P. 1
Moroni. Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. 1840. Volume 82.

Moroni. Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. 1840. Volume 82.

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Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. Compilazione di Gaetano Moroni romano (1840)


Author: Moroni, Gaetano, 1802-1883
Volumes: 109
Subject: Catholic Church; History; Church history; Biography
Publisher: In Venezia : Tipografia Emiliana
Language: Italian
Call number: AFK-9455
Digitizing sponsor: University of Toronto
Book contributor: Kelly - University of Toronto
Collection: kellylibrary; toronto
Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni. Compilazione di Gaetano Moroni romano (1840)


Author: Moroni, Gaetano, 1802-1883
Volumes: 109
Subject: Catholic Church; History; Church history; Biography
Publisher: In Venezia : Tipografia Emiliana
Language: Italian
Call number: AFK-9455
Digitizing sponsor: University of Toronto
Book contributor: Kelly - University of Toronto
Collection: kellylibrary; toronto

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07/17/2013

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e 37^i>

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

Al

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Ar

PRINCIPALI
PIÙ

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
AI

E

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE

CITTA

PATRIARCALI,

ARCIVESCOVILI
PIÙ

E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE
RITI,

SOLENNI,

ALLE

SACRE,

ALLE CAPPELLE

PAPALI,

CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI,

EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA EO ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO
SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTITÀ PIO

IX.

VOL. LXXXIL

DA

LI. A

IN VENEZIA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL VII.

La

presente edizione

è

posta sotto
la

la

salvaguardia delle leggi

vigenti, per quanto riguarda

proprietà letteraria, di cui
giusta le Convenzioni

l'Autore intende godere
relative.

11

diritto,

DIZIONARIO
DI

ERUMZIOWE

STORI CO -ECCLESIASTICA

IJ
U
P, ?,

UBB
appagare coloro che volevano rendergli tale ossequio; ed il santo per non disubbidire e ad onta di sua profonda umilia vi si adattò. Siccome osservante tenacissimo
dell'ubliidienza, nel partire

U,BBIDIENZ4 e UBBIDENZA o OBBEDIENZA, Oicffc/iZiV/. L'ubbidire,
oljbligo degl'iiifeiion verso
i

«naggioii e

superiori, de'siidtliti col sovrano.

L'obquale

bedienza è anche una

viilìi
gli

per

la

da

Roma

pre-

eseguiamo volentieri

ordini de' nostri

superiori, in tuttociò ch'essi
di giusto e di ragionevole.
1

comandano
le
.)

gò do
ro,

il

Papa
cui
vita.

a volergli deputare uno,seconegli ordinasse la

i

co/nandamenti

Religiosi e

sua

Ed Urbano
s.

II gli

assegnò Edinedi

Religiose [l^.) fanno

il

J
si

ola (/

solen-

suo segretario e poi scrittore

suu

ne d' ubbidienza, che

può

definire per

vita. Indi

Anselmo non feceaicnna bencosa senza ubbidirlo, e con

un legame
voti,

spirituale,

come

gli altri

loro

ché

mmima

che

gli

obbliga ad ubbidire
le

a' loro

tanta slima e precisione, che

avendoIoEsi

superiori in tulle
ritto di loro

cose ch'essi

hanno

di-

dinero messo a

letto, non

solamente non

comandare.

IMoIli servi di

Dio

levava senza suo comandamento,

ma

furono ubbiditi da'sovraui, anche barba-

anco

si

volgeva da un Iato

all'altro. 11 ce-

ne riporta diversi esempi. L'arcivescovo di Canlorbery s. Anselmo ci lasciò un meiDorabile esempio di moli,

e

Ki

storia

lebre cardinal di Cusa in
vinciale

un sinodo proche nel i4^o radunò in Magdedi Nicolò

burgo, come legato a laiere
ligioso

V,

destia. Accolto in

ralo

Roma, ospitato e onoda Papa Urbano li, e veneralo da
onde veniva appellalo
i

essendogli domandalo, s'era lecito al re-

andare a Ironia senza licenza

pei*
ri-

tulli,

il

sanCuoino,
fa al

acquistare \\Giuhìleot\t\Y
spose:

À imo sa/ito^

nel recarsi alla stessa città diversi inglesi,

Che

il

Signore apostolico PapaNico-

volevano baciargli
pa,
il

piedi

come si

PaII,

santo fuggì nella parte più segreta

lò V avea detto: Melior est Ohedieiitid, ijuam Indulgenlia. Ubbidienza si disseio
i

della casa, ciò che saputosi da e

Urbano

Benejlzi ccclesiastiei chiamali Cella,
)•

ammirandone

l'umilia, gì' ingiunse di

Preposi tiirfiy Grangia, Priorato {^

4
.Se
tli

UB E
ne tiovn
falla rrienzione nel

U
concilio
nali in Crorr/<7
zianilà,
i

BC
i

Dairan, cnp. n,

De

stata niotunh. De'
lienoiniiiali
i

benefizi

ecclesiastici

ulibi-

dienza ne godevano pure
cui riparlai nel voi.

declini ani, ce-

\o ecclesiastico della cljiesa di Milano, di

per ordine d'nnprima vescovi, poi |'/reli, indi diaconi, appena seguita 1' Elezione del Papa a questi, veslito di mozzetta e stola e sedente sulla sedia Gestatoria avansci olla,

LXIX,

p.

i

80, e ad

ti

r aliare, in formale riconoscimento di
prostrarsi a bale

Uffizio Ambrosiano, perchè vuoisi che

souHDo Ponlefioe, con
ciargli
i

per loro (ale celo dalla nietropoliiana passò alle altre chiese della città. Ubbidienza dicesi ancora quell'atlo d'omaggio
e venerazione che rendono
altri al
i

piedi,

che già ha calzalo

scar-

Cardinali e
gran parie

pe crucigere e le quali coslaideinenle usa sempie, eziandio domesticamente, e con esse il suo Cadavere viene esposto nei
primi 3 giorni da' Funerali Novendiali, e poi vi viene deposto nel Sepolcro. Indi
la

Papa, argomento

in

già discorso negli articoli cheindicheròin
corsivo, per cui qui

mi limiterò ad accen-

Marcil più principale. L'ubbidienza di

^•

tìorazione che
tlinali,

rende al
lib. 3,

Papa
1

da'car-

dice

il

ven. cardinal Bellarmino, cap,

nuovo l'apa mano, ed abl)racciandoIo il volto da ambo le parti in segno àìpace. 11 Papa in tale allo corrisponde loro con un abbraci

cardinali alzatisi baciano al

De
un
jie,

Siimni. Pont.

8 e

seg.,

è

cioj e
le

doppio bacio

di

pace nel volto nelallo di

allo di profondo rispetto e venerazio-

due guancie. Questo riverente
i

conia P icario di

le

col Culto che non ha nulla di a' Santi del cielo, come pretendono protestanti e altri ostinati calunniatori de'rili della romana Chiesa. Vedasi il Catalani, Sacr. Caerevìoniarum

Gesù comune

Cristo,

il

qua-

solenne riconoscimento chiamasi lai.'^ubbidienza di adorazione che
ti

cardinali tut-

prestiamo
i

presenti all'elezione rendono all'eletto

Pontefice, per dimoslruzione ossequiosa

come

a Vicario di

Dio e successore
vede non

di

s.

Pietro, e per segno di loro concorde ubbidienza.

S.

Row.

PlccIcs.

1.

1 ,

lib.

1

,lit.

i

,§ 36:

De

Come ognun

hawi

induvientis elccti, et

prima

^'ciieratione
:

nulla che pai tecipi di culto esterno di dulìa,

a Cardinalihus

Diei facienda.^3'j scensus novi electi aclEcclesiam s.Petri, et rìtihus ibidem servandis. 1 più possenti

per laliZ?/7r?etali(^f'/;»/A'.v\/'on/,come

osano malignare gli avversi al pontificato romano. La funzione ha luogo nella
cappella degli Scriiti/iii dei Quirinale, e

Sovrani
tres'i

(nel

quale articolo ragionai

al-

de'Ioro molleplici ossequi resi a'Pai

prima nella
slesso

Sistina del Vaticano,ove nello
vestili di

pi, cui fecero

loro Stati tributari ) in

giorno da'cardinali
si

CapPapa,

ogni tempo
al

si

prostrarono divotamente
i

pa

rossa sciolta,

rende

la

2.°semipul>al

Bacio de' piedi de Papi,

quali virla

blica

ubbidienza di adorazione

luosaniente adottarono e introdussero
figura della salutifera Croce sulle

vestito del

Manto pontificale
dell'altare,

e della
in

Scar-

tra, sedente sopra
alla
tati

un cuscino

Mimezzo
i

pe, aflinchè l'omaggio rispettoso a cui so-

mensa
atti

rinnovandosi

noil

no

tenuti tutti

i

cattolici di

qualunque dile

di venerazione.

Dopo

di

che

gnità ecclesiastica e civile, fosse tutto indirizzato a
ci in terra.

Papa viene portato

in sedia

gestatoria

Gesù

Cristo di cui fanno
i

veil

nella contigua basilica Vaticana, e collo-

E

siccome

l'api

portano

calo a sedere sopra un cuscino in mezzo
alla

glorioso segno anche sulla

sommila

del

mensa

dell'ai tare pontificio

(

Bene-

Tr/rrg^/iO pontificale, manifestamente di-

deltoXIll volle sedere dalla pailedell'Evangelo, per rispetto alla parte più sa-

mostrano, eh'

essi

sono interamente da

capo
di

a piedi professori della vita e della

gra dell'aliare), da'inedesimi cardinali e
colle

dottrina di Cristo. Chiamasi ubbidienza

cappe

sciolte gli viene resa la 3. 'ub-

adorazione quella the rendono

i

cardi-

bidienza pubblica d'adorazione, ed anche

U
in
il
il

B D
loro
ila

U B B
l'abbraccio e

5

nmljedue queste pubbliclie adorazioni
V:\\M\ a ciasctinocli

duplice bacio di pace. Queste 3 prime

adoriiziotù le descrissi
p.
I

anche nel

voi.

Vili,

ibidem primitiis celebrata, tractant de Electione. Et perscrutata Cardinaliuiii voluntate ah aliquibits de ipsis, in quein major et melior pars convenerit
pluviali ruheo

5q. Si sogliono rendere in un medesimo giorno, ma se l'elezione procedette
nello scrutinio o accesso
vespertilio, l'adorazione
la

pomeridiano o
semi-pubblica e

Cardinaliuin,prior Diaconoriun ipsuni ammantai, et idem Eiecto nonten iniponit,ipsumque deinde duo

de majorihus Cardinalibus addextrant
iisque

rendono nel d\ seguente. Talvolta benché l'elezione segui nella mattina, nel d\ seguente ebbero luogo le adorazioni semi-pubblica e pubblica. Bepubblica
si

ad

Altare, ubi prostratus ado-

rai, Primicerio
et

cum Schola cantorum^ Cardinalium cantanlihus Te Deuin laudamus. Quo facto ab Episcopis Car-

nedetto XllI eletto un'ora avanti notte nella Sistina del Vaticano, subilo ivi ri-

dinalibus
in

ad Sede/n

re, et in ea^ ut

dignum

ducitur posi Alta' est, collocalur ;

cevè

la I.'

adorazione e

la 2.'

adorazione
basilica di
il-

semi- pubblica, e quindi

fu immediata-

mente portato nell'adiacente
s.

qua dum sedei Elcctus recipit omnes Episcopos Cardinales, etquos sihi piacucrit ad pedes,post/noduniadosculunt
pacis.
Neil'

Pietro ad un'ora di notte, e perciò

Ordo Romanus Xlì^
il

del

luminata con torcie, ove ricevè la 3.' e pubblica adorazione. Antichissimo èquestorito,che
il

cardinal
del
lici
si
I

Giacomo Gaelani
IMabillon,

Slefaneschi

2gìi, presso
f.

Musei Itail

p.

Plettenberg,

iVb;///(7, Cii-

2,p.

i^o:

De

inveslilione Papatus^

riae Ro/nanae, in breve descrive. Ponli-

dice che eletto

il

nuovo Papa,
le

caril

fex dedactas ante altare

sedeiis in ca-

dinal priore de' diaconi, imponendogli

thedra suscipit SalulationeniyK'ulgo Adorationeiìi, oscido pcdiim, niannnni et oris... Panilo post revertunturCardinales ad capellam, et sectuidain faciunt Salutationeni, scu Adorationeni Papae
habitu pontificali iaduto.

manto, diceva

Romano

de Papaia ut praesis Urbi et Orbi; indi
:

Investio

gl'iinponeva l'anello del predecessore e la

mitra, e l'interrogava qual

Nume

voleva

assumere.

Il

che fatto

si

faceva porre sulla

Qua

finita

...

sede per calzare rubea calceamenla pa-

portatar in sede pontificali ad s. Petrulli, poniturqae supra altare inajus,
uhi tcrtia vice salntatur osculi pcdisy

palla, e quindi

i

cardinali per ordine, ve-

scovi, preti e diaconi, veniunt

corani eo

maniis et oris

modo

snpradicto a Car-

dinalibus. Interini cantatnr
(ione et finito liynmo cantal

a
s.

rnusicis

Jlexis genibus; ci idem eleclus ij)so ordinate ad pcdcm recipit et ad. pacis osculum, necnon et omnes alios capel-

liynmiis Ainhrosianns. Peracta adora*
Collegii

decanus
neni.
11

K'crsicidos qiiosdani et oratiorito antico di

lanos suos, ac ceteros clericos et laicos ad ejus reverentiam, infimoSy ìiinjores,etmediocres. Ma questo omagvenienles
gio è ancora assai più antico
nel

questa adorazione
si

come

rilevo

non era
tica

dissimile a quello,che oggi
si

pra-

Cenni,

De

osculo

pedum Romani
C* Parlando
fa al
si

come

legge nel ceremoiiiale compi-

Pontificis, Dissertazione
egli

lato dal cardinal Cencio Savelli, che nel

dell'adorazione che

Sommo
il

I2i6 divenne Onorio MI, presso Bolla udisti, Ada SS.Maii t. 4,*p. 4^3. Mori

Poìilejice col baciargli

umilmente

pie-

Romano Pontifice, et sepulto,omnes Cardinales ad propria re^'ertuntur secundum antiquani consnetndinem. Seino

de non solo dalle più eminenti dignità dulia Chiesa, >\à Patriarciù, da' Pri/naù\
dagli Ai-civescovi e da' Vescovi,
ziaiidio das}'
tri

ma

e-

cunda vero die

conveniiint in Eccle-

Lnperalori, da' Re e da alPrincipi; prova che ossequio così sini

sia congregali, et missa sanati SpiriUis

golare dovuto de fare da lutti

fcdeU al

6
da
essi

U
per tanti

Fi

D
U\

U
ruerunt. Quindi
il

B B
bacio del piedi;
ili fi'

supremo Crrcira^

sempre praticalo secoli, e non nasce già.da
i

l'os

sequio ordinariamente

tutti

i

princi[ii,

islilU7Ìonepontificia, die anzi

varono
\\\

sen>[)re

Papi sdiiquanto ridondar potesse

come difTusamente
li,

narrai ne'citatiarlico-

loro privata venerazione,
s.

ma dallo stes-

so

Pietro. Questi vivente, per tesliuìos.

Viianzadi

Luca, fu adorato da Cornelio

di Dio. Nota poi clie Vadorare, osculari. e salutare non solo vai-

qual Vicario

Papa, e si chiamò consueta adorazionej al quale ossequio essendo anteriore quello dell'uflìzio di Palafienie" re al pontifìcio Cavallo, e questo non volendosi praticare dall'altiero Federico \ col Papa Adriano IV, sebbene gli avesse
verso
il

gono

il

medesimo presso

i

greci,

che

col-

già baciato

il

piede in Sutri, questi
<7rZ

si li-

la sola

parola Kinciii l'esprimono,

come
s.

cusò d'ammetterlo
dargli
il

o.yr«Z»A?i

o/v'.v

e di

rt'plicalamenle e dill'usamente moslrù

bacio di pace,

come
I

gli altri so

Tarasio vescovo

a

Costantino
ss.

V

ed Irene
;

vrani. Perciò Federico

fu costretto dal

augusti, trattando delle

Iiumagini

giudizio di lutti

i

principi dell'impero di

masi vede anche

praticato in ordine
aielle vite

al-

rendere
e fino

al

Papa

il

consueto omaggio
I,

di

l'adorazione pontificia,
pi e altrove. Dall'antico

de'Pa-

.S'Z/7/^e/-c',

introdotto da'suoi predecessori
da' quali

raccolto da
cui

s.

Gelasio
i

I

Ordine Romano Papa del4q2,iu
si

da Costantino

ebbe

la

Chiesa difesa e onore. Nella Coronazione

riti de' primi secoli, si contengono apprende che non solanientc quando

delV Imperatore,
Ree.

nella
1'

fu

di altri sovrani,

Coronazione del Imperatore e il

commesso
di
.si

al

diacono l'uHizio

di leggere

Re

piti volte

baciava
il

i

piedi e la

mano
il

al

r Evangelo,

ma

sino dalla

."
i

istituzione

Papa, anche

petto, e riceveva

bacio

leggerlo nel diviu sagiifizio, baciavai

di pace,ch'egli restituiva. Allorché

s.

Pio

V
di

prima piedi al Pontefice dal Lettore, Quindi trovasi vari esempi in Anastasio Yj\\)\\o\.eca\\o,DcTit{sRomanoramPontificum, di tale osseipiio ora col notne di
y/(/or/7t7o?/(% ora di di

coronò e dichiarò Cosimo

I

granduca

Toseana
ticano,

nella cappella Sistina del

Va-

sedendo in essa fra'due ultimi ciirdinali di.iconi, appena gl'impose la corona,

Salutazione,

cl\

ora

Cosimo
il

I

stando genuflesso baciò
il

il

Bario del piede.
I

In fatti portatosi nel
vi li-

piede e

ginocchio del Papa,

quale chiguancie,
I

525 S.Giovanni
cevè
la

a Costantinopoli,
tutti,

natosi lo baciò in

ambedue
gli

le

sommo

onore da
i. "dignità

ma

special-

All'offertorio nel presentare Cosinio

al

niente dalla
:

secolare della ter-

Papa magnifici doni,
e
il

ribaciò

il

piede

Justinus I Augustur, dans honorem
hnmiliavit se proniis,
el

ginocchio, e

s.

Pio

V

tornò a baciargli
le

Deo

adora\'it

la faccia

ne'due

lati.

Anche

regine e
la

le

Bealissimwn Papani Joanncnt /. Non molto dopo segui nel 536 simile dimostrazione a s. Agapito I nella medesima corte, dopoché ebbe abbattuto e confuso l'eretico Antimo, mewKvo.: PìissimusAu^ustus JusUnianits Igaudio ì'epleluslmmiliavit se s. Sedi Àpostolieae, et adoravit Sanetissimus Papani Agapitum I. Anche Giustiniano II nel 7 i in Nicomedia adorò il Papa Costantino: In die autem qua- se inviceni \'iderwit, Augustus
i

imperatrici riceveano in ginocchio

co-

rona e baciavano
letto, riferisce

i

piedi al Papa.

Qnanto
vicende

all'adorazione generale del Pontefice eil

Cenni, che per
le

le

de'tempi essendo perite
riti

de^ciizioni dei

usali co'primi
al

Papi nella loioassuntrovasi la

zione
.'^

/'o/////àY/to, soltanto

j

volta ricordata nel

686

per l'eleziono

Cenone: Onines Judices una eumPrimatihus cxercitus ad ejusSalutatioiwni venientcs in ej'us laudcs aeelamaverunt.
di

Christianissimus euni regno in capite
se se prostra\it,pedcs osculansPoìiti/ìcisf

La quale

poi viene spiegata in termini piìi

chiari nella
l'ti^y, e di
s.

creazione

di

Valentino nel-

deinde in amplexuvi inutuum cor-

Leone IV neir844-. leggeu-

,

u
rìosi di

D

r?

U BB
saviamente soggiunge
luit excepisse, ut
:

j

Qui mo rem cnnse.n>antrs antiquuin omnes o.iculatis siint pedes;
questo:

Ita

amicum

va-

tamrn non rerusaret

e

eli

quello più dilTusamente: Condignis
ìiniioris arnnlifu-

ab

ilio, inirno

exegerit quae debcretur

glorine Inudihus, hac
dine,

ad Laternnense

Patri nrchiiini

a1>

ipsis deductiis, et in Pontificali est pO'

Apostolico culmini reverentia in pedina ex more ab omnibus etiam ArcJìiepiscopis cxbiberi solilo. Sono queste
osculo
le

ab oninì Ronianonini Senatu pedihus oxcidatis, et omnibus quaecxplendne eranf, ec.Nè
xitus Throìio. Cuj'us ok'anter

origini, dice

il

Cenni, della generale
i

costumanza
gli

di lutti

principi, e di tulli

arcivescovi e vescovi, dell'ossequio sta-

solamente

il

clero e

il

popolo

si

umiliava-

bilito
sto,
i

neir universale

al

Vicario di Cri-

no sino

da' primi

secoli

all'
i

adorazione

mentre

ne' principii dell' Vili secolo

del Pontefice,

ma

ancora

vc'scovi o gli

vescovi iugeiendosi nell'elezione de'Pa

arcivescovi. De'primi è palese dalla ricor-

pi,

ad essa era unita
s.

la

salutazione o ado-

dala adorazione col bacio de' piedi fatta
a Valentino da tutti quelli
eletto, tra' quali

razione o bacio de'piedi,
«li

come

successore

erano

in

aveano primo lungo
die
l*
i

Pietro e Vicario di Carisio, cioè

Capo

visibile della

Chiesa e sopremo arbitro
Perciò
il

y

vescovi suburbicari.
si

E

piii

evidente-

dclh» religifMie.

Cernii

dichiara

mente ancora

ha nella
i

vita di

Benedet-

to III deir855. poiché

due vescovi Tu-

vana qualunque altra origine che voglia ("ndiigarsi, fuorché da Gesù Cristo medesiiiKi

dt-riinus et Portnensis unitisi con altri
n creare antipapa Anastasio, indi a poco

e da rato.
l'

s.
I

più volte prima della sua passione, Pietro che pel ,° de' Papi fu ado1

unaninies con\'encrnnt, et procidentes vestigia ipsins (di Benedetto) opentiti

cardinali piocedono

m

3

modi

al-

scìdari coeperitnt,
vescovi sembra
al

E

in

ordine agli arcirare

del Papa: (."per quasi ispila/ione e acclamaziotie, che pur dicesi a/'^lezione

Cenni, che per tempi
s'

clorazione;

?.."

per compron>esso; 3." per

così antichi, in cui
vestigia in
d'

incontrano

sciutinio ed accesso, ch'eia più
e ordinaria, e questi diversi usi

Roma medesima,
tutti
il

possa servir

esempio per
di
s.

s.

Bonifazio arcivesi

seguiscooo
to >d
I.

de'icrissi a

comune come si etale articolo. Quana Siiccessoi-e, e
si

scovo
a

MagJinza,

quale così
:

esprime
aliter

modo anche

Zaccaria Papa del j^i

Non

effettuò più volle con (pie'Papi

che notai

(juani litanie vestigia ve.ttra genicnlan'
tes, intiniis

nel fletto articolo, cioè per subitar»ea ispj.

siibnixe flagitanius preci-

razione de'srign elettori che acclamarono
colla voce
il

bus, ec. Quindi è che venuto in

Roma

nuovo Papa, o eoo
«li

prostrar.si

Lanfranco arcivescovo di Cantorbery e primate d' Inghilterra, a tempo d' Alessandro II Papa del 06 e insigne per santità di vita, il quale era stato suo discepo
i
i

a'suoi piedi e baciandoli

comun conDecano come

senso, o ad esempio del cardinal
iuiilato «la lutto U

Sagro
si

Collegio,

fece

il

cardinal Carata con Marcello fi;
fece nella cap-

lo nel u>onastero, ebl)e dal Pontefice

uu

questa adorazione che

istraordinario accoglimento, con dichia-

pella degli scrutinii, talvolta

ebbe luogo
recai-la

razione però,
rieuse presso

come
il

attesta

il

Malmesbii-

nella Cella dei cai-dinale diesi volle su-

Baronio, liane venera-

blimare
si

al triregno,
t(ilti
i

ed anche con

lioneni

non

se illius Archiepiscopatuiy

in essa

cardinali a baciargli
l'elezione per

sed

niagiste.rio literariim defcrre, e con

mano. Tuttavia
tuante,

adorazione

soggiungere immantinente: se fecisse quod esset honoris, illuni debere facere

essendo tenuta per pericolosa e tumullora in poi
te

quod

esset j'ustitiae; ut
s,

prò more
il

o-

mnitim Archiepiscoruni
%'estigiis

Petri Ficarii

Gregorio vi provvide e d'alnon fu più praticata. C/<?m(r«/^//elettone! 52 3 per adorazione, flci

XF

advolveretur.

Onde

Baronio

cellò

il

pontificalo;

ma

rinunziando

al di.

-

8
libeio

Ur,
metodo

T3

rilto ncqnisfalo volle

che si procedesse coi

si

pone

a sedere nella sedia, e riceve ali

dello scrutinio segreto, e-

l'ubbidienza da'loro
stalli
i

cardinali, che nel partire
a'

spoiiendosi ai pericolo di

fermato,
altri

ma

lo fu

non essere coi>concordemente. Anche

hanno consegnati

propri
( il

caudatari

loro berrettini e berrette

Papi

eletti

per ispirazione e acclama-

singolare cardinal

Grange nonagenario
di rosso,
il

zione furono poi confermali co'voli aper-

e padre della regina di Polonia, oltreché
volle
vestire

come Paolo IH, Giulio IH, Paolo Il\ Pio ir, Sisto F, Urbano VII, Gregorio XV. Nel i55o nello scrutinio mancando due
ti

o

sigillati dello scrutinio,

sempre

essendosi

fatto cucire sulla
rosso,
il

pirrticca

berrettino

voti per l'elezione del cardinal

Po/o, cari

dinali volevano procedere alla sua ado-

razione

;

ma

essendosi fatto notte,
i

il

car-

dinale pregò

colleghi a dillerire pel dì
a'

seguente, e questo bastò

contrari per-

ceremoniere indarno tentò leall' ubbidienza di Clemente XI), ed avendo premessa a pie del trono profonda riverenza, giunti sul rijìiano di esso in piedi vestiti colla cappa sciolta, gli baciano la manodc'itra coperta dall'atuifrigio del.l/<'7/t<o,ossiadel suo frevarlo nel recarsi

chè non più si eifettuasse. Eletto Adriano il mentre assente dimorava nella

un passo addietro ripetono una profonda riverenza, inchinano
gio ricamalo, e Puto

Spagna,
lica

avviatosi a

Roma
i

sbnrcò a
cardinali

Ogli

stines\ fermò nel monastero della basiOstiense di
la
s.

Paolo, ove

due cardinnli diaconi assistenti e discendono dal trono; indi Patriarchi ,^\'\ /irei i'eseovie Vescovi iì^s\s\en{\ e non assistenti
i i

Jwiciarono

mano

nel chiostro, e passato

al

Soglio, puie in cappa,
a pie del
gli

ma non
il

isciolla,

in chiesa gli resero l'ubbidienza di adora-

premessa
destro; e

trono profonda rive-

zione. Oltre le narrate 3 ubbidienze di a-

renza, genuflessi
gli

baciano

ginocchio

dorazione che il sagro collegio rende al Papa da Ini eletto, nel giorno della Co-

Abbati

ujitrati col

Commendi

datore di

s.Spìrito,ve<^[\\\

questo

manIl

ronazione
p. i6o,
il

gli

rende

la 4-^ e

ultima. Per
voi.

telietta e quelli

dimozzettae mantelletta,
il

questa funzione,che descrissi nel

Vili,

genuflessi gli baciano

piede destro.

Papa giunto
in

nel portico Vati-

cano asceso
iie

trono
s.

vi

riceve l'adoraAioil

Novaes, Dissert. sulla solenne coronazione de'Pontefiei, t. 2,p. ero, aggiunge
i

:

dal capitolo di

Pietro,

cardinal

etl

altrettanto f^mno

i

Penitenzieri Vati-

arciprete in cappa,

dopo d'aver pronungii

cani, vestili di pianeta, e tutti questi de-

ziato un' orazione gratulatoria,
il

bacia

vono premettere

sugli scalini del trono 3
i. "gradino

piede,

plesso.

mano, e riceve il duplice amPoscia il Papa ammette al i)acio
la
gì'

Genuflessioni, c\oit una nel

del

trono, l'altra all'orlo del ripiano, e

t'ulti-

del piede tutti

individui dei capitolo

ma quando

s'inginocchiano. Tutti quelli

colle loro insegne corali.
sa,
il

Entralo

in chie-

Papa

si

reca nella cappella Clenicn-

che hanno reso quest'ubbidienza, tranne gli ultimi che giù 1' hanno assunti, si vestono degli abiti sagri loro propri. Note-

lina della stessa basilica Vaticana,

che

in

questa circostanza serve a ricordare l'antico

rò che veramente

i

penitenzieri in

que-

Segretario o Sagrestia, ove Papi solevano assumere paramenti missali. Quivi ricevea gli omaggi de'diaconi, deti i

sto luogo e per questa

circostanza
;

non
infat-

baciano
te Pio

il

piede

al

trono di Terza

ti, nell'ultima
I

simile finizione pel regnan-

to perciò

luogo anche sahilatoriuin, coirispondendo in paite un tal saluto alil

X

e descritta dal n."

5o

del
si

Diadice:

rio di

Roma

del 1(^^.6, soltanto
la
il

l'ubbidienza che nelle Ci/jìpelte pontificie presta da' cardinali al Papa ; quivi
-f^x

Cile baciarono

mano
piede

i

canlinali, e sus-

seguentemente
triarchi,
tulli poi

i

monsignori pavescovi,
i

(ìiialinente

intuonava
il

l'ora di

tanlo

il

l*apa asceso

Terza .VììvIrono di tal nome,

arcivescovi e

quali

assunsero

gli abili sagri,

Hispet-

U
fanclo
la
il

I]

B
il

U C

C
gli

9
baciano
i

Novaes e per essefé preciso neldescrizione, mi recai dal p. rellore de'
il

riverenza suddetta, genuflessi
piede e il ginocchio destro, e

come

cari

penitenzieri Vaticani, e gli feci

quesito:

dinali fanno gli altri inchini, e cosi

se-

Se

nel portico

Valicano e nel trono di
i

guenti;
re di
s.

gli

abbati mitrati, il
eil
i

commendato-

Terza
zieri

nel di della coronazione,
il

penitenal

Spirito,
gli

penitenzieri Vaticani,
il

Vaticani baciano

piede

Papa.

genuflessi

baciano

piede soltanto,

RIi rispose
se.
1

negativamente.
cardinali e

E
i

mi soggiunvescovi han-

premesse

le

3 genuflessioni agli scalini del

penitenzieri Vaticani vestiti di piai

neta, dopoché

trouo.Tranne questi ultimi, tutti gli altri usando la mitra la sorreggono con ambo
le ntani

resa 1' ubbidienza ed assunti i sagri paramenti, prendono luogo nella processione, dopo la cpiale e prima della messa pontificale

no

per

le
il

code, ed

i

cardinali

vi

pon-

gono dentro
poi
i

berrettino cardinalizio. Di-

cardinali al

medesimo Papa rendono
la rive-

sono ammessi al bacio del piede, come poi ripeterò. Duncjue su questo particolare deve emendarsi il riferito dal dotto

la descritta

adorazione, premessa

renza a pie del trono, nel Concistoro segreto quando sono preconizzati vescovi o
sonolraslati ad altri vescovati, e nelle

Novaes.

I

minestri delle

Onei

lereinoiiic pontifìcie prestano assisten-

zioni de

titoli e

diaconie cardinalizie
la

;

za

all'

ubbidienza, curando che
delle

i

lunghi

Concistori pubblici nel ricevere
di

croce

strascichi

cappe cardinalizie non
il

sieno ad alcuno d' inciampo, poiché

cardinal Guidiccioni nel
la

i54q morì per

nella
il

caduta dal trono, avendo inciampato cappa del cardinal di s. Angelo; ed

Legato a Intere, e nel ritorno dalla legazione; non che nel ricevere il Pallio dalle mani del Papa.l cardinali nuovi, premesse le 3 genuflessioni, rendono 1' adorazione
al

Papa,

nel ricevere genuflessi

cardinal Finoccliielline.\ recarsi egual-

dalle sue mani,
piede, la

tnenle all'id^bidienza cadde inciampando
nello sira^icico della cappa,
si

dopo avergli bacialo il Mazzetta e la Berretta cardi'

ruppe
i

la giIl

?ializia,ed alzatisi in piedi gli baciano la

rella del ginocchioe ne inori nel

793.
i

Papa inluona l'ora di T*irza, veciivk Salmi preparatori! per la messa, assume gli
ornamenti
minatasi
la

so;

mano,e sono ammessi al duplice amplesquando paròla berretta l'aveano ricevuta fuori di Uoma, ueW Ingresso soleri'
ne
//o
in questa, dalla

pontificali per celebrar!a,e ter-

Pilla di

Papa

G//i-

detta ora processionahnente

///erano condotti

colla carrozza del

recasi all'altare papale,
stito gli abiti Sagri
i

avendo pure vei

segretario di stato, giunti al palazzo apostolico deposto l'abito viatorio, /7mer/7/o.

cardinali,
i

patriar-

chi, gli arcivescovi e

vescovi assistenti e
il

assumevano
telletta e la

la

sottana, la fascia,

la

manil

non assistenti, mendatore di
comincia

gli
s.

abbati mitrati e
Spirito.

Giunto

il

comPapa
il

mozzelta paonazze,oltre
la scala

roc-

chetto, e per

innanzi all'altare papale, se è giù vescovo,
l'introito della

messa, riceve

PalHo{à\
salo
al

cui riparlai a Triregno), e pas-

recavano a rendere al Papa il detto omaggio d'ubbulienza, inceilendo poi in Caiuilcatada] convento di s. Maria del Popolo al palazsegreta
si

Irono grande collocato rimpelloal
altare, postosi a sedere riceve
l

zo pel ricevimento del cappello nella inutlina a ciò assegnala. Nel concistoro

medesimo

r ultima adorazione,
piede, e alzatisi
gli

cardinali
gli
la

dopo

la
il

blico pel ricevimento del

pubCappello carl'atto di
riil

della riverenza, genuflessi

baciano

dinalizio^ da'cardiiiali

si

rinnova

baciano

mano e sono

adorazione, cioè premesse 3 prolijnde
verenze falle
in vai'io disianze, a^ce^i
il

ammessi al dnp
la riverenza e

'oe

amplesso, rinnovando
arcivescovi e

ficendo inchini a'cardiiiali
gli
i

trono s'inginocchiano avanti

Papa,
la

gli

assistenti;

i

patriarchi,

baciano
si

il

pieile e la

mano,

e

sonoammesrive-

vescovi assisteuli £ uuu assistenti, dopo la

al

duplice am^ilcsso, ripetono

m
len/n
-il

U B

D
a*

u
due
si

n B
il

Papa, ne faDiio pine

carfer-

stimonoi sagri parainenli. Entralo
dente in trono
cardinalijche
dal fregio del
gli
la

Pa-

dinali assistenti, e scesi dal

hono

pa nella bnsilica, a <uo tenìpo riceve se
solita

mano

a pie di esso iispeltnndo oliegli nitri
le

ubbidienza dai
la

nuovi cardinali facciano
te. Indi

azioni descritinchisi

baciano

mano coperta

questi cardinali,

dopo aver

manto o

piviale, distribuen-

nato

il

l*apa con profonda riverenza,

do

il

Papa a ciascun cardinale due Me-

lecanoagli

.S'/<////de'oMr(linaIi antichi pei

scandjievuli anìples>i,

dopo
si

di

che siedoal Irono,
al

daglie d'argento, appositamente coniate e in tnemoria dell'aulico Preshifcrio,che

no

a'

loro

stalli.

All'avviso poi del cere-

pone neir apertura
(|uhI alto
i

delle loro mitre, nel
gli

nioniere,

uno ad uno

portano
e
il

cardinali

baciano

la

mano
meno

consegnandola berretta
caiiiialario.
|)a IMI

berrettino

nuda (questo secondo bacio non dierono
i

Prima

di salirvi

fumo

al

Pa-

cardinali a Pio Vili, per recargli

[ncìnnazione profonda, eginnti sul
lui e ri-

incomodo),

ripiano s'inginocchiano avanti a

Le ubbidienzeordiiiarie
in

si

cevonodalle sue mani
cardioidizio. Alzatisi,

capo il cappello fanno profonda risul
i

cardinali per ordine e anzianità al

rendono dai Papi

ogni cappella poutilìcia,di messa, di ve-

Papa, inchinano cardinali as^istenti e discemlono dal trono. Il prefetto delle cereuionie Chiapponi, negli Ada Canonizittioiiis Saiictorum, descrivendo
verenza
al

S[)ei

o o

di altra

funzione ch'egli assiste o

celebra, vestito del

manto o

pi viale e

mi-

tra, oltreché ne'concistori pubblici, e ne*

ponlificali in cui

la

rendono pure
i

i

patriar-

le

narrate azioni de' cardinali nuovi,

lati-

chi, gli arcivescovi,
trali,
il

vescovi, gli abbati midi
s.

namente dice: Tnmno^nis CardìnalìssoluSf conscensis Solii graclihiis in geiiua

commendatore
Però
in

Spirito, ed

i

penitenzieri della patriarcale basilica ove
si

j)ro\'olutus, oscula tus cs( pedeni, dciiidc
iìianuìii niidain

celebra.

un medesimo giorno,

Papac,qiiieutnadoscni

tranne quello della coronazione e suddesi rende l'ubbidienza che una benché più funzioni in esso si celebrassero; neppure si rende alla messa o pontilicale della notte del s. Natale, se già fu resa. Non si rende l'ubbidienza nei 3 Mattutini dell' Uffìzio delle Tenebre, non nel J'enerdì Santo ( nella maglina ancora, nella quale prima il Papa usava la falda di lana, come cardinali adoperano

lumoris cxccpit. Inoltre cardinali nuorendono l'adorazione al Papa genuflessi, col bacio del piede e della mano, e ricevendo il doppio amplesso, nel concistoro segreto allorché il Papa assegna loro il Titolo o la Diaconia cardinalizia e loro impone V Anello cardinalizio.^eWs funvi

scrilta,

non

S(jla

volta,

zione del Possesso del Papa,2^\^\u\.o questo nel portico della basilica Lateraneuse,

i

dopo aver baciato la Irono, assume gli abiti
la sedia

croce, ascende in
sagri, e

lecappe
sa

di saietla, e la cap[)a di

lana ros-

seduto sul-

riceve

la

presentazione delle chiail

con mitra; enoterò che CenedeltoXllI volle celebrare la funzione, che spella al
cardinal peuiienziere,nel
i

vi della

ciprete,

medesima che gli fa cardinal ardopo avergli con orazione latina
liliale

7260 nel 728),
r

non nel

ilattiilli/io

pev

\a

Commemora'

gratulatoria dichiarata la

sua venegli

zione de' fedeli Defunti, non nel Mattus. Natale, non nelle Funerale^ nelle quali non si bacia il piede al Papa, né la mano al celebrante, benché assente il Papa. Perciò

razione e quella del capitolo, e
e della

rende

tino A^W^ notte del
di

genuflesso l'adorazione col bacio del piede

messe

plesso; indi

mano, ricevendo il doppio amil Papa ammette al bacio del
il

piede tulio

capitolo,
i

vestilo delle in-

anticamente

il

Papa incedeva

in

cappella

kegne corali, ed
ìtensi \n
coX\.i\;

Penitenzieri Lateralutti
i

perdetti mattutini colla
J'ertanlo leggo nelle

Faldae Cappa,

mentre intanto

car-

Brei'i indicazioni

dinali, l'episcojtato e g'i abbati mitrali as-

per

Ir atirilnizioni

di esercizio dc.'cerc-

,

U
fìioìihri pontifìcii,

Ti

B

,

^

U C
Papa

15
il

.

che quando

il

ch'essi nvenclolescioIle,come

cardinal

i."

pe'3 maUulini delle tenebre, e per quelli
de'defunti e di Nalale indossava
in qiiest'
altri di
la

dell'ordine de'P/r//aUro assistente al troIl Lunadoro che nel 64^ pubblicò la Relazione della Corte di Roma, riferisce: » Ad ogni cappella si rende ubbidien-

cappa,

no.

1

ultimo

di velluto cremisi e negli
i

lana rossa foderata d'armellini,
di

camcrieri segreti e
cnncistoiiali,
i

onore,

gli

avvocati
gli
i

za, e se

si

fa la

cappella

la

mattina, e poi

il

cappellani segreti e

a-

giorno
za
la

iutanti di

camera doveano portare
11

cap-

mattutino. si dà solo l'iibbidienmattina, non dovendosi dare due volsia
i!

pucci voltati a rovescio, cioè colla pelle di

te al

giorno-Nell'entrare che farà

cardi-

nimellinoal disotto o coperto.
copriva
spettava
la lesta col

Papa

si

naie in cappella

quando

è incominciata,

cappuccio della cap-

non deve inginocchiarsi
entrare dentro

in

mezzo, ma solo
passi e fare

pM, e così coperto entrava in cappella, e
al prefetto delle

alla porta

due

prillo e scoprirlo di

ceremonie cocappuccio. Di sotto
il

vestiva l'amitlo,
stola. Negli

il

camice,

cingolo e

la

ufìizi

delle tenelire

non era
retali

un poco d'oratione, alzarsi in piedi, far prima riverenza all'altare, esenza dimora andare a rendere l'id)bidienza,se si deve rendere, altrimenti si saluta Sua Bealitudine, et a'signori cardinali nell'andare al

pieceduto dalla croce pontificia nel
r.arsi in
1Ì7.Ì

cappella, né benediva. In

nf-

luogo, solo con occhio basso

si

fa
la

segno di
cappella,

e nel maltullino de' defunti, due cale

merieri segreti sostenevano
anziani vescovi assistenti

findjrieani

Saluto jeì essendocominciata deve mandar gii:i la cappa, e
cappella mentre
la
si

se entra in

teriori della cappa, e l'estremità
al

due più
sul
dia-

dice la Confessione, o

.soglio,

quale non siedevano
(Olii.

i

due cardinali

si

Nella mattina del venerd"» santo pe-

Gloria, o l'Evangelo, o il Credo, o che renda l'ubbedienza, fatte le dette cose, deve stare alla porta, dove si saràinginocchiato, drillo in [»ieili.coIla cappa a basso,


il

i

detti cardinali
in parte

prestavano assistenza,

Papa

funzionando,
altre

come

nella
la

e finita che sarà quest'obbedienza di quel

notte di Natale, perciò assumeva pure
lidda,«nentre
le

cardinale, presso al quale esso cardinale
seguita per ordine, deve aiutar esso all'ob-

nominate due volte, che pure incedeva in cappa, non la prendeva.
I

detti cardinali in tali

mattina e
le

bedienza, e poi andeià alla l)anca nel suo luogo; avvertendosi, che (piando il Papa
è in piedi,

notte sostenevano nell'accompagnarlo

non

piglia

fimbrie della cappa, quelle della falda

ve

il

maestro

di

camera, quando

mai obbedienza. Deil suo Ea

sorreggendosi da due protonotari apostoliei.
si

tuinenlissioio Cardinale va a palazzo per

Adunque
;

:

pel mattutino de' defunti
f|iiello delle

andare

in cappella,
il

mandare
Papa

vedere an-

praticava l'usato di

tenes.

ticipataraente se

è in cappella, et

bre
to;

pel mattutlino della notte del

Na-

essendoci, luamli piìi persone innanzi e
indietro, e vada temporeggiando, che il suo Eminenlissimo arrivi m cappella,che
trovi
il

tale,

come per
la

la

mattina del venerdì san-

ma

nella detta notte la

luto

cappa di veldeponeva prima della messa per
precisamencardinali diaconi
1'

Papa che

stia a sedere,

acciocché

assistervi in piviale, ed allora

possa andar subito a dar l'obbedienza, e

te

i

due

si

recavano
11

al

non

gli tocchi a

stare in piedi in
la

mezzo

ai-

trono per

assistenza.

Fu Paolo

del

la cappella,

per fare

penitenza di essere

1464 che prescrisse l'assistenza al trono de'due cardinali diaconi seniori edei cardinali.° prete,

arrivalo

tai di..

Ma

si

dee sforzare ogni car-

come rileva p. Gallico, Aeta Caerem. Dovendo essi agire non hanno le cappe sciolte,conie tutti gli altri
il

ima che il Papa cali per andare incappella. Entiando cardinali incappella devono fare ridinaie di arrivare a palazzo pi
i

veienza

all'

aliare colla testa discoperta,

cardinali, uso

non molto

antico,

prima au-

poi al cardinale o prelato celebrante, indi

12
finilare al

UBB
suo luogo, et
ivi

UBB
inginocchiarsi,
roi>beclienza

quando questa
si

sia slata

già

ficendo un poco (romlione, e poi alzarsi
in piedi, e slare nel luedesiuio

prestala. Quest'alto
in

eseguisce sempre,

modo

fin-

die sieno
j>a; et in

Paquel tempo ogni Caudatario
passati lutti
i

cardinali, eli

deve spiegare molto bene la coda della cappa del suoEminentissimo, per andare poi a rendere l'obbedienza a suo leuipo, alla quale si va con la cappa tutta lasciala
andare;

qualunque momento che giunga il carpurché non sia cominciato WPrey^itr/o. Finché il Papa non sia seduto e non faccia alcuna azione non si conduce al trodinaie,

no, trattenendosi intanto nell'ingresso
I cancelli o porta di aprono nel tempo della Predica o sermone. Perciò il cardinale che

della

quadratura.
si

questa non

ma

dinanzi s'aggiusta, che sia al
le
i

pnrode'piedi,e

si tiene stretta con per non v'iiiciaoipare, o mettervi
cli

mani
piedi

arriva in quel
fuori (ìnchè
il

tempo

in cappella, aspetta

sopra, e le mani vanno tenute alte e
ilall'altro, e nel
fa

larghe l'una

rendere l'obla

bedicnza
te"*la
il

si

profonda riverenza con
si

voltala all'altare: poi
si

volta verso

Papa,

sagliono

li

scalini del

trono in

prospelliva. dov'è
tilìi,

la

Sedia, con

Sua San-

a cui

anco
la

si fa

poi

gli

bacia
il

mano

una simile riverenza, portali da Sua San-

lilà sotto

piviale, e tirandosi indietro
fa

due
alla

un'altra riverenza simile prima, poi un poco di saluto colla tepassi,
si
i

Papa abbia data la benedizione, né si conduce al trono finché lerminata la recita del simbolo non sono al loro stallo cardinali ed il Papa seduto. Il maestro di cereraonie che nell' ingresso della quadratura riceve icaidinali incappella, ivi resta per accompagnare all'iibbidienza icardinali chegiungonodopo; ne parte dopo 1' epistola nelle messe, e dopo il i.°salu)o ne'vesperi. Siccome avanti la cattedra pontificia vi è un gradinetto amovibile, il prefetto delle ceremonie lo
i

sta a'diie cardinali assiìlenli,

quali de-

leva per l'ubbidienza de'cardinali, acciò

vono

stare in

piedi e discoperti

finché

meglio

si

avvicinino a renderla, e termiil

dura a darsi l'obbedienza da'cardinali, et anco far di lesta agli ambasciatori (perche allora assistevano al !Z'/o/zo ponlificiò), etalli principi del Solio, dalla

nato taleomaggio rimette

gradinetto al

suo luogo. Sebbene ogni cardinale è ohbligalorenderel'ubbidienza al Papa nelle
cappelle e ne' concistori, pure trovai che
il

qual

banda

si

cala per

le

scalinate (per hrcviola

cardinal Martini^

dopo lunga malattia

rem

Ira'conservalori di Pion)a). Resa
si

essendo tornalo in cappella, sedette in

obbedienza,

torna per

la

parte destra
li

luogo non suo e non rese l'ubbidienza ad

del Solio al suo luogo, salutando
iiali
il

cardi-

Alessandro VI, probabilmente come affranto dalla patita infermità che tosto lo
fece scendere nella

con inchinare

il

capo. Non
li

vi

essendo

Papa

in cappella, giunti

cardinali in

tomba. Del resto

l'ub-

essa s'inginocchiano all'alture, poi
rivereiiza,

con inchinar

la

lesta

fauno ad esso

bidienza ordinaria nelle cappelle di messe e vesperi,

ed altre funzioni, con quelle

aliare, indi a'cardiuali, poi vatuio al loro

jìarlicolarilà

che notai descrivendo lai."
al

luogo

".

Leggo

nelle ricordale Brei'i in-

resa nella

mattina della coronazione

dicazioni de cercinoiiicri, che entrando

trono di ler7a,e nel

modo

riferito nel voi.

un cardinaleincappella
ciala
la

pontificia

cominsi

Vili,
niente

p.

i\^

e luoghi relativi; ed a p.
della solenne

messa, se nel suo ingresso
i\t\\ce.\'

fa la

2C)5 notai che sino al pontificato di Cle-

Confcssionc o
c;

Orcinus^W Gloria

XIV, prima
il

il

C/rf/o,d(ipola breve orazione nel luo-

dizione che

Papa comparle
Papa deposto
i

nella

benegran
para-

^u slesso fa in piedi la confessione col ceremoniere genuflesso, dice collo slesso in
piedi
dinali
il

loggia V alicana nel giovedì santo, in essa

dopo avere

il

i

sagri
i

CloriacW

C/T^/o, e
si

quando

i

car-

menti bianchi ed assunti
in puruuieuli sagri

rossi,

caidinali

vanno

al loro stallo

conduce

al-

lendcvauo l'ubbidicu-

3s

u e
7.a
ìi\

e
non
se-

U

C D

1

al

Pnpa

setlenle in trono, e perciò

pala riceveva tla'cardinali in cappa, dai
patriarchi, arcivescovi e vescovi in cappa,
dagli abbati mitrali in mozzetta emanlelletla, dal

prestavano nella precedente messa,
lu

j^iiendo quindi

formale leltina

e

pubdi

blicazione della Sromiiiìica ossia della
bolla in

commendatore
i

di

s.

Spirito in
tali

Cocna Domini, un Uditore
in latino e
il

cappa;
vesti e

i

quali lutti indi deponevano

Rota leggendola

un cardinole
l'apa
la
-la

assumevano paramenti
i

sagri. Or-

diacono in italiano, gettando
dizione.

candela nella piazza, e indi dava

bene-

Laonde

dal

1770
al

in poi l'ubbi-

dienza nel giovedì santo non fu più resa
,

nella delta loggia,

ma

principio della

messa,
tifìcie

more

solito.

Tra
al

le

funzioni ponrese da' car-

dinariamente però l'ubbidienza in cappa la rendevano soli cardinali, gli altri non aveano luogo a tale ossequio. 11 prefetto delle ceremonie Chiapponi, negli ,4cla Canonizationis SanclornnK ecco come latinamente descrive tale ubbidienza dei
nominali, nel pontificale della Canoniz'
zazionc, resa
al

straordinarie in cui

si

dinali

r ubbidienza
per
le

Papa, ricorderò
e PiolXnella

trono grande e più sonio

f|uelie eseguite

solenni benedizioni

tuoso e magnifico dell'ordinai
lificali. il

de'pon-

lòtte

da'Papi Gregorio

XVI

basilica Liberiana, della

giore della

campana magTorre campanaria òeWame-

Papa, Soliiun con.sccndit, sedilque inexcelso adora ndaepontijìciae
majestatis throno. Vicaria in terris Chrisii

desinia; e quelle rese nella basilicaOsliense a

potcstate lune

massime
in

perfiinctu-

Gregorio

XVI

per

la

consagrazione

rus, mediiis inter Cardinales clarissi-

dell'altare papale e benedizionedella cro-

ma mundi

lumina

sunimo Ecclesiac

cerà tra versa,ed a Pio zione della

IX per la consagramedesima basilica e dell' als.

vertice divini tìis collocata, tot inter

E-

tare della Conversione di
trattai ne'vol.

Paolo, di che

piscopos rerum sacraruni principes, et Ecclesiae doctores: Ciimque parumper
consedisset, Cardinales, Episcopos assistentes et

Xl,p.25i
'

,

LXXni,p.36q.

IVleroorabile fu la 2. pei' lo straordinario

non

assistenlcs, yJhbates, et

numero
i

ch'erano presenti in lioma, quali la resero in uno agli abbade' vescovi
ti

Poenitentiarios exccpit ad ohediejitiam.

mitrali, in cappe, in mozzette e in

man-

Primi per latum a Solii gradibiis ad eorum suhsellia intervallum,areaincjue
theatri superiorem, incedcntes unuspost

tellelte.

Ne'vesperi e messe pontificali orcelebrati da'Papi,

tlinari e straordinari,

alium,

ad Arac majoris

conspectuni

l'ubbidienza

rende ne'vesperi al trono grande, e nelle messe soltanto al trono di terza, colle ceremonie in parte dichialate di sopra, dicendo del pontificale per
si

eani humili corporis inclina tione reve-

rebantur j inde conversi juxta antico
Solii pontificii gradus,Sanctitatis Suae.

la

coronazione, e descritte nel

voi.

IX, p. 16
la

e

74

;

cioè da'cardinali che
l'aurifrigio del

gli

baciano

mano sotto

manto; da'pabaciano
gi-

triarchi, arcivescovi e vescovi assistenti e

non assistenti
il

al soglio,che gli

il

nocchio; e dagli abbati mitrati, compreso

praeslabant reverentiam : Mox ascendentes nianiim sub ora pluvialis dexterani oscidabantur Pontifici. Deinde sola capitis inclinatione erga Cardinales assistentes diaconos salutatione peraetà, ad sedilia per gradus laterales revertebantur. Episcopi genua, et Cruci,
et

commendatore di

s.

Spirito, e da'[)eni-

Papae submittentes, SanctitatisSuae

tenzieri della basilica

ove

si

celebra

il

ve-

speroola messa pontifìcale,che gli baciano il piede: tulli nominali sono vestili de'sai

gemi dexterum: Abbates etPoenitentiarii pedeni similiter dexterum osculabantur. Piilevai nel
voi.

LXXI V,

p.

249»

paramenti loro propri,e del colore che richiede la festività. Fino a' nostri giorni
gri

che

i

Papi talvolta per l'avanzala età nei
il

pontificali oin misero

canto dell'ora di

ne'vesperi poulificali l'ubbidienza

il

Pa-

Terza,

e solo al Irono di lai

nome

riceve-

.

\

u

n

r.

u
de
il

v>

V,

l'ono riibbiilieiiza, nnzi questa puiefjnalclie rara volta del tulio tlispeiisaioiio

l)acio

s'

impriiiìeva sulla crore. Nel

per

poiilificale del

seguente INatale

il

Papa

cilibieviaie la lunga funzione.
gli anlichi L'/(7/7'rZ/ /lOWf'/,

Trovo neche nella PaSi-

pralicò altrettanto. Nelle sagre funzioni
della Purificazioni' per la dislribuzioue

squaiyaa cantò messa nella cappL-lla cardinal Tanara decano del stina
il

delle Candch',^Qv rim[)obizione delIeC;«r/-/,

sa-

per

la

distribuzione delle PaZwr, per

grò collegio, indi

si

recò in essa Innoi

quella degli

cenzo XIII, ammise cardinali ali' ubbidienza, e poscia si portò nella gran log-

quali riparlai nel voi.
scrissi

Agnus Dei benedetti (dei LXXI, p. 67 ), dericevono
al

come

si

trono pontifl-

comparti la solenne i)eiiedizione. Continuando Innocenzo XIII ad essere indisposto, poche sagre funzioui celebrò nel 1723,6 la messa di Pasqua la fece celebrare da uucaidiuale vescovo
gia Vaticana e
iiella

ciò dalle
si

mani

del Papa, e quale ossequio

deve fare

da' cardinali, da' patriarclr,

dagli arcivescovi, da'vescovi, dagli abbati
mitrati, dal

conunendalore

di

s.

Spirito,

da' penitenzieri Vaticani, dalla prelatura, da tutti quanti coloroche hanno kiogo in cappella, edai distinti forestieri che sono ammessi a simili distribuzioni. Gi:i

eappella Paolina del Quirinale,

fi-

iiita la

quale
i

visi

condusse cricevèall'ub-

bidienza

cardinali,

passando quindi
la

nel-

l'adiacente loggia a dare
dizione. Avverte
l'

solenne benenelle

nel

voi.

Vili,

p. 7.48,
il

ed altrove, resi
nelle

Amali

note al
il

ragione perchè

Papa

messe colla
dal car-

Maestro di Camero del Manni crede censore del Aldini, come può vedersi

Seslini (però

mitra

in

capo e sedente in Trono riceve
genuflesso all'ullitno gradi-

Sestini, Nicola

la i. "eia 3.^ //^f•<''^,s•(7Z7'o/^e triplice

Opuscoli dei Calogeri! t. 44? P- 5o5), che se alcuno de'vescovi che intervengono a'pontificali in paramenti non sono ancora consagrati,
negli

diiial i. "prete

no

del trono, cioè per dimostrare che nel

Sommo

Pontefice

si

riconosce

la

suprema
e

dignità di capo della Chiesa cattolica
l'autorità temporale di principe

e sono auìmessi con dispensa dal
Ira' vescovi cogli abili sagri,

Papa
eietli

sovrano
i

come
il

dello Slato Pontificio. Finalmente
dinali

car-

devono baciareil piedeenon

ginocchio,

rendono l'ubbidienza

al

i^ipa nei

perchèil vescovouinanzi alloconsagrazio-

Co/zc/yror/ pubblici per l'imposizione del

ne è semplicemente eletto .Gregorio XVI pieno di venerazione[)e'vescovi e insieme
di virtuosa umilia,

cappello rosso a'nuovi cardinali, nel concisloro pubblico per
le

Canonizzazioni,

poneva

sul

ginocchio

e per allre circostanze, che
descrive.
Il

destro una delle estremità della stola, acciò nel baciarlo, baciassero la croce, al-

il Chiapponi Papa sublime Soliuin con-

sceiidit; et sedens Eniinentissinios

Pa-

zando alquanto il ginocchio verso di essi per un riguardo. Il regnaiitePio IXl'S dicembre 854, nel pontificale in cui pròundgò r imuìortale decielo dell'Immacolato Concepimento della IMadre diDio,
I

sub ora phu'ialis ante pecfus defluenti phiygio npere^ et Iinaginihns Sacris acn praestanti pietà ( ora sono pochi manti o piviali
tres
i

ad osculimi manus

pontificii fregiati dalle sagre

Immagini,

essendovi intervenuti gran
ci

numero ili ar-

come

il

rosaceo), recepii. Actio liacc di*

vescovi e vescovi, e tra essi cospicui per-

citur, Obedientia-,

quae semel tantum in

sonaggi, che enumerai nel voi. LXXIII,
[).68.e(l(

die^etiarnsi plures conventus, vel cap-

brando

il

glorioso avvenimento,
gli

pellac celchrarentui', a Sacro Senalit

nell'ubbidienza che
sa la

resero, pose

(liste-

sumnio Pontifici praestalnr.
obedientia
ilari
tiis

J\i'hiì)it(i

sua manoilestra sul corrispondente

ad suasedilia

inter collegas

ginocchio, e sopra di essa una dell' eslreniilà della stola che alzava

diaconi assistentes debitix reverenlalcj-e pontifìcio, ec. II

un [)OCoquanginocchio, on-

rcccsserimtc
p.

do

i

prelati gli l^aciuvauo

il

ricordalo

Pleltenberg ragionando dei

U

B D
perplessi e

U

B D
lo

.

T

concislori per le canonizzazioni avveile,

per quasi 5o anni durò

scisma, erano

che pel pubblico e solenne, consuetam ohcdientiam praesliuil Ponlifìci cardi/lalesj ina nel concistoro semipubblico, cui

non sapevano!
il

fedeli

propriail

mente
vero di

chi fosse

legittimo Papa, se
falso

Roma
i

o

il

d'Avignone. Im-

Ponti/ex interest

ciirn rnilra et

pluviali

simplicc, et in hoc cardinalcs non prai''

stant ohedientiam.

Equi

dirò per

ame-

perocché Papi e gli Antipapi furono ciascuno riconosciuti da diversi sovrani e nazioni, e creando Papi cardinali e gli
i
i

na erudizione de' Pre.'^r/g^/ fausti, che tornato dalla sua legazione di Germania il cardinal Parentuccllisiiel concistoro pubblico in cui Io ricevè

Antipapi
legi de'

gli

anlicardinali,

si

dissero

i

col-

primi dell'ubbidienza di

Roma,

ed

i

collegi de' secondi

dell' ubhidienzit

Eugenio IV,
la

nell'at-

d' Avignone.

E siccome

principi e popoli

to che a questi rendeva l'ubbidienza cad

de dalla

testa del

Papa
il

mitra e

si

fer-

più d'una volta abbandonarono un'ubbidienza per sottomettersi ad altra, per
crederla più sicina o pe' loro vantaggi,


nio

sulla testa del cardinale,
gli

onde EugeV.

IV mente

predisse

pontificato, e real-

ed

il

simile fecero pure cardinali e anlisi

lo successe col

nome

di Nicolò

cardinali,

crede che derivassero
i

le

fre-

Il

cardinal Facchinetti mentre rendeva

quenti ubbidienze che
al
la

cardinali

rendono

l'ubbidieir/a a

Gregorio XI V,

sul

proprio
col

capo cadde e
e in
fatti Io

si

fermò

la

pontificia mitra,

fedeltà di ciascuno e se

Papa, onde conoscersi pnbblicanienle macchinavano

successe

immediatamente
gli

di sotlrarsene.

Urbano VI creò cardinale
friulano Pietro de Peata,
il

nome
il

il'liniocenzo IX: in tale esaltazione

e poi depose
il

il

caidinal Gaetani

doniiindò grazia

quale però bruciò pubblicamente

cap-

per d. Giannantonio Orsini, offrendo di

pello cardinalizio,

onde

l'

antipapa Cle1'

pagare per

ammenda

certa

somma

di de:

mente VII

gliene die altro con

anticar-

naro; ma il Papa prontamente rispose Nnii voglinnìo denari, ma id)hidienta.

dinalato, ed egli colla sua destrezza ri-

dusse alla sua ubbidienza diverse
dello stalo pontifìcio.

cill'i

Fu

di presagio infausto verificato l'av-

Ma morto UrbaBo-

concistoro pubblicode'

venuto ad Alessandro Vili, poiché nel 3 settembre 1690
i

no VI

e riconoscendo nel successore

nel ricevere all'ubbidienza d'adorazione
i

dai 4 (^indinali dell'ubbidienza romana, la parte piìi sana

nifacio IX, nel

1389

eletto

cardinali Barberini e Altieri per
il

impor
1

e sicura,

si

sottrasse dalla scismatica e

si

loro

cappello osso,gli cadde
1

la
1

mitra dal

sottomise alla sua ubbidienza. Laonde

capo e indi mori
funesti

il

i

febbraio

69

.

Nei

chiamarono Ll>hidienze diverse, l'ubbidire il Papa vero e il seguire il partito deirAnlipapa,come e prinsi

Scismi

venne ripristinalo nella dignità con nuovo cappello cardinalizio. Pe'3 ricevuti, fu indi denominato il cardinale di treCappelli. Nel i4o4 sette o nove cardinali dell'ubbidienza del defunto Bonifacio IX, e-

cipalmente nel grande, lungo e pernicioso scisma d'occidente.

Ad Urbano

Vi,

le-

levarono

al
i

pontificato Innocenzo VII, e

gittimo Pontefice,
cardinali nel
i

si

ribellarono molli

quindi nel
la

4o6

quattordici cardinali delsi

3^8, benché canonicamente l'avessero eletto. Peifidamente prelesero di depoilo, ed osarono di scismaticamente eleggere l'antipapa Clemente VII di Ginevra, che recatosi in Avignone vi stabilì una cattedra di errore, e nella quale ebbe (\v,e successori pseudo Pontefici, Benedetto XIII de Luna e Cilemente VIU
iMugnoz. Nel leuipo che deplorabilineule

sua ubbidienza, che

trovarono inRo-

ma
gli

nel suo decesso, di

comune accordo
Gregorio XII. il giuramento

dierono

in successore

Bla questi
di

non osseivando

dello scisma,

non creare caidinali fino all'estinzione l'abbandonarono in numero di i4 e si recarono a Visa per celebrare un Sinodo. Imperversando loscisma, perchè in Avignone molto Clemente Vii 20

7 -

i6
anticnidinali
ili

un
il

V.

u
ro

r.

n
delle 3 uIjIjì-

sua nlihiillenza nvenno

13

cardinnli

tle' collegi

siinogato cieòmolli

pseutlo ljene'.IelloXlll,f|uesti

ili«ii/e, alla cui tesla

era
fu

aiiticaidiiiali, e

sebbene abbaii-

dinal Brogiìicr;

ma

decano carGregorio XII, il
il

donato neH'nbbidienza da Francia e altri regni, che vollero restare neutrali lincile

più legittimo degli
generale,

altri, clie fece

ridurre

l'aduuiita asseud)lea a l'oruia di concilio

un

concilio decidesse sulla legittimiti! del
si

in
il

questo

egli

virtuosauìenle

vero Pontefice, perchè

contrastava a

Gregorio Xll, sosteneva per ambizione
con ostinazione
il

Giovanni XX.III fu deposto, l'enedelto XI li scomunicalo
rinunziò
pontificato,

ile[)loral)i!e
i

scisma.

Asi

e dichiarato deviato dalla fede,

•vendolo abbandonato

o anlicardinali,

venendo

eletto

neh 4' Martino V,che riconosciu-

unirono a que' dell'ubbidienza romana,
e celebrarono
il

lo dalulli estinse lo scisma, riconoscen-

detto concilio nel 1409,
la

do per

cardinali 8 anlicardinali aderenti

da

altri

tenuto conciliabolo per

legil-

allo scisma di Cenedetlo XIII.

Tuttavia

GregorioXll.Lo presiedèil cardinal /lA^/t'.^T, come decano d'anzianità de'duecollegi, prima dell'ubbidienza romana, poi dell' avignonese che avea abbandonata; ed il cardinal Filai-go dell'ubbidienza romana e arcivescovo di Milimila di

adulato quell'antipapa da 4 anlicardinali rimastigli e dagli aragonesi di sua ubbidienza, morendo in Paniscola ordinò sollo pena discoujuuica a'due anticardinali ch'erano presso di lui, di procedere al-

l'elezione del successore,

onde
fini

gli sosli-

lano
tare
i

fÌ3ce

il

discorso d'apertura per invi-

tuirono l'antipapa Clemente Vili, che
creato un anticardiuale,
ziare in

padri ad accodile seriamente ali'u-

con rinun-

iiione della Chiesa. Deposti
i

Gregorio XII

TortosaaWtiXnwtvo pontificato,

detti cardinali a' 26 e Benedetto XUI, giugno elessero il cardinal Filargo. Freso da questi il nome di Alessantiro V, pronunziò un sermone col testo di s.Gio\nnW\: Fictiiiiuìn Ovile et imiis Pas(o?\

ed

i

3 anticardinali di sua ubbidienza

fecero tra loro un iscrulinio, dichiarando
legilliuio

Martino

V

che regnava da 12

anni.

Egualmente
s^\\\&'^\\

dagli Si^ismi ebbero ori

e per

la

pace della Chiesa riconobbe per
i

Anibascialori d' Uhbiclienza,c\\Q

cardinali

IO anticardinali, e con Ozioiii

tolse la mostruosità

che

i

cardinali delle
ve-

vado a narrare. Elevalo alla cattedra apostolica nel 1073 il magnanimo s. Gregorio VII, applicò
il

due ubbidienze aveano un medesimo
i

suo incomparabile

scovalo, o litoloodiaconia. Lusingavansi
fedeli

zelo all'estinzione della

diveder
,

in tal

guisa termuiato lo

scisma

ma tosto si rammaricarono dì movo, mentre in luogo d'un solo che si
voleva, tre Papi insieme rimasero, traitandosi ciascuno nella sua ubbidienza co-

Simnnia che amcondannò V Inve^titu/•('crr/r'.s/V/.^i/r/it', che Enrico IV re dero* mani pretendeva dare a'vescovi e abbamorbava
il

clero, e

ti,

col

sii

baculo e con l'anello; per cui quedivenuto persecutore del Pa[ìa e delSede, insorse
il

me
dro

tale;

anzi

morendo
ivi

nel

i4'o

Alessais-

la

s.

la

deplorabile dilFeren1'

V

in

Bologna, iiG de'aS cardinali di
presenti, gli sosliluiil

la tra

Sacerdozio e
lui figlio

Impero, che so-

sua ubbidienza

slenula dal di
di

Enrico

V durò più

lono Giovanni
stiiizione

XXI II,

qualecolla creadillicile l'èla

5o anni con

funestissime conseguenze

iione di 16 cardinali rese più

e scismi.L'imperturbabile S.Gregorio VII,

dello scisma, che lacerava
iliviso
il

che fu l'ultimo Papa
zinne assisterono
riali,

alla cui Co/i.^rzg^rrt-

Chiesa e teneva
j)ace e
il

cristianesimo in

gli

ambasciatori impe-

3 ubbidienze, l'mahnente per ridonare la unità al cnltolicismo fu adunato
I

ricuperando

la

Chiesa

la

sua aniiscismi
si

ra

libertà (solo poi originò pegli

(iimosd crincilio di

CusUmza,

di

cui

l'avvertenza dell' Esclusiva che

fa al

ii[>arlai a

Smz/ep.a, nel (piale inlcrvcunc-

Sagro

Co//ri,'/t),raediaulegli ////i^rtic/a-

u
('o//

B n
otl

'

une
piosi

17

slraoriVmari al Conclave,

nodie

commestibili agli ambasciatori d'ub-

a ine/zo d'un cardinale nazioiiale, massinio (|iiaiido eranvi
iWliiijjcri
,
i

bidienza e altri nel loro arrivo in

Roma;

cardinali 7'/o/<7/o/i

ed imbandir loro ospitale trattamento, se

Regni

e depose Enrico IV, e questi in
ciI;abolo fece

scomunicò un condichiarare decaduto s. Gree Nazioni),

per via di niare approdavano a Civilavecchia. A.rrogecbe io riproduca un bra-

no del dotto cardinal De Luca, Relatio
Jionianae Cuviacforeiisis^{\\i.i'j,[ì!iV. 2, disc. 45: De Oratoribits Regum,et Pi incipnni,

gfino VII e

gli fece
III;

eleggere contro l'au-

tipapa Clemente
la

mentre Enrico
II,
il

V al-

sua volta fece antipapa Gregorio Vili,

ac Repuhlicaruin^

et Civitaluin.

Cdiilro

Papa Gelasio
II

cui successore

Inter illas,publicas,cL coiispicuas per-

Calisio

colla

P^/rf conclusa con Enri-

sonas, quae in Curia

magnani faciunt

co V, chiamata Transazione Callistina e

f/giiram, atcjue Mitgislratuiini speeiem

ì° Concordalo

della

s.

Sede, teruiiuò

la

grave contesa. Dall'accennale turbolenze dunque, nate in tempo d'Enrico IV e soslenute pure dal figlio Enrico V, derivò
il

rcdolere videntur y cani ipsiits Carine iìtagnodecore,ac majeslate. Merito ccn~
scudi veidimt
,

Iniperatoris, et Reguni,
,

costume
a

ne' sovrani

e

repubbliche di

aliorwnquc Principnm et Repuhlicarum, ac aliquamniClvitatiiniOratores

mandare
::/o»<'

Roma

gli

ambasciatori d'ub-

bidienza, de' quali scrisse una Disserta-

apud Pontificem. Istique sunt duplici.<i generis , alii cnini extraordinarii <-//cantar, qui mittuntur, ut Pontifici 110viter creato, ipsoruni

Cristiano Gotllieb Rudero, stampaJena nel ySy. Pertanto ad ogni nuo\o Papa, sovrani, le re[)ubbliche, l'ordine Gerosolimitano, ed anco le città, inta a
1

Regum,

et Priii-

i

cipum, aut Repahlicaruni nomine, ohedientiam praestent, illumque in B. detrisuccessorem,et Christi Vicariumre'

viavano

a

Roma

ylinìia sciatori straordi-

nari, diversi da quelli di ordinaria Resi-

denza, che facevano l'Ingresso solenne in Roma con magnifica Cavalcata, descrilta in
Il

cognoscant. Alii vero ordinarli, qui apud ipsum Pontificem ejusque Curiam,

questo e

altri articoli;

porta valisi poi con altro
palazzo apostolico per
t'(.'.'V//rY7

quasolenne Treno
ed
i

prò suorwnrespectiveRegtiniyWl Principum, aut Repuhlicarum ne.gotiis assistunt, ut generaliter in Imperatoris,

i\\

la

formale e pub-

Reguni,

et Principuni, et

ac Repuhlicarum

blica

in concistoro pubblico, pie-

slando solennemente l'ubbidienza in nome de' medesimi sovrani e repubbliche, con approprialo discorso, riconoscendo il

Curiis , iste promiscuus Oratorum usus liahetur. Differunt auteni, exlraordinarii, ah ordinariis in aliquis praceminentiis
,

vel honorijicis tractatihus.

Papa qual Vicario
si

di Cristo e

capo

visi-

bile della Chiesa, e con baciare genuflesal

quihus primi, non autem alii potiuntar. Tane circa rcccptionis vel audientiac
,

la

Papa il piede, e poi talvolta anche mano, venendo allora ammessi al dop-

ynagnani solevmitatem,in puhlico Cow sistorio, praevia duplici solemni equitatione,
et

pio amplesso. Rilevai nel voi.

LXXII,

p.

una

scilicet in

ingressa Urbis,

99,che gli oratori de'cantoui cattolici della Svizzera presso la s. Sede, non solo non arringavano in pubblico, lieli' esibire la
loro pronta

altera prò admissione ad audientinnì cum occursu , et associatione re,

ubbidienza,
ragioni
ss.

ma

venivano

manteiiuli in R.oma a spese della camera
apostolica. pei'
le

ivi

notate.

WMaepredi co-

stro di casa de'
sìno a tutto
il

Palazzi apostolici,

secolo passato, soleva

seulare in

nome

del

Papa donativi

spective familiae Papac aliorumque praelatorum,etnohiliuni,)uxtaeaquae supra agendo de collegio Protonotariorum, ac etiani infra agendo de hujusmodi solemnibus equitationibits recenserunt. Tum ctiani, quod ex ipsorwn Principwn diversa qualilate, vel praee-

\0L. T.xxxir.

__^^^^

2

i8

U B

B
DucaliPoiiti-

UB
tae Civitatcs

B

minentia^in
Jìcìs

rlh'ersis Regiis, vel

bus aulis recipiuntiir, atqiie

ad

ftcatae sint,

nimium nohiles, et qualiatque aliquam considera-

mensam aclmittimtur,

aliosque ho-

norijìcos tractatus reciphmt, nipote

O-

hilem habeantditione, vel provinciam. Attamen comparative, minores, vel par-

ratores magis soleinnes, ratione soleninìoris 7icgotiì,quodperagiint.Jc etìaiii
uhi de Vicpuhlìcaruni vel Ch'itatum Oratorihus agi tur, ordina rii sunt sirtgidares, nempe iiniis tantum, qui a-

quìa

,

vae dici possunt tam scilicetfacta comparatione populi, ac baroimm, magnatuin, et nohilium, ipsarum Civitntum respective, quam etiamfacta coìnparalione ditionis, vel provinciae, cuj'us respectii,

piidPontificeni assisti. Extraordinario-

vel de j'ure, vel

rum

vero numerus est major,

dum ad

tropolitica et caput.

de facto, ea sii meSiquidempredic la-

UJiii'crsilalem

denotaiidum, quatuores-

rum

civitatum, pì'0vincia,vel dictio re-

Ordinariorum vero honorifica tractamentavaria sunt, prò ipsoj-um Principum diversa qualitate, ac majori, vel minori praeetninentia. Tarn circa, modani fannlìariter aUoquendi in aula Summorum Pontifìcum, sedendo
se solent.

spective, longc niinor est,
,

quam

sit

o-

super scahello,et capile cooperto ad instar Cardinalium, vcl respective stan-

do capite discoopcrto. Quam circa alia, quae'ad caeremoniarwn magistros
potius pertinent, atque

mnitnn minor magisque exigua pròvincia, ex duodecim, ex quibus illud reguuni constituitur. Et tamen istae Civita tes cum magno decore , quandani Principum, vel Republicarum fgurant faciendo, qualuor oratores obedienliac novo Pontifici transmittnnt, atque ordinarium fi xiun oratorem , apud enint retinent, qui ad audientiam Papae sta,

Curiam caeremonialem percutiunt. Ac etiam circa exemptiones, et inimunìtales,quas de jure, vcl de facto ohtinent ex aliqua tale-

tutis diebus,

ad instar oratorum

Princì-

punì cum decenti tractatu, admiltuntur (cum ea tamen dijTerentia, quaefacien-

da

est inter subditos

,

et

non subditos
,

ctquarum expressio solum inde relationi congruit. Ad hunc autem efrantia,

temporales). Atque in dics

tractando

cum Cardinalibus,
priae

aliisque curiae ofjl-

fectum, alia hujusmodi distinctio cadi t, sive sint ordinarii, sive extraordinarii,intcr illos scillcet, lìeguni, et Priacìpum, ac Republicarum, in quihus recognilio,

cialihus, privi legiorum,

ac jurum pròvacant,et querelas, vel recursus opportune porri'
civitatis conservationi

glint adversiis

gravamina quae

reci-

prò sola

spirituali superiori-

tate pontificia fiat, vel suhjcctio cadat,

ahsque acluali subj'ectione in temporalilmsjuxta distine tionein de qua supra halietur agendo de Pondftcis potestàte. Et Oratores Civita tum suhditarum
,

pian tur a Lega tis, aliisque qffìcialibus^ quibus non modicum fraemim id inferi. Commcndatione vero dignu.<; e converso non videtnr ille styliis Neapolilanae civitatis,

etsimilium, transmit tendi solum

ad proprium Principem, onilorem extraordinarium,pro extraordinariis octiuerelarum et rccursuum, per quandam specieni odihilis ac non
casionibus
,
,

Papacin tcmporalihus. Utsum tam ordinarii

quam

extraordinarii Oratores

Civita tum BononiaectF'errariae, quan-

tum

nohilis et generosus stjdus, perpe-

exisliinabilis accusatoris vel insiigatoris,

tua quidem commcndatione dignus est, adalicptain coiifusionem (ex zelo, et hencvole/iliae motivo insi/niatam) nliqiui-

quam

redolcrc videtur, idcoquc

in-

convenientibiis non occurrìtur.nt oppor-

tune occurreretiir,si fixus,etordinarius

rum.

magnarum

,

et

metropolilicaruni
.

Civitntum sulidilaruni et praesertini Neapolilanae. Si quidcìu licct praefii-

ita

Orator in curia Rcgis teneretur, ncque Proregcs aliique magistratu-; cou' quercìuli occasiomni halxnnt, ei.iqìie

U B B
mftjusfracmmiiirfi'rreturAnA'i ilDeLucii
riporta altre inleiessanti nozioni sulle
eti

tJBB
e svariati pubblici
resi

19
di

omaggi

veneragli

zione

du'sovrani a'Papi); non che
<li

senzionieallro rigiiairlante
tori pressa la
s.

gli

ambasciaal

ambasciatori de'duchi di Milano,
voia, di

Sa-

St^de.

il

p.

l^lettenbeig par-

Borgogna,

di

Bretagna

e di
,

lando dell'ubbidienza che prestavano

rara; de'marchesi di

Mantova
di

FerMonfer-

Papa
ri

i

riferisce.

Legali regi ne'pubblici concistoHahentiir deinde Coiisistoalicnjiis Regis,

rato e di

Monte

Beliti; e delle

repubbliFirenze, di

che

di Venezia, di

Genova,

ria pnhlica,riitnintrodiicitur noviis Legatiis^

Siena, di Lucca e della Svizzera. Riporta
inolile l'Amati chegli ambasciatori d'ub-

aut Orntor
Prinripis

ant
Poii-

magni
ti/iri

ad ohedientiam

bidienza ficevano due cavalcale,
nella loro venula e ingresso in
tra nella

1'

una
l'al-

praestnnda/n, alia^'e majoi-is momenti negotia in Curia pertrnctanda. adornatili' in gratin Legati bis solenini'! erpiitatio, citniiiinìirnni

Roma,

mattina che
ambasciatori
1'

si

recavano nel concaval-

cistoro a renderla.

Che ficevanola
di

ingreditur

cata

gli

Bologna, sebbefecero

solemniter lJrhem,et cuin
riani admittitur.

ad

Consisto-

ne non aveano
pubblico,

udienza nel concistoro
la

L'Amali

nelle note al

come

senza di questo
al

citato Sestini: Delli Concistori pubblici

per l'assunzione
rio

pontificato di

che

si

danno agli ambasciatori quando
ali'

Xlll e Gregorio

XIV

(o

Gregomeglio XV),
dell'or-

vanno

udienza del Papa per rendergli solennemente V ubbidienza , divalcata. Narra che
il ceremoniere FirmaDiario deli Sya parlando della
,

per congratularsi e rendergli ubbidienza.

Aggiunge che gli ambasciatori

chiara quali l'aveano con precedente ca-

dine Gerosolimitano o di B.odi, e poi detto di 3Ialla, per molti anni fecero valcala,
la

ca-

no

nel

vennta

io

Roma

degli

ambasciatori di

sebbene non ebbero mai il concistoro pubblico, ed invila a leggerei Diari àe\

Lorena
dice che

pel
si

nuovo Papa Gregorio Xlll,
il

Burcardode'23 gennaio 485
1

e dei

accordava

concistoro pubbli-

4 marzoi494gli

P^ire trovo che più tardi

co

a tutti gli

ambasciatori di que'princi-

fu concessa, poiché nell' Aggiunta al

pie repubbliche che non conoscevano superiore, vale adire ch'erano indipendenti;

n.^ySo del Diario di
legge
la

Roma

del

1722

si

relazione dell'udienza data da In-

tuttavia osservò che a suo

tempo

gli

nocenzo Xlll nel concistoro semi-pubblico, all'ambasciatore straordinario della

ambasciatori del duca di Ferrara, del duca di

Mantova

ferrato, lo

e del marchese di Monaveano (ma probabilmente seil

religione di Malta

fr.

Gio. Battista Spi-

nola, col discorso che pronunziò, e la ri-

mi-pubblico, poiché
agli

pubblico spettava

sposta fatta a
gliosi

ambasciatori

regi),

sebbene

ili. "era

feudatario del Papa, e

gli altri

erano feu-

nome del Papa da mg.' ScaSegretario de' brevi a'principi. Di più leggo ne'n.i 2 16 e 2 25 de' Diari
1

i

datari dell'impero. Quegli

ambasciatori

di

Roma
fr.

del

1781

la

Relazione del so-

cheioo anni addietro (l'opera si stampò nel 634) godevano l'ammissione nel con1

lenne e pubblico ingresso in
bali

Roma

,

del
di

Teodoro Ermanno barone
la

cistoro per rendere l'ubbidienza al

Papa,

Schade, già ambasciatore ordinario gerosolimitano presso
spiegare
il

erano quelli dell'imperatore, del re dei romani, de're di Francia, di Spagna, di
Portogallo, d'iiighilteira, di Polonia, di

santa Sede, onde

carattere quale ambasciatore

straordinario d'ubbidienza del suo indilo
te

Ungheria,
li,

di Scozia, di Sicilia, di

Napo-

ordine militare al nuovo Papa ClemenXll,perdichiarargli l'immutabile som-

d'

Aragona e
di

di

Danimarca

(

l'ordine

della precedenza

ceremoniale

Sovrani, tratto dal Giulio 11, lo riprodussi in
d*i'
i

quell'articolu,

ove inoltre enumerai

uiol-

venerazione dell'ordine per la s. Sede e [)el Vicario di Cripto. La descrizione della magnifica pompa della nume-

ma

20

U B B
Te scovi
assistenti al

UB
co,ov era sedente
il

B
,

rosn cavalcala, col solito intervento del

I^apain tronocircondalla prelatura,

J\faggiordoìno, Ah'
tecipanti, Ae

dalo dal sagro collegio

Soglio, ótProtonola/'i apostolici par-

famiglia nobile e nobiltà roniana. L'auì-

3

classi di

Famigliavi del Papa delle cappellani comuni, cameric*\q

basciatore fece 3 genufl essioni, e baciò

il

piede a Clemente XII nell'atto di
sentargli
la lettera

pre-

ri extra e scudierij
gli svizzeri e dei

cavalleggieri, deol-

credenyiale del suo e-

mazzieri del Papa;
le

ire
bili

i

maestri delle ceremonie,
i

mule

no-

minenlissimo gran maestro dell'ordine e della s. Religione Gerosolimitana, pro-

de'cardinali,

loro gentiluomini a ca-

nunziando
to dal

(juel

breve discorso riprodotquale dichiarò
ubbidienza e
in

vallo, eie loro
ti

mule ornate con finimendie-

Diario,

col

no-

paonazzi e cavalcale da'jja lafrenieri coi
spalle pendenti, ed

me me

dell'uno e dell'alila l'omaggio della
filiale

cappelli cardinalizi pontificali rossi

più sommessa
al

insie-

tro

le

i

gentiluomini

tributo delle più ossequiose conla

degli altri ambasciatori, principi e nobiltà

gratulazioni per

sua gloriosa esaltazio-

romana a cavallo, quali ancora mandarono le proprie mule pel corteggio. Coi

ne ai sommo pontificato. Il Papa dopo averlo ascollato benignamente, diede la
lettera credenziale, scritta in italiano, a
mg."^ Majella segretario de'brevi a'principi, acciò la leggesse

me
pa

partì la cavalcata dalla l illa di PaGiulio III, del copioso numero dei

componenti colle loro vesti e insegne, sino al palazzo dell'ordine in via Condotti, ove tuttora esiste il sagro convento col
ven. ball luogotenente dell'ordine (della
cui

ad

alta voce,

come

fece,

dopo
,

essersi

l'ambasciatore colloca-

temporanea

cliiesa

conventuale in R.op. 67), ini-

Boquadratura dei banchi de'cardinali. Questa lettera , che
naccorsi
nel fine della

to inginocchioni con l'oratore cav.

ma

parlai nel voi.

LXXVIU,

come

l'allocuzione e risposta che dirò
nel

si

cedentlo l'ambasciatore a cavallo con

ponno leggere
rusalemnie
fr.

Diario,

i\^\

gran mae-

splendido accompagnamento
te, di

di

sua cor-

stro dello spedale e del
d.

5 commendatori, e

di

i

8 cavalieri

s. Sepolcro di GeAntonio Manuel de Vil-

del proprio ordine.

formalità colie quali
di Scliade

La Pielazione delle il medesimo barone

bena, contiene riverenti e caldissime gralulazioni, proteste di ossequio, e che im-

ambasciatore gerosolimitano straordinario d' ubbidienza a Clemente

pedito di esternarle colla sua voce, supil Papa di accoglierle da quella del deSchade, da lui e dal suo consiglio eletto ambasciatore straordinario ad umiliaile, ed insieme in suo nome e in quel-

plicava

Xll,con nobile treno di carrozze preceduto dall'ombiellino e seguilo dalle mute de'cardinali,

bali

ambasciatori, prelatura e

nobiltà romana, coloro gentiluomini, a-

lo dell*

ordine di rendergli divolissima-

vendo invitalo peraccotnpagno nella sua liccbissima carrozza tirata da due bellissimi cavalli morelli con nobili finimenti
e fioccbi

menle la dovuta ubbidienza; e termina con raccomandare di continuare a riguardare la sua persona e l'ordine eoa
particolare bontà, e di degnarsi prestare

d'oro, un arcivescovo, un ve,

scovo e due protonolari apostolici dal suo palazzo si recò al concisloio semi pub))lico nel
la

benigno orecchio alle ra[)presentanze che gli avanzerà rainbascialore,ed umilmente prostrato

palazzo apostolico Quirinale per

baciava
il

al

Papa
,

i

ss.

piedi.

piibldica pontificia udienza.

Termina-

Finita tale lettura,
citò un' allocuzione

cav. Bonaccorsi re-

tosi

da Clemente XII
I'

il

concistoro segre-

Ialina

dichiarando
l'as-

to,

aml)asciulore accompagnalo dalla
e

l'inesprimibile gioia dell'ordine per

guardia svizzera
ri

preceduto da'mazzie-

sunzione alla cattedra apostolica di Cle-

pontificii,

d.-i'

maestri delle ceremonie

mente XII,

alla cui lutcla era

commesso,
pa-

tu intiodolto nel coucisloi'o

semi-pubbli

e perciò raccomandarsi

al pontificio

U
Irociaio e tlifesa
i

B e

UDB

21

del medesimo. Celebrò
di sua famiglia Corsini,

fasti

immollali

nunziala dal commendatore Altieri, e la risposta di mg.' Luccbesini segretario dei
brevi a principi iunotne del Papa; il quale poi nel 1747 accordò gli onori di am-

e disse conlidaie nelle sue palenie sollecitudini uel pacificare principi cristiani,
i

die
uno

l'ordine nel prestargli ossequiosa ubbidienza, si ollViva a sua disposizione in
alla vita e al

basciatore regio al Gerosolimitano,
si
I

come

ha dal n.''4^5o del Diario di Roma.
concistori ne'quali
si

sangue de'ca vaJieri, cbe prostrati al bacio de'piedi si raccomandavauo alla sua benigna benevolenza. Rispose, parimenti in latino mg.' Majella, con esternare il gradimento del l^apa pei

riceveano

gli

am-

basciatori d'ubbidienza
in

non

si

tenevano
nel-

una medesima
Regia
si

sala.

Nel Palazzo apole descrissi,

stolico Praticano, in cui
la sala

teneva

il

concistoro pel

rassegnali

omaggi

di congratulazione, di
s.

ricevimento, oltre de'più polenti sovrani,
degli ambasciatori dell'imperatore e dei

di vozione e di

ubbidienza alla

Sede; di-

chiarò elogi all'ordine benenieri lo del cristianesimo.e promise curarne l'incremeuto e lo splendore, bidi l'ambascialore, sen-

li

da Pio IV che l'abbelb, in poi, quelpure della repubblica di Venezia, come notò Mucanzio nel Diario de 7 otre, e

za replicare
te

le
i

genuflessioni, e solamen-

salutando
,

cardinali sedenti
al

lateral-

tobre 1072; nella saia Ducale, si teneva amil concistoro pel riceviuiento degli
basciatori d'ubbidienza de'principi sovrani e de'duchi,

mente
al

trono e ribaciò il piede l^apa,supplicandolo di ammettervi pu-

tornò

re

i

6

coinuiendalori e

i

28

cavalieri del-

mano duchi
tal

l'oidineche l'aveano accompagnalo, coi
suoi nobili famigliari, e prontamente fu esaudito. Ritiratosi il l'apa nelle sue stanze, r

che nel ceremoniale si chiadi maggior potenza, e tali principi stessi, non che le repubbliche di
grado.
Il

Papa onorava

gli

ambascia-

tori straordinari

d'ubbidienza, con tener-

ambasciatore complimentò
e visitali
i

tutti

i

cardinali,

cardinali Corsini ni-

pote del Papa e Dancbieri segretario di stalo, rimontato nella sua carrozza, col medesimo nobile treno si restituì al palazzo dell'ordine, ove trovò festevoli suoui di

li una volta a mangiar seco; distinzione che non rendeva agli altri ambasciatori ancorché straordinari, non solamente in Roma, ma neppure nelle villeggiature di Castel Gandolfo ove erano Frascati
,

trattenuti alla
te del

mensa

del cardinal nipovisitare questi,

dito

tamburi, trombe e timpani. Imbanun sontuoso prauzo a 5o couvitali,

Papa, nel recarsi a

come

leggo nell'Amati annotatore erudi-

nel pomeriggio collo slesso treno e cor-

to del Solini.

Anche
vi

nel

Palazzo apo-

teggio della

manina

si

portò a visitar

la

stolico Quirinale
sala

è la sala Regia, e per

basilica Vaticana, facendo dispensare abbondante limosina a'poveri; dopo di che
si
iii

Ducale servì

la

sontuosa, che lunga

galleria separa dall'altra. In queste
Sale eiruabuentesi ricevevano
te in conci-toru
1

condusse a visitare il cardinal Darberisotto-decano del sagro collegio, facenproseguile altre
v'zszte

due formalmeagli

principi sovrani e

am-

te le veci del decano; e ne'seguenti giorni

basciatori d'ubbidienza, secondo le loro

d'uso.

1

n.i

38 jò
ri-

gradazioni. Della venuta in
\-rani e

Roma de'^S'o-

e

386

I

iìe

Diari di

Roma

del 1742,

Regine

,

come

di altri Principi^

portano larelazionedella Cavalcata Clelia Ambasciatore (al quale articolo la compendiai) bali fr. Guerin de Tencin del solenne ingresso in Roma, d' ubbidienza
,

ne

trattai in quegli articoli e ne'relativi,

dicendo pure delle pompe del loro Ingresso solenne in Roma,àe\ ricevimento del

Papa

sia nella

stanza d'
si

dell'

ordine Gerosolmilano a Denedetto XI V; quella di sua andata in treno al concistoro seiui-pubbiico, i'allucuzioue prò-

(articolo che interamente

Udienza rannoda con

questo per l'analoghe nozioni),sia nel C'o/zcistoro soleuueiaeute, presti audosisem-

x%
pie
al

U B e
bacio del piede, ad onta che
i

UB
Pa-

B

pi volessero

impedirlo alzandoli e abbrac-

ciandoli palernissimamenle,edel magnifico ospizioloro dato dalla generosità pontificia
,

e di loro

ammissione

ne' solenni

Pranzi. Il p. Ga\.i\co,Acta scicela Caeremonialia cxi'aiiis mss. Codicibus, riferisce a p. 91, parlando àt Rcx quibiis
ohviatar

ad Aulam

Pontifìcìs vcnieiis.

perator sive Romanus, sive Constantinopolitanus graecorimi , uhi reduccrc' tur ad obedienlianiy et unionem Roinanae Ecclesiaej Rex insuper, aut Filius Icgitimus Impera toris, Regina, Soror^ ani Filia eorumdcm noviter veniunt ad Curiam^ omnes Cardinales in Curia exisfentes dehent eis exire obviani extra T Ulani ^di Papa Giulio III, e quanto all'ingresso,,
la

Item cimi Cardinales lcgatis,vcl Nnntiis,

ricevimento e trattamento del-

vel qui diiUius abfuerunt, recedunf,

ceiebreCristiua regina di Svezia, aquc'

vel revertuntur

ad

Curianij

\'el

Impc-

st'articoloampiamente ne ragionai, ricevuta da Alessandro VII, che salutò e ve-

ratores, Rcges, velcorutn Filii vciiiiuit,

velreceduìUad Curiam Cardinalesconsiieverunt eos associare.

Et

sic cimi as-

sociant non consuevit esse Consistoriwn.

Curn vero assocìant venientes non est Consistoriiun ah ncgandiun, sed orclinariwn ad ncgotianduni j sed receptis praedictis veiiicntihus in puhlico , quia in puhlico rccipi consua'crunt per Duminuni Papani adpedeni, et osculimi quos vellet, et aliis ipsoruni familiaribus ad pedcm et praelatis adpedcm, etosculuni, et aliis niajorihus ad pedcm, et osculimi, quos vclit Papani honorarc deipsa familia deinccps onines a Hi a
^

nerò con 3 genuflessioni, gli baciò il piede e la Dìaiìo) per magfiu/n spatium, antequani Ulani ingredianlur. Et ista sen vantur solimwwdo in Principihus saeciilarihus , qui sani in statibus , et digni^

,

,

Consislorio excludiaitur reniaiieiitibus
solimi simiino Ponti/Ice Cardinalibus,
et praedictis

Imperatore

,

Regibus ,

et

cor imi Filiis per tnodicam Jiorani in aliqidbus aff'abilihus, etcurialibus collocatìonihus : qui post

praenominatisj quia siessent alcujuscumque, essentque aequalis, imo et majoris potentiae, aut generositatis, quani praedicti , aut quoniodolihet ab ipsis descenderent quantumeum^ que propinque praemissa nullatenus scrvarcntur. Indi si dice clie l' imperatore o il re è accompagnalo nel concistoro in mezzo a tìue cardinali diaconi. Ilem cimi appropinquabuntPapacpraescntiae, Cardinales ipsos coinilantes dehent ire ad facienduni sihi reverentiani solitam (a\ Papa sedente in trono), et tane loco cor uni lolidcm de aliis dia-tatihua
teriiis
,

modum primo

die

conis antiquioribiis, vel eis deficientibus

praecedentc a praesenlia Papae associar i debenta duohiis diaconis Cardinalibiis usque ad ostiumjvcl usqucquofamiliam haheant.El etiam qiuindoqiic in primo advcntu usque ad domimi suani
associantvcnientcni.Etrcgulai'i ter stante

de prcshytcris juiìioribus post dietos
concomitantes modo simili assistere debeni, eosqiie coucomitari usque ad praescntiam Papae j sed antequani ipsi appropinquct, dehent adminus una vice gèmia flcctcìe siami iter proscquendoj et
Clini directe, et in

quandoquc

in Consìstorio vel Cardi-

cospectu

Papae fuèpcdem,
se-

nalcs venienti vel reeedunt, vel redeunt praedicti Imperatores, vel Regesy asso-

rint genii/lexi, dehent primo

cundo manimi, et

tertio os oscidari.

Quo

ciaridebcnt a duohiis diaconisCardinalibiis

usque

ad ostiimi

canicrac, vel us-

facto dehent perdiclos Cardinales ipso concomilanlcs Icvari, et duci ad locuin

(ìuandoque etiam ob.scinon sacpc veniant Filii Imperatorum, vii lìcgum. iodi a p. 25(» risiios.

que ad

scdium pcrtincnlcììi ab
vcnient

ipsos.

Quofacto
cani ve-

valiirj sed.

ad Papae

revercntiain ipsoriini

Sodi,

et

Familiarcs , qui

ad

porta, Sciendtmi est,

quod

qiioties Ini'

nire volucrint, ordine suo, quos etiuin

U B D
mìniim lionoiifice, secwidum quod ipsorum qualitas rcquiret^ quia aliquos adpedem^ et inaìium, et osj aliquos ad pcdem, et manumj aliquos tantum ad pedeni, ci hoc

U B D
il

23
le

Papa

recipict magis, vcl

loro carattere, presentare
ec.

credenriadello

li ,

Quanto

alle città e luoghi
,

stalo Pontificio

pochi altualmenle in,

viano a

Roma

speciali deputazioni
n(jbili

ma

ne incaricano alcuno de'Ioro
lati

o pri-

totum stahit
siiis.

in disposilione, et arbitrio

Indi traila dell'ordine di sedere in
degl'i ni pe-

mari cittadini, massime ecclesiastici e predimoranti in Roma, perl'omaggio di

Concistoro e nelle Cappelle

ubbidienza e di sudditanza al Papa Sovrano.

lalorie delle iinperalrici, dei re, delle regine e de'principi reali. In soslanza, se-

Ecco
tichi

poi alcuni altri esempi degli an-

condo

il

codice del Gallico, nel concisloil

ambasciatori d' ubbidienza, spediti

ro r io)peralore e
in sedia al

re

dcsUo

lalo del

doveano sedere Papa in ca,

thedra sine .scalcilo (e ne' ponliflcali e allre funzioni sagie, calhcdrani non dehct esse ibi parata sed tantum super,

dci'monarchi a' novelli Pontefici. Prima debbo notare che Nicolò V concluse nel il celebre Concordato Germanico
,

,

quale
dersi

tra le alti e cose fu statuito di esclule

Preci Primarie , cioè l'indulto

p.nnilur uiius cus.siiaisjj

i

figli

e fiatelli

agl'imperatori di poter conferirele dignità ecclesiastiche, vacanti lui. volta
la

de' re dovefino sedere Ira'due primi cardinali vescovi; se
i

dopo

re o altri sovrani

non

loro elezione, previa

la

petizione al Pa-

erano di gran potenza, sedevano lia'due primi cardinali diaconi, ovvero tali re in cathedra apposita in sinistraparte Papae: le imperatrici e le regine non sede-

pa per tale indulto. Nondimeno recatosi Federico IH a ricevere la corona imperiale da Nicolò V, da questi ottenne poi
nel

1454 con deroga

al

concordalo,

il

ri-

vano
li

in sedia,
le

ma

Ira'due primi cardina-

stabilimento dell'indulto delle P/'etzP/v'
/?2rt/ve, colla
si

vescovi;

loro sorelle o figlie, secondo

la

gradazione de' padri loro. In cappella re sedevano in sedia nuda o con cupoi
i

se

condizione di non accordarnon dopo aver l'imperatore per mezalla

zo d'un istraordinario ambasciatore reso

scino, a destra del
li

Papa presso cardinai

ubbidienza
se in
III, a

s.

Sede. Questa dipoi real

vescovi, ovvero traessi, e peli."ricevea

Roma

anche
II,

successore Calisto

pace dal cardinale che la prendeva dal Papa. 11 ceremoniale sul sedere in concila

mezzo dell'ambasciatore Piccoloche pronunziò l'ora-

mini, poscia Pio

storo e in cappella fu vario, e lo notai ai

zione ubbidieiiziale con magniloquenza.

luoghi loro. Inoltre in molti articoli parlai
ti

degli ambasciatori d'ubbidienza inviain

Nel 14^8 eletto Papa Pio li, recandosi esso al congresso di Mantova per concertare la guerra sagra contro
la

Roma

pel

nuovo Papa

da' sovrani

Tur-

e dalle repubbliche, dalie città e luoghi
del principato temporale della
s.

chia, fermandosi alquanto in Siena, narra l'annalista

Sede, e
ordi-

Rmaldi, ivi giunsero gli amIH,

da' feudatari della medesima.

Ora

basciatori dell'imperatore Federico
del redi Castiglia

nariamente suppliscono
descrissi
il

gli

ambasciatori

Enrico IV, del re d'Un-

spedili al Conclave, nel quale articolo

ne

gheria Mattia, del re di Portogallo Al
funso V,del redi Boemia Giorgio, del du-

come eseguiscono la loro diplomatica missione. Quanto a quei principi che non mandano inPioma aptreno e
positi ambasciatoti

o ministri, deputano
i

Borgogna Filippo, del duca d'Audel marchese di Brandeburgo Alberino Federico H. per adorare
ca di
stria

Alberto

,

con nuove credenziali loro preesistenti di Residenza, i quali si portano forraalmenle &\\' Udienza del Papa, poi a quella del

e rendere ubbidienza, secondo l'antico co

slume,
briucb

al

Vicario di Cristo. Però

Tamba-

scialore dell'imperatore
,

Burcardo W^eis-

Segretario di stato, por spiegare

poi cardinale, cou due suoi col-

24
leghi

LCD
prima rimasero alquanto
il

U B
in

V,

Firen-

li

reali, rispose
il

il

Papa, ch'egli avrebbe
se

ze, dolenti perchè

Piipa avea riconoi

conseguito
p;ilo in

suo intento,

avesse eslir-

sciulo Mattia per re d'Ungheria, e the
suoi ambasciatori avessero ricevuto
gli

Boemia

l'eresia, e glielo

dichiarò

o-

anco
agli

in iscritto.

E

siccome Procopio non
si

nori propri degli ambasciatori regi. Pio
Il

avea ricevuto

venuto di ciò

in

cognizione, disse ingiu-

ste tali

della
il

s.

lamenlanze, perchè era costume Sede di appellare re chi teneva
di fatto, e

rigno

perciò

il

predecessore

Calisto 111 l'avea chiamato re. Soddisfatti!

Weisbriach

di

queste

s[)iega7.ioni, in no111 gli

rendevano con allr.a come non conveniva lettera dimostrò d'esser accolto quale ambasciatore reale, chi non confessava in pubblico d' esser mand;ito dal re alla s. Sede a prestai le ubbidienza. Ne! medesimo secolo, in mezgli

onori che

ambasciatori regi, Pio
,

II

me
stò
la

dell'imperatore Federico

pre-

zo

al

furore delle fazioni, che agitavano

pubblica ubbidienza nella chiesa del]M;ulonna. Indi Fio
li scrisse a

diverse regioni, in

mezzo

alla rusticità e
ri-

Fede-

crudezza de'c<)Slumi,che lottavano col

)ico 111, egli portò le ragioni perchè a-

vea an>messi
sciatoli del re uiia

all'

ubbidienza
11

gli

amba-

d'Ungheria.

redi Boe-

sorgimento delle arti e delle scienze, però popoli erano pieni di fede, fiorivano sapienza e magnanimità. virtìi grandi
i

,

Giorgio contaminato dell'eresia degli ussiti, avendo molti baioni contrari, diversi ne guadagnò mostrandosi pio, an-

Tutti» l'Europa era cattolica, tranne gli
eretici

Ussiti, e tanta era la riverenza in

che

si

avea

la

Chiesa cattolica,

la s.
s.

Sede

che per avere segretamente reso ubbidienza a Calisto 111. Sperando altri vantaggi, spedì
II.

e la persona de' successori di

Pietro,

una simile and)asceria a Pio
per consìglio degli
eletdi Jjavie-

che ad ogni nuova elezione di Papa lutto il ujoiulo era in movinieuto per onorarlo e professargli

Ciò

egli fece

sommissione

e ulibitlieu-

tori

dell'impero Lodovico duca

za. Alloia dir

la. Federico duca di Sassonia, e Alberto o FY'deiico II marchese di Brandeburgo, quali in un parlamento fatto in Egra, lo persuasero come il suo regno si sarebi

Papa, e dire il Vice Dio in terra esprimeva lo stesso, e tanto era profonilo e sincero l'ossequio che gli
si
il

pre-

stava dalle

umane podestà, che

Papa

era tenuto in conto di padre universale
di tutta la cristianità,
ni della

be

stabilito, se l'avesse

fondato nella re-

ligione cattolica, ed egli (osse stato ubbi-

pendendo da'ceiiSede apostolica monarchi più
i

diente alla Sede apostolica.

Capo dell'amdi

sublimi e potenti, che
di loro
lo

lo

facevano arbitro

basceria di Giorgio fu Procopio protoiiotariodi

più gravi dilleieuze.
,

Ma

nel secoaltri cre-

Boemia,
al

il

quale rifiutò
la

pro-

seguente Lutero

Calvino e

mettere
te del

la

fede e far

riveienza per par-

siarchi, appropriatisi gli eirori de' // /c/t'fìsli e di altri

suo re

novello Pontefice pubbli-

camente, all'ubato
lori

modo

degli anibascia-

d'ubbidienza. L'eseguì bensì nel con,

cistoro segreto

per non concitare

con-

ilo Giorgio gli ussiti. Egli fu ricevuto

con

molla benignità, e domandiiudo il salvacondotto jte' boemi ch'erano per recarsi al Miletinc parlamento di Mantova Pio
,

empi eretici, con quelli egualmenle perniciosi che vi aggiunsero, formarono un erroneo falso sistema religioso che prelesero onorar del nome di riforma, ponendo fitalmenle a soqquadro il cristianesimo, e riempiendolo di lutl)0lenze, di disordini e di confusione, con discreditare con riprovevoli calunnie
lissima dignità papale. Nel
eletto
i

la

sau-

Il

glielo diede;.

ma non nominò
in

pubbli-

484

'^PP''"*
in

camente Giorgio redi Boemia, perchè non
avea prestjilo l'ubbiilieiiza
pubblico; e

Iimocenzo Vili

si

recarono

Ro-

ma

a venerarlo gli ambasciatori d'ubbiIII, di

domaudando
l.ir

Proco[)io, che co^a dovesse
i

dienza dell' imperatole Federic<j

Giorgio per avere palcsciucnlc

lito-

Fcrdiuaudu V

re di

Spagna, Giuvauni

11

u n D
redi Poi Icgallo, Carlo Vili re di Fiancia,
Mi.ciinlo 111 re
il'lnniliillei in,
li

U
Madia
I

B

ij

sciatore francese ne fece rogare pubblico

re

islromenlo. ludi a'aS ottobre entrarono
in

(IL

iii;!if ri»,

Ladislao

redi D(ieinia,Caaiii-

Roma

siiipiio
II)

IV

re di Polonia, Steiioii

sciatori di

con grandissimo onore 4 ambaFrancia d'ubbidienza, de'prined a'aG ebbero coni

ini

M latore di Svezia, Giovanni redi Dade'principali
e secolari di Geroiauia, delle

cipali di quella corte,

iiiiiwiioa, delle cillà libere,
ei:cl«^^ia.sli<M

cistoro pubblico e baciarono

piedi, le

ri'|)Mbl)licliee de'princij/i italiani.
sc.iiitori

AndjadecoioCi-

mani e il voltodi Giulio 11 a nome di Sua Maestà Crisliaaissima. A'i4 dello stesso
ottobre vennero in
ri

tulli d'

ubbidienza,

clie

Roma

8 audjasciato-

s.iiìienle

con i>[)lendida magnilìcenza

della serenissima repubblica di

g'iiavano nella metropoli del cristianesimo. Pubblicala
il

zia e del

Venedoge Leonardo Loredano, ed eb3." sala,

i."
11,

novembre i5o3
lacconla
il

bero udienza dal Papa nella

prei."

r ilezione di (iiulio

conde.

standogli ubbidienza. Similmente

il

ttiDporaneo scrillore de' Coiichn'i
lioiiianì

PonUjici, e già ne

feci

parola

giugno entrarono inRoma 3 ambasciatori di Emanuele re di Portogallo (due dice
il

nel voi.

XV,

p.

igj, e qui meglio dirò,
in

portoghese Novaes, e furono Jacopo de
di Silves e

che

a'

2g entrarono
Ercole
I

l\oma due oraFerrara,
e nel

Sousa vescovo
re per
la città,

Jacopo Paceo-

lori di

duca

di

co insigne giureconsulto), e nel cavalca-

cijinistoro

pubblico

dell' ii

dicembre,
al

nacque una gran contesa
d.

nella piccola cappella
il

piestarono secondo

tra l'ambasciatore di

solito

solenne ubbidienza

Papa. la
i

Spagna, poiché

Francia e quello di Francesco Royis, im-

due

giorni diversi del gennaio

5o4,

gli

portunissimo spagnuolo, voleva cavalcare coll'arcivescovo

«mbasciatoii di Siena e di Firenze prestarono separatamente ubbidienza per le
loro lepubbliche a Giulio
storo segreto. Nella
i

dere

al

vescovo

di

Todense, per non ceRennes amb, lisciatore
tali

II

nel concidi

del re di Francia, e vennero a

estre-

.^domenica
in

qua-

mi, che
pelli.
Il

si

percossero l'un l'altro co'cap-

resima fecero l'ingresso
n. inala allora ila

Roma due amGenova^dola

maestro di ceiemonie scrittore
il

basciatori della repubblica di

della predente narrazione, pare

famoso

Francia, per lendere

ciiiisueta

A'
1;>

19,

di

ubbidienza al nuovo Pontefice. maggio entrarono in Pioma per

Rurcardo, s'intromise mollo fra di loro per pacificarli, durò fatica a metterli d'accordo, e finalmente si quietarono al suo
giudizio
:

porta di

CeU edere
al

3 oratori d'Enrico

Che
fosse

il

vescovo Xebridieose ca1. "l'ambasciatore

\ 111 re d'Inghilterra, ed a'20 preslarolu)

valcasse col Trabolense, prelato pal.itiuo,
e

idjbidieuza
le

Papa nt Ila

3." sala, e pre-

perchè

il

di

Por-

sentarono
rico

lettere credenziali del

loro

togallo, e

dopo questi
il

vescovi, che rispel-

re, nelle quali di

sopra era scritto

:

Hcii-

lo alla dignità

vescovo Arilonense ane quello

per la grazia di Dio re d' Inghilterra e di Francia, e duca (V [herida. Mg." Boberlo vescovo di Rennes, ambasciatore
del re di Friuicia, buttatosi ingiiioccliioni

dasse in mezzo, tra l'ainbusciatore di Spa-

gna
di

,

che tenesse
la

Francia

la mano dritta, mano mauca. Li
1'

predetti

air<basciatori pieslarouo

ubbidienza a

avanti Sua Santità,
te a

la

pregò islaiilemengli

Giulio

il

nella sala regia.

A vendo Euri-

non permettere che
titolo del
i

oratori inalla

co Vili re d'Inghilterra apostatalo dal
catlolicisiuo, sottrasse
1!

glesi prestassero

ubbidienza

Santità
la

regno dall'ubbiil

Sua con
de
gli

suo re Luigi XII,
11.

dieiiza della

s.

Sede, ed

figlio

Edoardo
Maria

quiile grazi. egli ottenne da Giulio

On-

VI continnòiiel

lagi imevolescisma.INbjr-

ambasciatori inglesi prestarono ub-

to neli5ji3, gli successe la Sorella

bidienza semplicemenle a

nome

del re

d'Uighillerrae duca d'iberuia, e l'uinbu-

che avea conservata l'osservanza della fede ijullolica, Perciò Paj^a Giuho ili udo^

26

U

B D
ricevuti, e

U

B B

però tulio il suo 7.elo, acciocché l'illustre regno, abbaiulonalo lo scisma e l'eresia, si liunisse nuovamente aHobbiclienza della
cliiesa

Irò gì' iniiuensi benefizi tJalla nietiesima

romana. Mentre

il

Papa attendeva
destinata dalla

con parole unìilissiine olTrirono ubbidienza perfetta, e domandarono perdono, l'assoluzione dalle censure e la
benedizione apostolica
.

una solenne ambasceiia
ii

Alle quali cose

il

pia regina a consolidare ne'suui dorninii

dotto ed eloquente Paolo

IV

rispose con

rÌNtabilimentudella veia religione, e per
in llonia al legillnno

meravigliosa facondia in latino, piena-

rendere
la

Capo

del-

niente esaudendoli, e incurvandosi
to di padre timoroso gli alzò

in al-

Chiesa quella divola e intera ubbidiensi

za die

deve da

lutti

i

cristiani, di cui

mese
te

alzasse in

da terra, coquel punto il regno d'Indi mali,

è padre
ri

comune e
IV

pastore universale, uioal

ghiiterrada un abisso

onde moicircostanti,

nel

1

555. Sublimato

Irono pontifi-

lagrime

si

sparsero dai

cale Paolo

a'i'ò niaggio, nel

medesi-

ino giorno entrarono in iloma 3
sciatori inglesi

ambad'ubbidienza con 200 peril

sone di seguilo, onde
to al
zi

Papa pensò

subi-

Quindi tenne solenne cappella^ ove il Paj;a nella messa per ribenedire quel regno recitò una nuo^acolleltada se composta, terminando colle [Mìioìe et merito et lui'
mci-o populus
tibi

modo

proprio

di farli ricevere,

an-

scn'ìens aiigentur.

Il

volle onorarli con

pompa
la

straordina-

Papa
ro di

bensì volle la restituzione de' beni

ria,

e perchè amuiirasseio
li

maestà pon-

ecclesiastici, la ripristinazione del
s.

tifìcia,

fece incontrai e s|)lendidainente.
la
11

Pietro, e trattò del resto

gli

Dcnaam-

Avendo
Fili[)po

regina Maria col suo marito
re di

basciatori con ogni
di distinzioni.

maniera

di finezze e

Spagna piegato

il

Papa

Tanto ricavo
di

dalla Storia
il

ad erigere in regno l'Ibernia o Irlanday die re d'Inghilterra aveano acquistato per opera della s. Sede, ed lintico Vili
i

di Paolo
rara.
Il

IF

^

Broinalo ossia

p.

Car-

p.

Bonannì,

Numismata
la

Poiiti-

ficuiiì,

liporta e illustra

medaglia co-

e

Edoardo VI senza
il

licenza di essa ne a-

niata per celebrare l'avvenimento, espri-

veano preso
(jiieni

titolo regio,

Paolo IV

l'è-

niente
di

il

Papa sedente
gli

in

trono nell'atto

sandì erigendo col diplotua lilius per

benedire

oratori genuflessi al bacio

Ecgcs rcgnaiit,

l'Irlanda in regno,

del piede, col motto: ILicresi Rcstincta.
la famosa guerra della Campagna romana, sostenuta da Paolo IV contro Filippo II redi Spagna, e combattuta dal feroce duca d'Alba viceré di Napoli, che

senza pregiudizio

di qualsiasi

ragione del-

Dopo

la Sed(^ apostolica. Gli

ambasciatori d'ublorojiiincipi sovraI

bidienza,clieaveano temporeggiato a renderla, per
Ili

nominare

i

giugno pubblicamente reirelliiaiono nella sala regia del Vaticano, dove co'caidinali ed'Inghilterra e d'Irlanda, a'2
rasi

descrissi nel voi.
ce, l'altiero

LXV, p. 234, fatta
in

la

pa-

capitano fu ricevuto
alla

pub-

blica
nali,

Udienza
si

presenza di 20 cardi-

radunata multitudine

di nobili e cit-

prostrò

a'i)iedi di

tadini, per vedere l'inclita nazione torna-

ciò e riprovando gli oirori
la

Paolo IV, li bacommessi nelmolle oappena dello
la

re alla pontificia ubbidienza

dopo2oan-

guerra, fu

ammesso

all'amplesso dai

ni di funesta separazioneeorribilescisma,

cardinali, e ricevè poi dal Pap.i

CoDipariiono 3 oratori innanzi algraAC Puulefice, sfavillante di sorprendente
i

norificenze. L'7///^x'/y?/o/y"

inviava in
gli elettori

Roma

pel

Papa

letlera

de-

dignilosa miiestà
lui piedi,

,

ed inginocchiali

a'

di

dell'impero colla pai tecipazio-

confessarono con solenne abiudel

nedella seguila elezione, ed un ambasciatore per

la

reame d'Inghilterra, luiti ad uno ad uno gli errori e orrori conitnessi contro In s. Sede nel deplorando periodo, detestai ono ringralitudiue couin

nome

olteiieiela conférma dell' im,

perlai digniiìi

non che

prestargli
il

ubbi-

dienza, ed in s'uo
lo di fedeltà alla

gimamenChiesa romana e al l'a-

nome

fare

U
na;
il

B B
tli

UB
Massimiliano
1

B

27

che ad esempio

II

poterò
di

de'ss.

Pietro e Paolo. Nella Villa
III gli

suo

patii e

Rodolfo

11,

non avendo nel 576 eseguito il Papa Gregorio Xlll gli ri-

Papa

Giulio

ambasciatori ricefecero a ca-

verono
la

lesolite discorse gratulazioni,e colriferita

cordò l'obbligo d'inviare d suo ambasciatore a Pioma per icon(jscere la s. Sede, e
1

consueta
il

pompa

vallo

loro solenneingresso in

Roma,

in-

prestarle la d(;bila idjbidienza e sogge-

zione con orazione ubbidienziale. Uodolfo
li

a tale edelto

vi

manilò l'ambascia-

Xlll avendo saputo che nell'orazione iibbidienziale aVea mutalo il consueto vocabolo ubìdtore Zenner,
dicnztìy in quello d'os.'ieatuo, ne fece re-

ma Gregorio

clami a Rodolfo II, il quale si contentò d'essere chiamalo nell' orazione, Figlio
ubbidientissimo di Sua Santità. Gregorio

cedendo in mezzo di arcivescovi e vescovi. Tulle le strade di Roma si videro ornate a festa, e tutta quanta giubilante la popolazione, pel singolare avvenimento che tanto onore faceva alla venerazione, maestà e decoro della s. Sede. A Castel s. Angelo furono salutati da replicate salve di cannoni e moschetti. Nella sala regia
del Valicano, stipala dal fiore della pre-

latura e nobiltà ron)ana

,

in

concistoro

XIII inoltre aniinise con molta benignità l'ambasciatore Le Gardie, da Giovanni Ili re di S\'eziii mandato a Ron)a, per
trattare
il

pubblico e
gio,
te
li

alla

presenza del sagro colle-

Gregorio

XIH commosso teneramenli

ricevette da padre uni versa le.G

am-

ristabilimento del callolicìsmo

basciatori colle lettere regie credeitziali in

nel

regno.

Quantunque

fu

ricevuto in

mano,

si

recarono con gran riverenza al

concistoro pubblico, l'ubbiilienza consue-

camera del Papa e con gran sommissione alla presenza di molli cardinali. Coronò il termine del glorioso
ta la rese nella

ponlilicato di Gregorio Xlll l'ambasceria in

divulamente i Papa, questi benignamente s inchinò ad cdjbracciarli ad uno ad imo due volle colla faccia rigala di lagrime d' amore. R^esa l'adorazione, gli ambapontificio Irono, e baciati
sagli piedi al
scialori per inlerpiele dichiararono esse-

d'ubbidienza di 3 re del Giappone,
conseguenza delle
j\Jissioiii poiilifìcìe

re oggetto di loro venula, rolTriigliiii no-

de'gestiìtì, eseguita

da 3 principi

di san-

me
le

de'propri re, vera, perpetua e fede-

gue reale dopo 3 anni e 32 giorni di viaggio e di 21,000 miglia, per quanto rilèrisce il p. iMaffei negli Annali di Gregorio XIII, perciò fu la più remola delle giunte in Roma; imperocché se nell'impero d'Augusto vi pervennero gl'inviati
dell'Indie orientali per istabilire con esso
amicizia,
i

ubbidienza, cornea Vicario iinn)edia-

lo di Cristo ed a
ta la
s.

supremo Pastore

di tutil

Chiesa cattolica. Alche avendo

Papa
ad

risposto con gravi e amorevoli pale

rolejiicevèquindi
alta

regie credenziali, che

voce e tradotte in italiano lesse
ai

mg/

Boccapaduli segretario de' brevi

giapponesi sono di regione

as-

principi.

Dopo

di che,

il

p.

Gonsalvo gedegli aia-

sai pili lontana. Il

Papali fece incontra-

suita salilo sul pulpito, in

nome

re e onorare sino dal confine della pro-

bascialori giapponesi pronunziò

una

elo-

da Toscana e sbarcali iu Livorno, e poi anche da due compagnie della pontificia
vincia di Viterbo, siccome provenienti

quente orazione latina ubbidienzale; cui rispose nel pontificio nome mg.' Boccapaduli, dicendo che Gregorio Xlll e cari

guardia de' cavalleggieri. Alloggiali nobilmente nella casa del Gesù dal p. Aquaviva preposito generale della benemerita società ta fu la

dinali volonlieri

abbracciavano

le

dichia-

rale regie proteste di fede, ubbidienza e

divola volontà, desiderando che a loro

c-

omonima; non
la

è a dire quangioia del

sempio
latria,

altri

principi e le, lasciata l'ido-

consolazione e

Papa

e degli ambasciatosi, pel sospirato arri-

vo nel centro del callolicìsmo, a ugustoi-S'e-

conoscano Dio vero e Gesù Cristo mandalo da ini, che tu ciò consìste la vita eterna. Le lettere, l'oraz-ione, lu rispo-

aS
sta
si

U

15

B
nel p. MalTei. Piibai

U
poiinncii piedi,

B B

ponno leggere

ciali dagli

ambasciatori

m(i del 1738, e pel cardinal Orsini nei u.' 6642 e 664^1 de\Diario di Roma del
I

visitala la
stoli,

tomba de'Pi inuipi degli Apofuiooo dal Papa trattati di magniValicano, e ricevuti
iu

760),

i

cardinali

non poterono uè pon-

fico ospizio nel

do-

mestica udienza, fece da iiiteiprele lo
so p. Madei.

stes-

da ambasciatore d'alcun sovrano o repubblica, ma soltanto da ministri diplomatici o da Protcttoi'i d'im-

no

tare in

Roma

Xill,

il

Morto poco dopo Gregorio degno successore Sisto V garegtali

peri, regni e nazioni,

come

dichiarai

iti

tale articolo e altrove;

avendo pure avcol tito-

giò col predecessore nell'ouorare
bilissitni ainbascialori,di

uo-

vertito, che se
lo d'

chiamai talvolta

che e

di loro par-

ambasciatori alcuni cardinali, ciò
per seguire
il

lenza parlai in
lo

pi

il

luoghi. Nel

iGoSPao-

fu soltanto

iVovaes,

ma

provò grande consola/ione, per la venuta in iluuia di Carlo Gonzaga duca di Nevers, spedito dal re di Francia Enrico

V

n(jn doversi loro tale titolo, e
te

quello di ministri.

solamenAggiungerò che il
:.

IV

il

G/v/n<^Zt%

con

titolo

d'aiubascia,

Cardìnalus iwiìdue alicujas Principis laici
Cohellio, Notiiia Cardiiialatus

lore per rendergli ubbidienza
stargli riverenza

e contein

LegaUoiif. perfungi non debent, riferisce

edosseciuiojCome

pub-

blico concistoro eseguì.

Aedo

stesso tcai-

po giunse
se di
di

iu

Roma

d.

Antonio marcheoratore del re
nella costa
il

Quid auleni si Cardinalis a Principe Luco rcquiratur, ut Legalio' ncììi suo nomine ad alium Principcm,
a p. 171:

Funesta moro,

(|ual

edam Romanwn Pond/icem snscipiant,
numcpdd agerc,
illaq ;fungi debeatPne-

Congo o Bassa Guinea

d A-

fiica,

per mezzo del quale

re d. Alva-

gad\,x respondeasj ita eniin prudentis-

ro volle con particolar maniera dimostrarsi

nuovo

Ijglio liveieule del

Vicario

di Cristo e prestargli ubbidienza.

Di que-

sl'ambasciatore ragionai altrove, cornea

deEstouteuilCar' a Carolo T II Francoruni rege rogatus^ut unain cuiii alus,quos Romani miltebat, Legatus ire
sinius {'irCuglielinus

dinalis Rollioiiiagensis

Udienza, dicendo della medaglia monuujenlale perciò coniata, pe'missiouari inviati da Paolo V iu delta regione, e pel nionumeuto sepolcraleereltogli nella basilica Libeiiana, essendo morto in Uoma.
JN'el
1

non gravaretur,

respoiidit, nec debere,

nec solitum esse Cardinalem, nisi prò

Romano

PoiUifice,

Legadone

accipere.

74'2 eletto imperatore Carlo VII, no-

nnnòambascialore straordinario per rendere ubbidienza a Beucdello
X.1

V

il

car-

dinal Borghese, ciò che eseguì solenneinente, e lece cjiiiudila sup()lica dellePreci Priiìiaric.

Tranne queste ambascerie
la

straordinarie per l'ubbidienza da rendersi

alias. Sede, o per

presentazione del
l'in

TribiUo della CluiiCti,^ per
del regno delle

vestitura

due

ly/t/Z/c, la (|uale tal-

volta

hi

prese nel concistoro pubblico

anche ah.uu cardinal deputalo procuratore, mediante omaggio e giuraineulo, bacio del piede e della mano del Papa,
il

quale l'ammetteva

al

duplice amplespel caidinal

so

(come

si

può vedere
u."

A-

Fcderieus III (pioque Roma/ioi-uni Inipcrator petens aNicolao[ò\ Cusa) Cardi ualiss. Petriad T incula in Germania tane agente, ut Legatus suus eonventu; lùitisponensi iiiteresset, ob causani fidei indicto, respondit Cardinalis, id sibi, nisi concedere Pontifex, nullo /nodo licere j nec antea Imperatori assew et sii, quam scriptum esset Nicolao concessio impetrata, ut Cardinalis Papic/isis (Aiumanuali) tcstatur in epistola 48 apologetica apud Cardìnales dìtnisso consi.stoi'io contea Joannem Cardinalem Attrebatensem (GeoIlVoy) videnda. Dirò per ultimo, che il n. 198 del Diario di Roma de' 24 novembre i8oa ripoil.i. Avendo Papa Pio VII dispensato did pubblico ingresso il conte de Sou-

V

qua\iva uel

324'nlel Diario di Ro-

lix

e IJulbleiu aiubuscialoie slruuidiuaiiu

U
tli

V,

n un

29
ca-

Malia

I

regina di Portogillo alla

s.

Sc-

cavallerizzo in abito di gala sopra

ile, ed accordalo al medesimo di porlaisi domenica mallina 21 del coiiente alln

vallo vngaitienle guarnito con fantini ai
lati.
i.""

Venivano

poi altre

4

'carrozze, nella

sua 1/ udienza, l'ambasciatore ne fece precorrere gl'inviti a' cardinali, al corpo
diplomatico, prelati, principi e altra nobiltà,

delle quali eranvi mg."^ IVadiiii ,d. GiAltieri, d. Pietro

rolamo

ad

effetto di

mandare
i

le

carrozze coi

loro gentiluomini pel nobile corteggio,

de Souza Hold'ambascata (figlio dell'ambasciatore e poi duca di Palmella) e Giuseppe Sutterman maestro di camestein consigliere
ra, ludi

come segm verso le ore numero si portarono al
basciatore incontro
la

5, clie in

buon

incedeva

la

carrozza del genero
d' .Alva in

palazzo dell'am-

dell'

ambasciatore conte

uni-

chiesa di S.Loren-

forme
faele

e proprie livree,avendo seco d. Raf-

zo

in

Pane

e

Perna,dove furono dall'am-

basciatore
schi. In

falli servire di squisiti rinfre-

quell'occasione l'ambasciatore
dell'

d'ordine della regina insigiù
di Cristo

ordine

Domenico Pappiani
della

console e
di

agente regio, e della croce dell'ordine
s.
si

Giacomo

Spada Gherardo deUos-

Guarneira incaricato d'alfari di Poril redi Sardegna. Dopo di questa veniva altra carrozza ov'erano cavalieri Alvarez, Pappiani e de Rossi, e Gioacchino Saverio («omez segretario, INcll'altre carrozze dell' ambasciatore a\eano preso lungo nobili addetti allacoiotogallo presso
i

i

direltore dell'accademia di Portogallo

iia di

Portogallo, sacerdoti superiori della
i

in

Roma.

Il

lutto disposto, all'ore 16 1/2
il

regia chiesa di
e
la

s.

Antonio de'portoghesi,

l'ambasciatore s'incamminò veiso

pa-

famiglia nobile dell'ambasciatore me-

lazzo Quirinale col seguente ordine.Pre-

desimo.

Con

(presto nobilissimo treno «

cedeva uno
l'altro

staffiere di

vanguaidia,quindi

chi d'oro avanti

che pollava l'ombrellino con fiocla vaga berlina di vanil

accompagnamento, e sempre in mezzo a mia folla di popolo, giunse al palazzo aposlolico Quirinale, ove colle consuete

guardia ov'era
denziali).
di

gran cuscino
staffieri

(colle cre-

formalità fu licevuto dalla famiglia nobile pontificia, e quindi fu

Indila

con

ricca livrea

inlrodollnda

panno verde e

can)icioIa di

scarlallo

rosso guarniti con gallone d'argento, e

ceremonie pontificie all'udienza del Papa. Dopo aver baciato
i]ue maestri delle
il

cappello pure gallonato d' arg«rito con
peiinacchiera bianca. Succedeva a questa
lina bellissima

piede e

la

mano,

e di essere sfato

am-

slufa

vagamente ornala

messo all'amplesso, cominciò genuflesso il suo complimento presen'ando aPioVII
le lettere

con metalli dorati e ricca doratura, dove avea preso luogo l'ambasciatore in gran-

credenziali del serenissimo regfiglio della regina.
Il

gente Giovanni VI

de

iitiiforme di

comandante
i

delle guar-

l'apa fece cenno airand)ascialore che
alzasse e sedesse. Prosegiù
il

si

die del corpo della regina ed insignilodei

suo discorso
santoPa-

suoi ordini, con in carrozza

prelaliSer-

esponendo
die
la

la

causa

flella

straordinaria
il

quedecano e sotto-decano in aLito nero, marciavano paggi a piedi con vago abito di velluto verde e camiciola
sta, oltre del
i

lupi, Frosini e Pereira, ed a'Iati di

nnibasciata diretta a felicitare
in

nome

del serenissimo reggente per
al pontificato, e

sua esaltazione

per rendivozio-

dere una nuova pubblica testimonianza
del filiale rispetto, della

ganzo d'oro tessuto in cremisi, guardaportoni colle loro ricche tracolle,e due
di
i

somma

volanti riccamente vestiti di scarlallo ros-

ne e fedeltà della real corte di Portogallo alla s. Sede, implorando pel serenissi-

so con gallone eguale a quello delle livree

mo

principe reggente, per l'augusta fela

e cotolini di seta

rossi

C(jn

gran fiocchi

delissima regina,
sudditi portoghesi
lica.

corte reale, e tutti

ì

d'argento

alle

bande, e berrettoni colio
il

la

benedizione aposto-

Stemma

dell'ambasciatore. Succedeva

Pio VII rispondendo con senlimen-

3o
ti

U C B
afTelUiosissimi
,

U
il

B

E
recatisi a

esternò

sincero gra-

fnmhuii delle milizie,

festeg-

tlimento cleiranimo suo per quest'alto di
religiosa

ginrio. Nella stessa sera e nella seguente

venerazione prestalo alla
distinto elogio

s.

Sede

l'ambasciatore nel suo appartamento

il-

dajla real corte di Portogallo; e facendo

un pubblico
fedelissima

all'

angusta

luminato ricevè le visite tifile di calore, inlrammezzate da continui rinfreschi di
gelati

regina, al
la

seienissitno legle

e biscottinerie. Dipoi questi

tre-

gente, ed a tutta

famiglia reale per

ni degli ambasciatori

luminose replicate prove della cristiana
loro pietà, incaricò l'ambasciatore di accertaie

e solamente

si

andarono in disuso, rinnovarono per gli an»ceremoniali, con-

basciatori straordinari al ConrlnveAiìoltre
si

sempre più

il

serenissimo princire-

semplicizzarono
il

i

pe della paterna sua dilezione, e del
a tutta la corte reale
di

sislendo ora
in piìi nobili

treno degli ambasciatori

cipioco singolarissimo suo attaccamento
J'ortogalìo,
In

carrozze co'cavalli guarniti

di fiocchi e l'insegna dell'ombrellino, co-

fjne concluse con obbliganti
(li .sa

espressioni

me
ta

iP/vV/r/y» romani.

Conviene e impor-

stima e di afTelto verso

la

persona

stes-

tenere pieseute per tutto l'articolo,

ilellauibasciatore, per le molte virtù,
i

quelli indicati in corsivo, e per gli

^rne

che oltie

nobili$si(ni suoi natali lo ren-

bnsciaton\ oltre questo, Udienza e Residenza, e
nayioni.
gli articoli de'rispeltivi slati

devano
nata
la

accetto, caro e distinto.

Termi-

risposta del Papa,si tratteiinecon

esso solo l'ambasciatore all'udienza, e pòscia

UI5I31D1ENZA
TOlll.
Vino,
/".

DEGLI AMBASClAe

Pio VII an)misebeuigiiamente
il

al

ba-

Ubbidienza.

ciò del piede tulio

suo corteggio. Lisi

UBBRI AGREZZA

UBBRIACO, f.
(s.).

cenziatosi l'ambasciatore,
sitare
stato.
il

trasferì a vi-

cardinal Consalvi segretario di
di ciò col

UBERTI
Nacque
in

Bernardo

Cardinale.

Dopo

medesiu)o treno,

Firenze

di chiara e antica pro-

l'ambasciafore percorrendo buorìa parte
della via del Corsosi portòalla visita della
basilica di
s.

sapia,e seppesino da giovinello congiun-

gere l'illibatezza del costume
cazione degli sludi. Però
le
il

all'

appli-

Pietro, e nell' uscire lasciò

Brocchi, nel]^?iv.\

copiosa limosina a'poveri. Indi l'ambasciatore
si

Fite de santi fiorentini,

,^.\Soi^

recò a visitare, in luogo del
,

riferisce

che

in

gioventù
1'

si

die alle vanità

decano del sagro collegio
bani impedito,
Anlonelli,
lati
il il

cardinal Al-

del

mondo
i

e alla vita libera e sciolta,

ma

sollo-decano caidinal

non
che
nel

viziosa. Ricusate

onorevoli

nozze
e ri-

quale accompagnato da'pre-

parenti

gli

aveano procurato,

Pallotta, Tesini, IMa'itai

eTiberi

l'in-

tiratosi quasi

prodigiosamente nel io85

contro fino alla

sala, e l'uilrodusse nella

cameia
in
il
li

di ricevimento,

dove

si

trattenne

Siini,

iscambievoli discorsi, nel qual lem[>o

le

monastero di s. Salvi de'vallombrodopo averdato luminosi esempi deipiùstd)limi virtù, vennecoutro sua voi

cardinale fece servire l'ambasciatore e

glia nel

oqy elellogenerale
Sy anni,
lo

di lutto l'or-

suo corteggio di abbondante rinfiesco

dine

di
II

e nel teiiq^o stesso

Ur-

di cioccolata e di varie sorte di gelati; e

bano

creò cardinale prete, dignitù

con ciò l'ambasciatore die principio alla
visita del
s.

che da

lui

sinceramente ricusala, accettò
s.

collegio,

facendo

ivi

pine

di-

poi per ubbidienza col lilolo di

Griso-

slribuire nel partire limosine a'poveri accorsi. Restituitosi l'ainbascialore al

gono. Sostenne con
apostoliche per

immensa sua lode e

pròa

vantaggio de' popoli parecchie legazioni
la

prio palazzo imbandì

un lauto pranzo

pace d'Italia, singolar-

chi l'avea corteggiato. Nel pomeriggio fé-

mente
le

nella provincia di Lond):ir(lia,
l'allora

od

ce dare molte altre limoline a'poveri, e
nella sera rinfresco e

oggetto di slerminare

dominan-

mancie

alle

bande

e

simonia, e per convertire gli scismali-

6

U B E
ci

U B E
la

3r

o almeno per fienaie

loro lemerilìi.

mosiiie del pio cardinale, lo fecero aggra-

Ebbe commissione
sigli la

d'assistere co'suoi con-

vare

di debiti. IMirabile fu

il

zelo suo per

gran contessa Malildc (A.), die già da qualche tempo avea richiesto alla
s.

la cattolica

religione e pel
la

ravvedimento
sua umiltà.
A.

de'peccatori, e profonda

Sede, di cui fu eroina e benemeren-

tissima (e meritò d'esser chiamata da s. Gregorio VII e da Pelagio II, la Dchora del Testamento nuo^-o ), un consigliere che tenesse presso di lei le veci del defunto s. Anselmo vescovo di Lucca, che l'a'

sua intercessione e vivente, Iddio operò strepitosi miracoli, fia'quali si narra che
col

segno

di

croce fece retrocedere

il

fì'.i^

me
gini

Po, che gonfio d'acque, rotti

gli

ar-

\ea guidata nell'esercizio delle virtù e perfezione cristiana; onde contribuì alia con-

inondava spaventosamente le campagne del l'armigiano. Ricco di meriti e di virtìi, mor\ santamente in Parma, come supernalmente illuminalo avea predetto, a'4

ferma ed estensione de'dominii temporali

dicembrei i32 secondo
i

la

più

dalla gran conlessa donati
s.

al

Patiimoil

vera o[)inione.oa'3 dicembrei
,

33

e d'an-

iiio di

Pietro. In questo
si

tempo

santo

cardinale
sa coloro

porlo a

Parma

per richiamadella Chie-

ni 72 come apparisce dalla lamina di piombo trovata nel suo sepolcro nella cat-

re all'unità e alla

comunione
dell'

tedrale,

ove fu deposto con breve

iscrizio-

che aderivano

allo scisma, e ce-

ne. Nel 1,543 fu dall'antica
rito in

tomba

trasfe-

lebrando nella solennilà
inessa nella cattedrale,

Assunta

la

più decente luogo, e poi collocato
altare

dopo l'Eviingclo
a detesta-

sotto

un

predicò
'

al

popolo per invilario

Chiesa ne registrò
gio

denho preziosa urna. La il nome nel Martirolo-

re lo scisma. iMa

avendo

nel fervore del

romano
il

a'4 dicembre. Tntlavolla os-

discorso proferite alcune proposizioni con-

serva
p.

Castellini,

De certitud,

glor. ss.

Enrico IV, nemico della Chiesa romana e fautore acerrimo
trarie all'imperatore

434»
cui

^^'^ s'ignora

ancora da chi que-

sto santo fosse
|)er

dello scisma, quella parte di

numeroso
all'ini-

quando

solennemente canonizzato, vallombrosani fecero
i

popolo che empiamente aderiva

istanza alla congregazione de'rili per

l'e-

quo
tro

principe,
il

si

scagliò furiosamente con-

stensione a tutta laCliiesadeiruilizio ch'essi

santo cardinale, e strappatolo con
di

ne facevano, fu rigettata nel 7 4, per1

1

violenza dall'aliare, lo pose in carcere, con

chè non constava della sua formale canonizzazione, sebbene constasse della santità e del
ti,

animo

procedere ad altre crudeltà, dei

predando

vasi sagri e

i

preziosi arredi.

suo culto immemorabile. Infat1

La

conlessa Matilde udito l'orrendo e sasi

Alessandro VII con decreto de'2
1

no-

crilego attentato,
la testa di

condusse a Parma

ali

vembre 665 avea concesso per
si

le

dioce-

sue truppe, del che
il

atterriti

di

parmigiani, senza attendere
so nella città,

suo ingres-

indi

da Clemente

Firenze e Parma l'unizio e messa, IK amplialo a'28 gen-

prontamente consegnarolei

naio 1668,

come

rileva

Lamberlini,

De

no a'messi da

spediti

il

cardinale, reIl

Canon,

ss. lib. 4, pai'-

2,cap. 5, n. 3 e 6.

stituendo pure tutto l'involato.

cardi-

nale s'interpose con l'irata contessa, e ri-

sparmiò

la

vita agli autori del nii^filto.
tolti

Se ne celebra la festa con indulgenza, anche nella chiesa di s. Prassededi Pioma. Scrissero di questo santo cardinale a lungo, oltre
il

Destata perciò in
nerazione,nel
i
1

ammirazione

e ve-

Brocchi, Muratori, Annali,
1

t.

06 rimase concordemenpopolo in vescovo di

6, par. 2, p.
e

00

;

Orsolini,

De' Pontefici

te eletto dal clero e

Cardinali fiorentinij Eggs, Porpora

Parma, che
squale
li.

ridusse all'ubbidienza di Pa-

bardia,
ni

in LomParma e colle sue maIo consagrò vescovo. Le obbondanli li-

Questo Papa passando
recò in

dotta, Supplemento, p. 36: ne scrissero la Fila, s. Atto Pacense e pubblicata dal
p.

si

Tesauro Veli valloinbrosano
1

in Ilonia

nel

1

2,

ed

il

p. Allò,

Vita dis. Bcrnnr-

32

u

r.

E

U
me
suo fondatore e
i

V,

E
vescovo, onora
s.

do degli Vhcrti

alihatc dì Fallornliro-

i.°

sa ('cardinale di s. Cliicsa ^Vavtna 788.

Lamberto per suo
ni della selva

principale patrono,

li-

UDElìTO
si

(s.),

vescovo di Liegi.

No»

berto penetrò ne'Iuoghi più aspri e lonta-

hanno sicure notizie della sua vita fino le vanii\\ tempo in cui al^bandonando tà del mondo, si dedicò al divino servigio sotto la disciplina di s. Lamberto vescovo
di Mastiiclit,

diArdenna,
11

e vi distrusse

il

cullo degl'idoli.

suo zelofu da Dioavvadi sua
il

lorato col donode'miracoli.

velazione

il

tempo

Seppe per rimorte un anno

Sembra peiò

cli'egU

prima,

e

raddoppiò

fervore per dispor-

uscisse di nobile casato dell'Aquilania, e

visi. Neil'

occasione della consagrazioue

passasse

la

sna giovinezza alla coi

te

del re

Tierrico oTeodoricollI,efurseancbe per
fjualclip

lislaljchenel

tempo a! servizio di Pipino di He68 divenne maestro del palazzo d'Aiistrasia. Narrasi ch'egli amava olliemodo la caccia, e condnceva ima vita affatto mondana; ma tocco dalla grafia, prese la risoluzione di non vivere che
1

d'una nuova chiesa a Fur,egli [uesecomriiato dal suo popolo con un discordo; subito dopo fu presoda rebbre,e mori nel sesto
giorno della sua malattia a'3o maggio del

727.

Il

suo corpo venne poi lato
s.

a Liegi,

e deposto nella collegiata di

Pietro

,

per Gesìi Cristo, e
via della salute san

tolse a

maestro della
in

donde neir825 fu trasferito alla badia di Andain nelle Ardenne, la quale ora porta il suo nome. Molli pellegrini concorrono
bia,
a visitare l'arca di
s.

Lamberto, ch'era
virtù.
Il

Uberto,
la

il

grande estimazione di
e
i

suo fervore

quale è invocato soprattutto contro

rab-

suoi [)rogiessi nella perfezione e nelle
gli

eper sua intercessione sono operate
festa

scienze ectlcsiastiche,

merita lono d'es-

molle guarigioni miracolose. La sua
si

sere innal'/ato al sacerdozio, e poco
il

dopo
fu in-

celebra a' 3 di

novembre, certamente

santo vescovo associollo

al

governo della

pei'qualche traslazione delle sue reliquie.

sua diocesi.

Dopo che s. Lamberto
assassinato,

UBERTO o ILDEBEPtTO, Cr7/v//W/('.

degnamente

berto nel 708 Egli si mostrò vero seguace del suo maestrOj di cui invidiava
Iroci ingiurie altro
la

venne eletto li709 vescovo di MaUricht.
fine.

Alessandro

li

del

io6i

nel principio

del suo pontificato lo creò cardinale dia-

cono, e poi vice-cancelliere di
Panvini'o e
altri scrittori

s.

Chiesa.

Le più

ain-

non ne fanno

non ficcvano che
la

menzione.
UL5El\T0,C<^//v////rtZ('. Suddiacono car-

fuocate

il

suo zelo per

salute de pec-

catoli; pieno di carità pe' poveii, distri-

dinale di
Il

s.

Chiesa,

(lori sotto

Alessandro
in Inghil-

buiva loro tutte

le

sue rendite; imlefesso

del

106

r,

che r inviò legalo

nell'esercizio del pastorale ministero, a-

depravasi efficacemente ad abbattere

il

\Ì7Ìoead estirpare gli avanzi dell'idolatria; predicava il Vangelo con molta forza ed unzione, ed alimentava
il

suo fer-

appose il suo nome al decreto sulla primazia di Cantorbery su York; legazione che meglio sembra essersi esaurita dal celebre cardinal Uudjerto vescovo di Selva Candida. D'ordine di s. Greterra, indi

vore con continui digiuni ed orazioni. Nel

gorio VII ritornò legato apostolico
ghilterra
,

in

In-

720
un

trasportò

il

corpo

di

s.

Lamberto da
Mosa
il
,

per esaminar

la

causa del veil

Waslrichl a Liegi, che non era allora che
villaggio sulle rive della
e vi

scovo di Dot, e per
glielmo
1

ammonire

re

Gualla

a rivocar la proibizione fatta ai

fece labbncnre
slesso ove
il

una

bella chiesa ncllii0''u o

vescovi de' suoi dominii di portarsi
visita

santo avea versato

proprio

sangue,
lorché
la

la

quale divenne cattedrale alIra'.fcrita

de sagri LìiiÙiki. In t.de occasione ordinò, che da ogni melropolilano fossero mandati due vescovi
celebrarsi in
al
i

sede di Mastiicht fu

."concilio
si

da
Vi-

Liegi, cioè nel

chiesa di

721, dal qua! tempo la Liegi, che riguarda s.Ubei lo co

Roma. Da

alcuni

pretese

vescovo di Riiidid o di Pidcsiriiui.

UB
sce altro
tli

E
si

UBE
conopcroiic

33

vevn ancora nelioSi, indi non
lui.

quest'ultimo però non può esserlo stato,

Gerardo

V

era morto nel i475,
la

URERTO
stalla, e nel

o

RODERTOo VITALE,
titolo di
s.

onde

ilp. Ilclyot

opina, che
^^^

fondazione

Cardinale. Prete del
fu presente neli
i i

Sabina,

seguì nel

i44Ì ^

i44^-

T'''' scrittori

io6

al concilio di

Gua-

non
re

si

accordano neppure nel descrive-

12 a quello di Luterano,

la

figura del collare dell'ordine. Dicu

celebrati da Pasquale II, ed a[)provò con giuramento quanto avea o[!erulo tale

Papa intorno
stiche.

alle investiture

ecclesia-

Schoonebeck, ch'era composto di molti corni da caccia, da cui pendeva una medaglia coll'immagine di s. Uberto. Giustiniani

pretende ignorarsi

la

divisa del-

UBEPiTO, Cardinale.
1
I

Nel dicembre

l'ordine.

Mirco nulla ne

dice,

sebbene as-

22 o

neli

nale diacono di

123 Calisto II lo creò cardis. Maria in Via Lata, e
a favore del vescovo di Gè-

sicura che gli sla-tuti scritti in tedesco si conservavano mss. nella casa di Corterabaclis, e presso altri col catalogo de'cava-

sottoscrisse la sua bolla spedita in LateI

ano

nel

1

1

23

uova.

UBERTO
cap.

(s.),

Ordine equestre
11

e mi-

litare di Baviera.

p.

Helyot, Storia
t.

degli ordini religiosi e militari,

8,
s.

coati di Limlieri lino 0I14B7, tra'quali burgoTeckeuiburgo edi Nassau; baroni di Merod, Falleuce, SombelF,Bugel,Wallen, Blungart e altri. Il p. Bonanni, che nel Catalogo degli ordini equestri e mii
i

60

:

De' Cavalieri dell'ordine di

litari,

ne riporta

la

figura a p. 5i, riferi-

Uberto, narra che morto Rinaldo III duca di Juliers e di Gheldria nel 4x3, gli successe Adolfo II duca di Mons, il quale
1

nel
cati

1425

ricevè l'investitura de'

due du-

dall'imperatore Sigismondo.

Ma Ar-

'"^ Ravesperg auìmeltevauo soltanto nobili e che l' insegna era una collana di oro coll'immagine di s. Uberto in atto di adorare il Crocefisso fra due corna di cer-

sce

che fu

istituito nel 144^*
si

di vVeslfalia,e vi
;

noldo d'Iìgiuont che avea delle pretensioni su quelle Provincie,

vo.
ta

Né ciò fu senza
il

mistero, poiché raccons.

s'impadronì del

ducalo diGheldria, ed entrò con truppe in quello di Juliers, il che obbligò Adolfo II a trattare con lui un accordo, colla cessione del ducato di Gheldria, oltre ! 0,000 fiorini per l'altre sue pretensioni, e fece coi) esso tregua per 10 anni. Morto Adolfo II senza figli, ed essendogli succeduto nel ducato di Juliers nel 1437 Gerardo V suo nipote, Arnoldo d' Egmont rinnovò le sue pretensioni su quel ducato, vi rientrò con un'armata nel i444> '^^^ f"^' disfatto da Gerardo V, che riportò una celebre vittoria a'3 novembre, giorno della festa di
gi.
s.

Uberto a'3 noBertrando duca d'Aquitauia, come essendo ancor pagano occupato nella caccia, gli apparve il Crocefisso fra le corna d'un cervo (come di s.pjustachio meglio narrai nel voI.LXKV, p. 289) e gli comandò che andasse a trovare s. Landjerto vescovo di Mastriclit,ed avendo egli ubbidito, fu da quello amSurio nella
vita di

vembre, che dice figlio

di

maestrato nella fede e battezzato. Recapoi in R.oma ad Liinina Apostolo' rum, fu eletto vescovo in luogo di s. Lamberto defunto. Aggiunge il p. Bonanni, che cavalieri di s. Uberto nelle feste sotosi
i

L bertoni-'

.)

vescovo di Liedi questa vitto-

lenni

doveano

tutti vestire abito

nero al-

In

memoria pertanto

l'usanza spagnuola, ornato della suddetta
collana, da cui pendeva la croce patente
gioiellata e larga

dicono alcuni storici, fra'qualiSchoonebeck e il p. Bonanni, che Gerardo V
ria,

4

dita,

il

cui disegno rilutti
gii

istituisse

un ordine

di cavalleria sotto

il

porta anche

n p.

i5i. In

altri

nome e protezione di s. Uberto; ed come Mirco e Giustiniani, pongono
tuzione dell'ordine nel
VCL. LXXXII.

altri,
l'isti-

giorni portavano

una

fascia di seta lossu
sinistra
la

i473

i477- '"

pendente dalla spalla destro, a cui era appesa

al fianco

croce equestre

3

34
r;i;:;gianle,
(lei

u

R

E
I'

u
imtnngine
corna
d'oii

n

E
detta carlcn d'ar-

avcnle nel meyzo

peralore Giuseppe
cimaeslro, ch'era
rato di
stesso

1, la

Crocefisso collocalo fra

le

slitta

unita all'eletto-

ciMvojedi più nella paite sinistra del pelfo aveano ricamala in oro e argento la nìedcsima croce, ovvero l'ovato raggiante col

Baviera, venne restituita dallo
I

Giuseppe all'elellorcPalalinoGio.
di

Guglielmoduca

Neohurgo

(de' quali

motto

in tedesco:

Sta saldo nella

fede: Tu fide sta finniter, S'mcomu\\c\ue, lipiglia il p. Helyotjdopo la nioiie di(iio.

avvenimenti meglio a Baviera e PalatiN^To), che per conservare la memoria,
volle

come duca
s.

di Juliers ristabilire l'or-

(idglielmo duca

di Juliers, stante le difla

ferenze insorte per

successione tra

l'e-

lettore di Drande!)«rg e

Wolfango

Gii

glielnio

duca

di

principi fecero
pel quale
il

Ira di

Neobwrgo, quegli due loro un accordo,
di
i

Uberto da gran tempo abolito, del quale si dichiarò supremo magistrato o gran maestro. Ne rinnovò neh 708 gli statuti con questo titolo; Statuta Ordinis
dine di
inilìtaris
s.

Ilubcrti

a

Sercnis. Princip.

ducalo

Juliers toccò al

Jo. Griil. CofJìit. Palatino

Rheni S. R.L
a'

duca

di

Neoburgo.

IN'el

G85 essendo mor
Palatino del

Elcct. Questo principe conferì l'ordine a

lo senza figli

Carlo conte

molli signori di sua corte,

quali asse-

Reno

e 8.° elettore dell' impero, Filippo

gnò

delle pensioni considerabili, colla conla

Guglielmoduca diNeohurgoe di Juliers, avendo nell'istesso anno ereditato il ducalo di Cleves, col flivore dell'inìperalore I.eopoldo l,che avea sposala una flelle sue
figlie,

dizione che fossero tenuti a darne

10.*

palle pel mantenimento de'poveri dell'ospedale, e che inoltre sborsassero nel gior-

no

della loro accellazione neiroidinei
al

00

successe al palalinalo

tiel

Reno

e

ungari d'oro. Quanto
segne, dice
il

vestiario e ini

alla dignità di elettore.

Era

stato quest'e-

p.

Helyol, che

cavalieri nei

lettorato stabilito in favore di CarloLuigi

giorni solenni

vestivano di nero e alla

conte Palatino del Ueno, conforme al trattato di Miinster del 164^5, l)enchè in vi-

gore della bolla d' oro non
questo fu l'espediente che
cificare
i

vi

doveano
;

spagnuola,ma non portavano la goliglia. Portavano al collo una catena d'oro, da cui pendeva la descritta croce, e sull' abitoil detto

essere più di 7 elettori dell'impero
si

ma
pa-

trovò

pei-

raggi, nel cui
le

due rami
de'conti

Palatini,

mio dello
(

parole in

ovaio o cerchio atlorniatoda mezzo in fondo rosso erano alemanno: Pcrse^'crale co-

Hidolfìiio

Pala tini

A^), l'altro

stante nella Fede. Fuori de'giorni di cercinonia e delle feste solenni

detto Guglicdiiìino o de' duchi di Bavie

non polla-

r^

(^'.),

i

quali erano slati messi al pos-

sesso della dignità di elettore, di cui Fer-

vano collare, usando s-.igli un nastro rosso che dalla
scendeva all'anca

abili ordinari

spalla sinistra

dinando

V

conte Palatino del Reno era

dritta, dal

qual nastro
sinistra

sialo privalo dall'

imperatore Feidinanla

pendeva

la

croce, e nella parte
il

do

11

nel
di

1623, per aver accettala

co-

dell'abito eravi

descritto ovato. Altri

rona

Boemia

oftertagli
l'S."
la

da' ribelli del
erasi
te-

scrittori vogliono,

che

i

cavalieri portasdell' inse-

regno. Nell'istiluirsi
sitnihnenle slabilila

elettorato
di

sero

un

colletto d'oro,

ornalo

carica

gran

soriere dell'inipero, nitri dicono ristabilita

gne de'caccialori, d.d (piale pendeva una medaglia figurante s. Uberto, che cadea
loro sul petto.

la

dignità d'arcidapifero del medesi-

Secondo

gli

statuti dell'or-

mo,

lolla a
il

Federico

V

e confcM ita a
di

Masil

dine,

similiano

Grande duca

Baviera,
lui

numero de' principi inend)ri del medesimo è indetermiuatojquello de'conil

quale, secondo altri, ebbe
Iclloralo Palatino, e che

la di

carica

ti

e

baroni formanti

il

capiloh), uniti

a

d'arcimaestio del palazzo annessa all'e-

venendo Massi-

niilianoprrvatodel

stio

elelloralo dall'ini-

un gran commendalore, fu fissato a 12, Per morte di INlassimiliano Giuseppe III duca ed elettore di Baviera, li^ruiinundo

-

U
con
lui
il

B E
eletlorePalalino,dii-

UBE
de dcHNirdiui' dopo
la ri

37
voluzione francese
scorso secolo,

i.°raino della casaPalalina,Cnrlo

Teodoro diSullzbac

a vvenulii nel declinar dello

cadi Julierse Beig,e capo del 2. "ramo, gli successe negli stali ediguitìi.Mortoanch'egli

futrasferila nFrancfort^e
I

chcLuigiXVIII
1 1

e di

Francia

lo

riconobbe nel 8 6.
1

Ma

senza piole,ebbe a successore

il

duca

di

è noto che nelle rivoluzioni del

789 e del
ordi-

Due

Fonti ]\]assimiliauoGiuseppe,cho poi

itS3oin Francia, tranne

la

Legione d'otutti gli

di venne i.° re di Baviera col

nouie

dilNI.is.

nore
ni lo fu

{f^-),

furono soppressi
di

siniilianol. Questi
s.

confermò l'ordine

di
i

equestri che descrlsNÌ a' loro articoli, e

Uberto come

il

principale del regno,

pure questo
1

s.

Uberto. La sua ori1
'

suoi statuti e privilegi, et le

Ha de

telle

gine risale a'3
tuito da

maggio 4

6, e

sorte

à l'ordre du

inerite ch'il de la con-

45

principali signori del

venne istiducato

de Bavière (/u'il avaitfonde (cioè V ovò'xxiQ A\ Masstniiliano Vedi^òt\ merito civile, avendo pure istituito l'ordine di Massimiliano, f^'edi, dei merito militare, non che confermato e ampliato l'ordinedi s. Michele^ Tedi), que capitidaires sont aussi grands-croijc de l'ordre du merile c/i'/V, ils ani le pas sur Ics autres gramh-croìx de l'ordre de s. Hubert, et qué les 12 niembres duchapilre de l'ordre de s. Hubert doi^-'ent e tre choisis parmi les coinniandeurs de l'ordre du mente civìl qui ani les qualités requises et remplissent 6 ans rette place. Per disposizioni regie più recenti non vi sono che
roìine
^

di Bar, nella

Lorena

e nella

ora dipartimento del
ciii,

Mosa

Champagne, nella FianBar

riuniti in Car-le-Duc, capitale del

rois, alla

prcNcnza del loro princi[)e

edu-

ca di Bar, cardinal Landolfo o Lodovico

Barry,
22'),

del <piale riparlai nel voi. Ili, p.
in

ma

ambedue

i

luoghi per errore
fu detto de'

allora
di

non conosciuto
Il

duchi

Berry.

fine precipuo di sua fonda-

zione fu di por fine alle guerre che tra essi

ardevano, ed
citi

in

vece impiegare

gli

eser-

a porre

la

corona de'due ducati diBar

e di

Lorena

sulla testa di
il

Renato d'Aiijou
di

nipote del cardinale,

quale voleva spo

sarlo a Isabejla primogenita

Cirio

I

i

sovrani e

i

principi regnanti che ponilo
s.

duca

di

Lorena, come effettuò. Perciò
il

l'or-

ricevere l'ordine di
re
i

Uberto, come pu-

dine piese allora

nome

della

Fedeltà,

loro agnati e parenti in linea masco-

lina, tant

quils ne sont pas au service étrangerj ou les étrangers que le roi cu reconnail particulicrement dignes, ou ceux à qui il est conferépar leurs dans Vechange d' ordres étrangers. Il capitolo dell'ordine
si

adottando per insegna de'cavalieri un lepre bianco avente al collo la collana d'oro, sulla

quale era

il

motto: Tout Uug.
e

L'ordine dovea essere temporaneo
rare 5 anni,

du-

aduna
vi

a'

12 ottobre.

che recò al duca, nel i4^2 fu dichiarato perpetuo e posto sotto la protezione di s. Uberto (^f^.)
pe' vantaggi

ma

La leggenda
i'ast.

della decorazione è:

In tran

vescovo di Liegi,
sa

la cui

immagine

fu pre-

Nel rovescio

è l'epigrafe

commeordine:

per distintivo, in vece del lepre, penabito e

morativa del ristabilimento
avitac

dell'

dente da una collana sul petto, altra sua
figura ricamala ponendosi
sul mantello. In
sull'

In memoriam recuperatac digìùtatis
I

708.
di

UBERTO (s.), Ordine equestre, già di
Germania, che il eh. Gaetano Giucci nella sua Iconografia storica deFrancia e
gli ordini religiosi e cai'allereschi, con

mento

i

di lepri

cambiacavalieri istituirono una caccia che celebrarono sino all'anno
di tal

memoria

1789

nella vigdia

della festa del sauto

patrono. Per essere
segnalati servigi

ammesso

nell'ordi-

figure, dice esistente, senza dire in quale
stato. \J
1

ne, conveniva esser titolali o aveie reso
allo stato,
;

Almanach de Gotha pour
:

l'an-

o avere fat1'

née 83y Ordres deC]wK'alerie,\o riporta nel regno diFrancia, rifereudo chela se-

to imprese celebri

mentre per

am-

raissìone era necessario l'intervento del

36

UBE
na
d' oro.
I

U

B

I

f^ian mnestro, e eli 8 o io de' primi sitenori, oltre r ailesione del sovrano. In

pesa olla boUoniera dell'abito con cate-

gran croce, ed

i

commenda-

principio
di re,

ii

capo

dell'ortlintì^ebbe
(juelio di

il

lilolo

neh 42-2 ottenne
il

grancac

ciatore, e veniva eletto anniialnienle, indi

portavano oltre la croce una piastra guarnita d'argento, attaccata dalla parte destra dell'abito e del mantello, in meztori

dopo

iGif) fu chiamalo gran njae-

zo alla quale era nor.

il

mollo
o

:

Firtus et IIo-

finalmente per gli statuti deh 788 sì rese inamovibile in uno a'grandi officiali
stro,e

UBERTO

(s.)

GRAN CACCIA,

dell'ordine. L'ordine di

s.

Liberto

si

inaii-

AQUILA D'ORO,
UBIQUISTI
rani
il
i

o Ordine del MeriLute-

tenne nel suo pienosplendore, anco quan-

to (/^.) civile di il' iirtemberq.

ducato di Bar e quello di Lorena furono ceduti alla Francia, e Luigi con sue lettere del lySB conservò a' ca-

do

il

o

UBIQUITARI.

XV

quali erroneamente sostenevano che
di

Corpo

Gesù

Cristo è presente nella
in virtù della

valieri tutti
ia ricordata

i

loro privilegi. Allorché per

Eucaristia [F.)

sua divina
essi

rivoluzione l'ordine fu sopsi

presenza dappertulto,Ji/;/(ytfc. Aveano

piesso in Francia,

mantenne

in

Germa1'

maliziosamente abbracciato questo sentia fine di non esser obbligati ad ammettere la Transustanziazione, cioè il cambiamento di tutta la sostanza ùe\Panc e del Pino {F-), oel Corpo e nel Sangue (^'.)di Gesù Cristo. Dicesi che l'eresiarca Lutero sostenne tal sentimento pel corso di due anni. Altri ne fanno i.° autore Giovanni di Vestfalia, detto il T'esl' falò e ministro d' Amburgo nel i552, che si rese famoso pe' suoi scritti contro Lutero e contro Calvino. Altri invece pretendono che fu Breuzio discepolo di Lutero, ma che non pensò sempre come il suo maestro, e che propagò questa falsa

nia e ne fu centro Francfort sotto

am-

mento

ministrazione del barone di Crolbois di

Scewald. Riordinato neliS 5, ne fu amministratore il conte della Morre, eletto
i

poi gran maestro interino, cui successe ii gran maestro perpetuo duca d'Aumont, e nel

marzo 1816 re Luigi XVIII riconobbe l'ordine e per la 4-" volta si rinnovarono gli statuti. Consistevano l'insegne dell'ordine nella croced'oro a 4 hranche
smaltata di bianco e guarnita d'oro, nel
cui centro era

coll'immagine di

una medaglia o targhetta s. Uberto genuflesso dinanzi alla Croce splendente fra le corna d'un cervo; nel rovescio eravi la medaglia col fondo azzurro cogli stemmi del ducato di Bar e l'iscrizione: Ordo nobilis s. Hitberti Bavensis, institiitiis aimo ì^\&. Questo distintivo equestre pendeva da nastro verde-cupo listato di rosso. I cavalieri grancroce usavano un grande nastro di detto colore, che passava dalla spalla dritta al fianco sinistro, in fondo al quale era attaccata la gran croce. Simile nastro aveanoi commendatori, meno laigo e con cioce di minor grandezza, distinguendosi commendatori dignitari
i

opinione nel i56o.
dottori

Ebbe
si

a seguaci Flavio

lllirico,Osiandro e altri eretici. Sei di questi

neh 577

unirono nel monail

sterodiBerg.edivi dichiaiarono
dell'

dogma

Lhiqidlà del Corpo

di

Gesù Cristo

come un
l'eretico
sta

articolo di fede. D'altra parte

Melantone scagliossi contro quedottiina dal primo suo nascere, e so-

stenne ch'era
fusione tra

un introdurre, sull'esempio
nature
le

degli Eiiticldani[F.),
le ihxe

una specie di Gesù

di con-

Cristo,

attribuendo all'una

proprietà dell'al-

relle

liste

più larghe.

I

cavalieri semplici

portavano una croce
al descritto,

e

un nastro

simile

peiù men grande e attaccato a un bottone dell'abito. Gli olficiali u^a-

morte in questa maniera di pensare. Le università di VitIcmberga e diLipsia abbracciarono inutilmente il partito di Melantone, il numero
tra, e persistello fino alla

degli ubiquisti

Tano l'ordinaria croce dell'ordine eap-

prevalse per lungo

aumentò e il loro sistema tempo (va' J.k (crani e

f

1

u e
altri

I

U D A
due
partili: gli

Zj

Protcslanli\V.). Que' diSvezia, sosi

stenendolo,

divisero in

uni pielesero che durante
le tiel

la vita

fuorta-

duca di Svevia e d' Alsazia, nacque nelr893,e fu educato nell'abbazia di s.Gallo, ove si distinse colla vivezza dell'inseano.
congiunta a innocenza
di

Salvatore

il

suo corpo era dapper-

costumi e a pietà.

tutto; gli altri

dichiararono che non ebbe

Falli rapidi progressi nelle scienze, suo

un

siil'atto

privilegio se
in

non dopo l'Ascea-

padre

lo

mandò

in

Augusta, ponendolo
di lui merito, benlo fece

sione.

Sembra che

oggi questa opinio-

sotto la disciplina del vescovoAdalberone,
il

ne non abbia più alcun partigiano fra i si sono essi ravvicinati a'calvinistì,e pensano coaiiinemeiite che ilCorpo
luterani;
di GesìiCristoè presente col

quale conosciuto
1

il

ché non avesse che 6 anni, riere della sua chiesa, il cui
distribuire gli
vestili de'chierici.
gli

came-

ullizio era di

panesoltanto

comunione, enei momento che Io si riceve. L' Ubù^uità di Dio si s[)iega: Dio è dappertutto, conosce tutto, vede tutto, sente lutto, è padrone di tulio, e provvede a tutto. Ubiquista, in termine dsll'università di Parigi, era un dottore di teologia, il quale non era attaccato ad alcuna casa particolare, che non era né di Sorbona, né di Navarro, ec. Gli ubiquisti di delta università chiamavansi semplicemente dottori in teologia, mentre in vece gli altri vi aggiungevano, della casa di Sorbona, o di Navarra, ec. UCITANA. Sede vescovile dell'Africa proconsolare sotto la metropoli di Cartagine, nella città d' Ucitana maggiore, essendovi pure la città di Ucitana minonella
re.

oruamenli degli altari e i Poscia lo promosse a,

ordini sagri

e gli die
il

nella cattedrale,

un canonicato giovane ecclesiastico
i

pose ogni curj nell'adeonpiere doveri del suo stato; divideva il tempo fra lo studio
e
la

preghiera, e

i

poveri godevano

la

mag-

gior parie delle sue rendite. Trovavasi a

Roma quando
be
lllino

moi

i

Adalberone, ch'eb-

per successore. Tornato in Au-

gusta, continuò nella slessa maniera di vivere; anzi

vore e

si

sempre più cresceva il suo feravanzava nelle pratiche della
i

morli(jcazione.Era in età di3

anni quan
•^''^'-'""^

do per morie

di lllino nel

924

vescovo di Augusta, nominatovi dall'imperatore Enrico
I

l'òVceZ/^^z/orcrediGer-

Ebbe a

vescovi Ottaviano che nel

4

1

mania, e fu consagrato nel giorno de'ss. Innocenti. Avendogli ungheresiegli schiavoni poco prima saccheggiato e incendiato la cattedrale
,

fu alla conferenza di
8Ìlialo nel

Cartagine; Caio ere de' vandali

4^4

<^'''*

Unuerico

fece fabbricare in fretta
il

Ti ipolio che sottoscrisse la lettera del concilio Proconsolare, mandata al patriarca Paolo coutro
pel suo zelo cattolico; e
i

una chiesa per

riunirvi

popolo, e pateri

uanieute provvide a riparare
sarsi

pubblici

infortuni. Allegò molti pretesti per iscan-

uionolelili. IMorcelli,

Afr. dir.

1. 1.

dal seguire
la

la

corte

,

conoscendo
sia neimpor-

UCULA.

Sede vescovile d'Africa

nella

quanto
ti

presenza di un vescovo

provincia proconsolare della metropoli
di Cartagine. Si

cessaria alla sua diocesi, e (juanto

conoscono due vescovi,

ch'egli di per se stesso vegli alla c(jra

Ceiicio che nella conferenza di Cartagi-

delle

anime. Nella sua qualità

di

principe

ne del 4i
d'Lilica
;

I

fu rappresentato

da Vittore

dell'impero era obbligato a mantenere
delle truppe e

e Crisconio o Cresconio, nouii-

mandarle all'armala;

ma

nato fra'padri del concilio Proconsolare

ne die tulio
gli
li

il

carico a suo nipote, ed e-

che nel

656 scrissero

a Paolo patriarca di
i

tulio

si

dedicò alle funzioni spirituadi carità.

Coslanlinopoli una lettera contro
uuteliti. Moroelli,

uio-

e alle
i

opere

Lavava ogni
i

gior-

Afr. chrA.x.

no
lati

piedi ai 2 poveri, a'quali dispensava

UDALaiCOo CLDARlCO(s.),vesco. vo d'Angusta. Figlio del conte Cbaldoe
fiatclludiLuiigarda moglie di lìuicaidoU

abbondanti elemosine; confortava
e gl'istrui va;

ma-

ficcva uso di

dormiva sulla paglia, nms liuo; iu quaresima raddujj-

38
piava
)ii

udì
le sii« aiìstei ila;

udì
anno
vigilava

ogni

go, dote

le

persone [xilibliche ascollnno,

nula

sua diocesi e teneva due sinodi. Toila Iranquillilà dopo varie vicende

Auditorium. Udietiza iliciamoaMcIicalle persone adunale per ascoltar predica, o
altra cosa simile.

pulilicliejfecc fabbricare la calledrale con grande luagnifìcenza, e dedicolla di nuovo a:j. Afra, ch'era stala martirizzata nella

Dare udienza pubblica,

ad puhlicuin

persecuzione

di

Diocleziano inAugiista,

colloffuium adniiltere. Dare udienza segreta, ad secreturn,vcl pri\uTtum collocjuium adinittere. Dare udienza a'domeslici o forastieri, adnutteiu

di cui è patrona. Veilendosi
gli

avanzalo ne-

anni, avea dimesso

il

vesc(n alo colla

dis^audiendisque domestici, vel cxteris

permissione dell'ini [leralore, cedendolo ad

operam ddve. Domandar

i\i\\^ma,admis'

Alberone suo nipote, per
Lazia di
la
s.

ritirarsi nell'ab-

Gallo. Ciò

111

disapprovalo dal-

sìonem vel colloquium postulare, secretum vel puhlìcum. Anticamente il luogo
destinalo ne! palazzo apostolico all'udienza delle cause,
si
il

maggior

pai le dc'vocovi:

Udubico

fu

cilalu a Ingellieim nel

972

per rendervi

chiamava Auditorium,

tonlodisuacondotla,ecuMf>:ssbumilmenle di

donde derivò
r//

nome
ivi

a'giudici Uditori
le

aver peccalo contro
il

la

legge della

iiof/^/(/,),
i

che

udivano

informarileva

Chiesa, aggiugnendo che
di ritirarsi dal

solo desiderio

zioni e

ateriti delle cause,
i

come

pjondo

gli

avea fallo com-

Bernino; ed
il

curiali o procuratori presso
si

uiettere questo fallo. Fece dipoi

pellegrinaggio a Pioma, ove

il

un altro Papa gli dieslin)a
;

medesimo

dissero

Procuratori di
apostolico[f^^.).

collegio del
11

s.

Palazzo

de grandi contrassegni della sua

luogo poi dell'udienza del Papa, argodi quesl* articolo,
si

anche

in

Ravenna

fu accolto assai ono-

mento
bicolo.

chiamò Cu-

levolaienle dall'imperatore e dall' imper.-iliice.

La sua

salute

andò sempre più

Camera, Cappella, Concistoro^ Presbiterio (F^.), ora stanza o camera di
La camera per
1'

dtclinando dal mese di uuiggio del 972, ed avvicinandosi al suo fine vieppiù li suo
fervore infuocavasi. Negli ultimi istanti
fece collocare sulla cenere colle
slese in
si

udienza, cioè pubblica e ordinaria o domestica.

udienza pubsul

blica è la stanza della del
le

Trono,

qua-

biaccia

zo
so

al

forma di croce, e così spirò in mezsnoderò a'4 luglio 97 3, in età pres-

gli

80

anni.

Fu

sepolto nella chiesa di
il

sant'Afra, che prese poscia anche
iiume.

suo

La sua santità fu lesliuioniata da ciiracoli, e Papa Giovaimi XV locanonizzò nel

993. Questa
il

è la (."canonizza-

zione che solennemente fu celebrata da'
l'api,

secondo
la

comune
il

consenso. Cele-

Papa nell'ammellervi al iJ^/c/o del piede (del quale omaggio meglio a Scarpa e ad UbdidieiNz a, il quale ultimo articolo e quello di Visita, si rannodano e compenetrano con questo, onde conviene tenerli sempre predenti), ordinariamente vestito colle scarpe crucigere,sottana, fascia, rocchetto e mozzetla; mentre ricevendo all'udienza, o per ossequio oper visite principesche, nella camera domestisiede
il

biasi

sua fesla

4lL>o''t>,gioruo di sua

cadiordmaria dimora, siede

allo scrittoio

morte.

sotto baldacchino, vestilo di scarpe o pau-

LDIEINZA oUDlENZl A, Audientia,
Admissio. L'udire,
l'ascoltare.

lofolecruci-ereezinunarra,con quelle va-

Dare u

dienza,vale slare ad i\»co\\.aie,audire, au-

anche di vestiario, che dirò parlando de'ricevimenti per l' Udienza e fisila
rietà,

sculture. Dare udienza

si

dice propriaili

di principi sovrani, e insieme dignitosi,
si

i

quali sono semplici
in

melile de'P///a//;/, o altre persone

di

una parola

(juali

slinzione, <pjando ascollano chi \a loroa

convengono

al

parlare: e chiedere o avere udienza,

>i

di-

e al \'icario di

padre comune de'lcdeli disio che iu li[)odi umil-

ce del [)rocniaie o olteneie d'essere a
Scoluilo.

Udienza diciamo anche

al

luo-

là; nel icslo per onorare quelli che si rccanu dal Papa per l'udicuia o por vene-

UD
l'azione,

I

UD
non

l

39

secondo

i

gradì,

manca

per decoro eziandio della maestà ponliflcia,di praticarsi convenienti cerenioniali

lume LXXlX,p. 78. Gl'infedeli ancora e talvolta anche gì' idolatri, si procurano
tale onorifica soddisfazione, ricevuti
ch'essi

an-

di cui parlerò,

I

cattolici

ricevono con-

graziosamente

e

con carilà.E quinricevono

tiiKiameiile consolazioni, conforti e onore
in essere

di, etrodossi, infedeli e idolatri

paternamente

accolli

dall'

au-

dimoslrazioni piene di bontà dal supre-

gusto Capo della Chiesa, haoiandonei piedi,

mo
vi

Gerarca de'

cattolici,

ed anco donati-

ricevendone l'apostolica Bcncdizio.),

proporzionati alle loro condizioni. In

iie(P

esentando coll'oracolo

di

»ua vi-

generale, cattolici, cristiani eterodossi e
altri confessano, che la sensazicwìe profonda e inesprimibile che provano trovandosi innanzi all'augusta presenza del

va voce parole sempre benevoli; ricolmali
altresì di grazie spirituali e di sagri
tivi di

dona-

divozionali,
Q

ne,

Croce fi s.^i

come Rcliciuii', CoroMedaglie bcìiedcltc [f'.)
le

romano
tose

Pontefice,
le

non ha confronti im:

3Icdaglìe pontifir7>(/ .),ed oltre que'divoziouali che in gran
con indulgenze, oltre
copia
cattolici
1

perocché

sue semplici, soavi e digni-

si

fanno benedire'pe'loro
le ri-

maniere, talmente ne colpiscono l'animo, che riescono in modo del tutto su.[leriore e diverse

congiunti e coinpatriolti divoli, che

da quelle che

si

sento-

cevono come oggetti preziosi e d' inestimabile valoie. Nelle pontificie udienze sempre Papi furono solleciti di appagare
i

no

nelle

presentazioni a' più potenti e

più grandi sovrani secolari, Innumerabilo è poi
il

novero

di coloro

che trovaronsi

le pie
le

brame

de'riverenli callolici,e quel-

confusi al cospetto d'un Papa, per quanto
vi si

persino de' loro parenti e amici, benii

fossero o[)portunaiiiente preparati;
di quelli

gnamente ascoltandone

bisogni, e ralle-

come pure
putarono

che ben

a ragione rel'i-

grandoli con umanissimi

parlari e colle

tal

giorno

e tali circostanze,

grazie del tesoro inesauribile della

Sede

stante più fàusto e più bello di loro vita,

Apostolica. Pertanto
forestieri

la

molliludiue dei
grandezze, o
i

facendogli tale una profonda impressione

che recansi nell'eterna Pvoma, o
e

uell'animo da non mai più cancellarsi, né

pc
pe>

ammu'arne

goderne

le

da potersi a'obastanza esprimere con
iole,

|)a

sentimento religioso onde venerare Liinina Aposlolornin (/^.), sono vivaansiosi d'esser

come ingenuamente

e nel suo bel

mente
za
ik'l

ammessi
i

all'udien-

cuore non dubitò di ripetere a GregorioXVI il regnante imperatoredelle Russie

esauditi.

Papa e baciarne piedi, e ne sono Questo tiesiderio è anche comuche visitano
il

Alessandro

li,

che chiamerò

il

Paci/i-

co pel narrato a Turchia, ove celebrai gli

ne

agli eterodossi

la

gran

cit-

omaggi

tà. Essi

amano

ossequiare

Soniino Ponfigli. Nella

resi personalmente in lioraa dai gran pascià ottomani a tal Papa e al ve-

tefice

cììtì

coula.

200

milioni di

nerando successore che regna. Egli è questo
il

più parte [irovano

forti

emozioni in tro-

possente e portentoso

ell'etto

che pro-

varsi alla sua presenza,

ma

sono
i

i

casi

che ne

proliltiiio

poco comuni per superare

duce negli animi la nostra ss. Religione i: un complesso di gravi riflessi, nel considerarsi riunire nella sagra persona del Papa,
ra,
il

gravi ostacoli de'rispetti umani,

come-

chè non convinti aljbastanza, per di loro sventura, che fuori della Chiesa cattolica non vi è l'eterna salute; terribile sentenza e dottrina tradizionale, che
di ricordare all'

il

Sicario di Cesìi Cristo ( / •) io terSuccessore (A.) di s. Pietro, il Pade'fedeli d'ogni
il

dre

comune

non

lascio

dizione, ed anche

grado e cousovrano dell'alma /lOdominio. Oc-

opportunità per tentare

ina (/'.) e

di florido illustre

d'illuminare alcuno de^li etrodossi e altii

cupati iFapi incessantemenleallecuredel

the ne abbisognano, ed ancora una volta cou santissime e autorevoli parole nel vo-

KiChiesa universale cai temporale gover-

no del principato, nell'udienza ricevono

4u
e7Ì,-inclio
i

U D
ministri a
li

I

U D
alTari preposti,

I

laii

luogo e fonte
rali, e

di grazie spi rifilali e

tempo-

co' quali

discutono e risolvono, ovvero mediante Rescritti {F.) ex yJudicnlia
Sa>i(lissi/}ii j ed
pi

tribunale

supremo
e
Il

degli affari del

mondo cattolico
nio della
re,
t.

specialmente del domip.
:

anco verbalmente

i

Pa-

s.

Sode.
i

Menochio, Stuoe

impongono

loro disposizioni e ordini,

3,cent.

2,cap.

24 Della facilità
di

x'ivae vocis oracii io {[rase

che spiegai nel

difjicoltà dell'udienze de'principi, riferisce.

voi.

LXXlVjp.
i

255). Inoltre nell'udiendecreti
delle sagie

»

E

mollo degna

lode
I

la costitu-

Conf^rcgazioni Carclinnlizic {^J ,), delle Sei^rctcric della s. Sede (^'.) e de' Tribuze

approvano

zione che fece Costantino
verso il 33i, ed Teodosiano lib.
1

imperatore

è registrala nel codice
,

tit.
i

de

0/)'. reet. Pro\'.^

nali di

Roma
si

camenle

(/ .), alìini tulli die anlitrattavano nell'udienza pub-

col

quale ralTrenò

magistrali posti al go-

verno delle Provincie dall'aggravare inpopoli, in cui fra le altre debitamente cose vieta che si dia prezzo o donativo a quelli che stanno alle portiere per essere
i

J)lica del Co7zc/.v/07o(/.). Alcuni

Papi co-

ruinciaiono

le

loro bolle o altri pontifìcii

«liplonii colla paiola

Aiidientiam, lichia-

juando
to
Ja

il

tenore dei Iratlalo nella medesoli

introdotti all'udienza del principe o del

Muia. lìicorderò 3

esempi

di

Uenedetè

XIV.
I

Ad

caidieiitiaiìi ìiostraiìi,c\\

2.' costituzione del
t.

Bull. Be.nedicli
solite udienze,

XI F,

4- J^ella

penultima udienza,

tli'è la 53.'

In una delle
detti

th' è la 55.^ Dalle udienze de' l'api ori-

ginarono alcuni de'
ta;

tribunali, gli
s.

]\on fit veiuiles jndicis velum, non ingressus redempti. Non infame licitationibus Secrelarium, non visio ipsa pracsidis rum prelio.S'i chiamò Segretaluogo dove il principe o il giurio (P.) <lice dava l'udienza. Dice dunque Costantino 1, che tale luogo non dev'essere ìngiu<!ice.
il

yJiiditores o ricordati uditori della

Ro-

iììMna licitationihus,

il

che allora avviene,
quelli

mentre udienza
il

del principe o conci-

quando Admissionales, che sono
che stanno
alla

storo fu detto

tribunale della
( F'.).

Segnadel

portiera, o senza saputa
il

tura di giustizia

Roma centro e n'ie-

del principe o col consenso di lui,

che

tiopoli del cattolicismo, e residenza

sarebbe cosa molto

piìi

riprovevole e in-

vescovo L/iiversalc[l .), vede conlinuojDcnte da ogni parte del mondo accorrei e Pescosi d'ogni rito e nazione, non solamente a venerare il Sepolcro de' ss. Pietro e Paolo,

fame, pigliano denari o presenti per
mettere
alla presenza del
i

am-

ganti o quelli
:

padrone litiche hanno negozi, che que-

ma

la

Cattedra apostolica e

Chi
to

in essa vi siede, ricevuti all'udienza

l'isio Principis cum prelio, et insta è gressus redemptus. Alessandro Severo buon imperatore, fu lodalo da Lampridio,

fon fraterna cordiale elTusione. Oli quan-

perchè era

facile in

accordare l'udienfacilità

immenso bene ricevono

tutte le greg-

ze, evisi
si
il

penetrava colla stessa

che

gi cristiane

dal colloquio de' loro pastori

entrava da qualunque senatore. Dice
p.

col /'«.y/orc'(^.)de'pastori. In essa sirap-

Menochio, che

la

difncollà del dare

presenlano dallo zelo
i

e vigilanza

de'primi

udienza, se nasce da quelT avarizia, che

bisogni spirituali delle medesime, a cui

Costanlino
tedio l'udir

1

nota e corregge colla sua co-

il

secondo sempre sollecito proweile
del

elìl-

glilu/ione, è cosa sotdida e infume.
le

Seda

caccmenle. Questa preziosa liunione
licr>a

in-

querele altrui è viziosa imsentire (piello che di1

capo colle

membra

del

misti-

pazienza, perchè sebbene è un gran flagello del principe
il

co corpo della Chiesa, produce meravigliosi e ubertosi elFelti, e

conferma

la

te-

cono

i

supplicanti,

applicarvi
il

ranimu,
si

nera divozione, ubbidienza e annessione deirE{)i>copnio colla s. St.de. Per lutto il
uairulo, chiauieiò
1'

l'intenderlo e risolvere

rimedio, che
1

hu d'adoperare per
pedire
gli

l«;vare

disordini, im-

udienza pouliliciu,

aggravi degl'innocenti, e

pone

[J

D

I

U D
si

I

4[
fos-

fai

concerto nelle cose, che
pace e non
si

osservi la
lu

gese re de'parti, pretese che Tiridate
se trattato al paro de'consoli di

gìiislizia, in

lurbi

tranquil-

Roma, né

lila della

repubhlico; ad ogni moclocjtie-

dimostrasse verun atto di soggezione,coine
il

sta è rolj!)lif^azione del principe,dalla quaJe

deporre

la

spada oil far anticamera.

non deve soUrarsi, perchè

l'esser prin-

cipe
ficio,

non

è sola dignità,

ma

è insieme ofil

L'Amydeno che neliG^j pubblicò. De Pietaic Romana jpait. 4, cap. 2; De Aui

ministero, e se vogliamo dire

vero

dienlia

una pubblica

servitù. Glie *e la dinioollà

RI agi slr alunni corani Suninto Ponlifice quibus vis gladii, et in sonlcs
.

nasce da superbia e da alterigia, o da opinione, che l'esser facile in auuneUere all'

aniniadversio ,{.\\Q.\\\di\a Inter plures quos

enunieravimua niagislralus qui rcos piecluni, aliqui dìcunlur judices ordinarii,

udienza qualsiasi sorte
avvilirsi, è

di persone, sia

un

dettame

e

costume barregina Ester,
:

praefeclus Urbi sive i^ubernalor,audilor

baro, qual era quello della corte del re di
l'ersia, del

camcrae, vicarius populi seualor,

e.lgii'

quale diceva
di

la

come
lìiiics

si

ha dal cap. 4

sua istoria

O-

bernalor Urbis Leoni nac. Hisingulishebdomadis sialo die ordinariani corani

servi Rc^is^cL ciiiictav,(jnnc sub di-

tioiic

c/US siuit, nomili provi nciae,

quod

sive vir, sivc mitlicr,
riti.s

non

vocaliis, iute-

atrinnircgis intravcril,ahsqiieulla

sumino Ponùfice habelur audienliain , ipaunique oinninni qnnc ineorunigeruntur Iribunalibus rcddunl ccrliorem, quos habcant carcere delenlos, quibus prò deliclis,quidreusfassus sil,quid leslibus pro-

ciinctalionc xtali/n ìnter/ìrintur. Io

ho

udito dire, che nella corte d'un gran principe s'usa oggidì (morii! p. IMenocliio au-

tore di molle opere nel

i65G

in

Iloma

)

baia nulli in/ligi lur poena (salieni gravis), nisi hoc Pontifili adaniussini fuerit exjìoslluin. Poulifex nunquani poenas augel,

con quelli che dimandano udienza, cortesia grande, senza distinguere il povero
dui ricco, poiché
si

quando alrociora

scd easdeni ut pluriinuni mitigai, et incìdunl ne jusliliani

costuma

di notare in

subvertat, magistraluuin judicio

animad-

un libretto tenuto dal Jìfucsùro di Cameni, o da chi sta alla portiera, il nome e cognome di chi domaiula udienza, notando anche il giorno che la domandò, e conforme a (juesl'ordine dell anteriorità
nel chiederla, s'usa d'introdurli
cipe,
al

versioneni secunduni leges relinquit,quos

iteruin,alquc iteruin inonel, caveanl
vi lia, et

vel in

a senequemquani quovis praetexlu, minimo scienles, vel incuria lae-

prin-

danl. Recensenduin hoc loco anliquissiniuin AulaePonli/leiae iuslilulum,cujus

osservando

in ciò

il

detto de' leggisli

caussam exislimo non omnibus nolani.
PoiilifeX Clini Return Oraloribus, sive Cardinalibus recenter in Sacritin Collegiuin coaplalis, publicuin Concisloruuii

e la regola loro, che:

Quid est prior lem-

pore, polior est Jurc. Se questo per ordinario si osservasse sarebbe rimedialo
a molte amaritudini e mormorazioni di
quelli, pe'quali le portiere del principe so-

praescripta cousueludine exìiibet,

et

tos

no come

di

bronzo, o
si

come
fa

quella poi-la
negli

aliqnando per aliqnol Icuiporis spaciuiit praeslolelur necessesil: nequicquainolio
delur advocaloruni concislorialis Aulue iinus corata eo luculenlam, qua alrocissimui/i quodque /ìngil crimen luibel oraiioncin, palrein

ferrea, della «pjole

menzione

Ani ylposlolici''. Leggo
trattamento che
convenire, e
i

neh' Istruzioni

del Parisi, parlando dell'onorificenze di
principi credono loro

a Jilio invnanissime pe-

le (]uali

trascurandosi re[)u-

reinpinm,fralrein afralrc veneno sublaluinj slupruin virgini indigne exlorlum, vini inipolenter dlalain, majeslalem suoi-

tDno avvilita
ricevere da

la

loro dignità, che (piando
si

Tiridate re d'Armenia

portò

in

Uomaa

Nerone
il

la

corona, lacconla

mo

sedere laesain. Proposilum casuiii

Tacilo, che

di lui iVulcllo

Aisatc \'ulu-

mulùiù ralioiubu. exj^geratj ni Ponli/i.-

42
teni
(«);i

UDÌ
ad
vìikÌì ciani

U D
leges

I

juxla

ìmpellnt

ze doniesliclie pontifìcie, e

da

cpiali

per-.

psco dopo

Uil)!ii)o

Vili rimosse l'uso

»one, n»ilÌ7Ìe e cubiculari sono giiamilo
e occupale, per sicurezza e decoro tiella

e più nobili allnljuzioiii die agli avvocali
coDcisloiiali, nell'udienza soleotiedel con-

reggia papale, Nella

r."

gran sala sempre

tisloro pubblico, che noverai ojeglio nel
\ol.

custodita dalla guardia Svizzera poiilificia(f'.),f>\

LXXX, p. 127). El hoc non alia de caiissa (juam ul rontìficibus suo ìngenio
legiiin se-

feroianoi domestici di livrea
si

di quelli

che

recano all'udienza del Pa-

viiùbus aculeos acuat, eis(jue
n!qiie eliam consicto
III si

pa. Nella 2." sala sonoì

Pai afrcnicri^f.)

vcrilalem Urbi logatae necessariani

edam

esediari col decano, e due ordinanze a
caviillo

sedere comniendal,

dragoni della Milizia ponti/ìcia.
i

poslea quid simile vere conlingant

Visi trattengono
stiti

decani de'cardinali ve-

sacerdotali pittale conlrarium suggeren-r
le iniilluin

di

nero e

detti di collare. In

tempo

non praelermillant. Et
illi

liaec

dell'

udienze ordinarie e pubbliche, dei

(jKod

ad Urbein Fwmani; quod vero ad
subjeclas special, illas di-

concisloiij delle prediche, delle congregazioni

proviììcias

che lengonsi innanzi
per
la lettura

al

Papa,deire-

versis pvaesid'.hiis cotnniissas sitpra ostendiiniis:

sauiede'nuovi vescovi^ delle ca[)pelleponlificie,

quibus jus quideni, sicarios,

de'decreli per beati^

ìiomicidas, aliosque delinqiienles vincuìis

fìcazioni, pe' ricevimenti de'

monarchi e

coercendi, processimi in eos fahricanlege anirnadverlendi j

principi reali, e per

1'

imposizione della
e corteggiate

di,nonlamen ex
snllani, de

ino7zelta e bei reità
alile stanze

a'

cardinali nuovi, le

linde processuni Iran^ntitlunt

ad s. Con-

sono guarnite
le

qua snpra

habiiiinus sermo-

da'stguenli. Tutte
le

udienze ordinarie e

neni, qneni Jlluslnssinii Fatres subldis-

altre accennate funzioni e
la

adunanze
guarnisce

sima indagaiione exaniinant, coque exajninato,

hanno luogo
il

mattina; nelle ore poinesi

cantra

vel

prò reo dccernunt.

lidiane e nella sera soltanto
pontifìcio appiu
s.

Decrelum Patriim, secrelarius nferlSanctissiino, qui qnandoque ex caussa sibi
lene visa illud nioderatur, immulat, vel penilus tollit, et deniuni non nisieo sciente el

tomento

pe' vesperi e

nulle del
vi,

Natale, [)e'delii cardinali nuo-

e pe'ricevimenti de'principi, se in tali
SI

ore

fanno, eziaridio

si

guarniscono e cor-

connivente sorlilur ejjecluni.
licet,

Ex bis

teggiano da quelli che vailo a notare.Nella

lector videas

habendum

sii

quatn prò niiracido sumnnini ronti/icem tot

camera dopo

la

sala de' palafrenieri

dalla

Milizia pontifìcia de' gendarmi

curis dislenlnni,

parva qnaecuìi.que ad
sptclanlia^

della brigala palatina, già carabinieri pel

saìuttni morlalnun

nedum

narrato nel

voi.

LUI,

p. 2

i4e 227;

oltie
se-

adverlere, sed sumnio studio curare^ ut
ìcli'g'Ose

credi po'isil, euin ( nisi prae-

due gue

sentinelle svizzere. In quella

che

dalla guardia palatina, formata dalm

ieiilius assisterei

Nttmen )

tot

laboribus

l'antica Civica scelta e dalla milizia ur-

ìiiortalern

La

excedcnlibus, imparern fore. residenza oidinìtiia del J'apa è iiiRo
nt Palazzi apoilolici, cioè iìe\Palaz-

bana dtCapotoìi, della quale tenni proposito nel »ol.L,p. 202; e da unode'coiuinissari battistrada, de' quali riparlai nei voi, p.

ma

zo apostolico f alicano e nel Palazzo aposlolico Quirinale {^
•),

XI,

p. 2r),

XLI,

p.

i43e297,LXXIX,

nella

nilcggiadissi

tura nel

Palazzo apostolico di Castel
{T'.).

Gandolfo

Nel descriverli

pine

272, 274 e 2 75, da antichissimo tempo precedendoessi prima in calessee da molTre/ti {f\) del Papa. ti anni a cavallo
i

degli appiiilanienti pontificii, delle sale
nobili del Irono per
la

In questa
pellani,
e altri.
ì

si

fermano

i

camerieri,

i

cap-

pubblica udienza,

caudatari de' cardinuli, prelati
il

iliiiranlicaineie segrete

die precidono

la

Nella seguente stanza è
"^

segredi cu-

Lciincia dell'udienza ordinaria nelle slau-

tario eccleyidstioo di luii

maestro

U D
nicia,

I

UD
maggiore
talo),
il

I

43
vestiario di questi
voi.

due Bussolanti (P.), cioè uno partecipante e l'alUo soprammiDcrario, cujjiculari che già formavano 3 classi, le
i

(pel

nuovo

(lue ulliuii è a vedersi

il

LXVIH
il
il

ci-

capitano degli
il

svizzeri,
.),

Candaprefetlo
.)

ailie essendo

Ccnncrìcri cxtrct e
1'

gli

lario e

Crocifero (/

oltre

Scudieri [f
la

.),

V aiulanle magj^iore delollìziale

i\^' Maestri

delle cercmonie pontificic[ /
le

detta guardia palatina, e
;

ik'lla guardia svizzera quando però il luino degli ofllziali cade nel tenente o

annunziano come lali, altrimenti se viaggiano con altri titoli, il solo maestro delle ceremonie ponse
i

sovrani e

sovrane

si

nel

soltolenente,

essi

lioiino

luogo nelanlicanieia
si

lilicie

Segretario della congregazione ce(.[uriìe

ranlicamera nubile e
s.

d'ontjie, delta del
nell'

renionitile,\[
tali
il

inlorviene

sempre

in

OfìJzio,

ed

il

capitano

udienze e inclusi vamenle

se è invilato

segreta, Nella della tyilicainera

tratten'

gono

i

maestri di camera e gentiluomini
stanza ove sono

piefello. I maestri delle ceremoniehanno luogo neir anticamera segreta, ed in
il

de'cardinaii, principi, aniLascialori e altri,

quella d'onore

caudatario e

il

crocifero,
vi

Segue

la

le

Guardie

no-

ed anche

gli

aiutanti di cannerà se

voil

bili nonti/ici(',An\\e cpiali riparlai nel voi,

gliono andare o se debbano aumentare
corteggio.
In

LXXlX,p.
ticamente

274)*^"' p'0[)rio cadetto: an-

alcune circostanze, come

in

vece di esse eranvi
e(\
i

le

Lau-

per
del

la
ss.

processione

òtW Arciconfratei nilcl
luogo nella
festa del ss.

de

spezzate

Ca\>alleggieri. Neil' an--

Nome di Ilaria, che ha

ticameia nobile e d'onore, e sala del Irono e di udienza pubblica risiedono Cai

ilomenioa dell'S.^ della

Nome
del-

di il/aria, recandosi nel pumerii^gio dalla

lzi

f rieri
i

ed

d'onore in abito paonazzo (^ •), Camerieri d'onore di Spada e Cap-

sua chiesa alla Chiesa di

s.

Maria
la

la J ittoria, entrando nel cortile del palazzo Quirinale

pa
ri,

(de' quali e degli altri

pel

Del
te

supraimumeranuovo vestiario, tornai a parlare vol.LXVIIijp. 3), e nominati leneni

per ricevere
la

benedi-

zione dal Papa, che

coinpaite dalla

loggia sotto l'orologio, oltre l'anlicauìcra

o sottu-lenenle degli
nella

svizzeri,

Final-

doppia s'invitano ancora
tiito

i

pi elati sosli-

mente
elle

pricna
la

anticamera segreta,
risietle.

della segreteria di slato Segretario

precede

camera ove
il

studia

dellaCiJìa,\[ Segretario de' brevi a' principi,
il

e dà udienza
e dossello,
si
i

Fa[>a, sotto baldacchino

Segretario delle lettere latine, V
il

Irovaui): l'esente delle guar-

ditore del Papa,
stro del
s.

io\\.oil

UData rio, W Mae-

die nobili,

merari,
tea pa

Camerieri segreti soprannuCamerieri di Spada e Cappa soprannumerari, Cantei ieri segreti pari
i

Palazzo,

prefetto de' cerei

monieri pontificii, ed
Ili.

cardinali Palati'

Nelle udienze ordinarie della sera, ol-

(i^i:

il

prelato /l/rze^/^o di
i

Camera
CHvaiie-

ire gli svizzeri,! palufVenieri,e l'ordinanze
1' anticamere veglia uno Scopatore segreto (^.), che accompagna chi viene all'udienza al cameriere segreto partecipante di setlimana che introduce dal Papa, e non avvi altri. Dalla sala

(/
li

.).

Anni adilielroeranvi pure
{^J

de'uragoni, per

GerosoUiiiiianì

.)novizii professi, pel
p.

riferito Del voi.

VII,

4o e4'2.Nu(eròche
setti-

di tutte le ricordate classi dei Bussolanti

e Camerieri del Papa, di servizio di

mana, tranne
princi[ii reali,

i

priuji, ve n'è sollanlo

uno
nu-

de'palal'renieri per

un passetto

si

perviene

per specie. Fe'ricevimenti de'monarchi e
i

alla stanza degli scopatori segreti e

quindi

detti individui
il

sono

in

nell'intima seconda anticamera domestica e segreta del Papa,
ta di dossello e
gli

Uiero doppio,

che

dicesi

anticamera

egualmente munila

doppia, ed allora intervengono ancora
iieiranticamera segreta
il

baldacchino, per
ili

(|ual8

il

Maggiordomo,
il

ammessi all'udienza

vescovo Eltmosinieie,\\ vescovo Sagriil

vaca, sono introdotti al

tempo ch'essa Papa dal came-

sta,

Foriere maggiore,

Cavallerizzo

riere segreto di settimana, e in sua as^cn-

44
li

udì
camera del Papa[V.),
le

udì
Prefetto de' ss. Palazzi apostolici^ V.), so[»riiiteiidea'mcilesimi palazzi cilall'iiilera

za (\a\ì'Jiitlaulc di

quale per essa in liiUe

ore e in ogni
clii

tempo

coiiiluce dal Poiilelice
tulli
i

riceve

corte efatiiiglia pontificia. In

falli

per uili-

privatamenle. Quasi

nominali, se
il

dio mg." Francesco

ile

Medici de'principi

non abitano
j)a, in

nel |)aIazzo

ove risiede

Va-

esso sono condoli! da'liulloni pa-

Siro di

d'Ottaiano,dalPapaPio IX prima da niaecamera fu avanzato a maggiorsostituendogli
il

Jalini, e poi

con

essi riportali alle

loro a-

domo,

cameriere segreto

Jjilazioni.

segretario d' ambasciata

mg/ Edoardo
ai

Poco dopo l'origine delD/Vzr/o(i//iow^, cli'i'bbe [)i incipio nel 7 6 e fu il /'giori
1

Borromeo Arese
1
1

di

Milano, ed avendo

i

naie ulHciale del governo, periodicamente
si
il

G giugno 856 crealo cardinale diacono mg' de Medici, a cui poi conferì la diaconia di
s.

che

pubblicavano le udienze ordinarie Papa accordava a'cardiuali. ambagovernatore di
i

Giorgio in Velabro, dichiarò
fece

maggiordomo mg.' Borromeo e
.stro
ili

mae-

sciatori,
iiislri,

Roma e

oltre

ricevimenti de'

mimonarchi e
altri

oan)era l'attuale mg.' Bartolomeo

l'acca di

Benevento canonico Vaticano,
(di cui parlai nel voi.

principi sovrani, e degl'illustri forestieri;

già uditore e segretario del tribunale della

in seguitosi

restrinse

la

pubblicazione

segnaturadi giustizia

dell'udienze a quelle di qualche personag-

LXXIX,p.

gio straniero, oltre

le

delle visite prin-

17 ealtrove). L'onorevolissimo e distinto uflìzio di maestro di camera del

cipesche, a quelle delle deputazioni e cor|)orazioni religiose, de'cardinalie primari

Papa equivale

al gran ciambellano e inIroduUore degli ambasciatori de'sovrani

vescovi provenienti dall'estero, e pel rice-

secolari, simile a' dignitari degli antichi

violento dogli ambasciatori d' Ubbidienza{^T".)y(\*ìs}\

imperatori, Praeposili Cabiculi e flJagisttr

Ambasciatori e

Ministri(ì\-

Adinissionum. Anticamente e nel
'

jilomalici di Residenza {f'.), nel presen-

principiare del secolo Vii fungeva co'Papi
il

lare

le

loro ciedenziali.

lìJaeslro dica-

corrispondente
il

ullizio di
s.

maestro

di

jnera del

Papa

è

il

prelato palatino,

canieia

Secondicero della

Sede(^f^.);
(/^.)

che

[>rcsiede al

ceremoniale della famil'ammissioneal-

ed inlrodultore ne'Com;;/a o A/iOf^/

glia e corte pontificia. per

romani eia anticamente
la
ci
s,

il

Priinicerodel-

l'udienza del Papa, e delle sue anticamere; in

Scdc{^f\). Molti scrittori ecclesiastisi-

Roma purea

quello de' 7VtH?"(^'^.),

usarono del vocabolo Observo pei

Cai'alcate, e ad ogni

accompagnamento

gnificare l'aspettare,

come

si s.

legge nelsi-

e corteggio del Pontefice allorché recasi
in alcun luogo, e ne' Flagizi e /ill^ggiature in quella

nodo romano celebrato da
sisleva alla porla avvisò
i

Bonifacio
il

li

l'apa del ,>3o, dove ildiacono

quale as-

parte che

gli

spella. In-

padri

comeTeo-

tioduce
idlri

all'

udienza o

visita

del

i*apa

dusio metropolita slava aspellando per

Sovrani, Principi, Andjasciatori (/ .) ed personaggi sì laici che ecclesiastici c regolari, oltre prelati e ministri che
i

esporre
nanza.

la

sua causa a quella sagra aduullìcio de'

Era

Diaconi

l'

intro-

dtnre coloro che desideravano l'udienza
ne' sinodi. Laonde vescovi dell' Egitto condannarono il conciliabolo diXiroconi

jinncipalmenle nella mattina hanno

l'u-

dienza ordinaria o straordinaria. Per assenza e impotenza del maestro di camera,

gregato contro
cerifere

s.

Atanasio, perchè
i

il

car-

ammissione e introduzione all' utlienza e in altro, supplisce il cameriere
1'

per

ammetteva quelli quali volevano l'udienza. Del medesimo verbo si serve
la /

fetgrelo partecipante di servizio di settiliiana. Talvtjlta viene crealo cardinale

o/^M/<z in questo significalo: Obserositi

o

vat
ciò

ad postes
I

mei.

S.\>ìvìì\o [\\\y,ì^.\u\\-

promosso allacarica

ih

i\l aggi or

dumosi ^ .)

del 2

li

7,ad esempiodi s.Evaristo Pa-

i."prclutjpalaliuo,chcuradopoilcarUiuul

pi deli

i->,

ordunlo che 2

preti e 3 diu-

udì
coni nrcnmpagnasseioil
pi.-r

U D
Pnpa
e
i

I

41;
ri-

voscovi,
vita,

airudlpnrn.Cheil medesimo segrcfnrio

servire di teslimoiii
i

delln loro

ceve nella sjiddetla ramerà dchussolanli
tuli e le

contro
ci

sospetti e le caluiiuie degli eretii

persone a ri) messe a H'uilienzajtjoi li-

e scismatici, quindi

vescovi tennero
gli

di le là introdurre da'bussolanli nellanli-

seco loro un ecclesiastico che

acconi-

camera d'onore,questi annunziandole per

pngnavano dapperlullo. Era tesliitionio di loro orioni e dormivano nella medesima
stanza

nome

a'camciieri d'onore, quali ne prei

vengono

il

deW Episcopio,

e.

per (pieslo motiIl

nolifira al

cameriere segreto, e questi prelato maestro di camera.

le
Il

vo

si

chiamò óV«cf//o

(/.).

paliiarrndi
il

segielaiio in delta camera riceve ancora
le

Costantinopoli ebbe
quali

piìi sincelli,

i.

'dei

persone che vengono a domandiir

l'ui

chiama vasi Protosinccllo

[/'.).

D\i

dienza (ciò che anticamente facevano
bussolanti), se pure

versi cancui de'concilìi stabilirono

che

vescovi non ricevessero all'udienza

donne

senza

la

presenza d'alcuni
lichi
i

preti e diaconi;

non recansi a ciò fare nella residenza di monsignore suo padrone. Che esse debbono esibire nozioni
idonee di loro, e indicare da chi sono conosciute, per essere poste in nota; questa
poi
stesso segretario porta al prelato, e

ne'tempi an
sente

vescovi più che al pre-

doveano ogni giorno e ogni momento ascoltare uomini e donne. Certamente tra gli antichissimi Cuhìciilari[f .)

prima che termini l'anticamera da
i

lo
es-

del Papa, dimoranti nel suo cubiculo o camera intima di residenza e riposo, uno de' primari avrà esercitato
1'

so riceve l'incarico di spedire
quelli

biglietti

a

che

il

Papa ha ammessi per

le fu-

incarico di
il

ture udienze, sottoscritti da monsignore,
e
li

introdurre alla sua udienza,
progresso di

quale in

ricapila a

mezzo de'suddetli dragoni.

me di

tempo fu chiamato col noMaestro di camera, Mogistcr CuAulac. Al mio articolo

Che per l'udienza poi delle sigoorc(le quali come avvertii nel voi. L, p. 206 e altro ve, non
si

biculi, Alngisler

ani mellono allatto nelle stanle

narrai tutte le onorevoli allribuzioni che
esercita e le distinte prerogative die gode,
fia le quali è

ze pontificie, godendo l'eccezione tra

donne

le sole

sovrane e

le

principesse di

ragguardevole

la

custodia

del

Sigillo

{F.) pontificio

dell'

Jncllo
quelli

sangue regio colle loro damedi compagnia: però mentre il Papa è assente da Pioma,

Pescalorio.

Quanto

all'udienze ordinarie

del Papa, raccontai

come

invila

surnmentovati pel servigio di turno, onde guarnire l'appartamento pontificio,
sia di

anche dalle signore si ponno vedere gli appartamenti e giardini pontificii, ovvero quelli d'un palazzo mentre il Papa abita l'altro, mediante biglietti di permesso del
i

guardie che
al
i

di

cubiculari.

L'ora
segieta
l'e-

maggiordomo) e signori che ricevonsi
le
tri

nelal-

dell' apertura

dell'

anticamera
di

ore pomeridiane di alcuni giorni, in
voi.

che sente consegna
jiontilicia
;

maestro

camera
il

luoghi del palazzo abitalo dal Papa, L, p.

3 rapporti de'3 corpi miloro posti; che
di lui

che indicai nel
a p. zCh),

25
l

1

,

ossia nel

litari esistenti a'

Caffearous del Quirinale, e pel Valicano

segretario presenta al prelato la nota degl'individui cubiculari che guarniscono
le

ove Gregorio

X\

fece colloca-

re

i

(ac-siroile de'pilaslii delle loggie di

diverse anticamere, e

la

nota in doppio co'

Radiiele da lui acquistati, ed a p.

286 o

nomi

e qualifiche delle persone

ammesse
la

casino di Pio IV. Talvolta nel Quirinale
i

all'udienza nella slessa mattina, con l'av-

l'api

riceverono nella sagrestia della cap;

vertenza se alcuno
ia di quelli

le

prescnta,oltre

no-

che domandano rudien7a;che
i

queste note, ritenuta una copia della
le

.",

Vaticano nella sagreanche nella biblioteca Vaticana. La nota di tali signori
pella Paolino
e nel
stia

della cappella Sistina, ed

umilia alPapa e dal ((uale

i

ice ve gli orti

i-

e signore

ammesso

all'udienza slraordiil

ui su quelli

che iiuplurauu

1'

ammissione

naiia pomeruliiina,

maestro

di

camera

46
la

U D
consegna
al

'

t

.

udì
feci-

cameriere segreto pni
il

co,

le

domanda

al

Papa
(/'.),
il

il

cardinal Sgquali;

panie

di sellitnnna,

<]iialf assiale

il

j^a-

grclrtì-io di

Slato

con suo

pa con un suo collega. Inoltre corteggiauno llo il Papa un aiutante di carniera scopatore segreto, il decano e due palafrenieri. Se dette udienze sono per prin,

biglietto ne
ra,

dà parte

al oiaeslio di

camequa-

rimarcando

se in foru)d privata

lora sieno ferie o vacanze.
si

Che recando*
,

dal

Papa sovrani
maestro
di

e

sovrane
invita

principi

cipi o principesse reali v'interviene
il

anco

e principesse reali,
[ira,
il

come

già riportai di so

maestro

di

camera. Tuttora

si

ricevono

camera

anticamein

{dl'tidienza le signore al Quirinale nel Caf-

ra dop[)icrj cioè

il

doppio delle guardie e

feanms,alVaticano nella sala abbellita da' suddetti pilastri tratti da Piallaele. Di più

de'cubiculari dell'udienze ordinarie,

uno
clu-

al

/ìlaestro di cereinonie segretario

cheda mg/maeslrodi camera il medesimo cameriere segi eto ricevt- la nota delle personeammesseall'udienza ne'tempi di vacanza, ovvero ne previene l'aiutaii te di camera m è un'ora in cui tale cubiculario non vi sia, o il Papa lo dispensi
dissi,

della congregazione ceremonìale,ed-ìììil

prefetto delle ceremonie ponlillcie,
le

se

i

sovrani e
tali

sovrane
e

si

recano cosotto

me
altri

dal

Papa

non

incogniti

nomi, incoudjeudo ad esso prefetto

di

annunziarli a voce alta.

Che uotiQcarug."^

dal trovarcisi. Imperocché della famiglia
iiobile pontificia de' cubiculari,
i

to»i

dal segretario di stato a
il

raae-

soli aiu-

stio di cauìera

vicinoarrivo in Pvoma
iyaiT<7/irt',che

tanti

(li

camera prestano un continuo
iiiteirotlo servigio, di

e

d'tm
giiio

iS'oi7V7/?o

o d'una
il

viag-

non mai

giorno e

come

tali,

prelato recasi

diverse

di notte: essi

vegliano sulla sagra perso-

miglia distante ad incontrarli, insieme al

na del Papa e sue domestiche stanze, facendo chiudere le altre quando non avvi r ordinaria o altra particolare udien-

detto segretario della ceremoniale

,

per

complimentarli

al

modo
i

riferito. ludi rial

torna in lioma a darne notizia ed appena giunti in essa
gi,
li,

Papa,

xa; assistiti e coadiuvali da' lamigli inli-

reali [)ersonag-

mi

pontifìcii

,

che

jiel

loro abito impro-

si

porta

nuovamente
il

a

complimenlarIl

priamenle sono denominati scopatori segreti. e da essi dipendono (perciò converlebbe loro il titolo di sollo-aintaiiti di ra/nera. erroneamente da alcuno volgar-

e stabilire

giorno e l'ora perl'udien-

za o ricevimento pontificio.

Maggior-

domo
do
si

anch'egli recasi a visitarli, e quan-

portano dal Papa gl'iucontra a pie,

mente dicendosi solloaiulanteW secondo «iulanle: non vi è stalo mai, come si può vedere dalle Notizie di Rowadaiii 781 in poi, il sotto-aiutante; bensì dopo il primo,
il

di delle scale del palazzo apostolico a[)re lo sportello della carrozza
,

ed

ritorno chiude, avendo seco
grisla,
il

il

che nel vescovo sa-

foriere
il

maggiore,

il

cavallerizzo

secondo, il terzo,
Pio

sino al decimo, e

quarto e via dicendo foise un tempo furono
il

njaggiore,
le,

segretario della ceremonia-

ilue camerieri segreti,
io, l'altro di

uno soprannii-

nnche dodici
fi

:

VI

trovandoli ridolli a

inerai

spada e cappa d'onore,

ne leu ne 4). Grave è pei ciò laresponsabiaiutanti di camera, e

lilà degli

devono
le

es-

altro in abito paonazzo, di più
solanti,

un cameriere segreto soprannumerario e due bus-

sere sagaci e prudenti per regolarsi secon-

nonché
di
i

alcuni

svizzeri.

Che

il

do

le

circostanze, nell'accogliere

istan-

maestro
In sala

camera

riceve sulla porta delle

tanee

domande

d'alcun personaggio, ujìo
altri iuilividni, cui al-

pontificia

sovrani e

sovrane, cui
abito pao-

iiistro pontificio

vescovo elemosiniere, co'camerieri segreti

cune urgenze rendono necessaria
giorno e ora [uivalamente. Che

l'udien-

sopramiumerari
cioè

e

d'onore

in

za stiaordinaria del Papa, in (jualutupie
le

nazzo, e tlne camerieri di spada e cappa,

udien-

ze per gl'individui del corpo diplomati-

d'oncMC^

uno segretosopranuumerarioelalti o il caudalarioe il crocifero, e due

udì
hiissolaiìli.

udì
rali alle

47
i

E

(la

notarsi clie de'iiominali

Scdiv
Papa,

[)a[):>Ii

ohe stanno soUo

ci.il>iciilari,coI

maggiordomo vanno gl'ina

hald.u.cliini. Neil'

udienze e ricevimenti

vitati pei

ranlicamci
i

doppia, col maestro
I

die dà
ta e
si

il

la

sedia a biacciuoli

dora-

di

camera

culiicnlaii di settimana.

ca-

merieri segreti paitecipanfi, l'esente delle

coperta di velluto o damasco cremi» dà a'sovrani e sovrane, principi epiin-

guardie nubili,

il

capitano degli svizzeri
corpi e

cipesse reali: quella de'piimi è piìigiaude,

non

si

muovono

dall'anticamera segreta;
le

minore quella de'secondi.I sovrani e
1

cos'i gli

altri capi de'
gli svizzeri

guardie,

soviaiie però di i.°oidini' >itdono sopì.»

S(jIlanlo

ricevono
alla

alla carroz-

sedie eguali a quelli del Papa.
e le
'1

sovrani

za e poi cioè
j

accompagnano
imperatori e

medesima;

sovrane siedono

[ìiesso
i

il

Papa sotto

6

gì'
le

le

imperatrici;
i

4

medesimo baldacchino;
vSe
il

principi e le

re e

regine, ed altri sovrani; 2

prin-

principesse reali alquanto discosti da esso baldacchino.
celsi

cipi eie principesse reali. Notai nel voi. L,
p.

Papa riceve
a di

tali

ec-

2o6, che

negli ap[>ai lamenìi pontificii
di

personaggi nella carnei
si

ordinaria

eranvi grandi bussole
sava

noce intagliata,
di

sua residenza,

toglie da essa lu scrittoio,

con 3 aperluie: in quella
il

mezzo

|)as-

Papa, ed
laterali; e
vi

i

sovrani e sovrane re-

Se alla presenza di sovrani e sovrane si auimelfono ancora cardinali e ambascialori, questi

gnauli soltanto, tutti
le

due

parte di mezzo
tellie nipoti del

gli altri da una delche anticamente nella passavano ancora frai

siedono

in detti sgabelli

co-

perii di velluto

o

di

damasco senza po-

stergale,

il

Papa ne'suoi appartamenti
furinalilà,

Papa vivente. Debboav-

sempre
le

siede sotto baldacchino, tanto nelili

verlire che ora sono state del tutto lolte,

udienze

che nelle pubbli-

inclusivamenle alle altre due bussole
in

ch'erano

del Irono nel palazzo Valicfino,

fondo dell'anticamera nobile una sei-

che e private. JN'e' ricevimenti e udienze de' sovrani e sovrane, principi e principesse reali, veste con iscarpe crucigere,

vendo per udirvi il Papa la predica dal Predicatore apostolico {f-ì, e l'altra di simmetria. Per udire la predica n'èstata fatta altra
si

soltana, fasnaco\\{ìoc<:\\\dL'o\o,rocchet'
to e

mozzetto secondo

i

tempi: in quest'a-

bito, col

camauro
figura
il

in testa e sedente,

ne

più piccola e amovibile, che
la

riporta
la

la

Conanni

a p.

366
le

dei-

pone

in

opera per

medesima.

Uile-

Gerarchia

ecclesiastica,

chiamandopiin-

vai ancora, che negli appaitamenti pontificii

lo

abito d'udienza. Talvolta per

non essendo ammesse le sedie, Iranne nella camera da letto del Papa e altra domestica, invece

cipesse e principi reali di
veste

minore rango,

con

delle scarpe, soltima e fascia
le

erano banchi gran-

soltanto. lu tutte
dissi, veste le

altre udienze,

come

stemmi € nomi de'l^api regnanti; quindi Giegorio XVI nelle camere d'udienza e nelle camere più nobili, come nell'anlicamere
di e piccoli di legno dipinti cogli

scarpe o pantofole crucige:

ree

la

zimmarra
usa
la

nell'udienze privale, se

gli piace,

vesleda camera.
(/'.) era piìi

Quando
i

l'uso della

Mitra

comuue,

segrete, introdusse piccoli banchi impellicciali di bei legni, de' quali

Papi riceveano all'udienza coperti diessa,

unosollan-

Tornando
ra,

all'articolo IVIaestiso di
ivi feci

io e per

una

sola persona è nella

came-

anche

avvertenza, che

i

Cambcame-

ra d' udienza per chi è permesso sedere

neri segreti partecipanti, l'esente delle

innanzi

al ponlifìcio scrittoio

incontro al

guardie nobili
gli svizzeri

in servizio e

il

capitano de-

Papa, che siede sotto Baldacchino, con
diie sgabelli laterali di legno tornilo e do-

guano
sessi,

i

non incontrano né accompasovrani e piiucipi reali dei due
restano nell'aulicamera segreta

rato, senza postergale o spalliera, coperti
di

ma
il

velluto o

damasco cremis, guai

itili

con

presso
il

Papa,

così pure, se v'interviene,

trine e fiangie d'oro. Essi sono pure late-

prefetto delle ceremonie.

Siccome

in

48
«jticsledosciizioni

U D
ho
tlel tagli

[

U D
con mn;^alc;n-

I

prociii'nlo

gioii

e pai'ticoi.ui di cssoio piìi
iiievilal)ili
i

esallo, così

sono stale

ve

ripetizioni.

Quando
si

principi

o

le
il

Papa, sono da lui accompagnali sin dove gli ha ricevuti, il nìaggiordomo e il maestro di camera co'Ioro corteggi fanno altrettanto, questi sino alla porta
ra del

principesse reali

recano a visitare
li

della sala pontificia, quello sino alia carrozza. Nel partirei [iriiicipi eie principes-

Papa,

il

maggiordomo

riceve in ci-

ma

alle scale sulla porta della

degli svizzeri, col

gran sala niedesioio accompagnaIl

se reali dalla stanza del Papa, questi

gli

ac,

compagna
maestro
di

fino fuori la porla di essa

il

mento de'sunnominati soggetti. stro di camera riceve sulla porta
teggio,
i

mae-

camera
il

col dello seguilo fino

dell'an-

alla porta d'ingresso dell'anticamera

no-

ticamera d'onore, col menzionato corprincipi e le principesse reali.
I

bile d'onore,

maggiordomo

fino sulla

porta d' ingresso della sala degli svizzeri.
I

sovrani se recansi formalmente dal Papa,

sovrani e

le

sovrane di notte sono

ri-

ad esso
monie;

gli

annunzia
,

il

prefetto delle cerei

cevuti e accompagnati da

6

torcie di ce-

gli altri

le

sovrane,

principi e
il

ra accese portate da' palafrenieri, e

principesse reali annunzia e introduce

4

i

principi e

le

principesse reali.

I

da came-

maestro

di

camera.

Il

Papa

riceve

i

prin-

rieri segreti di

spada e cappa, tanto so-

cipi e le principesse reali sulla soglia di

praiiuumorari che d'onore, ciascuno porta

sua camera,
ti,

i

re e le regineo altri
alla

regnandi

due

caudellieri d'argento con candele

piìi

o meno,

metà dell'anticamele

di cera accese, dalla sala pontificia

sino

ra segreta, gì' imperatori sulla porta

all'anticamera segreta, e viceversa nella

questa.

1

sovrani e

sovrane,

i

principi

partenza degli eccelsi visitanti,
se di notte

li

Papa
da 8

e le principesse cattolici, appena sono alla

torna

al

palazzo col treno di

presenza del
i

Papa

si

prostrano per ba-

trottnta è incontrato da
se

4

torcie, e

Ubbidienza { V.) quali figli della Chiesa, che devono edificare sudditi, se vogliono esser da loro venerati. I Papi sono paternamente
ciargli

piedi e rendergli

con

altri treni,
il

numero che
le

usa se va

a visitare

s,

Sepolcro e

Quarant'ore

i

nella cappella Paolina,

e

quando

nella

notte del

s.

Natale recasi nella cappella.

solleciti

per impedirlo. Se regine e prin-

cipesse graziosamente sostenendole, se re

e principi all'ettuosamente abbracciandoli.

Parecchi sovrani e sovrane, principi e
la mano, altri onninamente vogliono prostrarsi
il

il Papa è incontrato alla carrozaccompagnalo sino alla sala da 4 torcie dalla sala alla sua camera lo precede un aiutante di camera con due cau-

Quando
za è
;

principesse baciano
pii

assai

dellieri

e ba-

ciare

piede. Vi furono sovrani e prin-

cipi acattolici

che vollero baciar

le

mani.

d'argento con candele accese; ovvero due di essi e con 4 candellieri, s'è servito da 8 palafrenieri colle torcie. Così nell'andare e nel ritorno da dette cappelle,
to.

Così fece

il

possente imperatore dellellussi

sieNicolòl aGregorioXVI.A|)pena

tro*

sempre però pel solo appartamenMentre sono all' udienza del Papa i
le

vò da lui incontrato, gli baciò ainbo le mani. Allora il Papa alfeltuosamente gli die il doppio amplesso, e 1' imperatore commosso gl'impresse due fòrti baci nelle due parli del volto, lo eia accanto al

sovrani e

sovrane,
i

i

principi e le prinnel
si

cipesse reali, ed

cardinali,

della sala pontificia sul torciere

mezzo pone

una

torcia

di

cera accesa.
i

Nel partire

dall'udienze notturne
basciatori e ministri,
elicili
li

cardinali, gli
i

amHoc-

Papa
zione.

e restai sui[)i eso di tenera

ammira-

prelati

di

\j imperatore nel partire rinnovò l'omaggio de'4 baci, e li ripelè nel ritor-

ed

i

patriarchi, sono

accompagna-

alla carrozza

da due palaiienieri con
regnanti,

no, e per
p.uliic
i

la 4-' volta
le

nel riparlili;

!

ÌNel

torcie di cera accese. A' sovrani e alle so-

sovraui e

sovrane dalla carne-

vrane

cattolici

come imperia-

,

udì
li,

udì
il

4cj

reali,

granducali, ec.

Vapa

resliiuì-

per

le

sue particolarità e rigorose etichet-

sce lu

vistila, ai

luudu

riferito nei più vui-

te, in
le,

progresso modificate e simplicizza-

te ricurdalo articolo e altri relativi, co-

per cui ne darò un ceuuo,di quello cioè
sia

me
do

Ruma, e
I

in quelli

degli stati diceu-

che reputo conveniente

perleceremoi

de'loro soviaui recatisi in tale duini-

nie, sia pe'diversi confronti, riguardanti

nanle.

sovrani iucoutranoii

Papa

a pie

dillerenli ceremoniali per le poutilicie u-

delle scale, e nei partire l'acconìpagnano
alla carrozza; le

dienze, alcune pratiche e osservanze es-

sovrane l'incontrano
ivi

in

sendo ancora
I

in vigore.

cima

l'accompagnano nel partire. 1 sovrauie lesovrane,tantoquaado stanno per partire dal Papa, come nel partire di questi da loro, gli don^andano
alle scale,

ed

il

permesso

di presentargli per ossequiari

camera Tommaso nnoceuzo XI 1 del 1 69 e di Clemente XI del 700, e Francesco Pianai' tellUW Pio VI del lyyS precipuamente, poscia ambedue cardinali compilarono
prelati maestri di
d'I

Ruffo

1

I

,

lo, e se cattolici coi bacio dei piede,

loro

in
ri,

5q

capitoli istruzioni pe'loro successo-

cavalieri,

dame

e altri della corte. Eguale prin-

onde regolare l'anticamera pontidciae
udienze. Mg.' PiulTo comincia dui nar-

mente
pa. In
i

in sul partire de' principi

le

cipesse reali, invocano altrettanto dal Pa-

rare

come procedette

la

conferma o nuogli

tempo che
i

i

soviani e

le

sovrane,

va nomina nella carica che
ta

fu conferidi po-

principi e le principesse reali sono in col-

anco da Clemente XI, ad onta

loquio col Papa,

loro cavalieri e

dame

tenti aspiranti alla

ujedesima, l'ingiunzio-

d'accompagno si trattengono nell'anticamera precedente, ossia la segreta, se d Papa li riceve nell'ordinaria sua stanza d'udienza. Ordinariamente il Papa non restituisce la vìsita a' sovrani e
caltolici;

ne del Papa di ripristinare l'aulico ceremouiale in uso, le qualità che si richie-

dono

nel fedele esercizio del geloso e o-

norifico uffizio, principalmente la vigilan-

sovrane ai

za e la prudenza.

Che non

si

potevano

ed

i

cardinali visitano

princi-

portare Guanti da chiunque nell'antica-

pi sovrani cattolici e

non

gli

acattolici.
la

mera
vano

nobile e nelle segrete del Papa.
le

Le

]\on ostante Pio Vili, poco dopo
elezione,
si

sua

regine stesse, oltre
1

loro

dame,
il

lascia-

recò a restituire

la visita alla

guanti,

il

ventaglio e

manicotai

granduchessa Elena di Wiiiiemberg moglie del granduca Michele fratello dell'

to nell' ultime anticamere; e

quanto

suanti, così facevano anche
gii

i

cardinali e

imperatore delle Russie Nicolò
re di Baviera Luigi
la visita.

I

:

forse

ciò fece, perchè essendovi pure in
il
I ,

Roma
al-

erasi portato a

rendergli
l'articolo

Notai (Inalmeule
di

ambasciatori. Era cura del maestro di camera di fare osservare indistintamente da tutti quest'atto d' ossequiosa venerazione al Papa, dandone riucombenz,a alle lancie spezzate e

Camera que'benemeriti de'ceremouiali, che formarono i registri ed libri esistenti presso il maestro di camera /j/o tempore, contenendo istruz.iuni e memorie analogheper l'eseri

Maestro

camerieri segreti

;

e

se talvolta conveniva a lui slesso farne av-

vertenza, l'eseguiva con maniere destre e
gentili.

Tutte l'ambasciatedisoggetti ragle riil

guardevoli, per lo più e potendosi,

cizio della carica, per l'uniformità de'lrat-

cevea immediatamente

maestro

di ca-

lamenti

e distinzioni,

i

migliori ntelodi e

regolamenti introdotti successivamente; col registro eziandio de' ricevimenti dei
sovrani e sovrane
reali,
,

mera; se impedito,ne dava talvolta incon)benza a'camerieri segreti. Innocenzo XII e Clemente XI non riceveauo istanze e
suppliche per l'udienze di sovrani, cardinali e ambasciatori, in

principi e principesse

non che di

tutti gli

ammessi

alla pou-

tempo che
di
si

in

an-

tiOcia udienza.

Di

tali libri

mss. posseg-

ticamera non eravi

il

maestro

camera,
slabilis^

go copia del più antico, inleressaulissimo
\UL, LXN.XI1.

bramando che

tulle l'udienze

5o
sero colla notizia

V D
ilei

l

U D
dovcn
Il

1

piela!o, clic

troidiiie del

Papa,

liiceva

il

Rcscn'tlo

il

tener conio di tulli

gì'

inìpcgni presi.

segretario de' memoriali.
svi/.zera
si

Una
,

guarilia
altra

perchè

,

Irovando

i

Macslri dì camera
si

collocava nella sala

di

de'M)vrani,caidinari e ambasciatori chinsa l'anlicauiera lìonlificia
,

cavalicggicri nella i/ anlicaniera, co'l)nssolanti e

porliivano

un cameriere
gli

segreto,

il

quale

neirap[)ai tamento del |)relalo niaeslrodi
Ciinieia,
il

faceva entiare
volla,
ri

accorienti di volla in
a'siiddili toreslie-

quale avea lulla

1'

atlenzioiìe

avendu lignardo

in riceverli [ìronlanìeiile, e

nolavasi in

mi
G:

(vale a dire delle prtjvmcie e così cre-

iibrello lutti

i

ricordi necessari.

Capo

dogli stranieri). Gli svizzeii ilipendevano

Vcllenza pubblica. Innocenzo Xll l'usò

due

volle al mese,

udendo
la

in essa

per due

da dello cameriere, tulio regolando il maestro di camera. Questi al principio e
fine dell'udienza pubblica,

oje benignamenle Uilta

gente che pò-

che durava 3

leva. Assistevano in vicinanza del
li

Papa,

ore, leva va e poi limellevain capo al Pa-

niaesliQ di camera, V L dilore del
e
il

Va-

pa

Segretario de' Memoriali. Cle-

pa il camauro, e gli porgeva sì prima che dopo una cartella, per la recita delle con-

inente

XI
si

tuttoché indefessamente dasse

udienza,

astenne di concedere

la

pub-

Capo 7: Desdnazioiic di due giorni la settima/ia per li ministri
suele orazioni.

blica ne' primi
slabi-lì ne!

4 S""'

del poulificalo; la

dei Pajìa. Innocenzo Xll dava udienza

ai

principio del 5." con una noli-

suoi ministri ne'oiercoledi e sabato, udeu-

fìcaz ione

stampala, pel

1."

lunedi d'ogni

mese, e ritrovandosi

in esso

qualche imse-

pedimento

di concistoro o cappella,

do mg." Goviritatoi'eent^.' Tesoriere, l'avvocalo del Fisco e il Comnilssario della Camera reiteratamente ne' due
giorni. Tulli gli altri ministri venivano

guiva nel martedì iuuiiedialo, Volledarla nella sala del concistoro, sotto

baldacpredella

parte

il

mercoledì,

altri

il

Siibalo, secon-

chino, sedente su sedia sopra

la

do

la

distribuzione fatta dal maeslio di

(naluraln)ente vestito di rocchetto e mozZilla,
ni)

camera. Clemente XI nel principio del
ponlificalo

come

lo espresse

il

ricordalo Bonani

voleva udir

tulli

replicala-

coperta di velluto cremis, e

solili si-

uitnlc nel mercoledì esabato;

mili sgabelli u'fìanchi.

Con
|)er

vari banchi,
si

do

poi che

non

si

vedenpotevano spedir tutti
ultimi, ordinò al
di farne la divisione,
a[)pi

ma

come
no 4

praticasi ne* concistori,

divideva

e molli restavano [)er

dalla gran sala l'adito,
t) 5i

di quelli

dove restavathe doveano lecaisi ai
durante l'udienza rele

maestro

di

camera

laonde colla ponlilìcia

ovazione venil

piedi del Papa, e

ivi

ne stabilita l'iulienza. Pel mercoledì,

stare in ginocchio, premesse
//«•.vò/o///(/^
.).

3 Ceint-

Entravano dall'aditogian-

de

mezzo, e uscivano per altri due njinori laterali. Fuori dello sleccalo, do|)o la lunghezza d'un banco, se ne tramezza
di

vanoaltri dall'una e

l'altra

banda; restancamerieri d'o-

do per

le lancie spezzale,

nore,prelali, unìzialieca[)itanidelleguardie lulla la

camera
/

di là, e di
.)
,

qua

[)er la

Uditore della Camera coi s,\\o [\ìica\e, il Senatore di Roma col suo Oscale, il Tesoriere col Com/nisstnio della Canwia, il óVgrettvio di Consulta, il T'ieegerente, il 7^/f.s7V/(///r della Grascia, il Presidente delle Strade, il Prefetto dell'Annona, il Segretario della l'isita, il Segretario del Buon governo, il Segretario /Iella
Gos'crnalore di
l'

Roma,

Camera
di

segreta (

ministri e maestro
ajipoggiali al UHI-

/ri'.

Fidda-ica, l'avvocato de'i^cnr//. Pel
il

camera che restavano
,

sabato,

ro
le

e lutti in lontananza ila

non sentile
11-

scuiere, Viìwocnloòcì Fisco,

Covernalore di Roma, il T'e\\ Commi.\-

preghiere e ra|)presentanze di chi
alla

sario della

Camera,

il

Segretario di

correva

benignità o giustizia del Pa-

Consulta,
il

pa, e le ris))usle di questi. Sulla Supplica,

Segretario dell'Immunità, Ficcgerente, il Segretario del Cuneiil

U D
lro,'\ì

l

Odi
$i

5i

commissario dell'armi oMUizieponlificic, il Sc^rcldriodc.'Jìifl, il Segreta-

Iralteneva alc|uaiito nciranticamcru sesi

greta, VI

tollerava perchè poteva esse-

de f^cscovi. Pel lunedì dopo prauzo, il Segretario di Propaganda fide. Pel mercoledì dopo pranzo, l'assessore del s.
rio
'

re ricluaiiiato dal

Papa
le

e per urbani ri

guai

di.

Il

cardinal [no-lhitario reca vasi

all'udienza in tutte

mattine ch'eravi

Ollizio o

s.
il

liuiuisizioiie.

Il

governatore
in sala

mandava
tificia

martedì e venerdì

pon-

per sapere dal decano a che ora poil

teva venire nel dì seguente,

quale deca-

no

la

ricevea dal maestro di
si

camera
i

,

e

questi

regolava in tutte

le

stagioni in

modo

di far trovare in

anticamera

mi-

Dateria, e&\ avvisava in tempodella messa del Papa, onde al suo fine trovarsi in anticamera. 11 cardinal Segretario dei JJrevi si asteneva dal venire il martedì e giovedì, e tutte le altre mattine che non veniva il pro-datario. Essendo ambedue cardinali entravano secondo la loro precedenza, ed aveanol'istesso avviso. Al prelato segretario de'bievi
lita
si

poco prima che terminasse la messa del Papa, dopo la quale soleva principiale l'udienza. Tulli gli altri ministri pronti

mandava

la so-

notizia che partecipavasi alla

camera
Papa,

nistri poi

mandavano

insala del governa-

segreta, cioè l'ora dell' alzata dei

iore^c\\ei\Kìi\\

y iecCaìiierlengo di s.Cliiel'o-

dandosi ih. "avviso
e

al

maestro

di

camera

.s/z(/'.)precede lutl'i prelati, per sapere

ra ch'era loro stata assegnata, onde regolarsi nel portarsi all'udienza.

Nondimeno
i

camera segreta, sagrisla e cappellani, quando cominciavasi a vestire. Il "2." avviso quando si lavava; il 3." allorché slava per entrare
il

innocenzoXll eCleiuenteXl,il maestro di camera direttaniente avvertiva
sotto

conieSiore e che
;

il

Pa-

pa prepara vasi a conlessarsi
a fine

e tuttociò

pielali a venire in

tempo

all'udienza peri

che ciascuno

si

trovasse pronto al

chè non venisse interrotta. Restavano nominati prelati nell'anticamera nobile, detta anche della bussola di damasco, e
si

servizio. Ne'giorni di
il

mercoledì e sabato

pro-datario,

il

segretario de'brevi, an-

corché prelati, entravano prima del governatore, in mancanza del (piale suppliva
si
il

mano
|)a,

chiamavano nella segreta di mano in che si dava luogo d'entrare ilal Palasciando in essa le berrette e
i

fiscale nell'udienza, e ciò praticava-

her-

rcttiniy

non che

i

guanti. Perchè

il

Papa
il

non

aspettasse neppure

un momento,

anche sempre che l'uditore della camera impedito avesse comunicalo suoi negozi al fiscale. Ouolidianamenle nelleore
i

maestro di camera faceva entrare nell'anticamera segreta quel prelato che dovea
succedere a quello ch'era in udienza. Si
te del mercoledì e sabato,
re, di-

stinguevano nella precedenza dell'udienil

governato-

pomeridiane il Papa sentiva il cardinal Segretario di stato e il Segretario de' Memoriali, e nella sera l* Uditore e V ELcinosiiiiercj e ciò ben inteso che gli affari lo ichiedesseroo il Papa li bramasse. Ca1

r uditore della camera col fiscale, iU senatore, il tesoriere e il commissario di camera. Tutti gli altri prelati entravano
per ordine di loro anzianità, e non altrime>nlidi carica, precedendo in tutti
tri
gli al-

po

8;

Trattamento
il

clic

fidava
le

a' re e re-

gine, che trovandosi in
visitare

Roma volevano
Maestà loro

Papa. Doveauo
il

mandare
plicasse

proprio maestro di camera

ministeri lordine del patriarcato, ar-

nciranticamera pontificia, aOinchè si supil Papa per l'udienza. Ricevea l'istanza mg.' maestro di camera, che por
talala al

civescovato, vescovato, protonotanato,
chiericato, ed anzianità di prelati, nel cui

ordine precedevano quelli che aveauo
l'uso del Rocchetto (f.) agli altri senza

gli l'ora e

Papa, si rispondeva con assegnaril giorno per venire,ovvero che
le

ne avrebbe avvisalo
poi esegui vasi a

loro IVlaeslà,ilche

locchello tuttoché più anziani. Se qual-

mezzo d'un cameriere seil

che prelato

uscito dall'udienza pontificia

greto più anziano. Per tale ricevimento

52

udì
tulli
i

U D
P?^cìa-

I

maeslrocli camera invitava
i

benediceva nell'alto che genuflettevano,

//domestici, cameiicritl'oiioree altri del-

con qualche diniosUazione

di slin)a, ac-

l'anticamera e di palazzo; e da mg/ maggiordomo s'invitavano Patriarcìiie f ci

compagnando
con
alti d'

movimento del braccio umanità e paterna clemenza.
il
i

scovi assistenti al soglio, ed

i

Protono-

Nel tempo che
ile al

tari apostolici, disponeudoche si facesse-

Papa,

ro

rinfresclii di cioccolate e varie sorla di

flesso

sovrani baciavano il piemaestro di camera genualzava leggeimeute il lembo della
il

sorbetti e acque, collocandosi la bottiglieria io

pontifìcia veste, fìnchè

si

scuopi va
i

la

ero»
so-

in cui
soli

una camera vicina all'anlicaaiera, non si portavano rinfreschi che dai
i

ce delle scarpe. Ciò fallo,

si

dava

al

vrano
Papa,
to,

la sedia

preparala di velluto trina-

camerieri segreti pe' re e

le

regine, e

ta di seta, e assai
la

più bassa di quella dei
collocava sopra io stra-

dopo s'introduce vano all'udienza, porgeadosi alle Maestà loro la salvietta dal maggiordomo. Tali sovrani essendo io istrada mandavano la i /ambasciata di loro venuta, e dovea mg/ maestro di camera indagare se le scaie le voleano salire a piedi o in sedia, onde regolarne il ricevimentoe predisporre rocconente. Venendo in carrozza, Irovavasi all'ultimo branco di scale del palazzo apostolico mg/ maggior-

quale

si

ma
i

fuori della predella ov'era la sedia

Papa slesso. Quando sovrani incedevano per istrada in sepontifìcia, a dritta del

dia nel recarsi

al

palazzo apostolico
al silo

,

si

mandava incontro
mg.*^

del corpo di
,

1' accompagno e maggiordomo si faceva trovare coi riferito accompagnamento, ove discende-

guardia 8 svizzeri per

domo
egli

cu'vescovi assistenti e prolonotari:
i

re nella sala, e poco

complimentava
di carrozza.
si

monarchi

allo scen-

vano dalla sedia,che per lo più soleva essedopo ilmaetttro di camera col suo seguito li complimenta va. Altrettanto pralicavasi nel ritorno de'sovraui dall'udienza del P:ipa, cioè nel partire,

dere
scale

Dopo

ili. "branco

delle

trovava mg.*^ maestro di camera
altri prelati di
gli

colla prelatura domestica, camerieri d'o-

fermandosi ali. "branco delle scale
il

ii

nore d'abito paonazzo e
prolonotari, ed
prelato
il

maestro di camera, e

maggiordomo

si-

palazzo non vescovi e godenti
ivi
i

onori di

no

alla carrozza, co'

sovrani riceveano dal
,

gnamenti. Qualora
in sedia, ivi
il

2.°

coD)plimenlo
il

restando in
sulla

medesimi accompaascendevano maestro di camera si licenin sala
il

questa congiimtura
urtano dritta del

maggiordomo

ziava, restando

monarca, e sulla sinistra il maestro dì camera. Indi si aprivano tutte le bussole, ed entravano per esse nell'apparlameuto pontifìcio, come pratica* vasi col Papa, in vicinanza della camera d'udienza, il maestro di camera recavasi a darne avviso al Papa e tosto sollecitamente tornava dal sovrauo,senza chequesii mai si fern)asse, e l'introduceva a'piedi del Papa. Entrato il sovrano nella ca-

sovrani erano parlili,

maggiordomo finché i dovendo ili. "semil

pre dar minore trattamenlo del 2.° (per
essere in servizio presso
to al
i'apa, e
gli

quanso*

1° come
i

quello che fa

onori della
,

reggia pontifìcia).

Prima
il

di partire
al

Jevanu sovrani domandare
re entrare a baciargli
valieri e
il

l^apa di fai

piede

loro ca-

dame, anche in quest'occasione maestro di camera alzando un poco
In
col

l'estremitù anteriore della sottana pontifìcia.

mera d'udienza
il

s'

inginocchiava, e falla

poi l'altra genuflessione, alla

Z* baciava

vano

tempo che sovrani si trattenePapaje dame restavano nell'uli
i

piede e
si

sovrani
le

la mano del Papa, il quale coi abbracciavanoe baciavano, colsovrane lacevasi il solo allo dell'abbrac]1
i

tima anticamera, ossia nella segreta,
valieri nella

ca-

precedente nobile della bus-

sola di

cio.

Papa ricevendo sovrani e le vrane uou si partiva dulia sua sedia

so,

sole aperte fìnchè

li

le busdurava la visita. Cos'i Ycuue prulicalo cou Ciistiuu regina di

damasco, lasciandosi tutte

IT

DI
la
i

udì
.'a

53
gli

Si'czia (r.) che fu

godere l'ono-

cede
ci

gli altri prelati,

i

patriarchi e

ar-

re della sedia di velluto, giacché antece-

vescovi. Perciò

dava un solo sgabello di legno dorato con appoggio e col cuscino di velluto (su di che meglio è vedere ricevimento che le fece Ail magnifico lessandro VII, che con dilFusione descris-

dentemente

se

le

nerale della camera suppliva

anticamente l'uditore geil maggior-

domo

in ricevere e

ni alla carrozza. All'arrivo

accompagnare sovrad'un re e d'una
i

si

al citato articolo, colle
la

diverse udienze

concessele dal Papa, e

descrizione del-

l'ingegnoso sedile, che non era né sedia,

né sgabello, inventato dal celebre Bernini, perché essa allora per la sua rinunzia non più regnando non le competeva piìi la sedia co'bracciuoli); e colla regina M." Casimira vedova di Giovanni III redi Polonia, la quale soleva visitale Innocenzo XII e Clemente XI, nella sua dimora in Roma, nelle feste di Natale e Pasqua, e nel dì anniversario dell'assunzione al pontificato, oltre in altre circostanze (il che costumano fare, più o meno, que'soviani
li,

Roma, essi ne facevano parte al Papa, e questi il faceva complimentare da mg." maestro di camera in abito e rocchetto, che essendo in istrada faceva avvisare del suo arrivo sovrani, e dalla detta regina di Polonia venne ricevuto e fallosedere in sedia eguale con l'appoggio, stando quella della sovrana sotto baldacchino e su predella, benché non più regnasse.
regina in
i

Dalla stessa regina di Polonia pretesero

egual trattamento

gli

ambasciatori regi,
essi

ma
il

ricusandosi
la

la

regina,

non

la visi-

tarono; onde

regina volendo cambiare

trattamento del prelato,il PapaClemen-

te
te

XI

restituiva

il

complimento

delle visi-

annuali, per mezzo del cameriere segre-

sovrane, princi[)i e principesse rea-

to segretario d'ambasciata.

Capo g

:

P^i-

che hanno stabilito

la

loro ditnora in

sìta che suol fare

il

Papa

alle regine

Roina)X,^ regina di Polonia qualche volconduceva da Innocenzo XII la piccola principessa sua nipote (cioè Maria Clementina Sobieski, figlia di Giacomo principe reale di Polonia e suo figlio, poi moglie di Giacomo III re cattolico d'Inghilterra), che si faceva sedere
ta

si trattengono in Ronia,cìoè a'terad'Innocenzo XII e Clemente XI. La regina M.^ Casimira di Polonia si mostrò
pi

che

sensibile e dispiacente, perchè Innocenzo

XII non

l'avea mai onorala di visita nel suo palazzo, mentre benignamente lo a-

veano praticato
zia
i

colla detta regina di

Sve-

su due cuscini vicino alla sedia della
alla

zia,

predecessori Alessandro VII, Cle-

quale alzavasi

lo strascico

dell'abi-

to dalla sua

prima dama finché entrava
del

mente IX, Clemente X e Innocenzo XF. Ciò die motivo a Clemente XI di non aspettare simili doglianze, e
la

nella

camera
I'

Papa

a vista di questi.

dopo d'aver-

In

tali accessi

della regina M." Casiraira,
il

ammessa

al

bacio del piede per 3 vol-

secondo

antico costume,
il

maestro di
s.

camera invitava
z/o(/^.), afliachè

Maestro del
,

0<!pì-

te ne'primi mesi di sua esaltazione, deliberòdi darle un attestato di sua benigni,
tà,

si

trovasse col maggior-

non però appositamente per non
le visite
il

in-

domo

a

riceverla

per quindi darle
i

il

trodursi l'uso di restituire

a'so-

braccio,

non porgendolo
s.
il

prelati. In

manil

vrani stabiliti in

canza del maestro del
braccio alla regina

Ospizio, dava

ticato dagli antecessori farlo

Roma,ma secondo come
al

pra-

in

un

pioprio maestro di

passaggio dal palazzo loro. Infatti Ales-

camera. In mancanza poi del maggiordomo, il maestro di camera deputava a supplirlo il primario prelato palatino, dopo
di loro, ciò

sandro VII dimorando
la

Quirinale, nelal-

domenica
la

delle

Palme mandando
le fece

la

regina Cristina dal cameriere segreto

che prima e a tempo della

re-

coppiere

palma benedetta,

sa-

gina di iSvezia taceva l'uditore della ca-

mera, che tranne

il

vice-camerlengo, pre

-

pere che recandosi nel marted't santo al Vaticano per le funzioni della settimana

UD
santa, nei paesaggio aviclthe vcJuJa sua

I

erano

ti

due

sgabelletti trinati d'

oro col

Maestà. Pertanto nel dì dell'Ascensiont del 1701, recandosi dal Valicano alla ftm
/ione nella basilica Lnteranense, Chemen te XI pa'isn noi a pinnro al Quirinale, e
nella sle'isa mattina ra
il

campanello.
stro di

Fu

consegnata a mg.' maela

camera

chiave della porta che

corrispondeva dalla camera dell'udienza

niaeslio di came-

all'appartamento delle dame, e restarono a di lui disposizione tutte le anticamere, nelle quali,

mandò

(l'ordine del

Papa

lui

camerie-

secondo
si
si

il

costume palai

re segreto alla regina di Polonia, eon

im

tino,

non permise che

portassero

rin-

tondino di fravole primitive tlel suo giardino ov' erasi fermato, con dirle che nel ritorno rA Vaticano nel passaggio ì' a-

freschi,

ma

che

servissero in altro apservizio di chi vo-

partamento vicino per
leva gustarli.

Dopo
la

il

trattenimento
di

ili

vrebhe

visitata

,

con indicibile soddisfa-

un'ora,

il

Papa ordinò al maestro
le

came-

zione della regina.
dal Quirinale,
il

Prima

della partenza
di

ra di far venire

suddetta principessa ni-

maestro

cameia

in-

pote della regina e

dame al

bacio del pie-

giunse

ai

capitani de' ravalleggieri che
I

de.Ciò

fattosi, il
il

Papa scese dal trono e rice-

mandassero 2
solanti pei
()oi

soldati alla

i

.^anticamera

vuto in capo

cappello dal maestro di ca-

della legina, ed insieme v'inviò 12
la
'

bus

mera,

fu servito sino alla sala dalla re-

2.^
la

anticamera, formando
della
la

gina, che

della 3.

dimora

greta, e per

la

propiia

4-^

camera seH Papa rin
cli'essi re

limettersi
le

nuovamente s' inginocchiò nel il Papa nella sedia, e poi volrichiudere lo sportello, anzi per due
mostrò
le

graziò

i

cardinali palatini dal solilo ac-

volte
solo

di voler seguire la sedia, e

compagnamento, non volendo
itspel tarlo.

stasseio nell'anticamera della regina

ad
il

La

legina ricevè nel cortile

quando il maestro di cail Papa altrimenti sarebbe nuovamente uscito di essa. Nella sesi

arrestò
disse

mera

che
la

Papa, che es«endo in sedia coperta appena la vide fece fermarla. La regina volle assolutamente aprirne lo sportello, e
prostiatasi
gli

guente mattina
der
al (jiial

regina

mandò

a pren-

le notizie del

Papa e a ringraziarlo, complimento fu corrisposto con
di

baciò

il

piede e

la

mano.
tli

l'invio

ad essa d'un cameriere segreto au-

Uscito Clemente

XI

dalla sedia, restò al
il

ziano.
re,

Trovo conveniente
fatto

qui riportarice-

suo fianco

la

regina; e

nìaeslro

ca
il

Iraendolo

iW Diari di Roina.W

mera

collocossi alla sinistra per dargli
il

vimento
alla

l'raccio ealzai e

lembo
giunto
levò

della sottana nel
il
il

da Clemente XI nel 1719 principessa M.^ Clementina Sobieski,

salire le scale, e

Papa

nell'ulligli

nipote della suddetta regina, e futura sposa di

ma

anticamera
il

gli

cappello e

camauro. Gli svizzeri si fermarono nella sala pel buDU ordine, essendo
mise
,

tcrra.
le

Giacomo 111 re cattolico *.V fngìiilAppena giunse in Roma, il Papa mandò 52 portate di commestibili, dofatta

accorsa

numerosa

nobiltà.

Era

la

stanza

po averla

complimentare da mg.'

dell'udienza
sotto
il

nobilmente addobbala, e
la

trono sorgeva su predella
il

sola

pro-maestro di camera. Nella 3." mattina dopo il suo arrivo, la principessa eoa

sedia pel Papa,

quale dopo aver nuo-

due carrozze
za,

si

recòalla pontificia udienla scaletta

vamente ammesso ivi la regina al bacio del |>ieile e della mano, ordinò al maestro di cameia ili lai portare una sedia per la
regina, e
di
tpieslii forse

passando per

segreta del

giardino Quirinale, venendo ricevuta alla carrozza da mg." llasponi cameriere se-

fu eguale o piii bassa

greto coppiere e da un maestro di ceremonie.

«juella

che solevasi darle nella stan-

A capo

della scala fu incontrata
,

da
in

za pontificia,

ma

si

trovò idipioprio

(!),

mg.' pro-maestro di camera
altri simili

benché
si

ch'eravi
sere
<li

nii;i

tnnetta d'oro, invece di

es-

ricevimenti quivi

trovasse

T

scia. A'IhIi della sedia del Pa[>a vi

pure

il

maggiordomo. Introdotta lapriu-

U
(ipcssn
tlal

D

I

u D
3 solite genudello Stosso Quirinale,

I

i;*;

Papa e
il

fìilte le

d maestr,j

di ci-

flessioni, linciò

piede eia

mano

al P.i-

merà

gì'

incontrava alla mela della stan-

pa,

il

quale Wncliè

la [)rincipessa
,

conser-

za de' bussolanti, sino alla bussola ilelln
i^ran sala oscura ov'eraiioi cavallesraieri.

vasse lo stretto incognito
dia che nell'udienze
gi reali,
si

ordinò la sedava a'persoungtriilinndola perciò da regina. Po-

Quando
nili

il

Papa voleva ricevere
.d

i

cardidi-

nell'appartamento delle stanze
Vaticano,
il

scia f(U'ono

ammesse

al

bacio del piede
i

pinte da Pialfaele

prelato

ledame
sii

ilei

seguilo, indi

cavalieri.

Qucil

gl'incontrava con tutta la
solanti e gli

sortiti, la principessa

continuò

suo
la

camera tle'busaccompagnava a tutta la ca-

colloquio col Papa, a cui poi ribaciata

mano

e

id

piede, uscì dnlla

camera
il

d' u-

mera de'cavalleggieri, situata iminediatamcntea quella de'bussolanti, ossia l'ultima ov'è dipinto riuoeiidio di Borgo. La
diversità del ricevimento e accouipagiia-

dicuza accom pugnandola

aig."^

maggiorrin-

domo ad

allra vicina,

ove gustò

fresco presciitalole da mg.' coppiere, par-

mento derivava dalle diverse
lesale.
I

distanzedel-

tecipandone ancora

il

suo corteggio. Ac-

cardinali

si
il

trattenevano uell'an-

compagnala

indi nel

modo com'era
Quando

sla-

licamcra, finché ro arrivo
si

Papa avvertito
riceverli.

del lo-

ta ricevuta, fece ritorno al

monasteiodelpoi ven-

preparava a
bussola di

La

lo-

l'orsoliue ove risiedeva.

ro anticamera era quella
l'altra della

ne
te

in

Roma Giacomo
ricevuto

III, fu la

da Clemenin tutto

immediata aldamasco, per disi

Xi

come
il

principessa, già

stinguerli dagli ambasciatori che

trat-

divenuta sua consorte, e trattato

come
e la

essa.

Fero
e fu

re entrò pel

i

."dal
il

Pa-

tenevano nell'anticamera antecedente.Iutrodotti dal Papa, dopo 3 umilissimi inchini,
si

pa, fece le 3 genuflessioni, baciò

piede

ficevanosetlere negli

sgaiìtlli di
al solito

mauo
la

,

ricevuto all'amplesso,
si

legno coirap[)oggio, già collocati
luogo, sedendo a
a
ilrilta
i

ecpiindi do[ìO breve udienza
re anche
lo clic si

feceentra-

cardinali preti,
si

regina. Gap.

i

o:

Trattaincii'
(liliali.
1'

manca
il

i

cardinali diaconi, se
;

trova-

levano

i

dava agli E.'i^i Cai cardinali domandar
adfari

So-

vano insieme
altri,

altrimenti non essendovi

udienza,

cardinale sedeva a dritta del Pa-

sempre che avessero

da rappreseii-

pa, a dilFereuza degliambascialori che se-

lare al Papa, in ([uesfo caso

mandavano
il

devano a manca

e

dopo

av»er

bacialo

il

neiranticnmcra pontificia
stro di
gli

il

proprio mae-

piede.GIi sgabelli de'cardiuali e degli

am-

camera
il

a farne istanza, e

Papa
fi
-

assegnava

giorno e
gli

l'ora,

ovvero

basciatori erano eguali, se non che si distinguevano qiie'de' cardinali per alcuni
piccoli lavori d'intaglio nel finimento del

ceva rispondere che

avrebbe avvisali

per mezzo d'un palafreniere mandato da
nog."^

po*tei'galej e

Clemente XI ordinò che

si

maestro

di

camera. Nel giorno asi

conseivasse tale antico costume.
cardinali creature del

Alcuni
>>

segnato, e mentre erano per via,
nali

cardi-

Papa regnante
il

mandavano

a tal prelato la (."amba-

aventi con esso particolar servitù, sole-

sciata di loro venuta, ed avvicinandosi alla sala

vano

ie

prime volte baciargli

piede
si

iii

delValicano venivano incontrali da

vece della

mano

(su' diversi baci

può

tutta la

camera de'bussolanti, che gli accompagnava per tutta quella de'cavalleg-

vedere UbbidiEiNZa). Nell'udienze private
ciò facevasi,

ma
si

in

pubblico por non sinil

gieri sino alla bussola. Al Quirinale ve-

golarizzarsi
il

seguiva

custuiìic.
i

Como
il

nivano incontrati nell'appartamento d'estate, passata la

maestro di camera ricevea
e

nuovi carloro

metà

della

camera

dei

dinali provenienti di fuori,

dopo

bussolanti e cavalleggieri perchè

ivi sta-

In^rcaso solenne in Rouki^
tale articolo.

come gl'in-

vano insieme, sino
nieri.

a quella de' palafre-

troduceva all'uilienzadel Papa, lo narrala
11

Nell'appartamento poi d' inverno,

maestro

di

camera deve

56
salutine
i

udì
cardinali, con levarsi
il il

U D
berrellì-

ì

Trattamento che suol darn

a'jìrinrìpi

no

e senza licenza rimetterselo,

che non

praticasi cogli ao)bascialori ealtri;lrannei
cartlinali, nelle stanze pontificie

di Altezza. Avverte mg."^ PiufTo, che non può darsi notizia più propria del tratta-

non è per-

messo ad alcuno coprirsi di berretta. Parcelle al maestro di camera fosse permesso, se
i

mento che ricevono principi sovrani dal Papa,^di quello individuale praticatosi all'arrivo di essi, poiché questo rango pori

cardinali nel Iratteniroenlocoprii

ta seco £»ran divisioni,

vansi con berrelfe.Partendo di notte cardinali dalle stanze pontifìcie,

da udienze

o congregazioni, erano accompagnati per

che senza confusione non può stabilirsi con una sola regola, Arrivo del granduca di Toscana Cosimo in Roma. Sospirava questo prin-

HI

da 4 palafrenieri con torcie accese: avendo cereraonieri proposto l'accrescimento di due, non si aderì pel riflesso
le scale
i

cipe di recarsi ad ossequiar

InnocenzoXU,
gli

per

la

profonda venerazione che

por-

tava, e più volte disse a mg." RutFo,quan-

che l'avrebbero subilo preteso gli ambasciatori, e quindi conveniva pure pratitarlo co'principi d'altezza. Il Papa a mezzo del camerieie segreto d' ambasciata
,

d'era nunzio presso di lui, che

non avea

desiderio maggiore di questo, e di volerlo
effettuare

soleva inviare doni a' cardinali, e visitar
gì'

infermi. Al cardinal
il

Spinola storpio

ClemenXI peimise che all'udienza fosse condotto sino alla camera del trono in sedia
(credo Gio. Battista
te

seniore),

(a'cardinali vecchi o convalescenti

i

Papi
,

appena avesse potuto. L'innolPapa e la sofferta pericolosa malattia, lo fecero decidere nel 1700 ad appagarlo. Pertanto si mosse colle sue galere da Livorno, il che saputosi da InnocenzoXU, lo fece'incontiaredalla squadra navale della marina pontificia e servire sino a Civitavecchia, e poi a Porto
trata età del

sogliono dalla carrozza sino alla sala
vicevei sa nel ritorno, farli recare in

e

d' Anzio, ovQ

il

grandtica volle portarsi

[>er

tantina, e in

tempo dell'udienza
),

li

Porfauno

riferire poi al
il

Papa

lo slato di esso

da

lui

operato

in quello. Ivi

dopo Cosimo ll[

sedere in sedia co' bracciuoli
la

e che se-

fu ricevuto e trattato
re di

da mg."^ governato-

desse sopra sgabello fatto apposta con te-

Campagna,

indi giunse in

Roma

ai

che reggeva un cuscino invece della tavola, senza che si vedesse. Ivi si recò il Pupa a udii lo, indi partì e poi il cardinale

23 maggio totalmente

incognito.

Appena

arrivato alla sua villa Medici spedì ilcom-

com'era venuto. Essendo stato gravemente infermo il caidìnnl Nerli per distin,

ra a

mendalor Del Bene suo maestro di camedarne parte al Papa, esponendo il de:

siderio che avea di porsi a'suoi piedi
bito fu

su-

zione Clemente
di
s.

XI reduce
fece

dalla cappella
la

appagato dal maestro
che
s'

Giovanni
al

fermare

carrozza

Però
le
(.V

tra le <lilÌicoltà

camera. incontravano
di

innanzi

suo portone, per informarsi di
i

pel trattamento di Cosimolll,eranvi quel-

sua salute, ed
sali

parenti e

il

medico avviIl

per avere di recente ottenuto

il

titolo

trovaronsi pronti a soddisfarlo.

car-

tlinal

Carlo

P)arl)eriiii

essendo moribon-

do,
gio
I

Clemente XI
704:
le
il

volle visitarlo
di

maestro

magl'i camera mandò ai

vanli
le.
le,
Il

guardie e dispose dell'anticameil

l'apa consolò e confortò

cardinalui

e gli lasciò

un Crocefisso d'oro da
la

Altezza reale dall'imperatore, onde si credeva aspirare ad esigenze; ma in vece il granduca se ne mostrò allatto alieno, e solo piamente bramoso di dichiarare la sua viva divozione a un tanto Pontefice. Si lilevò da un ceremoninle, che il suo avo fu ricevuto e ospitalo splendidaniente in palazzo per tutto
volta che
il

benedetto. Solenne fu

visita

fatta

da

suo soggiorla
i.'

Clemente XI, con 35

cardinali, all'iufer-

no; che fu incontrato alla carrozza

tuo e celebre cardinal Gaspaie Carpegna,

venne per

la

[)aitedel giardino

mi

J'a/tizzu Ctirpcgna

(/^'.),

Cap. i5:

du

u»g.'

maggiordomo; che

sedette e

M

e

UD
copi'i

I

U D
no
si

I

6:7

avanti

il

Papa

e trattalo col lilolo

e al dtiplice amplesso. Ciò fallo, disse
in

tl'altezza.

Con

rjnella traccia,

mandò

in

qualche parola

piedi, e poscia

venne

prima

nel dì

Negiicnte mg.' maestro di

fatto sedere sullo sgabello de'cardinali e

caniai-a in rocchetto e mantelletta a ral-

coprire, trattandolo

il

Papa

col titolo di

legrami col granduca
nel pontificio nel
I

pel

felice arrivo,

nome, com'
di

erasi praticalo

Altezza Sercnissìtnn. Restò coperto per un sol momento e poi per rispetto siscuoprì.

610 con Tommaso

Savoia fratello
l,nel

Durò

il

tratlenimento due buone
il

4.° genito del dura Carlo

Emanuele

ore, e ribaciato

piede e ripetute

i6tìo co' principi Mattia e Leopoldo de

nuflessioni, partì servito sino a
le scale

le gecapo del-

Medici

3." e 4-" genito di
di

Ferdinando
1

II

dal maestro di camera calla car-

Toscana, e nel 690 col principe Filippo Guglielmo di Neoburgo 6."
genito dell' elettore Palatino,
casa loro aveano dato
la
i

granduca

rozza dal foriere maggiore, e cogli altri

medesinji accompagnamenti. Nel

tempo
3 volle

quali
a

in

che rimase

in

Roma Cosimo

III

mano

mg/

tornò dal Papa, sempre collo slesso ce-

camera. Ma il Papa volle die fosse trattalo con qualche maggiore ri-

maestro

di

remoniale. Desiderò nella

i.' visita

che

non
il

si

trovassero genti nell'anticamera,
fu osservalo nell'altre volte.

guardoCosimo

111.

Il

prelato

mandò Tarn-

che non
pel

Itnsciata per istrada,

ed entrando nel pa-

Dopo
Papa
tivo di

la I. "visita,

secondo

il

consueto,
ss.

il

Iaz20 fu incontrato da

due

cavalieii alla

Maestro di easa de'

Pa-

carrozza, dal

capo delle

scale, dal

commendatore Del Bene a granduca in mezzo

dell'ultima anticamera, trattato con titolo tV fllustn'^si/no e sedie eguali, e dispo-

ste in
il

t.°
il

luogo.

modo che non potè vasi conoscere Dopo un lunghissimo discorsi

^'\ mandò il dona100 nobilissimi bacili di commestibili, a cui il granduca die un anello di diamanti del valore di 100 doppie. Di più il Papa gli fece que'sagri e rilevanti donativi che descrissi a Toscana, insieme ad

lazzi apostolici (F.j

so

prelato

licenziò,

accompagnato
da'due ca-

altre notizie sul di lui

soggiorno in R.0-

sino alla porla della sala dal granduca,

ma,
vece

e che fu fatto canonico Vaticano. In

dal Del

Bene

a

capo

le scale, e

valieri alla carrozza.
il

Venne

statuito,

che

granduca

si

recasse al Quirinale pel cor-

Cosimo III donò a Innocenzo XII, a mezzo del conte Fede, un prezioso quadro di pietre commesse, rappresentante
la ss.

tiletto jlella panetteria e pel

giaidino in

Annunziata, che

io

riconobbi anco-

carrozza fino alle scale della loggia o ter-

ra esistere
si

come

rilevai nel cilatoarlicolo,

razzo scoperto, ove fu incontrato da 3 camerieri
.segreti

nazionali, dal foriere
di

mag-

giore e dal

maestro
vestito di

ceremonie. SaPi
la

Cosimo
bile,

III

nero per

scaletta

al Quiuna giara d'ambra lavorata con rilievo, e una superbissima coperta da letto di pelli d'armellino. A'3o maggio il Papa

amuiiia nella camera d'udienza

rinale,

segreta corrispondente all'anticamera no-

die

la

solenne benedizione dalla gran logil

ovvero della bussola di dtimasco dell'appartamento d'inverno. A capo di essa
fu incontriitodal
altri della

gia del Quirinale, e

granduca

volle ri-

ceverla dall'appartamento di mg."^
stro di
la

mae-

maestro

di

camera segreta,

e

camera con dopo averlo
sue spalle e

camera, servilo

alla carrozza nel-

venuta e nella partenza dal foriere mag-

compii mentalo, postosi
preceduto da
la 3."
il

alle

giore e da molti camerieri d' onore e di

tutti gli altri prelati e

came-

rieri segreti, l'introdusse dal

Papa.
gli

Dopo
baciò

spada e cappa. Ricevè ivi moltissimi personaggi ragguardevoli, e si servirono copiosissimi rinfreschi e quantità di dolci.

genuflessione

il

granduca

piede, e Innocenzo XII senza

partirsi

dal trono nell'alto delle genuflessioni lo
|jeneJì; indi lo ricevè ul bacio della nia-

fu

L'apparlamento contro lo stile di palazzo nobduiente mobigliato. Parti il granduca da

Roma

verso

la

metà

di

giugno,

'?8

udì
complimento per pnrie clelP.iche nell'udienza di congedo ammise
tolti
i

udì
ci C-jiln IH), ed eziandio fece sapere
il

senz'alfio

pa,
a!

suo arrivo

al

cardinal Cibo sei^ielariodi

bacio del piede

snoi cavalieri e

stato, llgioiiio

dopo

il

Papn mandò
la

mg/
proca-

famigliari,

meno

f|ue"di livrea. Cosimo

IH

Miigiasca suo coppiere, che per

edificò

Roma

colla snn

gran pielàe divonella basiin sedia,

mozione già seguita
niera Piguatlelli
a!

del

maestro

di

zioiie, e incontratosi
lica

una volta

cardinalato

([)0Ì

Inno

Liberiana col Papa

essendo

egli

genuflesso incognito, fpiando Innola

cenzo XII fece fermare

sedia per be-

le veci (d che mi mio opinamenlo e non può esserealtrimenti), a complimentare ildn-

cen/o XII) ne esercitava

conferma

nel

iiedirlo particolarmente, egli colle ginoc-

ca ed esibirgli l'alloggio nel palazzo a[)ostolico.

chiasi strisciò sinoa baciargli

i

piedi, sen-

Sua Altezza gradì
seiiz'

tutto, ringraziò

7a volersi alzare. Osserva

|)0Ì

mg.' Ruffo,
il

vivamente,

accettar l'invito. L' u-

che

se fosse

venuto

in

Roma

principe

dienza fu segnata a un'ora di notte. Ascesa la scala a lumajca del Vaticano, tro-

ereditario di Toscana, non doveasi faie
tutto
il

trattamento praticato con Cosi-

vò vicino
le scale fu

1'

ultimo scalino
lo

4

palafrenieri

mo
pa,

111,

moderarei donativi esopratlutto
farlo coprire innanzi al Pa-

con torcie accese e

servirono.

A copo

non doversi
al

incontrato da monsignor cop-

padre spettando trattamento mag-

piere con alcuni camerieri segicli e prelati

giorede'tìgli.
lia

Che

i

suddetti principi Mal-

domestici.

Due

camerieri segreti

si

Leopoldo furonoincontrali dal maestro di camera al modo praticato cogli ambasciatori regi, e che lo sgabello non
e
lo

fecero trovare alla porta del passetto con

duecandelliericoncande!eaccese,eloser-

vironosinoallacamera ove
p;issandoper
la

il

Papa pranza,
ivi

trovarono preparato,
il

ma

si

portò loro

bussola di fianco, ed
di

fu

dopo

bacio del piede. Avverte, che nel

passare dalle bussole di noce (ora rimosse), così
il

granduca, come

tutti gli altri

ceremonie Dona e Fanti condotto a piedi del Pontefice, che lo sentì nella camera ove dormiva. Fece le
da'due maestri
3 genuflessioni, baciò il piede e la mano, ealzandosi fu ricevutoall'amplesso. S'in-

principi sovrani, a riserva de' re e delle

regine,
«

si

trovavano

le

porte di

mezzo
il

huiseesi passava da fpielle
Pajia licenziò
il

di fianco. Che

ginocchio poi nuovamente cominciando
a parlare, e

il

granduca, dandone
il

Sua

Sanlitcà lo fece

^egno col campanello,

che
si

praticav.isi

nuovo

alzare, e poi sedere in

anche di uno sgabelil

pure co' re e lora,ma non
lo,

le

regine (ciò

pratica tul-

lo cardinalizio,

preparalo innanzi

suo

col cantpanello a

mano,

col

arrivo alla sinistra del

Pa[»a, facendolo
ool titolo il'A
1-

tiro de'coi(loni). Inoltre riflette

mg/Ku(-

anchecoprire e trattandolo
tezza.

aver

i

l'api trattato

8e

de duchi
di

di
il

egualmente lecaSavoia e de' granduchi
suddetto principeTou»-

Dopo aver
si

discorso per qualche
il

tempo
se,

in questa forma,

duca

s'alzò

di

RledicijO perciò

e scopertosi

accostò alla sinistra del
i

maso

Savoia ricevè quel trattamento Mattia e Leopoldo. Arrivo in
/ìlo/t-

Papa, come fanno cardinali
ro, e discorse coi

in concisto-

falto poi a

Papa

ihie ore e mezza.
ai

Roma

del duca di Mautnvti. e di

Licenzialo dall'udienza
panello, enliarono
nie, gli fecero di
i

suono
di

Ji'rralo a'

6 aprile 1620.

(iiinise total-

maestri

di camceremoil

uìenle incognito e

mandò

subito un gen-

nuovo baciare
a

piede

tduomo
dolo
al ra,
di

dal maestro di caujera, pregau-

al l'apa e replicare le

3 genuflessioni.

Fu
le
i

umiliiue

il

suo [uofondo ossequio
se quella data fosse ve-

accompagnato da mg.' coppiere
scale, e

Papa (Paolo V

con quant'allro
alla carrozza.

si

fece

capo prima,

4

ma

dal contesto pare Itmocenzo XI,
il

palali enieri
eie

accompagnandolo
vSe gli

colle toril

perchè

cardinal Cibo di questi fu se-

muu

fece

solito

gielario di sialo, ed allora regnava ildu-

regalodi commestibili pel oiaeslro di casa.

udì
un quadro
ed
alla
di

udì
valore di scudi
i

Tf)

bnsso rilievo d'argcnlo vn-

io;

iin.ì

coionn

di scudi

lutato sondi 207,

una corona

di scudi in

70,
\\\y,\

70; un Cnipo santo, e degli /Igims Dei.
Il

duchessa mi Corpo santo

dnc;i di

IModena Rinaldo
1

iV Este, già
si

cassetta coperta di raso cremesino. Altra

cardinale, ne'primi del

704

ricovrò in

volta venuto in

Pioma

altro

duca

dilNIati-

lova, sedè in cappella sopra l'ultimo car-

Bologna per timore de'francesi, cheaveano occii[)ala la capitale. Clemente XI gli
fece sapere die recandosi in
visitare
il

dinaie diacono. Sotto Alessandro VII non
fu dato da sedere al fratello dell' elettore di Baviera,
fi»

Roma

dovea

sagro collegio nella persona de'

ma

nel ritorno tla Napoli gli

3 cardinali rapi d' ordine, che Francesco
II, il duca di iMantova e Cosimo III ne aveano ottenuta dispensa, in pregiudizio della preminenza del senato apostolico, Il duca vi accudì e giunse in R^oma il 3
i

concesso, e trattato
regi.

come

gli

ambascia-

tori

A' 3

fi

atelli dell'

imperatrice,

princi])i di

Neohni-go, sotto Innocenzo XI

non

fu

dato da sedere;

ma

tornati in

Ro-

ma

considerati eziandio quali fratelli del-

febbraio, in incognito col titolo di conte
di Sassuolo,

l'elettore regnanle Palatino, fu loro ac-

dandone parte

al

Papa

nel dì

cordalo,

l

fiatelli si

considerano nel giàsi

seguente pel suo maestro di camera marchese Coccapanni; e mg.' Massei coppiere,

do
di

di figli.
il

Nel 1690
figlio 6.°

recò a

Roma

in

incognito

principe Filippo Guglielmo
genito dell'elettore

essendo indisposto mg.
per ritenere che
gli

Neobiirgo

Rullòolosi finse competeva la destra
"^

Palatino. Alessandro Vili

dopo

l'avviso

dal duca, lo portò a cognizione del Papa,
il qnnle 1' inviò a complimentarlo, ricevniocon disliozioni e introdotto dal du-

mandò
la

il

suo maestro

di

camera, ch'ebbe

dritta e fu

accon)pagnato fuori della
i

porta della sala e

geniiliiomini sino alla
le

ca clic lo

fc^ce

coprire e sedere, indi

l'iic-

carrozza. Recatosi all'udienza, falle
genuflessioni baciò
il

3

compagno perdiverse camere,
alla eai ruiiza da'siioi.

e lo fu fino
la

piede e

il

Papa

l'fd»-

L'udienza

ricevè

braccio, Io fece alzare e poi sedere scoperto.
il

in tulio col

iraltamento descritto pel du-

n)aestro di casa

gli

[)orlòildonativo

de' commestibili condotti

Arr'n'o in

Roma
ì

di

daaS facchini, Francaco II duca

Mantova, entrando perdi fianco mezzo nella consueta camera del Vaticano. Dipoi il
ca di
nella bussola senza aprirsi di

di IlJodcìia a' 5 noi>enìbreì6S6. Essendo in incognilo. nel tli seguente mandò un gentiluomo a partecipar l'arrivo neli'anticamera
d'

maestro
cili

di casa gli

portò

in

regalo

45 ba-

commestibili e 4 casse di vino. Visitò [)oi Sua Altezza 3 cardinali capi d'ordi
i

Innocenzo XI, ricevuto dal

dine e ritornòdal Papa a'4 niarzo in lem-

cameriere segreto coppiere mg.' Mogiasca, vacante

pò che

mg."^ Rtilfo erasi ristabilito in sa-

faceva

le

maestrale di camera di cui veci, il quale per parte del Pail

Iute, col solito tialtanunto.

Però

nell'uil

dienza de'3o maggio
slro di

al

Quirinale,

mae-

pa

si

portò a complimentare Sua Altezza,

camera

disse al pretèllo delle cere-

ricevuto con distinzione, fatto sedere e coprire, e

monie Cassina non doverlo incontrare co

accompagnato da

tutta l'anlica-

me

lo zio

Francesco

II

alla sala oscura, e

mera. Attesa l'indisposizione d'Innocenzo XI, ricevè lai.' udienza a' 6 gennaio

1G87

al

Quirinale nelle ore pomeridiane,
oscura, e fu

Fu

ricevuto da mg.' coppiere co' caine-

molto meno accompagnarlo fino alla scala a lumaca: il ceremoniere fu di [)arero che 1' incontrasse a metà di detta ^ala, e uig."^ Chiapponi 7..° ceretuoniere opinò
iloverglisi
cipi di
il

rieri segreti fuori dellu sala

tratlameolo consueto a'prin-

accompagnato poi a capo della scala a himaca, col di piìi praticatosi col duca di Manlova. il Papa gli donò iiu quadro ilipinto in rame espuimente la Pietà, ilei

e al granduca, che il duca Rinaldo ben conosceva. Coll'assen-

Lombardia

so del Papa, fu preso l'espediente di rice-

vtrlo nellappartaineuto d'estate e di far

6o
In venire

udì
per
la scaletta
la

UD
segreta rispond' udienza. Nclsi
i

I

menti e onorificenze. Inoltre dirò qui, che
viceré di Sicilia
si

dente dietro
le

camera
si

trattavano nell'udien-

l'appartamento terreno, ove
congregazioni,
sina con alcuni bussolanti,

facevano

za

come

semplici grandi di Spagna, en-

fece trovare
i

mg. 'Gassi

trandovi con ispada e cappello in mano,

quali

fer-

ma

senza ammetterli a sedere allo sgail

marono
letta

in

compagnia

colla famiglia del

riuca, e questi fu ricevuto a

capo della scadal maestro di camera. Così venne

concedeva neppure che non erano slati ambasciatori inRoma. Il duca Ranuccio l
bello,

quale non

si

a' viceré

di Napoli,

praticato in occasione d'altre udienze,'di-

neliGoo sedè
"^

in cappella sotto

l'ultimo

duca passeggiando col Papa nella galleria, venendo intanto trattenuta la sua famiglia da qualche lancia spezzata. Nello stesso giorno che il duca domandò l'ultima udienza, Clemente X[ gli mandò per un cameriere segreto più iniziano una cassa con un Corpo santo coperta di raso guarnita con piccolo pedino d'oroj un'acquasantiera di pietra da tevcrse volte
il

cardinale diacono.

Neh 689

fu

mandalo

mg. maggiordomo a Caprarola a levare il duca Odoardo e condurlo in Roma nel
palazzoaposlolico.ove fu trattato da principe, ma non intervenne in cappella per non voler sedere dopo l'ultimo cardinal diacono, mentre sopra di questi soleva sedere il duca di Mantova. Di frequente

anticamente

i

principi d' Italia recavansi

nersi vicino al letto, del valore di scudi

a prestare pubblica ubbidienza al

nuovo

260, con quadretto di pietra esprimente Un' umetta d'argento colla reliquia di s. Clemente, sovrastala da piccola croce col s. Legno; una corona alla cavaliera di lapislazzuli
«li

con medaglia d'oro del valore

Papa, cioè innanzi che s. Pio V conferisse il titolo di granduca a'Medici di Toscana, con maggior trattamento del loro in cappella, per cui adottarono il costume di portarvisi privatamente e di non accettar
l'alloggio nel palazzo apostolico.

scudi 4o;

due corone, una per

la

due 2

Neh 700
fratello
si

chessa di Modena, l'altra per quella d'An-

giunse in

Roma

Antonio Farnese,
Francesco, e

nover, del valore circa di scudi
l)acili iV

60

;

del duca di

Parma

portò

ni sul

Agnus Dei. Seguono le Riflessioduca di Parma, feudatai io della s,
Clemente Vili e

da lnnocenzoXII,il quale volendolo trattale d'Altezza, ne lo dissuase
il

rigido for-

iSfde. Ne' pontificati di

malista mg.*^ Ruffo.

Ebbe

il

trattamento

Urbano Vili
ti
i

F'arnesi duchi di

palazzo:

recaronoaRoma incogniParma, alloggiati in mangiarono in pubblico col Pasi

quasi

degli ambasciatori regi, e perciò

incontrato dal maestro di camera nella

pa nella forma diesi praticava col Pran-

zo (/ \) pe' v\ce.rè di Napoli, e visitarono tutto il sagro collegio, accompagnati per

camera de'bussolanli, trattenendolo indi in quella della bussola di damasco, finché venne l'avviso per essere introdotto
dal Papa. Fatte
il

le

3 genuflessioni, baciò

Iloma dalla guardia svizzera. Questo trattamento davasi pure agli altri principi
d'Italia, agli elettori dell'impero, ed ai

piede, disse qualche parola genuflesso,

indi fu lutto alzare e sedere allo sgabello
degli ambasciatori, e trattato nel discorso
in 3." persona. Nel pontificato del succes-

viceré di Napoli ne'3 ultimi giorni di loro

fermata

in

Roma

per recarsi in quella

sore Clemente XI, questi provava

dini-'

città, ne'({uali

abitavano ed erano trattati

colta di dargli lo slesso traltaiuento di
cui era già in possesso, e

nel palazzo apostolico dal

maggiordomo:

ad onta eh' eru

se alcun antbascialoredi S[)agna presso la
«,
i

S(n\e veniva destinato viceré di Napoli,

divenuto principe ereditarlo, finche per questo idtiino riflesso e dopo alcune congiega/ioni tenute nelle stanze di mg.Tìuffò,

3 ullicni giorni della sua

dimora

in

Ro-

ma

passava ad abitare nel palazzo apoi

coir intervento
il

tie'

ceremonieri, fece

stolico e ricevea lutti

mentovali Uatta-

stendere

decreto di dargli da sedere suo*

,

U D
pcrto,
re.

I
il

LDI
predecesso-

6i

come avea

praticato

wick
ed
il

figlio

naturale di re

Giacomo

II

Contribuì a tale disposizione l'esempio

d'Inghilterra,
3.° per la

ma non furono fatti sedere;
frequenza de* suoi accessi
le

d'

Innocenzo X. Avea questi ricevuto

il

principe diBi'uuswick passeggiando
2." genito; indi

come

per adempiere

paterne commissioni,

divenuto principe eredi-

dopo gli diede da sedere. Clemente XI dunque vi acconsentì colla dichiarazione, da non passar in esempioagli
tario 2 anni
altri fratelli

venne ricevuto passeggiando. Gap. iG : Traltamento che .soleva darsi agli ambasciatori rtgiy ordinari e straordinari,

e loro arrivo. All'arrivo loro in
al

Roma

cadetti di principi suvrani,
di essere eredi presuntivi,
il

doveauo darne parte

se

non nel caso

e coll'obbligo di visitare onninamente

mg.' maestro di intendevano per fare l'entrata detta di

Papa, a mezzo di camera, col (|uale[>oi si
dair///^/e*.<o solenne
la

sagro collegio, o almeno, per
del tempo,
i

la

brevità
il

campagna, diversa
in

3 cardinali cupi d'ordine,
il

•vice-cancelliere e

camerlengu.
i

11

princi1

mediante degli ambasciatori (/'.)
(/
.),

Roma
I

Cavalcala

d' ubbidienza.

peAntouio

visitò tutti

cardinali

neh 70

Nella

."visita dell'
gli

entrata di campagna,

e dal Papa fu ricevuto nella stessa forma,
ofiiendosi nel suo Possesso a servirlo di-

ciano
1."

umbascìatori accompagnali dai
>se non ePapa da tale formaperò non soleva accordaisi

cardinali nazionali per essere ricevuti alhi

•votamente da Cavallerizzo o da Palafreniere [F.) per tutta
di tener
il

udienza pontifìcia privala,

la

cavalcata, cioè
del suo cavallo

raiio dispensati dal
lità, la c|uale

freno e

la stalla le

e di condurlo per
accettare
la
1

redini. S' inclinò

ad
tuli

agli

ambasciatori d'L7'Z»/W;eMS«(/ '.).Qnc-

.'esibizione,

ma siccome

sta
gli

venuta dicevasi di campagna, perchè
ambasciatori fìguiavano

uflìzi esercitati
si

un tempoda'sovrani, allora fungevano dagli ambasciatori, e dispia-

come

allora

cendogli al veneto Erizzo di essere posposto,

come

istruito di

non intervenire solo,

perchè

gli

ambasciatori imperiale e spa-

gnuolo eranoancora incogniti, fece credere die gli sarebbe riuscito di farli intervenire, se fosse sicuro die non fosse venolo il principe di Parma. Questi presa cognizione del trattalo tralasciò di portarvisi,

da campagna; ma cardinali che li accompagna vano non potendo (iguiare quali incogniti, doveano incedere in fìcjcchi. Erano ricevuti dal prelato maestro di camera, al Valiincogniti, e incedendo in abito
i

cano pel passetto,
estate.

al

Quirinale per l'ancar-

ticamera pubblica dell'apiiartametito di

Entravano prima dal Papa

i

dinali,e gli ambasciatori Irallencvansi nell'

e

finì,

per

1'

artifìcio dell' Erizzo,
;

che

anticamera pubblica ossia nobile della

niuno
ie per

di loro v'intervenisse

laonde parylni-

bussola di damasco, in com|)agnia di dello prelato finché veniva inlrodolto all'u-

questo puntiglio, e parte perle pregli

cedenti e posteriori p^elen^ioni,

dienza. Indi

il

Papa
il

licenziava

prima l'am-

bascialori [r

.)

cessarono poco dopo an-

basciatore e poi

cardinale nazionale.

che dall'intervento delle Coppelle pan-'
tifìcie,

Ordinaiiamenle seguiva poi con altro
treno o colla delta cavalcata l'udienza
pubblica. Gli ambasciatori

per

le

pretensioni dell'altro

amba-

sciato
la

veneto INani, di non
al

voler jiassar

domandava-

pace nella messa
al Soglio (F.).
Il

Principe assistenallora

no

all'

occorrenza l'udienza del Papa a

te

trattamento accorda-

mg.' maestro di camera per mezzo dei
loro maestri di camera, e poi

to al principe di

Parma, poiché

dopo che
i

l'etichetta

minuziosa era spiula ad una

era stata assegnata
cani in sala

mandavano

loro de-

specie di contagio e
tutti,

manìa che pativano
dell'

pontifìcia per sentire l'oia

mosse

le

pretensioni del prìnci[ie

dal decano del Papa. Tralascio di riferire le diverse

d'

Armstadt, parente

impeiatrice e

pretensioni

in

proposilo
tr(>p-

della

regina di Spugua,e del duca

diVu-

U'akuQÌ umbascialuri,pciciicaadrei

62

V

D

I

U D
già. Di notte
i

I

pò per le liiiiglie, come di domandaila quasi sempre con uigeiiza indicando loro maeslri di camera stessi il giorno, che
i

palafrenieri gli

accompagnaultimi

vano

colle torcie sino alla carrozza, e chi
in poi sino agli

Alessandro Vili
portoni: mai
dellieri
si

procmavuno

prudenletneiile d' eludere,

accompagnavano con causi

perchè non passasse in abuso, indi per un palafreniere co' loro coniplimenli tacevano sapere
agli auìhasoialori
il

nell'appartamento. Gl'individui
fer-

dell'anticauiere degli ambasciatori

giorno
recava-

mavano
stri di

nella

1."

anlicamera,

i

loro

mae:

e l'ora assegnala per l'udienza. Gli atn-

camera

e genliluomini in altra

i

hascialori ch'erano incoginli

vi si

paggi degli ambasciatori put)blici
la de'bussolaiili.
1

in (p»el-

no per

lo

più con

4

carrozze senza fioc-

paggi ne'treni dell'uvici-

chi e senza mule, salendo per le scale a

dienze ordinarie incedevano a piedi

lumaca tanto al Vaticano che al Quuinale. Erano ricevuti dal maestro di camera alla porta del passetto, al Valicano corrispondente all'anlicamera d'onore o nobile o del Irono, detta pure de!
Olìizio, ch'era la loro
s.

no
le

alla carrozza dell'ambasciatore,

il

qua-

conduceva

il

suo cavallerizzo a cavallo.

Alcuni ambasciatori ne' loro treni nobili

portarono sino a 12 paggi, i4 genliluonuni con abili ricchi e maniche ricamale,
e sino a

ordmaria

di trai-

60

livree di scarlatto. Talvolta

i

teiìimento;
all'

al

Quirinale corrispondente

anlicamera pubblica, ove restavano.

nuovi ambasciatori erano presentati dai loro antecessori. Gli ambasciatori ordinari e straordinari, ollenula lai. ^udienza, riceveano d'ordine di nig.'^

Indi venivano introdotti dal maestro di

ramerò, previe le Sgeuullessionie il bacio del piede, scoprendolo il prelato con alzar il lembo dell.» veste. Lai. 'volta bacia vano

maggiorun regalo

domo
di

a

nome
ss.

del Papa, dal maestro di

casa de'

palazzi apostolici,

anche

la

mano,

e indi erano

ammessi

al-

commestibili di circa 3o portate ;dopo

ram[)Iessoo abbraccio;

nell'altre baciava-

l'ultima udienza, nel partire da

Roma,

no

soltiinto d piede.

Mg.' coppiereo altro
all'invilo del

riceveano pure da parte del Papa altro

cameriere segreto poneva a manca del

donativo da un cameriere segreto, consistente in

Papa
i

lo sgabello,
la

ove
."
i

Papa

sedeva, inoltre

volta

vi

assistevano

maeslri delle cereinouiej per istruire gli

due bacili d'Agnus Dei, m un Corpo santo in cassetta coperta di raso guarnita d'oro, una corona alla cavaliera con medaglia e breve d'indulgenze, ed

Jimbasciatori di quanlo doveano fare. Li-

cenziava

il

Papa

gli

ambasciatori col suoe
il

no delcamp.uieilo,

maestro di camegli

un quadretto d'argento o acquasantiera nobilmente lavorata del valore di circa

ra aperto unode'lìanchi della bussola,

5o o 60 doppie. Avendo l'ambasoiatore
moglie, prima della [)ai lenza se gli mandava degli Agnus Dei, ed una corona di
pietre preziose col breve dell'indulgenze.
JNell'uliima udienza di congedo, gli

accompagnava
di

al

(nedesiino luogo ovegli
la

avea ricevuti. Costumava

repubblica

Venezia

di far assistere all'udienza del
il
1'

suo ambasciatore
sendosi dismesso
le

segretario regio. Es-

am-

uso sino da Clemen-

basciatori introducevano al bacio del pie-

IX, l'ambasciatore Morosini ne ottenla

de

la

loro famiglia, ed
si

i

llgli
i

se

neaveano,
figli

ne

ripristinazioneda Clemente XI. Que1'

ma non

auiDJettevano

loro

ancor-

sto segretario seguiva

aml).iscialore, e

per tutto

il

tempo dell'udienza

reslava

ché primogeniti, e così de'principi, colla spada e il cappello, massime col secondo
in

genuflesso a fianco dello sgabello dell'ambasciatore, ancorché durasse più ore. Gli

mano. Dettosi

degli amba»ciatoi

i

regi

incogniti e pubblici, conviene trattare

ambascialo!

i

pollavano l'insegna del-

dell'udienza,
c<indi,

l'ombrellino,

ma

nel

palazzo apostolico

accompagno e Ireno dc'sesempre cui iiiss. de'maestn di caEssi ave.uio

non

p(jtevaiio aprirlo

luppure

[»ci

piog-

mera

del l'apn.

l'udienza

U

i)

I

li

D

I

63
man-

cnliiiaria e la btiaoitliiiaiia. L' oicliiiarìa

chec^valiereche mandava apposilam&u
te col carattere d'inviato.Se l'avesse

eia oyiii io yioiiii nel
JNei

vciier(.lì

e sabalo.

venerdì

i'

aveaiio
di

gli

atubascialoii

dato avrebbe ricevuto

il

trattamento pra-

dcH'imperatoie,
lo, di

Franciu, di Portogal-

ticato cogli ambasciatori di

Savoia e di

Venezia,

di

Torino o Savoia, e dell'a-

Toscana. Questi come
parie
ilei

gli

altri

davano
nel-

l'ordine SuvruDo di Malia. Nel sabalo
veaiio
iiia,

loro arrivo,

come

gli altri tio-

gli

ambasciatoli di Spagna, l'oluil

veano far l'cnlrata delle carrozze, e
la slessa

di

Genova e Toscana. Menile uiaestio camera accompagnava l'ambasciatore
se dii.°

forma de'suddetti ambasciatori
la

se gli stabiliva l'udienza, e se gli faceva
la

che usciva,

rango, mg.' coppie-

parata dagli svizzeri e
al cappello.

i

.'volta colla
dell'

re ne iulroduceva altro dal

Papa. Per
i

penna

De* giorni

ordi-

r udienza ordinaria non mandavano maestri di camera, ma decani nella sala pontificia dal decano del Papa per sentire se Sua Santità dava udienza e in quale ora. Il decano loio rispondeva a
i

seconda dell'istruzione

di

mg.' maestro
gli

di

camera.
mule,
la

JXelle

udienze ordinarie

am4
di

basciatori regi procedevano col treno di

non potevano incedere colle mute e solo con due cavalli le carrozze, bensì co'fiocchi. Mai a tali ambasciatori fu permesso di restar iucognili. Il maestro di camera li riceve» va a metà della camera della bussola di damasco e gli accompagnava sino alla porla di essa, il Papa gli ammellevaal banarie udienze lo dissi,
cio de'piedi
bello,

ma

carrozza di vangiuudia a Gcaval11

come

gli altri,

n)a senza sga-

li,ollie altre carrozze a due.

maeslro

onde doveano
di

stare in piedi

duil

camera gl'incontrava
solanti,
bile,

alla

camera

de'biis

rante l'udienza. Noterò, che divenuto

termandosi

nell'

anticamera no-

duca

Savoia re di Sardegna,
il

il

suo

am-

donde venivano introdotti dal Papa, aprendo la bussola di damasco un cameriere segreto, ciò die facevano
dinali
;

basciatore ebbe

trattamento regio.Con-

viene poi avvertire a quanto riporterò al
cap.
I

L\ut:

pe'car-

c).

Gap. 8
1

:

Trattamento che

si

da-

così neirusciie, e in loro assenza
(|ue'

va

ali' ambasci alor e

dell'ordine sovra-

supplivano

d'ouoie. Gli ambascia1'

tori pubblici

che bramavano

udienza

no Gerosolimitano dilllaltn. Sé gli permelleva la solai.^volta l'ambasciata (Issa coll'ora
te

straordinaria, la
stro di
in

domandavano

pel

mae-

determinata, e nell'altre vol-

camera; e vi si recavano col treno fiocchi a due cavalli, ricevendo il con-

che domandava

di

1' udienza il maestro camera rispondeva che venisse il tal

sueto trattauieiito.

Bramamlo
al

il

Pa[>a di

giorno, che sperava poterlo servire, senza dargliene sicurezza
;

vedere alcun ambasciatore,
stro di

suo maeper
i\n

ma

in ciò

procefar-

camera

lo

faceva sapere

deva coU'inlelIigenza del Papi, senza
lo conoscere,

palafreniere pouliflcio mg.' maestro di

come

praticava cogli

altri.

camera, insieme

al

giorno e

l'ora.

Ogni

nuovo cardinale
gli to.
1

lai.' volta

che ricevea
il

ambasciatori regi indossava
:

rocchet-

Gap. y TralLaiìiciilo che si dciva agli aììihasciatori di Gcno^'a, Sctvoiiì o
Torino,
blica di
e

Non era incontrato dal maestro di camera, ma trattenuto in anticamera da un cameriere segreto, il quale poi 1' accompagnava da lai prelato, che rincontrava alla mela della bussola di
sco. Gli svizzeri nel fiigli
l<i

damai

Toscaim. Dopo che

la

repub-

parala non
la
.''vol-

trattare

i

Venezia ricevè la distinzione di suoi ambasciatori cogli onori

inellevano
ta.
la,

la

penna

al

cappello

di que* regi, la repubblica di

Genova
i

si

Non assi.>leva sotto il trono in come ilopo gli ambasciatori

cappelregi al-

astenne dall'inviare a

Roma
i

suoi

am-

teriiativamenle facevano que' di Savoia
e Toscana.

basciatori, tacendo trattare suoi alfari o da un caidiualo iiaziuuiik o da qual-

Noterò che l'ordine gerosoli-

mitano mandava decorosamente amba-

64
sciatori d'

tJ

D

1

V D
.)j e che Dene-

1
re.

Ubbidienza (T
accordò
all'

che

si dava

agi

inviati di qualsiasi

e

dello
Melila

XIV
gli

ambasciatole di

principe sovrano. GÌ' inviali de' princi[)i

onori de' regi. Gap. 19: Trat-

non aveauo trattamento maggiore degli
altri cavalieri. Si

taintnlo
voia.
11

clic si

dava a' Residenti di Sai

recavano

in

anticamera

duca di Savoia uou potendo tolsuoi audiasciatori lerare che in Kotua fossero trattati cou tanta disuguaglianza da'regi, vi mandava un ministro col ti>
loto
dir

senza alcuna precedente intelligenza, la-

sciando

la

spada e

il

cappello, e

non po-

tendo aver l'udienza vi ritornavano. Non si praticavano formalità né nella i.' uè
nell'altre udienze, e in quella di

Residente. Questi a poco a poco

congedo

colle sue pretensioni erasi

procuralo

le

riceveano dal Papa una corona alla cava-

distinzioni coiue l'atiibasciatore di
ta,

Mal-

tranne l'entrata delle carrozze. Co-

minciò a portare il cappello in mano, e poi anche la spada come prerogativa inferiore all'altra; vestì di nero
il

o altre pietre con indul' genze senza breve. Ad alcuno fu permesso di portare la sola spada, altri ebbero
liera di diaspro
il

regalo di qualche bacile di commesti-

suo de-

bile. Gl'inviati di

Leopoldo duca

di

Lo-

cano, pose

i

Hocchi alla

2..'

carrozza, e co-

rena

vi si

recarono accompagnati da due

minciò a

servirsi di

qualche paggio.
se gli di

Non

cavalieri, dal

contento dell'udienza che

accorda»

staflìeri vestiti di

decano vestito di nero, da i4 panno rosso trinato, con
delti doni, e la loro
al

\a come all'ambasciatore
iiieri,

Malia, u)os*
il

3 carrozze proprie e 2 del cardinal Nerli.

se pretensioni sull'ora certa

conle Gra-

Ebbero
de.

nel partire

i

conìpromise e fu richiamato dal suo duca. Gap. 20 TraitanicnLo die
si
:

ma

l'anticamera fu

ammessa

bacio del pie-

GlementeXI

inoltre inviò in

dono
e al

alla

AI

dava agli anibascialoì'i di Bologna e Ferrara. Ad ambedue la solai. "volta
ìndi l'aveano ogni
1

duchessa una nobilissima corona
lazzuli del valore di scudi

di lapis-

80

;

duca
a

se gli concedeva l'udienza determinata,

una corona
tra

alla cavaliera della stessa pie-

5

giorni, quel di
il

Bovefioc-

con medaglia

di cristallo guernita

logna

il

sabato e quel di Ferrara

nerdì, con carrozze a

due

cavalli
s'

cou

chi e rouibrtllino. JNou

inconliavano
se-

dal maestro di camera, ed erano tratte-

due faccie di diamanti e smeraldi,e dentro tal cristallo un reliquiario simile con croce formala del s. Legno. Gap. 22 Trailamento che davasi al senatore di Roma.
:

nuti in anticamera da
greto.

uu cameriere

Egli

in cappella

precedeva
,

al soglio gli

Entravano dal Papa senza cappelcolla veste senatoria e però sen-

lo, ili.

za spada, e s'accompagnava dal prelato

un buon passo fuori della bussola di damasco ueir anticamera nobile. L'aulico presentava al Papa il uuovo ambasciilore bolognese. Nel domandar l'udienze
straordinarie
sicurarli
disfarli.
si

tempo di Si* sto V avendo l'imperiale preteso non dovergli cedere, d'ordine del Papa il senatore si astenne dall'intervenirvi. Avea la suddetta udienza il mercoledì dopo l'uditore della camera, vestilo di toga e perambasciatori regi
in

ma

ciò senza spada, lasciando in
il

anticamera

facevano venire, con as-

cappello foderato
di

;

il

che avrebbe dolo stile loro

che

si

sarebbe procuralo sodgli

vuto esser
di

regola alle primarie case

Poi pretesero

ambasciatoli di

Roma, ma nondimeno
il

era

Baiatila e Ferrara (P.) d'esser trattenuti in anticamera anche nell'altre udienze da un cameriere segreto, ma restarono inesaudili per non praticarsi col senatore di Roma, co' principi assislonli
al soglio,eco'conservaloridi
essi

Roma che ad

preccdevauo. Cap. 21; TraUamenlQ

camera lo trattava d'eccellenza senza accompagnarlo. Cap. 2 3; Trallanienlo che daiuisi a'principi assistenti al soglio, grandi di Spagna., duchi, pari e altri primari titolari d'Europa. Non si ammetteva ambasciala di loro vcuula all' udienza e queal contrario:

maestro

di

U D
sia

I

UD
Io

I

65

non

si

fissava,

benché

pretendes-

oflìciaii del

sero per l'esempio tintone da alcun de-

bole nr)aestio di caineia. Si

ammettevail

no

a'piedi del

Papa

colla

spada e

cap-

Papa pel suo servizio, e non per ornamento, cioè a'gencrali e nHiciali, vice-castellani, capitani di compagnie di leva, genliluomini della camera ( forse
deve intendersi camerieri
pa), e lancie spezzate.
di s[)ada e
la

pello, prerogativa che

pretendevano anche
essi
figli

cappor-

pe'loro primogeniti titolali e amhiogliati,

Anticamente

senza persuadersi eh'

doveano

tavano

i

soli

capitani di guardia. Si ne-

aver minore trattamento d'essi padri, ciò elle qualche maestro di camera permise
eallri

gava

tale prerogativa alle cornette, alfieri

e sergente. Anzi ne'precedenli tempi la-

negarono come l'aierrimo n)g/Piufnon istabiliva mai ad essi l'udienrispondeva alle domande Vengano za quando vogliono, che volentieri li servirò, quando e sempre che possa. Imperturbabile, con fi anca energia e nobili modi, sosteneva le consuetudini e ceremoniali, non declinando a fronte di alte racfo.Egli
;
: i

sciavano
l'apa

la

Spada
il

(/".)

nell'entrare dal

gli stessi re,

che pratica vasi ancora
del i49^'-

sotto Alessandro

VI

Che enfratello

trando

in Co/z(7rfA'c

l'imperatore Giusepil

pe

II

se la voleva levare, e così

comandazioni. In 3 modi si ammettevano i nominali personaggi: con ispada e cappello in mano, non coprendosi neppure gli
ambasciatori; con ispada e senza cappello; senza spada e senza cappello.lmperoc-

che non potevasi osservare uniformità a seconda di particolari concessioni odi consuetudini invalse. Si ammettevano daCleniente
bile

granduca Leopoldo I, lo rilevai ancora nel voi. LXVIll,p. i, col.'i .',ove la citazione del voi. LXlil, p. I 77, per fallo tipografico é indicata col XLllI, per essersi posto L dopo X. I polacchi sempre pii e divotissinii della suprema dignità pontificia, benché palatini, primogeniti, generali ec, mai prelesero distinzione, e sino a m^.' Uudoogni volta aveano deposto la
i

spada

e

il

cappello nell'entrare dal Papa.
acattolico inglese

Lord Salisbury
mosse
gli altri
la

dimo-

X^con

ispada ecappello

il

contesta-

rante in Pioiua sotto Clemente XI^ propretensione che
tutti
i

(la cui casa allora

Colonna principe assistente al soglio godeva sola l'assislen*

lord fos-

sero trattati cornei grandi di

tato, indi ripristinalo negli Oisini dal lo-

Spagna e sunnominati, ed ammessi dal Pae cappello. Si

ro benedetto XIll), e que' principi che
quali nipoti di Papi lo erano
cipi,
stati.

pa con ispada

oppose

for-

A'prin-

temente

nig."^ Ptulfo,

per l'anteriore pra-

duchi, pari e marescialli di Fiancia,

ticato, e pel riflesso

che

in

Inghilterra.

grandi di Spagna e

mandando
va,

tale

non sudditi, doprerogativa non si negaaltri
titoli

Scozia e Irlanda
titoli di

tutti quelli

che godono

i

conte, marchese, duca o princise

purché fossero decorati de'
però
a'

di

pe sono lord, tanto
della
'2.'

sono della

i."

che

principe o duca, e capi di cospicue famiglie;

o 3.' riga di nobiltà. Bensìopinò,
si

loro primogeniti coucedevMsi

che non
di

dovesse negare a'Iord cattolici
d'

portare

la sola

spada,

la

quale permette-

primaria famiglia

uno

de' 3 regni,

vasi pure

ad
la

altri principi e

duchi

di

non

ma giammai
tolico.

concederlo a chi fosse acatsi

primarie famiglie;

tra gli ordini equestri
i

Tuttavia

negò a lord Cardingan
di portar la sola spa-

godendo

prerogativa

cavalieri diJMals.

cattolico di 3.^ sfera con titolo di conte,
e

ta (poi l'ebbero quelli di

me notai in
da anche
i

tale articolo, e

Stefano I, coportano la.5yj/^zss.

dovè contentarsi

da. A' procuratori di teva l'entrare dal
pello,

Maurizio e Lazzaro), come religione puramente del Papa, e per aver giurato portarla sempre
cavalieri de'
in servizio e difesa della fede cattolica e

s. Marco si permetPapa in ispada e capcome avvenne col veneto loro con-

cittadino Alessandro VIII con 3 procuratori.

Avendo

poi

il

della

s.

Scile. Si perraelleva la

spada

agli

uno

di essi, del cavalierato dello

Papa decoiato Lando^ Speron

VCL. ixxxit.

5

6G
lYoro (f.), e

udì
ciiitaf;li ili

udì
sua

mano

la

spa-

iiell'

anticamera nobile della bussola
([uesla
si

t!i

(la in presenza dii Gcaitlinali, stitìsòquin-

damasco. In
jeivatori di

haltenevaiio
le

i

con-

dì nig.' RiìlFo

non poloigHsi negare cbe

llon)a pei

delle (unzioni,

con

e.ssa si

recasse all'udienya, e sedè a-

ma
si

nel

lilorno enliavano cu' nominali

vanti al Papa. Aggiunge, che a niun altro

nella

nobile veneziano poteva competere tali i)rerogalive della spada e cappello nella
pontificia udienza,

prima anticamera segrela. Osservache alcuni stili conviene custodirli senil

za ricefcaiiie

perchè.

Nuovamente

in

dopo non

essere slate

permesse a'procuratori della repubblica,
A'patriarchi, arcivescovi, vescovi, prelati
e preti di

questo capo s'ingiunge: Niuno di qualsivoglia condizione, qualità e grado, sovranilà e

altro
del

può portare

guan.li in anlica-

qualunque grado
di recarsi

permelteva
mise solo
il

non si all'uilienza del Fapa
nobile,

con berretta
al

e cappello in mano. Si persuddetto principe d'Armsladt cai)pello, mentre avea le altre narrale

Papa. Le regine slesse se li levavano; e se qualche cardinale o anibasciatore se ne dimenticavano, gentiliueiile doveano avvisarli il maeslio di camera

mera

ci maestri
quelli cbe

di cerenionie.

Le

laiicie s[)ez-

prelensioni.Dovendosiinlroduiieiiisieme

zale, o cavalieri di guardia,
li

avverlivano
e allret-

Papa una dozzina di cavalieri foraslieri,ilmaeslrodicamerachiamavaicapitani
tlal

portavano
fare
i

in

mano,

tanto

doveano
religiosi

camerieri segreti,

de' cavalleggieri e gli ulTiziali svizzeri

di

Que'

che

nell'

inverno usavano

guardia ad assistervi per decoro e sicurezza del piincipe

quel mantello, che non adoperavano nelTestale,

(come

si

fa in cap|)ella

da'capilani ed esenti delle guardie nobili,

re dal

Papa,

doveano deporlo pi ima d'enti ail che precipuamente si fari(

chesischieranoda un lato del trono, mentre foraslieri si recanoa ricevere dal Papa le candele, le ceneri, le palme, gli
i

ceva da'cappucciui, minoii osservanti,
formati, minimi, agostiniani rouutaui

o

meglio
a'

gli

scalzi),

ed

altri

inclusivauìente

jdgiius

Da
alla

benedetti), ed in questo solo
la

generali e allo slesso [)redicatore apoi

easo rilenevano

spada e
nell'

il

cappello,

slolico,

Quanto

precedenza

introduire
gli

sciare

air udienze,

prima entravano

ambai

sciatori e ministri de' sovrani,

poi

pa-

poiché mantelli che si poimo lanon sono considerati come veiiabili regolari, dovendo questi comparire dinanzi al Papa col solo abito essenziale

triarchi, arcivescovi, vescovi, prelati distinti

di religioso.

Alcuni generali

religiosi so-

per cariche e nascila, principi, du-

levano mandare abusivamente dal macstro di

chi, altri prelati, cavalieri, e di

mano

in

mano

persone secondo la loro cjualilà. Se però il Papa voleva alcuno prima d'ogni altro, non si osservavano formalil'altre
là. Il

camera, per sentire (|uauilo polevano umiliarsi all'udienza (Kl Papii ma
;

il

prelato rispondeva

di

contentarsi di fàrin

glielo

sapere dopo giunli

anticamera,

maestro

di

camera

colla sua equità

e accorgimento talvolta preferiva a' prelati

congiuntura òecupiioli ^enernli, coslumandosi ammellire al bacio del pieIn

e cavalieri quelle persone

condizione, che da mollo

di minor tempo aspetta-

de

tutti

i

frati
il

vocali o

capitolari,

si

asse-

gnava

loro

giorno, per non fuli piìi

vano
1

erano ritornate per avere udienza,

volte vedere per

Roma

incedere processio-

generali d'ordini religiosi cospicui en-

naUnente
^;e'//^,

;

e se s'incontrava

qualche

<"(7/;-

li'avano

dopo
di

i

vescovi.

Il

principe assiil

nella

stente al soglio, gli ambasciatori e

goser-

nata

la

medesima si ric;eveano termiPersonaggi funzione. Capo 24
:

vernalore
nella
."
i

Roma,

se

venivano per
si

che entrarono con ìspada e cappello

iti

VirtW Papa nelle cappelle,

trattenevano
;

mano

all' udienze

di hinocenzo

Xfl tClei

anticamera segrela

(juando poi

lecavansi per l'udienza doveansi fermare

mente XI, essendo inaalro di ciimeta mg.r Ioni/naso HnJJo. Sono notali: prin-

I

1

udì
cipi

u D
sendnsi nascosto
laiolo
gli fu
il

r

67
il

e ducili (molli lìe'qunli ^inndi di

cappello sotto

fer-

Spagna) Colonna, l'ioinbino, OdeM^alcI)!,
Caserta, Palestriiia, Chigi, Soia, Rospiglioi^i,

fallo lasciare e allora egli

de
Il
il

poso anco

la

spada.
gli

Il

princi[)e Vaioi.

Giusliiiiani (die fu

anco

al soglio),

duca Salviati, né
capfiello
li

valse per portare

Savelli (appoggialo da

due cainerioii segielie ricevuto da Clemente XI allo sci illoio aflìiicliè
si

la

presentazione di brevi co'qua\
Il

Clemente

dichiaro
di

i

suoi antenati

appoggiasse, giacché non
di

p;iienli (lo

foiono pure

Leone

X), [icr

si

reggeva in piedi),

Caibognaiio (ve
il

10 ceppo di casa Colonna
al soglio di

cui padre fu

non essere mai stali al soglio. Il [iiiiicipe della Guardia primogenito del duca
di

Clemenle X),
la

Poli (che

sem-

Maialone.

Il

principe della Molla pridella B.ignara e niIl

pre n'ebbe
del
s.

prerogativa qual maestro
Altieri,

mogenito del duca
pote di mg."^ Rulfo.
ni.
Il

Ospizio),

Borghese, DieCantei-

duca

di

s.

GiovanIl

tiichsleiii.
te,

Due

Ponti, Pescara più voll'opoli di casa
di

cav. di IMalta Car.ifa, governatore
Sicilia.

Santobuono,

della scpiadia delle galere di

mi, i\lonleIeone,Airolo

casa Caracciolo,

conte di

Lcmbergh primogenito
Il

dell'am-

Castiglione, Laui enzana di casa Caetani,

basciatore imperiale.
l.nii.
Il

princi[)e

HercoIl

belvedere, Norfolk di sangue regio d'Inghilterra, della Mirandola,
vellai a
il

conte IJorromeo pricnogenito.

conte diiS^o-

bate di

come sovrano de'suoi feudi. L'AbPompona con ca[)pello, amba-

primogenito del pari e duca Viliars. It marchese della Pier savoiartto, hiogoteneiile generale

dell'armi di Savoia, per
Il

sciatore di Francia a Venezia, che pretese lo «igabello,

intercessione del cardinal Barberini.

ma non

fu

dato come

trai-

[uimogenito del duca
co scozze>e.

di

Gordon

cattoli-

lamento
destinati

insolito pegli

ambasciatori regi

M/

di

Mursin luogotenenlii
di

ad
il

altre corti regie,

benché

si

generale
iii[)ote

dell'

armi

Francia

in Italia,
:

lamroenlò
lia, e

praticato co' viceré di Sicicol

di

madama
il

de Mainlenon
ca|)[)ello.
Il

inu

specialmente

Gramoville ami

lil/nente pretese

basciatore di Francia a Venezia, nel

6:^1

IMugnano.

Il

principe di

duca di Sermoneta pricol padre. D.

condotto a palazzo dal cardinal Dichi.
Questi entrò da Innocenzo

mogenito
('a rio

del

duca diCaserta

X con

ispada

Grillo figlio del
Il

e cappello, e fu inteso in piedi appoggiato

Spagna.
dice.

marchese grande di duca Biancacci difensore di CaCalle».
Il

ad un tavolino, stando anche il cardinale in piedi; ed in altre lunghe udienze restò pure in piedi, sedendo il Papa nel trono. 11 Papa gli donò una corona, e dal maestro
di casa palatino gli

Lord

conte Lagnascki

in-

viato del redi Poloni?». Cap. 26: Personnt^gi di cjntdilà auinicssi all'udienza di Cle-

mandò due
di dolci e

bacili di

mente XI senza spada e senza cappello. Marchese Navaiella consigliere regio di
1

agrumi

e sparagi,

4

una nobile
Personag-

Napoli.
Il

Il

figlio del

generale di Sassonia.

cassa di cioccolata. Cap.

2^

:

general Grimaldi. D.
di

Domenico Rocco
ini,

gi entrali con i<:pada senza cappello all'

maestro
Il

campo.
di
s.

Il

senatore Gonzaga.
co-

iidu-nze d' Innocenzo

XII e

Clemen-

procuratore procuratore

.Marco Confai

te

X

,

essendo niaestro di camera mg.''
Il

gli altri
Il

nobili veneti Foscari e Morosini.
di
s.

Ruffo-

principe d. Augusto Chigi priIl

Marco Zeno, già amIl

iiiogenilo.

principe d. Emilio

Altieri

basciatore veneto a Vienna.

conte di
Il

con

l'avo.

cipe di

duca d'Acquasparla. Il prinForano. Il duca Sforza Cesariui,
Il
il

Archien cavaliere del Toson
principe
Il

d' oro.

Jablowsky e

3 principi
Il

Samoski.

ad onta che per portare

cappello ad-

Palatino di R.ussia.

principe di Bel-

dusse d' averlo sempre portato dopo essere stato ambasciatore per la presenta-

vedere prete senza furmalilà, benché da
secolare Innocenzo

XII
Il

1'

zione del Tributo della Chinea [f^.)

:

es-

con ispada

e cappello.

duca

avea ricevuto di Pagami-

68
ca cavalier del

U D
Toson

T

VD
II

I

marchese dì Scialò. Il piimogcnilo del duca d'Acquasparta,benchè prese il lilolo di duca di Tiignano, perchè il padre portava la sola
d' oro.
pi incipedis.Ai>gelo.l ligli del ge-

pnnli doveano assistere alla

portiera e
il

porla contigua alla camera ove

i'apa

dava udienza; nell'udienze e funzioni pubbliche doveano esservi tutti. 1 camerieri
d'onore d' abito paonazzo vegliavano al
servizio della bussola di
soli

spada. Il
neral
ton.

Lubomii>ky
i

polacchi.

Lord Hamil-

damasco, ed

essi

11

secondogenito del prìncipe Rospisecondogeniti delle priIl

alzavano

le

cortine (queste portiere
essi

gliosi.cotne tulli
lìiariecase.
Il

duca Muti. 11 duca Sannesi. il conte di Starem* bergh.U duca Maltei (però dipoi Clemente XI gli concesse di presentarsi alla pontificia udienza anche coi cappello in n)ano,il che notai nel voi. LV, p. 2 3o). Il duca di Monfort. Il duca di Galizia. I priniogenilide'IordRoxbrugh e Benienon acattolici. Lord Waldegrane nato da una fiprincipe di Casolito.

non più esistono). Con r anticamera nobile

assistevano nel-

i

prelati

domestici.

Una
re

3.^

parte di bussolanti dovea assistedi

all'

anticamera della bussola

legno

contigua all'anticamera di quella di da-

masco, e portavano l'ambasciate a'camerieri d'onore, che le comunicavano a'segreti, quali le partecipavano al maestro di
i

camera. Alti elianti camerieri extra e scudieri assistevano al servizio e custodia delle

Giacomo il. Capo 09: Istruzioni del 1790 sul praticato nella
glia naturale di

porle della camera de' liussolanli loro
I

residenza.

bussolanti,

i

camerieri extra, camerieri

corte pontifìcia particolarmente da. Be-

gliscudieri pel disposto nel 167 Sservi vano

nedetto

XI P^ a

Pio

fi inclusive.
lo
i

Conte-

per turno ogni

3. ''settimana.

I

nendo cose
di
si

già riferite, riporterò soltan-

extra e gli scudieri
si

col
le

mezzo de'bussolanambasciate, ed in
i

to quelle che

non

furono o meritevoli
particolari minuzio-

doveano mandare

menzione. Dopo
de' diversi

loro assenza supplivano
I

camerieri f'X^ra.
le

incontri e accompagni

dei

capitani de' cavalleggieri e

loro cor-

maestri di camera,con que'personaggi che

nette, gli uftiziali svizzeri e le lancie spez-

godevano nell'udienze, ne'pa la zzi Valicano e Quirinale, colle loro diversità; in

zate,assislevano nell'anticamera della bussola di

lalecaposiavverte,chenellai. 'anticamera
segreta non s'inf roduceva verun estraneo, che veniva per l'udienza, né ambasciatore, né principe.Essa avea la bussola di legno, che rispondeva all' anticamera nobile della bussola di

ra segreta

damasco, passando nell'anticamequando il Papa ammetteva al bacio del piede una comitiva di forestieri
o
di
le

famiglie degli ambasciatori. Gli aiu-

tanti di

camera

del

Papa doveano
Il

essere

guardia almeno due per giorno, uno
i.°

damasco. Indi
si

si

dice

di (.'guardia, l'altro di 2.^

non do-

che

alle

dame

titolale

per sedere in

numero

di

davano cuscini due o tre, ed ancondizioni del-

vea mai partire dalla camera dietro quella nella c|uale

che quattro secondo
le

l'età e

tro

dovea

trovp.rsi

medesime; le non titolate non siedevano mai avanti il Papa, regolandosi tale udienze con istruzione del maestro di ce-

necessarie a!

dava udienza il Papa, e l'alpronto nelle ore piìi servizio del Papa, come di
a pranzo. In

vestirlo e spogliarlo, e nel
il

primo anilava

remonie.

Non

s'

introducevano

Papa

se

non erano condotte

dalle

dame dal dame

l'udienza gli

tempo in cui tempo delscopatori segreti non poteva-

no penetrare nell'anticamere,

ma

restare

sue parenti,© dagli ambasciatori o dalle
principesse serenissime. Se durante l'u-

nella loro stanza di guardia per ubbidire

a'cenni degli aiutanti di camera. Questi

dienza suonava

\'/4i'e

Papa onde

il

maestro

di

Maria, entrava dal camera per avvisarlo,
V Angelus
parltcisegreti

per ambasciate

al

maestro

di

camera e
si
il

camerieri segreti, per parte del Papa,

alzarsi in piedi e recitare

recavano nell'anticamera segreta,

ile-

Domini. Due camerieri

cano pe'bussolanli passava

le

sue

amba-

U DI
sciate, e se
^^i

udì
al

69
nuove

occorreva parlare

maestro

cedente splendore

tli

treni, di abbiglia-

camera recavasi
I

nella stanza defili sco-

mento

e di corteggio. Indi per le
2.'^

patori segreti.
lari del

famigliari intimi cuhicti-

circostanze deplorabili della

occupa-

l'apa erano subordinati al

maeal

zione de'dominii

tiella

s.

Sede e deporta(vocabolo di cui
pel progre-

stro di

camera

;

i

famigliari
i

palatini

zione del Papa, dopo l'altra restaurazio-

inaggiortlon)o, COSI
le

palafrenieri,

ma

nel-

ne della Corte di
riparlai a

Roma

cose di servizio del palazzo, ed eguali

Sede apostolica),

mente
dieri,

bussolanti, camerieri extra e scuil

diente spirilo pubblico del secolo manife-

tramie

tempo
le

delle udienze. Nel

quale dipendevano dal maestro dicamela eziandio tutte

guardie, nel resto di-

stamente propenso alla libertà e alle novità, che alterò persino le convenienze del Saluto [K) e per lo Starnuto (^.),
vieppiìi
si

pendenti dal maggiorilomo. In attualità
del servizio de' treui,
si

ommise

rilevante parte delle
di civile

la

scuderia che vi
di

costumanze antiche

convivenza

impiegava dipendeva dal maestro
nel

gerarchica e graduatoria, e s'introdussero forme piìi semplici e di lieve distinzione ; mentre dall'altro lato e in generale, con solenne contraddizione, si cadde in
pregiudizievoli e miserabili eccessi, sia pel
fatale,

camera,

rimanente dal maggiordomo.

In seguito l'udienze continuarono ad esseledislribuite quasi in tutto
dietro.

Occorrendo

al

come per l'adPapa di mandare

un'ambasciata ad alcun personaggio, inviava un cameriere segreto, e talvolta un
bussolante idoneo. Alessandro Vili
vi
si

immorale
di Lutto

e rovinoso

Lusso

(^^.),

anche
digo

(^'^•); sia

pel ridicolo e pro-

ser-

cumolo
la

de' Tìtoli d'onore (^'.); sia

d'un bussolante per un' ambasciata a

per

quasi generale profusione di

Or-

d.

Ferdinando Vnldes naturale
e generale d'artiglieria. Vi
e
il

di Filip-

dini a Decorazioni e insieme di gradi equestri, e talvolta
di chi
li

po V

andò con
ri-

non senza esposizione

un frullone [)alatino Facendo annunziare
cevuto
ni, e

due

palafrenieri.

suo arrivo, fu

alla carrozza

da due gentiluomi-

incontralo in sala da d. Ferdinando
gli

sebbene nella piti parte direttamente o indirettamente sono provocati da loro stessi con insistenze vane ed ambiziose, per reputarsene degni e mericeve,
ritarli.

che

die

la

destra, indi lo fece sedere

Quanto

all'udienze del Papa, s'in-

e cuo[)rire. iNel partire fa

accompagnato

trodussero que'seinplici ceremoniali di cui
trattai a'propri luoghi, e
in principio, oltre

fino a capo

le scale.

che accennai qui
resta e va-

Per le strepitose politiche vicende che grandemente aflliisero il fine del secolo passato, e stranamente travolsero tutto l'ordine ptd)blico in Europa, prevalendo
lo

quanto mi

do

a dire,

l

prelati maestri di

camera

so-

gliono stampare per regolamento dell'an-

ticamera pontificia

la

tabella da loro sot-

spuito democratico all'antica aristocra-

toscritta de' giorni d'udienza e delle va-

zia calle

norme

araldiche, quasi dapper-

canze. Dalla collezione che posseggo dal

tutto

si

dismisero buona parte de'pesanti,

i83i
lai.^

a oggi, comincierò dal riprodurre

eccessivi e minuziosi ceremoniali di eti-

pubblicata con approvazione di Gre-

chetta e di trattamento. Depauperato lo
slato pontificio dagl'invasori francesi e dall'elìluiera

gorio

XVI

da mg.' Pdudolfi-Alberici poi
la

cardinale, e quindi farò delle osservazioni
delle altre, per

repubblica, negl'

inizi del

cor-

soppressione d' alcuni

rente secolo Pio VII fu costi etto restrin-

ministri e sostituzione d' altri, oltre alcu-

gere

il

numero

e

le

provvisioni della

Fa-

miglia Pontificia (/ .),efece semplicizzare diversi ceremuniali di trattamento
civile e così (juello dell'udienze,

ne variazioni; e su quella in vigore. £/dienze destinale, da Nostro Signore a' qui
descritti,
i

quali tutti

hanno articoli. Lu30-

ed

il

re-

nedì nella mattina, cardinal segretario
dc'uieiuoi'iali, geuerali e procuratori

slaule della

romana

corte restrinse

il

pie-

70
lilorala:

udì
iiii-

U D
di
s.

I

ueiali religiosi, e secolari clieraveano

M.'' degli .Angeli

o pia casa d' indiiin cui si

ncìhsera
,

i

mg. ri

segi elenio del

vliia,

ogni i5gioini. L'ora

apre

toucilio, e de' brevi a' principi. iMartedì

l'udienza è alle 3 antimeridiane nella mat-

nella ìnallìna

cardinal pro-datario con

mg.' sotlo-datario, cardinal segretario dei
brevi, a)g/ segrelario della

concistoria-

all'Ave Maria o ore 2/\. Giorni nt''(jiiali vara i' udienza. Ctewnaxo^ s. Antonio abbate. Cattedra di s. Pietro
tina; nella sera

mg.' elemosiniere, Palazzo: nella stia
le,
i

maestro del s. rrig.ri maggiordop.

in

Roma,
s.

ss.
s.

Fabiano

e Sebastiano,

Cou-

\ersione di
di

Paolo. Febbraio, Cattedra

mo, segrelai
tl.'ia,
ti
i

io di coiisiiUa, segretario

de

gli a/lari ecclesiastici. Mercoledì

nella inal-

mg.i'i

le della

governatore di Rema, udicamera, tesoriere, segretario
presidente degli
ai chi vi e

del

buon governo, presidente dell'almogì ascia,

na e

ipoteclie,

presidente delle strade ed ac:

s. IMattia apoMarzo, s. Tommaso d' Aquino, s. Francesca romana, s. Gregorio Magno. Aprile.s. IMaico. Maggio, s>. Filippo e Giacomo, Invenzione della Croce, s. Pio V. Giugno, Cominemorazione di s. Paolo. Luglio, Visitiizioiie della D. Veigine, s.

Pietro in Antiochia,

stolo.

1

que, presidente della zecca
uig.ri assessore del
s.

nella sera

i

INlaria
s.

^Maddalena,

s.

Giacomo

apostolo,

offizio, e

segretario

delle lettere latine. Giovedì nella

manian-

na, congregazione del
linieiidiane, innanzi o
ntj

s.

ollizio alle 2
la

dupo

(jualehan-

Anna. Agosto, s. Pietro in N'incoli, IMadonna della Neve, s. Lorenzo, s. Rocco, s. Bartolomeo a[)oslol(), Decollazione di s. Giovanni Eatlista. Settembre, Esaltazione della Croce,
tobie,
s. s.

l'udienza

i

cardinali prefetto di pro-

IMalteo apostolo. OtAsisi.

paganda,
vi è

e vicario di

Roma; cjuandu non
:

Fiancesco d'

Novembre,

una congregazione vaca 1' udienza Della icra mg. li uditore del Papa, e segi etario de'bievi a'priucipi. Venerdì nel la manina, cardinal [)ro- datai io con mg.
i

Martino vescovo, s. Caterina, s. Andrea apostolo. Dicembre, s. Lucia, S.Toms.

maso

apostolo.

Inoltre

vaca l'udienza
i

in tutte le feste di precetto ed in tutti

sotto-datario,

i

cardinali segrelario
i

dei

giovedì deiranno, in

tutti

i

giorni di cap-

brevi e segrelario de" memoriali,

«ng.ri

pella papale (eccettuate le sere delie do-

commendatore
de'
l'iti:

di

s.
il

Spirito, e segretario

meniche

di

quaresima

e dell'
i

avvento

),

nella sera

cardinal penitenzie-

pel concistoro (cioè in tulli

concistori
),

le maggiore, e mg/scjjretario de'vescovi
e regolari.

pubblici, e pei segreti la sola mattina

Sabato
di

nella

maUina,

i

mg."
Pie-

per l'esame de' vescovi, per
zioni avanti al
le

le

congregalunedì di

governature

Roma,

tesoriere, econos.

Papa Corani SSaio, per
al

mo

e segretario della fabbrica di

prediche
ceneri, dal

in palazzo, dal i.°

tro, e

presidente dell'armi, senatore di
conservatori e loro fiscale
:

carnevale inclusive lìuo
le

mercoledì del-

Roma,
sera
e
i

nella

martedì santo inclusive fino

mg.ri segretario delle lettere latine,
della fede,

al

lunedì in Albis, dal sabato di Pente-

promotore

maestro
i

di casa

coste inclusive fino a tutla l'S.', dal gior-

de'palazzi apostolici ogni

5 giorni. Domenica nelia uiallina, vaca 1' udienza nella sera mg.ri segretario di propagani

no

tli s.

Francesco fino a

(|uello di

s.

Mari

:

lino, cioè ila'

4

ottobre inclusive
vigilia di

all'i

novembre,

dalla

Natale inclu-

da, e uditore del Papa, amministratore

sive fino al giorno

dell'

Epifania. Nella

generale de'lolti ogni

i

5

giorni.

1

cardi-

riferita tabella e nelle

altre

non sono acal

nali cauierlengo, piefelii delle

congregalunetlì
di

cennale

le

udienze domandale

Papa
che

zioni, pi esidcijtedc'susM(lii [lolrauno ave-

per organo del segrelario di stato dal

le l'udienza ogni giorno, tranne
e
s.
i

il

corpo diplomatico, uè quelle
1

ili

altri

giorni di vacanze

Mg.' presidenle

invocano pel maestro dicainera: neppu-

IMicIicIe, e

mg.' presidente

dell' ospizio

re lo sono l'udienze quotidiane dc'cardi-

udì
naii segret.uio
gliiidaii
(li

udì
[)t'r
i

,

7,

ili

stato, e segretario

di questo ^ V amarezza j la Calledra di
s.

stato interni istituito nel

833,

Pietro e circondata di pungolij e
tale,

il

tranne

il

giovedì, jier impotenza o assenza

peso e

che opprime gli omeri pài
il

<leV|nali

aveano l'udienza

i

sostituii, cole

robusti!

me

si
I

pratica in quasi tulle

altre cari-

the.

segretari di stato e loro sostituti aia

Papa è veraceFinalmente mente quale virtuosamente s' intitola Siri^'us Seivoruin A?c'/ (A.). Nel 832 di:
1

veano l'udienza ordinai
l'ore),

nella niatliiia

venuto maestro

di

camera
la

mg."^ Fieschi

(la siraortlinaiia essendo libera a tutte

ora cardinale, pubblicò

tabella delle
ri-

trodotti dagli aiutanti di

prima dell'udienza ordinaria, incamera per la
il

udienze e delle vacanze, dalla quale

cavo

le

seguenti aggiunte e varianti. Lu-

a/

anlicciuiera segreta; cioè
i

segretario
il

neilì innttitnn,

udienza
:

al

cardinal presi-

di stalo

U)artedì, veneidì e duu)enic:i,
(ler gli alliiri di sialo inteini

dente de'sussidii
dienza

nella sera al

cardinal

segretario
lunetlì,

i

piefelto di segnatura. Martedì seva, 11al

mercoledì e sabato, solo vacanilo
ss.

cardinal presidente

(.Iella

con-

nelle feste di Pasqua,

Pietro e Paolo,

giegazione della revisione de'conti. Mercoledì mattina, udienza al cardinal prefetto dell'

e

s.

INiilale, pe'
il

ponlincali che deve celein tabella pel
il

brare

Papa. Sebbene

mag-

giordomo
Giegorio

fosse stabilito

martedì sera,

l'udienza
lazzi,

immunilà. Sabato sera, cessò al maestro di casa de' ss. Pale

XVI

1'

uilì

ogni mattina, tran-

per

frequenti e (piasi rpiotidiane

ne le feste e alcune vacanze, e occorrendo a qualunque ora, introdotto dagli

aiutanti di

camera
i

nella mattina (mdelti cardinali se-

duiariamente avanti
gretari.

al maggiordomo. Domenica sera, udienza al presidente di s. Micheleogni 5 giorni. Divenuto tnaestro di camera mg."^ Pallavicino, poi maggior-

udienze accordate

i

Veramente
piìi di

i

Pouteflci, e credo

domo
in

e di presente arcivescovo di Pirgi
1

che ninno

me

possa airermarlo

,

parlihus, nel

840 pubblicò

la

tabella

non conoscono di fatto mai vacanza, non hanno ne giorno né ora pro[)t-iamente
liberi e d' intera quiete,

dell'udienze e delle vacanze In questa os-

servo concessa l'udienza nel lunedì mattina a mg.' segretario ilella disciplina re-

essendo più oc-

cupati, generalmente parlando, ne'gioi ni
delle seilicenti vacanze.

golare, e

tolti

i

nomi

(le'geneiali e

procu*

Sempre
il

senza

in-

ratori generali, e
i

de' secolari

generica-

terruzione di giorno e di ora,i l'api

iiule-

fessamente iujpiegano
agli affari della

prezioso tem[)0

mente, (piali tutti venivano esauditi nel domanriarla per detta o altra mattina.
Nel martedì mattina, tolta l'ordinaria u-

o nel ricevere all'udienza o nell'applicare Chiesa e del principato
le

dienza

al

segretario della concistoriale,
al

temporale, o nel celebrare e assistere
gravissimo
e laborioso della

trasportala

mercoledì sera,

e invece so-

sagre lunziuni, o nell'esercizio molteplice,

stituita e trasferita quella di nig.'^presiden-

sublime du-

le di

s.

Michele ogni 5 giorni
1

:

nella

sera
afìfari

plice rappresentanza. Gli stessi
/'

illfggiature (/'.)

riaggl e pe'Papi sono una con-

levata l'udienza al segretario degli
ecclesiastici e trasportata al

mercoledì se-

tinuazione di udienze, e di continue occu[)azioni e prestazioni, di atti di benefi-

r^^.Nel mercoledì /;/.'Z///«<7,Iolta al cardinal

prefetto dell'inimunità, al segretario del

cenza, nelle cjuali

si

fauno tutto a
(/'.) è

lutti.

buon governo ed

a'presidenti delle strade

La comlizione
coli,

del

Papa

descrissi e celebrai in

quale la iimumerabili artiio

e della zecca, ed in vece concessa al cardinal prefetto dell'acquee strade
:

nella ie-

(juale
II,

la

delinirono Adriano IV e

ra aggiunte

le

dette udienze de'segretari

Marcello
ripeli
:

ed arroge che
piìi

anco qui
la

il

degli affari ecclesiastici, e del concistoro.
iNt:l

Che ninno e

mi serabilf delio
feUdià

giovedì sera accordata al direttoredel
l'ii-

mano

Pontefice [f".) j Uilla

debito pubblico. Nel sabato scra,io\h\

-

72
dienza oiclin;iiia

udì
al

udì
giugno 1847, sul consiglio de' niinislri, decretò: § 38 e seg. ministi cun^eivano
l
i

proiuulore della fede,
al

ptjiòda ilouiiunlarsi
."•tabilila

bisogno, ed invece

a'cartlinaii

camerlengo, e vicario

il

privilegio tlell'udienza sovrana: lo coni

di lloMia. Le udienze della malltiia si fissaronoaorea 1/2 antimeridiane. iNotero che le riportate variazioni hanno origine anteriore, che non posso stabilire per a-

servano pure

capi de' dicasteri, qualora

ne godano altualnienle. Ogni ministro farà rapporto speciale al sovrano degli
alfari

dipendenti dal suo ministero, pronel

vere smarrito

la

tabella

pubblicata du

posti e deliberati

consiglio

;

quindi

Massimo, successivamente maestro di camera, maggiordomo e cardinale. Nel 184?- fitto maestro di camera mg.' de
JMedici, ora cardinale,
il
1

mg/

parteciperà

le

risoluzioni sovrane al se-

grctario, per parteciparle a'singoli
bri del consiglio medesiujo. Tutti
nislri e tulli
i

memi

."gennaio

1

847

capi di dicastero che

pubblicò allra sua tabella per l'mlienze e

vacanze collo stemma del regnante Pio LX. the l'approvò. Eccone le variazioni. Luiiedì inallina, l'udienza fu levala al chr-

no il privilegio dell' vranno riferire al cardinal segretario di
stato le decisioni e gli ordini del

migodoudienza sovraoa, do-

sovra-

duial presidente de' sussidii e trasferita al

Quindi con l'altro cnolo-proprio dei iq dicembre 847? egualmente sul consino.
i

martedì
la al

5e/V7,

ed

in

vece concessa una voi-

glio de'minislri, dispose cogli art,
1

8g

ec)o;

]

mese al cardinal prefetto del buon governo (canea poco dopo cessala), ed ai «ng.ii promotore della felle e avvocato dei
poveri: nella 5e/Yi fu trasferita quella dele segretario della fabbrica di
il

soli ministri

seguitano a godere rego-

larmet\le dell' onore dell'udienza sovrana, la cpiale cessa per lutti gli altri capi
di dicasteri subalterni
nisleri.

r economo
tedi

ed annessi a' miL'udienza è ordinariamente una

s.Pielro che l'avea
*erfl!, trasferiti

sabato manina. Mardetto presidentede'
di
s.

volta per settimana a ciascim ministro;
eccettuali que'tninistri pe'quali ilsovia-

il

sussidii, e mg."^

commendalore
al

Spi-

mese, questi [)rima goilendo l'udienza il venerili mattina. IMercoledi /«^//Z//if7j le udienze de' mg.ri pierito

una volta

Borromeo Arese maestro .° agosto 85o slaujpò la
i i

nodispongadiversamenle.Divenulomg-'^ di camera, il
tabella dell'ucoli'

dieuze e delle vacanze

assenso del

sidenti dell'annona e grascia, e degli ar-

chivi e ipoteche ridotte a
inese. Nella

una volta ai domenica sera fu concessa
per
le

Papa, ed è la seguente altiialmenle in vigore. Lunedi inaUina, carilinal scgretario de'

menmriali, ministro delle armi,

stabile a mg.' segretario degli sludi. L'o-

mg.' segretario della disciplina regolare
il

lario
al

si

fissò,
le

congregazioni avanti

i.°e 3.° lunedi del n)ese, mg.'
il

promo-

oreg anlimetidiane,e le io l'udienze giornaliere della manina^ contiiiuandosi quelle delia sera
ria. Si dichiarò,
si

Papa

tore della fede

2.°
4-''

hmedi, mg.' avvolunedì, mg.' presi-

calo de' poveri

il

all'

Ave Magioveilì

dente dell'accademia de' nobili ecclesia
siici
il

che l'udienza pubblica
al

J. "lunedì

:

di

.ve/'flf,

cardinal [u-efelto

teneva due volte

mese

di

di segnatura, mg."^
lio,

segretaiio del conciilella rev.

quando cadeva la Papa doveasi tra^ferire al giovedì seguente. La descrissi nel voi. XLl, p. i3c), ma poi cessò. Ivi
allec) antimeridiane, e

mg.' ecomjino e segretario
s.

congregazione avanti

al

fabbrica di

Pietro, mg.' segielaiio dei

brevi a'[)rincipi. Martedì maldna, cardinal segretario de'bievi, cardinal pro-dalario con rag.' sotto-datario, cardinal vi-

dissi

la

pure dell'udienza pubblica accordauna volta al mese alle dorme nel Cuf-

silalore dell' ospizio apostolico
elicle
."
1

ili

s.

IMi-

giardino Quirinale, e come procederoiio le due ch'ebbero luogo. Il
/eauiiis del

e 3."
p.

martedì

del mise, mg.' eles.

mosiniere,

uìaestro del

Palazzo
s.

:

ili

ir^HUMle Piu IX,

Col

mulo-proprio de'

1

1

icva^ qig.' coui menda loie di

Spiiilu

q 3/

udì
Dmited'i, n)g.'segrelario{li consulta.

udì
MernlTincIiè tutti coloro

73
al
vi si

che sono addetti

coledì maltiiui, ììViìù^Uo ile'lavoii pubblici,

servizio dell'Anticamera Pontiiicia

luinislro (leiriiilei no, mg.' vice-camerjjolizia,

possano conformare,
so
ail

1.

Non
il

sarà permes-

lengo iliieltuie generale di

mg.'

te-

alcuno che

|)resta

servizio nellan-

soriere ministro delle finanze:di.yerrt,mg.'
assessore del
s.

ticamere ne'giorni d'udienza di penetrare
in (juella segreta, pria

Oiliziojmg."^ segretario

ilei

che

il

maestro di

concistoro, mg.' segretario degli
clesiastici,

all'uri ec-

mg/

segietario delle lettere la-

tine.
s.

Giovedì mnlUna, congregazione del
:

camera si presenti al suo posto. 11. Ciascheduno dovrà occupare 1' anticamera con ispondente al grado, senza confondersi

Oflìzio

di stia, '"g-'
^'

uditore di Sua
a'|)rin-

cogli altri dell'anticamere diverse. III.

Santità,

mg. segretario de'brevi
sagri

Le ambasciate saranno
loro che prestano
in tal
il

passate da an-

cipi, mg."^ sostituto de'

riti i."

gio-

ticamera in anticamera col mezzo di corespettivo servizio,

vedì d'ogni mese. Venerdì mattina, cardinal segretario de'brevi, cardinal pro-

ed

modo giugneranno insino al maestro
:

datario con

mg/

sotto-datario, cardinal

di

camera

qualora

si

trattasse di sog-

segretario de'meinoriali, mg."^ segretario
de'riti:

getti

che dovessero [uemiuosainente par-

diserà, cardinal penitenziere magnig."^

largli,

ma

che non godono dell'onore di

giore,
lari.

segietario de' vescovi e regovice-

entrata, allora accuinpugnati dal bussolante

Sabato inalima, mg.'

camer-

lengo direttore generale di polizia, mg."^ tesoriere ministro delle Gnanze (nig."^ ministro di grazia e giustizia, n»inislero poi

nore, ove

fermeranno nell'aulicarnera d'oil maestro di camera si recherà per sentirli. IV. Non tutte le persone che
si

riunito a quello dell'interno): di sera,

sono ammesse all'udienza haiuio la slessa qualità, io stesso grado, e godono gli stessi

canlinal

vicario,

»ug.'

segretario

delle
vi-

privilegi
vi

;

etl

è perciò che nel palazzo

lettere Ialine,
sita
se.

mg/
il

segretario della

sovrano

è la distinzione delle diverse
nell'

apostolica

3.°

sabato d' ogni

me-

anticamere; quindi
greta, oltre
nali
gli

anticamera sepossono agli

Domenica

di sera,

mg/

segretario di

£iBÌ. eRini. signori Cardidi diritto,

propaganda,

mg."^ uditore di

Sua SanNel re-

che

vi

passano
i

tità, Uig.' segretario degli studi.

vervi r ingresso
scovi e vescovi,
i

patriarchi,

arciveil

sto per le vacanze

si

continua ad osser-

prelati di manlellelta,
i

vare

il

precedente e siiddescrillo siste-

maestro del

s.

palazzo apostolico,

came-

ma. Mg.' de Medici ili/ gennaio i843 pubblicò stampato il Regolamento per il seri/izio interno dell' Anlicaniera Pontificia ne' giorni cV udienza. Questo è del
seguente tenore. » Anticbis>iii)e sono
prescrizioni che
le
i

rieri segreti partecipanti in abito

paonaz-

zo (raiTimento che fra di
di lai

essi,

oltre quei

nome,
il il

si

comprendono ancora l'ele-

mosiniere,
cipi,
il

segretario de'brevi a' prin-

sostituto della segreteria di stato,
il

hanno regolato

in

tritìi

sotto-datario,
i

segretario delle lettere

tempi

il

servizio interno dell'Anticamera

latine),

camerieri segreti soprannumeri
i

Pontifìcia, ed èslato riconosciuto
utilissimo a!

sempre
rinno-

in abito paonazzo,

camerieri segreti di
pontificii,
i

buon andamento
la
il

di

spada e cappa,! cereinonieri
cavalieri

vellarne di tratto in tratto

osservanza:
di iXo-

gerosolimitani,
il

i

principi assii

quindi

è,

che

Maestro

di

Camera

stenti al soglio,
i

senatore,

conservatori,
i

stro Signore, tenendo

fermo alla massima di doversi stare strettamente a quanto trovasi stabilito dagli antecessori, che per
orale tradizione
di
si

principi, gli ambasciatori,
ilelle

ministri e ini

caricati

[)otenze

estere,

generali

d'armata:
tà,

tutti gii altri costiluili in dignititoli

trasmetteva

a'

Maestri

o gradi, o

debbono prender poda ultimo
cltis-:

Camera prò tempore, rende pubblico
li

sto nell'anticamera d'onore: e

eplie ilatupe

incseule Ueyolamealo,

coloro

i

quali vauuo cumi^nesi nella

r4
se

UDÌ
connine
si

U D
iteli' ;in-

l

dehlìono fermnie

ma

serve per inleiligenza della sentinella,
si opponga all'entrata di cohanno libero l'accesso. Vili. La

lirameni
l'iulicii/.a

d<''bi!ss(j|fmli, e al iitomeiito ilol

perchè non
loro che

l'mi linaio r iiltro

vcn ;nino

in-

Irodolti

come

iip[)resso.

V. L' udienza
persone non

seiitinel'a della civica scelta (ora

guardia
1'

sarà legolota nel seguente modo. Li biisfcolaiili

palatina) postata alla porla dell'onticamera de' bussolanti,

ricliiederaniio alle

non palmellerà
casi

ac-

coslilnite in dignità,

che

si
il

presenteranno
biglielto d' u!a

cesso nella stessa ad alcun cameriere che

nella loro anlieamera,
(lieiiza, a

segue

il

suo padrone: ne'

solamente
Cardinali

meno che
non

questa per
sia stata

slrelleza
il

di sagre funzioni
(piali gli

nell'appartamento, nei

.

za de! (eaipo

accordata

Emi.
le

e

Rmi.

*

«.ignori

voce, ed in questo caso interpelleranno

nella della

anlicamera de' bussolanti incappe, e di poi terminata
l<i

segretario del

maestro
le

di

camera

:

e^si

dossano

accompagneranno

persone ammesse

funzione, dimettendole,
maiilellette (e
le

riprendono

le

insiuo alla bussola dell'anticamera d'o-

mozzelte), essendo ben

nore, e ilopo averne indicato al cameriere d'onore
il

dovuto che
essi)

i

camerieri (de' cardinali ad
i

nomee
il

la

qualità, lilorne-

prestino

loro servigi,

la

sentinella

ranno
giusta
le

al
la

loro posto:

cameriere ti'onore,
dell'
le

permetterà loro che entrino nella ripetuta anticamera, e

prescrizione dell'articolo IV, se

persone introdotte godono

amac-

ro ufìlcio ne sortano,

dopo adem[)iulo il lorimanendo nell'anscelta,

missione neir anlicamera segreta,

ticamera guarnita dalla civica

ove

compagnerà
dicando

sino alla bussola stessa, in-

deljbono rimaniMe del pari
seconda della distinzione
si
ri

i

caudatari, a

al cameriere segreto soprannumerario il nome e la qualità: se poi le persone non godono di tale onore, preiide-

fanno nelle

e gradazione che anticamere de'signoCardinali, giacché nell'anticamera dei

stesse

laniio

posto nell' anticamera

d'onore.
il

busNolanti
ni e

vi si

tiallengono

i

genliluomicapitano a-

VI. Al

momento

deil'udiciua

maestro

maestri

di

camera de'
pure

lodati signori
il

di camera indicherà al cajneriere segreto soprannumerario il soggetto che dev' es sere ammesso; qualora questi si trovi nel

Cardinali, ed

ivi ,>iono

iulante maggiore della guardia ca[)ilo!ina

(non
na

piìi pel

narrato superiormente,

ma

l'anticamera segreta,

il

cameriere segreto

raiotanle maggiore della guardia palati),

soprannumerario
si,

lo inviterà

ad accostar-

e

r

ulllziale della
il

guardia svizzera,
il

ti

ond'esscre introdotto; trovandosi ne!

IX. Circa

termine dell'udienza

ca-

l'anticamera d'onore, ne passtrà l'avviso
a!

meriere segreto soprannumerario, previo il permesso ottenuto dal maestro di camera, passerà l'avviso al cameriere d'onore per approntarsi il frullone ( onde
riportarli alle loro abitazioni
),

cameriere d'onore, e

se poi trovasi nelil

l'anticameva de' bussolanti,

cameriere

d'onore ne passerà l'avviso, VII. La sentinella delle guardie nobili postata alla bus-

e

({uesli
il

sola dell' anlicaaiera
tic'

pro'^sima a quella

a'bussolanli, die ne avvertiranno

comsori

bussolanti,

non

periuelterìi l'ingresso

missario battistrada. X. In tutte
lite di

le

iieiranlicamera d' onore ad alcuno, che

accompagnato da'bussol.uiti coloro che non vanno soggetti a tale formasia
:

non

lità

sono

gli slessi
[liìi
i

conlem[)lati nell'arti-

appartamenti camerieri segreti soprannumerari, dietro gli ordini del maestro di camera, passeranno l'avviso a' camerieri d'onore, quedagli
sti

Sua Santità

colo IV, e

palatini in generale, e quei
in attua! servizio
:

a'bussolanli, e ciascuno ueiranlicamele

diesi trovano
liiinno

questa

ra respettiva a|)rirà
(di
li

bussole di mezzo

eccezione però non esclude l'olìbligo che
i

recente

lolle).

XI. Si spetta a'bussolan-

bussolanti di

accompagnare

tutti
e;

di presentare al

cameiicre il'onore, e
le

iiiio alla

bussola dell'anticamera d'ouoi

quelli al segreto

soprannumerario

co*

UDÌ
rone da benedirsi da Sua Sanlilà, e con Io slesso ordine leli ogrado liporlarsi nelJ'

U D

I

75

gendarmi e le due sentinelle svizzere), faranno parata a tulli gl'individui nominati di sopra, e più a'personaggi qui sotto descritti
,

anticamera de' hussolaiili per
decano. XII. Tulle
le

coiise-

giiaisi al

volle che

a'

cuonsignori governatore

Sua Sanlilà per funzioni
scende,
li

in palazzo di'

(ora vice-camerlengo direttore generale
di
[)()lizia),

bussolanti di servizio alla qua-

uditore della

dialuia (della cappella pouliiicia), ed alla
sedala (dentro
la

riere e presi<Ienle dell'

camera, tcso^ armi (ora al mia'

quadialura slessa)deb-

nistro delle
al

armi

laico),

conservatori,

bono presentarsi nell'aulicanìera, ed accompagnare il corteggio tanlo nel discendere, che nel salire. x\lll. Quante volle Sua Sanlilà passa nell'aiiticauicra del trono (cioè in quella mentovala d'onore), sia
neirocca>ione de' concistori segreli, esa-

generale comandante

in

capo

le

truppe

di linea, ed al pro[)iio couiaiidante iu ca-

po. Gli onori scambievoli tra coipo e cor-

po saranno regolali

nel

modo
)

seguenle.

La
(

civica scelta

e

la

guardia capitolina
palatina

ripeto ora guardia

faranno
la
si

me

de' vescovi, congregazione

de' sagri
le

parala colle armi portate, nel passar

liti, sia

per allie circoslan/e, tulle

an-

guardia nobile; questi due
rendei'aimo
nità del
gli

cor[)i

poi

ticamere passeranno indietro collo slesso
oidine: terminala
la

onori scambievoli

com'è
iu

funzione ciascun cor-

prescritto dall' ordinanza militare. L'u-

po tornerà al suo posto. XIV. Nelle anticamere pontifìcie ciascuno si nel parlare, che in altro userà riguardi ben dovuti al luogo ove risieile il soviano (aggiungiamo, e sommo Pontefice). XV. Per
i

comando, com' è necessaria
il

ogni sistema militare, così in quello che

riguarda

servizio nell'anticauiere potitutti
i

lificie; cpiindi

capi de' corpi mili-

tari in esse di servizio

ilevono essere sudella

conservarsi

la

esattezza ticlia disciplina

bordinali

al

comandante
dargli
il

guardia
di tut-

ne' diversi corpi militari

che trovansi nel-

nobile, e oltre all'essere da questi ispezionali,

ranlicamerepontificie,resente della guardia nobile di servizi(j, di lem[)OÌn tempo,

debbono

rapporto

tociò ch'è relativo al servizio stesso, e
lui

da

durante
serà
;

le

ore

dell'

anticamera, ne pasle

solamente debijouo ricevere che
il

gli ordi-

la

ispezione,

non perinellendu che
al

ni

maestro di camera

gli
i

comunidistacca-

sentinelle

passeggino,

né che lenghino
braccio durante
il

cherà. Sortendo

Sua

Santità,

l'arma a terra,

ma

tempo

della fazione.

Lo

slesso invigilerà

perchè sieno

resi da'diversi picchelli gli

menti di cavalleria che la scorteranno, saranno dipendenti dal comandante il distaccamento della guardia nobile,dal (piale

onori dovuti a misura del grado e della
dignità di ciascuno nel
presso.
colle

riceveranno
il

gli

ordini, ed a cui faran-

modo come
faià

ap-

no
re

conveniente rapporto. Qualora uno

La guardia
agli

nobile

parala

di {juesti corpi

avrà bisogno di fir

[)assa-

armi

Ead.ePuni. signori Cardi-

amhasciate nell'interno dell'anticauie»
per mezzo del proprio capo-

nali, a S.

E. mg.' Maggiordomo di Sua

re, lo farà

Santità,airillmo. e

Kmo.

mg.'^Maestiodi

posto, che ne passerà la

domanda
si

a([uello

camera,
glio,

Sovrani e Principi reali, agli Ambasciatori, a' Principi assistenti al soa'

che

gli sta

avanti, onde
Il

serbi
di

trafila.

XVI,

maestro

dovuta camera nel
la

agli ullì/jali del projtrio
ta senz'ardii.

a'comandanti della guardia stessa,ed corpo farà pata-

rinnovare quest'antichissime prescrizioni,

non ha
iu

altro scopo, che

di

risve-

civica scelta e la iiuaro dia capitolina (la (."slava nell'anticamera

La

gliare

tulli
il

r obbligo

dell'

adempi-

mento, che
to in

correre de' tem[ii ha fatj

dell'altuale guardia palatina, che fu sostituita

parte obliare
tutti
si

persuaso d' altrondi scru-

ad ambedue,
1.''

la

i'

o capotori

rii

de che

faranno un dovere

biedevauu nella

aulicaiuera ove sono

polosamente eseguirle, e che oiascuuo

^6
niitiileiiiuientu

udì
di

11

D

I

nella pni'te che lo rigtiaicln concorrerà al
(juel
liisli'o
il

e decoro
l^on-

anche all' aiulaiìle ninggiore tìella nominala i^uardia [sidaliiKi. Notai giìi che i
guanti sono vietati a
tutti {|uelli

iiionii

(.lei

trono ove siede

sommo
il

che vengo-

lefìce"',

Nel voi.
to della

LV,

p.

I

5o

riportai

decie-

congregazione ceiemoniale, e-

manato nell'anno i85i,snl modo cocardinali e prelati debbono vestinie
i

no ammessi all'udienza del Papa, ed anticamente anchealleprincipessereali. Si osserva che gli ambasciatori e ministri de'sovrani, impalmano un gnantoe l'altrolengonoscioUo. Si vuolecheqne'mililari graduati a cui è permesso presentarsi al
colla
se

ie nel recar«.i all'udienza ordinaria eal-

l'udienza privata del Pontelìce. Oltre
sovrani e principi reali,
i

i

spada

al

(lancoed cappello

in

Papa mano,

principi, gli
i

ammar-

hanno

l'uso de'guanti,
li

come finimento

lj;isciatori e ministri de' sovrani,

dell'
soli

uniforme,

possano impalmare. Ai

diesi di baldacchino che

ili
i

Roma

godole

cardinali in abito cardinalizio è perd'eiitiare all'udienza colla berretta
1

no

i

privilegi de'principi,

camerieri se-

messo
si

greti

porìeripanti di spada e cappa,

in uiaiio.

vescovi e

i

cubiculari pontificii

guardie nobili pontificie,! generali militari,

presentano all'udienza del Papa colle
i

sono ammessi all'udienza del Papa
la

\esU loro proprie. Gli ecclesiastici ed
vesti talari e religiose

re-

ein^endo
il

Spada
i

e portando in

mano
i

golari viumoalla pontificia udienza colle
;
i

ciippello. Così
i

grandi di Spagna, nou
gene
di

litolati

con abili

che

ciambellani d'alcune corti e

di formalità

oda

città,

o uniformi se ne

tiluoniini di

camera, come
il

Spagna

tU;lle iloe Sicilie,

senatore e conservaIl

tori di

Roma,

il

senatore di Bologna.

cappello devesi lasciare in anticamera e
iion reggerlo alla presenza del

militari uffiziali dal
<lo di

Papa, dai maggiore sino al grala

godono l'uso; gli altri nobili ciascuno secondo il proprio rango; etl particolari vestili tutti di nero, e da qualche tempo ancheco'pautaloni, mentre prima doveasi onninamente incedere con calzoni corti,
i

calxe nere di seta, e scarpe nere con fibbie.
si

generale,

i

quali ritengono
i

sola

L'uso degli occhiali è interdetto a chi

spada. La ritengono ancora
valieridi Malta, di
lizio e
s.

suddetti ca-

presenta al Papa, e se alcuno non può

Stefano e de'ss.lNIaui

fariiea

meno, odeve
il

leggere, convieneche
i

Lazzaro (1* A rtaud vi aggiunge \aiieri della Concezione di Carlo 111
primogeniti de'principi,
i

ca);
i

dotnandi
pi, gli
i

permesso,

cardinali,

i

princi-

ambasciatori e ministri de'sovrani,
i

nobili titolati in

personaggi d'alto rango,
i

vescovi,

i

pre-

nnifoime,

i

camerieri segreti soprannuJNi'l
I

lati,
si
i

camerieri segreti o soprannumerari
altri signori distinti

inerari e di onore di spada e cappa.

d'abito paonazzo che di spada e cappa,
generali uiililari ed
la

vol.XLI,p. iS (narrai cumeGregorio
introdusse
la

X\

benigna consuetudine

di ril'ulti-

godono

prerogativa di trattenersi nelgli

cevere

al

bacio del piede, terminata

l'anticamera segreta;

altri

gradatanell'an-

ma
essa

udienza d'ogni sellimana,quelli che in

mente nell'anticamera d'onore o
ticamera de'bussolanli.

erano
il

siali di servizio nelle

anticame-

Si legge nel /'/o-

re,cioè
quelli

cameriere segi elo p,aiiecii)anle,e
e il'uuoie di
/»<-?'i-

spello delle prcrogalh'c onorifiche del

soprannumerario
il

Senalo Roi/iano, non solo che viene aminesso nell'anlicamera segreta pontificia,

cameriere segreto soprannuinerario equello d'onoredi spada ecappa;
tellonej
l'esente delle guardie nobili, e rudiziile

ma

che avrà

la

precedenza, quando sia

uniloal Senatore di
all'udienza sopra
i

digli svizzeri, itp.ialiullitni insieme ai detti

prelati,

Roma, ueireulraro meno mg.' vila

c.imericri di S[)ada e cappa, porl.iuo la
il

cc-camerlengo. Al Senalo lli^niano, non
essendovi
il

.«ijtaih e

cappello, siccome inattualità

ili

senatore,
i

precedenza
\

gli

Servizio. OrjA è stalo concesso tuie

uuore

cumpcle,

ma dopo

primi

prduù

ossia

UD
(ìi

I

fìocclictli.

Ncir enh'nie
in

all'

mlienzn

i

ciiidiiiali, col

capo scoperto e

lu

l)eii(;lla

L n l 77 un (anlo rimorso; ed egli ò queslo clie mi agita e (Hjnlui'ba, sempre che io ponga il
piede neir antie:au!era segreta! Aiitica-

e

il

l)ei

renino
al

mono,
gli

l'anno imi

(lo

inchino
si

l'apa e

baciano

la

piofmmano,
devono
il

indi
'

coprono
i

col beriellino e siedono.

Tranne
piede
al

cardinali, lutti gli hIIiì

menle Cnnierieri del Pana {^'.), sia di ManUilone die di Spada e Cappa {f''^.)t anche soprannumerari e d'onore, non <li)i

tare tre genuflessioni e quindi baciate

mandavano

l'udii-nza,

ma

solo

si

prescu-

Papa, restando
(il

in ginoccliio (inIl

lavaiio in ani

die non

il

Pa[)a cenno d'alzarsi.

Pa-

camera per es«,ere benignamente ammessi. La benemerita ArcivoH'
dif.

pa suole fare sedere (|ualche vescovo o

fra ferii ita
voi.

do.
p.

Decollato della della.

personaggio per distinzione, diversi prelati,

Misericordia,

di cui

meglio ragionai nel
assiste
gli
i

come
s.

quelli di nocclieltì,

i

primari

LXXVIII,

65, siccome

segretari delle congregazioni, l'assessore
del
ofiizio e altri,

condannati all'ullimo supplizio,
a
legio,

aiuta

della sera, in cui

massime nell'udienze devono leggere a lungo
lo stesso

nel riferire gli a(lari,il sostituto della se-

greteria di slato, e per

motivo

il

direttore del debito pubblico, carica ora

ben morire e seppellisce, gode il priviche uno de' conflati invialo dal provveditore al l\<pa, per la proroga dell'esecuzione della giusli/ia, onde aver tempo di ridurre al buon sentiero e di fare gli atti religiosi ad alcuno ricalcitrante,

vacante.

Dopo

i

consueti ossequi siedono

nncora
vo, che

gli

ambasciatori e ministri de' so-

ch'è già stato perciò consegnalo

ai

con-

vrani. Dagli antichi Diari di
i

Roma

rica-

frati,

possa entrare subito all'udienza pon-

cardinali e

gli

ambasciatori so-

lificia,

ancorché
de fedeli

in essa siavi dal l'apa

un

levano

fìire

rinfreschi, se recavansi

con

sovrano; tanto impoi landò al padre co-

qualche formalità all'udienza del Pa[)a.

mune

la

salute eterna dell'ani-

Comericeveanoessi
go
i\Q^'\ Archiatri di

le l'isile

o personag-

gi all'udienza, in lale articolo Io dico. Leg-

ma, ancorché dell'uomo più scellerato. 11 Papa paternamente e con clemenza suole
accordare
il

Marini, che

il

celebre

la
si

proroga, anche

piìi volle,

e

cardinal Sanlorio teneva de'

libri in cui

confrale

reca quindi a noliijcarlo al-

segnava lutto quello che faceva o diceva,

l'autorità cui spetta di far eseguire l'e-

niassimameate nelle frequenti udienze
co'Papi. L'angelico cardinal Carlo
scalchi,
santità,

strema sentenza o temporeggiarne per
verse ore l'esecuzione,
al

di-

Ode-

più tardi fino
l'u-

morto gesuita
si

in

l)uon odore di

verso sera. Diversi Papi rinnovarono

presentava all'udienza de'Papi
e riconcentralo.

dienza pubblica,

ma

per gl'insorti abusi

sempre mesto

Per

la

de-

do\erono

tralasciare d'accordarla. Udien-

gnazione colla quale mi riguardava, un

ze pubbliche e solenni

erano quelle nelle

giorno osai domandargli conto
lute,
sa.

di sua sain tal gui-

quali ilPapa v\cevea ne\ Concistoro pub/di-

facendomi pena

in

vederlo

co sovrani e sovrane, principi e principesse
reali, cardinali reduci dalla loro

Ed egli benignamente
fisici,

noi rispose:

L'a-

legazione

spetto col quale mi vedete non deriva da

a

sovrani e repubbliche, e ambasciatori

incomodi

ma

dall'agitazione

morale
le

à' Llibidieiìza,

eóeWe

quali riparlai con
ai ticolo,

che sento e sempre provai tutte

volte

qualche dilìusiune nel ricordato
in cui

che dovei e debbo presentarmi all'udienza de'Papi. Trepidai, e trepido e sono agi-

nariai o rammentai
i

i

luoghi ove ne

descrissi
feci
la

nobilissimi Treni; ed in questo

una parola io possa danneggiare e pregiudicare un individuo, un padre di famiglia, chiunque. Laonde mi preparo a porvi tiitta la possitato dal pensare, che con
bile circospezione

descrizione di quelli recenti del-

l'ultimo cardinale legato a lalere invialo

all'imperatore Napoleone HI, pel quale

però non ebbe luogo uè

la

destinazione

,

e cautela, per evitare

il

ricevimenlo nel concistoro pubbli

co.

r8
Nel ms.
tornalo
(li

udì
mg/
Ruffo
il

udì
iaccoiiln,clie
li-

si

?}iiUì

Cardinnlcs-^ct omiies

Romani Ma-

(la

iXapoIi

i;ii(.liii;il

Lrgatoi^/'.)
lo ricevè a
si

gislmtits. in
omtìiniii

Cfu

lo Bailjerini, CleiiiL'iite

XI

qua lidclalnr de coimiìUiii Roniae dedendum ac exlerno-

nilieii7.a

nel

concisloro pubblico. Vi

pollò

il

caiditiale con
i!

numerosissima casuo nobile treno

valcala, precedeniJo
di
(

nini itlUilale ac salute. Jerurn hacc aiidiendu dependetoniiiino ab arbitrio Pohtijìcisf quando et qiioties eani concedere
velit. 11

38

cai riaggi

con ricchissime Portiere

d(^lle {jtiali

riparlai nel voi.

LXXV,

p.

24^) ricamate d'oro, iiuumnosì palafienieri, 12 paggi, molli geiililiinmini e caiiierate,
la
i

Chiapponi, //c/rt Canoriizationis, ben descrive le dette udienze per esse, rilevando che a'coiicistori cardinah e gli
i

altri

sono invitali da' Cursori apostoli-

maggior parte
di prelati,
il

della

nobiltà

ci [/^.), i'iolacca

romana,
li.

i\ne nllimi nipoti del

Papa, un
Pa-

gran numero
Si

con i2cardinail

ex textili laneo induii virgulam nodosani nigro colo re ind)utaniprae /nanibus galantes^menveste, et
tre nel secolo

presentò avanti

Irono o\'era

XV

colla palatina
%

Campai

pa. egli rese conto di stia legazione con

na magna
cardinali e
sloro,
ti

Consistorialis^
gli altri

invitavano

erudili>sima orazione. Cienienle XI corrispose con pochi periodi, assicurandolo

all'udienza del conciil

anche segreto, ne'quali

Papasenil

del suo intensissimo

amore,

e della slima
s.

va all'orecchio o in [)ubbHco

parere

cheavca verso un
eziandio aveie
lui
il

uiinislro della

Chicdi
in

sa così degno, divisando rpiella

che dovea
le

de' Cardinali (7.) per ordine d'anziani là, la qual campana suonava pine nel

sagro collegio per
iloli,
li

sabato santo
in

all'

intonazione del Glorici
\a

singolarissime

che non

meno

excehis Deo,o\lve
(7^'.)

pan'ae campala

quello, che in lutti
fallo

suoi

maneggi avea
[lietà

nae. Per l'udienza de' Tribunali di lìo-

comparire d'avvantaggio. Lodando
Ila

ma

tuttora suona

campana

della
fece

pai licolarmeiilc qui

della sua

,

Curia

Innocenziana, e altrettanto

siiigolar deslrcz/a e liberalità.

La funzio-

quella della Curia Capitolina finché agì<

ne terminò con universali acclamazioni, esecondo il costume, subitochè il Papa si
asside al soglio,
storiali

Nell'udienze de' concistori, dal
Consistorii
tutti,
y

Custo.i

si

escludono dal concistoro
resti co'soli

mm degli avvocati concia

onde

il

Papa

cardinali,

propone
si

mente (Gregorio
i

XVI

e ne' concistoii senii-[)ubblici co' vescovi

permise che
vi a

leggesse) qualche causa

e

i

ministri propri dell'azione,

con dire
di lui trai-

de'sanli, fìnch(è

vengono

cardinali iiuoi

con voce alla: Extra omnes, e
lai nel voi.

ricevere
il

il

cappello o

cardinali le-

XV,

p.

iS^. Nell'articolo

Am-

gali; acciò

Papa non ubbia ad

aspel-

tare

un momento senza

fare alcuna

a-

basciatori § 6, parlai del modo come si portavano alle udienze oidinarie del Papa, con

zicne. Siflatla solenne udienza degli av-

accompagnamento
supeibo treno
tali

di prelatura e

vocali concistoriali tultoia
il

si

pi'atica,

ed

cavalieri, e
i

di carrozze,

ed

pi C'felld delle
al

ceremoiiie gl'invila ad a-

cavalli della i." ornati

con fiocchi d'oro;
fiocchi spetlavain

vanzar>i

trono, dicendo a voce alta, /4c-

equi aggiungerò che

cedant, e lìecedant [Kv
cislori .semipubblici

nùmm.

ISe'con-

no anche
fiocchi di

a'

cardinali ministri

Roma
i

perla Canonizzaziovescovi. Nel parlare
il

de' sovrani,

lienchè nel sagro collegio
framoiisla

ne de' Santi,

\\

Papa sente con udienza
i

seta

all'oro sono

soicnnei cardinalie

propri soltanto del cardinal decano e dei
cardinali di lamiglie principesche, e de'

di delle solenni udieirze

p.

Plettenberg,

jXotilia(uriae Roinanae,iì"i^\uìì''i:Praeter consisloria
lei

marclusi

di

baldacchino.

Ivi

accennai

la

publica dare quoque

so-

prerogativa particolare dell ambasciatore
di /V//r:;;Vi. d'essere alla presenza de'car«liliali

Ponlijex

in

fine cujusVdìCt mensis

publicain audienliam^citi intersunt non-

vcneli o anche nobili, creato dal

V D

r

n D

I

79

Piipa vestilo di mozzelln o sloln, Milite

l'invito fallo dall'ambasciatore, moltissi-

auieato ossia Cai'nliercditWu Speron d'orOj inedianle
coll.in;»

me

carrozze tirale da 6 cavalli de'cardi-

d'oro col l'odig'e drl

riali,

ambasciatori, ministri regi, princinobiltà, co' respettivi losi

Papa,
scriUe

e

con
ili

r|iioll(i

foiuinlilà solenni ilc-

pi, prelati e altra

tali

articoli e altrove,

ma

per

ro gentiluomini,
della

portarono

al

palazzo

]a omniissioiie della parola

A

e/?es/<z

sem-

bra che fosse privilegio

di lutti gli

basciatori, di che fo avvertenza.

amhaSpail

camera apostolica fuori di poi la del Popolo nella Villa di Papa Giulio III, a complimentare siiaEccellenza l'ambasciatore a

da

soleva cingerla

il

Papa ovvero
^tes^o,
il

fra-

nome

de'Ioro signori, e indi corteg-

lello

o nipote del
gli
i,

P;ip;i

od altro

giarla nella sua forniate entrata in
11

Roma.

princiue, e
vallt'Sigiei

Speroni
il

ca[)ilano

o

ca])ilai)o
i

i\eCadella guardia

cardinal Pallavicino segietario di sialo

gli
()
ili

uiandò

la

sua carrozza nobile tirala da

Svizzera, o secondo
e ciie
l'ani bascialore

Diaridi
i

mg/

Cas-

bizzarri cavalli, con entioii suo

maestro

sina, ap[)arteiieva ad aii»liedue

capilani,
la

camera,
il

co' soliti

lacchè

vagamente
del cardi-

maiulava innanzi

vestili,

quale nel detto palazzo com[)li-

spaila e gli speroni. Oltie di che l'amba-

nieiilò l'ambasciatore a

nome

sciatore veneto ricevea pure de' nubili e
sagri donativi
tori; e nella
-ilal

nale.

11

treno (piindi

si

apri da

due

balli-

come

gli

allri

ambascia-

slraila ventiti

con milordino "iallo trinalo

i.''

udienza veniva condotto

per tutte

le

cuciture, e camiciolino turchi-

Papa e

poi riportato al suo palazzo da

un cardinale
lUerìfarsi

concittadino.

A me sembra
il

ri[)orlare qui

riunito
c(j|la

com-

plesso di tante distinzioni,

descrizio-

no gallonato d'argento. Seguiv;ino quindi due postiglioni con milordino rosso gallonalo d'oro con tracolle di seta bleti ; due trombe con livrea di panno turchino
:

ne

de! pnbblico ingresso (he fece in nel

ma
ili

Ro1781 r aiubasciatore ordinario
repubblici
; 1'

trinata per tutte

le

cncilure con sue ale

alle spalle simili, e in
lo

della

nobilissin)a e pos'-ente

stemma

del Zulian;

mezzo della tromba due artisti, mani-

Venezia, cav. Girolamo Zulian

ii-

scalco e sellare in abito

compagno

cene-

dienza pubblica accordatagli da Pio Vf,
l'udienza di confido nel ir Sa,
la

rinfi;due coirieri della serenissima repubblica di Venezia riccamente vestiti;
valli

crea-

4

^-''*~

zione in cavaliere aureato, ch'eia l'unica decorazione equestre straniera che
la

da maneggio co'suoi valdiapponi di
di

panno turchino con punto

Spagna

di

sagace repubblica permetteva ricevere

ai

suoi rappi esentanti diplomatici, eTinvio

argento; 4 postiglioni con n)ilordiui gialli trinati per tutte le cuciture, e casacchiiio

de'consueli donativi poniificii. Tutto rica-

turchino con gallone d'argento, che con-

668,670,7460 748 de Diari di Roma di tale epoca. Tranne quanto
da'n.

vando

ducevano

i

detti cavalli

da manecisiio
di

;

il

capitano della piazza con abito

panno

riguarda
{e altre

il conferimento del cavalierato, cerenmnie erano comuni a si/Ialte

cenerino gallonalo d'oro
per tutte
le cuciture,

;

due guarda-

portoni in livrea di panno turchino trinala

solenni udienze degli ambasciatori

;

gli

con cafuiciola di

ambasciatori poi slraoidinaii d' Ubbidienza neir ingresso in Roma facevano
la

panno
lieri in

giallo gallonala d'argento,

con

Ira-

colle gialle rabescate

solenne Cavalcata. Avendo

il

Papa

d'argento; ^4 staflivrea da cam[)agua di [tanno si;

Pio VI accorciato nella
iian

domemca aomagGirolamo Zula

mile alla già detta

il

<lecano in abito di

gio 1781 al nobile veneto

ambasciatore ordinario della seiepubblico ingresso
le

panno cenerino tutto guainilo d'argento; 6 aiutanti di caoìera in abito di panno
color di marasca, tulli gallonali d'argento;
il

nissima repubblica di Venezia presso
santa Sede, di fare
il

in

maestro

di casa dell'ambasciatore,

Roma,

perciò verso

ore 20 e secondo

sopra. bizzarro e ben bardato cavallo, con

So
6 paggi
!a, lutti

udì
colse
la l'a

udì
mi
e
)f»

al)itonno(li ponilo verde gfillonaln d'oro;
coiiabili
(iircliiiii

«sciatore

(die bnciò
dal

11

pìrdo e

ecnniicioln gial-

mano

fu

ammesso

l*apa all'ainil

gallonali d'argeiilo. Indi \eiiiva

plesso, fitiindi in ginoccliio fece

compiiporre

la nobile carrozza del cardinal Palla vici-

mento;

il

Papa

lo fece indi alzare e

no circondala a'Iati da 4 lacchè dell' ambascialore vagamente e riccamente vestiti, con berrettoni collo stemma de'Zulian
d'argenlo, e da
altri 4tlel

a sedere stdlo sgabello

porpoiato [)nre
sedevano,
il

riccamente

vestiti.

In

es-ia

portatoda un cameriere segreto: rpieste ommissioni del Diario di Roma sono intrinseche e perciò vi supplisco, anzi noterò che il ceremoniale era comune agli altri ambasciache non a veano cardinali naerano accompagnati da'cardinali Prottltori) con atti parziali di paterno
lori, e quelli

cardinal Carlo Rezzonico nnzionalejl'am-

basciatoreZulian,mg/Flangini uditore
rote,
ili."

di

zionali,

mg/ Carrara
veneziano e
il

segretario del concilio,
2."

il

bergamasco, perciò
di

amore, avendolo trattenuto con
benignità per qualche
Indi l'ambasciatore
si

somma

nazionali, e

maestro
a

nai segretario di stalo.
cjuesta

camera del cardiImmediatamente a
le

tempo

in discorso,

portò (col cardinal
la

muta

6 succedevano a vicenda

Rezzonico, dopo aver questi deposto
mozzetfa,
la

mute, cioè quella del cardinal Rez70nico con entro il segretario regio della
altre

manleiletta e
il

il

rocchetto,

ed invece assunto
visitar
il

ferraiolone rosso) a

icpnbblica, ed

i

maestri di camera del

cardinal Pallavicino, dal quale

caidinale e dell'ambasciatore. Inappresso

\enivano altre 3 mute dell'ambasciatore con nobili finimenti e con 3 vaghe stufiglie, avendovi preso luogo la sua corte nobile,

con molla gentilezza e allabiQuindi il cardinal Rezzonico ricondusse nella propria carrozza, con torcie
fu ricevuto
lità.

accese portale dagli staffieri d'entrambi,

con cocchieri
ed
i

colla livrea simile agli
vestiti
i

l'ambasciatore al suo palazzo, ove fa rice-

staffieri,

cavalcanti

simili ai
cavalli

vutonel cortileal suono
rosi

di

trombe

e

tam-

postiglioni,

che conducevano

da

buri, e nella vasta sala con quello di

numepresen-

n"ianeggio collo

slemma d'argento de'Zu-

strumenti. Nella sera

il

maestro di casa
gli

lian al braccio, e cappelli gallonati d'ar-

de'ss.Palazzi apostolici Frattini
lo a

gento con piume. La carrozza del principe

nome

del

Papa

il

solito regalo di

3o

Kezzonicosenatore
•viaggio dell'
valli,

di

Roma
il

con vari gena

portate di commestibili, e l'ambasciatore
gli

tilnomini nazionali, ed

carrozzino da

donò un orologio d'oro
le

di particolare

ambasciatore tirato

4

ca-

lavoro, olire
ri;

consuete nìanciea'portatoPallavicino. Ne'

ed un calesse con postiglioni simili

altro orologio d'oro regalò al maestro

a'nominati,e 3 carriaggi con copertoni di

di

camera

del cardinal

stemmi de' Zulian. in mezzo a numeroso popolo e nobiltà, pervenne l'ambasciatore al palazzo veneto di s.
scarlatto e

seguenti due giorni di lunedi e martedì,

l'ambasciatore ricevè

le visite

dette di ca-

lore, dalla prelatura e nobiltà. Otlogior*
ni

I\Iarco,ed

ivi

smontato, intanto che dal
si
il

dopo Pio VI avendo accordato all'amla
."
i

cardinal Rezzonico

dimetteva

l'

abilo

basciatore Zulian

udienza pidjbliea,

viatorio (assumendo

cardinalizio), fu-

questi per Icore pomeridiane di

domeniinvilo a*

rono dispensati nell'anticamere copiosi e
squisiti rinfreschi a lutto
il

ca

27 maggio

fece precorrere

1'

corteggio; e

cardinali, ambasciatori, ministri regi, prelati,

dopo

ciò

il

cardinal prese in carrozza sen-

principi e altra nobiltà, ad eiretto di

za fiocchi l'ambasciatore, e unitamente
col seguito delle loro carrozze e famigliari
si

mandarle

loro carrozze co' propri genti-

hiomini pel nobile corteggio, come segui
verso l'ore 21 in grandissioio numero. In-

condussero
il

al

Valicano all'udienza del

ra[)a,

(piale (era vestilo di rocchetto e

nanzi

l'

ambasciatore

di partire (eoe di-

niozzelta, e ricevè

prima

il

cardinale) ac-

spensare nelle vaste aiUicauiere del paiaz-

1

udì
rx) (li
s.

udì
camera
dcll'amliasciatore.

8

IMarco grandioso e riì)honclnnfe
eli

Con

si

nobile
la
la

rinfresco

più sorte

di gcln-'i. Indi

col

treno e accotnpagnamento, sempre tra

suo ricco e nobile treno delle mute s'avviò verso il suddetto palazzo apostolico,

moltitudine del popolo per goderne

bellissima comparsa, oltre della nobiltà

preceduto dall'ombrellino co'fiocclii d'oro e da una bellissima berlina diFrancia di ollimo gusto per vanguardia, oveeravi il
solo gran cuscino.

che ne fu spettatrice
zi

a'

balconi de' pnl;iz

e dalle

proprie carrozze, giunto l'amal

basciatore

Vaticano, venne introdotto

Seguivano 24

slallleri

con ricca livrea

di scarlatto rosso

guarnita

in tutte lecucitnre

d'un vagogallone d'arfiori a vari colori,

gento intersiatodi miciola con fondo

e ca-

di seta gialla

con no-

diPioVf, unitamente al segretario regio, accolto con atti di parziale paterno amore, e dopo di esservisi trattenuto per qualche spazio di tempo, passò alla visita del cai-dicolle solite formalità all'udienza

bile gnarnizionecorrispondente in tnttoal

ual Pallavicino segretario di stato, rice-

giustacuore. Succedeva una
Slufifflia

vaghissima

vuto con
la stessa

gentili

maniere. Finalmente col-

tersi

nobilmente ricamata d'oro con cristalli, con gran f|iiantilà di medipinta a varie figure dal
Desiderati.
fa-

nobile comparsa fece ritorno al
l'

palazzo di sua abitazione, con

accom-

talli dorati e

pagnamento
di strumenti
di

delle torcie per essersi f.itto

moso palermitano
eravi ini
."

Fn questa
in

sera, ricevuto, comenell'uscire, col

luogo l'ambasciatore

abito
for-

nero ambasciatorio tutto riccamente

suono tamburi ; e quincortesemente ringraziò 5 prelati che
da
fiato e
i

nito di merletti, con 5 prelati che furono

l'aveano favorito nella sua carrozza. Nel
1 782 avendo la lepubblica di Venezia richiamato l'ambasciatore Zulian, egli domandò e ottenne da Pio VI l'udienza di congedo, dopo la predica quaresimale. A. tenore degl'inviti da lui fatti pel corteg-

Mattei arcivescovo di Colossi, Volpi arci-

vescovo di Neocesarea, Galletti vescovo
di Cirene,Flangini uditore di rota veneto,

e Carrara segretario del concilio. A'
di
essa, oltre
il

lati

decano e sotto decano , marciavano 6 paggi a piedi con vago abito di raso violetto guarnito a punto di Spagna d'argento a diversi colori, con camiciola corrispondente. Li guardaportoni colle loro ricche tracolle, e

gio, nella

mattina

di mercoled'i

20
s.

feb-

braio

si

adunarono

nel palazzo di

Mar-

co! gentiluomini de'cardinali, ambasciatori, ministri regi, prelati e altra

prima-

4

volanti

ria nobiltà, andati colle carrozze de' ri-

bizzarramente
ciolini

vestiti di

scarlattocon gal-

spettivi
i

padroni per l'accompagnamento,

lone eguale a quello della livrea e eanii-

quali furono serviti d'abbondante rin-

compagni, suoi cotolini di seta con gran fiocchi d'argento alle bende, e berrettoni collo

fresco adatto al digiuno della corrente

quaresima. Indi
nella

l'

ambasciatore ascese
di Cire-

stemma

de'Zulian. Succedeabito nero da

muta

nobile, e con esso presero luo-

va indi

il

cavallerizzo in

go

i

monsignori Galletti vescovo

città sopra nobilecavallo

riccamente bar-

ne, Flangini uditore di rota^ e Carrara
segretariodel concilio, pi ecedulodal

dato. Venivano poi altre

due

nobili car-

men-

rozze, quasi simili alla precedente e per
la

tovato corteggio e seguito da altre due

ricchezza de' ricami e per l'ottime pitla

ture e per

copiosità de'metalli, tirate

da

6

belli cavalli frigioni, nelle
il

quali

vi

pre-

sero luogo

segretario regio della re-

pubblica,

nobili nazionali;

di camera e diversi succedendo a questealtre 8 carrozze a coda a due cavalli, per seril

maestro

mute, oltre di quella di vanguardia, e da 8 carrozze a coda con paggi a piedi e numerosa servitù in livrea di gala. Giunto al Vaticano, fu ricevuto dal Papa all'udienza di congedo con atti di singolare paterno amore,e in tale occasione Pio VI si degnò ammettere al bacio del piede il
Zuccati segretario regio,
al

vizio della corte nobile e degli aiutanti di
VOI,. T.XXXII.

quale regalò

6

82
lina

L D
prcziosn cnjona

I

UD
in

I

legnt.i

oro, con
iii-

me
od

del
il

Papa

la

spada al!'ambn<;piatore3

medeTgiia simile nriiccliila di mnlle
diili^ciize,

cav. .Tndoco Pfyrierd'Allisliofen ca-

e paiimenliomfniseal hncio del
la

pitano della guardia svizzera, che egual-

piede hilta
di

Ihmiglia nobile «lell'ainagli
aiiilanli

l>asciatore incln^ivamenle

mente fu destinalo dal Papa per porre al medesimo gli s[)eroni «l'firo. Trovandosi
ailonque unito
il

camera

;

e eiò ferminalo

alla sua residen7a.

un vero alteslato

fl-ce rifoi no Videndo Pio VI daie del suo paterno amore

detto nobilissimo con-

sesso, ed essendo

anco presente tutta

la

corte nobile pontilìcia, tanto quella che

airand)ascialore venetoGirolanio Znlian,

compone

la

catuera segreta, quanto
tulli

i

ca-

,

determinò dicrearlo cavaliere aurealo, e per tale funzione deslinn la domenica mattina de'24 febbraio, dopo aver assistito alla cappella papale. Ver cui l'ambasciatore, previa la dispensa
di

appositamente in« tiuiati, Pio VI seguendo il rito prescritto nel pontificale rouìano (che riportai nei
articoli), sostenendo il libro nig."^ Marcncci patriarca di Costantinopoli, e la candela mg.' Beni vescovo di Cnrpcntrascitiiti

merieri d'onore,

1

lauto

rinfresco nel suo palazzo a' prelati e nobiltà veneta, ivi recalisi
in

per cortegginrio,
sua refiocliet-

so,

abito senatoiio nero, solilo usarsi neludienze, parli
d;illa

le pidibliclie

assistenti al soglio, creò cavaaurealo l'ambasciatore Znlian, ponendogli colle consuete ceremonie, dopo
liere
la

ambo

sidenza col treno nobile detto di

Sj)ada dal

Papa benedetta,

la

ricca col-

(consisteva ordinariamente
i

ili

(^carroz.*
1
i

lana tl'oro, dalla quale pendeva sul petto
la

ze,

cui cavalli ìiveano, rpielli flella

nìedaglia pur d'oro, in cui era espressa
ilei

ilocchi d'oro, quelli della

2/

di seta color

l'edigie

Salvatore
il

in atto di

portar

la

d'oro,

fpielli

della

3.'^

di seta e oro, quelli

croce, e nel rovescio
.(io

ritratto dello sfesletta la

della 4- c-^- di seta neia.le alt re senza fioc-

Pio VI. Finalmente dopo
gli

con-

chi) e con

numerosa
1

sei vitii.

avendo preso
i

sueta formola,
ni.

furono posti

gli Sjiero-

luogo nella ."carrozza coH'anibasciatore
delti pielali

Adempiutosi

a tutte le solite

ceremogra-

Flangini e Carrara, e nelle
di seguito l'altra nobiltà

nie, l'ambasciatore resedistintissime
zie al

allre

6 carrozze

nazionaleelesuecappenere.Giunto l'ambasciatore nel palazzo Valicano, colle so
lite

formalità fu inconlialo e trallenuto

dal mae^tro di
I

camera mg.' Doria

nella

onore ricevuto, e gli baciò ss. piedi. Il Papa deposta la stola preziosa, per mezzo del cardinal Orsini, si ritirò nellesiie camere. Indi 1' auìbascialoie rese le dovute grazie a'cardinali
1'
i

Papa per

."anticamera. Indi da dixe maestri dicepontifìcie a suo

che l'aveano onorato colla loro presenza,
così
col contestabile

lemonie

tempo

fu introsi

Colonna e

col cav.

dotto nella sala del concistoro, dove

trovavano
vicario

i

caidinali Albani decano del

sagro collegio, Cailo Rezzonico, Colonna
,

passando nel contiguo appartamento, depose tutte le dette insegne, accompagnalo da mg.' maestro di
Pfyffer; indi

Pallavicino segretario di stalo,
dei

Girand pro-uditore. Conti segretaiio
zonico e Altieri,
lellelta e
tulli in
i

brevi, Borghese, Orsini, Gio. IJatlisla Piez-

camera. Poscia nel medesiuio modo con cui era venuto, si restituì al palazzo delcomplila sua repubblica, dove ricevè
i

rocchetto,

man-

mozzelta,

quali e

come

palati-

menti de' prelati e nobiltà che l'aveano favorito, tra il snono giulivo delle trombe e de' tand)uri, de' cavalleggieii, delle corazze, del popolo romano e della soldatesca, tutti regalando di generose
eie. Nell'istessa

ni e

come

nazittnali o ascritti alla nobil-

tà veneta, fiu'ono fatti

intimare con par-

schedule dal Papa; ed a tal funzione furono pure presenti d. Fili|)po Coticolari

man-

mattina

lonna gran contestalnle e principe

assi-

Dini prefetto delle
l'

Papa per mg.' ceremonie mandò alil

steuteal soglio, prescelto a cingere in no-

arid>nsciatore la collana d' oro dentro

e

udì
iiohile custodia col
il

udì
devano
eh.
I

83

pielalo ricevè in
I

diploma pontificio, regalo una bellissima
donativi che
i

blicocol PLtcito e ne' Coiicisloriff.) rengiuNtÌ7.ia

con una paternità del

mostra d'oro.
solevano fare
presentali

soliti

Papi

tultopntriarcale.sollecitae alI'ettuosa.Col
llurter celebrai Innocenzo IH del 198, per quanto indefessamente si ap plicava agli affari, e nelle udienze tanto

agli

ambasciatori in occa-

sione deli' udienza di congedo, furono
al cav. Zulian da mg/ Avogadro segietario d' ambasciata, quali consisterono, in un quadro tessuto in ai

nc'quotidinni concistori,
re attentamente in

i

quali 3 volte la
in udi-

sctlimana erano pubblici, quatito

razzo rappresentante

s.

Pietro apostolo

particolare udienza

con vaga cornice con cristallo, in un corpo di s. l'io martire, e in due grandi bacili

ò' Jgmis Dei.

L'ambasciatore regalò

un orologio d'oro al prelato, e generose mancie a'portatori. Altre solenni udienze de'Papi sono quelle nelle quali danno bastone della dignità al Fice-Cameril Ifìgo, lo sccllro d'avorio al Senatore dì

chiunque a lui ricorreva, quindi con espoche altre parole. Recata iu concistoro una causa, le parti, che per lo più frovavansi presenti, aveano piena facoltà
so dirò
<li

dire, in

dimanda

e in replica, tultociò
il

che meglio slimassero a stabilire
zio

pun

lo della questione; poiché nessun giudi

dovea pronunziarsi,

se

Roma,

il

rocchetto, la luautelletta e
s.

la

turo esame, e molto
narsi alcuno senza
to, fosse te

meno

non dopo ma poi condan-

croce al Conimeiidaloredi

Spirito yF.).
di

Come
za
pi,
gli
i

i

cardinali in

tempo

Sede vaall'

cnnte e di Conclave, ricevono
prelati e gli altri,

udien-

prima essere ascoltaanco per col[)a d'apostasia. Udiindi le patti, Imiocenzo III ritiravasi,
si

ambasciatori e ministri de' princi-

per solito, con alcuni cardinali in una
stanza vicina, dove di nuovo

premessa

la

tri-

esaminapar
in-

plice genuflessione, lo dichiarai in
gli articoli.

que-

vano, e diligentemenle,
ta
ti

le

carie, e talvol

era chiamata

l'utiit

o

l'altra delle

Nelle biografie de' Papi ragionai dell'udienze da loro date, con modi affabili,

a poi'gere schiarimenti,

ammonita

nanzi dal
rità; poi

Papa

a

non

discoslarsi dalla ve-

paterni e amorevoli; qui però riunisco
,

tornava nella sala d'udienza, e

olciuie generiche erudizioni
ulteriori

con alcune
narrate.

assiso in trono co'cardinali allato, in

mez-

nozioni relative alle

zo a profondo silenzio

L'annalista Rinaldi all'anno 65o, parlan-

premesse le necessarie spiegazioni, concedeva agli avvo,

do

di

Papa

s.

Martino

I,

osserva eh' era

cati di

espor di bel nuovo
il

le

ragioni di
la

venendo a Roma alcun forasliere, non domandasse, aTanti ogni altra cosa, l'udienza del Papa per fargli profonda riverenza e l' omaggio della sua ubbidienza filiale. Nel voi. LXnf,p.ic)i, raccontai che nel iG'Z Enrico II re d'Inghilterra visitò in Bobbio Papa Alessandro HI; si fece cadere
stimato eccesso grande,
se
i

diritto;

che talvolta, secondo
la
,

gravi-

tà de'casi, richiedeva parecchi giorni. Fi-

nalmente quando
bastanza chiarita
dinale, o

causa

gli

pareva ab-

essa era confidata al

giudizio di 3 ecclesiastici, fia'quali

un caranche due secondo l'importanla
la

za della questione, e la sentenza loro ve-

niva indi sottomessa per
e approvazione.

sua sanzione
ventilazione

a' suoi piedi,

li

baciò, otTrl ricchi doni e

Durante

fu ricevuto al

bacio del volto. Rifiutò

della causa,

quindi

di

sedere nel faldistorio prepara-

togli, e volle

umilmente sedere co'baroi

ni suoi in terra intorno a'piedi del Papa,

Innocenzo III chiamava anche spesso nel suo studio quella delle due parti che per la probità sua o pel suo disinteresse gl'inspirava maggior fiducia, e

liuianzi che fossero stabiliti


zìe

Roma
{f
.),

e le
i

Tribunali Congregazioni cardinaliPapi supremi gmdici in pub-

dole

ragionava benignamente con lei, mostrancome gli stesse a cuore l'affare suo, e
facendosi porgere schiarimenti su tultociò

84

L Df
non
gli

UDI
paresse a suf-

clie nelle relazioni

cadi loro
ra.

ricl

ficienza spiegnlo, e informandosi di tul!e
le circostanze di

Sebbene il

popoìo.Y.^\ quindi dicMvivolgo è sciocco, e spesso per

faUo e

di diritto, racco-

mandatole innanzi soprattutto
cera.
la

d'esser sin-

ignoranza o malignità sente e parla sinistramente de' piincipi, quali però non
i

Con
le

pari bonlà prestava ascolto al-

povera vedova the non sapea pure eproprie ragioni, sempre in tutte

devono curarsi delle vane dicerie, che senza fondamento si spargono fra la plebe; ad
ogni

spor

modo perchè
si

pare che

la

verità (dif,

tjuesle udienze e colloqui

adoperandosi

fìcilmente tiovasi fra tre persone
fra

forse

percondurre
to.

i

litiganti a

un componimense

nove

rinviene) e

la

sincerità sia e-

Quando

poi la cosa era ridotta in ter-

sclusa dalle Corti (/^.), dalla fìnta e bu-

mine

cli'altro

non rimaneva
il

non

il

suo

giarda adulazione, dalla bassa invidia e
dalla vile gelosia dell'alimi virtù, è
to lodevole co^a che
li

giudizio, egli

pronunziava ogni volta

mal-

con quella profonda cognizione del dirittocanonico nel quale superò (crede l'Hurter) tutti
i

principi e gran si-

gnori siano

solleciti di

sapere

in

qual consi

predecessori e successori suoi,
della giustizia die destava-

siderazione sieno fia'suddili.e che cosa
dica delle loro azioni e governo, e
cilità

e con quell'acumee rettitudine di coscienza e

la fa-

amore

no

la

universale ammirazione.

Dopo

il

suo modesto desinare e dopo breve sonro, ascoltava chi avesse ottenuto udienza

d'accordare l'udienza può essere uà buon mezzo, usato sagacemente. Il cardinal s. Pier Damiani racconta che Ober-

da
ri

lui.

Innocenzo VII del i4o4perilo nelpraticissimo negli affa-

la scienza legale e

della

s.

Sede, di maniere dolci e afla-

Toscana andava talvolta un solo de'suoi, ponendosi a ragionare co'conladini e pastori sul governo del marchese biasimanto

marchese

di

solo e sconosciuto o con

bilì,fu

suetudine, per
afirtitli,

anche commendato per la sua manla pietà che usava verso gli
per
la

dolo. Invece udiva rispondersi, essere
se tali inipulazioni,
ri,

fal-

come padre de'pove-

prontezza e pazienza nel dale

re l'udienze a chiunque

richiedeva, e

diti,

governante giusto e benedetto da'siidquali facevano voti a Dio per la sua
i

pel desiderio di far bene a tulli.

Eugenio

lunga

vita. In

questo interrogare
,

il

mar-

IV del 143
la

manlenitore della pace edelgiustizia pronto in ogni occasione al
I ,

chese imitava Cristo

che per
i

ammae-

soccorso cWPoi'Cì-i, ebbe
sere l'unico

la

gloria di es-

Papa

a cui ricorsero

due im-

stramento de'grandi interrogò suoi discepoli, che gli dicessero che opinione di tuttoché come Dio lui fosse nel popolo
,

peratori greco e latino, Giovanni Ilio

IV
in

Paleologo
lo

e

Federico

III,

per riconoscer-

non gli fossero nascosti pensieri non che le parole e la fama che
i

di lutti,

di lui

si

padre e pastore universale.
il

Come

spargeva. Esopo, che sotto
favole insegnò molto bene
rale, finge

la

scorza delle

Ferrara

Papa
III

fece incontrare e riceil

la filosofìa

mo-

ve Giovanni

o IV,

patriarca di Co-

che andasse una volta INIercu-

stantinopoli e altri greci, quali
resero, ecom'essi ed
i

omaggi
nel

gli

rio sconosciuto in

forma umana

nelhi botil

latini

sederono nel
voi.

tega d'

uno

scultore, e

domandò

prez-

concilio generale

,

lo

riportai
I

zo di diverse statue di numi.
la

Vedendo poi
fosse la

XX
cosa

I

V,

p.

98

e 99.

Eugenio
essi

V tra'pochi

propria, disse allo statuario quanto vo-

suoi fan)igliari,i dottili voleva seco allor-

lesse,

credendo che maggiore ne

ché cenava, per sapere da
si

liberamente

pretensione,

come esprimente

il

nume che

diceva del suo governo, per correg-

reca l'ambasciate degli Dei ed è patrono

giustamente censuralo. Il p. Menochio nelle Sluorc scrisse nella centugersi se

2 il cnp. 8: Che li principi dovercihero procurare di sapere che cosa si diria
1
I

ma si trovò ingannalo perchè risjìose l'artefice: Se tu comprerai alcuna dì queste altie, che qui vedi, ijucsta di Mercurio le la darò in dono, perchè
de'traflìcanti;

UD
oon ne
p.
fii

I

UD
stizia e l'equità.

I

85

grande stima. Soggiunge il Menocliio, non dubitare, che se alcudomandassero di se in che concetto sofaccio

L'eloquente e profondo

erudito Pio

no presso le genti, e fosse loro detta sinceramente la verità, non fossero per ndir cose, che sgouibrasse dalla mente loro la grande persuasione e opinione che hanno di se, di essere cioè grandi uomini. Sarà dunque buon consiglio, che chi vuole aver notizia non solo del sentimento della
ri di

11 del i^'iS, era facile nel dare udienza ancorché maialo, parco nelle parole, di gioconda e faceta conversazio-

ne,
le a

nemico

de'falsari e de'delatori. Faci-

perdonare le ingiurie, non riprese mai chi di luì sparlava volendo che in una
,

città libera tutti

fossero liberi a parlare.

plebe o voglia conoscere se slesso, procusaper quello che si dicedi se couiuneniente, nascondendosi

Gli successe il magnanimo Paolo II, che avendo inteso l'imprecazione d'un norcino, il qualegiuocando a palla, nel man-

darla fortemente per aria avea detto:
poless' io

Oh

come quel famodella tavola

so pittore (Apelle),
se dipinta
,

dopo
la

da
op-

Paolo II rise del temerario giuocalore, ed altre prove die
così
!

mandar

per udire

franca sentenza
le

d'animo

solFerenle. Egli

dopo
la

la

sua ele-

degli accorrenti a mirarla, per farci

zione seguì l'uso di vegliar

notte pran-

portune mende. Le persone grandi di statura non si ponno facilmente nascondere
fra la moltitudine, senza esser

zando

a ora di vespero (e spesso co'car-

dinali, ambasciatori, prelati edotti), e ce-

vedute e

nando poco prima

dell'aIba,oiid'èche dif-

notate,

come ponno

far quelli

che o so-

no

pìccoli di

diocrità: così

corpo o non eccedono la meli gran personaggi, come so-

no li principi, tanto spiccano sugli altri, che ciascuno del popolo vede e osserva loro andamenti e costumi, e loda o riprova quello che merita commendaziotie o biasimo. Gli uomini di mediocre condizione hanno a far molto perchè sia conoi

Hcilmente sentiva alcuno all'udienza prima di notte. Facile al pianto, procurava colle lagrime ottener ciò che non poteva persuadere colle sue ragioni. S' indusse con ripugnanza a creare cardinale Balve
(/'.),

perchè l'ambasciatore francese nel

discolparlo dalle imputazioni di cui era

gravato, scaltramente narrò al Papa aver
egli inleso dire

che Paolo

sciuto

il

loro valore e

la

loro virtù

,

co-

teva all'udienza, o

II non ammetalmeno non senza gra-

m'anco non sono osservali li loro vizi; ma non è così de'grandi,de'quali facilmente sì notano le viriti e lì vizi, e molto o in bene o in male se ne ragiona. Nicolò V deli447j 1» cui memoria sarà in eterna
benedizione
,

vissima dillicoltà, e che mostravasi oltreraodo ritroso nell'ascoltar le suppliche dei ricorrenti, imposture tutte inventate dalla

malignila e smentile dal fatto. Quin-

di soggiunse,

che non era

possibile,

che uà

per

la

congiura

di

Stefano

Porcari, mentre sino allora avea benefi-

cato
altri

i

romani, dipoi

si

portò con

riserva e più cauto; e se

essi con prima più degli

s. Sede e lanlo divoto al Papa, gli proponesse un soggetto indegno per la cardinali-

re

come

Luigi XI, così addetto alla

zia dignità; e in tal
ti

Papi
rese

si

faceva vedere per

Roma,

ra-

spiriti,

modo Paolo II d'alrimase circonvenuto e ingannainsignito Borso d'Este II

re volte lo fece poscia,

non che più tarsuccessore Calisto

lo dalle astuzie diplomatiche.

do

si

con

tutti e

più diificde nell'am11

Paolo

II

ineltere all'uilienza.
111, ad

chese di

Ferrara

,

Per aver mardel titolo di duca

onta della sua grave età, facilmente

nella pubblica udienza del concistoro,

dava udienza a chi la richiedeva, in cui figurava la sua mirabile proi>tezza,uoQ lasciando mai partire alcuno dalla sua presenza sconlenlo,se ciò che

fu coniata la medaglia, pubblicata e illustrata dal p. ^Quanvix,
tìficuìii,
l.
I
,

Namismata Pohsi

nella quale

vede

il

Pa-

domandava era
la

pa sedente

in
il

trono con Borso prostralo
piede,cou l'iscrizioue: Au--

oueslo e giusto, risj^)Ieudendo in lui

giu-

che

gli

bacia

86
nieiilale
le

V D

1

U D
.lA/.r.

I

ditnlia Piihlka Poi//.

A vendo ;iune'concisfo

pierogalive Òl Cardinali, e
alti

coucesso loro bandii più
ji e nelle

buon'ora senza ser* virsi d'alcun famigliare, e dopo la messa cominciava nell'udienze la spedizione dedi
gli affari

Marcello ll,alzavasi

cappelle,

si

balte una medaglia,

co'suoi ministri,
i

iiidi

dopo pran-

parimenti riportata
ttanni, cspiinienle
il

e illustrata dal p. Bo-

zo sentiva

cardinali,

gli

ambasciatori e

concistoro [inbblico
i

quanti

altri

ne domandavano l'udienza.

col

Papa

sul soglio e

cardinali nell'ele:

vato

stallr>,con l'epigrafe

Saci-iuii publi-

riini y/nostolicii/ìì Consisloriit/n

Paidits

f encliis
il

PP.

II. Altra

metlaglia presso

p.

TJonanni

in concistoro

oratori di

rappresenta Paolo II clic dà T udienza pulìblica agli Rodi prostrali, o meglio al defratello

Leggeva ponderatamente le lettere, e prendeva volentieri consiglio dagl'istruiti e da'probi. Le belle speranze su di lui concepite restarono spente con 22 giorni di pontificalo. Degnamente gli successe Paolo IV, d'animo grande, di severe virtù e integerrimo vendicatore de' vizi.
tuì la
Isti-

spola

Tomnìaso Paleologo

del-

(rjngregazione del terrore degli
di lionia,
la

l'ultimo imperatore greco e suoi
spilati

figli,

o

iifJJzidli

quale

in

un giorno

generosamente in Roma fino da Pio 11. Come Innocenzo Vili ricevè in
udienza pidjblica del concistoro
,

di ciascun

mese dovea

dai e udienza pub-

blica a tutti, sentirne le querele, ricever-

dopo
o Zi-

ne
zi

le

suppliche e prontamente provvede-

Y Ingresso solenne in fìo/na,
zim, fratello di Da jazet
ihia, e quali
II

Gem

re, senz'alfalto rispelli

sultano di T(a-gli fece,

largheggiati a'romani,

umani. Pe'beneflnobili formai
1

omaggi

esso

meglio

inqiiesl'arlitolu lo narrai. L'ottimo Inno-

cenzo VI 11, mansueto, dolce e a llabile, nel l'udienze o concedesse o negasse, niuno

da
gli
giii

lui

partiva dolente e mesto.

IS'eli

49'2

rono una compagnia per servirgli o per giorno di guardia particolarmente nel tempo dell'udienze, e da essi derivarono le Lande spezzate. Paolo IV punì il segretario de'memorialiOsio vescovo diRie,

successe Alessandro VI, che stabili o-

ti,

por

la

sua alterigia e maniere villnne

martedì per date udienza a tutti, sentendo egli stesso le querele e facendo giustivJa in
,

colle quali

dava udienza a'supplicanti, Beli

nevoloco'cardinali, spesso

sentiva e vo-

un modo pronto e ndiabile il the gli guadagnò l'amore del popolo. jMa dovendo partire da Roma colle milizie per reprimere ribelli commise la camera
i

lontieri ricevea a udienza, e tratteneva a

desinare. Lonfìgliazzi ministro di
1

Cosimo
il

in

Roma,

nell'udienza ricorse contro

,

nipote cardinal Caraf.i, soprintendente di
tutti gli altari,

sua e

il

palazzo apostolico a Lucrezia Rcir-

per

la

sua dispotica autole [lorte in fac-

gia sua figlia, pei duchessa di

Ferrara,
gli afTa-

rità, e pel' avergli

chiuse

ove
li,

ella indi die

udienza e trattò

cia

quando
IV che

si

recò a reclamare per l'im-

con autorità d'aprire

le lellere

a luì

posizioni poste sul clero di Toscana.
lo
la

Pao-

direlle,potendosi all'occorrenza consirliave col cardinal Costa portoghese e con altri.

già avea ricevuto denunzie sul-

condotta biasimevole del cardinale e
esiliò

Leone X, ch'ebbe

la

gloria di dare

il

degli altri suoi nipoti, eroicamente tulli

proprio

nome

al

suo secolo, era benigno

privò delle dignità ed

da Roma, ben-

nel licevereairudienzaepazienle nel sentir lutti quelli

che la braraavano.Perlasua

ché avanzalo nell'età d'83 anni avea bisogno degli aiuti òe parenti. Fu ])er questi che Paolo IV sostenne la deplorabile guerra della Campagna romana contn»

raccomandava al caidinal Pucci penitenziere, che non gli facesse concedere grazie da cui ne
integrità, spesso nell'udienze

riinpcralore Carlo

V

e Filippo

II

re di

ri<londasse pcntiinc nli,f.ebbenealcuiii

(;u;-

Spagna suo

figlio

,

che

descrissi nel voi.
il

ciarono

il

canlinale «Tessersi abusato dei
l'.ltviito al

LX V,
ro

p.

234
d'

e seg. Ivi narrai conie
di

fie-

suo lavore.

triregno neli5;j5

duca

Alba viceré

Wapoli, co-

udì
iiuiiiilaiile
cieli'

udì
Uopo
la

87
ivi e-

esercilo iieiuicu,

sulaiueule a loro dava udienza. Eil
laiio preseiili
liti
i

nace, licevulo a uiliciiza [)iiljblica
lo

ila l'ao-

giuilicì,

per essere
li

ile'uìc-

IV, sebitene avesse poc'anzi fallo

Ire-

delle caine infoi nialo; e se
li

liova-

inarellomaelo sialo jionlificioili costeinu/;ione, sebbene assuefatto da lungo lempò \,
alla familiare
il

va in Lillo con acri paiole

riinpiove-

lava e punivali seveiainenle.

Un

i^ionio

conversazione

di

Carlo

uientie ilava nilienza al T^-suricrc (A.y,

[)iù

formidabile e potente sovrano
eseicilato

Dio

gli

uianifeslò

la

strepitosa vittoria na-

d'Eiiropa, sebbene fin dagli anni giovanili si fosse

vale riportala da' cristiani contro

sempre

tra le

armi

dda

{f-'.).

TurAppena neh 372 divenne l*a,

c Ira gli orrori di

sanguino>e

battaglie,

pa Gregorio XIII

allineile

ciascuno

fa-

riondimeno avvenne
iiiolti

in lui l'accaduto

m

cilmeiite potesse licorrerea lniep,dcsargli
i

altii d'aili spirili.

Alla vista tlella

suoi aggravi e le sue necessità, stagioì

maestà ponlilìcia sbigottì, s'intese mancur l'animo e la voce, e provò tali sensa•/ioni di

bibun

no tlellaseltinianaper l'udiensi

za pubblica, nella quale egli

prestava

stupore, che non dubitò scriver-

con singolare pazienza; e dalla
partiva, se pi

(jufile

non
i

lo alla duclie>sa

moglie

,

confessando

di

ima non avea mandato
vi

ca-

giammai

avei provat(j tal fenomeno. IJai

tnerieri alla bu>sola [)er vedere se

fosse

Cloe ribaciògeuuflesso

piedi ,c!iiesepersi

10 altri che volessero l'udienza, poicliè soleva dire:

dooo, riprovò
Mio le
la
s.

il

mal

fitto,

dichiarò col

Che

llnahneiite

il

Pontefice non

lìglio e

servo ubbidienlissimo delil

è altro che un servo onorato. Questo gran

Sede e del l*apa;

quale

lo

abbrac-

Papa

si

mostrava nell'udienzesempresofgrave nel parlare, opportuno nel ed in ogni tempo benigno e
,

ciò, assolse e beiiedì

dilezione, indi lo

con somma pietà e trattò magnilicamenle
cai-

ferente nell'ascollare, giudizioso nel definire,

e onorò in più modi. Suiralibatlimenlo

rispondere

d'animo

tiel

valoroso duca d'Alba,

il

misericordioso.

Poneva

I9

sua gloria nel

dinal Pallavicino ueWa Storia del conci-

dispensar favori, e teneva perduto quel

Ho

(li

Trc/ilo

,

confutando

il

Soave che
fastosa di

giorno in cui non poteva crjrrispondere
alla

tutto allribiù alla grandezza

sua innata benelicenza. Gregorio XllI
il

Paolo IV,
rc
il

il

cuicos[)ello riem(n di stupo
piìi

ricevè a pubblica udienza

gran maefr.

coraggioso duca, l'altribuisce con

stro dell'ordine GcrosoUiiiiluiio

Gio-

ragione alia santissima dignità Papale,
53

vanni l'Evéque de

la

Cassiere, recatosi

da

Fu

ascosa forza di quello ch'è, e ches'a-

Malta
si

in

Roma

per giustificarsi da diversuccessore Si'>toV

dora nel Pontefice di divino, al quale niuna maestà umana s'agguaglia, e nessuna animosità umana resiste " (l Papa s. Pio
!

dissenzienti dell'ordinCjSecondochè uarIl

rai in qneirarlirolo.

nelle udienze era enfatico, maestoso ed e-

V

era dotato di

tal

tenace

guisa, che dopo lunghissimo
tiosceva

memoria in tempo ricolui

loquente; dava ancora

le

udienze pubbli•

che, per reiuleie giustizia a lutti impai
zialnieute.

qualunque persona da

una

sol

Avendo

proibito con pena di
dell'armi, a tal pena
i

\olta ricevuta in udienza; laonde nel 1."

Solo anno del suo pontificato
Ila

[)rese pie-

cognizione degli affari del suo stato e

di quelli degli altri.

Leggo

ael suo bio-

morte la delazione condannòRanuccio essergli caduta una mentre gli baciava

duca

di

Parma, per

pislolelta all'udienza
il

piede.

Con quale

grafo Catena, fitd del

Papa

Pio A,
le

p.

55, che avea tanta carila verso

pove-

blratagemnia evitò il supplizio, lo dissi nel voi. XV, p. 20 i. Di piìi ne' voi. XLVIII,
p.
li,

re persone, da lasciar»! spesso loro vedele perchè ne'ioro bisogni potessero libe-

i6t, e LXVII,
raccontai
di Parigi

p.

io5,e relativiartico-

come

Sisto

V per l'alfare del

lamente e coinodaineute ricorrere a lui. e desliuò uu giorno del mese nel quale

negò l'udienza al Pesauéainbascialoie d'Enrico IH redi i^/'a/i«

Nunzio

88
eia,
ce)

udì
a

U D

I

motivo

della lega callolica per

graziosa pronunzia sauese

,

e

il

parlare

quel regno tlue volte licenziò dairudienza rOlivaies ambasciatole di Filippo
re di Sjjagìia.
lo focoso,
li

latino purgalissirno, riusciva d'

ammiradi

zione a lutti

neir udienze. In queste co-

Siccome di lernperameiiquando rimproverava sembrai

nosceva perfettamente l'animo

chiun-

que che
di quelli

gli

si

presentava, e neh. "collole

va clic fulminasse. Nel

5f)

i

eletto Inno-

quio accortamente scopriva

macchine

cenzo IX

,

e concorrendo nelle
lui

prime

u-

dien/e diversi cardinali da
garlo, secondo
egli
si
il

per pre-

solilo, di (|ualche grazia,
,

ricusò a tutti di farla

protestan-

tramavano. Piicevea tulli con tanta umanità che senza olFendere la maestà del su[>reino suo grado, ognuno vedea che non dimenticava gli uffizi
che
le
,

dosi nulla

volere risolvere improvvisariflessione.

propri della

civilià.

La celebre regina

di

mente, uè senza matura

Poco

Svezia Cristina, benché piena

di spirito,

dopo infermatosi,
dine paterna,
^i

si

trovò obbligato a da-

re in letto le sue udienze con sollecitu-

morendo con due

soli

me-

d'animo elevato,pol!glolta esapiente, nella I. udienza ch'ebbe dal Papa, con elicilo non mai provato si smarrì alquanto
nelle parole premeditate. Alessandro VII,

ptiulifìcalo.ComeClemente Vili accolse in solenne udienza gli ambasciatori
di
tlel

senza far mostra d'accorgersene, con graziosa cortesia l'interruppe e rinfrancò nel
dire.
Il

sjfidi Persia, lo dissi nel voi. Lll, p.
11

120.
la

p.

Bonanni riprodusse

illustrata

cardinal Pallavicino nella Descri-

medaglia coniata per celebrare la riu\i\o\\itL\it RiiU'ìii (f\) iiWa chiesa cattolica. In est.a si vedono espressi genuflessi, ricevuti in pubblica udienza nel concistoro,

zione del contagio die

da Napoli

si

co~

innnico a

Roma nel i656,

celebrala di-

ligenza, l'accortezza, la capacità, l'integrilà e la carità del

genovese Gastaldi, poi
<juel

con

l'epigrafe: lìuthenis Ecccpli.s.Vuo-

cardinale, da Alessandro VII preposto per
sollievo di

lo

V

si

fece aiimiirare

anche

fin dalle u-

Roma, all'inlienamentodi
11

dieuze dateappena eletto, poichèsi asten-

travaglioso e spaventoso infortunio.
staldi

Ga-

ne

nel bollore delle felicitazioni dal dispen-

ne'primi giorni del pontificato chiela

sar favori, dicendo che troppo facile era
in quel

dendo
che

[ìrelatura,

avea scontralo qual-

tempo

il

chiedere e

il

concedere
all'abile

dilllcoltà pel

notabile diletto d'
egli s'era

uu

disavvedutamente.Nelle successi ve udiente

occhio perduto, ed
ito a baciargli

ingegnalo di

comparve sempre oltremodo

iiottriirlu alla vista del
il

Papa, quando era
volto fisso iu

e facile con tutti;

ma

grave all'occasioue,
questi ne fu vit-

piede, lenendo sotto spe-

pe'giusli riniproveri fatti nell'udienza al

cie di riverenza

sempre

il

cardinal Orazio

lìJafJ'ri,

terra, sicché Alessandro
tuto,

VII non avea po-

tima, per avergli ótUo: pocnilcl
ie liuinineìii, essendo stato

me feciscreato

come

s'era proposto, scorgere

quan-

da

lui

ta fosse

per verità quella bruttezza,

ma

Paolo V il cardinal Tonti ^ nel partire da Roma domandò con grande istanza d'essere ricevulu all'udienza, ma il Papa gli fece dicardinale.

Caduto

in disgrazia di

suspicando, e piacentlogli untale scaltro
e innocente artifizio, e per altro soddisfallo del

suo parlare ed informalo del suo

sapere, avevalo annoveralo nella segnatura, eijuivi uditolo poi con approvazione. Indi appoggiatogli quell'importaulis-

re:

Che

alla valle

ili

Ciosafatsi sarebbe-

ro riveduti. ISeli
Icshandro \
lm;j e
11,

655 divenuto Papa A-

apri l'udienze ogni giorno,

simo

e

nodosissimo ministero, sperimen-

nelle quali im[)iegava
ti

607 ore

fra la

matl'u-

tò con pidjblico giovamento,

come

talu-

dopo pranzo, assegnando per
la

dienza pubblica
baibu e

mattina della dome-

nica, COMIC giuino piìi
u'

comodo

al [)opolo la

no vede più con uu occhio, che altri eoa due; e che gli uomini, a guisa de' hulli, non ben si sliinano dal colore. Siccome nelle
Pet-Ulenzc
il

poveri.

La

iua eloquenza e

sospcudouo

le

udienze,

in

U D

I

udì
si

89
nella

queir ai lioolo notai come

regolò Ales-

Hn'i

con dichiarare

il

Papa
i

nuova ga-

suikIio vii, olire altri Papi; e <|uaiito alle Iteiieiuereuze e virtù d'Alessantlro

bella
presi,
p.

non

esservi esso e

cardinali

com-

VII,

come

e meglio narrai nel voi.
11

XX,

per tale grave ilisa^tro, riparlai nel voi.

LIX,

p.

34.

Il

successore Cleuienle IX,cli
rettisititna giustizia,
il

mirabile pietà e di

eoa
sa-

Conanni descrisse e pubblicò due medaglie d'Innocenzo XI, fatte coniare pel ricevimento in udienza

ibo

e altrove.

p.

singolare edidcazioue amministrava
granieiito della penitenza in

pubblica degli ambasciatori del rediSiata
e del

nale della basilica

uu confessioVaticana che subito
,

Tuukino, che

si

vedono genuflessi a

piedi del suo trono, con l'epigrafi: Veni-

dopo

la

sua coronazione

si

fece destinare.

Come

ciò procedeva, e di altri
il

Papi che
n)inistero

esercitarono [ìubblìcamente

del Coiiji'xsorc, in (juesto articolo lo dichiarai,
te

comedi Clemente Vili, Clemen-

opera Domini. Laonde neltomba del Papa si legge: Idolatria/Il in Siami et Tunchi' ni Legatia prevoliitain ad pedes paterneeoiiipìexus invitat ad/idem. Innocente et \>idete

l'iscrizione incisa sulla

XI e Benedetto Xlll. Inoltre Clemeule IX non contento di udire tutti nel tribunale della penitenza, per sentire fuori
ili

zo Xll fu

il

ebbe

all'abilità

padre de'poveri, e per tutti a segno che a niuno sep-

esso

le

persone di qualsiasi condizione,
prestava tanto

pe negare amorevole udienza nel hmeili d'ogni settimana, al dire di JNovaes; ma è da preferirsi
mese.
la

assegnò due giorni d'ogni settimana per
le

testimonianza di mg."^ Ruf-

pubbliche udienze; e

si

fo, col (juale di

sopra

dissi

dae

volte al

alacremente per soddisfare quanti le domandavano, che un giorno dopo essersi
trattenuto per molte ore in questo paziente esercizio,rilirandosi alle

Con

notificazione pubblicata nel
il

1692 dichiarò
aver
ti

Papa, che sapendo noa

tutti la possibilità di sostener le li-

sue camere ud\
di

un povero uon^o che lagna vasi
sere stato ascoltato
,

non

es-

e questo bastò per

andare da'giudici, egli avrebbe sentichiunque d'ogni condizione all'udienlunedì non impediti da conza, in tutti
e to
i

tornare indietro, mettersi di nuovo a se-

cistoro o da altra funzione.

dere e

sentii io

ad udienza con
la

somma

af-

udienza pubblica fu battuta
nella quale
si

la

Per questa medaglia
in trolato
i

fabilità,

onde reciproca fu

soddisfazio-

rappresenta

il

Papa

ne. Colle frequenti visite che faceva negli

no co'supplicanli
prelati as>istenli.

a'piedi, e

da un
et

grande sollievo recava agl'infermi, che con carità udiva. Malatosi gravemente , a letto fece concistoro e promozione di cardinali, fra'quali il maestro di carnei a mg.' Altieri, che gii successe col nome di Clemente X, secondo la sua predizione. Nel suo poutillcato avendo il nipote cardinal Palazzi- A lue ri imposta nuovagabella, senza eccettuare cardina,
i

Ospedali

Dice l'epigrafe: Bealus,
,

ani

iìdelligit
Il

super egenuni

paupe-

rum.

p.

Bonanni ne

fa la descrizione,

insieme

all'altra

nocenzo XII, che
la

medaglia esprimente Inin solenne udienza dà

Croce a'missionari alunni del collegio Urbano, che invia nell'oriente alla proil

pagazione del vangelo. Dice
dell'altiero
linitz,

motto: An'

multiate Inter Gentes.Vev\e pretensioni

li

e gli air.basciatori, questi ultimi prin-

ambasciatore imperiale Marnel voi.

cipalmente
te.

ne gravarono ed inutilmenPerciògli ambasciatori imperiale, franse

che riportai
l,p.

XXIX, p.iGg
3o2, è erIl

(ma
rata:

la

citazione del voi.

II, p.

cese,

spaguuolo

e

veneto cercarono udien-

deve dire

3o3)ealtiove.

manl'ac-

za dal

Papa

e dal cardinale.

Non solo non

sueto IiMiucenzo Xll, che non negava

furono appagati,

vennero chiuse le porte del palazzo, onde insorse grave differenza, incolpando il cardinale il corpo
dijìlumalicu d'abusuie delle frauchijjie, e

ma

cesso all'udienza al più infimo povero,coQ

animo

forte

sempre

la rifiutò

all'amba-

sciatjre,

che dovè partire mortificato da

Roma,

senza ueppur conseguire l'udien-

c,o

U D

I

U D
colici (|U;iIo

1

za di CDiigeilo. Della

fricilitìi

didusiinieiile narrato da Cancellieri, i pre-

CleaienleXi aiiirnetleva all'udicaiz;!, an»;lie pubblica, già ne ragionai, senlencio volentieri
Ijielli,

dicanti luterani del seguito iiitiinorili di

sua prubaliile conversione, linsero ù essere succeduti de'lorbidi nel legno per disviarlo dal viaggio di

parlicolarmenle

i

più

al)-

verso de'quali ninno lo superò in

Roma, ove

il

car-

nlFahililà e |)ronlez7.a, talvolta

protraen-

dinal Grimiini d'ordine di
gli

Clemente XI,

dosi l'udienze pnbbliclie oltre la consueta ora del

avea preparalo maguiljco alloggio nel
tle

suo desinare,

i'er

tenere in sog-

palazzo ora

Corsini alla Lungara; di

gezione

i

suoi ministri era solito dire: Esil

sere dovere d'un principe

sapere lulto,

che reslòanco amareggialo Clemente Xi, che avea concepito furli speranze di guadagnarlo
sl'elfel lo

lua non praticare ogni cosa, (acendone
liso

alla vera Chiesa,

avendo a que-

opportuno

alle circostanze.

Cleaienvizio era

ordina lo, non solo quanto stima-

le

XI

era dolalo di tanta ilolcezza, che se

va necessario per allettamenlo leui[)orale

inai per

non

lasciar

impunito
si

il

d'un

re,

ma

anco per consolazione

spiri-

costretto a riprendere «pialctnio, lo face-

tuale d'un cattolico.

Dopo avere

il

l^apa

va sempre d'un tuono
re; e

poco
il

iin[)eri<)so,

inviato a inchinarlo in
nipoti
,

Bologna due suoi

cbe ben dava a conoscere

suo dispiace-

col regalo di diversi libri e carte

mar

però sovente accadeva di fare richiaquelli che già avea congetlalo dopo

geografiche, lasciale da Cristina regina di
Svezia, perchè se ne dilettava a>s<u, onde
i

averli ripresi, per farli convincere,
J'allabile

con

nipoti

ebbero dal

re in

donativo gioie e
il

nuova accoglienza, che nel suo cuore non gli restava amarezza alcuna
ili

altre galiiiilerie;si recò ad os-^ervare

sudfe-

detto palazzo, e ordino giuochi, balli e
stini

contro
iure

loro. ì'er

questa naturale sua

per Irallenerlo nel soggiorno

dolcezza nelle udienze, sapeva ben egli u-

maestoso contegno d'un principe amabile, una grazia insinuante nei suo
al

conveisare, che lo rendeva sempre più

ma. » Al qual ellello molta [>ouipa tutte le feste de'saiili che correvano nel tempo di Ha sua dimora; e si andavano anche accordando col cere,

Rodoveano fusi con
in

caro a

tutti,

gli

maiicavaiio all'occasio-

iBoniale

le

altre cose [liù

dillicili

per

il

ne (pieMetli arguti, che autenticavano il suo gì ali talento. La ficililà di Cleaiente XI Dell'ascoltar tutti ebbe per conseguenza,

trattamento che dovea daisegh dal Fapa
eda'cardiuali. Anzi che fu richiesto
il

vo-

tu di molti virtuosi, e fra gli altri se
ville

ne

J|

come

in altri pontificati,

che

i

inagi-

sliati
si

tanto di

Roma

che delle proviiicìe

contenessero uell'eserciziude'propri misenza riguardo a'privali motivi,
al

i»isteii,e

che sempre sogliono nuocere

pubblico

uno molto erudito del ceseuate Gio. Battista Braschi vescovo di S(7rsi'na, in cui mostrava, che il Papa poteva ammettere il re al Bacio del piede (in diversi luoghi dissi che fecero tale omaggio saraceni, turchi e altri infedeli, eretici e sci-

bene, rendessero giustizia a lutti; e cosi

non aveano luogo uè clamori, uè malcontento, pronto essendo
il

smatici), e dargli

anche

la

Benedizione di-I

rimedio ap-

Sommo Ponte/ìec[tns\ ipi.dearlicolo raininenlai quelle date da Benedetto

pena il l'apa ne venivaiiicog .i/.ioiie. Feci cenno a Danimarca che l'acattolico re l'edcrico IV avea divisalo da Venezia e
lìologiia recarsi

XIV

a

due personaggi luterani, e da l'io VU ad un agguardevole protestanle). In che peI

neh 708
Nvlizic

a

Roma,

e

deb

rò non veniva seguitato dagli altri, ben

l'crudilisMine

clie

ne pubblicò

che

le

prove da

essoilt-ilolte

erano erudi-

Cancellieri. Di queste arroge per questo

te e forti".

Era

allora piefctlo delle cere-

arlicolo che io (pji riferisca. Inclinando

il

monie

[lonlilicie

re per

la

sua pietà alla religione cattoli-

iie'primi di lebbraio

mg. CaiidiiloCassina,che 1709 daClemente X t
tepersi uella ve*

ca, e perplesso sull'cteruu sua salute, pel

cuusultalu sul

modo da

udì
nntnin Roma di FetleiicoIV, scrisse a lui quanto ripoilnne'suoi pieziosiD/V7/7inss.,
cln'quali l'estraggo e ora pitbblico,coii alse a pigione per
di

UDI
di

yl

3 mesi. Di permissione

cuni indispensahili schiarimenti. Po»///t'X mandavil nobis Caerem, Magistri.s , ut

Sua Santità fuiono a servirlo il conte Vasnò cameriere d' onore di spada e ca[)pa e i'aolo Falconieri. Vide il concistoro stando dietro al Ixtncode'card inali

videremus quid agcnduin sii siforte Rex Daniae Vcneliis mine commornns Roìììam i'enirct, ut fcrtiir. Slatini a prandio liane adnolationeni confcci,et mane set/uenti Ill.mo Pracfcelo Cubiculi Iransmisi, (/ai Ulani SanelilatisSuae ab tuli t.

preti,

come pine

vide tutte
:

le

funzioni
li

della

medesima Santità Sua

così vide

palazzi e giardini [)onlificii, ov' ebbe
solili riiifieschi.

li

Fu

regalato

g

volle con

gran magnificenza
li,

di diversi ccnnmestibilui

che Nostro Signore, senza essere
gli

no-

» Non
nuti in

si

rilrova ojemoria che sieno vere infedeh, bensì più vol-

minalo,
ti

Roma

signori,

mandare col mezzo di detl'arti 28 aprile soddisfattisfece
li

te anibascialori,

conte del giaii (ureo,
(pnlev.i

li

simo

pe' tanti onori ricevuti.

Il

principe
di

i4 marzo i48c)

aggiungeie
il

clie

Carlo secondogenito di detto re

Dani-

\i risiedeva a (iiifll'epoca

fratello ed e-

marca

vetiiiea
al

lioma

li

20 ottobre 1698,
in piazza di

rnulo al Irono dello stesso gran turcu Ci-

ed alloggiò

Monte d'oro

Gein o Ziziin); del Prete Gianni {r'.),\\ 28 gennaio 53o; del granduca di Moscovia o/i^.s.s/V/, li 26 febbraio 58 I, i3 setlendire 1382 ei8 agosto jGyS; del re del Giajìpone, li 11 tniirzo i585; del redi Persia, li 5 aprile 1601, 23 agosto 1609, e 11 luglio 1622; del le
jazet
li
,

cioè

1

Spagna jSolto nome di con te del Noid. Sua Santità ordinò all'ambasciatore di Malta
che
assistesse al dello principe,
le

con

fargli

I

vedere
to

cose più ragguardevoli di

Ro-

nia,coinc fece con tutta attenzione per tutil

leinpo che

si

fermò
il
i

in R.oina.

Sua

Santità per mezzo di detto ambasciatore
feccia
versi
I. "volta

diCongoo BassaGiiinea,a'g uiaggio 648
1

legalare

principe con dijiorlate, e lo reil

Ubbidienza, J edi, a l^aolo \^ nel i6o8,ed il p.Oonannici diede la medaglia perciò coniala, esprimente il Papa col
(anche e
di

commestibili d'i

galò diverse altre volle; e

dopoché era
e

stato a Napoli, parli

24 novembre, daRoma,
l'ambasciato-se

triregno sedente in trono, in atto di be-

mandò

il

conte d'Alfelt suo maggiordoe ringraziare

nedire

il

prostralo oratore, e col mollo:
del re di

nioa compiile

Et Congii agnoscit Pastoremjj

re de'favori fatti al principe (cioè a

sles-

Siam, li 20 dicembre i688. Sono bene stati ammessi all'udienza alcuni principi
eretici,

so) per parte diSuaSaiititàjCon termini ob-

bligantissimi ed espressioni d'inlinito
spetto estima verso la Santità Sua.

ri-

facendo
il

le

3 solile genuflessioni e

baciando
naio 1687.

piede a

Sua Santità
li

;

così sei

do
ca,

adesj o,non principe

ma

re di

VenenDanimar-

guì del principe di BrunsAvick

l'i

gen-

quando paresse

a V<jslra Sanlilà, sa-

Ma
il

però

23 aprile 1690 non
genu-

rebbe bene l'ordinare a'governalori l'andargli incontro,
l'fjirrirgli

fu ricevuto

primogenito del duca d'Ol-

l'alloggio e rega-

sazia perchè ricusava di fare le 3
flessioni. 11

larlo, ed ordinare che sia servito con 0-

principe Cristiano Federico

gni esattezza e ponlualilà per dove passerà.

primogenito del re diDanimarca(Crislieriio V) venne a Pionja sullo nome di conte di

Non convenendo che
gli faccia

in

Roma

Vostra

Santità

dimosliazione alcuna,

Canenbergh

(era bensì già stato io

massime
duca
cipe,

di quelle diesi

fanno a're,per esOspizio, che

Italia incognito e col

nome
tal

di conte d'Olil

sere eretico: potrebbe però ordinare al
di l'oli

dendjourg, secondo Cancellieri, però non
fa

quale

maestro del

s.

parola di

sua venula in

già lo visitò (|aamlo venne a
il

Roma
il

prinser-

lioma), ed alleggiò nel piccolo palazzo di

quale

gli restituì la visita,

Carbognauo

in piazza di 5ciarra clieprc-

virlo di continuo e rei-ahulo con

modo

93
|iÌLi

udì
particolaie".

UD
nel diarisla con1

I

Leggo

pevoii ecclesiastici invece delle

prigioni

teinporaueo Cecconi, che ne! 1 7

in

7

si

rein-

ordinarie

istituì

l'ergastolo di

CorncLo.

Uoma
il

e

vi si

trattenne un

tempo

cognito,
sia, e

pritnogenilo del czar di Rus-

za,

Di troppa buona fetle e privo d'esperienl'u assai ingannato da indegni e avidi
miuistrìj

d'ordine d^ Clemenle

XI

fu servi-

che

alla gloria e

decoro del prin-

1721 successe a Clemente XI, Fapa Innocenzo Xlìì di casa Conti de'ducUi di Poli romano. Con tutti mantenne un portamento grave e
maestoso, volendo rialzar
Papi,
la

to da unode'siioi nipoti. Nel

cipe anteposero l'arricchire con
leciti.

modi

il-

Clemente XII
gli
i

restituì alla nobiltà

romana
tolti

udlzi delle lancie spezzate, e

ripristinò

carnei ieri di spada e cappa»

maestà del

dal predecessore Benedetto XIII; ed
della settimana per dai*

principato, al dire del Novaes biografo dei
cli'egli

ai

conservatori di R^oma stabilì regolar-

credeva un poi:o abbattuta
suo predecessore.
INoJi

mente un giorno
li

dall'aif<d)ililà de!

loro udienza. Regnò quasi io anni,de'quacirca 8 cieco,

permise ad alcuno, fuorché a'cardinali e
ainjjascialori,

ma sempre

discretamen-

che avanti
si

al

Papa siedono,

te rigido

co'delinquenti, liberale co'biso-

che nella

i."

udienza

alzasse da ginoc-

gnosi, clemente cogli umili, e facile nell'ascollare

chioni. Ne'coraplimeuti di congratulazio-

ne rispondeva con
cora di confidenza.

serietà, a quegli

anla

in ciascun lunedì a chi la
gli altri
la

Non

gli

mancava
la

ad udienza. Questa l'assegnò bramava, e negiorni dopo sbrigati gli affari del(luatito trovava

modestia e

l'uaiiltà,

ma

slimava

uìa-

Chiesa e dello stato: nell'udienze non
giusto. Si

gnilìcenza dei suo carattere, per cui niu-

sapeva negare

no meglio

di lui

seppe conservare

la

di-

ammirò

il

dotto Benedetto

XIV,

costan-

gnità pontificia.

Con poche

pai-ole e gra-

vi, senza mai alterarsi, con prudenza rispondeva nell'udienze, e felicementesbri» gava qualunque affare. Nel 1728 ebbe a successore Benedetto XIII, che fu la man-

temente allabile nell'udienze, d'ameoissima conversazione, prontodi argiite,senlenziose e spiritose risposte; dolce nell'ascollare, e

manieroso uell'insegnare, nel

sueludine personificata , volendo vivere con troppa semplicità, fare spesso gli uffizi del vescovo e vestire l'abito del suo
antico ordine domenicano, al cui generale

comandare e nell'esortare. Venuto in Roma Clemente Augusto di Baviera, come
ElctLorc e arcivescovo di Colonia, recatosi all'uilienza di

Benedetto XIV, assun-

se [)rima Tabi lo rosso,

compresa

la

moz-

permetteva

gli

baciasse la
la

mano, per

zelta, nelle stanze del cardinal segretario
di slato
,

poi baciargli esso

sua, riconoscendolo
e col

intli

accolto colle maggiori di-

sempre per superiore,
accettò
fece
il

suo consenso

mostrazioni di stima e d'amore. Nel dì se-

pontificato. Ne' primi 3 giorni

guente

il

pro-maggiordomo,

in

nomedel commila

sempre orazione e non die alcuna udienza. Regolò poi le ordinarie udienze, il lunedì per la prelatura, il martedì pei'
gli ecclesiastici,
il il

Papa,

gli

inaudòda'palahenieri, pel mae-

stro di casa di palazzo,
mestibili,

48

portate di

ricevendo

dall' elettore tal

mercoledì pe'religiosi,
il

uisiro palatino

una scatola d'oro, oltre

venerdì [ìc'secolari, e

sabato per quei

mancia

i

palafrenieri.

E
1

qui dirò d'aver

che chiamava. Veneratore della dignità
episcopide e sacerdotale, nell'udienze fa-

ceva seilere
tulli
i

in lui

banco come

i

cardinali,

notalo ne'vol.XLII, p. 52, e LVI, p. 76, che nel 1844 lecandosidal suo fortissimo propugnatore Gregorio XVI,l'arcivesco-i

vescovi, e nel |jonlificale della co-

ronazione nelle UbhitUciizc d'adorazio-

vodi Colonia mg.' Droste, V .lUtiuisio di Gcrnuiitìa, si portò all'udienza con abi-j
to
la

ne

volle che baciassero

il

solo ginocchio.

paonazzo e mozzetto, essendo cessata!
dignità elettorale. A Benedetto

Kon

permise mai che
gli

i

sacerdoti nell'u-

XIV]
lui-

dieuze

parlassero genuflessi, e pe'col-

successe

Clemcnlc XUl degnamente,

udì
l'abile

UDÌ
donde
usci tantosto,

93

per insigni virtù, che rncchiuiìeva

l'aureo suo animo, mentre l'esterno del

corpo era alquanto difettoso. Piacque Leone XII cav. Arlaud (che defunto celebrai con più fi anall'egregio storico di

recando sopra una sottocoppa un rosario, da cui pendeva una medaglia d'oro, che presentò al Santo Padre.
Il

Pontefice

lo

prese in

mano,

e

me
sua

lo poise in

dono.

INel riceverlo dalla

ca espansione nel voi.
di riportare nel
t.

LXVIl,

p.

179),

mano,
ridere

io osai baciarla:
il

quest'alto fece sor-

2, cap, 9.6 della

Sto-

Pontefice e

le

persone che

lo at-

ria,

il

seguente brano del l iag^io d'Istorico arguto e filosofo di spi*

torniavano. Appena uscito
tesse essere

di là, chiesi al

talia di Dnclos (Carlo Frinau bretone di

prelato che mi accompagnava qual poil

Dinant,

motivo

di qne'sorrisi.

Egli

che quale storiografo di Francia successe a Voltaire! Fu citato sovente il suo detto sugli uomini potenti che non amano letrito, di libero e franco parlare,
i

mi

disse, innanzi a tutti gli nlliciali del-

l'anticamera, che mi era arrogato un privilegio riservato a'cardinali, ch'essi solo

ponno baciar

le

mani

del Papa.

temono come ladri temono le lanterne). » Mi portai all'udienza di Clemente XIII, e dopo avere secondo l'eticlietta, deposto cappello e spaterati:

Eglino

ci

i

to cardinalizio era divenuto
to d' innocente piacenleria".

Il mio atun subbia-

Il

glorioso

,

Pio VI, per confessione degli roici, si mostrò sempre con
perante:
ne.
la

stessi suoi rie-

tutti

umano,

da

,

venni introdotto da mg.' Borghese

accessibile nelle udienze, laborioso e tem-

prelato domestico di

Sua Santità
la

(arcive-

sua alfabilità a

tutti fu

comu-

scovo di Teodosia e maestro di cameni).
Feci
le

Non

v'era forasliere alcuno, eh' egli
alla sua presenza, nella

3 genuflessioni, baciai
3.';
il

mano

del

non ammettesse
ri

Pontefice alla

Pontefice tosto

rial....

quale restava ognuno sorpreso de'suoi ratalenti, e dellegraziose accoglienze,

zorami, e

la

conversazione cominciò
gli

con

Farò qui

osservare, ch'io

parlai pri-

iTiameiitein italiano;

ma megliocompren-

deiidolodi quello che lo parli,quandolor-

navami più comodo adopera va la mia lingua natia, e per permettermi ciò, dissi al Pontefice - So che Vostra Santità cono:

che ricevea tulli. L'incisore inglese Marchant che due volte si portò dal Papa per meglio riusciie nel fargli il ritratto, lo trovò colle più dolci maniere, dicendo,

gli

Pio VI: Quanto è
il

facile

ad un pillouti-

re

copiare
!

al

naturale l'immagine dei

il francese, ed io spero che troverà giusto che il segretario dell'accademia francese parli qualche volta

sce peifeltamenle

suoi simili
le

Ma

quanto meglio e più
1

sarebbe, ch'egli potesse
il

icopiare

il

lo-

ro cuore! Seguitate

vostro lavoro,

che

la

propria lingua.
-

- Sì,

mi

rispose egli pa-

niente m'incomoda, quantunque mi pre-

catamente.
lingua. Egli

Io

mi

servii

pertanto indif,

me

più

il

nome, the

il

mio

liirallo.

Que-

ferentemente or

dell'

una

or

dell' altra

sta sua adabililà era

veramente sincera,
alfello,

mi avea già data uii'udiengli dissi: -

come ingenuo
ilei

era egli nella spiegazione

za di una mezz'ora; epperò

San-

suo cuore e del suo

per cui

to Padre

,

per non abusare della bontà

l'imperatore filosofo Giuseppe

li,

che

il

di Vostra Santità, io

prenderò congedo (osserva l'Artaud, Duclos qui piese un

conobbe interamente,

lo die hiarò d'otti-

mo cuore. Quandoera
no
forse seppe

d'uopo però, nin-

grande abbaglio; né dal Santo Padre, né da're si prende congedo: sono essi quelli che in qualche modo accennano essere l'udienza finita) ma la supplicherò dapprima di concedermi la [laleiua di lei benedizione. - Aspelli - , e dato seguo ad un
:

tare la

come Pio VI rappresenmaestà del romano Pontefice e la
Il

sublimità del suo grado.

perchè

si

rese

venerabile sin cogli
ti,

eretici e gli spirili for-

da'quali riscosse giustamente nell'uin-

dienze ammirazione e compunzione
sol ita.

pielaìo, quesli entrò nel suo gabinetto,

Di buon animo e con buona già-

94
zia nelle
ni anele,
i

tJ

D

I

II

D

I

medesime ascolinva
ricorsi ei

fnlte le do-

comandante,

il

quale pronunziò un

coiti-

reclami tie'suoi middili.

plimenlo rispettoso. Pio VII ringiaziòe
poi disse: Bella, bella gioventù. Certamente

L'encomialo A rtaud nella sua bella iSVo/vVz di Pio ITT, 1. 1, cap. 26, racconta un episodio dell'udienza accordata agli
della
olTi7Ìali

riceveranno con piacere alcuni rosari
sue mani preso un involto pieno
li

per portarli alle loro m;ulri e sorelle, lu'
di colle

marina francese,

clic in

nome deli."
dono
al

console Napoleone portarono in
Piipa
i

di rosari,

distribuì a'francesi a

misura

due brìcks
nomati
s.

di

guerra

desliiiati a

che
voce
cesi

gli si

presentavano. Poscia parlò con

prf.teggere ilcouìmercio pontificio,! quali

l'iirono

Pietro e
di

s.

Paolo. L'Ar-

laud stesso segretario

Cacault ministro

di Francia indisposto, scrisse a mg.'

O-

pili alla, lochmdo il coraggio de' franmostrato in tante battaglie, e vantò propoi con un alletto del lutto tenero, gressi scientifici de'marinai che conducoi

dcscalchi maestro di camera, d'implorare da Pio VII l'onore di presentai-gli lo

no e proteggono

i

n)issionari nell'Indie.

Dipoi a mezza voce disse all'Artaud: Fa-

be

maggiore di tali equipaggi, e n'ebdie li riceverebbe con molto piacere. Uecatosi l'Artatid al Quirinastillo

in risposta

remo scrivere in favore di questo prode comandante, perchè abbia uu avanzamenlo; e vi diremo ancora una cosa che
ci

le cogli
ti

uOìziali, essendosi loro uniti lutiidlzi a

è

gl'impiegati de' diversi

bordo,
nel-

za vuole
sti

sommamente grata. Il conte di Souun giorno a pranzo lutti que-

comparvero quasi un
le

esercito.

Giunto

signori: sarà nostra cura di ringrazia-

stanze pontificie, fece
i

e
te

cappelli a tutti,
;

depone le spade tranne al comandan-

re assai questo ambasciatore di Portogallo.

Lo

stato

maggiore
ali.

si

riliiò nell'orilme
il

Dornaldegny ma trovò clie il prelato, credendo egli di venire in tempo, erasi
dimenticato farne avvertito chi ne faceva
le veci,
te.
il

prescritto dall' introduttore, ed
portossi quasi sino
I

Pap;t

porta, e con

ambe-

due

le

mani
il

li

accomiatò salutandoli nel

quale stupì vedendo tanta gen-

modo

più cortese.

Sempre

grazioso e

Tuttavia questi cortesementedisse, die

divoloa'Papi rArtaud,nelht citata Storia

il Papa ne sarebbe soddisfatto.'» indi spiegò a'francesi come bisognava entrare, come uscire, e molto bene gli ammaestrò

di Leone XTf, narrando l'udieuzeche da
lui

ricevea

come t.''segrelariod'ainba<cia-

ta di

Carlo

X

redi Francia, riferisce che

in

questo genere

di

luaiiovra.

Ho

inleso,

(piel

Papa

nelle

medesime udienze: «Alle

sclama un giovinetto provenzale, ch'era
fra gli aspiranti:

parole di congedo, abbnudoiialo ad
Iratloil linguaggio olllciale,
in
re,

un

come

alla

guerra -semle

che

fa

parlare

pre innanzi e senza mai voltar

spalle

plurale alla prima persona del singola-

anche
di

nel ritirarsi". L'introduttore, ch'e-

per esprimersi meco con maggior

fa-

ra ancora

un poco
il

fuori di se, dimenticò

migliarità e tenerezza, aggiunse: Addio,
so che voi

pievenirne
solo Artaud.

i'apa, e fianco aperta la

mi amale.
il

Il

Santo Padre nel
le

porta del gabinetto pontificio, annunziò
il

congedarsi congiunge sempre
ni.

sue

mae la

Il

Papa

era sedente scri-

E questo

suo

saliilo ordinario,

vendo, e restò colpito

di sorpresa di ve-

sua benedizione di società. Approfiltan

dere invece d'uno tanti uniformi stranieri che a un tratto riempirono la camera,

do d'un

privilegio,

sono attribuito, ho preso
congiunte e
le

che più vcdte già mi le sue mani co-

con aumento di sbalordimento, per sembrare un' invasione. Allora 1' Artaud ri-

ho baciale; quuidi, men-

tre ritiravamicol cereinoniale usato,ch'è

cordò

l'ufìizio fatto

con mg,' maestro

di

di
al
Il

camera
alzò,

e In risposta.
il

Ma

tanti

!

replicò
si
il

pacatan^cnle

Papa. Ripiesn

spirito,

ondare indietro, senza voltar le spalle Santo Padre, questi mi disse ancora re avrà ricevuto nostri conqtlimcnii ...
j
i

ed appoggiato all'Artaud, salutò

Del resto

io

non

saprei se. (piando dalla

udì
più squisita ddicalezzo d'un
tissimo dire: lo so clie voi

UDÌ
Popa ci senmi amale, pòil

r,-;

dosi didi'.inticaniefa nerbile di entrare

:i

baciare

il

piede

al

Pontefice, sempre

ci

ac-

Irebbesi evitare
si

il

pericolo d'avventurarfilosofo lìu-

coglieva festivo, sempre usciva in grati discorsi,

all'alto cnrdinnliziOjdi cui

né mai

si

udì ripetere cosa già di

clos diede

nn pseinpio
I!

nel

i

^T)? con Cle-

lui detta.

E

((nell'ultima volta in rbe ebI

mente Xlil".

di. conte

Friucesco Fa-

bi-Montani (ora preUito),già ranierieredi
cò nel 1846

bi colaleo»)()ie(moiì dopo 7 giorni), piacevolmente interrogandomi, siccomu so-

spada e cappa di Gregorio XVI, pnbbliin Roma: Notizie istoriche

leva, intorno a' miei studi ecclesiastici, e
rispostogli sci'iver io sul visitatore apostolico

di Gregorio XVI P. M. di santa meììwrifU Testimonio egli ocniare scrisse a p. 3o. j) Mai non mancava alle sì conti-

spedito da Clemente

XIU

nella

Cor-

nne

cappelle.
le

Sembrava

ch'egli colla sua

morto vescovo di Todi, del quale pubblicò VElnqio storico)^ piacquesi declamare un latino e[)igramma
sica (mg."^ Slriizieri

maestà
al cielo

riempisse, e

fjiiel

tenerissimo e
le

sui casi di

quella

Iravagliatissinia isola,
lui

inimitabile atto, con coi levando

mani

epigramma che da
quanto riguarda
le

udito in sua gioal

parca
la

ciie

appunto
,

ilal

cielo di-

ventù lornavagli allora

pensiero". Di

staccasse

benedizione
perfino
gli

sorpiendeva e
i

udienze del regnanle

commoveva
li

eterodossi,

qua-

per ispontaneo movimento non poteafare a

Pio IX ne parlai ili sopra e in più luoghi, massime dicendo de' sovrani e principi
reali

no
da

meno die non

si

prosti assero,

e non sentissero interno giubilo d'essere

gio.

d'a-nbo sessi che "li fecero oinasjEssendo contemporaneo il resto deli

caro e santo vecchio benedetti, co-

l'analoghe notizie e

ovunque

conosciute,

me

narrasi accaduto nel pontificato deltale

non
lo

è mestieri esporle in questo luogo. So-

l'immoi

Benedetto X!V. La rpiale coi

firn menzione di alcuni recenti ricevi-

sa eziandio

avveniva a coloro,

quali

am-

menti, cominciando dal ricevimento del

messi a particolare udien/a, uscivano poi

regnante

d. Pietro

Vie

di Portogallo e del
to,
il

magnificando
del

la

bontà
stessi

e la piacevolezza
p.

suo fratello d. Luigi duca il'Opoi

di

romano
reali

Pontefice". Indi a

3H

e 3c)

soggiunge.»» Gli
|)ì

monarchi

e princidissi, vi-

più potendosi leggere ne'n." u^tì e i4o del Giornale, di Roma del i85t. A.' ?.6

che

di frequente,

come

giugno di

tale

anno

il

ree

il

«luca

approda-

dca'suoi piedi, paitirousi mai sempre iu-

ramoiali

di Im.

Coloro poi che per [uib-

rono a Civitavecchia, e immediatamente vennero coiuplimentati a bordo a nome
del

blicbe e privale incumbeuze avevano a
trattare con esso lui, ne

Papa da mg.' Borromeo A rese mae-

anunirarono
,

o-

slro di camera. Nella sera seguente giunti

gnora que' modi dolci e piacevoli non sempre costanti in chi di continuo agitata la mente da gravissime cure non le vede sempre riuscire a suo meglio. Sapea trai*
pallilo dalle cose più piccole, e tornava
;

in

Roma

alla

locanda d'Inghilterra,

il

prelato tornò a com[)linieiitarli, nella matlina appresso ficenilf)lo

pure

il

cardinal

con piacere a parlare assai spesso dello sua congregazione (camaldolese), de'discopofatti, e segnatamente matematiche nt-lle quali fu valentissimo, avendone ferme nella memoria le
li

mezzodì duca si recarono col loro nobile seguito al Vaticano per ossequiare Sua Santità, llicevuli a pie dellR scale da mg.''
Antoiielli segretario distalo. A re e
il

il

avuti, degli sludi

;

nelle

più astruse e sublimi dimostrazioni. Della

conversare
quente.

quale sua ritentiva e piacevolezza di fui ancor io testimone fre-

Medici maggiordomo e da diverse personedeiranlicamera [loiitillcia, vennero da mg.' Borromeo introdotti presso il Sauto Padre, che mosse ad incontrarli sulla soglia del suo g ibinctto, e si trattenne con loro a particolare colloquio, esprimendo

Imperocché

nel sabato costuaìon-

V

alta sua

compiacenza nel

vederli. Indi

96
furono prrsenfali
visita

udì
ni

UD
{ìislinli

T

P.ipal

perso-

sua rappresentanza. Kecossl indi
silica

alla

bareter-

naggi del seguito, e nel partire onorarono
(li
il
il

Vaticana a venerare
alla

le insigni

cardinal Anlonelli. A'a luglio

liquie de'ss. Pietro e Paolo, e pose

Papa

si

portò a far

visita al re,

incon-

mine

ceremonia

colle altre formali-

tralo nel discender dalla carrozza dalle

tà, solite praticarsi iu simili atti solenni.

persone del regio seguito, e tosto prescntossi a riceverlo Sua Maestà unitamente
al fratello duca d'Oporto, da'quali venne introdotto ne'Ioro appartamenti. Sua

Si legge ne'n.''
(li

28

r

e

286

del

Giornale

i856. Domenica 7 dicembre dopo mezzodì la regina M.'^ Cristina
del
di Spagna recossi al palazzo del Vaticano per complimentare il Papa Pio IX. Ricevuta nel discendere di carrozza da mg.' Borromeo Arese maggiordomo, venne introdotta negli appartamenti ponlificii, e da rag.' Pacca maestro di came-

Roma

Santità

si

trattenne a lungo co'due peralla

sonaggi augusti, e dipoi tornò

sua re-

sidenza. Ivi nella sera recarotisi dal Pa-

pa per
si

la visita di

commiato,

ricevuti e

infiodotti

come

nella venuta.

Dopo esser-

trattenuti a lungo in particolare udien-

ra annimziala al Papa, che

la
i

ricevè in

za, accolli con sensi di vera consolazione,

particolare udienza con tulli

riguardi

passarono

a visitare

i

musei illuminati,
duchessa
di

in-

dovuti

all'

augusta
la

di

lei

persona.

Dopo
al

sieme
le.

a'reali

duca

e

Nel dì seguente

il

re e

il

Brabauduca riparti-

lunga udienza,

regina presentò

Pa-

pa

i

personaggi del suo seguito, e collo

rono per Civitavecchia, preceduti, come
nell'arrivo

stesso ceremoniale

venne accompagnata

inKoma,dal

principe Massi-

fino alla propria carrozza, facendo ritor-

mo

soprintendente generale delle Poste.
il

no

alla

sua residenza nel palazzo vSlop-

Pontifìcie (V.). Riferisce
1

Giornale di

pani, ora Vidoni. Indi in questo sabato

Jìonia de'20 ottobre 856, che fino da'

20 maggio

il

conte di Colloredo di

Walimin prile let-

i3 dicembre il Papa si recò a mezzodì, accompagnato dalla sua nobile antica-

see ambasciatore straordinario dell'

mera, per restituire

la visita alla

regina.
il

peratore d'Austria, ebbe 1' onore vata udienza di presentare al Popa

Appena smontato

dalla carrozza,

Pa-

tere del suo sovrano che lo accreditava-

pa trovò la regina, la quale circondata da tulio il numeroso suo seguito era discesa ad incontrarlo fino a'piedi delle scale. Accompagnalo nella sala del trono, il Papa si trattenne colla regina e cogli al-

no

in tale distinta qualilà presso la

s.

Se-

20 ottobi e, lo stesso ambasciatore accompagnato da tutde. Nella mattina poi de'
ti
si
i

rnen)bri deli' ambasciata, a mezzodì

tri

illustri
;

personaggi, che facevano co-

portò con nobile treno e in gran forma

rona

indi

ammetlendo

al

bacio del pie-

puliblica al palazzo Quirinale, ove osse-

quiato a piedi delle scale da un ceremoiiiere pontifìcio, veiuie

introdotto negli
lo
le

appartamenti del Papa Pio IX, che
ricevè in solenne udienza cogli onori e

formalità che sogliono compiersi in
cioè iu doppio

tali

de non solo il nobile seguilo della reginn, ma anco qualche famigliare, partì benedicendo lutti. La regina quantunque pregala a rimanere ne'suoi appartamenti, volle accompagnare in fondo alle scale il Papa, che fece direttamente ritorno
al

circostanze (come l'anticamera doppia,

Vationnn.

numero

i

cubicidaii
ie

che

VD\'^E

(Utincììì. Città con residen-

sogliono assistere alle ordinai

udienze).

za arcivescovile, ca[)olnogo della provin-

Dopo

l'udienza formale, l'audìascialore,

seui|)re

accompagnalo

dal peisonale del-

l'ambasciata, passò a visitare il carflinal Anlonelli segretario di stato, da cui fu ri-

regno Lombardo- PeAvendo ragionalo dei principali ducati Longobardi d' fl(dia^ in diversi
cia del Friuli nel

reto.

luoghi promisi di parlare
colo di quello del

in

questo artilaonde
l'

cevuto con

tulli gli

onori dovuti all'alta

Friuli^

e-

udì
sognilo innonzi
qiiiiiito
<li

UD
Japygia, parte della

I

97
Grecia, for-

descrivere in l)reve

Magna

rigiiardn Udine.il cui

nome, come

sua antica metropoli, viene poitnlo dalla provincia che abbraccia tutto l'antico
Friuli,
crresata
cn,
li

meno
i

la

parte
cioè

piili
il

orientale ag-

nW lllii'ift.

Friuli Austriai

m.'it.i da una penisola, il cui istmo si estende da Tal auto sino a Rrindisi; chiamala pure Messapia, Peucelia, Salentina, e dicesi corrispondere a una porzione dell;i Faglia o della CaLibrin), si abbassano

ove sono

più pingui terreni e

rudefor-

verso
bili.
I

il

u)are e sono facilmente supera-

dell'antica Aqiiileia,

neli8i5al!a
Il

primi che dall'oriente e dal settenl'Italia,

mazione del regno

Illirico, oltre

(jualche

trione vennero a popolare

pote-

jKutedel Friuli Veneto.

Friuli Austria-

eoe l'Istria Austriaca formano il governo di Lulìiann. La provincia d'Udine è
la
[)iìi

rono per colà penetrarvi. Di là è la via della Pannonia frequentata da'romani e
da'barbari: tra
pf)lè aprirvi
il

le

goledell'Alpi l'arte sola

orientale e

la

più vasta delle prò-

varco.
l,i

La

via

che per Giulio

vincie venete del regno
to.

Lombardo-VeneVeneto, e-

Gamico e
COSI detta

per

valledel

Moscardo mette
d<v

Comprende
1

l'antico Friuli

va nella Zelia o Zeglia, o Valle Giulia, fu

sclusi

territori! di

Monfaicone, Grado e

perchè dicesi aperta

Giulio

Portogruaro.
Tirolo

E

circoscritta ai

nord dal

Cesare. Quella

meno

antica che per la

e «lalla Carintia, all'est dal circo-

lo di Gorii.ia,al sud dal

mare Adriatico

edalla provincia di Venezia, airove>»t dalle [ìroviiicie di

Treviso e di Belluno. La
n-

Pontebba metteva nelNorico,soloa'noslri dì fassi agevole e bella. Era (luesta la regione degli antichi carni formò parte di quella de" veneti, fu delta ancora Agro
;

popolazione ascende a circa 4oo,ooo
bitanti, divisa
ni.
I

Aquileiese dalla illustre metropoli A(piileia, di cui

inai

distretti e

182 comus.

pure ragionerò; trasse da Ceil

distretti

sono: Udine capoluogo,

sare stesso

nome

di

Daniele, Spili mbergo, Maniago, Aviano,
Sacile,

parlai all'articolo Cividale,
latò e

Foro Giulio, di cui donde si diil

Pordenone,
s.

s.

Vito, Codroipn, Pal-

mantenne

fino a'dì nostri
le altre
,

nome

ma,
nio,

Cividale,

Pietro, Faedis, Tricesi-

di Friuli: e

mentre

legioni eb-

zo, Rigolato e Paluzza.
situati nel paese detto

Gemona, Moggio, Tol mezzo, Ampez4 ultimi sono
I

Carnia o regionedei

bero il titolo di Provincie di Marca, di Contea, di Ducato questa serbò ([uello cioè regione del Friuli, in di Patria
, ,

Carni. Questa vasta pianura, che chiamasi

questa bella pianin-a de'carni, innanzi
la
,
i

al-

Friuli, resa più bella

da

vari

amenis-

sinii colli,

acceichiata dall'Alpi Noriche,
e Giulie, apresi in fort»ia di teail

Carniche
la

tro inclinato verso

mare.

Il

Timavo

e

Livenza

la

terminano, l'uno all'oriente

galli dominazione romana aveano d'oltremonte piantata una loro colonia e una loro città. La romana repubblica, i85 anni prima dell'era nostra, vi condusse una colonia latina. Aquileia, Foro

e

l'altra all'occidente. Il

Tagliamento e
fiumi e torrenti
apiì altro acces-

Giulio o Cividale, Giulio
^//o,

Gamico oZ«vestigi della ro-

r Isonzo con molli
injpetuosi,
il

altri

conservano ancora
grandezza, sotto
gli
i

i

la

solcano. Chiusa tra'montie
vi

mana
gli

le

rovine che rana^

n>are,

la

natura non

mentano
avari,
vi

unni,

gli

eruli,gli ostrogoti,
gli scia-

so jibeio, fuorché dalla partedella Livenza. Dalla parte del

quadi, iinarcomanni,
ungheri,
i

Timavo da

quella del

o

sia vi, gli

turchi.

Dopo il
fu

tra-

Carso, antica Japidia (porzione del regno Illirico, fra la contea di Gorizia e il territorio di Trieste, sulla costa Adriatica,

montodella romana monarchia,

gover-

nata da'goti, da' longobardi, da'franchi, dagli alemanni. Calato in flalia (/'.) Al-

composto d'una catena

di

montagne,

ra-

mo dell'Alpi
te

Giulie, con precipizi e grotsi

boino co'suoi Longobardi {^V.), se neirapadronì e se ne fece coronare re dopo
,

famose.

Non

deve confondere colla

aver vinto

e

interamente sconfitto
7

i

gepi-

VOL. LXXXII.

^8
di,

L

D
(i

-

I

udì
sue-

I
Le sue 4
fi~}^c

ed ucciso il ressnre di Ardarico
lichi

re loro

Cnnimondo

nienlo venne impalata.

gp[>idi ruroiio oii-

salvarono
fìoio

il

loro

pudore niercè un

sagri-

popoli della Saruiazia europea, del-

la nazione de'daci e de'geti, che alcuno longocrede un medesimo popolo che
i

capace da laccaprici iiire cliiiinf[ue ardiva di avvicinarle. Grasulfo 11 dalG i,
i

come
te,

fratello di Gisulfo,

tenne

il

ducalo

l)ardi,e forse

ebbero origine comune).
fonilaroiio
i

Fu

del Fritdi peri

o anni, dopo

la diluì

mor-

allora

che

si

famosi ducali
fu

tanto qtial tutore de'suoi nipoti, quan-

longobardij
Friidi,
i

uno de'quali
il

questo del

lo in suo proprio
in loro

nome. Nel 621 abdicò
i

quali furono

[irimario fondaI

favore, con una generosità che
storia. Quindi niCaccone entrarono al posducato sovrano del Friuli ese
,

mento

del sistema feudale. Grasulfo

ni-

ha pochi esempi nella
poli

pote d'Alboino fu da questi crealo duca del Friuli lostochè se ne fece dal re il conquisto.
le sia

Taeone

ses'^o del

Fu

egli

il

i

."de'loiigoliardi

il

qua-

sendo ambedue ariani.

Fu

cosi
il

sii

ella la in

stato insignito di «pieslo titolo sul-

loro unione che posseileiono

ducalo

l'esempio de'greci. Prelende Maffei, che
il Friuli formasse già un ducato sotto la dominazionedi questi ultimi. Sia comun-

comune
62 t

senza
si

la

menoma

alterazione. Nel

eglino

fecero coscienza di riprisli-

que, Alboino aggiunse a prò
le

di

suo nipo-

nare nel trono Adaloaldo re de'longobardi e loro supremo signore, che n'era stato spogliato da Aiiovaldodi Lii cognato, Se non che la morie del .° nel 626 rese vana ogni loro disposizione. Nel 635 d'accordo con Dagoberto redi Francia, essi penetrarono nel leriitorio degli sciavo1

quaiitogii rimaneva de'suoi antichi do1

udnii olliamonte. Grasulfo

si

mantenne
dei

termo ne'propri
suoi nemici.
sa

stati

contro

gli sforzi

comune

quelli

Né meno dièopera per la cauuno di che maggiormente contribuirono
della sua nazione, e fu

I

ni

o schiavoni,

li

prostrarono e

li

resero

ad estendere e rassodare l'impero de'Iongobardi in Italia, e mori nel 590 in avanzala eia. Gli successe
il

tributari de'Ioro ducati.

L'uno

e l'altro

però furono nell'anno stesso assassinali in

figlio Gisulfo, dal

Oderzo, per perfidia del patrizio Gregorio,

padre associalo
ki ucciso in
ri

al

governo,

ma

nel

611

governatore

di quella città e dipoi e11.

una battaglia contro gli avao abari, quali aveano falla invasione
i

sarcadi Ravenna. Perciò Grasulfo
la

per
si

morte de'nipoli Tasone
il

e Caccone,
,

nel Friuli. Si crede che dessa fu lai. "voila

ripigliò
altri

ducato del Friuli
suoi

perchè

gli

che

gli

avari

si

fecero vedere in Italia,

due

nipoti

non aveano

ancor.!

Gisulfo lasciò

4

fig'''

Tasone

,

Caccone,

l'età sidliciente
|]

per governare. GiasulU»

Rodoaldoe Grimoaldo,conallrettanlefìglie,

mor'i nel

6:)i,enon pare nel66r coSigonio e Rossi. Gli suo-

quale, morto che fu il suo sposo, riparò con essi Foro Giulio, ed ivi venne assediata dal kan degli avari, volgarmente chiaavuti dalla moglie Romilda,
la

me pretendono
cesse

malo Cacano. Innamoratasi
servato dall'alto delle
frirela pace in

di

questo
lei

Agone, di cui s'ignora la derivazione, e morì nel 663. Del pari è poco nota l'origine di Lupo. the gli successe nel du« calo del Friuli. Nell'anno stesso Grimoai-

principe, giovane e ben fallo, da

os-

do

re de' longobardi, di lui cognato, gli

mura,

gli

fece of-

aflldòla reggenza de'suoi stali menlrerecavasi in aiuto del proprio figlio assediato in

tala ro(ferta,il

un colla sua ilestra. Accetknn già padrone di Foro
Romil-

Renevento.

Lupo mal

coi rispose al

Giulio, die sfogo alla sua crudeltà, sac-

cheggiò
ì

il

paese, e fece prigioniera
co'figli

da insieme

e

i

primari cittadini,
del SUO tradi-

suo incarico, e minacciato al ritorno del monarca, gli si ribellò.Griinoaldochenon volea armare longobardi contro se stcsi

4

principini presero per viaggio la fu-

si,

indusse

il

kan degli avari a

fargli ro-

ga, e

Romilda per prezzo

gioite del ribelle, l'eri

Lupo

nel

GG5 o

udì
6fi6 in

udì
del suo ducato. Questi lasciò 3
^

.99
figli,

una lìnltfi^ruicnnlroqne'ltaihnii,

Ratil

ilopn avelli viiili in 3 altri coinhaltimciiti.

chisio o Katchis, Ralkait e Astolfo, avuti

Kgli lasciò

nefi icio, e

ritata

un figlio chiamato Waruna figlia Teodoracle giù macon Romoalilo duca di Heneven-

dalla virtuosissima moglie R^athberga:
i.°e l'ultimo

divennero duchi del Friuli,
essersi fat-

indi re de' longobardi, e ne parlai in tanti

lo. iVel

6G6 venne

quindi investito del

luoghi,

qnanloa Ratchis per
di ìlfontc (T/j'v.smo.
le

linealo Vectai'i, d* illustre casato e lom-

to

monaco

quanto ad

sta

bardo di Vicenza. Egli ebbe ad antagoniWaniefrido figlio di Lupo. La controversia venne decisa colle armi, e Warnefi'ido morì in nna battaglia data al sno rivale. Paolo Diacono encomia la dolcezza del governo di Veclari, e celebra ansaggi tlie moltissimo il suo valore; ma die ne reca sembrano esagerali. Morto il duca nel 678, gli fii sostituito Laudari, di
i

Astolfo per
le cui

violenze fatte a'Fapi,e per

usurpazioni de'dominii della So-

vraiùtà della s. iSede^ restò invece essa ampliata* Il primogenito Ratchisio ne!

737

fu investito

da Liulpmudo, dopo

la

destituzione del padie, de! ducalo del
Friuli. Egli

tro

Trasmondo

coadiuvò quel monarca conII duca di Spoleto, ed a
trono di Lombardia nel

lui successe sul

cui s'ignora

quanto

visse. Il

successoreRo-

doaldo, spoglialo de'snoi

slati

da Ansfii-

do

noi

6q3,

ih ristabilito
il

nell'anno sfes-

so da Cuniberto
IVIa |)oi

Pio re de'Iongobardi.

^44- " fratello Astolfo nel 74^ non solamente gli succedette nel ducato del Fiiuli,n)a nel 749 nel regno longobardico. Il di Itti cognato Anselmo, marito
della sorella Giseltrude, fu surrogato nel

per punirlo della sua trascuratez-

za,

fii

dal re interdetto dalle sue funzioni

ducato
la

di Friuli.

Ma

nel

7'tÌi

l'amor del-

Per conseguenza egli chiamò Adono o Aldone fialello del duca, ad essere il mnntenilore del Friuli. Secondo il Muratori,! due fratelli tnoiirono nel 694» altri dicono nel 6g5. Venne daCunibei'to creato duca del Friuli Ferdulfo, nato io Liguria, uomo vano e altero, e poco
clucalii

misurato

ne' suoi discorsi. Egli perì nel

abbandonare il mondo e le sue grandezze, e si ritirò nel monastero di Panano entro le inonfa"ne del Modenese. Qualche tempo dopo ottenne dal re di lui cognato un angolo deserto, ove edificò il celebre monastero di Nonaiitola. Dopo averlo retto santamente per lo spazio di Scanni, ivi morì nell'SoS
solitudine gli fece

^06

in battaglia

contro

gli sciavi

da

lui

ed è venerato per sauto. Nel
to

'j'yi

fu crea-

fuor di ragione provocati. Gli fu sostituito Corvoi o Corwiel
;

ina poco
II

dopo
cavar

a-

vendo
di,

oireso Ariperto

re de'lotigobargli

duca del Friuli Pietro, nobile longo bardo, figlio di Munichis e fratello tli Orso duca di Cenedn, luogo silunfo ne-l
Friuli e sede vescovile. Ignorasi pei- quale
il

da questi fu fatto

ai resfare,

occhi e deporre.

Laonde

nello stesso

706

spazio di

tempo

essi

abbiano tenuto
siano morti

Pemmone
duca
pra

nativo di Belluno venne fatto
II.
1

loro ducato, e qujindo

del Friuli da Ariperto

Egli mar-

liodgauso era duca del Friuli, cpiando

ciò contro gli sciavi nel

di essi 3 vittorie. Nel
in

728 e iportò so737 fece rin-

Carlo

Magno

re de' franchi [ler

punire

Desiderio re de' longobardi che perse-

chiudere

un

castello Calisto patriarca

guitava Papa Adriano

I

e minacciava lo
il

d*Aqnileia,che avea nel
sua residenza

730

trasferita la

sterminio di Irn/nn, combattè e vinse
re,

per violenza dal patriarca praticata a Fidenzio vescovo di
in Ci vidale,

facendo

il

conquisto della
il

Lombar-

dia, per cui cessò
di e

regno de' longobar-

Giulio Gamico, ch'erasi riparato a Foro
Giulio.

restarono tuttavia alcuni loro duItalia,

A Liutprando re de' longobardi parve sacrilegio im tale imprigionamento, e

cati in

inclusivamente a questo

del Friuli. Nel

per conseguenza spogliò

Pemmone

tro

775 Rodgauso cospirò conCarlo Magno per favorire esostene-

loo
re Aclclclii

UDÌ
Adalgiso
i!

udì
ili

d

figlio

Desiderio,

scin la loro capitale ossia la forlezza prin-

onrle ricuperare

suo legiio. Però nel
pion)bao<lo sul Friii-

cipale, seco

77G Callo Magno
lial principio di

ro degli

l

asporlando (pie! fiiuìoso lesonni acciesciulo sulto il faino-

primavera, presentòbatRcdgauso, e questi peri nella pugna. Altri dicono the f;»llo prigioniero, venne decapitalo d'ordine del vincitore, ]Nel 776 Markairo o Marcario francese \eniieda Carlo Magno soslituiloal defunlo, e fuili.°duca del Fiiuli che venisse
taglia a

so loro re Attila delle spoglie delle previncie degl'imperi d'occidente e d'oriente, e lo

mandò

a Carlo

ne
1

fece recare

una parte

Magno, il quale a Papa Adriano

(e cos'i forse

Roma

rivide alcuna cosa di

quello che da essa asportato altrove era

quindi stalo depredalo da que'barbaii),
e dislribm
il

incaricato di difendere le frontiere di 7V('-

rimanente

fra'suui militi. Ale

donde suoi successori furono inti\.o\?iÌ\ due Ili del Friuli e ìli arche si di Treviso,
i

vendo

gli

unni rimbrandile

armi, do-

la

partenza del duca di Friuli, mar-

l'/.so.Impcrocchè Carlo
di

Magno delle grandi

ciò egli di

nuovo contro

di essi in

un

al

signoriede'longobardi, soltanto permi-

giovine Pipino, unto re d'Italia d'Adriano
1

se

ihe sussistessero quelle

Spoleto, di

e figlio di Carlo

Magno,

a cui servi di

5rm'r<'?//o (delle quali coniechè della

So-

luogotenente e di guida nella spedizione.

vraiìitù della

v.

Sede,W\

iieriparhii),del

Friuli e di Tre^-iso. A Ducato ilissi col Muratori, in che consistesse l'autorità di
tali

duchi, eche Carlo

Magno dopo

la

conin-

cpiisla d'Italia istituì la
//,

Marea
al

del Fi
il

ma però non meno fortunata della precedente. Una 3.' da essi impresa l'anno seguente, finì di piostrar gli unni, che spedirono deputali a Carlo Magno a recare il loro ossequio, ed
Essa riuscì più penosa,
a chiedere
il

e che al governatore conferì
di

titolo di

battesimo.

duca e poi
loposto
tiene
i

marchese,
di

quale

in

segui-

de' loro capi,

Theudone, uno non avea preso parte alle
la

lo per accrescergli la forza gli
il

ducato

vescovati di

venne solche conGiirk e Lavaiitj ah\Carinlia
,

loro mosse, e viveasi in pace con Carlo

Magno,avendoneanche abbracciala
ligione.
ni
li

re-

Ma scorgendo

la

nazione degli un^

lato in principio dagli antichi carni derivanti dalla Carniola, paese anticamenle abitalo da' carni

che dierono
la

il

nome

vedova de' primari suoi capitani periguerra, la eccitò nel 7^)8 ad una unovaribellione,ela indussead eleggerlo per
in

all'AlpiCarniche e dal quale derivò quello di Carniola.

suo
tere

re.

Il

duca del Friuli venne pure

in-

Fu chiamata

Carniola

caricato nel
i

70)9 di recarsi a sottouiet-

auche

Marea Slavoniea

per esser situai

ribelli;

ma appena
lui

raggiunto

il

ne-

ta a'coufini della Seliiavonia, e nel

874

mico venne da

commessa

battaglia in

fu incorporata alla Carinlia, che al tem-

cui perì in braccio alla vittoria.

Theudospenta

po

di

Carlo

Magno

e de' suoi successori

ne allora fu preso, e pagò
il

colla sua lesta
lui fu

tu governala

prima da'duchi

del Friuli

fio

della sua fellonia.

Con

e poi da quelli di Carinlia, ed ha per ca-

do

poluogo L»/>/V77^^v sede vescovile. Tornana Markairo duca del Friuli, non è nolo l'anno di sua morte.

monarchia ossia repubblica degli unni, dopo essersi conservata perqua>i \\uq
la

secoli e

Ne

fu successore
1, il

rok
alla

I

il

mezzo. Nel 791) successe ad Hunduca Cadaloak, che severo sino

Hunrok Magno,

1

o Erico o Enrico
si

quale co-

crudeltà morì nell 8ic). Gli fu sosti-

slantetnente

conservòaltaccato a Carlo
quel monarca

luito da

Lodovico

l

il

Pio nell'H y, Bai1

nelle cui guerre civili servì con

deiico o Baedri,

ma

diillo stesso
I'

impera-

valuie. Nel

7q5 venne da
gli

loie venne deposto nel

828

per essersi

invialo contro

furono da

lui uccisi in battaglia

unnidiPannonia.dicui due gèe Juguire. Prese pò-

mal
pe

di portalo nel laCarinlia colle sue Irup-

alla visla degli abari.

L'impeialoi e

iii-

uerali, cioè

Gagan

vece d'eleggere un nuovo (bua del

Fnu-

UDÌ
die dillo almeno sino cill 84(>- Verso questo tempo circfi, rimperatore Lotario elesli,

udì
4
cunlee,
il

101
d'Italia col

divise

il

lerriloiio in

1*888 venne riconosciuto re

nume di
braio,
ila

lìercugario

I

verso

la fine di

feb-

1

se a

duca del Friuli

e iiiaicliese di
il

Trevi-

so, di cui era già conte,

do o Everardo, figlio Enrico I. Lombardo

cognato Eberardel duca Hunrok o

una parte della nobiltà italiana, divenne nel 916 imperatore e coronalo da Papa Giovanni X, indi morì nel

924.
tri

di nascita, [ìossede-

va grandi ricchezze nel Celgio ossia Ger-

mania
lui

inferiore.

D'accordo con Gisele

di

vi furono al duchi del Friuli. D.ippoichè per le liberalità di Carlo Magno, di Cerengario
1,

Dopo quest'epoca non

moglie,

figlia di

ditta

2/ moglie

di

Giuqueirimperalore, nelI

Lodovico

e di

d'Ottone
11

I,

d'Olloiie

II

e

fiuabuente di
III
il

Corr.ido

principalmente, d'Enrico
col

!'84r)

fondò una collegiata a Cisoing, Ci-

eil'Enrico IV imperatori, quasi tutto

soiiiiaii, in

Francia nella Fiandra france-

ducato del Friuli, insieme

marchesagra-

di[)arliinento del Nord, nella qualeimpeliòe ottenne dalla s. Sede 16 anni dopo, clie da Roma vi fosse trasferito il cor[)0 di s. Calisto 1 Papa, e gli dedicò la chiese,

Io d'/s7/7rA, e altre finitime regioni, a

do a grado venne
chi A' .'Innilciii;
i

in.soviaiiitù de'patriar-

quali successivamente
la

risiederono,

dopo

distruzione di ipiella
in

sa;
ì

come vogliono Frodoardo
\ì\).

nella Sto-

celebre città, a
Ci\'i<lalc, in

Grado,

Cormons,

in

i<i (li Ri'i.'iìs,

4, tap.
in

I,

e Muratori

Udine, conservando sempre
dell'lllino a 10 leghe

nelle Dissi-rliizinni, dissert. 58.
silica di
>,i

La ba-

ihilolodi patriarca d'\(piileia. Cormons,
città e

s.

Maria

Trastevere
il

di
s\

Roma
Calisto

governo

da

vanta di posseilere

cor|)o di

Ti
di

ie-ife e piìi di
il'

2 da Goii/.ia, giace a'pie-

I,

e molle chiese le reliquie, riferite dil

alcune montagne.

E

cinta

da

yìtvi

Morelli,

Oc s.CitlistoPP.elM.i'jusqnc
s.

vecchia muraglia, e difesa da un castello

Basilica

HJariac Trans Tyberiin,

p.

249
I
I

e seg.

La

collegiata

di Cisoing

nel

si

2C)

divenne abbazia

di canonici regoin

lari, e nel

suo [)arco è una [liraraide

tialzata in glia di

memoria

della l.unosa batta-

conta quamezzo a ben coltivate terre e colline. Sulla cima d' un munte circonvicino eravi un antico convento, donde si gode d'una superba vefortificato.
filatoi di seta e

Hi

4000

abilanli. Sia in

lario

I

Fonlenay, perduta ii(ir84 ' ^'^ Soe vinta du'fratelli Carlo il Cah'o e
il

duta.

Quanto

a Cividalc, oltre

il

narra-

Lodovico
i

Germanico,
Ccrniania.
(Ifl

la
Il

(piale stabili

duca Eberardo neir8()8 o neir8Gf) morì a Maniastre,
destini della

cavi di
il

campagna
D

conte diTreviso, ed

suo
II,

li"lio

e successore

Hunrok o
il

Eiiri-

CO

ne fece trasferire

cadavere nella
Ilalwige ino-

sua chiesa di Cisoing. Egli lasciò Herengario altro
figlio e la figlia

gledi Lodulfo duca di Sassonia. Altri danno a Eberardo due alti figli, Raide e Aclel.iiclo conte di Vermaudois, abbate di fi. Quintino eziod'Ernienlrude moglie di Carlo il CaL'o. Il duca Hunrok o Enrico Il morì senza figli maschi nell' 847. lo
i

dovrò ri* ferire, qui premetterò alcune altre importanti notizie, col dotto d. Lorenzo d'Orlandi canonico di Cividale, che modestamente occultando il suo nome, ci diede l'erudito opuscolo intitolalo Lnneriale lìccio Museo Voro Giuiw.se in Cividal del Friuli. Osservazioni sali' antico Foroginlio in relazione alle due lapidi marmoree scoperte in Cividaldel F/iu///»'/ 1843^ Udinei8')3, tipografia Veu drame. Egli pertanto nell' illustrarle di:

lo a! suo articolo, e quello che

chiara, che

il

presente Cividule sia

il

vero

Foro Giulio, fondalo mediante

colonia

militare, co'suoi diritti e preminenze, co-

questo Rerengario secondogenito d'Ebeliuilo, successe al fratello nel

me

il

nome

lo indica,

da Giulio Cesare,
le

ducato del

allìnedi porre a'quartieri d'inverno
legioni,

sue
di-

Friuli e nel tuarchesalo di Treviso. ìNcl-

ritoruaudo dalle Gallic. Ciò

102
nioblia culi
ijiielle |3uie iIl-Ho

udì
gravi leslioionianze
,

U
e con
stole dal

D

I

Cividale seu^pre conservò

il

nome impoJulfi,

flesso Giulio Cesare, e

suo fondatore di

Foium

del celebre Ptiolu

Diacono nativo
i

di Ci-

vidale; colle ve>tigie roniiuie e colle ricor-

prima e anche dopo la caduta del romano impero. Di che fa eziandio testimonianza Cassiodoro nella sua SJ^ lelleia al re

dale
lle

iiisigiii

lapidi, rioveiiule nel

S/p

nel

riattare

le

fondatnenla del ponte di piaal

Teodorico e

in cui dice,

ho.noialis posscs-

fiume JNatisone che scorre per uiezzo. Consistono quesle in due grandi piedistalli niaimoquadrale, sovrastante
rei
,

soribiis ci curialibits Forojalicìisibus.

ambo

già sorreggenti la statua del-

l'impeiatore
jif

romano

a cui ciascuna veu-

coiisagrala. Essi futono adoperali nel-

l'eiezione del ponte, e collocati nelle fon-

Questo nome ancora trovasi ne' monumenti de'secoli successivi, massime negli Vili, XI, Xll e segueuti. Che se talvolta Cividale viene chiamala ciltà (lustrale. o i\' Jusliia, non lo fu già, come alciuii sognarono, a causa d'una regina d' Austria

damenta in^ece
credere die
altri

di pietra, e

ben

si

può

qui venuta,

ma

sibbetie dall'essere

moimmenli

venis^sero

situata Cividale all'oriente rispetto a
\'ia, ca|)ita!e

Fa-

straziali e rolli in quella e in alti e circo-

un tempo

della

dominazio-

stanze, se quesli fuiono cosi mallrallali.

La / lapide
I

spelta a

M. Aurelio Antoni-

no Cui acalla, dedicala verso il 198 dal municipio del Furogiulio o Foroguiliese.
L'altra fu dedicata nel

^55

dulia citlà di

ne longobarda ; come si può veliere in ui\ diploma di Pellegrino 1 deli (89, in cui dice: Actuin in Ci\'italc /Jiistriali, Forìjiilii in cappella s. Pauliiii patriavchac (allora riposando le sue spoglie nella

Furogiulio a P. Licinio Gallieno. Queste lapidi comprovano, che in Cividalee non

cappella del patriarchio, ed ora nella

collegiata),
tra.

de\e riconoscere il Fologiulio stabilito da Giulio Cesare nella piuviiicia del Friuli, ivi fondando una coionia militare qual citlà di froulima nelin altri

luoghi

si

l'Italia.

cherano

Ebbe la colonia in Roma, come
romane

le
si

Uiagistrature

il che spiega una cosa e l'alDal fju qui esposto è cliiaro [lerchè venne detta Civitas Forijulii, e talvolta semplicemente Civilas da cui derivasi il moderno Cixndato Cividale j e quindi i suoi cittadini delli Civita te uscsj Ecclc'

ha dalle

lapidi

siacCivilatcnsis, per essere la ciltà in quei

e iscrizioni

esistenti in Cividale,

tempi capo provincia, sede de'duchi
patriarchi d'Aquileia.
dersi in Fili[)po della
Il

e dei
ve-^

ed egualmenle riprodotte dal eh. can.

di più

può

D'Orlandi.

Da

esse rilevasi, che la colo-

Torre vescovo d'^i-

ma
iia, le

avea

il

diritto di ciitadiiiauza ronia-

essendo ascritta alla tribù Scaiitia tra

rustiche, e quindi delle più nobili, ed

(di cui u\eglio a Uovigo), De Colonia Foroj'ulicu'ii, il quale fu di Cividale, come lo furono Cornelio Gallo letterato

dria

iigguiiila alia

Mczin ranno

di

nella «juale era volante l'iuiperatore

Iloma 4<j4> Aula
il

e poeta

,

conquistatore di Tebe e amico
il

d'Augusto, ed

dottissimo e

sommo

Ja-

gusto per

la

sua famiglia Ottavia, e

nocol-

copo

Slellini.

La sovranità
al

de'patriarchi

lidissima colonia di Firenze. Eravi
legio de'ponleflci,
il

d'Aquileia sul Friuli e altre regioni, du-

magislralo giurisdisoiìo ricordati

rò piena dal XI
sò net
zia,

XV secolo, finche pasVeneI*alma sulla
o Palina No-

zionale de'cjuatuoi viri, ed altri collegi e

dominio
secolo

della repubblica di

da diverse ville adiacenti all'agro Forogiuliese. Paolo Diarono iuoUie dislingue il J'oruin Jii/iico\viiìi), ora Cividale, da Jamagistrature,
i

cui

numi

eh eresse
ilei

la fortezza di

fine

va è rinomata lortezza a

XVI. Palma 4
amena,
,

leghe da

li-

dine

,

ed insieme capoluogo
in situazione

di distretto.

liuiii

Curiiicum o
.)

Cai>tritni Julic/ist, cioè

Sorge
in

in

un suolo
con

/iiiilio (ì

della Cargna, che pure rico-

pianura e fertilissimo

costruita

nosce

Giuhu Cesare per suo

toudaloie.

inolia spesa e magiiiflceuza

onde hber.uu

l

udì
la

U D
danti sono
gli altri vini
,

io3
il

provincia
eil
i

ilalle

furibonile incursioni ilei
eli

turchi;
sotto
li
il

lavori

furlifìcaziotie
iti

fatti

regno

d'Italia

aggiunta
la

a quel-

frumento, il legname da coslruzione.oltrc altri produt li. gelsi vi allignano bene e si vanno
I
,

ili

primitiva islituziune,

cusliluisco-

moltiplicando.

1

bachi

vi si

coltivano

fé*

no in un grado di rispettabile dife!>a. Eslernamente è circondata da una gran fossa in cui l'acque >oiio perenni. La quantità di pozy.i, e lutti di eccellente acq'ia,

licemenle, ed eziandio in grande quanticatissima.

danno una seta luciilissima e ricerLe manifatture sono poche; i tessuti di canapa e di lino danno qualche
tà, e

pone la popolazione in grado di non n)ai temere la siccità per qualunque caso. E di furala esagoiia, con ampia piazza a cui
fanno capo 3 borghi e 3 contrade. Le vie sono spaziose, ed in mezzo alla piazza è
grandioso |)ozzo a 3 archi che corrispondono a' 3 borghi. Sulla [liazza islessa
IMI

prodotto. Gli abitanti, specialmentequelli

delle zone superiori, sono agili e prondi

ti

corpo e di

spirito, soirerenti della fa-

tica;

non amanti
si

della vita militare, predi

sto vi
ra;

alfauno e

ventano

atti alla

guer-

evvi

il

regio duoujo, fabbrica di gran
facciala tutta di pietra

mocor-

le, culla
il

d'Istria,
il

palazzo del governature militare,

po

guardia

,

il

piccolo teatro, e molti
,

fabbricati signorili
pietà

monte di modilìcalo con magnidcenza ne!
il

nonché

imparano facilmente le lingue. 11 Friuli anticamente foimò parte della GalUa Ti cispadana o Cisalpina, ed suoi abitatori si chiamarono Gallo-Carni, ed aiicora co! nome di Carni si appellano quelche ne abitano la parte montuosa seltentrionale, avendo la parte piana e meridionale subUo col trailo del tempo, coi

li

iB^q. Divisa

in

q

bastioni, vi

inarcarsi laraenale, le

sono da ri casermea prova di
i

me

suole avvenire,

il

nome

di Fi-iuli tìa

Foro

Giulio,

nome

della colonia

da cui

bomba, magazzini,

polveriere, e

3 dif-

discende l'esistente Cii'idalc e già capitale dell'antico
le.

ferenti forti edilizi delle sue porte Maril-

lima, Cividale, e di Udine, capolavoro archilcltonico.

Gli antichi

ducato e sede patriarcaGallo-Carni, ora Friu-

A 5

miglia da! canale dello
il

lani, parlavano anch'essi

come

nel rima-

scolo dell'acque, è

porlo di Cervignaiio,

nente

dell' alta Italia la
il

lingua Celtica,

e di 9 miglia l'altro detto Porlo Nogaro,a'((uali approdano barche cariche d'ogni sorta di merci.

ed è

facile

persuaderseneall'eruditocolingua parlata oggidì pu-

noscitore

ilella

Un ramo

dell'acque

re in Friuli.

dette rogia, che scorrono per Udine, vie-

pate nel

Ed in Udine furono ristam1828 di Ermas di Colloredo,
con aggiunte di P, Zarutli.
valenti poeti friulani viarti vi

ne a passare per la fortezza, e mediante caiiiili ben livellali l'acqua gira all'intoruo e pe'3 borghi. Maestoso è l'acquedol-

Poesie scelte edite ed inedile in dialetto friulano,

Ambedue sono
venti.
I

locheconduce l'acqua in fortezza. 11 Friuli gode d'un aere temperato e salubre; il
terreno è più

semi delle lettere e delle

ameno che

ubertoso. L'a

gricullura della provincia al principio di

questo secolo ebbe grandi impulsi, ed ha
fatto e va facendo ogni

germogliarono sino dal secolo XIV, né vi mancarono mai valenti pittori e altri artisti, dotti scrittori e prodi uomini d'arme, quali mostrarono essere il Friuli una
i

giorno assai lo-

terra ferace

danimi

gentili e di pronti in-

devoli progressi.

Il

prodotto de'grani nel

gegni. Molti fiorirono in santità di vita, e
nelle dignità ecclesiastiche,vescoviIe ecardinalizia,

piano basta

al

sciuta popolazione

monte dà
li

in
1

mantenimento dell'accreanche nel monte, e il compenso prodotti animapiano e del colle
il

come

de'seguenti cardinali, di

cui scrissi lebiogralie. /^/('(7«f//o Girola-

e legna.

vini del

so-

mo. Colloredo Leandro, nato
se
il

in Collo-

no spiri tosi
coliUo,
la

e saporiti, ed
vi

refosco,

il

pic-

redo feudo di sua fauiiglia d'onde essa pre-

rcbula

primeggiano. Abbou-

cognome, nella

diocesi d'Udine.:1À//i-

io4
licfL
si

udì
pelili lo,

L'

D

I

Francesce (un laiìio di sua famiglia stabilì ili Roma, enei principiodel cor-

lasciando alla della cliiesa die vi

rcsla^se appe'^o alle pareli, giusta ilcosluuie,
il

leute secolo ne usci altro cardinal Fian-

cappello caidinaliziu. Di sua la-

Manina), Panciera o Panccrìni Aiitonio. Porzia Leandro. Torre Michele. Torso o Jacopo da LW//ie. Seguenilo
tesco
il

miglia Del Torso lìonrono allei
ti

4

dislin-

personaggi.

Due

zii

del cardinale e Ilgli

di

Martino del Torso, cioè Lazzaro lau-

Caidella, poche notizie potei pubblicaili

reato in lllosofla e medicina a Bologna,

re

lui; per sopperire alla breve

bio-

grafìa, a seconda del promesso, ijui nferisco quelle

che ben accetto all'imperaluie Carlo IV ne consegui molti privilegi, Udine ancora valendosi del suo valore in molli aJlari

che mi procacciai. Jacopodel
Giovanni,
la

Torso

liglio di

di famiglia sio-

impoilanli, sepolto in

s.

Pietro marti-

bilissinia
I

etra

le

più auliche del Friuli, nei

je della stessa ciltù; e

387 ottenne

laurea di (llosolia nelalle

simo,

il

(jiiale

Giacomo npnlaliscon due altri nobili d' Udi1

lo studio di

Bologna. Datosi prima

ne, da «pieslafu inviato in Grailo nel

386

secolari faccende, vestì poi l'abito ecclesiastico, e

per concludere una lega colla repidjblica
di Venezia. Nicolò del

da Bonifacio iX

(u noiniiiato

Torso

fratello del

Ccinonicod'Aquileia, e poi anche promosso a decano e ad abbate

cardinale, soggetto distintissimo e caro a

commendatario
s.

Filippo M." Visconti duca di Milano, che
la ie[)ubblica

dell'abbazia benedettina di

ciarlino a

veneta dichiarò suo citta-

Belo e perciò della Belinense (poscia unita a quella di s. Gervasio di Udine, co ine apprendo dal Lnbini Ahl>atiariini
,

dino perpetuo con privilegio del godinteiilo delle relative [irerogalive, cilladi-

nanza che allora non conceilevasi che a
peisonaggi nobilissimi e benemeriti della
repubblica. Fr.
lo del

Jtaluic). Si annovera Ira' pretendenti al

patriarcato aquileiese

nell' elezione del

Giacoma

flgliodi Spiuel-

J'anciarinijCheessendo prevalsoebbe poi

Torso dell'ordine de'predicalori e
nella

con esso qualche dissidio per certi diiilli ap[)artenential suo capitolo. Perciò veulle da lui spoglialo di tulle le dignità che godeva, ma d'ordine ponlilicio ne fu indi reintegrato. Becalosi in lìoma,

del
in

medesimo provinciale
lo in

Venezia e

Ungheria, tuoi

Udine

nel iGi(). Vi-

vono
il

vari illustri [)relati friulani. III."

è

cardinale Fabio Maria de'conli Asqui-

rio

Xll

lo fece udilore di rota e
s.

Gregoneli4o8
nel

ni di

Udine, nato

in

Fagagna

(terra già

soggetta insieme con molte altre per anlica giurisdizione alla

cardinale diacono di

Maria JNuova;
s.

sua nubilissima
s.

fa^

j4io
di

gli collier")

il

priorato di

Paolo

miglia), del titolo di
Celio, piefetlo ilella
s.

Sufano

al

Monle

IMalerno nella diocesi di Chiusi, el'ab-

congregazione delec.

ì)azia di
l'

Balnaria in quella di Messina. inalmenle destinato legalo da Gregorio
alla

l'Indulgenze e
la

ss.

Belupne, protettore del-

congregazione di Monlc tergine
e plauso

XII

repubblica di Venezia

,

per

gli

Finito ne'suoi verdi anni con dislinla lo-

VUari del suo spinosissimo
Io scisma

pontificalo, per
,

de

il

corso delle lìlosodche e teoila

che vieppiìi infieriva

vivendo

logiche discipline, fu

Leone XII manipielia ininili

a un
hii e

tempo

altro l'apa eletto conilo di

datoa

iNa[)()ii
,

come addetto a
qualifica

un antipapa, morì in Uimini,ove erasi rilii alo Gregorio XII, a'3 agosto i4'4> e fu sepolto nella cliiesa di s. Gio1

ziatiira

cnll.i

suo cameriere
/-'«•/•.

segreto soprannnmtrario. Successivamente

Pio Nili

lo

nominò
ed
si

vice-legato di

vanni degli agostiniani avanti T altare iitaggiore. i\el suo leslamenlo dispose Ira
le altre cose,

/«/•</,

e di essa Gregorio
,

XVI

lo pi

onios.

se a [iro-legalo

in

seguito delegalo
ilei

che

i

^\i\it

shu\ Iralelli ÌNÌco-

d'Ancona
J)iiirio

(di

che

legge nel n." 3()
1

Insio e iNicdlì)

pci lurlo

domandassero il suo corpo Uas^jurlurc iu Ldiueei\i scp-

di lìoma del 807, avere (ire^^o-

ilo XN'l

con breve deli 8 apule nomiua-

,

udì
lo

I

.j

5

cotnmendalore
1

clell'oiiliiie di s.

GreFa-

quell'elogio che

si

legge nella proi)osizioè

gorio

JMai^iio

il

conte Vincenzo

A!><|ni-

nc concistoriale. Friulano
le

pure l'attua-

ni |)aiiÌ7Ìo

d'Udine, fratello

ili nij^.'

luogotenente del

s.

militare ordine
il

Cc'

bio nielalo heiieinerito non meno [)ei la i)io-lei^azione da lui sostenuta in Ferrara
in circoslauze assai didlcili, livilà e saggezza
la

rosoliniilanod\ Mallti,

veii. bali Ir. Fi-

lippo Colloredo. Fra'molti che scrissero
del Friuli ricorderò:Fistulario,Z?;7/tì!^co-

die

|)er l'al-

onde

si

è diportalo nel-

delegazione d'Ancona durante l'invaafllisse qiiflla città nel-

grafia aulica del Friuli dall'età remote sino a' tempi di Coslitntino I il Grandcy

sione colerica che

r iitino scorso), arcivescovo di Tarso e nunzio di Napoli, segretario della s. congiegazione de'vescovi e regolari, eil a'22
gennaio
i

844

dichiarato patriarca di Co-

Udine 1775. Gio. Giuseppe Liruli friuDe Seri'is nicdii aei'i in Foro JuHi, dissertalio, Rocuae 1752: Notizie di Gtinona, antica città del Frinii , VeneNotizie delle vite e delle opere zia 77
lano,
1 1 :

stantinopoli e insieme creato e riservato in

de' letterati delFrinli, Venezia

1

760; Delebbe

nello cardinale, indi puhhiicalo a'2

1

a-

la

moneta pi'opria
dell'
,

e forastiera eh'

nrilei84^- l'ielali friidani sono.Mg.'Gio. Giuseppe Cappellari di Rigolalo arcidiocesi d'Uiline,

corso nel ducato del Friuli dalla deca-

denza
lo

impero romano sino al seco1

da Giegorio

XVI

nel

i

832

|)reconizzalo vescovo di / iceiìza (f^-), he-

iienieientissimo p^istore.
conti Delgraclo

Mg/

Carlo dei

Venezia 74o- ^^- Girardi, Storia fìsica del Friuli. F. Altan, Saggio dell'antica storia civile ed ecclesiastica del
Friuli. P. Carlo

X/

vario della

d'Udine e canonico onO' cattedrale, da Gregorio XV f
i

Giuseppe da

s.

Fiorano,

Fondazione della cliiesa dlAniiileia, dissertazione storico critica
JMilaiio 1757. Paolo Diacono, Dellacliiesa d' Acptdeia dell'origine e fatti de' Longobardi, traduzione di L. Domenichi, Venezia 548.
, i

ammesso
rugia.
te lo
Il

tra'prelali (!oine,->lici e

pioto-

liotaii apoMtolici, e f'ilto

delegato di Pe-

regnante Pio iX successivamen-

pron>osse a chierico di camera, de-

legalo di

Fermo

,

intei nim/.io

apostolico

G. O. Marzutlini, Collezione delle opere de' Padri e di altri autori della chie-

Olanda, ed a' 28 sellemhre 855 lo promulgò vescovo d'Ascoli, (pondi cousagralo a' 20 gennaio 18 j(3 nella
all'Aia nell
1

sa /Iquileu-se, Udiiiei8A8. Gio. Doaienico iicrloli, Àalieìiità d'Jquileia pro-

chiesa di

s.

Maria
1

in Vallicella, al

modo

fane

e

sagre, Venezia I73(j. Girolamo

riferito dal n.°

7 del

Giornale di Rotila,

Tarlarolli, Dissertazione epistolare dell'origine della chiesa d'Jcfuileia, Mila-

dal cardinal Ascjuini, assistilo da
ler

mg/Sul-

vescovo di ilosalia e vicario a[)osloIidi

co

Tunisi, e da cug." Cariloni vescovo

no 1759. P. Dande gesuita, Dissertatio de Patriarchnlus Acinilejensis origine,
progressu,
ter

di Carisio presidente dell'accademia pontificia

et

extinctionc ejusdeni recennella sua Hist.

de'nohili ecclesiastici. ìMg.' GiusepRi/.zolali

j»e IM.'

nativo di Clauzetl(i, ve-

anno ly Si facta, UH', t. 2, p. 637. Di

U~

vari importanti ar-

scovo d'Aradia
lormali, nel

i/i

par libus,

(\ti'imnov\ ri-

1889 da Gregorio

XV*^! fat-

clesiastiche,

gomenti riguardanti le cose sagre ed ecprofane e civili del Friuli e
d'Aquileia principalmente scrisse
il

to vicario a[)ostolico di Hu-Quar.g, nella
cui vasli>sima provincia della Cina vi o-

cele-

bre domenicano

fr. (iio.

Fiancesco Berdistinta

però un bene immenso,

e

dopo 3o anni

nardo de Uubeis

di fimiglia

di

di operosità in quelle missioni apostoli-

Cividale,il (|u;de inerito che

A posi olo Zele

che, ora trovasi in Piouia. Mg.' Andrea
Casasola nativo di Duj;i,iiel
1

no

lasciasse in

leslamenlo tutte
di

sue odel

856

dal re-

j)ere

stampale e mss.

alla biblioteca

gnante Pio IX degnamente dichiarato vescovo deli aulica bcde di Concordia, cou

convento de'domenicaiii

Venezia, allo

dotte cure dcH'iUiigut; religioso coiillda-

io6
la
;

"

UDl
[)a° ai!

U D
o, p.

I
il

e di essere incaricato dall'iiltirno

continuatore Nicolò Coleti,

quale nel

t,

triarca cardinal Daniele Delfino ci

207, riporta
il

alctuie altre correzio-

civescovo d'Udine, ili recarsi in Ronia dti-

ni.

Coronò l'opera,

diflicile

per l'intralcia-

lanle

la

controversia dell'abolizione del
i

ta storia,

eh. prete venezianoCappellelti

patriarcato d'Aquileia, per sostenere

di-

colla sua:

Le Chiese d'Italia dalla
ì.

loro

lini della propria sede; tna egli prefeiì allo

origine sino a' nostri giorni,

8.°

Dappoi-

splendore della negoziazione

il

rigoro-

ché

egli,

come

asserisce, fu felice di gio-

so genere di vita

da

Ini

adoltalo, dividenlo

varsi coinodaoienle

nella

preziosissima

do cioè

il

suo leaipo fra

studio e

le

pra-

biblioteca J\Iarciana di Venezia.ovesiconf,iivv

tiche di pietà.

de E.nbeis sono
storico
-

L'encomiate opere del p, le seguenti. Moimnieiiia
-

ano

\e

ylggi unte mss,

falle dal p,

de

Rubeis
diti
leli,

alle celebrale

sue opere; non meine-

JiccU'siae Aquilejensis, comineiilario hi-

no degl'importanlissimi mss. lultora
ed
ivi esistenti di

chroiiologico

critico illustrata,
i'ctiista

Gio.

Domenico Go-

cuin appendice, in qua
H'ulicnsiurn chronicaj
,

Aquile-

nipote del mentovato Nicolò, sulle ag-

fcnaiuni Patriùrcharuin rerninqae Foro-

emendatiora quaetlani alia mine prlinnni in luccin prodeunt, Argentlnae (Venezia) 74o- In fine trovasi un'antica Cronaca de'patriarI

chi d'Afpiileia.

De

Scìiisiiiate

Ecclesiae
i

Aquilc/cnsis, liisiorica etc.Vcneliis ySi.

anche pei' ebbe la fortuna e potè estrarre non poche notizie interessantissime e inedite, e forse anco incognite a molti, dalle preziose pergamene de' due copiosi archivi di Cividale di Friuli, ove per 5 secoli soggiornarono i
giinite e correzioni all'Ughelli,
la

chiesa di Aquileia. Di più

Animadversiones in Concilium a Gregoriani

patriarchi aquileiesi,e dis.DiinielediFriuli,

XII

cclebraluni Fori-Julii seu in

e nell'altro

pure d'Udine ultitua dimoa quello di Cividale

Cìvitate Austria, Venetiis
tatioiics

dune Tyrannio Rufino
,

78 i. Disserprima de Turanio sen
i

ra de'ujedesiuii, tuttoché egli dice, que-^
sii

,

di

lunga

mano

ia--

:

altera de vetustis

li-

feriore. Imperocché

chiama

a ragione l'ar-

turgiis, Veneliisi

754.

De

IVunimis Pa-

chivio del capitolo di Cividale, prezioso
e ricco d'oltre

triarcharuin Aquilejeiisiuni disserlalio,
'Veneliisi747-

4000
1

importantissime per-»

De Nunwùs
,

Patriarcha-

gamene.ec,
ti

di

08

bolle i)onti(icie, di molli-t

rum

Aquih'jensinm

dlssertalio altera,

leggendari, passionari antichi e altri

Venetiisi 794- H Muratori pubblicò, Fitae Patriarchariiin Aquilejensiiuu, nel l.

bri liturgici (contenente oggetti di belle ar-

6 della raccolta Rerum Italicaruni Seriptores. Comincia con s. Marco evangeli sta e conlinua sino a Nicolò I di Luxeoiburgo che raor'i verso il 1357. Nel medesimo tomo trovasi dell' udinese Antonio
1

Dellono

le

Fite de' Patriarchi d'Aquileia
le
t.

più diKuse e
L'Ughelli nel
de: Provincia

quali arrivano al

;445.
ci

avanzo de'molti tesori il famoso Evangelario creduto per qualche tempo comprendere pure l'autogiafo e olografo di s. Marco (Cividale possiede pure il regio museo ordmato con generosa munificenza dall'imperatore Francesco I, al can. ti, Michele della Torre, con fondo annuo
ti

stimabilissimi),

del patriarcato aquileiese, oltre

5

dtW Italia sacra

die-

per l'accpiisto d'oggetti provenienti dagli
scavi, stabilito

X sive ForiJulii Ducatus,
hac ipsa
pro^'incia, in

per dispoiizione dell'arcidu-

uhi de Aqudcjensi Patria rchatu, c/us-

ca Ranieri già viceré del regno

Lombar-

dcinquc accurate Iractatur suffraganeis;

do- Veneto; pittine
le

quorum alii
tirliis aliij

in

fe-

sue chiese,

vane delun tempietto romano lon»
di

merito

in

aliique in Provinciis diversis
fino al patriarca car1

gobai'do.il nobile e magnifico ponte di pietre

pxere sedes. Gunige

quadrate ec). Questo su[)posto l^angreco scritto da

dinal Giovanni Delfino del

658, con

altre

gelarioé scritto in latino, versione di «piello
s.

notizie sul medesiuio del suo correttore e

Marco. Prima «uu-

udì
tilalotleirullime pagine, date Jalpalriarre,

UDl
canta Tevangelo e saluta
il

1U7
popolo, col

ca

IN'icoIò

1

aHiniperaloie Carlo IV suo

capo coperto d'ehno militare e tenendo
nella destra

fratello naturale, chcyli

dono
le
i

alla catte-

una lunga Spada

(nel (piale

drale di Praga; poi per
quileìa
(i

guerre portacanonici d'A-

articolo riportai costumanze analoghe),
sulla foggia dell'usate nel

le da'veneziani nel Friuli,

medio evo. In

avendo trasferito nel 141 B, come luogo di maggior sicurezza, lutti lesoi

segno del leniporale dominio del patriarca, nel suo pos^CMSu e seduto sul trono pontificale, gli
si

li di lor cliicsa nel ca[)itoIo dell'

insigne
il

consegnava una spada sguaiintralciata
storia,

collegiata diCividale, e

anche rinomato Evangeiario, che conteneva
essi
i

con

nata. Dissi più sopra

4

non

Solo poi

dominio temporale
ò,'

esercita-

Jivangeli,

ma

(picllo ritenuto di

s.

Marco

lo dal patriarca

Aquileia,

ma perchè da

privo della parie donata all'imperatore,
ludi nel 1420 il doge Tomn)aso Mocenigo reputando l'Evangelo di s. Marco scritto realmente da questi, l'ollenne per la
Liasilicadi
s.

questa chiesa apostolica, divenuta arcivescovile e poi patriarcale, sorsero succes-

sivamente quella patriarcale
poi riunita e
leia,
le di

di

Grado,

nuovamente

divisa

da ,4qui~

Marco

di

Venezia, cioè quan-

to nell'Evangelario eravi rimasto in

Squa-

succedendo indi alla i.'^la patriarcaVenezia, ed alla 2."" posteriormen-

derni

,

che ancora esistono nel tesoio di
s.

te le

due

arcivescovili di Udine, edi

Gosog-

detta basilica di

IMarco, quasi però oril

rizia o Gradisca

[ùtWe

quali riparlai a
luslii

mai

dislrutlì dall'umitlilà. Cosi

prezioi

Trieste), che nel giro di pochi Udine,

so codice di Cividale sullaulo contiene

giacquero a variazioni notabili.

3 Vangeli
ti,

di

s.

Maltcu,
il

di

s.

Luca

e di

s.

Llìnumo
il

L"///u% città

regia,

Giovanni. Aggiunge

lodato Cappellet-

ampia
nura,

e bella, situala in vasta e fertile pia-

che nello stesso archivio di Cividale vi sono codici mss. del rito particolare usalo nelle sagre ufllziature della chiesa

fra

Tagliamento

e l'Isonzo, di-

A-

stante 7 leghe d'Aquileia e dal mare, 3 da Cividale e 23 da Venezia, in suo trinni

nomina vasi Patn'aichiHO, di cui parlai alUove, come a Rito (ove per l'ommissioue dell' « dicesi Patriarquileiese, d quale

fere niiUiariuin

chio), e di cui giunsero traccie
la chiesa di /'t^es/Vi,

anche

nel-

conservate siccome

derivale da qvielia di Gradu. Dell'archivio d'Udine chi
,

ambila bisinillc ac lerceutma circiter contiiict demos, atqiic ah ultra viginti quatuor ìmllil>its inlinbitatur cìvibus, come leggo nell' ultima proposizione concistoriale. E bagnata da due canali d'acqua perenna, derivali dal
piccolo fiuoie Torre, influente nell'Isonzo,

abbiamo di Giusep[)e BianThesaurus Jùcle^iac ylqudejensis,

che Gianlengono in
cinta di

attività

i

mulini e

opus sacculi

XIF, Utini

1

847.

I

patriar-

gli opificii;

mura

torreggianti,nel
i

chi d'Aquileia, oltre l'ordinaria amniini-

cui recinto sono compresi

vari

sobbor-

strazione pastorale sulla vasta loro arcidiocesi e all'eslesissiaia giurisdizione

ghi, aperte da

9

porte, e nel mezzo, so-

me-

pra l'isolalo colle, elevasi un maestoso edifizio

tropolitica sulla provincia ecclesiastica (la

chiamato Castello perchè innalza-

maggiore

d'ilaliu,

dopo

Roma

e

Raven-

to sulle rovine di antico castello giù resi-

na), a cui presiedevano, esercitarono per

più secoli anche giurisdizione

civile e prin-

denza de' patriarchi, poi de' magistrali veneti e del parlamento provinciale, indi
del tribunale di
giustizia, e

cipesca sopra vasto territorio, della quale

finalmente
presidio

limane una memoria
del
s.

in

Udine

e in Civi-

dopo
vi si

il

1848 tramutalo
in

dall'i, r.

dale con rito bizzarro, nella
Natale, nella

1," la

notte

austriaco della città

un

forte.

Ad

esso

2/

nel giorno dell'Eve-

ascende per 3
e la 3.'

vie, l'una di

marmorei

pifania.

Esso consiste, che d diacono
proprie insegne, recasi

scalini, l'altra ricoperta
tici,

da eleganti por-

stilo delle

all'alla-

ben

lastricala offre la con ve-

é

io8

udì
da
le

UD
più recondite pai
ti

I

iievole agiatezza. Alle falde del colle

dell' Asia,

consa-

un

lato

una pianura piantala
Giardino; dall'altro

d' alberi a

grandosi

al travaglio delle missioni, e la-

foggia di circo pel corso e pel passeggio,
detta
s.
il

sciò scritta la serie de' suoi

avvenimenti.

la

piazza di

Le sue
la

sagre spoglie furono trasferite nel-

Giovanni, bella per un portico degan-

chiesa parrocchiale della B.

un maestoso palazzo della città, una bella funlana, due colouise e alcune statue colossali. Le strade sono spaziose, Ja piazza del Mercato nuovo regolare e
tissioio,

del

Calmine. Vi è
il

il

Vergine convento ricostruito

de' cappuccini, e

monastero delle franiNel

cescane di

s.

Chiara,

novembre 856
i

fu eseguita la solenne apertura della casa de'pp, dell'oratorio, colla bella

ornata da detto forle,circoijdata da grandiosi fabbricali

annessa

con piacevole euritmia.
del ftlercato vecchio, e la

chiesa di
Filippini.

s.

Maria Maddalena delta dei
la

Anche
tondo

la [)iazza

Dopo

soppressione e l'mca-

piazza Contaieua già della del
alcuni, sono assai

Vino

seI

iiìeramenlo di quella casa, un
florida,

tempo

bene adornate.
acque,

non avea

essa

mai più potuto

ri-

molti palazzi, edifìzi privati e templi di
bella forma,
il

sorgere lino a questi

ultimi tempi, iìe[>.

colle, le

i

giardini
Ottidella

nonchè, avendo

il

benemerito

Carlo

danno alla città un appello ridente. mo, ampio e niagnifico è l'edificio
Ctilledrale

Fdaferro della

slessa congregazione, isti-

tutore della pia casa delle Derelitte, de-

metropolitana dedicata all'Aa-

funto or sojio pochi anni, col più instancabile zelo ed ingegnosa carità radunato de' fondi pecuniarii, con essi
edificio

Duiizia/ioiie di
lo
si

Maria Vergine.
la

Il

capito-

compone

dell'unica dignità del pre-

comprò uà
alla chiesa,

posto, secondo
concistoriale,
liei

più recente proposizione
vi

annesso all'oralorio e

ma

sono anche

le

dignità

e lo ridusse abitabile ad iisode'padri, do-

decano e del primicerio

di recente ri-

tandolo ancora di sue vistose largizioni

;

stabilite dall' oilierno

arcivescovo; di 12
il

recentemente poi
die

il

p.

Luigi Scrosoppi,

canonici prebendati, compresi
e
il

teologo

fratello uterino dell'encomiato p, Carlo,

6 canonici onorari. Tulli sono prolonotari apostolici, de numero par lecipaiitium, e ne godono le insegne ei privilegi. Di più vi sono 20 tra
penitenziere, olire

un nuovo

efllcace slancio alla santa
la

opera col donare
lire

somma
la

di

ig,ooo

austriache da servire pel mantenidi

mento gratuito

4

padri, e

casa fucoI

mansionari

e ca[>pellani,e
iiffi/i.

12 chierici indelle a-

felicemente

istituita
i

ed aperta.

diversi

servienti a'diviin

La cura
che

pii

stabilimenti sono
delle

conservatorii delle

nime

è allidnla al ca[)ilolo,

l'esercita

zitelle,

dimesse, delle suore della

per 2 mansionari chiantati vicari curali,
amovibili

carità per l'assistenza degl'infermi nel-

ad

nutiiin capituli.

il

ballisle-

l'ospedale civico,

il

quale è vasto con casa

rio è nella prossima cappella capitolare.
Il

centrale pegli esposti, l'istituto della carità delle rosarie, quello delle convertite,
l'asilo d* infanzia, la casa di ricovero, li

[lalazzo arcivescovile,

grande e spleodi-

tlu edilìzio, è

alquanto distante dalla cat-

tedrale. Altro palazzo arcivescovile è nel

seminario,
tiene

villaggio di Rosazzo, già dell'aulica abIjazia,

nuovo e spazioso edilìzio, con200 alunni con istudi primani,giu:

comune

di

Mau/.ano a 3 leghe da
i

nasiali,(ìlosonci e teologici

esso fu f »bbriilal

Udine.

ìNella città, tra le altre chiese,

o

calo con sontuosa magnificenza

ve-

sono

[)ai

loccliiali, tutte

nuinite del sacro
s.

scovo Lodi d'im[)eritura memoria. Vi è
il

fonte.

La chiesa

de' ca[)[)uccini di
il

Fran-

sodalizio del

ss.

Sagramento,

il

monte
magni1

cesco conteneva

cor[io

del francesca-

di |)ielà bell'edifizio, vastissimo v

no b. Odrjiico Mdtliussi di Porto IS'aone o Porilenoue nel Friuli, che poco dopo Mai cu Pulu viaggiò
[Jtr

fico essendoii cimiterio'puhblico.Nel

85i

alla pia casa di carità, eretta

per racco-

16 auui

nel-

gliere e allevare

il

ligliu del

povero, donò

,

udì
lire

udì

109

28,120

liiiii.

Finncesco AnloL' istruzione pubblica è soslciiiita
il

nobile

d.'

proposta l'associazione Fi inlnna d'aprire

con municipali e regie fonda/ioni, poiché
olire
i

meojorati

i>tituli

femminili,

vi

è

un podere modello, inlnnlo acquistato un ampio orlo entro il cerchio della città, vi fu posto al governo peritissimo orticultore, coll'incai ico cziaiulio d'educare

un

collegio maschile, molle scuole

pub-

bliche primarie, un ginnasio e un liceo.

all'orticoltura paiecclii giovanrlti orfanelli speltnnli ni pio istituto

La sontuosa

e pubblica biblioteca arcive-

della città.
r

scovile, eretta dall' arcivescovo Bartolo-

In (juesta l'associazione pubblica ogni

5

meo

Gradenigo, ornata e arricchita

d'ot-

giorni

il

Bnllcllino dell' /Issocìazionc

timi libri e preziosi mss. dal successore

Gio. GirolauJO Gradenigo

che inoltre edificò l'ampio seuìinario, che poi per le •vicende de' tempi fu convertito ad altro
(
I

^'Jgran'a Friulana. Inoltre in Udine si stampano e dispensano ogni giovedì, L' Annotatore Fi-ìiilano con rivista
:
,

politica: ogni domenica, UJlrliiinixtn

uso, e pose

la /pietra al nuovo ospedale), \enne ultimamente accresciuta colla li-

brerìa Bartoliniana, perciò doviziosa di
codici e rare edizioni. E"

Friulano, giornale di scienze. Nel 85^ il consiglio comunale definiti vamenteapprovò il progetto, onde in breve la città
1

pure pregievole

la

fòsse illuminata a gaz.

Con sovrana

riso-

biblioteca privala de'conli Florio. Possie-

luzione dell'oltcjbre di detto anno, fu de-

de Udine un
inalico,

istituto

filarmonico e dramdi lettura
;

terminala

la

strada ferrala, che da Trel'Illirico,

un gabinetto

ha padi

v/50 e diretta verso

recchi librai e stamperie, e

non manca

cile (in quesl' articolo dissi

abbiada Sa^ con Ughelli
il

quanto altro conviene
lana fundata in Udine

alla civiltà d'(ui'ib

che

fu già sede vescovile,

il

che nega

oh.

lustre città, L'Associazione Agraria Friu-

Cappclletli)a passare per Fontanafiedda
e Pordenone, sino al ponte della Meduna, da dove la linea retta dovesse rivolgersi
al nordovest per Udida questa discendere direttamente a Palma Nuova, e da colà sino a Gradisca sull'Isonzo. Quindi nel luglio i853 con

neh 845,

a

motivo

de'forlunosi avvenimenti ebbeefFelto nell'agosto 855. Viene assai lodata e se ne rende ragione con articoli pubblicali dalla Cioiiaca di Milano del cav. Ignazio Canlù, per essere il Friuliil i.° paese della Venezia e della Lombardia, che pensò
1

per Codroipo, poi
ne, e

altra
la

sovrana lisoluzione fu permesso

clic

all'attuazione d'un' associazione agraria,

porta della città d'Udine, che dovea es-

mentre
lissimo

in tutta

1'

Italia ferve

il

lodevo-

sere eretta in conseguenza della piogellala costruzione

amore per l' agricole industrie. ]Ma nella medesima Cronaca si legge,
quanto alla priorità, sebbene con altre poco diverse denominazioni, esistere le

d'una strada
il

di

comuFran-

nicazione dal centro della città verso la
detta ferrovia, porli

suo

nome

di

cesco-Giuseppe. L'imperatore volle be-

società d'Incoraggiamento di Milano, non che di Padova, la quale iniziata nel 1 84 1

nignamente e
ne
la

di

sua spontaneità assumer-

costruzione, e

donò

i

terreni necesfer-

ebbe

azione nel 1846. Dell'associazione agraria Friulana già ne sono benemeriti i presidenti conte Alvise Mocevita e

sari

per l'erezione della stazione della

rovia della città. In Udine nella stagione
della

primavera
fra' vai
città,
i

1

856

fu

aperto

il

nuovo

nigo e conte Gherardo Freschi, ed il segretario d.' Valussi. Ha per nobile scopo, l'esposiziotii d'animali utili e benefici,
di sericoltuia,

leatro della Minerva.

E
il

per nominare

taluno questa

i

uomini che illustrarono
celebre predica-

ricorderò

di prodotti agricoli, e di
;

tore Maflei,

due Lionardi da Udine, l'u1'

nuicchiue e congegni rurali

giiitlerdo-

no

in

teologia,

altro celebre in sagre

naiido con premii e con menzioni onoriiiclie
i

lettere,

Giovanni da Udine pittore (dei

migliori

concorrcnli. Essendosi

cui famosi grolleschi riparlai nel

volume

I

IO
p. 9?.),

udì
GtTgnrio e Romoln Aeie
,
i

udì
per cuoi, che riescono benissimo,
raffineria

LXXIY,
niasei

&
la

Fiancfsco lìo'.^oi tello, Calino, Tiberio Deciano, poeti
Valvasoiie,

Pompeo Erasmo

una grande

per zuccheri,
e

(piide smaltisce da

nn milione

mezzo

Eimas

ili

Colloietlo ìnilialet-

di libbre cnetriche di

lo (iiulaiio, Fraiigipaiìe senatore

Dia
glia

sii^iioietli

(li HoTarcenloe Castel Poipelo

l'anno. Vi
pi di
l'

si

zucchero lordo alfabbricano buone tele, drap-

lana e stoffe di seta. Si raccoglie dalsfi

nel Friuli (del
ili

ramo

della celebre Rinii-

ubertoso territorio copia di vino, e
fa

IÌ0ìut7,ne\ quale e in tanti altri ainel voi.

ne

asportazione nell'altre limitrofe prò-

liioli

ne ragionai, come

LXXIII,

vincie dell'Austria. Vi è pure molto traffico di

162), Cornelio Frangipane giuieconsnlto elocpientee poeta, Claudio Cornelio
p.

legname. Udine surcessead Aipiidignità di metropoli dell'am[>iri
il

leia nella

Frangipane

figlio del

precedente, magiteo-

provincia del Friuli;
s

suo

strato e letterato,

Matteo da Udine
io, lo

incontra negli antichi
il

nome non monumenti se

logo, Daniele Floi

storico patrioGio.

non dopo
che
la

X

secolo. Si vuole tuttavolta

GiuseppeLirutijZanon economista, il can* FrancescoTrenfo autore di diverse opere,
lodato per mirabile religione, sapienza e ingegno. Udine vanta ancora altri insigni
ecclesiastici fregiali delle
tà della

sua etimologia e quella del piccolo

fiume o torrente Torre che vi scorre a fianco, derivino da Odino e da Thor di
lui figlio, divinità degli

scandinavi, pri-

piimarie digni-

mi

inquilini

celti eh'

ebbero stanza nel

Chiesa, abbati mitrati, vescovi e
i

Friuli cMteriormente a' romani. In Udine, intorno al colle, girano de'soltenanei

cardinali,

quali ultimi encomiai di so-

pra.

Ebbe pure
il

parecchi di santa

vita,

a volto

reale di pietre quadrate, opera
e

e di recente

Papa Pio IX a' 27 setiembrei 84^ confeimò il culto immemorabile della b. EIcna ila Udine della nobile
Famiglia de'Valenlini*, tnonaca romitaiia di s.

ardimentosa

stupenda, ove forse prati-

cavano
d'Attila

i

loro ritigli adoratori di

Odino.
unni
altri

Alcuni pretendono
la

di attribuire agli di

fondazione

Udine, ed

Agostino. Udine è

la

residenza

ritengono che già era nobile castello nel

civile e criminale,

d'una regia delegazione, d'un tribunale d'una camera di commercio, e di ogni altra magistratura provinciale, e

VI

secolo.

Con

altri

luoghi fu donata in
d' Aquileia,

piena sovraìiità a'palriarchi

come

poi dirò. Imperocché, per la
vi

lun-

manda un deputalo
in

alla conla

ga dimora che scovo

fecero

essi, e
il

perchè
arcive-

gregazione centrale
provincia ne
cheil terrenoche

Venezia, come
due.

l'ultimo patriarca divenne
d'

i.°

manda
la

Non

è vero

Udine, secondo

il

praticato in

circonda

sia sleriledi

altri simili articoli, in

questo per unità

sua natura, come pietese qualche scrittore; esso invece è fertile e collivatissimo,
e

d'argomento mi proposi di riportare compendiosamente la serie de' patriarchi ili
Aaidlcia,
il

non

si

acquista che a carissimo prezzo.
i

che effettuo con più sicurezsacerdote Capsuoi documenti,
;

L'aria è pura, ed

dominano. La sua posizione non è molto accomodata al commercio, uè finora alcuna grandestrada commerciale l'attraversò; nondimeno ha mollo traflico, e 3 mercati di biade ogni «ellimaiia, uno di animali ogni mese, e oliere annue vi danno molto movimento. La piccola industria vi fiorisce le grandi fabbriche son poche; havvi
venti la
;

za e soddisf.izione, ora che criticamente
la

pubblicò rettificata

il

[ìelletti,

insieme

a tutti

i

memorie, bolle
l'articolo,

e diplomi

e ciò

nou

so-

lamente per supplire

alla brevità di quel-

ma

eziandio per essere opporsi

tuna

a questo, nella cui storia
oltres'i a'tanti altri
I

conqievi

netra, ed

che

hanno

relazione.

però molti
ti

telai
la

per canapa e lino, e molseta,

e franchi, di
si

duchi del Friuli longobardi cui superiormente riprodusi

filatoi

per

alcune grandi con-

In serie

cronologica, e poi anche

pa-

U D
finché
<lel
j)i

l

udì
cidato, e queU'urnii raccolse in

ih
Udine
!e

liinichi (l'Aquileia seileUero n Civi<lale,
jilia

fine Uiline

divenne meIin[)oIi
pilriarca
la

sagre sue spoglie. die a vea egli nobilmente
appiesla'.n per la traslazione de' gloriosi

incidalo sovrajio de' [ìaliiaiclii nel
il

secolo XIII, aveiido-'i

Per-

toldo o Bertoldo pel i.° trasferita

sua

sede e

la

sua corte. Tosto Udine risplenle fti

delle in niodo, che

dato

il

nome di

Nuova

Aijìiih'ui.^eWri stesso secolo e nel
la

martiri, che riposavano in A<jnileia,diche dovrò meglio riparlare. Ne vendicò Teseorando allentalo le pontificie censure di Clemente VI, e la spada della giustizia impugnata dal patriarca successore NicoIo
I,

seguente ciehhe

ciliàper molte nobili

ondei

rei

subirono

la

meritata pena,

famiglie, die da lulla Italia accorrevano

e

non rimase

pietra sopra pietra nelle loil

n cercaivi rifugio. Accolse nelle sue

mura

io terre. Narra
lo

eh. avv. Castellano nel-

Federico
naggi

II

imperatore, nienlredirigevasi

n Piotna, e poiallri sovrani ecelebiiperso-

Che nel 3 19 Danle vi fu accolloda Pagano tlella Torre, lo ricordai nel voi, LXXV II, p. 3o. Il patriarca Raimondo
I

I

I

Torre o Torriani, ed successori nel secolo XIV, ebbero ne(|uenti giieire or
della
i

Specchio f^eogiv/fJco-storicOy ch'egli ottenne dal Papa Innocenzo Vld'innaU zare al rango di cattedrale la chiesa di Utliue,alteso il sempre maggior decadimenlo d'Aquileia; ma tale asserzione è inesalta per quanto dovrò raccontare. L'avvenitnentodi Cailo
solenne accoglienza
recò a

IV
gli

alla dignità itnpe-

con Treviso, or co'conti
I

tli

Gorizia, or coi

rialecompì l'esultanza degli udinesi, che
fecero, in

Caminesi signori di Treviso, di Fellre, Bdiunoj e conaltri. Ma fiiunmisehiando lo spirituale col temporale potere, scomunicò tievigiani che non avea potuto vincere colle armi, per cui colpiti dalla
di
i

uno

alla

sua nobilissima corte, quando neliS'i'ìi
si

Roma

per ricevervi
le

la

corona. Di

poca conseguenza furono
tatesi nel Friuli sino
si*

contese ecci-

i

aliSBi;

ma

in

que-

terribile censura nel
la td
s.

i

2()2 appellarono al-

anno

fatale, posti in

amara

collisione

Sede.
i

Fu Raimondo

però, che

la cit-

gì' inleressi

degli tidinesi con quelli del
la

ed

borghi, già ben ordinali da Dei lol-

patriarca, fu questa
li

fonte di rinascenil

do, cinse deiratluale muraglia, ed apri ai

sciagure.

Ne
nel

fu causa

rifiuto di Pa[)a

Torriani proscritti da Milano un asilo,che
sollo
fu
il

Urbano VI
lezione di

patriarcato di

Pagano

della

Torre

non voler confei'n)are l'eLodovico proposto di Livv al

comune

oltre a Dante, a Boccaccio, Pealtri illustri ospiti,

patriarcato, al dire del Castellano, o piìi

irarca,

Gino e

ch'ebbe-

ro in quella corte nobde e generosa accoglienza.Le fazioni però che divisero l'Italiain quell'epoca iiifausta,penetraronoan'

veramente Tristano Savorgnan,innalzando in vece a quella dignità e con titolo di
aiiìminislralore
il

cardinal Filiipo d'AFriuli, che in sostegno
il

lenson. Sei annidi sanguinosa guerra civile

che in Udine, Guelfi e Chi/cl/ini, e iVima sanguinosa mischia fra le due polenti famiglie Savtirgnan e Andieoti, ne fu lo

desolarono

il

degli udinesi concorse

e

la

repubblica di Venezia, mentre

scoppio dal patriarca represso col sangue
dfi'principali congiurati.

pa aiutato dalla
conti signori di
la la

Ungheria il Pacontraria parte, non che
re d'
tli

Ma

verso

il

i

34B

da'Carraresi signori

Pailovi e da' Viscontesa col-

arse più feroce

la

guerra del partito pa-

Milano, persisteva nella

Inarcale contro quello de'viui feudatari e

sua scelta.

Terminò

malcoulenti friulani, ed
patriarca b.
fede erasi recalo in

miseroe ottimo Bertrando, che sotto buona
il

volontaria rinunzia del cardinale, cui

Padova al sinodo convocato dal cardinal di Boulogne legalo
soUoSpilimbergodielroac-

ni

venne canonicamente sostituito GiovanV di Moravia, figlio naturale dell'im-

peralore Carlo IV.
alle

Non

rispose però egli

pontificio, fu

speranze degli angustiati udinesi,
il

canita zulFa da' ribelli

barbaramente

tru-

poiché

suo fiero carattere suscitò nuovi

112
(Iella

udì
possente fimi iglifi Sa vorgiian, e
l'in-

V D
gismondo imperatore

I

guai. L' nslio disfogato coiifro gli nmlci

sede. Sì cerilo fratlanlo

la

guerra

Ira .Si-

e re d'

Ungheria
riuscì ai

sidiosa
tlì

uccisione del piincipal niemliro

colla repid:)blica di Venezia,

essa Federico,

cagionò
il

la

più fuiiesla

friulani di liinaneie attaccali agli a(nici
vicini,

leazione, dalia quale

patriarca scaiiipò

ma

dovettero pi<gare dalla parte
patriarca

colla Fuga; esel)l)eiie la

mediazione della
poi evitare
il

di

Sigismondo; anzi alcuni pielendono
il

repubblica di Venezia avesse dato luogo
a

che a sua istigazione fu eletto

componimento, non potè
di
lo

Lodovico
giò per
te,

II

duca
Gli

pugnale

Tiislano Savorgnan, che con

lui.

Tech e che partegungheri, come altre voldi

nuovo misfatto vendicò

scempio pater-

no, siccome vuole il Castellano. Dopo il breve tratto, in cui tenne Antonio Gae1

lani

il

patriarcato, rinunziato pel cardi-

la nomina di Antonio Panciarini friulano a patriarca neli4o2 di Ijonifacio IX, bandi ogni di-

nalato a cui fu innalzato,

armata mano occuparono e desolarono il Friuli, ma ad essi oppose Venezia prodi capitani Carloe Pandolfo Malatesta di Rimini, eil una tregua quinquennale sopravvenne fi a'contendenti. Questa
i

spirala,

i

veneziani

si

rivolsero energica-

mente

a terminar nel Friuli ogni dissen-

scordia e riempii popoli d'esultanza. Man-

sione; e

quantunque
la

il

patriarca avesse

Papa Innorenzo VII; ma lo scisma d'occidente che lacerava la Chiesa riuscì fatale anche agli
tenne questo stalo
di quiete

ottenuto

conferma di Martino V, tardi invocandone la mediazione venne col Friuli Cdine ancora in potere della re,

udinesi, perchè suscitatosi

ut^

contrario

pubblica di Venezia, remlendosi

al

gene-

parlilo pose

il

Panciarini in disgrazia con
il

rale Filippo Arceli e al provveditore iMar-

Gregorio XII,
nel

quale giunse a scomuni-

co Dragadin, con che Tristano Savorgnan
I

carlo e deporlo, surrogandogli

Da Ponte
1

iciq)erò

i

confiscati suoi beni e suggellò
Il

1409. iMal sodrendo gli udinesi il fatale avvenimento, impedirono al Pap di
tenere nella loro città
il

la

riconciliazione de' popoli.

patriarca

già

convocalo

Tech fu espidso dalla sua sede, ed inutilmente si alfaticò [ter ricuperare la perduta

concilio, e dojio le quasi precipitose o agi-

sovranità.EugenioI V fece pali'iarca nel
e poi lo creò
1

tale sessioni tenute a Cividale, di che do-

1439 Scarampo Mezzarola
ne stipulata
la

\iò riparlare, dovè salpare sotto meniite spoglie da Lalisana, ricondotto dalle galere di Ladislao re di Napoli ne'suoi stati.

cardinale. Sotto di (juesti e nel

44^

ven-

famosa Transazione, con

Aderivano intanto gli udinesi al sinodo di l*isa, adunalo contro Gregorio XII e r antipapa Benedetto XIII, ed due patriarchi disputaronsi per lungo tem[)0 il
i

il temporale dominio de'palriarchi, ed Friuli divenne dominio veneto. Udine, insieme col

che definitivamente cessò

il

parlansenlo provincialee colla cittadinanza,

avea governato

la

patria sotto

la so-

territorio.

Benché Alessandro V
si

eletto

vranità de'paliiarchi, e

dopo

detta epoca

]*apa dal sinodo
al Panciaruii.

mostrasse favorevole
le

solto quella della [)ossente repubblica di

pure

divisioni fomenta-

Venezia fino
il

alla

caduta

di questa.

Cosi

le dagl'imperiali, e riprodotte sotto

Gip-

Friuli e Udine sua metropoli seguiroi

vanni
(la

XX ili, successore d'Alessandro V,
Roma accettando
Otianlo,
seil

no

destini, prinia de'palriarchi >y Jqiii-

l'indussero a ritirarsi in

quello

cardinalato, e trasferito da
il

Gregorio XII

Da Ponte ad

Ida e poi della repubblica di / cmzia, onde la storia di cpiesta e di quelli si rannoda alla loro, ulteriore motivo che pieci|)uamente m'indusse
in

condo

il

ih. Castellano

(ma

non pare,

quesl'tuticoloa

poiché l'Ughelli dice che tornò «Ila sua sede di Concordia, e il Cappelletti che
passò a quella di Zara), rimase libera
la

riferire la serie de'palriarchi, cui succes-

sero

gli

arcivescovi d'Udine. Questa città
1

desolala dalla peste nel

5i

i

e nel

iG56

udì
hriiicipalinenle,

.

udì
lenente Barbaro imbandì lauta
Indi
il

1,3
mensa,
pe'confini au-

non giunse
JNi-I

[)iù nlla pri-

inicra sua popolazione.

fu onorala delia presenza del l'apa Pio

1782 Udine VI
i

Papa s'incamminò

siriaci, giiir\lo aVjnali

ringraziò inomina-

nel suo viaggio a Vienna. Narra mg.'Dini

nti suo Diario, clie
rjiiirzo

il

Papa mercoledì

3

ti due procuratori, incaricandoli di vi vamente rappresentare al senato veneto la

(line, nel cui tragitto fu

ad orei5 partilo da Selcile per Uveramente mira-

sua riconoscenzae diessere rimaslosen»;ibilissimo per leallenzioni ricevute. Pio
nello slesso giorno

bile lo straordinario concorso del popolo,

VI pervenne a Gorizia,
essendosi

più parlicolarmeiite nelia vasta pianura
tl(;l

capitale della bassa Carniola ne'dominii
aiislriaci.

rapidissimo Taglianiento, ove fu Irò-

Nel

i

797

Mantova
i

vaia

pronta per varcarlo nobile peola
il

resa a' francesi, ne fu conseguenza

ne-

pel Papa, ed a servirlo

cav. Valvason»

goziali fra l'Austria e la repidjblica fran-

A 22
te

ore

il

Sommo

Pontefice feliccinen-

cese per la pace,

i

cui preliminari filli a

giunse in Udine capitale del Friuli Venobile e magnifico palazzo del conte

iicto floridissima, e discese dalla carrozza
al

Leoben, produssero le conferenze d' Udine, dove dimoravano pIeni[)otenzi;jri
i

nuslriaci, e in

Passariano o Passeriano

Antonini, fatto diligenlemenle preparare
dalla repubblica. Ivi fu incontrato dal1'

luogo del Friuli, dove abitava Napoleo-

arcivescovo diocesano mg.' Gio. Giro-

iamo Gradenigo, da mg.' Bonifacio da Ponte vescovo di Capo d'Istria, dal nobile
Giovanni Ba-rbaio luogotenente nelFriuli, e da un gran numero di nobiltà con
isplendida formalità. Asceso Pio

ne I3ouaparte comandante de'francesi nel palazzo magnifico de'Manin. Ne fu risoltato il famoso Iraltalo segnalo a Campo-

VI

nel

suo appartamento, ammise
tedella
siastici

a paiticolare

udienza mg.' arcivescovo e piovincia,ed altri
;

il

luogotenen-

distinti eccle-

e di[)oi

ammise

al

bacio del piede

Formio, nello slesso Friuli, a' 7 ottobre da Bonaparte e dal conte di Combentzcl, il quale fece cessare la repubblica di Venezia, che colla più parte de' suoi stali, compresi Udinee il Friuli, passò nel dominio dell'Austria. Indi per nuove guerre il Friuli e Udine fecero parie del regno d'Italia, ed Udine divenne capoluogo del
i

tulla

la

nobiltà, molti altri ecclesiastici e

dipartimento
e

italico di

Passariano,

nome
ig

regolari, e finalmente soddisfacendo al-

derivalo dal suddetto memorabile luogo,
si

r istanze del degno pastore, compatti

al-

formò

di

4

distretti, suddivisi in
1

raffollalissimo popolo adunato nell'adia-

cantoni formanti

3

cente piazza l'apostolica benedizione. Sic-

290,000

abitanti.

comuni e con più di Divenuto Napoleone I
1

Papa ne' dominii veneti era accompagnalo da' procuratori cav. Pietro Luigi Contarini e Lodovico Manin, conil

come

imperatore de'francesi e re d'Italia, dichiaro duca del Friuli il gran marescial-

siderando che nel dì seguente ne sarebbe liscilo, per dimostrare ad essi paterno af
felto e riconoscenza,

donò

al

cavaliere

due

Duroc di Pont à Mousson, maggioi8i3 nella balta* glia di Lutzen. Nel i8 i4 Udine col Friuli tornarono al dominio dell'auguslacasa
lo di palazzo

poi ucciso a' 2

corone

di lapislazzuli alla cavaliera bel'altra

d'Austria, e vennero compresi nel regno

nedelle, una per se e
le, e distinse
il

per

la

consor-

Manin
nella

col dichiararlo ca-

Lombardo- Veneto. Nel 848 lalia, anche Udine si pose in
i

insorta

l'I-

libertà nel

\aliere aurealo,

che solevasi praticare
di

in

forma medesima Roma cogli Aiu'

marzo,

ma

tosto tornò

all'

ubbidienza

imperiale.

luisciatori\ey\^\\\ìv\m:\
1

àcW rdiciizn[l .) congedo. A' 4 Pio V I ascoltò nelia metropolitana la messa celebrala dal suo cappellano mg.' Ponzetti, ed il luogovoL. ixxxir.
-

Aqidkia propugnacolo d'Italia contro
le irruzioni

de'barbari, appellata allraRo

n)a, sulla

sponda del fiume Natisunee

cir-

ca 12 miglia dall'Adriatico, già imperiale,

..^

8

flK^.u A.1MA WlA

h

4

1
1

udì
popolo; invasa e distrutta dagli
poi alj|jaiulonata dai

UD
gono doro
tro
i

I

splendida per magnifici edifizi e pernuiiiei'oso

11 del

29^, Agapito

del

3oo, Teo-

fu nel

3i4

al concilio

d'Arles con-

unni,

lifiiblu icala e
,

donatisti. Benedetto del
al

332
si

inter1

snoi pastori
lustro,

decadde talmente dal suo

venne

sinodo

romano

di

s.

Giulio

nel

che ora trovasi ridotta alla condizionedi meschina città o villaggio del retano Illirico nel governo di Trieste, e malsana dimora di pescatori e marinari. Si ha
dalla C6>stante tradizione, convalidata da

337. Fortunato o Fortunaziano
scrisse nel

sotto-

347

al concilio di

Sardica, ab

Jlalia de Acjitìh'ja^ lodato pastore che ospitò s. Atanasio patriarca d'Alessandria acerrimo impugnatore degli ariani, ed anche Valente vescovo di Mursa e Ursacio vescovodi Singidon, che nel conciliodi Mi-

mollecronache, che
stoli
s.

il

principe degli apos.

Pietro inviò

il

suo discepolo

Mar-

co evangelista
la fede di

in Aquileia, nell'anno /^o

lano aveano per politica abiurato l'aria-

circa dell'eia cristiana, per

promulgarvi

nesimo,

al

quale fecero poi ritorno. Per

Gesù Cristo e piantarvi la sede vescovile, come eseguì, onde ne fu l'apostolo e ili," vescovo. Quindi bramoso dopo un settennio di rivedere 1' amato
maestro,
si

frode degli ariani,com'altri,Foi timaziano
fu strascinato nell'errore, n»a

sembra che
nell'errore.
fu al si-

non

fosse ariano,
il

sia

morto

Circa

propose

di recarsi a
vi

prima

di lasciar
il

Aquileia
s.

Rouìa, e stabilì suo

368 fiorì s. V'alerianoe nodo romano del 36q; radunò e

presiedè

nel 38iil concilio d'Aqnileia,e pel i.° lo
sottoscrisse. Nella lettera sinodale pel concilio

successore

discepolo
;

Ermagora ad
volle consa-

istanza del jìopolo

ma non

tenuto nel 382

in

Roma

da
s.

s.

Dama-

grarlo senza
])0 della

il

pern)csso del supremo caconfeiì l'episcodi

so
di

1,

viene nominalo prima

Ambrogio

Chiesa. Perciò lo portò in Pioma,

e

ivi s.

Pietro stesso

gli

quello d'Aquileia, e poi

si

Milano, eh' era intervenuto anche a s. Valeriano che
recò.Nel

pale ordinazione,

dopo

che tornò

alla

sua chiesa che vivau>ente lo desiderava.
IN'on
s.

assai dotto,
s.

mancano sostenitori, che celebrano Ermagora fondatore del vescovato Ai

388 gli successe s. Cromazio, probabilmente consagralo da Ambrogio, poiché per la disciplina d'ali

lora

quileiese e suo pioto-episcopo. Moltipli-

candosi
tili

fedeli, la
il

persecuzione de' gensuolo del glorioso e fe-

tosto innaiìlò

due vescovi d' Aquileia e Milano si doveano scambievolmente ordinare s. Cromazio pacificò con s. Girolamo il monaco Piufìno d'Aquileia, nato in Concor:

condo sangue de'martiri, essendone le primizie le ss. Eufemia, Dorotea, Tecla ed Erasraa nobili vergini. Anclies. Erniagora riportò la

dia, dottissimo

inoltre fu
gli

autoredi molle opere; ed benemerito della condanna deper Topere che
scrisse.

errori d'Origene, della difesa di s.Gio.

corona del martirio, forse

G risostomo, e

Nel

verso l'anno 70, in compagnia del suo
jtrcidiacono
s.

407 Agostino beneventano
quileiesi tra le desolazioni
feroci goti nelle piovincie

eruditissimo

Fortunato, che dalla fan-

e zelante dell'ortodossia, fu eletto dagli a-

ciullezza uvea

cessole nell'

educato e designava sucepisco[)ato. Ambedue sono
le reli-

che recavano

i

da

essi invase,

principali protettori dell'arcidiocesi d'U-

e da' quali erano oppressi. Gli unni mi-

dine

,

la

quale ancora ne venera
i*apa

quie. Altro illustre e glorioso martire fu

nei 167

il

s.

Pio

I

nato

in Aquileia.

nacciando imminente e sterminatrice irruzione, per lo spavento da cui erano compresi gli aquileiesi, il provvido vescovo
cercò loro un sicuro asilo nella vicina
soladi
i-

Assai sconvolta è nell'antiche cronache la

immediati pastori, dopo s. Ermagora. IVel 274 circa, e dopo lunga vedovanza della cattedra, si pone s. Ilario
serie de'7

Grado, dislante4

leghe circa

pi-es-

so le lagune di ]^fai-ano, già sede vescovile nella provincia

d'Udine. Era Grado

inaitirc, indi Crisogono

I

del ^HT), Criso-

sino da'iempi antichi quasi

un soltborgo

udì
e porlo

udì
i

h5

marittimo cV Aquileia, ove

pri-

mitivi cristiani aveaiio eretto oratorii e
chiese. Ivi
il

Aquileh. Nel ;)oo diventò vescovo !\Iar Cellino romano, che nel 5u3 fu in Pioma
al

vescovo Agostino feceetlifl-

celebre sinodo Palmare, e di sovente

care molte case per abitazione del suo

passava da

Grado

in

Aquileia, ove

gli

a-

popolo,

fofs'

anche

il

castello, e perciò

riani per la prolezione de'goli dissemina-

venne comunemente celebrato fondatore
delia città. Si distinse inoltre nel confutare
i

vano
dirne

i

perniciosi luio errori,
le

onde impe^
I

funeste conseguenzf. Stefino

gli

errori de' Pelagiani, difendendo
cattolici.

del DI 5, oriundo da Milano, esercitò si-

dogmi
o

Gli successe nel

434 A-

delfo o Dolfino di Aitino, ed a questi nei

multaneamente il pasloral ministero in Grado e in Aquileia. Gli successe nelTSt)
Macedonio, e da esso derivò
il

442

443 Massimo
s.

;

indi nel
I

444 Gen-

deplorabile

naro, a cui scrisse

Leone

perchè con
Di-

scisma, che tenne separata per

un

secolo e
s.

diligenza estirpasse dalla provincia aquileiese ogni avair^^o d'eresia pelagiana.

mezzo
cia

la

chiesa d'Aijuileia dalla
egli e
i

Sede,

allorquando

vescovi della provinsi

venuto

nel

45 vescovo Secondo,
1

nell'an-

metropolitana aquileiese

rillutaro-

no seguente con profondo dolore vide distruggere dal ferocissimo Attila re degli

no di sottoscrivere la famigerata condanna de' Tre Ctipiloli {f^.), pronunziata
nel

lumi Aquileia, Aitino,
vile fu poi trasferita a

la cui

sede vesco-

553

o nel 554- Narsete patrizio e du-

Torccllo, Opiter-

ca, contro la
siastica,

memorata

disciplina eccle-

gio ora Oderzo, Concordia,

Padova

e

J^oro Giidio o Cividalc. Non pare che Aquileia restasse totalmente diroccata,

za in

condusse Macedonio quasi a fòrRavenna, sede del governo degl'im-

peratori d'oriente, per consagrare Vitale
in

continuando a
scovo
s.

risiedervi

Secondo, e
gli

il

ve-

vescovo di Milano, nella qual città do
si

Niceta greco che

successe nel

vea ciò eseguirsi. Tale violazione

ri-

453

o nel 434)'' q"'de però pose in salvo

petè nel 5 jy,
leia,

quando

Vitale consagrò in

nel castello di

Grado

le

sagre reliquie,

i

Uavenna Paoloo Paolino vescovod'Aqiii-

tesori di sua chiesa e le
gli

femmine. Sedati

ambedue

scismatici e separali dall'u-

sconvolgimenti della terribile inva-

nità cattolica, e

Papa Pelagio

I

disappro-

sione, parecchi profughi tornati alle loro

famiglie, comepianli per morti, alcune lo-

vò tale irregolarità canonica, perchè non fatta la consagrazione nella città del coasagrando, nella quale dovcasi poi'tare
del
il

ro mogli erano passate ad altre nozze, perciò

reclamarono

al

vescovo. Questi consul-

consagratore, risultandone cosi l'assenso
siedere
si
I

Papa s. Leone I, il quale sotto pena di scomunica le fece ritornare a'propri mariti nel 458. A s. Niceta nel 4B5 fu sostituitò

popolo e della chiesa, a cui dovea preil cousagrato. Vieppiù sotto Paolo rassodò lo scisma, e propriamente pel
s'appropriò
il

to Marcelliano originario di Tessalonica,

titolo di

Patriarca^neì

che fondò

monastero Belinese e la chiesa dis. Martino, ove nascose corpi de'ss. Ail
i

quale articolo parlandone, seguendo altri, dissi che alcuni considerarono il prelato
\\'

quileiesi per toglierli

dalle profanazioni

Acjinleia

\.°
il

prelato d' Italia, mentre
è l'arcivescovo di

de'barbaii goti, che meditavano altre irruzioni. Di fatti nel

desso

dopo

Papa

RU'

4^4

i'

loro rearianOjeseguì

la

famoso Teodorico temuta invasione;
in periculo
la

laonde Marcelliano vedetidosi
od Aquileia,
si

venna, perchè ne Sinodi o Concilii dopo il Papa e l'imperatore sedeva l'arcivescovo ili Piavenna, il -2.° luogo lo godeva l'arcivescovo di Milano,
il

recò a stabilire
di

sua

resi-

3.°

il

patriarca di

denza net castello

Grado,in cui
ì\v\q

la conti-

Aquileia, a seconda del decretato da C/c-

nuarono per più

di

secoli diversi dei

suoi successori, finché

divenne altra cat-

tedra pati iurcale, distaccata da quella di

mente II, e riferito ne'qui ricordali articoli in mancanza dell' imperatore e degli arciveicovi di Ravenna e di Milano, sede:

Ji6
loiio ne'concilii
i

udì
patriarchi d'Aquileia e
"S.^a

udì
cìie ivi dicesi dal

Pupa adunalo; laondirio
p.

diGrado, il

I

."a

destra eil
1'

sinisliadcl

pailando
dissi

di

quel concilio col
il

Mansi, lo
varie

Papa), secondo

uso de* goli epoi anche

supposto; luttavolla
gli atti

lodato scritle

de longobaidi,
distintamente

di

nominare patriarchi
i

in-

lore ne pubblicò
lezioni,
tentici.

secondo

tutti

inetiopolilani,percui
in

però non riconoscendoli perauIS'el

con questo

titolo

furono chiamati

quel-

586

eletto patiiarca

Severo

l'epoca INIassimiliano di Ravenna e Lo-

scismatico di Ravenna, ove l'esarca

Smaaltri

renzu di Milano. Riferisce
iialdi.

l'aHiialisla

Ri-

ragdo con violenza
3 vescovi

lo

condus>e con
e

che
s.

s.

Giegorio

di

Tours chiamò

dell' Istria, cioè

Giovanni
Vinilemio

di
di

patriarca

Nicezio arcivescovo di Lione,

Parenzo, Severo di Trieste
Cissa, ed in

e

cos'j

il

concilio di ]\Iacon appellò Prisco

pure arcivescovo di Lione. Aggiungeche ancora gli eretici ariani ebbero in coslulue di chiamar patriarchi loro priucipai

iurare e
Ioli;

un concilio li costrinse atl abcondannare fimosi Tre Canii

ma

tornati alle loro sedi ricaddero
\\\

nello scisma, anzi radunatosi

Marano

li

vescovi, e cosi parimenti gli altri eretici

uh conciliabolo,
lutti
i

a cui intervennero quasr

separatisi dalla

comunione
il

cattolica diItalia
il

vescovi sulfraganei della provincia

cevano patriarca
fino a quell'epoca

capo loro. In

aquileiese, ne ripristinarono la difesa per-

non era
non che

slato dato
al

linacemente, e persisterono nello scisma
pel favore dell'

titolo di patriarca se
ì

Papa,n)a

imperatore Maurizio, in
s.

vescovi veneti, dell'Istria e della Liguria

onta allo zelo

di

Gregorio

I

per estiu-

divisi nello scisma dalla chiesa
si

fecero Paolo d'

romana, Aquileia supremo pre-

guerlo. Severo dopo aver mostralo pre-

mura per
leia,

rifabbricare la distrulla Aquila cattedra, mor'i sci-

lato in luogo del

Sommo

Pontefice, no-

per ristabilirvi
la

minandolo p7^/-/V7r(<7. L'uso del qual nonie fu poi permesso dallo Sede apostolica
pel manteoiraenlo della pace. Paolo di-

smatico nel 6o6, Per l'elezione del successore cominciò
aquileiese in

divisione della sede

due

parli,

dappoiché insorta
la scella

morava
leia;

parie in

Grado

e parte in Aqui-

questione nel clero per
Iriarca,
si

del pa-

temendosi l'irruzione de' longoliardi, verificatasi con Alboino loro re, che
il nuovo ducalo del FriuPaolo trasferì stabilmente la sua residenza in Grado, e come luogo sicuro vi portò lutti gli avanzi delle sagre

ma

formarono due

partiti,

l'uno
Quelli

di scismatici, l'altro di ortodossi.

nel

568

stabilì

in Aquileia elessero, con l'assenso di ^Vgilulfo re de'longobardi e di Gisulfo

li,

lo stesso

duca

del Friuli, l'abbate Giovanni
i

I

scismatico^

cattolici in

Grado

elessero col favore dei-

reliquie e degli ecclesiastici tesori rimasti
nella desolata Aquileia.
gli

Morto

nel

569,
sci-

Smaragdo, V ortodosso Candidiano; ed enti-ambi all'ubbidienza del da
1'

esarca

successe

il

patriarca Probino, pure
1

loro eletto

si

sottoposero, ciascuno inli-

smatico; indi nel 57

Elia, eletto soltanto

lolandosi patriarca d'Aquileia, con l'ag-

da alcuni vescovi
chiesa di
ledrale, e
li

della provincia, che

am-

giunta ù^tW antica e della nuova Aquileia, a

pliò lo scisma, eresse in
s.
il

Grado

la

vasta

tenore della diversa residenza. Mor-

Eufemia che diventò la colcontiguo patriarchio, nonché
di s.Pictro
s.

to in

Grado
in

nel

612 Candidiano,

i

callo-

liei ivi

elessero patriarca d'Aquileia resi-

monastero

per

le

sagre vergipei n>o-

dente

Grado Epifanio,
Giovanni

cui nel 61 Stir-

ili,

e quello di

Maria

di

Rarbana
la

ca sostituirono Cipriano di Pula. Intanto
allo scismatico
1

Jiaci.rs'on

conviene il eh. CappelletlijchePetraslazione
col

successe ver-

lagio

II

abbia riconosciuta

so

il

628 Marciano,

altro stismalico, par,cl-

della sede d'Aquileia a

Grado, come

triarca anch'egli il'Aquileia icsidente

iWovaes riportai in quell'articolo, e crede
ebieie alterali gli alli del concilio perciò

l'antica Aquileia.
circa
il

Ma

cessato di

nìumc

628,6

altresì

moito

1'

oilotlo;,at>

1

udì
Ciprinno, insorse Io scismnflco Fniltinato,

udì
faceva in quest'isola.
vincia a(piilciese

che proietto da' longobardi occupò
in

117 Avendo tutta la produe capi cattolici, ven-

colla violenza la sede aquileiese di (ir;i-

do, e quindi riunì nuovamente
il

un

solo

ne necessaria una divisione, e che a ciascuno fosse canonicamente assegnata la
sua propria diocesi. Pertanto Sereno
li-

patriarcato aquileiese. Fortunato reil

catosi a G4'ado,

cui clèro cattolico gli
le

cevè
ca e

il

pallio

da Papa
di

s.

Gregorio

II,

eoa

negò ubbidienza, ne saccheggiò
e fu costretto
iiions, lungi
Jeia.

chiese

ingiunzione
la

litirarsi nel castello di

Cor-

cliie^adi

non molestare il patriarGrado, e continuò ad ave-

i5 miglia dall'antica ArpiiQuindi il detto clero sci isse a l'apa Onorio I, perchè l'aiutasse a liberarsi di Fortunato; onde il Papa versoli 63o indirizzò lettere a' vescovi della Venezia e
dell'Istria per esorlarli a cacciarlo dalla

re la sua cattedra pontificale in Aquileia

Cormons, con giurisdidominio Longobardo, massime nel Friuli. A Donato
con residenza
il

in

zione entro

territorio del

si

assegnò la cattedra di Grado, ove dimorava, smembrandola dalla provincia

loro provincia, ed a ricevere in vece per

e dalla diocesi d'Aquileia, e
la

formandosi

loio capo Primogenio suddiacono regio-

sua co' possedimenti e territorio della

nario della chiesa romana, che loro inviò.

Fu

ricevuto e riconosciuto patriarca

repubblica di f^enezia, in uno all'/iV/'/Vr, egualmente per disposizione di s. Gregorio 11: così
il

d'Aquileia con residenza in Grado, e fu
il
I

Donato

fu in certo
Il

modo
pa-

ad essere insignito dal Pa[)a del sala

I."

patriarca di Grado.

titolo di

gro pallio; esercitò
eattolici

giurisdizione sui
la

triarca derivò a'diie pastori delle chiese

dell'ampia diocesi aquileiese e

d'Aquileia e di

Grado

a

poco a poco e in-

metropolitica nella provincia,
scismatici l'esercitava in

come sugli ambedue Fortui

sensibilmente, finché poi dall'uso e dalla

consuetudine
a quello di

fu loro

confermalo, prima
posteriormente
s.

nato. Successero a Primogenio e s'intito-

a quello d'Aquileia, indi

larono patiiarchi
cilio di

d' Aquileia,

cattolici
fu al

Grado stabilmente dopoché

Massimo dalmata che
del

nel

649
11 di

con-

Leone
dell'
I
I
I

111

mandò

ì!

pallio a

Fortunato

Latcrano, Stefano

l'arenzo

670, Agatone

di Trieste nel

6y5 che
del

8o3 e chiamandolo patriarca. Nel 55 patriarchi di Grado divennero pri1

sottoscrisse al sinodo

romano

679,
e

e Cristoforo del 685,

tutti riconosciuti

sostenuti da' Papi, dagli esarchi di

Ra-

mati della Dalmazia; finalmente nel 45 per r unione della veneta chiesa di Castello a quella di Grado, derivò l'attuale
diocesi patriarcale, metropolitana,
ziale di
alla

venna

e dalla repubblica di Venezia. Frat-

prima-

tanto Fortunato

Cornions e proletto sempre da' longobardi, ebbe a
rifugiato a

Venezia (F,). Questa in ordine gerarchia ecclesiastica, quanto al suo
i.""

successori altri scismatici, nel
nel tS63 Giova uni ll,nel
nel

649
lo

Felice,
Ili,

titolo patriarcale, è la

chiesa d'Italia,

680 Giovanni
abiurò

dopo
noi
tà,
la

la

suprema Sede

di

Roma, benché

698

PietiOjil (juale

scisma e

sia in

ordine a preminenza e antichi-

rientrò nell'unità cattolica, succedendogli nel 7
I

I

Sereno.

Dopo

la

morte di Criil

stoforo, essendo

già anche

clero del

pallilo scismatico divenuto cattolico, co-

imperocché la figlia primogenita delSede Apostolica, la i."* dopo la Chiesa Romana, é l'arcivescovile di Ravenna. A Sereno verso il 726 successe il pail

me

lo era

Sereno che s'intitolava patriar-

triarca Calisto arcidiacono di Treviso,

Cormons, verso il 716 fu eletto in Grado Donato, che pollando il medesimo titolo, iropro;pnamenle si chiamava da altri patriarca
ca d'Aquileia e
in

dimorava

quale nel 780 da Cormons trasferì la sua residenza in Ch'idale del Friuli o Città
d' Austria, \>er cui
re delti
i

patriarchi furono

pu

Foro

Juliesi e del Friuli. Egli

di

Grqdo, per

la

materiale resideuza che

rinnovò lequestiouidel predecessore con-

ii8

UDÌ
palriaicii di
111

U D
fu
il

I

no

il

Gregorio

Grado, per cui Pfipa s. cii ca il 784 l'ammoiù e gii co
i

dolio

s.

Paolino di Premariaco

me-

glio di Cividale, che intervenne a'diversi

mandò di

reslituire a quello

luoghi usur

sinodi adunati a istanza di Carlo

pati di sua giurisdizione, al

che ubbidì
la

ed

in

quello di Ratisbona del
col

Magno, 792 ottenquale con-

prontamente. Ristorò e abbelPi

basilica

ne da esso ampio diploma,
ferì al

di s.Gio. Battista, e nella chiesa di sua resi-

clero della chiesa d' Aquileia pie-

den7a,oggi insigne collegiata, fece cosimi re
il

nissimo diritto e assoluta libertà di eleggersi
il

battisteriodi inainio,

il

quale tempietto

suo patriarca per sempre.

fu riedificato nel declinar del secolo

XV

tro diploma Cai lo

Con alMagno confermò alla
i

ed è sagro
vi

alla B.
i

Vergine. Nella della ce-

chiesa d' Aquileia tutti
privilegi

possedimenti e
da' re e dai
s.

lebre collegiata

prendevano

il

dAquileia solenne possesso, dopo
patriarchi
ili
il

ad

essa accordali

duchi de'tempi precedenti. Tenne
lino

averlo preso nella loro metropolitana
Aquileia. In tale funzione
del capitolo soleva consegnare al

im sinodo

nel

796

in Cividale,

Paoche i

vice-decano

padri in esso intervenuti chiamarono metropoli,

nuovo
del suo

patriarca sedente sul trono pontificale,

tropoliin Jtfjidlcjcìisein, per
i

Foiunijuliimi Muiiiciinuni Mela sede che
vi

mia spada sguainata, qual seguo
principato temporale; ed
il

patriarchi

aveano

stabilito.
in

Altro

si-

patriarca la-

nodo celebrò solenne
vendicare
tro
s.
1'

sciava al capitolo la sua cappa

magna
la col-

Aitino nel 799, e nel notificarlo a Cai lo Magno, l'istigò a

da

lui

indossata nel recarvisi.

Ora

iniqua congiura ordita conIII,
il

legiata di Cividale è ulTìziata dalia digni-

Leone
s.

quale neir8oo coronò

decano e da canonici che hanno l'uso della cappa magna; e inoltre viene destinato dall'arcivescovo d'Udine in vicario arcivescovile un soggetto a suo betà del
1

1

quel principe imperatore d' occidente.

Sotto

Paolino insorse questione coll'arla

civescovo di Salisburgo, per
zione che
Carinlia.

giurisdisulla

ambedue pretendevano

neplacito,
nici,

il

quale suole stare

tra'

cano-

partecipe di prebenda e de' privilegi.

Morì santamente s. Paolino nel gennaio 802, e si venerano le sue spoglie
nella collegiata di Cividale.
Il

Vi sono pure

4 canonici
Il

onorari, 8

man-

successo-

sionari e 2 cappellani.

capitolo gode del
i

re

Orso

I

procurò l'estinzione della quela cui
I

diritto d' inslituire e destituire

rettori

stione giurisdizionale coll'arcivescovo di

delle parrocchie soggette alla giurisdizio-

Salisburgo,

ne

del suo arcidiaconalo, cioè 7 in città e
fuori. IVel

blicata neir8

24

762

già era patriarca d'A-

decisione venne pubappena eletto dopo la sua morte Massenzio, mediante diploma di
I

quileia Sigualdo, e

come
la

il

predecessore

Carlo

Magno che
Il

stabili

i

confini delle

ebbe

a corepiscopo Giovanni, al cui tem-

due

arcidiocesi e le dichiarò divise dal

po furono

fondali

celebre abbazia di

fiume Oravo.
chè
le
la

patriarca Massenzio ot-

Sesto, poi de'vallombrosani e

commenda

tenne dal medesimo altro diploma, perchiesa d' Aquileia risorgesse dallo

soppressa nel
di

789, non lungi dal castello Cordovato nella diocesi di Concordia; e il monastero delle monache nel borgo di Salto a 4 oiiglia da Udine, poi trasferito in Cividale col nome di s, Maria delt

squallore e povertà, cui l'aveano ridotta
ripetute irruzioni de'goli, degli unni e
di altri barbari; indi inviò a

Carlo

Ma-

gno

le notizie sui riti del

battesimo, da

la Valle, esistente

con religiose benedet-

lui richieste a tutte le chie.<e

metropoli-

line,iviessendovi pure leorsoline.Nel

77G
il

tane del suo dominio, ed peratore anche a

Carlo

Magno

recatosi a Cividale, visitò

morte l'imquesta chiesa lasciò un
in

patriarca
vita, e lo

Sigualdo nel declinar di sua consultò sul successore che do-

generoso legato
s.

in

denaro. Sino dair8o4

Leone

III

ottenne nel concilio d'Aqni-

veasi surrogargli. Questi oell'istesso

anno

sgrana, che le chiese dell' Istria pretese

UD
ila s.

I

udì
erano slate as>

m

.j

Paolino fossero restituite alla sede
eli

e l'imperatore Carloniamio spedì ani[)ìo

patriarcale

Grado,

a coi

diploma

segnate nella divisione delle due sedi. La
controversia divenne famosa per averaltreltanto reclamato

gi di sua chiesa.

Orso

I,

die ad ogni
ve-

costo voleva soppressa la

metropoli di
i

Grado

e soggettati

ad

A(|uileia tulli

conferma de' diritti e privileValperto entrò in comunicazione epistolare con Fozio, famoso patriarca di Costantinopoli, probabilmen te per indurlo ad abbandonar le sue fallaci dottrine; e circa l' 88o ebbe grave
di
le

scovati dell'Istria, e calorosamente pure

controversia colla repubblica veneta, per

da Massenzio,

il

quale vedendo

il

l^apa

sue pretensioni a favore della sede d'A

favorevole a Grado, procurò die

la

que-

quileia sulla chiesa di

Grado, riconoscenla

stione a lui rimessa dagl'imperatori
ilovico
I il

Lo-

dosi appartenere aliar.' la Venezia terrestre, alla 2.' la

nd

concilio perciò
.),

Pioe Lotario I, fosse giudicata adunato nelI'Szy a
coli'

Venezia marittima, e

controversia stava per decidersi
mi. S' interpose
zio, e
il

coli* ar-

Mdiituva (/

intervento eziandio

doge Orso Partecipatliritli civili che Valperto a convenire

de' vescovi dell' Emilia, della

Liguria e
il

perchè

la

questione era precipua-

della Venezia.

Ad

esso

domandarono:
le ctiiese di

mente derivala più per
spirituali, indusse

piilriarca d'Aquileia,

che

nua

y)rovincia dall'irruzioni barbariche allon-

a un trattato di concordia. Per questo

la

lanate dalla metropoli, t'ossero restituite
alla loro

repubblica di Venezia
bertà di
porto, a condizione di
la

gli

concesse

la li-

primitiva dipendenza;

il

patriari

ca di

Grado, ricusando riconoscere
invocò
la
si

pre-

lati a(|uileiesi,

soppressione di
attribuissero

commercio e l' apertura d' un non più molestare chiesa di Grado, e accordasse a' venene'luoghi del suo dominio, l'esen-

loro sede e che alla sua

ziani,

tutte le giurisdizioni di quella. Sentenziò
il

zione da qualunque gabella ne'Ioro traffici.

concilio,

che

la

chiesa d' Aquileia dis-

giunta io due metropoli, dovesse riguardarsi,

tani

Papa Giovanni Vili esortò saloniad abbandonar lo scisma e rientrai

come

dalla sua origine, primaziale
i

re nel seno della cattolica

comunione, e

e uìetropolilana; e che Massenzio e
successori avessero
il

suoi

diritto di consagra-

nuovo arcivescovo che doveano eleggere, non potesse consagrarsì che dal
perciò
il

re ciascuno de' vescovi dell' Istria, eletti

dal clero e dal popolo,secondo quello che

esercitavano in tutte l'altre diocesi di lor
provincia. Così la preminenza della chiesa d' Aquileia su quella di

Grado

fu san-

zionata e definita.

Avendo

xMa&senzio ri-

portato diploma dalla benevolenza dei due imperatori, indi terminò suoi giorni; e forse neir834 gli successe Andrea, il rjuaie venne esorlato, in uno al patriarca d' Grado, da Papa Sergio 11, di desistere
i

Papa, per quindi ricevere il pallio. I salonitani disubbidirono con far consagrare r arcivescovo di Salona da Valperto, il ([uale d'altronde ricusò di consagrare vescovo di Como per commissione del il Papa. Perquesto rifiuto, e per aver abusalo di giiu'isdizione con detta ordinazione, Papa Oenedetto IV gli scrisse rimproveri. Al patriarca Federico
circa,
I

delgoa
il

Berengario

1

imperatore donò

ca-

stello di Puziolo: fu lodato

come

valoro-

dalle scambievoli dìscordiegìurisdizionali
e di rimetterle al concilio

so nell'armi, per aver umiliata la baldan-

che

si

sarebbe

za degli ungheri e ristabilita la pace d'
talia

I-

celebrato,

che pare non si effettuò. Al patri.irca Venanzio dell' 845 circa, sucil

da loro

infestala.

Leone,

fiorito ver-

so

il

9'22, per la libertà di sua chiesa fu

cesse ndl'

85o

Teutiinaro, verso

l'

856

ucciso dal longobardo Piodaldo, punito

Lupo 1, neir875 circa Papa Giovanni Vili

Valperto. A questi

da'principi colla confisca de'beni a favore della chiesa a(|uileiese.
li

dichiaiò riputarlo

patriarcaOrdi prole-

ìniiuuue delle dicerie sparse a suo carico,

soli nel

928

ricevè

un diploma

I20
zione
figlio
(la

udì
Ugo
re d'Italia,
il

U D
quale col suo
il

1

altri
la

doiuinii,e poi nel

983

gli

confermò

Lotario donarono alla sua chiesa
clie
diritti di

signoiia su' 5 castelli del Friuli,

fiume Nalisone
tulli
i

bagna Aqnileia, con

gia,
Gli
nel

navigazione, pesca, mulinel

ni e altri.

Morto

Lupo

li,

che poi nel
pel

93 occupò la sede 943 ripiodusse lesoI
,

BuFagagna, Groang, Ldcnc, Bratta. successe nel 984 Giovanni IV, da cui 993 fu lenirlo un piacilo in Vicenza
in

e

radunato un sinodo provinciale

Vei

pile questioni

diritto

nielropolitico

rona; altro simile celebrando in Cividale
nel
I

sulla chiesa di (ìrado; e forte
la

com'era per
partilo.

o 5, riguardante priucipalmeute
I

sua civile giurisdizione, ne assali colla città e

canonici e capitolo di

s.

Stefano,

a'

quali

l'armi

ridusse a

mal

Ne
pei"

concesse parecchi possedimenli emoltis»
situi

I

prese pai

le la

repubblica di Venezia,

difliider la sua isola, residenza della pri-

inniia dignità dello stalo, e senza far guerra ricorse all'usato

Anche l'imperatore Ottone 111, fin dal 00 1, donò a'paIriarchi e alla chiesa d' Aquileia la metà
privilegi distinti.
1

pi oibire a' veneti ogni
li,

mezzo validissimo, di commercio col Friui

del castello di Sillignano presso Gorizia;

laonde sempre

pi

ì^\

progrediva l'estesa po-

specialmente

il

sale e tulli

generi di

tenza eia sovranità di questi prelati. Nel

prima
pi r le

necessità, vietando insieme a'friu-

1019 sedeva

il

patriarca

Popone nomi-

lani l'accesso nelle venete lagune.

Tosto
fu co-

nato alliesì Wolfaugo, che profillando
della lontananza di

lagnanze de' popoli, Lupo

li

OrsoOrseolo patriar-

doge inulilmei)te,onde si rivolse alla mediazione dello stesso patriarca di Grado, da lui molestato, e con successo. 1 divieti furono ritirali mestretto ricorrere al

ca di

Grado

dalla sua sede, ne investì col-

l'arini la città,

devastò e derubò, portan-

diante trattato, nel quale
di

Lupo

II

giurò

quanto polè disagro e profano. Non conlenloe premuroso di piemii.'cnza sul patriarcato di Grado, e di
nel Friuli
ristabilire la città e sede d' Aquileia

do

non riprendere mai piìi l'armi contro il patriarca di Grado, né contro qualunque dominio della repubblica, e di fare
alleanza co'veneti, obbligandosi alla pe-

nel nel
II,

primitivo suo lustro,

1027
vanni

in

accompagnando Roma l'imperatore Corrado
la

per ricevervi

corona inipeiialedaGio-

nale

di

5o

libbre d'oro violando

il

giura-

XIX
i

detto

XX,

si

mento. Engelfredo del g44 ottenne molle immunità e privdegi da Berengario lì le d'Italia nel gSc, e nel 962 dall' imperatore Ottone I, seguendo le cui parli morì nel 963 in yio/«/7,ov'erasi recalo pel conciliabolo contro Papa Giovanni XII, ed ove fu eletto l'anlipapa Leone Vili.
Questi nel fluir dello slesso anno die
jìallio al
il

conseguire

suoi dc'^iderii.

maneggiò per Per cui ivi fu

tenuto un sinodo, dal quale ottenne la

dipendenza
qiiileia
;

di

Grado
la

dal patriarcatod'A-

indi scaltramente insistette pres-

so

il

Papa per
giungere

spedizione della relativa
Il

bolla e gliela carpì.
fece
le

patriarca di
al

Grado
trono

sue lagnanze

pontifìcio,
dell'

successore Rodoaldo,
la

il

quale nel

onde Giovanni XX illuminato inganno sull'ingiusta sentenza, citò
i

9G5

consagrò

chiesa di

s.

ftlaria di l'a-

ambedue
sostenere
tua

patriarchi al suo tribunale a

renzo, e assistè ad
nati in

uno de' concilii raduRavenna da Papa Giovanni Xlll.
I

Ollone

arricchì

la

chiesa d'Aquileia e

d [)iitriaica d'amplissima poilestii lempoialc, nel Friuli e altrove,

proprie ragioni. Orso obbedì, Popone conoscendo il proprio torto mandò a Roma un monaco per difendersi. A[)i)0.>itameute fu adunalo un sinodo per
le

nel^ny con

esaminar le|)retensiouide'duepa>lori,
il

ma

donargli vari
la

dominii e soggellaudogli liiiomala abbazia di Sesto. Il suo figlio
II,

monaco procuratore conoscendo
mandante,
il

la

reità

del suo

partì dalla città avanti

Ollone

pure imperatore anch'egli, nel
a Iludouldo e alla sua chiesa

the

concilio decidesse.

Fu

pertanto dal

976 donò

Papa pronunziala sentenza

a itt^ore della

.

udì
clliesa di

udì
il

i2t

Grado,

e rlslahililo

paliiarca
altra

pregievole archivio un altro diploma di
cessione per coniar monete;

iie'dii itti oietiO[)olilici.l*<j[)oiiecbl)e

controversia con Adalperto o Adalheroiie

duca

di Cariiilia, pe' diritti di

temporale

sovranità, decisa a suo favore nel

1027

con sentenza dell'imperatole Corrado li, dichiarandolo duca del Friuli e uìarchoe
d'Istria.

Questi inoltre nel

i

028

concesse

con diplouia
ragguagliata
la

alla chiesa d'Atpnleia

ed a
del-

l*opone, di battere moneta d' argento
al

Rodoaldo di con-, non che denari creduti più antichi di Popone. Avverta poi di non aver proceduto ad esame per mancanza di tempo. Che del resto, egli osserva, denari erano le monete battuta da'patriarchi, fatti di puro argento, assai migliore di quello de'suoi tempi; che da una parte per l'ordinario hanno relTigie
Ottone
I

al

patriarca

i

valore della

moneta

e

il

nouìe del patriarca sedente in abito

marca veronese;
jjidilìciiììi

privilegio circoscrit.

pontificale, e dall'altra l'aquila, insegna

to alla città d'Aquileia, Urenlidin
tala

moneAcini-

della città d'Aquileia, o l'aruìa della fami"
glia del patriarca, o (jualche altro

infra

cìi'ilatt'ui

segno
:

h'jtiefacicndi.

Avea

il

iMuialori riferito

a piacere secondo

i

tempi,

coli'
li

epigrafe
nel

nella sua Disscrta:iio/ic 27."

Della zec-

Civitas Aquilegia. Corrado
di nuovi privilegi arriccia
la

1029

ca, e del diritto o privilegio di battere

chiesa d'A-

moneta, parlando d'Aquileia e suoi patriarchi, che iihhiamo

quileia e

il

suo patriarca Popone, con di-

molte uìonele batcit-

tute in

nobilissima e ragguardevole
i

ploma contenente ulteriori donazioni Premurosissimo Popone del decoro e del
lustro di sua città e chiesa, fabbricò in
quileia
la

tà d'Italia, sotto
stiani
;

primi imperatori criII

A--

quindi Federico

imperatore
a pos-

metropolitana tuttora esistente,
ss.

concesse facoltà di battere

moneta

intitolata alla

Vergine ed
di

a'ss.

senti patriarchi signori dell'ampia e

no-

gora e Fortunato; accanto
stosa
torre,

vi eresse

Erma-» maela

bile [)rovincia del Friuli,

confessando pe-

ornò

eleganti edilìzi

prima n'esercitassero il diritto. Indi Muratori descri^'e33 loro monete, nella piìi parte da lui

di

non saper

dire, se essi

piazza, e con principesca magnificenza in-

nalzò
glio

il

palazzo patriarcale; indi

a'

1

3 lu-

io3i solennemente celebrò

la

consa-

vedute, cioè dal

1

220
p.

al

i44o
p.

del cardinal

grazioiie del
se

Mezzarota.
d'Opiixcoli

Ma
t,

il

Calogerà, Raccolta
1

2 5, riporta a

1

7

la

Let-

tera del conte G, R. Carli giuxlinojjolitaiio

nuovo tempio, e perchè fosdecorosamente udizialo da un clero di 5o sacerdoli,con diploma donò loro la giurisdizione e le rendite di 9 grossi borghi
castelli liei Friuli.

intorno

ad alcune monete

cìie nel-

o

Anche

le

monache a-

le proi'i/icie

del Friuli e dell' Istria cor-

quileiesi

revano

ne' tempi del dominio de'patriar-

chi Àcpiileiesi. lu essa dunque, sebbene

ebbero da Popone in dono molti beni mediante diploma. Egli poi e la sua chiesa riceverono la conferma de'loro he-»
con l'aggiunta di altri, per due diplomi dell'imperatore Enrico III. L'ambi-» zione e la scaltrezza di Popone sorprese ancora Papa Benedetto IX, e gli estorse uuovo decreto pel quale la chiesa di Grani,

giustamente
dere
al

si

celebri

il

Muratori

[)er le

sue benemerite opere,

le

quali fanno ve-

mondo

cosa un
si

uomo

solo far

possa, e sebbene

che graiid'uomo non sarà mai da lui senza lode nominato, non potè dissumulare coprotesti dal Carli

do tornò ad
e

essere soggettata al patriarca

me

cosa pubblica, che

i

patriarchi aveatale privilegio

d'Aquileia. Indi s'impossessòcolla violenza

no ottenuto molto prima
gesi
il

armata mano delia
:

città,

ove commise
le

dagl'imperatori, poiché nel de Rubeisleg-

orribili eccessi

saccheggiate

case e le
i

diploma con

cui

Corrado

II

nel

chiese, spezzali gli altari, rapili lutti
sori sagi
i

ten-

1028 concesse a
Ipr denari,

l^ojìone lautorità di butd'

e profani, tutta (pianta

mandò
il

Aggiunge

aver veduto ia

in liamijuc.

Commossi per

laute empietà

122

udì
il

UD
patriarca Or-

I
il

doge veneto Conlarini e
tiel tiel

felicemente ne abbracciò

riprovevole

so Orseolo, tulio poi tarono a cognizione

partito e seguì con lui lo scisma; e lo sco-

Papa

e glicliieseio giustizia.

Ad onta

mimica lo Enrico IV,
diplomi
gli

in

turbolento pontificato di Benedet-

conferì o meglio

premio con am|)li confermò in
tli

to IX, questi conosciuto rnigaiinodi Po-

sua proprietà e de' successori patriarchi,
la

pone, nel

io44

3f'iJ"ò

il

sinodo romala

contea d'Istria e

il

marchesato

Ca-

no, nel quale fu aiuìuliala

precedente
il

rinlia, e inoltre

senlenza,e riprovandocon

condanna
danni

suo
de-

leiese

la

ad esso e alla chiesa aquicontea o ducalo del Friuli nel

cperato,

gli fu

ingiunto di lestituire
tutti
i

il

predato e di riparare
l'ratlanlo
,siiie

fatti,

1077, annoili cui .Sigeardo infelicemente morì nello scisma in Ratisbona, e trasferito in Aqiiileia fu

Popone morì

all'

improvviso
si

tumulato nella metro-

confessione et viatico,
la

come

espri-

politana.

Il

successore Eni ico tedesco aril

me

pontificia

decretale, colla quale

cidiacono d'Aquileia, nel 1078 ricevè
pallio

Tenne confortato Orso Orseolo, e cos'i fu ristabilita la calma alla desolata Grado, la quale non potè più risorgere, e la sua decadenza fu progressi va, per cui diventò sempre più gravoso e incomodo il dimoiarvi. INel
I

Gregorio VII, si recò al sinodo romano del 1079, ove gli giurò ubbi-

da

s.

dienza, indi iniquamente seguì lo scismatico

Enrico IV e
tale
II,

il

suo antipapa Clemensuccesse lo slavo

te 111,

ed ostinalo nell'errore morì nel

045 Eberardo di venne
Clemente
siìI

patriar-

ca d'A(juileia, fu a'concilii diPavia e di RoiDa, nel quale ultimo
li

decise la

questione di sopra ricordata
l'arcivescovo di
sinodi. Nel
elle
I

io

favor del-

che nel loSSfu trucidato dai suoi, ignorandosene la causa. Voldarico I già abbate di s. Gallo, a lui sostituito, effelluò nel
di
i

1084. In Federico

anno

gli

Ravenna
111

.sedere nei

09

1

la

fondazione dell'abbazia

049
le

patriarca Gotepoldo,

RIosacio, che avea allidalo al prede-

rinnovò

preleiisioni sulla città e

chiesa di Grado,
s.

ma
i

inutilmente per aver

Leone IX fatto esaminare diligentemente le prove nel o53 e quindi deciso Ut nova Acjuilcjn (cioè Grado) (otns T'c:

cessore il conle Rancellino, e ben presto divenne rinomala e cospicua: neconsagiò la chiesa e morì assai encomiato nel 11,
i 1

anno

in cui

avea ritenuto per se l'avocarinunziatadal
Il

zia della chiesa d'A([uileia,

netìae et Ts trine cajìiitct rnetropolis nerjn-tiio

fratello

Enrico duca
al

di Cariiitia.

suc-

haherelur: Forojttliensis vero

cui-

cessore

Gerardo da Premariaco
il

in

dello
il

tistes

tantammodo

fìnihiis lonf^oliardo-

anno concesse
nodo

capitolo di Cividale

ritniessetcoiitentiis.Golepoldo fuancli'egli

diritto di tenere

placito sinodale o si-

benefico e generoso colle
s.

monache

di

inferiore al diocesano, e nel sinodo

Maria in Valle, ed ebbe a successori Kavengero morto nel 1068, e
Sigeardo de'conti di
qmleia, ossia
dici
dtììiì
i

Cividale di

tenuto in Ravenna dal cardinale Pietro,
d'ordine d'Onorio
al patriarca di
II,

fu

deposto insieme
III

PIcJimi.

Questi die

ai

Grado Giovanni

Gra-

suoi parenti l'avocazia della chiesa d'Ali

deiiigo,

dichiarò Difensori e Giucoi diritto di giudi-

che fissò stabilmente la sua residenza in Venezia, quali seguaci delil

i.°

medesima,

l'antipapa Gregorio Vili, e quanto a Ge-

carne

vassalli, di difenderli colle

armi, e
li

rardo anche come allatto indegno.
vece fu eletto dal clero e
d.il

chiamarli alla milizia e alla guerra;

pose

A sua popolo E. o
cna poi
di re-

a [lailede'beui ecclesiastici con costituirli
leud.itari di sua chiesa. Nelle gravi ver-

Egelberlo decano
dal popolo insorto

di
gli

Damberga,
fu

impedito

Icozc fra

Papa

s.

Gregorio VII, ed Enri-

carsi alla sede. Restata cpiesta .^euza pastore, circa
il
t

co IV persecutore della Chiesa, Sigeardo
nella deposizione di quel principe sosteu-

i3o

vi

fu posto Pellegrino
II
il

I,

che ottenne da Papa Innocenzo
lio,

pal-

uc i'udJziu

di Icijalo aposlolico, e poi iu-

e con

ampio diploma

la

giuri&diziu-

udì
ne sopra i6 vescovati e 7 abbazie
provincia ecclesiastica.
ti:
i

udì
di

1^3

sua

le

confermò

i

pubblici mercati accordali

Furono vescova-

dal predecessore; alla sua cbiesa concesse
privilegi e varie donazioni
stello
la
,

Parenzo, Pedena, Eraclca o Ciltà IVoi'a, Concordia, TrePolli, Trieste,

come

il

ca-

d'Altemps; ed

il

Papa con sua
ad

bol-

viso, Ccnedci,

Belluno, Feltre, Padova, f icenza, Trento, Mantova, Verona,

confermò

tulle le possessioni, diritti e
istanIl

privilegi della cbiesa d'A<piileia,

Como. Le

abbazie: Osciaco, M()sacio,Ros.

za del preposto e canonici di essa.
triarca si
la

pa-

sazzo, Beleno, Sesto, Piro,

Maria del-

adoprò

pel ristabilimento delil

Tali giurisdizioni e privilegi l' Organo. furono confermati da Adriano IV. Pellegrino I fu benemerilodel patriarcato edel
principato; però ebbe
la

concordia tra
III e

sacerdozio e l'impero,

e figurò nella pace seguita in

Alessandro

Federico

I,

Venezia tra anche per
p.

debolezza di se-

quanto narrai

nel voi.

LVI,

86. Es-

guir

le

palli dell'ini peralore
dt^lla

Federico

I

persecutore

CIiiesa,ed

il

suo scisma

sendo intervenuto in Roma al conciliogenerale di Laterano 111 nel i 179, ov'era
presente anco Enrico patriarca di Gra-

sostenuto dall'anlipopa Vittore

V;

concui

corse in Pavia nel conciliabolo alla deposizione del

do,

si

concluse stabile concordia tra

i

due

Papa Alessandro IH, da
i

prelati e le loro cinese, ed innanzi

ad A-

fu scomunicato, e mcjrì nel

161.

Il

succes-

lessandro III, a molti cardinali, vescovi
e prelati, fu solloscritlo
il

sore Voldarico

Treven, subito volendo profillare delle guerre die tenevano occupati veneziani, adunata in fretta genie armata da'teudalari del Friuli, per sorpresa occupò Grado, oggetto di tante frequenti contese e violenze. Il doge Vitale IMichieli mosse contro di lui per ricuperare l'usurpato, con poderosa flotta circondò 1' isola di Grado, e sbarcate le sue truppe sconfìsse il neunco e vi entrò
II

de'conti di

lungo e corri-

spondente

trattato.

Emanò
1'

Voldarico

II

i

sapienti e zelanti disposizioni pel

deco-

ro del (iivin cullo,

osservanza dell'ecantiche

clesiastica disciplina, e restauiò nel ca-

pitolo de' suoi

canonici

le

re-

gole della vita
ta nell'anno
i

comune. Mancato

di vi-

182, in questo dall'abljazia

di Sesto fu Iraslato al seggio patriarcale

l'abbate Gotefredo di regio sangue; re-

vincitore, facendo prigioni

il

[lalriarca e

staurò
ricchì

la
il

chiesa di Cividale, ornò ed ar-

12 canonici, elle condusse in trionfo a Venezia con gran pompa, Voldarico II avvilito e

donò

la

suo capitolo nietropolilano, cui pieve delle Ripe, confermando a
i

svergognalo, percliè

gli

fosse resa

quello canonicale di Cividale
e privilegi. In

suoi diritti

raddoppiò supplicbee promesper lungo tempo rigettale dalla rese pubblica onde umiliarne l'orgoglio e ammonire i successori. Finalmente gli fu
la libertà
,

Milano as>isliloda parecchi
il

vescovi coronò

figlio di

Federico

I

imil

peratore Enrico VI in re d'Italia, senza

consenso

di

Papa Urbano

Ill,per cui questi

concessa, a patto di somministrare a

Ve-

ne

restò sdegnato; altri vogliono che l'ar-

nezia in perpetuo nel giovedì di carnevale, anniversario della vittoria,
i

civescovo di M da no eseguì l'incorona mento. Il

un toro

dello Papa con bolla facoltizzò

il

212 porci, quali simboleggiando ironicamente prigioni, servivano a quell'indecente spettacolo cbe narrai nel voi. XXXI, p. yS. In esso si abballevanoani 1

patriarca a difendersi coll'armi spirituali
dall'ingiuste aggressioni e molestie, che
territorio del suo principato ei

contro
altri.

il

sercitavano

trevigiani

,

i

coneglianesi e
i
1

cora per dileggio de'caslelli

di legno, in

Gli animi però furono nel

^3 paconse-

memoria

de'debellali feudatari friulani.
II fu

cificali nel concilio di

Mantova,

in

Voldarico
ilco colle

fedele ad Alessandro III

guenza

di (jucllo d'Aquileia.

A

Gotefre-

e legato apostolico nelle sue parli, beuebcuedetlìne di Cividale,
al

do

giù succeduto

qua-

sotto di lui

neh 19? Pellegrino If, Papa Innocenzo III con bui-

i-AJ
iij

U D
silenzio al

[

V D
d'Andrea
diziodi
li

I
il

impose

decano melropolila-

re d' Ungheria, alili

col-

no, sulla controversia insorta col preposto ed altri canonici per l'amministrazio-

lega Volrico. Portata la divergenza al gin-

Papa Onorio

ne de'Ioro beni, contribuendo
posizione
il

alla

com-

ferito. Si alleò

111, Perloldo fu precon Padova e ivi fabbri-

patriarca. Questi
la

si

rese chia-

cò ampio pal.izzo, ebbe dispule co' veneli ti

ro nel principato, per
viso e
I

gueiracon Trealleanza con Venezia da cui venla

e poi

si

pacificò;

ma seguendo
II, che

le

par-

dell'imperatore Federico
la

ne favorito, restaurò
le

chiesa di Civida-

ciava a perseguitale

cominChiesa, Papa (ire-

e l'ornò con preziosi doni. Egli,

come

gorio

altri patriarchi, talvolta

tenne

la

sua resi-

lo limproverò; onde ottenne dall'angusto diplomi d'onori-

IX inutilmente

denza
«lii

in

Gemona

j

lungi più di 5 leghe
distretto di

ficenze e privilegi per se e

la

sua chiesa,

Udine e ora capoluogo d'un

8coiniuii e vicariato foratìeo,sul rovescio
occidentale del

confermandone la sovranità e le giurisilizioni.Pare che propriamenlea suo tempo
i

monte omonimo

e sulla

patriarchi d' Aquileia sieno subentrali

grande strada
so
la

dt»

riva sinistra
fa

Venezia a Vienna, presdel Tagliamenlo. E ben
di

nella sovranità del

marchesato
Ivi

d' Istria,

come

rilevai a

Trieste.

pure notai che che
fu

fabbricata e
transito.
I

u» gran commercio

dell'esercito del patriarca Bertoldo,

patriarchi mollo arricchirono
la

assediò Brescia
re

neh 2 38, ne

condutto-

e ornarono
le, e nel
ti

sua bella chiesa arciprelasi

suo archivio

conservano mulantichi. Sulla
gli

scovo

Antonio Ravezza. Dissi pure che il vedi Trieste Giovanni IV prese |)ar^
guerre del patriarca; ora peròlro-

e interessanti

documenti
sono

le alle

cima

dell'alto colle

avanzi delle

rovine d'un antico castello distrutto dal

pm probabilmente fu il vescovo Volrico o Uodalico o Oldarico; e che per\o che
ciò rlispendiatosi alienò alla città alcuni
diritti, di

terremoto neh 5i i.La campagna de'dintorni è fertile in ogni genere di prodotti.
iVel
I

che luUavia

si
I

dubita per

l'

i-

-204
di

i

canonici elessero

Wolfcheio
III nel

denticilà del
ste

vescovo
gere

Padova, ed Innocenzo
il

documento. vescovi diTriene furono signori: Arlongo nel 1263
il

mandargli
al

pallio,

gl'impose d' aggiun-

prese

titolo di

conte di Trieste, che proi

gim-amento d'ubbidienza alla s. iSetle, la cliuisola d'ubbidire al Papa particolarmente negli.ilfari di temporale giui'isdÌ7Ìone in

seguirono a portare

successori sino al

occasione di controversia tra

1773. Qiianlo al patriarca Pei toldo, nel 1240 avendolo il Papa Gregorio IX di nuovo rimproverato e dichiaralo incorso nella scomunica,
si riconciliò con lui. Tutta volta neh 242 ottenne dall' imperatole Federico II l'autorizzazione di dii

Iioma

e

I

in)[)era!('re;

giacché Wolfche-

io avea parteggiato per Filippo di Svezia pretendente tuttora all'iujpero vaca-

morte del fratello Enrico VI, menSeda fa voi iva Ottone IV, per cui era ttalo chiamalo in R.oma a giustilicarto per

struggere
si

ponti sulla Livenza, acciò non

tre la

s.

potessero Vtdere a

danno

di luì

i

po-

lenti trevigiani, nella discordia co'

si

egiuiiiro di soggeltarsi al volere ponti-

non era stata

suilicienle la

qudi poutiiicia melustro del ca-

Sostenne poi onorevoli legazioni or a nomede'principi al Papa, ed or di questi a quelli, ed otteime a'suoi canonici fafìcio.

diazione. Nel patriarcato di Perloldo co-

minciò l'ingrandimento e

il

I

stello d'Utline, ch'egli abbellì,

decorò di

vorevoli diplomi da Ottone IV. Nel

1

2

1

5

fabbriche e scelse a patriarcale sua lesitlen/a,

intervenne
110

al

concilio generale di Latera-

che più tardi venne

ivi

slabilmeuD'allora in
chie-

IV. Morto in buon odore di santità

le fissata da'suoi successori.

nel

1218,

i

canonici divisi sulla scelta del

poi nacquero rivalità e lunghe guerre Ira
gli

successore, alcuni volend(j i^ertoldoo ber-

udinesi e
s.

i

cividalesi.

Vi eresie
1'

la

toldo arcivescovo di Colucza e cogualo

sa di

Ulrico e ne cuininise

ulliziutii«

udì
in
ail

uni
,

1-21

tl'un

un collegio canonicale composlo cuslode e 8 canonici capitolo die
,

(e rappclletli tiaciuloli

da un mss.

Mhi

biblioteca Marciana, colle aggiunte e ap-

in seguito fu riunito al preesistente nella

jirovazioni Hc'posleiiori paliiaiclii, iusie-

chiesa divenula poi caltedi ale. Di volo della C.

me

alle bolle pontificie

che

li

confermaco-

Vergine, ne accrebbe
del

il

culto,

con

rono. Indi rileva, che da
sliluzioiii capitohiri
si

snpieiili

pie disposizioni approvale da Giegorio

apprende: Che ica^.4;

JX. Con transazione
ritti

i

244

estinse l'andi-

rtonici

erano soltanto
in

che

la festa

del

tica lite colla chiesa di

Bandierga per

Corpus
pi

Doiìiini celebravasi già da leru-

diocesani. Al suo

tempodi molti pos-

remoti

questa chiesa, e perciò

aii-*

sediuienli fu arricchita la chiesa d'AqniItìia

teriore di ujolto all'isliluzione solenne fat-

per

la

generosità veramente princila

tane poi da Papa Clemenle
silicn

IV';

che

la

ba-

pesca del patriarca, e per

pietà di di-

metropolitana era intitolato
stabile

alla

Naper

versi signori eccitati dal nuinificosuo e-

lività della
m\

Vergine; che alcuni canonici
residenza
,

sempio, onde furono donati feudi e castelli di Sedegliano, s, Lorenzo, Grillone, Latisana, Linz ed altri. Con Maiiiardo il
i

aveano

e altri

nlcuni mesi dell'anno, dispensati negli altri

per l'insalubrità dell'ai

in;
vi

che per

la

vecchio conte di Gorizia, fu altresì Perloldo benefico colle

stessa

cagione

i

manHionari
vi

aveano

leil
ti

monache
i

di

s.

Maria

sidenza alternativa; che rin)|>eratoie e
conte di Gorizia
loro vicario,
il

d'Aquileia, e nel suo patriarcato Bei nar-

tenevano ciascuno

tloduca
ria

di

Carintia nel

2

naslero cislerciense del
,

34 fondò il uioFonte di s. Mafece altri doni e
il

quale avea piebendii par-

Hcolare, ed erano addetti airudizialtiia

il

cui figlio
agli stessi

Ubico
monaci

dopo
che

fondò

Oionastero di
I-

Valle Gioconda. Morì Pertoldo o Berto

do do

nel
[)er

I

9.5

I ,

lasciando al capitolo

un

fuii-

sufiiagio dell'anima sua, disposi-

canotiiei e prima de'mansionari> decano i. "dignità del capitolo non era sempre un canonico; che canonici dimoravano per Io più in Udine e ivi lenevano le loro adunanze capilolari neli

il

i

zione che confermò poi Clemente IV.

l'estate,

(juando non erano obbligati

ri-

Nel declinanti novembreisSi limocenzu IV approvò l'elezione del suo
ca d Aquileia,
le-

siedete in Aquileia; che in
lare
si

modo

singo-

traevano a sorte

le

schede, invol-

galo Gregorio da Monlclongo in palliaril

te nella cera

cnlio un calino d'acqua;
i

(piale nel capitolo di Cila

(he usavano l'almuzia
puniti con rigore

canonici e

i

uian-

vidale soj'presse

ragguartlevole e au-

sionarì, con diversità nelle pelli; ch'erano
i

torevole dignità di pre|)Oslo, per troncare
le

violatoli del segreto
vi si

frequenti discordie che insorgevano

ca|)itolare; e finalmente

dà notizia
niansiona-

col decano,

pretendendo ciascuno
del
al

la

pri-

ilella

giniisdizione del capitolo di giui

inaria giurisdizione sul corpo canonica-

dicai e civilmente
ri,

canonici e

i

lee vita

comune

medesimo,
pieposto
in

cui spet-

come
i

di sua ficollà d'islilulre e destii

tava provvedere

imo

al-

tnire

vicini e

cappellani nelle pievi e

l'amministrazione delle rendite, non die

cappelle; appai tenenti alla sua giiirisdiz.io-

confermare

l'elezioni de'carionicali e d'ii

ne.
I

Dal decreto emanalo

nel

i

2G3
si

dal pa-

stiluire e deslituire

rettori delle chiese

riarca Gregorio, sull' attribuzioni e di-

dei capitolo. Gregorio osservando cadula in disordine

litii

dell'arcidiacono d'Aquileia

racco-

l'ecclesiastica

disciplina

glie,

che
la

in tale

anno non
s.

era ancora fon-

nel capitolo

metropolitano

de' canonici

data

collegiata di
egli

Ulrico d' Udine,
e già esivi

d'Aquileia, rifece
luli colla

neh

a.KJ

gli

antichi sfa-

che bensì
.sleva nel

fondò

[liù tardi
il

cooperazione ile'canonici, e liuscirono lodevolissimi e da servire di mirabile modello^ per cui
li

1278, quando

successore

slaìiilìopporlune discipline. Tra'vanlaggi e benefizi ricevuti dalla chiesa

puLblitò

il

pre-

d'Aqni-

fì6
ricordare
la

udì
ra battaglia a

UD
Volricoduca di Lahac o Lubiapossesso di molte
vescovo di
stini coll'aiuto del

I

leia nel paliiarcato di Gregorio, devesì

Monfalcone,

cìala da' Irle-

donazione

di

patriarca d'Acjuileia,

Carintia della cillà di

del conte di Gorizia e di diverse
tà,

comtmi-

na

e allri luoghi; ed

il

per cui nuovamente restò Trieste dijialriarca.

\ille feudali nel terriloriofrevigiano e già

pendente dal
talo

Morì Raimondo

de'Camin. A
rio con
sli

istigazione del

nel castello d'Udine nel 1290), e trasporil

Fellre,e pe'gravi

dissidii ch'ebbe GregoAlberto conte di Gorizia, da «juei

suo corpo nella metropolitana d'A-

quileia, fu sepolto nella ca[)pella da lui
edifjcata.

fu fallo prigioniero nel 267, ricuperando dopo un mese la libertà per opera del re di Boemia e dell'arcivescovo di

Benemerito dell'ingrandimenla

to

d'Udine,
di

sua

elfìgie fu

dipoi dipin,

ta nella sala

del palazzo patriarcale

a-

Salisburgo, e per
fece

le alte

lagnanze che ne

dorna

coirispondenle iscrizione. Gli

Clemente IV.
1

Mor'i

Gregorio

in Ci-

269, e fu dichiaralo successore Filippo duca di Carintia, già eletto di Salisburgo, il quale dedito all' armi e non
\idale nel

giugno Pietro Gerra di FeCapua, che altri scambiarono con Corrado duca di Polonia, per essere stalo circa lo stesso temstJccesse nel

rentino, arcivescovo di

ncconcio al pastorale ministero ricusò tpiando fu ind'approvarlo Gregorio
,

po deputatoalla
li.

civile

prefelluradelFriuBonifl»cio VIIF,

X

Confermato Pietro da
il

nalzato

al

pontificalo;
alla

ma

già

Fdippo acosì

fece

solenne ingresso in Cividale, ed an-

vea ridotto

sua sovranità gran par-

ch'egli

dimoiò per

lo più in

Udine.

Ebbe

te del Friuli,

non però Cividale, e

gravi discordie co'da
sta a
rizia.
il

restò la sede vacante più di
pitolo arpuleiese a'2
iesse
i

4

anni.

Il

cae-

dicembre isyS

Camin, poi compo-' mediazione d'Alberto contedi GoMorì neliSot in Udine, e secondo
lui

Raimondo Torriaiii milanese vescodetto l'apa mandò il vo di Como, a cui pallio. Raimondo si pacificò col conte di Gorizia, che mantenendo patti, le nuove discordie si ricomposero dopo lunghe
il
i

da
s.

disposto fu sepolto nella chiesa
i

ili

Maria. Divisi

canonici nella scelta

del successore, alcuni volevano

Pagano
altri

Torriani cationicodi Cividale,e
tone d' Ortemburgo. Ricusati

Ottra-

ambedue
vi

didicollà. Nel

1278 dello saggia regole o
chiesa collegiata di
la
s.

do Bonifacio VIII,
slalò

egli nel

i3o2

statuto per
rico

la

Ul-

da Padova Oltobono de'Razzi, che

d'Udine e pe'suoi canonici,

quale

recatosi in

fu poi riunita alla chiesa che diventò nel

secolo decorso l'odierna metro|)olitana.

Per regolare
la

l'ecclesiastica disciplina del-

chiesa d'Aquileia e delle diocesi che ne

formavano la provincia, Raimondo nel 1282 radunò nella metropolitana im sinodo provinciale, a cui intervennero vef^lccnza, scovi sulFraganei di Trento
i ,

Udine nell'agosto, 4 giorni dopo passò a Cividale: la vacata sede di Padova il Papa la confeiìa Torriani. Figurò nelle politiche vicende più che nell'ecclesiasticlie, bensì tenne un sinodo provinciale neli3o7Ìn Aquileia, ed altro in Udine nel
i

3

1

o,ma
si

gli alti

d'ambedue an-

elarono perduti, e
si.

Nel i3i

I

rimarca anche ilIManrecò al concdio generale
lo

Fcllrr, Belluno, Trieste,
(di cui riparlai

a

Capo d'Istria Trieste, come uni la
e Pedena., ol-

di

a quel

vescovato), Parenzo, Ceneda,

Città

Nova o Kvnclen,

tre a' procuratori di altri e degli abbati
di vati monasteri. Gli alti
si

Vienna in Francia, ove filialmente Clemente V avea trasferito la residenza papale e la stabifi in Avignone. Tornato nel Friuli intraprese altro viaggio per Genova, donde tornando infermò in Arquata diocesi di
rì etl ivi nel 3 5 moGiovanni XXII ricusato l'eletto Gilo arciili;icono d'Aqmleia, nel loiG nominò Gastone Torriani urcive-

ponno
I

leg-

Piacenza,

i

1

gere nell'encomiato Cap[)ellclli.
ti

vene-

e fu sepolto.

avendo diverse
I

volte «xrupato Trieste,
contri)
ili

nel luglio

288

scgii'i

loro lafie-

udì
Milano e gli conferì il pallio: 20 mesi dopo moiì presso Firenze per caduta da cavallo e fu deposto in s. Cro* ce. Nel 3 9 gli successe il nipote Pagano Toniani, da Giovanni XXII trasferitoda Padova. Ebbe discordie con Enrico duca di Carinlia e con Lodovico V il
scovo
(li
I
1

U D
le la chiesa di
ti

l

F27
nel
1

s.

Andrea

guerre. !n

che propugnò in piìi questo definitivamente soppresse nella collegiata di Cividale, da lui
la

338, diritincontri con altre

beneficata,

giù decretata remozione del

preposto, alla quale dignità sostituì l'ufllcio di

cantore ei?. prebendati col titos.

^rt'i'^/'O,

pretendente all'impelo;
si

si

ricon-

lo di chierici di

Maria. Anche colle

ci-

ciliò
gli

con Gl'iarda da Caniin e
di

alleò co-

stcrciensi e le francescane Clarisse di

Ge-

Scaligeri signori di

vanni
to a

Luxemburgo
il

Verona controGiorediBoeinia. Mor-

suo ten)po

b,

Odorico, cbe teneva
e raccogliere

si mostrò favorevole e benefico l'ottimo patriarca. Nel j34i fondò in Udine il monastero delle monache di s. Nico-

inona

in singoiar venerazione, gli fece lavorare

lò,

nella qual città trasferì nel

i342Con
ss.

elegante
i

tomba

di

maimo

solennissima
e

pompi

le

ossa de'

Ilario

Meritò nel palazzo pubblico d'Aquileia lapide come di esso beneniesuoi
atti.

compagni

martiri, che riposavano neleresse in Civida-

la pati iarcale aqnileiese;
le

rilo

,

ed altra

in quello

della

residenza
cessato di

patriarcale d' Udine.

Pagano
i ,

un'accademia letteraria, con approvazione di Clemente VI; in Udine fece costruire elegante cappella, ricca di pitture preziose, e princi[)iò l'erezione dell'o-

\ivere a'iq dicembiei 33

restò vacan'"

te la sede sino all'S luglio

i334,

'be
fat-

a cagione delle liserve sui vescovati
te

spedale pe' lebbrosi, condotto a termine
da'successori,

da Giovanni XXII, questi nominò il guascone b. Bertrandodi s. Genesiopresso Cahors, già professore di sagri canoni
nell'università di Tolosa,

non che cooperò
celestini.

all'erezio-

ne del monastero de'

Lodevol-

mente sostenne
conciliare
gli

legazioni pontificie, pei*

decano d'Ans.

goulème
il

e uditore di rota del

palazzo,

cristiani. Nel

1

animi discordi de' principi 348 un orribile terremoto

quale a'23 dicembre

resse in collegiata la cbiesa

d'Udine e la vi accrebbe il numero de'canonici evi uiu pure quelli ilelln collegiata di s. Ulrico. Notai già die la chiesa di s. Maria cresciuta in tal

anno eMaria consagrò a' 16 giugno i 335;
di detto

distrusse la
quileia,

di

s.

maggior parte della città d'Aonde l'afflitto patriarca si adoperò a stabilire canonicamente in Udiiie la
residenza patriarcale, con autorizzazione
di

modo

di dignità e

denomi-

Clemente VI. Nel 3 in intervenne iu Pado^'a alla solenne traslazione delle reliquie di s. Antonio di Padova fatta dal
1

nata

s.

Maria Maggiore,
la

nel secolo passa-

cardmal (\\Boiilngnc.e(i\ presente al conche quel legato a[)oslolico celebrò, ed ove tentò di riconciliare Bei traodo con Enrico conte di Gorizia. Ritornando alla
cilio

to fu elevata a quella di metropolitana

d'Udine, ed è

presente cattedrale arss.

civescovile della

Annunziata.

Il

pa-

triarca Bertrando, zelantissimo e virtuo-

sua chiesa a Sacile fu all'improvviso assalito dalle genti del conte, e nel

so pastore, annualmente tenne

il

sinodo
ai

combat-

diocesano, ed inoltre ne celebrò due provinciali, a'icj

timento seguitoad Archivolt nella pianura di Spilimbergo, restò prigioniero e colpito da 5 mortali ferite a'6 giugno, delle quali morì nello stesso giorno, aggiungendo sicarii all'assassinio il vituperio, onde poi patirono la vendetta divina, e con
i

maggioi335

in

Udine e

25 apri lei
Sl'

33c) in Aquileia:gli

atti di (pie-

ultimo sono riportati anche dal

rev.

Cappelletti.
ritti

fu

meno sostenitore de'ditrovò costretto a im[)u-

del principato civile di sua chiesa, in
si

difesa de quali

essi

il

conte e

gli altri

complici. Trasfc-ri-

gnaie

le

armi

pel licupero del castello di

to

il

cadaveiea Utiine nel dì seguente, con

Venzon,

in cui poi

consagrò solennemen-

funebre

pompa

nella primaria chiesa

e

15.8

udì
umile lungo

U D

I

presentptncnlecaHefliale, fulmniiìnfolra
il

piaiiln e la vt-nerazinne in

copo MorucUo vicario temporale del patriarca e suo genero, il quale dicesi punito dal popolo di morte. Francesco
I

coni' egli avea niciinalo. Pel
(li

buon odore
ila

si-

sua santa vita, pe'miiacoli
lo,
il

Dio o-

gnore
si

di r^Tdova nel

i

356

pacificò

il

poca-

perati per glorificai
ni

successore 3 anil

polo col patriarca, e questi potè reslituira

dopo

fece collocarne

corpo, trovato

Udine neliSSy. Rinnovatesi
il

tra

il

intallo e incorrotto, nell'inna di

marmo
fal-

pitolo aqiiileiese e

patriarca le contro-

oinota
troni
glielli

di fiegi e staine, cli'egli
le

avea

versie agitate per motivi di giurisdizione
col patriarca

lo costruire per porvi
i

reliquie de' pa-

Piaimondo, Nicolò

I

fu

conle
l'ecil

ss.

Ermagora

e Fortunato. L*

U-

discendente e con diploma confermò
prerogative de'canonici. Per ristorare
clesiastica disciplina,

ne riporta il disegno inciso^ Fu quindi venerato per bealo, principnlmen1e in

neh 357

celebrò
di
s.

Udine

e nella diocesi d'Acjnileia, e

sinodo diocesano nella chiesa

Felice

tale lo riconobbe lienedetio

XIV
il

con eveneto

d'Aquileia, e l'accuratissimo Cappelletti

«piipollente beatificazione; indi

ne riprodusse

gli atti.

Morì Nicolò

I

nel

Clemente XIII ne nuroentò il culto per Udine e sua diocesi, con proprie lezioni e orazioni. Già neae già uditore
di rota

i358 in fìelluiio, e trasferito il corpo a Udine ebbe tomba nella chiesa primaria.
Neil' elezione di

Lodovico

1

Torriani ve-

vea celebralo l'eminente dottrina eia santità di vita, e

quale martire invitto e di-

fensore de'beni di sua chiesa, massimecontro l'usurpatore di
essi

Corone, e già di Olona e Trieste, si vuole che ne fossero pretendenti Jacopo Caracciolo e Jacopo Colonna. Di sua
scovo
di

Emico

conte di

traslazione

il

patriarca nel i35(:) ne die
si

Gorizia,
s.

il

l'ernino, // Tribitiiale della
p.

partecipazione da Avignone ove
va, al municipio di

trovasi

Rota Romana, a

262

e seg. Nella sede
gli

Udine; quindi

ado-

vacante per

santo pastore, essendo

però enicacemente a! ricupero de'beni del
patriarcato,

elettori discordi divisi in

due personaggi,
I

onde

a'?.2 ottobre prevalse Nicolò

di

Luxem-

a Carlo IV ed a
rizia.

il Papa lo raccomandò Mainardo conle di Go-

])urgo, fratello dell'imperatore Carlo IV.

Sostenne gravi discordie e guerre
le

A

questi eran^i nella sede vncanle rivolti
gli

contro Rodolfo duca d'Anstria, per
ciproche pretensioni, e
si

re-

con successo

udinesi, pei' implorarne la
le

pacificarono in
tristez-

protezione, contro

insidie e le violenze

Vienna. Lodovico
tavano

I

oppresso dalla
a

del suddetto conte di Gorizia, che conti-

za per le gravissinie tuibolenze che agiil

nuando
al

le

gi'avissiine

dissensioni, avea

Friuli, e

ponevano

soqquadro

sconvolto

le

pubbliche cose, e attentava
possesso in A-

ogni civile ed ecclesiastica disciplina,
nel
I

mo-

principato temporale del paliiarcato.
I,

365. Nelle sue monete e
la
si

nell'iscri-

INicolò

dopo aver preso

zione posta sotto

sua eHlgie nel palazcelebra pro-

quilcia del patriarcato, cooperò alla fon-

zo arcivescovile d'Udine,

dazione dell'università di Cividale, per la quale Carlo lY spedì un diploma, altro
già
Il

pugnatore armato
sovrani. Nel detto
stituì
il

e vittorioso de' dirilli

avendone concesso Lotario

I

nell'BaS.

nobilissimo

anno Urinano V gli soMarqnardo Randek
il

patriarca

accompagnò

il

fratello

per

le

bavaro, che prese
e fece
e poi
il

possesso in Aquileia,
in Cividale,

siieincoronazioni a Milaiioe in Koina,
nel
1

ma

suo ingresso anche

355al suo ritorno a Udine, parie del popolo volle op[)orsi al rientrarvi, e nel tumulto gli uccise alcuni suoi ministri e
nlliciali.

gli scrisse

una
Il

lettera per riforuia-

re gl'introdotti abusi nella giudicatura civile e crimijiale.

patriarca

si

lese

assfti

Vuoisi che dassero motivo alla

benemerito

pe' molti vantaggi procurali

.srìlicvazione
le

ledine forme di governo, colIncitlà ei vassalli Ja-

alla sua chiesa e provinci.T aquileiese, ri-

quali

opprimeva

cuperando Toimczzo

e suo lerrilorio

i»-

udì
siupalo tlaVonii di Gorizia. Reslauiò
iiieli'opolitiiiin t.rA(Hii!eia,

udì
la

129
:

nicargli la

pontificia volontà

parecchi
,

che danneggiali-

luoghi della diocesi lo riconobbero
altri
si

gli

ta dal

Icneinolo minacciava rovina;
i

lilìutaronoe principalmente
il

la cit-

parò e forlidcó
e n'eresse

caslclli della

provincia,

d'Udine; laomle
il

cardinale preferì di

uno

a l'ortogruaro

residenza
i

prendere

possesso in Sacile. Derivò la

del vescovo di Concordia; rinnovò
lazzi di

pa-

contrarietà degli udinesi ede'loro parti-

residenza de'patriarclii, e soddi-

sfece

con rilevanti

somme

i

debili del pa-

un elFetlivo patriarca e non un commendatario, di più non Io vogiani, per volere

triarcato colla
to nel
I

camera

apostolica. Frattanpartì d'Avigno-

377 Gregorio XI
la
1

levano cardinale; perciò fecero istanza al Papa [lerchè Filippo fosse dichiaralo patriarca o rinunziasse
tro
il

ne e restituì

pontiHcia residenza a l\o-

cardinalato. Al-

ma; però morto nel 378, contro iisnccessore Urbano VI insorse il ^vau{]e Sri s ma
(/'.) d'occidente,

sostenuto dall'antipapa
in

motivodi loro opposizione era il volere a patriarca Tristano da Savoi gnan, che d'allronde Cividale ricusava. Inulilniente per ridurre
gli
il

CleiBente VII,

che
di

una cattedra

pestilenza,

AK'ignonc stabiingannaal'Ita-

udinesi
re d'

all'

iibbi-

diei;za s'interposero

Ungheria e

ilo diversi

principi e nazioni che l'ubbi-

Braiicliino
pontificio.

dirono per vero Papa. Quasi lulla
lia,

vescovo di Bergamo legalo Tranne Cividale e alcuni altri

Boemia, l'Ungheria all' Lbbi(licnza romana. Aveano veneti nel 36g ripreso il dominio di Trieste, e lo manla la

Germania,

circostanti castelli, ubbidienti al cardinale, lutti gli altri
il

e altri regni restarono fedeli
i

1

legato nel

I

383 intimò

erano pertinaci; per cui le censure eclutti gli altri

clesiastiche

ad Udine ed a

tennero sino

1872, finché nel 879 ritornò ancora una volta in loro potere. Su
al
1

luoghi disubbidienti, prelati e nobili di
essi;

queste date e circostanze

gli scrittori so-

lero piegare.

né per queste [»ene canoniche si volS' interpose con qualche
I

no

discordi.

Neli38o Trieste
.

sottrattasi

successo Francesco

signore di Padova,

da'veneti e tornata in potere de'patriarchi d'Ar|uileia

ma quando

i

friulani s'accorsero ch'egli
la

questi

la

perderono per

aspirava a dominar

loro patria, torna-

sempre
stria,
i

382, per essersi data uW Aucui duchi s'intitolarono Signori
nel
1

rono a rivoltarsi contro di lui e II commendatario. Furono perciò essi di nuovo
scomunicati e sottoposti all'interdetto:
si

dìTricflc.
to di

Il

patriarca

Marquardo

allea-

Lodovico I re d'Ungheria, prese parte alla famosa guerra che arse tra le repubbliche di Genova e Penezìa^'xa favoprobabilmenre della I.'' Morì neh 38 te in Udine, ove patriarchi continuavano a stabilmente risiedere, e fu tumula1
i

combattè per alcuni anni. Per ultimo tentativo Urbano VI nel i386 mandò nel Friuli Ferdinando o Frodimondo patriarca di Gevenne infine
alle

armi

e

si

rusalemme,

in qualità di rettore, difen-

sore e goverfiatore d'Aquileia e della Patria del Friuli,

to nella metropolitana basilica d'Aquileia.

non che

di vicario

gene-

A

cagione dello scisma che lacerava

l'u-

rale nel lem[)orale e nello spirituale del-

rità dellaChiesa,

Urbano VI comedi

va-

rie altre sedi erasi riservala l'elezione dei

pastore aquileiese, e perciò dopo
ni

34 giorsì

destinòammìnistratore

il

cardinale Fi-

lippo d'^^/t'/iro// (le notizie de'cardinali

Sede; e col suo mezzo poterono alquanto accomodarsi le cose, riducendola provincia ad una pace ferma ed unanime, essendosi dal Papa tolta l'amministrazione al cardinale. Quindi Urbano VI
la s.

ponno vedere nelle biografie) vescovo di Sabina, che nello sfesso anno si recò a prender possesso. Giunto a Sacile radunò il capitolo melropolilano per comuVOL. LXXXl[.

colla sua bolla nel

1

387 dichiarò patriaril

ca d'Aquileia Giovanni V,

quale prese
1

possesso nel

1

388

in Cividale, nel

389 in

Udine, rilardo cagionalo dalle turbolen-

9

iòu

udì
il

U D
Friuli.

!

?e die lullavia ngilavano

vi

potè dimoiar più olire,
lo

jicicliè gli udinesi

sospettarono complice della morte di Fedeiico da Savorgnan, onde visse quasi sempre parie nel castello di Soireiubeigh
e parte in Cividale.

Antoda Cividale ubbidito; si prugettò una riconciliazione tra* due paudinesi non
nio
Ili,

vollero riconoscere

Iriorchi,

ma non

vi si

riuscì.

L'aiilipa-

pa Benedetto XllI portatosi a Prr/>igiui-

Ma

tornato in Udine
I

no

vi

leime un pseudo concilio per opall'

3g4r i'i a' 2 f^» inicpianiente a tradimento ucciso e sepolto nella chiesa maggiore avanti il princi palealtare. Bonifacio IX nel gennaio ScjS
sul principio d'ottobre
'

porlo

assemblea che
si

si

adunava

in

Pisa, e vi
sa,

trattò di
egli

dar pace

alla Cliie-

sebbene

restò

nella sua ostina-

I

gli

surrogò Antonio

t^r?(^///»'i

ornano, che
patriarca
di feb-

Quanto a Gregorio XII, già ai i8 settembre i4o8 denunziata la celebrazione.

crealo cardinale e rinunziato
to nel i4o2,in questo nel

il

zione d' un concilio, per o[)p()rlo

al

pi-

terminar
11

sano, da tenersi in un luogo del Friuli e
della diocesi d'Aquileia nella Fcuteoosle del

braio

gli

successe Antonio

Panciera o

Panceviìii o Panciariiii (WVgvXo^vkìavo. Ad esso e suoi sulì'raganei partecipò Oregorio XII
la

i4o95 non
bensì

iu

Udine, cotne [»retesero

alcuni,

Si:risse

ad essa

e a Civid;»gli

sua assunzione

al pontifica-

le lettera di
si

partecipazione,

ma

ndineil

to, per esortarli a fedeltà verso di lui e

gli

negai ono ubbiiiieiiza, seguendo
partilo Gregorio XII da

avversione

a

Benedetto

XMl

successo nel-

partito de! sinodo di Pisa, Indi nel

maglìii/ii-

l'antipapalo a Clemente VII. In quegl'infelici

gioi4o9
///, si

teuipidi generale perturbazione per

recò nel Friuli e ftjrmossi a Castel

lo scisma

che infieriva funestamente, an-

di Praia, distretto di

Pordenone, ove
il

al-

che

la

diocesi d'Aquileia fu sconvolta

da

cuni credono che coniinciasse

concilio

turbolenze e discordie. Que' di Cividale accusarono Antonio li di non esercitar e-

o almeno

gli atti pi

eparatorii. Passato in

Cividale, di sua ubbidienza, nelhi della
festa ne fece l'apertura e celebrò
la
i

quamente
ia diocesi

la giustizia,
si

onde porzione delsua ubbidienza,

/ses-

ritirò dalla

sione ne'primi di giugno, ed
ciò
1'

a'22Comincardinali del-

anzi

rele a

con tante queGregorio Xil, che determinalono questi di deporlo a'i3 giugno i4o5. Indarno gli udinesi ne presero le difei

cividalesi ricorsero

la 2.'

In questo

mentre

i

uhbidienza

Bomana

egli anlic.udinalr

deH\i/'AzW/c«-^/ d'Avignone, col sinodo pi-

sano deposero Gregorio XII

e

Benedetto
il

se,

mostrando l'ingiusta
il

persecuzione

XllI; indisi riunirono per eleggere

I'.»-

Dìossa contro

patriarca,

al

Papa

pa
gli

in conclave,

i

cui custodi scrissero a-

e

al

sagro collegio, perchè Gregorio

udinesi contro Gregorio XII, e creatale

XII già designava loro altro pastore. Intauto cardinali ribelli a Gregorio XII recalisi a Pisa per tenervi il famoso Sii

rono per

Alessandro V. Non raggiun-

sero lo scopo dell'eslinzione dello scisma,

nodo per

l'estinzione dello scisma, prela

sero a calcolo

protezione udinese a
il

fa-

poiché tutti e tre si iraiiarouo da Papi e con propria ubbidieuzi. Gregorio XII scotuunicò e depose Benedetto XI II e Ales-

vore del deposto, ed a cui

-zS

giugno

Sandro

Y,<li cui

annullò relezioue,e lultii

1409 scrissero lettera di conforto. Nondimeno gli conventie abbandonare la sede, e Gregorio Xll nel detto anno vi trasferì

loro aderenti. Poi nella 3.^sessionea'5 sei-

da Concordia Antonio 111 da Ponte nobile veneto. Questa promozione fu causa di
si

tembie promise rinunziar il pontificato, àue competitori facessero altiettanto de'Ioro prelesi diritti. Poco do[K> vedendosi Gregorio XII abbandonato dagli
se
i

uno scisma

particolare nella diocesi

sle>si

cooìpatriotti veneti per

la

conier-

d'Aquileia, che poi

compenetrò con
santa Sede. Gli

mata
si

depo.sizionediPnnciarini.pirsalviir-

tjuelloche Iraviigliava

la

dulie

trame ordite da

esso che

domi-

UDÌ
nava
la

'

udì
Udine Lodovico
II,

i3i
indarno ricorse a

più parie

ilei

Frinii, fngfjì tra-

clie

vestilo

da Civiilale,

e per

Gaeta

^i

resti-

Sigisnioiido e al concilio di Basilea, noo-

toì a Riniini da'Malatesla.

Alessandro

V
ai
gli

licoMdbbe Panciarini per patriarca, ed es(]|

lo le

conmnilà
il
1

e clero del Fi itdi a

ub-

])idirlo,

."febbraio i4 IO, e

morendo

4 nìaggio

i

cardinali di sua iibbidieiiz;i

Giovanni XXIII. Tali esortazioni non ebbero effetto, le scissure si inaspiirono nel Friuli a segno che si fratdue [)atriar* tò dindin re alla rinunzia chi. Si ricoise pure alle ainii, fomenlando cividalesi Sigismondo re d' Unghesostituirono
i

rendo neli435r. Restò vacante la sede sino ali43q, in die Eugenio IV In conferri al celebre padovano cavaliere gaudente e arcivescovo di Firenze Lodovico III eò caijMczzaiola Scarainpo, che poi dinaie. Divenuto il concilio conciliabolo
(j«

elesse antipapa Felice

nella sede

V, il quale intruse aq ni leiese AlessandroZanowitz

de'duchi di IMassovia, vescovo di Trento

i

ila, e dall'altro

canto

gli

udinesi invoca-

rono l'aiuto de'veneti che si adnperarono a pacificai' gli animi con tregua, occordando sicuro asilo in Venezia ad Antonio HI. Giovanni XXIII citò cardinale Antonio II Panciarini per allontanarlo dal Friuli: egli però ripugnando la dignità a
tal

che ritenne in amuiinisli azione, ma non si recò a pienderne possesso e moiì nel i444- " cardinale, rinomato an<'he per militari imprese terrestri e navali, poco

dimorò

nella sua residenza,

sapore
il

visi

recò, tenendovi per vicario generale

ca-

nonico di Padova Francesco Alvaroti ceItbie gi(ueconsulto, e

dopo

di lui

5 ve-

scovi. Si coiiip(Jse colla repubblica di

Vo-

C(jndizione, ne consultò

il

co-

nezia ne! dogadoili Francesco Foscari, in

mune d'Udine
ni
la

che tanto vigorosamente Tavea sostenuto e difeso, finché Giovan-

concordia e pace sulla cessala sovranità

temporale, onde
colò
II

al

dogescrisse Papa Ni-

XXIII

pei

ridonare

la

tranquillità al-

V

lettera di gratulazione
tutti
i

neli4^''
simi-

provincia e diocesi aquileiese, vintela
I

cardimile confermò
Pio

diiilli, piiil

sua costanza ed ottenne che nel
nunziasse e
si

4' 2

ri-

vilegi e statuti del
le fece
11,
il

suo capilcdo, e

A'6 luglio il capitoloelesse patriarca Lodovico li ducadi Tech, che prese possesso in Cividale; ma Giovanni XXIII non approvando la
recasse in Pioma.
scella
si

quale morendo nel 14^*4 poco mancò che non gli succedesse, ed invece fu eletto Paolo
alla
II.

morte

del patriarca

Questi neli4^^ non provvidexi-

considerò

la

sede

come

vacante,
si

bito alla sede, alfidandone l'aramiuislra-

Di venuto Sigismondo re dei romani,

a-

zione prima
tino

al

vescovo di Concordia A nal

dopeiò per
;iOf/o di
I

la

convocazione del fumosoLSìfio

tonio Feletlo, e poi

vescovo di Feieiiil

Costanza, nel quale Gregei

XII

Andrea Lorenzi,

quale restò vica^ar/^o nipote dei

inunziò eroicamente, Giovanni

XXIII

rio del cardinal

Marco
47

I

fu deposto, e nel i4i 7

Benedetto XIII scomunicalo,
venneelello IMartino V.ch'eb-

Papa, allorché
il

lo fece patriarca e prese

|)osse^so nel

i

per mezzo del meilevicari

be

la

gloria d'estinguere lo scisma uni ver-

simo, indi ebbe a

4

'i''''

vescovi,

sale e quello particolare d'Aquileia.

Im-

Da
bili gli

lui

peiocchè indusse Antonio
rinunziar questa chiesa,e
ia

111

da Ponle a

cominriòla serie de'pairiarchi noveneziani, la quale non cessò che ue-

lo trasferì a quel-

arcivescovi d'Udine successoti, all'e-

di

Zara, dichiarando quindi patriarca

stinguersi della repubblica.
si

A

suo tempo
fe-

Lodovico 11. Già accennai in principio, che Lodovico II avendo im[)rndentemente

celebrò un concilio provinciale, e poi

ce

un decreto

[)er

eliminar

i

disordini iu-

intrapresa
di

la

guerra contro

la

potente

sorli nell'

amministrazione delle rendile

repubblica

Venezia, questa s'impadroi

capitolari, ed ottenne da Innocenzo Vili

ni del Friuli e spogliò
leiesi di

patriarchi aqui-

bolla confermaloria al divieto di
tersi

loro au lica sovranità. Cacciò da

ammettere

tra 'canonici chi

non ponon a-

1

32
I

udì
compito 8 anni.
Alci fo
il

U DI
cardinasuccessori contìnua inno sempre.t
re, anzi
rilnsr'fnp-

vesse

le nel i4c) 'i

Innocenzo \lll non volle altentlere la consueta nonnina tlel senato veneto, eli cui lo pregava rambascialore
I

pare che ad Udine

si

donasse ansulla

che
le

la

nuda riccamenle bardata
il
I

quadifli-

incedeva

patriarca. Pidjblicalo car-

Ermolao

Jjai'haro,i\w. anzi con precet-

dinale nel

5^8, ottenne non senza
il

lo cì'ubbiclienza volle di' egli stesso, de-

coltà di rinunziar
I

paliiarcato, e l'esedi regresso in faII

gnissioM) com'era, ne accellasse

la

digni-

tà, da lui ricusata perchè

la

repubblica
li-

guì nel 52f) con diritto vore del fratello Marco
poi questi abdicò

Griraani. Diil

proibiva a'snoi ambasciatori senza sua

neh 533, onde
dignità e
il

car-

cenza l'accettazione di qualunque onorificenza slraordinariti: lutto ad essa scrisse

Erinolaoe

parteci^iò lostesso

Papa con

governo della chiesa d'Aquileia. Morto Marco U, il cardinal Marino ollenne da Paolo III
dinale riassunse
la

bella lettera,

mentre
in
t

il

senato di ciò igna-

neli545di linunziar nuovamente
ti

il

pa-

ro avea eletto Nicolò
Alinissa; e

11

Dona

vescovo di

iarcato a favore dell'altro fialello Gio-

venuto

cognizione dell'ac-

ctid uto, se vera

men

cingi unse

adErm ola o

so,

vanni VI Grimani, con diritto di regresma morì nel 546. Giovanni VI dir

di

rinunziare

il

patriarcato.

Ermolao ub-

stratto in rilevanti affari, senz' avere ri-

bi<lì,

ma

i!

l'apa

non

volle accettar la ri-

cevuto

il

bramato
vi

pallio, riserbaiidosi

ri

nunzia, e

la

repubblica sostenendo rigosue pi etensioni,
la

regresso nel dicembre
dignità, e

i55o rinun7iò
1

la

luScimenle

le

morte

fu assunto Daniele

Barbala

d'Innocenzo Vili edcll'elelto troncò uno
spinoso aifare che sarebbe stato fecondo

ro ambasciatore veneto inUngheiia. Morto questi nel
i

S'j^,

dopo aver abdicato

anco
fia

di

più gravi dissapori. Nella biogra-

sede,

liportaiche fu cretilo cardinale, e che

dovea il patriarcato tornare a Giovanni VI, ma essendo caduto in sospetto
erronea dottrina sul
,

altri ciò

negano, con un conflitto di date e

di

dogma

della pre-

di asserzioni sull'epoche di sua creazione

e morte.

Il

preoccupalo
le

nuovo Papa Alessandro VI, in altre cose gravi, non volli,

non avendo potuto conseguir il pallio neppure da Giulio III e Pio IV, gli fuelettoin coadiutore Alvise Giudestinazione
stiniani colla speranza di futura successio-

tener dietro alla vertenza, e nel \^CjZ

riconobbe Nicolò
ti;

ornalo

di chiare do-

ne. Senqilice chierico,
ta la

gli

fu solo conferi-

dimorò
giorni

in

Cividale e mori nel i497'
la

giurisdizione temporale, esercitan-

Due

dopo

repubblica nominò

il

dosi la spirituale da Paolo Bizanti vesco-

neo-cardinale Domenico Crìtnani, riconosciuto dal Papa; dimorò per
lo

vo ne

di Cattai 0,
il

che

visitò la diocesi e ten-

più in

sinodo diocesano d'Udine, a cui in-

RomaeneliSi

7 abdicò

il

palriarcalocon

tervenne Cesare de Nores vescovo di Parenzo in qualità di visitatore apostolico.
Nel 1575 morì anche l'elettoGiustiniani,

diritto di regresso al nipote

Marino Gri-

luani vescovo di Ceneda, che con questa

nuova dignità continuò

a sedere nel con-

ed

il

Grimani che

nello stesso

anno avea
procella,

ciliogenerale di Lalerano V. Rlarino nel

potuto veder dileguata

la fìeia

i524 con
quiieia

isliaordinaria
,

pompa

prese
in

il

da cui per
lo,
si

tanti anni era stato travagliavi

possesso del patriarcato

non più

A-

recò in Uiline e

fece

il

solenne

come

i

predecessori,

ma

in

Udisuo

ingresso;

ma

fatta

nuova

istanza pel pal-

ne, corteggiato dalle primarie magistra-

lio, formalmente glielo

negò Sisto V. Chie-

ture e da diversi vescovi, e poi fece

il

se e

ollenne per coadiuloie, con ispeiandi
1

ingresso in Cividale, donando ad ambedue capitoli la sua cappa magna secondo l'antico costume da lui ristabilito,
i

za di llitura successione, Francesco Bar-

,

baro arcivescovo

Tuo,

dal quale ffce

visitar la diocesi nel

5()3, e indiessoquHl

particolarmente quanto a Cividale, che

i

V isilatorenpostolicoinli a prese qi ielle» dtl-

udì
la Caniiul;», della Stiria e della Carinlia.

udì
lazzo per se e successori
,

i33
e

dove oggidì

hi ([desio ineuire muri Giovamii VI, onde nello stesso i5t)3 gli successe Francesco, elle nel seguente anno prese possesso in

Udine
il

e poi in Cividale. Nel

(enne
per
ci

suoi, "sinodo nel castello di

s.

iSgS Da-

continuano a risiedervi gli arcivescovi di Udine, e ne fece ornare la sala coll'effigiede'[)alriarchisuoi predecessori. Di più vi fabbricò la contigua chiesa ad onore
della B. Vergineede'ss. Patroni della diocesi aquileiese.

niele, reso
la

linomalo dal dissidio iusoilo preminenza del posto, Jra'canoni([uelli di

Donò pure la sua libreria per uso pubblico, pel quale serve tuttora. IMorl nel
s.

d'Udiiìee

Cividale.

11

patriar-

ca con decreto sentenziò in favore del capitolo di Cividale, ed accettò
la

sa di

6 G e fu sepolto nella chieAntonio abbate d'Udine, come lo
1 1

protesta

fu poi

il

Fratello

Ermolao

li

di i\ut\\oiWd\ue,M' Ili' cii/nscuiìKiueprae-

cesse per coadiuloria, allorché
re vi fu trasferito

che gli sucil cadavefinì
i

jiidicio. Nel

I

59G Francesco ottenne da
litoil

da Venezia, ove

Cletncnte Vili per coadiutore e col
lo arcivescovile di Tiro,

suoi giorni neliG22.

Avendo
in

egli altre-

fratello

Ermo-

ottenuto

il

coadiutore

Antonio
,

IV
e
irt

lao

Barbaro. Nel medesimo celebrò il sinodo provinciale iiiUdine,eivi poi stamIl

Grimaai,

già vescovo di Torcelto

esso

fece la sua solenne entrata in

Udine
in

palo, ove tra l'altre cose

si

trattò preci-

Cividale neliGsS.
delta chiesa di
s.

Tenne

il

sinodo nella

puamente delloyservanza del rito rotnano ncir UlìtziaturadcUdChicsdf^ ì '.),rilo e liturgia che da lungo tempo erasi introdollo nella cliiesa atjudeiese, in luogo del
già ricordato antichissimo suo e

Antonio, e morì

Ve-

nezia neliGiS. Gli successe Agostino II

Gradenigo, già suo ausiliare
Felire
,

e vescovo di
le

beneuierito di sua chiesa per
di

nato /Jrtf/vVzrr/imo. Questa

si

denomipuò dir l'e\\
il

molte opere

beneficenza e generosità
in L*adova,

che esercitò: morì nel iGaq

poca

in cui la chiesa d' Aquileia abolì
rito,

suo
ro-

donde
cate in
te

le
s,

sue spoglie mortali furono re-

antichissimo

per abbracciare

Zaccaria di Venezia.

Diano; iujperoccliè sebbene in essa e nel
la

e coadiutore

Marco

III

Il parenGradenigo, al-

sua provincia ecclesiaslica fosse già sta-

lora reggitore per la
la di

repubbHca

dell'isola se-

lem pò del decreto di s. l*io V, il quale ordinò a tutte le chie«e l'osservanza del solo rito rumano, tuttavia non l'avea ancora accettato con espressa dichiarazione, C(jnie non eravi per anco intervenuta la formale approvazioto catubiato sino dal

Creta, ne occupò

degnamente

de,beaemerito per avere felicemente composte le gravissime discordie, che arde-

vano tra il vescovo di Verona Marco Giustiniani e
il

suo capitolo. Morendo nel

ne

di tutti

i

vescovi comprovinciali. Inol-

tre nel

no

in

1600 celebrò un sinodo diocesaCividale, e altro nel 1602 in Goche formavadi

16)7 gli successe il coadiutore e fratello Girolamo vescovo di Fatuagosta, che visse soli mesi, e morto in Venezia fu deposto in s. Clemente de'camaldolesi,ove
i I

rizia pe'ledeschi e gli slavi

erasi preparata la

no parte

sua gie^ge

,

ed

ambedue

si

coadiutore vescovo

tomba. Gli successe il di Tagasle Giovanni
1

slampatono.

Fu

il

patriarca Francesco
ìd

V

I

!

Dclfiiiù, che nel

658
il

prese possesso

benemerito anche per aver edificato

in Uiline e fece indi

suo ingresso for-

il nuovo palazzo patriarcale e il nuovo seminario pe'chierici. Sino al suo lempc la residenza de'palriarchi era stala stdl'alto del colle, ch'è nel mezzo della città; ma quando la repubblica veneta volle quel luogo per fabbricarvi ima forliizza, egli elesse dalle fòudameula il pa-

Udme

male
lo
le
il

in Civiilale,

cardinalato.
di

meritando pel suo zeMorto il fValello Danie-

vescovo
il

FdadeKìa, ottenne a succespiìi volte visitò la

sore

nipote Dionisio Delfino vescovo di
Il

Loria.

cardinale

va-

sta diocesi,

tenne

il

sinodo diocesano nel

jGGo

e

neh 669,

e

dopo \a auuidi pu

i34

udì

UD

I

tnarcalo moi'i nel 1699, ed il cailaveie fu purlato in t. iVJicliele di Miitano, plesso Venezia, nella londju dc"suoi maggiori Gli successe Dicjuisio, die cun solenne
ingresso enlrò in Udine e poi in Cividale,
visitò

palriarchi d'Aquileia ne perderono

li so-?

Manila. In conseguenza poi della famigerata lega diCanibray e guerra che ne d(-,iivò, alcuni luoghi del Friuli coll'anlica

A-

quileia

passarono nella signoria di casa
i

più
il

vtjlle la diocesi, e

1703
iline,

sinodo

in

s.

ove restaurò

la

radunò nel Anionio abbated'Ucollegiata che gli seril

d'Austria,

cui imperatori

mal soffrendo

che

vi esercitasse la

podestà ecclesias'ica un

ordinario strauiero.gii arciduchi della me-

viva di cattedrale, ingrandì

palazzo pail

desima convennero

colla

repubblica di no-

Iriaicale e da'fondanienti edificò
le p,er la

loca-

tnÌDailo alternativamente;

ma introdotto
sempre
veneto.

bìb'iolcca. Die sagge leggi per

l'uso de'coadiutori essi reslnrono delusi,

l'osservanza della disciplina ecclesiastica
e pe'uiona>ttri di moiiaclie, conces-e sta-

non potendo
essendo
il

esercitare

il

diritto e
[)reIalo

patriarca un

bile
s,

dimoia

alle salesiane del castello dì
cpiL'l'o di
s.

L'Austria iitutilmenle
tute rimostranze,

avmdo
al

fatto ripedi

Vito, e in

Daniele contridi pietà.

venne

punto

non

bui all'erezione del monte

Eb

permettere a'paliiaichi

l'esercizioxli loro
i

be a coadiutori Marco Gradenigo vesco-

spirituale giurisdizione, restando

dioce-

vo

di Titopoli, poi

vescovo di Verona e
il

sani privi del pastore. L'imperatrice M,''

patriarca di Venezia, ed
le Il

nipote Danie-

DclfiiiO vescovo d'Aureliopoli, che
1

Teresa e la repubblica di Venezia ricorsero a Bencdello XIV quale giudice su-

gli

successe nel

784 per sua morte. Dae ottenne per coadiudi

premo della contioversia; sostenendo
neti
il

i

ve-

niele II

domandò

loie

Larlolomeo Gradenigo vescovo

Tialira; celebrò nel
fu lodalissimoe

1740

•!

sinodo, clie

non interrotto possesso della nomina, dirillo confermato da Giulio III e l'imperalrice non ammettendo che la tol,

stampato

in

Et nedetlo

XIV
la
>.

lo creò cardinale.

Udine, indi Bene-

leranza de'suoi predecessori potesse for-

mare una

prescrizione contro

il

dirillo del-

fìeentissimo e splendido pastore, in

Uil

dine fabbricò

casa della missione e

monasleio di
iy\

Caterina

,

ed
Il

in

s.

Vito
i.°

Benedetto XI V^ avendo attentamente esaminato il grave affare, colla sua profonda dottrina e fel'alternativa elezione.
lice sperienza,

riedificò la chiesa primaria.

cardinale
il

pesale

le

ragioni dell'alte

l'ultimo patriarca d'Aquileia e
la

parti disputanti, senza pregiudizio di esse intanto risolvette di stabilire in
zia
,

arcivescovo d'Udine, per
del palriaicato.

soppressione

Goridiffe-

pagnò

e

Quanto precede, accomseguì (jueslo memorabile avvelo descrissi

finché avessero proseguilo

le

renze sull'esercizio della podestà ordinaria,

nimento,

ad Aquileia, a Go-

un vicarialo apostolico

pel Friuli

Au-

rizia e articoli relativi, principalmente
colla Sloiia dì

striaco del patriarcato, con libero esercizio di tutte le funzioni dell'ordine e della

e colla
caslel;
I

Benedetto XII di INo vaes, Storia del Cristìanexituo di L)erlaonde qui non mi rimane a rife-

giurisdizione episcopale; peròespressa-

ire che un cenno perchè meglio s'intenda quanto ha relazione ad Udine, che di-

mente coll'obbligo nel vicario apostolico, di non procedere che in nome del Papa e
suoi successoli, e per autorità della

venne meliopoli

eccle>iastica

del Friuli

de ed
delio
ruiìi
1

a

s. S^suo beneplacito. Perlanlo Bene-

Veneto, come Gorizia pel Friuli Austriaco, notando però the il noveio delle sedi vescovili allora

XIV

col

breve O/iiniiim ecelesiii'
,

solieìtudinem

de'

29 novembre

sudraganee del palliarsuo articolo.
eiiezia ac-

calo lo riportai

al

Dopocliè

la

lejndjMica di \

749j Bull. Beiud. XU\ \. 3, .lj>j)endix, p. 24^: Ereclio f icari/itui yJj)ostolid in parte dioecesix ^hfailej'ensi.'ìf

>jMislò iiduiuluio del Friuli,dibsi già

che

i

Au

li

ideile (iimi/iae doiniuiu suijeilii.

udì
ludi COI) l'allocuzione Postqiiaiii
{)ionunzifiia nei concistoro del

i

UDI
ìiiilìo,

i3T

liis

di di-

opportunis disposilionihus. Già Benedi'tto XIV nel giorno precedente neavea dato [>arlecipi\zione
al

refidjie segiKMite, lo partecipò al sagro
collegio. Poscia col
{itiai',

sagro collegio,
/^'o/^jv,

breve Puslijuain per
i

coll'allocozione Perspectani
so
il

pres-

de'i 7 giugno 7 l^o, deputò in vicario apostolico Callo Michele de Altemps,

Bull.
il

c\i.

a p.

244il

^^'

cardinal Del-

fino

Papa

lasciò

titolo e le

insegne

dichiarandolo vescovo
^/7«.y (nelle .Yotizie

I\]eiiiiilen

in pai'-

e prerogative de'palriarchi a vita, e di-

di

Roma
p.

si

legge di

Pcrganw). Questo breve
ili

e l'allocuAione

chii)ròarcivescovod'Udine(però nelle Votizic di Roma fu tolto dal novero de'patriarchi);
tra

riportano nel fiulL c\t.n
la

247

t:

246-

come nominò l'Attemps
vicende ripirlai in

all'al-

Ria

repubblica

veneta invece
al

di
si

mosag-

nuova sede

di Gorizia, delle cui vapiìi

strarsi

contenta e grata
si

Papa per

rie posteriori

luo-

gio lemperauiento,
l<i

credè pregiudica-

ghi e meglio sviluppai a Trieste. A'3 febbraio 17 52
la

ne'propri

diritti,

e adirata biasiinevolil

repubblica

di

Venezia con

luente richiamò da Pioma

suo

amba-

supplica riportata dal Quirini,

Tiara

et

sciatore e licenziò da Venezia e da' suoi
tloininii

l'arcivescovodiCalcedonia nun-

Purpura Veneta, p. 4'?-4> ituplorò da Benedetto XI V,che Bartolomeo Gradeiiigo
già coadiutore al patriarcato d'Aquileia,
lo fosse

zio apostolico.

detto

Sempre circos[ietto BeneXIV, contrappose a silFatto acerla

bo [uocedere,

dichiarazione di non a-

dine, e

ver creduto coll'erezione del vicariato apostolico di attentare a' diritti delle [)arli

nuovo arcivescovo d'Uannuì colla bolla Ronianw; Po/?f//(^x, presso il medesimo Quiancora
il

al

Papa

vi

rini. In

conseguenza delle

riferite

dispo-

interessate, perciò ritirarsi da quesl'af-

sizioni

i'.ue,

lasciando che

la

contesa

si

risolvesse

Benedetto XIVcolla bolla Sacrosanctae Militantis Eeelesiae,{le 8 aprii

tra la republ)lica e l'imperatrice.

Frattanal

le

1

702, Bull.

cit.

t.

4, p.

I,

eifettuò l'e-

to nig."^ d'Atleujps
Io aijuileiese,

si

presentò

capito-

rezione dell' arcivescovato di Gorizia, e

e (ecegli leggere

il

breve adelegala
patriar-

postolico, che gli

comunicava

la
il

siccome Aquileia già da più secoli abbandonati dal suo pastore e ben di rado visitala dal capitolo

podestà sul Friuli Austriaco; ed
ca cardinal Delfino pubblicò
fatta alla
li
i

metropolitano, era ca-

la

protesta

s.

Sede, da cui riputava violasi

duta sempre più nella desolazione e nello sfjuallore, il [."arci vescovo di Gorizia
trasferì
la
il

suoi patriarcali diritti. Per sedare
le

tesoro

ilclle

sue

ss.

Reliquie

al-

gravi discordie ebbero luogo

pratiche
soppres-

sua nuova tnetropolitana. Quindi Be-

altrove narrate, e

si

convenne

la

nedetto

XIV
i

colla bolla
1

Suprema dispocit. p.

sione
I

del patriarcato d' Aquileia,

dopo

sitione, de'

g gennaio 753, Bull.

7 secoli e

mezzo
essi

d'esistenza, e l'erezione

20: In Utinensis Givi tate collegiata ecclesia
s, Mariae Majoris nuncupata in Archiepiscopalem Ecclesiam cuniomnibus jurihus, praeanincntiis, ae privilegiis erigitur. Chiesa che sino allora avea servito alle funzioni [)atriarcali. Si formò l'arcidiocesi d'Udine del territorio aquileiese, soggetto al dominio veneto, con giu-

degli arcivescovati d'

Udine

e di Gorizia,

dividendo tra
le

il

territorio patriarca-

Veneto

e Austriaco, e

secondo

tali

ter-

rilorii

assegnandosi alle due nuove
le sedi vescovili

me-

tropolitane

sulFraganee.
bolla
I/ij'uii-

Perciò Benedetto
pe, de'

XIV colla

età nobis a supremo Pastoruni princi-

6

luglio

1751, Bull.

cit.

t.

3, p.

risdizione
d'

metropolitica all'arcivescovo

177: Aqiiilejensix PatriarehaUis el Sedis perpetua suppressio et exlinctio j

Udine
i

sulle chiese vescovili degli stali

veneti, ossia furono assegnati per suli'ra-

nec non erectio duoruni Archiepiscopatdu/n, fjtincnsis, et Goritiensis, cani a-

ganci

vescovati di Pailova,Piecnza,Vc-

ro/ia, Treviso,

Ceneda, Belluno

,

Fel-

I

36

L"

D

I

U D
cardia
J/f<</<rìj-

I

//•(,",

Concordia, Capo d' Lslria,Ciuà Nova o Emonia in Istria, Parcnzo, Pota. Fu assegnata al nuovo arcivescovo cjiiella

e nell'esergo:

Termi n!<!
medaglia

ad
ha

Padiiiii Coiislitulis.
scolpiti

La

2.'

due

arcivescovi in abiti ponti-

ni posti nel territorio

porzione di rendila derivante da' beveneto , ed inoltre
colle quali fu

ficali

no

in

con doj)pia croce, che si congiuugoconcordia. Simboleggia la cessaziopose fine
i

una delle due commende

ne della grave controversia sul patriarcato d'Arpiileia, a cui
il

divisa l'abbazia di Rosazzo, l'altra essen-

l^apa col

dosi conferita all'arcivescovo di Gorizia.
.Si

sopprimerlo, econ erigere duearcivescovali d'Udine e di Gorizia,c3pilali
ilei

Foruìò

il

capitolo colle dignità del pre-

Friu-

posto colla rendita di
di

7G0 ducati

veneti

G

lire

e

4

soldi l'uno, del

decano con
i

65o

ducati, e del primicerio con Syo:

canonici si stabilirono in numero di 24, con 355 ducali per ciascuno;! mansionari in nuu)ero di 12 con 187 ducali, e 8 cappellani con 80 ducati per uno. Essendo.^i

h Veneto e Austriaco. Vi è il molto: Nova Ecch'siaritin Focdcrc; e nell'esergo TraiufuiUila'S Rcstiiiita. Tuttora conii d'andjedue le medaglie si conservano nel:
i

la

zecca pontilìcia. Indi per decreto del sein

nato veneto fu stabilito

Venezia un

trile

bunale o vicariato arci vescovile, perchè con
nel
piti fìicililà essere

fissata

la

rendita dell'arcivescovo a

cau'je delle chiese sulfiaganee potessero

83 16 ducali, poiché a'7597 die rendeva la mensa del soppresso patriarcato, ne avrebbe accresciuti 917 la reptdjblica di
Venezia, alla quale Benedetto XI V die il perpetuo diritto di nouìinare l'arcivescovo,
le

ricevute iu appello
il

all'occorrenza. Morì

cardinal Delfino
ili

i76'2, e fu sepolto nella chiesa

s.

ALiria
il

Maddalena

successore e
,

Foco vÌnso già coaduUore Rarlolomeo
de'fili[)pini.
finì
i

3 dignità ei 1 canonicali,
il

come

al

Gradenigo
po
fii

poiché nel 1765

suoi
cor-

capitolo la facollà di nominare
calo e prebenda Masolini,
i
i

canoni-

giorni nel castello di Motta, iloude
trasferito alla metropolitano.

il

mansionari e

Ebbe

cappellani. Finalmente Benedetto
al

XIV

a successori, nel

1766

il

concesse

capitolo d'Udine

le stesse in-

rolamo Gradenigo, dolio
pel

parente Gio. Gie benemerito
1

segne corali accordate a «piello
cliettoe della cappa
le

di Gorizia,

narrato più sopra; nel

786

Nicolò .Sa-

cioè alle dignità e canonici l'uso de! roc-

magna paonazza

col-

gredo, che rinimziò nel finir del 1791 e divenne vescovo di Torcello; nel 792 da
1

fodere di

pelli

d'armellino, ed a'man-

Ceneda

vi fu

traslalo Pietro Antoni..

Xo/-

sionari e cappellani quello dell'almuzia.
l'er la ristabilita concordia tra la
s.

-/ poi cardinale. IMoilo nel

i8o3, pegli
al

Stòn

avvenimenti

politici e successiva iiivasiola

eia repubblica di Venezia, IjenedeltoXIV
fece coniare

ne restò vacante

sede sino

settend^re

due medaglie
1

colla sua edi-

1807, venendo
ni nobile di

eletto Balda^sare Rasiio-

gie. jNel rovescio della

.si espressero perla

Piavenna, che inù di vivere
liloin.ito
dell'

sonificate,

la

Cbiesa che lenendo

bi-

nel 181 4- '" questo

lancia

la

mano destra

a quella della

Uè-

Friuli

Veneto

nel

dominio
I

anche il imperae-

pubblica di Venezia coperta del berretto ducale e con ramod'idivo nell'altra mano: a lato della ." lìgura è un Angelo con
1

tore d'Austria, Francesco
retto
il

dopo avere

regno Lombardo- Veneto, volle ridurre in osso a sole metropolitane ecclesia.liche le
Rlilaiio, e di

chiavi appoggialo allo

stemma

|)onti(ic,i{i;

due

capitali di

Venezia e
al

di

accanto alla ?,.^ è d Leone alalo di s. Marco pomato sul libro. IN'el mezzo vi è tni terinine
ljici|)ile. Questa

assoggcltar loro

modo

del

politico Icrritorio, tutte lecitlà che gli ap-

meilaglia allude antolte

partenevano
sta

[ler civile

dipendenza.

Que-

cora alle cessate vertenze
{jilìmentu dei

per

lo sta-

memorabile

diS[)osizione

mentre am-

reciproci confini

slal)iliti

pliò notabilmente la [trovincia uietropo» lilana del palriaica di

presso

il

1*0.

Vi

si

legge l'epigralc: Con-

l'augia, amiieU'

udì
lo fjiu'IIii tl'Uiliiie, le cui

udì
chiese sulTr.iga,

i37

e

199

parrocclile.

La

diocesi di Celluliti

nee

passiti

ouo

nel dello

essa «ncdesiina lo

palriarcalo ed divenne nella soppiei-

poi, senza calcolarvi l'unila acijuc prinr7y;^'//7r/-

diocesi di Fellie,

con

ilello

au-

«ione della dignilà di chiesa arcivescovile

a Udine e di sua nielropulilica giuiisdizione. Pio VII tutto canoiiicnineiile ordìiiò colla bolla
g'/V,

De

saltile

Donnnici gre-

mento venne ad avere 63 pai ioccljie,coii cijca 224 sacerdoti e 10 j,024 «"'""C. Il Papa l'io IX nel concistoro de'2 diceinhre 1846 preconizzò vescovo di Udine
i

del •."niaggioi 8 18, Bull, lioiii.cunt.

Zaccaiia Cricito di Bas^ano diocesi di Vicenza, arci|)rele della chiesa matrice della

t.i

5, p. 36. Indi lo slesso
la

settembre accettato
nellostesso mese, e
I

Papa avea nel nomina deli." venel concistoro dei

patria città, facondo predicatore, ver-

scovo d'UdineGuaUardo Rulollì che muri
pi>i

salo nella teologia morale, neH'elotpjenza

sagra e nella filologia greca che insegnò,

1819 [)reconizzò vescovo fr. Etuanuele Lodi domenicano di Milano, già
3 agosto

degno

pegli altri pregi narrali nella pioil

posizione concistoriale;

c|uale

si

portò in

parroco de'ss. Gio. e Paolotli Venezia, lodato pastore ;inche per aver miglidrato
lita la resilienza

i

riuma,accompagnatotlalsacerdole d.Vincenza Griglio nobile di 13 issano. Prima di
sua coiisagrazione
culla bolla
il

Leni della mensa e magnilìcamente ubbel-

medesimii Pontefice
iinil!ili\,i.\e

abbazia le diRosazzo, la cui
nell'altra

Kx Callwlicac

i^

conuDenda era stata
ta al

mela

rioni-

vescovato di Udine, insieme

al titolo

itbbazìale, fin

da quando

la

dignità
I

me-

IropoliiicadiGorizia fu trasferita nel

788

a

fjtdiiiiiut.

Morto
la

il

detto |)astoie, nel

1845, durante
la tliocesi

vacanza della sede, dalle

marzo 1847, riportala dal ililigenle Cappelletti, a compensare la diocesi d'Udine non tanto della solFerta diminuzione di parrocchie, quanto delle anleiioii e ben piìi gravi perdite, mercè sopralt. ilio lozelo indicibile e la mirabile perseveranza a
lanlo scopo messa in opera dal cardinal

furono smembrate tutte
le

pari

locchie del Cadore,

quali

formano

Fabio

INI."

Asquini de'signori di Fagagiia,
la

presenti dislrelti di Pieve e di

Auronzo. Conviene sapere, che appartenendo fino
dal

patrizio udinese, restituì al pastore

pri-

mitiva dignità arcivescovile e alla callediale
la

1806 tali distretti al politico leggimento e amministrativo governo delia
Belluno, e perciò separali

metropolitana,

ma

(piale

grado

piirainente d' onore, senza melropolilicii
giiirisdizionesopra qualsiasi diocesi sulfia-

provincia di

per lunga distanza dalla vasta diocesi di Udine, onde ne riusciva assai incomoda la

guiea. Inoltre
triarca
di

la

chiesa d'Udine fu sol-

tratta dal diritto

comunicazione, supplicarono
tore Ferdinando separati
ila
1

1'

impera-

Udine

spirituale a

Sede di essere anche nello quella poco ampia diCelluno,
e
la s.

soltanto al

metropolitano del paVenezia, conservandosi però cardinalMonico,allora patriares«,a la

e di unirsi

ca veneto, su di

giurisdizione di dela

legalo apostolico, durante
za naturale ilella vita di

sola esisten-

c trovatasi ragionevole l'istanza, rollenne-

lui.

Ed

ecco

il

ro (lall'imperalore a'3 marzo 1846 e dal Papa. Pertanto Gregorio XVI colla boila

decreto concistoriale, che d'ordine del
l'adi e fu

s.

emanato
della
s.

dal cardinal Polidori

Liiùvcìsdlis Eccle..'>iaeregiimn,i\ii"òo
1

membro
1

congregazione concisloUtinenses Ci ves

aprile 846, presso
ti,

il

sacerdote Cappellet-

iale.

" Ercctioitis in /ércliiepiscopatu/n

sepalo dal vescovato d'Udine ledette
l'incoi

;l/e/ro/;o//^z/i»///.

memo-

parrocchie delCadoree
io di Belluno. Cosi

poro

a (juelle

ria sedulo recolenles, cpiod in

eoiuui Cl-

Udine perde

oltre

30

vitate per plures

anno» degere consuePalriarchatus

parrocchie, circa
iiime, restandone

94

sacenloli e 32c)3 a-

verini Antislites insignis,

nondimeno di queste a Udine 297,345, cuu circa ioyi sacerdoU

Aqoilejensìs.quodein suppiesso,inibi,sul>

auuo 1702

a Bcucdiclu PP.

XIV

ciccia

,38

udì
Melinex
iis

udì
Iute flonirnirì grrgix, prò
iis

Inerii A^(;lliepi^co[nlIis Cpllietlra polilaiia culli tliioilecim

cnpililnH,

episcopati-

(piae liuj Lisce decreli dispositioiiibus sint

bus sullraganeis qui
Aquilcjeosi sulierant

aiilea Pa!i iiuchalui
ila

contraria, [ìroiìideque conlrariis fpiibus-

ut Archiepiscopi

cuiuquc
dignis

eliain speciali

commeiiioratioua

Uuneiisesin partenì )urisdiclioiii->Patriarcbaii) Aquilcjeiisium successeriiil,

minime

ol)slaiitibus,

ex propria
pleiiitii-

quod-

sceiilia el

Apostolicae potestatis

que anno 1818 ipsa, pcculiaribus ex canssis a Pio VV. VII simplex epi«copn!is Caihedra Palriarcliali Venetiurum Metropolitanae Ecclesiae suIlVaganea per Apeslolicis litleris,
/;//('

dine,

omnia baec quae sequnnlur, perpedeliberate d-crcvit, ut videlicet

tuo

modo

(naelodala Ecclesia el dioecesis Utinensis
ilesinat esse sulfraganea Palriarchalis

Ec-

qnarnm

iniiiiun:

De

sa-

clesiae Veneliariini, et rurstis in Archie-

(loDiinùi gì (gis,

fiìdi'il

declarala eo

jiiscopatum Metropolilanuiii erigatur,ita
lainen ut luillae
ipsi

iugiler vota curasque inlerderuut, ut ea-

adjiidicenlur Eccle-

l'em Cathedialis Ecclesia in prislinam
Aicliiepiscopalis JMetropolilanae dignità-

siae sulFraganeae nulla pror?iisiinu)uta-

lem rcvocarelur. Taiii vero, quuoj hàec
oiiìniuui illustris illius Civilalis ordiinini

lioneinductaquoad cclerasEcolesias oli in ejusdem sulfraganeas, quae V'eneliaruui
Palriai cbitui

subjectae uti in praesens
Ila

vota innotuerinl SS. D. N. Pio Divina
providenlia Papa lutjusnoininis IX. ani-

suul perstabunl.

proiude SS. D, N.

prò perpeluis futuris (einporìbus de sua
potestatis plenitudincviecernente ac

inadverleus ipse praeclaia quibus

vel a

man-

priscis tetupui ibus Utinensis Civilascoin-

danlesPi. P. D. Zacliariae Bncito, in con-

inendatur nomina, slatnmqiie djidem
te el

ec-

clesiastici rei el capiluli principis dignità-

sub anno 1846 ad eain regendauiEccle^iaui praeconizasislorio dici 2 ideceuibris
lus,

ministrorum copia

et

sacrarum ae-

ccnseatur nomiiialur el

sii

ejusdeui
o-

diuiu splendore, et instilntisin animai

um

Ecclesiae Archiepiscopus, qui aeque

salulem, reclauique adolescenlium educalitinein addiclis florenlissimum, aliquo

mnes
de ex

ejus futuri successores Utinensis Ar-

cliiepi->^;opus,

tandem modo

piis electi illus

gfegis desi-

liac

Arcbiepiscopalis

nuncupalur, quiqueproin» titoli jurium-

dejiisobsecuiidaie proea qua praeslat beDÌguitate decreviijhonoie Aicliiepiscopajis

que

reslilutione, calbedrali itideu» Ecclo-

sia, ejuscjue

Capitulo caelerisque ad Epiel dignitaleui

IMeliopolilauae sedis iteruui in Ulineu-

scopaleiu sedein perlioentibus in melru-

sen> Ecclesiam collnlo.

Quo

circa,

audilo

polilicum
revocati*,
late

nomen slalum
Pallii et Crucis,

Em.°

S.

Pi.

E. Cardinali Jacopo IMouico
Austriae Ini-

habeat ex Apostolica benigni-

Yenelae Ecclesiae palriarcba,collatisque
consiliiscmn Ferdinando
peratore
cliouis
1

usum

cum

facullale

uteiidi,

atque fruendi cunclis

el singulis

el Longobaidiae el Venetae diRege serenissimo, Bealitudo Sua, bisce alìisque lalioiiuai momentis ineutii fìncm matura deliberatione perpensis, probe noscens, rem atl majoiem Dei gloriam,etiii maximum (Idclium boiium essecessuram Em." D. Fabio Maria Cardi-

quae Arjluepiscoporum Melropolilano-

rum

propria sunt, iisque juribus, graliis,
praemiuentiis, praerogatìvis,

privilegiis,

usibus, iusigniis alque indumenlis,
sive a jure sive a legitiiua

quae

consuetudine

primilos gavisi ac

usi

sunt Archiepiscopi

Ulinen»is, servalis tamenprius per ipsuiii

naii

Asquinio Ulinensisua ac publica con-

servandis quae prò Palili postulalione
apuil

civiuni studia referente, suppleto, quale-

Sauclam Apostolicam Sedem sunt
Suae mandalo
iiiAposlolicisile

opus sii, quascumque lesse habenlium consensu
liu«.

omnium
vel

inte-

praefìnila.Quaproplerexspeciali ejusdeiii
S.inctilalis

eliamdero-

gala de jure quaesito non tollendo regula et piacscrlini

memoralo
Episcopum

R. P. D. Zachariae Uricito in
elccliouc liLlciis

Bulla supradicla:

De

su.

ad

foi'Uiaiu

udì
|iuju!)Le cunsistoi'ialis decreti,

udì
per SS. D.
tluohiis lerliis parlibus

,39

W. adpiobati uomine acliliilo iMclro[)oJilaiiis

prò Abballa s. IVlri de Uosaccio, super cujiis Abbatiae
vore Archiepiscoporum Uliiieiiliuiu ea

Aichiepiscopis UiìuciisÌn muicuprtL'o li-

stalli saita Icctaqtie ess«i)e: ;^aiit etiain ia-

lur, ut servalis deiiJ serviiiidis possit

tulo ac jure posses-sioneiu Eccle^iue sibi

cuncla que Ifgiliine sive re sive lionore
Episcopiis Utiiicnsisbacleuusrorsilafi oblinuil.

conimissae

rite adire

poslquam Apostoli

cae lillerae de quibus inferius fueiint excipiulioni mauilalae. \'eri\ni ea est SS.

Denique idem SS. D. N. praecepit
et

haec omnia
itiserantiir

sinyula superius decreta

D. N. erga

Enì.i'-'n

Cardinaìem Jacoiimn

ii>

Apostolica Ijidla inox, su-

IMonictMiiVencliaiuml'atriarcbaniobirisignia fjus merita paterna alIecliOjUt pe-

per boc neyocio expe(bi;iid,i el cxcquiilioni iiiandaiida a

laudalo Ein." Munico

culiaribus favoribus publice ipsiui) lesla-

iu id a Sanctitale

Sua

specialiler

depu-

tam
ut

voleiis oiandaveril el decreveril prO'
el deceniil,

tale

cum

facidlalibus necess;iriis et op-

ul praesenti decreto mandai

portuuis, subdelegaudi aliain
in ecclesiastica digiiilale

personam
sex tiien-

eidem Eni.° IMouico hodicmo l'atriartlia specialis facidlas adtnbula edicatur qua poslhac tauiquam Delegalus Apostolicus

constiUitim, ad-

jecla condilione, ut dein intra
ses

Itgitime

valtat super Uliuensi

omnium circa id aclurum et dccrelorum autentbicumexcn)plardiligeiitcr ad
S.

Archiepiscopatu
tlesiasticau»,

eam

iurisdiclionem ecuielropolitico
e, facili

Sedem

trasmitlalur in liac

s.

Cougre-

qua prius ac
rite

gallone Cousistoriali de

more custodieu-

jurepeiluiigebatui,

exercei

iu

gravioribus

negotii».

bujusce specialis ACete-

decretuju

dum. Quare SaiiclilasSua jtissilboc edi io eadem s. Congicgilione ibi-

poslolicae Delcgalionis iiieutione.

dem
no
1

coiisei

vaiidum,

Dalum Komae an-

rnm quoad

Capiluliun Aicbiepiscupalis
Utiiiensis,

Metropolitanae Ecclesiae

Bea-

847 sub die mensis Miiilii. India'G aprile, come riporta il n."i4delle IVotizie del
sta
di

illudo Suae decrevit, illud eliam in pòsterura extare ex iisdem Canonicalibus
Mansionarii.-^, et Gapab iisdem personis lespectiveietinendis, quaeiuinc in po.isesàioiicMiaservaio pristino stalu quoad dignitales, ti-

giorno
Pasqua,

di
il

Roma

del i847)3.' fe-

cardinal Fabio Maria
assistito

eliam lionorariis,

Asquini patrizio udinese,
cegereute di

da mg.

pellaniis

Canali patriarca di Costantinopoli e vi-

Roma,

e

da mg.'

Ficlii arci-

vescovo d'Ellopoli, nella cbiesa
ria in Vallicella de'filippini di

di

s.

Ma-

tulos, gradus, praeminenlias, jura, oliicia, indunieiila, et obligationes, praeser-

R.oma, so-

lennemeute consagrò
stinti

iu

arcivescovo d'U-

lim circa aniruarum curam omnibus

in-

dine uig.' Bricito, coH'interveiilo di dipersonaggi, fra'((uali
il

super el singiilis honoiibus, insigniis, indumenlis, juribus, privilegiis, praerogalivis,

contedi LiitilconteCol-

zow ambasciatore d'Au.ilria e
nenie generale del
laiio. Si
s.

usibus, el consueludinibus legiiimis,

loiedo altro patrizio udintsf e luogote-

graliis, indultis, et ceteris qudjuslibel

ad
ei-

ordine Gerosolimi-

Wetropolilana capitola perlineutibus

legge quindi ne'n.i 3o,
lioiiia del

87647
il

dem

Ulineusi Capilulo benigne coiicessis.
posilis,

del

Dia/io di

1847, cbe

Pail

Quibus
to

quau;quam Ulinensis Eclune fueiil condecoiata,

pa nel concistoro de' 12 aprile concesse
pallio a mg.' Bricito, ed

desia bonoriflccntiorisdignilatis augtnensplendidicis
iianclitas

a'3o con suobre-

ve l'annoveiò fra'vescovi assistenti al soglio pontifìcio. In

Sua

nihilo se ejus voluit esse iu
sii

decrelis ut ejos taxa

permaiieatque

si-

per

la

chiesa d'Udine

un articolo onorifico si dichiara, cbe può
figlia

culi aulea in floix-nis auri
libus,

de Camera mil-

dirsi (juasi

erede e

primogenita del
la

comprehensa videlicet laxa floreuorucu ceutum ocluagiuta trium cuiu

patriarcato aquileiese, poiché prima della

soppressione di esso fu

residenza dei

i4o
j)atriiirclii;iii(li si

udì
liferiscechei!

UD
Papa Pio

I

Fidia. L'altro verso della medaglia ha io

JX
1"

[)tv l'aiiticlie
1'

glorie dellti chiesa udi-

stemma
il

del cardinale, cui è dedicata la

nese, prese

opportune intelligeure colimperatole Ferdinando I, per reintedeli'

leggenda. Morto nel i85i mg.' Bricito,

medesimo Papa Pio IX
I

nel concistoro

grarla

arcivescovato luelropolilano

(come neli83o lo era stata Gorizia, cessando l'arcivescovato di Lubiana) e decorare del pallio il nuovo pastore. Tutto questo avendo prodotto nell'animo degli
udinesi e di tutti
cesi, colla
gli

de'27 settembre 802 dichiarò arcivescovo di Udine, gli concesse il pallio e poi fece assistente
al soglio pontificio,

Tattuale

ottimo pastore mg."^ Giuseppe Luigi Trevisanatodi Venezia, che nel concistoro dei

abitanti dell'arcidioriil

i5del precedente marzo a vea promulgato

più viva gioia inesprimibile
il

vescovo di Teroìia, e

lo prosciolse dil

conoscenza,
nasse sui

capitolo metropolitano e
si

vincolo di quella chiesa. Nelle due proposizioni concistoriali
gli
il

consiglio municipale vollero che

eter-

P.qja

gli

fece de-

marmi

e sui bronzi la

memo-

splendidi elogi per

la

sua dolli ina, sin*

ria del sing«jlure benelicio.

Di più dispo-

golar zelo ecclesiastico, gravità, prudenza, probità e felice sperienza

sero die una particolare deputazione del-

l'uno e dell'altro corpo rassegnasse a'piedi del Pontefice
ti.

se gli udìzi principalmente di

con cui funmaestro

m

tali

uidelebili sentinieu-

sagra teologia nel seminario patriarcale
di

A

lai

nobile

tilììcio

furono indi

scelti,

Venezia, di canonico teologo in quelpatriarcale, di lodato predica-

pel capitolo mg.' Belgrado chierico di ca-

la basilica

mera, e pel municipio il conte Ascanio di IJrazzà Savorgnan Cergneu patrizi udiquali a'G giugno f'utono presentanesi,
i

ti

a

Sua Santità

dal cardinal Asquinì, u-

esaminatore pro-sinodale edi censore patriarcale. Antico aminiralore del com[)lesso di tante virtù, grato per l'onore d'avermi invitato alla sua consagratore, di zione, chepe'miei studi

iiiiliando alla uiedesiuia le riverenti lel-

non

potei godere,

leie del capitolo e del municipio.
to

Il

Sau-

ma

però vado a celebrare, e facendo eco

Padre gradì

1'

omaggio,
essi

li

ricolmò di

all'egregio storico Cappelletti, ripeterò

benignità e compartì ad
cesi

e all'arcidio-

udinese l'apostolica benedizione. Troì\eì\'

con lui. 55 Iddio lo conservi lungamente al bene del suo gregge, ad ornamento dell'ordine episcopale, ilegno per la sua virtù

vo
a
p.

O.'^scn'atore
il

Romano

del

i852

755, che

capitolo ujelropolitano a-

Antoino babrisit lavoro d una medaglia commemorativa della ilignilà aici vescovile rebliluitaa Udine, l'opera riuscì degna della fama dell 'artefice e della memorabili\erido allogalo all'esimio incisore
tà dell'avvenimento, e per rendeila più

ancor più elevato grado nel^ecclesia^tica gerarchia". Recatosi anch'egli inlloma per l'episcopale cone per la sua dottrina di

sagrazione, narra

il

n.°i 3 del Giornale, di

pregevole pochi esem[»lari ne furono coniali.

deli8ò3, che a' 16 gennaio nella domenica che festeggiavasi il ss. Nome di Gesù, il cardinal Asquini, coll'assistenza di mg."^ Cedini arcivescovo di Tebe, e ora
Segretario di Propaganda, e di mg."^ Ligi

Roma

lalligura

Questa medaglia di gran modulo ila un verso fra due prelati il
Poutelice Pio IX, che porge la

Bussi arci vescovo d'Iconio e vicegerente di

Sommo

Roma, nella suddetta
Valliceli.»,

chiesa di

s.

Maria in

Lolla al cardinal Asipiini.

La pergamena

loconsagròiu arcivescovo d'Ui

non maggiore

d' un' ala di ujoscherino,

dine. All' augusta ceremonia, oltre
dell'oratorio, assisterono
zio
il

pp.

contiene in lettere microscopiche tutte le note critiche del monumento. Le figure

conte M.iuribali Collorc-

Esterhazy ministro pleni[)olenziario
il

sono

ritratti

animali. L'alto

si

compie

in

deliimperatored'Austria,

ima

sala

ilei

Quirinale; e dilla finestra

do luogolenenle Gerosolimitano,
ti

e mol-

b'iuliavcdc la bella piazza cu'DiUaCUii di

alln lujiji^iiaidcvuli pciìuua^gi lumaui

ri

DI
Infn
il

UDI
suo
glio

i4i

ni

psfei'i

ìnìspccie lonrilìardo-TenHì.IIn."

()i tlcl

medesimo Giornale cekhvn
la a'

anche da questa la terra, solo vi trovarono nascosto un aicosolio, cioè un soo urna composta
di

arrivo in Udine,
il

solenne accoglienza e

5 tavole

di

marrin-

possesso preso

4

niarzo, con

dimo-

mo ben
un arco

connesse,sopra della quale vedeasì
Sta vaio nel tufo.

slrazioni di filiale riverenza e di venera-

L'urna stava

zione alle sue eccellenti qualità. Egli è per
fjueste
(j
,

chiusa in una mensa di

marmo

alla cui

che leggo a
l'arci

p.

899

dello stesso

estremità

d'ambo

i

lati

erano adisse due
incisa la

inrnale, che

vescovo avea assunto

lucerne di terra cotta. Per prospetto poi

cijierici del

l'insegnamento delle lingue orientali pei suo seminario, nobile e utiivi

avea una tavola
to (ìlio
vìjcit

marmorea con

seguente iscrizione. Aclio Fabio Rcstitu-

lissima occupazione che
te

è

degnamenUdine
la

rilevata per

le

feconde conseguenze.
il

piissimo parentes fecerunt, qui annis octodecim, mensibus septcmj
11

Come

l'arcivescovo,
il

Friuli e

ce-

in Irene.

sacerdote incaricato di ricoi

lebrarono

fausto decreto per

defini-

zione dogmatica dell'lnìmacolata Concezione, in breve lo narrai nel vol.LXXIII,

Sepolture e cavarne corpi se da'consueli indizi appariscono esser corpi
noscere
le

di Martiri, recandosi a'a-z aprile alla cri-

95. L'arcivescovo poi intervenne alla solenne traslozione in Fagagna de'corpi
p.
de'ss.

pta ordinò agli scavatori di levar

la

mensa
si

che copriva
sa

il

sepolcro,

il

che eseguitosi

Fabio

e

Vincenzo martiri,

di

che

trovò nell'urna duecorpi collocati

in gui-

e di

loro invenzione [)orgo notizia nel seguente periodo. Ogni nuovo arcivesco-

che il capo di quello ch'era stato posto più vicino alla ficcia del sepolcro, ei pie-

vo è

lica in fiorini

camera apostoeoo, ascendendo le rendiXeadquaclraginta m il Ila libellaruin autassato ne'iibri della
i

i

triaca rum, scu

cciita scutata

ad ultra .teamillCyCt ter' romana mdla pensione
,

che occupava la parie mterimanevano alla sinistra del riguardante, il corpo di quel primo era d'un giovanetto, l'allro d'un fanciullo appena pubere. Questi dalla cima del capo alle
di dell'altro

riore

gravata, Archidioceeacos amhilns ad cvntum pene rnilliaria prolenditnr, at(fiie collegiatani ecclesiam, ac biscentuin sub se complectitur paroccias.

coscie avea l'ossa bruciale, e le restanti
simili per bianchezza all'avoiio, quali e-

rano pure quelle

dell'altro, cioè del gio-

vanetto, presso al cui capo era stato posto

Traslazione de'corpi dé'santl Fabio e Vincenzo martiri in Fagagna.
Ne'primi giorni dell'aprile i844)n"'''"'

un

vasetto tinto di sangue.

Che questo
al

giovanetto fosse quel Fabio Restituto,

qualeera stata aggiunta l'iscrizione, rimane provato dall'eia stessa;al fanciullo poi
il nome di Vincenzo, perchè combattendo per Gesii Cristo da forte,ottenne vittoria; poiché il sangue dell'uno, e

do per ordine di Papa Gregorio XVI gli scavatori di Catacombe diligentemente
facevano
s.

fu dato

le

loro ricerche nel Cimilerio di

i

trmele, presso l'antica via Salerà, eseguirono un' importante scoperta, di cui
scrissepure ilRuL^p. Giù seppeMarchi dottissimo gesuita di Tolmezzo, che celebrai
in più luoghi

segni di crudelissima

sagre ossa

dell'

morte inerenti altro erano testimoni

alle

cer-

tissimi di quel niarlirio

che quest'invitti

campioni
ss.

della cristiana fede sidjirono in

sommo

archeologo, e perciò

sul bel fiore di loro

verde età. Indi

i

due

non ultima
de'
Siìgri

gloria del Friuli, conservatore

Cimiteri di

Roma. Trovarono
che per
le

Corpi trasportati nella pontificia custodia delle Belirpiic furono poi da Papa

una
re.

via tutta ostiiiita di terra

Gregorio
terra di
alla

XVI

dati in

alluvioni eravi calata dal

campo

superio-

P'abio Asquini che

dono al cardinal bramava regahirnela
tanti secoli
egli

Rimossa la terra apparve una porta che ddva accesso ad una cripta, ed aspor-

Fagagna, legala per

sua nobile famiglia, e nella quale

1

42
il

udì
conte commptidiiforeA'^incennatali,
etl
i

U DI
cossi nella casn paterna, nella

e

n-filello

quale

il

noil

v.o
i

elibeio

avendo
ss.

essi

comuni

bile fratello convilò

lautamente tutto

nomi con
il

quelli de'

Martiri. Pertan-

numeroso
di
si

e lispetlabile corteggio. Nelln

to

Cardinale nel giugno i854 parti da
pel Friuli,

sera generale luminaria

recando seco le preziose spoglie de'ss. Fabio e Vincenzo. Giunto a'

Roma

bel giorno. In seguito
la

coronò la letizia il Cardinale
espaii-

«
flj

consagrò
sagre

chiesa di
le

s.

Giacomo,

)41""gi da Udine 8 miglia, fu incontralo da due tieputazioni de'canonici della metrojiolilana e de'parroclii della città, e da
nig.'^TrevisanatoarcivescovOjClie ilCardi-

ileudo anche tra
il

bellissime ceremonie

suo cuore, con toccante discorso

A

in lingua friulana.

glio
tiri

i

corpi de'ss.

A'27 del seguente luFabio e Vincenzo maralla

"

naie prese nella sua carrozza. Entrato in

furono esposti

pubblica venera*
s.

j

Udine

il

Cardinale,chbeda

tutti gli ordini

zione sull'altare della chieselta di

An^

iDollt'plici attestati di

venerazione e d'ela

Ionio abbate in due separate urne, grazioso lavoro del valente
artista
ivi

Millanza; e dipoi pontificò

messa e

i

sola

udinese

lenni vesperi nella metropolitana, per
festa de'

Luigi Conti. Ne'3 giorni che

rimasero,

ss. Ermagora e Fortunato, eoo immenso concorso di fedeli, accorsi anco
i

continuo fu
rendere
di

il

concorso de' fagagnesi a

voto culto a'due ss.Martiri con

da tulli dintorni. Indi a'-2.5 dello giugno si recò in Fagagna. Lungo
l'entusiasmo religioso fece
tutti

stesso
la

(piella vivezza di fede
te trovasi
se.

via

che fortunatamenancora incorrotta in ipiel paecelebrarono alcune messe e
le litanie

genuflet-

A

giusto pascolo della cristiana [ùclh
si

lere al [ìassaggio del porporato per aver-

ne'3 giorni

ne

la lienedizione.

Il

parroco mg."^ Giacoi

verso sera
ti

si

cantarono

de'San*

mo

Zozzoli con mollo clero, e con lutti
le

signori e

persone delle

principiali

famil'in-

con l'apposito K\ O quosjm'cnt, e l'intei vento in ciascuno del cardinal Asquinii insci di edificazione e

^

glie della terra

con ben 3o cairozze

insieme

di coin-'

contiarono feslunti aUjuanle miglia distante da Fagagna. Disceso il parioco col
clero e tutti
gli altri, ari
il

mozione. Stabilitosi
lenne trasporto
di
s.

il

giorno

ic) pel so-

de'ss.

Corpi dalla chiesa
s.

ingò

il

Cardinale,
la

Antonio
le

alla
si

parrocchiale di

Gia-

umiliandogli
generale.

patrio ossetpiio e

gioia

como,
popolo

vie

Condegne

paiole, proprie della
il

di

gremirono non solo del Fagagna, ma anche del circon-

circostanza, rispose

Caidinale, e fu un

dario, olire molli forestieri, tutti ve-liti
a festa e ciascuno [)ortando in

momento

coinniovenle. L'ingresso in Fa^

mano

fiori,

gagna venne festeggialo dal plauso riverente e affetluoso della popolazione e da
-

o rami d'ulivo, o candele accese. Alle ore

gli abitanti delle

convicine parli accorsi
le-

chiesa di

5 pomeridiane circa, si recarono nella s. Antonio il cardinal Asquini,
il

in folla, tutti penetratidisliaordinaria
tizia,

l'arcivescovo mg.' Trevisanalo,

clero,

avendo

i

faofi"nesi eretto

un arco
il

ed

i

confati del Santissimo colle loro
le ss,

trionfale con iscrizione celebrante

fau-

cappe. Venerale
indossò

Reliciuie, mg.'

Fo^

sto ritorno fra loro del Caidinale conter-

rabuschi canonico della
i!

metropolitana
sagre ur-

raneo.

11

Cardinale smontò

alla
s.

nuova e
a-

piviale, e la dalmatica vestirono
le

bella chiesa piarrocchiale di

Giacomo

4
la

sacerdoti destinati a portare

poslolo, riedificata di recente da'fagagnesi,

ne.

Cantala una strofa dell'inno s'avviò
processione
[)er la
la

mercè

lo zelo

dell'encomiato egrehi

chiesa di

s.

(iiaco-

gio parroco. l\i ricevè
ss.

benedizione col
le

tno.
di

Precedeva
i

della confralL'ioita, in-

Sngramenlo, e poscia per
le

vie acc^dle

incedevano

sacerdoti, poi

una dozzina
i

cate e Ira

acclamazioni pubbliche,

di pai lochi in colla e stola,

quindi

can-

dimostrazioni di rispetto e d'amore, on-

tori e l'officiante canonico, seguili da'sa-

de

le

lincslre

erano paiate d'arazzi, re-

cerdoli co'ss. Corpi,

procedendo

a' lati

j

udì
pinziosi faDciiilIi
vessilli di

UDÌ
rosso con palla [)rocessi()rie
la

143
la ss.

sacerdoti somministrò

Comunione
per l'ac-

me
il

il)

mano. Chiiitlevano

a (juasi lìn migliaio di persone,
(juisto ddl'imlulgeiiza plenaiia

comunale raj)presentanza. Questa si componeva del conte commendatore; Vincenzo Asquini, di Domenico Bnrelli e Osvaldo
Cardinale coM l'Arcivescovo, e
Ciani deputati, di Pietro IMissana agente

benigna-

mente concessa da Sua
IO cantò
la

Santità. Alle ore

messa solenne

mg/

Frangi-

pani canonico della metropolitana, coll'assistenza in
le teruiiiialo

Irono del Cardmale,
il

il

quapul-

comunale; non che della rd)briceria,cÌHè del nubile Nicolò On('^li, Giuseppe iVif^ris

s.

Sagrifizio, ascese

il

pito e lesse

un erudito

e patetico discorso l'u-

e

Domenico

Scliiratli

Lbbricieri.edi

analogo in lingua friulana, lasciando
ditorio

Foj lunato Tofloli esatlotedella fabbiiceria. Tulli con candele e torcie accese, proseguendo sempre il canto dell'inno. La
processione pel giardino de'nobili As<|uiIli

nuovamente ammirato

di

tanta

precisione e chiarezza di dire nel patrio

idioma, dopo un'assenza di parecchi lustri,

penetrato di religiosa riveionza

pei'

pervenne

all'atrio
ivi su

di loro casa tutto

la

pietà che lo distingue e pel sagro do-

addobbato, ed
con eleganza,
i

palchetto infiorato

nativo ricevuto in deposito,

non meno
la

sacerdoti deposero le sagre
il

dall'unzione del porpcMalo dicitore,
d'indicibile entusiasmo. Nel
i

cui

Ulne. Allora fu cantato

responsorio

ri-

adiibilee dignitosa presenza riempiva lutti

cordalo, messo

il)

musica dal celebre or-

pomerig-

ganista di Civiilale ab. Jacopo
iiijOiide

Tomadil'intercesai

gio cantali solennemente
dall' altare

vesperi, indi

implorare da Dio, per
luogo.
le

maggiore

i

ss.

Corpi furono
clero

sione

de's-i. IMarliii, la

sua benedizione

portati processionalmente in giro nell'm-

nobili proprietari del
il

Terminato

terno della chiesa, da lutto

il

con

responsorio, recitale

orazioni proprie
il

candele accese fino

all'

altare a[)posila-

de'ss. ]Vlartiri,e Z)(_y<'«r/r,

[lopolosi rior-

meute

eretto in onore de'ss.
la

dinò, ed alternandosi

i

suoni della banda
in-

cen/o martiri, ove sotto
dinal Asquini collocò
tre
i

musicale, col canto d'una strofa dell"

le

Fabio eViumensa il carsagre urne, menil

no Codesti impavidi^,
cessione lungo tutto
il

si

riavviò

la

pro-

cantori ripetevano
la festa

responsorio,

vano, e girando
pel

in

borgo detto Saccafondo di esso a sinistra

chiudendosi
in

col canto del

TeDcìini

borgo

di

Porta Ferrea, giunse alla
s.

parrocchia di

le parata, leggendosi

Giacomo magnifìcamensopra la porta magi

Dioperaver concesso a Fagagna le spoglie mortali di due gloriosi Martiri, e con essi un nuovo e valido
ringraziamento
a

presidio alla sua religiosissima

popola-

giore un' iscrizione che invitava

fetidi

ad accorrere
locali allo

a

vcneiaie

i

ss.

Martiri, che

zione; lieto giorno, che resterà sempre memorabile e di giuliva ricordanza per

dall'oscurità della cripta ivi venivano col

splendore

tlell'altare, dal vir-

Fagagna, alla cui parrocchia il canlinal Asquini ottenne dal Papa Pio IX la messa e l'uffizio

tuoso cardinale Ascpiini e dal fratello conte
ni,

proprio
ss.

di rito

doppio maglutti
fe-

commendatore Vincenzo

eletti

patro-

giore pe' detti

Martiri patroni, con inin

ed all'amata patria e religiosa popola
Arrivata
le

dulgenza plcnaiia
deli nella
ta

pei[)etuoa

i

7.ione dati a presidio.
la

in chiesa

iV domenica

d'ottobre, stabili-

processione e deposte

sagre ui ne suli

per anniversario della solenne trasla-

l'altare

maggiore,

il

Cardinale intuonò
la

zione di loro sagre spoglie mortali.
\'iltà

La CiS.""

solenni vesperi per

gran

festa,

die

fu

Cattolica ne'3 primi
ci

voi. della

celebrala nel di seguente

3o

luglio con
edificanti.
la

serie

diede l'importante e studioso come pregievole libro

diverse sagie

funzioni

tulle

pendio del commovente
intitolato:

Alle ore 7 auluneridiaue lesse

messa

il

scritto da! dollissimo cardinal

Wiseman

Cardinale, nella quale coadiuvato da due

Un romanzo

storico di se ne re

i.U
l'illtistre

udì
Ma
per
i>.1i!igllo

U D
valevi, TTunr

!

ìiìinvn, 0!?sin la Faliinln.

porporato autore disse eiroiieala

Guhernatori UrJ)i.<; creV' rendimi tradir/i/, istum Auditori Caii^
saruni
prcfneees.silate rommisitj

inenle c!iea'?,2 apiilei8^.3 fu scoperta

tomba

di

s.

Elio Fabio Iieslitnto, e con
i!

esso tiovato

fanciullo
;

di
i

!"2

o i3 anni
ripo-

anch'esso martire

e clie

due corpi

Camerae aposlolieae K'ibrandum omnium rensurarnni allcruin Vulranum et Fulmina torem, thdìelenim Auditor Camerae
ampliasimam jurìsdietioiiem
ut possi t
in omnes^ ronlumarcs per fulmina, hoc est Censilras et Fxeomunicatioìwm, ad qf/ìcium eoinpellere. T''. Interdetto, Monitorio e ScoMu.v ICA. Il medesimo p. Plet-

sano sotto
riferito (da

l'altare della cappella interna

del collegio de'gesuiti in Loreto. Pel qui

me

ricavato dagli Atti parrocestratti dal

chiali di

Fagagna,

suo parroco

mg/ Giacomo
la
1

Zozzoli), e pel decreto delriti

s.

congregazione de'

de'

i

7

marzo

tenberg dopo

il

cardinal

Camerlengo

a-

ì

853, risultando incontrastabilmente,che corpi de' ss. Fnbio e Vincenzo non nel
nel

1823 ma

i844fi"0"o

scoperti, indi

da Gregorio squini, onde

XVI

concessi al cardinal
la

Aini

questi ne arricchì

sua pa-

vendo ragionato immediatamente di ing."^ uditore generale della camera, quindi nel §4^^ Cuber/iatore Urbis Romanae, dichiara: Gubernator Urbis Romanaeest secundas Camerae apostolirae minister,
poralis,,

tria e terra gentilizia di

Fagagna; ed

vece che nel collegio di Loreto esistono
i

corpi de'

ss.

Paternio e Fedele
di Ciriaca,

estratti

cuicommissiis est gladiusEerlesìae tenicstque in Camera apostoliea Uiee-Camerarius^et Canierarii Loruni'
tenens.
lentis

dalle
si

catacombe

non dovendo-

Adeoque praelatus eximiis
sit

ta-

perciò affatto confondere con quelli di
così nella slessa Ci\'illà a p.

magnarpie experientia pr-aeditiis.
gladius spiri-

Fagagna,
ilei voi.

78

Quanii'is vero dignior
tualis datus Auditori,
titin
ralis,

3 citalOjCon

approvazione del car-

quo animadvergladius tempoin

«linal

Wiseman

autore della Fabiola., ne

aiùmas^quani

sit

fu pubblicata piena rcttifirazioric, e questa fu

quem

slringit

Gubernator tam,

gnuola

pure eseguita nella traduzione spadi Pietro Calderon della Darca
di stato a

quam

exeeutoi- braeltii teniporalis
in

ex ministro

Madrid, e nelle

al-

tre edizioni e versioni successive.

UDITORE GENERALE DELLA
I^EV ERENDA CAMERA APOSTOLICA, /lìiditorgencralis Causarum RevrrniflaeCa/nerae apostolìcae.
tra'prelati della
il

Urbe duntaxat,et ad quadragesimum ah Urbe lapidem, non in omnes i ndisrriminatim personas^proìUfacit Auditor Camerae, quiferit non tantum habitantes in Urbe etvicìnia,sed
rorpora, idque
in exteris etiametlonginqais- regionibus

Il

primo

Curia Romana {^P'.), ed secondo Prelato diJìocchetti[V.),\\o^o
l'ire

rxistentes,adeoque Gubernator rationc offieii sui inferior sit Auditore. L'uditore della

il

Camerlengo di s. Romana Chic'
il

sedere e d'incedere

camera non precede nel posto di WGovernatore di IloPrigioid
dissi la

sa (F.), perchè questi rappresenta
dinal

car-

ìna[U.),\\e\ quale articolo parlando delle
visite delle

Camerlengo di s. Romana

Cìiiesa

parte che ne

(^.), già capo dell'ordinario Tribunale di Roma (/^ .) denominato per esso dell'y^.

avea l'uditore della camera, per essere ad esso unita la dignità di vice-camerlengo ;
e nella gerarchia della

C, iniziali
il

esprimenti AiulitorisCa-

Camera apostoli-

iiierae,
le.

con giurisdizione civilee criminap.

Dice

Plettenberg nel cap. i4
§ 3

^e

ea figurano: 1° cardinal Camerlengo di s. Romana Chiesa, 2.° rire-Camerlengo di
s.

Canirrae apostolieae.

De

yl uditore

Romana

Chiesa, 3.°

l dito-

Camerac: Summus Vontifex a

Cliristo,

re geiwrale della R.

Camera

apostoli-

ru/iiv in terris est Viearius^ dupliceni

ea, 4-° Tesoriere generale della. R. Ca-

iiceepit gladiiim spirilualem et

tempo-

mera apostoliea

(/'.), di cui riparlai nel

UD
Voi.

I

udì
(dì fiocchetti) della corte pontificia".

ì'i-ì

LXXX,
:

hellio

P-I99' Avverte però il CoAuditor Camcrae apostolìcae

Nei
dai

ricevimenti di sovrani e sovrane

falli

praeccdit in publicis, et privatis actibiis Tliesaurariumj at in Camera huic cedit. Imperocché per disposizione di Pio IV, l'uditore della camera nella Cappcl1(7

Papi in Udienza, incombendo al maggiordomo d'incontrarli e accompagnarli
alla carrozza, in sua assenza

o impotenza
;

suppliva r uditore della camera

ponti/iria (f^.)\ananz\ al Papa,eiu «1pubblici e privati, incede ed ha

pure
dare

in simili occasioni

suppliva in
v.

come man-

tri atti

canza del Maestro del
il

Ospizio[P\), di
le pontifi-

luogo dopo mg/ Vice-Camerlengo, et principuni oratores si praelatifiierintje
per
lo stabilito

braccio alle regine e altre sovra-

ne nell'ascendere e discendere

da Sisto V, l'uditore della

cie scale. Nell'anticamere pontificie all'u-

mera

camera, nell'uditorio o tribunale della caapostolica, siede dopo mg/Tesoriere generale, per esserquesli amministratore
e depositario delle rendite de'dominii della

ditore della camera, e così agli altri prelati di

fiocchetti (dislinguendusi
delle

il

mag-

giordomo con quella puie
nobili),
si

faceva parata colle

guardie armi dallci

Sos'ranità della
è la

s.

Sede [T

*), il

di cui
1'

civica scelta e
pitolina,
in cui
plici e
si

Fisco

Camera apostolica. Ma

u-

òacapotori o guardia caed ora dalla guardia palatina

camera è l'unico prelato in che gode il singoiar privilegio di alzare nella sala e nella camera d'udienza
dilore della

fusero quelle guardie;

Le molte-

Roma

grandi prerogative, onorificenze e

distinzioni,

come

della varia giurisdizio-

Baldacchino [T.) paonazzo, e di procedere coli' Ombrellino {T.) di lai colore, oltre che sono a lui comuni le prerogail

ne

civile e

criminale degli uditori gene-

tive degli

altri

3 prelati di fiocchetti, in-

clusivamente
essi nelle

al

sedere e

all'

incedere con
.),

camera, esistenti o abrogate, vainsieme ad alcune nozioni sopra un novero di prelati che ne funsero la ragguardevole carica, e coaiechè vicirali della

do a

riferirle,

Processioni e Cavalcate (^

na

al

cardinalato, a cui per l'ordinario

si

ed

in

quest'ultime vestilo di soltana, roc-

promuovono,
giore, se

dalle biografie de'cardinali

chetto, cappa

ampio

mantelloiie col cap-

puccio

io capo, e cappello pontificale

nero

foderalo di seta paonazza co'fiocchi simili,

ne potrei cavare un numero assai magnon fossi frenato dagli angusti limili che debbo osservare; e per ultimo
descriverò l'estinto loro tribunale dell'A.

cavalcando cioè
al

in

mezzo
(

al

Tesorieca-

re e

Maggiordomo

F.), su

mula o

C, avendo
le

nel voi.

XV,

p.

3o8

dello del-

vallo con valdrappa di

panno paonazzoe

,

fìotmenti con guarnizioni dorale. Ha \'Udienza (^.)dal Papa il mercoledì mattina, se non è impedito da altra funzione o vacanza; e prima se incontra vasi con mg/ governatore entrava innanzi dalPapa Tu* dilore, ed anticamente vi si recava col fiscale della camera. Nel Prospetto delle prerogative del Senato Romano, slabilite dal Papa regnante, si legge. » II Senato Romano {^T .) avrà la precedenza,quandesia unito al Senatore, nell'enlraie all'udienza sopra
i

medaglie che con iscrizioni e proprio stemma coniano gli uditori di camera in
sede vacante, per servire di accesso al conclave, privilegio che hanno pure quegli alivi notali. Narra il cardinal deLuCardinal pratico e. 4 Del Cardinal Camerlengo, che succeduto questo al cardinal Arcidiacono della chiesa romana, di cui riparlai nel voi, LV, p. 244>
tri

pochi

ca,//

1

,

in lui

si

riunì la direzione e presidenza di

que' ministri de' quali ragionai a Segre-

prelati, meno

mg/ govers.

natore come vice-camerlengo

di

Chiesa.

tario DI Stato, che governavano gl'interessi temporali della Camera apostolica e del Fisco papale, così dell'uno co*

Non
gli

essendovi

il

senatore
i

la

precedenza

me
vile.

dell'altro principato eccìesiaslico e ci*

competerà,

ma dopo

priiui

4

prelati

Egualmente

al

oamerlengu fu

a(Iì-<

VCL. I.XXXII.

i46
dato
il

udì
governo

U D
tori che
m.'ito
&\

1

anco rjtiaicite Stato Pontifìcio,

Rorna e&uodistreUo,e sopì intendenza in luHo lo
di

inenle per distinguerlo dngli altri

Udi-

andavano istituendo
apostolica, cerne

fu ehia-

colla cognizione delle

[ ditore

cause nella 2/ istanza, delle .fpptl/azioni e de'tieorsi ;d Papa, che però si cominciò a estendere
«cclesiaslico nel

da Camera

generale della res'erensi può ve-

dere nel cardinal Zabarella, In Decrctales et Clementinas.

anche alle cause del fòro grado dell'appellazione,

tameiiyiì" 3

De

Ne Romani, § Eo Electio. L'anlicliissimo

o de'ricorsi dagli ordinari o da'inetropolilani,eda'lcgali e altri prelati.

Crescendo la moltitudine dagli alìari, non potendo il anierlengo attendere a tutti, cominciò a
istituire alcuni ministri eullìciali a luisn-

Nomenclatore {U.), uno de' 7 uffiziali maggiori del s. Palazzo apostolico La/<'7V7/«'«Tr,

capo de* quali era

\\

Primice-

ro della
go,

s.

Sede apostolica,

e che esi-

stevano innanzi all'originedel camerlensi

l)ordinati acciò ne supplissero le veci; pel

vuole che con isponda
cause

al

posterio-

governo di Roma e suo distretto deputò un l icc-Camerlengn j creò un uditore per generalmente conoscere le cause indifferenti, in principio

re uditore della camera, poiché ricono-

sceva
al

le

di

coloro che ricorrevano
giustizia,

Papa per ottener
il

ed a

lai file

tranne

le

camerali

e quelle in cui

il

fisco avesse irileresse,cioè
.''

ne cavalcava vicino Suj)pliclu\ Di [iiù
Sacce.llario (7
.),

a lui
ÌN'o

per ricevere

menci al ore, col
le

che dovesse giudicare ini
se di
le

istanza lecau-

custode del tesoro del
cause por-

Pioma e suo

dislietlo, in 2.' istanza

Fisco apostolico, terminava

cause

di fuori, e introdotte in

grado di

tale alla decisione del Papa. Rilevo dal

appellazione o di ricorso, e per tutlociò

divenne l'uditore del camerlen^'^o. Questi
elesse di più il Tesoriere, l'avvocato e il procuratore del Fisco, ed altri uniciali

camerali. In seguilo divenuti

tali

uffici

ragguardevoli e di grande autorità, e che per se stessi figuravano UaTriìunali eli
7^o///rt

Glossarium di Du Gange, Auditor in Curia Papae vocatur, qui i'ice Judicis alicujus causam vel causas audii : Auditor Cannerai- Papae, epa' audit ncgotia super thesauro Papae, et super his, fjuae ad Cajnei'am Papae per linent.]uo\Ire
il

cardinal de Luca, Relatio
Disc. 34:

(A.), quindi seguì che
a

il

Papa

di-

Curiae Forensis,
chiara.

Romanae De Auditore

rettamente cominciò

nominarli e così a
la

renderli indipendenti dal camerlengo,
cui sterminata autorità a

grado a gi-ado

andò diminuendo,

pel proprio particola-

Camerae, ejuscpte Locinntenentil>us, diImpropri uni e>iim. alias essef, quod appclleturAitditorCanìcrae,quodqìw in Camera, sedeat, diim in cafisis,et
negotiìs cameralibus indiani hahct j'u-

re tribunale stabilendo

un Vtfilore del

Camerlengo (V .)À\e\nB,\e pure venne poi ed è nominato dal Papa. Quanto al titolo
del prelato uditore della

risdictionem, vel participalionem. Anti-

camera osser vei ò,

che dal chiamarsi Anditoriuin quel luogo della Camera apostolica destinato all'udienza calla giudicattua delle cause o conIroversieforensijil Giudice [F.^ a ciò pre-

posto per udire da' ricorrenti o da' Procuratori [F.) ricorsi, le informazioni e
i

quuni autem estgf/ìcìum,duni deeo antiqui seriptores meniionem faciunt. Magna itaqitc est hujus qfficialis auetoritas, ac Jurisdictio, adco ut primus Curiae Praelatuscenseatur,omnesqueetiampatriarchas praecedal,praeter illum praelatum, qui est Gubernator Urbis, exea
praerogatii'a,

quod

ilio est

Vice-Carne-

j

meriti delle cause stesse,

si

disse

prima

rarius. Si quideni hic Auditor est ju-

Uditore del Camerlengo, e successivamente Vdilore del Papa {che poi fu particolare ed esistente distinto e onorevole
uffizio),

dex

cotupetens, et ordinarius

omnium

praelatorum,etiam eorum qui patriarchali, archiepiscopali et episcopali di-

Uditore della Camera, e

final-

gnilale praefulgcant,

illis

exceptis, qui

udì
ex
privi Icgù's, exempt'ionem

udì
ìiaheant^
ìtsus

i47

iitcjue prtrticularibiis subsiiit

magistra-

tibus vcljudìcibus.
lati

Ut ex.

gr. suntprac-

camcralcs,

et palatini.

Imo ctiam

est

Cardinaliumy ut alibi in jurisdiclionali main caiisis teria advcrtitnr.

judex competens

sporlularum,seu propinarwn. Est qfflcium venale, et de ejus valore, et quando vacet. Ejus jurisdictio durai Pacante Sede Papali. De censuris quae ad hoc Tribunali relaxari solent. De
axsidids lahoribus Locunitenentium, et Auditoris domestici, ac de modo au-

articoli di

Seguono seguenti 3 ( sommario, che mi limiterò a
i

Indicare. /« Curiaest judex in prima in-

stantia, et habet

cumidativam cimi qui-

biisdam aliis magistratibiis. Sed privative est exeqnulor obligalionis infarina

diendi causas. '!^e\\'amìo[az'\one alla medesima disc. 34 si tratta. .° De Tribunali Auditoris Camerae. 1.° Quomodo concedantur excmptioncs clericis aju1

risdictione

propriorum ordinariorum.
il

Camcrae,

vel altcrius pacti cxequutivi.

Avanti

il

cardinal de Luca pubblicò
la

Kxtra Ciiriam est judex appellatioman gcneraliter in omnibus causis. Sed non
procedit in causis primac instanliae, Quascausas cognoscat etiam extra Curiain in prima instantia.

Lunadoi'o

Relatione della Corte di

Roma.
p.

Nell'edizione del 1646 si legge a 69. » Di Dlonsig. Auditore della Camera. L'Auditore della Camera ha amplissima giurisdizione per tutto, essendo

Est exeqnulor

lilerarum apostolicaruni et quomodo. Est etiam sententiarwn exequutor et quomodo. Procedit executive inter mercatores, et
btis

giudice ordinai io della Corte
di tutti
li

Uomana,

e

cortigiani, mercanti, e forestieri

che
pi,

si

trovano in Roma, baroni, princi-

omidbus casibus alter judex ita procedere
i?i

in quipotest.

ambasciatori, dignità, vescovi, arcive-

scovi, patriarchi, cardinali: et è

anco giu-

Recipit appellationes interpositas
Paparìi, omisso medio. reeipiat

ad

dice ordinario di

tutte le

Appellalioni

Quos

recursis

dello Slato Ecclesiastico, e fuori, che at-

etiam in prima instanlia. In quibus causis in Curia Auditor Camerae se non ingerii.
et aliis

a baronibus,

tengono

al

re privative

Foro Ecclesiastico; Esecuto quo ad onines dell' obligaè.

lione Camerale, et cumulative di tutte

le

Praesertini in causis beneficia libus, et

Lettere Apostoliche, e di
ti

lutti

l'istrumen-

quid in matrimonialihus. In quibus cau' non ingerat. Et quid incausis regularium.Ex quibus tribuna l constiluatur. Locumlcnentes cum ipso Auditore consti luunt unum IVibunal, et de effectibus. Adirne tamcn unus inhibct alteriyVel ab eoreassumit. Sed unus non
sis spiritualibus se

giurati, e

non

giurali, e di tutte le sen-

tenze de Parlibusfalminatae censurae,

ha amplissima autorità criminale, liavendo anco esso la prevenlione. Ha due Luogotenenti civili, quali sono sempre
et

Prelati, et
dici.

Ha

dieci Offilii di Notari,

uno criminale, con molli giuche si comdi essi quindici, dici-

revocai sentenliam altcrius. Quid ubi recusantur suspecti. Distinguuntur Locumtenentesy ac etiam Auditor doniesticus.

prano ciascheduno
dotto, fin

vintin)ila scudi, ciascuno
se,

dei

quali tiene uflitio da
e

De Congregatione

criminali,

quam

dicidotloo vinti

con due sostituti giovani, e sono per lo

hcbdomada. Habet notarios, et barisellum cum familia armata. De expeditionibus quae scribuntur in albo. De Monitoriis Auditoris Camerae quid contineant. De stylis, et fatenet qualibet
eultatibus.

Camera si compra ordinariamente sopra settanta mila scudi di moneta. Il denaro è di Sua
più notari. L'Audilorato della
Santità: frutta intorno a dodici mila scudi

l'anno in circa, e tiene IJargello, con una

De

stylo citandi in

domo

buona mano
lieri

hnbìlalionis^et

quando debeant esse citationes personales. An et quando adsii

nella

di Sbirri [P^.)". Il CancelStoria de' possessi a p. /^SS

nel ricordare diverse delle bolle riguar-

.

i48
puie. /éudiforis

udì
rammenta
1

UD

ì

danti l'utlilore della camera,

Borane

Ctimcrae Fnciiliatcs, De Stylo Ciiriac Aì(di(orìs Camcrac, Roniae 56 Aggiunge, come era al suo tempo. » De'
543. Jo. Bucca,
i
1

maestro Paolo da Rieti canonico di "Messina e nolaro della camera, ambedue ricordali nel suddetto ruolo sen7a l'indica-

zione della carica. Tutto estratto dall'Archivio Valicano. Nelle 3feinorie di ììfatclica dell'arciprete Acquacotta a p.
si

quattro Iribunalijclie sono in Roina. questo è il primo, detto Urbis el Orhis, per-

92

parla del suddellu Guglielmo,
di Pelei e lo

chè
do.

vi
Il

venivano
del

le

cause da tutto

il

mon-

cognome

db il chiama Uditore gC'
gli
Il

2." è quello del cardinal

II 3.°

Governo. 114."
il

t^el

T icario. Campido-

nera le della Camera.

2."

esempio
t.

lo

leggo nell'L'ghelli, Italia sacra,

5, p.

glio, ch'è

solo laicale. Benedello
bolla,

XIV

Trihunalium p'rte.vtó7i/?rt. Vi è la cumulativa fraii Governo e l'Uditore della Camera. Il Fiscale della camera è quello, che può trasferire le cause criminali da un tribunale jill'allro". La prima volta che mi fu dato

ha

fatto

una

De

IV

447> fia'^escovi di Padova, in Bernardo Giovannini di Narbona, Camerae /4postolicae olim generalis Auditor, jtiris
ittriusqiie celeberrimus doctor,^o\lo^lav-

tino

cesse a Nicolò III, in

1281 sucCuria Celebris, e nel 1289 da Nicolò IV fatto vescovo di Pafrancese, che nel

IV pure

trovare

memoria

dell'

uditore della ca-

dova. L'Acquacolta nelle citale
dice che al Pelet fu successore

Memorie
Bernardo

mera
della

Papa è nel ruolo che pubblicai Famiglia pontificia {T .)à\ Nicolò
del

canonico Agalense,

il

quale nel febbraio

III del

1277,

la

quale allora era trattata

anche di mensa dal palazzo apostolico, che in progresso di tempo cessando in parte, dal Palazzo apostolico si somministrarono a'famigliari diverse cose sotto
il

nome di parte
no d'onore,
litiche,
la

di palazzo o di quale sino
al
le

pane

e vi-

condanna data a'matelicani dal rettore dellalNIarca, in seguito dell'appello da essi fatto al predecessore Pelei. Probabilmente il Bernardo canonico Agalense è lo stesso personaggio del Giovannini. L' Acquarolla
inibizione sulla

1283 spedì una

termine del
vicende po-

a p.

secolo passato, che cessò per

sempre la percep"! 1' uditore della camera per figurare, ne'ruoli palatini da
ine esaminali originalmente, tra'piiraari
famigliari del Papa.
Il

96 ricorda un allro uditore della camera, Ugolino da Lucca, innanzi al cui tribunale nel 1287 recarono altra loro
causa in appello. Morto Ugolino,
sero
i

si

rivol-

malelicani a

Raimondo de Ponte

nome dunque
il

di

Caprari cappellano del Papa e uditore del
s.

quello di Nicolò
il

111,

che figura

5."

dopo

Palazzo, dal quale appellarono poi a

camerlengo, anco soprintendente del pa-

Nicolò IV, Nella bolla di Giovanni
i

XXII,

Magister Guillelmns Auditor Camerae II viandas o vivande. Du Gange nel Glossarium, alla voce Vianda, la spiega Cibaria e Vivanda,
lazzo apostolico, è
:

Eatio Juris exigit, del SaG, Bull. Rom. t. 3, par. 2, p, 95 Ordinationes,obser1
:

iter facienti

necessaria

ad

vietimi.
il

In-

vandae ab Aiiditoribus Causarum Roìnanae, eorumque Notariis, cioè riguardante il Tribunale della s. Rota Romana, sono nominati, Auditore vel Vice-

di è registralo

pure

il

9.°

dopo

camerpreben-

lengo, tra quelli che riceveano

la

da dal Maresciallo del Papa, Imparo dal Mav\n'\, Archiatri Pontificii, t. 1, p. i4, che il dello uditore Guglielmo avea per cognome de Pilelo edera canonico di lVIans;suo Luogotenente [7 .) fa maestro Giacomo da Parma canonico di Chalons, il quale divenne chierico di camera coq

Auditore Curiae Camerae nostrae, psiusque Notarii. Urbano VI emanò
bolla
1

ila

Quamvis

rt//

o/n/?/, de'
t,
,

10 dicembre

383, Bull. Rem.,

3, par, 2, p.
seti

369

:

Sportularuni occasione li ligior'um Judiciìnislù desiasticis nuovis modo exlubendoru/n. Inoltre Urbano VI pubblicò la bolla Aposlo-

Reproba lio pignorum

udì
lii'ne

snllìciludiniscit. p.

,

de'

28 novemhfe

ficìo l'arcivescovo
s.
1

i385, Ball.
J'iiJitoi'e

374,in cui si parla del-

Chiesa, e

.49 Conzy camerlengo di con bolla del 412 gì' ingiunse
1

UDI

della caraeia, della curia Capi-

erezione del tribunale del vicegerente

tolina e di altri giudici di Roma, per la cognizione e definizione delle cause, aii-

camera in Avignone, il che effettuò nel 4 1 3. Martino V con boldell'uditore della
1

grado d'appello. AlTerma il cardinal Garainpi, Me/norie ecclesias delie, p. 526, che dal Regesto Valicano si trova aver Bonifacio IX nel 1. "agosto iSgi fatto
clie in

la

data

in

Gallicano versoti 1424 nominò

Giuliano Cei-^rmul seniore romano, profondo giureconsulto e di grande ingegno,
gi;i

uditore generale della camera apostolica

e canonico Vaticano,

Francesco da Mercatello, luogo del Preludalo della Massa Trabaria. Nel concordalo fatto rS agosto iSqS tra' romani e
Bonifacio IX, pel suo ritorno a
si
i

cameia Curiae Causaruni Camerae apostolicae generalem Audi-

T^flitore di /xoZti, cluerico di

dinale,

torem. Indi a'24'«agS'o' 4^6 lo creò carperciò e per quanto ho potuto

/?o//itìr(^''.),

converme ancora: Che cortigiani tanto chiei'ici che laici, ed chierici di Roma, come in criminale così in civile, non potessero essere chiamati che innanzi a'Ioro
i

legittimi tribunali, cioè
rici

i

cortigiani chie-

trovare, questi sembra il i.° uditore della camera, che da tale carica pervenne alla porpora. Di sue gloriose imprese parlai nella biografia ed io tutti gli articoli che vi hanno relazione, ed altreltaoto ho fatto di tutti gli uditori della camera creati cardinali. Riferisce
l'

avanti l'uditore della camera, quelli
avanti
il

Angeloui, Ilisloria di

laici

maresciallo pontificio, ed
il

i

Terni,
nel

p.

chierici di

Ruma avanti

vicario

delPapa

i444

39, che Eugenio IV dopo aver sistemato chierici di camera,
i
i

o

altri giudici

loro propri. Nella solenne

capilolazioneslipulalaa'ay ottobre i4o4>
tra
il

dichiarò Giovanni Mazzaucolli di Terni uditore della camera apostolica, carico
principalissirao e importante,
egli in tutte l'occorrenze

successore Innocenzo VII e

i

magicapito-

strati di
li

Roma, Vi furono
il

inseriti

i

per aver mostrato som-

della precedente convenzione.

L' allo

intero lo riporta anche

Vendettiui,

Del
:

Senato Romano, ove a p. 334 è detto Chei magistrati romani non debbano agire contro
i

e gran valore,dicendo di lui Biondo segretario del Papa, leguni et honorum ardimi sdidiis decorato. Il citalo Marini chiama il Mazzancolli domiil

ma prudenza

cortigiani che

dimorano

iu

cello ternano, segretario

Iloma,o

nella Città Leonina, o in Traste-

dottore in legge, e che

a'

d'Eugenio IV e 1 5 aprile J 44/

vere, ovvero in

qualunque modo abbiaessi,

fu fatto governatore di Città di Castello

no

il

domicilio, uè far contro di
le

ne
in-

da Nicolò V, destinatovi già da Eugenio
IV, indi nel i449 d'henne nunzio apostolico.
rini, fu

contro

loro case, diritti e beni

dovunro-

que

sieno; e similmente

tromettersi per

non possano qualunque cittadino
città

Ma

prima

di lui,

secondo
il

il

Ma-

uditore della camera

bologne-

mano abitante nella
le

Leonina, né per

se

debbano esser convenuti avanti l'auditore delia camera
cose loro
:

Che

questi

Lodovico de Garsiis e non Grassi, coavverte il Nardi, Cronotassi de Pastori della s. Chiesa riminese, già cano-

me

apostolica, o

il

maresciallo della curia ro-

nico di Bologna, fatto vescovo di Rimini

mana. Per cortigiani qui debbonsì intendere non solamente gli addetti alla corte
e famiglia pontificia,

ma

eziandio

gli

ap-

partenenti alla Curia

Romana. Espulso
XXIII nominò
dominio pouti-

27 ottobre i449> e morto nel giugno i45o. Perciò restato vacante l'uditorato della camera, Nicolò V e non Eugenio IVneli." agosto 14^" 'o conferì al ?.Iaza'

da Avignone

(/^.)

l'antipapa Benedetto

zunccUi, e in questa dignità stette fino ai

XIII, nel i4ii Giovanni
vicario generale di quel

12 dicembre 145^, nel qual giorno avendola esso ceduta, fu data da Pioli a Giù-

j

5o

udì
Il

udì
Garanipi,
ride Eci>.

corno Miiciarelli bolognese.

Caniemc Apostolicac.

liino-

Sagsi
iieAe

di oxseii'azioni dclV antiche inoi

cenzo V!II lochiama Cappellano nostro,
e l'ofiìcio deiriiditoi-atogeneraìe,-'^«cZù'/itiae.

ciarellis
le

pontifide, p. i i,lo chiama deMuccanonico bolognese, dottore nel due leggi, cbiorico di camera neli448,

Caiisarwn Ciiriac Canierae Apo-

slolicae, conferendo a lui e suoi luogolenenti la facoltà di conoscere le cause

destinalo nel

145
il

1

a tesoriere di Perugia,
a'

poi canonico Vaticano, e

12 dicembre

tanto

civili

che criminali, e

di ricevere le
s\

i458 ottenne

cospicuo uffizio d'i\dilo-

appellazioni delle cause interposte
giudici di

dai

re generale delli camera apostolica, vacalo per la riferita rinunzia; il (jualeoffìcio ritenne lungamente e fino alla niorte; risultando ciò dalla destinazione che

Roma e sì

da'giudici dello slato

papale; e gl'ingiunsein uno a'suoi luogotenenti di giurare nelle mani del cardinal
caa)eileun;o, di giurare cioè d fedele esercizio dell'ufficio,

Sislo

IV

sona di roano canonico Valicano
tore generale della ine vacante

1476 delia perGiovanni Giacomo Cesarini rofece a' 10 aprile
al

con prontezza, diligenza
e integrità, a^Z Z>(i

e studio,

moderazione

grado d'udi.

cameia apostolica, coper ohilum in curia Jaeohi

laudeni et gloriarn. ac earwndeni Ecelesìae, et Curiae honiini publicum, atque decus, privatoranique conimoditateni, et

de Mucciarellis. Diverse notizie del Cesariui ci die il Ratli, Della famiglia Sforza, p'df. 1: Della famiglia Cesarini,
p.

exeniplwn laudabile cedant,ec.

Nel voi.

2566269. Lo

dice nipote del celebre

LXXVIII, p. 65, riparlando delV Àrciconfraternita di s. Già. Decollate della Misericordia di Roma, ivi isliluila

cardinal Giuliano, che funse pure l' uffìzio, ornalo di belle doli, già uditore di
)ota e singolarmente

per assistere

i

condannali

all' ulti-

ujo supplizio, col Ricci, De' Giubilei universali, notai che l'approvò Innocenzo

amato da Paolo

11.

Per la sua scienza ris Monarcìiam,
te ne' due secoli

legale fu chiamaloy/tsolilo elogio de' piìi
il-

VI II,
della
zi

e tra'privilegi che

le

concesse

la à\-

chiaròsottopostasolamente a mg. 'uditore

lustri giureconsulti, usato

massimamenrilevo

camera, e
di

io è tuttora.

Fu

poi

il

Menr

XI V

e

XV, come

vescovo

Cesena, cioè
t.

al

dire dell' U-

dal Marini; anzi dirò che nel precedente

ghelli,

Italia sacra,

2, p.

Innocenzo IV
le

fu appellalo leggi, e

Monarca
padre del

deldi-

n)aggioi486,
a

ma veramente a'
I

463, all' r 3 maggia
i

divine e

umane

14*^7. '"di dal

Papa inviato per nunzio
re di Napoli, e più altri

litio.

Mentre Sisto IV pensava di pròmuoverlo a gradi maggiori, Gio. Giacoino morì nel 1478. Aggiunge il Garanipi,
al

Ferdinando

gravi alfari trattò felicemente; nel
vicario della
basilica

che

Cesarini successe nel

1

478Giovaa1

nel trattalo

14^9 Trovo De Ilcariis Basilicae FaLiberiana.

niLoisio de Tuscanis milanese, che poco

tieanae, nella serie riportalo Pietro Sozzi

dopo terminò

di vivere.

a'24 ottobre dello

Laonde Sisto V stesso anno creò udi-

scovo di Cesena, et

lore della camera Giovanni Prioris ca-

nouico di
vi circa
i

s. Maria Maggiore, che poi mo22 dicembre 14^5, e pare che

inlervenissc alla cavalcata pel possesso di

Innocenzo VI
giorno

II.

gli sostituì

Questo Papa nello slesso Pietro Menzi da Vigli

romano, nuneupatus de Fieentia, veCausarum Canierae Apostolicac Auditore, già vicario della Liberiana, ed a' 3 giugno 5o dal cardinai Lopez arciprete della basilica Vaticana fallo di essa suo vicario. .^/r/iY>rcshytcro autem die 6 sequcntis augusti denwrtuo confestim ab Alexandro Pai
t

i

cenza,ein detto giorno

diresse la bolla

pa

y leonslituitur ejusdeniBasilieae h i
nondimeno
iu-

Appriine devotionis affectum, presso il Bull, lioni., l. 3, par. 3, p. 206: Jurisdictiofacidiaics Auditoris Causarum Cu-

carius Apostolicusjeoqueinmunere me-

inoratnr addienti c)febrnariii5o3. PieIrò Sozzi detto di Vicenza

8

UD
lo fece

I

udì
VFche
virtù, ed a p.

,5r

corse nella disgrazia di Alessandro

399
1

la

descrizione dell'esein

imprigionare

in Castel

s.

Angelo,

quie celebrategli onorevolmente
chiesa sabato

detta

liberato

dopo

y mesi dal sagio collegio
1

."marzo i5o5, ov' è detto
peste, tiiortuus,
gli

in tempo di sede vacante, avvenuta a' agostoi5o3 per n)orte del Papa. Il successore Pio III visse -ìG giorni, ondo no»

vescovo di Cesena e uditore in uestale
praete.rita
stalo
il

de

motivo che non

che sarà furono fatti*
si

potè reintegrarlo nella carica, e
cesse Giulio
II.
si

gli

suc-

con solennità.

Onde

conoscere quanto

Leggo

nella

Storia dei
Acpiino

praticava ne' funerali degli uditori della

Conclavi, che

attribuisce al Burcardo,
i

camera

in ([iieirepoca,

merita che
i

io lo

die niercolcdì i6 febbraio

5o4

riproduca./^/i'zoi 5o5,

martii sahhato

da Coloreto
sulla piazza
li

cliierico aquileiese
s.

omicida

del cardinal di
ili

Angelo

fu ilegradato

<.

Pietro in un palcoavaadi i"g/_ Pietro »e-

lì. P. D. Petrux de Ficentia olini Episcopus Cesenalen,, et Auditor Camerue in aestate praclcrita de peste niortiius,

le

scale per

mano

hodie in Ecclesia
li

s.

lìlariae

de Aracoe-

scovodi Civita Vecchia, per espressa commissione di Giulio li, alla presenza di

monsignor A. C. La sentenza finita di leggere alla presenza di mg.' Cesis suo luogotenente, stando
suoi ministri in
il

hahuit exerpiias salis onorahiles, ita Revere ndissiniis OD. s. Praxedis, et s. Crucis Ilierusalcni Cardinalibus, ac R,
P. D. Jeanne Fanutio auditore Rolae executbribus /nandantilnis, et volentihics. Quilius exefpiiispracdicti Reverendissi-

senatore di

Roma

coi

mezzo

sul palco rilevato;

e perchè l'Aquino era suildiacono,
to de'suui

men-

tre gli fu ietta sopra la sentenza fu vesti-

paramenti ;e tale commissiouè fu data ad Agapito Genesano nolaro

mi DD. CardinaleSy Preshyteri siniul cum Reverendissimo D. Cardinali de Columna rogato, interfucrunt dia ni nomini suo
invitati et rogati: et

aliquiCar

dell' A.

C,

la

quale

finita di

leggeiefual

dinales miserunt Praelatos cani familiisj videlicet

solito
le

mani

mollo degradato e consegnato neldel senatore, che il sabato lo fea'

Neapolitan. Canierarius,

ce decapitare sulla piazza di Campidoglio

Alexandrin. Interfucrunt et siniililer rogati onincs Auditorcs Rotae, onines
Praesidentes,cl Clerici, Notarli et Of-

sua residenza. Giulio
l'udito rato della

II

19 giugno
il

1

5o4

restituì alla pristina e illustre dignità del-

camera

vescovo
si

IVlen-

zi,ed a'22 del seguente forse

dimise dal

vescovato, per essere stalo io quel giorno
conferito al Sanlorio; indi poco visse, al
l'iferìre

del
f)

Garampi, enunciandosi già

novembre dello slesso anno, stdl'autorilà de'monumenti cìell'archivio Vaticano. Nondimeno non debbo lacere,
morto
a'

che forse morì nel detto luglio, poiché essendo stato sepolto nella chiesa di s.

Maria d'Araceli,
che ne pubblicò

ilp.
le

Casimiio da

Roma,
p.99

belle Mc/iioric, a

riporta l'iscrizione postagli dalla sorella

Margherita
il

iìijcliciss.

(con

moaumeoto

cui disegno è nella biblioteca Albani),
s.

nella cappella di

Pasquale, già pubbli-

cala inesalta dull'Ughelli, lodato per dottissimo e iutegerrimo giudice, e di ct>iiuia

Iteinomnes Advocati Rotaej deniipiefamilia SS. D. IV. Papae, videlicet Praelali, qid fuerunt numero deceni,et Cuhiculariiac Scutiferi niulti^ et aia nohiles, praeter infinitos ronuinos, qui venerunt invitati a consanguineis defune ti ... Ecci ponerc Inter choruni {la relazione èdelceremoniere Paris de Giassis) et altare in medio palatii Presby feriiferetrufn quoddam, sivedcpositum ligneum cum panno aureo tectuni,cuni arinis in charta depictis qualuor, et consni in panno ab omni parte ad altera in hanchis praeforatis torcias dece ni ab omni la te re, sic in totianvig iati. Jteni in candelabris lapideis super cancellos octo libras quatuor quaclibel... Palpi timi aliadparvwn feci prueflciales Canierae. Coiisistoriales, onines Procuratores

• ,

i52

udì
illiiis,
...

UD
rato vacante per
zi,

I

parari. quod positi in apposito quodest immobile et ordì nari iim
dinalis
s.

Epi-

fu

morte de! vicentino Men^ da Giulio II conferito ad Antonio
di

.^copusRojolanusPraelatusPani. D. Car-

del

Monte

Monte
al

s.

Savino, poi vescoarcivescovo di
i.

Crucis cxecutoris praedicti
.„

vo di Città
JNella

di Castello e

Infine viissae facta est per Phaedra (Tommaso da Voi terra canonico Valicano dolio ed eloquente, fu sopifiniioniinalo Fedra,^tvc\\è rappresen-

fuiteelehrans

Siponto,promosso
/•e r/f/'O^rt',

cardinalato nel i5i
dissi

sua biografia lo

anche

f/V///o-

caduto in disgrazia di Giulioll per aver sentenziato contro una causa da

tò questa persona nella tragedia {'Ippolito di Seneca, recitata a

Roma

nel

Teatro

avanti
tio

il

palazzo del cardinal Riario)o/'rt-

loeulentissima^adcniani aiidlendani

rnultns conciirsus est factus populi, ita
ut ab
iisque

caldamente e ripetutamente raccomandata; finché calmatosi il Papa, ammirandone l'intrepida probità l'esaltò: tutto ho narrato al ricordato articolo. Il Bernino celebrandolo^ lo dice a un tempo
lui

omni parte

loca essent repleta

uditore della camera e della rota,

Came-

ad apicem

chori. Dura^'it horani

Clan dimidio, omnibus id libentissime
patientibus: et in fine absolutio per Epi
.-copos cuni

rae /apostolicac, ac Rotae Auditor j e quanto al singolare avvenimento, ripete
la

sentenza di Plinio giuniore
senteiitiae

:

3Iaximuni
est,
li

uno responsorio facta

est,

bonae

praemium

bene

circunistantibus

ad pulpi Inni fralribus
die non adfuealii.

indicasse. Al Del Monte, Giulio

sostituì

et cantanlibus: et illa

runt aia Caniorcs Papae, nec
gli
Ji

De-

ordinari funerali degli uditori genera-

nell'uditorato generale della camera Girolamo Ghinuccì sanese, chierico di camera partecipante da paiecchi anni, non

della

camera, ne parlo nel vol.XXVlll,

p.

67.

che presidente della medesima, e nel 5 a vescovo d'Ascoli. Leone lo inviò nun1 1

X

Verso quest'epoca fu uditore della cail ferrarese e oriundo lucchese, legale e canonista di chiarissimo nome. Felino Sandei canonico in patria, da Inno-

zio in Inghilterra, e

dopo
(

le altre

dignità

mera

narrate nella biografia

nella sua bolla
1

Etsi procunctarum, de'28 giugno 5\ 5, Bull, /io;;;., 1.3, par. 3, p. 40 1, sulla giurisdizione e facoltà del governatore vicein Roma e suo distretto, vi sono provvidenze che riguardano l'udi-

cenzo Vili (atto uditore di rota, da Ales-

sandro VI suo segretario, vescovo diPen-

camerlengo
tore e

Lucca nel 5o , autore di parecchie opere di Giurisprudenza (scienza
iie e

poi di

1

i

i

suoi luogotenenti), Paolo

HI

nel

di cui
il

nuovamente ragionai a Tribunale),
lessi

i535

lo

creò cardinale, mentre tuttavia
il

catalogo delle quali lo

nel Dizio-

era uditore della camera, e lo rimarca

naiio storico degli uomini illustri Ferraresi. L'Ughelli lo dice vescovo di Atri

Garampi. Siccome vado osservando, che
diversi

uditori inviali nunzi ritenevano

1495, Camerae Apostolicac Auditor, neW Italia sacra 1. 1 ;p. 1 5o,ed 8 p. 827 lo chiama S. R. Rotae Auditor, promosso nel 1481 da Innocenzo Vili, indi Locumlcnens Camerae Àposlolicae Auditoris, per coadiutoria successe nel 1499 alla sede di Lucca, che venendogli
e
nel
i

Penne

la carica,

convien credere che baslassero
i

in tutto a supplirlo
11

suoi luogotenenti,
ufllzio

Papa

gli

surrogò nel cospicuo

Pietro Paolo Parisio di Cosenza, insigne
professore di leggi, imperocché quel gran

Pontefice, fra

le

altre gloriose

cose del

suo memorabile pontificato, fece quella
di

tonlrastala, solo
le

la

conseguì nel 5o
i

i

.Del-

chiamare

al

suo servigio e alle dignità

due

asserzioni dell' Ughelli, pare più

della corte e curia

romana

i

più celebri
III
1'
1

prohdbile quella di luogoteucule. Quale

soggetti del suo tempio. Indi

Paolo
lo

i

uditore di rota ebhe lodi anche dal Beruioo. Sia corauu(|ue, è certo che l'udilo-

gennaio 538
1

gli conferì la chiesa di

Nual

sco,

ed a' 2 dicembre 1
1

54o

promosse

^

udì
eardinalato; nel!' iidilorato
gli

udì
sostitm
il

1

53

cuoi mesi l'iuliloralo medesimo, e inlaalo ne fece esercitar le (uuzioni

geiiovese Giambattista Cicala o Cicada,

da Paolo

anzi al dire del

Garampì con

tal titolo

Odescaiclii suo refei'endai io e collettore
delle lettere apostoliche, e già dell'udito'

ne'iegistri Vaticani trovasi già

mentova-

toa'y del precedente

luj^Iio; indi lo fece

JO Alberici,
civiliìnis

duin in humanis ageret, in
il

vescovo d'Albenga neh 544) e Giulio 111 nehSSo a'ao novembre, e non dicembre
creò cardinale.

Lociimtcnen., dandogli però

solo titolo di 7^7ce-L<^Z/7ort',

come rilevasi
camera
11

come vogliono Ciacconio e Cardella, lo Quanto a Giulio IH del
3Io/ite,\\ ^'ovaes nella sua

dal moto-proprio presentato in
apostolica
il

i.°giugnoi558.

successore

sce,

Pio IV, colla bolla Romanus Ponti/ex, Storia riferiche PaoloIII da prelato Gio. Maria- de' 4 "P' 'lei 56 1, j5?J/. cit., t. 4, par. 2, Suppressio officii Regcnlis Cal'avea richiamato dalla vicelegazione di p. 77 nierae Aposloliciie, Sane tacque RomaBologna, per sostenere, come fece con
1

:

somma
camera

lode, la

carica di utiitore della

apostolica, cheil Pialli dice udito-

aliiscpte cjusdeni

redi rota, fra'quali non trovo che l'abbia
annoveriitoilBerninOje quindi nel
1

536 lo

creò cardinale. iXon saprei come concor-

dare col riportalo dall'accuratissimo cardinalGarampi j basta, sulla fede del Novaes io non dovea tacerlo. Giulio 111 dola de'

pò aver crealo cardinale Cicala, con boi4 dicembre i55i nominò uditore generale della camera apostolica Francesco Alberici da Recauati, suo referendalio, correttore delle lettere apostoliche

nae Ecclcsiae Cardinali Camerario Canierae offìcialibus restitutio facullatum juriuni et jurisdiclionuni. Cos'i dopo breve durata, PiolV eslinse il nuovo ufficio di reggente della camera, e reintegralo il soppresso uditorato, questo conferì ili.°maggio i56l a Flavio Orsini romano, allora vescovo di Muro, coli' esborso di 4o>ooo scudi pei
,

bisogni del tesoro della so giorno pubblicando

s.

Sede, nellostesbolla

la

Ad
il

exi-

miae devotionis affectum,

presso

me-

o

desiroo Bull, a p. 80, allo stesso prelato

abbreviatole di parco maggiore, e reg-

gente della cancelleria, e già commissario in Bologna, ed aggiungerò col Calcagni
illuslre patrio islorico di

dìieUa: Jurisdictio,etfacultatcs Audi' toris causaruni Curiae Rev. Canierae
Apostolicac. Indi Pio IV
naie a'
i

lo

creò cardidel

Recanati, nelle

2

marzo 565, ed a'5
1

seguen-

dillerenzelru'bolognesi e ferraresi, sepolto
in quella cattedrale con epitaffio che ri-

te aprile concesse la carica al prelato

A-

lessandro /i/<7r/o bolognese, colla somministrazione a detto erario di

porta, soviaslato dal suo ritrailo inbron7.0.

60,000

scudi.

Dopo

la

morte dell'Alberici,

nel con-

cistoro de'
fcoppi esse
la

28 novembre i558 Paolo IV
lo

rUnìzio di uditore generale del-

Pio IV va celebrato per la riforma dei Tribunali di Roma (F.), e pe' provvedimenìi emanali per questo dell A.C.
L'uditore Riario fu fallo patriarca d'Alessandiia das. Pio V, nell'inviarlo nella

camera, o piuttosto

incorporò a quelapostoli-

lo del

reggente della

camera

ca da lui nuovamente eretto, e in quel punto conferito all' ottimo cardinal Alfonso Cara/a, figlio d' Antonio suo fratello; e dice il Noveas, che il Papa volle che l'uditore si chiamasse con lai nuovo titolo, e che fosse carica cardinalizia, con

legazione per

la

col nipote cardinal Bonelli.

guerra contro Turchia Pare che in
facesse uditore del-

queslo tempos.
la

PioV

camera

il

nominalo Paolo Odesoalchi

di

V ingiunzione
tala.

di

esercitare

l'

uditorato

Como, divenuto per lui nel i568 ve-^ scovo d'Atri e Penne, di cui parlai nel ci'» tato articolo per (juanlo dirò, per qualilore generale della

per persona dal cardinal reggente depu-

fìcarlo, lanloil

Prima però di Gavaiupi, Paulo IV

ciò eseguire, avverte
lasciò sospeso per al-

me

si

Novaes che l'Ughelli, udicamera apostolica, coIcgye ucU'epiUffio poblo al àuo se-

i54
polcro nel
I

udì
i

UDI
della

5S5

in

s.

Girolamo

Ca-

rente dei cardinal Carafa, creato allora

ifii

di

Roma

e lipoilato dall' Uglielli,
assegni l'epoca di Paolo

reggente della camera, per restringere e

benché
I\
.

f|nesti gii

L'Odescalchi fu iin|)iegato anche in

ra'^giiardevoli nunziature a'piincipi d'Italia

abbassare l'autorità dei cardinal Sforza camerlengo, contro del quale il Papa era ancora inquieto per la famosa guena della

per delta guerja da
suo

s.

Pio V, e denavale, che

Campagna romana
[>.

(per quanto dissi

putalo ad acconjpagnare, infìamujare e

del cardinale, nel descriverla nel

volume
i

benedire

in

nome

la flotta

LXV,
due
re.

234), e riuscì col suo procedere
i

sui turchi vinse la strepitosa battaglia di

a temperare

disgusti perciò insorti tra

Lepanto;

assai lodato per zelo e fervore

cardinali, de' quali

meritò
si

il

favo-

nella difesa della libertà ecclesiastica dai

Ad

onta che Pio IV

mostrò severo

Ijernino, neWe

Memorie dell'operato dai
i

con

liilli gli

addetti a Paolo IV, conservò

Pontefici contro

turchi, e per la

nuova

Ugo
la

nella vicegerenza del reggentato delIo

campagna s. PioVtornò a tipi italiani. Quanto al
ia

spedirlo a'priiiRiario, reduce

camera, e poi
i

rimandò

a Trento, in-

vitando

legali nelle cose gravi a valersi

dalla legazione, fu impiegato con altri al-

dell'opera sua; laonde toccò a lui rive-

riforma delle carioho e

ullìzi
r

della cor-

dere ed esaminare tulle
farsi al sinodo, nel

te

romana,

indi a'a

i

febbraio Sy 8 crealo
II.

le proposte da formare o rivedere o

cardinale da Gregorio XI

Questo Papa,

emendarne
ver chiarito

i

decreti.
le

Non

solo credo d'a-

secondo

il

Movaes, essendo collaterale di

asserzioni del

benemerito

Cuuìpidoglio e referendario, PaolollI nei

Novaes,

ma

sparso al(|uanla luce sulla
dell'

1545

l'avea invialo al concilio di

Treni

soppressione

uditorato e istituzione
pontificalo di

to, in qualità di

uditore della camera a-

del reggentato. INel

Gre-

postolica, e tornalo in
10 fece

Roma

nel

549

gorio XIII fu udilore della camera Gi-

luogotenente

civile

dell'

uditore

rolamo
Sisto

Ma Ilei

von\i\no

,

già chierico e

generale della camera; e dopo
richi,

altri inca-

presidente delia camera, dal successore

neh 558 Paolo IV
il

gli

conferì Tildi-

V

creato cardinale nel
il

1

586. Trotesoro pon-

lorato e
to a
11

vescovatodi Viesti, poi tornae crealo cardinale da Pio
1

vando questo Papa esausto
tificio e

Trento

V.

volendoelfeltuare

i

suoi vasti pen-

l^allavicino

neW Istoria

del concilio di

sieri, volle

riformare

gli ullìzi

Facahili e

Tiento, dichiara che Ugo Boncoinpagno, poi Gregorio XI II, fu abbreviatole della
cancelleria in Trento, destinato da Paolo
111, colla

altri

ne creò. L'uflizio

di

uditore generale

della
le

camera, che consisteva nell'ascoilar

cause della curia e ca.mera apostolica,

cura distendere

le

ordinazioni,

era già vacabile e venale, avendolo

Gre-

come ben addottrinato
iionica,

nella ragione ca
legali.
1,

gorio XI

II

conferito

al

milanese Agostino

con gradimento de'

Che

fu pure nunzio a
gliò Pio

Ferdinando

e consiconcilio.

IV

alla conferò». I del

di camera per 60,000 vedendo che procedeva egregiatuente, lo mantenne nell'ullizio, fin-

Cusani chierico

scudi. Sista

V

^arra
di

il

p. ÌNIaffei,

Degli Annali diGreal

gorio XIIT, che fu mandalo

concilio

ché vieppiù conosciuto il merito di lui, ai 588 lo creò cardinale, sosti1 4 dicembre
I

Trento come peritissimo ne' canoni e njolloa proposito peraver parte iu negozi

tuendogliOrazioBorghese romano, il quale dovè pagare la slessa soinm.i di 60,000
scudi,

di tanla

importanza, e trasferito
Ili; i'uditor

il

conaltri

come

si

ha dalla

boli

i

Ad

tiii

ge-

cilio a

Bologna, per notificarlo con

neri<- nobilit.,€d

unemlogli

l'altro ullizio,

prelati a

Paolo
la

della caraera

ch'era pure iu uso, delle Correltorie dell'Archivio.

Cicala, per

sua integrità e valore, pro-

curò

sul)il(j

d'averlo per .suo luogolenen-

ne

nel

1

59
I

I,

Essendo Orazio morto giovaconsiderando Gregorio XIV
il

le civile. Pu'icia

Paolo

I

Y

lo fece vicege-

che per

acquisto dell'uditoralo

di lui

udì
padre Marc'Antonio, profondo giiirecon* inlto e decano degii avvocati concisloriali, avea venduto la villa di Cihbìnno non
lungi da
in ftollicitnndo

udì
omnes
Ita

i5T

alios qffìciales, ut

sua exerceant
oniniI)iis aliis.

officia debito

modo,

et in

quod merito de
omnes
,

eo diin

Buoncon venti),

nello stato diSie-

ci potest,

quod ipse fit praeordinator

na sua patria, per diminnirgli il duplice dolore, richiamò dalla vice-legazione di Bologna l'altro figlio Camillo Borghese
e lodichiarò uditore generale della catuera
:

cunctis, et sibi debent

alii obedi-

re; et quia talis dcbct assumi, de quo

Dominus piene coìifì da t

et

de quo ve-

rosilirniter praesuinatur,

quod omnia

Clemente Vili l'inviò nunzio nella
nel
1

Spagna,
nel

5c)6 lo creò cardinale, e poi
gli
vi

debet discrete dirigere, et ordinare, debet ista generalis regala de officio suo

i6o5 divenne Papa Paolo /'.Tra
nominato da

altri cardinali creati

da Clemente Vili,

fu Alfonso Fisconli, già

Si-

sto

V

luogotenente dell'uilitore della cae allora
al

mera,

nunzio apostolico. Paolo
.Marcello

V

elevò

cardinaialn due uditori della
1

Quindi segue il dellaglio di sue incumhenze riunendo quelle pure poi atlrihuile al Maestro di casa. Faceva la prima figina nella corte cardiunlizia. Secondo il codice, sono poi registi ali: MinisteriamCapellanoruni, Ofsuffìcere.
inoUe[)lici
,

cjunera, nel

606
ili

Laute romai

jficiuni

no, già chierico

camera; nel 16 1 Pietro Paolo Crescenzi romano, senza che primo fosse stalo chierico di camera. Paolo

gistri Aulae, ec.

Secretariorum, Exercitium. IfaIl Parisi neW/struzio'
\.

ni per la Segreteria,

2, p.

80, parla
le

desìi uditori civili e criminali delle famiglie

V creò inoltre cardinali alcuni che aveano assistilo la sua casa Borghese, e con breve carriera prelatiziitjfia questi ricorderò Cesare Gherntclì d\ Fossato, uditore del cardinal Borghese suo nipote. E qui osserverò di passaggio, che nella Famiglia dt Cardinali e Prelati (f^.), l'udi.° tole è più del Segretario {P-), ed è il
t

magnatizie che aveano feudi, per
legali,

materie
sai

Paolo Vfu uno de' Papi

as-

benemeriti del riordinamento e riforUni\>ersi agri, del
t.

ma iW Tribunali di Ronia[F .). Nella bolla
i

."marzo 6 i,Ball,
1
1

Rom.

5, par. 4jP-

"2

3,

si

traila nel §

IV

De

della famiglia nobile. Molti uditori perciò da'cardinali furono condotti in conclai'e per conelavisti , e tra essi fioriro-

Auditore Cainerac,ct ejus Tribunali, oltre quanto contiene in altri luoghi la bolla. Urbano Vili annoverò 3 uditori
generali della camera
ni

sagro collegio-.nel

1629 Gregorio
rico di
i^;f^/^t•?o/^/

no

illustri prelati e cardinali.
p.

Il

Gattico,

romano, già chiecamera; neh 633 Marc' Antonio
^'^rr/'O

Aeta Caeremonialia^a
se d codice

278, riprodus:

lucchese, parimenti già chienel

Valicano del 1409 circa De qlJicialibus S, R. E. Cardinalibus, e pel 1." De Auditore. Ivi si dice Ad ipsuni
:

rico di

camera;

1643 Mario Teodoli camera
in-

romano,

stalo pure chierico di camera.

Innocenzo

X

da'chiericali di

perùnet

in genere cura, guhernatio

,

et

nalzò alla porpora, nel 164? Cristoforo

rcginien totius

domusj et est quasi judcx ordinarius totius familiae in civilibus et crìniinalibus non enormibus j
secunduni quodei videbiLur cxpedire; silique ìiabent omnes alii offlciales domus respondere de bora in horani, de die in dicni, vel de mense in mcnseni, secunduin quodei placuerit,etbrcviter more boni

Fidman veneto,e nel 652 Prospero Caf1

farelli romano. Altrettanto fece Alessan-

dro VII neli658 couOdoardo Pecchia'
relli realino, enei
i

fiuia potesl ainovere^corrigere et punire,

664

<^"" Pa\n77.o
1

Paprofio-

luzzi romano. Clemenle

X nel 669
1

mosse

al

cardinalato Nicolò Acciajoli

rentinojuditoredellacaraera eprima chie.
rico della

medesima. D'Innocenzo XI
gli

si

ha, che creò cardinali

uditori della ca-

pa tris fami lias

interest habcrc

mera

e già chierici di essa, tieli6Si

Lr-

Curani de omnibus iamperipsum, quaui

bauoiy^cr/ir^// romano,

neh 686 Doaie-

i5G
lieo

udì
Il

udì
simile pia-

nico M.' Corsi fiorenlino.

anni era slato luogotenente dell'udilnre
dellii

Alessandro Vili creando caidirjuli,

camera

,

fatto

nel

i6go Carlo

ì5/c7ìj

sanese, nel

1690

indi uililoie di iota e

da Alessandio VII, nunzio in Francia.

Francesco Barberini romano. Lo stesso

Papa
])ile

fece cardinale

Bernardino Panciae inflessila

tici fiorenlino, di tale niiiabile

Clemente XI fece uditore generale della cameraGiuseppeGaetani napolelaooepatriarca d'Alessandria;indi morì d'anni 7
i

giustìzia,

cbe preferì

di

rinunziare

nel palazzo delia Curia Innocenziana

l'i

(

carica di luogotenente dell'uditore della

agosto 1710. Da' Diari /nss. del
stro delle

i

maedi

caniera,anzichè sentenziare sulla causa tra

ceremonie Candido Cassina
notizie.
11

Clemente X e la casa Colonna, pel fondo di Carbognauo. Al laconismo delie noti7.ie degli uditori della camera fregiati della dignità cardinalizia, poniio supplire le

Como ricavo le seguenti
davere vestito
indossa vano
la

suo ca-

di soltana, fascia, rocclieti

lo e mautelletta (ancora

palriarclii

non

aioz?ella,concessa poco dodi not-

loro biografie, ove narrai
j)rel.itizia,qnaliPapi
li

la loro

carriera
all'udì-

pò da Benedetto XI 1!), a due ore
le della

promossero

seguente sera fu associato dall'arportalo nella

turato, edi
iiali.

(|ualì

pregi e sapere fiu'ono or-

cìconfraternila delles. Stimmate, da inolli

Innocenzo XII non solamentefu be-

religiosi esacerdoli,e
s.

cliie-

iiemerentissimo de Tribunali di

Roma,

sa di
la

Maria
al

della Villorìa, tutta para-

per
li

la

soppressione di tanti tribunali e

con panni neri e l'insegne del defunto,

giudici privativi, ricnetlendo le cause ai

in

uno

prospetto esterno.

Il

corpo vemissali

ibnnaii e giudici ordinari;
la

ma
le

eziandìo

stilo di tutti gli abiti

pontificali

per proibire interamenle
iifìlzi

vendita degli

paonazzi, con mitra ditela linea incapo,
fu collocato sopra alto e

camerali, anzi restituì

somme

grande

letto co-

lagguardevoli e pagale da' chierici di ca-

petto di drappo intessulo con oro, ed ai
piedi
il

mera

tesoriere generale, uditore genera-

cappello pontificale. Da'
ceri di

lati

ar-

Era allora uditore della carnela Carlo Maria il/^/i/n' genovese, ed il
ie e altri.

devano 70
sta

4

libbre.

Fuori della

balaustra dalla parte dell'evangelo fupo-

Papa

denaro perciò sborsatu sotto Alessandro Vili, e lo lasciò nella carica: Clemente X! nel 1709 lo fece
gii

restituì

il

una sedia con genuflessorio coperti di panno paonazzo pel cardinal Spinola cacon un solo grado coperto
pe'cliierici di

nierlengo (qui lanien noniniei'fuil),Q\o
stallo
di delv'in-

suo maeslrodi camera, eneli 7 i51opubhlicò cardinale. Inoltre Innocenzo XII a

lo

panno

camera, che

comodo pubblico
altri, edificò
il

e

decoro del tribunale

tervenneru
niile st;dlo
li,

in

numero duo

e in cappa,
si-

e notali dell' uditore della camera, e di

Dalla parte dell'epistola fu eretto uu
per
gli altri officiali

maestoso Palazzo della
•),

camera-

Cufia Innocenziana {^

con nobile
altri

a-

che furono mg.' Patrizi arcivescovo di

Ijilazione altresì de'prelati uditore della

Seleucia e tesoriere generale in cappa.
Spreti avvocato de'povei'i con veste violacea e cappuccio.

Ciimera e suoi luogotenenti, e di
torà.

an-

Quanto al luogo ove prima risiedevano notari dell'uditore della carnerii,e dove e come furono traslati nel deli

Turchi commissario gè-

uerale deibi camera con veste rossa e cappnccio, et defnernnt relicjuis camerales,
videliecL
il

to palazzo, ne riparlai nel voi

LXXX,p.
i

governatore

di

Roma,

il

prepi ole

i33

e 187.
vi

Il

tribunale, l'uditore e

luo-

sidente della camera, l'avvocalo e

il

goleuenli

dimorarono sino

alia recen-

curatore generale del

fisco.

Da ambo

te soppressione del tribunale

medesimo,
renderne

parti erano dietro gli stalli altri nudi pei
giudici, sostituti luogotenenti criminiili,

di che parlerò per ultimo nel

lagi(me.lnnocenzoXllcreòcardìnale(Jio.
Piclro Cavalierini ruipauo, che per

ed
lu

i

notari del tribunale dell'uditore del-

20

camera.

Uno

de'cappellanidel defuu-

U D
lo

I
cVi

udì
due
lili-

I

T7

dispensò a'pielali candele

alla cavalcata nel possesso di

Benedetto
1

bie, a'giiidici e iiofaii d'una lil)bia, ed a«

XIV,

il

quale

lo

creò cardinale nel

743<

furono accese a suo tempo. All'altare maggiore ardevano 6 candele di 3 libbre, e 2 simili sui candelabri. JVegli altari laterali ardevano
gli altri di

mezza

libbra, e

Questo Papa tanto zelante

del riordinasostituì

mento de' 7 V//'f//;/7//

e// /Jo/j/i-/, gli

neir uditorato Flavio Chi^i romano; lo
creò poi cardinale a'2fi novembre 1753,
e gli die in successore Gio. Costanzo
i-acciolo de'principi di

6 candele di 2 oncie. La messa
fecero
il

libbre, negli altri

4

di

4

Co-

fu cantata da'carmelita-

ni scalzi, a'quali
resto.

appartiene

la cbiesa, e

lelano,che nel

Sanlobono napopossesso perClemente XIII,
al

Clemente XI invece del defunto dichiarò uditore delia camera Nicolò Gaetano Spinola genovese, già chierico di camera e nunzio, indi a' 6 dicembre 7 5 lo creò cardinale. Indi il Papa gli
1 1
I

dopo
a

i

vescovi assistenti

soglio caval-

cò in mezzo a mg.' Perelli tesoriere, ed

mg/ Colonna
al

moggiordouio^ seguiti dai

protonolari apostolici. Clemente Xlll lo

annoverò

sagro collegio a'24 setteu>-

sostituì
I

mg.' Caracciolo, che nel gennaio

7 18
al

uno

tornando da A versa, fu soipreso in suo cameriere da febbre acuta, ed
aiorirono,

bre 17^9, dÌLhiarando uditore geneiale della camera Nicolò iSVrr^ genovese arcivescovo di Metelino, già chierico di ra-

ambedue
minò
il

diarista Cecconi.

come apprendo Clemente XI allora

dal

no-

merà 1766

e

nunzio

di Polonia,

ed a'2

1

luglio

l'elevò alla porpora, surrogandogli

camera Camillo Ci!>o Massa e Carrai a, e lo fece pure patriarca di Gerusalemme; ma nel 1721 sotto Innocenzo XIII volendo cachierico di

de'principi di

Francesco Delci sanese, che cavalcò nel possesso di Clemente XIV in mezzo a mg.' Braschi tesoriere e mg.' Rezzonico
,

maggiordomo, dopo
e

i

vescovi assistenti

lorosamente sostenere alcune prerogative, rinunziò l'uditorato e
si

prima de'protonolai
aprile!

i.

Quest'uditore ai

ritirò all'e-

26

773
il

fu creato cardinale

da Clear-

remo
Io

donde Benedetto XIII richiamò per farlo suo Mag^ìorclowo,
di Spoleto,

jnenle

XIV,

quale promosse all'uditodi

rato Marc'Antonio Meli colini

Fano

nella quale carica ancora
trasti co'tribunali di

ebbe gravi conla

civescovo di Tessalonica, che Pio VI nel

Roma, per
il

sua giu-

risdizione civile e criminale,
lerò
I
I

che acce-

la

sua promozione al cardinalato,^;ro,

1775 dichiarò presidente d'Urbino e nel 1777 cardinale. La sua biografia la riportai nel voi. LX, p. 223, ed una interessante rettificazione nel voi.

vw^'eatur ut amoveatur
più
volte.

il

che avviene

LXXVIII,
tratta

p.iq4, con altre
ra
il

notizie.

Ne

anco-

Le Notizie di Roma, o almanacco, cominciale a pubblicarsi nel 17 16, per la prima volta vi comprese anco 1' uditore
generale della camera e pel
i

conte Paolino Mastai Ferretti nelle

ropa
I

Notizie storielle dell' aeradcmic d' Eue dell' aeeadeìnia noìdle eeelesia.9//'c<7,ap.i IO,

.°mg.' Cibo,
se

perchè

in

quest'ultima nel

laonde

in esse

da detta epoca

ne può
lui luo-

ricavare

la serie, e cos'i de'

loro luogote-

741 passò dal collegio de'nobili di ModeDa,oveavea fatto suoi primi studi, che
i

nenti, ed io

me

ne giovai. In dì

nella cappella pontificia

pronunziò

l'ora-

go Innocenzo Xlll nominò uditore generale della camera Prospero Colonna ro-

zione funebre per Filippo

V

re di

Spa-

gna, onde Benedetto
te del

XI V

lo fece

ponen-

mano
a*

già chierico di camera, e già lo era
lo

16 novembre perchè

tiovo nella ca-

valcata pel possesso di detto Papa; poscia
creato cardinole da
1

Clemente XII

nel

7 3q, eleggendo ad udituie generale

A n-

buon governo. Pio VI nello stesso 1775 promosse all'uditorato Gregorio Anton M.^ Sah'iati romano, già chierico di camera e lo era a' 3o novembre perchè cavalcò nel possesso del Papa al,

Ionio t("J]o napoletano, the iulerveuue

la destra del tesoriere Pallolla

,

mentre

1^8
il

L D
di Filippi

I

maggiordomo Aichinfo

essentlo ni'oigli arfeit-

descritte le sue

benemerenze per

l'ener
l'u-

vescovo

prese luogo Pia

già, zelo e diligenza

con cui esercitò

civescovi assistenti. Pio
to cardinale a'aS

VI avendolo

diloralo, da dove fu assunto al cardiua-

giugnoi 777, indi con-

tinuò con titolo di pro-ndilore geneiiile,
fìiicliènel
I

778

(nelqiial iinno lo trovo re-

IO marzo 1828 dallo stessoPioV IL Per sua scella gli successe Giamballisla Bus>i romano, di f imiglia oriunda da Vilato a'

gisliato con tale qn:il:fi(a ne'iuoli palatini,

terbo

,

allora sollo-decaiio degli uditori

per

la

parte di pane e vino che
il
1

gli

di rota,

che Leone XII creò cardinale
I

ai

competeva, formato
categoria Ae

."maggio, e

lìeila

3 maggio S2/^, dichiarando pro-uditore generale Nicola G/'ì/h^W/, ch'era i.°luo

Camerali

peii.°), lo stesso

Papa

gli

surrogò Giovanni de Gregorio

golenente
Nicolai

civile dell'A. C.
il

Neh 825 Leocamera
a udi-

messinese, aucli'egli stalo chierico dì ca-

ne XII promosse

celebre Nicola Maria

mera, promossoal cardinalato
braio 1785. Pio VI
«lolo cardinale a'

a'

1

A

feb-

romano

chierico di

nominò

in

suo luogo

toregenerale della medesima, delle di cui
molteplici e importantissime opere pubblicale

Raniero Finocchìelti pisano, puhblican17 dicembre 787,0 già
i

mi giovai

in tanti articoli,
il

magni-

lo era riservalo in

petto nel conferirgli

ficando a un tempo
bliche

suoaulore, nonché

questa carica. Gli die in successore Giu-

a suo luogo ragionai delle altre sue

seppe Jlbani vomuno,
lai in altri

di cui

meglio parsua pro-

luoghi: per le infelici vicende
la

benemerenze sia per Pontine e 7\'rracina, sia per
,

le le

pub Paludi Strade
ec.

politiche de'tempi fu rilardala

di

Roma,

sia

per Tivoli,

sia

per l'Agri-

mozione al cardinalato, a cui l'esaltò Pio VII a'23 febbraioi8o dichiarando utlilore generale della camera Luigi GazI

(olturai\e\\a

Campagna

di

Roma,

Da

,

molli anni egli lavorava ad un'opera di-

sinisuralaedi sommissima
le era

utilità, la

qua-

zoli di Terni. Nel voi.

XIX,

p.

33,

feci

niente

meno che

la storia

dell'o-

luenzionc della notificazione colla ([uale

rigine e de'progressi della

Camera Aponiuno pote-

richiamò l'osservanza della decenza
l'abito, nel presentarsi avanti

del-

stolica, e meglio di lui forse

a' giudici

va farla; tanto per l'ingegno, atlitudine,
felice pratica di circa
vì la
s.

nelle pubbliche udienze
nitri.

i

procuratori e

Creato questi cardinale e pubblicaI

lo

l'i

luglio

I

8o3,

gii

conservò

la

cari-

ca col titolo di pro-uditore generale.

Que-

slaPio VII dipoi concesse a Giovanni Cac' narjialti à\ INovara, fallo cardinale 1*8

53 anni in che serSede e sua Carnei a aposlolica (|uanto pe'mezzi ch'erano copiosamente a sua disposizione: opera però che rin)aandò nella piìi gran parte slasi inedita fatalmente smarrita, il che può dirsi pub, ,

marzo 8
1

r6,

promozione ritardata pe'nopolitici.

blico
[)e

danno, come
(la

lo qualifica

il

princi-

ti

aweninvenli
gli

Indi perlai pro-

Odescalchi
riporta a

cui bella necrologia col

ni07Ìoue

soslitm Antonio PallotUt di
si

ritratto, scritta dal eh. Pietro Diolchini,
si

Caldarola,dicui

dice nell'opuscolo

AnIV.

p.

3i3

del

t.

23

iitiWAll'uni

tonio PrJlottae: «Dichiaralo

SS. D.

di

Roma) neW Elogio

dell'illuslre prelale

ejusqtie R. C. A. geiieralis Auditor, che

to a p. 24-

Possano almeno

analoghe

intorno

Causarum Cnriae Camerae Apostolicae Gèmraìis Auditor, estendendosi la sua giurisdizione, non solo per lutto lo slato ecal

suo suggello

s'inlilola,

molteplici nozioni, che indefessamente e

con costante amore a gloria della Camera apostolica raccolsi e vado pubblicando, supplire in parte e con minori pro-

clesiastico,

ma

eziandio per lutto l'orbe

porzioni a lauta deplorabile

dedcieiiz.i.

callolico, attesa la singolare prerogativa

d'essere l'unico esecutore nato delle Bolle e Costititzioni apostulichc". Ivi

sono

La sua lunga, svariata e laboruxa cambra, da se medesimo la indicò nella bell!opera, Sulla prcsidana (L'ile slmile ni

UD
,ic(jm\
l'it'lro
t.

I

udì
«.loUo principe
ci.

1

59

2, p. 149.

Il

2 2genn-.iior

844 annoverò
s.

al

sagro colle-

mg.''

Odescalclii pnliblicò 1' Elogio di Nicola Maria Nicolai lulilorc gè-

gio col titolo di

Croce

in

Gerusalemme,

consagiò vescovo di Sinigaglia, ed ora è
vescovo Tuscolaiio e prefetto del concilio.
Indi
il

ncralc della Rcv.

Camera Jjwstolica, e
1

jìrcsitlcnfr della pontificia

accademia romana d^arclieologia, JXoma 835. Morì

Papa nominò

all'uditorato

il

cele-

bre mg.' Francesco Capaccini romano,
sostituto della segreteria di slato e segretario della cifra, interniinzio straordinario

d'anni y 7 in
il

Roma a' 18

gennaio 833,
I

ed

n.°

6

del
la

Diario di Roma,

nell'an-

minziaine
Tìiciìtn

perdita, lo qualificò insigne

e ilelegalo apostolico in Portogallo, pubblicalo cardinale a'2
1

chenenieiito prelato. Quindi nel Suppledel n.° 8, celebrandosi
iclii

aprile
il

1

845: essenla la

liegl'incM

sostenuti,

si

novero pubblicò l'eil

do graveolente infermo,
ta,
ta

Papa deputò
Gozzetberret-

delegato apostolico a imporgli

lenco di 12 opere da

lui stan)[)ale.

I

so-

ed

a recargli

il

beiiellino e

lenni funerali ebbero luogo nella tliicsa
pai rociliiale di
s.

cardinalizia mg.'

Domenico
il

Bruti, che

Lucia del Gonfalone, e

l'eseguì nella residenza del palazzo della

Secondo

la

sua testamentaria disposizio-

Curia Innocenziana. Morì
paccini
ji'
1

cardinal Cafu se-

ne

fu in essa sepolto,
Il

con onorevole

isci i-

.5

del seguente

giugno e
s.

Diario di ìloma de'6 febbraio 18 33 riferisce, die il PapaGregoiio XVI, con biglietto di segreteria di stato, avea nominato uditore generale della lev. caDiera apostolica mg. 'Giusep()e della Po/ta Rodiani romano, patriarca di Costanzione.
tinopoli e vicegeienle di

polto nella chiesa parrocchiale di
lia in

I\Ia-

Aqniro con oiinievolissima
lui

lajiide.

Parlai di

come

abdis^iiiio diplomati-

co ecclesiastico
tera

in più luoghi, e

per

la let-

Cgià stampata fui dis|)iacentedi non rendergli mi tributo d'ammirazione e di
riverente adézione per quella benignissima ch'egli ebbe per me. Gregorio XVI

Roma;

poscia lo
Il

pubblicò cardinale

a'fia[>rilei

835.

Pa-

pa
nel

gli sostituì mg."^

Ales^-andro principe

nominò uditore generale
mg."^

della

cnmera
sojfli-

Ruspoli

romano febbraio SSy
1

e

uditore di iota, huli

Roberto Roberti
Il

di

s.

Giusto e

gli sostituì

Carlo Actoii

tuto della segreteria per
to interni.

gli affari di sta-

nato in Napoli e segretario della discipli-

regnante Pio IX, per quan-

na regolare, die pubblicò cardinale a'24 gennaio 1842 e poi gli confierì il titolo ili s. Marco, donde passò n quello di s. Maria della Pace, del quale non potei darne
vii la

to narrai a tale articolo, n

Tribun.mi di
1

Roma,
zi

e relativi, col

r

."gennaio 847)"'^"

dianle O/r/Z/^er/Vco/rt/T del card ina IGizsegretario di stato, abolì
il

tribunale

biografìa e celebrarne

le

angeliclie

criminale dell'uditorato della can)era ossia dell'A.

là,

percbè morì

in

Napoli a'23 giugno

C, così
le

quello di Campidoglio,
loro gimisdizioni
lu-!

i(S47 e tumulato in quella metropolita-

riconcentrando
proprioCo//?!'

na, essendo giada 8 anni stampala
tera

la let-

tribunale del Governo. Poscia col moloì'

À. Nello

stesso giorno dell'esallazio-

Nostro,i\*ì

i

2 giugno, sul-

nc del cardinal Acton, Gregorio
ce uditore generaledella

XVI

fé-

l'istituzione del consiglio de'uiinislri, di-

camera mg.'Pao-

chiarò 4-° di

essi
il

mg.' uditore della came-

lo Orsi JÌJangelli forlivese e presidente di

ra, aflìdandogli

nuovo minisiero pergli
il

Roma

e
i

co di tutti
si
I

Comaica, che pubblicò l'elenProcuratori con quanto disp.

affari di giustizia, colle stesse attribuzio-

ni

che avea

in

questa parte

ministero

nel voi.

843

lo

46, indi a'27 gennaio creò cardinale. In sua -vece Greconfeiì la caiica a

XIX,

per glialfari di stalo interni. Dispose inoltre
il

Papa,che da questo ministero
la

di[)en-

gorio
ton
d'

XVI

mg/ An-

derà
per

direzione e

la

compilazione delle
e che
gli
gli

M.^Cagianode Azevedo della diocesi Aquino e segretario di consulta, che ai

slatisliclie giudizia.iie,
ti

elemen-

la

parte criniiuale

sarebbero co-

iGo

udì
Che mg/
u-

UD
hraio
porta
I

I

municnll dalla s. Consulta. ditoie (Iella cnmera e rag.' governatore
di

1848 nominato
il

secolari

ad alcuni

ministeri, ed altri nel seguente marzo, ri-

Roma

cesseranno dalle funzioni giudi-

u.°3g della Gazzetta di Roma dei

ziarie, si;mn ci vili, siano criminali,

comunve-

que
ce.

esercihli

da

altri in loro

nomee

Quanto

agli affari

da trattarsi dall'udi giustizia,

o di tal mese, che per la rinunzia emessa da mg.' Roberto R.oberti di ministro di grazia e giustizia, rimase uditore del-

ditore della

camera ministro
proporre
le

gli fu ingiiuito di

nomine

dei

presidenti e de'giudici de'tiihunali civili

camera apostolica con tutti suoi Quando il Papa perla rivoluzione de' 16 novembre 848 si rifugiò in
la rev.
i

privilegi.

I

e criminali, de'presidenti e giudici de'lri-

Gaeta, nominò
della
le

mg."^

Roberti a far parte
la

bunali

di

comn\ercio nelle provincia, dee giusdicenti, delisca-

commissione governativa,
la

qua-

gli assessori legali
li,

per

crescente anarchia e successiva
la ribel-

de'giudici processanti, de'difensori dei

repubblica non potè agire. Vinta

rei, de'cancellieri,

de'due primari impieDichiarò per ul-

hone

e restaurato

il

governo
la

pontificio,

gali del

suo ministero e del direttore del-

mg/

Roberti conservando

carica di u-

le statistiche giudiziarie.

ditore generale della camera, nell'agosto

timo, che aviebbe provveduto con particolari disposizioni alla presidenza de! tri-

bunale dell'A.C,

all'esercizio della

giu-

1849 fu fatto presidente di Roma e Comarca, ed a'So settembre i85o il Papa lo creò cardinale diacono di s. Maria in
Domnica, ed
in seguito gli restituì la detta presidenza.

risdizione ecclesiastica nel ojedesimo tri-

bunalejalla presidenza della congregazio-

Cessato l'uditore della cail

ne camerale

pel contenzioso

amministra-

tivo, ed alla presidenza del tribunale cri-

mera di avere proprio tribunale, di che vadoa trattare, non più ebbe la residenza
nel palazzo della Curia Innocenziana,coa

minale della cameia apostolica. Nel termine dello slesso 1847, col moto-proprio

quei formale possesso che riporterò per
ultimo. Al piecedente
il

Quando
cembre,
]^io

co'diic Moti-propri,

de'iq diil

Papa

die in succes-

sul consiglio de'ministri,
i

Papa
re-

sore mg.' Domizio Meli-Lupi de'principi

IX riformando
il

suoi ordinamenti,

Soragna piacentino

e segretario dellacon-

riorganizzò

consiglio de' ministri

cistoriale e del sagro collegio.

Dopo una

sponsabili, dichiarando per 4.° quello di

lunga malattia, cessò
tuagenaria
a'

di vivere in età ot1

grazia e giustizia dcll'uditoredella camera. Stabilì le attribuzioni de'ministii,

16 ottobre 852, nel palazle

ed

zo Gabrielli, ove

sue mortali spoglie
di

alcune speciali; pel ministero di grazia e giustizia le seconde furono:» il ministro
di grazia e giustizia soprainteiide all'am-

rimasero esposte per 3 giorni su
bre
ca
letto
,

fune-

facendosi continui sulfragi alcir-

l'auima sua, e nella sera de'ig detto
le

ministrazione della giustizia civile e cri-

ore 6 1/2 furono portate iu carroz-

minale dello stato pontificio. Sono perciò da lui dipendenti tutti tril)unali e giudii

za, e colle altre

ceremouie dovute all'alto suo grado, nella chiesa parrocchiale dei
ss.

ci civili

e criminali,

i

governatori per

la

Celso e Giuliano, nobilmente e riccaa lutto. Nella mattina se-

parte giudiziale,
cellerie
vi offici.

le rispettive

curie, can-

mente ornata

ed

ofliciali

ministeriali co' relatii."

guente, tra la celebrazione di copioso nu-

Ad

esso spettano inoltre,

Le

mero

di

messe, cantò

la

solenne e accom-

dimande

in grazia dirette al

sovrano per

pagnato da'cantori della cappella pontifìcia, mg."^

condonazione, diminuzione o commutazione di pena.

Cornetti-Rossi arcivescovo di
,

1° Le

inchieste di estradial

jNicoraedia

da cui vennero pur

fatte le

zione de' rei; rivolgendosi però del ministero dell'estero. 3.° Le
di abilitazioni ".

mezzo

assoluzioni intorno al cadavere.
al
ti

Assistè

A veiuH

il

dimande Papa nel feb-

pio rito

il

cospicuo collegio dei prela-

chierici della

camera

apostolica. Nel-

udì
le

U D
trasporta-

I

iSt

ore tarde della notte con modesta pom*
la

pn venne
ta nella

cassa moitnaiia

tribunale cui spettava decretare la esecuzionecoatliva delle Btdle pontificie, e delle

patriarcale basilica Laleranense, per essere deposta nella tomba de'canonici, che in vita aveano avuto per tanti

Lellerc apostoliche a carico di que' ve-

scovi che per
guirle.

avventura ricusavansi eseuditore della camera,

Per
i

l'antiche bolleerauoamplissi-

anni a collega
1

l'illustre

defunto.
i

Il

n,"

me

le facoltà dell'

Giornale di Roma del 852, che tultociò narra, soggiunge. » La morte di

24

del

questo nobilissimo prelato, dalla Santità di N. S. Papa Pio IX nel seltecnbre del
la rev.
ti

s. Sede si estendevano a tutto il mondo cattolico in materia di Appellazioni alla Sede Apostolica [T.]. Ecco il perchè si diceva che la giu-

perchè

diritti della

i85o promosso ad uditole generale camera apostolica, è stala da
lamentata, ed in singoiar
virtù, fra le quali
la

dellut-

risdizione dell'uditore della

camera

{)ole-

va giungere sin dove era accesso alla Croce.
I

modo
le

da cola e-

Concordati (de'quali riparlala Paarticoli degli stati co'(|uali fuesteri

loro che ne sapevano appieno
ri

singola-

ce e negli

primeggiavano

rono conclusi) co'paesi
co a poco
le

Imiitarono

semplare pietà e
si

beneficenza in verso

l'esercizio di questa giurisdizione: a po-

de'poveri". La carica restò vacante diver-

appellazioni

si

portarono ai

mesi, finché

il

medesimo Pio IK eoa

giudici locali pevCommis.yione(^r.)^e ces-

stalode'iomaizo 853, nominò uditore generale della rev. camera apostolica l'attuale mg.' Francesco M.' Giannuzzi nobile d'Anagni, già
biglietto di segreteria di
1

sò l'ampiezza delle facoltà dell'uditore della

camera. L' ultimo era stato quello

di

Pio VI!, quello cioè posteriore al dilu^
l'/o,

come argutamente

soleva dire

il

ce-

presidente della congregazione prelatizia
del

lebre suo Segretario di stato CfU'dinal

Tribunale civile di Ronia^ successo a

quello dell'A.

C,

nel quale

il

prelato era

stato luogotenente e vice-presidente del
i.°

Consalvi. Pio VII col suo codice di procedura pubblicalo nel 1817, osservato sino al gennaio 182 5, e riattivato da Gre-

turno della congregazione

civile e di

gorio

XVI

nel

novembre 83
1

i

,

fissò le at-

quella prelatizia. Siccome era canonico
della basilica Lateranense, e

tribuzioni tlell'uditore della camera,

me-

non poten-

nomate notabilmente

nell'odierno ponti-

do
il

i

prelati di fiocchetti essere canonici,
gli

ficato, colla estinzione tlel

suo tribunale,
giurisdizio-

Papa

concesse l'indulto della riten,

per quanto narrai e mi resta a diie, nel

zione del canonicato

finché non avesse

riferirecoo)peodiosamente

la

altra provvista ecclesiastica,

ma non
la

in-

ne e

la

sua procedura

come Tribunale

terviene al coro per non cedere

mano

a

civile e criminale,

ed anco Tribunale Ec-

mg.»* vicario della basilica; interviene so-

clesiastico (/^). Di questo celebratissimo

lamente

a' capitoli,
si

come azione

privata

tribunale dell'A. C. non
ta vanta
tale,

si

ha però un par-

e che non

fa

corani populo.

ticolare storico e apologista,
il

rev.

Tribunale dell'Uditore generale della Camera apostolica ossia dell'ai. C.
L'antichissimo e di recente soppresso

Dernino, e

per cui e

come la RoSegnatura il Visebbene non più esistente
la

procurai supplirvi colle dimensioni prescritte dalla

natura

di

mia opera, anche
gl'il-

tribunale dell'A. C. era prima considerato il primario tribunale del Papa, come Primate d'Italia e Patriarca ò'occìdente; come quello del cardinal Ficario di

per essergli succeduto l'attuale Tribunale civile

di

Roma.

Bensì ne trattano

lustratori de

Roma

lo è

qual vescovo di

Roma
il

e

suo

distretto. Si disse

ben a ragione

[."tri-

bunale del Papa, perchè era appunto quei voL. ixxxn.

Tribunali di Roma, nel quaprincipali, rile articolo riportandone cordai eziandio le bolle e costituzioni pontificie che vi hanno relazione, e di sopra pure rammentai quelle che riguardano
i

I

I

,62
1'

IJ

D

I

IJ
il

D

I

uditore generale della camera e
li

suo

iiulico e riiioinalìssimo
il

il)un;ile.

Trattò

De modo proccdcndi in causis corani Jiidiforr Camcrae aguntur, riomaei6o2. WCohftWxo, Notida RomaTiberi,

rono continuamente al tribunale di lui, vi deputa due ci vili luogotenenti tratti dal novero de' prelati, ed ini dottore criminale (togato, perciò considerato
togati, e la
il
i .

"tra

i

nac yJidac OjJìciaUhus, cap. ^i:Degeevali Auditori Camcrae. Il p. Plettenberg, Noliùa Tribinuiliuni Ciiriac Roì,

prima cappa nera dello stato pontificio e curia romana, come rimarcui Benedetto cai nel voi. XL, p. i68) XIV ultimamente v'aggiunse due prela,

inaiiac, cr.p. §

4: De Camera Jjwstolica, 3De JndiloreCamera('.Lvnìaàoìo,Re'
1

ti

assessori per la cognizione delle elimi-

nali controversie;

ed

al

medesimo udito-

/azione della Corte di

Roma
p.

illustrata
cap. 32
:

le della

da Zaccaria,

par.

?,,

25 1,

camera, non allrimeuli che al governatore, v'assiste un destinato ordinario uditore, e prelato deltodell'A. C.

Dell'uditore della Camera, de' Luogotenenti civili, detti dell' J. C, e dell'Uditore detto dell' J. C. Met, e delle Congregazioni civUi e crinnnali dell' uditore medesimo.

Met
ed

volgarmente,
ordina

il

cpiale ascolla le cause

gli atti forensi

necessari invece del

Fu

pubblicata in
la

Roma

nel

i774j
ra

cil in

breve die
dell'

seguente chiacardinal

nozione

Uditore, de Luogote11

i Notari (T .} di questo tribunale, chiamati anticamente Scìiaiari (U.). Alle congregazioni, che si tengono per gli a/l>iri civili

principale uditore: 5 poi sono

nenti {U.), e del Trihunale. »

dello stesso tribunale,

\i

presiedono l'u-

Camerlengo
?i

esercitava

una volta priva-

ditore,

i

due

prelati luogotenenti civili, e

tiva giurisdizione in tutte le cause forene contenziose,

l'uditore A. C. Met,

che porge voto con-

fìnirCj

che il Papa non poteadesiccome occupato da (olla di altri
affini.

sultivo soltanto; alle congregazioni poscia

pe'negozi criminali v'intervengono, oltie
all'uditore

importantissimi

Lo

stesso cardinal

medesimo,

li

due

prelati asses-

camerlengo immediatamente duntpie per procedere con ispeditezza alla deiìnizione delle medesime cause solca di propria .inlorilà eleggersi un uditore, di cui pelò dopo alcun tratto di tempo piacque al
l'ontefice

sori, l'uditore

A. C. Met, l'avvocato del
il

Fisco, l'avvocato de' i-'oir/'/, ed
ratore fiscale generale,
il

procu-

generale luogo-

tenente criminale, e più sostituti luogotenenti
,

che danno solamente consultivo
il

medesimo

di farne a

suo arbi-

suflVagio; v'intervengono di più,

sosti-

siccome oweite il cardinal DeLuca,7ie/(7f/o Romanae Curiae, disc.
trio la scelta,

tuto fiscale, e più altri sostituti luogote-

nenti soprannumerari. Vedi

la costituzio-

34; e siccome vediamo praticarsi a'dì nostri.

ne 74

di

Pio IV, e

il

Piidolfini,
i,

Praxis

Sua Santità adunque presceglie perle
tra
il

Roiuanae Curiae,

par.

cap. i,n.

tge

più

numero
il
li

de'Cliieiiei di

Camera

20. Questo tribunale abbraccia
dell'uditoredella R. C. A.

cause

(de (piali oltre

loro articolo riparlai a'

secolari, che ecclesiastiche. L^autorità poi
si

molti che

riguardano) quest'uditore, e
risplendentissimo po,

dilfonde imtutte le caue del-

lo costituisce in tale

mensamente, abbracciando
se di ricorso sì sagre,

sto vicinissimo al cardinalato

ed il più luminoso tra la pielatura dopo quello del Governatore, perchè f'icc-Camerleiigo; e non altrimenti che il suddetto governatore esce egli in pubblico con Treno coxleggialo da due Carrozze, ed in Hocchi.

che profane,
li

lo stalo ecclesiastico, e di tutti

paesi stra-

nieri,
la

che riconoscono

la

giurisdizione del-

Chiesa. Egli giudica ancora di prima

istanza quelle cause,che

mancano

in

qual-

che maniera

di giudice ordinario: è giu-

Sua Santità paiiiiu'uli
porla
la

pei alleggcriredetto uditole dell'insolìiibile pt-,o, che seco

dice competente, ina

cumulativo, delle
anco-

cause del cardinal /'/Vv/r/o, del Senatorc^

farragim- delle cause, che ricur-

Covcrnalorej

e delle spettanti

-

U D

I

udì
olliìbre
I

iG3
tornò a
li

la ad alili tribunali, prescindendo però
dalle parlicolaii cause loro piivalive.
gli è

'•04, Bull. cit. p. 190,
i

E-

proibire

benefizi di confitlenza,

riser

l'eseculore delle leltere apostoliche

alla

s.

Sede, applicandoli

alla carnei.s.

e ilclle sentenze de'magistiati dello sialo
ecclesiastico.

apostolica, e infiisse pene a'colpevoli; e

Egli è privativo giudice
le

or-

Pio

V

colla bolla Iiitollerahiiis
,

multoi

dinai i.iuiente di tulle

cause inunile
cosli-

rum

j)er\'eìsitas
cit.

del

d'obbligo camerale, a tenore della
luzione 3 di Pio IV, e della

Bull.

par. 3, p.
i

i.° giugno TSo, 67, dichiaiò che le

28

di f'aolo

pene contro detentori de'benefizi
fideiiza,
i

di

con

-

V,

e definisce di
tulle le

luamente
di

prima istanza medesicontroversie de'mercaartistiche

colpivano

tutti e
il

inclusivameiite

cardinali.
i

Per togliere

simoniacoabu
in giudi

lanli, \t CiiUie

deW Università

so
ci

delti

Papi aveano delegalo
i

Ruma, che

pel criminale erano sog-

delle confidenze,

vescovi e altri pre

gette al

tribunale del

Maresciallo,
solvibili,

le

lati

ove

tal vizio alliguiisse.

Osservami^

cause
liti

di pensioni

ovunque

e

le

Sisto

V

che

tali

provvedimenti non olle

contratte per obblighi; o
,

per giurale

menti
se
io

comprendendovisi pure

cau-

bolla

nevano interamente lo scopo, creò colla Divina Dei providcntia, del .001

ogni

modo

privilegiale; siccome

per esempio o de'palalini o de'curiali, i quali cjuanlunque allori possono citare il
reo a questo tribunale dcH'A. C. secon-

vendite 586, Bull, cit; par. 4» p- 270, r T ditore gerwralc delle Confidenze beI

nefiziali, hi giuilice perpetuo, con flicoltà, giurisdizioni e

amplissimi privilegi, el'

do

la

costituzione

Sabellio, luci,
gli in

Eugeuiana esposta dal matcr. vero. Eiigenian. Ein tutte lo siile foren-

molumenti
/

e itnilite. Dichiarò

idlizio

acahile pel piezzo di

200u

ducali d'u

fine

dopo aver proceduto

ro, pari a scudi

33oo

d'argento, e lo die

le

accennale cause secondo

per

tal

somma ad

Alessandro Catalani
e dollrina co
Po//,

se riferito partitamente dal Danielli nel-

prelato

romano, per bontà

l'opera Ree. Praxis
solto questo titolo,

Romanae
facoltà di
li

Curiac,

spicuo. Nella bolla Decet

Romanum

ha

promul-

tifìcem d'Innocenzo XI, sulla riforma dei
tribunali di Pioma, Ira'giudici ordinari
legge:
si

gare Censure contro
viai- alle parli

trasgressori, d'in-

e di fulminar quegli
il

Ana-

temi, de'quali

Sommo

Pontefice, fuor

D. Judex, vcl /luditor Confidenti tu um. Dipoi Benedetto XI II colla bolla

che
to,
lo

in

caso di morte, assolver

può

soltan-

Romaiius Pontifex

,

dei

i

3

novembre

secondo la citala costituzione di PaoV ". Pio IV colla bolla Inter mulli1

plices,àt'ì giugno 562, Bull.
4, par. 2, p, 125:

Rom.

t.

Reformatio Tribunalis Juditoriscausaruni Curiac Rcv. Camerae Apostolicae. l\on potendo Papi per le loro immense occupazioni conoscere da se slessi le cause di confidenza bei

I728, Bull. Rom. t.i2, p. 328: Unitur Ojjìciuin Auditoratus generalis causarum Con/identialium, Of/iciocausarunt Curiac Auditoratus generalis Catne-

rae apostolicae. Adunque estinto
tiito

l'udi-

zio dell udiloiato delle confidenze, fu u-

colle stesse facoltà ed

emolumenti ab

l'uditore generale della camera, di cui le

neficiale, cioè paltò illecito di

godere

in

cause spetUinli

;d

suo Iribuii.de, diverse

lutto

iu parte deTrulli
il

d'un Beneficio
altrui
,

erano connes>e

alle confidenziali.

Dice

il

ecclesiastico solto

nome

senza

possederne

il titolo, o di conservarlo per qualcuno, essendo proibita solto le slesse pene delia Simonia (T.), come indegno tralììco de'benefizi, deputarono un Ldi-

Lunadoro nellii Relazio/w stampala nel 1646: Del Giudice delle Confidenze. 1^ un odlzio vacabile che si acquistava per 3 ovvero 4ooo scudi, rendendo tal somma annualmente VS per 100. Chi possedeva
l'offizio

tore generale delle Confidenze. Pio
colla bolla

IV

incedeva

in

abilo paunaz/'O

Romannin

Puntificcvi, de' 16

prelatizio con rocchetto, ed avea luogo iu

{

iGA
cappella

UD
se nella

I
'

U D
pi'olouotmi a1

I

ponlifii"ia. tlo|'o

poslolici paitcc.ipauli.

culeie

Sua cura eia il tleRassegnozione ch'bene-

lore

sliluivano prelati giudici dell'A.C: ndigenerale della camera, i. "e 2." luocivile,

gotenente

uditore civile, i.°e

^.''as-

//-/,o pelili tilazioni in cause benefiziali,

sessore eliminale, ch'erano pure ponen-

ciavi alcuna coiilìilenza o simonia. Pel rifeiilo nel voi. IX, p.iot^, paie die fosse

anco rhianiiilo giudice
(rti(l(l('ltc{J

ilelle coiiliailclelle

e>iiiionie,(iiversoilali'f ditorc

delUConi

ed il togato luogotenente di consulla criminale e dell'uditoiato delle simonie. Dopo la riprislinazionedel governo poiilificio. Pio VII colla bolla Post diuturti
,

.),echtsi\ea al cappello l'u-

7/<7.s',de'3o

ottobre 800, Z?«//.7ìo///.ro;/^
I

so del fiocco di colore verde,
vi
,

come

vescoil

prerogativa che ora gode soltanto
(ìelitt

Oe jurisdiclionihus Tribunalium Civilium, emanò diverse disposit.i I, p. 4"^'

Cancelleria (/^),per concessione di ChMiien te XlI.Sembia che l'udiloralo delle contraddette e giudicato
Begi^wntc

zioni riguardo al tribunale dell' A. C. Si

ammise lapprovazione del medesimo
l'idoneitìi de'curiali

suli

onde agire
la

in tulli

un tempo si conferisse ad un Uditore di Hota.Consìene tenere presenti le bolle di Paolo V, Uni\'ersi agri,
delle simonie

tribunali di
la

Roma, fuorché

per quello del-

Rota. Si approvò

continuazione nel

tribunale deli'A.C. della visita trimestrale degli odici, e
si

per

la

riforma de' 7>//'»/ir7/i'' di

Roma,

in-

presero provvidenze sui

clusi vameiite a

questo dell'A.C., e di Clenel-

mente 1\, /n hoc primo, e ricordata

l'indicato articolo, sulla ginrisdiiione di

Cursori [y.). De j'nrisdictionibu.f TrihunaliumCriminalium.S\ ordinò che tutte le cause provenienti dalle Curie 1 esco\'iH{ì
.) si

1Ì0I20 o Città Leonina conferita all'uditore della camera, tranne
clave, e poi
gli
il

trasferisserodalla curia del-

il

tempo del conle se-

l'A. C. alla

fu concessa ani:he in esso.

Congregazione cardinalizia de'Fcscovie Regolari V.), e tutte le appellazioni compulsorie, e inibizioni relative alle

Risguardano
guenti

tribunale dell' A. C.

4

bolle di Benedetto

XIV. i."P/^7-

medesime cause dovessero accor»
/

itoralis reginiiiìis, de'3o
iJtdi.

Bened. \U\ l.l, iwpedienda executione cilalionwn^vìandatorum aliarunujìie proi'isionum Romanne Curiae, seti Sedis Jpostolieae. 2.' Ad wilitanlis Ecele.siae, de'3o marzo 742, Bull. cit. p. 60: De Jppellalio1

marzo 1742, p. 58: De non

darsi per l'avveisire da mg.'

dilore del

Papa, ingiunto

il

peso

al fiscale

genera-

le eil al sostituto fiscale

generale di

com-

parile nella difesa delle

medesime cause,

come facevano
scale generale e
glio sostituto

in

passato nel tribunale

dell'A. C. Noterò,

quanto al sostituto fisuo uffizio, ovvero e me-

nibus, et i/diihitioniliux concedendis,

\-el

procuratore generale del
fiscale

dcnegandis.
1. "gennaio
I

3."

Rerum ìiumanarum, del
cit. t.

y-'/vroedclla R. C. Apostolica, uffizio antico
sia
la

748, Bull.

2, p. i6(5:

quanto quello del

generale os-

Reforma tiu Tribunalium VrhisinJudi'
ciis criminalibiis, et

procuratore generale del Fisco e delR. C. Apostolica, ed ab immemorabi-

aiioad exjiediliones

Commissìunum, rum oporlunis ordinationilnis.
/^.'
i

li

èva iscritto nel ruolo del Tribunale del
e nelle Notizie di

yid coercenda dcliiupien1

Governo,

Roma,

tan-

4 ottobre j53,Bnll. cit. l. 4,pf>^:Tribunaliyl lidi lori sgeneralisCametinm,(ìe

to nella categoria i\e Sostituti

Conanis-

saridellii R. C.
dell' A. C.
te

^-/^jos/o/zV*/ e di quest'ul-

rae apostolicae adduntur duo praelati Assessores in catisis criminalibus definiendìx,rer tacine

tima, quanto nel Tribunale criminale

dopo
I

il

suddetto Luogotenen-

methodus in hujusnu)

togoto o

."cappa nera dello sialo ponal fiscale

dijudieiis eurtnn ipso A. C. instituendis,
proseipu'udi.'i, et

tificio.

Simultaneamente
le

genepies-

abxoheruh'! firniatur.
di l'io

rale esercitava
.so
i

iiicumbenze

fiscali

Mei fine del pontificato

si

ro

ii«.ppltivi

tribunali di

Roma,

special-

udì
mente illsimpeguavale
le

udì
luogo del
il

i65

in

fisca-

di

770,

al sostituto

luogotenente 3oo, al

avanti ruditore del Papa e

su()ietu()

sostituto fiscale, o sostituto procuratore

ti'ibiniale di

segnatura perciò che riguar

generale del

fisco

1

80, oltre a4o propria-

dava appellazioni, revisioni, restituzioni in intero, come può vedersi nella Praticn ciiniinalcy t. 3, cap.i Sjdell'avv. Ala.
Inoltre per la bolla in discorso venne chia-

mente

pel

suo

ulìizio. Si
a'

conservarono

ai

3 nominati ed
pellazione.
zie di

notari dell'A. C.

gli e-

inolumenli provenienti dalle caus'e d'ap-

Quindi
si

nelle successive Notiil

mato, insieme
a difendete
le

allo stesso fiscale generale,

cause criminali avanti

la

Roma le dell'A. C:
vile;

legge formalo

tribuna-

Prelati •giudici ilrW A.
i. "e

C:

congregazione de'vescovi e regolari. Di

Uditore generale; i.°e?.."luogolcnenleciuditore civile;
2." assessore cri-

più

lo slesso

tribunale criminale dell' A.
all'uf-

C. veniva privativamente alìidato
fizio del sostituto fiscale generale.

Del suo
170.

minale; togato luogotenente criminale e dell 'uditola lo del le simonie; sosti luto luogotenente.
Il

vestiario parlai nel vo!.
tulli
i

XL

,

p.

A

tribiuiali

si

tolse la potestà coerciec-

pubblicò
per

in

Villelti nel 17816 nel 797 Roma, Pratica della Curia
i

tiva ne'delitti

comuni, tranne alcune
11

l\o//iana,eL\

il

figlio la

cezioni di tribunali e di persone.

mi-

la 3." volta,

ristampò nel 18 5 con nuove osserva/ioni
i

nislejo particolare dell'A. C. avrà in \° luogo un luogotenente criminale, il quale dovr?i essere ancora il relatore delle

e variazioni, cioèdopo l'altra restaurazio-

sunto
tale
ri

ne del governo pontificio. Riprodurrò uu di quanto riguarda il tribunale del-

cause
scovili

crimifiali d'appello delle curie ve,

l'Uditore della

Camera

ossia dell'A. C. iu

che

si

erano trasportate dal

Iri-

epoca,
la

in cui lra'4 tribunali

ordina-

buu.de

inL'desi(no dell'A. C. nella congre-

per

giudicatura tanto civile quanto
ili."

gazione de'vescovi e regolari, continuan-

criminale,

era

il

Triifuuiile

delCU-

do ad avere

le

medesime

facoltà circa

il

dilore della
C. o
te

Camera

che

diccsi dell' A.

regolamentodeirOrdinatoria, che

gli so-

no attribuite dalla costituzione Àdcocrccnda/n ricordata di Benedetto XIV. Avrà uu solo sostituto luogoleneute,la cui incumbenza consisterà, come pel passato, nel

sia Aiiditoris Camerac, o di /lloiiG7o/7o, così chiamato dal colle ove elevasi il palazzo della Curia Innocciizta-

compilare

i

ristretti

per

le

cause
pro-

di appello dalle curie vescovili da

na. Gap. 2. Del Tribunale dell /J. Ce sua giurisdizione Questo tribunale chiamalo dell'A. C. ha per capo mg.' uditore della camera ed ha giurisdizione civile
.

porsi nella delta congregazione cardinalizia, e nel

e criminale. Alla giudicatura civile pre-

formare

i

processi più gravi in

siedono

il

detto uditore e due luogote-

fiervizio del

tribunaie dell'A.

C; avrà un
fi-

nenti prelati, ciascuno de'quali è giudice

sostituto fiscale per gli altri processi, e

ordinario. L'uditore capo del tribunale

lialmente due notari. Si stabilì una con-

giudica per

mezzo

d'

gregazione composta

òtt'

i capi de'tribu-

(distinto con l'aggiunta ò! A. C.

un prelato uditore Mei, per

naii ordinari, cioè cardinal vicario, udi*

meglio significare
la

la

rappresentanza dei-

(ore della camera, governatore di

Roma,

persona /«e^dell'uditore generale), che

senatore, del decano ponente di consulta,
degli avvocati de'poveii e del fisco, e del
fiscale generale
la

a guisa degli altri luogotenenti esercita la

giurisdizione civile, fuorché nel sottoscri-

o procuratore del

fisco,

vere
cesi

i

decreti e sentenze, che iu sua vestesso uditore della ca-

quale

in ciascun

anno potrà conferire

firmano dallo
1

gratuitamente due dollorati

ad lionorciii

mera.
lorio.

detti giudici

tengono l'udienza e

per voli segreti a due suggelli forniti dei prescritti requisiti. Si assegnarono al luo-

l'informazione nel palazzo di

Monte Ciregolali

Ha

il

tribunale 5

uflizi

di

golcueule criminale dell'A. C. auuui scu-

5 capi-uoldii, nel piaulcrrcuo del palai-

,66
iciuio di essi vi

udì
al

udì
eia-

zo e laleralniente

suo ingresso. In

o da essi
la

vanno

i

curiali a

ncupcrailo col-

sono 3 sosliluli civili, oguunode'qnali serve ad uno de'3 prelati, 2 luogotenenti e l'A. C. mei; per cioè
i

relazione dell'esecuzione, cioè colla led'

de
ciò

averle notificate alla parte citala,

L'uffizio del

ctii
ii.

ciascuno de'3 prelati avea 5 sostila-

Ognuno
il

di questi sostituti

ha due
le

li-

cursoratoè Facahìlc,e[ìevchiunque ha qualche vacabile di cursorato può esercitar I' uffizio di cursore
colla semplice licenza dell' uditore delle»

bri:
le

/Ji()Iiai(I<>,\^cr

notar

proteste,

produzioni delle scritture e altre comil

parse diesi fanno da'litiganli;
le,

Mannari-

camera. Dal numero de'cursori ch'esercitano, se ne sceglie uno in ciascun mese
per turno, che per quel mese vien chiauìato .Maestro
ranleil

per registrar
\iè un aUvo

le citazioni

eseguite, e

picdutte co'Iorodccreli.Ne'mcdesimi ufi:/i

deCursorij

e questi

du-

Bioliardu chiamatodelin cui
si

mese

in

nome

del collegio de'cur-

le
ti

CoiitraddctU,
gli atti

registrano luisi

sori esercita gli uffizi d'incassare le

coni-

e le citazioni che

fanno iiicoula

missioni, passare
la Ay;o«7('/-7V?.

gli editti di

subasta nel-

luniacia d'una delle parti,
la
ili

quale

cita-

f/ri<ir//(7 (Z^'.),

intimare

le

jìarlihu.''
il

won

s\)h\i\ in

Roma costiquando a com-

Cappelle pontifìcie
co, fare le proteste
[)agafi alla
li.
1

e

Concistori [f^.),f\s(/'.)

tiiito

suo procuratole; non che lecomsi

sistere alle funzioni del palazzo apostoli-

parse o Nihil fieri che

fanno,

peTribnti
i

non
luo-

alcuno viene citato
ciliilo

///

parliìnis

camera

apostolica, e cose siinir

parile avanti un giudice dell'A.

C, ed

il

giudici poi dell'A.

C, cioè due
Monte

non vuol consentire
il

nella giurisdicpjale è slato

goteneiili e l'A. C. mei,

tengono l'udienCitorio iq

zione del giudice avanti
citalo.

za nelle loroc-imere in
tulli
i

Vi sono similmente in ciascuno uffìzio altri /] libri, che rinnovansi ogni aano. Si chiamano: il .° Àccoinodatoruin,
i

giorni della settimana alle ore 21,
i i

tranne giovedì e
l'A. C.

giorni delle Ferie.

Ma

pcr scrivervi

le

ricevute de' curiali della
fatta dal

mei il lunedi dopo pranzo non tiene mai l'udienza, perchè in quel giorno
alla

comunicazione
(eptorniii

notaro di qtialspedizioni dei

ordinariamente interviene

congrega-

chcscriltura proflotla neglialti :il2." Zù,

zione criminale del tribunale dell'A.

C,
il

per notarvi

le

ma

dipoi la tenne. L' A.

C.

tuet,

ed un

n;andali,moiiitorii, ed inibizioni, che

non

luogotenente, abitano a
salone di

manca dentro

superano rimpoilo

di bai.

45;

le

partile

Monte

Citorio; l'altro luogotedritta del

(le'pagamenli per l'esame de'testimoni, e le ordinazioni degli eshalli: il 3." J/rwo//<//;/////,

nenie abita a

mano
le

medesimo,
si

La mattina de'nominali
giudici tengono

giorni, questi 3

pei notarvi le sptdizioni de'inauii

informazioni, in cui

dati,monitoi

e altre,

che superano l'impartite che

portodi
-•«i

\)aì. fi.5:

^^ V E.rpeditionuiii, OMO
si

esaminano le cause piùgravi,le quali vengono difese da'curiali delle parti conlrarie colle scritture

riportano

le stesse

noia-

anticipatamente
in

fatte,

no

nel TI/c/v/o/vV;///////, a pubblico corno-

ed esaminate dal giudice; ed
mattine
essi

queste
i

'lodichi vufjlevedere e rincontrare atti o
spedi-zioni. Ila inolile
il

compariscono avanti

giule

tribunale

i

suoi

dici delle

cause per sciogliere in voce

Cursori, chiaujati Ciirsorrs Pontificii o-. dinicoltà prodotte dalla parte contraria
Sitinds.u'nii: questi oltre
il

seiviie

il

tri-

nell'alto dell'informazione, e per

meglio

buiiidedell'A. C.
re

hanno
si.

il

diritto di servi-

esporre similmente in voce
uè.

la

loro ragio-

aneoia a

tutti gli altri

/if<///^.()ue!»li

cursori

inno

Triennali di in una stai» -

Ogni maltiua

de'iletli giorni è desti-

nata all'informazioni delle cause in

uno

/a vitina agli uffizi notarili di

Monte

Ci-

de'5

.sosliluli dell'A.

C. Vi è inoltie nel
l'uditore [ìrivulo di
il

.due cose

tono, e ricevonolecitazioni, nionitoiii ed simili per nolilicarle alle parli,

medesimo Uibunale

mg.' uditore della camera,

quale ticuc

UD
l'udienza nelle di
gi de' giorni
lui

[

udì
i

1G7
la

stanze ne'pomeriglu-

bunali esecutori di lettere aposloliche,an-

non

feriali, cocetlaali

corchèdi n)Hterie beneficiali, ha
lativa nel

cumul'e-

nedile giovciri.Giudi'Ca circa l'ainmissiu-

procederete
vi

se nelle delle lei

ne de'iicorsi da'giudicati de'giudici dello stesso tii!)unale

tere

non

sono esecutori destinali,

nellecause che non su-

seguisce privativamente.

Non ha però

al-

perano

il

valore di scudi i5, nella stes>a

cuna giurisdizione per procedere nelle
cause, nelle quali
sia
si

guisa dell" Ldilore di Scgnatiiraj onde

traila del titolo os-

cumulali vaujente concede

i

ricorsi, e

de-

collazione o istituzione di qualche be-

puta ancora

i

giudici in luogo
sospetti.

di r|uelli
si-nil-

nefizio ecclesiastico e cose simili;

come

che sono allegali

Giudica

neppure
ti

nelle cause privilegiate spettan-

niente nelle cause delle cessioni de'heni,
e nelle materie S[)etlanli alla
carcerati,
visita

ad

altri tribunali privativi,

cause di ma-

de'

leriecamerali chedebbousi esanimai' dalla

coniesunole dilazioni che s'accordano a'dehilori in virtù delle lettere the a quesl'ed'etto si concedono dal tnedesimo uditor della camera. Questa giurisdizione però l' esercita non in Pioina,

camera,

e de'[)atenluti del

s.

Olllzio e
le

simili. Si astiene

anche dal giudicar

cause matrimoniali di validità o nullità
ilei

luatrimonio, sebbene s'ingeiisca (pio-

tidianainente nelle cause matrimoniali,
cpialora
si

ma

in lìurlibiis in vigore delle lettere aca'

disputi sul divorzio, di presta-

cennale, ch'egli dirige
pni-tilnis.

governatori de
spediscono da
si

Queste

lettere

si

un notaro ilei
l'

trihunale che

deputa dal,

uditore della camera pru tempore

in

mano

del cjuale se ne paga l'emolumen-

lo. Olirei ricordali ministri principali

che
,

compongono

il

tribunale dell' A. C.
altri in

vi

matrimoanco ulteriore istanza in forza di ((ualche privilegio esamina e rivede tulli giudicali delle Curie /// partihus, di cui parlai a Curia e Tribùmali DI Roma, ancorché questi fossero in tal grado che costituissero la regiudicata
zioni d' alimenti, o di ossetpii
niali. 4-

In seconda

i

sono anche degli

ciascuno

ufFiiio,

(cosa già decisa per sentenza di tribunale
si

cioè 3 giovani de'3 suddetti sostituti in
luro aiuto, e leggono avanti l'uditore delia

segnatura

le citazioni,

che

si

fanno avi è

supremo in caso simile a quello di cui nuovo giudizio che prende norma da un altro già fallo), concedendo in
tratta;
tal

vanli (piel tribunale pegli atti del loro capo-nol;u'o. Di più in ogni ufiizio
il

caso incidentemente

la

restituzione

so-

in iiitcgrurìì.

Visone però

de'casi ne'qua-

stituto Istromentaiite, cui spella stendere

è vietalo l'appeilare
espressi nella

all'

A. C. diffusa-

fanno pegli atti del suo capo-nolaro; un novizio ed un antigì' islroinenli

che

si

mente
ne
di

memorata costituzioBenetìeUoWy, .^d mililantis- /ù-

iiovizio scrivono a dettatura de'curiali ne'

clesiae. in forza di quella di ì^\o\\],Po^t

lìroliardi le produzioni

,

proleste e altre

diittarnas,\e cause de parlil>ns non pon

comparse. Quanto a' unnistri criminali che servono al tribunale dell'A. C. si dirà poi.

no né

in

seconda né

in

ulterior

istanza
il

esser portale al tribunale dell'A. C.,se

La

giurisdizione civile dell'A. C.
le

si

valore della causa non arrivi alla
di scudi 100.
I

somma

stende a giudicare: i.°lu tulle
to fra'laici,

cause, tan-

giudici di questo tribunale

quanto
,

fra gli ecclesiastici in
le

uniti insieme costituiscono

prima istanza
cause
di

relativamente a tutte
è di

zione

,

che

si

chiama

la

una congregaCongrcgazio/ic
il

Roma.

i. In tulle quelle genevi

dell' j.

C,

nella

quale hanno

voto dei

ralmente, nelle quali

mezzo qual-

che obbligo camerale. La giurisdiiiune relativamente alle cause de parlibiis fu limitata da t*io VI! colla bolla Posidiutitnias. 3. Id eguaglianza degli altri
tri

camera e due luoirotenenti, mentre l'A. C. mei non ha ivi se non il vulo consultivo. Però (juesta congregazione non ha certa e determicisivo mg.' uditore della

nata giurisdizione,

ma

giudica solamente

-

j68
in quelle cause

udì
tengono commesPapa, che d'ordinario sono cause
che
le

udì
che non segue deiravvocalo e del procuratore del fisco, che vi assistono finché è terminata la congregazione, jN'e'S uffizi dell'A. C. vi sono eziandio 5

prendono;

il

se

tlal

fra parenti. Simile
iia

congtegazionesi ladu-

ad arbitrio di

mg/

uditore della ca-

mera, e
la

mg/

A. C. met è quello che ha
tutti

notali sostituti eliminali,

a'

quali spetta
i

Cina di farla intimare, e di fare
giudizio.

que'decretiche riguardano l'ordinatoria
tici
11

carper turno di settimana esaminare cerali che capitano nelle forze del tribuprocessi e fare tutt'altro naie, formare che appartiene al notaro relativamente alle loro cause. R.icevono da tulli indii

medesimo tribunale

del-

ha pure un'amplissima giurisdizioue criminale, e riguardo all'esercizio di questa è composto dello stesso mg."^
l'A. C.
:

stintamenlele querele, e spediscono l'appellazioni ancorché

iiditur della
sori, di le

camera, di due prelati assesmg.' A.C. met, d'un luogotenenfa la
te
i

non siano

di

sellima-

na. Presso questi sostituti vie

pure ilBroIl

criminale che fuori della congregaziofigura di giudice or-

liardo, che ciascuno di loro custodisce.

ne crin)inale
jie

tribunale dell'A. C. ha

la

sua giurisdizio-

dinario in tutte

cause crimmaii, e

lie-

udienza

in tulli

giorni non (érialinel-

ne nelle cause criminali tanto urbane che forastiere, con questa distinzione, che nelle

le

sue stanze.

E

(juesli

cisivo nella congregazione.
criinitiidi vi

hanno volo deTre avvocali
il

cause urbane procede cumulati vamen-

le col

luinnuil lilulu di sostituii luo-

tro de'laici,
siici,

gotenenli e di giudici relatori.

Le

loro ini

governo di Pioma nelle cause con quanto contro degli ecclesiae può il luogotenente criminale colove non

combenze sono
cessi delle

di dettare a'notari

prò-

la

sua ordinaria giurisdizione pienainen-

cause più gravi del tribunale,
ristretti

le deciderle,

formare

i

tanto di queste,

quanin gra-

lera.

Non

così nell'altre cause,

to dell'alti e

che vengono ali'A. C.
la

gono

di fuori in

pena di gao che vengrado d'appellazione, o
vi sia la

do
in

d'appellazione, e di farne

relazione

che restano commesse

in

seconda istanza

congregazione. Anco questi inlerven-

da'giudici d'altri tribunali di

Roma;

per-

gono alla congregazione criminale,
liannoii solo votoconsullivo. Oltre
detli
tri
i

ma
i

vi

che

in queste

il

luogotenente criminale

3 giudici relatori
sostituti

vi

sudsono anche al-

non ha
torii

altra giurisdizione, se

non quella

d'ingerirsi negli alti meiainenle ordina,

*)

chiamati soprannumerari,
alla conipilazionede'

dovendo

il

capo del tribunale col
in piesi

quali

danno mano

voto de'suoi coiigiudici risolverle

pioces.ii, e
le

sogliono entrar di

numero

al-

vacanze. Intervengono alle congrega-

uà congregazione. Se prende con discrepanza

la

risoluzione

di voli,

può il soc-

zioni,

ma
vi

.senza volare.A Ila della
'^

congre-

gazione
fender

hanno pur luogo mg. avvocamg.'
(Ì5cale di

combente chieder al capo del tribunale la nuova udienza, senza che possa essergli
negata. Se poi restano risolute a pieni voli,

to fiscale e
le

Roma, perdibenché non abbiuno volo; mg.' avvocato de'poveri, ed
ragioni del iisco,
i

allora
si

non compeleiulo un

tal

benefi-

zio,

fa

luogo

alla spedizione della causa.

procuratori de'poveri intervengono

si-

A norma
Hfif.yjal

della costituzione Post diiitur-'

milmenle a questa congregazione quando vi siano cause di carcerali in curia
che non abbiano difensore particolare, Cosi ancora v'intervengono procuratoi

tribunale dell'A. C. fu toltala giu-

,

risdizione in

grado d'appello nelle cause
congiegazionede'vescoconi
relative

criminali provenienti dalle curie vescovili,e

trasferite alla

II speciali di

chi

si

vuol difendere a prò-

vi e regolari, e tutte l'appellazioni

pi le spese; e tulli (|ucsti do|)o

aver infor-

piilsorie e

inibizioni

dovranno
al »o~

malo nelle loro cause devono parine, né l)uuuo asiislcic alle risoluzioni the si

aicoid.usi da mg.' uditore del Papa, in-

gumlo

il

peso

al fiscale

gcucralc ed

-

udì
slilLilo fiscale

generale di comparire nel-

li

e

rimette

la
all'

causa

al

giudice di prima

la difesa delle

medesime cause, come

fa-

istanza.

Se

incontro comprende non

cevano

in passato nel tribunale dell'A. C.
allresì fu lolla la giurisdizione di

enlriire la carcerazione, allora

nmmette

Come

l'appellazione, ed avoca

la

causa dal giù-

in grado di ricorso nelle cause criminali delle curie baronali, essendosi

procedere

dice che ha proceduto in

Da

disposlo che

si conservino non solo alla congregazione di Consulta tulle l'atlribu-

zioni di cui è stata sem[)re incaricata,

ma

appartenga privativamente

alla

medesi-

ma

la

cognizione delle cause criminali in

prima istanza. si dà appelliizione. comeordmariamentesi dà (juando il tribunale dell'A, C. ha deciso il merito principale della conlroversia, o con assolvere o con condannare l'inquisito. Perotlener questa, conviene citare avanquesta moderazione non
ti

gradod'appelloo di ricorso dalle curie baronali. Avverte il Villelti, che le risoluzioni della

a mg."^ uditore della segnatura:

Advi-

medesima congregazione
non
si

era-

no

potevano eseguire se non venivano aulorizzaledal luogotenente,avanti di cuidovea

tutte stragiudiziali, per cui

dcndu/n signari coinnds siane, rum clansula de appeUationc ndversus judicatnni tribunnlis A. C, ed ottenuto il solito decreto: Ohtinuitser^'aln forniaConsti/utioiium Apostolicaruni
sa
(!a <|ual

cau-

Execjui risoludoìiein editaiii in Congregatione. Inoltre il tribunale dell'A. C. è giudice competente in seconda islanza relativamente ancora a'giudicati
citaisi:

porta l'appellazione in devolutivo), se
la

ne prende
la

fede pubblica dal notaro del-

quale s'inserisce nella commissione che deve farsi girare come le alcausa,
la

de'lribunali
si

laici

clepartibus, purché non
la

tre delle

cause

civili,

chiedendosi che ven-

tratti di

causa

cognizione della qua-

ga

la

causa commessa: Alteri e.r Trihiila

le

nale della

dipenda dal giudizio del pieno tribus. Consulla. Finalmente avverte il Villetti, che il tribunale dell'A. C. in virtù de'decreti di Clemente Vili, ripor-

nalibns Collegiatibus Urbis. Tale era
giurisdizione e tale
la
1

procedura del
I

tri-

bunale dell'A. C. nel 8 5, cui tosto soggincquea diverse variazioni, che vado ad
accennare, insieme
alla sua soppressione,

tati

ueW Appendice
ha
la

del concilio di

Roma

(del 1725),

facoltà di ricevere l'ap-

pellazioni

a futuro

grava/ni/ic, giurisditri-

zione che non compete a verun altro

derivandone l'odierno Tribunale ci\'ile di Roma. Pio VII col celebre moto-proprio,

bunale; per cui se una curia de partibus, ecclesiastica o laica, ordina la carcerazio-

Quando per ammirabile
de'6 luglioi8i6, Bull.
p.

disposizione^
conl.,t. i4»

Rem.

ne d'alcuno, prima dell'adenj pi mento della medesima, quante volle giustifichi l'inquisito trovarsi soggetto al pericolo di car-

47: Reformatio publicae administrationis ad tribunalium ditionis Ponlifi.^
11

ciac.

titolo ?,.":
civili,

Organizzazione dei

cerazione, con tal

documento
si

il

tribunale

tribunali

particolarmente contie-

dell'A. C. concede a lui le lettere compiti
Boriali, colle quali

ordina

al

giudice de

vartilnis, che trasmetta gli atti nello sla-

to in cui

si

trovano e che sospenda intantali alti, si e-

ne la proceduia del tribiuiale dell' A. C. Dirò solo, che tra' tribunali d'appellazione, per Uoma, furono dichiarati quelli dell'A. C. e della Rota, permettendosi a
tutti
i

to ogni innovazione: venuti

litiganti di deferire

ad

essi le

cause

samiua in piena congregazione non l'innocenza o reità del ricorrente, ma il solo
titolo e gl'indizi
stizia della
il

di appellazione,

purché

di

comune con-

senso.

Quanto

alla giurisdizione del tri-

che sostanziano

la

giu-

comminata

carcerazione.

E

se

tribunale conosce tale giustizia, allora
uiedtisiuie Iellerecou)pul:soriu-

bunale dell'A. C, salvo il disposto negli altri articoli del moto-proprio circa gli altri tribunali, fu dichiarato di prima 1sluuzu nelle cuuau dei di&ticUu di

moderale

Ruma

.^o

udì
modo ivi
allora

UDf
gregazioiie, sarà in sua facoltà di fcuìu,ci|

tloiiiaicalo ncir annessa tabella, e di apitcllazione nelle altre cause nel

oon inteivenà l'A.C. met, che
il

uel

c-piesso facile a potersi
j!

conosceie perchè
de' giudici, in

caso, in cui

suo volo

sia

necessario per
ili

molo-proprio fu stampato anco in libio
Il

compire

il

n|)posilamenle.

numero

legillimo

numero di 3 giudici, a causa impedimento o di assenza

di

vece di 2 com'era, fu coij)poslo di 3 giùdiei prelati col titolo di luogolenenli, e

taluno de'luogoleuenli. Col dello rnotoproprio Pio VII volle stabilire con basi
uniforuii l'organizzazione de' magistrati
destinati alla

d'im
sialo
iieiiti

S'"'''''^

^"^^^

polrà essere anche

un togalo

col titolo di A. C.

Mei, com'era
nelle

regolare amministrazione
;

altra

volta.

Ciascuno de' luogole-

della giustizia nelle materie civili

quindi
ci-

giudicherà singolarmente:

volendo dare un codice di legislazione
vile

cause d'un valore minore di scudi 82 5,

uniforme, con melodi

fìssi

di

proce-

che sarannodi sua competenza ini, "istauza; nelle cause giudicale da' governatori
della

dura da osservarsi nel corso
questi

de' giudi/.i,

adatti all'attuale for(na de' tribunali, e

Coinarca di Roma,

o-ssia

dìslretlo

riformare con
sulla

leggi,

con regola,

di ijuesla, in2." istanza; nelle

cause d'un

mento generale
stabilire, de'
cit. p.

tassa de' giudizi

valore inieiiore a scudi
1."
il

3oo

giiulicalo in

tulio pubblicò col uìoto-proprio,

Vc/Zo

istanza da

uno de'suoi

colleglli.

Che

22 novembre 1B17, Ball.
stampalo pure
a parle.Co-

tribunale dell' A. C. giudicherà
in i.'istanza nelle

ccjlle-

44,

*ifi^

gialmeule:

cause della
il

ujinciando sulla competenza de' giudici
elribunali, dispose:

Couiarca
2.'^

di lionia eccedenti

valore di
;

Che

i

giudizi dovran-

scudi825, edi valore indetermiiialo
istanza nelle cause d'un valore

in

no
le,

istruirsi

avanti quel giudice otribimail

mino

ove

si

trova domicilialo
il

reo convc-

re di scudi
iiali

82

j

giudicate, sia da' Uibii-

nulo, salvo

disposto ne'casi particolari,

dii." istanza delle delegazioni di Pe-

Se saranno

piìi

persone da convenirsi, e
in

sarò, Spoleto, Viterbo, Civitavecchia, Rie
ti,

queste sieno domiciliate
gazioui, dovrà
il

diverse dele-

Frosinonee Benevento,

sia da'singoli

giudizio istruirsi in

Ro2,

luogolentnti; in
di/Toruìi
1

3.^ istanza ne' giudicali

ma

avanti

il

tribunale dell'yV.G. Del resto
a riportare. iNcl
lib.

pionunciati da' governatori

in

mi limiterò
§ Go, n.

4,

lit.

."islanza,e da'singoli luogotenenti in ap-

pellaziune; parimenti in 3.^ istanza uci
giudicati dilformi de' luogotenenti nelle

782: Del TiiinuuiU: dcir A. C, sidispose.il Tribunale dell'A. C. è composto dell'uditore della camera, de' 3 di
lui

cause di valore minore di scudi 3oo. Che

luogotenenti e de' 3 loro assessori,

il

quando
in

il

tiibunale dell'A. C. procederà

grado

di appellazione, o ricorso dalla

capo di (piesto tribunale è l'uditore della camera, a cui appartengono le funzioni di
presidente esercibili anche dali." de'suoi

senlcuza d'miode'luogolenenli, sarà coniposto dagli
altri

due

e dall' A. C.

mei.

Quando

procederà

in 3.' istanza

inordi-

ne delle due sentenze difformi de'Iuogutenti, sarà

composto

del 3. "luogotenente,
dell'

luogolenenli in sua assenza. Avrà il medesimo uditore delia camera la facoltà di regolare con opportuna notificazione il buon ordine del tribunale, e le discipline da osservarsi da'cancellieri e procuratori dcbi

che non ha giudicalo,

A. C. mot, e
il il

dello stesso mg.' uditore della camera,

quale però, volendo, polla suddelegare

suo uditore privato, o altro giudice
luogo. In tulli
uig.'
i

in

suo

tamenle apjìrovatl.Proseguiràadavere la economicanjenteescnza citazione le cause il un valore non supefjcollàili giudicare

casi,

uditole della

sempre che camera vorià

il

detto

riore a scudi

.).

In tali

cause dovrà prooeparli,

intervc-

tieic sentile stragiudizialmenlc le

nire in persona, e giudicare

nelle cause

che farà chiamare per mezzo d'unodc'siioi
pMilicri con scuiplicc
biglietto

dcfcrilc al Iribiinalc culkijialc, Ossia con-

prima

di

UDÌ
pronunciale. Poliìi intervenire in liihuliale e dare il voto a tenore dogli articoli
jìello. 3."

UD!
lUii/iza. 4.°
le

,71
1.'

Dell'udienze collri^idll di
ii/ì/icllazioni.
le

Dell'udienze eoliei^iali utiL'uditore della
cause ecclesiastiIMella

44^4
ùe

^''^^ inoto-[)i oprioile'Gliiylio i8

G

cause d'

in tulle le cause, di necessità
il

ed

in (juelle

ove si riciue-

camera non giudicava
che pel molo-proprio
notillcazione de'
1

di lui vutu potrà interil

in discorso.

venire in sua vece
lare,

suo uditore particogli

q agosto 1818, si dichia11,

o destinare altro giudice. Tutti

ra dal cardinal Cuns.ilvi segretario di stato, in

ultie spedizioni,
le

compi eiisivaaienle

ipiel-

nome

di Pio \

a m.iggior diluci-

del tribunale collegiale, saranno inlilo-

lalecol

nome

dell'uditore della camera.

dazione d'alcuni dubbi insorti sulla procedura da osservarsi nelle cause di coiiipelenza del foro ecclesiastico:

Avanti

gli assessori,

ditore della

dopo il nome dell'ucamera e del rispettivo luoa[)porrù quello dello stesso

Che

le

cause

ecclesiastiche deferite al tribunale dell'A,

gotenente,

si

C.

SI

ini." istanza
la

che

in appello, ([ualora

assessore. Li decreti definitivi, o sentenze

non eccediuo

somma

di scudi

82

j

de-

de'delli assessori
le da' rispettivi

dovranno

esiere (Irma-

vono giudicarsi da'singoli

assessori in nu-

luogotenenti per ludilovisa dell'assessore (uede-

me de'loro rispettivi
se

luogolenenti.Le cau-

je della

camera senza assumere cognizioil

che superano questa

somma

sono giu-

ue d'appresso
simo. Li

dicate collegialmente da' 3 luogotenenti,
salvo r ulteriore appello alla Rota, o ai
giudici commissarii secondo

[)relali

luogotenenti

dell'

A. C.

guidiclicrauno

sempre collegialmente,
5,

lesomoicSe
la

cioè ini.' istanza nelle cause d'un valore

mg.
lo

uditore della camera apponeva
[)er la

superiore a scudi 82
es[jriujein appresso,

ed in ap|)eìlo nelle
si

firma ailc sentenze

loro autenticità,
«li

piuse giudicate singolarmenle, come
il

faceva senza cognizione

causa. Nelle

di cui valore supe-

Notizie di
scrisse
il

ra

li scudi 3ou. l 3 assessori destinati dopo ilmolo-propiiode'Glnglio 8 16 a ciascuu
1

8 1 8, ecco come si deTribunaie dell' A. C. IMg.' Udi1

Roma

tore generale; i.°,3.''e3. luogotenente civile prelati; assessori togati del i. ,2.

pi elato luogotenente in di loro sollievo giudicheranno siiigularmenlc nelle cause di i." istanza d'un valore non maggiore

e

3.°

luogoleuente; I."e2.° assessore iucri;

u)inale prelati

togato luogotenente cri-

di scudi

825,

in appello, in c|ue!le giudi-

«jinaledi detto tribunale e insieme dell'u-

.' istanza da uno de'loro colleglli, the sieno d'uu valore di scudi 3oo, o minore; come pure in cpielle giudicale dai

cale in

I

ditorato delle simonie; soslilulo luogote-

nente; ispettore di polizia. Leone XII tro-


lo

di doversi rifijrmare

il

surriferito
e la

mopro-

governatori della Comarca. A' suddetii
assessori,

proprio sul codice giudiziario,

senza

pregiudizio del disposto
la

dell'art.

817
il

circa

Curia Capitolina,

apparterrà
le le cause,

giudicaresingolarmeiile tul-

ceilura e le tasse con altre provvidenze, contenute nel suo molo-proprio, Z)cy;o le orribili calaniilà, de' 5 ottobre 1824,

che nelle delegazioni a tenore del moto-proprio i\e'6 luglio sono di competenza de'goveniatori ed a>sessori. iulte le procedili e,

Bull. Roni. coni.
li

l.

l6, p. 128. Circa al
tit.

ibunale dell'A. C. dispose net

2:
11

OrTri-

^nuizzazionc de'

tiihunalicii-ili.

che sono stale
si

in tali giu-

bunale dell'A. C. sarà composto

di 3 giu-

dizi di

sopra prescritte,
li

osserveranno

dici prelati col titolo di luogotenenti. Fu-

a vanii

giudici singolari dell' A. C.

Le

citazioni riguardanti simili giudizi

vranno leggersi nella 1.' ora dell unitamente a quelle d'urgenza. Seguono

doudienza

mane soppressa in questo tribunale la rappresentanza di collegiale, e non visaranuo piùgh assessori. 1 3 giudici prelati
giudicheranno singolarmente ini.'' istanza: i.^Le cause della Ca[)itale per ipia-

4

capitoli.

I

Dell'udienze òiiìgolari. 2.°
in

Dell'udienze singolari

gnulu

d'iij,-

luuque

somma

e valore. 2."

Le cause

del-

,^2

UDÌ
scudi
tiosce e giudica in

udì
togati col titolo di consiglieri; di

)a Coiiiaica stiiteiioii al valore di

3 prelati

?>oo. Sf-'^uoiio altre nonne. Dichiarò col dclV/l. C. li!). 4, tit. 2: Del Tribunale ISel Inlnmale dell' A. C, composto dell'uditore della camera ca[)o del medesimo,

luugolenenti. Ciascimo degli assessori coi

.'

istanza, i.°

Tutte

le

cause di

Roma

e

sua Comarca non mag-

e de' 3 di

lui
la

luogotenenti, lo stesso udifacoltà di

toreavià

regolare

il

buon

ordiue del tribunale, eie discipline da OS.«er vaisi da' cancellieri e procuratori debitaniente approvati. Proseguirà ad aver
Ja facolìà
ili

giudicare
le

economicamente
dovrà

5oo, e non minori di scudi di quelle che appartengono a'tribunali civili di commercio, qualunque ne sia il valore, a forma del § 20, n." i.^S.^e 4-°, edel§ 24, n.°2."'Tutte le cause di Roma, che nelle provincie sono di eoinpetenza de' governatori, a forma
glori di scudi

200, a riserva

e senza citazione

cause d'un valore non

del§

i

5,

come
le

di alimenti dovuti,

mercedi

fcuperiore a' scudi 5. Jn tali cause

dovute

agli operai e a'domestici, cause di

procedere sentile stragiudizialmenlo le ]iarti,clie farà chiamale per mezzodì uno
de'>uoi portieri con semplice biglietto. I
prelati luoguteneuli dell' A. C. giudiche-

danni dati,
golenenti ed

cause di sommarissimo e
I

inonientaiieo possessorio.
i

3 prelati luo-

tre togati consiglieri riuniti

insieme formauo un tribunale collegiale
col

ranno sempre singolarmente tanto

in i."

nome

di congregazione civile dell'A.
civile sarà

istanza, che in appello, in tutte le cause di

C.

La congregazione
le

composta

loro competenza. colle procedure e metodi preseritli

de'soli 3 prelati luogotenenti,

perconosce-

disopra pegli

ali ri

giudici sin-

re e giudicare

cause ecclesiastiche, a for-

golari delle delegazioni apostoliche.! giorni e r ore tanto per
l'

informazioni, che

per l'udienza saranno in R.oma destinali
da'iispellivi capi de'lribunali, nelle dele-

gazioni da' rispettivi ordinari e delegati
apostolici.

contemporaneo regolamento. Vcv le altre cause sarà divisa in due turni il i.''sarà formalo da2 prelati luogotenenti e da un togato consigliere; il 2.° da un prelato luogotenente e da due consiglieri
del
:

ma

Nelle Notizie di

Roma

del

togati.
ni per

I

2 prelati luogotenenti

più anziail

1825 si
nenie

legge:

Tribunale dell A.C.
i

Ish^."

ragione d'uHìcioprenderanno

ti-

TJditorc generale;

,°,

2.°e 3.° luogote-

lolo di vice-presidenti.

Ciascuno de' sudi.'^

civile prelati; i.^e 2.° assessore in
cri-

delti turni conosce e giudica in
za:
."
i

istan-

criminale prelati; togato luogotenente

Tutte

le

cause

ili

Roma
5oo.

e sua Co-

ininale di dello tribunale e dell'uditorato

marca maggiori
cause, che a
fui

di scudi

2.°

Tutte

le

delle simonie; sostituto luogotenente. Gre-

ina del § 20, n.°

2,3,4,
civili,

gorio

XVI seguendo
mezzo

le

traccie dell'oidi-

sono

di

com[)etenza de' tribunali

iiameiilo giiitliziario

promulgalo da Pio
Bi^i
1

VII,

a

del caidinal

netti segrei

Conosce ancora e decide in 2." grado di giurisdizione; ." Tutte le cause giudicai

tario di slato a'

5 ollobre 83 pubblicò li /IcgolameiUo organico per l'aniniinistrazione della giustizia civile,i\pov[iì\.o «ella Raccolta delle leggi, l. 5, p.i. Do])o essersi

le

iii

i.''

istanza da'governatori della

Co-

marca, da ciascuno de' giudici capitolini, dal giudice de' mercenari e dagli assesso.

n. 2. "Tulle

le

cause non maggiori di scui."

dichiaralo che anco

il

tribunale

diSoo
ci vili

decise in

istanza da' tribunali
di

dell
iie^3
'.'',

A.C. amministra
"*''^ '"ogo,
*f
si

la giustizia civile

e di

commercio

Perugia, di Spo-

gradi ordinari di guiiisilizione, e nel dice nel
C.
Il

lelo, di Rieti, di

Viterbo, di Orvieto, di

Inbunnle drW A.
J

tit. 6: Del Tribunale del-

Civitavecchia, di Prosinone, di Benevendal tribunale del commercio di Romu. Finalmente conosce e giudica in 3.' ed ultima istanza: .''Le cause decise con scnlcuic dilformi, iu i.'' grado da'govato, e
i

Del prelato uditore della cdumra.che n'èil capo e presidente; ui due Iuguli Col titolo di assessori; di 3

A. C. e com|»osto:

uni
nalori dello
"

ij

D

r

^''^

Comarca,

da'giudicl capifo9:.°

«po<to nrl G

l?.

del

conleinpnrnnm legncivili.
Il

Imi e dagli assessori, ed in
l'altro de'

grado daldecise

laniento per lecause
tore della
:

prelato udii

due

turni, 2.°

Le cause

con sentenze difformi, ini.° giadoda'governatori ed assessori delle provincie o
delegazioni di Perugia, di Spoleto, diRieti,di

camera conosce e giudica in .* .° istanza Le can>e enunciate nel n.° r del § 6 cumulativamente col Trihnnalr. del cardinal J icario: 2." Le controveri

Vileibo.di Orvieto, di Civitavecchia,
in 2. "gra-

sie

sulfesecuzione delle bolle e lettere

n^.

di

Prosinone, di Benevento; ed

posloliche, e specialmente di quelle, ove

do
di

da'tribiiuali civili residenti nelle

stes-

manchi
tore.

l'cspie-ssa

nomina

di

un esecu-

se Provincie. 3.°

Le cause non maggiori

5oo

scudi decise con sentenze dillormi,

Giudica inoltre privativamente sull'esecuzione de'rescrilti emanati dal'e sagre congregazioni, che non hanno ginrisliizione contenziosa.

ini. "grado da' tribunali civili e di

com-

mercio designati nel a.° 2 del § precedente, e dall'altro turno in 1? grado. E applicabile agli assessori dell'A. C.il §1 '^del

Finalmenle conosce

e giudica in 2.° giado di ginrisdizionctutle le

cause non uìaggiori di loo scudi, de.

presente legolanienlo iuloinoalle sentenze de'governatori; ed alla rongrega?ione

cise in 1.' istanza da'prelati vicegerenle e

luogotenente

civile del cardinal vicario,

22 intorno alle sentenze de'lribunali. Vi saranno due giudici supplenti presso ogni tribunale civile d'un solo turno 3 4 P'"6sso tribunali di 2 turni, e presso tribunali d'appello. Seguono le disposizioni sulle cause d'appello pendenti avanti la congregazione del buongoverno e altre innanzi il tribunale di Campicivile il§
i

e dagli ordinari diocesani dello stalo.
giurisdizione di
ja,

La

mg. uditore
"^

della canie-

conie giudice di

2. "istanza,

potrà esse-

re esercitata in

nome
le

e vece del niedesi-

i

nio da'due asses'^ori togati. Gli assessori

potranno conoscere
to,

cause di

2." istanil

za sino alla sentenza che decide

merica-

esclusivamente. La sentenza saia sot-

doglio, da decidersi dalla congregazione
civile dell' A. C.
;

toscritta dallo stesso

mg.' uditore

fleila

cbe

le
.

cau^e pendenti
C. io
i."

mera, previo

il

visto dell' assessore,
la

innanzi a'giudici dell'A

istanza

avrà conosciuta tima istanza:
di
ì.°

che causa. La conniegain 3.
'

ed

in

appello saranno riassunte e decise

zione civile conosce e giudica

ed ul-

dagli assessori, e dalla congregazione ci-

Le cause non maggiori

vde, secondo

il

grado e

la

competenza

ri-

5oo

scudi, decise con sentenze dillormi

spettiva. Segueil

Regolamento per

lecaii-

se del Fiseo e della E. C. jpostoliea.

Le cause
scono e
civile

Roma e sua Comarca si conodecidono dalla congregazione dell' A. C. Da* suoi giudicati e da
di
si

grado da' vescovi sufFraganei, ed in 2.° grado da' metropolitani; 2," Le cause che non oltrepassano la stessa somma, decise con sentenze diflormi, in i.° grado
ini."

dagli ordinari diocesani, e da' prelati

vi-

quelli de'tribunali civili delle provincie

si

cegerente e luogotenente civile del vicariato, ed in 2.° grado dal cardinal vicario, o dal pielato uditore della camera 3.°
;

appella, se e
le

come di

ragione, al TnliunaIl

della piena Camera.
le

Regolamento

per
]l

cause civili nelle Curie ecclesiastiche, conùeae: Del Tribunale delC A. C.
tribunale dell'A. C. per
le

Le

cause della medesima

somma
in

o valo1

re, decise

con sentenze did'oimi,

."gra-

cause eccle-

do dal prelato uditore
in 2."

della caniera,
vicario.

ed

siastiche è

re della
I

composto: del prelato uditocamera apostolica; de' due assesche ne fanno
le veci

grado dal cardinal
le

Le usi

dienze per

cause ecclesiastiche

ter-

sori togati,

ne' casi

e ne'modi che saranno
so; della

stabiliti in

appres-

ranno in giorni distinti: il cancelliere avrà un registro paiticolare degli atti e
delle sentenze.

congregazione

civile

formata dai
del di-

Le

leggi di

procedura rese

soli prelati

luogotenenti a

norma

comuni

alle cause ed allo curie ecclesia-

sliche (h

Leone

XH

nell'nif.
in

i i

i

3 della

criminale, snppliià
ut)

le

veci del

mcdesiino

sua rifoiuìa "indiziai

eontinueiniiMO a

re"oIaiIc.S<^''uonoleapi)Ii(a7.ioni.Lecause pendenti in i.''i>tanza avanti
i

mancanza e per legiUiino inìpcdinienlo di qn dimquede'
nluo
coiisigHcie. In

luogo-

gindici, sarà cliiaoiato a volare
sigliere,
suri

il

3. "con-

tenenti ilell'A.
cise

C. >nranno riassunte e de-

e finalmente

uno

de'togati asses-

da

ni".'

uditore della camera. Quel-

lepcndenli

in

grado d'appello innanzi
i

i

n)ede>imi Inogolenenli, o innanzi
ci

giudi-

del vicariato di

Roma

saranno riassun-

civili. Egualnicfnte a' 5 novembre i83i si pubblicò I' Aj)pendice al Fugolamento organico e dì procedura crìminaie per nonna delle curie ecclcsiasfì-

te e decise

o dall'uditore della camera e

r//c,

riportata nella Ilaceolla citala a p.
Ivi è dello,
lia

suoi assessori, odal cardinal vicario,

come

3o5.

eiudice di appellazione secondo
live di

le

rispet-

mera

che l'uditore della cacumulativa giurisdizione col videlitti

competenze. Le cause non maggiori scudi pendenti in 3.'^ istanza innanzi giudici deirunoeraltrotribuiialc, saranno riassunte e decise dalla congre-

carialo
chierici

[le'

comuni commessi

dai

5oo
i

ed ecclesiastici. Per altre conteme posteriori disposizioni sul tri-

poranee

bnnale dell'A.
quale
cause

Ce gli altri

gazione

civile.

Per

le

cause pendenti suldisposto nei P§

Ronia^ìn quest'articolo
si

le riportai,
il

Tribunali di ed il
niio-

l'appellazioni innanzi al tribunale di se-

compenetra con questo,
nelle criiiìinali

gnatnra

si

osserverà

il

vo ioipianto dei Iribiuiale dell'A. C. nelle
civili e

b6e
)

8-^

del regolamento contemporaneo,
1

apparve nelle

83 fu pubblicalo il /irgolameìiln di procedura ne' giudizi civili.
A'3 ottobre
I

Notizie di

Roma

nel

Tribunale
sessori 2

civile dell'

modo. A. C. Mg.' uditoseguente

che si legge nella citata Raccolta delle leggì,\.5,\t.5^.^<i\\\\.r^DelTrihuna-

re generale della R. C. A. presidente. Astogati, e

forma de' giudizi civili. Tit. '],Del Tribunale dell'A. C. Gli assessori dell' uditore della camera giudicano le cause di competenza ile'gole dell'
vi è la

A. C,

Congregazione
liu-no. Piclalo

civile dell'

un siqiplcnte togato. A. C. Pritno

luogotenente e vice-prcsi-

dente, prelato luogotenente, togato consigliere.

Secondo turno. Prelato luogote-

•vernatori colle stesse regole stabilite per
questi.
bi ed
i

nente e vice-presidente, con i consiglieri
togati. Supplenti

1

giudici togati distendono

i

d(dj-

4

togati.

CongregazioIl

motivi

delle sentenze della con-

ne prelatizia dell' A. C.
presidente del
tlella
i.°

prelato vice-

gregazione civile dell'A. C. A' 5 novem-

turno, e vicepresidente
allri

biei83i siemanò
lìico,

il7iVgo/^//?(V//o
i

orga-

congiegazione, cogli

2 prelati

riportalo a p.

54

della rilata

Rac-

luogotenenti. Supplenti 2 prelati. Tribù-

colla. Tit. 2,

minali

in

Roma
"^

De' giudici e tribunali crie sua Comarca. Comdella

naie Criminale. Uditore generale della R. C. A. presidente:
si
i

seguenti tutti iliverprelati, i." e 2.° as-

posizione della congregazione criminale
«lell'A.C:

da'precedenti.
Il

Due

Mg. uditore

camera ca-

sessore.

togato luogotenente di detto

]in e {'residente,
iiali,

2 prelati assessori crimi-

tribunale, dell'uditorato delle simonie, e

luogotenente criminale. Mg." udilorc potrà delegare le sue funzioni ili presidcnle ad

giudice relatore della
\escovi e regolari.
Il

s.

congregazione dei
pidjblicò

togato sostituto luosi

uno

de'preloti assessori eringisoli

goteneute. A'3 gemiaioi832

«ali, naisiio

luogotenente, anche per

l'editto del cardinal Bernetli segretario di
slato, sulla

inleriogatorii.

Le veci dell' assessore o luogotencnle come giudice, saranno siq)|)lite da uno de' togiili consiglieri della

Modilìcazioneinlornoalla percon altre disposi/iovi

cezione delle Tasse o diritti di cancelleria ne' giudizi
ci

nli,

ongicga/ione
ui I."

civile.

Nelle cause minori

ne. Nel cap. 2, Disposizioni diverse^

è

gmdicalc

grado dal luogotenente

ilichiarata la giurisdizione degli assessori

.

ui^i
{Idi'
c<l

uni
gli accessi e fiilfc l'nllir

,77
openrioni
clic

A.C. Quali cause del Campidoglio, il) qual grado di appello siano giiulicndalla congregazione ci\i!e dell' A. C.
dell'

ponilo essere delegale da uno de' giudici,
a
di

te

norma

delle leggi di proceduia. Ne'casi

Giurisdizione

A. C. nelle cause dei

comuni della Comarca di Roma. GregolioXVl indefessamente applicaloal hene
de'suoi sudditi, avendo promesso, che sidle Itasi
si

mancanza, di assenza odi legillimo impedimento de'giudici titolari, ne faranno le veci, ed avranno il voto deliberativo;
uegli altri casi l'avranno soltanto consollivo. >"e
il

del Codice di procedura di Pio VII

bisogno

lo

chiegga, potranno
all'altro turno,

farcLbe una nuova e completa compi-

essere trasferiti dall'

uno

lazione delle leggi giudiziarie, col

proprio, Elevati appena, de'i
I

motooiiovem-

Ciasruno de'turni
vile dell'

della congregazioiiecie giudica
in
1.''

A. C. conosce
le

i-

bre 834, presso la Raccolta delle leggi, \. IO, p. r, pubblicò il celebre e vigente
licgolawcìito legislativo e giudiziario

stanza:


i

cause

di

Roma

e sua

Comar-

ca maggioii di

200

scudi,

odi valore in-

delerniinato; 2.° l'altre cause, chea forma
del
ij

per

gli affari civili. Tratta

la

parte 2.'

sgijU.

2.° e 3."

sono di couìpetenzn
provinole.

ùuAo 1° Dc' Giudici e tribunali del foro laico, Sezione 6.': Del Tribunale dell' J. C.

dcW Ordinamento

giudiziario,

de'tribunali

civili delle

Cono-

sce ancora e decide in

9..°

grado

di giuris-

dizione: i.° le cause giudicale in [.""istanza tlagli assessori e da' governatori della

11

tribunale dell'A.C. è composto: del prc-

lato uililore della camera, presidente; di

Comarca;
vili

?,.°lecaiise

non maggiori

di

5oo

3 pielati luogotenenti

;

di

q

togati, 3 de'

scudi decise ini.' istanza da' tribunali cie di
di

quali col titolo di consiglieri, 1 col titolo
di assessori, e
lori.

cotnmercio

di Perugia, di Foli-

4

col titolo di giudici udi-

gno,

Spoleto, di Norcia, di Uieli, di Vi-

Ciascuno degli assessori conosce e
in i." istanza le

terbo,di Orvieto, di Civitavecchia, di Velletri, di

giudica

cause di

Roma

e

Fiosinone,

di

Benevenl(\ dal
di

tii-

suo particolare governo^ die uelle pròvincie sono competenza de'governatori, a forma de' §§ 2860 287. 3 prelati InoI

boriale di

commercio

Roma, dal

Iribu-

naie collegiale di Campidoglio, e quelle

pure giudicate

dall' altio

turno. Final-

gotenenti ed

i

3 togati consiglieri, riuniti

mente conosce e giudica

in 3.

ed uliima
tla'

insieme, formano un tribunale collegiale
col

istanza: i.° le cause decise con sentenze
dilinrmi, in i." gratlo dagli assessori e

comedi Congregazione civile delV /4. C. La congiegazioiie civile si divide
Il i."

governatoli della Comarca, ed

in 1.

gra-

in 2 turni.

tuino è composto di 2

do

dall' altro de'

due turni;

2.° le cause
i.

prelati luogotenenti e di

un togato consiprelato luogote-

decise con sentenze difTormi, in

grado
pro-

gliele;
.

il

2.'

d'un prelato luogotenente e
Il

da'governatoiio assessori

legali delle

di 2 consiglieri togati.

vincie di Perugia, di Spoleto, di Rieti, di "Viterbo, di Orvieto, di Civitavecchia, di
Velletri, di Fiosinone, di Hcnevento, e da ciascuno de'giudici capitolini, compreso

nenie, più anziano per ordine di nomina,

presiederà presidente
in ciascun
titolo,
ti. I

il

i.°
il

turno

col titolo di vice-

;

2.°

turno sarà presieduto

anno

a vicenda,

con

lo stesso

quello de' mercenari, ed
tribunali
vincie,
civili

in 2."

grado da'

da uno

degli altri

due huigotenenl'or-

residenti nelle slesse prodi

giudici uditori sono addetti alla concivile:
i

compresi quelli

Foligno e di

gregazione

primi 2 secondo

Norcia, e dal tribunale collegiale
pidoglio; 3.°le cause

dine delle nomine siederanno nel i.°turno; gli altri 2 siederanno nel 2.° Assiste-

non maggiori

diCamdi 5oo
i

scudi decise con sentenze dillormi, in

rannoa

tutte l'udienze: potranno c-sere

giado

dal tribunale collegiale di

Campie di

incaricati di estendere gii

opinamenli e

le

doglio, e dagli altri tiibunali

civili

sentenze, di fare

gli

esauii de' testimoni,

commcicio

designati nel n." 2 del prece-

ìrG
(leritP^,

UDT
eclnll'allm hirno in a.' grado.La

UD
cause non maggiori di

I

5oo

scudi decise

r.ongiegazione civile tleli'A. C. sarà

com-

posta de' 3 jMelati luogotenenti e de'clue

con sentenze difformi, ini." grado da' vescovi sulfraganei, ed in 2." grado da' metropolitani; 2." le cause

più anziani consiglieri nell'ordine di nomina, allorché si dovranno giudicare le
cau^e concernenti
le del i." turno.
lo stato delle

che non oltrepas-

sano

la stossa

somma

o valore, decise eoa
i."

persone;
dei

sentenze dillormi, in

grado dagli ordi-

sarà presieduta dal prelato vice-piesideu-

nari diocesani e da' prelati vicegerente e

Mancando alcuno

luogotenente
2.°

civile

del vicariato, ed ia
vicario, o dal pre;

giudici sarà supplito dal 3.° consigliere;

grado dal cardinal
la

questi sarà rimpiazzato da
dilore. Titolo 3.°

un giudice

u-

lato uditore della

De' giudici e tribunali per le cause appartenenti al foro ecclesiastico, SerÀnne 3/ Del Tribunale dell'^. C.
Il

non eccedenti
lore, decise

camera medesima

3."

le

cause
e va-

somma

Irdnuiale dell'A.C. per le cause

con sentenze difformi, in i. grado dal prelato uditore della camera, ed in 2. "grado dal cardinal vicario. Sono
addetti alla congregazione prelatizia
prelati con titolo di aggiunti. Questi

eccloiastiche è composto: del prelato uditore della cauìera; de'due assessori togati

due
do-

e d'

veci,

un giudice uditore, che ne fanno le ne'casi e ne' modi che saranno indiappresso, della congregazione civile
soli prelati

vranno
casi di

Fare le veci de'prelati titolari ne'

cati in

formata da'
t!ica,in

luogotenenti.

Il

mancanza, di assenza o di legittiimpedimento. In mancanza, assenza o impedimento legittimo del giudice u-

mo

prela to uditole del la
i

camera conosce e giucause enunciate nel

ditore addetto al prelato uditore della

.^

istanza:

i

.°le

camera,
veci
1.
1

si

osserverà

il

§ 358, n. I, cumula ti v:j mente col tribunale del cardinal vicario;2.° le controversie sulla

cioè sarà delegato dal

disposto del § 349» governo a farne le

uno

de' giudici uditori. Nello stesso

esecuzione delle bolle o lettere apostoli-

che, e specialmente di quelle ove
l'espressa

nomina

d'

sce e giudica, in 2.°
tutte le cause

manchi un esecutore. Conogrado di giurisdizione,
di

si

o della Raccolta delle leggi, a p. 44^ riporta l'editto de' 17 dicembre i834

del cardinal

Gamberini segretario per gli
Gregorio XVI,
e la discipli-

affari di stato interni di

non maggiori

5oo

scudi

e

contenente l'ordinamento
officiali

decise in (."istanza da'prelati vicegerente

na pe'magi«lrati e

addetti all'am-

e luogotenenlecivile del cardinal vicarioe
dagli ordinari diocesani dello stato. L'ese-

ministrazione della giustizia.
^.' Delie Cancellerie,

La Sezione
2.°:

ha nel cap.

Di-

cuzione de'resci

itti

delle

s.

congregazioni
giuris-

sposizioni particolari intorno alle cancellerie de'giudici e

ecclesiastiche, le quali

non hanno

tribunali di
il

Roma.

Ricani

dizione contenziosa, viene ordinala pri-

guarda [)riiicipalmente
cellieri del tribunale,

direttore gene-

Aaiivameiite dal pielato uditore della ca-

rale delle cancellerie dell'A.
i

C,

ed

i

mera. La giiuisdizione del prelato uditole della camera, in tutte
ciale superiormente,
si

vice-cancellieri,
i

le

cause enun-

sostituti, l'archivio,
stri

il

protocollo,

regi-

esercita in

nomee

del
il

medesimo. L'uditore della camediritto di

vece del

medesimo
i

dal giudice uditore:

ra ha

censura e disciplina sui

nelle cause di
citala,

j'

istanza potrà essere esercol giudice udi-

cancellieri
dell' A. C.

ed impiegati nelle cancellerie

cumulativamente
causedi

tore,

da'due assessori

togati. Gli assessori

riportarono
criminali.

Le Notizie di Roma del 835 seguente nuovo impianto
1

il

toglili, nelle

2." istanza,
le

ed

il

giu-

del trd)unale dell'A. C. nelle cause civili e

dice uditore in tutte
2.

cause di

i.° e di

Tribunale civile delV A. CMg.'
togati.
I^ ri

grado, osservano la regola stabilita al 5 AGj. La congregazione civile prelatizia
fconosce e giudica, in
3."

uditore generale; giudice togato uditore
presso
il medesimo; due assessori Congregazione civile dell'A. C.

istanza:

i." le

aio

U D

I

UDr
gorio

177

turno: prelato luogotenente e vice-presìdeiile; pi elato luogotenente; togato consigliere.

cedere in via di censura e disciplina, Gre

XVI

a'4''etterabrci83G fece emalegge

Secondo turno

:

prelato luogo-

nare dal suddetto cardinal Gamberini

tenente e vicepresidente; due togati consiglieri, e

r Istruzione declaratoria, che
nella

si

quattro togati giudici uditori.
dell'

Raccolta,

l.

j4}P- 8g.

Ivi

si
il

dichia-

Congregazione Prelatizia
prelato luogotenente e

A. C.

:

ra, Mg."^
il

uditore della camera è

capo e

vice-presidente,

presidente del tribunale dell'A.

C;

lui-

due

prelati luogotenenti;

due

prelati
si

agtro-

tavolta

non

esercita personaloiente alcualfari
al
civili.

giunti. Poi nelle successive Notizie

na giurisdizione negli
allari civili

Negli

va anche un altro prelato aggiunto. Trihiinale Criminale. Mg.' Uditore generale presidente; prelati supplenti
\.° as-

appartenenti

furo ecclesia-

stico viene

rappresentato da un giudice
:

uditore e dagli assessori
scrivere
le

è tenuto a sotto-

sessore,

assessore;

togato luogote-

sentenze senza veruna cognigli

nente

di detto

tribunale, dell' uditora-

zione di causa, tostochè

vengono

pre-

to delle simonie, e giudice relatore della
s.

sentate col visto degli uni o degli

altri.

congregazione de'vescovi e regolari;
liova imaiediatauente

so-

Esercita personalmente

la

presidenza del
voglia

stituto luogotenente. Poi nelle successive

tribunale criminale:

quando non
il

Notizie
il

si

dopo

o non possa esercitarla,

tribunale cri-

togato luogotenente e prima del suo soil

stituto,

sostituto fiscale generale, quale

rappresentante di mg.' procuratore generale del fisco e della R. C. A. In alcuni
casi,

minale è presieduto da quello fra'prelati luogotenenti che non esercita la vice-presidenza della congregazione civile. Segue
il

mediante pontificio chirografo, da
fu delegato a far le veci del

coltà, colle regole della disciplina
sarsi dal prelato

novero dell'altre sue attribuzioni e fada uper
la

mg.' uditore
sori prelati.

repressione degli

luogotenente, ed anco d'uno degli asses-

abusi del tribunale
canza, assenza

dell' A. C. In

mandi

Coinniissario speciale del
il

altro

impedimento

governo presso
nig."^

tribunale delU/4. C.:

l'avvocato generale del fisco e della

R. C. A. Direttore generale delle Cancellerie: il cancelliere della congregazione
civile.

Poi

nelle posteriori[iVb//z/c'

si

trova

direttore eziandio dell'ufficio de' cursori.

Cancelleria per

le

un
zie

cancelliere. Poi nelle successive
si

cause ecclesiastiche: Noti."
i

mg.' uditore della camera, le sue funzioni sono esercitate dal prelato vice-presidente del I." turno della congregazione civile. Così procede il tribunale dell'.\. C. e l'uditore generale della camera fino all'odierno pontificato di Pio L\, il quale per le provvidenze prese sui Tribunali
di

Roma,

per quanto narrai a

tali

arti-

trova qualificato del
le

e 2." turno.

coli,

dispose di concentrare nel

i."

gen-

Cancelleria per

cause della congrecancelliere. Cancelle-

gazione

civile:

un

naio 1847 in un solo, ma diviso in due turni, cioè in quello criminale del gover-

ria per le cause degli assessori e degli

ajfari economici: un cancelliere. Cancelleria per le cause di coniinercio: un cancelliere.

Cancelleria per

le

cause crimivi

no o Governatore di Roma, gli altri due tribunali pure criminali, che perciò restarono aboliti, dell' Uditore della camera ossia dell'A. C, e del Senatore di
/?o/;2^z,ele loro giurisdizioni

nali: un cancelliere. Cancelliere protocollista. Nella

furono riu-

Raccolta delle leggi
tng.'

nite nel tribunale del governo,

con Or-

sono altre disposizioni su
della

uditore

dine Circolare

di

detto giorno del car;

camera e sul tribunale dell' A. C. Essendo insorti alcuni dubbi suU' e>ercizio delle attribuzioni di mg."^ uditore ge-

dinal Gizzi segretario di slato

dovendo

procedere secondo le vigenti norme e analogaraente a' regolamenti in vigore. Da

nerale della R. C. A., e sul
VOI..

modo

di pio-

LXXXII.

questo tribunale del governo derivò poi 12

,

7.S

udì
l'inlerno.

UD
vano
al

I

l'iiUiiale Tribunale Criminnh' di Roma. Dissi eli sopra, come il Papa con inoto-

Dell'omaggio che

i

capo-nolari

dell'A. C. coll'asscntista ogni

anno
nel

face-

propiio <le'i2 giugno 1847, riportato dal n." 48 tlt-'l Piario di Uonia del 847, af1

Papa, d'un calice d'argento, e di
,

sua cessazione

feci

memoria

voi.

fidò air iidilore della

catnera

il

nuovo

LXXX,

ministero di giustizia, conservò al governatore di Roma il ministero della polizia
e altre attribii7Ìoni, uui

196. Terminerò quest'articolo con riprodurre il ceremouiale osservalo dagli uditori generali della camera ap.

oidinò ad ambe("unzioni giudi-

postolica nei possesso della carica,

quan-

due che cessassero dalle
ziarie,

do abitavano
le dell'

il

palazzo della Curia Inno-

siano

civili,

siano criminali, coaltri in loro

Genziana e presiedevano l'estinto tribuna-

Dìunque

esercibili

da

nome
prov-

A. C. Dopoché

il

nuovo uditore
nomina,
in sel3reil

e vece. Dichiarò inoltre, die sarà

generale della rev. camera apostolica avea ricevuto
il

veduto alla presidenza del tribunale del goveino di Roma, alla presidenza del tribunale dell' A. C, ed all' esercizio della
giurisdizione ecclesiastica nel

biglietto di
si

quela

<lel

quale
si

spediva l'analogo

ve apostolico,

recava a

ringraziare

medesimo

Papa

per tale esaltazione, indi passava ad
il

tribunale, con

paiticolari disposizioni.

ossequiare

cardinal camerlengo di S. R.
a destinare
il

Quanto

al

tribunale dell'A. C.,con Isfru-

C, pregandolo
to. iStabililo
il

giorno e

l'o-

zionc Circolare emanala dal cardinal
Gizzi a'?,6 giugno
n.°
I

ra per a u) metterlo al consueto giura men-

847

e pidildicata

ilal

giorno, mg." uditore pre-

Diario di Ruiiia, venne oidinato che prenderebbe il nome di Tribu-

53

del

cedeiitetnente per mezzo d'ima cappa nera invitava
i

componenti

il

collegio della

nale

Cii'ile di

Roma,

e la presidenza atil

piena camera apostolica ad assistere all'alto,

tribuita ai prelato

che presieile

i.°

tur-

(Quindi vestilo dell'abito prelatizio
,

no, colle altre disposizioni che riportai
nel vul.

di mantellella, senza rocchetto

accom-

LXXX,p.
il

tlescrissi

60, 161,1 63, 64,ove nuovo impianto del Iribimale
i 1

pagnalo da una cappa nera vitori, con legno ordinario
la

e
si

da due serrecava dal-

civile di

Roma

per

le

cause ecclesiastiche,
cardinal

sua abitazione nelle sale del palazzo ail

ri vili laicali eil

economiche. Solo qui debil

postolico,ove suole adunarsi
chierici di

collegio dei

lu)

aggiungere, che
I

Antonelli
del

r

I

marzo i854 pubblicò d'ordine
la

camera. Questi lo riceveano nnit;tmente a mg.' avvocalo de'poveri, a
mg.' avvocato generale del fìsco e della

l'apa l'io IX,

notificazione con diverse

disposizioni d'alcune parziali riforme nella

R. C,

.\.,

a mg.' procuratore generale del

pnjcedura de' giudizi

civili,

tendenti alla

fisco e della

R. C. A., a mg.' commissa-

maggior sicurezza ed economia delle parti litiganti, che si leggono ne'n.6o e6 idei Ciornale di Roma. We'citali luoghi narrai pure che il tribunale civile di Roma
risiede nel palazzo dilla

rio generale della

R. C. A.

Ivi si ascoltasi

va

la

s.

messa,

la

quale terminata,

pas-

sava nella sala delle congregazioni ov'era
il

cardinal camerlengo. Mg.'
al

uditore

Curia Innocene col

s'inginocchiava innanzi
tosi

cardinale, e let-

/iana,

donde

fu trasfL'rito altrove
il

intanto

il

breve pontificio della col-

suo ministero

'Tesoriere (^ .), ossia nell'antica residenza del governatore di

lazione della carica, da uno de'cancellieri

e segretari di camera, dal cardinal casi

lUima; che cessò di abitarvi anco
tore della

l*

udiil

merlengo

ammetteva

al

giuramento

camera, avendo linunzialo

ministero di giustizia e di grazia aggiuntogli ed invece vi si stabilirono co' lo;

mg/ vice-camerlengo direttore generale di polizia, e mg.' ministro delro
uffici,

con l'usala formola. Levatosi il prelato in piedi, il cardinale gli poneva indosso il rocchetto e la cappa, gli dava il bacio di pace, la quale mg."^ uditore compartiva
a'meml^ri della piena ran)era. Questo giù-

udì
rameuto e nel narralo modo tullora si presta. Partito da detta sala il cardinal camerlengo, uog/ uditore con nobile treno, e l'accompagno della cappa nera e di un gentiluomo, preceduto da due servitori a
piedi e portanti
l'

udì
stato interni
,

179
cardinali.

cpiindi gli altri

L'uditore della camora, finché non avea <