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I SOVRANI INGLESI DEL XVII Sec.

Carlo I Oliver Richard Carlo II Giacomo II Guglielmo III


Stuart Cromwell Cromwell Stuart duca di York d’Orange

1625 1649 1658 1660 1685 1688 1702

Il decollo politico ed economico


dell’Inghilterra dei Tudor

Lo sviluppo economico e la scalata


coloniale
Carlo I Stuart (1625-1649)
La Politica di Carlo I
Carlo I adottò una politica assolutistica che
suscitò una profonda scontentezza in una
larga fascia della popolazione.
Il sovrano influenzò fortemente la morale
pubblica, poiché iniziò a favorire la diffusione
dell’anglicanesimo episcopale in Scozia
(dove era già presente il presbiterianesimo).
Il re aveva il potere di convocare il Parlamento
per avere ulteriore appoggio nelle decisioni
politiche, economiche e belliche.

All’interno del parlamento vi erano diverse


fazioni:
-Moderati: erano rispettosi e conservatori della
monarchia. Vi facevano parte i ricchi mercanti
e i grandi proprietari terrieri;
-Estremisti: essi richiedevano una maggiore
democrazia religiosa e politica e aspiravano
all’introduzione di un regime repubblicano;
-Radicali: avevano un’idea di uguaglianza
comune. Carlo I Stuart
L’economia di Carlo I
Durante il regno di Carlo I non ci fu un ulteriore sviluppo economico, poiché il
sovrano continuava ad imporre nuove tasse per finanziare la guerra che era
scaturita.
Le uniche città che ebbero modo di arricchirsi furono quelle portuali perché, in
esse, si era formata una borghesia ricca e intraprendente.

Nel 1642 scoppia la guerra civile


Era iniziata come una ribellione degli scozzesi che non erano disposti a
sottostare alla chiesa anglicana. Il re dopo un breve periodo di lotta armata si
trovò costretto a convocare il Parlamento per sostenere economicamente il
suo esercito.
Quello che prende il nome di Corto Parlamento (13 aprile-5 maggio 1640) fu
subito sciolto dal sovrano, dato che si opponeva al suo assolutismo. Gli
scozzesi, intanto, continuavano a mietere successi e il re dovette così
riconvocare il cosiddetto Lungo Parlamento (1640-1653) che tuttavia non gli
diede il necessario sostegno finanziario e il sovrano si trovò così costretto a
fare diverse concessioni.
Egli allora volle eliminare i parlamentari a lui contrari, ma
essi trovarono salvezza presso la popolazione
londinese. Si scatenò così una vera e propria guerra
civile con da una parte i seguaci del re detti “cavalieri”
e dall’altra i seguaci del Parlamento detti “teste
rotonde”.

Elmo delle “teste rotonde”





La decapitazione di Carlo I
Da quando nel corso della rivoluzione prese
il potere Oliver Cromwell l’esercito del re
fu ripetutamente sconfitto. Il sovrano
cercò scampo in Scozia ma fu tradito
dalla popolazione che lo consegnarono al
Parlamento in cambio di una ricca
somma di denaro.
Il re venne imprigionato (1647) ma riuscì a
fuggire e a riaccendere una scintilla nella
rivolta che fu subito soffocata con il suo
arresto (1648).
Decapitazione di Carlo I
Fu sottoposto a giudizio e condannato a
morte, mediante decapitazione, come
tiranno traditore.
Oliver Cromwell (1649-1658)

La politica di Cromwell
Cromwell si affermò inizialmente come leader
della rivoluzione e dopo la morte di Carlo I,
con l’appoggio dell’esercito, prese il potere
del regno e allontanò dal Parlamento tutti
coloro che erano rimasti fedeli alla
monarchia e all’anglicanesimo.
Proclamò ufficialmente l’Inghilterra una “libera
repubblica governata dai rappresentanti del
popolo” o Commonwealth. Oliver Cromwell
Effettuò una restaurazione religiosa che rappacificava moralmente le persone
esclusi i cattolici che venivano visti come nemici pubblici, poiché considerati
filomonarchici.
L’economia di Cromwell
Egli mirò a favorire gli interessi di quei proprietari terrieri e di quella borghesia
puritana che lo avevano appoggiato durante la rivolta e spronò il commercio
attraverso l’emanazione di leggi propense ad eliminare i privilegi nobiliari e a
ridurre le tasse e i pedaggi.
Nel campo della politica economica estera Cromwell mirò ad un espansione
commerciale sul mare con l’ampliamento della flotta.
L’atto di ostilità verso Scozia e Irlanda
I cattolici irlandesi si ribellarono poiché la
politica di Cromwell non li considerava a
livello politico in Parlamento e si trovavano
sempre più in una situazione di margine.
Ne scaturì una violenta battaglia che portò
all’emigrazione in America di gran parte
della popolazione irlandese.
Nel frattempo gli scozzesi avevano
proclamato re Carlo II Stuart senza
l’approvazione di Cromwell che vide
minacciato il suo potere e li riuscì a
sottomettere.
Con la vittoria su Scozia e Irlanda Cromwell
prese il titolo di “Lord protettore di
Inghilterra, Scozia e Irlanda”.

Il Lord protettore: Oliver Cromwell


Cromwell sconfigge gli olandesi e gli spagnoli
Per la vicinanza territoriale di Olanda e Inghilterra era inevitabile arrivare al
conflitto per il controllo del commercio marittimo.
Lo scontro ebbe inizio con l’emanazione da parte di Cromwell dell’Atto di
navigazione (1651) che stabiliva che solo le navi inglesi potessero
raggiungere l’isola. Questo gravò sull’economia olandese e ne
derivarono una serie di guerre che portarono alla vittoria e al predominio
sul mare dell’Inghilterra.
L’espansione marittima dell’Inghilterra non si fermò qui.
Cromwell iniziò ad esercitare una politica aggressiva verso la Spagna che
era già in disputa con la Francia. L’Inghilterra trovò in quest’ultima una
buona alleata. La vittoria che ne seguì permise agli inglesi di ottenere la
ricca isola di Giamaica, indispensabile per un espansione coloniale nel
Nuovo Mondo, e gli diede accesso libero agli scali atlantici portoghesi.
Richard Cromwell (1658-1660)

Il breve regno di Richard Cromwell


Fu il successore del padre Oliver Cromwell ma,
a differenza di esso, non aveva la stessa
capacità politica necessaria per governare
un vasto regno in una delicata situazione.
Si dimostrò un uomo di scarso ingegno infatti
preferì abbandonare il potere a causa della
crescente ostilità del Parlamento e
dell’esercito.
Quando abdicò il paese fu in preda al disordine
a causa dei conflitti tra monarchici e
repubblicani. Richard Cromwell

La guerra civile si concluse con la marcia del generale George


Monk (1608-1670) il quale, alla guida dell’esercito scozzese,
invase l’Inghilterra marciando con il vessillo degli Stuart.
Carlo II Stuart (1660-1685)
La politica di Carlo II
Egli ritornò alla politica adottata dal padre di tipo
monarchico assolutistico.
Questa decisione creò però uno condizione di
tensione all’interno e all’esterno del
Parlamento che portò all’approvazione di
due importantissime leggi:
-Il Test Act (1673): prevedeva la concessione
delle cariche pubbliche solo ai
fedeli anglicani; Carlo II Stuart

-L’Habeas Corpus Act (1679): dettava che un suddito non poteva essere
imprigionato finchè non fosse stato giudicato da un magistrato.
Alla morte di Carlo II i membri del Parlamento si trovano nuovamente in
disputa e separati in due gruppi con diverse idee di successione:
-Gli Whigs: favorevoli all’esclusione di Giacomo II (duca di York), fratello di
Carlo, dalla successione;
-I Tories: rappresentanti della nobiltà e quindi favorevoli alla successione.
Giacomo II duca di York (1685-1688)
Il breve regno di Giacomo II
Con la vittoria dei Tories in Parlamento,
Giacomo II fu nominato regolarmente
successore dinastico.
Sotto il suo governo si scatenarono violente
lotte religiose a causa della sua politica
legata al cattolicesimo e in breve tempo si
trovò senza sostenitori.
Fu così che il Parlamento offrì la corona
d’Inghilterra a Guglielmo III d’Orange
principe d’Olanda che appoggiava il
protestantesimo.

Giacomo II
Guglielmo III d’Orange (1688-1702)
La politica di Guglielmo III d’Orange
Riuscì ad assicurarsi il trono d’Inghilterra,
principalmente per il fatto che era sposato
con la figlia del precedente re Giacomo II,
ma anche perchè possedeva il controllo
dell’esercito olandese che fece sbarcare
sull’isola e marciare verso Londra.
Una volta in possesso del regno Guglielmo III
dettò la Dichiarazione dei diritti con la quale
segnò la fine della monarchia. In quanto
limitava alcuni poteri del re come l’esigere
tasse per uso personale, la facoltà di Guglielmo III d’Orange

abrogare le leggi e il mantenimento di un esercito in tempo di pace.


Inoltre garantiva immunità e piena libertà di parola ai parlamentari.
Nasceva così una monarchia disposta ad accettare la collaborazione del
Parlamento nel governare il regno, detta monarchia parlamentare
costituzionale.
Il decollo politico ed economico dell’Inghilterra
dei Tudor
Fino a ieri l’Inghilterra era un paese poco popolato con vaste terre aperte,
immensi greggi ovini, non molto estesa per quanto riguarda il territorio, gli
abitanti e la quantità di risorse economiche. Nonostante questo l’autorità
della corona è sempre stata accettata come dominio incontrastato di salute
pubblica nazionale, poiché la popolarità dei Tudor si è costruita sulla
capacità della dinastia di rappresentare e accontentare il bisogno di pace
del paese.
I reggenti si sono assicurati acute alleanze, soprattutto strutturando matrimoni
combinati con Scozia e Spagna. In questo modo allargarono il regno e
ottennero un importante sostegno economico soprattutto dal fatto che ora
potevano accentuare gli scambi con gli scali portuali spagnoli.
L’Inghilterra ha potuto continuare la sua marcia verso lo sviluppo economico
grazie al fatto che il re non era solito a effettuare spregiudicati sprechi
finanziari nel campo della guerra. L’esercito inglese era formato da liberi
agricoltori che erano bendisposti nei confronti del re poiché non erano
caricati di pesanti tributi.
Era compito del Parlamento concedere al re i necessari mezzi finanziari per
intraprendere opere di bene sociale, inoltre con giuste leggi è riuscito a
spezzare il feudalesimo sia rurale che urbano poiché la monarchia lavorava
all’unità del mercato nazionale e alla sua difesa.
Lo sviluppo economico e la scalata coloniale
Le lotte tra monarchia e Parlamento ebbero come causa anche questioni
economiche, per esempio il re era solito distribuire le patenti commerciali solo
ai suoi sostenitori ed era sempre più frequente la vendita di concessioni per
ricevere semplici finanziamenti.
Fu allora che il Parlamento indusse un’economia protetta dallo stato, che aveva il
compito di sopprimere le forze interne ed esterne, che tendevano a limitare lo
sviluppo economico nazionale attraverso tre proposte:
-aumentare le esportazioni;
-limitare le importazioni, mediante la tassazione delle merci in arrivo;
-tutelare i produttori nazionali.
Uno dei primi passi verso questa politica economica fu il riconoscimento dei
brevetti, che incoraggiò l’ingegno dei più capaci.
Inoltre la politica economica parlamentare favorì l’industria e l’agricoltura poiché
gli inglesi riuscirono a sfruttare le loro quattordici colonie, dalle quali
importavano grano e tessuti grezzi, senza il peso della concorrenza, che
venivano lavorati nelle isole britanniche.
La battaglia di Naseby (1645)
dove Cromwell schierò sul
campo la New Model Army
che schiacciò definitamente
l’esercito di Carlo I.