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ARIOSTO & TASSO

LEPOCA DI ARIOSTO Ariosto nacque l8 settembre 1474 da una famiglia nobile. Soggiorn a Ferrara dove conobbe nel 1497 Pietro Bembo il quale lo influenz indirizzandolo verso la poesia volgare. In questo periodo cominci a frequentare la corte del Duca Ercole I, entrando nella cerchia dei cortigiani stipendiati e per far fronte alle necessit familiari dovette anche accettare cariche ufficiali da parte degli Estensi. Ariosto, che oper per tutta la vita nellambiente della corte, rappresenta la tipica figura dellintellettuale cortigiano del Rinascimento, ma al tempo stesso nei confronti di tale ambiente mosso da sentimenti ambivalenti, cio un rapporto di amore-odio verso la corte. Di amore perch, anchegli, in quanto intellettuale di origine nobiliare, faceva parte di quegli ambienti e poi perch sperava di ottenere buoni incarichi e riconoscimenti letterari; di odio perch si sentiva strumentalizzato, non valorizzato come intellettuale ma solo come diplomatico e inoltre essendo obbligato a lodare il suo signore dentro di s era geloso della propria indipendenza, poich il Rinascimento proponeva una nuova immagine delluomo che si fonda sulla sua autonomia. A una visione di tipo teocentrico, che considera il destino delluomo come unicamente realizzabile nella vita ultraterrena, si sostituisce una visione antropocentrica, che colloca al centro delluniverso la persona umana, in grado di controllare le forze della natura e di costruire da s il proprio destino. La corte, nel 500, non costituisce solo il centro della vita politica, ma anche dellattivit culturale infatti al suo interno nasce la figura dellintellettuale cortigiano inserito

organicamente con precisi compiti e funzioni. Egli vive alle dipendenze del principe dandogli lustro e prestigio e celebrando la sua figura. Le opere contengono abitualmente una dedica, al principe, ponendosi cos sotto la protezione del potere. LEPOCA DI TASSO Tasso nacque a Sorrento l11 marzo 1544. Nel 1557 si trasfer alla corte dei della Rovere ad Urbino, dove venne a contatto con quellambiente cortigiano che era destinato ad occupare un posto determinante nella sua vita. Ad essa legato materialmente e intellettualmente: da un lato, dal favore dei principi, dipende per la sua esistenza materiale; dallaltro lato egli ritiene che solo nella corte possa essere consacrata la fama del grande poeta e che solo in essa si trovi il pubblico capace di intendere e apprezzare la sua poesia. A differenza di Ariosto, che affermava che la sua realizzazione umana dovesse avvenire fuori da essa, Tasso afferma invece che non c nessun altro luogo dove il poeta si possa realizzare se non la corte. Tuttavia egli lacerato da profonde contraddizioni in quanto celebra la corte, ma allo stesso tempo ne respinto come da un ambiente falso e dominato dallipocrisia. Con il suo poema, Tasso si presenta come il perfetto poeta cristiano, il cantore degli ideali della Controriforma che dominavano la sua epoca. Tasso rappresenta un BIFRONTISMO letterario, cio come scrittore cristiano egli vorrebbe tenere una certa direttrice nella descrizione dellamore, ma in realt troviamo anche una visione passionale; in questo senso egli ha ceduto ai canoni di rigore cristiano perch se avesse scritto un poema troppo ossequioso avrebbe corso il rischio di annoiare il lettore, pertanto nella sua opera troviamo da un lato la religiosit e dallaltro una libert dal rigorismo cristiano. Sono

ambivalenze tipiche di unet di crisi dei valori, di perplessit e incertezze, come lautunno del Rinascimento.

CONFRONTO TRA LORLANDO FURIOSO E LA GERUSALEMME LIBERATA 1)EPICO-CAVALLERESCO Il romanzo cavalleresco diventa un genere di consumo, che ottiene un grande successo anche presso i ceti culturalmente meno colti e raffinati. La letteratura ufficiale registra invece un cambiamento, cio alla libert fantastica del romanzo cavalleresco si sostituiscono i contenuti pi gravi ed elevati del poema epico. Il Romanzo una forma aperta e priva di schemi precostituiti, dominata dal carattere relativo delle azioni e dei comportamenti umani, soprattutto soggetta alla casualit e imprevedibilit degli eventi; pur dando spazio alle avventure guerresche attribuisce una importanza non inferiore alle vicende delle passioni amorose; mette in risalto i valori individuali e soggettivi, presentando pi punti di vista dai quali gli avvenimenti possono essere osservati e interpretati. Lepica, al contrario, sostituisce al dubbio delle scelte relative le certezze assolute; diversamente dal romanzo, appare quindi regolata da precise direttive ideologiche, alla soggettivit prima indicata subentra loggettivit del racconto; non contano tanto i valori individuali quanto quelli collettivi. 2)MOTIVI A una prima analisi pu sembrare che Ariosto abbia scelto il poema cavalleresco per mirare a un successo rapido e alla facile conquista del pubblico della corte, al quale la materia cavalleresca era familiare e particolarmente grata, ma la sua scelta stata compiuta per ragioni pi profonde e per fini artistici in quanto queste genere letterario gli permetteva di soddisfare le sue esigenze di narrativa

avventurosa e molteplice e la disponibilit inesauribile di intrecci. Vi invece nel Tasso una volont conformistica, di totale adeguazione ai codici dominanti nella sua epoca; e questo non solo a livello dei contenuti affrontati ma anche a quello delle forme: Tasso con la Gerusalemme vuole dare non solo il perfetto poema cristiano secondo i canoni controriformistici, rigoroso verso la religione, ma anche il perfetto poema epico in obbedienza alla autorit di Aristotele. 3)MOLTEPLICITA E UNITA Nel Furioso viene a crearsi un pluralismo prospettico, cio si manifestano varie voci, portatrici di varie prospettive sul reale, di vari orientamenti ideologici, tutte in perfetta autonomia, senza che lautore intervenga a fissare una prospettiva privilegiata. Esso possiede insomma i caratteri formali tipici della narrazione polifonica; ed metafora del poema stesso, che, nella sua struttura molteplice e intricata, vuole essere appunto immagine di una realt complessa e multiforme. Tasso invece respinge questo modello ariostesco perch comprometterebbe il principio dellunit dellopera, daltro lato per riconosce che la variet indispensabile al diletto. Ebbene, Tasso ritiene che variet e unit possano conciliarsi: il poema epico deve essere come il mondo, che presenta una mirabile variet di aspetti, ma resta uno nella sua forma. 4)STRANIAMENTO il procedimento dello straniamento consiste nellimpedire limmedesimazione emotiva del lettore costringendolo a guardare i personaggi con atteggiamento critico. Ariosto, interviene allinizio di ogni canto e sottolinea attraverso lironia, ovvero una sottile polemica contro gli idoli della cultura cortigiana, lamore idealizzato e i valori cavallereschi, il suo atteggiamento di superiorit critica nei confronti della vicenda narrata. Tasso invece nella

Gerusalemme conserva un andamento pi impersonale evitando di intervenire nella narrazione, in rispetto al principio di oggettivit che proprio dellepica evitando nello stesso tempo di esprimere giudizi personali. 5)SPAZIO Dato che la vicenda nellOrlando Furioso costituita dal movimento incessante dei personaggi alla ricerca degli oggetti del loro desiderio, una funzione essenziale ha nel poema lorganizzazione dello spazio, che del tutto orizzontale in quanto il movimento dei cavalieri avviene in una dimensione puramente terrena. Nella Gerusalemme invece il bifrontismo si riflette ancora nella struttura spaziale del racconto, ovvero presente uno spazio orizzontale, teatro dello scontro tra cristiani e pagani che si va ad intersecare con uno spazio verticale, a sua volta diviso in due piani contrapposti, il cielo e linferno. 6)TEMPO Nel Furioso il tempo non lineare ma anchesso labirintico, poich torna costantemente su s stesso, dato che il poeta torna continuamente indietro a riprendere fili narrativi che aveva lasciati interrotti. Al contrario nella Gerusalemme si ha una linearit temporale nella quale si inseriscono solo brevi flash-back, per informare sulle vicende degli eroi che si sono allontanati dal campo senza i continui salti nel tempo tipici del poema ariostesco. 7)PERSONAGGI Nel Furioso nessun personaggio presenta un complesso sviluppo psicologico individuale in quanto lautore intendeva creare delle figure che, di volta in volta, riflettessero soltanto un aspetto tipico della natura umana. Egli si limita ad abbassare la dignit epica ed eroica dei personaggi, e portandoli a un livello pi familiare, facendo emergere al di sotto delle apparenze dei cavalieri e delle dame gli uomini e le donne comuni, con i loro limiti ed errori.

Perci la vita affettiva dei personaggi ariosteschi non mai molto approfondita in modo tale da evitare di bloccare la narrazione e concentrare su di essi lattenzione del lettore. Nella Gerusalemme si apre la nuova dimensione psicologica tassiana e i suoi personaggi ne esprimono, di volta in volta e in modi diversi, le varie dominanti, essi sono cio autobiografici e ne riflettono la risentita irrequietezza. Il bifrontismo tassesco si riflette anche nello scontro tra cristiani e pagani. Non si tratta in realt di uno scontro tra due religioni e culture diverse, ma piuttosto di uno scontro sulla visione delluomo, in quanto i pagani sono i portatori di una visione laica, che si rif ai valori rinascimentali mentre i cristiani sono portatori del codice culturale tipico dellet della Controriforma. 8)RAPPORTO CON LA RELIGIONE LAristo ha una visione del mondo abbastanza positiva e da buon rinascimentale vede nelluomo e nella religione la capacit di capire il mondo che ci circonda e la natura e la possibilit di piegarla al proprio volere, riuscendo in un certo modo a controllarla. Il Tasso vede invece nella religione e nella fede la vera interpretazione del mondo. Gli unici ideali da seguire non sono quelli classici, a cui si rifaceva il mondo rinascimentale, ma quelli della religione. Infatti i valori cristiani sono gli unici che obbligano luomo alla fedelt eterna, mentre i valori classici, legati alla materialit lasciano luomo libero di decidere e di agire secondo la propria volont. Per questo nellopera del Tasso troviamo un vero solo eroe, lunico che sempre fedele e che crede profondamente nella religione. Nellopera dellAriosto invece troviamo molti eroi. 9)LA VISIONE DELLAMORE Lopera ariostesco si collega alla tradizione cavalleresca, di cui riprende la materia di armi e di amori. Orlando, un perfetto amante cortese, poich

idealizza Angelica, loggetto irraggiungibile del suo amore, trasformandola in creatura di assoluta perfezione, da adorare e servire con umilt devota. La follia di Orlando appare come il rovesciamento ironico delle concezioni cortesi: lamore non innalza luomo spiritualmente, ma al contrario lo degrada ad una condizione bestiale. Nella Gerusalemme risulta invece nettamente dominante il progetto dellimpresa militare, che comprime ogni altro valore. Non manca certo la presenza dellamore, forza essenzialmente negativa, che si oppone al compito eroico dei guerrieri crociati. Da questa visione dellamore nasce una poesia fortemente soggettiva e autobiografica, che vede la forte immedesimazione emotiva del poeta nei suoi personaggi. 10)IL MERAVIGLIOSO Tasso abbandona il modello del poema cavalleresco di Ariosto, ritenuto troppo libero e irregolare e si rivolge alla storia, lunica che possa garantire la verosimiglianza richiesta dal poema eroico che per deve anche riservarsi un margine di finzione. Egli respinge il meraviglioso fiabesco e fantastico del romanzo cavalleresco, poich comprometterebbe il verisimile e propone come soluzione il meraviglioso cristiano: gli interventi soprannaturali di Dio, degli angeli, ma anche delle potenze infernali. 11)LO STILE A creare nel poema ariostesco limmagine di un ordine armonico ed equilibrato intervengono la lingua e la metrica. Il criterio linguistico seguito da Ariosto ispirato a unidea classicistica di uniformit, compostezza ed equilibrio. La poesia del Tasso caratterizzata da una perenne compresenza dei contrari. Il livello stilistico riflette direttamente questo onnipresente bifrontismo. Allequilibrio armonico di Petrarca, Tasso contrappone un modello nuovo, uno stile percorso da tensioni interne, oppure ricco di colore e di musicalit, che rispecchia il suo complesso mondo

interiore. 12)PROEMIO Il Proemio dellAriosto somiglia strutturalmente molto a quello del Tasso, che trasse spunto dallOrlando per la sua opera. Innanzitutto troviamo infatti largomento dellopera, poi linvocazione alle muse, la dedica al signore e infine linizio del poema. Tra le differenze tra i due proemi si pu innanzitutto notare come il Tasso sia fortemente legato al mondo classico mentre lAriosto non si rifaccia solo a questo mondo, ma anche al poema cavalleresco. Inoltre nel proemio del Tasso non compaiono due tipi differenti di linguaggio, come appare nel proemio dellAriosto apposta per indicare i due chiari riferimenti al mondo cavalleresco e a quello classico rispettivamente con un linguaggio semplice e uno pi curato ed elaborato.
L'Ariosto vive in un periodo in cui affermata nella cultura l'ideologia dell'Umanesimo che consiste nell'esaltazione dell'uomo (considerato perfetto) e nell'idea che gli antichi, i greci e latini,sono stati perfetti in tutto (arte, filosofia, letteratura...). Gli antichi vengono riconosciuti da tutti come i "primi" in tutte le arti. Questo presente nella formazione dell'ariosto che per ad un certo punto si discosta dagli ideali dell'umanesimo perch comincia a rendersi conto che forse l'uomo non cos perfetto e ci dimostra questo cambiamento con il personaggio dell'Orlando (che infatti non un personaggio stabile ma furioso....). L'orlando l'espressione del fatto che l'uomo non perfetto e anzi spesso si fa dominare dalle passioni perdendo la ragione. Uno dei motivi di questo cambiamento nei riguardi dell'umanesimo dato anche dal periodo storico, un periodo di decadenza dei valori umani e politici. L'Ariosto va oltre l'umanesimo e approda al primo rinascimento. Machiavelli, in questo periodo inaugura la scienza politica moderna con "Il Principe". E questa una delle grandi innovazioni che segnano l'inizio del Rinascimento. Machiavelli si distacca dal pensiero politico dell'umanesimo che idealizzava lo stato e idealizzava i cittadini di questo stato. Tutto ci fu poi considerato utopistico (ideale e non reale). Machiavelli cerca invece di fare un'analisi sul "reale", sulla verit attraverso studio della societ. Machiavelli molto polemico nei confrontti dell'umanesimo perch secondo lui l'imitazione verso gli antichi aveva s prodotto opere d'arte e letteratura molto belle, ma aveva lasciato indietro la politica e lo studio della societ. Questi studi erano per decenni rimasti legati all'antico e non rispecchiavano pi la societ del suo periodo ed per questo che lui si propone di fare un'analisi della realt politica dell'epoca. Le convinzioni degli antichi non erano pi attuali e c'era bisogno di rinnovamento. Anche la preparazione culturale del Tasso Umanistica. Ma anche lui, vivendo in quel periodo di crisi (controriforma), risente di ci e si discosta dall'umanesimo.

COMPRENSIONE DEL TESTO: PROEMIO DELLA GERUSALEMME LIBERATA

A)RIASSUNTO Tasso si rivolge al lettore esponendo largomento al centro della sua trattazione: narrer delle armi pietose e del condottiero il quale, attraverso le sue doti umane e laiuto divino, riusc ad espugnare Gerusalemme. Segue linvocazione alle muse: dapprima il poeta chiede loro unispirazione divina, poi si scusa poich nel suo poema intreccer storia e fantasia, in modo che i lettori, attirati in primo luogo dal diletto, vengano poi a conoscenza del vero. Da ultimo Tasso dedica il proprio scritto ad Alfonso dEste, chiedendogli di accettare con benevolenza il proprio libro, ed augurandogli, nel caso di una nuova crociata, di ottenerne il comando. B)ANALISI E INTERPRETAZIONE 1. Le arme della prima ottava sono definite pietose poich sono consacrate ad una causa religiosa, cio alla crociata dei cristiani in Terra Santa volta alla liberazione della stessa dai guerrieri musulmani (pagani). 2. Negli ultimi due versi della seconda ottava Tasso chiede perdono alla Musa perch, al fine di ottenere lattenzione del lettore, costretto ad adornare la sua opera di altri motivi oltre a quello religioso: intreccer infatti alla verit storica alcuni elementi di pura invenzione. Il poeta fermamente convinto che per tenere vivo linteresse dei lettori per tutta la lunghezza dellopera necessario che essi si accorgano del fatto che la lotta tra il bene e il male in dimensioni epiche (il poema) non altro che la stessa che si gioca nel loro cuore; la letteratura per Tasso ha un fine morale, si avvale dellinvenzione per condurre luomo alla piena coscienza di s stesso. La letteratura quindi, attraverso il falso, deve portare luomo alla verit. 3. Tasso si serve della similitudine dellegro fanciul per spiegare, ancora una volta, come mai sia necessario intrecciare alla verit storica elementi di pura invenzione: il vero, espresso in forma gradevole, spesso ha convinto anche i pi diffidenti con lattrattiva del diletto, cos come succede con un bambino che, restio a bere una medicina amara, la trangugia senza esitazione se gli vengono cosparsi i bordi del vaso con un liquido dolce. Il bambino cos (e quindi il lettore) dallinganno trae giovamento e ne ricava la salute. Questo accade perch attraverso luso dellarte (i soavi licor) si possono rendere accettabili alluomo verit difficili o inaccettabili (i succhi amari). Questa similitudine non invenzione di Tasso, ma deriva da alcuni celebri versi del De rerum natura di Lucrezio. 4. Lespressione absorto nellottava quarta un latinismo che significa letteralmente sommerso. Questo perch il poeta si sente come un pellegrino errante tra gli scogli e le onde e, quindi, quasi inghiottito, sommerso dal mare; un esemplificazione delleterna lotta tra il bene e il male che si combatte nellinteriorit delluomo.