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Joseph

Djacque

Centrolibri
EdiAnLibe

Joseph Djacque

L'Umanisfera
Utopia anarchica

Centrolibri
EdiAnLibe

Titolo originare dell'opera:


L'Lmanisphire.

Utopie anarchique

in

Joseph Djacque. M bas les chefs!


Ediiions Champ libre. Paris 1971
Prima edizione italiana
Traduzione di Federica Perani e Renalo Graziani

Centrolibri - Edizioni Anarchiche e Liberiane


Richieste e contribuii a:
Calmela Di Marca - vico Rao. 8- 95124 Catania
conto corrente postale n. 16464950
Tel. (095) 35 24 92
Riproduzione: fip. Luglio 1992

Nota introduttiva

Nota

introduttiva

Cosa ci spinti, o g g i , a fare lo sforzo d i s t a m p a r e questo libro?


Diverse cose.
Prima di tutto, una sorta di s o f f o c a m e n t o che sentiamo sempre p i
pressante m a n m a n o che il potere tenta di a v a n z a r e nel suo progetto " t o t a l e "
di controllo dei nostri bisogni, del nostro quotidiano, di noi stessi, incasellandoci,
i n f o r m a t i z z a n d o tutta la nostra vita.
A b b i a m o sentito il bisogno di una boccata d ' a r i a buona per

riprendere

respiro e c o n t i n u a r e la lotta per la vita. L a lotta .per la liberazione.


Certo, le f o r m e di sfruttamento di cui parla D j a c q u e sono diverse da
quelle che s u b i a m o oggi. M a uguale il risultato. E. principalmente, u g u a l e
il progetto dEl potere. Per cui. se a l c u n e riflessioni che egli espone p o s s o n o
oggi sembrarci un p o ' ingenue, altre ci f a n n o riflettere profondamente e le
sentiamo e le constatiamo vive ancora o g g i , a 130 anni di distanza.
Sulle nostre spalle, a b b i a m o potuto verificare che le " i n v e n z i o n i " tecniche. su cui D j a c q u e fondava gran parte delle speranze di affrancamento dal
lavoro, non h a n n o portato alla liberazione d e l l ' u o m o . Se. da una parte, h a n n o
portato alla liberazione dalla fatica, di contro h a n n o trascinato nuovi tipi di
schiavit.
Tanti concetti d e v o n o oggi essere riadattati. L o sfruttamento e la s c h i a v i t
vestono p a n n i diversi. Il contadino non p i piegato sotto il sole a z a p p a r e
la terra: l ' o p e r a i o non pi soggetto alle m o n o t o n e

ripetizioni

della catena

di m o n t a g g i o : il "sudore della fronte" o r a m a i , quasi del tutto, d i v e n t a t o


figura retorica: la donna, della quale D j a c q u e si preoccupa in

modo

particolare, n o n p i la schiava dei fornelli. M a tutte queste negazioni n o n


significano automaticamente che l o sfruttamento e la schiavit non e s i s t o n o
pi.
AJ contrario, essi sono diventati pi duri e pesanti poich m e n o chiari : n o n
colpiscono p i tanto il corpo m a la m e n t e , il senso profondo della vita,
l'essenza i n t i m a della libert.
Sarebbe anacronistico che, o g g i , il potere, necessariamente in m a r c i a
verso la democraticizzazione. tendesse ad infliggere schiavit cruda. Q u e l l o
che gli interessa eliminare progressivamente i conflitti in m o d o da instaurare
una pace sociale basata sul consenso il p i possibile completo.
Q u e l l o c h e ieri otteneva con la forza, o g g i v u o l e ottenerlo con le

riforme,

con la droga. U n a droga fatta di televisione, di telefonini, di grandi m a c c h i n e ,


di spostamento di interessi, di benessere materiale, di saziet... e d i v u o t o .

Sota introduttiva

A l l a ricerca di falsi bisogni indotti, la m a g g i o r parte d e l l a gente dedica il


p r o p r i o tempo e le proprie forze.
T u t t o tende, d'altronde, a diventare asettico. L a contrapposizione lavoratore-padrone non esiste p i . perch va s c o m p a r e n d o sempre pi il padrone
c o m e Figura contro la quale indirizzare la propria rabbia. Le industrie, le
f a b b r i c h e , sono oramai quasi del tutto (e lo saranno c o m p l e t a m e n t e ) nelle
m a n i di " a n o n i m e " multinazionali. I sindacati, in pratica, non esistono pi.
G l i a u m e n t i di salario, le condizioni di l a v o r o , le ristrutturazioni, i licenziam e n t i . tutto si discute a tavolino. In questo contesto anche gli scioperi sono
d i v e n t a t i anacronistici. L a regolamentazione ne una prova. E. se q u a l c u n o
ancora resiste, viene applicata la precettazione.
E c o m u n q u e il sistema, in senso internazionale, lavora nella direzione di
e l i m i n a r e malesseri crudi. Non avrebbe senso facesse il contrario! Anche se
deve ancora continuare a fare i conti con sacche di m a l c o n t e n t o composte,
p r i n c i p a l m e n t e , da tutti coloro che. per un m o t i v o o per un altro, non sono
ancora entrati nel m o n d o del "benessere" e del c o n s u m o .
M a la libert, la gioia di vivere, la v o g l i a di lottare, di creare

la propria

d i m e n s i o n e di esseri u m a n i originali e u n i c i , cova in p r o f o n d i t , nel malessere. nelle nevrosi, nonostante gli sforzi di annientamento del potere.
C o n t r o questo tentativo di u n i f o r m i z z a z i o n e e di sopravvivenza oggi si
deve spostare la lotta e. in questa d i r e z i o n e , le riflessioni e i consigli di
D j a c q u e possono esserci molto utili.
M i l a n o . 6 m a g g i o 1992
M e l i n a Di Marca

Soia

biografica

Nota biografica

1822

Nasce a Parigi. La madre, vedova, lavora come lavandaia per riuscire a pagargli a
pensione presso la scuola Salives. nel sobborgo Sl-Anloine.

1830

Rivoluzione di Luglio: insurrezione parigina, caduta di Carlo X , monarchia bor


ghese con il duca d'Orleans. Luigi Filippo.

1854

II giovane Djacque enlra. per imparare l 'applicazione di cane da parali, in una


manifattura di rue Lenoir.

1841

Viene arruolalo nella marina di guerra, dove rester tino al 1843. Far rotta anche
verso Oriente.
Pi tardi, ne "Le Libenaire". riassumer cos la sua esperienza militare: Un capo
ha sempre ragione. (Parole di un capitano di corvello a un marinaio).

L'autorit

ha sempre torto (L'ex marinaio).


1843

Per tre anni, continua ad essere commesso di magazzino in rue Louis-le-Grand.

1847

Adotta il mestiere che rester suo per tutta lavila: imbianchinoeapplicaloredi caria

1848

Rivoluzione di Febbraio: insurrezione parigina, caduta di Luigi Filippo, formazio-

da parati. Frequenta il gruppo operaio che redige il giornale "l'Atelier".


ne di un governo provvisorio all'Hotel de Ville e. il 24 Febbraio, proclamazione
della Repubblica, sotto la pressione del proletariato parigino armalo. Djacque
prende pane ai combattimene.
16-17 Marzo: manifestazione dei battaglioni borghesi della guardia nazionale e
conlro-manifestazione operaia, l'indomani.
16 Aprile: il governo richiama I esercito prendendo a pretesto un raduno di operai
nei Campi di Mane.
23 Aprile: elezioni all'Assemblea costituente. Maggioranza rurale e borghese
conservalnce. quella che sar delta "Repubblica onesta".
10 Maggio: Djacque si iscrive agli "Ateliers Nalionaux". Nel corso del primo
semestre 1848. la met degli operai parigini scendono in sciopero.
15 Maggio: la Costituente viene invasa dagli operai parigini. Arresto dei principali
capi socialisti. Diventa evidente che l'antagonismo tra la borghesia e il proletariato
pangino pu risolversi solo con le armi.
Dal 22 al 25 Giugno: insurrezione degli operai che si impadroniscono di met della
citt. L'Assemblea Costituente d pieni poteri al generale repubblicano Cavaignac.
Sotto i suoi comandi, l'esercito e la guardia nazionale, facendo usodell'aniglieria.
schiacciano l'insurrezione: 3.000 moni fra gli insoni. 15.000 deportati. Fra essi.
Djacque. Il proletariato viene eliminato dal gioco politico in quanto forza
autonoma.
10 Dicembre: elezione di Luigi Napoleone Bonapane alla presidenza della
Repubblica,grazie ai voti contadini.
1849

21 Marzo: legge Faucher contro il diritto di associazione, cio interdizione degli


ultimi clubs popolari.
La liberazione di Djacque si situa tra il mese di Marzo e quello di Maggio.
11 Maggio: prima di sciogliersi, la Costituente approva l'azione del corpo di
spedizione francese in favore del papa,contro la Repubblica Romana.
Elezione dell 'Assemblea legislativa. Maggioranza apertamente reazionaria domi-

Soia biografica 8

naia dai realisti. 12 Giugno: Alla vigilia della manifestazione annunciala. Djacque
sembra sia stalo arrestalo e imprigionalo per qualche tempo a la Force (Parigi).
13 Giugno: sconfitta della manifestazione della Montagna e della guardia nazionale
per appoggiare la richiesta, depositata davanti l'Assemblea, della messa in stato
d'accusa di Bonaparte e dei suoi ministri in occasionedel bombardamento diRoma
da parte delle truppe francesi. I capi monlagnardi prendono la strada dell'esilio.
Un anno dopo la disfalla del proletariato, alla quale ha decisamenle contribuito, la
piccola borghesia democratica a sua volla eliminala in quanto forza politica
indipendente.
15 Giugno: a Lione, sollevamento del quartiere operaio de la-croix-Roussc: 150
morti e 1.500 condanne.
1851

Agosto: pubblicazione de Les Lazarennes.fables

et posies sociales.

Ottobre: 1 "autore viene giudicato con la triplice accusa di "incitamento al disprezzo


del governo della Repubblica, incitamento all'odio fra i cittadini e apologia di l'alti
qualificali criminali dalla legge'" ("Gazette des Tribunaux" del 23 Ottobre).
Condannalo a due anni di prigione. Djacquc passa in Belgio e poi in Inghilterra.
2 Dicembre: colpo di Sialo militare di Luigi Bonaparte.
I 852

Maggio: Gustave Lelran^ais-che sar membro dell a Comune e dell'Internazionale


- imprigionato l'indomani del colpo di Stalo, sbarca a Londra.
Il primo giorno, incontra Djacque. "una vecchia conoscenza dei clubs del 1848".
che gli traccia un quadro pessimista dell'emigrazione francese ~a bordo" del
Tamigi (Souvenirs d'un rvolltlionnaire.

1886).

S. economicamente, la situazione dei proscritti pocosoddisfacenie.e lo anche


dal punto di vista morale, ed anche per i miei compagni. Questi sono incessantemente contesi dai due gruppi principali che se ne dispulano la direzione politica.
Ledru-Rollin il capo del primo. - composto per la maggiorparte dai deputali e da
ludi coloro che. in provincia, esercitavano una seria influenza elettorale in favore
di questi signori. Sia per convinzione, sia per interesse, si dichiarano nettamente
repubblicani e anti-socialisli. La Repubblica sono loro. come, in altri tempi, lo Stalo
era Luigi X I V . e. a parie loro, non vi sono che imbecilli o traditori.
Fanno grande mostra delle loro situazioni sacrificale

alle convinzioni e non

ammettono che. in esilio, la loro autorit possa essere misconosciuta.


I pyatisti, - dal nome di Flix Pyal che ne la personalit pi noia e rispettala. raggruppali attorno alla bandiera della "Comune

rivoluzionaria",

riuniscono

socialisti militanti e blanquisti. Questo gruppo rappresenta l'elemento pi disinteressato e pi ardente del partilo rivoluzionario. - a parte alcune individualit pi
brucianti che attivi. Ma. se questi ispirano pi simpatia dei i loro rivali, i Rollinisli.
si deve loro rimproverare il tono declamatorio della loro letteratura, che non ha.
disgraziatamente, n la chiarezza n la semplicit di quella di Blanqui di cui la
maggior parie di loro si dichiararono portatori.
Molti proscritti, infine, dubbiosi di essere diretti, comprendendo anche l'impossibilit di organizzare una seria azione al di fuori dell 'ambiente in cui deve prodursi,
si contentano di andare a tutte le riunioni in cui gli interessi comuni sono in gioco.
Vengono chiamali "Indipendenti" e sono assai mal visti dagli irreggimentali degli
altri gruppi.
Djacque mi afferma che "ogni nuovo arrivo trova, abitualmente, al ponte di

Soia biografica

Londra, sin da quando sbarca, amici ci Ledni e amici di Pyal che, veri garzoni
d'albergo, se li disputano per fame un aderente in pi per il loro rispettivo clan.
Venuto col treno da Southampton, vicino Waterloo-Bridge, sono riuscito a sfuggire
a questo vero e proprio adescamento".
Esiste, inoltre, un piccolo clan tulio speciale composto dai capiscuola e dai loro
principali discepoli... Cabel. Pierre Leroux e Louis Blanc ne sono, si potrebbe dire,
i tre capi.
24 Giugno: in occasione del sotterramento di uno degli insorti del Giugno '48.
Djacque denuncia pubblicamente la responsabilit degli antichi membri del
Governo provvisorio:
Uno dei nostri compagni. I operaio Goujon. di Beaune. racconta Gustave Lefran^ais.
m o n o per una tisi contratta durante l 'arresto in seguito al Due Dicembre e che le
nebbie di Londra, combinate con la miseria, hanno sviluppato con spaventosa
rapidit. Tutti i proscritti sono stati convocati all'inumazione - la prima dopo il
colpo di Sialo.
Lbara era coperta da un drappo rosso, affinch la popolazione di Londra sapesse
bene che si trattava del convoglio di un proscritto francese. Goujon fu sotterrato a
Hampstead. al nord della cilt.
Era il 24 giugno 1852. quarto anniversario della grande battaglia socialista.
Ledru-Rollin. Louis Blanc. Coussidire. Flix Pyat. Nadaud. i due Leroux. Greppo.
Marlin Bernard - tutti ex rappresentami del popolo - marciavano in lesta al corteo,
si trovarono perci piazzali nelle prime file attorno alla fossa dove - senza alcuna
cerimonia religiosa - venne calalo il corpo del nostro povero compagno.
Nadaud pronuncia alcune parole d'addio, dopo le quali tutti si apprestarono a
partire.
Di colpo, sorge un uomo, giovane e tuttavia gi quasi completamente calvo, il viso
allo stesso tempo triste e beffardo, vero tipo del proletario parigino.
I repubblicani borghesi, il cui sporco egoismo egli ha pi volte flagellato nelle
riunioni

dei proscritti, lo conoscevano bene. Presentendo quello che stava per

accadere, questi tentano di ritirarsi, ma gli astanti si rinserrano: impossibile andar


via. Erano in posizione d'onore, saranno in una situazione sgradevole. L'incollatore
di carta, Djacque. il poeta dei miserabili, lega questa scena all'anniversario del
Giugno 1848, e lancia, ai fucilatoli di proletari, questa vigorosa apostrofe:
".Allora, come oggi.
Nel Giugno '48,
Nel giorno dell'ecatombe,
Allora, al rumore
Delle sciabole, dei fucili.
Al rumore sordo della bomba.
Sotto una gragnuola di ciotoli.
Per il bene dei reprobi
Si socchiuse una tomba.
Oggi, come allora, davanti alla reazione.
Uno dei nostri, colpito dal piombo delle tornire.
Torture delia carne e torture del cuore,
Marchi mortali,

Yoa biografica

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Uno dei nostri, masticando sottile disperazione.


Cos come amara cartuccia.
caduto mutilato sulla strada sanguinosa
Delle barricate dell'esilio!
Oggi, come allora, assassini e vittime
Si trovano insieme!... Insegnamento sublime!
Coloro che proscrivevano noi. sono a loro volta proscritti.
Lama a due tagli dalla forza brutale
Con la quale colpivano il Diritto sollevalo a Parigi.
Questa lama ora contro di loro, in una mano rivale.
.Alla fine girala!
Il crimine chiama sempre crimine.
Il colpo di Slato di Giugno, questo vampiro anonimo.
In voi. Tribuni, in voi. Borghesi, si incarnato
E Dicembre non ne che il figlio legittimo.
Ex bravi dell 'autorit.
Batletevi il peno e che. davanti a questa bara,
emendando il passalo, il presente vi si schiarisca.
Non vi che un talismano per tutti: la libert!".
Spaventali da queste parole, pronunciate con voce stridente, quasi selvaggia, gli ex
dittatori del 1S48. Ledru-Rollin e Louis Blanc. si ritirano cupi e senza trovare una
parola da dire, loro che. fino ad allora, non hanno mai mancalo di fare la loro slessa
apologia.
Il muratore Nadaud e alcuni altri fanatici dell'amore deL'Orgamsaiion

du Travati.

(Louis Blanc). dimenticando che. scoccata l'ora, il loro idolo ha ignominiosamente


abbandonalo coloro di cui era l'apostolo prima di Febbraio, rimproverano con
asprezza a Djacque il suo "errore intempestivo" che andava a risvegliare discordie
assopite davanti il comune nemico. (...) I comuni nemici, cittadino Nadaud. sono
coloro che. a Londra e a Parigi, sognano di governare permeglio garantire i privilegi
sociali contro le rivendicazioni proletarie, gli uni in nome dell'Impero, gli altri in
nome della Repubblica, non dimenticatelo!.
Fra i proscritti, la vita dura e la miseria enorme, salvo che per coloro che
posseggono del proprio. Gli altri vanno avanti con piccoli lavori precari e con le
sottoscrizioni raccolte dagli operai nelle grandi fabbriche parigine. Ma le consorterie
dei politicanti si disputano il controllo della "Commissione di ripartizione" dei
fondi ed soprattutto dopo il 2 dicembre (1851 ) che la miseria diviene pi grande.
Le sottoscrizioni fraterne, inviale da Parigi e dai dipartimenti, avrebbero potuto se ben impiegate - assicurare lavoro e pane a tutti i bisognosi (Les Lazarennes
op. cit. ).
1853

26 Luglio: a Jersey, durante l'inumazione di Louise Julien, militante e poetessa


morta tisica dopo la prigionia, Djacque provoca un nuovo scandalo prendendo la
parola dopo Victor Hugo, vedetterepubblicana.epronunciando un contro-discorso
critico: Pi tardi, a Jersey, pronunciai un altro discorso come prolesta contro una
decisione presa nell 'assemblea generale dei proscritti e che delegava Victor Hugo
a parlare, lui solo, a nome di tutti, ai funerali di Louise Julien, una proscritta. Che
Victor Hugo parli a suo nome, e come semplice individuo, sotto la sua personale

Soia

biografica

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responsabilit, niente da dire; ma a mio nome, e in pi malgrado me, un diritto che


non ha e non pu avere, non pi di quanto l'abbia io di parlare a nome di altri, se
gli altri fossero talmente cretini da darmi questo mandato. Pretendere di tradurre
il pensiero, tutto il pensiero, nient altro che il pensiero degli altri, temerariet
insolente! Il crederlo, assurdit collettiva! Andiamo, dunque, soggetti volontari,
schiavi dell'abitudine: "Lasciate fare, lasciate passare", come dicono i liberiscambisti. e applicate ad ogni cos'a questa massima riveduta e corretta: "Ciascuno
per s e la Libert per tutti". Si tratta di seppellire una di quelle coraggiose poverette
mona per mancanza delle mille piccole cure che si possono procurare solo a prezzo
d'oro. Cosi, questa morte pesa tanto sulla proscnzione che sui proscnltori. (Les
Lazarennes. op.

cit).

a Jersey. - dove sembra abbia vissuto dalla fine del '52 agli inizi del '54. - che
Djacque scrive La Question
1854

Rvolutionnaire.

In primavera. Djacque si imbarca per New York.


Giugno: lettura pubblica de La Question Rvolutionnaire

e delle Soie, nella sala

delle cijpierenze della Societ della Montagna, a New York. Scandalo, polemiche
con i repubblicani borghesi.
Luglio: pubblicazione in brossura de La Question
1855

Rvolutionnaire

Djacque firma il manifesto inaugurale dell'Associazione Intemazionale, p o m o


abbozzo dell'Internazionale che si creata a Londra e ha parecchi sruppi in
America. Nel corso dell'anno, lascia New York per New Orleans.

1856

A New Orleans, come durante tutto il soggiorno in America. Djacque vive del
lavoro di pittore.
Pubblicazione di un pamphlet, lran-'cr an pilori, in cui rimprovera al celebre
carname 1 suo contributo alla creazione della leggenda napoleonica e al culto del
grand'uomo. A diverse riprese. Djacque manifesta pubblicamente la sua opposizione al sistema schiavista e denuncia la corruzione elettorale. D lettura, nei
saloni di un beer house, ru Royale, de La lerreur a ILI Etats-Lnis . nel

vano

tentativo di spingere qualcuno a pubblicarlo.


1857

Anno particolarmente produttivo, quello in cui scrive L'L'manisfera.


anarchica, pubblica la Lettera a Proudhon

L'iopia

isull'essere umano maschio e femmi-

na). e una edizione considerevolmente allargata de Les Lazarennes.


1858

Febbraio: fallimento di una sottoscrizione per la pubblicazione de L'L'manisfera


In pnmavera. Djacque lascia definitivamente la Luisiana e riguadagna New York.
Con alcuni fondi raccolti fra altri rifugiali politici e Americani simpatizzami, e
soprattutto attingendo alle magre risorse provenienti dal suo lavoro, comincia la
pubblicazione de "Le Libertaire. journal du mouvement social", di cui sar
praticamente il solo redattore.
9 Giugno: appare il primo numero, con L'L'manisfera

come appendice letteraria.

Otto numeri usciranno in quello stesso anno.


In Francia, attentato di Orsini contro Napoleone III, rafforzamento della dittatura
militare e poliziesca. La borghesia ha nostalgie orleaniste. Pubblica Tremblemeni
de ttes in Europe, come conclusione di un articolo de "Le Libenaire": Cos il
Barbabl imperiale tocca i momenti supremi. Asini, borghesi miei non vedete
quaicos'altro? Non vedete che la dittatura o l'Orieanismo? Ebbene, io vedo due
cavalieri che avanzano, il Genio dell'Avvenire e la Nemesi della Miseria e, pi

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Volo biografica

lontano, la Rivoluzione sociale che Gammeggia e l'albero della libert che si empie
di gemme.
1859

Pubblicazione di 12 numeri de "Le Libertaire". I corrispondenti in Europa sono: a


Bruxelles, due giornali socialisti di rifugiati francesi. "Le Bien-Etre Social" e "Le
Proltaire", a Londra "L'Associazione Intemazionale" e altri privali, a Ginevra il
giornale umoristico e politico svizzero "Le Carillon St-Gervais".
Ottobre: negli Stati Uniti, sconfitta del tentativo dell'abolizionista bianco John
Brown.a Harper's Ferry, di sollevare gli schiavi. Presi prigionieri dagli schiavisti.
John Brown e i suoi compagni saranno impiccali.

1860

Per mancanza di mezzi finanziari, l'uscita de "Le Libertaire" diviene mollo


irregolare. Pubblicazione di sei numeri nell'arco dell'anno.
Negli Stati Uniti, l'antagonismo tra Stati schiavisti del Sud e abolizionisti del Nord
si aggrava.

1861

Inizi di Febbraio: Apparizione dell'ultimo numero de "Le Libertaire". f il numero


27.
Scoraggialo. Djacque lascia l'America alla vigilia della guerra di Secessione.
Passando dall'Inghilterra e dal Belgio, rientra in Francia, approfittando dell'amnistia del 1860.
Non si sa niente di cerio sui suoi ultimi anni. Djacque morto, pazzo di miseria,
a Parigi, nel 1864. nota brevemente Gustave Letranais nei suoi Souvenirs J'un
rvolutionnaire

L'Umani sfera. Utopia anarchica


Che cos' questo

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libro?
Utopia: "Sogno n o n realizzato, ma non irrealizzabile".
Anarchia: "Assenza di governo".
Le rivoluzioni sono conservazioni.
(P.J.

Proudhon )

Le vere rivoluzioni sono solo le rivoluzioni di idee.


{Jouffro\ >
Facciamo costumi e non facciamo pi leggi
[Emile de Girardi

Regolale le parole e le azioni come se dovessero essere giudicate dalla legge


della libert.
Tenet evi dunque saldi nella libert per cui il Cristo vi ha affrancato e non
sottomettetevi pi al giogo della serv it.
Perch non abbiamo a combattere contro i! Sangue e la Carne, ma contro
m

i "principati - , contro le "potenze", contro i "signori del mondo**. go\ emalori delle tenebre di questo secolo.
{L'apostolo San Paolo

Questo libro non affano un'opera letteraria, un'opera infernale.

il grido di

uno schiavo ribelle.


C o m e il m o z z o della Salamandra, n o n potendo, nella mia debolezza individuale. abbanere tutto ci che. sulla n a v e dell'ordine legale, mi d o m i n a e m i
maltratta. - quando la m i a giornata trascorsa nel laboratorio, quando la m i a
guardia sul ponte finita. - scendo nottetempo in fondo alla stiva, prendo possesso
del m i o angolo solitario: e l. coi denti e con le unghie, come un topo nell'ombra,
gratto e rodo le pareti tarlale della vecchia societ. Il giorno, utilizzo ancora le ore
di ozio, mi armo di penna come di trivella, la immergo nel fiele a guisa di grasso,
e. poco a poco, apro una via ogni giorno pi grande al flutto innovatore, perforo
senza interruzione la catena della C i v i l t , lo. infimo proletario, cui 1 "equipaggio,
orda di sfruttatori, infligge giornalmente il supplizio della miseria aggravata dalle

' Thodore Jouffroy ( 1796-1842I. rappresentante della filosofia eclettica Universitario.perseguitato dalla
Restaurazione, fu per poco tempo deputalo sotto la Monarchia di Luglio.
Emi le de Girard in (1802-1884), fondatore del primo giornale a buon mercato. "La Presse'", e deputato sotto
la monarchia di Luglio. Presentendo gli avvenimenti, d le dimissioni alla vigilili della Rivoluzione di Febbraio.
""La Presse" si oppone al governo provvisorio, poi al generale Cavaignac che, il 25 giugno '4S, fa arrestare il
suo direttore come simpatizzante con gli operai insorti. Nel 1 849, de Girard in si dichiara socialista aprendo il
giornale ai problemi operai, da dove la sua elezione come deputato montagnardo del basso Reno, nel G i u g n o
del 1850. Costretto all'esilio, subito dopo il colpo di Stato del 2 dicembre 1851. le sue buone relazioni personali
con Napoleone HI gli permisero di rientrare senza difficolt in Francia. Proseguir, durante l'Impero, la carriera
di giornalista e pubblicista. Nella primavera 1871, propone un piano di federazione che interessa alcuni
comunardi.
Le note riportate sono del curatore dell'edizione francese di A bas les chtfs!, Valentin Pelosse. Quelle
contrassegnate con asterischi, sono attribuite di volta in volta.

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Joseph. Djacque

brutalit dell'esilio o della prigione, socchiudo l'abisso sotto i piedi dei miei
assassini, e passo la bavadella vendetta sulle mie cicatrici sempre sanguinanti. Ho
l'occhio sui miei padroni. So che ogni giorno m i avvicino allo scopo: che un
formidabile grido. - il sinistro si salvi chi p u ! - echegger presto nel folto della
loro gioiosa ebbrezza. Topo di stiva, preparo il loro naufragio: questo naufragio
pu solo mettere fine ai miei mali c o m e al male dei miei simili. Viene la
rivoluzione. Non hanno, forse, i miseri, per biscotto, idee in riserva, e. per tavola
di salvezza, il socialismo?
Questo libro non affatto scritto con l'inchiostro: le sue pagine non sono fogli
di carta.
Questo libro acciaio tornito in 8 e caricato a fulminato di idee, un proiettile
autoricida che lancio a mille esemplari sul terreno dei civilizzali.
Possano le sue schegge volare lontano e forare mortalmente le fila dei
pregiudizi. Possa la vecchia societ scricchiolare fin nelle fondamenta!
Privilegiali! - per chi ha seminato la schiavit, venuta l'ora di raccogliere la
ribellione.

N o n un lavoratore chi. nel c e n elio, non confeziona clandestinamente

qualche pensiero di distruzione. Voi avete la baionetta e il Codice penale, il


catechismo e la ghigliottina: noi abbiamo la barricata e l'utopia, il sarcasmo e la
b o m b a . V o i siete la comprensione: noi siamo la mina: una scintilla pu farvi
salture 2 .
O g g i , sappialo, sotto la gogna di ferro, sotto il superficiale torpore, le
moltitudini sono composte da granelli di polvere: le fibre dei pensatori ne sono le
capsule. Cos, non senza pericolo che si schiaccia la libert sulla fronte
dell'oscuro volgo.
Impudenti reazionari! - Dio Dio. voi dite. S. m a Satana Satana!... Gli eletti
del vello d ' o r o sono poco numerosi e l'inferno rigurgita di dannati. Aristocratici.

"Questo passaggio e n stato eliminato, nell'edizione dei "Tempi nouveaux"del 1399. come altri tre dello
stesso tenore, cosi come l'aggiunta Lts Extrima Icfr nota 14). Questa edizione era dei resto anche errata in
numerosi punti.
in una nota introduttiva non firmata - ma che Max Neciau attribuisce a Elise Recus. I m r o J u z o n *
all'edizione spagnola del 1927, pag. 11 - gli editori si giustificavano cosi di questa autocensura:
1 tempi non ci sembrano ancora maturi perpubbiicare VLTti2nisftra integralmente. L'edizione attuale
presenter alcuneomissioni. per la ragione molto semplice che ceni passaggi rischerebbero di essere interporrai!
in modo falso: senza contare coloro che leggono con il partito preso di trovare nelle opere il male che vi cercano,
non tutti i lettori hanno quella bella filosofia che permette di comprendere l'altezza dell'altrui pensiero,
conservando tutta la sereniti del proprio. V e n i un giorno che l'opera di Djacque sar liberamente pubblicata
fino all'ultima riga.
E vero che si era ancora all'epoca delle "legfi scellerate" del Dicembre 1393 e Luglio 1394. che
reprimevano severamente "le nuove forme di delinquenza", cio "la propaganda col fallo" e gli attentati
anarchici.
La presente un'edizione secondo il testo originale come stato pubblicato a puntate nei primi sedici
numeri de " L e Libertaire, journal du mouvement social", dal 9 giugno 1858 al 13 agosto 1859, a New York.
Si potr consultare la collezione de "Le Libertaire" alla Biblioteca dell'Istituto intemazionale di Storia Sociale
di Amsterdam. Proviene dal fondo Max Netllau.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

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non bisogna giocare col fuoco, il fuoco l'inferno, comprendetelo!


Questo libro non a f f a n o uno scritto, un ano. N o n stato abbozzato dalla
mano guantata di un fantasioso: stato composto col cuore e con la logica, col
sangue e con la febbre, un grido d'insurrezione, un colpo di campana a martello
suonata col martello dell'idea all'orecchio delle passioni popolari, . ancora, un
canto di vittoria, una salva trionfale. la proclamazione della sovranit individuale,
l'assunzione dell'universale libert: l'amnistia piena e completa delle pene
autoritarie del passato per decreto anarchico dell'umanitario Avvenire.
Questo libro, odio, amore...

Joseph. Djacque

16

PREFAZIONE

Conosci le stesso
La scienza sociale procede per induzioni e deduzioni, per analogie, tramile
una serie di confronti che arriva alla combinazione della verit.
Proceder dunque per analogia.
Far in modo di essere laconico. I grandi volumi non sono quelli che dicono
di pi. Preferibilmente, alle lunghe dissertazioni, alle pedagogie classiche, preferir la frase ricca d ' i m m a g i n i , ha il vantaggio di dire di pi in poche parole.
Sono lontano dall'avere la scienza infusa. H o letto poco, osservato di p i .
meditato molto. Sono, credo, malgrado la mia ignoranza, in uno dei luoghi pi
favorevoli per riassumere i bisogni dell'umanit. Ho tutte le passioni bench non
possa soddisfarne alcuna, quella dell'amore e quella dell'odio, la passione per
l'estremo lusso e quella per l'estrema semplicit. Comprendo tutti gli appetiti,
quelli del cuore e del ventre, quelli della carne e dello spirito. Ho voglia di pane
bianco e di pane nero, di discussioni burrascose e di dolci conversazioni amichevoli. Conosco ogni sete, fisica e morale, ho intuizione di tutte le ebbrezze: tutto
ci che sovreccita o che calma ha per m e seduzione: il caff e la poesia, lo
champagne e l'arte, il vino e il tabacco, il miele e il laue. gli spettacoli, il tumulto
e le luci, l'ombra, la solitudine e l'acqua pura. A m o il lavoro, le foni fatiche: a m o
anche i piaceri, le molli pigrizie. Potrei vivere di poco e sentirmi ricco, consumare
enormemente e sentirmi povero. H o guardato dal buco della serratura nella vita
privata dell'opulenza, ne conosco le serre calde e i saloni sontuosi: e conosco
anche, per esperienza, il freddo e la miseria. H o avuto indigestioni e ho avuto
fame. H o mille capricci e non un godimento. Sono suscettibile di commettere in
certe circostanze quello che il gergo dei civilizzati bolla col nome di virt, e pi
spesso ancora ci che onora col nome di crimine. Sono l ' u o m o pi sgombro di
pregiudizi e pi c o l m o di passioni che io conosca: abbastanza orgoglioso da non
essere affano vanitoso, e troppo fiero per essere ipocritamente modesto. Non ho
c h e u n a f a c c i a . m a questa faccia mobile come la fisionomia dell'onda: al m i n i m o
soffio, passa da un'espressione ad un'altra, dalla calma alla rabbia e dalla collera
alla tenerezza. Ecco perch, passionalit multipla, spero di trattare con alcune
probabilit di successo la societ umana, dato che per trattarla bene occorre la
conoscenza sia delle proprie passioni che di quelle degli altri.
Il mondo dell'anarchia non ceno di mia invenzione come non invenzione
di Proudhon, n di Pierre, n di Jean. Nessuno in particolare inventa nulla. Le
invenzioni sono i risultati delle osservazioni collettive; la spiegazione di un
fenomeno, un graffio fatto al colosso dell 'ignoto opera di tutti gli uomini e di tu ne
le generazioni, di uomini uniti insieme da una indissolubile solidariet. Ora, se vi

L'Umani sfera. Utopia anarchica

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un'invenzione, ho diritto tutt'al pi ad un brevetto di perfezionamento. Sarei


mediocremente lusingato che cattivi faceti volessero applicarmi in faccia il titolo
di caposcuola.

Comprendo che si espongano idee che si avvicinano o si

allontanano pi o meno dalle idee conosciute. Ci che non comprendo che vi


siano uomini capaci di accettarle servilmente tanto da farsi adepti ad ogni costo
del primo venuto, da modellarsi sui suoi modi di vedere, scimmiottarlo nei suoi
minimi particolari e indossare, come un soldato o un lacch, la sua u n i f o r m e o la
sua livrea. Almeno, aggiustatele a vostra misura: stringetele o allargatele, m a non
portatele tali e quali come maniche troppo corte o lembi troppo lunghi. Altrimenti,
non date prova d'intelligenza, poco degno di un uomo che sente e che pensa, e
poi. ridicolo.
L'autorit allineagli uomini sotto le sue bandiere con la disciplina, li incatena
con il codice dell'ortodossia militare, dell'obbedienza passiva: la sua voce
imperiosa cTJmanda il silenzio e l ' i m m o b i l i t nelle fila, l'autocratica

fissit.

La libert radunagli uomini sotto il suo stendardo attraverso la voce del libero
esame: non li pietrifica sulla stessa linea. O g n u n o si dispone dove gli piace e si
muove come l'intende. La libert non irreggimentagli uomini sotto la penna di un
capo setta: li inizia al movimento delle idee ed inculca loro il sentimento
dell'indipendenza attiva. L'autorit l'unit nell'uniformit! La libert l'unit
nella diversit. L'asse dell'autorit lo knut-archia.
L'anarchia l'asse della libert.
Si tratta, per me. di fare meno discepoli m a pi uomini, e non si u o m i n i che
a condizione di essere se stessi. Incorporiamo in noi le idee degli altri e incarniamo
le nostre idee negli altri: mescoliamo i pensieri, niente di meglio: ma facciamo di
questo miscuglio una concezione d'ora in poi nostra. Facciamo in m o d o di essere
opera originale e non copia. Lo schiavo si modella sul padrone, lo imita. L ' u o m o
libero non riproduce che il suo tipo, egli crea.
Il mio piano di fare un quadro della societ come mi appare nell'avvenire:
spostando la libert individuale anarchicamente nella comunit sociale e producendo l'armonia. Non ho affatto la pretesa d'imporre la mia opinione agli altri.
Non discendo dal nuvoloso Sinai. N o n c a m m i n o scortato da lampi e f u l m i n i . Non
sono inviato dall'autocrate di tutti gli universi per rivelare la parola ai suoi
umilissimi sudditi e pubblicare l'ucase imperiale dei suoi comandamenti. Abito
la voragine della societ: vi ho attinto pensieri rivoluzionari, e li spruzzo fuori
lacerando le tenebre. Sono un ricercatore di verit, un corsiero del progresso, un
sognatore di luci. Sospiro dietro la felicit e ne evoco l'ideale. Se questo ideale vi
sorride, fate come me. amatelo. Se gli trovate imperfezioni, correggetelo. Se non
vi piace cos, createvene un altro. N o n sono dogmatico, e abbandonerei volentieri
il mio perii vostro, se il vostro mi sembrasse pi perfetto. Soltanto, non v e d o che
due grandi figure possibili: se ne possono modificare le espressioni, non cambiarne i
traiti: lalibert assoluta o l'autorii assoluta. H o scelto la libert. L'autorit, lasi vista

Joseph. Djacque

18

al lavoro, e le sue opere la condannano. una vecchia prostituta che n o n ha mai


insegnato altro che depravazione e non ha generato che m o n e . L a libert non si
ancora fatta conoscere che per il suo timido sorriso. una vergine che il bacio
dell 'umanit non ha ancora fecondato: che l ' u o m o si lasci sedurre dai suoi fascini,
che le doni tutto il suo amore, ed essa dar presto luce a generazioni degne del
grande nome che porta.
Infirmare l'autorit e criticare i suoi atti non sufficiente. U n a negazione, per
essere assoluta, ha bisogno di completarsi con un'affermazione. Ecco perch
affermo la libert, perch ne deduco le conseguenze.
M i rivolgo soprattutto ai proletari, e i proletari sono, per la maggioranza,
ancora pi ignoranti di me: cos, prima di fare l'esposizione dell'ordine anarchico,
pittura che sar per questo libro l'ultimo colpo di penna dell'autore, necessario
abbozzare la storia d e l l ' U m a n i t . Seguir dunque il suo c a m m i n o attraverso le
epoche, sia nel passato che nel presente, e l'accompagner fin nell'avvenire.
In questo abbozzo ho da riprodurre un soggetto tracciato da mani da maestro,
da un grande artista di poesia. Non ho il suo lavoro sottomano: e. anche se l'avessi,
raramente rileggo un libro. Non ne ho n il tempo n Scoraggio. L a m e m o r i a tutu
la mia biblioteca, e la m i a biblioteca spesso in disordine. Se m i scappassero
ricordi, se m i accadesse di attingere dai miei ricordi, credendo di attingere nei mio
intimo, dichiaro nondimeno che avverrebbe senza che lo sappia e senza che lo
voglia. H o in orrore i plagiari. Tuttavia, sono anche del parere di Alfred de Musset.
posso pensare ci che un altro ha pensato prima di me. Desiderei che coloro che
non hanno letto il libro di Eugne PeWt\ai\.Il mondo cammina.

volessero leggerlo

prima di continuare la lettura del mio. L'opera del brillante scrittore un museo
del regno dell'umanit fino ai nostri giorni, magnifiche pagine che bene
conoscere, e che saranno di grande aiuto a pi di un civilizzato se messe accanto
alla m i a opera, non soltanto per supplire a ci che manca, m a anche per aiutare a
comprenderne le ombre e le luci'.
Ed ora. lettore, se vuoi camminare con me. fai provvista d'intelligenza, e in
marciai

Eugne Pelletan f 1813-1884). uomo politico repubblicano, giornalista e pubbiicisu. Dcjacque allude

all' o p e n Lettres Lamarane

- Le monde march*.

Parigi. Ed. Pagnerre. 1857.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

19

PARTE PRIMA

La Questione

geologica
Se si dicesse fai civilizzali) che il nostro sistema di circa duecento comete
e pianeti l'immagine di un'ape che occupa una cella dell'alveare: e che
le altre stelle fisse, circondale ognuna da un sistema configurano altri
pianeti, e che l'insieme di questo vasto universo considerato a sua volta
come un'ape in un alveare formalo aa circa centomila universi siderali,
l'insieme dei quali e un biniverso. che poi vengono i inniversi. formali da
migliaia di biniversi e cosi via: infine, che ciascuno di questi universi,
biniverci. iriniversi una creatura avente come noi la sua anima, le sue fasi
di giovent e di vecchiaia, di mone e di nascita...: essi non lascerebbero
terminare questo argomento e griderebbero alla demenza, ai sogni giganteschi: e tuttavia pongono come principio l'analogia universale!
m

t C / t . Founer i

Si conosce la fisionomia della Terra, la sua conformazione estema. L a matita,


il pennello, la penna, ne hanno tracciato i tratti. Le tele degli artisti e i libri dei poeti
l'hanno ripresa nella culla e ce l ' h a n n o fatta vedere avviluppata dapprima nelle
fasce dell'inondazione, ancora tutta molle, con la tigna dei primi giorni. Poi.
rafforzatasi e copertasi di chioma vegetativa, con i siti animati che si abbellivano
man mano che avanzava nella vita.
Si conosce anche la sua configurazione interna, la sua fisiologia: si fatta
l'anatomia delle sue viscere. Gli scavi ne hanno messo a nudo la struttura ossea
alla quale hanno dato nome di minerale: le sue arterie, dove circola l'acqua, gli
intestini, rivestiti di mucosit di fuoco.
Ma del suo organismo psicologico, chi si occupato? Nessuno. Dov '. la sede
del pensiero? D o v ' posto il cervello? Lo si ignora. E tuttavia i globi, per essere
di natura diversa dalla nostra, non sono esseri meno mobili e pesanti. C i che
abbiamo conosciuto fin ora per superficie della terra, realmente la superficie?
Spogliandola, liberandola dalle atmosfere che la avviluppano, non ne metteremo
forse a nudo la carne e le fibre, non le intaccheremo il cervello fino al m i d o l l o , non
le strapperemo le ossa con la pelle?
Chi sa se per il globo terrestre, anch'esso essere animato, e per il campo
zoologico lo studio cos lontano dal compimento, chiss se l ' u m a n i t non la
materia del suo cervello? Se l ' a t o m o umano non l'animale microscopico del

Nel n. 14 de "Le Liberta ire" i l 5 giugno 18591, in occasione delia guerra d'Italia (nel momento in cui

centinaia di migliaia di uomini st stanno sgozzando a profitto e per la maggior gloria dei loro imperatori e
padroni, opportuno porre sotto gli occhi dei lenon l'opinione de! teorico del Falansterio sul molo degli
eserciti), Dcjacques pubblicher anche un lungo estratto della Theonr de f L mie uru\enelle su gli eserciti
industriali dell'associazione.

Joseph. Djacque

20

pensiero, la molecola dell'intelligenza planetaria funzionante dentro il vasto


cranio dei suoi cerchi atmosferici? Si conosce qualche cosa della natura dei suoi
sensi intimi? E che vi sarebbe di strano se tutte le nostre azioni sociali, formicolo
di societ omunculari. fossero le idee o i sogni che popolano d a un polo all'altro
la fronte del globo?
N o n pretendo affatto di risolvere di primo acchito la questione, di affermarla
o negarla assolutamente. Certamente, ho abbastanza meditato a questo riguardo.
Soltanto, pongo la cosa sotto forma interrogativa, al fine di provocare ricerche,
una risposta. Questa risposta la dar io stesso \ Non mi sembra sia senza interesse
occuparsi dell'organismo intellettuale dell'essere in seno al quale abbiamo avuto
origine, non pi di quanto mi sembri senza interesse occuparsi del suo organismo
corporeo. Per colui che vuole studiare la zoologia degli esseri animali o i pianeti,
la psicologia inseparabile dalla

fisiologia.

Terminato questo prologo, lasciamo che lateira giri sul suo asse e graviti verso
il sole, e occupiamoci del movimento dell'umanit e della sua gravitazione verso
il progresso.

' Allusione alla teoria del "circuius'. Cfr anche la noia n. 9.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

Movimento dell'

21

Umanit!
U n crctino! Cio un povero essere depresso, spaurito e nano: una ma lena
che si muove o un uomo che vegeta, una creatura disgraziata che si nutre
di vegetali acquosi, di pane nero e di acqua dura: - natura senza industria,
senza idee, senza passato, senza avvenire, senza forze: - infortunato che non
conosce i suoi simili, che non paria, che n m a n e insensibile ai mondo
estemo, che nasce, cresce e muore nello stesso posto, miserabile come
l'amaro lichene e le querce nodose.
O h ! untembile spettacolo vedere l 'uomo cosi accovacciato nella polvere,
la lesta chinata verso il suolo, le braccia penzoloni, la schiena c u n a, le
gambe piegate, gli occhi vivi o spenti, lo sguardo vago, o spaventoso di
fissit, che sa appena tendere la mano al passante: - con guance scarne,
lunghe dita e iunghi piedi, capelli ntti come il pelo delle bestie feroci, fronte
sfuggente o stretta, testa appiattita e faccia da scimmia.
Come il corpo impercettibile in mezzo all 'universo, se non accresciuto

dai sapere! Come i pnmi uomini erano tremanti davanti le acque straripanti
e le pietre nbelli! Come le grandi Alpi rimpiccioliscono il montanaro di
Valais! Come si arrampica lentamente dai piedi alla cima, attraverso sentieri
appena praticabili! Si direbbe che ha paura di risvegliare collere sotterranee.
Verme di terra, ignorante, schiavo, cretino, ecco cosa sarebbe oggi se non
si fosse mai rivoltato contro la forza. Ed eccolo superbo, gigante. Dio.
perch tutto ha osato!
E l'uomo lotterebbe ancora contro la Rivoluzione! II figlio maledirebbe la
madre: Mose, salvato dalle acque, rinnegherebbe la nobile figlia del
Faraone! Non e possibile. Al Dio dei cielo, alia Fatalit, il fulmine cieco: ai
Dio della terra, all'uomo libero, la rivoluzione che vede la luce. Fuoco
contro fuoco, lampi contro lampi, diluv io contro diluvio, luci contro luci
II cielo non cosi alto oa non poterio vedere: e l'uomo raggiunge presto o
tardi tutto ci che desidera!
i Ernst Coeurderoy
Il mondo cammina.
(E. Pelletan i

L'umanit cammina, come dice Pelletan. bella penna, m a penna borghese,


penna girondina, penna di teocrate dell* intelligenza. SI. l ' u o m o cammina, cammina e cammina ancora. Dopotutto, ha iniziato con 1*arrampicarsi, la faccia contro la
terra, sulle ginocchia e sui gomiti, scavando con il grugno la terra ancora inzuppata
di acqua diluviana, e si nutrito di torba. Sorridendogli, la vegetazione gli venuta

Di ambiente sociale molto differente da quello di Djacque. poich figlio di un medico repubblicano di

Avallon e medico egli stesso. Ernst Coeurderoy (1825-1862) ha conosciuto un'evoluzione parallela alla sua.
Dapprima sempiicemente repubblicano, studente in medicina, cura. alI'Htel-Dieu di Parigi, sui pagliencci
dove agonizzano, gli insorti del G i u g n o '48 che erano stati "interrogati** dalla polizia. Compromesso nella
giornata del 13 giugno 1849. che consuma la sconfitta politica della piccola borghesia democratica, si rifugia
in Svizzera e poi m Belgio, paese dal quale sar successivamente espulso, infine a Londra (dal 1852 al 1854).
in esilio che finisce per diventare socialista rivoluzionano radicale e conduce una campagna contro i capi
repubblicani e i notabili socialisti responsabili, direttamente o per disinteresse, del massacro del proletanato
parigino nel Giugno 1848.

Joseph. Djacque

22

incontro, cresciuta fino alle sue mani e ai piedi ed egli ha brucato con il muso
i cespi d'erba e la scorza degli alberi. Accovacciato ai piedi dell'albero, i cui alti
rami sollecitavano gii sguardi, ha osato alzare la testa: poi. ha portato le mani
all'altezza delle spalle, infine, si drizzato sui due piedi e. dall'alto della sua
statura, ha dominato col peso della pupilla tutto ci che l'istante prima Io
dominava. Allora, ha avuto come un sussulto di fierezza, lui. ancora cos debole

In collaborazione con un giovane founensta. Ottave Vauihier. pubblica, nel 1852 a Bruxelles, un ironico
e vigoroso pamphlet. La Barrire du Combat ou Derruer Grand-Assaut qui vieni de se hvrer entre ies ci in vens
\iaZDnt. Ledru-Rolhn. Louis Blanc. Etienne Cabet. Pierre Lerou.x. Martin Xadaud. Malarmet.A.
Lillei et autres Hercules du Sord.

Nel pruno tomo della sua opera. Jours SExil.

Bianchi i de

apparso a Londra nella

primavera 1S54. descrive le reazioni degli ambienti repubblicani alla sua campagna di demistificazione:
La cospirazione dei silenzio, la pi odiosa delle cospirazioni, poi. all'estremo, la calunnia, la collera e
l'odio diressero il loro furore su quella raccolta di eresie e sul suo infausto auiore. Avevo quello ctie meritavo:
perch pensavo di conservare il m i o parlare franco quando tutti vi rinuncia vano? Gli uomini politici di Londra
lanciarono scomuniche tenibili: intomo alla mia persona e alla mia clientela (di medico si stabilirono cordoni
sanitari: amici, che non condividevano tutte le mie idee, furono messi nella condizione di scegliere tra
frequentare meo le riunioni degli organismi di cui facevano pane. Infine, a Bruxelles, borghesi e repubblicani
strapparono, nelle librene. i manifesti di un opuscolo che avev amo pubblicato, il mio amico Vauthier ed io. E
tutto ci perch trov iamo che tempo di g n u re a terra gii idoli, di detronizzare i piccoli Cesari delia democrazia,
e di dir loro tutte le venta senza impiegare la lingua parlamentare. C i li disturba considerevolmente.soprattutto
quando ha effetto.
Non vi nessun dubbio che se quelle persone avessero avuto a loro disposizione stive, prigioni ed esili,
li avrebbero usati altrettanto largamente quanto il signor Bonaparte contro il quale pubblicavano allora
\apoion ie petit. Che si impan a conoscere anche tutti coloro che vogliono ancora governare" Ecco come
intendono ia discussione e la libert: ecco la fede che hanno nell'eccellenza dei loro principi! Finch sussistere
'automa, potere ed opposizione rappresenteranno la medesima commedia E possibile che Djacque e Coeurderov si siano incontrati durante il loro esilio londinese. . in ogni caso,
ceno che l'uno e I altro sono stati al corrente, almeno durante il loro penodo inglese, della comunit di idee e
di azione. Secondo Max Nettlau.a cui spetta l'iniziativa della riedizione dei Jours Se r//i.in"Tempsnouveaux ".
Bruxelles 1910. la lista dei capitoli non redatti su Londra proverebbe che Coeurderov aveva previsto di parlare
del funerale di Guion (de Baunei. dove ci avrebbe mostrato Joseph Djacque che recitava i suoi versi cosi
sferzanti per gli antichi uomini di potere. (Tomo D. Presentazione di Max Nettiau. pag. XVI1.
Questo passaggio dei JoursSExils.

(ed. 1910. tomo I. pp 43-44 fa pi che evocare le S'otes ia Question

Rvolutionnaire:
Guardati, soprattutto, proletario! dai segnare con le stigmate dell'infamia quei tuoi fratelli che chiamano
"Ladri". ".Assassini". "Rivoluzionari**. "Galeotti", "Infami", cessa di perseguitarli con le tue maledizioni, non
colpirli pi col fango. Lontano dalla loro testa la mannaia fatale.
Non vedi che ti soldato ti approva, che il magistrato ti chiama a testimoniare, che l'usuraio ti sorride, che
il prete batte le mani, che la guardia municipale ti incita.
Insensato, insensato! non vedi che, prima di abbattere il toro minaccioso, il matador fa brillare nell'arena
gli ultimi sforzi della sua rabbia. E non vedi che essi si prendono gioco di te. come ci si prende gioco del toro,
fino alia mone?
Riabilita i criminali, e ti riabiliterai, li dico. Sei sicuro che domani l'insaziabile cupidigia dei ncchi non ti
costringer a rubare il tozzo di pane senza il quale moriresti?
In veni. ti dico: tutti coloro che i potenti condannano sono vittime dell'iniquit dei potenti. Quando un
uomo ammazza o deruba, si pu dire a colpo sicuro che la societ indinzza il suo braccio.
Se il proietano non vuole morire di misena o di fame, bisogna: o che divenga cosa altrui, supplizio mille
volte pi tenibile della mone; - o che insorga con i suoi fratelli, - o che insorga da solo, se gli altn nfiutano di
condividere la sua sublime nsoluzione. E questa insurrezione, essi la chiamano CRMINE!
Tu. suo fratello, che io condanni, dimmi: hai visto mai la morte abbastanza da vicino da gettare la pietra
al povero che. sentendo l'orribile stretta, derub o affond il ferro nel ventre del ncco che gli impedn'a di vivere?

L'Umani sfera. Utopia anarchica

23

e nudo. Stava per iniziarsi all'altezza della sua statura corporale. E il sangue.che
nell'andatura orizzontale ronzava nelle orecchie dell'uomo*, ora lo assordava e
gli iniettava gli occhi e lo accecava, gli inondava il cervello e lo stordiva; quel
sangue, riprendendo il livello, come dopo il diluvio le acque fluviali e quelle
oceaniche, quel sangue stava per rifluire nelle sue arterie naturai i per la

rivoluzio-

ne dall'orizzontalit alla verticalit umana, sgombrando la fronte da una tempia


all'altra e scoprendo, tramite la fecondazione, il limo di tutte le semenze intellettuali.
Fino ad allora, l'animale umano non era stato che un bruto fra bruti; iniziava
ora arivelarsi uomo. Il pensiero si era fatto chiaro: era ancora allo stadio di germe,
ma il germe conteneva le future messi... L'albero, all'ombra del quale l ' u o m o si
era drizzato, portava frutti: ne prese uno con la mano, la mano.... quella m a n o che
fino ad allora n o n era stata per lui che una zampa e non gli era servita ad altro che
a trascinarsi."!! camminare, ora sta per di venire il segno della sua regale animalit,
lo scettro della sua terrestre potenza. Avendo mangiato i frutti alla sua portata, ne
scorge alcuni che il braccio non pu raggiungere. Allora, strappa un fuscello
giovane e allunga, per mezzo di questo bastone, il braccio all'altezza del frutto e
lo stacca dal ramo. Questo bastone gli servir presto da aiuto nelle marce, per
difendersi dalle bestie feroci o per attaccarle. D o p o aver morso il frutto, vuole
mordere la carne: ed eccolo partire per la caccia: e. come ha colto la mela, eccolo
che uccide la selvaggina. E si fa una pelliccia con le pelli delle bestie, una d i m o r a
con rami e foglie di alberi, quegli alberi di cui. ieri, brucava il tronco e di cui scala
ora le cime pi alte per snidare le uova egli uccellini. Gli occhi, che teneva incoi lati
alla crosta del suolo, contemplano ora con maest l'azzurro e tutte le perle d ' o r o
del suo splendido scrigno, la sua corona sovrana, re fra tutto ci che respira, e
ad ognuno di questi gioielli celesti d un nome, un valore astronomico. AH "istinto
che vagiva in lui. succeduta l'intelligenza che balbetta ancora e che parler
domani. La lingua si sciolta come la mano, ed entrambe funzionano contemporaneamente. Egli pu conversare con i suoi simili ed unire la sua alla loro m a n o ,
scambiare con essi idee e forze, sensazioni e sentimenti. L ' u o m o non pi solo.

La societ! La societ! ecco la criminale, canea di anni e di omicidi, che bisogna giustiziare senza piet,
senza lardare.
Coeurderoy si suicider, all'et di 37 anni, a Ginevra. Notevole scrittore e nvoluzionario coerente, non
menta ceno l'oblio nel quale caduto.
* Quando dico "l'uomo", sottinteso che non intendo parlare dell'essere maschio soltanto, ma dell'uno
come dell 'altro sesso, dell'essere umano nel senso pi completo. un'osservazione che faccio una volta pertutte.
Per me. l'umanit umanit: non stabilisco nessuna distinzione gerarchica fra i sessi e le razze, fra gli uomini
e le donne, fra i negn e i bianchi. La differenza nell'essere sessuale non potrebbe essere un segno di superiorit
o inienonta come la differenza del colore della pelle. Sarebbe dire che. poich vi sono uomini con i capelli biondi
e altri con i capelli bruni, ci costituisce due specie nell'umanit e che vi mouvo di affermare la supenont
dei biondi sui bruni o dei bruni sui biondi. "L'uguaglianza non uniformit". (NdAl.

24

Joseph. Djacque

isolato, debole, una razza: egli pensa ed agisce, e partecipa col pensiero e con
l'azione a tutto ci che viene pensato e agisce negli altri uomini. L a solidariet gli
si rivelata. La sua vita ne accresciuta: non vive pi semplicemente nella sua
persona, non pi soltanto nella generazione presente, ma nelle generazioni che lo
hanno preceduto, in quelle che gli succederanno. Rettile all'inizio, diventato
quadrupede, da quadrupede, bipede e. ritto sui due piedi, c a m m i n a portando, come
Mercurio, ali al la testa e ai talloni. C o n lo sguardo e con il pensiero, s "innalza come
l'aquila al di sopra delle nubi e s'immerge nelle profondit dell'infinito: i corsieri
che ha domato gli forniscono l'agilit delle gambe per superare spazi terrestri: i
tronchi d'alberi scavati lo cullano sulle onde, i rami tagliati a pagaia gli servono
da remi. Da semplice brucatore. si fatto cacciatore, poi pastore, agricoltore,
industriale. Il destino gli ha detto: C a m m i n a ! egli cammina, c a m m i n a sempre. E
ha sottratto mille segreti alla natura: ha sagomato il bosco, impastato la terra,
forgiato i metalli: ha dato la sua impronta a tutto ci che lo circonda.
Cos l'uomo-individuo uscito dal caos. All'inizio, ha vegetato come il
minerale o la pianta, poi ha strisciato: ora avanza ed aspira ad una vita alata, ad una
locomozione pi rapida ed estesa. L'uomo-umanit ancora un feto, ma il feto si
sviluppa nell'organo generazionale e. dopo le fasi successive di accrescimento,
vedr la luce, si svincoler infine dal caos e. di gravitazione in gravitazione,
raggiunger la pienezza delle sue facolt sociali.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

25

Tutto ci che fu doveva essere


Dio. il male
L i Propriet, il furto
La Schiavit, l'assassinio
(P.-J. Proudhon

I7

La Famiglia il Male, il Furto, l'Assassinio

Tulio ci che fu. doveva essere: le recriminazioni non cambieranno niente. Il


passato passato, e non v' da ritornarvi se non per trame insegnamenti per
l'avvenire.
Nei primi giorni dell'essere umano, quando gli uomini ancora deboli in forza
e in numero, erano dispersi sulla terra e vegetavano radicali e radi nelle foreste
come fiordalisi in mezzo al erano, i conflitti e gli attriti non avevamo molto m o d o
di prodursi. O g n u n o beveva alla comune mammella, e la m a m m e l l a produceva
abbondantemente periuui. Del resto, poche cose erano sufficienti a l l ' u o m o : frutti
da mangiare, foglie per vestirsi o per ricoverarsi, tale era la debole s o m m a dei suoi
bisogni. Soliamo, ed ci che constato, il punto sul quale insisto, che l ' u o m o ,
alle sue origini nel m o n d o , all'uscita dal ventre della terra, nel m o m e n t o in cui la
legge istintiva guida i suoi primi movimenti di neonato, in quel m o m e n t o in cui
lagrande voce della natura gii parla all'orecchio e rivela il suo destino, quella voce
che indica agli uccelli gli spazi aerei, ai pesci i firmamenti sottomarini, agli altri
animali le pianure e le foreste da percorrere: che dice all'orso: vivrai solitario nel
tuo antro: alla formica: vivrai in societ nel formicaio: alla colomba: vivrai
accoppiata nello stesso nido, maschio e f e m m i n a nelle epoche d'amore: - l ' u o m o
allora intese questa voce dirgli: vivrai in comunit sulla terra, libero e in fraternit coi tuoi
simili: essere sociale, la socialit accrescer il tuo essere: riposa la testa dove vorrai.

Djacque aveva un vecchio conto da regolare con Proudhon ( 1809-18651 che de] resto, come tutti i
militanti francesi dei suo tempo, leggeva e ammirava, ma al quale rimproverava, fra l'altro, l'antifemminismo
conservatore. Nel Maggio 1357. a New-Orieans. l'anno stesso in cui scriveva LI. mani sfero

pubblicava un

breve opuscolo 111 pagine) di un umonsmo feroce. De /* Elre Human mle et fernette - Lettre P.J.

Proudhon:

Nel fondo della Luisiana. dove mi ha portato e riportato il flusso e il riflusso dell'esilio, h o potuto leggere,
su w giornale degli Stati Uniii. la "Rvuede l'Ouest". un frammenio 1...1. Amerei veder trattare la questione
dell'emancipazione della donna, da una donna che abbia amato mollo, e amato in modo differente, e che, per
la sua vita passata, avesse informazioni sull'aristocrazia e sul proletariato, sul proletanato. soprattutto: perch
la donna della soffitta pi in grado di penetrare con la vista e col pensiero nei seno della vita lussuosa, ufficiale
o segreta, della gran signora, di quanto la donna di salotto non sia capace di ini ravvedere la vita di privazione,
apparente o nascosta, della figlia del popolo.
Tuttavia, in mancanza di quest'altra Maddalena che sparge le rose feconde del suo cuore ai piedi
dell'Umanit crocefissa, dirigendo l'anima verso un mondo migliore: in mancanza di questa voce di civilizzala
pentita, credente nell'Armonia, fanciulla anarchica: in mancanza di questa donna che abiura francamente e
pubblicamente tutti i pregiudizi del sesso e della razza, della legge e dei costumi che ci legano ancora al mondo
anteriore: ebbene! io, essere umano di sesso maschile, cercher di tra'ti re con voi e contro di voi. gran genio
di un Proudhon. questa questione dell'emancipazione deli"essere umano dei due sessi.

Joseph. Djacque

26

raccogli i frutti, uccidi laselvaggina, fa l'amore, bevi o mangia, ovunque sei a casa
tua: tutto ti appartiene, a te e a tutti. Se volessi fare violenza al tuo prossimo,
maschio o femmina, il prossimo ti risponderebbe con la violenza e. lo sai, la sua

veramente possibile, celebre pubblicista, che socio la vostra pelle di leone, si trovino tante asinerie?
I... ) Novell Giovanna d'Arco di genere maschile - che. per quarant"anni, si dice, avete conservata intatta
la verginit. - le mortificazioni dell'amore vi hanno esacerbato il cuore: gelosi rancori lo disgustano. Godale:
Guerra alle donne! come la Pulzella d'Orleans gndava: Guerra agii Inglesi! - - Gli Inglesi l'hanno bruciata
viva... Le donne hanno fatio di voi un marito, o sant'uomo, per molto tempo vergine e sempre martire!
Ecco. Padre Proudhon. volete che ve lo dica: quando parlate di donne, mi fate l'effetto di un collegiale che
ne parla molto e ad aita voce, a casaccio, e che. come i suoi uditon adolescenti, non sa quello che dice.
Dopo aver per quarant anni profanato la vostra carne nella solitudine, siete arrivato, di polluzione in
polluzione, a profanare pubblicamente la vostra intelligenza, elucubrandone le impunta e infangandone la
donna.
dunque questo. Narciso-Proudhon. ci che chiamate IJ civilt virile ed onesta7
Cito le vostre parole:
" N o . signora, non conoscete nulla del vostro sesso: non sapete una parola del la questione che voi e le vostre
onorabili colleghe agitate con u n t o rumore e cosi poco successo. E si. non la comprendete affatto questa
questione: se. nelle otto pagine di risposta alla mia lettera vi sono quaranta paralogismi, ci dipende esattamente,
come vi ho detto, dalla vostra infermit sessuale. Intendo, con questa parola, la cui esattezza non forse
irreprensibile, la qualit del vostro intelletto, che vi permette di afferrare il rapporto delle cose solo quel tanto
che noi uomini v i facciamo toccare con le dita. Vi . in voi. nel cervello come nel ventre, un certo organo incapace,
perse stesso, di vincere la sua inerzia originaria e che lo spinto virile il solo capace di far funzionare, cosa che
non gl i nesce nemmeno sempre. Tale . signora, il risultato delle mie osservazioni dirette e positive: lo consegno
alla vostra sagacia ostetnea. e vi lascio calcolarne, per la vostra tesi, le conseguenze incalcolabili."
Ma. - vecchio cinghiale, non siete aliro che un porco. - se vero, come dite, che la donna non pu panonre
dal cervello come dal ventre senza l'aiuto dell'uomo, e se ci vero, ugualmente vero - la cosa reciproca.
- che l'uomo non pu produrre dalla carne come dall'intelligenza senza l'aiuto della donna. logica, e buona
logica, maestro-Maddalena-Proudhon. che un allievo, che sempre stato un soggetto disobbediente, pu
strapparvi dalle mani e gettarvi in faccia.
L'emancipazione o la non emancipazione delia donna, l'emancipazione o la non emancipazione dell'uomo: che significa? Forse che - naturalmente, - possano esservi diritti per l'uno che non siano dintti per l'altra?
Forse che l'essere-umano non l'essere-umano al plurale come ai singolare, al femminile come al maschile?
Forse che cambiarne la natura scinderne i sessi? E le gocce di pioggia che cadono dalle nuvole sono forse meno
gocce di pioggia se attraversano l ana in piccolo o in grande numero, se ia loro forma tale o tal "altra, se la loro
configurazione maschile o femminile?
Mettere ia questione dell'emancipazione della donna alla stessa stregua della questione dell'emancipazione del proi etano, questo uomo-donna o, per dire la stessa cosa in modo differente, questo uomo-schiavo. - carne
da harem o carne da officina. - questo rivoluzionane; ma poria al di sotto del privilegio-uomo, oh! allora, dal
punto di vista del progresso sociale, questo privo di senso, reazionano. Per evitare ogni equivoco,
l 'emancipazione dell'essere-umano di cui bisogna parlare. In questi termini, la questione completa: porla cos
risolverla: l'essere-umano, nelle sue rotazioni di ogni giorno, gravila di rivoluzione in rivoluzione verso
l'ideale di perfettibilit, la Libert.
(...) Scritto re, sferza tore di donne, servo dell'uomo assoluto. Proudhon-Haynau [Haynau. generale
austnaco che represse i movimenti rivoluzionari del 1848-1849), che avete per knut la parola, come il boia
croato, sembrate gioire di onte le oscenit della bramosia a spogliare le vostre belle vittime sulla carta del
supplizio e a flagellarle con le vostre infettive. Anarchico a met, liberale

e non libertario . volete il libero

scambio per il cotone e per la cera, e preconizzate protettorali dell'uomo sulla donna nella circolazione delle
passioni umane; gridate contro gii ahi baroni del capitale, e volete riedificare l'alta barooia del maschio sulla
femmina vana!la; ragionatore con gii occhiali, vedete l'uomo attraverso la lente che ingrandisce gli oggetti, e
la donna con la lente che li rimpicciolisce; pensatore afflitto da miopia, non potete distinguere che ci che vi
abbaglia nel preseme e nei passato, e non potete scoprire niente di ci che alto e distante, nella prospettiva

L'Umani sfera. Utopia anarchica

27

forza pressappoco uguale alla tua: sbizzarrisci i tuoi appetiti, tutte le passioni,
m a non dimenticare: che vi sia armonia tra le tue forze e la tua intelligenza, tra ci
che ti piace e ci che piace agli altri. E, ora. va: la terra sar per te. a queste
condizioni, il giardino Jelle Esperidi.

dell'avvenire: siete un infermo!


La donna, sappiatelo, e l'impulso dell'uomo, come l'uomo l'impulso della donna. Non esiste Idea nel
vostro deforme cervello, come in quello degli altri uomini, che non sia stata fecondata dalia donna: azione del
braccio o dell'intelligenza, che non abbia avuto l'intento di farvi notare dalia donna, di piacerle: anche la cosa
che sembra pi lontana, anche i vostri stessi insulti.
U i Siale dunque francamente, interamente anarchico, e non un quano d 'anarchico, un ottavo di anarchico,
un sedicesimo di anarchico, come si quano. ottavo, sedicesimo di agenie di cambio. Spingetevi fino
ali abolizione del contrailo, l 'abolizione non soliamo del gladio e del capitale, ma delia propneta e dell 'automa
soito lune le sue forme. Giungerete alia comunit-anarchica, cio alio stato sociale in cui cia>curK> sar libero
di produrre e consumare a volont e secondo la sua fantasia, senza avere controlli da esercitare o da subire da
chiunque o su chiunque: dove l'equilibrio tra la produzione e il consumo si stabilizzer naturalmente, non pi
tramite la detenzione preventiva e arbitraria nelle mani degli uni o degli altn. ma per ia libera circolazione delle
forze e dei bisogni di ciascuno. 1 flussi umani non sanno che farsene delle vostre dighe: lasciate passare le libere
maree: 1 man. non ntomano forse ogni giorno ai loro livelli?
Forse che io ho bisogno, per esempio, di avere in proprio un sole, un 'atmosfera mia. un fiume mio. una
foresta mia. unte le vie e le case di una citt mie? Forse che ho ii diritto di esseme il detentore esclusivo, il
propnetano. e di privarne gli altn. senza profitto neppure per i miei bisogni? E se non ho questo diritto, ho
dunque, maggiormente, ragione di volere, come nel sistema dei contratti. misurare a ciascuno secondo le sue
forze accidentali di produzione. - ci che gli spetta di tuue queste cose? Quanto dovr consumare di raggi di soie,
di metn cubi d'aria o di acqua, o di spazi per passeggiare nella foresta? Quale sar il numero di case o la porzione
di casa che avr il diritto di occupare: il numero di pona o il pezzo di marciapiede dove gii sar permesso
appoggiare il piede e i 1 numero di strade o ii lastricato dove gli sara proibito camminare? - Forse che. con o senza
contratto, non consumero maggiormente quelle cose che la mia natura, il m i o temperamento comporta? Forse
che posso assorbiredasolotutti i raggi dei sole e tutta l'ana dell'atmosfera, tutta l'acqua del fiume? Forse posso
invadere e assorbire con ia mia persona tutte le ombrosit della foresta, tutte le strade dei ia citt e lutto il lastricato
della strada, tune ie case della citt e tutte le camere della casa? E non forse la siessa cosa per tutto quanto serv e
al consumo umano, che sia un prodotto grezzo, come l'ana o il soie, o un prodotto lavorato, come la strada o
la casa? A che pr. allora, un contrano che non pu nulla aggiungere alla mia liberta, che non p u attentarv i,
e che certamente vi attenterebbe?
E ora, per ci che nguarda ia produzione, forse che il principio attivo che in me sar pi sviluppalo per
il fatto che lo si sar oppresso, che gli si saranno posti degli ostacoli? Sarebbe assurdo sostenere una simile tesi.
L'uomo chiamato libero, nelle societ attuali, ii proleuno, produce molto meglio e molto di pi che l ' u o m o
chiamato negro, lo schiavo. Cosa accadrebbe se fosse realmente e universalmente libero: la produzione ne
sarebbe centuplicata. E i pigri? i pigri sono un incidentedelle nostre societ anomai i. cio, avendo l'ozio gli onon
e il lavoro il disprezzo, non sorprendente che gli uomini si stanchino di una fatica che porta solo frutti aman.
Ma nello stadio di comunit-anarchica e con le scienze tali come sono sviluppale ai nostri giorni, non potrebbe
accadere nulla di simile. Vi saranno, s, come oggi, esseri pi lenti a produrre di altri, ma di conseguenza, meno
vivi nei coiman a re: l'equazione esiste naturalmente. Vi serve una prova? Prendete a caso cento lavoraton, e
vedrete che i pi consumatori sono anche i pi produttivi - come raffigurarsi che l'essere umano, il cui
l'organismo composto di tanu preziosi utensili e l'impiego dei quali d una moltitudine di gioie, lo strumento
del braccio, lo strumento del cuore, lo strumento dell'intelligenza, come figurarci che li lascerebbe volontariamente corrodere dalla ruggine? Coca! allo staio di libera natura e di meraviglie industnali e scientifiche, allo
stato di esuberanza anarchica, in cui tutto gli n corderebbe ii movimento e timo il movimento ia vita, cosa! l'essere
umano non saprebbe cercare la felicit che in una imbecille immobilit? Andiamo, dunque! Solo il contrario
possibile.
Sul terreno della vera anarchia, della libert assoluta, esisterebbe senza alcun dubbio tanta diversit fra gli

Joseph. Djacque

28

Prima di arrivare alla combinazione delle razze, la Terra, piccola figlia avida di
giocare alla produzione, incise e tagli nel!'argilla, nei giorni della fermentazione,
mostri informi di cui si rammaric in seguito e distrusse con un tremito di collera
e un diluvio di lacrime. O g n i lavoro esige un tirocinio. E le occorsero molte prove
difettose prima di arrivare alla formazione di esseri completi, alla composizione
delle specie. Per la specie umana, il suo capolavoro, ebbe il torto di comprimere un
po' troppo il cervello e di dare troppa ampiezza al ventre. L o sviluppo dell 'uno non
corrispondeva allo sviluppo dell'altro. V i fu un taglio erroneo, da ci la disarmonia.
Non un rimprovero che le muovo. Poteva forse fare meglio? No. Era nell'ordine
fatale che fosse cos. Tutto era grossolano e selvaggio attorno all'uomo: l ' u o m o
doveva quindi iniziare con l'essere grossolano e selvaggio: un "eccessiva delicatezza di sensi l'avrebbe ucciso. Il sensibile si piega su se stesso quando c' bufera, non
si schiude che sotto la calma e l'irradiarne azzurro.
Venne dunque il giorno in cui l'accrescimento della razza umana super
l'accrescimento della sua intelligenza. L ' u o m o , ancora sulla soglia dell'idiotismo,
aveva pochi rapporti con l ' u o m o . L'ebetismo lo rendeva selvatico. Il corpo, vero,
si era sollevato dall'abiezione primitiva: aveva certamente esercitato l'indirizzo dei
muscoli, conquistato la forza e l'agilit del corpo: ma lo spirito, un momento desto,
era ricaduto nel letargo embrionale e minacciava di eterni zzarvi si. La fibra
intellettuale marciva nelle pastoie. II pungolo del dolore diveniva necessario per
strappare il cervello dell'uomo alla sonnolenza e richiamarlo al suo destino sociale.
I frutti divennero pi rari, la caccia pi difficile: bisognava disputarsene

essen quante sarebbero le persone nella societ, diversit di et. di sesso, di attitudine: l'uguaglianza non
uniformit. E questa diversit di tutti gli essen e di tutti gii istanti giustamente ci che rende ogni governo,
costituzione o contrattazione impossibile. Come impegnarsi per un anno, per un giorno, per un'ora. quando in
un'ora, un giorno, un anno, si pu pensare in maniera completamente differente che nell'istante in cui ci si
impegnati? Con l'anarchia radicale, v i sarebbero dunque donne e uomini di maggiore o minore valore relativo:
vi sarebbero bambini e vecchi: ma tutti, indistintamente, non sarebbero meno esseri umani, e sarebbero
ugualmente e assoiulamente liben di muoversi nel cerchio delle loro attrazioni, liberi di consumare e di produrre
come converrebbe loro, senza che alcuna autorit patema.maritale o governativa, senza che nessun regolamento
legale o contrattuale possa portarvi danno.
La societ cos compresa. - e dovete comprenderla cos, voi, anarchico, che vi vantate di essere logico, che avete ancora da dire dell'infermiti

sessuale della femmina o del maschio del genere umano?

Ascoltate, maestro Proudhon, non parlate della donna, p n m a di parlarne, studiatela: andate a scuola. Non
vi dite anarchico, o siate anarchico fino alla fine. Parlateci, se volete, dell'ignoto e del conosciuto, di Dio che
male, della Propriet che un furto. Ma quando parlate dell'uomo, non fatene una divinit autocratica, perch
vi risponder: l'uomo male! - Non attribuitegli il capitale di intelligenza che non gli appartiene se non come
diritto di conquista, per commercio d'amore, ricchezza usuraia che gli viene interamente dalla donna, che il
prodotto delia sua steua anima, non abbigliatelo con le espoliazioni altrui, perch, allora, vi risponder: la
propriet un furto!. (Nota a La questione rivoluzionaria

di Djacque che abbiamo ritenuto utile riportare in

quanto chiarisce la sua posizione nei confronti dell'antifemminismo di Proudhon. NdE).

L'Umani sfera. Utopia anarchica

29

il possesso.L'uomo si avvicin all'uomo, ma per combatterlo, talvolta anche per


dargli un appoggio. N o n importa in che modo, vi fu un contatto. D a erranti che
erano, l'uomo e la d o n n a si accoppiarono; poi si formarono gruppi, trib. I gruppi
ebberoi greggi, poi i c a m p i e. poi ancora, i laboratori. L'intelligenza era oramai
uscita dal torpore. La voce della necessit gridava: Va avanti! ed essi andarono
avanti. Tuttavia, tutti questi progressi non si compirono senza lacerazioni. Lo
sviluppo delle idee era sempre inritardo sullo sviluppo degli appetiti. L'equilibrio,
una volta rotto, non aveva potuto essere ristabilito. Il m o n d o avanzava o piuttosto
oscillava tra sangue e lacrime. Il ferro e il fuoco portavano in ogni luogo
desolazione e m o n e . Il forte uccideva il debole o se ne impadroniva. L a schiavit
e l'oppressione si erano attaccate come lebbra ai fianchi dell'umanit. L'ordine
naturale era in pericolo.
Momento supremo e che doveva decidere per una lunga successione di secoli
la sorte dell uomo. Che far l'intelligenza? Vincer l'ignoranza? Liberer gli
uomini dalla condanna di distruggersi reciprocamente? Li far uscire da quel
labirinto dove muggiscono pena e fame? Mostrer loro la strada lastricata d'istinti
fraterni che conduce all'affrancamento, alla felicit generale? Spezzer le odiose
catene della famiglia patriarcale? Far cadere le nascenti barriere della propriet?
Distrugger le tavole della legge, la potenza governativa, arma a doppio taglio e
che uccide coloro che dovrebbe proteggere? Far trionfare la rivolta che sempre
minaccia la tirannia sempre desta? Infine. - colonna luminosa, principio di vita -.
fonder l'ordine anarchico nell'uguaglianza e nella libert o. - funeraria, essenza
di morte

fonder l'ordine arbitrario nella gerarchia e nell'autorit? Chi avr il

sopravvento? la comunione fraterna degli interessi o la loro divisione fratricida?


Perir dunque l'umanit a due passi dalla culla?
Ahim! Poco m a n c ! Nella sua inesperienza, l'umanit scambi il veleno per
elisir. Si contorse allora in convulsioni atroci. Non mor: m a i secoli le sono passati
sopra la testa senza poter spegnere i tormenti da cui divorata: il veleno le brucia
sempre gli intestini.
Questo veleno, miscuglio di nicotina e di arsenico, ha per etichetta una sola
parola: Dio...
Dal giorno in cui l ' U o m o ebbe ingoiato questo D i o . il sovrano padrone: dal
giorno in cui lasci penetrare nel cervello l'idea di un elisio e di un tartaro, di un
inferno e di un paradiso al di l del mondo, da quel giorno fu punito dove aveva
peccato. L'autorit del cielo consacr logicamente l'autorit della terra. Il suddito
di D i o divenne la creatura d e l l ' u o m o . Non fu pi questione di umanit libera, ma
di padroni e di schiavi. E invano, d o p o migliaiadi anni, legioni di Cristi morirono
martiri zzate per riscattarlo dalla sua colpa, per cos dire originale, e liberarlo da
Dio e dalle sue pompe, dall'autorit della Chiesa e dello Stato.
Come il m o n d o fisico aveva avuto il suo diluvio, cos il m o n d o morale ebbe
il suo. La fede religiosa sommerse le coscienze, port la devastazione negli spiriti

Joseph. Djacque

30

e nei cuori. Tutti i brigantaggi della forza furono legittimati dall'astuzia. La


preminenza dell'uomo sull'uomo divenne un fatto acquisito. D a quel momento,
la rivolta degli schiavi contro il padrone venne soffocata con l'allettamento delle
ricompense

celesti o con la paura delle punizioni infernali. La donna fu degradata

nella dignit di essere umano, spogliata dell'anima e relegata per sempre al rango
di animale domestico. La santa istituzione dell'autorit copr il suolo di templi e
di fortezze, di soldati e di preti, di spade e di catene, di strumenti di guerra e di
tortura. L a propriet, frutto della conquista, divenne sacra per i vincitori e per i
vinti, nella mano insolente dell'invasore c o m e agli occhi palpitanti dello
spossessato. La famiglia, stratificata in piramide con il capo in testa, bambini,
donne e servitori alla base, la famiglia fu cementata, e votata alla perpetuazione
del m a l e . In mezzo aquesto straripamento di credenze divine, la libert dell'uomo
soccombette, e con essa l'istinto della rivendicazione del diritto contro il fatto.
Tutto c i che vi era di forza rivoluzionaria, tutto ci che vi era di energia vitale
nella lotta del progresso umano, tutto affog, fu inghiottito: disparve nei flutti del
cataclisma, negli abissi della superstizione.
Il m o n d o morale, come il mondo fisico, uscir un giorno dal caos? La luce
risplender

dal seno delle tenebre? Assisteremo ad una nuova genesi dell 'umani-

t? S. perch l'idea, quest'altra colomba che vaga sulla sua superficie, l'idea
supera, di giorno in giorno, nel cervello, il limite dei pregiudizi, degli errori,
dell'ignoranza. Un nuovo mondo scaturir dall'arco dell'utopia. E tu. limo delle
societ del passato, torba dell'autorit, tu servirai a fecondare la germinazione e
lo sbocciare delle societ dell'avvenire e ad illuminare col tuo gas il monumento
della Libert.
Poteva essere evitato questo cataclisma morale? L ' u o m o era libero di agire e
di pensare altrimenti di quanto abbia fatto? Tanto varrebbe dire che la Terra era
libera di evitare il diluvio. Ogni effetto ha la sua causa. E... ma ecco arrivare
un'obiezione che vedo spuntare da lontano, e che non manco di porvi ridendo di
gioia, t u u o beato:
- V o i dite, signor Djacque. che ogni effetto ha una causa. Molto bene. M a
allora, riconoscete Dio. dato che in fin fine l'universo non si creato da solo, un
effetto, non vero? E chi volete che l'abbia creato, se non Dio?... Dio dunque
la causa dell'universo! .Ah! Ah! vedete, vi tengo m i o povero Djacque: non potete
scapparmi, non vi sono mezzi per uscire da questo.
- Imbecille! E la causa... di D i o ?
- L a causa di Dio... la causa di Dio... Dannazione! sapete bene che Dio non pu
avere causa, poich egli la causa prima.
- M a . razza di bestia, se ammetti che vi sia u n a causa prima, allora non vi pi
nulla e n o n vi pi Dio. visto che. se Dio p u essere la sua propria causa, anche
l'universo pu essere lacausa di se stesso. Tutto ci semplice come buongiorno.
Se, al contrario, affermi insieme a m e che ogni effetto ha la sua causa, e che di

L'Umani sfera. Utopia anarchica

31

conseguenza n o n vi sono cause senza cause, anche il tuo Dio deve averne una.
Perch, per essere la causa di cui l'universo l'effetto, bisogna che sia effetto di
una causa superiore. Inoltre, vuoi che ti d i c a la causa di cui il tuo D i o l'effetto
non affatto di ordine superiore: piuttosto d ordine inferiore: questa causa
semplicemente la tua idiozia. Andiamo, mi hai interrotto abbastanza Silenzio! e
sappi bene questo d'ora in avanti: che tu non sei il figlio

ma il padre

di D i o .

Dicevo, dunque, che ogni effetto ha la sua causa. Soltanto, questa causa per
noi visibile o invisibile, a seconda che la nostra vista o il nostro pensiero siano pi
o meno perfetti, e la vista e il pensiero sono strumenti ottici ben grossolani, ben
incompleti.
Non esiste un essere che non sia il giocattolo delle circostanze, e l ' u o m o
come gli altri esseri, dipendente dalla sua natura e dalla natura degli oggetti che
lo circondano o. permeglio dire, dagli esseri che lo circondano dato che tutti questi
oggetti hanno voci che gli parlano e modificano costantemente la sua educazione.
Tutta la libert dell'uomo consiste nel soddisfare lasua natura, nel credere alle sue
attrazioni. Tutto ci che egli in diritto di esigere dai suoi simili che i suoi simili
non attentino alla sua libert, cio all'intero sviluppo della sua natura. Tutto
quanto essi hanno diritto di esigere da lui. che egli non attenti alla loro. Fin dai
suoi primi passi, essendo l'uomo cresciuto prodigiosamente in forza e un p o '
anche in intelligenza, bench la proporzione non fosse la stessa, e comparando ci
che era divenuto con quello che era all'inizio, l ' u o m o ebbe un capogiro, le
vertigini. L'orgoglio innato in lui. Questo sentimento lo ha perduto: lo salver,
anche. Il cercine della creazione pesava sulla testa del bambino umano. Egli se n '
voluto disfare. E. siccome aveva gi conoscenza di molte cose, bench ne
restassero molte da sperimentare: siccome non potevaspiegare certi fatti, e voleva
ad ogni costo spiegarli, non trov mente di meglio che espellerli dall'ordine
naturale e relegarli nella sfera soprannaturale. Nella sua vanitosa ignoranza, il
bambino terribile ha voluto giocare con l'ignoto, ha fatto un passo falso, ed
caduto sbattendo la testa sull'angolo dell'assurdit. Vivacitdi b a m b i n o , ferita di
giovane et di cui poner per molto tempo la cicatrice!...
L ' u o m o . - quanto orgoglio insieme a quanta ingenuit! - l ' u o m o ha d u n q u e
proclamato un D i o . creatore di ogni c o s a un D i o imbecille e feroce, un D i o a sua
immagine, cio egli si fatto il creatore di D i o . Ha deposto l'uovo, l'ha covato e
si messo in adorazione davanti al suo pulcino. - stavo per dire davanti al suo
escremento - dato che occorreva che l ' u o m o avesse violenti coliche di cervello il
giorno in cui ha fatto sua necessit... di una simile stupidit. Il pulcino ebbe
naturalmente per pollaio templi e chiese. O g g i , questo pulcino un vecchio gallo
per tre quarti spennato, senza cresta e senza sprone, una vecchia carcassa,
talmente rattrappita che a stento merita gli si tiri il collo per metterlo in p e n t o l a
La scienza gli h a tolto, uno ad uno. tutti i suoi terribili attributi. E i saltimbanchi
in sottana che lo portano ancora nelle fiere del m o n d o , non hanno pi m o l t o del

Joseph. Djacque

32

D i o onnipotente dell'immagine sfoggiata sulle tele della loro baracca. E tuttavia,


questa immagine ancora un lupo mannaro per la massa dell'umanit. A h ! se.
invece di inginocchiarsi davanti ad essa, i fedeli della divinit osassero guardarla
in faccia, vedrebbero bene che non un personaggio reale, m a una cattiva pittura,
un po' di belletto e di fango, una maschera unta di sangue e di sudore, maschera
antica con cui si coprono gli intriganti per darla a bere ai grulli e trame profitto.
C o m e la religione, la famiglia, la propriet e il governo, hanno avuto la loro
causa, anch'essa si trova nell'ignoranza dell'uomo, una conseguenza della
natura della sua intelligenza, pi pigra a risvegliarsi delle facolt fisiche.
Nelle bestie, a seconda che i piccoli abbiano pi o m e n o a lungo bisogno di
cure. l'istinto della maternit pi o m e n o sviluppato e si esercita in maniera pi
0 meno differente, secondo la condizione della specie. La natura vigila sulla
conservazione delle razze. Fra gli animali feroci, ve ne sono che vivono soltanto
allo stato solitario: la leonessa allatta i suoi leoncini e cerca da s il nutrimento:
essa non fa societ col maschio: la sua forte individualit sufficiente a tutto.
L'amore materno raddoppia le sue forze. Presso gli uccelli, fragili e tenere
creature. l'usignolo, la capinera, la madre cova nel nido la primogenitura, il
maschio va in giro a cercare il becchime. Vi un'unione tra i due sessi fino al
giorno in cui i frutti viventi del loro amore non abbiano una calda peluria e forti
penne, e non siano abbastanza vigorosi da fendere l'aria a colpi d'ali e andare a
cercare il nutrimento nei campi. Fra gli insetti, la formica, le api. razze socievoli.
1 piccoli sono allevati in comune: il matrimonio individuale non esiste, essendo la
nazione una sola e indivisibile famiglia.
Il piccolo dell'uomo lungo da allevarsi. La femmina umana non poteva
essere sufficiente da sola, dargli il seno, cullarlo e provvedere ai suoi bisogni
personali. Occorreva che l ' u o m o lesi avvicinasse, come l'uccello alla sua covata,
che l'aiutasse nelle faccende domestiche e portasse alla capanna il bere e il
mangiare.
L ' u o m o fu spesso meno costante e pi brutale dell'uccello, e la maternit fu
sempre un fardello pi pesante della paternit.
Fu quella l'origine della famiglia.
All'epoca in cui la terra non era che un "immensa foresta vergine, l'orizzonte
dell'uomo era fra i pi limitati. Egli viveva come la lepre nei imiti del suo covo.
La sua contrada n o n si estendeva pi di una o due giornate di cammino. L a
mancanza di comunicazioni rendeva quasi estraneo l ' u o m o all'uomo. N o n
essendo coltivata dalla societ dei suoi simili, la sua intelligenza rimaneva grezza.
Ovunque poteva esservi agglomerato di uomini, i progressi dell'intelligenza
acquistarono p i forza e pi estensione. L ' u o m o , rivale dell'uomo, riun gli
animali servili, ne fece un gregge, li mise nei recinti. Ar il campo, semin il solco
e vide maturare il raccolto. M a presto, dal fondo delle foreste incolte apparvero
gli uomini selvaggi che la fame faceva uscire dai bosco. L'isolamento li aveva

L'Umani sfera. Utopia anarchica

33

mantenuti allo stato di bruti: la fame, sono la cui sferza si erano riuniti, li rendeva
feroci. Come un branco di lupi famelici, passarono in mezzo a quel campo,
massacrando gli u o m i n i , violando, sgozzando le donne, distruggendo il raccolto
e cacciando il gregge. Pi tardi, s'impadronirono del campo, si stabilirono
nell'abitazione, e lasciarono salva la vita a met delle loro vittime facendone un
gregge di schiavi. L ' u o m o venne attaccato all'aratro: la donna ebbe il suo posto
fra i polli o nel porcile, destinata alle pentole e all'osceno appetito del padrone.
Questo furto a m a n o armata, da pane di violatori e di assassini, questo furto
fu l'origine della propriet.
Alla notizia di questo brigantaggio, i produttori che non erano ancora stati
conquistati si ammassarono nella citt, al fine di proteggersi meglio contro gli
invasori. Su esempio dei conquistatori di cui temevano l'avvicinarsi, nominarono
uno o pi capi incaricati di organizzare la t'orza p u b b l i c a e di vegliare sulla
sicurezza dei cittadini. C o m e le orde devastatrici avevano stabilito convenzioni
che regolavano la parte di bottino di ciascuno: cos essi stabilirono un sistema
legale per regolare le controversie e garantire a ciascuno il possesso degli
strumenti di lavoro. M a presto, i capi abusarono del loro potere. I lavoratori della
citt non ebbero pi da difendersi soltanto contro gli eccessi dell'esterno, ma
anche e ancora di pi contro gli eccessi dell'interno. Senza rendersene conto,
avevano introdotto e installato il nemico nel cuore della fortezza. Il saccheggio e
l 'assassinio avevano fatto breccia e troneggiavano nel centro del foro, appoggiati
su fasci autoritari. La repubblica portava nelle viscere il suo verme roditore. Il
governo stava per nascere.
Sicuramente, sarebbe stato preferibile che la f a m i g l i a , la propriet, il governo
e la religione non invadessero il governo dei fatti. M a . a quel grado di ignoranza
individuale e di imprevidenza collettiva, poteva essere altrimenti? Il bambino
poteva non essere b a m b i n o ? La scienza sociale, come le altre scienze, il frutto
dell'esperienza. Poteva l ' u o m o sperare che la natura scompigliasse per lui
l'ordine delle stagioni, e che gli accordasse la v e n d e m m i a prima della fioritura
della vigna, e il liquore dell'armonia prima dell'elaborazione delle idee?
In quell'epoca di infantilismo selvaggio in cui la terra portava ancora sulla
pelle la stigmate di un p a n o penoso: quando, rotolando in drappi sporchi di fango,
rabbrividiva ancora al ricordo dei dolori e nelle ore di febbre si torceva il seno, se
10 dilaniava, e faceva sgorgare dal cratere delle sue m a m m e l l e flutti di zolfo e di
fuoco; quando, nelle terribili convulsioni, frantumava, ridendo di un riso feroce,
le sue membra fra le rocce: in quell'epoca completamente popolata da spaventi e
disastri, da rabbia e deformit, l ' u o m o , assalito dagli elementi, era in preda a tutte
le paure. D a tutte le parti, il pericolo lo circondava, lo tormentava. L o spirito e il
corpo erano in pericolo; m a . prima di tutto, bisognava occuparsi del corpo, salvare
11 mondo carnale, la stella, per conservarne l'irradiazione, lo spirito. Ora. lo ripeto,
la sua intelligenza non era al livello delle facolt fisiche; la forza muscolare aveva

34

Joseph. Djacque

il sopravvento sulla forza intellettuale. Questa, pi lenta a muoversi dell'altra, si


era da quella lasciata sopraffare e camminava al suo rimorchio. Verr un giorno
in cui sar il contrario, e in cui la forza intellettuale sorpasser in velocit la forza
fisica; sar il carro divenuto locomotiva che rimorchier il bove. Tutto ci che
destinato a conquistare alte cime comincia con l'estendere sotterraneamente le
radici prima di crescere alla luce e dischiudervi il fogliame. La quercia cresce
meno in fretta dell'erba: la ghianda pi piccola della zucca: e. tuttavia, la ghianda
racchiude un colosso. Cosa considerevole, i bambini prodigio, le piccole meraviglie della giovane et. nell'et matura sono raramente dei geni. Nei campi di
uomini come nelle societ del grano, sono le semenze che dormono pi a lungo
sotto la terra che producono spesso i pi bei fusti, le pi ricche spighe. La linfa,
prima di crescere, ha bisogno di raccogliersi.
Tutto ci che accadde in seguito, non fu che la conseguenza di questi tre fatti,
la famiglia, la propriet, il governo, riuniti in uno solo, che li ha santificati e
consacrali tutti e tre. - la religione. Trascorrer rapidamente ci che resta da
percorrere del passato c o m e ci che nelle zone del presente al fine di arrivare pi
in fretta allo scopo, la societ dell'avvenire, il mondo dell'anarchia. In questo
schizzo retrospettivo del! 'umanit, come nell'accenno della societ futura, non
m i a intenzione fare la storia nemmeno sommaria del cammino del progresso
umano. ndico, piuttosto che raccontare. Tocca al lettore, supplire con lamemoria
o con l'intuizione a quanto tralascio o tralascer di menzionare.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

Si credette di mere annientato

il socialismo

35

nel sangue

Liberti, uguaglianza, fraternit! - o la morte!


{Semenza rivoluzionaria

Occhio per occhio e dente per dente.


osi i

Il mondo avanzava. Da pedone, l'uomo si era fatto cavaliere, da terrestre,


navigatore. 11 commercio, questa conquista, e la conquista, questo commercio,
galoppavano sulla ghiaia delle grandi strade e navigavano sulie onde dei diversi
mari. I petti dei cammelli e le prue delle navi facevano brecce attraverso i deserti
e i mari. Cavalli ed elefanti, buoi e carri, vele e galee manovrate dalla m a n o
dell'uomo tracciavano solchi sulla terra e sull "onda. L" idea penetravacon la spada
nella carne delle popolazioni, circolava nelle vene con le derrate di ogni clima, si
confrontava alla vistadelle merci di ogni paese. L'orizzonte si era esteso. L ' u o m o
aveva fatto grandi passi, prima dalla famiglia alla trib, poi dalla trib alla citt,
e infine dalla citt alla nazione. L ' A s i a . l'Africa. l'Europa, non formavano che un
continente: gli eserciti e le carovane avevano ravvicinato le distanze. L ' I n d i a .
l'Egitto, la Grecia. Cartagine e R o m a avevano riversato 1 ' una sull' altra, procedendo sulla loro corrente, il sangue e l'oro, il ferro e il fuoco, la vita e la morte: e. c o m e
le acque del Nilo, avevano apportato, con la devastazione, il concime della
civilizzazione per le arti e le scienze, l'industria e l'agricoltura. Una volta scioltasi
o assorbita dai popoli conquistati la marea dei devastatori, il progresso si
affrettava a rialzare la testa e a fornire un raccolto pi bello e pi grande. D a p p r i m a
l'India, poi l'Egitto, poi la Grecia, poi Roma, avevano brillato ciascuno a proprio
turno sulle maree di uomini e avevano maturato u n p o " il cervello. L'architettura,
la scultura, le lettere, formavano gi una magnifico mazzo. Nel suo slancio
rivoluzionario, la filosofia, come un fluido elettrico, errava ancora fra le nuvole,
m a tuonava sordamente e lanciava talvolta lampi attendendo di svincolarsi dalle
sue pastoie e produrre il fulmine. R o m a onnipotente aveva gi un piede in Persia
e l'altro in Armorica. C o m e il divino Febo, conducente il carro del sole, essa
teneva in mano le redini delle luci e sfavillava sul m o n d o . Ma nella corsa trionfale
aveva oltrepassato il suo zenith ed entrava nella fase di decadenza. L a dittatura
proconsolare segnava il suo declino. Aveva s. in altri tempi, trionfato sui Galli e
sui Cartaginesi: aveva s annientato nel sangue, e quasi alle porte, una formidabile
insurrezione di schiavi; centomila Spartaco erano m o n i , armi in m a n o , colpiti al
cuore dalla spada delle legioni civiche; gli anelli spezzati erano stati rinsaldati e
la catena resa pi pesante dell 'idea. M a la lupa aveva avuto paura. E la lotta, dove
era stata costretta ad impiegare la miglior pane delle forze, quella lotta a m o n e
l'aveva sfinita. - O h ! ricordandomi quelle grandi giornate di G i u g n o dei tempi
antichi, l'immensa barricata innalzata dai gladiatori in faccia ai privilegi della
Repubblica e degli eserciti del C a m p i d o g l i o - non posso non pensare, in questi
tempi moderni, a quell'altra alzata di scudi dei proletari e non salutare, attraverso

36

Joseph. Djacque

i secoli, - io, il vinto della sponda della Senna. - il vinto della sponda del Tevere!
Il rumore prodotto da simili ribellioni non si perde nella noue dei tempi, si
ripercuote di fibra in fibra, di muscolo in muscolo, di generazione in generazione,
e avr un'eco sulla terra finch la societ sar una caverna di sfruttatori...
G l i dei del C a m p i d o g l i o si facevano vecchi, l ' O l i m p o crollava, minato da una
nuova eresia. Il vangelo pagano era divenuto illeggibile. 11 progresso dei tempi ne
aveva corroso le lenere e lo spirito. Il progresso edit la favola cristiana. L'Impero
era succeduto alla Repubblica, i Cesari e gli imperatori ai tribuni e ai consoli.
R o m a era sempre R o m a . M a i pretoriani dissoluti, gli incantatori dell'impero,
avevano rimpiazzato i trascinatori del popolo, i sanguinosi pionieri dell'unit
universale. Le ali delle aquile romane non si spiegavano pi al soffio delle foni
brezze, gli occhi affaticati non potevano pi contemplare le grandi luci. Solo le
smorte torce dell'orgia convenivano alle loro pupille invecchiate: le gesta del
circo e dell "ippodromo erano sufficienti alla loro bellicosa caducit. Come Giove,
l'aquila si faceva vecchia. Il tempo della decomposizione morale era arrivato.
R o m a non era ormai che l'ombra di se stessa. La cloaca era il suo Acheronte, ed
essa vogava, ubriaca di abiezione e trascinata dal nocchiero della decadenza,
verso il soggiorno dei morti.
In quei tempi, come la vita si manifesta dal seno dei cadaveri, come la
vegetazione sorge dalla putrefazione: in quei tempi, il cristianesimo brulicava
nelle catacombe, germinava sotto terra, e spuntava come l 'erba attraverso i pori
della societ. Pi lo si falciava e pi acquistava forza.
Il cristianesimo, opera dei sansimoniani dell'epoca, rivoiuzionarismo pi
superficiale che profondo. I formalisti si susseguono e... si assomigliano. sempre
la teocrazia universale. D i o e il papa: la sempre etema autorit celeste e terrena,
il padre che partorisce e il padre Enfantin. come anche il padre Cabet e il padre
Onnipotente. l'Essere Supremo e il santo padre Robespierre: la gerarchia di ogni
grado, il comandamento e la sottomissione ad ogni istante, il pastore e l'agnello,
la vittima e il sacrificatore 8 , sempre il pastore, i cani e il gregge. Dio. i preti e

Questo passaggio in cui. successivamente, l'autore prende in giro i membri della setta Sansimoniana del

"padre" Enfantin. i comunisti autoritari alla Cabet e i Montagnardi, vicino alla Barrire du Combat

di

Coeurderoy e Vauthier icfr nota 6). In questo pamphlet, i due rivoluzionari founeriam ridicolizzano le pretese
dei capi repubblicani e socialisti vinu. di fare attorno alla loro persona "l'unit dei repubblicani" in esilio e di
formare, con Mazzini e altre vedetta, un "direttorio rivoluzionano europeo". Diverse nunioni si erano tenute
a Londra a questo scopo, nella pnmavera 1852.
Ebbene! Rj-vo-lu-zionan riuniti in questa commedia ridicola (dell'unit!... eccola finita. Sietesoddisfatti? Non edificante questa c o r ad ostacoli alla dittatura? E questi Cesan a prestilo non si sono abbastanza
affaticati da meritare i vacui bravo?
Montoni arrabbiati, che vi schierate in grandi greggi sono lo scudiscio dei padroni e dei loro cani pastori,
siete addomesticali? Siete ancora disposti a far sentire ai vostn capi, che lo meri u n o . questo tnbuto abituale del la
vostra adorazione:
"Sant'Auguste Ledru, Uniteci! Rivoluzionateci!
San Giuseppe Cesare Mazzini! Azionateci. Dirigeteci!

L'Umani sfera. Utopia anarchica

37

la folla. Finch sar questi one di divinit, la divinit avr sempre come conseguenza nell'umanit. - all'apice. - il pontefice o il re. Tuomo-Dio: l'altare, il trono o la
poltrona autoritaria; la tiara, la corona o la toga presidenziale: la personificazione,
sulla terra, del sovrano signore dei cieli. Alla base, la schiavit o il servaggio.
Idiotismo o il proletariato: il digiuno del corpo e dell'intelligenza: gli stracci della
soffitta o gli stracci del bagno, il lavoro e il vello dei bruti: il lavoro scremato, la
capigliatura rasa e la carne stessa divorata dai ricchi. E tra questi due termini, tra
la base e l'apice, il clero, l'esercito, la borghesia: la chiesa, la caserma, la bottega:
il furto. l'assassinio, l'astuzia: l ' u o m o , valletto verso i superiori, e il valletto
arrogante verso gli inferiori, strisciante come striscia il rettile, e. all'occasione,
manierato e sibilante come questo.
Il cristianesimo fu tutto ci. Vi era. nell'utopia evangelica, molta pi zizzania
che frumento, e il frumento stato soffocato dalla zizzania. Il cristianesimo, in

San Louis Cesare Blanc! Irreggimentateci! Aiutateci!


Sant'Etienne Cesare Cabet! Livellateci' Trasportateci!
San Pierre Jules Cesare Leroux! Amateci! Umanizzateci'
Sant'Augusto Cesare Bianchi' Departimental izza teci! Socializzateci'
San Manin Cesare Nadaud! Sosteneteci! Puntellateci!
San Placide Cesare Mallarm! Allarmateci! Allarmateci!"
Vanante che si cantava altre voite. sulla medesima ana.
"San Cesare de Robespierre! Pregate per noi!
San Cesare Saint-Just! Pregaie per noi!
San Cesare Danton! Pregaie per noi!
San Cesare Fouquier-Tinville! Piegale per noi!
San Cesare Cromwell! Pregaie per noi'
San Cesare Lutero! Pregate per noi!
San Cesare Lovola! Pregate per noi!"
Come si canta ancora:
"Santa Mana! Ora pro nobis!
Santa Cunegonda! Ora pr nobis!
Sant'Ubaldo! Ora pro nobis!
Sant llanone! Ora pr nobis!
San Bonaventura! Ora pro nobis!
San Dagobeno! Ora pro nobis!
E cosi di seguito, fino a San Silvestro".
Ugualmente, questo credo burlesco:
"Credo in Etienne Cabet. padre Onnipotente, che non ha fatto l'icana in sene giorni: Louis Blanc. suo figlio
unico, nostro servitore, che staio concepito da Pienre Jules Leroux. e nato da George Sand. sempre Vergine,
ha sofferto sono Cavaignac. stato condannato, mono, ma non affatto sotto iena; disceso in Inghilterra,
vi ha npreso le sue sembianz'.- e dopo tre anni ha ncostituito un Olimpo dove seduto alla destra di Etienne Cabet,
Padre Onnipotente, da dove ntomeri in Francia per opprimere sia gli anarchici che i reazionari. Credo in Pierre
Jules Leroux, nella santa comunit, nell'unione

socialista.

nella ncostruzione dei laboraton sociali, nella

resurrezione di Nauvoo, nella circolazione eterna dell'umanit. Amen".


Nauvoo era una colonia i canaria negli Stati Uniti d'America. I laboraton sociali - da non confondere con
i laboratori nazionali

specie di cooperative operaie che lavoravano per lo Stato, erano stati la grande idea di

Louis Blanc alla Commissione del Lussemburgo al fine di armonizzare i rapporti "ira il capitale e il lavoro**.

38

Joseph. Djacque

realt, stato pi conservazione che rivoluzione. M a . alla sua apparizione, vi era


in esso un vigore sovversivo del vecchio ordine sociale. Fu esso che sollev la
donna dalla inferiorit e la proclam uguale all'uomo: fu esso che spezz i ferri
del pensiero dello schiavo e gli apr le pone di un mondo dove i dannati di questo
sarebbero stati gli eletti di quell'altro. V'erano ben state, in alcune p a n i , rivolte di
Amazzoni, come vi erano gi state rivolte di iloti. Ma non nel destino dell'uomo
e della donna camminare divisi e con l'esclusione dell'uno o dell'altra. Il Cristo,
o piuttosto la moltitudine di Cristi che il suo nome personifica, li mise mano nella
mano, ne fece fratelli e sorelle, diede loro per gladio la parola, per posta da
conquistare, l'immortalit futura. Poi. dall'alto della croce, mostr loro il circo: e
tutti quei liberi reclutati, quei volontari della rivoluzione religiosa si lanciarono.
- col cuore che batteva e il coraggio in testa - nella gola dei leoni, nel fuoco dei
roghi. L ' u o m o e la donna mescolarono il loro sangue nell'arena e ricevettero,
fianco a fianco, il battesimo del manirio. La donna non fu meno eroica. II suo
eroismo decise la vittoria. Giovani fanciulle legate a un palo e abbandonate ai
morsi della fiamma o divorate vive dalle bestie feroci: gladiatori senza difesa,
morivano di buon crado e con tanta grazia: le donne, quelle cristiane che
portavano in fronte l'aureola dell'entusiasmo, tutte quelle ecatombe, divenute
apoteosi, finirono con l'impressionare eli spettatori e col commuoverli in favore
delle vittime. Sposarono la loro credenza. 1 maniri. d'altronde, rinascevano dalle
ceneri. Il circo, che ne aveva immolati tanti, ne immolava sempre, e sempre
eserciti di assalitori venivano a tendergli la gola e a morire. Alla fine, tuttavia, il
circo si confess vinto, e le insegne vittoriose della cristianit vennero inalberate
sui muri del campo di carneficina. Il cristianesimo stava per diventare cattolicesimo. Esaurito il buon seme, abbandonava l'intero corso al cattivo.
La grandezza di R o m a non esisteva pi che a parole. L ' i m p e r o si dibatteva
come un naufrago in m e z z o ad un oceano di barbari. Questa marea crescente
invadeva i possedimenti romani facendo brecce nei muri della citt imperiale. La
civilt pagana aveva avuto la sua aurora. l'apogeo, il tramonto: ora affogava il
sanguinoso bagliore dei suoi ultimi raggi nelle tenebrose immensit. In seguito a
questo tormento, tutta la feccia che vi era nel cuore della societ venne in
superficie e troneggi sullacresta di quelle intelligenze barbare. I successori degli
apostoli profanarono negli onori la verginit del cristianesimo. L'immacolata
concezione fraterna abort sul suo letto di trionfo. I dottori incaricali del pano
avevano introdotto nell'organo materno un dissolvente omicida, e la droga aveva
dato il suo effetto. E. nel giorno del pano, il feto non dava pi segno di vita. Allora,
al posto della fraternit abortita, misero il piccolo delle loro viscere, mostro per
met autorit e peT met servilismo. I barban erano troppo grossolani per
accorgersi dell'inganno, cos adorarono l'usurpazione della Chiesa come cosa
legittima. Propagare il n u o v o culto, portare in giro la croce e la bandiera fu la
missione della barbarie. Soltanto che. in quelle mani abituate a maneggiare la

L'Umani sfera. Utopia anarchica

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spada, venne depositata l ' i m m a g i n e del crocefisso. Strangolarono il crocefisso


dalla testa, utilizzandola come impugnatura, egli misero la punta in aria come una
lama fuori dalla guaina.
Tuttavia, quei grandi spostamenti di uomini non si erano prodotti senza
muovere, al loro passaggio, alcuni ostacoli. Furono modificate le propriet e le
nazionalit. La schiavit divenne servaggio. 11 patriarcato aveva avuto i suoi
giorni di splendore, ora era il momento della prelatura e della baronia. 11
feudalesimo militare e religioso copr il suolo di torrioni e campanili. Il barone e
il vescovo furono i potenti di allora. La federazione di questi semi-dei fond
l'impero di cui re e papi furono i padroni, i signori sovrani. Il M e d i o E v o . disco
notturno, saliva ali 'orizzonte. Le api della scienza non seppero pi d o v e deporre
il loro miele, se non in qualche cella di monastero: e la santissima inquisizione
cattolica penetrava anche l. tenaglie e l'erro rovente alla mano, per distruggere il
prezioso deposito e torturare gli sciami filosofici. Non erano pi le ombre del
crepuscolo ma i funebri veli della none che aleggiavano sui manoscritti dell'antichit. Le tenebri erano talmente spesse che sembrava l'umanit non potesse mai
pi uscirne. Diciotto volte il rintocco funebre dei secoli suon all'orologio del
tempo prima che la Diana cacciatrice scoccasse come una freccia i primi raggi
dell'alba nel cuore di quella lunga notte. Una sola volta, durante questi diciotto
secoli di barbarie e di civilizzazione. - come si vorr chiamarli. - una sola volta,
il gigante Umanit si scosse sotto le sue catene. Avrebbe ancora sopportato la
decima e l'imposta la corve e la fame, la frusta e la potenza, m a la violazione
della carne. l'odioso diritto signorile gravava troppo pesantemente sul suo cuore.
Il Titano strinse convulsamente i pugni, digrign i denu. apri la b o c c a e
un'eruzione di torce e forche, di pietre e falci, si rivers sulle terre dei signori: e
le roccafoni crollarono e castellani bardati di crimini furono triturati sotto le
rovine. L'incendio, che infimi vassalli avevano appiccato e che i l l u m i n per un
istante l'oscuro periodo feudale, si spense nel loro sangue. La jacquerie

. come

il cristianesimo, ebbe i suoi martiri. La guerra dei contadini di Francia, come


quella degli iloti di R o m a , termin con la sconfitta. Gli Jacques, questi figli
illegittimi dei Cristo e degli Spartaco, ebbero la sorte dei loro antenati. D i questa
ribellione,

ben presto non rimase che un po' di cenere. L'affrancamento dai

comuni ne fu ilrisultato. Soltanto i pi importanti fra i contadini ne approfittarono.


Ma la scintilla covava sotto la cenere e doveva produrre pi tardi u n incendio
generale: 1' '89 e il "93 fiammeggeranno sul mondo.
Si conosce troppo questa epoca perch sia necessario passarla in rassegna.
Dir soltanto una cosa: ci che perse la Rivoluzione del '93 fu. soprattutto, come
sempre, l'ignoranza delle masse e. in seguito, i montagnardi, gente pi turbolenta
che

rivoluzionaria

pi agitata che agitatrice. C i che perse la R i v o l u z i o n e fu la

dittatura il comitato di salute p u b b l i c a la sovranit di dodici persone su un vasto


corpo di cittadini-sudditi, che da allora si abituarono a non essere altro che m e m b r a

40

Joseph. Djacque

schiave del cervello, a non avere altra volont che la volont della testa che li
dominava: cos che. il giorno in cui questa testa fu decapitata, non vi furono pi
repubblicani. Morta la usta, mor il corpo. La moltitudine, che faceva la pane della
claque. baneva le mani alla rappresentazione termidoriana, come le aveva battute
davanti la pagliacciata dei decemviri e come le batt allo spettacolo del 18
Brumaio. Si era voluto sottoporre a dittatura le masse, si era lavorato al loro
abbrutimento allontanando da esse ogni iniziativa, facendo loro abdicare ogni
sovranit individuale. Erano state asservite in nome della Repubblica e al giogo
dei conduttori della cosa pubblica: all'impero non rest che attaccare questo
bestiame al suo carro per farsi acclamare. Mentre se. al contrario, si fosse lasciata
a ciascuno la cura di rappresentare se stesso, di essere il mandante di se stesso: se
quel comitato di salute pubblicafosse stato composto dai trenta milioni di persone
che abitavano il territorio della Repubblica, cio da tutti coloro, donne o uomini,
in et di pensare e di agire: se la necessit, allora, avesse costretto ciascuno a
cercare, di propria iniziativa e con l'iniziativa dei suoi vicini, le misure adatte a
salvaguardare la propria indipendenza: se si avesse riflettuto in m o d o pi maturo
e si fosse capito che il corpo sociale, come il corpo umano, non lo schiavo inerte
del pensiero, ma piuttosto una specie di alambicco animato in cui la libera
funzione degli organi aveva prodotto il pensiero: che il pensiero non che la
quintessenza di questa anarchia dell'evoluzione, l'unit dellaquale causata dalle
sole forze di attrazione: infine, se la borghesia montagnarda avesse avuto istinti
meno monarchici: se avesse voluto contare come una goccia insieme alie altre
nelle arterie del tonrente rivoluzionario, invece di porsi come una perla cristallizzata sul frutto, come un gioiello autoritario incastonato nella schiuma: se avesse
voluto rivoluzionare il seno delle masse invece di troneggiare su esse e pretendere
di governarle: senza dubbio gli eserciti francesi non avrebbero sventrato le nazioni
a colpi di cannone, impiantato bandiere tricolori su tutte le capitali europee e
schiaffeggiato col titolo infamante e preteso onorifico di cittadino francese tutti i
popoli conquistali: no. senza dubbio. Ma il genio della libert avrebbe fatto
ovunque uomini, sia dentro che fuori: ma ogni uomo sarebbe divenuto una
cittadella imprendibile: ogni intelligenza, un inesauribile arsenale, ogni braccio,
un esercito invincibile per combattere il dispotismo e distruggerlo sotto tutte le sue
forme: m a la Rivoluzione, questa amazzone dalle pupille affascinatici, questa
conquistatrice d e l l ' u o m o all'umanit, avrebbe intonato una grande Marsigliese
sociale, avrebbe dispiegato sul m o n d o la sua sciarpa scarlatta, l'arcobaleno
dell'armonia, la sfavillante porpora dell'umanit!...
L ' I m p e r o , restaurazione dei Cesari, condusse alla restaurazione della vecchia
monarchia, che fu un progresso sull'Impero: e la restaurazione della vecchia
monarchia condusse al 1830, che fu un progresso sul 1815. M a che progresso! U n
progresso molto pi nelle idee che nei fatti.
Fin dai tempi antichi, le scienze erano costantemente andate avanti. La Terra

L'Umani sfera. Utopia anarchica

41

non pi una superficie piena e immobile, come la si credeva anticamente, al


tempo di un D i o creatore ami e ultra diluviano. No: la terra un globo sempre in
movimento. Il cielo non pi un soffitto, il pavimento di un paradiso o di un
olimpo, una sorta di volta dipinta in blu e ornata di mensole sormontate da
colonnine pensili in oro: un oceano fluido di cui n l'occhio n il pensiero
possono sondare la profondit. Le stelle, come i soli, rotolano in questa onda di
azzurro, e sono mondi gravitanti, come il nostro, nelle loro vaste orbite, e con una
pupilla animata nelle ciglia luminose. Questa definizione di Circulus: L a vita
un cerchio del quale non si pu trovare n inizio n fine perch, in un cerchio, tutti
i punti della circonferenza sono inizio o fine; questa definizione, prendendo
proporzioni pi universali, riceverebbe un'applicazione pi vicina alla realt e
diverrebbe cos pi comprensibile al volgo. Tutti i globi circolano liberamente
nell'etere, attirati teneramente da questi, respinti dolcemente dagli altri, non
obbediscono che alla loro passione, e trovano in questa la legge la loro m o b i l e e
perpetua armonia: tutti questi globi girano prima su se stessi, poi si raggruppano
assieme ad altri globi e formano ci che si dice, credo, un sistema planetario, cio
una colossale circonferenza di globi viaggianti di concerto con pi giganteschi
sistemi planetari e. di circonferenza in circonferenza, aumentano sempre pi. e
trovano sempre mondi nuovi per accrescere il loro volume e spazi sempre
illimitati per compiervi progressive evoluzioni: infine, tutti questi globi di globi
e il loro movimento continuo non possono che dare un'idea sferica dell'infinito,
e dimostrare con una argomentazione senza replica. - argomentazione che si p u
toccare con l'occhio e con il pensiero. - che l'ordine anarchico l'ordine
universale. Perch una sfera che gira sempre, e in tutti i sensi, una sfera che non
ha n inizio n fine, non pu avere n alto n basso, e di conseguenza n D i o ai
venice n Diavolo alla base. Il Circulus. nell'universalit, detronizza l'autorit
divina e dimostra la sua negazione dimostrando il movimento come, n e l l ' u m a n i t ,
detronizza l'autorit governativa dell'uomo sull'uomo e ne prova l'assurdo
dimostrando il movimento. Alla stregua dei globi che circolano anarchicamente
nell'universalit, gli uomini devono circolare anarchicamente nell'umanit, sotto
il solo impulso delle simpatie e delle antipatie, delle attrazioni e delle repulsioni
reciproche. L'armonia non pu esistere che attraverso l'anarchia. Questa la
soluzione del problema sociale. Volerlo risolvere altrimenti, sarebbe voler dare
a Galileo una etema smentita, sarebbe dire che la iena non una sfera, o che questa
sfera non gira. E tuttavia gira, ripeter con quel povero vegliardo condannato a
spergiurarsi, e che accett l'umiliazione della vita in vista, senza d u b b i o , di
salvare la sua idea. A quel grande auioricida perdono l'apparente vigliaccheria in
favore della scienza: non sono solo i gesuiti che giustificano i mezzi in quanto
giustificazione dei fini. L'idea del Cerchio, nell'universalit, ai miei occhi un
soggetto di troppo grande portata per consacrarvi solo queste poche righe: vi
ritorner. In attesa di pi completi sviluppi, richiamo su questo passaggio le

42

Joseph. Djacque

meditazioni dei

rivoluzionari9.

D u n q u e , di scoperta in scoperta, le scienze avanzano. Nuovi continenti, le due


Americhe. V Australia, si sono raggruppati intorno ai vecchi. Uno dei proclamatori
deirindipendenza americana. Franklin, strappa il fulmine dalla m a n o di Giove, e
la scienza ne fa una forza domestica che viaggia su un fil di ferro con la velocit
del lampo e riporta la risposta alla parola che si lancia, con la docilit di una cane.
Fulton ha addomesticato il vapore, questo locomotore anfibio che Salomon de
Caus aveva afferrato per la gola. L'ha imbrigliato e gli ha dato per carapace la carena

All'inizio dell'inverno 1S5S. Djacque teme di non avere pi a lungo i mezzi per pubblicare il suo
giornale: Nel dubbio, non essendo per nulla assicurala l'esistenza dei sofferenti, ci sbaglieremo a pubblicare
ci che crediamo pi utile. 11 prossimo numero conterr l'inizio di un articolo estrano dalle note de L'Umanisfera
e porter i i titolo: // circolo deli universalit.

In qualche modo, in quest "opera, e espressa la filosofia delle idee. -

i"Le Libertaire". n. 7.25 ottobre 1S5S . Questa l'importanza atinbuna dall'autore al tema "circolo", teona di
cui si trovano elementi in Fourier. e che Djacque aveva in comune con il socialista, di origine sansimoniana.
Pierre Leroux Inaio nel P 9 7 e ai quale, nella primavera del 1871. la Comune tnbuiera ossequi solenni in
omaggio al coraggio con cui. ventitr anni pnma. alla tnbuna dell'Assemblea Costituente, aveva preso la difesa
degli insorti del Giugno 184S.
I due uomini si erano conosciuti in esilio, in Inghilterra, e forse gi a Pangi. Si stimavano senza dissimulare
le loro divergenze. Ne "_e Libertaire"del31 agosto 185S in. 5.si pu leggere: Abbiamo ricevuto i due primi
numeri de "L'Esprance". m ista filosofica, politica. letterina, pubblicata a Jersey da Pierre Leroux. Pubblicazioni come queste, non si raccomandano con la pubblicit, si impongono da soie. L'affettuosa stima che abbiamo
per il decano dei pubblicisti socialisti non ci impedisce di essere in disaccordo con il pensatore, il filosofo, su
questioni fondamentali. Pierre Leroux come Proudhon. suo antagonista: vi sono luci ed ombre. Deplonamo
le ombre, ma salutiamo le luci. Da pane sua. Pierre Leroux. in un articolo sulle ongini delle leone socialiste.
De la Constitution qui con\ient auiourd'hui

la France. (3e fascicolo de "L'Esperance". settembre 1S5S i. parla

cosi di Djacque. che fa denvare da Founer e da Proudhon. sotto il segno della liberta: Non e pi Proudhon.
in effetti, che oggi pu rappresentare questa Setta, dopo la conclusione finale (la donna chiava dell'automa
marnai e i cne ha prodotto. Ne occorreva un altro. Lo stendardo Libert e oggi nelle mani di uno dei suoi discepoli,
di un an-anarchico

come lui. ma che prende la an-archia pi senamenie di lui. Djacque. un proletario che

scrive, a New York, un giornale il cui titolo, neologismo inventalo da lui. espnme bene il suo pensiero: "Le
Libertaire".
Mollo schematicamente, si potrebbe definire il tema del "circolo"* icercnioi di Pierre Leroux. come una
ntlessione sull'incessante trasmutazione degli essen e delle cose dell'universo attraverso il tempo e lo spazio
Ma. allorch, in Leroux. questa nflessione giustifica un misticismo confessato, in Djacque. al contrano. sbocca
in un matenalismo radicale: Il movimento non dunque estraneo alia sostanza: identico; non esiste sostanza
senza movimento, come non esiste movimento senza sostanza. Ci che si chiama matena. e spinto grezzo, ci
che si chiama spirito, matena lavorala. Allo stesso modo in cui l'operaio il produttore. Dio. come dicono i
metafisici, l'essere universale, l'officina: il prodotto dell'infinit degli essen. Come potrebbe dunque essere
motore di ciascuno, se non che la macchina di cui ciascuno il motore? Dio. o l'Assoluto, e smentito da tutto
ci che ha vita nella natura. E ancora: Ci che vorrei far ben comprendere, per questo mi sforzo di
generalizzare a nschio di npetermi, che le religioni, le morali artificiali o artificiose hanno fatto il loro tempo,
e che non sono oggi che immoralit o irreligione: che vi una morale, una religione naturale, da inaugurare
sulle rovine delle vecchie superstizioni, e che questa morale, o questa religione, non pu trovarsi che nella
scienza dell'uomo e dell'umanit, dell'umanit e dell'universalit: che l'uomo, come l'universo, uno e non
duplice: n matena e spinto, n corpo e anima ' matena o corpo mene, spinto o anima immatenale i. ma sostanza
animala e passionale, suscettibile a mille

mille metamorfosi e costretta dalla sua animazione e dalia sua

passionalit, dalle sue attrazioni, ad un movimento perpetuo e ascensionale. Ci che importarne constatare,
al fine di distruggere tutte le secolari teologie, e con esse il sistema autontano. che serve ancora da base
all'organizzazione delle societ contemporanee e ntarda la comunione fraterna degli uomini, che il movimento
assoluto non pu esistere, ecc..
A un altro livello, quello del contenuto latente e ncn pi manifesto. Djacque espnme. nei nguardi delle

L'Umani sfera. Utopia anarchica

43

di una nave, e si servito delle sue muscolose pinne per rimpiazzare lacapricciosa
ampiezza delle vele. E la forza dell " idra cos grande che se ne ride dei venti e dei
flutti, ed cos ben domata che obbedisce con una incredibile arrendevolezza alla
minima pressione del timoniere.
A terra, sulle strade ferrate, il mostro dal corpo di ferro, dalla voce rauca, dai
polmoni di-fiamma, lascia ben lontano dietro di s il barroccio e la diligenza. Al
segnale di colui che lo conduce, a un leggero colpo di staffa, esso pane,
trascinando a rimorchio un viale di case rotabili, la popolazione di tutto un
quaniere cittadino, e con una velocit che supera il volo dell'uccello. Nelle
officine, lo schiavo dei mille ingranaggi, lavora con una meravigliosa accortezza
alle opere pi delicate come a quelle pi rozze. La tipografia, questa magnifica
invenzione per mezzo della quale si incide la parola e la si riproduce in migliaia
di esemplari, la tipografia deve a lui un nuovo slancio. l'uomo che tesse le stoffe,
le tinge, le marezza, le ricama, lui che sega i boschi, lima il ferro, leviga l'acciaio:
lui. infine, che confeziona una quantit di strumenti di lavoro e oggetti di
consumo. Nei campi, dissoda, ara. semina, erpica e miete: trita la spiga sotto la
macina, porta il grano macinato in citt, lo impasta e ne fa pane: un lavoratore
enciclopedico. Senza dubbio, nella societ cos c o m ' organizzata, la m a c c h i n a
a vapore modifica diverse esistenze e fa c o n c o n e n z a a molte braccia. M a non
forse un male parziale e passeggero in confronto ai risultati generali e definitivi?
Essa sgombra le strade dell'avvenire. In Barbarie come in Civilt, cosa che ai
nostri giorni sinonimo, il progresso non pu aprirsi il cammino che passando su
cadaveri. L'era del progresso pacifico non si aprir che sugli ossami del m o n d o
civilizzato, quando il monopolio avr reso l'ultimo respiro e i prodotti del lavoro
saranno di d o m i n i o pubblico 10 .
L'astronomia, la fisica, la chimica, tutte le scienze, avevano fatto progressi.
Solo la scienza sociale era rimasta stazionaria. D o p o Socrate, che bevette la
cicuta, e Ges, che venne crocefisso, non ha avuto alcuna lucerna, fino a quando,
nelle regioni pi immonde della societ, in qualche cosa di ben altrimenti abietto
che una stalla, in una bottega. nacque un grande riformatore. Fourier scopriva un
nuovo mondo in cui tutte le individualit hanno un valore necessario all'armonia
sue leone sul circolo, un ceno rapporto col corpo, le cui risonanze moderne dov rebbero essere ricercale in
Georges Baiatile (il corpo utopico).
1J

Dieci anni prima. Djacque era staio uno dei veni inove fi rmaian di un manifesto affisso sui muri di Parigi

dai membri del giornale operaio "L'Atelier":


25 Febbraio, alle sei di sera.
A G L I OPERAI!
FRATELLI!
Apprendiamo che in mezzo alla gioia del trionfo, alcuni dei nostri, smarriti da perfidi consigli, vogliono
offuscare la gloria della nostra Rivoluzione con eccessi che respingiamo con tutta l'energia. Essi vogliono
rompere le presse meccaniche.
Fratelli! Hanno lorto! Soffriamo come loro delle perturbazioni derivale dall'introduzione delle macchine

Joseph. Djacque

44

collettiva. Le passioni sono gli strumenti di questo vivo concerto che ha p'jr
archetto la fibra delle attrazioni. N o n era possibile che Fourier rigettasse interamente la tonaca: suo malgrado, egli conserv, della sua educazione commerciale,
la tradizione borghese, i pregiudizi di autorit e di servit che lo fecero deviare
dalla libert e dall'uguaglianza assoluta, dall'anarchia. Tuttavia, davanti a questo
borghese, mi scopro e saluto in lui un innovatore, un rivoluzionario. Tanto gli altri
borghesi sono nani, quanto lui un gigante. Il suo nome rester scrino nella
memoria dell'umanit.
Il 1848 arriv, e l'Europa

rivoluzionaria

polvere. Giugno, questa jacquerie

prese fuoco come una striscia di

del X I X secolo, protest contro i moderni

abusi del nuovo signore. La violazione del diritto al lavoro e del diritto all'amore,
lo sfruttamento dell'uomo e della donna da pane dell'oro fecero insorgere il
proletariato e gli misero le armi in mano. La feudalit del capitale vacill nei suoi
principi. Gli alti baroni dell 'usurae i baronetti del piccolocommercio si arroccarono
nelle loro banche, e. dall'alto della loro piattaforma, lanciarono sull'insurrezione
enormi masse di eserciti, flutti bollenti di guardie. A forza di tattiche gesuitiche,
giunsero aschiacciare larivolta. Pi di trentamila ribelli, uomini, donne e bambini,
furono gettati nelle stive dei vascelli e nei sotterranei. Innumerevoli prigionieri
furono fucilali, in disprezzo ad un manifesto affisso a tulli gli angoli delle strade,
manifesto che invitava gli insoni a deporre le armi e dichiarava loro che non vi
sarebbero stati n vincitori n vinti, m a fratelli.

- F R A T E L L I N E M I C I , si voleva

dire! Le vie furono coperte di schegge di cervella. 1 proletari, disarmali, furono


ammucchiali nei sotterranei delle Tuileries. dell'Hotel de Ville. dell'Ecole Militane,
nelle scuderie delle caserme, nelle cave di Ivrv. nelle fosse del Campo di Marte,
nelle fogne della capitale del mondo civile, e lmassacraii con tutte le raffinatezze
della crudelt! Le fucilate piovevano per tutti i cospiratori, il piombo cadeva a
guisa di pane in quelle cloache in cui. tra i rantoli dei morenti e gli scoppi di risa
della follia, si galleggiava nell'orma e nel sangue fino a met gamba, asfissiati per
la mancanza d'aria e torturati dalia sete e dalla fame. 1 sobborghi furono trattati
come, nel Medio Evo, una piazza presa d'assalto. Gli sbirri della civilt salirono
nelle case, scesero nelle cantine, frugarono negli angoli pi riposti, passando per
la baionetta tutti quanti sembravano loro sospetti. Nelle barricate smantellate, al
posto di ogni manone. si sarebbe potuta mettere una testa di cadavere... M a i .

nell'industria; ma, invece di prendercela con le invenzioni che diminuiscono il lavoro e moltiplicano la
produzione, accusiamo dei nostn problemi i governi egoisti e imprevidenti.
Non potr pi accadere, in futuro, la stessa cosa.
Rispetto dunque perle macchine! Del resto, attaccarsi alle presse meccaniche, rallenta re. soffocare la voce
della Rivoluzione; , nelle gravi circostanze in cui ci troviamo, fare opera di catlivi cittadini.
Gli operai sottoscritti, delegati: (...).
Fra essi, dieci stampaton, tre sarti, tir contabili, due orologiai, due orafi e nove rippresentanu isolati di
diversi corpi di mestiere. (Les Murailles rvoiunonnaires de 1848. Pezzi e documenti raccolti e messi mordine
da Charles Bouun, Parigi 1868, Ed. E. Piccaid, pag. 48).

L'Umanisfera. Utopa anarchica

45

dacch mondo m o n d o , si era vista una simile carneficina. E non soltanto le


guardie nazionali della citt e dellaprovincia. gli industriali e i bottegai, i borghesi
e le loro guardie del corpo commisero dopo il combattimento pi di mille atrocit;
ma le donne stesse, le donne di bottega e di salotto, si mostrarono ancora pi
accanile dei loro mariti nella sanguinosa caccia. Erano loro che. dall'alto dei
balconi agitavano gli scialli, gettavano fiori, nastri, baci alle truppe che conducevano convogli di prigionieri: che insultavano i vinti: che domandavano a gran
voce e con parole spaventose che si fucilassero davanti le loro pone e si
appendessero alle imposte quei leoni incatenati i cui ruggiti le avevano fatte
impallidire fra gli agi e le orge: erano le stesse che. ai passaggio dei giganteschi
suppliziati, sputavano loro in faccia queste parole, che per molti diventavano
sentenza: A m o n e ! Nella fogna!... A h ! quelle donne non erano donne, ma
femmine di borghesi!
Si credette di aver annientato il Socialismo nel sangue. Gli si era dato, al
contrario, il battesimo di vita! Schiacciato sulla pubblica piazza, si rifugi nelle
sedi, nelle officine, come il cristianesimo nelle catacombe, reclutando ovunque
proseliti. Lontano dal distruggere la semenza, la persecuzione lo avrebbe fatto
germogliare. Oggi, come il seme di grano sotto la neve, il germe seppellito sotto
il profitto vincitore. M a che il tempo passi, che arrivi il disgelo, che la liquefazione
faccia fondere ad un sole di primavera tutta questa fredda esibizione del lucro,
questo strato metallico ammucchiato in spesse lastre sul petto del proletariato: che
la stagione

rivoluzionaria

si liberi dei Pesci di febbraio ed entri nel segno

dell'Anele, e si vedr il Socialismo rialzare la testa e continuare il suo slancio


zodiacale fino a che abbia raggiunto la figura del Leone. - fino a che il seme abbia
prodotto la sua spiga.
Come 1" '89 aveva avuto il suo angelo ri bel le: Mirabeau. che lanciava dal seno
della Pallacorda queste sanguinose parole di fronte all'aristocrazia: Andate a dire
al vostro padrone che siamo qui per volont del popolo, e che usciremo solo con la
forza delle baionette! . cos il '48 ebbe il suo Proudhon. un altro spirito ribelle, che.
in un libro, aveva emesso questa monale conclusione nei riguardi della borghesia:
La Propriet,

un furto!

. Senza "48. questa verit avrebbe dormito a lungo,

ignorata in fondo a qualche bibliotecadi privilegiato. Il '48 la mise in luce e le diede


per cattedra la pubblicit della stampa quotidiana: la moltiplicazione delle sedi
all'aria apena: s'impresse nel pensiero di ogni lavoratore. Il grande merito di
Proudhon non di essere stato sempre logico, tutt'altro, m a di avere provocato gli
altri a cercare la logica. Perch l ' u o m o che ha detto: Dio. il male, - la Schiavit,
un assassinio, la Carit, mistificazione . - e cos ancora. M a 1 "uomo che ha
rivendicato con tanta forza la libert dell'uomo: quello stesso uomo, ahim! ha
anche attaccato la libert della donna: l'ha messa al bando della societ, ha
decretato che fosse messa fuori dell'umanit. Proudhon non che una frazione del
genio rivoluzionario: la met del suo essere paralizzata, ed disgraziatamente il
lato del cuore. Proudhon ha tendenze anarchiche, m a non un anarchico; non

Joseph. Djacque

46

umanit, mascolinit

11

. M a - se. c o m e riformatore, vi sono macchie in questo

diamante. - come agitatore, ha smagl ianti bagliori. Certamente, qualche cosa. E


il Mirabeau del proletariato non ha nulla da invidiare al Mirabeau della borghesia;
lo oltrepassa di tutta l'altezza con la sua intelligenza innovatrice. L ' u n o , ebbe solo
lo slancio della ribellione, fu un lampo, un bagliore che si spense rapidamente
nelle tenebre della corruzione. L'altro, fece risuonare tuoni su tuoni. Egli non ha
soltanto minacciato, ha fulminato il vecchio ordine sociale. M a i uomo polverizz
al suo passaggio tanti abusi secolari, tante superstizioni pretese legittime.
L ' '89 fu il '48 della borghesia insorta contro la nobilt: il '4S. 1" '89 del
proletariato insorto contro la borghesia. A presto il '93!
Ed ora. passate autorit provvisorie: repubblica bianca, come un tempo la
chiamava un illustre poeta che allora temeva si fondesse la colonna Vendme per
fame monete da due soldi. Passate, repubblica blu e repubblica rosa, repubblica
detta onesta e moderata, cos come definita dagli uomini detti di devozione,
senza dubbio perche questi uomini e questa repubblica non sono n l'uno n
l'altro. Passate, anche, pascialato di Cavaignac. l'Africano, orrendo Otello,
geloso della forma, e che pugnal la repubblica al cuore perch aveva velleit
sociali. Passate, presidenza napoleonica, imperatore e impero, pontificato del
furto e dell'omicidio, cattolicit degli interessi mercantili, gesuitici e soldateschi.
Passate, passate, ultimi bagliori della lampada Civilt e. prima di spegnervi, fate
muovere sui vetri del tempio di Plutone le ombre borghesi di quel grande serafino.
Passate, passate, chiarori morenti, e illuminate fuggendo la ronda di notte dei
cortigiani dell'attuale regime, fantasmi raggruppati attorno allo spettro di Sant'Elena. fantasmagoria di spinti titolati, mitrati, gallonati, argentati, ramati,
copeni di verderame, bohme del cuore, di sagrestia di negozio, e di retrobottega,
sofisticata stregoneria del Sabba imperiale. Passate! passate! 1 morti vanno
veloci!...
Andiamo. Cesari, in quella casa di perdizione che si chiama le Tuileries.
soddisfate i vostri osceni capncci: accarezzate le dame e i flaconi, svuotate la
coppa delle volutt principesche: addormentatevi. Padroni, su cuscini di raso, o
guanciali di velluto. Questo eliso lupanare vale bene la vostra antica bettola di
Hay-Market. Andiamo, ex dignitari di L o n d r a prendete in m a n o il vostro scettro,
e bastonateli tutti, questi grandi signori-valletti, e tutto questo popolo valletto dei
vostri valletti, curvatelo ancora di pi sotto il peso del vostro dispotismo e della
vostra abiezione. A n d i a m o , uomoprov\idenziale.

rompi le ossa a questa societ

scheletro: riducila in polvere, cos che un giorno la Rivoluzione non abbia che da
soffiarvi sopra per farla sparire.
Preti, intonate il Te Deum

11

sui palcoscenici delle vostre chiese. Battezzate.

Sull 'antifemminismo di Proudhon. cfr la noia 7.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

47

catechizzale, confessate, sposate e seppellite i vivi e i morti: aspergete il m o n d o


di sermoni e acqua benedetta per esorcizzarne il demonio del libero pensiero!
Soldati, cantate la feccia e la schiuma, le rosse ubriacature. Uccidete a
Sebastopoli e uccidete a Parigi. Bivaccate nel sangue e nel vino e negli sputi:
svuotate le botti e i fucili: sfondale crani u m a n i e fate seccare le cervella: aprite
una grossa botte di alcool, fatene colare un ruscello di porpora e sguazzatevi per
bervi a garganella... Vittoria! soldati: voi avete, in 300.000. e dopo due anni di
esitazione, conquistato il baluardo di Sebastopoli, difeso dai biondi figli della
Russia: e. in 500.000. dopo una o due notti di imboscate, avete conquistato, con
una bravura tuita militare, i boulevards di Parigi, quei boulevards dove sfilava a
braccetto un esercito di gente di ogni eie di ogni sesso. Soldati! siete coraggiosi,
e Papavoine vi contempla!...
Giudici, poliziotti, legislatori e boia, spiate, deportate, ghigliottinate, codicepenalizzate i buoni e i cattivi, questo pullulare di scontenti che. al contrario di voi.
roditori e divoratori di bilanci, non pensano che tutto va per il meglio nel mici iore
dei mondi possibili. Manipolatori dei piatii della giustizia, pesate a peso d'oro la
colpevolezza delle m e d i c a z i o n i sociali. - Banchieri, bottegai, industriali, sanguisughe della produzione peri quali ii produttore una dolce preda, allungate le
proboscidi, afferrate il proletano alla gola e succhiategli tutto l'oro dalie vene.
Aggiotate. commerciate, siate usurai, sfruttate, fate buchi nella blusa dell'operaio
e buchi nella luna. Ricchi, ingrossate la pancia e smagrite la carne del povero. Avvocati, difendete i pr e i contro, il bianco e il nero: spogliate la vedova e
l'orfano a profitto del potente prevaricatore, e il piccolo artigiano a profitto del
grande industriale. Suscitate processi fra i proprietari, in attesa che la societ
faccia il vostro processo e quello della propriet. Prestate ai tribunali criminali
l'appoggio della vostra farsa di difesa, e rendete cos innocente la condanna, col
pretesto di rendere innocente l'accusato. - Uscieri, avvocati e notai, redigete su
carta bollata atti di propriet e di piratena: spossessate questi e concedete a quelli:
scorazzate come bruti sulle ricche e copiose cime, al fine di esaurire pi in fretta
la linfa che dagli strati inferiori sale incessantemente per alimentarle. - Dottori
dell'istruzione pubblica, che avete la facolt di mercurializzare i bambini della
societ a nome del cretinismo universitario o clericale, sculacciate e

risculacciale

fanciulle e giovanetti. - Diplomati della facolt di medicina per il medicamento


mercuriale e arsenicale, ordinate la liquidazione dei malati, sperimentate sui
proletari e tormentateli sui cavalietti dei vostri ospedali. Andate, empirici, n o n
soltanto si autorizza il vostro breveno di incapacit scientifica e di rapacit
bottegaia, ma avete, in pi. la garanzia del governo. Fate, e per poco che siate in
possesso di una clientela aristocratica e di un carauere benpensante, il capo dello
Stato staccher dalla sua corona una stella d'oro per appendervela all' occhiello.
Tutti voi. infine, opulenti di obbrobrio, falliti a cui la fortuna sorride c o m e

Joseph. Djacque

48

sorridono le prostitute sulla soglia delle case di appuntamento: traviati dalla


decadenza cristiana, corruttori e corrotti, avanzate, avanzate sulla "vile moltitudine*". sporcatela col vostro fango, schiacciatela coi vostri talloni, attentate al suo
pudore, alla sua intelligenza, alla sua vita: fate, e fate ancora!...
E poi?...
Impedirete forse al sole di risplendere e al progresso di seguire il suo corso?
N o . perch non potrete far s che l'usura non sia usura, che la miseria non sia
miseria, che la bancarotta non sia bancarotta, e che la R I V O L U Z I O N E non sia
RIVOLUZIONE!!...
O borghesi, voi che non avete mai prodotto che estorsioni, e che sognate
soddisfazioni eteme digerendo soddisfazioni momentanee, dite, borghesi, quando passate in quest'ora per le strade, non sentite forse qualcosa, come un'ombra
che vi segue, che c a m m i n a e non abbandona mai la vostra scia? Sia che siate in
piedi e rivestiti della livrea imperiale come di una corazza, sia che abbiate per
grucce le baionette irreggimentale, e che la mannaia della ghigliottina sovrasti
questo immenso fascio di armi, con il catechismo penale da un lato, e il codice
religioso dall'altro: sia che il capitale irraggi su tutto ci come un sole di
Austerliiz: borghesi, non avete nulla da temere dal lupo, dalla iena o dallo spettro
il cui fiuto vi spaventa. M a . il giorno in cui un velo passer su quel sole: il giorno
in cui la vostra livrea sar usata fino alla trama, il giorno in cui. tremanti nella
nudit, vacillerete di passo falso in passo falso e rotolerete a terra, spaventati,
terrorizzati: il giorno in cui sarete sconfitti sulla Beresina. oh! quel giorno, vi dico,
disgrazia a voi! Il lupo, la iena e lo spettro vi salteranno al ventre e alla gola e vi
divoreranno l'intestino, e renderanno a brandelli le vostre membra e la vostra
livrea, i vostri fasci di baionette e i vostri catechismi e i vostri codici. Sar la fine
della vostra utopia del capitale. C o m e un aquilone cui si rotta la funicella, il
vostro sole d'oro cadr in picchiata nell'abisso. Parigi sar diventata la vostra
Waterloo: e Waterloo, lo sapete, conduce a Sant'Elena... In verit, in verit vi dico,
quel giorno per voi non vi sar n piet n grazia. Ricordatevi di G i u g n o ! Vi si
grider. Occhio per occhio, dente per dente!
Borghesi, borghesi, siete troppo giudei per non conoscere la legge di Mos...
A h ! Sempre il ferro e il piombo e il fuoco! Sempre il fratricidio fra gii uomini!
Sempre vincitori e vinti! Quando dunque cesser il tempo delle prove sanguinose?
A furia di mangiare cadaveri, la Civilt non morir infine di indigestione?
Q u a n d o , dunque, gli uomini comprenderanno che l'Autorit male:
- che la Propriet, che anche autorit, male:
- che la Famiglia, che ancora autorit, male:
- che la Religione, che sempre autorit, male:
- che laLegalit. la Costituzionalit, la Regolamentarit. la Contrattualit. che
sono tutte autorit, sono male, e ancora male, sempre male!
G e n i o dell'Anarchia, spirito dei secoli futuri, liberateci dal male!!!

L'Umani sfera. Utopia anarchica

49

PARTE S E C O N D A

Preludio:
sogno, idea,

utopia.
Figlie del dinuo. silfidi dei miei sogniEguaglianza! Libeni! miei amori!
Non sarete sempre altro che menzogne!
Fratellanza! ci sfuggirai sempre!
No. non veto? mie dilette idee:
Si avvicina il giorno in cui l'idea
sulla vecchia mendiana della realla
Avr segnalo l'ora delle utopie!...
Bionda utopia, ideale del mie cuore.
\n' sfida ancora l'ignoranza e l'errore
I LL'S Ljzjrcetincs

''"

1. Che cose una Utopia?


Che cosa una utopia? Un sogno non realizzalo, ma non irrealizzabile.
L'utopia di Galileo oggi verit, essa ha trionfalo a dispetto della sentenza dei
giudici: la terra gira. L'utopia di Cristoforo C o l o m b o si realizzata malgrado le
critiche dei suoi denigratori: un nuovo mondo. l'America, ha avuto origine al suo
appello dalle profondit dell'Oceano. Chi fu Salomon de Caus? un utopista, un
pazzo, ma un pazzo che scopr il vapore. E Fulion? ancora un utopista. Domandate
piuttosto agli accademici dell'Istituto e al loro imperatore e padrone. Napoleone,
deuo il Grande... grande come i mostri fossili, di bestialiie di ferocia. Tuue le idee
innovatrici furono utopie alla nascita. Il tempo soltanto, sviluppandole, le fece
entrare nel m o n d o reale. I cercatori di felicit ideale, come i cercatori della pietra
filosofale, forse non realizzeranno mai in maniera assoluta la loro utopia, ma
questa utopia sar la causa di progressi umani. L ' a l c h i m i a non riuscita a fare
l'oro, ma ha estratto dal crogiolo qualcosa ben pi preziosa di un inutile metallo,
ha prodotto una scienza, la chimica. La scienza sociale sar l'opera dei sognatori
della perfetta armonia.
L'umanit, questa immortale conquistatrice, un corpo d'armata che ha
l'avanguardia nell'avvenire e la retroguardia nel passato. Per spostare il presente
e aprirsi la strada, le sono necessarie avamposti di tiratori, sentinelle perdute che
sparano idee ai limiti dell' ignoto. Tutte le grandi tappe dell "umanit, le sue marce
'"Si tratta della settuna ed ultima strofa di una poesia di settanta veni: "Mes utopies". Londra 1 352. ILes
Lazartnnts.

II edizione. New-Orleans. 1857, pp 97-1001.

Joseph. Djacque

50

forzate sul terreno della conquista sociale non sono state compiute che su passi
guidati dal pensiero. Avanti! le gridavano gli esploratori dell'Avvenire, in piedi
sulle cime alpestri dell'utopia. A l t ! protestavano le tartarughe del Passato,
accovacciate sulle strade battute da fangose reazioni. In marcia! rispondeva il
genio dell'Umanit. E le dense masse rivoluzionarie si scuotevano alla sua voce.
- Umanit! inalbero sulla strada dei secoli futuri la guida dell'utopia anarchica, e
ti grido: Avanti! Lascia le lumache del Passato dormire, trovare la m o n e nel vile
immobilismo. Rispondi ai loro lamenti di agonia, ai loro gemiti cadaverici con un
sonoro richiamo al movimento, alla vita. Suona la tromba del Progresso, prendi
in m a n o le tue bacchette insurrezionali, e suona e batti l'adunata. - In marcia! in
marcia!
Oggi, che il vapore in tutto il suo vigore, e l'elettricit esiste allo stato
iniziale: oggi, che la locomozione e la navigazione si fanno a grande velocit: che
non esistono pi n Pirenei n A l p i , n deserti n oceani: oggi, che la tipografia
stampa le parole a centinaia di m i g l i a i a d i esemplari e che il commercio le diffonde
fino agli angoli pi remoti del globo: oggi, che le fatiche delle generazioni hanno
creato, di piano in piano e di arcata in arcata, questo gigantesco acquedotto che
riversa sul m o n d o attuale flutti di scienze e di luci: oggi, che la forza motrice e la
forza di espansione oltrepassano tutto ci che di grandioso i sogni pi utopici dei
tempi antichi potevano immaginare per i tempi moderni: oggi, che la parola
"impossibile" cancellata dal dizionario umano: oggi, che l'uomo, nuovo Febo
che dirige il c a m m i n o del vapore, riscalda la vegetazione e produce dove vuole
serre in cui germogliano, sbocciano e fioriscono piante e alberi di ogni clima, oasi
che il viaggiatore incontra in m e z z o alle nevi e ai ghiacci del Nord: oggi, che il
genio umano, in nome della sua sovranit, ha preso possesso del sole, questo
crogiolo di brillanti artisti che ne ha catturato i raggi, li ha incatenati al suo
laboratorio e li ha costretti, come servili vassalli, ad imprimere e a dipingere la sua
immagine su placche di zinco o fogli di quaderno: oggi, infine, che tutto va avanti
a passi da gigante, possibile che il Progresso, questo gigante fra i giganti,
continui a marciare piano piano sui binari della scienza sociale? No. no. Vi dico
che si deve cambiare andatura: che ci si deve mettere al passo con il vapore e
l'elettricit: che bisogna gareggiare con essi in forza e agilit. Guai allora a chi
volesse arrestarlo nella sua corsa: sarebbe rigettato a brandelli sulla strada dallo
schiacciapietre del colossale locomotore, questo ciclope dall'occhio di fuoco che
rimorchia col gran calore infernale il retaggio satanico dell'umanit, e che,
rizzandosi sui suoi passi, avanza, fronte alta, sulla linea dritta dell'anarchia,
scuotendo nell'aria la bruna capigliatura costellata di scintille di f i a m m a ! Guai
a chi volesse porsi c o n n o questo cratere rimbombante! Tutti gli dei del m o n d o
antico e moderno non sono all'altezza di misurarsi col nuovo Titano. Largo!
Largo! scansatevi, bifolchi incoronati, mercanti di bestiame umano che ritornate da Poissy con la vostra cariola d e l l a Civilt. Mettetevi in un canto, smargiassi

L'Umani sfera. Utopia anarchica

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Lillipuziani, e lasciate il passo all'Utopia. Largo! Largo al soffio energico della


Rivoluzione! Largo, coniatori di scudi, forgiatori di metalli, largo ai coniatori di
idee, ai forgiatori di fulmini!...
Avevo appena finito di scrivere queste righe che fui costretto a fermarmi,
come mi successo molto spesso nel corso di questo lavoro. L a grandissima
tensione di tutte le facolt per sollevare e gettare il fardello d'ignoranza che m i
pesa sulla testa, una sovraeccitazione entusiasta del pensiero, agendo sul m i o
debole temperamento, aveva fatto sgorgare il pianto dai miei occhi. Soffocavo nei
singhiozzi.il sangue mi batteva le tempie e sollevava nel cervello flutti torrenziali,
fiotti ardenti che le arterie non cessavano di accogliere con tutte le loro cateratte.
E mentre con la mano destra cercavo di contenere e placare i bollori della fronte,
con la mano sinistra cercavo invano di comprimere le pulsazioni accelerate del
cuore. L'aria non mi arrivava pi ai polmoni. Barcollavo come un ubriaco mentre
andavo ad aprire lafinestradellacamera. Mi avvicinavo al letto e m i gettavo sopra.
- Sto dunque per perdere la vita o la ragione? M i rialzavo, non potendo rimanere,
steso, e mi ridistendevo, non potendo rimanere in piedi. M i sembrava che la testa
mi stesse scoppiando, e che il petto mi venisse tono con tenaglie. Soffocavo:
muscoli di ferro mi stringevano la gola... A h ! l'Idea un'amante che nei suoi
impetuosi abbracci morde fino a farvi gridare, e n o n vi lascia un m o m e n t o
ansante e sfinito, che per prepararvi a nuove e pi ardenti carezze. Per farle la
corte, bisogna, se non si forti nella scienza, essere bravi n e l l ' i n t u i z i o n e .
Indietro! essa dice ai gaglioffi e ai vili, siete profani! E li lascia ad aspettare
raggelati fuori dal santuario. A questa languida, superba e appassionata padrona. occorrono u o m i n i di salnitro e di bronzo per amanti. Chiss quanti giorni
costa ciascuno dei suoi baci! Una volta placato questo spasmo, mi sedetti al
tavolo. L'Idea venne a sedersi al mio fianco e. con la testa appoggiata sulla sua
spalla, una m a n o nella sua e l'altra fra i boccoli dei capelli, ci s c a m b i a m m o un
lungo sguardo di calma ebbrezza. Ripresi a scrivere ed essa a sua volta si chin
su di me. E senti vo il suo dolce contauo riaccendere 1 "estro nel cervello e nei cuore,
e il suo respiro accendere nuovamente il m i o respiro. D o p o aver riletto ci che
avevo scritto, e pensando a quella massa c o l m a di pregiudizi e di ignoranza che
bisognava trasformare in individualit attive, in libere e studiose intelligenze,
sentivo le ombre del dubbio scivolare nello spirito: m a l ' i d e i

parlandomi

all'orecchio, le dissip presto. Una societ, m i disse, che nei suoi strati pi oscuri,
sono la blusa dell'operaio, sente grondare simili lave

rivoluzionarie,

tempeste di

zolfo e di fuoco come ne circolano nelle tue vene: una societ, nella quale si
trovano diseredati che osano scrivere ci che tu scrivi, e fare cos appello a tutte
le rivolle del braccio e dell'intelligenza: una societ in cui simili scritti trovano
tipografie pronte a stamparle e uomini pronti a stringere le m a n i ai loro autori; in
cui questi autori, che sono proletari, trovano ancora padroni pronti ad per
impiegarli, - salvo eccezioni, bene inteso. - e in cui questi eretici dell' ordine legale

Joseph. Djacque

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possono camminare per le strade senza essere marchiati a fuoco in fronte, e senza
che li si trascini al rogo insieme ai loro libri; oh, via. una simile societ, bench
ufficialmente nemica delle nuove idee, molto vicina a passare al nemico... Se
non h a ancora coscienza della moralit dell* Avvenire, non di meno, non ha pi il
senso della moralit del Passato. L'attuale societ come unafortezza assalita da
tutte le p a n i e che ha perso ogni comunicazione col corpo d'armata che la
proteggeva e che stato distrutto. Sa che non p u approvvigionarsi. Cos non si
difende che formalmente. Si pu calcolare anticipatamente il giorno della sua
resa. Senza dubbio, ci vorranno ancora scambi di colpi di cannone: ma quando
avr esaurito le ultime munizioni, vuotati gli arsenali e i granai di riserva,
bisogner pure che ammaini la bandiera. La vecchia societ non osa pi proteggersi o. se si protegge, con un furore che ne testimonia la debolezza. I giovani
entusiasti del bello possono essere audaci e vedere il successo coronare la loro
audacia. 1 vecchi invidiosi e crudeli si incagleranno sempre nella loro caduca
temerariet. Vi sono ancora, oggi e pi che mai. preti per dare religione alle anime,
come vi sono giudici per torturare i corpi: soldati perfar pascere l'autorit, padroni
per vivere a spese dell'operaio. Ma preti e giudici, soldati e padroni, non hanno
pi fede nel loro sacerdozio. V'. nella pubblica glorificazione di se stessi per se
stessi, c o m e un pensiero nascosto di vergogna di fare ci che fanno. Tutti questi
arrivati, questi portatori di pianete o di zimane. di cinture guarnite d'oro e di lame
d'acciaio, non si sentono a loro agio tra il mondo che viene e il m o n d o che se ne
va: hanno inquietudini nelle gambe, sembra che camminino sui carboni ardenti.
E vero che continuano sempre a officiare, a condannare, a fucilare, sfruttare, ma.
nel loro intimo, non sono molto sicuri di non essere ladri

e assassini.'...,

cio

non osano confessarlo completamente, per paura di avere troppa paura. Comprendono vagamente che hanno violato il divieto di soggiorno, che la societ
civilizzata una societ malfamata, e che un giorno o l'altro la Rivoluzione pu
operare in questa spelonca un sopralluogo. Il passo dell'avvenire risuona cupamente sul selciato della strada. Tre colpi alla porta, tre colpi di campana a martello
su Parigi, ed finita la posta dei giocatori!
L a Civilt, questa figlia della Barbarie che ha la selvatichezza per antenata, la
Civilt, esaurita da dieci secoli di corruzioni, colpita da malattia incurabile,
condannata dalla scienza. Bisogna che muoia. Quando? Pi presto di quanto si
creda, la sua malattia una tisi polmonare, e. si sa, i tisici conservano l'apparenza
della vita fino all'ultimo momento. U n a sera di orgia e si coricher per non pi
rialzarsi.
Q u a n d o l'idea ebbe finito di parlare, l'attirai dolcemente sulle m i e ginocchia
e. fra due baci, le domandai il segreto dei tempi futuri. Essa cos tenera e cos
buona verso chi 1 ' ama ardentemente che non seppe rifiutarmi. Rimasi sospeso alle
sue labbra, raccogliendo ciascuna di quelle parole e come affascinato dal fluido
attrattivo, dagli effluvi di luci di cui m i inondava lasuapupilla. C o m ' e r a bella cos.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

53

la graziosa seduttrice! Vorrei poter ripetere con tuno il fascino che essa mise nel
raccontarmele queste magnificenze dell'utopia anarchica tutte queste m a g i e del
mondo armonioso. L a m i a penna troppo poco sapiente per darne qualcosa di
diverso di un pallido cenno. Colui che vorr conoscerne gli ineffabili incantesimi
faccia come me. appello all'Idea e. guidato da essa evochi le sublimi visioni
dell'ideale: la luminosa apoteosi deHe et future.

2. Siamo nell'anno 2858


Sono passati dieci secoli sul fronte dell'Umanit. Siamo nell'anno 2858. Immaginate un selvaggio della prima et. strappato dai seno della sua foresta
primitiva e gettato senza transizione a 40 secoli di distanza in mezzo all'Europa
attuale, in Francia, a Parigi. Supponete che una potenza magica abbiasciolto lasua
intelligenza e lo conduca attraverso le meraviglie dell'industria dell'agricoltura,
dell'architettura, di tutte le arti e di tutte le scienze, e che. come un Cicerone, gli
mostri e gli spieghi tutte le loro bellezze. E ora. immaginatevi lo stupore di questo
selvaggio. Cadr in ammirazione davanti a tutte queste cose: non potr credere ai
propri occhi, n alle proprie orecchie: grider al miracolo, alla civilt, all'utopia!
Immaginate ora un civilizzato, trapiantato d'un tratto dalla Parigi del X I X
secolo al tempo originario dell'umanit. E immaginate il suo stupore davanti a
uomini che hanno solo gli istinti della bestia, uomini che brucano e belano,
muggiscono e ruminano, scalciano e ragliano, mordono, graffiano e ruggiscono,
uomini per i quali le d i t a la lingua, l'intelligenza sono utensili di cui non
conoscono l'uso, un meccanismo il cui ingranaggio non hanno la possibilit di
comprendere. Immaginate questo civilizzato, cos esposto alla merc di uomini
feroci, al furore di queste bestie feroci e degli elementi indomiti. N o n potr vivere
fra tutte queste mostruosit. Sar per lui il disgusto, l'orrore, il caos.
Ebbene! L'utopia anarchica per la civilt ci che per la civilt per lo stato
selvaggio. Per chi

ha varcato con il pensiero i dieci secoli che separano il

presente dall'avvenire, chi entrato in questo m o n d o futuro e ne ha esplorato


le meraviglie, ne ha visto, inteso e toccato tutti gli armoniosi dettagli, si
iniziato a tutte le gioie di questa societ u m a n i t a r i a per costui, il m o n d o attuale
ancora una terra incolta e p a l u d o s a unacloaca popolata da u o m i n i e istituzioni
fossili, un mostruoso a b b o z z o di societ, qualcosa informe e orrenda che la
spugna delle rivoluzioni deve cancellare dalla superficie della terra. L a civilt,
con i suoi m o n u m e n t i , le sue leggi, i suoi costumi, con i limiti di propriet e i
suoi pollai di nazioni, i rovi autoritari e le radici familiari, la prostituita vegetazione;
la Civilt, con i suoi dialetti inglesi, tedeschi, francesi, cosacchi, con gli dei di
metallo, con i grossolani feticci, le animalit pagodine. caimani m i m a t i e coronati,
i suoi greggi di rinoceronti e di daini, di borghesi e di proletari, le sue impenetrabili

54

Joseph

Djacaue

foreste di baionette e le m u g g h i a m i artiglierie, torrenti di bronzo sugli agguati e


che vomitano con fracasso cascate di mitraglie: la Civilt, con le sue grotte di
miseria, le prigioni e le officine, le case di tolleranza e di St-Lazzare. con le
montagnose catene di palazzi e di chiese, di fortezze e di botteghe, i suoi covi di
principi, di vescovi, di generali, di borghesi, osceni macachi, orrendi avvoltoi,
zoticoni metallivori e carnivori che insudiciano con la loro dissolutezza e fanno
sanguinare sotto i loro artigli la carne e l'intelligenza umane: la Civilt, con il
Vangelo penale e il Codice religioso, gli imperatori e i papi, le potenze-cosnittrici
che strangolano un uomo con corde di canapa e poi lo fanno dondolare dall'alto
di un albero, dopo avergli spezzato 1 ' osso del collo, con ghigliottine-alligatori che
10 triturano come un cane tra le terribili mascelle e gli separano la testa dal tronco
con un colpo di erpice triangolare: la Civilt, infine, con i suoi usi e costumi, le sue
cane e le costituzioni pestilenziali, il suo colera-morale, tutte le regionalit e le
govemamentalit epidemiche: la Civilt, in una parola, in tutto il suo orgoglio e
in tutta la sua esuberanza, la Civilt, in tutta la sua gloria, . per colui che ha fissato
con lo sguardo l'abbagliante Avvenire, ci che sarebbe per il civilizzato lo stato
selvaggio all'origine della terra, l ' u o m o neonato al momento del suo arrivo sulla
terra e borbottante ancora nei mestrui del caos: cos come l'utopia anarchica . per
11 ci vii zzato, ci che sarebbe per il selvaggio la rivelazione del m o n d o civile: cio
qualcosa di iperbolicamente buono, di iperbolicamente bello, qualcosa di ultra o
extra-naturale, il paradiso dell'uomo sulla terra.

3. L'uomo un essere essenzialmente rivoluzionario


L ' u o m o un essere essenzialmente rivoluzionario. Egli non saprebbe immobilizzarsi sul posto. Non vive la vita dei limiti, m a l a v i t a degli astri. La naturagli
ha dato il movimento e la luce, per muoversi e ragionare. Il limite stesso, bench
lento a spostarsi, non si m o d i f i c a forse ogni giorno impercettibilmente fino a che
si sia interamente trasformato, e non continua forse nella vita etema le sue eteme
metamorfosi?
Civilizzali, volete d u n q u e essere pi limitati dei limiti stessi?
- " L e rivoluzioni sono conservazioni."
- Rivoluzionatevi, dunque, al fine di conservarvi.
Nell'arido deserto in cui accampata la nostra generazione, l'oasi dell'anarchia ancora, per la carovana affaticata da marce e contromarce, il miraggio
fluttuante dell'avventura. Dipende dall'intelligenza u m a n a solidificare questo
vapore, fissarne il fantasma dalle ali azzurre sul suolo, dargli un corpo. Guardate
l, in basso, agli estremi limiti dell'immensa miseria, vedete una nube scura e
rossastra elevarsi all'orizzonte? il Simun rivoluzionario.

All'erta! civilizzati.

tempo di togliere le tende se non volete essere inghiottiti sotto questa valanga di

L'Umani sfera. Utopia anarchica

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sabbia ardente. All'erta! e scappate dritti davanti a v o i . Troverete la sorgente


fresca, il verde erboso, i fiori profumati, i frutti saporiti, un riparo protenore sotto
larghi e alti fogliami. Sentite il Simun che vi minaccia? vedete il miraggio che vi
sollecita? All'erta! Dietro di voi v' la m o n e : a destra e a sinistra, v' la m o n e :
dove stazionate, v ' la mone... Marciate! Innanzi v ' la vita. Civilizzati, civilizzati. ve lo dico: il miraggio non affatto un miraggio, l'utopia non affatto
un'utopia: ci che prendete per un fantasma la realt!...

4. L'idea scosta la cortina dei secoli


E. dopo avermi dato tre baci. l'Idea scost la cortina dei secoli e scopr ai miei
occhi la grande scena del mondo futuro, in cui stava per darmi lo spettacolo
dell'Utopia anarchica.

56

Joseph. Djacque

Il mondo

futuro

La liberti reciproca la legge comune.


(Emi le deCirardin

E la terra, che era rinsecchita, rinverd, e tutu poterono


mangiare i suoi frutti, e andare e venire senza che
nessuno dicesse loro: Dove andate! Non si passa di qui-.
E i bambini raccoglievano fiori e li portavano
alle madri, che dolcemente sorridevano loro.
E non vi erano n poveri n ricchi, ma tutti avevano in
abbondanza le cose necessarie ai loro bisogni, perch
tutti si amavano e si aiutavano da fratelli
i Parole di un crederne l ' "

C o m e prima cosa, la terra ha cambiato fisionomia. Al posto delle piaghe


paludose che le divoravano le guance, brilla una peluria agricola, messe dorata
della fertilit. Le montagne sembrano aspirare con frenesia e a pieni polmoni l'aria
della libert, e dondolano sulle cime il bel pennacchio di fogliame. I deserti di
sabbia hanno fatto posto a foreste popolate di querce, cedri, palme, che si ergono
da un folto tappeto di muschio, soffice verdura smaltata di tutti i fiori innamorati
di ombra fresca e di chiari ruscelli. I crateri sono stati imbrigliati, si tana tacere
l'eruzione devastatrice, e si dato un corso utile ai serbatoi di lava. L'aria, il fuoco,
l'acqua, tutti gli elementi dagli istinti distruttori sono stati domati e imprigionati
dallo sguardo d e l l ' u o m o , obbediscono alle sue minime volont. Il cielo stato
scalato. L'elettricit porta l ' u o m o sulle ali e lo conduce a spasso sulle nubi, lui e
i suoi battelli a vapore. Gli fa percorrere in pochi secondi spazi che oggi
impiegherebbe mesi interi a superare, sul dorso dei pesanti bastimenti marini.
Un'immensa rete di irrigazione copre le vaste praterie le cui barriere sono state
gettate nel fuoco e dovepascoiano innumerevoli greggi destinati all'alimentazione degli uomini. L ' u o m o troneggia sulle macchine da fatica, non feconda pi i
campi con il sudore del corpo ma con il vapore della locomotiva. Non solo si sono
colmati gli avvallamenti dei campi, m a si anche passato l'erpice sulle frontiere
delle nazioni. Le strade ferrate, i ponti gettati sugli stretti e i tunnel sottomarini,
i sottomarini e gli aerostati mossi dall'elettricit, hanno fatto di tutto il globo una
citt unica di cui si pu fare il giro in meno di una giornata. I continenti sono
quartieri o distretti della citt universale. Monumentali abitazioni, disseminate in

l?
L'abate de Lamennais (1782-1834) fu il leader della giovent cattolica liberale alla fine della
Restaurazione e a fianco della Monarchia di Luglio. Con questo titolo, entr in conflitto con la gerarchia, e il
suo libro Parola J un croyant (1834). condannato dal papa Gregorio X V I , consum la rottura con la chiesa.
Egli professavi un socialismo umanitario e democratico, cristianizzante, discretamente mistico. Nel 1848. fu
deputalo alla Costituente.

L'Umanisfera.Utopia anarchica

57

gruppi in mezzo alle terre coltivate, ne formano come i giardini. Il globo c o m e


un parco di cui tutti gli oceani sono gli specchi d ' acqua: un bambino pu. giocando
al pallone, scavalcarli cos lestamente come un ruscello. L ' u o m o , tenendo in
mano lo scettro della scienza, ha ormai la potenza che si attribuiva un tempo agli
dei. nei bei vecchi tempi delle allucinazioni dell'ignoranza, e fa a suo piacimento
il bello e il cattivo tempo: comanda le stagioni e le stagioni si inchinano davanti
al loro padrone. Le piante tropicali fioriscono a cielo aperto nelle regioni polari:
i canali di lava in ebollizione serpeggiano ai suoi piedi: il lavoro naturale del globo
e il lavoro artificiale dell 'uomo h a n n o trasformato la temperatura dei poli e hanno
liberato la primavera dove regnava l'inverno perpetuo. Tutte le citt e tutte le
frazioni del m o n d o civile, i templi, le roccaforti. i palazzi, le capanne, tutto il lusso
e tutte le miserie sono stati spazzati via come immondizie dalla pubblica stradx
della civilizzazione non resta che il cadavere storico, relegato sul monte Falcone
del ricordo. Un'architettura grandiosa ed elegante, come nulla di ci che esiste
oggi saprebbe dame lo schizzo, ha sostituito le meschine proporzioni e le povert
di stili degli edifici dei civilizzati. Nella zona di Parigi, una costruzione colossale
innalza le basi di granito e di m a r m o , i pilastri di ghisa di spessore e altezza
prodigiose. Sotto la vasta cupola stagliata a giorno e posta, come merletto, su un
fondo di cristallo, un milione di persone che passeggiano possono riunirsi senza
creare affollamento. Gallerie circolari, disposte le une sulle altre e Fiancheggiate
da alberi come viali, formano intomo a questo circolo enorme un immensa cintura
che non ha meno di venti leghe di circonferenza. Dentro queste gallerie, una
ferrovia trasporta, in leggeri e graziosi vagoni, coloro che devono spostarsi da un
punto all'altro, li carica e li conduce dove vogliono. In ogni lato della ferrovia vi
un viale di muschio, un prato: poi. un viale sabbioso per i cavalieri: e ancora un
viale lastricato o pavimentato: infine, un viale ricoperto da uno spesso e morbido
tappeto. Lungo tutti questi viali sono scaglionati divani e sedie a dondolo con reti
elastiche e stoffe di seta e di velluto, di lana e teli persiani: e anche banchi e
poltrone in legno verniciato, in m a r m o bianco, nudi o guarniti, sedie intrecciate o
in cuoio, drappi in tinta unita o in pelliccia maculata o tigrata. Sui bordi di questi
viali, fiori di tutti i paesi, fioriscono sui loro steli, hanno per aiuole lunghe mensole
di marmo bianco. Di tanto in tanto, spiccano leggere fontane, le une in m a r m o
bianco, in stucco, in agata e bronzo, piombo e argento massiccio: le altre, in
marmo nero con tacche violette, giallo di Siena, in malachite, granito, pietra,
madreperla, ottone e oro e ferro. Il tutto assemblato con un senso perfetto
dell'armonia. L a forma, varia all'infinito, sapientemente movimentata. Sculture. opere di abili artisti, animano con ideali fantasie queste urne da dove, la sera,
sgorgano, con flutti e getti di acqua limpida, getti e flutti di luci: cascate di diamanti
e di lava scorrono attraverso le piante e i fiori acquatici. I pilastri e i soffitti delle
gallerie hanno iscrizioni ardite e m o l t o accentuate. Non n gTeco n romano, n
arabo n gotico, n rinascimentale: >: qualcosa di paurosamente bello, di audacemente

58

Joseph.

Djacque

grazioso, la purezza del profilo unita alla lasciviadel contomo, elastico e nervoso;
questo ornamento sta agli ornamenti dei nostri giorni come la maest del leone,
la superba criniera, sta alla rozzezza e alla nudit del sorcio. L a pietra il legno e
il metallo concorrono alla decorazione di queste gallerie e vi si combinano
armoniosamente. Su fondi d'oro e d'argento, si frastagliano sculture in legno di
quercia, in legno di acero, in legno di ebano. Su campi, dai colori teneri e severi,
corrono in rilievo fogliami di ferro e-di piombo galvanizzati. Tralci di bronzo e di
m a r m o dividono questa ricca carnosit in mille compartimenti e creano nuove
unit. Opu lenti drappeggi pendono lungo le arcate, che dal lato interno sono aperte
sul circolo e. dalla parte esterna sono riparate dalle intemperie delle stagioni da
una muraglia di cristallo. All'interno, i colonnati formanti una veranda, portano
sulla sommit un cornicione merlato a piattaforma o terrazza come una fortezza
o una colombaia, e lasciano il passaggio, con quelle aperture architettoniche, ai
viaggiatori che scendono o salgono per mezzo di un balcone mobile che si alza e
si abbassa alla m i n i m a pressione. Queste gallerie circolari, regolari nell "insieme,
m a differenti nei dettagli, sono tagliate, di tanto in tanto, da corpi di edifici
sporgenti di carattere ancora pi imponente. In questi padiglioni, che sono come
le maglie di questa catena di viali, vi sono i saloni dei rinfreschi e da pranzo, i
saloni di conversazione e di lettura di gioco e di riposo, di divertimento e di
ricreazione, sia per l'et virile che per 1 "et infantile. In questa specie di locanda,
aperta alla folla eterogenea dei pellegrini, tutte le ricercatezze del lusso che si
potrebbe, ai nostri giorni, chiamare aristocratico, sembrano essere state sfruttate,
tutto di una ricchezza e di una eleganza fiabesca. I padiglioni, nel piano inferiore,
sono anche peristili attraverso i quali si entra nell'immensa arena. Questo nuovo
Colosseo, di cui abbiamo esplorato i gradini, ha la sua arena come gli antichi
colossei: un parco cosparso di boschetti di alberi, di prati, di aiuole, di fiori, di
grotte rustiche e di chioschi sontuosi. La Senna un'infinit di canali e di bacini
di tutte le forme, acque vive e acque chete sostano o corrono, riposano o
serpeggiano in mezzo a tutto questo. Larghi viali di castagni e stretti sentieri
costeggiati da siepi e coperti di caprifogli e biancospini, li solcano in tutti i sensi.
Gruppi di bronzo e di m a r m o , capolavori della scultura delimitano i viali e vi
troneggiano, ad intervalli, o si rimirano, attorno a qualche sentiero nascosto, nel
cristal lo di una fontana solitaria L a sera, piccoli globi di luce elettrica proiettano,
come stelle, i timidi raggi sulle ombre di vegetazione e. pi lontano, sulla pane pi
scoperta, una enorme sfera di luce elettrica riversa dalla sua orbita correnti di luce
solare. Caloriferi, bracieri infernali e ventilatori, polmoni eolici, combinano gli
sforzi per produrre in questo recinto un c l i m a sempre temperato, una fioritura
perpetua qualcosa m i l l e e una volta pi m a g i c o dei palazzi e dei giardini de Le
Mille e una Notte . Iole aerostatiche, battelli aerei anraversano a volo d'uccello
questa libera voliera u m a n a vanno, vengono, entrano ed escono, si inseguono o
si incrociano nelle loro capricciose evoluzioni. Qui, vi sono farfalle multicolori

L'Umani sfera. Utopia anarchica

59

che volteggiano di fiore in fiore, l. vi sono uccelli delle zone equatoriali che
folleggiano in tutta libert. I bambini si divertono sui prati con i caprioli ed i leoni,
diventati animali domestici o civilizziti,

se ne servono c o m e cavallucci per

saltarvi sopra o per aggiogarli alle loro cariole. Le pantere, ammansite come gatti,
si aiTampicano sulle colonne o sugli alberi, saltano sulla roccia delle grotte e. con
balzi superbi o capricciose moine, disegnano attorno a l l ' u o m o le volute pi
graziose, strisciandogli ai piedi, sollecitando uno sguardo o una carezza. O r g a n i
sotterranei, muggiti di vapore o di elettricit, fanno sentire a m o m e n t i la loro voce
di bassi e. come in un comune concerto, confondono le loro calde note con il
cinguettio acuto degli uccelli cantatori, questi tenori leggeri. Pi o m e n o al ceniro
di questa vallata dell ' armonia, si erge un labirinto in cima al quale vi un boschetto
di palme. Ai piedi di queste palme, vi una tribuna in avorio e legno di quercia,
della pi bella fattezza. Sopra questa tribuna, e addossata al fusto delle p a l m e ,
sospesa una larga corona di acciaio levigato che circonda un berretto di raso
azzurro proporzionato alla corona. Un drappeggio in velluto e seta dorata, con la
frangia d'argento, sormontalo da trecce in oro. ricade in boccoli dietro. Sul
davanti, vi una grossa stella di diamante, sopra la quale si ergono una m e z z a l u n a
e un pennacchio di fiamma viva. D a ogni parte, vi sono due m a n i di bronzo, una
a destra e una a sinistra, che fungono da fermaglio a due ali. anch 'esse di f i a m m a
viva, su questa tribuna che. nei giorni di solennit, salgono coloro che v o g l i o n o
parlare alla folla. Si comprende che. per osare salire su un simile pulpito, bisogna
essere altro che i nostri tribuni e parlamentari. Costoro sarebbero letteralmente
schiacciati sotto il peso morale di questa corona: sentirebbero, sotto i piedi,
fremere la vergogna e il palco aprirsi per inghiottirli. Cos, gli uomini che
prenderanno posto sotto quel diadema e su quei gradini allegorici, devono avere
da diffondere, dall'alto di quest'urna dell'intelligenza, qualche grande e fecondo
pensiero, perla incassata in una brillante parola, e che. uscita dalla folla, ricade
sulla folla stessa come rugiada sui fiori. La tribuna libera. Vi sale chi vuole. - m a
non lo vuole chi non vi pu salire. In quel mondo, che ben diverso dal nostro, si
ha il sublime orgoglio di parlare forte in pubblico solo per dire qualcosa. Icaro n o n
os sperimentare le sue ali. temeva di poter cadere. Occorre qualcosa di p i che
un'intelligenza di cera per tentare l'ascensione della parola davanti un simile
uditorio. Un ingegnoso meccanismo acustico permette aquel m i l i o n e di uditori di
intendere distintamente tutte le parole dell'oratore, a qualunque distanza siano da
lui. Strumenti ottici mirabilmente perfezionali permettono di seguirne i m o v i m e n ti. sia del gesto che della fisionomia, a una grandissima distanza.
Visto con gli occhi del Passato, questo colossale carosello, con tutte le sue
onde umane, aveva per m e l'aspetto grandioso dell'Oceano. Visti con gli occhi
dell'Avvenire, le nostre accademie di legislatori e i nostri consigli democratici, il
palazzo Bourbon e la sala Martel, non mi apparivano che un bicchiere d ' a c q u a .
Ecco cos' l ' u o m o e come egli vede differentemente le cose a seconda c h e il

60

Joseph.

Djacque

panorama dei secoli sviluppi o restringa le sue prospettive. Ci che per m e era
utopia, per loro era ordinario. Essi avevano sogni ben altrimenti giganteschi e che
la m i a piccola immagine non poteva abbracciare. Ho sentito parlare di progeni
talmente al di sopra del comune che a fatica ne potevo afferrare il senso. Q u a l e
figura, dicevo tra me. farebbe in m e z z o a quella gente un civilizzato di rue des
Lombards: avrebbe un bel da fare a mettere la testa nel monaio. macinarla c o m e
un nocciolo di pesca, triturarne il cervello, non perverrebbe mai ad estrarne un
lampo di intelligenza capace soltanto di comprendere la pi piccola di quelle parole.
Questo monumento, di cui ho tentato di dare uno schizzo, il palazzo o. per
meglio dire, il tempio delle arti e delle scienze, qualcosa, nella societ futura,
come il Campidoglio e il Foro nella societ passata, il punto centrale dove
confluiscono tutti i raggi di un cerchio e da dove. poi. si diffondono a tutu i punti
della circonferenza. Si chiama Cyclideon.

cio "luogo consacrato alla circolazio-

ne delle idee" e. di conseguenza, a tutto quanto prodotto da queste idee: l'altare


del culto sociale, la chiesa anarchica dell'utopistica umanit.
Presso i figli di questo nuovo mondo, non vi n divinit n papato, n
regalit, n dei. re o preti. Non volendo essere schiavi, non vogliono padroni.
Essendo liberi, hanno solo il culto della Libert, cos la praticano fin dall 'infanzia
e la professano in tuni i momenti, e fino agli ultimi istanti della vita. La loro
comunione anarchica non ha bisogno di bibbie o di codici: ciascuno di essi porta
in s la sua legge e il suo profeta, il suo cuore e la sua intelligenza. Non fanno ad
altri quello che non vorrebbero altri facessero loro, e fanno agli altri ci che
vorrebbero altri facessero loro. Volendo il bene per s. fanno il bene degli altri.
Non volendoche si attenti al la loro libera volont, non attentano alla libera volont
degli altri. A m a n d o , amati, vogliono crescere nell'amore e moltiplicarsi attraverso l'amore. Uomini.restituiscono.ceniuplicaio.all'Umanitciche. bambini,
sono ad essa costati in cure: e al loro vicino, le simpatie che gli sono dovute:
sguardo per sguardo, sorriso per sorriso, bacio per bacio e. al bisogno, morso per
morso. Sanno che hanno una madre comune. l'Umanit, che sono tutti fratelli, e
che la fraternit li obbliga. Hanno coscienza che l'armonia non pu esistere se non
con il concorso delle volont individuali, che la legge naturale delle attrazioni
la legge degli infinitamente piccoli come degli infinitamente grandi, che nulla di
ci che sociale pu muoversi se n o n dalla societ, che essa il pensiero
universale, l'unit delle unit, la sfera delle sfere, immanente e permanente
nell'eterno movimento: e dicono: al di fuori dell'anarchia non vi salvezza! e
aggiungono: la felicit del nostro m o n d o . E sono tutti felici, e tutti incontrano sul
loro c a m m i n o le soddisfazioni che cercano. Bussano, e tutte le p o n e si aprono; la
simpatia, l'amore, il piacere e le gioie rispondono ai battiti del loro cuore, alle
pulsazioni del cervello, ai colpi di inanello delle braccia; e. in piedi sulle soglie,
salutano il fratello, l'amante, il lavoratore: e la Scienza, come u n ' u m i l e schiava,
li guida innanzi, nel vestibolo dell'Ignoto.

L'U manisfera. Utopa anarchica

61

E vorreste una religione, leggi, presso un simile popolo? Andiamo! Sarebbe


un pericolo, oppure un capolavoro. L e leggi e le religioni sono fatte per gli schiavi.
Gli uomini liberi non portano legami spirituali o catene temporali. L ' u o m o il re
di se stesso e il suo stesso D i o . - "Io e il mio diritto", questo il loro motto.
Al posto delle principali grandi citt di oggi, sono stati costruiti

Cyclideons,

non simili, m a analoghi a quello di cui ho dato descrizione. Quel giorno, vi era.
in quello, esibizione universale dei prodotti del genio umano. Qualche volta si
tenevano solo esposizioni parziali, di distretto o di continente. In occasione di
questa solennit, tre o quattro oratori avevano pronunziato discorsi. In questa
scadenza delle poetiche fatiche del braccio e dell'intelligenza, era esposto un
museo di meraviglie. L'agricoltura vi aveva portato i covoni, l'orticoltura, i fiori
e i frutti. 1 "industria, le stoffe, i mobili. le parures. la scienza, tutti i suoi ingranaggi,
i meccanismi, le statistiche, le teorie. L'architettura vi aveva apportato i progetti,
la pittura, i quadri, la scultura, gli ornamenti e le statue, la musica e la poesia, i pi
puri dei loro canti. Le a n i . come le scienze, avevano messo in quello scrigno i loro
gioielli pi ricchi.
Non vi erano giuri di ammissione o giur per le ricompense scelti per mezzo
di estrazione o scrutinio, n gran premio concesso da giudici ufficiali, n corone,
n brevetti, n laureati, n medaglie. La libera e gran voce pubblica era il solo
giudice sovrano, per compiacere questa potenza dell 'opinione che ognuno V iene
asouoporle i suoi lavori, ed essa che. passando davanti le opere degli uni e degli
altri, le sceglie secondo le sue attitudini speciali, non giocattoli di distinzione, ma
ammirazione pi o m e n o viva, esami pi o meno attenti, pi o meno sdegnosi. In
tal modo, i giudici sono sempre equi, sia nella condanna dei meno bravi che nelle
lodi dei pi vai enti, incoraggiamento all'emulazione, sia peri deboli che peri f o n i .
il grande raddrizzamento dei toni: una testimonianza per tutti gli individui che
hanno pi o m e n o seguito il sentiero della loro vocazione, che se ne sono pi o
meno allontanati: e l'avvenire si incarica di ratificare le materne ossen'azioni. E
tutti i suoi figli crescono in questa mutua istruzione, poich tutti hanno l 'orgogliosa ambizione di distinguersi nei diversi lavori.
Alla fine di questa festa, salii sull'aerostato insieme alla mia guida, navigammo per un m i n u t o nell'aria e sbarcammo ben presto sul marciapiedi di uno dei viali
della citt universale, qualcosa come un falansterio, m a senza alcuna gerarchia,
senza alcuna autorit, al contrario, testimonianza della libert, dell'uguaglianza,
dell'anarchia pi completa. La forma . pi o meno, quella di una stella, m a le sue
facce rettangolari non hanno niente di simmetrico, ciascuna di esse di un tipo
particolare. L'architettura sembra avere modellato nelle pieghe della loro forma
smitturale tutte le ondulazioni della grazia, tutte le curve della bellezza. Le
decorazioni inteme sono di una sinuosit elegante, un felice miscuglio di lusso e
di semplicit, un 'armoniosa scelta di contrasti. L a popol azione di cinque sei mila
persone. Ogni u o m o e ogni donna ha un appartamento separato composto da due

62

Joseph.

Djacque

camere da letto, un bagno o toletta, una stanza d a lavoro o biblioteca un piccolo


salone, una terrazza o serra riscaldata piena di fiori e di verde. D tutto areato da
ventilatori e scaldato da caloriferi, cosa che n o n impedisce vi siano anche spazi
per far gioire la vista: l'inverno. in mancanza del sole, si ama vedere sfavillare la
fiamma

del fuoco. O g n i appartamento ha i suoi rubinetti per l'acqua e la luce. Il

m o b i l i o di uno splendore artistico che farebbe invidia ai principali pezzi dei


nostri aristocratici contemporanei. E ancora ognuno pu. a suo gusto, aggiungere
o diminuire, amplificare o arricchire i dettagli: non ha che da esprimerne il
desiderio. Vuole occupare lo stesso appartamento per molto tempo, lo occupa:
vuole cambiarlo tutti i giorni, lo c a m b i a Niente di pi facile, ve ne sono sempre
vacanti e a sua disposizione. Questi appartamenti, data la loro posizione, permettono ad ognuno di entrare e di uscire senza essere visti. D a un lato, ali 'intemo, vi
una vasta galleria che d sul parco e che serve da grande arteria per la
circolazione degli abitanti. Dall'altro lato, al! 'estemo, vi un labirinto di piccole
gallerie intime dove il pudore e l'amore portano agli spogliatoi. In questa societ
anarchica, la famiglia legale e la propriet legale sono istituzioni m o n e , geografie
d cui si perso il senso: una e indivisibile la famiglia, una e indivisibile la
propriet. In questa comunione fraterna libero il lavoro, e libero I " amore. Tutto
ci che opera del braccio e dell' intelligenza, tutto ci che oggetto di produzione
e di consumo, capitale comune, propriet collettiva, appartiene
ciascuno.

a rutti e a

Tutto ci che opera del cuore, tutto ci che essenza intima,

sensazione e sentimento individuali, capitale particolare, propriet corporale,


tutto ci che uomo, infine, nella sua accezione propria, qualunque sia la sua et
o il suo sesso, si

appartiene.

Produttori e consumatori producono e consumano come piace loro, quanto


piace loro e dove piace loro. La Libert libera.

Nessuno domanda loro: perch

questo? perch quello? C o m e i figli dei ricchi, all'ora della ricreazione, attingono
alla cesta dei giocattoli e vi prendono l'uno un cerchio, l'altro una racchetta una
palla o un arco, si divenono. insieme o separatamente, e cambiano compagni o
balocchi secondo la loro fantasia m a sempre sollecitati al movimento dalla vista
degli altri e dal bisogno delia loro natura vivace; cos pure i figli dell'anarchia
u o m i n i e donne, scelgono nella comunit lo strumento e il lavoro che conviene
loro, lavorano isolatamente o in gruppi, e cambiano utensili o gruppi a loro
piacere, m a sempre stimolali alla produzione dall 'esempio degli altri e dal fascino
che provano a giocare insieme e ad esprimere la loro creativit. C o m e ad una cena
di a m i c i , i convitati bevono e mangiano alla stessa tavola, si impossessano a loro
scelta di una parte di questa o quella pietanza, di un bicchiere di questo o quel
vino, senza che alcuno di loro abusi in ghiottoneria di u n a primizia o di un vino
raro; cos anche gli u o m i n i futuri, a quel banchetto della comunit anarchica
c o n s u m a n o a piacere tutto ci che sembra loro gradevole, senza m a i abusare di
u n a p r i m i z i a saporita o di un prodotto raro. C i sar, piuttosto, colui che

L'Umani sfera. Utopia anarchica

63

ne prender solo una piccola pane. - A l ristorante, nei paesi ci vili, il commesso
viaggiatore, l ' u o m o di commercio, il borghese, sono grossolani e brutali: sono
sconosciuti e pagano. Si tratta di costumi legali. In una cena di persone selezionate. l'uomo di m o n d o . 1*aristocratico, decente e cortese: porta il n o m e blasonato
sul volto, e ristinto della reciprocit gli comanda la civilt. Chi o b b l i g a g l i altri,
obbliga se stesso. Questi sono costumi liberi. Come il tracagnotto di commercio,
la libert legale grossolana e brutale: la libert anarchica ha tutta la delicatezza
delle buone compagnie 1 4 .

14

Ne ~Le Libeitaire" del 20 novembre 1S5S in. 8 . si trova a questo punto la seguente nota:

Sotto questo titolo: "Gli estremi", ecco una nota a L'L'manisfera. il cui vero argomento, quello delle vie
e dei mezzi, piuttosto abbozzato che trattato. Ed pure un abbozzo incompleto. Tuttavia, lo pubblico cos com '
riservandomi di ritornarvi in seguilo. Pi di un lettore creder di dovermi condannare per averlo pubblicato.
"Queste cose si pensano, non si dicono", si aggiunger a voce bassa. Tutto ci che si pensa deve essere detio.
Del resto.occorre che i nvoluzionan.cornei reazionan.familianzzinocon questa idea. Essa nella logica delle
cose, e sarebbe vano cercare di evitarlo. Non faccio che rivelare quanto a molti occhi ancora nascosto: che
spiegare ii domani con 'ieri: che trarre conclusioni rigorose. Non colpa mia se la filosofia della stona
contemporanea una pagina che non si pu scrivere se non con il sangue. Vi sono strade fatali, tracciate da secol i
di oppressione e di servit. Volersene allontanare, prendendo strade traverse, impossibile: tutte le strade
nconducono l. Occorre seguire la linea retta, alzare il passo e andare fino in fondo. la strada pi corta ed
il solo mezzo. L anstocrazia. di ogni sfumatura, ha bisogno di una lezione: il proietanato di tutti i paesi ha
bisogno di uno stimolarne. Bisogna costringere il mondo, paralizzato dall'adipe o dalla fame, a pensare,
scuoterlo con un braccio di ferro, nsvegliarlo dall'apatia funebre. Occorre che l'Avvenire, come il Passato, si
elevino in tutta la loro altezza, si scontnno nel Presente, e che uno dei due colossi, spezzi l'altro. Alia coalizione
di tutti gii interessi autonian. n ecessa no opporre la coalizione di tutti gli interessi anarchici. Bisogna resuscitare
le giornate di Settembre 11 7931 e colpire con il terrore coloro che ci opprimono con il terrore. Occorre avere
il coraggio della solidariet con tutti gli insom della terra, chiunque essi siano, spingere la temerariet fino alla
complicit morale, se non fisica, con tutti coloro che rendono alla ctvilizzazione ferro per ferro, fuoco per fuoco.
Ah! nvoluzionan. se avete la Rivoluzione nel cuore, come l'avete sulle labbra, perch indietreggiate e
nascondete la faccia davanti a simili mezzi? A che pro invocare i principi se venite meno davanti alle
conseguenze? Non sara con mistici sospin che congiurerete contro la tirannia e lo sfruttamento, ma sfoderando
la spada con l'idea e pugnalando la reazione nella carne e nello spirito.
"Gli estremi" nota a L'Umamsfera

Sono lontano dal dire che 1 aristocrazia dei nostri giorni sia un modello di societ per il mondo futuro, ben
al contrano. C i che ho voluto mettere in evidenza che l'uomo, secondo le diverse condizioni nelle quali si
muove, pi o meno degno o indegno. Pi egli ha il sentimento della libert e maggiormente ha il sentimento
della dignit: pi ha nspetio per se stesso e pi ha nspetto per i suoi simili. Ma l'aristocratico non libero:
padrone, schiavo: padrone verso i suoi inferiori, schiavo verso i suoi superiori: egli non libero che con i suoi
uguali. E per di pi. questa liben molto limitala, perch 1"aristocratico non neppure un uomo, non che un
mezzo uomo. ("E parlo qui dei pi intelligenti, di coloro che hanno il sapere intellettuale, una coscienza ragionata
del proprio valore, i letterati, gli artisti, gli scienziati, o almeno, coloro che hanno il sentimento delle lettere, delle
ani. delle scienze, il gran mondo, in ci che ha di meno piccolo, la crema del mondo elegante e del mondo
sapiente. L'anstocraiico. anche nella migliore accezione, uno storpio, che non conosce l'uso delle braccia e
al quale, di conseguenza, manca un senso su due. D proletario, lo schiavo bianco, quasi infermo come
Taristocratico: egli ha braccia e non cervello, o almeno non ha un cervello di cui conosce l'uso. In quanto al
borghese, questa cosa che non annoerai co n proletario, questo mucchio di carne, - ni braccia, n testa, n
cuore, ma tu no ventre. - un essere talmente deforme e immondo che pu servire solo da impedimento agli u h ras
del proietanato o agii ultras dell' aristocrazia. Qualche volta, gli estremi si toccano, ma a condizione di evolversi
dai due lati, e di annientare, in questo duplice avvicinamento, tutto ci che vi tra essi. Non si tratta di spodestare

64

Joseph.

Djacque

U o m i n i e d o n n e fanno l'amore quando piace loro, come piace loro, e con chi
piace loro. Libert piena e completa da una parte come dall'altra. Nessuna
convenzione o contratto legale li lega. L'attrazione la sola catena, il piacere, la
sola regola. C o s , l'amore pi duraturo e pi circondato di pudore che presso i
civilizzati. Il mistero con cui amano circondare i liberi legami, vi aggiunge un
fascino sempre n u o v o . Considererebbero un'offesa alla castit dei costumi e una
provocazione alle gelose debolezze, lo svelare pubblicamente l'intimit dei loro
amori sessuali. Tutti, in pubblico, hanno teneri sguardi gli uni per gli altri, sguardi

l'aristocratico dal lusso, di farlo scendere dal suo piedistallo artistico o scienti fico, e di farvi salire il proletario,
di incoronarvelo: come non si tratta pi di levare dalle mani del proletario lo scettro del lavoro industriale o
agncolo ma di armarne l'anstocratico. Operaio dall'alto e operaio dal basso, ozioso del braccio e ozioso della
testa, entrambi devono completarsi, non soliamo l'uno per l'altro, ma altres l'uno e l'altro, alfine di fare di
entrambi uomini validi, in luogo di fame, come oggi, infermi. Ci che vi di buono nell'uno, deve essere
acquisito dall'altro e reciprocamente. Forse non lontano il giorno in cui il lavoro manuale e il lavoro
intellettuale saranno appannaggio di ciascuno. Arrivarvi none cosa difficile come si pensa. Soltanto, "chi vuole
il fine, deve volere i mezzi".
11 proletano troppo abbrutito dalla misena e dai lavon forzati: gli eccessi di digiuni e alcool, di veglie e
disoccupazione, io hanno troppo spossato: troppo imbevuto di pregiudizi dolorosi e infamanti: la sua testa
stata troppo immersa, come una spugna, nelle acque grasse, nelle nsciacquaiure dell'educazione borghese:
troppe catene e barriere, troppi pesanti fardelli e spesse muraglie: troppi ostacoli, infine, non io hanno messo
nella possibilit di evolversi giornalmente e senza scosse nella via del progresso scientifico e artistico. Non
pacificamente e regolarmente che pu completarsi come uomo sociale, nvoluzionarsi il cervello. Non lo pu
fare che con I "aiuto di un sommovimento anarchico che metia in movimento lutte le sue fibre, e lo elevi, tramile
l 'entusiasmo di tutti vibrante in ciascuno, e di ciascuno vibrante in tutu, ad un livello di lucidit che lo eguagli
alle pi grandi intelligenze e gli permetta di compiere le pi grandi cose. Vi qualcosa al mondo pi subdoio
e traditore, pi vile e abietto che ti borghese? Pensateci. Ebbene, s. vi lo schiavo affrancato. 1 "operaio che lavora
per conto suo. il piccolo bottegaio, specie informe del genere dei bisognosi, ancora operaio per il braccio e gi
bottegaio per la testa. Cosa di pi orrido e ripugnante, di pi orribile a vedersi e a conoscersi di questa specie
di ragno umano, accovacciato dietro i vetri di una vetrina e che lesse sul suo banco di lavoro e nella lesta le maglie
dello si ornamento, filamento destinato ad intrappolare il piccolo pubblico, il pubblico moscenno? Non vi sono
menzogne e stratagemmi ignobili che questo mostro a due zampe, semi-proletano e semi-borghese, non mette
in atto per acchiapparvi, voi. nonostante fratello in misena e in produzione, ma anche bottino in qualit di
consumatore. Il commercio la cosa pi demoralizzante, e pi avvilente per una societ come per un individuo.
Un popolo, una casta o un uomo abbandonato al mercantilismo, un uomo, una casta o un popolo perduto:
la cancrena al fianco del l'Umanit. Non vi da discutere davanti a simili piaghe, occorre applicarvi il ferro
rovente.
L'aristocratico troppo pieno di vanit, troppo tronfio di sufficienza, si crogiola troppo nell'indolenza,
troppo solleticato dalia lussuria, troppo ben servilo a tavola con buona gastronomia: troppo sicuro di godere
con impunit le facili volutt che gli procurano il rango e la ricchezza per non provare ripugnanza verso ogni
atto della produzione manuale, verso ogni fatica fisica. Questa inazione del braccio influisce necessariamente
sul cervello e ne paralizza lo sviluppo. L'aristocratico non considera il proletario che come una asino buono
tutt'al pi per portare il basto: e non si accorge che , egli stesso, una specie di vitello disteso con mani e piedi
legati sul dorso dell'altra bestia e buono, tutt'al pi, a belare mentre attende il macello.
L aristocratico, come il proletario, non pu rigenerarsi che attraverso un calaci isma. Mai, i 1 proletario potr
usci/e dall'istupidimento, dall'avvilimento finch sar presente, nelle masse, io spinto di lucro, il bisogno del
salano e il piccolo negozio, il guadagno dei giorno e la paura del domani. E tuttavia, bisogna che ne esca. Allo
stesso modo, mai, - finch durer l'indolente e insolente sicurezza, - l'aristocratico di nascita, e ancor meno il
borghese pensante o il borghese panciuto, il borghese arrivato, crederanno di onorarsi abbandonandosi a un
lavoro manuale e produttivo, mai decideranno da soli. E tuttavia, occorre che divengano uomini, fisicamente
e intellettualmente. necessario, oppure devono sparire. Ma il mezzo? D mezzo semplice. Qual la causa della

L'Umani sfera. Utopia anarchica

65

da fratelli e sorelle, il vermiglio splendore della viva amicizia: la scintilla della


passione non arde che nel segreto, come le stelle, come i casti bagliori nel buio
azzurro delle notti. a queste sorgenti nascoste che attingono le limpide felicit,
i cuori invaghiti l'uno dell'altro, sacramenti che devono essere ignorati dai
profani. - Nel mondo civile, uomini e donne affiggono in comune e in chiesa le
pubblicazioni della loro unione, esibiscono le nudit del matrimonio alle luci di
un ballo preparato, nel mezzo di una quadriglia e con l ' a c c o m p a g n a m e n t o
dell'orchestra: scalpore, baccanale voluto. E costume scandaloso del lupanare
nuziale, all'orastabilita. l a m a n o delle matrone strappa lafogliadi vite dalle labbra
della sposa: la si prepara ignobilmente ad ignobili bestialit. - Nel

mondo

anarchico, si distoglierebbe lo sguardo, con rossore e disgusto, da questa prostituzione e da questa oscenit. U o m i n i e donne vendute, commercio di cachemire
e scudi, di sottane e carne da lesso, profanazione dellacame e del pensiero u m a n o ,
depravazione dell'amore. Se gli uomini dell'avvenire potessero farsene u n ' i m m a gine. fremerebbero d'orrore come noi fremeremmo in un sogno, al pensiero di un
orribile rettile che ci stringesse con le sue fredde e mortali spire, e ci inondasse il
viso con la tiepida e velenosa bava.
Nel m o n d o anarchico, un u o m o pu avere numerose amanti, e una d o n n a
numerosi amanti, senza alcun dubbio. I temperamenti non sono tutti uguali, e le
attrazioni sono proporzionali ai bisogni. Un uomo pu amare una donna per una
cosa e amarne un'altra per un'altra cosa, e questo vale sia per l ' u o m o che per la
donna. Che vi di male, se obbediscono al loro istinto? Il male sarebbe violentarlo
e non soddisfarlo. Il libero amore come il fuoco, purifica tutto. C i che posso
dire, che. nel mondo anarchico, gli amori volubili sono un piccolissimo n u m e r o ,
e gli amori costanti, gli amori esclusivi, gli amori a due. sono la maggior pane.
L'amore instabile la ricerca dell'amore, il viaggio, le emozioni, la stanchezza,
non il fine. L'amore unico, l ' a m o r e perpetuo, perno di due cuori confusi in
un'attrazione reciproca, questa la suprema felicit degli amanti. L ' a p o g e o
dell'evoluzione sessuale: il radioso focolare verso il quale tendono tutti pellegrinaggi. l'apoteosi della coppia umana, la felicit al suo zenith.

loro inazione? L ' i m p u n t i i nella quale vivono. Ebbene! mettiamo ogni giorno i godimenti della loro vita e la loro
stessa vita in pericolo. Osiamo identificarci in tutti coloro che attentano a ila vita e alla propriet dei ncchi. E
identificandoci con essi, li assimiliamo a noi, e di conseguenza li moralizziamo. Diventiamo cosi una minaccia,
un pencolo formidabile. La guerra sociale prende proporzioni quotidiane e universali. Non si torca un capello
ad una lesta, e non si faccia alla propnet la pi piccola effrazione che non sia opera deUa Rivoluzione.
Completiamoci, noi, plebi delle officine, con un nuovo elemento, la plebe dei bagni penali. Tutti i forzati allora
diventeranno uno solo, tutte le braccia saranno sotto la medesima casacca, tutte le teste sotto la medesima cuffia.
Ciascuno di noi potr continuare a nbellaisi secondo le sue attitudini: e se l'impiego del monsignore e del coltello
d ripugna pi che l'impiego della barricata e del fucile, ebbene! avremo certamente nelle nostre file uomini
particolari, operai pratici degli utensili che servono per compiere il feroce e sanguinoso compito. Assassini e
ladri, fuem^lieri urbani, insorti solitari: bisogna che ognuno di essi abbia coscienza del fatto che, attaccando

66

Joseph.

Djacque

N e l momento in cui si ama. dubitare della perennit dell'amore non forse


invalidarlo? O s i d u b i t a e allora non si ama: o si a m a e allora non si dubita Nella
vecchia societ, l'amore non possibile: n o n che l'illusione di un momento,
troppi pregiudizi e interessi contro natura sono 1?. pronti per dissiparlo, un fuoco
subito spento, che si acceso e va in f u m o . Nella nuova societ. l'amore una
fiamma

troppo viva e le brezze che lo circondano sono troppo pure, troppo,

secondo la dolce e soave e umana p o e s i a perch non si fortifichi nell'ardore e non


si esalti a contatto di tutti questi aliti. Lontano dall'impoverirlo, tutto ci che
incontra gli serve da alimento. 11 giovane u o m o , come la giovane d o n n a hanno
tutto il tempo di conoscersi. Uguali, sia per educazione che per posizione sociale,
fratello e sorella nelle arti e nelle scienze, negli studi e nei lavori professionali,
liberi nei loro passi, nei gesti, nelle parole, negli sguardi, liberi nei pensieri come
nelle azioni, non hanno che da cercarsi per trovarsi. Nulla si opposto al loro
incontro, nulla si oppone al pudore dei primi consensi, alla volutt dei pnmi baci.
Si a m a n o , non perch questa sia la volont del padre o della madre, per interessi
commerciali o per dissolutezze genitali o cerebrali, m a perch la natura li ha
disposti l'uno per l'altra perch ne ha fatto due cuori gemelli, uniti da una
medesima corrente di pensiero, fluido simpatico che ripercuote tutte le pulsazioni
e mette in comunicazione i due esseri.
forse amore quello dei civilizzati. l'amore dalle l'orme nude, l'amore
pubblico, l'amore legale? La barbarie ne . forse, una grossa e brutale intuizione.
L ' a m o r e , presso gli armonizzati. l'amore artisticamente velato, l'amore casto e
dignitoso, bench sensitivo e passionale, l'amore anarchico, ecco cos' umanamente e naturalmente l'amore, l'ideale realizzato, la scientificit. Il primo
l ' a m o r e animale. l'altro l'amore d e l l ' u o m o . L'uno oscenit e venalit,
sensazione animale, sentimento da cretino: l'altro pudicizia e libert, sensazione
e sentimento dell'essere umano.
Il principio dell'amore uno. per il selvaggio come per l'uomo, per l'uomo dei
tempi civilizzati come per l ' u o m o dei tempi armonici, la bellezza. Soltanto, che

la societ legale, portando lo scompiglio fra i civilizzati, agiscono in nome "del pi sacro dei dintti e del pi
indispensabile dei doveri - . Innalzando tutti gli attenuti quotidiani, gli attentati alla vita e alla propnru dei ricchi,
all'altezza di ima insurrezione sociale, non soltanto la rivoluzione impetvesserebbe in permanenza, ma
diverrebbe anche invincibile. Nulla potrebbe resisterle. L'aristocratico, messo cosi in pencolo, sarebbe costretto
a cercare un eroico rimedio ad un male imminente. Lo spirito di casta sparirebbe per far posto allo spirito di
conservazione personale. Allora, e soltanto allora, potrebbe venirgli l'idea di farsi operaio, sia per sfuggire a
quel! 'epidemia di rovina e di morte che per obbed re al nuovo bisogno, e non potrebbe mancare di manifestarsi,
nei pi intelligenti, il bisogno di guadagnare, col sudore della fronte, il diritto all'esistenza e alla compiutezza
di questa esistenza. Da anstoaarico si farebbe uomo. La sua intelligenza si svilupperebbe col braccio. E presto,
invece di cercare di aoffocaie l'idea rivoluzionaria e sociale, sarebbe il primo ad amvarla. camminerebbe di pari
passo anche con i pi socialisti, i pi nvoluziooan fra i proletari. Avendogli, il proletariato, insegnato a lavorare

L'Umani sfera. Utopia anarchica

67

la bellezza, per gli u o m i n i anteriori e inferiori, per i fossili d e l l ' U m a n i t , la


carnagione sanguigna e grassa, gravidanza informe e variopinta, lusso di carne o
di crinolina, di piume d'uccello di mare o di oastrini austriaci, la Venere
ottentotta o la bambola da salotto. Per gli uomini nuovi e superiori, la belt n o n
soltanto nel tessuto carnale, m a anche nella purezza delle forme, nella grazia e
nella maest delle maniere, nell'eleganza e nella scelta degli ornamenti, e
soprattutto nel lusso e nella magnificenza del cuore e del cervello.
Presso questi perfettibilizzati. la bellezza non un privilegio di nascila, non
il riflesso d'una corona d'oro, come nelle societ selvagge e borghesi: essa la
figlia delle proprie opere, il frullo delia propria fatica un acquisizione personale.
C i che illumina il loro volto, non il ri flesso esteriore di un metallo inerte per cos
dire, cosa vile, ma l'irradiazione di tutto quanto vi nell'uomo che esplode di idee
in ebollizione, passioni vaporizzate, di calore in movimento, gravitazione continua che. giunta all'apice del corpo umano, al cranio, filtra attraverso i pori, stilla
e sgorga in perle impalpabili, e. essenza luminosa, inonda tutte le forme e lutti i
movimenti esterni, consacra l'individuo.
Che cos', in definitiva la bellezza tisica? Lo stelo di cui la belt mentale
il fiore. Ogni bellezza proviene dal lavoro: per il lavoro che cresce e sboccia sulla
fronte di ciascuno, corona intellettuale e morale.
L'amore essenzialmente carnale, l'amore che solo istinto, non . per la razza
umana, che l'inizio, la radice dell'amore. Esso vegeta, opaco e senza profumo,
immerso nelle immondizie del suolo e abbandonato agli amplessi del fango.
L'amore elevato all'uomo. l'amore, che soprattutto intelligenza la corolla
dalle carni trasparenti, smalto corporale da cui esalano emanazioni profumate,
libero incenso, invisibili atomi che corrono sui campi e salgono sulle nuvole.
- Ad Umanit in germe, amore immondo...
- Ad Umanit in fiore, fiore d'amore!

col braccio, imparerebbe da lui a lavorare col cervello: il sentimento fraterno rimpiazzerebbe in entrambi il
sentimento fratricida. Non vi sarebbe pi l'uomo di pensiero invalido di braccio, pi l'uomo di braccio invalido
di pensiero, vi sarebbe l'uomo di lesu e di braccio contemporaneamente, l'uomo totale. Il suo cuore si
arricchirebbe di tutto ci che ha imparato dal braccio, di tutto ci che ha imparalo dal cervello. L'essere umano
sarebbe sialo costituito. l'Umanit sarebbe prossima.
Nella medicina individuale come nella scienza sociale, i palliativi, i vecchi e soliti procedimenti non sono
mai riusciti a ridare la salute ad un malato: medicamenti pi nocivi che utili, non hanno mai prodotto che
empirismo. Il corpo sociale, come il corpo umano, soffrono di una malania che si aggrava ogni giorno. Non vi
che un mezzo per salvarli, quello di curarli con un nuovo sistema, l'omeopatia. L'oppressione si conserva
attraverso il furto e l'assassinio: bisogna combatteria con l'assassinio e con il furto. II male non si guansceche
con il male. Provochiamo dunque una crisi terribile, una recrudescenza del male, in modo che domani, ali ' uscita
da questa cnsi. l'Umanit, prendendo possesso dei sensi ed entrando in un'era d; convalescenza, possa nutrire
il cuore e il cervello col succo delle idee fraterne e sociali e. infine, montata in salute e forte nei movimenti,
testimoni la libera e generosa circolazione di tutu i fluidi nutritivi.di tutu le forze produttive, con una fisionomia
raggiante di felicit!.
Si noter che Djacque annovera qui, fra l'aristocrazia, anche una pane dell'intellighenzia.

68

Joseph.

Djacque

Questo giardino o falansterio, lo chiamer, d'ora in poi. Umanisfera, e ci a


causa dell'analogia di questa costellazione umana con il raggruppamento e il
movimento degli astri, organizzazione attrattiva, anarchia passionale ed armonica. V i l'Umanisfera semplice e l'Umanisfera composita, cio l'Umanisfera
considerata

nella sua individualit, o monumento e gruppo embrionale, e

l'Umanisfera considerata nella sua collettivit, o monumento e gruppo armonico.


Cento Umanisfere semplici raggruppate a n o m o a un Cyclideon formano il primo
anello della catena della serie e prendono il nome di "Umanisfera comunale".
Tuue le Umanisfere comunali di uno stesso continente formano la prima maglia
di questa catena e prendono il nome di "Umanisfera continentale". L a riunione di
tutte le Umanisfere continentali forma il completamento della catena della serie
e prende il nome di "Umanisfera universale"".
L'Umanisfera semplice una costruzione composta da dodici ali saldate le
une alle altre a forma di stella ( almeno quella di cui intraprendo qui la descrizione,
perch ve ne sono di tutte le forme, essendo la diversit una condizione dell'armonia). Una pane riservata agli appanamenti degli uomini e delle donne. Questi
appartamenti sono tutti separati da muri che non possono essere penetrati n dalla
voce n dagli sguardi, muri che assorbono la luce e i rumori, affinch ciascuno stia
bene nella propria casa e vi possa ridere, danzare, cantare, fare anche della musica
(cosa che non sempre piacevole per l'uditore forzato), senza scomodare i vicini
e senza essere scomodato da essi. Un'altra pane disposta per gli appanamenti
dei bambini. Poi vengono le cucine, il forno, la macelleria, la pescheria, la latteria,
l'onofrunicolo: poi la lavanderia, le lavatrici, gli essiccatoi, la stireria, il guardaroba: e i laboratori per tutto ci che harappono con le diverse industrie, le officine
di ogni tipo: i magazzini di viveri e i magazzini di materie prime e di oggetti
confezionali. Altrove, vi sono le scuderie e le stalle per alcuni animali di piacere
che di giorno e n a n o in libert nel parco interno, e con i quali bambini e adulti
giocano a cavalcare o a fare i vetturini: pi in l. vi sono le rimesse per le vetture
di fantasia: e poi. le sellerie, i depositi per gli attrezzi e per le locomotive, per gli
strumenti agricoli. Qui vi lo scalo per le piccole e grandi imbarcazioni aeree. Una
monumentale piattaforma serve da bacino. Esse vi genano l'ancora all'arrivo e la
ritirano alla panenza. Pi lontane, vi sono le sale da studio per tutti i gusti e per
tutte le et. - matematica, meccanica, fisica, anatomia, astronomia. - l'osservatorio: i laboratori di chimica; le sene calde, la botanica; il museo di storia naturale,
le gallerie di pittura, di scultura; la grande biblioteca. Qui vi sono i saloni di lettura,
di conversazione, di disegno, musica, danza, ginnastica. V i il teatro, le sale per
gli spettacoli, per i concerti; il maneggio, le arene per l'equitazione: le sale da tiro,
da biliardo e per tutti i giochi di abilit; le sale di divertimento per i bambini, la casa
Per analogia con il falansterio di Fourier. Djacque utilizza, riferendosi alla parola "Umanisfera",
aggettivi e articoli al maschile. Poich in lingua i lai u n a non si avrebbe lo stesso effetto, noi continueremo a
franarla come di genere femminile. (NdE).

L'Umani sfera. Utopia anarchica

69

per le giovani madri: poi i grandi saloni per le riunioni, i saloni del refettorio, ecc.
ecc. Poi. infine, viene il luogo in cui ci si riunisce per trattare le questioni
d'organizzazione sociale, il piccolo Cyclideon. c l u b o foro particolare
dell'Umanisfera. In questo parlamento dell'anarchia, ciascuno il rappresentante
di se stesso ed pari agli altri. O h ! ben diverso che presso i civilizzati: l. non
si perora, non si disputa, non si vota, non si legifera, m a tutti, giovani o vecchi,
uomini o donne, conferiscono in comune sui bisogni dell'Umanisfera. L'iniziativa individuale accorda o rifiuta a se stessi la parola, a seconda che si creda utile
omeno parlare. In questa cinta, vi un ufficio, naturalmente. In questo ufficio non
vi che una sola autorit: un libro di statistica. Gli Umanisferiani trovano che
un presidente molto imparziale e di una laconicit molto eloquente. Cos non ne
vogliono altri.
Gli appartamenti dei bambini sono grandi saloni in sequenza, illuminati
dall'alto, con una fila di camere da ogni lato. C i ricorda, ma in proporzioni ben
altrimenti grandiose, i saloni e le cabine dei magnifici battelli a vapore americani.
Ogni bambino occupa due stanzette contigue, una per dormire, l'altra per studiare,
e in cui sono posti, secondo l'et e i gusti, i libri, gli strumenti e i giocattoli
prediletti. Custodi, di giorno e di notte, uomini e donne, occupano stanzette di
vigilanza dove sono posti letti di riposo. I vigilanti sorv egliano con sollecitudine
i movimenti e il sonno di questi giovani germogli umani, e provvedono ad ogni
loro desiderio, a ogni bisogno. Questa assistenza, del resto, un'assistenza del
tutto volontaria che compiono liberamente coloro che hanno pi marcato il
sentimento della paternit o della maternit. N o n un lavoro forzato, imposto con
la disciplina o il regolamento, non vi . nell'Umanisfera. altra regola e altra
disciplina, che la volont di ciascuno: uno slancio del tutto spontaneo, c o m e il
colpo d'occhio di una madre al capezzale del bambino. Toccher a chi tributer
loro, a questi piccoli cari esseri, pi amore, a chi gioir maggiormente delle loro
infantili carezze. In tal m o d o , questi bambini sono tutti incantevoli. La mutualit
la loro umana educatrice. Essa insegna lo scambio delle dolci cortesie, ne fa
emuii di pulizia, bont, gentilezza, esercita le loro attitudini fisiche e morali,
sviluppa in loro gli appetiti del cuore, gli appetiti del cervello: li guida nel gioco
e negli studi: e. infine, insegna loro a cogliere le rose dell'istruzione e dell'educazione senza graffiarsi con le spine.
Le carezze, ecco tutto ci che ciascuno ricerca, il bambino come l'adulto,
l'adulto come l'anziano. L e carezze della scienza non si ottengono senza il sudore
della fronte, senza spesa d'intelligenza, e le carezze dell'amore senza lavoro del
cuore, senza spesa di sentimento. L" uomo-bambino un diamante grezzo. Il
contatto con i suoi simili lo leviga, lo taglia e lo compone in gioiello sociale. L a
tune le et. un ciotolo per cui la societ la macina e di cui l'egoismo individuale
la lapidazione. Pi egli a contatto con gli altri e pi ne riceve impressioni che
moltiplicano, nella testa c o m e nel cuore, le sfaccettature passionali, che sprizzano

Joseph.

Djacque

scintille di sentimento e di intelligenza. Il diamante coperto da una crosta opaca


e ruvida. Non diventa pietra preziosa, non appare diafano, non brilla alla luce che
dopo essersi liberato da quell'aspra crosta. L 'uomo come la pietra preziosa, non
passa allo stato brillante che dopo aver logorato, in tutti i modi e in tutti i sensi, la
crosta di ignoranza, l'aspra e i m m o n d a verginit.
NeH'Umanisfera. i fanciulli imparano a sorridere a chi sorride loro, ad
abbracciare chi li abbraccia, ad amare chi li ama. Se sono imbronciati con chi
cortese, presto la privazione dei baci insegner loro che non si imbronciati
impunemente, e richiamer l'amabilit sulle loro labbra. 11 sentimento della
reciprocit si imprime cos nei piccoli cervelli. Gli adulti insegnano loro a
diventare umanamente e socialmente uomini. Se uno di essi vuole abusare della
sua forza verso un altro, h a presto tutti i giocatori contro di lui. messo al bando
dall'opinione giovanile, e l'abbandono dei suoi compagni punizione molto pi
terribile e molto pi efficace di quanto lo sarebbe il rimprovero ufficiale di un
pedagogo. Negli studi scientifici e professionali, se vi un ragazzo la cui
ignoranza fa ombra al gruppo di studenti della sua et. arriva un cappello d'asino
ben pi pesante da portare di quanto non lo sarebbe la parrucca di carta inflitta da
un gesuita dell'Universit o un universitario del Sacro Collegio. Cos, egli ha
frena di riabilitarsi, e si sforza di riprendere il posto al livello degli altri.
Nell'insegnamento autoritario, la frusta e il dovere possono ben schiacciare il
corpo e il cervello degli alunni, degradare l'opera della natura umana, fare atto di
vandalismo: non potrebbero modellare uomini originali, esempi di grazia e di
forza, d'intelligenza e di amore. Occorre per questo l'ispirazione di quella grande
artista che si chiama Libert.
Gli adulti 15 occupano quasi sempre la loro casa durante la notte. Tuttavia
capita, ma raramente, se uno di essi, per esempio, passa la sera presso la madre
e vi si attarda, che vi rimanga fino all'indomani mattina. Gli appartamenti dei
grandi sono composti, c o m e si sa. da due camere da letto, che possono decidere
di condividere se la cosa conviene alla madre e al bambino. Sarebbe l'eccezione,
perch costume generale di separarsi all'ora del sonno: la madre resta in
possesso del suo appartamento, il b a m b i n o ritorna a dormire nel suo dormitorio.
In questi dormitori, del resto, i b a m b i n i non sono tenuti pi dei grandi a mantenere
sempre lo stesso compartimento: l o cambiano a loro piacere. Non vi sono neppure
posti speciali per ragazzi o per le ragazze: ciascuno fa il suo nido dove vuole: solo
le attrazioni lo decidono. I pi giovani trovano posto generalmente alla rinfusa. I
pi grandi, coloro che si avvicinano alla pubert, si raggruppano generalmente per

13

Tenuto conto de] contesto, tn questo paragrafo come nel seguente, il termine "adulto", piuttosto che

essere preso in senso proprio, dovrebbe essere inteso come: "i bambini adulti", cio pi grandi di et. in
contrapposizione at "giovanissimi bambini". Si trinerebbe dunque quasi di un sinonimo di adolescente

L'Umani sfera. Utopia anarchica

71

sesso: un ammirevole istinto di pudore li allontanaduranielanotte l 'uno dall'altra.


Nessuna inquisizione, del resto, ispezionali loro sonno. I custodi n o n h a n n o niente
da fare, poich i ragazzi sono abbastanza grandi per servirsi da soli. Trovano,
senza uscire dalla loro dimora, l'acqua, il fuoco, la luce, gli sciroppi e le essenze
di cui possono aver bisogno. Di giorno, ragazzi e ragazze si ritrovano nei c a m p i
o nelle sale da studio o nei laboratori: riuniti e stimolati al lavoro da esercizi
comuni, e vi prendono parte senza distinzione di sesso e senza regolaritnei posti:
agiscono sempre secondo i loro capricci.
In quanto agli alloggi, non ho bisogno di aggiungere che non manca nulla, n
la comodit n l'eleganza. Sono decorati e ammobiliali con opulenza, m a con
semplicit. 11 legno di noce, di quercia, il marmo, la tela ceraia le stuoie di giunco,
le tele persiane, le tele grezze rigate, lima su tinta, o con disegni dalle sfumature
dolci, le pitture ad olio e le tinte delle cane stampate formano l ' a n e d a m e n t o e la
decorazione. Tutu gli accessori sono in porcel lana in lenacoita. in gres, in stagno,
e. alcuni, in argento.
Per i bambini pi piccoli, la erande sala coperta di sabbia come un m a n e g g i o
e serve da arena alle loro vacillanti evoluzioni. Tutto attorno vi uno spesso e largo
cuscino in cuoio, imbottito e incorniciaio con modanature di legno verniciato,
questo che funge da rivestimento. Al di sopra del rivestimento, in pannelli divisi
per companimenii. vi sono affreschi rappresentami le scene giudicate pi adatte
a risvegliare l'immaginazione dei bambini. Il soffitto in cristallo e tereo. La luce
viene dall'alto. Vi sono, inoltre, apenure regolabili sui lati. Durante la notte,
candelabn e lampadari diffondono la luce. Presso i pi grandicelli, il pavimento
n c o p e n o da telaceraia. stuoie e tappeti. La decorazione delle pareti appropriala
alla loro intelligenza. Tavole, poste al centro delle diverse sale, sono ricolme di
album e libri per tutte le eia e per tutti i gusti, scatole, giochi e cassette di utensili:
infine, una moltitudine di giochi che servono allo studio e di studi che servono al
gioco.
Ancora ai nosm giorni, molta gente. - anche lira quella panigiana di grandi
riforme. - incline a pensare che niente pu essere ottenuto senza l'autorit,
mentre solo il contrano vero. l 'autorit che ostacola tutto. Il progresso delle
idee non si impone con decreti, risulta dall'insegnamento libero e spontaneo degli
uomini e delle cose. L'istruzione obbligatona un controsenso. Chi dice educazione dice libert. Chi dice obbligo dice servit. 1 politici o i gesuiti possono voler
i m p o n e l'istruzione, affare loro, perch l'istruzione autontana l'instupidimento
obbligatorio. Ma i socialisti, non possono volere che lo studio e l'insegnamento
anarchici, la liben di istruzione, al fine di avere l'istruzione della libert.
L'ignoranza quanto vi di pi antipatico nella natura u m a n a L ' u o m o , in tutti i
momenti della v i t a e soprattutto il bambino, non domanda di meglio che
apprendere: vi sollecitato da tutte le sue aspirazioni. M a la societ civile, c o m e
la societ barbara, come la societ selvaggia lungi dal facilitare lo sviluppo delle

72

Joseph.

Djacque

attitudini, n o n sa ingegnarsi che a reprimerle. Bambino, la manifestazione delle


sue facolt gli imputata c o m e crimine dall'autorit patema; uomo, dall'autorit
governativa. Privati delle cure illuminanti, del bacio vivificante della Libert (che
ne avrebbe f a n o unarazza di belle e forti intelligenze), i bambini, come gli uomini,
marciscono nella loro ignoranza originaria, si abbandonano nello sterco dei
pregiudizi e. nani per le braccia, il cuore e il cervello, producono e perpetuano, di
generazione in generazione, questa uniformit di cretini deformati che di essere
umano non hanno che il nome.
Il bambino la scimmia dell'uomo, m a la scimmia perfettibile. Egli riproduce
tutto ci che vede fare, ma in modo pi o meno servile, a seconda che 1" intelligenza
dell'uomo sia pi o meno servile, pi o meno cresciuta. Gli aspetti pi salienti
della maschera virile, ecco ci che colpisce a prima vista il suo intelletto. Che il
bambino nasca presso un popolo di guerrieri, ed egli giocher al soldato: amer
gli elmi di carta, i cannoni di legno, i petardi e i tamburi. Presso un popolo di
navigatori, e giocher al marinaio: far battelli c o n i gusci delle noci eli far andare
sull'acqua. Presso un popolo di agricoltori, giocher al piccolo giardino, si
divertir con vanghe, rastrelli e cariole. Se ha sotto gli occhi una ferrovia, vorr
una piccola locomotiva: utensili da falegname, se vicino ad una falegnameria.
Infine, i m i t e r con uguale ardore, tutti i vizi come tutte le virt di cui la societ
gli darspettacolo. Si abituer alla brutalit se sta con bruti: ali 'urbanit se stacon
persone educate. Sar pugile con John Bull, emetter urli selvaggi con Jonathan.
Sar musicista in Italia, danzatore in Spagna. Far smorfie e sgambetter allo
stesso tempo, marchiato in fronte e nei movimenti dall'impronta della vita
industriale, artistica o scientifica, se vive con lavoratori dell'industria, dell'arte o
della scienza: o avr impresso un marchio di scostumatezza e di oziosit se sar
in contatto solo con oziosi o parassiti.
La societ agisce sul bambino e il bambino agisce a sua volta sulla societ Si
muovono solidalmente e non con l'esclusione di uno dall'altra. Si detto dunque
a tono che. per riformare la societ occorre prima di tutto iniziare col riformare
l'infanzia. Tutte le riforme devono marciare alla pari.
Il bambino uno specchio che riflette l'immagine della virilit, la lastra di
zinco dove, sotto l'impressione delle sensazioni fisiche e morali, si fotografano i
tratti d e l l ' u o m o sociale. E questi tratti si riproducono nell 'uno tanto pi accentuati
quanto pi sono in rilievo nell'altro. L ' u o m o , come il curato ai suoi parrocchiani,
avr un bel dire al bambino: "Fai ci che ti dico e non ci che faccio". Il bambino
non terr conto dei discorsi, se i discorsi non sono in accordo con le azioni. Nella
sua piccola logica, egli cercher soprattutto di seguire il vostro esempio: e. se
farete il contrario di ci che gli direte, far il contrario di ci che gli avete
insegnato. Potrete allora giungere a f a m e un ipocrita, non ne farete mai un u o m o
per bene.
Nell'Umanisfera. il b a m b i n o non ha che buoni e begli esempi sotto gli occhi.
Cos, egli cresce in bont e bellezza. Il progresso lo ha istruito tramite tutto ci che

L'Umani sfera. Utopia anarchica

73

cade sono i suoi sensi, con la voce e con il gesto, con la vista e con il tatto. Tutto
si muove, tutto gravita a n o m o a lui in un perpetuo effluvio di conoscenze, sotto
uno scintillio di luce. Tutto emana i sentimenti p i soavi, i profumi pi intensi del
cuore e del cervello. Ogni contatto una sensazione di piacere, un bacio fecondo
di prolifiche volutt. Il pi grande godimento d e l l ' u o m o , il lavoro, divenuto una
serie di attrattive per la libert e la diversit dei lavori, e si ripercuote dall'uno
all'altro in un'immensa e incessante armonia. C o m e potrebbe, il bambino, in un
simile ambiente, non essere laborioso, studioso? Come potrebbe non amare
giocare alla scienza, alle aru. alla produzione, n o n tendere, fin dalla pi tenera et.
all'utilizzazione delle sue forze produttive? C o m e potrebbe resistere al bisogno
innato dell'onniscienza, al fascino sempre n u o v o dell'istruzione? Rispondere
negativamente sarebbe voler disconoscere la naiura umana.
Guardate anche lo stesso bambino dei civilizzali, il piccolo del commerciante
o del droghiere: guardatelo fuori di casa, alla passeggiata, accorgersi di una cosa
di cui non conosceva l'esistenza o di cui n o n comprende il meccanismo, un
mulino, un aratro, un aerostato, una locomotiva: subito interroga l'accompagnatore,
vuole conoscere il nome e l'impiego di tutti gli oggetti. M a ohim! molto spesso,
nella civilt, il conduttore, ignorante d tutte le scienze o preoccupato da interessi
mercantili, non pu. o non vuole, dargli le spiegazioni che sollecita. Se il bambino
insiste, lo rimprovera, lo minaccia di non farlo pi uscire. Gli si chiude cos la
bocca, si arresta violentemente la crescita dell'intelligenza, la si imbavaglia. E
quando il bambino stato docile lungo tutto il c a m m i n o , si tenuto mogio sulle
suee non ha annoiato pap e m a m m a con d o m a n d e importune: quando si lasciato
condurre in modo moscio e idiota per mano, c o m e un cane al guinzaglio, allora gli
si dice che stato giudizioso, gentile, e. per

ricompensarlo,

gli si compra un

soldatino di piombo o un pupazzo di pan pepato. Nelle societ borghesi, questo


si chiama formare lo spirito dei b a m b i n i . O h ! l'autorit! oh! la piccola famiglia!...
E nessuno, nei confronti di questo padre o di questa madre, pu gridare:
All'assassinio! allo stupro! all'infanticidio!...
Sotto l'ala della libert, in seno alla grande f a m i g l i a , al contrario, il bambino,
trovando presso i fratelli maggiori, uomini e d o n n e , educatori disposti ad ascoltarlo e a rispondergli, apprende in fretta a conoscere il perch e il come delle cose.
La nozione di giusto e di utile prende cos radice nel suo giovane intelletto e lo
prepara ad equi e intelligenti giudizi per l'avvenire.
Presso i civilizzati, l ' u o m o uno schiavo, u n grande bambino, una pertica che
manca di linfa, un palo senza radici e senza f o g l i a m e , un'intelligenza abortita.
Presso gli Umanisferiani. il bambino un piccolo u o m o libero, un'intelligenza che
germoglia e la cui giovane linfa piena di esuberanza.
I bambini in tenera et hanno naturalmente la loro culla presso la madre: e ogni
madre allatta il proprio. Nessuna donna. nell'Umanisfera. vorrebbe privarsi dei
dolci attributi d e l l a m a t e r n i t . Se l ' i n e f f a b i l e a m o r e d e l l a madre per il

74

Joseph.

Djacque

p i c c o l o essere cui ella ha donato la luce non fosse sufficiente a determinarla ad


essere nutrice, lo farebbe per la sua stessa bellezza, per l'istinto della conservazione. Ai nostri giorni, vi sono donne che muoiono per aver seccato la sorgente
del loro latte, tutte vi perdono qualcosa in salute, qualcosa in bellezza.
La donna che fa abortire la sua mammella commeue un tentativo di infanticidio riprovato dalla natura nella stessa misura di colei che fa abortire
l'organo della generazione. 11 castigo segue da vicino la colpa. La natura
inesorabile. Presto, il seno di quella donna si indebolisce, deperisce e testimonia,
con una precoce decrepitezza quell'attentato commesso contro le sue funzioni
organiche, attentato di lesa maternit. Cosa vi di pi grazioso di una giovane
madre che d il seno al bambino, prodigandogli carezze e baci? Non fosse che per
civetteria, ogni donna dovrebbe allattare il suo bambino. E poi. non forse
importante seguire giorno per giorno le fasi di questa giovane esistenza, l'alimentare con la mammella la lima di questo germoglio di uomo, il seguirne i continui
progressi, veder crescere questo bocciolo umano, e abbellirsi sotto i raggi della
tenerezza materna, come il bocciolo di fiore al calore del sole, schiudersi sempre
di pi fino al momento in cui sboccia sullo stelo in tutta la grazia del sorriso e della
purezza dello sguardo, in tutta l'affascinante ingenuit dei primi passi? La donna
che non comprende simili gioie non donna. 11 suo cuore una cetra dalle corde
spezzate. Essa pu aver conservato l'apparenza umana, ma non la poesia. Una
mezza madre non sar che una mezza amante.
Neil"Umanisfera. ogni donna ha le vibrazioni dell'amore. La madre, come
l'amante, trasalgono con volutt a tutte le briciole delle umane passioni. Il loro
cuore uno strumento completo, un liuto con tutte le corde: e il sorriso del
bambino, come il sorriso dell'uomo amalo, risveglia sempre in esse soavi
emozioni. La maternit veramente maternit, e gli amori sessuali sono veri
amori. Del resto, il compito dell" al lattamento, come tutti gli altri lavori, pi un
gioco che una fatica. La scienza ha distrutto quanto vi era di ripugnante nella
produzione, e sono macchine a vapore o elettriche che si sono fatte carico di tutti
i grossi bisogni. Sono esse che lavano le fasce, puliscono la culla e preparano i
bagni. E queste schiave di ferro agiscono sempre con docilit e prontezza. Il loro
servizio risponde a tutti i bisogni, attraverso le loro cure che spariscono tutti i
rifiuti, tutti gli escremenu: il loro ingranaggio infaticabile che se ne impadronisce e li d in pasto a condotti di ferro, boasouenanei che li triturano e li digenscono
nei tenebrosi circuiti, e li evacuano poi sulle terre coltivabili come un prezioso
concime. questa cameriera tutto fare che si incarica di tutto quanto concerne la
conduzione della casa; essa rif i leni, spazza i pavimenti, spolvera gli appartamenti. Nelle cucine, lava le stoviglie, lustra le pentole, sbuccia o raschia gli
ortaggi taglia la carne, spenna e pulisce i volatili, apre le ostriche, squama e lava il pesce,
gira lo spiedo, sega e spacca la legna, porta il carbone e tiene acceso il fuoco. Trasporta
il mangiare a domicilio o alla mensa comune: serve e sparecchia la tavola, e tutto

L'Umani sfera. Utopia anarchica

75

viene fano da questo ingranaggio domestico, da questa schiava dalle m i l l e


braccia, dal respiro di fuoco, dai muscoli d'acciaio, come per incanto. C o m a n d a t e ,
dice all'uomo, e sarete obbedito. E tutti gli ordini che riceve sono eseguiti con
puntualit. U n Umanisferiano vuole farsi servire il pranzo nella propria casa,
sufficiente un gesto, e la macchina di servizio si mette in moto: ha capito.
Preferisce recarsi nelle sale di refettorio, un vagone abbassa gli scalini, una
poltrona gli tende le braccia l'equipaggio corre e lo trasporta a destinazione.
Giunto nel refettorio, prende posto dove gli va bene, ad una grande o ad una
piccola tavola, e mangia secondo il suo gusto. Tutto in abbondanza.
Le sale da pranzo sono in un'architettura elegante e non hanno nulla di
uniforme nelle decorazioni. Uno di questi saloni tappezzato in cuoio ribattuto e
incastonato con ornamenti in bronzo e oro. Le porte e le finestre hanno c o n i n e
orientali con fondo nero e arabeschi in oro. adornate, per traverso, con larghe
bande dai colori vistosi. I mobili sono in legno di noce scolpito e guarniti di stoffa
simile alla tappezzeria. In mezzo alla sala sospeso, tra due grandi arcate, un
grande orologio. . nello stesso tempo, una Baccante c una Cerere di m;trmo
bianco, sdraiata su un'amaca di maglie di acciaio levigato. Con una m a n o ,
stuzzica, con spighe di erano, un bambino che scalpita su di lei. con l ' a l t r a tiene
una coppa e la alza per tutta la lunghezza del braccio, sulla testa c o m e per
contenderla al vivace bambino che cerca di impadronirsi nello stesso tempo e
della coppa e delle spighe. La testa della d o n n a coronata da pampini e spighe,
rovesciata su un barile di porfido che le s e n e da guanciale, le spighe di grano, in
oro. giacciono sotto i suoi reni e formano una lettiera. 11 barile il quadrante dove
due spighe d'oro segnano le ore. La sera, una fiamma si riversa dalla coppa c o m e
un liquore di fuoco. Pampini di bronzo, che si arrampicano sulla volta e corrono
sul soffiuo. saettano fiamme a forma di foglie di vite e formano una culla di luce
su questo gruppo rischiarandone i contomi. Grappoli di uva con grani di cristallo
pendono attraverso il fogliame e scintillano in mezzo a quegli

ondeggiami

chiarori.
Sul tavolo, la porcellana e lo stucco, il porfido e il cristallo, l'oro e l'argento
custodiscono grande quantit di vivande e di vini, e scintillano al riflesso delie
luci. Ceste di frutta e di fiori offrono a ciascuno sapore e profumo. U o m i n i e donne
scambiano parole e somsi e condiscono i pasti con spirituali conversazioni
amichevoli.
Finito il pasto, si passa nell'altro salone che ha una decorazione n o n m e n o
splendida m a pi vezzosa dove si prende il caff, i liquori, le sigarette o i sigari:
saloni profumati dove bruciano e fumano tutti gli aromi dell'oriente, le essenze
che piacciono al gusto, i profumi che affascinano l 'odorato, tuno ci che accarezza
e attiva le funzioni digestive, tutto ci che olia l'ingranaggio fisico e. di conseg u e n z a accelera lo sviluppo delle funzioni mentali. Uno assapora in c o m p a g n i a
o in dispane, vaporosi fumi di tabacco, capricciose fantasticherie: un altro

76

Joseph.

Djacque

sorseggia, in compagnia di due o tre amici, gii odoranti sorsi di caff o di cognac,
beve, tintinnando i bicchieri, lo champagne dal dolce scoppiettio: fraternizza con
tutti questi eccitamenti in lucidit: 1 "uno parla di scienza o ascolta, versa o attinge
in un gruppo le distillazioni nutritive del sapere, offre e accetta i frutti spiritualizzati
del pensiero: l'altro coglie, da artista, in un piccolo cerchio, i fini fiori della
conversazione, critica una cosa, ne loda un'altra e d libero corso a tutte le
emanazioni del suo melanconico o allegro umore.
Se pomeriggio, tutti vanno via presto, isolatamente o in gruppi, al proprio
lavoro: gli uni in cucina, gli altri nei campi o nei diversi laboratori. Nessuna
costrizione di regolamenti pesa su di essi, cos vanno al lavoro c o m e a un posto
di pi acere. Il cacciatore, disteso su un letto ben caldo, non si alza da solo per andare
ad attraversare i boschi pieni di neve? lastessa attrattiva che li fa alzare dai divani
e li conduce, attraverso le fauche. ma in compagnia di valenti compagni e di
affascinanti compagne, all'appuntamento con la produzione. E i migliori lavoratori si ritengono i pi felici. Si gareggia a chi si distingue fra i pi laboriosi, a chi
dar i pi bei colpi di attrezzi.
D o p o cena, si passa dai saloni del caff alle grandi sale di conversazione o alle
piccole riunioni intime, o ancora, ai differenti corsi scientifici, o anche alle sale di
lettura, disegno, musica, danza, ecc. ecc. E sempre liberamente, volontariamente,
.apricciosamente. per il maestro come per l'allievo, per lo studio come per
l'insegnamento. Si trovano sempre e molto naturalmente insegnanti per gii allievi
e allievi per eli insegnanti. Una domanda provoca sempre una risposta: una
soddisfazione risponde sempre ad un bisogno. L'uomo propone e l u o m o dispone.
Dalla diversit dei desideri risulta l armonia. Le sale dei corsi di studio scientifici
e i saloni di studi artistici, come gli spaziosi saloni di riunioni, sono magnificamente addobbali. Le sale dei corsi sono costruite ad anfiteatro, e i gradini, in marmo,
sono guarniti con sedie di velluto. Da ogni pane, vi una sala per i rinfreschi. La
decorazione di questi anfiteatri di uno stile severo e ricco. Nelle sale per il tempo
libero, il lusso brilla a profusione. Questi saloni comunicano gli uni con gli altri,
e potrebbero facilmente contenere diecimila persone. Uno di questi decoralo
cos: zoccoli, comici e pilastri in marmo bianco, con ornamenti in rame dorato. Le
tappezzerie dei pannelli sono in damasco di seta di colore particolare e hanno, al
centro, una lucertola d'argento sulla quale sono posti, a guisa di chiodi dorati, una
moltitudine di falsi diamanti. Un campo di raso rosa separa il bordo dal pilastro.
Il soffitto a compartimenti, e dal centro degli ornamenti escono getti di fiamma
che raffigurano disegni e completano la decorazione mentre servono da illuminazione: anche dal centro dei pilastri scaturiscono arabeschi di luce. In mezzo al
salone, vi una graziosa fontana di bronzo, oro e marmo bianco. Questa fontana
un oro logio. U n a cupola in bronzo e oro serve da supporto a un gruppo in marmo
bianco che rappresenta un'Eva mollemente sdraiata su un letto di foglie e di fiori,
la testa appoggiata sullaroccia. con le braccia, solleva il suo bambino appena nato:

L'Umani sfera. Utopia anarchica

77

due colombe, poste sulla roccia, si beccano: la roccia funge da quadrante, e due
lancette in oro. raffiguranti due serpenti, disegnano le ore. Dietro laroccia. si vede
una palma d'oro i cui rami, carichi di frutti, si sporgono sopra il gruppo. Le banane
sono forniate da getti di luce.
Un artistico camino in m a r m o bianco e oro fa da base ad un immenso specchio:
specchi o quadri d'autore sono sospesi anche in tutti i pannelli in mezzo a
tappezzeria di seta bruna. Le pone e le finestre, in questo salone come ovunque
neil'Umanisfera. non si aprono per mezzo di cardini, n dal basso in alto, ma per
mezzo di cursori a molla: rientrano, da destra a sinistra e da sinistra a destra, nei
muri predisposu a questo scopo. In tal modo, i battenti non danno fastidio e si
possono aprire pone e finestre grandi e piccole quando si vuole.
Diverse volte, nella settimana, vi spettacolo teatrale. Si rappresentano opere
liriche, drammatiche, comiche, spettacoli molto differenti da quelli che si recitano
sulle scene oggi. . in un magnifico linguaggio, la critica delle tendenze all'immobilismo. un aspirazione verso l'ideale del futuro.
Vi pure la palestra, dove si gareggia in l'orza e abilit: il maneggio, dove
cavalieri e cavailenzze gareggiano in grazia c vigore e in maestna nel condurre,
in piedi, sulla groppa di cavalli e leoni che cavalcano o galoppano nell'arena: sale
da liro alla pistola e alla carabina e sale da biliardo o altri giochi dove gli
appassionali esercitano la loro attivit.
Se vi bel tempo, si fanno passeggiate nel parco splendidamente illuminalo:
conceni sono le stelle, divertimenti campestri, escursioni lontano nella campagna. attraverso foreste solitane, pianure e montagne agresti, dove si incontrano,
a determinate distanze, grotte e villini dove ci si pu rinfrescare e fare colazione.
Imbarcazioni aeree o vagoni ferroviari trasportano, secondo i loro capricci, questi
sciami di villeggianti.
Alla fine della giornata, ognuno rientra a casa propria, l uno per

riassumervi

le impressioni del giorno prima di abbandonarsi al riposo. 1 altro per attendere o


trovare la persona amata. A l mattino, gli amanti si separano misteriosamente
scambiandosi un bacio e riprendono, ognuno a proprio gusto, il cammino delle
loro molteplici occupazioni. La variet dei godimenti ne esclude la saziet. S o n o
felici in ogni istante.
Circa una volta per settimana, secondo la necessit, ci si riunisce nella sala
delle conferenze, altrimenti detta: piccolo Cyclideon interno. Vi si discutono i
grandi lavori da eseguire. Coloro che sono pi portati alla conoscenza del
panicolare in questione, prendono l'iniziativa di parlare. Del resto, le statistiche,
i progetti, i piani, sono gi apparsi sugli stampati, sui giornali: sono gi stati
commentati in piccoli gruppi: la loro urgenza stata riconosciuta o respinta da
ciascuno individualmente. Cos, m o l t o spesso, non vi che una voce, la voce
unanime, per l'approvazione o il rigetto. N o n si vota: la maggioranza o la
minoranza non fa mai legge. Che tale o tal altra proposta riunisca un numero

78

Joseph Djocque

sufficiente di lavoratori per eseguirla, che questi lavoratori siano la maggioranza


o la minoranza, e la proposta si esegue, se questa la volont di coloro che vi
aderiscono. pi sovente, succede che la maggioranza si accorda con la
minoranza, o la minoranza con la maggioranza. Come in una partenza per la
campagna, gli uni propongono di andare a Saint-Germain. gli altri a Meudon.
questi a Sceaux e quelli a Fontenav. le opinioni si dividono: poi. in ultimo, ognuno
cede all'attrattiva di ritrovarsi insieme agli altri. E tutti insieme prendono di
c o m u n e accordo la medesima strada, senza che nessun'altra autorit, oltre quella
del piacere, li abbia governati. L'attrazione la legge dell'armonia. Ma. al
m o m e n t o della partenza, c o m e per strada, ognuno sempre libero di abbandonarsi
al suo capriccio, di fare gruppo a pane se gli conviene restare in strada, se stanco.
0 di prendere il cammino del ritomo se si annoia. La costrizione la madre di tutti
1 vizi. Cos bandita dalla ragione, dal territorio deH'Umanisfera. L'egoismo,
beninteso l'egoismo intelligente, troppo sviluppato perch qualcuno pensi di
violentare il prossimo. Ed per egoismo che fanno scambio di buoni proponimenti.
L e g o i s m o 1 uomo: senza egoismo, l u o m o non esisterebbe. 1 egoismo il
movente di tutte le azioni, il motore di tutti i pensien. esso che lo fa pensare alla
conservazione e al proprio sviluppo, che ancora la propria conservazione.
l'egoismo che gli insegna a produrre per consumare, a piacere agli altri per essere
gradito, ad amare gli altri per essere amato, a lavorare per gli altri affinchgli alu i
lavorino per lui. l egoismo che stimola la sua ambizione e lo eccita a distinguersi
in tutte le professioni in cui l'uomo d atto di forza, di abilit, di intelligenza.
l'egoismo che lo eleva all'altezza del genio: per ingrandirsi, per allargare il
cerchio della sua influenza che l uomo tiene alta la fronte e lontano lo sguardo:
in vista di soddisfazioni personali che cammina alla conquista di soddisfazioni
collettive. per s. individuo, che vuole partecipare alla viva effervescenza della
felicit generale: per s ancora che si turba quando un altro in pericolo: e a s
che porta soccorso portando soccorso agli altri. L e g o i s m o . incessantemente
spronaio dall'istinto della progressiva conservazione e dal sentimento di solidariet che lo lega ai suoi simili, lo sollecita a perpetue emanazioni della sua
esistenza nell'esistenza degli altri. ci che la vecchia societ chiama impropriamente devozione e che non altro che speculazione, speculazione tanto pi
umanitana quanto pi intelligente, tanto pi umanicida quanto pi imbecille.
L u o m o . nella societ, raccoglie solo ci che semina: malattia, se semina malattia,
salute, se semina salute. L'uomo la causa sociale di tutti gli effetti che
socialmente subisce. Se fraterno, mener in atto la fraternit nei confronti degli
altri: se fratricida, mener in ano il fratricidio contro gli altri. Umanamente, non
pu fare un movimento, agire col braccio o col cuore, senza che la sensazione si
ripercuota da uno all'altro come una commozione elettrica. quanto accade allo
stato di comunit anarchica, allo stato di natura libera e intelligente, come allo
stato di civilizzazione, nella dimensione di u o m o domestico, di natura incatenata.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

79

Soltanto che. nella civilt, ef-sendo istituzionalmente in guerra, l ' u o m o n o n p u


che invidiare la felicit del suo prossimo e urlare e mordere a suo detrimento.
un mastino all'attacco, accoccolato nella c u c c i a che rosicchia il suo osso
ringhiando

una feroce e continua m i n a c c i a In anarchia essendo l ' u o m o armoni-

camente in pace con i suoi simili, non potrebbe rivaleggiare con gli altri che nelle
passioni, per giungere al possesso dell'universale felicit. Nell'Umanisfera.
alveare dove la libert regina l'uomo, non raccogliendo d a l l ' u o m o altro che
profumi, non pu produrre che miele. Non malediciamo dunque l e g o i s m o . perch
maledire l egoismo maledire l'uomo. La compressione delle nostre passioni la
sola causa dei loro effetti disastrosi. L'uomo, come la societ, perfettibile.
L'ignoranza generale, questa stata la causa fatale di tutti i nostri m a l i : la scienza
universale, questa ne sar il rimedio. Istruiamoci dunque, e d i f f o n d i a m o l'istruzione attorno a noi. Analizziamo, paragoniamo, meditiamo, e di induzione in
induzione, e di deduzione in deduzione, arriveremo alla conoscenza scientifica
del nostro meccanismo naturale.
Nell'Umanisfera. nessun governo. Un'organizzazione attrattiva tiene il posto
della legislazione. La libert sovranamente individuale presiede a tutte le decisioni collettive. L'autorit dell'anarchia, l'assenza di ogni dittatura del n u m e r o o
della forza, sostituisce l'arbitrio dell'autorit, il dispotismo della spada e della
legge. La fede in se stessi tutta la religione degli Umanisferiani. G l i dei e i preti,
le superstizioni religiose solleverebbero fra essi un biasimo universale. N o n
riconoscono

n teocrazia n aristocrazia di alcuna sorta, ma l ' a u t o n o m i a indivi-

duale. attraverso le proprie stesse leggi che ciascuno si governa, ed su questo


governo di ciascuno attraverso se stesso che formato l'ordine sociale.
Domandate alla storia e vedrete se l'autorit mai stata altro se non il suicidio
individuale. Domandereste l'ordine, l'annientamento dell'uomo da p a n e dell'uomo? forse l'ordine che regna a Parigi, a Varsavia, a Pietroburgo. V i e n n a . R o m a .
Napoli. Madrid, nell 'aristocratica Inghiltena e nella democratica A m e r i c a ? Io vi
dico che l'assassinio. L'ordine con il pugnale e il cannone, il potere o la
ghigliottina l'ordine con la Siberia e i a Caienna. con lo knut o la b a i o n e t t a con
il bastone del sorvegliante o la spada della guardia municipale: l ' o r d i n e personificato in questa trinit omicida: ferro, oro. acqua benedetta: l'ordine a colpi di
fucile, a colpi di b i b b i a e a colpi di biglietti di b a n c a l'ordine che troneggia sui
cadaveri e se ne nutre, quest'ordine pu essere quello delle civililt m o r i b o n d e ,
ma non sar mai altro che disordine, cancrena nelle societ che avranno il
sentimento dell'esistenza L e autorit sono vampiri, e i vampiri sono mostri che
abitano soltanto nei cimiteri e camminano nelle tenebre.
Consultate i vostn ricordi e vedrete che la pi grande assenza di autorit ha
sempre prodotto il pi grande grado di a r m o n i a Guardate il popolo in alto sulle
sue barricate, e dite se. in quei momenti di anarchia passeggera, n o n t e s t i m o n i a
con la sua c o n d o n a in favore dell'ordine naturale. Fra quegli u o m i n i , che sono l

80

Joseph.

Djacque

con le braccia nude e neri di polvere, certamente non mancano naiure ignoranti,
uomini a malapena dirozzati dalla pialla dell'educazione sociale e capaci, nella
vita privata e come capi di famiglia, di molte brutalit verso le mogli e i bambini.
Guardateli allora, in mezzo all'insurTezione pubblica e nella qualit di uomini
momentaneamente liberi. L a loro brutalit si trasformata come per incanto in
dolce cortesia. Se una donna passa, non avranno per lei che parole decenti ed
educate. Con una premura tutta fraterna, l'aiuteranno a superare il bastione di
lastricali. Essi, che la domenica, a passeggio, sarebbero arrossiti ad accompagnare
il proprio bambino e ne avrebbero lasciato il fardello alla madre, col sorriso della
soddisfazione sulle labbra che prenderanno in braccio un bambino, figlio di
sconosciuti, per fargli attraversare la barricata. una metamorfosi istantanea. In
quell'uomo, non riconoscereste quello della vigilia. - Lasciate riedificare l'Autorit. e l'uomo del domani sar presto ritomaio quello della vigilia!
O i e ci si ricordi ancora il giorno della distribuzione delle bandiere, dopo il
Febbraio '48: non vi erano, in mezzo alla folla pi numerosa come non si era mai
vista in nessuna festa, n gendarmi n agenti della forza pubblica: nessuna autorit
proleggeva

la circolazione: ciascuno, per cos dire, era il poliziotto di se stesso.

Ebbene, vi fu mai pi ordine che in quel disordine? Chi fu calpestato? Nessuno.


Nessun intasamento ebbe luogo. Ci si proteggeva l'uno c o n i 'alno. La moltitudine
fluiva compatta per i viali e per le strade, cos naturalmente come il sangue di un
uomo in buona salute circola nelle arterie. Nell'uomo, la maiattia che produce
l'ingorgo: nella folla, la polizia e la forza armata: la malattia porta allora il nome
di autorit. L 'anarchia lo staio di saluie delle moltitudini.
Altro esempio:
Si era nel 1841. credo. - a bordo di una fregata da guerra. Gli ufficiali e il
comandarne stesso, tutte le volte che presiedevano ad una m a n o v r i bestemmiavano
e tempestavano i marinai: e pi essi bestemmiavano, pi tempestavano, pi la
manovra veniva eseguita male. Vi era a bordo un ufficiale che faceva eccezione
alla r e g o l i Quando questi era di turno, non diceva pi di quattro parole e parlava
sempre con una dolcezza tutta femminile. Mai manovra era meglio e pi
rapidamente eseguila di quanto avveniva sotto i suoi ordini

. Se si trattava di

prendere i terzaroli delle vele di g a b b i i questo veniva fatto in un batter d'occhio:


e appena presi i terzaroli, appena alzate le vele di c o f f i i bozzelli fumavano. U n a
fata non avrebbe agito pi prontamente con un colpo di bacchetti Prima del
comando, ciascuno era al suo posto, pronto a salire sulle sartie o a mollare le
drizze. N o n si anendeva che desse l'ordine ma che permettesse di eseguire la
manovra. E non la m i n i m a confusione, non un nodo dimenticato, niente che non
fosserigorosamente portato a termine. V i era entusiasmo e a r m o n i i Volete sapere
il magico segreto di questo ufficiale e in quale maniera si dava da fare per operare
questo miracolo: n o n b e s t e m m i a v i non tempestavi non c o m a n d a v i in una
p a r a l i lasciavafare. Ed era achi avrebbe f a r o meglio. Cos sono gli uomini: sotto

L'Umani sfera. Utopia anarchica

81

il bastone dell'autorit, il marinaio agisce come un bruto: va stupidamente e


pesantemente dove lo si spinge. Lasciato alla sua iniziativa anarchica, agisce da
uomo, manovra con le m a n i e l'intelligenza. Il fano che cito aveva luogo a bordo
della fregata " C a l i p s o ' . nel mare d'Oriente. L'ufficiale in questione non rimase
che due mesi a bordo, comandante e ufficiali erano gelosi di lui.
L'assenza di ordini, ecco il vero ordine. La legge e la spada sono l'ordine dei
banditi, il codice del furto e dell'assassinio che presiede alla spartizione del
bottino, al massacro delle vittime. su questo sanguinante perno che gira il m o n d o
civilizzalo. L'anarchia ne l'antipodo. e questo antipodo l'asse del m o n d o
umanisferiano.
- La Libert il suo governo.
- La Libert la sua costituzione.
- La Libert la sua legislazione.
- La Libert la sua regolamentazione.
- La Libert la sua limitazione.
- Tutto ci che non libert fuori dai costumi.
- La Libert, tutta la Libert, niente altro che la Libert. - questa la formula
scolpila nelle tavole della loro coscienza, il criterio di tutti i rapporti.
In un angolo dell'Europa, vi carenza dei prodotti di un altro continente? I
giornali delI'Umanisfera lo comunicano, viene inserito nel "Bollettino della
pubblicit", questo monitor dell'anarchica universalit: e le Umanisfere dell'Asia. dell'Africa, dell "America o dell'Oceania spediscono i prodotti richiesti. .
al contrario, un prodotto europeo che manca in Asia, in .Africa, in America o in
Oceania, le Umanisfere dell'Europa lo spediscono. Lo scambio ha luogo naturalmente e non arbitrariamente. Cosi, una Umanisfera un giorno d pi e riceve
meno, che impona. d o m a n i sar, senza dubbio, essa che ricever pi e dar meno.
Appartenendo tutto a tulli, ciascuno pu cambiare emisfero come cambia appartamento. - che nella circolazione universale una cosa sia qui o l. che importanza
ha? Non forse ciascuno libero di farla trasportare dove gli sembra opportuno e
di spostare se stesso dove gli sembra meglio?
In anarchia, il consumo si alimenta da solo attraverso la produzione. Un
Umanisferiano non comprenderebbe che si costringesse un u o m o a lavorare pi
di quanto non comprenderebbe che lo si forzasse amangiare. Il bisogno di lavorare
altrettanto imperioso, nell'uomo naturale, quanto il bisogno di mangiare.
L ' u o m o non tutto ventre, egli ha braccia, cervello e. a quanto pare, per farli
funzionare. Se l ' u o m o avesse bisogni solo per la bocca e per il ventre, non sarebbe
pi un uomo, m a un'ostrica, e allora, al posto delle mani, attributi dell'intelligenza. la natura gli avrebbe dato, c o m e al mollusco, due tenaglie. - E la pigrizia! la
pigrizia! mi gridate, o civilizzali. L a pigrizia non figlia della libert e del genio
umano, ma dellaschiavit e dellacivilt: qualcosa di i m m o n d o e di contro natura
che si pu riscontrare solo nelle vecchie e nuove Sodoma. L a pigrizia una

82

Joseph.

Djacque

dissolutezza del braccio, u n torpore della mente. La pigrizia non un godimento,


una cancrena e una paralisi. S o l o le societ caduche, i mondi vecchi, le civilt
corrotte possono produrre e propagare simili flagelli. Gli Umanisferiani soddisfano naturalmente i bisogni d'esercizio del braccio e del ventre. N o n possibile
razionare l'appetito della produzione, non pi dell'appetito del consumo. Spetta
a ciascuno consumare e produrre secondo le sue forze, secondo i suoi bisogni.
Piegando lutti gli uomini sotto una retribuzione uniforme, si affamerebbero gli uni
e si farebbero morire di indigestione gli altri. Soltanto l'individuo capace di
sapere la dose di fatica che il suo stomaco, il cervello o la mano possono digerire.
Si raziona ad un cavallo in scuderia, il padrone elargisce all'animale domestico
questo o quell'altro nutrimento. M a . in libert, l'animale si regola da solo e
l'istinto gli dice, meglio del padrone, ci che conviene al suo temperamento. Gli
animali indomiti non conoscono affatto la malattia. Avendo tutto a profusione,
non si battono ceno per strapparsi un filo d'erba. Sanno che la selvaggia prateria
produce pi pascolo di quanto essi non possano brucare e lo tosano in pace, l 'uno
accanto all'altro. Perche gii uomini dov rebbero battersi per arraffare il consumo
quando la produzione, con le forze meccaniche, fornisce pi dei loro bisogni?
- L'autorit la pigrizia.
- La libert il lavoro.
Soltanto lo schiavo e pigro, ricco o povero: - il ricco, schiavo di pregiudizi di
falsa scienza: il povero, schiavo dell 'ignoranza e dei pregiudizi. - entrambi schiavi
delia iegge. l'uno per subira, 'alu o per imporla. Per l'uomo libero non potrebbe
essere cos. Non forse suicidarsi votare all'inerzia le proprie forze produttive?
L ' u o m o inerte non un u o m o , meno che una bestia, perch la bestia agisce nella
misura dei suoi mezzi, obbedisce al suo istinto. Chiunque possieda una briciola
d'intelligenza non pu fare a meno di obbedirle: e l'intelligenza non ozio, il
movimento fecondatore, il progresso. L'intelligenza dell'uomo l'istinto: e
questo istinto gli dice senza tregua: lavora, metti all'opera la testa e le mani:
produci e scopri: le produzioni e le scoperte sono libert. Colui che non lavora non
gode. Il lavoro vita. L a pigrizia mone. - Muori o lavora!
Nell'Umanisferx poich la propriet non divisa, ciascuno ha interesse a
renderla produttiva. Le aspirazioni della scienza, sgomberata anche dallo spezzettamento del pensiero, inventano e perfezionano in comune macchine appropriate
a tutti gli usi. Ovunque, l'attivit e la rapidit del lavoro fanno sbocciare attorno
all ' u o m o una esuberanza di prodotti. Come nei primi anni del m o n d o , non vi che
da allungare la m a n o per affenare il frutto, che distendersi ai piedi dell'albero per
avere un riparo. Soltanto che ora l'albero un magnifico monumento dove si
trovano tune le soddisfazioni del lusso: il frano rutto ci che le a n i e le scienze
possono offrire di gustoso. l'anarchia, non pi nelle foreste paludose con il
fangoso idiotismo e l'ombrosa bestialit, ma l'anarchia in un parco incantato con
la limpida intelligenza e la sorridente umanit. l'anarchia, non pi nella

L'Umanisfera. Utopia anarcruca

83

debolezza e nell'ignoranza, nocciolo dellaselvaggit della barbarie e d e l l a c i v i l t .


m a l'anarchia nella forza e nel sapere, tronco/ramo d e l l ' a r m o n i a il superbo
sbocciare dell'uomo in fiore, dell'uomo libero, nelle regioni dell'azzurro e s o n o
lo splendore dell'universale solidariet.
Presso gli Umanisfenani. un u o m o che sapesse maneggiare un solo utensile,
sia questo una penna o una lima, arrossirebbe di vergogna a) solo pensiero.
L ' u o m o vuole essere completo, e non completo che allacondizione di conoscere
m o l t o . Colui che solo u o m o di penna o u o m o di lima, un castrato che i c i v i l i z z a l i
possono ben ammettere o ammirare nelle chiese o nelle fabbriche, nei laboratori
o nelle accademie, ma non un u o m o naturale: una mostruosit che provocherebbe soio I"allontanamento e il disgusto fra eli uomini perfettibilizzati delI'L'manisfera. L'uomo dev'essere contemporaneamente u o m o di pensiero e di a z i o n e ,
e produrre sia col braccio che col cervello. Altrimenti, egli attenta alia sua virilit
e manca all'opera delia creazione: e. per utilizzare una voce in falsetto, perde tutte
le iarghe e commoventi note dei suoi liberi e vivi strumenti. L 'uomo non p i un
u o m o ma un canarino o un minchione.
LnUmanisferiano. non solo pensae agisce contemporaneamente, m a esercita
nella stessa giornata mestieri differenti. Ceseller un pezzo d'oro e lavorer un
pezzo di terra passer dal bulino alla zappa, e dal fornello di cucina a un b a n c o
d'orchestra. Gli sono familiari una quantit di lavori. Operaio inferiore in questo,
superiore in quello. La sua specialit l dove eccelle. Ed giustamente questa
nienorite questa superiorit degli uni verso gli altri che produce l'armonia. A
lui non costa nulla sottomettersi ad una superiorit, non dico ufficialmente m a
ufficiosamente

riconosciuta,

quando l'istante dopo, e in un'altra fase della

produzione, questa superiorit diventer inferiorit. Questo crea u n ' e m u l a z i o n e


salutare, una reciprocit benevola e distruttiva delia gelosa rivalit. Poi. attraverso
questi lavori differenti, l'uomo acquista il possesso di pi oggetti di confronto, la
sua intelligenza si moltiplica come il braccio, uno studio perenne e vario che
sviluppa in lui le facolt fisiche e intellettuali, e di cui approfitta per perfezionarsi
nel campo prediletto.
Ripeto qui quello che ho gi precisato precedentemente: quando

parlo

dell'uomo, non soltanto di una met dell'umanit che parlo, m a d e l l ' u m a n i t


tutta intera della donna come dell'uomo, del l'Essere umano. Quell o che si a p p l i c a
a l l ' u n o , si applica ugualmente all'altra. N o n vi che un'eccezione alla regola
generale, un lavoro che appannaggio esclusivo della d o n n a quello del p a n o
e dell'allattamento. Quando la donna compie questafatica. del tutto evidente che
essa non possa occuparsi attivamente delle altre. una specialit che la allontana
momentaneamente dalla pluralit degli attributi generali, m a terminata la gravidanza e l'allattamento, essa riprende nella comunit le sue funzioni, identiche a
quelle di tutti gli Umanisferiani.
A l l a nascita, il bambino viene iscritto con il nome e coenome della m a d r e nel

84

Joseph.

Djacque

libro delle statistiche: pi tardi, egli prende da solo il n o m e e il cognome che gli
convengono, mantiene quelli che gli sono stati dati o li cambia. Neil 'Umanisfera.
non vi sono bastardi diseredati n legittimi privilegiati. I bambini sono i figli della
natura e non dell'artificio. Tutti sono uguali e legittimi davanti alla madre.
all'Umanisfera. ail'Umanisferit. Finch l'embrione estemo ancora legato alla
mammella della madre, come il feto al ventre, esso considerato un tutf uno con
la nutrice. Lo svezzamento per la donna un secondo p a n o che si opera quando
il bambino pu andare e venire da solo. La madre e il bambino possono restare
ancora insieme, se questo il piacere di entrambi. M a se il bambino, che sente
crescere la sua piccola volont, preferisce la compagnia e la dimora degli altri
bambini, o se la madre, affaticata dalla lungacovatanon si preoccupa pi di averlo
costantemente presso di s. allora possono separarsi. L'appanamento dei bambini
come gli altri, non mancher di cure, perch, alternativamente, tutte le madri
andranno a trovarli. Se. nello scambio tra i decessi e le nascite, capita che un nuovo
nato perda la madre, o che una madre perda il bambino, la giovane donna che ha
perduto il tglio dona il seno al bambino che ha perduto la madre, oppure si d
all'orfano la m a m m e l l a di una capra o di una leonessa. anche usanza, presso le
madri nutrici, di far bere al bambino debole il lane di animali vigorosi come quello
di leonessa, allo stesso m o d o in cui. fra i civilizzati, si fa prendere latte d'asina ai
tisici. (Non dimenticare che nell'epoca di cui si parla, le leonesse e le pantere sono
animali domestici: che l ' u o m o possiede greggi di orsi come possediamo oggi
greggi di montoni: che gli animali pi feroci si sono posti, sottomessi e disciplinati. sotto il pontificato dell'uomo: che strisciano ai suoi piedi con un segreto
terrore e si inchinano davanti all'aureola di luce e di elettricit che corona la sua
testa e impone loro il rispetto. L ' u o m o il sole attorno al quale tutte le razze
animali gravitano.)
Il nutrimento degli uomini e delle donne basato sull'igiene. Essi adottano di
preferenza alimenti pi adatti alla nutrizione dei muscoli del corpo e alle fibre del
cervello. Non fanno un pasto senza mangiare qualche boccone di carne arrostita,
di montone, orso o bue: qualche cucchiaiata di caff o liquore che sovreccitano la
linfa del pensiero. Tutto combinato in modo che i piaceri, compresi quelli della
tavola, non siano improduttivi o nocivi allo sviluppo d e l l ' u o m o e delle sue facolt.
Ogni piacere un lavoro e ogni lavoro un piacere. La fecondazione della felicit
perenne. una primavera e un autunno continuo di soddisfazione. I fiori e i fruiti
della produzione, c o m e i fiori e i frutti dei tropici, germogliano in ogni stagione.
C o m e il banano provvede a'.i 'alloggio e al nutrimento dei negro, cos l'Umanisfera
il grande banano che soddisfa gli immensi bisogni d e l l ' u o m o libero. alla sua
ombra che egli respira a pieni p o l m o n i le dolci brezze della natura e che. alzando
le pupille verso gli asiri. ne contempla gli splendori.
C o m e si pu pensare, non vi seno medici, cio non vi sono malati. Che cosa
causa oggi le malattie? Le pestilenziali emanazioni di una pane del globo e.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

85

soprattutto, la mancanza di equilibrio nell'esercizio degli organi u m a n i . L ' u o m o


si esaurisce se fa un lavoro unico, se ha un unico godimento. L ' u n o si contorce
nelle convulsioni del digiuno, l'altro nelle coliche e nei singulti dell'indigestione.
L ' u n o occupa il braccio con l'esclusione del cervello, l'altro, il cervello con
l'esclusione del braccio. Gli attriti del giorno, le preoccupazioni per l ' i n d o m a n i
contraggono le fibre dell'uomo, arrestano la circolazione naturale del sangue e
producono cloache interne da dove parte il deperimento e la morte. Arriva il
medico, colui che ha interesse a che vi siano malati, come l'avvocato ha interesse
che vi siano processi, e inietta nelle vene del paziente il mercurio e l'arsenico: di
una indisposizione passeggera ne fa una lebbra incurabile e che si tramanda di
generazione in generazione. Si ha orrore di una Brienvilliers. m a che cosa
realmente una Brienvilliers di fronte a questi avvelenatori che sono chiamati
medici? La Brienvilliers attentava solo alla vita di alcuni suoi contemporanei:
questi, allentano alla vita e all'intelligenza di tutti gli uomini fino alla posterit.
Civilizzati! civilizzati! abbiate accademie di boia se volete, m a non accademie di
medici! Uomini di anfiteatro o di patiboli, assassinale, se occorre, il presente m a
risparmiate almeno l'avvenire!...
Presso gli Umanisferiani. vi equilibrio nell'esercizio delle facolt dell'uomo. e questo equilibrio riproduce la salute. C i non vuol dire che non ci si occupi
di chirurgia o di anatomia. Nessuna arte, nessuna scienza trascurala. N o n vi
neppure un Umanisferiano che non abbia, pi o meno, seguito questi corsi. I
lavoratori che esercitano la chirurgia mettono in pratica il loro sapere su un braccio
o su una gamba quando accade un inciderne. In quanto alle indisposizioni, dato
che tutu hanno nozioni di igiene e di anatomia, si curano da s. gli uni prendono
una pillola di esercizio, gli altri una fiala di riposo e l'indomani, la maggior pane
delle volle, tutto a posto: sono le persone m e n o cagionevoli del m o n d o .
Contrariamente a Gali e a Lavaier' 6 . che hanno preso l'effeuo pei causa, essi
non credono che l ' u o m o nasca con attitudini assolutamente pronunciate. Le linee
del viso e la forma della testa non sono cose innate, dicono: nasciamo tutti con il
germe di tutte le facolt (salvo rare eccezioni, vi sono infermi di mente cos come
di fisico, ma le mostruosit sono destinate a scomparire in Armonia), le circostanze esteme agiscono direttamente su di esse. A seconda che quelle facolt si trovino
o si siano trovate esposte al loro i n a d i a m e n t o . acquistano una crescita pi o m e n o
grande, si configurano in un modo o in un altro. La fisionomia d e l l ' u o m o riflette
le sue inclinazioni, m a questa f i s i o n o m i a molto spesso completamente

" Johann Caspar Lavaler (P41-1S01), scrittore svizzero: Franz-Joseph Gali (178-1828), medico
tedesco; creatori, i] primo de\h fisiognomia. arte che permetterebbe di giudicare il carattere secondo i tratti del
viso, il secondo della frenologia, secondo la quale le facolt di un uomo potrebbero riconoscerei dalla forma
del cranio. Queste teorie, che mettevano l'accento sul determinismo biologico nel destino individuale,
conobbero un grande successo nel XIX secolo. Possono essere avvicinale alle moderne giustificazioni del
razzismo con pretese scientifiche.

86

Joseph.

Djacque

differente da quella che avevaquando erabambino. La formadel cranio dell'uomo


testimonia le sue passioni, m a questa forma sovente non ha nulla di paragonabile
con quella che egli aveva nella culla. Nello stesso m o d o che il braccio destro,
esercitato a scapito del braccio sinistro, acquista pi vigore, pi elasticit e anche
pi volume del fratello gemello: cos come l'abuso di un esercizio pu rendere un
uomo gobbo di una spalla, allo stesso modo, anche l'esercizio esclusivo di certe
facolt passionali pu sviluppare solo p a n e degli organi e rendere un u o m o
gobbo nel cervello. I tratti del viso, come le protuberanze del cranio, sono il
dischiudersi su di esso delle nostre sensazioni, ma non sono affatto marchi
originari. L ' a m b i e n t e nel quale viviamo e la diversit dei punti di vista fanno s
che nessuno possa vedere le cose sotto il medesimo aspetto, e spiegano la
diversit dei dati frenologici degli uomini, cos c o m e la diversit delle loro
passioni e delle loro attitudini. Il cranio dalle protuberanze sviluppate in m o d o
armonico sicuramente il cranio d e l l ' u o m o perfetto. Il tipo ideale non certo
quello bitorzoluto o cornuto. Quante persone tuttavia, nel m o n d o attuale, sono
fiere delle loro protuberanze e delle loro c o m a ! Se qualche dotto astrologo, in
nome della cosiddetta scienza, venisse a dire che il sole che esce dai raggi e
non i raggi dal sole, parola mia. troverebbe civilizzati disposti a crederlo e
commessi/professori pronti a smerciarlo. Povero m o n d o ! Poveri corpi insegnanti! Inferno di u o m i n i ! Paradiso dei droghieri!
Poich l n o n vi sono n schiavi n padroni, n capi n subordinati. n
proprietari n diseredati, n legalit n penalit, n frontiere n barriere, n codici
civili n codici religiosi, non vi sono pi autorit civili, militari e religiose,
avvocati, ufficiali giudiziari, procuratori legali, notai, giudici, poliziotti, borghesi,
signori, preti, soldati. troni, altari, caserme, chiese, prigioni, fortezze, roghi,
patiboli: o. se ve ne sono ancora, sono conservati sotto spirito, mummificati in
grandezza naturale o riprodotti in miniatura, il tutto ordinato e numerato in qualche
retrosala di museo, come oggetti di curiosit e di antichit. G l i stessi libri degli
autori francesi, cosacchi, tedeschi, inglesi, ecc.. giacciono nella polvere e nelle
soffitte delle biblioteche, nessuno li legge, del resto sono lingue m o n e . Una lingua
universale ha sostituito tutti i gerghi nazionali. In questa lingua, con una sola
parola si dice p i di quanto non si potrebbe dire con una frase nelle nostre lingue.
Q u a n d o , per caso, un Umanisferiano getta gli occhi sulle pagine scritte al tempo
dei civilizzali e ha il coraggio di leggere alcune righe, richiude presto il libro con
un fremito di vergogna e di disgusto; e, pensando a ci che era l'umanit in
quell'epoca di depravazione babilonicaedi costruzioni civili, si sente avvampare
il viso, c o m e una donna ancora giovane, l a c u i giovent stata insozzata dal vizio,
anossirebbe d o p o essersi riabilitata, al ricordo dei giorni della prostituzione.
La propriet e il commercio, questa infezione putrida dell'oro, malattia
usuraia

, contagio c o n o s i v o che infesta con un virus di venalit le societ

contemporanee e monetizza l'amicizia e l'amore: questo flagello del X I X secolo

L'Umani sfera. Utopia anarchica

87

scomparso dal seno dell'umanit. Non vi sono pi n venditori n venduti. La


comunione anarchica degli interessi ha sparso ovunque la purezza e la salute dei
costumi. L'amore non pi un traffico immondo, ma uno scambio di tenerezze e
di sentimenti puri. Venere non pi la Venere impudica, m a la Venere Urania.
L'amicizia non pi una venditrice di mercato, che accarezza le tasche dei
passanti e avvicenda melliflue parole a maltrattamenti, a seconda che si accetti o
si rifiuti la sua merce: un'affascinante fanciulla che d o m a n d a solo carezze in
cambio di carezze, simpatia per simpatia. Nell'Umanisfcra. tutto ci che
apparente reale: l'apparenza non affatto un travestimento. L a dissimulazione
stata sempre la livrea dei valletti e degli schiavi: essa di rigore fra civilizzati.
L ' u o m o libero porta nel cuore la franchezza, questo stemma della libert. La
dissimulazione non neppure un'eccezione fra gli Umanisferiani.
Gli artifici religiosi, gli edifici della superstizione corrispondono, sia presso
i civilizzati che presso i barbari o i selvaggi, ad un bisogno di ideale che queste
popolazioni cercano, non trovandolo nel mondo reale, in un m o n d o dell'impossibile. La donna, soprattutto, questa met del genere u m a n o , pi esclusa ancora
dell'altra dai diritti sociali e relegata, come Cenerentola, nel cantuccio del
focolare della casa, abbandonata alle meditazioni catechistiche, alle allucinazioni
malate, la donna si lascia andare, con tutto lo slancio del cuore e dell'immaginazione. al fascino degli sfarzi religiosi e delle messe spettacolari, alla poesia mistica
di quel romanzo misterioso, di cui il bel Ges l'eroe, e di cui l'amore divino
la trama. Tutti quei canti di angeli e di angiolesse. quel paradiso pieno di luci,
musica e incenso, quell'opera dell'eternit, di cui D i o il gran maestro, il
decoratore, il compositore e il capo d'orchestra, quelle poltrone azzurre dove
Maria e Maddalena, queste due figlie di Eva. hanno posto d'onore: tutta questa
fantasmagoria dei fisici sacerdotali, non pu mancare, in una societ c o m e la
nostra, di impressionare vivamente la fibra sentimentale della donna,

fibra

repressa e sempre vibrante. Il corpo incatenato al fornello da cucina, al bancone


del negozio, al pianoforte da salotto, essa erra col pensiero. - senza zavorrae senza
vela, senza timone e senza bussola. - verso l'idealizzazione dell'essere u m a n o ,
nelle sfere cosparse di scogli e costellate di superstizioni dal fluido azzurro, nelle
esotiche fantasticherie della vita paradisiaca Reagisce col misticismo, insorge
con la superstizione contro quel gradino d'inferiorit sul quale l ' u o m o l'ha p o s t a
fa appello, dal suo basso posto terrestre, all'ascensione celeste, dalla bestialit
dell'uomo alla spiritualit di Dio.
Nell'Umanisfera nulla di simile pu aver luogo. L ' u o m o non niente pi
della donna e la donna niente pi dell'uomo. Tutti e due sono egualmente liberi.
Le urne dell'istruzione volontaria hanno riversato sulla loro fronte flutti di
scienza. L'urto delle intelligenze ne ha livellato il corso. L a piena dei fluttuosi"*
Aggettiva composto di /lux,

"movimento ascensionale del mare, marea che sale". Ancora un

neologismo di Djacque che, d'altro canto, ne prodigo. (Nd*D.

88

Joseph.

Djacque

bisogni ne eleva il livello tutti i giorni. L ' u o m o e la donna navigano in questo


oceano del progresso avvinti l'uno all'altra. Le sorgenti vive del cuore spandono
nella societ la loro liquorosa e bruciante passione e fanno, sia all'uomo che alla
donna, un bagno piacevole e profumato con i loro mutui ardori. L'amore non
pi misticismo o bestialit, l'amore ha tutte le volutt delle sensazioni fisiche e
morali, l'amore umanit, umanit depurata, vivificala, rigenerata, umanit fatta
uomo. Essendo l'ideale sulla terra, terra presente o futura, chi volete che vada a
cercarlo altrove? Perch la divinit si aggiri sotto le nubi dell'immaginazione,
bisogna che vi siano nubi, e nel cranio umanisferiano non vi sono che raggi. Dove
regna la luce, non esistono tenebre: dove regna l'inielligenza. non esistono
superstizioni. O g g i , che l'esistenza una mortificazione perpetua, una clausura
delle passioni, la felicit un sogno. Ne! mondo futuro, essendo la vita l'espansione di tutte le fibre passionali, la vita sar un sogno di felicit.
Nel mondo civilizzato, tutto masturbazione o sodomia della carne, masturbazione o sodomia dello spirito. Lo spirito una fogna per pensieri abietti, la carne
un canale di scolo per piaceri i m m o n d i . In questi tempi, l ' u o m o e la donna non
fanno l'amore, esplicano i loro bisogni... In quei tempi, l'amore non sar per
bisogno! E soltanto col fuoco della passione nel cuore, con l'ardore del sentimento
nel cervello si uniranno in un mutuo bacio. Tutte le volutt non agiranno che
nell'ordine naturale, sia quelle della carne che quelle dello spirito. La libert avr
tutto purificato.
D o p o aver visitato dettagliatamente gli edifici dell'Umanisfera. dove tutto
laboratorio di piacere e salotto di lavoro, emporio di scienze e di ani e musei di
ogni produzione: dopo aver ammirato quelle macchine di ferro di cui il vapore e
l'elettricit sono l'impulso, laboriose moltitudini di ingranaggi che sianno agli
Umasferiani come le moltitudini di proletari o di schiavi stanno ai civilizzati: dopo
aver assistito al movimento non meno ammirabile dell'ingranaggio umano, di
quella moltitudine di liberi lavoratori, meccanismo seriale di cui l'attrazione
l'unico motore; dopo aver constatato le meraviglie di quell'organizzazione
egualitaria in cui l'evoluzione anarchica produce l'armonia: dopo aver visitato i
campi, i giardini, i prati, i fienili campestri dove vengono a ripararsi le greggi
enanti per la campagna, e i cui sottotetti servono come granai per i foraggi: dopo
aver percorso tutte le linee fenoviarie che solcano l'interno e l'esterno
dell'Umanisfera, e aver navigato in quei magnifici battelli a vapore aerei che
trasportano a volo d'aquila gli uomini e i prodotti, le idee e gli oggetti da una
Umanisfera all'altra, da un continente all'altro, e da un punto della iena alla sua
estremit: dopo aver visto e sentito, dopo aver toccato con mano e pensiero iurte
quelle cose, - c o m e possibile, m i dicevo, ritornando ai civilizzali, come
possibile che si possa vivere sotto la legge, knut dell'Autorit, quando l'Anarchia,
legge della Libert, ha costumi cos puri e cos dolci? C o m ' possibile che si

L'Umani sfera. Utopia anarchica

89

consideri straordinariaquesiafraiemjtinielliEenteecosanonnaJequellaimbecillit
fratricida?... A h ! I fenomeni e le utopie non sono fenomeni e utopie che in rapporto
alla nostra ignoranza. Tutto ci che per il nostro m o n d o fenomeno, per un altro
m o n d o cosa del tutto ordinaria, che si tratti del m o v i m e n t o dei pianeti o del
movimento degli uomini: e la cosa che sarebbe pi incredibile per me. che la
societ restasse perennemente nelle tenebre sociali e n o n si svegliasse alla luce.
L'autorit un incubo che pesa sul peno d e l l ' U m a n i t e la soffoca: che senta la
voce della Libert, che esca dal suo sonno doloroso, e presto essa avr

ritrovato

la pienezza dei sensi, e l'attitudine al lavoro, all'amore, alla felicita!


Bench nell'Umanisfera le macchine facessero tuni i lavori pi sgradevoli, ve
ne erano anche altri che mi sembravano non dover essere piacevoli per nessuno.
Tuttavia, questi lavori venivano eseguiti senza che nessuna legge n regolamento
vi costringesse alcuno. In che modo? mi dicevo, io che vedevo ancora le cose con
i miei occhi di civilizzalo. Tuttavia, era molto semplice. Che cosa rende il lavoro
attraente? N o n sempre la natura del lavoro, m a la condizione nella quale si
esercita e la condizione del risultato da ottenere. A i nostri giorni, un operaio inizia
ad esercitare una professione: non sempre la professione che avrebbe scelto: il
caso, pi che la scelta, ha deciso. Che questa professione gli procuri una relativa
agiatezza, che il salario sia alto, che abbia a che fare con un padrone che non gli
faccia sentire troppo pesantemente la sua autorit, e questo operaio compir il
lavoro con un c e n o piacere. Che. in seguito, questo stesso operaio lavori per un
padrone intrattabile, che il salario venga dimezzato, che la professione non gli
procuri pi che miseria, ed egli far con disgusto quel lavoro che prima faceva con
piacere. L'ubriacatura e la pigrizia, fra gli operai, n o n hanno altre cause. Schiavi
a! limile della pazienza, si perdono d ' a n i m o e. respinti dal mondo, si abbandonano
alle gozzoviglie e al sudiciume, o insorgono fino all'omicidio, fino al martirio,
come Alibaud. come Moncharmont. e rivendicano i loro diritti di u o m i n i , ferro
contro ferro e faccia a faccia con il patibolo. Immortalit di gloria a costoro!...' .
Nell'Umanisfera. i pochi lavori che. per la loro natura, mi appaiono ripugnanti,
trovano tuttavia operai che li eseguono con piacere. E la causa sta nella condizione
in cui essi li eseguono. Le differenti squadre di lavoratori si riuniscono volontariamente. come gli uomini di una barricata, e sono interamente liberi di restarvi il
tempo che vogliono o di passare ad un'altra squadra o ad un'altra impalcatura.
N o n vi sono capi autorizzati o incaricati. Colui che ha maggiori cognizioni o
attitudini per quanto riguarda quel lavoro dirige naturalmente gli altri. Ciascuno
prende mutuamente l'iniziativa, a seconda che se ne riconosca le capacit. A

'

Alibaud e Montcharmonl: celebri regicidi. Louis Alibaud, ir particolare, (1S10-1836), militante

rrpubblicano, attent contro Luigi Filippo, alle Tuileries. Ghigliottinalo Defin cos il regicidio: "Il diritto
deH'uomochenonpuou enere giustizia che con le sue mani". La sua memoria era particolaim ente onorala negli
ambienti repubblicani e comunisti della classe operaia parigina alla fine della monarchia di Luglio.

90

Joseph.

Djacque

turno, ciascuno d il suo parere e lo riceve. V i accordo amichevole, non autorit.


Per di pi. raro che non vi siano u o m i n i e donne nella stessa squadra. In questo
m o d o , il lavoro viene effettuato in condizioni troppo gradevoli perch, per quanto
possa essere ripugnante in s. non si trovi un certo fascino nell'eseguirlo. Viene,
inoltre, la natura dei risultati da ottenere. Se questo lavoro in effetti indispensabile. coloro ai quali ripugna maggiormente e se ne asterranno, saranno contenti
che altri se ne siano incaricati, e contraccambieranno questi ultimi in affabilit e
in laboriose premure per compensarli del servizio che hanno reso loro. Non
bisogna credere che i lavori pi rudi siano, presso gli Umanisferiani. compito di
intelligenze inferiori, al contrario, sono le intelligenze superiori, le cime nelle
scienze e nelle arti, che pi sovente si prendono cura di compiere queste corves.
Pi la delicatezza squisita n e l l ' u o m o , pi il senso morale sviluppato, e pi egli
pronto, in certi momenti, ai rudi e aspri lavori, soprattutto quando queste fatiche
sono un sacrificio offerto con amore ali'umanit. Ho visto, durante ladeportazione
di G i u g n o , al forte di Homet. a Cherbourg. delicate nature che avrebbero potuto,
solo con qualche moneta, far fare a qualche codetenuto il loro turno di corves. ed era uno sporco compito, come quello di vuotare il mastello delle immondizie.
- e che. invece, per dare soddisfazione ai loro godimenti morali, alla testimonianza
interiore della fraternit coi loro simili, preferivano fare questi lavori da s e
spendere alla cantina, con e per i c o m p a g n i , il denaro che avrebbe potuto servire
a liberarli da quel compito. L ' u o m o veramente uomo. l ' u o m o

egoisticamente

b u o n o , pi felice di fare una cosa per il bene che questa procura agli altri che di
dispensarsene in vista di una soddisfazione immediata e del tutto personale. Egli
sa che un grano seminato in b u o n a terra e da cui raccoglier presto o tardi una
spiga. L'egoismo l'origine di ogni virt. I primi cristiani, coloro che vivevano
in comunit e fraternit nelle catacombe, erano egoisti, essi investivano le loro
virt in interessi usurai nelle mani di D i o . per ottenerne premi d'immortalit
celeste. Gli Umanisferiani pongono le loro buone azioni in vitalizio nell'Umanit,
al fine di godere - dalla nascita fino all'estinzione della vita -. dei benefici della
m u t u a assicurazione. U m a n a m e n t e , la felicit individuale si pu acquistare solo
al prezzo dell'universale felicit.
N o n ho ancora parlato dell'abbigliamento degli Umanisferiani. Esso non
uniforme, ciascuno si abbiglia a suo m o d o . Non vi una moda speciale.
L'eleganza e la semplicit sono le caratteristiche generali. soprattutto nel taglio
e nella qualit della stoffa che esiste una differenza. La blusa alla carrettiera.
maniche a imbuto, di telaper il lavoro, di panno o seta per il tempo libero: pantaloni
bretoni o calzoni, larghi o aderenti, m a sempre stretti in basso, stivali rovesciati
sopra i pantaloni o leggere calzature in pelle verniciata; un cappello di feltro,
rotondo con un semplice nastro o guarnito da una p i u m a , oppure un turbante; il
collo nudo come nel Medio Evo; e le rifiniture della camicia traboccanti al collo
e ai polsi sotto la blusa. Tale il costume in uso. Il colore, la natura della stoffa.

L'Umani sfera. Utopia anarchica

91

il taglio, gli accessori sono essenzialmente differenti. Uno lascia svolazzare la


blusa, l'altro porta una sciarpa come cintura, o una borsetta in pelle o in tessuto,
sospesa ad una catenella di acciaio o ad una stringa di cuoio, che scende aderente
sullacoscia. D " inverno, l ' u n o si avvolge in un mantello, l'altro porta un barracano.
Gli uomini e le donne portano gli stessi abiti. Solamente, le donne sostituiscono
spesso una gonna ai pantaloni, ornano la blusa o tunicacon merletti, i colli e i polsi
con gioielli artisticamente lavorati: fanno di tutto per acconciarsi i capelli nella
maniera pi idonea per valorizzare i tratti del viso: ma nessuna di esse troverebbe
grazioso forarsi il naso o le orecchie per infilarvi anelli d'oro o d'argento e
appendervi pietre preziose. Una gran pane, indossa abiti su misura la cui
molteplicit di forme infinita. Non cercano di uniformarsi le une alle altre, ma
di differenziarsi. La stessa cosa vale per gli uomini. Gli uomini ponano generalmente la barba e i capelli lunghi separati alla sommit della testa. Trovano
innaturale e ridicolo radersi il mento quanto lo sarebbe radersi la testa e. nella
vecchiaia quando la neve degli anni ha incanutito la fronte e intorpidito la vista
non radono i peli bianchi pi di quanto non si strappino gli occhi. Ponano costumi
diversi, sul genere Luigi X I I I . fragli altri, m a mai i costumi maschili o le crinoline
della nostra epoca. I palloni, nei quali navigano sulla i e n a le donne dei nostri
giorni, sono riservati per le navi aeree, e i tubi in lamiera o in seta nera non servono
da copricapo che al cervelletto dei camini. Non so di un solo uomo, fra gli
Umanisferiani. che volesse rendersi ridicolo in una redingote o in un abito
borghese, livrea dei civilizzali. Si vuole essere liberi dei propri movimenti e si
vuole che 1 "abito tesiimoni lagraziae la l i b e n d i colui che lo indossa Si preferisce
la maest di uno crespo ampio e ondulato alla rigidezza tronfia della crinolina e
alla grinza epilettica di un frac a testa di cretino e a coda di rondine. L'abito, dice
un proverbio, non fa il monaco. vero, nel senso del proverbio. Ma la societ
che fa l'abito, e una societ, che si abbiglia come la nostra d e n u n c i a c o m e il
bozzolo della crisalide, la laidezza del bruco. Nell'Umanisfera l ' u m a n i t
lontana dall'essere un bruco, essa non pi prigioniera del bozzolo, le sono
spuntate le ali e ha vestito l'ampia e graziosa tunica l'incantevole smalto,
l'elegante ampiezza d ' a l i della farfalla - Preso in senso assoluto, il rivestimento
l'uomo: la sua fisionomia non mai una maschera per chi sa comprenderla. Il
morale passa sempre attraverso il fisico. E il fisico della societ attuale non bello:
ancora pi brutto il morale!
Nelle mie escursioni, non avevo mai visto cimiteri. E mi domandavo dove
venissero depositati i morti, quando ebbi occasione di assistere ad una sepoltura
Il m o n o era disteso in un feretro apeno che aveva la forma di una grande culla.
Non aveva alcun aspetto funebre. Fiori naturali erano sparpagliati nella culla e gli
coprivano il corpo. La testa, scoperta, riposava su mazzi di rose che servivano da
cuscino. Il feretro venne messo su u n a c a n o z z a ; coloro che avevano particolarmente conosciuto il m o n o , presero posto nel seguito. Li imitai.

92

Joseph.

Djacque

Giunti in campagna, in un luogo dove vi era una macchina di ferro eretta su


scalini di granito, il corteo si ferm. La macchina in questione aveva quasi
l'aspetto di una locomotiva. Un cilindro o caldaia era posato su un braciere
ardente. La caldaia era sormontata da un lungo tubo a pistone. Il cadavere venne
estratto dalla bara, venne avvolto in un sudario, poi venne fatto scivolare in
un'apertura a cassetto del cilindro. Il braciere aveva la funzione di ridurlo in
polvere. Ciascuno dei presenti gett allora una manciata di rose sulle lastre del
monumento. Venne intonalo un inno alla trasformazione universale. Poi. tutti si
separarono. Le ceneri dei m o n i vennero gettale come concime sulle tene arate.
G l i Umanisferiani sostengono che i cimiteri sono causa di insalubrit e che
preferibile seminarli a grano invece che a tombe, posto che il frumento nutre i vivi
e che le tombe di m a r m o non possono portare alla rigenerazione dei m o n i . N o n
comprendono le prigioni funerarie pi di quanto non comprenderebbero le tombe
delle celle, la detenzione dei m o n i come la detenzione dei vivi. Non la
superstizione che fa legge, ma la scienza. H a n n o ragione, e non pregiudizi. Per
loro, ogni materia animata: non credono alla dualit dell'anima e del corpo, non
riconoscono che l'unit della sostanza: soltanto, che questa sostanza acquista
mille e mille forme: pi o meno rozza, pi o meno pura, pi o meno solida, pi o
meno volatile. Anche ammettendo, dicono, che l'anima sia una cosa distinta dal
corpo. - cosa che tutto nega -. sarebbe ancora un'assurdit credere alla sua
immonalit individuale, alla sua personalit eternamente compatta, alla sua
immobilizzazione indistruttibile. La legge della composizione e della decomposizione che governa i corpi, e che la legge universale, sarebbe anche la legge
delle anime.
Nello stesso m o d o in cui. al calore, il vapore dell "acqua si condensa nella testa
della locomotiva e ne costituisce quello che si potrebbe chiamare anima: nello
stesso modo in cui. nel focolare del corpo umano, il ribollimento delle sensazioni,
condensandosi in vapore nel cranio, costituisce il pensiero e fa muovere, con tutta
laforzadell 'elettricit dell'intelligenza, gli ingranaggi del meccanismo corporale.
Ma ne consegue forse che la locomotiva, forma finita e di conseguenza peribile.
abbia un'anima pi immortale del suo involucro? Certamente, l'elettricit che 1'
anima non sparir nell'impossibile nulla, pi di quanto non sparir la sostanza
palpabile di cui essa rivestita. M a . nel momento della m o n e , come nel momento
dell'esistenza, la caldaia, come il vapore, non potrebbero c o n s e n t e la loro
esclusiva personalit. L a ruggine c o n o d e il f e n o , il vapore evapora; corpi e anime
si trasformano incessantemente e si disperdono nelle viscere della tena o sull'ala
dei venti in altrettante particelle quante sono le molecole che il metallo o il fluido
contengono, cio all'infinito, essendo la molecola, per gli infinitesimali, ci che
il globo terrestre per gli uomini, un mondo abiiato e inmovimento, un'aggregazione
animata da impercettibili particelle suscettibili di attrazione e di repulsione e. di
conseguenza, di formazione e di dissoluzione. C i che crea la vita o. che la stessa

L'Umani sfera. Utopia anarchica

93

cosa, il movimento, la condensazione e la dilatazione della sostanza elaborata


dall'azione chimica della natura. Questa alimentazione e questa deiezione del
vapore nella locomotiva del pensiero dell ' u o m o muovono il bilanciere del corpo.
Ma il corpo si consuma con lo sfregamento, la locomotiva va allo sfascio, l ' u o m o
alia tomba. C i che si c h i a m a m o n e non che una metamorfosi, poich nulla si
perde e tutto riacquista n u o v a forma sotto la manipolazione incessante delle forze
di attrazione.
risaputo che il corpo u m a n o si rinnova ogni sette anni. Dalla pianta dei piedi
fino alla punta dei capelli, tuno viene distrutto, particella per particella. E si
vorrebbe che l'anima, che il riassunto delle nostre sensazioni, qualcosa c o m e il
loro specchio vivente, specchio dove si riflettono le evoluzioni di quell'insieme di
infinitamente piccoli il cui tutto si chiama u o m o : si vorrebbe che l ' a n i m a n o n si
rinnovasse di anno in anno e di istante in istante: che non perdesse la sua
individualit esalando all'esterno, e non acquistasse qualcosa dell'individualit
degli altri respirandone le emanazioni? E una volta che la morte, estendendo il
soffio sul fisico, forma finita, ha disperso al vento i frantumi e ne ha sparso in giro
la polvere, come una semenza che p o n a in s il germe di nuove messi, si vorrebbe.
- vanitosa e assurda incoerenza da parte nostra! - che questo soffio di distruzione
non potesse infrangere l ' a n i m a umana, forma finita, e disperderne per il m o n d o
la polvere?
In verit, quando si sentono i civilizzati gloriarsi dell'immortalit della a n i m a ,
si tentati di domandarsi se si ha a che fare con furbi o con bruti, e si finisce per
concludere che sono l ' u n o e l'altro.
Gettiamo, dicono gli Umanisferiani. la cenere dei m o n i in pasto ai c a m p i
coltivati, per reincorporarli pi in fretta sotto forma di alimento e farli cos
rinascere pi prontamente alla vita d e l l ' u m a n i t . Considereremmo un crimine
relegare sotto terra una p a n e di noi stessi e ritardarne cos la venuta alla luce. D a t o
che non vi da dubitare che la iena faccia scambio di emanazioni con gli altri
pianeti, e ci nella forma pi sottile, quella del pensiero, abbiano la cenezza che
pi il pensiero dell ' u o m o puro, pi adatto ad esalare verso le sfere dei m o n d i
superiori. Questo accade perch non v o g l i a m o che quanto appartenuto all'umanit sia perso per l'umanit, affinch quei resti, ripassati all'alambicco della vita
umana, all'alambicco sempre pi perfezionalo, acquistino una propriet pi
eterea e passino cos dal circolo u m a n o ad un circolo pi elevato e. di circolo in
circolo, alla circolazione universale.
I cristiani, i cattolici mangiano D i o per amore della divinit, c o m u n i c a n o in
teofagia. Gli Umanisferiani spingono l ' a m o r e dell'umanit fino all'antropofagia:
mangiano l'uomo dopo la sua m o n e , m a sotto una forma che non ha niente di
ripugnante, sotto forma di ostia, cio sotto f o r m a di pane e vino, di carne e frutta,
sono forma di alimenti. la comunione d e l l ' u o m o tramite l ' u o m o , la resunezione
dei resti cadaverici all'esistenza umana. meglio, dicono, far rivivere i m o n i che

94

Joseph.

Djacque

piangerli. E attivano il lavoro clandestino della natura, abbreviano le fasi della


trasformazione, le peripezie della metempsicosi. E salutano la m o n e come la
nascila, due culle di una nuova vita, con canti di festa e profumi di

fiori.

L'immortalit, affermano, non ha nulla di immateriale. L ' u o m o , corpo di carne,


luminoso di pensiero, come tutti gli astri, si dissolve quando ha compiuto il suo
corso. La carne si consuma e ritoma alla carne: e il pensiero, chiarore da essa
proiettato, risplende verso il suo. ideale, si decompone nei suoi raggi e vi aderisce.
- L ' u o m o semina l'uomo, lo miete, lo impasta e lo fa suo tramite la nutrizione.
L ' u m a n i t la linfa dell'umanit e sboccia in essa e va all'esterno, nuvola di
pensiero o di incenso che s'innalza verso mondi migliori.
Questa la loro pietosa credenza, credenza scientifica basata sull'induzione
e la deduzione, sull'analogia. N o n sono, a dire il vero, credenti, m a veggenti.
Ho percorso tulli i continenti. l'Europa. l'Asia. l'Africa. l'Oceania. Ho visto
molte

fisionomie

differenti, ovunque non ho visto che una razza. L'incrocio

universale delle popolazioni asiatiche, europee, africane e americane (i pellerossa): la moltiplicazione di tutu per tuui ha livellato le asperit del colore e del
linguaggio. L'umanit una. V i nello sguardo di ogni Umanisferiano un
miscuglio di dolcezza e di fierezza che ha un fascino strano. Qualche cosa, come
una nuvola di fluido magnetico, circonda tutta la sua persona e gli illumina la
fronte con un "aureolafosforescente. Ci si sente attirati verso di lui da un attrazione
irresistibile. La grazia dei movimenti accresce ancora la bellezza delle forme. La
parola che gli esce dalle labbra, completamente impressa nei soavi pensieri,
come un profumo che si sprigiona. L o scultore non potrebbe modellare i lineamenti animati del corpo e del viso che attingono da questa animazione fascini sempre
nuovi. La pittura non potrebbe riprodune le pupille e il pensiero entusiasta e
limpido, pieno di languidezza o di energia, mobili aspetti di luce che variano come
lo specchio di un chiaro ruscello nel suo corso calmo o rapido e sempre pittoresco.
La musica non potrebbe modellarne la parola, perch non potrebbe giungere alla
sua ineffabilit di sentimento: e la poesia non potrebbe tradurne il sentimento
perch non potrebbe raggiungerne l'indicibile melodia. l'essere umano idealizzato. che porta nella forma e nel m o v i m e n t o , nel gesto e nello sguardo, nella parola
e nel pensiero, l'impronta della pi utopica perfettibilit. In una parola, l'uomo
fatto uomo.
Cos mi apparso il mondo di poi: cos si presentato ai miei occhi il seguito
dei tempii: cos si ri velata al m i o spirito l'armonica anarchia, la societ libenaria.
l'ugualitaria e universale famiglia umana.
O Libert! Cerere dell'anarchia, tu. che ari col tallone il seno delle civilt
moderne e vi semini la rivolta, tu, che sfrondi gli istinti selvaggi delle societ
contemporanee e innesti, sui loro steli, pensieri utopici di un m o n d o migliore,
salve, universale fecondatrice, e gloria a te. Libert, che porti nelle mani il fascio
delle messi future, il cesto dei fiori e dei frutti dell'Avvenire, il corno d'abbondanza

L'Umani sfera. Utopia anarchica

95

del progresso sociale. Salute e gloria a te. Libert.


E tu. Idea, grazie per avermi concesso la contemplazione di questo paradiso
umano, di questo Eden umanitario. Idea amante sempre bella, amata piena di
grazia, uri incantatrice. per la quale il mio cuore e la mia voce trasalgono, per la
quale la pupilla e il pensiero non hanno che sguardi d'amore: Idea, i cui baci sono
spasmi di felicit, oh! lasciami vivere e morire, e rivivere ancora nei tuoi abbracci:
lasciami prendere radici in quel mondo che hai evocato: lascia che m i sviluppi in
mezzo a quella aiuola di uomini: lasciami sbocciare fra tutti quei fiori di u o m i n i
e di donne. Lascia che raccolga e respiri i profumi dell'universale felicit!
Idea, polo d'amore, stella ammantata, attraente bellezza oh! restami vicina,
non mi abbandonare, nonrigettarmi dal sogno t'uiuro nella realt presente, dal sole
della libert nelle tenebre dell'autorit: fa' che non sia pi soltanto uno spettatore,
m a attore di questo romanzo anarchico, di cui nu hai dato spettacolo. O . tu.
attraverso la quale si operano miracoli, fai ricadere dietro di me il sipario dei
secoli, e lasciami vivere la mia vita nell'Umanisfera e rUmanisferit!...
- Giovane, mi disse, non posso accordarti ci che desideri. Il tempo tempo.
E vi sono distanze che solo il pensiero pu superare. I piedi aderiscono al suolo
che li ha visti nascere. La legge della gravit vuole cos. Resta dunque sul suolo
della civilizzazione come su un calvario, necessario. Sii uno dei messia della
rigenerazione sociale. Fai luccicare la parola come una spada, a f f o n d a l a n u d a e
affilata nei seno delle societ corrotte, e colpisci al cuore il cadavere ambulante
dell'Autorit. Chiama a te i fanciulli e le donne e i proletari, e insegna loro, con
la predicazione e l'esempio, larivendicazione del diritto allo sviluppo individuale
e sociale. Professa l'onnipotenza della Rivoluzione fin sui gradini della barricata,
fin sulla piattaforma del patibolo. Sii la torcia che incendia e la fiaccola che
i l l u m i n a Versa il fiele e 1 miele sulla testa degli oppressi. Agita nelle m a n i lo
stendardo del progresso e spingi le libere intelligenze ad una crociata contro le
barbare ignoranze. Opponi la verit al pregiudizio, la libert all'autorit, il bene
al male. U o m o errante, sii il mio campione: getta alla legalit borghese una
sanguinosa sfida: combatti col fucile e con la penna, col sarcasmo, con la fronte
e con la mano: muori o uccidi! Uomo martire, crocifisso sociale, porta con
coraggio la tua corona di spine, mordi la spugna amara che i civilizzati ti mettono
nella bocca, lascia sanguinare le ferite del tuo cuore: con questo sangue che
saranno fatte le sciarpe degli uomini liberi. 11 sangue dei martiri rugiada feconda,
spruzziamone le gocce sul mondo. La felicit non di questo secolo, sulla terra
che ogni giorno si rivoluziona gravitando verso la luce, nell'armonia futura!...
Ahim! passerai ancora per lo stame di molte generazioni, assisterai ancora a
molti tentativi informi di rinnovamento sociale, a molti disastri, seguiti da n u o v i
progressi e da nuovi disastri, prima di arrivare alla terra promessa e p r i m a c h e tutte
le crazie

e le archie

abbiano fatto posto all'an-archia. I popoli e gli u o m i n i

spezzeranno e insalderanno ancora molte volte le loro catene prima di gettarsene

96

Joseph.

Djacque

dietro le spalle l'ultima maglia. La Libert non una donna di lupanare che si d
al primo venuto. Bisogna conquistarla con valenti prove, bisogna rendersi degni
di lei per ottenerne il sorriso. una grande signora fiera della sua nobilt, perch
la nobilt le viene dalla testa e dal cuore. La Libert una castellana che troneggia
all'antipodo della civilt e vi invita l'umanit. Con il vapore e l'elettricit si
abbreviano le distanze. Tutte le strade conducono allo scopo, e la pi breve la
migliore. La Rivoluzione vi ha posto le rotaie. Uomini e popoli, andate!
L'Idea aveva parlato: mi inchinai...

L'Umani sfera. Utopia anarchica

97

PARTE T E R Z A

Periodo

transitorio

Come si compir il progresso? Q u a l i mezzi prevarranno? Quale sar la strada


scelta? difficile determinarlo in maniera assoluta. M a qualunque siano i m e z z i ,
qualunque sia la strada, se questa sar un passo verso l'anarchica libert, la
applaudir. Che il progresso si operi attraverso lo scettro arbitrario degli zar o
tramile la mano indipendente delle repubbliche: che avvenga tramite i Cosacchi
di Russia o i proletari di Francia, di Germania. d'Inghilterra o d'Italia: una maniera
qualunque, ma che l'unit si faccia, che il feudalesimo nazionale sparisca, e io
grider: bravo. Che il suolo, diviso in m i l l e frazioni, si unifichi e si costituisca in
vaste associazioni agricole, fossero anche c o m e le societ delle ferrovie, e io
grider ancora: bravo. C h e i proletari della citt e della campagna si organizzino
in corporazioni e rimpiazzino il salario con il b u o n o di circolazione, il negozio con
il bazar. I accaparramento privato con i esposizione pubblica e il commercio del
capitale con lo scambio dei prodotti: che sottoscrivino in comune una mutua
assicurazione e fondino una banca di credili reciproci: che decretino, in germe.
abolizione di ogni specie di usura, e sempre grider, v i v a . Che la donna sia
chiamata a tutti i benefici, cos come chiamata a tutti i lavori: che il matrimonio
sparisca: che si sopprima l'eredit e si impieghi il prodotto delle successioni per
dotare ogni madre di una pensione per l'allattamento e l'educazione del suo
bambino: che si tolga alla prostituzione e alla mendicit ogni probabilit di
prodursi: che si utilizzi il piccone sulle caserme e sulle chiese, che le si radi al
suolo, e che si edifichino al loro posto m o n u m e n t i di pubblica utilit: che gli arbitri
si sostituiscano ai giudici ufficiali e il contratto individuale alla legge: che
l'inscrizione universale, come la intende de Girardin. demolisca le prigioni e i
bagni penali, il Codice penale e il patibolo: che le pi piccole come le pi lente
riforme si comincino a fare, fossero anche gusci e zampe di tartaruga, purch siano
di progresso reale e non palliativi nocivi, una tappa nell'Avvenire e non un ritorno
verso il Passato, e con tutte e due le m a n i le incoragger con i miei bravo.
Tutto ci che divenuto grande e forte stato prima gracile e debole. L ' u o m o ,
oggi, incomparabilmente pi grande nella scienza, pi forte nell'industria di
quanto potesse essere l ' u o m o di altri tempi. Tutto ci che c o m i n c i a con dimensioni
mostruose non nasce suscettibile di sviluppo. Le enormit fossili hanno preceduto
la nascita dell'uomo c o m e le societ civilizzate precedono ancora la creazione di
societ armoniche. A l l a terra, occorre il concime delle piante e degli animali m o n i
perch diventi produttiva, come all'uomo o c c o n o n o i detriti delle societ putrefatte per renderlo sociale e fraterno. Il tempo raccoglie ci che il tempo ha

98

Joseph.

Djacque

seminato. L'avvenire presuppone un passato e il passato un avvenire: il presente


oscilla tra questi due m o v i m e n t i senza poter conservare l'equilibrio e viene
trascinato da una irresistibile calamita verso l'attraente Ignoto. Non si pu niente
indefinitivamente contro il Progresso. un peso fatale che trasciner sempre, e
malgrado tutto, un piatto della bilancia. Si pu violentarlo momentaneamente,
operare una scossa in senso inverso, fargli subire una pressione reazionaria: finita
la pressione, esso riprende con pi forza lasua naturale inclinazione, e afferma con
maggior vigore la potenza della Rivoluzione. Ah! invece di aggrapparci con
rabbia al ramo del Passato, di agitarci in esso senza successo e di insanguinarvi
la nostra impotenza, lasciamo dunque che il bilanciere sociale si immerga
liberamente nell'Avvenire. E con una mano appoggiata alle funi, i piedi sul bordo
del piatto sferico, oh. tu. gigantesco aeronauta, che hai il globo terrestre per
navicella. Umanit, non tapparti gli occhi, non rigettarti in fondo alla stiva, non
tremare cos di terrore, non ti lacerare il petto con le unghie, non congiungere le
mani in segno di scontorto: la paura cattiva consigliera e popola il pensiero di
fantasmi. Solleva, al contrario, le palpebre e guarda, aquila, con la tua pupilla:
ammira e saluta gli orizzonti senza limiti, le profondit luminose e azzurrine
dell'Infinito, tutte le magnificenze dell'universale anarchia. Regina, che. alla tua
corona, hai pergemmeigioiellideH'intelligenza.ohisiidegnadellatuasovranit.
Hai dinanzi il domani, l'immensit il tuo impero. Entra, umana venust, a bordo
del globo terrestre, tuo aerostato trionfale, trasportata dalle colombe dell'attrazione. In piedi, bionda sovrana. - madre, non pi di un bambino infermo, di un amore
armato di frecce avvelenate ma. al contrario, di uomini in possesso di tutti i sensi,
di amori lucidi e armati di spirito e di braccio produttivo. Andiamo. Maest,
inalbera sulla prua la tua bandiera di porpora, e voga, col diadema in testae scettro
in m a n o , al centro delle acclamazioni dell'Avvenire!...
D u e figli della borghesia, che hanno in pane abiurato la loro educazione
borghese e hanno fatto voto di libert Ernst Coeurderoy e Octave Vauthier.
entrambi con un opuscolo. La Barrire
La Rxolution

du Combat,

e. uno dei due. nel suo libro

dans l'homme et dans la socit. se profetizzano la rigenerazione

della societ attraverso l'invasione cosacca". Si basano, per formulare questa


asserzione, sull'analogia che vedono esistere tra la nostra societ in decadenzae la
decadenza romana. .Affermano che il socialismo non si stabilir in Europa finch
l'Europa non sar unita. Dal punto di vista assoluto, hanno ragione di affermare che
la libert dev 'essere ovunque o da nessuna pane. M a non soltanto in Europa, in tutta

" Su Ernst Coeurderoy 1 efr la nota 6). L'opera De la Rvolution dans C homme et la socit era apparsa
nel 1852. (Bruxelles. Tarride Ed., pp 240). Nel 1854, Coeurderoy pubblic Hurrah.'!.' ou la Rvolution par les
Cosaques. (Londra. VIII.pp437). Ugualmente, si potr consultare Trots ienres au journal T Homme" .organe
de la dmagogie franaise T tranger, (Londra 1854) e ima risposta del direttore di quel giornale pubblicato
a Jersey. A . Talandier. A propos tf une polmique rcente. (Yersey, Impnmene Universelle. 1854).

L'Umani sfera. Utopia anarchica

99

la terra che l ' u n i l i deve farsi, in modo che il socialismo, trascinando 1 m o n d o


intero sin dalle radici, possa levarsi tanto in alto da riparare l ' U m a n i t dai
sanguinosi temporali e farle gustare le delizie dell'universale ereciprocafratemit.
Per essere logico, non soltanto l'invasione della Francia da parte dei Cosacchi
che si dovrebbe invocare, m a anche quella dei Cipayes. degli Indosiani. delle
moltitudini cinesi, mongole e tartare, dei selvaggi della N u o v a Zelanda e della
G u i n e a d e l l ' A s i a dell'Africa e dell'Oceania quella dei Pellerossa delle due
Americhe e degli Anglosassoni degli Stati Uniti, pi selvaggi ancora dei Pellerossa: sono tutte queste popolazioni delle quattro pani del m o n d o che bisognerebbe
spingere allaconquista e alla dominazione dell'Europa. M a . no. Le condizioni non
sono pi le stesse. I mezzi di comunicazione sono tutt'altro che quelli dei tempi
dei Romani: le scienze hanno fatto un passo enorme. Non soltanto dalle sponde
della Nevae del Danubio che sorgeranno ormai le orde dei Barbari chiamate al
sacco della civilizzazione, ma dalle sponde della Senna e del R o d a n o , de! T a m i g i
e del Tago. del Tevere e del Reno. - Dal profondo solco, dal fondo dell'officina,
uascinando nei suoi flutti uomini e donne, forcone e torcia, martello e fucile:
coperte dal grembiule del contadino e dalla blusa dell'operaio: con la lame nel
ventre e la febbre nel cuore, ma sotto la guida d e l l ' I d e a questa Attila dell'invasione moderna: sotto il nome generico di proletario e spingendo le masse avide
verso i centri luminosi dell'utopica Citt: da Parigi. L o n d r a Vienna. Berlino.
Madrid. R o m a Napoli che. sollevando le enormi onde e spinto dalla piena
insurrezionale, strariper il torrente devastatore. al rumore di questa tempesta
sociale, alla conente di questa inondazione rigeneratrice, che croller la Civilt in
decadenza Al soffio dello spirito innovatore, che l'oceano popolare balzer dal suo
abisso. La bufera delle idee nuove far cadere le teste e i troni dei civilizzati e
passer con la sua livella di feno e di fuoco sulle rovine. Annegher nelle f i a m m e
e nel sangue tutti gli atti notarili legalizzali e i sostenitori di questi atti, e far del
suolo spezzettato e della propriet privata una unitcollettiva. N o n sono le tenebre
questa volta che i Barbari porteranno al m o n d o , la luce. Gli antichi hanno preso
dal cristianesimo il nome e la lettera ne hanno ucciso lo spirito: i nuovi non
professeranno assolutamente la lettera, m a lo spirito del socialismo. L. dove
potranno trovare unangolo di tena sociale, pianteranno il nocciolo dell'albero della
Liben. Vi installeranno la loro t e n d a la nascente trib degli u o m i n i liberi. D i l.
proietteranno i rami della propaganda ovunque essapotr estendersi. Aumenteranno in numero e forza in progresso scientifico e sociale. Invaderanno palmo a
palmo, idea su i d e a tutta l'Europa, dal Caucaso al monte Hecla e da G i b i l t e n a ai
monti Urali. I tiranni lotteranno invano. Sar necessario che l'oligarchica Civilt
ceda il teneno alla marcia ascendente d e l l ' A n a r c h i a Sociale. Conquistata
l'Europa e liberamente organizzata, bisogner che l ' A m e r i c a si socializzi a sua
v o l t a La repubblica d e l l ' U n i o n e , questo vivaio d i droghieri che si concede
benevolmente il soprannome di Repubblica modello e la cui grandezza consiste

100

Joseph.

Djacque

nel! 'estensione del territorio: questa cloaca, dove sguazzano e gracchiano tutte le
canagliate del mercantilismo, le filibusterie del commercio e le piraterie di carne
umana: questo covo di tutte le orrende e feroci bestie che l'Europa

rivoluzionaria

avr respinto dal suo seno, ultimo bastione della Civilt borghese, m a dove, anche
coloni tedeschi, rivoluzionari di tutte le nazioni, stabilitisi al suo interno, avranno
conficcato in terra i picchetti del Progresso, posto le prime basi delle riforme
sociali: questo colosso informe, questa repubblica dal cuore di minerale, dalla
fronte di ghiaccio, dal collo gozzuto, statua del cretinismo, i cui piedi posano su
una balla di cotone e le mani sono armate di frusta e di Bibbia: arpia, che porta
appesi alle labbra un coltello e una pistola: ladra come una gazza, assassina come
una tigre: vampiro dalle seti bestiali e a cui occorre sempre oro o sangue da
succhiare... La Babele americana alla fine tremer fin dalle fondamenta.
Dal Nord al Sud e dall'Est all'Ovest, tuoner il fulmine delle insurrezioni. La
guerra proletaria e la guerra dei servi faranno scricchiolare gli Stati e le ossa degli
sfruttatori degli Stati. L a carne dei politici edcgli industriali, dei capi e dei padroni,
dei bottegai e dei proprietari terrieri fumer sotto i piedi sanguinanti dei proletari
e degli schiavi. La mostruosa Unione americana, la Repubblica fossile, sparir in
questo cataclisma. Allora, la Repubblica degli Stati Uniti Sociali d'Europa
scavalcher l'Oceano e prender possesso di questa nuova conquista. Neri e
bianchi, creoli e pellerossa fraternizzeranno e si fonderanno in una sola medesima
razza. I negricidi e i proletaricidi, gli anfibi del liberalismo e i carnivori del
privilegio arretreranno come i caimani e gli orsi davanti al progresso della libert
sociale. 1 pendagli da forca, come le belve delle foreste, temono la vicinanza
dell'uomo. La fraternit libertaria impaurisce gli ospiti della Civilt. Sanno che l.
dove esiste il diritto u m a n o , non vi posto per lo sfruttamento. In tal modo,
fuggiranno fin negli antri pi vergini della Cordigliera.
In tal modo, il socialismo, dapprima individuale, poi comunale, poi nazionale,
poi europeo, di ramificazione in ramificazione e di invasione in invasione,
diventer il socialismo universale. E un giorno, non si tratter pi n della piccola
Repubblica francese, n della piccola Unione americana, nemmeno dei piccoli
Stati Uniti d'Europa, m a della vera, grande. Sociale Repubblica Umana, una e
indivisibile, la Repubblica degli uomini allo Sialo
individualit unite nel globo.

libero, la Repubblica delle

APPENDICE

Appello ai sottoscrittori per un'edizione de L ' U m a n i sfera19


Ho terminato uno scritto rivoluzionario che ha per titolo L Umanisfera.
anarchica.

Utopia

un viaggio nel mondo dell'Avvenire, la fotografia di una societ

senza FEDE n L E G G E , che si muove liberamente e armonicamente fuori da ogni


autorit religiosa o governativa. Il rovesciamento della societ civilizzata. La
negazione del male universale e l'affermazione dell'universale bene. La
glorificazione della libert.
Le vere rivoluzioni sono solo le rivoluzioni di idee.
Ho pubblicato successivamente:LA

QuestionRvolwionnairc.LesLazarennes.

Con il titolo di Beaucoup cf appelset peu devenus. l'appellovennepubbiicatonel n. 1 de " L e Libertaire".


Nel commento che segue. Djacque nconosce lo scacco della sottoscrizione e annuncia la pubblicazione a
puntate, che inizi effettivamente da quel numero. Fu la volont di pubblicare ad ogni costo la sua L topia che
spinse l 'autore, malgrado le difficolt dell'impresa, a creare il giornale: ..J'editore de "Le Libertaire". al tempo
della fondazione di quel giornale, aveva soprattutto lo scopo di pubblicare L'Lmarusfera. in. 25-. Si devono
prendere alla lettera le affermazioni di Djacque sulle difficolt finanziane: vivr sempre del mestiere di
imbianchino e le sue pubblicazioni saranno sempre molto deficitarie. Gli capit di nvolgersi con humour ai suoi
lettori, come nell'editoriale A moi! del settimo numero (25 ottobre 1S56I:
L'inverno si avvicina. Ecco il momento della caduta delle foglie e dell'agonia dei petti oppressi. " L e
Libertaire"* e il suo redattore saranno abbastanza robusti per affrontare le intemperie degli uomini e delle
cose?.... Occorreva denaro per questo numero. Le poche monete che l'operaio ha guadagnato con la fatica del
corpo, e con le quali contava di acquistare gli abiti invernali, ebbene! in mancanza di altre munizioni, in
mancanza di abbonamenti o di sottoscrizioni, il redattore ne fa ancora una volta una muraglia: canca la stampa
tipografica sugli affusti: e. in piedi, sul ponte di comando, come non so pi quale pirata, getta ai tipografo, attento
ai suo posto, questa esclamazione sonora e lugubre, questa parola che una parola di comando:
Issate ia bandiera!
E si parla di stampa libera in menca! Libera, s. a peso d'oro! E quando quest'oro pane per la fame,
vestiti per il freddo, cos' una simile libert se non schiavit e morte?
Ma cosa! Tu fremi. "Libertaire", pallido e sedizioso? Andiamo, dunque! Pensa a Satana, padre dei demoni.
Sauna, amico dei ribelli.
Aiutati. l'Inferno di aiuter! Cos sia.
Tuttavia, all'inizio del 1861. dovr chiudere definitivamente, privo di mezzi, l'uscita de " L e Libertaire"*.
.Annuncia a Pierre Vsinier l'intenzione di ritornare in Europa, se potessi trovare un'occasione per partire, a
bordo di un vapore, senza aprire la borsa, perch non pensabile che possa procurarmi il denaro perii viaggio.
Si sente in lui una stanchezza profonda: ... ho nostalgia, non del paese dove sono nato, ma dei paese che ho solo
visto in sogno, la terra promessa, la tena della libert, di l dal mare rosso... Lo vedete come vorrei fuggire il
suolo dove il destino del momento mi incatena, correre alla ricerca della felicit in un altro continente... Pov eri
primi socialisti che siamo! Uomini declassati nella civilizzazione cristiana,

ci agitiamo come intelligenze in

pena, sperando sempre di trovare un angolo meno ai di fuon della nostra sfera naturale, e questo angolo non
possiamo trovarlo, perch non di questo mondo, cio di questo secolo!
Non so se questa lettera vi arriver, dato che ia polizia pu confiscarla per strada. Ma se dovesse arrivarvi,
tentale di rispondermi con questo mezzo economico: senvete a matita fra le righe di un giornate e mettete il
giornale sotto la fascia col mio indirizzo. Far altrettanto da parte mia. Sapete che sono imbianchino. Se potete
informarvi sulle possibilit che avrei di trovare o meno lavoro a Ginevra o a Bruxelles. Attendo questo piccolo
servizio.

102

Appendice

De l'F.lre Humain

(Lettre P.-J. Proudhon

), Branger

au pilori.

Queste

pubblicazioni, stampate in .America, mi sono costate care, molto care. E per il


momento non possiedo altro che debiti. Sono operaio, cio non posso contare sul
prodotto del mio lavoro per pacare le spese di stampa di questa nuova opera.
Proletario, faccio dapprima appello ai proletari, gente molto spesso troppo
povera o troppo ignorante per sottoscrivere un volume di studi sociali.
Pubblicista, faccio poi appello ai borghesi, i borghesi meno liberticidi, coloro
che hanno qualche poesia nel cuore o qualche idea nel cervello, i Michelet i de
Girardin. i George Sand. i Daniel Stem. persino coloro che ho potuto offendere,
l'autore del pauperismo, per esempio, e perch no? Sarebbe curioso e nuovo
vedere un individuo che di professione a l'imperatore sottoscrivere una prenotazione del libro di un individuo che professa lajibert... 10 .
E ora. il mio appello avr successo?
I proletari vorranno, o potranno, privarsi di un pezzo di pane o di un bicchiere
di vino, e convertirlo in un libro di fantasticherie scientifiche?
I borghesi vorranno, o potranno, dimenticare che sono loro nemico naturale,
e vorranno darmi munizioni per far loro la guerra?
Per molto meno, la cosa sarebbe dubbia.
Cos domander a coloro che hanno velleit autoricide. alle nature meno
bottegaie, di sottoscrivere dieci, venti, cento o duecento prenotazioni della mia
opera, ciascuno secondo i suoi mezzi, affinch possa arrivare a un risultato
positivo.
Vediamo, borghesi, rispondete. Vi faccio onore, io. povero, di domandare a
voi. ricchi, di procurare i fondi per pubblicare un libro, come non ne avete ancora
letti: ne siete degni?
Del resto, che sottoscriviate o non sottoscriviate, non vi sar n pi n meno
riconoscente. La riconoscenza la virt degli schiavi, ed io voglio essere libero.
C i che domando, certamente, non un'elemosina per riscattare gli alari dei
miei padri. Sono un mendicante, vero, un diseredato dalla famiglia e dalla
nazione, anche questo vero: ma non sono di quei malviventi, familiari della
letteratura, che si strizzano i rimasugli dell'intelligenza per elemosinare qualche
spicciolo. Sono un figlio legittimo della terrae dell'umanit, e ci che voglio una
scintilla d'oro per accendere un focolare di luce.
Volete essere questa scintilla? Volete che il mio lavoro non marcisca nelle

30

Fa seguire alcuni nomi illustri dell Intel lighenz liberale, un ironico appello ad una partecipazione di

Napoleone m . In effetti, al tempo in cui eri un pretendente critico della monarchia di Luglio. Luigi Bonapane
aveva pubblicato, per p o n i come uomo di sinistra agii occhi dell'opinione pubblica, un opuscolo vagamente
socialisteggiante su l ' e s t i n z i o n e del pauperismo".

Appendice

103

tenebre? Volete veder chiaro? Volete che gli altri vedano chiaro? Uomini di I berti
o di autorit, amici o nemici, pagatene la stampa.
Joseph Djacques
New-Orleans, febbraio 1858

Si sottoscrive, per l ' E u r o p a presso l'ufficio del giornale "Le Bulletin


Iniemaiional". a Londra 1 1 .
Per l'America, nell'ufficio del giornale "La Revue de l'Ouest". Si-Louis.
Missouri.
Prezzo di una prenotazione per un esemplare: 50 centesimi o 2 scellini. (La
cifra che mi occorre sarebbe quella di circa 1.000 prenotazioni).
Se giornali belgi, svizzeri e piemontesi volessero riprodurre il mio appello e
aprire nei loro uffici una sottoscrizione, sono pregati di fonie giungere l'impono
al giornale "Le Bulletin International ". Se sono giornali americani, a "La Revue
de l'Ouest".

D ~BuJIm Iniemauonal" omise d inserire l'appello come gii rimprovero Djacque. Questo bollettino
era il periodico dell'Associazione Intemazionale (1855-IS59*. creata a Londra da rifugiati politici francesi,
polacchi, tedeschi e da cartisti inglesi. Diversi gruppi esistevano negli Stati Uniti. Fu uno dei pruni giornali
dell'Intemazionale. Djacque. che aveva firmato il programma inaugurale, pubblicher diveni documenti
dell'Associazione sul suo giornale inumen 2,10 e 13).

INDICE

Nota introduttiva
Nota biografica
Che cos' questo libro?
Prefazione. Conosci te stesso
PARTE

PRIMA

La Questione geologica
Movimento dell'Umanit!
Tutto ci che fu. doveva essere
Si credette di aver annientato il socialismo nel sangue ...
PARTE SECONDA

Preludio: Sogno, idea, utopia


1. Che cos' una Utopia?
2. Siamo nell'anno 2858
3. L uomo un essere essenzialmente
4. L'idea scosta la cortina dei secoli
Il mondo futuro
PARTE TERZA

Periodo transitorio

rivoluzionario

Joseph Djacque
L UMANISFERA. Utopia anarchica

una boccata d'aria buona, questo libro.


In una societ in cui il potere sta gi mettendo in pratica progetti
di controllo dell'individuo sempre pi vasti, leggere un libro come
L'Umanisfera pu forse riuscire a dare una scossa a chi, perse le
speranze e crogiolandosi in una sorta di sensazione di impotenza,
ha gi deposto le armi, o si accinge a deporle, pensando che "ormai
non vi pi niente da fare".
Se vero, da un lato, che le armi del potere si sono affinate e che
la spessa coltre del controllo e della repressione tende a ricoprire
tutto e tutti, se vero che la rabbia di tanti sopita perch mancano,
forse, validi progetti di lotta per contrastare la nuova realt,
altrettanto vero che, toccandola, la cenere sempre calda.
Il desiderio di riscatto, la voglia di libert, covano sotto di essa.
Pu bastare un niente per riattizzare il fuoco. E questa Utopia vuole,
immodestamente, proporsi lo scopo di essere un piccolo soffio di
vento che possa contribuire a stimolare la fiamma.
Ripercorrendo il cammino dell'umanit, sin dagli albori, Djacque
analizza le modificazioni che in essa si sono verificate, soffermandosi, principalmente, sul ruolo che la civilt ha avuto nella evoluzione/involuzione degli uomini.
Ma, dopo questa scorsa, inizia un viaggio nell'Utopia, nella
societ anarchica, dove padroni e sfruttamento sono stati annientati in quanto estranei e nemici dell'uomo.
Se condiamo il tutto con la foga e il "cuore" che Djacque mette
nell'esposizione, otteniamo un libro avvincente e da leggere tutto d'un
fiato.