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BANCHI,

LUG.
Lezioni di
~~F~C~~
differenziale
Tome2
Enrico
Spoerri
Pise 1903
J ~"
PBOPMaOMB OM.LA BMCttA UNn'EBBtT DI P!HA
LEZIONI
&EOMETRIADIFFERENZIALE
.r.
SoM~
eJ MoM rive<!)!~ ecoBsMerevdMto aumenita
MJ ~J [ MABTCK
DI
INDUEVOLUMI
VOLUME II.
PISA
ENRICO SPOEBRI
!.<tMA)M-EM)KH<!(
1903
:MM BA~CH
PBOfMttORB BBT.t.A NBtUA UmVMXtMT Dt PaA
~LEZIONI
DI
&EOMETRIA
DIFFERENZIALE
SeMn~MrM~cmMeMvdme~MM~
/r~
~j,
INDUEVOLUMI
VOLUME IL
PISA
ENRICOSPOERRI
LtMtM-NDtTOM
1903
PREFAZION
Qaesto
secondavolume
riprodaoe
in
parte
teorie
speoialigi
svoltonella
prima
edizione
dei tibro,
ohein
questa
oostituivanoi
Capitoli
daXI a
XX,
ed altrenaove ne
MMOglio.
Le
prime
trattano successivamentedellede-
formazioniinfinitesimedelle
saper&oie,
dei sistemi oiolioidi
Bibanoour,
dette
super&oie
d'area minimaedel
problema
di
Plateau,
delle
superficie
pseadosforioho
odelletrasformazionire~!i di
Baoktund,
dei sistemi
tripli
ortogonati
dello
spazio
eaolideooon
applioazioni
altecoordinatoellittiohe
ed alte
geodotichedeU'elUssoide,
infinedoi sistomi
tripli ortogonali
oou-
tenenti una
famiglia
di
super&oie
a oarvattira costante.
Per altro lo
sviluppo
chehanno
ricevuto,
nella nuova
forma, queste
diversetooriee ora
pi ampio
e
completo.
Fra le
prinoipaliaggiunte
ri.
levernel
Cap.
XV le
rieernhe,
traite dal
Darboux,
relativeal rotola-
mentodi una
super&ciequalunquesopra
un' altra
applicabile,
enel
seguente
Cap.
XVI
quelle
che
rignardano l'applioazione
sacoessivadellatrasfor-
mazionedi Moutarded il teorema
generale
di
permutabilitper
lecon-
graenzoW;
cosi nel
Cap. XYHI
i
maggiori sviinppi
dati allateoriadei
sistemi ciolici edallesuerelazioni col
problema
dliadeformazione. Oiter
anooranel
Cap.
XXIV lenuovecoMiderMionisulloreti di
Tobebyohef
che
oonduoonoanuove
propriet
dellatrasformazionedi
Backland,assegnando
le formoleeffettive
d'applicabilit per
le duo falde di una
oongruenza
psmtdosMoa;
in Snenel
Cap.
XXVII lo studio delle relazioni fra le
famiglie
di Lam
oomposte
di
super&cie
a onrvaturacostanteedil
pro-
blemadella deformazionedi una
particolarequadrioaimmaginaria,
oscu.
lanteil circoloall' infinito.
Argomenti
dol tutto nuovi sonosvoiti
negli
attuali
Cap.
XVII, XIX,
XX, XXI,
eXXV. Nel
primo
si
studiano,
daun
punto
di vista
generale,
ledeformazionidelle
congruenze
rettilinee al mododi
Beltrami,
ossia le
deformazionidel
lnogo
dei oentri inun
inviluppo
di <?'
s~re,
ooll' iNtento
!Y
principale
di arrivare eo~alladimostrazionedei notevolissimitooremi di
Chiiohardsulla deformazionedelle
quadriohe
di rotazione.
Al nuovoed
importante
metododi
Weingartenper
il seconde
problema
dell' applioabilit
sono dodicati i
Cap.
XIX e XX.
Nel
primo
di
questi
stabiliseil metododi
Weingarten,coll'interpre-
tazione
geometrioa
di
Darboux,
e ne
oolgo
t'ocoMione
per
&r conoscere
il metodocosi detto del <We(<~w!oM<e ele
corrispondenti
formolefonda-
mentali dliateoria deUe
saperBoio,
sottoht forma
preferita
dai
goometri
dellasouolaFrancose.Nel
seguenteCap.
XX il metododi
Weingarten
viene
collegato
alla tooria dei sistemi ciolici e se ne
espoiigoiio
le
principali
applioazioni,
fra le
quali segnalee
l'inversione dei teoremi di Guiohard
ele
oonsegnenti
nuovetrasformazionidello
sapernoie
di curvaturacostante.
In Sue il
Cap. XXV,
insiemealleultime
parti
del
prcdenteXXIV,
&dedicatoa6u'conoseoretatti i reconti
perfezionamentiapportati
allateoria
delletrasformazioni delle
superficie
a curvatura costante. Le nuovetra-
sformazionireali delle
superficiepseudosferiohe,
cornedi
quelleapplica-
bili sulla
sfera,
vi si trovano
sviluppate
siadirettamentecomele dedussi
dall'inversionedei teoremidi
Guichard, sitt risointe,
secondeil teorema
di
permutabilita,
nelle due trasformazioni elementari
~ma~TMtWe
di
BacHund ohle
compongono.
Ne)I'ultime
Cap.
XXVII si estendonoin
~ine
queste
rioeroheall trasformazionidelle
famiglie
di Lamacurva-
tura costante.
Ancho~perquesto
secondevolumeil
collegaprof.
0. Niccolettihacon-
tinuato cortesementeacoadiuvarminellarevisionedelle
prove
di
stampa;
ed io
glie
ne rinnovo
qui
sineeri
ringraziameati.
Cf.lenotizieetoricheal
. 396,pag.
441del
presente
volume.
F<M,J M<~o
~W~.
AwM'tetttt
pe)*
i r~Maxti.
1rteMamt dt
paf[i)Ut,
een<a tnddtMteM Aei volume,
riferiacono xt
pMMate
volume Il.
Per
quelli
<~e
riguardauo
a volume I,
adottttt la notuaione
(t, pftg.). ).
1
CAPITOLO
XV.

MermMiMi
inflnitesime Mo
MperMe
e
MrrispOB~m
perwt~MM
d'okmeaM
44.>-
tMmteM del
proMext
deUa defoi-mMtmtt tnanttottmo eon
q<M)Ue
delle
ooppto
di
aapm-aeto
lu
oorttopomdcnm
d' orteftonaltt&
d' lment)e delle cappte
dt
tapet-aete appUoaMU. La
fhnxtone ctrettart~te~ ?
e
l'cqMttene
fondamentale dt
WotaftMtm. Sttperaate
aMO.
ehtte ht <umdefot)'m"i<'M tntMtethaa. I<o
forme nonnttU
dotl'equMtono
dt Weinenr-
ten. 8ht<MMeontuxttte permanollte
tteUttAeforntMione. Preprtet&
detta cen-tepondeaM
per ortogoMUt
d'eteMentt. Le
ooag)'M<t!!6
d) BibMcen)- Seeoado tnatodo
per
la
rioeroa deUedefonMt~ont
tna~teatmo.
8)ipe)'acie
a ttaea dtetu'vttm'a botarme eteoremt
dt Ohtt<teat. CondMont
detre<t<tHtbrio
dt una
Mper&ete
aoMtbile ed tnettendtbtte.
Itotolamonto di iM
Mporaete soprn
an' attttt
appItoebUe.
Db-eotont etMtMtbamento
oonia~te.
Stttemt eenta~aM permmentt
indefortnMto'tt antta. TeoMmidi Patemon.
SMpetaete
BtMcetMbiti
dt deformarai oonMrvMdo le )faee dl ourvatum.
.
323.
OaservMioni fimdMMntaU.
Nel
presente
capitoloriprendiamo
lo studiodelladeformazionedelle
superficie
ftessibili
ed inestendibili
per
considerarnele doformazioni
tx~t~me~ piccole.
Le
molteplici
relazioni di
questa
teoriacollateoria
generale
deUe
superficie
econ
quella
dei sistemi di
raggi,
comed'attra
parte
il sue nessointimocolle
equazioni
aderivate
parziali
della forma
di
Laplace,
rendono
questo
studio sommamente
intressante.
Noi staMUremo
qui
leformolefondamentali,
attenendociallaMemoria
di
Weingarten
nel T."100 dei Giornale di Crelle,
e ne
svilupperemo
poi
le
consoguenzegeometriche.
Per la
superficie
S,
di cui studiamo
le deformazioni infinitesime,
riteniamole solite nostro notazioni.Il
punto
P
(x, y, <')
di S
riceva,
nelladeformazioneinfinitesimache si considera,
uno
spostamento
le oui
componenti
secondo
gli
assi coordinati siano
6~,t~,6<
dove
sono determinatefunzioni di
u,
v ede indicauna costante
Mt~Mt~t~,
le CMt
po~~e superiori oNot~<~<<'
~<MCM''<
Dopo
2 OAPtTOM XV.
.
228
la,deformazioneil
punto
P si
trasporta
nel
punto
F cheha
per
eoordinate
<?'==?+<?, ~c=y+~, ~=a~+t~,
e dovMdo avrai
per ipotesi
a~+a~+<~==.<~+<+<
ne risoiter
(1) <&c<~+ <~+tb < '=' 0.
Di
questa
re!azioneMoutardha dato la
aemp!ice
ed
importante
interpretazione geometricasegnente.
Si considerinoa',
y,
eom. ''oordinate di un
punto
P neiio
spazio;i
montre P descrive
S,
H
punto
P descriveri~una
aupetncie
S
(~
corri-
spondente punto per punto
alla S e
per
la
(1)
~e e~eMe~tM)M~)'t
g!<a!MMgt' cotTMpoMa~t
t!<
S,
S safOMMO
iieMip~-e ~o
~w
c~o~WM!
In-
YersamenteseS una
superficiecon'!spondenteper ortogonalit
d'cte-
menti alla
S,
se ne dedarra unadeformaxioneinfinitesimadeUaS.
Si
pub dunque
dare al
problema
delle doformazioni in&nitesime
l'aspetto
nito: J O~~wt~a~
sMpef~cte
S c&e
eo)VM~WM&)Ko per
o~-
~MM!~
~*e!etMe~ad Ma
MjjMf~Me
<&~<t S.
Osserviamosubitoches!ottieneuna
particolare
deformazioneinSnite-
sima di una
qualunquesuperScie
S facendosabire ad S una rotazione
infinitesima. Coal
p.
e. unarotazioneinSnitesimaattomo aU'asse dellex
&
rappresentata
dalle formole
!~==.y, ~==~a;, ~!=:
onde la
supo'nde
S
corrispondente
adS
per ortogonaMt
d'elementi e
il
piano
~'== ~=a!, ~~o,
coeil
piano
sut
quale
si siano
projettati ortogonalmente
i
punti
w
Si osservi che se H
punto
P deM~vesse una curvaC e non una
super-
ficie,
la S sarebbe
svilappabUo potch
i suoi
piani tangenti
sarobboro normali
)t!te
tangenti
di C. Qacsto caso ovviotrascureremo
sempre
t&
seguito.
Potrobbe
ulteriormente P essore immobileNatio
spazio,
eio<c,
? eostMttt
ma aUora
!aS subirebbe nna
semplice
ttMtaztone.
OOFFMM 8UMBHON APPMOABtU 8
di
8,
facendo
poi
subire
ait'immagine
Ma rotazioned'un
Mgob
retto
attornoall' origine
f.
H
problema
dette deforinazioniinnnitesiao
pubporsi
inun secondo
modo sotto un
aspetto
6nito. Essendoinfatti
S,
8una
coppia
di
super-
ficieche si
corrispondonoper ortogonalitd'elementi, pongasi
$==!C-)- ~==~+~, C=~+<
dandoa <unvalorecostante
qualunque.
La
superficie
S
luogo
del
punto
($,D),0
ha
per quadrato
dell' elemontolineare
+ +
<K*==. <~
+ +
<&'
+ <*(<~+ <~+d'P),
valoreche non
cangia
mutandot in- Se coMideriamo
adunque
la
superficie
S'
luogo
del
punto (~. C)
di coordinate
{'=:!C ~.=,y<y', ~==jf~
saranno
S,
S'
applicabili, corrispondendosi
i
punti ($.
n).C),(~. ))'.f);
il
punto
mediodel
segmento
cheuniscedue
punti corrispondenti
di
S,
il
punto
P ==
(~,y, <-)
di Sela direzionedi
questosegmentosegna
la
direzionesecondocui si muoveP nelladeformazioneinfinitesimaconaide-
rata. Inversamentesiano X'due
superficieappUcabiti
e
($,ij,C),(~ 0
due
punti corrispondenti.
Ponondo
2
p
2 2
4-!
'1/ r(
t-C'
si ha
f~+~~y+~~<=:0,
ondevediamoche: Se due
s~x~/MeE,
2' sono
o~MaMK, M~~te
Si osservlche
questaeostrnztcne,
eomMnatt conunatrMiaztone nel
piano
ed
un'omotetta,
la
pigoneraleposslbile
ohfaccia
corrispondere
aU S un
ptanoperortogonalit
d'elementi.
Presoinfatti
questopianoperpianoy
la
(1)
diventa
<<a:<+<<y<~e='0
0
eda:,y,
considerate cornefunztonidi x,
y,
debbono
qnindi
soddisfare le
equaziomi
<~
~T &c,i~
o
-Ct==tUtS"'=='Ot T'Ut
9a!
'9j/ Sj/'az
laoui soluzione
p&generate
datadalleformole
m~sy~-t, y*=0!C-t-C, 1
indicando
,b,
ocostanti.
4
OAHTOMXV.
. 233, 234
8
luogo
<M
~MK~
<S<~(Me
COt~MM~t F~<Wt~pOMd.M
M<Me<-
<!Mc H<t
<iM-m<M~<M8 t~Mes~,
M~~a
<pMJ !e
<~<MCt<M
ptot~
<<8
~i~~aH~a~hw~M~c~~w~M~.
.224.
La aNMioaeoaratteriatica e
l'eqMMtioae
di
WetBafM'ten.
Veniamoora alla trattazione artaliticadel nostro
problema,
checon-
siste nel determinare le tre funzioni
incognitew,
di
,
vin
gaisa
da soddisfare la
(1),
ossia letre
equazioni
~3~
~c

~a~~
~3M~'9c9M~
Per trattare aimmetricamente
questo
sistemadi
equazioni,Weingarten
introduee come funzione
ausUiatia ?
1'MtPCtW<t<e
(~
deU'
espressione
di~renziate
S~~(2~)~+(2~)<~
rispetto
alla
prima
formafondamentale/e
E~'+2F<!<~+G~'
'')
Seuna formadUferenzialeUneaM
Mo!+N.d'o
st tfMf&nna
mediantONnctmgiamento
dt va~aMIi
=='<((',</),
e-s
(',</)
in
Md~+N~~
si haidentioamente
9M 9N' /3M
9N\9(M,_c)
9?
''
\e"'9M/
9(<?,</)
e
per&t'esptesaione
T~-j~~M_a~
VGF* In \av
-3u
un Invariante
(irraaionsle)
del sistemadelledueforme
Mdtt+N~, E~+2F~o!e+G<
Li FUNZMNB
OABATTBBtSTtOA ?
0
della
MpormeteS; egli pono
eto6
fa*) e<=a <a-9a!
ax
3~-3~
2~EG~T~3M'9~"
c=,
3~3~ ~3~9~
2~/EG-F'
~9~9~'
A
questa fanzione y
Weingarten d&il nome dt
P~'~<e&MM~s/t<ttc<Mt;
noi la chiameremola funzioneca~o~. Essa haun
sempUees~n!-
Seatocinematicoosservatoda Volterra(~,
rappresentando
la
componente
secondela normale deUa rotazione che un elemento
aupernciale
dl S
subiscenella deformazione.
L'ultima delle
(2)
Bi scinde nelle due
equazioni:
~~VECF-P
(8)
S~E~
Formiamodalla secondadi
queste
9(y\/EG-F*)
9M
ossenando ehe
per
la
prima
dollo
(2)
9'!
-J ~
3u aei av~ i~aav ~'9M3M~ ~~M~
e facendouaodelle formolefondamentali
(I) 56 (I pag. 116),
col ricor-
darela formola
31og\/EG~F* 11)
(12
3M==' i;+<2
troveremo
?
S~~ ~G-F*
") ~&t
<&CMM<!<OM
<M<e
<!Mpe!e<e /!eMfMM
e~<tMtt<Ht<MMH. Bendtcontidei
Uncet, aprile
1884.
6
CAPtTOMXV.
.
834
Analogamenteoperando
suUa
prima
dlie
(8),
ne dedurromo:
~xg
~EG~F'
Escludendo,
come
gi
si disse da
prineipio,
it caso
privo
d'interesse
di
una S
sviluppabile,
le
(4), (4*),
essendo
DD~-D~tO,
risolute
rapporto
a
v \') v
2.x~. ~x~.
danno:

D~-D'~
a<. a.. S.
'<n oa! cP
CM
<M 9~.
(5)
K~EG-F*
iy~? Ft'~
~9~
"3M'9~
2.<
~-a:.
K~EG-F'
indicando con K al so!ito la curvaturadi S.
Le
(2), (3), (6) possono
ora risolversi
rapporto
allederivate
parziali
di
x,
y,
e edannole formole:.
._(~)-(~
X
x-
(
h
3fi 3v
x
(6)
au
/D"ax
K~EG-F~
&(~)x
3x
1
3~~
311
i'
ID 3v av
X
K~/EG-F'
colle
analoghein,y,
.?. Di
qui
si vedeintanto
che,appena
notala inn-
zionecaratteristica
<p,
si avr
per quadrature
la
superficie Scorrispondente
per ortogonalit
d'lment! alla
S,
do la
corrispondente
deformazione
infinitesima.
Ora dalle
(5),
derivando ta' seconda
rispetto
a
u,
la
prima rispetto
L'EQOAHOM
OABATTBBISTtCA 7
a f,
e sottraendo,
si ha
dapprima
/D"D' /D~D'
S.
D'
~)
.9. '9f
'3'M)~~3X ~~9X
~\K~EG' ~\K~EG~F'/
3X3X
e soatituendo
per
i valori tratti dalle
oquMioni
fondamentali
pM <?
(11)55 (I,pag.ll7),
troviamo il
seguente
risultato fondamentale:
La
/~OtM
<!<tf<terMMc(t
y <~Md'd'eM
ana
~)M~<we
KMe<M~ a
derivate
p<Mw<af!<
<MMc<w<!o or~Me:
f /n"~ n' /n~ n')
(7)
~J L~ ~J ~L~L~
.<'
=
~E&- F'
(
\K~G-F'/ \K\/EG-F'/
2FD'-ED"-&D
-?;"
g<s<a
dir
!'egtMhMOMe
cftM~o~tCtt.
Ora molto
importante
osservareche la
(7)
b condizioneneces-
M~ e
M~MeH<e
oui deve aoddisfare
y,
ecioad
ogni
soluzione
della
equazione
caratteristica
(7) corrisponde
una
particolare
deformazione
infinitesimadella
superficie
S. Per dimostrarlocominciamodaH'osservare
chefacendo
a~=y, y=s;,
~c=o
si ha una
particolare
deformazioneinfinitesimadi S
( 228)
edil corri-
spondente
valore
di y
calcolatodalla
(2*)

?====
X.
Dunquei'eaxa.e~otM
<eW~~ ammettele tre aoi~tOMt
F<M~Moh<~ X, Y,
Z.
Dopo
cio si
vedrsabito
che,
se f
una soluzionedella
(7), per
le
(6)
identica.
montesoddisfattala condiziono
d'integrabitit
e neristtitacosi definita
per quadrature
una deformazioneinfinitesimadella S.
Dalleosservazioni
superiori seguopoi
cheledeformazioniinfinitesime
dellaS eonsiatenti in un
pMfo
MMa~M~o
corrispondono
alla soluzione
?==oX+6Y+cZ
deUa
equazionecaratteristica,
essendo
a, b,
ocostanti.
WStosM!'ve)'& cheUMoBeiente
di ?
nel secondomembro
preciMMnente
lacurvaturamediaH di 8.
8
CAPITOLOXv.
.
225
.2M.
TrMfbrmMioM della
eqaMioae eM'atteristio&e
saperade
MMdate.
Alla
equazionecaratteristica
(7)
di
Weingarten si
pao
dareun'altra
forma molto
importante introducendoi coefticienti
e, f, y,
della
rappre-
sentazionesfadca di S
(della
terza
forma
fondamentale).Ricordandoche
K~EG-F'==~e~7', 1
la
(7), moItipMcataper \/G~F
v-
si scrive:
,(~-D"D_~
~leg-f
3u
~J e9_~
u-~e~
l7)
+
V~=~~+
+~)!+~=o.
Indicando
cogli accenti i simboli di Christoffel relativi alla
rappre-
seatazionesfericae ricordando le formoledi Codazzi
(I,pag.l88) per
la terza forma
fondamentale,
la
precedente
si scrlve:
ra~ (ii)~ ii~ 1
~t3'")l)~
u
aj~+~J -"
-2D'f- ~-L~L. 2DI
`~~2~'a~2~+f~~`i-
~[~ jlj~
2)~+~J +
j.nf~
1
+D C 122!
a
wI 221,
'i-
9~'J -'
="0,
+D[9P-
if~hfS+~j~'
owero
(7*)
iy(~,+ey) 2 (. +/-y)-(- D(~+FV) 0
~M~H
M~teo!M<~
~Wp~ seconde<!<Wt!Wo~ ddla
/!<<M'MKe
<!~~M<'a
calcolate
Wj~o aN'Me~o lineare
f~o.

questa
larichiestatrasformazione
doll'eqaazione
caratteristica. Ne
risulta ora evidente la
propriet, gisopranotata,
che
X, Y,
Zne sono
soluzioni
particolari.
A
qnesta
forma
(7*)
della
equazionecaratteristicasi
legano
le
seguenti
osservazioni
geometriche. Se
immaginiamodeterminata la
superficie
S
mediantele coordinate
tangenziali
X, Y, Z, W
(I, pag. 172), ciocon W indichiamo la distanza
(algebrica)
del
piano
l
90MBHOM ASMOMB
9
tangente
di 8
dall'origtne, per
le formole
(8S)
de!
81(I, pag. 178)
la
(7*)
si
pubsorivere;
(8) (W.+
<?W) (~,-i-e?) 2(W,, +/-W) (~. +/-?)+
+(Wu+eW)(~+~).=o.
Essendo
questa simmotrica ne!!a
coppia
di
f)mzioniW?,
vediamo
chese si considerala
superficieSo
inviluppo
del
piano
a-X+yY+~Z==v.
ciola
superficieS, determinata dallecoordinate
tangenziali
X, Y, Z,
W.~t',
come
funzione
caratteristica di ana
deformazioneinNuteeimadi
8,
cosiW funzionecaratteristicadi una deformazione
infinitesimadi
8..
Per riconoscerelarelazione
geometricacaratteristica fra
S, S,
osser-
viamoche
queste
due
superficie
si
corrispondonoper jpafaM~MM
di
normali e secon
tD<~+2iy~<)-D"d~
( )
Dodu9 2Ddudv+IY'adv' D.~+SD~~+iy.
si indicano
rispettivameNte
le due secondeforme
foadamentaU,
la
(7*),
essendo
-D.=~u+~,
-D'.==~,+/
-D".==.+~,
siscrive
(8*)
Diy.-8D'D'.+D<'D.==0,
od
esprime
che 1' ~tM~Wa~e ~MM~aMeo <Medueseconde
/bt~K!fonda-
)M<!M<H
(<t)
Mn'o. Il
signiBeatogeometricodi talerelazioneil
seguente:
aile Uneeassintotiche
dell' una
superficiecorrisponde
un sistemaconiu-
gato suU'altra. E inverosesi
supponeD=D"=0,
la
(8*)
dimostrache
sihaD'.=0.
Inversamentesedue
superficieS, S. si
corrispondonoper parallelismo
di normali edalleassintotichedeli'ana
corrisponde
unsistema
coniugato
saH'aItra,
sassister la
(8*),
ovvero indicando con
W,
le
rispettive
distanzedei loro
piani tangenti daU'origine,
la
(8), onde
sar funzione
caratteristica di una deformazione
innnitesima di S e
analogamente
W
per 8,.
Chiamando
dunque
<MMOM!<e due
superficie8, S<quando
corri-
spondendosiper parallelismo
di
normali,
allelinee
assintotichedeU'nna
corrisponde
un sistema
coniugato
sull'altra,
abbiamo:
oy~coppia
<?
10 CAKTOMxv.
.226,226
M~!<~
<MMe~la <~<m.fa M
~M~~MO
ddlo
p<M~!
<M
J WMM
<(t<<~M~
<?nna (M~dfW
NM~C<e /~t.M<MM
Ott~M~CO! (? tM!
<~f-
<M<M~M
<H/!tM<M<M<t
~'Mfa.
Si os8ervor&subito chein
ogni coppia
di
superficie
associate una
admenodelle due
superficie
a curvatura
negativa.
E
invero,
se
suppo-
niamo
p.e.
S a curvatura
positiva,
e facciamo
D'=*0,
avranno
D, D"
il
medesimo
segno
e
quindi, per
la
(8*),
sarannonecessariamente
Do,Do
di
sognocontrario,
onde
So
avr curvatura
negativa.
.
226.
Le
forme
MnM!i
detl'eqoMione
car&tteristiMt.
Riferendola
superScie
S,di cni studiamoledeformazioniinfinitesime,
aconvenientisistemi curviiinei
(uv), possiamor;dttrrei'equazione
carat-
teristicaa
semplici forme,
che
riguarderemo
come
~M
x<MWM~t.
l.' Se la
superficie
S a curvature
opposte, prondiamo
a linee
coordinate
(Mf)
le assintotiche avremo
D==0 D"=0
onde!a
(7*)
diviene
?M+/'?==0,
ossia
sviiappando
colleformoledel
73 (I,pag.l&8):
3~
,l9iogp~,191ogp~, 0
9~+2'~r~+2'~r~+~
Essendo
una
soluzionedi
questaequzione,
leformole
generali (6),
chedennisconola
superficieS~corrispondenteper ortogonalit
d' elementi
alla
S,
diventano:
~3? /??
3X\
(10)
(x Lf T ax
v="$ `~~)
3==')'X~)'
Ora
applichiamo
la trasformazionestessacheabbiamo
impiegato
al

77
(I,pag. 162) per
ottenereieformoledi
Leiieuvre,cangiamo
ciola
funzione
incognitay coi porre
?VF==~;
'')
Laconventenatdi riferM a
queste
lineeriMita
apriori
dac&che
per
l'eqoMone
amdamentate
(7)
leMneeassintotiche sono
appunto
leItneeM~t~e-
yMic~edella
eqtmzione
&derivate
parzittU
eteMa.
POBMSNORMAL!
DBLL' BQUAZIOHB OABAfrBBISTtCA 11
la
(9)
diventa allora
(11)
a'6 1
~J p
< f
yp
e le
(10)
si scrivono
corrispondentemente
$
8
$
C
,,n\
9 8
3K~
96
90 ~~=-
9<<9M 9P 3~
colle
analogheper y, e, ottenate
per permutazione
circolaredeHolettere
$.7J .
Ricordiamoche
&
Csonoesse stesse tre soluzioni
particolari
della
(11).Ogni
altrasoluzione8della
(11),
linearmente
indipendente
da
{,
T),
C,
d un'effettivadeformazioneinfinitesima della
superficie,
chesi riduce
iavecead un
puro
movimento se 6
composta
linearmente con
{, C
(C&. 224).
2."SelaSourvatura
positiva,
la
riferiremo,
corneal
79(I,pag. 167),
adunsistema
(,<')isotermo-coniugato;l'equazione
caratteristicadiventa
<f''u+~+(e+~)?==0,
cio
(80,1, pag. 180)
(ls)
(~
9'y 9!ogp3y
91ogp99 (13)
+~
+
-3,r~
+
-9~~
+(~+F)?-0,
e !e
(6)
ci danno:
r~ .X
& 9X
~~A
(14)
( axa-p)
x
( ax
a~,
(14)
~=.x~) ~==-
(1~)
av n~ au
Collasolitatrasformazione
'~==8,
l'equazionecaratteristiea (13)
diventa
310
a'6
~+~=M6
0
con
M- ~4.~
M-+~-(,+~),
12 OAHTOMXV.
. 226,237
e la
superficie
S risulta definita
per quadrature
delle fomole
a
e
/t~t\
ae 8
E
a~ ae 9
E
a~
~== ? i~
9$
9<' 9p ~t 9M
coUe
analoghe per
Possiamo
dunque
enunciareil risultato:
L'egMOM-~cw
a~oui
<~<~w~
~W~MMdM~f~~wMM~M~ HaM<pa~c~S~
W~M!
alla
forma
tMt~ttaJ e
3'6
M 9
3~
oa~a~~
3'C
~+~<==M6,
~MW~C~~S~O~M~W~M~O~M~M.
Cosi
p.
e.
per
tutte le
saperScie
che
corrispondono
alig
eqaMioae
-=n
9M~
sapremo completamente integrare
il
problema
delle
deform~oni Mtti'
tesime
ci6 vale in
particolare per
le
superficie
conoidaUrette
(
77,
I, pag. 166).
.227.
Sietema
coniugato permanente
nella defiMmazione
iaB~itesta~.
Consideriamodue
superficie
associate
S, So
e
supposto
ch~laSe~bjtia
linee assintotiche
reali, prendiamole a
linee coordinate
(, <').
Le Hoee
oorrispondenti
formeranno un sistema
coniugato
ela
funzio~eMratteri*
stica
y,
essendo
Do
===
0, D'~=0,
soddisfer alle due
equa~ioai
a~fl--
tamee
(228):
9~
tllf3?, (11~
a~
~ly'a~ ~lya~ 3~-)l ~+!2!S-~
?
jl1r~
22i~ (32~
=
lt~+
iziS"
3v' au 12
av
av
Q,.
Sia ora S la
superficie corrispondente
allaS
per ortogonalit
d'ele-
OtMMAOOMOa&TOMMttnMm tSg
menti nella detta deformazione
in&nitesima;
avremo
per
le
(6):
~xM
M
V~T"~
D"
/v~
3X\
c=s
tX X )
V~p~
Avendo
riguardo
alle
(16)
ed alle formoledi Codazzi
(I, pag. 164)
a D
<32~
D
(11~
D"
~<y;~ <2~ ~i~,y~;
22/
D
Hl)' D"
u
(~/e9 ~) 1. ve-~
l 1f
~$g
w~7'/ V~~
<
V<'7-7''
<M'~
se si formadaU'ana o d&H'a!tr&delle
(c)
la derivata
si
trova
9<tcc
(H~D'22)'D9~
aix-
1=-iiii Mt _122rR
a;v
3M3o~"t2)b 3M l)D"9o
ma
per
le formole
(I, pag. 167)
(12) fll/D" (12) (22)'D
(l)(2iD''
(2!(tiD'"
il 12
D' 2
=
1 ]Yi
questa
si
pub
scrivere
!~)9~,
(12
~av~f
1~3u+~2~v'
9!<9p
( 1)
3(<
}
2 3w
Dunque: a
~ma
(, v)<WM~<
anchesulla S
cov~MM~e
<M! S
<~<MM~~
elementie
F <g!Mf~MeJ ~ep~ace
relativa ai due$!$<e~
coMM~o~
wtea5M<Ma.
Si noter
poi
chea!lamedeaima
equazione
di
Laplace
3~_(12)36.
(12)30
aeiav-l~u+~2~v
ae
9M9e"(l{3M''(2t9c
soddisfaanche
l'espressione
a'~+~+~.
cornerisulta daU'identita:
3:)! 3a!
j~ 9~Sa!
~33p' ~~9M"
14 OAPtTOMXV.
.
227
Se ritorniamo ora alla seconda
interpretazione
NNitadatanel
223
al
problema
deUe
deformazioni
infinitesimeeconsideriamoledue
super-
ficie
applicabili X,
S'
luogo
dei
rispettivi punti (~ !), (~v/,f)
$==a:<ic,
~==~-t-~y,
t=='<'+~
~==a;a!, it)'=sy C't=z~ y
con
t costante, vediamocheanche
sopraS,
y il sistema
(, c)

coniugato
e
l'equazione
di
Laplace
relativa la stessa come
sopra
8,
S. Di
essa,
otre che $, C; $', f
altresl aaa soluzione
(~+Y)'+~-(~+~+C~=:4~~+~-t-
In
particolare,
dando a t unvaloreinnitamento
piccolos,
vediamo
che sulla deformata ia6nitesima S' di 8 il sistema
(,v)
si conservato
conmgato,
onde risulta il teorema:
Il s~s~tMa
coMM~o
WM
superficieS,
che
eotyMp<Mt<&
J ~ <M~
~c~ una
~Mper~ete Se
aMoct~ttadSin una
<brM<MtOMe infinitesima,
si conserva
coniugatoWgMCS~a <~<M~MMt<Mte.
~!~
St~~CM
S
eMV~pOK*
d~e <!S
per o~o~ow~~
<?~Me~ 0
corrisponde
<tM<t 8uavdtail
sistema
coniugatoMMO~O~O.
Viceversase consideriamoin ana deformazioneinfinitesimadi una
superficie
8
quel
sistema
coniugato
che si conserva
coniugato
nella
defonnazMM.C'
sulla
superScie
associata S,
dovra
corrispondervi
il
sistema delle assintotiche. Possiamo
dunque
enunciareil teorema:
'')
Cf.KoNNtaa.
Comptes
BendMdel'Acadmiedessetencee
1.116,pa~.
M9.
Questoteoremadl
Koenigs
riau)t&del restosubitodaU'oMetVMe chesudue
superficiea.ppUcaMU,
rifritoal stetema
coniugatocomune,t'oqtMMitone
relativa
di
Laplace
laetMMo
ponendo
p == ~~+~+~ /= i (~+!")
siha(I,pag.l47)
p,,=~F.
Di
qui
si
possono
tratrc invetaamentei rtsuttaUdel
preMntodol
testo.
M
Questo
sistemaeontagatopermanente
eunicosalvoaei
puri
movimenti
ove
ogni
sistema
coniugato
si conserva.Indicandocon
~D,<!D',
9D"levartazioni
di
D,D', D"
nelladeformaztono
inanitestma,
il sietema
coniugatopermanente

dennito
daM'eqnazione
differenziato
D~+D'~ D'<<M+!yde
0
1Dclu+D'1J D'du+D"v 1 a)<~+%iy<~ !D'dM+~iy<<e
=0
OOBNSPMtMMiAPBR OBTOOON~n'B'BMMBNTt 16
~MeM
un st~eMM
e<M<t<~osopra
S ectMen'<
coniugato in
una
d~braKMfMMt~~MM
8 XM~~M'~o e
st<~c<6K<e
o~ la Mtim-
NM~Msferica
di C<tt<M anche
tMtttK~~
<<e <MMM~<t<~una
M<p~cMS,.
Le
Mfpef~cMS,8,,
sonoaiofaassociatein
quella (~Ma<~Me
infinitesima.
In
particolare
a&uchunn
superficie
ammettaunadeformazioneinii-
nitesimaneUa
quale
leHnaedi curvaturasi conservino necessarioe
sufficienteche la
rappresentazione
sferica dettelinee di curvaturasia
isoterma;
in ta.l casola
supeilcie
associata
So
ad area minima.
.
228.
Popriet
della
co!fi8pondeM&per ortogonalit
d'elementi.
Diamo oraalcune
propriet
delle
coppie(S 8)
di
superficie
che si
corrispondonoper ortogonalit
d'eiementi.
l."
Supponiamodapprima
che laSsia a curvatura
positivae,
come
al
226, seegliaHto
a sistema coordinato
(, c)
un sistema isotermo-
coniugatosopra
S. Le formole
(16) possono
scriversi
i~-i~ 1~
6'9<f' 6'9e" 9M~
onde
seguo
9/1M. 9
/l~n
a
y x~
a
(i a~~ ~\'3o~9~'
ovvero
~4.S~~j.S39~
3M"9~ 69M9M ?9);3p
e risnttttindoterminatonel solocaaoin eni
XD!XD':ay~D:D':D"
Ma,
essendo
~(DD"-iy')==DM)+D":D-8D'~D'==0
0
e
DD"-D*~0,
risultadi
qui
a)-.H)'D"~0
M
QaMto
risultato6dovutoa
Weingarten.Sttzungsberichto
derK.Akademle
znBerlin J anuar1886.
16 OAHMMXT.
.
238
colleformole
Mmoghe
in
y .
OraseindicMamocon
<"
i shnboUdi
ChriatofbIperlaSecon
D,
D',
D"
X, Y
Z
i coeBcienti detta secon([&forma fondamentaleedi coseni di dh'MioM
della
normale,
abbiamo
~+~==[~ + ~]~+ [~ + ~J ~+
+(B+D")X,
onde,
confrontandocolla
prcdente,
si trao
~4.}~)
=.~os9'
ilT~J 22
~!nog6'
(1) ~!l) 3M (2 <2
D+D"==0
Quo8t'ultim&
ci diceche
D,
hanno
segno
contrarioe
quindi
Ad
MtM
<pe~eM
a cM~<t<w
p<Mt<tw8coM-t~po~Hop~o~MM~~
d'*e!e-
MMH~ao!<aM~
M~c~Me
S ? CMt~Mfo
~a<M
0.
Cosi,
come
per
le
coppie
di
sapernoie
assoeiate
( 228),
anchenelle
coppie(S, S)
di
superSeie
che si
corrispondonoperortogona!ita
d'ele-
menti una almeno delle due
super&cie
a curvatura
negativa.
2." Sia ora la S a curvature
opposte.
Presea linee coordinatele
assintotiche
(u, o) sopra S,
le
(12)
si scrivono
1 1 a E r a;~ a E 1~
9~\
19~ 9~\
~3M"W e'3t:W
da cui
sogue
9/1~ ,3 /I
~L_n
o,
av
(9' au)
a
{l aul
9~~+~9.h-
cioe
3~
_9!og&9~ 91og69~
3M3o"' av 3' 9o'
H)
L'Ttmicocasod'eece~one
quando
p=,B'S"~0!
maalloral&S an
piano.
CONHBMNDNtZAPU OB'MOONJ UMT D'BMMBNT!
11
chee
nn'eqaazioM
di
Laplace
ad invarianti
eguall. Dunque:
AtleMtMa
M~Me~wM<~M~~8M~~MMka~m~~ fHfpe~,~
fW~M~M
<y<~MM~~
<J "<!eM~<??
S,
? ~M!M
CM~t~O
ad <)MW-
W<tK4~M<!i'<.
Viceversadi una
aupor&oie8
sia noto un aistema
coniugato(, o)
adiDvafianti
eguali
si
potr porre
j2
91og6
9
i2_31oga
9
{121
au
0
{121-
au
(i ~r 2 'r'
essendo
Cuna convenientefunzionedi
u, v. Determinando
{, ( por
quadrature
dalleformole
9/
1~
9~\
i~
(-~)
=_! ~
~)
=
av 9W"
6'9M
'~M~S;
e dalle
analogheper '<t, saranno Ctre soloziont
deU'eqaMione
in9:
_f9'!og9, 130381.,
a~so~vi
[a'loge
+
1 30 ae
3~"['9~+B'9~J ~'
Consegnentemente
leformoledi
LeUeuvre(I,
pag. 162)
G
~=" '3M-
9(
9M 9
9e 9p
deSnNconouna
superficie
sulla
quale
lelinee
(u, v)
sonoleassintotiche
eche
corrispondeperortogonalitd' elemonMallaS. Si vede
adunque
che
La ricerca<M!e
~t~M~~t infinite8ime
<Suna
Mt~e~ctee}!<t<~
<! ~~
~O!
(!OMt<~ invarianti
eguali.
.829.
OongrueMe
di Rtbanooar.
AUe
coppie
di
superficie
chesi
corrispondonopor ortogonalit
di ele-
menti si
iegaun'importante
classedi
congruenze,
consideratadaRibau-
cour,
che si
ottengono
nel modo
seguente:
Essendo
S,
Sana tale
coppia
di
superficie,conduciamo
pei punti
di S i
raggi paralloli
aHonomali
nei punti
corrispondenti
di
S;
la
congruenza
di rette cosl ottenutasi dira
una
<w<~t~t R~M~f ela
saperncieSprender
il nomedi
super-
~ete~eH~a~tce
dlia
congruenza.
18 OAPMOMXV.
.
3M
Per determinare
gU
elementi di MMtale
congracaza, appMcMamo
le formol
gnera!!
de!
cap.
X. Dalle
(6) pag. 6, ponendo
collenotazioni
diKammer:
f)9~9X
y ~)9a~9X ~3!c9X
~<3w9X
~99'M '9.~ '9. '~='3p.
t
otteniamo:
-D-eD'~
~D'-eiy -p ~D-D', FD-~
e==
?, jr= T.
~*
P'
~e?-~ V~ veW ~c~
Le
equazioni (B)(D) (1, pag. 308,806),
che detenninano
rispettiva'
mente leMcisaedei
punti
limiti e
qM~Ue
dei
faochi, diventano
(17)
yeis'<r.
p'==.t.
indicando
fb
i
"~g~ principali
di curvaturadeUa
sHperBciegnra-
trice S.
L'eqaazione(C) (I, pag. 306)
chedetermina le
sviluppabili
della
congruenza
diventa
poi
D<~+2D~~+D"<0;
abbiamo
d~mque
il teorema:
J 'M
ogni coM~WM~a
dSJ ~aweoMf
St~Mt~cM~~{~at~Ma, co~v~p<w-
<!eM~
per ot~cj~M<
<f~em~~a!~
~pe~o~ ~aH<?'<<~S, ~~Me
Mc~a <M!at
cM~Me~of.
Le
~ppa~Mt
~<;
eotts~~Mje'ac<~vtspoMaotM
linee<MSta<o<M~ d~H<t
M<pe~cMgeneratrice
Se
~~Mc eoMs~MeK~-
<M~e
( 228)
la
s<(p<Mc
<~<K<)t S ~~Wtdbun ~M~Ma
coniugato
ad
~M~M~<~M~
Dimostriamoche
qnest'aK.ima proprieta
&caratteristica dello con-
gruenze
di
Bibaucour,
anzi di
pi: 6~t coM~MeM~
eM<
~paMt
NeUaMotttnztoMneUeeitateformole
(B),(D),
le
quanttt&
in
queste
in-
dicatecon
E,F,G; e
debbono
yiBpetMvamente
Metitniraicon
/!< e, T*.?~'
eonvieneinoltretener
preseaM
leformole
~D eg-f~
~Diy-D"
e~
OONQRCBNZB D NBAUOOCB
1$
<<~<MM
~~M~Mco~~ats~e~MM~~e~t~e~~
di J ~fHtCOMf edMe~Mtt
eOM~Of~gttt~
ad ~MtWaM~
~MH.
Per dimostrarlo
procediamo
conGuichardnel modo.
seguente. Riprem-
diamoleformoledel
Cap.X,

147
(I, pag. 317),
chedannolecoordinate
del
punto modio:
f~J ~
~-[~~?H~
ove
indica unasoluzione
daU'equMiono
di
Laplace
-t-L
~)3p.r9
12
3(12
,J
(19)
ZPP
+
1121
LP
+
1121
+
[! 1121
+ 2
1121
+
f]
=
0
9~+fl)~+
2J ~+~
1
+9.J 3
+~=0.
EsprimiMao
orache sulla
superficie
media S le traccie
(M,v)
delle
sviluppabili
della
congruenza
formano un aistema
coNiugato.
Per <ii6
necessario e
suNciente che
a;
<' siano soluzioni di una medesima
equazione
di
Laplace
~-=P~
~.Q~
9!<~
==
9M'
essendo
P, Q convenienti funzioni di
,
Oraformando
effettivamente da una delle
(18), coU'oMervare
la
(19)
e la formola
9T:
_(12)9X,
123X
~3<jli9~
+
2
troviamo:
fSp.(12 19X r9p (12)
19X
~+jl ~+~+i2)~+
auau av 1 au au
12
f
P3t1
j-f~~L~~L-j- ps)9pi-
+[k
2r9h)~+!2)~jlJ 9j~'
+ 1
2 au
Il1
P
2 av
Il au
che devesussisterocolle
anatogheper y,
Le funzioni
supposte
)P,
Q
saranno
quindi
dateda
(20\
p =
1121
+ 31 Q==
1121+
~1
~)?t+%.
<-i?!+~.
ao OAnT<Htd xv.
.
889
e dowa avemi inoltre:
~[~j-H-
-[~!?!]~
che
pei
vatod
(20)
di
P, Q
si riduee a
~(18 _9.)13) 9t<il 9f(S!)'
Questa esprime
che le
immagini
sferiche delle
sviluppabili
della
congruenza
sono le
immagini
delle assintotichedi una
BMperScie(I,
pag. 186).
In
questo
modo
appunto
Guichard ha stabilit il teorema:
J ~eM
st~p<
~
CM~e~<t ~Hso ~pe~t~
w!e~ S
secondoun SM~MMt
coMM~o~o
MeeesMtfMe
s~c~e
e~
~ma~KM~
coincidanoCoBe
t)MM<M<
(M~<MSM<<0<~??
<Wp~?Me
S.
9P 3
Si osservi
poi cho,
essendo
==
g-
codugato (<t,w)
di S ha necessariamente
gli
invarianti
eguatL
Ora6 facile constatare ulteriormente che
questasuporScie S
corri-
spondeper ortogonalita
d'lment! alla
saporMe
mdia S della con-
gmeMa,
la
quale

adunque
una
congruenza
di Bibaucour.E
infatti,
se conK == indichiamola carvatara di
,
sasBiatonole formole
(I, pag. 165)
9togB_ J 12! 31ogB_
(12
'~T"' ~(2C {1
e
per
le coordinatex,
di un
punto
di S si ha(a
R
/3X
~'V'~P~~
B
/~X_
a*.
( a., y;)..)
~e~
checombinatecolle
(18)
danno
~3a:3j ~,3.)!~ ~/9.c~3~

S~0.2~~==O.S~~+~0
e dimostrano
appamto
che
S,
S si
corrispondonoper ortogonalit
d'-
lment!.
21
.280.
BMmpdiOMtgnMawdiNbMtMW.
Oonsideriamoora alcane classi
speciali
notevoli di
congrnenze
di
Bibaucour.
l." Un&
prima classe &datadalle
congruenzeIsotrope(I, pag. 808).
Da
quanto
ivi fu osservato rtsulta infatti:J ~
coM~wtMe~<fope
MKO
ge!~Spcial CM~?WM<'e
<?~B~aMCOMf che hanno ma
~<t per
a~et~Me ~Mfa~s.
Del resto dalla
prima
dlie
(17)
risulta
Bubito<
come
conferma, che si ha ~==0
se '='~
La
rappresentazione
anaUtieadlie
congruenzeisotrope
si ottione
subito osservandoohoalle aseintotichedella
supertlclemedia,
neoossa-
riamente roali
( 336),
corrisponde
sullasferaun sistema
coniugato
ad
invarianti
eguali,
cioeunsistema
o~otM!e
isotermo.
Viceversa, partendo
da un sistema
ortogonale
isotermoarbitrario sulla sfera, colle formole
alla finedel
228,
si trover
per quadrature
la
piugnralecongruenza
isotropa,
ossiala
pM generale
deformazioneinfinitesimadlia sfera.
2.' Le
congruenze
di Guichard
(Cap.X, 161),
le cui
sviluppabili
tagliano
le
superficie
focali secondolelinee di
curvatura,
sono caratte-
rizzate da
questo
che le
immagini
sforichedelleloro
sviluppabili
couici-
donocolle
immagini
dlie assintotichedi una
supor&depseudosferica;
esse
possonodunque
ora dennirsi come
~M~eco~Me~e
<?J X<6<M!M(f
e~A~~WMS~w~~yMw~M~~s~w~
8.* Ad ana
aupernciequalunque
S
pub
farsi
corrispondere,per
orto-
gonalit d'elementi,
un
pianoS~( 224)
ela
corrispondentecongruenza
di Bibaucour ha
per superncie
mediail
piano
S~Viceversadai teoromi
ai
precedente
risnita:
Ogni <!M)~Me<M'at
<~Ao
per s<M
wMd'M: un
FMHO
ttaet
<w)~eM.M!
d'tBt6ot<c<M<f. E infatti siccomesul
pianoqualunque
sistema un sistoma
coniogato,
si
puo
dire chele
sviluppabill
della
congruenzatagliano
la
superficie
mediasecondounsistema
coniagato.
t~
M
Dlrettamentesi vedelacoMdalleformole
(18),poiohprendendo
M
piano
me&o
petplam
ce
y,
8z
as
a.
eo-OeWs
mediopmpIano!cy,Mr&g.=0, ~'=-0cio&)
s
~+8~j
9M 9M
(3)
s
'+'t?f
an

a~
1
1
"&!?)-~i'
32 OAHTOMXV.
. 280,381
NeconcludiacM:Per cos~n~e la
j~ ~Mwa!eooH~OMa
cte ha
jper
M~m~~M~M,~J ~a~~M~M~'t~MM~WM
~<~Mm~Ss~j~Me%f~M~iN~M~
a!~o!oyeo <~ww<~MM~e~~M~j~ww~~M~<M~~
F<tMt!M~
allenormali di S ~t
punti cM~xwc~)~.
Segue
da
queste
osservazioni che
projettandoortogonalmentesopra
un
piano
lelineeassintotichedi
qualsiasi superficie
si ottieneunsistema
piano
ad invarianti
eguali;
e viceversa
ogni
tale etema
piano'
la
projezioneortQgonale
delle assintotiche di una
superficie.
4.
Fra
le
congruenze
di Ribaucour sono ancora notevoti
quelle
MenMa!~
L'immagine
sfericadelle
sviluppabili
essendoin tal casoun
sistoma
ortogonale,
la
superficie gnratrice
della
congraenza
avr le
lineeassintotiche
ortogonali
esar
quindi
una
superficie
d'area minima.
Di
qui
si conchde: Le
<:<M<sM<eMef~
di ~~o<(eownormaliSMM<!<#eeM~
~M~fM~~WW~<M~MMM~~M~M~M<M~ma
<Mc<~<~<!Mt~MMt.
Ma
supponiamo
di
pi
che la
sapercie
mediadella
congruenza
sia
un
piano;
le
superficieortogonali
ai
raggi
sarannole
M~Mt~
Bonnet
par
le
qaali
i
punti
medii fra i due centri di curvatura
giacciono
in un
piano. Questesuperficie
si
ottengono
dalle
Bupernde
8 d'area minima
applicando
lacostruzione
sopra
indicata
(3."), che
dla
congruenza
deUe
normali di una
superficie
di Bonnet
quando
!a S adarea minima.
.
ML
Secendometodo
par
l<tTiaolMionedel
problema
delledeibnnMioni
iBSBit~MC.
Vogliamo
ora descrivereun seconde metodo
per
la ricerca delle
deformazioniinfinitesime,
chediscendemolto
spontameamente
dallateoria
generale
delle
superficie(Cap.IV)
e si
collega
d'altronde col
primo per
mezzodelle
superficie
associate.
Riteniamola
superficieS,
di cui
vogMamo
stadiare le defonnazioni
infinitesime,
comedefinita
(Cap. IV)
dalle sue due forme
quadratiche
fondamentali
E<&<*+2F<~<&'+&<?'
D~+2D'<+iy&
In
ogni
deformazioneinfinitesima dlia Sla
prima
forma rimane
BMONDOMBTOMPKt.
MOBLENAM.M MMBMAZMNt
tNFMtTBSIMR 88
inYMiatae i coeScionti dellasecondaauMsccao
variazioni
ia&titMimo,
cheindiehiamocon
SD-.<r, Siy==eF', 8iy=er',
dove<iad!ca una costanteMnitesima e
r, F',
r' sono tre
funztoni
di
,p
v da
dotefmiMrsi.Note
r, r, r,
la
deformazione
Mniteatma
risulta individuataa menodi un movimento
e, corneora
dimostreremo,
la deformazioneBtessasi avr con
quadrature. Intanto formiamole
condizioni aocessarieesufficientioui debbonosoddisfare
r, r,
r'
vadando
reqaazione
di Gausse !e
eqaMioNi
di Codazzi
(equazioni
(111)
e
(IV)

66
I,pag. 119);
si
ottengono
cosi
inunedi&tMienteqaeBtecondizioni
sotto 1&forma:
(so)
Dr-aD'r+D~r~o
.rfu
i2)i-
n~
0
(21)
3 hr+Hi 2)r+ 2
(21)
sr
9r',82~,r<23) 12~ (i2)-,
0.
~+ it~~)" iff-jzr~~
Questeultime
possono
anchescnversjtsotto la
secondaforma
equi.
valente
(
r 3/
(
r
(sa)
r
~\VEG~/ ~\VEGlF'/
(~EG~
~12
r'
ii) r'
0
S ~5~
~VEG~
(21~
~-J l-
9. /~r_ j22)
r
~WECTF/ ~WEG~EG~"
_jM)
r <in r
<'j t
f -ri,} '=o.
~~EG-F'
~'VBG~
Di
qui risulta chele
espressioai
r
~Y,
3~
r
WG~~
~EG~~
WG~E~~r
ele due
analogheper y,
sono tre
di~erenzia!i
esatti;
indicandocon
24
OAPITOM xv.
.281,232
a~ < g!i iategrali,
avremo
~J L-J L-
(~)
~"VG~~ ~'EQ~~
~J 1_J L-
VEG-F* '/EG~
Riguardando
ora comecoordinatedi un
punto
nello
spazio,
questopunto (a%,
desoriveruna
BuperSoie 8~
chediciamoessere
precisameate
eModof~adS nella deformMioMt)imte8im&considerata.
E infatti dat!e
(22)
risultain
primoluogo
che
S, Se
si
corrispondonoper
paratIeUsmo
delle
normali;
in secondo
laogo
dalle
(22)
si trae
Dr'-DT DT-D'T
Dr-DT
" ~* t e
<='
(22*)
Do
~EG-F'
Doo
~EG-F' VEG-F*
(22*)
DT~-J ~r
iJ 'eS=!
'/EG-F'
e
quindi
e
quindi
DD".+D"D.2D'D'.==0,
ci6chedimostraessere
S, S.
superficie
assoeiatein una deformazione
in&iitesima.Cheinfine
questadeformazionedi Ssia
preclsamentequella
cai
corrispondono
le variazioni<
r,
e
r,
I" di
D,D', D" si rileva dal-
l'osservareche assamendo
sopra
S asistomacoordinato
(w,o)
il sistema
coningatopermanente( 227),
si avr
indi
D'==o,
r==0,
D.==D".=:0 r
ciole
(u, o)
sulla
S. saranno le assintotiche.
Cosi
adunque,
note
l', 1', F',
si otten-~dalle
(22)
la
superficie
assodata
S.
con
quadrature,
e calcolata
quindi
lafunzionecaratteristica
p==2Xa!
1
dalle
(6) pag.
6
catcoleremocon
quadrature
la
corrispondente
defor-
mazioneinfinitesima.
.282.
AppUcf~oNi
varie del seoondometodo.
Applichiamo
le formoledel
precedente
alla nsoluzionodi alcune
questioni particolari.
DEFOMMMM tNHNMMKt)! SPBOIALI
26
1.' Se trattiamo
nuovamento,
col nuovo
metodo,
il
problema
delle
deformazioniinnniteaimodi una
sfera,
vediamo
oh,essendointtdCMC
D,D",
D"
propoNionaii,por
unfattore
costante,ad
E, F, G,
le
(20), (21)
esprimono
che
M
r~+sr~~+r"~
appartiene,
cornesecondaforma
fondamentale,
aduna
superficied'area
minima,
di cui
(P)
E~('+2F(!M(~+G~
sia!a~~<! formafondamentale.
VicevoKa,presa
una
superReie
d'aroa
minima
arbitrarladellaquale
(a), (p)
sianolasecondae terza
forma
fondamentale,
leformole
(22)
ci
danno
per quadraturela
pigenerale
superficieassociataalla
sfera,
che
alla suavoltauna seconda
superficieadarea
minima,
corrispondente
inoltre
per ortogonalitd'elementi alla
primitiva.
2.
Riprendiamoancorai!
problemagirisolutoai

227.
poM<M'e
daread una
superficie
Suna
<fMt<M~ M~ej~Ma oheCOMM~CMtM.
gato
un sistema
(,w) i!<!i'MMM<$
<WMM~<~)? Preso
(M,o)per
aistema
coordinato,
avremo
per ipotesi
indi dalla
(20)
D'==0
r==0,
r=~D,
r'==-My,
essendoan convenientefattoredi
propoMionalita.Le
(21), osaervando
che
D,
D" soddisfanoalle
equazioni
di Codazzi
= Pi D- "tiy ~~?~?~
9"
(1)
2;"
(~OLYT~~)~,);
9D"
12)~
22-
"'j
diventano
9~== s! 1
D.
~~othc~X
divontano
~2~
22)
aiog~_
1~(11)
-9,r-S~-j~,
oworo
per
le
(2S)
78
(I, pag. 167)
~2
~==-2~
3
3) 3p
i)
gli accent!indicandochei
relativi simboli di ChnstonMsono costruiti
per l'clmente lineare sfericodi S.
Dunquela deformMione
supposta
26 CAPITOLO xv.
. 283,288

poMibite
solo
quando
sia soddisfatta la condiaione
~H2/ ~il2/
1. J 12r 112t
r
9Mh!~3<"2)
ci&cheda nuovamente il teorema del
227.
S."Bicorchiamoledeformazioni Mnitesime di una
superficierigata,
della
qualesupponiamo dapptima
siano note leassintotichecurviUneo.
Prendendo
per
linee coordinatev=
costantele
genaratrici
e
per
linee
tf='eoBtaate le altre assintotiche,
avremo
D~o
iy'==0,
~0.
La
(20)
d r==0 0 e le
(21)
diventano
~)'
~+!?r-~r.
conuna
quadratnra rispetto
a v si
integrer
la
prima
e condue altre
quadraturerispetto
ad la seconda.
Dunque: J ~MM~~cte~
<?CMt siano M<~ ~Meeassintotiche,ri
<~B)W<tt con
<p!<&~~
la
~OMM~e
(~~OtHMhHOMe tM~M<eS<<H<t.
cio valein
particolare per ogni quadrira,
essendouna
superficie
doppiamenterigata.
Osserviamo
poi
che
quando
di una
rigata
non siano note le linee
assintoticheesse si determinano
integrando un' equazione
di Biecati
(I,
pag. 258)
e
quindi
la soluzionedel
problema
dliedeformazioniinSni-
tesimo
per
la
pi generale rigata
si ottiene
integrandoun'equazione
di
Riccati e consuccessive
quadrature.
.
238.
Le
saperCdo
a linee di curvatura interne.
Facciamoancora
un' appUcazione
del secondo
metodo,
che conduce
ad una bella
proposizione
di Christoffelrelativa a!!e
superficie
conlinee
di curvaturaisoterme.
Proponiamociper
ci&la
questionesegnente:
J ~
una
~t!~<~ S
ricevereuna
a~/bMMa.MOM< ~Ht<6Mm<t
x~~
gMa~
non
paW~MO
~o!rm<M<e
o~e
raggi ~M~pe~t
<? cio~M~?
Poich,
in
qnaMasi deformazione,
lacurvaturatotalenonvariabaster
aggiungere
mMBHOM A UNM DI
OUBYATUBA. MOTBMM
27
lacondizioneehe non varii nemmeno la curvatura media.
Prendendo a
linee coordinate
aopra S
le linee
M,
wdi
curvatura, la
condizione ora
acceimatadiventa
Er+ar==o,
che combinatacolla
(20)
<
~tW)~r n
~i +~r==o,
esoludondoi! casodella
sfera,
d
r==r-.o,
Ma allorale
(21*)diventano
ah
,2~2~`a au~
.~S-
-l.g~
1
WEG/
(~
1
dalle
quali
si trae la condizionenecessaria e
suSciente richiesta sotto
la forma
~~(~)==0;
questa
esprime
che le linee di carvatura
(u, o) formano un sistema
isotermo.
Suppostocho la
superficie8soddisfi a
questa condizione,potremo
seriverneil
<~,
riferito aUolinoe di
curvatura,
sotto la forma
<=.\(~M'+~).
Esaminiamo
ora, secondele formole
(22), quale
sarla
superficieS.
associataad S nella deformazione
Inflaitesima considerata. DaUe
(28)
si ha subito
F'==costante e sostituendo a
S. una
superficieomototica,
potremo
fare
F'~1,
dopo
di chele
(22) (essendo
r=r'==0)
danno
~'==L~ <
ax
ar,
1
am
3M). 9M 3p 3o
questedimostranoin
primo luogo
cheleUneedi curvatura si
corrispon-
dono
sopraS, S. ed i
raggi
di curvatura. della S<sono dati da
`
28 OAKTOMxv.
.238,2M
Poichinoltre
<!<(d'M'+<&~
la
rappresentazione
di S
sopra8.
econforme.Abbiamo
danque
il teorema
di Christo&l:
Mp~~e
S a Ht~ CM~~MMMe~Mese<M
M~~wn~a~Mm~~MWM~MM~MMaw~M~e
<!MT!<!p<MM~
<?
f<ese~(~t<Mc coM/b~Me
alla
Sperpo~e!<amc narmals.
ChristoM arrivato al risultato
prcdente, proponendosi
di risolvere
in
generale
il
problema
Per
a~< co~~
<K
aMpo~ wytopM-
dono
Fa- jpof~ei~mo MOfMMtK,
ha
irosogon~M~fM~e ccM/bnw?
Egli
ha dimostrato
che, prescindendo
dallasoluzioneovviadi una
coppia
di
superficie
omoteticheedall'attra cheledue
superficie
sianoambedue
ad area
minima,
nel
qual
caso la
rappresentazione

sempre
conforme
(I, pag. 149),
ledue
superficie
sononocessarlamentealineedi carvatura
isoterme e nella relazione
sopra
atudiata.
. 284.
TwrMM di ChristoSM e oritMio di
Weingarten.
StaMUamo
rapidamente questo
toorema di ChriatoNelnel modo
seguente.
Sia
S, Souna
coppia
di
superficie
soddiBfaeenteal
problema
e siane
<~==E<&<*+G<~
<~=E.<~+G.<~
i loro
lment
Mnearirifen~ all
rispettive
Unoedi curvatura. Dimo-
striamo
dapprima
ehenecesaaricamente leditteedt cMiw<M'a
ee~vM~peM.
<<tM)M
sopraS, S,. IndicaNdoinfatti con
~<*'< PP<
i
riapetMvi raggi prineipali
di onryatara di
8, So,
saranno
<+~
<~=.~+~~
i
rispettivi
elementi lineari sforici. Per
ipotesi
leformoledi
rappresen-
tazione conformedi
S. sopra
S
t<,==W,(M,<'), ~==~(M,P)
trasformano
~o
in
d!
e
dso
in an elemento
propoizionale
a
&;
deve
LHtOBMMAMOHNMOMM.
S9
danque
avrai
simuttaMamente
Et3t3<tt ,G((9t~9~
f~3~3~+pp~rar=~
0
~3~3~.~<~9~
=
0
~+~9~
Se
supponiamopt'~p'
si ha
quindi necessariamente
9M.9M,
o
3~9~
9~
cio: ~~Mee di c~(~~a
coff~otK~MM$op~S,So.
Nel casoesciMo
p! cp}
la
auper&deS.
&una
sfera, ovverouna
superMe
ad area minima. n
primo
casononfa veramenteoccezioMal risuttato uIMmataenteconso-
guito, poich
sulla sfera
qualunque
sistema
ortogonalepa6 coMiderarsi
comedi Uneedi curvatura.Resta
dunque
unicamenteesclusoil caso in
cai
S, S,
siano ambeduead area
ranima;
aUoraeffettivamentela
rap-
presentaziono
di S
sopraSo

conforme,
senzache si
corrispondano
le
linee di curvatura.
IntendiamoMctnso
questo
casoeriferitunoS,
S,,
allelineedi curvatura
corrispondenti , o;
avremorolaztomdliaforma
~=i~ ~i~ ~~i~
9M
3" ~g~'
~~' 9,r=' 9.=~'
essondo
f(mzionidi
,
p.
Ma, poieh, per ipotesi, E. G.=B
G,
avremo
e
qaiadi (t
c, i Sevaleil
Mgnosapetiore,
dallacondiziome
d'integrabim
3~\ 9/
~~r~
segue
3)L 9~
~~0. ~==~'
~==costante
e le due
superade S, So
sonoMtM~e~e.Nel seconde
caso ;<.=
si ha
e
quindi
Do==~D, D'.==.0,, D'.=XD"
DD".+D"D.-2D'D'.==0,
cio
S, S<, sonoassociateedalle
(28),
essendo
qui
evidentementer cr' c
0,
M
OAHTOMXV.
.
284
risultaeheS, So
formanouna
coppta
di
superncie
tMte~
0
asMoiate.
Le eoMidorazioni
de! 333
condaconoanche facttmentoa stabilire un
criterio
per
riconoscerese una
saperacie
t~e S
appartiene
alla classe
deUe
superMe
isotermichee adaltri risultati dovuti a
Weingarten
DeSnitaad
osompio
la
saperacie
8 dalle sue due formefondamentati
E<+2F<M+G<
Dd''+3D'~<!c+.iy'<
la
saperacio
sar isotennica se
potremo
determinare
r, r,
r' in
guisa
da soddisfarele
(20), (21)
ed inoltrel'altra
EF~aFr+Gr~o
Mada
questa,
associata alla
(20),
si trae
F~tt(EI/FD), 2r==.t).(ED"GD), F''=~(FD'GD'),
indicandocon
)i.
unfattoredi
proporzionalit.
Introdacendo
queat
valori
di
F, r,
r' nelle
(21),
ne
dedarremo
~Og~
a
~Og~~R
r.I
9M
essendo<,
pfunzioni
note di
u, p,
onde la richiesta eondMoned'iso-
tennJ tastU'a
(28)
==
9<' 3M
Di
qui seguesubito il risoltato di
Weingarten:
Lao!'oMe <Mi'e
/Me!~<fM~
<~<t~
0~
MW'<~M!<MM
(~e <~M<e
p~t ~M~.
E
iniatti,
seindichiamocon ==:
(a;,~)
l'ordinaritt
equadone
dellanostra
snper&deS,
abbiamocollesolite notazioni di
Monge
E=1+F*. F~FS. G'==l+a*
D~
]y==
f iy'
Vi+?'+<
V!+F'+g* Vi+p'+a*
ondela
(23)
si traduce
appunto
inuna
eqaazione
aUederivate
parziali
quarte per <,
che &inoltre lineare
rispetto
alle derivatede!
piu
alto
ordine.
<"
Per brevH&si indto& col nome di isotermte& nna
superficie
a UnM di
cai'vatn.t&isotenne.
M
SttzuN~sbertehte
der BerUner
Akademie,
t.
11, 1888,pag.
1168.
SCFNBHOtBNMmtaOHB
si
Ora osserviamo
che, quandola
S
isotermioa,
laforma
quadratica
r~~+sFa~~+r~
i cMicoefaciendsi
calcolano,
comesi
visto,
con
ouadratnre,
6 a cur-
vatura nulla. Sesi calcolainfatti ladettaforma
quadraticanei
parametri
iaometrici
, delle
Uneedi
carvatura,
si ha
pel 5 288
F<~+2r<M+r<t=c<Mp,
essendoe
costante. Buta ora rammentareil
risultato del
Cap.
n

87
(I, pag. 79) per dedurneil teoremadi
Weingarten
N~~M~MM~a~K~W~~H~~s~o~
MtwaM on
g<~ro<t<fe.
.286.
Oenno
saU'eqoNibrio deUe
saperade fteMibilied
InestendiMU.
Il seconde
metodo, descritto nei
precedonti,
per
la ricercadelle
deformazioni
infinitesimesta in una
notevolerelazione col
problema
doU'equiUbrio
delle
superficieaessiblUed
inestendibili,
comefu trattato
particolarmenteda Lecornu
<')
eBeltrami in due
momoriefondamon-
taU.
Vogliamoqui
indicarebrevemente
questerelazioni,supponendonote
le
equazioni fondamentali
dell'equilibrio
sotto la
forma staMHtada
Beltrami.
Se
riprendiamo
le
equazioni (20),(21)per
la ricercadelle
deforma-
zioni
infinitesime,
vediamocheessecoincidono
predsamonte,mutate le
notazioni,colle
equazioni w~Mt<c
per l'equilibrio
al
4
deUa citata
memoria,allorquando
si
sappongano
nullele forze esterne
sollecitanti
i
punti dell'interno deUa
superficie
edil
pezzo consideratodi
superficie
si
mantengaquindi
in
equilibriosottoraziono di soletensioni
(tangen.
ziali)
al
contomo. Basta
porre
infatti
r~~EGF*.
r'EG-F',
r~~VEG-F'
per
cangiare
le
(20),(21)
BeHeindicate
equazioni
di
Beltrami,
ove si
&ccia
U=.V=W=0.
Si ha cosi il
singolareteoremaosservatoda
Lecomu
(1.
c.
pag. 24)
M
??
P<~MiM6M <!a)
Mr~cM /Mc<Me)
et
<M:c<M<aMet.J ournal del'Mie
Polytechnique
t.
xx~,
1880.
<"
~fK'ea~KMo
<M!.
superficie/!eM<M( e(! <M~n<NM. Memorie<M-
I'Aeeademi&di
Bol~ma. -Srie IV,
Mn
(1888).
32
OAP!TOMXt..3M
Unodata
<fap<~o
(? <w
~fwo sttpe~~ /!eM~M!a
edine8lmcllbil6
m~~o
a sole
/bfj~~nt~ ~emf~
co~~M, M~<<~ ww
par-
<Mo<M
<!f~m<M'<<M<e <~esMM<t
~at
M<~M<
~es~t. Lo studio della
distribuzionodeUeteusioni sulla
superficie equilibrata(Beltrami 7)
rende
ragione
di
questo
risuItato.L'etementotinefn'odisdeUaBuperR~e,
Bptecato
dal
punto(,)
al
punto (+<<',~+~p),

soggetto
ad mm
tensionediretta sacondol'elementolineare
$a,
che vadal
punto (u, p)
alpunto (+9t<,c+9f),
la
posiidone
scambievoledei dueelementiessendo
individuatadallarelazione
(M)
rd!tt3M+r(~~+~$M)+r~~==.o.
Talerelazione evidentemente
simmetrica,
ei dueelementi Unoari
si dicono
c<Mtt~<~ rispetto
alle<eKs~. Si oseerverchedueelementi
coniagati
nel senso di
Dupin
non to sono in
generale
s~a~me~e
(nel
sensodeUe
tensioni); perch questa
coineidenzaavesM costante-
mente
Inogo
si richiederebbeinverola
propoMionaUM
r:r:r'=D:D':iy
e
per
la
(20)
la
superneie
sarebbe
sviluppabile.
Per6 vi ha un
doppio
sistemadi Unee
(reale
od
immagmario)
che
coniugato
insiemestati-
camentee nel sensodi
Dupin;
sono
queste
lelinee
integralidell'equa-
zione
d,pag. 88):
D~+D~p 1/~+iy~
1
Ddu-)- D' dv
D' du-)- D"dv
=0.
i'
du+
r dv 1"
du+
==o.
I
0.
r<~+r~ r<~+r'<~
Se
qaeste
Uneesono
roali, assumendolea lineecoordinate
(,f)
si ha
insieme
D'~0, r==0
e nelladeformazione
infinitesimadi S
corrispondente,
secondoil teorema
superiore,
al
suppostoatato di
eqmlibrio questo
sistema
coniagato
si
coaserva
coniugato.
Danquo:
La
<~tK<Mf{oKe
t~t<e!!tme,
MM!tpMMe<a
(M
st~o
a<<t<o
<?egx~Wo
<M&!
~p~Me ~~t~
ed
<t!es<e~tMe,

quella
Mt!~
~C
~CM<!
coniugato
<~?
tempo
~<<!NM~ee nel
MMMdi
Dupinsi
conserva
CMttt~O~.
Quandodueelemnti
lineari, staticamente
coniagati,
sonocoincidenti
si deveavre
per
la
(34)
r<!M'+2F'd'<~+r"o~==.0.
LeImee
integrali
di
questa equazionedinerenzialosono
quindi sog.
BQUtUBBMDBLLBBUPNtHOMFMSStBM 88
<
gette
in
ogtti
loro
punto
a sola teMione
tangenztale.
Se si
suppongono
Mtdi e
diatinte,
cio&
F~rr'>0,
assumendotea linee coordinate
Bi avr
r==r'~o
e
quindi, per
la
(20) pag.
23: D'='0. Maallora le
(2t~
diventano
~j
\/EG-P
(~'
a
~EG-F'
2 121
e dimostrano che nel sistema
coniugato(, c)
risulta
12) 9<12)
3u~l~~v~2~'
3<t
l;~9f(2;'
D!
qui
vediamocho:
~a
un
p~w
<K
spef~OM' ~M~M!o
ed!t)Ms<eM-
<%ti'e
<~M~o<a,
sottoi!'<MM~
/<M'~~a~ew~ CM~o~M,
!elinee
~?6
a sola<etM!MM
<0)~eM.M<t~
<f<MCKMM un S~e~Kt
CM~M~<0
ad MMMt.
WeM~
e~t!t!t.
1
In
particolare
se il
doppio
sistemadi linee
soggetto
a sole tensioni
tangenziali

ortogonale,
esso coincidecolle linee di curvatara e la
superficie
isotermica.
Le linee
soggette
a sotateMiono
tangenziale
sono
denite, rispetto
alla deformazioM
infinitesima,
da
questo
che esse formano il sistema
coniugato
comunealla
superficie
Sedallasua associata
S,.
Poich
infatti,
essendo
r='f=.0,D'=.0,
dalla mediadelle
(22*)seguoD'.=0;
e vice-
versase si ha
D'eu, D'o='0
0ne
segae
r='r"e'o.
Ora osserviamo
che, prasoquesto
sistema
(, c)
a sistema
coordinato,
le
(22)
si scrivono
?%
Sic
Mit
9.t)
9"9M'9.
questepossonoporsi
sotto la forma
~(~)-&(~)-)
~)-(~')-)-
indicando fattori di
proporzionaUt.
Esse ci dimostrano chela con-
graenza
formata dalle
oongiangenti
le
coppie
di
punti corrispondenti
84 OAHTOMXV.
.286,286
P=B(~,y, <), Po~(~, yo,~e)
di due
superficie8, 8. associateha
per
sviluppabili
le
,<
e
sopra ogni raggio
i fuochi, avendo le coordiute
<~ ~a! ~<'
l"=r' --- 1-' 1-y 1-T l-<r
~+f~ ~e+jry ~+f~
1+r 1+f 1+r
dividonoRrmontetunenteil
segmento P PoDunque: Zesc~MppsM~
della
CO~nMtM'Ot formata
dalle
C<~<M~
t
pM~~MpOMO~t P, Po
due
superficie
associate
8, S. ~:<tw
CMMMMM
questeswpe~<e
CM<d~un
sistema
CMtM~O
ad !MM!t'MtM<t
e~M<~t; sopraogni raggio
t
/<MM
<!tM(!t)M
fMMMcam~eil
segmento
P
Po.
.
236.
Ooppie
di
rigate applioaMU
dedotte da mm
ooppia
mot&'
di
saperOoieapplioabiU.
Gial
prineipio
del
presente capitolo
abbiamonotato che il
problema
delle deformazioniinfinitesime si
pua prosentare
sotto
l'aspetto
finito
della d~wMKMMMe feMe
coppiedi ~Mpef)MeappHeo~.
Ora.
riprendiamo
questo studio,
limitandoci
per
altro alla deduzionedi alcune
propriet
fondameutalierimandandoUlettore, che
vogliaappr&fondire1' argomento,
al
Cap.
VI del Libro VIII delle
J ~M
di Darboux
(IV, pag.111).
Abbiasi una
coppia qualunque X,St
di
superficie applicabili,
che
riterremo definitedalla loro
prima
forma fondamentale comune
E~+2F~<~+G~
e dalle due
rispettive
Mcondeforme
fondamentali,
che indicheremo con
D~-t-2D'~<~+D'~
D,
~M*
+
2
D, du
<?p
+
<
Immaginiamo
di tener fissa nello
spazio
una delle due
superficie,
p.
e.
X,
e di muoverel' altraSt
si da
porla
in contatto con
X,per
una
coppia qaalsiasi P, Pl
di
punti corrispondenti,
e
per
tal modo che le
wSi osservichelaMia~one
d'appUea.MUt&
stabUiseoanchela
eonrispom-
denzadellefacciedliedue
superficie,
eledue
paginepositive
di
2, S,
siassume-
rannocome
cordspondenti.
In
ccnseguenza,,
fissatii
segni
di
D, D',D",
losono
mc!te
quelli
di
D,,D't,ly~
COFPIB N BMATB APPLIOABILI
85
direzioni di
Si uscenti da
P, coincidanocolle
omologhe
di S usconti daP.
La
superncie acquisterces! una
doppia
innn!t& di
posizioni,
e noi
diremo allora che la
a<QM!?Me S, ~Ma ~a
M~pe~Me(t~coM~
E.
Par studiarele
proprietfondamentaUdi siNiatto
rotolamento,
comin.
ciamodal rtsolvere la
questionepreliminareseguente:
Consideriamouna
coppiaqualunque0, 01
di curve
corrispondenti sopra
S, St
e tirando
per
ciascan
punto
di C una conveniente
tangente
di
S,
formiamouna
superficierigata
B circoscrittaa E
lungo
C. Per la
legge
di
corrispondenza dei
punti
di
E,E,
verra fissata una
corrispondente
rigata Rt cireoscrittaa
Si lungo0;
e Mi domandiamo: C~ <~we~
~~
R
<~KcM
Ws~~
applicabile
~a
coM-Mp<Mt<~R,.
in
guisa
che
C, Ct
soM'a~<~<tMoper pMM<t con-Mpmtde~?
Coavieneinnanzi tutto calcolarel'eiemento lineare della.
rigata R,
per
il che assumiamo
sopra
R le coordinateeurvilinee
, definite
nel
modo
seguente (Cf.Cap.VIII,
116).
Prendiamo
per
-x1' areodi
C,
con.
tato da un suo
punto fisso,
per il
tratto di
gnratrice deUaB a
partire
dal
corrispondente punto d'ineontro con
C;
se indichiamocol
simboloS
gli accrescimenti nel sensodelta
generatrice, per
i coseni di
direzione
l, m,
n della
generatriceavremo
7==,j.
~9tt~ 9o~
e
analogamenteper w,M.
Lungo
C saranno
a!,y,.f, !,Mt,
funzioni di a
e
per l'elemento linearedi R si avr
(I, pag. 264)
<+2cosO<!a~+(M'p'+2Np+l)~
essendo
M,N,0038funzioni di a
dennite dalleformole:
~-(S'+(S'+()'
N~J -4.
dctdx <?dot d!<)t <~[
wso=I!Lo+
tn~-Y
+
s dO
-+~+~.
Ora 9i ha
~==:i -L
<&t 3M<&[' 9<;<~t
e dalle formolefondamentali dlia teoria dlie
superficie (I pag. 116)
36 (Mpt-FOMXV.
. 286,287
ttsatta
<?
t~J L~~J -.
~=A~+B~+
j.fD~~+D'+~~4.D")x
r Sa 8s + eaj
e le
analogheper
m, M
cangiando a-,X in
y, Y,
indi in
<Z,
dtwe
A,
B
sono
!M<i'<pM<~t
da
D,D', D",
e
rimangono quindi
le stesse
comunque
flettendola
superficie
E. Risulta di
qui
cheN e cos 6
dipendono
uni-
camentedaU'etementolinearedi
S,
mentreinMgla
parte dipondente
dalla
secondaformafondamentale data da
n~~j-n'j. jL~
e
ID
~u-
+
D'
(d,~
Liu
+
dv
b
+
D"
dll
81118. ~<S~ +~+~~+~
AdunquepereMlaRI
sia
applicabile
sulla Rnecessario e sunteionte
chesi abbia
(a) (D, 7D)
duau
+ (D', I/) (J ttSc+~SM) + (D'\ :pD~
<~ 0
Il
signineato
del
doppiosegno
facilmentesi rileva da considerazioni
di eontinuita. CoUascelta del
segno superiore
le due faccie
corriBpon-
denti
per
le
appUeaMMMsopra B, Bt sono le
omologhe
delle
comBpon-
denti
sopraS,~t;
collasceltadei
segni
inferiori vieneinvertita nMdelle
faccie. Per
eonvtncerBenebasta osservare il caso limite
D,=:D, 1 ~==iy 1 D",==~,
ove
S, S. sonodirettameute
congruenti
e la scelta dei
segni superiori
ronde identicala
precedente equazione(x),
montre evidentementedue
rigatequalunquecorrispondenti R, RI
sono
pure
direttamente
eongraentL
La sceltadei
segni
inferiori
equivale
a
cangiare D~D' ln Du
-D\,
ossiaa sostituire aUa
St
la
simmetrica, p.
e.
rispetto
alla
origine.
.237.
Direzioni
cinematicamente
coniugate.
SceM i
segni superiori
nella
(a),
la relazione
(25) (Dt-.D)<!-}.(D',
D')
(~ ~+~
Su)+
(D"t -D") Se
0
ooordinaad
ogni
elemento lineareds di Xun secondo elemento
!s,
in
NBmOM 0!NBMiT!OAMBNTB OONIPOATE
37
relazioneinvoiutoriacol
primo,
chediremo
(per
ana
ragioneche
appadra
subito)
otMCHM<tc<tMeH<e
coniugato al
primo.
La
questione propostarisulta ooelrisolutadalla
costrazione
segaente:
~<MOM~MtMCMHXt <tr6~~ 0
sopraE, CtMMO~Ma S
~0
C i~
rigata B, F~M
~<MM!0 h dt<~aM<Mtt O~MeaM~MMMM~
CMt~<t<e
alle
tangenti di C;
!<!
rigata
R oa~
~!ca6~ co~~x~d~t~
Bt,
coneo~enMM'~Me <~M~
/<M<!c OMM~/M)-~<o
a
E, El.
Cosi la conosconzadi una
coppia
di
superficieapplieabili
trae
seco,
senza.alcuna
integrazione, la conoseenzadi inanit
coppie
di
superficie
rigate applicabili.
Seil rotolamentodi
2.
sopra
Esi
eseguisce
facendorotolare
0. sopra0,
per l'applicabiiit
diretta di
RI sopraR,
&chiaroche la
prima rigata
rotoler sulla secondaead
ogni~momento
rasse
istantaneodi rotazione
concideracolla
generatricecomunedi
R,Bt.
Cosl
adunque: ~tMttd'0
M
Sttp~M
rotoda
sopra
WM
st<p~< ap~M~~eX,
!'awe istantaneodi
~M'~OMed!tr~o
piano ~~M<e
ooMMtte a
X,Xt d~t~MMe
cinematicamente
coniugata
a
gM~J a<Mo
spostamento
del centro
~a~aHeo.
Confrontiamo ora le
direzioni cinematicamente
coniugate:
l." colle
direzioni
coniagate
nel sensodi
Dupin,
2."colledirezioni
ortogonali,
cio
che d
luogo
ai risultati
seguenti:
l." Se due direzioni sono
cinematicamente
coniugate,
e
coniugate
inoltre nel senso di
Dupin rispetto
ad anadelledue
superficie,
sia
E,
taii sono anche
rispetto alla seconda
St. E invero
sussistendo la
(25)
insiemecon
si ha anche:
Dd'MSM-(-D'(Q'~+~9)+D"ap$o~O,
D, a~
-)-D~(aMSf+~SM)+D"t<~
==
o
Vi ha un
doppio sistema
(reale
od
immaginario)coniagato
comune
a
X,Et nel senso di
Dupin
e
quindi
anche
cinematicamente
coniugato.
Indeterminazione di
questo
sistemaha
luogo
soltanto
quando
D,:D't:D"t==D:D':D"
cioe
(essendoD, D"I D'}
a
DD"
D") quando
D,=D,
D~,=j:D', D"=D"
<
L'opportnnadenominMiono Atoltadaunanotadel
BNMRAm! 1Det moto
~!tM<<M
di unsolidocherio~o~
sopra
unaK~)MMo. Giomatedi
BaMagUnt 1872.
SeDi
supponeS,
deformatainanttestmadi
E,
ledireztontcinemattcamente
coniugate
coincidonocon
quelle,
cheal
235abbiamochiamatestaticamonto
coniugate.
88 CAPHOMXV.
.
387
e allorale due
aaperncie
sonodirettamente od inversamento
congmonti.
3. Attorno ad
ogni punto
vi una ed in
~e~MM~e
unaaola
coppia,
semprereale,
di direzioni
ortogonali
ecinematicamente
coniugate;
esiste
cioun solo
doppio
sistema
ortogonale
e cinematicamente
coniugato.
Le linee
corrispondenti
sono
(Cap.II, 89)
le linee
integrali deU'equa-
zionediS'orenziaIe
(Dt-D)<!M+(I/t-D')~ (D'D~-)-(D"i-D")<~ CD~-D)du-(D'D~dv, (D'D~du-(D"Iy~dv
<= o.
E d! +F F du +Gdv
Mav hauncasomoltonotevoledi
coppie
di
superficie appUcabUi,
nelle
quali
a
qaatsiasi
direzionecinematicamente
coniugata
ladirezione
ortogonale.
Perchci&accada necessario e sn&ciente chesuMiatala
proporzione
DtD:D't-r/:D"t-D"==E:F:G,
ossiache si abbia
(26) Di==D+AE, D~D'+~F, D"~D"+~G,
essendoX unfattore di
proporzionaUta.
Mase sostituiamo
questi
valori di
Di,D\, D,
nelle
equazioni
di
Codazzi,
rammentandoche a
queste equazioni
soddisfa tanto la tema
D,D',
D" come
E, F, G,
ne deduciamosubito le
equazioni
E~- F ==0 9f 3M
v au
ondedeve esserennacostante. Di
pi
dobbiamoavere
per l'equazione
di Gauss
D,D"tiy!==DD"-D",
e
quindi
2FD'-ED"-GD
~EG~
Il secondemembro la curvaturamediaH della
superneieS,
che
deve
dunque
essereco~~e.
Viceversa,
esseado S una
superficie
a cur-
vaturamediacostante
H,
le formole
D)=D+HE, D\ c D'+HF, D =D+HG
dannovalori di
D, D', D"
che soddisfanoalle
equazioni
di Gausse di
Codazzi ed
appartengonoquindi
cornecoemcienti della secondaforma
MBEMONtOHfMtATKAMNtTBCOMUOATE 39
fondamentale,
ad ana seconda
superficieX,applicabilo
sulla
Z; questa

allasua volta a eurvatm'amediacostante H. Si vedesubito chesuUe


due
superficie
si
corrispondono,neIl'appUcabitit&,
le linee di curvatura
e i
raggi
di curvatura
dell' una,cangiati
di
segno, sono
eguali
a
quelli
dell'altra
permutati.
Abbiamocosi stabitito il teorema:
0~ M<pe~c<e
a <t<n'a~<~meata c~aM<e
(nonnulta)
w determina
MK<t seconda,~!<tM~
sulla
prima
concMMenwM~fMe <M~linee di ot<~
vatura eafinversioneaM
ya~ principali
di c:<n)a<M~t.
~!<e~ecoppie
a
sMpe~Me <t~~a&~o~wo ~-op~a
oaroeW<!<!<w ohe
sopra
esMtutte
le
coppie
<?d'~t<w<
<~o~M<~t
soKoa&f~ cinematicamente
eoMt~o<e.
.
288.
Doppio
sistema di UneeotnematicMMnte
Mtecoaiag&te.
Ritornandoal caso
generale
di due
superficieappUcabili,
osserviamo
cheuna direzionesar cinematicamente
coniugata
a s stessa
quando
si abbia
(27) (Dt D) +2
(D'i D')<? +(1)" D")
==
0
Lelinee
integrali
di
questaequazionedifferenziale formeranno
dunque
un
doppiosistema,
realeod
immaginario,
di lineecinematicamenteauto-
coniugate.
Se si rammentail
signi&cato
fondamentaledel
quoziente
D~'+ZD'+D"~
E~'+2Fa!M<~+G~
delledue forme fondamentali
(Cap.IV, 61),
si
puo
dire che le linee
definitedalla
equazione
differeMiaie
(27)
hanno la
propriet caratte-
risticadi avere
sopraS
e
Xt
lelorocurvaturenormali
eguali
edM~s~MM
segno,
e
conseguentementeeguali
anchele curvature assolute. Che
se,
prescindendodal
segno,
domandiamosololelineeche
sopraS, abbiano
eguali
in valoreassolutole
prime curvature, vediamo
che,
oltrele linee
integrali
della
(27),
soddisfanoa tale condizionetutte e sole le Iinee
integrali
dell' altra
(27*) (Di+D)
du'
+
2
(D'i+D")
du<&)
+ (D",+D~
<~==<o
Le Iinee
integrali
della
(27) possono
esserereali od
immaginarie,
manel secondecasosaranno certamente
reali,
secondeun'osservazione
di
Voss,
lelinee
intgrait
della
(27*),
ei6cheVossdimostranel modo
Oe6e'' ~Mn~WM~e
FMc~e! Math.AnnalonBd.46.
40
CAPITOLO XV.
.
288
seguente.
Indicando
conA,A,
i
discriminanti delle
(27) (27*);
A =(iy,-]y)' (D": -D")(DI D)
=
(D't+1~' (D",+DO (D.+D),
abbiamo
A==.(DD'\+D"D,-2D',D')-2K(EG-~
~=.-(DD<+D"D,2D',D') -2K(EG-F~,
essendoK la curvaturacomunedi
S, 2';
di
qui
si
trae
~+~=,2K(EG-F~.
Dunque
se la curvaturaK
M<~ot~<
unoalmenodei due discrimi-
nanti
A,A,

positivo(nonnullo),
e
quindi: le
linee
~<~{
di wtM
almenodelledue
<~MM<MM (27),(27~
aMMycc~~e d~M<e.
Quando
siaK
positiva,
cioambeduelesecondeformedi
S, E, siano
dennite, l'equazione
D-pD, D'pD',
I D~PD'i
D'
PDni
0
D'pl/t D"-pD",
ha le radici
reali,
e
per
cioil suo discriminante
(DD",+iy'Dt2D'iiy)'AK'(EGF~'=AA'
certamente
positivo
o nullo. Nel
primo
caso
A,
hanno
segno
con-
trario,
ondele linee
integrali
di una delle due
equazioni
(27), (27*)
sono reali e
distinte, quelle
dell'altra
immaginarie.
Il secondo casosi
eadude subito
perche,
se
supponiamo p.
e.
~='0, le linee
integrali
della
(27)
sarebbero roali e
eoincidenti,
edassumendole
per
linee coor-
dinate fscostante avremo
Dt<==D
e
quindi,
a causadi
A=0,
anche
D~'=D', dopo
di
che da
D.iy,-D'}~DD"D",
essendonecessariamente
D
0
perch
K
> 0, segne
inDne
D"t=
D" ole
due
superficieS, Si
sonoallora direttamente
congruenti.
<"
Assumendoalineecoordinate
(u, v)
lelinee
integrali
della
(27)
o
(27*),
ridurremo le due secondeforme foNd~menttIi
diS,~
ad offrire l'uno
<"
Rimandiamo
pel
caso Kt=.00 alla citata memoria di Voas.
SMTNt CONIUGATI FHMANNfTt 41
o l'altro dei due casi
seguenti
M
i (D<!M'+2D'~M<~+D"<a)'
(~
(Dd''2D'd't~+D"<~
(D~'+2D'<~<~+D~<)~
(El)
IDdU'+2D'cWdv+D"dv'
dv D"dro'
?
(-D~'+2D'<?<t<D"~
g.
289.
0
BiatemacOniagatoeheBtcOMMV&CMlittgatO
immmde&nnMdoneCnita.
Termineremoil
presente capitolo
col trattare
per
le deformazioni
/!ttt<e
il
problema
che
gi
al
227
abbiamorisoluto
per
ledeformazioni
lnfinitesimee ciola
questioneseguente:
Dft~ una
superficieS,
e
S<!p~
<!??M<~6M<t
<!<m~'<!<0 (, c),
~~O-
M<Meere seesiste una
superficieIl applicabilesop~ S,
MeKa
a't!~
si-
S<e!M<!
(u,f)
si <!(!M$e~t
coniugato.
Dobbiamo
qui
avere
D'=.0 D\=.0
0
DD"
D, D"t
e
per
cib
n"
D,=).D, D",==~,
essendo X una convenientefunzione di
u, v.
Ora
D,
D" soddisfano aUe
equazioni
di Codazzi:
~+~1"-
0
~+t?)"
eallemedesime
equazioni
dovrannosoddisfare
Df, D"
ci&ched
per

il sistema simultane
3 /1\ 22)D/1
lliy/,
1\
~M" it~~Y"
~=
lUI
2
D~)-
3I
==
1 1>">, au 2 D
-I'
Queste,
ricordando !erelazioni
(I pag. 167)
(23)
D
12)' (11) D" (12)'
<1)D" 2)' ~2)D"h)
42 CATtMMxv.
.
289
dove
gli
accentl si riferleconoai simboli di
ChristoM calcolati
per
l'ele-
mento linearesfericodi
S, possono
seriversi:
~f~==
(2S)
~~=~~
~).
enella
eompatibiUt
di
questoequazioni
contenutala condizioneneces-
saria e su~ciente
per
la esistenza della cercata deformazione. Ora il
sistema
(28),
col
cangiamonto
di funzione
incognita
~-1+~
v
si rlduceal sistemalineare
~~i~ ~t~.
La condizione
d' integrabilit
ci d
(29*)
~f-]~2{~f!
2)
1)j
h t
2
( 9.
{2j
e se
supponiamodapprima
9 (12)' 9 (12)
9<2! 9(1)"
>
avremo un unicovalore di
v,
il
quale
dovra inoltresoddisfare alle
(29)
perch
la
super&cie
sia deformabilenel modo voluto. Se
poi
a
12' 12)'
9<f 1
2
il
problema
sar
possibilequando
sia nullo anche il secondo membro
della
(29*),
cio
quando
si abbia
/aM
3 9 (12)'
..(12ni2/
lt==~!2)=='~ltf2)-
Maaltora U sistema
(29) 6iHinHtatfunento
integrabile
e la
super-
ScieXammetterunaserie
continua,
conun
parametro,
di deformazioni
netle
quali
il sistema
(,<')
si conserva
coniugato.
Studieremo
pi
da
vicino,
nel
prossimocapitolo, questo
caso molto intressante. Per ora
SISTMHCOMOOA'M PSBMANMftt 48
Umitiamoeiatl'OBservazione
seguente,
che riesce di immediataovidenza
sesi bada chenelle
(29) figurano
solo i simbolidi Christoffel
per
l'ele-
montoUnearesferico: La
j)osMM~,
o
mew, ~e~
WM
a~M~e S
in
~ttM
daconservare
coniugato
un ~CMa a~M~M~e
coniugatodipende
M~MMK~e
<!aK'MMM<MK' s/~<c<t
di
a'MM<o
sistema. In altre
parole,
sela
superficie
E ammetteunatale
deformazione,
qualunque
attra
super-
ficie2 aventelamedesima
immaginesfericadel sistema
coniugato(u,v)
ammetter una deformazione
analoga.
Risultainoltredalladiscussione
prcdente:
Seuna
s<~M<'
S am-
mette
pi diuna<M-MKM~
cheCOKSaw
coniugato
? iM~MOO~tOtJ ~M~
coniugato,
OMM~eS<t
serte continuaadun
~<MK~-0
di
d~M<MMMt.
.
240.
1teoremi di PeteKen.
All'osservazioneora fatta si
colleganoimportanti
risultati dovnti al
geometrarasso Peterson,
che li
scoperse
nel
1866,
e sui
quaU
soltanto
recentementeP. Stocke!
ha,
molto
giustamente,
richiamatal'attenzione
dei
geometri.
Siano
S, El
una
coppia
di
saperncie applicabili,
riferite al sistema
coniugato
comune
(M,o);
sia X una
superficiequalunque
aventeacomone
con S
l'immagine
sfericadel sistema
coniugato(,c).
Per l'osservazione
fatta
sopra,
esiste unanuova
supor&cieX,applicabilesopra~
conconser-
vazionedel sistema
coniugato
comune
(w,v). Oraben notevole
(ed
in
questo
consiste il risultato di
Peterson)
chenote
S, Xt
o Xsi ottiene Si
solocon
quadrature
eledue
superficieS,, Xt
hannoalorovoltaacomuno
l' immagine
sferica del sistema
coniugato(u, v).
Per dimostrarlo indichiamocon
(x,y, .f),(xl,y,, ~), (~,
tre
punti
corrispondenti
di
2.,
2. Avendoledue
superficieS,
S a comunel'im-
magine
sfericadel
sistemaconiugato(u,v),
leformoledel

78
(I, pag. 166)
w
Per ledefbrmazion! infinitesime 11teorema fh
gi
stabilito al
SS7,
dove
si
espresse
sotto forma
semplice
la condizioneoui deve soddisfare 1'
immagine
sfericadol sistema
coniugato.
<" Sur la
<M/!M'M<!OM
des
8urfaces. Comptes
Rendus de r Acadmie des
Sciences
(Novembre 1896).
~w~e~
und
co~t~~e ~~eme. Math.
Annalen,
t. 49.*
44 OAPtfOMxv.
.
240
dimostranosubito che sussisteranno relazioni della forma
''3~ -&e
3~
9~
-,9~
~3.'=~'9.r~
f~
,,9!B
,.9y
3~.a~
'3;==~'9.=~3;=~.
essendo
P, Q
conveniontifunzioni di
u,
o. Si
ottengonoimmediatamente
lecondizioni
d'mtegrabilit
sottolaformadeUedue
equazioni
simultanee
per P, Q:
ap
1121
(82)
~+~
0
c
o
(M)
(S+t?~
)
au
l'
Ma
poich queste dipendono
solo dai simboli
}~
relativi al
e
(1 (3
d~' dlia
1,
riferita al sistemo
coniugato (~o),
e la
St

applicabile
solla
2,
il sistema
(u, <')
essendo ancora
coniugato,
saranno
pure
tre
differonziati eaatti le tre
espressioni
p
ax'
Qaxl dv
p
a3~~
,i- Q~S_!` dv
pa~'`du
+ dv
~~+~ ~M' ~*+~
9
onde
potremo
determinaretre funzioni
y,,
in
gaisa
che si abbia
~_p~ ~_T,~t
(gl*)
1
~3~'
$
3<t'
<)
(
au
=
au
1
au 3u
-=
au
~'==~
o~
n~'
9o '*3o 9~ 9p 3e
R!gaardando xi, yt,
come coordinat di un
punto
dello
spazio,
questo punto
descriveuna
superficieS,,
per
la
quale
hanno
hogo,
come
subito si
vede,
le
propriet seguenti:
l." Essa
applicabile
salla avendo il medesimo
~'==P*E~+2PQF<<M~+Q'G~
2.'
LaXt
haacomunecon
1:1' irnmagine
sfericadel sistema
coniugato
(, v),
il ehe dimostralenostre osservazioni
superiori. t
Applichiamoquesti
risultati alla risoluzionedel
seguente problema:
M
MMBMAZMNt CM CONBBBVANO M HNBNDt OUBVATO&A 46
J ~ tma
superficie
E WoeMMuna
(~OfaMM~tM tM~aW~
<?"-
WM~M!e!<M<e<~OMHW~a~
Quiconviene
distinguere
dueoui secondechela
superficie2
ammette
una deformazionecoH~tMadeUanatura
richiesta,
ovvero un'unica tale
deformazione
( 239).
Nel
primo caso,preseper
linee coordinate so-
pra
Ele lineedi curvatura
(,v),
l' elemento linearesferico
(u, f),
che
ortogonale,
dovr soddisfareatle condizioni
(80).
Essendo
t~f
9)1)~~ 8j 3u;12~/=~ 2
il sistemasferico
(u, o)
anzi tutto isotermoe scrivendo
<~==X(<!'+<
si dovravere inoltre
per
la
(80)
(8)
yiog~31og\91og~
9!t9p au 9p
Madi
pi, appartenendo
l'etementolineare
precedente
aUaafera di
raggio~l,
dovremo averealtresl:
(~ 9'Iog). j 9'I~
a
au' a~
Le due
equazioni (p),(1),
comefacilmentesi
dimostra,
non
possono
soddis&rsi
contemporaneamente
inaltromodocheassumendo
Xfunzione
della solau o della sola<
Dunque
il sistema sferico
(,
v) formato
dai meridiani e
paralleli
e le
superncie
domandatesono tutte e sole
le
superncie
modanate del
Monge
a
svituppabile
direttrice citindrica.
QuesteSt<p~o
sono
(~MgMe
MtM<<!MM<<
~/bnK<M-MMM
CO~t-
nua <~<!MMercct le liMe di efpa~<r<t.
Questo
risultato fu stabilito dal
Codazzi fin dal 1866
Nel secondecase sia
<<!<~+~
l'etemento lineare deUa
rappresentazione
sferica
per
la
superncie E,
che
supponiambapplicabilesopra
unaseconda
superficieS;
conconservazione
delleUneedi curvatura. Perchcioabbia
luogo
necessarioesumoiente
L'integrate generale
\=~
dlia
(~
non
pub
Mddie&rola
(~
che
eendo costante U o V.
~+-v
<"
Annali di Tortolini
(1866)pa~'
~tO.
46
OAMTOMXV..S40
ehesiano
compattMU
le
equazioni (28)
in de!
prcdente,
cio
9/l\_9IogV~
1\
~M""9<r'
31og\/e/l
~r')-
Ponendo
ft=='
f<==~,>
vengono
soddisfattele
equazioni
carattenstiche
(I, pag. 167)
~=~ ~9M~
9<< 9M
av
le
quali
dimostranocheesisteuna
superficie
acurvaturacostante
positiva
(nonsferica)
aventea comune
cot!a
l' immagine
sforica delle tineo
di
curvatura
viceversaM unatale
superficieasiate,
la X deformabile
nel modovoluto.Ne concludiamo:~<~ee solele
~~Me,
che~MMoa
COMMMe conM
superficie
a C!<MM<M~ CO~aM~
pM~Mt<'MMM<~M!e sferica
dellelineeat
cw~~M~,
possono
Wc~weuna
deformasione~a
co~etw
leMaecdi CMn)0<Mfa.
Propriamente
non fa eccezionenemmeno il caso delle
superficie
modanate;
soltantoallorail sistemasferico
(u, v)
di meridiani
ossendo
immagine
di
M~t<~superficie(di rotazione)
a curvatura
costante,
la
corrispondente
deformazionedi S
pub
farsi in infiniti modi.
CAPITOLOXVI.
Le
CoBtrtn~eW
gta
H teoreaM dt Moutard jelattvo atta
eqttMteni dt
Laplace deUa forma M C. Le
D teorema dl Moutard l'tIlatlvo aile
oqUl\lloDI dl
Laplace della
9M3p
t!o
M 6. La
eengmeMe
W Bulleoui falde dette
Mp~aote
fooaleti
eottftpoadOM
le UMeMdntottdie.
Leto de)-tvt)ttone dtUe deforatMioat ttt6)~te)tme della
npertote fooale. Teorema
dt
Halphen ~neratitMto. Le
con~nteMe mrmftU W
cerrbpendentt alle
MMMtoai
9*6
0
9*9 9<0
0. Tooremi di Darboux sulle
supergole W,
ohe hmno
9tt9e
'*
3<~
D~beax Batte
MperSete W,
ehe hmmo
i
reggt
dt ourvatura
legati
dalla MtMttMMrt
n
Mnk
[ff, +n)]. DetenntnMtoae
dt tatte le
Mperete &pptiMbiti
nul
pambototdedt
rotMtoM.-AppUoMtoM
aueee~vt
dette
tftttfonnMtont dt Moutard ed
tnhtfpmtMttOM j~emeMot per
le
oonp-aeMM
W.
CoagmemM
W le oui falde della
auperitofe
foette honoe
uguale ourvatura net
punti
cor.
Mpemdentt. Teorenot dt
peM))tabitt<A
per queote ceagMeate
W. Teot'etnt dt OoMemt
tatattyi ane
Mperaeie aMeotate dt
qa<MteMperNotefoottt.
.
241.
n teorema. di Moutard e la m&
imterpret&ziomegeometrica.
In
questo
seconde
capitolo,
dedicatoalle deformazioni
Mnitesime,
studieremo
specialmente
una nuova classedi
congruenze
intimamente
legate
a
queste deformazioni;
taU
congruenze
derlvano ne! modo
pi
semplicedall'interpretazione geometrica
del teoremadi Moutardrelative
alle
equazioni
della forma
MO ~J -~ MH
9.0.+~'=~
dalle
quali
abbiamo visto
( 226) dipendereappunto
il
problema
delle
deformazioniinfinitesime.
Rammentiamo
per
ci6
prima
brevementeil bel risultatodi Moutard.
Se 0 una sotuzione
qualsiasi
della
equazione
(1)
are
t=mo M
0
48 OAPTOM XYt.
.
241
ed R no una soluziono
particolare6ssa,
talche
S-~
risultera,
in forza delle
(1),(2)
8 R OR
a a
98?
+~? ? =='
99 3f 9f
onde,
indicando
unaconvenientefonzionedi
v, potremo porre
9 R 6
R
w
j~==
99 3B
'~==" ?
a8 9B
9 9 9f 9~
Sescriviamo
questeequazioni
sotto la forma
1~ -J ~
e
1~
R'9M~
3MWR'3f"~W
vediamo
che soddisfa
alla sua volta alla
equazione
di
Laplace
9/19~.
9/13~
3.+~(R'~==~
Qaesta, cangiando
lafunzione
incogaita <['colporre
t=Be,,
prende
nuovamente laforma
(1)
di Moutard
Si-
dove
<"
"'=~
Diremo che
<!g<M'<<Me (1*) <ra~M<
J M<~< <Mf<;
egtM-
<<OMe
(1)
<Me<K<~e !?)!<?<<?!?
particolare
B. vidente che l'inversa
di R
, per
la
(4),
unasotnzione
partieolare
della
(1~,
talch la
(1)

alla sua voltab trasformatadi Moutarddeia
(1*)
mediantelasolazitone
particolare
1 due
problemi d'integrazione
delle
eqnazioni (1)
o
(1*)
sono
equivalenti giacch,per quantoprcde,
frale loro soluzioni
gene-
H. TMBEMA D MOUTARD
49
4
raU
9, C,passano
lerelazioni
espresse
dalleformole
(6)
=-R. ~~) =R<9
3M
"3M\R/'
9)
"B/'
dalle
quaU,
nota
6, si deduce 01con
quadrature
ed inversamente.
ScrMamo
esplicitamente
ancheleformole
corrispondenti
relative alla
equazione
(s)
310
a'Q =MO
(6)
s+~
che si riduce del resto alla
(1) prendendoper
YadabiU
M+~,-<w.
Se R una soluzione
particolare della
(6)
e
poniamo
M ~f~
9'/l\1f
(7)
M,=B~+~~j,
l' integrazionedella
(6) equivale a
quella
deBa
seguentetrasformata
) ~t M
~)
9'+9..=~e,,
mediante le formolo
(8) 'L(R.R,9~
0
~R~~ R.9~\ (8)
a(Re~)~R,a
(~)
~J ~
91)
-=
ta
e 3~J '
Mediante le formole di LeUeuvree
quelle
relative alle
deforma-
zioni
infinitesime, possiamo
dareunanotevole
interpretazionegeometrica
del teoremadi Moutard. Essendo
,
)},
Ctre soluzioni
particolari della
(1)
ed R ama
quarta soluzione, consideriamo)a
sapereio
S definita
dalle
formoledi Lolieuvre
')
x
C
(9)
9M'"
<~
3C
9M9M 9it 9e
e
quella
sua deformazione
infinitesimache
corrisponde
allanuova sola-
zioneR ed definita dalle formole
(12)
226
(pag. Il):
R $ R
9!
9M ?
9<==" ai SR
9M9M 3f 9p
che danno le
coordinatei, i,
~'di un
punto
della
superficie
S corri*
60 OAPITOLOXVt.
.
241
spondente par ortogonalit
d'elementi. Se si
pone
(M) a!==R~
y==RD)t
1 ~RC,
saranno
per
la
(5)
tre sotazioni
particolari
della
(1*),
trasformate
di
$, T),
Ccol metodo di Moutard. Costrmamoora
nuovamente,
oolle for!
mole di
Le!ieuvre,
una
super&cie
Si riferita alle sue linee assintotiche
(, v) deftnita,
a meno di una
traslazione,
dalle
equazioni
Ct Ct
/n\
C'
~il C~
(")
9C;
9 au 9p
e daUe
analoghe
in
<t.
Disponendo
convenientementedelle costanti additive in
a; ~t,
di-
mostriamo che S~
pua
coUocarsiin tale
posizione
neUo
spazio
da for-
mareinsiemeconSleduefaldedella
superScic
focaledi una
congruenza.
E infatti dalle
(9), (11)
deduciamo
9(a!ta;)
C Ci
9'"
3<t au 9M
fia*) 3~==
w 3f 9ooo
Orale(5)damio
R-~r-
='
~"3.r- ~<r ~~a
(~)
ax
a~~l-
(r_'1/I)aR
a(C~1:1
(C-r.lR
R~($+~ R ~+~ R (C-K~,
ondefsnita
ec,
~j-~i ~-L.~
OM'OM'OM'OM
~+~ C+C.
3~
1
3e ep 9<) w
MT~NMtBTAZMNS
MOMETMOADSL THOMMADl tfOUTAM) 61
colle
analoghe
dedottecon
permutazione
circolare.Sottraendoqueste
ul-
time
rispettivamente
dalle
(12), (12*),
otteniamo
9(~-a!)
9(~)
l Cil l'1/1 ( 1
au ==3u
'1/ C
av
'1/
C
Disponendoadunque
convenientementedliecostantiadditivein
.?,,
possiamoporre
seNZ'altro
(14)~==~+
tj
<t C
,~=~+
C
Ct $<;t
,<f,<=~!+
$~&
Seconsideriamo la
superficie St
definita da
queste
formole inrela-
zione colla
S,
leformole
$
(~-ic)+it) (~t-~+C (<;t-<)==0
S,(~-ic) + (y, -) + (t (<t-s)
=
0
essendoE,
Yj, CproporzionaU
ai coseni di di~zione della normale a
S,
~t.Ct
a
qteUi
della normaleaS~
ci dimostranoche il
segmento
che
muscedue
punti corrispondenti
F
(~,y,<') Fi (~<'t)
di
8, SI
toccain F la
snperncie S
ein
Fi
la
superficie
Si. DnnqaeS, St
sonole due falde della
superficie
focaledella
congmenzagenerata
dai
raggi FF,.
Di
pi
sussistela
importante propriet:
<S'~due
falde S, St
<M!a!
~<~e focale
di
questacoHS'~<etM'<t cotTMpo)&MM
!e!MMeMtM-
<e~
c,
cibe~ torna 10a<Mso, <<M<etMt
<!Mtt~.
. 242.
LecongMteMeW.
Le
congruenze,
sullecui faldefocaUsi
corrispondono
lelinee assinto-
tiche
(o
i sistemi
eoniugati),
si diranno
c<M~n<~M'e
W
per analogia
col
casodlie
congruenze
ttorMa!tdi
questaspecie,
ovele
superncie
normali
ai
raggi
sono
appunto
le
super&cie
indicate conW al
cap.
IX.
Per una
superficie
&a curvatura
positivapossiamo
ottenereformole
del tutto
analoghe
aile
precedoati,
senza introdurre immaginarii,
col
rionre la
superficie
ad un sistema isotermo
coniugato(c.
V, .79-80)
62 OAHTOM) XVt.
.
243
BMendo~,C
tre sotuzioBidella
equMione
(15)
~+~-M9,
la
superScie
8 6 definitadalle formole
e C
9w""
9c9f 3<t9M
e dalle
analoghe
in
y,<
SeR indica una
quarta
Boluzionodella
(16),
le formole
S 226)
B E B
3a) 9a?
aR
3$
SR
9p 9o 9<t 3<t
deSniacoMunadeformazioneMnitesima della
S; ponendo
nuovamente
~c=R~, @yc='R~h,
<'='B(t,
si ha
(17)
9~SR
~(R{,)=.-R~+~.
e si veriScher&subitocheleformole
(14)
dannoancora uaa
congmenza
W, poich
avendosi
conseguentemonte
Ci
~~=-
~y,,
~'==:
9M
9c
9p 3p 3M9M
sopra
le due
superficie
focati
8, Si
si
corrispondono
i sistem
MnhgaM.
Ora,
se si osserva che
per
le
(10) {,C
Csono
proporzionall
aUe
componenti ?,
~dHo
spostamento
che riceve il
punto F~(af,y,z)
nella deformazioneinfinitesimaconsideratadi
S, possiamo
enunciaK il
nostro risaltato col teorema: Si c<MM<d~Me
<wM<M<)M< M)~M<es<Ma
gMOH~w
<?MO!
~Mpef~eM
S e
per <~ jp~ ~8,
tte!
piano&M~eM<e,
coM<&(ca il
y<t~
MOfMM~ aNotaSf~~MM<M!o
<po~MeM<o
aM<o<M
PMM<0;
!e
CM~tMM<M!
a~ CM~Mt<aM<t
<M)!$M<aM
W.
Qnesto
teorema
prsenta
Mturalmente uncase di
eccMdono,quando
MCOtMMnHNBW 68
cioela costrazioneinesso
indicata,
anzichead un siatema <?'
di raggi
dia
luogo
soltantoad un
sistema <a'. Cio accadesoltanto
quando
la su.
perficie
8 sia una
superncie rigata
e la direzionedello
spostamentodi
ciascun
punto
nella deformazione
supposta
sia normalealla
gnratrice
che vi
passa.
Sarobbefacile dimostrare che
ogni supor&ciorigata
am-
mette deformazioni Mnitesime di
questa specie.
Quiohard,
at
qualo
sono dovutele formole
precedenti por
le con-
gruenzeW,
ha osservato altresl che esse dannole
pi genoraU
con-
gruenze
W. Andiamoa dimostrare
questo importante
risultato
che, pel
teorema
precedente, possiamo
anche enunciare cosh
C!hMtM<t
falda
<atM
cM~Mea~a
W M<M<Me<? H<t
a~wM-
<~ ~~Mta,
~<t
quale
<'0
Sp(~<MMCM<0
<?
pMt~O
0!M~M
p<t-
fa~M'fMM~K<tM<MWM~ M!
punto MtTMpOMd~
<MJ "0~'<t
/M<t.
Consideriamonelladimostraztoneil caso in cui mUeduefalde
S, St
lelinee assintotiche
(u, v)
siano
reaU,
l' altro caso
potendosi
trattare
affatto
analogamente.
Essendo
(x, ),(a?, ~)
due
punti corrispondenti
di
S, St ritoniamo le due
superneie
definitedalle formoledi Leiieuvre
<'ia\
t
<
(18)
10
=
3'q
3t
1
LO
=+
1 1
3t
1
3~'
3C
9t~+
3C
9Mau 3p 3p
(19)
9i<
+
3' ~'
au au
dove
~,(; $t,Ct
sono
rispettivamente proporzionaM
ai cosenidi di-
rezionedellenormali a
S, St
nei due
punti corrispondenti.
Ponendo
<'+~+C'==p, ~+~+<3=p.,
saranno
1 1
(20)
K==--
K,
le curvature di
S, S,.
Si ha
per ipotesi
(~) +
~) + C
(<<)
='0
6t(.Ct-<c)+ v), (yt-y)
+
(~) <==o
e
potremoquindi porre,
indicandoconm un
convenientefattore di
pro-
64 OAPTOMXVI.
.
242
porzionaUta
(21)iCt<B'=M
~CJ
'e=.)M
CtSt
,<='M
!t~
C
t C <<!
Derivando
queste
ultime
rispetto
ad <te
moltipUcando
le
equazioBi
ottenute ordinatamente
per $,<),<,
indi
per ~C)
e
sommando,
si
ottiene:
)!C
C
S~C
C
!<)C
C
$<)(
C
~)
==M ==<M
~~}9C'
999M
99M3<<
99M3
9<<99w
Similmente
operandorispetto
a
v, segue
~C
C
~']C
C
~T)<
t
~<
C
(&)
C~
=.M
')'
=,M
~}~~

av av ~v 3'vavv av ari v 9t)9p9p 9t~3f9c 3p9c 9c 9t) 3c 9p
Ora non
possono
essere simultaneamentenuIHi duedeterminanti
6 C { C
~)t Ct C)
9~
9:
96
9C
9au9 9o9p9o
cM altrimmti si avrebbe
~+'
0
~+~+~
indi la
proporzione:
i Ct== T) C
e,
le normati in
punti corrispondenti
a
S,S,
essendo
parallele, queate
MSCONNMBNZBW 66
due
superficie coinoiderebbero,
cio che
Mctudiamo.Le
(a), (6)
danno
eonseguentemente
~csl 1
e
possiamo
fare senz'altro
w=sl,
cangiando
nel casocontrario 1
segni
di
St,
tj,, C).
Cosi avremole formole
(22)~'=.o+ ,~=~y+
Ci &
t
,~==~+
,
< CC 6 t
le
quali
dervato
rapporte
ad
, v,
osservandole
(18),(19),
damiole
proporzioni
~H,
au u
a~ a~
a+
+
Possiamo
quindi porre,
indicamdocon
a,
due
convenienti faMioni
di,
~).).
(m)
~),(~.
Deriyandole tre
prime rispetto
a v e sommandolecolle
corrispon~
denti della secondalinea derivate
rapporte
a
u,
ricordandoche
t},
(
sonosoluzioni di una medesima
equazione
di
Laplace
<
s~
0
otteaiamo
av
(.M-)~
(2M-2~L==~-M%
9c
3~' ~o 3M/~
~M 9.R ~~f <~t
)Zm
'Zctp
=-
j c
==)
.]
<~
3~' \9o 3~
66 OAHTOMXVt.
.
242
e
quindi,
non sassistendo la
proporzione~Ct='$:ij:C,
si avr
~o
9p 3M
2M==2.p+~+~.
Indicando conR unanuovafunzionedi
, v, possiamoduaque porre
3togR 91ogB
"3M-
P==-
e la secondadelle
prcdent!
diventando
n
i
dimostra che R soluzionedella
(24).
Ed ora le
(28)
si riducono alle
]
(18)
del numero
precedente,
e il teorema risulta cos dimostrato.
Coi riaultati oraottenuti si vieaeadare una
elegante interprotazione
geometrica
del teorema di Moutard. Presa infatti
un' equazione
di Mou.
tard
(t), 8<aB tma aua soluzione
particolare
mediante la
quale
la
(1)
si
trasformi,
coll'indicato
processo,
nella nuova
equazione(1*). Prese )
tre soluzioni
particolari $,it),
Cdella
(1)
e costruita colle formole di E
Leiieuvre
(9)
la
corrispondentesuperficie
S riferita alle sue assintotiche
u, r, l' equazioneper
le deformazioni infinitesimedellaS
precisamento
?
la
(1). Corrispondentemente
alla soluzionescelta R
per passare
dalla
(1)
aUa
(1*),
abbiamouna deformazioneinfinitesimadella
S, per
la
quale
costruiamo la
corrispondentecongruenza
W.
Z'egMfM'Mw
ddle
deforma-
~<<Mt~
<M~<~MC
seconda
falda St J )~OtS<~)MeM~
la
~-a~NM!~
(1*)
di Moutard. Di
qui
risulta in
particolare: per le
due falde di una
congruenza
di Wsi
equivalgono
i due relativi
problemi
dlie deforma-
zioni innnitesime.
.
243.
Naova
dimostr~lome
della
proprieta
fondamentale deUe
oongraense
W.
Si visto nei
preeedenti
che
propriet
caratteristica delle eon-
gruenze
W la
seguente. C'KMCMK~
falda
d~e
c<w~Mewa
M<seet<M~
di una
<i!f/bMM<Mr~Ke Mt~~MO~,
M~O
gMO~e~<M<<MKCM<0
<?
ogni pt<M~
cttWMMe
Faf<tB~a)H~
alla normaleH~
~~ cotv~pOMd~c
<M!'~-<t
falda.
Diamo una nuovadimostrazionedi
questapropriet
fondamentale
M PBOPBETADBLM MNONURNZNW
S7
appoggiandoci
suite formole
ganera!1
date al
Cap. X, relative alle due
falde focali di una
congruenzaqualunque. Rlprendendo
le formolee
notazionidel
g149(I, pag.321),
cerchifunola condizioM&ecM8&ria esnf-
ficientea~acM esista una deformazioneiN&nitesimadeUa
prima
falda
focaleStneU~
qualeogni puato (~, y,, ~)
di 8,
si
sposti paralletamente
aUanormale
({t, ~) della seconda
S..
Le
compouenti
di
questo spo-
stamentosaranno
eM$,,
9M-<)<
<M~
doves una costante Mnitesima ad n una tnzioMdi
u,
vda deter-
mmami dalle condizioni
(
224)
'S'o \M~'j.~ ~)~n n
(26)~=0,
~+~==0,=0
Ora dalle citate formoledel
Cap.
X si
traggono
subitole
seguonti:
~(~~)~
~g
son A
2 t742
2 t74)
X.
~+-+~
indi te altre
'L',
=0,
2
Vi
sonR
n
V
~3:r;1
S~-0,2~2V6sen8p~~=.0,
S~-2VG~(A~).
~[~t?H.
2~l1~(~)'
Dopo
di ci6 le
(25)
si ridncono aUedue
aegttenti:
31ogw
19p1 9 log aena (12
'9<r'
p9M'"2
2
2
91og<t
12) 1
9!og80NQ
u
~1~~2
1a
w
sonSI
+
cotub
'~T
ij"39,+cotSB
Se formiamola
condizioned'i)ttegrabt!it&,o8servandorequazione
di
68 OAHTOMXY!.
g.
348
Laplace
oui soddisfa
p (I, pag
317)
e t'idontit&
(26)
LA
+ ~B
~+~VEGa.na,
che
segae
dalla formoladi LiouviHe
per
laourvatura
(I, pag. 185),
troviamo
per
la richiesta condizione
irtl2~
+
129p.l9p3p1
==
1
/?
9a\
pt.(l)9' 2~'p9M~J seya\3M;'
A causa dei valori
(I, pag.822)
dei coemcienti
D,, D',=='0, D"
Dt, D',
=
0, D",
dettesecondeformefondamentali di
S,, S,, !aconffizione
superiore equivale
aUa
proporzione
D,:D\:D'D,:D'D"
onde risulta dimostrato il teoremain discorso
~Me~
una
falda
<M~
superficiefocale
ct~M<~<! ?
<~OfM<MWMe M~tt~MMa,
MeK<t
g<~e
o~soMM
pMM<o
si
<!pos<< jMf<!Ke!(MMeM~e a~c Montre
cotr~otM~e
dM!'<<t
/M<&
6Meees~)we
si~ch~e
cheM'!edue
/Mde con'~<M(!<MM
HtMeas-
~M~O~tC~.
Dimostrato cosi nuovamenteil teorema
fondamentale,
osserviamo
che
ogni congruenza
W si trasforma
per
una
projettivit,
o
reciprocit,
ogualmente
ia una
congruenzaW,
onderisatta: Per due
~p~~<~
~ot-
sformatepr<fe
o
~ec<pMcAe J !'<ttM
dHfaMmt
problemi
della ricerca
delle
<?e/&MMa.M<Mt Mt~t~uMe
sono
problemi ~Mtoe~eM~t.
Dalle formole
generali
del
Cap. X, gi sopra utilizzate, possiamo
dedurre unanotevole
propriet
doUe
congraenzeW,
osservata daBiban-
cour,
che
generalizza
la
proposizione
di
Hatphen
relativa alle
congruenze
W normaU
(I, pag. 282).
Se dalle foono!e
(38).del 149(I, pag. 823)
calcoliamoil
prodotto
delle duecurvature deUe falde
focali, troviamo
per
le
(84)
ibid.
/sen8~D,D~
0
(2T) gl g'
(sen 0\'
D.D{'
(1) l~
(27)
K,E,=~
MLaformola
(87)
st
appUett
altresladun' altraotasMdi
oongraenze,
oarat-
terizzatadalla
propriet
cheaileMBimtotiohe detl'ana&ddafbotdo
oorrlsponda
sun' attrafaldaunsistema
coniugato. QuestapKp]'iet&
si traducenellaretMione
D,D',+D,]y,~0
0
MOPMMA DKHBOONQBMNN! W 59
Ora
-y
la distanzadei due
punti limiti,
e
poich
le
congraenze
W sonocarattorizzate dalla
proprit
D,D".=D,D<
M dedueiamo11teorema: ~eMe
eoM~-MOMe W,
e<?m
a~e scK~o, ?
prodotto
dkKeOtfM~tfed~Kedue
/M~efocali inyM4corrispondenti~t-
!<ws<! dMi'a
ga~ po~atMa)
dM~<( ~~M'<t dei
punti
.
244.
Le
supwaoie
con defbrmazione inaNitMtmala smedesime.
Per le
applicazioni
che dovremo farne fra breve
importa
ora che
risolviamola
questioneseguente ~!~t spe~!e
8 <MMMeM!0 Me
<~0~.
maiMOMe
Mt/~M~esMMa
tMcoCe~mc? Se voleaBimoutilizzarei
primi
principii
dellateoria di Liedei
gruppi
continui di
trasformazioni,
baste-
rebbeosservareche l'esistenza di una trasformazioneiDnitesimadel
corrispondente
<~ins medesimo
porta
all'osistenzadi un
gruppo
con-
tinnoadun
parametro
di
applicabilit
delle
superficiesopra
smedesima
per
dedume
(I, pag.280)
che la
saperncie
S deve essore
applicabile
sopra
una
superficie
di rotazione.
Ma condueiamola ricerca
direttamente,
ci6 che ci fomir il valore
dellafunzioneearatteristica di
Weingarten per
la
corrispondente
defor-
mazione.Ladirezionedello
spostamento
di ciascun
punto
di SavYenendo
per ipotesi tangenzialmente
alla
super&cie,prendiamo
a lineeu
quelle
inviluppatesopra
S da
queste
direzioni e a lineec le loro traiettorie
ortogonali,
talch l'elemeato lineare di 8 8ar&dato da
<&'==E<~+G<
Indicando,
corneal
223,
con
e~,
ey,
e~
le
componenti
dello
spostamento,
avremo
per ipotesi
1
1 9y
1
J ~.
fi
p
G
au'
J ~
au
1
e
qnindi
le
congmonze
in discorso
godono
della
propriet
caratteristica
1
KtK,=.g),
1
indicandoD la distanza dei
punti
Umiti. H teorema ora dedotto dalla
(87)
&
dovatoaWaelsch
~'<w~~M
Rendus de~c<KMt)t<e des
&:<~MM,
1.118
pag. 786).
60 OAHTOMXY!.
.
244
essendoun convenientefattore di
proporzionalit.
Ora le condizioni
~3~3~
~3~3~ 0
~~9~.
~~3~

danno
9E
=
0,
13X 1
3VG
~~0, ~~0,
~==~
Di
qui
risulta chesi
pub
fare
E=l \==~==f,
essendof una funzionedella sola e
per
ci6 la
aMpe~te
S
<MCM-
s<a~MeM~
<tM)!M&~sopra
una
superficiedi ~<M~<MM,
come
gi sopra
avevamodette.
i~
Di
pi
se si calcolaora il valoredella funzione
caratteristica y
di
!t)
Weingarten:
_~An~3~
1
(y ~-0
u at
3v,
'"2f~~9t< ~'9t<~
si trova
subito
==
Dunque:
r
B~M~~M~S~W~M~eM~f~M~W~t~M~M,~
C
elemento!<K:M
<~=,+~ 1
M!<ere<M~
/tM'~M
e<tfo#erM<tca
che<M!o<~MaMM<o<M~
s~w-
/!etc <Mi!estMM, Ff~M'MM~
a
CtM
Dopoquesti
risultati
possiamo
facilmentededurrenuovamentedalle
proprietgenerali
dlie
congruenze
W il teorema di
Weingarten
salle
evolutedlie
superficie
W ed il suo inverso.
E
infatti,
se una
cengmenza
W una
congruenzanormale, ciascuna
suafaldaammette una deformazioneinSnitesimain cui
ogni punto
si
spostaparallelamente
allanormaledell' altrafalda, cio
tangenzialmente
alla
superficie; dunququesta
falda
applicabile sopra
una
superficie
di rotazioM
(teorema
diretto di
Weingarten).
Inversamenteseuna
super-
ficie
applicabile sopra
una
superficie
di
rotazione,
le
tangenti
alle
deformatedei meridiani formanouna
congruenza
normale
W, onde
segae
il teoremainverso di
Weingarten.
61
.346.
9~
0<M~HMMWWCMn'tftp<MtdMtt&g.='0.
Diamoora aicuni notevoti
esempt
di
congraenzoW,
che ci faranno
conoscere
importanti
risultati dovuti a Darboax'').
Prendiamo
per equazione
fondamentaledi Moutardla
equazione
&="'
1
di cui assumiamotre soluzioni
particolari
(29) $=.~()+~(<') ~(w)+?,(<') :==/;()+~,(.), 1
e mediante
queste
costruiamocolleformoledi Loueuvre
/.M+~M, /,(<')+<~(")
=--1
fi
M+'fIt(,,) f a (~) 1 ~(") ~()
/.(")+?.(<'), /.()+~(<')
I ~M ~M
la
corrispondentesuper&cie
S, di cui le
M,
v sonolelinee assintotiche.
ApplicMamo
alla
(28)
la trasformazionedi
Moutard,
adoperando
laaoln-
zione
particolare
R ==1,
aicchlatrasformata coincidecolla
(28)
stessa.
Se colleformolodel
241
costruiamola
corrispondentecongruenza
W
di cui ta Suna falda della
superficiefocale, per
la secondafaldaSt
le
(18) (pag.60)
danno
(29*)
-=.
?i (f A("). =' V M -("), t,
==?, M (u)
e
consegaontemente
si ha
11'1=111+
M(<t)
~M-() (u)
1 ~M+~M <~(<')+/,(") (a)I
~<==y+
Ifs(fi) fa(~) 'PI (v) fi (u)
~(")+/.M, ?.(<')+/.()
xm I~-l'fil
(fi) fi(u) l 'fit(v) fa(u)
1 ~(<')+/t(), ?,(<')+/,(")
?
J ~MM
e&.t.
in, pag.
878M.
62 OAPITOMxvt.
.
246
Indichiamoora con
8,
la
suporncie
media di
questa congruenzaW,
con
xo,y,, <
le coordinatedel
punto
medio
sopra ogni raggio.
Dalle
formole
~==~(~+!e), ~.==~t+y), -e'='~(~+~)
e dalle
prcdent!
risnita
~~
(80)
1
l 9
(:b) f 1
fa (u) 1
lu
= If'
ro
v
1
(o~
==t
/(<'), ~() =s= ~M ~M
coileformole
analogheper yo,ao.
Comesi
vede,
la
superficie
mdia
S.
di
questacongruenza
W una
superficie
di
traslazione,
di oui le linee
,
v
sonotecurve
generatrici (I, pag. 142).
Inoltre si vede subito che
fi, fa
sono
proporzionati
ai coseni di dh'ezionedella binormale alla curvav
sopraS,
e
y,,
a
quelli
dellabinormalealla curva u, onde risulta
checlascun
raggio
della
congruenzaW, uscente da un
punto
P di
S~,
l'intersezionedei due
piani
oscnlatoridellelinee
,
vche
passanoper P.
Inv ersamente
prendiamo
una
superficieS,
di traslazione
arbitraria,
doSnitadalle formole
(31) ~==Ft(<<) +<(.), y.-F,() + 'P,M, ~==F,() +<(.), f
e dimostriamo
che,
assumendoconvenientementele funzioni
/t) /<t/9 ?h ?<t~tf
si
p)to
fare coinciderela
(80)
colla
(31).
Per
semplicit prondiamo
a
pa-
rametri
,
v
sopra 8~g!i
archi dellelinee
coordinate,
cio
supponiamo
F'()+F'!()+F~()=1
1
~M+~M+~M=1.
Per lelinee
u,
v
sopraSo
tenendolesolitenotazioni dellatooriadlie
curve,apponendo
aile
quantit
relativel'indiceu, ovsecondechesi rife-
rlsconoalle curve ~costanto o
v costante,
baster
porre
infatti
/V'T.='VT.==V'T:~
?t==\~T. ?.=='V~T.;)~, ~==V-T.
per
far coinciderele
(81)
colle
(80).
Abbiamo
dunque
il teoremadi Darboux:
& o~w punto
~
~Mpa~CMS.
d't ~'<M&M'tOM ? <!()?(&?
f<~!
~M<6fS6f&)M~ dei due
J M<Mt
<MOt<!o<M't dellecurve
~eMera~rM
che
passano,
st
f orma
una
coM~n<< W, 1
sulleoui
/(~<~
aM~
~e~~ focalele
asst~o~c~
c~~pottd'OMo
allectttfe
tfeMeM~ct
di
So.
CONGBTBNZB W
COBBtSPONMNTI A
=0
68
Si osserver
per
altro che letorsioni deiieduecurvo
generatrici
do-
~ramno
essore, per
dar
luogo
ad unacostruzione
Mle,
di
segno
contrario.
Ricerchiamoora se ira le
congruenzeW, costruite secondeil teo-
rema
prcdente,
vi sonodelle
congraenze
normali.
per
cionocessario
eMoicientoche si abbia
ossia
~t+~~+CCi-'o,
/?()+~() +~()
-(f) + M
+~M,
il ohd, per
le
(82)
T.==:-T.
e siccome
T.
funzionedella solaue
T~dellasoia
v,
abbiamo il risal-
tato Le
Mpe~cM
<?~OM'MKeftc~~e $MM
<~e,
cui curve
?<'Mef(!M~
~<MHO<<M'M<Mt CM<a~~
~M<)M!<
e <?
~Mo
contrario.
Dimostriamoorachele
superficieortogonaii
ai
raggi
deila
congruenza
sono
quelle
di
Weingarten (c. IX, 135),
i cui
raggi principaii
di cur.
vaturasono
legati
dalla relazione.
~(~ft)==sen[~(~+)-,)], (kcostante).
Per cio osserviamoche le duefaldedeUa
superficie
focale
corrispon-
donoalla
equazione
di Moutard
-=.0
elasoluzionedi
questa,
chedlostrisciamentodella
superficie
inseme-
dMima,
R
=1,
quindi
il
corrispondente
valoredlia funzioneearatte-
risdca
y
di
Weingarten

dato, per
le formoleal

226 da
~-L,
.Vp
essendo
K==-
la curvatura dlia falda S considerata.D'altra
parte,
secon
<&*=.<+~<~
indichiamol' elementolineare di Sriforito alldeformatedei meridiani
e dei
paralloli,
si ha
per
il teorema al
prcdente
f-
e
siccome
TT
1 1 <~
K==-~=-
64 OAKTOMXV.
.
246
ne
risalta,
per
detonninare f in ftmzionodi
<t,l'eqaazione
<f /A'\<
<M~f~t
TTt**='<rf)-)
oM'
W
owero
A/
1
\2~
dacai
\W/
==
2r
dQl
?) "a~ir'
~coatanto).
Abbiamodunque
`
e
ponendo
d!s'=(<ji!)~-)-~dp'
y~=eMn~,
nerisulta i
~='4~(~+'a'sen'~<~)
che &
appunto
la forma den'elemento MMarotrovata
al 186(I,pag.
292) per
l'una falda deU'evolutadelle indicate
8nper8de
W.
Inversamente
ogni supercie
coU'elementolineare
prcdente
ammette
per
funzione caratteristiea
dello
strisciamentoin se medesima
1
? e=!
e
qTdndi
R=l
per
soluzione
deU'equazioaecorrispondonto
di
Moutard,
la
quale
6
adunane
M
9t<
Ne nsalta che la costruzione
prcdente
d tutte le
super&cioW,
le cui
immagini
sferichedellelineedi curvaturasonoeMisai ed
iperbole
confocali. Abbiamocosi stabilito il bel teoremadi Darboux:
Per cos~MM-e <Me
sMpe~te
W i cwt
pntMtpa~t
eMfpo~
MW~M~dM~t~M~M
(~-)'t)
sen&
(f,+y,)
<')
n catcotodirettodi
queeta
fonmobnono&-6
dMaMit,
ma
qui
rtm<mdiMM
per
taleveriaeadiretia
al tuogo
oitatonetDMbNx.
8UMBHO!B APPMCABtHSUL PABABOMmB
Dt MTAZMNK 65
6
tt MM<ab~ma
~pe~c~ S,
(M
~o~<M~oMe, oui cto~M
~MefaM<t
ab-
&<ff)M' ~~CMt
costanti,~ai't
e
~M
contrario.
Per ognip<t)t<0
P di
S.
aonducail
rs~o
~s~OMe <&t<jf<!
~<<~t
<M<!<f<~oft (Mj'ecMt~e
~eMe-
fsM~ tMca~da
P; g'!<~c
sistemadi
raggi
MM ~ema )M)w<t!ee
MM
superficie0!OM<
sonole
generali SM~~
W W<
. 246.
Saperade applicabiti
enl
paraboloide
di iwtMioM.
Prendiamoin seconde
luogo l'equazione
f~
3'S
1
~+3~0'
esiano Ctre sue soluzioni
p&rtico!ari,
colle
quali costruiamo, me-
diantele formole
-<!
C
C
9<t"
9C
9.
9~
9C
9f av
3tt 3<t
ele
analoghe
in
y,
una
superncie
S su cui il sistema
(ts,e)
isotermo
coniugato.Consideriamodi
questa superNcie
S ladeformazioneinnnite-
sima
corrispondente
allasoluzioneR =1 della
(A),
e costruiamola eom-
spondenteeongruenza
W. La seconda
superficiefocale
S.
definitadalle
formole
(34)a!,==a!+
Ct
,t==~+
C)
,+
(84) Itl
==:11
+
'fi
,1/1
=
11+
C
,HI
=
8
+ a 'fi l'
dove
6t, sono le soluzioni
coniugate
di
$,
v),
Cdella
(A),
chesoddi-
sfanoalle
equazioni (17) .
242
(pag. 82)
9~_ 3~
9
9c
Lecoordinatedel
punto medioa!y.f. sopra
un
raggio
di
questa
congraenza
W soddisfanoalla loro volta alla
equazione
stessa
(A).
Per ottenere
congruenze
W di
questa
specionormali, baster
porre
lacondizione
~t+Yj~+C(t'==0
cioLa
<!o~e~s
W
<
dalle
(38), (34) sa~ Ma
co~-x~o
nor-
86 OANTOMXVI.
.
246
<M<~e,M~<M/MM<~Ht
&+~, ~+~. C.+~ C
~e tWM~e
ccM~~a
+~y ~HO soMMa<M!<~
gtM<&'<~ <~<~e
<!<? MtKtcostanteyeoJ e:
(88) +~)' -)-
+~)' + (C,+<C)'=.
<t.
In
particolare,
se
<t=0,
rinscira.
~+~+:+Y)'+:
cio
Er=K "),
ossendo
K, Ki
le curvature delle due faldefocali
S, St. Qaests
ultima
osservazione,
combinatacon
queUa
deHanotaal
130(I pag.288),
basta
gi per
dimostrare
che,
nel caso~<=0,
la
congruenza
W 6 formata
dalle normali ad una
saper&eie
ad area
minima,
che la
superficie
media
S<
del sistemaele
superficieS, Sf
nonsonoaltro cheleduefalde
deIFevotuta.delta
superncie
minima
S,
f.
Per
ricercare, per quatsiasi
valoredellacostanteanel secondemembre
della
(35),
su
quale sapernoie
dt rotazionesar
applicabile
laS e ana-
togamente per
la
St,
baster
procedore
come al
prcdente numero,
osservandoche
per
lanostra
superncie
S il valore dlia funzionecarat-
teristica,
che d lo strisciamentodella
superncie
in se medesima6
1
v~
essendo
la curvatura. Per determinare r infunzionedi a
( 244),
abbtamo
qui
< Si osserverA
che,
seinvecedi
prendere
laeosttmteadet secondemembre
della
(86)nuH&,
si assumassea
pummenteimmaginaria,
nella
corrispondente
eongmenza
Wlefaldedella
supefcto
focaleavrebberoancora
egnale
oujvatum.
A
qmMtoproposito
nonsatanutUeosservarechead
ognt
sistemaorto-
gonalesopra
t'evolvento
S,,corrtspondesopra
lefalde
S,S~
dett'evolutaunsi-
stema
coniugato,
in
particolare
ad
ogni
sistemaisotermo
ortogonato
d!
S,
un
sistemaisotermo
coniugatosopraS, 8t.
Qnestaproprieta,
Mmefaoitmentesi
vededalleformoledel
Cap.
IX
129)appartiene
a tuttele
saparacie
acurva-
tara mediacoatante.
8UPBBHOBAK'MOABtM 8UL PARABOMOBDl MT4ZKHM 6?
adunque t'equMione
S=-~(~~costMte),
d4t'
=
k4
r ikA
costante)
onde
1
~b+k'r~,
~'='+~
b
+~ 1
con
b
costante,
e
quindi per
l'elemento lineare di 8
(36) <&'==(&+~<~+~.
Inversamente
per ogni super&cie
S con
questo
elementolineare
? ='
valore
corrispondonte
dellafunzione
carattcrisMca,
e
quindi
la
Vp
corrispondente equazione
di
Moutard,
avendo
per
soluzione
Ra'l,

S'S
j- 3'~ n
~+~==~'
Si vode
adunque
che le nostre
congruenze
W ci danno nelleloro
superficie
focali tMttele
superficie
coU'elementolineare
(36).
Ora
per
riconoscere la forma della
saper&de
di
rotazione,
su cui
la 8
applicabile,
conviene
disUnguero
a secondadel
segno
di b nella
(36)
che
eorrisponde,
comeora si
vedr, al
segno
di -a NeUa
(38).
l.o Se
&<=0,
l'elemento lineare
(86)
diviene
<~== +M<
e
appartiene
alle evolutedeUe
superScie
d'areaminima
(I pag.
292
nota).
il casoche
superiormente
abbiamo
gi
visto contraddistintodal va-
tores=6dlia costante nella
(35).
2." Sia
&>0;
allora
possiamofare,
senzaalterare la
gen.era!it,
6=' 1
~=(1+~~)~+~
ela
superficie
di rotazione
corrispondoute
il
~ratoM~
~t ~M-MMe
~<K.)=~

Se d'altronde
poniamo,
iatrodueeado mmfmizioneausiliariaM:
y r =senh
(~-)
68
OAKTOMXV!.
.
246
risulta
(87)
~~jcosh~'+Mnh'~j,
c~
Ora, esprimendo
i
raggi principali
di eurvatura
fn f, della
evolveute,
troviamofacllmentecolleformoledel
134(I, pag.289)
(88)
,<h~ ,Mnh~~
2 2
onde
per
la secondafalda
Si
(87*)
==
e'
(senh~
+
MBh'
che
corrtspondo,
comesubitosi
vede,
allaforma
(86)
dell'elementolineare
conb
negativo.
D'altronde;
calcolandolecurvature
K, Ki
degli
elementi lineari
(87),
(87*),
risulta
K-_J __
j~:=:
R.t =s
4<)'eo8h~ c'senh~
p ==2 c cosh* =2 c sonh'
p 2 e >0
ondela costantedella
(86)
a~(~+~+(;)-({'+~-t-0=~-p P
avrunvalore
negativo.
Di
qui
si vede che inutileconsiderareil caso
6<~0,
il
quale
cor-
risponde
ad assumere ?a nella
(85) positivo,
e
possiamo
enunoiaresotto
la forma
segaento
il risultato
conseguito
da Darboux
Se
~+t<, Yjt+tTj,~-m
sonotre
~(M.fMNt qualunque
della C~MiM~
CMMp!eM<! M+tP
~0<e
dalla ~OMWMe
(B) (~+~)' +
(~+~)' + (Ct+tC)'
==
costante
le
/ofMoi'c(88)
o!~w
per ~M~~e pwgeneraleMpe~Mesp~?M~~e
SM!
paraboloide
di
fo((MMMte,
sela costante secondomembrodelta
(B)

)M~o<
e leloro
superficiee<wtp~m<M~
nel caso
opposto.
Se
poi
la
d~a <!<M<a~e MM(t, si
c~e~oMO
<Me
(88)
tudeleevoluted~e
m~e~.
/Me
<?afeeminima.
StMBnCM APPMOABtHSUL PABABOMtDBDI BMiZMMB 69
In fineOMerviMMcho l' elemento lineare sferlco,riferito alle im-
magini
sferichedellelinee di curvaturadella
superficieovolvente,prende
laformaoaratteriatica
(I, pag. 290)
+
B~h.~)

VediMM
danque
chosi
pub
risotvere
per quadrature
il
problema
di
ridurrel'elementolineare sferiooa
questa
forma.
.
247.
AppUoMieM
McoeMiv&delle tra~naMioni di Moutard.
Abbiamo
gi osservato,
at
242,
ehe i
problemi
delledeformazioni
infinitesime
per
le due falde di ttna
congruenza
Waono
problemi equi-
valenti
(a
meno di
quadrature). Vogliaino
ora dare a
questo
risultato
unaforma
pi goometrica
addentraadoci
maggiormente
nello
studio,
iuiziatoai
242, 248,
delle relazioni eheintercedonofralateoria delle
congruenze
W e la trasformazione di Moutard.
Cominclamodal dimostrare il
seguente teorema,
relativoalla
appti-
CMtoMsuccessivi delle trasformazioni di Moutard:
? due
~<MMMt
di
Laplace
ale alo
A-=M,6,
~-==M.e
9tt 9~ 3M9p
a<mtM<<<M!0 M
~as/'<M~K!<a
<XMMHe di J Mo<<M'(<!
,<
==:MC,
essene am-
CM<W
tM<<MO una
~mpKoeM~MM, <~tpeM~eM<e
da w costanteaf~<M~.
Indichino
Bi, R,
le
rispettive
soluzionl della
equazione
di
Laplace
&aaw
M.9'
mediantele
quali,applicando
latra~formazioMdi
Moutard,
si
passa
a!le
rispettiveequazioni
n
(41)
~M,~
?
1HmttaMdt
questo
del
seguente
fttrono dati la
prima
voltaInuna
mtanota St<<<o
!M<e)'~M<<M<OHe ~eomett~cet
del <MfeHM<J )<oM<9M!.
(Itendiconti
deUtB.' Accademiadot Uncol
1890).
70
CAPITOMXVI.
.
8~7
talch 9i abbia
~=,MR ~=MP
at1aPJ
M
Rl
a~~a"
M f
~MR,,
~~=MR,,
M
-R M
3'
/I~
3'
(1.\
1M=
au
a~9
~J '
~(Rj-
Indichi ora
R', quella
soluzionedella
(41), oo~Met~e
una <xM~M~
aW~'<tW<t,
che dedotta dalla soluzione
B, della
(40)
mediante la tra-
sformazionedi Moutard e
pu6
ritenersi definita
(a
meno
appanto
di una
costante)
dalle
equazioni
simultane
(5) 241
(42)
~R.R~==R~(~~(R~B!

Sescriviamo
queste ultimesotto la forma
~42*) = R'
B'
R~ c.
3
/B'\
3~
'Br~3~
=~
vediamo che
ponendo
ir~ Ri R't
=
RT
possiamo riguardare R', comesoluzionedlia
(41*),
trasformata della
BoluzioneRtdella(40)mediantetaR,. Ora d!ciamoeheco~fMeKd~a-
~ma&t
Moutard fM~t
(41)
mediantela
s~tM!OKe
particolare R'Il
ovverola
<~M/o)'MM<a)
di
(41*)
mediantela sua M~MM
particolareR'
si ottieneuna sola e MMQ~tttM
<ga.fMMe (H
Laplace
-M'8 0,
9M9<'
con che
appunto
verra dimostratoil nostro
teorema.
Ora l'asserzione
superiore equivale
alla identit
R' J L~-W
S*
~'3~3~
che facile verificare. Ed infatti essasi scrive
dapprima
9'
/1
R,
9'
/R,
1
ri
` ~uw
(R;~
=
R
`R~
a ao R, ~J "R,3~~R'J
ed
oquivatequindi all' altra
== S.~ j- 1
3
/R,\
au9p
\R~ R'.
9M
~Rj R', 3M 9c
MPMOAZMNB 8UOOESSIYA DB~ATRASFOBMAZMM Dt MOUTABD71
Questa,
essendo
~ya,
.9'B,
~'3~ "~9~'
puo
serivemi
per
le
(42)
2~R'9R'S'B'
9Ri9B<_
Rt~M~ (~ ~S~~t
__1~9
l9R',3
(RI R'I)
9R~R. 9B~3R,
3
R
R';
au 9<;
R')
=
e la suaverifica
immediata,
ove si osservinole
(42).
Dimostratocosi il nostro
teorema, resta chne diamo
l'interpreta-
zione
geometricaper
mezzodelle
congruenze
W. Ricordiamo
che, seconde
i risultati del
242,
da
ogni deformazioneinfinitesimanotadi unadata
superficie
S si dedace una
congruenzaW,
che ha
per
una delle falde
.focalila
superficieS,
colla costruzione
segnente: per ogni punto
P .di S
si conduce
quel raggio
che
giace
nel
piano tangente
ednormalealla
direzionedello
spostamento
di P. La seconda faldafocale
Si de!!acon.
gmenza
W cos) costruita si
dira, per abbreviare, la
trasformata
di S
mediantela deformazioneinnnitesimaconsiderata.
.248..
InterpKtMione greometrioaper
le
oongraenze
W.
Il
signincatogeometrico
dei risultati del
precedente per
la teoria
delledeformazioniinfinitesimedelle
superficie
dato dal teoremase-
gtente:
& <?M~
superficie
S
9Ma!Mge
coMs~ratMduediverse
<(~-
aM'M
M~~esMKe
e si
a~e~MMMtMO,
colla c<M~WKMe ora
ricordata,
le
(?;?
rMtpeMtee st~~M trasformateS:, St,
esistertM
sewpi'tcetM~M~
fK~C~MeS',
<(Ct& conuna
quadratura,
CMMOtMM (~e
quali ammette,
MMe
S,
medesima
coppia~Ma S,, S, sxpe~ trasformate
(t'.
Dimostreremoil nostroteorema
supponendo
chela
S',
e
quindi tatte
lesue
trasformate,
abbiano le assintotiche
(uo) reali,
la
dimostrazione
per
l' altrocaso essendo del tutto
simile,
quando
ci si
rlferisca ad un
sistema
isotermo-coniugato.
(i)
n lettore osservor che il rianttato analltico ottenuto at
precedente
Mpie
benst da
questo teorema,
ma non
equivale tntcratnente aMe
propriet
geometriehe
pi complete
in esso contenute.
72
OAMTOMXY!.
.
248
Riteniamo la
superficieS definita dalle formoledi Lelieuvre e
cio.
indicando con
{,
i},
Ctre soluzioni
particotari
della
equaziono (40)
di
Laplace,
che altresl
i'equazione
delle deformazioni infinitesime
per
la
S, definiamo le coordinate
x, y,
.f di un
punto
P di Scolle formole
(di Leiiouvre):
~a\
(48)
3w"
9C
3.==
9C
3M3!t 9o 9p
e le
analoghe per y, <dedotte con
permutazionecircolaredeUelettere.
Essendo
poi Rt
una
soluzionedella
(40)
si
determinino,
secondale
(18)
(fag. 50), i~,
Ct
per quadrature
dalle formole
(44)
3~+~ <og~
9(!)
,<,<~Iog~
~?<T~
"~T' "37"
==
?+ :S-
e dalle
analoghe per Ct;
allora le formole
(16) pag.
&2
C'
y~
=
y
Ci !t
(45)~==a;-t-
CI
C
,yt==y+
C
,~=~+
~)
deaniranno una
superficieS. trasformata della S mediante una defor-
mazioneinnitesima
appartenente
a
Bt.
Similmente,
considerando una
secondasoluzione
Radella
(40),
si
determinino
S<, C, dalle
equazioni
~(~
au a~
1
av
av
e le
analoghe per $,;
le formole
(46*) ~==a;-}-
') C
,~==y+
C<<*& $
,=.~+
{
deniranno una seconda
superficieS,, trasformata di S
per
una
defor-
mazioneinfinitesima
appartnente
a
B<.
Ricerchiamo
ora, per
verificareil
teorema,
seesistonoaltre
superacie
S' le
quali
abbiano come
S,
la medesima
coppia
Sssa
S), St
di
superficie
trasfonnate. Indieando coll' accentole
qnantitrelativead unatale
super-
ficie
S',
dovremo
doterminare E', C'in modoche sussistano simulta-
mTBKPMTAZMMtQBOMETMOA PEB M OOM8BCNMW 78
noamente
le formate
(46)
<B'~a;,+)
C
~e=y,+
'(~
==.?,+
t~ Ct f !Ct !!t ~t
(46*) !)<'==<%+

f
,~=~+ <r
,~=~+
<< C. !<
edabbiano
luogo
le formoledi Lolieuvre:
~f
(47)
~==- 3~ ~,==
9M 9 9p 9p
Intantodalle
(46), (46*),sottraendo,
e confrontandocolle
(48),(45*)
deduciamo
<r-! c-c ~-$
I ~1 =0, ci C8El<=0, I El c0, f
onde,
indicandocon un fattore dt
proporzionatit,
dovremoavere
(48)
~=~+ ~), ~=.Yj+~
(~
e'.e+
(c,
Sostituendonelle
(46)
o
(46*)
riaulta
(49)~=a:+- t
~t
,~==y+-
] Ct
61
,~=~+- i
Si
~t
(~9)x-x-~
C. I~ I~
Or& le due
equazioni
2~-0, X~O,
tenutocontodelle
(43), (44), (44*),
si tradacono
per
Xnelle due
equa-
zioni
lineari
~+&(~
~(R~+~),
le
qnati, posto
(50) R~-R,\
a
coincidono
precisamente
colle
(42)
del
prcdente.
Essesono
donque
74 OAPITOMxvi.
.248,249
eompatibili
e danno
(o R',)
eonuna
quadratura,
D' altrondecon
questo
valore
di
sostitaito nelle
(48),(49),
si verificasubito chele
equazioni
(47)
di Lolieuvrerisultano
soddisfatte,
come
pure
evidentementele
(46),
(46*),
ed H teorema enunciato risulta cosl stabilito.
Non lascieremodi osservare che se si considerano
quattro punti
corrispondenti
P, ? Pq,
P' delle
q'~ttro superficie8, St.S,, S',
la
doppia
infinit di
quadrilateri
sghembi
P
PtPtP'
cosl costituita che ciascun
lato
genera
una
congruenza
W, i due vertici sul lato essendo i
faochi,
e i due
piani
condotti
per questo
latoe
per
ciascunodei duecoasecutivi
ne sono i
piani
focali.
In finenotiamoche se si
tengono
fissedue
superficiecontigue, p.
e.
S, Si,
e si fa variare
Se,
varier
pure
S' e farconoscoretutte le defor-
mazioni infinitesimedi
Su supposte
note
quelle
di S. Cosl ci rendiamo
geometricamenteragione dell' equivaleuza
dei due
problemi
delledefor-
mazioni infinitesime
per
le duefalde S, S;
di una
congruenza
W.
.
249.
'~)
Le
oongruense
W a falde iboati di
egual
oarvatNKt.
Passiamo oraa studiare un'altra notevoleclassedi
congraenze W,
di cai le
congruenzepseudosferiche(Cap.X, 180)
sonouncaso
parti-
colare.
Proponiamoci per
ci6la ricercadi
quelle
congruenze W,
le oui
falde dlia
saper&cie
focalehanno in
punti corrispondenti eguale
curva-
tura. Ci limiteremo
per
altro a trattare
esplicitamente
il caso in oui le
!M<eeassintotichesulla
superficiefocale
sianoreali,
sebbene anche nel
caso
opposto
si
possano
stabilire risultati
simili,
usandoconvenientemente
dell' immaginario.
<
Assumendoa linee coordinate le assintoticheM,p,
utilizziamo
per
la ricerca leformole di Guichardal
149 (I, pag.
321).
Essendo
per
ipotesi
K==K,,
si ha si ha
(M) ~+~+c'-$-n+c!,
1 risnttati d
questi
ultimi

del
Capitolo
ftirono stabiliti daU'Mtore
nella memoria del 1890.
&tpM
alcuneMOMc<aM<di
eMpe~~e
e <H~~em<
<<'<pK
0)'<<~<MH.
Annali di matematica S.' 8.* t. XVin.
0
La
questione
a cui
qn:
si acoennaverra
poi ripresa particolarmente
nel
caso
pi mportaate
delle
superNete
acurvatura costante
pM<ca(V.' Cap. XXV).
OONQBUttMB W A MLDBMOAUDt BNUAL OUBYATCBA 78
einoltre,
indieando cono
l'angoto
dei
piani
focalir
(61) ~t+~~+CCt==pC08<
Ora
prendiamo
le tre
prime equazioni (13) 241 (pag. 50),
motti-
pMiamole
ordinatamente
prima par $, poi per ~tt
ed
ogni
voltasommiamo,avendo
riguardo
aUe
(60), (61),
conche ottontamo
~+s~- au 2 au 3u
-.(.R~+S~j..
Di
qui
sommandodeduciamo
3co8o0
+
.91ogf' ri
(M)
-(i+co~)-
e Biaulmente
operando
colletro ultime
(18) pag.
50
~(1~0B~.
a
av ) av
Da
queste
risulta
~<t+&t"
v
(1 +
cos
0)
3U
+
3u
(1
cos
,,)
av
=s
0
ossia
per
le
(62), (82*)
stesse(o
31p
n
3M~
e
perd6
~=-~()~(.)]"
indicando
con (u)
una funzionedella sola
u,
con <j' (f)
una funzione
dliasolaf.
Dunque:
Se in una
co~e~tt
Wle due
faldefocali
hanno
in
~MM~corrispondenti ~MO~
ourvatura,
la curvatura
K, esp~eMMpei
paMUMeM M,
vdelleKx~assintotiche<tSSMMMf la
forma
<!<M'<!et~t<!<t
(58).
Per le formoledi LeMeuvresi vede che: ricerca <M<e
eM~M~Me
<M!<t d'tre
(68)sE
~'ad'xce<!Ma!M<!aMeM<e nellaf<<!e~adi
g'aM'e ~e~tOMt
di
Z<p!ace
ase
Mf)
9<~==~'
76 OAPMOMxvL
.249,
MO
le
p~~
e;!)<<MM tre
~<t~<<!o!<M't so!tt<~<Mtt v),
C<aK <~
$'+~'+C'=?(M)+t(.).
Dimostreremonel
prossimo che
lacondMone
(58)

pur
suBciento
par
t'esistenza di
congruenze
W della
specierichiesta,
aventi S
per
una
delle falde focali.
Qui
osserveremodue classi
apeeMi importanti
di
queste superficie,
e cio:
l." Le
superSciepseudoBferichecorrispoudentiaU'ipotesi p (), <)' (c)
costanti.
2."
Le superficie
au oui le Uneedi
egual
curvatura
(K =costante)
sono linee assintotiche e
quindi; pel
teoremadi
Enneper,
a torsione
costante
per ciascuna,
mavariabile dall'una all'altra assintotica. Esse
corrispondono
nella
(53)
a
supporre
costante una sola delle fanzioni

? ().
M.
Viceversa
ogni superScie
sulla
qua!e
ciascunalineaassintotica
di unsistema unacurvaa torsionecostante
appartiene
a
questa
classe.
Una
superficiesemplice
di
questa
ctasseevidentementel'eUcoide
rigata
ad area minima,
sulla
quale
le assintotichecurvilinee sono le eliche.
In fine,
come
superficie appartenenti
alla classe
generale(53),
citiamo
le
superRcio
conoldali rette
Cap.
V,
77
(I, pag. 165),
datedalleformole
a;==~(f) y=='M<'
<'==<[p<j/(e)tM]<~<
r
i
nelle
quali
la curvatura K ha
per espressione
~=='"[M'+.'+<{.'(.)]''
.
260.
OoBtrazionedeUe
particolari coagmeMe
W da Tn&falda
della
superftoie
focale.
Andiamoora a dimostrare il
seguente
teorema:
0~ SM~Me S,
la cui eMfpofMt~
K, e~e~a parametri M,
v ateBe
<MMM<o<tc~,
abbia
forma(83),appartiene
eome
prima /M<~/<x!0t!e
ad Mt!a
<!cM'~<M~t~
di
cot~~<etM'e
W dM~
apeetef~~;
data !?
S,
laWe~ca
queste
oo
1
COM$tn<eMM <H~K<~<M!'tM~<M~Me
<?
MH'egtM.MOM~
dKJ StOCS~t 0.
(1)
Analiticamenteelb
eigni9aa
cheda
ogniequagione
di
Laplace
~M 0
W
AnaURMmented&9i~taeachedaognieqaMdonedil<<tptMeg~a.='M9
per
la
quale
esistonotre eoinztont
particolari~'j.~
t&U
ehe P+t)'+<?'='
'=*?(~+ (!))
si
deducono,per.traaf&rmazione
di
Moutard,
00
equMioni
detia
stessa spec1e1lnoltreperquutetmsformaterimane lasteaMl<t8omma<j'()+'Ko).
CONOttUNfZB W A FAMBFOOAt-t M MUM. OORYATUM 77
Supposta
data la
SMperSeioS,
della classe
(68), per
costrtiire le
congrMBzecercatedovremo
in
primoluogo
calcolare
l' angolo
dalle
(52),
(62*),
che
integrate
danno
<
~v~.
(54)
~g2
V
(~')
indicandoun& costantearbitraria.
b
Oradimostreremochessato
comunque
ksi
pubcostruire, cordspon-
dentementeal valore
(54)
di
<
una
semplice
Mnit di
congruenze
W
deUa
specierichiesta, aventi
8
per prima
falda focale.
Intanto dallaformoladi Ribaucour
( 248)
1
K~=~,
>
essendoD la distanzadei
punt;
llmiti e
dall' ipotesi
K===K)
==
deduciamo
D==p,onde
la distanza focale8sar
S=='psen<
Consideriamoora in
ogni punto
di Sle direzioni dellelinee di cur-
vatura,
i cui coseni di direzione indichiamocon
X), Yt, Zt; X<,Y<,Z..
Sulla sfera
rappresentativaqueste
due direzioni sonolebisettdci delle
linee coordinate
(u,
e
valgono quindi
le formolestabilite al

148
(I, pag.320)
che
qui, per maggiorechiarezza, riportiamo:
<')
SY Q 0 ~Y Q Q
-~8en~.X.+co8~.X,j,~==V~X,+~.X.)
M ~AX,8en~X,BX<+Vy8en~X
':t
asc
a-
2 av BX.+vgsen2"'X
aI..1-
9
al.1-
Q
.AX.eos~X.BX.cos~.X
19Q /e
1
~J
1 M
~~+V.!i!
\13)
~_l9a ~(12}'
199
B=!+
fl{12(senn=-aQ.
~"2~+
ye}2)~~="29<
M
Leformoledel testosi riferfseonoall'elementoUneMesferico
<.?*'='e<!* 2cos
S ~e~
dude
-}-~ de*
econ
a'
t T'
indicanoleoM'v&tnre
geodettohe
deHelineea~riehe
u,
o.
78
CAMTOMXVI.
.
2M
Per le coordinate
!?,y,
d: un
punto
F di 8 le formole del
Cap.
V
(I, pag. 166)
danno
~)
~P~(cos~
9
X,+Mn~X,).
Ora se indichiamocon
l'angolo Incognito
d'inclinazione del
raggio
F F' della
congruenza
richiestasulla direzione
(Xt, Yt, Z;,)
uscentedaF
sopra S, per
le coordinate
a! y',
det secondofuocoF' avremo eviden-
temente
~=s~+p6em(X)Cosy+Xt8en')))
(55) ==y --(-psen
o
(Yt
cos
+Y,
sen
?)
,/e==~-)-p8eno(Zteo8~+Z,8en?),
ed ora dobbiamo
assoggettare aile
condizioni richiestedal nostro
pro-
blema. In
primoluogo
lanormaleinF' alla
S', luogo
del
punto
F", deve
essere normale al
segmento FF';
secondariamenteessa deve essere
inclinata
dell'angolo
o sulla normale
(.X,Y, Z) di S in F. Indicando
adunque
con
X', Y',
Z' i cosenidi direzionedi
questa
normaleinF*Ua
S',
dovremoavere c
(56)
X'=Xcoso+6eno(X,cos?X,sen?)
e
analogamenteper Y',
Z'. D'altra
parte X', Y',
Z' debbono
soddisfare
alle due
equazioni
Y~ n Y'
f)
~X~~O, ~X~=0,
che, calcolate
per
mezzodelle
(55),(56)
e deUeformole
precedonti,
si
traducono nelle due
equazioni
simultane
per l'angoto incognito -p:
~=~(~)
(87)
3-p
1
+
COS"
clos
Q)
9p
leost <~
~B-
Ora diciamo che
questo
sistema
(57)
~wM<ntM~e
~e~<t&~e.
Per verificare
questa propriet
basta tener contodeU'identtt
(26) gi
[<
segnalata
al

243
(pag. 58)
3A
aB
~+~=-V~senQ 3v au
1
CNtQBUNNZBW A J 'ALDBFOCAUM MUAL CUBYATCBA 79
ed inoltre delle formole
(M)
~=8(l+~)j~2(l-coso)j~.
che
seguono
dalle
(62), (&2*)
e dai valori
?MP=~aPf
91ogp
(1~
-=-3~j, -==.-2j~
Colle
(68)
si verincano
poi
facilmentele due identit:
9/lcoso\ ~lcoB<12)' .H-eos<!l2)'
)t,'c ) ~/gpog { t ~-y<t )
(Y)
9MV' Beno J
sena (li 1 senc
2)
()
9/l+M8o\ ~l+eos'!l2)' .lcos<!l2)'
~t\/<t==~nffmQ
t.t/p_
t 9< seno
al VFC08M (
v<.
a
dopo
di che la condizione d'
integrabi!it&per
le
(67)
risulta identieft-
mente soddisfatta.
Dopo
di eio risulta Msicurattt Fesistenza di una
soluzione
dlie
(57),
di cui sia dato ad arbitrio il valoreiniziale
yo
in un
punto(,,~)
di S. Si osservi
poi
chealle
(57)
si
puo
dare la formadi
un'equazione
a differenziali totaii del
tipo
di
Riccati,
assumendocomefunzioneinco-
gnit&

Resta a dimostrarsi
che, pres& per ?
una
qualunque
soluzionedelle
(57),
la
congraenza
costruita sar una
eongruenza
W e la eurvaturaK'
deUasecondafalda8' inF'
eguaglierquella
K di S inF.
Ora,
la
prima
proprit
si verifica
facilmente,
veri&candoche hanno
luogo
le due
equazioni
~0 ~0
~3M3M ~<9c""
esprimenti
che le if,
v sono assintotiche sullaS'.
Queste
due
equazioni
infatti,
calcolate
per
mezzodelle formole
precedenti,
si traducononelle
(68). Dopo
di cio anche la seconda
propriet
K' =K risulta subito
dal teorema di Ribaucour K K'
==
fi
Cosi
danqne

pienamente
dimostrata l'esistenza di
oo'congrnenze
speciali W, a falde focali
d'egnal curvatura,
delle
quali
sia
assegnata
la
prima
faldafocale 8. Nello stesso
tempo
abbiamo un
processoper
dedurre dauna
superficie
nota 8 della classe
(63)
una
doppia
iDDnitadi
80
CAHTOMxvt.
.360,351
taU nuove
superficie
integrandoun'equazione
di Riccati.Per !o
propriet
delle
equazionidi
Riccati, basteranssato nella
(54)
il
valoredella costante
eonoscereuna deUe
superncietrasformate S'
per
dedurre tutte le
altre
<"
con
quadrature.
Se si
applica poi
nuovamente la medesima
trasformazioneaduna delle
superficie
trasfortuate
S', per
essa conosciamo
gi&
una
particolare trasformata,
la
superficieprimitivaS,
e
per
ci6con
sole
quadrature
troveremo tutte le trasformatedi 8'
(fermo rimanendo
il valore della costante
k).
.
261.
n teorema di
permutabilita per
le trasformaaioni deUe
auperaoie
8
=
della classe
(63).
Studieremo in altro
capitolopi
da vicinole trasformazioni
sopra

segnalate pel
caso
singolarmente
importante
delle
superficiepseudosfe-
riche. Ma
giper
le
superficiegenerali
Sdella classe
(53), appoggian-
doci sui risultati ottenuti al
248, dimostriamocome it metodo di
trasformazionesia suscettibiledi unnotevole
perfezionamento
che
per-
mette,
sotte certe
condizioni,
di evitare le
quadrature. Precisamente
dimostreremo che Se di MM
~<~o<e
S ddla classe
(53)
si conoscano
<e 00'
superficietrasformate8', per
CMSCKMa <M
queste~'ORp~C~~W
SMCCCM:f<t (M~M<0<~
trasformaione
Wc~(~M M~M~Ocalcoli
algebrici

e <N
d~tOOK~Me.
Consideriamodella
superficiedata S dellaclasse
(53)
due
particolari
trasformate
8., S, corrispondenti
ai
rispettivi
valori
&t,ii;,
della costante&
nella
(54). Diremo, per abbreviare, che
SI
dedotta da S con una tra-
sformazione
Tk,
ed
S,
conunatrasformazione
T~.
Secondeil teorema
generale
al
248,
esister una
semplice
innnit
di
superficieS',
deducibileconuna
quadratura,
ciascunadlie
quali
tanto
con
Si quanto
con
S, forma la
superficie
focaledi una
congruenza
W.
Ora nel caso nostro
particolare
dimostriamoil teorema:
A) ~a
eo SMpe~te
S'ce ne
ha, o!~e
8,
tMtedMK<! soltanto
S~
ei~
ha in
ogni puntola C!<rM)<Mt-a comune
S, S,, S,
ed0<<eM~ da
Si
per
)M~~od'tuna dellenostre
~<M/b)'m<M'<om T'~
a
e<M~K<e
e insiemed'
S, con<ttMt
<r<M/<M')M<M'MMc
T' Siecome,
seconde
l'enunciato,
si
perviene
daSa
Sa
siacollatrasformazione
compostaTk, T'~
siaco)l'altra
T~,T~,
potremo scrivere
simbolicamente
(S)T~T~(S)T~
i
TBOMMAM MMnjTABIMTJ L 81
e daremo
per
cla
questo
teoremail nomedt ~~wo! <?<
yefMM~<!&~<
Per dimostrarlocominclamodan'osservare cheseneUasrie <a di
super-
acie S' esistela
supernctosuppostaSa,
essa sar'unica e determinata.
E infatti, riprendendo
le notazioni det
2~8,
dalle formole
(&9)
~=={+~(~==~+~(7;Yj,),C,==<:+~(,)
quadrando
e
sommando,
tenendo conto della
ipotesi
~S~!='S~-2~-p.
deduciamo
per
il valoreunico
) 60
1, e g, i-

La nostra
superScie
8 sar
poi
definita dalle formoledel

248
(61) a-+- l
Ci
,~==y+- i Ct
,~=~-t--
i
(ff1) xg
x
!<~I
tJ a=
C. $.!
~'a=~
m
e,
secondei risultati del

ora
citato,
baster
provare
che sussistono
le relazioni
a~~
VEa~:ts=o
2~-0.2~-0
per
avere YeriScatele asserzioni de! teorema. Oraindichiamocon
Ob
~t
i valori deUefunzioni
3, y de! precedente
relative alla
superficieSi,
e
con
< quelli
relativi a
S~.
Per le
(56)
abbiamo
!i'=Vp co80tX6eno,6on~tX) +8enOtCos~X~{
~t= ~p }
cos
o~X
sen
o,sen X; +
son
o,cos X~
per
cui la
(60)
d intanto
per
X il valore
?0*)
1 cos
o,
co~~ son son-J t
cos
('f. ?<)
cos
o.
cosoi
e
successivamente,ponendo
~=.~pX.VpY,,C,==VpZ,,
82
OAMTOMXY!.
.
251
le
(69), (61)
diventano
(59*)
X9==X+.-
(eos9t-co8oJ X+(se!io,8eay,-8en<Benyt)X)
+
(sen0,
cos
sen
o,ces
X,
(61*) a!,==a:
-)-
i son
o,
sen
o,
sen
(~)
X
+
+ (senOtces
cos
sen
o,cos
o;
cos
~,)Xt
+(sen~t
cos
o,
sen
~t
sen
op
cos
Ot
sen
y,)X,
Of:
J
?
Dopo
di
cib,
calcolandole somme t<
S
9a!) \t v
~3
col tener
presenti
le
(57),(58),
si trova
appunto
che esse sono identi-
camentenulle. D' altra
parte
dalle
(59), (60)
si ha subito
2 ~-=2~.
2~==2~.
Il
onde
segue
chelanormalealla
S,
facollenormalia
S., S,
i
rispettivi
an-
goli o<, tt
che la normaleallaS formacollenormali a
Si, Si.
DunqueS,

legata
a S. da una
T~,
e a S: da una
T'y-
Dal teorema
A)
di
permutabilit
cosi dimostrato
seguepoi
la dimo-
strazione delle
proprieta
enuneiate al
principio
del
,
osservando che
note
S, S,, Sp,
la
quartasuperficie
S: si ottienesenzaalcuna
integraziono.
Suppongasi
invero che delta S si conoscanotutte le oo*
trasformate.
Sceltaneuna
Si,
si
tengano
nsse
S, Si
e si facciavariare
S~
nella
doppia
innnit&notadi trasformate di
S; ogni
voltasi avrla
corrispondenteSa
senzacaleoli
d'integrazione.
Ora
questaS, pereorreappunto
le x' trasfor-
mate di
Si,
le
quali
sono
adunque
senzaaltro note.
Cosl
p.
e. il lettore verincher facilmenteche se si
prende per
S
l. la
pseudosfera,
2." l'clicoido
ngata
adarea
minima,
3." il
paraboloide
iperbolicoequilatero,
le oo'tt'asformate dliaS si avranno
per quadra-
ture, dopo
di che
l'applicazione
successivaed illimitatadel metodo di
trasformazionealle nuove
super&ciedellaclasse
(53)
via via ottenute
non richieder
pi
alcun calcolo
d'integrazione.
<
88
.252.
SuperSeie
(MbrmaMIi in modo oonthmo conooMervtMione
di un 8i9tem&
ooni~tgato
<
Le
superficie
S dliaclasse
(53)
che abbiamostudiate
negli
ultimi
tre
paragraft
stanno in una notevole relaziouecol
problema generale
gH
accennatoallafinedel
289,
e ciocolla dcerca delle
superRcte
sascettiMUdi una deformazionecontinuanella
quale
un sistemaconiu-
gato
si conserva
eoniugato.
Si visto
gi,
al
289,
che
l'immagine
sferiea untale sistema
coniugato(, f)
6caratterizzata dallerelazioni
~i=ai~
~!l ~~)2t==~l! )2J
Ora il sistemasferico
(u,f),
essendo
~(12/~(12)' 9M~( "2)
1
altresl
l'immagine
delleassintotiche.di una
superficieS, per
la
qua!e
posto
comeal soUto
?.
1
si ha
~f?f.j~.
e la secondadelle
(62)
si traduce nella
equivalente
9"!ogp,
9!ogp91ogpp
0
*t'
T., 5~ <'ttf!' CM <W
ossitt
9'P
x-x- ==0.
9t(9p
Di
qui
si condnde: Le
~p~e~e
2
<~<WMMMH
in MM<~<!OH<tMo con
CMse~XMtCM ttt un<MeM<!
coniugato
sono<<<e e solele
M~M~ctc
a~o-
M
Delle
superficie
studiatenet
presente
si ara
gioceupato
PHTBN80N
(Cf.
STOMh:
Blegungen
wtd
M~t~MeSysteme4).
Pi
completamente
f<u'ono
trattatenet1891daCossBtM.T
(Comptes
Rendusdel'AcadmiedeParis1Se19
octobre1891).
84
CAHMMXV!.
.
252
OMf<f M~
<()fM<MM~{M~<a}~
alle
Mpa~CM!
S la oui CMft~MMt
K,
es~-esMjwt ~wa~~t M,
v oMJ e
aMMMtc~,
ha la
forma(53)
__1_
[?()+'K<')]"
allectMt~o~eAe S
coT~poM~~opra
Xil s~emo
coniugatou,
v
perma-
nentendla
d'e/bfm<MMMe.
1
risultati ottenuti nei
precedenti
sulle
superficie
dellaclasse
(58)
ci
pongono
orain
grado
di trovareconsole
quadraturequante
si
vogliano
classi di
super&eie XdeformabHi conconservazionedi un sistemaconiu-
gato.
Basta infatti conoscereuna
super&cie
S edunasua deformazione
inSnitesimae se ne dedurr in termini niti una
superScieX
associata
ad S in
quella
deformazioneinfinitesima.Orasi
parta
dauna
superficie
S dellaclasse
(53)
della
quale:
l." si conoscanotutte le deformazioni
infinitesime,
2.si conoscanotutte le oo* 1trasformatecolletrasformazioni
del
250; questo
ad
esempio
il casose
per
S si
prende
una
pseu-
dosfera,
o un'elicoide
rigata
adarea
minima,
o un
paraboloideiperbolico
equitatero.
Per i
risultati al
25.1l'applicazione
successivaed illimitata
del metododi trasformazionesi farintermini
finiti;
nellostesso
tempo,
per
le
propriet
delle
congruenze
W
(Cf. particolarmente 243),
si
avrannocon
gajra<t~e
tutte ledeformazioniinfinitesimedelle
superficie
trasformate.
Dunque
console
quadrature
si determineranno tutte le
super&cie
associateS, come
sopra
abbiamoasserito.
Ora da osservarsi
che,
nota una
superficie
S della classe
(53)
ed
una sua
superficie
associata
S, per
trovare le eo
superficie
deformate
dlia Econ conservazionedel sistema
coniugato(u, o),
occorrerl'inte-
grazione
di
un'equazione
di
Riccati,
che
permette
di risaliredalle
espres-
sioni note doi coefficientidelle due formefondamentali delle
super&cie
deformateS' alla conosceazadelle
superficie
stesseintermini finiti. Per
altro i teoremi di Peterson
( 250)
ci dimostranoehe:
J ~a !'<!gt<<t-
~Me J Mea~
per
la
~e~/cM S, per
~e
~e~M
(~KaM~t)M<t
classeaventi a comunecon 1
~'ttMMM~tKe
<!e!NM<~MO;
coniugato(u, v),
c~
per
tuttelealtreassocie di
S,
basteranno
g<t<&'a~
determinare
!e
corrigondenti o~d~M'm~.
Aileco
superScieXapplicabili
coneonserrazionedel sistema coniu-
gato(u, v)corrisponde
unasrie <o di
superficie
Sdliaclasse
(53),
srie
che
perfettamente
determinata da una delle sue
superficie.
CM
8UPRRHOKOONStSTttM! OONIOOATI MRMANBNTI ?
M<MM <?<0~<tMfM S M<WO metododi
~'<M!/OfM<<WF~* M<pe~')Me
S
o~<t c!<Mse
(59),<<~r~o)M M'e~Ma~o~ J ~oo~p~wM~eM~
(!t
~a!t<f~MM<[ wWew'
N:~e~o!e
S da una ~<
Queste
nuovetrasfor-
mazioni sono di naturaaSatto differente da
quelle
studiate a!
250,
261;
in
particolareper
le
superficie
a carvatora costante esse sono
lecosl dette trasformazionidi
Lie-Bonnet, sulle
quali ritorneremo in
altro
capitolo.
Terminiamo coU'addurreatcani
esempi
di classi di
superficie
.
l." Come
primoesompio
addnciatno
quello, gi
ritrovato al
240,
delle
superncie
modanatea
sviiuppabite
direttrice citindricadeformabiti
con conservazionedellelinee di curvatura. La
superficie
S
associata,
avendo
per immagine
delleassintoticheil sistema
ortogonale
edisotermo
dei meridiani e
paraUeli, non altro che l'eticoide
rigata
ad area
miNima
2." Si
prenda
ora come
superficie
della classeSil
paraboloideiper-
bolico
equilatero.
Le
immagini
sferiche delle assintotiche
(generatrici)
essendo
qui
circoli
massimi,
cio
geodetiche
della
sfera,
si ha
i?f-. )?!
quindi pel
sistema
coniugatQ(u, c)
sulia
superficie
tl2 12)
)i zh~
Le
superficie
Sassociateal
paraboioideequilatero
sono
dunquesuper-
ficiedi
trasiaziene,
che di
pi
hanno le cuive
generatrici piane
e
precisamente
in
piani porpendicolari (paralleli
ai
piani
direttori del
para-
boloide). Vieeversa ogni superficie
di traslazione di
questa specie

associataal
paraboloideequilatero
ed
quindi applicabile sopra
una
serie ao'di
superficie
delta medesimaclasse.
")
Por ftocertaMenc bastaOMMvarechemontrele trasformMtoniantiche
conduconoda una
superBete
Sa nuove
superficie
deUastessaclasse
dipendenti
da
quante
si
vogliano
costanti
arMtMrie,
le nuoveconeidoratoorane! testo
introduconoona solacostantearbttraria.
")
NeUa
prima
edizioned!
questo
Ubro6 tndicata
invece,perorroM,
come
eupeta~e
associatail catenoide.
86
OAPtTOMXYt.
.
263
8."Daultimo
prendiamoperS
una
Baperadep6eudo8feric&qu<J unque.
Lesue
auperAcie
MMciatesono
superficie
di VoM
(vedi l&l I, pag. 826)
sulle
quaU
le Unee
u, f
corrispondenti
alle assintotichedi
S,
formano
un sistema
coniugato
di Unee
geodetiche.
1
Ne deduciamo:
(%wt?~0-~ ~OM ee~M'e <?Mo
<&/WMM-
<~M
e<w~~<
M<~ ~e~
~<&)p <'o~a~
o<w~w
COHt!~<~0.
CAPIT3LO XVH.
Morm~MB
delle
MBgMeMe
KMMMe
Mcpp!
sfeM
DefM-nmttono dl tM eonjtntenM
rettUtnea al modo di Bettnnoi. tnvUmppt
dt utM
doppla
MMt& dt t~re o defonnoetone della
ttttpet-aeic
dei centri. Formole fendMnentaU
per
ttt
defoMMMttoae
deUe oon~ueMe
o
degti invttuppt
di fera ectticato
de~U
elementi Mta-
ttv! aHe dae Mde S, X deU'tnvUnppo.
Bteetoa di tutti gtt tnvftappt
dt ofero net
qaat!,
la
qMMBot
defomaxtoae,
te due &tdo et m<mtengomo ?
a ourvatura media H ce~tante.
(!SM dt H-O)
la
Mpereote
dei contri
S,e ttpptteabtte
<al
paMbototde
dt MMone.
Primo teorema dt antehMd. CMOdi
H
0;
Itt
MparOeie
dei centrt
appUMbito
enH'e!)t<-
toide
aUNngato

iperboloide
dt j-otaxicM adue fhtde eteeondo teoTema dt Gtttohad. CaM
ta oui te due falde S, N
)d
montangono
a oarvntura cMttUtte negttiva;
t tre
Npt
dt
tpe~
Ilote dt rotMtoae ~eorrhtpondNttt.
Caeo inoui S,
S si rtducMM a ourve od a
Mperaoie
evituppaMU.
EMme di un
probtema gnrale
o t)M rtdMfoM )tt OMt di
Weiagerten
e
OtUohard.tuvUnppi
di tfere tett! l." ehe o<Utedue fotde at
oorrixpoadMtO
te tinee dt
ourvatura, 9. cheat ettttcmt
ortogonali
Buttedue falde eorriepondMO
t tiatomt
eoatagttt
Mtta Buptttteie
dot eentft,
S." tt ~temt contugati
di
S, S
i etatetni
eoniagatt
dt
8~
J xvttappt
dt ttiire Mi
qttaM
lo dne falde sono
oontigne par
tttttfotmMtonf dt Moutard ad
una mcdMima
Mperaete.
Le due f<tde
X,
N
hanno la steoxt otrvtttma cootante ed
hxtmooe'tmBfonNtte conttgae
dt Moutard fra le
quali
due
(!-eaU<Mttmma~tnM-te)
eolla
medettam ourvatura eoetante.
.
268.
Debnn&zicmedlie
congMenze
e dei sistemi
eo di a~M.
Nel
presentecapitoloriprendiamo
!ostudio delle
generali congraenze
rettilinee
per
considerarnele deformazioni nel senso del teorema di
Beltmmi,
dimostratoat
144- (I, pag. 311).
Le teode
eaposto
nel
presente Capitolo
sono tratte dai
primi pMagraa
della momoria detl'AntOM: <S'/&t<e<M'<adeKe <MS/~M)M<!<o<!<
<??
fper/Me
a
curvatura costante.
(Annali
di
matematiche,
srie 3.' t.
111,1899).
Avendo in mira soltanto le
applicazioni
alla teoria dette
superficie
a ctn'va-
tura
eostante,
tralaclamo di
occuparci
delle deformazioni
pi generali
delle
congraenze.
Fra
queste
le
pi intereseant!, dopo
le deformazioni al modo di
Beltrami considerate net
teeto,
sono le defbrmazioni ad modo tN
~&at<cot<r,
nelle
quali i raggi giacc:ono
indtviduatmente noi
piani tangenti
di una
superficie
S
che s! deforma MM
traaportando i piani tangenti
ed i
raggi
ivi invariabil-
mente asaatt. Per
queste
det&rmaztont !t lettore
pub
consnttare la memoda di
RtbawMU
(J ournal
de
Mathem. 1891)
e t'attra m!a memoria: &'?! (~/brm<M<Ot!e
<!eKe
eon~rtMMe
e
sopra
a<c)MM c!<M~<K
~xpe<c<e <tHp!<eo6<H. (Annali
di mate.
matica,
serto 8.' T.
VI, 1901).
88
OAPITOM
XVU..25S
Immaginiamo
i
raggi
di una
congraeMa
KO~M~Cuscenti dai
punti
M.
di una
superficie
initiale
S,; se la
superficie8,,
supposta
aessibile
ed
inestendibile,
si dformasecotrascinandoi
raggi
di
C,invariabUmente
connessi
agli
elementi del
pianotangente
di
S,,
dh'emochela
congruenza
C
si dformao~modo<HJ ~~<tM!t. Colladeformazionedelle
congraenze
rettilinee normali si
collega
la considerazione
deU'inviiuppo
di una
dop-
pia
in6nit di sfere aventi i loro centri
sopra
la
superficie
iniziale
So.
Ed anzi la considerazione
degli
inviluppi
di sfere
porta insieme a sta-
bilire il teorema
gi
ricordato di Beltrami ed il teoremadi
Dapin
rela-
tivo alla rHIessionodelle
congruenze
normali
( 144),
comeandiamo ora
rapidamente
a stabilire.
Riferiamola
superficieS,
adun
doppio
sistema
ortogonale(M,v)
e sia
<~=E.~+G.~
l'elemento lineare di
S..
1
Definiamo
poi
una
doppia
inSnit di sfere aventi i loro centri nei
punti Mo~(~, .<)
di
S., dando il
raggio R
della sfera in funsione
di
(M,v). L' equazione
della sfera mobilesar
(a)
~)'+(y-~)'+(<)'=R'
e i
punti
ove essa tocca
l'inviluppo
saranno dati dall'associare alla
prcdente equazione
le due che se ne
ottengonoper
derivazione
rap-
porto
ad
u, v,
cio
(~~)-L~+(.L~+(.RJ L~
(o)
~E.3"
\/E.~ \/:S
~+~L~+(.~)-L~-R-L~
V& VG.~
VG.~
av
\/G.~
I due
piani (b)
si
tagliano
seeondouna retta normaleal
piano
tan-
gente
di
S.
ei due
punti M,
M
(reali
od
immaginarii)
ove
questa
retta
incontrala sfera
(<t),
simmetrici
rispetto
al dette
piano tangente,
sono
i
punti
cercati ove la sfera tocca il suo
inviluppo. Questo
inviluppo
consta
adunque
di duefalde
X,Y,
chesono i
rispettivi luoghi
di
M,
M.
Le normali di X sono
evidentemento i
raggi M. M, quelle
di Yi
raggi
s
rinessi
M,
M. Ora l'osservazione
semplicissima,
ma
fondamentale,
che <
le
equazioni (a), (b) auggeriscono la
seguente: Sela
~etT<!<~S.
?<~o
DBMBMAZMM! DBUASUMUnOM DNOBttTR!DI UNtNY!.CPPOD!SPENB 89
dei CCM<W
<~MM,
seco
<MMC<M<MM!o
sfere, J pMM~M,
M <B<-<W~O
o~ s~a
cd suo
~~ppo
M~<tw
sfera
una
jp<M~Me
MtMt-
W6~
rispettoO~M
~emeKMdei
piano tangentedi S,.
Di
qui segue
nuovamentoil teoremadi
Beltrami,
insiemea
quello
teste ricordatodi
Dupin.
Le due falde
dell'inviluppo possono
essere reali od
immaginarie,
come
sopM
si detto. Dalle
(a)
e
(b)
si vede subito che ha
luogo
il
primo
od Usecondecasosecondeche
i'espressione
L~j.
1
pR\
e
E.~M~'G.
che non altro che il
parametro differenziate
primo At R,
calcolato
rispetto
a
<&
minoreo
maggioredell'unit. Il caso
&,
R==l mrita
speciale
considerazione
percM
allorasoltantoledue falde
deU'invilappo
coineidono.I
puati M, Mcoincidendo,
si vede subito
geometricamente
che i
raggi M.
M sono le
tangenti
ad un sistema di
geodetiche
di
S,,
la
quale
unadelle falde dell'evoluta di 2.
Alladeformazionedetia
superSciedei centri di
questi speciaU
invi-
luppi
di sferesi
lega
uno dei
pi importanti
teoremi della teoria delle
superficie,
il teorema
di Weingarten(Cap.
IX.
132)
sulle evolutedeUe
superficie
W. chiaro infatti che
possiamo
enunciare il risultato di
Weingarten
cosi:
quando
la
super6cieS.eapphcabile sopra unasuper-
ficiedi
rotazione,
ed il
raggio
deHasfera mobile
egwaglia
l'arco di
meridiano contato da un
parallelo fisso,
la
superficieE,
nella
quale
coincidonoledue falde
dell' inviluppo
di
sfere,
ha i
raggi principali
di
curvatara
legati
d una relaxione Sasaal deformarsi di
S..
Una sem-
plicissima
coMiderazione
geometrica
dimostra d'altronde l'esistenza di
circostanze
analoghe
in attri
inviluppi
di sfere a
/Md~
non co~MCM!
Se si consideranoinfatti lesferedi
raggio
costante aventi i centri distri-
buiti
sopra
una
superficie
a
curvaturacoatanteSo, deformando
comunque
So
le due falde
S,
2
delt'invihtppo (parallele
ad
S.)
avranno vidente-
mente i
raggi principali
di curvatura
legati
da unarelazione fissa.
Og-
getto principale
delle nostre ricerche nel
presente capitolo
sar di
trovare tutti
gli
altri casi
pai quali,
deformando
comunque
la
superficie
di centri di un
inviluppo
di
sfere,
si
prsenta
una circostanza
analoga
per
l'uaa o
per
l' altrafalda
dell'inviluppo.
Perverremo
per questa
via
ai
recenti, eleganti
risultati che Guichardha ottenuto nello studio del
problema deUadefonnazionedelle
quadriche
di rotazione.
90
OAHTOM y?H.
.
264
.354.
formole fondamentali
per
la defMTNMionedelle
congraNUte.
Consideriamouna
congruenza
Cchesi deformaal mododi Beltrami.
Sulla
superficie
di
partenzaS. pei raggi
della
eongruenza
prendiamo
a linee coordinate
quelle
che sono normali ai
raggi
della con-
gruenza,
<')
a linee v le loro traiettorie
ortogonali.
La
S,,
in
ogni
sua
specialeconSgurazione,
sar
perfettamente definitadallesuedue
forme
quadratiche
fondamentali
<):=.E.<!'+.<!e'
D~M'+2D~<~+iy,< Bicordiamoche
questi
coemcienti sono
legati
fra loro MMM!OMe~e dalla
equazione
di Gauss
m D.D"D'S
E.G. ~o
dove
K,
iudica la curvaturadi
S.,
e dalle due
equazioni
di
Codazzi
~~L~~D-LL 1
~.1! o
~0~~
(II)
~~Yt 1 ~tY~n
=0
~\V~E.G.~
~9<r~
Per lericerche
seguenti
fondamentale1'osservazioneche:
g<!~Mgc
aUra ~oMWMein termini
/!M~fra Do,D'o,D"o
e
e~-MM~
M~onMa-
Mt (Ma
<pef~cM
non
pso a<M:~ ~~e le
~eM!OHt
di
S.,
M non
diventaM~'t<J ~M~in
~Ot
<egM(~.M<aM(1)
di CatM!.
In casocontrario infatti la
(I),
insiemealla nuova
equazione
inter-
mini nniti fra
Do,D'o,D"o,, v,
servirebbead
esprimerep.
e.
D' D". in
funzionedi
Do,<t,v,
esostituendonelle
(11)avremodue
equazioni
simul-
tanee del
primo
ordine
per Dola oui risoluzione
(aupposta
possibile)
darebbe tuttele flessioni di
S.. Ora cio
assurdo,
ii
problema
della
deformazione
generale
di una
superncio dipendendo
invecedaun'unica
Ne!solocaaochela
congruenza
Csia
quella
dotlenormaUa
80,queste
Uneereetano
MetenoiMtei potranno
allora
MegUmai
inmodo&httoarbitrarlo.
MMMMMtmAMBNTAH 91
equazione
del 2."
ordine, l'equazione
de!t*
applicabilit (1,
pag. 289).
Dalla osservazione
superioreseguein particolare:
OtKtf~oM~M~~e
fra
Do,D' D".
wD.+pD~+fiy~+9==0,
ove
a, p,f,
9
NOM/~<M.~Mt~ ~SM <t,f, non
fHW ~~0
lutte16
/OM~
8.M nrna
MM'<oteM~C<<~<tc=:p==!-r==~==0.
Indichinoora
xo,
le coordinatedi un
puntoM.
=
(u, f) mobile
sopra,.S<
e
XI Yt 1 Zf
X) < Yt, Z,
X), Yt, Za
rispettivamente
i coseni di direzionedella terna
ortogonale
uscenteda
M.
e formata: 1.' dalla
tangente
alla linea
v,
2.' dalla
tangente
alla
Unea
u,
3.' dallanormalealla
superficie.
Le formuledellateoria
gn-
rale delle
super&cie
ci dannoallorale formolefondamentali
septenti:
3a:o
X,
3A
:rXe
~==V~x, ~-va-~
3X~ 13~ D.
3X,
l~G.
~+~. ==
(1)
1
1/
(1)
3X,
=
1 3t/E.D~ 9X, 1 9~& ,D~- $,
W==~+~==-+~
9X,_ D. y
D'.
v
9X,_
D~
VE. \/E. VG.
colle
analoghe
chesi doducono
per permutazione
circolaredeUelettere.
Indichiamoora eoa
'-)=='o(M,<') l'angolo
d'inclinazione del
raggio
della
congruenzaC,
emanante dal
punto (u, v)
di
Se,
sulla
superficie,
ciosulla lineae. 1coseni di direzione
X, Y,
Z del
raggio
deUacon-
gruenza
si
potranno
asswmeredalla formola
(2) X=XtC08o+X98en<!
C
e dalle
analoghe.
92 OAf!TOMXY.
.
M4
Derivandola
(2),
con
riguardo
alle
(1),
troviamo
j aX
a seno
Do
al X senc
Dy
cos
a
a
v`El
~(~(~)-
-)~.
v
(3)
~&~)~)~
au-
\4~~ +1-1) `l~~o ~~l
X. +
+~.Y-~+~x,.
\VE.
:Ka.
Se oraintroduciamo
per gli
elementi della nostra
congruenaa
0 le
notazioni di Kummer
( 187,1, pag. 298), ponendo
~3X~ ~9X3X ~/9X\'
'~==2~ ~=2~
~9X3a%) .9X3! ~9X3~ ~)3X9~
~9M" ~33p'
~9.'
trovefemo subito dalle
(1), (8)
le
espressioni seguenti:
~Y,
~en
o
D'. coso9~'
p
''W. ~VG.
G=~+~+~V
9
\~E. ~E.
(&)
T'=
~D<'
a
a
~Y
~semP'. co8<!3\/J E.\
\J ~ uu~ CJ ~
+
~"l CvG
+
V13 ''V~~
/eoso9~/G.
D'l\
~L~+~~
(Ci*)
~.E. ~G.0
V~
~-vE.sen~~Y
~+~
f.
WE.
1g
=
\v~ V~
Catco!andodi
qui
i vatori delletre
quan~t&
foadamemtaU:
E'
~E'-(/'+~F+e(y.
troviamo
E'G'-F"=M',
~E~-(y+~F'+e~==:
(.,
~(~~)~(~)
(
~semVE.G.M,
dovesi
posto per
&bbM?iMe
D.
cos o 9
VG.
D~\
'r
fsen~Do.coso
3 V~\
VG.
TenendocontodeU&
equazione(I)
di
Gauss,
si vedesubitoche
questo
fattore M si
esprime
tinearmente
per D., D'o,D~collaformola:
M_coso9~~ ,/co8o
9VE. 8eno9o\
N==-M-D,-f-t _r'+T=a.; D""
\yE.G. VG.
__8Mo3o-
C08o9V~9<!
VG.~ "VE:
G
Va.
Queste
formole
Yalgonoper qualunquecongruenzaC, normaleo no.
Ma, poich
la nostra
congraenza
C
supposta normale,
dovremoavre
(I, pag. 310) /'==/
cio
per
le
(&*)
(7)
9(~.)~
MMOMMNMMBNTAM 93
94 OANTOMXY!.
.
286
.856.
mementi relativi aNedue Mde
E, SdeU'invilwppe
di sfere,
Indicando eon X una delle
superficie ortogonali
alla
congruenza0,
sia
M~(a;, .?)
il
punto
ove il
raggio
di Cuscente da
M.
incontra
S;
ponendo
MoM==T,
avremo
(8) a!=~+TX,~==y.+TY,~==~+TZ,
doveT sar da calcolarsi in funzione di u,
v dalle due condizioni
'x~o
'y'x~o
2,X.0. Z~g.-O
che danno
(I, pag. 81l):
9T
<
9T
o.
~==-VEcoso,~==0.
Dunque
T funzione della sola
M,
definita
(a
menodi una costante
additiva) dall' equazione
(9)
d~
(9)
~=-yEcos<
Dalle
(8),
che deBniMonola
superficieS,
derivandoabbiamo
ax
33:0
3g
.r.
ax
33:0
3X
~+T~ ~+T~. au au
rEcosoX,
p = ap
Se
indichiamo
dunque
con
E<i'<t'+3F<~<?o+G~
D~M'+2D~~+D"~
le due formefondamentali di
2,
ne dedurremo subito:
J E=T'E'+2Te+E.sen'o,F.'PF'+2T/
&=.T*G'+2T~+G.
"j
D=TBr+e, D'==TF'+/, -D"=.T&'+y.
Indicandocon
ri, f,
i
raggi principali
di curvaturadi
S,
dalleformole
(I, pag. 164)
2Ye -79'D" WD 2F'D'-E'D"-G'D
DDD,
~E'G'-F"
(*'
Siecome
adoperiamoqui
le formoledi
rappreMntMione
sferica
per
la
S,
escludiamonaturalmenteil casocho Ssia
sviluppabile,
dochesi abbia
E'Q'-P'~0,os8iaM==0.
BMMtfttTt BN-ATtVI ALM NONFALM DBM.'tNVtMPM 96
pet
valori
procedenti di,D,D',D",
si trae
~jL< 2T(E'G'-F~)+e-2fF'+~E'
+t.,=
E~~r
T'
(E' F~')
t-
T
(e 2
+g E')
+
e.?
E'&F~
Sostituendo i valori
(6),
col
porre
inoltre
per
brevit
(H)
N-~D.+Mn'~D'~VG.sen.cos~
(11)
VE. ~G.
son0008
ne dedurremo le formoledefinitive
~+~=2T+~
(12)
.T'+T~
Osserviamooracheseintutteleformole
precedenti
si
cangia
in
,
la
(7)

sempre soddisfatta,
ed
X, Y,
Z si
cangiano
in
X==!CosoXtsen oX,,Y='cos<!Yt-senoYa, Z===cosoZ[senoZt
eio6la
congruenza
C si
eangia
nella sua riaessa sulla
superficieS,.
Se
manteniamo a T il medesimo
valore,
ci&chelecito
per
la
(9),
la
super-
6cie S verra a
cangiaMi
nella
saperScie S
definita dalle formole
e siecome
~==~+TX,y==y.+TY,7=~+T~
~a;=3TsenoX,, ~==3T8enY$
~<-=2TsenoZ,
~(~+~)==~+TcosoXt, ~-(y+y)==y.+TcosoYt,
(~+~?.-(-TcosoZ.,
vediamo che due
punti corrispondenti M,
M di
E,
sono simmetrici
rispetto
al
piano tangente
di
So
in
Mo.Dunque:
Le due
~CM S,
X
MMo ~<M
/M~ ~'<)!e:<~
<
sferedi f<~M
=
T
(u,v),
<teeK~i loro
ee~n
sopraSo.
Tutti
gli
elementiretativi alla
super&cie
Xsi caicoleranno
dallestesso formole
precedenti,
ovesi
cangi semplicemente
o imo.
96
OAPtTOM XVII.
.
256
.356.
Oasoin oui la
eaperBoie S rimfme
a cnrvatara media oMtfmte.
Cominciamonel
presente ht
ricerca checi eondurraai teoremi
gi
accennati di
Guichard, proponendoci
il
probtemaseguente:
Per
9<~t
tKt~w~
<?
s~e
accade
che,
(~/b~MaM(~<!OM!fsa't<e
la
superficie80luogo
dei
ce~M,
la
falda Z ~'w~MpFo rimanga sempre
a oMfM~a media
co~a~e?
Indichi H il valore
costante
dellacurvatura mediadi Z. Leformole
(12)
ci danno subito
1 j. 1
== 2TM+N
T'M+TN-senoV.G.'
indi
(e)
(HT'-2T)M+(HT-l)N-H8enoV.G.=0.
A causadei valori
(6*),(11)
di
M, N, questa
unarelazionelineare
intera fra
D.,D'o,D"
ohe dovendoaver
luogoper ipotesi
in tutte !e
flessioni di
So
deve
ridurei, per
le osservazioni fondamentali del
254,
ad nn'idontit.
Eguagliando
a zero i
singoli
coeScienti di
Do,
D'o,
!y'o
ed il termine costante neUa
(c),
si
ottengono
le
quattro
relazioni
seguenti:
(.)
(H'r-3T)~~+(HT-l)~==0
0 (H
Tt 2
& <w
+ (Il
T
~j~
0
(P)
(HT'-2T)~~+~o
0
Ir;)
\VE.G. VG.~
0
sen"
sen 3-1
+ (H
T
1)
v'Eo
(7)
-(HT'-2T)~~+(HT-l)sen'~==o
0
~V~G~
~~4

`~ ~o
v "
`
8eno
Ko ~,oGro
~'f.
+(HT-l)jVG.senoeoso~~)-H8enoV'~G.~O,
+ yGo
a
-seno cos0
fi S6no
vEoGo
=
0,
OASOtt) 001 LA X &HttNE A OUBYATDBAMBNA C08TANM 97
le
quali,
insiemecolla
(9)
~p
?
~'='f'E,co8o,
contengono
tutte lecondizioni del
problema.
La
(p)
dimostrache deveessore:
coso~VE.
3o
0
~9T+~
percM
in caso contrariosi dovrebbeannullare HT'-3T e
la
(ot)
non
potrebbe
soddisfarsi. iMiemo alla
(p*)
dovendo
sempre
veri&c&Mi la
(7)
cos.V~Mn.~0,
ne risulta che dovraverst simultaneamente
3~
3,1
r.
OTvoroo==-
Trattiamo subito il secondo
CMC,
che il
pi semplice.
Allora le
M) ?. (). ?
si riduconoalle due sole
HT-l==o,
(HT-2T)K.=H,
cio
T==~
K<=H'.
La
superficie S,

dunque
a curvatura costante
positiva
K(,==:
e
lesfere hanno il
raggio
costan~<-R.
Perveniamo cosi al teorema di
Bonnet: Le due
$<M jpa~e!e
ad ~
st~pef~MSo
di ourvaturaco-
etase
positivaKa
-r
e distar~tda
queaEa
di R has~uwa ourvdura
~M~pM~~zK,==~He~M~~d~~w~<~Rj~MM
~em~~w~
wM<S<t eos~~e
H='i~.

qnesta,
comesi
vede, l'unica so!uzionedel
problemaproposto quando
il
raggio
delle sfere
costante.
Dobbiamo
ora,
servendocidelle
(18),
corcarelealtre eventuaU solu-
zioniconT variabile. La
prima
delle
(18)
ci dicecho le linoewscostante
sono
geodetiche
di
So
e
prendendo per parametro
u l'arco di
queste
<
98 MHTOMxvn.
. 286
geodetiche,contato da una traiettoria
ortogonaleNssa,
faremo
Eo=l.
Inoltre, per
la secondadelle
(13),
sar una funzionedella sola
o==o()
le cai derivateindicherom) con accent!.
Paragonando
le
(x),(y)
e ricor-
dandochenecessariamente
HT'-ST~O,
si ottiene
(14)
sen
fsen
ces
o
+ VG~
==
0 (14)
sen Ben0cos
CM
+
r
p<(/
=
0
Oral'annullarsi del
primo
attore sen
0 cornspoodeevidentemente
al casodi
Weingarten (~=0) quando
i
raggi
della
congimenza
C sono
tangenti, lungo
le
geodetichev,
alla
S<
e
questa
l'evoluta di una su-
perficie
acurvaturamediacostante. Lasciandoda
parte questo
caso ben
noto,
<
la
(14) puo
scriversi
3
log
V G
3 log cot
a
9M 9M
e
integrando
abbiamo
VG~Vcoto.
Disponendo
del
paramett-of, possiamo
fareVa 1e l'elementolineare
di
S, diventa
<
='
dur
+
cot' 0
d'e*
che,
essendoa funzionedi M
soltanto,
ha laforma
tipica
di una
super-
ficiedi rotazione.Rimanea vedersi se
potremodeterminareo in funzione
di in
guisa
da soddisfarea tutte lecondizionidel
problema. Ora
per
i valori
VE. ==1 VG.==cet
o
si ha
1 yVG._
2<
Ko
Vo'
9M'
son o ces sen'o
n lettore
potr
del restotrattarlodirettamentedalle
equazioni
del
teste,
chesi riduconoalledne
(HT'-8T)~+(HT-1)VG=.0
0
gT
~1.
CASO:N OUI t.A XBMtANBA CtUtVATOBAMBDIAOOSTANTS 9~
Dellenostre
equazioni(a),(~, (7),($)
la
?)
identicamentesoddi.
s&tta,
le due
(<t),M
coincidononell' unica
(1&) (HT*-2T)9'==(HT-l)seno
0
e la
(9),
tenendo contodi
qa&sta,
diventa
ly
(16) (HTl)(3<cot-<)==:H9'coso.
Tutto si riduce
adunque
adeterminare
a,
T infunzionedi in
guisa
dasoddisfarealle
(16),(16)
ed alla
(9)
(17)
T'==cos-9
Facciamo intanto l' osservazione che le nostre tre
equazioni
fonda-
mentali
(15), (16), (17)
nonmutano
oangiando
') in a e lasciandoT
immutata,
ondesi vedeintanto
che,
supposto
il
problemasolubile,
OHM~
laseconda
falda
X
<M!'tMp~~o sfere
ocKse~efla
(medesima)
eMM)<t-
tura mediacostante.
.
257.
Oasodi aaa
saperaoie
Xd'ares minima. Primo teoremadi Guichard.
Per la discussioneulterioreci conviene
aeparare
il caso H
=
0dal
caso
H
0. Cominciamodal
primo,
nel
quale adunque
la
prima
falda
S
dell' inviluppo
di sfere
fecoMeguentemeate
anche la seconda
E)
deve
rimanerecostantementead area minima. Essendo
H=0,
le
(15), (16)
diventano
2To'==seno
o"==3<coto
Quest'ultima, integrata, porge
(18)
o~sen'o,
denotandok una costante
arbitraria,
dopo
di che la
prima
ci d
per
T
laformola
1
(19)
2T-L,
(19) 2T
&sen'o0
D'altronde,
con
questo
valoredi
T,
la
(17)
risulta identicamentesoddi-
sfatta, a causa della
(18).
Cosl
adunque
il nostro
problema
ammette
(i)
Per trastormarela
(!!)
ncHa
(16)
conviene
moItipHcare
la
(~pera',
ci&che
lecitoessendonetcasoattuale
certamentea' ~0,
comeTtsulta. dalla
(16)
steasa.
100 OAMTOM XYH.
g.
267
un'effettiva
Bo!<Mione,
assumendo
porBMporScie Soluogo
dei centri deUe
afeMuna
supermcie
d'elementolineare
cioe
per
la
(18)
<&<~+cot'o<!c',
(M)
~+cot'<
edando
al raggio(variabHe)
T dettesfereil valore
(19):
T=y, ~~6eno($
Lanostra
superficie 8,

applicabilesopra
unae
quindisopra
w'
super&de
di
rotazione;
restasolochecaratterizziamo uaafra
queste,
dandone tacurvameridiana.
Cangiamo
nella
(20)

in e
ponendopoi
?
f e=! COt 0
?
avremo
<~=(l+f~)~+~<
Questo
elementoUneare
appartiene
at
paraboloide
di
rotazione,
!a
cui
paraboia
meridiana
(assumendo per
assedeUeol'assedi
rotazione)
ha
l'equazione
k&~
~==-2--
Di
pi
si osservichela
(19)
d
petraggio
dellaeferail valore
T==~(l+~,
che
rappresenta appunto
ladistanzadi un
punto
delta
parabola
dalfuoco.
Siamoeosarrivatiat risultato
seguente:
&MM
MMJ M~OsfereF~
(M~a
~Opf~ <~<
COMMMgMe <~tT!MtK&)
!<!
s~pe~eMS, ~o ceK~, ~M< (egMMtdK
OM<~
~<!OK<~
/<tM<t ~'Mf~M~post
coK~ef~
sempre
MKN
sxper/Me
d''a!'eat
NttMtma,
d4<e
e<Mt soKa~o
jpossoMO <&t~,
ect< j:
S~

<tpF!Ma&<~ ~fa
~'eM-
~<t dftM<t
~<pc/~c!e
M~MMO) e due
/a~ ~'M~t~po
<tfMMCoMO
aKe
SM~at~M
tKMtMMt e!)o!peM<e
(c<Mo~<~<M~eK~ ~~Mc
S. ~Heo~ jpara&oMde
~o~
e,
W<Ma
S. ?
a'!<e~<<M)M<t
/bfM<t,
~e
s/~e~<MS<tM F~' /MOCO'
La
singolareproprit
det
paraboloide
di
rotazione, contenutain
questoteorema,
costituisceil
~MM
<eoreN!<t <?
~xM~rd', checonverr
porre
sottoaltraforma
corriapondente
aU'enaneiato deU'autore. Perci6
osserviamo che
per
unadeformata
qualunque S~
de!
paraboloide
di ro-
tazionei
segmenti M<
Msonotermint!nei
panti
Malla
snperncie
mi-
IL MIMO TBOBEMADI OUMKABO 101
nimaed assamondo
89
laformadi
paraboloide
di
rotaxione,
mantre
S.
traseina
secoi
sogmonti M<M,
i
punti
M si riuniscononel fuocoF del
paraboloide.
Ne
segue
chela
propriet
trovata de!
paraboloide
si
pao
enunciareaotto la forma
Mguente: MM~a~~o~
di ~<M~< rodolca
sopra
una MM
<pK~M~Me superficiedeformata
S., ~MOOF
fi~MWtW ma
s~er~c~
(Parominima.
Siccome
poi
il
paraboloide(cornequalunquesuperficie
di
rotazione)

applicabile
sopra
se medesimocon inversionedeUe
faccie,
oosi il ro-
tolamentodel
paraboloideeopraSopu&
avvenire indi~erentemente sul-
l'una o sull' altrafaccia di S. e le due
superficie
d'area minima
X,S,
che formanoledue faldedel nostro
inviluppo
di
sfere,
sonoi due
rispet-
tivi
luoghi
del fuoco F nell'uno e nell'altro rotolamento.
Aggiungiamo
infineleosservazioni
seguenti,
cheservonoadillustrare
in un caso
particolare,
il bel teorema di Guichard. Fra le
8Upor6de
applicabili
sul
paraboloide
veneha
(I, pag. 232)
unaserie <N'di
super-
&ciedi rotazionee
prendendoper superficieS<
sulla
quale
rotola il
pa-
raboloideuna tale
superficie
di
rotazione,
anche la
superficie luogo
del fuocosar di rotazione ed avr
per
meridiano la curva
generata
dal fuocodella
parabola
cherotola sul meridiano di
So;
ma
poich
2
una
superficie
d'area minimae di
rotazione,
essa necessariamenteun
catenoide.
Dunque:
Se si
/?
~c~fe <MM
parabola
sulla curva~t~t~om~
<?ma
sMpe~cte
di w<<MtOMe
o~pKcaM~
sul
corrispondenteparaboloide.

fuoco
M~
pN~(~<! genera
M<! C<!<t!MaW<t.
In
particolare
la
superficie
di rotazioneS. pub restringersi
indeSni-
tamente attorno all'asse finoa ridursi aU'asse
stesso,
onde il bennoto
teorema: La onx!
generata
dal
fuoco
(Huna
p(M'aMa
cherotola
sopra
unaretta unacatenaria, aventela ~~<t
~M<it per
<?tfe~we.
.
258.
Oasodi mum curvatura mdia oosttmte.
Secondo teorema di Guiohard.
Riprendiamo
ora le
equazloni (16), (16), (17), per
discutere il caao
in cni la curvaturamedia H none nulla.
(''
Si osservi che in
questo
rotolamento
per~ttamente
assata la
legge
di
corrispondenza
det
punti
della
parabola
e del meridiano
deformato,
dovendo le
ourvature de!ia due
s~peracie
di totazioneessere
eguali
in
punti corriapendeuti.
102 CAFITOM
XVft..2M
DaHa(16)6itrM
Dana
(16)
si
HT 1
Ho'COSO 0
HT-1~
e derivandola
rispetto
ad
u, coll'osservarela
(17),
avremo
sopprimendo
il fattoreH
(nonnullo):
d'/
</cosoa
du(8~a-d)`~~sa~0. ~(3~coto-~+~
Questa,
comefacilmentesi
vode, pu
scriverai sotto la forma
log(8
0" cet 0
.o")
==
log
(son'
ocos
o)
onde
integrando
abbiamo
(21)
8do cot 0 o"~=.csen*cos
0
indicandoc una costante arbitraria.
Dopo
di ci6la
(16)
diventa
TT~
(22)
HT-1=-
csen'oa
e la
(17)
naturalmente soddisfatta.
Resta
per
altrodasoddisfarsi la
(15),
la
quale, pel precedente
valore
di
T,
si riducealla
seguente
(23)
,1
1 1
c'seR'o CM~o~H*
1
doveora
possiamo
trascurare
l'equazione
del secondoordine
(21) per o,
provenendoquestaper
derivazionedalla
(23)
stessa.
Si noti
poi
chealla
(22)
si
puodare, per
la
(23),
laforma
equivalente
(22*)
HT-l=~/l+J ~
(22'~
H T 1
y
'csen'o ()
Cosi
adunque,
determinandoo
()
dalla
(23)
e
prendendoper
T il valore
datodalla
(22*),
soddisfacciamoatutte lecondizionidel nostro
problema.
Lacostantec rimane
arbitraria; per6
limitandoci noi a considerare
le soluzionif~ del
problema,
la
(23),
scritta sotto la forma
~=.(~+l)-eo8'c,
!<MtCONMTBOBBMA DI QUICHABP 108
el dimostra che dobbiamo
assoggettare
c alla
diseguaglianza
(24)
<'(~+l)>0.
Resta ora soltanto che
esamniamola formadelta curva meridiana
per
la
superficie
di rotazione
S~
cherisolvela
questioneproposta.
Il suo
elementoUneare dato da
~'==d'M'+COt'<!<
che
per
la
(28) pu6 scriversi, cangiandovt
v in kv
(~costante)
=
cot'o ds
c800~(1
+.psen'oj
0
70' coI'. adv~
Indicando CON
~="}<(f)l'equazione
della curva
meridiana,
confron-
tiamo
questo
elemento linearecoll'ordinario
<=[l+~(t.)]~+~ t
ponendof=~cot'
ne risu!ter
per
determinare
~(f) l'equazione
,J W _1
'(i+~)'
Di
qui
si trae ltrae
1+~
1+~().)=~-
r'
x
~c o
l+g,+~
cio
f~
c*
(1-~e) 1
+~j-
(28)
M
=

~(l~+~)
Dellacostante
possiamo disporre
anostro
arbitrio,
ci~
equivalendo
a
scegliere
convenientementelaformadi
S.
frale
superficie
di rotazione
applicabili.
Prendiamo k in
guisa
daannullarenel numeratoredella
(25)
il termine
costante,
cio determiniamok dalla
equazione
w'('+?).
104 CAHTOM) XVH..2&8
che
per
la
(24)
d&un valore reale
per
&.La
(25)
diventaallora
t
ey
H
e
integrata porge
~==~(r)=~V<
eio
H'cy'==l
La curva meridiana un'eUisseod
un' iperbola,
secondoche
c<;0
0
o
c>0.
Poniamo
H==~
r
.==?~.
f
eroquazione
dlia conicaMr&
~~6'==~'
mentrenel caso de!
segno superiore
la
diseguaglianza(24)
si traduce
in<t'> Dunque
la
8Hper6eie
di rotazione
S.
un eUissoide
allungato,
owero un
iperboloide
a due
falde,
Fasse
principale
neU'unoeneU'attro
n
casoavendo la
lunghezza
2<!==~;
inveceFasse secondario
(minore
o
coniugato)
resta arbitrario.
Laformola
(22*),
checi dennisceil
raggio
T
detiasfera,
diventa innno
HT-1=A/1+~'+(H'+<!)~,
edil valore che ne risulta
per
T
combina,
come subito si vode,
colla
hmghezza
del
raggio
focale.Dallanostra discussione
raccoguamoadunque
chetutte le soluzioni de!
problema
enunciato al
256
si
ottengono
l."
prendendoper
S,
una
superneie applicabile
sull' evolutadi una
saperneie
a curvatura mdia costante,
nella
quale
evolventecoincidono
le due falde
delTinvilappo
di sfere
(caso
di
Weingarten).
8.'
prendendoper S.
unellissoide
allungato
di
rotazione,
owero un
iperboloide
a due
falde,
e conaiderandole sfere chehannoi centri nei
punti
dlia
saperacie
e
passanoper
l'une o
per
l'altro faoco.
H, MOONMTHORBMAD! 8UCHAM 108
U terzo CMocheabbiamotrovatoal
priMipio
del

256
(teorema
d!Bonnet)
non chen caso
particolare
del
seconde,quando
FeMissoide
si riduca ad una sfera.
Conconsidration!
analoghe
a
quelle
svoltonel
267,possiamoenun-
ciarele
propriet
de!l'e!!issoideed
iperboloide
di rotazionecosi trovate
col seo~db <eoreMa 6tctaf<!?
Seun cK<M~(~
~MHj~O fO<<M~,oveeroun
iperboloide
di f0~-
~t<Mead una
/<~< lungh88zadei oui asse
p~M<~e ()M~'e
o
<~w<
SM
=
2a,
wMa
s<!pf<t
unasua
qualunquest~Me a~<<!<
e~MCM~
fuoco
o~~e sa
M<pe<~c~
a 0!<nM<(f~<! mediaco~oM~eH
a
Al teorema
generale
di Guichardfacciamoora
seguire
alcuneosser-
vazioni
important!.
1.' Il rotolamento deUa
quadrica
di rotazione
puo
avveniremdine-
rentemente sull'una o s~U'attrafacciadeUa
superficieapplicabile 8.,
cosicch,nota
So,
si
ottengonopropriamenteg'!<~<! superncie
a curva~-
tura media costante e ciole
quattro
faldedei due
inviluppi
di sfere.
Questequattro
superficie
sonodue a due
parallele
e distanti di 2
?;
ogni
voltala
superficie
mediafraledue
,pel
teoremadi Bonnet
(256),
una
superficie
a curvaturacostante
positiva
=
1
2.' Se si fa crescoreall'infinito l'asse
principale
deUa
quadrica,
tenendofissoun verticeedil
prossimofuoco,
la
quadrica
tende verso
il
paraboloide
di rotazionee si
ottiene,
al
limite,
il
primo
teoremadi
Guichard
( 253).
3." Se si
prende per Souna delle deformate di rotazione della
quadrica,
ne deduciamo il teorema: Ns
/aMM<M-eM'eKtMeoa! un' i-
pe~Ma
meWdMttM<?ma
sp~Mc
fo~Moso
<~fcaJ &~
sulla
qua-
drica
generata
<M rotare<M<tcotttcaattorno<~Mo asse
~MC)p<e,
la
traiettoria a~oW~ dal
/MOM
meridianodi una
~p~cte
a curvatura
mediacostante.
(~
In
particolare se, restringendoindennitamonte
So
attomo
all'asse,
si riduce
So
all' assestessosi ritrova la
proposizione
di
Delaunay:
La curvad~cW~
frtoco
di M'eBMse o<?
M'tpc~ohK!~
t~o!<t
S0pf<!
MMCf~ meridianodi una
superficie
di ~<M'M<Macurvatura
Me~Mt
costante, !'<MMdi n)<(M'<<WM essendola f~a
fi)
Cf. la nota a
pi
di
pagina
101.
106 OAP!TOM XYH.
.
359
.
259.
CMCin oui la. falda X
dell' inviluppo
di sfere rimame
a enrvatura costante.
Collatrattazionedel
problema
enunciatoal
256,
data
negli
ultimi
,
abbiamoesaurita
l'espoaizione
det risultati di Guichardin
quanto
si
riferiseonoa
quadriche
di rotazione reali. Ora ricordiamo che la con-
gruenza
C associataalla
quadrica
di rotazione ne! secondotooremadi
Guichard,
e la sua riflessa C',rimangono,
in tutteledeformazioni,nor'
mali a due
superficie
a curvatura costante
Fo~~a,
sicch
queste
due
superficieX, X sono le due falde di un
inviluppo
di sfere aventi i
contri distribuiti
sopra
una
superficieSoapplicabile
sa!Ia
quadrica
di
Guichard.
Proponiamoci
ora il
problema:
Trovare
gli wMH!t<~<Ks~fe
~tM~,deformandooomunque
la
St~pef~CtC So
del
MM~, <ttMtfalda
E
<J M!'i)K~<tM'('
fMtMMe a curvatura tt~oM<tK costante
~O~Mt,
0
negativa.
SeK 6
positiva,
il teorema di Bonnet ci dimostrachenonesistono
altresoluzionidei
problema
all' infuoridi
quellegi
trovate
per
le
super-
ficiea curvatura media costante. Resta ora a trattare il caso di K
negativa,
cioche ci oondurra nuovi risultati dal
punto
di
vistareale;
pero
nella discussioneche
segue
lascieremo da
principio
indeterminato
il
segno
di K.
Ricorrendoalla seconda dlie
(12)
e
ponendoK==-(A costante),
lecondizioni del
problema
si traducononella relazione:
(86) T<M+TN-senovTE,,Qb=.AM.
Procedendo
precisamente
comeal
256,
ed escludendoal solitoil
caso
o===0,gi
noto come
corrispondente
al teoremadi
Weingarten,
edil caso
o ==
chenondaattualmentealcunasoluzionedel
problema,
si trova subito che si deve avere
a y~
30
0,
senocoso-? +~5. 5- ==0,
fM dM
ondesi
pub
tare nuovamente
~.'==l VGb=~coto.
CA80M OUI LA FAMA X 81 MANl'tBNBA CUBVATUBACOSTANTN107
Dopo
c!6la
(26)
si ridncealle due
seguenti
(37) (T'-A)</=Tseno
o
(28) T(S<coto)==o'co8a,
all
quali
da
aggiungersi
I'altra
(29) T'+coso~O.
RicavandoT daita
(28)
e
derivando, colFosservarola
(29),
ne
segae
comeal

S58:
(30)
8<~
coto <==
csen'ocoso
(ccostante),
dopo
dl che la
(28)
diviene
(31)
T=.
osen*o
e,
soBtituendonella
(27),
si ha
f82~ L A
)
0'sen'a esen'oo
la
quale
formolatrae seco
per
derivazionela
(30).
Determinando
()
dalla
(82)
e
prendendo per
T il valore
(81),
si
ha
quindi
la
sotuzione
pignrale
cercata del
problema.
E si osservera
anche
qui
che non solo la
prima
falda S
ma anche la secondafaldaX
deU'inviluppo
di sfere ha la curvatura costante
Secondo
la
(82),
la nostra
superficie
di rotazione
So
ha l'elemento lineare
~en~(l~A8en'.)+~
Per determin&rela curvameridiana
poniamo,
comea!

268
fc=&coto,
indi
r.=
kcoto,
(I-fc)
(l+~)-~c'A
(g8) (r)
`
~c)l+cA+~)
Il caso di A
positive
=
riporta
naturalmenteai risultati
del
268.
Considerandoora il caso di A
negativo poniamo
A
==
R',
cio
sup-
poniamo
la S
pseudosferica
di
raggio
R. La
(32)
ci dimostra che in
108 CAMTOMxvn.
.
269
questo
caso,
per
avere soluzioni reali,
eonvienodare alla ceetantecun
valore
positive
e
porremo per
ci
1
Attualmente,
se
diapoaessimo
di Mn
guisa
da <mnaUarenel Mme-
ratore della
(33)
il termine
indipendente
day',
nonavremmo
pi&
una
solMionereale del
problema.
Annulleremo inveceil coeNcientedi
y',
ponendo
j6*oc=l,
ossia&'=='<t.
Dopo
di cH la
(38)
diventa
Rr
~M-<?~
ela curvameridiana ha
par equazione
(,.)
,-tM-R/
Laformola
(31)
chedeaniseeil
raggio
T detiaaferadiventa
per
la
(32)
T~L-R',
sen*<!
ossia
(35)
T'==<R'+~.
La forma delta curva meridiana diversa secondoche 1.*o
==
R,
2." a<R, 3.<'<>R.
c<Mo<t==R. La curva meridiana
(S4)
6 la curva
logaritmica
~==RIogf
r
e il
raggio
T della sfera
eguagtia
il
raggio
del
parallelo. Quando S.
a~etta la forma di
questa superacietogaritmiea
di
rotazione,
unadelle
falde S
deU'inviluppo
di sfere si riduceevidentementeaU'assedi rota-
zione
i'altra falda X la
pseudosfera.
e<Moa<:R.
La curva meridiana ha
per equazione
)-==!t/R'<~co8h(~) \R/
e si dir la e<~eM<M'! ace<w~~
percheproviene
dallacatenariacomune
f!==Bcosh(~
OASONT OUI S
tt MBOD08MBOA 109
accorciandole ordinate r nel
rapporto
Il raggioT
de!lestre
datodtt
T-a'aenh~).
Si OMorvorohnel casolimite ?
=
0il catenoideaccorciatodiventa
l'ordinario catenoide e le due falde
dell'inviluppo
di afere coincidono
nell'ovolvente
pseudosferica.
a." caso
a >
R. La curvameridianaha
por equazione
f==~]~8enh~
W
e la
corrispondente superficie
di rotazioneai diril ~MM~
tpe~M~.
n
raggio
T delle sfere de&nitoda
T==y~~R'eo8h~.
W
In tutti tre i casi:
deformando
comunque
la
sMp~cM yo~a~~
trovata,
<~eseco<fosc~!e
~e
coi ceM d!ts~!<~ sulla
QM~cM,
le
due
/M<~<M'<~po sfereW<M<tt~<MM Mmpfeepe~cM
jpse<M&~e.
riMedi
raggio
<==
R.
.
260.
Catdin eui la
aaperMe degenera
in tma earva
cd in ana
svNnppftbUe.
Per
rendere
complete
le ricerchedel
precodente
conviene coMi-
derare anche il caso in cui la costante A sia nulla.
Quale
ne il
aignincato geometrico?
Siccomeallora
~f,=='0,
la falda E
(e quindi
anche la seconda
S) deU'invihppo
di afere si riduce ad una curva
r,
le cni
normali costituisconola
congruenza
C associata alla
So.
Le for-
mole
precedenti
si
applicano
ancoraa
questo' caso, in
particolare la
(32)
diventa
c'
~-costante,
onde
segue
=' acot
o, (acostante).
L'elemento lineare di
So
ha la forma
~==d'+t<f',
che
quello
del
piano
in coordinate
polari,
e
quando
la
So
ha la con-
110
OAPtTOMXVtt.
.
260
figurazionepiana )t,
la formulaM==<!tcot') dimostra chele sfereaventi
i centri distribuiti su n
passano per
due
punti
simmetriei
rispetto
a
x,
situati alla
distanza a
dall'origine
0 sulla normale a1r in 0.
La
congruenzaC
dunque
formatadai
segmenti
M P chedai
punti
M
di x vannoad un
punto
P fisso nello
spazio.
facilevedere
geometri-
camenteche
comunque
si deformi
x, che
seco
trasporti
i
segmenti
M
P,
il
luogodegli
estremi P sar in effetto una curva F di cui i
segmenti
M P
saranno tutte le nonnaii. E infatti
segniamo
sul
piano
x le ao'
1
rette g
chesi
cangiano
nelle
generatrici
della
sviiuppabile
deformata8.
I termini P dei
segmenti
M P uscenti dai
punti
di una
generatriceg
di S saranno
sempre
riuniti in un.solo
punto
e
per
ciointanto
il luogo
degU
estremi
degU
<?'
segmenti
MP
per
la
sviluppabile
SsaraunacurvaF.
Che
poi questi segmenti
siano tutti normali alla curvar si vedefacil-
mente considerandosulla
sviluppabile
uno
qualunque
dei circoli
geodetici
aventi il centrenel
punto
0: i
segmenti
M P che
partono
dai
punti
di
un tale circolosono normali al circoloedhanno tutti
eguale lunghexza; i
per
ciolacurvaF
luogo degli
estremi P
pure
normale ai
segmenti
stessi c. d. d.
Dalla nostraanalisi risulta
poi: ~Mc~ d~~M~o comuquela
spef)!cteS,
di
y<ti~MW
dei
raggi
di wMt
co~nMM~~
Ho~Mt!e
C, gMC~
si
appoggino
costantementead Macx~ necessarioe
M~OMs<e
che
S,
sia
sviluppabile
e
gtKHK?0 S, ha la
COM~M~~OMpiana,
t
raggi di
C
concorranoin un
J p!<K<0 ~M
dello
~)<M'M.
Un altrocasolimite della ricerca del
precedente convieneconsi-
derare a
parte;
il casoin oui la costante A sia
infinita,
ciole
super-
ficienormaUai
raggi
della
congruenza
C che si deforma siano
svilnp-
pabili (a
curvatura
nulla).
Allora dobbiamoavere in tatte le deforma-
zioni di
80:
M==0.
A causadel valore
(6*) di M, escludendo il caso ovvio
==
ne
deduciamo
~~0 ~=0
9c ~r
o
~-0
~=0.
Si
puodunque
tare
E, ==
1
G<<==
1
con a costante
qualunque,
dove attualmente non occorre
pi
nemmeno
B8AMBDI UNPMBMtM. QBtBBAI.B 111i
eseladere il caao
<t'=
Dunque:
Set
raggi
<?Mot
coKt~MM~a 0,
<M
a<~ttt~<<~onM<M~OMe
<M!e
a~e~te 8, pa~e~a, WtM<~<MM
wt~M~~
ad una
~~F<!&tJ e,
la
So
deveessere
suilappabile
e
g<Mtdfo S,
s<~~eM<~
ad
piano i raggt
della
CO~MM'a!
Cdebbono
<!(M~KM'~
in
raggi ~<M'~ej't.
Comesi
vede, possiamo
considerare
questo
corneuncasolimitedel
prcdente quando
il
punto
P in cai concorronoi
raggi, montreS.
ha
la
configurazionepiana,
si allontanaall'inflaito.
.
261.
Esam. di un
problemageneKie.
In tutti i risultati
conseguiti
nei
precedenti (256-260)
abbiamo
inviluppi
di sferenei
quali,
deformando
comunque
la
superficie
dei
centri,
una fatdM
(e quindi
anche la
seconda)dell' inviluppo
ha
i raggi prinei-
pali
di curvatura
)'t,~ legati
da una relazione&B6a.Domandiamodi:
trovaretutti i casi
p<MM~,
)tM
9'~
tM
~Mc clell' inviluppo
<?
sfere
COM~erpS <
raggi di
CM~a~M~
f,
legati
da MC~<M~OMe
/'h,~==o,
<!OHtK~e deformandola aMpe~Me
dei ee~
Le soluzioni del
problema
checi sononotefin
qui
sono: l." lasolu-
zione
corrispondente
al teorema di
Weingarten quando
l'inviluppo
di
sfere a falde coincidenti e la
superficie8. luogo
dei centri
appli-
cabile
sopra
una
superficie
di rotazione.
2.' la soluzioneevidente che si ha
negliinviluppi
di sfere di
raggio
costantecoi contri distribuiti
sopra
una
qualunquesuperficie
acurvatura
costante.
8,0i varii
inviluppi
di sfere trovati nei
precedenti,
nell' esame
delle
proposizioni
di Guichard e dlieloro
complementari.
Dimostreremocheil
problema proposto
nonammettealtre
soluzioni,
all'infuori di
queste gi note; per
tal moao
dsulter
meglio provata
la
singolare importanza
dei teoremi di
Guichard.
Supponiamo
che la
prima
faldaXdei nostro
inviluppo
di sfere abbia
i
raggi
di curvatura
rl, r, legati
da unarelazionefissa. Se
questa
rela-
zioneavesse la forma
ri
!=:
costante
o
r, +
'==
costante
saremmoricondotti ai
casi gia esaminati,poichnell' ultimocaso
po-
112
oAf'MMXvn..261
tremmo sostituirealla Suna
superficieparallela
adarea minima.Esclusi
questi casi,
come
gi
noti,
potremo
dareallarelazione
supposta
laforma
ft~'='F(n+~,
ossia,
ricorrendoaile
(12) pag.
96
(A)
~T~=F(2T+~).
Questadevra, per ipotesi,
susoisterein tutte le flessioni di
8~
e
siccomeN 6
per
la
(11)
linearein
Do,D"o,
senella
espressione(6*)
di
M sostituiamoa
D',
il suo
valore
D'.== ~D.D"E<,E.G,,
la
(A)
dovrndarsi ad un'identit in
Do,D" Ora, se
esc!~<MMo <!<Mo
o ==0
~f~M~M,
dalla
(A)
si trae in funzionenota di
,
v
M J il
i w
e
per
cio consideratecomefunzioni di
Do,D"
dovrannoessere
fra loro
(HpeMde~. Dunque
il determinantefunzionaledi
M,
N
rapporto
a
Do,D"o
dovrannullarsi
a
(MIN) 9(M,N)
(85)
gp.TBQ"
Ma avendosi
9D~_J ~ 9D~ Do
3D.2D'9D"2iy.'
dalle
espressioni(6*),(11)
dl
M, N
si rileva che la
(35), moltiplicata
per D'o,
si scrive:
coso 9 ~G, ~coso
3 ~E, seno 9o
~6.
v~~T~+s~ 'r"
==0
seno~o- l/coso
9~Ej
seno99\~
=0
'T=' &
2
T=~'
'~r'+ "<=
-x.
~G. \VE.G. Vu. ~G.
qnesta
si
decompone(264)
nelle
due:
~o~j.seno~-O
0
sen Oq_
u
Vu.
sen<!C08o~+~~==0.
9M 9M
ESAMN DI UNFBOBMMA aKNBBAM 118
a
Poasiamo laseiaro da
parte
il casoo
=* ove

geometricamente
vidente
(e
si
puo
subito confermare
coM'analisi)
chela soluzionecorri*
sponde
a
qaetia gi
sopra
osservatainoui lesferehanno
raggio
costante
e la S, luogo
dei centri a oarvatamcostante. Per
<!
ledue
preee*
denti,
unendovi la
(7)
~==0,
danno
~-<. ~-o
91og ~G.
31og cot
3a
9M"9M"'
1
ondesi concludeal solito che si
pubporre
~E.==l VG,==coto.
Dopo
cio le
espressioni
di
M,
N diventano:
o'cos?-, o~sen'
o~coso o"
j N'= Do l~OT
(86)
aen'oa
D
cosaa
~o
aen'oa senoo
f N ==coto
D. +~y.+2</cot<
C080
Ora sefosse =='
0,
ne risulterebbochela
S.
sarebbe
sviluppaMIe
e le linee
(tt,v)
costituirebbero un Bhtema
doppioortogonale
di
gode*
tiche, onde,
se
S.
assume la
confignrazionepiana,
i
raggi
della con-
gruenza
0 risulterebbero
paralleli. Qaestocaso,
ovele
superficie
normali
ai
raggi
sonoa curvatura
nulla,

gi
statoesaminatoallafiM del

260.
Lasciandoioorada
parte, potremo
seriverelasecondadelle
(36)
cosi:
N==~M~
~(8o"coto-
e la relazione
(A)
diventa
n<
~sent
T(3o''cot~-o")-</co8o
o
~A;
l-.i-
=.F(2T-+~~).
Ma
poichquesta
deve essere on'identitanelletre
quantit M, u, v,
rignardate
corne
indipendenti,
ne
pub
M
sparire contempotaneamente
114
OAFITOMXV!L
.261,262
dal
primo
esecondo
membredeUa
(A*),
devramanifestamentelaF essere
una fanztonelineareintera nel suo
argomento
e la relazione
supposta
fra
ri, f,
ha
dunque
la forma
ftf,==<t(f,~y,)+&
b
con
a,
b costanti. Sostituendo alla
superCeioX
una sua
paraUela(alla
distanza
c), possiamorhtarre
questa
relazionealla forma
'==
costante
e le soluzioni
corrispoadenti
del
problema.
sono unicamente
quelle
osa-
minate ai
259, 260,
c. d. d.
. 263.
tmviinppi
di sferesnUeoui faldesi
oorriapondono
le lineedi curvatura.
Fra i
punti
delledue falde
X,
X di un
inviluppo
di sferevienesta-
bilita Ma
corrispondenza,
ove si
riguardino
come
corrispondenti
i due
punti
di contattodi ana medesimasfera con X
rispettivamente;
cosi
pure
ad
ogni punto
M di X
(o
M di
S) riguarderemo
come
corrispon-
dente sulla
superficie8u
il centro
Mo
della sfera. Per
gli inviluppi
di
sfere nei teoremi di
Guichard
queste corrispondenzegodonodi
propriet
speciali,
che
importa
di esaminarein vistadi future
applicazioni.
Nello
studio di
questeproprieta
noi
proeederemo
m
guisa
dadeterminarenello
stesso
tempo
tutti i casi nei
quali
larelativa
propriet sussiste,
comun-
a'!!d'e/bfmatM~
la
superficieS,
dei centri delle
sfere.
Comincieremodal
dimostrarechesuHeduefalde
S,
S di un
inviluppo
di sfere nei teoremi di Guichardsi
corrispondono sempre
le linee di
curvatura. Per ci&
proponiamoci
il
seguente
problema generale
.De~MMMre
<~ inviluppi
di
sfere
cui
~<j'e X, S
si c<M-n-
<pOM<&)KO semprele
Macedi
cMr~Mfa,comunquedeformando
la
superficie
8,
desceMM.
Dobbiamoin
primoluogo
scrivere
i'equazione
differe)u:ia!edelluHuco
di curvatura
per
la
prima
fatda
detrinviluppo, ossial'eqaazione
dif-
ferenzialedelle
sviiuppabiU
della.
congruenzanormaleC
(formata
dai
raggi
Mo
M).
Secondeil
140(I, pag.
805
equazione
(C)) questa equazione
si
scrive
(~E'eF')~+(~E'-e&')~M~F'G')<~==o.
Ora,
formando
effettivamentele
espressioni
dei tre binomii
coeNcienti,
OOMMMNDHNZA MU-ttMMED! CUBTATUM SOTti
S, H8
dalle
(6) (&') pag.9a()'icordando
che
qui /"='/),
si trova
~=-~E.~of'~+~M
f
E' eF'
a
sen
aCsenaD'
cos
o YoI VG. VG.
~Ti" Vn'/D'' L~
o
t /s'. /eoso9VGb
Ct ~)
~F-eG =. VG, -~+~ +/E.sen'j -8en<
~.M
~E. ~E,
'j
~=.+~.M.
6
quindi per requazione
cercata la forma:
(37)
-a'oD/+~senoeo8~
~'+
~G. vG.
~(~)~~
( 1~D' o ~o
senolD"
J ' +
V
C:io
u`
div
+
t-~D~+\/G.==0.
\VE.
D'. +
die 0
Onesta dunque t'equazione di~ereNziaIedelle Uaeo di curvatura
sopra E; l'analoga per
la seconda &!da Xsene
dedurr,
secondo le
osservazioni al
255, semplicementeeangiando
oin o. Scrivendoche
queste
due
equazioni
diBferenziaU
coincidono,
si ha
D~p~t.~p~~
VOen
~< n"
senocoso9~\
~D.D.+-
indicandocon
p
unfattore di
proporzionalita.
Lacondizionerichiesta si
scrive
quindi
(38)
VG~.D.-VG~
-~senocoso
~D'.==0.
Vol sen
a
cosa
D"9--
0
H6
OAFtTOMxvn.
.
263
Per
interprotaria geometricamente
bene oaservate che ossa
pa&
soriversi,
introducendoi
coefScienti della
(87)
f~D~D.D.~sen~D'~
\E.
0
+
v 0
(VE. ~G.
sen0u
0
/9o
8enocoso9~G.
-~sen'.D'.+~semc.so~O;

WG.
sei?o
0
VG.
senli WB0
0,
a
e
sotto
questa
forma essa
esprime
che le linee
integrali
della
(87)
trac-
ciano sulla
superficieSo
dei centri un sistema
coniugato.
Prescindendo
dalla
condizione,speciale
al nostro
problema,
chela
(88)
deve verificarsi
m tutte le SesMonidi
So, possiamo
enunciare
questo
risultato sotto la
forma
seguente,
che d un teorema di
Dupin:
J ~M~ ~t~poM~
una
<!OK.<;fn<eM~
normaleC si coMMfo~
per ~t/Ke sopra
una
<:(pe~c So
M~~sartO e
~!c~M<e
cheesse
~HtK) 8.
~ecMtdO? SM<em<!
coniugato.
Ma veniamooraalla nostra
ipotesi speciale
ove la
(88)
deve aver
luogo, comunque
si deformi
S..
Per cio necessarioe suNciente che
si abbia
n 9'' _j_ senocqsoOt/G. 9\/.
3. 9 ''3<r=='
<')Per vederlobasta
applicare
lacondizlone
D,~~+D'.(~5p+(:t)~)+D"~c5t'~0,
'che
esprime
esMrodueetementtHaeari dt
S~eon!ug'ati,
ai daeelementiuscenti
daun
punto(!<,c)d6neUneeintegrali
df
nn'equazione
dMeronziate
ci&ched&:
A<<*+B<!(!N+Cd~0,
CD.-BD'.+AD",=0.
0
Nonci tratteniamo
qui
a
spiegare
la
ragionogeometrica
di
questorisultato,
cheil lettoretrovo)'&
sviluppata
in
Darboux,
t.
II, pag.
281e
segucnti.
OOBBI8MNMNZAMI-M MNBBPI OCRYATPBA 117
Ne
segue
che
possiamo porre
<)==.<!(), E,=sl, VG~eseOtO;
e
poich
in tutti
gli invUuppi
di sforechesi
presentano
nei teoremi di
Guichard
(256-259)
le condizioni
superiori
sono
soddisfatte,
ne con-
cludiamoche suHe due falde
detl'invitupposicorhspondono appuntole
linee di
curvatura. La nostra analisi ci fomisee di
pi
lasoluzionedel
problemagenerale proposto
col teorema:
Per ottenere
<<~ ~<~((p~ ~e,
~e
falde
si
c<M-WspMt<~sc
le??
curuatura, cowxM~edeformando
la
superficieS. luogo
dei
centri,
~'e~aM per So Ko
a'M~MMgMe s~pe~te ~<c<~t~ sopra
<OM
superficie
<?
)~<M~M-,
C!~elementoHt!C<t~ SO~ca
o~=~'+cot'od'p', oc=<o()
e
~-MtdM raggio
T <M~
sfera
variabileda
pan~o FCtt~iMo
~(Mx~
la
/<WM<o!a.T ==*
0 J '
coso <
.
263.
Oaso in oui ai sistemi
ortogonaU
di X
oorriapondono
i siatemi
coninga sopra 8..
Proponiamoci
ora il
problema seguente:
2%W<
~t WC~t~pt
di
sferepei
<j'<K~t, comunquedeformando
la
superficieS~
dei
ce~,
accadeche ai sistemi
ortogonali
~<a
prima
/M<&:SoMX'tt~~Mppo corrispondonosopraSo
i sMe~
coniugati.
Esprimoremo
le condizioni del
problema
col sassistere delle
pro-
porzioni
E F G
Do D'. D~
ossia colle due
equazioni
ED'FD.=0, GD'FD'~O,
che
pei
valori
(10)
di
E, F,
G
(pag. 94)
si scrivono
T'(ErD'F'D.)+2T(eD'D.)+E.sen'oD'.==0
0
T' (G'D'. F' D".) +
2
T(y D'. yD".)4. GoD'o
=
0.
Sostituendo i valori effettivi
(8),pag. 92,
di
E', F, G',
si trovasubito
118
OAMTOM XV!t.
.
268
cheessediventano
~(~~)~)+
+
/MnD'
coso
9~\ /cos ces
<. 3
~VG.
~A~
senoK.E.G~j ~+
+
2
T V~sem
(D. D'.
+E. sen'
a
D'.==
0
ff
oM/
(~+~('D-0.)+
+
r
Eo av t.
./co8~Mn~D'coso3\/G:
+
A~~
+~~D~L
+.TW.(~
vEo
au
Go0
av
Osserviamo che
per
o==
(equindiT
costante)queste
duesi ridu.
conoaH'unica
K. !a
superficie S.
a
curvatumcostante
positiva
e
S,
Ssonoiedue
paraHete acurvaturamediacostantedi Bonnet
(256).
Questauna
primasoluzione de!
problema,
ai sistemi
ortogonaU sopra.
E,
S
corrispondendo
i
sistemi
coniugati sopraSo.
Per discuterail caso
gnrale
t
prendiamo!a
pnma(89),
che
unarelazionefra
D~D'~sussistente
per ipotesi
in tattele
Sessioni;
essadeve
dunque
ridarsiad
un'identit.In
partieolaro, eguagtiando
a
zeroi coef&cienti di
D!,D~,D.D'
COBNSMNMNZA Mt 8MTEM! OBTOMNAL DtS A!COtHMATI N
8,
119
troviamo
ai
0
.r
3., 3
VGo
~O.~=o.
~+sen.cos~=.0.
dalle
quali, disponendo
al solito de!
parametri u, v,
risulta
~Eo==l, \/Ga==COt'J , 0=-3(M).
Dopo
di cila
(39)
si riduce alla
seguente:
(40) T*(3o"cot3
-<?")2To'cos<!+sonocosoc=0,
ed alla medesima
equazione
si riduceanchela
(39*).
Ora se si
prende
l'
espressione
della curvatura media
di S, che,
secondei calcoli
eseguiti
al
261,
6data da
H==-L4- ==,
(2Ti'-Ben'))M+3'eot<<
n
=
(T'<Tsem)M+ T(3<eot'o'coso
si vede chela
(40) esprime
essere lafrazionedel secondomembroindi-
peudente
da M. D'altronde il suo valore
aTo'-seno a
T'Tseno a
una costante
perch
lasua derivata
rapporto
ad
u, a causadella
(40)
e dlia
T'==:C08<
identicamentenulla. Vicoversa se lacurvatura media H
costfuite,
comunque
flettendo
S.,
la
(40)

soddisfatta. Per i teoremi dimostrati
ai
257,
258ne concludiamo:
MM~p~ S~M ~!~t,
in
quadunque~MM
<M!<t
~t~pef~CM
So
<~
oe~ SM~Mt
O~OK<
MM
falda <MftM<~<' corrispon-
donoSM<eMt
co~~t sopraSo
sono <~ eso~
g!!!i
e~
presentano
nei <eo~~ <?
<?MM~~a'M<~d'o M~c!
dei centri
applicabilesopra
una
quadrica
di rotasioneeledue
falde
<
tM~M~'o
sono a ourvatura
mediacostante.
Ora si osservi che la
propriet
vale tanto
per
la secondafatda X
come
per
la
prima 2
e
quindi sopra 2,
X si
corrispondono
i sistemi
ortogonali,
ossia: La
c<M'fM;potM!e~<t fra
i
pMM
delledue
falde
a CM~
tura mediacostarate
<~H !<M~Mppt
di
sfere
nei teoremi MM~o!
MM
CMVMpOM<~Hi~ OMt/OMKe.
~0
CAHTOMXVII.
g.268,264
Aggiungiamo,omettondo
per
brevit la
dimo8trazione,
che
anche
questa proprietAdeUa
corrispondenzaconformefra leduefalde deU'in-
viluppo
MMteWs<)(t
per g!i inviluppi
di sferodei teoremi di
Guichard,
quando
si
osiga
chela
proprit
sussista
comunque
flettendola
superficie
dei centri.
.
264.
OonispoadMiM
dei eistemi
coniagati
di Sai sistemi
oonittgatt
di
S,.
Un terzo
problema
che
possiamofacilmenterisotverecol medesimo
metodo il
seguente:
2hwa~
~HMpiJ '~
<?
sfere a'a!t
ai sf~eNM
eoM~a~
~a~W~M
falda
S
<M'!M<~MX) CO~TtSpMt~OMO
~eMt
COM~<
sdla
M~p~c~S.
!0!iK)
dei
ceM<W,
in
~MgMe~MfKe <p<e~o.
La
corrispondenza
dei sistomi
coniugati sopra1:,S.
si
esprime
colle
proporzioni
D:D~D"=D.:D~:D"
che
pei
valori
(10)
di
D.D'.D"
si traducono nelle due
equazioni
~T(E'iy.-F'D.)+eD.D.==0
T
(~D'F'D".) +FD'D".
=
0.
Gli effettivi valori dei binomii che
qui comparisconosono
gli
stessi
che al
prcdente
e le due
equazioni calcolate sono
dunque-
(41)
Ti~+~fD.~D.~+
t~E.
+ +co~9y~ 9~E.,y
~9.+
+~~D.-senoK.E.~
+
+~sen~-D'==o
COBNSrONDNMANH StSTNn CONTSAT! AI S AI COMUGAT D!
S~
121
~(~+~)(')+
/coso3j/~ s8mD~coso9v''Gt~,coso9\).
~A~~ ~vG~ vr au v~ ~=
+
0
Dl'
av
0
+~D't-D"~0;
+
WE.
D'o
cos
0 0

vEo
ats
vU.
3v
essedebbono
sussistere, per ipotesi,comunque
flettendoSo.
Eguagliando
a zero nella
(41)
i coemcienti di
D~, D, D' Dt
se ne
trae,
come al
263,
chesi
puo porre
V.==1 V~~coto, o==o(<t)
e le
(41),(41*)
si riducono all' unica
T(3o"coto-o")
o'cos<!==0
Una
prima
soluzione
corrisponde
a
o'='0;
allorala
80sviluppabile
e si ha
precisamente
il casoconsideratoallafinedel
260. Qaandoo~O
la
prcdente equazione,
checoincide
precisamente
colla
(28) 289,
d&
luogo
aUemedesime
conseguenze
e cio aUe
equazioni
ivi
segnate(30)
(81), (S2),
onde
sogae: prima
ela NecoM(!o
/M<~(M'~M~Mppo
sono
st<jce~M
a curvatura costante.
Dunque
le aniche soluzioni del
pro-
blemaora
proposto
si hanno in
quegli inviluppi
di sfere del

259 nei
quali
le due fatde
S, dell'invilappo
hannola
(medesima)
curvatura
costante, comunque
deformando la
superficieS. luogo
dei centri.
1)1
particolare segue
di
qui:
~MMe due
faldeS,
S <~
questi wp~~t
sfere
si
corrispondono
sM~aX
coniugati,
cioleH)teeotsstM~M~e.
Qaesta propriet
deUa
corrispondenza
dei sistemi
coniugati sopra
le
due faldeX,
X valo non soltanto
per questi inviluppi
di
sfore,
maanche
per
le due
superficie
ad area minima associatenel
primo
teoroma di
Guichardad
ogni
deformata del
paraboloide
di rotazione. E infatti al-
lora
S,
S sono in
rappreseutazione conforme,
do si
corrispondono
le
linee dl
lunghezza
nulla. Ora
questesopra
una
superficie
minima for-
manoun sistema
coniugato
e i duesistemi
coniugati
deUelineedi lun-
ghezza
nullasi
corrispondonosopraS,
X. Di
pi
si
corrispondono
ancora
sopraS,
X i sistemi
coningati
formati dalle lineedi curvatura e
per
ciotutti
gli
altri sistemi
coniugati.
122 CAFtTOMXVt.
. 264,265
Ritornando al casodelledue falde
S,
Xa carvatara
costante, agglun.
giamo
che: arohi di <M!oi~
cof~OMa~t sopra
ledue
faldeX,
S
a curvatura costanteNMM
~t~.
E infatti
pei
valorl
(10)
di E, F,
G
D, D', D",
.H<~ dellaE si
pu6
scrivere
ds'
==
(-TD+Tc+E.sen'o)
du'
+
2
(-TD'+Tf)
du<~
+
+(-TD"+T~+GJ ~
e
lungo
un'MStntotica
adunque
ds'
=.
(Te+E.sen'o)
du'
+ 2'T~
-<-
(T~+G.)
de.
1
Per la
corrispondente
assintotica
sopra
X avremo
(canglando
t in
0)
==(T~+E.Ben'o)
<??'
+
2
T f du
du+
(T~+G.) d'f',
onde
d!==TJ (e-~<i't<'+2(/7)<?d'e+(y-<
e
quindi per
le
(5*),pag.
92
d~ = 2T seno
(Do
<j'*+2
iye
du
dv+D"o
espressione
chenulla
lungo
l'assinioticaessendoD D':D": a
Do:D'o:D"o.
.
265.
Bioerca
degli inviluppi
di sfere nei
quali
le due falde sono
oontigae
per
trasbrmMione di MontMd ad una medeaim&
snperCoie.
Terminiamo il
presente Capitolo
col far eonoscere
un' importante
propriet
deUe due faldeX,
a oM~Mt~~costantedi uno
qualunque
dei nostri
inviluppi
di
sfere, propriet
che ci servira
poi
in
seguito
(Cap. XXV)
a
collegare
i teoremi di Guichard colle trasformazioni
(dt
BacMMd)
~ea!t od
tmms~ttMtt'M
delle
superficie
a carvatura costante.
Per ct6
riprenderemo
i risultati dei
247,248,
relativi alla
appli-
cazionesuccessivedelletrasformazioni di
Moutard,
e dimostreremo:
A)
Se ledue
/M<~X,
di un
inviluppodi sfere
sono
cc~Me, per
~o~M~MMWHe
di
Moutard,
ad WM
superficie,
e
quindi (248)
ad una
semplicetM~M~A superficie,
le
s<~e~<e S,
S A<MM! la stessaCMHMf~a
OASOM OUI
2, S
SONOOOMMURPNt TBtSFOBMANONN DI MOT!TABD 128
tM<<M~e
e
!Mt~pc
<~<tM~conModi
~MeK~
<twa~<o!see<Mt~o~wet~
<?6~~
( 258)
e colle
~fopM~~t co~aae~a~ (269).
In altre
parole ( 248)
ciascuna
superneieS.
di
questaBompiice
in-
6nit&formatanto con S
qaanto
con X ta
superScie
focale
completa
di
unacongruenza.
W.
Segaondo
il metodo dei
precedenti,
dimostreremola
propriet
in
questione
facendoal
tempo
stesso una ricerca
pi generale
e
prescin-
dendo
dapprima
dalla condizioneche le
congruenze
le cai falde focaU
sono
(E,SJ , (S, Si)
debbano essere
congruenzeW,
domandiamodi
B)
trovare
gli !MpMM~
di
N/efc,pei ~t~t
agedue
falde
X,
X
~0
<!Moe<<tM una <e~<t
St~cte Si,
che
/<w~
eeaSc~econX
super-
ficiefocalecompleta
<Huna
co~~$M<e)M'<~
fe~tMeo.
SianoM ==
(x, y,i'), M=3(:c, .e')
due
punti corrispondenti
di
S,
2
esiaMI
==
(~, y,, .6'.)
il
puntocorrispondente
della
superficiesupposta
St.
QuestopuntoMI dovrtrovarsi Bullaretta r d'intersezionedei due
piani
tangeuti
in
M,
M~a
X,
X
rispettivamente;
i coseni di direzionedella
retta r
sono,
nelle nostre notazioni fondamentali
(.254-255)
X., Y,,r Z,.
Ora il
piede
P della retta r sul
piano
M
Mo
M delle due normali
a
S,
X ha le coordinate
zoT
T
XI yoT
T
y~ T
T
zl
~+~ ~+.o~+~~
ese
poniamo
PM,=Atgo
doveA sar una funzione
incognita
di
, v,
avremo
(42)
~==~+~Xt+Atg.X,.
x` x
cos(1
~i -f-
a
XSt
colleformole
analoghe per ~t,
Restera da determinareA in
guisa
che la
superficie
St
luogo
di
MI
abbiain
MI
il
pianoMMI
M
per pianotangente.
Malanormalea
questo
piano,
essendo normaleallaretta M M
(coi
coseni di direzione
X~,Y:, Za)
edalla retta M
M.,
avr i cosani di direzione
proporzionali
ai binomii
(43)~AXt-T8enoX,, Djc.AY.-TsenoY,, ~AZ,-Tsen<tZ,.
124 CAKTOMXVII.
.
266
La nostra funzione
incognita
deve
dunque
determinarsl dalledue
condizioni
(44>
ax~
=
0
gax~
=
a
2~=0. 2~-0
OradaUe
(42)
e dalleformolefondamentali
(254-886)
si
traggono
le
seguenti:
~Y~t TsenoSo l 9VE.
;+~
~X~A-tg.-L~
h
cos'o9p 3M
VGo
~Y~ T 1
3~
)t.t.
(45)
9M cos~
,/n
9t( ces'') 3M
n aa
(46)
~-3a;t_
T 1
9~&.
9A
A 9o
SX.
=V~+~9,r+~+~~
~X~=-+Atg.
Go
+
t 0
aA
+
30
cos.
'~3~
T
I~D~
~+~
Dopo
ci6le
(44)
danno
per
determinareA ledue
equazioni
simultanee
T sen
aaA 1
a
(~+A~
Tsen~=~(T'+A')
(~g)
3M
i/~ 9e
J
(46)
3A
'TMn.(T'+A')-T~coso.
VE~
au
Intanto,
siccomein
queste
ultime
equazioni
non
figurano
i coe&-
cienti
Do.D'o.D".
della secondaforma fondamentaledella
superficie
S,
luogo
dei centri delle
sfere,
vediamochesela
propriet
volutasussiste
per
una
particolare configurazione
di
So, sussisteranche
comunque
de-
formando
questa super&de
ed i
punti MI della
superficieSI
rimarranno
invariabilmente
collegati
alla
S,
nelle sue deformazioni.
Dobbiamo ora esaminaresele
(46)
ammettonoo no soluzioni in A
OASON CM
,
S SONOOONTINUBPBRTttASMBttAZtONtDI MOUTARD 126
Oostruendo la
condizione
d'integrabiMt,
si trova subito
l'equazione
seguente
(47) (A'+D
~g(Tsen.)+ rio
~(Tseno).t.K,V~, + ~~
a-v- v
log(T
sen
0) + Ko
r
EoGo
}
+
+2cot~A+~(~~+sen~s~=0.
Poich
questa
di seconde
grado
in
A, si vede che esister o una
semplice
infinitdi
superficie8.,
o
altrimenti al massimoduetali
super-
ficieisolate
n
primo
caso
quello
che a noi
intressa;
allorala
(47),
risotven-
dosi in
un'identit,
d le condizioni
3
V~ .1-
3"
G
~~+sen.c.s.o
0
a VG
d
log(T
sen
c)
3IVG;
~(Tsen~.
Ne risulta che si
puo porre
VE,=1
VG.==coto, o==o()
e l'aitima
integrata
porge
(48)
Tsomoc= (ocostante)
c son o
Questacombina
procisamente
colla
(81) pag. 107
o ci dimostrache
ledue
superficieS, S
hanno lastessa curvatura
costante; viceversa
per
gli inviluppi
di sfereal
259,
lecui faldeconsorvanocurvaturacostante
in
qualunque
deformazionedeUa
superficie
dei
centri,
il nostro
problema
B)
ammette oo'
soluzioni.
(" Per l'esistenzadi unao duod: tali
snperaote
isotate
S,
6
evidentemente
necosMfiecheuna o tattedueler<MHot :n della
(47)
seddisano
poi
le
(46).
Corne
esempio, abbastansn
gonerale,
oittamoil
seguonte.
Prendaai
per S,
una
super-
Neiedi rotazioned'elementolineare
<<='<!<t'+~<!o' epongasiT~Va*
f'
essendo
a,
b due costanti. PonondoalloranoUe
(46)\/,'=1, ~c=.~
indi
_t
coa c. T*='
si soddisfano
contemporaneaments
le
(46)
conA'=j:b.
126
.266.
OeniepondeMtt
delle M~ntotiohe
sopra S, 81.
Per dimostrare
completamente
la nostra
proposizioneA)
resta ora
soltanto a
provare
che
sopra X,81(oX,8,)
si
corrispondono
i sistemi
coniagati.
Oraintantonel nostro casola
prima
delle
(46) diventa~O,
cM
onde A deve M~oreuna fuazionedella solav; la seconda
(46)
diventa
per
la
(48)
4A .0"
cos'o0
es c A' -)- 'i,
f
c sen' o sen'o
Ma indicandocon il valorecostante della curvatura
per
le due
falde
X,
S
de!invituppo,
la
equazione(32) pag.
107ci d
1
0 1 =cA
csen'oo sen'o
e
quindi l'equazionedifferenziale
per
A resta definitivamente
dA
(49)
~-<A+l+cA'.
Pongasi
ora
A'S' A'
-a9~3~t
~3M9M ~'9M9p~~3M'
A"
ax,
~3t!9.'
e saranno
A, A',
A"
proporzionali
ai coeBScientidella secondaformafon-
damentaledi
8;,
sicchlanostra
proposizioneequivale
alla
proporzione:
(50)
A:A':A"=D.:D'D~.
Ma dai valori
(43)
di
$,Tj,C,derivando risulta
96 T an'
-==M8o(8enoTo')X,-t-AD.L?D')X,
CM
COS0
~~+~)X.X.+(A~D.~
x.
3'11
( sen
0
1
sent0
0
cos0
0)
COBMSMNMNZAMH.N A.8SJ NTOTlOBB 80PM
E, S, 127
e
coMegaentemente:
..(Ben.-T~+(AD.D.)(~D~A~D~)
~.(Beno-T~+(~'+.A+l)8eno)+
+(~D~.A~D.)
~~T~+~D.)(~D~A~
1 sen a
`
cosa cosa
Da
queste
formolee dalle
prcdent!
risulta faeilmentela verifica
dalla
proporzione (50).
Veniamoin finealla
osservazione, per
noi
pi importante,
che col-
lega,
come
gi
si
dette,
i teoremi di GuichardcollateoriadeUetra-
sformazionidelle
superficie
a curvaturacostante.L'osservazione
questa
che lu
(49)
OMt)M<~e !edue$o!'<MMH<
y<t<~tco!aW co~M~t,
~aK od tM-
NMt~WtW&
(61) A~
Dimostriamofaeitmenteche ledue
corrispondentisuperficieS, (reali
od
immaginarie)
hanno lamedesima curvaturacostante di
E,
o con
ciascunadelle
quali
formano le duefaldefocalidi una
congruenzapseu-
dosferiea. Proveremo
per
cH che costanteil
segmento
focaleM
Ml
ed
inoltre
l'angolo
8delleduenormali alleduefalde
8;
della
congruenza
in due
punti corrispondenti M, Mt. Intanto
pel quadrato
p'==:M~!==.~(~-i)!)'
del
segmente
focalesi ha subito
Ma,
per
le
(31), (32) pag.
107e:
e
quindi, per
le
(51)
(82)
p'=~.
c
P'-(A'+D~o.
T'=A+--4-,
csen'o
128 OAMTOM MJ .
.
866
I coseni di direzionedeUe
rispettive
normaUa S,
in
M, Mt
sono
XiCoso+XtSana, Y)C09o+Y,aen< ZfCoso+ZtSeno
a
AXt-TsenoX, AYl-TsenoY, AZtTsenoZ,
VA'+T'son'o VA'+T'sen' VA'+Psen'o
a
e si ha
quindi
cos9
A cos
a
VA'+T'aen'o
a
Aeoso
_A_
'"VA'cos'o+p'cos'o
a
VA~r?'
o in6M
(M)
c.B~y~i.
Seconde i risultati dei
.
258-269, suddistinguiamo
ora a seconda
chela curvatura

positiva
o
negativaper
esaminare
ogni
voltacolle
(51), (62), (53),
se i
corrispondonti
valori di
A, p,
sono reali ovvero
immaginani.
1.* casoA
positiva
Sia
A===?';
alloraavremo
( 258)
c===7u
secondoche la
superficie
Soluogo
dei centri dellesfere
applicabile
sul-
l'eliissoide o
sull'iperbotoide
di Guichard.Le
(51), (52), (M)
diventano
A'==(a'?6'), p'==Tf,cose=~==.e.
In
ogni
casoA
(puramente)immaginario
ed
immaginarie(coniugate)
sono
quindi
le due
superficie8,.
Sela
superficieSodei centri
appli-
cabilesull'ellissoide di Guichardla
lunghezzap
del
segmente
focale
puramente immaginaria
e
l'angolo
9dei
piani
focali
reale; l'opposto
accade
quando So
e
applicabilesull'iperboloide.
3.* casoA
negativa.
COBMSFONDMtZADBLLEASSMTOTIOHBSOPBA
E, S,. 139
Poniamo,
comeal
269,
A '='
B';
allorae &necessariamente
posi.
tiva
(ibid.)e, posto
o
'=
ne
risulta
0080= ~Rl=a
A~==B'-a', p~a,
0080==!
Suddistinguendo
i tre casi
a)a=R, p)a<B, v) a>B,
abbiamo:
e,)
a
=
R La
superficie80luogo
dei centri
applicabile
sulla
super-
ficie
logaritmica
di rotazione. Le due
superficie
Si coincidonoin una
sola,
che
complementare
comunedi
X,
X.
P)<t<BLa supei'8eieS.

applicabile
sul catenoide accorciato.
Le due
superficie pseudosferiche
Si sono reali e distinte ed insieme
con
2,
costituisconole
quattro superficiepseudosferiche
dei teorema
di
permutabilit ( 261).
f)
a
>
R La
So

applicabile
sul sinusode
iperbolico;
A
e
9sono
puramente immaginarii,
mentre
p

sempre
reale. Le due
superficie
pseudosfericheSt sono
immaginarie coniugate.
CAPJ TOLO XVIII.
sistemi ciciic!
OottgrueMe
normatt <ttearve.
ConxrmeMe neramti dt cm'vn
piano
a
teorem dt BibMcear.
Fot-mote
g''nen))i pef
te
ooojjfaeMe nortMt <![ehtioU
(ttototnt eMict).
Obtemt oMM ttac-
cttttt net
plant tangenti
dt tMM
MperHete S.
RetMzione col
problemft
della defonttMtone
(Teommn dl
Darboux). Sixtem! etetM nonottU ad mut dttto
Mperecie. Shteuit di
nlgglo eoetttute. EelMhM eol
proMem<t
della
rappreoentMitono B&rba. Sbtemi
etoUct MnnttH nd tum xfemo ad M
piano. Shtenta
trtpto ortogonale eoUegato
Bd
MKwixtcmtt cfoItM. Le
cen~'meMe rettttinee ctettchc.
Con~ntenze
fnanito volte
oteMche.
Congraenze eieUche nortnttU. Determinmitune
dette tmnMgtni
&rtohe dette
congntMMe eieltehe.
ta~tttpp)
dt ti'ero a!iUecul falde ei
em-tiopettaotm le ttnee dl
CtUTatUM.
.
267.
Ooap'ueBM
normali di curve.
Intimamente
legata
collateoria delle
congruenze
rettilinee e della
deformazionedelle
superficie
la
teoria, di cui andiamoatrattare nel
presente Capitolo,
relativa ai sistemi oo circoli c~ oM~Me~owMa
serie di
sMpe~Meortogonali.
Un tale sistema di circolisi dir brevementeunSM~NM
normaledi
cM'coK,
od anche con uua denominazionedi
Ribaucour,fondatore di
questa
teoria: un $M~M cM~.
AI nostrostudio dobbiamo
premettere
alcune ricerche
pi gnera]!
relative ai sistemi eo*
di curve
(eongruenze)
che
riempiono
io
spazio
od una
porzione
di
spazio
in
guisa
che
per ogni punto
dello
spazio
passi
una curva del sistema.Diremocheunatale
congruenza
ttOt~tK~e
quando
ammette una serie di
superficie ortogonali,
e
per prima
cosa
dovremoricercarela condizionechedeveverificarsi in
questaipotesi
Seriviamoie
equazioni delle eurve della
congruenzasotto la forma
(J )'

~==~(,<<),v!==''i(",<<),C=:(M,<
Cf.Brn/TRAMt.~tceMitedi aHa~
ajSipMca~
Ma
~NMMe<)-&Giomale
di
matemattche,
vol.II.
OONGRUENZENOBMAUN OURYK 181
essendo
u,
v due
parametri
i eui
singoli
valori
< individuano una
curva
Co
del
sistema,
la variabito t definendo
poi
i
punti
dlia curva.
Supponiamo
cheesista una
superReie ortogonale
allecurve
(1)
esia
(2) <==~(,~
la furzione di
u,
v che occorre sostituire in
(1)per
ottenere la S. Per
un
punto (u, v)
di X
passa
la curva
@=={(M,P,~), t)=.~(M,p,<), C==:C(,0,~),
ove
M,f
s'intendono fissi e t
variabile. La
tangente
alla eurvaavendo
i coseni di direzione
proporzionali
alle tre derivate
9(
9<3< 9r

dovremoavere
per ipotesi
3~
d4
+ q
dn at dc=o,
~~+~,+~~0,
quando
si calcolino
<?, dt dalle
(1), sostitaitovi
per
H valore
(2).
Se
poniamo
(3) T=y~'
a
U==~~ V~ (8)
T- ~).
1
U aEaE aEaE
~9~' '~2<
la
precedente prende
la forma
(4)
T~+U~M-f-V~~O.
n valorecercato di t in funzione di
u,
v deve
dunque
soddisfarea
qnestaequazione
ai differenziali totali. Perch esistaunaserie continua
di
superncie ortogonali
alla
congruenza

quindi
necessarioe suffi-
cientechela
(4)
siaillimitatainente
integrabile,
ciorisulti identieamente
soddisfatta, int, u, v,
la condizione
d'integrabUit
(5)
T
+ U + V o
~p 9/
9~
Se tale condizionenon
verificata, potrauno
al
pi
esistere
super-
ficieisolate
ortogonali
aUa
congruenza,
c cioavvert'
qnando
la
(6)
dia
per
t uno o
pi
valori che verinehino
i'equaziouediSerenziaIe
(4).
Osserviamoche
qualcbovolta,
in
luogo
di.esserdatele
equazioni (1)
in termini finiti della
congruenza, potranno
esser definite le curve di
132
OAPtTOM xvm.
.267,
268
questa
come curve
integrali
del aistemadi
equazioni
differenziali or.
dinarie
X Y Z
dove
X, Y,
Z sono funzioni
assegnate
di
x, y,
Intal caso
ogni super-
ficie
ortogonale
alle
congruenze
dovr~essereun
intgrale dell'equazione
a differenziali totali
X~+Y(~+Z<~=0,
e la
congruenzasara normalesesaraidenticamentesoddisfatta la condi-
ziono
d'integraMI't
/9Y
3Z\,y/3Z
9X\ /3X 9Y\
~+~+~
(*)
X
+
y
+
ay
ax
=
0
. 268.
OongrMMe
di ourve
piane.
Teorem&di Bibauoour.
Consideriamoi! caso
particolare
in cui le curve delta
congruenza
sono
piane,
e
supponiamo
che i loro
piani
formino una
<~o~pt<! ~M~.
Essi
inviiupperanno
una
superficieSo,
che
potr
in
particolare
ridursi
aduna
curva,
owero adun
punto.
Esaminiamo
dapprima
Hcaso
(generale)
di un'effettiva
superficieinviluppoSo,
cheriferiamoadun sistema coor-
dinato curvilineo
(u, o) ortogonale;
e riteniamo le consuete notazioni
del

264
(pag. 90),
utilizzandoleformole
corrispondenti.
In
ogni piano
tangente
ad
8,
in un
puntoMo
avremo una curva
0.
dlia
congruenza
cho
riferiamo,
nel suo
piano,
a coordinate
polari
aventi il
polo
in
M,
e
per
asse
polare
la direzione
(Xi,Y,, Z~
indiohiamo
poi
inoltre cont
l'angolo polare
e con R il
raggio
vettore onde sar
R~B(M,c,0,
e la
specie
di
questa
funzionedoterminer la natura delle curve dlia
congruenza.
Le coordinate
6,7),
Cdi un
punto qualunque
della curva C
saranno date da
~-='~+Rcos<Xi+Rsen<X~
e dalle
analogheper (.
Derivando
rapporto
a
t, u, f,
ecU'ave)'
riguafdo
OONOBUENZE NOBMAM D! OCRVB P!ANB 188
alle formoledel
25
e
preciaamente
aUe
(1) pag. 91,
troviamo
~=Sco8<-RBen~X,-(- Ssen~+Rcos~X,
M
\Cf
"E.
+~~+B.
X.++
+~
X.
+E!cM<s:+n<~)X.
~E.
~R~~
v au
lEo
+!~+~sen~Rco8<jx,
(
<?
y~
e~
Ty n"\
+Bcos<+sen<X9. ~E. y&j
Ca!co!andoora,
secondete formole
(3),
i valori di
T, U, V, abbiamo
T=B'+(~)'
9
(6)
~+~
t
~RaR
~jGosentaR-f-R I a~+R1 cost.
V~~+~~+B~~+B~c.
Se con
questi
valori di
T, U,
V formiamola condizione
(6)
d'inte-
grabi!ita,
avremo evidentemento
per
la funzione
incognita
R delle tre
variab! M,c,<un'equazione
derivate
parziali
del 2.*
ordine; ogni
soloztOMdi
questa
ci dar una
congruenza
nonnaledi curve
giacenti
nei
rispettivi piani tangenti
di S..
Ora,
se ossemamo che i valori
(6)
di
T,U,
V
dipendono
soltanto
dai coe~cienti
E~, Go
dlia
prima
forma fondamantaledi
S.
e nulla
184
OAPtTOM xvm.
.
268
a&ttto da
quelli D.,D' D".
dellaseconda
forma,
siamocondotti ait' ele-
gante
proposizione
di Ribaucour(1). & si KM
oo~nwa (C)
nor-
M<~e CMnw
~MMe
Ce
~/braM comunquela superficie80inviluppo
<Mloro
piani,
in
guisa
0~la
SMpe~~ S,
~MpO~!
MMi M)<
piani
tangenti
e lecxn)eCtvi MtMmaMM~e
/e, c<~?~~e<M' (C)
rimarr
sempre,
in <K~eleMM
eott~t<f<M't<MM,
una
co~)'i<e~
tM?~Mti'e.
Di
pi
si osservi
che,
l'eqt;Mione
stessa
(4)
delle
superficie
traiot-
torie
ortogonali
essendo
indipendente
da
Du,D'o,D"
si
pu
onunciare
il teorema: Se M
segnano
i
p:<~t
P ovelecMnx' C
~aM
)M
spe~<!tc
ortogonaleS,
!M~O
dei medesimi
punti P, ~-<M~~<!<t invariabilmente
da
So
Mt
g<~MtKj'MC
?
~MtOKe,
dar
WWp~
una
SMpCf~S
<M~<~<MMJ 'e
oKa
oo~~w~a
C nellasa M<K~
co~ywraMtOtM.
Ci~vale evidentementetanto net casodt
congruenze
normaUcome
nel casodi
congruenze(C)ortogonali
soltanto a
superficieisolate.
Abbiamo
supposto
fin
qui
chela
doppia
infinitdi
piani
dellecurve
C
mviluppasse
un' enettiva
saper&cieSo.
Non 6 senza
intresseesami-
nare il caso in cui
questasuperficieS,
si riduca ad unacurvar ed i
piani
delle carve C siano
quindi
i
piani
dei fasci aventi
per
assi le
tangenti
di r. Prendiamoallora
per
variabile t'arco dellacurva
r,
contato da un suo
puntofisso,
e riteniamo del resto
per
r leconsuete
notazioni dei
Cap.
I.
Assumiamo
poi per
variabilev
l'angolo
d'inclinazionedel
piano
di
una curvaC sul
piano osculatoredi l'. Allorasi vedrsubito che le
formolefondamentali del
254
rimarrannoancora
applicabilialla
super-
ficie
S~ridotta alla curva
r, quando
si faccianole
posizioni seguenti:
\==1 VG.,=0
0
_1_
9\/E.
cosc
v'G.
v
D.==-D~O,~==-=,.
P
V Go
:.=
T
y~, (rlo VG. VG.
e si assuma
Xt=<!t Y.=p 2.=.~
X,=$cosc+~senc,
Y,~cosw+[tsenf, Zt~Ccose+ysenc tI
X),='~coso-{sent',
Y,=itcose~senc, Z~s'vcosc-Csenf.
MMo<re<t<fts <MM~e
~~e
des
tMr~tcM
cott~~M
(
119e
eegaenM).
OMtaMBNM! NNHtAH D OCRVBMANE 186
Con cH)infatti risultano soddisfatte le
(1)pag.
91 e te formole di
Codazzi
(t) (pag.90).
Cosi
potremo
ancora
applicare
il nostro calcolo
precedente,
e
pei
valori di
T, U,
V si avr
-+-~<R'
t
1
~ t
ri
aR9R
1
Comesi
vede,
dei due
raggi
di curvaturadi F
Sgura qui
soltanto
il
primo p,
onde la
proposizione
di Ribaucour
prende
ora
l'aspetto
soguente:
Se le curvedi una
coK~eM<'<t
ttcfma~
(0)
sono <faeeM!<e
t~H
o)'
piani tangenti di
una curva r, torcendo
comunque
la curva r
se!M'aaJ ~<M~ela
/?e~Mtte,
la
oo~~T~tMa(0),trasportata
invariabilmente
~e
d~bntKM'tOMtr,
W)M<~Ta
sempre
una
c<MtSMtM'<t
normale.
. 269.
Formole
generaU pei
sistemi oiOUd.
Veniamoora a considerare il casodi unt
congruenza
di circoli.Per
deSnirlaanaliticamentebaster dare in funzionedi due
paramotri u,
v
le coordinate
a!),y), ?t
del centre del
circolo,
i cosenidi direzione
-x,p, f
dellanormaleal
piano
del circoloedil
raggio
Rdel circolostesso. Nel
piano
del circolo
(t4,v)
tracciamoduediametri
ortogonali,
del reste arbi-
trarii,
e
indichiamocon
nPt.Yt P<) 1f<
i loro coseni di direzione. Se cont denotiamo
l'angolo
d'inclinazione
di un
raggio
del circolosulladirezione
(x,, Yt),
leformole
(1) pag. 130
diverrannonel casoattuale:
(7)
{==~+R(e(tCoa<+M,son<),Kj==yt-~
+R(~,co8<+p,8en~C==~+R(f,co8<+f,8en<),
e tenondoeontodelle relazioni
S<==l ~=1 2~==0.
186
MKTOMXY!U..269
per FequMione
a
differenzMi totali
(4) pag.
131 troveremo:
(8)
R+J COS~BM~~+BX~J <~+
+j~S~<S~+RS~~)~-o.
La
condizione
d'integraMIita(8)
assume
qui
la forma
(9)
A+B8en<+Ccos<=.0,
dove
A, B,
C sono funzioni di
u,
wsoltanto. Esi8ter& una serie <c' di
superficieortogonali
ai circolisesaranno soddisfatte letre
condizioni
A==0, B'=0, Ce=0.
Queste,
calcolate
ordmatamente,portano
aUetre
equazioni fonda-
mentali
seguenti:
fD R*~?.it~
(I)
R1
Clt
a~6
t
a~
+
9!9tt 3t~9~~3<r
+
2~2~ 2~=0
0
1
au
Ott
3tI Otl av a~~
=
(II)
Rf
3~1 a=axl
v
a~1
v
a ax,
+
R~S~+
9~
9
3a:,
+~~al ~t
1+
'9.9M 31~
+
9~ 9B
9~
3R
+~9-3."3-==0
o
(III)
Rf
agaa' ,ax, esaa,
v
a ax,
+
(III)
R2~2~
.9~3~
+
+9,,2.)+
9~1
aR
9a;i 9R
+~~3. 9.
Se
queste
non sono identicamente
soddisfatte,
la
(9)
fomiradM<M.
~MMdue
superficieortogonali
ai
circoH
ne
segae
il
teoremadi Ribaucour
~B t <!Mw!t MO
congruenzaMtMMOfMo!t a <fe(KWrSe
MtM~CM,
!o
MM M'<~emMWe00'di
M~ef~CM.
FOBMOMMNHBAM Mt SMTBMtOIOLIOI
187

importante poi
osservare che la
(8), prendendoper incognita
A==~~
assumela forma di Riccati
<?A==(?
A*
+
bA
+e)
du
+(a'
A'
+
&'A
+e) d'0,
essendo
a, b,c; a', b',
c' funzioni note di
u,
c. La nota
propriet
delle
equazioni
del
tipo
di Riccati che il
rapporto
anarmonieodi
quattro
soluzioni
particolari
costante
(indipendente
da
u, o)
trova
qui
il
signi-
ficato
geometrico corrispondentenel teorema di Ribaucour0.
<~~o
superficie
<M<<: serie
ortogonale
ai circoli determinano?<tutti i c<m)!tdel
sistemaun
gruppo
<?
quattro ~tfM~t,
il oui
f<~0~0 tttMt~OHMO CW~
.
270.
Sietemi oioMcitracciati net
piani tangenti
di ~ma
superBcie
2.
Facciamouna
prima
ed
importanteapplicazione
delleformole
generali
del
prcdente
alla ricerca dei sistomi oo*
normali di circoli
giacenti
nei
piani tangenti
di una
superficie
data S. Il teorema di Ribaucour
(268)
ci assieura
gi
a
priori
che-larisoluzionedei
problema
deve
dipen-
dereunicamentedall' elementolinearedi X. Per la
superficie
Sriteniamo
lesolitenotazioni del
254 (pag. 90),
le cui
formoledovremo
qui
nuo-
vamenteutilizzare. Nel
piano tangente
in
Mo
alla
superficie

indichino
A,
B lecoordinatecartesiane
ortogonali
del centro
M[
del
circolo,
ove
si
prendano
le due direzioni
(Xt, Yt,ZJ , (X;, Y,,ZJ
come
assi;
avremo
cosl evidentemente
~+AX,+BX,
~==~+AY,+BY, Ys
==~+
A
Z,+
B
Z,
e neUeformoledel
precedente potremo porre
fnoltre
a, X,, p,
==
Yi, 7,==Z,
~=:X,,p,==Y,r,==Z,.
Per convtueorsonebMt&osaorvarocho
.\=~'6ilpar&metrodei
raggi
del fascloche dall'estremodel
ragg'to
di diMzione
(<tt, Y,)
pretetta
t
punti
del oircolo.
188 OAFtTOMXYtII.
.
270
Dopo
dt cia Hca!co!o dei coeSciMti
deU'oquMione
a diabronzia!!
totali
(8),
avendo
riguardo
atte formoledel c:tato
254,
conduce ai
valori
seguenti
~3A +
1
1
9VE.
~.~
VE.
+~+B~
aA
nJ L.
9M
9a!9B
19\/E.
~r
==
V&+~+A~
~.~ V~f~~
A~
9<'t_ l_9vE<
~~9.-
9t
1
9
yG.
VE.
Perch il sistema sia eiclicodovrannoessore soddisfatte le condi-
zioni
(I), (II), (III),
che assamono
qui l'aspetto segnente:
~R'E.VM+(VE;+~+B~+~+
~~J _9~B_,
J _9~A i
3VG.\
p
VE. VG~ ~7"
(IM ~-B-L~9R~
3M ~M
-(~+~+~~)~
-~+~+A~+
3M
0'
/9B .1 9VE:\3R
R
+~3.=R~
8NTNUMCMCt NBtKANITANOBNTt Dt UNASUFBBPMtE 189
indicandoKelacurvaturaassolutadi X.In
questeformole,conformemente
al teorema
genorale
di
Ribaucour,vediamo
Sgurare soltantoi coeNcienti
detl'olomentolineare di X.
3R 3R
Se risolviamole
(II*), (III*) rapporto
a avendo
riguardo
pM
alla
(I*)
e
supponendo K.4=0,
cio 2 non
BviluppabUo,
troviamo
aR eA 3B
R~=~
(10) (10)
~9R3A9B,
"9c"
ossia
(10*)
~-(R'-A'-B')==2AVE.
~(R'-A~-B')=2AVG..
Di
qui
risulta che
AVE.<!t<+BVG.~
deveessere un differenziale
esatto,
onde indicando cont una funzione
incognita
di
u, v, potremo porre
fm A- R-
1
~l~
A ==
f!
== A
VE.~
B
VG.~
e le
(10*) potranno compendiarsi
neU'unica.
R'==A'+B'+2
ovvero
(11*)
R' A, T -}- 2T
dove
A,
t
indicail
parametro differenziale
primo
di T calcolato
rispetto
a X. Resta a soddisfarsi soltanto la
(I*),
che si mutera evidentemente
in una
equazione
alle derivate
parziali
seconde
per
t. Avendo
rignardo
ai valori dei simboli di Christoffell
(I, pag. 92),
la
(I*)
ei
puo
scri-
verecosi:
(~+E.)(~+G.)T,
.A
o <.
0 +
K, (~t +2t) <=
0
dove
tu, tM,fn
indicano le derivate seconde covarianti di r.
In
questoCMO,
il oui esamodirettolasciamo
al lettore,
i
piani
deicircoli
formanosoltantoan sistoma<o'.
MO MMTOM
xvm. . 270,271
L'equazioneper T, da cui
dipende
lasoluzionedei nostro
problema
puo scrivorai
adunque
sotto formainvariantiva:
(A) ~t+~T+K.(~T-t-2T)+l==0.
La forma di
questa equazionesuggerisce
subito il
paragone
con
quella
aoui soddisfa il
semiqaadratop
delladistanzadei
punti
di X da
un
punto
dello
spazio,
ciocolla
equazione(0)
ottenuta alla fine del
Cap.
IV
(I, pag.147):
~p~p+K,(A,p-2(.)-j.
1=0
L'equazione(A) siriduceinfattiaquesta ponendoT=-p.
Vediamo
quindi
che il
problema
attuale si
collega
con
quello
delladeformazione
(finita)
della
superficie
S.
.
271.
Teoremadi DarboM:.
Al
legame
ora
accennato,
frai due
problemi
della ricercadelle de-
formazioni di una
superficie
So
e delladeterminazionedei sistemi nor-
mali co* di circoli
giacenti
nei suoi
piani tangenti,
si
pub
dareunaforma
geometricaespressiva
medianteun bel teoremadi Darboux che in
sostanza
gi
contenuto nelle'osservazioni
precedenti
edoccorreorasol-
tanto
sviluppare.
Per
questo, riprendendo
leconsiderazionidei
Cap.
XVII
relativealladeformazionedelle
congruenzerottiiineo,
immaginiamo
chedai
punti
Mo
di
Sopartano
i
raggi
di una
congruenza
normalee sia M il
punto
ove il
raggio
asoente da
Moincontrauna delle
superficieortogo-
nali E. DomandiamoaUora:
J poMtMeoh~tfM'e ~e~cM S.,
che
seco
trascini,
<~~Modo
Beltrami,

segmentiMoM,
in
~M~<t
a~
dopo
!?
<~M'MMMWMe gli
estremi Mdei
~aMM~
tWM~aKO
a~MM~tin
unpunto
dello
spa~M?
P
Biferendoil
punto
M al triedrocol vertice in
Mo
e
cogli spigoli
nelle
tre direzioni
(X~.Yt,ZJ (X.,Y,,Z,) (X.,Y,,Z~
comea triedro
coordinato,
indichino
A, B
C
lecoordinatedi M
rispetto
a
questo
triedro. Lecoordinateassolute
x, y,
.e'
J LefOM
etc. T. III. n. 761
pag.
864.
TMBMAD DAMOUX 141
di M in una
qualunquoconngHrazione
di M sarannodateda
!0=.a).+AX,+BX,+CX,
y==~+AY, +-BY.+CY,
~==~+AZt+BZ,+ CZ,.
NeHacoangurazione
finale
supposta
di
So,
i
punti M
essendoriuniti in
un solo
punto,
dovranno risultare nulle le derivate
parziali rispetto
ad
u,
v dt
a;,y,
<
FacendouaodeUeformole
de!.
2C4
( (1) pag. 91),
si trova subito
chele dette condizioni si risolvononeUesei
segnenti:
0
YDO
u
~j~
a~
rD-~ A~_9v'E.
VG. VG.
7 Go
au
V7
a'll
~+AD, BD,
VG.
r j.
l
9.Va.
a'o
yuo
7F=,o
au
(~
c~==~-B-~
\/E. \/E.
~+A~+B~=0,
\/E.
all
quali
sono da
aggiuagerai
le
equMioni
di Gt~SBe Codazzi
per
D., D' D"
Intantoaile dueultime
(12), (12*)
si
puo
sostituire
per
le
precedenti
il sistema
~+~+~+~=~
0
(18)
+
114
+
A
=
0
~+~+~.+~
av av
143 cArn-oM XVIII.
.
971
L'equazione
di Gauss, acausadei valori di Do.D'o, Do
forniti dalle
prime
due
(12)
e
(12*),
diventa
(14)
C'E.V~~V~+~+B-~)(~+~+ V~
4. A ~A-L~ ~-B~L~.
+
au B
A .l.
v J (3v
B
1-
8
lu
V~
au
~< V~
av
/r V.
3u
D'altronde basta che
A,B,
C soddisfinoalle
(13), (14) perch
i valori
di
Do,D'o,D"
tratti dalle
(12),(12*),
soddisfinoalle
equazioni
di Co-
dazzi ed esista
quindi
la deformazionerichiesta di
S~, per
la
quale
i
termini M dei
segmenti M.
M
vengono
a riunirsi in un solo
punto.
Ora se si osserva che leattuali
equaloni (18), (14) vengonopteci-
samentea coinciderecolle
(10)
e colla
(I*)
del
precedente, quando
si
faccia
C'==-B',
ossia
C==~B.
l'interpretazione geometrica
di
questo
risultatodil teoremadi Darboux.
Se si considera infatti il
punto
di coordinate
(A,
B,
i
R), rispetto
adun
sistema di assi
0~,
Otj,
0!
comeana sfera di
raggio
nullo
($.-A)'+(~-B)'+(e~B)'==0,
la sua intersezione col
piano
(=0

precisamente
il circolo
(6-A)'+(v)-B)'==R'.
Possiamo
dunque
enunciareil teoremadi Darboux:
Per eo~t'M~e~t i sistemiMO~MsHcircolitracciati KM
piani
tan-
~x~
na
S!<pe~cS,,
si <w)M<a'e~ <Ma
~MMgMesx~Me S'oappli-
CoMe
sopra S. e, presa
una
afera~SM
<?
raggio)t!~<
si <f<tCCtMO i circoli
d'~e~se~OMedi
questa ~aoot piani <aK~eK~ S'
&
deformaS',
in
~Ot
che
prenda
la
formaSo,
i ciroli <f<MCtM<t~ tt~!a
<M<t.MOHe
daranno il <M<eM<t cercato.
Nell'enuMiato di
questoteorema,
cho
assogna
il
legamegeometrico
fra il
problema
della deformazioneo
quello
dei sistemi
cicliei,
nonci si
proccupa
della distinzione frareale ed
immaginario.
Ma se
vogliamo
restare al
reale,
vediamo che
quando
il sistema ciclico
reale,
la con-
TMBMM.Dt
DABBOUX
148
SptTMione S'o
di
8,
6
neoesMriamente
immaginaria, poicM
i valori di
D,, D., D" catcoiati dalle
(12), t'isattano
paramento
immaginarii.
Ana-
fiticamepte, per
!e
propriet fondamontaU do!ta teoria delle
saper&cie
(I, Cap.IV),
M dodurremo
sempre
tre funztoni
{,
~,(
di M,ota!i che
~+~'+d'==E.+G.
ma facimento s! vede che due delle
funzioni, p.
e. si
potranno
an.
eora
prendere rea!t, mentre
taterzaC sar
puramente immaginaria
<
Dunque:
J ~a~ nel
campo Ma!e, dire cheaa
ogni
a<<<em<! e~w
i <-? cM-c~t
~accMKo
MM
~Mt~ ~~e~
<MM
~e~cM
8 <f~e-
MeM~OHt)~~
as* ==.E <?'
+
2 F <~<~
+
G
Q!p',
~r~pOH~e
M<t<e~M~~e <?
/!<tM'!<M)t ~y,~
<~
+ d~
<&*=3
E <~
+
2 F <~<~
+
G
ac*,
e t~ecet-M <!
~etw
<wy~)OM<!e
<ot j!<~MM
ote!
80 ntorniamo
aU'equazioM de!l'appUeabi!it (1
pag. 339)
A.6=(1-A,8)K
ove solo lesotazioni
p6r
le
quati A, e<:
1 avevano un
significato geome-
trico reate
per
!a
deformazione,
vediamo ora che anche le altre Mluzioni
che rendono
Ate>
1 hanno un
signincato geometrico reale,
cornedeter-
minanti i sistemi o!)' normaU di circoli
giacenti
nei
piani tangenti
della
super&cie.
("
Por convincersonebasta oaservareche
snpponendo m,y reali
e
s pura-
mente
immaginarto
risultano
D, D',
D"
puramento immaginari.
D'altrondesenelle
formolefondamentali del
Cap.
IV si
caogt&
in
e
<
s
e
contemporaueamente X,Y,Z
!a
<X,<Y,-Z
D, D',
iy in
<D,
<
D',
<D"le formolefondamentali
(II)
del
Cap.
IV
(I, pag. 117)
restano inatterate montrele
(I) (I, pag. 116)vengono canglate
solonel
segno
del-
1' ntMmo termine.
Corrispondantemente
to
equasioni
di Codazztrestanoinaltorate
equella
di Gauss diventa
DDD"-]y
-EG~F'
144
.272.
Netemi cMioi aermaU ad una data
eaperSoie.
Sistemi di
raggio
coettmte.
Data una
superficieSo,
cerehiamodi costruire un sistema oo*nor-
male di circoli
ortogonali
alla
S,.
Trattiamo
dapprima
il
problema
nel
modo
seguente:
da
ogni puntoModiS,, tftngeuzia!meate
alla normale
di
S~,
uscir un cireolo del
sistema;
consideriamola traccia dal
piano
del circolosul
piano tangente
di S.
e
prendiamo
a lineecoordinate <'
sulla
80quelle inviluppate
dalledette
traccie,
ea Uneele loro traiet-
torie
ortogonali.
Potremo
applicare
le formole
generali
del
269, ponendo
a't==~+RX. yt=='y.+RY, ~==~+BZ.
==: Xt pt ==Yt 'jf~==Zt
(tjjcstX~, ~'='Y~, ft==Z)
Applicando
le solite formolefondamentali del
264,
si trovera:
~t
~B'*
~9.<~9M+~' ~9.
Y,
ax,
=
no
ax,
il
rra
3~==R~
S~R-~
VE.
Do
~V~
ed
ora,
calcolandolecondizioni
(I), (H), (111)pag.
136
perch
il sistema
sia
normale,
col far uso delle formoledi
Codazzi,
si vedr che le
(I),
(in)
si riducono aU'unica
(15)
~( (
1
SV~n'-L~~TV~
(1S)
R
-===
Go
9M"T'3J "
"('
'VE.G.
)
/1
9R.
1
-n
+) g-+1)
Do D. ==
0
\V~~ V~~
e la
(11)
d&
semplicemente
91ogR 3!ogVE
'~r'
SJ STNttCtCUCINORMAL! ADUNASUPBttHMB 145
10
Si osserverche la
(13)
contienenonsoloi coemeientidell'elemento
Mneare
So, ma anche
quelli
dalla secondaforma
fondamentale,per
oui
se la
superficie8~
si
dforma,
secotrascinando la
congruenza
di
circoli,
quosta
cessa in
gnrale
di essore una
congruenza
normale.
Possiamosubito risotvereil
probiema
di ~of~e MMt
M~e~CM~tCt
0~
W)K<H!~MO C<~Mt,
eOWit~'MCt!/bfm~a'0
W!<t<M/e
~M~~CMO~OK~.
Supposto
infatti cho
questa
sia la
So,
la relazione lineare
omogenea
in
Do,D' D
dovr nsuttare un'identita e si avra
quindi:
~=0. ~~0
(17)
R-1-~+.L~~i~o.
~M;
Si
pub dunque porre E.,
1
ed,
essendo R tnazionodella sola,
sar
pure
9!og\/&.
3M
funzionedella soiau e si
potr
tare
V G. =~==?()
ciola
superficieS<

applicabilesopra
una
superficie
di rotazione. La
(17)
si
riduce allora a
~(R.)+.=.0
0
e d
quindi
(18)
R==~(C-,T~),
indicandocon 0 una costante arbitraria.
Dunque:
t SM~etw<M<~<&))Ma~?(~ ~to
~Mc~
chesi
o~eM~oMo ~e~-
<
~e/-S.
una
~e/cM ~(M'MMe,
ed a~MMeM<fo
)'<t~o
R del
ce~AMnormalein MM
punk
a
S.
seeoMd'0
formola (18).
Cheun tale sistema ciclico
rimanga somprenormale, comunque
de-
formando
S,,
risulta del resto anche dal teorema di Ribaucour
268,
poich
in una
quatunqoe conngurazione
di
S~
i detti circoli sono trac-
ciati nei
piani tangenti
della
superficiecomplementareS',
edinvariabil-
mente
legati
aile nessioni di
questa.
In
questi particolari
sistemi le
traccie dei
piani
dei circolisu!
piani
tangenti
di
S,
inviluppano
un sistemadi
geodetiche,
le
geodetiche
v.
l~S CAHTOM XVH.
.
272
Viceversa,
se
supponiamo
che
questoaccada,
la
(16)
ci da
9R
0
~.==0,
dopo
di chela
(1&)
diventa
~~+~+~=0. \/6.
Se si annulla il
primo
fattore si trovano le soluzioni
precedenti.
Quando
si annulli
D',
le linee
(,v)
sonolinee di
curvatura,
e
per
cio
la
S.
una
generale superficie
modanata
(Cf.
1
pag.
177
nota).
Si vede
facilmenteche
questi
uitimi sistemi ciclicisi
ottengono
nel modo
soguente:
sopra
?
piano
!t si ~oc~ad arbitrioHM~ma ~di otfeo!~esi
facoia
~o~are,
seKj~a
~MCtafe,
il
piano
una
g!~MMge eM~eM ~p-
poMe;
il sistema oo' c:f<!o!tdescriverla
CM~~ft~M~a
<&MMOM~a.
Facciamoancora un'
applicazione
dello formolede!
prsente alla
ricerca
degli
interessanti sistemi ciclici di
raggio costante, scoperti
da
3Vf
Ribaucour. Seii
raggio
R
costante,
la
(16)
dimostrachesi ha e. 0
<?
e siamo
quindi
nel caso
sopra
considerato.Lasoiandoda
parte
il caso
che risulta dall'ultimo
teorema,
sesi
suppone
R
costante,
avremo che
la
So
sar
applicabilesopra
una
superficie
di rotazionee
precisamente,
essendo
1
7=-R'
1
sulla
pseudosfera
di
raggio
R. In
questo
caso la
superficiecomplemen-
tare
S',

essa
stessa
pseudosferica
di
raggio
R
(I, pag. 296),
edi circoli
sono tracciati nei suoi
piani tangenti
col centro nel
punto
di contatto.
Dunque:
1<~Mt OM~ct
raggio
R costante
~escMt~ettdb
(M casoovvto
sopra )!o<a<o)
si
ottengonoprendendo
una
p~<(a~!<e st~e~iMpseMdOs/~Wca
di
raggio
R e <~<'WceM<tM
ogni pianotangente
col centronel
~~0
contatto<wce~M
raggioR;
le
M<pef/Me <M~M~
o~)~ sono<??
stesse
~se!K?<M/rM~ raggio
R.
Si
puo
osservarechee
questo
l'unicocasoincui i circoli di unsistema
etelicosonotraceiati nei
piani tangenti
della
superficieluogo
dei centri. Le
formole
(10)pag. 139, supponendoA=B=0,
danno infatti R =costante
e suceessivamentela
(I*) (pag. 138)
diventa
K,=
RI
StSTMHCMUCINOBMAM ADUNASUPBRHCM 141
.278.
NaovemododitrattMeilprobtema.
Il
problema
del
precedente pub
trattarsi in unseconde
modo,
che
conducead
importanti
risultati. Prendiamo una delle
superficie
S nor-
mali ai circoli eriferiamolaalle sue lineedi curvatura
(,<'),
mantenendo
le nostre consuetenotazioni. Avremole formole:
r
~==VX.. ~VGX,
9X._ J L~~Ev
~E~
3X, 1
3VG~
(a)
~V&
Xs
A3
VE~~
At
Vc~
S~_J ~9VE 9X,
1
9VGy VG-
aXa
=
J .
Xl
3X,=
-.l.
XI LGX,
9M
"v~
i~"
VE'
A3
9X;_
VE
XI
9X,_ ViQ.,
3M f, '9<T
-TT""
Da
ogni punto
P di 8 esceuncircolo
(, v)
del sistemanormalmente
ad
S; per
individuarlo baster dareil suo
raggio
R e
l'angolo
chola
traccia del suo
piano
sul
piano tangente
di S fa colladirezione
(X,
Yn Zt).
Con
queste notazioni,
le coordinate
a:i,?t
del centro del
circolosaranno date da
(19) XI
=
x
+
R
(cos yX.+seny XJ
e dalle
analogheper ~i, a,.
Per
applicare
le formole
generaii
del

269
potremo
fare
(20) ai
==
cos
XI +
sen
y XI Kji==Xs,
e
analogamenteper pt,Yt; ~,Y<.
Da
queste
formolee dalle
(<)
si trae
~==VE.o.,+~,
2~=~+~ a~s
= r cos
fi
~ a~
=
r
sen
'F+
av
9~
RVE
WB
3~ RV&
S~==~enp
h av
ri
3~
V
cos ? 9~
VGsen?if
~~9M~
2~
148 OAPTOMXVIII.
.
278
onde
l'equazione
a dMerenziaUtotali
(8) pag. 136
diventa:
~-j(~+~)~~+~(l~)j~+
~1
3R
VG
sen'~
VG
son. J
(1
9J
+
B~
+
"T" ~+~ )
Quanto
alle condizioni
d'integraMUtA(I), (II), (III) (pag. 186),
esse
riduconsi alle due
seguenti:
(
/VG8en~
')
9/VEco8~ 0
(IV)
9~(
R R
V) (IV)
3 /~Gsenp 1\
9 A/Eeos?
1\
VECt
~+sen cos,
/1 1\
0.
~+-R<VC.0.
Lasciamo
per
ora da
parte
il casoche la
superficie
S siaunasfera
(od
un
piano)
nel
quat
caso
(che
tratteremo
piavanti)
ledue
equazioni
(IV)
si riduconoalla
prima
soltanto.Servendocidelleformoledi Codazzi
fa~ 1 i
~E\
1
3 ~
(fi)
3..
rJ ~1
1
a
J ~ a
lJ ~~ i
a
J ~
9~i/
3<<
9p~J ")-,
3c
3R 3R
risolviamole
(IV) rapporto a
3,
ed otterremo il sistema
equi-
valonte
9& 1
9~E\
cos~p
(IV*)
=
cotp R- Ecos,
(IV*
~==cot~ )
.R-~EcoBy
(IV.)
9R 1
9~
~-tg~~+~J .R-~sen?.
Se
supponiamo
dato
l'angoto
ciofissatala
giacitura
dei
piani
dei
circoli,
il sistema
(IV*) per
determinareR
iineare;
ora
importante
osservare
che,
se esso ammette unasoluzionein
R,
sar ~m~atMea~
~e~-s&
cioseesisteunsistemacicliconei
piani assegnati
si avruna
semplice
inSnit di tali sistemi, deducibilicon due
quadrature appena
nota
?.
E infatti la condizione
d'integrabilit
del sistema
(IV*)
si scrive
R
t
L..
1 9 ~S\1 9 )' 1 9
t~Yh
~~r'j~r'jr'
MSTNQ OIOLIOINOBMAMADUNt SUKNNOH! 1A9
e non
pu6 quindi
esistere una soluzioneB del sistemasenonillimi-
tatamente
intograbilo.
Cosl
adunque l'equazione
del 2.' ordine
pMy
~L ~p, 19/&M 9' /9y l9.~\')
~3.+~~J +~
1
a J ~~
o
(22)u.l `v
J E
n
J
av
le
=
0
limita la
giacitura
dei
piani
del sistemaciclico
e, per ogni
tale
giacitura,
si hanno <?' sistemi cidici
corrispondenti,
deducibili con
quadrature.
Alla
equazione
del 2." ordine da cui
dipende
la risoluzionedel
pro-
blemasi
pu6
dare unaforma
semplicenotevole,procedendo
corne
segue.
Per la
prima
delle
(IV)
deve essere
~?~+~~
un differenzialeesatto. Indicando con
(,v)
ttoaconvenientefttMione
ausiliaria, poniamodunque
~E
cos
_I~
~Gseny
_i~
B ~3M B 4' 9f
1
dopo
di che la secondadelle
(IV),
avendo
riguardo
alleformoledi Co-
dazzi
(p),
da
por l'equazione
finaledi
Laplace:
(V)
9Iog/E9<&
,9Iog~G3<'
9~~ av 3~~ 9M 9p
Viceversa,
se una soluzionedlia
(V),
ne dedurremounsistema
ciclico
corrispondente
colleformole
1 1
/91og~
1
/3!og~'
(VI)
R'
E au
+
&
~j
B91og<&
sen
R91og~
c06
4>
~==- ~==-
da notarsi che sesi aumenta di una
costante, l'angoloresta
il
medesimo,ma
cangia
il valore di R. Si hanno cosi
gli
w'
sistemi
cicliei, gi sopra considerati, corrispondenti
ad una
giacitara
nssadei
piani
del sietema.
150
OANTOM
XYtH..279,273*
Colla
introduztonedellafunzioneaosUiada
<t',l'oqaazione
adtifaren.
daU totall
(21), prendendo per hcognita
A==t~. A=tg2"'
assume la forma lineare
~)-)-
dA.A~lo
<f> r
-8u
jdu+(.lo
l J ri
dv
e d&con una
quadratura
~(~).
indicandoC una costante arbitraria.
Con
questa
formola
vengono
cosi a
determinarsi tutte le
superficie
ortogonali
ai circoli.
Ponendo
W~(+~~ o~), la
(VII)
si scrive
(VII*)
tg
f
C ~q
(VII*)
tg~=~.
V~f
. 273
TrMformMione delle formolein ooordiBatecurvilinee
qualunque.
Per
semplificare
H calcolo abbiamo
supposto,
nel
prcdente,
la
superficie
S riferita alle sue linee di curvatura
M,v;
ma
possiamo
facil-
mente liberarci da
questa
restrizioneetrasformarele formole ottenute
in coordinate curvilinee
qualunque.
Per ci6 cominciamodall'osservare
che
l'equazione (V)
di
Laplace
si
pubscrivere,
coi simboli dellederivate
covarianti
~-0,
e
poich
si ha insieme F==3D' =
0,
nerisultachelaformacbvadante
~<'+ 2~M<~+~
posto per
<~una soluzione
qualunque
della
(V),
una combinazione
lineare
omogenea
delle due forme fondamentalidella
suporneio
S. Tale
propriet
si
conserva,per
la suanatura
invaiiantiva,
in
qualunque
tra-
FMMOM tN COOBDNATZ NBNEBAH 151
aformMionodi
coordinate,
onde si concinde:
L'<~M<MMne
del ordine
da oui
d~~
la )'??? <M~Mt <0'
HOMM~t (?
~M~C~OKO~~
ad
<? data
superficieS,
<MMMcoordinatecMfM~Me
g~MM<j't<e
la
/bfWM:
~H ~t ~M
(a)
E F G =0.
In secondo
!nogo
conviene che
trasformiamo
ancora,
incoordinate
qualunque,
lerelazionifralafunzione ela
W,
chenei
parametri
delle
lineedi curvaturasi scrivevano
In coordinate
generali
assumeranno evidentemente la forma
dovei coeCcienti
a,
9 resteranno nssi al variare della soluzione
della
(a).
Orabasta osservare chetre soluzioni della
(a)
sono
<&==: y,
0
e i
corrispondenti
valori di W
vengono
dati da
per
dedurnechei valori di
<x,9, Y,
3sono
precisamentegli
stessi corne
nelle formolefondamentali
(I, pag. 117)
e le domandaterelazioni si scrivoso
quindi:
?
aw F D" GD' acJ > F D' ED" a<T>
D D' D"
9W~~<~ 9W_1~
.r. -=--
au ft
3M 9c
~J .8~
_p~.
9W
W
=
.9~
'~=~9M'+~'
W==X,Y,Z
ax
a ax
9,t""9,< av
9X_
=
ex ax
'9p"9o
3W~FD' -GD9~
FD-ED' 9~
3<tEGF* 3tt' EGF' 9p
3W FD"-GD' 9~
FD'ED" 9~
9p EG-F' '3<t EGF' 3c
152 CATTOMxvtn.
.
278"'
Quando adunque, por
una
superficie
S riferita ad un
qualunque
sistema
curvilineo,
si conoscauna soluzione<t' della
(a),
M verrindi-
viduato un sistema ce' normaledi circoli
ortogonali
alla
S,
situati nei
piani
normali alle linee <
=
costante0di
raggio R == r=..
Calco-
\/At
<f
lata,
con una
quadratura,
la
corrispondente
funzione W dalle
(&),
ne
risulteranno
determinate,
in termini
finiti,
tutte te
superficieSortogo-
nali ai circoli mediantela formola
(VII*)
CW
M ===
"2
Osservando
che,
secondole formole
(20)
e le
(VI),
si ha
qui
q,= ~q.==X,R==
4>
(XI
=
--=- et., =X, R =-=-
Ai
4'
\Af
4'
t
A,(CW)' 2(CW)~At<f
~~==A,~+7C'=IW/ ~+(C-W)'
leformole
(7)pag. 136,
chedanno lecoordinatedi un
punto (x, y,
~) mo-
bile
sopra
tma
superficie
S
ortogonale
ai
circoli,
diventano
2~CD
~h~2~(CW)~
M
~=="-A~+(C-W)'+~~(C-=rw)'~
colle
analoghe per y,
Convienecalcolaroaitresl i valori dei coseni di
direzione
X, Y,
della normale allaS dalle formole
X='<!ttC08t~sen~,
che,
avendo
rignardo
aile
precedenti,
ci danno
(~
2(0W)
gF
A,(CW)*
X
~== ~+(c-w)~~ ~F(c~
colle
analoghe per Y,
Z.
tM
.274.
RelMioM col
problemtt
de!!&
rappreMntMiona
s&rlc&.
Sein
luogo
della funzioneausHiaria introduciamol'altra
/19~,
1
1
W==/(<t+-="
)
~3M
'~3f
av
che
gicompare
nellaformola
(VII), all'equazione
di
Laplace(V)
veniamo
a
sostitnire-r quivalente
31ogy'E'9W 9tog~G'3W
9M9f" 90 9M''
+
3M
1
dove
E',
G' sono i coefficienti dell' elomentolineare sferico
rappresenta-
tivo di S. La
(V*)
non altro cho
l'equazione
dalla
quale
al
Cap.
V
(I, pag.174)
abbiamo fatto
dipendere
la ricerca delle
superficie
aventi
a comuneconS la
rappresentazione
sferica. delle linee di curvatura.
Gida
questa
osservaxione
appare
che: il
problema
<MJ <! f<ceMa
sistemi <!MMKO~M<~ad M<tdata
S!<pe~M
S
equivale
alla d!e<ef)MMM-
~OMedelle
s!<?c<e
S' aventi a eoM<:<Me conS
!Mwa~tKe sferica
delle
H!Me cwpa~fm.
Vogliamo
ora studiare
pi
davicinolaretazione
geo-
metricafra i due
problemi.
Sia
dunque
S' una
superficie
avente la medesima
immagine
sferica
(delle
linee di
eurvatura)
di S. La normale in.un
punto
M' di S' in-
eontrera
(ortogonalmente)
il
pianoK,tangente
nel
punto corrispondente
M di
S,
in un
punto M;
:=
(a:ty, ~).
Indichiamo con
A,
B lecoordinate
cartesiane
ortogonali
di
MI
nel
piano K,
riferito alle
tangent!
alle Unee
di curvatura
v,
u come
assi;
avremo
~==a!+AX.+BX,, ~==y+AY,+BY,
<'t--<-+AZt+BZ,.
Dobbiamoora
esprimere
chele
svitnppabiH
della
congruenza
formata
dalle
parallele
condotte
pei punti MI (~1,y,, .))
alle normali di S
corrispondono
alle linee di curvatura
M,v; per
tal modotroveremoevi-
dentementele condizioninecessarie e sunicienti cui debbonosoddisfare
le
incognitoA,
B. Ora i eoeSicienti della
rappresentazione
sfericadella
154 OAHTOMXVHI.
.
274
nostra
congruenza
sono
~_E
G
I'0.
G~
e
percM l'equazione
differenziale
(C)141 (I pag. 305)
delle
svUap-
pabili
della
congruenza
si riduca a
~M~~O 0
dovremo avere
Ora
/'==-==0.
f-(~
B9~G
f_
a_x, a_~i r
~I~a_A
~a
a_
'SM9p
"~j~~jE'a'M"
/'=\=~(~
A 3V
au
r,
9M
VG
9p
dunque
le condizioni
per A,
B sono
M ~=iL~
KB A
9V
3c 9M 9<t ~Q
Di
qui
si trae
~(A~)=~(B~).
onde, indicando con ana funzione
incognitaausiliaria,
potremo porre
A 1 3~ 1
9~
~o;
A'='
B==
VE \/G
e sostituendo in una delle due
precedenti (y)
troviamo
per
<'
precisa-
mente
l' equazione(V)
di
Laplace.
Cosl vediamonuoyamentechei due
problemi
considerati
dipendono
dallamedesima
equazione.
Di
pi, para-
gonando
le formole
(28)
colleseconde
(VI), possiamo
scriverle cosl:
(28*)
4> CD
(23*)
A
=.
cos y
B
=
sen
L' interpretazionegeometrica
cercatasi haevidentementenel teorema
seguente.
Per
eo~<we tutti t sts<~ oMM normali ad (M<td~
super-
/!CMS,
si CO~MM~M una
~<~! gMtJ 'MMa'xe
S' <!<WM<e a comune<!(~S
i!M<~w s/e~ ~Mee
ct~pa<~;
t
~M; coM<&)~
per
du
BELAZMNBCOL FBOBMMADBUA RA~PBHSBM'AZONK MNMOA 16&
Mtw~t
c<M-Wsp<M<!eM<t S,
S' sonoi
ptaw~
<Ms~~Mt c~M <WM<~ ei
<!OtVMtp<~aB6M)K ae'~MHt
dc~M~ Ot~HtMC<Mt
quadrature.
da osservarsi che data la
coppia8,
8' vt sonooo' 1sistemi ciciici
corrispondenti
normali ad S.
Inversamente,
se
supponiamo
notaSedun
sistemacicticonormalea
questa,
si avr conuna
quadratura
ele
(23)
determinerannouna delle
congruenze
richieste. Le
superficie
S' normaU
a
questa congruenza
si otterranno conunaseconda
quadratura,
che
por-
tera
suU'espressione(I, pag. 811)
9~
9~)
-~X,X,
do
sopra
~E,.+BVG,~
ft
cosl con due
quadrature
avremole
corrispondenti
superficie
S' aventi a
comuneconS la
rappresentazione sforica. Si osservera
che,
moltipli-
cando
per
una
costante,
si otterranno oo' di
questi
sistemi
paralleli
di
superficie
S.
Una
consegnenza
notevolerisulta daH'identitdei due
problemisopra
esaminati, quando
si osservi chese si ha un sistemaciclicoedunasua
superficieortogonaleS, un'inversione
per raggi
vettori
reciproci
tocan-
giera
in un sistemacicliconormalealla
superficie
inversaSt.
Nerisulta:
&~f
~
s!<per/!cM
Ssi <WMNMMo <ele
SMpet~cM
aoeM~
a comuneconS
l'immagine sferica
dellelinee di
C!<n~Mf<t, &<!<<e~MMM
<<MM~Mfe per
risolvereil
problema
stesso
per ogni
aura
~ef~cM S,
che
<&n<'< da S cono'tttpef~otM.
<*)
.
275.
Sistomi doUcI normali ad una sfera
(o
ad un
piano).
NeUadiseussioneal
373
abbiamo lasciato da
parte
il casochela
superficieS,
di oui si
vogliono
trovare i sistemi ciclici
normali,
sia una
sfera od un
piano.
In
questo
casobasta servirai dei teorema
generale
di Ribaucour al
269 per
ottenere tutti i sistemi ciciici domandati.
Prendasi infatti una
qualunquesuperficie
S esi costruiscano
gli
M' cir-
coli C cho sono normali insiemealla S ed alla
sferaX
siccome
ogni
(')
DABBoux.
/.ep<MM
T. IV n. 981.
156 OAnroLoxvm.
.
27&
tale eircolo normale due eoMea
2,
la nostra
eongruonza
di circoli
ammettetre, e
quindi
oc'
super&eieortogona!i,
ciounsistemaciclico.
facileanche vederea
quali
soluzionidella
equazione(V)
di
Laplace
corrispondonoquesti
sistemi cMM normali insiemea8 e ad un
piano
o ad una sfera fissa,
L'equazione(V) possiede
inverole soluzioni
par-
ttcolari
(I, pag. 141)
~,< a!'+y'+~
e
quindi
anche
qualunque
loro combinazione
lineare;
a
queste
soluzioni
corrispondonoappunto
i sistemi
cicUci
ora considerati.
E infatti se si fa
p.
e:
<&
==.c,
si ha
==A,'<' ==
1
Z!
R~
R 1. l-Z!
R* R*
R ces
t '=3 Zf, Rsen =< Z,.
<& <?
Di
qui
risulta
==<' +
Bcos y Z, +RsenpZ, ==0
cio i centri dei circoli sono sul
pianoxy.
I coseni di direzionedella
normale al
piano
del circolo sono
poi
dati da cos
y X, son'p
X.,
cos ?
Y,
sen Y;,
cos
yZ<
sen?
Zi
e nMmo nullo
per
leformole
precedenti,
cio i circoli sono normali al
piano.?
c. d. d.
Se facciamoinvece
4' a;'
-{-y*+.e'c(ocostante)
abbiamo
~=3~X.=2W,
~E~
-==SS~X,==3W,,
~G
2 al X.
2
2W.
indicando
W, W.
ledistanze
dell'origine
dai
piani principali
di S. Se
MAlla medesima conolnsioneet arriva medianteeonstderaziont di metrioa
non enclidea. Si
rtsraMdi
infatti la sfera
(od
U
pianoS)
come t'aMohtto della
rappresentazione
conformedello
spMto
non enclideosnUo
spaziopiano.
1ctrcoU
ortogonali
alla sfera S
rappreseatano
le
geodetiche
detto
epazto tperboHeo
o la
congruenza
dei circoll C eoatrntta nel tMto
,
neUo
spaiito iparbolico,
la con-
g)-nen!!a
delle normali a S che
dunque
normaleatutte le
anperaeie paraUeIe.
8IST)!MtOIOLIOINORMAUADUNA SMBA 167
notrae
~<&=4{W;+W;j==.4)<f+cW),
doveal solito
W==X:cX,.
Le formolo
(VI)
danno
quindi
R.= R
4)<t)~-oW'{
R* R*
R cos
y
=
3 Wt
R aen
y*
2 -W,.
R
cos =
2<i>
WI,
R sen
'P
=or
2
d)
Ora,
indicandocon3t&distanzadel centro
(~, ~) dall' origine,
abbiamo dalle
(19):
y==!i<+~+~==!~+c~R'+2Rco8~W, +2RaonyW,
ossia
per
le
precedenti
4Rt
~~c+R'+e-W},
0 iNM
$' R' ==,C
Questaesprime
evidentementechetutti i nostri circoli
tagliano
orto-
gonalmente
lasfera
~+~+C'==c
c
col centrenell'
origine.Questa
reale
per
c
positivo,
riducendosi aU'o-
rigineper ossO,
nel
quat
casoi circoli
passano
tutti
per l'origine
stessa.
Sec
negativa,
si
pub
direchei circoli
tagliano
in
punti
diamotralmente
opposti
la sfera reale
{.+~+:'==-c.
Nei sistemi cicUciconsiderati nel
prsente tutti
i
piani
dei circoli
passanoper
un
punto
fisso.Vieeversa: & i
pMtHt
aMcM'coK MnM~eMM
cidico
jpMM~MO per
un
punto/!MO,
i circoli del sistemasaranno
ortogonali
a<!una
sfera (reale
od
ttMMM~Mtar~
co! ee~o nel
punto
E infatti sei
piani
del sistemaciclico
passanoper l'origine,
dovremo
avere
Sa;(cosyX<8on~Xt)==0,
ossia
cos W, sen pWi ==0,
t
~8
OAHTOMXVNt.
.
27&
e
quindi
per
le seconde
(VI)
1 3<&
i a~
(24)
VE~
indicandoun
fattore di
proporziouatit. M~dalleformole
(~pag. 147
si trae
'J .3VG
9W,
l
9~~
E
~='9<r~!
au
V
au.
au
VG
au
e
poich
<Pdeve
soddisfare
Ia(V),
che si
pub
scrivere
sotto l'una o
l'altra delle due forme
-~J L.~=,_L3V!:
J L<~
(_
1
3<J
1 3 V1
34>
~WG~/ \/
'~~
~.f-L~
3VG
J _3<&
~WE~'yG
31)
v
au
v
au
d
av
dalle
(24),
avendo
riguardo alle
(25), segue
~-0 ~-n
9M"
~=~'
u
olv
oiocostante. Dalle
(24) integrando avremo
~==a~+~+~+
costante
cibche
dimostra il
teorema.
da osservarsi che
quando i
piani
del
sistema ciclico
passassero
per
un
punto comane
an'in&nito,
fossero
p.
e.
paralleli aU'asse deUe
si avrebbe
cio
cos~Z,6enyZt~=o,
J L~ 19~
y ~7~Z1,
=).Z.
VE V
au
vu
av
e conun
procesaoaffatto
analogo
al
precedenteno
dedurremmo
==).<'
+o
~,ccostanti).
In tal casoi circoli del
s~tema sarebbero
ortogonali
al
pianoIl
c
169
.276.
8tatematdploerteg<m~eooUeg&to~Tmsi9tMMcic!ice.
Riprondendo
ora to studio
generale
dei sistemi
cictici, as8ocieremo
alla considerazionedel sistemaciclico
quella
della
congruenzadegli
assi
dei
circoli,
ciodellenormali ai loro
piani
nei
rispettivi
centri.
Servendoci
delleformole
generali
del
273, consideriamouna
superficie
S
ortogonale
al sistemaeicticoed in un
punto qualunque
P di S tiriamo le
tangenti
PA,
PB aile linee di curvatura
<'==costanto,
==costante finoaU'in-
contro <MH'aMedel cu-ooloC uscente da P. Se con
{,,
indichiamole
rispettive coordinate di
A, B, troveremo subito
~+~Y~.=~
lOI
cosfi
cos
'f
l,
cos'{I
~y+~Y.Z,.
`~`
x
sn q~
~`'
fi
`'
y
-I-n
Y'
sen
ff
Ze.
Derivandole
prime
rapporto
a
v,
le seconde
rispetto
ad M,coll' os-
servarele
M pag. 147
e le
(IV*)pag. 148,
M deduciamole
proporzioni:
~f. 3<
9!9!9~~9M'9'9<t
==cos'pX,seayXt
oosyY~sen'pYt cos~Z.sen~Z,.
1
tre ultimi termini essendoi coseni di direzionedell'asse del
circolo,
questeproporzioni
ci diconoche i due
punti A,
B
sono, BuU'Msedel
circolo,
i due fuoehi di
questo raggio
nella
congruenza degli
assi dei
circoli.
Danque:
Le
~pp~tK
d~
eo~~tewa degli
o<Mtdei
cM-eoM,
w un $M<eMM
ciclico,sono
sempre
fe~ e
cornQMttd'OMO
<!Nelineedi Ct<f-
vatura di MMN
~MMgtMSM~~OM
S
ortogonale
ai
Ct~co!t; ~X~t
in
H
puntoga!tn~Me
P di 8a!!e sue!Mtee curvaturaWMMOad incon-
trare l'assedel
CMV~OMd~ecM~o ~e
fuochi.
Da
questo
teorema
segue
che
sopra
tutte le
superficie
S
ortogonali
ai circoli le linee di curvaturasi
corrispoudono
e
quindi, pet
teorema
di
Darboux-Dupin
al
172(I, pag. 383),
abbiamor
importante
risultato
di
Ribaueour: Le oo~
SMpef/Moo~o~aM ei~t un sistemaciclico
formanosempre
una
~m~M! Lam,
c~
appartengono
ad MH~e~
~a~
Senza invocareil teorema inverso di
Dupin, possiamo dimostrare
~0
CAHTOM XVIII.
.
876
questaproposizionefondamentale colle
osservazioni
seguenti. Indichiamo
con
S, ie
superficieluogo
dei circoli
M~costante,
con
S, quelle
luogo
dei circoli
fcostfmte. Poieh una
81tagUa
tuttele8
ortogonalmento
lungo linee di
curvatura,
queste
sono altresl lineedi curvatura di
S,,
che ha
dunque per secondo sistema di linee di curvatura i circoU
u
=costante. La normale in P aUa
S~

quindi
la
tangente
P A alla
linea di
curvatura
(v)
di S e similmente lanormaleinP alla
S, sara la
tangenteP Balla
sopra S; dunque:
letre serie<
<!Mpo-~S', S' S',
cM~MMo unsistema
triplo ~<~M~e,
c. d. d. Osserviamo
poi
che se
si indica con 2
!a
distanza focale
ABsuU'asso del circoloeconla
distanzadel centro del circolo
dat punto
medio
dell'asse,
avremo
R'+S'==p',
onde
potremo porre
S==!pcoso, R==pseno,
indicandoa un
angolo
reale.
Ritornando alla
propriet sopra dimostrata,
chele
svHuppabili
della
congruenzadegli
assi dei circoli
corrispondono
alleUneedi
curvaturadi
una
qualunque
delle
superficie
S
ortogonaUai
circoli,
non sar inutile
provare
che la
proposizionesi
pub
invertira ed enunciare il teorema:
La
eoMdMMMM ~c~otfM e
~~cM~e a~w~
un sistemaoo'~ circoli
ortogonali
ad MtMt
SMpef/tCM
8 sia un SM~eMM
MWM<~e C~ le
M~M~pa.
MMdella
co~j~te~a (~K
assi dei ct~t
eoM-Mp~~w
alle linec di
curvatura di S. Si visto che la
condizione
necessaria; per provare
che anchesumtciente
suppongasi verificatae
sopraogni
assedel circolo
indichM con
T,, T,
le ascissedei
faochi, riferiti al centro dei circoli come
origine. Per le coordinate
~t, (.
dotl'nn
faocoavremo
6t
==
+
R(cos ?Xt
sea X,) + T, (cos
y
X,
son?XJ
e
analogamente per C..Se
snppoaiamo
che
questo
fuoco
corrisponda
alla
sviluppabile M==:eostante, dovremo avare le
proporzioni
9:,
cos Xg
aen X,
3<i~ ~==cos?X,-senyX,:
cos
Y,
sen
Yi
eos y
Z, son
y Z,.
Con un
semplice
calcolosi trova che essesi risolvono
nellaseconda
doUe
(IV*)pag. 148
e
T\ deve avereil valore
Tl
=
R Similmente
CONGBCBNZB BBTNMNBBOIOMOM 161
tt
considerandole
svituppabitif,
si trae
T,==Bcot?e8iritrovaiaprima
delle
(IV*),
ci6che dimostra il nostro toorema.
.
277.
Le
oongraecze
KttiUaae oioUohe
Dit'emociclicauna
congruenza
rettilinea
quando
i suoi
raggi
siano
gli
assi di unsistemaciclico.
Vogliamo
ot'aricercarea
quale
condizione
dovrsoddisfareuna
congruenza
rettilinea
perch
sia cictica. Cornesi
vedr,
la condizione
dipende
uatcamente dalla
immagine
sferica delle
sviluppabili,
che
sappiamo
dovere essor
sempre
reali.
Tratteremo soloil caso
generale supponendo
che
queste immagini
sferichedelle
sviluppabili
formino due sistemi distinti di linee
,
v eci
serviremo delleformoledi Guichard ar
147 (I, pag. 316)
chedanno
le
congraenze
con
assegnata immagine
sferica delle
sviluppabiH
(26)
<?'
=
E~
+
2F dudv +
G
Ricorderemocheil
problema dipende dall' equazione
di
Laplace:
9'P
12
3p
fl2
.f3
12 9
(12)
(27)
~+ 1 ~+!2 9.+~ 1 +9.J 2.!+~
ali b 1
1 ou 2 av ats 1 -V
2,f
l,
a cui soddisfa la semi-distanzafocale ad
ogni
soluzione
p
di
questa
corrisponde
una
congruenza
delta
specie richiesta,
e le coordiuatedel
punto
medio
(~,y,.<f)
del
raggio
sono date
per quadrature
dalle formole
(82) 149(I, pag. 321):
=[~]~
au a,. 2 2
2
l'
(28)
~==-[~2J ~.]x~~sen~,X,+VGc.~pX,.
a1) 30 ft,
+
2 1
(1
X-
VG
sen
2'
pXI+vG
C08
2"
pX,.
Indicando,
comeallafine del
prcdente,
con
==f. cos R ~=p sen
la distanza del contro
(.r,,y,, <)
del circolo dal
punto
medio
(a!,y, t)
M
1teoromisalle
congruenze
clclichedi
quosto
edei
seguenti
ftirono
,stabiliti
daU'AutoMnoi tomi XVIHe XIX
(serieseconda)degU
~MMaH
(1890).
162
o~iTOM
xvm..277
ed U
raggio,
dovremo
porre
nelle formole
generaU
al

269
iCt't-pcosoX,
~=~+peo8eY,~==.f.t-pcosZ,
ind!
potremo
fin
at<=.X,
p,==Y,, ~Z,
<)t,~X, P,==Y,, T.~Z,.
CtdcoUMaoora
reqaMtono
a dMoreMiaUtotaU
(8)pag. 186,
aerven-
dooi delle formole
(80)
148
(1, pag. 820),
e troveremo
dapprima:

-[~(i+~)+.]x-
~E son
(1 cos o)pX,
Vcas p (1 ces o) X.
(29)
~~j,(l-.c..)j~]x-
-V5son
~p(l
+co8o) X,+ VScot)
~p(l
+coso)X,,
indi
per FeqnazioM
a diforenziali totaU:
(80)
~Etg~coa~~+~+A
t
VGcot~co8(<+B)<!c, j/ )
dovesi
posto (I, pag. 820)
~"29+
Vah
1
38
1 /G
(12
B
1 m
+
V112Iseng.
~=2~+
VEJ S12
La
equazioM (80)
offreta nettoie
particol&rita
di
dipendere
uai.
camentedalla
immagine
sferica deUe
svi!uppaMi
deUa
congraonza,
onde
segue:
3e
coM~etMfe
e~ AaKMoa coMMOM
!aM~ttM ~t<M
<M!e
M~t~paMt
M ??
eM~Me~M
c~~ <MMct~te~.
CONOBMNZt! BETTtUNBB CICUOHB 168
Scrivendole condizioni
d'integrabUitper
la
(80),
coU'oaservare
dontit
( 248, pag. 68)
a_A
_B
son
Q,
~+~VEGsen~
troviamo
per
le
condizioni richieste:
~ot~E ~.ot~osC-jtg~
~(~tg~=~~tg~.S~/~CO~.
0
e
queste,esprimendo
lederivatedei coefficienti
poi
simboli di
Christoffel,
si convertononelle
quivalent!:
Scoso
12)
(31)
-=2(C08.-1)
(31)
au
COS'3-
21
Scoso

(12 (-~r-~cos.+i)~
La condizione
d'integrabilit per queste equazioni
ci d&:
M
~?-~?t]~?+~?)-j'.1j?.
onde,
se
questa
non
un'identit,
ne dedurremo
per
cosoun valore
unicoe
determinato,
e la
congruenza
sar ciclicase
questo
valoredi
cososeddisferle
(31);
di
pi,
seil sistema ciclico
reale, devrarisul-
tare
feoso~<;
1. Ne coneiudiamo:Ad una
cot!$tw~M'<t
o~tca si
pt<6,
;M
generale,
oMMCta~ uno edMM$~0 s~eMa
ciclico,
i CM~assi ~!0)Mt
raggi
<i'eK<!
M~MaMa.
La formadelle
equazioni (31) snggerisce
it
confronto colleformole
analoghe
ottenute
al 239(pag. 42)quando
abbiamotrattato il
problema
di
riconoscerese una
supercie puo
rieevereuna deformazione
finita,
nella
quale
un sistema
(u, v)
attualmonte
coniugatorimanga coniugato.
Leformoleattuali
(81)
si riduconoinfatti alle
(29)
del citato
,ponendo
=, cos<'+l
1
e
quindi, prescindeNdocomenel teorema di Darboux
( 271)
da!reale
od
immaginario,
abbiamoil risultato
164 OAHTOM
xvm. .
277
~~M~t~M~MM~z~MKwM~M~~M~M~MWwe<
<~
FtMnM~twf~tca
delleMM
~MMppaMt
a<<t oM~
J !'H)Mt<
<?un
sistema
ooniugadodt
una
sMp~te
c/te eo~n~
c<Mw~a~
tMt
d~
MM~we~g~
Avvertiamo
pero
subito che se il sistemaciclico reale la corri-
j
spondente
deformazionedi una
supet'8cie
8
reale,
avente
per immagine
di un sistema
coniugato quella
(lello
svUuppaMH
della
congruenza,

necessariamente
immaginaria, poich,
risalendoalle formoledel citato
239nerisulta
cio6
~+.).
cio
Il
o )
~<tg~.
1nuovi valori di
D,
D"
(D''=' 0) per
la
superficie
deformata sono
dunquepuramente immaginaMie,
~olendorestare nel
reale, con~erra
realizzare la nuova forma di S nello
spazio
d'elementolineare
<i~==~+<<&
Dalleformole
precedenti pub
dedursi un'altra
conseguenzaimpor-
E
tante,
contenutanel teorema di Ribaucour: tSM~a
superficie
inviluppo
dei
piani
dei CtMO~! in un sistema
C<C?MO,
~e
M~ttp~~
della
CO~~<eM.e'<t
degli
assi
fc!o
alle Httecdi MO'M~Mfa delle
superficieo~OMo!~
ai e~
coli)corrisponde
Msistema
coM!M~o<o.
IndicandoconWladistanza
dell' origine
dal
piano
del
circolo,
abbiamo
W==~Xa;i== ~Xa;+(.coso.
Formandole derivate
parziali
3W9W ~W
3'3e'<)9f
facendouso delle formoleal
148 (I, pag. 820)
e delle
precedenti,
si
trova facilmenteche W soddisfa
l'equazione
di
Laplace
~~i~
p)3W p~
_'w
t1213W -11213W tFW=O,
9M9f (1 {2(~
ci6che dimostra
appunto
il teorema
(Cf. I, pag. 174).
186
. 278.
Oongraenze
iaCaito volte dcliohe e
oongfaeaze cidiche normaN.
A)
II teorema
sopra
stabilitocheuna
congrunza
rettilinea cictiea
ma so~pe~ ciclicaso&e un'eccezionemolto
notevole; questa
si
pr-
sentaaUoraed allora soltanto
quando
la
(82)
risulta
ua*idontita, par
la
quai
cosadebbono sussistorele relazioni

)~{ o
<12
9!l)"3<'(2h~ 1 h
Secondeil calcolo
gieseguito
al
868
sulle identiche
equazioni
M
segnate(62) (pag. 83), queste esprimono
che lelineesferiche
(, v)
sono
le
immagini
delle assintotichedi una
superficie8,
per
la
quale
lacur-
vatura K ha
resproBsiono:
10- _1_
K
[~M+'K")]'-
Di
questesuperficie
abbiamotrattato ai
249-251 possiamoenun-
ciareil nostro risultato col teorema: Le uniche
coM~~M~MiM
<~ siano
p~<?<MM
volta e
quindi injinite
eoKecidiche sonole
co~n<ewe
di
J R~McoKf
( 229)
Mehanno
per s~~cte generatrice
MM<t
superficie
(M!<t
classe
(A).
Inoltre la
(82)
ci dimostrache esse sono le uniche
congruenze
di
Bibaucour
cidiche, poich
se la
congruenza
di
Ribaucour si ha
12
(12
9p 2
3M(
1
e,
seessa
cictica,
per
la
(32)
dovrannosussiaterele
(88).
Un'altra
propriet degli attuali sistemi cidici
pub
dedursi dalteo-
remadi Ribaucour alla finedel
precedente,
ovesi consideri la
super-
neioX
inviluppo
dei
piani
dei circoli. Sa
questa
il sistema
(M,v)
sar
coniugatoe, corrispondendo
laX
per paratlelismo
di normali alla
8,
t&S
nonaltrocheunadelle
superficie
associate
considerateal

252.
Dunque:
ogni
SM<eNMcidico t CMt <MM
/b~<MO
MfM
(iOM~tM-MjM!
<S~t6<MM<f
(c~
abbia
quindiper superficie~~M~Woe
ana
~er~M
8 d~ classe
(A))
FMM~po
dei
piani dei
circoli una
superficie
2SMseeMM~MtM
<
MXM<<MM continua<:teconservaun S~S<eaM
COMM~<!<0.
!M
CAKTOt.oxvni..278
Notevote il caso cho la
superficie
8sia
pseudosfortca;
aUorasi ha
!'f-.t?)-~
e la
congruenza degU
assi dei circoU una
congruenza
di Gaichard
( 151
e
230),
lecui
s~iluppabHitagliano
ledue
superScie
focaliseconde
le loro linee di curvatura. In tal
caso,per
le
(31),l'angoto
o
puo
avere
Gun
valorec<M~~e
qualunque,
cio
sopra ogni
asseil centrodel circolo
divide
(internamente)
in
rapporto
costanteil
segmentofocale. In
parti-
colare
per
o
==
ogni
circolodel .sistemaha il centrenel
punto
medio
deU'asse,
ed il sue
raggio eguagUa
la semidistanzafocale.
3~
jp<!t<tCo!<M'!
~~PMt
CMM, C<M'<!<<B)-M'~ (M~
~<~W~ C~ centro <M
CM~O<~P!<~
SOp~ogni
asse<?
rapporto
CO~OH~t!
~m~O/OCoi~, i~M-
<~p~o
dei
FMtMt
<~ etycoH Ma
wpet~c~
FMs.
B)
In secondo
luogo
ci
proponiamoqui
di determinaretutte le con-
graenze
chesono ad un
tempo
cicHehoenormali,Intantodal teorema
alla finedel

272
segue
che le normali di una
qualunquesuperficie
pseudosfenea
formano una
congruenza
ciclica
e, pei
risultati
generali
al
277,
anche
per qualunquesuperScie
avente acomuneconuna
pseudo-
sferica
Fimmagine
sfericadettelineedi curvaturalenonnali formeranno
una
congruenza
cidica. Si
pub
facihnentedimostrareche
queste
sono le
uniche
congruenze
normali e cicliehe.
Applicando
infatti le formolede!

277
per
le
congruenzecicUche,
neU'ipotest
di una
congruenza
normaleavremo
n ;12; 9tog V
12)3Iog/G
"2 (1)" 2)""3!T''
e le
(31) potranno
scriversi
~M~~
'(~_9iog~
3w oM 9c 9f
Cangiando
i
parametri , v, potremo prendere semplicemente
~=cos(~, ~=sen~),
OOMBPBNZEOtCUOHBtfOBMAU 167
e
par
l' elementolinearesferico avremo
<?''==
cos'9<+Ben'8~,
ovesi
poato
6e Ora
queste
lineeaferiehe
,
waono
appunto
leim-
magini
delle Uneedi curvatura di una
superficie
pseudosferica, poich
ponendo
r,
==.
cot 8, ==
tg 6,
conche
r, r, =='l,8i
soddisfanole
equazioni
di Codazzi
(I, pag. 167)
~-(" 3v
==
ri
rI)
311
r,
=
(r,
r)
logJ c~
~-(~
Dunque:
Ze
co~M~e
MOt~Mt~~ cMM~esonolutte e sc!e
queUe
<~He
MonM~taduna
~Mpc~/Me
aventeacomuneconMa
superficie~MM<eWc<t
~MtMtM~Mte sferica
<~e!!e !MMe CM~a~a.
. 279.
Formadell' elementoUnearedello
spaido
riiNritoad un siatema ddico.
Ritomiamo ora ai sistemi cidici
generaU per considerareil sistema
triploortogonale
corrispondente( 276)
ecalcolarela formadell'elemento
linearedello
spazio
riferito ad un tale sistema.
Essendot unasoluzione
qualunquedeU' equazione
adi~Brenziati totali
(80),
le formole
!'=a!+pcosoX+pseNo(XtC08~+X,Mn<)
(84)
je
=
y+ pcoso
X
+
p sen
0
(XI
cos
+ X. sen
t)
(34)
~=y+pcosoY+pseno(YtC08<+Y,sen<)
C==.t! -}. pcasoZ
+pseao (Z. ces +Z, sen
dannole coordinate
$,t),
t di un
punto
mobile
sopra
una delle
superficie
ortogonali
ai circoli.
Ora indichiamoconwla costante arbitraria che entra
ln t,
e ri-
guardiamo{,
)},
C comefunzioni delle tre variabili
u, v,
?. Derivando
le(84),coU'osservarele formolo
gi
sopra
usatedel
148(I, pag.320),
HM
OiMTOMxvm..279
troviamo
fj
~-AX+BX.+CX,
X,
S
(84*)
~=A'X+B'X,+C'X,
~==. X,+p
X,,
colle
analoghe per it),(;, dovoponendo
9& o H\ 2cos<!tl2
L==~-VEtg~eu~.+~ ~+~
-PP
01
(8~)
fM ~P~Vr~~
S\
2co8t(12
f~
fM==~+V&cct~en~p-
.p.
si ha
?
A=(cos<!+l)L B=senocos~L
C==8enosen~L
A'=(cosol)M B'==senoco8<M
C'=senoMn~M
3~ fM
a==' senosen
p
au
p
=
sena cest
pg-
-c
vW w
Da
queste
formole risultano subito le altre
2~)'(;)L'. 2(~(;)M..
~)'(S)'
,9
~j~
~3!<9e ~9to'9M3<c'"
o
Per il
quadrato <~s*=<+<+~
dell'elementolinearedello
spazio,
riferito at sistema
triplo (,p,<p),
otteniamo
quindi
(36)
=
4
cos~
L' 4son' M*
sen~ ~r
\</ W<P/
In
questo
calcolo non abbiamo fatto uso che delle formole
generali
a!

277 senza riferirci at teorema di Itibaucour


( 276),
il
quale
ne
risulta cosi nuovamente
confermato,poich
la formola
(86)
ci diceche:
sistema
(M,C,?)
MM<<9<MMC
Mp~O<~<~OtM~.
1M
.280.
DetennicMiOM delle
immagiai
aferiohe delle
congruenze
cioliche.
Laricercadei sistemi ciclicisi
pu decomporre
in due
problemi
suc-
cessivi,ecioe:
l." Trovaretutti i sistemi di linee sferiche
M,v,
chesono
immagini
dolte
sviluppabili
di una
eongruenza
cielica.
2." Costruirele
congruenze
chehanno
un'Msegnata immagine
sferica
delle
sviluppaMU.
De! Mcondo
problema
abbiamo
gi
fatto conoscereal
147(I, pag. 316)
la trattazione di
Guichard,
che to riduce
all' integrazione
di
un'equa-
zionedi
Laplace.
Quanto
al
primo
si
pno
risolvere
completamente,
facendo UEOde!
seguente
teorema:
~a le
C<M!M.M<!K!!!Ae,
aventi a comunei"
MHBMf~MM S/efMM
dM!e
~<(~<t6~,
sene
possonosemprescegliereinfinite pef gMo~t
i c<m)H
CC~TMpOKt~t p<!SSMtO per
un
punto /!sSO
dello
~<M'
Per
dimostrarlo,supposte
flssatelelineesferiche
M, v, indichiamocon
con<ounasoluzione
particolarequalunque
della
equazione
adifforenziali
totaU
(30)
o sia
wo
il
corrispondente
valore di w. Determiniamo
p
dalle
due
equazioni
simultanee
L==0 r M==0
ossiadalle
due;i
~(~)-~i?t
au 2 2 cos
+
1
1
2
~91ogp t~ Q\
2coso 12
==vGcot-.sen~
4-
2
2/
cosol 1
le
quali,
in virtu delle formoleal
. 277,
risultano fra loro
compatibili
e danno
per appunto
una soluzionedella
equazione
di
Laplace (27).
Nel
corrispondente
sistema ciclico
avremo,
a causadelle
(34*)
~-o 0
1
~-n
~-o ~-o g~-o
aE
hl
per ? ==Mo pert/!= t/loi
~-n
0
~-n ~-n
~==0
1
~==0
1
~=0
170
CAHTOMXVtH.
.280,281
dunque
la
superficiew'=<~
si riduce ad un
pnnto(~Ct), pe! quale
vengonoconsguentemente
a
passare
tutti i ctrcoUdel sistema ciclico. j
Ne risulta chesi
ottengono
tutte le
immagini
sforichedelle
svijup-
pabili
delle
congraenze
ciolichecoa costruzione
seguente:
Prendasi una
superficie
arbitraria S e
per
un
punto
6s8o 0 dello )
spazio
si conducanoi circoli normali ad
S; questi
costituisconounsistoma
)
cidico
11)
e le
immaguu
sferiche dlie
sviluppabili
della
coagraenza
dei
loro assi danno le linee
pi generali
richieste.
.281.
Inviluppi
di eBaresalleMt &ldeai
oor~spondono
lelinee di curvatura.
Termineremo
queste
ricerche sulla teoria dei sistemi ciclci col di-
mostrare che essa
puo
anche
riguardarsi
cornela teoria
degli inviluppi
di sferes<<Ne cui
faldesi co~MpMabMO
~Kee OM~
Consideriamoinfatti un
qualunque
sistema ciclicoedue
superficieE,
S'
ortogonali
ai
circoli, riguardando sopra S, r corne
corrispondenti
i due
punti P,
P' d'incontro col medesimo circolo0. Lenormali in
P.P'aa E,E'
(tangenti
a
C)
s'incontrano in un
punto
0 ad
egual
distana da
P,
P' e
la sfera deseritta con centro 0 e con
raggio
OP=OP~ tocca 2 in P
e l'in P'. Facendovariarela
coppia(P, P')
abbiamouna
doppia
infinit
di sfere e le due faldedel loro
invitappo
sono
I,S'; dunque:
J OC
gaJ Mg)<C superficieortogonali ai
C~CO!~ di unMS~eMM ciclicosono
le due
/M~
?
tMt~M~o
di
sfere,
chesi
CMTt~pwd~oper
linee di
curvatura.
Inversamentedimostriamo: Se
soprale
J w
faldeE,
I' un
MM~Mpjpo
sfere, riguardando
cotne
corrispondenti
i aile
P,
P' <?<!OM<a~o
<?
ogni sfera
COM
X,S~,
si
c<w<sp<MM~
le lineedi
curvatura,
i CM*~
tM~MO~t in
ogni C0pp!
<!t
J K<M<t CO)yM!pOK~M~ P,
P' a
S,
S'
<!M~tNC<MM
?; S<S~MCM<<!0.
Deduciamofacilmentela dimostrazionedel nostro
teorema,
insieme
a!l'inverso
gi dimostrato,
dai calcoli
eseguiti
al

262
(pag. 115) per
la ricerca
degli inviluppi
di sfere sulleoui faldesi
corrispondono
lelinee
di curvatura.
Riprendendo
lenotazioni ivi
adoperate,
vediamosubito che
<"
CM
risulta,
sesi
vuole,
dal
876,
e
pisemplicemente
dati'osservareobe
na'inversione
per raggi
vettori
reciprocirispetto
al
panto
0tfM<!M'm& i detti
circolinelleNonnalialla
superficie
inverMdella8.
INVILUPPIDI 3MRB BCO. 171
lecoordinate
~1,
del centre del nostro circoloC saranno
~=~+c~" ~'=~+~ "'="+~ cos13 cos0
COSG 9
montreil suo
raggio
R dato da
B=='Ttga.
D'altronde, poich
la normaleat
piano
del circoloha i coseni di
direzione
X<,1 Yt, Z~e
potremoapplicare
le formole
generali
del
269ponendo
t C=!Xt Pt====! Yi 7t<==Zt
,
=
X, ==Y, e 7, ==Z,

Il calcolodei coefficienti
dell'equazione
a differonzialitotali
(8)
del
detto
paragrafo,
avendo
riguardo
aile formolefondamental!dei
. 264,
285, porge:
9~
TsentSo
9a!, T
aeno9o
a~
u cos' a u
x'
w coB$a
W
9 cos'o9M
1
9p 'MS'V~
y~~J L.D'L y~!==J LD
'Stt
COB'J ~
'3pv
COSO~

a:,
D
ax, cos
0
'Eo
V
Do D'c
~CIt-=
,~(I!t-=-'
Costruendoora le
equazioni
di condizione
(I), (II),(III) 269perch
il sistema di circoli sia
normale,
si trova che la
(II)
identicamente
soddisfattae le
(I),(III)
si riducono all' unica:
./s~Tt /frf9o,8enocoso3~G. ~E. 9~
v&D.G,+"=
D'(,8moco8o-T)',=0.
~G. ~G.
Ora
questa
coincidecolla
(38) 262
ed
esprimeappunto, per quanto
ivi abbiamo
visto,
che !olinee di curvatura di
S, X'
si
corrispondono.
Possiamoevidentementeenunciarei risultati ottenuti anchenel modo
aeguente
C~M~M~Me necessariae
~!<!teK<ea~McM
un$M<eMa oe*di CM~-
oli, ortogonali
a due
spef/!oMS,
ammeeta?'?<<??~eWedi
superficie
ortogonali
c~
)preS,
S' si
con~pMt<&tMO
!c MKccdi <x<t~a~<fa.
CAPITOLO XIX.
nMMometodo d!
Wei~Mten per
larcerca Me
MperMc
appMUi
~N.
DMeffztoae del nnovo motodo d)
Wefnj~ftea
corne
oollegato
alla dofortMztono dettm falda
focale dt une
congttteMa dt rtt){): OttaotdertMfont goomotriche
dt Darboux relative
aile oMonde Unsa dt
ttringimento
utta Mdtt fooate. Ftn-moto generali
dl Darboux
relative et tr!odro mobllo od
e~tttvtdeMtt
dl etea atta fonnote dt OedttMt e di QauM.
Forme rldotte del <!<*mue Mddh6MeaM ulla condttioM
Kt/E~~F'j:l.Catoeto
della nnevtt
eqmuiioM (W)
di
Wehtcart'm per t'appUenbHttit
e
eotritpottdem~
Aelle tne
MtMiont elle defon!Mt)!toni dette
xuperMe pt-imiMve. t!Mme
dei OMteocaetoMtt Mcondo
HeMenberg.BtdnxieM
del otM
getMHtttaan'oquasiono
dt
Amp~m:
ar.
Pl Pt at, (pl+ps) ae,
~P'+~<P'+')+~
.
282.
PrelimiaMi.
AUo studio delle
propnet generali
delle
superficie
dedicheremo
ancora
questo
ed il
seguente capitolo,
nel
qualeriprendiamo
atrattare
il secondo
problemadell'applicabilit (I, .
108e
seguenti) per
far co-
noscerei nuovi ed
importanti
riBtdtati
conseguiti
da
Weingarten
nella
memoriadel 1894: Sur la
dformation
des
sM!a<
elle
riportava
il
gran
premio
dellescienze matematichedell' Accademia di
Parigi
Il
prin-
cipale
risultato ottenutoda
Weingarten
collesuenuovericercheconsiste
in una radicale trasformazionedetl'ordiMria
equaiiionedoirapplicabilit
(A) ~e==(l-A,9)K.
Seconde
quanto
abbiamo osservato alla fine del
.
271
(pag. 143),
l'equazione(A)
abbraccia in sostanza due distinti
problemi geometrici
e ciol." il
problema
della deformazionedi ana
superficie
S di dato
elemento
lineare,
2." il
problema
della ricerca dei sistemi
of'
normali
di circoli
giacenti
nei
piani tangent
di S. Le soluzioni8 della
(A)
cor-
rispondenti
al
primo
odal seconde
problema
si
distinguono
dal rendere
")
~C&!J Mi!<MMaM)t.80.
PMHMINAN 8CL NUOVOMBTODOM WNNNABTNf
179
nel
primo
casa
At9<:t,
nel seconde
At9>i.
Un
primo
effetto della
trasformazionedi
Weingarten
di
separare aettamento i due
problemi,
seindendolianatiticamenteindue distinte
equazioni
del secondo
ordine,
chehannoancoraciascunala forma di
Ampre
e delle
quali qui
verra
studiata solola
prima.
Un altro e
pi importante vantaggio
offrela trasformata di Wein-
garten.
Se
si'eccettua il caso delle
superficie
svilqppabili K=0, l'equa-
zione
(A)
non si
sapeva
in alcun altro caso
completamenteintegrare,
nonammettendo
integrali
intermediar del
primoordine,
n&rientrando
in alcuni
degli
altri casi noti di
integrabilit. Eppure
erano
gi note,
per
via
geometrica,
classi
complte
di
superficieapplicabili
e cioe: l.e
tutte leevolutedelle
superficie
d'area minima
corrispondenti,
secondoil
teoremadi
Weingarten,
alla forma
~==~+~'
dell'elemento
lineare,
2.' le evolute dlie
superficie
W con
i!!(f,-).t)==sen&(~+f,)
corrispondenti(I, 186pag. 292) a
<b'=:!aen~<M''+eo8'8(!o'{
A
queste
abbiamo
aggiunto,
nel
Cap.
XVI
246,
la classe
complta
delle
superficieapplicabili
sul
paraboloide
di
rotazione, ed altre classi
impareremo
a conoscerefra
breve,
la cui
scoperta
6 dovuta ancora a
Weingarten.Orala trasformatadi
Weingartendell'equazionedell' appli-
cabilit
possiede
in tutti e soli
questi
casi due
integrali
intermediar del
primoordine,
ovvero
integrabile
con altri metodi noti. Cosi lanuova
forma
dell'equazione
deU'applieabitit
rende
ragione
dei successi otte-
Mti fin
qui
nellaricercadelle
superficieapplicabili
e laricercaanalitica
viene
postasopra
unanuova
via,
oveleconaiderazioni
geometrich&
rave-
vano
gi
da molto
tempo preceduta
.283.
OMMiderMioni
geometriohe
di Darboux.
n nuovometododi
Weingarten,
corne ha rilovato
Darboux,
nella
esposizioneche
egli
ce ne ha dato
negli
ultimi
capitoli
del suo libro
'')
si
collega
esseMiaImentealla teoria della
~/bfMMM'!OMe
delle
coM~we,
~MM
etc.t.
IV,Ch&p. XIII,XIV.
174 CAKTOMXIX.
.
288
la cui
importanza per
la teoria dlie
saper&ciegi pia
volte abbiamo
avuto occasionedi rilevare nel corso di
queste
Lezioni.E
qui,prima
di
adde~trarci nello studio del metodo di
Weingarten, vogliamo
brevemento
OBpon'o
le osservazioni
geometriche
di Darboux.
Si consideri una
congruenza
C di
raggi tangcnti
aduna
superficieS,
invartabilmente
legata
aBeflessioni di
questa
sua faldafocale.Sedoman-
diamodi costruire
quelle rigate
della
congruenza
C che tanno la loro
linea di
stringimento (I, pag. 256)
sulla falda focale
St,
una
prima
ed
evidentesoluzionesi hanellaserie di
aviluppabili
di Ccircoscrittealla8.
Main
generale (salvo,
corneora si
vedr,
il caso di una
congruenza
C
normale)
esiste una secondaserie di
superficierigate
di C che
rispon-
donoal
problema,
e
questerigate (corne
le dette
sviluppabili)rimangono
sempre costituite,
secondo un'osservazione di
Darboux,
dai medesimi
raggi, comunque
si deformi la
coMgraenza.
Per dimostrarlo si nforisca la
superficie
S ad un sistomacurvilineo
(u, v),
di oui le linee 11siano
quelle inviluppate
dai
raggi
di
0,
a sia
(1) ~.==E<M'+2FoM+Gd~
l'elemento lineare di S. 1 coseni di direzionedei
raggi
di C
saranno,
nellesolite nostre notazioni:
1 ex
y 1
9y
y
?<'
~t-='
<
it 'r g*
t ~t
g'.
VE VE ~E
Se
prendiamosopra
8 unalineaL e
vogliamo
che la
rigata
formata
dai
raggi
di C uscenti dai
punti
di L abbia
questa
linea
per
linea di
stringimento,
dovrverificarsi
lungoL
lacondizionenecessariaesufficiente
<&:~t + <~<?!'t+ dZt
==
0
Le linee cercate L sono
dunque
le linee
integrali
della
equazione
differenziale
3X,
3X,
ax
9X,\
+
~.2:+~1~+~)+
+~C
0
3v
OMtHDBtAHONt QEOMBTBMm N DAMOUX
176
Ora si trova subito:
\0 \n ~~9X,
EG-F'(ll)
~9
2.9~
'E~ts)
y~9X.
EG-F*
(12
~3~~
E~E
i simboli di Christoffel ossendocalcolati
per
la forma differenziale
(1).
La noatra
equazione
differenzialesi
decomponeadunque
nelle due
~=0,
)~<h<+ ~j~~O.

Lelinee
intgrait
della
prima
sonole!'=
costanteedannocome
prima
soluzionele
svilappabi!i
di C circoscrittead S. Lesecondedanno
luogo
alla secondasrie di
rigate; queste
sono
sempre
distinte dalle
primo
salvo
quando
=0,
ne!
quai
casole<~sono
geodetiche,
ossia la C
una
congruenza
normale. 1
coe~cienti della
equazione
differenziale
(2)
~+)~~=0,
dipendonounicamentedalla forma
(1)
del M e
per
ci6 la
(2)
rimane
la stessa in
qualunque
nessionedi
S,
cM chedimostra leasserzioni su-
periori.
Cosl
rimanestabilita la
proposizione
di Darboux:
ad MM
rigatasi inscrive,secondola linea di
stringimento
L tK!
Mpe~e
qualunqueS,
indi si
defoma comunquela
S <~ seco~<MOt~
le
~eM<M<rMd~a
t~ HtMa eo~a~ yMM~a
sempre
liMa di
sMM$W!eH~.
Cio
premesso, alle flessioni di
una
superficie
S si associ laconside-
razionedi una
congruenza
C formatada
raggi tangenti
a S ed invaria-
bilmente
legati
alla
superficie.
Sullafalda focaleS le secondelinee di
stringimento
L rimarranno
sempre
le
stesse, comunque
si deformi S.
Ora dlia
congruenza
C si facciala consueta
immagine
sferica e sia
(8)
<!s"='eeM'+2/(?o+~~
il
quadrato dell' elementolinearesferico
rappresentativo,
in coordinate'
qualunque,c;
se
supponiamb
che
(,e)!==costanto
sia
l' equazione
176
OAPtMMX!X.
. 883, 284
delleiinoeL di
stringimento, sopra S,
in una eerta
eonngarazione
di
0,
il
fondamento.
de! nuovo metodo di
Weingarten
consistenatta
seguente
propriet:
Il
jpo~m~ro4' d~~ lineedi
~~MMeK<o&<MMM/a
ad M'e-
9<MtOMe ?
derivate
paf~M!~
del secondoordine <i~<t
/O~MMa~~lM~e,
formata
con
parametri ~<~eM<n<tHF?'~t
esecondi<H c~coM
~~o
alla
forma(8)
dedd'edemento lineare
sfewo rcc~wesentatvo
della
eongruer~a.

questa
la
nuova equazione
s/h~o f~eMM/~tw <?eNaco~Mea~

questa,
la nuova
equazionedeirapplie~bilita
di
Weing~rten(equa-
zione
(W) 288);
ad
ogni
sua soluzionereale nota<~
corrisponde
una
deformazionereale della
superficieS,
che si calcolacon
quadrature.
. '284.
D triedro mobile e le formole rel&Mveelle rotMioni.
,)
Per
eseguire
i calcoli relativi a!Io
sviluppo
del nuovo metodo di
:<
Weingarten
adottoremo il
procedimento
stesso usatodall'autore fou-
t.
dato sul metodo del triedro mobile. Cosl avremo occasionedi
porre
le
B
formole
generaU
della teoria delle
superficie
sotto laforma
preforita
dai
geometri
dellascuola
Francese, sviluppata
sistematieamentenellaclassica
opera
di Darboux. Gi in varu
luoghi
delle
presenti
Lezioni abbiamo
,1
adoperato
in casi
particolari questo metodo,
che ora andiamo a fare
conosceremtutta la sua
generatita,
servendoci
per agevolare
i confronti
3j
deUenotazioni medesime usate da Darboux
-]
Data nna
superficieS,
riferita adunsistema
qualunque
di coordinato
carviUneo
,
che dia aU'etemento lineare la forma
(8) (~'===E~M'+2F(~)-Gd~,
pensiamo
ad
ogni punto
M di S associato un triedro
trirettangolo
di
verticeM,
di cui uno
spigolo
abbialadirezione
(positiva)
dellanormale
(X~Y,, Za)
alla
S,
e
gli
altri due
spigoli,
coi coseni di direzione
XI,1 Y, Zt
X<t 1 Y<, Z),1
giaccianocomunque
nel
pianotangente
di S. Per altrosi
supporrquesta
giacitura
fissata esdusivamente
rispetto
alla
prima
formafondamentale
(3), sicch, quando
la
super&cie
S si deformi
venga
a trascinare seco
W
M.c

1
(~e<<t
t.
80).
t')Cf.
apeoialmenteLeon
etc. t.
I, Chap:
Ve t.
II, LivreV, Chap.
I.
TBtBDROMOBILEB MTAZMM 1?7
t!
il triedro invanabiimento
legato
alla
superficie.
Seindichiamo
dunque
con
y (M,f) l'angolo
di oui deve rotare sulla
paginapositiva
del
piano
tangente,
e nel verso
positivo
delle
rotazioni,
la direzione
(X;, Yt,ZJ
per sovrapporsi
alla direzione
positiva
della linea
v,
bastera nssare il
valore
di y
in funzionedi
<t,
v
per
avere definitoin
ogni punto
di S
la
posizione
de! triedro mobile
(X,,Y,,Zt)
(X,,Y,,Z,) (X,,Y,,Z,),
che
supponiamo
direttamente
congruente
collatema
degli
assi coordinati.
Consideriamo
dapprima
il nostro triedro mobile
trasportato, parallela-
mente a s
stesso,
col vertice
nell'origine 0,
sicchil nuovotriedro T
avr il vertiee nssoin 0 ed assumera al variare di
, v,
una
doppia
infinit di
posizioni.
1novecoseni di direzione
degli spigoli
di
T,
che
scriviamonel
quadro
X, Y, Z,
(4) X. Y, Z,
X, Ya Za
sono funzioni di
u,
vcheformano i coeScienti di unasostituzioneorto-
gonale. Ora,
se in una linea del
quadro(4)
sostituiamo ai coeNeienti
le loro derivate
parziali rispetto
ad u
af,
il determinante
corrispon-
dente manifestamente
nullo,
<
e
per
ci6
queUe
tre derivate sonole
medesimecombinazionilineari
omogenee
dei cosenidellealtreduelinee.
Scrivendo
per
distesole formole
corrispondenti pei
coseni della
prima
verticale,
coll' aver
riguardo
alle condizioni
d'ortogonalita,
si vedesubito
che esse assumono
l'aspetto sogMente:
cAt <?Ai w <y
~.=~X,-<?X,
r
~<X,?,X,
(1)
axe
v x
axe
X
(1) ~==pX, ~=~X.X.
) 9X3 9Xs
ay.
=
qXI-P Xe 1
ax.
=
giXI 1'1X.
r'g~-==?Xt,px, -==~Xt-ptX,,
au au au
'P~.
X, Y, Z,
X, Y, Za
ax ay az
~+~~+S~<
178
OAPITOLO
xtx. . 284
dove
(p,g, f), (p),g,, f,)
sono due terne di funzioni di
, f, alle
quali
facilmentesi
riconosce
il
significatooinematicodi ~<MM~< AUe
oqaa-
zioni
(I)
stesso soddisfano naturalmente le altre due terne
(Y,, Y,, Y~ 1
(Z,,Z,,Z~; i
e sescriviamo le condizioni
d'integraMM
dette
(I),
troviamo subito
chele rotazioni
p, q, r; p,, ql,
debbonosoddisfarealle tre relazioni
fondamentali
9jp 9j)t
~<?~
r
3)- r
9~
~9.
Inversamente,
se
p, q, r; pi, gt, y, sono6funzioni di
M,
v che
soddisfano
le
(II),
dalla teoria dei sistemi di
equazioni
ai differenzialitotaUrisulta
subito che le
(I)
formano un sistema
~t)M~<MK<M~
~~06~
e dalla
suaforma
speciale, procedendo precisamente
come abbiamo fatto al
Cap.
IV
(I, pag. 124),
risulta altresl
che potremoscegliere
tre sistemi
integrali
~f ) X~ X~
Y, Y, Y,
Zi t Z* tZ<,
cheforminoi coefficientidi una sostituzione
ortogonale,
e resteranno
ancora arbitrart i valori iniziali dei nove coeScienti
stessi, per
un
sistemainiziale
(. vo)
di valori delle
variabili,
In altre
parole
Lefe!~
~<Mt
(H)
CCS~MMCOtM <!<W~)~tMCe~S~e
~M~CtCM~,
oui debbono&'0<~
<0fe
sei ~<M'M~
p, pi, 9t.n
inunMe<&-0
MM6<J e,
in KO
doppia
<~M!~
~MMtCMt,
conun
pMM<0 ~0.
q,
r sonole
componentiattorno
agli
Msi di T dellaMtMoneohe
subi8ceT tenendoflssave&eendovartare
u;
analog~mente~,? f, quando
si
facciavariarelasolav.
1~9
.286.
Formolerelative atle traaltMdoni.
Venendo ora a considerareil triedro mobile
T, parallelo
a
T,
ecol
vertice
M~(a;y<')
variabile
sopra S,
eominciamodaU'osservare
che,
essendonulli i determiNanti:
ax
ay
0
9 9M 9!< 9f av 9f
XI Y, Z, XI Y, Z.
X, 1 Y, Z, X, Y, Z,
gli
elementi della
prima
linea in ciascunosaranno combinazioni lineari
omogenee
di
quelli
deUealtre due
linee,
e
potremo quindi
serivere le
formole
~X,+7)X,Y~Y,Z,+~Z,
(ni)
aa:
ag
ail
ax
Eixi
~ue il YW"ni Yp~a~nEiZi y 2:~
~X.+~X,, ~=.~Y.
+
~Y,,~Z,
+
~Z,,
dove
E,t}; ql
sono
quattro funzioni di
M,f,
che
rispetto
al triedro
mobileT hannoil
significato
cinematicodi ~<ts!<M'!<
(Cf.
Darboux1.
c.).
Dalle
(III)
si deducesubito che le trasiaxioni sono
legate
ai coeffi-
cienti dell'elementolinearededalle formole:
(4) $'+~-E.
~.+~,==F, ${+<]!=G,
dalle
quali segue
(~)){,)'~EG-.F*,
e
ponendoper
brevit
A-EG-F*,
avremo
quindi
~t==~
doveal so!itocon
~A
indichiamoil valore
positivo
del radicale.
180
OAPTOMxnc.
.
28&
L'incertezza del
doppio segno
si
toglie
ricordando
che,per
le con-
venzioni fondamentali
(Cap. IV),
si ha
e d'altrondeessendo
dalle
(np
risalta
precisato
il
segno
colla formola
(4*)
~=.+~.
che de&tiscono
(I, pag. 88) l'angolo
mdeUelinee
coordinate,
si vede
subito chele
quattro
traelazioni
$t,n})possono esprimersi per
un
unico
angoloausiliario f
colle formole
(8)
(
==t~E
cos<p ===Vson y
e
poich
dalle
(ni) sogae
vediamoche il
significatogeometrico
di
y precisamentequetio
fissato
nel
prcdente,
che servea definirela
posizione
del triedroT
rispetto
alla
superficie,
eio:
y
tMMMfo la
~<M't<WM~o$t~e<t
che~ew
oompiere
M!
piano <ot~eM<e
la~fe~M
(Xi, Yt, Zt)per eot~e~M-M
aBa<f<MOMe
pori-
<t<M<M~
tangente
alla !<tMae.
3<c
9y
3~
9M 9 9
<~
(~
3~
cs+~A,
3c 3c
X. y. Z.
X: Yt Zt
X, Y, Z, t=:+l,
X, Ya Za
Avendo
riguardo
alle
(4), (4*)
ed alle formole
F /S
cosm=
sen Mc=
<
~EG ~EG
f!t==~cos(M+p), ~==VGsen(+p); i
ax
~)
1
<?
~s
~VE~
'P
Y) 1 v
S~9-~==~~
181
.28C.
Pomole fondamentali
per
la teoria delle
superficie.
Dobbiamooraseriverele condizionidi
integrabUit
delle
(III), per
la
quai
cosabasta
svilupparel'espressione
~~X,+~)-~(~X.+~X~,
che secondo le
(I)
si
cangia
in
un'espressione
Uneare
omogenea
in
Xt, X~X~,
ed
eguagliarequindi
azeroi
rispettivi
coeacionti di
X.,X,,X,,
cib che d le tro
equazioni:
9 9~
(IV) (IV)
au
(IV)
9M 9Mt
r
$rx
~=~
(V)
~t+~t+!t9f~F='0.
Ora,
se nelle
(IV)
sostituiamo
per
le traslazioni i valori
(8)
ed ab-
Mamo
riguardo
alle formole
seguenti
9M
/ri)ll,l
(12)1
(6)
~==-t2 +ati)
9M r 1
(12)
1
<22
')
~[ht+eil i
chedannolederivate
dell' angoloM,0 le
(IV),
risolute
rispetto
a
vtt oC
ci danno
~A 11)
(7)
~1t t
At
m
a:
~t
r
(12)
~E~)"
") Per ataMIIrtebastaderivareledue
F
~w~. ~
COJ !tt)a
Mn<u
VE9 ~&
esprimendo
lederivatedei eoeNcientt
pei
simbolidi CMatoiM.
163
CAMTOMX!X.
.
286
Queste
ci dimostranointanto che: le
n~<M<<Mt~ ottpetM~Mo
?<<)-
mente<M~e!eHM~o dMS e <M?
po~)M$
scella
M~o~oT.
Niminando
poi y
dalle
(7),
dedueiamo
~f~ ~fV~)
9f 3M
9fLE 8)J 3Mt.E!8)J :
t
il secondomembrodi
questa
formolanon6altro cheK
'A,
indicandoK
la curvaturaassotntadi S onde la
precedente
si scrive
(8)
3r
ari
K
M
Se
supponiamo
scetto
in
modo
arbtrario,
ciochefissala
posizione
del triedro T
rispetto
alla
superficie,
le
(7)
ci daranno i valori delle
rotazioni
f, ri
e le altre
quattro
rotazioni
p, q;
dovrannosoddi-
sfarele
(II), (V),
ciole
quattro
relazioni
9p 3~1
=
gr, !il
l'
~-S-?~
r
9a 3a't
=r
(B)
3M
p~g==K\~
~jp,g+~t==0,
dovele traslazioni
E,~;$t, ~t
hanno i valori
(6)
e le rotazioni
y,
i
valori tratti dalla
(7).
Inversamente ora facile dimostrare la
propriet
fondamentale:Se
le
M~M'<oM<
p, q; F,, gt soddisfanole a'M<~)-o egM<M'K)M~ (B),
le<fO!<<t.MMtt
E,
ifj,
avendoi <~<M-
(6)
in
/)<tMtOKe
<M<o~o?o
arbitrario
<p
e le
ro~MtOHt
r, ri eM~<~
.e<~c~o<e
dalle
(7),
nece~Mwd'tpMM~aWM
sp~-
/!c~
S del <Moelementolineare
(3).
E
infatti,
essendosoddisfatte le
(II),
il sistema
(I)
sar iUimitata-
mente
integrabile,
e sceiti tre sistemi
integrali
Xt X~ Xa
Yt Y, Y,
Z, Z, Za
formant! i coemcientidi una sostituzione
ortogonale,
le formole
(III)
MVedi
87&nnela
(V)(I, pag. 77).
MBMM.E MMAmm'AU PBB LA TBOBtt DBLM SCMBnom 188
donniranno
per quadraturex, y, o,
leeondizioni
d'integrabitita
risultando
identicamento soddisfatte. Il
punto
x, y,
<'descriver cosl la
superncie
richiesta.
Il sistema di formole
(B),
unito alle
(5), (7)
che doSnisconole tra-
slazioni $,
'~j;
!t,
e le rotazioni
r, ff,
tiene
perfettamente il luogo
nella
teoria
generale
delle
superficie
delle formole fondamentali del metodo
di Gauss
(Cap. IV).
Notiamo in nneleformole
seguenti
chedanno i valori dei coeScienti
dlia seconda formafondamentaledi in funzione delle traslazioni e
deUerotazioni
p, q; Ft, gt
(9)
D==~-Sa' D'==.~jpt$g,
(9)
]Y
=ne
91
q ]y. ni Pl e~q~. D' g D" <== p, ~g,.

Esserisultano subitodalle
(I), (ni),
derivandole
(ni) rapporte
ad, v
e nei
primi
membri sostituendo i valori
(11)~ (11
!lJ 9+!2 9;+D~
i-
au 2 av
tmtti dalle formolefondamentali del
Cap.
IV
(I, pag. 116). Paragonando
i coefBcie&tidi Xs
dall' unae dall' altra
parte,
si
ottengono appunto
le
(9).
Se si
paragonano
invecei coenicionti di
XI, X,
si otterranno i
tjh
valori dei
simboli
di ChristoS'el
espressi per
letraslazioni e
per
le
rotazioni.
. 287.
Forme ridotte det <b*.
Andiamo ora ad
applicare
le formolestabilite allanuovatrattazione
dei secondo
problemadeU'appticabiHta,
nel modo
gi
indicato alla fine
del
283.
Sopra
una data
superficie
Sfissiamole linee coordinate
u, lasciando
per
ora indeterminate le
v,
ed associamoalla S una
congruenza
C di
sue
tangenti
tale che le lineeu
sopraS
siano le <eMM<& lineedi atrin-
gimento (
283).
Facendo coincidore!o
spigolo(X.,Y,, Z~
del triedro mobileT col
raggio
della
congruenza, esprimeremo
che le Unee u sonole seconde
184 OAKTN.O
XK. .
287
Uneedi
stringimento,
scrivendoche
~o
unaKw~M'acost'* deveessere
S <~
<!X.
<=
0
ossia
~~9X,
0
~9<i~
A causadelle
(I), (III), questa
si traduce nella relazione
~n==0.
In
ogni
casodeduciamochela condizione
imposta
si ridaee a
n-o;
poich,
se fosse
Tj~O,
si avrebbe
per
le seconde
(III)
Y v 7
~=~-9;
ctola
congruenza
C sarebbeformata dalle
tangent!
aile
linee, nelle
quali
dovrebbero
dunque
coinciderele
prime
e secondeUneedi
stringi-
mentoe
per
ci6
(288)
le Msarebbero
geodetiche,
ossiasarebbe
22 =
0.
D'altra
parte
in
questo
casoil valore
deU'angolosarebbe
manifesta-
menteif"=2x-M
e il
paragone
delle due ultime formole
(6), (7)
d
nuovamente
fj ==0
Dunque:
Z'<!MM!<?~t~t <M<tfo&M':OMe
ri csprima
la e<w<~M')Me tMCM-
sana e
M(~CMM<e perchle
!<Mee u siano leseo<w<~linee di
stringimento
per la coM~'aeMFa
C.
L'angolo?
risulta cosl determinato dall' unicacondizione
9p_~<12
9p" E
(2
o
per
ciosi
ha?
conuna
quadratura,
a menodi una funzionearbitraria
della additivain
y.
Di
qui
si vede
che,
fissatele linee
u,
esistono
iannite
congruenze
C di
tangenti
alla S cheammettono lelinee come
FOMNDONBDm<&* 186
secondelineo di
stringimento; e,
sceltauna di
queste congruenze,
si
ottengono
tutte le altre, facendorotare tutti i
raggi
di C che
partono
dai
punti
di una lineadi unmedesimo
angolo,
funzionearbitraria di ?.
Ora, per rappticazione
dot metododi
Weingarten,
esBONziate di-
mostrare che si
possonoscegliere
le secondelinee coordinate f e la
congruenza
C in
guisache,
montrela secondarotazione
sempre
nulla,
laseconda
f
acquistiBemplicemento
il valore
f=f
A causadella
(8) pag. 182,
ci6richiedein
primoluogo
cheleiinee
coordinateM,
v siano tati da rendere
(10) KVA=1,
edmoltofacilevederechebasta una
quadraturaper
effettuareil vo-
luto
cangiamento
dellelineep.
Se
faeciamoinfatti il
cangiamento
di coordinate
'==='
</='
f
(u,v)
e indichiamocon A' il nuovo
discriminante,
avremo
3~
A'
P1
-A
4'
9</
3M 9!'
cioe
av
cio
A'~=A
w
e
per
rendere K
'A'
=
1,
bastera assnmere
'W ..-
~K~,
ci6che determina o'
(a
menodi unafunzionearbitraria U
additiva)
con
una
quadratura.
Quandoper
una dataforma del <~
~E~'+2F<M+G<
186
OAPITOLOxix.
. 387,
288
soddisfattala
(10), diremo con
Weingarten
chelaformaet~o~t <
Oranotiamo
che, avendo
per
not
VA
il
significato
del valore
posi-
tivo del
radicale,
dovremo nella
(10) scegliere
il
segno superiore
o
l'inferioresecondecheK 6
positiva
o
negativa.
Nelloricercheche
seguono
dovremo
quindi
ntendorelimitatelenostreconsiderazioniaduna
regione
di
S,
ovela curvaturaK coMarM
sempreil
wM(!!e!~)Mo
segno.
Suppostadunque
la
prima
formafondamentaledi S
ridotta, posto
= 0 t f ==-c s
la condizione
(8)
soddisfatta e le
(7) determinanoy
conuna
quadrtt-
tura,
a monodi una costante additiva. Cosi dimostrato
quantosopra
avevamoasserito.
.
288.
La nuova
eqoMioM deU'appUcabiUt.
Ci6
premesso,
veniamoacalcolareincoordinate
,<'vl'elemento lineare
sferico
rappresantativo deUanostra
congruenzaC,
cio
~=<!X!+~+(!Z.
Le
prime
formole
(I) pag. 177,
essendo
~e=o f==c
danno
(11)
<==(~+~<?M'+2gg'd'p+~<

qui
subito necessarioavvertireche
l'applicazione
del metododi
Weingarten
richiedeessenzialmenteche
l'immagine
sferica della con-
gruenza
C nonsi riducaad analinea, ciocheil discriminantedella
(11)
sia diversoda zero.
Supporremoquindi
in ei6che
segue
che
sia~~O,
riservandoci ad esaminare
pi
tardi
questo
caso eceezionale.
Per fissarele idee
eseguiremo
i nostri calcoli nel casoincui
valga
nella
(10)
il
sognosuperiore,
ciola
superficie
8 siaa curvaturaK
posi-
tiva ne!]a
regione
chesi considerae
valganoquindi
le formole
KVA=1 f,e=.o f==o,
(')
LacondMone di riduztoneMsnnt&da
Weingarten teggennentoOlverM;
qui
abbiamo
adottata,
cne
p!semplice,quella
modiMt&di Darboux.
LANUOVA
EQUAZMNB
DBLt.'ATPUOABtMTA 187
e
quindi, per
le
(B) pag. 182
(B*)
9g)
Pl
v
Dobbiamoora
calcolare,
rispetto
alla forma
(11),
diversi
parametri
differenziatie seM'attro s'intender nel
segnito
choi simboli dei
para-
metri differenziali si riferiscanoa!
<&)! dell'immagine
sferica della con-
gruenza
C. In
primo luogodaUa(ll),
calcolandoil
parametrodifferen-
ziale
primo
~1u,
risulta sabito la formolafondamentale
(12)
Ai
es
Indicandocon una fnnzione
qualunque
di
u,
v costruondo il
pa-
rametro diSeronziatemisto
abbiamo
'<(~
Se facciamosaccessivamente
ed osserviamoche
per
le
(I)
ne deduciamo
ces)
adunque
si avra
(13) X,=~(Xt,M), Y,~PV(Y,.M), Z,=ev(Z,,).

CoUe(12),(13)abbiamo
cosl
espre88if,Xt,Y,,Z, per
mezzo di
parametri
diSerenziati e leformole
(III),
chedeSniseono
per quadrature
la
mper&cie
S
deformata, diventano
(14)
dx
= X~Y)f 7(X,,?)]
d'a
+[~X,+%ov(X.,?)]
<~
9Xt
..v v v
~=..x,-<~x, ~-==-a'.x,,
1
~-S
S-~=~'
FStM==l.
V(9,"),
e==x,, z.,
7(X,,M)=~X,;
188
CAPMOMXIX.
.
288
Per le
propriet
dei
parametri di~erenziali, queste
sassistonorife.
rendo
ii<
dell' immagine
sferica ad un sistema
qualunque
di coordi-
nate carvilinee
M',f'.
In
qtieste
formole
(14)
easendo~));
fanzioni
M<~edi
,
v e v
determinata
per
mezzo della co!!a
formola
(12)
1
\/A~
baster conoscereIl in funzione di
',
</
perche
i secondi membri
deUe
(14)
siano
pienamente detenninati. A tale
scopo
conviene
paseare
al caleolodi
parametri differenziali
secondi,
dal
quale
risultorche
,
consideratacomefunzionedi M',c', deve soddisfaread
un'equazione
de!
secondoordinedeUaforma
d'Ampre.
Calcolandom
primo luogo
i simboli di Christoffel
(iir J 12)'
asr
h) h) 1)
per
la formadifferenziale
(11),
col sostituire i lorovalori eCettivi dati
dallatabella
(A)
al
. 48,(I, pag.92)
edavendo
riguardoalle
(B*),
troviamo
~~=,~ ~~=Mi
i22)'_F,9,
il
<h) f'h!V
Per le derivate seconde covarianti di M
u 1 a, Mo
abbiamo
quindi
uu e u1~r Ua
,~u
g
u19
a
-pql
~,hl l
Ed orase calcoliamoi due
parametri differenziali secondi
.n-2Ft.+E,M
~EtG~F;
A-==~
EtGi-F!
notandoche si ha
E.==~-t-g*
Ft~~g, Gt==~
EtG,F}=~
LAMOVA
~OANO!)]!
PBM'APPHCABMTJ L 189
nededuciamole formole
M ~"==~ ~M'=-
<~t t~'
In finese dalla
(12*)
calcoliamoil
paramtre
differenzialeseconda
7(~M,)==v(~.) )
troviamo
?
V(~~)'=~.
Mediantele
(et),(&)esprimiamo
i tre
rapport! per pa-
t St
rametri differenziaUdi col!eformole:
91 qL qi
(16)
~=~~w ~==~V(A,~)
~~V~)-
Ed ora!n finese naU'uMmadelle
equazioni (B),
divisa
per a't:
~+~
2' 3' 8t
sostituiamoi valori
(16),
troviamo
l'equazioM
finale
(W)
-M+~,+~v(<t,~<()=~0.
Essendo
qui 6,St,~
f)mzioni note di
u, v,
e v detorminata
per
mezzodi dalla relazione
""V~'
la
(W)

precisamenteper

un'equazione
del secondeordine della forma
d'Amp&re.

qnesta
la naova
equazionedeU'applicabilit
stabilita da
Weingarten.
Si osserver
che,
eMendo
,cvindipendenti,
la solazioneM della
(W)
tale che
~t
MM
/wM.MOM<!
~H~ s~
M,
cio sulla sfera le lime
=eostaate non sono
geodeticamenteparallele.
Abbiamo
esegaito
Hcalcolo
nell' ipotesiKVA=]
aefosse
KvA= -1,
indi f=!
-,
si arriverebbe
ancora,
corneil lettore facilmenteveri6cher,
allamedesima
equazione(W)
eall stesse
equazioni (14),
dovesoltanto
i!,<)t
sarebbero sostituite
da
190 OAPITOLO XtX.
.
289
.289.
OorriapondeMa
&&le soluzioni della
(W)
ele deibrmMioni della S.
Possiamoriassumeroi risultati
sopra
ottenuti nel teorema:
S? 8 una
superficie
del dato elementolineare rldotto
~'==.Ed''
j-2F<!Md'f +G~
coNe
/wMo!e
del
287
<MMo!aBo S una
<'<Mt~KCM~
0 di sue <<Mt-
~eK<t,
talec~ !elinee
sopra
S s~txe secondeHMee
~tH~HM~,
indi si
eop~MMM
i coseni di ~M~tOMe
Xt, Y,, Z,
del
raggio
MtWttMe
~t 0
per
duet~tt~oMt
tMd~eMd~t ~<!J Kg!<e
tf.
Supposto
e~ !'t<a-
ttM~Mesferica
(M!~
CM~s~M~M~
CM<w riducaad MM
!~M<?
eM~t~ca
Pe~em~o lineare
<==E'~+2F'+
G'~
aM!
f<tMM'CMM<tiMMtM sferica
di
C;
la
u,
considerata come
/)<M<<<MM
?
< t~,
sar M<t sc!<t.m<MM <?eK<t
ea'<Mt<tMe (W),
eAI u M<wsar
/tM~Me
<Ma!se!'<t .
Inversamentedimostriamo ora che ad
ogni
soluzione della
(W),
<t~che
, At
MtM
fra
loro
indipendenti, corrisponde
una
superficie
8
del dato elemento
lineare,
che si otterr con
quadrature.
Essendo
Xt, Y,,Z, funzioni note di
',<
e
posto
~-J =.
M
supponiamodunque
che siauna talesoluzionedella
(W),indipendonte
da Se
prondiamo
secondele
(18)
(16) X~=ev(X,,), Y,==.f7(Yt,M), Z,==ov(Zt,),
avremo
X,X,+YtY,+ZtZ,-0
0
X:+Y+Z;==~S(7~))'==~<=~
do
X,, Y,,Z.
sarannoi coseni di unadirezione
ortogonale
a
(X,,Yi, ZJ .
Associandoviuna terza direzione
(X,,Y8,Z,) ortogonale
ad
ambedue,
potremo esprimere
i novecoseni
per
le due variabili
Mt<eM<~M<t u, v,
e se
supponiamo
<!X!+<?Y!+<S:;==Ei~'+2Fid'~+G,a~, 1
LA NUOVA
KQOAHMMDBU.'AtTUCABLM~ 191
le
(16)
si scriverMDo:
~9Xt p9X,
Y~'
t)
E.G.-F}
t
coUe
analoghe per Y,Z,.
Ne deduciamoleformole
(17)
Y,
v
LX,
=
X aXI
0 ~)
S~=.,2x,o.
D' altra
partepar
laterna
ortogonale(X,,Y,,Z,), (X,, Y. Z,), (X,,Y,Z~
sussisteranno formoledel
tipo (I)pag. 177
e le
(17)
ci dimostrano cho
in esse sar
precisamente
Ora le formole
f ==;c <==o
~X)_
.<,
9Xt
-~==X,gX,, -==~x,
danno,
come
gi
si osservoal
priaeipio
del
238:
Et=o'-t-g',F,==~ G,==~
ed il calcolostesso
eseguito
allafinedel
citato prova
&hesasBistono
le
(15)
e
quindi, poich
una soluzionedella
(W),
saranno~ g;pt) St
legate
dalla relazionelineare
(V)
(V)
~t+~t-j~jp~O.
D'altra
parte, pel
modocomefuronocalcolate
$,
T};6t,
sonosod-
disfatte le
equazioni (IV)
9$ 3$,
''"
V
<
9~ 9
Queste,
insiemecolla
(V) costituisconolecondizioninocessariee suN-
cienti
(286) perch
siano tre
differonzialiesatti le
espressioni
~X,+~XJ ~+(~X,+~X,)<~
~Y,+~Y~~+(~Y,+T),YJ ~
({Zt+)}Z,)<!+(~Z,+i),Z,)~.
Con
queste
considerazioni abbiamo
dimostrato il teorema hverso:
<&))~MK<t
/on)M ~MM~e W<~<t
E~+SFt&t~+G~
192 MHTOM X!X.
.
289,290
!?
9tt~,
He!NKxjb ~<c<~o
287,
~w coM~e
c~~oMN~~
/)<tM~~M, f,
!)~)!~t.~t'
J E~e~
Xt,Y.,ZtJ e
coof~M<e dt
MM~tf~o
della
~a fc~p~e~
~pM~Cper
af<M <XMT<!&~
g<MtKj'e M',
e
pO~O
v
==
M~a
V~tM
M<t
g!M~
~tM'~M~
<M<<M~OMC (W)
-Ilnt + tue
4
'tjHltI'
v(,U, .le)
0
-+~A,<<+~v(,~)~0
(~ i
F<tfo<H~~ <~t~'6tMM~~
MMca~co~
<~pe~
a'e!eMteM<o i'~ttfe
s/erteo. <SMppM<a
J a~o!<MMe u taleche~i
MtpeM<
M,
/0~!e(14)
a;==n$Xt+t)e7(Xt,)~M~-)~X,+-)),fV(Xt,)
<!f
(VI)
y=n~Y,+~~(Yt,)1<?<<+f~Y,+')),f~(Y,,)
<!p
L J L J
n$Z,+))~(Zt,M)hM+~,Z,+~fA(Zt,M)]~ L J L J
~M~aMtM perg!K&'a<<<fe
Ma
<!0~<pM<~M<e Mtpe~c~
S<!e! aMoe!e-
m~o!<M<a~e
d~+<~+d~==E~+2F<!M~-t-G~
.
290.
EaamedeiCMi ecoeziMUtU.
Ladiscussione
prcdente
ci hadimostrato che
adogni
sohzione
reatedellanaova
equazione (W)deU'appticabiUt corrisponde w~eMen~
unadeterminata
superficie
rea!e
deU'assegnato
elemento
lineare,
evice-
versaad
ogni
tale
superficie
unasoluzione detia
(W).
Per&l'nnae
l'altra
proprieta
so&ono ancoraeccezioni checonviene esaminare. In
primoluogo
!8eventuaU sohtzioni della
(W)
cherendono
At
funzione
di M
(eqaestesoltanto)
non
corrispondono
adalcuna soluzione de!
pro-
Mema
detl'applicabiUt.
Esistono effettivamentedi talisduz!oni? faei!e
vederecheneesistono
sempre, perqualunque
forma
assegnata
de!
<&E<'+2F<j'<~+G~
BSAMEDM OA8I KCOEZMN~H 198
M
E infatti M
prendiamo
l' elemento lineare sfericosotto la formanor-
male,
riferita ai meridiani ed ai
paralleli
<~==aht'+se~et~, t
potremo
certamente
soddisfarealla
(W)
assumendoin
particolare
ufun-
zionedella sola
a,
con che
A,.=."(?)
(l'aceento
indicandoderivazione
rapporto
ad
a)
sar
appunto
funzione
di u. Sostituendo in
(W) si avr manifestamente
per

(ot)un'equazione
differenzaleordinaria del 2.0ordine.
Ogni
soluzionedi
questa
ci d una
dellesoluzioni eccezioaali cercate.
Cosl
adunque
anchenella nuovaforma
dell'equazione dell'applica-
MIitsi
conserva,
benchin
grado
assai
minore,
l' inconvenientechesi
veriflcava
per
l'antiea:
~8~(] -At8)K;
e cioevi sono soluzioni della
(W)
alle
quali
non
corrispondono
soluzioni
del
problemadell'applicabilit.
Di
pi,
sesi considraorala
questioneinversa,
pub
t~o~che
qualche
effettivasoluzionedol
problemad'appiicabUitsfuggaall' equazione(W),
la
quai
cosa non accadevanella forma antiea
deITequazione
stessa.
L'eMmeaccurato di
questo
caso
singolare
dovuto
adHessenberg
ed il
Weingarten stesso,
che nella citata memorialo aveva
escluso,
se
ne&
poi occupato
in una notainserita nel t. 22
degli
Acta.
n detto caso d'eccezionesi
presentaquando
neUadeformazionecor-
rispondente
della S si ha
S)==0,
cio
l'immagine
sferica della con-
gruenza
Csi riduceadunalinea. In
questocaso,
essendo
insieme =
=
0,
leformole
(I) pag.
177dimostranochesi ha
~'=~=~0 o
9o 3p
0
o
peroXI, Y,, Z,
sono funzioni dellasola
u,
cioi
raggi
Cuscenti dai
punti.
di una modesima linea sono
paralleli,
ossia la linea linea
if ombrasulla
superncie
S.
Vieeversa,
se esiste una tale
congurazione
della
S,
essa
sfuggoall'eqaaziono (W).
Ora
Hessenberg
osserva che
presa
una
qualunque conngurazione
della
superficie
S
(non
sviluppabile)
escelte
sopra
di essauna
semplico
O~&ef <? j~oa~M~t HtMsrer und
a~~Mt~M~'
M~w
D<~ett<M/
meM
(Actam&them.
t. 88,pag. 131)
Cf.
Bpectalmente
XI.
194 OAHTOMXtX.
.290, 291
innnita di Unee d'ombra
(nella doppia
infinit.di tdi linee esistenti
sopra S),
se si
prendono questeper
lineeMe
per congruenza0 si as-
sume
quella
dei
corrispondenti raggi paralleli lungo ogni
Unea, si avr
manifestamente
~==~==0 0
9~ 9f Su
e
quindi per le (I)
g[=~O.Formando!acon'i8p(mdenteequfM!ione(W),
la
conagurazione
scelta
per
S
sfagge
evidentementeaile sue sotnzioni.
D'altra
parte per&

semprepossibilescogliere
lelinee ela
oongt'uenza
C in
gnisa
che MeMMa so!<M'tOHe del
problema<M<"<M<t6~~ ~yc!
~<MtOMe (W).
Bastainfatti
preadere per
le un sistema di
geode-
tiche nonrettificabili insieme e
per congraenza
C
quella
delle sue
tangenti (Cf. 287).
Alloramanifestamente
impossibile
deformarelaS
in
guisa
che i
raggi
di C riescano
paralleli lungo ogni
linea
w,
che
dovrebbein tal caso rettincarsi.
Del
resto,
anche se si fa usodi una forma
dell' equazione(W) per
la
qualo
si
presonti
il caso
eecezionale,
facilestabilire dei criterii
che,
~!M'<t<~cM~
<<MMMe,
lascianoriconoscerel'osistenza di
questi
casi
e la ricerca delle deformazioni
singolari corrispondenti
si riduee all'in-
tegrazione
di
un'equazione
di Riccati
(Cf.Hossenberg
e
Weingarten
1.
c.).
. 291.
SempUaoMtonedetl'eqaMione (W).
Andiamooraa considerareil casoin cui nella
equazione(W)
manchi
il terminein
7(u, At),
ciosis
vj-)-{~==,0.
A
questo caso,
in
apparenzaparticolare,
vedremo chesi
pub sempre
ridurre il
problemadeU'applicabilit;
i teoremi di
Weingarten
ai
quali
cosl
perveniamo
furono d'altronde
scoperti
anteriormente
dall' autore,
che
partendo
da
questi
risultati
poi giunto
al metodo
geneMio
esposto
nei
precedenti.
Essendou una soluzione
dell'equazione(W),
supposta~riva
del termine
in (u, ~t M):
(W*)
+~A,<t+~=0.
<')
Cibai
pub
fareevidontomente ininSniti
modi,quando
anche1'etemonto
linearedato
appartenu
aduna
rigata.
SEMPUHCAZMNE
DBM.'EQUAZIONE
W 195
consideriamola
BMperncie
S
inviluppo
del
piano
mobile
Xtie+Y,y+Zt<'==M,
ciola
superficie
doSnitadallecoordinate
tangenziati (I, pag. 172)
X,,Y,,Z,;.
Indicandocon
p., p,
i
raggi principali
di curvatura
di X,
secondole
formole(37), (38)
del
81(I,pag. 174),
avremo
pt+p,==A,<t+2M
p) p, es M+M~) M-)- M*,
da cui
A, *=' pt p, 2
M*=' p. p, M(p, +pj +M';
sostituendonella
(W*), questa
diventa:
(18) -tji~'p p<+(Y)t<~M+Y)P)(pt+p<)+($-Y)t<~M'-2~<'M)=:0.
Ora, per
adottare le notazioni stesse usate nellericerche di Wein-
garten,
indichiamo
per
la
supercie
S con
p
la distanza
algebrica
del
suo
pianotangentedall' origine
e con2
q
il
quadrato
della distanzadel-
l'origine
stessadal
punto
di contatto(1).A causadeltaformola
(I, pag. 173)
A. +' =a3g,'
risulta che
p, q
sono fra loro
indpendent!
e
possiamo
sostituirlead, v
comenuove
variabili,
le formoledi
passaggio
dalle antiche aile nuove
variabili essendo
(19) w=~
~==29p'.
Nellefunzioni note di
M,
v
~)
intendiamo
osegaite
le sostituzioni
(19), espri<uendo!eper p, q
e scri-
<
Lelettere
p,f~rono &doparato
inaltro
significato(di rot~xion!)
net

prcdent! ) ma,
non
comparondopi
fn
qoestosi~ntacatonoiseguto,
innova
CMtveMione Mt testanon
pubprodurreequivoci.
196 OAMTOM
X8.891
viamola
(18)
sotto ta forma
(20) -~p)p.+(~~F+')<') (p.+~+(!2~~)=0.
Ricordiamoorache $.
Tj;
sono
togate
fra loro daUe
equazioni
caratterisMche
(IV*)(pag. 191)
9~
~==~
==~.t,
fJ
9M
che tradotte nellenuove variabili
p, g,
seconde le
(19),
diventano
1
9S 3~
9$,
v
(21)
~~+~+~=="
v
+ + = ?.
-<~ 9jP
<'
Avendo
riguardo
a
queste
formule ed alla relazione
Y)
='
c', s!
vede che i coeSicienti di
ptp<,pt +p;
odil termine
indipendente
nella
(20) possonoeguagUarsi
atletre derivate secondedi una medesimafm-
zione
(p, 9) di ?
e E infatti se si serivono le tre
equazioni
'~=6-p'-2~.p=~+2~f'F
(22)
~=~~+~==~~FSt~
3'<f
~=-~<
si trovasubito chele due condizioni
d'integrabiUtperle (22)
si ridu-
cono
appunto
alle
(21).
Si OMervi cheindicandocon0nna
qa&lunqae
fonzionedt
,
f e eonst-
derandol&cornefanzionedt
jp,q,
dalle
(19)aegnono
lefbrmote
90 30 90
90 .90
ao
+t*p ?0
~o Va!
~+~P~
90
90
90 30
1~90
9M'9p'9?'aw"' c'9?'
8B~mOAZMNBMH.'B<)OAZMMt(W)
19?
Inveraamente,
se
prendiamo
<t<?<t~t~ uaa fanzioao
y
di
jp,q.
doter-
minMtdo
t, };
dalle
(22),
cioaasumendo
~+~
~+~
(23*)
< 'N~ ~ao~.
t 1 ~v P~ ic~
~ti' ~-~a~'
le
(21)
risultaao ideotieho.
Mediantete formole
(VI) pag.
192
esprimiamo
ora to rolazioni che
intercedonofra!a
super&eie
Sde! dateelementoUnearee!a
superficie
N.
E, par sempli~care
!e
notazioni,
in
luogo
di
Xi, Y),Zt
scriviamoX, Y, Z,
che indicheranno
duaque
i coseni di direzionedellanormalea S e con
y,
-f indichiamole coordinatede!
panto
di contattodi S col sao
piano
tangente;
in finedenotiamocon
a!,y,
-f te coordinatedel
punto
corri-
spondente
di S. Nei
primi
membri della
(VI)
dovremo
danque
aostitaire
ad
y, y,
e ricordando
che, pr
te formolein coordinate tan-
genziaU,
si ha
a!=-X+v(X,M)
le
(VI)
ci dsrmno
<~==:
({ D) o~)
X
+7)
e a)
~+
r i
(:CF)X+K),Cf<!
d~
colle
analogheper o!y,
c!~
Esprimendopoi ~M,
de
per (~, <%per
mezzo
delle
(19),
edavendo
riguardo
aileformole
precedenti,
si trova facilmente
~/3~\ ~~f3p\
~==a;~
~.H-X~ \9g/ \<'p/
(ViD
~=y~S)+~~)
~+~(~)'
Di
qui, quadrando
e
sommando,
col ricordare che si ha
~+~+~=2g, !cX+~Y+~Z=j), r+Y'+Z*=l,
198 OAprroMXtx.
. 291, 292
deduciamo
par
l'elomento Hnearedi S:
(vni)
~-w?+<2,(~)\2~(~)~+(~)'.
L'equazione (20)
che
lega
i
raggi principali
di curvatura delta Eai
scrive, per
te
(22),
sotto la forma
segnento:
eff 38ff
~-P'~+~+~-O.
Fissatalafunzione
(p, q), questa
6evidentemente
per
le
superficie
S
un'eqoazione
de! secondeordine delta forma di
Ampre.
.
292.
Altra dimostTMionedei risultati
precadenti.
Se
appUchiamo
i tooremi
gnerait 289
al caso
particolare
consi-
derato nel
prcdente,
ne deduciamo le
proposizioni seguenti.
.BM~etMX~ MM
F
~M<<)M'<t
<M!'Of~MM
dal
piano ~M~eK~e
<!ttMt
a~per/MeS,
con2
g gt!<&'a<o
della d~~M.era!
<!eM'of:y!Ke
dal
punto
<M
<!OK<ao,
e<w$t<~WKO <<~<e
s~e~eM X ~e~~t ~fMtcKc (IX)
<j4)Mp~'e,<&We <p
~<?tCtMK<t
/itM~tOM6 /~SMt p, q.
Per
ogni
tale
SMpef-
/M6
E i seeoKd'tmem6n<Me
(VII)
fMM!&MM
df~eM.stoJ !~M~, a! ~f.
jp~otM~oa:, y,
.? coMecoor~K~e MM
~:M<o
tMO&~e
s~'e
sa
~<p~<:M
S,
!'e~M~o HMeafe<!eMtt S sa~ db~o
(VIII),
OH~
gxe~e tM/!tt<<e
SMpef/Me
S safOMKo~e
<tc<!&~t
!'t<MOs!(H'o?~<t.J ~cefsaM~e
ogni
$Mpef~
S <ye~MCM~o !tM<e
(VIII)
a'a'MM<&t M<t
s~c~OM X t~e~e
~Ha
(IX)
Me~~e i'e
/ofM!0?e(VII).
Qnanto
a! easi d' eccezonealla
prima propos!zione
oraenunciataed
alla sua
inversa,
essi risu!tano subito dalla discussioneal
290.
Fra
te
superficie
S
integrali
della
(IX)
vene hanno evidentemente di
quelle
che sono di rotazioneattomo ad unasseuscente
daU'origine,
sicch
per
esse
g
funzione di A
queste supernde S
di rotazione
integraU
doua
(IX),
ed in
generale
a tutte
quelle
in oui
q
riesce funzione
di F,
non
corrisponde
akuna deformazionedella S.
In seconde
tuogosfuggiranno,
nella
proposizioneinversa,
alla
equa-
zione
(IX) quelle
eventuati deformazioni dellaS nelle
quali
!e
tangenti
Se
alle Unoe ccostanteriescissero
paraUelelungoogni Imea~
=
costante.
NUOYADHM8TBAZMNADN ttMUMAT! PBBCEMNTI 199
Nonsar inutile che stabiliamo direttamente i risultati
gi sopra
ottenuti,
dimostrando come essi
dipendano
dalle
speciali propriet
delle
variabili
p,
Sia X una
superficiequalunque,per
la
quale
assumiamo
a coordinatecurvitineo
p, q, supposteindipendenti.
Le formole
generali
dellateoriadelle
superficie(Cap.IV,formoIe(II),I,pag.ll7)
dannorela-
zioni della forma
(28)
9q
che sussistono
egualmente per y, Y;.f,
Z.
Ma
poich
si ha
ne risulta
questeapplicate
alle
(28)
danno subito
D'attronde,
indicando con
pi,p:
i
faggi principali
di earvatnradi
S,
dallecitate formule risulta
e
per
cible
(23)
assumono
qui
la forma
(24)
~==-P.P,~
(24)
Ci6
promesso,
facile verificare
che,
se la E soddisfa la
(IX),
i
secondi membri delle
(VII)
M~SX
ax~X+NaX ~=M~-hJ <~
~-p~+0~
9g"' 9~ Pg'
~!pX==p, ~29,
v
ax ax
2~==~==~
~x
ap
=1
~q
=0
S~=o
0
S~==i; -'i
ap
,.
M==0,
P=1
j p,+p,==M
+Q
~p, ~MQ-NP,
9a: 9X
3X,, ,9X
9g ~3p+~+'

('~+~+(~+~
q
ap aq
+
X
apt}
il
p+
ait
+
X -q)
il
q
200 CAMTOMXtx.
.292,299
ecc. saranao dMerenziati esatti. E infatti si ha
per
le
(24)
-)-X~ 3/9'y
,v~\
8\x ap~1
+
gan-a ( ~
11-\
~~+~+X~-
9Xr3'y 3'y ,3'<p
1
"99t~~M~+~+~j'
yq w
+
3paq
(Pl +p.)
30 .PI
p,
espressione
che nulla
per
la
(IX).
Cosi la
prima proposizione
nuo-
vamento dimostrata.
.293.
DimostrMione del .teorem&inverse.
Per dimostrarela
proposizionereciproca
facciamoun
cangiamonto
di
variabili assumendo
(25)
~.P.
=
U ?)
e
ponendo
ep aq
(26)
<)'=P~+<?~P=~+~-?
If
si avr
`~=f'~
+r
q
-~=pu-f-qv-~
a~
a~
e l'elemento lineare
(VIII)
assumer la forma
(Vin*)
~+~+<~==~-t-2~<?~+2~
montre le formole
(VII)
diverranno
9~
V_~
V~ y
~==
=-~r*tA==* ~r-
9K 9M 9M
utile osservare inversamente che
se,
~?; X, Y,
Z hanno il
consueto
sigaiScatoper
una
superficieE,
ele coordinatocurvilinee
u,
v
sono tali da rendere
X<&(+a!<
Y~M+y< Z<!+~<~
tre differenziali esatti
a~,
<
<~
NMOSTMZMttB DmTKOBNM. NVBB60 201
sussisterala
(Vin'"), esaendo
una
convenientefanzionedi , w.E infatti
avremo
<~+<~+<~==S(X~+~<~)'-
='<&<'+2
S.<XofM~+~
montM
~'x-2. S.~
=
1 a
v 1
-~2~.
Si tratta oradi dimostrare
che,
essendoS una
superSciequalunque
d'elemento lineare
(VIII*),
esclusoil caso
che~
siano fun.
cMptt oM
zioni di le formole
(VII*)
d~n:ranno le
coordinate
x, y,
di un
punto
mobile
sopra
una
9uper6cieE,
di cui
X, Y,
Z
sarannoi coseni di
dirozionedella
normale,
e
questasuperaoie
Ssarun
integraledoUa
(IX).
Intanto le formole
~==\ f~
n
~[lj==0
\'Y~3'~ [221
~XvWu
~=C1~~ 2.X~==~j~O
dimostrano subito la
prima
cosa. Di
pi
dalle
(VII*)
risulta:
~+~+~==2~2g -I- U=-i- z==2 3v 2
q
~X+~Y+~Z=~=F,
onde
F, 2q
hanno
per
la nostra
superSeieS
il
signincatostabilito.
Calcoliamoi valori effettivi dei simboli di Christoffe!
per
la forma
(VIII*)
colleformoledei
T. I, pag.92;
troviamo
_9~~ 3'~
~L
a~
a=~ S*')'
ti~==
12_"3!t3M~
22 9M3~
I~11~~
2~ pa 121'
qupav' 1221= Zq p= ~1
2g'
1
2<F7"' l~p'
j J ~
(11)
3M'
12_3M9c 22
~2) 2~-jp'
2 '"2g-p
2
"2g~'
202
OtMTOM XK.
.
298
Oracostrniamo
t'eqaazione
dotseconde
grado
chedat
raggiprinei-
paU
di cnrvatara
pup<
di
osservando
che
spMtandosi lungo
UMUaea
di curvataradiEsi ha
av
du
~:t1
dv
fi aX
3X
dv)~~+~~=.p~~+~
cio
~y~,
/3' 9'
~~+~~=p~~+~~
coUe
analoghepery,
Sostituendo
par
le derivatesecondedi i
valoridati dalleformolefondamentati
(1,pag.H6), quoste
si risolvono
nelledue
j
D'<?
+
D"
==
(D
<~
+
D'
<~)
C~)
a',),
ya'A
a~
(27)
&~+~+~
Eliminando il
rapporto
si ha
per(.l'equazione
di seconde
grado
~(~)~(~)"+~
0
oluav
3ut.
n,t au' w hau
ovedobbiamoosservarecheil coefficiente di
sarebbo
nullonel solo
M
casoesclusoche
X,Y,
Z fosserofunzionidi DaUa
(27*)segue
au
~D'~lD~
9<<9p 3M'
1~
D-D~'
"33p 9M'
equindi
~)+~
In
ae,
sesi osservachelefonnole
(25),(26)
costituiscono !abon
MMOSTBAZMNBML TBO&BMAINVERSO 208
nota tr~sformazione di
Legendre,
in forza deUa
quale
ai ha:
_J ~L
~ 9*'f
__9M~
9~'
9~ 3~
_9''j'
1
3p
e'~W~/ 9'')L\'
9<t'9t~
\9K9p/
9~3~
9~
9~
9~
9'3f'
~<3p/
!a
(28)
si
cangia. appanto
nella
(IX),
ci6 che dimostra !a nostra
propo.
sizione.
Un'altra
conseguenza
notevole deduciamo dalle
(27)
eliminando
p,
c~
che d&
per l'equazione
diSfereMiate delle linee di curvatura doUa
super-
SceS
l'equazione:
~)~'+(~)~~+
au'
u-i-v)
au'
aio
+(D~-D~O.
3M~
9f'/
Ora
poich
si ha identicamente:
~&)-)+
+"("D-C.
au av a
v')
e
questa,
secondo un'osservazione fatta in nota at
262 (pag.116),
esprime
che le linee
integrali
della
(29)
tracciano sulla
super6eie
S un
sistema
coniugato,
abbiamo il teorema:
~Me
~<pef/!cM ~M<!&~
S che t! M~o<&)<)?
t~et~~M /<t <<M!re,
Fef gMa~o~~e,
(Me
SMper/~cMS
tM~f~ <<M'egtMMMe (IX),
aKe ~M~
<? CMn'(~Mm (M~e S
CO~MpOMde(~
OO~ ? M~<MM<t
e<MtM~<!<0.
CAPITOLO XX
AppMMl
del BMYo metodo
WeiogarteB
BetMtone del nuovo metodo di
Wetngarten
eotta teofta det ttatemt eicttet. CttMt note dt
Mperfiote appttoaNtt
dedotte oot metodo dt
WetngtH'tea.
Le ancre etaMi d'etemento
Uneare t&' '=<
+
2
(u 0) do',
=. dM*
+ (8M +8c J ; e"')
~0'.
Applioa.
atone det metodo di
Wetogtftett
ttHa defetUMta delle onpe)'Mu
di rotaotene. CMO
partloolare
dolle
wupe)'aete
a curvnhmt coxtfmto. Superacfo
nelle
quatt
la ourvfttum
totale e tuedttt xono
lepte
da um) MiMtene Unaorf. S!*te)ui etetiet
particolart orto~e'
natt ad eue ed elemento UaftHO
ttph'o
della
xMpHrMeiaiuvttappo
de)
piani
det ctrooU.
Cttto
partieutare
ahe conduee att'ittVtiMtoM dot teoronti
di GttfehMrd tndio
quadriohe
di
rotaztoae. Tratfurmaztoni chc ne
ceMMKMm)per
le
tmpe)'Bcte
a ourvatura oootante.
AppUeatteni
del "ictodo dt
Weingarten
alla
geometrta
ettitttctt ed
tperboUott.
.
294.
BelMionecoll&teoria dei sistemi dclici.
Per ridurre la ricercadeUe
superficie
S di un dato elemento lineare
alla
integrazione
della
(IX) pag. 198:
~+~+~+~==~
0
oceorre
prima
aver
posta
l'elementolineare dato sotto la forma
(Vni)
o
l'equivalente (VIII*):
(VIII*)
<&'
==du'
+
2
d' dv
dove
<)'
una funzione
qualunque
di
,
c. Ora se si
pone
M==6, 1 p=t){:, .e 2<)'==7)+C,
ne risulta
~d!'+~-<
Ed inversamente, poste
il <&'sotto
questa
forma,
le sostituzioni
{=M
Y)==:<),+~ C=,<
lo ricondneonoalla forma
(VIII*).
Ora abbiamo
visto,
al
271,
ohe la
riduzionedel dato dst alla forma
<+<<K'
RBLAZIONBCOI StSTBMtOMMCt 206
equivale
allaricercadei sistomi o&'normalidi circoli
giacenti
nei
piani
tan-
genti
della
superficie
S.
Ogni particolare
soluzione di
questo problema
permette
di ricondurro laricercadelle
superficieapplicabili
alla
integra-
zione di una
particolare equazione
della forma
(IX).
Vediamo
adunque
che laforma
(IX)
della
equazionedeU'appHcabttit&
6infondealtrettanto
generale quanto quella
della
equazione(~) pag.
189.
Ed anzi
possiamoporre
la
(IX)
sotto infinite diverseforme, per
le
quali
i
corrispondenti problemi
di
integrazione
della
(IX)
sonotutti fra
loro
equivalenti.
Dalle considerazioni
precedenti gi
si vedecomeil nuovometodo di
Weingarten
si
collega
aUateoria dei sistemi
ciclici
ma ora
vogliamo
meglioapprofondirequeste retazioni, cominciandodal dimostrarecorne:
Da~otin ~OMo oo' normaledi
circoli,
enota Ma
SMpe~cM(~o~oMoi~,
si
FM~
ridurre con
gM~fo~Mfe
<&'della
~et~cM Mmi~ppo
dei
piani
dei o<~o!tK<!
forma (VIII*).
Per
questo applichoremo
le formole
generali
stabiliteal
. 273*,
che
determinano i sistemi oe' normali di circoli
ortogonali
adunadata su-
perficieS,
ed in
primo luogo
cercheremo la
superScieinviluppo
dei
piani
dei circoli.
Riferita
dunque
la
superficie
S ad un sistema
qualunque
di coordi-
nate
carvilinee, prenderemo
una soluziono
dell'equazione
~.t ~H
(a)
E F G =0
D D' D"
e,
conuna
quadratura,
dalle formole
9W
FD'GD
9~
FDED' 3<&
3 EG-F' 9t< EG-F' 9<'
(6)
FD'-GD a4) + FD-ED'3<I>
3W FD"-GD'
FD'ED"
9~
3!' "EG-F' 9t< EG-F' 9c
calcoleremo la
corrispondente
funzioneW. 1
piani
del
corrispondente
sistema ciclicosono i
piani
normali alleUnee =' costantesulla
S,
e noi
dobbiamodeterminare lecoordinate
x, ~?
dei
punto
oveunodi
questi
piani
!t toccala
corrispondente superficieinviluppo.
Per
questo
osser-
viamo chela normale ad un tale
piano x,
ossiala
tangente
alla linea
206 CAPITOM
XX..
294
<& costante
aopraS,
ha i eosenidi direzioneX,Y,
Zdati dalleformole
x v ~9~\
X
=
r
~3<1>
~~u-

~
~yae
Py30
'3w~ 3c3J " "3tt9!' ~9<t;
Z=
3o3/'
essendo
p
un fattore dt
proporzionatit~.
Ne
segue
chela
tangente
allaS
giacente
su n;ha i coseni di direzione
proporzionali
aUetre
espressioni
?(~~)
V~) 7(<)
ed in
conseguonza
si
potr porre
/~==!0+-P7(.c,4')+QX
~)
y==y+Pv(y.~)+QY
!+P7(~<')+QZ,
dove
P, Q
sono convenienti fuuzioni di
u, v,
da determinarsi dalle due
condizioni
?)
2~==o 2xg==o.
Ora dalle due identit
ama~
S.f~
derivando,
col tener contodelleformolefondamentali
(I) (I, pag.116)
della
teoria delle
superficie,
si
ottengono
subito le altre:
~)~_
>
~9V~)~~
au 3M' ~r"
~<A ~97(~~)~
au 3o"
t
~3:t -*
Dopocio,
calcolandole
(2),
troviamo
per
determinare
P, Q
le due
BKMNOMt 001 SISTBUIOtCHCt 207
equazioni
lineari
(P<u-QD+E)~-(P~QD'+F)~~0
0
y ftt
(P~-QD'+F)~ (P4.QD"+G)~ ~0
Ma,
soddisfacendo alla
(a),
esistonodue dtermint!
mottiptiea-
tori
f.
tali che si ha
(3) ~u~XE+ft-D
<=.\F+(<.D'
~==~G+p.D"
e
queste,
confrontatecoUe
precedenti,
dimostranoche i valori cercati
di
P, Q
sono
(4)
p~Q~
Dunque:
La
~pc~cM
S
inviluppo
dei
picani
<~c~c~ determinata
aM~e
formole(1),
dove
P, Q
hanno i valori
(4),
M!J !aH<~ con
).,p.
i wo!.
<tp!'K!<!<~
c~
~M~aw
nelle
(3).
.296.
OatccUKlativi alla
saperacieinvil~ppo.
Per condurrecon
maggioresemplieit
esimmetriai calcoli
seguenti
coHvienoadottare di
nuovo, per
un
momento,
la notazione dei
doppi
indici,
e cosi indicare con
au< +
2
N),dWt <!<<< +ana~
&tt~M!
+ 26,, <&t, <!,+
le due forme
quadratiche fondamentali di
8; eoMeguentemente
le for-
mole
(&)
si scrivonosotto la forma
(b*)
~
= 114
A,n
bf.
t1) (1)
<"
L'accentosullasommaSindtcachelasommaziome
eeegattarapporto
adindici variabilida1a 8. CollasommaS seMaaecentoindichiamounasom-
matoriadi tretermini
rtapettoax, y,
eo
X, Y,
Z.
208
CAPITOMxx.
.
296
Ora avendosi
v )
axa~
e
quindi
~S~
Gr
~t
0(x~) _?" Ara ~rr
~`
=
w
ne risutta
s~M.
27(~)<~x-<nv.
Siecomepoi
~X7(a-,4')=.0
0
ne
segue
2X~7(~<f)=-~W;
Abbiamoiaoltrele formole
~7(~,<')~a;-(!$
27~V(~~)=~~<
la
quale
ultimaderivadail'identit
S[7(~,<)]'==A~.
Ora dalle
(1)
formandoi
dt~erenziati
<S, <~abbiamo
<V(~~)<P-'ah!+P~v(~~)+Q~X+Xd;Q
e
quindi,
a causadelle
precedonti
(<)
2X[<V(~~)~P]=~QP~W
SvM~V~PJ ~~+P~~
+Q<!W.
Conetatiamochenellasecondaformolail secondomembro
nullo,
chesi
hacio
~+~
E infatti dalla
espressione
di
A,
S~
CALCOLOD)!M.ASUPB~tCM MVtMPPO 209
tt
derivando
rapporto
ad
<t<
e ricordandol' identit
(I,pag.849(<t*))
~~=-VA
it
~A
< if~
<)'
si trae facilmente
tt 1'
irl
ll 7e
19A,<~
~y..
3$
2-~T-g~
Ma
per
le
(3)

<t'==~+~~t,
e quindi
~+Q~.pl~_
9M, ~9,
~~2
3<<,
=~=
\7*1
a
,.9~9W .p. 94' 3W
"3:+~~+~
la
quale
ultima
espressione,
a causa dei valori
(4)
di
P, Q, si
annulla.
Abbiamo
dunque
?) 7 (~~)
f<v(~
$)
~p1
=
0.
Se alle
(<t),(p)
associamol'altra evidente
M
~X(<A(a;)<!P)==0,
nptando
che
X, Y,
Z
X, Y,
Z
7_(~) 7(y,~) V(~,4')
\/At<P V~
s
~~&
sonoi novecosenidi direzionedi unaterna
ortogonale,
ne deduciamo
per
le formolerichieste
/<~==X(<~QPo!W)+7(~~)~P
(S)
~==Y(~QP~W)+7(y,<~)~P
(<==Z(<!Q-P<!W)+7~,<&)gP.
210
CAPtTOMXX.
.
290
.296.
tnterpMtMioneddmetododiWeiatttrten.
AUeformole test ottenate
possiamo
dare una nuovaformaintro-
ducendo la
superficieinviluppo
del
piano
di coordinate
(X, Y, Z, W),
superficie
che ha a comunecolla
primitiva
8
t'immagine
sferica delle
linee di curvatura. Indicandocon{,
7;,
Clecoordinatedel
punto
di con-
tatto del detto
piano
con le formole in coordinate
tangonziati ci
danno
~wx+V(x,W),
il
parametro 7'
essendo calcolato
rispetto
all'elemento lineare sferico.
Orasiha'
V'(X,W)-7~<P),~(Y,W)-7~(Z,W)=v(~)
e
quindi
le formoleche dennisconola
supor&eieX possonoscriversi
(6)
~=.WX+7~,4')
(6)
~==WY+7~)
(==WZ+7(~<&).
Dopo
di ci6 le
(5)
diventano
<~=X<?(Q-P'W)+$.~P
?*)
~==Yo!(QPW)+~.d'P
a~=!Z<~(QPW)+!P,
iequaU.sesipone
(7)
Q-PW= 1 P=v,
assumonola forma
caratteristica
(8)
~=X~M+~o,
d~==.Y~+t)~, <'==Zd'+<
del
293
edimostranoche la
superficieS~inviluppo
dei
piani
dei circoli
Qucsteidentitsi
veriOeanosubitoriferendoaiaileUneedi curv&tara.
mHHtPBBTAZMNEBEL MNMDON WMMABTEN 211
de! sistoma
ciclico,
dedotta dalla
superNcie S precisamente
colla tra-
Bformazione di
Weingarten.
L'etamento tinoare <j~deUa S~assumera
quindi per
le coordinate
M,
v h forma caratteristica
(VIII*)
293
<&'
=.
+
2 <?<t
+
2
CM CP
dove c{ rimane solo da calcolaro !a
funzione
Co!te consuete notazioni
di
Weingarten
si ha
(8*)
p=~X-W,2g=~'=:W+~,
indi
(pag. 200)
~-p~+-g~~W~(Q-PW)+~(W'+~~)f?P.
Questa,
avendo
riguardo
alla identit dimostrata at
prcdente
<%+Pi~At<&+Q<!W==0,
pub
scriversi
~<&)=d(QW)+~(PA,'')-~(PW),
ossia
~(~~)=~.jw(Q-PW)+P~.(d~+W~),
e dimostra
quindi
che
si puo porre
(9)
~==W(Q-PW)+P~(A~+W')+~.
CateoUamo m6ne !a.
funzione (p, ')
dalla
quale dipende t'equazione
d'Ampre
~~+~~+~)+~.0.
oui soddisfa ta
superficie
.
Abbiamo
par
ta
(26)
dol
298 (pag. 200)
~=jpM+~<j'==W(QPW)+P~(A,~+W~
213 OAHTOM XX.
.296,2U7
ossia
per
la
(9) sempUcemente
(10)
~=.
Possiamoriassumerei risultati ottenuti colla
proposizioneseguente:
Nota una
superficie
S
ortogonale
ad M M~emoo*MWHo!e dfco!<
<f<MC~neb
piani <<tM~e~
di M data
M<pe~e S,
si ca~MM corri-
opoMO~M~ /M.MMt
W relativeal s~eaMt c~M'o,
ecolle~o~M~~
(7)
si avri!m~o lineare aM~S ridottoa~a
/omM
c<traeW~ee
<?P==~M'+2 <?M<~+
2
0!< c~
che
~~m~e fs~p~<M~<M6
del metodo
T'F~eM.
La
wpef/!cieS
che
~c~o
metodoassociaalla8nonaltroche
i!<!<~)po del piano(X,Y,Z,W);
essa ha a comunecollaS
!'Mxma~Mesferica
delle linee dt e<<MM<Mf<
J M
/!tteMe!<'eg<&MOMe d'~Mpefe
9'w 9'c
~l +Pt)
9'~
0.
~+~~+~+~~'
in cui <~
<fM/<M~M!<o problemadell'applicabilit,
!o
/M.MOM< ? (y, q)
non< chela
pfMM~MXt
4'
<SpMMe p, q
)Me<<MM<e
(8*).
.
297.
Prime
appUoMioni
del metodo di
Weingarten.
Veniamooraa considerarealcuni casi
particolari
della
equazione(IX)
dell' applicabilit
~~p
PlPt+ pj +
0
~+~+~+~==~
0
nei
quali
riesce
Fintegrazione complta.
Ed m
primo luogo
consideriamo
quelleparticolari superScieX,
nelle
qaati j~t+ ft
funzione
di p
soltanto.
Il
corrispondente
valoredella
funzione (p, q)
si
pub scrivere,per
como-
dita dei calcoli
seguenti:
~cN~pq-- -(p) y=Fg)'(p),
1
essendo
<)'(p) una
fanzione arbitraria di
p. L'equazione (IX) per
le
attuali
superficie E
diventa
(X) h+p.~2F+<)/'(?),
HttMB APPLIOAZIONIDRL MttTODODI WNNOABTBN 218
ovveroin coordinate
tangenziaU
(X*) A~=~(p).

L'elemento lineare delle
superficie S che
se ne deducono
per qua-
drature colleformole
(VII) pag. 197,
avendosi
qui
9te
M=.~==~F'(p)
<==F.
assumela forma
(11)
~=.<f'+2f~~+[2M+2e'+2~]d~.
Ponendo
<t+~==(tt,
si ha la forma
semplice
(11*)
ds' =
+
2
[t +<).' M]
Un
primo
e
pisemplice
casoineutsi
intgra completamente
la
(X*)

quello
ovesi ha
')'"(p)==costMite;i
le
corrispondenti super&cie2
hanno
per
evoluta media una sfera e in
particolare
un
punto
se
'{'"(p)
'=-
0
(I, pag. 280).
In
qnest'a!timo casoFelemento lineare
(11*)
diventa
<j~==~M!+2t~
ed
appartiene
alle evolutedelle
superficie
d'area minima.
Quando (p)
costantenon
nulla,
si
pub fare (o)==:c
e la
(11*),ponendo
2
(t-(-f)
=
senhl
co,
v=s
+ log
cosh
M,
diventa
<j~*
=
senh~)d~'
+
cosh*Mdfo'
ed
appartiene
alla
complementare
dei
paraboloide
di rotazione
(
246
pag. 68).
Cost
questi
casi di
integrabiiit
della
(X*)
ci conduconoa
classi
complete
di
superficieapplicabili gi
note.
214 CAPtTOMxx.
.
298
.298.
Nuove olMsi
oomplete
di
snperNoieapplicabili.
La
equazione fondamentale,
nei casi considerati nel
precedente,
possiede
due
intgrait
intermediar del l."
ordine; Weingarten
hadimo-
strato
pi
in
generale
chese
l' equazione(W)possiede
duotali
integrali
intermodiar,
il <?' riducibilealla forma
~'==(a+~)~+~'a!p'; i
tatte le
superficie
di
questo
elemento lineare ci sono
gi
note dalle
ricerche del
Cap.
XVI
(245, 246).
Passiamo oraa considerarealtre
speciali
formedellafunzione
(p)
nella
(X), per
le
quali
riesce ancora
l'integrazionecomplota.
Troveremo
cosi nuoveclassi
complete
di
superficieapplicabili,
determinatedaWein-
garten.
11
primo
e
pi semplice
casoe
quello
che
corrisponde
aile
supercie
d'area
minima,
ove
')'" (p)
==
2
p,
cio
')''(c)
=' o*. Allora la
(11*)
diventa
(12) <&'=<~+2
[.<)']<?'; i
tutte le
superficie
di
questo
elemento linearesi deducono
dunque per
quadrature
dalle
superficie
d' aroaminima.
Questorisultato,
ottenuto da
Weingarten
nel 1887
'e
stato il
punto
di
partenza
dellesuericerche
ulteriori che lo hanno condottoal nuovometodo
sviluppato
nel
prece-
dente
Capitolo.
Weingarten
haconsiderato
(ComptesRendus,
avril
1891)
unaltrocaso
moltonotevole incui la
(X*)
si
intgra completamente,
riducendosi alla
nota
equazione
di Liouville
t~
ate a=8
20
S~
M.e.
V.
<" <?M~<M- Naohrlchten,
9Febr.1887.
<"
L'integrMtonodetl'equaztono
di Liouville
(18)
si
pubpresontare
sotto
forma
geomotrica,
ossorva.ndo
che,
se0vi
soddisfa,
laformadtN'erenzMe
qua-
dratica
e~((~+~)
possiede
lacurvaturaX
!='+!. L'integrazione
della
(13)nqutvalodnnqua
alla
ricercadei sistemi
ortogonali
isotermisullasteraosulla
psoudosfora,
sistemiche
sonotutti noti.
NUOVBOM88I COMPLETEDt SWEBHCtE APPLIOABILI 215
Per ritrovarlo osserviamochele coordinatedi un
punto
mobilesaUa
sfera
rappresentativa,
riferita ai meridiani e
paratieii, possono
scriversi
y eoso 6eno
u
~C.6h'C08h'
onde
<+(!Y'+dZ'==~(~+<

d4' dX'
+
dY"
+
dZ'
cosh' u
La
(18)
si
pub
scrivere
eo8h'(~+~)~~(0+l.g~h.~
ovvero
cosh~
ts'
/o
u a~l
`~
e
log
cosb
t~)
~0~8(6+to8'coshM)
il
parametro A,
essendo calcolato
rispetto
ail'elemento lineare sferico.
Ponendo
F ==0 +tog coshM,
la
precedente
diventa
(14) A,p=l~P,
ondesi coneludeche
questa equazione(14)
si
puaintegrare complota-
mente. Ora essa
corrisponde
alla forma
<)')-le~
dellafunzione
<)'"
nella
(X*),
ossia a
~~S~
La formola
(11~
diventa ora
(16)
&'==~<t'+f2M+2c:h<1<
e de&nisoeuna classedi
superficieapplicabili,
che
adunque comple-
tamente nota.
Darbouxha osservatoche le forme
(12)
e
(15)
del d8'
appartengono
a
paraboloidi immaginar
unacui
gnratrice
toccail circolo
immaginario
a'Mnito. Per dimostrarlo osserviamoche nel l." caso
~(c)=e'
la
(11)
si scrive
1)
<
=
d!)(*
+
2
(
<j~
-(-
o
~t)
e
quindi
se si
pone
a'==
!/+<.f=2c, y.(f==:Mf,
216a
OA]HTOMXX..298
si ha una
superficiedell'assegnato
elementolineare cheil
paraboloide
immaginario
(16) (~+~)a-2(y-~).
Analogamente,
scrivendola
(1&)
sotto la forma.
<&'=
(a!+<?')'+
~d'f
j(2
+
2 ~~1)
e-~d'f
2e-~of<t
si vede che avremo una
superficie
di
questo
elemento lineare
ponendo
a;c=<t+o, y+~==e' y.i<'==e"6r''(2+2p+l), 1
cM che d il
paraboloide
(17) (~) (y-~)
==
(y+~)'- (2a;+1)
Nell' unoe nell'altro
paraboloide
la
gonefatrice y+t~='0
sul
piano
all' infinitotocca il circolo
immaginario(nelpuntoa?:y:.<'=-0:l:t),
colla
differenzache nel
primo
casoil
punto
di contatto
coincide,
nel secondo
distinto dal
punto
di contatto del
paraboloide
col
piano
all' infinito
(punto
d'intersezione delle due
generatrici).
Possiamo
dunque
direcon
Darboux che
queste
nuovericerchedi
Weingarten
ci hanno fattocono-
seere la classe
complta
delle
superficieapplicabili
sui detti
paraboloidi.
Da ultimo accenniamoad altre classi
complete
di
superficie appli-
cabili
segnalate
da Baroni e
Courst,
che si
ottengono
col metodo
di
Weingarten.
Se nella
(X*) supponiamo
(p)
==
j~~ (Acostante) 1
le
superficie
E
corrispondenti
p,+p,==(&+2)jp
sono
quelle, gi
ricordate in notaal
128(I, pag. 280),
caratterizzate
dalla
propriet
di essoresimili aile loro evolute medie. Tutte le volte
che la costante ha la forma
A==w
(1-?)
C&)rn<~e di
<H<~e<)Mc~,
1890,
t.28e~MM/Mdela ~M ~M<MetMM
de ?b<OMM 1891t. V.
NUOVEOLASS!DI SCFEBHOIBATFHOABtH 217
essendom
intero, l'equazionecorrispondente
A,p
=
(i-.M)~
si
pu6 integrare completamente
e si trovanocosl altrettante clasai com-
plte
di
super&cieapplicabili.
.
299.
ApplioMione
del metodo di
Weingarten
alle deformate
delle
superficie
di rotMiene.
CogUesempt
addotti nei due
. precedenti
sonoesaurti i casi nei
quali
si sa
integrare comp!etamontol' equazione(W) detrappUcaMHta.
Ma,
anche
quando t'integrazione complta
della
(W)
non
riesca, pua
sempre
tornar utile la
conseguita
trasformazionedel
problemadeU'appli*
cabitit
per
la ricercadt nuove
propriet geometriche,
il che
appunto
cercheremodi
provare
collericerche
seguenti.
Comindamodal caso
par-
ticolare in cui si
applichi.
il metodo di
Weingarten
alle deformate di
una
superficiequalunque
di rotazionenel modocheandiamoadindicare.
Nella
equazione
fondamentale
(IX) (pag. 204) prendasi per
una
funzionearbitraria
deU'argomentot!=2g-jp',
sia
?==/'M t==29
Se si
pone
~(t)=:2/'(t)
la formola
(VIII) (pag. 198)pel
<&'diventa
(18)
d!s*==t~+~
Questaappartiene
evidentementead una
superficie
di rotazioneche
pua prendersi
ad
arbitrio,
a causa deU'arbitrariet dellafunzione
<J .(t).
L'equazioned'Ampre(IX) per
le
corrispondenti supernoio S
diventa
(19)
~p.-F(p.+p.)+F'=0,
che si
pu6
scrivere sotto la forma
(19*) (p.-F)(p,-F)==F(2g-F').
ta ricerca delle deformate di una
superScie
di rotazione
equivale
adunque
a
quella
delle
superficieXintegrali dell'equazioned'Ampre(19*).
218 CAPITOMXX.
.
299
Ora 11
primo
membro della
(19*)
ha il
semplicesigniScato goomeMco
seguente:
se indichiamocon
Mi,M<
i due centri
principali
di curvatura
sopra
una normale
qualunque
di e con P il
piede
della
perpendicolare
abbassata sulla nonna!e
dall' origine0,
si ha
(p.)(p.PM;.PH.
E
poich
OP
=
~2g- possiamo
dire: Za ricerca di <K~elesu-
perficiea~pHca~ soprast~ef/Medi roMrione
equivale
allaricercadi
g)<e~
<pet?%'MX,per
le
g!!
la ~fMM'~di
ogni
normale
(~fcW~Me /~M*
~<Me
prodotio segmentEc/M,
s!<Kanormale
stessa,
~~cea~Mto
fra
p~e~oMe dell'origine
e i dueeeMM
~WMC%p~
di CMfM~fa.
Studiamo ora
pi
davicinolarelazionefra le
superficie
E
integrali
della
(19*)
e le
super&cieS, applicabili sopra superScie
di
rotazione,
da cui derivano. Se
applichiamo
le formole
(VII) pag. 197,
osservando
che
qui
si ha
~=<t', ~-J P.')',
avremo
~==!<X~(p<j')
colle
analogheper 6~,
<&Ponendol'elemento lineare della
(18)
sotto
1
l'ordinaria forma
(20)
ds' =du'
+ <?p'
col
porre
c=!~VT<
<j)=~t=-o,
le
precedenti
diventano
dh!
=
x dr
+
X d
(~f)
e danno
quindi
le formolerichieste
i~L" J .~
(21)
~9:( f3<9M f9c'3M y3c
(21) (21)
y-1~
ex
v-i~ 7-,1~
l
f 9f <- 9p f 3N
<
le
quali (~,
indicando le coordinatedi un
panto
mobile
sopra
una
j
qualunquesuperficieS
d'elemento
Uneare(20))
deanisconola
superficiet
corrispondenteintgrale
della
(19*),
dandolecoordinate
iC,
di unsuo
APFMCAZNNEAME SUMBHOtE M BOTAZMNE 219
punto
mobileei coseni di direzione
X,Y,
Z dellaaaa normale. Le
(21)
ci dhnostrano l." che la normale aUa X 6
parallela
alla
tangente
net
punto cot'riBpondente
dellaS alla deformata del
parallolo
ta
=
costante,
2.0che la
porpendicolare
calata
dall'origine
alla normaledi Xhaladi-
rezionedella
tangente
alla deformata del meridianodi S e lasualun-
ghezza
e costante
lungoogni
linea .
.
300.
La
superaoio
in reltudone ooll&
complementare
di S.
Le osservazioni ora fatte ci conduconoa r-Mre direttamentela
relazionefra la
superneie S
e la
superficie
S'
complementare
dettaS
rispetto
alle lineev.
Ogni
normale di S
parallela
alla
corrispondente
normaledt
S';
la
perpendicolare
calata
dall'origine
sulla normaledi S
hala direzionedella
tangente
alla deformata del meridiano
sopra
S' e
lasua
lunghezza invariabile
lungo ogni parallelo.
Indicando nuovamenteconS la
complmentare
della
primitiva
econ
(20) ~==~+~
il suo elemento
lineare,
denotiamo
poi
con
-yo,.e'o
le coordinatedel
piede
della
perpendicolare
abbassata
dall'origine
sulla
porpendicotare
di ed avremo
per
le osservazioni
precedenti
~Y9a;
9u 9~
~u~. ~==u~, ..==u~, -u 17" 171&
essendoU una funzionedella sola. Ora tirando
pel punto (a!
la
parallela
alla normale
(X,Y, Z)
di
S, questi raggi
debbono costituire
nuovamenteuna
congruenzanormale, per
la
quai
cosa
ponendo
A==2X~, B==SX~ 314 av
e necessario e sumeiente
(I, pag. 310)
che si abbia
SB
~==~ w~aea
220
OAPMOMXX..289
1 valori dei simboli di ChriatoSM
per
l'elemento lineare
(20)
essendo
)")-< t?t-~
)' ?-
si trova subito
A~UD B==UD'
e
quindi
la
(a),
a causa della
equazione
di Codazzi:
9D'
0 (p)
~D'=0,
si
cangia
in si
cangla
in
(u~-u~iy-o..
Dunque
si ha necessariamente
U'_
U"'7
e
per
ei~U deveessere
proporzionale
al
raggio
r del
parallelo.
Possiamo
senz'altro
prendere U=:r,
sostituendo aUaX uns
super&cie
omotetica
rispetto all'origine.
Ponendo allora
(22)
T==J '(D~+D'~)<"
le coordinate
{,%C
del
punto corrispondente
di una
super&cie2
sa-
ranno
(I, pag. 310)
(28)
r
ax
t
X ri
=
t- ay Y
h
Z (23)
~-rX, ':=~Y, <:=~Z,
ovvero, riprendendo
le notazioni
generali
del
.254:
(33*) ==~-X,-tX,, ~==~.Y,-TY,, C=<-Z,-TZ,.
Di
qui derivando,
coll'aver
riguardo
alle formole del eitato
.
(pag.91)
ed alla
(22),
troviamo
~'='(~D)X.+~X,
(24)
(r'-f -t D)XI -(-'r
XI
9S
v ~D"\
~==<DX~+~X.,
WA canaadella
equasione?
di Codazzi
respressione
sottoil
segno
J '
8
appunto
nn difFeMMii&Ie eeatto.
AfPMCAZMttNALU! 8WBRHNB M BOTAZMNB 221
dalle
qaal!
risulta eonfermato ehe
Xa, Y<,Z: sono attre~i coseni di
direzionedella normalea E.
PotoM inoltresussistono le formole
(ibid.)
9X,
D'
~T~.
~=,-DX.X,
f
se eonsidenMMuna tineaL dt curvatura dellaS e con
p
indichiamoil
corrispondenteraggio principale
di
curvatura,dovremo
avre
spostandoei
Inngo
L
9~
3{-
/9X~,
9X,
~~+~~=~+~~
colle
analogheper7),
C.A causafMe
(24),(25) queste
si ridnconoalleduo
(26)
( (/+tD)~+tD'~+p(D~+D'<~)==0
dalle
quali
eliminandoil
rapporto
(~Mdusi trova
per ;) l'equazione
di
secondo
grado.
(27) (t+p)' (DD'-D~) + (.+p) (~D+D") +
)-'
=0 f
ovvero
(27*) (t-tp)'K-(t+f.)/H+/'==0,
indicandocon
H,
K la curvatura mediae laeurvaturaassotutadi S. Di
qui
risulta in
particolare
la formob
(28)
(~p,)(,+~)+~'==,o.
Ora se si osserva che
per
le
(23*)
si ha
(28*)
2g=~'=~ ~~X,=-T,
si vedecho la
(28)
assume
precisamente
la forma
(19*)
~P)(p.F)==F(2~-F').
Coslrisultanoconfermatetuttele
proprietgi
notedelle
superficie
S.
Maun'altra
conseguenza
notevolededuciamodalle
(44),
eliminando
p,
222 OAHTOMxx.
.800, 801
cio formando
l'equazione
dinerenziatedelletineedi curvaturadi S
per
la
quale
troviamo:
/d'w+t(Da<t+D'~) ~/oe+t(D'a+D"<~)
t' du
-(-
s
(D
du
-(-
D'
dv) 1
rRr' dv
+
s
(D'
dse
+
D"
dv)I
1 =0, Df!M+D'ap
D'as
D" dv
==0
ovvero
aM
1 du
D' dv D'
dts D"clv
==0
DaM+D' ap D' a + D"(?p
Questa
coincido
coll'equazionedettetineodi curvaturadi
S; dunque
le due
superficieS, S
si
corrispondonopor parallolismo
delle normali e
per
linee di eurvatura.
Raccogliamo
i risultati ottenuti nel teorema:
Data !MM
s:<pe~c:e~a~~eS, applicabilesopra
sa
st~e~c~
di
~
fO&M-MMM, COM~<C<!W
per !t ~KH~O /!sM
0(Mf
spazio
t
S~M~t F<tf<
alle
tangenti
delle
deformate
dei tneridiani cd
eguali (opfopof~o~~
<~
raggio
del
co~MpoMdeK~e parallelo,
indi
per gli
estremi <?
~Me~se~M~t
si coM~tK'SMO~~e
parallele
allenormali(MS.
~e~e
rettecostituiscono
una
<'(~~t<eM~a
normalee
N<pe~c<eortogonali
X hanno a comune
conS
F~ma~~ sferica
dellelinee di c~<~MMe sonole
~~f~~
in-
< <M!'pM~t!<! (19*) <?~M~'e.
td
. 301.
BelMiMMfra due
saperade x,
X'dedotte da due
superfloie
complementM-iS,
S'.
Se
applichiamo
la costruzionedell' ultimoteorema anchealla
super-
ficieS'
(applicabile sopra
una
superficie
dt
rotazione) complementare
della
S,
otterremo medosimamenteuna serie di
superneie parallele,
integrali
di una seconda
equazione
del
tipo (19*).
Basta ora riflettere
che le
tangenti
aUe deformatodei meridiani della Ssonole stesse che
per
la S'
per
dodurne che in
ogni
tale
coppia(~, X')
ledue
superficie
stanno fra loro nelle relazioni
seguenti:
1.*Dt<enormali a
S,
S' in
~Ms~corrispondenti
sono
semprefra
loro
O~C~OKf~t.
2.' La
~e~MaMO~M
co~xaeaduenormali
oorrispondentipassa
c<M<a~-
a
temente
per <"<w~M~
eresta tw divisaindue
segmenti
c~esono
/MM.MOKt
y MoaeS'a~o.
<
6)
a
BELAZMNI HtA X 8 223
Si
pub
.dimostrarefacilmenteche
queste propriet
sonoc<t)'<[<~Me~
per
le
coppie
di
superficieX,
dedotte
cosi,
col metododi
Weingarten,
da due
superficie complementari 8,
S'
applicabili aopra superficie
di
rotazione.
Suppongasi
infatti di avere una
coppia X,
S' di
superficieche,
cor-
rispondendosipunto per punto, godano
delle
propriet
enunciate.Inter-
sechiamoi
raggi
~sconti
datl'ongme 0,
perpendicolari
comuni a due
normali
corrispondenti di X,',
collasfora di centre0e di
raggio
1
o
scegtiamo
sulla sferaa lineecoordinate
v,

quelle
leeui
tangenti
sono
rispettivamentepat'atlele
alle normali dt
X,
S'. Il sistema
(,
sar
duaque
sullasfera unsistema
ortogonale;
escri vendel'elementoHMare
Bfencosotto la forma
(29)
<~==
E
+
G
riterromole solite nostre notazioni
( 354),
ta!ch avremole formole:
~J L~Y ~Y
1 ~~Y
9"
"E'9'T~
t~X.
X,
~L~x
~GX.
j
~G
~1
V
I
axg
3Xa
~=~X,
x~
,~=~X..
)
Indichino
ora,
sul
raggio (Xe,Y,, Z,), )<.
le ascissedei
piedi
delle
nonnati a
S, X'; per
le coordinate del
piede
dellanormaledi E
avremo
a~t=XX,, ~=).Y,, ~==).Z,.
Lerette condotte
pel punto().X,,). Y,,). Z,)
nelladirezione
(X,,Y.,
ZJ
dovendo
formare una
congruenzanormale,
si dovravere
(I, pag. 310)
~9Xt9().X.)_~9X.3(~)
9M 3p 3p 3M
questa, per
le
(p),
si riduce
semplicemente
a
~E)~o.
3p
==
224 OAnTOMXX.
.801,
802
Dunquo,dtsponomdo
eonvonientementede!
parametroM,potremo
fare
V-jL.
Y
=
r'
Del tutto similmente
oprande per
la seconda
superBcie
avremo
~L-,
i/(I t~1 ;).
1
e, poich6
sono
supposte
funzioni)'una
dell' altra,
nededurremo che
nell' elemento lineare sferico
(29)
sar&E funzione di G e
quindi, pei
teoremi di
Weingarten
al
Cap.
IX
(I, pag. 290),
lelineesferiche
,
v sono
le
immagini
delle linee di curvataradi una
superficie W
(1). Bastaora
uno
sguardo
alleformolecheai
132,184(I, pag.286,289)
sono
segnate
coi numeri
(19), (19*),(20), per
vedere che
).,
sono
rispettivamente
eguali (oproporxionali)
ai
raggi
dei
paralleli
delle
superRcie
di rotazione
suUe
quali
sono
applicabili
le due
superficiecomplementari
S, S',
che
formanole due faldedell' evolutadellaW.
Dunque
ledue
superficieS,X'
sonodedotte
daS,
S'
preclsamente
collacostruzionedei teoremaal
300,
cio chedimostra
quanto
avevamoasserito.
. 802.
Applioasione
alle
snperBee
di carvatara costante.
Esaminiamole
superBcieS
che
derivano,
secondola costruzionedel
teoremaal
800,
da una
supercie
a curvatura costante. Prendiamo
dapprima
una
superficiepseudosferica
S di
raggio
R =1coll'elemento
M
A&Mo
analogamento
si
pub
otabilire
p!
in
gonerale
chela ridazione
dell'alementoUnearesfericoallaforma
<&=.E<<M'+8F<+G<~
con
E,F,
Gfonztontl'unodell' altro
corrisponde
a!
seguentoproblemageometrico
general)z!!ato
da
quello
dol teste ~tMM le
coppie(S,
tK
&Mpe)'c
corh-
<pMM~t<M puntoper punto guim
chela
perpendlcolare
comuneadueM~rmaa
CMV<~pM<<M F<MS<
CM<aM<e)tMH~
per <'0~<Ke
eC<MS<!<!)&<t <?due
~WMH
e~eatotM
~~M<
MM<M<'~~e
<!eM'<M~o<6
9delleduetM~MMa. Procedendo
infatti cornenel testoodasaumendo
por
lineesfehehe
,
v
quelle
lecui
tangenti
sono
rispettivamenteperpendieotari
ailenormali
dt S, 2*,
si trova
appuntoche,
per
unaconvenientesceltadei
parametri
sarannoin<?*i coemcienti
E, F,
G
mzionit'Mo dell' altroevicevema.
APPMCAZMM At.L8SUfRBHCIB U! CONVATMACOSTANTN 225
tt
lineareridotto alla forma
parabolica
<&)'-<!M'+~
AppUcando
la formola
(28), (28*),
coll' osservareche
qui
si ha
in r
=e
~==~=,~=:8g.
t'equazioned'Ampre (28)
di oui le
super&cioS
sono
intgrait
diventa
(30) {~F(f.t+p!)+2~=<0,
il oui
signi&catogeometrico
6 evidentomente
questo
Il
M~MeM<o
<?
ogni
K<Mwo~ad KM~tale
Mtpef/Me
S
c<Wtp~e<o fra
i ceM~ft
Ff~t<
Cttf-
M~Mfa visto
dMFo~Kc
0sotto
angolo
fe~o. Viceversa
ogni
tale
super-
ficie
deriva,
colla costruzionedel
390,
dauna
supercie pseudosferlca
collaquale
ha a comune
l'immagine
sfericadelle Uneedi curvatura. Se
applichiamo
la medesima costruzione alla
superficie pseudosfericaS',
complementare
dellaS
rispetto
alle
geodetiche parallelev,
la
superficie
derivata avr
per
normali lerette
po!ari reciproche
dellenormalialla
primitiva2rispetto
ad unasfera col centro
nell'origine.
Viceversadalle
ricerchedol
precedente
risulta:
Sedue
co~rKe~e
f~~Mee normali sono
po~M
l' una(M'aura
fMt~o
ad MM
sfera ~a,
le
M~er/!c<eX,
X'K~M<~talle due
c<~f<tM'eappar-
tengono
alla classe
(80)
e ~M'NMOda due
M<<!M p~t&M~C~
cam-
p!e)K~aM
<').In secondo
luogo prendiamo
l'elemento lineare di una
superficiepseudosferica
S ridotto alla forma ellittica
da!
=
du'
-}-
genh'<t
<
ovveroalla forma
iperbolica
=~M*
-)..
cosh'
Qui
avremo
~:=~+l=,2g-~+l
1
nel
primo caso,
e invece
/')*
=.y'
1~2g p*
1
<"
Questaproposisione
si at~MUace del resto subitocollaoonstdeMztono
geometricadiretta,
osservandocheindue
congruenzepolarireciprocherispetto
adunaafera
Fangolo
cho f~nMi duo
piani
fbcaUd'un
Mggto
notl'ana &
egnale
a
quello
sottocni si vede
daU'or!g!ne
il
segmontocompreso
frat fuocht 1
sul
raggiocorrispondento
dell'altra.
236
OAHTOt.oxx.g.SOS!
nel secondo. Le
superficieEderivate
soddisferanno
quindiall'equMiono
d' Ampre
(80*) ptp,?(pi+p,)+2gl=0,
che
esprime
la
seguente propriet geomotrica:
<S'opmogni
normaledi tMt
Mye~~
E <~ecentri
~MC<p<t!t
<Kcurvatura sono
oot;<t
<tfMOMM
fMpe~o
oM<!
s/era ~ssa
~+~*+~1=='0.
Se
prendiamo
in fine una
superficie
S a eurvatur& costante
posi-
tha==+
1,
coll' elementoHnearedella formanormale
tibbiamo
(~'
==<&('+gen*
<?',
abbiamo
/'f
eor?tt=te-1
-=.eos'M ==<1
e
quindi
le
superncie S
derivatesoddisfanoancorala
(30*)
ovesi
prenda
il
segno
iaferiore.La differenzafra l'uno e l'altro casoconsistein eio
che nel
primo
2gp'.==cogh'M>l
1
e nel seconde
>
2~F't==Ben'<;l,
cionel
primo
la
proiezionedell' origine
sullanormale
cadeesternamente,
nel secondointernamente allasfera fissa.
interessante osservare chele
superficie
della classe
(80*),
corri-
spondenti
al
segno inferiore,
hanno
l' equazionetangenziale
A~p=~' 1 Atjp
che
precisamente l' equazionedell'applicabilit per
una sfera
dirag-
gio
=='
1. Ne risulta la
proposizioneseguente: Si
c<MM~<MM
g'!~gwc
deformata
S' aM'!o
sfera
S e
$op~ogni raggio
dSei~
s/a
si
)*~p<M~,
a
~~fe
eeM~fO,
un
segmentoeguale
alla <!ts<aM.e'< ciel
FK<ocorrispon-
d!eM<e S' da
MM~M~M ~o;
i
piani
MOfMM~~ ai
~~MM~
t~ loroe~emt
MK)~<PF<MM
una
<!<p~o<e
E
M~<~f<t!e dMJ !'eg<t.H<MM
pi F (pi+P<)+
2
g 1 ==
0.
ancora da osservarsi chetutte
questesuporncie2
derivate hanno
a comune
l'immagine
sfericadellelineedi curvaturaconun'altra defor-
AH'MOAMONR ALM
SUFBBFtClt! D! CURVATUBA 008TANTE 337
mataS" della
sfera,
la cosl detta trasformata di
HazzidaMade!!a
pri-
mitiva.
(Cf.pi
avanti
Cap. XXV,
892).
. 808.
Eaunoiato di un Movo
problema.
NeUericerche
seguenti
abbiamo
principalmenteper iscopo
di
collogare
al metododi
Weingarten
i bei teoremi di GHichardsaUadeformazione
delle
quadriche
di
rotazione, esposti
nel
Cap. XVII, per
dimostrarecome
qaesti
teoremi
possano invertirsi,
ci che ci condurr ad
important!
trasformazioni delle
superficie
a curvatura costante. Neilostesso
tempo
otterremonuove classi di
saperMe applicabili,coDegate
alle
superficie
di curvaturacostante e a
quelle
d'area minima.
Fonderemolanostraricerca
suglisviluppi
dati nei
primi
del
presente
Capitolo,riguardanti le relazioni fra il nuovo metododi
Weingarten
e
la teoriadei sistemi ciclici.Comesi vistoal
273*,
ladeterminazione
dei sistemi ciclici normali ad una data
superficie
S
dipende
dalla
equa-
zionedel 2.' ordine
4't, 4'
(a)
E F
G -0.
D D' D"
Notauna soluzione di
questa,
si
pub
determinarecon una
qua-
draturala
corrispondente
funzioneW dalteformole
(b) 278*(pag. 151).
Soddisfacendo alla
(a), possiamo
determinareduetali
moltiplica-
tori
)).
che si abbla
~==~E+[<.D, ~M~F+~D', ~==.~G+j).D".
Ora le formolefondamentaii della teoria deUe
auperneie
ci fanno
eonoscere,per qualunquesuperficie,
dei casi M<M
g<M!t [).
sono
/MMM<~
Mt~tM-t M~e d't W. Tale
propriet
si
presenta appunto
nelle formole
(I) (II)
del

55
(I, pag. 116-117),
ovesi
ponga
<~=.a!,
W==X.
Cosi
pure
le formolealla fine del
Cap.
IV
(I, pag. 147)
dimostrano
chelamedesima
propriet
sussiste
per qualunquesuperncieponendo
<&=~~+~+~),
W~S~X.
228 OAHTOMXX.
. 808,
804
1
contapoadenti
sistendoMieisono
qneUi
nonnaUadun
piano
owero
ad una sfera
(276).
Ci
proponiamo
di trovare tutti i casi in cul ha
!uogo
la
propriet
osservata, cio~dt ricercMe
per quali saper&cie
8 fonnano un Bistema
illimitatamente
!ntegrab!to
le
equazioni segoonti
j?
S
+
(~+PW+~E+ (<~+YW+M)D
~~+j?!~H~W~F+~,W~D'
~+j?i~+~+~+~)G+(~+.~+~D"
FD'&D (?
F DED' ?
9M EG-F' 9M 'EGF*
(B)
aW Fiy'GD'M' FD'ED~~
9t, EGF' 9 EG-F'
dove
a, p, m; y, ?
indicanocostanti e le dueforme
E
+
2F <~
+
G<?'
Dd~M'+SD~M~+D"~
sono al sotito ledue forme fondamentali doua
snper&cie
S.
. 304.
Oasod'iIMmitata
imtograMUta
del sistema
(A), (B).
Le condizioni
d'integrabHit (illimitata)
del sistema
(A),(B)
si tro-
vano
esprimendoche,
invirt delle
(A),(B) stesse,
risaltanoidentichele
equazioni
~/3W~
9
~W\
0
9f\9M/ 3M~;
9.9' o
9P~ 9M~!(~
3/9'<t'\
9/
~3c~
OOMMZMMD'nn'NBABUnA 229
Orala
prima

gi&
identiea invirt delle
(A),
essendo
~a, ~M. ~
lestMMComMnazion! lineari
omogenee
delle
coppe(E, D),(F,D'),(G,D").
Seformiamo
poi,
con
riguardo
alle
(A), (B) stesse, l'espressione
9/3'<P\ 9/3'4'\
9~3~9M~
osservandoche
D, D',
D" soddisfano alle
equazioni
di Oedazzi
~i~[j"m]~
~+)?)~[!?H?~-f'
e a
queste
medestme
equazioni
soddisfMtoaltresl
E, F, G, troviamocon
un
semplice
M!colo
v u') u ( v)
~`
aP a4> 3M~9t<at!'
doveL,
M hannole
espressoni seguenti:
~-s'M!!?-!?!
"-s'r~t?!f'Mf?-f't'r-
-(7K--pH)E+(p+~D,
K,
H
signiScando
la curvatura totale e medta di
S, cioessendo
Tr-DD~~D"
~_2FD'-ED<-GD
~-EGF''
H=
EGF'
Ma,
in virt&deUeformote
per
lacurvaturaK dateal

37
(I, pag.
77
formole
(IV)),
le
espressioni prcdent!
di
L,
M
possono
scriversi
pt&
sempUcemente
cosi
L == )(Y-l)K-pH{F-(p+~D'
M.=.(-r-l)K-apHfE+(MD,
e le condizioni
d'integrabUit esigono quindi
che si abbia
[(-r-'l)K-<t-pH]E-(p+</)D=0
[(~-l)K-MpH]F-(~')D'==0.
280 CANTOMXX.
.
804
Similmente,
calcolando
Fespressione
9\ $p\9<<9~'
a
queste
verra ad
aggiungersi, per simmetria,
la terza
[(Y-1)
K
K pH] G (p+~
D" =0
E siccomeescludiamonaturalmente il caso
privo
d'intress che
laS sia una sfera od un
piano,
ciochesi abbia
E:F:G==D:D':D",
lecondizioninecessarieesuiBcient:
per
t'iUimitata
integrabiHt
del nostro
sistema si ridorranno aUe due
</==-p
(-r-l)K<!tpH==0,
la
prima
delle
quali esprime
sololacostante x
perp,
mentrelaseconda
vincola linearmente la curvatura totale o media della
superficie
S, a
meno che non sia
Ct==<!t'=P=0 ~=1
nel
quai
caso si risolverebbe in una
identit,
e saremmoricondotti ai
sistemi ciclici normali ad una sfera o ad un
piano.
Siamo cosl
pervenuti
al risultato fondamentale
seguente:
~tK<
~~Mt
egMO~tOW
<Pu== <&+pW+at)
E
+ (- p ~+yW+M)
D
(A*)
4'u
==
(a +~W+m)
F
+
(- p4'+YW+n)
D'
<&
==
(<x~+p W+m) G+ (-p 4'+v W+n)
D"
9W FD'GD
9~
FD-ED' 9~
3<( EG-F* 3M EG-F* 9e
(B*)
<3? ==
B'D"GD'
3~
FD'ED" 3~
3p EG-F*F' 9tt EG-F* v
dove
. p,y, ?
ttt~~aMo
ee~att~,
sia tNMM~attM~e
<M~M!c
Meees-
~<!fM) e
<~cteK<e
chele CM~x~~totalee??<?<!
K,
H siano
~a<e
dM~o
fahMWMe linearetM~efc:
(I) (Y-l)KpH<!te=0.
OONDtZMNtD'NTBOBABtUtA 281
Viceversa,BuppongMi
cheS aia una
superncie per
la
quale
lecar-
vature
K,
H siano
legato
dalla relazione
(I*) <tK+&H+e==0,
a coeNcieat!a,&,o,
costaat!.
Potremo,
in innniti
modi, determinarele
costanti
<(,p, Y ia gaisa
cho la
(I)
coincida
cpUa(I*),
bastando
per
ci6
chesussistanole
proporzioni
1f!P:<'==:6:C,
ondeunadelletre costanti
e',p,Y
restera affatto
arbitraria, espruNendosi
lealtredue
per
funzionilineari interedi
questa. Cosl,perogni superficie
S
dellaclasse
(1*),potremo
costruire <?'
sistemi illimitatamente
integra-
M!i dellaforma
(A.*J ,(B'"), dipendenti
da una costantearbitraria.
.
806.
Proprit
del sistema
(A*),(B*).
Il sistema
(A*),(B*)
essendo illimitatamente
ntegrabile,per
indivi-
duareuna
coppia(< W) di soluzioni
possiamoassegnare
ad
arbitrio,
per
un sistomainiziale
K.
di valori dellevariabili
indipendenti,
i va-
lori di
~W~
3M
Ora dimostriamoche
per qaalunquecoppia
di soluzionisar
A, t
una
fanzioneintera di seconde
grado
in
<t',W.
Per cioosserviamo
che, ponendo
S==:<)(~+2~WYW+2w4'8MW,
i coeNcientidi
(E, D), (F, D'), (&,D")
non sono altro che
j_90 1 au
2 3f 2 9W
Se
riprondiamodunque
la notazionedei
doppi indici, potremo
scri-
vereil sistema
(A*),(B*)
nel modo
seguento
1 98 1 9Q
4>1~
1
al~
1 m
bik
~==2~2'9W~
9W
w t
9~
~="S~

282 OAPtTOMxx.
.
805
Ora
prendiamo
la formola
(A*)pag.
209
a~A &
-A<~~,
che
per
le
precedenti
diventa
<~t~
~~A
9S~A
t. >
== A<~<' 9W ~3~
osaitt
9At
9S
94' 9Q
9W ?
9Mt 9~9<9W9M(~<
(!=1,2).
e
Di
qui
concludiamoche 8ar&necessariamente
A~=Q+C,
j
essendo C una costante.
Dunque:
Per.
qualunquecopp~t(< W)
~~Mt del ~eM<f
(A*)
(B*)
SMSS~<efA
~'e~tMM'M~
del
primo
Ofd't<M
(C) A~==N~'+2~WYW+2tM~2MW+C.
Questapropriet
analitica del sistema
(A*),(B*)ha
una
conseguenza
geometrica
notevole
rispetto
alla
superficie
S
inviluppo
dei
piani
dei
cii'coli
nelcorrispondente
sistema
ciclico,
e cio
questa
che:
cangiando
c<MMMM<p<e
la
superficie
dellaclasse
(I),purch~M<tM~<!MO
lestesselecostanti
~Ptf)~t"'C, s
J a
superficie
8 conserva
sempre
!ostessoelementoHtMKM'6.
Per vederlo basta osservare
che,
secondo le formole
(5*), (8*)
del
296 (pag.210),
l'elemento Unearedi S dato da:
(81)~==~(Q-PW)~+2W~P.<!(Q-PW)+(~~+W~<P',
dove
P, Q,
secondole
(4) pag. 207,
hanno i valori
p~
1_
p<p-.fW-~
(32)
F~
N~+pW+Mt 'a~pW+w
in funzione di
4', W,
montre A)
si
esprimeper
W colla
(C),
onde
si vede
appunto
che H
dipende
solo dalle costanti
a, p,y, M,
C.
HtOFBHHAN!UA SUPBttHCNIttVtmPPO S 293
Osserviamo
poi
oh le
superScie S dedotte colle
(6) 296:
6 ==WX+7(a;)
(M*) ~-WY+7(y,~)
( e
==wz +7 f)
edaventi a comunecolla S
l' immagine
sfericadelle lineedi curvatura
saranno
integrali
di una medesima
equazioned'Ampre
9'<B
3'~
~1~~
yA
~P'+~~+P.)+~-0.
($$~
~"y
p1 %~9
9;"
V'1 T ~9) ~y
dove<& da cateolarsi in funzione di
p, q
dalle formole
(84) ~<==W, 2g==At4'+Wt=
=. f' +3p~W+(1-f) W+2Mt4'
-2MW+C
Convieneancoraosservare che lanormaleallaS
giacente
nel
piano
tangente
di Shaivi una
posizione
esclusivamentedeterminatadall'ele-
mentolinearedi 8. E infatti dalleformole
(8)pag.
210risultacheessa

parallela
alla
tangente
della linea P=='costante
sopra Se.perle(l)
pag.206,
lasuadistanzadal
puntox, y,
di contattodatadaP
\/A)~.
Dunque:
~'M(M<!o
cc!MMK%KeMfpe~e
S della classe
(I*)
la
super-
/!cM
S non
fa
altro che
<~ofM)<tf~
ele M~'MMtH
S,
che
~taceMM
nei
piani tangenti
~t
S, rimangono
~KMtWo&~eM~
~0~
alle
~SS~OMt dellaS.
Aggiungiamo
cheinversamentele
superncioappticabiJ i
S a eutsiamo
cosl condotti sonole
pi generali supei'&cte
aile
quali possono
associarsi
congruenze
di
raggi,
individualmente
giacenti
nei
piani tangenti
di
S~
e cheintutte le deformazioni di
questa rimangono
normalia
superficie
deUaclasse
(I*)
.
306.
OaMdi nna
saperSoie
S
d'area minima.
Possiamoridurre aforme
semplici
il < dato dalla
(31),
osservando
che, per questocalcolo,
iecito sostituire alla
primitivasuperficie
S una
qualunque
sua
parattela,
senzache si alteri la
superiicie
Sinviluppo
dei
Por ledimostrasioni
veggasi
lami&memoria:jS'Nat
de/brma~Me
<M!e
cox~MexM
e
MpM
o&!MKe c<o<<f<
st<pe)'<e<!p~<<!<t&< (Annali,
t.
VI,1901).
284 OAMTOM XX.
.
806
piani
dei circoli n la
superneio
S determinatadalleeoordinate
tangen-
ziali (X, Y, Z, W).
Cio risulta
datt'osservazione,
di facile
veriftca,
che
se 8 una
superficiequalunque
e
(~, W)
una
coppia
di funzioni che
individuanoun sistema cMicoad essa
ortogonale, par
una
saper&cie
Si parallela
ad 8 e distante da
questa
di si avr una
coppiaanaloga
nelle fnMioni
<p,==<~ h W, W, =W,
ed i circoli del secondo sistema
giaeeranno
nei
piani
stessi del sistema
primitivo.
Cib
premesso,
osserviamo che seSuna
superficie
soddisfacente
aUa(I*).
cioalla relazione
(I*) <!t-+&~+~+~==0,
fra le sue
parallele
vi sar una
superncie
d'area minimase c='0 ed
una
superncie
a curvatura costantese
c
0. Eceezionesi ha soltanto
nel casoin cui
<tc&'==0;
maallorala
(I*)
si scrive
(&f,+<t) (i!'f,+<!)==0
0
e dimostra che l' unoo l'altro dei due
raggi
di curvatura della8deve
essereuna
costante,
ciolaS saruna
snperneie
canale.Noi trascuroremo
questo
caso
perch,
sebbene le
propriet
del sistema
(A~, (B*)vatgano
anche
qui,
le
conseguenze
chesenededuconononhannointeresse
akuno,
la
superncieinviluppo
8 risultandoallora
sviluppabiie.
Concludiamoche
ci
possiamo
limitare a trattare i due casi
seguenti:
l." laSsia adarea
minima,
2.<*la S sia a curvaturacostante.
.l.'caso:
H=0 0
La
(I)
dovendo ridarsi ad H
==0,
dovremoavere
a=0,f=l
e rimarr arbitraria la
p. Inoltre, cangiando
neUo
(A*), (B*)t,W
in
+ h,
W
+
k con
h,
convenienti
costanti,potremo,
senza alterare la
generalit,
sopprimere
i termini costanti
m,
n rendendo
j~+M'='0, ~+M==0.
Dopo
di ci6 le
(32)
ci daranno
per P, Q
i valori
1 ci' 1
P Q=$"~
indi
Q-PW==~.
OA80Dt UNASCPBBFMH!8 AD AMA MINIMA 285
Inoltre la
(C)
dimoatra che si ha
(86) A,~+W'==3p't'W~C,
e
possiamoquindi
colla
(81)
ca!co!arol'elemento lineare di S. Posto
ch
calcoliamoloin coordinatecurviHnee
<, W
ed avremo
n
,t ~M
<?*-<?'+~<!W(S+(2~ W+C)~
ds'
=
dl'
~w
w
el W dt
+ (2
cfIW
+ C)
pt
W4
Ora se
poniamo
w<
+*'
1
questa
W==e ,+~,
questa
diventa
(86)
~== a
+ f a
+ 2 c+
C e"' 1 d~
Se C===0l'elemento lineare
prcdente appartiene
alla
superficie
complementare
del
paraboloide
di rotazione
( 297).Qnando0~0,
au-
mentandovdi una costantesi
pub
fareC ==1ela
(86)
nondiSrisco
che
per
un fattore costantedalla
(15)(pag.215),
eiole
snper8de
S for-
manola nuovaclasse
completa
di
superficieapplicabili
determinata da
Weingarten.
Colle
presenti
ricerche
queste suporScie8 vengono
cosi
geometricamentecoltegate
alle
superScie
d'area minima
per
mezzo di
una
congruenza
di
raggi giacenti singolannente
nei
piani tangenti
di S e
che,
in
qualunque
deformazionedi
S,
rimanenormalead ana
superneie
d'area minima.
Esaminiamo in fine le
superneie integrali
di
un'equazione
del
tipo(IX)
tipo (lx)
(lx)
3'd)
fil[le
a<<~
39
QI,+ N)
9<~ 4)
0
~~P'+~+~+~~O
0
cheil metododi
Weingarten
associa
(296)
alle
superficie
8~d' elemento
lineare
(36).
Per trovarela
eorrispondonteequazione
bastercaicolare
in funzionedi
p, q,
essendo
p=~W, 2a'=At<))+W
cioche
d,
secondala
(85):
Sf~~C
286 OAKTOMXX.
.806,807
e
quindi per
la relazione fra i
raggi
di curvatura di X:
(87) p.+~=~C.
P
Biaulta dalle ricerche
superiori
che
queste supersoie S
hanno una
rappresentazione
isotermadellelineedi curvaturaeleloro
superficie
deri-
vate col metodo di
Weingarten
sonole
superficie
d'elemento Uneare
(36).
.
807.
OMOdi una
mperaoie
S
a <mrv&tara. costante K.
Veniamooraal casoincui la
superficie
Ssiaa curvaturacostanteK.
Nella
(I)
dovremo
porre
allora
p==o
e,
rimanendo
'r arbitraria,
dovremoassumere
a==(Y-l)K.
Cangiando
nel sistema
(A*)'t',
Wm4'
+A,
W
+ potremo
ancora
rendere,
senza alterare la
generalit,
Mt
=:
0, M
==
0,
purchsia
0.
Quando
sia
7<=0,
indi
K =K, potremo
rendereancoraw
0,
restando n
arbitrario. Il
aeguito
della discussioneci conduce
quindi
a
distinguere
due
casi,
nel
primo
dei
quati
si ha a
o, ? a0,
enel secondo<?c-
o, s
0.
l."caso<M==M=0.
Allorale
(32)
diventano
p
1
o__
TW
(Y-l)K~ (-.l)K~'
indi
Q-pW~,
mentre la
(C)
ci d:
(87*) A~+W~(fl)[K<&W~+C.
L'elemento lineare
(31)
della
S, prendendoper
variabili
?==< <&
diventa
(38)~~)~+~~<S~4-[(.r-l).i''(K-<')+c]~~j.
l
CA90PI UNA SUPBBPICtBS A CUBVATMA008TANTK 287
Pongasi
ora
.t.
<? <~
cio
<ft=,e't-Y~d<Mt,
eioe
11
<-=.
e
risutter~la forma
tipica
~a~
f
a~) i )
(88<')<~=~~ -+(f-l)K-
-~+C~

CatcoHttmoora la relazione
(IX)
che
lega
i
raggi
di curvaturadelle
super6cieX
dedottedallaclasse di
superficie
S d'elementoHneare
(38*)
col motododi
Weingarten.Qui
dobbiamocalcolare4' in fuMonedi
p, q
dallaformola
(87*),
ci6che d&
Sg-(7-l)K<f-(~-l)F'+C,
e la
(IX)
diventa
quindi
P.P.+(f-l)F(p.-t-(Y-l)(2gC)==0.
Le
superScie S integrali
di
questa equazione d'Ampre
hannoa
comunecolle
superficie
a curvatura costante
t'immagine
sferica delle
lineedi
curvatura. Si osserver che
per Y==<
0essediventanole
super-
Scie
considerate al
802.
2."caso
Y=0,
w=!0.
EMondo
~=0, w =aK,
le
equazioni
del sistema
(A*)
diventano
/KE~+MD
(D)
<&
=
K F 4'
+
nD'
.~='KG4'+)tD"
e le formole
(82)
danno
pc=,J L .J !L o_pw "W
f='g~, ,Q0fW-
mentre
pel
valore di
A,
<t'calcolatodatta
(C)
abbiamo
(39) A~
===
2 ?W K + 0.
Ora esdudendo
qui
il cason
==
0,
superiormente trattato,
nonalte-
riamola
generalit
assumendo
?'='1, per
il chebasta
cangiare
ino4'.
238 CAPtTOMxx.
. 807,808
In secondo
luogo,
siccomeW determinato
per quadratura
dalle
(B*)
pag.
280soloamnedi unacostante
additiva, possiamodisporne
in
guisa
che riaulti C<=
0,
indi avremo
P=J L o-PW-LrW
K~ K~
(89*) A~-t-W==W2WK~.
La formola
(31)
d
quindi per
il &' della
snperMe
S:
(40)
(l-.2W-K~')df4''+3~d~~W-t-d!W
(40)
ots'
=
Se
poniamo
4'<=~e",
W==e,
j&
questo
assume la forma
tipica seguente
(40*)
~==~+
2(<M)e-
Se calcoliamomfinela
corrispondenteequazioned'Ampre per
le
superficie
S, dobbiamofare
per
la
(89*)
3~=.p'3pK~,
onde
l'equazione d'Ampre per
leattuali
superficie
E si scrive
(41) hp,+(l-F)(p.+P<)+2!!+l=0.
Queste saperScio
hanno anch'esseacomunecolle
superfOe
a cur-
vatura costante
l' immagine
sfericadelle lineedi curvatura e la classe
di
supM&eieapplicabili
che il metododi
Weingarten
ne fa derivare
definita daU'oIementolineare
(40*).
. 808.
Le
quadriche immaa~M'ie
d'elemento
lineare
(38*),(40*).
Abbiamo
gi visto, ai 298,
che le
superficieapplicabili
Sderivate
col metodo dei
precedenti
dalle
superScie
d'area minimasono
appli-
cabili
sopra
una
quadrica immaginariatangente
al circolo
immaginario
aU'inSnito.
Vogliamo
oraconstatarecheuna
propriet
analoga
ha
luogo
per
le
superficie
S~d'elemento lineare
(88*)
e
(40*)
cheabbiamodedotto
superiormente
dalle
snperncie
a curvaturacostante.
QUAMMCM
tMMAMNABM P'N.EMSNTO MNBABB
(88*),(40*)
389
Per cK)cominciamoeoU'QMorvaro
che,
secondei catcoU
esegaiti
at
principio
del
presente Capitolo,
se si
pone
3~ 9~
7p aq
~+~2~-2~-3~,
9
av ag
1
U<S*dellenostre
snper&cie
S sar dato da
~'=,g;'+(jh}'-<K'; i
avremo
per
c4buna
superScie(immaginaria)applicabilesopra S, ponendo
9~
~9~=~
(42)
~+~=2~~+2~-24..
Ora
distinguendo
anche
qui
i due casi trattati
separatamente
al

precedente,
avremo
1.' caso
(7-l)K4''='2g+(Y-l)p'-C
_F_
1
9p "K4'' 9? '"(Y-l)K~
2.~ 2~+~+~+C
"p~i-~ag- ~_i)K~' (-ri)K<&
indi
-9-, Y-io-
1
~A~(~~)K<~
F'
C
y-t-t~<P
e
per
d6
(43)
(y+~)~)~~4-C(y-~)'
Questa
superncie
una
quadrica immaginaria
a
centro,
cheai rieo-
nosceessore
tangente
al circoloaU'innnito. E infatti se
nell' equazione
840 CAPtTOMXX.
.
808
deMasua conicaaIl'inSnito
<y-H<')(y')r -C(y~)'==o
f
sostituiamo
per
le coordinate
omogeneea!,y,<
le
quantit proporzionali
a;=~(l-~):2tA:l-t-
che danno le coordinate di un
punto
sul circoloaH'inSnito
espresse
razionatmente
pot parametro~,
abbiamo
per
determinare
requMione
di 4."
grado
(44)
~(i-~+C(l-~==0,
le cai radici
corrispondono
ai
punti
d'ineontro della conicacol circolo.
Ora la
(43)
ha la radie
doppia
==
1,
ciochedimostra
appunto quanto
abbiamoasserito. Lealtre dueradici della
(44)
sonodatedatia
equazione
di 2.*
grado
(1+~+C(1-0
Y.
e sono dstinte dalla
prcdente
).==1
se f 0,
corne
qui supponiamo;
sonoinottredistinte fraloro
per 0~0. Quando
C
==
0invececoincidono
e la
quadrica (48),
chee alloradi
rotazione,
diventa
bitangente
al circoto
aU'Mnito
2." caso
Nel secondocasoabbiamo
K$'~p'-2F2g
e
quindi
le
(42)
diventano
p1 -1
~=='K~' .=K~
~+~=A-
Di
qui
abbiamo
per l'equazione
della
superficie
(4S) (y+~)~-
~)~y+~)~~
i
questa
una
quadrica.
che <MOt<~ il circolo
immaginario
aIl'inSnito,
poich
la
corrispondente equazione
del 4."
grado
in ha in
qaeato
caso
la radie
tripla
X==1 e la radie
semplice
\== 3.
241
M
. 809.
0&Mi&oui 0~.0Mll&
(87*),
e KitUtioM coi teoremi di Gaiehard.
Volgiamoci
oraallostudiodi uncaso
particolare
dei risultati
ottenuti,
al caso in
cui,
la
saper&eie
S essendo a curvatura
costante,
i valori
iniziali di
9~ 9<&
~9.' 9.'
per
la
coppia(~, W)
di soluzioni delle
equazioni fondamentali,
sono
scelti in
gaisa
da renderenulla la costante C nella
(37*),
cioda sod-
disfareall'equazione
del
primo
ordine
(46)
4'
==
(f 1)
K
f
W.
AUorala
supercio
S
inviluppo
dei
piani
normali aUeinee
===
cost.
sullaS
applicabilesopra
una
super&cie
di
rotazione, poich
la
(88),
col
porre =c
e",
diventa
(46*)
~Y,
(Y-1)~+2~{-(K-~<
e
pone appunto
in evidenzal'elementolineare di una
superficie
di rota-
W
zione,
nella
quale
le lineet ==
costante,
osaia le
==
costantesono i
paralleli.
Prendiamo ora a considerarela
super6c!e
St complementare
di S
rispetto
alle
geodetiche
deformatedei moridiani e siano
M=~ M,=(a;)
due
punti corrispondenti
di
8, St.
Dimostriamo che
questo punto MI
di
SI
trovasi sulla normaleinM
~(~ y, .f)
alla
saperneie
S ed8!'in-
tersezionedi
questa
normalecolla
congiungente
il
ponto
M col centro
Mo~(~fe)
del circolodel sistemaciclico
ortogonale
ad
S,
indivi-
duatodalla
coppia
scelta
(4*,W)
di soluzionidelle
equazioni
fondamentali.
Per cioosserviamoche si ha
(47) ic.==.ii;+P7(!,<~)+QX,
ove, per
le
(32),'P, Q
hanno i valori
p
1
o=,L~
(?-1)K<&' (?-1)K4''
242 OANTOM
XX.f.
809
e d'altra
parte
le formole
generali
a!
279*
danno
per
le coordinate
0%,
del oentro del circolo
(48)
~'='a' 7
(!,<?).
Le coordinate
yn
del detto
puntoM.
d' incontrodella normale
alla S in M collafi
hio
saranno
quindi
date da
~a!+~ ~=='+t~ ~=~+~
i
moltpMcatori
essendosceiti in
guisa
che riaulti
).+t.=l,
).p-~==o;
a causa dei valori
(47*)
di
P, Q
della
(46)
ne dedaciamo
(48*)
~~a!X,~=y-~Y,.ft==~Z.
Si tratta ora di TeriScarechela
superficieS. luogo
di
questo punto
Mt~(~), y,, ~)

precisamente
la
complementare
di S. Intanto la
retta MI
M certamente
tangente
in M alla
8;
ma conviene
provare
che essa ha in M la direzionedelladeformatadel
meridiano,
cioche
normalealla
tangente
dellelineet
=
costante. Orai coseni di direzione
della Mt M sono
proporzionali
alle diSrenze
~tt~y~t.
Ctoai bmomii
WV(a;)-A~.X, WV(~)-A,Y
WV(~~)A,4'.Z.
D'altra
parte
le formoie
(8*)
298
(pag.210)
dimostrano che co-
seni di direzionedella
tangente
alle linee
QPW==~costanto
sulla S
sono
proporzionali
alle tre
espressioni
6~WX+V(a;,<&), <)==WY+7(~)
C==WZ+7(~); i
e
poich
si ha identicamente
2(WX+V(~~))(W7(a!)-A,X)==0,
ne risulta
appunto
rasaenta
ortogonaUt.
BN.AZKHH!COI TEOBBMDt 9DMHABO 24~
VerMchiamoln due che la
superficieS; luogo
di
(~t,)
&
pre.
cisamentela
complementare
di S osservandoleidentit
\'t~' WlfJ -O~~vi~ V~ n
2~==1 ~X+-7(~~XJ ~-X~==0
(49)
a
(cf
4'
aXI
(49)
31L
1
wx
+
v
(x,4
ai
3
<1)
Wi
0
2~WX+.(~)~-X~)-~j=0.
le
quali seguono
dalle altre stabilit al
296:
V
(x~~)
ax 3<1> Y,
'D
x fi ax
a4>
2~S
~(~
v
(l,
w -~V
x
~=~
Le
(49)
dimostranoche
T),
Csono
proporzionali
ai coseni di dire-
zionedella normalea
SL
in
(xi, y,,
~),
e
provanoquindi
che
81
la
complementare
di
S,
comesi era asserito.
Oradeformando
comunque
la
S,
le osservazionialla finedel
805
dimostranochela
congruenza
delle normali alla
superficie
acurvatura
costante
S,
tracciatenei
piani tangenti
di
S,
rimaneinvariabilmente
legata
allaSin
queste
deformazioni.D' altra
parte
anchela
superficiecomple-
mentareSi,
mentrela S si
deforma,
subiscouna deformazionee la
congruenza
dellenormali di S esce dai
punti
di
S;
stessa ed inva-
nabilmente
legata
aile suedeformazioni. Gli studi ehe abbiamofatto
al
Cap.
XVII sui teoremi di
Guichard,
e
pi precisamento
i risultati
conseguiti
nei
388,259,
dimostrano che la
81
sar
applicabilosopra
una
superficie
di rotazioneche
potr
offrire
cinque-forme
distinte ivi
enumerate,
ela
congtnenza
delle normali di S sar
precisamentequella
che
trovasi,
nei teoremi di
Guichard,
associataaile deformazionidi St.
.
810.
Inversionedei teoremi di ChdchM'de
superficie
a oarvatara oostamtederivate.
Lericerche
compiute
nei
precedenti
ci
pongono
in
grado
di
proce-
deraallaM!peMtOHe dei tooremi di Guichard e di dedurne
quindi
un
importante
mptododi trasfortU'Miouodelle
superficie
acurvttturacostante,
244
CAHTOM
XX..
810
Ad
ogni superficieS,
di rotazionedi unadlie
cinque
formetroYate
ai
268,
369 i tooremi di Guichard associavanouna
congruenza
di
raggi
UBeentodai
punti
di
S,
ed invariabilmente
legata
alto deforma-
zioni di
questa
in
guisa cho,
in
qualsiasi deformazione,
la
congruonza
stessa rimanevanormale ad una
superficie
S a curvaturacostante.
Noi abbiamo ora invortito
questo
risultato
provandoche,
data ad
arbitriouna
superficie
S a carvatura
costante,
si
pu6sempre
considerare
la
congruenza
delle sue normali corneuscentedai
punti
di una
super-
ficie
SLapplicabilesopra
unadelle
cinquesuperScie
di
rotazione,
la
gia'
cituradella
congruenzarispetto
alla
8, essendo
precisamentequella
dei
teoremi di Guichard.Invero
ogni coppia(<&, W)
di soluzionidelle
equa-
zioni fondamentali
~M==(T-1)KE~ +-rDW
(E) (7-1)
K F
+ -r D'W (f
costante
arbitraria)
( ~==(7-.l)KG$+~D"W
9W_FD'GD9~
FDED'9~
(E*)
EGF* 9M EGF'
(E*)
f
FiyGD' 9~ FD'ED" 9~
9p EG-F* 3 EG-F'
quando
i valori iniziali di
$W~
9
sianoseelti in
guisa
da soddisfarealla condizione
(F) A,~==(-f-l)K~fW
conducead una soluzionedel
problemad'inversioM,
le formole
(48*)
dandola
superncie'St
richiesta. Poichil nostro sistema
(E), (E*),(F)

omogeneo,
si vedeche: Data Ma
gMa!MKge ~Mf~
S o CMMWt~o
eO~<M<e,
~t~OMO00~
N<p~/MeS. <!0)TtSp<MO'eK~
chefM~COMO
problema
<ytM<~MtOHe.
Ricordiamoora che i teoremi di Guichardassociavanoad
ogni
su-
perficieSI
nonunasolamaduedifferenti
superficieS,
S' collamedesima
curvatura
costante queste
sono le due faldedi un
inviluppo
di sfere
coi centri distribuiti
sopra SL( 258,259).
Troviamosubitoleformole
che dennisconolanuova
superficie
acurvaturacostante
S',
secondafalda
dell'
inviluppo,
osservando che
ogni punto
M' =3
(~, j/)
di S'
simmetricodel
punto oorrispondenteM~(a!,y,jf)
di S
rispetto
al
piano
INVERSIONBDAI TEOBEMDI aUlCHARD 245
tangente
in
Mlalla
S;.
Osservandoche i cosent di direzionedellanor-
malea
S,
in
(a!),<'))
sono
proporzionali
a
ne deduciamoconun
semplice
calcolole formoledefinitive:
d
=
x
2<1 1>
IWX+,V(M"D)l
~='(T-1)~-W)~+~
(60)
2 ID
[W
Y
-1-
v
(Y'ID)]
(M)
~l)~w')~+~
/='(,-D(~+~~L
Si avvertirsubito
che, secondole formole
(c)
al

273*
(pag. 162),
questa
seconda
superficie
S' a curvatura costanteK essa stosBanor-
maleai cirooli del sistema ciclicoindividuatoda
(' W), ta quai
cosa
segue
anche facilmenteda considerazioni
geometriche.
Cosl da
ogni superficie
nota S a curvatura costante
K, integrato
il
sistemadeUe
equazioni
fondamentali
(E),(E*),
deduciamouna
tripla
infi-
nit di nuove
superficie
S' collamedesimaeurvaturacostantedatedalle
formole
(50).
Ritorneremoinaltro
capitolo(Cap.XXV) augUimportanti
risultati ora stabiliti.
. 811.
Oaloolodiretto deU'elenMntoUneare doUa
oomplementares~
Si
provato
al
309,
utilizzandoi risultati
gi
stabiliti ai
258,
259,
chela
superficieSt
complementare
di S
applicabi!esopra
unadelle
cinquesuperficietipiche
di rotazione che abbiamo visto
figurare
nelle
ricerchesui teoremidi Guichard.Nonsarinutileconstataredirettamente
questo
fatto
partendo
dalla forma
(46*)
dell' elementolineare di S e
corcandc,
colleformoledel

136*
(I, pag. 296),
l'elemento Unearedella
complementareS,.
In
primo luogo
se nella
(46*)poniamo
246 OAHTOMxx.
.
811
ridurremo il <&*aUaforma
tipica ortogonale
~-d).K~
(Y-l) K' (K-~) (f-1) K*
ossia, ponendo
'j~
K-t~
1P1//(~-1)K-K_t~
-v~.
alla forma normale
==
<
+
o~
Di
qui
deduciamo
dr
_<
~nyK~Kp
e
quindi, applicando
laformola
(b*)
del citato
136*,
avremo
per
l'ote-
mento lineare <&'deUa
complomentare
S'
~(f- (f~)K~~
(~-i)K--r<
+
<'
Se
poniamo
,-i.
potremo
scrivere
~==~)~+~-i)K~r]~.
(1-1)x
1
Per trovare la
superficie
di rotazionesu cui laS'
applicabile,
scri-
vendonel'elemento Unearesotto la forma ordinaria
(52) <[l+<)."M]<(-~d'p',
dovremoidentificarela
(51)
colla
(52) ponendo
t.==~y~-l)Et' (Acostante)
e restando arbitraria la scelta del valoredella costante Otteniamo
per
ta! modo
r~L-
K~4.K.~
~,=(r)
b'n r~w-.i
J
fM=~
K~
OALCOLOMBETTODBLL'BMMBNTOUUBABNDt
Si
247
Convieneora
distinguere
secondechela curvataracostanteK di S
6
positiva
o
negativa.
l." caso K
positiva.
PoniamoK a
ed
osserviamoche dalla
(F) pag,
244:
~==(Y-1)~-?W
risulta che,
volendorestare nel
reale,
lacostante
y,
del reste
arbitraria,
dovra
osseretale che risuiti
-r(?-l)>0.
Potremo
danqne
nella
(53) prendere
in
guisa
chesia

e
l'oquazione
dettacurvameridiana diventer
~~(~=,l)~+<t', >
cio
~=,1
Y-l
Siamocosi ricondotti all'ellissoide
allungato
dt rotazione o
aU'iper-
boloidea due falde del teorema di Guichard
( 268),
e
precisamente
avremo il
primo
casood il
seconde,
secondoche
Y (ovvero~1)
ne-
gativa
o
positiva.
Non sar inutile ossorvare che la
(F),
seritta sotto
la forma
A~+W==(Y-l)~w),
y
dimostrache nd
primo
caso sar
~<a*.
nel secondoinvece
~>
248 OAKTOMXX.
.811,
812
2."cMo
K negativa
Poniamo K"
RI
ed osserviamoche essendo
per
la
(F)
A,<&+W==-l)(~+w).
dovremoassumere
f -1 1negative, poniamo
y
1
R*
Y-l=- a!
ed assumendonella
(53)
~(-l)=~,
cio
~==~, i
l'equazione
della carva meridiana sar
~=<),M~Rf-
J 'V~'+e'-B'
Ro
Questa
formolacoincide
precisamente
colla
(34)
del
269(pag. 108)
e
completa
le verifiche
proposte.
.812.
AppliOMtoni
del metodo di
Weingarten
alla
geometria
eUittioa.
Da ultimo del nuovo metododi
Weingarten
daremo alcune
applica-
zioni alla
geometria degli spazi
di curvatara
costante,
che conducono
ad interessanti raffronti.
A tale
scopo
ci serviamo di
quella rapprosentazione
conformedello
spazio
a curvatura costante
K.-l
sullo
spazio
euclideoche si ottiene assumendoil <&*dello
spazio
curvo
sotto la forma al
1S9(I, pag. 845)
d8'=
~+~+~
~+~~
AH'MOAZMM AH.AaHOHBTNA BLLITTIOA 249
Oonsideriamonello
spazio
curvo ana
superficie
8 le cui curvature
totale mdia
K <~ H!=3 -)-
ptct pt
Biano
legate
dallarelazionelineare intera a coeNcionti costanti
'+'~+~+' PlPo Pl Pt
tacitevederechela
saper&cieSimmagine
di S nello
spazio
euclideo
apparton'a
alla classeconsideratada
Weingarten,
sarcioun
intgrale
dell'equazione(IX) d'Ampre(pag. 198)
-L 1 n
%+~~+~+9?" w"1
~~a-q
"1
- age
essendoy
una Mnvenientefunzione di
p, q.
Se ricorriamoinfatti aUeformoledel
222[(57*)I, pag. 618],
che
legano
le due curvaturedella
superficie
obiettivaS con
quelle
dell'im-
magineeuclideaX,
ed oBBerviamoche essendo
qui
~=a:'+~+~~==2<~,
>
si ha
~2(!cX-t-~Y+~Z)~2p,
lecitate formolediventano
~-=(~~)~(~~)(~~)+~'
'j'
=
2
4 rt
2
P
2
g::
+ +
4:
p'
~~(~)(~~)-
Sostituendonella
(84),
troviamo che la S e un
integrale dell' equa-
zione
seguente d'Ampre:
(66)
~~~+~~(6-2~) ~+~+4~4~+c=.0.
Questa, ponendo
'o
(M) ~4~+.,
~~i- 4
si sorive
appunto
sotto la forma
(65).
260
OAFnoMXX.
.
812
Ora dalle
superScie
intgral:
(Ma
(66),
avendoa, b,
ovalori costanti,
il metodo di
Weingarton
fa derivareunaclassedt
superRcioappUcaMU
dello
spazio
euclideo,
delle
quali
si tratta ora di calcolarel'elemento
lineare.
Scindendoper
ci6 nelleformole
auperiori
te due determinazioni di
segno,
consideriamo
dapprima
il casoellittico;
allora si ha dalla (67)
<t.
t~
o
~"(~r'
e l' elementoliNearesar da caleolamidallaformola
(VIII) pag.
198
~(.)(~+~(~
Ora
cangiamo
le variaMU
g
in
a, p
colleformolo
~-2<!q
,p
~c=~
pc=s
2?+~ 2<?+~
ossia
~4~)~
alloraavendosi
~=.p-6(a+l)
=. 26p(K+ l)-p'-c(K+l)',
9g
la sostituzionenella
(68)
ci dar:
(69)
<&'=(<t~-&~)'+(6~-c<?K)'-[ep~+Cft<)!<t-&(~+p~)]'.
FABABOMMBaB)MAM
281
QttMto
elementoUneare
appartiene
al
paraboloideimmaginario
a)=.op-6<!t, y=.6p-cet,
~=='~<+ce!26<tp),
OSBia ` ,a
~3(~[~+~]'
che
puo
ridursi evidentemente
(cangiandogU
assi
a;,
y)
alla forma
(60)
~+~=-2~,
con
p, g
costanti reali
qualunque.
NecondadifunoZ<<t (j~ensttMM~Me <M!e
sttpe~c~
(Mo
sp<M~
~!<<<o
appartenenti
aKaclasse
(54) ~x~e
<tKaWc~'e~<M!e
s<<pe~e
(~
~ajHo
e!~!eo
~~co&~t generalepo~aMoM~(60)
a
p<tMMM~
p!<f<t<M~e MMMyttMW.
Del
resto,
siccomead
ogni superficie
dello
spazio
etUttico dlia
classe
(6~)

parallela
una
superficie
a curvatura
costante,
nonsi altera
la
generalitsupponendo
b
=
0. Notevoleil casoin cui inoltrea
=
e;
aUorala
superficie
dello
spazio
ellitticoavendo
'=
1 a curvatura
Pl P2
totalenulla e d'altra
parte
la
(59)
diventa
<<t~(l-(t')a!w'2<!tp~M~p+(l~<?p'<
che,
collesostituzioni
<xesj) cos
C
p<='psen9,
assumela nota forma
(
245
pag. 64)
~.=~(l-p')<+p'~ t
dlievolutedelle
superficie
W
per
le
quali
t., t.,
=sen
(f, +
Abbiamo
gi&imparato
a trovarein termini finiti tutte
queste super-
ficie,
corne
pure
tutte le
superficie
acurvaturanuUadello
spazio
ellittico
(Cap.XIV)
oravediamoche i due
problemi
sono
perfettamente equi-
valenti.
2M
CAKTOM
J QC..818
.818.
Ap~iCMioni
aMtt
geometria iperMica.
Affatto
analogamente
si
puo procedere
nel caso
iperbolico,
ovenella
(67)
vatei!
segno saperiore.
Facendo
qui
il
cangiamento
di variabili
a.c=<
p~
2~, 2,-
da cui
2p=,-i-.2~c=
1
~'=al'~a'='
ai avr
~==~-6(~1)
~==2&p~l)-e~-c(-l)',
e
quindi per
l' elementolineare delle
saperScie
derivatesi trova con
un
aempUce
calcolo:
(61)&'=.(e~6~-(e<?a-&~)'+[<)<!t~+ap~-&(<!tjp+p<a)]'.
QNMtoappartiene
al
paraboloide
t M
a!==<tp-a, y-==~(cct&P)),
<'==e-+o~<!<p,
che,
se non ci
preoeeupiamodeU'immaginario,
lo stesso
paraboloide
comenel caso ellittico.
Ma, ponendoci
dal
punto
di vista
reale,
consideriamotre casi
parti-
colari notevoli:
l.* Poniamo in
primo luogo
<!6==.l, &as0, C==-l,
sicch~la
(64)
diventa
~-=1
1,
P~
e le
super&cie
dello
spazio iperbo!ico
sono
quelle
a curvatura totale
tPPHO&ZNN! AU~ QMMBTMAKBMOMOA 208
MHa. L'etemmto tinearo
(61)
diventa
<==
(~1) d'2Kp<<!t~~+(p'+l)fp'
e collesostituzioni
a'-=pcosh0 peapsenhO
9
assumela forma
<b'==(p')<!{<'+~6*.
Q)t68taappartiene
alla
supersoie complementare
del
paraboloide
di
rotazione
( 246);
tutte le
superRcio
di
qoesto
elemento Mnearesono
notee
quindi
anche tutte le
super&oie
a curvatura na!!a deUo
spazio
iperbolico.
2.*Poniamoora
<!s=0, 6~1, <!==2
conche le
superficie
E dello
apMio iperbolico
diventano
quelle
colla
curvaturamdia
==
2 e la
(61)
assume la fonna
('' [t
<~
=
[2<x+p)'-8]~'+3[~+2(~-1)] <~+(et* .-l)<!p'.
Questa
coUesostituzioni
c c=log(a+p), 2===2et* -t- 2 a p 2log ( +p)
1
si traduce ne!I'a!tra
(62)
<&*=!<?'+(2+2e-e")~,
cheabbiamo
gi
incontratoal

298.
8. Facciamoin fine
e:=-2 6==11
c==0,
do consideriamola
superScie
delto
spazio iperbolico per
le
quali
Pt+p<==2.
La
(Cl)
diventa
<~==(l+~~+2{~-h2(l+~+)2p+a)'+8)~,
che, ponendo
.=.log(~+p),2<t==-;2<tp+2p'+21og(.+p)+l},
assume la forma
(63*) ~'='<~+(2M+2<'+e")<j~.
AI
298
abbiamo veduto che si
possono
determinare in termini
6niti tutte le
supercie
d'elemento ItMtn'e
(68),(62*).Questorisuttato
di
Weingat'ten
assume
adunque
nella
geometria iperbolica
il
signiScato
Beguente:
J ~J c
Sp(MM) ~pe~~
eurvatura K
==
1S
possono
~OMt~Mt
<~MtM{
~M~
<~e!e
st~ef/Meper
!e
~t + ==
2e~e
g<<~per
P' P<
le
(p<aKp. +pt ==2.
CAPITOLO XXI
Le
scperCde
CMunsistem liace<! cMtMa
plane
osferMe
""4 11
SopM'acte
eci due ttttemt di Unee<HcmvattMa
ptaM.
Loto Mtnmi'MMgeomeMea
oeemido
Oarbanx. Bnper&cte
eoa un solo shtema dt linee dt oai-vatafa
plane,
loro detormina-
ttone
pet q<mdtatM-e. S~to-aete
modaMtc
genemU. SnperBcie
modaMte tt direttadee
cfUndrtcs.
Sttpm-aote
di J oachttMthat.
SaperMe
ttUaee di ourvature ch-cottu). Ot.
eMe di
Duptn.EleoMatt
oaratterietloi di MM
MperMe
aUneedt carvetaraotrootar).
FMp)-tet& goneratt
dei
[Noghi
de! etreott oMMjttetf delle linee dl ourvetnM d) tum
super-
Me
qualunque lungo
lelineedi eM'vat<irodeU*altro odel medetimo ttttem<t. Elment!
fMttttefMei di uM
Mpertete
con un <!M9Mmdi Mnoedt oorvatunt
piame. Tectemm
di
Btbaaeour.Sapetaete
d'area mMmft colle linee di ourvatem
ptane.SupetBete
a enfvatam Mutante
d'Enneper.NUeotdt paetidoefetiche
del
Dhi.SuperMe
oon
un ftitteam dt linee di eatvatnm efortobe. Toorema di Blutel e detenntMotcne di
queeto aupCfNdc.
.
814.
Fonna deU'etemento lineare sJ Moo
riferito ad un sistema
doppio ortogonale
di cirooU.
La classe di
superficie,
di oui trattiamo nel
presente capitolo,
ha
formato
l'oggetto
delle ricerchedi un
gran
numro di
geometri;
noi
ci
proponiamoqui
di far conoscerei
pnncipali
risultati dellateoria,
che
permettono
di
riguardate queste superficie
come
perfettamento
note.
Cominciamole nostre ricerchedal caso
pisemplice,quello
delle
super-
ficieeoM<e linee<M<!M~<it<<t~
piane.
Osserviamo
dapprima
che
per
le
propriet
dellecurve
evolute,
le
superficie~<~M&M<
di
questa
classe
sono tutte e sole
quelle
che hanno
per spigolo
di
regresso
un' elica.
Lasciandq
da
parte questo
caso
ovvio,per
determinarelanostre
super-
ficie rieorreromo alla loro
rappresentazione
sferica
(Cap. V).
Per le
propriet
di
questa rappresentazione
chiaroche
l'immagine
sfericadi
una lineadi curvatura
piana
un circolo
(minore)
della
sfera, giacente
in un
pianoparallelo
a
quello
della linea di
curvatura;
e viceversase
Fimmagine
sfericadi unalineadi curvaturaun
circolo,questa giaeor
in un
piano parallelo
a
quelle
del circolo.
")
MSi rteordi cheleUneedl curvatarasonocM&tterizzate dalla
propriet
di
avereleloro
tamgcnttparallele
a
quelle
doMaloro
tmnMgine
sf&Hca
(I, pag.161).
3S6
OAPtTOMXX.
.
31~
Le
immagini
sferiche delle !ineedi carvaturadettenostre
superficie
fonaeranno
dunque
un
doppio sistema
ortogonaledi circoli.
Sappiamo
cheun tale sistema si
ottiene,
nel modo
pi generale,
intersecandola
sfera con due fasci di
piani
i cui assi siano rotte
polari reciproche
rispetto
aUasfera
(V.'I, pag. 108),
onde risultaintanto:
& superficie
on <M~e MMee curvatura
piane,
i
piani
(~~ H<MC(? curvatura
<M!'M~eMa sono
ya~Mt
ad mm
retta, ~H
del Mcoad'o~<eM<! ad
WMsecondaretta
perpendicolare
alla
prima.
La
prima
ricercache dobbiamofare
6que!ta
di trovare la forma
dell'elementolineare
sferico,riferitoat detto sistemadi circoli.Convione
per
ei6
distinguere
due casi e cio'l." ledue rette
polari rispetto
alla
sfera sono
tangenti coniugate(ortogonali)
di
questa,
2."le due rette
po-
]&ri
reciprocherispetto alla sfera non sono
tangonti
a
quMta.
l." caso.
Considerandola sfera
X'+P+Z'~l,
prendiamoper
le due
tangenti coniugater,
il
queUe
condotte
pel punto
(0, 0,1) parallelamente agli
assi
0~,
O.c.Le
equazioni
dei
piani
dei due
&Mi si scriveranno
x
+
u
(< 1)
es
0
y+p~l)==0,
indicandocon
u,
e i
parametri
cbeindividuanociascun
piano
nel
rispet-
tivo fascio. Le
coordinate
X, Y,
Z del
punto(, o)
deUasfera si otter-
ranno dalle tre
equazioni
X'+Y'+Z'==l,X+(Z-l)==0,Y+f(Z-l)==0,
d6 che d
per
le formolerichiesto

Y-
~
v_
2~v
M'+c'-l 1
~"M'+~+l'=~T<Tl'
Questeesprimono
le
coordinate
X, Y,
Z in funzionedei
parametri
,
c del
doppio
sistemadi circoli.Si osserverchelavariabile
complessa
tt=;+t<'
none
altrp chela variabile
complessa
della sferaintrodotta al
Cap.
ni
BMMNNTOMNBARNDBUA SMBA MMRtTO A DUE MC! BCO. 2&7
n
(I, pag. 110); le (1) possono
scdversi
ir~idji v 1 Ttt1
~~+T'~?T~T'FT'
e danno
per
l'elemento lineare sferico
~4~
(TT.+1)"
e
ovvero
,4(~'+<~)
?
'~==~q~~pi~
2."ca80.
Prendiamo
per sompUcitper
asse dellela normalecomunea
r,
e
gli
assi
Oa!,
Oyrispettivamente paralleli
&
queste
rette.
Supponiamo,
per
fissarele
idee,
che la retta r sia esterna alla sfera,
quindi
la
interna;
aUoralecoordinatedei
punti
ove
r, incontrano1' asse.e' saranno
(o.0,~(0,0,~),
essendoa una costante
positiva
e
<~
1. Escludiamo
qui
il caso in cui
sia
==
0
perch
allorail
doppio
sistemadi circoliconsterebbedi meri-
diani e
paralteU; questo
caso
gi
stato esaminatoal
83(I, pag. 176)
corne
corrispondente
alle
superficie
modanate a
sviluppabile
direttrice
cilindrica.
Le
equazioni
dei due fasci di circoli si serivono
quindi
a;
(<)
=='0 0
y-O,
essendo
tt
i
parametri
dei due fasci.I.
Cangiamoparametri ponendo
\s=:
tSM~ jj,==: teh c,
<~)
Vl-' ~1~
e ne deduciamosubito le
espressioni
di
X, Y,
Z
per
le coordinate
u,
v
M
8 osservi chesolo
per [)i]<;
il
pianoy~
<=
0
sega
reatmentelaafbra.
~f~
a
268 OAKTOMXXI.
.814, 81S
colleformole
(4) x yr~'?M~<t y q
Vr'~senhc
.~co8+coshp
4
eoshf-t-~cosM*

coshv
+a
ces'
~coshf+eeosw
L'elemento lineare sferico assume
conseguentemenie
la forma
du'
+
)0)
(M'=s
(coahe +a cosw)'
Si osserver
oho,conformementeai risultati ottenati
al
97
(I, pag. 211),
tanto l'elemento lineare
(3)
comeil
(&)
hanno la forma
(a)
da,
du' dv'
(.)
<
ovo la sommadi duefunzioni l'una deUasola
u, l' altradellaso!ac.
.
315.
OeMfMioM
geometrica
di Darboux
per
le
superaoie
a linee di ourvatura
pime.
La ricerca di tutte le
superficie
conambeduei sistemi di Uneedi
curvatura
piano
ora ridotta a
quella
delle
superficie
che hamno
per
immagine
delle linee di curvatara il sistema
(u, f)
di circolidella sfera
corrispondente
alla formola
(3)
o alla
(5).
Baster
per
cio
applicare
il metodo
generale
cheal

82
(I, pag. 174)
abbiamodedotto dalle formoledi
Weingarten
relative aile coordinate
tangenziati.
Indicando con W la distanza
algebrica
del
piano tangente
alla
superficie
richiesta
dall'origine,
dovremo
determinareWdall'equa-
zionedi
Laplace
relativa alla forma
(a)
dell'elemento lineare sferico:
9'W 31og~W.31og~W.
3M3p' 3M'3<r'
Ma
poichqui
si ha
yx?`
9<
t
il
cangiamento
di fnnzione
incognita
W
w
W=~.
SUHtBPtOMCONTUTTBLa HNBE DI OOBVATDBA PIANR 269
riduce la
precedente
alla
~W,
la soluzione
pi generale
del
problema proposto
si ottiene
dunque
ponendo
w-
y
indicandocon
U,
V due funzioni arbitrarie di
,
v
rispettivamente.
Nerisulta che la
pi generalesuperficie
a lineedi curvatura
piane,
nel casodeU'demento linearesferico
(3),
sar
l' inviluppo
del
piano
(6)
2a!+2<'y+('+f'l)~==.8(D+V),
e nel caso
(6)
dell' altro
(6*) Vi- ~'8en<t..t:l- a'Benhe.~+(co8+aco8hf).e"-U
+V.
Eseguiamo
i nostri calcolinel
primocaso,osservazioni
perfettamento
analoghe
valendonel secondo.Il
piano(6) pao riguardarsi
comeil
piano
radicaledelle due sfere
(7)
a!'+y'+<'+2~+(M'L=2U
(9)
(8)
a!'+~+<2cpfe'L=.2V.
Al variare del
paramtre
la
(7)
ci da
unasemplice
infinitdi
sfere,
i cni centri sono distribuiti sulla curva del
piano
a!.ff Il
ciosulla
parabola
H~)'
cosulta
parabola
(9)
mentre il
raggio,
essendo U funzione arbitraria di
u,
varia con
legge
affatto arbitraria.
Similmentele sfere
(8)
hanno i centri
distribuiti,
nel
pianoy~,
sulla
cnrva
~)
2
260
OAPtTOM XXI.
.
816
ciosulla
parabola
(10)
~-2(~+~
ed il
raggio
dlia sfera varia ancoracon una
leggequalunque.
Ledue
parabole(9), (10) giacclono
in
piani perpendicolari
ed hanno ciascuna
rispettivamenteper
vertice c
per
fuocoil fuocoedil vertice
dell'altra.
Essesonocio
parabolefocal
l'una
dell' altra,
ciociascunaeit
il luogo
dei vertici dei coni rotondi che
projettano
Fattra.
Le
pi generali superficie
a lineedi curvatura
pianecorrispondonti
al
primo
casosi
ottengonodunque
nel modo
seguente:
Presedueserie<?'
di
afere,
di
raggio
variabile secondeuna
legge arbitraria,
ed aventi i
eentri
rispettivamente
distribuiti
sopra
dM
parabolefocaii,
sesi associa
una sfera
qualunque
della
prima
srie ad una sfera
qualunque
dlia
seconda,
il
piano
radicaledelleduesfere
inviluppera
la
superficie
richiesta.
Servendoci dlie formolein
coordinate
tangenziali (I, pag.173)pos-
siamoscriverele
equazioni
in termini finiti delle nostre
superficie.
Ma
per prosegaire
nella
intorpretazionegeometricaval
meglio
osservareche
il
punto
di contatto dei
piano inviluppante
si ottieneassociandoalla
(6)
le due
equazioni
che ne risultano derivando
rapporte
ad ue
v, cio
a!-}-M~==:U'
~+p~==V'.
Questepossono
ancheeonsiderarsi comeottenutedalle
(7),(8)rispet-
tivamentederivandole
rapporte
ad
u,v;
la
prima

quindi l'equazione
del
piano
radicale della sfera
(7)
e della successivanella serie
(u)
e
similmente
per
laseconda.
Dunque
il
punto
di contattodel
piano
invilup-
pante
il centro radicale delleduesfere
(u), (v)
edellelorosuccessive
nella
rispettiva
srie. chiaro
poi che,
tenendofissoMefacendovariare
v,
questo punto
descriver una lineadi curvatura
<t,giacentenel
piano
radicaledella sfera
(u)
e della
successiva;
e similmentedicasi
per
le
lineedi curvaturav.
Considerazioniaffatto
analoghepossono
farsi nel secondecaso
quando
l' equazione
dei
piano inviluppante
la
(6*).
Soltanto altosrieoe~di
sfere
(7), (8)
sono da sostituirsi le altre due
<
(7~ ai'+~'+~+~'i-senM .a!+cos..?==U
i
(8*) ~+y'+~+\/l-~Mnhf
.<tcoshc~==V;
c
OBNNtAZMNBOBMtNMCAPBf~MSPPBRHOMAMNNBP! CCBVATOBA PJ ANJ ! 2611
i loro centri sono diatribuiti autte curve
a!==gVl-0*8eBM
,=.C08M
,y=0
0
==!
~1 a'
se~
<
s a cegh p
o~
oh sono
rispettivamente
una e!!i8se ed
ac'iperbo!a, focaU Funa deU'a!tra.
Siamo arrivt!
per
ta! modo alla
seguente elegantissitoa costruzione
geomotrca
di Darboux
0
per
le
pi gnral! superficie
a Imee di cur-
vatura
piaae:
J ~ese (~Me
/<tM!~M
<M
~'e
i oui eeM~t <t<<MM~<t~<~
wp~t
due
OMt~
/0c<~
ei OMt
fa~<
<Mft!)M con
!<e
0~<M~ Mt CMMOMMa
/<Mtf
~M,
M
piano
''<~<<e <!<-
~eM ~MK<j!<<e,
!'MK<!della
~MO
!'J ~
<Mo secoM~
/<!W~M, wMh~efa pw ~eMe~e
M<per/!o<e
~o~a.
~MOCMtM'O~e a!)!
S/CM
loro ~MCeS~M W 0!<MCWM<t
/<MM~Ke, CeK<fO
ycaMe~ delle
gtM~fo ~sre
<!eMWce~ !a
SMp~OM,
ed
yMM~
ya~tca~t
CKMCMMa
~m
e <Ma ~ceass~ MnMtMOi
piani
<~He ~~e <? cMn~f<t
dei d'e at~emt.
da osservarsi che anche le
superRcio modanate del
83 nentrano
nella costmzione
generate prcdente.
Esse
corrispondono
ai caso a 0
nella
(5),
!e lineo
,
c riducendosi ai meridiani e
paraUeU; atlora la
ellisse s! riduce ad un circolo e
l'iporbola
focale al suo asse.
A
proposito
dette
superficie
ora studiate osserviamo n
seguente
teorema,
che si deduce subito dalle
propriet
della
rappresentazione
sferica: & )M
SMp~eM
Aa M sM<enM d't ~wee at c!<nM<fa
~<<tM<!
e
M~SecOHObSM~M it<tM<!9f<tdue ~Mtee <!MfM<Mfa
p~<Mte,
(MMAeM~
a~
MfattMO ~MMe.
E infatti te
immagini
sfericho di
queste
due linee de! seconde sistema
saranno
due cireoti minori della sfera e
questi
due circoU dovranno essero
tagHatt ortogonalmente
da tutti i circoli
immagini
deUo Mnee di
cnrva-
tura del
primo
sistema.
Questi uttimi formano
adunque
uti
faseio,
cio
che dimostra ta
proposizione.
~otts
t.
1.1, pag. 182.
2 62 CAPITOLOXXI.
. 316
G
.816.
DetenaiBMiene delle
euperBoie
ou aa Bistem&di linee di onrvatara
plane.
Passandooraall studio delle
superficie
conunsolosistemadi linee
di curvatura
piane,
dovremo
scegliere
sulla sfera
rapptesentativa
una
serie oc' di
circoli,
del resto
arbitraria,
e
presi questi
circoli insieme
collelorotraiettorie
ortogonali
alineecoordinate
u,v,
conchel'elemento
linearesfericoassumera la forma
(11) ~==Ea~+& 1
dovremoricercarele
superficie
chehanno
per immagine
dellelorolinee
di curvatura
questo
sistema sferico
(u, <').
Ora,
supposto
chele linee
sferiche siano
circoli,
la loro curvatura
geodetioa -saratunzioneditt
soltanto,
cioesar
P"
r.
~EG
essendoU funzionedeUasolau.
La determinazionedlie nostre
superficie,
in coordinate
tangenziaii
(X,Y,Z,W), dipende(82,1, pag. 174)
dalla
integrazionedell' equazione
di
Laplace
9'W
_91og_~
3W
9IogVG
9W
3t<3c' 3p3<< au 9p

la
qualeper
la
(12)
diventa
9'W_9Iog~3W.9W
~=.UVE-
nsecondeinvariantedi
questaequazione
nullo
(DarbouxII, pag28),
essa si
intgra quindi
con una
prima
trasformazionedi
Laplace.
Scri.
vendolainfatti sotto la forma
~-u~.w)-~(~w).
se ne ha immediatamente
l'intgrale generale
condue funzioni arbi-
SUPERFICIECONUN StSTBMADI UttNt DI CURYATUBiPIANE 268
trarie (), <j'(f)
collaformola
(" U
VI
du
J ~"
t"Ulm
d~
t
w-.f~)+jCTM~r~{.
indicando con
,
un
particolarevaloredella u.
H nostro
problema

dunque
ricondotto ariforirela
sfora,
nel modo
pi&generale
possibUe,
ad un
doppio
sistema
ortogonale
nel
quale
le
linee di un sistemasiano
circoli,
dopo
di chela
(18)
ci dar con
qua-
drature le
superficie
richioste. Per
c:6,scelto ad arbitrio sulta sfera un
sistema oe'
di circoli, dobbiamo determinarelelorotraiettorie
ortogonali.
Mediante
projezionestereogranca (I, pag. 107) riportiamo
il
problema
dalla sfera sul
piano
e dimostriamoche la sua risoluzione
dipende
in
generale
dalla
integrazione
di
un'equazione
di
Riccati. Cio risulta
gi
da
quanto
abbiamo
esposto
al
Cap.
1
(, pag. 44), sulla determinazione
delletraiettorie
ortogonali
di un sistema di
sfere, quando
si
suppone
che la curva
luogo
dei centri sia
piana.
Per
dimostrarela cosa
diretta-
mente
<*)
prendiamo
il
piano
nsso
per
x
y
e siano
a!==a;(), y==y(w)
le
equazioni della curva
luogo
dei
centri,
t6indicandoun
parametro;
sia
poi
f=f(M)
il
raggio
dei circolo.Le
coordinate
xl,
~t
di un
punto qua-
lunquesopra
uno dei nostri circoli saranno
a!t==.i<!+feo88,
y,'==y+f8en6
e
per
la risoluziono del nostro
problema. dovremo determinare 9 in
funsione di Min
guisa
che si abbia
<~t <~t
=_
-y,
ci6che d
per
8
l'equazione
del l." ordine
.~sen~~se~.
Questa, asaumendo
per incognita
tg
8in
luogo
di
6, prende ap-
punto
la forma di Riccati.
Cf. DAMOt'x
I, pag.
us.
864 CAHTOMXX!.
.816,
817
Ora, poich
il nostro sistema di circoli deve essoreil
pia generale
possibUe,potremo
darci a
pWoW
una odancheduedlielorotraiettorie
ortogonali,dopo
di che con due o conuna
quadratura
troveremolatte
le altre.
Cosi abbiamo ricondotto aUe
quadrature
i!
problema
della determi-
nazionedi tutte le
superficie
conunsistema di lineedi curvatura
piano.
Rimaneora che studiamo
pi
da vicinole
propriet geome~che
di
queste superMe,
cominciandodalle classi
particolari pi
notevoli.
. 8~7.
Snpwaoie
modanate
generali.
Una
prima
classenotevole deUenostre
superficie
si ha
supponendo
cho i
piani
deUelinee di curvaturasiano
ortogonali
alla
superncte,
cio
queste
linee di curvatura siano
geodetiche.
E
poich
inversamente
ogni
linea di curvatura
geodetica
altresl
piana(I, pag. 200), possiamo
dire
che !e
superficie
o)M<~< sono<!af6~ef~<~ <?oK'oeerew~eM<tdi linee
o[t<MnM<~
geodetiohe.
Le
immagini
sferiche di
queste
linee di curva-
tura sono evidentemente circoli massimi. Analiticamente le
superficie
richiestesi
ottengonodunque
colleformoledel
precedente,
ovesi
ponga
U~.O.
La determinazione
geometrica
deUenostre
superficie
Srisulta dalle
considerazioni
seguenti.
1
piani
deUelineedi curvatura
geodetiche
di S
inviluppano
una
sviluppabile
e lelinee di curvaturadel secondosistoma
sonotraiettorie
ortogonali
di
quel
sistema oo'di
piani. Viceversa,presa
una srie
00 di
piani
e la
congruenza
delle loro traiettorie
ortogonali,
il
luogo
di una
semplice
innnit di
queste
traiettorie sar una
super-
ficiedella classe
richiesta, poich
ciascnno dei nostri
piani taglia
evi-
dentemente ad
angolo
retto la
superficie.
Dato il sistema oo'di
piani,
la
determinazionedelle loro traiettorie
ortogonali
si
effettua,
comesi
visto al
Cap.
1
(I, pag. 38),
con
quadrature; per
nssare una dellenostre
superficie
baster dare
in
uno dei
piani
K lalinea di curvatura
pianaC,
che
potr prendersi
affatto ad arbitrio. Si osservi orache
per portare
n
dalla
posizione
attuale alla suceessivabasta far rotare K attorno alla
generatrice
della
sviluppabile inviluppata
dai
piani
dell'
angolo
di
a~
torsione
n,
essendo <&l'elemento d'arco dello
spigolo
di
regresso
MPNtnOM MOMtfATBOBNBBAH 366
e,n
la torsione. Con cio
ogni punto
di. C descriveun Mcoinnnitesimo
di cerchio e ai
trasporta
nella linea di curvatura successive
C', che 6
adunque
identica di formaa C. Di
qui
si concludeche tutte le linee
di curvatura
geodetiche
sonoidentichedi
forma,
comeanche facilmente
si rilevadallecitate formoledel
Cap.
1
(pag.89),
odanchedalleformole
di Codazzi.O Abbiamo
dunque
il risaltato:
Le
M<pet~c
OK<tMsistemadi i'<Mee OMfM<<t<f
geodetiche<w~<wto
yeK~a<e
daun
Ffo/Mo~aMO,
~MtrMM~di
forma,
CMt
piano
foMt saMfa
<MscM<M
sopra
MM<~
superficiesM~pa&
Diremo
queste superficie:superficie
modanatee
sviluppabile
direttrice
quella
su eut rotola il
piano
del
profile.
In
particolare
se
questasvilup-
pabile

cilindrica,
si avranno le
particolari superficie
modanate
gi
considerateal
Cap.
V
83(I, pag. t76)
con un sistema di lineedi cu)'-
vatura in
piani paralleli.
Osserviamoche le normali di una
superncie
modanata S toccano la
sviluppabile
direttrice
S,
la
quale

adunque
una
deUefalde dell'evoluta. La secondafalda evidentemente una nuova
superficiemodanata,
che ha
per profilo
l'evoiuta
piana
dei
profilo
di S
e la medesima
sviluppabile
direttrice. Viceversasi vedr subito che: Le
epo!tWM<t <?una
~~t<p~o!~e
Xsono
superficie
modanatechea~me~OMO X
per M~Kp<tM~
direttrice(1).
.
318.
Elemento lineare delle
snperncie
modanate.
Vogliamo
calcolarel'elemento lineare di una
superficie modanata,
riferita alle sue linee di
curvatura, per
la
quai
cosaci utilemodificare
M
Selelinoedi curvaturavdella
superSeie
sono
geodetiehe,
si
pu&f<n'e
E'='1odalla
prima
formoladt CodMzt
(I, pag.278,
formola
(1))
risulta
-)
ovvero
=-
~()
indicandocon
p
H
ragglo
di cnrvatUMdeltalinea
piana
u.
<
Analiticamentectorlsultaanchedalleformoledel
Cap.
IX relativealla
evoluta.
Supposto
infatti chela
prima
falda
St
sia
sviluppabile,
la
~rmoJ a(18)
31',
I, pag.
276d&
~0
e
oquindi
la
(1)pag.
878
9E~
9o
268 CAP!TOMXt.
.
818
la costruzionedata
sopra
nel mode
seguente.
Sul
piano)t,
checontieno
il
profilo
della
superficie
modanataerotolasulla
svituppabito
direttrice
S,
immaginiamo
tracciataunaretta arbitrariamaNasa.
Questa
rototera
sopra
una
geodetica9
di Xed in
ogni
sua
posizione
<tsar il
piano
dellatan-
gente
e della binormaledi si
pn6dunque generare
la
saperMe
mo-
danata nel modo
seguente:
TracciatoinM
piano
K tM
proflloarbidrarto,
St
/<?<'<?
~O~O~una ~
fissa
<? !t
sopra
~ 0!<fM
OfM<tW<<t
W
~Ma
<~K
MMM~ea~a
cos~oH~em~enormaleoNo normale
principale
<!t
luogo
d~scW~odal
pt~Mo
sofa la
<Mp~cM
modanata.
Per definireanaliticamentela
superficie
diamolacurva della
quale
indichiamoconf
l'arco,
contato da un
punto fisso,
mantenendotuttele
attre consuetenotazioni del
Cap.
I. Riferiamo
poi
il
profilo
nel
piano
!t
ad un sistema di assi cartesiani
ortogonali
in
<t,
dei
quali
uno coincida
collaretta fissa
R;
indichiamocon l'arco del
pronto
e siaf=='f
r (u)
la distanza
algebrica
di un suo
punto
arbitrario M datt'asso
B, con
[
A =aA
(<t)
l' altra
coordinata,
onde sar
j
+A" =. 1
Se
a;t,y,, -ft
indicanole coordinatedi un
punto
mobilesulla
super-
ficie
modanata,
si avr:
)
j
a;, ==a? (w-)- A)&-t- f
).
(14) a),=:(o+A)p+fp.
~t =='<("+ A) f +f v
da cui derivando
~==~-A' ~=~-A'p. ~=~-A~ au=r"-
et,
~=rp.- au
'(
~j'+~j: ~y' ''+~~
x,
=
(r -v-r1)
yl
(r -v~A)
x,
r (r -v-A1
r
9c"~T
p 3p"\T 'y~' ~T"T'
e
quindi per
l'elemento lineare della
superficie:
(16)
<~=.<~+~+<~==~+~+A~.
(15) ~i
=
dxf + dm+ dst
==
du'
\l T
P
Cio confermaintantochele lineev
(profili)
sono
geodetiche
e
quindi,
essendo
piane,
linee di curvatura. Calcoliamoattres~i
raggi principati
BMMBNM MNZAM DBt.M SUPERFICIEMODtNATE 26f
di carvatura osservando che i coseni di direzione dellanormale sono
X,K-A~, Y,p-A'tA, Zt=-/v-~v,
onde,
aervondoei delle formoledi
Rodrigues,
troviamo
f+A
r
`~m A'
(16)
n
= -r
==
?
p+T
Appliehiamoqueste
formoleatcasoineu!la
sviluppabile
direttrice 2
siacilindrica, ciola
superficie
modanata
appartenga
alla dasse
parti-
colaredel
83.
Baster
per
cia
supporre
chela
curvag
sia
piana (ovveroun'elica).
Pcnendo
~=0
avremo dalle
(16)
(17) <'+~
Sappiamogi
dal

240
(pag. 48)
che
queste particolari superficie
sonole uniche anscettibiUdi una deformazionecontinuache conservi
le linee di curvatura. Colla
(17)
risolviamoora subito ii
problema
di
trovare etfattivamente
queste
deformazioni.
Supposto
inveroche
per
una
seconda
suporncie
modanata di
questa
classesi abbia
~-<~+~
per
identi&carei due elementi lineari
potremo porre
evidentemente
,==!? Pt
=
0. (f)
onderestera
~(~+A~.+A. Pr
dvl
(' Av)
=
v
-f-
A
Questa,
derivata
rapporto
ad
,
dimostra
che
~deve
essoreuna
costante,
che indichiamo
con
dunque
sar
<X!~==it!A AjSsC
C indicando una costante che
possiamo
rendere nulla contando Ctin
268
CAHTOMXX.
.818, 81$
modoche si annulli con
Dopo
ci&avremo
At==AA ~==~f,
~,==-A'p (1
e la
prima formolaci
dimostrache:
~~o~o
delta
<t<pef~ mo(!<MM~
si
d'e/ofMKt
comese fosse il meridiano di una
superficie
di rotazione
(Cf. 105,1, pag. 282)
Nettostesso
tempopero
conviene
deformarelasezioneretta del ci-
lindro direttore secondola
legge espressa
dalla formola
P.(')==yp~),
essendo
p=;. (0) l'equazioneintrinsecadi
questasezioneretta nella con-
Sgurazioneinixiale.
.819.
SuperBoiemodanata a
direttrice oonioa.
Fra le
superficie
modanatementanoancora
speciale
menzione
quelle
la cui
sviluppabile
direttrice un cono.
1
piani
normali alle linee di curvatura del secondesistemaconcor-
rono in ta! caso nel vertice del cono e le curvestesse sono
quindi
tracciate
sopra
sfere col centro sul vertice del cono(1).
Vieevorsadimostriamo:
0~ sxpe~M
c~ unsM~madi linee<?
eMn~Mrsdescriffe
so~a sfere
<!OK<!e~r!<!&e )<<Mt
superficie
moo~ax~ala
cui
~p~t!e
direttriceMMconocol verticenel centrocomune<&He
sfere.
Supponiamo
infatti che le lineedi curvaturausiano
tracciate
sopra
sferecol centroin0. Consideriamouna linea di
curvatura
v
detseconde
sistema ed in
ogni
suo
punto
il
piano
condotto
per
la sua
tangente
e
per
la normale alla
superficie. Questi
piani x,
essendonormali alle
linee
u, passanopel
contro0dettesfore
e per conseguenza
o
inviluppano
un conocol vertice in
0,
o si riduconoad un unico
piano per
0. Ma il
primo
casosi escludesubito osservando
chel'inviluppo
di
questi piani
nonaltrochela
sviluppabileformatadallenormati alla
superficielungo
Ladimofttt-MiMte Matttiotd:
questa
proprteta,geometrteamente
ovidento,
si ottienesubitoosscrvando
che,
sei
piani
normali dt una curvar
paMano
per l'origine,
si avrAneltesolitenotazioni
~a+~~+z~=0,
e
quindi tntegMndo
02
+92
IP
f+~+~costante
SUPmnciNMODANA'm A DtBNrBMBCONMA 869
la linea di curvatura
p~queste
normali concorrerebbero
danque
tutte
in 0 e la
superficie
sarebbe una sfera col centre in
0,
caso ovvio che
trascuriamo.
Dunque
ha
luogo
il secondo
caso,
cio~lelineedi curvaturav
sono tracciate in
piani
normali alla
superficie,
concorrenti in0 c. d. d.
Si osservi che leattuali
superficie
sonooa~~Mwa~ dalla
propriet
che
ogni
sfera col centroin0
taglia
la
superficie
sotto
angolo
costante.
In
particolare
si
ottengonosupernoie
di
questa
classecomesoluzioni del
problema
Ssico delle
superficieegualmente
illuminate da una
sorgente
collocatain un
punto
SsBo.In tai casoil
proniopianogeneratore
della
superficie
modanata e una lemniscatadi Bernoulli col nodo nel
punto
fisso,
il cono direttore restando arbitrario.
.
320.
Superficie
di J oaCMmsthal.
Fra le
superficie
conun sistema di linee di curvatura
piane
consi-
deriamo
quelle
nelle
quali
i
piani
di
queste
Unee
passanoper
unaretta
fissa;
esse diconsi
<K<per/?<e
<KJ oa~MM~Aa~dal nomedel
geometra
che
per primo
le considre.
Selelinee di curvatura
(e)giacciono
in
piani per
la retta r consi-
deriamouna linea di curvatura u deU'aItro
sistema,
le
tangent!
aile
(f)
noi
pnnti
di
questa
linea formanouna
sviluppabile
leoui
generatrici
si
appoggiano
tutte alla
retta r; questa
si riduce
dunque
necessariamente
ad uncono col vertice
sopra
r. E
poich
la linea
taglia
ad
angolo
retto le
generatrici
del
cono,
essa descritta
sopra
unasfera col eentro
nel vertice del cono e che
taglia
ad
angolo
retto la
superficie.
Duuque:
Le lineed{CMrpo<M)'e <Msecondo<M<eHM< sonotracciate
sopra
sfere
<~
~Mw
ad
angolo
fe~ola
~tfpe~M
hannoi centri d!M~&M
sulla fe~
Inversamente dimostriamo: &
unasuperficiepossiede
KM~~Mt<!
~Mee0 cM~~Mfa
piane
ed il secoMobsistema di MtMea!tCM~pa~Mm
sferiche,
tracciate
sopra sfere M-~<MM~t
aj~
~M~
eMOt
apparterr
alla classe<?
J oacAtHM~,
eM
~o
<~tcentri delle
sfere
sar Ma
fe~a, pef
la
go?e~MeraHMO
<? i
piani
<!eHeKtMeC.
E infatti una linea ? di secondacurvatura essendo tracciata
sopra
una sfera S
ortogonale
alla
superficieS,
la
sviluppabile
cireoscrittaa8
lungo
r e il cono che
projetta
r dal controdi
S;
tutte le
generatrici
270
OAPifOMxxi.
.
820
de! conosonole
tangenti
aile curveC nei
punti
di r e
passano quindi
pel
centredi E.
Daaque
il
luogo
dei centri dellesfere Etrovasi
sututti
i
piani
delle curveC ed e
quindi
una
retta, c. d. d.
Per costruirele
superficie
di J oarhimsthal basta
prendere
adarbitrio
uaa serie oe' di sfere coi centri in linea rotta e nella
congruenza
delle
toro traiettorie
ortogonali (chegiaceioao evidentemente nei
piani per
la
retta dei
contri) scegliere comunque
una
semplice infinit di
queste
traiettorie. La
superficie
loro
luogo,essendo
tagliata ortogonalmentedalle
sfere, ammetter
per
linee di curvatura lesuelinee d'intersezione con
queste sfore;
e le linee di curvatura dell'altro sistema saranno
quindi
le dette traiettorie
ortogonati piane:
Dopo
oi moltofacile dare leformolechedefinisconole
superficie
di J oachimsthal. Ricorriamo infatti
agli
sviluppi
del

22
(I, pag.
44
e seguenti)per la determinazione
deUetraiettorie
ortogonali
di unsistema
di
sfere, supponendo
che nelle formole
(49)
ibid.
pag. 45,
la curvaCsi
riduca ad una
retta,
che
prendiamoper
assedette
Applichiamo
queste
formole
ponendo
a;==0 ~==0
<'==:
<t==0
p==0 7==
1
$ =1
~)=.0 <;<=;0
(
aa0
~.=1 v~0,
~!=t0
1
1
yi=s0,
indi
-0,
~=.0
e le
(49*) pag.
46 ci daranno
~~+1~6
0 ~-0
sen o0
cio
?==costanto, tg9==CBe~~
<e
Le
traiettorie
ortogonali
saranno
quindi
date dalle formole
!t!'c=Rson8cos? ~~BsenOsen?,
/=+R(l+cosO)
Se
poniamoadunque
(18)
/*<!
tg~~Rj~ z
SWNtMOn! A MMH!N OOBVATURA OHMM.AM 271
dove una funzione
arbitraria
di
p,
le formole
(19) !B<='RMn8coB'!) ~c=Rsen9sent) .e'==<t+R(l+ooa9)
ci daranno la
piu generale
superficie
di
J oachimsthai,
i
paramotri ,
y
essondo
quelli
delle linee di curvatura.
.
821.
B~perade
a limedi cnrv&tnraoiroolari.
Veniamooraaconsiderareunaclasse
particolareimportante
di
super-
ficiecon un sistema di lineea curvatura
piane, quella
in cul
queste
lineesono circoli.
Il
piano
di uno
qualunque
di
questi
circoli 0
taglia
la
superficieS
sotto
angolo
costante e
per
ciole normali alla S
lungo
C formano un
conocircolare
retto;
la sfera che
passaper
C edha il centronel vertice
del cono toccherla
superficielungo
il circolo.
Dunque
la
superficie
S
&
l'invihppo
di una
semplice
infinitdi
sfere;
e
poich
chiaro inver-
samente che
l'inviluppo
di una
semplice
infinitdi sfere
sempre
una
superficie
a linee di curvatura
circolari, possiamo
enunciareil risultato:
Le
M~e~Me
coMun <tM<eMM di ~<Mee <S<<fpo<t<f<t cirolari sono
~t
mvi-
!<~
di M<t
Mm~tceM~~MtM
<i't
~efe.
Per denciro una tale
superficie
baster dare la curva F
luogo
dei
centri dellesfereedil
raggio
B dliasferamobilein funzionedeU'arcos
di r. Biteneado
per
la cnrvar le solite notazioni ed indicando con
X,Y,
Z le coordinate
correnti,
sar
(X-a!)'+(Y-y)'+(Z-<)'~B'
l'eqnazione
della sfera mobile. Il circolo caratteristico C si otterr
assMiandoalla
precedente l'equazione
che ne riaalta per
deriifa~one
rapporto
ad s,
cio
(X-~<+(Y-y)p~(Z-<.)~=t-RB',
doveB'
de
ove
=
<?
Dunque
l'asae del circoloC sar la
tangente
alla cun'a r e
per
il
raggio
f del circoloavremo
(20) ~=BVl'I~B";
272
OAHTOMXX!.
.
881
Indicando
poi
cono
l'angolo
del
piano
del ciroolo
coNasuperRcie
in~i"
luppoS,
si avr
evidentemente
(21) B~coso.
Colla
(20)
risolviamo
subito la
questione
di trovare tutte ].e
super-
ficiedeUanostraclassesulle
quali
i circoli di curvaturasonotutti
eguali.
Chiamandoa il
raggio
comune dei
circoli, dobbiamo
determinare R
dall' equazionedifferenziale
R'-R'R"~a*.
L'intgrale generale
dato da
B ==
V(9+c)' +' (ocostante)
e si hainoltre la soluzione
singolare
Be=.~
Questarispondeevidentementealla
superficiecanal! quanto
all'inte-
gralegnrale, avendosi
BR' ==s +c
le coordinate
~i,
del centro del circolosaranno date da
~==~(<+c)e'
yt==~(~+e)p P
==
(s+
c)f
cio
questo
centrodescriveun'eYdvente dellaeurvar.
Dunque
le
supor-
ficieconun sistema di linee di curvatura circolari ed
eguali
si distin-
gaono
indue
classi
la
prima
formata daUe
superficiecanali,
laseconda
da
quelle
ehe si
ottengono
colla costruzione
seguente: ;S~aM<;cM)w
ga!MH<p'
r StWoMo un
~0, SPoi~<MKo!o dalla curva<?
~MMa
<~la sua
~-e~t~ ?t&efaM <&oew<!
<<'coi'<~ di
r;
se la re~~MM
~o
jwKa
jpo~,
aK'est~M~ libera
M,
uncMo ci! CM~
M,
trac-
ciato
piano normaleal
questo
<eo!o 8ardla
~M~e
dellaclasserichie8ta.
.
822.
BanoresentMione sferioa ed evclate.
DeUanostra
superficiegenerale
Sa linee di curvaturacireolarl fa-
ciamoora
l'immagine sferica
di
Gansa!
i circoU di
curvatura C di S
BAPPMSBNTANfOM!
SMMCA BDBVOLUTE
278
is
avranno
per immaginecircoli
C, dellasfera.
Ora,
se
indichiamo
conri
la indicatrice
sferica dlie
tangenti
di
l', 6chiaro che il centre sferico
dei circolo
C, sar&nel
puntoML
di
r,, immagine
del
punto
M di F ove
l'asse del
circolo C tocca
qaesta carva, mentre il
raggio aforicodi
C,
sar
precisamente o. Da
questesemplici consUerazioni risulta subito
che: data
ad ~<o una serie?'
~Mt-e~della
sfera,
e~Mto
<M~e
Mt~e~c~? HMeedi c!<wa
circolari,
e~ hanno
per
MMm< sferica
s
< della sew data.
E infatti si consideri laeurvasferica
rt luogo
dei loro
centri,
o
sia
l'arco di
rt, U
raggio
sfericodel
circolo;
indichino
poi a, p, -f
lecoor-
dinatedi un
punto mobile
sopra Prendasi orauna
qualunque
curvar
dello
spaziocheabbia
r,
per
indicatricesfericadlie
tangenti, pongasi
eio
~==~(~<b,
y==~)~
~)~
J
<&=/'(s,)&t
essendo
y(s.)
unafunziono
arbitrariadi
S).Seconsideriamouaasrie oo'
di sfere coi centri
distribuiti
sopra
r e di
raggio
R==~C08od~==~C080/'($t)~
t
la
(21)
ci dimostra che la
superficie
inviluppo
di
questosfere avr
per
immaginesferica delle sue lineedi curvatura
circolari i eireoli dati. Per
questi infiniti
inviluppi
di sfere chiarocheleeurvel'
luogo
dei centri
sono
trasformate l'una dell'altra
per trasformazione di Combescure
(Cap. I,
I pag. 40).
Si
pub osservarechefra
queste infinite
suporScie
a
linee di curvatura
circolari, aventi a comune
l'immagine sferica delle
linee di
curvatura, ve ne ha una concircoli tutti
eguali.
Per
quanto
prcde baster infatti
prenderef (si)
in modo che risulti
S
=
acot
o, (a costante)
ci6che si ottiene
ponendo
< a
f (8
=
sen'a
~1
sen'o
NeUa
superficie
S
supponiamo
che le iinoe di curvatura u siano
circolari;
le normali alla
superficielungo
una
linea u
(circolo)
formano
un cono
rotondo il cui vertice sulla ourvaF
luogo
dei centri delle
sfere
inviluppanti
e il oui assecoincidecolla
tangente
a r. Si vode
adanque
che: la
falda
<&-H'eMh<~S
~a~a linee di CKn~<a-
274
<MPMOMxxi.
.
822
cMW riduce<~<testwt F
luogo
<wM<M <?eMe
a~fe mt~p<tx<
Manifostamente
poi:

~Mo ~tw~e
cM~~M-o
f,
<M~
sMpe~cte
1
~aMoo <tteM-eoKw<!tCMfMt~raMtMtWM?e
i'~o
c~~o
~ewo,
eM
n=v(M).
&facilevedereche
qucste
due
propriet
si
equivalgonoperfettamente.
Ricorrendo infatti atle formole
generali
del
Cap.
IX
per
le
evolato,
vediamo dalle
(8) I, pag.275,
che
se
==
y(M),
ne risulta
Ft =o G, ==0
e ciOdimostrache la
prima
falda de!I'ovoluta si riduce ad unacurva.
Viceversa,
se
questo accade, deve aversi
S
E, G, F! ==0
c
e
quindi per
leformoletest citate
fi-o
Escludendoil casoorviodella
sfera,
ne risulta
appunto f, '=
p().
Dimostriamoora inversamenteche
se =
y(),
la
superScie
ha le
linee di curvatura<tcircolari. E infatti indicando
con la curvatura
P.
geodetica
dlieloro
immaginisferiche,
abbiamocollenotazioni del
126
(I, pag. 274)
~1~1~
V~
Se,
avendo
riguardo
ttlle
(4)
del citato
,
formiamo la derivata
rap-
porto
a c di
1
9V~
1 9
V~
troviamo
~j-~==.~j_ +j.L
~W~
V~n)~~ VF~~)
&APFBBSBNTAZMM! MBBMA t!D tSVOLUTB 276
3f
Ma
per ipotesi
si ha nel nostro CMO
'=*
0,
e
quindi
risulta
~j~Lo.
9.;
Dunque
le lineesferiche
u, avendocostantela eurvatura
geodetica,
sono
circoli,
indi lelineedi curvaturadi Ssono
piane.
Di
pi,
essendo
costante
lungo ogni
tale linea il
raggiocorrispondenteri di
curvatura,
la linea stessa necessanamente un circolo.
Dunque: ZeaMpe~cte
con
M~eNK! !<Mee curvaturacircolarisonolesolechehmo Medelle
/aMe
deK'eM!h<(f<t ridotta ad M<! CM~a. Un'aitra
conseguenza
della for-
mola
generale ()
morita di esserenotata.
Supponiamo
che le linee di
eurvaturau di una
superficie
S siano
piane,
e
quindi
lelineesfericheu
sianocircoli;
si avr allora
9/1
9V~
~r''
e
quindi per
la
(a)

~i-o
au3p
9p
9<(
da oui
intogrando
risulta
ti
=
V
denotandocon V unafunzionedellasolac. Di
qui
si trae che se
per
~f
un
particolare
valoredi
u,
sia
=
,,
la si
annulla, essasara
sempre
nulla,
ciotntte )elinee di eurvatura di S saranno circoli.Abbiamo
cosl il teorema dovutoall' Aoust:Sele lineedi curvatura<?unsistema
di una
superficie
sono
piane,
esseSftfttttMOtuttecircolari seuna di eMC
un Ctfcei'o.
.
323.
La ciolidedi
Dupin.
Le considerazioni del
prcdente
t'cndononaturalela donanda se
esistauna
superficie
conambeduei sistoni di lineedi eurvaturacircolari.
Una tale
superficie
sar caratterizzata dalla
propneta.
cheledue falde
276
CAMTOLOBH..328
dell'evoluta si riducono
rispettivamente
a due curvo r, F. Per
quanto
abbiamovisto,
queste
duecurvedovrannoesser tali che
ogni
cono
projet-
tante una di essedaun
puntoqualuuque
deli' altrasia uncono
rotondo;
questa propriet
caratterizza una
coppia
di coniche focali. Viceversa
facilevedereche la
congruenza
delle rette
appoggiate
a due coniche
focali una
congruenza
normale. E infatti ne!!a
congruenza
delle rette
appoggiate
aduecurve
qualunquer,
t" i due
piani
focali
per ogni raggio
M
M',
cheunisceun
punto
di Mdi l' con un
punto
M' di
1",
sono evi-
dontemente
quelli
che
passano per
le
rispettive tangenti
in
M,
M'
a
r, f. OraseF,
F*sonodueconichefocali
questi
due
piani
sono
sempre
ortogonali
fraloroela
congruenza
e
quindi
normale.
Dunque:
Le
super-
ficie
coi due M~eMtdi linee di cMn'a<t<f<t circolari sono
quelle
o~c-
~<MM~t
~a
co~MeM~s<?He~eeappoggiate
a dueconiche
focali.
Una tale
superficie
dicesi una ocH<i'eoft
Dp!M.
Essa
algebrica
del 4.* ordinese le due conichefocali sono un'ellisse ed
un'iperbola,
ed invece del 3." ordine
quando
le due coniche sono
parabole.
In
particolare,
sela ellisse diventa un cerchio e
quindi l' iperbola
focaleil
suo
asse,
la ciclidedi
Dupin
diventaun toro
(ciclide
di
rotazione).
La ciclidedi
Dupin~pu&riguardarsi
in
doppio
modocorne
inviluppo
di una
semplice
infinit di
sfore,
le due serie di sfere avendoi centri
rispettivamente
distribuiti sulle due conichefocali.
evidente
poi
che le sferedi una srie saranno
tangenti
a tntte
quelledell'aitra; questa
osservaxione
permette
di scrivere subito le
equazioni
delle due serie di sfere
inviluppanti
la ciclide< Nerisulta
che: la <~~ di
D!<p<K <'MM~<o
WM
sfera
mobileche resta
C(!s<<t!<eMeM<e
<a~eK~e
a tre
sferejtsse.
E viceversa facilevedere
(p.
e.
servendosi di un'inversione
per raggi
vettori
reciproci) che, prese
comun-
que
tre sfere
Ssse, l'inviluppo
di una sfera mobile
tangente
a
queste
tre una ciclidedi
Dupin.
Analiticamente confermiamole
propriet
precedenti
edeterminiamolaciclidecome
segue.
Consideriamo
dapprima
il casodi un'ellisse ed
iperbolafocali,
che definiamocolleformole
a;=s<tcos, y=&sen,
~==~0
x
=
~'<t'
cosh
f
y
=
0
==
&senh<
wVediDANBOUx
n, pag.
868.
OIOMMDt PUPM 277i
dell' unacol
punto
dell' altrasaranno
(22) ) y &sen (1+t)
dovet b un
parametro.
Volendotrovare le
superficie ortogonali
tdte
dette
congiungenti,
dovremodetenninaret in fanzionedi
u,
v in
guisa
chesi abbia
il cui
intgrale
dato da
(23)
C-c.B~
Sostituendo
questo
valoredi t nelle
(22),
avremolecoordinate
x,
y,
<
di un
punto
della ciclide
Mpressepei parametri u,
vdei circoli di cur-
vatura. Dei tutto
analogamente
si
procede
nel caso di
parabole
focali.
. 324.
Cerehiamo orain
generalequellesuperficie
a lineedi curvaturatutte
piane, per
le
quali
uno dei duesistemi
composto
di circoliC. Diciamol'
le lineedi curvatura
(piane)
del secondosistema.
Riguardando
i circoli C
cornetracciati
sopra
sfere
ortogonali
alla
aupolicie S,
dai risultati del

320 vediamo chelanostra


superficieappartiene
necessariamentealla
Le coordinatedi un
punto
deUa
congiungente
il
punto
(a
cos

bsen
0)
(V<t'-y
cosh
0
bsenh
o)
a:
=
aCOB
4
t
(a
cos
&'coshv)
~c-~senhc.
(a
cos
~a'-y cosho)
at~
+
bsenu
dy
bsenhf ohr
=
0
Questa
ci d
per
t
l'equazione
a differenziati totali
integrabile
~a'-&'
sen
(!+<)
du
+
a senhvt d'f
<?
'=
)
\/a'6*
cos a cosh v
\/o'- &'
cosu a coshc
Superficie
conun sistema di linee
di ourvatara oiroolarl el' altrodi linee
piane.
278
OAprroMxxt.
. 3M,
825
classedi
J oachimstha!,
cioi contri deile dette sfere sono
distribuiti
sopra
una
retta, per
la
quale passano
tutti i
piani
delle curver.
Inversamonte
prondiamo una srie oo'di sfere coi centri in linea
retta; sopra
unadi
queste sfere
segniamo
ad arbitrio un circolo
Coe
consideriamo
quelle
traiettorie
ortogonali
dellaserie di sferecheescono
dai
punti
di
C..
La
superficie
loro
luogo
sara una
superficie
di J oa-
chimsthal
e,
per
le
propriet
dimostrate al
Cap.
1
(I, pag.46),
iesue
curved'intersezione collesfere della serie saranno altrettanti circoli.
Essa ha
questi
circoli
per
lineedi curvatura ele lineedi curvaturadel
secondosistemasono in
piani per
la retta fissa.
Dunque:
La
generalesuperficie
cowlinee di curvatura <e
piano,
e di
pi
ciroolari in un
sistema, si ottieneconsiderandoKoserie<?'
<j!t
s/~e
coi centri in lineat'~a e
pt~t<!ett<~o
luogodi g~
lorotraiettorie
o~o~oMaH
cheesconodai
~K~
un circolodi una di esse,
Volendoinvececonsiderare le
superficie
attuali come
inviluppi
di
sfere,
si osserverche
queste
sfere
inviluppanti
hanno i centri in un
piano
che
passaper
la retta fissa
r,
poichgU
assi dei circoli
C, che
sonole
tangenti
alla curva
luogo
dei
centri,
si
appoggiano
allar. D'al-
trondo
ogni pianoper
r
sega
la
superficie
sotto
angoloeostante,
e
quindi
tutte le sferesotto il medesimo
angolo,
ondei
raggi
di
queste
sfere
sono
proporzionali
all distanze dei lorocentri da r.
Dunque:
Le
super-
ficie
dellac~e a~M~esono
<'w~p/)o
tena
sfera
moMe CMt centro
F~w~e
una CM~a
piana 7
edil cui
raggio
varia
~<~OMMHaJ ~meM<e
alla
distanzadel centroda Metretta r
fissa
nel
piano
di
v.
Inversamente, qualunque
sia la curva
'f
e laretta t' fissatanel
piano
di
T,
si vedesubito che ia
superficie inviluppo
ha lelineedi curvatura
del secondesistema in
piani per r, poichogni
tale
pianosega
tutte
le sferesotto il medesimo
angolo
e
quindi
la
superficie
inviluppo
sotto
angolo
costante.
.
825.
Blementi caratteristici di una
saperade
alinee di oarvatara ciroolari.
In una
superficie
conun sistema di lineedi curvaturacircolari con-
sideriamouna linea di curvaturar del secondo
sistema, ciounatraiet-
toria
ortogonale
dei circoli C. Le
tangenti
ai circoli C nei
punti
di r
formanouna
sviluppabile
e
per
le
generatrici
di
questapassano
i
piani
dei circoli C.Ora
vogliamo
dimostrare
che, per
individuareuna
super-
BMMNfTt OABATTBHSTtC! 279
Me alineedi curvatura
circolari,si
possono
fissareadarbitrioi
seguenti
elementi: 1." una linea di cMfp~~ non e~o~M'e 2.' t
piani
dei
c~w!~ cn'<t(r<!
0, ~cM
<!M<?o~
per !'e ~eHef<!M<~
di ma
~~tt~MMe
contenentet" <mM~t~oWa
ortogonale
delle
~e<Mfo<Wot;
3.' Modai oir-
co!t
C,
del
quale
&o~<~<<<t~
raggio.
Intanto,
se la
superficie
cercata
esiste,
verranno fissatele sue nor-
mali
lungo r',
come
ortogonali
alla I' ed atte
generatrici
della detta
sviluppabile. Queste
normali a r
generano alla loro volta una
svitup-
pabile,
il oui
spigolo
di
regressoindichiamoconr 'Indiehiamo conu
l'arco di r e manteniamo
per questa
curvalesolitenotazioni del
Cap.
I.
Sia
M==(!cy.e')
un
punto
deU'evotutar e
M'~(~, ~~)
il
punto
corrispondente
dell' evolventer. Contando da un
punto convomente
avremo
<~==0?-M<
~ss~Mp
.?'=<f.
Se indichiamocon
<=o(w) l'angolo
che la traccia del
piano
asse-
gnato
al circolo
C,
uscenteda
M',
nel
piano
osculatorein
Ma r, forma
colla
tangente
M'
Ma r,
i cosenidi direzionedi
questa traccia saranno
eoso+~seno
pcoso+'~sen-~ ~cosa+Caeno.
Denotando
dunque
conB=
R
()
il
raggio
del circolo
C,
le coor-
dinate
xo,
del suo centro
Mosaranno
a!e==a! a-{- R(acos a +
{seoo)
go==y
w
P +R ?
coso
+ sen o)
!=<' f +R(7 ceso -}- Csono).
Consideriamoorala
superficieluogo
dei circoli C esiaM==
(~, y,
un
punto
qualunque
sul circoloC. Indicandocon
vl' angolo
d'indinazione
del
raggio M.
M sulla detta traccia
M.
M'
avremo
(24)
~=='a;a+R(l+co8e)(aeoso+~seno)+R8eno.
colle
analogheper y, .er,
e
queste
ci definiranno!anostra
superficie
e~.
Supponlamo
che
questospigolo
di
regresso
nonsi rlduoaad un
punto,
ciola
sviluppabilo
nonsiaun
cono,
casolimitechesi
potrebbe
trattarediret.
tamenteinmodo
analogo.
280 CAPITOLOXXI.
.
825
ohiafa
per
mezzodeUecoordinate curvilinee
u,
w.Dalla
(24) derivando,
col tener contodeUeformoledi Frenet e indicandocon
apidle
derivate
rapporto
ad u, troviamo
==
R' cos R seno
(o' +
~i
(1+
coso)
a
8
=
t
R' C080 R 0'
p/)
(1+-
con)
CI
+
J
fn' seno
+
R
co8.~+~
(1+co8f)
+~
$
+
(25)
[9
senli
+
R COB
P/J
+COStI)+
T P
t
son ci
+

+)B~enf-(l+c.6.)~
)..
T
t~.==Rco8o~Raenf~coso~~senf).
3
Dobbiamo
ora.ricercare
la relazione da cui debbono essere
legate
r
le due funzioni R e di
u,
aBinch)&nostra
superficie
S ammetta i
circoli 0
per
linee di curvatura. Per ci le normali alla
superficie
8
lungo
Cdebbonoconcorrere
nel puntoM;
overasse del circoloCuscente
da Mocoi coseni di direzione
seno$coso,
pseno'tjcoso, fsenoCcoso
c
incontra la
tangente
in
Ma r; per
le coordinate
xi, yl, Il
di
questo
punto M.
si trovasubito
~~+(i~0- ~+(c. ~='+(c~
1 MBenidi direzionedellanormalea Ssaranno
dunqueproporzionali
aile diSerenze
a:
e dovranno
quindi
sussistere le
equazioni
~)g==0 S~)~-0.
La secondae naturalmente un'identit e la
prima,
facendo uso deUe
formole
precedenti,
si traduce
semplicemente
nella relazione:
(26)
R'+Rtgo(</+L~==o.
1
P/ P
BMMBNTt OABATTNtNTK 28!
Viceversabasta che sia soddisfatta
questa
condizione,
ela
superficie
luogo
dei circoli C Mammettera
per
linee di curvatura.
Applicando questo
risultato ai dati del nostro
problema,
vediamo
che,
essendonote
o, p
in funzionedi u, con
quadrature
si avr R dal-
l'equazione
lineare
(26)
ebaster fissareil valoredi B
per
un
particolare
valoredi u
perch
la
superficie
8 ne riesea individuata. Cib dimostra
appuntoquanto
avevamoasserito,
e
prova
di
pi
che,
dati della
superficie
a linee di curvatura circolari
gli
elementi caratteristici del
teorema,
la
superficie
si determina con
quadrature.
Se ossorviamo
poi
che nella
(26)
non
figura
affatto la
torsione ~di
di
F,
vediamoche si
potr
torcore
comunque
la curva
r,
mantenendole
la medesimanessione,
senza chei circoli
C,
invariabilmente
legati
allar
nella sua deformazione,
cessino di soddisfarela condizionerichiesta. Si
pu
anche
pensare
i circoli C
ortogonati
alla
sviluppabile
delle
tangenti
di r, lungo
una traiettoria
ortogonale
delle
generatrici,
invariabitmente
legati
alla
sviluppabile
in
quelle
sue flessioni che ne conservanoretti-
linee le
generatrici
(1).
.
336.
Proprit generali
delleUneedi ourvatura di Mia
mpercie q~ml~mque.
Colle
superficie
alineedi curvaturacircolaristannoinrelazionealcune
propriet semptici
e
generali
dettelinee di curvatura di una
superficie
qualsiasi
8,
che andiamo ora a stabilire.
Sulla
superficie
arbitraria
S consideriamole linee di curvatura
(?)
(o)
dei due
sistemi;
dimostriamoil teorema
A) -H hM~o
eM-eoM<?<!-
Mon delleHMee? nei
ptt~
Mamedesimalinea
M
ammette
{e~
e<fcoH
per
HKee cMt~<Mf<.
Lo
proveremoriprendendo
leconsiderazioni
geometriche
dei
Cap.
IX
sulle
propriet
dell'evoluta,
lasciandoal lettore to
sviluppo
della facile
wL'elementolinearedella
sviluppabile
delle
tangent!
dt una carvar ')i
oui u starareo hatn&ttl laforma
~jl+("~<~+~.
Sesi torcer mantenendoinvartatala
CeMionef
,laeviluppaMtesiaette
restandorettiUneele
generatrtct.
La
reciproca
si vedeanchetmMto.
288
CAPITOMXXI.
.
826
conformaanalitica. Sia l' una linea
qualunque
di curvatura del
primo
sistema
().
Le normal!allaS
lungo
laF sonole
tangenti
di
un'evoluta
Ft della r tracciatasulla
prima
falda
S,
dellaevolutaodi
pian:
normal!
di F sono i
piani tangenti
alla
S, lungo F). Se da un
punto Ml
di
F,
caliamola
perpendicolare
al
piano
osculatoredi r nel
punto
M corri.
spondente,questaperpendicolaro
coincidecoil'assedel circoloosculatore
di l' e
giace
nel
pianotangente
alla
SI
in
M..
Dunque
lasferadescritta
col centro
MI
e con
raggio M, M,
ciola sfera che hail centronel
primo
centro di curvatura
M,
e
raggio eguaie
a! raggio
di
eurvatura
(sfera principale)passapel
circoloosculatoredi r in M.
Gli assi dei circoli osculatori di I' sono
tangenti
aUa
SLlungori
e
poich
formanola
svituppabilepolare
di
r, hanno ledirezioni
coningate
aUe
tangenti
di
F:.
Ora sulla
S.
le linee a
tangenti coniugatedeUe()
sonole
(v)(1, pag.276);dunque: gli assi <~t~coHosc!a<o~~e!<Mee
di curvatura
(!<)
sonole
tangenti
a
quelle
?M<ee
(o)
della
prima falda
<M-
!'eMMo,
che
corrispondono
alle linee di ct<n)a<!(rodei MCM!do
~eMo
SKK'CMi~e.
Spostiamo
orail centro
MI
dellasfera
principalelungo
unalinea
(o)
di
8t
l'inviluppo
di
questa
sferasaruna
superficie
a lineedi
eurvatura
circolari. Orail circolocaratteristico di una tale
sfera,
che
tangente
in M alla
S, passaper
M e
glace
nel
piano
condotto
per
Mnormalmente
alla direzionedello
spostamento
dei centro. Ma
questa direzione,
come
si
visto,
data dall'asse dei circoloosculatore di r in
M,
e
pero
questo circoloosculatorecoincidecol detto circolo caratteristico. Ci6
dimostra
appunto
il teorema
A).
Notiamo
poi
chesei circoli osculatori dellelinee di curvatura si
associano
lungo
unaUnea
stessa,
anzich
lungo
una si avr ancora
una
superficie
a linee di curvatura circolari. E infatti
per
una curva
qualunque
r sussisteil teorema di
quasi
immediata evidenza:
B)
Il
luogo
dM circoli<MCK~oW una curva
g<~st<M~
<~Ko
~<M<o
ammette
questi
circoli
per
lineedi ef~Mrof. Ciorisultadall'osservare che
questo
luogo
altresl
inviluppo
deile sfore osculatrici della curva.
Cosi
adunque:
Per una
superficieat~)<~Me,
nella
coK~~w~a
dei
circoli osculatori<e linee di eMfM!<<<f<t di <w<M<eMM sonoeo~ettM~due
serie<j!<
sper~te
cheammettono
~testt
etfco!t
per
linee
ctoix~
esse
si
ottengono
<MSOCMM~ i circoli
~0
lineedi curvatura (M'MtM0
<Mya~'o sistema.
288
.837.
Blementi OMatteristici di una
superBde
oonun eiatem&di linee
di ourvatura
piane.
Ritorniamo ora aile
generali superficie
conun sistema di lineedi
curvatura
piane per ganoraUzzare
i risultati ottenuti al
324pel
caso
particoiara
che
queste
linee siano circolari. Di una
superficie
Sconun
sistema di tineeC di curvatura
piane
consideriamouna linea di eurva-
tura r,
del secondosistema edi circoli
osculatori,
nei
punti
di delle
curve C. H
luogo
di
questi
circoli una
supefacio X
a linee di curva-
tura circolari che oscuta 8
lungo r,;
la diretnola
superficie (a
linee
di curvatura circolari)
osculatrice di S
lungoI'
chiaro che
questa
superficie
osculatrice~ha a cornunecollaS
l'immagine
sfericadellelinee
di curvatura. Cio.posto,
dimostriamoil teorema:
A')
Per <M(MM(!M Ma
SM~er~oe
S conun~ts~emodi ~Mee cnM-
<)'
jpMMeC,
&a~'(t
fissare
acl arbitrio
~e~t
elementi: 1.0unadelle
linee di OM~~M~'a
pianeC,
2.0una linea ~{eKn~f
r,
secondo
sistema,
3." la
superficie
a Uneedi ci<~o<t'<t circolari
Xo
osc!~<tK<eS
~KM~o
r,.
Dati
questi
elementi,la Mt~e~M
ricldestaS si awK con
g<M-
<&'<e.
1
Intanto,
ad illustrazionedeU'eMnciato.osserviamo
che!e duecurve
date C,, 1',
debbono natut'ahnente ineoitnu'si
ot'togonahnente
in un
punto
Po.
Con ciovienefissata la normalein
Po
aS e
quindi
anchele
normali
lungo00
e
r,
dovendo
queste
ciascunavoltaformareuna
sviluppa-
bile. In
luogo
di dare la
superficie
osculatrice
o,
baster fissarei
piani
delle curveC condotti
per
la srie oo'di normali alla
ro
formant! una
sviluppabile
individuata dalla
tangente
in
Po
a
C<
corne
prima
normale:
allora, per
i teoremi del

335,
la
superficie
oseulatrieeX(,sar indivi-
duata e si otterr con
quadrature.
Per dimostrarela nostra
proposi-
zione
A')
cominciamodaU'osservarechedella
superficie
S da costruirsi
conosciamointanto
l' immagine
sfericadelle lineedi
curvatura,
chela
stessa di
quella
di
X..
Di
pi
se diciamoC' t",
il circolu sfericoe la
curva
immagini
delle date
Co,t~
sar
perfettamente
stabilita la corri-
spondenza
fra i
punti
di
C' Co; i" ro, poich
conosciamole normali
ad S
lungo C,, F..
Ora ricorriamo alla determinazione
per
coordinate
tangenziaM
delle
superficie
con un sistemadi linee di
enrvatura piane,
quale
fu stabilita al
316,
e
supponiamo
che sianou
=
,,
v
='
le
rispettive equazioni
dliecurve sferiche
C'a, 1~.
284
OAPtMMXH.
. 337, 828
ConosceremoevidentementeWsia
lungo
la w"

sia
lungo
v
comefunzionedi vedi u
rispettivamente.
Malaformola
(13) (pag. 263)
ci dimostra cheallora restano
perfettamente
fissate le funzioni arbi-
trarie
<))(o),?() dell'intograle,
eci6intermini finiti.
Dunque
la
super-
ficieS
individuata
dagU
elementi
assegnati.
Ma
inveMamente,dati
questi
elementi ad arbitrlo e determinate le funzioni
')) (c),y(M)
nel
modo
anzidetto, si vedesubito chela
superficie
S conun sistema di
lineedi curvatura
pianepasser per
le eurve
assegnate Co,l'o
le am-
metter
per
!meodi curvatura.
Dalla
proposizioneA')
cosi dimostrata risulta che: La
generale
superficie
conun sM<e~M<! di lineedi M~t~
piane dipende
da
gt<aM
/M.M<M<~
arbitrarie.
E infatti la linea di curvatura
piana Codipende
da una funzione
arbitraria e lalinea di curvatura
I', del seconde sistema da due tali
funzioni. Inane una
quarta
funzionearbitraria relativa alla
posizione
dei
piani
dellelinee C condotti
per
le normali
assegnate
alla
l'o.
Osserviamoancorache dalla
proposizioneA')
edai risaltati
generali
del

826
segue
nuovamenteil teorema
dell'Aoust,
dimostratoalla fine
del
327.
. 828.
H teorema di Biba~noour.
Supponiamo
ora che di una
superficie
S conun sistema di linee0
di curvatura
piane
siadatasoltantola
sviiuppabiieXinviluppo
dei
piani
deUecurveC e ricerchiamole
corrispondenti superncieS;
saremo cosl
condotti ad
unbel teoremadi Ribaucour
(1),
lecui numerose
conseguenze
furonoparticolarmentesviluppate
dal
sig.Rouquet
inunatesi del 1882<
Trattiamo il caso
gnrale
in cui lo
spigolo
di
regresso
r della
sviluppabile
X un'effettiva cnrva
(non
si riduce ad un
punto);
ma
sarebbe faciletrattare
analogamente
il casodi una
sviiuppabiie K
coniea
o cilindricaconanalisi diretta.
Indichiamocon l'arco di
F,
e teniamo
per questa
eurvale solite
notazioni. In
ogni piano
oseulatoredi r tracciata una delle nostre
~oMoeNe
correspondance M<MM<!<~e
<<e M. Catalon1879.1880.
~<M<~
~MK~<W9e
des
M-/hCM
d<M<la
<~MM
deC<M<~&<~e <<'?
~~NM
<<Mt<
p&Mes(Toulouse-Douladoure-privat).
TMBMA M MBAUOOUB 286
curve
C,
che noi riferiamo alla
tangente
enormale
principale
di r come
ad assi
coordinati;
e siano
A,
B le relative coordinatedi un
punto
M
mobilesu C. Intendoremo ehe
A,
B siano funzioni di un
parametro
v
che individuai
punti
della curva C ed inoltre deU'arco di r:
A==A(,f) B~B(,c).
Le coordinate x, .?di un
punto
M di C saranno
quindi
~==a!+A<t+.B{
(27)
y=!/+Ap-t-B~
~7
~==?-)-A-r+-BC,
e
queste
formole ci definiranno la
superficie
S
luogo
delle curve C.
Derivando
queste formole,
otteniamo
per
le formoledi Frenet:
x
9A
B\
./9B A\,
B,

(28)
3==('~'+~+~-T~
9z 3A
3B,
9<
colle
analoghe per y,
.f. Per
esprimere
che le curveC sono linee di
curvatura della
superficie generata
S dobbiamoscrivereche il
piano
di
ogni
eurvaC
taglia
la S sotto
angolo
costante. Indicando
con? questo
angolo,sar y
unafunzionedellasola
u,
e
pei
coseni di direzione
X, Y,
Z
della normalealla S avremo
aB 9A.
a~et
<;
(29)
X
=
sen
y +
cos
<f.)<,
A/
4-
v\~ +w
colle
analoghe per Y,
Z. Ora dovemdosiavere
X
*=' 0,
ne risulta
l'equazione
~~4.~
B\ 3A/9B
.A\
3p
9~ p 3c \9 pj
cot~
n 1 /~V j W
T
~V(~
+
(~
r'
286 CAHTOM
XXI..
838
Il secondemembrounafunzionedellasola
u,
cheindichiamocon
U;i
la
precedente
si sorive cosh
~aA
B\ 3A/3B~A\
(80)
3<3
p;J
~<~rJ ~p
~+S)'
Viceversa,
se
A,
B sono tali funzioni di
,
v da soddisfare la
(80),
ponendo
(31)
tg?~
le
(29)
darannoi coseni di direzione della normale alla
superficieS,
luogo
dettecurve
piane C, poicM
si avr identicamente:
~X~-o ~X~-o
Z~0. 2<X~-0.
Ed essendo
l'angolo 'p
funzionedi u
soltanto, perla (81),
la 8 am-
metter le curveC cornelinee di curvatura.
Ora
supponiamo
chesi deformi la
sviluppabile
S, mantenondoretti-
Uneele
generatrici,
e che le curve C
vengano
trascinate nei
rispettivi
piani tangenti
restando invariabilmente
legate
alla
superficie.
Lo
spigolo
di
regreMO
r si deformermantenendolastessaSessione
e cangiando
solo di
torsione-;
d'attronde rimanendo
A,
B le medesimefanzioni
di
M,
sar
sempre
soddisfatta la
(30)
e le curveC
continueranno,
in
ogni configurazione
di
X,
a
generare
una
superficie
chele ammette
per
linee di curvatura. Soltanto
per ogni
flessione di S
cangier,
seconda
la
(31), l'angolor
sottoil
quale
il
piano
dellacurvaC
t&glia
la
superficie.
Un'altra
conseguenzaimportante
deduciamodalla
(28):
se con
~==Eaf<<'+2F<?~+G~
indichiamol'elementolinearodlia
S,
vediamosubitochei coemcienti
F,
G
sono affatto
indipendenti
dalla torsione
Ora sulla superficie
SFe-
quazione
differenzialedelletraiettorie
ortogonali
dliecurvC
(
=
cost.),
cio delle secondelinee di
curvatura,
data da
F~<+Gd~=0;
TMBMA DI NBAUCOUB
38')'
dunque questa equazionedifferenzialerimanelastesM
comanque
defor"
mando la
sviluppabHeX.
Riassumiamo
questi risultatati nel teorema
seguente
di
Ribaucour:
Se Ma
~~e
S ha M~<MM MtMf cto~a~w~C
piane,
d~~MMa'o
comunque
la
~<~a6~e S Mw~~o
di
<p<es~p~ ~<t
chele
generatrici f~MO
~<tJ 'tKee,ed
ogni piano tangente
di E ~aso~t
SWO <t<nw
C,
ivi <f<MM<!<
1.' in
0~ COM~M-~OMP
j~o
~e CMtWC
aNtM~et-M
~Mpfeper
linee di
CK~a~o-a.
2.' <
punti
<Mi'eMH-MC!<WC C~si trovavanonella
COM/~tWMtOMe
WM~e
Mp~<t
una Hw~
cyM!<Mf<! fMsecondo
~~cma, ~Ma~aitMO
ancora !?
ogni
altra
COM~MfO~OKe.
In
particolare,
se dstendiamola
sviluppabile
Xiu un
piano,
avremo
un
doppio
sistema
ortogonale
di curveCe
C',
ad
ogni
curvaC
essendo
inoltre coordinata una
retta, la
corrispondentetangente
aUatrasformata
deUo
spigolo
di
regresso. Interpretando geometricamentel'equazione a
derivate
parziaU
del
primo
ordine
(80),potremmo
stabilire le
propriet
geometriche ca~~et~cAe di
questi
sistemi
ortogonali,
dopo
di chela
determinazionedelle
superficie
conunsistemadi lineedi curvatura
piane
si
effettuerebbe con una costruzionedi
geometria
piaNa.
Nella citata
memoriadi
Rouquet
il
lettore trover
ampiamente sviluppate queste
rieerche con
eleganti costruzioni
geometriche.
Noi
qui
le
traiasceremo,
tanto
piche, per quanto riguarda
la determinazionedellenostre
super.
ficie,
non verremmoinsostanzachea
ripetore,
sotto altra
forma, quanto
abbiamo
esposto
nel
paragrafo prcdente.
.
829.
Le
superficie
d'area minima conlinee di ourvatur&
piane.
La determinazionodelle
~uperncie
conun sistema di linee di cur-
vatura
piane, considerate nella loro
totalit,
si
effettua,
comesi
visto,
con
quadrature. Quandoper
altrosi
voglianoconsiderareclassi
speciali
di
queste superficie, corrispondenti
a
particolari propriet geometriche,
rimarr da detorminareil sistemadi circoli
immagini
sferichedelleUnee
di
curvatura eledue funzioni arbitrariecheentrano
nel!'intgrale gene-
tale
(18) (pag. 263)
in
guisa
da
soddisfareaHecondizioni
richieste. Una
ricerca di
questa specie

quella compiuta
nel 1869dal
Dini,
chedoter-
mine tutte le
supet-Scie
W
(ciocoi
raggi
di eurvatura
legati
da una
288 OAKTOMxx.
.
829
relazione),
chehanno al
tempo
stesso un sistema di linee di curvatura
piane.
Noi nontrattoremo la
questione generale;
ma ci umiteremo a
trovare le classi
pi
interessanti di
queste superficie,
che sono
quelle
ad area minimae
quelle
a curvatura costante.
Cominciandodalle
prime,
osserviamo cho,
i'immagine
sfedca delle
linee di curvatara di una
superficie
d'area minimaessendoin
ogni
caso
un sistema
doppioortogonaleisotermo,
se le linee sferiche di uno dei
duesistemi sonocircolianchelealtre sonocircoli
(I, pag. 211),
e
quindi:
Ma
Mtpe~cte
minimaelleaMKt
pianele
lineedi curvaturad'tunsistema
<M~
piane
anche
gt<e~
dei WC<Mt<!o.
Viceversa
prendiamo
sulla sfera un
doppio
sistema
ortogonale
di
circoli che non
puo
offrireche i'ano o l' altrodei due casi studiati al
prineipio
dei
Capitolo.
Eaister certamente,
pei
teoremi al

136
(I,
pag. 291),
una
superficieminima,
determinata a menodi
un'omototia,
cheavr
per immagine
dellesuelineedi cm'vatura
quel doppio
sistema
di circoli e
possederquindi linee
di curvatura
piane.
Per scrivereeffet-
tivamente le formolerelativea
questesuperficie
nonresta chea distin-
guere
i due casi del
314
secondeche la forma dell'elemento lineare
sferico
qaeUaassegnata
dalla
(3)
o dalla
(5) (pag. 267, 268).
Nel
primo
caso faremo, disponendo
del fattore costanted' omotetia:
<(M'+~+l)'
~~3
e nel seconde
==
(cosh
v
+
<tcos
)*.
Le coordinatex,
y,.?
di un
punto
mobilesuUa
superficie
minimasi
calcoleranno
quindi,
in funzionedei
parametri u,
v dellelineedi curva-
tura,
colla,
quadratura tura,
colla
quadratura
r /3X
dis
3X
~9.
ed
analoghe per y,
Cosi troviamo
per
la
prima superficie
minimale formole
a!==-{8-M?+3<t<)'{
(~
y=~-8c-3'~
(A)
~t'
(u~..t\
SUPEBnOH! MHHMB A UNBBD!OUBVATUttA PtAMt 289
M
e
per
la secondale altre
a!==!OH<+6eNMCOBh<' v
(B) y==w
v,
+<tcos<<sonho v
<==: yl- a'cosMcoshf.
La notevole
superficie
minima
(A)
stata trovata da
Enneper;
essa
algobrica
del 9." ordine. Le sue linee di carvatura
(u) (v) sono
evidentemente cubiche
plane razionali,
mentre le linee assintotiche
0 =
costante, +
v==
costante sonocubiche
gobbe.
Vediamo cosa
diventala costruzione
generale
di Darboux
( 815)per questa speciale
superficie
a linee di curvatura
piane.
Siccome
qui
abbiamo
(eangiando
il
segno
di
W)
w= /Y<.j-v.L.7~
c'+8o'<8<t*
W~-(X~+Yy+Z.)=.
paragonando
colleformoledel
316,
dobbiamofare
2U~ 8V~~~.
4 4
Orai
quadrati
dei
raggi
delle sriedi sfere
(7),(8) (pag. 259),
i oui
centri sono distribuiti soUedue
parabolefocali,
sono dati da
~+~+~
1
4 2 16
-,V~(.)'
ciosono costanti ed
eguali.
Si ha
quindi
la
seguente
costruzione
geo-
metrica La
<~p~cM
minima
d'Enneper

Mt~t~po
dei
piani
MonMaK
J M~O
<?tM~WC<&!?!!
CtM~M~e~pt~
<M<t
parabola
coi
punti
<i~~<M'aM~/%eo~.
Per
le propriet
dellaciclidedi
Dupin(323),
si
pno
enunciare
q~esto
rlsultatosotto la forma
quivalente: Z'MMJ ~/M<s
media della cMMe
del 8.' of~~
DKpw(omparabolefocali)
la
superficie
<r a~eaminima
a'J Ew~pef.
Quanto at!a
superficie
minima
(B), osserviamosoltanto che essa
in
ogni
caso
trascendente,
e
per
<t='0 si riduce al catenoide.
890 OAHTOLO XX!.
.
8M
.
330.
SuperSoiepMadostrche
oonun sistema di linee di oarvatura
piaM.
Volendoorarieercarele
superficie
conunsistemadi lineedi cnrvatura
piano
e di cnrvatura
costante,
converr
prima
che
troviamo,
secondei
teoremi
gnral!
de!
Cap.
IX sulle
superficie
W,
la formacarattoristiea
che ha l'elemento lineare di una
superficie
di curvatura
costante,
rife-
rita aile sue linee di curvatura. Cominciandodal caso delle
superficie
pseudosferiche,
lacui curvaturaK si
porrper semplicita
==-
1,
osser-
viamo
che,
indicandocon0 un
angoloausiiiario,
potremo porre
ft==t tg8 ~==cot8
ed i teoremi
gnrt!
at

184
(I, pag. 289)
daranno subito i risultati
seguenti,
che
potrebbero
del resto anche dedursi da
quelli conseguiti
al

76
(I, pag. 160)
L'e~Me~o lineare di Ma
Mpe~!cM~eM~os/iftoa
<?
raggio
==
1, f~~N
a~e linee di cK~<!<:<f<t M,v,
assumela
forma
(32) <&cos'8<&<*+sen'8<
mentre
gt~O
~(t Mfa
MM)M<t~M ~Wca
dMo da
(83)
d~ son' 9<!' cos'8
d~
!a
/!<!M'MMe
8
(, v))(j'~M/~<M'MMe
a (MM~e
~fjfMt
c~aeW!<Ma
ale t
Viceversaad
ogni
soluzione6 della
(33) corrisponde
una
superficie
pseudosfericapienamente
determinatadi
forma,
elasuadeterminaziono
in termini finiti
dipender,
in
gnrale, dall'integrazione
di
un'equazione
di Riccati.
Supponiamo
orachelanostra
superficiepseudosferica
Sd'}bbaavre
le iinee di carvatarac
piane;
sar
per
ei6necessarioe sumcienteche
le Iineesferiche psiano
circoli,
cioche la loro curvatura
geodetica
J L
1
9sen8
1 98.
p'
8en8cos69 3o 86n89c
QaMtaespdmc
chela cnrvaturadall' etomonto lineare
(88)

~='
1,
owero
quella
dl
(88)
6
~+1.
8CMBFKM PSBUDOSMMCBBCOLM HNBB Dt CDNYA'MRAf KANB ~1
sia una funzionedella sola v.
Questa
condizionesi traducenella
equa-
zione
~=0.
ed il
problemaproposto
si riduce
dunque
a trovarelesoluzioni comuni
aUedue
equaztoni
del 2."
ordine
(84), (38).
Ora dalla
(86)
risulta
2
essendoU fanzionedeUasolau, V dlia solav. Di
qui
si trae
e
quindi
cosO==-tgh(U+U)~en0==~~
~~tgh'(U+V)~+~y~.
Siccome
supponiamo
che n
U,
n V siano costanti
(ci
che
porte-
rebbe aile
superficiepseudosferiche
di
rotazione)potremoprendere U,
V
per parametri
in
luogo
di
u,
v scrivere
quindi
il nostro ds' sotto la
forma
(86)
~~tgh.(.+~+~
indicandodi nuovocon
U,
V duefunzioni
rispettivamente
di
u, p. Restano
da determinarsi
queste
funzioni in
guisa
che la curvatura deUa
(86)
sia
K==l;
cio d
requaziono
(VV-U'U)co8h(M+o)==(VU'+l)8enh(M+<'),
dalla
quale
facilmentedeterminiamo i valori che debbono avre
U,
V.
Poniamo
per
ci6
U'-pM, ~<t.M,
e la
precedente potr
aoriversi
(87)
~2(i?+l)tgh(+<'),
o
~2<))tgh(<t+~)2tgh(<t+<')'="2ftgh(M+c).
Derivando
questa rapporto
ace
moitiplieando per
cosh'
(u + e),
otteniamo
(88)
fcosh'(M+<')-2~senh(+<')cosh(M+e)-2~ 2'='-2y.
S92 MHTOMXX.
.
880
Un&nuovaderivazione
rapporto
a v
porge
f=4~;
se ne trae
<j' M==Acosh2o +Bsenh8f +C
1
indicando con
A, B,
Ctre costanti arbitrarie. Sostituendo nella
(88),
ne
deduciamo subito
y()'==CAcosh2M+Bsenh2
col
quale
valore la
(87)
soddisfatta.
Neconcindiamo
.Z~eM~a~ ~p~t~CMp~eMofos/ar~
d't
f~~ ==1,
collelinee di curvaturav
piane, d~<t~
dalla
seguente/bn~
del N'a*
W/eW~o
aMelineedi curvatura
u,
v:
C
A,<
(0) <&tgh' (M
+
v) +
CAco8h2+BMoh3'
1_
+cosh'
(u+ f)
Acosh2
f +
B senh 2 v
+
C 1
restando
A, B,
C costanti arbitrarie.
D~ !'e!Mte~olineare
sfericofa~M'~e~oiMw
della
spef~
sar
dato dalla
formola:
<~t
__1
(D)
cosh'
(+v)
C Acosh2u
+B senh'2M
+
+ teh*(4-
l
'Aco8h2c+B8enh2f+C-l
ed i
raggi jM~pet
en~M~ dalle
formole
'==~h~==-+")'
Osserviamo
pero
subitocheleduecostanti in
apparenza
distinte
A,
B
si riducono in effetto ad una sola
poich,
se non sono
eguali,
basta
cangiare u,
v in is
+ k,
r
(A costante),
ciochenon altera
+o,
o
si
ptt6
allora assumere&in
guisa
da annullare il nuovo valore di A o
quello
di B.
Le
superficie pseudosferiche
conun sistema di linee di curvatura
pianedipendonoquindi
daduecostanti
arbitrarie,
cioformanouna
doppia
infinit. Fra essele
pisemplici,
cheerano
sfuggiteall' analisi
di
Enneper,
e farono avvertite da
Kuen,
corrispondonoall'ipoteai
A'==R
298
.
ML
Casedliaourvat)a'&K
+1.
PMsando oraal CMCdellacarvaturaK=+1,
oMerviamo cheessendo
~+1. t
potremoporrep.
e.
~t~eothO, <==tgh6,
indicando
6unafunzioneausiliaria.
AUom, appticando
i teoremi
gnera!!
del
134gi&ricordati,vediamo che J Mem~oi:<M<cM'e <?Ma
SMpe~Me
eo!~CMn~Mfa
oo~o~e
K
='
+
1, ft/e~a
<tj'je $? Httec
CMnx!<Mf<
~e~/w~~
(32*) <&'=.8enh'e~+eosh'0(~
MCM~'6
gKCKc
< ~6
MMM<~<)M S/eMMt
'a<0O!ft
(33*) ~"==co8h'e~+8enh'e~
J ~/w<MM)Me
9
(,c)ao~t~t <!K'ea'!M't<MM
c~a<H'!s<!ca aNe
dM<~jM)f.etoK
9*8 i~B
(84*)
+ &
+senhBco8h6==0.
Volendo orache!ineedi carvaturacsiano
piane,
cio&teUneesferiche
c siano
circoli,
ne dedurremo
9 1
38\
3
(
1
36)
0
3\co8h8~
ossia
9~~(tgh~)=.0;
integrando potremo
scrivere
~(~).
indicando con
U,
V duefunztomarbitradedi ,
orispettivamente.
Ne
deduciamo
8enh8-cot(U~V).
coshe~
294 CAKTOM XXt.
.
881
e
quindi
~~(u+v)~+~T);

cangiando,
corneat
precedente,
le notazioni
pe! parametri
soriviamo
~+"~+.

Resta solo che determiniamole due funzioni U, V in
guiaa
chea
quest'oltima
formadifferenziale
competa
lacurvaturaKo
+1. Ci6
porta
alla
equazione
(U'U+VV)sen(+o)==.(U'+V+l)Ms(+c).
Procedendoin modoaSatto
analogo
corneal
precedente,
troviamo
che i
pi generali
valori di
U,
V sono dati dalleformole
seguenti
U'esBBen2Acos2C1
1
V='Aco82w+Bsen2o+0,
essendo
A, B,
C costanti arbitrarie. Si vede subito
che,
senza alterare
la
generaUt,
si
pu6
fare
qui A~O,
onde:
La
pM~generale
<
sMpe~eM
cMfca<<#'ot
K="M,
col sistemav <?
KWCdi curvatura
F~~) ~M~a
da
0
~)~~+~~Blen~C'
(0~
ds'
=
cote
(f
+
B son2u 0-1
1+iee (+1)
Bsen21)v 0
<??
B,
C cos~O!)~arbitrarie.
L'~eMe~o !MM<itM
~Mo f<t~'p~eseM<a<teo
dMo <M'!a
/<w~to!<!
~8en~~BMn2~C-l+~~+~BBen~+C'
essendo
~C.8~R'=~~+~'
<"S'tntendeehed&vale
nett'ipotMt,impHctta
nellenostre
&nnote,
ohesla
r, <(
1. Attrimentt
NMgner&
sostituirealla
mperacie
la ~uatrasformatadi
Hfnizidaktsdi oui
parleremopi
avnti al
Cap.
XXV.
295
8.M3.
Le
snperaeie d'ENBeper
corne
MperMe
di J oacMnMthtJ .
CogUsviluppi
dei due
precedenti
abbiamodimostratol'esistenza
di una
doppia
innnit di
superncie
conunadatacurvatura costante e
conun sistema di Unee di curvatura
piane. Questesuperficie,
denite
dalleforme
(0), (C*)
den'elemento
lineare,
sonostato trovate ta
prima
volta da
Enneper
f
e diconsi
supercied'Enneper.RimaMda
trovare
le loro
equazioni
in termini
Sniti;
ci timiteremo
qui
a far vedere che
tale determinazionesi fa con
quadrature
che
portano,
in
generale,
aile
funzioni ellittiche. A
questo scopo
stabiliremola
Mguente
notevole
pro-
priet geometrica
delle
superficie
in discorao:
In
o~t M<pef/!c<e
d'
J SKXcpef
a cwpa~Mfae(M<<m<e i
y~w
<M<eHMee
<!)trp<t<xfa del
.p"MM
sistema
pcM~MO~er
WMretta
~<t,
e
quindi le
!M!eedi ctM'Mt<MM secoH<&) SM~mat sono(f<Mo<a<e
sopras~M ortogonali
a!~
S!~e~c<e,
coi ee~~ <<t SMMa
f~sM; <MyMt ~a'cte
o!t-
Mep~'appartiene
c~ ~a c!<ime J iMC~)t~~
(820).
Per dimostrarlocominciamodaH'osserYarechein
ogni
tale
superneie
ciascunalineadi curvatura del secondosistemaa curvatura
geodetica.
costante.E infatti se
prendiamo p.
e. il caso
pseudosferico,

l'equazione
(35)
ehe da la condizione
perch
le lineef siano
piane.
D'altra
parte,
l'eiemento lineare della
superneie
essendodato
daUa'(32),
lacurvatura
geodetiea
deUelinee data da
C<
~J ~~
p.
sen83w
od e
quindi per
la
(85)
~~J "
cio
1
=fM,
~=~),
ptt
cio che dimostra
appunto
l'osservaziono.
<
Ora sussiste il
seguente
(Km~er Nachrlchten, 1868, pag.858.
<
S!
pu
anzi OMorvare inversamonto ehe di
qui
risulta SeleM?Medi CMf-
vatura di un
~<ema, jM~pMt
una
NMpef/!c&
ourvatura
costanto,
hanno cos~K/e
la curvatura
geodettca, 9Mee
<!eH'ow ~~eM<tsono
~cme.
296 OAFITOMXXI.
. 383,888
teorema,
dovutoa Brioschi:
~<!Md~
Mei'~MMC cMtw~w~cdi ma
superficie
~<tec~at~e
==
ail
raggio
<?OMn~KW
geodetica,
essa
appartiene
ad fM
sfera
at
r~o a,
t
taglia or~oHahseK~
la
stfpef~e.
Ram-
mentando la costruzionedi Beltrami
pel
centro di eurvatura
geodetica
(I, pag. 277),
si vede subito infatti che la
sviluppabile
circoscrittaalla
superficielungo
0 deveridursi ad un
cono,
sut
quale
la ourvaC
taglia
ortogonalmente
le
generatrici
alla distanza a del
vertice;
la sfera de-
scritta col centro nel vertice del conoecon
raggio
==
<tcontiene
quindi
la curva C e
tagliaortogonalmente
la
superficie.
Dopo cio,
siocomelelinee di ourvaturadeUa nostra
superficie
sono
piane
e
quelle
u sono descritte
sopra
sfere
ortogonali
alla
superficie,
risalta dal
320
chei
piani
delle linee v
passano per
una
retta,
sulla
quale giacciono
i centri delle sfere contenenti le Uneeu. Cosi dimo-
strata la
propriet geometrica
enunciata
per
le
superficied'Enneper,
cio
provato
che:
Zc
~ef/Me a'J ~wp~'
a CMtf<t<MMt cw<<tM<e
e~Rpa~~oMo
alladasse
a!t J oac~MM~M.
.
333.
BqnMimi
in termini aniti
per
le
superMe d'Eaneper.
Delle
superficied'Enneper
acurvaturacostanteconosciamolaforma
(C), (C*)
dell' elemento
lineare,
riferito al!elinee di curvatura
,
v. Pro-
veremo che le loro
equazioni
in termini nniti si
ottengono
con
quadra-
ture,
dimostrando
pi
in
generale
il teorema:
Se di KO
superficie
S <? J b<M~w<~M coaoseoMole due
forme
quadratiche/bMahmeH<<tJ !
~==EaM'~Gd'o'
<~=e
att'+~ae',
riferite
aHeKtMe curvatura
M,
otterrannocon
~M~o~'e
!e
equa-
sioni in termini
/!?
dM!o
st~pet~cM.
Supponiamo
che le linee di curvaturav siano
piane
e le lineeu a
curvatura
geodetica
costante, quindi (.332)
tracciate
sopra
sfere orto-
gonali
alla
superficie
coi centri distribuiti
sopra
unaretta, per
la
quale
passano
tutti i
piani
deUelinee
v;
avremo intanto
1
9\/e
1
~VG
-g
=?M, =:
=='t
().
~EG
TtiOBMAaNtBtMMSUM.BBD'RBHONDtJ OACHtMSTHAI, 8~7
Si vedesubito
quale
6 il
aigniacatogeomeMeodetteAtMioni
<K),
y M.
Intanto la
prima <)<()
d t'inversadel
raggiodellasferachecon-
tiene la lineadi curvaturau.
Quanto
alla
seconda (v),
indicandoconc
l'angolo
d'inclinazionedel
piano
dlialineavsulla
superficie,
si ha
coto=~(o),
cornesi rileva
daU'immaginesferica.
Ora si
prenda per semplicit
larettaasaa
per
aasedelle<esi assn.
manocoordinatecilindriche
a;==pco88, y=3psen6, <;
dovremoavere
(89)
~'+/+<=.E~'+Gd'c'.
PoicM le linee di curvaturavsononei
piani
6e.
costante,
sar6
una
funzionedella sola
v, che calcoleremonel modo
seguente. Mantenendo
per
la
saperacie S!e consuetenotazioni
(Cf.
.273,pag.147), poich
la
normaleal
piano
8 ha i coseni di direzione
son8, eos 8,0
0
avremo
Xt sen9 Y, cos 8=.
0
(40)
X,sen6Y,cose==:sen'!
a
Xasen6 Y, cos 6=' eos o.
Poich inoltre
a;sen6ycos9='0,
derivando
questa rapporto

p, otteniamo
V6 (X,sen
9
-Y,cos9) +(~cos
8
+ysene)
==0,
(te
ossia
per
la secondadelle
(40)
(41) fi
do
sen
(41)
~==-VGseno.
D'altronde,
derivando
rapporto
a v le
(40), coU'aver
rigaardo
all
398 OAHTOMxx.
. 888, 884
formole
(a)
del oitato
g. 278(pag. 147),
deduciamo
(X,co8e+Yt8en6)~== --L~seno
0
(X,
cos6
Yl
sen
VE
sono
(X,.os6+Y,8en~=(~+~).oB.
o
(X,
cos
+ Y, son
8)
==
+
son
0 (Xs
cos0
Y$sen
0)
~~v-E. ~~J
sen
o,
da eui
quadrando
e sommando
i
1
~Q\'
(~)
T
=='b' +
+
sen'o.
W
~g 9Ml
sen a
Naturatmenteil secondemembrosar unafunzionedellasola
v,
come'
si
potrebbo
verificare. Osservandola
(42),
la
(41)
ci dintermini Rniti
il valore di
p,
mentre la
(42)
ci da 8 con una
quadratura.
Sostituendo
i valori trovati nella
(89),
calcoleremo (~' e
quindi
<' con un' altra
quadratura.
Applicandoqueste
formole
generali
al casodelle
superficied'Enneper,
che abbiamo definitoai
.330, 331
mediantele loro
equazioni
intrin-
seche,
si vedr che le
quadrature
da
eseguirsi portano,
in
generale,
all funzioni ellittiche.
.
884.
Eliooidi
psendosteriche
del Dini.
Eseguiremo
i calcoli effettivi
per
le
equazioni
in tormini 6niti delle
superficied'Enneper
nel solo caso
particolare
molto notevole CMt<
piani
<M!elime di CtO~Mmv
~M(K<y
la
s<(pe~!c<e
M~o medesimo
angoloa;
allora dovressere 9 costante. Ma nel caso della
8aper&cio
pseudosferica
d'
Enneper
al
.
330,
corrispondente
allaforma
(C)deldb',
si ha
coto==\/Acosh2f -t-B8enh2o+Cl,
ed avremo ")'='co8tantosolo
prendendo
A'==0,
B===0.
BMONN
MttPDOSMBMm DEt. DM!!
399
Dopo
di ci&la
(0)
diventa
~==tgh'~+.).+~~tg'
(con
o
costante)
ed essendo
~senh
(!.+.)'
'h(+~).
le due forme
quadratiche fondamental! della
superficie
ammettono il
gruppo
continuo di trasformazioni
MC='-j-A, 0<=,t/&,
ondela
superficie

necessariamenteoHeoidaIe.
vidente
poi
che le
sfere contenenti le linee di curvatura hanno tutte
egual raggio;
il
calcolodella curvatura
geodetica
delle linee conforma
questaosserva-
zionee d
pel
valore del detto
raggio
R'=='seno.
Il
profilo
meridiano di
questaelicoide,
essendo
traiettoria
ortogonale
di sfere di
raggio
R coi centri
sull'asse,
una
trattrice di
tangente
costante=R,
avente l'asse
per
assintoto.
Dalle
considerazioni
precedenti
sono
giperfettamentedoBnite
queste
singolari
elicoidi
pseudosferiche, trovate la
prima
volta dal Djni.
Volendo sorivere le loro
equazioni
esplicito, possiamo
applicare
le
formole
(41) (42)
del
precedente,
che danno
~==tso
0
c-
sencs
F
cosh(M+c)'
e successivamente
per
la
(39)
dv
senh'(~<!)
a'~ sen
1 cosh' (u v)
senh'
(u v) "J M~F~rp~r~
Di
qui integrando
abbiamo
e~-oigo,
.?==8en ojtg A (<<+<))}
800
OAPITOLO XH.
g. M4,88&
e
quindi per
le
equazioni
in termini finiti della
superficie
Mao
cos
(vtg i)
~.OSh(~+.)~
sen0
~ccsn~~(~~)
=sen o
jtgh( <')(-}- o){+
sem.
Questerappresentanoappunto
un'eticoido di
parametro Mcscoso,
avente
per profilo
meridianola trattrice di
tangente
costante
~='sen<
coU'asseelicoidaie
per
assintoto.
Si osservorinfineche le
propriet
descritte delle elicoidi del Dini
dimostranoaltresi che le linee di curvatura sfedca
=
costante sono
~oMOf~Mtc~delle
rispettivesfere,
e ne
tagliano
i meridiani nei
piani
per
l'aMe sotto
l'angolo
o.
Nellaclassedelle
superficied' Enneper
a curvatura
positiva (. 331)
non esistono
superficie
reali di natura cosi
semplice.
E infatti in
questo
caso
l'ipotesi
di <!costantedarebbenella
(C*)B==0;
maalloraeviden'
temente la
corrispondentesuperficie

immaginaria.
. 886.
SnperCoie
a Uneedi curvatura. sfbriohein Tu sistenMt.
Vogliamo.ora brevemente
occuparci
delle
superficie
con un sistema
di linee di curvatura
sferiche,
nella
quai
cosaci limiteremo
atresposi-
zione di alcuni risultati
fondamentali,
che
permettono
di dedurre
queste
superficie
da
queUegi
noteconun sistemadi linee di curvatura
piano.
La
prima
ricercachefaremoa
questoscopo
sar diretta a risolvere
la
questioneseguente:
Dato ~a
sfera
<j!taMssun<ewM
doppio
orto-
gonaledi
Httec
(M, e),
~aM~ e~e~t
per
WcoKosc~e se~~<wo
superficie,
chea~m~aKO SM~eMc dato
(, v)
cowe
~HM~Mt
d~e KtMe ct<nx<.
tura,
enelle
g<~t
leHtMe un
sistema,p. e. ~f, siano
~Wc~. Segui-
remo la via tenuta dal Dini nella sua memoria del 1869: ~~e
st<pef.
/Me
che~??0 un~ema di linee di c!<r!)o<Mra
~/eWo~j
O
le formole
datedal Dini in
questa
memoriasi
prestano
inveroconmoltafacilitasta-
bilireanche
gli
ultimi risultati
conseguiti
dai
goometri
in
questa
teoria.
(t)
Memorie<MIaSooiet&dei XL. SrieIII' T. II. P. 1'.
8UPEBHOBA MNM DI MRVATCBAaMNOHB 801
8i)t
(48)
<=.<S:'+dT'+<E'=~+~
il
quadrato
detl'elemento lineare
sferico, riferlto al dato sistema orto-
gonale,
ove con
X, Y,
Z abbiamo
Indicato,
nel modo
consueto,
le
coordinatodi un
punto
mobilesulla sfera. Ponendo
Y
1 9X l 3X
== A!==
<
Ve
abbiamo !eformole
~i=,
Xt
-v S~~
(44)
9!f
X'-vc X
3M '9<T
==
Xt
~? = ~Y
a,/9
~~~
a V~
r~ rv
3<'
3M 9<' ~9 X.X.X,.
Supponiamo
ora che esista una
supwMe
S aventelelinee
u,
v
per
immagini
sferichedlie linee di
curvatura,
e le Uneev sulla S siano
inoltre sferiche. Consideriamouna
qualunque
di
queste
linee f
sopraS
ed un suo
punto
M ==
(;(;, y,
sia C il centrodella sferachecontiene
la linea. Il
piano
normalein M alla v contienela normale MN alla
superficie
e
passa pel
centro 0 della
sfera,
e notiamo che
l'angolo
CMN
==
o
costante, pel
teoremadi
J oachimsthal,lungo
tuttalaUneac.
Senel dette
piano
assumiamocomeassi le due direzioni
ortogonali
(X,Y,Z), 1
(X.Y,,Z~
t
e indichiamocon
.,p
le relative coordinatedel centro
C, avremo
a ==Bcoso p=: Rsona,
eMendoR il
raggio
della
sfera, e
per
l'osservazioneora fatta saranno
a, pfunzioni
di c soltanto.
Ora,
dandoad
a, {Hsegni convenienti,
saranno
ai-aXpX,,
y-etY~Y,, ~-Z-pZ,
le coordinateassotute del centro
C,
le
quali
sono alla loro voltatre
funzioni dellaaola
f,
che indicheremocon
v,,v,,v,.
802 OAHTOM xxi.
. 886, 886
Dunque:
Le coordinate un
punto x, y,
mobilewKa
rn~~Me
S
a<tMtM)M<~e~'e/btw~
a!=.<tX+pX,+~
(46) !/='Y+pY,+V,
.i'==Z+j)Z,+V,,
dove
a, p,Vu V,, V,
SOMO
MMgxe /tM~M~
~ Mht e.
.886.
BioeroadeUeoondMoNi
peroh
le linee vsiano sferiohe.
Bisogna
ora ricercarelecondizioniaile
quali
debbonosoddisfare il
sistema sfericodato
(,v)
e lefunzioni
P.V,, V,,Va
aStich le
(45)
deflniscanouna
superScieS
della
specie
voluta. Baster
per
ci6 chela
superficierappresentata
da
queste equazioni
abbia
X,Y,
Z
per
coseni di direzionedella
normale, poicM
avendosi
per
le
(46)
(.) ~-V,)'+(y-V,)'+(~-V,)'=~'+p'
0)
~-V.
Y
~V.
~-Vi
a
V~T? V~Tf? V~F? ~'+?'
ogni
linea p della
superficie
sardescritta
per
la
(a)sopra
una sfera col
centro in
(Vt, Vt, VB)
e di
raggio\/a'+p',
ed inoltre
per
la
(p) questa
sfera
taglier
la
superficie
sottoun
angoloche,
avendo
per
coseno
~+P'
sar costante
lungo
la dettalineav.
Dunque
le linee v saranno linee
di
curvatura,
e le altresaranno
quindi
le come
corrispondenti
alle
traiettorie
ortogonali
dellev sullasfera.
Cib
premesso
osserviamochederivandole
(46)
otteniamo
per
le
(44)
~-('
au 3u
a
.i- P~V1l9a
el
1
(46)
~X,+~+~X,+(.t~)X+V'
ye'"
gx~+(P'+aJ 7x~+t-PJ 9)g+v't
PMMnnA OARATTBM8TNADBH.B
HmA9Mt8FBBIOHB 808
colle
analogheper~.jf.ove cog!i
aceenti indichiamodorivazione
rapporto
a v.
Esprimiamo
che
X, Y,
Z sonoi coseni di direzionedeUanormale
serivendole due condizioni
ydx ax
0
ydx ax
0.
2~ 2x~.
Di
queste
la
prima

identicamente
soddisfatta,
e la secondaci da
l'equazione
di condizionerichiesta
(E)
~+V'.X+V',Y+V',Z==~
Una
prima risposta
alla nostra
questione
si ha
dunque
nel teorema:
Dato un ~etMa
ortogonalesferico(, c~Kc~es~aHo ~M~/Me
S
e~ !o <tMm<#sMo come
immagine
~e !MMe curvaturaenelle
M~ev siano
sferiche,MecesM!-Me
~!c:<~
ahe
FMMKOo~eMMtM<
cinque/WM<~M~
.P,V,,V,.V,
a'~a solav ~t e~ ne fM~
so~M/aa (E).
Due
osservazioni
vengono
subito
suggerite
dalla forma di
questa
condizione
(E).
La
prima
6
questa
che siccomein essale funzioni
, Vi, V,. Vs
figurano
solo
per
le loro
derivate, si
possonoaggiungere
costanti arbi-
trariead
, V., V,, Vs
o la
superficie
S definitadalle
(45)
avr
sempre
sferichelelineedi
curvaturav.
L'aggiunta
di costantia
V,, V~Vs
non fa
che
imprimore
una traslazione alla
S,
mentre ana costante
aggiunta
ad fa
passare
dalla S ad una
superficieparallela;
ed ovvio
geome-
tricamenteche
superficieparallle
hanno sfericheinsieme le linee di
curvaturadi un
sistema.
Una secondaosservazionemolto
semplice
madi
grande
importanza
e
questa che, essendola
(E) omogenea
m
<v'v'v~,p,
se
essa e soddisfatta
per
un certo sistema di
queste
fanzioni di
o,
o
sar
egualmentealterandoletutte
por
unfattore comune
/M~M<
<M'M-
~arM <?v.
Questaosservazioned subito il teoromadi Blute!
Se una
~~M S ha
sferichele
Ktt~ curvatura
v, eSM~MM
tM~-
nUealtre
superficie,
dellamedesima
specie,~tpeadM
una
/w~~
arbi-
~<~t<t, <~eweM~ a<!<WtM)M con8
l'immaginesferica
~Be~MMC CM~t~MM.
804 OAHMMBU.
.
837
.387.
Altre f!9MMdlie
equazioni
di oondMone.
La condizionetrovata
(E)
si
pa&porre
sottoaltrofonne
quivalent!,
che convieneosservare.
Sapposta
la
(E) soddisfatta,
le
(48)
ci danno una
superficie
S conlinee vdi carvatura
sferiche,
ei! confrontodelle
(46)
collefonnoiedi
Rodrigues
9!<! 9X
~='=='c.X,
9X'
9;
ci da
pe raggi principaii
di curvaturadella S le formole
~,+~~
~=<+-~+-~2~x,;
V~V6'
con
qnosti
valori
dift,~verraNno
soddisfattele
equazioni
di Codazzi
~~MVe
~n
~<)
,+~=.. au u
Inversamente dimostriamoche: <? <&~
sferico
<a!ec~e
poM<aM
M<M~<t~
le
~MOMtOMt
<MCM~~t conMMvadore<?f, <~<t
/!w~M
,+p
eMeMdO
?, p/<<M.M<wt
i. v
soMan~o,
e <??M<!<MM)M<eM<e <M)~
f,,
la
<w?~p<MM!M<9 <t<~pe~M<
S
<<t per quadrature
dM!e
/waM!e
9X,
9X,\
~~t.+~
x
J 1
r' au
da
+
r`
~l
NM'&
~<~e
ieKMM C!MW!<f<t v.
AMBE FORME
MM/BQUAHONE
Dl CONPMIONB SOS
M
E infatti avremo
per
la
(F)
9<p <- i a)V7'\
s-+'
m
CI
ve
+ g
Xl,
ehesipuoacrivero
ax 3
(X + PXI)
~(.X+pX,),
onde
integrando avremo
a!==<tX+pX,+V, >
indicando
V, un'altra funzionedella sola v.
Analogamenteprocedendo
pery, vediamo cho sussistonole
(45),
e
per
ciolelinee di curvatura
v sono
sferiche.
A beae osservare nn'a!tra
forma,
utile
per leapptieazioni, sottoem
si
pub porre questo
risultato,
cioil teorema: &tOM
superficie
S ri-
~a
allesue
~e curvatura
M,p,
lac<MO'Mwae MecesMnae
st~e~e
perchle
linee a!tcurvatura o siano
sferiche
cheil relativo
raggiop~M.
C!p<~
(?
C!<t~<W-<t
abbia
un'espressione
della
forma
(F)
~==<,+~LVi,
iF)
'V~
ove
e,
~<Mo
t coe~e~ <M<'e!<MKM<o lineare
sferico
ed
p MM/!<MWM~
~ht
~a v.
.
888.
DetermimMionedi tutte le
saperlioie
oon un sistema di linee di curvatura e&riohe.
Abbiamo
gi dedotto,
alla fine del
. 336,
dallacondizione
(E)
del
Dini il
toorema di Blute!. Ora
riprendiamp
ed
invertiamo
queste
consi-
derazioni,
le
quali portano facilmentealla
detorminazione
completa
di
tutte le
superficie dell'attuale classe.
Supponiamo data una
superficie
S col sistemav di linee di curva-
tm'ttsferiche
e,
per
rendere
pi
breve la
discussione,escludiamoi due
easi
g:a
studiati: 1.' che le sfere contenenti !o lineev siano coacen-
triche
( 319),
2.' che le lineev
siano circoli
( 821
e
segg).
Potremo
rappresentare la nostra
superficie
S mediante le formole
(48)
e le funzioni
<=',P,V,,V,,V,
806 omTOM xx.
.
888
eoddiaferNHM allaeondbioM
(E)
<x'+V~X+V',Y+V',Z=pV~.
Corchiamoora di determinareluttel
superncie 8
aventi a comune
con S le
immagini
sfencho dellelinee di curvatura e
per
le
quali
le
linee v sono ancorasferiche, Indicando con
<P,V~V,,V,
le funzioni di che
per
la S sono le
analoghe
a
quelle
introdotte
per
la
S,
dovremoavere
?+V',X+V,Y.t-V~Z=p~.
Ponendo
sar ). una funzionedella sota
p,
edil
paragone
delle duecondizioni
(E)
sopra
scritte ci d
<?
+
(V'V~)
X
+ (V,V,)
Y
+ (V~V,)
Z =0
Ora
questa un'equazione
linearein
X, Y,
Z concoe&cientifunzioni
della sola
f e,
se non fosse
un'identit,
le linee sferichesarebbero
circoli contro
l'ipotesi. Dunque
si dovravere
v'v;
v~_p_?.
V~'V, f,"p''<t"
la soluzione
pi generale
del
problema

quindi quella gi
osservata
al
. 886.
Osserviamoche
l'eguaglianza
dei tre
primi rapporti
ha il
seguente
significatogeometrico:
Le~t e!<pe
r,
r
h<o~o
dei centri delle
sferee~jpa'
le
Wspe~twsMpe~eM
S
contmono
lelineedi OM~<~M~ v sono
~~br-
)M<!<c~Combescure!'MM<! (M~aMfa.
Viceversa, presa
una trasformata
qualunque
r di Combescuredella
curva
primitivar,
edette
V,, Vale
coordinatedi un
punto
mobile
au
r,
si avr
~~).V' f;=\T, ~=).V~,
essendouna funzionedi v. Basteralloradeterminarelefunzioni
a, pdi
o
dalle formole
?== ~'~
p==\p
CON8MMNZBML TBOBEMADI BLUTBL 307
e le rotative formole
(46)
~aX+pX.+V,
y==Y+pY,+V,
a Z+pZ, +V,
ci donnirannouna
superficieScolleUneodi cnrvaturav
sferiche, avente
a comunecon
S l' immagine
sfericadellelineedi eurvatura.
Diremo
per
brevitehe la S 6 una trasformata di
Combescuredelta S.
Ora facilmente vediamoche sussiste il teorema: J ~
trasformata
di O~~CM~ di una f~a
M~e~cte8,
contt sistemavdi lineedi CMf.
w~a
a/erM~e,
vene SM!o
~M~e Q'aj't
le
sfere
contenentile linee
di CKtW~'a v
passano per
un
punta/MO
dello
spaxio,
E infatti se
tog~mo che
per
la
superficie
S le sfet-econtenenti le
lineev
passino per l'origine,
siccome
l'equaziono
di unadi
queste
sfore
(~-Vi)'[- (y-V,)'
+~=:~+~,
converr
porre frao,ifeieV!a relazione
ossia
V!+V!+~=.~+p',
(47)
(J '
V, dv)' +
(/
V, ~)' +
(J -
AV~
df.)<
==
(~
).
~)' -)-
DisponendoconvetHentementedella
funzionearbitraria ).
(v),
si
pu!)
sempre
fare in
guisa
che la
prcdente condizionesia
soddisfatta,
eci6
in infiniti
modi; poich
la successivaderivazionedella
(47)permette di
eliminaregli integmli
che vi
figurano
e
di costruire unacorrispondente
equazionedifferenziale
per
)..
Ora
quando
una
superficie
S ha un sistema di linee di
curvatura
tracciate
sopra
sfere che
passano per
un
punto
nsso
0, un'inversione
per
raggi
vettori
reciproci
con
questo
centro la
cangia
in una
super.
ficieE conun sistema di linea di curvatura
piane.
Si
ottiene cosi il
risultato finale: Per otteneretuttele
~e~e
coMun sistemadi MtMe
di
ert~M)'<!
~MAe p~M<~ pi generale
superficie
conMsistema
<?linee
CMf<x~M~<:
piane
e sene cos<fMM<M
trasformata
S
~ef
inver-
~M: le
~<M/onK< (Am&MCM~ della S
d'a<'a)tKo ~e
superficie
yt<~MS(e.
MVedi
per
t'eBiBtttva.
eostruzionoDAttaocx<.c. T. IV
pag.260.
CAPITOLO XXII.
Le
soperScie
d'MMminima
Cenno Htorleo, F01'lUole dl Welel'HtrR3H,
SllperUolo
InlnbDe
nlgobrlebe, Superftole Cennotttorieo. Formote
<ti WeteratmM. Snperftete
tttMtM
ntj{oM<!he. SaporNote
doppte.
Defornuuiont donc
xuparHete
mtntmc
par
te
quatt
NtoouMrveao ad ttteft mt-
nhut).
SnperBcie
minime MMottte.
SMporfteta.eontn){"te
ln
applicabilit. Super-
Ilotetntnhue
Hppttca))~) xuprn'mperftcte
dl rotttttone. Etteofdt ad t)MNminima. For-
t)to[ed) SchwttMt. Un~ttMiunHdt nm
MperMote
utiat'ntt <MMt;ttttt)m6tt)MttrtMttt mm-
Utfea. Orttorto
par
rieoMMm'0 sa nna
Mtperttd') pub
ttdttt'st
par
aemtoae una
Bttper.
Octetni)t)t)i)t. RettMitonedette
Mtpefftete
mtntmo collo
8uporllolo appUcuMM
ut
par~-
botoMo dt rotaztone. InveMtotte det teorem! dt GnichfH'd. Le
eongf)t6Me
W di
Thybaut
ooufalde fecaU ad area minttnt. Le
MporMe
d' ana MM<M
negU opftz
di
eurvattira oostante.
.
339.
OMmototico.
La teoria delle
superficie
d'area minima forma
oggidl
unodei
capi-
to!i
picompleti
edestes! della
geometria
infinitesima1e.Le suemolte-
plici
relazioni colla teoria delle funzioni di variabile
complessa,
in
particolare
con
quella
delle
equazioni
differenziali
lineari,
e col calcolo
delle variazioni dannoa
questo
studio un
grande
intresse. Noi ci do-
vremo limitare ad
esporre
i risultati fondamentaHe rimanderemo il
lettore,
che desideri
approfondirel'argomento,
allebellelezioni di Dar-
boux
(t. I)
ovetruver
un'esposizionecompleta.
Ivi
pure.eneDa
momoria
di
Boitrami'
trover
ampie
notiziestoricheintornoalio
sviluppo
della
tooria. Pel nostro
scopo
ci atterremo
specialmente,
nel
presente capitolo
alla breve
esposiziono
data da Schwarznelle J t~ce!~ sdemG~
der
J MMtMM<<i[C~.
Solo ritorneremo brevemente sulle relazioni,
stabiUte dal
primo
teorema di Guichard
(Cap.XVII, . 257),
fra le
superficie
d'areaminima
e le
superficieapplicabili
sul
paraboloide
di rotazioneedaremoancora
uncennosulle
superficie
d'areaminima
negli spazt
di curvaturacostante.
(')
SMNe
~M~pr~eM generali
deKe
sttper/Me
d'aMaminima
(Memorie
deU'Ac-
eademiadi
Bologna,
t.
vn, 1868).
OBNNO 8TORKO
809
1
principe
dellateoria.delle
suporncio
minimerimontanoallaceiobre
memoriadi
Lagrange
ovesono
posti fondamenti del calcolodellevar!a-
zioni' Consideriamonello
spazio
uncontornochinsoCeduna
superficie
connessa8 terminata a
questo contorno;
la S dicesi ad area
minima,
se essa ha la
pi piceota
area
rispetto
atutte le
superficieMnitamente
vicinetorminate al modesimocontornoC.
Se
l' equazione
ordiMria della S
~==~(a!,y),
l'area di S data
dall' integraledoppio
//vr+~+?<
1
e basta
applicare
i
principii
del calcolodelle
variazioni
per
ottenere
l'equazlone
a derivate
parziali per
.f.'
p
~q~rTy~;
owero
(I)
(l+~<2Fg<!+(l+jp')<==0.
L'interpretazione geometrica
della
(1)
stata datadaMeusnier
(1776),
il
quale
osservche essa
esprimela
propriet
dellaS di averein
ogni
punto
i
raggi pdneipaU
di curvatura
eguaU
edi
segnocontrario.A tutte
le
superficie
che soddisfanoa
quest' ultimacondizionesi dil nome di
superficied'area
minima,
o
superficie
minime. La denominazione in
effetto
giustificata
da ci6che a ciascunadi
esse, per
un contornocon-
venientemente
scelto, compete
la
propriot
di minimoda cui siamo
partiti.
A Meusnier
pure
dovuta la
scoperta
delle due
prime superficie
d'area minimache si
conobbero,o ciodel catenoidee deU'elicoideri-
gata
esse si
ottengono immediatamente,cercandolesoluzionidella
(1)
deUaforma
~~+~,
o
~=fM.
Monge
fu il
primo
a dare
l'integrate
comptetodeUa(l)(l784);
ma
la forma
poooappropriata
aUe
applicazioni,sotto cuile
equazioni
inte-
grati
eran
date, per lungo tempo
non
permise
di conoscerealtre
super-
0
M~MUanea
TMU-inenBta,
1.11.176M1.
310 OAHTOMXXH.
. 339,840
ficieminimereali oltre le due citate di Meusnior. Ne! 1884 Scherk
trovo le
superficie
minimeelicoidali e la
superficie
di ti'ft8lazione
<
.?~_
logco8(<t.c)logcos(ay)
1
progressi pi importanti
della nostra teorla datano di
poi
dalla
pubblicazione
dei lavori di 0. Bonnet
(1858-60),
il
quale
riconobbela
propriet
fondamentaledelle
superficie
minimeche la loro
rappresen-
tazidnesferica una
rappresentazionoconforme,
e diede le
equazioni
integrali
sotto una
forma,
che
ponnatteva
di otteneretutte le
superficie
minimereali e infinite
superficie
minime
algobriche.
Net 1866
comparvero
le
importanti
memoriedi
Weierstrass,
ovole
formoledi
Mongevengonoposte
sotto unaforma
semplice
ed
elegante,
che
permette
di risoiverevarie
question!
fondamentaii. In
queste
me-
morie
vengonopure
enunciati
importanti
risultati relativi al cosi detto
problema
di Plateau
(vedi capitoloseguente). Questo
celebre
problema

pure
trattato in una memoria
postuma
di Riemannein unaserie di
importantissimi
lavori di
Schwarz,
ora raccolti nel
primo
volumedelle
opere
di
questo geometra.
In un altro ordine di ricercheci restano da menzionarefra le
pi
importanti pubblicazioni sull'argomento quelle
di' Lie
(1877-78),
il
quale
si
occupatospecialmente
delle
superficie
minime
algebriche.
.
340.
Formole di Weierstrass.
Cominciamodallo stabilire le formole di Weierstrassfondandocisul
risultatodel
135(I,pag, 291)
secondoil
quale
ad
ogni
formaisoterma
dell'elementolinearesferico
con'isponde
una
superficieminima,
che si
ottiene
per quadrature.
Sia
(,f)
un sistema
ortogonale
isotermosallasferaeindichiamocon
(2)
<?"
==
(<?*+
(')
Questanotevole
NtperBcto
minimasi trova
subito,
cercandoleMinztoni
dlia
(1)
dellaforma
=1
p
(x')-1-'PG/) ~(a:)+?~).
f
Archivfor Mathemattk
og
Naturvidonskabt. II e III. Mathemathehe
Annalen,
t. XIV.
MRMOLB M WEMB8TBAS8
811
la forma dell'elemento lineare. Note le ooordinate
X,Y,
Z di un
punto
dellasfera in funzionedi
, v, si avranno
per quadrature
lecoordinate
a', y,
del
punto corrispondente
della
superficieminima8 dalle formote
1
do
{3X
ax
~)
I
(3Y
aY
(8)
<
(8)
1
dy
=
\o<t
9p 3v
dx
rp ~3u
du
3Z
dv'
~=~).
indi
per
l'elemento lineare d! S si avr/
(4) <&'=
f, (<!'+<~)
e i
raggi principali
di curvatura di S saranno
f,
==
f,.
Riferiamo ora la
sfora,
nel soUto
modo,
ai meridiani ed ai
paralleli
ponendo
X==sen 9 cos m Y ==' sen 8sonM Z==cos 8,
e introduciamola variabile
complessa
T sulla sfera
(o
sul
piano
deU'e-
quatore)
v= cot
e1)
iw
t ==cet zy8
e<m
insiemecolla
coniugata
==cet
e
(Cf. 61,1, pag. 107).
Esprimendo X, Y,
Z
per r, t.,
abbiamocomeal
814(pag. 257)
~Y-
1
T~ro+ 1
i
Ho+1 Ho+1
e
per
l'elemento lineare sferico ab'
m
(ffot 1)'
Ora la vadabito
complessa
o c= -)- <w
v
312
OAHTOMXXI.
. 840
una funzionedi t ovvero della
contugata
ma t'nneaao nondiffe-
riace essonziatmente
dall' altro,
e
potremo per
ei&
snpporre
o
/~<M~MM
d't
t,
indi
o.
di
t..
La
(2)
<
l~o~
con&'ontatacolla
(6),
d
quindi
<.
_(~+1)'~<
=
4 <~
e la
(4)
diventa
~+~W~
:lAI
(x
4
~t./
dx
Ora
esprimiamo
le
(8) per T,
osservandoche
per
unafunzione
qua-
lunque (w,f),
considerata comefunzionedi
T,t,,
si hanno le formole
~l~j-i~
<<t<?t<2
3<t 2
9p/" o!t3t.
fl i
~i~2
9<t 2
~9t
e otterremo:
~-T"(S)'~+T"-<(~"
dU
~=
(1-i- x')
g
dx
y
(~ (ko
f
dxo
(")
~t+~<+~,(~
L-H~"(~
dIJ
='2
(ds)
d"
2
(ds~
elfo.
Ora
ponendo
?~
e introducendoil simboloR
per
indicare la
parte
realedi una
quan-
tit
complessa<)),
avremo le formole
(7)
~=R,f(l-~F(t)~, y=Rj't(l+t*)F(r)~, .?.R./2TF(T)<?t,
nelle
quali gli integrali
dei secondi membri s' intendono
presi lungo
lo
stesso camminoeurvilineosul
piano complesso
t.
POBMOMDI WNM8TBA8B 818
Sono
queste
le formoledi Weierstrass. Viceversasi vedesubitoche
presaper F(t)
una funzione della variabile
complessaT,
le
(7)
danno
par quadrature
una
corrispondente superficie
minima8.
L'elemento U-
nearedella S ed il
raggio principale
di curvatura
(positivo)f,
sonodati
dalleformole
(8)
=:
(tt. + 1)'
F
(t) Fo(t.)
de
<ht
(9)
~=~VF(T)F.(~.
Le linee di curvatura
u,
v si
ottengono poi, eguagliando
a costanti
la
parte
reale ed il coeNdente
dell'immaginariodeli*intgrale
essehanno cio
por
o=:
~2Y(~
essehannocio6
por equazioni
(10)
R
f~F(T)
<~
<==: coat'*
R ft\/F(~
==
cost"
..
841.
BapMaoie
mMme
algeMohe.
All formole
(7)
di Weierstrass si
pu6
dare un'altra formamolto
utile
specialmonteper
la ricercadelle
superncie
minime
algebriche,
Con-
sidriamo
per.
ciolaF
(t)
cornela denvata terza
(t)
di una funzione
y(t),
che restera essa stossa
arbitraria,
e le
(7),
liberate
dacgni segno
di quadratura,
diventeranno
~==RJ (1-T')~"(T)+2
t~(t)-2
y(t)] ]
(11) y =R kl -~) ~'M 2 (r) 3 (t)
]
~==Rf2t~(T)-2~ML
L J
Ora se si
suppone
che
y(t)
sia una funzione
algebrica
di
t,
chiaro
che
queste
formoleci de&nisconouna
superficie
minima
algebrica.
Ma
e
importante
osservare che inversamente
ogni superficie
minima
alge-
bricasi ottienein
questo
modo.Weierstrassdimostrala
propriet
enun-
814 CAFTOM
XXtL.
841
ciatacome
segue.
Sia
)==!<t-t-<!)c=/'(a!+~)
unafunzionedliavariabile
complessax+i y;
allora M un ~ow~o~o
CMtp<!
SMSM~tM ~<M~M
a~-<<M fra a!,y
6<<t
parle

<"t
sar w
/K.!WKealgebrica
<?!!<!+!
y.
NeU'intorno di un
punto, cheper semplicit
situiamo
in:c=0,y='0,
sia <p
sviluppato
in serie di
Taylor
= + i bo+ (<+~J (x+~) + (a,+~,) (~+ ~)' +.
essendolea e leb costanti
reali,
esiar il
raggio
del cerchiodi conver-
gonza
avremo u
sviluppata per. potonze
di
x, y
collaformola
(12)
M==<+
(<+~,) (a!+~)
+ (0,+~
(a;+~)'
+
+~-(a,)
(~) +
~-(~
(~)'+
Per ipotesi si ha
(18)
G(<<)-0,
essendo G funzionerazionateintera di
u, x, y.
Sviluppando quest' ultima
relazione
per potenze
di
x, y,
i coenicienti
di
ogni singolo
termine sarannoidenticamentenulli e rimarranno nulli
se in
luogo
di
x, y poniamoquantit complessex, y, purch dopo
la
sostituzione
lo
sviluppo rimangaconvergente. Ora, per
il mododi con-
vergenza
delle srie di
potenze,
ci6avvienecertamentedellaserie
(12)
per
se i moduli di
x, y rimangono
inferiori
a g
Poniamo
adunque
~=~Lh~
J -~J ~
x 2 2~
1
dopo
di che la
(12)
diventa
M
=
(t, + (<C '.) ?.
==!
ao+
e la
(18)
si
cangia
in una relazione
algebrica
fra <ce
a;+~
c. d. d.
Cio
premesso,
sesi
suppone
che la
superficie
minimadefinitadalle
(11)
sia
algbrica,
fra le
quantit
X
T+~
Y
_TT.
1Z~' 2 1-Z" 2~
e ciascuna dlie
quaatita!,y,
susMStorannorelazioBialgebriche,epel
8UPERHOM MMtME~MBRNHB 818
teoremadimostrato ciascuna do!!etre funzioni
(.) ==(i (t) +
2t
?' ()
2
p()
M (1+~ V"(t) 2~' M 24 M
/,M==2t~(t)-2~M
sar
quindi
funzione
algebrica
di
T,
e
pero
anche
(~-1)/, (T)
~(T'+1)/,M
M~ M
sar funzione
algebrica
di t.
Abbiamo
dunque
il risultato:
2~e !e
sp~CM
minime
algebrichesi ottengono
afaBe
(11), pm)~a~
per y()
una
/~<H.MC~ algebrioa
di t.
Leformole
(7)
o
(11)
di WeierstrassstabiUscononel modo
pi
sem-
pticeU'!egaN6
fra le funzioni di variabile
complessa
e le
superficie
minime,
dimostrandoche ad
ogni
funzioneF
(t)
di variabile
complessa
corrisponde
una
superficie
minima
doterminata,
a menadi una trasla-
zionenello
spazio. Pero,
come orasi
vedr,
ad unamedesima
superficie
minima
corrispondono
in
generale
duediverseformedellafunzionoF
(r).
Osserviamo
prima
un
sempliceteorema,
cherisultasubitodallaforma
linearedelle
(7) rapporto
a F
M.
Sostituiamonetle
(7)per
F
(t)
succes-
sivamentedue funzioni
fi (T),?<indi
la funzione
~(~~ostanti).
M tt
Avremoil risultato osservato da Weierstrass:
Se
fra ~Mt~t
due
superficie
minime
S,
S' si ~aMSceMacorri-
<pott<~M.?<t
<~modod't
<?ass,
colla
leggedi p<M'a~Mmodellenormali in
d'e
punti P,
P'
eo~p<MM!e~,
e$? CMMCMK
segmento
P P' si
w~M
un
punto
M cAe divida nel
rapporto
costante
M
luogo
del
punto
M
?
S<!f&una nuova
superficieMt~ttMM, che
coriisponder
aUe
S,
S'
per pami-
MMMO<6 MOMMK.
.
842.
SuperMe
minime
doppie.
Esaminiamoora la
questione sopraindicata,
se ad una medesima
superficie
minima
corrispondono
unao
pi
forme
per
laF
(r).
SianoF
(t),
/*(<)
due funzioni di
<
che danno
luogo
a due
superficie
minimecoimci-
316 CAptTOMxxn.
.
842
denti e stano
r,
i
~atori
dogti argomenti per F, f
cho
corrispondono
at medesimo
punto
doua
superficie.
Ladirexionedellanormale
corrispon-
dente a t o coincide con
quella
della normale
eorrispondente
a o
coll'opposta,
e in
conseguen~a
si ha
T'==
T
nel
primo
caso e
~=-1
t.
nel
seconde,
cornerisulta subitodall'osservare
che, per
le
(5), X, Y,
Z
cangiano
di
segno
mutandot in. Ne!la
prima ipotesi
le formole
(7)
di Weierstrass danno
e nella seconda
~)=F(T)
e neua seconda
FM-(-
ovvero
/(T)F.(-i).
Si vede
adnnquo
ohole due funzioni
in gnrale
diverse
FM,
-~F.
danno,
sostituite nelleformoledi
Weierstrass,
lamedesima
superficie
mi-
nima, giacch
i differenzialidellecoordinaterisultanonei due
casigli
stessi.
Particotarmente intressante il casoin cui le due funzioni
FM
FM,
-~F~
coincidano; allora, per quantoprecede,
la
regione
della
superficie
nel-
l'imtomo del
punto
o
congruente per
trasiazione con
quella
dell'intomodi t o coincideassolutamentecon
questa.
Nel l." caso la
superficie,
ammettendo nnatraslazionein se
medesima,
di
ncessita
<"Essendo
/'(T)
una fonzioMamo~~&M di
t,
deSnItatnMatmenteda una
sertodt
potenze,convergente
entrouncorto
cerchio,
denottamo
confo()
lafun-
ztone&n&tttica definitadallaMrieohsi
ottteno,cangiando
nella
primitive
i
oceBetentinei loro
coniugati,
sriachehail medoshnocercModi
convergcMft.
LaMlazionefra
~(t), fo(t)

tndipendente
dallasrieiniziateeetta.
SUPBRHOMMttHMNDOPHB 817
periodicaquindi traacendente;
cio sar
p.
e. Mnz'a!tro escluso se la
superficie

algobrica.
Ne12."
caso, sognando
sullasfera
rappresentativa
un camminoche dal
punto
conduca al
punto
diametralmente
op-
posto
il cammino
corrispondonte
sulla
super&cieparte
da un
~0
punto
P di
questa
e vi
ritorna,
ma al ritorno il sensodella normale
si 6 cambiato conconttnuit
neU'opposto.
Si
pu&dtmquepassare
con
continuitsulla
superficie
da una faccia di essa
all'opposta;
la
super-
ficie cioad una sola faccia
o,
secondo la denominazionedi
Lie,
una
Spe~CM
minima
doppia.
Corne
esempio
citeremo la
superficie
minimadi
Henneberg,
checor-
risponde
al valoreF
M
F(T)=1-
ed evidentemente
algebrica
e
doppia.

questa
la
pitt semplicesuperficie
minima
doppia;
essade]IaS.'
classee del lo" ordine.
.
343.
Saperacie
minime
appUcabili.
Ogni superficie
ad area minima Bascettibilodi una deformazione
continua,
nella
qualo
si conserva ad area minima. Per ricercare
queste
interessanti
deformazioni,
facciamo uso delle considerazioni
seguenti.
Siano
S,
S' due
superficie
d'area minima
applicabili
l'una sull' altra
nei
punti corrispondenti
la curvatura dell'una
eguaglia
la curvatura
dell' altrae
per
i valori assoluti dei
corrispondenti raggi principali
di
curvaturasono
eguali.
Ne risulta cho le due
immagini
sferichedi
S,
S'
saranno
eguali
direttamente o inversamente. Mail secondecasosi ri-
daceal
primo, cangiando
il sonso
positivo
della normalead una dlie
due
superficie,
e resta d'altronde
escluso,
se dalla
contigurazione
S si
passa
alla
eonngurazione
S'
per
deformazionecontinua.Possiamo
quindi
muovereuna dliedue
superficie, p.
e.
S',
nello
spazio
in
guisa
chele
due
immagini
sferichesi
sovrappongano
e
pero
i
punti corrispondenti
di
S, 8'
siano dati da un medesimo valore di t. Ci
premesso,
siano
F
M) /'M
i
corrispondenti
valori della funzioneF nello formoledi
818
OAHTOMXXH.
.
848
Weierstrass. Gu elementi Uneari delle due
superficie
dovendo essore
eguaU,
si avr dalla
(8)
cio
F(T)F.M==/-(t)/.(T.), 1
mod~~l
1
e
quindi ~r
sar una costantecol moddo
eguale
a 1. Avremo
dunque
/'M
<=<.<<'F
(t)
cona costante reale: siccome
poi
la
(8)
ci dimostra inversamenteche
l'elemento lineare non varia se si
cangia FM
in e~
F(t), qualanque
valore si attribuisea alla costantereale
,
abbiamo il
risultato:
La
<HM~M!e ~t~generale
di tM
~<pe~<e
ad area
minima, per
cui si conservaad area
minima,
si ottiene
cangiando
xeNc
formole(7)
di
Weierstrass
FM
in e'a
F(T),
con':<
co~o~ea~M~ ye~.
Cosi da una
superficie
minimasi
ottiene,
per
deformazione
continua,
una serie oc'' di
superficieminime; queste prendono
il nomedi
super-
ficieminime associate.
Esaminiamo ora
pi
da vicinole
propriet
di
queste
deformazioni.
Le
equazioni
dellelinee di curvatura
per
la S sono
u
costante
v=
costante
posto
o===+~=~2FM~(340).
Per la
superficie
minimaaasoeiata
Sa.corrispondentealvaloreadel
parametro,
le linee di curvaturahanno
quindi
le
equazioni
B)e")==
costante
R)~e~oj==
costante
cio/

cos
v
son
==
costante
sen
+
v
cos
=
costante
dunque:
~Melinee<?curvaturaoteK<t
superficie
minima
Sa
<MMCM&t alla
S
cMyMpoM<j~
su
questa
letraiettorie
Mo~o~~
sotto
!'at~o!o
<M~an-
~M~KMee<?OMM~MMt.
SDP!N'M!KM!NNEAS80CATB 819
Particolarmenteintoress&nte il caso
<x~
alloraleUneedi cur-
s
vaturadellaS si
cangiano
sulla
8~
inlineeassintoticheeinversamente
?
leassintotichedi S nellelineo di curvaturadi
S,
Duetati
superficie
3
minimeassociatesi
dicono,
secondo
Bonnet,
che
per primo
studio
queste
deformazioni,superficieconiugate
in
applicabilit.
Indicandocon
y,,
lecoordinatedei
punti
delta
superficie
coniu-
gata
in
appticabitit
colla
S,
avremodalle
(7), cangiandoFM
int F
(r):
(14)~=R~(1-~FM~, -Rj'(l+t')F(T)<!t, ~.Bj'2tTF(T)<?t
Facendovariarecon
continuit
la
superficie
si deformerconconti-
nuit e indicandocon
a!<[, ~<t
coordinatedel
punto(~,y,<) dopo
la deformazione,avremo evidentemente
(16)
c=a:cos
<!<+%
sen
<t,
ya
==
ycos':t+~
sen
,
=s
cos
<[+~
sen<x.
Se si
prendonogli integrali
nelle
(7),(14)
fra
gli
stessi limiti 0 e
r,
rimarrfissodurante la deformazioneil
punto(0, 0, 0)
della
superficie
e il
piano tangente
in esso: ciascun
punto (a!,y,~)
descriverdurante
la deformazioneuna oitissocol centro nel
punto
nsso.
Se
esprimiamo,per
mezzodelle
(15),
chel'elementolinearedella
Sa
eguagliaquello
della
S,
otteniamo la relazione
(16)
&!
dxo+ dy
+<!
s=
0
che facileverificaredirettamente. Essa
esprime
che: Dite
~pef/Me
minime
coniugate
in
applicabilit
si
COtV!~Wt(&'MO
(t~*e~
per <M~OM<
<MeM~.
Nellostesso
tempo
ledue
superficie
sono associate nel senso del
Cap.
XV. Si ossorver
che, corrispondentemente
a
questa doppia
rela-
zionedella
superficie
minimaS colla
coniugata
in
applicabilit,
si avranno
dellaS duedeformazioni
infinitesime,
nella
prima
delle
quali
S conserva
invariati i suoi
raggi principali
di curvaturaenellasecondalesuelinee
di
cnrvatura
(cap.XV).
Si osservi in fineche
t'angolo
formato da dueelementi lineari cor-
rispondenti
della
superficie
minimaS e della assoeiata
S~,
costante
eguale
ad et.
S30 OAHTOM XXH.
.
844
.844.
Propre cN'atteristiohe deUe
saperBcie
minime MMetate.
Due
superficie
minimeassociate sono
applicabili
e
godono
inottro
delle due
propriet seguenti
1.' nei
punti corrispondenti
hannonormali
paral!e!e:
2.* due etementi lineari
corrispondenti
formano fra loro un
angolo
costante. Dimostriamoinversamente
che, se
per
due
superficie
applicabili
si
presenta
!'UM o l' altradelledescritte
propriet,
essesono
necessariamente
superficie
minimeassociateo.
Per dimostrre la
prima
cosaricorriamo atle formule
generali
di
rappresentazione
sferica
(cap. V)
e indicandocon
S, S,
le due
superficie
applicabili,
osserviamoche
S, Sohanno
per ipotesi
la medesimaimma-
ginesferica, quindi per
laformola
(2)
al
principio
del
Cap.
V
(I, pag. 149),
si ha
H
(D
<j~
+
2D' dudv
+D")
==
Ho(Do
du'
+
2
D'o
~<
+ D". ~'),
indicando coll'indice0 le
quantit
relative a
S..
Ne
segue
subito che
si avr
H===H,=0
do S, Sosaranno
superficie
minime
associate,
owero risulter
D.==:~D, D'.==~D', D".==).D", \=~.
J tle
Ma la condizione
K =Ko
d immediatamente
(escluso
il caso deUe
superficiesviluppabili
che faciletrattare
direttamente)
~==1;
quindi S, So
sono
eguali
o simmetriche.
Per dimostrare anchela seconda
parte
del teorema
enunciato,
co-
minciamodal
provare
che: Se due
s~c~cM o~)i'Mat~stco~~<Mt<<M<o
altresi
per o~OKa!~ ~~e~e~t,
esseMw
superficie
minime
coniugate
in
applicabdit.
Ricorriamo
per
cioalle formoledel
cap.
XV e
preci-
samente a
quelle
del
.
226. Se
S, S,
sono a curvature
opposte
riferia-
mole aile loro lineeassintoticheedosserviamole
(10)
del
.
226
pag.
10.
Avendo
S, S. eguale
elemento
lineare,
ne
segue
?)' ~=<
MD~BOux
I, pag.886,
M.
SCMBHOIEMtNMBASSOCMTB 821
!)
indi y=l
e
pero, per
la
(9) pag. 10,
8 una
superficie minima,
quindi
Sola
coniugata
in
applicabilit. Quanto
al casochele
8, 8<
siano
a ourvatura
positiva,
resta subito esclusodalleformoledel
.
226
giacch
ne
seguirebbe
f ==1 e <=!0
Dimostratoil teorema in.
questo
caso
particolare,
risulta altresl di-
mostrato nel caso
generale;
e
invero,
se si
suppone
+ +<&==
dxa
+ < +
<
dxo<&)- dyody
+ <~o
<~
==
COS<t
(<~}-
+
con
a
costante, ponendo
!a;CCS<X -yCOS
a
~COSOt
a
sen a sena genK
ne risultano !e formole
<~+<+~~=<&+<<-<?'
<~<~+d~<)-<&'<&'==0.
.
8~6.
SnperBcie
minime
applio&MUsopra tntperRde
di rottudone.
Risolviamoorail
problema
di trovaretutte le
superficie
minime
appli-
cabili
sopi'asuperficie
di rotazione. Facciamo
perci
uso doUeconside-
razioni
seguenti
dovute a Schwarz. SiaS una
superficie
minima
appli-
cabile
sopra
una
superficie
di
rotazione;
essaammetteunadeformazione
continuain se
stessa,
in
particolare
unadeformazione
infinitesima,
nella
quale
le linee L deformate dei
paralloli
scorrono
sopra
sestesse. L'im-
magine
sfericadi S resta
congruente
a smedesima
(. 343) e,
durante
la detta
deformazione,
subisce una rotazioneinfinitesima attorno a un
diametro dellasfera. Se nede<!ucechele
immagini
sferichedelleL sono
circoli in
piani perpendicolari
aU'asse di rotazione ed anche
per
una
deformazione
finita
di S in se medesimala sua
immagine
sfericaruo-
ter attorno al!o stesso asse(1).Prendiamo
questoasseperasse~;una
(') Serestasse
qMtche
dubbio
riguardo
allacsattezzadi
qacstaconctasiono,
si considorii~vcccana deforinazioneanitt di Sin s&medostmaesin ai'am-
piezza
dellarotazionesforica
corrispondonto
<tvarierAconcontinuita)variaro
822 CAHTOMxxn.
.
846
fotaziono attorno ad esso
equivale
a
cangiare
t in
e~t.essondottl'am-
piezza
della
rotazione;
e
poich
~'==(TT.+1)'F(T)F.(T.)~
non deve variare
per questo cangiamento,
risulter
modF(T)==mod/'(~")
cio
(a)
F(~)==~F(t),
con
costante
reale. Derivando
logaritmicamente,
si ottiene
r et
F'(teICl)
.r r F"(t)
('6)
F'(t)
la funzione
t
p
essendo
quindi
cosfante
lungoogni
circolonel
piano
complesso
T col centre in t='o0 neceMariamente una costante.
Si ha
dunque
lm
(f)
k
F
(t)
=
0-t, ~)==C~.
dove
C,
k sonoduecostanti, delle
quali
lasecondarealeacausadella
(a).
Ne coHctudiamo:
Le
superficie
minime
a~coMt soprasuperficie
di ~<M'MK< o<
~OMo
a'a~<'e
/bt~oi'e(7) Wetef~<MS, FOM<M~
F(t)=.Ct\
<&)!?? M!Mcostantefeo~ e C MM<! eM<a)t<e
%M<MMge.
Se si osservache
per
le
superficie
ora trovate si ha
o .= ~2 ft~<~
continuodelladeformazionee
potremoquindiecogliere
~nataledeformazione
cheasialn
rapporto
<ttcoMt~M<MMf<t&Ke con3r,. Si
proceda
aUoracornenel testo
esi otterr&laformola
(6)stessa,
oveaavraun valorefissotncommensnraMIe
~/y\
con8s. SelafttMione
.p
nonfossecostanteessa
riprendorebbequindi
neU'intornodi
ogni panto
del
piano
inlinitevoltelostMMvaloreil cheassurdo.
8TPMFMM MttttMBAPPLIOABILI SOPRASDMM'MK DI MTAZMNE 828
sene deduce
che,
<M!M c<MoAa' -2,
risulta
t
o==.M+~=~3-Ll,
o-u+h=v2--
quindiper
lelemento linearesi ha
(~ d!s'==/'(~+<~(~'+~.
Considerandoora che
per
le
superficie
associatele linee di curva'
turasono
cos f son
==
costante
sen
+
v cos ==<
costante
mentrecolleBosMtuzioni
' ==Mcos
2
eson
=
sem
+
v cos
2
l'elementolineare
(b)
non
muta,
vediamochele
superficie
in conside-
razionesono identichedi formaallloroassociate.
Queste
se ne otten-
gono,
cornefacilmente si
vede,
facendo rotare la
superficieprimitiva
attornoall' asao.
In
particolare
si osservi che facendo
itsC,
cio6
F(T)c<0,
si ottiene
la
superficie
minima
d' Enneper
collelinee di curvatura
piane(.829).
Questasuperficie

dunqueapplicabilesopra
una
superficie
di rotazione
ed identicadi forma colle
proprie
associate.
Nel casoescluso
t -2,
si ottiene
o~R C~+T) y-BJ tC~-T)f, ~-R{2Clogt
e
siccome,
mutando T in T
<
aumenta di una costantee
x, y si
can-
giano
in
.<; cos son<x sen<{-j- ycosK
w
si vedeche
queste superficie
sono
elicoidi,
aventi l'asse 1
per
asse.
884 OAPITOMxxil.
.
S45,
S46
Risalta aitresl dalle nostre considerazioni che esse sono le uniche
superficie
minimeoticoidali, giacch
una tale
superficie
6
applicabile
sopra
una
superficie
di rotazione e non eoincidedi forma coUesue
associate
Dunque:
Le
<K<pef~cM
minimee!!o~Mt
o~eM~KO, ponendo
nelle
/onMO?e
WeierstrassF
(t) ===
Per serivere
esplicitamente
le formolerelativealleelicoidi
minime,
poniamo
C~~6~,
t=e-<'+~, e
indicando
con
e' i moduli e con
!3,
m
g!i argomenti
di C e
<;
tro-
veremo
!<!
=
m
(cosp cosh
vcos
M
+ son
psenh
vson
M)
(17)
~==<M(ccBpco8h<'8onMsenpsenhocosm)
(<'==~(oco8p+M8enp).
La
superficiecorrispondente
a
~==0
0 il catenoidee la sua coniu-
gata
in
applicabilit,corrispondente
a
P ==
0-,
l'elicoide
rigata
adarea
minima
(Cf.. 107,1, pag. 236):
m
arctg g~-
tn
arotg x
Aggiungiamo
in fine che: Z'M~<t
superficierigata
<M! area minima

9Mes<<t
elicoide
(teoremn
di
Catalan).
Infatti in una.tale
superficie
ri-
gata
le traiettorie
ortogonali
delle
generatrici
sono assintotiche e le
loro normali
principali
coincidono
quindi
colle
generatrici
stesse. Tale
propriet,
comesi visto al
.
24
(I, pag. 51)
caratteristica
appunto
della
superficie
delle normali
principali
dell'elicacircolare.
.
346.
Nuove ibnMie di Weierstrass.
Alle formole
(7)
di Weierstrass si
pub
dare un' altra
forma,
che
importa
notare. Ponendo
,(==:J '(l-~)F(t)~,
~=:(l+t')F(i:)~, <e=J '2~F(t)<
f)
In casocontrariola
superficie
non
cangiefcbbo
dt lineed) curvatura
defbrmandoei.
NPOVBMMOMtPt
WBtBMT&ASS 826
e
cangiando
la variabile
complessa
T
cotporret='y(<),
saranno
w,c,<p
fanzioni di <
legate
dalla relazione
Wj-W~V n
(18)
(dtalg+
(dvj9+(dta~s` ~+~rw~'
e leformoledi Weierstrass diventano
(19) a!=B(M), y~R(c),
<~R(w).
Inversamente: Se
,
w sono
/t<<M't~
della wWaMe
complessa
t
~~
dalla ~<M'~o)M
(18),
le
(19)
darannouna
superficie
minima(1).
E
invero, cangiando
convenientementela variabile
t,
si torna alle
formotedi Weierstrass.
Ci6 del resto si verifica anchesubito colleosservazioni
seguenti,
che
possono
inversamente servirea stabilirein mododirettoleformole
attuali.
Scindendo
t, u,v,
tanelle loro
parti
reali ed
immaginarie
col
porre
<==+~
M~~+~t,
f='y-t-~t, M'=='<+~t,
ed osservandole formole
9iCi
ax
ax,
3x

3~
~('

che
per
le
(18)
danno
~?V S'
~V n
~W" ~'Sa~
segue
~==<~+~+<~=\(~+~'), ~='S~
\"v
La formoladi Beltrami
(A). 69,1,pag. 146,
dimostra.allorache la
superficie(19)
ad area minima.
<*)
Queste
ibnnotosi
possonoscriverc
a:-g
(+.),
y~(.+~), e~(w~.M,~
ela
superficie
minima
pu6quindi rigurdarsi
corneuns
superficie
dl
trasiazione,
cheha
par
cutve
generatrici
lacurva
imma~naria(eurvaminima)
1 1 1
a:M(<), y-~o(<), <w)
elasna
coniugata.questa
la
propdeta
che
servedi baseai ettaMlavoridi Lie.
826 OAPNOMxxi!.
.846,847
Ricordiamochela
propriot,
caratteristica
per
le
superficieminime,
data dalla formolacitatasi enunda:
ogni~pe~cM
minimaleM~M<
/a~e
con)Mserie di
piani p<M-<M<appa~eHgwM
ad M~ewM i8o-
~~to;
<~<MM'o ?
F~atM
MtfM~edellaserie da un
piano ~o
j~oraM~o
<y~<MM<Ma.
Sopra
ciascunodei
piani complessi ,<
? abbiamouna
rappresen.
tazione conformedelta
superficie(19)
ad areaminimae
poich
<~
==
(du<~M, + + dW
dove
,<p.
sono le
coniugate
di
<<,f,<p,
si vede che il
quadrato
dell'elementolinearedella
superficieogaagUa
lasemisommadei
quadrati
degli
elementi lineari
corrispondenti
sui
piani , f,
w. Riemann ne ha
dedotto un'interessante
conBegaenza,
osservandochein una
rappresen-
tazione conformele aree elementari stanno fra loro
appunto
come i
quadrati degli
elementi lineari. Ne risulta il
teorema:
Z'sfea una
F<CMc
<H
superficie
minima
(19) eyt~
allasemi-
sommadelle<M'ee
c<wW~OM(?ett~
sui
~<wt ccMp?esM, p,
le.
.
847.
yormole di SdtWMz.
Dalleformoledel
. prcdente
Schwarzha dedotto a!tre
formole
important!,
nel modocheandiamo ad indicare. Posto come
sopra
==a!-)-ta-t, o==~+tyt, <p==~+~t,
si ha
<&!t&Ct+<~d~t +<~<~t
==
0
e inoltre
X < +Y +Z d~, =. 0
onde
<)~<&'t=Z<Yab:X<Z<Y<&X<
Essendo
poi
<&!+<~+~{==<~+<~+<
ne
aegne
<~t~(Z<Y<&'), <~t=(X<?-Z<~), ~t=(Y<X<~).
MNtOMN 80HWABZ 827
L'incertezza del
segno
si
togUe,
ricorrendoalle
espressioni
di
, ?
per
t e alle formole
(5) pag. 811;
invoro si ha
<!.(1-~F(T)~, <t(l+t')F(t)~, <2tF(T)~
<~==n(~+a!) <~ n(d'f. +<~)
<~
==q
(~+~')
~=~+~, .=~+~, b=i~+~
<~i=n((~M)
<~t==-(~e-~) <~t'='.(<a~)
e sesi forma
p.
e.
l'espressione
Y<&<X<
si trovache coincidecon
d~t.
Abbiamo
dunque
le formole
ah!t==Z<Y< ~Xab-Z< a~t==Y<X<~(t),
per
oui i valori di , f,
'
possono
scrivorsi
<t==a:+~(Z<Y~)
(20)
j<y+~J '(X<Z<&c)
(w=F+~(Y<X<~)
Sono
queste
le formole di Schwarz chesi
applicano
nel modo
pi
elegante
alla rlsoluzionede!
problemaseguente:
<~s<Mfela
N~ef/Mc
minima,
che
F<MM<t per
M<tcurvaC data ed
lungo di
<? normali
<MM~MO<e.
Osserviamoche
gU
elementi dei
piani tangenti lungo
lacurvadata 0
costituisconouna s~MM) della
superficie
o
possiamo
enunciareil
pro-
blema
proposto
COSi <~S~M~euna
superficie<~MM<t,
C<HMKCeM<!MM una
<&'<?!?.
Questo
non che un caso
particolare
del
problema
di
Cauchy
per
le
equazioni
aderivate
parziali
del secondo
ordine;
nel caso
attuale,
sottole condizioni che ora
diremo,
esso si risolve
per quadrature.
Supponiamo
chelastriscia
assegnata
sia
oMaMtca,cio
lungo
di essa
a;, X, Y, Z
sianofunzioni analitiche della variabile
reale ossia estendibiti anche
ai valori
complessi
di <.
Esegniamo
le
quadrature
nello
(20)
ed esten-
<')
Esprimendo
che
Y<&cXty
6 un diB!Brenztft!e
esatto,
si trovanuova-
mente
l'equasione
a derivate
pandaU(1)
delle
snperacie
minime
(.899).
328 OAHTOMxxn.
.
847
diamo le funzioni
,<?
nel
piano complesso;
esse saranno coBtante-
mente
legate
dalla relazione
W -L
-t- n
W +~ +~
cheha
luogo lungo
l'asae reale. Le
(19)
ci definiscono
quindi
una su-
perficie
minima la
quale,
cornesubito si
vede, passaper
lacurvaasse-
gnata
ed ha ivi i
piani tangenti prescritti
Ora
importante
osservarechela
superficie
adarea
minima, definita
da una sua
striscia,
unicaedeterminata. Seinfatti introduciamonuo-
vamente la variabile
complessa(. 340)
-ti ~X+~Y
tcet e-
montre il
punto
mobile
percorre
la curvaC
assegnata,
la sua
immagine
sferica r
percorrer
sulla sfera
complessa
una eurvaC'
perfettamente
determinata dalla direzione
prescritta
della normale.
Lungo
C' le
(20)
danno
u, v,
' a meno di costanti additivee
queste
funzioninon
possono
quindi
continuarsi sulla sfera
complessa
che in un sol modo.
Dunque:
Una
<:<pe)~<
WtM~M M!~ da KK<t MMS<fMC!<
Due easi
particolari
di
questo
teorema meritano
speciale
attenzione
e cio:
1.'
Ogni
y~c
~oce~e sopra
una
jMpet~cM
minimaassedi MtMN<~W<t
per la ~<pe~c:e.
E infatti se si fa
girare
di x intorno a
quosta
retta la
superficie,
nella nnova
posizione
avr
lungo questa
retta le medesimenormali e
coincider
quindi
colla
superficieprimitiva.
Questa
interessante
proposizione
risulta direttamente dalle formole
(20), prendendo
la retta
supposta per
asse delle.f e
ponendo quindi
a;==0
~==0
,.f==<
X
==
caso
Y
=
sen
o Z==0
oveo funzione
(analitiea)
di
t,
Avremoallora
per
le
(20)
M==~J 'seno< f==tj'coso<
<p==< t
E infatti
per
t realele
parti
reali dt
u,v,<csi riduconoallecoordinate
det
punti
di Coi coeScientt
degli immaglnari
a
J '(Z<Y<&), ~'(X<Z<6e), y(Y<&c-X<~).
FOBMOMDt 80HWAM
829
e
poicM
le fanztoni
<t,<~ sono
puramonte immaginario per t reale, per
valori
coniugati
di t avranno
eguali
le
parti immaginarie
ed
eguali
ma
di
segno
contrario le
parti
roaii: ue
segue
che ad
ogni punto (x, y, ~)
situatOBaita
superficie
ne
corrif ponde
unosimmetrico
(-:c, -y,~) rispetto
aU'asse
Laseconda
eonsegueMaimportante
del teorema
generale,
chevole.
vamo
notare,
la
seguente:
2." Seun
piano taglia O~O~OMO~mCK~e
MO
Mtpe~te minima,
CMO
piano
di simmdria
per
la
superficie.
.348.
Oaai
partioolari.
Applichiamo
leformote
generaii
di Schwarzad nlcunicasi
particolari.
a) Supponiamo
che di una
suporncie
minimasia
assegnata
unalinea
geodetica
C. Ritenendo
per questa
curva le solite notazioni dei
capi-
tolo
I, porremo
<-a, X=~,
Y==Y), Z-t
o le formoledi Schwarz
(20)
ci daranno
(21)=.~+~)~,
c==y+tj'~< ;c-=.(-t/
Seconsideriamola carva C'
corrispondente
della
superScie
minima
coniugata
in
applicabilit,
avremo
~=J ')-<!s, y'==J 'p.< ~==J '~<&.
Questeformole,
secondei risultati del
.
25
(I, pag. 53),
dimostrano
che la C' ha in
ogni punto
la
prima
e secondacurvatura
eguali rispet-
tivamentealla secondae
prima
curvatura della
C, cio: & si conside-
f<tMOduelinee
geodetichecmvMpOK~t<tsopra
dite
SMpe~eM
minimee<M!ttt-
in
applicabilit, laprima
cr<'<t<radi una <~esse in
ogni .~MM~o

~tMt~e
NK<t secondaCMfM<K~(MM~ nel
~M~Ocorrispondente
(1).
<
facile
dimostrarecho !o
superRete
minimesonoleuniohecheammet-
tonouna
de&H-mazione, per
la
quale
risultanoinvertitetoduecurvaturedi
ogni
ttnoa
geodetica.
880 OtHTOMXXH.
. 848, 849
Pi in
gnre,
ae si osserva che
z~.fM~, y==J ' ~==J 'irai,
si vedr che in
ogni
deformazionedella
superficieminima,
chela!ascia
ad area
minima,
le due curvature
rimangono
funzioni lineari
omogenee
delle curvature
i&iztaU..
Se la curvaC
piana
e si
prende
il suo
piano per piano
a;
y,
do-
vremo fare
~==0, X==0,
[t==0,
v==!l,
e le
(21)
diventano
semplicemente
!=!? s p==y
<p==~.
Per valori
coniugati
di s le
parti
reali di
, <
conservanoil medesimovaloree
per&
la
superficie
simmetrica
rispetto
al
pianoa~,
corne6stato osservatoancheaUafinedel numro
precedente.
b)
Se la curva
assegn&ta
C in
luogo
che
geodetica
dovesse essere
assintotica,
avremmo
X==X Y=={).
Z=v
e
pero
le formoledi Schwarzdiventerebbero
M==ietj'$(b, o!=:ytj'~< M'==.yc<&.
.
349.
S~peraoio applicabiU sopr&snperado
minime.
Ci
proponiamoora
di risolvere il
problemaseguente:
2tcoM<WMre~
<M!0
superficie
data
p!<oper ~esMOKe
ndMfMad area minima.
La
risposta
risulta molto
semplicemente
dail'oaservarechei'elemento
linearedi una
superficieminima,
riferita alle suelinee di
curvatura,

dato da
<~==\(~+~,
mentre
per
la curvatura K si ha
K~-l
K-
80MBHOH MFOMtABtM !N SCFBBnCM MtNMB 881
e
per&
la forma differenziale
a curvaturanulta. Viceversa
supponiamo
che
por
una
superficie(a
eur-
vature
opposte)
il oui elemento lineare sia
la formadifferenziale
risulti a curvaturanulla, talchsi abbia
per
convenienti variabili
a, p
(che
si troveranno con
quadrature)
Ponendo
Kc
risulter
(22)
E(?M'+3F<~<!p-t-&==\((~-)-<)
e
pero(I, pag. 98)
cio
L' elementolineare
appartiene
in
conseguenza
allasfera e
quindi
l'elementolineare
(22)
add
una
superficie
d'area minima
che,
notelecoordinate
X,Y,
Z di un
punto
dellasferain funzionedi
a, p,
si avrcon
quadrature. Dunque:
Lacon-
~MWMe necessariae
N~CMM~e, O~tMO~
una
$Mper~<C
sia
applicabile
sopra
a<t
<p~Me ~MMtM, c~ !
/<w~Kt d'M~e,
chene
M~e-
semail
<j'<t<&'<t<o
<M!'e~M~o
lineare, aM~~Mo~per V-K,
<weK
la <wwa<M~della
superficie,
dia wMt
/{M~t
a curvatura???.
n altro modo
possiamoesprimere
la.stessacondizionecollaformola
A,log(K):=4K
V~K<~==~M'+<~
<~=E<+2F<~<~+a<
\K(E<+3F<G~),
\K(Ed'M'+2Fa'w~+Ga'<~ ==. +
<~<.
K
1
1
1
log log
~n~M~
3'log~ ~jogj. 2
9.'
9~
"Y'
~+<~
882 OAKTOMxxt.
.849,
860
Sotto
questa
formavennedatadal
Ricci,
che
primo
osservail riaultato
oraindicato.
Corne
esempio,
cerchiamosevi sono
superficierigate appUcabiiisopra
superficie
d'area minima. Ponendo l'elementolinearedella
superficie
ri-
gata
sotto la forma
(I, pag. 359).
<~==<~
;(-<')'+p'{~,
si ha
pt
~==-;(,~)q:p.j. #'
e la condizione
superiore
si verificasolo
per a, pcostanti,
ondesi vede
che le uniche
supet'ac:erigate
della classerichiesta sono
quelle appli-
cabili suU'elicoide
rigata
d'area
minima,ciole
superficieluogo
delle )<
binormali delle curvoa torsionecostante.
.
850.
Inversione del
primo
teoremadi Guiohard.
Riprendiamo
oraio studio delle relazionifra le
superficie
ad area
minimae le
superficieapplicabili
sul
paraboloide
di
rotazione,
cheab-
biamoiniziato nel
Cap.
XVII
(. 257, pag.
99) collostabilireil teorema
di Guichard. Da
ogni superficieS~applicabile
sul
paraboloide
di rota-
zioneil teorema di Guichardfa derivaredue
superficie
d'area minima
chesono le due falde
dell' inviluppo
di sferecoi centh distribuiti
sopra
So
e di
raggio eguale
alla
corrispondente
distanzafocale. Nel
Cap.
XX
(.
304 e
seguenti)
abbiamo
poi
stabilit)eformotefondamentali
per
l'inversione del teorema:
presacio
una
quatunquesuperMe
minima
S,
abbiamodimostrato che essa d
luogo
ad oc'
superficieS,,applicabiti
sul
paraboloide. Vogliamo
ora
riprendere queste
formole
per
dedume
atcunenotevoli
conseguenzegeometriche.
Essendo S ana
qualunquesuperficie
d'area
minima,
colledue forme
quadratiche
fondamentaii
( E + 2 F <~ +G
(D<+2D~M<&)+D"
MYBMIOm: DBLTBOBEMA D GUMBARD 888
consideriamoi! sistema dette
equazioni
simultane
(. 804, pag. 230)
~+'
w
~-t'~+~+<
~-t.~+~+~
w
3W_FD'-GD9$
FD-ED'~
'EGF' 3t<'EGF'
(B)
FD"GD' 9~ FD'-J ED" 3<
9f "'E G F'" 9tt E G F*'
dove
p MM?M<t
KMaccs<<Mt<e of&~aWa e W due funzioni
incognite
di
,
v. Il sistema
(A),(B)
iUimttatamente
integrabite,
esi ha
(.306)
formola
(35) pag.
285
~==2~W-W.t-
costante.
Disponendo
dei valori iniziaU di
~W
3K'

possiamo
far si che la costante de! secondemembre si annu!Ee si
abbia
quindi
(C) At4)==2~'WW.
Scelte le'fanzKHu Win
guisa
dasoddisfarele
(A),(B), (C),
se ri-
portiamo sopraogni
normale di S un
segmente
T=-~
i!
!uogo
deH'estremo
M,=~(.)'.yo.%)
sar una
superficieS. applicabile
sut
paraboloide
di rotazione di
paramtrons~ e
elarelazione
fra8,St
sar
precisamente quella
data dal
primo
teorema di Guichard
(Cf.
.306, 309).
884 OAPtMM xxn.
. 880,861
Cosi le formole
(28) xo==x -.1~X 4>
~8)
~==~X, y.'==y~Y, ~<=~Z
fanno derivare dalla
superficie
data ad areaminima8 una
tripla
infinit
di
superficie Soapplicabili
sul
paraboloide.
LasecondafaldaS dell' in-
viluppo
di sfere coi centri su
S.
e
tangenti
ad8 unanuova
superficie
minimae secondo le formole
(c) .
273*
(pag. 152)
le coordinate del
punto (a:, ~)
di
S corrispondente
a
(; y, ~)sopraS(eio
simme-
trico di
questo rispetto
al
piano tangente
di
S~
sonodatedalleformole
(24)
?==?-J V~WX
Pei coseni di direzione
X, Y,
Z dlia normale alla S ai ha
poi
(pag. 152
formole
(d))
X==(l-~)x-~V~~),
Ricordiamo
poi
chele formole
(32*)
del
.
806
(pag.288)
(26)$=WX+7(~),~WY+V(~),(==WZ+7(~)
dennisconouna
superficie
S
luogo
del
punto ({,j,!),
cheha a comune
conS
l'immagine
sfericadelle linee di carvatura e i cui
raggi princi-
pali
di curvatura
pt.p, soddisfano,
nelle notazioni di
Weingarten,
alla
relazione
(. 306, pag. 236)
(27)
p.+p,==~.
. 361.
Le
congfMMe
di
Thybaut..
Se della
superficie
ad area minima S
prendiamo
la
coniugata
in
applicabilit Si (. 343),
la
superficie
S data dalle
(26) corrisponde
alla
superficie
minima
St per parallelismo
delle normali ed allelinee assin-
totiche di
Si
corrispondesopra
X un sistema
coniugato,
e
precisamente
quello
delle linee di curvatura.
Dunque Si, X
sonoassociatein una de-
OMtNMJ BNMDI TKBiUT 885
formazioneMnitesima
(. 225);
lafunzione
caratteristica delladefor-
mazioueintlnitesima
corrispondente
della
8.
&
precisamente
laW. Ora
costrNiamo
per
la
8.
la
corrispondente congruenza
W conducendo
pei
punti
di
S,
i
raggi tangenti
aUa
8.
e normall alla direzionedello
spo.
stamento.Dimostreremocho ha
luogoquesta
notevole
propriet
chela
secondafalda
Si
di
questacongruenza
W ancorauna
superficieminima
e
precisamenteessa h
coniugata
in
applicabilit
della
superficie
8~
Stabiliamocioil
teoremaseguente:
.S~emM:~MMa
g!<a?MK~e&!(pe~eteSt
applicabile
p<M'MoM~
~aw<OMee~ sistemaoo'
sfere
aventi
i centri
!~<tSo
e
raggioeguale
alla
corrispondente
~~oMjya
focale.
Le
due
/M<~S,
S
~K'MMi'M~M
di
s/~e sono,secondoil teoremadi
Guichard,
due
superficie
~'<M'e(< minima: Ne<M!'e
superficie
minime
S,
S
prendiamo
le
<!<Mt<y<t<e
in
applicabilitSi, S~queste,coHoeMMM~OMeM~ eoBoca~nello
spasio,
sonoledtre
falde di
MC
COK~<
W.
Per dimostrareil teorema riferiremola
superficieminimaSallesue
lineedi curvatura
w,v,
conche avremo
<?' =<~
(d'M"+
<&")
~==- ~=;~
D=l D'=0, D"=l
dove6
unasoluzione
dell'equazione
di Liouville
9*8
3'9
_aB
~+9?-
n sistema
(A),(B) diventa
9~3994'
989$
~"3,.9~'9t;9.+~
~+~
fA~ ~j~~
9M9p9p9M'9t<~
9'<'
989')' 989<
.,Qa_
p +
~="3.9.+9.97+~P~+W
au' u 14 auau
(B*)
~30~
~80~
3M
=
9 9p 9tT'
886 OAFMOM
XXU..
8611
montrela
(C) prende
la forma
't~)'+~)'
Scrivendo
per
la
superficie
S te solite formolefondamentali
(Cf.
. 254
formole
(1) pag. 91),
abbiamo
~X
ax, 30XI e- X ~X
~X
9M" 9:< 9M"9p~"3M"
(27)
~==~X ~X.X.4-e-<'X~=-e-<'X
3v
9."3M~3M"
Indicando ora con
.i, ~1,
le coordinatedel
punto
chesulla
super-
ficieminima
St coniugata
in
applicabilit
dellaS
corrisponde
a
(x,y,F),
abbiamo
9~
Sa;
~=
9~ 9a!
3M"~

e
pei
coefficienti
Dt, D'i D"t
della secondaforma fondamentale di
81
risulta
(28*) D, =~ == 0 D',
==
1
Le formote
(24), (25)
che definisconolaseconda
superficie
minimaS
del teorema di Guicharde !a sua normalediventano
? ) Y j- 3~Y j- Y
x x
X+--XI+--x. ~=.p
X+-X,+-X,
(29)
Y-/1 W\ ~"0~
1 ~X-~j~X.+.X,
Per la
superficieminima81coniugata
in
applicabilit
deUa
avremo,
connotazioni
analoghe
aHe
precedenti:
~m
9~
9M Se 3p 9~
Ora ci conviene
provare che, disponendo
delle costanti additive in
~t. ~i <~t,
lasciate arbitrarie daUe
(28),'30), possiamo
fare
in
guisa
che
8;, St riescano le due fa!defocali della
eongruenza
chene
uniscei
punti corrispondenti.
Il
raggio
variabile di
questa congruenza
COttOBUBNZB M THIBAUT 887
M
dovr
per
cioeMercnormalead amboduele direzioni
(X.Y.Z) (X,Y,Z)
ed avr
quindi
coseni di direzione
proporzionali
atle differenzo
~X-~X
~Y ~v ~7 ~~7
~~i-~X,, ~-Y.Y,, ~Z.Z,.
Indicando
adunque
con
p un
fattore di
proporzionalit,
poniamo
.p.x.x.)
"Y-~Y.)
Tutto si riducea
provaroche, prese a~t,yi. <'t
in
gaisa
che le
(28)
siano
soddisfatte,
si
pu6
Msnmere
per p
unatale fanzione di
u,
v che
le
vengano
a
soddisfarele
(30),
ciochesi abbia
"9r'=3.[~
t'
e
~p.
l'
~X.j
9 3.
3~

Tenendocontodelleformole
precedenti, facilmentesi trova cheoecorre
e basta
por
cioassumere
1
~'pw'
Costleformote
")
e le
analogheper ~1,
stabilisconofra le due
superficie
minime
S,, S,
larelazione
geometricaindicatanel teorema.
Queste
singolari congruenze
W,
leoui faldefocati sono
superficieminime,
furouo
seoperte
da
Thybaut.
SuUedue
superficie
minimofocali
Si, 8~
si
corrispondono
non solo i
sistemi
coniugati
mabon anchei
sistemi
ortogonali, cio
cM-n~pMt.
888
OPtTOMXXIl..SBl,3M
d~Mt
frale
due
falde focali
una
ew~poMO'~M'e eoH~we.
Taleinfatti
6la
corrispondenza
fraleloro
coniugate
in
applicabilit8,8
del teorema
di Guichard
S. 263).
Si osserver in
particdare
che: lelin6e~exM~.
tura si
c<M~MpoM<!oMo sopraS., St.
Per
questapropriet
le
congruenze
di
Thybaut
si ravvicinanoovidentementealle
congruenzepseudosferiche.
Inversamente si
potrebbe
dimostrare chetutte le
congruenze
W le
cui falde focali sono
supeticie
minimesi
ottengono
nei mododescritto.
Tale
proposizione
inversarisulta datleneerchedi
Thybaut(1.c.),
il
quale
ha determinato direttamente
queste congruenze,partendo
datieformole
di Weierstrass. Noi ci limitiamo
qui
ad osservare
che,
secondoi risul-
tati stabUiti
~~MMaxe mtp~~cM
ad <M'ea MtM<m<t
apjxt~t~M
come
falda
~oca~
ad ooa
co~~wM.fe
<?
Thybaut.
.
862.
Le
aapMBcie
d'area minima. in
gcometri&
ollittic&ed
iperboliott.
Daremo da ultimo unbreve cenno sulle
superficie
d'area minima
negli spazl
a curvaturaeosttmte Nonci tratteniamo
qui
adimostrare
che anche in
questi spazi
le
superficierispondenti
al minimo
d'area,
per
un
assegnato contorno,
sono earatterizmte dall'aver nullalacurva-
tnra
mdia,
d6 che si fa in modo
perfettamenteanalogo
corne
per
io
spazio
euclideo.
Questapropriet
valeanzi
pi
in
gnraleper
uno
spazioqualunque
a tre
dimensioni,
cio: J 'M
g~M)!Se spaeio
curvoa tre ~tm~MMM! le
~Mp~~te
(!'aMaminimaA<tMKO nulla la cMn~MMMc~Mt.
(Vedi
notain
fondo al
volume).
Gi al
.
218
(I, pag. 505)
ci siamo
occupati
delle
superficie
minime
dello
spazio
a curvaturacostanteKo,
riferiteallelorolineeassintotiche.
Riferendolealle linee di curvatura
u,
v abbiamoil risultato
seguente:
L'elementolineare <!funa
SMpe~tCM
ad area minima dello
opa.~o
<t
curvaturacostante
Ko,riferita
alle?)?? dt <!MtW(~<t
u, 0, aMMM< la
forma
(82)
ds'
=
(<)!'+d'
i
raggi jpyttM~t
di curvatura
ri, ft
essendodati da
(88) ~==~ ~==e~
<')Le
prime
rieerchesu
questemperacie
furono
esposte
noUamiamemoria
del 1888
(Attt
doi Lincelserie4.*vol.
IV).
Postertormentesene
occnparono
Darbouxed<dt)'i
geometri
francesi
(vedi
Darboux
Ze~MM
t.ni
pag.
471e
segg.)
SUMMtCM D'AMAMINIMAIN GEOMBTRtA N.HTTMA BD!PNtBOHOA 889
e la
/%OM'MtM
8
(u, e) NO(M/<MeM<~ aM'6gM<M!<MM
C<M'<t~eW~a a <~We<t~
;P<M*<<K
l ~+s-
Viceversaa
qualunque
soluzionedella
(84) corrisponde
una
supernoie
minimadello
spazio
elUtticood
iperboUeo.
La forma di
questaequa-
zione
(84) suggerisce
subito l'osservazione
seguente. Operando
sulleva-
riabili
u,
v una sostituzione
ortogonale
=s t cos M o; son
a
f'== ) sen <x +eos a
dovet(un
angolo
costante
arbitrario,
lafunzione8
(.f)
si
cangia
inuna
funzione
Oi(.)
chesoddisfaevidentementealla
equazione
~e,
~e,
=0-201-Tl' e21
~+~K.
Per ci6l'elemento lineare
<~
~=
(~ +
appartiene
ad una nuova
superficie
minima
Sf,
le cai tineedi curvatura
sonole
ul, Ct.
La
superficieS.
hatostessoelementolinearee
gli
stessi
raggi principali
di carvatumdella
S;
le suelineedi curvatura
tagliano
le antichesotto
l'angolo
costanto a. Ne dedue!amo:
In
g<(Ma'e~<M'<o
a c~w~K~ cos~w~e,comelaello
spasioeuclideo,
ogni superficie
adareaminima ~tMC~~e(Muna
d'e/<WtM<M'M)SC
continua
nella
gtM~e
si conservanoinvariati i
singoli raggi
di
eMt~wa;
lenuove
Ht!eedi cM~~Mfesono
ogni
volta traiettorie &<)?)
angolo
costante<M~
aM<<<lineedi CMfM~MM.
In
particolarequandoqu~to angolo
di
45",
le linee di curvatura
si
cangiano
in assintotichee
reciprocamente,
siccheabbiamoanche
qui
le
superficieconiugate
in
applicabilit
del Bonnet.
Separiamo
ora i due casi dello
spaxio
ollittico ed
iperbolico.
Nel
primo
casosefacciamo
K.=+l, l'equazione
caratteristica
(34)
diveuta
9*8 3*8
+ +4senh8cosh0=o
840 OAPtTOMXX!
.
863
questa,
con
cangiate notazioni,
coincidecolla
(34*) .
331
(pag. 298)
daUa
quale
abbiamo visto
dipendere
la ricercadelle
superficie
a curva-
tura costante
positiva
dello
spazio
euctideo. Cosl: La ricercaddle SM-
p~OM
ad area minima a~Ho
spo~o
eK~oo
egt~e
a
g'!M!'<a
ddle su-
Fet~CM?
<!MtT~!M-S costante
~OS~M
dello
j!p(Mr)0
eMeHt~O.
Facciamo ancora le osservazioni
seguenti.
Nello
spazio
ellittico le
superficie
minimesi
prsentant)
a
coppie
di
supet'&cieparallele
distanti
fra loro di un
quadrante(superficiepolari).
Seconsideriamole
superficie
medieira le
due,
cio le
superficieparallele
distanti da
queste
di
ponendo
fi
==
tg?1,
per
il
raggioptprincipale
di curvaturadlia
parallela
considerataavremo
e
anatogamente
~)=~
ri
r _1+<
1-~
'l-l+~
onde
ptp,
==-
1.
Dunque:
Nello
sp~M
eN'<~codi curvatura
Ke='
+1 i~
due
spe~c~ parallele
ad K<t
sjpe~eM
minimae distatde da
questa
<M
hanno la curvaturaassoluta
costante,positiva
ea=i2.
Nel caso dello
spazio iperbolieo,
facendo
E." -1,
la
(84)
diventa
ye 3~
2cosh20
3~+~-2cosh28.
Ci contenteremo
qui
di
questi
brevi cenni sulle
superficie
minime
negli spazt
a curvatura
costante, rimandando il tettoro alla memoria
del T. IV SerieIII'
degli
Annali ovesi stabilisel'estensionea
questi
spazt
dei teoremi di Guicharde la
conseguente
teoria delletrasforma-
zioni de!Ie
superficie
minime.
f
Sulladeformazlonodet
pamboloidi
di rotazione
negli spazt
di curvatura
costante.
CAPITOLO xxin.
!
proMom
Plateau e la
superficie
minima (H Schwarz
EnMcMo dal
preMemadi
Ptutaaa.- Oontiderazipni
~ndamentaUretattveaUednemppte-
ttentaztont conformi della
ttuportiete
minima MUa ~fent dt Gau e eut
piano
della va-
riabite
comptcftea
o.- C<f)odt nu eoMtomo a tratti retttUuet o
p~
iu
geMMte
dl un
eontomo dt Schwor!). OeM dol
qmtdrttatero ~hembo
formato dedue
eoppte
dt
eptgoU
oppMftti
dl un tetmedm
]'e);ot<tte(eapetttcie
dt
Sehwm'z). Reta ottaedrioa eeUtttfora.
BappreMatMtone
fumUttca del
gmppo
dt MrutMient della roteottMdttct. Detenni.
natteue di
F(t) per
la
Bnperttoie
di SehwMZ: F
M
'=c
VetittcheK-
Vl-14~~
tative al BoatOMO. Stndlo det
grappo
dt movtmcntt dello
xpMto
che laeolainvartata
la
mperRoie
dt SohwaM.
P[opttet&
deUa eonttnnfUiteM Mtatttiea.
8tpet6ota
conta-
gata
ta
appttoaMtita
e
gruppo conitpondento
dt mevtmentt. Teoromt dt Mmart <aIIa
vatiazioM mconda detl'aNa di una
ponitene
dt
euperBote
minima.
.
8S8.
OMtstderMiMl ibndMnentttli sul
problema
di Plateau.
Formuliamola
questionefondamentale,
chehadato
origine
allateoria
delle
suparReieminime,
nel modo
prcise seguente;
Da~otancontorno
c/<M<so,
cos~'MM'e una
po~tOMe
continuadi
superficie
minima<6~M<t<<t ?
g!<~0
contornoe
priva
MeH'Mt~nM
punti singolari.
Sonocelebri le
esperienze
di
Plateau,
colle
quali questo
Ssicoha
risoluto
sperimentalmente
il
problemaimmergendo
il
contorno,realizzato
fisicamente,
nel
liquido
che
porta
il sno nome. La lamina
fluida,
che
resta
sospesa
al
contorno,
si conforma
appunto
a
superficie
d'area minima.
L'analisi ben
lungi
dal
saper
risolvere in
generale
il
problema
di
Ho~tM; pero,
nel casoin cni il coatomo e formatodatratti rettilinei
o in un altro caso
pi generale,
cheverrfrabreve
indicato,
si conosce
unaseriedi
importanti
risultati dovuti a
Riemann,
WeierstrasseSchwarz.
Noi ci limiteremo
qui
ad
esporre
un
primo metodo,
che si offre
spontaneamente
in
questa
ricercaedfondatosullateoriadeUe
rappre-
sentazioni
eonformi; questo
metodo sufficientenei casi
pisemplici,
in
particolare
nel casodella
superficie
minimadi Schwarz limitata al
842 OAPtTOMXXM!.
.
858
quadrilatero sghemboformato da
quattro costole,
duea due
opposte,
di
untotraedro
regolare.
Allostudiodi
questo
caso
particolare,
tanto into.
ressante sotto molti
rapporti,

principalmente
dedicato il
presente
capitolo.
Il metododelle
rappresentazioni
conformibastadel
resto,
come
sopra

avverMto,
solo in alcuni casi
pi semplici.
11lettore
potr
vederenel
libro di Darboux
(t. I, p. 45388.)l'esposlzlone
di un secondo metodo
pi generale
e di molto
maggiore efficacia,
che
qui
siamo costretti a
menzionaresoltanto.
Consideriamona
porzione
A di
superficie
minimalimitata ad un
contornochiuso C e ta sua
immagine'
sfericaB
che, per
la
propriet
fondamentaledelle
superficieminime,
d una
rappresentazione
conforme
]
dell'area A. Ammettiamoinoltreche
quest'area
sfericaB siaad unsolo
[
atrato.
Riprendondopoi per
la
superficie
minimaS lenotazioni del ca-
pitoloprecedente,
introduciamonuovamentelavariabile
complessa
i
o-V3FM~.
la cai
parte
realeiseil coemcientev
dell'immaginariod&nno,eguagliate
a
costanti,
le linee di curvatura di S
(.340).
Se,
corne
supporremo,
la funzione a nnitacontinuae monodroma
suU'area
A,
distendendoi valori di -?
nel suo
pianocomplesso,
avremo
dell'area A una nuova
immagine
conformeB'. Cosi l'area sferica B e
I' area
piana
B~saranno
rappresentate
inmodoconformel'unaBull'altra
e,
nota la
legge
di
corrispondenza
dei loro
punti,
si conoscer com-
pletamente
la
superficie
S in
quanto,
essendoalloranotaa in funzione
di
T,
conosceremola funzionedi Weierstrass
~)'.
F
('1:)
="2
`dcJ
cheindividua la
superficie.
Ove
dunque
il contorno
assegnato
C sia tale che ne risuiti deter-
minatatanto l'area sfericaB
quanto
l'area
pianaB',
il
problema
di
Plateau si
ridurr, per quel contomo,
al bennoto
probloma
di analisi
di
rappresentare
in modoconformeun'area data
sopra
un'altra.
La circostanzaora accennata si
presenta appunto,
almono con un
certo
grado
di
indeterminazione, quando
il contornoC si
compone
di
tratti rettilinei.
Riguardo all' immagine
sferica
B,
avremoinfatti chead
.<
t
CON8!DBBAZ!ONt PMMMBfAB! 848
ogni
tratto rettuineo r del contomo C
corrispondera
net contornodi B
un arco di cerehiomassitno in un
piano
normale ad
r, quindi
l'area
sferlcaB sar un
poligonosferico,
il cui contomo Yerr&costituito da
archi di circolomassimo
perfettamente
individuati di
posizione.
In se-
condo
luogo
se consideriamol'area
pianaB",
siccomo
ogni
tratto retti-
Uneodel contorno0 e un'assintotica
per
la
superficie,
Il
corrispondente
tratto del contornodi B' sar
pure
rettilineoe
paralleio
all'una oall'altra
deUebisettrici
==0 +<"==!0
degli
assi coordinati sul
piano
B'. n
problema
di Plateau si convertir
quindi
nel casoconsideratonell'altro.
J ~a~pfes~a~
in modo
coH/bt~M
il
poligono~'er!0
B sul
jpoi'~<MMpiano
rettilineo B'.
. 864.
0<MMdi un contomo di SohDMM.
Le considerazionistesse
valgono
ancorain uneaso
pi generale,
for-
mulatoda Schwarz nelle
-Fo~ese<~ ~c~<c~~K J MtKtNto~-
cy<eK nel modo
seguente:
Sia data MMcatenaeoK~M<t c~M($~
/b~M<a
di ~~ regilinei e<?
FKMM;
si w<o?edeterminareuna
FOf.fMKe se~MemeK~
COKMMM
super-
/Me
minimalimitatadai ~a~ ~Mt~ e
dai piani
della
catena,
in
gtdsa
chela
Mfpe~M<a~H
ad
angolo
?'~o
gMe~
ultimi.
1 tratti rettilinel del contorno C sono assintotiche e i tratti curvi-
linei linee di
eurvatura
in
piani
normali alla
auperncie.
Le
immagini
sferichedi
questi
ultimi tratti sono
quindi
ancora archi di circolomas-
simo in
piani paralleli
ai
piani
della catena. Sul
piano
laloro imma-
gine

perci6
untratto rettilineo
parallelo
all'uno o all'altro
degiiassi
coordinati. Anchein
questo
caso
generale
la soluzionedel
problema
di
Plateau
dipendeadunque
daUe
formole,
cho dnno la
rappresentazione
conformedi un
poligono
sferico
sopra
un
poligonopiano
rettilineo.
Consideriamo
p.
e. il easo
pi semplica
in cui la catona sia costi-
tuita da due tratti rettilinei A B, AC terminati in
B,C ad un
piano,
che la
superficie
debba
tagliare ortogonalmente.
n settore A B Cdi su-
perficieminima,
cornevienerealizzato
daU'esperienza,
ha
per immagine
J M<Ma<!&er<eMe derBerliner
Akademie,
1778 WerkeBand.
I, p. 136
?.
844
OAH'MMXXH!.864
sullasfera un
triangolo
aferico
perfettamente doterminato. La sua im-
maginepiana
B' un
triangolorettangoloisoscele
coll' ipotenusaparal-
lela ad uno
degli
assi
coordinati.
11
corrispondenteproblema
di
rappresentazione
conformesi
risolve,
comeo ben
noto, per
mezzodelle srie
ipergeometriche.
Supponiamo
ora di essere riusciti a risolvere
per
un
assegnato
con-
torno di Schwarz il
problema
di Plateau. La
porzione
di
superficie
minimarichiesta si otterr dalleformoledi
Weierstrass,
facendomuo-
verela variabile
complessa
T entro il
poligono
sferico
B;
ma esami-
niamo,
servendoci dei teoremi di simmetria dimostrati aUa fine del
.
347, ei6 che accade
quando
si consideri la continuazioneanaliticadi
questaporzione
di
superficie,
continuandoanaliticamente
Iaf)inzioneF(t).
Se traversa un lato de!
poligono B,
cui
eorrisponda
untratto retti-
lineor del contorno di
Schwarz,sulla
superficiepasseromo
dalla
por-
zioneSalla sua simmetrica
rispetto
al tratto rettilineor e in
questa
rimarremo,
fincht
resta entro i!
poligono
sfericosimmetricodi B
rap-
porto
al lato Se al lato <!di B
corrisponde
un tratto curvilineodel
contornodi
Schwarz,
in un
piano
dlia catena normale
a X,
la conclu-
sione del tutto
simile;
si
passa
allora daS a una nuova
porzioneE'
simmetrica
rapporto
a
questo piano. Cosi,
nella continuazioneanalitica
della
superficieminima,
alla
porzione
E di
superficie
troviamoaderenti
per
ciascunlato altrettante nuove
porzioni simmetrichedi X.
Su ciascunadi
queste puo ripetersi
il
ragionamento
stesso elacon-
tinuazioneanalitica dellanostra
superficie
consterdi infinite
porzioni,
altematamente simmetrichee
congruenti.
In
generale
avverr che una
regione
finitadi
spazio
conten' infinite di
quelleporzioni.
Per convin-
cersenebasta considerare il casoin cui duetratti rettilinei del contorno
si
taglino
sotto un
angolo
incommensurabilecon La
questione qui
toccata si
collega
coll'altra dei
~Mpyt
di movimentie
puo
trattarsi
senzala effettiva conoscenzadella
porzione
di
superficie
minima limi-
tata al contomo
assegnato
di Schwarz. Basta infatti osservarese i ri.
baltamenti attorno ai lati rettilinei del contornoelesimmetrie
rapporto
ai
piani generano
un
gruppo
continuo o discontinuo0.
Il
pi semplice caso,
incui la
superficie
minima
corrispondente
pre-
senta una
regolare
diffusione
per
lo
spazio,

quelleappunto
che
pas-
Veggansigli sviluppi
del testoai
.segaentt
relativi<ma
saperade
di
SohWM!
CONTONM D! 80HWABZ 846
siamo
prmai
a
trattare,
ove il contorno di Schwarz&un
quadrilatre
sghembo
formatoda
quattro spigoli
due a due
opposti
di untetraedro
regolare.
Dei soi
spigoli
di un tetraedro
regolare
A B0 D
sopprimiamone
due
opposti
A
D,
B C e
consideriamola
porzioneE
di
superficie
minima
limitataal
quadrilatero sghembo
A B D0.
Questasuperficie,
cerneviene realizzata nella
corrispondenteespe-
rienza di
Plateau,
simmotriea
rispetto
ai
piani
condotti
per gli spigoli
soppressi
A
D,
B 0 normalmenteallo
spigoloopposto
B Co
AD;
essa
giaee
tutta ne!t*internedel tetraedro fondamentaleA B CD. I
piani
tangenti
nei
quattro
vertici sono
appunto
le faccie dol tetraedro e le
loro
paginepositive
sono
quelle
interne
per
duevertici
opposti
e
quelle
esterne
per gli
altri due.
Ne risultache
r immagine
sferica di X un
quadrilatero
sferico
A' B'C' D'
cogli angoli
di 120". Per ottenere untale
quadrilatero
sulla
sfera,
basta inscriverein
questa
il cuboei
quattro
vertici di unafaccia
del cubodnno
appunto
i vertici dei detto
quadriiatero.
Oraosserviamo
che il
piano
bisettore del triedro B
C, tagliando
normalmente
S,
la
scindein due settori BimmetriciAB
C,
DB
C,
chehanno
per immagine
sfericai due
triangoli
sferici
A'B'C', D'B'C',
incui la
diagonale
B' C'
scindeil
quadrilaterosopra
considerato.
Possiamo
dunque
sostituire al nostro
problema
l'altro
pi semplice
dliadoterminazionedel settore minimo
ABC,
limitato da duo tratti
rettilinei
AB
ACe dallacurvaB Cin un
piano
normalealla
superficie.
L'immagine
sfericadi
questo
settore eil
triangolo
sfericoA' B' C'con
angoli
di
120",60",60" in
A',B',
C'
rispettivamente.
Ora
l' immagine
piana
sul
pianocompiesso
o del medesimosettore un
triangolo
ret-
tangolo
isoscelea b
ecoll'ipotenusa
b c
parallela
ad uno
degli
assi
sul
piano
a.
O~n-OMXXIH.
.854
346
FM. f).
Per trovare la funzioneF
(t)
di
Weierstrass,convenienteallanostra
superficie,bisognaadunque esprimere
oin funzionedi
or,
in
guisa
che
il
triangolo
sfericoA'B' C'
venga rappresentato
in modoconformesut
triangolopiano
abc. Ora caliamoda A' l'altezza
A'H', dividendocosi
il
triangolo
A' B' C' in due
triangoli
simmetrici
A'B' H',
A'C'H'
o de-
componiamo
nuovamenteciascuno di
questi
duemediantele
rispettive
altezze
H'F',
H'G' calate da H' in due
triangoli
simmetrici minori.
Se una
decomposizione
del tutto
analoga
effettuiamosul
triangolo
piano
a&e,
chiaroche baster
rappresentare
in modo conformeil
triangolo
sfericoB' H' F' coi
rispettivi angoli
di
60", 45", 90"
sul trian-
golopiano
bh
f cogli angoli
di
45, 45", 90"rispettivamente,
in
guisa
chei vertici si
corrispondano
nell'ordineindicato.Lafunzione
o(t)
che
da
questarappresentazione,rappresenta altresl,
estesatatto il
triangolo
A' B'
C', questotriangolo sopra
abc.
Per eNettuare
questa rappresentazione,
noi
rappresenteremo
l'uno e
l'altro
triangoloB' F' H',
bf h
in modoconformesul
semipiano
di una
variabile
complessa
ausiliaria
.f,
in
guisa
cheal contorno di ciascuno
corrisponda
l'asse reale. In cio
potremo
ancorafissarearbitrio i tre
punti
dell'asse reale sul
piano F, che
corrispoudono
ai
vertici, e noi
converremodi fissareche si abbia
.f==0 inB',6
~==linF,/
.f==ooinH'
S47
.866.
Bte ottMdrioa mlla sfera.
La funzione
<'(r),
che d la
rappresentazione
del
triangolo
sferico
B' F' H' sul
semipianos,
6
semplicemente
una funzione razionalet di
24"
grado;
la auainversa
T~)
la cosl detta ir1'asionalit<~N'o~<K!<o.
Noi andiamo
rapidamente
a stabilire
quelle
formolefondamentali rela-
tive alla irraidonatitdetl'ottaedro che servonoal nostro
scopo,
Anan-
dando
per
unostudio
pidettagliato
al librodi KleinOe6erd~j~MM~.
Inscriviamonella sfera
complessa
l'ottaedro
regolare
e
proiettiamo
lefacciedi
questo
sulla sfera dal
centro;
avremo cosl !a sferadecom-
posta
in 8
triangoli
sferici
trirettangoli. Decomponiamopoi
ciascunodi
questi triangoli
colletre mdianein 6
triangoli parziali,
ciascunodei
quali
si dir un
triangolo
elementare.
La sfera cosi
decomposta
in una rete di 48
triangoli
elementari
alternativamentesimmetrici e
congruenti;
ciascunodi
essi, comeil tri-
angolo
B' H'F~del numero
precedente,
ha
gli angoli
di
60", 45, 90".
Diremo
questa
rete lareteottaedrica
e, per distinguere
la
congraenza
diretta
dall' inversa, immagineremo tratteggiati
i 24
triangoli
della
rete,
che sonoinversamente
congruenti
a
quello
da oui
partiamo.
Convieneora che diamoalla rete ottaedrica un'orientazione nssa
sulla sfera
+ +C* =l
Poniamodue vertici dell'ottaedro ai
poli (0, 0, d: 1)
e situiamo il
quadrato,
formatosul
pianodell'equatore
C=0
dagli
altri
quattro
vertici,
coi lati
paralleli agli
assi
0{, 0~.
Proiettiamo
stereograncamente
dal
polo
t='<o
la reto ottaedrica sul
pianodell'equatore tratteggiando
i trian-
goli piani
chesono
immagini
dei
triangoli tratteggiati
della
rete,
otter-
remola
figuraqui appresso:
QAPITOLOxxH.
.
866 848
FQ.9.'
(Beteottaedrica).
1
triangoli (tratteggiati)
della rete ottaedrica si riuniscono
quattro
a
quattro
attomo ai vertici
dell'ottaedro,
tre a tre attorno ai
punti
medii dellefaccie
(proiettati
sulla
sfera)
e duea'dueattomo ai
punti
medii dellecostole. La considerazionediretta,
ouna
sempliceispezione
dlia
figura,
dimostra subito che i valori dellavariabile
complessa
i m
questi punti
sono:
?)
T
ce 0 ~L~
nei vertici dell'ottaedro
\/2 ~2
M
~.1\/8
1~S!
1_~3.
1~.
neipuntimedii
~2
2
delle faccie
DJ .4 1_.4 1-Ljt !9
c) T-il ~ (1~2) -L' (1~2) -(1\/2) 'S
\/2 \/2
~2
J
-g
-(1~)-~
tKBAZKNAUtA MM/OMABDHO 849
Oostruiamoora tre
potinomi!
ln t det
rispettivi gradi 5, 8, 12,
dei
quali
it
primo
CI) si annuUidel
primo
ordine net
punti a)
eccettoin t -a
<c,
il seconde<cnet
punti b)
e il
terzo x
nei
punti c).
Troviamo
subito,
col
calcoloeffettivo
(1) M==T(1+~),M~1-14~+T', x-'l+83~33t'-t".
. 366.
IrrMionaUta detl'ottMdro.
Ci6
premesso, supponiamo
chela funzione<'
(t)
dia la
rappresenta-
zioneconformedel
triangolo
elementare T dlia nostra
rote,
che ha i
vertici noi
punti (v.
figura):
~0,
.=~.
~(V2-l)~, r
Va Vz
coi
rispettivi angoli
di
46" 60" 90
sul
semipiano(positivo)
<in
guisa che,
mentrer
percorre
il
porimotro
del detto
triangolo, <porcorra
l'asse
reale,
ai valori seritti di t nei ver-
tici
corrispondendoordinatamente
~=00 1 ~=s0
<"=. 1
Estondiamoa atutto il
piano complesso
t o
meglio
atutta lasfera
complessat,
secondele note
leggi
della continuazione
analitica,
fissando
quanto segue. Ogni punto i
della sfera
complessaappartiene
ad uno
dei 48
triangoU
deUa
rete;
a
corrisponde
nel
triangolo
fondamentale
un
punto omologo
t e
per
valore di s in t~dobbiamoassumereil va-
lore stesso cheha in
t,
o il valore
coniugato,
secondecheil
triangolo
in oui trovasi direttamente o inversamente
congruente
col fonda-
mentale. La funzione
(t)
cosi estesa atutta lasfera
complessa,
sulla
quale

uniforme,
ed ha unicamente
per punti singolari
i
punti a) (ver-
tici
dell'ottaedro)
chesono
per (t) poli
del
quarto
ordine. La -f
(r)

quindi
razionalein t e
poich
i suoi infinitesimi sono
negli
8
punti b)
ove si annulla
)p,
e sonodel 3."
ordine,
si deducesubito
fif
~C~,
860 OAHTOMXXUt.
.
866
oveC un fattore costante. U va!ore di C si ottieneimmediatamente
osservandoche
per
t<=i ai ha
?--13 M=s3 t <'==' t
onde
n --L. .
0=-
2'8'" 108
e
pero
la formola richiesta sar
(l-14t<+~_
108
~(1+~
108M<'

Convieneinoltre osaorvare
leformoieseguenti.LafnMioae~-l
di-
ventainfinita come<'e s* annuUadel secondeordinenei
punti c)
ove
X!=0;
si ha
per comognanza
<1==(/
m'
ove (/ e una costante. Confrontandocolla
(2),
si ha l'identit
108?<
+
~
+ 108C'
x'
'='
0
dalla
quale,
facendo
p.
e. t
==s
0,
risulta
r=
(1=-
l8 ~108
e
per&
fra i
polinomii (1) M,<p, ha
luogo
l'ident
(3)
108<~
+
?"
==
0
chesi veri6ca anche subito direttamente. Abbiamo
dunque
la formola
i
(1+33~-33 x'
H~~(l+t~
08M<
Le formole
(2), (4)
dimostrano che la derivata di .?
diventa in&nttesimadel secondoordine ove
!e='0odelprimoovex=0
0
e, poich
essa infinita del
quinto
ordine ove MaOe de! terzo
per
T="x),
non ha altri Mnitesimi che
queUi
indicati. Ne
risulta,
a meno
di un fattore costanteA:
iX~
(~ M"
tBRAZMNAMTA DBU.'OTTABDRO 861
Per determinare
A,
si osserviche daUa
(2) segne
e
pero
A a Si ha
adunque
f6)
X"
~~27 V
la
quale
formolasi constata subito
direttamente,
osservandol' identita
Veriftoherelative alla
rappresentaziono oonforme.
Ottenutala formola
(2) per
lanostra
rappresentazione, potremo
fa-
cilmenteverificareche essa d la
rappresentazione
conformevoluta.
utile
per
ci
premettere
le considerazioni
seguenti.
Larete ottae-
drica
pua portarsi
a coincidere con se
medesima, sovrapponendo
un
triangolo
elementare della rete ad uno
qualunque
dei 28
triangoli
ad
esso
congruenti.
Ciascunadi
queste
rotazioni deUasfera
complessa
in
semedesima
analiticamente
rappresentata, per
la formoladi
Cayley
(cap.III, I, pag. 111),
da una sostituzionelineare sulla variabile com-
plessa
T. Le 24 sostituzioni
lineari, compresa 1' identita,
cotTispondenti
all
rotazioni che
riportano
in se medesima larete
ottaedrica,
formano
evidentementeun
~~po; questo
dicesi il
gruppo
dell'ottaedro
(ocubo).
Determiniamoin
primo luogo
le effettive
espressioni
dellesostituzioni
del
gruppo.
Osserviamoanzitutto la rotazione
di 2
attomo al diametro
dell'ottaedro che
congiunge
i
punti T=0,
T='ao
(asse polare);
essa ha
l'espressione
e
ripetuta
d
luogo
aUe4 sostituzioni
(compresal' identit)
~-<"T, (f==0,l,2,3).
H ribaltamento dell'ottaedro attorno all'asse 0$
permuta
fraloro i
/.<?~\ 1
lim
(sad~)'~
~e
~r?
<?M
(??
4~, 3M
,-==47
T dt
.867.
t'=~T
862 OtHTOM
xxm. .
867
punti t=0,
T'a<ce lasciaSssi due
punti te +1,
f
-1
esao
fap-
presentato per
ci&dalla sostitazione
la
quale,
combinatacolle
quattroprecedenti,
d&
luogo
all8sostituzioni
t'==~T f
~~(~0,1,2,3),
f
che nel
gruppo
dell'ottaodro formanoun
sottogruppo(del diedro).
Con-
sideriamo
poi
una rotazione
d'ampiezza
attomo alla
congiungente
i
punti
modii di due faccie
(parallele) oppostedell'ottaedro,
rotazione
che
appartiene
evidentementeal
gruppo. SeegHamo
ad
esempio quella
rotazione di
questa specie,
che seambiaffa loro ciclicamentei tre ver-
tici deITottaedro
1
+~ 1<
T==<C t==
tt=
V2 V2
nell'ordine
indicato,
e
quindi
i diametralmente
opposti
s~,0
>
s.
1-f-i
f
sf~
-1-f-i
~0,
t==-
Serivendola sua
espressioM
analitica secondola formoladi
Cayley
=
(tt'4-B
0
a
0F
Pf~
=
1
'=-+~.
"==1.
troviamo snbito
.J Lj a
~n
P='t
p
V8
onde
~(l+t)T+V2
\/2t0-4)
Combinando
questa
coUe8
precedenti,
si hanno le 24 sostituzioni
NMZMNAMTAMM.'OTTMDBO 888
18
dol
gruppo
dell'ottaedro sotte la forma normale:
~=~+~~V~(1-~)T+V2
l
~=..
f,
'
f
~2t-(l-<)
==
~t-(i+~)
~==~V2t-(l-~
)
~V2t-(l+<)
(6)
(
=
(l+~t+V2'
=
(i-~+Vs
y='0,
1, 2, 8.
VerinoMamoora direttamente che la formola
(2)
ci d la
rappre-
sentazioneconformedomandata. Per cio osserviamoin
primoluogo
che
questa
fuMione
.f (t)
rimane
invariata, eSettuando
suU'argomento
Tuna
qualunque
delle24 sostituzioni
(6)
dol
gruppo
deil'ottaedro < Ad
ogni
valoredi <'
corrispondonoquindi
24 valori di t
legati
ad uno di essi
dallesostituzioni
(6)
del
grappe;
la funzione
atgebrica
T
(.f),
i cui 24
rami si deduconoda uno Ssso collesostituzioni lineari
(6), prende,
se-
condo
Klein,
il nomedi MT<M'!OKo~f! ~H'oae~ro.
Sul contornodi
ogni triangolo
etementare la fanzioneF
(t) reale,
Uche baster veri&care
per
un determinato
triangolo,
sul contornodi
ogni
altro
riprendendo
j6'
() gli
stessi valori. Ora sui duelati rettiiinei
del
triangoio
fondamentaleT coi vertici in
(.) T==o, t==~l, ~~2-1)L*
~2
~2
(t)

evidentemente,rea!e,
essendo
gi
reaie. Sul terzo lato curvi-
!ineo,~(t) prendegli
stessi valori che sul lato rettilineo dat='
1
~2
a t
<=
1 del
triangolo omologo,
coi vertici in
~VS_1 ~1~
V2 V2
M
Ci&rtsultadal calcolo
diretto,
la
proprtot&
onnnetataossendovidente
per
le
prtme
8sostitozioni
(6)
o
par
l'altra
~_(1+<)T+V8
y 3-(!-<)
veriaMndost
facitmentej
martsultaanche
semptieemnte
daU'oMorvare ohele
detteeostttnztoni
permutano
&&loroi verttct
doU'ottaedro,
come
pure
1
punti
modiidetle&ccte.
e
354 CAKTOMxxn.
. 86?, 868
e
pero
ancorareale. Percorrendor il contornodel
triangolo T,
net
senso
positivo,
.?
percorre
l'asse reale da 00 a +
<o
sempre
neUo
stesso senso, poich
altrimenti ad un valorereale di .p
corrispondereb-
bero
pi
di 24 valori
per
t. Facciamoora maoveret nell'internodi
T
6 si nmoverne!r<M<en<o di uno dei due
semipiani,
e
poich
inversa-
mentead
ogtu
valoredi jf
corrispondo,
o nel
triangolo T,
o nel suc
simmetrico
rapporto
all'asse reale, un valore di
r
si vede che ad
ogni punto
z in
quel semipiano
E
corrisponde
un
punto
t nel
triangolo
T.
Poieh
inoltre, per
la
(5),
non s'annulla mai n diventa infinita in
T,
salvonei
vertici,
si vede che la
rappresentazione
di T
sopra
E
appunto
conforme(1).
.
888.
DetMminfMdoMdlia
sapM&de
minimadi Schwarz.
Per determinare la
superficie
minima di
Schwarz,
rimane ora da
rappresentare
in modoconformeil
triangolo rettangolo
isoscele
6/'A
(. 354)
nel
piano
coU'
ipotenusa
&A
parallela
aduno
degli assi, sup-
poniamo
all' asse
reale,
sul
semipianopositivo~,
in
guisa
che si abbia
<"=0in6 ~==lhf
<==<x'inA.
La nota formoladi Schwarz-Christoffel
per
la
rappresentazione
con-
formedi un
poligono
rettilineo
sopra
un mezzo
piano
d
W
C
~"?~D
e
poich,per
j?reale
ngative,
deveessere
(-)
reale
positive,
risulta
\MW/
C==~A',
<')Inverodei 24indicidi che
corrispondono
aunvalore
dis,
senetrova
unoinciMcnnodei 84
triangolicongruenti
dellaroteottaedrica.
Il
semiptano
E 6
quello
in eni il eoefadentedell' immaginario
in o
positiva, g!fMch&, percorrendo
l'asserealeda00a
+),
deverestareallaeinistra.
MTNMMAZMNNN F
(t)
FM LA snPMHfIOH DI aOHWAM 866
essendoA
reaie; dunque
0
(~=<A' -A~
W
~(~-i)
J ~i~~
La funzioneF
(t)
di Weierstrass
per
la
superficie
minimadi Schwarz
si otterr dalla formola
PM.1~<A'
1
r
<~2~2r~
nella
quale,
sostituendo a /a
CL-
i loro valori in funzionedi t dati dalle formole
(8),(4), (5) otteniamo,
a monodi unfattorecostantereale
c',
cheMuisce solosuUa
grandeMa
assolutadella
superficie:
FM.-L=.
1
~'+ \/1-14~+T*
La
SMpo'~Me
MtM~ ~w<
dMMgt<e(~
<M~
/b~wM!e
<"
-/v~v~
y St~
.~1-14~+~'
?
Ponendo
<!<=.<ei ha
-v~-
La
qnttdratnraporta
allefhnzionteUitttchelemniscatiohee
precisamente,
nellenotMionIdt
Weierstrass,
si ha
/oo\
conaeostanto
reale,gU
invadantt
dl
avendoi valori
~4 ~0
m
SiosMrvi,(~eseTpercorroi!trattorettlUnMdaT'=.Oa~'=.L~ sono
KaUtanto
(~)'
quanto
~l-l4-~+~.
~8
8&6 CAHTOM
xxnf..
868
Ed oraandremo
appunto
averiBcare
che,
semanteniamol'indice di r
sulla sfera
comptessa
entre uno dei 6
quadrilateri
sfericicon
angoli
di
120'
che
corrispondono
allefacciedel cuboinscritto,
avremouna
porzione
di
supercieminima,
limitata a
quattro spigoli
due a due
opposti
di un
tetraedro
regolare.
Il terzo
integrale,
chu
ngura
netta formole
(7),
si riduce subito ad
un
integrale
ellittico
(di
1.'
speeie)
collasostituzione
~=<;
gli
altri duesono
apparentemente ipereiittici,
masi riducononuovamente
a
integraii
ellittici con eonvenientisostituzioni,
comeora vedremo.
L
Convieneanzi tutto
per
cio
girarogli
assi coordinatiattornoaU'asse~8
di 46" e ci
faremo,
sostituendo a
~-y a!+y
~2 \/2
nuovamente
a:,
avremo
pei
tal modo
/-l-t
l-tt' ,'1+t l+tt'
~Tr~?~?~
2td'T
~=R <
~Vl-14~+t'
Inoltre sseremochet si muovaentroil
quadritatero
sfericoconan-
goti
di 120" che ha i vertici nei
punti corrispondenti
ai valori di t
\/3-1 .V3-1
V3-1 V3-. 1 f
V2
V2 v2 V2
e aseremo altresl il limiteinferiorecomunedei tre
intgrait
nel
punto
\/8-1
c=*-a=
\/2
2
talch le formoleche deSniseonola
porzione
di
superficieminima,
suiia
quale
dovremofare le indicate vennehe sono le
seguenti:
(g)
x
=R
^c 1--v 1 art=
ds p'~
J 'tlti
l'1- s
i~
dt,
(8) a:=R f <!t,w='R<
'"=' .'t,
~~2
~1-14~+f .L~2Vl-I4T<+T'
/'t 21a!t
~=R t .t.
.1-14~
VMtFMHB
BMANVB AHASUPERFICIE DiSC&WARZ 867
ConverrnoHostesso
tempo
tener
prsente che,
avendorotatoattorno
aM'asse di
46",
le formoto
(6) .
840
(pag. 811)
danno
pei
coseni di
dtrezionedellanormaleftUa
superficie
(6~)
x=. Y~
Z~~Ll.
V2(tT.+I)
`,
~2(TT.+1) tt.+l
Da
questeformole,UmitandonetmodoanzidettoHcorsodi
t,ogni
ambi-
guit

sparita,
se&}stamoil valoredoi radicaleinun
punto
e
noi,ponendo
~='vr~?'
Ssseremosenz'altroche sia
F(0)=.+l.
Notiamo
poi
che
gli
8
punti
di diramazionedel radicaleessendonei
vertiei del cubo
~
~, ~. ~
bastor
eseguire
nel
piano comptesso
T
quattro
tagli
da a Sno ad
da a nno a da Sno
a
e innne datnnoae 0
C N6
868 OAPITOLOXXIII.
. 368,869
nel
piano
cosi
tagUato
laF
(t)
diventer una funzionecontinuaemono-
droma, dappertutto
nnita salvo che
agli
8
puntl
indieati.
.859.
Veriaoherelative ttl ooatMM.
Comlnciamole nostre vori&chedal ricercare le
linee,
che
corrispon-
dono sulla
porzione
di
superficieminima considerataall' assereale ed
immaginario
del
piano
r edatle bro bisettrici.
l." Indichiamo con
p
una variabile
reale;
avremo
lungo
Fasse reale
t~p, <t<'p~<t,
indi
(9)
~-L~(l-p')F(p)~,
~=P(l-p')F(p)~,
(8)
y
2~a
P~
F
(f~)dP >
y2J -a
a(1
V
I~~
F
~~)dP
~2pF(p)<!p,
~a
2
PF(P)dp,
e
pero
a!-y0.
D'altronde, lungo questa linea,
si ha
per
J e
(8*)
X-Y=0;
dunque: il piano
;c-='~taglia
K~MM~m~c
S,
cio?
jpt<MtO
di ~M~e-
M~
per
2.
2.'
Lungo
1' asse
immaginario

t==tp oh;==~
e indicando con
xo,
yo,
i valori
di x,
y,
in T==
0,
mentre
t percorre
l'asso
immaginario,
avremo
a!<==
-L
~(l-p')F(p)<!p \/2~o
0
(9*) ?-?'="(lp')F(p) -e~p~e
V2J o
~==
r2p.F(p)<~
YEMFMM BMATtVBAL CONTOBNO
869
e
pero
f+!/=~+y..

Lungo questa
Uneadi
X,
.
per
le
(8*),
X
+Y=0, cioeil
piano
a!+~='!<+~e piano
di
simmetria
per
S.
8.'
Lungo
la Msettriee
deU'angoloformato dalle direzioni
positive
degli aMi,
si ha
f=\/Tp
<~==\/Tdp,
intendendo
per VTii
valore
~L~,
e risulta
quindi
<. ,rP
(l+P')d'P
~Y~.
per pcompreso
fra e
+
a. Il
puntocorrispondentesulla
superScie
descrive untratto rettilineo
paraMo
atl'asse
Ox.
4.'
Lungo
la secondaMsettrieesi ha
r-V~p -~==L-
i
t=
v-i p v-i
=
2
indi
~=~
~=~+r J o v1 +14/+ p"
e il
punto (~,y, <)
descriveun tratto rettilineo
para!teloaU'asse
Oy.
La
porzione
E di
superficieminima
possiede
adunqueintanto i due
piani
di simmetria
a!y=0
a!+y==a!+~
e dueassi di
simmetria,
che sonole
parallele condotte
per (a! y,, ~)
agli
assi
Ox,
Oy.
Poniamo
~~1~=~
/~2
-a
.j
2 0
B
==
2
p
F
(p)
=
~2pF(p)dp
.<!
~0
860 OAKTOMxxm.
. 869,360
ed avremo
~==y,==:A F.==B.
Risulter
poi
dal
seguente : B=-A; per
ora osserviamo che
le
(9), (9*) permettono
di caicoku'ei valori di
x, y,
.f ai
quattro
vertici
a, b, c,
d
in funzionedi
A,
B.
Designaudoquesti
valori
coll' apposizione
degli
indici
a, c, troviamoinfatti
~.c=2A, y.==2A, ~==0
0
(10)
~~==2A,
~e=0 <t,==2B
)~==0
y.=0 ~==0
~==0 ~==8A, ~c=2B.
.860.
mdazi<mea
integMU
etUtHoi.
Come abbiamo
avvertito,
i due
primi intgrait
nelle formole
(8)
si
possono
ridurre essi
pure
ellittici e
precisamente,
comeora
vedremo,
alla forma stessa del terzo. Osserviamo
per
cio
dapprima
in
generale
cheil differenziale
a+~T+Ot*
ds,
Vl-14~+~
essendo
a, 6,
c
costanti,
ovesi
operi
una delle 24sostituzioni
~+P
P
~+~
del
gruppo
dell'ottaedro
(.357),
si trasforma nel differenziale
omologo
~+~+~~
Vi-i~
doveil
polinomio +&' t'+c' eguagliato
a
zero,
ha
per
radici i valori
di t' che
corrispondono,
secondola sostituzione
eseguita,
alle radici di
a+&T+ct'==0.
Ora nei due diCerenziali
1~
l+~
V-
\/<
-d'T
~114~+t* Vl14t<+T'
le radici dei
numeratori, egnagliati
a
zero,
sonoindascuno
gU
indici di
MDDZMMA tMBGB&H Bt.HTTIO
861
due vertici
opposti dell' ottaedroche. con convenienti sostituzioni de!
gruppo delt'ottaedro, possiamotrasportare
in 0, co, onde
il
primo
e
secondo
intgrale
nelle
(8)
si ridurranno
(salvo
un
fattore)
a!
terzo.
ScegUMM) per prima sostituzione
quella
che
produce
sui vertici deU'ot-
taedro le
pormutazioni
circolari
(0,-V~ (w,VT, V~)
<"
e
per
lasecondal'inversadi
questa.
Avremo
per
la
prima soatitnzione
(H) ~~+\ ~+1,
t'-v< t-~
e
quindi per
la seconda
~1~.
t" T-T
Per
questerispettive
sostituzioni
risulta, eseguendo
il catcolo:
(l-T
=,
2T'
Vl-14~+~ ~-114~-).~
t/T (I+~)~
==
2t"~
\/l14~+t* \/ll4~+~
ovesoltantormarr benda nssare
quale
il ramodel radicaleda see-
gliersi
nel secondemembro.
Se l'indice di t
resta,
come
sopra,
nel
quadrilatre
a &c
d, gli
indici
di
t
si muoveranno
rispettivamente
nei
quadrilateri
adiacenti c
(?'<
ci!'&'<
(ng. 10').
AvendooraF
(T"),
F
(t")
il
significatopreciso
del

368
importa
decidere
quale
il
segno
da
scegliersi
nelle formole
j ~(1-~)F(T)~=2T'F(~)~
f \/T(l+~)F(t)<?t=2~F(~)~.
(')
S'fntonde
sempre
che
VT, V~
abbianof
st~niacatt
V
i
V2s
V8
S62
OAHTOMxxnt.
.
860
Basta
per
cio osservare
quello
cheaccade neU'intorno del
punto
t==0, trasearando !o
potenze superiori
di t. Abbiamo
t==0
F(0)==+l
F(/t)==+~)
onde risulta
~==-8<
~4(l)F(T)~<h
S~F(T)<~==<V7<?t==-~t.
SimUmente
~==--V~
F(~)==+~
~==2~t
VT(1+~F(T)~==-
2~F(l~~Te=:VTd't,
e
per&
in ambeduele formolevale il
segno inferiore. Le formole
(8),
che deSniscono
X, possonoquindi
scriversi nel modo
seguoNte:
(12)a;==R< y~
ST'FM~, y==-Rt
y~
2~F(/')~,
~oa
.yft
<'='B
/2'F(T)~
ove s' intendeche Tsi muovaentro i!
quadnIateM~i~cJ ,
partendo
dal
punto c,
e t"
seguano
i cammini
corrispondentinei
quadrilateri adia-
centi
ce'd'o!,
ce'
Indicando con le
coningate
di
T',T",
scriviamole
(12)
cosi:
?.
~F~
/~F.(~
~a
F
(c~
ds'
t/a
F(' ds'
(12*)
y. ~F~
~F.(~)<~
(12*)
f!
a
f rns'~
F
(~
dt"
t' ~
Fo(fo)dr'o
~a
J a
<'==
tF(T)~~
/\F,M~.
J 'o
~a
E Inverosul tratto rettilineoda0a
-VT, F()
&
sempre
realeenon
a'annaUs.
YBMHCHttBmATTVEAL OONTOBNO
S63
Possiamoora vederefacitmente
quate
il contomodi
2,
corrispon-
dente al contorno abodei
quadrilatero,
in oui si muovet. E
infatti,
se t
desoriveil tratto
e&,
vediamoche
OraF
(t)

puramenteimmaginariolungo
c7
per{)
dalle
(12*)
risulta
y<=:0,
!<!+.?ca0
0 lungo
c&
Similmentesi vede chesi ha
1duetratti
corrispondenti
dei contornodi Xsono
dunque
due
segment!
rettiUnei
d'ugualelunghezza,
incHnati l'uno sn'altro di 60".
Basta ora riferirst alle
propriet
di simmetriaosservate al
. 369,
per
concluderneche il
contornodi S formato da
quattro segmenti
rettilinei
d'egualelunghezza,
inclinati ciascunosut dueadiaconti di 60".
Inoltre
segue
dal numerocitatoehe X contiehealtre due
rette,
ciole
congiungenti
i
punti
medii dei lati
opposti; queste
sononormalifraloro
e si
tagliano
nel centrodel tetraedro
regolare.
Poich
inoltre,per quanto
prcde,
si ha:
dalle
(J O) risulta, cornesi cma&rmsto:
la
lunghezza1degli spigoli
del tetraedro
quindi
data da
==SAV8
L'integale
da!
qualedipende
la nostra
superficie,
collasostituzione
T'==<9
To.
descrivej
T' 0<i'
~6
cd
c7
a:==0, y+.f==o lungo
c~
+
==
0 +
=:
0
B==-.A
f2tFM~,
.0
864 OAHTMOXXHt.
.
860,
861
si riduce
att'intgrale
ellittico
t
di
M==)
v
u
~2-V3~+~
ovvero
==
r
dt
=
J
Vs
chedenniscet comefunzioneeUittieadi col module
j6
==
(2--V3)'
invero risulta
<
==
(2-V8)
Bn
[(2+V8)

+ Kj
t
=
(2-y8j sn((2-8) +g~
.
ML
Oomtinmzionean&Uttcadella
superaoie
di Schwarz.
Introducendo cosl nelle
(12)
le funzioni
ellittiche, possono
studiarsi
varieinteressanti
question!
relativa aUa
superficie
minimadi
Schwarz,
m
particolaroquelle
chene
riguardano
lacontinuazioneanalitica.Noi riman-
diamo
per questo
studio
alla
memoriadi
Schwarz,
dalla
quale
abbiamo
tolto
gli aviluppi precedenti
e
qui
ci limitiamosoltanto a constatare
comoi teoremi di simmetriarelativi alle
superficie
minime,
insiemeacon-
siderazioni elementari sui
gruppi
di
tMowMeM~t, permettano
di
seguire
la
continuazioneanalitica,
in
particolare
di osservarela
tripla poriodicit
della
superficie
di Schwarz nelle direzioni dei tre assi coordinati.
La continuazioneanaliticadi Xsi ottieneribaltando successivamente
Sattomo a ciascunodei suoi
lati,
emedesimamente
operando
sulle
por-
zioni
contigue
ottenute.
Ora, proponendoci
di studiare la costituzionedei
gruppo
Gdi movi-
menti dello
spazio,
chelascia
invariata,
nellasua
totaUt,
la
scperneM
di
Schwarz,
osserviamoche
per ogni
tale movimentola
porzione
fondamen-
taleEandr in una
ongruente
alla
qualepossiamopure
arrivare
per
successiviribaltamenti attorno ai lati di
porzioni congruenti
a ,
via via
contigue.
Per cio il movimento
pi generale
del
gruppoG,
che
porta
E
<"
J S~<~)t~~
Mef
qMe<~eM~~oM~~e~ Werke,
Band.
I, pag. 6,
SB.
???0 ?1 !tOVHtBnt BMODUCEMTBM MMtHON M SOHWABZ366
in
S',
si ottieie Mmbinandoil movimentoottenuto
per gU
indicati ribal-
tamenti conunmovimentochetrasforma in smedesima.
Questi
ultimi
movimentisonoevidentemente
(oitrel'identit
tresoltanto ecio i ribal.
tamenti attorno alle tre
congiungenti
i
punti
medii dettecostole
opposte
del totraedro
regolare
da cui siamo
partiti.
Ricordiamoora chaduo moment! dello
spazioA,
B si
compongono
in un terzo
movimento,cheindichiamo con
AB,
ponendo
a sinistra
quelloeseguitoprima.
SeconA'' indichiamoil movi-
mento inverso di
A,
il movimento
B'~A-'BA
dicesi il
~a~o'ma<o Bper
MaM'odi A
e,
secondounteoremadi
J ordan,
esso non altro cheil movimentostesso
B, eseguito
attorno
all'asse,
in cui si
trasporta
i'asse centrale di B
pel
movimentoA.
Il
grappo
Gsi
gneraadunque,
combinandoi ribaltamenti elementari
attorno ai lati del
quadrilatero,
che
limita2,
coi tre ribaltamenti
sopra
indicati. Una
propriet
essonziaiodi
questo gruppo,
cheora andremoa
riscontraye,

quella
di essere
d~oK~KO,
ciodi non contenere movi-
menti innnitesimi< Esso
contiene,
come
sottogruppo
invariante d'indice
24,
un
gruppo
di
traslazioni, generato
da tre traslazioni elementari di
egualeampiezza
secondetre direzioni
ortogonali.
Prendiamo il
quadrilatero
fondamentalea b
ed, appunto
orientato
0
J oBBAN. Sur <M
groupes
deMOMOMMM<s
(Annali
d!
matematica,
srie
11,t. n, pag.167).
Ricordiamobrevementeladtmostraztonedi
questo
teorema
CMenziatepet
nostro
eeopo.
Blar l'MMcentraledi
A, quello
di Bod la
posizione
ohe
acquista, dopoosegnito
A. EMendoP un
puntoqualunque
dello
epazto,
P*la
nuova
postzione
di P
dopoesogultoA,
e
Q
il
punto
oveP si
trasportapel
mo-
vimento
B,
osserviamol'effettodfA-' BA
sopra
P'che6evidentementeun
punto
arbitrariodello
spazio.
PetmovimentoA~' B U
punto
P' si
trasporta
ln
Q
ese
consideriamoi due
punti P, Q
e Fassef', vediamocheA
trasporta
P in
P*,
f'
inr" e
Q
in un
puntoQ'che
giacerapporte
a
P',
f" corne
Qrapporto
a
P,
f'.
Orasi
pMS&
daP a
Q
col movimentoolicoidatoBattornoaU'asseeentrato o
poro
lostesso
movimento, esegnito
attornoa
trasporta
P*in Q'.
<
1
gruppi
discontinnidi movimenti sonostati stndiati da SeMnmiess
(Math.~KtM~,
Bd.
S8,?).
966 CAFMOM xxm.
.
861
comerisu!t&vanel
869,
talch
ponendo
&==2A==-2B,
per
le coordinatedei vertici avremo
a~(&,&,0), 6==(&,0,-&), <=(o,o,0), ~~(0,&&).

Numerando
poi
i lati
aA, &c,cd,
da successivamentecon 1, 2, 3, 4,
indichiamocon
S;, S,, S,, S<
i moYimentidello
spazio
che consistonoin
un ribaltamento attorno ai lati
1, 2, 8,
4. Di
pi
indichiamocon
S., S,
i
rispettivi
ribaltamenti attomo alle
congiungenti
i
punti
medii dei lati
opposti <!&, cd,
e
<
&cdel
quadrilatero,
infinecon
&!
il ribaltamento
che risulta dal combinareS;, So, ribaltamento cheavvieneattorno alla
congtungente
i
punti
medii dei due
spigoli soppressi
c!c,
del tetraedro.
Lesostituzionielementaridel
grappe
Gsaranno
appunto
SttS,,S~,S4,St,S6,Sf
e, per
leloro
espressionianalitiche,
troveremo
St)!~=32i!a!, ~'==&+jf ~==:&+y
SjJ ~e=% ~==y
<~=a;
S<)a!'==a'
~==~ ~==y
~~==~+~ y't=:2& ~=~-&+~
Se)a;'=a;
~==&y
.~==it~
S<) a)'==&? ~=!~ ~==&<
St)a~==&a! ~=.&y ~<=.? e
80ST!TOH(H)tEMMNtTAM D6L QROMO 867
dove
ogni volta,
x, y,
indicandolecoordinatedi un
punto
P
qualunque
dello
spazio,
con
~.y'
si donotano
quelle
del
punto F,
in cui va P
dopo
il
eorrispondente
movimento.
Cio
premesso,
consideriamoi due movimenti del
gruppo
0:
T==S,8.S, r T-S,S<S.;
per
le loro
espressioni
analitichetroviamo
T~SaS.S,) a:'==.c+2&,
~==yy
./==:<' 8
T'==8,S<8.)
a!'=.a!
~==y~2~, -/===~,
ondesi vede che
T,
T' sono due traslazioni
d'ampiezza
2k
parallele
rispettivamenteagli
assi
0~,
Oy.
Formiamo inoltre la sostituzione
(a
priode 8)
U==StS~ a/ca~y, ~==
~=a.2~
e la sua inversa
U'=S,S.) ~==2&+~, /~A-a;, ~=t-y,
e trasformiamoT
per
mezzodi
U,
cioconsideriamo11movimento
T"==U-'TU.
Vediamoche 'F' ha
t'espressione
T")a!'==.a;, ~==y, ~=~+2&,
cioT" una traslazionedellamedesima
ampiezza
2i!:
parallela
all'asse
delle< Le tre traslazioni
T, T',
T'
generano
it
gruppo
<?
<Mt~<t.M<Mtt,
che indicheremocon
l',
lecui
operazioni
hannola forma
generale
!<'=:~+2M&, ~==y+2~, ~=='<'+2p~,
dove
<?,n, p
sono numeri interi
qualunquepositivi
o
negativi.
D
grappo
r evidentementeun
sottograppo
di
G;
di
pi
essotMe-
riante in
G,
cio
permutabile
contutte le
operazioni
di
G,
il che si
constatasubito osservandoche ciascunadelle
operazioni
e'ementari
8t St 87
di G trasformaunatraslazionedi r in un'altra traslazionedi r.
M6 OAHroMxxm.
.
36!!
f. 862.
DiMontiMit del
grappo
Qdella
supMCcie
di SehwMrz.
Vogliamo
ora dimostrare che l'indice di r
rapporte
aG nnito e
preeisamenteeguale
a
24, dopo
di che la discontinuitdi G sar ac-
certata.
Per ci6
introduciamo, per
brevit di
iingnaggio,
alcnnedenomina-
zioni
diciamochedue
oporazioni A, B
di Gsono
a~aM r&pporto
a r, se si ha
A~B~
indi
B=A~
essendoana traslazione in
r,
e
per significarequesta equivalenza
scriviamo
A~B
Ora osserviamo
che,
se fra
quattro
movimenti di Ghanno
luogo
le
relazioni
d'equivalenza
t
'Q
t/
TD~
A===it
A ===J o
per
la
permutabilit
di r con
ogni operazione
di
G,
risuiter
AA'~BB'
Cib
premesso,
e
posto
come
sopra
U==StS, U-'==S,S,,
consideriamole 12
operazioni
di G
1
S< So S~
a)
U S,U S.U S,U
u- 1%u- s. u- s, u-
due
qualunqne
delle
qnali
non sono
equivalenti rapporto
a
1,
comeci
accertiamocostruendole loro
espressioni effettive,
chesonole
seguenti:
D~-f ./=y
,~=~
85)
!~===a!
/==j!y
~=.-A-<
Se)
.~==it-a!
/=='y j/c'
Sj)
<==!&-?
/==)ji!-W
c=jtt
NaooNrnfunA ML OBurro G 869
M
U)<~=~-y /=-?-<, ~3~

S,U)a<'=y /c=< </=-S~+ie


8<U)a!'='y ~=a~ ~c-a!
S~U)!'=y ~=-&-<
~=-&
U-')~=.2~ /==~
~=-y
~U-)~=&-<' /==A-
~=-2~
~S.U-')~=&
/==?
~y
'S,U-')~=~3X+<! ~=aa!
~=-2~.
Al
contrario,
se
componiamo
due
qualunque
deUe12
operazioni
di
questa tabella, it loro
prodotto
risulta
equivalente
ad unadelle12
ope-
razioni
stease,
ciochesi vede
sempllcemente
osservandole
equivalenze
elementari:
US,==S.U US.=sS,U US,E=S.U
U-'S. S, U-' U-'S.~ S, U-' U-'S.= S.
U-
Ora
l' operazione S,
di G nonha la sua
equivalente
nel
quadrosupe-
riore e
per6,
costruendole 12
operazioni
di G
S< Sj,St S<S< S~S))
? US, S.US, S.US, S,US,
u-'s,, s,u-'s,, s.u"'s,, r s,u-'s,, r
essenonsaranno
equivalenti
fraloron conle 12
a),
mentreit
prodotto
di una
) per anap)

equivalente
ad una
p)
e il
prodotto
di due
p)
ad Ma
a),
comerisulta dalle
equivatenze
elementari
s,s,=s,s,,
s,s<~s.s,, s,u~u-'s,.
Ogni operazione
di G
equivalente
aduna
(ed
una
sola)
delle24
ope-
razioni
a), p).
Per
dimostrarlo,
basta
provaro
la cosa
per
le
sostituzioni
elementari di
;
orasi ha
S,=U'S,, S,=~US,, S.==S.S,,
cioche
prova
la
propriet
enunciata.
Ogni
sostituzionedi G si ottiene
quindi prondendo una delle 24
sostituzioni
x), P)
e
aggiungendo
ai secondimembri deUasua
espressione
370 CAfiTOLoxxni.
. 3M,
363
analitica
multipli
arbitrarii di 2t. Cosi
adunque
dimostratoil teorema
enunciato
Il
gruppo
di movimentiG ~MCO~MMM e COS~CHC <!CM~
M~O~X~M
invariante (f~~ce 24 il
~M'c
di ~<M?<MWMtF.
.
368.
La
MpMBoiecomplets
di Sohwarz.
Conosciuta
per
ta! modo la costituzione del
gruppo
G di movi-
menti,
che lascianoinvariata la
superficie
di Schw~rz,
6facileformarsi
un'idea del modocomela
primitivaporzione
si continuaanaliticamente
daudo
luogo
all'intera
superficie
di Schwarz.
Questa ammette,
comesi
visto,
tre traslazioni eiemantat'i in semedesimanel sensodelletre con-
giungenti
i
punti
medii di due costole
opposte
nel tetraedro
regolarepri-
mitivo,
e di
ampiezzaeguate
al
doppio
di
questa
minimadistanza&a
duecostole
opposte.Immaginando
to
spazio
divisoinlnfinitecellecubiche
contigue
di lato
=
2
k,
chiaroche baster conosceredella
superficie
di
Schwarzla
po~ionecompresa
entro unodi
questi cubi,
in
ogni
altro cubo
essendovi una
porzione
della
superficiecongruenteper
traslazione alla
iniziale.
Consideriamo,
comecubo
iniziale, quellocompreso
frai
quattro piani
a:=A ~=~
.s'==H.
Il tetraedro
regolare,
coi vertici nei
punti (.361)
c===(0,0,0), ?~?,0) &==(&,0,&), ~~(0,&&),
ha i tre vertici
a, b, d
nei
punti
medii dliecostoledei
cubo,
concorrenti
nel vertice
(k, &, A)
di
questo,
eil
quarto
verticec nel centrodel cubo
stesso.
Soppressi
i due
spigoli
<?,
M dei tetraedro,
consideriamola
por-
zione di
superficie
di Schwarzlimitataal
quadrilatero
<~bcL Ribaltiamo
X attorno al lato e~in
X;,
indi
S,
attomo alla nuova
posizione
di ain
indi attornoallanuova
posizione
di c~e cosi di
seguito.
Otteniamo
cosi 6
porzioni
di
superficie
di Schwarz<S
compresa)
interneal cubo,
tutte fra loro
congruenti
che si riunisconoattorno al verticecomunec,
ovehannoiostesso
pianotangente,
meutre
gli
altri loro
vertici
sonotutti
in
punti
medii dlie costoledel cubo(1).Gli effettivi valori delle coor-
(1)Per rtconMcerechiaranientolecircoBtaMe
geometriche
tndteatenel
testo,
Mr~utileal tettoreunmodellosoUdo
deglispigoli
del
enbo,
nel
quale
medianto
aHst
potronno
inserirei
Squadritatori,
chelimitanole
poMioui
considerate
dellasuperficie
dt Schwarz.
M
SCPERnciECOMFMtTA Ct 8CHWARZ
871
dinate dei vertici di
queste
6
porzioni
sono i
seguenti:
X)
(0,0,0) (~0-A) (&0)
(0,A,-it)
St) (0.0,0) (-0) e (&,o, (0,ii!j!!)
~(0,0,0) (-0) f (0,&) (-0~)
~)
(0,0,0) (0,-&,&) (-ji;,o), (-0,&)
S<)(0, 0, 0)
(0,) 1
(&,0,~) (&0)
~) (0,0,0) (~,0,-A) 1
(0,-A,) (J t.0).
Ora,
sesi
prende
uno
qualunque
dei G
quadrilateri
curvi
S,,
la sua
continuazioneanalitica
lungo
un lato uscente dac
evidentementefra
le
2stesse;
lacontinuazioneanatitica di
X( lungo
un lato uscente dal
vertice
opposto
a c, si ottiene invece
per
traslazione
d'ampiozza
2J !: da
una dellealtre 6
porzioniX<.
Per
verificarlobaster considerarela
por-
zione
S,
le altre6trovandosinellemedesime
condizioni.I! ribaltamento
di S attorno ad ot dineffettola
porzione~t
traslata di 2 ?nel senso
dell' assedellex eil ribaltamentodi X
attorno ad d
medesimamente
la
porzionet, traslata di 2k
paraHeIamenteall'asse delle
y.
Cost
adunque
l'intera
regione
di
superficie
di
Schwarzinternaal cubo
e formata dalle6
porzioniX,
indi la
superficie
si
riproduce
periodica-
mente
negli
altri
cubi,diffondendosi
regoiarmonte per
tutto lo
spazio.
. 864.
La
Mperacieconiugata
in
applicabilit.
Diciamoora brevementedella
superficie coniugata
in
applicabilit,
egualmenteconsideratada
Schwarz, che
gode
anch'eMa di
propriet
notevoli,
affatto
analoghe
a
quelle
della
superficie
studiata nei
paragrafi
precedenti
In
particolare
vedremo che anche
quStanuova
super-
RcieminimaS' si divide in infiniti
quadrilateri curvi
congruenti,
a
contorno
rettilineo,
e in
ogni porzione
finita dello
spazio
entra soltanto
un numero finitodi
questi quadrilateri. Consideriamosulla
superficie
S
primitiva
duedei
quadrilateri
curvi adiacenti auno
spigoloA B;
i
quattro
piani
di simmetriadei due
quadrilateri )imitano
sull'osagono
formato
dalla loro riuttionoun nuovo
quadrilatero,
i cui lati sonoarchi di
geo-
<')
Le
suooqaaz!onisiott<)))gonodttHo(8~3o8 prendondo
dc~))int~ra))
nci
secondimcmbrii cooNdenti
doU'imma~iMado
an!<ich&le
parti
reati.
372 oAH'fOLOxxm.
.
864
detiche
piane
di
eguale lunghezza
e i oui
angoli
sono di 60*
per
due
vertici
opposti
e di 90"
per gli
altri due. Orasulla
superficie
S'
coniugata
in
applicabilitquesto quadrilatero
si muta inun
quadrilatero
a contorno
rettitineo e
pero:
La
s)(pef/!c~
minima S' coM~eMe
w~M quadrilateri
eM~a contorno
ye~!weo,
c!~!a~ hanno
~a~e !<t~
ooM<~M
NM~
~O"in ~' w~tCt
o~p~
e
<yK
altri <i'e ").
Partendo
da.questaosservazione,possiamo,
affatto
nnalogamente
eome
nei
paragranprecedenti,
determinareil
gruppo
di movimentidello
spazio,
che
riproduce
la
superficie
S' estudiare
quindi
lacontinuazioneanalitica
di
ogni quadrilatero
curvo di S'.
SiaA BCDun tale
quadrilatero, gli angoli
in
A,
C essendodi 60*
e
queUi
in
B,
Ddi
90",
enumerandoi lati A
B,
B
C,
C
D,
DAcon1, 2, 8,A,
indichiamocon
Si ) St 1 891 S.
i ribaltamenti attorno a
questi rispettivi
lati.
Combinando
qnesti
movimenti
elementari; possiamopassare
da
questo
quadrilatero
ad
ogni
altro sulla
superficie.
Per averele
operazioni
ele-
mentari del
gruppoG,
chelasciainvariata la
superficie,
baster
dunque
associarvi i
movimenti,
che lascianoinvariato il
quadrilatero
A B CD.
Ora questi
consistonosoltantonel ribaltamento attornoalla
congiun-
gente
i
punti
medii di A
C,
B
D, ribaltamento che indicheremocon
Se.
Secon
&~2
indiehiamo la
lunghezza
comune dei
quattro spigoli,
si vedrsubito
che,
situando eonveuientementeil
quadrilatero
AB CD
rispetto agli assi, per
le coordinatedei vertici si avrannole
espressioni
A~(0,0,0). B~(&,0,&), 0 (0, 0, 2 k) D==(0,~).
Ne
segue
chele
operazioni
elementari del
gruppo
Gsono
rappreseo-
tate analiticamentedalle formole:
St)a<'==:.e'
/6
~<=-y
./=:a!
S~a!'==2& ~=' j/=2it-a!
S~) !)/=-a; ~==2&f ~=2~-y
S~) !)/<=-? ~==~ ~==~
St)a<c=y ~/==!c .2&
M
Per ottenareun tale
quadrilatero,
bastariunireduefaccledi unottaedro
regolare
aderenti
per
uno
spigolo
e
~opprimera
lo
spigolo
comune.
tA BCNHtHOMCOMUSATAN ATPUCABtUT 878
Se si osservano
poi
le relazioni
8,S,S.-S, S.S,S,-S.,
si vedeche: Z'~en)
gruppo
Gsi
~e~
colletre$M<t<M~OM~
~o~M~
St,St,S)t.
Ora consideriamole due sostituzioni di G
H==.8,Si K==S,S,,
che hannole
espressioni analitiche
H)~==2~-< ~=-a; j/=~
K)~=~ ~=-a!
./==2J !y; s
le loro terze
potenze
sonole traslazioni
IP)~'==2~+a! ~=-2~ ~=-2J !
K~~=2<!+a:
}/=~2A+~ j/==.2i!!+.?.
La trasformatadi IP
per
mezzodi
S,
la nuova traslazione
S,BPS,)~-2~+~ ~==2X!+y -/=-8ii!+~
e combinando
questa
colle
precedenti,
si vede che
esistonoin Gledue
traslazioni
a~==i<!+4&, ~==~11 ~==~
s
~==a;
~=~+4~! ~==~,
Inoltre la trasformata di B?
per
8; essendo
S,PS.,a!'==2&+a!, ~==2A+y, ~==2i!!+~,
risulta che anchela traslazione
a~~a!,
~==y, ~'='.e'+4&
appartiene
a G.
Dunque
il
grappo
G contienetutte le traslazioni dellaforma
a!'==ic+2MtA,
/==y+2MJ i;, ~==..er+2p&,
dove
m, n, p
sononumeri interi tutti
pari
o tutti
dispari, soggetti
cio
aUacondizione
m n
(mod2)
Le traslazioni dellaforma
prcdente
formanoevidentementeunsot-
tograppo
r di
G, e,
comeora
vedremo,
in G non vi sonoaltretrasla-
874 OAPITOLO XX!
. 864,866
zioni < Intantoveriftchiamofacilmentecher invariantein
G, poich
le
operazioni
elementari
St, S,, S~di G trasformanor insemedesimo.
Comeal
. 368, ripartiamo
le
oporazioni
di G in classi di
operazioni
equivalenti rispetto
a r. Se
poniamo
So 8t 8(
letresostituzioni
S., S,, Ss
cotl'identita formanoun
gruppoquadrinomio
~P~w~tt~p~.
Ponendo
poi
U==S<S, U-'=StS<
e
eostruendo
le 24
operazioni
1 St S: Se
U S.U S,U 8<,U
U-' 8tU-' 1 S~U-' f S.U-'
Se < St Ss t S~ Se Se Se
US. StUS, S,US., S.USD
US, S,US, StUS, 1 S.US, 1
si vedrcheesseformanoun sistema
completo
di
operazioni
non
equi-
valent
rispetto
a
F,
onderisulta:
J !
~n<~o
GeoM~MKe come
sottogruppo
~tM~a~ <findice24 <!
~fK~po
(f<<)'a~<~OK! r.
In
particolare
ne risulta la discontinait del
gruppo G, quindi
la
propriet
della
superficie
minimaS' di diffondersi
regolarmente,
inmodo
triplamenteperiodico,
nello
spazio.
,
365.
VariMioM secondadi nn
pezzo
di
MperBole
minima.
Chiuderemo
questi
stud sulle
superficie
d'area
minima,
ritornando
al
problema
di minimoda cui siamo
partiti, per
far conoscerenei loro
tratti fondamentali le
importanti
ricerche di Schwarz sulla wW<Mt<MM
t'' Per traslazionie<MMK(t!f< di r
possonopronderst
evidentementele tre
segnenti!
a
!B'C+4&, ~==y
<=.<! a
K!'c=.a!
~='y-)-4A )
~==<! a
~~<c+2X: ?/~y+2~ ~=.<+S)i:
VAB!AZ!OMSBOONDA DI UNPBZZODt 8UPBRMO!BMINIMA 876
MWMdbdell'area di un
pezzo'di superficie minima'
dalle
quaU
risulta
in
particolare
che se una
superficie
ha in
ogni punto
nulla la somma
dei
raggi principali
di
enrvatura,
ogni
sua
porzione
convenientemente
ristretta
gode, rispetto
al contornomantenuto
fisso, della
propriet
di
minimoche ha servitoa definirla.
Essendo 8 una
superficieminima,
rlferita ullesuelinee di curvatura
M,v,
sia
=
(<)
il suo elemento
lineare,
indi
==
(d!'+~)
quello
della sfera
rappresentativa,
e
=.
ft==).
>.
i suoi
raggi principali
di curvatura.
Consideriamouna
porziono
di S limitata ad un contorno C e una
superficie
S' infinitamentevicinaa
S,
limitata altostesso contorno.
Sopra
ogni
normaledi S la S' staccherun
segmento
Mnitesimo che indi-
cheremocon
essendos una costanteinnniteoimae una funzionedi
M,f,
che ritor-
remo nnita e continuainsiemealle sue derivate
paMiati prime
intutta
la
porzione
di S consideratae
assoggettata
soltanto ad annullarsi
lungo
il contorno C.
Paragoniamo
l'area di S racchmsada C con
quella cornspondente
di
S',
tenendocontosoltanto dei termini colla
prima
e seconda
potenza
di s. Per le coordinate
;?',y',
del
punto
P' di
S', corrispondente
a un
punto
P di
S,
abbiamoevidentemente
~-==~+:X, !/=.y+s'~Y, ./==~-)-e'tZ.
Calcolandoi coelficienti
E',F',G'
deU'elementolineare di
S',
osser-
vando leformole
~==1~ ~==-1~
3Mis` 3M 3c 9o
WerkoBd.
I, pa~.
J Sl M.
876 <MHTOMxx!H.
.866,866
OttMiMM ott6nia1n0
'+~+4)+')'
~U
~~j~
onde`e
v~+~~)-+~].

La differenzaSS<sS'-S 8delledue aree data
quindi,
a meno di
in&mtesimid'ordine
superiore
al
2.
da
(18)
")'+~
l'intgrale doppio
essendoesteso alla
regione
di 8
considerata, o,
cio
che !o
stesso,
alla
regione
sferica
corrispondente.
&
questa
laforma
datadaSchwarzalla variazione
(seconda)
dell'at'ea di una
superncie
mi-
nima,
dalla
quale
si
traggono,
mediantealcuneconsiderazioni
ausiliarie,
lenotevoli
conseguenze
che
passiamo
ad
esporre.

.866.
Propriet&
effettiva di minimo.
CoMidenamotm'altra
superficie
minima
arbitraria,
chesi facciacor-
rispondere
a S
per parattelismo
dlie normali e sia S la
rogione
di
questa
nnova
superficieeorrispondente
a
quella
consideratadi
S
le due
regioni
sono
per conseguenzarappresontate
SM!lamedesima
regione
dlia
sfera,
che indicheremocono. Se W indica la distanza del
piano
tan-
gente
a S
dall'origine,
W una soluzione
dell'equazione(I, pag. 174)
(14)
W+
2W
=
0
essendoA',
W il
paramtre
differenzialesecondodi W calcolato
per
l'ele-
mento linearesferico.
Supponiamo
orache
queata
soluzione W
dell'equazione(14),
ossia
yw.~W
2W
0 (~
~+~'+~r="
YAMAHONBSECONDADt CN'ABBADI 6UPMFIO!E MINIMA 877
nonsi annalU in neasun
punto
della
regione
sferica 'j n6al
contorno,
il che
equivale
a dire che nessnn
piano tangente
in un
punto
dellare-
gioneEpassi per l'origine.
Potremo
porro
aUora la
quantit
sotto il
segnointegrale
nella
(18)
sotto la forma:
~+~
+~f.+9.~9W\
(w 30)
+7p
av
>
'3~W
9!<~3~W9~'
talch
l'intgrale (18)
si
scindera in tre
parti,
delle
quali le
dueultime
sonoidenticamente
nulle,
comesi vede
integrandoper parti
ericordando
che
<)'at
contornosi annuUa. Resta
adunque
)!S=~ ~f~ <t'9W\ ')'9W\"1,
38
<=
ff [C~ 1. ~~)8
+
i
dts
dv
~-2'~[~"W~
+~-W~j~~
e
poich, per quatsiasi
scelta deUafunzione
')),l'intgrale
dol seconde
membrorisulta essenziahnente
positive'
ne
segue
che
ogni superficie
S'
infinitamentevieinaa S e limitata al medesimocontomo haeStti-
vamenteun'area
maggiore
di S. Possiamoenunciare
questo
risultato
sotto la formadata da Schwarz
Una
pOM'<0~
di
Spef~ ?
OM-M~MM medianulla
possiede
C~<MMeM<e
Fewea!
M~~
tuttele
superficie~~<<<MM~c
<~MMad
essa,
HMM~e
ai tM)~MM
contorno,
seesiste~
F<
M di
~Mper/Me
dellastessa
specieco)'W~M'CM<e per F~aN~MM
delle)MtwaKalla
primitiva
e tale
chenessun
piano tangente
tM
punti di
M
passi per MK~M~O/~M~O
nello
Sp<MM.
In
particoiaro,
se
per
la nuova
superncie
minimasi
prende
la su-
perficiestessa,
si vede che la
porzione
consideratadi S
godr
effetti-
vamentedella
proprietdi
minimo
se, guardata
da un
punto
conveniente
dello
spazio, prsentera per
contorno
apparente
unalineatutta esterna
alla
regione
considerata.
Biferendoci invecealla
rappresentazione
sferica
o, potremo
direche
la
propriet
di minimoavrsicuramente
luogo
se esisteunasoluzioneW
M
L'integratepotrobbe
fnfatti soltantoannullarai
per
t~cW (ecostMte);
maatlora
non
si Minullerebbeal contorno.
378
OAPITOLO xxm.
.
366
della
(14*) positiva
in tutta la
rogioneo,
inclusoil contorno.Ora, osser-
vando
p.
e. che delta
(14*)
sono soluzioni
particolari
X Y, Z, 1
vediamoin
particolare
che se la
regione
i tutta internaa una mezza
sfera,
la condizione
precedente
soddisfatta e
consoguentementeogni
regione
di
superficie
a carvatura media
nuUa, la oui
immagine
sforica
sia interna a una met dalla
sfera, godr
della
propriet
del minimo
di area.
Osserviamoin fineche della
(14*)
si
puo
dare
l'integrale generale,
introducendolavariabile
complessa
t==.a +
sullasfera
(. 340), dopo
di che essa
pronde
la forma
(~ ~+~8J W_ 0.
9~
9~ ~'+~-1)''=-'
Ora, essendoW la distanza del
pianotangente
di una
superficie
mi-
nima
dall'origine, supponendoespresse
le coordinatedel
punto
di con-
tatto colleformole
(11) .
341 di
Weierstrass,
o calcolando
W-.Xa! Yy+.Z~
troveremo
per l'integrale generale
della
(1S),
omettendoil fattore nu-
merico2:
"=~b~i~
ove
~M
indica una funzionearbitraria della variabile
complessa
t.
CAprroLO XXIV.
Le
saperacie psenMerichc
elatrasformazioBe diB&cMmd
000
Probloma dl
Cauchy per
le
superficie
e aurvatura oottmte. Ettttenm deMt
superBote
pseadoxfettoa
oen due tUMO){)Mte Urne aMfntuttche d) diverso otatetuf). DeformMtonI
d) tttut
superficie pMudoefericK
con utt'MMtntottcft
r));tde.
Le
cengrttea!!e paendeoferiehn
e la ttMfotmMtune dl BiteMmtd. Lt) tt'Mforttumtone
contptementmro.
DefortUMtotd
tnCnttettme deUe due ftttded) tttm
conKruetiM pmttdeefeidM.
Leevolate delle
super-
Ncte
pteadoBi't'riehe.
f) proMeotMdf 'i'MhebyehefH
ta reti
Mn'iopmtdenti
sulle
superfloie
a curvatunt cotante. Mo\'t)npnti deUu t'et) uttu
xupet'ftcfe
net
qualt ogut punto
at
tmtpoi'ta
tt dfttttuttt
);eodNttett CMhmto. Nuent
tntcrpretMtone gcometrteft
della
trest'onnMioM dl tMckttmd e
coMMjpiome. Teot-eMa dl
penautabilttit per
ta trtmfo]--
ttXMioat dl BMttuttd e Hue
nppttcMtoni. SuperfMo comptemeuttu't
dette
ttmperftote
pMudeofertotie
di rottmtoueedette
tmpet'tMe
d'
EnMper. Uompottfttone
dt due tMafor-
maztont (tooti) opptmte
d) Bttotttund. Bcttuitone colle
superficie KppttceMti
xulta
!ogft-
rittttce dt rotMtone o aut CKtenotde aeoorointo. La tnt<tfonu)MioM di Lio e le suo
re!Mteni eollo tmo&tUtMfont
eompbmenttu'f
e dt BiteMund.
.
367.
n
problema
di
Oauohyper
le
MperScie
a carvatara costante.
Volgendoci
ora allo studio delle
superficie
a curvatura
costante,
cominciamodaalcuneosservazioni
generali
relativea!
problema
di
Cauchy,
cioal
problema
di determinareuna tale
superficie,assognata
che ne
sia una striscia at<!t~c<
Secon.e'==~(ic,y)indichiamo Fequazione
ordinariadella
superficie,
e adottiamo
per
le derivate
parxiaii
di ie consuetenotazioni di
Monge,
per esprimere
chela carvatura della
superficie
lacostanteK abbiamo
(I,pag. 14) Fequazione
dei secondoordine
(1) ~==K(1+~+<
Assegnare
una curvaC
per
la
quale
la
superficie
S debba
passare
e
lungo
di essai
piani tangenti quivale
a dare
lungo
C
a'.
y.
corne
funzioni,
che si
suppongonoanalitiche,
di un
paramtre, p.
e, del-
l'arco s di C.
Cf. al
847
la trattaitionc dci
probiema analogo par
le
superScip
mintmo.
380 OAKTOMxxiv.
.
867
1 teoremi
generali
di
Cauchy
assicurano che osiste una ed una
sola soluzioneanalitica della
(1),
che soddisfa al!e condizioni iniziaii
imposte,
sa!voil caso eccozioaalein cui
lungo
C risuiti
(2)
dx
(~+ <~(~
==
0
Ora
questa esprime
che le normali
assegnate tungo
C coincidono
coUebinormali dellacarva
stessa,
comesi vede osservandoeheritenendo
par
la curvaC le solite notazioni si ha
yet+g~==0
e
questa diCerenziata,
con
riguardQ
alla
(2),
d
FS-i-g~)C'=0.
Abbiamo
dunque
intanto il risultato:
~M~euna e!Motsola
sMper/!e!e
otta~:e<t co!~ewn~f<t co~a~
assegnataK,
cheCOK~Me MtMt ~~CMt<M!<tMtCa
~f~MO~O
adt~-tO. 2~
ecCe.fKMMcasoM CM}i
piani tangenti
<~KaS~CMtOO~HCtt~OKO
eOt~Mt
o$CM!<!<on della cn)a.
Esaminiamo ora il caso escluso. La teoria
geMi'ale
ci dice aUora
che il
problema proposto

impoMibile
se insieme alla
(2)
nonsussiste
l'altra
~~<K(1+F'+9')'<=:0,
che
per
la
(2)
stcssa
equivale
alla
(3) ~g'+K(l+p'+g')'=o,
ed inveceindeterminato se sussistonoinsieme la
(2)
e la
(3).
Se K

positiva,
la
(3)
manifestamente
assurda,
comerisultaanche
geome-
tricamente dan'osservare
ehe, per
lecondizioni de!
problema,
la curvaC
dovrebborisultare un'assintotica della
superficie.
Quando
K
e negativa, poniamo
T?-
K--R,,
la
(3) esprime
che la torsione della curvaC
deYeesserecostanto~ R
comerisulta altresl dal teorema
d'Enneper.
Essendoinfatti
~-f-,
f y v
Vedi
p.
e.GoussAT.
t<p<Ma
Mf <M
~<M~&MM
<tic
deWc~M~'<M!M, pa~.
S2.
StJ MBHCM P8EUM9FNRNM CONDUEASBtNTOTIONBAS8BQMTB 381
diCereoziando,
col tener contodelle formoledi
Frenet,
si trova
appunto
dalla (8)
1 1
T'S''
Volendo
occaparci
nel
prsente capitoloparticolarmente
delle
super-
ficie
pseudosferiche,
comhcteMtnodal
precisare
in
questo
casoil
grado
d'indeterminazione del
proMema,
dimostrando che si
puo assegnare
ancora ad arbitrio una secondalinea assintoticadoll'altro sistema.
.
368.
SaperBoiepsoudos&riohe
con due
assegnate
Msintotiohe.
Il teorema oraaccennatofn
gi
indicatoda Lie nelle suericerche
sulle
superficiepseudosferiche
e formulato
poi
da Backtundchene ha
dato altresl unadimostrazionefondatasuconsiderazioni infinitesimali 0.
Precisando anchei
segni
delle
torsioni,
il teorema si enuncia:
Da~edueex~w
C,
C'contorsioni costanti
e~t<~
e di
segno
contrario,
checseoMOda ? Nte~tmo
~!t~o
<~Ko
spMto
avendovi dostesso
piano
ose~<~o~,
ma
tangentidistinte,
esistewt
~pe~M~seM<&M~!ca
at
f<~M
~ai~
al
raggio
comunedi
<o~MM,
cAecontiene
C,
(/ comec<(t~eas-
SM~O<<0~.
Facendo
per semplicit
il
raggio
Rdelle
superficiepseudosferiche=' 1,
ricordiamo
(. 76, I, pag. 161)
che l'etemento lineare dolla
superficie
pseudosferica
riferitaaHeassintotiche
a,
p
assume la forma
(4)
~'==~'+2cosM~<~+~,
dove la funzione
M(<t,p)
soddisfa
all'equazione
a derivate
parziali
/K\
9'M
(8)
3~=~~
e viceversa ad
ogni
solaziono ? della
(5) corrisponde
una
superficie
pseudosfericadeterminata.
Ora osserviamochele curvature
geodetiche
dellelinee as-
P
Pp
sintotiche
a, p,
le
quali
coincidonosalvo H
segno
colle curvature
assolute,
sono
date, per
la forma
(4)
dell'elemento
lineare,
dalle formole:
1
9M
~M
Pa
Pp
Om.
~M'
eee.
pag.
19.
882 CAptTOMxx!v.
. 808,
869
Se
supponiame
chele assintotiche
assegnate 0,
C' siano
t'ispottiva-
mente le
p0, ~csO, l' assegnarequeste assintotiehe,
cioil loro
raggio
di
prima
eurvaturain funziono
dell'arco, equivarr
a dare
(aw)==0
0
\9<t/~o
in funzionedi e
(aw) ~~.o
0
in fanzionedi
!3.
Poichinoltre conosciamoil valore iniziale
M,di M
per
x
0,
sar notaMtanto
lungo!a.~
=
0,
che
lungo
la< 0.
Dovendo
poi
MsoddisfaM alla
(5),
vediamoche il teorema enunciato
equivale,
mutate le
notazioni,
al
seguente
tooremad'analisi:
Z*eg<K!OHe
o (?enM!<e
Raw~
a, 0
~==~'
9
smm~e sa Mh~ose c/M
per y ==
0 si tt<?M<;e a<j'KM
/)Mf<Mte
data
(.e)
della
x,
e
~er ==
0 acl una
/OHe
data
'])(y)
della
y, M<p~p<M<o
?(0)-<(0).
Dimostreremo
questo
teorenia
adoperando
il metododelle
approssi-
mazioni successivedi
Picard, raggiungendo
cosi una
generalit
molto
maggiore
di
quella
che consentirebbero i metodi
generali,
nei
quali
si
presuppongono
funzioni analitiche. Ci baster infatti
supporre
che le
funzioni
y (x), '{'(y),
arbitrariamente
date,
siano finite e continue ed
ammettano derivate
prime (x), '}''(y) pure
finite e continue.
.
369.
Applioasione
del metodo delle
approssimMioni
suooMSive.
Dimostreromol'esistenzadella soluzionecercatain un
campoqua-
lunque~H~oper
leduevariabili
indipendenti .e,
nel
quale
lecondizioni
enuociate
per (.f), 'j'~)
siano soddisfatte.
Prendiamo
dapprima
la funzione
? (x)+ (y) ? (0) (~)- 'Ky) (0),
che soddisfaaile condizioni iniziali
(~) -0 T (a:), (fi) ~-<
< (y),
APPMCAZMMDEL MBTODODE~K J LPPMSStMMtOtt!SUCCESSIVB 383
ed inoltre alla
equaziono
~L==o
a~~
Indi
costruiamola
funzione chesoddisfaatlemedesimecondizioni
iniziali ed alla
eqaazioae
9~,
aen
s,
~-Mn~;
avremo
pc/~
<==.?)+/
t
Mn~d~
.'0~00
Poi
da deduciamonel medesimomodo una nuova funzione
~==~ Mn~d~
s's
=
~0 ~0 0
sen
$,
tix
dy
chesoddisfaalle condizioni iniziali ed alla
equazione
-==
sen-e',
`
Cosl continuiamo
indenitamente,
costruendolasrieinfinitadi funzioni
M
~,<t,
oveil termine
generale
==
Ft+
<
son
.e't
dx
<~
~0 ~0
soddisfaatle condizionliniz!atf ed
aU'equazione
(p) <=Mn~
<c<
Sen
a"
Ora assenamo che: La serie
(7) = +(~) +
(~ +.)- (.e-t) +
converge
in
e~xo~~rtM~o
in
o~ MtKpo/!)t~o per
a',
y
e
fc~M'es~a
so!'<M'~t:e eemt<a<Ma
(6).
Pcr dimostrarlocominciamodall'osservarecheessendo
~8en~<;l,
si ha
M
!<i~y!.

384 OAPiMMxxtv.
. 869
Ora
~f~sen~cos~)~
~0~0
e poich
-(~)!<'
1
mentre
per
la
(f)I)
.m
sen
2 2
avremo
<y1
!<~ !<
(~) Ils-I,1
<J o J o
lYlcdy<(l,2)
n
generale,
sesi
suppone
verificatala
diseguaglianza
t8) l'g"-1
ia!)"
(<)
~(l.3.(?-!))"
si avr
~~(~W~)~
0 0
eper&
i r~!f~t
'n-I
~<0.(.-D). #II-I-I-lft'<(l:T:.(n-l)'J o 0
:cg d:cdy,
cio
j,. )~yt"
!)<~
3 g
dunque
la
diseguaglianza(e)
sussiste in
tenerale.
Dopo
ciola
convergenza
in
egual grado
deUaserie
(7)
risulta evi-
dente dal contronto collasrie
j~
<
) t
t _<
~'(r"2)'(1.2. 3)'
+
(1.2.
3..
M)*
Ora,
lasomma dei
primi n
termini della
(7)
essendo
possiamo
dire che al cresceredi
n, converge
in
egual grado per
tutti i
punti
del
campo
verso < La funzione.f, sempre
finita e
continua,
soddisfa
aUecondizioni iniziali
M~=?~). (~<-<==')'?; i
resta a
provare
che soddisfala
(6).
Ora ciascunterminedeHaserie
(7)
MMBHOIE FSMJ DOSMMOACONMB A8SMNATBASSNTOTCHE 885
ammetteladerivataseconda
rapportead.<y e,
a causadella
(p),
lasrie
delle derivate
(8) son ~+(son< sen~)+(8en.%
son
+..+(son <.
son
<)+
La sommadei
primi
ntermini di
questa
sen edal cresceredi n
all'innnito
converge
in
egual ~~
versosen
s',corner verso.6'.La
(8)
6
dunque
alla sua volta
convergente
in
egual grado
e la sua somma
sen
Dunque
la funzione<
rappresentata
dalla
(7)
ammette laderivata
secondamista e si ha
ax
sonx c. d, d.
3'x
Bons, e. d.d.
~-sen~.e.d.d.
.
370.

OMoanalitico.
Col metodo delle
approssimazioni
successiveabbiamo riconosciuta
Fesistenzadi Mo
superficiepseudosferica
condue
assegnateassintotiche
in un casodi
grande generalit.
Pero non
possiamoassicurare che la
soluzionetrovata sia l'unica
possibile
dei
problema.
Ma
poniamoci
ora nel caso eonsuetodellateoria delle
equazioni
a
derivate
parziali
del seconde
ordine,
cionel caso
analitico,
e dimo-
striamo il teorema:
Sele dueCt<n'eassintotiche
assegnateC,
C sono
NtM~~M~,
pi hauna
eduna ~Oh!
SMpe~CtepMM<!oS/!M':eS
<MMt!t~C~ MH~tCMe.
Supponiamo
infatti cho,essendo
'f (a!), (y)
funzioui analitiche asse-
gnate
di
x,y,
cio
svituppabiii
in serie di
Taylor per potenze
di
it:,
y
rispettivamente,
sias una soluzioneanaliticadella
equazione
3~
che soddisfi al!econdizioniiniziali
~==y(jc) per~==0
== (y) per ==0.
Queste
condizioni iniziali, insieme colla
a-='8en~
aie
equazioni
che ne
provengonoper
successiva
derivazione,
determinano
compieta-
mente,
nel
punto
inizialea! ==
0, y ==o,
i valori di tutte le derivate
9'"+"~
3~
3~"
Il
S86 OAPITOM XXIV.
.
870
e risultano
quindi
determinati in modounicotutti i coefficienti
t, dello
SYuappo
di <f
o. 0..a
(S)
~=='ff~y
M M
per
serie
doppia
di
Taylor.
Ci6dimostraintanto!'unicitdeltasoluzione
analitica
.f,
snpposta
esistento. Ma
viceversa,determinati i eoe&cionti
a~
net modoricorrente
anzidetto,
un teorema
generale
di Goursat
<
ci ttSiiicut'tt che h),sriecostruitu
convergente
in uncerto
campofinito,
onderisulta la verit della
proposizione
Net caso
speciale
nostro
possiamo raggiungere pi sempticemente
lo
scopoparagonandoFeqaazione proposta
3'~
~s=8en.e'
3.c3~
sens
=
con
quella
di Liouville
9
3x3zay~_e=~ 3%
il cui
integralegenerale
notoriamente dato da
0Y~Y~
M<'t)
e
Cg+Y)
essendo
X,
Y fanzioni arbitrarie di
x, y rispettivamente,
Perfissare le idee si
supponga <;he~=y (0)=!(0)
sia
positivo;
se
si costruisconoi due
sviluppi
in srie
(H)per
la
proposta
o
per l'equa-
zionedi
Liouville,
si vedesubito che i coe&cionti
< per
laseconda
sonotutti
positivi
e si ha
f<j<

Ma il secondo
sviluppo

convergente,perch
dallaforma
esplicitaM
de!intgrale generale dell'equazione
di Liouvilleriulta direttamente
l'esistenza
dell' integraleregolare cercato; dunque
anchel'altro
sviluppo

convergente
c. d. d.
Vedi
7.~<MM
sur
l'integration
d~
~a~K~
aMfedrives
F<t<'eMM
<!
MCOKet <~M. T.I
pag. 184(.88).
M
Nelta
prtm&
ediztonedel
presontelibro,
come
pure
nella trad~Mdone
tedesca,
l'eststettMdeUasoluzloneanaUticasi concludodalmetodostessodoUe
approssimasioni
succMsive. AI
rigore
dettadimostrazlonemancala
prova
della
convergenza
in
egnat grado
dei
corrispondentisvHappiin
un
campoe<wtp<eMO
per
a:,
y.
1
MMBnOK rSBUPOSFMtMACONBM ASSEttNATBASStNTOTMHE 887
Un caso
particolare
merita
specialeattenzione.
Supponiamo
che !e
futMioni
assegnate
y(.r), (y)
si riducanoallamedesimacostantea.
Allora
si vede facilmenteche sono
nulle,per
x
=
o, y
=
0,
tutte le derivate
y+<t~
3~
quando w~=M,
e
per
cioe &fanzionedel
prodotto a;
Posto
T-a~y <'==/'(T),
abbiamo
per /'() l'equazione
differenziale
ordinaria dol 2. ordine
t/"+/sen/
che
possiede dunque
uno ed un solo
integrale
regolare
nell'intorno
di t ==
0,
che nel
punto
si riducead un valore
prefissato Quale
il
significatogeometrico
di
questa
soluzione?Se si
iicordano le osserva-
zioni al
.868, si vede subito cheledue assintotiche
assegnate C,
C' si
riduconoin
questo
casoa due rette che
s' incrociano,
onde risulta: Due
fe~echesi
tagliano
M<~Maf!MMO Maed Masola
superficie~<M<ef~
analitica<~ contiene.
Questesingo!arisuperficiepseudosfenchedipen-
donoda una costante
arbitraria, l'angolo
delle due retto.
.
871.
DefonnMioni conun'assintotica
rigida.
Applichiamo
il teorema
generale
dimostratonei
.precedenti
averi-
ficare
per
le
superficiepseudosferiche
la
propriet generaleindicataalla
finedel
.
110
(I, pag. 243),
secondola
quale
la
superficie,supposta
nes-
sibileed
inestendibile,
pu
deformarsiancoraininfiniti modi mantenendo
rigida
una linea assintotica,
Sulla
superficiepseudosfericaS, individuata dalle due assintotiche
C,
C' e collaforma
(4)
delt'e'cmento
linoare, consideriamoun sistema
di linee
geodetiche parallele (nel
sensonon
euclideo)spiccate
dai
punti
della assintotica
C,
la eui
equazione
sia
p==
0.
Applicando
le formole
(c) .
182
(I, pag. 406)
ed indicando con0
l'angolo
d'inclinazione di
questo geodetiche
sulla
p==0,
avremo
lungoquesta
curvaC la
formola
9(M-9)
sen
d
-sen8,
888 OAPITOLO
XX!V..
871
ossia
/<n\
1
n
(10)
-0:
1
sen 0 (10)
~==-n8,
essendo1la curvatura
~eodetica (odassoluta)
deUalineaC.
Viceversa,
Po
se6soddisfa la
(10),
lu
geodetiche
uscenti dai
punti
della
fi =0,
nella
direzione
assegnata
da
0,
saranno
parallele.
Ci
posto, tengasi
nssala C e si faccia variare C' ad arbitrio: la
funzionedi a data da rimarr
sempre
la
stessa,
e
per
ciosi soddisfer
f<
alla
(10)
conservandoa
8il medesimovalore.
Dunque per
due diverse
con&guraxioniS,
S' della
superficie pseudosferica
la stessa funzione
8
definir
per
l'una e
per
l'attra
superficie
un sistoma di
geodetiche
parallele. Applicando
laS sulla S' in
guisa
da
sovrapporre
i duesistemi
di
geodeticheparallele
considerati ed un
punto
della
p=='
0
sopra
S al
corrispondente
della
,3===
0
sopra S',
si vedesubito che l'intera assin-
totiea
p==:0
0dell' unasi
sovrapporr
alla
~==0
dell'altra. Ne conclu-
diamo Le
<~bnM<M'!OM~
<Huna
superficiepseudosfericaS, per le 9'
resta
f~~a
MK'<M~tM<oca
C,
si
ottengonosemplicementequando
delle
~eassintotiche
C,
C' c~individuano la
superficie,
st
~~<t fissa la
Ce
si
faccia
variare at'&m'tNteM~ed':
forma
lasecondaC'. Conformemente
alla teoria
generale,
vediamoche
queste
deformazioni
dipendono
da una
funzione
arbitraria,
dalla fiessione di C' alla
quale
da
aggiungersi,
cornecostante
arbitraria, l'angolo M,sotto
cui
C,
C' s' incontrano.
Ossorviamoancora
che,
tenendo fisso
M.
non solo
a ma
M stesso
non variera
lungo C;
e siccomei
raggi principali
di curvatura della
superficie
sono
tg~, -cct~,
vediamoche: Una
superficiejpseM<&M~nea pubdeformarsi
ancorain
~M~-
M<<t modi fe~aMoCo tt'<MStM<o<M!M e
lungo
<Kessa coMse~paMdfo
invariati
fO~t principali
~t CM~a<~S.
Ritornando alle deformazioni
generali
chelaaoiano
rigida
un'assin-
totica,
vediamoche unatale deformazionedefinitasesi
assegna
sulla
superficie
S una curvar, uscente daun
punto
di C,
che
dopo
la defor-
mazionedebba trasformarsi in assintoticar. Conosceremoinfatti di r
la
nessionc,
che
egnagiia
la curvatura
geodetica
di l' e la torsione
DMOBMAZMNtCM
OONMRVANOIJ N'ASStNTOTMA 889
corne c -1. chiaroinversamenteche
questa
curvar
pub
darsi adar-
bitrio. In
particolaroselaI' 6uncircolo
geodeticodopo
ladeformazione
che la rende assintoticadiventerun'elica
circolare; pi
in
particolare
ancora se r
geodetica, dopo
la deformazionesi rettifica.
In fine osserviamola facile
conseguenza
delleconsiderazioni
prece-
donti &<!CCM~ arbitrio~
superficiepseudosferica
duew)w M*
da un ~Q~MKO
punto,
a~e una
Q~~WOWWM
della
superficie
C~
rende ambedue<MSM!<OM<)~.
.
872.
TrtMtbrmMionedi B&ohlQBd.
1teoremi
svitappati
nei
.precedenti assiearanot'esistenzadi
super-
ncie
psendosferichecorrispondenti
a date condizioni ai
limiti;
ma
per
trovare le effettiveforme di
questesuperficie
nello
spazio
nonci danno
altro modoche
quello
di
sviluppi
in serie, 1
progressi pi importanti
neUateoria delle
superficie
aourvaturacostantein
generale,
edi
quelle
pseudosforiche
in
particolare,
sonostati ottenuti mediante
speciali
metodi
di trasformazioneche
permettono
di dedurre da una
superficie
nota a
curvatnra costanto infinitenuove
superficie
della medesima
natura,
e
ci con
operazioni
analitiche che
richieggono
al massimo
quadraturee,
sotto certecondizioniche
appariranno
nel
seguito
dellanostra
trattazione.
si riducono a
semplici operazioni algebriche
e di derivazione.
La
prima
e
pi semplice
trasformazionedelle
superficiepseudosfe*
richechesi conobbederivadal teorema
gisegnalatoal . 136(I,pag.294),
che enunciamoora sotto la forma
segante:
SopraMMa~<pef/!C!c~eM<&)~cs
S
Mt~/io
Rst <fa< un s~~<M<~oo'
1
di ~MMe
~eo<e/M parallele
e sulleloro
tangenti, p<t~~e
(M'
punto di
<!0~<i~enel sensostessoded
~WCtMMWO,
si
porti
un
segmenta
CO~NM~ c'
R;
il
luogod~K
es~MM
g~ segmenti
unanuova
tMpef~F~eMdo~-
rica S' <Mmedesimo
raggio
R.
La
sapermie pseudosferica
S'
dunque
la
e<MMp!<'MteK<tM'e
della S
rispetto
adunsistemadi
geodeticheparallle; per questaragione
diremo
questa
la
~a~ontMM'MMM complementare,
Ogni superficie pseudosferica
ha oo'
trasformate
complementari,
che sono le traiettorie
ortogonali
dei circoli di
raggio
R tracdati nei
piani tangenti
di
S,
col centro nel
punto
di contatto
(. 272, pag. 146)
Per
poter applicare
alla
superficiepseudosferica
S la trasformazione
complementare
basta conoscere
sopra
la S le linee
geodetiche.
890 OAPITOLO xxtv.
. 873,873
La trasformazione
complementare
fa notevotmente
generatizzata
da
Backtund
per
mezzodi aaatrasformazioneche
porta
il suonome.L'esi-
stenzae le
propriet
di
questa
trasformazione furono
gl
stabilite in
varii
luoghi
dol
prosonto trattato,
in
particolare
al
Cap.
X
.
160
(I, pag. 323)
dovesonostatedefinitele
congruenzepseudosferiche
esta-
bilitele loro
propriet
fondamentali ed al
Cap,
XVI
.
250
(pag.76),
ove dimostrataFesistenzadi w'
congruenzepseudosferiche
di oui sia
assegnata
la
prima
faldafocale8. Riassumiamoi risultati
quM
ottenuti
col teorema: Data Ma
superficie~eK~os/e~M<t
di
fa~o
R e~~e un
angolo
costantea~~foWo
7,
esistono<o
cc~Kc~e ~ettaos/e
di eMtS
una
falda /ocsi'e,
la a~)M'a
focalesoprao~M: raggio
MsetM?o=Beos o
e
quelladei punti
H~<'a R. La seconda
falda
S' sa nuova
superficie
jpM<?M/~Wcat'aggioR; sopraS,
S'
corrispondonole
HtMedi en)a-
<~ele
oM:K~<c~e,
e
~t
aM/M
corrispondenti
di assintotichesono
~t!!t.
Diremochest
passa
dalla
superficie pseudosferlca
SallaS'mediante
una
~ao/ct~MM'MH~
J BctcNMMd!. In
particolare quando
o=s0latrasfor-
mazionedi Back!unddiventaana trasformazione
complemntare,
Cosi
ogni superficie pseudosferica
S ammette
oo'
trasformate di
Backhmd;per
individuare unadi
queste
trasformate basta
assegnare
un
raggio
della
congruenzapseudosferica(unatangente
di
S)
eil seconde
piano
focale
per questo raggio.
.
373.
Le formoledliatrMbrmMiome di BSokhmd.
Riferendola
superficiepseudosferica
Sa!tesuelineedi
curvaturnu, v,
andiamo oraa stabilire le formoleeffettive
per
la trasformazionedi
Backiund.Potremmodeduriedalleformole
pigenerali stabiliteal
.260;
qui prefer'amo
stabilirledirettamento
appoggiandoci
suite
proprietgi
notedellatrasformazione.
IndicandoconR il
raggio
della
superficie pseadosferica,per
il <b'
riferito allelineedi curvaturaabbiamo
(Cf.. 330,pag. 290)
(11)
d&'
=
R'
(cos'
8du'
+
sent6
i
raggi principali
di curvaturaessendo dati da
(12) ~=Btge ~==Reot8,
MRMOM PBB LA TBASFOBttAZIOM! DI BXCKLUND 891
e0
(,c)
soddisfacendo
aH'equazionecaratteristicaa derivate
parziali
ale 3'6
(18)
~sn ces 6.
Osserviamo ancora la forma dell'elemento lineare sfedM
rappre-
sentativo
(14)
<~'==sen' 6<
+
cos'8d~.
Collesolitenotazionidellateoria
generale