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Angioni Federica IV F

1. Osservare il cielo

1. Lo studio dei corpi celesti ASTRONOMIA: scienza che studia i corpi celesti. Tale scienza, nata in Cina e in Mesopotamia, si svilupp inizialmente come 'astronomia descrittiva'; si basava sullo studio della posizione e dei possibili movimenti degli astri a scopi pratici (orientamento, agricoltura, attivit dell'uomo, misura del tempo). Con Galileo si pass dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica e si costruirono nuovi strumenti di studio, e, con Keplero e Newton, cambiarono anche le motivazioni per le quali si studiavano gli astri (perch gli astri si muovono in un determinato modo?). L'astronomia raggiunse il suo massimo sviluppo nel XX secolo, con la nascita di nuove branche di ricerca (astrofisica, cosmologia, ecc.). CORPI CELESTI: qualsiasi corpo o oggetto astronomico. Questi si suddividono in due gruppi: corpi celesti che brillano di luce propria: questi hanno temperature tali da diventare fonti energia che poi si propaga nello spazio (stelle); corpi celesti che NON brillano di luce propria: questi brillano di luce riflessa (pianeti del Sistema Solare). I corpi celesti presenti sono: Pianeti: corpi opachi e relativamente freddi che non brillano di luce propria. Essi percorrono traiettorie ellittiche e ruotano su se stessi; Satelliti: Corpi opachi, di dimensioni variabili, legati per attrazione gravitazionale a un pianeta, attorno al quale compiono una rivoluzione.(Satellite della Terra: Luna); Stelle (Sole). Una stella corpo celeste che produce luce e altre radiazioni elettromagnetiche; Costellazioni. Per costellazione si intende ciascuna delle 88 parti in cui la sfera celeste convenzionalmente suddivisa allo scopo di mappare le stelle; queste ultime vengono indicate con una lettera greca. Sebbene siano associazioni artificiali, le costellazioni sono lo strumento migliore per orientarsi in quanto non si modificano nel tempo. (SFERA CELESTE: una sfera cava immaginaria sulla cui superficie sono disposti i corpi celesti che, secondo le nostre sensazioni, stanno tutti alla stessa distanza. In realt non percepiamo la vera distanza delle stelle ma, nonostante ci, la sfera celeste risulta un modello matematico utile per studiare e rappresentare la disposizioni dei vari corpi celesti che circondano la Terra. Sulla sfera celeste sono visibili a occhio nudo circa 6mila astri. Lo spazio tra gli astri appare vuoto, anche se costituito da un gas di particelle e polveri. In qualche regione del cielo si possono osservare anche le nebulose, zone prive di contorni definiti in cui la densit di particelle e polveri maggiore; nelle nebulose hanno origine le stelle); Comete. Una cometa un corpo celeste relativamente piccolo, simile ad un asteroide, ma composto prevalentemente di ghiaccio. Nel Sistema solare, le orbite delle comete sono spesso ellittiche, e per compiere tali orbite necessario un tempo molto lungo. Le comete sono composte per la maggior parte di sostanze volatili che, in prossimit del sole, sublimano, formando la chioma e la coda della cometa; Asteroidi. Un asteroide un corpo celeste simile per composizione ad un pianeta terrestre ma pi piccolo, e generalmente privo di una forma sferica. Si pensa che gli asteroidi siano residui della struttura discoidale di gas e polveri che circonda una stella, che non sono stati incorporati nei pianeti, durante la formazione del sistema. Alcuni asteroidi, inoltre, sono il residuo di vecchie comete, che hanno perso il loro ghiaccio nel corso di ripetuti avvicinamenti al Sole, e sono adesso composti per lo pi di roccia; Meteore/meteoriti. Una meteora un frammento di cometa o di asteroide (o di un altro corpo celeste), che entrando all'interno dell'atmosfera terrestre si incendia a causa dell'attrito; chiamata comunemente stella cadente. 2. La posizione della Terra nell'Universo Nell'antichit si credeva che la Terra si trovasse al centro dell'Universo e che avesse natura diversa dagli altri corpi celesti, che venivano considerati eterni e immutabili. Oggi, invece, sappiamo che l'Universo ha avuto un inizio e si modifica nella composizione e nelle dimensioni; sappiamo, inoltre, che le stelle sono fatte di materia, nascono, si evolvono, e si spengono, e che le caratteristiche del nostro pianeta dipendono dal luogo, dal tempo e dal modo in cui si formato.
ASTRONOMIA E ASTROFISICA

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La Terra un pianeta del Sistema Solare. Il Sistema Solare l'insieme dei corpi che risentono dell'attrazione gravitazionale del sole ed un sistema di corpi in movimento. Il Sole una stella e attorno ad esso si muovono 8 pianeti; il moto di un pianeta attorno al proprio asse detto moto di rotazione, mentre il moto attorno al sole detto moto di rivoluzione. Intorno alla Terra si muove un satellite: la Luna; nel Sistema Solare altri pianeti possiedono uno o pi satelliti. Le stelle hanno una massa enorme e, pur essendo distanti l'una dall'altra, ciascuna risente dell'attrazione gravitazionale delle stelle circostanti. Per questo esse non sono isolate, ma raggruppate in sistemi, detti galassie. Nelle galassie, le stelle si muovono compiendo una lenta rivoluzione intorno al centro della galassia, definito 'Bulge', in cui il numero di stelle molto elevato. Il Sole, che appartiene alla galassia chiamata 'Via Lattea', si trova in una posizione abbastanza periferica. 4. Gli elementi di riferimento sulla sfera celeste Per stabilire la posizione esatta di un astro utile costruire sulla sfera celeste un sistema di riferimento che sia universale, ossia indipendente dalla posizione dell'osservatore; prima di fare ci, per, necessario prendere in considerazione i punti di riferimento universali della superficie terrestre, che sono: asse di rotazione terrestre: l'asse intorno al quale ruota la Terra. Gli estremi di tale asse sono il Polo Nord e il Polo Sud; Equatore: asse immaginario perpendicolare all'asse di rotazione e passante per il centro della Terra. L'Equatore divide la Terra in due emisferi; quello contenente il Polo Nord viene detto emisfero boreale, mentre quello contenente il Polo Sud chiamato emisfero australe. Ai punti posti sull'equatore viene assegnata latitudine 0; paralleli: linee immaginarie geometricamente parallele all'equatore. I paralleli formano sulla Terra delle circonferenze immaginarie perpendicolari all'asse terrestre, via via pi piccole mano a mano che si avvicinano ai due poli terrestri. Convenzionalmente sono 180; meridiani: archi immaginari che congiungono il Polo Nord terrestre con il Polo Sud. Pi precisamente, il meridiano una circonferenza che si compone di due meridiani diametralmente opposti (meridiano e antimeridiano). I meridiani sono in tutto 360, e quello di riferimento il Meridiano di Greenwich. A questo punto possibile passare ai punti di riferimento sulla sfera celeste. A partire dall'asse di rotazione della terra, si ottiene l'asse del mondo prolungando all'infinito tale asse; esso interseca la sfera celeste in due punti: il Polo Nord celeste (in prossimit della Stella Polare) e il Polo Sud celeste (in prossimit della Croce del Sud). Prolungando l'Equatore, invece, si ottiene un circolo detto Equatore celeste. Come nella terra, possibile immaginare nella sfera celeste un reticolo di paralleli e meridiani: i paralleli celesti sono circoli paralleli all'Equatore, i meridiani celesti sono i semicerchi che uniscono il Polo Nord celeste con il Polo Sud celeste. Il parallelo celeste fondamentale l'Equatore, mentre il meridiano celeste fondamentale quello che passa per il punto , il punto della sfera celeste in cui si trova il sole nell'equinozio di primavera; il punto opposto a questo il punto , il punto della sfera celeste in cui si trova il sole nell'equinozio d'autunno. Tuttavia, due osservatori posti a latitudine diversa, vedono le stelle poste in posizioni differenti; per tale motivo necessario un sistema di riferimento pi immediato e relativo (che dipende, quindi, dalla posizione dell'osservatore). Gli elementi di riferimento in questo caso sono: la verticale del luogo: retta immaginaria che passa per il punto in cui si trova l'osservatore e per il centro della Terra. Essa interseca la sfera celeste in due punti: lo zenit, sopra la testa dell'osservatore, e il nadir, sotto i piedi dell'osservatore; il piano dell'orizzonte celeste: piano passante per il centro della sfera celeste e perpendicolare alla verticale del luogo. Esso interseca la sfera celeste secondo una circonferenza che prende il nome di orizzonte astronomico del luogo. Sulla superficie della sfera, i circoli massimi passanti per lo zenit e per il nadir sono detti circoli verticali; il pi importante di questi e il circolo che passa per i poli: il meridiano locale. Sull'orizzonte, inoltre, possibile identificare quattro punti cardinali: l'est e l'ovest, che
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sono i punti in cui l'equatore celeste interseca la sfera celeste; il nord e il sud, che sono i punti in cui il meridiano locale interseca l'orizzonte. Longitudine: distanza angolare tra un punto e il meridiano di Greenwich, misurata lungo un parallelo. Latitudine: distanza angolare tra un punto e l'equatore, misurata lungo un meridiano. 5. Le coordinate astronomiche Indipendentemente dal sistema di riferimento adottato, la posizione di un corpo celeste nota se sono noti due angoli, che vengono chiamati coordinate astronomiche. Vi sono due sistemi di coordinate: COORDINATE EQUATORIALI (sistema assoluto). In tale sistema la posizione di un astro definita dalla misura di due angoli: declinazione (): angolo compreso tra la stella, il centro della Terra, e la proiezione della stella sull'equatore celeste; ascensione retta (): angolo compreso tra la proiezione della stella sull'equatore celeste, il centro della Terra, e il punto . Tale angolo si misura in senso antiorario e, generalmente, si esprime in ore, minuti e secondi (ogni 4 min la volta celeste si sposta di 1). COORDINATE ALTAZIMUTALI (sistema relativo). In tale sistema la posizione di un astro definita dalla misura di due angoli: altezza (h): angolo compreso tra la stella, il centro della Terra, e la proiezione della stella sull'orizzonte; azimut (a): angolo compreso tra la proiezione della stessa sull'orizzonte, il centro della Terra, e il Sud; si calcola in senso orario, quindi a partire dal Sud verso la stella. 6. I movimenti apparenti degli astri sulla sfera celeste Ai nostri occhi sembra che gli astri che stanno nella sfera celeste ruotino con un moto collettivo da est verso ovest. Ci dovuto al fatto che, al centro della sfera celeste (che immobile) la Terra ruota intorno al proprio asse in senso antiorario, compiendo una rotazione completa in un giorno siderale (23 h 56 min 4 s). L'osservatore posto sulla Terra non avverte questo movimento proprio e attribuisce agli astri, e quindi alla sfera celeste, un movimento in senso orario con velocit uguale alla velocit di rotazione terrestre. Durante tale movimento, detto moto apparente della sfera celeste, l'unica stella che a noi appare immobile la Stella Polare (in realt anch'essa compie una piccola rotazione). Gli astri, durante il moto apparente della sfere celeste, non si comportano tutti nello stesso modo: Stelle: esse, pur muovendosi, mantengono sempre la stessa declinazione e la stessa posizione le une rispetto alle altre. Nel corso della rotazione della sfera celeste, ciascuna di esse percorre il parallelo celeste su cui si trova, tornando ad occupare la medesima posizione dopo 23 h 56 min 4 s. A causa di tale moto, nel nostri emisfero le stelle visibili descrivono in cielo delle circonferenze concentriche intorno alla Stella Polare, che resta immobile; Corpi del Sistema Solare: anch'essi presentano un moto apparente diurno in senso orario intorno alla Terra, ma non cambiano n declinazione n posizione; ci perch il Sistema Solare un sistema di corpi in movimento; Sole: esso compie una rivoluzione giornaliera in senso orario intorno alla Terra, ma pi lento delle stelle, poich completa il suo giro apparente in 24 h. Il Sole quindi l'unica stella che non si colloca in una costellazione definita; Luna: essa, come il Sole, compie un'apparente rivoluzione giornaliera in senso orario intorno alla Terra, ma ritarda ogni giorno di circa 50 min per cui torna nel medesimo punto della sfera celeste circa dopo 1 mese; Pianeti: essi hanno un comportamento differente sia dal Sole che dalla Luna. Pare che abbiamo un moto proprio che li porta ad assumere posizioni differenti nel corso dell'anno. Il loro moto apparente dipende dalla combinazione tra i movimenti della Terra e il loro moto di rivoluzione intorno al Sole.

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7. La luce messaggera dell'Universo Le informazioni pi importanti per definire la composizione e i parametri fisici degli astri, derivano dalla luce e dalle altre radiazioni elettromagnetiche che essi irradiano, assorbono o riflettono. La luce un insieme di radiazioni elettromagnetiche che si propaga alla costante e finita velocit (c) di 300mila km/s. Ogni radiazione pu essere rappresentata come un'onda, distinguibile dalle altre per i valori della frequenza (ovvero dal numero di onde che passa attraverso un dato punto in un secondo; v) e della lunghezza d'onda (distanza tra due creste d'onda; ). Le radiazioni luminose di diversa lunghezza d'onda vengono percepite dal nostro occhio sotto forma di luci di colore differente. La luce visibile rappresenta solo una parte dello spettro elettromagnetico; comprende, infatti, lunghezze d'onda comprese tra 400nm (violetto) e 750 nm (rosso). Il campo delle radiazioni elettromagnetiche si stende oltre l'intervallo di lunghezze d'onda visibili e comprende raggi ultravioletti, raggi x, raggi y, raggi infrarossi, microonde, onde radio. Le radiazioni elettromagnetiche trasportano nello spazio energia sotto forma di fotoni; ogni fotone trasporta una determinata quantit di energia. 8. Gli strumenti per osservare il cielo Oggi, per osservare il cielo, si utilizzano i telescopi. I telescopi che raccolgono le radiazioni elettromagnetiche nel campo del visibile sono detti telescopi ottici. Questi strumenti sono costituiti da un obiettivo che convoglia le radiazioni verso un punto detto fuoco dove si forma l'immagine che viene osservata attraverso l'oculare. Nei telescopi ottici a rifrazione l'obiettivo costituito da lenti, mentre quelli a riflessione convogliano la luce su uno specchio concavo che poi riflette le radiazioni nel fuoco. Tuttavia, le immagini raccolte dai telescopi ottici sulla Terra sono sempre imprecise: ci perch quando le radiazioni attraversano l'atmosfera terrestre per arrivare al telescopio, una parte di esse viene assorbita proprio dall'atmosfera e, di conseguenza, le immagini risultano distorte. Con lo scopo di evitare distorsioni, sono stati costruiti telescopi orbitanti intorno alla Terra: le immagini fornite da tali telescopi non sono distorte in quanto nello spazio la luce si propaga liberamente. Oltre ai telescopi ottici si utilizzano anche i radiotelescopi, sistemi di antenne che consentono di registrare e amplificare le onde radio provenienti dagli astri. 9. La spettroscopia Quando un fascio di luce attraversa un prisma di vetro, a causa della rifrazione, si scompone in una seria continua di radiazioni di diverso colore. Lo spettro la figura che si ottiene raccogliendo, su uno schermo nero o su una lastra fotografica, le radiazioni provenienti da una sorgente, dopo che hanno subito una rifrazione. Ogni radiazione appare come una riga, e le radiazioni si dispongono sempre in ordine di lunghezza d'onda. Lo spettro completo delle radiazioni elettromagnetiche comprende tutte le radiazioni; nel campo del visibile le radiazioni si dispongono dal rosso al violetto, in una successione che sempre la stessa. Esistono tre tipi diversi di spettri: SPETTRO DI EMISSIONE CONTINUA. Tali spettri si ottengono facendo passare attraverso un prisma la radiazione emessa da un solido o da un liquido incandescenti oppure da un gas denso riscaldato. In questo tipo di spettro sono presenti tutte le radiazioni. Le caratteristiche dello spettro dipendono dalla temperatura del corpo: a basse temperature sono pi intense le radiazioni a minor frequenza; ad elevate temperature sono pi intense le radiazioni a maggiore frequenza. La radiazione che predomina per intensit determina il colore della luce emessa dalla sorgente incandescente; SPETTRO DI EMISSIONE A RIGHE, O A BANDE. Tali spettri si ottengono usando come sorgente di emissione un gas rarefatto (bassa densit e pressione) portato a elevata e temperatura o attraversato da una scarica elettrica. Lo spettro di emissione non continuo, ma costituito da un insieme di righe sottili (se il gas formato da atomi) o di bande (si il gas formato da molecole) su uno sfondo nero. Ogni elemento chimico produce uno spettro che contiene sempre le stesse righe (o bande); SPETTRO DI ASSORBIMENTO. Tali spettri si ottengono quando la radiazione continua,
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proveniente da una sorgente luminosa, viene fatta passare attraverso una sostanza gassosa a bassa pressione e meno calda della sorgente. In questo caso il gas assorbe alcune radiazioni emesse dalla sorgente. Se la radiazione viene successivamente rifratta, si ottiene uno spettro colorato nel quale sono presenti righe o bande nere, in corrispondenza delle radiazioni assorbite. Le radiazioni che il gas interposto assorbe sono esattamente le stesse che emette quando viene riscaldato fino a emettere luce. Uno spettro di assorbimento dunque esattamente il negativo di uno spettro di emissione e consente di identificare la natura chimica della sostanza allo stato gassoso.

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