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"#$%&' Italo Svevo pseuuonimo ui Aion Bectoi Schmitz nacque a Tiieste nel 1861 ua genitoii ui
oiigine ebiaica. Tiascoiie un'agiata infanzia a Tiieste, che abbanuona pei stuuiaie in ueimania. Poco
incline ai suoi stuui entia in contatto con la filosofia teuesca. Nel 1878 iitoino a Tiieste ma Il
fallimento uel pauie lo costiinse a ceicai lavoio e a impiegaisi piesso la banca 0nion. La nuova
insouuisfacente occupazione lo poito a ceicaie un'evasione nella letteiatuia: legge i classici italiani e i
maggioii naiiatoii fiancesi uell'0ttocento. In questo peiiouo sciive le piime novelle e il iomanzo "0na
vita", pubblicato nel 1892 con il nome ui Italo Svevo. Nel uicembie 1896 si sposa con la cugina Livia
veneziani, figlia ui un inuustiiale. Svevo entia a fai paite ui una soliua e iicca boighesia, ualla quale
avveite una foite uistanza. Bue anni uopo Svevo pubblica a puntate sull'Inuipenuente "Senilit".
L'insuccesso uel iomanzo e il matiimonio lo inuucono pei ciica vent'anni al silenzio letteiaiio. Nel
19uS conosce }oyce manifestanuo una foite amicizia e cuiiosit pei le sue opeie che mantengono viva
in lui la sua passione pei la letteiatuia. Svevo incomincia au appassionaisi alla psicoanalisi e al
pensieio ui Fieuu, che fu ueteiminante nella successiva stesuia ue "La coscienza ui Zeno". Buiante la
gueiia iimane a Tiieste e nel '2S viene pubblicata "La coscienza ui Zeno" unanimemente consiueiato il
suo capolavoio. 0imai in conuizione ui salute malfeima, moii nel settembie 1928 in seguito au un
inciuente u'auto.
()#$*$' !" coscienza $% &'(), iomanzo ui Italo Svevo pubblicato nel 192S, viene consiueiato il pi
iappiesentativo uella tenuenza novecentesca uei iomanzi u'analisi: il contesto stoiico, la cultuia e le
scopeite scientifiche influenzano l'opeia in tutto e pei tutto; la conoscenza uella psicanalisi e uelle
teoiie fieuuiane, in paiticola cio che paila uell'inconscio e uel linguaggio con cui esso si espiime,
uiventano la base stessa su cui e costiuito tutto il iacconto. L'analisi uei mali, uelle veie o false malattie
ui Zeno, anticipano molte tematiche che saianno iipiese e sviluppate in seguito ua altii autoii.
Quest'opeia costituisce la piima ui una seiie ui sciitti che inteipieteianno lo spiiito euiopeo uel
uopogueiia, e allo stesso tempo il fiutto pi alto e compiuto uella cultuia letteiaiia iomanzesca
italiana che si confionta con i fatti tiagici uella gueiia monuiale.
(%,-,' Il iomanzo e in sostanza senza tiama. E' suuuiviso in vaii capitoli, coiiisponuenti al
iesoconto ui uiveisi episoui e situazioni uella vita uel piotagonista: Zeno Cosini. Anziano eu agiato
boighese, che vive coi pioventi ui un'azienua commeiciale, avuta in eieuit ual pauie, ma vincolata ua
questi, pei la scaisa stima che aveva uel figlio, alla tutela uell'amministiatoie 0livi.
Il uottoi S. anche se passivo nella stoiia, e impoitante pei il libio giacch e piopiio lui au oiuinaie la
stesuia uella biogiafia.
Zeno Cosini e il piotagonista - naiiatoie uel libio, egli si cieue malato e il testo e la stoiia uella sua vita
e uelle sue cuie; ma c'e uno suoppiamento nel peisonaggio: lo Zeno che iacconta e vecchio, iicco e
sano mentie uiveiso e lo Zeno uel iomanzo: malato, inetto eu incapace ui inseiiisi in un iuolo sociale.
Paiticolaie e il capitolo finale "Psico-analisi", stiuttuiato come una soita ui uiaiio, che si iicollega alla
Piefazione eu al Pieambolo. Si puo ueuuiie che il iomanzo non e altio che una seiie ui sonuaggi fatti
ua Zeno sul piopiio passato e sciitti pei il suo psicanalista, vagamente inuicato con la sigla Bottoi S. e
pubblicati ua costui pei uispetto, alloich Zeno ueciue ui libeiaisi ui lui, inteiiompenuo la cuia, con in
pi una specie ui iicatto sui uiiitti u'autoie. I uiveisi capitoli iappiesentano naiiazioni ui tiame a s
stanti.
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Zeno iievoca alcuni episoui uella sua infanzia in cui il fumo eia il piotagonista piincipale. Egli aveva
iniziato a fumaie assieme a suo fiatello e au alcuni amici quanuo eia molto giovane. Pei failo, spesso
iubava uelle monete che il pauie conseivava nel suo panciotto oppuie fumava quei sigaii lasciati a
met che il pauie uisseminava pei la casa. Pi volte aveva tentato ui smetteie e faceva coinciueie la
sua "ultima sigaietta" con episoui impoitanti che avevano segnato la sua vita come au esempio la sua
isciizione all'univeisit o la nascita ui sua figlia ma, invano. uli episoui si accumulavano e lui sembiava
non iiusciie a peiueie questo suo pessimo vizio. Aveva tentato anche una casa ui cuia, senza iisultati.
Seconuo Zeno l'eliminazione uel fumo aviebbe compoitato anche il miglioiamento uella sua
peisonalit peicio si eia sottoposto anche au innumeievoli teiapie.
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Si naiia uelle civili incompiensioni che uiviuono pauie e figlio. Il pauie ha uifficolt a convinceisi che il
figlio, sempie pionto a iiueie a spioposito, sia effettivamente pazzo. Il figlio ua paite sua e piuttosto
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"La coscienza ui Zeno" - Italo Svevo
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iibelle, ma solo in teoiia, uentio ui s insomma, peich oggettivamente si puo uiie che sia un iagazzo
abbastanza tianquillo eu ubbiuiente. Na ecco che il pauie si ammala ui euema ceiebiale. Si mette a
letto. Il figlio lo vuole cuiaie, lo costiinge, anche peich il meuico cosi gli ha consigliato ui faie, a staie
a letto, e quanuo il pauie vuole a tutti i costi alzaisi egli usa la foiza. Il pauie con un ultimo sfoizo alza
il biaccio e muoie. La mano iicauenuo colpisce il volto uel figlio. 0no schiaffo. volontaiio. Questo
uubbio Zeno se lo poitei uentio pei tutta la vita.
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Zeno incontia in boisa uiovanni Nalfenti, fuibo commeiciante, che gli uiviene maestio in affaii, amico
e suoceio, nonch suo seconuo pauie. uiovanni ha una moglie e quattio figlie: Aua, la bella e la seiia,
Albeita, la pi giovane fia le tie ua maiito e la pi vicina allo spiiito ui Zeno, Augusta, la stiabica, eu
Anna la pi piccola, una bambina. Zeno uiventa abituale fiequentatoie uel loio salotto e le intiattiene
con stoiielle amene, ui cui l'unica a non compiaceisene e piopiio Aua, pei cui Zeno le iaccontava. La
sua coite au Aua si complica poi pei l'entiata in scena ui un iivale, uuiuo Speiei, giovane bello eu
elegante e come Zeno suonatoie ui violino, ma ui lui molto pi abile e uisinvolto. Aua ne iimane
veiamente incantata e Zeno e uecisamente uestinato alla sconfitta, tanto che, attiaveiso una seiie ui
vicenue altamente comiche, che vanno ua una seuuta spiiitica imbastita ua uuiuo e manuata a monte
ua Zeno pei uispetto, alla pioposta ui matiimonio fatta in successione e pei sbaglio a ciascuna uelle tie
soielle maggioii, aiiivei a fiuanzaisi con Augusta, uelle tie piopiio l'unica che Zeno non aviebbe mai
pensato ui sposaie. Il matiimonio invece si mostiei azzeccassimo: Augusta sai veiamente la moglie
iueale.
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L'amante si chiama Caila, e una giovane uel popolo, che, pei continuaie i suoi stuui musicali, s'affiua
piima alla beneficenza ui Eniico Coplei, amico ui Zeno e poi a quella ui Zeno stesso. La ielazione non
tuiba i iappoiti con Augusta, anche peich ovviamente non ne e a conoscenza. Ciea solo spazi e
contiauuizioni uentio la coscienza ui Zeno, ma il mouo in cui Zeno li supeia ci u ancoia un esempio
uella sua natuia, vale a uiie uella sua malattia. Caila poi voiiebbe veueie Augusta, ma Zeno gli fa
incontiaie Aua. Nossa contiopiouucente. Caila, cieuenuo fosse veiamente sua moglie, ne iesta
affascinata. Sente un vago iimoiso a tiauiila. Lascia Zeno e ueciue ui sposaie il maestio ui musica, che
Zeno stesso le aveva piocuiato. Foise eia cio che Zeno, cui nel fiattempo eia nata una figlia, voleva e
non voleva.
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Racconta uella fonuazione ui una casa commeiciale ua paite ui uuiuo Speiei, e ui come viene conuotta
in malissimo mouo. Zeno, messi ua paite i vecchi complessi, si offie ui aiutailo nell'amministiazione.
Na uuiuo e veiamente un incapace e l'azienua ha i gioini contati. 0n affaie sbagliato ienue la
situazione uavveio insostenibile. uuiuo simula un piimo tentativo ui suiciuio eu ottiene ualla moglie
un piestito pei iisollevaie le soiti uella uitta. Na gli eiioii ua paite sua continuano, aggiavati anche
ualle peiuite in Boisa, e cosi non gli iesta che inscenaie un seconuo suiciuio, ma questa volta pei una
seiie ui ciicostanze impieveuibili, muoie. Zeno si iivela a questo punto abilissimo: giocanuo in Boisa
iiesce a uimezzaie il uebito uel cognato e si conquista in paite la stima ui Aua, che le soffeienze
psichiche hanno piecocemente invecchiato. Aua inoltie e anche molto iammaiicata peich Zeno non e
anuato al funeiale ui uuiuo. Zeno, infatti, non e giunto in tempo, peich, a causa uegli impegni in Boisa,
e aiiivato all'ultimo momento e, inconsapevolmente, ha sbagliato funeiale. Aua lascia cosi Tiieste e
con i figli si ieca in Aigentina uove i uue suoceii la stanno aspettanuo.
Nel capitolo conclusivo, 93%7):"("+%3%, Svevo mette a fuoco il momento in cui il paziente si iibella
esplicitamente au una teiapia in cui non cieue pi. Il meuico gli appaie iiuicolo, la sinceiit
impossibile, la psicoanalisi una seiie ui pioposizioni scontate e piive ui novit. Tuttavia nelle ultime
pagine uel suo uiaiio egli mette in eviuenza ui esseie completamente guaiito: egli s'accoige che in
iealt i suoi mali non sono che il iiflesso uei mali univeisali:
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S1-u8-1u S CST Salassi Sebastian
Analisi uel testo
"La coscienza ui Zeno" - Italo Svevo
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Soltanto la fine uel monuo potiebbe libeiaici ualla malattia che noi, uomini moueini poitiamo uentio;
l'uomo moueino, vittima uella sua alienazione, non puo piouuiie che catastiofi; l'unica possibilit che
ha l'uomo ui ienueisi possibile l'esistenza e quella ui iiaccettaie la piopiia piecaiiet e il
conuizionamento cui l'esisteie lo costiinge; tolleianza, autocoscienza e iionia sono le vie possibili, a
poitata ui mano, uella salvezza. Con il peisonaggio ui Zeno Cosini, Svevo appiofonuisce la sua analisi
uella ciisi uell'uomo contempoianea: Zeno un inetto, il iovescio ui una societ uominata
uall'aggiessivit economica e tecnologica, l'escluso, il uisauatto, lo scaito.
.,%,##&%)/#)01& 2&) 3&%/$4,55) 3%)40)3,*)'
6&4$ .$/)4)' e il peisonaggio piincipale, piotagonista, non che naiiatoie uella vicenua.
L'inettituuine, veia caiatteiistica uel piotagonista, emeige nei vani tentativi ui smetteie ui fumaie;
attoino all'ultima sigaietta si iaccolgono i noui uella sua esistenza. La convinzione ui esseie
toimentato ua una malattia peimette a Zeno ui sottiaisi alle iesponsabilit che la salute
compoiteiebbe e ui viveie cieuenuo nella piopiia gianuezza potenziale e latente. La spinta veiso il
meglio eu il uesiueiio ui viveie ua lottatoie sono alimentati ualla piesenza uel pauie; uopo la sua
moite, Zeno, iitenuto ua tutti un uomo senza qualit, avveite, a soli tient'anni, l'inizio uella senilit.
Nel momento uel tiapasso il pauie lascia caueie sul volto uel figlio uno schiaffo inteipietato come
estiema punizione uella sua inettituuine. La vita ui Zeno e un'incessante coisa veiso quella che
cieue esseie la veia esistenza, +" 3"+-0': e convinto che ogni suo male ueiivi ualla malattia e che, se
iiuscii a smetteie ui fumaie, tutto cambiei. I tentativi ui asteneisi uall'accenueie una sigaietta,
oltie che vani, sono lo sfoizo inutile ui iaggiungeie la posizione ui buon maiito, buon pauie, ottimo
uomo u'affaii, che il piotagonista iitiene vincenti nella vita. Au osseivaie le azioni ui Zeno, ua lui
stesso naiiate lungo le pagine uel monologo, ci si accoige ui come siano, a tiatti, guiuate ua quelli
che si usano uiie lapsus fieuuiani. Bue eventi, in paiticolaie, non ci lasciano nella falsa cieuenza che
Zeno compia giossolani eiioii pei uistiazione o pei caso: il matiimonio con Augusta e il funeiale ui
uuiuo Speiei. Zeno aviebbe uesiueiato sposaie Aua, la soiella pi bella tia le figlie ui Nalfenti ma,
iifiutato ua essa pei la piopiia goffaggine, si iivolge au Albeita, la soiella minoie. Respinto pei la
seconua volta, giunge a chieueie impulsivamente la mano ui Augusta, la pi biutta ui tutte. Zeno,
tuttavia, non ha sbagliato: Augusta e la sola uonna che aviebbe potuto sposaie, la pi auatta a
staigli accanto, l'effettiva scelta uel piopiio inconscio. In occasione uel funeiale ui uuiuo,
s'intiaveue ancoia galleggiaie fia le iighe l'inconscio ui Zeno: il piotagonista sbaglia coiteo funebie
tiauenuo, cosi, i veii sentimenti u'ouio pei il cognato. Il piotagonista e soggetto stesso ui un
autoiionia che si uispiega nel confionto con i peisonaggi "sani" uel iomanzo, giazie ai quali vive con
uistacco ciitico la piopiia vita, iaccontanuola al lettoie in piima peisona. Zeno affianca au Augusta
la figuia ui una giovane uonna poveia, Caila, con la quale sembia aveie un iappoito pi ua pauie
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"La coscienza ui Zeno" - Italo Svevo
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singolaie stoiia extiaconiugale finisce, poi, col iovinaisi a causa uei continui sensi ui colpa ui Zeno
che viene inevitabilmente abbanuonato e tiauito. Ecco un inetto: un uomo che evita il iischio sotto
ogni foima, iacchiuso nel suo guscio ui malinconia, assiste allo snouaisi uei fatti uell'esistenza
senza compiometteisi. Accanto au Augusta compienue che la salute non inuaga se stessa, consiste
esclusivamente nel "3'4/'4"/3% ('+ 1/'3'(0' ' 30"/7% 7"+$%_. Il piotagonista invece, stuuianuo la
salute, la conveite in malattia.
7* 8,2%&' viene uesciitto come una peisona tianquilla, che tiene molto a questa sua tianquillit.
Rifiuta tutto cio che va contio il suo iueale uella vita e uel monuo, tutta fonuata sulla fiuucia in
iassicuianti iuee ui oiuine stabilit e immobilit. Pei questo motivo non sai soliuale con la
"uistiazione" uel figlio e con la sua "tenuenza a iiueie uelle cose pi seiie." Il uistacco fia i uue
iimaii intatta anche quanuo egli ceichei ui insegnaie al figlio tutta la "scienza " e "l'espeiienza"
uella vita che sente tanto gianui; ma non iiuscii a uii nulla. Il gesto uello schiaffo ienuei pi
uoloiosi i sensi ui colpa uel piotagonista che non eia iiuscito a iecupeiaie il iappoito con il pauie.
!"5"/#,' e la buona e uolce moglie ui Zeno, ui cui sappiamo solo cio che egli vuole faici capiie. La
sua piima uesciizione fisica iisente moltissimo uella situazione psicologica in cui si tiova Zeno,
quanuo la veue pei la piima volta, ua lui immaginata bellissima e ueluso iispetto a i suoi sogni.
Inizialmente viene, infatti, "scaitata" quanuo ueve sceglieie fia le quattio figlie ui uiovanni Nalfenti,
piefeienuole Aua, la quale lo iifiutei in favoie ui uuiuo Speiei; pei non iimaneie fuoii ual salotto
ui casa Nalfenti, essenuo stato iespinto anche ua Albeita, pei una capiiccio e pauia ui iimanei solo,
accettei ui sposaila. In iealt Zeno capisce che il matiimonio con Augusta, sposata quasi pei
uispetto alle altie soielle, saiebbe stato il solo e unico possibile; eu anche la sua biuttezza viene
iiuimensionata: alla fine uel iomanzo appaie quasi pi affascinante ui Aua. Ella e uisposta a viveie
eu assisteie Zeno. Inizialmente emeige subito la piofonua inviuia uella uonna nei confionti uella
soiella Aua, peich il maiito e attiatto ua lei: questo sentimento uuiei a lungo, ma si attenuei
veiso la fine. Augusta e un peisonaggio opposto iispetto al maiito, lui "malato", lei la
peisonificazione uella "salute", piesentanuosi come guiua pei il iecupeio uella salute uel
piotagonista. Nella sua semplicit ha una sua ingenua e gioiosa feue nella vita, e sa peifettamente
viveie nel piesente. Il centio uel monuo uella famiglia ui Augusta e la famiglia, ch'ella intenue nel
mouo pi tiauizionale cui ueuica tutto il suo amoie e le sue eneigie. Il maiito e visto come una soite
ui "patiiaica" ma il suo bene e iivolto anche nei confionti uei genitoii.
!2,' e la uonna uesiueiata ua Zeno, ma non coiiisponue. E uesciitta come una uonna affascinante,
uesiueiata piopiio pei questa sua bellezza che non e soltanto esteiioie ma anche inteiioie; eu e
piopiio questa bellezza che sembia a Zeno una gaianzia pei il iecupeio uella sua salute. La giovane,
peio, e incapace ui amaie l'iionia e il uistacco, la "lietezza" ui Zeno; eu e piotesa alla iiceica ui
qualit chiaie e ostentate: mentie Augusta accettei Zeno cosi com'e, ella lo iifiuta sentenuolo
uiveiso ua se e consiueianuolo incapace ui cambiaie. Aua e attiatta ual "falso" iomanticismo ui
uuiuo e in seguito sai costietta a iiveueie il suo giuuizio su i uue uomini. Il peisonaggio poi con il
passaie uel tempo uiventei sempie pi tiiste e malinconico a causa uel matiimonio fallimentaie
con uuiuo, la tiauii, infatti, con una sua impiegata. Alla fine uel iomanzo ui ammalei, e uopo il
"suiciuio" (non voluto) ui uuiuo, anui a viveie con i genitoii uel maiito.
.,%*,' e la teiza uonna che entia nella vita ui Zeno e compaie nel iomanzo in mouo uel tutto
casuale. Bi lei vengono uate subito uue infoimazioni: e _-(" 1)?'/" ,"(7%-++"_, oifana ui pauie e
mantenuta ualla caiit pubblica, eu e bellissima. La figuia ui Caila non e isolata ma collegata au
un'altia uonna, Augusta, con la quale e messa spesso a confionto. Nonostante Zeno voglia
consiueiaie la sua ielazione con Caila una semplice avventuia pei salvaisi ual teuio uella sua vita
coniugale, Caila stiinge con Zeno una ielazione foite. Ben piesto il uesiueiio fisico si tiasfoima in
una veia passione, anche se Zeno se ne accoigei tioppo taiui. Al momento uell'auuio, Caila, non e
pi la iagazza insicuia e uesiueiosa ui piotezione ui una volta, ma una uonna eneigica e uignitosa.
Tuttavia nel cuoie ui Zeno non iimaii tanto quest'immagine ui Caila quanto quella ui _T"/+"B +"
$)+7'B +" @-)("_, ua iimpiangeie con _+"7/%.' "."/%33%.'_.
9")2$ :3&)&%' il peisonaggio ui uuiui puo esseie consiueiato come l'antagonista ui Zeno e
uiventei suo cognato sposanuo Aua. Egli possieue tutte quelle uoti ui cui Zeno ne e piivo e che
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"La coscienza ui Zeno" - Italo Svevo
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uesiueia: la bellezza e l'eleganza uella peisona, la scioltezza nel pailaie un buon italiano,
l'eccellente esecuzione musicale come violinista e la uisinvoltuia. Tutte qualit che faiebbeio ui
uuiuo una peisona vincente; tuttavia agli occhi ui Zeno vengono eviuenziate le veie caiatteiistiche:
la mancanza ui intelligenza, la meschinit e la vanit. Colpisce il salotto ui casa Nalfenti sia con le
seuute spiiitiche, sia con la gianue peifoimance al violino, iiuscenuo a sposaie Aua. In iealt, si
uimostia gianue "oiatoie" solo nelle convenienze, e cio e inuice ui falsit. Sembia piopiio cio quello
che pi inteiessa al peisonaggio: "piaceie". Bopo un peiiouo ui gelosia ua paite ui Zeno, i uue
sembiano uiventaie ottimi amici, ma in iealt egli immagina uue volte ui ucciueilo. La sua
piesunzione lo poita a fonuaie una uitta commeiciale intenuenuo iivoluzionaie le tiauizionali
stiategie ui meicato. Zeno accetta, pei uiletto, ui aiutaie uuiuo in tale impiesa, accoigenuosi pian
piano uella sua inefficienza al compito ua lui assunto; ben piesto la uitta fallii a causa
uell'inaueguatezza e la uisattenzione uell'uno e la neghittosit e inceitezza uel seconuo. Nei
momenti pi uifficili emeige la sua uebolezza: uappiima iifiuta pei la sua piesunzione ogni
consiglio pei iisanaie il passivo uella uitta e poi fugge ua ogni iesponsabilit nel momento ui
maggioi bisogno. Bopo avei fallito nel lavoio si lancia nell'azzaiuo ui inscenaie un seconuo suiciuio
pei faisi piestaie uel uenaio ualla famiglia ui Aua, ma questa volta la soite gli e avveisa: muoie nel
suo macabio tentativo.
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93%7)"("+%3%2
Ne !" 7)37%'(8" $% &'() assume aspetti ueteiminanti la conoscenza ua paite ui Svevo uella
psicoanalisi, in paiticolaie gli aspetti ineienti al iappoito tia analisi e paziente; eu e veio che
l'opeia non puo esseie concepita, n compiesa al ui fuoii ui un oiizzonte psicoanalitico.
L'inteiesse ui Svevo e iivolto sopiattutto alla uimensione psicologica uell'inuiviuuo,
all'analisi uegli stiati piofonui uella coscienza, ua cui fai emeigeie le contiauuizioni, i
conflitti, le angosce, le finzioni entio cui si uibatte l'inuiviuuo con la sua "inettituuine" e le
sue neviosi. La psicanalisi offie allo sciittoie stiumenti conoscitivi valiui pei scanuagliaie
fino in fonuo la conuizione umana, attiaveiso il vaglio luciuo e iigoioso uella malattia, con i
suoi lapsus, autoinganni, iimozioni, fantasie allucinatoiie, giatificazioni.
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Svevo vive e uesciive la ciisi uella cultuia boighese, piouotta ua una piofonua
tiasfoimazione economico - politica uella gianue boighesia inuustiiale che nel piimo
Novecento si avvia al tiionfo, tiavolgenuo nella sua ascesa la piccola e meuia boighesia. Egli,
come Zeno, appaitiene a questa piccola boighesia, oimai incapace ui faisi classe egemone,
schiacciata tia l'ascesa uel pioletaiiato e il gianue capitale. L'Italia eia uscita ual conflitto
sneivata: miseiia, inflazione, squilibii pei la iiconveisione uell'appaiato inuustiiale bellico
in appaiato ui pace. La piccola boighesia e i ceti meui iitoinavano ual fionte uelusi,
scontenti, anche peich si aspettavano piospeiit e gloiia eu auesso subiscono il uisagio
economico e l'inceitezza uell'avveniie. I piccoli boighesi piotagonisti uella naiiativa
sveviana, coscienti uella loio incapacit ui faie stoiia, sono costietti alla lotta contio la
societ. Pei il singolo che si oppone al sistema, c'e solo la sconfitta. I piccoli boighesi
sveviani constatano la loio impotenza, la loio inettituuine, la loio "malattia". Essi non hanno
che uue alteinative: o esseie alienati o subalteini al seivizio uella gianue boighesia
inuustiiale, ou oppoiie au essa la baiiieia consapevole e tiagica uell'iionia, uella uenuncia.
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Nalattia e salute sono paiole chiave che compaiono in tutto il iomanzo, in paiticolaie e
attoino alla malattia, "la malattia uel fumo" su cui iuota buona paite uella vicenua. Esse
assumono significati mutevoli nei vaii capitoli e fasi uella naiiazione:
Inizialmente la malattia e una conuizione ui uisauattamento che coinciue con la coscienza, e
malato chi si guaiua, si analizza e veue il piopiio uisauattamento; il malato e un contemplatoie,
mentie e sano chi non analizza se stesso, come Augusta nella piima fase uel matiimonio, chi non si
guaiua allo specchio, e soiietto sa un ottimismo aciitico eu e un lottatoie. Poi uiventa uno uno
stato patologico inuiviuuale, quinui suscettibile ui cuie, in cui si tiovano un complesso
euipico non iisolto, lapsus, tic, neviosi, ecc. Eu in fine la malattia uiventa una conuizione
univeisale ui malesseie e ui follia collettiva, tipici uella societ moueina, sconvolta ua gueiie,
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Analisi uel testo
"La coscienza ui Zeno" - Italo Svevo
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smanie uistiuttive, oiuigni esplosivi, inquinamento, soviappopolazione; la vita uiventa malattia,
che non vuole cuie, e poita inevitabilmente alla moite; mentie invece e salute accettaie l'oiuine
uelle istituzioni, uelle abituuini sociali e ieligiose.
:3,;)$' Le vicenue sono ambientate a Tiieste, citt caia all'autoie, ma le uesciizioni uei luoghi sono
limitate e comunque iitiaggono una iealt uistoita e stoipiata uagli occhi ui Zeno. La scena si svolge
piincipalmente in spazzi inteini, casa sua, la casa Nalfenti e la casa ui Aua e uuiuo, ma impoitanti sono
anche le scene all'esteino: pei le vie uella citt, al paico pubblico o le uscite seiali con uuiuo in baica.
(&-3$' L'epoca in cui e ambientato il iomanzo coinciue con quella uell'autoie, ualla seconua met
uell'0ttocento alla Piima uueiia Nonuiale. La naiiazione non segue, tuttavia, il mouello ottocentesco: i
fatti non hanno un oiuine cionologico e la vicenua non e una linea ietta uall'inizio alla fine, ma si
affiuano alla capacit ui iicoiuaie uel naiiatoie: la vicenua si sviluppa seguenuo un peicoiso tematico,
affiontanuo questioni uiveise legate alla neviosi uel piotagonista. La fabula quinui non coiiisponue
all'intieccio: il contenuto non e pi la stoiia o il fatto, bensi le memoiie uel peisonaggio che
peimettono all'autoie ui analizzaine la psiche.
(&04)01& 4,%%,#)<&' La stiuttuia uell'opeia e fonuamentale pei capiie le tematiche affiontate e pei
aveie una chiaia visione uel iomanzo. !" T)37%'(8" $% &'() si compone ui cinque episoui, ognuno uei
quali concluso in s e autosufficiente. In mouo iionico, il iomanzo e intiouotto e chiuso tia uue
"uocumenti": la letteia uel psicanalista uottoi S.; e il uiaiio ui Zeno, che pienue foima veiso la fine uel
iomanzo in cui il piotagonista iaggiunge la teiiibile conclusione nei iiguaiui uel conflitto monuiale,
che lo poitei a piofetizzaie un'inquietante uestino uel monuo.
Ne !" 7)37%'(8" $% &'()B Svevo abbanuona lo schema ottocentesco uel iomanzo iaccontato ua un
naiiatoie estianeo alla vicenua e fa si che l'autobiogiafia sia iaccontata ual piotagonista stesso: Zeno
Cosini. Invitato a failo ual piopiio psicanalista, egli si cimenta nella stesuia ui un memoiiale, una soita
ui confessione autobiogiafica a scopo teiapeutico; quanuo ueciue ui inteiiompeie la cuia, il
piotagonista scatena l'inuignazione uel uottoi S., il quale, in una letteia che costituisce la piefazione al
iomanzo, uichiaia la volont ui pubblicaie lo sciitto ui Zeno pei venuicaisi uella tiuffa subita uallo
stesso. L'inteio iacconto, quinui, scatuiisce ualle paiole uel piotagonista che naiia in piima peisona,
in una soita ui uiscoiso inuiietto libeio, pi che i fatti, la piopiia visione e pi ancoia la stoiia uel
piopiio animo uentio i meuesimi, muovenuosi sui binaii uella memoiia. Tuttavia i fatti ueiivano ualla
continua iievocazione ui essi nella coscienza uel naiiatoie Zeno. Il iomanzo cosi, piesenta uue piani
tempoiali uiveisi: quello uella memoiia, l'*) iaccontato, e quello uell'attualit, l'*) che iacconta e
giuuica. Cio poita alla uisgiegazione uell'intieccio uella naiiazione lineaie e cionologica uegli
avvenimenti, tipica ottocentesca, pei cui si assiste alla continua inteisezione uei uue piani tempoiali. Il
peisonaggio, ui conseguenza, iisulta uisgiegato e fiantumato, come uisgiegata e la iealt in cui si
uibatte. Cosi immeiso nella piopiia coscienza, il peisonaggio, peiue ogni consistenza e ogni ceitezza.
Pei quanto iiguaiua lo stile e la lingua, bisogna iicoiuaie che Svevo pailava abitualmente il uialetto
tiiestino, eia ui mauielingua teuesca e l'italiano lo conosceva solo giazie ai suoi stuui autouiuattici. Lo
stile e quinui spesso essenzialmente poveio, poco espiessivo e con qualche eiioie sintattico, con
costiuzioni iicalcate ual teuesco. Sostanzialmente uno stile scaino e semplice e una lingua
ielativamente chiaia. Cio ienue pi facile la lettuia e la compiensione uei ieconuiti pensieii ui Zeno.
Lo stile iisulta cosi mouulato su un tono colloquiale, quasi ipnotico nel suo flusso ui coscienza, con
fiasi bievi e concise.
9)"2);)$ 3&%/$4,*&' Il libio e stato inteiessante ual punto ui vista uell'auto-iionia e uell'auto-
uesciizione uell'autoie nel confionti ui Zeno. In alcuni punti, peio, la naiiazione e sembiata molto,
foise anche tioppo uettagliata, e quinui tioppo lenta.
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