Sei sulla pagina 1di 4

Esperimento di Michelson-Morley

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'esperimento di Michelson-Morley, uno dei pi famosi ed importanti esperimenti della storia della fisica. Venne eseguito nel 1887 nell'attuale Case Western Reserve University ed considerato la prima forte prova contro la teoria dell'etere luminifero.
Indice 1 2 3 4 5 6 7 Background L'esperimento Teoria Conseguenze Bibliografia Voci correlate Altri progetti
Interferenza prodotta da un raggio luminoso rosso con l'esperimento Michelson-Morley

XIX secolo postulava BackgroundLa fisica nel(luminose, sonore, etc.) dovessero avere un mezzo che consentiva la loro che le onde propagazione. Nel caso della luce si era ipotizzata l'esistenza di un "etere luminifero" come mezzo di propagazione, anche al fine di conciliare le ultime conquiste dell'elettromagnetismo, riassunte nelle equazioni di Maxwell, con la relativit galileiana. Tali equazioni infatti risultavano avere forme diverse a seconda del sistema di riferimento inerziale scelto. Durante il XVIII secolo si riteneva che lo spazio fosse formato da una sostanza invisibile a cui i fisici diedero il nome di etere e che ogni corpo in movimento nell'universo producesse un vento d'etere che si muoveva alla stessa velocit del corpo in movimento ma con direzione opposta. Per esempio, la Terra si muove nell'universo a 30 km/s perci ci dovrebbe essere un vento a 30 km/s che spazzerebbe la Terra in direzione opposta al proprio cammino. Qualsiasi cosa immersa nell'etere sarebbe influenzata dal vento, compresa la luce. Abraham Michelson, che L'esperimentoAlbert insegnato fisica all'istituto aveva di Cleveland in Ohio, decise di provare a misurare la velocit della luce in diverse direzioni per vedere se si trovava traccia del vento d'etere, usando a tale scopo uno strumento da lui stesso ideato che successivamente prese il nome di interferometro di Michelson. L'interferometro permette di suddividere un fascio di luce in due fasci che viaggiano seguendo cammini perpendicolari e vengono poi nuovamente fatti convergere su uno schermo, formandovi una figura di interferenza. Un eventuale vento d'etere avrebbe comportato una diversa velocit della luce nelle varie direzioni e, di conseguenza, uno scorrimento delle frange di interferenza al ruotare dell'apparato rispetto

alla direzione del vento d'etere. Utilizzando questo Un interferometro Michelson: l'esperimento dispositivo sperimentale Michelson effettu nel 1881 un originale utilizz pi specchi di quelli mostrati. La certo numero di misure, non rilevando lo spostamento luce veniva riflessa avanti e indietro diverse volte minimo previsto delle frange di interferenza (i dati prima di ricombinarsi. vennero pubblicati da Michelson nello stesso anno).Tuttavia il suo apparecchio prototipale non aveva la precisione sufficiente per escludere con certezza l'esistenza del movimento nell'etere. Per questo decise di effettuare esperimenti pi precisi e, nel 1887, si mise in contatto con Edward Morley, che offr il suo seminterrato per il nuovo esperimento. A tale scopo venne utilizzato un interferometro montato su una lastra di pietra quadrata di 15 cm di lato e circa 5 cm di spessore. Per eliminare le vibrazioni la lastra veniva fatta galleggiare su mercurio liquido, il quale accorgimento permetteva di mantenere la lastra orizzontale e di farla girare attorno ad un perno centrale. Un sistema di specchi inviava il raggio di luce per un percorso di otto viaggi di andata e ritorno allo scopo di rendere il viaggio del raggio di luce pi lungo possibile. Anche con il nuovo esperimento non si trov traccia di un vento d'etere in quanto la velocit della luce era indipendente dalla direzione e di poco inferiore a 300000 km/s. La cosa non accadde neanche ripetendo l'esperimento a distanza di tempo e di luogo.

TeoriaIpotizzando che la terra si muova con velocit v verso destra, relativamente alla figura qui a
fianco, si possono calcolare gli ipotetici risultati. t1 il tempo necessario a percorrere il braccio parallelo al moto terrestre e di lunghezza L 1 . Quindi all'andata, essendo per ipotesi il vento d'etere opposto, la velocit dell'onda sar (c v), mentre al ritorno, ovviamente (c somma dei tempi dei due percorsi.

+ v). Si calcola il tempo totale t1 tramite la

L'approssimazione dovuta al fatto che (v velocit v quella della terra.

/ c)2 < < 1 (nell'ordine di 10 8) quando si prende come

Il calcolo di t2 , ovvero il tempo impiegato per percorrere il braccio, di lunghezza L 2 perpendicolare al moto della terra (e dell'etere) avviene in maniera pi complicata. Innanzitutto bisogna tenere presente che nella teoria dell'etere e solamente in questo mezzo che la velocit della luce equivale a c, in tutti gli altri sistemi bisogna fare le trasformazioni ipotizzando un vento contrario al moto e di pari velocit. Tenendo presente le premesse possiamo ora procedere con il ragionamento per il calcolo. La velocit dell'onda nell'etere , con velocit dell'onda in direzione dello specchio. Quindi il tempo per arrivare fino allo specchio fa seguire che, Tenendo presente la simmetria tra andata e ritorno di questo caso si pu ora calcolare dove, dal momento che ortogonale a ,

Trovato il tempo impiegato per percorrere ogni braccio si pu prevedere la possibile intereferenza sul nostro apparato quando le due onde, inizialmente con fase uguale, andranno nuovamente a sovrapporsi. La differenza di fase si ottiene:

Ruotando il nostro sistema di 90 gradi, si invertono semplicemente L 1 ed L 2 . Quello che si fece allora, fu di regolare l'interferometro nella posizione descritta fino ad ora e poi successivamente ruotarlo. Il punto centrale di questo esperimento per l'appunto, la rotazione. Nel caso che la velocit della luce fosse invariante dal sistema scelto come riferimento, la Terra nel nostro caso, una rotazione non avrebbe implicato nessuna variazione. Nel caso che la teoria sull'etere fosse corretta invece, il nostro sistema avrebbe dovuto avere una variazione. Sia S

= ' dove ' il nostro sistema ruotato di

Si dimostrato che la teoria dell'etere implicava una variazione di interferenza quantificabile con precisione e quindi anche rilevabile con i mezzi opportuni. Uno di questi mezzi era appunto l'interferometro di Michelson-Morley progettato in modo da accentuare tale variazione, grazie alla sua riflessione ripetuta per otto volte, portando un'analogia ad un esperimento con bracci di . Come oggi ben sappiamo questa variazione di fase non si present e l'esperimento dimostro cos l'assenza di etere. esperimenti, se si ipotizza che la Terra non sia ferma rispetto all'etere, ConseguenzeCon questilegge di composizione galileiana delle velocit nel caso della luce, poich fallisce la appunto la luce non viene "trascinata" da nessun mezzo fisico. Tre spiegazioni sono possibili al fallimento dell'esperienza di Michelson e Morley: la Terra ferma rispetto all'etere il braccio dell'interferometro nella direzione del moto dell'etere si accorcia (contrazione di Fitzgerald) la velocit della luce la medesima in tutte le direzioni Einstein accetta la terza soluzione che va considerata come una riprova dell'isotropia dello spazio per tutti gli osservatori. La spiegazione di tale risultato secondo Einstein che non vi nessun etere. La conclusione, che la velocit della luce indipendente dal moto della sorgente e dell'osservatore, fu l'ipotesi da cui part Einstein per sviluppare la teoria della relativit ristretta. Science, Bibliografia(EN ) A. A. Michelson.eAmerican Journal of1887, 34. 1881, 22, 20. ( EN ) A. A. Michelson E. W. Morley. Ivi, ( EN ) A. A. Michelson. Studies in Optics. Dover Publications, 1995. ISBN 978-0-486-68700-1 ( EN ) R. Shankland et al. Reviews of Modern Physics, 1955, 27, 167.

Voci correlateEtere

Voci correlateVuoto
Relativit ristretta

Altri progetti

Wikimedia Commons contiene file multimediali su Esperimento di MichelsonMorley

Portale Relativit: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di relativit Categorie: Teorie relativistiche | Radiazione elettromagnetica | [altre] Ultima modifica per la pagina: 04:48, 24 lug 2011. Il testo disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli. Wikipedia un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.