvero che le sue

proposte dei tagli, ad esempio nel settore sanita- rio, s’incentrerebbero attorno all’opportunità di rendere omogenei i prezzi e le quantità degli ac- quisti fatti da diverse amministrazioni. Mi rifiuto

perché questa è roba che abbiamo scritto qual- che centinaio di volte, fra libri e articoli, aggiun-

gendosoluzionidettatedalpiùbanalebuonsen-

so. Mi rifiuto perché per porre ordine nella spesa

attuale, senza cambiare il sistema complessivo,

nonavrebbesentitolasolapersonadavveroutile:

Maurizio Bortoletti, colonnello dei Carabinieri e commissario dell’Asl di Salerno. Se si vuol rispar- miare, al tempo stesso moralizzando, non vedo come si possa far meglio di quanto Bortoletti ha

già dimostrato: diminuendo la spesa, recuperan- do beni già acquistati e mai utilizzati e regolariz-

zandoipagamenti.Itagliallaspesapubblicapos-

sono e devono essere l’occasione non solo per ri- sparmiare, ma anche per riformare. Il sistema sa- nitario regionalizzato è un fallimento. Si può ri-

sparmiare a legislazione vigente, ma si può anche prenderne atto e cambiare organizzazione. La sanità gratis per tutti, a prescindere dal fatto che molti sono assicurati e, quindi, pagano due o tre volte la stessa cosa, salvo che l’apparato pubblico paga per tutti, è una scemenza. Costosissima. La distruzione della libera professione medica, con

la trasformazione di tutti in impiegati del sistema

sanitario non-nazionale, ha inaridito la medicina

di base e ingolfato i pronto soccorso di gente che

chiede d’essere visitata. Questo capolavoro della riforma Bindi (Rosy) va cancellato. Insomma: an- ziché mettere i soldi al servizio della conservazio- ne di quel che non funziona si mettano i tagli al servizio del cambiamento, indirizzando un pez- zodi spesa pubblica versola promozione di idee e tecnologie innovative made in Italy. Discorsoanalogovaleperlascuola: ladidattica digitalizzata diminuisce la spesa cumulata di Sta- to e famiglie, consentendo miglior controllo comparativo della qualità. Ciò comporta, però, la

fine non solo dei libri di testo cartacei (i libri lo sa- ranno sempre, ma non quelli con gli esercizi e le lezioni), ma anche dell’ipocrisia dilapidante che li vuole obbligatoriamente sia stampati che digi- tali. In quel modo la spesa aumenta, anziché di- minuire. Avete mai sentito di un’azienda che di- gitalizza le procedure aumentandone i costi? È vero il contrario, e deve essere vero anche per la pubblica amministrazione. Così come può esse-

re vero per la giustizia: tutti gli atti in digitale, fine

delle tonnellate di faldoni che fanno avanti e in- dietro, fine della geremiade sui soldi che manca- no per la carta della fotocopiatrice. Mi dispiace per i “camminatori”, ma neanche tanto, perché

ci costa meno mandarli a passeggiare nei parchi. Immagino Bondi si sia reso conto di quel che

quipredichiamoinutilmente: èmoltopiùdiffici-

le tagliare la spesa pubblica restando nella logica

dell’attuale sistema che mettere i quattrini in in- vestimenti che lo abbattano. Se la spending re- view non approda a questo sarà solo tempo per- so. La digitalizzazione consente quel che ieri era impossibile: meno Stato e più servizi. Ma presup- pone cessione di competenze al mercato e snel-

limentobrutaledelleprocedure. Si dirà: in questo modo va a finire che i tagli alla

spesa diventano la riforma dello Stato. Esatta- mente. Èilsolomodopertrasformareunatortura

in un beneficio. Il commissario al taglio della spe-

sa, l’ottimo Bondi, ci faccia il regalo di non con-

cluderelasuaattivitàdicendoci quellocheabbia- mo già scritto. Il moralismo della spesa è come il moralismo fiscale, serve solo a renderci, in un sol colpo,piùpoveriepiùingiusti.

www.davidegiacalone.it

18 Mercoledì 30 maggio 2012 ITALIA @ commenta su www.liberoquotidiano.it
18
Mercoledì 30 maggio 2012
ITALIA
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::: LA GUERRA IN VATICANO

Le carte e le manovre nei sacri palazzi

L’accusa al ministro Ornaghi:

le manovre nei sacri palazzi L’accusa al ministro Ornaghi: vengano avanzate diverse ipote- si di possibili

vengano avanzate diverse ipote- si di possibili atteggiamenti da assumere di fronte alla lettera,

inviata dal segretario di Stato a

card. Tettamanzi, perché è auto- grafa, il saluto finale; «Con stima e affetto nel Signore, suo †Dioni- gi Tettamanzi». Ebbene, in tali parole cosi confidenziali mi sem- bra che si confermi quello che è il sottofondo di tutto lo scritto; l’ar- civescovo di Milano tratta col Pa- pa da pari a pari. E anche questo è inaudito. Oserei sperare che la ri- sposta si limiti ad un laconico in- vito all’obbedienza. Con sensi di profonda venerazione e di affetto filiale mi creda di Vostra Santità., dev.mocard.PaoloSardi».

aizzaTettamanzicontroBertone

Una delle lettere riservate al Papa sullo scontro per il controllo della Cattolica incolpa l’ex rettore per aver ispirato la missiva contro il segretario di Stato

La clamorosa indiscrezione è contenuta nel capitolo «Tarcisio Bertone: l’ambizione al potere» di «Sua Santità» (Chiarelettere 2012, del giornalista di «Libero» Gianluigi Nuzzi): qualcuno ha insinuato che ci sarebbe stata la mano dell’attuale ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, all’epoca rettore della Cattoli- ca, dietro la violentissima lettera contro il segretario di Stato Tar- cisio Bertone che il 28 marzo 2011 l’allora arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, inviò al Papa. Tettamanzi in quello scritto

missione è top secret: chiede lu-

mi sulle affermazioni di Tetta-

manzi per capire che margini di manovra ha la segreteria di Stato sulla vicenda del Toniolo. In- somma, vuole una verifica sulla

situazione. Risposte certe intem- pi rapidi. Sardi obbedisce e si

muove con scaltrezza: «Per ga-

rantire la riservatezza dell’opera- zione — assicura il

3 aprile nel report top secret al ponte- fice — ho invitato alcune persone

esperte a casa mia, in Vaticano, così che la lettera in esa- me non valicasse i confini».

«Santo Padre,

a

quanto l’emi-

nentissimo segretario di Stato mi

aderendo

accusa di falso il cardinale Bertone e apertamente sfidava il Pa- pa, rivolgendosi al pontefice da pari a pari. L'oggetto era il rifiuto dell’arcivescovo di Milano dell’ordine ricevuto dal Vaticano di di- mettersi dalla guida dell’Istituto Toniolo, holding e cassaforte della Università cattolica. Toni inusuali, dietro cui viene ipotiz- zato in un documento riservato inviato a Benedetto XVI ci fosse non la penna di Tettamanzi, ma quella dell'attuale ministro del governo di Mario Monti.

quella dell'attuale ministro del governo di Mario Monti. ::: IL LIBRO SUA SANTITÀ «Sua Santità» di
quella dell'attuale ministro del governo di Mario Monti. ::: IL LIBRO SUA SANTITÀ «Sua Santità» di

:::

IL LIBRO

ministro del governo di Mario Monti. ::: IL LIBRO SUA SANTITÀ «Sua Santità» di Gianluigi Nuzzi

SUA SANTITÀ «Sua Santità» di Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere, 16 eu- ro) pubblica le lettere riserva- te inviate al Papa e al suo se- gretario: un carteggio che fa luce su molte vicende oscure che hanno coinvolto il Vati- cano.

VATICANO SPA Già il precedente libro di Nuzzi, «Vaticano Spa» (Chiarelettere), uscito nel 2009 indagava, attraverso documenti inediti, sugli scandali finanziari che hanno

coinvolto la Chiesa.

]

::: GIANLUIGINUZZI

gliatoeminuzioso, ciòèsembra-

to necessario, considerata la gra-

vità delle accuse sollevate da Tet- tamanzi, che non teme di espri- mere giudizi anche pesanti, sen-

za tuttavia mai documentarne la

fondatezza. [

scritto non posso, tuttavia, non manifestarle, Santo Padre, il mio sconcerto nel vedere come un cardinale possa permettersi di resistere con tanta disinvoltura a una precisa volontà del Pontefi- ce, avanzando addirittura il so-

spetto che il segretario di Stato abbia distorto e falsificato il pen- siero del Papa. Due volte almeno emerge tale accusa: nell’ultimo capoverso della prima pagina e nel secondo capoverso dell’ulti- ma». Sardi non è convinto che la missiva sia tutta opera e ingegno

In questo mio

QQQ Lo scontro è tra titani. Tet- tamanzi chiede di poter conti-

nuare nella sua opera di cambia- mento per ripulire il Toniolo dal-

le incrostazioni del passato. In

certi punti lo stile ricorda quello

di monsignor Viganò. La missiva

arriva sulla scrivania del pontefi-

ce il 31 marzo. Be- nedetto XVI si muove su due livel-

li: segnala al suo se-

gretario particola- re, padre Georg, che questa vicenda

è «da discutere —

scrive in un appun- to lapidario che consegna ai suoi collaboratori —

con il card. Bertone».

In poche ore il segretario di Stato

con il card. Bertone». In poche ore il segretario di Stato Lorenzo Ornaghi Oly di Tettamanzi.

Lorenzo Ornaghi Oly

di

Tettamanzi. E offre al Pontefi-

nomedelPapa;maiperò,assolu-

ce

un’intuizione che, fosse con-

tamente mai, viene ipotizzata

fermata, sarebbe clamorosa. Ri- tiene infatti che la lettera all’ec- clesiastico sia suggerita da un lai-

l’eventualità della scelta che do- vrebbe essere la prima, l’obbe- dienza appunto. Certo, il conte-

co, seppur stimato in Vaticano, ovverodalrettoredellaCattolica, l’attuale ministro dei Beni cultu- raliLorenzoOrnaghi:

nuto della lettera del card. Tetta- manzi è tale da far supporre l’in- tervento di un’altra mano (quella del rettor magnifico, ad esempio,

«Altro motivo di stupore nasce dal constatare come nella lettera

il prof. Lorenzo Ornaghi). Ma c’è una frase che è certamente del

e il Papa si confrontano. Entram-

ha

chiesto [

]

ho provveduto a

bi

non conoscono in modo ap-

un

attento esame della lettera

profondito la normativa che re- gola l’autonomia del Toniolo. Così decidono di chiedere un ap- profondimento. Il 2 aprile Berto-

ne manda un biglietto al cardina-

le Sardi, patrono del sovrano Or-

dine militare di Malta (

gando la lettera al Pontefice. La

alle-

)

Mi reco a premura di far ave-

re a Vostra Santità il risultato di un’attenta valutazione che ho elaborato con l’aiuto di persone

espertedel Toniolonellasuasto-

ria e nella normativa che ne rego-

Come Vostra San-

tità può vedere, l’esame è detta-

]. [

la l’attività, [

]

::: GIORDANO TEDOLDI

QQQ Come raccontava bene il film «Le vite degli altri», nessuno conosce me- glio un uomo di chi è incaricato di spiarlo. E nessuno spiritualismo è mai preso più sul serio da chi fa professione dogmatica di materialismo. Ecco spie- gato perché la lettura di «Karol Wojtyla spiato. Giovanni Paolo II negli archivi

dei servizi segreti» (Editrice Interscien- ze, 288 pagg., 23,40 euro) di Marek La- sota, filologo, storico della Chiesa e giornalista, sia la testimonianza più im- parziale sull’uomo che il 16 ottobre 1978 divenne il primo papa polacco im- ponendosi il nome Giovanni Paolo II. La ricchezza del libro sta nell’inclusio- ne, allegando anche copia anastatica originale, dei numerosi dossier che lo spionaggio della Repubblica Popolare Polacca approntava sulle vite e le opere dei suoi ecclesiastici. Ad esempio la co- municazione della fonte «Wlodek» da Cracovia, in data 18 maggio 1960, al re- ferente «Z. Faryna» circa Wojtyla Karol, vescovo: «Rara combinazione di uomo d’intelletto e d’azione, pragmatico e or- ganizzatore. Dotato di intelligenza mol-

to vivace, di capacità di analisi e sintesi,

focalizza l’essenza del problema, discu- tendone in maniera chiara e precisa,

specialmente per via scritta. Più carente