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VOLUME 3b I classici Giuseppe Ungaretti

Il Novecento. Il secondo periodo (1919-1943) Sintesi svolta

GIUSEPPE UNGARETTI
PERCH UNGARETTI diso perduto al di fuori del tempo e della storia di cui
luomo conserva nostalgicamente una memoria pro-
UN CLASSICO? fonda e ancestrale.
1. Perch occupa un fondamentale ruolo storico: i Il poeta vive in prima persona gli orrori della storia,
si fa carico delle tragedie e del dolore del mondo, ma
movimenti del primo Novecento (crepuscolari, futuri-
sempre guardando oltre, sempre mirando a calarsi
sti, vociani) hanno chiuso con il passato, Ungaretti ha
negli abissi dellanima alla ricerca del senso ultimo
aperto vie nuove.
della vita. La poesia per lui unesperienza interiore,
2. Per lessenzialit e la purezza cui ha saputo ricon-
che consiste nel ritrovare il ricordo dellinnocenza del-
durre la parola poetica, avvolta dal silenzio e caratte-
la creazione sepolto nel cuore delluomo.
rizzata da unestrema densit semantica.
3. Per avere dato espressione ai drammi storici e alle
La forza evocativa della parola e del silenzio
ansie esistenziali delluomo contemporaneo, privo di
Essendo quella poetica unesperienza di tipo mistico,
certezze ma assetato di assoluto.
risulta ineffabile: il poeta pu solo suggerirla attraver-
so frammenti evocativi, e attraverso il silenzio pi an-
cora che la parola. Le poesie di Ungaretti procedono
LA VITA [1888-1970] per lampi, illuminazioni folgoranti, le parole che egli
riesce, a fatica, a strappare al silenzio non formano
Le molte patrie
quasi mai un discorso filato, ma appaiono isolate da
Ungaretti ebbe molte patrie: Lucca, citt natale dei
lunghe pause. La brevit di queste poesie frutto di
suoi genitori; Alessandria dEgitto, dove nacque, nel
un faticoso scavo, lo stile appare laconico, perch il
1888, e visse fino a 24 anni; Parigi, dove si trasfer per
linguaggio, di fronte allineffabilit dellesperienza po-
completare gli studi; il Friuli, dove combatt durante
etica, impotente.
la Prima guerra mondiale; Roma, dove si trasfer nel
Ma in questo modo il poeta restituisce alle parole una
dopoguerra; San Paolo del Brasile, dove insegn dal
straordinaria densit semantica, una forza evocativa
1937 al 1942. Nelle sue liriche volle riassumere questa
fuori del comune, come fossero pronunciate per la
esistenza girovaga associando a dei fiumi le tappe
prima volta. Ungaretti ricorre inoltre al linguaggio dei
della sua vita: il Serchio, il Nilo, la Senna, lIsonzo, il
simbolisti, attraverso un sistema analogico fondato
Tevere, il Rio Tiet.
dapprima sulla similitudine, ma che poi evolver ver-
so accostamenti pi ellittici. Ci che non si pu dire
Lesperienza del dolore
esplicitamente viene suggerito in maniera figurata,
La lunga vita di Ungaretti fu funestata da drammatici
attraverso lallusione simbolica.
eventi storici e personali: allet di due anni perse il
padre, visse gli orrori della guerra di trincea, durante
gli anni brasiliani perse il fratello e il figlio, conobbe
infine la tragedia della Seconda guerra mondiale. LE OPERE
I riconoscimenti e la fama
Ungaretti vide riconosciuti i suoi meriti in Italia a par- Il porto sepolto [1916]
tire dagli anni quaranta, quando, a guerra ancora in Genesi e struttura
corso, ottenne la cattedra di letteratura italiana allU- Comprende liriche composte per lo pi in zona di ope-
niversit La Sapienza di Roma e fu nominato Accade- razioni belliche, disposte in ordine cronologico, con
mico dItalia. Nel secondo dopoguerra divenne addi- lindicazione del luogo e del giorno di stesura. La rac-
rittura una celebrit: ottenne riconoscimenti in tutto colta ha dunque la forma di un diario, particolarmente
il mondo e nel 1962 venne eletto allunanimit presi- adatta a esprimere lesperienza maturata in trincea
dente della Comunit europea degli scrittori. dal poeta come soldato e lidea dellestrema precarie-
t della vita che nasce dallesperienza della guerra.
Il soldato in contatto continuo con la morte, non
padrone del proprio destino, non pu realisticamente
LE COSTANTI LETTERARIE fare progetti, si limita a vivere momento per momento
Alla ricerca del paradiso perduto e a godere intensamente i rari istanti di pace e di ri-
Nucleo centrale della poesia di Ungaretti il bisogno poso, come fossero lultimo desiderio accordato a un
di risalire a un originario stato di purezza, un para- condannato a morte.

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VOLUME 3b I classici Giuseppe Ungaretti
Il Novecento. Il secondo periodo (1919-1943) Sintesi svolta

I testi della raccolta sono incastonati in una cornice, for- Sentimento del tempo [1943]
mata da due coppie di liriche cui Ungaretti assegna fun-
zioni di dedica e di enunciazione della propria poetica. I temi
La raccolta riunisce liriche composte fra il 1919 e il 1935;
I temi ebbe due edizioni negli anni trenta (1933 e 1936), ma as-
Ungaretti chiarisce la propria concezione della poe- sunse la forma definitiva solo nella terza, del 1943.
sia evocando lantico porto di Alessandria dEgitto, da Genesi della raccolta il trasferimento del poeta a
secoli inghiottito dalle acque. Come larcheologo, per Roma, avvenuto nel 1921. Ungaretti, che pochi anni
raggiungerlo, si deve immergere in fondo al mare, cos dopo quel trasferimento si convert al cattolicesimo,
il poeta deve scendere nelle profondit della propria ammise che anche il suo ritorno alla fede fu dovuto
anima, dove rimasta leco della creazione, risalendo allimmersione nel clima della Roma barocca, domi-
ai primordi del mondo, alla condizione originaria di in- nata dal senso della fugacit del tempo e della preca-
riet della vita terrena; la sua tormentata religiosit
nocenza. Il tema della guerra lascia spazio a domande
oscilla sempre fra il timore del giudizio divino e un
sullanima, su Dio, sulla morte, sul destino. Nel poeta
bisogno di redenzione che pu nascere solo dalla mi-
lesperienza della guerra non fa che raddoppiare il de-
sericordia e dal perdono di Dio.
siderio di rinascita, il bisogno di innocenza.
Temi dominanti sono il confronto fra leffimero e le-
terno, il senso della caducit che introduce allorrore
Il linguaggio
della morte, ma anche al mistero della risurrezione
La sintassi caratterizzata da frasi brevi e giustap-
e della gloria eterna.
poste, in rapporto analogico, da abbondanza di frasi
Per il poeta, la storia dellumanit si riduce a un in-
nominali, dalla soppressione della punteggiatura. La
stancabile tentativo di vincere lorrore per il vuoto,
metrica, dal verso libero e di misura breve, spesso ri-
generato dalla percezione dellannullarsi di ogni cosa
dotto a una sola parola. Il lessico, da parole quotidia-
nella morte. Dio, concepito come Plenitudine, gli
ne ma evocative, potenziate dalla coincidenza con il
appare come lunico a poter colmare questo vuoto.
verso e dalla collocazione nello spazio vuoto.
Il clima romano suggerisce anche al poeta un ritorno
In seguito Ungaretti ricondusse il linguaggio di queste ai miti e alle divinit della tradizione classica: in essi
poesie alle condizioni di estrema precariet in cui era- egli rappresenta i propri stati danimo, avvolgendoli in
no nate. In realt egli sub anche linflusso di prece- un alone favoloso che alimenta la poetica della lonta-
denti esperienze letterarie: dal verso libero di Lucini al nanza caratteristica di questa raccolta.
verso breve di DAnnunzio, dalla lezione dei simbolisti
francesi a quella delle avanguardie del primo Nove- Il linguaggio
cento, fino agli haiku giapponesi. Il ritorno allordine, proprio della letteratura del pri-
Obiettivo del poeta isolare la singola parola, addirit- mo dopoguerra, si realizza in unamplificazione del-
tura la singola sillaba, per lasciarla risuonare come la sintassi, in un lessico pi ricercato e raro, in una
fosse pronunciata per la prima volta, eco di una lin- metrica che recupera le misure tradizionali del set-
gua primigenia e incontaminata. Il poeta si configura tenario, del novenario e dellendecasillabo, in gene-
come un nuovo Adamo, capace di rigenerare la lingua rale in una poesia che si fa pi canto. Tutto ci non
logorata dalluso, rendendo alle parole la loro origina- per mai ricerca formale fine a se stessa; compito
ria purezza. del poeta rimane quello di trovare nelle parole uneco
dellessere.
Lallegria [1931]
Nel 1919 Ungaretti decise di pubblicare in ununica Lultima stagione
raccolta e in una versione accresciuta tutte le poesie Il dolore [1947]
composte fino a quel momento: usc quindi la raccol- La raccolta comprende tre sezioni dedicate ai drammi
ta Allegria di naufragi, riedita successivamente (1931, personali del poeta (in modo particolare la morte del
1936, 1942) con il titolo Lallegria. fratello e del figlio) e tre dedicate al dramma colletti-
Il titolo originario della raccolta, Allegria di naufragi, vo della Seconda guerra mondiale.
un ossimoro con cui Ungaretti voleva sottolineare Le poesie oscillano fra il disperato tormento per le
listintiva reazione di attaccamento alla vita scaturi- perdite subite e la certezza cristiana della risurrezio-
ta dalla costante esperienza dellannientamento che ne e della vita eterna. Gli eventi bellici sono letti come
caratterizza la guerra. La vita si fa pi preziosa e vie- conseguenza dellallontanamento delluomo dalla
ne pi intensamente goduta nella misura in cui se ne legge divina; permane tuttavia la speranza cristiana
prova per esperienza diretta la precariet. Il termine della misericordia di Dio, unita a un profondo bisogno
naufragio assume inoltre una valenza polisemica, di redenzione.
alludendo ora ai frangenti drammatici dellesistenza, Le poesie dedicate ai lutti familiari riprendono il les-
ora a una redenzione dopo la morte e al ritorno allori- sico immediato e landamento diaristico della prima
ginaria innocenza perduta. produzione; pi criptici appaiono i testi in cui il poeta

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medita in termini metafisici sulla morte. Nelle poesie che Ungaretti vede come dolorosamente vuota a cau-
dedicate alla guerra il poeta adotta un insolito registro sa delle perdite subite, ma anche come tempo di una
di alta eloquenza per richiamare i propri simili. raggiunta saggezza che gli permette di prepararsi alla
morte come a una liberazione.
La terra promessa [1950]
Il tema dominante dellopera, rimasta frammenta- Il taccuino del vecchio [1960]
ria; doveva essere ancora quello della vanit dei beni La parte pi cospicua della raccolta sono gli Ulti-
terreni. I personaggi, ripresi dal mito di Enea, dopo mi cori per la terra promessa. Ungaretti abbandona
essersi lasciati sviare da mete ingannevoli, compren- il mito di Enea per rifarsi alla tradizione biblica, ri-
dono infine che la vera terra promessa quella che trovando la propria storia nelle dolorose vicende del
attende luomo alla fine dei tempi. popolo ebraico e avviandosi con serenit alla terra
promessa del paradiso. Molti versi hanno il carattere
Un grido e paesaggi [1952] di un vero e proprio testamento, proiettati oltre la so-
La raccolta inaugura le poesie della vecchiaia, et glia della morte.

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