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1.

INTRODUZIONE

In questa tesina presenter, in breve, la trama del romanzo Il fu Mattia Pascal, i personaggi
pi importanti, un osservazione della narrativa e lo stile e lessico usato dall autore ed alcune
mie riflessioni su quello che ho letto.

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2.La trama:
Mattia Pascal vive nell' immaginario paese che si chiama Miragno, con la sua madre e
fratello. Il padre ha lasciato loro un' eredit consistente, cio case, terreni e vignetti, dei quali
la vedova non capace di occuparsi. Allora, affida l' intera fortuna a Batta Malagna, che
dovrebbe, secondo lei, amministrare bene. Con il passare degli anni, Batta Malagna riesce a
nascondere i problemi e i debiti, faccendoli vivere senza preoccupazioni. Per, la famiglia
Pascal cade in un declino.

Mattia costretto a sposare Romilda ed essendo incapace di reagire alla realt che lo
schiaccia, non vive come vorebbe. Mattia si trova a convivere anche con la suocera vedova
che lo disprezza e la sua vita diventa un inferno. La sua moglie perde la bellezza e non sembra
di essere innamorata pi di lui. Poi, nascono le due bambine, una delle quali muore subito, e l'
altra, che riesce a dare un senso alla vita del suo padre, muore dopo un' anno. In quel periodo
muore anche la madre di Mattia. Per la prima volta in vita sua lui si ritrova a cercare lavoro, e
grazie allamico Pomino, comincia a lavorare come bibliotecario. Un giorno, per, stancato
dalla vita in casa dove ogni tranquillit rovinata, scappando dalla noia, mancanza dell'
amore da parte della moglie e dalla suocera cattiva, decide di fuggire. Grazie alla fortuna,
vince 82 000 lire a Montecarlo, dopo di che decide di tornare a casa, costruirsi una vita
migliore e finalmente godersela. Intanto, avendo preso il treno di ritorno, legge su un giornale
che a Miragno stato trovato il cadavere di- Mattia Pascal, nella gora d' un mulino. Rilegge
pi volte le righe che dicono che Mattia Pascal era scomparso aluni giorni prima e poi
riconosciuto come cadavere, nonostante d' istato d' avanzata putrefazione. Tutto questo lascia
molte domande, ma anche rabbia per le due donne che hanno scambiato il proprio marito e
genero per un altro uomo cos facilmente.

A questo punto, Mattia comincia ad apprezzare la propria libert e dice: avr cura di questa
mia libert: me la condurr a spasso per vie piane e sempre nuove, n le far mai portare
alcuna veste gravosa. Chiuder gli occhi e passer oltre appena lo spettacolo della vita in
qualche punto mi si presenter sgradevole. Procurer di farmela pi tosto con le cose she si
sogliono chiamare inanimate, e andr in cerca di belle vedute, di ameni luoghi trenquilli. Mi
dar a poco a poco una nuova educazione: mi trasformer con amoroso e paziente studio,
sicch, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due vite, ma d' essere stato due
uomini.1 . Adesso Mattia, diventato ricco, non ha pi nessun creditore e pu una vita libera
da ogni legame con il passato.
Il nuovo nome gli si offre durante un viaggio in treno. Avendo sentito la conversazione tra
due signiori d' iconogrfia cristiana, che menzionano il nome dell' imperatore Adriano e
Camillo De Meis, sceglie per se il nome- Adriano Meis.
Battezzato cos, sente che l' anima gli tumulta nella gioia di quella nuova libert, nella
costruzione di sua nuova identit.
Butta l' anellino di fede, cerca di dare un passato immaginario a Adriano Meis e comincia a
riprendere un nuovo modo di parlare e di ridere, di camminare e di soffiarsi il naso. Tutto
sbarbato, con un paio di occhiali azzurri chiari e con i cappelli lunghi, scomposti
artisticamente, pareva un altro.

Cos con il nome di Adriano Meis comincia a viaggiare prima in Italia e poi allestero, fino a
che decide di stabilirsi a Roma.

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Luigi Pirandello, Il fu mattia Pascal, A cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, edizione integrale, pagina 90/
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Poi si innamora di Adriana, la figlia del padrone di casa Anselmo Paleari. Vuole anche
sposarla e godere un' amore ricambiato, per un happy end del genere si mostra come non
realizzabile. Poich, Adriano Meis non esiste, o meglio dire, vive fuori dalle leggi e dalle
convenzioni esistenti.
A Mattia non resta che farla finita anche con la nuova identit simulando il suicidio di
Adriano Meis nelle acque del Tevere.
Dopo due anni della sua prima morte, le cose sono completamente diverse: la moglie
Romilda. risposata proprio con il suo amico Pomino e con un bambino. La libert di Adriano
Meis stata un' illusione. Probabilmente, Mattia lo sapeva dal principio, perche ad un punto
del romanzo dice: io, conndanato inevitabilmente a mentire della mia condizione, non avrei
potuto avere mai pi un amico, un vero amico. E dunque, n casa, n amiciAmicizia vuol
dire confidenza; e come avrei potuto io confidare a qualcuno il segreto di quella mia vita
senza nome e senza passato, sorta come un fungo dal suicidio di Mattia Pascal? Io potevo aver
solamente relazioni superfciali, permettermi solo co' miei simili un breve scambio di parole
aliene..2

Mattia, ritornato con propositi di vendetta, ben presto li abbandona e lascia che la moglie e
lamico continuino a vivere in pace. Non gli resta che ritornare a fare il bibliotecario
nellumida chiesa sconsacrata e di tanto in tanto, visitare la propria tomba.

2.1. I personaggi:

Mattia Pascal- Adriano Meis- Il protagonista dell' opera che racconta la suav vita nella quale
ha potuto morire due volte prima della morte finale e vera.
Ha una faccia minuta, con un piccolo naso e mento; costretto a portare gli occhiali. Riflette
sul proprio aspetto durante la trasformazione in Adriano Meis, quando diventa sbarbato e
tiene i cappelli lunghi. Era un uomo sano.
Proviene da una famiglia benestante che perde quello che possiede per causa della
amministrazione sbagliata di Batta Malagna. Mattia, insieme al fratello Roberto cresciuto
senza preoccupazioni ed anche nelle situazioni pi difficili assume un atteggiamento
tranquillo. Dopo sposa Romilda e questo amore non sembra di essere importante come quello
con Adriana, la quale l' ha conquistato con la sua dolcezza.
Siccome vive il matrimonio come se fosse una prigione, e con la situazione difficile in casa
loro, le cose materiali diventano troppo importani per Mattia, Quano decide di fuggire, cerca
di divertirsi e continua a comportarsi in una maniera, direi, infantile, non potendo accettare le
catene della propria vita. Ma, infine scopre che non pu vivere senza affetto, amici e pace.
Durante questo viaggio verso la maturit cresce e diventa un altro davvero, per sembra che
sia troppo tardi per i cambiamenti voluti.

La madre di Mattia Pascal- sembra di essere fragile e infantile. Ha un


rapporto pieno di tenerezza con Mattia. Ha una voce e una risata nasale che sembra
la faccia vergognare. Non capace di gestire da sola la grande ricchezza lasciata dal marito e
lascia lintera amministrazione dei suoi affari e delle sue propriet al Malagna. Questo le fa
proccupare per il destino dei suoi due figli. Diventa quasi una vittima della vedova Pescatore,
suocera di Mattia, e in sua maniera infantile, fugge dalla sorella. Ho notato l' elemento di fuga
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Luigi Pirandello, Il fu mattia Pascal, A cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, edizione integrale, pagina 106

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della madre e di Mattia, davanti le situazioni difficili e persone con le quali non possono
'lottare'.

Batta Malagna - Il disonesto amministratore delle ricchezze della famiglia Pascal. Non un
uomo morale e non ha scrupoli. Non ha rispetto per lamico defunto e la sua famiglia. Aveva
un viso lungo incorniciato da baffi melensi e pizzo; il pancione sembra arrivasse fino a terra,
le gambe corte e tozze.Una volta morta la prima moglie decide di sposarsi con la bella Oliva,
rovinando il primo amore di Mattia. Infatti i due ragazzi si amavano e da lui Oliva aspettava
un bambino.Nonostante questo, Malagna decide di accettare quel figlio di Mattia come suo.
Cos finalmente potr diventare padre, siccome non pu avere figli.

Roberto Pascal- Berto, questo il suo soprannome, al contrario di Mattia, bello e curato
d'aspetto. Da adolescente non combina tutti i guai sentimentali del fratello. Riesce a contrarre
un matrimonio felice con una giovane pi ricca di lui e vive con lei e la famiglia di questa ad
Oneglia.

Zia Scolastica- Mattia aveva molta pi paura di lei che dei leggeri rimproveri della
madre. Spesso apre gli occhi alla sorella su ci che avviene attorno al lei ed lunica donna
capace di vincere una lite contro la vedova Pescatore, perch ha un carattere ancora pi forte e
duro di lei e sicuramente pi saggio.

Marianna Dondi vedova Pescatore- Madre di Romilda e cugina di Batta


Malagna.
Non accetta la misera condizione di vita dovuta al matrimonio della figlia con Mattia, ormai
poverissimo. Quindi fa di tutto per vendicarsi e, da brava suocera, la causa principale dei
litigi in casa Pascal, spesso troppo violenti.

Romilda Pescatori la figlia di Marianna Dondi. Il matrimonio tra i due viene imposto e
nasce quasi per gioco. Il suo comportamento cambia dopo un certo periodo. Rimasta incinta,
accetta di sposarsi con Mattia. Anche lei la vittima della situazione tremenda che governava
la loro casa, influenzata dalle scelte della sua madre, che dimostra il suo carattere debole.
Presto perde anche quella bellezza giovanile e perde i due figli che ha portato al mondo.
Dopo la morte supposta di Mattia, sposa Pomino e quando Mattia vede la tranquillit negli
occhi di una nuova Romilda o si potrebbe dire di Romilda della giovent, lui decide di
lasciarla vivere la sua felicit insieme al suo marito nel matrimonio sereno, dal quale nasce un
figlio sano e forte.

Adriana Paleari - la figlia di Anselmo Paleari, proprietario della pensione dove Adriano
Meis vive durante la ' seconda vita'. una ragazza pura, gentile, educatissima, tenera e
discreta ma allo stesso tempo responsabile di s stessa e di tutta la famiglia.
anche molto religiosa e tranquilla. Si pu vedere solo una reazione diversa ed impulsiva
durante il romanzo: quando scopre del furto di Terenzio Papiano, il suo cognato, che la voleva

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sposare dopo la morte della sua sorella, per non dover restituire il denaro della dota al padre di
Adriana.
2.2.La narrativa:

Il romanzo diviso in diciotto capitoli numerati e titolati pi l'ultimo Avvertenza sugli


scrupoli della fantasia, esterno alla storia ma aggiunto dallo stesso Pirandello. L'opera inizia
con due premesse. Le parti riflessive di carattere filosofico si intrecciano con i dialoghi e
monologhi interiori dello stesso io narrante( Ma che! Nessuno mi riconosceva? Eppure ero
ormai tal quale: tutti, vedendomi, avrebbero potito almeno pensare: - 'Ma guarda quel
forestiero l, come somiglia al povero Mattia Pascal!').3 Cos, il ritmo della storia sempre
veloce.
Il tono usato da Pirandello per il suo romanzo di tipo colloquiale, chiaro e semplice, ci
semplifica le riflessioni filosofiche. Il lessico appare improntato alla quotidianit, pur essendo
arricchito da quella coloritura di termini ed espressioni tipiche del parlato ( ' pezzo forte', '
m'han detto in un baleno tante cose').

L'autore utilizza la narrazione in prima persona, un "io narrante", le parole e le espressioni


usate riflettono le emozioni e le sensazioni di chi parla. Allora, lo stile di Pirandello di non
monotono, una volta accelera, un' altra rallenta, tutto sempre in risposta allo stato d'animo del
soggetto narrante.

Il fu Mattia Pascal (1904), in cui Pirandello non solo definisce il suo relativismo ma cala
questa sua concezione della vita nella struttura del racconto: la storia di un uomo che, ritenuto
morto, si lascia credere tale, cambia nome e citt, si sforza di ricostruirsi una nuova vita, si
innamora, ma soffocato dalle convenzioni sociali, finge un nuovo suicidio, per riprendere il
suo vecchio nome, ma nemmeno cos, ma nemmeno cos pu tornare alla famiglia di un
tempo ( la moglie intanto si sposata con un altro) e si rassegna a restare ai margini della
vitaUn' opera con la quale veramente moriva l' Ottocento naturalista e si affaciava il volto
problematico e tormentato del Novecento, mentre si aveva gi la piena consapevolezza, nello
scrittore, della necessit di fabbricarsi strumenti espressivi nuovi: si ricordi la frase, gi citata,
contro la tecnica da tranche de vie del romanzo verista. E vi almeno un'altra pagina che pare
fondare il Novecento: quella in cui Mattia Pascal distingue tra Oreste e Amleto, indicando nel
primo ( protagonista di una tragedia di Sofocle) il personaggio emblematico della letteratura
antica, quella dell' et delle certezze, nel secondo, cio nella sua tormentata incapacit di
azione, quello emblematico della letteratura moderna, quella degli inetti, degli indifferenti,
degli ' uomini senza qualit.4

Un' estratto dall' ultimo capitolo:

Questa parte brevissima presenta la solitudine di questo povero uomo, che rimane stupito
quando vede che nessuno lo ricorda pi e sente una grande amarezza e dispetto: Due volte
percorsi da un capo all' altro il paese, senza che nessuno mi fermasse. Al colmo dell'
irritazione, pensai di ritornar da Pomino, per dichiarargli che i patti non mi convenivano e
vendicarmi sopra lui dell' affronto che mi pareva tutto il paese mi facesse non riconoscendo
mi pi..5 Gli rimasto solo visitare , ogni tanto, la propria tomba.

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Luigi Pirandello, Il fu mattia Pascal, A cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, edizione integrale, pagina 204
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Giuseppe Petronio, Lattivit letteraria in Italia, Palumbo, Palermo, 1993 , pagina 861
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Luigi Pirandello, Il fu mattia Pascal, A cura di Italo Borzi e Maria Argenziano, edizione integrale, pagina 204

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