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1 Andrea Giusti

Appunti di letteratura italiana


per il quinto anno di Liceo Scientifico
edizione curata da Alessandro Piana

Indice
Introduzione Appunti di letteratura italiana Giovanni Verga Giosu Carducci Giovanni Pascoli Gabriele DAnnunzio Italo Svevo Luigi Pirandello Poesia italiana del 900 Umberto Saba Giuseppe Ungaretti Eugenio Montale Carlo Emilio Gadda Italo Calvino 5 7 9 35 39 51 61 81 101 107 113 117 123 125

Introduzione
Crediamo che le parole non bastino per dimostrare lapprezzamento di tutta una classe per linsegnamento scolastico e soprattutto umano ricevuto dal professor Andrea Giusti, al quale dedicato questo piccolo prontuario di appunti di letteratura italiana, ricavati dalle lezioni tenute in classe durante lanno scolastico 2007/2008. Lopera priva di finalit esaustive, ma vuole essere un vademecum fruibile in caso di ripasso prima o durante una spiegazione o uno studio. Essa divisa per autori e, in generale, ciascun autore a sua volta corredato di analisi e commenti sulle opere e su alcuni testi, seguendo lo stile e la modalit di spiegazione tenuta dal nostro professore. Sperando di compiere un gesto gradito, auguriamo al professore Andrea Giusti e ai suoi colleghi, nonch nostri professori, un sereno proseguimento di carriera.

Alessandro Piana, in rappresentanza della classe 5^C

Appunti di letteratura italiana

Giovanni Verga e il Verismo


Introduzione storica dal 1848 al 1918 Il periodo in questione segnato da una grande evoluzione scientifica ed economica. La borghesia vive il suo trionfo (in altre parole si afferma la societ di massa e la classe media, pertanto gli scrittori ora devono rispondere ad esigenze nuove, ossia alla domanda del mercato, a differenza del passato, in cui gli scrittori scrivevano per altri scrittori). Giovanni Verga presenta due volti in questo senso : Scrittore per il mercato. Scrittore per la ricerca artistica. In questo periodo si afferma la corrente filosofica del Positivismo : per qualunque cosa bisogna basarsi sulla ricerca filosofica e scientifica, quindi su dati di fatto positivi. Tale filosofia deriva dalla fisica Newtoniana; il positivismo, basandosi sulla scienza moderna (che descrive il come, e non il perch), estende lambito della matematica al mondo reale. La seconda idea chiave del Positivismo la visione del mondo come un progresso verso il bene; dunque una filosofia ottimista che ritiene che le cose stesse, e non solo gli uomini, tendano al bene. La letteratura del periodo segnata dalla fine del Romanticismo e linizio sia del Naturalismo che del Simbolismo (anti-positivista). Il Naturalismo la letteratura del Positivismo, e comprende sia gli Ottimisti (tipicamente provenienti dalla Francia) che i Pessimisti (dallItalia). Giovanni Verga Nato a Catania nel 1840 da una famiglia agiata e nobile, visse per gli ultimi ventanni della sua vita come un latifondista. Dotato di forte fede liberale e risorgimentale, si arruol nei Mille; tuttavia, Verga non fu mai sicuro di s politicamente. A 17 anni scrisse Amore e Patria, dedicato alla rivoluzione americana e mai pubblicato. A ventanni (dal 1862 al 1871) vive a Firenze, allora capitale. Nel 1871 scrive la Storia di una Capinera, ossia la storia epi-

10 stolare di una monacazione forzata e di un amore per un ragazzo. Il tema della monacazione era gi stato affrontato da Manzoni (che analizza la storia di unanima) e Diderot (ne La Monaca, con lo scopo di condurre una battaglia politica). Verga, invece, scrive un romanzo patetico in cui prova realmente compassione. Verga poi si trasferisce a Milano (dal 1872 al 1893). Dal 1874 nasce il Verga verista. A Milano la vita era moderna sia come editoria che come idee. Per recepire le novit, per, era necessario un non milanese, ossia Verga. Il salto di qualit nasce quando perde il senso di nostalgia per la Sicilia e acquisisce freddezza verso quel paradiso perduto. Il naturalismo francese pensa che un romanzo debba servire per un miglioramento sociale, ma Verga non condivide questa idea. Verga, pi dei francesi, ha unidea umanistica dellarte, ossia come valore assoluto. Nel 1874 pubblica il racconto intitolato Nedda, una ragazza siciliana; la prima volta che ambienta una storia in Sicilia, mentre fino a quel momento non lo aveva ancora fatto. Nedda inizia lera verista, ma di fatto non unopera verista, perche in Nedda il narratore ancora partecipe, e non freddo. Nel 1880 Verga pubblica La Vita dei Campi e nel 1881 Il ciclo dei Vinti, un ciclo di 5 romanzi dei quali I Malavoglia il primo; i romanzi non sono ordinati con un ordine cronologico, bens con un ordine di classi sociali. Il ciclo non viene per mai completato, perch Verga scrive solo due romanzi e mezzo [I Malavoglia, Mastro Don Gesualdo, La Duchessa di Leyra (incompiuto)]. Differenze Naturalismo Verismo Il Verismo la versione italiana del Naturalismo. Inoltre il Naturalismo, oltre ad essere una poetica, un progetto di intervento sulla realt. Verga e gli altri veristi credevano che la scienza offrisse un modo diverso di vedere la realt, e non una possibilit per cambiarla. Ma la differenza pi profonda tra Naturalismo e Verismo nel comportamento dellautore nelle sue opere: lo scrittore naturalista uno scienziato, oggettivo; quello verista

11 qualcosa di pi, assente e impersonale. Infatti, loggettivit naturalista non vuol dire assenza dellautore, che esprime ugualmente giudizi di bene e male, ma vuol dire soltanto scomparsa dei sentimenti. Verga mira ad offrire ai suoi lettori testi ambientati in una realt oggettiva, che non nata dalla sua fantasia. Per questo motivo Verga non d indicazioni a proposito dellambientazione, non fa da guida al lettore. In Manzoni, invece, il lettore si sente accompagnato fin dallinizio(su Quel ramo del lago di Como) e per tutto il resto della storia: ogni personaggio viene presentato e le zone in cui si svolge lazione sono quelle dellinfanzia dellautore, e di questo lautore consapevole. Il lettore non ha sorprese. Ne I Malavoglia il lettore viene catapultato in un mondo di cui il narratore presuppone che il lettore sappia gi tutto, tanto che i personaggi non sono presentati e sono chiamati anche con nomi diversi, come avviene nella vita quotidiana (con nome, cognome e soprannome). Tecniche narrative dellimpersonalit 1. Regressione in senso psicologico : una persona a causa di un trauma pu comportarsi in maniera infantile e quindi tornare psicologicamente indietro. Il narratore verista, per ottenere leffetto di impersonalit, scrive come se al suo posto ci fossero i personaggi stessi di cui si raccontano le vicende. Per esempio nella novelle Rosso Malpelo i personaggi credono in una vecchia superstizione riguardo alle persone con i capelli rossi; Verga, pur non condividendo, fa trasparire il contrario, ed ottiene cos la regressione. 2. Discorso indiretto libero : coincide con il discorso diretto, ma senza luso della punteggiatura. impersonale perch la prospettiva del personaggio e non dellautore. Un esempio sempre in Rosso Malpelo dalla riga 124 alla 127. 3. Straniamento : il ribaltamento dei valori e pu essere considerato come una forma di regressione.

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Le Novelle Giovanni Verga scrive due raccolte di novelle : La Vita dei Campi (1880) e Novelle Rusticane (1883). Le novelle della Vita dei Campi vennero pubblicate prima singolarmente su rivista nel 1778. Esse sono i primi testi veristi. Prima di queste novelle Verga scriveva romanzi mondani (come Eros, Eva, Tigre Reale), ambientati nel mondo dei salotti di lusso. Dal momento in cui abbandona il tema mondano sembra che il passaggio al Verismo sia brusco e accompagnato da una conversione morale, ma non vero, perch Il ciclo dei Vinti prevedeva fin dallinizio di parlare negli ultimi romanzi del mondo mondano, e perch il mondo degli umili, spesso protagonista, viene visto come modello solo in Ned-da, ma generalmente non affatto cos. Verga, infatti, non de-scrive la Sicilia come la ricorda nella sua infanzia, ma attraverso una ricostruzione scientifica data da storici, sociologi ed etno-grafi. Differenze tra Vita dei Campi e Novelle Rusticane : Nella Vita dei Campi ci sono grandi personaggi tragici per commuovere il lettore. Anche se la compassione non espressa dal narratore, essa implicita nella lettura. Nelle Novelle Rusticane il lettore si commuove di meno. Molte novelle sembrano essere premessa dei romanzi successivi. Ciascuna novella pu esistere da sola; ci vero anche per le novelle che sembrano essere da premessa per i romanzi, come La Roba, a cui chiaramente ispirato il Mastro Don Gesualdo. Fantasticheria La novella in questione importante per verificare lavvicinamento al Verismo e perch preannuncia il libro dei Malavoglia. Aci Trezza un villaggio sulla costa ionica (a est) della Sicilia. Una delle sue caratteristiche la presenza di scogli (chiamati faraglioni). La vicenda incentrata sulla presenza di tre viaggi:

13 1. Autore Donna : i due personaggi passano dal villaggio e la donna dice di volersi fermare tutta la vita. 2. Autore Donna : i due personaggi insieme tornano al villaggio per 48 ore. 3. La donna se ne andata dal villaggio e lui, ancora l, le scrive una lettera. Bench non ci sia limpersonalit, essa preannunciata nel momento in cui si descrivono i motivi per cui un pescatore continua a rimanere in un villaggio come Aci Trezza (il cosiddetto ideale dellostrica). I pescatori infatti rimangono l soprattutto per questione economica. In Verga spesso gli uomini vengono trattati come animali, a causa della sua idea di presenza di leggi naturali necessarie e immodificabili. Tale principio anche al centro del romanzo dei Malavoglia. Siccome vero che tali pescatori mantengono questo tipo di vita da secoli, allora il tema diventa il cosa pu succedere quando qualcuno osa ribellarsi e distruggere o modificare questo andamento secolare. Personaggi : Larga : la moglie di Padron Ntoni e la madre dei Malavoglia Padron Ntoni : marito di Larga e padre dei Malavoglia. Instancabile lavoratore e simbolo dellideale dellostrica. Mena e Alfio Mosca Bastianazzo : figlio di Padron Ntoni. Per risolvere i problemi economici, Padron Ntoni fa una piccola speculazione commerciale, comprando un carico di lupini e provando a rivenderli pi a Nord ad un prezzo pi alto. Tuttavia Bastianazzo annega nel viaggio di trasporto, e questo causa la rovina di Padron Ntoni che, avendo acquistato a credito da un usuraio, non pu pi pagare. Quando il nipote Ntoni torna dal militare si rifiuta di fare il lavoro del nonno, si scontra con lui e finisce per diventare contrabbandiere, andando anche in carcere.

14 Nello scontro tra Padron Ntoni e Ntoni c una somiglianza in quanto entrambi hanno osato superare lideale dellostrica, ed entrambi risultano sconfitti. La novella ancora lontana dal Verismo perch il mondo delle campagne viene ancora idealizzato. Tuttavia, in essa si avverte il riconoscimento del fatto che il mondo delle campagne debba per forza essere rappresentato dal suo interno. Rosso Malpelo Franchetti e Sonnino sono due parlamentari degli anni di Verga che svolsero uninchiesta sulla Sicilia, a causa dellevidente divario tra Nord e Sud. Questa inchiesta, sotto forma di libro, si ferma molto sulla piaga del lavoro minorile, e Verga, nel rappresentare e nello scrivere riguardo alla Sicilia, non si basa su ricordi personali, bens su queste inchieste scientifiche. Linchiesta parla anche di contrabbando, usura, permanenza del latifondo (quindi la mancata nascita della borghesia), e corruzione delle classi dirigenti. Per impersonalit non si intende lassenza del narratore, ma la sua eclissi : tuttavia, non facile stabilire chi sia in questa novella il narratore. Solitamente in Verga si parla di coro narrativo : una pluralit di voci (nel caso specifico rappresentata dai compagni di lavoro). Limpersonalit assoluta si trova solo nella prima parte (quella relativa alla morte del padre e ai rapporti con la famiglia), mentre nella seconda parte, forse, c un momento in cui presente la focalizzazione sui pensieri di Rosso Malpelo. Malpelo e suo padre Mastro Misciu (che era un accanito lavoratore e non replicava alle offese degli altri) sono i rappresentanti della legge dellostrica, in quanto Malpelo fa il lavoro del padre. Mastro Misciu, in occasione del lavoro che causa la sua morte, si era fatto ingannare (sia per il tempo impiegato che per lerrata valutazione del rischio). Il suo corpo viene trovato e gli abiti vengono adattati a Malpelo; questo lunico momento di rapporto affettivo tra padre e figlio. Malpelo un caruso, un bambino scavatore in miniera. Personaggi ulteriori :

15 Madre, sorella e cognato (con i quali Malpelo ha un rapporto pessimo). Ranocchio che, dopo un incidente, va a lavorare in miniera. Egli il protagonista della parte dei pensieri di Malpelo, i quali si manifestano sotto forma di insegnamenti a Ranocchio. Malpelo gli dice che in miniera vige la legge del pi forte. Malpelo, inoltre, contrasta la visione del Paradiso di Ranocchio. Un altro aspetto importante dato dallasino grigio, che riposa eternamente nella Sciara (un percorso vulcanico di Catania). Malpelo porta spesso Ranocchio a vederlo e osserva come il cane nero sia lunico a non scappare nonostante i due ragazzi gli tirino dei sassi; questo non perch, secondo Malpelo, sia il pi coraggioso, ma perch probabilmente quello che ha pi bisogno e quello che ha subto pi violenze. Malpelo dunque un eroe intellettuale, perch ha capito le regole che governano il mondo. Allepoca di Nedda tutto ci sarebbe stato molto diverso; tuttavia, levidenza della forza narrativa provoca la commozione. La Lupa Accanto alla gi citata fonte Franchetti-Sonnino, Verga attinge anche a Giuseppe Pitr, autore della pi importante opera riguardante il folklore, gli usi, i costumi, i proverbi, i modi di corteggiare e le canzoni popolari della Sicilia. Lupa ovviamente un soprannome e significa prostituta. La tecnica narrativa principale quella dellomissione allo scopo di enfatizzare lepisodio mancante. Lambiguit del finale viene fugata dai papaveri rossi che alludono al sangue. La seconda tecnica narrativa utilizzata quella della ripetizione. Tutto, qui, premeditato : Nanni, infatti, vuole la figlia della Lupa per ottenere la dote. La Novella affidata a una voce narrante che condivide le motivazioni di Nanni, tranne, forse, nel momento in cui Pina (la Lupa) si innamora.

16 Gli elementi principali di derivazione da Pitr sono i proverbi, come quello del diavolo, oltre che le superstizioni e i riti di corteggiamento. Il tempo, qui, affidato alle stagioni agricole. La Roba Per Mazzar la ricchezza non finanziaria (banconote e monete) ma fondiaria. La maggior differenza tra Mazzar e Mastro-Don Gesualdo che questultimo gode della ricchezza che accumula. Mazzar invece mangia male, dorme in pagliericci e non ha mai soldi appresso. Lui un eroe dellaccumulo, non delluso. Narrazione e tema: Il narratore impersonato dal viandante. La voce narrante ammira Mazzar e ne apprezza la tenacia. Ci evidente nel discorso di paragone col barone; quando poi Mazzar rifiuta di aiutare una famiglia, lo fa perch a lui, trovatosi nella stessa situazione, era gi costato lacrime e sangue. Nella riga 97, poi, Mazzar inganna e specula sullignoranza del contadino, e riceve lassoluta solidariet dal narratore che ne elogia la furbizia. Nel finale, per, Mazzar viene abbandonato anche dal narratore, che lo ritiene pazzo. Mazzar vive per le sfide. La prima sfida rivolta nei confronti del barone. Il barone ultimo rappresentante dellaristocrazia feudataria dalla mentalit risalente al medioevo. In Europa la crisi del latifondo significa lascesa della borghesia, e Mazzar rappresenta il fallimento di questo cambiamento, dato che, bench la situazione migliori relativamente, in ambito sociale non si avverte alcuna modifica. La seconda sfida quella contro il re, ritenuto sciocco perch si fa pagare con carta moneta e non con terre. La terza sfida quella contro la natura. Mazzar si crede onnipotente, e nellimpossibilit di vincere la morte impazzisce, tirando calci a chi destinato a succedergli. La differenza tra Mazzar e Mastro-Don Gesualdo che il primo non sbaglia mai, e quando muore vuole portarsi dietro la roba. Lultimo, invece, morendo, identifica proprio nella roba la causa del male che lo perseguita.

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Libert lunica novella dedicata ad un fatto storico. abbastanza veritiera ma presenta alcune sviste e imprecisioni; il tema quello della spedizione dei Mille in Sicilia. Garibaldi sbarc a Marsala l11 Maggio del 1860 (a ovest della Sicilia), mentre gli incidenti di Bronte accadono ad Agosto. Verga, nella novella, parla di Luglio, ma un errore. Nei mesi tra lo sbarco e i fatti di Bronte i contadini credono che, arrivato Garibaldi, sarebbe finita la schiavit; il popolo pensava al Risorgimento come rivoluzione sociale, mentre i Savoia lo credevano una rivoluzione politica. Il popolo voleva preparare la strada a Garibaldi. Dalla novella non si capisce come sia stata organizzata la rivolta; in realt la rivolta fu organizzata dai liberali progressisti di Catania. Verga toglie le guide politiche e intellettuali dalla novella, e questo ha un peso non indifferente, in quanto tra i morti vi fu un avvocato che era uno degli organizzatori: il non aver parlato dellorganizzazione impedisce a Verga di menzionare laccaduto. Verga esprime qui la sua visione fatalistica della rivolta siciliana ; rappresentarne la guida politica avrebbe significato darne una visione ottimistica. Cos facendo, invece Verga crea un circolo vizioso tra la violenza subta sempre e quotidianamente (dai contadini), la violenza della rivolta del popolo e quella delloppressore. La prima parte comprende i tre giorni di sommossa, caratterizzati dallesplosione cieca di violenza. Verga la condanna e fissa lattenzione sulle morti gratuite. Lo stile volutamente espresionistico, il lessico esagerato; tutto ottenuto attraverso laccostamento di singole immagini. La seconda parte (dalla riga 64) consiste nellincontro tra rivoltosi e garibaldini. Nino Bixio sale a Bronte per riportare lordine e i contadini hanno gi dimostrato la loro ingenuit (a causa dalla mancanza di preti per la messa domenicale e di galantuomini che dirigessero il lavoro settimanale); inoltre, non si preparano al prossimo incontro con i garibaldini. Nino Bixio arriva e ne ammazza cinque per riportare lordine (questa la versione di Verga). In realt, Nino Bixio or-

18 ganizza un tribunale farsa dove muore realmente il matto del paese (il Nano della novella). Verga sembra voler rappresentare ottimisticamente e positivamente Nino Bixio anche se si comport relativamente male; presenta, quindi, le sue azioni come necessarie. La terza parte (dalla riga 101) la descrizione del processo di Catania. Qui il narratore cambia prospettiva. Se prima criticava la violenza dei contadini, ora si mostra solidale con essi e severo contro la giustizia. Lo stile e il lessico sono grotteschi nel presentare gli acciacchi dei giudici. Lultima parte evidenzia il fatalismo, in quanto Verga dice che i tentativi di cambiare la realt sono destinate a fallire. Egli vuole esprimere che persino la libert non significa nulla per il popolo Siciliano. I Malavoglia I Malavoglia sono il testo pi rappresentativo del verismo e si aprono con una prefazione; il criterio sociologico che sta alla base dei Ciclo dei Vinti rende pi facile il lavoro di Verga, poich a livello popolare pi facile analizzare i meccanismi che spingono la vita sociale. Breve chiarimento strutturale e presentazione dei personaggi : il testo diviso in 15 capitoli e 2 parti (la prima che va dal capitolo 1 al capitolo 9, la seconda dal capitolo 11 al capitolo 15 e il capitolo 10 come cerniera). Malavoglia il soprannome dato per antifrasi (ossia erano chiamati cos perch volevano sempre lavorare). Il vero cognome Toscano, e il loro soprannome uningiuria. Il racconto ambientato dal 1863 al 1877, e le due parti sono molto diverse in questo senso : La prima parte copre solo quattro anni (1863-1866); il protagonista Padron Ntoni. La seconda parte copre 11 anni (dal 1867 al 1877); il protagonista Ntoni nipote.

Personaggi : Padron Ntoni : padre di Bastianazzo.

19 Bastianazzo (il romanzo, di fatto, comincia con la sua morte) sposato con Maruzza (la Longa), unico personaggio al quale il narratore permette di esprimere sentimenti, ossia se ne conosce la vita interiore. Bastianazzo e Maruzza hanno vari figli : Ntoni, Luca (muore a Lissa), Mena (detta SantAgata), Alessi, Lia. Luca : in Fantasticheria muore come eroe del glorioso Risorgimento. Nei Malavoglia, invece, muore in maniera umiliante e il Risorgimento viene visto come qualcosa di estraneo al Mezzogiorno dItalia. Mena laltro personaggio la cui vita interiore nota. nota la sua storia damore; corteggiata da un carrettiere (Alfio Mosca), non si pu sposare con lui perch il nonno ha altri progetti e perch in famiglia vive tante sventure. Alessi il contrario di Ntoni. Ntoni incapace di ricevere leredit morale del nonno, mentre Alessi il nipote modello, il pi inutile ai fini del racconto. Lia la figlia maledetta e ha una storia col brigadiere che la disonora. Ntoni arrestato per aver accoltellato il brigadiere. Al processo lavvocato di Ntoni dice che laccoltellamento non era avvenuto per il contrabbando, ma per delitto passionale. Nel momento in cui si scopre, a padron Ntoni viene un colpo, per il quale poi morir. Poi, dopo il processo, Lia scappa di casa e fa la prostituta. I Malavoglia capitolo per capitolo 1. Nel dicembre del 1863 inizia la vicenda, e Ntoni viene chiamato al militare. Questo il tema principale del romanzo. I Malavoglia parlano delle conseguenze della modernit del mondo. Se Ntoni non fosse andato al militare, Padron Ntoni non avrebbe mai comprato i lupini per sopperire alla mancata forza-lavoro, quindi Ntoni non avrebbe mai visto un mondo diverso, e non si sarebbe mai ribellato, ossia non sarebbe mai uscito dalla morale dellostrica. Verga e il narratore non compiono alcuna de-

20 nuncia esplicita: non si affronta n il tema dellusura, n nessun altro. Verga esalta la gestualit (si veda il discorso indiretto libero di Zio Crocifisso e il discorso diretto di Piedipapera che smaschera la malafede di Zio Crocifisso) un capitolo orale fatto da chiacchiere e conversazioni registrate in vari luoghi del paese. (Dallo Speziale, dal Barbiere). Su tutte le conversazioni domina lignoranza. A Trezza i reazionari si trovano sul sagrato, i progressisti in farmacia. Viene registrata la morte di Bastianazzo. La Longa con i figli era solita rimanere per ore sulla spiaggia, e quando la gente la vede tornare a casa si capisce che Bastianazzo morto. Il narratore non esprime piet, ma anzi descrive il lutto con freddezza, in quanto accosta il dolore della Longa ad altre scene del capitolo in cui sono presenti chiacchiere ciniche (ad esempio, quando lei passa davanti allosteria, le persone, pur sapendo cos successo, continuano a parlare normalmente di tuttaltro). Rito funebre tipico del Meridione (il Conslo). La famiglia invita parenti e amici prima del funerale e si fa festa in un banchetto. Questo uno dei tanti riti presi dal libro di Pitr. un capitolo di conversazioni famose per varie stravaganze : la gente, infatti si lamenta dei soldi e delle nuove tasse; inoltre, si lamenta del progresso che porta il male e toglie la pioggia, anche per colpa dei nuovi pali del telegrafo che hanno un fluido che succhia lumidit. Padron Ntoni ha perso i soldi e il figlio; nonostante ci ancora presentabile come capofamiglia e vuole far sposare Mena con Brasi Cipolla (figlio di un padrone di barche). Nello stesso capitolo c anche un secondo progetto di matrimonio, quello tra lo Zio Crocifisso e la Vespa, per motivi economici. Qualcuno poi trova la carcassa della Provvidenza (barca di Bastianazzo), la quale viene rimorchiata e riportata in

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21 paese. La riparazione la scusa per parlare del naufragio (il narratore, infatti, non aveva detto nulla neppur quando era avvenuto). La scelta valida perch limmaginazione pi suggestiva della descrizione della morte e contribuisce a togliere un possibile doppione (un altro naufragio descritto nel capitolo 10). 6. Ntoni torna dal militare. Il nonno, con lui, lavora a giornata sulle barche degli altri. Ntoni ne approfitta perch al termine della giornata di lavoro gironzola per corteggiare ragazze. Il nonno gli impedisce di sposarsi prima di sua sorella Mena. Se non fosse andato a Napoli, Ntoni avrebbe accettato ci, ma poich, andando al militare, ha visto un mondo nuovo, un mondo moderno, non pu pi accettare questa limitazione. La fidanzata di Ntoni Barbara Zuppidda, la quale a sua volta interessa a don Silvestro che lavora in comune e che viene da Verga presentato come un esponente della nuova classe dirigente del nuovo stato. (Questo emblematico del cambiamento di idee di Verga sul Risorgimento). Don Silvestro capisce di legge e trova lespediente legale per rovinare la famiglia Malavoglia e, soprattutto, il rivale in amore. A rovinare i Malavoglia il debito che aumenta. I creditori fanno sequestrare la casa. Spaventati da ci, essi vanno dallavvocato che trova una norma utile allo scopo: quando Bastianazzo aveva sposato la Longa, a lei era stata data in dote la casa, della quale dunque proprietaria. Vige quindi lipoteca dotale sulla casa, che non pu essere ceduta. I Malavoglia non capiscono nulla di questo discorso. Don Silvestro va dalla Longa e la convince a togliere lipoteca dalla casa. Zio Crocifisso, artefice di tutto, dice in pubblico che il credito era stato venduto a Piedipapera, allo scopo di non passare come il tirchio del paese. Gli abitanti di Aci Trezza mirano solo al guadagno, mentre i Malavoglia si regolano sullonore. Lautore ne ammira i principi. Questa adesione per non significa affatto salvezza.

22 7. Luca parte per il militare. In seguito c una sommossa a causa della voce secondo cui verr introdotta una nuova tassa per la pece (tassa comunale). La sommossa grottesca: le donne vanno in comune e impediscono lo svolgersi della seduta comunale. Intanto gli uomini, seduti allosteria, bevono tranquilli. Verga vede e mostra la corruzione delle classi dirigenti locali. Tale senso critico si risolve in una visione fatalistica. 8. Nella relazione tra Ntoni e Barbara subentra un (altro) rivale oltre a don Silvestro : don Michele. La gente cerca di fomentare linvidia di don Michele il carabiniere contro i Malavoglia. Secondo tema : Alfio Mosca lascia Trezza e si trasferisce nella Piana di Catania. 9. Tre avvenimenti. Arriva la notizia della morte di Luca. In Fantasticheria la morte di Luca eroica. Nei Malavoglia c un abbassamento di livello stilistico (sembra che sia caduto un asino, la gente va a vedere ma in realt sono due marinai fasciati, che raccontano della battaglia e i Malavoglia, sentendo il racconto, vanno a Catania e informarsi riguardo il figlio. Si sentono maltrattare, in quanto Luca era morto molti mesi prima. Questo un modo veristico per dire che il risorgimento stato un disastro per la gente del Sud). Secondo tema: la casa dei Malavoglia viene sequestrata. Mena contenta perch cos pu sposare Alfio Mosca e quindi il matrimonio, precedentemente combinato, sarebbe saltato. Terzo tema : la rovina dei Malavoglia rompe anche il fidanzamento tra Barbara e Ntoni perch non ha soldi. Ntoni comincia a fare labulico e a frequentare Rocco Spatu. Si nota la differenza : Rocco ha sempre fatto cos, Ntoni solo perch ha problemi. 10. Capitolo cerniera. Tempesta in cui la barca di Padron Ntoni viene danneggiata; raccontata dal narratore, non un doppione e lequipaggio della Provvidenza non muore. Padron Ntoni viene ferito gravemente. A Trezza nessuno si commuove per lui.

23 11.Primo tema : lesplodere dello scontro tra nonno e nipote; Ntoni vuole fuggire di casa. lequivalente di un conflitto generazionale: in quanto tale lo si pu confrontare col confronto tra Mastro Don Gesualdo e padre. I due conflitti sono per diversi, poich il padre di Mastro-Don Gesualdo meschino e invidioso del figlio; nei Malavoglia il tutto diverso, e qui evidente che il narratore pone il conflitto tra due persone che hanno ragione. Ntoni andrebbe via ma non lo fa per la madre. Ma, dopo che la Longa muore di colera, Ntoni se ne va. 12.I Malavoglia vendono la barca, e ci indica un abbassamento sociale. Alessi mostra di avere tutte le caratteristiche dei Malavoglia: egli vuole sposare Annunziata. I Malavoglia si trasferiscono in via del Nero, strada continuamente percorsa da Don Michele, perch in questa stessa via abita anche Barbara; inoltre, tra poco lui si interesser anche di Lia. Dopo molti mesi Ntoni torna, e il lettore non sa nulla della sua esperienza, se non per il vestito lacero. Questa una differenza tra Verga e Manzoni, perch questultimo racconta tutto di tutti. Uno dei temi, ossia il giudizio del progresso manca di un pezzo. 13. Il tema principale quello del contrabbando. Franchetti e Sonnino dicono che il contrabbando una piaga che non guarir mai finch durera la connivenza dei governanti. Al contrabbando collaborano vari notabili e il brigadiere Don Michele. Il lettore lo capisce seguendo lambiente, ossia losteria: il vino merce di contrabbando, e il brigadiere sa che Ntoni ne coinvolto. 14. Temporale, di notte. Ntoni va nel luogo dove si trova la barca e comincia a scaricare merce illegale; don Michele lo scopre e Ntoni lo accoltella. Ntoni viene arrestato. Al processo lavvocato spinge per lomicidio passionale, data la relazione di Don Michele con la sorella di Ntoni; tale scoperta provoca un malore a Padron Ntoni.

24 15.Padron Ntoni muore da solo ma la sua morte molto diversa da quella di Nunzio. Il primo rimane fermo a letto finch un giorno compare Alfio che si incarica di portarlo in ospedale. Confronto: Padron Ntoni sa di essere circondato dallaffetto, mentre Nunzio muore come un uomo cattivo circondato da litigi; laffetto di Gesualdo vanificato dalla situazione complessiva. Ambivalenza dei Malavoglia : anche chi ha vinto su Ntoni economicamente, ha perso sullaltro fronte. Ntoni dopo il processo va via ancora da casa; e cos fa anche Lia. Lultima scena del romanzo dedicata al passaggio di Ntoni da casa, ma poi, bench supplicato, se ne va. Finale lirico. Nei Malavoglia c mescolanza di verismo e a volte di lirismo. Mastro-Don Gesualdo (1889) Dai Malavoglia trascorrono otto anni, in cui Verga scrive cose non Veriste (ci dimostra che la sua conversione non totale), oltre alle Novelle Rusticane, importanti perch ci sono due coppie analoghe (Vita dei Campi - Malavoglia, Novelle Rusticane Mastro-Don Gesualdo). Il romanzo ebbe una nascita complicata e usc in tre versioni. La prima idea era quella di un romanzo di formazione (come i Promessi Sposi), in cui Verga avrebbe descritto la crescita di don Gesualdo; la seconda edizione usc a puntate sulla rivista La Nuova Antologia. Non pi un romanzo di formazione, ma diviso in blocchi, nelle quattro parti della vita delluomo. La differenza tra la seconda e la terza edizione evidente in Bianca, che nella seconda edizione era un personaggio molto pi forte, mentre nellultima e definitiva versione un personaggio remissivo. La seconda differenza data da Isabella, che nella precedente versione era presentata in maniera molto pi melodrammatica.

Differenze Malavoglia / Mastro Don Gesualdo Malavoglia

25 Romanzo unitario Lazione non si sposta mai da Aci Trezza, quindi unit di luogo. Il narratore volutamente preciso nei luoghi. Il coro del paese pi o meno unitario. Notevole utilizzo del discorso indiretto libero. Periodi lunghi e lenti. Intonazione lirica. Mastro Don Gesualdo Quattro parti separate. Vizzini, ma anche diverse ambientazioni (campi circostanti, Palermo) Il narratore generico nei luoghi. Prevale la dimensione allegorica. Si rompe lunit sociale. Le classi sono molto distanti tra loro. Poche tecniche narrative veriste. Si parla, qui, di polifonia. Domina il discorso diretto. Stile pi rapido, scattante, nervoso. Descrive il tempo delleconomia. Riassunto capitolo per capitolo Prima parte : 1. Notte dellincendio. I Trao sostengono di derivare da un ramo secondario della famiglia regale spagnola, e furono (a loro parere) ingiustamente estrapolati dal potere. Essi sono la famiglia pi potente ma anche pi decaduta di Vizzini. Vivono in un palazzo vicino alla casa di MastroDon Gesualdo. La reazione dei personaggi fa emergere i diversi caratteri. Gesualdo la personificazione del dinamismo; gli altri, invece, ridono. Dentro ci sono due gruppi: don Ferdinando, rimbambito da sempre, e don Diego, rappresentante di un mondo che non esiste pi (come Padron Ntoni); egli vive in un mondo ideale senza alcun contatto con il mondo circostante. Ora vive di elemosina. Padron Ntoni un vinto come don Diego, ma ammirevole, mentre questultimo fa piet. Nel palazzo cera anche Bianca con don Nin Rubiera, il suo amante, oltre che

26 cugino, e vengono scoperti da don Diego. Bianca angosciata e inerme, e ben diversa dalla seconda versione del romanzo. 2. Dopo lincendio don Diego va dalla baronessa Rubiera per accordare un matrimonio allo scopo di evitare uno scandalo. Non si sa che Bianca incinta, e, soprattutto, non se ne conosce il padre. Emerge il confronto tra don Diego, nobile decaduto, e la baronessa, sposatasi con un nobile e cos arricchitasi. Il palazzo Rubiera unazienda il cui magazzino costituito dal teatro. Lei la rappresentante della borghesia in ascesa. 3. Ricevimento per la festa del patrono. In casa della signora Ganci, una cugina dei Trao, si organizza un ricevimento che loccasione per risolvere il problema della relazione tra Nin Rubiera e Bianca. Non viene detto cosa si deciso dai notai, ossia che don Nin debba sposare Fif Margarone, mentre Bianca dovr diventare la moglie di Mastro Don Gesualdo. In questo capitolo emerge il contrasto tra laffetto di Bianca e Nin e il cinismo degli altri. Nello stesso capitolo emerge il proposito di Gesualdo di partecipare allasta per le terre comunali. 4. Nella prima parte del capitolo viene descritta la giornata tipo di Gesualdo che si sposta continuamente da un cantiere allaltro. Gesualdo si muove in un paesaggio deserto e inospitale, simbolo dei dominio della roba e ben diverso da quello benevolo dei Malavoglia. Alla fine di questa giornata di lavoro Gesualdo va alla canziria (conceria) dove vive Diodata, una trovatella amante di Gesualdo stesso, dalla quale ha due figli. In Verga sono sempre le figure femminili a far scoppiare (positivamente) le crisi. In quella notte Diodata prepara la cena e lui, stanco per la dura giornata, rilassandosi le racconta la sua preoccupazione per il matrimonio imposto. Le chiede consiglio, vuole la sua approvazione, ossia vuole che il suo progetto sociale sia approvato dal mondo dei sentimenti. Diodata

27 dice che in qualit di serva non pu dire nulla. Questo il segno che il destino di Gesualdo sar una disfatta totale sul piano sentimentale, anche se non in quello economico. Quando Gesualdo sta per trasferirsi dal genero (verso la fine del romanzo), vorrebbe dare soldi ai suoi figli naturali (quelli di Diodata), ma non ha nulla da offrire. Questo il fallimento totale. 5. Crollo del ponte sul fiume Grande. Ci avviene per colpa del padre di Gesualdo che aveva tolto le impalcature troppo presto. Mastro Nunzio non Padron Ntoni, unautorit priva di qualunque autorevolezza. 6. Decisione di procedere al matrimonio di Gesualdo. Canonico Lupi un personaggio ecclesiastico corrotto che usa il suo potere per arricchirsi personalmente. lui a convincere sia Gesualdo che Bianca. Il vero punto del capitolo la decisione di Bianca e il tentativo ostruzionistico di don Diego. Questo segna il crollo degli ideali nobiliari di don Diego. Bianca, pur di sopravvivere, sceglie di sposare un uomo non nobile ma ricco. 7. Capitolo dedicato al rito del matrimonio. il tema del fallimento del progetto, perch gli invitati da entrambe le parti non si presentano; i parenti di Bianca perch non vogliono mescolarsi ai non nobili, e quelli di Gesualdo perch non vogliono sentirsi umiliare dagli altri. Bianca una vittima al patibolo. Si capisce il triste destino della loro vita coniugale. Seconda parte: 1. La seconda parte del romanzo dedicata allascesa economica di Gesualdo. Vi sono in questo senso tre momenti: a) La partecipazione allasta per le terre comunali da parte di don Gesualdo; b) la partecipazione ai moti risorgimentali del 20 (e non del 21 come Verga erroneamente indica); c) linizio dellindebitamento di don Nin Rubiera nei confronti di Gesualdo.

28 2. Le terre demaniali erano appartenute ad un feudatario e, per via della permanenza del sistema feudale in Sicilia, venivano affittate continuamente al barone Zacco il quale, con unasta farsa, ne rinnovava annualmente la propriet. Gesualdo riesce, offrendo un prezzo altissimo, a rompere il tab. Ci implica due cose : il matrimonio con Bianca non servito allingresso in societ da parte di Gesualdo, osteggiato in tutti i modi dai nobili durante lasta, e, soprattutto, lasta mostra lastuzia di Gesualdo il quale, comprando tutte le terre, bench ad un prezzo molto elevato, pu in seguito, essendo lunico proprietario, imporre il monopolio per il prezzo. 3. A Vizzini scoppiano i moti rivoluzionari. Verga guarda questo episodio con lo stesso metro di giudizio del settimo capitolo dei Malavoglia, in cui la rivolta della popolazione era una farsa. I fatti storici indicano lo scoppio di una rivoluzione separatista democratica; Verga descrive tutta la sommossa come inutile. In serata, Gesualdo partecipa alla riunione carbonara, e l trova il suo nemico Barone Zacco; ci significa che la parte-cipazione alla riunione di uno dei due (e probabilmente di entrambi) non politica, ma opportunistica. Nella societ umana dominano le stesse leggi naturali che dominano nel mondo animale, ossia la ricerca del benessere individuale e della sopravvivenza. Mentre Gesualdo partecipa alla riunione vengono a chiamarlo perch a casa sua c la polizia; egli si nasconde a casa di Nanni lOrbo, a cui dona in cambio una terra. Nel finale del capitolo Bianca viene avvisata dellimminente morte di don Diego. 4. Don Diego muore solo. La famiglia e tutto ci che li circonda in rovina. Bianca non viene fatta neppure entrare da don Diego, che muore nella sua stanza. Bianca, lasciata fuori, ha le doglie e partorisce nella stanza in cui intrattenne da giovane le sue relazioni amorose con Nin, proprio mentre il fratello sta per morire. Il fatto che Isa-

29 bella, figlia di Bianca, partorisca proprio in quella stanza, fa intuire chi possa essere il padre. 5. Il tema principale del capitolo il debito contratto da don Nin Rubiera nei confronti di Gesualdo. A Vizzini arriva una compagnia di attori, dai quali emerge Aglae, tipico esempio di donna attrice fatale e seducente, cui Verga dedic i primi romanzi giovanili (il mondo romantico di Eva, Eros e Tigre Reale). Verga utilizza questo capitolo per considerare in maniera negativa il suo primo periodo. Don Nin allinizio invia ad Aglae una lettera (scritta da Ciolla) per sedurla, e ad essa accompagna anche dei regali. Quando Nin va a visitarla, il mondo dello spettacolo si rivela per come , ossia squallido, volgare e modesto. Tuttavia Nin continua a spendere e si indebita (chiedendo un grosso prestito a Gesualdo). 6. Il battesimo di Isabella viene rimandato perch Gesualdo e Bianca chiedono alle autorit ecclesiastiche di imporle il cognome della madre. Gesualdo dunque uno sconfitto a livello affettivo. 7. Dedicato alla madre di don Nin. La baronessa Rubiera, sospettando del figlio, va al battesimo della nipotina per chiedere a Gesualdo se veramente avesse prestato del denaro a Nin; data la risposta evasiva di Gesualdo, lei si informa tramite i notai e, saputolo, desidera diseredare il figlio, ma non fa in tempo in quanto colta da un malore e rimane completamente paralizzata, bench non muoia. Nin, da quel momento, abbandona la sua vita per curare la madre, o meglio per evitare che la madre chiami il notaio per diseredarlo. Terza parte La terza parte incentrata su Isabella. Nel passaggio tra la seconda e la terza parte c un salto cronologico di 15 anni. 1. Dedicato alla decisione di Gesualdo di mandare Isabella in collegio. Bianca non vorrebbe poich malata

30 e infe-lice, e trova unica consolazione alla sua malattia nel rap-porto con la figlia. Il narratore fa capire che Bianca ac-cetta questa condizione perch la ritiene una punizione meritata a causa del suo adulterio. Quando Gesualdo va a Palermo a visitare la figlia, in portineria lo salutano co-me il signor Trao; Isabella, infatti, si vergogna del co-gnome del padre, e questo un ulteriore passo verso la sconfitta affettiva di Gesualdo. Poi, nello stesso capitolo presentato il matrimonio tra don Nin Rubiera e Giu-seppina Alosi, grazie alla quale lui riuscir a saldare il de-bito contratto con Gesualdo. Bianca riesce a rivedere la figlia in quanto ella torna a casa a causa dellepidemia di colera; Isabella, per, mostra la sua insofferenza alla vita in casa, data la sua abitudine a vivere nei collegi signorili. Si sente umiliata alla conoscenza del nonno e dello zio Ferdinando. Gesualdo, a causa del colera, si trasferisce con la famiglia a Mangalavite, una tenuta di campagna; egli generosissimo e si offre di accompagnare tutti, ma tra coloro che non accettano il passaggio vi sono il padre e la sorella (ossia le persone pi desiderate da Gesualdo). Accetta invece un certo Corradino la Gurna, cugino di Isabella, orfano dei genitori a causa del colera. 2. Il secondo capitolo dedicato al disagio di Isabella, mentre Don Gesualdo felicissimo. Isabella fraternizza col cuginetto (rappresentato come un idealista romantico, quindi simile ad Aglae). Il capitolo si conclude con due vicende concomitanti : Gesualdo si accorge della relazione della figlia, e allo stesso tempo gli giunge la notizia della prossima morte del padre. 3. La morte di Mastro Nunzio , come le altre, solitaria. Gesualdo soffre per la morte ma la sua tristezza lascia ben presto posto allamarezza, poich la sorella, quando il padre ancora vivo, insiste per la divisione di un patrimonio che, in realt, appartiene a Gesualdo. Gesualdo sempre

31 pi solo e, tornando a Mangalavite, nota che la relazione della figlia proseguita. 4. Dedicato ai provvedimenti di Gesualdo. Isabella viene chiusa in un convento, Corradino la rapisce e allo stesso tempo si capisce che lei incinta. Gesualdo deve trovarle un marito, che sar il duca di Leyra, molto pi anziano di Isabella. Il figlio di Isabella e, di fatto, Corradino, sar lonorevole Scipioni, ossia il supposto protagonista del quarto libro del Ciclo dei Vinti, mai pubblicato; egli , inoltre, lavvocato che compare pi volte nei Malavoglia. Quarta parte Parte dedicata a Gesualdo come vittima. 1. Il capitolo comincia con lagonia di Bianca, che ha la tisi. Gesualdo comincia a spendere notevolmente per medici e medicinali, ma comincia a perdere fiducia nella scienza. La scena pi importante quella della visita dei parenti, che fanno ci non per il bene dellammalata, ma per secondi fini, e soprattutto per ingraziarsi Gesualdo. Il barone Zacco, infatti, vorrebbe che Gesualdo sposasse sua figlia Lavinia, e questo causa la gelosia di Bianca che, pur non amando Gesualdo, mal sopporta un eventuale suo nuovo matrimonio. Lo stesso barone ha anche un altro progetto, ossia vuole organizzare con Gesualdo un metodo per riottenere le terre demaniali. Era infatti appena cambiata la legge, e da quel momento in poi il comune non avrebbe pi potuto (o voluto) affidare le terre demaniali ad ununica persona, ma avrebbe potuto dare solo piccole parti a singole persone. Il barone, dunque, vuole reclutare un gran numero di povera gente per far ottenere loro le terre e, una volta ottenute, sbarazzarsi di loro per riprendersele. Egli cerca lappoggio di Gesualdo solo perch vuole evitare che qualcun altro lo faccia. Gesualdo, per, al momento pensa solo alla moglie. La persona che invece cerca di contrapporsi allinganno del

32 barone Nanni lOrbo, marito di Diodata. Quando i visitatori se ne vanno, Bianca dice a Gesualdo di non accordarsi mai con don Nin Rubiera (lalternativa, di fatto, allaccordo col barone Zacco) e vorrebbe raccontare del suo adulterio giovanile con Nin stesso, ma non lo fa. Muore Bianca. La sua morte uguale alle altre. Muore ucciso Nanni lOrbo, per cause, come il narratore fa intendere, politiche. In paese tutti sono convinti della colpevolezza di Gesualdo, e si accentua lostilit nei suoi confronti. Viene descritta la rivoluzione del 1848. Descrizione caricaturale. Gesualdo vive diversamente le due rivoluzioni di cui partecipe, poich nel 1821 egli un attivista con intenti opportunistici, mentre nel 1848 lui stesso ad essere visto come loppressore. Gesualdo si ammala e si trasferisce in campagna. In seguito si trasferisce dalla figlia a Palermo. Fin da quando scopre di avere un cancro allo stomaco, Gesualdo ha un senso di colpa e attribuisce la causa di tutto allaccumulo ossessivo della roba (in opposizione a Mazzar). Altro evento degno di nota il fatto che, al momento di andare a Palermo, vorrebbe dare qualche soldo a Diodata, ma non ne ha alcuno. il fallimento totale. Nella versione precedente del romanzo Gesualdo muore molto pi tardi, ma nellultima muore solo poco dopo i moti rivoluzionari. A Palermo Gesualdo un estraneo, tanto che cambia il punto di vista generale. A guardarlo come un mostro il servo, ultimo a vederlo vivo. La figlia va spesso a trovarlo, ma evidentemente la loro conversazione bloccata dalle numerose loro tensioni. Isabella non confessa al padre i suoi molti amanti, e del fatto di essere dubbiosa su chi sia il vero padre. Soprattutto Gesualdo sente che sua figlia e il genero gli impediscono di fare testamento. Questa unanalogia con la Baronessa de Leyra. La figlia di Gesualdo l per fare ci che suo

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33 padre ha fatto per tutta la vita, cio la difesa dei suoi interessi. Gesualdo, a differenza di Padron Ntoni, si rovina per causa sua.

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Giosue Carducci
La poesia italiana era finita con Leopardi e Manzoni. Carducci poco pi anziano di Verga (solo di 5 anni). Tra la grande poesia romantica e Carducci c la cosiddetta seconda generazione romantica (chiamata anche tardo romanticismo), ossia autori che avevano accentuato gli aspetti sentimentali e patetici del Romanticismo. In questi decenni, non in Italia ma in Francia, ci sono poeti che fanno nascere la poesia moderna (come ad esempio Baudelaire, che pubblic i Fiori del Male, e segn una svolta decisiva nella storia della poesia europea. Egli il padre del simbolismo. Nel simbolismo comincia a svilupparsi anche la poesia lirica). Carducci fa i conti con questo passato. La sua caratteristica fondamentale la classicit. Egli vuole essere classico perch detesta i poeti della generazione precedente alla sua, per la loro sdolcinatezza. Egli oppone la salute e la chiarezza della poesia classica alla fumosit e al senso del male romantico; si rende conto che la strada della poesia europea contemporanea ben diversa dalla sua volont di classicismo. Perch questo ritorno al classicismo in questo periodo storico? Carducci lo presenta come un fatto di identit nazionale. Mentre Verga era rimasto deluso e rassegnato per il Risorgimento, Carducci era altres deluso ma, al contrario, cerca di curare e dar forza e continuit al neonato stato italiano. Ma in che modo Carducci, nonostante le scelte tradizionaliste, ha contribuito al rinnovamento della poesia italiana? Si parla dunque della metrica barbara. Carducci fu tra i primi a fare lesperimento di ricercare con i versi italiani i ritmi della poesia greca e latina. Allinizio del Medioevo la poesia era cambiata: i greci e latini si basavano, per creare il ritmo, sulla durata delle sillabe (lunghe e brevi), ma nel Medioevo si perse questa sensibilit alla durata,

36 quindi la poesia cominci a basarsi su una distinzione tra sillabe accentate e sillabe non accentate. Rientra nellidea di Carducci la volont di riaccostare la poesia italiana alla metrica antica. La differenza fondamentale tra lantico modo greco-latino e quello medievale che con il primo uno stesso verso poteva avere un numero variabile di sillabe, mentre nella poesia romanza vige lisosillabismo. Leffetto ottenuto da Carducci una poesia modernissima. Quello che doveva essere in teoria un ritorno al passato diventa cos un ritorno al futuro. Il nome barbaro si spiega cos: Carducci sapeva che un lettore antico avrebbe giudicato barbari i suoi versi, perch riproducevano soltanto il ritmo, e non la profondit, a causa ovviamente della perdita di sensibilit medievale. Poesia : Nella Piazza di San Petronio La poesia cerca di riprodurre il distico elegiaco. La poesia emblematica per il suo effetto innovatore. Questa poesia mostra bene leffetto creato dalla tecnica di Carducci sul ritmi; essa descrive la piazza centrale di Bologna, dove Carducci visse per la maggior parte del tempo come pi importante poeta italiano e come miglior docente di lettere nella miglior facolt di lettere in Italia. La poesia dedicata al tramonto invernale; in essa vi unaccentuazione dellaspetto cromatico, del colore lugubre del rossiccio di mattoni (dato che non cerano pietre) che esprime decadenza, ma anche, allopposto, un calore che pu infiammarsi. Ci introduce il secondo tema, ossia la contrapposizione tra un presente di crisi e un passato medievale glorioso. La poesia, in pratica, sogna la San Petronio nel suo splendore durante la Comunale. Carducci p presentato come il poeta della Terza Italia ( la prima quella della Roma repubblicana, la seconda quella dellet comunale e rinascimentale, la Terza Italia quella che uscir del risorgimento). Non a caso si parla di Roma repubblicana. Carducci era fortemente

37 laico, anticlericale e anti-monarchico, ma nellarco della sua lunga vita lasci le posizioni giovanili per accostarsi alla monarchia, spinto dalla simpatia della regina Margherita. C nella poesia un finale nettamente nostalgico. Questa una sorpresa rispetto al moderato ottimismo di Carducci. Bench parli del Medioevo, Carducci lo fa con un linguaggio latino. Il senso cromatico tipico della poesia simbolistica. Il finale propone il seguente confronto : cos come per chi guarda la piazza oggi domina un colore lugubre che lascia intuire la presenza di un passato glorioso, anche il lettore, osservando gli incerti versi della poesia, pu intuire la ricerca dellarmonia che tali versi non raggiungeranno mai.

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Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli il massimo esponente del simbolismo italiano; bench cronologicamente sia quasi coetaneo di Verga, egli visse in contesti culturali diversissimi, infatti Verga aveva una certa fiducia nella scienza, mentre in Pascoli domina una certa visione irrazionale del mondo. Egli ha unimportanza enorme dal punto di vista linguistico, e in un certo senso il poeta che completa la rivoluzione poetica linguistica; a lui, infatti, si deve ci che Manzoni aveva fatto per la prosa, ossia laver tolto la patina aulica e aver creato un linguaggio letterario semplice. La poesia simbolica profondamente nuova; a differenza della poesia del passato, che aveva una funzione prevalentemente comunicativa e dunque aveva un contenuto e un messaggio, la poesia dei simbolisti non ha contenuto n messaggio, e si occupa dellindicibile. Il poeta simbolista usa un linguaggio come se fosse Adamo, il primo uomo, ossia il poeta si atteggia in modo tale da sembrare il primo ad attribuire un nome ad un oggetto; ogni cosa, dunque, un mistero: il poeta come un fanciullino, che per la prima volta vede la realt, la nomina, la guarda con stupore, non esprime giudizi, non pone gerarchie, ed privo delluso della ragione, che di fronte al mistero impotente e inutile. Questo modo di concepire la poesia si trova, in Pascoli, insieme a una straordinaria esigenza di chiarezza; in questo egli si distingue da Leopardi, poeta del vago e dellindefinito, mentre Pascoli cerca la precisione assoluta, e padroneggia il disegno della scienza, specialmente della botanica e della zoologia. Il massimo del mistero, per Pascoli, viene dal massimo della precisione. Giovanni Pascoli divenne, alla fine della sua vita, il poeta nazionale (come si vedr egli sar un notevole sostenitore della politica colonialista dellItalia), ma nella sua vita non si esib mai,

40 ma ebbe una vita grigia e scialba da insegnante, segnata da una serie di disavventure. La vita Nato nel 1865, Pascoli nel 1884 comincia a insegnare e, come previsto da tale mestiere alla sua epoca, egli dovette cambiare la cattedra e spostarsi di citt in citt. Nato in Romagna, comincia ad insegnare a Matera, nel periodo che va dal 1884 al 1895. In seguito la sorella, Ida Pascoli, si spos. Tale evento molto importante perch segna in maniera drammatica la vita di Pascoli; egli, infatti, senti il matrimonio della sorella come un tradimento, perch alla morte, prematura, del padre e di altri membri del nucleo familiare, si sentiva come il capofamiglia e fu ossessionato dallidea di ricostruire il nido familiare, riuscendoci con qualche difficolt. Lattaccamento ossessivo al nido e il ricordo continuo dei morti sono elementi fondamentali in Pascoli, che praticava anche una certa mortificazione del corpo (ad esempio la castit forzata), sentita come dovere. Egli imponeva agli altri componenti del nucleo familiare lo stesso sistema di vita; la rabbia per il matrimonio di Ida si trasform ben presto in contentezza perch in tal modo riteneva di poter stare da solo con laltra sorella Maria. In giovent, e comunque prima del matrimonio della sorella, Pascoli si avvicin ai circoli socialisti, e fu influenzato dal fatto che nello stesso circolo si trovava anche Andrea Costa, primo socialista eletto al parlamento del regno dItalia. Del socialismo Pascoli apprezz sempre linvito alla solidariet e il senso di fratellanza, ma era incapace di capire il socialismo come sistema, e non poteva accettare la lotta di classe come base della storia. Pascoli rimase traumatizzato quando venne arrestato per aver manifestato, e per questo gli fu revocata la borsa di studio, grazie alla quale manteneva la famiglia; in seguito a questo episodio, il poeta rinunci ancor di pi allattivit pubblica e divenne ancor pi incapace di agire. Pascoli parl e fece poesia riguardo alla sua morbosit. Si pu fare, in questo senso, un confronto con Dante e Leopardi; il Dan-

41 te esule un Dante sventurato, ma in Dante il parlare di se stessi un mezzo per parlare dei mali del suo mondo (si parla anche di funzione ideologica). Anche Leopardi parla del proprio dolore, in maniera affettiva e filosofica. Pascoli parla sempre di se stesso ma solo come membro della sua famiglia, ossia mai come persona in s (al contrario di Dante). Laltra parte della sua vita, che va dal 1895 al 1897, importante perch si trasferisce a Lucca (a Castelvecchio) e, inoltre, smette di insegnare al liceo per essere promosso allUniversit. La quarta fase della sua vita, dal 1898 al 1906, fu segnata da una laboriosit intensa, in quanto insegn allUniversit di Messina, di Pisa e di Bologna, in cui fu chiamato come successore di Carducci, bench non fosse allaltezza dellillustre predecessore. In questi anni, inoltre, va segnalata la pubblicazione dellopera omnia di Pascoli ad opera di Zanichelli. Dal 1906 al 1912, la quinta fase della vita, fu segnata da un declino fisico e dalla morte per cirrosi epatica. Myricae Mentre gli autori precedenti scrivevano opere in maniera pi o meno consequenziale, le non poche opere di Pascoli nascono e si sviluppano in parallelo. Myricae dunque la prima opera del quale si parla, ma sarebbe sbagliato dire che la prima in assoluto; le singole opere di Pascoli, inoltre, non sono intese come tappe di evoluzione del personaggio. Il titolo Myricae indica il tamerisco, un cespuglio basso dellarea mediterranea, e ogni singola poesia intesa come singola myrica; la parola deriva da Virgilio, e precisamente dallegloga IV delle Bucoliche (il verso in questione recita cos: non omnes arbusta iuvant hulimesque myricas). Le Bucoliche sono unopera di livello stilistico basso, ma la IV egloga eleva un po il tono perch non parla di pastori ma della nascita di un bambino salvatore futuro. Tale verso lintroduzione con cui Virgilio spiega linnalzamento del livello stilistico, e significa : Non a tutti piacciono i cespugli e le basse myricae. Il fatto che myricae

42 indichi in entrambi gli autori un arbusto alla base del cosiddetto umile sublime o sublime dal basso, ossia lutilizzo di tematiche quotidiane, umili, che la poesia tradizionale non rappresentava; questa vita semplice, entrando in poesia, assume un aspetto colto, e diventa realt nobilitata. In Myricae agiscono tre piani di poetica : 1. C un primo nucleo realistico, e alcune poesie sembrano brevi descrizioni realistiche di campagna. 2. Il secondo nucleo quello impressionistico. Come la pittura impressionistica descrive realisticamente dando limpressione del tempo che passa, non cogliendo loggetto in quanto tale, cos fa il poeta. C in entrambi un senso delleffimero. Allo stesso modo si pu confrontare tecnica pittorica e poetica. Gli impressionisti usavano colori puri, non mescolati; il poeta usa invece pennellate pure, ossia evidenzia la sostanza delle cose (dice nero di nubi invece di nubi nere. Vd. La poesia Lassiuolo. 3. Il terzo piano poetico quello simbolico e simbolistico; le tematiche si costituiscono in tale maniera, perch dietro alloggetto descritto c un ampio significato differente. Myricae divisa in sezioni, delle quali la pi importante quella chiamata Lultima passeggiata, che allude ad un autunno in cui sta per cominciare la scuola, e per lultima volta il professore percorre i sentieri della campagna toscana (la localit della campagna data dalla cronologia di Myricae). Con le varie edizioni dellopera le nuove poesie aggiunte tendono ad incrementare limportanza del filone delle poesie funebri di Pascoli.

Arano Il poeta passa di fianco ad un campo in cui la gente sta arando. importante notare come non ci sia differenza tra uomini, attrezzi e animali (gli uccellini l presenti). Pascoli accosta il lavoro dei

43 contadini al saltellare degli uccelli, e evidenzia la mancanza di gerarchie, per volont e anche per una certa incapacit del poeta stesso. I versi e le strofe si presentano come del tutto tradizionali, ma Pascoli vi inserisce degli elementi del tutto nuovi, sulla base del ritmi e della sintassi. Il lessico volutamente preciso (Pampani, Fratte, Porche, Marra e Moro). La poesia ampiamente basata su sensazioni uditive e cromatiche; il senso profondo della poesia la percezione della natura come qualcosa di molto diverso e immobile, una natura cos vasta che assorbe lIo, in cui la persona rischia di dissolversi (si parla di panismo della poesia). I primi tre versi sono soltanto un complemento di luogo, mentre i tre versi centrali evidenziano il ritmo lento, sia per la ripetizione duplice della parola lente, sia per la dieresi. La descrizione generale molto vitale ma allo stesso tempo impressionistica e nascosta. In generale, tutta lopera di Myricae piena di onomatopee e riproduzioni di suono. Lavandare A differenza di quello che si potrebbe pensare, lavandare un sostantivo e indica le donne che lavano i panni; dal punto di vista analitico, la prima strofa una descrizione impressionista di campagna, perch descrive un aratro abbandonato attraverso un forte senso cromatico. La seconda strofa segnala un passaggio dalle impressioni visive a quelle uditive, attraverso la descrizione del canto delle lavandare e del loro lavoro. La quartina finale , da questo punto di vista, la trascrizione senza virgolette del loro canto, e i versi sono stati da Pascoli rielaborati a partire da una canzone popolare vera. Simbolicamente parlando, il senso della poesia quello di inconcludenza (dato dallaratro abbandonato, e dallamante che se n andato, come si capisce dal testo della canzone). X Agosto Il X Agosto la poesia pi nota del Pascoli commovente, per bambini, ossia non il poeta simbolista, ma quello dei buoni sentimenti; la poesia dominata da uninfelicit piagnucolosa e dol-

44 ciastra, e ha una struttura molto articolata, fatta con una scaletta e un filo logico, accuratamente progettati per tempo dal poeta; ci d un senso d artificiosit alla poesia. La poesia parla della morte del padre, in maniera altres patetica con la similitudine tra il padre che torna a casa e la rondine che porta il cibo ai suoi rondinini. Lidea del dolore universale (di Leopardi) e la religione cristiana (data la presenza di figure come la rondine e il padre viste come vittime sacrificali, e soprattutto il verso cadde tra spini, evidente ricordo cristologico) influenzano notevolmente la produzione di questa poesia da parte di Pascoli. Il X Agosto, data dellassassinio del padre, vengono utilizzate da Pascoli per dire che le stelle cadenti sono una sorta di pianto cosmico per il dolore umano. Lultima quartina dominata dal ricordo leopardiano. Lassiuolo La poesia significativamente pi complessa delle altre, e il suo titolo indica un rapace notturno. Pascoli assume per scontato che il lettore conosca la credenza popolare secondo cui il canto notturno dellassiuolo fosse mal augurante. Questo fatto, ossia lassunzione della credenza popolare come base per la poesia rientra nel classico schema secondo cui si parte da un dato realistico per passare ad un ambito impressionistico e simbolistico. La poesia ricca di onomatopee ; questo uno degli aspetti dello sperimentalismo pascoliano, perch lonomatopea (nel caso specifico il verso chi dellassiuolo) assume gradualmente un significato diverso. Lonomatopea in questione, infatti, passa dal realismo della prima strofa e al ricordo dei morti dellultima; questa poesia lesempio dellaccostamento di massima chiarezza e massima vaghezza. La prima strofa, bellesempio di ci, in notturna, con un tempo atmosferico variabile (da un lato la voce poetica assume un cielo sereno con un preannuncio dellalba della luna, mentre dallaltra parte si prepara il temporale); non sappiamo chi parla n dove ci si trovi, tuttavia questo quadro indeterminato contrastato dal nitore della figura degli alberi che si stagliano contro il cielo illuminato. Il sorgere

45 della Luna, poi, viene presentato dal poeta come lapparizione (Epifania) di una dea, Iside (la dea, bench non sia citata direttamente, evidente); Iside la grande dea egiziana dei Morti e della Risurrezione ed una figura molto amata dal decadentismo. Uno degli aspetti salienti del decadentismo il gusto per i misteri orientali ed esotici; la poesia inizia con una domanda indeterminata. In questa poesia, con il verso Nero di nubi, si pu ammirare lapplicazione del concetto di pennellate di colore puro in poesia : Pascoli estrapola la qualit delloggetto, la rende un sostantivo e presenta loggetto stesso come attributo della qualit sostantivizzata. La seconda strofa, invece, inizia determinando meglio il tutto. Da squassavamo si entra nella zona di Iside; tali versi continuano le descrizioni ma, ad esempio, per parlare del verso della cavalletta Pascoli parla del sistro, strumento sacro da Osiride. Gli indizi dellidentificazione dellalba con la resurrezione di Iside sono appunto questo e le domande riferite ai morti; tali domande sospese, comprese tra parentesi e piene di puntini, sono tipiche del simbolismo. Nelle prime edizioni di Myricae non era presente tanta malinconia, ma prevaleva in esse unintonazione pi vivace. I Poemetti Lopera dei Poemetti non cronologicamente posteriore a Myricae, ma di forma diversa. Pascoli cominci a lavorare ai Poemetti fin dal 1890, pubblicandoli nel 1897 e, dopo varie edizioni arricchite, escono nel 1904 i Primi Poemetti e nel 1909 i Nuovi Poemetti. Queste poesie non sono brevi e impressionistiche come quelle di Myricae, ma sono pi ampie e hanno una dimensione narrativa; anche il libro stesso ha unimpostazione narrativa, in quanto le poesie si ricollegano tra loro, e lopera pu essere letta come il romanzo di due sorelle campagnole, Viola e Rosa (sposata con Arrigo). La forma metrica la stessa della Divina Commedia, ossia terzine di endecasillabi, e Pascoli ancora una volta utilizza una forma tradizionale per riempirla di contenuto innovativo.

46 Italy La poesia risale al 1904 e chiude i Primi Poemetti; essa parla di emigrazione, che per Pascoli era molto importante (con parole sue, lemigrante colui che si rif il nido). Pascoli vedeva lemigrazione come una riproduzione a livello nazionale, storico e sociale della sua vicenda privata; nellemigrante vedeva una persona alla quale la storia aveva costretto a cercare una nuova casa. La poesia ambientata in Garfagnana, regione interna dove si trova Castelvecchio; questo poemetto racconta la storia di una visita in Italia di due fratelli emigrati negli Stati Uniti, i quali portano con loro la propria nipotina che non era mai stata in Italia e che era malata di tisi, alla quale, pensavano, laria italiana avrebbe saputo trovar rimedio. In questa poesia c il primo incontro con la nonna, e le loro incomprensioni sono alla base di tutto il poemetto; ci un altro esempio dello sperimentalismo pascoliano, in quanto allinterno delle terzine dantesche egli mescola diversi gerghi, quali litalo-americano, il borghigiano e linglese. In Myricae lo sperimentalismo linguistico consisteva nellimitare i suoni della natura e, in questo senso, deve essere considerato come basso e infantile; nei Poemetti, invece, lo sperimentalismo sale di livello e consiste nellinserimento di nuove lingue e linguaggi specifici. Tale tipo di sperimentalismo chiamato pre-grammaticale (in Myricae) e post-grammaticale (nei Poemetti). La poesia del 1904, periodo centrale di varie e vastissime ondate di flussi migratori; la prima fase di questi va collocata tra gli anni 1880 e 1895, mentre la seconda tra il 1901 e il 1915. In tale periodo circa 12 milioni di persone, principalmente italiani, austriaci e polacchi, emigrarono; queste ultime ondate migratorie furono ben diverse da quelle tra gli anni 1840 e 1860, caratterizzate dallafflusso di inglesi, irlandesi e scozzesi verso gli Stati Uniti. Tra i due grandi blocchi di migrazione ci sono delle spiccate differenze che vanno al di l delle nazioni di provenienza : in quella di met ottocento le persone che emigravano erano operai specializzati e giungevano in un paese, gli Stati Uniti, in cui

47 cerano ancora molte terre da conquistare e in cui, soprattutto, la manodopera era necessaria e ben voluta. Lemigrazione di fine ottocento e degli inizi del novecento era composta da persone normali e non specializzate e, oltre a ci, avveniva in un periodo in cui tutte le terre statunitensi erano gi state conquistate e dunque le persone non vennero pi accolte dignitosamente, ma con ostilit. La grande proletaria si mossa La tematica del testo la stessa del poemetto precedente, ossia limmigrazione; esso la trascrizione del discorso tenuto da Pascoli in 26 novembre del 1911 in un teatro, pochi mesi prima di morire. LItalia in quel periodo aveva conquistato, o comunque stava combattendo, la Libia, sottraendola ai turchi; la guerra provoc molti morti italiani, e Pascoli fece tale discorso sia per onorare i caduti ma anche e soprattutto per celebrare la guerra colonialista. Pascoli, negli ultimi anni della sua vita, si impose artificiosamente il ruolo di poeta nazionale, e ci si vede sia negli interventi nella vita politica sia nelle scelte diverse nella sua poetica. La scelta pu essere comprensibile, ma del tutto irrazionale. Nonostante tutto quello che si detto, Pascoli riusc comunque a ricollegare le sue idee politiche ai suoi grandi temi della vecchia poesia. Il titolo rappresenta lItalia come Proletaria, perch nei rapporti tra le nazioni, secondo Pascoli, si realizza ci che avviene allinterno di una societ, ossia c una differenza di nazioni (capitaliste e, appunto, proletarie), allo stesso modo in cui presente la differenza tra le classi. Conseguentemente, nel muoversi la grande Proletaria supera i conflitti interni per riversarli allesterno, e la Libia diventa la valvola di sfogo. Secondo Pascoli la guerra di fatto giusta in quanto occasione di unificazione e, inoltre, afferma che non offensiva bens difensiva, contro i barbari locali, colpevoli di sequestrare impropriamente dei territori che sono patrimoni dellumanit senza farli fruttare economicamente. La conquista, in pi, veniva considerata dal poeta come una legittima restituzione del maltolto ai legittimi proprietari, essendo la Libia appartenuta allimpero Romano. Nel

48 discorso c anche tutta una parte abbastanza patetica : lItalia dal Rinascimento in avanti ha attraversato una crisi politica enorme, risolta in parte con il Risorgimento che ha dato agli italiani una nazione. Tuttavia il credito conquistato viene perso subito con la campagna di Etiopia del 1896; quindi, Pascoli presenta la guerra in Libia come opportunit di riscatto per tutti quegli italiani che sono in giro per il mondo a lavorare per gli altri. Canti di Castelvecchio I canti sono una raccolta che segue un po la poetica di Myricae, anche se in forme pi ampie. I canti vengono pubblicati nel 1903, nello stesso anno in cui esce anche una raccolta di dAnnunzio, Alcyone. Il gelsomino notturno Il gelsomino notturno una poesia sulla notte e sulla sessualit; fu pubblicata come poesia doccasione e daugurio per un matrimonio di un amico. La poesia ha una sua struttura base, ma comunque composta da pezzi slegati e questa frammentariet data dalla metrica e dalla sintassi. Le quartine sono divise a due a due con un accorgimento tipografico e metrico, dato che i primi due versi di ogni quartina hanno laccento principale in seconda sede, mentre gli ultimi due hanno laccento spostato in terza sede. La poesia dedicata a vari aspetti della vita notturna, con particolare evidenza al movimento e alla vitalit, con laccostamento apparentemente contraddittorio ad accenni alla morte, che sono particolarmente visibili in due momenti : 1. Le farfalle notturne dei versi 2 e 3, utilizzate spesso dai poeti perch hanno la particolare caratteristica di avere un disegno sulle ali che rievoca limmagine di un teschio. 2. Il verso esplicito lerba sopra le fosse (v.12), dove per fosse si intendono proprio le tombe dei morti. Tale accostamento vitalit-morte la strada migliore per interpretare la poesia, in quanto essa parla dellesclusione del

49 poeta dalla vita, dallamore e dal sesso; strutturata come confronto con gli altri uomini, evidentemente diversi dal poeta. Lidea di esclusione evidente nei versi 13 e 14, dove c la metafora dellape che, arrivando tardi, non riesce a trovare posto nellalveare, il suo nido. Altro parallelo svolto nella poesia quello tra la fecondazione della donna e la fecondazione del fiore; data lattenzione ai particolari, si pu dire che c una certa morbosit pascoliana. Il fanciullino la pi importante opera teorica di Pascoli e descrive la sua visione della poesia simbolistica e decadente; lo fa, per, utilizzando una prosa molto impressionistica. Il titolo preso da un dialogo di Platone (in cui si dice che un bambino nascosto in ogni uomo); questo, per, solo uno spunto, ed limmagine per dire che la poesia si basa su uno sguardo ingenuo e irrazionale sulla realt. Da notare che, quando Pascoli parla di Fanciullino, si intende quello che Freud chiamerebbe inconscio. Tra le facolt attribuite al fanciullino c quella di trovare relazioni misteriose tra le cose, che sfuggono alla ragione; la lingua del Fanciullino come quella di Adamo, che vede le cose per la prima volta, come se nascessero in quel momento. Il poeta e tutta la poesia simbolista, in questo senso, si comportano allo stesso modo. La lingua di Adamo, a differenza del latino, una lingua morta e non pi in uso. Pascoli e la poesia del simbolismo giocano sulla morte della lingua e, come appunto una lingua morta, non esprime alcun contenuto ma solo la generica volont di comunicare.

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Gabriele DAnnunzio
Nato nel 1863, Gabriele dAnnunzio stato linterprete del modo di pensare della sua epoca, del costume nellera crispina, giolittiana e fascista. evidente che con questo personaggio ci imbattiamo in una grande abilit comunicativa; egli infatti stato abilissimo nel cogliere le tendenze della cultura europea e, in particolare, francese. Egli ha contribuito molto a sprovincializzare la cultura italiana. Si pu fare un confronto con Pascoli : questi infatti introverso e schivo, laddove invece DAnnunzio un personaggio da salotto; Pascoli, nel suo isolamento, culturalmente molto pi autentico, mentre DAnnunzio talvolta plagia platealmente e la sua cultura, nonostante alcuni momenti alti, di seconda mano. Lattivit appena descritta (di plagiatura), bench disonesta, ha avuto un grandissimo peso nellavvicinare la cultura moderna a quella italiana; DAnnunzio scrisse molti romanzi e molte novelle, e allo stesso tempo fu un giornalista mondano, un critico darte e esperto di teatro e di cinema (come sceneggiatore); infine, fu un grande lirico e compose molte notevoli raccolte poetiche. Non c poeta, dopo di lui, che abbia potuto ignorarlo: persino Montale, nonostante lo rifiutasse dichiaratamente, dovette riconoscere che egli stesso aveva un debito nei confronti di DAnnunzio. Gli esordi di DAnnunzio DAnnunzio era giovanissimo e lavora nel periodo di pieno dominio letterario di Verga, e la sua prima opera in prosa (intitolata Terra Vergine) ha molti aspetti che lo avvicinano allautore siciliano. Terra Vergine una raccolta di racconti ambientati nellAbruzzo, terra di pastori. Tale parallelismo variato da alcune cose: innanzitutto, lopera lontanissima dal verismo, ma ben pi vicina allestetismo decadente. Manca in DAnnunzio ogni aspetto conflittuale, ossia manca lo scontro tra valori e classi: tutto

51 aproblematico. Allo stesso modo, manca limpersonalit, infatti queste novelle sono piene di interruzione del narratore il quale vuole sconcertare il pubblico rappresentando una societ barbarica e, in quanto tale, valida. Il fascino della barbarie, primitiva e irrazionale, tipico del decadentismo; per estetismo invece si intende una visione della realt e dellarte nella quale il bella e la bellezza ha il sopravvento su ci che buono e sulla morale. Lo stesso analogo discorso si pu fare nel parallelo tra le prime opere poetiche di Dannunzio e le opere del modello Carducci. DAnnunzio scrisse sette romanzi. 1. 1889. Il piacere. 2. 1891. Giovanni Episcopo 3. 1892. Linnocente. 4. 1894. Il trionfo della morte. 5. 1896. Le vergini delle rocce. 6. 1900. Il fuoco. 7. 1910. Forse che s, forse che no. La lingua di questi romanzi lirica, in maniera per crescente con il tempo; una lingua da poesia, ed in questo senso il rovesciamento del percorso che dagli anni centrali dellottocento era alla ricerca di una lingua prosaica accessibile per tutti. DAnnunzio fa, dunque, lesatto contrario, e dimostra che la lingua aulica ottima anche per il romanzo. Tali sette romanzi corrispondono a varie fasi, che sono mode, segno del bisogno di DAnnunzio di adeguarsi alle tendenze culturali. Il primo romanzo corrisponde alla fase dellestetismo e diventa la Bibbia dellesteta. Il Piacere diventa il punto di riferimento per quei borghesi che cercavano un mondo onirico alternativo alla delusione causata dalla societ contemporanea. , questa, una contraddizione evidente, in quanto dAnnunzio scrive ai borghesi e lestetismo una concezione basata sul disprezzo della borghesia (in ogni ambito). Il secondo e il terzo romanzo appartengono alla fase russa, ispirata dalla lettura di Tolstoj e di Dostoevskij, autori che sono il contrario dellestetismo e che mettono al centro

52 la morale. Il quarto, il quinto e il sesto appartengono alla fase superomistica. Nel 1883 Nietzsche scrisse Cos parl Zarathustra, e questa fu lennesima moda culturale assimilata da DAnnunzio; Nietzsche contestava lintero orientamento della cultura occidentale perch basato sulla respinta della forza e dellenergia e sul contemporaneo apprezzamento della debolezza. Il superuomo dannunziano loltreuomo di Nietzsche. Da notare che dAnnunzio pot leggere il filosofo tedesco solo in traduzione, imprecisa, in francese, e che egli banalizz, pi o meno consapevolmente, la sua teoria riducendola ad un repertorio di atteggiamenti e gesti. Ci dimostrato dal fatto che in Nietzsche loltreuomo non un singolo, ma lumanit intera, mentre in dAnnunzio il superuomo un singolo che si eleva sugli altri. Il Piacere (1889) Lenorme successo del romanzo pu essere verosimilmente una delle cause dellinterruzione del ciclo dei Vinti di Verga; il Piacere un romanzo che merita una considerazione superficiale; ispirato a diversi modelli storici, tra i quali Bourget, caposcuola del romanzo psicologico europeo, e Huysmans, scrittore dellA Ritroso, il romanzo tipico del Decadentismo europeo. Quando dAnnunzio fu accusato di aver plagiato alcuni modelli, egli replic non negando il fatto e respingendo le accuse, ma dicendo di essere come Re Mida, ossia di sostenere che loriginalit non sia nellinventare, ma nel rendere al meglio quanto stato gi scritto. Nel Piacere egli riprende cose sue gi scritte, come le descrizioni giornalistiche della vita mondana. I personaggi di DAnnunzio, per, sono molto pi vitali. La storia quella di un triangolo amoroso, ed la storia di Andrea Sperelli, tipico esteta con una grande passione per larte; in casa di una cugina conosce Elena Muti, donna molto seducente. La loro relazione, intensissima, si interrompe bruscamente a causa della scomparsa di Elena: quando Andrea la ritrova, lei lo respinge. Andrea si consola con altre innumerevoli relazioni e a causa di una di queste si ritrova ferito a duello da un marito tradito; pi tardi, invece, conosce Maria Ferras, lesatto opposto di Elena.

53 DAnnunzio abile nel descrivere il corteggiamento di Andrea nei suoi confronti attraverso le pagine del diario di lei, e in tal modo scopriamo che lostentato disinteresse da parte sua in realt un lento cedere alle lusinghe di Andrea. Dopo lestate, Maria torna dal marito, in quanto era gi sposata, e Andrea ritorna ad avere continue relazioni differenti. Nel brano presentato, Andrea incontra Elena la quale si era cinicamente sposata con un volgarissimo nobile inglese. Il finale si sviluppa in maniera drammatica. Maria concede un permesso ad Andrea per trascorrere una notte con lei, e Andrea ha in mente un gioco perverso, ossia quello di sommare le due donne per ottenerne una sola perfetta. Tuttavia, nellultima scena del romanzo egli, nel momento meno opportuno, sbaglia nome. Le ville del Brenta : una discesa aglInferi Dal 1897 al 1900 dAnnunzio fu a Venezia ed ebbe una relazione con Eleonora Duse; il Fuoco, romanzo del 1900, sembra essere un resoconto semiautobiografico della loro relazione. Uno degli elementi che suffragano tale ipotesi la differenza anagrafica tra i due personaggi, che coincide tra romanzo e realt: nel romanzo, inoltre, lei gelosa del proprio sfiorire perch ha paura che lamante potrebbe andarsene. Foscarina, grande attrice, la fidanzata di Stelio Effrena, un artista che a Venezia per tenere una conferenza a tema teatrale: Stelio ha intenzione di rinnovare completamente il teatro, per ritornare allarte totale, comprensiva di danza, musica, pittura, creando qualcosa di superiore. Il modello di riferimento larte di Wagner, il quale anche un personaggio del romanzo, in cui compare la sua morte, perch Stelio accompagna la salma del Wagner in treno da Venezia in Germania. Donatella Arrale, giovane studiosa, quella che causa gelosia; tuttavia, senza fondamento, perch dopo aver suscitato linteresse di Stelio, si trasferisce negli Stati Uniti. Il brano descrive una passeggiata nel Brenta dei due personaggi, ed lesempio della prosa lirica. Lobiettivo dannunziano quello di dimostrare che la lingua poetica adatta alle esigenze di un

54 posatore; tale scelta sempre pi evidente man mano che passa il tempo e i romanzi. Analisi linguistica : Tu soffri? DAnnunzio usa i pronomi anche quando non necessari. un tono melodrammatico, da opera lirica. Ruina. Variante colta di un termine comune. Ci diffuso nella lirica. Vapor. r.18. Troncamento. Aperture vacue che somigliavano alle orbite cieche. Riga 23. Finestre senza imposte: un tentativo di DAnnunzio di evitare parole comuni. Poi nelle righe successive Armadii , Capellature, Fluviatile, Volutt. Su le. Scomposizione grafica di un nesso normalmente assimilato. Imaginazione e Industria. Le Laudi e lAlcyone LAlcyone stata pubblicata nel 1903 ed il terzo dei sette libri che compongono le Laudi (delle quali furono pubblicate solo prime quattro). una raccolta organica, dalla struttura ben studiata, ordinata secondo un particolare ordine cronologico e un certo ordine geografico. La composizione del libro dura dal 1899 al 1903. Nellinverno del 1898 DAnnunzio era stato per quattro mesi in crociera con Eleonora Duse tra Egitto e Grecia; tale vacanza indica 2 cose principali : 1. un evento rarissimo per lepoca, in quanto gli unici a fare i turisti erano i grandi aristocratici inglesi. 2. Per DAnnunzio questa fu la possibilit di vedere le terre del mito classico greco ed egiziano. Tornato in Italia, egli comincia a lavorare allAlcyone: il suo un ritorno alla poesia dopo molti anni, nei quali aveva sperimentato con fallimento le sue tragedie scritte per la Duse. Alcyone dunque comincia quando DAnnunzio riceve la delusione per le sue

55 opere filosofiche; nel 1899 stava anche ultimando il Fuoco, che segn la fine delle sue idee prosaiche e che, da un altro punto di vista, fu il culmine dei romanzi del superuomo, la cui idea alla base anche di Alcyone. Le poesie di Alcyone sono rielaborazioni liriche di appunti che DAnnunzio prendeva in tempo reale durante la vacanza. La prima poesia cronologicamente scritta per lAlcyone (anche se non fisicamente posta come prima), intitolata LAssenzio ed dedicata al dio Pan, affermando che egli non morto e dunque anche la Natura, intesa in modo pagano come entit vivente, non morta. Il diavolo ha la forma del dio pagano Pan, da cui prende anche il forcone: per i greci il dio Pan era pericoloso per i suoi eccessi di sessualit non controllata, soprattutto nelle ore calde, ossia paniche. Il panico, per i Greci, la sensazione che una persona, dopo aver camminato a lungo nella foresta e nella penombra, prova quando esce in un vasto prato illuminato dal sole e rimane abbagliato. una paura senza causa, la paura di essere assorbiti dalla natura. Le righe di Alcyone sono spesso dedicate a questa esperienza, considerata sublime, appagante e ricercata. Dopo il viaggio in Grecia e in Egitto, Alcyone continua ad essere un diario di vacanze estive. La Duse passava le vacanze in Versilia (regione compresa tra i fiumi Magra e Arno). Quei luoghi erano, allepoca, incontaminati e pieni di pinete, ossia ben diversi da oggi; il libro si propone di essere una narrazione di una stagione, cominciando nella tarda primavera e finendo in autunno inoltrato. Questa parabola stagionale anche una parabola spirituale, perch il poeta superuomo cerca di diventare Dio, di raggiungere la divinit (tutto in maniera pagana). Alcyone racconta il fallimento di tale tentativo estivo. In Alcyone si racconta anche di un percorso che va dallentroterra toscano (colline di Firenze) alla Versilia (questo evidentemente il criterio geografico). Tali due criteri, cronologico e geografico, sono scanditi da parentesi mitologiche. In pratica, allinterno dellopera ci sono delle poesie che parlano del mito classico, e sono cos suddivise: le prime sono dedicate alla speranza e allaspirazione al divino (mito di Glauco, umile

56 pescatore che vede i pesci i quali, morenti, mangiando unerba particolare ritornare sani; mangiandola anche lui, diventa immortale), mentre le ultime sono dedicate al fallimento (come il mito di Icaro). Tali poesie mitiche vengono chiamate ditirambi, dal nome di unantica forma metrica greca. In Alcyone, per, confluiscono esperienze molto diverse, tra cui la morte di Nietzsche, avvenuta il 25 agosto del 1900, e la teatrale mossa politica di dAnnunzio, eletto in parlamento ma mai in esso partecipe. Nel marzo del 1900, infatti, il parlamento era bloccato dallostruzionismo della sinistra, e DAnnunzio platealmente pass da Destra a Sinistra (passando verso la Vita, come egli stesso disse) durante il governo di Pelleaux. Alcyone, inoltre, una delle sette stelle della costellazione delle Pleidi; le Pleidi sono la chioccetta con il pigolio di stelle presente nella poesia pascoliana del Gelsomino Notturno. DAnnunzio voleva dare ai sette libri delle Laudi il nome di ciascuna stella delle Pleidi. Il rapporto con la Duse ebbe momenti di crisi, anche se i tradimenti di DAnnunzio venivano perdonati dalla Duse la quale veniva da DAnnunzio fatta personaggio delle poesie con il nome di Ermione, modo prezioso per dire Eleonora. La sera fiesolana un esempio riuscitissimo di lirica che prima anche di comunicare un contenuto, usa le parole come se fossero note musicali (caratteristica fondamentale del simbolismo e del decadentismo); sulla struttura sintattica, infatti, prevale lanima musicale. La poesia gi panica, e in essa c una sistematica fusione di ogni aspetto della realt; lidentit del poeta tende a dissolversi e fondersi nella natura circostante e, a sua volta, la natura va incontro agli uomini personificandosi. La metamorfosi importante e ci esplicato attraverso la figura retorica della sinestesia; la poesia registra le sensazioni di una serata di tarda primavera a Fiesole. DAnnunzio sovrappose due ricordi diversi : 1. La serata in s 2. Una tarda estate (settembre) ad Assisi.

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caldo, la giornata stata molto calda, ha piovuto ma ora il cielo tornato sereno, Ci importante perch la pioggia ha potenziato i profumi, e dallaltra parte la pioggia personificata come il pianto della primavera che va via. Nella poesia c il poeta che racconta e, accanto a lui, c la donna amata, presente ma muta. La struttura composta da tre strofe di versi liberi. Il discorso fatto di continue espansioni, le frasi dovrebbero finire ma in realt ci non accade. Allinizio il poeta vuole dire qualcosa alla donna: il desiderio di parlare il tema principale della poesia. La pioggia del Pineto La poesia nasce da unoccasione precisa. Siamo in estate, in Versilia, e una coppia passeggia per la pineta: comincia a piovere. La poesia contiene due elementi: le parole, pi che dire, suonano. La poesia una riproduzione dei suoni della pioggia; un poeta diverso avrebbe riprodotto il suono della pioggia con onomatopee. C il silenzio del mare, c il vento, c il frinire delle cicale, a cui subentra il canto delle rane; a ci si aggiunge una virtuosistica descrizione del rumore delle gocce sulle varie forme di vegetazione. Il secondo elemento la metamorfosi, una fusione che si realizza su due piani; la metamorfosi, per, si realizza grazie al bagno con cui la natura e luomo vengono lavati e purificati dalla pioggia. La fusione quella amorosa e sessuale, ed il movimento secondo cui la natura si umanizza e luomo si naturalizza. La base della poesia ternaria e composta a multipli di tre. Sul piano linguistico: Tamerici. Sono le mirycae pascoliane. I mirti sono divini perch sacri a Venere. Aulenti e fulgenti. Parole auliche utilizzate in maniera concreta da DAnnunzio. Silvani. Selvaggi. Segno della naturale fusione naturauomo.

58 Versi 38/41. Musicalit interna. Le rane della pioggia del Pineto sono collegate al marciume della nature nella Passeggiata sul Brenta.

Il superuomo deve superare anche la morte (della quale il pozzo il simbolo). Man mano che si procede con i versi anche la metamorfosi, sia naturale che sessuale, sempre pi evidente (la sua descrizione sempre pi vicina). Il verso 115 si lega sintatticamente al verso 110. Il poeta suggerisce che lincontro amoroso avviene dove c anche la morte, in un luogo oscuro. Il meriggio La poesia simile alla Pioggia del Pineto, ma presenta alcune differenze, tra le quali la solitudine del poeta e la mancanza della pineta, a vantaggio della spiaggia e del mare. In ogni caso, tuttavia, descrive pienamente la fusione panica con la natura, ottenuta non con la freschezza e il bagnato, ma con il calore accecante del sole. La poesia divisa in quattro strofe e due parti. La prima una parte descrittiva, in cui il poeta descrive lambiente (la costa della Versilia vicino alla foce dellArno) con particolare attenzione ai nomi propri dei luoghi. Tale cura nel descrivere la toponomastica del luogo finalizzata ad accentuare il senso di fuoriuscita del mondo umano descritta nella seconda parte; infatti tale descrizione con nomi ci presenta un mondo fatto da uomini. Nella seconda parte, che descrive lesperienza panica, i nomi non esistono pi perch appunto tale esperienza presenta un luogo senza alcun aspetto umano, dove la natura ha assorbito tutto. La belletta (il fango) La poesia si trova nella seconda parte di Alcyone, ossia al momento della fine dellestate e della poesia superomistica. Appartiene ad una piccola sezione intitolata Madrigali dellestate. Il madrigale la forma metrica del testo, costituita da due terzine e un distico, tutti endecasillabi. La poesia, accostata

59 al trionfo di vitalit della Pioggia del Pineto, molto pi cupa. La parola dantesca. Vi un forte uso di enjambement. Il calore dellestate d ora un senso di morte. Gli ultimi due versi si distinguono dagli altri perch sono due frasi separate tra di loro ed esprimono lossessione di avere la morte addosso. Questa una poesia sul tema del disfacimento, che a DAnnunzio interessa sia per gli aspetti fisici (la natura che marcisce) che morali. Tale tema colpisce in questa poesia per la sua semplicit, senza espressione musicale n lirica. Le immagini usare in s non sono immagini di morte, ma in questo contesto lo diventano. Tale tema laltra faccia necessaria del tema supero mistico, che per essere tale deve superare anche la morte. I Pastori Fa parte della sezione dell'Alcyone intitolata Sogni di terre lontane: in essa il poeta parla dei ricordi e della nostalgia della fine dell'estate. Le poesie in questa sezione sono inoltre caratterizzate da una sintassi lineare. L'Alcyone ambientato in Toscana: in questa poesia D'Annunzio sogna di essere a casa insieme ai pastori abruzzesi. D'Annunzio qui ignora il modello del pastore arcadico, figura sensibile e raffinata. Settembre e il poeta ripensa ai pastori quando essi cominciavano a migrare verso il mare per l'avvicinarsi dell'inverno: comincia la cosiddetta transumanza. Nella poesia viene espresso un senso di nostalgia inappagabile per l'impossibilit del poeta di essere a casa con i pastori, in quanto anche loro se ne tanno andando. Per quanto riguarda le notazioni cromatiche, vi un'analogia tra il verde dei pascoli e il verde del mare Adriatico.

Italo Svevo
Italo Svevo uno pseudonimo: egli si chiamava allanagrafe Ettore Schmitz. Italo Svevo significa italiano e tedesco insieme: ci allude infatti alla condizione storico-geografica, ossia della sua appartenenza, alla cultura centro-europea (soprattutto viennese). Egli non appartiene quindi alla tradizione umanistica ita-

60 liana. Svevo ci permette di incontrare la I Guerra Mondiale: egli infatti il primo testimone di un avvenimento che cambi il mondo ed testimone dellentrata in crisi e del tramonto della civilt liberale. Questa crisi Svevo la presenta attraverso gli occhi di personaggi malati di nervi, nevrotici e psicologici. 1.Tema della crisi della civilt. 2.Tema della malattia, della nevrosi. 3.Svevo uno scrittore leggero, divertente, ironico: egli tratt tematiche impegnative con grande leggerezza. Svevo stato un grande umorista ed quindi uno scrittore piacevole da leggere. Svevo nasce nel 1861 a Trieste, con il nome di Ettore Schmitz. Quando nasce, Trieste fa parte dellImpero Asburgico e costituiva il porto principale: era una citt commerciale da diversi secoli e aveva quindi una vivace borghesia imprenditoriale. Trieste era una citt moderna. La citt in letteratura era stata finora una citt del passato: in DAnnunzio, per esempio, Roma era la citt dei papi e dellImpero Romano, ed era vista quindi come un fatto storico. Svevo per la prima volta invece presenta la citt italiana come una citt moderna. In Svevo vi una totale indifferenza al nazionalismo in quanto: 1)Svevo apparteneva ad una famiglia ebraica(il padre era ebreo). 2)Svevo era cittadino di un Impero multinazionale. Quando scoppi la I Guerra Mondiale egli non condivideva i principi nazionalistici che avevano portato allo scoppio del conflitto. A 12 anni nel 1873 Svevo fu mandato dai genitori in una scuola in Baviera dove comp studi commerciali. Egli conosceva bene il tedesco e quindi potr leggere i filosofi tedeschi come Nietzsche e Freud in lingua originale. Questione della scuola commerciale: la famiglia voleva fare di lui un commerciante (il padre aveva infatti unazienda che commerciava vetri, una vetreria). Egli ebbe quindi una formazione tecnico-commerciale, e non umanistica. Tema della vita economica, del lavoro in banca: egli ha interesse per leconomia e il commercio, mondo generalmente ignoto per

61 uno scrittore italiano. Svevo ebbe una doppia identit e una doppia vita: egli fu infatti un commerciante, un imprenditore, un industriale, ma anche scrittore. Nel 78 Svevo rientr in famiglia e trov impiego nella banca Union ( nel suo primo romanzo il protagonista lavora l). Svevo lavor l fino al 1896: in seguito fu costretto alla vita grigia di impiegato di banca in quanto la ditta del padre fall. Nel 1896 sposandosi and a lavorare nellindustria del suocero. Egli diventer poi dirigente. Dal 1878 al 1896 cominci ad appassionarsi alla letteratura: egli scrisse su grandi giornali locali recensioni legate allarte, a racconti e a novelle. Nel 1892 pubblica il suo primo romanzo a sue spese intitolato Una vita; leditore gli consiglia di rinunciare al titolo che voleva dargli, Un inetto. Il tema dellinettitudine, di essere inadatti alla vita, e il grande tema di Svevo e della narrativa centro-europea. Nel 1896 Svevo si sposa. Una vita il libro che rappresenta la scelta linguistica di Svevo: egli si sentiva artisticamente italiano e pensava che Trieste fosse una citt italiana che doveva rientrare sotto il controllo italiano. Svevo conosceva male litaliano perch non lo utilizzava: quindi Svevo scrisse sempre male, in quanto il suo un cattivo italiano; assai spesso ci sono veri propri errori, come luso sovrabbondante di di e luso sbagliato dei verbi. Svevo non divenne famoso: non ebbe successo, fatic molto e ci dipese dalle carenze del suo stile italiano; tuttavia la sua lingua, per quanto scorretta e lontana dalla lingua nobile di DAnnunzio, una lingua perfetta per esaminare la crisi individuale, la vita interiore dei personaggi malati e la crisi della citt. Nel 1898 usc Senilit. Una vita (romanzo) Una vita il romanzo pi vicino al modello naturalistico, ed un affresco della vita degli impiegati di Trieste; in esso gi compare la tipica figura di inetto Sveviano, che rifiuta la realt e a questo scopo alla costante ricerca di un rivale, di qualcuno che sia la causa delle proprie mancanze. Alfonso, protagonista de Una Vita, gi un bellesempio di psicologia labirintica, e la sua vita interiore complessa e priva di criteri razionali. Questo il

62 romanzo in cui pi evidente la crudelt del narratore verso il personaggio, laddove invece nella Coscienza di Zeno il personaggio risulter simpatico. Alla fine, infatti, Alfonso si suicida. Senilit Senilit usc nel 1898, ed ancora oggi da molti considerato il vero capolavoro di Svevo. un romanzo breve, centrato sulla sola analisi psicologica, la quale a sua volta incentrata su quattro personaggi essenziali. Il romanzo ha una struttura quasi aristotelica : un luogo (Trieste), unazione, pochi personaggi. Il protagonista inetto Emilio Brentani, che ha un modesto impiego in una compagnia di assicurazioni, ma che conduce una doppia vita, perch pochi anni prima aveva pubblicato un romanzo di pessima qualit ma che ebbe successo. Emilio da tutti considerato una promessa, ma egli sa di non essere pi in grado di scrivere altro, anche se sempre in attesa di ispirazione. Emilio anagraficamente giovane, ma internamente vecchio, bench speri in un miracolo. Questo discorso vale sia per Emilio che per Amalia, che al lettore sembra essere molto anziana, in quanto sempre in casa a curare il fratello, ma che in realt pi giovane del fratello stesso: questa pu essere chiamata la coppia dei perdenti. Gli altri personaggi sono Stefano Balli, amico di Emilio, scultore fallito ma capace di godersi la vita, e Angiolina. Stefano viene da Emilio sentito come un rivale; Angiolina, molto bella e povera, la donna con la quale Emilio crede di poter avere la prima avventura della sua vita. Sarebbe dovuta essere unavventura leggera e divertente, ma diventer ben presto una tragedia perch linetto, quanto entra in contatto con la realt vera, viene punito. In qualunque altro romanzo una donna bella e povera che per vivere era costretta a prostituirsi sarebbe risultata patetica, ma in Svevo no, perch Angiolina un personaggio aggressivo e vincente, ed leggera, appariscente, civetta. I personaggi entrano tutti in relazione con gli altri, mentre Amalia e Angiolina non si incontrano mai nella realt, ma solo simbolicamente, nella mente di Emilio, luna come donna matura, laltra

63 come donna bella e seducente: noi, in tutto il romanzo, vediamo Angiolina con gli occhi di Emilio. Il romanzo incomincia con le parole brutali di proposta di Emilio ad Angiolina la quale, invece di arrabbiarsi, prova tenerezza; le cose andranno molto diversamente da come Emilio prevedeva, perch si innamorer molto e, quando lui scopre i suoi tradimenti, si innamora ancora di pi. Emilio la chiama Ange, ma scopre che al porto la chiamano Giolona. Dietro Angiolina c lAngelica di Ariosto, la donna sfuggente per eccellenza (Angelica, dal greco messaggero). Lavventura con Angiolina d un preciso messaggio ad Emilio, ossia che la felicit per lui non esiste. Ci dimostrato dal fatto che a causa della relazione con Angiolina fa s che Emilio interagisca di pi con Stefano, del quale poi Amalia si innamora. Una volta saputo ci, Emilio ordina a Stefano di non farsi pi vedere. Amalia comincia a drogarsi e muore. I giorni dellagonia di Amalia sono terribili perch Emilio si sente in colpa. Nel finale, Emilio scivola nella senilit e il narratore presenta le sue fantasticherie, perch Emilio, ricordando le immagini delle due donne della sua vita, le confonde e crea una sintesi che una sua immaginazione: linetto un uomo che si nutre di fantasticherie rifiutandosi di fare i conti con la realt.

La Coscienza di Zeno Rispetto ai due romanzi precedenti, La Coscienza di Zeno si distingue per tre motivi fondamentali : 1. Ha una struttura narrativa ben pi complessa e moderna; il narratore il protagonista, e non racconta le vicende in maniera lineare e ordinata, bens sovrappone confusamente diversi piani temporali, ossia quelli che lo riguardano come anziano ( e infatti racconta per episodi vari elementi della sua vita passata, in maniera disordinata). Queste caratteristiche, se da un lato rendono il romanzo

64 pi moderno rispetto agli altri due, tuttavia non consentono di dire che Svevo abbia fatto come Joyce e Virginia Woolf, ossia Svevo non riesce a rivoluzionare la letteratura. 2. Il giudizio che viene riferito allinetto molto meno severo, dato lautoracconto; tuttavia Zeno, pur essendo un fratello di Alfonso ed Emilio, pi fortunato e simpatico, e non viene punito dai fatti. 3. In questo romanzo Svevo per la prima volta pone i suoi lettori in una situazione comune per lepoca, ossia il lettore si chiede se la voce sia attendibile o meno, e in questo differisce dunque da Alessandro Manzoni, voce autorevole che esponeva fatti reali (un po come tutti gli artisti romantici); il romanzo novecentesco non espone dei fatti, ma propone dei problemi. In questo senso legittimo il parallelo con levoluzione della fisica (Heisenberg), dove lo strumento dello scienziato per vedere la realt modifica la realt stessa. (La verit costruita dallintenzione di conoscere). C somiglianza tra lidea di realt dei romantici e quella degli scienziati. Il dubbio sullinattendibilit del narratore si presenta in questo modo: bisogna presentare la struttura del romanzo che diviso in grossi capitoli, dedicati ad episodi importanti della vita del protagonista. La Coscienza di Zeno (capitolo per capitolo) Capitolo 1. Premessa una prima premessa alla storia, e si intitola proprio premessa. una facciata, ed lunica parte del romanzo in cui si parla di una persona diversa da Zeno, ossia lo psicanalista, che si presenta come editore perch stato lui a decidere di pubblicare il romanzo, costituito da vicende che il sig. Zeno Cosini ha scritto e consegnato allo psicanalista per iniziare la terapia. Il nome sicuramente indicativo, e Svevo gioca molto sui nomi:

65 Cosini, infatti, pu indicare piccole cose, ed un nome da inetto; Zeno rimanda spesso a Svevo; il dottor S. pu stare per Svevo o per Sigmund. Sono le cose che io chiesi di scrivere al sig. Cosini, per cominciare la terapia. Questo accade perch il dottore sarebbe stato via da Trieste per parecchi tempo e voleva incominciare subito. Dopo la scrittura del manoscritto e qualche seduta, il dottore era molto soddisfatto perch riteneva il paziente in via di guarigione. Sul pi bello, per, Zeno pianta in asso il dottore e lui, per vendetta, pubblica il manoscritto, per vendetta, cos almeno tutti sapranno quanto il sig. Cosini bugiardo. Da questa affermazione nasce il dubbio. Capitolo 2. Preambolo Questa unaltra piccola paginetta scritta da Svevo, e si intitola Preambolo; non ancora uno dei capitoli tematici. Con le sue prime parole Zeno dice che lui non crede nella psicanalisi, ma dice che il dottore gli ha chiesto di assopirsi e di parlare a ruota libera. Zeno ha 60 anni ed in buona saluta, ma sempre debole di volont, perch ha sempre voluto smettere di fumare senza per mai riuscirci, ma, bench non gli faccia realmente male, Zeno ritiene che il non smettere di fumare sia la prova che lui si ritenga debole danimo. Il dottore ben presto si convince che il fumare, per Zeno, sia legato al complesso edipico con il padre.

Ci sono vari aspetti : 1. Questa sfiducia nella psicanalisi propria sia di Zeno che di Svevo. Quel che sicuro che Svevo us tanti elementi freudiani. 2. Uso della negazione freudiana. Zeno dice che, dopo essersi seduto sul lettino come richiesto, la prima cosa che gli torna in mente la locomotiva a vapore, e si chiede come il dottore possa curare questo vizio da una cosa pi lontana. Il fatto che Zeno sia sicuro che la locomotiva non legata al fumo, per il dottore un esempio di negazione freudiana, allo stesso modo dellaffermazione io non amo

66 mio padre : il dottor S. scoprir il rapporto conflittuale con il padre che respirava a fatica, e tale respiro pari allo sbuffare della locomotiva. Ciascuno di noi tende a difendersi per non soffrire nel riconoscimento della propria colpa: la negazione freudiana un modo che la coscienza usa per difendersi da contenuti inconsci dolorosi. 3. Uso del transfert. La terapia psicanalitica parte dellidea che i primissimi anni di vita lasciano segni perenni nella persona. La psicanalisi si propone come un processo tramite il quale gli elementi dellinfanzia vengono rivissuti per rimuovere la paura. Quando Zeno pianta in asso lo psicanalista, egli ha un bellesempio di transfert; lo psicanalista vuole ricostruire il mondo di Cosini in cui egli lo riconoscer inconsciamente come suo padre, dunque Zeno se ne era andato perch aveva cominciato ad odiare lo psicanalista come padre. Zeno sarebbe definitivamente guarito, se il dottor S non avesse gestito male la situazione. Anche lui, dunque, una voce discutibile. Capitolo 3. Il fumo il capitolo che meglio descrive latmosfera complessiva (e comica) del romanzo. Esso pu essere diviso in pi parti : 1. Svevo racconta come e quanto comincia a fumare (La prima sigaretta di Zeno). 2. Descrizione dei vari tentativi di Zeno di smettere di fumare (Le ultime sigarette di Zeno). 3. Episodio comico e descrizione dettagliata di uno dei tentativi. P.39. Zeno fuma i sigari per finirli. Questa frase anche un bellesempio di 2 fenomeni freudiani: 1. Lapsus. I lapsus si prestano bene alla spiegazione della vita quotidiana. Il lapsus, secondo Freud, va interpretato in due modi: a. Sul piano della vita cosciente, il lapsus un errore.

67 b. Sul piano della vita inconscia, il lapsus in realt un atto perfettamente riuscito e voluto. Quei sigari sono il segno dellautorit paterna e, soprattutto, segno dei divieti del padre. Per il dottor S., quando Zeno dice io credevo che li buttasse via, in realt dovrebbe dire io volevo. un lapsus perch un appagamento del desiderio inconscio di venir meno allautorit paterna. dunque importante notare gli effetti dell aggressione del figlio da parte del padre. 2. Complesso di Edipo: fumare contro il divieto paterno e vedere che ci indebolisce il padre, indica il gesto in favore della madre, e quindi un sintomo del Complesso di Edipo. La prima sigaretta ha il piacere della vittoria sul padre, ma anche la sconfitta a causa del senso di colpa. Questo il primo di una serie di ambivalenze comuni in Zeno, che ha, appunto, un rapporto di ambivalenza con la realt. Seconda parte del capitolo. Se la Coscienza di Zeno il racconto di un malato, bene chiarire che la vera malattia di Zeno, ammessa da lui stesso, il non riuscire a liberarsi del proposito di smettere di fumare (Zeno ha lossessione di dover smettere). unossessione perch Zeno tormentato dalla convinzione di essere debole per non riuscire a smettere n a smettere di voler smettere (c un rapporto forza debolezza). Nei suoi vecchi libri di scuola, Zeno trova numerosissime date memorabili (01 gennaio 1901 U.S. = ultima sigaretta). Zeno vi ride sopra, anche se ritiene che ci sia la rivelazione della malattia; poi evidente che Svevo abbia voluto suggerire lidea che il rapporto tra Zeno e la scrittura sia nato con queste date del romanzo. Lultima sigaretta per Zeno il massimo del piacere, perch egli fuma sempre e solo ultime sigarette, in quanto provocano sia il piacere in s per la sigaretta, sia il piacere per la trasgressione e, da ultimo, il piacere del buon proposito di smettere, cos si attenua il senso di colpa.

68 Ultima parte del capitolo: il ricovero nella critica del signor Muli. Tale episodio, nella vita di Zeno, uno dei pi recenti, quello che avviene appena prima dellanalisi psicanalitica; egli decide di provare una soluzione drastica, anche perch potrebbe dover cominciare a lavorare: il padre, infatti, proprietario di unazienda, morendo aveva confermato la sua sfiducia a Zeno e aveva affidato lazienda allamministratore Olivi, che per pi avanti nel romanzo annuncer di voler lasciare. La storia raccontata in questa parte comincia con Zeno che, accompagnato dalla moglie, si fa ricoverare in una clinica di Trieste per neonati e donne partorienti. Egli viene chiuso a chiave in una stanza e, accompagnato da Augusta, viene accolto da un elegantissimo dottore che gli presenta la terapia (sarebbe stato chiuso in una stanza con una vecchia infermiera senza poter fumare). Zeno comincia ad inventare la prima scusa per far fallire il tentativo; Zeno dice che la moglie brutta ma, prima di farsi rinchiudere, esprime la propria gelosia verso il dottore e la moglie, e questo diventa un buon motivo per uscire. Dentro, agitatissimo, chiama linfermiera Giovanna e capisce che una povera donna, e le chiede se si pu bere; la fa ubriacare e le racconta una bugia, ossia che a voler farlo smettere di fumare la moglie perch, dice Zeno, dopo dieci sigarette egli diventa irrefrenabile sessualmente. Giovanna, andando di sopra, fa cadere esattamente 11 sigarette. Ora ha ben due motivi per uscire, e alla fine in nottata esce. Capitolo 4. La morte di mio padre Zeno oppone la morte della madre, quasi edificante, a quella del padre, catastrofica. Questo capitolo , dal punto di vista letterario, il pi bello, ed il momento centrale della concezione sveviana e di altri autori del 900. Il conflitto padre-figlio la lente con la quale si misura la realt (vedi F.Kafka, Lettere al Padre). Per Svevo esistono pi padri, e la figura paterna multipla: il conflitto col padre, dunque, pu essere riprodotto con molte persone diverse e con varie modalit. Svevo basava tale idea da Freud e da Darwin. Freud diceva che ciascuno di noi tende a ricreare situazioni relazionali tipiche (e il rapporto odio-amore uno di

69 quelli). Zeno cerca figure paterne : il suocero, Guido (rivale in amore); giusto dire che per Svevo la figura paterna di riferimento era James Joyce. Per quanto riguarda Darwin, Svevo conosceva la telegonia, ossia lidea secondo cui in ogni individuo la prima fecondazione depositi qualche traccia indelebile, nel senso che, pur cambiando maschio, le future fecondazioni hanno riferimenti comunque chiari al primo amante. Zeno osserva come sua figlia assomigli alla donna che egli amava ma che in realt non era riuscito a sposare (in questo caso la telegonia solo traslata, ma accettabile). Zeno comincia il capitolo con una frase sconcertante; per lo psicanalista evidente che la morte della madre, oggetto del desiderio, un sollievo perch la morte allontana il senso di colpa dato dal desiderio di qualcosa di proibito. Riguardo alla catastroficit della morte del padre, lo psicanalista dice che il padre un rivale e un ostacolo alla propria affermazione. Zeno si sente un imbecille e quindi, odiando il padre, ne desidera la morte (questa la nevrosi di Freud). La nevrosi, per Freud, negativa ma anche positiva; ogni nevrotico ha bisogno della possibilit che il rivale muoia, senza per che questo debba avvenire. , dunque, una sorta di scusa. Liberarsi dalla malattia diventare sani. La morte del padre come unultima sigaretta, per reale. Prima parte del capitolo. Vi un ritratto malevolo del padre, che era infedele, incapace come commerciante, e presentato come uomo nettamente diverso da Zeno, che dice di essere pi forte del padre. In realt tale differenza falsa, ma Zeno non lo sa. Svevo, qui, ha una straordinaria capacit di osservare le cose da entrambi i punti di vista. Seconda parte del capitolo. il racconto dellagonia del padre: una serata di marzo e Zeno rientra tardi. Egli vede la domestica che, correndogli incontro, gli dice che suo padre sta male. Cenano insieme, e subito dopo il padre, dopo unemorragia (un edema celebrale), va in coma e muore dopo una settimana. Ci sono quattro momenti essenziali:

70 1. Lapsus. Zeno dice: io non so perch non pensai a chiamare subito il dottore. 2. Il padre, cenando con il figlio, si dimostra pi affettuoso e vorrebbe esprimergli la saggezza di anziano. Il padre va a dormire senza dire nulla. Si addormenta e perde conoscenza. Si chiama il dottor Coprosich (Copro = sterco). Il dottore rimprovera Zeno di non avergli portato il padre pi spesso in visita. Il dottore gli dice che non c speranza. I due litigano quando il dottore, per ultimo tentativo, vuole praticare il salasso. Zeno gli chiede il motivo di fare una cosa del genere, se non c speranza. Lo Zeno che scrive a questo punto interrompe il racconto e dice che gli sembra strano, perch proprio pochi giorni prima di scrivere aveva sognato lepisodio, con le parti alterne (nel senso che Zeno litiga con il dottore, rinunciatario, per spingerlo a fare tutti i tentativi possibili). Per Freud, Zeno soffrirebbe ancora del complesso edipico e del senso di colpa per aver desiderato la morte del padre e, con quel sogno opportunamente invertito, riesce a liberarsi da quel terribile senso di colpa. C dunque un piano della coscienza (la piet verso il padre), dellinconscio (il desiderio della sua morte), e il sogno (visto come liberazione e giustificazione). 3. Il padre riprende coscienza, ma Zeno deve accudirlo continuamente. Sono i giorni in cui si forma, nella memoria di Zeno, il ricordo del respiro affannoso associato alla locomotiva di inizio romanzo. Negli stessi giorni Zeno ammette che pur curando il padre, non riusciva a sentirsi buono e non pensava ad alcunch di serio. Tale affermazione viene ripresa da Primo Levi ad Auschwitz. 4. Lo schiaffo. Lagonia del padre va avanti per diverso tempo, e il dottore rimprovera Zeno perch non stato rigorosamente severo con il padre. Da quel momento allora lui decide di essere rigoroso, ma quando ci avviene, il padre alza il braccio e sta per tirargli uno schiaffo: tuttavia

71 muore proprio in quel momento, e Zeno ha il dubbio se questo sia stato un gesto voluto (uno schiaffo, appunto) o involontario. Questo un altro esempio di ambivalenza. Capitolo 5. La storia del mio matrimonio un capitolo molto lungo; anche un capitolo fortemente narrativo, dove lordine cronologico regolare; questo capitolo esprime una visione negativa della donna, che Svevo condivideva con la cultura borghese-filosofica del periodo. In questo capitolo e in questo periodo c molta misoginia, e si condivideva lidea che il matrimonio fosse una scelta discutibile, ma la moglie di Svevo contribu poi a fargli cambiare idea. In questo capitolo Svevo era a met strada tra lidea misogina e lidea suggeritagli dalla moglie Lidia Veneziani; le influenze su questidea di misoginia furono principalmente quelle di Schopenhauer, mentre i gusti della moglie erano derivati da Zola. Il capitolo si apre con la scelta del futuro suocero; Zeno lo sceglie in Borsa, nel caff dei commercianti (chiamato del Tergesteo). Qui rimane affascinato dal pi abile tra tutti, ossia Giovanni Malfenti, e Zeno affascinato dalle tre regole di vita delluomo: 1. Si pu anche non lavorare, ma un uomo che non sa far lavorare gli altri un uomo finito. 2. Nella vita lunico possibile rimorso quello che si pu provare per un affare di cui non si approfittato. 3. Nella vita e anche negli affari la teoria una cosa molto bella, ma solo a posteriori. Zeno sa di essere lontanissimo da questa vita, per colpa di suo padre, e per questo sceglie un uomo ancor pi forte per diventare suo genero. Si sente dire che Giovanni ha 4 splendide figlie, i cui nomi cominciano tutti per A, per risparmiare sul corredo. Zeno gioca sulla sua iniziale Z per sposare una ragazza che si contrappone a lui anche perch incomincia per A. Il vero capitolo comincia quando Zeno entra in casa Malfenti e conosce le figlie; entrando, incontra Augusta, strabica, paffutella e da capelli poco luminosi, tanto che Zeno si chiede quale sia, visto la bellezza

72 della prima, il livello qualitativo delle altre. Giovanni ha deliberata intenzione di far sposare la meno sposabile; dopo Augusta, entrano le altre, veramente belle. Zeno decide di innamorarsi di Ada e nei cinque mesi successivi, corteggiandola, visita regolarmente la casa Malfenti. Al dottor S per evidente che il nostro nevrotico, al fine di ricreare con il suocero lo stesso rapporto avuto con il padre, necessario che a lui si affianchi una donna con le stesse caratteristiche della madre, affascinante ma proibita. Linconscio di Zeno fa il resto, facendo s che Ada sia proibita davvero. Nei 5 mesi gi descritti Zeno non arriva mai al dunque: nel frattempo, durante una seduta spiritica, conosce il rivale Guido Speier, e Zeno si vede sconfitto. La seduta spiritica era comune della borghesia dellepoca, che aveva una passione per loccultismo. Nel corso di questa seduta spiritica c un lapsus, e Zeno, credendo di dichiararsi ad Ada, in realt si dichiara ad Augusta. La madre di Augusta, la grande regista, ad un certo punto chiama Zeno e gli chiede di smettere di frequentare casa Malfenti; Zeno crede che sia un equivoco, perch si sente dire che continuando cos avrebbe compromesso Augusta, mentre lui, invece, ambiva ad Ada. Siamo sicuri che la donna lo faccia in buona fede. Dopo cinque giorni senza visite, Zeno torna e si dichiara ad Ada, ricevendo un rifiuto; qualche minuto dopo si dichiara ad Alberta, ottenendo un rifiuto. Alla fine, per, non riesce a negarsi ad Augusta. Nei giorni in cui non pu andare a casa Malfenti, Zeno sta molto male e incontra un conoscente molto malato; queste sono le pi belle pagine del tema di salute e malattia. Il secondo tema quello del conflitto con il rivale; c una scena molto lunga e bella, di una passeggiata tra Guido e Zeno, e questultimo confessa di aver voluto buttarlo gi . Pi tardi si chiarir lambivalenza del rapporto amore odio tra Zeno e Guido. Capitolo 6. La moglie e lamante Ci sono opere letterarie immorali (come quelle di Catullo), ma con vite pulite (nel senso che alle porcherie letterarie corri-

73 sponde invece una vita integerrima da parte dello scrittore). Il tema della sessualit per Svevo esiste ma , in questo senso, rovesciato, perch egli sporca solo idealmente la pagina e lascia intuire lidea. Il capitolo suddivisibile in due parti, la prima dedicata alla moglie e la seconda allamante. Nella prima parte si parla del viaggio di nozze in Italia e dei primi anni di convivenza, e il tema principale quello della malattia, perch Zeno, convinto di aver sposato, essendo lui malato, una donna sanissima, scopre invece che la salute di Augusta non tale. Qui emerge lidea del male di Zeno. Svevo lo considera come il tema da contrapporre al superuomo dannunziano e, stando cos le cose, inevitabile dire che la malattia sia concepita in termini positivi, perch la malattia consente alluomo di conoscersi in profondit. La salute ferma, la malattia in movimento. Nella sua forma pi estrema, la malattia la vita, e la salute completa la morte; questo concetto trova esempio nel finale apocalittico del romanzo, dove la terra dominata dal male. La seconda parte, dedicata allamante, cos distribuita : Zeno incontra un amico molto malato che coinvolge Zeno in attivit di beneficenza; un giorno lamico (Copler) chiede a Zeno di andare con lui da Carla, ragazza povera ma ritenuta talentuosa in musica. Carla diventer lamante, e il matrimonio non ne risente affatto, e anzi il rapporto con la moglie migliorer notevolmente. Zeno capisce subito che Carla non vale niente, e si interessa a lei esclusivamente come oggetto. In parallelo anche Guido, sposato con Ada, avr anche lui pi di unamante, anche se verr poi scoperto. Zeno osserva, non del tutto in malafede, che tanto pi lui tradisce Augusta, tanto migliori saranno i rapporti con lei; Zeno, per, riattiva con calma uno dei suoi atteggiamenti tipici: una notte, infatti, egli sogna di mangiare il collo di Carla, la quale non sembra soffrirne, mentre Augusta, a fianco nel sogno, soffre, e Zeno la tranquillizza dicendo che rimarr un po da mangiare anche per lei. Zeno si risveglia angosciato e il giorno successivo prende una busta, la riempie di soldi e progetta di darla a Carla e poi an-

74 darsene. Va spesso da Carla con la busta, ma torna sempre a casa senza avergliela mai data. Parte con il senso di colpa,attenuato dal buon proposito, ma dato che Carla (che assomiglia ad Angiolina di Senilit) si rifiuta di prendere la busta, non pu proprio evitare di smettere di tradire. Zeno procura un maestro di musica, molto economico, a Carla; nel frattempo si apprende che i signori Malfenti stanno molto male. Nellepisodio conclusivo del capitolo Carla chiede a Zeno di poter vedere Augusta, e Zeno non sa spiegarsi la scelta che egli fece, perch dice a Carla che la potr vedere quando Augusta uscir da casa Malfenti alla fine del turno di cura dei genitori; tuttavia, Zeno indica apposta lorario di uscita di Ada e, in tal modo, guadagna credito su Carla, che quando rincontra Zeno decide di interrompere la relazione, perch prova rimorso a pensare che lui tradisca con lei una moglie cos bella e cos triste. Carla si sposer con il maestro di musica, e Ada era tristissima a causa della madre che stava male, del padre che stava morendo, e di Guido che la tradiva. Capitolo 7. Storia di unassociazione commerciale Questo lultimo dei grandi capitoli tematici, ed la storia della societ tra Zeno e Guido. la prima vera volta che Zeno lavora; Guido, ormai, ha dei buoni rapporti con Zeno. Il capitolo inizia con Zeno che si domanda perch nello studio di Guido ci siano due scrivanie, e Guido gli dice che una proprio per lui. Gli affari vanno malissimo, e la responsabilit ricade interamente su Guido: probabile che Zeno menta quando dice di non poter far niente per sistemare la situazione. Questa storia quella di un progressivo peggioramento della situazione, e Zeno afferma di essere negato per il lavoro, ma questa sicuramente una bugia: in realt Zeno dotato di una buona capacit lavorativa. Ci sono vari problemi per Guido: 1. Ada partorisce due gemelli. 2. Ada si ammala gravemente (per una disfunzione tiroidea) 3. Il matrimonio va malissimo.

75 Quando i conti dellazienda sono davvero in crisi, Guido conta di chiedere un prestito al suocero, dopo aver chiesto molte volte soldi al padre in Argentina, ma Ada rifiuta; Guido simula il suicidio, assumendo dosi massicce di Veronal. Ada si spaventa e i soldi arrivano. Dopo un primo prestito gli affari e i rapporti con Ada vanno male (c un confronto con Zeno, che bench tradisca anche lui la moglie, ha un matrimonio felice). Lamante di Guido la volgare segretaria Carmen. Durante una gita in barca Guido chiede a Zeno, relativamente esperto di chimica, quale versione di Veronal pi forte; simulando una seconda volta il suicidio, sfortunato perch a causa del temporale il medico tarda ad arrivare e Guido muore. Zeno nota che, essendoci accanto al cadavere la versione pi leggera del Veronal, Guido non aveva una vera intenzione di suicidarsi. Zeno allora passa diversi giorni di lavoro febbrile e riesce a ridurre notevolmente il debito. Il lettore, allora, sospetta che la negazione al lavoro di Zeno sia fasulla. Zeno, impegnato dal lavoro, si dimentica del funerale di Guido (questo un evidente lapsus), e, in ritardo, va in cimitero e si accoda ad un corteo funebre, che per sbagliato. Svevo ha ripreso la vicenda da Freud (il quale scrisse varie opere, tra cui : Psicopatologia della vita quotidiana; Linterpretazione dei sogni; Tre saggi sulla teoria della sessualit; Introduzione alla psicanalisi; Sul motto di Spirito.). Zeno inconsciamente odia Guido perch una figura paterna. Per Freud, se il funerale lestremo segno di affetto, il non esserci o sbagliare corteo un segno di odio. Ada perdona Zeno e gli dice : Tu sei luomo migliore della famiglia; ti ringrazio per quello che hai fatto, ma in questo modo hai fatto s che Guido sia morto per niente. Queste parole di Ada sono un trionfo per Zeno, perch ha battuto il rivale. Zeno diverso da Emilio e Alfonso; i primi lettori francesi dissero che Zeno simile ad un arciere che sbaglia completamente il suo bersaglio ma fa centro perfetto in quello vicino. Ultimo argomento : la malattia di Ada, il morbo di Basedow. Il suo corpo si deforma, e quando Zeno lo viene a sapere, si dedica a

76 tempo pieno a studiare quel morbo e comincia a vedere la realt con la lente del morbo di Basedow. C la forma mentale di chi entra in un mondo e ne fa il suo mondo. Zeno contrappone la malattia di Ada e del padre, e le considera come due malattie agli antipodi. I basedowiani, infatti, consumano tutto subito per eccesso di generosit, viceversa il padre il segno della taccagneria di chi consuma poco. Zeno dice che gli uomini possano essere divisi in tre gruppi: quelli come Ada (troppo generosi), quelli come il padre (troppo taccagni), e quelli sani, che sono solo un punto intermedio tra le due malattie. La salute il punto intermedio tra due forme opposte di malattia.

Capitolo 8. Psico-analisi Il capitolo riprende i primi due e si presenta in forma di diario; son o infatti quattro pagine di diario con tanto di date (tra il 3 maggio 1915 e il marzo 1916; questo un segno del fatto che la narrazione di Zeno si sta esaurendo). Per capire il capitolo, bisogna presupporre che tutto ci che precede il manoscritto scritto da Zeno su invito del dottor S., quindi prima della seduta psicanalitica. Questo diario unaggiunta al manoscritto che Z. fa dopo aver seguito ed abbandonato il dottor S., ed infatti c un giudizio severo sulla diagnosi, ritenuta, inaccettabile, del dottore. Il primo tema il rifiuto di Zeno del valore della psicanalisi; il dottor S. dice che il problema il complesso di Edipo. Il secondo tema la guerra (la pagina di diario del 26 giugno 1915); Zeno si racconta di come incontr la guerra; la solita passeggiata mattutina, viene interrotto dalla strada bloccata dalle forze austriache. Si rende conto che la guerra cominciata. Zeno, in sostanza, rimane solo a Trieste, perch i familiari erano in vacanza in Italia e, per di pi, lamministratore Olivi, per evitare di essere reclutato, era scappato. Zeno, senza nessuno, pu dedicarsi effettivamente al lavoro come non mai, e comincia a speculare; quando Zeno dice che la psicanalisi una sciocchezza, gli facile dirlo perch si sente vincente, sano e guarito, non grazie alla

77 psicanalisi, dice lui, ma grazie alla guerra. Ora pu fumare senza sentirsi debole. Ci sono altri due elementi importanti : 1. Le bugie di Zeno, perch Zeno si difende da unaccusa esplicita fattagli dallo psicanalista, il quale lo accusa di aver falsificato il racconto del fallimento dellattivit commerciale di Guido, perch avrebbe tralasciato particolari importanti (quali il possesso, da parte di Guido, di un deposito di legnami). Zeno ammette di essere stato incompleto, ma si difende dicendo che per lui inevitabile mentire, dato che, essendo abituato a parlare in dialetto e dovendo scrivere in italiano, la menzogna diventa pi semplice. Con il passaggio da dialetto a italiano, la bugia diventa inevitabile. Tutta la narrativa del 900 parte dal presupposto che la verit sia diventata una cosa sfuggente e plurima, quindi il romanzo novecentesco non presenta nozioni, ma problemi. 2. Il secondo argomento la malattia dellumanit. Zeno, prima, afferma che la vita coincide con la malattia; quindi Zeno comincia a pensare che, rispetto ad Augusta e al suocero, lui il sano, mentre gli altri sono malati. La sua malattia, alla fine dei conti, era solo una maggiore consapevolezza della condizione umana rispetto agli altri.

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Luigi Pirandello
Luigi Pirandello ha diversi tratti in comune con Italo Svevo : 1. Il disinteresse per la letteratura come valore estetico. 2. Linteresse per gli aspetti negativi della condizione umana, anche se in Svevo ci non significa la produzione di unopera triste, mentre in Pirandello c effettivamente una visione pi tragica e oppressa. Ci sono anche differenze : Pirandello nato in Sicilia, mentre Svevo a Trieste, e anche se, come si vedr, la sua vita tutta una grande fuga dalla Sicilia, tuttavia le sue origini pesano molto nelle sue opere. La seconda differenza sta nel successo di Pirandello che, pur avendo avuto un apprendistato faticoso, riesce, in vita, ad avere una fama internazionale, culminata nel premio Nobel ricevuto nel 1934, anche se in realt era gi famosissimo dai primi anni 20; tale successo determin il contatto con forme artistiche nuove (il cinema, ad esempio) e, in generale, Pirandello ebbe un buon rapporto con la tecnologia. Pirandello scrisse un po di tutto, ma per ordine di importanza va dapprima citato il teatro (sia in lingua italiana che in dialetto siciliano), il romanzo (sia quelli alla Verga, ossia storici, come I vecchi e i giovani, sia romanzi novecenteschi e problematici come Il Fu Mattia Pascal e Uno, Nessuno, Centomila), le novelle (principalmente nate per contratto con il Corriere della Sera) e i saggi teorici della letteratura (SullUmorismo). Nato nel 1867 a Girgenti, lodierna Agrigento, nacque in un sobborgo, in una villa, ossia una grande fattoria patronale, la villa CAOS, che per il suo nome Pirandello sent sempre come un presagio, arrivando a dire che la sua visione irrazionale e caotica del reale laveva nel sangue. La famiglia della madre era originaria da uno dei grandi eroi garibaldini del Risorgimento; ci, forse, pu spiegare la sua adesione al fascismo, in un tentativo di completare e continuare gli ideali risorgimentali. La famiglia del padre era altrettanto importante. Il padre era un industriale e la-

80 vorava con le zolfare; Pirandello conosceva bene quei luoghi e in questo senso accostabile, per alcune sue novelle, al Rosso Malpelo di Verga. Nel 1903, in una delle cave gestite dal padre, in cui lavoravano molti parenti della famiglia della moglie (era infatti una compropriet in cui molti soldi erano della moglie di Pirandello), ci fu una frana e la cava si allag; al tracollo economico, gravissimo, si aggiunge il conseguente tracollo nevrotico della moglie (con la quale Pirandello si era sposato nel 1894, e che si chiamava Maria Antonietta Portulani). La moglie impazzisce, diventa paralitica alle gambe, poi subisce crisi di gelosia patologiche, e accus il marito di rapporti incestuosi con la figlia. Dopo molti anni Pirandello, nel 1919, fa internare la moglie. Il tema della pazzia molto ricorrente in Pirandello, tuttavia il rapporto tra vita e letteratura non n di completa dipendenza, n di assoluta indipendenza. Pirandello studi Lettere a Roma, dove fu espulso dalluniversit per uno scontro con il rettore; poi si trasfer a Bonn per studiare, dove si laure con una tesi sul dialetto di Agrigento. La sua permanenza in Germania stata spesso sopravvalutata per un suo presunto contatto con la filosofia tedesca, in particolare quella di Nietzsche. Dalla vita di Pirandello emergono due cose: il desiderio di sfuggire dalla Sicilia e il legame esistente con la Sicilia stessa. Non abbiamo nessuna prova che lui a Bonn lesse i grandi filosofi tedeschi, bench poi se ne ritrovino influenze varie nelle opere. Saggio sullumorismo Questo saggio diviso in due parti: una prima parte storica, che consiste in esempi di autori che Pirandello ritiene umoristi, ed una storia della letteratura umoristica; una seconda parte che unanalisi della poetica umoristica ed teorica. Questo saggio ha avuto una lunga e travagliata gestazione e quindi, bench Pirandello lo cominci presto, quando lo termin egli aveva gi scritto Il Fu Mattia Pascal e, ironicamente, il saggio sullumorismo dedicato proprio a Mattia Pascal, il che vorrebbe significare che lautore pi umoristico proprio lui stesso.

81 Ci sono essenzialmente due parole chiave per capire lumorismo: riflessione ed analisi. Il saggio fu, per un certo aspetto, scritto con contenuto polemico con Benedetto Croce. Pirandello contraddice il filosofo su due punti principali : 1. Pirandello crede che esistano i genere letterari, cosa che Croce, parlando solo di Poesia e Non Poesia, evidentemente rifiutava. Tale idea veniva da Croce esemplificata con la Divina Commedia, che conteneva molta poesia ma anche altrettanta non poesia, e con Leopardi, del quale impossibile contestare Linfinito, mentre invece il Sabato del Villaggio contiene una prima parte pura e una seconda parte polemica e pessimistica, quindi non poetica. 2. La seconda idea quella della creazione del nuovo genere umoristico; per Croce la poesia frutto di unintuizione pura, e non ci sarebbe differenza tra riflessione e intuizione, poich il poeta intuisce, e il filosofo riflette. Pirandello propone lidea che invece esistono molti poeti grandi proprio perch allintuizione affiancano la riflessione. Pirandello distingue lumoristico dal comico. Un esempio serve a spiegare questa differenza: se vedo una vecchietta vestita come una giovane, questo comico perch ci contrario alla norma ( unanomalia). Se per rifletto e penso che il motivo per cui fa cos e perch vuole sembrare attraente al giovane marito, oppure perch ha paura della morte, questo lumorismo (anche chiamato sentimento del contrario, opposto al comico avvertimento del contrario). Lumorismo una letteratura che fa riflettere e fa provare piet; il pi tipico esempio umoristico la signorina Caporale del Fu Mattia Pascal, che la personificazione di ci, ossia a prima vista fa ridere ma in realt poi suscita compassione. Anche in Cos , se vi pare, la signora Frola un personaggio che, al momento di entrare in scena, ritenuto matto e non deve essere contraddetto, mentre poi si capir che lei invece ge-

82 nerosissima e accetta serenamente i pregiudizi degli altri. Lumorismo una poetica che coglie dolore, male, contraddizione, ecc. nel comico. Le novelle Pirandello uno dei grandi novellieri italiani. Novelle per un anno un libro che nasce raccogliendo novelle che scrisse per contratto con il Corriere della Sera. Il suo progetto, non raggiunto, era di scrivere 366 novelle. Le novelle di Pirandello, a differenza di quelle boccaccesche, non hanno alcuna cornice e mancano di qualsiasi criterio ordinatore, e sembra che ci sia voluto da Pirandello per suggerire limpossibilit di dominare e organizzare il mondo; se le cose stessero realmente cos, Pirandello suggerirebbe lidea di caos. La raccolta delle novelle un serbatoio di idee, e tuttavia sarebbe sbagliato pensare che Pirandello considerasse le novelle come un surrogato delle opere maggiori, bench sia vero che alcuni temi delle novelle siano stati ripresi in opere successive. In queste novelle, inoltre, bisogna distinguere due ambienti principali, ossia quello siciliano, che rimanda a Verga, e quello romano, o, pi in generale, urbano, cittadino, del mondo impiegatizio e piccolo borghese; in questultimo ambiente si deve notare come sia la prima volta che nella letteratura larte si confronta con larte moderna. In ci ben diverso da dAnnunzio, la cui Roma quella classica, mentre invece la Roma di Pirandello piena di condomini e dominata dal grigiore. Ciaula scopre la luna La novella dedicata ad un caruso (Ciaulia significa cornacchia), e segue il modello verghiano per lambiente e per lanimalizzazione delluomo; tuttavia, questo tema, seppur verghiano, trattato in maniera ben lontana dal verismo, ossia in un modo decadente e simbolico. A riga 8 compare il manovale Scarda, co-protagonista, alla fine della giornata di lavoro, quando i lavoranti vogliono andare a casa, anche se il padrone vorrebbe che facessero gli straordinari. Lunico che accetta scioccamente

83 , appunto, Scarda, che ha per caruso personale Ciaula; Scarda molto simile a Mastro Misciu, e ha avuto un incidente nella cava in cui ha perso un occhio e il figlio. Il narratore si sofferma sul viso di Scarda, in cui un occhio manca e laltro, malato, lacrima spesso; il narratore evidenzia il gesto meccanico di Scarda che beve, sbuffando, la lacrima che scende: questa la sua compagnia. La parola chiave grottesco, perch nel momento in cui vorremmo identificarci con il personaggio, Pirandello introduce questo elemento grottesco e ci impedisce di assimilarci al personaggio; Pirandello non vuole lettori romantici. Tornando alla storia, il narratore spiega che Ciaula un minorato e un povero demente, che non parla ma che si limita a imitare il verso della cornacchia. Nello stesso incidente prima citato, Ciaula rimane traumatizzato per la paura del buio, non tuttavia quello della cava, ma quello della notte. La novella dedicata al momento in cui Ciaula teme di doversi trovare faccia a faccia con la notte, e invece scopre la presenza della luna; questa scena, in Pirandello, decisamente teatrale. Ancor pi teatrale il momento liberatorio di Ciaula; la luna della novella paragonabile alla luna dellAssiuolo di Pascoli, della Sera Fiesolana di dAnnunzio e delle Metamorfosi di Apuleio, perch assume le vesti di una teofania divina, e la riemersione dalla superficie di Ciaula come la rinascita. Lepisodio ha valore simbolico e tutta lesperienza , in s, irrazionale; laddove dunque Malpelo era molto razionalista, Ciaula completamente irrazionale e vive esperienze irrazionali. Il treno ha fischiato Questa novella rientra nella poetica dellumorismo. lepisodio di un ragioniere, sempre ligio e servizievole, che una volta cambia inspiegabilmente atteggiamento. Ci sono vari aspetti da considerare : 1. notevole limportanza del mondo piccolo-borghese per Pirandello. Tale mondo lo stesso del primo Svevo, di Kafka e di tanti altri.

84 2. La novella costruita attraverso il confronto tra diversi punti di vista. Il primo racconto affidato ai colleghi dufficio, che interpretano il gesto come una pazzia improvvisa, e raccontano anche le loro visite al manicomio. Poi, il punto di vista passa al collega e vicino di casa di Belluca che conosce il vero motivo della pazzia, perch conoscendo la vita privata di Belluca, conosce anche la sua situazione familiare drammatica, e sa che Belluca vive con una suocera e due sorelle cieche, accompagnate da nipotini insopportabili. Lui, unico lavoratore, costretto a fare un doppio lavoro. In fondo alla novella il protagonista stesso a confermare la diagnosi del vicino di casa. Si parla di relativismo, ossia una situazione in cui la verit assoluta non pu essere affermata, per la variet dei punti di vista. la prima volta in Pirandello, e per lui questa convinzione assume una forma di scetticismo, anche se non si tratta di scetticismo nichilistico, perch egli dice che la verit non si pu avere, ma non che non esista. Il fatto che esistano tre donne cieche un passaggio umoristico; se ne avesse avuta una sola, il personaggio di Belluca sarebbe stato patetico, ma avendone tre si parla di umorismo, in cui si mescolano elementi tragici ad elementi comici. Il titolo rimanda alla frase che Belluca dice dopo che si rifiuta di lavorare: la sera prima, dopo che Belluca aveva messo a dormire tutti, si era messo al lavoro e aveva sentito il treno fischiare. Il fischio del treno spezza una gabbia; il treno che fischia spezza la forma e fa emergere la vita. C qualcuno che ride La novella surreale. Lo stile molto diverso dal solito. Il titolo allude ad una riunione, anche se n il lettore n i personaggi coinvolti sanno cosa effettivamente essa sia, quale ne sia lo scopo e cosa succeder. Nellincertezza generale si diffonde la voce: c qualcuno che ride, e sembra ovvio che non si dovrebbe. La novella poi si concentra su un padre con due figli (il maschio era il maggiore e la ragazza la pi giovane). La novella si

85 conclude con una punizione, e colui che sembra lorganizzatore caccia fuori dalla sala i tre individui. Siamo ancora di fronte al rapporto forma e vita; le convenzioni della societ obbligano a presentarsi e a non ridere alla riunione. La ragazza, ridendo, rappresenta la vita, mentre la folla rappresenta la forma. Analizzando il testo, si pu notare come al massimo la gente sorrida, ma sembra che non sia possibile ridere. Il fatto che nessuno sappia il motivo fa emergere linsicurezza, e nessuno osa chiedere per non professare la propria ignoranza in merito. Perch non si pu ridere? I presenti, punendo chi ride, scaricano allesterno lincertezza che li contraddistingue; nella sala c ansia, e i presenti si sentono insicuri. La punizione uno sfogo, la paura diventa aggressivit. Tutto ci unallegoria della societ, e Pirandello dice che ogni societ basata su valori inesistenti, e lo sa bene, e come soluzione applica la violenza allesterno. Il riso , in s, innocuo, ma rischia di far crollare la societ nella sua debolezza. Tutto ci potrebbe essere unallegoria del fascismo, e ci contradditorio, vista la sua adesione. Accanto allaspetto surrealistico, potrebbero esserci degli elementi espressionistici (righe 15,16 Calvi inteschiati), visioni macabre, impressioni forti, aggressive, critiche contro le quali contrasta la visione della ragazza. La parola inteschiati non esiste; lespressionismo critica le convenzioni sociali con violenza, e per farlo contraddice anche le convenzioni linguistiche.

Il Fu Mattia Pascal (1904) Il romanzo usc a puntate sulla Nuova Antologia, e leditore Treves lo ripubblic intero; fu un successo per il pubblico, ma fu aspramente criticato dalla critica. In questi anni Pirandello scrive di pari passo opere retribuite e opere non retribuite; il Fu Mattia Pascal fu scritto per esigenze materiali. Pirandello in questo periodo scrisse anche Lesclusa e Il turno, maggiormente legati al modello del naturalismo. Il Fu Mattia Pascal invece un romanzo paradossale, surreale. Ci sar visibile nella seconda

86 parte del romanzo. Il romanzo diviso in 18 capitoli suddivisi in due parti (dal primo al sesto e dal settimo al diciottesimo). C essenzialmente un protagonista, aiutato da altri tre personaggi: Mattia Pascal, che vive nella Liguria contemporanea (anche se viene rappresentata genericamente), e parla della sua famiglia, rovinata dopo la morte del padre a causa della disonest di un amministratore. Dopo essersi cacciato in molti guai, costretto a sposarsi infelicemente. Lavventura di Mattia Pascal finisce per caso, perch lui, sul treno per tornare a casa dopo che era stato al casin di Montecarlo, legge il suo annuncio funebre. E si chiede che vantaggi avrebbe nel tornare a vivere a casa sua. Il settimo capitolo (Cambio treno) quello della svolta. Si propone di cambiare vita e per alcuni anni gira lEuropa e cambia nome, diventando Adriano Meis. Non ha una carta di identit ed completamente libro. Lui si innamora di Adriana, una figlia delluomo che gli affitta casa. Adriano Meis allora si accorge di aver fallito ancora e, lasciando bastone e cappello su un ponte, simula il suicidio. Nel diciassettesimo capitolo (Reincarnazione) torna a Miragno e trova che la moglie si era gi risposata e, rinunciando ad azioni legali, diventa il fu Mattia Pascal. Il romanzo si conclude con lui che porta i fiori sulla sua tomba. Il tema del romanzo, umoristico, limpossibilit di vivere una vita autentica; ci valido sia per Mattia Pascal che per Adriano Meis, che per il fu Mattia Pascal. C il bisogno inappagato di una vita vera, ma c anche linevitabilit della recita e della finzione.

Il fu Mattia Pascal Prima parte Il romanzo si apre con due capitoli che presentano ciascuno una premessa, il che segno dellossessione di Pirandello per un grande tema, quello del doppio. Nel fu Mattia Pascal ci sono vari indizi che rimandano a questa tematica. Il secondo significato della premessa il seguente : a parlare Mattia Pascal che, pre-

87 sentandosi come narratore, fa notare come il suo romanzo non insegni nulla, ossia, di fatto, esso il rovesciamento del romanzo di formazione; il narratore non sa neanche chi lui stesso, perch, dice, lo ha disimparato. I capitoli dal 3 al 6 sono una sezione farsesca del romanzo. La storia narrata in questi capitoli compare invariata in unopera teatrale, Liol. Mattia Pascal ha un amico molto timido che gli chiede di aiutarlo a corteggiare una donna e, in questo tentativo, Mattia Pascal si spinge troppo oltre, arrivando a mettere incinta questa donna. Mattia Pascal, dunque, si trova legato ad una donna non perch interessa a lui, ma perch interessa ad un altro; questo un evidente umorismo pirandelliano, dove tutto un po in autentico. Tra Mattia Pascal e la donna comincia una relazione, che si interrompe bruscamente perch la donna gli scrive di non volerlo pi vedere; in quegli stessi giorni Oliva, la giovane moglie dellamministratore Botta Malagna, va da Mattia Pascal piangendo perch il marito la vuole ripudiare perch non riesce ad avere figli [ la colpa, come si intuisce, proprio di Botta Malagna ]. Romilda, la ragazza incinta di Mattia Pascal, conoscendo la fortuna economica di Botta Malagna, si presenta, su suggerimento della madre, come la ragazza che saprebbe dare un figlio a Botta Malagna. Mattia Pascal poi penser addirittura che anche la fortuita gravidanza di Romilda sia stata in realt progettata proprio a quello scopo. Mattia Pascal aiuta Oliva mettendola incinta, ma poi costretto a sposare Romilda. Da Romilda nascono due gemelli, e la suocera di Mattia Pascal lo detesta perch egli le ha rovinato tutti i piani. Le consuocere, a loro volta, si odiano; uno dei bambini muore quasi subito, mentre laltro muore poco dopo, lo stesso giorno in cui muore la madre di Mattia Pascal ( un doppio lutto). I soldi che Mattia Pascal gioca a Montecarlo sono quelli che il fratello gli aveva mandato per la tomba della madre. Mattia Pascal lavora nella biblioteca del paese, che un luogo umoristico, pieno di libri antichi mangiati dai topi, che sono cos voraci da mangiare anche il gatto. Il romanzo nasce su invito di un prete,

88 don Eligio, che prega Mattia Pascal di raccontare a tutti la sua storia. C un confronto tra Svevo e Pirandello, perch in entrambi non c lo scrittore che incomincia a scrivere, ma un personaggio che scrive su invito o su richiesta. Questo il simbolo della crisi della funzione sociale dello scrittore. Il Fu Mattia Pascal Seconda parte Mattia, che ormai si chiama Adriano Meis, smette di girovagare e trova affitto a Roma in una casa privata. La famiglia affittuaria si chiama Paleari : il primo personaggio Anselmo, figura tipica del filosofo ridicolo, che umoristicamente dietro una parvenza comica dice cose serie, ed appassionato di occultismo. Quando Mattia Pascal, leggendo un articolo di giornale, suona il campanello della casa, Anselmo, credendo che fosse la signora delle pulizie, va ad aprirgli la porta in tenuta post-doccia. La filosofia di Anselmo si esprime in due momenti del romanzo, quasi casualmente : 1. Quando parla di Oreste e Amleto. 2. Quando parla della lanterninosofia. Laltro personaggio Adriana e a lei dedicato il decimo capitolo (Acquasanta e portacenere) che allude ad un particolare episodio. Appena arrivato Adriano Meis lei gli mette in camera unacquasantiera, ma Adriano Meis, che non religioso, una sera, fumando, spegne la sigaretta proprio nellacquasantiera. Adriano Meis, poi accortosi dello sbaglio, si scusa, e questo linizio della relazione. Lepisodio loccasione per un formidabile parallelo: Adriano Meis, parlando con Adriana, osserva che ci che capitato alla sigaretta e allacquasantiera lo stesso che capita a Roma, una volta splendida, e ora diventata un deposito di cenere. Questo il pi bellesempio di Roma moderna contrapposta a quella dannunziana. Adriana aveva una sorella maggiore, morta subito dopo il matrimonio, e Anselmo aveva un contenzioso con il marito Terenzio Papiano perch vuole riottenere, come la legge dice, la dote; Terenzio il cattivo del gruppo e pensa che per evitare la restituzione della dote deve sposare anche la seconda figlia di Anselmo. Ci mette in contrasto Terenzio

89 e Adriano Meis, ed anche il motivo per cui Adriano Meis capisce che la sua vita, cos com ora, ugualmente impossibile. La terza persona Silvia Caporale, altra ospite, ed la figura che pi da vicino ricalca la vecchia signora che si veste da giovane nel Saggio sullumorismo. La filosofia di Anselmo : 1. Una mattina Anselmo passa da Adriano e gli suggerisce uno spettacolo per la sera, una tragedia greca (lOrestea), fatta con le marionette. Anselmo, colto, osserva la stranezza del far recitare una tragedia classica con le marionette. Oreste il figlio di Agamennone e Clitemnestra, e Clitemnestra ha ucciso Agamennone per vendicare la morte di Ifigenia, pertanto Oreste sente il dovere di uccidere la madre e anche se lei lo implora di non farlo, lui porta a compimento la sua intenzione. Anselmo parla di cosa succederebbe se si squarciasse il cielo del teatrino, ossia (proseguendo con il ragionamento), se Oreste si distraesse e diventasse Amleto, ossia deve scegliere. Leroe classico agisce e pu agire, mentre leroe moderno si trova nellimpossibilit di agire. Questa una stravaganza umoristica, con riferimento a Copernico: leroe classico convinto ad agire, pur nella sua ambiguit, perch egli certo di vivere in un mondo ordinato e conoscibile (come diceva Tolomeo), mentre leroe tragico non pu essere sicuro perch vive in un mondo non ordinato, inconoscibile, perch Copernico ha sconvolto lidea di mondo. Pirandello considera Copernico uno dei filosofi fondamentali per capire la condizione delluomo contemporaneo, ossia una situazione contraddittoria, priva di certezze, in cui lazione diventa difficile. La stravaganza dei due occhi della marionetta che si volgono a vedere due cose diverse rimanda evidentemente allo strabismo di Adriano Meis.

90 2. La lanterninosofia, invece la seguente : Adriano Meis decide di correggere lo strabismo operandosi e deve stare molto tempo al buio. Un giorno Anselmo gli parla del concetto di buio e di luce. Lidea che la realt sia buia, incomprensibile, tuttavia ciascuno di noi, temendo il buio, si procura una lanternina che gli illumina solo lo spazio immediatamente attorno a lui. Per timore del buio, luomo si convince che la realt sia solo ci che vede: una critica allidentit, al suo concetto e anche alle filosofie e alle ideologie. Anselmo parla dellesistenza di lanternini, le religioni, le filosofie e le ideologie, che fanno un po pi luce delle singole lanterne, ma sono false. Il romanzo finisce quando Adriano Meis si rende conto che la sua vita impossibile, e allora simula il suicidio. Il seguito raccontato sopra. Uno, Nessuno, Centomila Questo il romanzo pi famoso e pi rappresentativo, ed un approfondimento sul tema della crisi di identit (il romanzo I vecchi e i giovani allude alla delusione per il Risorgimento, e allude ai vecchi che combatterono per lunit, e ai giovani che hanno dimenticato quei valori e quindi non riescono a comunicare. Viene evidenziato, in questo romanzo storico, il fallimento del risorgimento italiano nellanalisi del rapporto difficile tra vecchi e giovani). Il romanzo usc a puntate nel 1925, anno in cui il teatro era gi diventato laspetto pi importante della produzione pirandelliana, e ci si vede nelle numerose somiglianze con le opere. Il romanzo diviso in libri, a loro volta divisi in 65 capitoli brevissimi, e ci suggerisce la frammentariet dellidea di romanzo. Il tema della crisi non svolto in forma narrativa, ma di riflessione, infatti c pi filosofia che azione; in tutto il romanzo c ossessione per questo problema. Il protagonista Vitangelo Moscarda, ed un personaggio in cui il lettore riconosce la specularit rispetto alle idee dellautore. figlio di un banchiere

91 morto poco tempo prima, in unimmaginaria cittadina di provincia (Ricchieri), e Vitangelo vive agiatamente con la moglie Dida. Il romanzo si avvia con Dida che fa notare al marito come il suo naso penda da una parte e da qui Vitangelo capisce che la sua identit una cosa molto pi problematica di quanto pensasse. Pirandello mostra come la stabilit delle nostre certezze possa essere distrutta da cose banali. Ciascuno di noi ha tante identit quante sono le persone che lo vedono, e ci diventa unossessione. La storia il continuo tentativo di distruzione della propria identit. Mentre Mattia Pascal, uscito dalla sua identit, ne crea subito unaltra, Vitangelo discute tutte le identit e le distrugge. Mentre il Fu Mattia Pascas si chiude con un ritorno, Uno, Nessuno e Centomila, un romanzo chiuso che non torna mai indietro. Vitangelo comincia a occuparsi della banca del padre e si propone di donare in beneficenza la banca intera e ci lo mette in conflitto con la moglie che rappresenta il mondo borghese. La svolta drammatica si verifica quando Annarosa, amica della moglie, lo mette in contatto con un vescovo per aiutarlo in questa operazione di beneficenza. In un momento di intimit, Annarosa spara a Vitangelo e, in seguito, ci sar un processo dove Vitangelo, per evitare che la donna sia condannata, simula di essere insano di mente ( infatti vestito con il camicione a righe da ospizio, che era stato precedentemente costruito proprio con i suoi soldi). Vitangelo dice che in ogni istante la sua vita coincide con la vita di chi gli sta intorno, pertanto non ha pi una sola identit. un po la stessa idea, in positivo, della lanterninosofia di Anselmo Paleari ( anche vicino al panismo dannunziano). Si parla anche di misticismo, perch Vitangelo alla fine esprime una visione del mondo religiosa e irrazionale. La seconda parola chiave la proposta : la visione di Vitangelo propositiva e costruttiva, al contrario di quella demolitrice di Mattia Pascal. Il teatro di Pirandello

92 Pirandello, nato come narratore, nutr a lungo nei confronti del teatro una forte diffidenza; riteneva che, rispetto ad un romanzo, unopera teatrale passasse dallautore, al regista, agli attori, ecc. e perci determinasse un travisamento delle intenzioni dellautore (ci importante perch lultima opera teatrale di Pirandello il rovesciamento di questa paura, perch lautore potrebbe non esserci [lopera 6 personaggi in cerca dautore]). A creare simpatia di Pirandello verso il teatro fu il teatro dialettale siciliano, meno famoso ma di ottimo livello (con gli autori/attori Nino Marcaglio e Angelo Musco che, pur scrivendo in dialetto, facevano tournee mondiali). E cos Pirandello cominci a comporre opere questi autori (Il berretto a sonagli e Pensaci Giacomino!). Intorno al 1915 si apre la prima fase grottesca e umoristica del teatro di Pirandello. C un confronto tra le opere umoristiche di Pirandello e quelle europee contemporanee (i drammi borghesi) [ Ibsen, Strindber ] che parlano della vita familiare europea. Il dramma borghese quasi un ossimoro, perch il dramma era sempre aristocratico, mentre alla fine dell800 si parla anche della borghesia; pertanto, non sono pi personaggi eccellenti ed eroici. Pirandello svuota il dramma dallinterno, ossia forza queste situazioni fino a renderle assurde e cio fa perdere la verosimiglianza.

Cos (se vi pare) C il tema del relativismo conoscitivo, ma il narratore della noella parte dal presupposto diverso, perch ritiene che la verit sia superabile. Dopo un terremoto, che ha distrutto la sua citt, il sig Ponza arriva a Valdana, che ha preso un appartamento in affitto in periferia (Pirandello evidenzia lo squallido ed enorme palazzo), e trova impiego come assistente nella prefettura. Il problema che arriva anche la suocera, la signora Frola, che vive in un secondo appartamento affittato in centro dal signor Ponza. Il sospetto nasce perch la suocera non pu mai incontrare sua figlia (tra di loro comunicano tramite un cestino collegato con una car-

93 rucola). Posta la premessa, gli abitanti simpatizzano con la signora Frola e criticano il signor Ponza, anche se la suocera loda sempre e comunque il suo genero. La prima svolta si ha quando il signor Ponza si presenta per fare una dichiarazione spontanea nel salotto della moglie del prefetto; dapprima egli si irrita al sentire che tutti sanno che lui evita che la moglie eviti di vedere sua madre, e cos sembra accentuarsi laspetto violento del signor Ponza (anche a causa del suo aspetto fisico, piuttosto burbero). Egli rivela che in realt sta compiendo un gesto di generosit, perch lattuale moglie del signor Ponza non pi la figlia della signora Frola (che sarebbe morta), ma questultima, impazzita per la notizia, continua a vivere come se nulla fosse stato e intimamente convinta che il lutto non ci sia mai stato. Il signor Ponza appare generoso perch paga due affitti e perch salva la vita della ex-suocera. Ci un aspetto molto umoristico. Il dramma va avanti proponendo un ribaltamento ancor maggiore, perch anche la signora Frola si presenta per riferire la propria verit; questo il momento teatralmente pi intenso della storia, perch la gente pensa che a parlare sia una pazza. La signora Frola dice di conoscere bene la versione raccontata del signor Ponza, ma dice anche che ci non vero perch non c stata nessuna morte, bens solamente un incidente, in quanto il marito, gelosissimo e possessivo, avrebbe addirittura causato il ricovero della moglie. La signora Frola afferma dunque che questo fu un trauma tale per il signor Ponza che egli si autoconvinse di essersi sposato una seconda volta. (In pratica i parenti avrebbero aiutato a mettere in scena questo secondo matrimonio). Alla gente sembra impossibile trovare la verit; si indaga, ma Pirandello spietato nel deridere la pretesa ingenua di cercare la verit nei documenti; una cosa ingenua dal punto di vista filosofico, perch trascura la complessit della realt, ed crudele dal punto di vista morale, perch la gente cerca di penetrare nella vita di due persone che evidentemente hanno avuto e hanno tuttora dei problemi e che cercano, evidentemente, di superarli e

94 di sopravvivere a loro. Il dramma finisce con la convocazione della signora Frola in Ponza (la moglie) che, al momento di presentarsi in scena, ha un velo nero e risponde affermativamente alle domande di entrambe le fazioni; infine, a chi le chiede Chi sei?, risponde Io sono colei che mi si crede. Si ha una ripresa dei concetti di Uno, Nessuno, Centomila. Sei personaggi in cerca dautore Si passa dal teatro umoristico al teatro nel teatro. La prima fu nel 1921, ma gi nel 1917, scrivendo al figlio, Pirandello accenna ad un lavoro tratto da 3 novelle con il tema del conflitto tra lautore e i personaggi che vi si ribellano. La prima rappresentazione (nel teatro Valle a Roma) fu un fiasco totale, ma unaltra rappresentazione al teatro Manzoni di Milano fu un grandissimo successo che subito dopo divenne mondiale. Questopera diventata il capolavoro dellavanguardia teatrale del Novecento. Per avanguardia si ritiene unopera che non modifica solo i temi, ma anche il linguaggio teatrale stesso. Rispetto ad un pubblico tradizionalista, la novit causata dallinizio dello spettacolo, che presenta un sipario illuminato e aperto (rispetto alla solita sala buia), dove le scene hanno un aspetto provvisorio, con macchinisti al lavoro, con macchinari teatrali visibili, e in cui gli attori si muovono liberamente in platea come se lo spettacolo non fosse mai cominciato. Si rompe, dunque, la linea che separa la finzione teatrale dalla realt del pubblico. Pirandello mette in scena delle prove teatrali. Lopera che gli attori dovrebbero mettere in scena Il gioco delle parti, di qualche anno prima. Tutto crea sorpresa, soprattutto quando sei personaggi arrivano dal fondo della sala e vanno verso il palco; sono sei personaggi che uno scrittore ha ideato senza portare a termine il suo lavoro. Il capocomico cerca di rispedire maleducatamente i personaggi fuori dalla sala, ma questi insistono e viene loro concesso di rappresentare la loro storia, che una storia romantica, piena di tradimenti, adulteri e disgrazie. C una coppia con un figlio (da notare che i nomi dei per-

95 sonaggi non esistono, perch lautore non li ha indicati); la moglie ha unamante (esterno ai 6), con il quale va a vivere e con il quale avr tre figli (i cui nomi sono la figliastra, il giovinetto" e la bambina). I personaggi dapprima raccontano, poi, a pezzi, rappresentano in scena le vicende. La nuova famiglia creatasi era rimasta allinizio a vivere nella stessa citt ma poi si era trasferita; lamante muore e la moglie, date le gravi difficolt economiche, deve tornare nella vecchia citt. La figliastra costretta a prostituirsi dietro lapparenza di un lavoro da sarta da Madama Pace; il padre, in quel negozio, rischia di mettere in atto un incesto, se non fosse intervenuta la madre con un urlo ad interrompere il tutto prima che avvenisse il fattaccio. La famiglia torna a vivere insieme. Il capocomico decide di rappresentare questa storia e per questo motivo chiama uno scenografo; allora gli attori terminano di provare Il gioco delle parti e provano questa storia. Quando i veri personaggi vedono se stessi impersonati da altri, scoppia il finimondo perch i personaggi si sentono traditi e gli attori si sentono offesi. Dietro ci, c lampio tema dellincomunicabilit, e il padre-personaggio, portavoce dellautore (Pirandello) dice che ognuno di noi ha un mondo di cose che, dette a parole, non possono non essere travisate da un altro che le ascolta e che, per, ha un mondo tutto suo. In realt, il tema pi profondo non tanto quello vissuto dai personaggi (il padre tormentato dai sensi di colpa, la madre ha subito un trauma), ma il vero dramma irrappresentabile perch sono confusi i confini tra realt e fantasia; infatti, il racconto vero quello gi detto, anche se poi c anche qualche fatto nuovo (ad esempio, la bambina che muore annegata nella vasca del giovinetto, e il suicidio del giovinetto stesso). Il testo, nello sconcerto di tutti, si conclude dopo aver sentito lo sparo del giovinetto e gli attori che dicono Tranquilli, fantasia, mentre i personaggi dicono : Altro che fantasia! realt!. C una profonda tematica della confusione. Enrico IV

96 la storia del re medievale che si scontra con il pontefice, viene scomunicato, e rimane parecchi giorni inginocchiato nella neve vicino alla fortezza di Matilde di Canossa. In realt questa vicenda storica non il vero tema; siamo infatti nel 1900, forse in Umbria, e una compagni di giovani amici si traveste, per Carnevale, da personaggi medievali. Tuttavia, dopo la festa, vanno a fare una cavalcata e il giovane travestito da Enrico IV cade e subisce un trauma, perch poi crede di essere sul serio Enrico IV. Passano ventanni, e lui ancora in quella situazione, recluso dai parenti e dagli amici in una villa arredata appositamente per sembrare, ad un pazzo, una reggia medievale. Ci aveva per la famiglia un enorme costo economico, perch venivano pagate delle persone per atteggiarsi e vestirsi in maniera medievale. Anche qui giusto parlare di teatro nel teatro. La sorella di Enrico IV muore, convinta che dopo tanti anni di cure suo fratello fosse guarito. Il dramma il tentativo di un medico per far guarire Enrico IV; questo medico crede che il (non pi) giovane non percepisca lo scorrere del tempo. Per dare al matto limpressione del tempo che passa, il medico crede di potergli metter di fronte limmagine della donna che amava allepoca della festa, assieme alla figlia che, per combinazione, quasi identica, cos lui dovrebbe guarire. La donna del quale si era innamorato si chiama Matilde, e 20 anni prima era vestita da Matilde di Canossa. Ora, dice il medico, deve travestirsi da Adelaide, la suocera di Enrico IV, mentre la figlia (reale) di Matilde, avuta dal rivale in amore di Enrico IV (Tito Belcredi), dovr vestirsi come sua madre di ventanni prima, ossia da Matilde di Canossa. Lidea del dottore quella di fare uno scherzo a Enrico IV, ossia di togliere il quadro di Matilde di Canossa (la Matilde attuale di ventanni prima), e al posto della tela mettere la foto di sua figlia (Frida), per creare una forma di shock a Enrico IV. Il dramma si verifica quando questi personaggi entrano in scena, e nello stesso tempo i consiglieri di Enrico IV si accorgono che lui non pi matto (era infatti ben 8 anni che fingeva). Il dottore vuole curare un matto che in realt matto non . Nel finale, i visitatori entrano nella sala e la terapia sembra funzionare, perch Enrico IV si spaventa davvero e i visi-

97 tatori si convincono di avere avuto successo; a poco a poco, per, emergono le tensioni della compagnia di ventanni prima e si capisce che Enrico IV era caduto perch Belcredi aveva speronato il suo cavallo. Quando Enrico IV fa notare che egli non avrebbe alcun vantaggio a tornare nella vita normale, abbraccia Frida e Belcredi cerca di impedirglielo; Enrico IV ordina ai consiglieri di bloccarlo e, per errore, con una spada di lamiera lo ferisce realmente. Enrico finge di essere pazzo e quindi di risepararsi dalla vita; Enrico capisce la vita ma non la vive.

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Poesia Italiana del 900


C un rinnovamento della poesia italiana nei primi decenni del ventesimo secolo ad opera della generazione di poeti successiva a Pascoli e dAnnunzio, nati quasi tutti negli anni 80 e che morirono in massa durante la Prima guerra mondiale, molto giovani; sono dunque fenomeni culturali morti sul nascere, ma che contribuirono al notevole cambiamento. Si parla, essenzialmente, di tre esperienze principali : la poesia crepuscolare, la poesia futurista, e la poesia vociana (legata alla rivista La voce). Lesigenza di un rinnovamento si vede nel fiorire del numero di queste riviste. La poesia crepuscolare Il termine di crepuscolarismo fu usato per la prima volta dal critico Borgese nel 1910, quando scrisse un articolo su questi poeti e osserv come essi si ripiegassero rispetto a Pascoli e DAnnunzio. Sono lultima luce (il tramonto, il crepuscolo) di un grande sole poetico avuto con i due autori gi citati; a ci, il critico aggiunge anche latteggiamento di malinconia espressa dal tramonto. I poeti da un lato si pongono in contrasto con dAnnunzio, ma dallaltro ne recuperano alcuni valori. Borgese, tuttavia, non aveva ancora capito la ventata di novit da essi portata. Chiave di volta del movimento lincertezza della funzione del poeta (DAnnunzio era il poeta vate, Pascoli era s un fanciullino, ma attraverso lui si poteva giungere allassoluto). Questi poeti si sentono gi vecchi e sono convinti di non avere niente da dire e, addirittura, si vergognano di essere poeti : ne deriva labbassamento stilistico, la scrittura di poesia dallandamento discorsivo, lavvicinamento alla prosa, il rifiuto del linguaggio aulico. Ne deriva anche lironia, dato che questi poeti non hanno fiducia in alcuna filosofia o ideologia, n in se stessi. Ci sono poesie dedicate a temi quotidiani, di grigiore assoluto, che erano da un lato comuni a DAnnunzio e Pascoli, anche se se in questi ultimi tali temi erano destinati ad essere riscattati.

100 La signorina Felicita Guido Gozzano Questa poesia, capolavoro di Gozzano, ha un forte carattere discorsivo, ed in forma di ricordo. Gozzano di Torino, citt culturalmente morta, e ama il suo provincialismo e la sua malinconia; trascorse molto tempo nel Canavese, luogo dove ambientata questa poesia. Chi parla un avvocato di Torino, malato di tisi (come Gozzano), che destate frequenta la campagna canavese e incontra una ragazza ( una storia damore mai sbocciata). Questa poesia il resoconto degli incontri, che sono fantasticherie sulle avventure che avrebbero vissuto insieme. Laspetto pi appariscente la distanza abissale tra la donna dannunziana e la bruttezza mediocre della signorina Felicita; gi lattributo signorina indica una donna non sposata e di una certa et. Nel testo c unepigrafe che spiega che questo ricordo stato scritto il giorno dellonomastico della donna; la poesia fu scritta nel 1911. In Gozzano labbassamento del tono ottenuto con laccostamento di prosa e pezzi di tradizione letteraria (le schegge) con effetto di contrasto. Si ha limpressione che elementi incompatibili si scontrino tra loro creando scintille. La poesia di Gozzano fatta di cose. Lavvocato va in campagna a curarsi, e la ragazza cerca di convincerlo che la malattia in realt non esiste. La poesia Futurista Il Futurismo la prima avanguardia storica (per avanguardia storica si intende una corrente artistica dei primi decenni del Novecento che si propongono un radicale cambiamento delle arti, cio vogliono creare unarte completamente priva di riferimenti alla vita borghese). Il Futurismo nasce in Italia, con il manifesto del 20 febbraio 1909 (da notare come le avanguardie storiche siano movimenti in cui la teoria prevale sulla pratica, perch altissima la volont di rottura e distacco). Ci furono grandi enunciazioni di progetti non sempre seguiti da unattuazione pratica, e spesso accade che il capolavoro sia il manifesto stesso. Filippo Tommaso Marinetti pubblic il manifesto, a pagamento, in una pubblicazione parigina; la parola futurismo contiene una critica esplicita

101 allarte del passato, perch non si cura della vita, che invece tesa al futuro. Larte passatista roba da museo. Allaghiamo i musei. Larte piena di frenesia vitale; il futurismo, inoltre, vuole cancellare il sentimentalismo (uccidiamo il chiaro di luna!), mentre si deve concepire una vita meccanica, naturalistica, biologica, che si manifesta nella simpatia per la novit tecnologica: questa unimmensa differenza dai poeti del passato che, a parte qualche eccezione secentesca, si sentivano assai diversi dalla loro contemporaneit. Una delle parole chiave aggressivit: larte futurista temeraria, aggressiva ed ama la potenza e la violenza. Unaltra premessa il fatto che i futuristi si proponevano il rinnovamento delluniversalit della vita; sono artisti a tutto campo, convinti che il rinnovamento dovesse riguardare tutte le arti figurative. Il futurismo si sviluppo anche in Russia (con V. Majakovskij e Maleviel). Ci furono tanti manifesti quanti erano gli ambiti da rinnovare (manifesto della pittura futurista, della cucina futurista). Manifesto tecnico del Futurismo Il risultato del manifesto tecnico del futurismo la parolibera. In tale manifesto Marinetti afferma che si deve rinunciare alla sintassi, la struttura razionale che ingabbia la mortalit: conseguentemente si ha labbandono della punteggiatura, delle concordanze, delle congiunzioni, della coniugazione verbale, degli elementi dal valore logico; gli aggettivi devono esprimere qualit e sostanza. Intanto, il poeta deve occuparsi della forma grafica, e gli permesso scrivere parole con caratteri diversi, con inclinazioni diverse; il poeta pu utilizzare notazioni algebriche e musicali. Il libro futurista un oggetto nuovo, fatto non solo di carta, e con dimensioni e forme ben diverse da quelle standard. Larte futurista diversa. Larte futurista collettiva (nella Sintesi futurista della guerra ci sono 5 nomi [Marinetti, Boccioni, Carr]). Larte futurista sintetica. Ci che va perso con labolizione della sintassi la consequenzialit delle cose, mentre la poetica futurista simultanea (come la vita). Il futurismo cova unaggressivit anche politica, ed esso prospera anche sotto il fascismo; i veri

102 rapporti sono, per, ambigui, perch il futurismo divent larte ufficiale del fascismo (simile per lesaltazione della violenza e per lo slancio verso il futuro), anche se il futurismo poi perse i suoi aspetti eversivi. La Poesia Vociana e le Riviste del primo 900 La rivista pi importante si chiamava La Voce e, come tutte, dur pochissimo. La Voce usciva a Firenze, che riassumeva, allepoca, il luogo di capitale culturale. I due nomi principali sono quelli di Giuseppe Prezzolini, fondatore e anche direttore, e Giuseppe De Robertis, in contrasto tra loro. Prezzolini voleva che la rivista si occupasse non solo di letteratura, ma anche di problemi attuali, mentre De Robertis voleva una rivista rigorosamente letteraria. Il dibattito fu animato con la pubblicazione di libri e facendo convegni; diede vita a una casa editrice. La Voce ebbe due meriti : sprovincializz, come molte riviste, la cultura italiana; promosse il gusto del frammento, ossia la poesia non pi come poema strutturato, come forma armonica, ma come frammento. uno specchio della visione della realt, che rifiuta la possibilit e la pretesa di conoscenza universale della realt. I vociani erano tutti antipositivistici. Un poeta che scrive frammenti inevitabilmente guadagna in autenticit e onest. Per i Vociani dAnnunzio e i romanzieri sono inautentici, perch cercano una totalit irraggiungibile. Lestetismo dAnnunziano , invece, un gioco. Ci sono vari poeti importanti : Rebora, Campana (tipica figura del poeta maledetto), Piero Jahier (poeta soldato), Boine, Michelstaedter, poeta filosofo suicida giovanissimo. Clemente Rebora importante perch : 1. Pu essere accostato a Ungaretti come poeta della Prima Guerra Mondiale. 2. uno dei maggiori espressionisti italiani. 3. il maggior poeta religioso. Viatico

103 La poesia si riferisce ad una situazione tipica, quella di un ferito moribondo che si trova nella fascia di terra di nessuno tra una trincea e laltra. Questa situazione simile a quella di Veglia di Ungaretti, che esprime una situazione analoga, in cui per si riesce a recuperare il ferito e per tutta la notte il poeta stato accanto al morente. Di questa poesia ci interessa il finale, in cui Ungaretti non pu alzarsi per non morire e deve restare accanto al morente. Il poeta dice che dopo una notte del genere lui si sentito pieno di vita. Rovescia il male estremo in bene estremo, con la creazione di tante lettere piene damore. Dalla morte Ungaretti fa sorgere parole. La poesia di Rebora manca di ci, si conclude con uninvocazione al silenzio del morente. Per Ungaretti dallesperienza della guerra nasce la poesia, mentre per Rebora la poesia sulla Prima Guerra Mondiale esprime proprio il fatto che non c nulla da dire. una poesia piena di violenza, dove anche la lingua subisce violenza. Linvocazione O ferito finisce con lasciaci fratello. Ci sono dei versi frammentati in mezzo alla poesia. Il grazie finale ben diverso da quello di Ungaretti. A conferma della diversa idea di Guerra Mondiale,Ungaretti pubblic il suo libro, mentre Rebora lasci inedite le sue poesie.

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Umberto Saba
Saba non il suo vero nome; ci importante perch in Saba centrale il problema dellidentit: lui sentiva di avere unidentit scissa, anche dal punto di vista religioso, avendo padre cattolico e madre ebrea, ed essendo nato a Trieste, citt dalla duplice cultura. Anche la famiglia era separata al momento della sua nascita, in quanto il padre era andato via e Saba lo incontr solamente 20 anni dopo; la madre, per lavorare, mise il figlio a balia, e Saba per tre anni visse in casa di contadini sloveni (la balia si chiamava Peppa Sabaz): alla fine di questo periodo, la madre lo rivolle con s, e questo fu un trauma per il piccolo Saba. La madre, infatti, era una donna ferita, che si lamentava continuamente, sofferente e disperata, arrabbiata con quellassassino di suo padre. Ci cre in Saba un enorme e precoce senso di colpa che egli sentiva perch, in quanto maschio, credeva di somigliare al padre. Saba ebbe dunque una madre di gioia e una madre di dolore, che sono allorigine del suo male interiore e di tutta la sua poesia. Saba, facendo nascere la sua poesia da questa ispirazione, un poeta fuori tempo, slegato da ogni cultura poetica e letteraria novecentesca; questa fu unestraneit subita, vista la sua nascita in una citt provinciale, ma poi voluta: quando Saba ebbe la possibilit di assimilare questa nuova cultura (soggiornando a Firenze), la rifiut deliberatamente per due aspetti : il primo il rifiuto della forma e dellidea di linguaggio (per la poesia del Novecento la parola deve evocare mondi misteriosi, ossia non strumento di comunicazione ma solo di evocazione, mentre per Saba la parola uno strumento di comunicazione, un contatto con la realt e con i lettori) ; in secondo luogo, la poesia del 900 (Vociani soprattutto) vuole essere un contatto con le grandi vicende della storia e della realt, mentre Saba vuole una poesia che sia il resoconto di unesperienza personale. La poesia una confessione, e Saba convinto che appunto la confessione, se onesta, possa avere valore universale.

106 Onest una delle parole chiave di Saba (dopo identit e rifiuto del 900); c dunque la contrapposizione tra la sua onest e la disonest della poesia di dAnnunzio. Saba scrisse solo il Canzoniere, titolo quasi provocatorio per indicare una raccolta poetica anti-tradizionalista con un nome che richiama Petrarca. La poesia di Saba per concepita come quelle classiche, anche nella forma. Il Canzoniere una raccolta di tutti gli scritti di Saba, ed egli voleva registrare tutta una vita e, in questo senso, racchiude poesie da lui ritenute brutte (per onest, ma anche per il fatto che, per sua stessa ammissione, le poesie brutte contribuivano a rendere pi belle le poesie degne). Nel Canzoniere c un criterio non estetico, ma morale, psicologico, esistenziale. la registrazione di una confessione; ci, a dire il vero, non fu proprio seguito alla lettera. Saba non divise il Canzoniere in sezioni, ma lo concep come un romanzo. I due temi principali del canzoniere sono la moglie e Trieste. A mia moglie Saba si era appena sposato, la moglie era appena andata a fare la spesa, e la cagna guard Saba in un modo che ispir la poesia. La moglie si offese. Partendo dalla fine, provvida formica: nella poesia c uno sguardo infantile. Tale impressione confermata dal paragone con la gallina. evidente un riferimento fanciullesco, perch solo il bambino vede la gallina come simbolo di fecondit, di cura, di dedizione che vede anche nella madre. Questa prospettiva infantile ricorda Pascoli e il Fanciullino, anche se Saba rifiutava dichiaratamente tale modello. Infatti, se Pascoli regredisce rinunciando alla ragione e guardando le cose irrazionalmente, Saba regredisce a cose anche imbarazzanti, ma lo fa senza perdere la ragione, quindi affiancando il bambino alladulto. Questa una poesia damore, in cui si confronta lamata con animali: lapparente tradizionalismo distrutto subito con cambiamenti sconcertanti, perch Saba utilizza i pi umili animali domestici (al posto dei comuni animali selvatici); in secondo luogo, se classicamente nel verso tu sei una cerbiatta lattenzione maggiore posta nel tu, e lanimale solo un mar-

107 ginale termine di paragone, in Saba lattenzione riservata alla moglie in quanto femmina animale con istinti animali. Al verso 14, il Dio di cui si parla il Dio natura, che determina gli istinti animali. Nella prima strofa si presenta uno schema che si ripete: nella prima parte c sempre un paragone; poi, c una parte in cui si caratterizza lanimale e in una terza parte (dal v.18) si racconta un piccolo episodio. Questo significativo : questa poesia ha una forma nella quale si scontrano due modelli, quello di dAnnunzio (Alcyone, per la forma, la lunghezza dei versi, le scelte retoriche, i versi brevi, gli enjambements, le ripetizioni di parole, gli effetti sonori, le inversioni), ma, a differenza di questo modello, dove vale limprevedibilit, questa poesia ha una schematicit e una regolarit presente nelle poesie religiose medievali (come Il cantico delle creature, con il Tu sei come). Saba avrebbe detto che con la sua regolarit questa poesia voleva proprio suggerire la religiosit. una poesia infantile e religiosa. Alla fine si trovano le figure dellape, della rondine e della formica. Gli animali della parte iniziale sono animali femmine, mentre gli ultimi non vengono scelti per la loro identit sessuale, ma per la loro vita sociale. Sono animali socievoli, familiari. I versi 18/24 sono impostati su scelte linguistiche molto elevate. In questa poesia la bellezza deriva dal contrasto tra il linguaggio e i pollai. Se la moglie si lamenta, vuol dire che agisce in questa poesia un tema psicologico, quello della donna che si lamenta, forse psicanaliticamente identificata con la madre. La capra In questa poesia c un confronto tra la semplicit quasi provocatoria del tema e la nobilt del significato. La poesia dice che il poeta si trovato davanti a una capra legata, della quale il poeta per scherzo imita il verso, ma poi il poeta coglie significati nascosti che neanche immaginava. Le parole e gli aspetti sintattici che esprimono profondit sono vari : a livello sintattico, il verso 5 [ uguale belato significa sia la monotonia, ma anche la somiglianza tra il lamento dellanimale e quello delluomo.] ; anche fraterno al mio dolore un altro modo elevato; altri elementi so-

108 no la parola celia, il tempo imperfetto con terminazione in -a alla prima persona, il verbo querelarsi. Anche gli aspetti fonetici, come linsistenza di -a, indicano il disagio (tramite lassonanza); altri sono lenjambement ai versi 3 / 4, 5 / 6, 6 / 7, 9 / 10. Una capra dal viso semita utile per spiegare i rapporti di Saba con lebraismo : Saba era ebreo. La poesia venne poi letta come presentimento, ma Saba non alludeva affatto alla discriminazione, ma voleva utilizzare un aggettivo umano sugli animali. Egli voleva ancora una volta esprimere la somiglianza tra uomo e animale. Il suo rapporto con lebraismo si esprime in tre punti : Saba scrisse dei racconti in prosa che ricostruiscono la vita degli ebrei nel ghetto ebraico in maniera un po fiabesca. Saba sub linfluenza di Otto Weininger, giovane filosofo ebreo tedesco suicida giovanissimo, che scrisse Sesso e carattere, dove indica il carattere ebraico come debole per natura. Questo libro fu tradotto presto ed ebbe notevole successo in Italia presso gli ebrei, alimentando il cosiddetto odio di s ebraico comune tra molti ebrei. Saba spesso si ricollega a questa idea. Lebraismo di Saba era di fatto quello della madre, quindi legato ad un rapporto conflittuale, che si manifest nel conflittuale rapporto con lebraismo. Citt Vecchia e Trieste Queste sono poesie gemelle dedicate a Trieste, protagonista assoluta del Canzoniere. La prima poesia emblematica dellidentit fragile del poeta, della difficolt del poeta, della sua volont di sentirsi come gli altri, ma anche dellossessione di essere diverso dagli altri. La prima poesia il resoconto di una passeggiata, la seconda del ritorno a casa: due cose normali e quotidiani. Ci sono due parole, ai versi 9 e 10 [Scontrosa Grazia], che riassumono i temi della poesia (la volont di adesione al gruppo e il senso di esclusione). Da questo nucleo deriva tutto il resto, perch la poesia mantiene questo tema. La prima strofa

109 costituisce una piana descrizione del tema, e qui si nota gi lantitesi tra tutta la citt (che esprime il senso di possesso) e un cantuccio in cui solo siedo (esclusione). La seconda strofa, al v.10 si parla di un ragazzaccio aspro e vorace: il ragazzo rientra spesso nelle poesie di Saba, e in lui c una repressione di impulsi omosessuali. Negli ultimi anni di vita Saba scrisse il romanzo Ernesto in cui descrive autobiograficamente un precocissimo impulso omosessuale. Poi, ai versi 12 / 13 la rima fiore / amore venne usata da Saba in anni successivi come manifesto della sua poesia, che non ha paura di osare cose semplici, che agli altri sembrano scontate e non degne. Usare questa rima segno per Saba di onest. Ai versi 20 / 22 c lossimoro laria strana e natia, che la visione di Saba (laria natia non dovrebbe essere strana). La Citt vecchia il nome proprio del quartiere pi italiano di Trieste. il quartiere dove si trovava la casa della madre di Saba; ci una conferma del tema dellidentit. C una tensione tra la semplicit tematica e laltezza di alcuni personaggi; il poeta passa attraverso il quartiere malfamato. Ai versi 3,4,7 c linversione, simbolo dellinnalzamento dello stile. C un ossimoro ai versi 9 e 10 (Linfinito nellumilt), perch lumilt simbolo di piccolezza e semplicit. Anche le rime (Signore, dolore, amore, fuggitore). Per Saba il massimo di autenticit e vita sta nel massimo di semplicit, di corruzione, di degrado.

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Giuseppe Ungaretti
Oggi considerato, assieme a Montale e Saba, un classico della poesia novecentesca. Nel 900, il canone (lelenco dei poeti classici) ancora soggetto a variazioni. Ungaretti conosciuto principalmente come poeta della Prima Guerra Mondiale, ove egli pi legato alla sperimentazione. Le raccolte successive sono pi tradizionaliste. Particolare attenzione pu essere dedicata alla prima parte della sua vita : egli nasce nel 1883 ad Alessandria dEgitto da emigranti italiani. Essendoci una numerosa comunit italiana, egli crebbe come italiano anche se, poeticamente parlando, Ungaretti ricorda Alessandria dEgitto solo per il deserto. Lesperienza del vuoto la prima esperienza poetica di Ungaretti, cos come al centro dellesperienza poetica vi sar laspro territorio del Carso. Nel 1912 Ungaretti va a Parigi, inseguendo la sua vocazione poetica, ove incontra le avanguardie storiche e anche la grande poesia simbolista (come Apollinaire, uno dei primi poeti a sperimentare la poesia figurata [scrisse i Calligrammi]; Baudelaire, padre della poesia moderna). Il terzo luogo lItalia, dove arriva come interventista volontario; questo , ancora, un fatto di identit. Ungaretti cerca se stesso, e larruolamento un modo per sentirsi italiano, e per sentirsi membro di un gruppo. Da ci nasce da sua grande poesia. Ci sono due cose essenziali: Bench fosse interventista volontario, se si confrontano le sue poesie con quelle di altri interventisti volontari, si nota lesistenza di un confronto tra la insopportabile retorica degli altri e la semplicit, la drammaticit, lautenticit delle poesie di Ungaretti. La Prima Guerra Mondiale, con limpatto tremendo avuto sul mondo (in qualit di prima guerra tecnologica), provoc in Ungaretti uno shock tale da legittimare lesperienza avanguardista. Le avanguardie sono distruzione della poesia, la guerra distruzione della realt: ci si concilia. In altre parole, il mondo disumano della guerra

112 giustifica linaudita distruzione poetica futurista. La distruzione futurista, assume, con Ungaretti, uno scopo. Il libro di poesia di Ungaretti nasce nel 1916, quando lui in guerra. La prima edizione (di 3) si intitola il Porto Sepolto, pubblicato a Udine. Il porto sepolto un titolo dal forte valore simbolico e ricorda un aneddoto della giovent (due amici francesi gli dicevano che nuotando a lungo, si sarebbero trovati dei relitti di un porto sottoterra esistente prima che Alessandro Magno fondasse la citt). Questo titolo assume a un movimento di immersione e emersione, ossia lidea che il poeta sia la persona con la capacit rara di andare pi in profondit rispetto agli altri, portando alla luce qualcosa che c stato ma di cui si persa ogni traccia. Il porto sepolto un evidente manifesto del simbolismo e dellavanguardismo, privo di punteggiatura e formato da versi liberi. Tutte le poesie della raccolta sono legate a un momento preciso. C un uso misterioso della parola, che la poesia fa riemergere. Ci sono vari riferimenti simbolici : i primi 3 versi sono un riferimento ad Orfeo (che scende e poi riemerge dagli Inferi). Nel verso 2, dicendo torna alla luce Ungaretti dice che per essere poeti bisogna rinascere come tali, una seconda volta. I suoi canti non vuol dire la poesia che il poeta ha scritto, ma le poesie che parlano di lui, della sua nascita. E li disperde un ricordo della sibilla di Cuma. Si riferisce alla misteriosit della poesia. La seconda parte fatta da antitesi (mi resta quel nulla). La poesia parla del rapporto tra ci che non c e ci che stato (le tracce). Allegria dei Naufragi (1919) e Lallegria (1931) Nel 1919 la seconda edizione si chiama Allegria di Naufragi. Questo un ossimoro riferito alla guerra (il Naufragio). Ungaretti dice che la poesia di fronte al male estremo pu fare emergere un elemento positivo (da vedere il confronto con Rebora). un confronto tra un poeta simbolista (Ungaretti) e uno espressionista

113 (Rebora). In Ungaretti c la fiducia che il mare possa contenere un messaggio, e tale messaggio pu essere anche positivo, mentre Rebora si limita a dire che non c nulla da dire. Nel 1919 poi finisce lesperienza di guerra. Nel 1931 esce la terza edizione, con poesie pi legate alla tradizione. San Martino del Carso Il Carso una regione di pietre, talmente porose che i fiumi stessi si inabissano per emergere molto pi avanti. La poesia cerca, limitatamente, il riscatto dal male; afferma che la distruzione della realt del Carso meno importante del piano della realt interiore e del ricordo. La poesia interessante perch esemplifica lattivit di correzione di Ungaretti, che nelle varie edizione rende il tutto essenziale, asciutto, dando sempre pi spazio al bianco rispetto al nero. Leliminazione dei cimiteri importantissima perch ridona efficacia alla strofa (tanto simile a tanti, e in assonanza con rimasto). Veglia Questa poesia direttamente confrontabile con Viatico di Rebora. Quello che va aggiunto che questa poesia presenta un po di violenza (espressionismo) [ nottata, massacrato, digrignata, penetrata ]. La congestione delle sue mani la manifestazione del desiderio futurista di togliere gli aggettivi. La riemersione, assente in Rebora, lattaccamento alla vita. I fiumi unautobiografia in versi. Si riferisce ai quattro fiumi della vita di Ungaretti (Nilo, Senna, Isonzo, Serchio). C una struttura in tre piani; la prima strofa una meditazione sul presente, ed notte. Lultimo verso (corolla di tenebre) la chiusura di un ciclo. Il secondo piano (la parte centrale, fino al verso 41) un ricordo della mattina di quel giorno; Ungaretti dice di aver avuto lopportunit di lavarsi. Dopo, dallIsonzo si passa agli altri fiumi. un ricordo del passato. Il poeta abbina le caratteristiche dei fiumi a quelle delle sue epoche (lacqua torbida della Senna gli ricorda

114 la giovinezza). Poi, ancora, Ungaretti dice che lacqua dellIsonzo riassume in s le acque degli altri tre fiumi; lIsonzo assume valore religioso, anche con riferimenti lessicali (il corpo immerso come il corpo battezzato).

115

Eugenio Montale
La sua opera poetica si sviluppa in quattro tempi, abbinando quattro raccolte poetiche alle citt relative. La prima citt Genova (dal 1896 al 1927). Il libro Ossi di Seppia (1925); la Liguria una regione culturalmente periferica, anche se ci furono alcuni poeti dignitosi, tra i quali Camillo Sbarbaro, che fu fondamentale per Montale. La seconda fase quella fiorentina (dal 1927 al 1947), dove nasce il secondo libro (Le occasioni, del 1939), in cui Montale usa la metafora dellisola e del continente (a Firenze lui entra nel continente della letteratura). Questi furono gli anni del fascismo: Montale ospit e nascose Saba. A Firenze trov impiego al gabinetto letterario Viesseaux (che era un mercante svizzero), dove fu licenziato perch non iscritto al partito fascista. Il rapporto con la politica, per Montale, particolare : fu sempre coerentemente un fero antifascista, ma non fu mai un militante. La terza fase quella milanese (dal 1948 alla morte del 1981), dove lavora al Corriere della Sera, fa collaborazioni editoriali, diventa critico musicale del Corriere dInformazione (era corrispondente fisso della Scala: da giovane studi musica ma interruppe una carriera che sembrava promettente); a Milano scrive La bufera e altro (1956). Montale non part affatto come letterato e anzi si vergognava di essere ragioniere; non un poeta professore, e ci importante perch la grande poesia del novecento nasce da esperienze ben diverse. Dopo il 1956 ci fu una lunga pausa, e lui pubblicamente espresse la convinzione della fine assoluta della poesia. C per un quarto libro, Satura (1971), seguito da altri come Diario del 71 e del 72 (1973) e i Quaderni (1977). Questi libri sono consapevolmente il rovesciamento della sua poesia precedente. Montale, per spiegare questo cambiamento, usa limmagine del negativo della sua poesia.

Ossi di Seppia

116 Ossi di Seppia un libro che si presenta come radicalmente innovativo, pur essendo lontanissimo dal Futurismo; nella forma, infatti, manca di tutti gli elementi eversivi ungarettiani. Bisogna tuttavia spiegare perch Montale non sia vicino alle avanguardie: la causa risale a Pietro Gobetti, grande intellettuale antifascista che, pur morendo giovanissimo, scrisse molto e diede vita a numerose organizzazioni culturali: egli fu anche il primo editore del libro di Montale. Lidea di Gobetti era quella che i mali dellItalia derivassero dalla mancanza di una borghesia colta, moderna, responsabile e civile. Gobetti disapprovava il futurismo perch era unarte antiborghese. Riteneva che il compito di un intellettuale serio non fosse quello di provocare la borghesia, ma di educarla. Ossi di Seppia lo strumento con cui il canarino si pulisce il becco. Quando le seppie muoiono, lasciano questo osso che, col sole, diventa bianchissimo; molto poroso, galleggiante, cartilagineo, candido. Il titolo vuole rimandare al mare ligure; questo paesaggio analogo al Carso di Ungaretti, un paesaggio scabro ed essenziale. Si pu dire che in Ungaretti questa ostilit determina il dominio del bianco sul nero, mentre per Montale il male penetra nelle parole, che si seccano, si accartocciano, si riversano su se stesse. Questo paesaggio, analogamente, il contrario dellambientazione di Alcyone di dAnnunzio, perch qui trionfa la vita. Losso di seppia, inoltre, ci che il male respinge, cos anche il poeta ci che dal male stato respinto. Il tema quello del detrito, dello scarto, dellesclusione dalla vita. Montale molto lontano dal Futurismo, ma si mostra vicino al crepuscolarismo per lattenzione alle cose, e infatti molte poesie sono elenchi. Una poesia di cose come quella di Gozzano e, in parte, di Pascoli. una poesia senza alcun messaggio positivo, anzi profondamente pessimista. una poesia negativa.

Limoni

117 Pur non essendo la primissima poesia , una poesia introduttiva. I limoni non un osso vero e proprio, giacch Ossi di seppia anche una sezione del libro omonimo, composto da poesie chiamate ossi. I limoni una poesia programmatica, perch presenta se stessa come antidannunziana. Dal punto di vista tematico ci sono 4 parti: la prima parte una polemica nei confronti dei poeti laureati, ironico perch Montale accenna ai nomi aulici delle piante scelte da quei poeti, mentre lui parla di limoni. La seconda parte della poesia parla della natura e descrive quei momenti di serenit nei quali si ha talvolta lillusione che la gabbia del male che ci circonda possa spezzarsi per poco tempo (la possibilit che ci sia uneccezione). La terza parte rappresenta la disillusione, la caduta della speranza. Questa parte si basa sulla contrapposizione estate inverno e campagna citt. Questa doppia coppia significa per Montale due luoghi, linverno di Genova e lestate di Monterosso. Montale vedeva tutto ci con gli occhi di Sbarbaro. La quarta e ultima parte esprime rari momenti (i limoni sono una particella di speranza nelluniverso). Racconta di come, dinverno, si vedano i portoni che si aprono e, al loro interno, si possano scorgere i limoni, illusione dellestate. I limoni hanno due valori : sono lattesa del bene, e allo stesso tempo simboleggiano la pianta semplice e umile. Questa una poesia falsamente prosaica, ma in realt dietro a questa impressione c molta raffinatezza poetica. Le prime due strofe, ad esempio, terminano con i limoni, le altre terminano con parole con laccento; poi, c un andamento a coppie, poich le strofe dispari sono riflessive, quelle pari sono descrittive. Si parla anche di correlativo oggettivo : un simbolo, che deriva da T.Eliot. Lopera di Eliot La terra desolata. Nella carriera di Montale c

118 anche una seconda fase in cui egli guarda alla poesia inglese, mentre di solito i poeti guardavano alla poesia francese. Non chiederci la parola il primo osso. 1. come una poesia fatta di cose, non c una forma descrittiva. 2. una poesia pessimistica, il lettore non deve aspettarsi altro che domande senza risposta. C unostinata ricerca con la convinzione che questa non sar mai compiuta. il manifesto del pessimismo montaliano. La poesia fatta di versi anomali, fatti da combinazioni di versi pi brevi (solitamente ottonari con settenari), poi c uso di rime ipermetre (con una sillaba in pi) [amico canicola]. La prima cosa il croco, simbolo di presenza chiara. Le occasioni il secondo libro di Montale e raccoglie le poesie tra il 1928 e il 1939; , in pratica, una continuazione degli Ossi, con delle novit; gli Ossi avevano modelli franco italiani, mentre nelle Occasioni si avverte la presenza dei modelli inglesi (Blake, Browning, Eliot); poi, se negli Ossi di Seppia il pronome personale prevalente il noi (prospettiva universale), nelle Occasioni ha pi importanza la sfera privata; in terzo luogo, mentre gli Ossi di Seppia sono sempre ambientati allaperto, nelle Occasioni prevalgono ambientazioni interne; in quarto luogo, nelle Occasioni emerge la donna, che Montale presenta con modalit quasi stilnovistiche (la donna angelo), perch da lei si attende la salvezza, e viene vista come essere irraggiungibile, ed rappresentata con simboli; in quinto luogo, la chiarezza differente: gli Ossi di Seppia presentano poesie difficili ma sempre leggibili, mentre le Occasioni cercano loscurit e lenigmaticit, perch si riferisce ad eventi, riferimenti che Montale non vuole chiarire. Loscurit di Montale ben diversa dalla corrente letteraria predominante a Firenze (lermetismo), della quale Mario Luzi uno dei maggiori esponenti; quella ermetica derivata dal frammento

119 (gli ermetici alludono a qualcosa che si perso), mentre in Montale la poesia sempre strutturata fino in fondo, anche se la sua struttura ovviamente disarmonica. Il libro in quattro parti : la prima sezione dedicata alla danna (Clizia, nome medievaleggiante) e del viaggio. La seconda sezione (T11) comprende una serie di poesie brevi, con le stesse funzioni degli Ossi; si parla di una storia damore a distanza (con Irma Brandeis, studentessa americana ebrea, citata nella dedica alla seconda edizione delle Occasioni [nel 1949]). La terza sezione si intitola Tempi di Bello Sguardo (che anche il titolo dellunica poesia in esso contenuta). I tempi sono intesi in senso musicale, e Bello Sguardo era la villa in cui cera gi stato anche Foscolo, che l aveva scritto Le Grazie. La quarta parte parla di memoria e tempo. Non recidere, forbice, quel volto Bellesempio di continuit con gli Ossi, perch una poesia fatta di cose; anche una poesia molto strutturata, ci sono molti rimandi fonici e semantici: c unimplorazione rivolta al tempo perch non cancelli il ricordo del volto amato; allimplorazione segue limmediata contraddizione. Il tutto viene esemplificato tramite correlativi oggettivi (guscio di cicala). La casa dei doganieri la prima poesia della quarta sezione, la pi antica delle Occasioni; presenta in maniera non narrativa un episodio, alludendovi soltanto. C un ritorno del poeta in questo luogo, legato a vari incontri con una donna: questo conferma limpossibilit di riallacciare questa relazione (forse per la morte della donna?). Se si prende linizio e la fine si nota come la poesia sia circolare.

Piccolo testamento

120 La poesia appartiene alla brevissima sezione (di due poesie) che chiude La bufera e altro, insieme allultima poesia intitolata Il sogno del prigioniero; sono entrambe poesie che alludono alla sconfitta, allimpotenza. Montale dopo questopera smise per lungo tempo di scrivere. Questa poesia pu essere confrontata con Non chiederci la parola, ed esprime una fede negativa, che qui viene presentata con orgoglio. Il secondo riferimento a Languilla, perch si riferisce allidea che solo dalla sconfitta pu nascere qualcosa di veramente positivo, ossia una vita autentica. la poesia in cui pi esplicito il rifiuto di Montale per la cultura contemporanea degli anni 40 e 50, spezzata tra fronte comunista, neorealista e uno cattolico, ermetista. Satura il secondo Montale, ben dieci anni dopo aver scritto lultimo verso, convinto che la poesia fosse morta. In quegli anni scrisse molto in prosa ma, sorprendendo anche se stesso, torna alla poesia pubblicando Satura nel 1971. Il titolo indica anche il livello ironico perch Montale vuole suggerire lidea che lui stia facendo la parodia della sua poesia. Il primo Montale di stile alto, mentre il secondo Montale basso e parodico, basti guardare al tema femminile, che per il primo Montale consistenza nella donna angelica, mentre per il secondo la donna la moglie, quotidiana, chiamata non Clizia, ma Mosca. La morte di Mosca lavvenimento che spinge Montale a scrivere. Mosca Drusilla Tanzi, prima compagna, poi moglie. La sezione Xenia dedicata alla morte di Mosca. Satura allude al fatto che la nuova poesia di Montale parla della realt un maniera indiscriminata; un riferimento classico alla satira latina, che parlava di tutto. Montale descriveva la realt come un immondezzaio. La storia Non ha quasi nulla di poesia. molto prosaica. contro lo storicismo idealista e contro il marxismo.

121

Carlo Emilio Gadda


Appartiene a un lunga tradizione lombarda, allo stesso filone di Parini e di Manzoni; di origine brianzola, ebbe un rapporto conflittuale con queste zone: un autore nevrotico, pessimista, chiuso in se stesso. Non uno scrittore di professione, ma un ingegnere; odiava anche lingegneria ma era un positivista. Amava la precisione scientifica e filosofica. Ci sono, in Gadda, pi anime culturali ma anche pi anime linguistiche; c espressionismo, c mescolanza di linguaggi diversi, dialetto, spagnolo. La sua lingua influenzata dal linguaggio tecnico, dal latino, dalla lingua colta italiana. Ebbe una vita infelice e con difficolt economiche, anche se il padre era benestante e commerciante di tessuti, ma comp scelte sbagliate e sub la concorrenza della seta giapponese; a creare difficolt si aggiunge la morte, nel 1909, del padre, e la questione della villa; i genitori vollero costruirsi una villa, e Gadda la sentiva come una maledizione, per i mille sacrifici della sua infanzia. Gadda, nelle sue opere, parla solo di se stesso, e la sua opera nasce solo come vendetta del male subito. La madre aveva varie colpe, prima di tutto perch laveva obbligato ad iscriversi a ingegneria, poi perch era corresponsabile di aver voluto la fottuta villa; ancora, era colpevole di aver reagito in maniera completamente diversa da Gadda ai lutti della famiglia : il padre e il fratello, che mor durante la guerra. Gadda era un interventista e combatt interrompendo gli studi, venne catturato a Caporetto e fu per due anni prigioniero in Germania. Gadda osserv che gli ufficiali italiani erano dei criminali, mentre lui aveva creduto ad un rapporto onesto tra ufficiale e soldato. A casa, Gadda scopre che il fratello era morto, e si sente in colpa; la madre viene odiata perch testimone di tutto ci. Questi elementi rimandano alla fisionomia di Gonzalo nella Cognizione del Dolore; dopo la morte della madre, nel 1936, Gadda scrive per fare i conti con il suo senso di colpa. Egli aveva gi pubblicato qualcosa ed era stato apprezzato, ma rimase per molto tempo inedito o riservato a pochissimi; di fatto, scriveva per se stesso. In seguito scrisse Eros

122 e Priapo (sui costumi sessuali del Fascismo), dove fa i conti con la sua adesione al Fascismo. In questo libro critica in maniera spietata il fascismo. In realt, egli rimase fascista molto a lungo. Poi, nel 1957 esce Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, maniacale romanzo giallo che d a Gadda il successo; egli, per, sent il successo con amarezza e come seccatura, e dopo la sua morte tutto ci che era rimasto inedito venne pubblicato. La lingua ancora importante: Gadda ama la metafora in maniera barocca, ossia ama laccumulo, la complessit prosaica e la mancanza di sintassi lineare; Gadda usa la distorsione, il grottesco, e le sue opere sono tragiche e comiche allo stesso tempo (vd. Pirandello) La cognizione del dolore La Cognizione del dolore nasce, nel progetto, come una serie di racconti (da Gadda chiamati tratti). Scrivendo, si rende conto che la struttura era pi simile al romanzo. Fu pubblicato in varie edizioni nel 63, nel 70 e nel 71, sempre come opera incompiuta. Il romanzo si basa su unidea, il rapporto con la madre e la villa in Brianza, il tutto trasferito in un ipotetico Sudamerica, con due stati in guerra (che sarebbero Italia e Austria). [ I testi e le loro analisi sono stati omessi ]

123

Italo Calvino
Morto improvvisamente nel 1985, era lo scrittore pi famoso al mondo e stava preparando delle lezione per luniversit di Havard. Calvino si dedica soltanto alla prosa. Nacque nel 1923 a Cuba da genitori italiani che erano l per lavoro (erano entrambi scienziati); i genitori erano famosissimi e, ad esempio, il padre il responsabile della diffusione della floricultura in Liguria. Il fratello, invece, era un famosissimo geologo; Italo sent la sua scelta umanistica come prova che lui era la pecora nera della famiglia (anche se nei suoi racconti si occupa spesso di scienza). Nel 1925 torna in Italia, a Sanremo. Vi rimase sino alluniversit; da notare come Sanremo, fino alla Seconda Guerra Mondiale, un posto di vacanza esclusivo (turismo inglese soprattutto), un posto dorato, dove continua a vivere la Belle Epoque. I genitori erano positivisti, e lui era (caso rarissimo per quellepoca) esonerato dallinsegnamento della religione cattolica. Quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale ancora al liceo, poi dopo la firma dellarmistizio non si recluta nellesercito di Sal, e si nasconde in montagna, entrando a far parte di un gruppo di partigiani liguri, non perch lui ne fosse convinto, ma essenzialmente perch conosceva molto bene i luoghi dove questi partigiani operavano. Nel frattempo Calvino si era diplomato ed era iscritto alla Falcolt di Agraria, per poi iscriversi alla Facolt di Lettere di Torino, dove : 1. Incontra Cesare Pavese, un simbolico padre e fratello maggiore, il quale ebbe un lungo rapporto interrotto dal suicidio di questultimo. 2. Entra nellorbita della casa editrice Einaudi, la pi importante del tempo. 3. Incontra Elio Vittorini, grande scrittore e romanziere, ma soprattutto grande organizzatore culturale (convegni, etc.) Nel 1947 si laurea con una tesi su Joseph Conrad (scrittore di romanzi davventura).

124 In questi anni comincia a scrivere; il Sentiero dei nidi di ragno del 1947, mentre Ultimo viene il corvo del 1949. Entrambi sono immersi nel clima neorealistico. Nel 1950 Pavese si uccide; Calvino reagisce in maniera molto controllata, e imbocca una propria strada. Pavese, comunque, aveva fatto in tempo a scrivere lessenziale su Calvino, nella recensione del Sentiero : Calvino lo scoiattolo della penna. Nel 1951 muore il padre, mentre Calvino era a Mosca, essendo partito lo stesso nonostante il padre fosse gi morente, dopo aver avuto un ictus. In seguito, Calvino abbandona il neorealismo per approdare alla realt fantastica, dapprima raccogliendo tutto il grande patrimonio favolistico italiano, poi scrivendo la trilogia de I nostri antenati (comprendente Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente). La svolta fantastica permette a Calvino di riavvicinarsi al padre, attraverso linteresse per la botanica. Nel 1956 avvengono i fatti di Ungheria, e Calvino si stacca dal Partito Comunista Italiano. La fase fantastica va dal 1962 al 1970, poi si apre anche un filone realistico riflessivo con uso di nuovi strumenti (La speculazione edilizia e La giornata di uno scrutatore). Neorealismo Il Neorealismo un termine applicato alla corrente successiva alla Seconda Guerra Mondiale e principalmente adoperato per gli eventi cinematografici. Tale il concetto da cui Calvino parte nel Manifesto del Neorealismo, ossia la prefazione delledizione del Sentiero dei nidi di ragno pubblicata negli anni 60 e scritta da Calvino stesso. Il confronto tra cinema e letteratura vario: il cinema molto pi libero e pi aderente alla realt; il regista deve essere capace di scomparire, e gli attori non sono pi professionisti (La terra trema, di Luchino Visconti, ispirato ai Malavoglia). Nel cinema c una molteplicit di prospettive, cosa che invece molto ridotta in letteratura, dove il narratore sempre presente; i capolavori del neorealismo dunque non sono quelli che parlano della resistenza da di dentro, ma sono quelli in cui la soggettivit parla della sofferenza di chi non riesce ad entrare e ad aderirvene (La casa in collina di C.Pavese); inoltre, c anche

125 il romanzo di Calvino, che parla della resistenza dal punto di vista di un bambino e, inoltre, la brigata partigiana di Pin non formata da eroi, ma da persone modeste. Il rapporto tra Pin e gli adulti della brigata simile a quello di Calvino con i fratelli maggiori Pavese e Vittorini. Lunico caso in cui lo scrittore riesce a scomparire come nel cinema Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. Fenoglio mor giovane, senza avere avuto un vero successo in vita. Il suo libro celeberrimo perch mescola italiano e inglese, anche per frasi intere; questo, da un lato, il segno dellamore per linglese presente a quellepoca e, anche, della volont di sprovincializzarsi aspirando al mito dellAmerica. Fenoglio lunico a non cadere mai nella retorica. Svolta fantastica di Calvino La trilogia degli antenati Il barone rampante ambientato nella Liguria del 1700, ed una specie di racconto illuministico; un bambino, un giorno, rifiuta di mangiare le lumache, si alza da tavola, si arrampica su un albero e da l non scende pi, e viaggia. Da un lato, ambientare il romanzo nelle piante era un modo per fare i conti con il padre. Dallaltro lato, questo il romanzo che meglio rappresenta la condizione socio-politica degli anni 50 perch, rappresentando luomo che, andando sugli alberi, si distanzia dalla realt, si rappresenta limmagine dellintellettuale che dopo la guerra e il neorealismo sente il bisogno di staccarsi dalla realt. Cosimo non un eremita, ma ha una vita sociale molto pi forte degli altri. Questa estraneit non significa disinteresse. Il romanzo nasce dallimmagine delluomo che si impone di rispettare un principio; i romanzi di Calvino di questepoca non nascono con una trama, ma da unimmagine dalla quale nasce poi una trama, dalla quale nascono i significati. I personaggi sono: il padre, umiliato dalla scelta del figlio, poi lo perdona e lo aiuta; la madre, un generale incapace di affetti; Cosimo e Viola; un bassotto (Ottimo Massimo); il precettore; Biagio, fratello minore buono, voce narrante, personaggio solidale con il fratello ma incapace di seguirlo. La giornata di uno scrutatore

126 un romanzo autobiografico molto tormentato; il protagonista Amerigo Ormea, e ci il primo indizio dellautobiografia del libro, perch Ormea un luogo ligure, e Amerigo rievoca evidentemente lorigine cubana di Calvino. Il seggio nel quale lavora il protagonista nel Cottolengo (che un ospizio per disabili gravi). Il nucleo del romanzo si sviluppa quando Amerigo viene scelto per far parte della delegazione di quelle persone che, girando tra i reparti, fanno votare i degenti che non possono muoversi. Amerigo un militante comunista in crisi; da un lato, con la sua parte razionale, convinto della bont e dellunicit del progetto comunista; dallaltro, per, capisce che da tale progetto vengono esclusi e trascurati aspetti necessari della realt. Ci, ad esempio, si verifica nellindifferenza comunista per la natura biologica. Amerigo in conflitto sia con altri addetti al seggio, sia con una suora, guida del reparto dei malati gravi; Amerigo combattuto tra la volont di dire che alcuni malati sono troppo gravi per votare (e quindi che il voto manipolato) e lanalisi della suora, vista da un lato come essere disonesto, dallaltro come persona piena di dedizione, di legami molto profondi con i malati, che il comunismo non considera. Lui perde, essendo in crisi, il confine tra umano e non umano, tra la democrazia e la manipolazione del voto; ci mette in difficolt Amerigo, e ci risente delleredit dei fatti del 1956. Allinterno del romanzo c unimmagine simbolo, quella del padre contadino che, ogni domenica, va a trovare il figlio enormemente deformato che non parla n compie alcuna azione, ma si limita a mangiare le mandorle che il padre stesso gli porta. Questa visione fa commuovere Amerigo. Questo un romanzo con poca azione e moltissima riflessione.

Cosmicomiche Dopo il romanzo precedente, Calvino scrive le Cosmicomiche. Nello scrutatore gi si poteva notare la futura evoluzione narrativa di Calvino; questa nuova struttura di racconto cosmicomico segu Calvino fino agli ultima anni di vita. Essi sono dunque un progressivo incontro con il mondo scientifico del padre; Calvino,

127 in quegli anni, lesse tantissime riviste scientifiche e compose dei racconti composti da un brevissimo riassunto di poche righe che accenna alla legge scientifica di cui si parler, seguito da un racconto paradossale in cui a parlare un essere indefinibile che ha molti tratti umani ma anche strani, che era presente alle origini di tutti gli eventi fisici, e che si chiama Qfwfq. Le cosmicomiche affrontano con prospettive umane ambiti dai quali luomo necessariamente escluso, generalmente perch non esisteva ancora. Lidea di letteratura dellultimo Calvino deriva dallo strutturalismo (o formalismo), che la tendenza, iniziata nella seconda met dell800, ad affrontare le discipline umanistiche con metodi scientifici, privilegiando non i contenuti ma le strutture. Il padre dello strutturalismo Ferdinand De Saussure, padre della linguistica moderna; tale strutturalismo ha vari riflessi e, in Calvino, porta a compimento il distaccarsi dalla realt. Una volta accostatosi allo strutturalismo, egli comincia a pensare che la letteratura possa fare a meno della realt; lesempio pi celebre Se una notte dinverno un viaggiatore, in cui la letteratura si presenta come un gioco in cui Calvino scrive diverse storie che sono tutti sviluppi diversi di un medesimo inizio. Laltro romanzo strutturalista Le citt invisibili, dove a parlare sono Khan e Marco Polo; limperatore governa su un territorio cos vasto da essere inconoscibile completamente, e dunque ascolta i resoconti del viaggiatore; il romanzo si basa su una tacita complicit tra i due, perch Marco Polo un impostore, non avendo visitato alcuna citt e descrivendo con nomi diversi la sola citt che conosce (Venezia). Ascoltare tali racconti dunque non aiuta a governare, ma fa riflettere su argomenti pi generali, come il destino dellumanit. I resoconti sono brevissimi (10 righe o poco pi) e sono completamente fantasiosi; ci che colpisce la struttura del libro, che perfettamente geometrica e simmetrica e, di fatto, rappresenta il vero messaggio dellopera. Si pu ritenere che la realt non esista, che esistano solo percezioni per capire la realt. Questo, in Calvino, non vero, perch in lui linteressarsi alle percezioni serve a capire la realt che , se si vuo-

128 le, inconoscibile, ma resta comunque compito delluomo cercare di comprenderla. Tutto ci legato al trasferimento Parigino di Calvino, e alla conoscenza dellOulipo (Laboratorio di scrittura sperimentale). In questo panorama le Cosmicomiche occupano un posto marginale, perch non sono completamente influenzate dallo strutturalismo; la prima idea delle Cosmicomiche avvenne durante un viaggio in America, dove Calvino conobbe il professor Giorgio de Santillana, dalla conversazione con il quale Calvino trasse lidea di trarre spunto dalle leggi fisiche attuali non per una banale divulgazione, ma per creare una mitologia della scienza, una serie di avventure fantastiche con una struttura razionalistica sottomessa allestetica. Cosmicomiche il nome di un progetto comprendente pi libri, pi racconti, durato fino alla morte di Calvino.