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Riassunto di storia

Michele Usai IV F

1. La restaurazione (1851-1831) Dal 3 novembre 1815 sino al 9 giugno 1815 a Vienna si tennero delle riunioni alle quali parteciparono le principali potenze europee. Lobiettivo del congresso tenutosi in questi anni era di decidere lassetto politico che avrebbe dovuto tenere lEuropa in seguito alle guerre degli anni precedenti e alle conquiste di Napoleone. Gli stati protagonisti del Congresso furono: Inghilterra, Russia, Austria e Prussia; ma anche la Francia non venne esclusa e fu, infatti, Charles - Maurice de Talleryrand, il pi prestigioso delegato francese, a proporre uno dei criteri che venne approvato dal Congresso. Tale decreto venne chiamato il principio di legittimit; secondo tale principio bisognava ripristinare la situazione politica e territoriale esistente prima dello scoppio della Rivoluzione francese. Tale principio venne approvato dal Congresso; ma nonostante questo gli Stati che avevano sconfitto Napoleone volevano dare una maggiore stabilit al continente in modo tale da evitare che nessuno stato assumesse sul continente un peso eccessivo da imporre la sua egemonia. Questultimo decreto venne chiamato principio dellequilibrio e in base a tale principio gli stati confinanti con la Francia vennero rafforzati, primi fra tutti il Belgio, il Regno di Sardegna e la Prussia che acquisirono nuovi territori. Il principio di equilibrio ebbe sempre il sopravvento sul principio di legittimit, ogni volta che questi entravano in contrasto. 1.2 La Santa Alleanza Gli aspetti del nuovo ordine viennese non erano condivisi dallintera popolazione europea; soprattutto la popolazione degli stati in cui vigeva un rigido assolutismo che non ammetteva nessuna critica ai governi e non prevedeva nessuna limitazione dei poteri del sovrano. I sudditi di quegli stati, infatti, speravano che tramite una costituzione si potesse limitare il potere del sovrano e rispettare i diritti del cittadino. I sovrani di questi stati perci decisero di fermare sul nascere qualsiasi protesta o rivolta che mettesse in discussione il potere assoluto del sovrano. A tale fine i sovrani di Austria, Prussia e Russia si unirono nella cos detta Santa Alleanza, questalleanza aveva quindi il fine di impedire qualsiasi mutamento dellordine viennese. 1.3 La repressione dei moti del 1820-1821 I sovrani dopo avere ristabilito il proprio potere per diritto divino non presero in considerazione le aspirazioni allindipendenza delle varie nazioni. A tal fine le prime insurrezioni per contrastare lordine viennese scoppiarono in Spagna, a Napoli, a Palermo e in Piemonte; tutti questi moti rivoluzionari avevano lobiettivo di costringere i sovrani a conceder una Costituzione e quindi limitare il proprio potere. In Italia i moti rivoluzionari scoppiarono per iniziativa di societ segrete (Carboneria) costituite da membri appartenenti allambiente militare o nobiliare e che non avevano nessun contatto con la popolazione locale. Per tale motivo nel momento in cui lAustria decise di intervenire per placcare questi moti, la popolazione si ritrov isolata e incapace di resistere.

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1.4 La Costituzione di Luigi XVIII Dopo Napoleone in Francia simpadron del potere Luigi XVIII di Borbone, il quale concesse subito una Costituzione con un Preambolo nella quale sanciva che nonostante riconosceva la natura divina del proprio potere decise deliberatamente di limitarlo. La Carta concessa del 1814 sanciva luguaglianza di tutti di fronte alla legge, la libert di culto e linviolabilit della propriet privata. La nuova Costituzione prevedeva due camere: la prima composta da aristocratici di nomina regia e la seconda eletta tramite suffragio censitario. Il suffragio censitario riservava il voto a sole 110000 maschi adulti su ben 9 milioni. 1.5 Le insurrezioni degli anni 1830-1831 Nel 1824 divenne re di Francia Carlo X e dal luglio 1830 dopo essere entrato in contrasto con il parlamento, eman quattro decreti contro il popolo e il governo. Questi decreti provocarono limmediata reazione della popolazione parigina che tennero per tre giorni la citt nelle loro mani costringendo Carlo X di abdicare. Al suo posto fu incoronato Luigi Filippo dOrleans. Luigi Filippo si fece nominare re dei francesi accettando il principio secondo cui il potere gli fosse stato concesso dal popolo e non da Dio, rimanendo su tale linea elimin il Preambolo della Costituzione del 1814. Con Luigi Filippo la camera regia perse importanza nei confronti di quella eletta dai cittadini tramite suffragio censitario e inoltre i ministri incominciarono a rendere conto del proprio operato davanti al Parlamento e non pi davanti al sovrano. Linsurrezione popolare parigina fu fonte dispirazione per altri stati quali il Belgio che riusc a ottenere lindipendenza dallOlanda. Altri moti scoppiarono anche in Polonia e in Italia ma furono schiacciate rispettivamente dallesercito russo e austriaco. 1.6 Giuseppe Mazzini e la Giovine Italia La tragica situazione italiana che si deline in questi anni spinse un giovane genovese, Giuseppe Mazzini, a elaborare un nuovo programma politico finalizzato a liberare il territorio italiano dalla dominazione e influenza austriaca. Mazzini mirava allunit politica e allindipendenza dellintera penisola. Su tali ideali fond un nuovo movimento politico, la Giovine Italia, che si distinse dalle societ segrete fondate precedentemente poich al contrario di queste espose apertamente i propri obiettivi di unItalia unita, democratica e repubblicana. 1.7 Il pensiero politico di Giuseppe Mazzini Mazzini era convito che Dio avesse assegnato agli uomini il dovere di costruire un mondo libero, nonostante ci non si riconosceva in nessuna chiesa. Inoltre pensava che Dio avesse assegnato allItalia un ruolo di primaria importanza poich la sua unificazione sarebbe dovuta essere lesempio per tutti gli altri popoli. Lidea di nazione era al centro del pensiero

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mazziniano e a suo giudizio tutti i popoli avevano pari dignit e pari diritti allindipendenza, per questo fond un nuovo movimento, la Giovine Europa, che avrebbe dovuto coordinare le lotte di tutti i popoli oppressi. Mazzini puntava sulla costruzione di uno stato unitario, repubblicano e democratico con la cancellazione di tutte le entit statali esistenti e con il rifiuto di ogni soluzione federalista poich secondo Mazzini la sovranit apparteneva solo al popolo. Mazzini voleva unItalia democratica quindi con il suffragio universale, tuttavia questo non implicava labolizione della propriet privata.

2 LEuropa delle classi e delle nazioni (1848-1849) Tutti i tentativi insurrezionali promossi dalla Giovine Italia negli anni 1833, 1834 e 1844 fallirono miseramente. Il popolo non mostro nessun interesse nei confronti degli ideali di unit e indipendenza e per questo non sostennero il piccolo gruppo di militanti promotore del moto. Secondo Pisacane il popolo non mostr nessun interesse nei confronti degli ideali di unit e indipendenza poich rinviava a un secondo momento tutti i problemi sociali che interessavano direttamente il popolo. Cos Pisacane si fece promotore di un moto che come obiettivo aveva anche labolizione della propriet privata; nonostante ci anche questo tentativo fall miseramente. Mazzini cerc allora di nascondere tutti questi fallimenti con una campagna ideologica basata sul concetto di martirio, che aveva lo scopo di formare una nuova religione civile basata sulla totale dedizione di se stessi alla patria e alla causa dellindipendenza nazionale. In questo periodo si diffuse anche lideale di un sacerdote, Vincenzo Gioberti, il quale propose che gli Stati italiani si riunissero in una confederazione guidata dal papa. Tale ideale ottenne maggiore credibilit quando divenne pontefice Pio IX, che con il Granducato di Toscana e il Regno di Sardegna presero in considerazione la possibilit di creare una lega doganale, il primo passo verso una federazione. 2.2 Lo Statuto albertino Il 29 gennaio del 1848 esplose a Palermo un moto rivoluzionario che si diffuse nellintera Italia meridionale e costrinse re Ferdinando II a concedere una costituzione; in seguito ad altri moti rivoluzionari anche Papa Pio IX e Leopoldo II di Toscana furono costretti a concedere una costituzione. Re Carlo Alberto concesse nel marzo del 1848 una costituzione chiamata Statuto albertino che in seguito divenne la Costituzione del Regno dItalia. Lo Statuto albertino era una carta concessa in cui il re rimaneva lunico depositario della sovranit (concessa da Dio) ma liberamente decise di limitare i propri poteri con nuovi organismi politici. Di fatto il re controllava ognuno di questi organi, quindi la separazione dei poteri non era affatto netta. I giudici (depositari del potere giudiziario) erano di nomina regia, i ministri (depositari del potere esecutivo) dovevano rendere conto del proprio operato solo al sovrano; e a questultimo inoltre fu concesso un diritto di veto (accettare o bloccare qualunque legge approvata dal Parlamento). Il potere legislativo era esercitato da due Camere: il Senato di nomina regia e la Camera dei deputati eletta tramite un suffragio

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rigidamente censitario. Lo Statuto albertino non era una costituzione rigida, in altre parole poteva essere modificata da unordinaria legge approvata dal parlamento. 2.3 La rivoluzione del 1848 in Francia Il 24 febbraio a Parigi esplose un tumulto rivoluzionario che costrinse Luigi Filippo ad abdicare; per contrastare lesercito il popolo parigino blocc le strade con delle barricate. La barricata divenne lo strumento rivoluzionario per eccellenza, il luogo fisico in cui si riunivano le masse in rivolta. Dopo labdicazione del sovrano venne instaurata la Seconda repubblica che abol la pena di morte e restaur la libert di riunione, ma soprattutto vennero costruite delle fabbriche di propriet dello Stato (laboratori nazionali) per dare lavoro a tutti i disoccupati. Dopo breve tempo alcuni individui conservatori esclusero i lavoratori non ammogliati dai laboratori nazionali, gli operai videro questo decreto come il primo verso un regime moderato per questo tutti gli operai diedero vita a una vasta insurrezione che per fu sedata dopo soli tre giorni. In seguito in Francia fu varata una nuova costituzione che concedeva ampi poteri al presidente della Repubblica. In seguito alle elezioni a suffragio universale del 1848 fu eletto Luigi Napoleone Bonaparte, nipote del ben noto imperatore. Grazie al consenso dei contadini Luigi Napoleone il 2 dicembre 1851 con un colpo di Stato si proclam imperatore dei francesi con il nome di Napoleone III. 2.4 La prima guerra dindipendenza in Italia In seguito alla rivoluzione parigina in Europa scoppiarono vari moti rivoluzionari. A Vienna, Praga e Budapest i moti rivoluzionari misero in difficolt limpero austriaco. In Italia fu Venezia a insorgere per prima e riusc a liberarsi del dominio austriaco. Anche Milano dopo cinque giorni di combattimenti riusc a cacciare gli austriaci in un territorio limitato chiamato quadrilatero. Il regno di Sardegna temendo uninsurrezione decise di dichiarare guerra allAustria. A sostegno del sovrano piemontese furono inviati vari reparti da Papa Pio IX, Leopoldo II di Toscana e Ferdinando II. Inizialmente Carlo Alberto riusc ad annettere al proprio territorio il Veneto e la Lombardia; le intenzioni di Carlo Alberto erano di creare un vasto regno nellAlta Italia approfittando delle difficolt austriache. Quando per i tre alleati piemontesi impauriti da un eccessivo rafforzamento del regno di Sardegna decisero di ritirare i propri reparti, Carlo Alberto venne sconfitto a Custonza e costretto allarmistizio. Il conflitto riprese dopo qualche mese e Carlo Alberto venne pesantemente sconfitto; in seguito alla sconfitta Carlo Alberto abdic e and in esilio in Portogallo lasciando il potere a suo figlio Vittorio Emanuele II. In Italia per i moti rivoluzionari non terminarono, a Roma venne insediata una nuova repubblica democratica guidata da Mazzini che eman diverse riforme. A sostegno di Roma furono inviate, da Napoleone III, delle truppe francesi che spugnarono Roma il 4 luglio 1849 ponendo fine al moto rivoluzionario. Anche Venezia venne riportata sotto il controllo austriaco ponendo fine a tutte le insurrezioni degli anni 1848-1849.

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