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Isabella Novack

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Riassunti di Italiano: Il Naturalismo e il Verismo
Il naturalismo nasce in francia nel 1865 e diventa per circa un ventennio la tendenza letteraria dominante in
europa. Il naturalismo manifestava lattenzione per la realt e per il vero oltre alla preferenza per la prosa e
adotta il romanzo come strumento privilegiato per una lettura sperimentale, capace di analizzare la realt in
maniera scientifica. I naturalisti predilessero anche la novella che inquadrava co precisione un ambiente
sociale. Le basi culturali del Naturalismo risiedevano nel Positivismo in quanto i narratori naturalisti erano
mossi dallambizione di riconoscere in maniera oggettiva il mondo e di contribuire alla ricerca scientifica sulla
societ. Il romanziere si poneva infatti come conoscitore privilegiato delle realt del mondo ed era osservatore
dei meccanismi sociali. Tali convinzioni furono espresse da Emile Zola nel saggio teorico Il romanzo
sperimentale (1880). Il romanziere ha un compito analogo a quello dello scienziato e la sua opera si pone come
documento umano, utilizzabile come fonte diretta dagli scienziati. I naturalisti aspiravano al vero scientifico,
dove vi era spazio anche per il brutto, in quanto volevano raffigurare la realt cos comera. Bisognava che
lartista non infierisse sulla realt con la sua opera e che rimanesse un osservatore imparziale. Ci si identifica
con il criterio dellimpersonalit, che Verga tradurr come il bisogno che lopera sembri fatta da s.
In Francia il precursore del naturalismo fu Flaubert (Madame Bovary, 1857/LEducazione sentimentale, 1843-
45) che scrisse romanzi in cui le grandi passioni vengono trasferite nella vita dellumanit comune, ma con un
senso di noia e sconfitta che impedisce il romanticismo. LAutrore evita accuratamente di far trapelare
atteggiamenti di simpatia o antipatia, lasciando che sia il lettore a prendere di volta in volta la posizione di
fronte a quanto narrato e dal punto di vista del narratore introduce la novit dellutilizzo del narratore in terza
persona esterno con una descrizione talmente minuziosa che pare talvolta di prima persona e altre volte
interno.
Vi furono poi i fratelli Edmond e Jules de Goncourt che si dichiararono storici dellet contemporanea e nel
romanzo Germinie Lacerteux (1865) narrarono il degrado di una serva malata disteria. La rigorosa
documentazione ne fece un documento umano fondato sul vero e sulla soferenza delle classi inferiori.
Caposcuola del naturalismo fu invece Emile Zola, la cui fama si lega al ciclo di romanzi dei Rougon-Macquart.
Zola si assunse il ruolo di storiografo che analizzo con locchio del biologo e del fisiologo. Il suo ciclo inseguiva
le manifestazioni della tara ereditaria di quattro generazioni, ciascuna protagonista di una specifica vicenda.

Al naturalismo francese si rifecero gli autori del verismo italiano tra cui Luigi Capuana, Giovanni Verga e
Federico de Roberto. Fu Luigi Capuana a divulgare lesperiena dei naturalisti con molti articoli e saggi critici in
cui sottolianea lautonomia dellarte rispetto alla scienza. Esso fu un abile narratore: scrisse il romanzo
Giacinta, diverse novelle e il romanzo Il marchese di Roccaverdina (1901), ambientati nella campagna siciliana.
Anche Giovanni Verga (1840-1922) era siciliano dorigine anche se visse a lungo a Firenze e a Milano. Esordi
con romanzo tardo risorgimentali ma si convert poi al verismo; nel 1874 pubblic la novella Nedda, nel 1880 la
raccolta di racconti Vita dei campi e nel 1881 e 1889 scrisse i romanzi I malavoglia e Mastro Don Gesualdo.
Inoltr Verga diede anche contributi teorici alla tecnica del verismo come nella prefazione a I malavoglia.
Verga ha una concezione pessimistica del progresso ed proprio in questa concezione pessimistica del
progresso che risiede la differenza tra il naturalismo francese e il verismo italiano. Mentre Zola racconta
vicende ambientate nelle grandi citt industriali e crede nella possibilit dindirizzare il progresso verso esiti
positivi, Verga invece non crede in questa possibilit e ha una prospettiva positiva che chiude il suo mondo
delle campagne.
La grande novit del naturalismo fu la tecnica narrativa: Flaubert invent unintegrazione della tecnica di
narratore esterno ed interno e, tramite l'utilizzo del discorso indiretto libero, non si capisce di quale dei due si
tratti. Il narratore dunque "nascosto" e Zol sfrutta questo tipo di narrazione nei suoi libri: il narratore di Zol
punta ad avere un narratore impersonale. Vuole infatti raccontare i fatti e non l'interpretazione dunque il
lettore diventa scienziato. Verga, ispirato da Zol, usa l'eclisse o regressione del narratore.

Verga nacque nel 1840 a Catania da una famiglia di nobili origini e le sue prime opere furono caratterizzate
dallentusiasmo patriottico. Nel maggio del 1865 and per la prima volta a Firenze dove frequent i salotti
letterari e vi si stabil nel 1869. Li si leg con Luigi Capuana, teorico del verismo. Nel 1872 si trasfer a Milano
per un quindicennio dove frequent gli scrittori scapigliati e con Nedda inaugur la poetica del verismo (1874).
Tornato a Catania per labituale soggiorno estivo inizi ad ideare il personaggio di Patron Ntoni e nel 1878
pubblic Rosso Malpelo. Nel 1880 uscirono in volume le novelle veriste di Vita dei campi e intanto lavorara a i
Malavoglia, pubblicato nel 1881. Negli anni sucessivi lavora a Mastro Don Gesualdo (1889). Nel 1893 rientra
stabimente a Catania dove escono le ultime raccolte di novelle. Non completer mai la Duchessa di Leira e nel
1920 diventa senatore del regno dItalia. Lultima parte della sua vita caratterizzata da un silenzio letterario e
muore a Catania nel 1922.

Dopo le novelle pubblicate nellautunno del 1876 (Primavera e altri racconti) Verga inizia a coltivare il filone
siciliano sperimentato in Nedda: compose i racconti che confluiranno in Vita dei campi. Verga non voleva
soddisfare semplicemente la superficale curiosit dei suoi lettori verso lesistenza diversa dei personaggi
siciliani dunque ripudia il gusto per laneddoto folkloristico e rinuncia a commentare e impietosire il suo
pubblico. Con queste accortezze cadeva ogni ricercatezza letteria nelle descrizioni paesaggistiche e
scomparivano anche certe ridondanze. Le otto novelle di Vita dei campi (1880) presentano da vicino la vita
nella sua verit. I personaggi sono colti al grado pi basso della vita sociale e scompaiono quasi del tutto i
commenti di polemica sociale e morale, da parte dellautore. Gli eventi son presentati in modo netto, le
descrizioni e gli antefatti sono ridotti al minimo e non si ha una raffigurazione dellinteriorit e della fisionomia
dei personaggi, che vengono colti nel vivo delle azioni. Inoltre i dialoghi sono privi di eleganza formale e i temi
narrano vicende cupe e tragiche originate da passioni elementari e che sfociano in soluzioni emotive estreme.
Dal punto di vista del narratore, si crea una figura di narratore popolare interno allambiente del racconto. La
voce narrativa, rimanendo fuori campo ed evitando di dare giudizi personali si limita a riferire i fatti dal punto
di vista della mentalit popolare.

Le novelle rusticane (1882) linsieme delle dodici novelle pubblicate dopo luscita de I Malavoglia.
Nel passaggio dalle riviste al volume lautore sottopose i testi a unaccurata revisione stilistica cos dalleggerire
la narrazione e limare lespressioni pi dialettali. Lambientazione di questi racconti la provincia siciliana della
met dellottocento, ma rispetto a Vita dei campi le civende narrate appartengono a una classe sociale ed
economica un po pi elevata. Rimane per inaterata la logica di sfruttamento che governa il mondo dunque la
loro vita non realmente migliorata. I racconti si concentrano sui temi dellingiustizia e dellimpotenza delle
azioni degli uomini: Il testo pi emblematico la novella libert che ha come sfondo le vicende storiche della
spedizione dei mille e come significato il fatto che pi nessuno innocente e pi nessuno pu essere davvero
condannato perch si sono dissolti i valori sociali e morali di riferimento. Nelle Novelle rusticane scompare ogni
chiara distinzione tra personaggi positivi e negativi e viene messa in risalto la natira ferrea della logica egoistica
ed economica che determina le scelte di tutti gli uomini. Un motivo onnipresente quello della Roba, lansia di
conquistare beni e di conservarli nel tempo che diventa un imperativo assoluto e un criterio di giudizio che
governa lesistenza degli uomini, sopraffacendo sui sentimenti e sulle virt.

Dopo avere scoperto lo stile di scrittura verista Verga si trova in un momento di forte fermento letterario. Nel
1881 gli viene lidea di comporre un ciclo di romanzi, legati da un tema comune come gi aveva fatto Emile
Zola con il ciclo di Rougon-Macquart. Lidea di Verga di comporre un ciclo di cinque romanzi sul tema dei
vinti, ossia coloro che sono sconfitti nella lotta per la vita. In un momento di forte progresso della societ,
Verga infatti interessato da coloro che rimangono indietro in questo progresso. Fin da subito ha in mente il
piano dellopera: intende scrivere cinque romanzi, ciascuno con protagonisti appartenenti a classi sociali
diversi (il popolo, laristocrazia, la borghesia, i politici e gli artisti). Con ci intende trasmettere il messaggio che
i vinti ci sono in ogni classe sociale. Scrive di getto i Malavoglia (1881), ma non subito di grande successo in
quanto non viene compreso dagli ambienti letterari. Questo scarso successo va a minare le sue certezze e
poich il secondo romanzo, Mastro Don Gesualdo, pi complesso, riesce a pubblicarlo solo nel 1889. Deluso
dalle sue ambizioni abbandona il progetto e del terzo romanzo, La Duchessa di Leyra, scrive soltanto un
capitolo.
Ne I Malavoglia Verga raffigura il mondo arcaico rurale di Acitrezza in maniera realistica che riprende le
tradizioni e con la descrizioni di uno spazio puntigliosamente vero. Vi una ricchezza di particolari rannativi e
lo scrittore assume lottica del microscopio. Larticolarsi del tempo realistico ossia di un ritmo di vita legato
ad una serie di tradizioni: i proverbi, il ciclo delle stagioni e del lavoro e le liturgie. Nonostante sia un mondo
povero legato alle tradizioni anche la realt di Acitrezza soggetta a trasformazioni in vista del nuovo
Progresso; vi un contrasto tra il vecchio e il nuovo incarnato da due personaggi tra loro opposti, Padron
Ntoni che difende lonest incondizionata e Zio Crocifisso che difende lutile. La trama sincentra sul passaggio
dal vecchio al nuovo e persino Padron Ntoni cede alla brama di meglio. Il nuovo viene a sconvolgere una
tradizione immutabile e le ragioni economiche finiscono sempre per prevalere e per peggiorare lesistente.
Lesito di ci tragico e comporter la rovina della famiglia dei Malavoglia. Il fatto che sia proprio Padron
Ntoni, incarnazione della tradizione a cedere alla vaga bramosia dellignoto dimostra che dalle storture non si
salva proprio nessuno. Il romanzo circolare: inizia e finisce con la partenza del giovane Ntoni.
Sul piano narrativo il romanzo si distingue per la novit del linguaggio, unitaliano dialettizzato. Inoltre Verga
utilizza il discorso indiretto libero per annullare la distanza che separa il narratore dai personaggi e le parole
dei personaggi si confondono con le proprie. Anche nelle sequenze narrative le frasi vengono riprodotte cos
come escono dalla bocca di chi parla e lesteiorit del racconto viene sovrapposta allinteriorit dei personaggi.
Il vero protagonista narratore del romanzo il coro dei parlanti che racconta gli avvenimenti come si riflettono
nei cervelli e nei cuori dei personaggi. Tuttavia il narratore non scompare mai del tutto, ma indossando di volta
in volta la maschera del personaggio che gli interessa da lmpressione che sia unintera comunit ad agire.