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Angioni Federica IV

Liceo Scientifico G. Brotzu

L'ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE: I PROVVEDIMENTI


L'Assemblea Nazionale Costituente (o Assemblea Costituente) del 1789 la prima assemblea costituente della storia francese. Venne ufficialmente istituita il 9 luglio 1789, dopo che i rappresentanti del Terzo Stato, del Clero e della Nobilt, si proclamarono Assemblea Nazionale (17 giugno) e affidarono a un comitato il compito di redigere una costituzione alla Francia (Giuramento della Pallacorda). Da qui si gener un grande processo rivoluzionario, il cui primo atto simbolico fu la Presa della Bastiglia (14 luglio) Stati Generali (1789) da parte del popolo parigino insorto a difesa dell'Assemblea. Durante i circa due anni di esistenza dell'Assemblea Costituente, i deputati discussero e approvarono molte riforme destinate a cambiare radicalmente il volto della Francia. Con l'Assemblea, infatti, si svilupp una societ del tutto innovativa rispetto a quella dell'Ancien Rgime: una societ amministrata e diretta dalla borghesia. L'Assemblea, come suo atto finale, approv la Costituzione, il 3 settembre 1791.

L'abolizione feudalesimo
Presa della Bastiglia (14 luglio 1789)

del

Dopo la Presa della Bastiglia i disordini popolari proseguirono in altre citt, ma soprattutto nelle campagne. I contadini erano esasperati: sebbene il raccolto pareva essere abbastanza buono, gli effetti della crisi si facevano ancora sentire; per di pi essi erano ancora sotto il giogo feudale. A questo punto i contadini si rifiutarono di pagare le decime ecclesiastiche e le tasse ai nobili, attaccarono i castelli, bruciarono gli archivi dei diritti feudali, e uccisero chiunque provasse a opporsi a loro. La rivolta contadina, che coinvolse centinaia di migliaia di persone, era ormai ingovernabile, per cui l'Assemblea Costituente dovette prendere rapide decisioni per evitare il degenerare della situazione: durante la notte tra il 4 e il 5 agosto 1789, l'Assemblea abol immediatamente i diritti feudali, le decime, le esenzioni fiscali e la giustizia signorile. La Nobilt e il Clero dovettero rendersi conto che era ormai tramontata un'epoca storica: l'Ancien Rgime era stato oltrepassato, i nobili non avevo pi esclusivi privilegi, furono cancellati i diritti di bassa giustizia e tutti i residui delle corves e della
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servit. Tuttavia, l'abolizione dei diritti che gravavano sulle terre, risult pi difficile: infatti, i signori, che volevano continuare a salvaguardare i propri interessi economici, non volevano abolire il diritto di propriet e cambiare quelli che erano gli arcaici metodi di pagamento. I contadini, quindi, avrebbero dovuto riscattare in denaro i loro obblighi. Essi, invece, cessarono di pagare censi e riscatti, da cui, pi tardi, furono liberati anche formalmente. Queste decisioni rafforzarono la posizione del Terzo Stato all'interno dell'Assemblea: esso, infatti, ormai controllava sistematicamente gli altri ordini.

La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino


Il 26 agosto 1789, pochi giorni dopo l'abolizione del feudalesimo, l'Assemblea approv l'esordio della futura legge fondamentale dello stato: la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Questo documento, scritto sulla base della Dichiarazione d'indipendenza americana, riassumeva le rivendicazioni del Terzo stato, metteva chiaramente in evidenza i concetti di libert e uguaglianza, e, in generale, elencava quelli che erano i diritti fondamentali dell'individuo e del cittadino. Il bersaglio polemico della Dichiarazione era lo stesso dell'Assemblea e pi in generale della rivoluzione: l'Ancien Rgime e i privilegi. La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino era composto da un preambolo e 17 articoli, di cui i primi tre erano i pi importanti: il primo dichiarava solennemente il principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani; il secondo era l'elencazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell'uomo che vengono individuati in: libert della persona, propriet (diritto "inviolabile e sacro"), sicurezza, resistenza all'oppressione; il terzo presentava il principio di sovranit democratica, principio che prevede che la sovranit risiede essenzialmente nella Nazione". Questa enunciazione, all'epoca, non era ovvio: i sovrani, infatti, regnavano secondo il diritto divino. La restante parte della Dichiarazione dava concretezza ad altri principi: si affermarono, ad esempio, la libert di religione, di parola e di stampa; la tutela da arresti e da condanne arbitrarie; il divieto di tortura; la presunzione di innocenza Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del senza una condanna definitiva; l'equit e il criterio cittadino (26 agosto 1789) del merito. La Dichiarazione non conteneva nemmeno un esplicito riconoscimento della parit fra uomo e donna che sarebbe dovuto essere implicito nel principio di uguaglianza proclamato dall'articolo 1. Tuttavia, all'epoca la parit dei sessi era un concetto sconosciuto: l'articolo 1 era, quindi, in alcune sfumature, sfavorevole alle donne (esse, ad esempio, erano escluse dal diritto di voto).

Gli assegnati e la Costituzione civile del clero


I membri dell'Assemblea dovettero affrontare anche il grande problema che aveva avviato gli Stati generali: quello finanziario. Sebbene la Francia avesse un pesante debito pubblico, l'Assemblea non poteva dichiarare bancarotta: in questo modo, infatti,
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il regime avrebbero perso tutti i consensi dei gruppi finanziari. D'altra parte era impossible aumentare le entrate fiscali per risanare il debito in poco tempo. Si decise allora di intervenire confiscando tutte le terre del clero e utilizzando il ricavato per risanare i gravosi debiti; si stimava di raccogliere 3 miliardi di lire, circa due terzi del debito. Prima dell'inizio delle vendite vennero emessi titoli di credito pubblico a un tasso d'interesse del 5%, detti assegnati, che sarebbero serviti a rimborsare il debito. Questi, sebbeno apparissero come prestiti forzosi, erano garantiti dal fatto che potevano essere utilizzati per acquistare quote dei beni ecclesiastici nazionalizzati: chiunque desiderava comprare dei beni nazionali doveva comprare degli assegnati dallo Stato il quale, quindi, entrava in possesso di moneta. Una volta effettuata la vendita, gli assegnati, ritornati nelle mani dello Stato, dovevano essere distrutti. In questo modo lo Stato veniva in possesso della moneta prima ancora di vendere i beni. Con il passare del tempo, per, gli assegnati iniziarono ad essere utilizzati non solo nei pagamenti tra stato e privati, ma anche in quelli fra privati. L'assegnato, quindi, fin per divenire una vera e propria cartamoneta. Il 2 novembre 1789 venne quindi votata la legge sulla nazionalizzazione dei beni del clero; questa legge venne accolta favorevolmente dalla popolazione, in particolare dalla borghesia, alla quale venne venduto gran parte dell'immenso patrimonio terriero (circa il 6-10%). La nazionalizzazione, per, cre tensione fra l'Assemblea e la Chiesa cattolica, e la situazione si aggrav ulteriormente dopo che, il 13 febbraio 1790, i deputati decisero di sciogliere tutti gli ordini religiosi che non erano dediti all'assistenza e all'insegnamento. A questo punto, il 12 luglio, venne approvata la legge denominata Costituzione civile del clero. Questa ridusse le diocesi vescovili da 130 a 83, e fece si che i parroci, privati delle decime, ricevessero uno stipendio dallo Stato e fossero sottoposti al rigido controllo la loro attivit. Tuttavia, l'elemento chiave di questa legge era rappresentata dal fatto che d'ora in poi i parroci e i vescovi sarebbero stati eletti dal corpo elettorale dei cittadini attivi senza alcun intervento da parte del papa. Questa riforma venne imposta senza la convocazione di un concilio nazionale: da ci ne consegu la condanna ufficiale della rivoluzione da parte del pontefice e lo scisma della chiesa. Il clero si suddivise in preti giurati o costituzionali, che giurarono fedelt alla costituzione, e preti refrattari, che Assegnato invece si schierarono contro.

Fonti:
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http://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Nazionale_Costituente http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_dei_diritti_dell'uomo_e_del_cittadino

http://it.wikipedia.org/wiki/Assegnato http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese#Dagli_Stati_Generali_all.27Asse mblea_Nazionale libro di testo: LA CONOSCENZA STORICA 2, edizione scolastica Bruno Mondadori, editori: A. De Bernardi e S. Guarracino

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